Anno XII • dicembre 2017 - gennaio 2018
www.missionline.it
MERCEDES GLC NUOVI CANONI ESTETICI PER IL SUV DELLA STELLA
Tutti i premiati della seconda edizione! Speciale navigatori
In che direzione stiamo andando? Reti elettriche
Un convegno sullo stato dell’arte
1 Sommario 6 17.qxp_Layout 1 01/12/17 12:41 Pagina 1
SOMMARIO
Dicembre 2017 - Gennaio 2018 • numero 6
4
26
41
CRUSCOTTO
MISSIONFLEET GOES GREEN
MONDO PICK UP
Un 2017 con il vento in poppa per il Noleggio a lungo termine di Salvatore Saladino
9 MFA - MISSIONFLEET AWARDS MFA, crescono i vincitori nella 2a edizione! a cura della Redazione
Le reti elettriche vanno in convegno
AUTO AZIENDALI IN RETE L’e-Commerce irrompe nelle forniture aziendali di Alessandro Palumbo
30 MISSIONFLEET GOES GREEN/2 Il futuro della mobilità sarà elettrico?
33
SPECIALE NAVIGATORI Navigatori satellitari, in che direzione stiamo andando? di Serena Piazzi
Il best seller di casa BMW si rinnova totalmente
36
L’ANALISI DI MISSIONFLEET Con il Glc il Suv di casa Mercedes cresce e si “ammorbidisce” Arriva il DS7 Crossback, il primo Suv della Casa di classe presidenziale di Maurizio Bertera
News L’EDITORIALE NEWS
3 48
DIRECTOR’S CUT Volvo, una storia di innovazione e di sicurezza di Alberto Vita
23
39
SPECIALE EICMA
CVO ARVAL
Il noleggio a lungo termine va su due ruote con ALD 2W
Da Arval ottimismo per il futuro del Noleggio a lungo termine, che si prepara a una rivoluzione
di Alberto Vita
43
ANTEPRIMA BMW X3 di Alberto Vita
18
di Alberto Vita e Maurizio Bertera
a cura della Redazione
di Maurizio Bertera
14
Cresce il segmento pick up e si fa “fighetto”
Informazione pubblicitaria BMW530e ibrida plug-in, pura innovazione
24
di Andrea Barbieri Carones
DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018 | 1
2 Editoriale 6 17.qxp_Layout 1 01/12/17 12:43 Pagina 3
L’editoriale di Alberto Vita
UN MONDO DI NEWS ED EVENTI
U
n doppio evento targato Newsteca e l’entrata in squadra di un nuovo collaboratore, Alessandro Palumbo, figura ben conosciuta nel settore, che sta preparando per noi anche una interessante rubrica, e che, su questo numero, scrive di come vengono acquistate le auto aziendali online, sono le nostre novità di fine anno. Gli eventi sono MFA –MissionFleet Awards, il primo e unico premio dedicato al settore delle flotte aziendali, che ha visto la sua serata-clou al Gallia di Milano, dove sono stati premiati otto Fleet manager, tra cui un superpremio voluto dalla Giuria per il Fleet manager dell’anno, Michele Antolini di Lgh, tre fornitori per le flotte aziendali, e sette company car (vedi il resoconto della serata a pag. 8). Il secondo evento della casa si terrà invece a Milano il prossimo 23 gennaio, e vuole fare un po’ il punto sullo stato dell’arte delle reti di distribuzione elettrica per la mobilità del futuro con le istituzioni, tra cui anche un’interessante case history della Norvegia, con chi le reti le fa e, naturalmente, anche con le case costruttrici che, e chi legge questa rivista lo sa, si sono lanciate con forza sui nuovi propulsori elettrici o ibridi (a pag. 26 e a pag. 31). Il Cruscotto, con il quale su ogni numero tastiamo il polso alle vendite di vetture sul nostro mercato, ci dice che il Noleggio a Lungo termine continua a trascinare le nuove immatricolazioni nel Belpaese, con Ald Automotive salda in prima posizione tra le società Nlt. Ald Automotive che ritorna all’EICMA di Milano per rilanciare il suo Noleggio a lungo termine su due ruote ALD 2W, di cui parlammo ben due
anni fa. Di un altro mercato, invece, quello dei navigatori satellitari, abbiamo fatto il punto con la nostra Serena Piazzi; se sono ancora attuali o meno nell’era delle app e dell’integrazione con gli smartphone. Era della tecnologia in cui si trovano di diritto anche BMW, con la nuova X3, che abbiamo potuto testare sulle colline pistoiesi, e Volvo, protagonista del Director’s cut di questo numero, in cui si racconta la sua storia permeata di innovazione tecnologica e tanta sicurezza. E poi ecco i pick up, sempre meno auto solo da lavoro, malgrado la penalizzante legislazione italiana, e solo italiana, su queste tipologie di autovetture. Fiat lancia infatti la Fullback Cross, versione glam del suo pick up di successo, mentre la Casa della Stella propone Mercedes X, pick up di classe e alta tecnologia, adatto sia per il lavoro che per il tempo libero. Mercedes, questa volta con il Suv Glc, che è anche protagonista di una delle nostre analisi condotte da Maurizio Bertera che, per noi, ha anche testato il primo Suv del brand premium del gruppo Psa, ovvero il Ds7 Crossback. Infine un altro protagonista del Mondo del Noleggio a lungo termine, ovvero Arval, propone il suo Corporate Vehicle Observatory, in cui si sottolinea come ormai il noleggio stia diventando sempre più flessibile, anche a scapito della mera proprietà, e come all’interno delle aziende ci si stia sempre più domandando come saranno le flotte aziendali del futuro. Sicuramente più elettrificate di oggi. E quindi perché non sfruttare l’occasione del nostro convegno del 23 gennaio per saperne di più? @chevida DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018 | 3
3 Cruscotto 6 17.qxp_Layout 1 29/11/17 16:37 Pagina 4
MISSIONFLEET CRUSCOTTO
UN 2017 CON IL VENTO IN POPPA PER IL NOLEGGIO A LUNGO TERMINE Privati e auto aziendali di proprietà continuano a calare per le nuove immatricolazioni di auto, che vedono la continua crescita dei Noleggi, sia a breve che, soprauo, a lungo termine. Oltre al malcostume delle auto immatricolazioni di Case e Concessionari ottobre il mercato dell’auto (Passenger Car + Light Commercial Vehicle) è cresciuto del 6,93%. In termini di volumi, nel decimo mese del 2017 sono stati immatricolati 176.968 veicoli nuovi (furono
a
di Salvatore Saladino
165.496 a ottobre 2016), con un più 8,1 punti percentuali, per un totale di immatricolazioni che è passato da 1.697.396 a 1.834.873 unità. Esattamente 137.477 veicoli in più. A fine anno il traguardo delle oltre 2 milioni di immatricolazioni di vetture sarà
senz’altro superato. Il risultato, però, è stato raggiunto grazie soprattutto a forzature di mercato, come abbiamo più volte sottolineato. La pressione dei costruttori è stata molto forte nei confronti dei concessionari, spinti a targare
MERCATO ITALIA PC + LCV - OTTOBRE 2017 Ott 2017
Ott 2016
Diff. mese % YTD 2017
YTD 2016
Diff. cum. %
Market Share YTD 2017
Diff. MS 2017/2016
166.759
154.000
8,29%
1.406.811
9,03%
92,57%
0,74%
PC + LCV Totale Passenger Car
1.533.846
Totale LCV up to 3,5 t.
15.021
16.108
-6,75%
123.097
125.132
-1,63%
7,43%
-0,74%
Mercato Italia PC + LCV
181.780
170.108
6,86%
1.656.943
1.531.943
8,16%
100,00%
-
157.746
147.162
7,19%
1.692.121
1.553.932
8,89%
92,22%
0,67%
Market Channel Passenger Car Totale Passenger Car Totale LCV up to 3,5 t.
19.222
18.334
4,84%
142.752
143.464
-0,50%
7,78%
-0,67%
Mercato Italia PC + LCV
176.968
165.496
6,93%
1.834.873
1.697.396
8,10%
100,00%
-
Privati
91.960
88.478
3,94%
951.907
961.702
-1,02%
56,26%
-5,63%
Flotte in proprietà e leasing
8.243
9.849
-16,31%
83.545
91.017
-8,21%
4,94%
-0,92%
Noleggio Lungo Termine Top
14.694
13.778
6,65%
140.006
119.613
17,05%
8,27%
0,58%
Noleggio Lungo Termine Captive
8.089
5.163
56,67%
79.898
65.178
22,58%
4,72%
0,53%
165
-12,73%
3.059
2.595
17,88%
0,18%
0,01%
Market Channel Passenger Car
Noleggio Lungo Termine Medium 144 Noleggio Lungo Termine Altro
151
131
15,27%
2.291
1.145
100,09%
0,14%
0,06%
Totale NLT
23.078
19.237
19,97%
225.254
188.531
19,48%
13,31%
1,18%
Noleggio Breve Termine Top
2.367
3.947
-40,03%
120.221
112.117
7,23%
7,10%
-0,11%
329
138,91%
6.214
3.693
68,26%
0,37%
0,13%
Noleggio Breve Termine Medium 786 Noleggio Breve Termine Dealer
2.499
1.311
90,62%
17.763
10.847
63,76%
1,05%
0,35%
Noleggio Breve Termine Altro
728
1.078
-32,47%
12.399
8.898
39,35%
0,73%
0,16%
Totale NBT
6.380
6.665
-4,28%
156.597
135.555
15,52%
9,25%
0,53%
Concessionarie
21.623
16.514
30,94%
185.389
124.034
49,47%
10,96%
2,97%
Case Auto
6.462
6.419
0,67%
89.429
53.093
68,44%
5,29%
1,87%
Mercato Italia Passenger Car
157.746
147.162
7,19%
1.692.121
1.553.932
8,89%
100,00%
0,00%
4 | DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018
3 Cruscotto 6 17.qxp_Layout 1 29/11/17 16:37 Pagina 5
MISSIONFLEET CRUSCOTTO
FORECAST MERCATO ITALIA PASSENGER CAR PER CANALE
450.066 429.925 1.299.944
419.964
445.143
■ Private
1.289.827
445.066 404.939 1.279.927
485.115
460.106 389.954 1.259.874
1.150.000
■ True Fleet
399.952
510.000 380.000
342.158 1.157.179
2014
285.818
300.499
2013
1.023.487
277.974 859.945
242.872
837.845
206.026 274.636
279.973 230.134 899.745
267.894
325.142
367.793
320.817 238.033
750.000
1.166.877
1.000.000
1.672.702
1.250.000
1.487.376
1.500.000
1.412.011
319.246
1.750.000
239.642 254.793
2.000.000
■ Special Channel
370.117
313.661
2.250.000
1.219.867
374.178
2.500.000
1.824.833
ben 61mila km zero in più rispetto al 2016, con un aumento pari al 50% tra le vetture e oltre 4mila per i veicoli commerciali leggeri, pari al 140% in più. Un po’ meno evidente, almeno a ottobre, il ricorso alle autoimmatricolazioni dirette delle Case, che comunque nell’anno sono cresciute del 68% tra le vetture e di oltre il 170% tra gli LCV. A fine anno le autoimmatricolazioni di case e concessionarie sfonderanno quota 325mila unità. Nei primi 10 mesi del 2017 sono state immatricolate 1.692.121 vetture e 142.752 veicoli commerciali leggeri: le vetture sono in crescita del 8,89%, i veicoli commerciali fino a 3,5 tonnellate in calo dello 0,5%. L’analisi per canali di vendita (Passenger Car) dimostra che tra i privati mancano all’appello circa 10mila targhe, e che la quota di mercato di questa tipologia di acquirenti si è ridotta di quasi 6 punti percentuali rispetto al 2016 (nel 2017 il market share è del 56,26%). Le vendite dirette alle aziende (acquisti per contanti, con finanziamento o leasing) sono scese dell’8,21%, mentre il Noleggio a lungo termine è cresciuto del 19,48% (più 19,97% a ottobre). In crescita
500.000 2007
2008
2009
2010
2011
anche il Noleggio a breve termine: più 15,52% da gennaio a ottobre (in leggero calo a ottobre: meno 4,28%). Nel comparto degli LCV, la situazione è decisamente peggiore. Le vendite dirette alle aziende sono crollate del 35% e l’NLT è sceso di 7,39 punti (a ottobre è rimasto in sostanziale equilibrio), con il noleggio a breve dei van a meno 2,95%. Le auto-immatricolazioni sono l’artificio commerciale che ha consentito di chiudere il bilancio provvisorio dei primi 10 mesi in pareggio.
MERCATO ITALIA PASSENGER CAR ■ Market Share YTD 2017
2012
2015
2016
2017
2018
2019
2020
2021
2022
Anche a ottobre nel comparto del Noleggio a lungo termine ALD Automotive ha mantenuto la leadership conquistata a settembre, davanti a Leasys. Con il grande incremento di immatricolazioni durante tutto il
MERCATO ITALIA PC+LCV - OTTOBRE 2017 MS%
Diff. % 2017/16
1.150.000
56,37%
-0,62%
True Fleet
380.000
18,63%
11,06%
Special Channel
510.000
25,00%
38,66%
2.040.000
100,00%
9,26%
Forecast 2017 Passenger Car
Private
■ Diff. MS 2017/2016
0,1 0,0827 0,08 0,06
0,0494
0,0472
0,04 0,02
0,0018
0 -0,02
Flotte in proprietà e leasing
Noleggio Lungo Termine Top
Noleggio Lungo Termine Captive
Noleggio Lungo Termine Medium
DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018 | 5
3 Cruscotto 6 17.qxp_Layout 1 29/11/17 16:37 Pagina 6
MISSIONFLEET CRUSCOTTO
NLT DASHBOARD - OTTOBRE 2017 - VETTURE + VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI Noleggio Lungo Termine
Ottobre 2017
Ottobre 2016
Diff. mese %
YTD 2017
YTD 2016
Diff. cum. %
Società NLT Top Società NLT Captive Società NLT Medium Società NLT Altre Noleggio Lungo Termine
17.720 9.501 165 393 27.779
17.765 6.752 175 308 25.000
-0,3% 40,7% -5,7% 27,6% 11,1%
162.440 85.929 1.657 3.257 253.283
147.688 75.390 1.797 2.529 227.404
10,0% 14,0% -7,8% 28,8% 11,4%
Classifica Società NLT
YTD 2017
Market Share
YTD 2016
Market Share
Diff. cum.
