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Olio Officina Magazine n. 19

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LA RIVISTA DEI CONDIMENTI

Condimenti aromatizzati e conserve. Utili consigli su scelte e impieghi

MAGAZINE

#19

ISSN 2611-5239

EURO 15,00


La cultura del “mangiare sano per vivere bene” è principio ispiratore per Masserie di Sant’Eramo. Una filosofia, il cui valore è sempre più riconosciuto in tutto il mondo e che trova nella Dieta Mediterranea la sua massima espressione essendo la risposta più completa al fabbisogno alimentare per ogni essere umano di qualsiasi età.

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LA RIVISTA DEI CONDIMENTI

Index

Editoriale L’olio nasce per essere elemento di congiunzione

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di Luigi Caricato

Voce alla scienza

Gli oli aromatizzati, in estrema sintesi. Spiegati bene, punto per punto

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di Alissa Mattei

Oli aromatizzati, questi sconosciuti!

di Tullia Gallina Toschi, Rosalba Roccatello e Alessandra Bendini

Tutto quel che c’è da sapere intorno all’aromatizzazione con il tartufo di Lorenzo Cerretani

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Voce alle imprese

Olio Dante Interviste a Salvatore Falco e Donatella Ucci Olio Dante. 36 ConDisano, genesi di un nuovo prodotto

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di Luigi Caricato

Ranieri Intervista a Raoul Ranieri Profumi di natura

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di Maria Carla Squeo

Assitol Intervista ad Andrea Carrassi Verso dove. Nuovi prodotti sul mercato, diversificando l'offerta di Luigi Caricato

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LA RIVISTA DEI CONDIMENTI

Index

Voce al mercato

Davanti allo scaffale. Come e cosa scegliere

62 Intervista a Giuseppe Capano Cibi in conserva da fare in casa

di Maria Carla Squeo

Selezionati per voi Prodotti al top. MICA, Milan International Condiments Award 2023 e 2024 Nella dispensa L’universo mondo degli oli aromatizzati

Nella dispensa Paté, salse, creme e composte. Tutto ciò che rende i nostri piatti più gustosi

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di Luigi Caricato

Ricetta di Giuseppe Capano 64 Zucchine grigliate in agrodolce al profumo di alloro

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LA RIVISTA DEI CONDIMENTI

Index

Voce ai consumi

Botulismo, ahi ahi ahi. Le conserve fatte in casa. Tanta bontà e poesia, ma quanti rischi!

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di Maria Carla Squeo

OXOS

Nessuno trascuri l’aceto

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di Luigi Caricato

Nella dispensa Selezioni MICA, Milan International Condiments Award 2023 e 2024

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Altre storie

Intervista a Eleonora Cuttica Perché non coltivare anche bellezza e benessere?

98

di Luigi Caricato

Comics Genesi di Mister Evo

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di Paola Zan Illustrazioni di Andrea “Bobby” Bo, Davide Charlie Ceccon, Andrea Cuneo, Roberto Lauciello, Micol Racchi, Jenny Schillaci, Pietro Vanessi

Coloring Sottolio Disegno di Stefania Morgante

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LA RIVISTA DEI CONDIMENTI

Direttore Luigi Caricato Coordinamento redazionale Eleonora Alberti, Maria Carla Squeo

Hanno collaborato Alessandra Bendini, Giuseppe Capano, Luigi Caricato, Lorenzo Cerretani, Tullia Gallina Toschi, Alissa Mattei, Rosalba Roccatello, Maria Carla Squeo, Paola Zan

Art Buyer Maria Carla Squeo

Stampatore Editrice Salentina, Galatina (Lecce) - Italia

Art Director Michelangelo Petralito

Distribuzione in libreria Unicopli - Trezzano sul Naviglio, Milano

Progetto grafico e impaginazione PR-A, Milano

Pubblicità Olio Officina, pubblicita@olioofficina.it

Fotografie Lorenzo Cerretani, Giuseppe Capano, Gianfranco Maggio et al. Pubblicazione periodica 2025, anno 9, numero 19 ISSN 2611-5239 Olio Officina ISBN 978-88-94887-60-0 Editore Olio Officina

