Anno XXI • numero 4 • settembre-ottobre 2026
www.missionline.it
Nuova Porsche Cayenne Coupé Electric
CRUSCOTTO
Così è se non vi appare FOCUS
Oltre l’auto aziendale ESG
La coppia strategica SPECIALE
Non basta più vendere auto
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SOMMARIO
Settembre-Ottobre 2026 • numero 4
4
CRUSCOTTO Così è se non vi appare di Salvatore Saladino
10
FOCUS Oltre l’auto aziendale di Alessandro Palumbo
PROVATO PER VOI
14
Audi A5 Avant e-hybrid
ESG La coppia strategica
24
di O.M. Fumagalli
30
38
500 Cabrio e 600 Turbo
Ioniq 6 N line
PROFESSIONE FLEET MANAGER
di Luca Barenghi
di Luigi Barni
La gestione della flotta 2.0
32
40
Nuova Jeep Avenger
Toyota Hilux 2026
SPECIALE NOLEGGIO DEALER
di Luca Barenghi
di Luca Barenghi
Non basta più vendere auto
33
43
Renault raddoppia sul Gpl
Porsche Cayenne Coupé e Dacia Duster
di Ilaria Salzano
16
di Andrea Barbieri Carones
20
di Luca Barenghi
26
PRIMO TEST
PRIMO TEST
PRIMO TEST di Ilaria Salzano
34
TEST DRIVE
PRIMO TEST
L’ANALISI DI MISSIONFLEET
di Maurizio Bertera
PRIMO TEST Toyota bZ4X Touring di Luca Barenghi
CARMAKERS&FLEET
36
La crescita di Hyundai nelle flotte
PRIMO TEST
a cura della redazione
Leapmotor B05
28
NEWS L’EDITORIALE
2
NEWS
48
di Luigi Barni
CARMAKERS&FLEET
37
Giancarlo Esposito: la crescita passa da rete e veicoli commerciali
PRIMO TEST Nuova Q4 e-tron
di Luigi Barni
di Luca Barenghi
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA La vera sfida oggi è il controllo del TCO, Zucchetti
42
SETTEMBRE-OTTOBRE 2026 | 1
2 Editoriale 4 26.qxp_Layout 1 01/09/26 09:24 Pagina 2
L’editoriale di Omar M. Fumagalli
AVANTI CON I CARRI, BEN PONDERATI
D
opo la pausa estiva e un eventuale periodo di breve riallineamento sul fronte lavorativo, il mondo italiano delle flotte può dirsi pronto a procedere nelle proprie attività, tra cui, certamente, quelle tanto adulate, nella filiera, della sostituzione veicolo e del rinnovo di strumenti gestionali. Eh già, solite e troppe opzioni sia tecniche sia formali e, soprattutto, regolamentari. E mentre il mercato, che analizziamo nel nostro Cruscotto, procede dando spazio e ruolo importante al B2B, per quanto sia oggi rilevante il peso assoluto del Bel Paese, il fronte dei fleet manager deve faticare a districarsi in nuove regole non solo fiscali e in prospettive come sempre non abbastanza definite, per prendere decisioni 100% virtuose nel tempo. Ciò che resta definito è l’impegno di molti manager a fare bene, come dimostreranno i candidati ai prossimi MissionFleet Awards. Intanto l’auto elettrica, con tutto l’ecosistema relativo, sembra per molti “costare meno” ma occorre capire bene per chi. Nei segmenti compact e mid-size, ma anche per certi LCV, l’elettrico può avere un TCO più basso, lo dicono vari studi sui noleggi recenti a livello Europa, che però sono somma e media. Non certo il celebre “medione del pollo” ma nemmeno uno slogan da usare come valore assoluto. Perché il TCO è sì dell’auto elettrica, ma per ogni azienda è di quell’auto specifica, per quel driver, in quel territorio, con quelle esigenze e quei costi, tra ricarica e manutenzioni straordinarie che 2 | SETTEMBRE-OTTOBRE 2026
capitino. Lo stesso ottimo modello (e ne abbiamo alcuni, tra le prove di questo numero) può essere un investimento eccellente o una scelta discutibile, anche nella medesima flotta, se eterogenea. Il TCO diventa una questione di cui il fleet manager è pienamente “stratega” se ha le mani libere. Nel calcolo pondera variabili sempre meno automobilistiche (come il costo dell’energia, la disponibilità di home charging, la capacità della rete, la fiscalità, il valore residuo, persino il tempo in cui la tecnologia rischia di invecchiare un veicolo inflottato solo da pochi anni). EY ed Eurelectric stimano che l’elettrificazione parzialmente imposta delle flotte europee potrebbe generare fino a 246 miliardi di risparmi operativi cumulati entro il 2030, ma resta il peso di valori residui incerti, costi iniziali, politiche non omogenee e limiti infrastrutturali. È giusto chiedersi quale parte della flotta abbia realmente smesso di avere senso con un motore termico, ma la transizione è selettiva, e proprio per questo, se ben ponderata dal fleet manager con strumenti e dati ben usati, sarà più efficace e più premiante per tutti. Sulle pagine di MF4, trovate il Focus che parla dell’usato, uno speciale sul ruolo dei dealer e quello dei manager. Quindi il giusto spazio a costruttori impegnati verso le flotte, con l’usuale carrellata di anteprime e prove di modelli papabili per car-list 2027 (oltre una dozzina). OMF19
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Porta lontano il tuo business con il noleggio Alphabet Dai una marcia in più al tuo business grazie a soluzioni uniche ed innovative. Alphabet contribuisce al successo della tua azienda con soluzioni di mobilità per lunghi e brevi periodi, flessibili, sostenibili e pensate su misura, in grado di rispondere alle tue esigenze ed ottimizzare il tuo budget. Ti supportiamo nell’elettrificazione della flotta e nell’adozione di strumenti che facilitano la gestione della mobilità dei tuoi collaboratori. Alphabet, società di noleggio del Gruppo BMW, guida la tua azienda nel futuro della mobilità. Contattaci e scopri tutti i vantaggi. Your mobility. Made easy. BMW X3 M50 xDrive: Consumo di carburante, in ciclo misto WLTP in l/100 km: 8,37,7; emissioni di CO2, ciclo misto WLTP in g/km: 189175. I dati ufficiali indicati relativi al consumo di carburante e alle emissioni di CO2 sono stati rilevati in conformità alla procedura di misurazione prescritta dal Regolamento dell’Unione Europea (UE) 715/2007 e successive modifiche. Tali valori sono stati determinati sulla base del nuovo Regolamento WLTP (Worldwide Harmonized Light Vehicles Test Procedure Regolamento UE 2017/1151) e possono variare a seconda dell’equipaggiamento selezionato. Eventuali equipaggiamenti ed accessori aggiuntivi possono modificare i predetti valori.
Per maggiori informazioni: www.alphabet.com/it
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO
COSÌ È SE NON VI APPARE Si fa un gran parlare della ripresa di vendite ai privati, che però rimangono distanti dal pre-Covid. Si dice che il noleggio a lungo termine sia l’unico canale in rosso, ma la realtà evidenzia numeri importanti, nettamente superiori a quelli degli anni d’oro e con la prospettiva di raggiungere un ennesimo record. Mentre crescono le ibride vere e le elettriche, in Italia, si rivelano l’ennesimo fuoco di paglia
D di Salvatore Saladino* *Country Manager Dataforce Italia
opo i primi 7 mesi del 2026 il mercato dell’auto in Italia ha immatricolato 1.070.000 Passenger Cars facendo segnare una crescita del 9% e circa 103.000 Light Commercial Vehicles, con una flessione del 6,4%. Per le vetture è dunque un’annata positiva, anche se i volumi pre-Covid rimangono ancora lontani (nel 2019 furono targate 1.240.000 automobili, 170.000 in più). Per i commerciali leggeri, invece, è ormai crisi conclamata, con risultati negativi in ciascuno dei primi 7 mesi: nemmeno gli incentivi a sostegno del mercato, rivolti alle PMI e varati dal Governo, serviranno a risollevare la situazione. I 40 milioni disponibili (pochissimi!) sono andati esauriti in 50 minuti.
4 | SETTEMBRE-OTTOBRE 2026
UN ROSSO PALLIDO CHE FA SORRIDERE In ambito Passenger Cars protagonista (apparente) quest’anno è il canale dei privati, che cresce più della media del mercato (+11,3%). Annata molto positiva anche per il noleggio a breve termine (+36%) e crescita moderata delle autoimmatricolazioni (demo e km 0). Nelle True Fleets, gli acquisti diretti delle società sono pressoché stabili (+2,3%, pari a poco più di un migliaio di auto aggiuntive) e il noleggio a lungo termine sta a -2,1%. Il long rent è l’unico canale della distribuzione in rosso: pallido ma pur sempre rosso. Attenzione, però, le 227.000 auto immatricolate da gennaio a luglio dal NLT (circa 5.000 in meno) non rappresentano affatto
un dato negativo: nel 2025 le consegne di una importante gara Consip per flotte pubbliche aveva portato a risultati eccezionalmente positivi, con un incremento anomalo delle captive di ben il 60,4%. Più significativo, invece, è il confronto con il fatidico 2019: nell’anno antecedente la pandemia furono targate da gennaio a luglio 182.000 automobili, 45.000 in meno di quest’anno. Il long rent, dunque, gode di ottima salute. Anche se confrontato con il canale principale del mercato, quello dei privati, il cui brillante risultato di quest’anno (574.000 immatricolazioni) è decisamente “magro” rispetto allo stesso periodo del 2019, quando i privati comprarono 706.000 auto nuove. A sorridere maggiormente quest’anno sono i grandi player generalisti del noleggio a lungo termine: +11,3%, mentre gli operatori captive, proprio per il confronto con l’eccezionale 2025, flettono in maniera significativa (-14,9%), ma si attestano comunque su volumi importanti: 109.000 targhe contro le 102.000 dei generalisti top. In ambito LCV, invece, tutti i canali della distribuzione appaiono in rosso, tranne il noleggio a breve termine, che
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO
MERCATO ITALIA NEI PRIMI 7 MESI 2026 PASSENGER CARS
GEN-LUG 2026
GEN-LUG 2025
DIFFERENZA %
MARKET SHARE 2026
Privati Società NLT Top NLT Captive NLT Medium NLT Altro Noleggio Lungo Termine NBT Top NBT Medium NBT Altro Noleggio Breve Termine Concessionarie e Case uso proprio Concessionarie e Case uso noleggio Concessionarie e Case Auto Mercato Italia Passenger Cars
574.417 53.831 102.428 109.384 11.223 4.157 227.192 68.790 20.154 10.502 99.446 99.764 15.126 114.890 1.069.776
516.187 52.639 92.047 128.557 9.135 2.379 232.118 53.838 11.778 7.468 73.084 97.534 9.947 107.481 981.509
11,28% 2,26% 11,28% -14,91% 22,86% 74,74% -2,12% 27,77% 71,12% 40,63% 36,07% 2,29% 52,07% 6,89% 8,99%
53,70% 5,03% 9,57% 10,22% 1,05% 0,39% 21,24% 6,43% 1,88% 0,98% 9,30% 9,33% 1,41% 10,74% 100,00%
LCV
GEN-LUG 2026
GEN-LUG 2056
DIFFERENZA %
MARKET SHARE 2026
Ditte, artigiani e professionisti Società NLT Top NLT Captive NLT Medium NLT Altro Noleggio Lungo Termine NBT Top NBT Medium NBT Altro Noleggio Breve Termine Concessionarie e Case uso proprio Concessionarie e Case uso noleggio Concessionarie e Case Auto Mercato Italia LCV fino a 3,5 t.
