Anno XIII • dicembre 2018 - gennaio 2019
IL TRIONFO DI MFA 2018
Speciale metano
Pronto per la transizione Speciale pneumatici
Gomme d’inverno
www.missionline.it
1 Sommario 6 18.qxp_Layout 1 04/12/18 09:55 Pagina 1
SOMMARIO
Dicembre 2018 - Gennaio 2019 • numero 6
4
26
41
CRUSCOTTO
Mobility Day La mobilità sostenibile entusiasma. Ma sono ancora troppi gli ostacoli
DURALEX
Il mercato continua a calare. E ora è vero allarme diesel di Salvatore Saladino
Auto aziendali, come scaricare l’IVA al 100% di Arianna De Nittis
di Alberto Vita
10 SPECIALE MFA
28
Il trionfo di MFA 2018
SPECIALE PNEUMATICI
a cura della Redazione
Gomme d’inverno
16 SPECIALE METANO La propulsione a Metano c’è. In attesa del full electric di Maurizio Bertera
La solita concretezza Opel si fa un po’ sbarazzina con la nuova Insignia
34
Con la Škoda Kodiaq Sportline lo spazio si fa Suv
IL SONDAGGIO
di Maurizio Bertera
Guerra (santa) al diesel e tanta disinformazione secondo Ipsos
19 SPECIALE METANO
38
di Alberto Vita
DIRECTOR’S CUT La casa del Giaguaro e l’emblema della Brtishness di Alberto Vita
News L’EDITORIALE NEWS
3 48
MONDO MERCEDES Rivoluzione silenziosa per la Mercedes Classe C di Alberto Vita
20
L’ANALISI DI MISSIONFLEET
di Andrea Barbieri Carones
di Alessandro Palumbo
Allo Snam Partners’ Day 2018 va in scena Luca De Meo, Seat
43
40 DONNE AL VOLANTE
Informazione pubblicitaria NISSAN QASHQAI, L’ORIGINAL CROSSOVER CONTINUA A RINNOVARSI 24
I Suv piacciono (anche) alle donne di Monica Secondino
DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019 | 1
2 Editoriale 6 18.qxp_Layout 1 30/11/18 16:06 Pagina 2
2 Editoriale 6 18.qxp_Layout 1 30/11/18 16:06 Pagina 3
L’editoriale di Alberto Vita
LA GUERRA AL DIESEL
SULLO SFONDO DEL SUCCESSO DI MFA
U
n grande successo per la terza edizione di MFA, MissionFleet Awards l’unico premio che celebra tutta la filiera delle flotte aziendali, che si è di recente tenuto al Gallia di Milano, e che ha visto premiare 16 eccellenza del settore in Italia (leggi il servizio completo a pag.10). Tra cui sei progetti aziendali di Fleet Manager, tre fornitori tecnologici di flotta e sette veicoli, tra cui un Light Commercial Vehicle, e due auto a propulsione alternativa, una a gas e una ibrida. Perché anche durante la serata di gala, che vedeva come main sponsor proprio la regina degli ibridi, ovvero Lexus, premium brand di Toyota (la Casa auto più ricercata al mondo sul web secondo Veygo), si è parlato del momento di stasi del settore, dovuto principalmente al problema delle nuove omologazioni WLTP nonché della continua Guerra al diesel che tante istituzioni, soprattutto locali, stanno mettendo in atto. E che, secondo AlixPartners, farà scomparire queste motorizzazione dalle strade nel 2030. Con una larga fetta di vendite che stanno già scomparendo, con dati impietosi di nuove immatricolazioni motorizzate a gasolio nel postestate anche in Italia. Un vero e proprio crollo di mercato arrivato dopo quelli già avvenuti negli altri quattro principali europei, ovvero Spagna, Francia, Regno Unito e la patria del diesel, la Germania, come testimonia il nostro Cruscotto. Una reazione contro il diesel come se fosse un inno all’ambiente da parte del popolo intero che, come sottolinea l’inchiesta Ipsos riportata dal nostro Alessandro Palumbo, ha scarse conoscenze scientifiche imputando la qualunque ai propulsori a gasolio. “Popolo” che, comunque, ha
una grande sensibilità ambientale, come sottolinea anche il primo Osservatorio sulla mobilità sostenibile di Nomisma, realizzato in collaborazione con Sifà. E che quindi potrebbe sposare la “causa” del gas o meglio ancora del metano in questa fase di transizione, come ci spiega il nostro Maurizio Bertera, e come ci ha raccontato anche Luca De Meo, numero uno di Seat, che ha firmato un accordo di programma con Snam durante la giornata che l’operatore italiano del gas ha organizzato per i suoi partner a Milano. Ma il presente, dice Mercedes alla presentazione della Nuova Classe C, è anche mild hybrid, abbinato a benzina o a gasolio non importa. E poi ecco le nostre prove della Opel Insignia, che si rilancia con un design sbarazzino da coupé ma che presenta solo motorizzazioni diesel, e dell’ammiraglia di Casa Škoda, ovvero la Kodiaq, offerta anche con sette posti. Un Suvone che, forse nelle taglie più piccole, piace, e molto, anche alle donne, come ci racconta la nostra Donna al Volante (preferibilmente con un Toro al centro...) Monica Secondino. Infine l’ormai tradizionale salto nel passato con la storia della Jaguar nel nostro Director’s cut. Casa del giaguaro che, anch’essa, punta forte sull’elettrificazione. Infine l’utilissima rubrica Duralex, che ci dice come detrarre il 100% dell’Iva per le auto aziendali e lo speciale pneumatici per l’inverno, stagione difficile per la tenuta di strada e che quindi, se possibile, periodo in cui bisogna ancor più prestare attenzione alle proprie gomme. Siano queste ad hoc per la neve o all-season. @chevida
DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019 | 3
3 Cruscotto 6 18.qxp_Layout 1 30/11/18 16:10 Pagina 4
MISSIONFLEET CRUSCOTTO
IL MERCATO CONTINUA A CALARE.
E ORA È VERO ALLARME DIESEL A oobre ennesimo segno meno per le nuove immatricolazioni, con la crisi del diesel ormai conclamata, con 110 mila unità che mancano all’appello. E che non vengono sostituite dalle altre propulsioni, siano queste e benzina, a gas, ibride o eleriche
A di Salvatore Saladino
due mesi dal termine del 2018, il mercato dell’auto mostra segni di cedimento. Al pesante passivo di settembre (meno 25,3%) si è aggiunto un ottobre negativo di 8,7 punti percentuali. Nel cumulato, il rosso è aumentato al 3,3%: le immatricolazioni di quest’anno sono state infatti 60 mila unità in meno, rispetto alle 1.835.000 dei primi 10 mesi del 2017. Un
passivo che, probabilmente, è destinato a crescere nell’ultima parte dell’anno. La diminuzione delle vendite riguarda sia i privati sia la clientela business: mancano infatti all’appello circa 35mila clienti retail (sebbene a ottobre il mercato dei privati abbia dato qualche modesto segnale di risveglio), 3.500 vendite aziendali e, soprattutto, circa 32mila autoimmatricolazioni degli OEM,
soltanto parzialmente controbilanciate dall’aumento delle km zero dei concessionari (un fenomeno che nel secondo semestre si è però attenuato) e dal Noleggio a Lungo Termine (che è andato a gonfie vele nella prima parte dell’anno, per poi seguire il trend della recessione). Due sono i problemi che stanno rallentando il mercato: da una parte il ritardo con cui i costruttori stanno provvedendo
MERCATO ITALIA PC + LCV - OTTOBRE 2018 Ottobre 2018
Ottobre 2017
Diff. mese % YTD 2018
YTD 2017
Diff. YTD %
Market Share YTD 2018
Diff. MS 2018/2017
146.891
158.331
-7,23%
1.692.421
-3,07%
92,41%
0,23%쑿
PC + LCV Totale Passenger Car
1.640.392
Totale LCV up to 3,5 t.
15.814
19.884
-20,47%
134.683
143.542
-6,17%
7,59%
-0,23%쑼
Mercato Italia PC + LCV
162.705
178.215
-8,70%
1.775.075
1.835.963
-3,32%
100,00%
-
96.442
92.302
4,49%
916.825
952.331
-3,73%
55,89%
-0,38%씰
Market Italia Passenger Car Privati Flotte in proprietà e leasing
7.967
8.621
-7,59%
80.841
84.323
-4,13%
4,93%
-0,05%씰
Noleggio Lungo Termine Top
11.320
14.649
-22,73%
145.863
139.519
4,55%
8,89%
0,65%
Noleggio Lungo Termine Captive
6.655
8.089
-17,73%
80.121
79.869
0,32%
4,88%
0,17%
140
-36,43%
1.101
1.272
-13,44%
0,07%
-0,01% -0,01%
Noleggio Lungo Termine Medium 89 Noleggio Lungo Termine Altro
155
151
2,65%
2.067
2.280
-9,34%
0,13%
Totale NLT
18.219
23.029
-20,89%
229.152
222.940
2,79%
13,97%
0,80%쑿
Noleggio Breve Termine Top
1.845
2.391
-22,84%
98.321
120.721
-18,56%
5,99%
-1,14%
705
8,65%
20.870
11.273
85,13%
1,27%
0,61%
Noleggio Breve Termine Medium 766 Noleggio Breve Termine Dealer
3.007
2.500
20,28%
30.193
17.744
70,16%
1,84%
0,79%
Noleggio Breve Termine Altro
720
694
3,75%
9.305
8.539
8,97%
0,57%
0,06%
Totale NBT
6.338
6.290
0,76%
158.689
158.277
0,26%
9,67%
0,32%쑿
Concessionarie
16.565
21.623
-23,39%
197.792
185.213
6,79%
12,06%
1,11%쑿
Case Auto
1.360
6.466
-78,97%
57.093
89.337
-36,09%
3,48%
-1,80%쑼
Mercato Italia Passenger Cars
146.891
158.331
-7,23%
1.640.392
1.692.421
-3,07%
100,00%
0,00%
4 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
3 Cruscotto 6 18.qxp_Layout 1 30/11/18 16:10 Pagina 5
MISSIONFLEET CRUSCOTTO
FORECAST MERCATO ITALIA PASSENGER CAR PER CANALE ■ Privati
■ Fleet
■ LTR
■ STR
■ Dealer/Manufact.
2.500.000
2.000.000
1.500.000
324.231
307.963
314.122
320.404
335.302
333.349
340.016
171.956
175.395
177.395
177.395
177.395
177.395
177.395
275.855
289.647
304.130
319.336
335.303
352.068
96.051
95.091
94.140
93.199
92.267
91.344
260.051 100.054
1.000.000
500.000
0
1.114.239
2017
1.067.869
1.035.833
1.015.117
1.004.965
1.004.965
1.004.965
2018
2019
2020
2021
2022
2023
alla sostituzione dei modelli con motorizzazioni omologate secondo il nuovo sistema WLTP e rispondenti alle normative antinquinamento Euro6D-temp e successive, che ha portato a un allungamento dei tempi di consegna (e alla scomparsa di alcune motorizzazioni, soprattutto a gasolio), dall’altra la rinuncia all’acquisto di auto a gasolio, che solo in parte vengono sostituite dalle alimentazioni alternative. Il forecast di Dataforce per la fine dell’anno è stato ancora una volta ritoccato al ribasso: prevede infatti il raggiungimento, per il comparto vetture, di quota un milione 925mila unità, con i privati attestati attorno al milione e 68mila immatricolazioni (con una quota di mercato del 55,5%, in calo del 4,7%), le vendite dirette business attestate a circa 96mila unità (market share del 5%, in flessione del 4%), il Noleggio a Lungo Termine in crescita del 6,1% a 276mila immatricolazioni (MS del 14,3%), il Noleggio a Breve Termine stabilizzato a 177mila
unità (con una quota del 9,2%, in crescita del 3,2%), mentre dealer e costruttori sono vicini alle 308mila nuove targhe con un market share del 16%, pur non bissando il risultato del 2017 (meno 5%).
LA CRISI DEL DIESEL È CONCLAMATA Anche in Italia le auto a gasolio non sono più in cima alla shopping list degli automobilisti: il trend era iniziato nel resto d’Europa (Francia, Germania, Regno Unito e Spagna in particolare, ossia nei Paesi automobilisticamente più rilevanti) in maniera conclamata a inizio anno, poi si è estesa a macchia d’olio, raggiungendo l’Italia nel secondo semestre. A settembre il diesel ha perso oltre 40mila vendite, a ottobre quasi 30mila. Nel 2018 il passivo delle vendite di auto a gasolio sfiora le 110mila unità. Mentre l’aumento delle immatricolazioni di vetture a benzina è contenuto in sole 22mila targhe in più, quelle delle ibride in 18mila e quelle dei veicoli alimentati a metano in meno di 8mila unità. Si
MERCATO ITALIA PC+LCV - OTTOBRE 2018 Forecast 2018 Passenger Car
MS%
Diff. % 2018/17
Privati
1.061.870
55,0%
-4,2%쑼
Flotte
96.052
5,0%
-4,0%쑼
Noleggio Lungo Termine
275.855
14,3%
6,1%쑿
Noleggio Breve Termine
177.395
9,2%
3,2%쑿
Dealer & Case Auto
307.963
16,0%
-5,0%쑼
1.925.135
100,00% -2,30%쑼
aggiungono poi le 2.500 auto elettriche vendute in più (in pratica sono raddoppiate), mentre le vetture a gpl sono scese di circa 3.500 unità. Le vendite aggiuntive di auto “ecologiche” (elettriche, ibride e a metano) sono quindi state finora 28.500, ossia un quarto delle mancate vendite di diesel. Nell’ambito delle vendite aziendali e del Noleggio a Lungo Termine, il diesel continua a farla da padrone (e non potrebbe essere altrimenti, almeno per un altro ciclo di sostituzione, ossia per i prossimi 3-4 anni). Anche perché l’NLT è di fatto uno dei canali di smaltimento principali per gli OEM, come dimostrato dal fatto che quest’anno sono aumentate le vendite a stock da parte dei costruttori, che conquistano volumi maggiori tra i noleggiatori realizzando pacchetti d’offerta con sconti maggiorati: stock di migliaia di vetture che, naturalmente, sono soprattutto a gasolio.