Diff. cum. %
ALD LEASYS ARVAL LEASEPLAN VOLKSWAGEN MERCEDES-BENZ CAR SERVER ALPHABET ATHLON RENAULT/NISSAN SIFA PSA PROGRAM PAN GFC NLT Altre NLT da riclassificare Noleggio Lungo Termine
55.615 53.125 44.423 34.771 14.004 9.217 9.017 8.398 7.288 6.608 2.928 2.970 851 548 258 3.257 5 253.283
22,0% 21,0% 17,5% 13,7% 5,5% 3,6% 3,6% 3,3% 2,9% 2,6% 1,2% 1,2% 0,3% 0,2% 0,1% 1,3% 0,0% 100%
42.920 49.839 50.447 31.034 10.772 9.888 7.880 7.949 5.461 3.870 1.560 799 675 613 509 2.529 659 227.404
18,9% 21,9% 22,2% 13,6% 4,7% 4,3% 3,5% 3,5% 2,4% 1,7% 0,7% 0,4% 0,3% 0,3% 0,2% 1,1% 0,3% 100%
29,6% 6,6% -11,9% 12,0% 30,0% -6,8% 14,4% 5,7% 33,4% 70,8% 87,7% 271,7% 26,1% -10,6% -49,4% 28,8%
3,1% -0,9% -4,6% 0,1% 0,8% -0,7% 0,1% -0,2% 0,5% 0,9% 0,5% 0,8% 0,0% -0,1% -0,1% 0,2%
2017 (12.695 veicoli in più, per una crescita del 29,6%) ha conquistato un market share del 22% (era del 18,9% nel 2016, quando occupava la terza piazza). Da gennaio a ottobre ALD ha targato 55.615 veicoli (Passenger Car + Light Commercial Vehicle), contro i 53.125 di Leasys e i 44.423 di Arval, che mantiene la terza piazza, una posizione che occupa da inizio anno. Ma se per Leasys la piazza d’onore non è una sconfitta assoluta, perché le vendite sono comunque in crescita (più 6,6% rispetto al 2016), Arval ha invece fatto segnare un decremento delle nuove targhe: meno 11,9% rispetto ai primi dieci mesi del 2016, anche perché non è ancora entrata sul mercato dei privati (cosa che avverrà a breve, quindi il 2018 sarà sicuramente un’altra storia). In termini di market share, 6 | DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018
ALD, come detto, ha ora una quota di mercato del 22% (più 3,1 punti), Leasys del 21% (meno 0,9), Arval del 17,5% (meno 4,6). Al quarto posto LeasePlan, che finora ha targato 34.771 veicoli e occupa una quota di mercato del 13,7% (più 0,1 punti). Complessivamente le “fab4” del Noleggio a lungo termine detengono una quota del 74,2%, come a dire che tre noleggi su quattro sono appannaggio di ALD, Leasys, Arval o LeasePlan. Nel restante quarto abbondante del mercato, la battaglia tra i player è assoluta: Volkswagen occupa saldamente la quinta piazza, grazie a una crescita di volumi importante: più 30%; Mercedes (sesta assoluta), invece, arretra del 6,8%, ma si consola con l’ottima performance di Athlon (nona in classifica), società del lungo termine controllata da Daimler, che quest’anno fa registrare un
11,4%
tasso di crescita del 33,4%. Alle spalle di Mercedes c’è Car Server: l’azienda di Reggio Emilia cresce più della media del mercato, del 14,4% e Alphabet, controllata da BMW, sale di 5,7 punti percentuali. Nelle posizioni di rincalzo RenaultNissan, PSA e Sifà, che crescono, però, rispettivamente del 70,8%, 271% e 87,7. Veniamo ora al forecast di Dataforce: la società di analisi di mercato prevede un 2017 che dovrebbe superare i 2 milioni di auto nuove (esattamente 2.040.000), con una quota dei privati del 56,37% (in leggero calo), una delle “True Fleet” (cioè le immatricolazioni aziendali dirette più i noleggi a lungo termine) del 18,63%, in discreta crescita rispetto a quella del 2016, e una degli “Special Channel” del 25%, in aumento del 38% a causa soprattutto dei già citati km zero.
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3 Cruscotto 6 17.qxp_Layout 1 29/11/17 16:37 Pagina 8
MISSIONFLEET CRUSCOTTO
IMMATRICOLAZIONI GENNAIO-OTTOBRE 2017 #
NLT - PC
IMMATRICOLAZIONI
MARKET SHARE
10
MERCEDES-BENZ
420
1,2%
1
ALD
47.841
21,8%
11
PROGRAM
325
1,0%
2
LEASYS
46.056
21,0%
12
ALPHABET
297
0,9%
3
ARVAL
37.346
17,0%
13
PSA
227
0,7%
4
LEASEPLAN
30.417
13,9%
14
PAN
62
0,2%
5
VOLKSWAGEN
13.486
6,2%
15
GFC
0
0,0%
6
MERCEDES-BENZ
8.797
4,0%
–
NLT Altre
987
2,9%
7
ALPHABET
8.101
3,7%
–
Da riclassificare
1
0,0%
8
ATHLON
6.577
3,0%
TOTALE
34.108
100,0%
9
CAR SERVER
#
NLT PC + LCV
IMMATRICOLAZIONI
MARKET SHARE
6.441
2,9%
10
RENAULT/NISSAN 5.835
2,7%
11
PSA
2.743
1,3%
12
SIFA
1.992
0,9%
1
ALD
55.615
22,0%
13
PROGRAM
526
0,2%
2
LEASYS
53.125
21,0%
14
PAN
486
0,2%
3
ARVAL
44.423
17,5%
15
GFC
258
0,1%
4
LEASEPLAN
34.771
13,7%
–
NLT Altre
2.270
1,0%
5
VOLKSWAGEN
14.004
5,5%
–
Da riclassificare
4
0,0%
6
MERCEDES-BENZ
9.217
3,6%
219.175
100,0%
7
CAR SERVER
9.017
3,6%
8
ALPHABET
8.398
3,3%
9
ATHLON
7.288
2,9%
TOTALE
#
NLT - LCV
IMMATRICOLAZIONI
MARKET SHARE
1
ALD
7.774
22,8%
10
RENAULT/NISSAN 6.608
2,6%
2
ARVAL
7.077
20,7%
11
PSA
2.970
1,2%
3
LEASYS
7.069
20,7%
12
SIFA
2.928
1,2%
4
LEASEPLAN
4.354
12,8%
13
PROGRAM
851
0,3%
5
CAR SERVER
2.577
7,6%
14
PAN
548
0,2%
6
SIFA
937
2,7%
15
GFC
258
0,1%
7
RENAULT/NISSAN 773
2,3%
–
NLT Altre
3.257
1,3%
8
ATHLON
711
2,1%
–
Da riclassificare
5
0,0%
9
VOLKSWAGEN
518
1,5%
TOTALE
253.283
100,0%
TOP 10 AUTO: PANDA PRIMA OVUNQUE La graduatoria dei modelli più venduti vede ai primi posti tra i privati Fiat Panda, Renault Clio, Lancia Ypsilon, Ford Fiesta e Citroën C3. Quella delle immatricolazioni aziendali dirette piazza al comando un terzetto di veicoli commerciali (Iveco Daily, Fiat Ducato e Doblò), seguito da 8 | DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018
Fiat Panda e Volkswagen Tiguan. Nell’ambito del noleggio a lungo termine, la classifica è dominata dalle Fiat ed è la seguente: Panda, 500, 500X, Tipo e 500L. Il rent-a-car, non cambia molto rispetto al long rent, con la 500L al quarto posto e la Lancia Ypsilon che conquista la quinta piazza, mentre le restanti posizioni rimangono identiche.
Le auto-immatricolazioni dei concessionari registrano nei primi nove mesi del 2017 la seguente classifica (inalterata rispetto agli scorsi mesi): Fiat Panda, Lancia Ypsilon, Peugeot 208, Fiat 500 e Jeep Renegade, mentre quelle delle Case auto ha sempre cinque modelli Fiat tra i più targati, ma con la Panda che torna al primo posto, seguita da Tipo, 500L, 500 e Punto.
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MFA
CRESCONO I VINCITORI NELLA SECONDA EDIZIONE Un successo tira l’altro. Dopo il debutto nel 2016, si è tenuta anche la seconda edizione di MFA-MissionFleet Awards, il primo e unico premio del settore delle flotte auto, con ancora più premi e un grande riscontro nelle candidature, soprattutto da parte dei Fleet Manager, desiderosi di mettersi in mostra in un mercato dove l’innovazione è continua. Delle oltre 60 candidature spontanee arrivate, 20 i progetti di gestione delle flotte aziendali, tutte, o quasi, ad alto tasso di innovazione. Candidature che hanno prodotto 18 tra premi e menzioni speciali della giuria, che nella serata di Gala si sono trovati faccia a faccia con circa un centinaio tra i protagonisti del settore. Una serata piacevole, allietata dalle musiche di Jennifer Vargas, un perfetto mix tra divertimento e business, presentata dal collega Roberto Rasia dal Polo e dal direttore editoriale di Newsteca Paola Mighetto.
La serata, iniziata alle 19.00 con un cocktail che si è rilevato un prezioso momento di networking tra tutti i presenti, si è tenuta nel foyer della nuova ala del Gallia di Milano, impreziosito dalla presenza di due auto in esposizione; la nuovissima Seat Arona e il Nuovo Renault Koleos. Gli otto Fleet Manager premiati, e con essi le loro aziende, e i dieci fornitori di flotta, sono stati giudicati da una giuria imparziale composta da dieci loro pari, ovvero Fleet manager
di primarie aziende, oltre a Maurizio Bertera, famoso giornalisti automotive di Gazzetta.it, Siegfried Stohr, expilota di Formula Uno e titolare di una delle driving academy più conosciute in Italia, e, ma solo per la parte dedicata ai progetti dei FM, quattro esponenti del mondo dei fornitori di flotta. Coordinati da Paola Mighetto e dal direttore di MissionFleet Alberto Vita. Appuntamento al 16 novembre 2018 per la terza edizione!
UN'IMMAGINE DELLA SERATA DI GALA DI MFA, TENUTASI NELLA NUOVA ALA DEL GALLIA DI MILANO
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Tutti i vincitori di MFA 2017 I PROGETTI DEI FLEET MANAGER
FORNITORI PER LA FLOTTA
Premio Speciale Giuria: Fleet Manager dell’anno Michele Antolini - Fleet Manager, LGH
Miglior Software Gestionale Per La Flotta Auto Myfleetsolution: Con Myfleet &Mycar
Fleet Manager dell’anno Fringe Benefit Tiziano Busletta - Fleet Manager - Ey
Miglior Servizio di Outsourcing per la Flotta Auto Doctor Glass
Fleet Manager dell’anno Flotte Strumentali Pier Luigi Pisante – Fleet Manager - Sirti
Miglior Servizio di Telematica per la Flotta Auto Visirun
Fleet Manager dell’anno Progetti di Ottimizzazione del TCO Enrico Maria Picasso, Supply Chain Manager, Flowserve Corporation
COMPANY CAR
Fleet Manager dell’anno Corporate Car Sharing Barbara Caimmi, Fleet Manager, Fastweb
Auto per Quadri e Middle Management Renault Nuova Grand Scenic Bose Energy Dci 160
Fleet Manager dell’anno Mobility e Welfare del Driver Christian Marcello, Facility Manager, Ocme
Auto per Direttori e Dirigenti Alfa Romeo Giulia Business Sport Launch Edition 2.2 Turbo
Fleet Manager dell’anno Flotta Sostenibile Vito Palmiotti - Facility Manager - 3m Italia
Auto dd Alimentazione Alternativa Toyota C-Hr 1.8 Hybrid
Menzione Speciale della Giuria Marcella Berta Mauri, Global Fleet Category Manager, Hp Inc
Menzione Speciale della Giuria Renault Zoe
Auto per Sales e Agenti Nissan Qashqai 1.5 Dci
Veicolo di Servizio Nissan E-Nv200 Van
Menzione Speciale della Giuria SEAT Italia
NELLA FOTO IN BACKGROUND DEL BOX QUI SOPRA LA GIURIA DI MFA 2017. QUI A LATO INVECE TUTTI I VINCITORI CON IN MANO IL PREZIOSO PREMIO DISEGNATO DALL’ARTISTA E DESIGNER RAFFAELLA VALSECCHI E REALIZZATO A MANO DA UN ARTIGIANO MILANESE
Vedi tutte le foto della serata su missionfleetawards.it 10 | DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018
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LA FOTOGALLERY DEI PREMIATI
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RICCARDO RIZZO (RENAULT) PREMIA MICHELE ANTOLINI (LGH)
ALBERTO DI MASE (VISIRUN) PREMIA TIZIANO BUSLETTA (EY)
SIMONE FAUGNO (RENAULT) PREMIA PIER LUIGI PISANTE (SIRTI)
ENRICO BALLESTRIERO (SEAT) PREMIA ENRICO MARIA PICASSO (FLOWSERVE)
ENRICO BALLESTRIERO (SEAT) PREMIA BARBARA CAIMMI (FASTWEB)
FABIO CURTACCI (KUWAIT) PREMIA CHRISTIAN MARCELLO (OCME)
NICOLA SPADAFORA (CONFAPI) PREMIA VITO PALMIOTTI (3M ITALIA)
ALBERTO VITA (NEWSTECA) PREMIA MARCELLA BERTA MAURI (HP)
TIZIANO FASOLINI (NESTLÉ) PREMIA VANESSA GIANELLA (MYFLEETSOLUTION)
FRANCESCO LAZZAROLI (MEDIOLANUM) PREMIA MARCO LOVISETTO (DOCTOR GLASS)
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ANTONIO CESCHIA (INTESA SANPAOLO) PREMIA ALBERTO DI MASE E MARTINO GIOVANARDI (VISIRUN)
ANTONIO CESCHIA (INTESA SANPAOLO) PREMIA FABRIZIO ZAMBOTTI (NISSAN)
RICCIARDO MURADORE (BEIERSDORF) PREMIA FABIO CIANCA (RENAULT)
CINZIA PADULA (CARREFOUR) PREMIA CHIARA GARBUGLIA (FCA)
ALBERTO VITA (NEWSTECA) PREMIA ERNESTO GIANSANTE (TOYOTA)
NADIA SCHIOPPA (SOLVAY) PREMIA FABRIZIO ZAMBOTTI (NISSAN)
ALBERTO VITA (NEWSTECA) PREMIA FABIO CIANCA (RENAULT)
ALBERTO VITA (NEWSTECA) PREMIA VALERIA SARTORIO (SEAT)
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CON IL PATROCINIO DI
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MISSIONFLEET AUTO AZIENDALI IN RETE
L’E-COMMERCE IRROMPE
NELLE FORNITURE AZIENDALI Acquisto di auto, ma anche di servizi, con la possibilità di aprire al massimo la configurazione delle veure ai driver, sgravando i Fleet manager da diversi passaggi d’acquisto ma responsabilizzandoli ancora di più sul controllo
di Alessandro Palumbo
F Fleet manager o driver che direttamente dal pc o da un altro device digitale compreranno contratti relativi all’auto aziendale. Succederà? E quando? Con quali modalità e impatti? Le risposte a queste domande le
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troviamo nell’indagine “Ecommerce sulle auto aziendali” promossa da AgitaLab e curata dal Centro Studi Fleet&Mobility che ha visto la partecipazione e il confronto di numerosi esperti del settore auto, tra cui esponenti di vertice di associazioni, top manager di case auto e di società di servizi. Molto interessanti le evidenze emerse.
