Anno XV • dicembre 2020 - gennaio 2021
www.missionline.it
NUOVA AUDI Q5
Più dinamica, più tecnologica
Professione fleet manager
La flotta Siemens carbon neutral nel 2030 Smart Mobility Report 2020
Auto elettriche, avanti a passi decisi In agenda
Appuntamento a MissionForum 2021
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1 Sommario 6 20.qxp_Layout 1 17/12/20 18:47 Pagina 2
SOMMARIO
Dicembre 2020-Gennaio 2021 • numero 6
4
21
35
CRUSCOTTO
NOLEGGIO FLESSIBILE
L’ANALISI DI MISSIONFLEET
Potevamo fare di più di Salvatore Saladino
Un must: svincolare le aziende a cura della redazione
10 ON THE BIG CHAIR Jaguar Land Rover Tutto plug in hybrid di Paola Baldacci
14 PROFESSIONE FLEET MANAGER La flotta Siemens carbon neutral nel 2030 di Andrea Barbieri Carones
22 PROVATO PER VOI
DIRECTOR’S CUT
di Maurizio Bertera
di Paola Baldacci
News
26 SMART MOBILITY REPORT 2020 Auto elettriche, avanti a passi decisi
30
Bellezza e velocità: il made in Italy in purezza
DONNE AL VOLANTE
di Paola Baldacci
di Ilaria Salzano
Ford - La prima volta
34 IN AGENDA Appuntamento a MissionForum 2021 a cura della redazione
2 | DICEMBRE 2020-GENNAIO 2021
HYUNDAI IONIQ PLUG-IN Perfetta in città con Adas al Top
BMW - Piacere di guida in car list
di Arianna De Nittis
18
AUDI Q5 2.0 TDI EVO MHEV Inedito turbodiesel mild hybrid
L’EDITORIALE NEWS
3 40
Informazione pubblicitaria VISIRUN - A VERIZON COMPANY
Tra Covid19 e tecnologia c’è la resilienza 25
2 Editoriale 6 20.qxp_Layout 1 17/12/20 18:47 Pagina 3
L’editoriale di Paola Baldacci
CHE SIA NORMALE
I
l noleggio più flessibile che mai, le grandi flotte orientate a obiettivi carbon neutral con convinzione, le ricerche che confermano i “consumi” di mobilità rivolti alle motorizzazioni che ieri chiamavamo alternative e oggi entrano nella quotidianità. Forse più nelle grandi città che nei piccoli centri se guardiamo al day-by-day, ma la necessità di continuità del business e di competitività presto riguarderanno l’Italia intera e trasformare il parco auto aziendale diventerà un capitolo non più rimandabile ai più. E’ questo il pensiero che corre nei servizi di Mission 6/2020, l’ultimo di un anno a dir poco sfidante. «Potevamo fare di più» è la constatazione sul bilancio delle immatricolazioni: il mercato automotive è sotto del 30% (al momento della chiusura di questa edizione abbiamo sott’occhio i 9 mesi, ndr), ma poteva andare meglio se incentivato con criteri più lungimiranti. I bonus sono stati distribuiti in fasce non utili al rinnovo del parco circolante e non sono stati redistribuiti a favore di chi li ha esauriti prontamente, l’unica categoria che poteva risollevare le vendite. Tanto per ricordare solo due degli errori dell’Esecutivo. Ma non vogliamo piangerci addosso, perciò vi indirizziamo ai progetti delle imprese: Siemens a pagina 14, per cominciare. Delle Case vi raccontiamo in
diverse modalità: con i loro nuovi modelli e con le strategie. Ecco Jaguar Land Rover con l’intervista ad Antonio Ventura. Bmw con la nuova X6 provata insieme al fleet manager di Deloitte, Paolo Ganzetti: sul nostro canale Youtube un video da non perdere. Poi cultura e gender gap colmato: con i 110 anni del Biscione e lo straordinario caso di Ford in Messico con la prima auto della storia costruita solo da donne (a pagina 30). Lo Smart Mobility Report 2020 del Politecnico di Milano è la ricerca che ci indica ancora una volta il trend: auto elettriche avanti a piccoli passi, ma decisi. Intanto i fleet manager vogliono le ibride: l’analisi di Maurizio Bertera va su un inedito turbodiesel mild hybrid (Audi Q5) e su un’auto perfetta in città con Adas al Top come Hyundai Ioniq plug in. Ma non è tutto! Vi invitiamo a segnare in agenda il 3 marzo 2021 per seguirci su Missionforum.it, il nostro appuntamento di approfondimento sul fleet management va online: per la prima volta vi parleremo di fleet, travel e event manager insieme. A pagina 34, per svelare il fil rouge che in azienda unisce tre figure professionali in piena trasformazione. Buon anno, che sia normale. @pla_baldax e @missionline
DICEMBRE 2020-GENNAIO 2021 | 3
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO
POTEVAMO FARE DI PIÙ Il noleggio a lungo termine perde 70.000 immatricolazioni passenger cars. Una politica di sostegno mirata sulla fiscalità aziendale darebbe la svolta
A di Salvatore Saladino*
un mese dalla chiusura del 2020, il mercato del noleggio a lungo termine fa segnare un passivo del 27% tra le passenger cars, in linea con il regresso del mercato nel suo complesso (gennov -29%). Mancano all’appello oltre 70.000 contratti rispetto al 2019, di cui 60.000 per gli operatori che occupano le prime 5 posizioni in classifica (Leasys, Arval, Volkswagen Leasing, Ald Automotive e Leaseplan). Una situazione di difficoltà per un mercato, quello del long rent, che negli anni scorsi si era rivelato la soluzione ottimale per molti automobilisti, non soltanto gli utenti aziendali. Il lockdown durato mesi ha ridotto la circolazione e ha abbassato
LA NUOVA LINE UP DI PANDA
*Country manager Dataforce Italia 4 | DICEMBRE 2020-GENNAIO 2021
drasticamente la percorrenza media annua: un dato che, unito alla difficile situazione economica delle aziende che hanno ridotto l’attività, la produzione, la presenza della forza lavoro (col ricorso massiccio alla cassa integrazione per molti settori industriali e commerciali) e, di conseguenza, il fatturato, ha portato al massiccio ricorso ai prolungamenti dei contratti di locazione in essere.
INCENTIVI SOLO AI PRIVATI A non aiutare il comparto del noleggio, anche la miope politica di incentivazione proposta dal Governo, che ha concentrato i propri sforzi per
favorire il ricambio del circolante dei clienti privati, incentivando soprattutto l’acquisto di auto elettriche e ibride plug in, che costituiscono una parte molto marginale delle vendite. A favore del settore dell’auto aziendale, invece, l’Esecutivo non ha adottato alcun provvedimento adeguato per risollevare le sorti del mercato: la crisi pandemica avrebbe dovuto suggerire una politica più aggressiva sul fronte della fiscalità, allineando finalmente la deducibilità dei costi a livello europeo e portando la detraibilità dell’Iva al 100%. Oppure la re-introduzione del “superammortamento”, che aveva portato risultati molto positivi
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO
NOLEGGIO LUNGO TERMINE - LE PRIME 5 VETTURE (PC) - YTD NOVEMBRE 2020 TOP 5 MODELLI PER CANALE
YTD 2020
YTD 2019
DIFF. YTD
DIFF. YTD %
MARKET SHARE YTD 2020
DIFF. MS YTD 2020/2019
1 FIAT PANDA
12.359
16.160
-3.801
-23,52%
6,43%
0,29%
2 PEUGEOT 3008
7.323
7.951
-628
-7,90%
3,81%
0,79%
3 JEEP RENEGADE
5.463
8.376
-2.913
-34,78%
2,84%
-0,34%
4 VW TIGUAN
5.085
5.431
-346
-6,37%
2,65%
0,58%
5 FIAT 500X Tot. Noleggio Lungo Termine
4.815
10.210
-5.395
-52,84%
2,50%
-1,37%
192.220
263.405
-71.185
-27,02%
-
-
NOLEGGIO LUNGO TERMINE - VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI (LCV) - YTD NOVEMBRE 2020 TOP 5 MODELLI PER CANALE
1 FIAT DOBLO
YTD 2020
YTD 2019
DIFF. YTD
DIFF. YTD %
MARKET SHARE YTD 2020
DIFF. MS YTD 2020/2019
4.841
5.627
-786
-13,97%
13,99%
-0,36%
2 FIAT DUCATO
4.167
3.484
683
19,60%
12,04%
3,15%
3 FIAT FIORINO
2.103
2.598
-495
-19,05%
6,08%
-0,55%
4 FIAT PANDA
1.506
3.712
-2.206
-59,43%
4,35%
-5,12%
5 RENAULT MASTER
1.395
1.098
297
27,05%
4,03%
1,23%
Tot. Noleggio Lungo Termine
34.610
39.207
-4.597
-11,72%
-
-
***NOTA LE TABELLE SONO UNA ELABORAZIONE DATAFORCE ITALIA SU FONTI MINISTERO TRASPORTI E ACI/PRA
Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture
negli scorsi anni. Nulla di tutto questo è avvenuto e nemmeno per l’orizzonte del 2021 si prevede qualche provvedimento a sostegno della filiera della mobilità aziendale. Le previsioni per il nuovo anno, dunque, non possono che essere pessimistiche. Uniche notizie positive, l’avanzamento delle immatricolazioni di noleggio per le alimentazioni green, come vedremo tra breve.
graduatoria tra le passenger cars vede al primo posto Leasys, ma con Arval che incalza sempre più da vicino. La classifica di fine anno, dunque, potrebbe anche cambiare a favore della società di noleggio controllata dal gruppo bancario francese Bnp Paribas. Se Leasys, con le
sue 41.024 auto targate negli 11 mesi ha fatto segnare un regresso del 37%, Arval ne ha immatricolate 40.752, con una flessione del 14,6%. La quota di mercato dei due operatori è quindi pressoché identica: 21,3% per la captive di Fca Bank e 21,2 per Arval.