12.496 43.791 14.019 13.066 1.043 3.650 31.778 2.588 454 2.009 5.051 8.554 900 9.454 102.570
13.221 44.844 14.980 18.906 1.654 2.559 38.099 1.473 323 2.521 4.317 7.944 1.150 9.094 109.575
-5,48% -2,35% -6,42% -30,89% -36,94% 42,63% -16,59% 75,70% 40,56% -20,31% 17,00% 7,68% -21,74% 3,96% -6,39%
12,18% 42,69% 13,67% 12,74% 1,02% 3,56% 30,98% 2,52% 0,44% 1,96% 4,92% 8,34% 0,88% 9,22% 100,00%
Metodo Ministero con canalizzazione per proprietario e inclusione delle importazioni senza targa Società in proprietà e leasing: queste immatricolazioni includono anche quelle uso taxi, noleggio con conducente, autoscuole e quelle ad enti pubblici Società di Noleggio a Lungo Termine Top: Arval, Athlon Car Lease, Ayvens, Drivalia, UnipolRental Società di Noleggio a Lungo Termine Medium: Autosystem, Felirent, Gruppo Santander (SCR - Drive), Locauto, Mercury, PAN, Petit Forestier, Porsche Drive, Program Autonoleggio, Sinergia Rent, Village Rent, Ground Società di Noleggio a Lungo Termine Captive: Alphabet, ES Mobility, Free2Move Lease, KINTO Italia, Leasys, Lynk&Co Sales Italy, Mercedes-Benz Lease Italia, Stellantis Renting, Volkswagen Leasing Società di Noleggio a Breve Termine Top: Avis Budget Italia, Europcar, Hertz Italiana, Locauto Rent, Sicily by Car, SIXT Società di Noleggio a Breve Termine Medium: Autovia, BuyFleet, Centauro Rent, Demontis, Noleggiare, Rental Plus
brilla (+17%) e le autoimmatricolazioni che tentano (vanamente) di tenere a galla il comparto (+4%). Se la contrazione degli acquisti diretti delle Società è modesta (-2,4%), ben più difficile appare la
situazione del noleggio a lungo termine, che fa segnare la peggiore contrazione del mercato: -16,6%. Ma anche in questo caso è un dato che va interpretato: l’anno scorso il NLT aveva raggiunto una quota
di mercato impressionante: 35%, insidiando da vicino gli acquisti diretti per la leadership del mercato dei mezzi da lavoro. Oggi comunque il NLT conserva una market share importante: 31%. SETTEMBRE-OTTOBRE 2026 | 5
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO
LE SCELTE DI ALIMENTAZIONE NEL 2026 GEN-LUG 2026
DIFF. % SU 2025
MARKET SHARE GEN-LUG 2026
DIFF. MS 2026/2025
VETTURE Benzina + MHEV
515.376
1,73%
48,18%
왔 -3,44 pp
Benzina
209.620
-17,07%
19,59%
왔 -6,16 pp
Mild-Hybrid Benzina
305.756
20,44%
28,58%
왖 +2,72 pp
128.117
-17,78%
11,98%
왔 -3,90 pp
Diesel (incluso biodiesel)
80.639
-23,51%
7,54%
왔 -3,20 pp
Mild-Hybrid Diesel
47.478
-5,79%
4,44%
왔 -0,70 pp
Diesel + MHEV
Ibrido: PHEV+HEV
265.905
48,16%
24,86%
왖 +6,57 pp
Full Hybrid
169.853
36,00%
15,88%
왖 +3,15 pp
Plug-In Hybrid
왖 +3,42 pp
96.052
75,98%
8,98%
Elettrico - Range Ext. - Fuel Cell
88.115
72,92%
8,24%
왖 +3,04 pp
Gas
72.263
-18,47%
6,75%
왔 -2,28 pp
1.069.776
8,99%
100,00%
–
Mercato Vetture VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI Benzina + MHEV
8.511
9,07%
8,30%
왖 +1,18 pp
Benzina
3.830
-14,01%
3,73%
왔 -0,33 pp
Mild-Hybrid Benzina
4.681
39,77%
4,56%
왖 +1,51 pp
Diesel + MHEV
82.493
-9,02%
80,43%
왔 -2,32 pp
Diesel (incluso biodiesel)
79.568
-9,18%
77,57%
왔 -2,38 pp
Mild-Hybrid Diesel
2.925
-4,41%
2,85%
왖 +0,06 pp
Ibrido: PHEV+HEV
5.469
83,71%
5,33%
왖 +2,62 pp
Full Hybrid
2.965
38,68%
2,89%
왖 +0,94 pp
Plug-In Hybrid
2.504
198,45%
2,44%
왖 +1,68 pp
Elettrico - Range Ext. - Fuel Cell
3.782
-26,96%
3,69%
왔 -1,04 pp
Gas
2.315
-21,47%
2,26%
왔 -0,43 pp
Mercato Veicoli Commerciali Leggeri
102.570
-6,39%
100,00%
–
Elaborazione Dataforce su fonte Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 03.08.2026
PREVISIONI 2026: ANNATA DISCRETA Il forecast di Dataforce prevede che il 2026 dovrebbe chiudersi con una crescita delle immatricolazioni attorno al 4,5% a quota 1.605.000 Passenger Cars (quasi 70.000 in più). Sempre a grande distanza dal 2019, che terminò a 1.920.000. Anche a fine anno dovrebbe essere confermato il trend positivo dei rent-a-car (+13,2%), mentre la corsa dei privati dovrebbe rallentare un po’, attestandosi su valori di crescita allineati alla media del mercato (+4,6%). 6 | SETTEMBRE-OTTOBRE 2026
In accelerazione, invece, il noleggio a lungo termine: +5,3%, anche perché nella seconda parte del 2025 si era attenuato l’effetto positivo della gara Consip. Unico canale in rosso, invece, dovrebbe essere quello degli acquisti diretti delle società (-2,2%). Sul versante LCV, Dataforce conferma una previsione negativa: a dicembre il saldo dovrebbe chiudersi a -5,6%, di poco migliore rispetto al dato reale da gennaio a luglio. Con la flessione più significativa per le auto-immatricolazioni (-26,8%), ma anche quasi 5.000 LCV in
meno per il canale del noleggio a lungo termine (-8,1%). Il long rent Passenger Cars dovrebbe chiudere l’annata a quota 309.000 unità (un dato che include anche i contratti di noleggio ai clienti privati), oltre 15.000 in più rispetto al 2025. Per gli LCV il conteggio finale dovrebbe attestarsi attorno alle 55.000 unità. Cumulando i dati PC + LCV, il NLT chiuderebbe comunque in attivo (+3%), con oltre 10.500 unità aggiuntive a quota 364.000. Decisamente migliore il risultato del noleggio a breve termine, che dovrebbe chiudere il 2026 a quota 147.000 unità (+12,2%), nonostante il dato negativo del comparto LCV (-4,9%). In totale, oltre mezzo milione di veicoli per il comparto del noleggio.
ALIMENTAZIONI: VOLANO LE IBRIDE Che succede sul fronte delle alimentazioni? Se si analizzano i dati cumulativi dei primi 7 mesi di quest’anno (nel mercato nel suo complesso), le BEV sembrerebbero le vincitrici, con un tasso di crescita del 73%, 88.000 immatricolazioni (37.000 in più) e una quota di mercato dell’8,2% (3 punti in più dell’anno scorso). Ma occorre fare alcune considerazioni. Innanzitutto una market share dell’8% è ben poca cosa rispetto al resto d’Europa, dove le elettriche pure veleggiano attorno al 20%. Questa crescita è dovuta esclusivamente alle BEV acquistate con i generosissimi incentivi varati a fine anno nel 2025 (e che nel 2026 non vengono replicati), che si sono tradotti in consegne nel primo semestre. Una fiammata che si sta trasformando in un fuoco di paglia, a giudicare dai dati di luglio, che non
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO
beneficiano più dell’effetto ecobonus e che riportano il mercato BEV a una quota “fisiologica” del 6%, identica a quella 2025. I vincitori del 2026 sono gli ibridi “veri”, ossia HEV (full hybrid) e PHEV (plug-in hybrid), che complessivamente crescono del 48% (+36% per le full e +76% per le plug-in) e raggiungono una quota di mercato che sfiora il 25% (16% le HEV e 9% le PHEV). Con una scelta degli acquirenti che si sta polarizzando: i privati verso le più pratiche full hybrid, gli utenti aziendali verso le plug-in, che sono una scelta di fatto obbligata per i molti utilizzatori professionali che non possono o non intendono passare a una BEV. Questo per effetto della disciplina fiscale sul fringe benefit, che oggi penalizza le alimentazioni diverse. Da segnalare che quest’anno le auto a benzina (comprese le mild hybrid), pur conservando ancora la leadership di mercato, sono scese al di sotto del 50% (48,2%), mentre le diesel continuano la loro inesorabile discesa (-17,8%, con una quota calata a un modesto 12%). E il gpl? Quest’anno stenta: -18,5%, sebbene a luglio si sia registrata una piccola risalita. L’auto a gas continua a rimanere una soluzione scelta prevalentemente dai privati.
TOP PLAYER NLT: TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE Ma come si spartiscono il mercato del long rent i principali player? La graduatoria Top5 del primo semestre vede tre operatori in posizioni piuttosto ravvicinate: al primo posto è salita Ayvens, con una market share del 20,74%, inseguita da Leasys (20,04%) e da Arval al
QUOTE DI MERCATO TOP5 NLT NOLEEGGIO LUNGO TERMINE ESCLUSO
MARKET SHARE YTD 2026
DIFF. % MS YTD 2026/2025
Ayvens
20,74%
왖 1,48%
Leasys
20,04%
왔 -2,59%
Arval
19,40%
왔 -1,16%
Volkswagen Leasing
15,39%
왔 -0,26%
Alphabet
5,21%
왖 1,69%
Leasys
26,58%
왔 -9,91%
Arval
20,83%
왖 3,67%
Ayvens
17,07%
왖 2,55%
Noleggio Altri Operatori di lungo termine
11,02%
왖 5,22%
Volkswagen Leasing
5,81%
왖 0,07%
VETTURE
VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI
Elaborazione Dataforce su fonte Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 01.07.2026
19,4%. Più distanziata, ma comunque in posizione interessante (15,39%) è Volkswagen Leasing. Quinta, con una market share del 5,21%, si posiziona Alphabet. Alphabet, assieme a Ayvens, è l’unico operatore che incrementa la sua quota di mercato quest’anno, mentre la flessione più significativa è quella di Leasys che perde circa 2,6 punti percentuali, sempre a causa degli eccezionali risultati del 2025 della gara Consip. I primi 4 player detengono i tre quarti del mercato. In ambito LCV, la leadership rimane a Leasys, nonostante il calo di market share. A seguire Arval, Ayvens, l’agglomerato dei piccoli operatori (il mercato NLT LCV è molto frastagliato, con una quota sempre più significativa appannaggio dei player inseriti in un contesto locale) e infine Volkswagen Leasing. A eccezione di Leasys, tutti i restanti quattro fanno segnare una crescita di quota di mercato.
