MAGAZINE
NUMERO 3
I n c a s o di m a nc a t o re c a p i t o re s t it ui re a l C .M .P. B o lo g na Zan a rdi p er l a rest i t u z i o n e al mi t t en t e c he si i mp egn a a v ersare l a rel at i v a t a ri f f a.
MAGGIO GIUGNO 2017
P E R I O D I C O D E L L ’ I M P R E N D I T O R I A F U N E R A R I A E C I M I T E R I A L E
NOVITà
Affresco: Padre Pio pag.46
FIERE
STATISTICHE
LEGALE, FISCALE
Una sfida che si rinnova ad ogni edizione
Pianeta Polonia
Il contratto di rete
IL MIGLIOR MODO PER ANTICIPARE IL FUTURO È INVENTARLO
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nticipare il futuro è possibile solo se si ha la capacità e la consapevolezza di esprimere qualità e intuizione nella nostra quotidianità. Biemme Special Cars vive e anticipa il futuro inventandolo e Vekal ne rappresenta l’esempio concreto. Una Biemme Special Cars si riconosce sempre.
LO STILE CHE NON C’ERA
BIEMME SPACE MAGAZINE
LO STILE È ELEGANZA NON STRAVAGANZA
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vvicinarsi a Vekal, significa scoprire un mito che arriva dal passato, ma che trasferisce il suo blasone a delle forme uniche, moderne e dalla forte personalità. Un riferimento per il settore, perchè Vekal non si fa solo notare ma anche ricordare.
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LO STILE CHE NON C’ERA
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n vero arsenale tecnologico inserito in un interno da vera ammiraglia. Questa è Revenge e non solo. Biemme Special Cars non ha lesinato nulla per questa berlina dal fascino inglese, ma il vero vanto per questa regina è l’assoluta accessibilità in termini di costo per il cliente. Infatti, Biemme Special Cars la propone con un rapporto costo/qualità assolutamente invidiabile per questo segmento.
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UN PUNTO DI VISTA DIVERSO
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originalità di Revenge, lo stile sobrio e la funzionalità, passano attraverso l’intuizione e lo studio della forma, cercando sempre di essere originali, guardando al nostro mondo sempre con un punto di vista diverso. Questa è Biemme Special Cars.
PHANTOMHEARSE - VEKAL - REVENGE - ATLANTIS - REVON - ANTALIS - METIS - COMPACT
LO STILE CHE NON C’ERA
R E A LTÀ S P E C I A L I Z Z ATA N E L C A M P O F U N E R A R I O I N P R O G E T TA Z I O N E E D E S E C U Z I O N E D I O P E R E D ’ A RT E I N D I V I D U A L I , P E R L U O G H I D I C U LT O , S PA Z I P U B B L I C I E P R I VAT I
V I V F U N E R A L A RT d i F i l i p M o r o d e r D o s s - S n e t o n 7 1 a - 3 9 0 4 6 O r t i s e i , Va l G a r d e n a ( B Z ) Te l . + 3 9 3 3 3 3 6 6 3 0 4 0 - E m a i l : i n f o @ a r t e v i v. i t - w w w. a r t e v i v. i t
SOMMARIO
14 13 Editoriale
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FIERE Una sfida che si rinnova ad ogni edizione
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statistiche Pianeta Polonia
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FOCUS DONNA In cammino con gli Angeli
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news aziende Il cliente al centro di ogni progetto
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NEWS PRODOTTI L'Affresco con Padre Pio
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LEGALE, FISCALE Il contratto di rete: una opportunità per settore funebre
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ATTUALITà Vita apparente
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NEWS AZIENDE L'ultimo viaggio verso casa
cultura L'architettura onirica dell'Ade
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Oltre Magazine Periodico di informazione dell’imprenditoria funeraria e cimiteriale Bimestrale Anno XVII - n° 3 MAGGIO-GIUGNO 2017
CIMITERI D'EUROPA Il cimitero nel bosco
www.oltremagazine.com
Segreteria di Redazione: Raffaella Segantin r.segantin@oltremagazine.com Redazione: redazione@oltremagazine.com Daniela Argiropulos, Francesca De Munari, Maria Angela Gelati, Stefano Montaguti, Miranda Nera, Carmelo Pezzino, Sara Sacco, Carlo Mariano Sartoris, Laura Savarino, Raffaella Segantin, Roberto Valli, Gaia Lucrezia Zaffarano
Spedizione in abbonamento postale. Diffusione in 8.000 copie, inviato a tutti gli operatori italiani del settore.
Comitato Scientifico: Luigi Bartolomei, Rossana Becarelli, Giuseppe Bellachioma, Francesco Campione, Alcide Cerato, Mauro Felicori, Giulio Gallera, Maria Angela Gelati, Gianni Gibellini, Pietro Innocenti, A. Renato Miazzolo, Alessandra Natalini, Giorgio Praderio, Michela Sgoluppi, Anna Paola Spagnoletti, Piero Maurizio Zaffarano
Registrazione: Tribunale di Bologna n° 7053 del 23/10/2000
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Direttore Responsabile: Alberto Leanza redazione@oltremagazine.com
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Direzione, Redazione, Amministrazione, Pubblicità: Via de’ Buttieri 5/a - 40125 Bologna tel. 051 4298311 - fax 051 4298312 redazione@oltremagazine.com
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EDITORIALE
ALBERTO LEANZA, DIRETTORE
Nelle pagine che seguono troverete un ampio resoconto sull’andamento della prossima edizione di Tanexpo, soprattutto per quanto riguarda gli spazi espositivi e i nominativi delle più significative aziende partecipanti. Non mi sono tuttavia soffermato
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su un altro importante aspetto a cui stiamo lavorando, maturato grazie alle esperienze all’estero, in particolare negli Stati Uniti. Mi riferisco alla formazione dei nostri omologhi “Funeral Director”, un fenomeno assai diffuso in altri Paesi, addirittura obbligatorio in alcune nazioni, per garantire un livello di professionalità sempre all’altezza dei servizi erogati. La recente organizzazione di Miami Funer, dove la parte convegnistica ha rappresentato un elemento fondamentale dell’evento, mi ha fortemente sensibilizzato sulla necessità di una preparazione adeguata e capillare del settore. Va detto che negli USA per esercitare l’attività di impresario funebre è previsto per legge il raggiungimento annuale di un certo numero di crediti formativi che si ottengono frequentando corsi di aggiornamento appositamente predisposti. Lascio alle associazioni di categoria esprimere un giudizio in merito all’opportunità o meno di introdurre simili procedure anche nel nostro Paese, tuttavia è indubbio che la formazione professionale sia un elemento imprescindibile nell’esercizio di qualsiasi attività per essere al passo con i tempi e con le esigenze di una società in continua evoluzione. Per questo motivo stiamo mettendo a punto un programma di workshop e seminari rivolti al pubblico in visita al Salone, finalizzati ad offrire gli strumenti necessari per qualificare il proprio lavoro ed accrescere l’immagine aziendale sul territorio. È mio fermo desiderio che Tanexpo non si limiti ad essere una vetrina commerciale, ma sia anche un luogo di crescita, un incubatore di stimoli ed idee, un momento irrinunciabile di incontro e confronto, la “casa comune” di tutto il comparto.
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Una sfida che si rinnova ad ogni edizione di Sara Sacco
Si è da poco conclusa la prima edizione di Miami Funer, l’evento organizzato dal team di Tanexpo negli Stati Uniti. Com’è andata? Quali sono state le sue sensazioni?
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Intervista ad Alberto Leanza, Presidente di Tanexpo a Bologna dal 5 al 7 aprile 2018.
“L’esperienza di Miami Funer è stata una scommessa vinta! La prima edizione di questo nuovo evento per la funeraria mondiale è andato oltre le nostre aspettative in termini di partecipazione e di interesse suscitati. Questo è stato possibile grazie all’impegno di tutto il nostro staff e dei
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partner di Memorial International, leader nel funerario in Ecuador, nelle assicurazioni funerarie e nei trasporti internazionali in tutta l’America Latina. Il buon risultato raggiunto non è certo un punto di arrivo, non ci fermiamo qui appagati da quello che abbiamo ottenuto in così poco tempo: ci sono in verità molti aspetti da migliorare e da perfezionare,
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Un mondo intero al servizio del vostro business
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ma questo è normale dopo una sola edizione di un evento. Abbiamo già iniziato a lavorare in questo senso verso la seconda edizione, che si terrà nel marzo 2019. Miami Funer si inserisce in un progetto più ampio di Tanexpo che riguarda la sua internazionalizzazione attraverso l’organizzazione di eventi decentrati nei Paesi economicamente più interessanti per il settore funerario: siamo passati dal Brasile, alla Russia, fino agli Stati Uniti e certamente proseguiremo in questo percorso internazionale”.
la nostra storia aziendale, in cui non ci siamo lasciati abbattere ma abbiamo combattuto con maggiore impegno e attenzione. I risultati infatti non ci hanno tradito. Tanexpo 2016 ha registrato la sua migliore edizione di sempre con oltre 18.000 visitatori professionali provenienti da tutto il mondo. A un anno di distanza molto è già stato fatto per la prossima esposizione del 2018 e devo dire che le aspettative per superare i record raggiunti ci sono tutte. A proposito di record, non era mai successo nella storia del Salone
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Veniamo ora all’evento clou della prossima stagione, Tanexpo2018. Come si presenta la nuova edizione? “L’ultima edizione di Tanexpo, che si è tenuta nel 2016, ci ha regalato grandi soddisfazioni per la impressionante partecipazione di pubblico e per la soddisfazione registrata tra gli espositori. Basti pensare poi che arrivava dopo un biennio molto difficile sia sul piano personale che delOLTRE MAGAZINE
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che un anno prima dell’evento avessimo già registrato un numero così alto di iscrizioni tra gli espositori. Non solo la quantità ma anche la qualità dei nuovi iscritti: tra questi figurano molte aziende che da alcuni anni non partecipavano a Tanexpo e che invece per questa edizione, con mia grande felicità e soddisfazione, torneranno. Sono tra queste Desplanches, GFM Imbottiture, SPAF, Tecnica Press... Questi primi risultati sono più che incoraggianti per i mesi che verranno”.