ANCHE L’NLT RALLENTA Il Noleggio a Lungo Termine, dopo anni di crescita a due cifre DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019 | 5
3 Cruscotto 6 18.qxp_Layout 1 30/11/18 16:10 Pagina 6
MISSIONFLEET CRUSCOTTO
NLT DASHBOARD - OTTOBRE 2018 - VETTURE + VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI Noleggio Lungo Termine
Ottobre 2018
Ottobre 2017
Diff. mese %
YTD 2018
YTD 2017
Diff. YTD %
Società NLT Top
14.149
18.068
-21,7%
169.740
163.064
4,1%
Società NLT Captive
7.700
9.096
-15,3%
88.441
84.837
4,2%
Società NLT Medium
128
172
-25,6%
1.440
1.676
-14,1%
Società NLT Altre
258
381
-32,3%
2.652
3.253
-18,5%
Noleggio Lungo Termine
22.235
27.717
-19,8%
262.273
252.830
3,7%
Classifica Società NLT
YTD 2018
Quota di mercato
YTD 2017
Quota di mercato
Diff. YTD %
Diff. MS 2018/2017
ALD
56.426
21,5%
54.463
21,5%
3,6%
-0,0%
LEASYS
54.499
20,8%
53.249
21,1%
2,3%
-0,3%
ARVAL
48.152
18,4%
44.363
17,5%
8,5%
0,8%
LEASEPLAN
35.091
13,4%
34.881
13,8%
0,6%
-0,4%
VOLKSWAGEN
19.400
7,4%
13.944
5,5%
39,1%
1,9%
CAR SERVER
10.395
4,0%
9.527
3,8%
9,1%
0,2%
ALPHABET
9.422
3,6%
8.206
3,2%
14,8%
0,3%
ATHLON
7.417
2,8%
7.301
2,9%
1,6%
-0,1%
MERCEDES-BENZ
6.646
2,5%
9.197
3,6%
-27,7%
-1,1%
RENAULT/NISSAN
5.374
2,0%
6.258
2,5%
-14,1%
-0,4%
SIFA
2.837
1,1%
4.003
1,6%
-29,1%
-0,5%
PSA
2.522
1,0%
2.021
0,8%
24,8%
0,2%
PROGRAM
758
0,3%
862
0,3%
-12,0%
-0,1%
PAN
555
0,2%
552
0,2%
0,5%
-0,0%
GFC
127
0,0%
261
0,1%
-51,4%
-0,1%
NLT Altre
2.652
1,0%
3.253
1,3%
-18,5%
-0,3%
NLT da riclassificare Noleggio Lungo Termine
0 262.273
0,0% 100%
489 252.830
0,2% 100%
3,7%
percentuali, è passato al segno meno, in particolare a settembre (meno 35,5%) e a ottobre (meno 19,8%): in due soli mesi il comparto ha bruciato due terzi dell’attivo conquistato quest’anno, che fino ad agosto era stato di quasi 12 punti. A fine ottobre l’incremento delle immatricolazioni è di soli 3,7 punti percentuali, ossia circa 9.500 contratti in più rispetto agli oltre 30mila che si erano consolidati qualche mese fa. Il mercato del Noleggio a Lungo Termine è costituito da una parte cospicua di sostituzione (i contratti rinnovati, anche quelli che passano da un player all’altro) e una parte (minore, ma significativa) di conquista, ossia di nuovi clienti che si approcciano per la prima volta a 6 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
questa formula di acquisizione. Questi ultimi, oggi, sono soprattutto privati e liberi professionisti. Ma la conquista del mercato retail è un fenomeno di lungo periodo, che non basta a colmare il disavanzo delle vendite dirette. Negli ultimi due mesi del 2018 ci sarà lo sprint finale, ma da parte del Noleggio a Lungo Termine non ci si potrà aspettare risultati eccezionali, dato che la domanda è soprattutto spontanea, specie quella di “conquista”. L’incertezza tra i Fleet Manager regna sovrana, alle prese con una domanda, da parte degli user chooser, che vorrebbe convergere verso le alimentazioni alternative, ma che, al momento attuale, non offre soluzioni più convenienti
rispetto al gasolio in termini di costi d’esercizio. Però la maggiore svalutazione del diesel rispetto al passato è ormai un fatto conclamato: i minori valori residui si rifletteranno in un allineamento dei canoni con quelli delle auto ibride nel medio periodo, ma purtroppo verso l’alto. In merito alle graduatorie dei player preferiti dai clienti, ALD Automotive ha chiuso il periodo gennaio-ottobre 2018 con un incremento del 3,6%, e mantiene la prima posizione riconquistata a luglio. Nei 10 mesi di quest’anno ha targato 56.426 vetture e veicoli commerciali leggeri, con un aumento di meno di 2mila unità. Il suo market share del 2018 è del 21,5% (identico a quello del
3 Cruscotto 6 18.qxp_Layout 1 30/11/18 16:10 Pagina 7
3 Cruscotto 6 18.qxp_Layout 1 30/11/18 16:10 Pagina 8
MISSIONFLEET CRUSCOTTO
CLASSIFICA SOCIETÀ NOLEGGIO A LUNGO TERMINE PER NUOVE IMMATRICOLAZIONI - 2017-2018 CLASSIFICA ITALIA GENNAIO-OTTOBRE 2018
CLASSIFICA ITALIA 2017
NLT - AUTO
IMMATRICOLAZIONI
QUOTA DI MERCATO
1
ALD
49.663
21,8%
21,3%
2
LEASYS
47.804
21,0%
16,8%
3
ARVAL
40.354
17,7%
35.471
13,9%
4
LEASEPLAN
30.720
13,5%
VOLKSWAGEN
15.667
6,1%
5
VOLKSWAGEN
18.255
8,0%
6
MERCEDES-BENZ
10.678
4,2%
6
ALPHABET
9.123
4,0%
7
ALPHABET
9.514
3,7%
7
CAR SERVER
7.718
3,4%
8
CAR SERVER
8.383
3,3%
8
MERCEDES-BENZ
6.529
2,9%
9
ATHLON
7.252
2,8%
9
ATHLON
6.506
2,9%
10
RENAULT/NISSAN
5.790
2,3%
10
RENAULT/NISSAN
4.470
2,0%
11
SIFA
3.368
1,3%
11
PSA
2.224
1,0%
1,0%
12
SIFA
1.334
0,6%
#
NLT - AUTO
IMMATRICOLAZIONI
QUOTA DI MERCATO
1
ALD
54.781
21,5%
2
LEASYS
54.366
3
ARVAL
42.938
4
LEASEPLAN
5
#
12
PSA
13
PROGRAM
732
0,3%
13
PROGRAM
520
0,2%
14
PAN
591
0,2%
14
PAN
460
0,2%
15
GFC
288
0,1%
15
GFC
127
0,1%
-
NLT Altre
2.956
1,2%
-
NLT Altre
2.223
1,0%
-
NLT da riclassificare 10
0,0%
-
NLT da riclassificare 0
2.502
TOTALE
255.287
TOTALE
100,0%
0,0%
228.030
100,0% QUOTA DI MERCATO
NLT - AUTO + LCV
IMMATRICOLAZIONI
QUOTA DI MERCATO
NLT - AUTO + LCV
IMMATRICOLAZIONI
1
ALD
64.288
21,7%
1
ALD
56.426
21,5%
2
LEASYS
62.701
21,1%
2
LEASYS
54.499
20,8%
3
ARVAL
51.198
17,3%
3
ARVAL
48.152
18,4%
4
LEASEPLAN
40.947
13,8%
4
LEASEPLAN
35.091
13,4%
5
VOLKSWAGEN
16.520
5,6%
5
VOLKSWAGEN
19.400
7,4%
6
CAR SERVER
11.203
3,8%
6
CAR SERVER
10.395
4,0%
7
MERCEDES-BENZ
11.156
3,8%
7
ALPHABET
9.422
3,6%
8
ALPHABET
9.881
3,3%
8
ATHLON
7.417
2,8%
9
ATHLON
8.085
2,7%
9
MERCEDES-BENZ
6.646
2,5%
10
RENAULT/NISSAN
6.776
2,3%
10
RENAULT/NISSAN
5.374
2,0%
11
SIFA
4.955
1,7%
11
SIFA
2.837
1,1%
12
PSA
2.723
0,9%
12
PSA
2.522
1,0%
13
PROGRAM
1.204
0,4%
13
PROGRAM
758
0,3%
14
PAN
666
0,2%
14
PAN
555
0,2%
15
GFC
288
0,1%
15 GFC
127
0,0%
-
NLT Altre
3.990
1,3%
-
NLT Altre
2.652
1,0%
0,0%
-
NLT da riclassificare 0
100,0%
TOTALE
#
-
NLT da riclassificare 12
TOTALE
296.593
2017). Mentre Leasys si è riposizionata da luglio al secondo posto: il suo tasso incrementale è però leggermente inferiore a quello della già modesta performance positiva di ALD: più 2,3% da gennaio a ottobre. Complessivamente la società di NLT controllata da 8 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
#
FCA Bank ha immatricolato 54.499 unità e raggiunto una quota di mercato del 20,8% (era del 21,1% l’anno scorso). L’aumento dei contratti rispetto al 2017 è stato di 1.250 unità. Arval ha preso il largo, consolidando il gradino più basso del podio. La ripresa è
0,0%
262.273
100,0%
stata vigorosa, soprattutto negli ultimi mesi: l’aumento delle vendite è stato di 3.789 unità (il migliore tra i Top4), pari a più 8,5%, decisamente superiore alla media del mercato (più 3,7%). Arval cresce di volumi anche grazie al mantenimento della leadership nel settore degli LCV:
3 Cruscotto 6 18.qxp_Layout 1 30/11/18 16:10 Pagina 9
MISSIONFLEET CRUSCOTTO
nei 10 mesi nessun altro player ha fatto meglio di lei, che ha immatricolato 7.798 veicoli commerciali leggeri, contro i 6.763 di ALD (leader nel 2017), i 6.695 di Leasys e i 4.371 di LeasePlan. LeasePlan nel periodo gennaioottobre 2018 ha immatricolato 35.091 veicoli. Il tasso di crescita rispetto allo scorso anno è dello 0,6%, pari a 210 unità in più. Volkswagen continua in questo 2018 a mantenere il più alto trend di crescita del mercato: più 39,1%, perché è passata da 13.944 a 19.400 immatricolazioni (in 10 mesi ha targato quasi 5.500 veicoli in più rispetto all’intero 2017). A ottobre Alphabet ha perso nuovamente la sesta posizione nel serrato testa a testa con Car Server (che l’aveva preceduta già tra gennaio e febbraio, poi ad agosto e ora a ottobre). Il noleggiatore, generalista ma di proprietà di BMW, ha immatricolato da gennaio a ottobre, 9.422 veicoli (più 14,8%), Car Server 10.395 (più 9,1%). Nelle posizioni di rincalzo, Mercedes non è riuscita a mantenere il volume dei contratti 2017, e rimane ancora alle spalle della consociata Athlon: la captive di Stoccarda è scesa nei primi 9 mesi del 27,7%, immatricolando solamente 6.646 veicoli contro i 9.197 del 2017. La sua ottava posizione, che occupava fino a 5 mesi fa, è ormai saldamente nelle mani di Athlon: che ha immatricolato 7.417 veicoli, con un modesto segno più dell’1,6% rispetto allo scorso anno. ES Mobility, la captive di Renault-Nissan, ha totalizzato 5.374 nuove targhe (meno 14,1%), ma a ottobre ha dato segni di ripresa. Sifà, la giovane società di noleggio di
Reggio Emilia, dopo i vistosi tassi incrementali degli anni scorsi, continua ora a consolidare la sua posizione su volumi inferiori a quelli del 2017 (2.837 immatricolazioni nel 2018 contro le 4.003 del 2017). La società di renting del Gruppo PSA rimane alle spalle
di Sifà, perché ha targato finora 2.522 veicoli, nonostante un’eccellente avanzata del numero dei contratti (più 24,8%). Tra i piccoli, Pan è l’unico a mantenersi sui livelli 2017, mentre Program rimane in territorio negativo, e GFC dimezza le immatricolazioni.
IL CALO DEL DIESEL NEI NUMERI
Ottobre 2018
Ottobre 2017
Alimentazione
Ottobre 2018
Ottobre 2017
Benzina Diesel GPL Metano Elettriche Ibrido: HEV+PHEV+MHEV
61.983 78.843 10.815 1.655 700 8.708
50.438 105.979 11.208 3.577 301 6.712
LE NUOVE IMMATRICOLAZIONI PER SEGMENTO
Ottobre 2018
Ottobre 2017
Segmento Veicolo
Ottobre 2018
Ottobre 2017
A B C D/E Altro LCV B-SUV C-SUV D/E-SUV
28.579 37.145 14.728 5.701 681 16.680 22.470 22.219 14.502
28.784 43.924 23.070 8.439 775 19.498 20.919 16.654 16.152
DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019 | 9
4 MFA Serata 2018.qxp_Layout 1 30/11/18 16:26 Pagina 10
IL TRIONFO DI MFA 2018 Un’edizione ormai matura. Dopo sole tre edizioni, MFA MissionFleet Awards, il primo e unico premio del settore delle flotte auto aziendali organizzato da Newsteca, ha raggiunto un livello altissimo dei premiati e dei partecipanti. E, a detta loro, anche di tutta l’organizzazione. Sedici i vincitori premiati durante la serata di Gala al Gallia di Milano, allietata anche dalla melodia della violinista Luvienne e condotta mirabilmente dal presentatore e collega Roberto Rasia dal Polo. Premiati che, oltre alla soddisfazione di vedersi riconoscere l’eccellenza dei propri progetti come nel caso dei Fleet Manager, o la validità dei 10 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
propri prodotti, per i fornitori di flotta e per le Case automobilistiche, si portano a casa un’oggetto creato dall’artista internazionale Raffaella Valsecchi, presente, con un atteggiamento un po’ understatement, anche alla serata, che ha esposto a Londra, Parigi o Madrid. Serata a cui hanno partecipato 90 aziende per un totale di 146 partecipanti: “un evento ancora giovane, giunto però ormai al terzo anno e che vede una continua crescita di partecipanti. Un premio su cui io personalmente credo da anni, perché noto un vivo interesse per far crescere insieme questa manifestazione, molto apprezzata sia dai Fleet
Manager che dai Fornitori, che vedo così numerosi in sala” ha ricordato il direttore editoriale di Newsteca Paola Mighetto, annunciando anche la data della 4a edizione di MFA, ovvero il 18 novembre 2019. La 3a edizione di MFA MissionFleet Awards è iniziata come di consueto con un cocktail che sempre di più si rileva un prezioso momento di confronto e conoscenza tra tutti i presenti, che si è tenuto nel foyer del Gallia, dove erano presenti due gioielli della tecnologia ibrida di Lexus, il main sponsor della manifestazione, ovvero la nuova Lexus Es e, in anteprima italiana, il futuristico Urban design crossover Lexus UX.