E-COMMERCE SÌ, E-COMMERCE NO? Attualmente la vendita di contratti relativi all’auto aziendale è realizzata
generalmente offline, attraverso il personale di vendita e del back office, e con l’ausilio di strumenti sia digitali che fisici quali il fax, le mail, i documenti in pdf, i contratti in originale. Che succederà nel prossimo futuro, cioè tra 2/3 anni? La risposta è, quasi, scontata. È ipotizzabile infatti che nei prossimi anni la vendita di contratti relativi all’auto aziendale sia realizzata online, tra il cliente e un’interfaccia virtuale (tipo Amazon). Non solo è ipotizzabile, ma, su certi clienti, è già in essere una tipologia di vendita online, per PMI, partite IVA e privati. Ma il futuro sviluppo dipende soprattutto da due fattori chiave. Il primo è che gli operatori devono avere un’organizzazione di back office in grado di gestire il rapporto col cliente in modo esaustivo e professionale, come se si operasse offline. Il secondo è che è necessaria una partnership tra i vendor e validi operatori di logistica.
IMPATTO SUI PREZZI E SUL PROCESSO D’ACQUISTO Si prevede che con lo sviluppo dell’e-commerce ci sarà una maggiore trasparenza dei prezzi e una prevedibile maggiore
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MISSIONFLEET AUTO AZIENDALI IN RETE
pressione competitiva sul lato del confronto delle offerte e del pricing. Inoltre è prevedibile la nascita di comparatori indipendenti, come nel campo assicurativo. Potrebbe anche affermarsi la figura del tutor indipendente, il car shopper, cioè colui che consiglia il cliente sulla modalità di acquisizione dell’auto aziendale e sugli operatori da cui comprare auto e servizi.
PROFILAZIONE E CONSULENZA AL CLIENTE Oggi la vendita dei contratti sull’auto aziendale offline si porta dietro un’attività di consulenza al cliente, che si declina nell’analisi dei suoi bisogni e sulla proposizione di un’offerta personalizzata, si pensi per semplicità all’aderenza di quest’ultima alla car policy aziendale. Con l’e-commerce è indubbio che la modalità con cui questa attività verrà svolta cambierà, ed è forse proprio questo il suo limite più rilevante. A detta della maggioranza degli esperti l’e-commerce non toglie opportunità, anzi. I dati dei clienti, quali le percorrenze, le tempistiche, le abitudini e le preferenze che sono fondamentali per il processo di customizzazione dell’offerta, verranno raccolti online. Sarà la tecnologia a supportare le aziende, sviluppando modalità di interazione e raccolta di informazioni a distanza. La fase consulenziale potrebbe essere potenziata dalla capacità di segmentazione e di profilazione fornita dai sistemi di CRM. Avendo a disposizione un database più ricco di informazioni sarà più facile intuire il bisogno del cliente, in
base allo storico e ai comportamenti dei suoi acquisti. Il punto è trasformare le informazioni in una value proposition efficace. Servono risorse preparate professionalmente per fornire consulenza online che dovrà essere svolta da uno strutturato pool di esperti a disposizione del cliente on line e telefonicamente.
CONTRATTI “APERTI” AI SERVIZI E AL DRIVER Attualmente si vende una fornitura di auto e servizi che è prefissata nel contratto iniziale (è il caso del modello del Noleggio a lungo termine). I contratti possono prevedere sì delle modifiche, ma nella realtà queste non corrono fluide dal punto di vista amministrativo e operativo. La realtà, di contro, racconta che sempre più spesso nascono, nel corso della durata del contratto, esigenze nuove, occasionali o continuative, che riguardano la sfera lavorativa oppure quella privata del driver. In questo ambito l’e-commerce
darebbe il meglio di sé, in quanto potrebbe soddisfare questi bisogni, attraverso l’acquisto online di servizi extra, anche spot. Tradotto in fleetese, ci potrebbe essere un listino elettronico dei servizi e il cliente dovrebbe essere libero di scegliere. Il cliente potrebbe essere il Fleet manager oppure direttamente il driver, sempre che l’azienda del driver sia d’accordo con questo approccio. Il costo di questi servizi potrebbe essere sostenuto sia dall’azienda, che dal driver, in funzione della tipologia di servizi e degli accordi tra azienda e dipendente. La forma online consentirebbe una suddivisione tra costi aziendali e spese private attraverso una doppia metodologia di pagamento, che online è molto più semplice da realizzare rispetto all’offline. Tradotto di nuovo in fleetese si potrebbe ipotizzare lo sviluppo di contratti aziendali base, con i servizi aggiuntivi on top a carico dell’utente se li vorrà. Si pensi al driver che voglia un upgrade DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018 | 15
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MISSIONFLEET AUTO AZIENDALI IN RETE
RUOLO DEL FLEET MANAGER E DEL DRIVER
assicurativo con franchigie assicurative più basse. Inoltre nei prossimi anni con lo sviluppo della telematica ci saranno optional e app digitali scaricabili on-line o anche solo aggiornamenti di software esistenti. Alcuni potrebbero essere a pagamento. Altri potrebbero essere di fonte diversa dal fornitore dell’hardware. Tutti disponibili/acquistabili online. Gli esperti ritengono che l’intera materia diventerà molto fluida. Il modello di riferimento è quello di iTunes di Apple, dove il cliente opportunamente profilato potrà acquistare prodotti digitali con estrema facilità. Qui tutto sarà semplice conseguenza del livello di digitalizzazione e connessione dell’auto. Ma già oggi ci sono tutte le tecnologie necessarie.
EFFETTO SULLA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DELL’NLT L’e-commerce potrebbe avere un impatto sull’organizzazione delle società di NLT, per quanto 16 | DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018
riguarda le relazioni commerciali con i clienti e le relazioni post-vendita, di erogazione dei servizi e di customer care. Gli esperti ritengono che sarà necessario spostare più persone nelle funzioni del customer care e in particolare nei dipartimenti di call center e in quelli che hanno le relazioni con i driver: l’e-commerce chiede più ascolto e più specializzazione nelle figure di contatto con il cliente. Gli operatori di NTL dovranno investire maggiormente sul digital e avere un presidio attivo nei social soprattutto sui compliant.
L’e-commerce potrebbe avere un impatto anche nell’organizzazione dei clienti, distribuendo in maniera diversa i compiti e le attività oggi in capo al Fleet manager, con un coinvolgimento del driver nelle fasi commerciali e di verifica della fornitura. Le tecnologie favoriscono e semplificano il lavoro del Fleet manager, soprattutto dal punto di vista del coordinamento e del controllo a monte e a valle. Tuttavia, è prevedibile un maggiore empowerment di alcune tipologie di driver (es. coloro che hanno vettura in fringe-benefit) a cui verranno delegate certe responsabilità. Il driver sarà più coinvolto anche nella fase commerciale perché gli strumenti digitali danno più possibilità di scelta (alto grado di configurazione dell’auto e dei servizi). Gli esperti hanno anche avanzato però un warning importante: senza relazione diretta con il Fleet manager si potrebbe verificare anche che lo stesso decida di evolvere, acquistando le auto direttamente dal produttore e comprando i servizi dai provider.
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MISSIONFLEET SPECIALE NAVIGATORI
NAVIGATORI SATELLITARI,
IN CHE DIREZIONE STIAMO ANDANDO? Un vero e proprio terminale di bordo, per il quale indicare la strada da percorrere è soltanto uno dei compiti da assolvere. Sembra essere questo il futuro della navigazione nell’automotive, come hanno spiegato a MissionFleet i principali operatori del seore
di Serena Piazzi STEFANO VIGANÒ, AD GARMIN ITALIA
C C’è chi lo usa solo quando fa viaggi lunghi, chi non può farne a meno in città, chi ci litiga perché è convinto di saperne di più, chi non sopporta la sua voce e si limita a guardarlo di tanto in tanto e chi invece se non ce l’ha si sente perso; sta di fatto che il navigatore satellitare è ormai da tempo entrato a far parte della nostra vita di automobilisti. Da quando la diffusione degli smartphone ha subito una brusca accelerata, inoltre, le app per la navigazione
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la fanno da padrone, indicando ogni giorno la strada giusta a milioni di persone alla guida. Per indagare le nuove tendenze del settore e per capire se, data appunto la proliferazione di applicazioni ad hoc, ha ancora senso oggi acquistare un navigatore satellitare, MissionFleet ha contattato le principali aziende che operano in quest’ambito. “Nel segmento consumer in effetti negli ultimi sette/otto anni si è registrato un calo degli acquisti di navigatori satellitari e una disaffezione nei confronti del prodotto, dettata dal fatto che, soprattutto in Italia, si tende a utilizzare moltissimo lo smartphone e, di conseguenza, anche le app dedicate alla navigazione”, ha spiegato Stefano Viganò, amministratore delegato Garmin Italia.
“Tuttavia la diminuzione delle vendite al consumatore privato è stata bilanciata dalla crescita del business in mercati più specifici, come ad esempio quello delle moto e dei caravan” ha aggiunto Viganò, che ha proseguito: “D’altra parte, le nicchie di mercato hanno esigenze specifiche a cui difficilmente può rispondere un’app generica. Ad
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MISSIONFLEET SPECIALE NAVIGATORI
esempio per chi è alla guida di un caravan, avere indicazioni precise relative ai punti di interesse è senza dubbio irrinunciabile, oppure per un motociclista può essere importante sapere qual è la strada più panoramica. Garmin fornisce a questi target prodotti dalle feature personalizzate: basti pensare che il navigatore per le moto è una vera e propria centralina, che consente di selezionare la musica da ascoltare, di collegare l’auricolare per parlare con il passeggero e persino, se viene appoggiato accanto alle gomme, di avere informazioni relative alla pressione degli pneumatici”. Garmin, che ogni anno rinnova le proprie soluzioni di pari passo con l’evoluzione tecnologica, è in grado di offrire ai clienti prodotti personalizzati sulla base delle loro esigenze, grazie alla propria rete di sviluppatori che realizzano per ogni strumento il software più adatto a rispondere alle singole necessità. “In generale, i navigatori vengono ancora preferiti da chi viaggia molto, per lavoro ma anche per turismo, e non si fida delle applicazioni per smartphone”, ha sottolineato Viganò. Coyote, nata nel 2005 in Francia e presente in Italia da un quinquennio, non ha mai avuto la navigazione nel proprio core business. È nata infatti come servizio di allerta e di assistenza alla guida, come ha spiegato a MissionFleet Gianni Pintonello, senior marketing manager Coyote. “La navigazione nel nostro caso è un plus, ciò che ci preme maggiormente è offrire aiuti concreti alle persone mentre guidano, come ad esempio informarli sugli incidenti, sulle
condizioni del traffico, sulla presenza di restringimenti o di ostacoli sulla carreggiata” ha dichiarato il manager. “Il sistema prevede degli avvisi fissi, come ad esempio quelli relativi alla presenza di autovelox e tutor, ma si basa molto sulla community degli utilizzatori: sono gli automobilisti a scambiarsi informazioni mentre sono al volante, segnalando direttamente le eventuali allerte (il sistema permette di scegliere tra 40 tipologie, ndr) e confermando o meno quelle condivise dagli altri guidatori. A tutto questo si aggiunge l’aggiornamento delle mappe Here, che avviene due volte al mese” ha detto Pintonello. Per poter usufruire del servizio in abbonamento gli utenti versano un canone fisso.
I prodotti proposti da Coyote sono tre: due dispositivi fungono soltanto da segnalatori, mentre un terzo è anche un navigatore. Nel 2018 è previsto il lancio di un nuovo navigatore, arricchito con nuove funzionalità, come ad esempio informazioni relative al parcheggio più vicino e al numero di posti disponibili. In alternativa si può optare per un’applicazione da installare sul proprio smartphone. Applicazione che, in alcuni casi, è già compresa nelle soluzioni presenti nei sistemi multimediali delle vetture. “Grazie a degli accordi sottoscritti con le case automobilistiche la nostra app è già disponibile su alcune vetture Peugeot, Citroën, Toyota e Renault”, ha affermato Pintonello. Oggi molte case auto consentono poi agli acquirenti di scegliere il navigatore integrato come optional. Non potrebbe essere una buona idea optare per questa soluzione? “Se la navigazione sarà propedeutica all’utilizzo di vetture a guida assistita allora il navigatore integrato avrà senso, ma oggi non trovo che sia un sistema particolarmente efficace e user friendly, per una serie di ragioni” ha commentato Viganò,
GIANNI PINTONELLO, SENIOR MARKETING MANAGER COYOTE
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MISSIONFLEET SPECIALE NAVIGATORI
MARCO FEDERZONI, SALES DIRECTOR ITALIA DI TOMTOM TELEMATICS
che ha poi spiegato: “Innanzitutto i navigatori messi oggi in dotazione dalle case hanno un costo elevatissimo, in secondo luogo c’è un problema legato all’aggiornamento delle mappe: un’operazione che, oltre a essere anch’essa onerosa, comporta il ritiro dell’auto per un certo periodo di tempo, con il disagio che ne consegue per i driver, specialmente se aziendali”. Inoltre il navigatore integrato è una delle prede preferite dei ladri ed è una possibilità solo per chi sta acquistando un’auto nuova, mentre tutti gli altri possono solo comprare un’autoradio che includa il navigatore e devono spendere cifre elevatissime per un prodotto valido, dal momento che i navigatori presenti nelle autoradio aftermarket a prezzi economici lasciano parecchio a desiderare. Anche le app di navigazione su smartphone hanno alcuni svantaggi: incidono pesantemente su memoria e traffico dati, ogni tanto possono bloccarsi, inoltre bisogna tenere presente che le applicazioni interferiscono tra loro ed essere interrotti in continuazione da notifiche di ogni genere mentre 20 | DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018
si naviga contribuisce a distrarre il guidatore, aumentando le probabilità d’incidente. “Nonostante l’inasprirsi dei provvedimenti nei confronti di chi utilizza lo smartphone in auto le applicazioni continuano a essere molto utilizzate da chi guida. Le case automobilistiche si stanno attrezzando di conseguenza e, grazie alla tecnologia Mirror Link, è ora possibile visualizzare il display del telefono, e dunque le relative app, direttamente sul display dell’auto, così da renderne meno pericoloso l’utilizzo” ha puntualizzato Pintonello. Come è facilmente intuibile, i professionisti per i quali l’auto rappresenta uno strumento di lavoro rappresentano un target privilegiato per le aziende che hanno nella navigazione il loro core business. “Le vendite per il segmento flotte crescono” ha dichiarato Viganò. “Anche in questo caso, proponiamo a ogni cliente una soluzione dedicata, personalizzando l’esperienza di guida per renderla il più possibile consona al tipo di attività aziendale. Abbiamo in programma a breve il lancio di nuove soluzioni per il mondo flotte, che saranno legate ad Android”.