LA NUOVA VW TIGUAN HA APERTO GLI ORDINI PER LA GAMMA ITALIANA
MEGLIO LE CAPTIVE RISPETTO AI GENERALISTI Sul fronte delle immatricolazioni del noleggio a lungo termine, il periodo gennaio-novembre ha evidenziato che gli operatori Top hanno ottenuto un risultato in linea con la media del mercato del noleggio (-27,5%), mentre per le captive le cose sono andate leggermente meglio (-24,6%). Nel dettaglio, la DICEMBRE 2020-GENNAIO 2021 | 5
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO
NOLEGGIO LUNGO TERMINE 2020 - YTD NOVEMBRE 2020 - I BRAND NLT PC + LCV
YTD Novembre 2020
YTD Novembre 2019
Diff. YTD
Diff. YTD %
Market Share YTD 2020
Diff. MS YTD 2020/2019
1 Leasys
48.566
73.822
-25.256
-34,2%
21,4%
-3,0%
1
2 Arval
48.307
57.594
-9.287
-16,1%
21,3%
2,3%
2
3 Volkswagen Leasing
26.558
29.728
-3.170
-10,7%
11,7%
1,9%
5
4 LeasePlan
24.688
33.920
-9.232
-27,2%
10,9%
-0,3%
4
5 ALD Automotive
23.354
40.181
-16.827
-41,9%
10,3%
-3,0%
3
6 Alphabet
10.374
10.418
-44
-0,4%
4,6%
1,1%
6
7 UnipolRental
8.768
10.200
-1.432
-14,0%
3,9%
0,5%
7
8 Free2Move Lease
8.382
5.736
2.646
46,1%
3,7%
1,8%
12
9 Sifà
Ranking 2019
7.550
7.220
330
4,6%
3,3%
0,9%
10
10 Mercedes-Benz Charterway
5.710
5.730
-20
-0,3%
2,5%
0,6%
11
11 ES Mobility
5.390
8.372
-2.982
-35,6%
2,4%
-0,4%
8
12 Athlon
2.116
7.772
-5.656
-72,8%
0,9%
-1,6%
9
13 Toyota Fleet Mobility
1.257
17
1.240
7294,1%
0,6%
0,5%
15
14 Rent2Go
1.125
1.876
-751
-40,0%
0,5%
-0,1%
13
15 Program Autonoleggio
927
1.188
-261
-22,0%
0,4%
0,0%
14
16 PAN
226
299
-73
-24,4%
0,1%
0,0%
16
17 GFC NLT Altre TOTALE
205
154
51
33,1%
0,1%
0,0%
17
3.327
8.385
-5.058
-60,3%
1,5%
-1,3%
-
226.830
302.612
-75.782
-25,0%
100,0%
-
-
AI PRIMI 5 IL 76% DEL MERCATO Sul gradino più basso del podio si è piazzata Volkswagen
Leasing, che ormai ha distanziato nettamente Ald Automotive. La captive del colosso di Wolfsburg nel 2019
IL NOLEGGIO GUIDA LA SVOLTA ELETTRICA Il settore del noleggio veicoli si conferma nel 2020 il principale acquirente di vetture elettrificate in Italia. Nei primi 9 mesi dell’anno quasi 2 auto alla spina su 5 sono state acquistate da società dell’auto on demand. Secondo Aniasa «per accelerare il rinnovo del nostro parco circolante, servono oggi misure di incentivo all’acquisto dei veicoli usati di ultima generazione, in grado di raggiungere le fasce di popolazione che non riescono a comprare il nuovo». L’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, sottolinea che le immatricolazioni di vetture elettriche ed ibride nel nostro Paese appannaggio dell’autonoleggio salgono al 42% per le ibride plug in e al 35% quelle delle elettriche. Percentuali che hanno ampi margini di crescita, se si pensa che queste vetture rappresentano solo il 5,2% del totale immatricolato a noleggio. Un valore che lo scorso anno era pari all’1% e che nel restante mercato automotive oggi è fermo al 2,4%. I DATI Nei primi 9 mesi del 2020 le società di noleggio (a lungo e breve termine e in car sharing) hanno immatricolato 5.229 vetture ibride plug in (+225% vs le 1.611 dello stesso periodo del 2019) e 6.132 elettriche (+125% vs 2019). Ad esse si aggiungono le 22.287 vetture ibride (Hev) immatricolate sempre dagli operatori del renting nei primi 9 mesi di quest’anno, in crescita del 51% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. 6 | DICEMBRE 2020-GENNAIO 2021
era quinta, ora terza, dopo aver sorpassato prima Leaseplan e poi Ald. Per Volkswagen Leasing 24.941 auto immatricolate nel 2020, con una flessione dell’11,5% e una market share del 13% sul totale del mercato. Per Ald le nuove targhe sono state 21.034, circa 15.700 in meno rispetto ai primi 11 mesi del 2019 (-42,7%), con una quota di mercato che è scesa dal 14% all’11%. Flessione importante anche per Leaseplan, che quest’anno ha targato 19.586 vetture: -35,1% e una quota di mercato del 10,2%. I primi 5 operatori assieme raggiungono quest’anno una penetrazione del 76,7%, nel 2019 era del 79%. Nelle posizioni successive Alphabet, che sfiora la performance del 2019 (la contrazione è soltanto del 2,8%)
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO
e Free2Move Lease (Gruppo Psa), che con il suo incremento di immatricolazioni (+37,4%) è il protagonista positivo assoluto tra gli operatori di grandi dimensioni e ha scalato ben 4 posizioni, dall’undicesima alla settima. Seguono Unipol Rental, ex Car Server (-22,6%) e Sifà. La giovane società di Reggio Emilia è un altro dei pochi operatori in attivo quest’anno: +32,5% in ambito passenger cars, con un incremento dei contratti di ben 1.371 unità. Mercedes-Benz Charterway mantiene la decima posizione, con volumi allineati al 2019 (-1,4%). In grande flessione, invece, la captive del Gruppo Renault-Nissan ES Mobility (-41%), seguita dall’ancora peggiore performance di Athlon (-81,5%). Al tredicesimo posto si piazza Toyota Fleet Mobility, la captive di recente fondazione della marca giapponese. Nelle posizioni di rincalzo, con volumi di vendita complessivi inferiori alle 1.000 unità, Rent2Go (-48,7%), Program (-24%), Gfc (+33,1%) e Pan (-23,3%).
LA PREFERITA È SEMPRE LA PANDA Nella graduatoria dei modelli preferiti quest’anno nel Nlt, la Fiat Panda precede tutte le altre automobili, pur con una flessione delle immatricolazioni di noleggio a lungo termine del 23,5%. Anche tutti gli altri modelli della Top 5 sono in calo: al secondo posto la Peugeot 3008 (-7,9%), seguono la Jeep Renegade (-34,8%), la Volkswagen Tiguan (-6,3%) e la Fiat 500X (-52,8%). Da segnalare la formidabile ascesa della Jeep Compass che, grazie soprattutto alla versione ibrida, a novembre si è piazzata
CHILOMETRI PERCORSI Lo specchio dell’influenza della pandemia sull’andamento del settore del noleggio a lungo termine è offerto dai dati che emergono dall’osservatorio di Targa Telematics, tech company specializzata in soluzioni digitali per la mobilità, che fornisce i propri servizi ad alcuni tra i principali noleggiatori. «Complessivamente nel 2020 tra gennaio e novembre sono stati percorsi 2,3 miliardi di chilometri dalle vetture delle società di noleggiatori a lungo termine nostre clienti. Se nei primi due mesi dell’anno mediamente sono stati percorsi 250 milioni di chilometri in ciascun mese, ad aprile il dato è crollato per effetto del lockdown con 69 milioni di chilometri, tornando poi ad aumentare e raggiungendo il picco dell’anno a luglio con quasi 280 milioni», commenta Massimiliano Balbo di Vinadio, VP sales della società. Negli ultimi mesi è stata riscontrata una graduale diminuzione, tornando ai numeri di maggio, con meno di 180 milioni di chilometri percorsi. P.B.
addirittura al primo posto assoluto nelle preferenze degli utenti di long rent.
FLOTTE ECOLOGICHE Sul fronte delle alimentazioni, il noleggio a lungo termine si conferma grande estimatore delle auto elettriche e delle ibride, anche se i risultati di crescita sono meno appariscenti rispetto a quelli del canale privati, perché quest’ultimo parte da una posizione più arretrata e ha beneficiato maggiormente degli incentivi statali di quest’anno. Soprattutto
con l’aggiunta della rottamazione dell’usato, una casistica pressoché assente nel noleggio. Se le immatricolazioni di auto a benzina nel Nlt sono scese nel 2020 del 40,69% (24.000 unità in meno), e quelle diesel del 36,87% (circa 65.000 in meno), le elettriche sono più che raddoppiate (da 3.600 a 7.700, + 113%), le ibride sono arrivate addirittura a una quota di mercato annua del 17%: quadruplicate le mild hybrid, triplicate le plug in, mentre sono in modesta flessione le ibride non ricaricabili. Dimezzate,
IL RINNOVATO SUV PEUGEOT 3008
DICEMBRE 2020-GENNAIO 2021 | 7
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO
NLT PER ALIMENTAZIONE YTD 2020
YTD 2019
Diff. YTD
Diff. YTD %
Market Share YTD 2020
Diff. MS YTD 2020/2019
Benzina
35.055
59.100
-24.045
-40,69%
18,24%
-4,20%
Diesel
VETTURE 110.988
175.803
-64.815
-36,87%
57,74%
-9,00%
Elettrico
7.692
3.611
4.081
113,02%
4,00%
2,63%
Plug-In Hybrid
7.771
2.103
5.668
269,52%
4,04%
3,24%
Hybrid
9.044
10.144
-1.100
-10,84%
4,71%
0,85%
Mild-Hybrid
15.993
3.942
12.051
305,71%
8,32%
6,82%
Metano
2.658
2.617
41
1,57%
1,38%
0,39%
GPL
3.019
6.085
-3.066
-50,39%
1,57%
-0,74%
Altro
0
0
0
-
0,00%
0,00%
192.220
263.405
-71.185
-27,02%
100,00%
0,00%
Benzina
1.266
3.146
-1.880
-59,76%
3,66%
-4,37%
Diesel
30.329
32.815
-2.486
-7,58%
87,63%
3,93%
438
477
-39
-8,18%
1,27%
0,05%
Plug-In Hybrid
2
0
2
-
0,01%
0,01%
Hybrid
15
11
4
36,36%
0,04%
0,02%
NLT Vetture VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI
Elettrico
Mild-Hybrid
871
93
778
836,56%
2,52%
2,28%
1.548
1.928
-380
-19,71%
4,47%
-0,44%
GPL
141
737
-596
-80,87%
0,41%
-1,47%
Altro
0
0
0
-
0,00%
0,00%
34.610
39.207
-4.597
-11,72%
100,00%
0,00%
Metano
NLT Veicoli Commerciali Leggeri
invece, le auto con alimentazione a Gpl e sostanzialmente inalterate le immatricolazioni di vetture a metano.
8 | DICEMBRE 2020-GENNAIO 2021
COMMERCIALI IN MINORE DIFFICOLTÀ I dati delle immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri nel 2020 appaiono meno drammatici rispetto a quelli delle passenger cars: il mercato nel suo complesso è regredito del 17,47%, ma nel comparto del Nlt solamente dell’11,7%. Il recupero è avvenuto soprattutto negli ultimi mesi: a novembre, per esempio, il comparto ha fatto segnare un eccellente +18,66%, mentre a ottobre il saldo era stato positivo addirittura del 47,49%. Nella graduatoria degli operatori, si assiste al solito testa a testa tra
Leasys e Arval, ma a posizioni rovesciate rispetto alla classifica passenger cars: Arval precede Leasys per un’incollatura (7.555 targhe rispetto a 7.542). Al terzo posto Leaseplan (in forte crescita: +36,7%), seguita da Unipol Rental (anch’essa in positivo, +16,2%, che sale dal sesto al quarto posto). Ald Automotive scivola alla quinta posizione, con una flessione del 33,2%. Nelle posizioni di rincalzo, Sifà (-34,6%), Volkswagen Leasing (+4,3%), Free2Move (+114%), ES Mobility (-5,5%), Athlon, Alphabet, Mercedes-Benz, Program, Rent2Go, Toyota e Pan.
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MISSIONFLEET ON THE BIG CHAIR
TUTTO PLUG IN HYBRID Jaguar Land Rover entra nel 2021 con un portafoglio completo dal punto di vista dell’elerificazione. Intervista ad Antonio Ventura
di Paola Baldacci
C Con 8 modelli plug in hybrid di una gamma interamente rinnovata composta di 14 auto, Jaguar Land Rover va al mercato delle company cars con un portafoglio indubbiamente completo nel 2021. «Tre anni fa, 10 | DICEMBRE 2020-GENNAIO 2021
il nostro Ceo fece la promessa di una flotta elettrificata entro il 2020: ci siamo riusciti, nonostante tutto», osserva Antonio Ventura, corporate & fleet sales director del gruppo in Italia. Ecco che Range Rover Sport e Range Rover offrono la motorizzazione ibrida con la ricarica alla spina già da tre anni, mentre la Discovery e la Evoque si sono unite più recentemente, infine altre 4 vetture saranno elettrificate. Si tratta del nuovo Defender e di Velar più i due Suv di Jaguar, E-Pace e F-Pace. Tutti in
concessionaria tra febbraio e marzo 2021, già ordinabili. «Con i model year 21 abbiamo una gamma interamente rinnovata – continua Ventura –: in tutto 14
ANTONIO VENTURA
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MISSIONFLEET ON THE BIG CHAIR
modelli con motorizzazioni che soddisfano ogni esigenza di parco, dal mild al plug in senza dimenticare il full electric per le grandi corporation con car list che le prevedono».