4 MFA Serata 2018.qxp_Layout 1 30/11/18 16:26 Pagina 11
I 16 Vincitori della 3a Edizione di MFA-MissionFleet Awards I PROGETTI DEI FLEET MANAGER
LE MIGLIORI COMPANY CAR
Fleet Manager dell’anno - Programma Hr e Welfare sui Driver Anna Paola Grea, Fleet Manager, The Boston Consulting Group
Miglior Auto Aziendale di Servizio - Entry Level: Fiat Panda
Fleet Manager dell’anno - Corporate Car Sharing & Pooling Vincenzo Madonna, Global Procurement Manager, Valagro Fleet Manager dell’anno - Gestione delle Auto in Fringe Benefit Cristina Porcelli, Procurement Lead, Pfizer Italia Fleet Manager dell’anno - Gestione Delle Flotte Strumentali Simone Boeretto, Direttore Servizi Generali, Eismann Fleet Manager dell’anno - Progetti di Saving e Ottimizzazione del T.C.M. Cristian Espertini, Fleet Manager, Basf Italia Fleet Manager dell’anno - Programma di Marketing applicato alle Flotte Gianluca Stufano Melone, Fleet Manager, Iss - Gruppo Novartis I FORNITORI PER LA FLOTTA Miglior Software Gestionale per la Flotta Auto: Zcarfleet - Zucchetti Miglior Servizio di Telematica per la Flotta Auto: Visirun Miglior Servizio di Manutenzione e/o Riparazione Veicoli: Dottor Grandine
Miglior Auto Aziendale per Forza Vendite: Peugeot 3008 Miglior Auto Aziendale per Middle Management: VW Passat Miglior Auto Aziendale Top Manager: Alfa Romeo Stelvio Miglior Veicolo Commerciale: Fiat Doblò Miglior Auto Aziendale Elettrificata: Toyota C-Hr Miglior Auto Aziendale a gas: Škoda Octavia
LA NUOVA MECCANICA PER LE COMPANY CAR Quest’anno per le categorie inerenti alle vetture aziendali abbiamo deciso di cambiare la meccanica di selezione dei modelli, aggiungendo, oltre all’esperienza dei giurati, anche un elemento oggettivo, ovvero le vendite reali nelle trufleet secondo i numeri di Dataforce. Incrociandole proprio con le car list dei membri in giuria. Le quali, ci hanno tenuto a sottolineare, i Fleet Manager in giuria, fanno il paio con i desiderata dei loro driver. tutti i vincitori con in mano il prezioso premio disegnato dall’artista e designer raffaella valsecchi e realizzato a mano da un artigiano milanese
Vedi tutte le foto della serata su missionfleetawards.it DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019 | 11
la fotogallery dei premiati
4 MFA Serata 2018.qxp_Layout 1 30/11/18 16:26 Pagina 12
valerio pucci, toyota & lexus premia anna paola grea, the boston consulting group
valerio pucci, toyota & lexus premia vincenzo madonna, valagro
alberto di mase, visirun premia cristina porcelli, pfizer italia
fabio curtacci, Kuwait petroleum premia simone boeretto, eismann
riccardo mastrovincenzo, europcar premia cristian espertini, basf
flavia nobile, vodafone premia martino giovanardi, visirun
christian marcello, ocme premia valentina ubaldi, zcarfleet
giulia caciolli, eli lilly premia giorgio riso e sara tortello, dottor grandine
12 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
4 MFA Serata 2018.qxp_Layout 1 30/11/18 16:26 Pagina 13
dario frigerio dnv premia chiara garbuglia, fca italy
alberto vita, missionfleet premia alessandro villa, psa
christian marcello, ocme premia davide vismara, volKswagen
flavia nobile, vodafone premia gianluca barone, fca italy
giulia caciolli, eli lilly premia luca cantoni, fca italy
alberto di mase, visirun premia massimiliano loconzolo, toyota & lexus
gianluca stufano melone fleet manager iss gruppo novartis vince il premio come fleet manager dell’anno programma di marKeting applicato alle flotte
alberto vita, missionfleet premia marco fini, sKoda
DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019 | 13
4 MFA Serata 2018.qxp_Layout 1 04/12/18 09:56 Pagina 14
LA GIURIA DI MFA 2018 DA sIn. ALbeRto DI MAse, VIsURUn • ChRIstIAn MARCeLLo, oCMe • PAoLA MIGhetto, newsteCA • MARtIno GIoVAnARDI, VIsIRUn • MAssIMILIAno LoConzoLo, toyotA & LexUs MotoR ItALIA • FAbIo CURtACCI, KUwAIt PetRoLeUM ItALIA • GIULIA CACIoLLI, eLI LILLy ItALIA • FLAVIA nobILe, VoDAFone ItALIA • DARIo FRIGeRIo, DnV GL (non PResentI ALLA seRAtA: tIzIAno bUsLettA, ey - VIto PALMIottI, 3M ItALIA teoDoRo MARoLo, GRUPPo PAM)
MAIN SPONSOR
SPONSOR PLATINO
SPONSOR SILVER
CON IL PATROCINIO DI
14 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
4 MFA Serata 2018.qxp_Layout 1 30/11/18 16:26 Pagina 15
5 Speciale Metano A.qxp_Layout 1 30/11/18 16:30 Pagina 16
MISSIONFLEET SPECIALE METANO
LA PROPULSIONE A METANO C’È
IN ATTESA DEL FULL ELECTRIC Il Metano è pronto per prendere il testimone del Diesel in questo periodo di transizione, in aesa dell’elerico pure. Grazie a bassi costi di esercizio e a un’oima sostenibilità ambientale. Un carburante che punta a diventare “cool”
di Maurizio Bertera
D Diciamo la verità: l’elettrificazione è sicuramente un orizzonte serio, qualcuno dice inevitabile, ma ancora inaccessibile per la grande massa degli automobilisti. Non è questione di autonomia come tanti, sbagliando, continuano a dire: ormai siamo sui 300
16 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
chilometri per le compatte e 400 per le premium. In realtà, a fermare il mercato, in Italia soprattutto, è l’elevato costo delle vetture full electric e la mancanza di infrastrutture in numero sufficiente e ben diffuso. Ecco perché bisogna avere il coraggio di affermare che il Gas (come dice anche Luca De Meo a pag. 37) resta l’alternativa più a portata di mano alla Benzina e al Diesel. Che si tratti di Gpl o Metano, il Gas è ecologico, economico, sicuro. Lo dicono gli esperti come quelli di Econometrica “Il gas ha costi di esercizio più bassi, livelli di emissioni più contenute e una
rete di rifornimento capillare: mille distributori di metano e oltre 3.500 di Gpl” La spesa? “Con 10 euro si percorrono 59 km a benzina e 72 a gasolio, ma a Gpl se ne fanno 108 e a metano si arriva a 152: il vantaggio economico è fuori discussione”. Quanto all’inquinamento, in 15 mila chilometri un’auto a benzina emette 3.570 kg di CO2, si scende a 3.445 con il gasolio, ci si abbassa ancora a 3.220 con il Gpl e si arriva a 2.650 con il metano. E chi difende la “categoria” sottolinea i vantaggi. “Il Gpl oltre a consentire un risparmio di quasi il 50% rispetto alla benzina, permette notevoli benefici ambientali sia per il particolato, con il 90% in meno rispetto alla benzina, sia per la CO2, che si riduce del 20%” spiega Francesco Franchi, presidente di AssogasliquidiFederchimica. Non bastasse, il costo del Gpl è basso (sui 50 centesimi il litro) e l’unico intervento di manutenzione obbligatorio per legge è la sostituzione dell’impianto ogni 10 anni. A parte la mancanza di selfservice ai distributori, grosse limitazioni non esistono: si può anche parcheggiare nelle autorimesse interrate fino al livello -1 e nelle autorimesse più attrezzate, fino a due piani
5 Speciale Metano A.qxp_Layout 1 30/11/18 16:30 Pagina 17
MISSIONFLEET SPECIALE METANO
interrati. “Non ci sono dubbi che il metano è la risposta immediata alla richiesta di mobilità sostenibile, così sentita attualmente perché l’azzeramento del particolato e la riduzione degli ossidi di azoto ne fanno l’alimentazione ‘democratica’ più green. Un kg di metano, in media 0,99 euro di spesa, equivale energicamente a 1,5 litri di benzina e a 1,33 litri di gasolio” dice Licia Balboni, presidente di Federmetano. I numeri Unrae delle immatricolazioni danno ragione in effetti più al metano perché, tra gennaio e ottobre, se le vetture a Gpl hanno subito un calo del 3,2%, quelle a Metano hanno fatto un balzo in avanti del 27,9%. A fine anno, la quota delle 40mila unità dovrebbe essere superata per la prima volta. E diversa ovviamente è anche la top ten dei modelli. Le prime dieci a Gpl sono Fiat Panda, Lancia Ypsilon, Opel Corsa, Renault Clio, Citroën C3, Fiat 500X, Fiat Tipo, Dacia Sandero, Opel Karl, Fiat 500L. Invece, nella classifica dei modelli a metano la Panda è preceduta dalla leader VW Golf, seguita dalla sorellina Polo. Poi dal quarto al decimo ci sono VW Up, Fiat Punto, Skoda Octavia, Seat Ibiza, Fiat Qubo, Seat León e Opel Astra. Come si vede, il gruppo VW è grande protagonista sul mercato e vuole esserlo sempre di più: al Salone di Parigi, per “colpa” della nuova Seat Tarraco, non si è notata molto l’Arona TGI. Il quarto modello della gamma della Casa di Martorell a offrire l’alimentazione a gas naturale, aggiungendosi alle già citate León e Ibiza e alla piccola Mii. Ma in effetti è la prima Suv o crossover sul mercato a offrire questo tipo di alimentazione, a
conferma che si sta aprendo un nuovo fronte. L’Arona TGI è spinta dal tre cilindri mille a 12 valvole ed eroga una potenza di 90 CV (tra i 4.500 e 5.800 giri), con una coppia di 160 Nm disponibile a 1.900 giri. Il cambio è manuale, a sei rapporti. La velocità massima è di 172 km/h. I tre serbatoi per il metano si trovano nello specifico vano situato nel posteriore della vettura, mentre per il rifornimento c’è un apposito bocchettone affiancato a quello per la benzina. Grazie alla collocazione delle bombole sotto
il piano di carico, questa crossover di poco più di quattro metri (4,138 per l’esattezza), mantiene una capacità del baule di 282 litri. La vettura avvia il motore a benzina in situazioni di temperatura esterna anche inferiore ai -10°, attivando di seguito un processo di riscaldamento dell’iniettore del gas e passando all’alimentazione a metano non appena le condizioni lo permettono. Tutto, naturalmente, in automatico. Con una capacità totale di 14,3 kg di gas, l’autonomia è di circa 400 chilometri. Il piccolo
DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019 | 17
5 Speciale Metano A.qxp_Layout 1 30/11/18 16:30 Pagina 18
MISSIONFLEET SPECIALE METANO
serbatoio a benzina garantisce altri 160 chilometri. Ancora più importante è il lavoro che sta facendo il brand premium del Gruppo VW come spiega Fabrizio Longo, direttore Audi Italia. “Da sempre il metano, in Italia, ha un’immagine tecnologicamente povera, ma noi vogliamo “sdoganarlo”. Abbiamo una fabbrica, in Germania, che produce metano sintetico e dà un bel contributo alla riduzione dell’anidride carbonica emessa nell’aria. E quindi è venuto naturale pensare a un modo moderno, corretto di proporre le nostre vetture. Minore ostentazione e più concretezza: il nostro messaggio è chiaro, si possono guidare auto di fascia superiore senza l’assillo del costo del carburante, e inquinando meno”. Da questa filosofia è nata la A3 Sportback g-tron, prima auto a metano di Audi, figlia di una “filiera” tecnologica e non di un adattamento: ha bombole leggere, bassi costi d’esercizio, notevole autonomia. E fermo restando che nella gamma Audi g-tron ci sono anche la A4 Avant e la A5 Sportback, è evidente che la compatta rappresenta l’esperimento da seguire in quanto offre i ricchi contenuti tecnici, le finiture curate e il 18 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
feeling di guida della A3, punto di riferimento del segmento. A spingere la A3 Sportback g-tron c’è un 1.4 TFSI da 110 CV e 200 Nm di coppia con due sistemi di iniezione distinti per metano e benzina. Non è possibile passare dalla guida a metano a quella a benzina, in assenza di un commutatore: prima si esauriscono i 14,4 chili di metano stoccati nelle due bombole, poi si comincia ad attingere ai 50 litri di benzina dell’altro serbatoio. L’avviamento del motore, invece, è sempre a benzina. Detto che il pianale è quello utilizzato per la León TGI, a fare la differenza fra le due “cugine” non è la capienza ma la costruzione del serbatoio di metano. Quello dell’Audi è realizzato in fibra di carbonio e vetroresina e pesa molto meno
(54 kg) dell’omologo in acciaio della León TGI, con il risultato che la versione a metano della A3 pesa solo circa 70 kg in più di quella a benzina corrispondente. Esattamente come la León TGI, il bagagliaio si riduce (da 380 a 280 litri) per via delle bombole installate sotto il pianale di carico. Che si vada a metano o a benzina, le prestazioni del 1.4 TFSI modificato ad hoc regalano uno 0-100 da 11’’ e una velocità massima di oltre 190 km/h. Secondo la Casa tedesca, la A3 si accontenta di soli 3,5 chili di metano per percorrere 100 chilometri, questo significa spendere meno di 3,5 euro, ma soprattutto poter contare su un’autonomia di percorrenza notevole, giacché ai 400 chilometri dichiarati a metano se ne aggiungono altri 900 (sempre dichiarati) a benzina, per un totale di 1300. E sul fronte ecologico, le emissioni di CO2 si fermano a 95 g/km. Audi fa sul serio, lo conferma anche il prezzo: la A3 g-tron costa 150 euro meno della sorella a benzina e 850 euro meno della A3 Sportback a gasolio. In attesa della elettrificazione di massa, il metano dà più di una mano.