UNA CUPRA SU DUE VA AL NLT Le scelte dei costruttori in
merito alla canalizzazione del loro prodotto rispondono a logiche commerciali precise. Quali sono le case automobilistiche che hanno privilegiato i clienti aziendali nel 2026? Se quest’anno il canale delle vendite dirette business rappresenta appena il 5% sul totale del mercato, Mercedes canalizza verso le aziende ben il 17,7% delle sue immatricolazioni, puntando con decisione verso i clienti business, soprattutto attraverso una proposta molto articolata di leasing. Anche altri costruttori premium tedeschi riservano a questo canale una quota significativa: BMW (12,9%), Mini (12,5%) e Audi (9,8%). Soltanto altri tre costruttori raggiungono una quota di mercato (di poco) superiore alla media di mercato verso il canale degli acquisti diretti business. Due sono cinesi: BYD (6,2%) e Omoda (5,4%). Infine c’è Ford (5,1%). Le quote di prodotto allocate al noleggio a lungo termine, invece, sono molto più significative per molti costruttori. Quest’anno il NLT vale il 21,2% di market SETTEMBRE-OTTOBRE 2026 | 7
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO
LE CASE NEI CANALI BUSINESS TOP MAKES PC NEW REGISTRATIONS
PRIVATI
SOCIETÀ
NLT
NBT
CONC. E CASE
TOP 25
RANKING MERCATO TOTALE Fiat 68.161 Toyota 51.906 VW 36.431 Dacia 50.605 Renault 29.695 Peugeot 14.233 Audi 20.312 BMW 14.176 Jeep 16.435 Citroën 19.542 Mercedes 13.644 MG 15.041 Ford 21.183 BYD 9.760 Kia 17.923 Opel 11.871 Leapmotor 24.309 Skoda 12.412 Nissan 11.689 Hyundai 11.115 Suzuki 18.214 Omoda 10.512 Alfa Romeo 4.709 Cupra 4.391 MINI 6.438 Other 59.710 YTD 2026 574.417
5.741 1.833 2.685 1.364 1.622 1.047 4.839 5.903 1.282 842 6.274 522 1.750 2.097 739 627 195 1.102 556 794 405 789 544 299 1.395 8.585 53.831
24.230 12.836 21.807 1.885 7.983 16.743 19.230 21.466 8.299 6.228 7.960 2.262 7.298 4.970 5.385 5.700 510 8.347 4.540 3.111 489 2.518 5.099 7.008 2.232 19.056 227.192
10.839 2.405 3.227 1.351 6.916 10.929 2.377 968 4.973 4.716 3.457 10.283 3.360 10.562 3.032 4.475 1 1.126 3.362 1.009 11 486 1.511 1.010 29 7.031 99.446
16.227 5.223 7.614 2.613 4.680 7.793 2.557 3.427 7.965 7.287 4.065 7.007 658 6.570 4.153 3.721 378 1.408 1.615 5.163 366 421 2.333 1.137 1.108 9.401 114.890
125.198 74.203 71.764 57.818 50.896 50.745 49.315 45.940 38.954 38.615 35.400 35.115 34.249 33.959 31.232 26.394 25.393 24.395 21.762 21.192 19.485 14.726 14.196 13.845 11.202 103.783 1.069.776
Elaborazione Dataforce su fonte Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 03.08.2026
share. Ma per Cupra significa il 50,6%, cioè più di una targa su due. Molto vicino il risultato di BMW, che dedica al long rent il 46,7% delle sue immatricolazioni. Sono sopra al 30% anche altri cinque costruttori: Audi (39%), Alfa Romeo (35,9%), Skoda (34,2%), Peugeot (33%) e Volkswagen (30,4%).
LA PANDINA È SEMPRE LA PREFERITA Per rilevare una fotografia precisa e analitica del mercato business occorre visionare quali siano le marche e i modelli che 8 | SETTEMBRE-OTTOBRE 2026
realizzano i volumi più significativi nei due canali che compongono le True Fleets (vendite aziendali dirette e noleggi a lungo termine). Mercedes non è solo il costruttore che riserva la maggior quota delle sue immatricolazioni agli acquisti diretti delle aziende, è anche quello che raggiunge i volumi più alti: da gennaio a luglio ha targato quasi 6.300 automobili, davanti a BMW (5.900), Fiat (5.700) e Audi (4.800). Più distanziata Volkswagen (2.700). In ambito NLT, invece, Fiat è al primo posto, con oltre 24.000
unità. A seguire, nemmeno poi troppo distanziate, sono Volkswagen (quasi 22.000) e BMW (circa 21.500). A seguire Audi (oltre 19.000) e Peugeot (quasi 17.000). La scelta dei modelli più acquisiti dalle aziende vede in testa alla graduatoria l’intramontabile Fiat Pandina, seguita da Mercedes GLC e BMW X1. Al quarto posto la cinese BYD Seal U (che è anche la seconda plug-in hybrid più venduta, come vedremo tra breve) e l’Audi Q3 Sportback. Nel settore del noleggio a lungo termine, la più immatricolata è
3 Cruscotto 4 26 (4).qxp_Layout 1 01/09/26 09:25 Pagina 9
MISSIONFLEET CRUSCOTTO
sempre la Pandina, seguita da Volkswagen Tiguan. La vera novità della Top5 2026 è il terzo posto della nuova Grande Panda, seguita da Peugeot 3008 e da BMW X1.
TOP5 NELLE FLOTTE AZIENDALI
SI AFFACCIANO LE CINESI
Fiat Panda Dacia Sandero
Scendiamo infine a un livello di maggior dettaglio su quali siano i 5 modelli più diffusi nelle immatricolazioni di quest’anno tra le varie tipologie di alimentazione. Quest’analisi è sul mercato nel suo complesso, non è limitata alle flotte aziendali. Tra le auto a benzina (comprese le mild hybrid) la Fiat Pandina, disponibile soltanto MHEV, nonostante sia sul mercato da più di un decennio, riesce a superare i volumi del 2025: ben 71.000 unità. La seconda auto più venduta a benzina (ma è anche la seconda assoluta) è Jeep Avenger. Terza è Fiat Grande Panda, seguita da Peugeot 208 e Citroën C3. Insomma, il Gruppo Stellantis domina la Top5 delle auto a benzina. Tra le diesel è un monologo tedesco: BMW X1, Mercedes GLA, Volkswagen Tiguan, Mercedes GLC e BMW X3. Al comando tra le full hybrid c’è, come da tradizione consolidata, un terzetto di Toyota: Yaris Cross, Aygo X e Yaris berlina, A seguire, MG ZS e Omoda 5. Tra le plug-in hybrid la presenza dei costruttori cinesi si consolida con le prime due posizioni di BYD (Atto 2 e Seal U). Distanziate Volkswagen Tiguan, BMW X1 e Toyota C-HR. Tra le elettriche pure, la prima posizione è fuori discussione: da gennaio a luglio sono state targate ben 22.000 Leapmotor T03 (in gran parte sfruttando gli
GEN-LUG 2026
DIFFERENZA % ‘25-’26
MARKET SHARE 2026
43.358
20,09%
7,55%
24.352
-19,57%
4,24%
Leapmotor T03
21.990
1608,62%
3,83%
Toyota Aygo X
17.039
82,27%
2,97%
Dacia Duster
15.777
-28,39%
2,75%
Tot. Privati
574.417
11,28%
-
Fiat Panda
2.591
99,46%
4,81%
Mercedes GLC
1.834
-8,21%
3,41%
BMW X1
1.368
1,56%
2,54%
BYD Seal U
1.320
301,22%
2,45%
Audi Q3 Sportback
965
146,80%
1,79%
Tot. Società
53.831
2,26%
-
Fiat Panda
11.529
-26,48%
5,07%
VW Tiguan
8.632
3,51%
3,80%
Fiat Grande Panda
7.341
2745,35%
3,23%
Peugeot 3008
7.032
29,15%
3,10%
MERCATO ITALIA VETTURE (PC) MODELLI Privati
Società
Noleggio Lungo Termine
BMW X1
6.568
1,34%
2,89%
Tot. NLT
227.192
-2,12%
-
BYD Atto 2
7.090
-
7,13%
Peugeot 208
4.687
26,16%
4,71%
Jeep Avenger
4.471
60,60%
4,50%
MG 3
4.408
-12,83%
4,43%
MG ZS
4.386
41,26%
4,41%
Tot. NBT
99.446
36,07%
-
Fiat Panda
10.326
-27,65%
8,99%
Jeep Avenger
6.972
23,75%
6,07%
Citroën C3
5.696
151,81%
4,96%
Peugeot 208
4.519
-10,64%
3,93%
MG ZS
4.512
50,30%
3,93%
Tot. Conc. e Case*
114.890
6,89%
-
Noleggio Breve Termine
Concessionarie e Case Auto*
Elaborazione Dataforce su fonte Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 03.08.2026 (*) Concessionarie e Case Auto: immatricolazioni uso proprio + uso noleggio
eco-bonus di fine 2025). Molto distanziate Dacia Spring (a quota 5.500), Tesla Model Y, Citroën e-C3 e BYD Dolphin Surf, tutte e tre comunque al di sopra delle 4.000 unità. Tra le
auto a gas, per concludere, la Top 5 è un affare quasi esclusivo del Gruppo Renault: prima è Dacia Sandero, seguita da Duster, da Renault Captur e Clio e infine DR 5.0. SETTEMBRE-OTTOBRE 2026 | 9
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MISSIONFLEET FOCUS
OLTRE L’AUTO AZIENDALE: LA SFIDA DEL CORPORATE Le ultime tendenze ed i casi più rilevanti in Italia, per la gestione dei servizi mobilità ai dipendenti
L di Alessandro Palumbo
a Mobility as a Service sta ridefinendo il concetto di mobilità, spostando l’attenzione dal possesso del veicolo all’accesso ad un insieme di servizi integrati. Per le imprese la mobilità non riguarda soltanto la gestione della flotta, ma l’organizzazione di tutti gli spostamenti dei dipendenti: dalle trasferte di lavoro al commuting casa-lavoro, fino agli utilizzi operativi distribuiti sul territorio. In questo contesto, il MaaS diventa uno strumento per coordinare modalità di trasporto diverse all’interno di un’unica
10 | SETTEMBRE-OTTOBRE 2026
piattaforma, ottimizzando costi, utilizzo degli asset, sostenibilità ed esperienza degli utenti. L’obiettivo non è semplicemente introdurre nuovi servizi di mobilità, ma costruire un ecosistema capace di adattarsi ai reali bisogni dell’organizzazione. Grazie all’analisi dei dati e alla digitalizzazione dei processi, le aziende possono comprendere come vengono utilizzati i veicoli, individuare inefficienze e integrare soluzioni come il corporate car sharing, il pooling, il trasporto collettivo o i servizi di mobilità elettrica. Il risultato è un modello più flessibile,
efficiente e sostenibile, in cui la mobilità diventa un servizio gestito in funzione delle esigenze delle persone e del business, anziché un insieme di mezzi da amministrare.
ANCHE L’ITALIA SPERIMENTA MaaS for Italy è il primo programma nazionale dedicato alla sperimentazione della Mobility as a Service, promosso dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri insieme al Ministero delle Infrastrutture e dei
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MISSIONFLEET FOCUS
Trasporti. L’iniziativa coinvolge 13 città e territori italiani con l’obiettivo di integrare in un’unica piattaforma i principali servizi di mobilità, dal trasporto pubblico ai taxi, fino ai veicoli in sharing e ai parcheggi. Avviato nel 2021 e finanziato dal PNRR e dal Piano Nazionale Complementare con risorse pari a 56,9 milioni di euro, il progetto punta a favorire una mobilità sempre più digitale e multimodale. Elemento centrale dell’iniziativa è il Data and Services Repository for MaaS (DSRM), un’infrastruttura nazionale che
raccoglie e standardizza i dati dei servizi di trasporto, consentendo agli operatori di sviluppare applicazioni in grado di offrire ai cittadini soluzioni di viaggio integrate e personalizzate. Operativa dal 2023, la piattaforma ha già prodotto risultati significativi. Alla fine del 2025 erano stati effettuati quasi 700 mila viaggi tramite le applicazioni aderenti al progetto, con il coinvolgimento di circa 48 mila utenti, che hanno effettuato in media oltre 14 spostamenti ciascuno. Numeri che confermano il crescente interesse verso il modello MaaS e il potenziale di un ecosistema nazionale capace di mettere in rete soggetti pubblici e privati per rendere la mobilità più semplice, integrata ed efficiente.
CORPORATE CAR SHARING La mobilità condivisa dei veicoli diventa sempre più un servizio preso in considerazione dalle
aziende. ll Corporate Car Sharing di Ayvens è una soluzione di mobilità condivisa che consente alle aziende di rendere disponibili i propri veicoli ai propri dipendenti attraverso una piattaforma completamente digitale. Il servizio permette di prenotare, accedere e utilizzare un veicolo in modalità self-service, ottimizzandone l’impiego e trasformando la flotta aziendale in una risorsa condivisa e sempre disponibile. Attraverso un’app dedicata, gli utenti possono verificare la disponibilità dei veicoli, effettuare una prenotazione, accedere all’auto tramite tecnologia digitale e concludere il noleggio senza necessità di chiavi fisiche o attività amministrative. Parallelamente, i fleet manager dispongono di strumenti avanzati di monitoraggio, reportistica e controllo che consentono una gestione puntuale dei costi e dell’utilizzo dei mezzi. SETTEMBRE-OTTOBRE 2026 | 11
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MISSIONFLEET FOCUS
prenotazioni ha portato a ulteriori efficienze in termini di riduzione della flotta pool (a fine 2026 si assesterà a un -50% rispetto ai 650 veicoli pre introduzione del car sharing).