2020 Per il gruppo, l’anno trascorso «è stato meno drammatico di quanto immaginassimo» dopo lo scoppio della crisi sanitaria. Le stime di chiusura delle vendite alle aziende sono di un -20% contro una flessione del mercato al 30%. «Aprile e maggio sono stati i mesi peggiori, poi abbiamo cominciato a registrare un incremento degli ordini rispetto al 2019; crediamo che l’auto rimarrà centrale nella mobilità dei clienti business, ancor di più laddove altri mezzi di trasporto come treni e aerei vedranno un utilizzo ridimensionato per i viaggi di lavoro». Secondo il manager, nel 2021 potrebbero configurarsi due tendenze nelle flotte: la diminuzione delle vetture in
pool e conseguentemente il ricorso a maggiori assegnazioni di auto aziendali ad uso individuale. «Siamo molto positivi sul 2021 e abbiamo impostato il budget come a inizio 2020: non tornerà tutto
come prima, ma il tessuto economico del Paese si sta adattando a un nuovo modo di vivere il business. Torneremo ai livelli di fatturato pre-Covid-19». A trainare i settori dell’alimentare e del pharma,
UNA CITTÀ PER LA GUIDA AUTONOMA In Irlanda, Jlr sta realizzando una smart city per testare la guida autonoma, o meglio, le tecnologie che renderanno le nostre strade sempre più sicure. Si chiama Future mobility campus Ireland sarà un banco di prova dove i veicoli a guida autonoma potranno condividere le strade con altre automobili, pedoni e ciclisti. In 12 chilometri sarà distribuita l’infrastruttura per simulare una varietà di ambienti e traffico in cui la Jaguar I-Pace svolgerà le prove. Ci saranno incroci intelligenti, parcheggi autonomi e punti di ricarica per veicoli elettrici, oltre a collegamenti con una tratta autostradale di 450 km e un corridoio di traffico aereo per droni, controllato dall’aeroporto di Shannon. Vicino all’hub di ricerca del gruppo. Jaguar Land Rover collabora con software house, società di mobilità e di telecomunicazioni come Cisco e altri big in questo progetto. La smart city irlandese servirà per realizzare tecnologie di assistenza alla guida e alla sicurezza sempre più efficienti. DICEMBRE 2020-GENNAIO 2021 | 11
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ELETTRIFICAZIONE COMPLETATA Con Velar, la famiglia Range Rover ha completato l’elettrificazione. Il modello P400e plug in offre fino a 53 km di autonomia elettrica, con emissioni di CO2 a partire da 49 g/km. Il Suv si posiziona fra la Evoque e la RR Sport ed è una eccellenza in fatto di sicurezza passiva. Si è guadagnata le 5 stelle Ncap con il 93% di protezione degli adulti a bordo e il 74% dei pedoni. Ha la frenata di emergenza anche posteriore. I radar controllano costantemente dietro e se rileva una possibile collisione, si blocca. Di serie un nuovo set di telecamere: Surround camera 3D e Ground view per offrire una vista virtuale dell’area nascosta dal cofano, rendendo quest’ultimo “invisibile”. Su Velar fa il suo debutto anche una nuova famiglia di sei cilindri in linea Ingenium da 3.0 litri. Quest’ultima generazione di motori a benzina e diesel – sviluppata internamente – è disponibile anche con tecnologia mild hybrid a 48 Volt per una migliore reattività. Infine, dettagli di design che sorprendono: quando le portiere vengono bloccate, o sopra gli 8 km/h di velocità, le maniglie si ritraggono a filo della carrozzeria. Ve lo aspettavate da una Range Rover?
mentre le imprese legate al turismo «conosceranno una difficile fase critica», sottolinea.
I MODELLI SU CUI PUNTARE Premessa la gamma diversificata e centrata per il settore fleet, Jlr non può non sottolineare sul nuovo Land Rover Defender.
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«Un modello non per fare volumi di vendite, ma che rappresenta la ri-fondazione del brand. Per 70 anni fedele alle origini, dal 2016 uscito dalla produzione, oggi rilanciato con un balzo tecnologico in avanti da campione del mondo». L’attenzione sul marchio è tornata ai massimi livelli per un’auto-icona di forza e avventura. Anche nelle flotte: «Molte aziende ci hanno contattato per farlo provare al top management: Defender incarna uno spirito pionieristico che ci accomuna».
SOSTENIBILITÀ IN CAR LIST Cosa può dirci dell’approccio dei vostri clienti alla sostenibilità? «Non è solo un tema di consumi, soprattutto per le grandi aziende è un messaggio, sempre di più un valore: alcune car list accettano solo vetture elettrificate, anche solo plug in hybrid o full electric». Poi è una questione di fiscalità, non va dimenticato: «I nostri modelli sono tutti compresi nella soglia di emissioni che permette la riduzione della tassazione del fringe benefit dal 30% al 25%». Con un’autonomia in solo
elettrico fino a 55 chilometri, che significa viaggiare in città sempre a zero emissioni e in tre ore si ricarica. Senza rinunciare alla potenza, visto che per le Phev parliamo di 400 CV complessivi per i modelli più grandi e 300 CV per quelli più “piccoli”.
DISTRIBUZIONE La strategia di distribuzione per il settore corporate mette al centro la rete di concessionari, cui si deve l’80% delle vendite. Le Pmi rappresentano il focus dei dealer, che propongono sia finanziamenti tradizionali (leasing) sia il noleggio a lungo termine con il partner Ald Automotive. Le grandi società globali con accordi internazionali con la casa madre vengono gestite dalla business unit guidata da Ventura con un team di 6 persone. «Naturalmente collaboriamo con tutti i noleggiatori attraverso un rapporto di partnership che prevede l’assistenza e la consegna sempre attraverso i nostri concessionari: crediamo che vetture premium e con la nostra tecnologia debbano sempre ricevere un’attenzione particolare nella relazione con il cliente aziendale».
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LA FLOTTA SIEMENS
CARBON NEUTRAL NEL 2030 La trasformazione del parco auto nell’equilibrio tra costi, efficienza e impao ambientale: Valeria Braidoi spiega il percorso da fleet a mobility manager
di Andrea Barbieri Carones
Q Quando nel 1846 Ernst Werner von Siemens fondò l’omonima azienda puntava a migliorare la tecnologia del telegrafo in Germania. Un’attività che piano piano si diffuse in Europa. L’azienda tedesca è oggi una
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multinazionale presente in tutto il mondo, tra cui l’Italia, dove opera dal 1899 con l’ufficio principale di Milano. Una sede in cui gravitano 2.700 dipendenti, la maggioranza dei quali è beneficiaria di un’auto aziendale. Se ne occupa Valeria Braidotti, con una laurea in ingegneria elettrica al Politecnico di Milano e un Master in business administration all’Henley management college nel Regno Unito. Da 16 anni in azienda e da circa tre head of procurement mobility services, la manager ci
parla della mobilità in Siemens Italia che sta puntando verso una maggiore sostenibilità. Da quante auto è composta la flotta? «Il Gruppo Siemens in Italia ha circa 1.600 vetture, il 2% delle quali è ibrido. Sono però in atto politiche che porteranno a una maggiore ecosostenibilità della flotta, tema molto importante per Siemens che si trova in una posizione top nei principali ranking legati alla sostenibilità, come il Dow Jones sustainability index. Per questo, nel 2014 ci siamo posti
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ALL’INGRESSO DI CASA SIEMENS UNA DELLE QUATTRO SCULTURE “THE WINGS” (LE ALI) DI DANIEL LIBESKIND, CHE CONTRASSEGNAVANO I QUATTRO ESTREMI DI PIAZZA ITALIA AD EXPO MILANO 2015
l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 della running fleet: del 33% entro il 2025 e del 100% entro il 2030. Da anni stiamo selezionando veicoli diesel con minori emissioni e aumentando la nostra quota di vetture ibride ed elettriche». Le elettriche, pur avendo ampi margini di miglioramento, restano ancora al palo anche per la difficoltà di approvvigionare le batterie? «In questo momento ritengo che per noi le emissioni zero si prestino maggiormente alla formula del corporate car
sharing. Infatti, gli assegnatari di auto aziendale mediamente percorrono parecchi chilometri all’anno, principalmente in autostrada. I collaboratori possono però scegliere la vettura da una griglia che oggi ha il 20% di elettriche, ibride o ibride plug in (per i dirigenti è al 50%) e l’80% ad alimentazione diesel. Per favorire la scelta di vetture elettriche o ibride plug in stiamo valutando l’ampliamento delle stazioni di ricarica in azienda o a casa. L’ecosostenibilità va però accompagnata da altri aspetti come la sostenibilità economica e la sicurezza. Infatti, ogni vettura in car list deve necessariamente comprendere una selezione di optional tra Adas, supporto lombare, navigatore e kit foratura per le gomme». Con quale criterio vengono assegnate le auto ai collaboratori/dipendenti? «L’auto aziendale è assegnata a tutti i dirigenti e ai collaboratori per il cui ruolo si preveda una percorrenza chilometrica pari o superiore ai 15.000 km all’anno o sia necessario l’utilizzo per motivi di servizio pari o superiore ai 9 giorni al mese». Oggi la tecnologia supporta i fleet manager. In che modo aiuta anche Valeria Braidotti? «La tecnologia è fondamentale per le attività di fleet management, in termini di semplificazione e di riduzione dei costi. Da 10 anni utilizziamo un portale personalizzato sul processo Siemens che permette di gestire e tracciare l’intera gestione di ogni vettura: dalla “eleggibilità” del driver, alla configurazione da parte del driver a seconda dell’inquadramento e di altre esigenze specifiche. Il portale
gestisce anche informazioni sulla flotta, tra cui canoni di noleggio, parametri contrattuali, rilevazioni chilometriche o di calcolo del fringe benefit. I driver hanno inoltre a disposizione un’app con le policy aziendali sull’auto, i contatti dei noleggiatori e dell’help desk. Abbiamo inoltre implementato un progetto pilota di corporate car sharing che, grazie alla tecnologia keyless e ad uno strumento di gestione e prenotazione delle vetture, ci ha permesso di ottimizzare l’utilizzo dei veicoli». Carte carburante e sostenibilità: qual è la posizione di Siemens in tal senso? «In questo periodo di transizione in cui la nostra flotta sarà ancora per qualche anno prevalentemente diesel, abbiamo scelto una carta per i
VALERIA BRAIDOTTI
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SIEMENS È STATA TRA LE PRIME AZIENDE IN ITALIA A CREDERE NELLO SMART WORKING, CON UN PROGETTO AVVIATO NEL 2011. DOPO 6 ANNI DI SPERIMENTAZIONE, IL 1° GENNAIO 2018 IL “LAVORO AGILE” È STATO ESTESO A TUTTI I COLLABORATORI
rifornimenti che tramite un piccolo investimento per ogni litro di carburante acquistato, devoluto in progetti di sostenibilità nel mondo (impianti fotovoltaici, biomasse), ci permette di compensare le emissioni di CO2. La società ci rilascia annualmente un certificato con la quantità di emissioni compensate». Quali sono le principali aziende partner del fleet management e quali servizi danno? «Sono i principali noleggiatori a lungo termine e la società alla quale anni fa abbiamo assegnato in outsourcing tutti i servizi di supporto al driver e quelli non core rivolti al fleet manager che lavora nel mio team. I servizi? Invio delle messe a disposizione dei veicoli e dei tagliandi assicurativi. Ma anche campagne 16 | DICEMBRE 2020-GENNAIO 2021
di richiamo, estensione alla guida per eventuale second driver, riassegnazioni delle vetture, attivazione pre-leasing e molto altro. E ancora, analisi e reporting, proposte di modifiche contrattuali, amministrazione, gestione dei contenziosi con le società di noleggio e la segnalazione al fleet manager di eventuali anomalie. Tra i nostri fornitori ci sono anche società di noleggio a breve termine, Telepass Fleet, aziende di corporate car sharing e di corsi di guida sicura». Quali sono i suoi compiti principali e quanti sono i suoi principali collaboratori? «Ho la responsabilità di tutti gli acquisti relativi ai servizi di mobilità per il Gruppo Siemens in Italia, ovvero: • Acquisti strategici relativi alla
flotta aziendale, al travel, a eventi, marketing e comunicazione • Gestione operativa fleet e travel • Mobility management aziendale in ottemperanza all’articolo 3 del DM 27 marzo 1998. Nel mio team ci sono 4 persone, di cui una dedicata alla gestione della flotta. Si tratta di Roberta Ferrari, fleet manager da diversi anni, responsabile della gestione amministrativa ed operativa e importante punto di riferimento verso i fornitori. Roberta ha una significativa esperienza nel ruolo e il suo contributo è per me fondamentale per garantire un servizio di qualità ai driver, per fornire supporto su aspetti gestionali a diverse funzioni, ad esempio le risorse umane. Ma
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anche nell’impostare le gare annuali con i produttori e le società di noleggio. Per quanto riguarda la flotta, i miei principali compiti attengono alla ricerca di soluzioni. Ma anche analisi di mercato e il piano strategico, la raccolta delle esigenze degli stakeholder interni, la definizione della policy insieme ai colleghi delle risorse umane, i contratti con i fornitori e il monitoraggio dei costi. Senza dimenticare che nel 2018 ho assunto anche il ruolo di mobility manager, che prima era in capo alle risorse umane». Quali sono gli obiettivi per il 2021? «Ridurre i costi, ma al tempo stesso migliorare la soddisfazione dei driver, semplificare i processi di fleet management, contribuire agli
obiettivi aziendali di digitalizzazione e sostenibilità, gestendo le esigenze e i requisiti dei diversi stakeholder aziendali. Ciò che mi piace di più del mio lavoro è l’opportunità di sfruttare l’esperienza maturata in ruoli diversi, le informazioni della flotta e le conoscenze delle
soluzioni di mercato per definire ed implementare nuovi progetti con l’obiettivo di innovare, efficientare i servizi grazie alla digitalizzazione, contribuire a migliorare la sostenibilità aziendale e contemporaneamente le performance».