I dispositivi Fleet 660 e Fleet 670, soluzione per la gestione delle flotte, dedicata ai veicoli commerciali, combina l’esperienza di Garmin in fatto di navigazione e la versatilità in materia di personalizzazione propria di Android. Grazie a questa combinazione i prodotti sono in grado di soddisfare qualsiasi bisogno, dalla scelta del percorso migliore all’acquisizione della firma come prova di consegna, fino alla compilazione dei moduli relativi ai lavori. Per TomTom Telematics la navigazione è solo una delle tante funzionalità messe a disposizione dai nuovi strumenti dedicati al target flotte. “Il Pro 8275 è un tablet con schermo da 7 pollici su base Android con mappe integrate” ha spiegato a MissionFleet Marco Federzoni, Sales Director Italia di TomTom Telematics, che sottolinea come sia “molto più di un navigatore. Può essere considerato un vero e proprio terminale di bordo, dal momento che utilizzandolo è possibile inviare informazioni sul cliente, oltre che gestire gli ordini e le bolle di carico, passandole direttamente al gestionale”. I vantaggi derivanti dall’uso di
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MISSIONFLEET SPECIALE NAVIGATORI
JEAN ALESI TESTIMONIAL COYOTE
un prodotto come Pro 8275 sono numerosi. “Innanzitutto lo strumento è dotato di una Sim dedicata, che rende sicuri i dati che vengono trasmessi-. Inoltre tutti i messaggi che vengono inviati sono tracciati, un aspetto che può rivelarsi molto utile in termini di gestione, sia nel rapporto cliente-fornitore che nel rapporto con il dipendente che si trova alla guida” ha affermato Federzoni. Per le flotte a uso promiscuo TomTom Telematics propone invece Pro 2020, nuovo driver terminal dallo schermo di 3 pollici e mezzo, che può essere utilizzato su auto e van, e che offre una ricca gamma di funzionalità che permettono ai proprietari di grandi flotte, utilizzando WebFleet, il servizio di Fleet management di TomTom Telematics, di connettere l’intero parco veicoli offrendo un maggior controllo dello stile di guida e della sua conformità. “L’autista viene riconosciuto tramite tag, è sufficiente che passi il badge quando sale in auto, e il terminale durante la guida dà indicazioni al driver in merito al suo stile di guida, attribuendogli un punteggio alla fine del percorso, considerando i KPI indicati dall’azienda. Una soluzione che può avere ricadute positive non solo in termini di consumi, ma anche sulla riduzione dell’incidentalità” ha spiegato Federzoni. 22 | DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018
In ambito flotte Coyote è ancora poco presente, ma si tratta di un settore che l’azienda punta a presidiare maggiormente già a partire dal 2018. “Abbiamo iniziato quest’anno a proporre i nostri dispositivi alle aziende e per il momento ci siamo resi conto che le imprese sembrano più disponibili a utilizzare la nostra applicazione, dunque utilizzeremo inizialmente questo canale per entrare nel mercato btb”. In questo scenario di terminali sempre più complessi e ricchi di funzioni, acquistare uno strumento che offre soltanto la navigazione satellitare ha ancora senso? Secondo Federzoni sì, a patto che il navigatore abbia delle caratteristiche ben precise, come quelle di cui dispongono i prodotti TomTom Telematics. “I nostri prodotti sono connessi in tempo reale e, grazie a un algoritmo interno, comunicano aggiornamenti precisi sul traffico e sul tempo necessario a percorrere un determinato tratto, con una conseguente notevole diminuzione dello stress dell’automobilista. La connessione in tempo reale consente di ottimizzare il percorso, elaborando le soluzioni migliori per evitare gli ingorghi”. In ogni caso, pare che il futuro dei navigatori sia costituito da strumenti più complessi, che abbinino la navigazione a una serie di altre funzioni.
“Certamente i navigatori con app dedicata in ambiente Android sono una strada” ha spiegato Viganò a MissionFleet, “ma la tendenza sarà offrire strumenti in grado di fare molto di più che indicare la strada: terminali in grado di leggere la distanza che separa l’auto dal veicolo che la precede, capaci di segnalare all’automobilista se sta invadendo la corsia di emergenza, aggiornati con mappe puntualissime e dotati di telecamere che controllano il traffico davanti e dietro la vettura, registrando anche filmati che in caso di incidente possono essere utilizzati come prova. L’obiettivo sarà garantire il maggior numero di servizi che rendano la guida più sicura”. D’accordo anche Federzoni. “Non più solo navigatori, ma terminali di bordo, che comunicano con la sede scambiando informazioni utili. Gli schermi, a differenza di quanto si possa pensare, non saranno sempre più grandi, ma si manterranno intorno ai 5 pollici, anche per evitare inutili distrazioni, poiché le indicazioni vocali rendono superfluo guardare lo schermo”. Secondo Pintonello molto dipende dalle caratteristiche dell’utente della vettura. “Chi percorre 40-50 mila chilometri all’anno pretende di poter usufruire di servizi di navigazione di qualità. A mio parere i prodotti di fascia medioalta, in grado di fornire servizi utili alla guida che vadano anche al di là della semplice navigazione, continueranno ad avere mercato, mentre non vedo un futuro particolarmente brillante per i dispositivi di navigazione da primo prezzo” ha chiosato il manager della società francese.
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MISSIONFLEET SPECIALE EICMA
IL NOLEGGIO A LUNGO TERMINE
VA SU DUE RUOTE CON ALD 2W Li avevamo già incontrati all’EICMA di due anni fa e nel fraempo le soluzioni a Noleggio lungo termine di ALD Automotive sono cresciute esponenzialmente. Sul mondo corporate ma anche su quello leisure
C
registrate in tutto il 2016 superando abbondantemente i mille noleggi, un grande segnale del cambiamento culturale che sta spingendo tutto il settore”. I noleggi riguardano per il 20% gli scooter fino a 125 cc, per il 50% scooter oltre i 125 cc e maxi scooter e per il restante 30% vere e proprie moto, di diversi marchi tra cui i top sono Yamaha, Piaggio e Honda: “ne abbiamo anche attrezzate per il trasporto merci nonché mezzi elettrici grazie ad Askoll” precisa Lisi. Le soluzioni ALD 2W naturalmente includono nel canone di utilizzo la tassa di proprietà, il cambio gomme, la manutenzione ordinaria e straordinaria, l’assistenza, l’assicurazione RCA e l’incendio e furto.
di Alberto Vita
Continua a crescere il Noleggio a lungo termine delle due ruote voluto fortemente qualche anno fa da Ald Automotive, ovvero ALD 2W, che anche quest’anno si è presentato all’EICMA di Milano, la principale fiera del ciclo e motociclo che si tiene nei padiglioni di Rho Fiera. Dove si sono dati appuntamento ben 1.626 espositori, il 14% in più dello scorso anno, con il 60% di stranieri provenienti da 42 Paesi, e che ha visto la partecipazione di grandi firme per la sua inaugurazione; da Valentino Rossi a Tony Cairoli, da Andrea Dovizioso a Keanu Reeves. E una rinforzata offerta elettrica, tra cui anche la nuova Vespa, e, come detto, il Noleggio su due ruote. Cresciuto esponenzialmente sia lato
leisure, dove si è visto lo sbarco in Italia della spagnola eCooltra, sia su quello corporate con, appunto, ALD 2W: “Ma importante per noi è stata la deroga per il subnoleggio a terzi, attraverso il quale molte società noleggiano per motivi turistici ‘nostri’ scooter e moto ai loro clienti” spiega a noi di MissionFleet Maurizio Bonfiglio, consulente commerciale di ALD 2W, accelerando ulteriormente il giro d’affari della società. “Siamo l’unico player che offre soluzioni di noleggio per gli appassionati delle due ruote sia per i clienti B2B che B2C. Offriamo infatti soluzioni di noleggio per le società che utilizzano mezzi per lavoro come strutture alberghiere, food delivery, società di noleggio a breve termine. I prezzi medi oscillano tra i 180 e i 250 euro a seconda del modello selezionato” spiega Federico Lisi, consulente commerciale e coordinatore dei venditori del brand di casa Société Générale, che aggiunge: “Quelli più gettonati sono gli scooter di grandi e medie cilindrate ma anche moto di grossa cilindrata per grandi appassionati. I clienti hanno a disposizione tutti i Top brand presenti sul mercato. Nella prima parte del 2017 abbiamo raddoppiato le immatricolazioni
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BMW 530 I PERFORMANCE
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BMW530E DICEMBRE GENNAIO
IBRIDA PLUG-IN, PURA INNOVAZIONE
Accendere una BMW e invece del tradizionale sound dei motori della Casa di Monaco di Baviera, il silenzio. Che, una volta schiacciato il pedale dell’acceleratore, si trasforma nel tipico sibilo delle auto elettriche, con una coppia da paura e una facilità di guida impressionante. Che può arrivare nella sola modalità elettrica fino a 50 chilometri. Una prima rivoluzione ibrida per BMW dopo la serie –I, che permette a una BMW in tutto e per tutto, di circolare a emissioni zero in città e a usufruire di una ulteriore potenza elettrica, di 95 CV e una coppia sino a 420 NM, per un electric boosting nelle andature fuori città e in autostrada, affrontabili senza problemi grazie al motore a benzina 4 cilindri TwinPower Turbo da 184 CV, che portano la potenza totale di questa BMW 530e ibrida Plug-in berlina che abbiamo potuto provare a 252 CV. Una BMW I performance che, 24 | DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018
appunto, si può anche ricaricare alla spina, sia dalla presa “di casa”, del proprio box insomma, sia nelle colonnine a ricarica rapida grazie agli Accessori originali BMW in dotazione di quest’auto e riposti in due nicchie del baule in appositi contenitori, non andando così a
togliere spazio utile al bagagliaio con un volume di 530 litri, ampliabile grazie il sedile posteriore frazionato facilmente abbattibile. Insomma, come già scritto, una BMW in tutto e per tutto, con la solita classe ma, con in più, un motore elettrico e tanta tecnologie per l’ausilio alla guida e la sicurezza. Come ormai da tradizione in tutti gli ultimi modelli della Casa. E anche questa 530 non è da meno. Anzi. La versione Luxury che abbiamo provato, ma anche la Business pensata per il mondo flotte, propone una serie di tecnologie innovative come il pacchetto Connected Drive, con il servizio di Concierge Service e Chiamata d’emergenza intelligente 365 giorni all’anno, il Wi-Fi hotspot, anche per i passeggeri più giovani, il Parking assistant plus che facilita ogni manovra di parcheggio, grazie al Surround View con Top View, Remote 3D view, Pdc e l’assistente di parcheggio e il Driving assistant plus che consente già la guida semiautonoma aumentando il comfort e la sicurezza soprattutto in quelle
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situazioni di guida monotona o nel traffico. Sicurezza che si avvale dell’Integral active Steering, con le ruote posteriori sterzanti, il Dynamic damper control, l’Adaptive drive, il Controllo dinamico di stabilità, i fari led adattivi con Adaptive Light Control, la Funzione di frenata automatica per i pedoni o l’avvisatore di cambio accidentale di corsia. E come da tradizione BMW i pneumatici Runflat. Infine ecco la possibilità di vedere l’auto a distanza in 3D con l’app BMW Connected (al momento per iOS). L’abitacolo ci fa trovare sedili in pelle dakota beige dalla comoda seduta, controllati elettronicamente, dallo schienale al supporto lombare alle alette laterali contenitive in caso di guida sportiva. Perché anche con questa BMW è possibile selezionare il proprio modo di guidare, partendo dalle tre principali modalità, ovvero Sport, Comfort ed eDrive, appunto, per chi si vuole muovere (arrivando anche a 140 km all’ora di velocità!) nella sola modalità elettrica. Perché, come detto, questa è una BMW; con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,2 secondi, una velocità massima di 235 km/h e consumi combinati quando il motore elettrico è in carica da 1,9 litri per 100 chilometri ed emissioni di CO 2 combinate di 44g per km. Perfomance dovute anche al cambio Steptronic sportivo a 8
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rapporti, gestibile anche manualmente con la leva selettrice o con i paddle al volante, naturalmente sportivo e multifunzione. Funzioni, tantissime, dal climatizzatore bizona automatico all’ampio sistema di entertainment con il sistema Bowers & Wilkins Diamond Surround, gestibili sia dalla rotellina sul tunnel centrale, dall’ampio schermo Touchscreen da 10,25”, a voce o con il preciso BMW Gesture Control. Un sistema di controllo che prevede anche un quadro strumenti full display e un comodo head-up display.
E dopo le perfomance, la sicurezza e il comfort di guida, ecco i piccoli dettagli per il benvenuto di driver e passeggeri, ovvero le luci di cortesia dalle maniglie e del battitacco a quelle d’atmosfera dell’abitacolo, che vanno dal bianco al blu, dal verde al bronze..., e il profumo anch’esso facilmente intercambiabile grazie al sistema Ambient Air, con funzione sia di ionizzazione che, appunto, di profumazione dell’aria. E per chi ha bisogno di caricare lo smartphone, ecco il sistema di ricarica induzione. Niente male per un’auto aziendale, vero?
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Le reti eLettriche VANNO IN CONVEGNO Un convegno a Milano per capire a che punto sono le reti di distribuzione elerica per la mobilità in Italia. Strizzando l’occhio a quella aziendale e portando, anche, diverse testimonianze di Fleet Manager e di esperienze internazionali
a Cura della redazione
P Pure il Governo italiano, con atavica lentezza, si accorge della mobilità sostenibile, anche a causa del forte inquinamento che, in inverno soprattutto, attanaglia le città, in particolare quelle situate nella Pianura Padana. Un inquinamento, sia chiaro, che è solo in minima parte colpa del settore dei trasporti, con i riscaldamenti come massimi indiziati. Malgrado ciò, mentre in altri settori, vedi le caldaie sia pubbliche che private, l’immobilismo regna sovrano, nel settore automotive da tempo vi è una sensibilità ambientale che, anche a causa dello scoppio del Dieselgate, ha accelerato l’adozione delle nuove propulsioni. Per il gas e il metano l’Italia è sempre stata all’avanguardia, con veicoli e una Rete distributiva abbastanza ampia, almeno dal centro in su,
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per attirare driver privati e aziendali. Sull’elettrico però il freno, non motore..., viene tutto dalle istituzioni, dalle quali ci vorrebbe una grossa spinta sia culturale che legislativa per agganciarsi a quei paesi che hanno già lanciato strategie di mobilità alternative importanti. Ragione per cui noi di Newsteca abbiamo organizzato un Convegno il 23 gennaio a Milano, per parlare dello Stato dell’arte dell’elettrico in Italia. E dove potrete sentire direttamente due interessanti case history dei paesi che forse più hanno fatto, e stanno facendo, sulla mobilità elettrica, ovvero Olanda e Norvegia (e di cui potete leggere anche nel pezzo a corredo di questa presentazione del nostro Maurizio Bertera). Un convegno che, come potete vedere nella pagina qui a fianco, mette a confronto esponenti delle istituzioni, come detto anche straniere, rappresentanti di quelle Reti che attendono solo un là dal mercato, e, ancora una volta dal settore pubblico, per riempire la Penisola di colonnine, che Evway, anch’essa presente al convegno, ha perfettamente mappato. Non potevano mancare però anche i
rappresentanti delle Case costruttrici, quelle più avanti grazie a tecnologie già perfomanti e funzionanti. Che presenteranno le loro strategie alla fine dell’incontro sperando, crediamo noi, di aver sentito prima di loro notizie positive sullo stato delle Reti. Che, secondo uno studio del Politecnico di Milano, dovrebbero raggiungere i 12 mila punti di ricarica nel 2020, anno in cui si potrebbero vedere sulle strade italiane dai 90 mila ai 360 mila veicoli elettrici a seconda di scenari più o meno ottimistici. Il Piano nazionale delle Infrastrutture di Ricarica Elettrica, varato nel 2014 e approvato con DPCM nel giugno 2016, ha stanziato 33 milioni per infrastrutturare la Rete, che dovrebbero passare tranquillamente i 100 milioni con l’intervento privato. Ma sarà così? Venite a scoprirlo il 23 gennaio allo Starhotels E.c.ho di Milano. Dove anche alcuni Fleet Manager di importanti aziende multinazionali che lavorano sul suolo italiano, presenteranno anche i loro progetti di mobilità sostenibile. Insomma la filiera c’è tutta, mancate solo voi.