CAR POOLING IN CRESCITA
SHARE&GO DI ARVAL. UN CASO AZIENDALE Esaminiamo il caso di un’azienda che opera in ambito finanziario con circa 170 sedi sul territorio italiano che conta una flotta di 650 mezzi, con una gestione affidata ad alcuni dipendenti delle filiali che impiegavano diverse ore della loro attività lavorativa alla gestione dei veicoli. I dipendenti delle filiali, pur non avendo una vettura assegnata, necessitavano di veicoli per andare in visita commerciale dai propri clienti. La gestione dei mezzi, prima dell’introduzione di Share&Go, il prodotto di car sharing di Arval, generava numerose inefficienze dovute sia ad attività operative che gravavano sui referenti (passaggio di chiavi, gestione delle prenotazioni via email), sia dall’impossibilità di definire il numero corretto di veicoli pool necessari a garantire gli spostamenti lavorativi dei dipendenti. In seguito a un’analisi della situazione della flotta pool e alla necessità di ottenere forti 12 | SETTEMBRE-OTTOBRE 2026
efficientamenti sui costi, l’azienda ha deciso di introdurre il servizio di corporate car sharing sulle vetture pool. Questa decisone ha avuto una serie di impatti. Il primo e più significativo in termini di costi è stato quello di una riduzione della flotta del 25% a partire dal 2020. Tutti i veicoli sono stati dotati della tecnologia car sharing che consente a tutti gli utenti abilitati di prenotare in autonomia le vetture attraverso una app e di aprirle e chiudere sempre in autonomia, evitando tutte le operazioni di prenotazione e di gestione delle chiavi time consuming e senza valore aggiunto. Al posto dei referenti nelle filiali è stato costituito un team centrale di tre persone a cui è stata affidata la gestione di tutte le vetture in parco e le persone che si occupavano per alcune ore nella settimana della gestione dei veicoli sono state riassegnate ad attività core. La possibilità di usufruire di numerosi report con indicazioni puntuali sui chilometri percorsi, le durate, e gli orari di inizio e fine delle
Il car pooling aziendale si conferma una delle soluzioni più efficaci per rendere sostenibili gli spostamenti casa-lavoro. Consentendo ai dipendenti di condividere l’auto con colleghi, anche di aziende vicine, riduce traffico, emissioni e costi senza richiedere nuovi investimenti infrastrutturali. Il servizio si integra inoltre con il trasporto pubblico, risultando particolarmente utile per raggiungere sedi produttive o poli logistici situati fuori dai centri urbani. I dati dell’Osservatorio Aziende in Movimento 2025 di Jojob evidenziano una crescita significativa del fenomeno. Nel primo semestre del 2025 i viaggi condivisi sono aumentati del 55% rispetto all’anno precedente, superando quota 450 mila. Questo ha consentito di eliminare dalla circolazione oltre 258 mila auto, evitare quasi 946 tonnellate di CO2 e risparmiare oltre 7,2 milioni di chilometri percorsi. Il beneficio economico è altrettanto rilevante: gli utenti hanno ridotto le spese di trasporto di circa 1,45 milioni di euro. Il servizio coinvolge oggi 2.697 sedi aziendali e oltre 173 mila dipendenti. Le piccole e medie imprese rappresentano il segmento più numeroso: quasi la metà delle sedi aderenti conta tra 100 e 250 dipendenti, mentre circa il 30% appartiene a grandi aziende con oltre 500 addetti. Un dato che conferma
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MISSIONFLEET FOCUS
come il car pooling sia una soluzione adatta a organizzazioni di qualsiasi dimensione. Tra i comparti più attivi spicca il metalmeccanico, con quasi 193 mila viaggi condivisi e un risparmio di 472 tonnellate di CO2 e 726 mila euro. Seguono logistica, lusso, automotive e alimentare, settori nei quali la presenza di poli produttivi e lunghi spostamenti rende particolarmente vantaggiosa la condivisione dell’auto. Dal punto di vista geografico, la Lombardia guida la classifica delle sedi aziendali aderenti (19%), davanti a EmiliaRomagna e Lazio. A livello provinciale, Roma è il territorio con il maggior numero di sedi coinvolte, seguita da Brescia, Modena, Milano, Bergamo e Bologna, confermando il ruolo dei grandi distretti industriali e delle aree metropolitane nello sviluppo del car pooling. Se la media nazionale di un tragitto in carpooling è di 27,9 km, l’Osservatorio evidenzia picchi di percorrenza in regioni dove il fenomeno della povertà di trasporti è più accentuato. Spiccano così i dati del Molise, con una percorrenza media per viaggio di quasi 54 km, della Sicilia (50,5 km) e della Sardegna (45,6 km), seguite da regioni come la Puglia (40,4 km), l’Abruzzo (39,2 km) e il Lazio (34,1 km). Il profilo dell’utente è quello di un pendolare abituale: oltre la metà utilizza il servizio cinque giorni alla settimana e più di un terzo ha iniziato grazie all’applicazione digitale. La motivazione principale resta il risparmio economico, indicato da oltre il 60% degli utenti, mentre il beneficio ambientale rappresenta un ulteriore elemento di valore. Il car pooling
si conferma così una soluzione capace di coniugare sostenibilità, efficienza e convenienza economica.
USO PRIVATO DELL’AUTO: VALORIZZARE IL POTENZIALE DELLA FLOTTA AZIENDALE Nelle flotte aziendali molti veicoli rimangono fermi per gran parte del tempo, soprattutto nelle ore serali, nei fine settimana o nei periodi di chiusura delle attività. Si tratta di mezzi che continuano comunque a generare costi fissi, pur non producendo alcun valore aggiunto. Per questo motivo sta crescendo l’interesse verso il private use, un modello che consente ai dipendenti di utilizzare le auto aziendali anche per esigenze personali, secondo regole ben definite e attraverso piattaforme digitali che gestiscono prenotazioni, autorizzazioni e rendicontazione. In questo modo è possibile sfruttare meglio un patrimonio già disponibile, aumentando il tasso di utilizzo dei veicoli senza incrementare il numero di auto in flotta. I vantaggi sono molteplici. Da
un lato cresce l’efficienza operativa, perché il costo complessivo del veicolo viene distribuito su un utilizzo più intenso; dall’altro si offre ai dipendenti un servizio percepito come un beneficio concreto, capace di migliorare il benessere organizzativo e l’attrattività dell’azienda. Il private use rappresenta quindi una soluzione che coniuga sostenibilità economica, ottimizzazione delle risorse e attenzione alle persone. L’efficacia di questo approccio è confermata anche dalle esperienze maturate in diversi comparti, tra cui energia, farmaceutico e leasing. Secondo Targa Telematics le aziende che hanno esteso l’uso privato ai veicoli condivisi hanno registrato una riduzione del costo effettivo di gestione fino al 20%, accompagnata da un sensibile incremento dell’impiego delle vetture nelle ore non lavorative. In particolare, l’utilizzo durante le serate e nei fine settimana ha raggiunto in alcuni casi il 5060%, contribuendo al tempo stesso a rafforzare la soddisfazione dei dipendenti e il valore percepito del servizio offerto. SETTEMBRE-OTTOBRE 2026 | 13
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MISSIONFLEET ESG
LA COPPIA STRATEGICA Fleet Manager & Mobility Manager sono ruoli chiamati oggi ad accelerare la transizione ecologica in azienda
N di Ilaria Salzano
el nuovo scenario delineato da strette fiscali sui fringe benefit e target ESG, l’integrazione tra la gestione dei mezzi e l’analisi dei bisogni di spostamento non è più un’opzione, ma una strategia per trasformare la Corporate Mobility in una leva competitiva. La flotta a noleggio a lungo termine, che in Italia ha superato il record di 1,5 milioni di veicoli secondo i dati del 25° Rapporto ANIASA, rappresenta ormai oltre un terzo (34%) delle immatricolazioni nazionali complessive. Si tratta di un settore in costante espansione che tuttavia deve fare i conti con un contesto normativo e fiscale sempre più complesso, caratterizzato da tetti di deducibilità dei canoni ancorati a parametri obsoleti e dalla progressiva stretta sulle aliquote
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dei fringe benefit legate alle emissioni di CO2. In questo quadro di forte pressione sul Total Cost of Ownership, le aziende si trovano di fronte a un cambio di paradigma che le vede passare dalla semplice gestione del parco auto alla definizione di una vera e propria Corporate Mobility Strategy, guidata dalla collaborazione tra il Fleet Manager e il Mobility Manager aziendale.
PERCORSI INCROCIATI Sebbene nel linguaggio comune le due funzioni vengano spesso confuse, la distinzione nell’organigramma resta netta, sia per scopi operativi sia per quadro normativo. Il Fleet Manager lavora sull’offerta dei mezzi e presidia l’auto in quanto asset aziendale: il suo obiettivo è l’ottimizzazione economica e operativa della flotta attraverso
la negoziazione dei contratti di noleggio, la gestione dei ripristini, il controllo delle carte carburante o ricarica, il monitoraggio della telematica e la sicurezza del driver, rispondendo direttamente a KPI come il costo al chilometro e il valore residuo. Diversamente, il Mobility Manager – figura resa obbligatoria in Italia dal Decreto Rilancio per le aziende con oltre 100 dipendenti situate in comuni ad alto inquinamento – gestisce la domanda di spostamento della popolazione aziendale e presidia le esigenze di viaggio dei lavoratori. Il suo strumento operativo principale è il PSCL (Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro), orientato a ridurre l’uso del mezzo privato individuale a favore di trasporto pubblico locale, micromobilità e mobilità
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MISSIONFLEET ESG
condivisa. La vera svolta manageriale, però, avviene quando questi due percorsi paralleli si incrociano nella prassi quotidiana. Come? Diversi sono i casi concreti in cui l’azione congiunta delle due figure trova applicazione nelle flotte di casa nostra. Un primo esempio riguarda le vetture utilizzate per le trasferte di servizio, che in molte aziende registrano tassi di utilizzo inferiori al 30%, rappresentando un costo fisso passivo sui bilanci. L’intervento del Mobility Manager permette di integrare questo parco veicoli all’interno di una piattaforma di prenotazione aziendale aperta a tutti i dipendenti per gli spostamenti di lavoro o, nei weekend e fuori dall’orario lavorativo, in formula di carsharing aziendale a pagamento. Questa sinergia porta a un incremento dell’indice di utilizzo dei mezzi fino al 75%, a una riduzione del parco vetture totale del 15% e alla generazione di ricavi che abbattono il canone di noleggio complessivo. L’alleanza si rivela fondamentale anche quando nella flotta fanno il loro ingresso modelli BEV o PHEV. In assenza di un piano di ricarica strutturato si rischiano infatti inefficienze operative, range anxiety e contestazioni sulle note spese. Durante la stesura della nuova Car Policy elettrica, invece, il Fleet Manager individua i modelli a batteria con autonomia adeguata e accordi per wallbox in comodato, mentre il Mobility Manager analizza i dati di percorrenza casa-lavoro del PSCL per identificare le necessità di ricarica domestica fuori dall’azienda. Insieme definiscono una procedura
automatizzata per il rimborso diretto dell’energia in busta paga, garantendo una transizione fluida, l’eliminazione del rischio di frodi sui rimborsi e un effettivo abbattimento delle emissioni.
