Skip to main content

Allenamento funzionale 2° livlelo

Page 1

ISTRUTTORE ALLENAMENTO FUNZIONALE – II LIVELLO


PRIMA DI CONTINUARE… Un ripassino su:  l’allenamento funzionale  le catene cinetiche muscolari  il core  le capacità condizionali  le capacità coordinative


OK.. POSSIAMO CONTINUARE…


LA PROPRIOCEZIONE  1806-1875: Douchenne di Boulogne: scoprì l'esistenza delle

sensazioni propriocettive dei muscoli edelle articolazioni  primi del '900: Sharrington ha approfondito le conoscenze soprattutto delle risposte riflesse midollari e dei meccanismi automatici sottocorticali legati alla propriocezione  1938: Ivar Palmer, chirurgo ortopedico, ha espresso interesse verso l’input propriocettivo dei legamenti  1944: Roy Abbatt conferma l’importanza delle strutture intrarticolari del ginocchio, principalmente i legamenti, come prima linea di difesa nella catena cinetica  1967: M.A.R. Freeman e B.D. Wike descrissero l'instabilità funzionale della caviglia e il rapporto tra meccano recettori e risposta riflessa dei muscoli, lavori che hanno guidato la maggior parte dei riabilitatori fino ad oggi


I PROPRIOCETTORI  sono terminazioni nervose che inviano

informazioni al sistema nervoso fusi neuromuscolari  organi tendinei del Golgi  corpuscoli di Pacini e Ruffini 

 segnalano, istante per istante,quali siano i

movimenti che l'organismo stesso sta compiendo  generano degli impulsi nervosi trasmessi al midollo spinale possono determinaree i riflessi spinali  possono raggiungere altre zone del midollo spinale o del cervello 


L'EQUILIBRIO  L'equilibrio mantenuto in ortostatismo è un tipico

ed importante esempio di come tutti i meccanismi propriocettivi sono coinvolti.  Si mantiene con lo spostamento ripetuto dei segmenti corporei originate da continue azioni involontarie e coordinate di contrazione e rilassamento della muscolatura, in modo da correggere continuamente la posizione del baricentro, affinchè la proiezione di quest'ultimo non esca dall'”ombra d'appoggio” sul piano.


“L'EQUILIBRIO DIPENDE PIÙ DALLA

CAPACITÀ INDIVIDUALE DI RECUPERARLO QUANDO LO SI È PERSO, PIUTTOSTO CHE DALL'ABILITÀ A NON PERDERLO”.


LA RIEDUCAZIONE PROPRIOCETTIVA  È una tecnica rieducativa che si basa sulla

stimolazione del sistema neuro-motorio nella sua totalità  vengono usati diversi attrezzi, ausili ( tavolette, pedane,tappeti elastici ecc.): appoggi instabili  L'instabilità procura delle continue alterazioni dell'equilibrio, costringendo il sistema muscolare e nervoso ad un lavoro di correzione continua per mantenere il corpo in equilibrio.  Il cervello riceve un flusso continuo di informazioni cinestetiche che vanno migliorando: le carenze propriocettive distrettuali  la sensibilità cinestetica  il controllo dell'equilibrio 


LA RIEDUCAZIONE PROPRIOCETTIVA RISULTA FONDAMENTALE E DEVE SEMPRE ACCOMPAGNARE IL LAVORO TRADIZIONALE DI RIEDUCAZIONE SIA PER OTTENERE UN RECUPERO COMPLETO DOPO IL TRAUMA SIA PER PREVENIRE LE RECIDIVE


ALLENAMENTO PROPRIOCETTIVO  sollecitazioni benigne e controllate applicate alle

articolazioni utilizzando sia esercizi in scarico che in carico naturale e appoggio su piani instabili di varia difficoltà.  È molto importante la progressione delle esercitazioni proposte, in modo da passare all'esercizio di difficoltà superiore solo quando quello precedente è stato assimilato correttamente