6 Speciale Metano B.qxp_Layout 1 30/11/18 16:32 Pagina 19
MISSIONFLEET SPECIALE METANO
ALLO SNAM PARTNERS’ DAY 2018
VA IN SCENA LUCA DE MEO, SEAT Un periodo di transizione che durerà 10-15 anni durante il quale il Metano e il Biometano possono essere protagonisti. Ci scommeono Snam e Seat, che firmano una partnership paneruopea
A
importanti esperienze nel Costruttore nazionale e in Audi, dando in un certo qual modo ragione al titolo scelto della giornata voluta da Snam, ovvero “Il futuro è già in circolazione”. Un futuro che già circola sulle strade grazie appunto anche e soprattutto a Seat, visto che ha “la gamma più completa di Gas in Europa” dice De Meo. “Questa nuova partnership permetterà di favorire un ulteriore sviluppo della mobilità sostenibile a gas naturale e biometano sia in Italia che in Europa perché unisce due leader continentali, ognuno del suo settore. La mobilità sostenibile è uno dei punti principali del nostro piano investimenti da 200 milioni di euro nel business della trasmissione energetica” afferma Alverà.
di Alberto Vita
Alla seconda edizione dello Snam Partners’ Day 2018 di Milano c’è stata la firma da parte del presidente di Seat Luca de Meo e dell’Amministratore Delegato di Snam Marco Alverà (nella foto) un accordo strategico per promuovere l’utilizzo del CNG (Gas naturale compresso) e del Gas rinnovabile (Biometano) per la mobilità sostenibile in diversi mercati europei (Italia, Francia e Austria), oltre a progetti di ricerca, comunicazione e sviluppo comuni in questo ambito. Metano che, come ha detto a noi di Missionfleet lo stesso numero uno della Casa spagnola, “è la tecnologia più conveniente; d’altronde se fossi venuto da Barcellona con un’auto a metano avrei speso 45 euro per i 945 chilometri di percorrenza tra le due città. Oltre ad essere sostenibile, visto che riduce le emissioni di ossido di azoto del 75% rispetto al Diesel e la CO2
del 25% rispetto al benzina, eliminando sostanzialmente le polveri sottili. Un’ottima notizia anche per le flotte e per i veicoli commerciali leggeri soprattutto. Che non possono avere un peso batterie maggiore rispetto al trasportato in caso di full electric. Insomma il metano è perfetto per questo momento di transizione all’elettrico. Che durerà 10-15 anni” sottolinea De Meo. “Una volta tanto in Italia siamo i primi in Europa, grazie anche a Snam, dove possiamo contare ben 1300 distributori di metano, contro i 45 della Spagna lo scorso anno, arrivati a 70 ad oggi e con un obiettivo di 300, che noi di Seat stiamo perseguendo insieme alle aziende del gas iberiche. In Europa la vendita delle nostre auto a metano sono cresciute per cinque, in Germania addirittura per 30. E proprio la Germania è il secondo mercato per il metano dopo l’Italia”. Dove circolano un milione di auto a metano, ovvero il 3% del parco: “sembra poco, ma se solo raddoppiassimo le vendite sarebbe come piantare per quindici gli alberi di tutto il Parco di Monza (il più grande parco cintato in Europa, ndr)” afferma il manager milanese, trasferitosi in Spagna dopo
DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019 | 19
7 Director's cut Jaguar.qxp_Layout 1 30/11/18 16:37 Pagina 20
MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT
LA CASA DEL GIAGUARO E L’EMBLEMA DELLA BRITISHNESS In tempi di Brexit ritorna di grande importanza il ruolo di aziende iconiche per il Regno Unito come la Jaguar, con un’anima globalizzata e una proprietà indiana. Che crede sempre di più nella mobilità elerica
di Alberto Vita
P Per i patiti di fumetti, in particolare di qualche anno fa, Jaguar è “soprattutto” l’auto di Diabolik, che guidava la mitica E-Type modello che, presto, anche grazie all’utilizzo del suo prototipo durante il matrimonio tra il Principe Harry e Meghan, diventerà elettrica. Ma Jaguar non è naturalmente solo un mito dei fumetti perché negli anni, con diversi alti e bassi, è anche 20 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
diventato uno dei brand iconici della tradizione britannica (“britishness”) nel settore automotive, naturalmente insieme alla Land Rover, con la
quale condivide la proprietà indiana del Gruppo Tata, della Rolls Royce e della Bentley (in mani tedesche), e della Aston Martin, guidata dal fondo italiano di Bonomi. La Casa del giaguaro nacque nel lontano 4 settembre 1922, dopo che l’anno prima il giovane ingegnere di Blackpool laureatosi a Manchester, e con un’esperienza presso la Crossley Motors e la Sunbeam William Lyons, conobbe il giovane pilota motociclistico William Walmsley, con alle spalle una significativa esperienza nel settore della costruzione artigianale di sidecar. I due diedero vita alla Swallow Sidecar Company, con otto
7 Director's cut Jaguar.qxp_Layout 1 30/11/18 16:37 Pagina 21
MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT
operai, ai quali si aggiunse in seguito Arthur Whittaker, che sviluppò la struttura commerciale della società e che rimase al fianco di Lyons per circa cinquant’anni. E gli affari decollarono sin da subito, così, già nel 1926, la società si trasferì in una sede più ampia con la produzione che iniziò a includere anche le auto, cambiando inoltre le ragione sociale in Swallow Sidecar Company Coachbuilding,
specializzandosi in nuove versioni ricarrozzate della Austin Seven. Nel 1928 avvenne un nuovo allargamento dello stabilimento, con il trasferimento presso la storica sede di Swallow Street a Coventry, dove nel 1930 si
abbandonò la produzione di moto. Nel 1931 venne presentata una delle prime vetture della Casa, la SS1 Jaguar, con la società che cambiò nuovamente nome in SS Cars Ltd. Gli anni ’30 prima della guerra videro l’addio di Walmsley e il lancio del brand Jaguar su alcuni modelli di auto che nel Dopoguerra sostituì in toto la sigla SS, visto che ricordava le Schutzstaffeln naziste. Esercito nazista che, come sappiamo, colpì pesantemente il polo industriale di Coventry. Ma la Casa già nel 1945 riuscì a lanciare la sua prima auto con il giaguaro, la Saloon, o Mark IV, con motori a 4 o 6 cilindri da 1,5, 2,5 e 3,5 litri, che nel 1947 vide anche le versioni cabriolet chiamate Drophead e una versione ridisegnata della Mark IV che prese il nome di Mark V.
Grandi berline di lusso che si susseguirono negli anni ’50, dalla Mark VII del 1950 alla Mark IX del 1961, mentre nel ’48 si ebbe anche lo sbarco negli States con la XK120. Anni ’50 che videro il grande impegno della Casa nel motorsport, con ben cinque vittorie nella 24 Ore di Le Mans, con quelle del ’56 e del ’57 realizzate con la D-Type che diede vita a una versione stradale, la XKSS, dalla quale derivò proprio l’iconica E-Type lanciata nel 1961. L’anno prima, nel 1960, l’ennesimo allargamento industriale con le acquisizioni nella capitale britannica dell’Auto degli stabilimenti della Daimler, che poi diventeranno la principale sede della Casa, in Browns Lane, e della Coventry Climax. Con l’acquisizione, il logo “Daimler” divenne un semplice marchio delle versioni più ricche dei modelli Jaguar come la Mark X del 1961 e la S-Type del 1963, con lo stop alla produzione delle sue imponenti limousine. L’epopea della Casa era arrivata ai suoi massimi, prima di subire una forte fase discendente a causa di modelli ormai sorpassati, E-Type a parte ovviamente, e al mancato ricambio manageriale. Nel 1966 Sir William Lyons cedette alla British Motor Corporation, pur rimanendo in carica come presidente che, due anni dopo, si fuse con Leyland dando origine DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019 | 21
7 Director's cut Jaguar.qxp_Layout 1 30/11/18 16:37 Pagina 22
MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT
IL GIAGUARO È ELETTRICO La Casa del Giaguaro è stata una delle prime a credere nella mobilità alternativa, lanciando prima di molti altri, sulla scia naturalmente di sua maestà (elettrica) Tesla, la sua prima total electric, la I-Pace, un Suv con un’ottima autonomia (471 chilometri dichiarati, 407 secondo la rivista britannica specializzata What Car?, che ha recentemente testato tutte le elettriche in commercio su strada) e, naturalmente come da marchio, con grandi perfomance. A cui presto si aggiungerà anche una E-Type EV, chiamata Zero, dopo che il prototipo è stato sdoganato dalle nozze del Principe Harry e Meghan con la quale sono usciti dalla Frogmore House dopo il ricevimento nuziale. Sviluppato dal reparto Jaguar-Land Rover Classic Works, questo prototipo era stato già presentato un anno fa, ma ora a Coventry hanno deciso di metterlo in produzione, anche per far fronte alle tante richieste ricevute: “Siamo stati sopraffatti dalla reazione positiva al concetto di Jaguar E-type Zero. Per Jaguar Classic il piacere di guidare un’auto d’epoca è un importante trampolino di lancio per il futuro” ha detto Tim Hannig, direttore di Jaguar Land Rover Classic, che ha spiegato come il “propulsore elettrico è stato integrato nel telaio della E-type, il che significa che in qualsiasi momento è possibile rimontare un motore di tipo convenzionale. Riteniamo che questo sia essenziale per mantenere inalterato l’autentico DNA Jaguar”. Una motorizzazione elettrica con una potenza di 220 kW, per una accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,5 secondi, cioè quasi un secondo in meno rispetto alla E-Type prima serie, per una autonomia di 250 chilometri per una batteria da 40 kWh. Modello che dovrebbe esordire sul mercato nel 2020. Quando tutti i nuovi modelli del Costruttore di Coventry avranno almeno una versione elettrica.
a uno sgangherato conglomerato industriale, la British Leyland. Gli ultimi colpi di Lyons furono il fortunato propulsore V12 e la celebre berlina XJ, per poi ritirarsi nel 1972 a vita privata, lasciando il volante nelle mani di Goeffrey Robinson, sotto il 22 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
quale si cercò di aggiornare la gamma. Ma con l’avvento di Margaret Thatcher al governo britannico nel 1980 i marchi più prestigiosi vennero separati dalla Leyland e a capo di Jaguar fu posto sir John Egan, che portò a quotare in Borsa la società nel
1984. Il che portò a una razionalizzazione produttiva, con un forte taglio di posti di lavoro, e il rilancio sul motorsport, che portò a rivincere Le Mans nel 1988 dopo 31 anni e a trionfare anche alla 24 ore di Daytona. Ma dal punto di vista industriale i continui scontri sociali ritardarono il lancio di nuovi prodotti e, anzi, quando fu lanciata la serie XJ40, nel 1986, un anno dopo la morte di Lyons, si scoprì che il vano motore, per scongiurare l’installazione del motore V8 Rover era stato progettato dai tecnici “ribelli” in modo da non poter ospitare motori con architettura a “V”... Fu così che il gruppo British Leyland venne smembrato, con Jaguar che nel 1990 finì alla Ford la quale mise in atto una strategia verso il basso, che vide il solo successo della S-Type, un’elegante berlina prodotta sul pianale della Lincoln LS, mentre la X-Type, derivata dalla Mondeo, fu un fallimento. Nel 1999 Ford creò una divisione denominata Premier Automotive Group che comprendeva Jaguar, Aston Martin e Volvo e successivamente anche LandRover, per poi entrare nel 2000 anche in Formula Uno. Con, però, poche soddisfazioni, mentre continuava a vincere nell’endurance. Nel 2008, con il lancio dei modelli progettati da un team coordinato da Ian Callum, XF e XJ e un nuovo cambio di rotta con la vendita, insieme a Land Rover, a Tata Motors, fanno rilanciare il brand grazie ai nuovi modelli, la sportiva F-Type nel 2013 e la berlina XE nel 2015, anno in cui sbarca anche nel mondo dei Suv e dei Crossover con la F-Pace, a cui seguirà la “piccola” E-Pace e, quest’anno, l’elettrica I-Pace.
7 Director's cut Jaguar.qxp_Layout 1 30/11/18 16:37 Pagina 23
8 IP Nissan Qashqai.qxp_Layout 1 30/11/18 16:42 Pagina 24
NISSAN QASHQAI
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
NISSAN QASHQAI DICEMBRE GENNAIO
L’ORIGINAL CROSSOVER CONTINUA A RINNOVARSI
Il Nissan Qashqai continua a rinnovarsi. Il modello da cui è nato un segmento di grande successo, ovvero i crossover, sulla scorta di vendite di oltre 2,3 milioni di unità dalla data del suo lancio in Europa, il 2007. E lo fa con massicce iniezioni di tecnologie, maggior comfort e nuovi motori. Dopo le unità sovralimentate a iniezione diretta di 1.3 litri da 140 e 160 CV sviluppate dall’Alleanza Renault Nissan Mitsubishi in collaborazione con la Daimler, Qashqai presenta infatti anche un nuovo turbodiesel da 1.5 litri che ha guadagnato 5 CV di potenza e 25 Nm di coppa, con ottimi consumi. Assicurati anche dalla Nissan Qashqai nell’allestimento Tekna che abbiamo testato, motorizzata con un turbodiesel da 1.6 litri da 130 CV e 320 NM di coppia, euro 6b, e con cambio automatico Cvt XTronic. I consumi, che sono leggermente minori con il cambio manuale, vanno 24 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
dai 5,3 litri per cento chilometri nel ciclo urbano ai 4,4 nell’Extraurbano e ai 4,7 litri nel ciclo combinato, con emissioni di 122g di CO2 per chilometro, una velocità massima di 183 chilometri all’ora e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 11,1 secondi. Pochi i ritocchi esterni che, però, ne
hanno migliorato ulteriormente la linea, grazie soprattutto al fontale con la griglia V-Motion e i nuovi fari a led a forma di boomerang. Belle le nervature sul cofano e le rastremature laterali, che rendono il design di questo Suv-Crossover ancor più muscoloso e nello stesso tempo leggero, per i suoi 4,394 metri di lunghezza, l’1,806 di larghezza, l’1,590 di altezza e un passo di 2,646 metri. Una linea, per il modello che abbiamo testato, su cui spiccano anche gli importanti cerchioni aerodinamici da 19 pollici e il bel colore Vivid Blu, scelto dalla Casa come il colore di lancio, tra gli undici proposti per quest’auto. Il posteriore, con il solo cambiamento delle luci in 3D, fa accedere all’importante bagagliaio della Qashqai da 430 litri, ben modellato, con la possibilità di inserire la cappelliera nel doppiofondo e che può aumentare la capacità sino a 1500 litri abbattendo i sedili posteriori. Ma, come scritto prima, sono le tecnologie e gli interni a segnare le
8 IP Nissan Qashqai.qxp_Layout 1 30/11/18 16:42 Pagina 25
NISSAN QASHQAI
maggiori differenze di questo recente facelift. A partire dai nuovi sedili più comodi ed ergonomici, con 5 regolazioni elettriche, così come il nuovo volante, grazie al quale si hanno tutti i comandi a portata di dito. Le finiture sono curate, così come l’impianto audio, con otto casse targate Bose. E il tetto in cristallo dà tantissima luce all’abitacolo. E le innovazioni tecnologiche partono già... all’esterno, con l’Intelligent key, grazie alla quale aprire le portiere e il portellone posteriore tenendosi il telecomando in tasca, con il quale è anche possibile aprire i finestrini a distanza. E poi ecco il nuovissimo NissanConnect, un avanzato sistema di infotainment che migliora ulteriormente il rapporto fra guidatore e veicolo, grazie anche all’integrazione semplice e intuitiva del proprio smartphone con Apple CarPlay e Android Auto, di serie a partire dall’allestimento Acenta, con una gestione delle chiamate attraverso il riconoscimento vocale. Scaricando la app Door to Door Navigation è possibile pianificare il percorso prima di uscire di casa o dall’ufficio e di inviarlo direttamente all’auto, per avviare la navigazione non appena saliti a bordo con il nuovo sistema targato Nissan che include il TomTom Premium Traffic. NissanConnect a cui si accede tramite un touchscreen da 7” integrato centralmente nel cruscotto, le stesse dimensioni della scorsa
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
generazione ma con meno tasti fisici, con la funzionalità multitouch. Interessante la funzione Find My Car, grazie alla quale gli utenti possono registrare il punto in cui hanno parcheggiato e riprendere la navigazione sul loro smartphone, per dirigersi a piedi verso la destinazione finale. Connettività che, infine, permette anche di scaricare gli aggiornamenti delle mappe. Questa Qashqai Tekna, a trazione anteriore, propone inoltre come optional la tecnologia Nissan di assistenza alla guida Propilot, salita a bordo della Qashqai nello scorso giugno, sistema che autonomamente agisce su sterzo, acceleratore e freno, aumentando il controllo della vettura e riducendo lo stress e l’affaticamento alla guida. Un primo
passo verso la guida autonoma che agisce in base alle condizioni del traffico e della strada, fornite dalla telecamera montata nel parabrezza di Qashqai e dal radar installato dietro il logo Nissan nella griglia frontale. E che interagisce con una serie di tecnologie di assistenza alla guida quali l’Intelligent Cruise Control, l’Assistenza alla sterzata, il Limitatore di velocità, l’Intelligent lane intervention e l’Avviso di cambio accidentale di corsia. Telecamere e sensori che aiutano anche a parcheggiare in ogni modalità, grazie anche all’inclinazione automatica degli specchietti esterni quando si inserisce la retromarcia. Insomma the original crossover, come dice la pubblicità, ha fatto ancora una volta centro. Anche per le flotte.
DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019 | 25
9 Nomisma Sifà.qxp_Layout 1 30/11/18 16:44 Pagina 26
MISSIONFLEET MOBILITY DAY
LA MOBILITÀ SOSTENIBILE ENTUSIASMA.
MA SONO ANCORA TROPPI GLI OSTACOLI Sifà, la società di NLT di BPER Banca, sostiene l’Osservatorio Nomisma sulla Mobilità sostenibile, tema sul quale gli italiani sono piuosto sensibili. Ma, in particolare nel mondo floe dove le percorrenze sono spesso importanti, il suo ricorso è limitato ai vertici aziendali o al car pooling
di Alberto Vita
S Sguardo sul futuro per Sifà che, in collaborazione con UnipolSai, AlfaEvolution Technology e la sua capogruppo BPER, proprio nella sede milanese della Banca modenese, ha presentato il primo Osservatorio sulla Mobilità Smart & Sostenibile di Nomisma: “Che noi definiamo numero zero, in quanto per questa prima rilevazione ci siamo basati su un panel di 750 driver di tutta Italia ma, per le prossime edizioni vogliamo coinvolgere altri cinque target di monitoraggio, dalle flotte aziendali, ovviamente, al trasporto pubblico, dai player
26 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
della logistica ai dealer e agli enti pubblici” spiega la responsabile Market Intelligence di Nomisma Silvia Zucconi, che prosegue: “un tema caldo, visto che il 44% degli italiani dichiarano di conoscere i veicoli ibridi o elettrici, ma quasi la totalità, ovvero il 98%, hanno sentito parlare di sostenibilità, tra i quali il 40% conosce molto bene l’argomento. Insomma c’è sempre più attenzione alla sostenibilità, in primis all’agricoltura sostenibile, per il 48% degli intervistati, ma al secondo posto c’è proprio la mobilità, con il 44% degli interpellati, e al terzo posto gli stili di vita, al 41%”. Mobilità sostenibile che ha attirato l’attenzione del settore,
come sottolinea anche dall’Amministratore delegato si Sifà Paolo Ghinolfi, che non nasconde come questo entusiasmo sull’elettrico, secondo il mercato che monitora giornalmente, sia un po’ prematuro: “le flotte possono essere un’apripista per la mobilità sostenibile ma, ad oggi, la morte del Diesel non ha senso, visto che ha raggiunto alti vertici tecnologici. Motore che le auto come quelle nelle nostre flotte, che percorrono una media di 42 mila chilometri all’anno, non possono farne a meno. Secondo me il 2020 come data per lo switch elettrico sulla mobilità è troppo vicino e forse si dovrebbe parlare di auto elettrificate, anche se c’è un forte problema
9 Nomisma Sifà.qxp_Layout 1 30/11/18 16:44 Pagina 27
MISSIONFLEET MOBILITY DAY
infrastrutturale e burocratico: alcuni studi dimostrano che c’è un forte problema di approvvigionamento energetico al mondo che verrebbe aggravato se tutti guidassero auto elettriche. E noi tutto ciò” argomenta Ghinolfi “lo vediamo con i nostri clienti, che ci chiedono soluzioni ibride o elettriche. Ma poi le acquistano solo in pool o per vetture di servizio che fanno pochi chilometri all’interno delle città e per il resto comprano ancora diesel”. Un’affermazione, quella della difficoltà della Rete mondiale se tutti guidassero auto elettriche o elettrificate, che dovrebbe rivolgersi sempre di più a fonti “sporche”, smentita di recente anche dal numero uno di Enel, Francesco Starace, oltre che, nella stessa sala milanese di BPER, dal moderatore della tavola rotonda, Mauro Tedeschini, co-founder di Vaielettrico.it, che ha sottolineato come “già in Italia il 41% dell’energia prodotta proviene da fonti rinnovabili”, percentuale questa che salirà addirittura al 98% nel 2050. Ma queste sono desiderata e previsioni, visto che come ha detto anche l’Ad di Nomisma, Luca Dondi: “in Italia ci stiamo certamente muovendo ma ancora troppo lentamente per chiudere il gap infrastrutturale
che abbiamo con gli altri paesi. Interessante però è sottolineare come nei 100 milioni di spostamenti al giorno degli italiani, l’uso dell’auto stia diminuendo del 10% nell’ultimo anno, soprattutto per le tratte a breve raggio, a favore di altri mezzi. Tra cui il boom dell’ebike”. Malgrado la transizione sulla mobilità, secondo Ghinolfi, si prospetti più lunga del previsto, la Banca maggior azionista di Sifà, BPER, ha da tempo creduto in questo segmento economico, grazie a un impegno decennale con “investimenti in energie rinnovabili ma, anche, sia dai tempi del lancio delle moto elettriche della modenese Energica, con una forte attenzione alle start up trasversali a tutto il settore. Ed ora questa effervescenza sulla mobilità elettrica ci fa assolutamente ben sperare, anche grazie alla sostenibilità creditizia delle diverse società” commenta il direttore generale BPER Fabrizio Togni, che spiega come anche all’interno dell’azienda, “abbiamo sviluppato una forte cultura sulla mobilità sostenibile, partendo dai nostri 10mila dipendenti, con l’utilizzo di car sharing, car pooling elettrico ed
altre modalità green per gli spostamenti aziendali”. Un’attenzione all’ambiente che è anche “al terzo posto nelle preoccupazione degli italiani dopo il lavoro e la sanità. E proprio le motivazioni ambientali, prima ancora di quelle economiche o di comodità di accesso ad aeree a traffico limitato, sono le ragioni per cui si utilizzano, o si hanno intenzione di utilizzare, i mezzi elettrificati” spiega Zucconi, che mette in chiaro nella survey Nomisma quali sono i vantaggi che gli italiani vedono nella rivoluzione elettrica, ovvero “l’accesso al centro città e alle zone a traffico limitato, l’esenzione dal pagamento del bollo e la comodità di guida”, senza però nascondere i grandi ambiti di miglioramento, ovvero “la necessità di avere wallbox a casa per la ricarica, il costo di acquisto e l’inadeguata presenza di punti di ricarica”, il che fa tornare a galla di nuovo la range anxiety che i detrattori di questa mobilità (a proposito sono il 10% degli interpellati nello studio Nomisma, contro i 41% dei promotori) continuano a cavalcare. Insomma un po’ tutti i dubbi che Ghinolfi, e i Travel manager da lui interpellati, hanno. E di cui, forse, presto dovranno ricredersi. Almeno secondo quanto dice Nomisma. DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019 | 27
10 Speciale Pneumatici.qxp_Layout 1 30/11/18 16:52 Pagina 28
MISSIONFLEET SPECIALE PNEUMATICI
GOMME D’INVERNO
L’arrivo della stagione fredda ha portato milioni di automobilisti italiani a dotare i propri veicoli di pneumatici invernali. Sul mercato ce ne sono per tui i gusti, tue le tasche e tue le dimensioni, per temperature basse o per grandi nevicate, per strade di montagna o di pianura. La sicurezza prima di tuo
di Andrea Barbieri Carones
A A cinque anni di distanza dal decreto che imponeva l’utilizzo di pneumatici invernali a partire dal 15 novembre, gli automobilisti italiani iniziano ad adeguarsi sempre più alla norma. Questo soprattutto con
28 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
l’arrivo del primo vero freddo, che quest’anno ha colpito la Penisola con un leggero ritardo sempre con marcate differenze tra nord, centro e sud. Fatto sta che la legge non guarda in faccia alla latitudine ma impone pneumatici che – come sottolinea il ministero dei Trasporti – non sono studiati solo per un utilizzo su neve ma anche o soprattutto per le basse temperature. I test effettuati dai principali produttori e verificati dalle Autorità e dalle associazioni indicano chiaramente che a parità di
velocità, di tipo di vettura e di condizioni del manto stradale, con temperature sotto i 7 gradi gli spazi di frenata con un pneumatico invernale sono ridotti in media del 15% su fondo bagnato e fino al 50% in presenza di neve al suolo rispetto a quando si montano quelli estivi. E su questo tema, Assogomma insiste ogni anno nel sottolineare l’importanza di montare 4 pneumatici invernali sulla propria vettura e non solo sulle ruote motrici, questo pur nel rispetto della legge, in quanto sì
10 Speciale Pneumatici.qxp_Layout 1 30/11/18 16:52 Pagina 29
MISSIONFLEET SPECIALE PNEUMATICI
sul tema della sicurezza al volante durante la stagione fredda. Scegliere di montare quattro pneumatici invernali diventa non soltanto una scelta virtuosa in termini di sicurezza stradale ma, secondo uno studio effettuato dal Politecnico di Torino, può risultare la soluzione più conveniente sia in termini di consumi, sia di maggiore e più accurata manutenzione tenuto conto che tutto il “sistema ruota” risulta costantemente esposto a rischi di danneggiamento. Sul sito www.pneumaticisottocontrollo.it sono riportate una serie di informazioni utili per gli automobilisti e la filiera come le ordinanze suddivise per area geografiche, le raccomandazioni per un corretto stoccaggio, le schede dei più frequenti danneggiamenti e la normativa vigente in materia di pneumatici. Ecco quello che offrono le case produttrici di pneumatici per il segmento invernale, che da solo rappresenta il 30% del venduto in Europa.
PIRELLI L’azienda fondata a Milano nel 1872 ha un tool su misura per le
flotte, pensato per la gestione del business quotidiano. Il B2Fleet+ è una soluzione integrata in grado di supportare la gestione di pneumatici, meccanica e carrozzeria, forniture di ricambi e prodotti di rettifica, soccorso stradale, auto sostitutiva e noleggio auto, localizzazione GPS veicoli, sicurezza satellitare, gestione manutenzioni, telematica a fini assicurativi e Fleet Management nel suo senso più ampio. Il tutto online. Per quanto riguarda il prodotto invernale ecco il Pirelli Skorpion Winter, che a 6 anni dal debutto continua a conquistare i migliori risultati nelle prove di varie riviste europee. È stato progettato per dare sicurezza e prestazioni ai
efficaci durante la marcia rettilinea, ma che possono provocare forti sbandamenti in curva o in fase di sterzo.
INVERNO IN SICUREZZA Come ogni anno, Assogomma e Federpneus promuovono la campagna “Inverno in sicurezza...e in Regola”, con il patrocinio del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del ministero dell’Interno e il sostegno di Aci, Aiscat, Ania, Aniasa e Unasca per sensibilizzare gli automobilisti DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019 | 29
10 Speciale Pneumatici.qxp_Layout 1 30/11/18 16:52 Pagina 30
MISSIONFLEET SPECIALE PNEUMATICI
moderni Suv e Cuv, in particolare di fascia premium, con un’attenzione particolare per la frenata in discesa su fondi a bassa aderenza e per le performance in curva dove consente un forte controllo delle prestazioni. Sempre più spesso, infatti, anche le auto “a guida alta” offrono valori di potenza e coppia elevati, che richiedono massima trazione e aderenza. Scorpion Winter, inoltre, è disponibile con le principali specialties Pirelli: PNCS, che consente di abbattere il rumore di rotolamento trasmesso all’interno dell’abitacolo, Run Flat, che permette di viaggiare anche dopo una foratura per raggiungere il gommista più vicino, e Seal Inside, la tecnologia che auto-ripara il pneumatico. In totale, Scorpion Winter ha già fatto registrare 131 omologazioni di cui 110 marcate (con il simbolo del car maker sul fianco) su 46 diversi modelli di auto. La gamma disponibile fra i 16 e i 22 pollici copre l’85% del mercato e il 90% delle misure
30 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
oltre i 18” dove Pirelli è focalizzata.
NOKIAN TYRES Chi meglio dei finlandesi conosce l’inverno e sa come proteggere le proprie auto? Già a inizio 2018, Nokian Tyres ha presentato 3 nuovi pneumatici invernali: il primo è il WR Suv 4, su misura per chi possiede un’auto di questa categoria. È molto versatile ed è stato insignito del “TÜV SÜD performance mark”, una prova di eccellenza che certifica come il pneumatico testato si confronti in modo favorevole con i concorrenti in termini di qualità e prestazioni, non solo sulla neve ma in ogni condizione climatica e di asfalto. Fra le principali innovazioni c’è il concetto “climate grip”, con un disegno direzionale del battistrada, gli “artigli della neve”, le scanalature levigate e la tecnologia Aramid Sidewall, con fibre resistenti che rafforzano i fianchi delle gomme. Gli altri sono il Nokian Hakkapeliitta, prodotto speciale
per inverni nordici o alpini, e il Nokian Hakkapeliitta R3 Suv. Il gruppo Nokian comprende anche la catena Vianor, specializzata nella manutenzione dei veicoli e nei servizi legati ai pneumatici. Nel 2017, il fatturato dell’azienda è stato di circa 1,6 miliardi di euro e ha impiegato circa 4.600 persone.
HANKOOK TIRE Sono 3 i principali prodotti winter della casa sudcoreana, che dal suo quartier generale vicino a Seul sta ripensando il settore automotive e dei pneumatici, che devono essere adeguati alla guida del 2035. Il primo è il Winter i*cept RS2, il secondo il Winter i*pike RS2 e il terzo il Winter i*cept evo2, quest’ultimo con una mescola al silicio ad alta aderenza e un maggior numero di intagli rispetto alla media, perfettamente adatto alle condizioni stradali invernali dell’Europa centrale e occidentale. Gli esaminatori indipendenti delle riviste
10 Speciale Pneumatici.qxp_Layout 1 30/11/18 16:52 Pagina 31
MISSIONFLEET SPECIALE PNEUMATICI
LE OMOLOGAZIONI DELLE GOMME
specializzate tedesche, finlandesi, russe, svedesi e britanniche hanno lodato soprattutto le caratteristiche di manovrabilità e frenata di questi pneumatici. Il Winter i*cept RS 2 – il modello di successo Hankook per le zone con latitudine moderata come quelle dell’Europa centrale e occidentale – ha convinto gli esaminatori soprattutto per le “eccellenti qualità di manovrabilità in tutte le condizioni atmosferiche”. Anche per questo, Hankook ha chiuso il terzo trimestre 2018 con un fatturato di 1,3 miliardi di euro, in leggera crescita rispetto al trimestre precedente.