MOBILITY BUDGET Infine, l’aumento dei costi dei fringe benefit mette spesso in crisi le classiche car policy aziendali, soprattutto di fronte alla necessità di attrarre giovani talenti orientati più alla flessibilità che all’auto come status symbol. In questo scenario entra in gioco il Mobility Budget, gestito attraverso un’unica app integrata. Il dipendente può scegliere un’auto di flotta più compatta ed ecologica, selezionata dal Fleet Manager, abbinandola ad abbonamenti per il trasporto pubblico e servizi di mobilità condivisa o monopattini per l’ultimo miglio, coordinati dal Mobility Manager. Il risultato è un’ottimizzazione del carico fiscale per l’azienda e una riduzione dell’impronta carbonica dell’intera organizzazione. Dunque, l’auto rimane un
pilastro insostituibile, la sua gestione non può più prescindere da una visione sistemica della mobilità. In un momento in cui le scadenze europee sulla decarbonizzazione si incrociano con l’esigenza di razionalizzare i costi operativi, considerare Fleet e Mobility Management come compartimenti stagni rappresenta un rischio strategico. Diversamente, unire l’analisi dei costi telematici al benessere del dipendente può solo favorire una transizione virtuosa a beneficio di tutta la catena aziendale.
SETTEMBRE-OTTOBRE 2026 | 15
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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER
LA GESTIONE DELLA FLOTTA 2.0 Luca Scafidi, fleet manager Chanel, affronta nuove sfide legate al bollo mentre punta a un parco veicoli sempre più elettrizzato
C di ABC
on la miniriforma che il Governo ha approvato sul pagamento del bollo auto, cambiano le scadenze anche per l’head of fleet and facility governance di Chanel, Luca Scafidi.
Da gennaio 2028, infatti, cambieranno le modalità e le date di pagamenti e rinnovo. La prima cosa che cambierà per i fleet manager sarà il fatto che per il noleggio a lungo termine conterà il luogo di utilizzo del veicolo, non più la sede legale
LUCA SCAFIDI
16 | SETTEMBRE-OTTOBRE 2026
della società proprietaria. «È una riflessione che porto avanti da tempo: ogni volta che arriva una norma come questa, è il fleet manager a doverla tradurre in processo spesso senza che nessuno gli riconosca formalmente quel ruolo. Il mobility manager, in certi contesti, è già una figura obbligatoria per legge. Forse è arrivato il momento di chiedersi se anche il fleet manager meriti lo stesso riconoscimento: non per il titolo, ma perché chi decide come applicare queste norme incide direttamente su costi, sicurezza e continuità operativa dell’azienda». Luca Scafidi ha oltre 20 anni di esperienza nel settore. Un percorso cresciuto attraverso realtà multinazionali e istituzionali come IOR,
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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER
Cushman & Wakefield e, più recentemente, Chanel dove ha guidato la governance della flotta e del facility management in un contesto luxury internazionale, con responsabilità su continuità operativa, ottimizzazione dei costi e gestione del rischio. «In questi anni ho sviluppato la Fleet & Mobility Control Room, un modello che integra dati, telematica, KPI e decisioni in un unico ambiente di governance. Oggi è l’approccio che caratterizza il mio modo di lavorare». Quali sono le maggiori difficoltà nel gestire una flotta auto? «La difficoltà più grande non è tecnica, è culturale: far percepire la flotta come un sistema da governare, non come un insieme di veicoli da amministrare. Nella pratica, le sfide quotidiane più concrete sono l’equilibrio tra sicurezza e continuità operativa, la gestione delle eccezioni (deroghe, casi non previsti dalla policy) senza che diventino la norma, e il controllo di costi che spesso non compaiono in nessun report. Ossia quelli generati da attriti, ritardi decisionali, processi poco chiari». Quali motorizzazioni si adattano meglio all’utilizzo dei vostri dipendenti? «Dipende molto dal profilo di utilizzo reale, non da una preferenza a priori. Per percorrenze prevalentemente urbane e miste, l’elettrico e l’ibrido plug-in offrono oggi un buon equilibrio tra sostenibilità e costi di gestione. Per chi percorre molti chilometri extraurbani o ha esigenze di autonomia elevata, mantengo comunque un’alternativa termica o ibrida tradizionale in Car List. La chiave è costruire una gamma
equilibrata, non imporre una motorizzazione unica a prescindere dall’uso». Quante auto avete in flotta e con quali modalità le assegnate? «Nella mia esperienza più recente ho gestito una flotta di 360 veicoli. L’assegnazione segue criteri strutturati per livello e ruolo aziendale, con categorie chiaramente definite che
stabiliscono modello, allestimento e condizioni d’uso così da garantire equità interna e, allo stesso tempo, coerenza con il budget complessivo». Come sarà la vostra flotta tra 3-4 anni? «Sempre più elettrica, ma soprattutto sempre più integrata in un sistema di dati. Immagino flotte dove la scelta del veicolo, la sua manutenzione e il suo
BOLLO AUTO. COSA CAMBIA CON LA NUOVA LEGGE La riforma varata dal governo ha introdotto piccole novità in tema di pagamento del bollo auto, che riguardano da vicino i fleet manager. Nessun taglio né abolizione dell’imposta: l’obiettivo è uniformare le scadenze e ridurre gli errori nei versamenti tra le diverse regioni, che restano titolari del tributo e mantengono margini di autonomia su tariffe, riduzioni ed esenzioni. In passato, il sistema del bollo è sempre stato percepito dalle aziende con flotte numerose come una fonte di complessità amministrativa: scadenze diverse da regione a regione, rate frazionate da monitorare, rimborsi da richiedere in caso di versamento sbagliato. La riforma approvata interviene proprio su questi punti: da un lato conferma che dal 2026 il gettito è destinato esclusivamente alla regione di residenza del proprietario; dall’altro introduce, a partire dal 2027, un cambiamento che riguarda in modo diretto il noleggio senza conducente a lungo termine, la formula più diffusa nella gestione delle flotte. Dal gennaio 2027 questi ultimi contratti dovranno essere annotati anche al PRA. Secondo: il criterio per stabilire quale regione ha diritto al bollo non sarà più la sede legale della società di noleggio, ma il luogo in cui si svolge l’attività prevalente del veicolo. Le novità più strutturali, però, sono rinviate al gennaio 2028, quando le auto nuove avranno una scadenza personalizzata, legata al mese di immatricolazione anziché a un calendario uniforme. Il bollo dovrà essere versato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione, con la stessa data che si ripete negli anni successivi. SETTEMBRE-OTTOBRE 2026 | 17
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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER
utilizzo saranno guidati da informazioni in tempo reale, non da processi amministrativi a posteriori. La vera evoluzione non sarà tanto nel tipo di motore, quanto nella capacità delle aziende di trasformare quei dati in decisioni, prima che i problemi si manifestino». In quale modo cerca di abbattere i costi? «Non parto mai tagliando una voce di spesa isolata. Guardo il sistema che genera quel costo e lo ridisegno perché smetta di generarlo. Un taglio dà un risultato immediato ma spesso temporaneo; un intervento sul processo – rinegoziazione strutturata dei contratti, standardizzazione della Car List, analisi predittiva dei costi di manutenzione – produce un risparmio che si mantiene nel tempo. Con questo approccio ho ottenuto una riduzione del 53% dei costi Automotive». Come gestisce imprevisti, emergenze o manutenzioni straordinarie? «Con un protocollo chiaro e conosciuto da tutta 18 | SETTEMBRE-OTTOBRE 2026
l’organizzazione: chi contattare, in quali tempi, con quali responsabilità. La differenza tra un imprevisto gestito bene e uno gestito male non sta quasi mai nella gravità dell’evento, ma nella chiarezza di chi deve decidere cosa, e in quanto tempo. Meno tempo si perde a capire di chi è la competenza, più velocemente si torna operativi». Qual è il caso più soddisfacente o insoddisfacente che le è capitato con un driver? «Il caso che porto con più soddisfazione riguarda un cambiamento normativo sul fringe benefit che ha impattato le buste paga dei driver senza una comunicazione preventiva da parte dell’azienda. Molti erano preoccupati e disorientati. Ho scelto di ascoltare ogni persona singolarmente e spiegare il contesto, anche se la decisione non era stata mia. Non ho potuto cambiare l’importo, ma ho potuto restituire comprensione. Ed è quello che, alla fine, le persone ricordano davvero».
Cosa cambiereste delle norme fiscali italiane? «Chiarezza e stabilità normativa. I continui aggiustamenti sul trattamento fiscale del fringe benefit legato ai veicoli aziendali rendono difficile pianificare con sicurezza scelte che hanno un orizzonte di 3-5 anni, come il rinnovo di una flotta. Un quadro più stabile permetterebbe di programmare investimenti – penso in particolare alla transizione elettrica – senza il rischio che le condizioni cambino a metà percorso. Ma andrei oltre: credo sia arrivato il momento che anche il ruolo del fleet manager venga riconosciuto formalmente, così come è già avvenuto per il mobility manager, reso obbligatorio per legge in determinate realtà. Chi governa la mobilità di un’azienda incide direttamente su sicurezza, sostenibilità e continuità operativa. Sono ambiti che meritano una funzione riconosciuta, non lasciata alla sola iniziativa organizzativa di ogni impresa».
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MISSIONFLEET SPECIALE NOLEGGIO DEALER
NON BASTA PIÙ VENDERE AUTO Perché il futuro dei concessionari passa dal noleggio. Intervista al Direttore Area Fisco ed Economia di ANIASA, Pietro Teofilatto
N di Luca Barenghi
el mercato dell’auto non cambia soltanto ciò che si guida, ma soprattutto il modo in cui si sceglie di utilizzarlo. Il noleggio è ormai una componente strutturale del settore: nel 2025 ha rappresentato il 30,6% delle immatricolazioni nazionali, con circa 525.000 veicoli immatricolati tra auto e veicoli commerciali leggeri, oltre 50.000 in più rispetto all’anno precedente. Numeri che stanno ridefinendo gli equilibri dell’intera filiera automotive. In questo scenario cambia profondamente anche il ruolo della rete dei concessionari. Da luogo in cui acquistare un’auto, il dealer è chiamato a diventare consulente di mobilità per
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aziende, PMI, professionisti e privati, accompagnandoli nella scelta della soluzione più adatta. La trasformazione coinvolge anche ciclo di vita del veicolo, remarketing dell’usato, postvendita e digitalizzazione. La trasformazione non riguarda quindi solo l’attività commerciale, ma l’intera gestione della relazione con il cliente e del ciclo di vita del veicolo. Ne abbiamo parlato con Pietro Teofilatto, Direttore Area Fisco ed Economia di ANIASA. Nel 2025 il noleggio ha rappresentato oltre il 30% delle immatricolazioni. Quanto di questi volumi passa attraverso i concessionari e quale ruolo hanno nella
crescita, soprattutto del lungo termine? «Il dato conferma che il noleggio è ormai strutturale. Una quota molto rilevante dei veicoli
PIETRO TEOFILATTO
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MISSIONFLEET SPECIALE NOLEGGIO DEALER
immatricolati dalle società di noleggio arriva al cliente finale attraverso i concessionari, anello fondamentale della filiera. Il loro ruolo è particolarmente importante nel lungo termine, perché spesso sono il primo interlocutore del cliente: non solo grandi aziende, ma sempre più PMI, professionisti e privati. Il dealer evolve così da punto vendita a consulente di mobilità. La conoscenza del territorio e del tessuto imprenditoriale gli permette di intercettare una domanda che non arriverebbe direttamente alle società di noleggio. È anche grazie a questa capillarità che il noleggio raggiunge nuovi segmenti. Il rapporto di prossimità diventa così un vantaggio competitivo anche per gli operatori, perché consente di unire la specializzazione del noleggio alla conoscenza concreta del cliente e del territorio. Secondo i nostri dati, dal canale indiretto, che comprende dealer e broker, oggi passa il 50% del business». Il rapporto tra concessionari e operatori del noleggio è oggi un semplice rapporto clientefornitore o una partnership strategica? In quali ambiti si è rafforzato? «È riduttivo parlare di semplice relazione cliente-fornitore: è una collaborazione sempre più strategica, con l’obiettivo comune di rispondere a una domanda di mobilità in rapido cambiamento. La partnership si è rafforzata sul fronte commerciale, con una crescente integrazione tra reti dei dealer e offerte degli operatori, ma anche nella gestione del ciclo di vita del veicolo: vendita e consegna, manutenzione, assistenza postvendita e gestione dell’usato a fine contratto. Decisiva è poi la digitalizzazione. I clienti
chiedono processi semplici, veloci e trasparenti, che richiedono maggiore integrazione di sistemi e processi. La direzione è una collaborazione strutturata, con ruoli distinti ma dentro un ecosistema sempre più integrato». Il noleggio cresce tra PMI e professionisti. Quanto è centrale il concessionario come interlocutore di prossimità e consulente? «È centrale perché la platea si sta ampliando e diversificando. Una PMI o un professionista spesso non dispone di una struttura interna per la mobilità e ha bisogno di qualcuno che ascolti le esigenze, comprenda l’uso del veicolo e proponga la soluzione più adatta. Il dealer può offrire questa consulenza grazie alla prossimità territoriale e alla relazione fiduciaria: può spiegare i vantaggi del noleggio, confrontarlo con l’acquisto o altre formule e accompagnare nella scelta. Per il settore del noleggio è quindi un prezioso alleato, anche nell’illustrare i vantaggi tributari della formula. La crescita del lungo termine passa dalla capacità di raggiungere clienti che fino a pochi anni fa lo consideravano destinato alle sole grandi aziende». In un mercato che si sposta dalla proprietà all’utilizzo, quali opportunità offre il noleggio ai dealer, oltre alle immatricolazioni?
