Il ruolo della psiche sul comportamento alimentare NonSoloFitness.it
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Dott.ssa Veronica Rossi
Il ruolo della psiche sul comportamento alimentare 1- FAME, NUTRIZIONE E COMPORTAMENTO ALIMENTARE SONO LA STESSA COSA? 2- I MEDIATORI PSICO-SOCIO-AMBIENTALI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE 3- FUNZIONI DEL CIBO ED EMOZIONI 4- LE (AUTO)REGOLE ALIMENTARI 5- IMMAGINE CORPOREA CONFRONTO SOCIALE E SOCIAL NETWORK: COME INFLUISCONO SUL COMPORTAMENTO ALIMENTARE?
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FAME, NUTRIZIONE E COMPORTAMENTO ALIMENTARE SONO LA STESSA COSA? Dott. Veronica Rossi
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Fame, nutrizione e comportamento alimentare Fame, nutrizione e comportamento alimentare, sono la stessa cosa? NO! FAME: è un bisogno primario, una spinta istintiva che spinge all’atto del mangiare. Attivata da segnali propriocettivi e fisiologici che arrivano dall’ipotalamo (centro della fame e della sazietà). NUTRIZIONE: si riferisce ai processi metabolici, nutrienti e processi biologici che riguardano l’assorbimento di sostanze nutritive. COMPORTAMENTO ALIMENTARE: è una condotta, uno stile di approccio all’alimentazione che ne prevede la scelta di modalità, quantità e qualità dei cibi. Ognuno ha il proprio “stile alimentare”. Trattandosi di comportamento ha a che fare con la psiche Dott.ssa Veronica Rossi
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Fame, nutrizione e comportamento alimentare Fino all’età di circa tre anni possediamo una sorta di “NUTRIZIONISTA INTERNO” Che ci permette di auterogolarci in base alla fame e alla reale necessità di cibo e nutrienti. Così è possibile L’OMEOSTASI
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Poi tutto cambia...
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I MEDIATORI PSICO-SOCIO-AMBIENTALI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE Dott. Veronica Rossi
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I mediatori psico-socio-ambientali del comportamento alimentare - INFLUENZE FAMILIARI: la famiglia è il “sistema” che più di ogni altro incide nel creare CONDIZIONAMENTI riguardanti il rapporto con il cibo. Si apprendono le “regole alimentari “ non scritte e frutto delle abitudini. Si associano le emozioni provate durante i pasti al cibo. - AMBIENTE E LIVELLO SOCIO-ECONOMICO: ogni luogo ha la sua tradizione alimentare e culinaria. Inoltre anche la disponibilità economica determina l’acquisto di alcuni cibi. - FATTORI PSICO-SOCIALI: attraverso il cibo “definiamo” noi stessi creando un’identità privata e sociale attraverso la quale ci presentiamo al mondo. La condivisione del cibo è senso di appartenenza. Alcuni cibi divengono “regolatori emotivi” a seguito di associazioni.
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FUNZIONI DEL CIBO ED EMOZIONI
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Aspetti sociali dell’alimentazione
Facendo spesso parte di rituali collettivi e di situazioni sociali, il cibo assume significati simbolici (relazionali e sociali). Ad esempio una cena a lume di candela tra due innamorati, il festeggiamento del compleanno eccetera. La condivisione del cibo diviene quindi un forte segno di appartenenza sociale.
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Alimentazione e identità Attraverso l’alimentazione si definisce la propria immagine che può modificarsi in base ai contesti e per produrre un’impressione negli altri. Il cibo è un mezzo di comunicazione attraverso il quale si parla di sé stessi e attraverso il quale conosciamo gli altri. Questo meccanismo prevede altresì un giudizio sugli altri basandosi sul loro comportamento alimentare, delle inferenze, questo però determina errori di giudizio, pregiudizi e stereotipi. Alcune scelte alimentari possono essere anche dirette DEFINIRE LA PROPRIA IDENTITÀ. (Ad esempio: “sono vegetariano” –> è diverso da “non mangio carne”) Dott.ssa Veronica Rossi
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Le funzioni del cibo e le emozioni Nel corso della vita di ogni persona, il cibo viene investito di significati e di emozioni. Tali associazioni sono frutto dell’esperienza personale. CIBO-PREMIO: il cibo può assumere la funzione di “premio” perché fin da bambini si è associato il riconoscimento da parte di genitori e nonni, al cibo. Cibo come moneta di scambio affettivo. CIBO-COCCOLA: in questo caso il cibo assume una funzione consolatoria. Associazione cibo-emozione. COMFORT-FOOD
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Le funzioni del cibo e le emozioni COMFORT-FOOD È quel cibo che assolve alla funzione di dare conforto. Si ricorre quando vi è la necessità di “nutrire un’emozione”. Sono quei cibi spesso nostalgici, associati ad emozioni positive o momenti felici della vita. Hanno significati affettivi peculiari (ad esempio legati ai ricordi d’infanzia). Non sono necessariamente ipercalorici, grassi o dolci. Infatti non sono da confondere con i Junk-food (cibi spazzatura).
