PRODUZIONE E CURA DELLE VOSTRE PIANTE AUMENTA LA PRODUZIONE DELLE TUE OLIVE Se seguite questi quattro consigli che adesso vi darò vedrete che la produzione delle vostre olive aumenterà almeno del 20-30%. Il primo consiglio che vi do per avere un aumento di produzione sul vostro uliveto è quello di non lavorare il terreno sotto la chioma della pianta, non andate vicino con le zappatrici che puliscono il terreno, esso diventerà duro e secco, invece che fine e soffice. Dovete solamente passare con il trinciatutto e lasciare lì l'erba in modo che ripari e che concimi. Se noi andiamo a lavorare il terreno sotto la chioma distruggiamo tutti quei piccole capillari che la pianta ha anche in superficie, che la trasmetteranno alla pianta, questo farà in modo che soffra meno la sete. Se soffre meno la sete, anche le olive saranno più grandi, addirittura ci sarà anche più olio. Quando l’erba inizierà a crescere 15-20 centimetri, tagliatela un pochino e lasciatela sotto l’ulivo, seccando piano piano marcirà e diventerà un ottimo concime per la pianta creando, anche in estate, un terreno morbido e soffice che resterà fresco. Il secondo consiglio che vi do è quello fertilizzazione della pianta. Una pianta che produce tutti gli anni chiaramente preleva energie e sostanze nutritive dal terreno, le asporta e noi le dovremo di nuovo integrare. La miglior concimazione per l'ulivo è un rapporto di azoto, fosforo e potassio, 3 1 3, che vuol dire che, rispetto al fosforo, l'azoto ed il potassio devono essere il triplo. Questo è quello che vuole la pianta di ulivo. Concimate sempre con materiale organico, usate solo quello chimico per integrare le sostanze mancanti. Se invece utilizzate dei concimi granulari minerali, ad
esempio quelli azotati, ed esagerate con la dose diventa molto pericoloso, potreste bruciare l’erba e la pianta. I concimi minerali sono a veloce cessione quindi la pianta, siccome ha bisogno continuamente ad essere nutrita, prenderà tutto in una volta e poi si esaurirà; quindi, ha bisogno di un concime organico come un ottimo letame maturo, perché rilascerà gli elementi nutritivi pian piano nel tempo e la pianta li assorbirà quando ne avrà bisogno e non rimarrà mai scoperta di queste energie importanti per la sua crescita, quella dei fiori, delle olive e dei rametti. É semplicissimo fate due fertilizzazioni all'anno, la prima dopo aver raccolto le olive e sarete a fine novembre/dicembre, la seconda la farete dopo aver potato e sarete ad aprile tagliate l’erba e lasciatela lì sotto l’ulivo, prima di fare di nuovo la concimazione. La produzione dell'anno successivo sarà sicuramente un raccolto garantito. Il terzo consiglio che vi do è: non lavorate il terreno sotto la chioma della pianta. Non andate con le zappatrici a pulire il terreno, perché diventerà poi secco, ne abbiamo parlato prima. Non fate crescere l’erba più di 15/20 cm. altrimenti, sarà lei che preleverà energie, nutrimenti ed acqua alla pianta. Sotto il suolo creerà uno strato che d'estate sarà sempre fresco, morbido e soffice. Il quarto suggerimento che vi do è quello di fare tutti gli anni la potatura di produzione. La potatura di produzione si fa a fine febbraio, primi di marzo. Si tratta di cercare di eliminare tutti i rami che oramai si sono allungati e sono stati prodotti, che si sono spezzati anche con la raccolta e quelli malati. Togliere anche i succhioni all'interno e i polloni, in modo che la pianta da marzo/aprile in poi avrà una vegetazione, che sarà quella che rimarrà sulla pianta e sarà quella che poi produrrà i fiori e le olive. È chiaro che, se la pianta noi l'abbiamo liberata da tutti quei rami, tra virgolette inutili, avrà una chioma più leggera, più snella arriverà più aria, più luce sulle foglie e queste attiveranno la sintesi clorofilliana trasformeranno la linfa grezza prelevata dalle radici e diventerà linfa elaborata, da distribuire di nuovo ai rami e alle future olive. Seguite questi consigli e vedrete che la produzione delle vostre olive sicuramente aumenterà.