«La capacità di offrire soluzioni diverse in base alle esigenze del cliente sarà uno dei principali fattori di competitività. È importante anche l’assistenza durante il noleggio, fondamentale nel rapporto fiduciario. L’evoluzione porta nuove priorità gestionali: amministrazione di logistica, contratti, recessi e perizie richiede procedure strutturate e trasparenti. Il rientro del mezzo è una fase critica, soprattutto per le controversie su usura o sinistri. La trasformazione digitale è quindi strategica: tracciabilità dei mezzi, governance dei dati, analisi delle percorrenze e standardizzazione dei flussi sono leve imprescindibili per redditività e governance operativa. Chi saprà integrare vendita, noleggio, gestione dell’usato e strumenti digitali potrà trasformare il cambiamento in un’avvincente opportunità di crescita». SETTEMBRE-OTTOBRE 2026 | 21
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Quali sono oggi le principali sfide per la rete dei concessionari? «La prima è gestire un mercato in cui la redditività non può più essere valutata sulla singola transazione. In un modello basato sull’utilizzo e sulla relazione continuativa conta il valore complessivo del cliente e la capacità di costruire rapporti di lungo periodo. Un secondo tema è l’usato proveniente dalle flotte: l’aumento dei volumi richiede competenze più evolute nel remarketing e nella valorizzazione dei veicoli exnoleggio, anche con strumenti digitali e canali diversificati. La digitalizzazione è insieme sfida e opportunità: i processi devono essere rapidi, integrati e trasparenti e il cliente vuole gestire sempre più fasi in digitale. Ma la tecnologia non basta: servono competenze commerciali e capacità di consulenza. Infine, la rete deve investire nella formazione. 22 | SETTEMBRE-OTTOBRE 2026
Il venditore del futuro dovrà conoscere non solo l’automobile, ma anche le diverse formule di mobilità e individuare con il cliente quella più coerente con le sue esigenze». Guardando ai prossimi anni, quale sarà il ruolo del concessionario nell’ecosistema del noleggio? I modelli si integreranno?
«Ci aspettiamo una crescente integrazione dell’intero ecosistema della mobilità, senza che dealer, società di noleggio e altri operatori debbano sovrapporre i propri ruoli. Ciascuno continuerà a mettere a disposizione competenze e asset specifici, ma sarà sempre più importante lavorare in modo coordinato. Il concessionario resterà presidio territoriale, punto di contatto con il cliente e centro di competenza per il veicolo e i servizi collegati; le società di noleggio manterranno il ruolo di operatori specializzati nella gestione della mobilità e delle flotte, con formule sempre più diversificate. L’evoluzione sarà nella capacità di integrare questi mondi attraverso tecnologia e condivisione dei dati, per un’esperienza più semplice e personalizzata. Il mercato passa dal “vendere un’auto” al “proporre una soluzione di mobilità”. Il concessionario non perde centralità, anzi la rafforza, se sa trasformarsi da punto vendita a partner di mobilità. È qui che vediamo uno degli elementi più interessanti per lo sviluppo futuro del settore».
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MISSIONFLEET PROVATO PER VOI
A5 AVANT E-HYBRID:
LA MATURITÀ PLUG-IN SECONDO AUDI
Quello da conoscere della nuova wagon “più aziendale” per Audi in Italia oggi, con 270 kW, 100 km in EV e un’autoricarica amica
I di O.M. Fumagalli
n un mercato dove i SUV continuano a guadagnare spazio, Audi resta fedele a una formula che ha costruito buona parte della sua storia nel mondo business: la station wagon. La nuova A5 Avant e-hybrid raccoglie l’eredità delle familiari premium più apprezzate, nelle flotte aziendali e la porta in una nuova dimensione, dove elettrificazione, comfort e piacere di guida convivono senza costringere il conducente a cambiare abitudini. Sulla carta i numeri sono già convincenti: 367 CV di potenza complessiva, 500 Nm di coppia, trazione integrale quattro e una batteria da 20,7 kWh netti, capace di assicurare fino a 104 km di autonomia Wltp in modalità elettrica. Dati importanti, ma che raccontano solo una parte del progetto. La vera evoluzione riguarda il
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modo in cui questa tecnologia viene utilizzata ogni giorno. Con un’autonomia elettrica di questo livello, gran parte degli spostamenti quotidiani può essere affrontata senza ricorrere al motore termico, mentre la ricarica in corrente alternata fino a 11 kW permette il ripristino completo della batteria
in circa due ore e mezza: un tempo compatibile con la permanenza in ufficio o con la ricarica domestica notturna. Ma il vero elemento distintivo della A5 Avant e-hybrid è la gestione intelligente dell’energia. La modalità di guida Efficiency, tra le quattro + 1 disponibili, si rivela quella destinata a
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MISSIONFLEET PROVATO PER VOI
diventare la preferita da molti: il sistema decide autonomamente quando utilizzare il motore elettrico, privilegiandolo e quando invece il termico, ma soprattutto come recuperare energia, lasciando al conducente il solo compito di ricordarsi di ricaricare quando possibile. Il risultato è una guida naturale, senza la sensazione di dover continuamente controllare flussi energetici, modalità di funzionamento (che può essere mutata in automatico) o livelli di carica. In quest’ottica si inserisce una delle funzioni più interessanti: il Battery Charge. Durante un trasferimento extraurbano o autostradale, il motore termico è in grado di riportare la batteria fino all’80% della capacità disponibile. Tradotto nella pratica, significa arrivare in città con energia sufficiente per affrontare in elettrico gli ultimi chilometri, accedere a una ZTL o muoversi nel traffico urbano senza partire necessariamente con la batteria completamente carica. Per chi percorre molti chilometri ogni settimana è una soluzione concreta, che rende la tecnologia plug-in più semplice da sfruttare rispetto al passato. Alla guida emerge un altro punto di forza. Pur superando le due tonnellate di massa e sfiorando i 4,83 metri di lunghezza, la nuova A5 Avant trasmette una sensazione di leggerezza superiore a quanto ci si aspetterebbe. Chi proviene da una berlina o una wagon di qualche anno fa, potrebbe rimanere sorpreso dalla facilità con cui l’auto cambia direzione e affronta i lunghi trasferimenti. Lo sterzo è preciso, anche ad alte velocità, la visibilità è buona e la posizione di guida rappresenta un buon compromesso: non
offre la seduta rialzata di un SUV, ma nemmeno quella particolarmente “sacrificata” di alcune wagon troppo sportive, per la presenza in flotta oggi. L’assetto filtra con efficacia le irregolarità del fondo senza risultare rigido o affaticante, contribuendo a quella sensazione di comfort che un’auto destinata alle B2B, deve garantire ogni giorno. Quando invece si richiede piena potenza, il sistema ibrido risponde con prontezza, accompagnato da un sound del 2.0 TFSI sempre piacevole e mai eccessivo, tutelato dalla trazione integrale. Al tempo stesso, anche con la batteria scarica, la A5 continua a mantenere un comportamento equilibrato: i consumi dipendono dallo stile di guida e dai carichi in gioco, ma la gestione dell’ibrido riesce ad aiutare il conducente a ottenere validi riscontri, tra prestazioni ed efficienza. L’abitacolo conferma gli elevati standard Audi: materiali e assemblaggi sono di ottimo livello, mentre il grande multidisplay panoramico, con tre elementi di cui uno dedicato al passeggero, offre un Infotainment intuitivo già dopo pochi minuti di utilizzo. Anche gli ADAS meritano una nota positiva: tanti, utili e che lavorano con precisione, ma senza quella continua sensazione di invasività che, alla lunga, può diventare fastidiosa per chi trascorre molte ore al volante. Il bagagliaio offre 361 litri, ampliabili fino a 1.306 abbattendo gli schienali. Non parte da capacità record ma è ben rifinito, regolare nelle forme e ricco di soluzioni pratiche per organizzare e fissare il carico. Caratteristiche che nell’utilizzo
professionale contano spesso più del semplice dato numerico. La nuova A5 Avant e-hybrid non cerca di insegnare al conducente come usare una plug-in hybrid. Fa di più: si adatta al modo di viaggiare. Una qualità che, oggi, può fare la differenza sia nella scelta di un fleet manager sia nella soddisfazione di chi è al volante. In termini economici, su listino si parte da 66.200 euro (in versione da 299 CV e allestimento Business) ma le offerte di Audi For Business sono poi confezionate ad-hoc sulle esigenze di ogni azienda, che la debba inserire in flotta.