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Qual è il segreto della più importante fiera al mondo della funeraria? “Fare l’interesse dei nostri espositori e conseguentemente quello dei visitatori. Mettere sempre davanti a tutto la soddisfazione dei nostri clienti anche prima del nostro interesse diretto. Poi naturalmente tanto impegno, anni di esperienza e di relazioni coltivate evento dopo evento con tutti i partner italiani ed esteri, la costante ricerca e selezione delle migliori proposte sul mercato, senza dimenticare di essere in una società in continua evoluzione in cui le caratteristiche di un evento di successo cambiano di anno in anno ed è necessario restare al passo per non perdere importanti opportunità.
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Nei due anni tra un’edizione e l’altra non ci fermiamo mai: oltre al lavoro commerciale di ricerca di espositori c’è tutta un’attività di promozione in Italia e all’estero della manifestazione che si compie nella partecipazione ad altri eventi fieristici del settore nel mondo, una campagna pubblicitaria che prevede la presenza sulla stampa specializzata, sul web, attraverso video e in alcuni casi in televisione. In questo periodo, in particolare, stiamo cercando di aumentare la visibilità dell’evento a livello internazionale e per questo parteciperemo come espositori a Funermostra in Spagna dal 24 al 26 di maggio, a Necroexpo in Polonia dal 2 al 4 giugno e a NFE in Inghilterra dal 9 all’11 giugno. Non solo Europa però, ad agosto ci aspetta Tokyo e poi dall'autunno ci saranno l'Austria, l'Argentina, gli Stati Uniti, la Russia, la Francia e il Messico. Il nostro obiettivo ambizioso è quello di portare tutto il mondo a conoscere Tanexpo, per rafforzare ancora di più la presenza di visitatori esteri. Per tornare alla vostra domanda, il segreto non è uno solo, ma sicuramente il corretto mash-up di più fattori con l’obiettivo di favorire la creazione di relazioni fruttuose tra gli espositori e i visitatori di Tanexpo".
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Può darci qualche anticipazione sulle iscrizioni? "L’elenco ufficiale degli espositori per il 2018 sarà presto pubblicato sul sito www.tanexpo.com, ma solo per citarne alcuni posso dire che per il settore delle autofunebri hanno già confermato la loro presenza Alea, Biemme Special Cars,
Chiotti, Ellena, Pilato e Zanardo; i cofani invece saranno rappresentati tra gli altri da Affresco, FC Legno, Preghiera, Prima Bottega – Ebanisteria Italiana, Rotastyle, Resmini, Scrigno nel Cuore... Come dimenticare poi la presenza del Gruppo Vezzani con tutta la sua gamma di prodotti che abbraccia il settore a 360° gradi. Tra i produttori di articoli funerari cito fra tutti B.L., La Errevieffe, Radiv, Riello e Zorsol. Questo giusto per segnalare alcuni dei nomi più conosciuti, ma in generale ci tengo a precisare che fino a questo momento abbiamo registrato la tendenza ad un aumento degli investimenti riservati a Tanexpo da parte delle aziende che parteciperanno, confermando quindi che l’appuntamento è molto importante per gli espositori perché garantisce loro dei ritorni economici di grande peso. E questo significa che stiamo facendo bene il nostro lavoro, cosa che non può che renderci felici”. L’appuntamento per la prossima edizione di Tanexpo è dunque dal 5 al 7 aprile 2018.
Nuovo Modello 31
a coda di rondine
NVR GROUP snc Via E. Fermi, 33 - 60027 Osimo (Ancona) - Italy Tel. +39 071 7108897 - Fax +39 071 7270997 E-mail: valnico@valnico.it - Web: www.valnico.it
STATISTICHE
Popolazione, mortalità e religione La Polonia, con i suoi quasi 40 milioni di abitanti (e se la crescita demografica negativa continua al ritmo odierno saranno 22,5 milioni nel 2100, con una curva in caduta libera dal 2030) costituisce un caso atipico nel concerto degli stati slavi ex socialisti. Si tratta di un Paese ad altissima omogeneità etnica (97% sono “polacchi”) e religiosa (87,2% cattolici) difficilmente riscontrabile in altre nazioni.
97%
87,2%
OMOGENEITà RELIGIOSA
La sola minoranza consistente, prima della seconda guerra mondiale, era quella ebrea (allora 3,2 milioni, quasi il 10% della popolazione). La maggior parte dei pochi sopravvissuti alla barbarie nazista (circa 100.000) è successivamente emigrata in Israele o negli USA, tanto che oggi la comunità israelitica rappresenta lo 0,004% della popolazione! Ciò che più colpisce è l’onnipresenza ed il peso della Chiesa cattolica sulla vita quotidiana dei polacchi. Solo nelle grandi città vi sono segnali di distacco da una tradizione che, qui più
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ETNICA
Pianeta Polonia I L V I A G G I AT O R E
Analisi e statistiche riguardanti le pratiche funerarie in Polonia. che altrove, rimane incollata al dogmatismo di un clero sempre pronto a scagliare anatemi nei confronti di temi come divorzio, aborto, matrimonio omosessuale, eutanasia ecc. Per aver frequentato la Polonia prima e dopo il “cambiamento” possiamo personalmente testimoniare che i primi edifici rimessi a nuovo dallo sfacelo ereditato dal comunismo sono state proprio le chiese, riportate in brevissimo tempo all’antico splendore. I mezzi economici, quindi, non mancavano. Un aneddoto significativo per esperienza personale diretta: degli amici, negli anni ’90, ci portarono un giorno davanti al cancello di una casa parrocchiale a Sud di Varsavia. Bella, grande e con un giardino fiorito ed impeccabilmente tenuto. La sorpresa giunse quando dalla canonica uscì un sacerdote anzianotto, in sovrappeso con un abito talare un po’ consunto che, entrato nel garage, ne uscì al volante di una Porsche (!) rossa fiammante che dopo una sgommata prese, ruggendo, la direzione del centro città, lasciandoci completamente allibiti.
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STATISTICHE
Un altro indice della presenza costante della Chiesa è dato dai cimiteri. Sui 12.000 repertoriati, ben 8.000 sono religiosi (essenzialmente cattolici; quelli ebraici esistono ma sono praticamente inattivi, quelli ortodossi sono limitatissimi e quelli protestanti sono stati, con scarsa pietà, devastati dopo la guerra per ritorsione contro l’occupante tedesco). Laddove non vi siano altri cimiteri al di fuori di quello cattolico, la legge impone l’obbligo di accogliere anche defunti di altre religioni. Molti cimiteri hanno grande valore artistico come il Powązki di Wola a Varsavia, monumento nazionale e vero tesoro di scultura e di architettura funeraria, attiguo all’altrettanto grande e suggestivo cimitero ebraico del 1790. A Stettino si trova il Cimitero Centrale, la terza più grande necropoli d’Europa, mentre a Leopoli, la “città del leone”, oltre al cimitero di quella che era stata la terza comunità ebraica di Polonia, vi è quello di Łyczakowski, una delle più antiche necropoli europee, un tempio unico di storia ed arte. Molti triestini sono legati a Leopoli poiché vi venivano inviati i loro ascendenti per il servizio militare quando la città era austriaca e dove il tristemente famoso “imperial-regio 97.mo fanteria” venne decimato dal nemico russo. I rari sopravvissuti, tra cui alcuni parenti per parte materna, finirono per lunghi anni in Siberia. Di grande rilievo anche il cimitero Rakowicki di Cracovia, l’antica capitale fino alla fine del XVI secolo della Polonia cattolica, dove riposano moltissimi personaggi illustri, e a Łódź ricordiamo il più grande cimitero ebraico d’Europa. I cimiteri privati non sono ammessi (al contrario dei forni crematori che appartengono quasi esclusivamente a privati). Come in altri Paesi dal 2014 sono in vigore nuove norme che, nell’ambito di un partenariato pubblico-privato, prevedono la possibilità che singoli cittadini possano costru-
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Cimiteri e Cremazione
SU
12.000 CIMITERI
8.000 SONO RELIGIOSI (PREVALENTEMENTE CATTOLICI)
8.000 SONO municipali
Cimitero
Powązki di Wola a Varsavia Cimitero
Łyczakowski a Leopoli
ire sul suolo pubblico, a loro spese, un cimitero (completo di cappella, uffici, camere fredde etc.) da gestire, in cambio, per lunghi periodi. È il caso di Cracovia, dove l’impresa Centrum Pogrzebowe ha creato, su un terreno municipale di 9 ettari, una necropoli di 9.000 tombe con forno crematorio, parcheggi etc., investendo 6,5 milioni di euro a fronte della sua conduzione per 30 anni. A Gdańsk un altro gruppo ha impegnato fondi per 2 milioni di euro per creare e gestire per la durata di 23 anni 6 colombari per un totale di 2.422 nicchie. Questo è anche un chiaro indice dell’aumento, in Polonia come altrove, della cremazione propiziata anche, ma non solo, dal fatto che il Vaticano l’ha ammessa, seppure con le ben note riserve. Le ceneri non possono venire disperse, ed ancor meno conservate in casa; devono necessariamente essere riposte nei cimiteri. È un caso tipico di come la legge dello Stato si adegui talvolta alla dottrina della Chiesa. Oggi si contano 46 complessi (molti con più unità operative) per la cremazione e la percentuale delle incinerazioni si aggira attorno al 15% come ci ha recentemente confermato un produttore polacco di urne, espositore a Miami Funer.