Illustrazioni Huza Studio, Doriano Strologo, Stefania Morgante, Andrea Bo, Davide Charlie Ceccon, Andrea Cuneo, Roberto Lauciello, Micol Racchi, Jenny Schillaci , Pietro Vanessi

Olio Officina Srl Società unipersonale Via Francesco Brioschi 86 20141 Milano - Italia

Comitato scientifico Luigi Caricato, Rosalia Cavalieri, Lorenzo Cerretani, Daniela Marcheschi, Antonio Monte, Massimo Occhinegro, Alfonso Pascale

Redazione Via Giovanni Rasori 9 20145 Milano - Italia Tel. 0039 02 8465223

Copertina illustrazione di Doriano Strologo

Siti Internet magazine olioofficina.it festival olioofficina.com edizioni olioofficina.eu E-mail redazione@olioofficina.it

Il numero 19 di OOF Magazine, maggio 2024, è il supplemento del numero 593 della testata giornalistica Olio Officina Magazine, registrata presso il Tribunale di Milano, n. 326 del 18 ottobre 2013. Direttore responsabile: Luigi Caricato. La rivista OOF Magazine viene distribuita in libreria e la si può ricevere anche direttamente al proprio recapito su abbonamento (Info: posta@olioofficina.eu). Costo dell’abbonamento a quattro numeri di OOF Magazine: euro 60,00 per l’Italia, euro 80,00 per Europa e Bacino del Mediterraneo; euro 100,00 Americhe, Asia, altri Paesi dell’Africa; euro 110,00 per Oceania. È possibile acquistare copia digitale sfogliabile della rivista su piattaforma Issuu alla voce Olio Officina.


OLIO CREATIVO

1827

FRANTOIO di SANT’AGATA

d’ONEGLIA

per artisti della tavola frantoiosantagata.com


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osa è possibile inventare di nuovo rispetto a materie prime alimentari che esprimono di sé un tempo dilatato? A ben pensarci, l’olio che si ricava dalle olive viene prodotto da almeno sei mila anni a questa parte. E nonostante il succo che si riesce oggi a ricavare dalle olive si presenti con un profilo sensoriale inimmaginabile rispetto a un pur recente passato, il confronto con un passato lontanissimo è quanto mai improponibile, soprattutto in ragione di tecnologie d’estrazione allo stato primordiale. Tutto cambia, l’olio di oggi non è più quello di ieri. Tutto cambia, anche se tutto rimane uguale a sé stesso. Perché il concetto di fondo è che l’olio lo si ottiene schiacciando o frantumandone il frutto. Il succo che si ricava è l’espressione di un corpo vegetale che da solido si tramuta in un corpo vegetale liquido. E in quel filo d’olio, nell’atto di versarlo sul cibo, si coglie tutta l’essenza contenuta nell’oliva. Tutte le proprietà del frutto si trasferiscono nell’olio. Non è solo una questione di sensazioni visive, olfattive, tattili, gustative e chinestetiche. Al di là di quel che percepiamo al momento dell’assaggio, o nel corso delle varie preparazioni, quando l’olio incontra altri alimenti, a crudo così come in cottura, l’olio diventa un fautore di salute, proprio per via della vastità di componenti bioattivi che in esso alloggiano. Ed è proprio per questa variegata ricchezza di molecole, oltre che per la qualità stessa degli acidi grassi, che l’olio extra vergine di oliva è diventato per tutti un alimento funzionale, elemento centrale in una sana e salutare dieta. Il mito dell’olio che fa bene al nostro corpo e alla nostra mente ci accompagna sin dalla sua prima comparsa sulla scena pubblica. I miti raccontano sempre la verità dei fatti e vanno dritti al nucleo del sapere, creando un sistema di valori condivisi dalle varie civiltà che si susseguono secolo dopo secolo per millenni. I miti forniscono conoscenze e insegnano e propongono alle comunità dei modelli

