Le più belle
LEGGENDE IRLANDESI Eithne Massey
Illustrazioni di Lisa Jackson Tradotto da Francesca d’Angelo
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Eithne Massey è scrittrice e bibliotecaria, da sempre interessata alla mitologia. È autrice dell’opera Legendary Ireland e di libri per bambini: The Dreaming Tree, The Secret of Kells, The Silver Stag of Bunratty e Where the Stones Sing. Oggi divide la sua vita tra l’Irlanda e la Bretagna. Lisa Jackson è diplomata presso una prestigiosa scuola di cartoni animati di Dublino. Come illustratrice e grafica, lavora su cartoni animati, fumetti e libri per bambini.
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Indice Il salmone della conoscenza 4 Come Cú Chulainn ricevette il suo nome 12 I figli di Lir 20 Il re dalle orecchie d’asino 30 Fionn e il gigante 38 Il levriero bianco 46 Oisín 56 <#>
Il salmone della conoscenza l
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PRO NUNCIA Fionn: fion; Finnegas: finnegas 4
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C’
era una volta, tanto tempo fa, un ragazzo che si chiamava Fionn, che voleva sapere ogni cosa. Sua madre si stancò di rispondere alle sue incessanti domande e lo mandò a vivere con due donne molto sagge. Le due donne gli insegnarono molte cose. Ma poi, un giorno anche loro si stancarono di rispondere a tutte le sue continue domande. Allora lo mandarono a vivere con l’uomo più saggio d’Irlanda, che si chiamava Finnegas. Ma nemmeno lui sapeva tutto. E anche lui si stancò delle domande di Fionn. 5
“Come potrei sapere tutto?” si chiedeva Fionn. “Sapere tutto di tutto?” “Non te lo dirò”, disse Finnegas. (Finnegas aveva un segreto). Fionn svolgeva ogni tipo di faccenda nella casa di Finnegas. Non gli piaceva cucinare né fare le pulizie, ma amava pescare e cacciare. Finnegas lo mandava spesso a pescare in un laghetto del fiume Boyne. A Fionn piaceva molto quel luogo perché lì poteva sedersi sotto l’ombra di un enorme e antico nocciolo, dove osservava le nocciole cadere nell’acqua, trasportate poi dalla corrente. Qualche volta un salmone argentato emergeva dalla profondità delle acque e le ingoiava.
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Poi un giorno, Fionn pescò un salmone. Quando Finnegas vide il pesce, si entusiasmò moltissimo e disse a Fionn: “Cucina subito questo pesce, ma non mangiarne nemmeno un po’. Questo pesce è tutto per me.” Fionn pensò che fosse un po’ ingiusto. Il salmone era enorme ed era stato lui a pescarlo. Ma Finnegas era il suo maestro, e allora fece come gli aveva detto.
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Accese il fuoco e cucinò il salmone. E anche se l’odore era delizioso, non ne assaggiò nemmeno un po’. Ma nel togliere il pesce dal fuoco, si bruciò il pollice sulla pelle calda e croccante. Allora si mise il dito in bocca e lo succhiò per alleviare il dolore. Poi portò il salmone a Finnegas. “Non ne hai assaggiato nemmeno un po’, vero?” chiese Finnegas sospettosamente, con voce stridula e piena d’inquietudine. “No, non ne ho assaggiato nemmeno un po’” rispose Fionn. “Non hai assaggiato nemmeno la pelle, vero?” chiese Finnegas. Fionn era sul punto di negare ancora quando si ricordò: “Mi sono solo messo il dito in bocca quando mi sono bruciato sulla pelle del pesce, ma non l’ho mangiata.” 8
Finnegas si infuriò. “Adesso ce l’hai tu! Tu hai la conoscenza!” urlò. “Cosa?” chiese Fionn. “Cosa dice, maestro?” “Questo pesce è il salmone della conoscenza”, disse Finnegas. “Ha mangiato le nocciole del vecchio albero che possiede tutta la conoscenza del mondo, e la prima persona ad assaggiarlo acquisisce tutta la saggezza che esiste!” Fionn era sconvolto. “Ma lei può mangiare tutto il resto”, disse confuso. “Inutile!” disse Finnegas. “Ora è solo un pesce qualsiasi. Tutta la sua conoscenza è dentro di te”. 9
“Non credo”, disse Fionn. “Non mi sento diverso”. “Che dito ti sei bruciato?” chiese Finnegas. “Il pollice”, disse Fionn mostrandolo. “Mettilo in bocca”. Fionn si guardò il pollice, e poi lo mise lentamente in bocca. E in quel preciso istante, sentì tutta la conoscenza del mondo riempirgli la testa. A qualunque domanda pensasse, la risposta era subito lì.
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Povero Finnegas! Mangiarono il resto del pesce insieme. Ma Finnegas ne mangiò solo una piccola parte. Sapeva che ora non avrebbe mai acquisito la saggezza che aveva aspettato tutta la vita. Il ragazzino gli aveva rubato il suo segreto. Quando Fionn crebbe, diventò un grande guerriero e cacciatore, e diventò il saggio capo dei Fianna, la più grande tribù di guerrieri che l’Irlanda avesse mai conosciuto. E tutte le volte che voleva sapere qualcosa, qualsiasi cosa, doveva solo mettere il pollice in bocca e mordere molto forte. E non ebbe più bisogno di porre domande a nessuno, mai più. 11
Come cú Chulainn ricevette il suo nome l
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PRO NUNCIA Cú: Cu; Chulainn: Culan; Sliotar: Slitter L’hurling è uno sport tradizionale irlandese che assomiglia all’hockey sull’erba
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C
ulann era il fabbro del Re Conor, e aveva un cane da guardia feroce che tutti chiamavano Cú, o “il cane”. Mordeva tutti quelli che incontrava. Era così selvaggio che avrebbe addirittura mangiato dei cuccioli per colazione! Culann lo teneva chiuso in una gabbia di ferro e lo lasciava libero di vagabondare intorno alla casa solo quando tutti erano al sicuro all’interno. La casa di Culann non era mai stata attaccata o derubata perché tutti sapevano che era ben sorvegliata da Cú.
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Un giorno, il re Conor fu invitato a cena da Culann, e solo quando tutti furono all’interno della casa al sicuro, Cú fu lasciato libero per proteggere l’abitazione dai nemici del re. Ma Conor si era dimenticato di una cosa. Suo nipote Setanta era andato a giocare a hurling quando il re aveva lasciato il palazzo per andare a casa di Culann. Conor aveva detto al ragazzo di raggiungerlo alla cena quando avrebbe finito di giocare.
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Un’ora dopo, Setanta si avvicinava alla casa di Culann fischiettando. Aveva solo sette anni ma era già il miglior giocatore di hurling d’Irlanda. Mentre camminava, si esercitava a lanciare in alto una palla chiamata sliotar.