Dal 15 novembre al 15 aprile nella maggioranza delle Regioni italiane ogni anno scatta l’obbligo della presenza delle dotazioni invernali. Il Codice della Strada prevede anche sistemi antisdrucciolevoli omologati a bordo (catene) ma è chiaro come la soluzione più pratica ed ideale sia rappresentata da pneumatici specifici. In questo senso è però necessario fare alcune distinzioni, perché non sempre per i pneumatici può bastare rispettare i requisiti minimi di legge: il legislatore, per identificare i pneumatici invernali, considera infatti sufficiente la presenza sul fianco degli stessi della marcatura “M+S”. Questa sigla che sta per Mud+Snow, “fango + neve” in inglese, può essere apposta da ogni costruttore in autocertificazione. Questo significa che il produttore dichiara, sotto la sua responsabilità, che quel pneumatico ha prestazioni superiori su terreni innevati. Tutto ciò sulla base di valutazioni del tutto soggettive. In ambito europeo è stata da tempo aggiunta un’ulteriore marcatura che dà invece al consumatore certezza sulle effettive prestazioni della gomma su neve estrema. Si tratta del cosiddetto pittogramma alpino, una montagna a 3 picchi con un cristallo di ghiaccio al centro. Questo simbolo, che si aggiunge sempre alla marcatura M+S può essere impresso solo su quei pneumatici che hanno superato uno specifico test omologativo effettuato su fondo innevato. La presenza di questa marcatura attesta che i pneumatici sono di tipo invernale idonei alla marcia su neve in condizioni estreme e quindi il consumatore ha la certezza di aver acquistato un pneumatico invernale a più alte prestazioni soprattutto quando si dovesse incontrare neve al suolo. In conclusione è vero che la semplice marcature M+S mette l’automobilista in regola con il Codice della strada e quindi non si incorre in sanzioni anche in presenza di strade dove vigono ordinanze invernali, ma è altresì vero che questa scritta può non essere sufficiente. Per circolare tutto l’inverno in qualsiasi condizione disponendo delle migliori prestazioni possibili è consigliabile montare pneumatici invernali con pittogramma alpino su tutti gli assi.
MICHELIN Sulla base dello studio CensisMichelin, si evince che negli ultimi anni gli automobilisti hanno preso coscienza dell’importanza dei pneumatici per la sicurezza. Per questo motivo, per rispondere alle loro aspettative, Michelin ha strutturato l’offerta invernale in due categorie distinte: da una parte la Gamma Michelin CrossClimate, pensata per la maggior parte degli automobilisti che tendono a DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019 | 31
10 Speciale Pneumatici.qxp_Layout 1 30/11/18 16:52 Pagina 32
MISSIONFLEET SPECIALE PNEUMATICI
l’aderenza su fondi innevati e ghiacciati. Nel secondo caso, la mescola del pneumatico è stata arricchita con “Silica Endlocked”, indicata per una più ampia fascia di temperature invernali consentendo inoltre un minor consumo di carburante grazie alla bassa resistenza al rotolamento. Infine l’Orange Oil, la tecnologia Yokohama che prevede l’utilizzo di olio estratto dalla buccia degli agrumi, che
usare i pneumatici tutto l’anno, permettendo all’automobilista, con un solo treno di gomme, di non preoccuparsi del cambio di stagione. Dall’altro, la Gamma Michelin Alpin, per chi viaggia spesso in condizioni invernali severe e richiede pneumatici specifici. Per orientare la scelta del consumatore nell’acquisto del più adatto alle sue esigenze nel periodo invernale è necessario porsi due domande: con che frequenza si incontrano condizioni di guida invernali e che tipo di veicolo si possiede. Il prodotto di punta è l’Alpin6, che ha una durata media del 20% in più rispetto ai concorrenti premium e, in base ai test effettuati da Tüv Süd, quando il battistrada è vicino al limite legale di usura (2 mm di profondità di scultura) ha le performance migliori e si ferma 5,9 metri prima sulla neve rispetto alla media dei concorrenti e offre migliore trazione in pendenza. Attualmente disponibile in 32 dimensioni, la gamma sarà completata con ulteriori 26 misure nel maggio del 2019. “Per conquistare il mondo delle auto aziendali e a noleggio – spiega Elena Rubin, key account manager flotte vettura e 32 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
trasporto leggero – Michelin punta oltre che sui prodotti anche sui servizi. Una strategia, avviata ormai da anni, che ci ha permesso di crescere costantemente su questo segmento di clientela, fino a diventare partner privilegiato di tutte le principali flotte italiane. A disposizione dei Fleet Manager, infatti, Michelin mette non solo un servizio di assistenza dedicato, ma anche una rete capillare sull’intero territorio nazionale che comprende anche i centri Euromaster e Mastro (rivenditori con certificazione di qualità rilasciata dal Tüv Süd, ndr), una fatturazione centralizzata e un sito web che fornisce tutte le reportistiche utili alla gestione dei veicoli”.
YOKOHAMA L’azienda punta sul BluEarth Winter V905, che conferma l’impegno di Yokohama nell’offrire ai propri utenti prodotti sviluppati con tecnologie all’avanguardia. Tre le principali innovazioni: il disegno del battistrada, la composizione della mescola e la tipologia di costruzione. Nel primo caso, il disegno è stato creato per massimizzare l’effetto spigolo e di conseguenza garantire
rende la mescola del pneumatico V905 più elastica, così da avere una maggiore superficie di contatto su terreni bagnati e asciutti. Dotato del marchio BluEarth, che identifica la gamma eco di Yokohama, il V905 vede applicate le tecnologie verdi a basso impatto.
CONTINENTAL Secondo valutazioni effettuate in vari paesi europei, il pneumatico invernale della casa tedesca è ai primi posti in quanto ad affidabilità. Il Continental Winter Contact TS 860 è apparso facile da controllare sulla neve e sul bagnato, oltre ad avere un basso rumore al rotolamento e portare a un basso consumo di carburante.
10 Speciale Pneumatici.qxp_Layout 1 30/11/18 16:52 Pagina 33
11 Ipsos.qxp_Layout 1 30/11/18 16:58 Pagina 34
MISSIONFLEET IL SONDAGGIO
GUERRA (SANTA) AL DIESEL E TANTA DISINFORMAZIONE SECONDO IPSOS I driver non hanno una visione chiara della materia relativa ai propulsori, al loro inquinamento e all’alterazione climatica che causano. Il diesel sembra essere il male assoluto, assumendo su di sé colpe e svantaggi maggiori di quelle che realmente ha
di Alessandro Palumbo
C Cosa pensano gli automobilisti italiani delle fonti di inquinamento nelle città? Quale è la differenza tra clima alteranti e clima inquinanti? Quali sono i propulsori più nocivi per l’ambiente e quali quelli più pericoli per la salute dell’uomo? Queste, ma non solo, le domande proposte dall’indagine realizzata su 800 driver da Ipsos, per conto di AgitaLab,
34 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
che ha la finalità di sondare le percezioni e gli orientamenti degli automobilisti italiani sulle tematiche dell’auto, dell’ambiente e della motorizzazione diesel.
L’AUTO È L’INQUINAMENTO La metà degli intervistati ritiene che l’auto sia la principale fonte di inquinamento delle città, e uno su quattro pensa che lo sia in termini assoluti, non solo in città. Queste dichiarazioni evidenziano la fragilità dell’immagine dell’automobile, presso i suoi stessi utilizzatori, che ne sono attratti per un verso, ma non esitano a ritenerla un oggetto nocivo dal punto di vista ambientale (vedi grafico 1).
Parlare di inquinamento è ovviamente molto generico e approssimativo, tuttavia sappiamo che entrambe le credenze sono molto distanti dalla realtà, come risulta da innumerevoli analisi scientifiche.
CLIMA ALTERANTI E INQUINANTI. COSA SI SA IN MERITO? La CO2 è un clima-alterante, ossia il suo accumulo in atmosfera contribuisce all’effetto serra. Gli automobilisti invece ritengono, sbagliando, che sia dannosa solo (15%) o anche (71%) per la salute. Quattro automobilisti su dieci ritengono che sia il diesel a emettere più CO2 (vedi grafico 2), e questa è la disinformazione maggiore, visto che il diesel,
11 Ipsos.qxp_Layout 1 30/11/18 16:58 Pagina 35
Molto, abbastanza, poco
MISSIONFLEET IL SONDAGGIO
GRAFICO 1 - L’AUTO E L’INQUINAMENTO IN CITTÀ Quanto pesa la mobilità privata nell’inquinamento cittadino n Molto
n Abbastanza
L’automobile è la principale fonte di inquinamento in città L’automobile è la principale fonte di inquinamento in assoluto
n Poco
51 27
37
11
52
21
PIÙ VECCHI, UGUALE PIÙ DANNOSI
essendo più efficiente del benzina, emette meno CO2, più o meno in linea con il GPL e il metano. Discorso diverso per le polveri sottili (il cosiddetto particolato, o anche PM10), che sono dannose per la salute, ma non hanno alcun impatto sul clima, nonostante lo credano circa 2 automobilisti su tre. Anche per queste emissioni si riscontra una forte disinformazione sui motori, visto che solo un automobilista su due ritiene, correttamente, che siano i diesel a emettere più particolato (grafico 3). Dunque, emerge una notevole mancanza di conoscenza su quali sostanze siano dannose per il clima e quali invece per la salute, come pure si registra una generalizzata credenza che tali impatti negativi dell’auto siano più concentrati nei propulsori diesel che non in quelli a benzina o a gas, anche quando ciò non corrisponde al dato scientifico.
Dove invece il campione mostra una ottima conoscenza dei fatti è sull’impatto legato all’anzianità del veicolo. Nonostante il motore a benzina sia ritenuto meno inquinante e meno climaalterante di quello diesel, tra un’auto a benzina di oltre 10 anni (una Euro 4) e una diesel di ultima generazione gli automobilisti sono quasi tutti concordi nel ritenere che sia quella vecchia a fare più danni all’ambiente. (vedi grafico 4).
LA PERDITA DI VALORE DELL’USATO Le limitazioni alla circolazione non interessano solo i diesel, ma tutte le auto vecchie a vario titolo e in diversa misura. Sia quelle annunciate per i prossimi anni, sia quelle già praticate, stabilmente oppure occasionalmente, queste stanno già sortendo un effetto patrimoniale, di impoverimento
per un automobilista su due, riducendo il valore dell’auto attualmente posseduta in caso di rivendita (vedi grafico 5). Percentuale che per Roma e Milano arriva al 57%. Il 30% del campione non esprime una valutazione, mentre appena uno su cinque afferma che non ritiene di subire tale impatto. Quota che però si dimezza nel campione di Milano, dove la limitazione ha già colpito duramente. Quasi quattro automobilisti su dieci hanno dichiarato l’intenzione di rimandare la sostituzione dell’auto, rispetto a quando avevano in previsione di cambiarla. Lo scopo è ovviamente quello di sfruttare ancora la macchina che hanno, il cui valore è diminuito. Il 35% però non prevede di rimandare, mentre il 27% ancora non si sente in grado di esprimere un’inclinazione (vedi grafico 6). Quota che si riduce al 21% su Milano, dove ben il 41% non pensa di rimandare, forse perché, con i divieti già in vigore, deve per forza pensare al cambio. A Roma invece la percentuale di chi pensa di aspettare sale al 45%.
LA VOGLIA DI SAPERNE DI PIÙ C’È Gli automobilisti hanno una percezione del tema legato alle
GRAFICO 2
GRAFICO 3
Quale motore emette più CO2 secondo gli intervistati
Quale motore emette più polveri sottili? 42
DIESEL
39
BENZINA GPL/METANO IBRIDO
10 9
48
DIESEL
35
BENZINA GPL/METANO
9
IBRIDO
9 DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019 | 35
11 Ipsos.qxp_Layout 1 30/11/18 16:58 Pagina 36
MISSIONFLEET IL SONDAGGIO
GRAFICO 4 Tra un’auto a benzina di oltre 10 anni e una diesel di ultima generazione, qual è più dannosa per l’ambiente
Diesel
17% Benzina
83%
GRAFICO 5 Le limitazioni alla circolazione annunciate da alcuni grandi comuni riducono il valore di mercato della sua auto al momento della rivendita?
No
21% Sì
49%
Non so
30%
GRAFICO 6 Prevede di tenerla più a lungo di quanto aveva previsto, per ridutte tale perdita?
No
Sì
35%
38%
emissioni spesso non corrispondente alla realtà dei fatti. Tuttavia, molti di essi sono consapevoli di questo deficit di informazioni. Più della metà del campione afferma di aver bisogno di ulteriori informazioni, prima di decidersi a cambiare l’auto. Su Milano, dove probabilmente i tempi sono più stretti, la necessità di saperne di più è espressa dal 61%.
DOVE TROVARE LE INFORMAZIONI UTILI Gli interlocutori degli automobilisti rimangono principalmente coloro che le macchine le producono e le vendono. Sei rispondenti su dieci pensano di trovare le informazioni che cercano presso
le concessionarie e sui siti web dei costruttori. Questo favore che le case automobilistiche e le loro concessionarie riscuotono presso i clienti è innanzitutto molto significativo, trattandosi, non dimentichiamolo, dei soggetti che vendono le auto, verso cui ci si potrebbe aspettare qualche diffidenza. Inoltre, non si può ignorare che tale rapporto, sicuramente costruito nel tempo, porta con sé anche un’enorme responsabilità, a carico dei costruttori e della rete di vendita. Ben altra fiducia (e aspettativa) pare risposta negli organi di informazione, giornali e social media, che risultano appaiati nelle indicazioni di un automobilista su tre come fonte di informazione (vedi grafico 7).