MOBILITÀ ARTICOLARE  È la capacità e la qualità che permette ad un

atleta di eseguire movimenti di grande ampiezza, in una o più articolazioni, con le proprie forze o grazie all’intervento di forza esterne (Weineck)  se migliorata, permette di eseguire con maggior forza, rapidità, facilità, fluidità ed espressività tutti i movimenti di grande ampiezza (Bull, Bull)


ALLENAMENTO DELLA MOBILITÀ

ARTICOLARE

 Può essere aumentata con un allenamento

intensivo, anche se solo entro certi limiti  La muscolatura ipertrofica e la mobilità articolare non si escludono a vicenda (Harre)  La mobilità articolare attiva dipende da: Estensibilità degli antagonisti  Forza degli agonisti 

 Il limite è dato da:

Fascie muscolari  Tendini  Legamenti 


VARIABILI  Quando allungare?

 Quale tipo di allungamento preferire?  Come valutarla?

ALLUNGARE LE CATENE, NON I SETTORI


L’AGILITÀ  Definizioni:

Prontezza nel cambiamento della direzione e della velocità nel corpo  Abilità nel cambiare direzione 

 Fondamentale nella performance atletica  Eseguire dei test


L’ALLENAMENTO DELL’AGILITÀ  Deve avere come target il miglioramento

dell’abilità di stop-and-go  Rispettare la specificità dello sport  Migliora poco con il classico resistance training o con i sollevamenti olimpici  Sembrano essere migliorativi i jumps  Migliora molto con esercizi specifici


ANIMAL WALK  Cosa sono?

sono movimenti basati principalmente sull’appoggio quadrupedico, che richiamano le andature di alcuni animali  Quali miglioramenti ci possiamo aspettare? miglioramento della mobilità, flessibilità, forza, resistenza, agilità, sincronia intermuscolare, controllo motorio  Come utilizzarli? in allenamenti a se stanti o inseriti in circuit training


BEAR CRAWL


CRAB WALK


DUCK WALK


INCHWORM


SPIDERMAN WALK


ORA TOCCA A VOI 


MOVIMENTI BALISTICI  sfruttano movimenti esplosivi del corpo per

generare elevati gradi di forza al fine di spostare un carico nello spazio attraverso una contrazione rapida del maggior numero di gruppi muscolari  l’atleta esercita una spinta su un attrezzo e lo stesso continuerà il suo moto per inerzia nella stessa direzione della forza fino a che la forza di gravità, che si contrappone al moto del peso, controbilancia la forza facendo muovere il peso in direzione opposta


LA GIRATA (CLEAN)

Tratto da: Pesistica, sport per tutti gli sport


LO STRAPPO (SNATCH)

Tratto da: Pesistica, sport per tutti gli sport


LA SPINTA

Tratto da: Pesistica, sport per tutti gli sport


ORA TOCCA A VOI 


GLI ESERCIZI IN TORSIONE  Reclutamento catene crociate

 Miglioramento stabilità e forza

 Alla base delle preparazioni atletiche di tutti gli

sport

 Movimenti:

 Taglialegna  Twist

 Torsioni e lancio

 Combinazione con altri movimenti


LA PALLA MEDICA  Un po’ di storia:

Uno dei più antichi attrezzi per il condizionamento muscolare  I lottatori persiani la usavano per l’allenamento 3000 anni fa  Ippocrate la consigliava per la riabilitazione 

 Uso:

Sovraccarico  Superficie instabile  Lanci 


LA CORDA NAUTICA  Caratteristiche:

 Lunghezza tra i 10 e i 15 m

 Diametro compreso tra i 30 e i 50 mm

 Uso:

 Oscillazioni

 Lavoro su più piani  Elevata velocità

 Effetti allenanti:

 sviluppare forza nella presa, negli avambracci e

nelle spalle  Aumento dispendio calorico  Aumento della massa magra  Coinvolgimento del “core”  Importante condizionamento cardio-respiratorio


CORDA NAUTICA - ESERCIZI  Snatch & swipe

 Oscillazioni verticali (waves)

 Oscillazioni orizzontali (snakes)  Aperture e chiusure

 Saltelli (jumping jack)