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STATISTICHE
Funerali e materiali usati
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I funerali si svolgono 3-4 giorni dopo il decesso nel rispetto della tradizione (tre giorni), organizzati dalle 2.800 imprese attive in Polonia, il cui numero, dopo la caduta del regime comunista nel 1989, è aumentato in modo esponenziale anche se molte si riducono ad un mero numero di telefono. Solo a Varsavia (3,5 milioni di abitanti) oggi se ne contano 200 mentre allora ce n’erano una dozzina o giù di lì... tutte statali, ovviamente. Il prezzo medio di un funerale si aggira attorno ai 2.000 euro, a cui occorre aggiungere dai 400 ai 700 euro di spese cimiteriali.Riprendendo una disposizione esistente dai tempi del socialismo lo Stato contribuisce oggi con “solo” 1.000 euro per ogni funerale mentre prima del 2011 ne elargiva 1.500 a copertura pressoché totale delle spese, anche perché i prodotti utilizzati erano meno costosi. Tale diminuzione rappresenta uno dei fattori che spiegano l’incremento della cremazione. Da notizie recenti sembrerebbe che, secondo quanto dichiarato lo scorso 15 marzo da Elżbieta Rafalska, Ministro della Famiglia, del Lavoro e della Sicurezza Sociale, la Giustizia intenda riportare l’indennità funeraria a più di 6.000 Zł (1.500 euro), con tutte le conseguenze facilmente immaginabili per il settore. Oggi il livello, e con esso i prezzi, è notevolmente migliorato costituendo tuttavia per le famiglie un onere
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finanziario non trascurabile e considerando che lo stipendio medio si aggira attorno agli 800/900 euro, per un funerale occorrono, al netto del contributo statale, circa due mesi di paga, un rapporto non molto distante da quello italiano. L’incremento qualitativo lo si nota osservando le caratteristiche dei vari prodotti: dalle bare (alcuni produttori locali lavorano piuttosto bene!) alle autofunebri, dagli arredi e alla presenza - caso unico nei Paesi dell’ex blocco sovietico - di bronzi nei cimiteri, simili a quelli che si vedono, o si vedevano, in Italia (purtroppo anche lì imperversa la piaga dei furti cimiteriali!).
Il prezzo medio di un funerale si aggira attorno ai
2.000 euro, a cui occorre aggiungere
dai 400 ai 700 euro
45/50%
di spese cimiteriali.
INUMAZIONI Le luci votive sono onnipresenti e sarebbe affascinante sorvolare nottetempo la campagna polacca all’inizio di novembre per vedere i ricami luminosi prodotti dalle candele, vere od elettriche, che ornano le tombe: in quei giorni, infatti, il 90% della popolazione onora i defunti, oggetto di una venerazione illimitata, come succede in pochi Paesi al mondo. Siamo lontani anni luce da quanto vedevamo alle prime fiere funerarie che, all’inizio degli anni ‘90, si tenevano nella sinistra Hala Ludowa di Wrocław (Breslavia, città della famosa Pace, firmata nel 1742 da Austria e Prussia al termine della prima guerra di Slesia). Materiali scadenti,
35/40% TUMULAZIONI
TIPI DI SEPOLTURA
15% CREMAZIONI
prodotti che sembravano uscire dal grigiore socialista, forme vetuste, nero imperante: a farla breve, un mondo che stava scomparendo, sempre troppo tardi, per estinzione naturale. In pochi anni tutto è rapidamente cambiato. Gli scambi sempre più frequenti con gli altri Paesi in occasione delle fiere organizzate sia in Polonia che all’estero (e soprattutto Tanexpo tradizionalmente visitata da consistenti delegazioni polacche) hanno affinato il gusto e prodotto quel miglioramento incontestabile a cui le aziende italiane hanno contribuito in maniera determinante. La profonda religiosità e l’attaccamento alla tradizione del popolo polacco si evidenziano anche nel corso del funerale. Rimangono certo, come dappertutto, delle differenze tra la città e la campagna ma fondamentalmente i valori rituali re-
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Santi" in Polonia
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La ricorrenza di "Tutti i
stano immutati e fortemente vissuti al punto che anche a coloro che in vita sono stati poco o per nulla credenti vengono riservate cerimonie religiose. Il cofano considerato più elegante, di forma spallata, è di quercia; ma spesso essenze più economiche, come il pino, vengono impiallacciate per dare l’impressione del rovere massiccio. La cassa rimane aperta per qualche tempo nella camera mortuaria dell’ospedale o nella casa funeraria o nel domicilio del defunto affinché i parenti e le persone più vicine possano onorare il defunto. Tutti gli altri renderanno omaggio, un po’ come avviene in Germania, a cofano chiuso conservando così il ricordo dello scomparso da vivo. Oltre ai necrologi sui giornali, è usanza affiggere manifesti funerari, chiamati klepsydra, nel sito di residenza e di lavoro della defunto, così come nella sua parrocchia di pertinenza. Il funerale, frequentemente accompagnato dalla famosa Marcia Funebre di Chopin, si conclude spesso con un banchetto - la stypa o konsolacja (ovvero pasto di consolazione) la cui ricchezza dipende naturalmente dai mezzi di cui dispone la famiglia. Esso non dovrebbe - usiamo il condizionale! - costituire un pretesto per eccedere nella consumazione di bevande alcoliche, vodka in primis, ed anche la musica sarebbe da bandire salvo l’esecuzione di inni funerari (di cui il più noto è il Witaj Królowo Nieba - Salve Regina del Cielo) o di brani particolarmente apprezzati dal defunto. I tipi di sepoltura sono variabili e difficilmente quantificabili in mancanza di statistiche. Tolto il 15% delle cremazioni possiamo, ad occhio, stimare un 45/50% di inumazioni (soprattutto al di fuori delle grandi città) ed un 35/40% di tumulazioni (principalmente nei cimiteri di città in tombe individuali, familiari o collettive).
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STATISTICHE
Tanatoprassi e previdenza funeraria La tanatoprassi si attesta su livelli confidenziali. Il pioniere e massimo esponente di tale attività è l’amico Ireneusz (Irek) Migdał di Gorzów Wielkopolski, nel voivodato di Lubusz, non distante dal confine con la Germania. Egli opera soprattutto in tanatocosmetica e ricostruzione come spesso succede là dove la figura del tanatoprattore non è legalmente configurata.
f f Funerali con funzione religiosa 90% f f Funerali con funzione laica 10%
f f Nazione Polonia f f Numero abitanti 38.578.000 f f Decessi 400.000 (di cui il 70% per patologie cardiovascolari e cancerose) f f Tasso mor talità 10,4‰ f f Religione cattolici 87.2% f f Inumazione 45/50% f f Tumulazione 35/40% f f Cremazione 15%
f f Prezzo medio di un funerale 2.000 euro +/- 15% a cui aggiungere 400/700 euro di spese cimiteriali. Lo stato interviene con un contributo di circa 1.000 euro per funerale f f Imprese funebri 2.800 f f Tanatoprassi poco praticata (limitata soprattutto alla tanatocosmetica e alla ricostruzione) f f Cimiteri 12.000 (9.000 religiosi e 3.000 municipali) f f Prevenzione funeraria praticamente inesistente
Ireneusz (Irek) Migdał
di Gorzów Wielkopolski
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La Camera Bassa del Parlamento polacco
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Le assicurazioni funerarie sono praticamente inesistenti. I polacchi, come ancora molti italiani, preferiscono mettere da parte un gruzzolo per il giorno in cui.... La Polonia soffre, come l’Italia, della mancanza di una legge moderna sulle attività funerarie che dovrebbe ovviare a molti inconvenienti moralizzando la professione. Siamo, infatti, ancora fermi al testo obsoleto del 1959 (!) che non tiene conto, malgrado una pletora di leggine e disposizioni collaterali che non fanno che accrescere la confusione, degli importanti cambiamenti avvenuti in questo lasso di tempo. Purtroppo, come da noi, altri sono i soggetti di preoccupazione del Sejm, la Camera Bassa polacca (Camera dei Deputati) che ha un ruolo preponderante nell’iter legis del Paese. Le associazioni di categoria si danno da fare in questo senso ma i risultati si fanno attendere. Tutto rimane a livello di progetto.