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“Lo stato dell’arte delle Reti in Italia per la rivoluzione della mobilità elerica. Focus sulle floe aziendali” 23 gennaio 2018, Milano, Starhotels E.c.ho. Secondo uno studio reso noto negli Usa da Continental AG la svolta del seore elerico avverrà nel 2025, mentre Bloomberg è più oimista la prevede nel 2022. All’interno di questo quadro sappiamo che l’Italia è in ritardo rispeo agli altri paesi europei nella dotazione e nella distribuzione di reti eleriche di ricarica per auto, l’obieivo della giornata sarà fare il punto con i maggiori player del mercato. Di seguito l’agenda del convegno: • Ore 14.00-14.30: Accoglienza e Registrazione Desk • Ore 14.30-15.10: Tavola rotonda con le Istituzioni, moderata da Alberto Vita, Direore MissionFleet. Interverranno: Danilo Triches, Divisione Infrastruure per sviluppo territoriale e mobilità sostenibile Regione Lombardia Valentino Sevino, Direore dell’Area Pianificazione della Mobilità AMAT - Comune di Milano Simone Franzó, Assistant Professor, Senior Consultant, Energy&Strategy Politecnico di Milano Un rappresentante di Innovation Norway che esporrà la loro case history • Ore 15.10-15.30: Repower racconta lo stato dell’arte delle Reti e la case History di Ricarica 101, l’Unico Circuito Itinerante per l’Auto 100% Elerica • Ore 15.30-16.10: Tavola rotonda con i fornitori di energia elerica moderata da Alberto Vita Interverranno: Un rappresentante di A2A Energia Un rappresentante di Repower Morad Giacomelli, responsabile Comunicazione e Marketing Enegan Franco Barbieri, fondatore di Evway • Ore 16.10-16.30: Coffee break • Ore 16.30-17.15: Tavola rotonda con di presentazione di progei ecosostenibili e di elerificazione delle floe di alcuni Fleet Manager moderata da Alberto Vita Interverranno: Tiziano Fasolini, Fleet Manager Gruppo Nestlé Italia Ricciardo Muradore, Facility & General Services Manager BEIERSDORF Michele Antolini, Fleet, Logistics and Building Manager LGH Vito Palmioi, Facility Manager 3M Italia • Ore 17.15-17.45: Tavola rotonda con le Case, moderata da Pierluigi Bonora de Il Giornale Interverranno: Ernesto Giansante, Fleet & Used Senior manager Toyota Italia Paolo Maeucci, Electric Vehicle B.U. Director Nissan Italia Gabriella Favuzza, Brand Manager Gamma Veicoli Elerici Renault Un rappresentante di BMW Italia • Ore 17.45: Chiusura lavori e aperitivo di networking fino alle ore 18.30 Newsteca Srl Piazzale Cadorna, 11 - 20123 Milano • Tel. 02/20241122 - fax 02/20241096 • e-mail: redazione@newsteca.it www.missionline.it DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018 | 27
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CON REPOWER, L’ENERGIA CHE SERVE ALLE AZIENDE In un momento “rivoluzionario” come questo la società Italo-svizzera punta con diverse iniziative a educare e formare il mercato. Prima ancora di vendere
In primis “educare” il consumatore. Che, in questo caso in particolare sono le aziende. Un obiettivo che dovrebbe esser patrimonio comune a tutte le istituzioni e alla filiera del mondo elettrico, tra cui sicuramente si è ritagliato un ottimo spazio Repower, operatore elettrico che si sta dedicando da anni a sviluppare la mobilità elettrica, lato infrastrutture di ricarica, con un focus sul mondo aziendale e con un approccio innovativo. E non pensiate (solo) alla pubblicità che ha fatto su diversi media in cui sottolineava come la “tua azienda è un organismo
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perfetto” ma, anche, a iniziative come la sponsorizzazione della Triennale di Milano dove l’azienda ha realizzato una creatività artistica su maxi affissione, dal nome Homo Mobilis, dedicata al tema della mobilità di oggi e di domani, o a progetti speciali sul fronte del service design, come, ad esempio, Ricarica 101, l’iniziativa lanciata per creare il primo circuito di ricarica per veicoli elettrici su scala nazionale totalmente privato, conclusosi a dicembre 2016. “La presenza di Repower in questo mercato ne conferma la natura de-consolidata e aperta a contaminazioni provenienti da altri settori, a cominciare da quello energy. Il consumatore è il primo ad essere consapevole di questo fenomeno e in qualche modo lo alimenta, rivolgendosi
spontaneamente all’operatore elettrico quando si parla di mobilità elettrica” commenta il responsabile relazioni esterne di Repower Davide Damiani. L’impronta del design che si vede anche negli strumenti di ricarica di Repower, ovvero PALINA e BITTA, colonnine disegnate da architetti e designer che sono stati scelti ed esposti come esempio di stile e attenzione ai dettagli. E che ha attirato anche partnership di aziende che (anche) di design vivono, come, nel settore automotive, la Mini, che ha scelto Repower per il lancio della sia prima ibrida Plug-in, o Leaseplan, la società di Noleggio a Lungo termine a cui si appoggia l’azienda di distribuzione dell’energia italosvizzera, con sede a Milano e a Poschiavo. Tra i casi da sottolineare anche e-MOTICON (e-MObility Transnational strategy for an Interoperable COmmunity and Networking in the Alpine Space) il progetto che la Ricerca Sistema Elettrico (RSE) ha presentato all’interno del programma europeo Interreg Spazio Alpino per migliorare la collaborazione tra i paesi di quest’area nel campo della mobilità e al quale Repower, invitato in virtù dell’esperienza nel settore con il valore aggiunto della trasnazionalità dell’azienda, partecipa come osservatore esterno e di cui fa parte anche l’iniziativa Ricarica 101.
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IL FUTURO DELLA MOBILITÀ
SARÀ ELETTRICO?
Naturalmente molto sarà legato alle iniziative delle istituzioni, ma le Case automobilistiche credono fortemente a un seore automotive sempre più elerizzato. Con le ibride, ad oggi, che risultano un oimo compromesso
di Maurizio Bertera
I I dati fanno pensare: in Italia, da gennaio a settembre, sono state immatricolate 1.423 auto a propulsione elettrica, lo 0,1% di un mercato che sta tornando a un livello accettabile. Una quota risibile anche confrontata a come “viaggia” l’ibrido, ormai vicino a quota 50mila unità con una crescita del 70% rispetto
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all’analogo periodo del 2016. A dire il vero, la quantità di vetture “solo” elettriche è quasi raddoppiata in soli 12 mesi ma c’è una notevole discrasia tra l’ottimismo di una notizia e la realtà. Va detto che se l’Italia è uno dei Paesi motorizzati con il tasso minore di auto alternative, non è che all’estero ce ne siano a migliaia e migliaia: fa eccezione la Norvegia, dove tra incentivi go vernativi e logiche industriali, si è arrivati a una quota di oltre il 40% delle nuove immatricolazioni. Dovunque, soprattutto nei Paesi meno ricchi, bisogna fare i conti con tre problemi non facilmente
risolvibili anche se siamo nel Terzo Millennio: il prezzo d’acquisto (dovuto al costo delle batterie al litio), l’autonomia del mezzo – cresciuta rispetto al passato ma raramente sopra i 350 km – e le infrastrutture per la ricarica. Eppure sono in tanti a crederci: se FCA non perde occasione per manifestare le sue perplessità (l’ad Sergio Marchionne la definisce “arma a doppio taglio”), ai primi di novembre è stato ufficializzato un accordo mai visto prima per realizzare la rete di ricarica più performante a livello europeo con 400 stazioni entro il 2020. A stipularlo le principali Case tedesche. BMW, Mercedes, Ford. VW con Audi e Porsche. Per chi avesse dei dubbi, basta tornare con la memoria al Salone di Francoforte dove il numero uno della Stella, Dieter Zets che,ha annunciato che tra due anni le Smart saranno unicamente elettriche e Matthias Muller (Ceo del Gruppo Volkswagen) ha detto che tutti i modelli della Casa dovranno avere una versione “verde”, investendo sul tema 20 miliardi di euro nei prossimi anni: la nuova e-Golf è un punto di partenza importante, ben più della e-Up! Non bastasse, il Regno Unito e la
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Francia hanno promesso di liberarsi dei distributori di benzina entro il 2040. Sarà vero? In Italia, siamo sostanzialmente fermi a piccole operazioni di Enti e Comuni, meritorie ma che al tempo stesso danno la sensazione al pubblico di una “nicchia mai così nicchia”. Una recente ricerca dell’Osservatorio Findomestic sul tema ha dato indicazioni interessanti: al 45% degli intervistati l’auto elettrica piace molto in quanto la più ecologica in assoluto ma la ritengono di prezzo elevato (il 31%, e non hanno torto…) e scomoda per l’assenza di colonnine (nel 48% dei casi). Cosa vorrebbero per essere incentivati all’acquisto? Aiuti del Governo (36% dei casi), sconti su assicurazioni, pedaggi autostradali, parcheggi a pagamento (36%) e la cancellazione del bollo auto (21%). Niente di originale, ma un’evidente conferma di come bisognerebbe procedere per una seria campagna di conquista. Le Case dal canto loro fanno quello che possono. Il mercato racconta che nei primi dieci mesi dell’anno solo cinque modelli hanno superato quota 100 vendite: la Leaf da sola fa un quarto di vendite ed è leader al mondo per la gioia di Nissan. La seconda generazione è più
stilosa, più potente (150 CV), è dotata del Pro Pilot e tocca i 378 km/h di autonomia con una ricarica in 40 minuti per l’80% del “serbatoio”. Ma solo con le colonnine “rapide” e quindi si torna al problema di base, perché utilizzando la rete domestica ci vuole un sacco di tempo. E comunque, il listino parte da 37.490 euro, logico pensare a soluzioni di leasing o noleggio. La seconda per vendite è la “cugina” Zoe, marca Renault: “fighetta”, fresca nelle linee, bella e comoda dentro. Una berlina da 23mila euro, che nell’ultima seria, sfiora i 400 km nel ciclo NEDC. Poi ecco la doppietta Tesla – sempre in base ai dati ufficiali UNRAE – la Model S (si parte da 72mila euro) che, lo avranno notato
quanti si recano spesso in Olanda, ad Amsterdam è diventata più o meno come la Prius per i taxisti milanesi, e la Model X. Nell’ultimo caso, parliamo del simbolo stesso della visione di Elon Musk: un’auto da esibire (dalle portiere ad ala di falco allo schermo centrale da 17” per comandare tutte le funzioni), ma anche eccezionale per prestazioni (250 km/h), abitabilità, elettronica. Prezzo da amatori; si può arrivare a 164mila euro se amate andare forte e gli optional lussuosi.
AUTO ELETTRICHE, PERFETTE PER I CENTRI URBANI Pensando soprattutto ai centri urbani, è più sensato ragionare su un presente (e futuro) dove regnano le city-car che non per forza hanno autonomia limitata, vedi l’elegante BMW I3 – che sta crescendo nelle vendite – e che a Francoforte ha subìto un azzeccato restyling sia per la versione base sia per quella sportiva S. Sono BMW in tutto e per tutto, curatissime e con sistemi tecnici all’avanguardia, veloci (arrivano a 160 km/h) e con 370 km/h di autonomia. DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018 | 31
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IBRIDE, UN BUON COMPROMESSO
Gioiellini da 40mila euro, optional più optional meno. E poi c’è la Smart, fenomeno non solo automobilistico che nella versione attuale (Electric Drive da 56 CV) è destinata a uscire di scena: auto divertente, sempre attenta al lato estetico, richiede almeno 31mila euro per averla. Il plus è una ricarica “casalinga” in tre ore e mezza. Sulla Smart che – come abbiamo detto – rappresenta il fulcro della filosofia Mercedes sul fronte elettrico (per il popolo) va aggiunto che il futuro sembra più indirizzato – forse unicamente – sul car sharing rispetto alla proprietà. E questo dovrebbe far riflettere anche quanti non sono convinti della bontà del sistema: una vettura elettrica a famiglia o un parco di auto elettriche per una flotta non saranno più eccentricità ma logica. Certo, senza l’aiutino (di qualsiasi tipo sia), impiegheremo i soliti dieci anni in più rispetto alla Civilità.
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Se si prosegue di questo passo, la quota di vetture ibride a fine 2017 potrebbe essere del 4%: il muro delle 60mila unità immatricolare è a portata di mano. E considerando il tradizionalismo dei guidatori italici non era scontato: mai come in questo caso, le Case hanno lavorato bene e le Amministrazioni Locali le hanno aiutate a forza di limiti e divieti. In più, si è arrivati a una sofisticazione tecnica impensabile sino a pochi anni fa nel “gioco” tra motore endotermico ed elettrico. A parte le microibride – che in realtà non hanno propulsore elettrico ma hanno solo una modifica nell’impianto elettrico al fine di ridurre (al massimo del 10-15%) il consumo di carburante – la tipologia basica è quella Mild-Hybrid in cui oltre alla funzione Start&Stop, il motore elettrico ha una potenza sufficiente per aiutare quello termico in fase di accelerazione, migliorandone le prestazioni senza aumentare il consumo di carburante. Un valido esempio sul tema è rappresentato dalle recenti Audi A4 e A5. Le Full-Hybrid sono invece le auto con motore elettrico e batteria più potenti, che consentono di viaggiare in modalità solo elettrica, mediamente a basse velocità (circa 60 km/h) e solo per distanze
limitate a pochi km: le Toyota Auris o Yaris sono un buon esempio sul tema. Proprio per sopperire a questo aspetto, è nata la nuova generazione Full-Hybrid, le Extended Range (vedi l’Opel Ampera) capace di percorrere molti chilometri in modalità elettrica, attivando il motore termico per ricaricare la batteria in caso di potenza insufficiente. La nuova frontiera è rappresentata dalle Plug-In: FullHybrid le cui batterie possono essere ricaricate attraverso la presa elettrica domestica o le apposite colonnine, senza che sia indispensabile utilizzare il motore termico per ricaricare le batterie. Anche per questo, vengono spesso comparate alle auto elettriche pure anche se tecnicamente non lo sono: Toyota Prius, Kia Niro e Hyundai Ioniq esprimono questa soluzione, sempre più diffusa nei segmenti alti vedi la Porsche Panamera e-Hybrid, le Bmw Serie 5 e X5 o le Mercedes GLE 500 o S 500. Per la cronaca, il mercato italiano è dominato dalle Case giapponesi e coreane, che offrono modelli a prezzi corretti (non bassi, sia chiaro). Toyota ha cinque modelli nella top ten: Yaris, CH-R (un successone, premiata anche al recente MFA, vedi pag. 8), Auris e Rav4 nelle prime cinque posizioni con la Prius decima. Dal quinto al nono, ci sono Suzuki Ignis, Kia Niro, Lexus NX, Suzuki Swift e Hyundai Ioniq.