 Combinazioni dei precedenti con altri movimenti

corporei


IL CIRCUIT TRAINING  I Circuit training sono essenzialmente degli

allenamenti ad intervalli con una chiara componente basata sulla forza


METODICA gli esercizi all’interno di un circuito possono essere svolti con un numero di ripetizioni prestabilito o a tempo • Si possono utilizzare una moltitudine di attrezzi, partendo dal proprio peso corporeo e passando agli elastici, alle palle mediche oppure ai manubri o alle kettlebell • Un circuito generalmente composto da 6 a 9 esercizi è definito breve; medio da 8 a 12,mentre lungo oltre i 15 esercizi •


altamente adattabili alle varie esigenze degli atleti • possono essere utilizzati per sports dove la componente resistenza alla forza è preminente, ma trovano utilizzo anche in sports dominati dalla velocità e potenza • ne beneficerà sia l’aumento della g.P.P. che la diminuzione del grasso corporeo • Si potranno, inoltre, sviluppare circuiti la cui enfasi allenante sarà spostata sia sui gruppi muscolari carenti ad esempio sugli arti inferiori, sul Core o sulla muscolatura del tronco, sia per migliorare precise deficienze atletiche •


COSA CONSIDERARE Il Circuito idealmente va “cucito addosso” alle necessità del soggetto • gli esercizi selezionati dovranno essere multiarticolari ed impegnativi da eseguire • Sconsigliato l’utilizzo di esercizi per gruppi muscolari piccoli • Essendo l’intensità allenante elevata, vanno utilizzati con buon senso • I parametri di allenamento per atleti avanzati saranno, ovviamente, diversi da quelli per i principianti. •


CARATTERISTICHE GENERALI Parametri Dell'allenamento

Principianti

Avanzati

Durata

8-10 settimane

3-5 settimane

Carico

30-40%

40-60%

Numero stazioni per circuito

9-12 (15)

6-9

Numero circuiti per seduta di allenamento

2-3

3-5

Durata della seduta

20-25 minuti

30-40 minuti

Pausa tra gli esercizi

90 secondi

0-60 secondi

Intervallo tra un circuito e il successivo

2-3 minuti

1-2 minuti

Frequenza settimanale

2-3 volte

3-5 volte


METODO AD INTERVALLI ESTENSIVI si utilizzano carichi bassi per tempi medio lunghi • Aumenta nell’atleta la capacità di resistere all’affaticamento muscolare durante sforzi prolungati • miglioramento della capacità di recupero postallenamento • aumenta la g.P.P. • Il Metabolismo Aerobico è la fonte primaria energetica • carichi utilizzati, inferiori al 50% del MAX permettendo quindi che non venga a meno l’afflusso sanguigno ai muscoli ; questo anche durante le fasi di contrazione muscolare •


CARATTERISTICHE DELL’ALLENAMENTO AD INTERVALLI ESTENSIVI Carico : 30-40% del MAX • Ripetizioni : 20-30 per ogni serie • la serie ha una durata media di circa 60” • Numero di serie per esercizio : 3 – 6 • Velocità esecutiva : vivace, con tensione muscolare continua • Pause tra le serie: Idealmente i recuperi dovrebbero essere brevi • Pausa tra i vari circuiti : fino ad un MAX di 3’ •


ADATTAMENTI aumento della densità dei capillari • incremento sia nel numero che nelle misure dei mitocondri • miglioramento dell’efficienza dell’apparato Cardiovascolare e del Metabolismo Aerobico •


METODO AD INTERVALLI INTENSIVI Migliora la capacità di resistere alla fatica indotta da sforzi muscolari brevi, ma di MediaAlta intensità • Sia il Metabolismo Aerobico che quello Anaerobico vengono utilizzati durante questi allenamenti viste le entità dei carichi e le velocità esecutive impiegate • Il volume di allenamento è decisamente più basso rispetto al Metodo ad Intervalli Estensivi, ma l’intensità allenante è più alta •