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La fame emotiva LA FAME EMOTIVA Anche definita la “FAME DEL CUORE” (da Jan Choez Bays) Viene definita da Van Strien et al., 2007 come un incremento nell’introito di cibo in risposta allo stress o a stati emotivi negativi, come ansia e irritabilità. Ha caratteristiche molto diverse da quella fisica, infatti non è una risposta ai segnali fisiologici, ma un vero e proprio impulso che arriva dalla mente ed è diretto verso cibi specifici (comfort-food), non soddisfa e determina spesso sensi di colpa. Nasce dall’esigenza di placare emozioni disturbanti. Mangiare diviene una risposta aspecifica al malessere (non vi è connessione tra stimolo e risposta). Dott.ssa Veronica Rossi
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Cibo, emozioni e dipendenza Il cibo, per le sue proprietà intrinseche e per i significati che assume può indurre dipendenza. Si parla in questo caso di FOODCRAVING. Ha molto a che fare con la fame emotiva. Desiderio irrefrenabile di cibo che si presenta in modo abituale e si attiva come meccanismo per “anestetizzarsi” e liberarsi da esperienze spiacevoli.
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Si presenta con: ● Voracità e mancanza di controllo Alternanza di cibi salati e dolci, o assunzione contemporanea Tendenza a nascondersi per la vergogna di mostrarsi agli altri
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Foodcraving: non solo emozioni La bramosia di cibo nasce nelle regioni del cervello responsabili della memoria, del piacere e della ricompensa. Oltre alle emozioni anche la privazione può indurre il desiderio incontrollato di cibo. Per evitare il FOODCRAVING è anche importante: Evitare diete troppo restrittive ● Non privarsi dei carboidrati Concedersi gli snack per evitare di arrivare all’ora del pasto eccessivamente affamati ●
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LE (AUTO)REGOLE ALIMENTARI
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Le (auto)regole alimentari Sono quelle che riguardano l’alimentazione e si basano su pensieri, informazioni, numeri, istruzioni e critiche.
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Si basano su: Informazioni che si acquisiscono, ● “Mode alimentari” ● Obiettivi estetici ● “Stile alimentare”
Si possono creare delle OSSESSIONI ALIMENTARI (“cibi buoni” e “cibi cattivi”)
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Le (auto)regole alimentari Le ossessioni alimentari possono prevedere dei “divieti” questi determinano dei PARADOSSI. “Non devo mangiare la pizza, è troppo calorica”- “Devo assolutamente evitare i dolci, fanno ingrassare”. Questo si traduce in un pensiero fisso e ossessivo proprio sui cibi vietati. Il nostro cervello ha un carattere ribelle e difficilmente accetta i divieti. “Quella che chiamiamo salute, se acquisita per mezzo di una continua ansietà riguardo alla dieta, non è molto migliore di un fastidioso malanno”. George Dennison Prentice
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Se dico BIO: Cosa ti viene in mente? Dott.ssa Veronica Rossi
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Le (auto)regole alimentari Scegliere di seguire un certo “stile alimentare” può avere varie motivazioni a volte NON SONO SEMPLICI “MODE ALIMENTARI”
Quello che si sceglie di mangiare definisce sé stessi e da agli altri un’immagine di sé. ...”Siamo quello che mangiamo”
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IMMAGINE CORPOREA CONFRONTO SOCIALE E SOCIAL NETWORK: COME INFLUISCONO SUL COMPORTAMENTO ALIMENTARE? Dott. Veronica Rossi
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Immagine corporea, confronto sociale e social network: come influiscono sul comportamento alimentare? IMMAGINE CORPOREA l’insieme di percezioni, pensieri ed emozioni che una persona esperisce riguardo al proprio corpo (Grogan, 2008)
Tali percezioni non sono sempre positive, a volte perché non coincidono con l’ideale corporeo soggettivo – > insoddisfazione corporea. Rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio e di mantenimento dei disturbi legati all’immagine corporea e all’alimentazione (Thompson et al., 1999).