di comportamento da seguire. Per questo l’olio si è espresso sempre attraverso i miti e le religioni, e oggi che le società si sono secolarizzate non viene certo meno alle premesse poste dai miti, ma si va declinando con altri linguaggi e altri miti reinventati e riattualizzati, come la cucina vegana, l’ambientalismo, la visione olistica, il concetto del naturale espresso fino al parossismo. Di fronte a un contesto regolamentato dai miti passati e attuali, si radicalizzano inevitabilmente anche le stesse visioni e prospettive che si hanno di un determinato prodotto. Si resta per certi versi condizionati dalle consuetudini, ma a una attenta e scrupolosa lettura della realtà si scopre che non sempre è così fermo e statico: tutto evolve, tutto cambia, anche se il principio di fondo resta il medesimo di sempre: l’olio nasce per essere elemento di congiunzione tra gli alimenti. L’olio unisce, aggrega, rende compartecipe di sé ogni cibo, apportando i propri profumi, sapori e aromi, ma amplificando nel contempo anche quelli degli altri alimenti. Quando l’olio non è più in purezza ed entra a far parte di altre combinazioni, esprime a sua volta altre identità. Ecco allora la presenza sempre più ampia sugli scaffali degli oli aromatizzati. Entrano in scena oggi con maggiore disinvoltura rispetto a qualche decennio fa, nelle cucine domestiche e professionali. Gli oli aromatizzati sono diventati anche più buoni, con una qualità sempre più riconosciuta, distinta nelle varie declinazioni e apprezzata da un pubblico nuovo, più giovane. A partire da una base costituita da olio extra vergine di oliva si aggiungono altre aromatizzazioni rendendo l’olio ancor più gustoso e sapido, ricco di profumi e aromi complessi, molto più della sua ordinaria (o straordinaria) complessità con cui già si caratterizza rispetto ad altri grassi alimentari. Non tutti gradiscono un olio che non sia allo stato puro, manca pure una cultura dell’impiego, c’è tutto un mondo da scoprire. Per questo abbiamo


olioofficina.it

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Editoriale

L’olio nasce per essere elemento di congiunzione di Luigi Caricato

Foto di Gianfranco Maggio

OOF MAGAZINE N. 19


LA RIVISTA DEI CONDIMENTI

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dedicato il numero 19 della rivista dei condimenti OOF Magazine proprio agli aromatizzati, come pure ai sottoli – altra voce poco esplorata e valorizzata. L’olio combinato con altri elementi suggerisce una molteplicità di utilizzi. Si apre così un nuovo scenario. Anzi, di recente ha fatto il suo inatteso ingresso una nuova categoria di prodotto: un condimento che ha, nella sua composizione, l’olio extra vergine di oliva affiancato da oli diversi dall’oliva, integrato dall’aggiunta di aromi. Un prodotto concepito per necessità, a seguito della carenza di oli extra vergini di oliva che si è registrata sul mercato per le conseguenze del cambiamento climatico. Questa novità di prodotto ha messo in difficoltà le stesse istituzioni nel catalogare merceologicamente tali produzioni, spingendo il Ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare a una nota esplicativa di indirizzo*, che in parte riporto.

Il testo integrale della nota ministeriale lo si può leggere nell’area “Documentazione” del Portale dell’olio di oliva a cura del Ministero dell’Agricoltura e della sovranità alimentare.

[…] Preliminarmente occorre osservare che l’aggiunta di spezie, di piante aromatiche o di uno o più aromi ad un olio d’oliva o ad un olio di sansa d’oliva fa sì che il prodotto ottenuto non possa essere più presentato al consumatore finale con una delle denominazioni previste per dette categorie di oli, ma solo con un’altra denominazione che contenga il riferimento “condimento”. Analogamente, l’aggiunta di dette sostanze alle miscele di oli d’oliva con altri oli vegetali ne determina il cambio della natura “merceologica” in “condimenti”, venendo meno pertanto l’applicabilità del divieto alla commercializzazione di dette miscele […]. Ciò premesso, considerato che per i “condimenti” non ci sono delle denominazioni legali previste da una normativa specifica (come, ad esempio, nel caso degli oli d’oliva), si ritiene che per denominare correttamente il prodotto si debba ricorrere ad una denominazione descrittiva […].