Fornitori si nasce,
Partner si diventa
ÂŽ
Via G. B. Brunelli, 16 - Zona Ind. Zuccherificio - 35042 ESTE (Padova) - Italy Tel. 0429 602323 - Fax 0429 601484 - www.ceabis.it - info@ceabis.it
STATISTICHE
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Le associazioni di categoria
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Due sono le associazioni di categoria del settore funerario in Polonia. La prima è la PSP (Polskie Stowarzyszenie Pogrzebowe – Associazione Funeraria Polacca) il cui Presidente è Krzysztof Wolicki. Di essa fa parte, come Vice Presidente, Marek Cichewicz co-proprietario di Bongo (trasporti internazionali) ed attuale secondo Vice Presidente della FIAT-IFTA di cui assumerà la presidenza nel 2020, dopo il giapponese Akinori Matsui che succederà l’anno prossimo alla boliviana Teresa Saavedra. La PSP organizza ogni due anni, quelli pari, la fiera Wojciech Krawczyk Memento Poznań (dal nome del fondatore, persona carissima, scomparso nel 2009) e pubblica la rivista bimestrale Memento. La fiera, nata nel 2001 a Varsavia, s’è trasferita dal 2012 a Poznań, capoluogo del voivodato di Wielkopolski (Grande Polonia). L’altra associazione è la PIP (Polska Izba Pogrzebowa – Camera Funeraria Polacca che conta oggi OLTRE MAGAZINE
500 membri) creata nel 2002 e presieduta dal gioviale e battagliero Witold Skrzydlewski la cui figlia, avvocato e già deputato europeo, aveva ricevuto dai suoi colleghi di Bruxelles una distinzione per il fatto di portare il nome più impossibile da pronunciare di tutto il parlamento! Egli è riuscito, tra l’altro, dopo aver contattato tutti gli eletti dal Paese, ad ottenere una deroga per le imprese funerarie al divieto di attività commerciale domenicale frutto di una legge approvata a dispetto dei tempi in cui viviamo. Tra i vari motivi addotti per appoggiare la sua richiesta, oltre a quelli igienico-sanitari, quello dell’obbligo legislativo di seppellire entro 24 ore i morti per malattie infettive. E se uno moriva di sabato? La PIP organizza, in partenariato con la Fiera di Kielce, Necroexpo, con cadenza biennale, negli anni dispari. Prossimo appuntamento dal 2 al 4 giugno nella ridente cittadina capitale del voivodato di Świętokrzyskie (Santa Croce), la cui
squadra di pallamano è il campione d’Europa in carica, e dove sarà presente Tanexpo-Miami Funer, nel solco di una pluriennale collaborazione. Vi ritroveremo con immutato piacere Marcin Musiał e Marcin Paszkowski, organizzatori di Necroexpo e fedeli sostenitori dell’evento bolognese in seno al quale lo scorso anno, hanno organizzato l’isola espositiva polacca che ha riscosso un successo incontestabile. Anche la PIP pubblica una rivista - Biuletyn – con frequenza trimestrale. Si tratta, in entrambi i casi, di associazioni di “comparto” che come tali riuniscono imprese di pompe funebri, produttori, gestori di cimiteri etc. Entrambe si battono per ottenere una nuova legge che porti ad un risanamento dei costumi del settore di pari passo con una valorizzazione delle competenze e della professionalità a scapito di una concorrenza sleale. Appuntamento quindi in Polonia fra pochi giorni!
In poche parole
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In cammino con gli Angeli di RAFFAELLA SEGANTIN
nel nostro Paese ad esercitare la professione di portantine e hanno chiamato la loro società “Gli Angeli”, un nome dal forte impatto emozionale che rimanda alla deli-
catezza del compito ma anche alla dolcezza e alla sensibilità connaturate all’essenza femminile. “Abbiamo voluto chiamarci “Gli Angeli” – ci spiega Evelyn Marascio che abbiamo intervistato qualche settimana fa – perché riteniamo che accompagnando la salma nel suo ultimo viaggio con la grazia e la gentilezza che solo una donna sa infondere, possiamo trasformare una cerimonia triste e dolorosa in un vero e proprio rito di passaggio denso di significato ed emotività”. OLTRE MAGAZINE
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Se a volte si indugia a “discutere sul sesso degli angeli” adesso finalmente è arrivata una risposta inequivocabile che mette a tacere ogni dubbio: gli angeli appartengono al sesso femminile e si chiamano Chiara, Daniela, Evelyn e Jessica. Sono le prime donne
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Intervista alle prime donne portantine in Italia che da un paio di anni hanno avviato con successo la loro innovativa attività.
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In un periodo come questo in cui trovare un lavoro è un miraggio pressoché irraggiungibile, avete anche avuto il merito, l’intelligenza e la caparbietà di inventarvene uno. Qual è stata la genesi di questo percorso? “Come spesso succede tutto è avvenuto abbastanza casualmente, da una iniziale idea balenata a mio marito, Carlo Pussetti, anni orsono. Sembrava quasi uno scherzo o una sorta di ‘mission impossible’, ma un po’ alla volta, non senza sacrifici e con una adeguata preparazione, siamo riuscite a formare la squadra. Oggi oltre a me e a mia figlia Jessica Pizzinga, ci sono Chiara Boltri e Daniela Trifan e presto si aggiungeranno altre ragazze, perché fortunatamente le richieste non mancano. Veniamo da esperienze diverse, chi dal settore turistico, chi da quello della ristorazione, unite dalla voglia di fare e di metterci in gioco per essere imprenditrici di noi stesse”.
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Da sinistra: Jessica Pizzinga, Chiara Boltri, Evelyn Marascio, Daniela Trifan
Com’è stata l’accoglienza da parte della comunità? “Indubbiamente molto positiva. Abbiamo iniziato un po’ in sordina, un paio di anni fa. Operiamo nel torinese e prima di tutto abbiamo dovuto conquistare la fiducia degli impresari. Sono comunque state le famiglie a fare la differenza, ad attribuire al
nostro servizio un valore aggiunto. Noi arriviamo in punta dei piedi, cercando di renderci invisibili per rispetto al dolore, ed è forse proprio per questo che veniamo notate e apprezzate da tutti, ricevendo puntualmente complimenti e ringraziamenti che non sono mancati fin dal primo funerale”.
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Ai portantini viene in genere richiesta una certa prestanza fisica: l’essere donne vi ha causato qualche difficoltà in questo senso? “Non si può certo dire che portare a spalla un feretro sia un lavoro leggero o che le donne siano pari agli uomini in fatto di forza fisica, soprattutto in certe circostanze come quando ci troviamo a che fare con casse fuori misura, o con trasporti da piani alti o altre situazioni decisamente complicate, ma alla fine siamo sempre riuscite a ad assolvere al nostro compito. Questo tuttavia è solo un aspetto del nostro lavoro, l’essere donna comporta altri risvolti positivi: la donna prima di tutto è madre, la figura chiave, un punto fermo, quella che a volte soffre ma sempre con il sorriso sulle labbra. E questo evidentemente lo trasmettiamo all’esterno e ci è capitato spesso che le persone in quei momenti di particolare sofferenza
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Le ragazze di "Gli Angeli"
me a noi, vicino alla sua auto funebre e so che la tiene tutt’ora come sfondo del telefono!”.
si rivolgano a noi anche per una parola di conforto. Pensiamo che i funerali andrebbero eseguiti con maggior rispetto, sensibilità e professionalità. Ed è esattamente ciò che noi ci impegniamo a fare ad ogni servizio”.
Per la peculiarità della loro professione di queste quattro intraprendenti signore se ne è occupata ampiamente la stampa locale e nazionale, oltre a quella di settore, tanto che anche Daniela Ruffino, vice presidente della Regione Piemonte, ha voluto incontrarle. Una scelta lavorativa come questa non dovrebbe stupire e fare notizia più di tanto – le donne sono infatti presenti in modo sempre più determinante in moltissimi ambiti ritenuti di esclusiva pertinenza maschile (ingegneri, camioniste, soldatesse, dirigenti di aziende multinazionali, ministre… giusto per fare qualche esempio) – ma evidentemente quando si tratta di attività legate alla tematica della morte i tabù raddoppiano e sono pertanto ancora più radicati e duri a cadere.
portano a spalla un feretro
Immaginiamo che in questi due anni di attività vi sarà capitato qualche episodio degno di essere citato… “Non dimenticherò mai la prima volta che abbiamo fatto un funerale - racconta Evelyn. - Eravamo davanti alle camere ardenti, quando arrivò il carro funebre. L’autista non vedendo i portantini chiese se per caso fossero in ritardo e quando gli fu riferito che i portantini eravamo noi … rimase letteralmente a bocca aperta tanto fu il suo sbalordimento. Ci chiese poi di fare una foto insie-
Dalla collaborazione tra Pelagatti Massimo, Vedovini Enrico, Bruni Alessandra e la Vezzani Cremation nasce ad Arezzo, AREZZO PET SERVICE. AREZZO PET SERVICE che ha inaugurato l’attività sabato 21/11/2015 dispone di un servizio all’avanguardia per la cremazione di animali da compagnia sia collettive che singole con la conseguente restituzione delle ceneri al proprietario dell’animale. Il servizio e la professionalità sono alla base dei principi dello staff dell’AREZZO PET SERVICE, i quali saranno a vostra disposizione 24/24H e per chi ne farà richiesta avrà la possibilità di assistere alla Cremazione e di poter dare l’ultimo saluto al proprio animale. L’impianto di cremazione istallato della Vezzani Cremation, specificatamente studiato per la cremazione di animali da compagnia, è un impianto ad altissimo contenuto tecnologico, rispettoso
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RIGOROSAMENTE
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Il cliente al centro di ogni progetto
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Di RAFFAELLA SEGANTIN
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In un mercato sempre più competitivo ed esigente sono la qualità, il dettaglio e l’attenzione al cliente a fare la diffe renza. È questo lo spirito che anima Wind Cars, l’azienda, costituita solo pochi anni fa, che ha conquistato fin da subito la clientela del comparto funerario con i suoi furgoni attrezzati per il recupero e il trasporto salme e per gli interventi di infortunistica legale. Un successo repentino e persistente, dovuto in primis ad una gamma completa di modelli, soluzioni e prezzi in grado di far fronte ad ogni esigenza. OLTRE MAGAZINE
Opel Vivaro
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WIND CARS S.r.l., specialisti nella realizzazione di furgoni attrezzati, punta sempre di piĂš alla personalizzazione dei mezzi e ai servizi per la clientela.