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Immagine corporea, confronto sociale e social network: come influiscono sul comportamento alimentare?
Il comportamento alimentare ha molto a che fare con l’immagine corporea Si adotta un determinato “stile alimentare” anche in funzione della forma fisica che si vuole ottenere. I social network propongono una “cultura del fitness” e dei modelli, con i quali il confronto è inevitabile.
In alcuni casi i modelli fungono proprio da esempio ai quali ispirarsi.
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Immagine corporea, confronto sociale e social network: come influiscono sul comportamento alimentare? Si è passati da #THINISPIRATION a
#FITISPIRATION
Ideale di bellezza tonica e “forte” per le donne, muscolosa per gli uomini. Questo inevitabilmente incide sulle scelte alimentari.
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Immagine corporea, confronto sociale e social network: come influiscono sul comportamento alimentare?
Dalle ricerche di Thompson et al., 1999 e Madden et al., 2013 è emerso che modelli e canoni di bellezza che vengono espressi nel mondo virtuale (ma anche sociale) e l’enfatizzazione dell’apparenza, possono aumentare il rischio insoddisfazione corporea e disturbi o disagi legati all’alimentazione. Sui social network avviene altresì il fenomeno del confronto, che conduce di frequente (sopratutto gli adolescenti) ad insoddisfazione corporea e ad un rapporto non sano con il cibo come sintomi bulimici (Smith et al., 2013).
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L’ impatto dei commenti negativi
In uno studio di Hummel e Smith del 2015 è emerso che ricevere commenti negativi sui social determina preoccupazioni riguardanti il peso, la forma fisica e l’alimentazione (in particolare ristrettezze dietetiche). Il giudizio altrui determina la percezione della propria immagine corporea, e se insoddisfacente, si traduce in disagi nel comportamento alimentare.
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“Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, né in eccesso né in difetto, avremmo trovato la strada giusta per la salute”. Ippocrate Dott.ssa Veronica Rossi
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Per contattarmi: - Mail: dottoressa.veronicarossi@gmail.com - Sito Web: www.veronicarossipsicologa.com
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Grazie per l’attenzione
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BIBLIOGRAFIA Bays, J. C., (2018), Mindful Eating. Riscoprire una sana e gioiosa relazione col cibo. A cura di P. Iaccarino Idelson. Padova, Enrico Damiani Editore.
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Becker AE, Hamburg P: Culture, media, and the eating disorders. Harvard RevPsychiatry 1996; 4:163-167. ●
Cela, E. P., (2013), Psicologia della nutrizione. Roma, Aracne Editore.
Folkman, S., & Lazarus, R. S. (1985). If it changes it must be a process: study of emotion and coping during three stages of a college examination. Journal of personality and social psychology, 48(1), 150. ●
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Grogan, S. (2008). Body image: Understanding body dissatisfaction in men, women and children (2nd ed.). New York: Routledge.
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BIBLIOGRAFIA ●
Hummel, A. C., & Smith, A. R. (2015). Ask and you shall receive: Desire and receipt of feedback via Facebook predicts disordered eating concerns. International Journal of Eating Disorders, 48(4), 436–442. ●
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Madden, M., Lenhart, A., Duggan, M., Cortesi, S., & Gasser, E. (2013). Teens and technology 2013. Washington, DC: Pew Internet and American Life Project.
Montesarchio, T. (2017), Mindful eating. Una metodologia innovativa per regolare il rapporto col cibo. Roma, EPC editore. ●
Smith, A. R., Hames, J. L., & Joiner, T. E., Jr. (2013). Status update: Maladaptive Facebook usage predicts increases in body dissatisfaction and bulimic symptoms. Journal of Affective Disorders, 149, 235–240.
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BIBLIOGRAFIA
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