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MISSIONFLEET ANTEPRIMA BMW X3
IL BEST SELLER DI CASA BMW
SI RINNOVA TOTALMENTE Il Suv, o Sav come lo chiamano a Monaco, di segmento medio della Casa dell’Elica si rilancia con una forte iniezione di tecnologia, sia per il comfort di guida che per la sicurezza. E si propone sempre di più come auto, anche, da floa
D xDrive20d da 190 CV e 400 Nm di coppia; “una vettura che piace molto al mondo flotte, visto che circa il 50% delle vendite è appannaggio di questo segmento di mercato” aggiunge Toffanin, che aggiunge come, solo per il mercato italiano, quest’auto sia proposta anche in un allestimento particolare pensato proprio per il mondo delle auto aziendali, ovvero la Business Advantage, ricca di contenuti tipici per il mondo corporate, che vanno nella direzione della sicurezza e comfort di bordo da una parte e dalla connettività dall’altra. “Dal ’99, anno di lancio del primo modello del BMW X3, abbiamo venduto ben 5,4
milioni di vetture, con uno share del 34% sul nostro totale delle vendite nel 2017 che, in Italia, sale al 36%, con circa 250 mila unità” spiega Dini, che aggiunge come questa “fame” di X3, spingerà la Casa bavarese ad aprire un terzo stabilimento per la sua produzione a Rosslyn in Sud Africa nell’aprile 2018, dopo quelli di Spartanburg negli Stati Uniti e a Shenyang in Cina. Un successo di vendite che Bmw si aspetta anche con il nuovo modello del Suv (o, meglio, Sav) medio della casa “un modello del tutto nuovo che si basa su quattro pilastri: il design, rivisto sin dalla calandra e dai gruppi ottici, più grandi e dotati di led adattivi, che danno
di Alberto Vita
Dopo 14 anni dal suo lancio la “creatrice” del segmento SAV (Sport Activity Vehicles), come ama chiamarlo la Casa Bavarese, il BMW X3, si rinnova. Uno dei suoi best seller, secondo al mondo solo a X1 e a X5: “mentre in Italia in particolare, viene battuto solo da X1” sottolinea Alessandro Toffanin, Responsabile Comunicazione Product Communication Specialist di BMW Italia. E lo fa con una forte iniezione di tecnologie: “è il nostro Suv più tecnologico, che porta sul mercato le tante innovazione salite sulla serie 7 e 5” prosegue Toffanin, introducendo alla presentazione dell’anteprima italiana della vettura Andrea Dini, Product Manager responsabile per tutta la famiglia X e l’xDrive technology, e ricordando nel contempo che questa vettura sia stata per l’84% venduta nella precedente versione nella motorizzazione
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MISSIONFLEET ANTEPRIMA BMW X3
DYNAMO CAMP, UNA SCELTA DI CUORE Il lancio in Italia del nuovo BMW X3 è stato fatto presso il Dynamo Camp sulle colline pistoiesi, una struttura dove da più di dieci anni vengono organizzati camp di Terapia Ricreativa, la prima in Italia, appositamente strutturata per ospitare gratuitamente per periodi di vacanza e svago, bambini e ragazzi malati o nel periodo di post ospedalizzazione. “Noi ci collaboriamo formalmente dal 2014, ma abbiamo fatto diverse attività anche prima. Dal 2016 abbiamo iniziato anche un programma di volontariato per 50 dipendenti del gruppo, tra cui anche quelli di Alphabet, per aiutare il camp ad essere pronto ad accogliere i ragazzi e le loro famiglie. In tutto abbiamo già svolto 4 sessioni, coinvolgendo ben 200 dipendenti” spiega Toffanin.
un’idea di auto più muscolosa, e una carrozzeria allungata di 5,1 centimetri, un passo di 5,4 centimetri con un centimetro in meno di altezza. Il che l’ha resa più filante con un ottimo cx di 0,29” spiega Dini. Che prosegue: “tutti nuovi anche gli interni, che
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adottano il family feeling lanciato da serie 5 e serie 7, mentre il terzo pilastro di questo rinnovamento totale dell’auto è certamente l’innovazione, avendo introdotto tantissima tecnologia in tre macro aeree: assistenza alla guida,
connettività e funzionalità”. La lista delle innovazioni tecnologiche introdotte è infatti praticamente infinita, e va dal nuovo quadro strumenti completamente digitale, allo schermo con tecnologia AirTouch da 10,25” controllabile dal touchscreen, con la rotellina sul tunnel centrale, a voce o con il gestual control. E poi ecco un precisissimo Head-Up display con le informazioni del navigatore, il Cruise Control adattivo con Driving Assistant Plus e il Connected Drive, per l’integrazione dei dispositivi mobile nel sistema multimediale. Il quarto pilastro di questo rinnovamento totale del modello è la dinamica di guida, ancora più perfezionata, grazie anche alla trazione integrale e al cambio Steptronic a 8 marce, anche in versione manuale con palette al volante, e agli stili di guida personalizzabili dalle tre modalità base, ovvero Sport, Comfort ed eDrive. La BMW X3 è offerta in Italia con due motorizzazioni a benzina, l’xDrive20i, un quattro cilindri da 185 CV e 290 Nm di coppia e l’X3 xDrive30i, un 4 cilindri da 252 CV e 350 Nm, oltre alla X3 M40i con motore sei cilindri 3.0 da 360 CV e 500 Nm di coppia, e due diesel, l’xDrive20d da 190 CV e 400 Nm di coppia e il sei cilindri 3.0 da 265 CV e 620 Nm. X3 che sarà anche “la nostra prima Total electric nel 2019” annuncia Toffanin, che spiega anche come la strategia della casa bavarese sia molto chiara, basandosi sulle linee M, per lo sport, e la I, per l’elettrico, e da qui travasando le rispettive tecnologie sui modelli di serie, “con le M Perfomance e le I Perfomance”.
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VOLVO, UNA STORIA
DI INNOVAZIONE E SICUREZZA Il brand cino-svedese è sempre stato riconosciuto dal mercato come benchmark per la sicurezza. Nonché come il maggior produore di Station Wagon della sua classe. Che dagli anni duemila punta forte anche sui Suv. E, dal 2019, anche sull’elerico e ibrido
A integrante del design dell’auto, che comprende una struttura molto robusta e materiali che assorbono energia dall’interno, una traversa a croce sul pavimento e persino sedili rinforzati, arricchita poi nel 1994 con gli airbag laterali e nel 1988 il Sistema di protezione dal colpo di frusta. E dopo gli airbag laterali, nel ’98 Volvo propone la tendina gonfiabile e nel 2002 il Sistema di protezione antiribaltamento, mentre nel 2003, 2008 e 2010 l’arrivo di tre sistemi che oggi sono parte integrante degli Advanced driver-assistance systems, o ADAS, ovvero Il sistema di monitoraggio dell’angolo cieco, il City Safety e il rilevamento dei
pedoni con frenata automatica. Insomma per gli ingegneri svedesi la sicurezza è sempre stata davanti a tutto. Anche se molti pensano a Volvo come una delle Case che inventarono la Station wagon negli anni ’70-’80, importando questa tipologia di auto molto spaziose in Europa dagli Stati Uniti, dove ebbe un grande successo, grazie soprattutto alle serie 240 e 260. E, dopo la sicurezza, Volvo ha lasciato un segno anche nel mondo del design.
di Alberto Vita
Anche se la Svezia per un popolo di calciofili come il nostro non è oggi al massimo della considerazione per ovvi motivi..., nel campo automotive Volvo, marchio svedese ora di proprietà dei cinesi di Geely, bisogna tenerlo in considerazione eccome, soprattutto per quanto riguarda le innovazioni in fatto di sicurezza che negli anni ha introdotto sul mercato. Come la cintura di sicurezza a tre punti nel 1959, rinunciando ai diritti derivanti dal brevetto, il seggiolino di sicurezza per bambini da montare contro il senso di marcia del ’72, migliorato poi nel 1976 con l’introduzione del Seggiolino di rialzo per bambini, e poi ancora nel 1990, con il rialzo integrato nel sedile stesso. Nel 1976 l’introduzione della Sonda lambda per abbattere le emissioni nocive dei gas di scarico del 90%, nel 1991 ecco il SIPS, il Sistema di protezione contro gli urti laterali, parte
VOLVO CARS, LA STORIA Una storia quindi tra innovazioni tecnologiche e auto “da famiglia” che non deludono mai, nata il 14 aprile 1927 a DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018 | 35
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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT
Hisingen, nei sobborghi di Göteborg, quando uscì dalla fabbrica la prima vettura ÖV4, soprannominata ‘’Jakob’’. Una produzione che prese spunto da un’esposizione di auto tenutasi proprio nella città della provincia svedese del Västergötland nel 1923, alla quale parteciparono ben 97 espositori. Fu così che Assar Gabrielsson, manager SKF, e Gustaf Larson che a Coventry, patria dell’auto britannica, partecipò alla progettazione dei motori Morris prima di tornare in patria proprio alla SKF, iniziarono a progettare automobili nel 1924. Grazie all’appoggio della SKF, che fornì anche i locali industriali e il nome, AB Volvo, che era stato usato in una precedente operazione commerciale. (Volvo è un termine latino e significa “Io mi muovo”), ed ecco così le prime ÖV4, con motori 4 cilindri da 28CV. Dopo 297 auto vendute, nel ’28 l’allargamento della produzione con altri modelli, come la Volvo Special, con i primi autocarri e bus, nonché con lo sbarco all’estero, in Finlandia. Nel ’29 con la PV651 abbandona la produzione del quattro cilindri, sostituendola con il sei cilindri (PV sta per PersonVagn, auto in svedese) e, con 1383 auto vendute chiude il suo primo bilancio in attivo. Nel 1930 lancia i primi modelli a sette posti, il TR671 e il TR672, 36 | DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018
pensati per i taxi, e acquisì il suo fornitore di motori, Pentaverken a Skövde, e la fabbrica di Hisingen, fino a quel momento di proprietà di SKF. Nel ’31 la crisi economica internazionale fece crollare la vendita di auto, ma questo spinse Volvo a proporsi sempre di più come paladina dell’industria svedese, visto che proprio quello domestico era il suo mercato principale. Nel ’32 grazie a nuove migliorie tecniche Volvo riesce a vendere 10mila unità di cui 3800 auto. Le cose stavano andando bene per il costruttore svedese che nel 1935 lanciò, “la vettura aerodinamica” PV36, chiaramente ispirata al design americano, arrivando infine a quotarsi alla Borsa di Stoccolma. Gli anni d’oro di Volvo terminarono nel ’39 con le avvisaglie della Guerra mondiale, che spinse Volvo a progettare auto che andavano a gasogeni e non a carburanti tradizionali,
visto la loro penuria. Auto a gasogeno che furono vendute soprattutto in campo militare, visto lo stop quasi totale delle vendite ai privati, con la conversione della produzione di auto ad uso bellico, tra cui vi fu anche una jeep. Il Dopoguerra, anche se il territorio svedese non fu toccato dal conflitto, rese difficile la produzione di Volvo. Ma, nonostante tutto, la PV444, la “bella del mondo dell’automobile” come veniva reclamizzata dai concessionari del paese, raggiunse un grande successo dal 1947, e nel ’49 ci fu, per la prima volta, il soprasso della produzione delle auto sugli autocarri. Un andamento positivo che la Casa tenne anche negli anni ’50 anni in cui vennero lanciati modelli quali la Duett, nome che trasmetteva l’idea di Volvo di riunire un’auto da lavoro e una per il tempo libero, la Disponent (Presidente), veicolo di rappresentanza, la Volvo sport e la Volvo Amazon (o 120). In quegli anni lo sbarco, di successo, anche nel mercato statunitense, mentre nel ’59 iniziarono i preparativi per la realizzazione di una nuova fabbrica a Torslanda, che aprirà nel ’64. Gli anni ’60 si aprono con una coupé, la B18B,
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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT
IL FUTURO DI VOLVO È ELETTRICO Dal 2019 ogni nuova Volvo avrà (almeno) un motore elettrico; tra Plug-In Hybid, Full Electric e Mild Electric, la flotta del Costruttore cino-svedesi si lancia decisa verso l’elettrificazione di tutti i suoi modelli, ponendo fine all’epoca delle auto mosse esclusivamente da un motore a combustione “La gente ci chiede in maniera sempre più esplicita e crescente auto elettriche e noi vogliamo rispondere ai bisogni presenti e futuri dei nostri clienti. Così si potrà scegliere qualsiasi modello Volvo elettrificato si voglia” ha detto il Presidente e Ceo di Volvo Cars Håkan Samuelsson. Volvo introdurrà così un’offerta di auto elettrificate su tutta la gamma, sia completamente elettriche, che ibride plug-in o con soluzioni mild-hybrid a 48 volt. Saranno cinque le vetture full electric che il Costruttore lancerà fra il 2019 e il 2021; tre di queste saranno modelli Volvo mentre le altre due saranno vetture brandizzate Polestar, il brand per vetture ad alte prestazioni del gruppo.
assemblata in Inghilterra, e nel ’63 venne inaugurata una industria di assemblaggio ad Halifax, in Canada, nel ’65 a Gand, in Belgio, e nel ’68 in Malesia. E in Italia la prima autovettura Volvo viene importata nel 1964 da un imprenditore privato, la Motauto di Bologna, che poi vendette a Volvo nel 1973 facendo nascere la Volvo Italia. Gli anni ’70, il decennio della austerity, non fu negativo per Volvo che, anzi. Nel ’72 acquisì il 33% delle azioni DAF in Olanda e lanciò un veicolo per la sicurezza, il VESC (Volvo Experimental Safety Car), un laboratorio mobile su cui era possibile testare i diversi componenti destinati a migliorare la sicurezza: freni antibloccanti, airbag, paraurti telescopici, etc., propedeutico all’apertura del Volvo Technical Centre. Nel ’74 venne presentata una nuova generazione di vetture, la 240 e la 260, progettati sull’esperienza del VESC. Dando a Volvo il ruolo di leader di mercato in materia di sicurezza, diventando benchmark anche per l’ente statunitense per la sicurezza stradale. Gli anni ’80
per Volvo furono anni di ricerca testati su un nuovo veicolo sperimentale, la VCC (Volvo Concept Car), per nuovi concetti e soluzioni per il risparmio energetico e la riduzione dell’impatto sull’ambiente Il 1981 Volvo divenne il maggior esportatore europeo di auto negli Stati Uniti, ma ma fu anche l’anno in cui venne “scalata” dal governo olandese, che salì al 70% del capitale. Le vendite, anche con la serie 700, comuqnue continuavano a crescere, e dal 1980 la produzione Volvo di Station Wagon era più che raddoppiata facendola diventare di gran lunga il maggior produttore di Station Wagon della sua classe. Gli anni ’90 videro il lancio della serie 800 e 900, sempre più sicure e sostenibili e l’alleanza fra Volvo e Renault iniziata 20 anni prima si fece più stretta, così come con Mitsubishi, prima della vendita nel 1999 al gruppo Ford. Gli anni 2000 dopo il lancio dei motori bi-fuel alla fine degli anni ’90, videro la messa in produzione di una nuova generazione di motori diesel a basso impatto ambientale realizzati in
alluminio e dotati di iniezione Common Rail mentre nel 2002 ecco lo sbarco del brand svedese nel mondo dei Suv con la XC90. ma Ford, che si stava liberando di tutti i marchi acquisiti nel tempo, cedette Volvo ai cinesi di Geely nel 2010. Una fortuna per la Casa che negli anni Duemila soffrì di un certo immobilismo, lanciando invece, grazie ai capitali cinesi e alla loro collaborazione non invasiva, una serie record di nuovi modelli, tra cui, manco a dirlo, tanti Suv. Dal 2012 Volvo viene guidata da Håkan Samuelsson che, naturalmente, oltre a Europa e Usa, spinge molto anche sul mercato cinese, dove la Casa produce a Chengdu. L’Italia per Volvo rappresenta il 4° mercato europeo dopo Svezia, Germania e Inghilterra, con una incidenza delle motorizzazioni diesel dell’85% sul totale e un ottimo impatto sulle flotte aziendali, soprattutto sulle categorie premium con le Wagon e con i Suv.