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Ford Transit Custom
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“Fin dall’inizio abbiamo scelto di trattare veicoli di diversi marchi automobilistici - ci conferma l’amministratore Wainer Righi - dal Mercedes Vito, sempre molto richiesto e divenuto oramai un classico, al Ford Transit Custom FT32, che piace per le sue linee più innovative e accattivanti. Realizziamo trasformazioni anche sui modelli Scudo e Ducato della Fiat, su Jumpy e Jumper della Citroën, su Expert e Boxer della Peugeot, su Vivaro della Opel e su Trafic 2015 della Renault per garantire un’offerta ampia e variegata”.
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Da quando Wind Cars si è messa in gioco, in occasione dell’edizione 2014 di Tanexpo, è stato
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eleganza e finiture di pregio Allestimenti personalizzati ottimizzazione degli spazi dotazioni complete omologazione autofunebre
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un continuo crescendo di consensi e di commesse. Sicuramente il fatto di presentare una vasta scelta di proposte è stata una carta vincente. Tuttavia sono anche altre le peculiarità che hanno concorso all’affermazione dell’azienda modenese. Mi riferisco in particolare alla flessibilità con cui vengono accolte le istanze del cliente che si traduce in una personalizzazione pressoché totale dei mezzi con accorgimenti e dettagli creati su misura. “Puntiamo al massimo per discostarci da un prodotto di serie a favore di soluzioni personalizzate – continua Wainer Righi. – La progettazione degli spazi viene studiata in base alle abitudini e ai bisogni del singolo operatore, riuscendo ad adattare i vani interni secondo specifiche esigenze anche per fare in modo di consentirgli di continuare ad utilizzare le attrezzature e gli arredi già in sua dotazione. Al cliente è inoltre riservato ampio margine per esprimere le sue preferenze sui materiali e le finiture così da incontrare e assecondare il gusto estetico personale”.
Alcuni esempi
di realizzazioni di interni su misura
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E se qualcuno avesse necessità di acquistare anche un’autofunebre? “Wind Cars si dedica solamente alla realizzazione di furgoni attrezzati, ma grazie alla stretta collaborazione con Renova - l’azienda di autotrasformazioni con sede sempre nella Motor Valley - siamo in grado di coadiuvare il nostro cliente anche in questa scelta con il vantaggio di poter ricevere un’offerta completa e sicuramente competitiva. Inoltre, forti di una esperienza pregressa di oltre un decennio nel settore dell’automotive, abbiamo attivato anche un servizio di riparazione e manutenzione di autofunebri di qualsiasi marchio e modello”.
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Sempre nell’ottica di agevolare la clientela ricordiamo anche l’importante contributo di Wind Cars nell’affiancare l’acquirente nelle formalità che seguono l’acquisto di un veicolo, occupandosi di tutti i passaggi burocratici a cominciare dal collaudo fino alla sua immatricolazione come auto funebre, sollevandolo così da tediose incombenze e perdite di tempo.
Ford Transit Custom
Novità per il 2017? “Stiamo mettendo mano al nuovo modello Fiat Talento che andrà a sostituire lo Scudo e il Ducato presenti oggi. Ci stiamo inoltre preparando per Tanexpo 2018 dove non mancheremo ancora una volta presentare prodotti di grande richiamo e di sicuro appeal per il pubblico”.
NEWS PRODOTTI
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L'Affresco con Padre Pio
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“È nella mia natura – ci spiega Gianluca Pacini, l’ideatore di Affresco, Scrigno del Cuore e Preghiera – dedicare attenzione ed ascolto alle richieste ed ai consigli dei Clienti e mi piace interpretare le loro necessità e i loro gusti estetici creando manufatti che rispondano alle aspettative. Il più delle volte sono i clienti stessi a fornirmi quegli input e stimoli che mettono in moto la mia creatività e ciò è da sempre fonte di tante gratificazioni sia personali che imprenditoriali. È proprio per rispondere ad una loro specifica sollecitazione che recentemente è nata la linea di urne Affresco, che ha riscosso tanto successo lo scorso marzo all’esposizione americana Miami Funer. Ed è sempre per soddisfare le richieste dei clienti che stiamo elaborando nuove proposte da affiancare alle numerose opere che riproduciamo sui cofani Affresco, primo fra tutti Padre Pio”. Il monaco di Pietrelcina è un’icona della devozione popolare a cui vengono attribuiti numerosi eventi miracolosi. Venerato da milioni di fedeli, non stupisce come nei momenti più duri dell’umana esistenza, nella malattia o negli ultimi istanti di vita molti si affidino alla sua benevolenza. La sua popolarità è considerevolmente aumentata dopo essere stato proclamano Santo da papa Giovanni Paolo II nel 2002, tanto che sono nume-
“Proprio per questo non potevamo non inserirlo tra le nostre proposte e riservargli un posto d’onore! Ora, non essendoci una particolare iconografia storica da cui prendere ispirazione in quanto si tratta di un Santo contemporaneo di cui ovviamente vi sono più foto che opere su tela o su muro, abbiamo creato noi, direttamente con il nostro team artistico, l’opera pittorica. Si tratta di un lavoro artigianale completamente realizzato in sede perché vogliamo mantenere la qualità ai nostri elevati standard”. Le foto che accompagnano questo articolo sono un piccolo spaccato delle fasi operative dei prodotti Affresco, realizzati interamente nella Manifattura di Innovazione, una vera e propria “bottega” dove nulla è standard ma dove ogni espressione artistica è frutto dell’inventiva e del talento dei maestri d’arte che lavorano all’interno di Prima Bottega Ebanisteria Italiana. I risultati d’altronde sono evidenti: ogni pezzo è un piccolo oggetto d’arte! Conoscendo l’inventiva e la versatilità di Gianluca Pacini sono curiosa di sapere se c’è in vista qualche altra novità che potrebbe anticiparci. “Sì certo, ci stiamo dedicando allo studio di fondali per camere ardenti, da realizzare con la tecnica dell’affresco e della foglia oro – conclude Pacini – ma non concepiti solo come semplici e rigide pareti di sfondo: la nostra scommessa è quella di poter “arrotolare l’intonaco” affrescato in modo da poter montare in pochi attimi una camera ardente d’alto livello firmata Prima Bottega Ebanisteria Italiana”.
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Ora la Collezione Affresco si arricchisce di una proposta nuova e prestigiosa: la raffigurazione del Santo Padre Pio da Pietrelcina.
rose le onoranze funebri che in questi ultimi anni hanno assunto la denominazione di “Padre Pio”.
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Si amplia la linea cofani “Affresco”, la Collezione di Prima Bottega che trae spunto dalla tradizione pittorica italiana e riporta le opere dei grandi maestri sui cofani con la tecnica muraria dell’affresco.
Una soluzione di grande interesse di cui daremo ampliamente conto prossimamente. OLTRE MAGAZINE
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L’ultimo viaggio verso casa Di RAFFAELLA SEGANTIN
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Il rimpatrio delle salme in Stati esteri: l’esigenza a cui le imprese funebri devono far fronte in maniera sempre più assidua trova oggi una valida risposta nei servizi offerti da GB Malpensa Logistics srl.
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La morte, si sa, può colpire senza alcun preavviso in qualsiasi istante. Capita così che la vita abbia termine in un momento inaspettato quando magari si è all’este ro in vacanza o per affari. OLTRE MAGAZINE
I casi di stranieri deceduti in Italia, fino a pochi anni fa erano limitati a soggetti che si trovavano nel nostro Paese per lo più in forma temporanea. Il fenomeno massiccio dell’emigrazione proveniente dalle nazioni più svantaggiate verificatosi
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questi ultimi anni, ha portato milioni di individui a vivere da noi in maniera stanziale e sono conseguentemente aumentati in modo considerevole i decessi di persone straniere. Quello che prima era un evento abbastanza raro che accadeva quasi esclusivamente nelle grandi città e del tutto eccezionale in provincia, è diventato dunque un fenomeno sempre più frequente e le imprese funebri si trovano ad affrontare situazioni nuove, a volte complesse, a cui rispondere in modo adeguato e professionale. Una delle principali problematiche connessa ai decessi di stranieri è l’organizzazione del rimpatrio delle salme. La maggior parte dei defunti, infatti, o per volere della famiglia o per aver espresso una propria volontà quando erano ancora in vita, viene riportata nel Paese di origine come a volersi idealmente ricongiungere alla propria terra per il riposo eterno. GB Malpensa Logistics, fornendo un servizio puntuale ed efficiente,
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GB Malpensa
opera in tutto il mondo
si propone come partner ideale per agevolare gli impresari nel soddisfare le necessità di tutte quelle famiglie desiderose che il proprio caro trovi sepoltura nella madre patria. Ce ne parla più dettagliatamente Pietro Adrover, direttore commerciale dell’azienda.
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In cosa consistono esattamente il vostri servizi? “Abbiamo iniziato ad occuparci di rimpatrio salme circa 8 anni fa – continua Pietro Adrover – e riusciamo a coprire qualsiasi zona. Le destinazioni più ricorrenti sono Senegal, Pakistan e India, a seguire Albania, Estonia, Russia ecc., senza dimenticare i trasporti nazionali . Ci occupiamo di tutte la pratiche aeroportuali, dal visto del passaporto mortuario all’emissione della polizza aerea e alle procedure di permanenza nei magazzini esteri dell’aeroporto fino alla partenza del feretro. Assicuriamo assistenza all’agenzia funebre anche per le salme che dall’estero arrivano in Italia, gestendo l’iter burocratico aeroportuale”.