QR Code: online articolo full con fotogallery e video della prova
Scheda Tecnica • Versione in prova: 2.0 e-hybrid 367 CV quattro S tronic S line edition • Carrozzeria: Station Wagon 5 Porte / 5 Posti • Misure: 4,83 x 1,86 x 1,46 m – passo 289 cm • Bagagliaio: 361 – 1.306 l • Serbatoio: 46 litri • Massa: 2.185 kg (con conducente) • Motore: 4 cilindri in linea 1.984 cc • Alimentazione: Ibrida Plug-In Hybrid (PHEV) • Potenza e Coppia combinate: 367 CV @5.000 rpm – 500 Nm • Batteria: 20,7 kWh – ricaricabile a 11 kW AC • Trazione: integrale • Cambio: a doppia frizione a 7 velocità • Velocità max: 250 km/h • 0-100 km/h: 5,1 secondi • Range EV: 100 km • Consumo bz. Wltp comb: 2,2 l/100 km • Emissioni Wltp (CO2): 50 g/km SETTEMBRE-OTTOBRE 2026 | 25
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MISSIONFLEET CARMAKERS&FLEET
LA CRESCITA DI HYUNDAI NELLE FLOTTE Intervista a Roberto Pazzini, Head of Fleet di Hyundai Italia
L a cura della redazione
a gamma cresciuta nel tempo, conforme alle esigenze del B2B, e la comprovata solidità di prodotti al passo con le nuove tecnologie, definiscono oggi Hyundai come un carmaker “da flotte”. Il responsabile Fleet della casa
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coreana in Italia, Roberto Pazzini, illustra strategie e posizionamento. Come vede Hyundai l’evoluzione del mercato flotte italiano, verso fine anno ed il 2027? «Guardiamo alla parte finale del 2026 e al 2027 con la consapevolezza di un mercato ancora solido e strategico, ma più complesso e competitivo. La spinta verso l’elettrificazione resta forte, soprattutto nel corporate, dove le aziende sono guidate da TCO e trattamento fiscale. Il quadro normativo, però, non appare ancora allineato alla trasformazione del mercato. Le aziende chiedono maggiore stabilità e flessibilità: vincoli o cambiamenti troppo rigidi possono incidere sulle car policy e rallentare le decisioni. Il
mercato conferma inoltre il peso crescente delle motorizzazioni ricaricabili, con PHEV in evidenza nel noleggio a lungo termine. Nel 2027 la competizione si intensificherà. L’ingresso e la crescita di nuovi brand aumentano la pressione sul rapporto prodotto/prezzo. La scelta però non si giocherà solo sul prezzo: nelle flotte conteranno affidabilità, valore residuo, rete assistenziale, continuità di prodotto e qualità del servizio. Per Hyundai significa continuare a proporre una gamma competitiva, con forte focus su elettrico e plug-in hybrid, e confrontarsi con mercato e istituzioni per un quadro fiscale e normativo più stabile e tecnologicamente neutrale. Più che un ridimensionamento, ci aspettiamo una nuova fase: più elettrificata, competitiva e attenta al valore dell’offerta. Sarà fondamentale avere il prodotto giusto al momento giusto, con continuità di gamma e una proposta solida nelle car policy aziendali». Fino a poco tempo fa, non era segreto che la vostra pur buona gamma fosse sottovalutata, dal mercato fleet, mentre il prodotto era ed è sempre più coerente all’uso aziendale: su cosa puntate per
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MISSIONFLEET CARMAKERS&FLEET
“qualificare” l’offerta alle aziende italiane? «È vero che il potenziale della gamma Hyundai non era pienamente riconosciuto dal mercato flotte italiano. Oggi il prodotto è sempre più coerente con le esigenze aziendali e la priorità è affiancare a questa evoluzione una struttura commerciale capace di valorizzarlo. Nel 2026 abbiamo accelerato la crescita nel fleet con una squadra di quattro Key Account Manager, per presidiare il territorio e sviluppare relazioni con le grandi aziende, comprendendone esigenze, car policy e TCO e costruendo partnership di lungo periodo. Anche PMI e professionisti sono importanti. Per loro contano prossimità e consulenza: abbiamo creato una struttura Dealer Fleet con tre Regional Fleet Manager, per supportare la rete e svilupparne le competenze. A questo si aggiunge un programma di formazione B2B per accompagnare i Concessionari Hyundai verso un modello di Fleet Business Center, punto di riferimento per il cliente aziendale, dalla consulenza al processo commerciale. Abbiamo inoltre sviluppato un BDC B2B dedicato, attraverso un partner esterno, per generare, qualificare e distribuire opportunità commerciali alla rete. Il modello ha due livelli, con un unico obiettivo: mettere il cliente aziendale al centro. Da una parte KAM e struttura centrale per le grandi aziende; dall’altra Dealer e Fleet Business Center per PMI e professionisti. La base resta una gamma competitiva per il mondo business. L’ambizione è andare oltre la vendita di automobili e
far conoscere Hyundai come vero partner di mobilità per le aziende italiane, valorizzando il binomio prodotto, rete e servizio». Capitolo idrogeno e carburanti alternativi: siete nella nicchia di chi lo presidia costantemente, che azioni vedete utili? «Per Hyundai, l’idrogeno è una delle 8 diverse alimentazioni che è in grado di offrire ai suoi clienti. La tecnologia hydrogen fuel cell permette guida a zero emissioni allo scarico, oltre 800 km di autonomia nella nuova generazione e tempi di rifornimento di circa 5 minuti. L’idrogeno è anche un vettore energetico: permette di “trasportare l’energia” da dove viene prodotta a dove serve. Può essere prodotto da fonti rinnovabili, stoccato e trasportato e, combinato con l’ossigeno, riutilizzato per generare energia, contribuendo a equilibrare la rete. Hyundai è pioniera dal 1998. Nel 2013 ha lanciato Hyundai ix35 Fuel Cell, il primo veicolo a celle a combustibile prodotto in serie al mondo. Oggi questa esperienza trova una nuova espressione nella seconda generazione di NEXO. La
tecnologia hydrogen fuel cell è disponibile anche sui camion Hyundai che, in appena 6 anni, hanno percorso più di 20 milioni di km in Europa; Hyundai a livello globale è presente anche nel settore degli autobus. Questa continuità fa di Hyundai un protagonista globale della tecnologia fuel cell. La strategia, come detto, non si basa su un’unica tecnologia, ma diverse alimentazioni che ci permettono di offrire più soluzioni per le specifiche esigenze di mobilità. Per l’Italia, il primo passo è creare le condizioni per esprimere il potenziale della tecnologia: prioritari sono sviluppo e consolidamento dell’infrastruttura di rifornimento e maggiore conoscenza, perché l’idrogeno sia considerato un’alternativa concreta nella transizione energetica. In Italia, più che scegliere una sola strada, è importante creare le condizioni perché tutte le tecnologie mature possano esprimere il proprio potenziale. E l’idrogeno, grazie alle sue caratteristiche e all’esperienza pionieristica maturata da Hyundai in quasi trent’anni, può giocare un ruolo importante». SETTEMBRE-OTTOBRE 2026 | 27
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MISSIONFLEET CARMAKERS&FLEET
GIANCARLO ESPOSITO: LA CRESCITA PASSA DA RETE E VEICOLI COMMERCIALI Intervista al nuovo Responsabile LCV & Fleet di Toyota Motor Italia
25 di Luigi Barni
anni in Toyota, tra finance, company car, flotte e rete commerciale, prima di assumere la guida della divisione LCV & Fleet: Giancarlo Esposito raccoglie il testimone di Dario Pergolotti Antiochia in una fase decisiva per la mobilità aziendale, nella quale le imprese cercano partner capaci di accompagnare la transizione
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tecnologica senza perdere di vista efficienza e costi operativi. Le direttrici del nuovo responsabile: rafforzare Toyota Professional e la rete dei concessionari, crescere nei veicoli commerciali leggeri e mettere sempre più strumenti a disposizione dei fleet manager, valorizzando i dati delle vetture connesse e il patrimonio tecnologico del Gruppo. Cosa rappresenta questo incarico? «Per me è prima di tutto un onore. L’azienda ha deciso di affidarmi questa responsabilità in un momento importante per il mercato e considero questa scelta il riconoscimento di un percorso professionale costruito negli anni. Conosco il mondo delle flotte, le esigenze delle aziende, dei noleggiatori e dei fleet manager: un’esperienza che
mi consentirà di affrontare con competenza una fase complessa ma ricca di opportunità». Dove si giocherà la crescita di Toyota nel B2B? «Abbiamo una posizione consolidata nel canale diretto, dove lavoriamo con le aziende e con i principali operatori del noleggio. Continueremo a svilupparlo, ma il maggiore potenziale è nella rete. Toyota Professional rappresenta uno dei nostri progetti più importanti e oggi il compito è consolidarlo, trasferendo ai concessionari la cultura e le competenze specifiche del mondo fleet: è qui che vediamo i margini più interessanti». Oggi circa due terzi della rete dispone già del mandato Toyota Professional, con standard dedicati sia alle flotte sia ai veicoli commerciali; l’obiettivo è estendere progressivamente questo modello all’intera rete, con investimenti in strutture, personale e servizi dedicati ai clienti business. La promessa unica di Toyota Professional: un’offerta integrata che va oltre il prodotto, con affidabilità garantita fino a 15 anni, assistenza e manutenzione rapide ed efficienti, oltre a soluzioni finanziarie e assicurative personalizzate.
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MISSIONFLEET CARMAKERS&FLEET
Il mercato sembra aver rallentato la corsa verso una sola tecnologia. Come interpretate questa fase? «La transizione è più lunga e articolata di quanto molti immaginassero. Le aziende stanno affrontando il cambiamento con pragmatismo, valutando soprattutto il costo totale di esercizio e le reali esigenze operative. Per questo Toyota continua a credere nell’approccio multi-tecnologico. Non esiste una soluzione valida per tutti. C’è chi oggi trova la risposta migliore nell’elettrico, chi nel full hybrid, chi nel plugin e, guardando avanti, anche l’idrogeno avrà un ruolo in determinati impieghi. Il nostro compito è offrire la tecnologia più adatta a ogni cliente». I veicoli commerciali sono destinati a diventare uno dei motori della crescita? «Lo sono già. È il segmento nel quale Toyota è cresciuta di più negli ultimi anni e quello che offre ancora i margini di sviluppo più interessanti. Continueremo a investire ampliando l’offerta e soprattutto il mondo degli allestiti. Oggi collaboriamo con partner specializzati, ma la differenza è che possiamo offrire numerosi allestimenti direttamente a listino Toyota, consentendo al cliente di ordinare il veicolo già configurato. Stiamo inoltre lavorando a nuovi progetti, anche europei, che ci permetteranno di presidiare segmenti dove finora eravamo meno presenti, compresa la mobilità dedicata alle persone con disabilità». Sempre più spesso il valore di una flotta passa dai dati. Come cambierà il rapporto con i fleet manager? «Le nostre vetture sono tutte
connesse e già oggi raccolgono una grande quantità di informazioni. Toyota utilizza strumenti di intelligenza artificiale per migliorare i processi interni e continuerà a sviluppare servizi sempre più evoluti. Attraverso KINTO, service mobility provider del Gruppo Toyota, metteremo progressivamente a disposizione dei fleet manager dati aggregati sull’utilizzo delle flotte, sull’efficienza dei veicoli e sui consumi, sempre nel pieno rispetto della privacy. Sono strumenti che aiutano le aziende a ottimizzare i costi, migliorare l’utilizzo dei veicoli e orientare con maggiore consapevolezza le future scelte di acquisto». I marchi cinesi stanno conquistando spazio anche nel mercato business. Come risponde Toyota? «Con rispetto. Toyota ha sempre guardato ai concorrenti riconoscendone i meriti e monitorando attentamente l’evoluzione del mercato. Noi possiamo però contare su un patrimonio costruito in decenni di affidabilità, qualità e riconoscibilità del marchio. Per un fleet manager questi aspetti, insieme ai consumi reali delle nostre motorizzazioni full hybrid e plug-in hybrid e al valore residuo, continuano a rappresentare elementi decisivi
nella scelta. Anche sull’elettrico affrontiamo il futuro con fiducia. Il Gruppo Toyota sta investendo nelle batterie di nuova generazione e nelle tecnologie che accompagneranno la prossima fase della mobilità. Sappiamo di avere le competenze e la capacità industriale per continuare a essere protagonisti». Curiosità: dopo ben quattro RAV4 Plug-in Hybrid consecutive come “amatissima” auto aziendale, Esposito sorride quando gli chiediamo quale veicolo Toyota sceglierebbe oggi. «L’unica che mi farebbe cambiare idea è la nuova bZ4X Touring». Non troppa enfasi, ma tutta la concretezza e la fiducia costruite in anni di lavoro in azienda.
IL NUOVO TOYOTA DIGITAL HUB A WROCŁAW, DOVE SI SVILUPPANO APPLICAZIONI, INFRASTRUTTURE CLOUD E SOLUZIONI DI CYBERSECURITY A SUPPORTO DEI SERVIZI CONNESSI PER L'EUROPA
QR Code: online l’intervista completa
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11 Primo Test Fiat.qxp_Layout 1 01/09/26 09:29 Pagina 30
MISSIONFLEET PRIMO TEST
500 CABRIO E 600 TURBO Le novità sfiziose di Fiat per i segmenti minori, con due target diversi
“U di Luca Barenghi
na Fiat per tutti”. È la filosofia che ha accompagnato il drive delle nuove 500 Hybrid Cabrio Dolcevita e 600 Turbo 100, due modelli che ampliano l’offerta del marchio Stellantis con soluzioni lontane dall’elettrico puro: mild hybrid per la 500, benzina tradizionale per la 600. Teatro della prova, le strade di Torino, con base al centro Stellantis &You di Mirafiori, che nel 2026 celebra 20 anni.
