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La psicomotricità - dott.ssa Francesca Lo Re

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La PsicomotricitĂ

Dott.ssa Francesca Lo Re


Breve excursus storico Che cos’è la psicomotricità e a chi è rivolta Esercizi pratici

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Siamo nell’area culturale francese degli anni ‘60, all’interno della quale si è sviluppata una nuova ottica di osservazione e di intervento in ambito pedagogico.

0 Da li poi numerosi studiosi hanno trattato l’argomento

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E’ possibile distinguere due correnti di pensiero: o La prima che insiste sul recupero della funzionalità del movimento, attraverso specifiche tappe programmate. A questa scuola appartengono Wallon, Le Boulch, Ajuriaguerra, le loro teorizzazioni sono state impiegate nella elaborazione di metodologie per i recupero dei portatori handicap. Dott.ssa Francesca Lo Re

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o Un’altra corrente si concentra sulle dimensioni affettive ed espressive e considera il movimento quale linguaggio fondamentale della relazione e del disturbo intrapsichico. Facevano parte di questa corrente La Pierre e Aucouturier.

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Le correnti citate al di là delle differenze, danno importanza alla psicomotricità riconducendola come valutazione globale della persona. In Italia cominciò a diffondersi a partire dagli anni ‘80, oggi infatti sono presenti diversi centri di rielaborazione scientifica, Roma, Milano e Bologna. Dott.ssa Francesca Lo Re

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 Con il termine "Psicomotricità" si intende un insieme di pratiche che utilizzano come principale strumento il gioco, soprattutto il gioco del movimento per aiutare lo sviluppo e l’evoluzione della personalità, intesa come unità di corpo, mente ed emozione, nelle diverse fasi della crescita e della vita.

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 La psicomotricità è rivolta principalmente al mondo dell’infanzia, nel quale il linguaggio corporeo è molto importante. Tale attività aiuta i bambini ad avere fiducia nelle proprie abilità, a migliorare la concentrazione ed essere più sereni. I neuropsichiatri infantili la consigliano come terapia per bambini con disabilità o ritardi dello sviluppo e bambini con sindromi. Dott.ssa Francesca Lo Re

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 Generalmente la psicomotricità si può praticare dagli otto mesi fino agli otto anni. È lo psicomotricista che poi individua il percorso più adatto a ciascun bambino in base ai bisogni ed esigenze.

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 Lo psicomotricista è un professionista che opera in ambito educativo, scolastico, socio-sanitario e nelle palestre, occupandosi di tutte quelle disfunzioni percettive, motorie, comportamentali e relazionali che influenzano il rapporto fra bambino e ambiente circostante. L’esercizio della professione è regolamentato ed è subordinato all’iscrizione in un apposito registro professionale. Dott.ssa Francesca Lo Re

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Psicomotricità ed interventi educativi È chiaro che esistono una molteplicità di scuole, ciò nonostante è importante sottolineare che la psicomotricità NON è una disciplina a metà strada tra la ginnastica e l’animazione, ma rappresenta una strategia di lavoro che partendo dal fare, dal movimento, mira a realizzare un apprendimento più stabile tramite l’esperienza diretta.

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Psicomotricità ed interventi educativi La psicomotricità in età prescolare

La psicomotricità in età scolare

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Psicomotricità in età prescolare

Nei primi anni di vita il bambini si caratterizza per: Assenza tra sé e il mondo circostante, tra se e gli altri, tra il proprio corpo e le cose. La psicomotricità promuove processi evolutivi, tramite i movimenti. Ogni bambino ha l’esigenza di agire, di esplorare, manipolare ecc.. L’educatore deve assumere un atteggiamento attento e discreto, per mezzo della psicomotricità, si può aiutare il bambino a superare la sua posizione egocentrica nei confronto della realtà, in maniera tale da aprirlo alla socializzazione e alla collaborazione. Dott.ssa Francesca Lo Re

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Psicomotricità in età scolare Nel periodo di vita che va dai 6 agli 11 anni che coincide con l’ingresso a scuola, vi sono significative acquisizioni evolutive nei processi di pensiero e della socializzazione, avviene il passaggio dal pensiero egocentrico al bisogno di aprirsi alla relazione sociale e al gruppo, dal gioco si passa al lavoro.

in questa fase di vita, il legame tra sviluppo motorio, sviluppo affettivo e sviluppo intellettivo è meno stretto rispetto al periodo precedente. La psicomotricità, in questa fase, promuove l’acquisizione dell’unità psicofisica. Essa può dare sicurezza, gratificazione, motivazione. Dott.ssa Francesca Lo Re

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AREE PSICOMOTORIE Le varie scuole di psicomotricità si basano tutte su alcuni assunti fondamentali:

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- Area dello schema corporeo - Area del tono muscolare - Area del coordinamento e della segmentazione - Area della lateralizzazione - Area dell’orientamento spazio-temporale - Area dell’equilibrio - Area del ritmo Dott.ssa Francesca Lo Re

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Schema corporeo: è la capacità di rappresentarsi a livello mentale il proprio corpo, sia da fermi che in movimento.

Tono muscolare: è il filtro tra interno ed esterno, esprime la presenza o l’assenza di armonia attraverso la respirazione ad esempio. Coordinamento e segmentazione: il coordinamento oculo-manuale ad esempio è essenziale per l’apprendimento della scrittura. Dott.ssa Francesca Lo Re

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Lateralizzazione: la dominanza laterale indica il lato del corpo più messo in movimento. L’orientamento spazio-temporale: è la capacità di organizzarsi percorsi spaziali sempre più semplici e adeguati allo scopo prefissato.

L’equilibrio: concerne la capacità statica e dinamica di motricità adeguata. Ritmo: l’educazione del ritmo è importante per preparare la scrittura, correggere disgrafie e rieducare il linguaggio. Dott.ssa Francesca Lo Re

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Nelle sedute di psicomotricitĂ i bambini possono interagire con tanti oggetti:

Cubi, materassi e teli di colori diversi Dott.ssa Francesca Lo Re

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Legnetti, mattoncini e piccoli cubi in legno o plastica servono per esercitare la manualitĂ . Dott.ssa Francesca Lo Re

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In molte sale troviamo poi specchi e spalliere svedesi fissate al muro, sbarre d’equilibrio. Dott.ssa Francesca Lo Re

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ESEMPI ESERCIZI PRATICI

Percorsi di psicomotricitÃ

a Dott.ssa Francesca Lo Re

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Email: francesca.lore@nonsolofitness.it Dott.ssa Francesca Lo Re

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