CASA SIEMENS A MILANO È SOSTENIBILE GRAZIE AD UNA MICRORETE INTELLIGENTE DA OLTRE UN MEGAWATT. È ENTRATA IN ESERCIZIO NEL MESE DI LUGLIO 2019 E SI COMPONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI, STAZIONI DI RICARICA, SISTEMI DI ACCUMULO DELL’ENERGIA
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BELLEZZA E VELOCITÀ:
IL MADE IN ITALY IN PUREZZA I 110 anni dell’Alfa Romeo raccontati araverso i capolavori della sportività elegante che con i model year 2020 di Giulia e Stelvio conquistano nuove generazioni
di Paola Baldacci 6C 1750 GRAN SPORT DEL 1931
U Una storia di bellezza che s’intreccia con la cultura e con la società italiana dal 1910 ad oggi, per compiere 110 anni, difficili forse, ma la passione non fa sconti. L’anniversario di Alfa Romeo è stato festeggiato lo scorso giugno, in una finestra temporale in cui gli eventi sono
potuti andare in scena tra un lockdown e l’altro. Un pizzico di fortuna, che ci ha permesso di rivivere dal vivo un po’ di quella genialità tutta italiana che nei momenti complicati individua una via per creare progetti unici e longevi. L’ultra centenario compleanno rivela anche una storia di velocità: nel 1911 la Casa debutta nelle gare e inizia a tessere la trama che unisce gli alfisti in un legame indissolubile. Il rapporto con la 1000 Miglia, ad esempio, si è rafforzato nel tempo, finché lo scorso anno il Biscione ha centrato la doppietta sul podio. In questo mix potente di bellezza e
sportività è custodito il segreto dell’incondizionato amore dei fedelissimi al marchio, che secondo le cronache possono contare anche su quello di Ralph Gills, head of design di FCA. Del resto come non rimanere folgorati di fronte all’audacia che viene dalle corse e dai concorsi di eleganza? Tuffiamoci nel glorioso passato dell’Anonima Lombarda Fabbrica Automobili. Dal 1918 Alfa Romeo, dopo che l’ingegnere napoletano Nicola ne acquisì la proprietà dai fondatori meneghini.
STORIE ALFA ROMEO, 1930 Con “Storie Alfa Romeo” ci è stata regalata una collana web scritta per festeggiare il brand, attraverso retroscena sconosciuti ai più. Il primo brivido assoluto corre sul Lago di Garda, a fari spenti, all’alba di un aprile del 1930. Un modello che già dice molto del suo futuro: la 6C 1750 Gran Sport spider Zagato viaggia a 150 chilometri orari. Al volante c’è Tazio Nuvolari da Mantova, detto “Nivola”. Al suo fianco Gian Battista Guidotti, capo-collaudatore della Casa alla fabbrica del Portello, primo sito produttivo nell’omonimo quartiere milanese, oggi un parco residenziale. I due piloti,
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per battere il rivale in vantaggio spengono i fari, cogliendolo di sorpresa e tagliando il traguardo con 10 minuti di anticipo. Ma la 6C 1750 degli anni Trenta non è solo veloce, è anche molto bella. Perciò incarna la costante delle creazioni AR: la capacità di vincere una competizione e allo stesso tempo un concorso. Il bell’abito lo mettevano i carrozzieri dell’epoca che vestivano i telai nudi, fatti di motore, cambio e sospensioni. Spiegano “Le Storie”: «Il cliente acquistava l’auto, poi si rivolgeva all’allestitore per farsi creare un modello su misura, praticamente unico al mondo. Solo nel 1933 al Portello viene aperto un reparto di carrozzeria interno, che affianca (ma non sostituisce) la produzione di chassis meccanizzati, venduti direttamente a clienti e carrozzieri». Fu così che la milionaria, modella Josette Pozzo si fece realizzare una “Flying Star” per partecipare al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este del 1931. Ovviamente guadagnando il podio, in un “total white” da sogno.
LE AUTO DEL BEL MONDO Le Alfa saranno spesso auto “del bel mondo”, anche a cavallo delle due guerre mondiali. Quando la produzione passa dall’artigianalità al culmine della perfezione a un’organizzazione più moderna. Il punto di svolta è la 6C 2500: arrivano versioni “turismo” da cinque o sette posti, Sport e Super Sport con passo
corto. Pricing alto per gli Anni 40 (dalle 62 alle 96 mila lire), ma il mercato premia. Le 159 unità vendute valgono quanto 1.200 Fiat 508 Balilla. La seconda guerra guasta i piani, la fabbrica è bombardata, ma qualche stock di materiali è tratto in salvo e Alfa Romeo riparte da questo modello. Tutt’intorno l’Italia da ricostruire, letteralmente. Gli operai guardano queste vetture come un collezionista ammira un’opera d’arte. E il jet set internazionale le compra. Tyrone Power scorazza per Roma con la sua Alfa Romeo 6C 2500, Juan Peron e la moglie Evita ci sfilano a Milano. Re Farouk d’Egitto e Ranieri III di Monaco l’aggiungono alla collezione. Quando il 27 maggio del 1949 Rita Hayworth raggiunge il Principe Ali Khan al municipio di Cannes per convolare a nozze, lo fa a bordo del modello cabriolet Pinin Farina, dono di matrimonio. La “Coupé Villa d’Este” è il capolavoro: prodotta in soli 36 esemplari, uno diverso dall’altro,
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DUETTO 1600 SPIDER 19662
a seconda dei desideri dei clienti e dell’estro dei carrozzieri.
HOLLYWOOD E GLI ANNI 60 Il salto nella linea del tempo può sembrare lungo, ma il cinema fa presto ad amplificare il successo delle Alfa, espressione di un lifestyle inconfondibile: bella vita, vento nei capelli, passione. La spider italiana Duetto spopola fino in California, che oggi è la terra dell’innovazione fredda e digitale. L’attore Steve McQueen, discreto pilota, nell’estate del 1966 viene
GIULIA E STELVIO QUADRIFOGLIO, SUL CIRCUITO DI NURBURGRING
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chiamato da Sports Illustrated a provarla. “It is a very forgiving car. Very pretty, too”, dirà. Dustin Hoffman ne imbraccerà il volante ascoltando Simon & Garfunkel ne “Il laureato”. Il boxeur Muhammad Ali la targherà “Ali Bee”, fedele al suo motto “Vola come una farfalla, pungi come un’ape”. Perché si chiamò Duetto? Per via di un concorso tra i concessionari europei, ma l’omonimia con un biscotto al cioccolato imporrà di nominarla “Alfa Romeo Spider 1600”.
I GIORNI NOSTRI Il tempo è galantuomo e ci fa sempre tornare da dove siamo venuti: la Spider 1600 nacque sul pianale della Giulia, grande successo commerciale degli Anni Sessanta. Con lei e Stelvio si chiude “Storie Alfa Romeo” e il finale è la sintesi perfetta di
bellezza e velocità. Sul circuito dell’”inferno verde” di Nürburgring – 70 curve e 300 metri di dislivelli –, la berlina e il Suv dell’Alfa che racchiudono i 110 anni di eccellenza stilistica e tecnologica battono i record per le rispettive categorie. Non montano pneumatici speciali e non hanno particolari dotazioni da gara. Sono le auto che chiunque di noi può guidare. Rappresentano il risultato della nuova generazione Alfa Romeo, sviluppata sulla piattaforma “Giorgio”, forse un omaggio a Tazio Giorgio Nuvolari o più semplicemente scelta personale di Sergio Marchionne. Che aveva un piano. Riportarla in Formula 1 e ai fasti di un tempo, con nuovi modelli e un rilancio in grande. Chissà. Intanto godiamoci i model year 2020, finalmente più tecnologici e connessi, per accontentare i giovanissimi driver, Centennial estimatori della sportività elegante, che abbiamo ripercorso in queste storie.
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MISSIONFLEET NOLEGGIO FLESSIBILE
UN MUST: SVINCOLARE LE AZIENDE Europcar diversifica con Long-Term Solutions e conferma l’obieivo di un terzo della floa composto da veicoli elerici ed ibridi nel 2023
Europcar Mobility Group affina l’offerta nel noleggio a medio termine con una nuova formula flessibile fino a 24 mesi dedicata alle aziende. Si chiama “Longterm solutions”, attiva già da due anni in Italia, ora estesa ad altri Paesi europei. La flotta disponibile è composta sia da vetture sia da furgoni. Comprende diverse opzioni di chilometraggio. La manutenzione è inclusa nella tariffa e la fee mensile è fissa. «Le aziende scelgono la durata che meglio si adatta alle loro esigenze e possono restituire i mezzi in anticipo per far fronte ad un ridotto fabbisogno o per tenere sotto controllo la situazione finanziaria», spiega il gruppo francese.
ADATTARSI ALLA DOMANDA VARIABILE La proposta nasce, infatti, per andare incontro alle imprese impattate dalla crisi emergenziale, dovuta al Covid19. Lluis Figueras, direttore della professional service line del gruppo, commenta: «Per la grande maggioranza delle aziende, gli ultimi mesi sono stati
a cura della redazione
E estremamente difficili. Ora hanno bisogno della massima flessibilità per adattarsi ad un futuro ancora incerto. Per questo ci siamo concentrati sullo sviluppo di un’offerta che prevede una gamma di soluzioni personalizzate per il noleggio di auto e veicoli commerciali leggeri, dunque aiuta i professionisti ad adattarsi ad una domanda variabile. Naturalmente, per fronteggiare l’emergenza, abbiamo potenziato le misure igieniche così da garantire la massima sicurezza».
FLEX E FLEX+ Il contratto è attivabile in pochi giorni e si paga con carta di credito. Due i pacchetti: Flex e Flex+. In particolare, la seconda formula, con una durata del noleggio di almeno 3 mesi, non chiede nessun vincolo in caso di restituzione anticipata dei mezzi. Invece, la formula Flex, a fronte di un impegno minimo di 9 mesi, permette di risparmiare
sui costi. Il nome dell’offerta, i termini e le condizioni della stessa, così come la durata dei pacchetti, possono variare da un Paese all’altro. Attualmente è disponibile in Francia, Belgio, Germania, Italia, Irlanda, Spagna, Portogallo e Regno Unito.