BASILICO ALL’INFINITO In estate, molto spesso usiamo il basilico, una pianta odorosa che usiamo per i nostri piatti. Ma dove lo prendiamo questo basilico? Di solito lo compriamo in pacchetti al supermercato, oppure prendiamo dei vasetti che poi immancabilmente arrivano a farlo appassire, se non trattato nella maniera esatta. Per questo dobbiamo dire che il basilico, una volta comprato in vasetto, bisogna dividerlo, pianta per pianta, e piantarle in un grande vaso, o in un terreno, distanziandole di circa cinque centimetri l’una, così si riuscirà a farlo diventare grande, ed usufruire delle sue foglie. Ma il basilico si può moltiplicarlo a costo zero? La risposta è sì. Ci sono tre metodi per fare questo, iniziamo dal primo metodo: come talea. Da una pianta grande di basilico dobbiamo staccare un rametto per poi farlo riprodurre, ma come facciamo questa operazione? Prendiamo delle forbici
e un ramo della pianta di basilico, ora vediamo che sul ramo in cima, ci sono delle foglie, ma subito sotto, c’è un nodo con altre foglie più piccole, noi dovremo tagliare di sbieco, circa tre centimetri al di sotto di quel nodo. Una volta creata questa talea, dovremo eliminare le foglie e le foglioline sul nodo, e lasciare quelle in cima. Ora abbiamo la talea perfetta, e l’andremo a posizionare in un bicchiere con quattro centimetri di acqua, che poi metteremo in un posto con tanta luce, ma non con i raggi del sole diretti. Dopo alcuni giorni noterete che, alla base del taglio si saranno create delle piccole radichette bianche, quindi, rimettiamo tutto nel bicchiere, e dopo una settimana l’apparato radicale si sarà formato completamente. Prendiamo un vasetto di dieci centimetri, lo riempiamo di torba, e facciamo un buco in mezzo di circa otto centimetri, dove andremo ad inserire le radici, delicatamente, chiudendo poi la terra intorno, e annaffiando abbondantemente con uno spruzzino. Da lì nasceranno altre foglie e tutto il basilico che avrete bisogno. Secondo metodo: da una foglia. Questo metodo è il meno invasivo per la pianta. Scegliamo una foglia, da una pianta di basilico, che sia adulta, e non abbia nessun tipo di macchia, o puntino, ma sia bella verde e sana. Stacchiamola alla radice del rametto, con le mani, o con una forbicina, meglio con le mani se riuscite, e se vi rimane attaccato un filo del rametto nello staccare, ancora meglio, servirà per far poi crescere le radici. Prendete un bicchiere di vetro mettete due centimetri di acqua, e immergete la fogliolina dalla parte del gambo, che deve essere ricoperto completamente dall’acqua. In un bicchiere, al massimo, si possono mettere quattro di queste foglioline. Posizionate il bicchiere in un luogo con molta luce, ma non al sole diretto. Passate due settimane togliamo la fogliolina dall’acqua e controlliamo se le radici si sono sviluppate, se sì, vedrete uscire dal gambo della foglia, delle radici bianche, di almeno cinque centimetri. Prendiamo un vasetto di dieci centimetri, lo riempiamo con della torba, facciamo un buco di quattro centimetri, e inseriamo le radici in modo tale che vengano messe sotto la terra, solo le radici, non la foglia. Poi metteremo il vasetto, che andrà bagnato abbondantemente, lontano dai raggi del sole, ma in un posto luminoso. Trascorse circa tre settimane, si vedranno nascere delle foglioline accanto alla nostra foglia, quello significherà che, il basilico avrà iniziato a crescere, e fra non molto la pianta ingrandirà, ed avrete basilico per tutta l’estate. Nel caso di più foglie staccate dal ramo, dovrete avere un vasetto
per ognuna, non tutte nello stesso vaso. Terzo metodo: dai semi. Sicuramente questo è il metodo che vi darà più piante contemporaneamente, ma ci vorranno più giorni. Prendiamo il solito vasetto, da dieci centimetri riempito con torba buona, e questo ci farà da terreno di semina, poi vedrete il perché. Spargiamo i semi di basilico nel terreno in modo da occupare anche tutta la circonferenza del vaso, poi con i denti di una forchetta, delicatamente muoviamo un po’ il terreno, in modo che i semi cadano sotto la terra, vaporizziamo abbondantemente. Prendiamo il vasetto e chiudiamolo dentro un sacchetto di cellophane, per esempio: il sacchetto del freezer, che chiuderemo ermeticamente, così all’interno si formerà un’ambiente umido, e con temperatura costante, che aiuterà la crescita delle piantine. Trascorsi dieci giorni vedrete le prime piantine spuntare, alte due millimetri, e dopo due giorni, saranno cresciute da tutti i semi piantati. Passate due settimane saranno ingrandite e avranno riempito tutto il vaso. Ora dobbiamo trapiantare, ognuna delle piantine, in un altro vaso, vediamo come: dobbiamo fare un taglio quadrato nel terreno, intorno a più piantine. Estratto il panetto di terra con le piantine, dobbiamo dividerle ad una ad una, con il proprio panetto di terra, è importantissimo fare questo, e non lasciare le radici della piantina senza terra, altrimenti morirà. Ottenuto la piantina con il suo panetto, la mettiamo in un vaso di dieci centimetri riempito con la torba, scavando un buco centrale, dove lo infileremo dentro, chiudiamo la terra intorno, e lasciamo fuori il rametto con la fogliolina sopra, tutta questa operazione deve essere fatta con delicatezza assoluta e per ogni piantina. Alla fine avrete basilico all’infinito, e potrete usarlo per molte ricette, anche per fare il pesto, che metterete in vasetti di vetro in freezer, così come scorta per tutto l’inverno. Questi sono tre metodi semplici per riprodurre il basilico.