“Siamo nati dodici anni fa occupandoci di trasporti e logistica integrata: raggiungiamo qualsiasi destinazione, movimentiamo piccoli e grandi volumi, con professionalità e passione. Il nostro punto di forza risiede nel trasporto aereo e, grazie alla collaborazione con le migliori compagnie internazionali, siamo in grado di offrire un plus effettivo, in linea con le continue evoluzioni del mercato permettendoci di garantire tempistiche immediate e veloci. Abbiamo ottenuto l’abilitazione come agenti IATA (International Air Transport Association) e successivamente le certificazioni dall’Agenzia delle Entrate. Nei nostri uffici, situati presso i principali aeroporti italiani ed in particolare a Milano Malpensa, Roma Fiumicino e Marco Polo di Venezia, è operativa una struttura composta da 20 persone con reparto ad hoc per la gestione delle imprese funebri”.
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Con che frequenza vi capita di operare in questo particolare settore? “L’attuale trend di richieste da parte delle agenzie funerarie si può dire che sia giornaliero. Evidentemente
il fatto di garantire un’assistenza totale di 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ha conquistato la fiducia degli impresari funebri. Anche i nostri costi, che riusciamo a mantenere competitivi in funzione al servizio reso, hanno certamente contribuito alla buona reputazione e alla nostra affermazione sul mercato”. In una società moderna, basata sugli intercambi culturali ed economici dove spostarsi è diventato assai semplice, anche l’evento morte ha assunto un carattere globale e quello che comunemente viene definito “l’ultimo viaggio” in molti casi perde il significato di metafora di momento di passaggio dell’anima verso all’aldilà, per assumere quello di un vero e proprio percorso reale.
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CIMITERI D'EUROPA
Il cimitero nel bosco D i S T E FA N O M O N TA G U T I
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Una visita allo Skogskyrkogården di Stoccolma, il più grande cimitero svedese patrimonio UNESCO per aver saputo coniugare il paesaggio naturale con la funzionalità del luogo.
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Dello Skogskyrkogården di Stoccolma - letteralmente il "cimitero del bosco" - se ne è molto parlato in svariate pubblicazioni per le sue caratteristiche architettoniche e paesaggistiche che nel 1994 gli hanno valso l’iscrizione al Patrimonio dell’Umanità UNESCO e che lo hanno fatto divenire in seguito anche un punto di attrazione turistica. La sua realizzazione è relativamente recente: i lavori iniziati nel 1917 e protratti fino al 1940 prendono forma dal progetto dei due giovani architetti Gunnar Asplund e Sigurd Lewerentz, seguaci della corrente architettonica denominata Funzionalismo, che nel 1915 vinsero un concorso internazionale appositamente indetto. Skogskyrkgården è un vero museo a cielo aperto dove l’architettura si integra armonicamente nel paesaggio naturale, offrendo al visitatore un archivio straordinariamente suggestivo di arte e humus culturale. È proprio per l’unicità della struttura, combinata con la sua funzione, che ha fatto sì che fosse il primo cimitero a diventare Patrimonio UNESCO, esercitando in seguito una profonda influenza sulla progettazione cimiteriale nel mondo.
Il gruppo
scultoreo della Resurrezione
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In queste pagine vorrei soffermarmi in particolare sull’aspetto emozionale che mi ha accompagnato fin dalla partenza dall’Italia all’idea di visitare un sito cimiteriale di tal risonanza internazionale. Nel fiabesco Cimitero del bosco la consueta tristezza dei camposanti è sostituita da un’indiscutibile bellezza caratterizzata dalla verticalità di pini altissimi intrisi di luce naturale dove sorprende la dimensione minima delle lapidi quasi a testimoniare una precisa volontà a non infastidire il paesaggio, dispensatore immediato di una serenità difficilmente riscontrabile altrove. Questo luogo di "magico riposo" profuma di resina, ed è
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La Cappella
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del Bosco Il Crematorio La tomba di Greta Garbo
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avvolto da un profondo silenzio interrotto solo dal lieve fruscio del vento che certamente trasmette una commozione misurata di chi lo attraversa. Nel trascorrere qualche ora camminando tra i suoi suggestivi percorsi, mi sono venute in mente le parole di Sant’ Agostino che parlando della morte scrisse: “La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.”
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Costruito su un’antica area morenica di cento ettari, dove sorgeva una cava di ghiaia ora trasformata in terrazzamenti e collinette artificiali punteggiati da lapidi disposte ai piedi di anziani alberi, Skogskyrkgården è celebre per i suoi edifici funzionalisti, in particolare il crematorio, vero gioiello di architettura del XX secolo. Ospita anche splendide cappelle, tra cui le cinque cappelle della Fede, della Speranza, della Santa Croce, della Resurrezione e la Cappella nel bosco che hanno una via di uscita diversa da quella d’ingresso, in modo da facilitare il ritorno alla vita normale dopo le funzioni.
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Centinaia i personaggi qui sepolti tra i più famosi del Paese: la più significativa sotto il profilo della notorietà è la tomba della ”Divina” Greta Garbo, la famosa attrice nativa di Stoccolma.
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La Collina della Meditazione con la Croce di Granito
Vi sono inoltre altri tre importanti punti da non perdere, il primo, di grande impatto scenografico è il gruppo scultoreo realizzato dall’artista svedese John Lundqvist raffigurante la Resurrezione, collocato nel timpano del corpo d’ingresso, realizzato grazie ad una donazione anonima. Un altro interessante punto è l’Almhöjden, ovvero la Collina della Meditazione, un’area rialzata e solitaria ma in continuità con il paesaggio, un luogo dove sfogare il proprio dolore per la perdita della persona cara, ma anche un sito ideale per chiunque sia disposto ad avvicinarsi al cimitero per attingere ad una solitaria meditazione o contemplazione. Pur legandosi alla foresta e alla Cappella della Resurrezione, da cui si può osservare la struttura lineare del colonnato, la Collina della Meditazione per le sue valenze emozionali rappresenta un luogo a sé stante, il segno della memoria degli uomini, del loro appartenere ad una comunità e ad una civiltà che si fonda sul ricordo del passato ma
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Informazioni utili Il cimitero è aperto tutto l’anno, mentre il Centro Visitatori è aperto tutti i giorni da fine maggio a fine settembre dalle 11 alle 16, con la possibilità di visite guidate alle cappelle e al padiglione Tallum dove è istallata una mostra sulla storia del cimitero e sugli architetti che lo hanno concepito. Per arrivare: Linea verde della metropolitana (T-bana) in direzione Farsta strand, fermata Skogskyrkogården, 13 minuti da T-centralen.
anche sulla fiducia in una continua rigenerazione; allo stesso tempo la Collina della Memoria rappresenta un punto di passaggio fisico che aiuta il distacco dal luogo, prima di ritornare alla vita quotidiana. Portandoci verso l’uscita ci troviamo di fronte ad un’opera imponente: la Croce di Granito. La sua maestosità è data anche dal fatto che si erige su
un prato libero da ostacoli, l’unico elemento che rompe la linea dell’orizzonte nel percorso verso il bosco. La croce di granito fu progettata da Asplund nel 1939 e finanziata da un benefattore anonimo. La guida mi dice che non ha una connotazione strettamente religiosa ma che è piuttosto un simbolo che evoca il cerchio della vita . Nella mia visita fatta nell’agosto 2016 ho certamente avuto la fortuna di incontrare un clima ed un tempo meteorologico strepitosi: temperature miti e cielo terso, di una brillantezza tipica delle latitudini nordiche. Gettando un ultimo sguardo, prima di uscire, alla distesa verde con la grande croce di granito e la collina della Meditazione mi sono chiesto quale panorama straordinario potrebbe presentarsi agli occhi del visitatore nella stagione invernale quando uno spesso manto nevoso ricopre ogni cosa! Con il dubbio di una impossibile risposta saluto questo luogo così particolare per rientrare nella quotidianità della città di Stoccolma.
Legale, fiscale
Il contratto di rete: una opportunità per settore funebre (1° parte)
a c u r a d i A v v. C a r l o A u g u s t o A n g e l i n i
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Un argomento di grande attualità che permette forme di aggregazione tra imprese al fine di condividere idee, risorse economiche e umane per realizzare progetti e raggiungere obiettivi comuni.
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Destano sempre maggior interesse i contratti di rete, una formula che in questi ultimi anni si sta diffondendo con un certo successo. Il ricorso a questo istituto avviene oramai in maniera trasversale in vari settori produttivi e commerciali ed ha raggiunto il traguardo di oltre 2.000 contrati sottoscritti con il coinvolgimento di circa 10.000 imprese. Vediamo di capire OLTRE MAGAZINE
nello specifico di che cosa si tratta. Il contratto di rete definisce una nuova figura di aggregazione tra imprese caratterizzata dall’ampio spazio lasciato all’autonomia negoziale nella definizione delle modalità di collaborazione e della semplificazione delle forme istitutive. L’istituto del contratto di rete di imprese è stato introdotto nell’Ordinamento dal Legislatore nel 2009
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(D.L 5 del 10 Febbraio 2009 convertito in L. n.33 del 9 Aprile 2009) e successivamente modificato con vari interventi che ne hanno dato la fisionomia attuale: “… con contratto di rete più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato e a tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientrante nell’oggetto della propria impresa”. Dalla definizione che abbiamo dato fino adesso emergono le affinità con altre figure di collaborazione di imprese volte a perseguire vantaggi simili come le ATI (Associazione Temporanea di Imprese) o i Consorzi, tuttavia solo OLTRE MAGAZINE
tale innovativo strumento giuridico permette alle imprese di:
tà, la propria autonomia e identità imprenditoriale.