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MISSIONFLEET MONDO PICK UP
CRESCE IL SEGM
E SI FA
Il Fullback di Casa Fiat lancia la Cross, versione Glam del suo pick up di successo
F di Alberto Vita
ca dopo il lancio del Fullback da “lavoro” di un anno fa, lancia la versione glam del suo pick up, ovvero il Cross, con lo slogan Built to escape. Un “invito” alla fuga per tutti coloro che avendo bisogno di una vettura da lavoro vogliono però qualcosa in più, come ha spiegato perfettamente Stephane Gigou, Head of Brand Fiat Professional, snocciolando i dati di grande crescita del segmento: “Negli ultimi cinque anni le immatricolazioni di pick up sono cresciute del 60%, a quota 160 mila, di cui il 25% sono dei modelli lifestyle, utilizzabili sia per il lavoro che per il tempo libero, mentre erano meno del 10%. E, com’è successo nel mondo dei Suv, diventati auto per tutti contaminando tutte le categorie, anche i pick up ormai non sono utilizzati solo per motivi di
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lavoro”. Perciò dal Lingotto ci si attende di venderne almeno il 50% ai privati; “ma c’è bisogno che, come è già successo in tutta Europa, il codice penalizzante per questo tipo di autovetture cambi. Ormai è rimasta solo l’Italia a penalizzare i pick up” aggiunge Gigou. Proposto sia da Fiat Professional che dai normali concessionari il Fullback Cross propone un allestimento completo, incluso il Pack Techno che comprende: Radio, Navigatore, Bloccaggio del differenziale posteriore e Fari BiXenon. Per un pick up che si utilizza a due ruote motrici, ideale per limitare i consumi, con la trazione integrale con
differenziale centrale Torsen per l’utilizzo in off-road, marce ridotte per i percorsi più impegnativi e la possibilità di bloccare meccanicamente il differenziale posteriore per utilizzi estremi. Lungo 5,28 metri, largo 1,81 metri e alto 1,815 metri e con un passo di 3 metri, la Fullback Cross è inaspettatamente agile, con un diametro di sterzata “che è il migliore della categoria” commenta Gigou, che sottolinea anche l’ottima visibilità anteriore, con l’ampio parabrezza, nonché posteriore, grazie alla telecamera posteriore di ausilio al parcheggio di serie. Con Fullback Cross è possibile trasportare fino a 1.100 kg e trainare oltre 3.000 kg. Il Fullback Cross monta un motore turbodiesel in alluminio da 2,4 litri, da 180 CV e 430 Nm di coppia a 2500 giri, e due diverse tipologie di cambi, ovvero un manuale a sei marce o un automatico a cinque marce, con i paddle al volante, cambio, che secondo Fiat, verrà scelto “da oltre il 70% dei clienti”.
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MISSIONFLEET MONDO PICK UP
ENTO PICK UP
”FIGHETTO” P
nell’offroad: a parte un allestimento semplificato della 250d, tutte i Classe X hanno la trazione integrale inseribile (quando non serve è solo posteriore), il riduttore, il controllo della velocità in discesa e, a richiesta, il differenziale posteriore bloccabile. L’altezza da terra è di 202 mm, ma è disponibile anche un assetto rialzato di altri 20 mm. Ne conseguono una capacità di guado di 600 mm, un limite di ribaltamento laterale collocato a 49,8° e una pendenza massima superabile di 45°. A spingere il mezzo due quattro cilindri a gasolio di 2,3 litri in versione
Anche la Casa della Stella punta sui pick up. Ma di classe (X) turbo da 163 CV (220d) o biturbo da 190 CV (250d) e cambio manuale a 6 marce o automatico a 7 rapporti. A metà 2018, verrà introdotta una versione con il V6 turbodiesel di 3 litri da 258 CV che avrà anche la trazione integrale permanente, il cambio automatico 7G-Tronic Plus con leve al volante, e il selettore dei programmi di guida. Tre gli allestimenti: Pure, Progressive e Power.
di Maurizio Bertera
erché la Classe X? Perché il mercato dei pick up sta facendo boom un po’ dappertutto e non più solo in Nord America, dove da sempre questo tipo di veicolo si vende tantissimo. In Italia è decisamente più difficile visto che c’è ancora una regolamentazione stravagante in base alla quale possono essere immatricolati, e usati, solo come autocarri (vedi le rimostranze a lato di Gigou). Ma il mercato si muove anche da noi e Mercedes-Benz sicuramente vuole contribuire alla sua crescita con il nuovo Classe X, che prende origine dal progetto Nissan Navara; le dimensioni sono pressoché le stesse, ma al tempo stesso ha preso il meglio della Casa della Stella per stile e tecnologia. Vedi il frontale e gli interni disegnati nel centro stile di Como e ispirati a quelli degli altri modelli del marchio di Stoccarda. Ampia poi, come da tradizione della Casa, la dotazione di sicurezza e la connettività. Per quanto riguarda le prestazioni “professionali” i dati non sono dissimili da quelli di Navara e Alaskan, con una portata di circa 1.100 kg e una capacità di traino che tocca i 3.500 kg. Il cassone (che è dimensionato e predisposto per gli europallet) è lungo 1.587 mm ed ha una larghezza massima di 1.560 mm. Se sull’asfalto, il comportamento è da Suv, il divertimento arriva
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MISSIONFLEET CVO ARVAL
DA ARVAL OTTIMISMO PER IL FUTURO DEL NOLEGGIO A LUNGO TERMINE
CHE SI PREPARA A UNA RIVOLUZIONE Il seore delle auto aziendali mostra segnali di grande oimismo, rilevati da una ricerca dell’operatore del gruppo BNP Paribas, che fa il punto della situazione e li confronta con gli altri paesi Ue. Dove si trovano auto più recenti e... ibride
di Andrea Barbieri Carones
I I Fleet manager italiani sono ottimisti riguardo al futuro del noleggio di flotte aziendali. Secondo il Corporate Vehicle Observatory di Arval, il centro studi sulla mobilità e sulle tendenze del mercato creato nel 2002 dal gestore di auto aziendali del gruppo BNP Paribas, con il 36% delle imprese della Penisola che pensa di introdurre nuove vetture nel parco mezzi incrementandone il numero, contro il 6% di aziende 40 | DICEMBRE 2017-GENNAIO 2018
che invece prevede una contrazione. I risultati del CVO vengono pubblicati ogni anno e toccano il mercato auto nel suo complesso. Con un focus sul mercato- flotte, in cui Arval gioca un ruolo importante in Italia visto che gestisce circa 180mila vetture, “con buone possibilità di toccare quota 200mila nel giro di pochi anni” spiega Alessandro Torchio, responsabile del CVO di Arval “vista la flessibilità che ci caratterizza, con noleggi che vanno dai 10 minuti ai 10 anni”. Ritornando ai dati, emerge anche che la dimensione delle flotte di aziende italiane è più piccola rispetto alla media europea, dove il 67% ha meno di 10 veicoli contro una media continentale del 54%, dovuto al fatto che moltissime imprese
nazionali rientrano tra le pmi. “Le dimensioni dell’azienda implicano anche una differente durata della vita media delle vetture” continua Alessandro Torchio. “Se nelle imprese con meno di 100 dipendenti questa è compresa fra i 7 anni e i 7 anni e mezzo (la media della Ue è di poco più di 6) in quelle con più di 1.000 dipendenti tale durata scende a 4,8 anni in Italia e a 5,1 nell’Unione”. Nella Penisola c’è poi un crescente interesse per le nuove tecnologie applicate al settore automotive e un interesse in generale per quello che sono le nuove energie e i nuovi propulsori. “Nel periodo gennaio-giugno di quest’anno sono in leggero calo le vendite di auto a gasolio, sono stabili quelle a benzina mentre sono in leggera crescita rispetto al 2016 le vetture alimentate a gpl, quelle con motore elettrico (pur quantitativamente irrilevanti, ndr) e quelle ad alimentazione ibrida che sono quasi raddoppiate rispetto al 2015” continua Torchio. Se il 30% delle imprese italiane hanno utilizzato o sono in procinto di utilizzare auto ibride (più 8% nel 2017 rispetto allo scorso anno), nel Regno Unito e in Olanda tale percentuale arriva al 47 e al 46%. E in questi paesi, l’ibrido plug in si avvicina
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MISSIONFLEET CVO ARVAL
al 50% mentre nella Penisola tocca il 19% con una crescita prevista del 6% rispetto al 2016. Alla domanda “Quale alimentazione tra l’elettrico e l’idrogeno è già utilizzata o sarà utilizzata in futuro dalla vostra flotta, il 21% ha risposto l’elettrico (percentuale in aumento del 2% rispetto al 2016) mentre il 10% ha citato l’idrogeno, con una percentuale di 5 punti superiore rispetto allo scorso anno. La tecnologia: per i Fleet manager italiani intervistati quello che spinge verso l’adozione di soluzioni di telematica è la sicurezza dei propri driver, seguito dall’ottimizzazione dei percorsi quotidiani e dalla riduzione dei costi della flotta. Per quanto riguarda l’Italia, nel 56% dei casi i fornitori di tali servizi sono le stesse aziende di noleggio a lungo termine, mentre la media europea è del 16%. In Italia, la telematica è stata implementata nel 35% delle flotte auto con più di 50 vetture (in Europa tocca il 37%) e nell’8% nei parchi auto con meno di 10 unità. Il motivo principale che frena la diffusione di queste tecnologie è legato alla necessità di rispettare la privacy dei propri driver oltre alla riluttanza stessa degli utenti. Per quanto riguarda la sicurezza, i dati italiani indicano che dopo 15 anni di cali generalizzati di incidenti e numero di feriti, questi sono ripresi a crescere dal 2015, con il numero delle vittime che fortunatamente continua costantemente a calare confermando la bontà delle scelte effettuate dai costruttori in tema di sicurezza con tante cinque stelle EuroNCAP sui nuovi modelli in commercio, avvicinandoci al target 2020 di
riduzione delle vittime, che dovrebbe raggiungere la cifra di 2057 persone a fronte delle 7096 del 2001. In quest’ottica s’inserisce anche l’attività delle imprese: il 43% di esse offre, a fronte dell’utilizzo della vettura aziendale, una formazione sul corretto uso del veicolo, sempre nell’ottica del miglioramento della sicurezza del driver. E il futuro? In Italia le piccole e medie imprese si affacceranno sul settore delle auto aziendali puntando sul car sharing o sul car pooling, per ora appannaggio soprattutto delle grandi aziende, aperte invece ai cambiamenti dettati dalla tecnologia (soprattutto per quanto riguarda la mobilità alternativa): circa il 22% di queste ultime ha dichiarato di aver già adottato una politica di mobilità alternativa basata sul carpooling (57%) e il car sharing (37%) al punto che presumono che il Fleet manager sarà sostituito dalla figura del Mobility manager.
L’AUTO? UNO SPAZIO VITALE L’auto è il terzo spazio vitale dopo casa ed ufficio. La sempre maggior diffusione di vetture connesse e nuove tecnologie smart che permettono di replicare, all’interno del veicolo, le medesime applicazioni che utilizziamo per lavoro e piacere su smartphone e PC, è destinata a migliorare la qualità della vita a bordo. “La crescente domanda di mobilità ci spinge oggi a fare sistema, abbandonando casi singoli perché la mobilità deve diventare un sistema integrato” ha concluso Alessandro Torchio.
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Le Car List li hanno ormai accolte, dopo anni di ostracismo. Stiamo parlando dei Suv e, come in questo caso, di Sport Utility Vehicle Premium. Uno, il Glc, targato Mercedes, che va a sostituire lo storico Glk, l’altro, il DS7 Crossback è il primo esperimento della Casa francese nata da uno spinoff di Citroën, scelta anche dal neo-presidente Macron per il suo insediamento. Insomma due Suv certamente dalla qualità “presidenziale”.
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L’ANALISI DI
Con il Glc il Suv di casa Mercedes cresce e si “ammorbidisce” C’era una volta la GLK, che con quelle sue forme spigolose aveva spaccato in due i clienti Mercedes e non solo: c’era chi la adorava proprio per la sua originalità, chi invece non poteva digerirla perché si discostava fortemente dagli stilemi del marchio. Nella riorganizzazione della gamma Suv (ora si chiamano tutte GL e l’ultima lettera, A, C, E, S, indica il segmento di appartenenza), è bastato sostituire la terza lettera della sigla e ripartire praticamente da zero per ottenere l’erede, la GLC che ha un design totalmente all’opposto rispetto alla GLK; le forme fuoristrada hanno lasciato spazio a linee morbide e tondeggianti, digeribili da un vasto pubblico e seguendo la tendenza prevalente fra i Suv. E per la cronaca, ha 12 cm in più di lunghezza della GLK che si vedono e si “sentono”. di Maurizio Bertera
LA GAMMA Ampia e ben costruita. La GLC è disponibile con due propulsori turbo a quattro cilindri, in differenti configurazioni. L’unità a benzina montata sulla 250 eroga 211 CV, mentre sulla ibrida 350e è accoppiata a
un motore elettrico per un totale di 320 CV. Il 2.1 a gasolio presenta 170 CV (220 d) o 204 CV (250 d). La gamma motori si completa con due sei cilindri turbo di 3.0 litri: a benzina per la AMG 43, capace di sviluppare 367 CV, e a gasolio per la 350 d che “si
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MISSIONFLEET
accontenta” di 258 CV. In tutti i casi, la trazione è integrale mentre il cambio è l’efficiente automatico a 9 rapporti tranne che per la 350e, che monta un’unità a 7 rapporti. Gli allestimenti sono i classici Executive, Business, Sport, Exclusive e Premium oltre al già citato AMG. Quanto al listino la entry level è la 220d 4Matic Executive a 49.593 euro.