UN PARCO PIÙ GREEN Già dal 2011, Europcar offriva auto elettriche a noleggio. Dal 2019 con il programma One Sustainable Fleet ha fissato l’obiettivo di avere più di 1/3 della propria flotta composto da veicoli elettrici, ibridi plug in e ibridi entro la fine del 2023. Confermando lo scopo, quest’anno ha firmato una partnership con New Motion, uno dei principali fornitori europei di soluzioni di ricarica intelligente di EV. In tal modo avrà accesso a una infrastruttura «che in Italia conta 10mila500 punti facenti parte del network in roaming», fa sapere la società. DICEMBRE 2020-GENNAIO 2021 | 21
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PIACERE DI GUIDA IN CAR LIST La nuova BMW X6 strizza l’occhio ai consumi con le motorizzazioni mild hybrid e configura un allestimento business con tui gli optional richiesti dai fleet manager
di Paola Baldacci
C Capostipite dei SAV coupé, BMW X6 è arrivata alla terza generazione più slanciata e anche generosa nelle misure. Per i nostri fleet manager questo significa comfort, soprattutto per chi guida: l’abitacolo, infatti, esprime una nuova distribuzione degli spazi e anche un rinnovato design delle funzioni di controllo. Senza dimenticare le motorizzazioni mild hybrid che strizzano l’occhio ai consumi. L’allestimento Business è già ricchissimo.
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SPORT ACTIVITY COUPÉ Ecco di serie il quadro strumenti e il display di controllo digitali, entrambi da 12,3”. Il navigatore è integrato con aggiornamento del software da remoto. Abbiamo anche il Parking Assistant con telecamera posteriore e linee guida di manovra. Il Cruise Control con funzione freno. Tutto incluso. La linea pulita degli interni comunica un feeling di freschezza. I sedili in pelle Vernasca sono una caratteristica della nuova X6 che si fa subito notare. I posti anteriori hanno la configurazione sportiva e includono la regolazione
elettrica. Ad un primo sguardo, questa Sport Activity Coupé, cioè “SAC” al posto di SAV, richiama immediatamente quello che un driver BMW si aspetta: sportività e lusso. Ecco perché in questo Provato Per Voi su MissionFleet 6/2020 abbiamo coinvolto il fleet manager di Deloitte, Paolo Ganzetti, come potete vedere nel video sul canale Youtube di Missionline.it.
LINEA DECISA Un aspetto sicuro e imponente: osserviamo gli esterni. La griglia a doppio rene è la novità che stupisce nella parte anteriore, con i bordi esterni che si avvicinano ai fari: vedete,
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quest’angolazione così definita porta l’attenzione sui gruppi ottici sempre distintivi nel brand. I fari sono adattivi a Led di serie così come i fendinebbia anteriori mentre i Laserlight più potenti sono un optional: pensate, il raggio degli abbaglianti – con funzione antiabbagliamento – va fino a 500 metri.
LIGHTING E sempre parlando di illuminazione e design esterno, per la prima volta, il doppio rene BMW è disponibile anche con una illuminazione opzionale, attivata aprendo o chiudendo l’auto. Il conducente può accenderlo e spegnerlo anche manualmente. Questa funzione di lighting per la griglia a doppio rene è disponibile anche durante la guida. Le proporzioni dei fianchi sottolineano la linea slanciata, i cerchi in lega da 19 pollici sono di serie. Si aggiungono altre varianti di cerchi di dimensioni variabili da 20 a 22 pollici, come optional.
LA GUIDA Senza dubbio emozionante e di estremo comfort allo stesso tempo, grazie alle tecnologie della trasmissione di ultima generazione Di serie c’è il cambio automatico Steptronic a otto rapporti. La trazione integrale intelligente ottimizza la trazione, l’agilità e la stabilità della vettura. Al punto che è stato inserito di serie il Dynamic Damper Control:
MOTORIZZAZIONI E PREZZI • X6 xDrive30d: diesel, 6 cilindri in linea, 2.993 cc, 286 CV, 650 Nm. 81.500 euro • X6 xDrive40d: diesel, 6 cilindri in linea, 2.993 cc, 340 CV, 700 Nm. 84.000 euro • X6 xDrive40i: benzina, 6 cilindri in linea, 2.998 cc, 333 CV, 450 Nm. 84.000 euro • X6 M50i: benzina, 8 cilindri a V, 4.395 cc, 530 CV, 750 Nm. 107.550 euro
cos’è il DDC di BMW? Un sistema di sospensioni adattivo per cui la guida risulta estremamente agile nelle manovre: in frenata, in curva, con le irregolarità del fondo. Quando disponibili le sospensioni pneumatiche è possibile modificare l’altezza della vettura con un’escursione massima di 80 millimetri. E siccome parliamo di driver BMW, aggiungiamo che il sistema xDrive mantiene un focus sulle ruote posteriori in situazioni di guida particolarmente dinamiche. Ad esempio, in situazioni che non richiedono le quattro ruote motrici, queste passano interamente sulle posteriori per massimizzare l’efficienza. Infatti, l’ultima generazione del sistema BMW xDrive divide con maggiore precisione e velocità la coppia motrice tra le ruote davanti e quelle dietro a seconda del terreno.
TUTTO DI SERIE Come dicevamo, l’allestimento Business è di partenza ben nutrito: sono inclusi l’antifurto con allarme, il climatizzatore automatico con controllo a 2,5 zone, l’integrazione illimitata di smartphone sia Android sia Apple. Di serie ci sono tutti gli elementi richiesti per una guida sicura e di livello 2 per quanto riguarda gli elementi di assistenza alla guida: avviso di collisione anteriore con funzione di frenata, avviso di cambio corsia con ritorno attivo alla
corsia e Speed Limit Info. Le motorizzazioni disponibili sono 4, due diesel e due a benzina tutti mild hybrid tranne l’M50i. Inoltre, ogni versione della nuova BMW X6 soddisfa i requisiti dello standard sulle emissioni Euro 6d quindi in linea con le norme più restrittive sui gas di scarico. La tecnologia mild hybrid che affianca ai motori endotermici una batteria da 48 volt per ridurre emissioni e risparmiare carburante è uno dei tasselli del passaggio dalle motorizzazioni tradizionali a quelle elettrificate ed elettriche. Ed è tutt’altro che un tema recente. BMW è stata la prima Casa con un ufficio di sostenibilità ambientale a Monaco di Baviera nel 1973. Solo per il 2020, la missione è di abbassare drasticamente le emissioni ancora del 20%. Saranno 25 i modelli elettrificati entro il 2023. La gamma sarà via via più ampia e BMW assicura che chi sceglie questo brand saprà di contare sempre su un piacere di guida distintivo. DICEMBRE 2020-GENNAIO 2021 | 23
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VISIRUN - A VERIZON COMPANY
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
TRA COVID19 E TECNOLOGIA
C’È LA RESILIENZA Alberto di Mase, Country Marketing Manager per l’Italia di Visirun - A Verizon company, esamina l’evoluzione della telematica per la sicurezza di driver e flotte
La vita di un driver commerciale è cambiata radicalmente negli ultimi anni, con la tecnologia che ha giocato un ruolo fondamentale nell’evoluzione. Un uomo e il suo mezzo si sono trasformati in un tutt’uno dotato di una cassetta degli attrezzi digitale. I conducenti sono ora parte di organizzazioni iperconnesse unite in un modo del tutto nuovo. Negli ultimi mesi, a tutto questo si è aggiunta la sfida posta dall’emergenza Covid-19. Una nostra recente ricerca ha rilevato che in Italia, tra metà di febbraio e aprile 2020, gli autisti commerciali hanno visto ridurre le ore guidate di quasi il 40% a causa delle misure
NON SOLO FUNZIONALITÀ DI BASE Quando fu introdotta per la prima volta, la telematica consentiva ai fleet manager di vedere dove andavano i loro conducenti, i chilometri percorsi e il carburante consumato. Via via sono stati introdotti software intelligenti che forniscono maggiori informazioni sulle prestazioni di autisti e flotte attraverso l’aggregazione e l’analisi dei dati. Questi servizi softwarebased hanno facilitato la gestione da remoto dei parchi auto aziendali. E oggi si compie un passo ancora in avanti verso sicurezza ed efficienza. TELECAMERE E AI L’integrazione della dash cam, ad esempio, può essere determinante per ridurre gli incidenti stradali. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un miglioramento significativo della qualità video grazie a obiettivi a risoluzione più elevata oppure al live streaming tramite tecnologia 4G. Infine, la recente introduzione dell’AI per analizzare i filmati contribuirà a semplificare anche le pratiche assicurative in caso di risarcimento.
GEOFENCING In particolare, il geofencing sta avendo un impatto significativo sull’efficienza: stabilire zone delimitate in cui i conducenti devono operare consente loro di seguire percorsi migliori e ridurre le emissioni inquinanti. Inoltre, questa tecnologia avvisa i manager quasi in tempo reale se i veicoli e le risorse aziendali si spostano rispetto al percorso stabilito senza autorizzazione. BUSINESS CONTINUITY Infine, nel contesto della pandemia che determina blocchi ai trasporti e cambiamenti alla catena di approvvigionamento, i dispositivi mobile e il cloud hanno aiutato a connettere intere organizzazioni dalla prima linea al back-end, permettendo alle aziende di portare avanti le operazioni e di adattarle quando ne avevano più bisogno. Ed è stato proprio questo che ha permesso alle imprese di ripartire con maggior slancio con le flotte commerciali.
implementate in risposta all’emergenza. La maggior parte delle aziende sta ora cercando di tornare ai livelli precedenti, mostrando una capacità di recupero che non sarebbe stata possibile senza la telematica. DICEMBRE 2020-GENNAIO 2021 | 25
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MISSIONFLEET SMART MOBILITY REPORT 2020
AUTO ELETTRICHE, AVANTI A PASSI DECISI
La crescita dell’elerico è contenuta ma inarrestabile, nonostante la pandemia i costruori confermano gli investimenti. Lo Smart Mobility Report traccia lo status quo in Italia e un confronto europeo e globale
di Arianna de Nittis
I Il numero delle immatricolazioni è ancora modesto rispetto alle alimentazioni tradizionali. Ciononostante, il mercato dei veicoli elettrici prosegue la sua crescita double digit e non
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risente della pandemia, inducendo i costruttori a confermare i propri piani di investimento. A rivelarlo è l’ultima edizione dello Smart Mobility Report, indagine annuale realizzata dalla School of Management del Politecnico di Milano di cui MissionFleet è media partner. Durante il convegno di presentazione del rapporto, il professor Vittorio Chiesa, direttore dell’Energy & Strategy Group del Polimi, ha spiegato che «in Italia l’inizio dell’anno è stato dinamico grazie all’effetto combinato
dell’ecobonus e della crescente offerta di modelli elettrificati. Ovviamente la pandemia ha avuto un impatto negativo, facendo registrare una forte contrazione nei mesi di marzo e aprile. Ma a maggio è ripresa la crescita e a settembre c’è stata un’impennata con oltre 4000 veicoli elettrici immatricolati e una crescita del +225,3% anno su anno». La tenuta dell’elettrico emerge anche dai dati dei primi tre trimestri del 2020. Al parco auto circolante complessivo si sono aggiunte 972mila nuove
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MISSIONFLEET SMART MOBILITY REPORT 2020
immatricolazioni, con un calo di ben il 34% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il settore dell’elettrico, invece, ha registrato l’immatricolazione di oltre 30mila auto Bev e Phev, con una crescita del 155% rispetto ai primi nove mesi del 2019. Complessivamente, questo segmento è arrivato a totalizzare una quota di mercato del 3% sul totale (+2%). Nonostante la performance positiva, però, la strada da fare è ancora tanta. «I tassi di crescita dell’elettrico dovranno prendere una velocità diversa perché la mobilità contribuisca ai processi di decarbonizzazione», ha commentato Vittorio Chiesa.
I COSTRUTTORI CONTINUANO A INVESTIRE Piccoli numeri, quindi. Ma la crescita costante dell’elettrico ha indotto i costruttori a confermare i propri investimenti nel segmento. Anzi, proprio analizzando i piani di sviluppo dichiarati dai car manufacturer, lo studio del Politecnico di Milano stima che entro il 2025 il numero di veicoli elettrici venduti in Italia si attesterà sulle 400.000 unità, pari a circa il 20-25% delle vendite annue complessive. Una tendenza che trova conferma nelle parole di Stefano Sordelli, future mobility director di Volkswagen. «Il Covid-19 non ci aiuta a programmare il futuro, ma dati alla mano notiamo che a livello di gruppo le auto elettriche stanno mantenendo ormai da qualche anno tassi di crescita a tre cifre. Chiuderemo l’anno superando la crescita del 125% anno su anno che registriamo ormai da tempo sui veicoli elettrici. Incremento che tocca il 200% per le vetture plug
in. Abbiamo una visione positiva per quanto riguarda lo sviluppo dell’elettrico nei prossimi anni e non modificheremo i nostri programmi di lancio di nuovi modelli». Anche Luca Di Mola, sales & marketing BMWi and eMobility manager presso Bmw Italia, è dello stesso avviso. «La pandemia ha accelerato gli investimenti sull’elettrico, anche perché i governi hanno stanziato incentivi per favorire la diffusione di veicoli non inquinanti e i costruttori si sono mossi di conseguenza».