Instaurare tra loro una collaborazione stabile e duratura per la realizzazione di obiettivi strategici e non limitati a singole fasi delle imprese come i consorzi o a singole operazioni economiche, come le ATI;
Veniamo ora ad alcuni elementi essenziali del contratto di rete. Possono partecipare al contratto solo i soggetti che rivestono la qualifica di imprenditore ai sensi dell’art. 2082 c.c., includendo in tal modo qualsiasi tipo di impresa (individuale, societaria, artigiana o agricola) operanti anche in settori, aree geografiche e livello di filiera completamente diversi. Il contratto di rete si presta cosi a governare forme di collaborazione tra le imprese destinate a svilupparsi sia in senso orizzontale (tra fornitori di parti o contiguo livello, oppure tra produttori finali o tra imprese di distribuzione) e sia in senso verticale, finalizzate al governo più efficiente di una parte della filiera.
Disporre di una amplissima autonomia negoziale per definire l’oggetto del contratto di rete plasmandolo in base alle finalità del progetto dei partecipanti e potendo far coesistere in un unicum elementi sia dei contratti associativi sia di scambio; Introdurre regole vincolanti per la collaborazione tra i partecipanti senza la necessità di costituire una nuova società o un nuovo ente, con il risultato di poter mantenere la propria individuali-
Vero elemento caratterizzante il contratto di rete è il programma di rete, ossia un piano
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progettuale che dovrà contenere l’enunciazione dei diritti ed obblighi assunti da ciascun partecipante e le modalità di realizzazione dello scopo comune. È proprio il programma comune che riassume, quindi, il progetto condiviso tra le imprese partecipanti attorno al quale deve essere disegnato il contratto di rete e che espande gli obiettivi strategici della aggregazione. I vantaggi tipici perseguibili si possono, a titolo esemplificativo, riassumere nei seguenti punti:
consenta di ampliare le proprie possibilità acquisendo maggior competitività sul mercato. Per quanto riguarda la conformazione di “governance” della rete (ossia l’insieme delle procedure e dei principi che ne consentono la gestione) la norma delinea una fattispecie articolata e composita dove, ad elementi costitutivi caratterizzanti ed essenziali di tale contratto, si accompagna-
tore o legale rappresentante delle imprese aderenti e trasmesso al Registro delle Imprese attraverso il modello standard tipizzato ai sensi del d.m. n. 122 del 10 aprile 2014. Questo atto deve indicare necessariamente le imprese che vi partecipano, gli obiettivi strategici di innovazione e di accrescimento della capacità competitiva dei partecipanti, nonché le modalità concordate tra gli stessi per misurare l’avanzamento verso
no altri elementi di natura facoltativa; può, pertanto, essere previsto o meno un fondo patrimoniale, inteso quale dotazione patrimoniale destinata all’esecuzione del programma di rete, ed un organo comune, vale a dire il soggetto incaricato di gestire, in nome e/o per conto dei partecipanti, l’esecuzione del contratto o di singole parti o fasi dello stesso. Il contratto di rete deve essere redatto con atto pubblico, con scrittura privata autenticata o con atto firmato digitalmente secondo le regole di legge (ovvero a norma degli articoli 24 o 25 del Codice dell’Amministrazione Digitale) da ciascun imprendi-
tali obiettivi. Ulteriori indicazioni devono essere fornite in ordine al programma di rete con l’indicazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascun partecipante, nonché delle modalità di realizzazione dello scopo comune. Concludiamo qui la prima parte di questa trattazione, ma riprenderemo nel prossimo numero, andando ad analizzare altri elementi di questo istituto innovativo e i vari vantaggi per le imprese funebri, in particolare per quanto riguarda la possibilità o meno di distaccare il personale tra le aziende facenti parte di un contratto di rete.
Maggior potere contrattuale verso l’esterno con la conseguente capacità di ottenere prezzi più bassi rispetto a quelli ottenibili dalle singole imprese;
Possibilità di organizzare azioni di promozione collettiva di un certo prodotto o servizio, attraverso la partecipazione ad eventi fieristici o tramite la predisposizione di un catalogo comune;
Accesso a finanziamenti e contributi ed eventuali agevolazioni fiscali;
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Ottenimento dei requisiti per partecipare a gare finalizzate all’affidamento di contratti da parte di enti pubblici;
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Capacità di una maggiore adattabilità e mobilità dell’uso delle risorse umane, con la possibilità di condivisione del personale, in regime di “codatorialità”, secondo i parametri stabiliti dallo stesso contratto di rete. Si tratta, in definitiva, di un mettere a punto un progetto comune che, grazie a sinergie con altre realtà,
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Scegli la libertà Nessun intermediario
Sempre connessi
Il Registro Italiano Cremazioni, legalmente riconosciuto su tutto il territorio nazionale, attesta e tutela le dichiarazioni di volontà in materia di cremazione, affido e dispersione delle ceneri. Diversamente dalle altre associazioni, esercita questo compito attraverso le imprese funebri, finalmente libere di iscrivere in completa autonomia tutti gli utenti che lo desiderino. È l’impresa, infatti, a raccogliere direttamente le domande di iscrizione dei cittadini per nome e per conto del Registro. Ed è ancora l’impresa a rilasciare la tessera d’iscrizione, con il suo nome e i suoi recapiti stampati sul retro. Non sarà più necessario rivolgersi a nessun'altra associazione: l'associazione, adesso, sei tu.
Gestisci i tuoi iscritti attraverso il portale del Registro Italiano Cremazioni. L'impresa funebre ha infatti a disposizione un'area riservata ove caricare i documenti, interagire con la pubblica amministrazione, ricevere aggiornamenti su norme e leggi vigenti, aggiornare le anagrafiche e stampare gli attestati di cui ha bisogno.
Essere protagonisti
P. G. alberto rigoni
Il Registro Italiano Cremazioni vuole dare alle imprese la possibilità di giocare un ruolo fondamentale nel settore funebre e delle cremazioni, rendendole il primo punto di riferimento sul territorio. Ciò non solo consente di instaurare un solido legame di fidelizzazione con la clientela, ma anche di essere protagonista di una piccola, grande rivoluzione.
Padroni delle proprie scelte Il Registro Italiano Cremazioni non promuove funerali low cost e non impone politiche di prezzo sul servizio funebre, non prende contatti con la clientela dell'agenzia funebre, non promuove azioni di marketing ad insaputa dell'impresa. Inoltre, concede l'uso gratuito del marchio e del logo per la tua pubblicità: ma non ti impone di fare nemmeno quella.
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ATTUALITà
Vita apparente Di DANIELE FOGLI
Uno dei timori inconfessati di molte persone è quello della morte apparente. Il terrore di
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Riflessioni semiserie sul desiderio di sopravvivenza, un sogno reso possibile dalle moderne tecnologie informatiche.
non essere veramente deceduto quando verrà decretata la nostra fine, e magari di svegliarsi nella tomba affligge molti di noi. Ricordo ancora mia suocera quando, parlando di cremazione, affiorò il suo timore che nel passaggio tra le fiamme, alla sua dipartita, ci fosse
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qualche inconveniente: “e se poi non sono morta?” A cui non potei far a meno di rispondere: “Nessun problema, un aiuto ci penso io a darglielo… stia tranquilla!”. O ancora, si continua a pensare al benessere del corpo anche dopo la sua morte. Io abito a Ferrara, una bella città di grande pregio artistico, ma situata in una zona stagnante e piuttosto umida anche d’estate,
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per non parlare dei ben noti nebbioni invernali. Nella mia passata esperienza di gestore cimiteriale mi è capitato in diverse occasioni di aver dovuto trovare una soluzione adeguata a coloro che cercavano una sepoltura in un luogo asciutto, o addirittura di aver dovuto individuare un loculo con “vista sole” per garantire al caro defunto, se non altro da morto, quella condizione “secca” che l’infelice situazione climatica ferrarese non gli aveva permesso in vita. E io che, nel magnificare la posizione con una certa qual professionalità, elencavo i pregi del posto, come pure i difetti (ad es. l’alternanza del giorno e della notte che, con le alte escursioni termiche avrebbe favorito il rigonfiamento della cassa di zinco interna con maggiori possibilità di rottura)… E via così di questo passo, nel prospettare al malcapitato questa o quell’altra soluzione tombale, mi OLTRE MAGAZINE
ritrovavo a competere con eloqui degni del miglior piazzista immobiliare! Che dire poi delle considerazioni sulla velocità di sviluppo della cremazione nella mia città? Tra noi “beccamorti” del luogo si discusse parecchio sulla naturale tendenza del ferrarese a ricercare soluzioni asciutte, almeno da morto. E le battute, ovviamente, si sprecavano sul fatto che da cremati scomparissero quei reumatismi che ci avevano tediato per gran parte della nostra esistenza terrena. Ma certo non avremmo mai pensato che, per la legge del contrappasso, al posto del timore della morte apparente in questi anni prendesse piede il desiderio di “vita apparente”, cioè quel succedaneo di immortalità che consiste nel tentare di far sopravvivere al defunto una sua immagine virtuale o addirittura un ologramma con fattezze, tendenze e, in alcuni casi, voce capaci di evocarci dopo la nostra dipartita. Un senso di
onnipotenza che pervade l’uomo del XXI secolo e che, grazie allo sviluppo dell’informatica, sta trovando sbocchi sempre più discutibili. È un servizio della BBC che ci ricorda che nel 2010 venne alla luce un sito web dal nome “Eternità virtuale”, con l’intento di creare una sorta di avatar di noi stessi. Questo nostro omologo digitale, ricreato sulla base delle foto inserite, veniva opportunamente istruito attraverso un processo di apprendimento che prevedeva risposte a test della personalità, e successivamente completato con l’inserimento del proprio profilo vocale e addirittura, di modi di ragionare tratti da nostre precedenti esperienze. Anche il sito tuttavia passò a miglior vita dopo circa due anni, raccogliendo comunque una decina di migliaia di persone che avevano provato questa inebriante esperienza. Insomma, proprio non se ne vuole sapere di morire veramente! E così c’è chi ha pensato
bene, un po’ per divertimento e un po’ per soldi, di promettere una sorta di immortalità digitale utilizzando tecniche di intelligenza artificiale per apprendere da precedenti post del defunto, rilasciati in vita sui
social network, i suoi valori, le sue attitudini, il suo pensiero e i suoi modi di esprimersi per essere così in grado continuare a pubblicare messaggi su Facebook, Twitter o altri social media anche dopo la sua dipartita! Pensate un po’ ad un tipo come il sottoscritto che si iscrive ad uno di questi servizi online di immortalità digitale (esistono veramente, e più d’uno: www.eter9.com, http:// eterni.me, www.lifenaut.com) per continuare a dire la sua, rompendo le scatole anche da morto! Una tragedia per chi rimane, costretto ad iscriversi ad altri servizi automatici online con il solo scopo di cancellare i messaggi provenienti dall’invadente defunto-immortale! Dopo questo pezzo, un po’
scherzoso e un po’ no, frutto delle vacanze pasquali, invito chi volesse veramente approfondire questo tema a leggersi un post dal titolo “La Morte Digitale: Chi Vuole Vivere Per Sempre?” (www. filosofiapostumanista.it/2017/04/03/ la-morte-digitale-chi-vuolevivere-per-sempre-di-davidesisto/) di Davide Sisto, ricercatore post-doc in Filosofia Teoretica presso l’Università di Torino, uno tra i primi esponenti in Italia della “Digital Death”, ambito di studi che mira a rispondere all’interrogativo: “cosa succede alla nostra identità e ai nostri dati online una volta che siamo morti e quali effetti producono sui vivi?”, un argomento di grande interesse e di sempre maggior attualità.