COME COLTIVARE I FUNGHI IN CASA Vi chiederete come è possibile crescere dei funghi in casa, ora spiegheremo come fare, e dopo aver visto il risultato, rimarrete sorpresi e contenti. Prendete un fungo a vostro piacimento, e che vi piacerebbe coltivare, dovrà essere maturo. Cosa vuol dire? Che la parte superiore del fungo dovrà essere aperta completamente, in modo tale, che le spore siano pronte per generare altri funghi. Occorrerà anche una bottiglia da due litri, vuota e di plastica, e della paglia. Prendiamo ora il fungo prescelto, e lo taglieremo a pezzi. Una volta tagliato, lo andremo ad inserire in un frullatore, aggiungeremo due o tre dita di acqua, in modo da permettere al fungo di tritarsi. Frulliamo, fino a che si sarà raggiunta una pappetta molto liquida, e omogenea. A questo punto prendiamo della paglia, o del fieno, e lo tagliamo a pezzettini dai tre, ai dieci centimetri al massimo, inseriamola in una pentola alta, riempiamo con acqua, fino sopra la paglia, e accendiamo il fuoco. Da quando l’acqua inizierà a bollire,
cuocere per circa mezz’ora, in questo modo la paglia si sterilizzerà, creando l’ambiente ideale per far crescere i funghi. Trascorsa la mezz’ora, spegniamo il fuoco e aspettiamo che si raffreddi, poi la scoliamo e la lasciamo lì, a perdere tutti i liquidi in eccesso. Passato il tempo necessario, trasferiamo la paglia in un altro contenitore; andrà bene anche la pentola dove l’avevamo bollita. Ora versiamo nella paglia il composto che abbiamo frullato, e lo amalgamiamo bene insieme alla paglia. Più sarà amalgamata bene, più sarà facile avere il raccolto. Ora prendiamo la bottiglia vuota, la tagliamo dall’imboccatura in giù, dieci centimetri. Alla fine otteniamo due pezzi: la bottiglia, che riempiamo con la paglia, pressandola bene, fino a dieci centimetri dal bordo, e la parte sopra. Guardate bene che non ci siano degli spazi nella paglia, altrimenti il micelio non potrà svilupparsi. Ora chiudiamo la bottiglia, adoperando il pezzo tagliato sopra, capovolgendolo e mettendo del cotone nell’imboccatura, per non fare entrare aria. Per tenere giù il coperchio, possiamo mettere due pezzi di scotch incrociati. A questo punto, portiamo la bottiglia e il suo contenuto, in un luogo della casa, dove c’è luce, man non sole diretto. La temperatura ideale per far nascere i funghi va da ventidue a ventotto gradi. Trascorsi i giorni, guardando la bottiglia, possiamo vedere che all’interno la paglia, è diventata un po’ più scura e se osserviamo bene, inizierà anche a formarsi qualche punto chiaro, lì vi è il micelio in formazione, da dove poi nasceranno i funghi. Facciamo trascorrere altri dieci giorni, e vediamo che la chiazza bianca si è allargata molto, è il micelio che si sta ingrandendo. Quando tutto il micelio ha ricoperto la paglia nella bottiglia, si può procedere con il prossimo step. I funghi nasceranno nella parte sopra della bottiglia, ma possono nascere anche nei lati; quindi, creiamo dei buchi laterali in modo che il fungo possa uscire. Con un taglierino andiamo a fare delle finestre di massimo dieci centimetri per dieci, messi nelle due parti della bottiglia, allo stesso livello. Togliamo anche il coperchio, e sopra la paglia, mettiamo circa due centimetri di terriccio universale, lo comprimiamo leggermente, e con uno spruzzino bagnamo abbondantemente, per rendere il terreno umido, ma non zuppo. Quello che si è ottenuto, è una bottiglia tutta piena di micelio bianco. Dopo qualche giorno, vediamo un piccolo fungo fare capolino sotto la terra, e dopo una decina di giorni il fungo sarà nato. Il fungo che avete deciso di mettere nel composto iniziale, sarà poi quello cresciuto sopra la terra, e
una volta adulto, potete raccoglierlo. Questo è il primo fungo coltivato da voi. Poi nelle parti laterali, nasceranno altri funghi, basta lasciarli crescere bene, raccoglierli dando uno strappo alla base del fungo. Questo, permette ad altri funghi di crescere successivamente. Se volete ingrandire la produzione, potete prendere delle botticelle in plastica, e rifare tutto come spiegato sopra, con la differenza che, per coperchio, non usate la parte sopra della botticella, ma della pellicola trasparente, dove poi fate una decina di buchi con la punta di un coltello. Con questo metodo, potete crearvi una coltivazione di funghi a casa.
COME FAR RIVIVERE UN’ORCHIDEA SECCA Quando abbiamo un’orchidea che vedete ormai morta, non buttatela! Potete farla rivivere con questo metodo, andiamo a descriverlo. Prendete l’orchidea e togliete tutte le foglie marce che ha. Poi estraete dal vasetto la parte delle radici, guardate se ce ne sono ancora di verdi, e nel caso ce ne siano, ripulitele bene dalla terra. Prendete una cesoia, forbice da giardinaggio, e iniziate a tagliare tutte le radici che sono secche, poi tagliate