88 MODELLI EV La fiducia degli Oem è confermata da un altro interessante dato della ricerca: esaminando l’offerta di auto Bev e Phev nel nostro Paese, infatti, si rileva la disponibilità di ben 88 modelli contro i 62 dello scorso anno. A essere maggiormente prodotte sono le ibride plug in (50 modelli su 88). Riguardo alle auto elettriche pure, inoltre, si rileva una presenza in tutti i segmenti, con una prevalenza di quelli
intermedi (i B e C coprono insieme il 50% dell’offerta complessiva). E i prezzi? Lo studio ha rilevato che si sono mantenuti costanti rispetto a quelli medi dello scorso anno, con riduzioni modeste comprese tra l’1 e il 5%. La presenza di un maggior numero di modelli, però, ha determinato un ampliamento del range tariffario in quasi tutti i segmenti, a eccezione del B.
LA NUOVA TWINGO FULL ELECTRIC. IN APERTURA, NUOVA 500 “LA PRIMA” BERLINA
LA CINA È LA PIÙ ELETTRICA Facciamo un passo indietro e vediamo come, secondo lo Smart Mobility Report, è andato il 2019. E soprattutto, quali sono i principali mercati di auto elettriche nel mondo e in Europa. A livello globale, lo scorso anno sono stati immatricolati quasi 2,3 milioni di passenger car e Light duty vehicle a zero emissioni (sia Bev che Phev), con una crescita del 9% rispetto all’anno precedente. In totale, il parco elettrico circolante ammontava a fine anno a circa 7,5 milioni di mezzi. DICEMBRE 2020-GENNAIO 2021 | 27
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A TUTTO CAR SHARING A sospingere la crescita dell’elettrico, in Italia e all’estero, è la diffusione del car sharing. Da noi, in particolare, nel corso del 2019 il parco circolante di veicoli in condivisione ha raggiunto le 8.200 unità, di cui circa l’85% di tipo “free floating” ovvero noleggiabili solo se disponibili al momento dell’utilizzo, prelevandole in strada, dove l’utente precedente le ha parcheggiate. Sul totale di questo parco circolante il 25% era rappresentato da veicoli elettrici, una percentuale in crescita nell’ultimo biennio.
Da notare che si è verificato un graduale spostamento verso i veicoli full electric anziché gli ibridi. In testa alla classifica dei Paesi in cui questo segmento è più forte troviamo la Cina, con quasi 1,2 milioni di immatricolazioni nel 2019. Segue l’Europa con quasi 600mila unità. Al terzo posto si collocano gli Stati Uniti, con quasi 320.000 (-12%) e – a notevole distanza – il Giappone, con 44.000 immatricolazioni e un calo del 16% rispetto al 2018. Nel Vecchio continente, invece, è
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la Germania a rappresentare il primo mercato per immatricolazione di veicoli elettrici (oltre 100.000, pari al +60% rispetto al 2018). A seguire troviamo la Norvegia (quasi 80.000 auto elettriche immatricolate, +9% rispetto al 2018), mentre terza è la Gran Bretagna (oltre 72.000 auto elettriche immatricolate, +21% rispetto al 2018). Quarta e quinta sono rispettivamente Olanda e Francia, con quasi 67.000 (+146%) e oltre 61.000 (+34%) immatricolazioni.
LE PERFORMANCE ITALIANE Il mercato italiano, pur registrando un incremento, è fanalino di coda nella top ten del report. Nel 2019 sono state immatricolate 17.065 auto elettriche (+78% rispetto all’anno precedente). Di queste 10.566 erano Bev (+111% rispetto 2018), mentre 6.499 erano Phev (+42% rispetto al 2018). Sul totale delle
immatricolazioni dell’anno (circa 2 milioni), l’elettrico ha raggiunto una quota di appena lo 0,9%. Questa percentuale, però, è raddoppiata rispetto al 2018 e, come abbiamo visto, si prevede per quest’anno un ulteriore incremento. La maggior parte delle immatricolazioni (12mila, pari al 70% del totale) è avvenuta nel Nord Italia, mentre oltre 4000 veicoli sono stati immatricolati nel Centro Italia e 1000 nel Sud e nelle isole maggiori. A dare la spinta agli acquisti nell’area settentrionale del Paese è stata l’offerta di incentivi all’acquisto in ben 8 regioni. L’unica eccezione è rappresentata dalla Sardegna, dove però le agevolazioni, pur essendo molto elevate, non erano a vantaggio dei privati cittadini. Il Trentino Alto Adige, in particolare, si è confermato anche nel 2019 come la regione a maggior sviluppo della mobilità elettrica. Lo scorso anno ha totalizzato oltre 40 auto elettriche immatricolate
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e oltre 35 punti di ricarica per 100.000 abitanti. La Regione ha inoltre stanziato incentivi all’acquisto compresi tra 5.000 e 8.000 euro.
AUMENTANO LE STAZIONI DI RICARICA Riguardo ai punti di ricarica, lo Smart Mobility Report afferma che nel nostro Paese il 2019 si è chiuso con l’installazione di oltre 9100 stazioni pubbliche, in crescita di ben il 170% rispetto al 2018. Oltre il 90% sono “normal charge” (8300 stazioni), mentre solo il 9% sono “fast charge” (oltre 800 punti). Rispettivamente, le due tipologie di stazioni sono aumentate rispetto al 2018 del 191% e del 51%. E il trend di crescita prosegue anche nei primi 9 mesi del 2020, con un ulteriore incremento del 44% rispetto allo scorso anno. Riguardo alle stazioni private, invece, si rileva alla fine del 2019 l’installazione di 8000 nuovi punti (+90% rispetto al 2018), di cui l’80% wallbox e il 20% colonnine. In totale, le stazioni private italiane sono oggi circa 17.000-20.000. A livello regionale, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana sono le sole regioni che registrano la presenza di più di 1500 punti di ricarica. Da segnalare anche la bassissima presenza sul territorio nazionale di stazioni “ultra fast”: appena lo 0,3% del totale. Lo studio però, sulla base di quanto dichiarato dagli operatori, stima entro il 2025 un incremento sostenuto di questo tipo di stazioni, che toccheranno le 4000 unità.
rete di stazioni pubbliche di circa 210mila unità (un quarto sul totale globale), in crescita del 38% anno su anno. Lo sviluppo delle reti varia molto da una nazione all’altra. La Norvegia, ad esempio, esibisce un’elevata propensione verso l’elettrico con oltre 250 punti di ricarica per 100.000 abitanti, mentre in Italia e la Spagna il numero di stazioni disponibili scende a 15. Nel mondo, infine, i punti di ricarica pubblici sono oltre 860 mila (+59% rispetto al 2018). Più del 69% di questi punti (quasi 600 mila stazioni) è “normal charge”, in crescita di oltre il 50% rispetto al 2018. I restanti 260 mila punti sono “fast charge” (+83%). La Cina si riconferma in vetta alla classifica mondiale anche per numero di punti di ricarica.
UNO SGUARDO AL FUTURO
dell’elettrico nel nostro Paese. Tre gli scenari ipotizzati: base, “sviluppo moderato” e “sviluppo accelerato”. A livello globale, lo scenario base prevede che l’adozione di veicoli elettrici non superi i 3,5 milioni di veicoli circolanti al 2030, con il picco della quota di mercato delle nuove immatricolazioni proprio in quell’anno (33% del totale). Secondo lo scenario di sviluppo moderato, invece, i veicoli elettrici raggiungeranno il 25% di quota di mercato già nel 2025, per arrivare al 55% nel 2030. In totale, tra 15 anni circoleranno 5,5 milioni di auto elettriche (oltre il 14% del parco circolante). Infine, lo scenario di sviluppo accelerato ipotizza che nel 2025 questi modelli totalizzeranno una quota di mercato pari al 32%, per un totale di quasi 2 milioni di veicoli. Nel 2030 le immatricolazioni di veicoli elettrici si attesteranno intorno al 65%, raggiungendo circa 7 milioni di unità (quasi il 20% del circolante totale).
INFRASTRUTTURA IN EUROPA
Nel corso del convegno il professor Simone Franzò dell’Energy & Strategy Group ha illustrato lo sviluppo futuro
Estendendo lo sguardo all’Europa, nel 2019 si rileva una
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MINI FULL ELECTRIC
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LA PRIMA VOLTA Donne in fabbrica come gli uomini, in Messico. Nello stabilimento Ford di Chihuahua le lavoratrici hanno chiesto di meersi alla catena di montaggio per il Suv Mach-e numero uno: debuo di genere e d’innovazione
di Ilaria Salzano
E Esce dall’impianto messicano di Ford la prima auto della storia assemblata solo da lavoratrici. Succede a Chihuahua in Messico. L’auto nello specifico è una Mach-e, il Suv elettrico della Casa consegnato ai clienti negli 30 | DICEMBRE 2020-GENNAIO 2021
Stati Uniti a dicembre e in Europa nel 2021: un modello che oltre a promuovere l’innovazione, spinge
l’acceleratore sui concetti d’inclusione, andando a colmare i gap della diversità di genere nel mondo del lavoro. Un obiettivo
MARCOS MADRID
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più che soddisfacente per chi da oltre 20 anni opera a livello globale per cambiare la prospettiva nel settore. Già nel 2018, infatti, quando Deloitte aveva condiviso uno studio sulle donne nell’automotive, Ford era una delle poche che rispondeva con una percentuale “rosa” considerevole del suo team. Nello specifico, era proprio il Messico ad emergere come Paese chiave dell’azienda per la qualità, oltre per la grande abilità delle sue ingegnere. «Per più di due decenni il brand ha lavorato instancabilmente per cambiare rotta nell’automotive. In Messico sono state sviluppate strategie di assunzione e di marketing per smuovere questa situazione, reclutando parecchie ingegnere nella nostra organizzazione: diversità e inclusione sono stati il nostro vessillo», commenta Marcos Madrid, direttore della fabbrica di Chihuahua, durante
INFRANGERE GLI STEREOTIPI La Ford Mustang Mach-e è prodotta esclusivamente nello stabilimento di Chihuahua a Città del Messico e necessita di 7 ore e 247 lavoratori per turno. In due turni, sulla linea di telai vengono prodotte 20 unità all’ora. Nel processo di verniciatura la partecipazione femminile raggiunge il 50%, nel reparto manutenzione il 30%, nello stampaggio a caldo il 10%. La loro età media è 33 anni, già a 23-25 anni si entra a far parte di questa realtà. «Infrangere gli stereotipi non funziona solo per le donne, ma anche per gli uomini – ha commentato Ulises Perez Escamilla, senior business partner HR di Ford Motor Company –. Si vedono diversi lavori in cui le donne lavorano meglio, come il ruolo di autista di carrelli elevatori. Più sono diversi gli approcci che abbiamo qui, più la fabbrica è diversificata, più abbiamo la possibilità che le idee che produciamo funzionino meglio». L’azienda non teme che l’assunzione di donne distragga gli uomini al punto di non poter lavorare. Anzi. L’ufficio di comunicazione della Ford ha recentemente pubblicato la storia di una coppia incontratasi nel 1988 nella divisione elettronica e quest’anno festeggia il trentesimo anniversario di matrimonio.
un webinar in anteprima con le giornaliste del Women’s World Car of The Year. «Non è stata una sorpresa, dunque, che quest’anno in occasione dell’arrivo sulle linee di produzione della Mach-e (prodotto osannato come il più futuristico del brand, ndr) le
lavoratrici abbiano proposto di costruire la prima unità».