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L’Architettura onirica dell’Ade di MIRANDA NERA
(o Barbablù) è una testa in terracotta policroma di età ellenistica, raffigurante il dio greco degli Inferi Ade e proveniente dal parco archeologico di San Francesco Bisconti a Morgantina (Enna)
Omero ci racconta di un luogo oscuro e vuoto, popolato da ombre tristi, consapevoli di non poter aspirare ad alcun riscatto. Plutarco parla un luogo in cui si incontrano e si intersecano antri e stanze come in un immenso labirinto. L’Imperatore
romano Costantino, qualche tempo più tardi, aveva addirittura voluto soddisfare la sua curiosità andando a ricercare, in ogni grotta del suo regno, la porta d’accesso all’oltretomba. Ade era il dio degli inferi: un personaggio sicuramente controverso ed interessante ma non crudele, il cui ruolo di dio dei morti gli era capitato estraendolo a sorte con i fratelli. Egli si contrappone nettamente al diavolo della tradizione giudaico-cristiana anche se l’Ade e l’inferno sono luoghi fisicamente molto simili. L’architettura dell’Ade ci appare nitida OLTRE MAGAZINE
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La Testa di Ade
Gran parte di ciò che sappiamo sul regno dei morti ci è stato raccontato dalle tombe e dagli scrittori che hanno contribuito a creare la trama della fitta rete del folklore e della tradizione che oggi conosciamo.
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Come veniva visto l’aldilà nella cultura greca: le porte d’accesso e la suddivisione dell’Ade, elementi precursori della visione cristiana.
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La tradizione teologica elenca una serie molto ampia di porte iniziatiche come la porta del paradiso o la porta di Gerusalemme. Per accedervi bisogna essere purificati o compiere uno specifico rituale. Nel mito greco il regno dei morti aveva più accessi: ognuno di questi si trovava all’interno di una caverna ed era il punto di apertura di un baratro profondo e scosceso. Le caverne erano considerate elemento di transizione tra il mondo dei vivi e l’oltretomba ed erano importanti perché qui vivevano i primi esseri umani e, anche se con l’evoluzione l’uomo le aveva abbandonate, la caverna ha comunque mantenuto una grande sacralità.
Il tema della soglia è molto noto sia nella cultura orientale che in quella occidentale. Il passaggio da un mondo ad un altro attraverso la Porta rappresentava un passaggio simbolico piuttosto che fisico, attraverso cui avveniva l’iniziazione. Nella religione cristiana il portale della chiesa non indica solamente l’elemento che separa lo spazio degli uomini da quello di Dio, ma diviene l’icona stessa di Cristo. Nel vangelo di Giovanni, infatti, Cristo afferma: “Io sono la Porta, se uno entra attraverso di me sarà salvato”.
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nei racconti dei miti: sappiamo con esattezza che l’accesso al regno avveniva per mezzo di un cunicolo stretto che portava ad un dirupo. Il dirupo terminava nel fiume Stige e, solo dopo averlo attraversato a bordo della barca di Caronte, si poteva finalmente entrare nel sacro regno dei morti.
Rappresentazione dell'inferno in
una miniatura dell'Hortus Deliciarum di Herrad von Landsberg, 1180 circa "La barca di Caronte" di José Benlliure y Gil, 1912
Per i Greci paradiso ed inferno non esistevano come due ambiti separati. Vi erano però, nell’ambito dell’Ade, tre stadi differenti in cui le anime potevano essere collocate. Le persone qualunque vivevano avvolte nell’ombra, vagando senza meta in un posto molto simile al limbo dei Romani o dei Cristiani. Coloro che avevano offeso gli dei risiedevano nel tartaro. Il tartaro nasce inizialmente come sotto categoria dell’Ade ma con il tempo si confonde con esso fino a perdersi. È rappresentato come luogo spaventoso, circondato da un fiume in fiamme, molto simile all’inferno di concezione cristiana, tanto che ne troviamo una citazione
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anche nella seconda lettera di Pietro nel Nuovo Testamento. I Campi Elisi sono il terzo livello onirico dell’oltretomba; assai simili al paradiso cristiano si configurano come il luogo della quiete. Tra le innumerevoli porte dell’Ade, quella di Eleusi è una delle più interessanti. Eleusi era la città greca nella quale si trovava la grotta sacra che aveva l’accesso all’Ade. Questa città è un simbolo importante perché dà vita al culto dei Misteri Eleusini che nascono per sopperire alla paura di una morte statica e coloro che li praticano vogliono porre le basi in vita per poter accedere, dopo la morte, direttamente ai Campi Elisi. Gli iniziati non aspiravano all’immortalità, ma al paradiso. Questo elemento è significativo perché in Grecia la concezione di paradiso era assente e quindi se i Campi Elisi dell’oltretomba greco sono una anticipazione del paradiso cristiano, allora il culto Eleusino ha influenzato la cultura Cristiana.
di Sebastiano Conca, 1700 circa " L’isola dei morti" di Arnold Boecklin, 1886
Da questo momento in poi inizia un processo lento ma importante che libera in parte le persone dalla paura di una morte intesa come la fine di tutto. Il cristianesimo, si fonda sulla promessa del paradiso per i giusti dopo la morte. Ed il paradiso cristiano, dopo le rappresentazioni cupe e senza speranza dei sumeri e dei greci, è una grande rivoluzione ideologica. Sofocle, drammaturgo greco, a proposito dei Misteri Eleusini, scrive: “O tre volte felici i mortali che dopo aver contemplato questi Mysteria, scenderanno nell’Ade; solo loro potranno vivervi; per tutti gli altri tutto sarà sofferenza”
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Molti miti della tradizione greca sono stati tramandati ai Romani che li hanno conservati e reinventati per avvicinarli il più possibile alla loro cultura. Nonostante il tempo e le trasformazioni sociologiche, la morte rimane oggi un argomento affascinante in cui però la costante è sempre la stessa: la possibilità di esistere ancora, di trovare la pace e soprattutto, di non essere dimenticati.
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" Enea nei Campi Elisi"
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Diamo valore alle onoranze!
Una vera Impresa Funebre deve sempre avere: 1. una sede commerciale idonea; 2. almeno un’auto funebre con adeguata autorimessa; 3. alle proprie dirette dipendenze almeno quattro operatori funebri in possesso dei requisiti formativi e con regolare contratto di lavoro; 4. un direttore tecnico, dotato di poteri diretti e responsabile dell’attività funebre, in possesso dei requisiti formativi; 5. documento unico contributivo dei propri dipendenti; 6. certificazioni di qualità ISO:9001 e UNI:15017; 7. bilancio certificato.
EFI è l’Associazione che rappresenta le vere Imprese Funebri Italiane.
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www.eccellenzafuneraria.it Associazione Case Funerarie - Funeral Home
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Una vera Impresa Funebre è sempre attenta ad assicurare il punto di contatto migliore fra desideri e bisogni offrendo il massimo a tutti, indipendentemente dal ceto sociale o dalla fascia di reddito, interpretando ogni volontà in modo rispettoso e discreto, comprendendo con la necessaria delicatezza il dolore altrui, coniugando la massima qualità con il miglior rapporto fra prezzo e prestazioni.
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