GRAFICO 7 Dove vorrebbe trovare tali informazioni? 62
CONCESSIONARIA
59
SITO DELLE CASE
Non so
27%
35
GIORNALI
32
SOCIAL MEDIA CONOSCENTI 36 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
13
11 Ipsos.qxp_Layout 1 30/11/18 16:59 Pagina 37
12 Mercedes classe C.qxp_Layout 1 30/11/18 17:02 Pagina 38
MISSIONFLEET MONDO MERCEDES
RIVOLUZIONE SILENZIOSA PER LA MERCEDES CLASSE C Lo storico modello ella Stella della categoria D si rinnova totalmente, con iniezioni di tecnologia e nuovi motori. Anche mild hybrid che si applicano sia ai benzina che, nel 2019, anche ai diesel
di Alberto Vita
N Non un mero facelift, bensì una vera e propria nuova generazione per la Mercedes Classe C, dopo quattro anni dall’ultima versione: “una vera e propria nuova auto visto che ben 6.500 degli elementi utilizzati sono cambiati, ovvero il 50% del totale, tra cui tutte le innovative
38 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
tecnologie che ora non presentiamo più solo sui modelli di alto di gamma” spiega Eugenio Blasetti, Press Relations Manager del
costruttore di Stoccarda. Come è appunto successo con la Classe A, sulla quale è stato lanciato il futuristico sistema di interfaccia uomo-macchina della Casa della Stella, ovvero il MBUX che, però, in un primo momento non ci sarà sulla C, “ma che ci arriverà con la sua customizzazione, come facciamo per ogni nostro modello che lanciamo ognuno su un differente target” precisa il communication e pr manager Vadim Odinzoff. Insomma tutto... resta diverso, come recita anche il titolo della presentazione ai media, quello che non cambiano sono gli acquirenti di questo modello, “per la maggioranza appartenenti alla categoria che definiamo true fleet” dice Blasetti. La Nuova Mercedes Classe C ha una una storia che risale a un concept del ’74 e alla prima babybenz dell’82, ovvero la 190 “che aveva sollevato diversi dubbi ad alcuni nostri concessionari” commenta Blasetti, ma che “ha venduto ben 9,5 milioni di unità dall’83 ad oggi”. MY19 che si presenta con un nuovo design, una nuova tecnologia di bordo, nuovi motori diesel ma anche mild hybrid; a benzina, ma anche a gasolio, “in arrivo a
12 Mercedes classe C.qxp_Layout 1 30/11/18 17:02 Pagina 39
MISSIONFLEET MONDO MERCEDES
metà 2019, con soluzioni plug in che equipaggiano già le nuove Classe E sul mercato alla fine di quest’anno, che promettono 50 chilometri di autonomia a zero emission” sottolinea Blasetti, che spiega come in questa world car, “costruita in Sudafrica, in Usa, in Germania, a Brema, e in Cina, anche nella versione lunga, debutta anche la possibilità di acquistare in un secondo tempo servizi sia online che dai concessionari, che poi verranno inviati al sistema dell’auto via web”. Una delle tante possibilità tecnologiche di cui è dotata quest’auto, tra cui segnaliamo anche l’Intelligent Drive, il Car to X, protocollo che mette in connessione l’auto con le infrastrutture circostanti, il Blind spot assist attivo, il Mercedes Me theft o damage notification, il Multi beam led ad alta performance in optional, o il servizio Concierge di Mercedes Me, gratuito per i primi 18 mesi con i navigatori top, per il quale “noi italiani siamo i secondi utilizzatori dopo gli inglesi” racconta il manager. Tra le motorizzazioni ecco la nuova generazione di quattro cilindri 1,5 a benzina che nella C 200 e nella C 200 4MATIC si affiancano a un sistema elettrificato a 48 volt con un alternatore-starter azionato a cinghia. “Motore questo costruito in alluminio ma con pistoni in acciaio conicshape, non cilindrici ma conici, un brevetto Mercedes che prevede una riduzione del 25% di attriti e quindi minor consumi” dice Blasetti. Nuovi anche i diesel, naturalmente già euro 6 Dtemp, con il 1.6 proposto sulla C180 con cambio automatico a nove rapporti G-TRONIC, con 90 kW/122 CV e 300 Nm di
IL MILD HYBRID STOPPA IL SUPERBOLLO Stop al superbollo. Grazie all’EQBoost attack lanciato da Mercedes-Benz. Classe E, Classe S, ma anche la nuova CLS o la Mercedes-AMG GT Coupé4, saranno infatti equipaggiate con motorizzazioni mild hybrid EQBoost, facendole rientrare nei 185 kW di potenza, limite dopo il quale scatta la tassa definita “sul lusso”, beneficiando nel contempo di altri incentivi offerti, a secondo delle città, dall’omologazione ibrida. L’EQ Boost elettrico da 48V, che offre una potenza supplementare di 16 kW, viene così applicato a diversi modelli spinti con motori sia a quattro che a sei cilindri. Ad oggi, la porta d’ingresso al mondo EQ Boost è la C 200 EQ Boost (4 cilindri, 1.5 litri e 135 kW di potenza), disponibile su tutte le varianti di carrozzeria.
coppia, o sulla C200; con cambio manuale a 6 marce e una potenza di 118 kW/160 CV e 360 Nm di coppia, o con cambio automatico, con potenze da 110 kW/150 CV e una coppia da 360 nm. Il 1.9 invece è proposto con due diverse potenze: da 150 e 194 CV. Propulsioni a gasolio che, visto il momento, possono godere della Garanzia sul valore residuo, con la possibilità, dopo tre anni, di riscattarla, sostituirla o lasciarla alla Casa. E tra gli allestimenti ecco la novità Business sport, che per il mondo flotte si aggiunge alla Executive e alla Business, che si affiancano alle superaccessoriate
Sport Plus e Premium, “alle quali noi in Italia abbiamo aggiunto una versione Business Extra” aggiunge Blasetti Infine diversi i cambi anche a livello estetico, soprattutto sul frontale e sul design dei fari sia anteriormente sia posteriormente, mentre la tecnologia a bordo fa un notevole passo avanti, con novità che migliorano la User Experience del driver, con un display sulla plancia completamente digitale (disponibile a richiesta) e sistemi multimediali che offrono visualizzazioni e informazioni personalizzate.
DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019 | 39
13 Donne al volante.qxp_Layout 1 30/11/18 17:03 Pagina 40
MISSIONFLEET DONNE AL VOLANTE
I SUV PIACCIONO (ANCHE) ALLE DONNE Le auto a ruote alte piacciono sul mercato e anche online, come si evince da una ricerca di DriveK, e, naturalmente, piacciono anche alle donne. Seppur meno presenti sul web nelle richieste di preventivi in rete
di Monica Secondino
U Una volta non esistevano e adesso tutti li vogliono. I dati parlano chiaro e sono indubbiamente i Suv quelli che ormai la fanno da padrone in un mercato auto che vede nel 2018 un anno di consolidamento dei risultati raggiunti nel 2017, con 2 milioni scarsi di immatricolazioni totali. Il segmento dei B-Suv, ad esempio, è passato dal 4,1% di quota di mercato nel 2011 al 19% attuale. Persino i brand del lusso come Ferrari, Lamborghini, Bentley e addirittura Rolls Royce hanno a catalogo o in previsione il lancio di un Suv.
40 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
Nel segmento premium la situazione non cambia e, secondo i dati dell’Osservatorio sulla ricerca dell’auto online del portale DriveK, gli italiani che puntano ad acquistare un’auto del segmento premium scelgono i Suv, peraltro diesel, nonostante siano molti a considerare questo carburante alla stregua di quello di satana e lo diano già per morto. Se si prendono in esame le richieste di preventivo superiori a 50mila euro fatte dagli italiani dall’inizio dell’anno, i Suv rappresentano il 69,5% delle auto premium più ricercate. Con uno stacco netto, al secondo posto seguono le coupé (9,1%), le berline tre volumi (5,4%) e le station wagon (4,7%). Tanta coppia per una guida di potenza e tanti chilometri da fare sono la quadratura del cerchio che porta alla scelta del carburante che, per il 67,3% cade sul diesel. Ma le donne come la pensano? In generale anche il gentil sesso
preferisce Suv e Crossover; sono più pratici, vengono considerati più versatili e piace molto la posizione di guida più alta ma, probabilmente le donne sono ancora poco avvezze all’utilizzo del canale online. Infatti solo il 20% delle auto premium configurate online è richiesto da donne, mentre agli uomini spetta l’80% di questo segmento. Difficile capire se sia legato alle diverse possibilità economiche, allo scarso utilizzo del web o alla minore passione per le auto. Del resto è indubbio che le donne preferiscano comprare una borsa di Hermes piuttosto che un’auto e lo shopping piace sempre farlo girando tra le vetrine piuttosto che sedute sul divano. Rimane il fatto che quello che emerge dai dati è che i gusti sono nettamente diversi. Nella classifica generale dei dieci modelli premium più richiesti online, nove sono Suv o crossover: in testa l’Alfa Romeo Stelvio, seguita da Mercedes GLC e Jeep Grand Cherokee, al quarto e quinto posto Range Rover Velar e BMW X4, seguiti da Mercedes GLE e Classe E; all’ottavo posto l’unica berlina della top ten con l’Alfa Romeo Giulia. Chiude la classifica, al nono posto la Lexus NX Hybrid e in decima posizione la Volvo XC60. La preferita dalle donne però non è l’Alfa Romeo Stelvio ma la Mercedes GLC, questione di gusti!
14 Detrazione IVA.qxp_Layout 1 30/11/18 17:06 Pagina 41
MISSIONFLEET DURALEX
AUTO AZIENDALI,
COME SCARICARE L’IVA AL 100% In generale, in caso di acquisto di veicoli aziendali, le imprese hanno dirio a una detrazione dell’Iva al 40%. Ma quando le auto, anche se acquisite con formula di leasing o Noleggio a Lungo Termine, sono assegnate al dipendente in uso promiscuo, l’imposta può essere detraa per intero. Ecco come fare
C
– quando sono utilizzati esclusivamente nell’esercizio d’impresa, arte o professione. Nel secondo caso, la risoluzione 20.2.2008, n. 6/DPF, ha precisato che ai fini della verifica del diritto di detrarre per intero l’Iva non assume rilievo la circostanza che i veicoli formino o meno oggetto dell’attività propria dell’impresa. Inoltre, si considerano ad utilizzo esclusivamente strumentale nell’esercizio dell’impresa anche
i veicoli assegnati dal datore di lavoro in uso promiscuo al dipendente (anche se acquisiti con un contratto di leasing o di Noleggio a Lungo Termine). Ricordiamo che l’assegnazione ad uso promiscuo prevede che il dipendente utilizzi il veicolo non soltanto per le attività lavorative (ad esempio durante le trasferte per incontrare i clienti o per portare loro campioni di prodotti), ma anche per scopi privati (vacanze, uscite serali, etc.).
di Arianna De Nittis
Come è noto, la detrazione dell’Iva al 40% sui veicoli aziendali a motore è stata prorogata per tutto il 2019. Un beneficio che, secondo l’articolo 19-bis1, lett. c, si applica alle auto aziendali destinate all’attività d’impresa, anche se in leasing o a Noleggio a Lungo Termine e per gli autocarri fino a 3,5 tonnellate con un massimo di otto posti a sedere. Sono invece esclusi dall’agevolazione i trattori agricoli o forestali e i motori di cilindrata non superiore a 350 cc. La detrazione al 40%, tra l’altro, si estende anche all’acquisto di carburanti e lubrificanti nonché alle spese per la manutenzione, il ricovero e il transito stradale e autostradale del mezzo. Ci sono, però, due casi in cui è possibile portare in detrazione l’intera imposta: – quando i veicoli sono oggetto dell’attività dell’impresa;
DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019 | 41
14 Detrazione IVA.qxp_Layout 1 30/11/18 17:06 Pagina 42
MISSIONFLEET DURALEX
L’IVA SUI CARBURANTI SI DEDUCE SOLO SE SI PAGA CON MONETA ELETTRONICA Ricordiamo che l’abolizione delle schede carburante per i soggetti titolari di partita IVA relativamente ai mezzi aziendali ha visto introdurre il nuovo comma 1-bis dell’art. 164, che subordina la deduzione delle spese per carburante per autotrazione al pagamento mediante moneta elettronica (carte di credito o carte di debito) o con altro mezzo ritenuto parimenti idoneo individuato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.
La risoluzione 20.2.2008, n. 6/Dpf, specifica che l’addebito al dipendente rappresenta un’operazione imponibile da assoggettare a Iva ordinaria con esercizio della rivalsa, determinando la base imponibile secondo il valore normale (articolo 13, comma 3, lett. d), D.P.R. 633/1972). Ma come si determina il valore normale? In attesa che venga emanato un apposito decreto, le aziende sono tenute ad applicare le regole previste per la quantificazione dei benefit ai fini delle imposte sui redditi per la determinazione del reddito di lavoro dipendente (articolo 51, comma 4, lett. a), Tuir): il 30% dell’ammontare corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15mila chilometri calcolato in
MA COME SI DETRAE L’IVA PER INTERO? Per poter portare in detrazione per intero l’imposta pagata sull’acquisto delle auto aziendali assegnate a uso promiscuo, l’azienda dovrà addebitare al dipendente un corrispettivo soggetto ad Iva, così da poter portare in detrazione per intero l’imposta assolta sull’acquisto. Infatti, il veicolo assumerà la natura di bene esclusivamente strumentale poiché la parte di uso personale, estranea all’attività d’impresa, sarà oggetto di addebito specifico al dipendente. 42 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
base alle tariffe Aci. Va detto che, se da un lato ai fini delle imposte sui redditi il benefit generato dall’assegnazione del veicolo al dipendente può essere anche inserito nella sua busta paga, ai fini dell’Iva è invece richiesto l’addebito del corrispettivo con esercizio della rivalsa dell’Iva stessa. Occorre dunque emettere una fattura al dipendente. Il benefit può essere quindi imputato al dipendente secondo due differenti modalità che generano conseguenze diverse ai fini della detrazione dell’Iva sull’acquisto e utilizzo dell’auto aziendale.
15 Analisi copertina 6 18.qxp_Layout 1 30/11/18 17:03 Pagina 43
Una sicurezza targata Opel come la Insignia che, in attesa di una completa integrazione con il gruppo PSA, si rilancia con i suoi tradizionali asset; ovvero la grande affidabilità, affiancata ora anche a una interessante linea da berlina-coupé e da una buona iniezione tecnologica. Con il limite, per il momento, della sola motorizzazione a gasolio. Dalla Casa boema invece ecco la sua ammiraglia, la Škoda Kodiaq, Suv con tantissimo spazio a bordo, sia in configurazione a cinque che a sette posti. Con due interessanti versioni, la Scout, pensata più per il tempo libero, e la Sportline, quella testata da noi in questa rubrica con un motore diesel da 190 CV che spinge bene in ogni occasione, ottimo per i lunghi viaggi e gli spostamenti su strade urbane ed extraurbane. Anche se, malgrado la mole, non ci si trova male anche nelle strette strade cittadine.
16 ANALISI Opel.qxp_Layout 1 30/11/18 17:09 Pagina 44
L’ANALISI DI
Con la nuova Insignia Grand Sport la solita concretezza Opel si fa un po’ sbarazzina Vedremo cosa nascerà all’accordo tra Opel e il gruppo PSA, che sicuramente nei prossimi anni porterà a modelli interessanti. Intanto, tra gli ultimi realizzati dalla Casa tedesca uno dei migliori è senza dubbio Insignia che nella nuova generazione ha accentuato lo stile sportivo: più lunga di 6 centimetri e più bassa di 4, ha guadagnato slancio. Anche il passo è cresciuto, consentendo di ricavare più spazio nell’abitacolo, anche se così facendo il baule ha perso 40 litri di capienza. In ogni caso, il design non lascia indifferenti, a partire dal cofano allungato e dal frontale basso e largo, che assicura un forte impatto estetico. La carrozzeria presenta un andamento del tetto molto discendente che sostanzialmente trasforma la “berlinona” in una coupé non “tiratissima”. di Maurizio Bertera
LA GAMMA Non è enorme, pensando alla tradizione Opel, ed è tutta impostata sul diesel, forse in questo momento storico non il massimo. Due i propulsori, entrambi noti:
l’1.6 litri da 110 o 136 CV e il 2.0 litri da 170 CV. Lo stop & start è di serie mentre si può scegliere tra il cambio manuale e quello automatico, entrambi a otto rapporti. Quattro gli allestimenti: Advance,
44 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
MISSIONFLEET
Business, Innovation e lo sportivo GSI che si avvale della speciale declinazione del 2.0 con 209 CV di potenza a trazione integrale, ed è il più caro in assoluto alla luce dei 43.950 euro che si devono sborsare per ottenere questa versione. Il listino parte però dai 30.100 euro per l’Advance con il 1.6 meno potente e arriva, GSI a parte, ai 42.150 euro per la versione speciale Exclusive, abbinata al 2.0 litri da 170 CV e cambio automatico.