LA PREFERITA Sotto molti aspetti, la versione 220 d Business (prezzo 51.213 euro) ci sembra la più indicata per le flotte. Il motore, non a caso, è il più “gettonato” della gamma GLC anche se il 250d resta ideale per chi vuole qualche cavallo in più. Detto che l’elenco delle dotazioni di serie riempirebbe un paio di pagine (e quello degli optional un libricino…), è notevole per l’infotainment e i sistemi di assistenza alla guida. Le prestazioni sono valide: 210 km/h di spunto massimo, 8.3 secondi nel
passaggio 0-100 km/h, consumo medio sui 20 km/l.
IN ARRIVO Per la GLC tradizionale non sono previste altre versioni. In compenso a breve scenderà sul mercato una delle grandi novità dell’ultimo Salone di Francoforte: la fuel cell EQ Power con il propulsore elettrico da 200 CV
I TEMPI DI CONSEGNA Vanno mediamente dai quattro ai sei mesi.
IL VALORE RESIDUO Storicamente il valore dell’usato Mercedes-Benz è sopra la media e si svaluta poco. La GLC ha anche il vantaggio di rappresentare la tipologia più di tendenza. Ricordiamo poi che la Casa ha messo a punto un programma specifico per l’usato, First Hand, e prevede cento severi controlli con tagliando pre-
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L’ANALISI DI
consegna obbligatorio. Valido il motore di ricerca all’interno del sito ufficiale: www.mercedes-benz.it.
della Casa: il Service 24h è disponibile a qualsiasi ora, in quasi tutta Europa mentre le garanzie di mobilità Mobilo e MobiloLife fanno in modo che si arrivi comunque a destinazione.
MISSIONFLEET
lavora senza strappi e tiene bassi i giri del motore, limitandone la rumorosità; Molto interessante la nuova pressoché nulle le vibrazioni formula Dynamic Lease, il e pochi i fruscii. E le finiture primo prodotto “pay per use” sono da copione MercedesI COSTI DI GESTIONE che unisce un canone fisso Benz: l’auto è realizzata con mensile e una componente cura e, grazie allo stile Per chi sceglie il leasing, è di consumo per chilometro raffinato e all’assemblaggio ideale il Service Plus dove le LE FORMULE percorso verificabile grazie preciso, dà l’impressione di spese vengono dilazionate FINANZIARIE al sistema Connect Me, con valere i (tanti) soldi che nel piano finanziario. Tre le costa. Le critiche? Per una formule: Compact, Comfort Mercedes-Benz propone tre l’opportunità di pagare la rata in base all’effettiva Suv di queste dimensioni, il ed Excellent con servizi e formule di finanziamento costi diversi. Interessante la per l’acquisto: Classico (rate percorrenza senza maxi rata baule non risulta molto finale. Con una durata di 36 ampio e la ridotta distanza formula ServicePlus fisse mensili per tutta la mesi e nessun anticipo, Advance, attivabile entro 24 durata contrattuale), fra pianale e tendalino non comprende l’attivazione di mesi dall’acquisto, che Balloon (rate mensili più aiuta a sfruttarlo al meglio. servizi come copre le riparazioni basse rispetto a quello del RCA/incendio/furto e la Classico e maxi-rata finale, straordinarie nel terzo e IMMAGINE tassa di proprietà e il già quarto anno di vita (senza rifinanziabile alla scadenza citato Connect Me. Sul breve Difficile che negli ultimi anni limite di km) per i guasti ai del contratto) e Plus (con termine, ecco Mercedescomponenti meccanici ed dilazione della maxi rata un modello della Stella non Benz Rent, mentre altre elettrici. finale). Quanto al leasing, sia all’altezza delle Grande attenzione anche personalizzabile su contratti soluzioni di noleggio sono aspettative. La GLC ne è un studiate dal Daimler Fleet all’offerta assicurativa con della durata di 60 mesi per valido esempio, per la Management. le formule personalizzabili le auto nuove e 48 per le mancanza di effettivi punti Feel Sure (incendio e furto), usate, anche qui 3 deboli e la cura in ogni Feel Care (tutela del possibilità: restituzione elemento: dalla sicurezza I PREGI E I DIFETTI finanziamento), Feel New (in dell’auto con il possibile (cinque stelle EuroNCAP) collaborazione con Axa finanziamento di un’altra all’infotainment. Certo, il Detto che il design è molto France, permette di Mercedes; prosecuzione piacevole, sicuramente GLC ticket per averla non è dei mantenere inalterato il dell’uso del mezzo con un più economici ma resta un fa rima con comfort di valore della vettura). Da nuovo finanziamento o investimento al di là del guida: i chilometri passano sottolineare infine la acquisto del mezzo pagando veloci senza lasciare il piacere estetico e proverbiale organizzazione il valore residuo. segno. Il cambio automatico prestazionale che regala.
IL NOLEGGIO
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L’ANALISI DI
Arriva il DS 7 Crossback, il primo Suv della Casa di classe presidenziale Il marchio DS sarà anche nato nel 2014, staccandosi da mamma Citroën, ma solo oggi è partito con un programma di sviluppo globale del brand, in Italia e nel mondo. E la DS 7 Crossback apre il nuovo corso: protagonista dell’ultimo Salone di Ginevra è il primo di sei modelli che copriranno i segmenti dal B all’E, sempre in chiave premium, con l’evidente obiettivo di dare fastidio alle big 3 teutoniche e alle altre Case d’eccellenza. Guarda caso si parte nel mondo dei SUV di segmento C, quello che primeggia per numeri e crescita. Il Lancio della DS7 si accompagna a una chiara strategia di espansione della rete DS. Entro gennaio 2018, la Casa vuole arrivare a 23 store, numero destinato ad aumentare a 47 per la fine dell’anno. I primi sono quelli appoggiati ai concessionari ufficiali PSA mentre per i restanti sono in fase di finalizzazione gli accordi con concessionarie del mondo premium. In più ci saranno 70 service per aumentare la copertura e servire meglio le varie zone del Paese. di Maurizio Bertera
LA GAMMA La DS 7 Crossback fino ad ora era ordinabile solo su internet e nella ricca versione di lancio La
Première, ma ora la casa francese ha aperto gli ordini anche per gli allestimenti meno prestigiosi ed i motori meno potenti, che arriveranno però da inizio
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MISSIONFLEET
2018: la produzione del diesel 1.5 da 130 CV comincerà infatti a gennaio. I prezzi partono da 31.100 euro per il 1.5 BlueHDI, il cambio manuale a 6 rapporti e l’allestimento di primo livello So Chic, che include i fari anteriori allo xeno, il sistema d’ingresso senza chiave, il “clima” automatico bizona, la strumentazione digitale e dispositivi di sicurezza come la frenata automatica d’emergenza. Gli altri motori sono il diesel 2.0 BlueHDi da 180 CV ed i benzina 1.6 PureTech da 180 CV e 225 CV. Il cambio automatico non è disponibile sul diesel da 130 CV, ma soltanto sui benzina e sul diesel da 180 CV. Gli altri allestimenti sono il Business e il Grand Chic: tanto per dare un’idea, con la stessa motorizzazione, costano 32.600 e 34.600 euro.
LA PREFERITA La versione della DS7 Crossback più interessante
per il mercato italiano, ci sembra la Business BlueHDi 130 CV a cambio manuale che all’allestimento So Chic aggiunge lo schermo nel cruscotto da 12 pollici, il navigatore satellitare, la ricarica senza fili per gli smartphone e la regolazione lombare dei sedili anteriori. Il prezzo è di 32.600 euro. Il quattro cilindri eroga 130 CV a 3.750 giri/minuto mentre la coppia massima di 300 Nm si ottiene allo stesso regime. Lo spunto massimo è di 195 km/h. I consumi restano un punto di forza: per la Casa si parla di 27 km con un litro di gasolio sulle strade veloci e di 25 km nel misto, con un’ottima autonomia grazie al serbatoio da 55 litri.
IN ARRIVO A parte il programma di integrazione motoristica della gamma, la Casa non ha annunciato novità per il 2018 mentre è sicuro che nel 2019 ci sarà una versione ibrida plug-in da
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L’ANALISI DI
300 CV con trazione integrale, in grado anche di percorrere fino a 50 km in modalità elettrica pura.
I TEMPI DI CONSEGNA Intorno ai sei mesi, a meno di promozioni
IL VALORE RESIDUO Stiamo parlando di un modello nuovo di un brand storico ma che in pratica è rinato, quindi la valutazione non è semplice. Quanto all’usato, per il momento, DS si appoggia a Citroën Select ma a breve ci saranno programmi specifici.
La garanzia si può estendere senza o con manutenzione ordinaria e straordinaria. Puntando al premium, dopo l’acquisto, supportato da esperienze di realtà virtuale in store, DS seguirà il cliente con Only You: una serie di esperienze e servizi proposti per i proprietari, tra cui iniziative dedicate, assistenza stradale completa per 8 anni, DS Valet per ritiro e riconsegna dell’auto dopo gli interventi di manutenzione e MY DS, l’app per gestire il mondo servizi del marchio.
LE FORMULE FINANZIARIE
Sono due, messe a punto I COSTI DI GESTIONE direttamente da Banca PSA Italia. La Leasing offre flessibilità nella durata del Al di là della garanzia base contratto, che varia da 24 a di due anni, DS propone i cosiddetti Forfait con tariffe 60 mesi con totale libertà di scelta se diventare fissate: dal cambio olio ai proprietari del mezzo a fine freni, dai tergicristalli alla contratto. Questa formula è distribuzione. C’è una grande attenzione poi a pack ancor più personalizzabile grazie ai servizi abbinabili: personalizzati a seconda Azzurro Insieme (con dell’utilizzo e del chilometraggio della vettura. l’antifurto IdentiCar e le
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coperture incendio e furto) che volendo può diventare Gold con l’aggiunta della polizza Kasko, un contratto di servizio a scelta fra i tre diversi livelli (Free Drive, Ideale Drive ed Essential Drive) e l’RCA.
IL NOLEGGIO La proposta DS per il “lungo termine’” si chiama Free2 Move Lease e assicura la certezza della spesa con un canone mensile all inclusive e calibrato sulle capacità di spesa desiderate.
I PREGI E I DIFETTI Nessun dubbio che siamo in presenza di una vettura di classe, azzeccata nel design e premium sotto tutti gli aspetti. Il tocco di classe delle quattro “Ispirazioni” ovvero gli interni che si rifanno a quartieri parigini (Bastille, Rivoli, Faubourg e Opéra) senza dimenticare la classica Performance Line). Se aggiungiamo i 10 pacchetti e le 34 opzioni di personalizzazione, il
concetto di una DS7 Crossabck su misura non è marketing ma realtà. Tra gli elementi che ci hanno convinto meno: lo spazio che potrebbe essere sfruttato meglio (il tunnel centrale è francamente abbondante) e la rigidità delle sospensioni che però è un po’ una caratteristica di famiglia.
IMMAGINE Grande personalità e tanta eleganza, abitacolo-salotto e dotazioni da ammiraglia, con una chiara vocazione al comfort per i lunghi viaggi. Una chiara sfida al lusso, come si diceva, che DS intende seguire con un nuovo modello all’anno per i prossimi sei anni e una variante elettrificata per ogni auto proposta in gamma. Al di là dei (non pochi) fedeli del brand dai tempi in cui rappresentava l’esclusività Citroën, la DS7 Crossback è effettivamente un’alternativa, raffinata e originale, alle pur ottime concorrenti tedesche e quelle in arrivo.
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Renault lancia la gamma Executive Renault lancia la gamma executive pensata appositamente per il mondo flotte, con la quale arricchisce le Talisman Berlina e Tourer e l’Espace, e a primavera lo farà anche con la Mégane Grand Coupé. Questa gamma va a sostituire l’allestimento Intense, con una iniezione di tecnologie e di dettagli, come gli interni in pelle chiara, i cerchi specifici executive, il 4control® con 4 ruote
sterzanti e controllo elettronico delle sospensioni, il Renault multi-Sense, che permette al guidatore di scegliere tra cinque modalità di guida, ovvero Perso, Neutral, Sport, eco e comfort, l’Rlink2 con touchscreen verticale da 8,7’’ e l’apertura e la chiusura bagagliaio a mani libere: “Da questi modelli ci aspettiamo una vendita del 70% nel mercato flotte” spiega Andrea Garbellotto, product manager segmento c e D per Renault, che precisa: “non è un allestimento specifico per la clientela business ma delle 1.600
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espace e delle 1.100 Talisman vendute nei primi 10 mesi del 2017, ben il 70% è stato acquistato da professionisti, imprese e partite iVA, società di noleggio a breve e a lungo termine. Una percentuale che pensiamo di bissare con questa nuova versione”. mossa questa che sottolinea coma Renault creda nelle flotte, come ha già mostrato con la sua gamma Business.
Opel, obiettivo ritorno all’utile il ceo di Opel-Vauxhall Michael Lohscheller lancia il piano PACE!, che ha il duplice obiettivo di ritornare alla redditività entro il 2020 e diventare una delle case leader per la mobilità elettrica. il piano punta a rendere più efficienti i costi di produzione e di logistica, modernizzando le linee di produzione senza, nelle intenzioni del manager tedesco, licenziare nessuno, e trasformando il
Centro di ricerca e sviluppo di Rüsselsheim in un laboratorio con competenza globale per tutto il gruppo Psa. con il piano PAce! si punta a un margine operativo del 2% nel 2020, quando tornerà all’utile, che crescerà sino al 6% nel 2026, grazie alle sinergie con il Gruppo Psa per circa 1,1 miliardi di euro nella prima fase e 1,7 miliardi di euro entro il 2026, che consentiranno un taglio di costi per ogni auto di circa 700 euro. il punto di pareggio finanziario per opelVauxhall sarà raggiunto con la vendita di 800 mila veicoli. “entro il 2024 tutte la case europee saranno elettrificate, offrendo una propulsione totalmente elettrica o una versione ibrida plug-in insieme ad efficienti motori a combustione interna. ed entro il 2020 opel/Vauxhall disporrà sul mercato di quattro linee elettrificate, tra cui la Grandland X PHEV e la nuova Corsa” spiega lohscheller.
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