AQUILE E GIRASOLI Per una settimana, dopo aver ricevuto una formazione specifica in ogni reparto, si sono messe ad assemblare e a verniciare. Non solo. Sulla carrozzeria è
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intervenuta l’artista María Fernanda Ochoa che ha caratterizzato il modello con l’immagine centrale di un’aquila, a rappresentare la forza e l’importanza del genere
CUORE MUSTANG PER L’EUROPA Mach-e è il Suv elettrico con il cuore Mustang in cui l’esperienza di guida è stata modellata per i clienti europei. Infatti, gli ingegneri di Ford hanno testato l’auto sugli oltre 100 km di pista del centro prove di Lommel, in Belgio. Quella che viene definita la strada più accidentata del mondo. Sul circuito sono ricreate le diverse superfici stradali, dal pavé belga ai ciottoli francesi, per intenderci. Tra buche, dissuasori, dossi, asfalti dissestati non manca nulla per replicare i terreni stradali del Vecchio Continente. «Le strade europee tipicamente strette e tortuose, con limiti di velocità più elevati rispetto a quelle di altri continenti, richiedono elementi di guida ad hoc, come lo sterzo preciso e reattivo, supportato da impostazioni appositamente tarate per ammortizzatori, molle e barre antirollio del sistema di sospensione», spiegano da Ford. Anche gli pneumatici sono stati scelti per offrire sempre l’equilibrio ideale tra aderenza e comfort di marcia sull’ampia varietà di superfici stradali e condizioni meteorologiche del continente europeo. La guida fluida e precisa di Mustang Mach-E è ancora più reattiva alle alte velocità, adatte alle autostrade dell’Unione. La valutazione delle caratteristiche di guida ad alta velocità del Suv elettrico – compreso il perfezionamento degli interni – si è svolta su quelle tedesche e sul circuito sopraelevato, di 4,2 km, della struttura di Lommel, a 220 km/h. 32 | DICEMBRE 2020-GENNAIO 2021
femminile nell’azienda. Cui si aggiunge il logo “Ford Warriors in Pink”, a sostegno di chi combatte contro il cancro. Non per ultimo i girasoli, fiori paragonati a loro, donne forti e stabili. Il risultato? Una vettura che riflette il potere femminile, riconoscendone lo sforzo quotidiano. Al momento, dati alla mano, le donne rappresentano il 23% del totale della forza-lavoro, un dato però importante se si considera che nel 2019 era solo l’8%. «Vogliamo ridurre il divario di genere, migliorando l’approccio di acquisizione dei talenti, lo sviluppo e la forza lavoro: questa maggiore partecipazione delle donne al processo produttivo si traduce in un’esplosione di idee con approcci e prospettive
diversi, una comunicazione e un ambiente professionale migliore», spiega Marcos Madrid. Tra le novità nell’impianto, infine, anche la nuova linea di assemblaggio di batterie ad alta tensione che oggi vanta il 75% dei processi automatizzati. Un aiuto dell’intelligenza artificiale che ha debuttato qui per la prima volta e che è stato uno stimolo in più a festeggiare con una vera e propria cerimonia l’evento. «Le donne di Chihuahua oggi sanno di poter realizzare qualsiasi cosa si prefiggono: stanno in ogni posizione dell’azienda e rappresentano una pietra miliare nell’innovazione tecnologica indispensabile per andare oltre», conclude il dirigente.
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MISSIONFLEET IN AGENDA
APPUNTAMENTO A MISSIONFORUM 2021 Fleet, travel e event manager al centro: il 3 marzo vi aspeiamo su Missionforum.it per svelare il fil rouge che in azienda unisce tre figure professionali in piena trasformazione
a cura della redazione
M MissionForum vira obbligatoriamente al digital, cavalcando l’accelerazione alle trasmissioni in streaming che gli eventi ibridi hanno brillantemente interpretato durante i lockdown. Cambia il linguaggio, il ritmo, qualcuno ha detto persino la sintassi della comunicazione, ma il contenuto resta “sovrano”, tanto per parafrasare Bill Gates, nell’ormai lontano 1996. Non possiamo incontrarci in presenza, allora vi diamo appuntamento online: il 3 marzo 2021. Normalmente ci saremmo visti in un bel salotto, perché le sale convegni le avevamo già lasciate con l’edizione 2020 dei nostri “talks”, andata in scena per fortuna “live” in una location informale e accogliente. Parlavamo di fleet management, nello specifico. Questa volta, invece, vogliamo coniugare tutte e tre le nostre specializzazioni, di cui leggete ogni giorno su Missionline.it e
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sulle due riviste Mission e MissionFleet. Per la prima volta uniamo le figure professionali che rappresentano le nostre audience con un filo di argomenti per tessere una trama su: • le professioni in evoluzione di travel, fleet e event manager; • sicurezza, benessere, digitalizzazione, sostenibilità. Pensateci un momento: il fil rouge sotteso è fin palpabile, fra questi argomenti. La sicurezza nel travel, nelle flotte aziendali e negli eventi è un tema centrale per i responsabili aziendali di viaggi d’affari, mobilità e Mice. Le esigenze di security per i viaggiatori aumentano ogni giorno, così come sulle auto (Adas), mentre negli eventi dal punto di vista sanitario e dei protocolli. Il benessere in azienda è del viaggiatore, del driver, dello
spettatore. È chiaro a tutti che si pone una nuova attenzione da parte delle risorse umane sui viaggiatori d’affari, sui dipendenti alla guida di un’auto aziendale, su chi organizza e partecipa a un evento. Ci chiederemo più spesso: sarà utile e appagante, oppure solo una perdita di tempo, energie e denaro? E ancora, digitale e sostenibile è il new normal della mobilità. Nei viaggi, negli eventi, nelle flotte auto: ecco perché nasce MissionForum del 3 marzo 2021 dall’unica casa editrice (noi, Newsteca) specializzata nella mobilità aziendale a 360 gradi. La mezza giornata si articolerà in discussion panels, presentazioni in video e un marketplace online in cui potrete visitare gli espositori, parlare con loro. Tutto in live streaming sulla piattaforma Missionforum.it.
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Il pragmatismo e lo sfizio. È il mero contrasto tra le visioni – ugualmente valide – di Hyundai e Audi, rappresentate dalle protagoniste delle nostre analisi. La casa coreana che sta sfornando validi modelli, uno dopo l’altro, ha nella Ioniq il simbolo della sua capacità di venire incontro a ogni esigenza: in attesa di concorrenti, è l’unica vettura al mondo ad avere tre differenti propulsioni con le batterie. Infatti, esiste una Ioniq full electric ma anche una full hybrid e una plug-in. Tutte accomunate da una semplicità e comodità di uso. La Casa di Ingolstadt, più che mai concentrata sull’elettrificazione, non dimentica uno dei suoi “must”: la bellezza del design, che la Q5 interpreta in modo esemplare, ‘nascondendo’ una tecnologia all’avanguardia. Il restyling azzeccato e il potenziamento dell’infotainment prolungherà il successo attuale. E in ogni caso, la sola motorizzazione, orgogliosamente turbodiesel, è assistita da un ibrido leggero.
14 ANALISI A Audi Q5 (2).qxp_Layout 1 17/12/20 20:26 Pagina 36
L’ANALISI DI
Audi Q5 2.0 TDI Evo Mhev Inedito turbodiesel mild hybrid Tempo di restyling per la Q5, di sostanza naturalmente. L’apprezzata Suv media di casa Audi ha adottato una nuova mascherina: più estesa lateralmente, ha otto lati (due in più di prima) ed è montata a filo del fascione anteriore non più in rilievo. Cambia anche tutto il resto della calandra, con nuove prese d’aria nella parte bassa, mentre la lunghezza complessiva dell’auto aumenta di 1,9 cm fino a raggiungere i 468 cm. Inediti anche i gruppi ottici anteriori, mentre al posteriore arriva la ‘prima’ mondiale dei fanali con tecnologia di illuminazione Oled, offerti in optional. Novità anche all’interno, con il nuovo sistema multimediale MIB 3 che si controlla solo dallo schermo a sfioramento di 10,1” (scompare quindi il tipico rotore Audi sul tunnel centrale). L’MIB 3 è connesso ad internet e offre una serie di servizi forniti dalla Casa tramite la connessione al web. Il più interessante è il Car-to-X: collegandosi all’infrastruttura urbana, nelle città in cui il sistema è già attivo, riceve informazioni dagli impianti semaforici compatibili e suggerisce la velocità da tenere per passare con il verde alla lanterna successiva. di Maurizio Bertera
LA GAMMA Proposta al lancio con il 2.0 TDI Evo Mhev da 204 Cv (la 40) con un prezzo di listino da 53.500 euro, la Q5 è da novembre disponibile anche con il 2.0 TDI Mhev da 163
Cv (la 35) e il 2.0 TFSI Mhev da 265 Cv (la 45), vendute a partire rispettivamente da 50.800 e 59.000 euro. Tutte le motorizzazioni montano il noto cambio S tronic a sette marce, doppia frizione. La trazione è anteriore per la
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MISSIONFLEET
35 o quattro per la 40 e la 45. Sono cinque i livelli di equipaggiamento: Base, Business, Business Advanced, S Line e S Line Plus. I top di gamma: 35 TDI S Line Plus S tronic a 60.200 euro, 40 TDI S Line Plus quattro a 62.900, 45 TFSI S line plus quattro a 68.400 euro.
LA PREFERITA Già in strada da tempo, la Q5 TDI 40 ha 204 CV di potenza e 400 Nm di coppia: è un quattro cilindri omologato Euro 6d e adotta un nuovo basamento in alluminio più leggero di 40 kg e un rinnovato albero motore (fa risparmiare 2,5 kg). Si avvale inoltre del mild hybrid, come da recente copione Audi, composto da un alternatore con funzione di motorino d’avviamento (sRSG): nei rallentamenti, viene trascinato dal motore termico (al quale è collegato tramite una cinghia) e genera fino a 5 kW che alimentano i servizi integrati
alla rete di bordo. L’RSG ottimizza anche la funzione di Stop&Start quando l’auto si ferma al semaforo o in coda, i riavvii sono più veloci e con minori vibrazioni. Infine, permette lo spegnimento e la riaccensione del motore in fase di “veleggiamento” a partire da 22 km/h (cioè quando si procede per inerzia, senza il motore “in tiro”). Il tutto per migliorare le percorrenze nel misto, pari a 15,9 km/l.
IN ARRIVO Saranno introdotte due varianti meno potenti del due litri a gasolio, un V6 TDI e due modelli 2.0 turbo benzina, inoltre è confermata la versione TFSI e plug-in hybrid con due livelli di potenza. Non si parla invece, per ora, di una sportiva firmata RS.
I TEMPI DI CONSEGNA Audi dichiara un tempo sui 90 giorni
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L’ANALISI DI
IL VALORE RESIDUO I modelli Audi rappresentano una ‘sicurezza’ sul mercato dell’usato. La Casa ha un programma specifico – Prima Scelta :plus - che offre vetture con meno di 60 mesi e 150.000 km sottoposte a 110 accurati controlli. La garanzia è di quattro anni a partire dalla data d’acquisto. L’usato Audi include anche auto aziendali con meno di sei mesi o 6.000 chilometri.
I COSTI DI GESTIONE Al di là della garanzia è possibile chiedere un’estensione sino a tre, quattro o cinque anni dalla data di immatricolazione (rispettivamente fino a un massimo di 90mila, 120mila o 150mila km di percorrenza totale) stipulando l’Audi Extended Warranty. Interessante l’Audi After Sales Warranty che è un prodotto assicurativo – progettato in
cooperazione fra Audi Financial Services e Audi Service Italia – che estende la copertura di garanzia alle vetture che non hanno acquistato l’estensione. Può essere attivata entro due anni e 50.000 km dall’immatricolazione. Sul fronte della manutenzione, Audi Premium Care e Audi Additional Care sono le due formule prepagate che garantiscono tutta la qualità dei servizi Audi a un prezzo fissato, in base alla scelta della durata o del chilometraggio. La prima prevede quattro livelli di copertura mentre la seconda si basa tre livelli di copertura.
