POSSAMAI SINDACO 10 idee per la città di domani Vicenza, ora il futuro Ambiente: settimana dal 6 al 12 03. Conferenza: 11 03
AMBIENTE Parte 1: lo stato attuale e la critica La situazione: una città più inquinata e meno verde Vicenza è al centro di una delle aree più inquinate del mondo. Il tema è di area vasta, ma né la Regione, né la Provincia né il Comune hanno attuato sufficienti azioni. Nel rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente emerge in modo netto il peggioramento della situazione di Vicenza negli ultimi cinque anni. La classifica generale (tarata su 18 parametri raggruppati in 5 aree: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente) riporta chiaramente il peggioramento del quadro: nel 2017 Vicenza era 40^ in classifica, nel 2018 49^, nel 2019 51^, nel 2020 è scivolata al 58° posto, nel 2021 addirittura al 60° posto. In cinque anni Vicenza è passata dal 40° al 60° posto sui 105 capoluoghi. Nel 2022 c’è stato un segno positivo MA SOLO grazie al buon miglioramento del solare, alla riduzione della dispersione idrica e all’aumento della percorrenza del trasporto pubblico: in compenso, ci sono stati ulteriori e significativi peggioramenti sul fronte della qualità dell’aria e della raccolta differenziata. Sulla qualità dell’aria Vicenza è ormai agli ultimi posti in Italia. Le stesse stime degli osservatori pubblici regionali ed europei definiscono l’aria del nostro territorio tra le peggiori d’Europa e del mondo. Sulla raccolta differenziata si passa dal 17° posto del 2021 al 24° posto del 2022: quel che è peggio, per la prima volta negli ultimi anni la percentuale di raccolta differenziata cala, dal 74% al 73,2%, invertendo un trend positivo. Oggi il Retrone è il fiume più inquinato del Veneto secondo il report Operazione Fiumi 2022 di Legambiente (per la concentrazione di coliformi fecali, segno dell’impatto degli scarichi fognari diretti sul fiume). Si moltiplicano gli allarmi per un’emergenza che sta diventando non solo ambientale ma sanitaria: salute individuale, salute pubblica. Aumentano i ricoveri in pediatria, aumentano i problemi anche cronici per gli anziani, crescono i rischi per chi ha altre patologie: malattie e problemi respiratori sono causa di malessere, di ricovero, di incremento della mortalità. L’Unione europea stabilisce attualmente che il valore medio annuale del Pm2,5 non può superare i 25 microgrammi per metro cubo. I limiti stabiliti dall’Organizzazione mondiale della sanità sulla base delle ricerche più aggiornate, che hanno individuato i livelli oltre i quali le polveri sottili sono dannose per l’organismo, sono molto più bassi: una media annua