CARATTERISTICHE DELL’ALLENAMENTO AD INTERVALLI INTENSIVI • •

• • •

•

Carico : 50 / 60 del MAX Ripetizioni: generalmente le serie vengono eseguite a tempo, da 25” a 45”. All’interno di questi tempi vengono eseguite la massima quantità di ripetizioni possibili. Numero di serie per esercizio: 3 – 6 Velocità esecutiva: il più esplosivo possibile Pause tra le serie: dipendono dal grado di Fitness dell’atleta, dai carichi utilizzati, dal numero di ripetizioni eseguite all’interno della serie a tempo, dalle velocità esecutive e dalla capacità di tollerare il grande aumento di Lattato ( fino a 15-22 mML/L) Pausa tra i vari circuiti: da 1’ a 3’.


ORA TOCCA A VOI 


ALLENAMENTO DELLA FORZA Importanza dell’allenamento della forza  Incremento della capacità specifica di prestazione  Prevenzione di traumi  Trattamento della postura


TIPOLOGIE DI FORZA


RAPPORTO FORZA - VELOCITÀ


RAPPORTO FORZA - MOBILITÀ  La mobilità articolare non subisce cambiamenti

significativi, quando la forza aumenta o diminuisce (Kos)  Solo in caso si straordinario aumento della muscolatura, senza l’esecuzione di relativi esercizi di compensazione, può produrre limitazione dei movimenti


RAPPORTO FORZA – CAPACITÀ COORDINATIVE

 Le capacità coordinative non vengono influenzate

dalla forza  Immediatamente dopo un allenamento della forza vi è un peggioramento del controllo muscolare fine  Accompagnare l’allenamento della forza all’allenamento della coordinazione


RAPPORTO FORZA – RESISTENZA DI LUNGA DURATA

 La prestazione di resistenza diminuisce quando

aumenta la sezione del muscolo  Peggioramento della diffusione per lo scambio o l’eliminazione delle scorie


GLI EFFETTI DELL’ALLENAMENTO DELLA FORZA


LA SUPERCOMPENSAZIONE


IL RECUPERO Schema riassuntivo dei tempi di rigenerazione necessari per i vari sistemi biologici (da Weineck – l’allenamento ottimale)


TIPOLOGIE DI PERIODIZZAZIONE  la periodizzazione classica: indicata per gli sport

in cui le gare importanti sono concentrate in pochi e brevi periodi e quindi è possibile suddividere l’anno in fase di preparazione e fase di competizione la periodizzazione lineare  la periodizzazione non lineare  la periodizzazione a blocchi 

 il metodo coniugato: indicato per gli sport dove si

gareggia di frequente, senza una reale alternanza tra preparazione e competizione


PERIODIZZAZIONE LINEARE


PERIODIZZAZIONE NON LINEARE  L’intensità non cresce costantemente

 Si alternano, all’interno di un microciclo, giorni

pesanti a giorni più leggeri  ha senso se si dedicano almeno tre giorni alla settimana al potenziamento  Esempio: (Bill Starr) tre giorni di allenamento settimanali: pesante, leggero e medio


IL METODO A BLOCCHI  Si riduce all’essenziale il lavoro di pianificazione

dell’allenamento  Il macrociclo è suddiviso in due mesocicli:

il blocco di accumulo, in cui prevale il volume, e l’intensità del carico è conseguentemente moderata  il blocco di intensificazione, in cui prevale l’intensità e il volume è necessariamente ridotto 


METODO CONIUGATO  permette di allenare le principali qualità fisiche

in parallelo, all’interno dello stesso microciclo settimanale  Il metodo coniugato prevede quattro sedute settimanali di allenamento, due dedicate alla parte superiore del corpo, due alla parte inferiore, organizzate in questo modo: 1. 2. 3. 4. 

parte superiore: forza veloce, ipertrofia parte inferiore: forza massima, ipertrofia parte superiore: forza massima, ipertrofia parte inferiore: forza veloce, ipertrofia

A questi quattro allenamenti settimanali se ne aggiungono altri, più brevi, per allenare la gPP


UN ESEMPIO DI PROGRAMMAZIONE


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Allenamento funzionale 2° livlelo by NonSoloFitness - Issuu