LE FORMULE FINANZIARIE Sono tre, messe a punto da Volkswagen Financial Services: Audi Value, Più Credito e Leasing. La prima, oltre a garantire il valore futuro della vettura, regala la possibilità di personalizzare l’anticipo, la rata, la durata, il
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chilometraggio e gli eventuali servizi aggiuntivi. La seconda è la tradizionale soluzione di finanziamento a tasso fisso e rate periodiche costanti, che consente di dilazionare nel tempo l’acquisto della vettura. La terza abbina i vantaggi della fiscalità per le imprese e la convenienza dell’indicizzazione. La finanziaria del gruppo VW propone anche un bel ventaglio di soluzioni assicurative legate all’acquisto.
comuni all’ultima generazione di modelli Audi: abitacolo spazioso e ben modulabile, grande bagagliaio, finiture perfette, infotainment al top, ampia disponibilità di personalizzazioni, design tra i migliori. Sull’altro fronte – argomento scontato – è impossibile restare sotto la soglia dei 60mila euro, nell’allestimento base.
IMMAGINE
La Q5 è l’espressione della visione Audi, non legata unicamente al full electric, e rappresenta una certezza. Il cardine del ‘lungo termine’ si chiama Solution Al di là della ‘griffe’, che consente di avere di evidenzia la capacità della tutti i vantaggi di possedere Casa di Ingolstadt nel creare quell’empatia un’automobile personale immediata tra un modello e senza dover sottostare agli obblighi di gestione. Tutto è un guidatore, soprattutto se neofita. incluso nel canone mensile Le dimensioni e i plus ne (bollo, assicurazione, manutenzione e assistenza) fanno una di quelle Suv ‘premium’ che uniscono a e c’è anche un servizio di un’affidabilità importante, assistenza dedicato. tanto spazio e il tocco in più. Non sarà mai a buon I PREGI E I DIFETTI mercato, ma di Le ‘cose belle’ della Q5 sono soddisfazione e lunga resa.
IL NOLEGGIO
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L’ANALISI DI
Hyundai Ioniq Plug-In Perfetta in città con Adas al TOP In un mercato che vede una dura competizione di diverse soluzioni tecnologiche, Hyundai ha declinato la sua Ioniq sia con motorizzazioni ibride che con la soluzione elettrica. Ci siamo concentrati su hybrid plugin, la versione con la possibilità di ricaricare la batteria “alla spina” mentre la hybrid non prevede il rifornimento e si basa unicamente sul recupero di energia. Ioniq è una berlina a due volumi, il progetto delle due vetture – ibrida ed elettrica – è comune, ma la casa coreana ha deciso di differenziare le auto dal punto di vista stilistico. Il frontale cambia in maniera netta per via delle diverse esigenze aerodinamiche e di raffreddamento: quello della plug-in è caratterizzato dall’ampia mascherina del radiatore. La trequarti laterale spiove verso il portellone posteriore che tra le due versioni presenta differenze minime, incluse le targhette che le identificano. Su entrambe è presente lo spoiler alla base del lunotto. Lunga 447 cm e larga 182 cm, la Ioniq ha una linea non convenzionale, ma neppure estrema. Sicuramente aerodinamica, con Cx da 0,24 grazie alla configurazione da cinque porte sportiva. di Maurizio Bertera
LA GAMMA Il powertrain della Ioniq ibrida plug-in prevede un
benzina da 1,6 litri da 105 Cv abbinato al motore elettrico da 61 Cv. Il sistema è collegato alla batteria da 8,9
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kWh, una combinazione in grado di erogare complessivamente una potenza massima di 141 Cv con una coppia massima di 147 Nm e circa 70 km di autonomia in modalità elettrica. Il cambio è a doppia frizione (Dct) con sei rapporti. La Ioniq plug-in nel classico passaggio 0100 km/h richiede 10,6 secondi e raggiunge una velocità massima di 178 km/h. L’abitacolo è ben isolato, lo spazio non manca e viaggiano comodi anche i passeggeri posteriori. Il vano bagagli è ampio e ben sfruttabile: 443 litri, ampliabili fino a 1.505 per la sola versione ibrida. Quattro gli allestimenti: Comfort, Tech, Style e Prime con prezzi da 35.000 a 39.650 euro.
regolatore di velocità adattativo, il mantenimento in corsia e la frenata automatica d’emergenza. È sufficiente attivare il sistema, mettere il cambio in ‘Drive’ e partire, con l’auto che si avvia in modalità elettrica. Sia che si viaggi a corrente, sia che si proceda a benzina, ci si muove agevolmente nel traffico in maniera molto fluida, mentre sulle strade extraurbane si apprezza il lavoro fatto sull’aerodinamica, che ha ridotto al minimo i fruscii. Hyundai dichiara un consumo medio di 1,1 litri ogni 100 chilometri.
IN ARRIVO La gamma è completa.
LA PREFERITA
I TEMPI DI CONSEGNA
Il Prime è l’allestimento più ricco: ha di serie i fari a led, il “clima” bizona, la retrocamera e una serie di aiuti alla guida, come il
A meno di promozioni particolari – peraltro frequenti – si può avere un modello anche in meno di 30 giorni,
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L’ANALISI DI
IL VALORE RESIDUO Le vetture della Casa mantengono una quotazione paragonabile ai concorrenti dei rispettivi segmenti e la Ioniq non fa eccezione. Meritevole il programma Hyundai Promise sull’usato, disponibile in tutti i concessionari con 100 check-up per veicolo. Si tratta di un pacchetto con copertura della garanzia e una preparazione completa del mezzo, con servizi personalizzati e aggiuntivi. Le auto che aderiscono al programma devono avere meno di 5 anni e percorso meno di 120mila km. Inoltre, con l’opzione “Soddisfatto o sostituisci” sarà possibile scegliere se cambiare l’auto acquistata, entro un mese e avendo percorso meno di 1.000 chilometri, con un’altra di pari valore.
I COSTI DI GESTIONE La garanzia Hyundai ha valore di 5 anni su chilometraggio illimitato.
Attraverso l’intelligente proposta i-Care, la Casa inoltre propone pacchetti di manutenzione personalizzati, a partire da quello che costa 1.450 (Iva inclusa) per 12 mesi / 15.000 km. I parametri sono due, il basso o elevato chilometraggio e la durata che può essere da uno a cinque anni.
LE FORMULE FINANZIARIE Tre le soluzioni di acquisto. La Standard ha anticipo variabile, rata variabile, tasso fisso e durata sino a 84 mesi. La Doppio Zero e la I-Plus hanno un valore futuro garantito al termine del contratto con la differenza che la prima ha anticipo predefinito, TAN zero e durata 25 mesi mentre la seconda ha anticipo e rata variabili, tasso fisso e durata sino a 49 mesi.
IL NOLEGGIO Non esiste un ‘lungo termine’ ma Hyundai ha una
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proposta innovativa di leasing su misura chiamata By Mobility: anticipo predefinito, rata a tasso fisso su una durata massima di 60 mesi con RCA compresa, valore residuo garantito al termine della locazione. Hyundai è in grado altresì di fornire pacchetti assicurativi a più livelli. Da segnalare che la Casa concede sconti per partite IVA e aziende con percentuali variabili.
I PREGI E I DIFETTI Partiamo dall’abitacolo: l’ampio schermo centrale da 10,25’’ offre un buon feeling tattile e un sistema di navigazione intuitivo La Ioniq rende di buon umore al volante, anche e soprattutto nel traffico cittadino, perché come detto in precedenza il motore risponde prontamente e il cambio robotizzato riduce al massimo lo stress. Mettiamo tra i plus anche i cinque anni di garanzia tra i pregi. Non ci possono entusiasmare la visibilità
limitata in retromarcia, peraltro mitigata dalla presenza della retrocamera e l’accesso non facile al divano posteriore, a causa della forma delle portiere. E una soglia meno alta del bagagliaio, spazioso in ogni caso, avrebbe reso più facili le manovre di carico e scarico.
IMMAGINE Che si tratti dell’ibrida o dell‘elettrica, la Ioniq è un’auto per tutta la famiglia dai consumi contenuti, dalla guida confortevole e adatta alla città. Per chi fa molti chilometri, soprattutto fuori città, la scelta migliore è la variante ibrida con una valida autonomia, che sale non di poco con una corretta gestione delle palette al volante per il recupero di energia. Poi, per chi ama un design non convenzionale, obiettivamente si fa notare, ed è una vettura con un pacchetto Adas veramente all’avanguardia che regala elevatissimi livelli di sicurezza.
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MERCATO
10 MILIARDI: IL VALORE DEL MERCATO DEL NOLEGGIO È in aumento il valore del mercato del noleggio auto. Intendiamo quello generato dalle immatricolazioni di vetture in seguito destinate al NLT oppure al medio/breve termine. Lo mette in evidenza un’analisi esclusiva del centro studi Fleet & Mobility, elaborata sulla base dei numeri delle immatricolazioni fornite da Dataforce e realizzata grazie al supporto di Viasat. Nel 2019, il mercato del noleggio auto è aumentato in valore del 7% rispetto al 2018, raggiungendo quasi i 10 miliardi di euro. Sia il breve termine che il lungo termine hanno registrato il medesimo incremento, a valore e a volume. Il prezzo medio lordo, al netto degli sconti, delle auto immatricolate nel noleggio lungo termine è di oltre 23mila euro. Piuttosto elevato rispetto alla media del mercato, dovuto al fatto che si acquistano vetture di segmenti medio-alti. Il prezzo medio netto del totale noleggio è intorno ai 21.600 euro mentre il valore medio del mercato è sotto i 21mila. Più basso è invece il prezzo del rent a car (o breve termine): circa 19mila euro. Il dato inferiore è dovuto al fatto che le immatricolazioni includono molte utilitarie e piccole vetture. Tra i primi 15 marchi, al primo posto c’è Alfa Romeo. Più di ogni altro fa affidamento sui noleggiatori: il 54% dei ricavi proviene da questo canale. Al secondo posto ci sono Audi (45%) e Volvo (40%). Analizzando i top 15 modelli per quota di mercato in valore nel noleggio, Stelvio ha il prezzo di listino medio unitario più elevato (53.492 euro).
MANUTENZIONE AUTOSTRADE: ARRIVA L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE Diventa operativo il monitoraggio delle autostrade italiane con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Si apre una nuova fase nel campo della sicurezza delle infrastrutture, basata su tecnologie evolute. Autostrade Tech, del Gruppo Autostrade per l’Italia, Ibm e Fincantieri Nextech sono i protagonisti. La nuova piattaforma di monitoraggio di ponti, viadotti e gallerie utilizza l’intelligenza artificiale di Ibm e si avvale di droni e di tecnologie Fincantieri Nextech. L’obiettivo è innovare in modo radicale la sorveglianza di oltre 4.500 opere presenti sulla rete del Belpaese. Gli ispettori potranno svolgere accertamenti sulle condizioni di ciascuna opera accedendo in tempo reale, tramite un tablet, a informazioni molto estese. Quali? Calcoli e disegni del progetto originario e degli interventi successivi, controlli e manutenzioni programmate, indagini e prove sui materiali o esiti delle precedenti ispezioni. Verrà creato un archivio digitale, che raccoglie informazioni classificate per tipologia e consultabili attraverso un’app. Tramite il tablet, l’ispettore inserirà direttamente nel nuovo sistema digitale tutti i dettagli e le foto rilevate nel corso dell’ispezione, rendendone immediata la disponibilità alle strutture aziendali deputate. Oggi la piattaforma è in uso sulle 430 opere nelle direzioni di tronco autostradali di Cassino e Bari. Entro fine 2020 viene estesa sui 1.943 ponti e sui 2.000 cavalcavia della rete di Autostrade per l’Italia. Infine, nel 2021 la sua applicazione toccherà anche tutte le 587 gallerie.
Registrazione Tribunale di Milano n° 219 del 28/03/2006 Direttore responsabile Paola Baldacci Collaboratori Andrea Barbieri Carones, Maurizio Bertera, Arianna De Nittis, Salvatore Saladino, Ilaria Salzano Progetto grafico Arianna Pierri Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA) Distribuzione in Italia Faenza Printing Industries, Faenza (RA)
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