LA PREFERITA Affidabilità ed equipaggiamento fanno orientare la nostra scelta sul 2.0 diesel, optando per il cambio automatico e l’allestimento Business: che fanno così 36.400 euro tondi. Il propulsore da 170 CV eroga una coppia di 400 Nm a 1.750 giri, e permette all’Insignia Grand Sport di accelerare da 0 a 100 km/h in 8,9 secondi e di raggiungere la velocità massima di 223 km/h. Sul fronte consumi non ci si può
lamentare: siamo sull’ordine dei 5,5 litri ogni 100 chilometri nel misto che scendono a 4,5 nell’extraurbano. L’equipaggiamento di serie non delude. Oltre a tutto quanto – e non è poco – che già offre l’Advance, le dotazioni specifiche della Business sono rappresentate dal sedile di guida con regolazione lombare elettrica, dal sistema Navi 900 IntelliLink e dal pacchetto Sight & Light.
IN ARRIVO Non ci sono novità previste, tanto più alla luce dell’integrazione in atto con il gruppo PSA dove i brand dovranno riallinearsi su un mercato che, però, richiede sempre di più propulsioni alternative al diesel.
I TEMPI DI CONSEGNA La rete è in grado di rispondere all’ordine nel giro di 30-60 giorni.
16 ANALISI Opel.qxp_Layout 1 30/11/18 17:09 Pagina 45
L’ANALISI DI
IL VALORE RESIDUO Non dovrebbe discostarsi da quelli delle Opel in generale, con valori medi per la categoria. In attesa di una probabile interazione con PSA Group, manca un programma specifico per l’usato ma si può contattare direttamente le concessionarie o i maggiori operatori.
I COSTI DI GESTIONE La garanzia base prevede due anni, poi si può pensare alla FlexCare che arriva sino a quattro o cinque anni dall’immatricolazione, con percorrenze chilometriche diverse. Tre i pacchetti: Base, Silver (con in più assistenza stradale e manutenzione ordinaria) e Gold (rispetto alla Silver, c’è in più la manutenzione straordinaria).
LE FORMULE FINANZIARIE Sono tre e tutte messe a
punto direttamente da Opel Financial Services. La più nota è Scelta Opel e richiede una quota mensile adattata alle esigenze del driver: alla scadenza del contratto si può restituire l’auto, tenerla o scegliere un nuovo modello della Casa. Le altre soluzioni sono il classico Leasing oltre a Opel Finance, soluzione che offre una grande flessibilità nell’arco di 72 mesi. Da non dimenticare l’assicurazione FlexProtection che assiste in caso di incidente e garantisce una riparazione presso un centro assistenza Opel.
IL NOLEGGIO Il Lungo Termine è studiato per lo specifico allestimento Business, che viene “rinforzato” da equipaggiamenti specifici con un risparmio (a volte sensibile) riaspetto a una versione composta con le stesse dotazioni. Un esempio concreto sulla vettura del nostro test: viene proposta a 428 euro al
MISSIONFLEET
mese su un noleggio a tre anni o 60mila chilometri. Per la cronaca, la stessa auto è disponibile in leasing a 249 euro su 48 mesi o 60mila chilometri, con ampia protezione assicurativa.
IMMAGINE
La Insignia Grand Sport – che non dimentichiamo è stata venduta in quasi un milione di unità in tutto il mondo, non poche per una coupé a quattro porte – I PREGI E I DIFETTI rispecchia l’anima della Casa di Russellheim: quel Agilità, regolarità, mix di affidabilità, precisione delle traiettorie: robustezza e versatilità che in definitiva, una facilità di trova con questa guida che il cambio generazione un “vestito” automatico esalta gradevole per essere ulteriormente. E poi c’è la destinato a un pubblico che sensazione concreta di gradisce la sostanza. Che viaggiare comodi, in un qui si trova in ogni abitacolo spazioso, ben elemento, a un prezzo organizzato e con sedili su accettabile. Con grande cui la Casa di Russelheim attenzione alla sicurezza: la ha fatto il solito buon lavoro. frenata automatica e I punti deboli secondo il l’avviso di cambio di corsia nostro test: la limitata per esempio sono di serie. spaziosità e la non Poi è anche questione di facilissima accessibilità al attenzione verso il cliente, baule (oltre che distante da che sia business o meno: terra, la soglia è più alta del vedi il servizio di piano di carico) e un po’ di connettività e assistenza scomodità per chi siede in Opel OnStar che è ai vertici mezzo sul divano posteriore, della categoria e uno dei causa la presenza di un primi arrivato anche sulle pronunciato tunnel sul piccole della Casa, sul fondo dell’auto. mercato. DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019 | 45
17 ANALISI Skoda Kodiaq.qxp_Layout 1 30/11/18 17:19 Pagina 46
L’ANALISI DI
Con la Škoda Kodiaq Sportline
lo spazio si fa Suv Una buona terapia per chi soffre gli ambienti angusti e non tollera la sensazione di essere costretto in un abitacolo minimo può essere l’acquisto di una Kodiaq. Battuta a parte, la più grande Suv di Škoda è un manifesto sulla gestione dello spazio per la Casa Ceca. Ottimo se pensiamo che le dimensioni in questo caso sono importanti ma non eccessive: la Kodiaq è lunga solo 4 centimetri in più della berlina media Octavia. Eppure può trasportare sette persone (optional da 800 euro), grazie alla terza fila di sedili, pronta a scomparire sotto il pianale del bagagliaio. Quest’ultimo è da record per il segmento: 835 litri di volume nella configurazione normale, 2065 litri reclinando la seconda fila e il sedile passeggero. Così si possono stivare oggetti lunghi sino a 2,80 metri. E malgrado ciò il design mostra proporzioni equilibrate: frontale con fari a led, una linea di cintura ben definita, qualche spigolo che dà carattere e una coda tra le più pulite del segmento. di Maurizio Bertera
LA GAMMA Quest’anno, nella gamma Kodiaq, sono arrivati due allestimenti molto validi: lo Scout con una chiara vocazione al fuoristrada e lo Sportline che abbiamo
testato, abbinato al 2.0 TDi da 190 CV, classicissimo propulsore del gruppo Volkswagen, di cui la Casa boema fa parte. Il nome evidenzia un allestimento “grintoso”: ruote maggiorate (19” o 20”), vetri
46 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
MISSIONFLEET
laterali oscurati, cornici dei finestrini nere, sedili sportivi, possibili in pelle, con poggiatesta integrato, rivestimenti in Alcantara e particolari interni ad effetto fibra di carbonio. Pronta una bella lista di optional di livello superiore, ma in sostanza già non manca nulla per viaggiare bene. Il tutto a un prezzo che recita 40.220 euro.
LA PREFERITA Vale la pena approfondire le qualità del modello che ha i plus della trazione integrale – basata sul sistema Haldex – e del DSG, uno dei cambi automatici tra i più efficienti sul mercato. La Kodiaq si lascia condurre così facilmente, che quasi ci si dimentica delle sue reali dimensioni: ha uno sterzo preciso e risponde sempre in modo rassicurante, grazie a un impianto frenante potente. I 190 CV si fanno sentire con reattività, quando richiesta, fermo restando che risulta più appariscente la fluidità
grazie a una coppia da 340 Nm a 1.750 giri/minuto. Ovviamente, la mole del mezzo non favorisce le manovre nei centri urbani ma proprio grazie allo sterzo leggero e al DSG non ci si stressa. Nei viaggi lunghi, la Kodiaq viaggia su una rotaia, “lanciata” tocca i 190 km/h e in definitiva non consuma uno sproposito. Nel “misto” siamo a 5,7 litri di gasolio ogni 100 chilometri ma in autostrada, visto la mole, si arriva a 6,8.
IN ARRIVO Non si prevedono allargamenti della gamma a breve termine, anche se l’elettrificazione e le propulsioni alternative sbarcheranno presto anche su questo modello.
I TEMPI DI CONSEGNA La Casa dichiara una novantina di giorni, fermo restando che ci sono promozioni interessanti per averla in tempi più rapidi.
17 ANALISI Skoda Kodiaq.qxp_Layout 1 30/11/18 17:19 Pagina 47
L’ANALISI DI
Tutte le Škoda hanno un buon valore sul mercato, e sicuramente le recenti Suv lo hanno alzato. L’usato viene gestito dal servizio DasWeltAuto con 110 controlli tecnici, finanziamenti agevolati e la polizza “Garanzia Usato”. A seconda dei chilometri percorsi dal veicolo e dell’anzianità, Das WeltAuto potrà abbinare diverse garanzie, dalla Silver alla Gold, alla top Platinum.
personalizzato con un anticipo contenuto, della durata flessibile da 12 a 24 mesi, rate basse e il valore futuro garantito alla fine del contratto. A questo punto, si può decidere se cambiarla con una nuova vettura della marca, decidere di restituirla o tenerla, anche rifinanziando la rata finale. Soluzione a cui si aggiungono tutte le altre messe a punto da Volkswagen Financial Services per l’intero gruppo di Wolfsburg.
I COSTI DI GESTIONE
IL NOLEGGIO
Oltre ai quattro anni di garanzia base, c’è la possibilità di estensione della stessa per altri due o tre anni, con percorrenza chilometrica a scelta.
Anche qui Škoda si serve di Volkswagen Financial Services e della sua formula Solution che permette di disporre di tutti i vantaggi del possedere un’automobile personale senza dover sottostare agli obblighi di gestione. Tutto è incluso nel canone mensile: bollo, assicurazione, manutenzione, cambio gomme e assistenza.
IL VALORE RESIDUO
LE FORMULE FINANZIARIE Con quella più recente, ovvero la Škoda Cleaver Value, la Casa ceca offre un finanziamento
MISSIONFLEET
I PREGI E I DIFETTI C’è davvero tanto spazio, sia nell’abitacolo che, come ben detto prima, anche nel bagagliaio. In cinque si viaggia molto bene, in sette comunque bene. Considerando che Škoda è maestra nel trovare praticità nelle vetture del segmento B e C, figuratevi con una autovettura come Kodiaq di livello superiore: ci sono 27 vani portaoggetti, due pratici tavolini e un porta tablet sui poggiatesta, non così dissimili dai collari “morbidosi” usati per dormire in aereo. Tra i pregi mettiamo anche l’infotainment, separato dai comandi del climatizzatore: lo schermo da 8” funziona davvero bene, come se fosse un grande smartphone. I difetti? Diciamo che lo stile non è particolarmente originale o coinvolgente, sia esternamente che nell’abitacolo. Anche se comunque anche la Casa ceca si sta costruendo una
sua immagine. Comunque se ne può fare sicuramente a meno, considerando tutto il resto.
IMMAGINE Non c’era bisogno della Kodiaq per avere la conferma del momento positivo di Škoda, a cui mancava un modello su base Tiguain per entrare nel segmento delle Suv di taglia forte. Il risultato è all’altezza delle ultime vetture della Casa. Sono auto create per fare tantissimi chilometri, senza problemi, in un ambiente super comodo, grande e perfettamente insonorizzato. Con possibili escursioni fuori strada. Facile per un guidatore, ottima da vivere come passeggero. Questo “orso bruno” – Kodiak è infatti il nome del tipico Orso del profondo Nord America che deriva da un’isola prospicente l’Alaska – insomma convince anche per le flotte.
DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019 | 47
18 News Mercato.qxp_Layout 1 30/11/18 17:13 Pagina 48
MISSIONFLEET
MERCATO
TOYOTA È IL BRAND AUTO PIÙ RICERCATO SUL WEB SECONDO VEYGO Il sito britannico specializzato nel settore automotive britannico Veygo (portale realizzato dalla Casa assicuratrice Admiral) ha messo in fila in una ricerca online quali sono i brand auto più ricercati sul web in tutto il mondo. O meglio in quei 171 paesi dove è riuscito, grazie al Keyword Explorer Tool di ahrefs.com, a trovare abbastanza dati. Toyota Honda e Ford, sono i brand che hanno avuto più ricerche in assoluto con, rispettivamente 7,8, 7 e 6,4 milioni di ricerche al mese, con la casa giapponese che si pone anche ai vertici della classifica di brand auto più ricercato nel maggior numero di paesi, ben 57. A completare questo podio BMW, prima in 25 paesi, e Mercedes, la più googlata in 23. Se nella maggior parte dei paesi si ricercano auto per poi comprarle, o pensare di poterle comprare, in ben 12 paesi il brand auto più ricercato è Lamborghini (in nessun paese invece c’è Ferrari!), mentre sono sette i paesi in cui le ricerche premiano Tesla, tra cui le nazioni più avanzate per la mobilità elettrica, ovvero Norvegia e Olanda, quelle attente al controllo del traffico e della mobilità sostenibile, come Hong Kong e Singapore ma anche la Cina, oltre alle isole Cayman e alle Faroe.
ADDIO AL DIESEL ENTRO IL 2030 SECONDO ALIXPARTNERS Secondo l’analisi di AlixPartners dal titolo “Auto elettrica e autonoma. La grande scommessa dell’industria dell’automobile”, entro il 2030 il diesel rappresenterà una soluzione residuale riservata solo a elevati chilometraggi e a grandi veicoli premium in Europa. E, malgrado l’attuale gap infrastrutturale (solo 424mila i punti di ricarica pubblici in tutto il Vecchio Continente), le immatricolazioni di veicoli elettrici raggiungeranno una quota del 20% entro il 2025, anche sull’onda dei cospicui investimenti delle Case (255 miliardi di dollari nei prossimi 8 anni e oltre 200 nuovi modelli in rampa di lancio nei prossimi 3 anni), alle prese anche con la sfida dei veicoli a guida autonoma sui quali, però, i consumatori mostrano diffidenza: il 57% si dichiara non interessato all’acquisto di veicoli driveless e, comunque, non è disponibile a sborsare i 21mila dollari necessari per mettere le mani su un’auto autonoma di livello 4, bensì al massimo 2mila.
Spedizione Posta Target - Magazine
Registrazione Tribunale di Milano n° 219 del 28/03/2006 Direttore responsabile Alberto Vita Collaboratori Andrea Barbieri Carones, Maurizio Bertera, Arianna DeNittis, Alessandro Palumbo, Serena Piazzi, Salvatore Saladino, Monica Secondino Progetto grafico Arianna Pierri Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA) Distribuzione in Italia Faenza Printing Industries, Faenza (RA)
48 | DICEMBRE 2018-GENNAIO 2019
Tariffa abbonamento annuo: 30,00 euro Bonifico bancario per Banca Popolare di Sondrio, Agenzia n. 13 di Milano - c/c 000005445X70 CIN X - ABI 05696 CAB 0161 IBAN IT78X0569601612000005445X70 intestato a Newsteca Srl D.Lgs 196/03 del 30 giugno 2003 (tutela della privacy): titolare del trattamento dei dati personali utilizzati per l’invio della rivista è Newsteca Srl. Gli interessati potranno esercitare i diritti previsti dall’art. 7 del citato D.Lgs. telefonando al n. 02/36599030 Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati ad uso redazionale è il direttore responsabile a cui ci si può rivolgere per i diritti previsti dal D.Lgs 196/03 (tel. 02/36599030).
Direzione, Redazione, Pubblicità, Amministrazione: Via Larga, 6 - 20122 Milano Tel. 02/36599030 e-mail: redazione@newsteca.it www.missionline.it Amministratore Unico Marco Persico UFFICIO COMMERCIALE Tel. 02/36599030 Tiziana Gregori gregori@newsteca.it Cell: 333/3854276