olioofficina.it

E ancora: […] al fine di non essere confusi con gli oli d’oliva, è necessario considerare anche il modo in cui i condimenti sono disposti sullo scaffale o, in generale, il contesto in cui questi sono posti in vendita. A tal proposito, pur dovendosi valutare caso per caso la “non ingannevolezza” delle singole modalità di vendita riscontrate in commercio, si evidenzia la necessità che i suddetti condimenti aromatizzati siano distanziati adeguatamente dagli oli d’oliva. Ciò potrebbe essere realizzato, ad esempio, esponendo questi prodotti in settori distinti e distanti del punto vendita. Qualora per ragioni di spazio ciò non fosse possibile, il distanziamento potrebbe essere realizzato anche frapponendo altri tipi di alimenti tra i condimenti di cui trattasi e gli oli d’oliva (come ad es. aceto, conserve, ecc.). […]

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Far comprendere come tale distanza vada in qualche misura colmata, è segno che questo numero monografico di Olio Officina procede nella giusta direzione, diventando così uno struPerché ho voluto inframmezzare questo mento utile per far testo ufficiale redatto in burocratese al sapere a chi fruirà mio editoriale? Semplicemente per far percepire il vuoto comunicativo che c’è di tali nuovi prodotti intorno ai nuovi prodotti alimentari. Noche le declinazioni nostante il grande numero, perfino ipertrofico, ingarbugliato e talvolta contradpossibili, a partire dittorio di leggi e regolamenti, l’apertura alle novità da parte del legislatore è len- da una miriade di inta. Le aziende sono mille e mille passi in gredienti, sono presavanti. Far comprendere come tale disoché enormi. stanza vada in qualche misura colmata, è segno che questo numero monografico di Olio Officina procede nella giusta direzione, diventando così uno strumento utile per far sapere a chi fruirà di tali nuovi prodotti che le declinazioni possibili, a partire da una miriade di ingredienti, sono pressoché enormi. La curiosità deve essere la molla che ci porta a scoprire tutte queste novità. I nostri sensi devono essere costantemente allenati alle novità, perché tutto si evolve, anche se tutto, alla fine, resta sostanzialmente sempre uguale, pur con tutte le infinite variabili del caso. Cosa avveniva in passato, all’alba dei

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tempi? Considerando che l’olio come alimento resta una concezione espressamente moderna, diffusasi a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, c’è da osservare che in passato gli oli venivano in prevalenza impiegati per altri scopi, tra i quali, come si evince dal corpus ippocratico, in composizione binaria per fini medicamentosi. Alcuni esempi: olio e pane, nel caso di idropisia o vomito di materie sanguinolente; olio e vino, per via delle proprietà anti infiammatorie, per lavare le pustole o per irrigazioni vaginali; olio e miele, in caso di difficoltà espettorative; olio e aceto, quale cicatrizzante, rilassante e antispasmodico; olio e sale, per via delle virtù astringenti e per inibire la sudorazione; olio e acqua, per bagni contro la tristezza e la depressione; e si potrebbe continuare ad libitum, erano tante le composizioni presenti in vari trattati, o nel grande magma della medicina popolare, si va dall’olio di rosa all’olio laurino, ma, al di là di tutto, quel che compiutamente emerge dal passato sono le grandi potenzialità espressive degli oli ricavati dalle olive. Oggi che l’olio è segnatamente utilizzato come alimento, svaniti gli altri impieghi, a parte l’ambito della cosmesi, sono altrettanto infinite le combinazioni che si possono ottenere sul fronte aromatizzazioni, e, allo stesso modo, nelle conserve. È tempo di dare il via alla creatività, la tecnologia da un lato aiuta, dall’altro i consumi rispondono sempre più alle novità. Ci vuole un nuovo corso per l’olio, per andare possibilmente incontro alle generazioni di domani, individuando soluzioni sempre innovative e originali.


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Voce alla scienza

Gli oli aromatizzati, in estrema sintesi. Spiegati bene, punto per punto di Alissa Mattei Consigliere Società Italiana per lo studio delle sostanze grasse

Il mercato degli oli aromatizzati I produttori di oli aromatizzati Sono numerosi, di varie dimensioni e tipologie: – industrie alimentari – industrie olearie – frantoi – piccoli produttori Gli oli aromatizzati Sono prodotti in genere affiancati a gamme di altri preparati: oli, aceti, salse, conserve Il mercato Quello italiano è piccolo e molto frammentato, quello estero è molto importante e promettente


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