500: STILE PRIMA DI TUTTO La Hybrid Cabrio Dolcevita conserva proporzioni e impostazione della 500 Hybrid: QR Code: online video e versione completa dell’articolo
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appena 3,61 metri, design rétro e meccanica collaudata. Sotto il cofano c’è il tre cilindri FireFly 1.0 mild hybrid da 65 CV, con cambio manuale a sei marce. Prestazioni e filosofia restano quelle della versione standard: più semplicità e facilità d’uso che sportività. A fare la differenza è l’allestimento, con specchietti cromati, badge dedicato, colori Ice White e Celestial Blue e soprattutto la capote blu, elemento che conferma la 500 come unica superutilitaria cabrio sul mercato. Nell’abitacolo spiccano il touchscreen da 10,25” e i sedili in tessuto pied-de-poule e vinile. Ricca la dotazione di sicurezza, con frenata automatica d’emergenza, mantenimento corsia, riconoscimento della segnaletica, monitoraggio dell’attenzione e sensori di parcheggio, oltre a keyless go, freno elettrico e telecamera anteriore. I consumi dichiarati sono 5,3 l/100 km WLTP, con listino prezzi da 25.200 euro.
600: PIÙ MOTORE, SENZA ECCESSI La Turbo 100 mantiene il look delle versioni ibride ed elettriche, mentre la Sport aggiunge cerchi da 18”, finiture nere, griglia più aggressiva, tetto nero optional e l’inedito verde acido. La vera novità qui è il 1.2 tre cilindri turbo benzina da 100 CV a ciclo Miller, con turbocompressore a geometria
variabile e distribuzione a catena. Un motore sviluppato attraverso oltre 30.000 ore di test e più di tre milioni di chilometri. Su strada il manuale a sei rapporti è preciso e gradevole, mentre il propulsore offre prestazioni sufficienti, anche se nelle riprese qualche cavallo in più non sarebbe dispiaciuto. La 600 convince soprattutto fuori città, dove il motore lavora nel regime più favorevole e il cruise control facilita la marcia. Il punto debole emerso dalla prova sono però i consumi: approssimativamente 8,4 l/100 km rilevati su circa 40 km tra urbano ed extraurbano, contro i 5,7 l/100 km dichiarati e potenziali, nel ciclo misto. Il listino parta dai 23.850 euro della versione Pop.
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MISSIONFLEET PRIMO TEST
NUOVA JEEP AVENGER Evolve senza cambiare pelle (e va bene così)
156 CV con batteria da 54 kWh, ricarica fino a 100 kW DC e autonomia WLTP fino a 400 km.
AL VOLANTE
“S di Luca Barenghi
e vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Come Tancredi ne Il Gattopardo, anche Jeep Avenger si aggiorna senza tradire la propria natura. Una scelta logica per un modello che ha superato 270.000 ordini, diventando la Jeep più venduta in Europa e il SUV più venduto d’Italia per tre anni consecutivi.
DESIGN E INTERNI
QR Code: online la video intervista a Fabio Carli, Head of Product Marketing di Jeep per l’Europa
La filosofia resta quella del “design to function”: protezioni antigraffio rivestono paraurti, passaruota e parte bassa delle portiere, mentre la calandra a sette feritoie è ora illuminata e integrata con i Matrix LED, più incassati nella carrozzeria. Ridisegnati anche i paraurti, con maggiore protezione del radar. Debuttano cerchi da 17” e 18” e nuovi colori. Per l’85° anniversario del brand, arriva la 85th Anniversary, con finiture oro e loghi dedicati. Nell’abitacolo aumentano qualità e comfort grazie a materiali più morbidi, doppie cuciture e sedili lavabili. La console integra il comando
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Selec-Terrain; il display da 10,25” introduce un assistente vocale basato su ChatGPT. Sulle elettriche, il navigatore pianifica le soste di ricarica e stima autonomia, tempi e batteria all’arrivo.
QUATTRO MOTORIZZAZIONI La gamma comprende 1.2 Turbo benzina da 101 CV con cambio manuale a 6 rapporti, eHybrid 110 CV con cambio eDCT6 e sistema 48 V, capace di percorrere brevi tratti in elettrico, 4xe e-Hybrid 145 CV con trazione integrale elettrificata e fino a 1.900 Nm alle ruote posteriori, e BEV
La BEV è silenziosa, fluida e agile in città; fuori, i 156 CV offrono riprese brillanti e una risposta immediata. Ma è la 4xe a sorprendere nel percorso offroad del Rhein-Taunus: tra twist, guadi e pendenze, le dimensioni contenute, il passo corto e i sistemi Selec-Terrain e Hill Descent Control permettono di affrontare con naturalezza anche i passaggi più tecnici. La nuova Avenger, quindi, non cambia pelle: affina una formula vincente, aumentando tecnologia e versatilità senza perdere l’identità Jeep.
PREZZI Benzina: E 25.700-29.700 | e-Hybrid: E 27.700-31.700 | 4xe: E 32.700-34.700 | BEV: E 39.400-42.400.
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MISSIONFLEET PRIMO TEST
RENAULT RADDOPPIA SUL GPL Clio e Nuova Symbioz ECO-G 120 ridefiniscono l’efficienza aziendale
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benzina e 50 di GPL consentono un’autonomia complessiva fino a 1.400 km. Il serbatoio del gas, collocato al posto della ruota di scorta, non penalizza il bagagliaio, che raggiunge 624 litri grazie al divano posteriore scorrevole di 16 cm. Pensata per i lunghi viaggi, entra a listino sotto i 26.000 euro. Le emissioni scendono a 116 g/km di CO2, contro i 133 g/km della versione benzina, contribuendo al miglioramento dei parametri ESG aziendali.
SYMBIOZ ECO-G 120: PRATICITÀ IN SEGMENTO C
Per car list dedicate a sales, tecnici commerciali e mobilità urbana ed extraurbana, la Clio combina costi chilometrici ridotti e maggiore dinamismo. Il 3 cilindri turbo, rispetto all’ECO-G 100, vanta 20 CV e 30 Nm in più. Prezzi da 20.900 euro. Il sistema gestisce automaticamente il passaggio da GPL a benzina, lasciando comunque al conducente la
Lunga 4,41 metri, la Symbioz si rivolge a middle manager e dipendenti che cercano spazio e versatilità, anche per l’uso familiare, senza incidere eccessivamente sul budget flotta. Il nuovo 3 cilindri turbo da 1,2 litri eroga 120 CV e 200 Nm, abbinati al cambio manuale a sei rapporti. I serbatoi da 48 litri di
CLIO ECO-G 120: PIÙ PRESTAZIONI E AUTONOMIA
possibilità di selezionare manualmente il carburante. Novità importante è l’abbinamento al cambio automatico EDC a doppia frizione, con cambiate rapide e senza interruzioni di coppia; disponibili anche le levette al volante. L’autonomia arriva fino a 1.450 km grazie ai serbatoi da 39 litri di benzina e 50 di GPL, quest’ultimo cresciuto del 25%. I consumi partono da 6,5 l/100 km a GPL e 5,4 l/100 km a benzina, mentre le emissioni si riducono in media del 9%: fino a 105 g/km in modalità GPL.
di Ilaria Salzano
enault amplia l’offerta GPL con il nuovo motore ECO-G 120, disponibile su Symbioz e Clio, che diventa così bifuel per la prima volta. Due modelli pensati per rispondere a esigenze diverse delle flotte, con un obiettivo comune: ridurre subito il TCO senza vincoli di ricarica. Se l’elettrificazione del brand prosegue, Renault propone infatti una soluzione complementare, caratterizzata da costi di rifornimento contenuti, minori emissioni di CO2 e prezzi d’acquisto competitivi.
TECNOLOGIA USERFRIENDLY Su entrambe troviamo OpenR link con Google integrato e display da 10,4”, che punta a semplificare la vita al driver. Gemini consente interazioni vocali più naturali per gestire navigazione, climatizzazione, radio e funzioni del veicolo, limitando le distrazioni. Insieme alla suite ADAS, la tecnologia può contribuire anche alla riduzione della sinistrosità della flotta.
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MISSIONFLEET PRIMO TEST
TOYOTA bZ4X TOURING Il SUV elettrico che strizza l’occhio alla station wagon
di Luca Barenghi
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oyota rilancia la sfida tra SUV e station wagon con la bZ4X Touring, nuovo vertice della gamma elettrica del marchio in Europa, posizionata sopra la C-HR+ e la più compatta Urban Cruiser, non ancora disponibile in Italia. Basata sulla bZ4X lanciata nel 2021, la Touring cresce di 8 cm in lunghezza (4,83 metri) mantenendo pressoché invariate altezza (1,67 m) e larghezza (1,86 m), con un aumento anche dell’altezza da terra, ora a 21 cm. Il frontale ricalca il linguaggio Hammer
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Head già visto sulla bZ4X, con fari Full-LED a forma di C e firma luminosa centrale; cambiano invece paraurti e protezioni inferiori, più robusti. Di profilo emerge la vera novità: un posteriore più lungo, squadrato e sviluppato in verticale, che sposta le proporzioni dell’auto verso il mondo delle wagon rialzate. Cerchi in lega da 18” o 20” a seconda dell’allestimento, sempre in finitura nera opaca. Il vantaggio dimensionale si traduce soprattutto nel bagagliaio: 669 litri, quasi il 50% in più della bZ4X, tra i migliori della categoria, che salgono a 1.178 litri abbattendo i sedili posteriori. Plancia sostanzialmente invariata rispetto alla sorella minore, con volante compatto e ricco di comandi (cruise adattivo, mantenimento di corsia, palette per la frenata rigenerativa a quattro livelli), cockpit digitale rialzato e display infotainment da 14”. Il navigatore calcola in automatico le soste di ricarica in base a batteria e autonomia residua, aggiornando i dati durante il viaggio. La gamma è essenziale. Un’unica batteria da 74,7 kWh per due motorizzazioni. La FWD
da 224 CV punta sull’autonomia, 591 km con cerchi da 18”. La AWD da 380 CV privilegia le prestazioni, 0-100 km/h in 4,5 secondi – l’auto più veloce di Toyota in Europa fuori dai modelli GR Sport – con autonomia di 528 km (cerchi 18”) o 479 km (cerchi 20”). Ricarica rapida DC a 150 kW: dal 10 all’80% in 28 minuti, circa 30 con precondizionamento della batteria anche a -20°C. Il test drive in Slovenia, tra i boschi attorno a Bled, ha rivelato due anime opposte. La FWD è finita in crisi su un difficile sentiero fangoso, in forte pendenza, perdendo grip e affondando; sorpresa poi da una nevicata improvvisa, non è riuscita a completare il percorso, effettivamente non da tutti. Ben diversa la AWD, che pur superando le 2,5 tonnellate ha affrontato fango, neve e sterrati con decisione, grazie al lavoro combinato di trazione integrale, X-MODE e Grip Control – di fatto, è lei quella davvero all’altezza dello spirito outdoor che rivendica questo modello. I prezzi partono da 50.500 euro per la FWD Icon, fino ai 57.500 euro della AWD Premium. Per le flotte, Kinto propone il noleggio a lungo termine a 549 euro/mese (IVA esclusa), anticipo di 6.700 euro, formula 36 mesi/30.000 km annui, con KASKO, RCA, furto/incendio, assistenza stradale e manutenzione ordinaria e straordinaria inclusi.
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Via Cassano d’Adda, 3 - Milano T. 02 488461 - fratelligiacomel.it
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MISSIONFLEET PRIMO TEST
LEAPMOTOR B05 La nuova berlina Stellantis “per tutti” sorprende chi apprezza il Gruppo torinese e le Bev
N di Luigi Barni QR Code: online articolo full con fotogallery e scheda tecnica
on è la solita elettrica cinese dal prezzo aggressivo. Alla prima prova tra Milano e le colline bergamasche, la Leapmotor B05 convince soprattutto per l’equilibrio: è una berlina compatta curata per il mercato europeo, con tecnologia, dotazioni e un listino competitivo. Lunga poco più di 4,4 metri, ha una carrozzeria fastback, porte senza cornice e un design pulito, con Cx di 0,26. L’abitacolo non è certo premium, ma gli assemblaggi sono curati e lo spazio è uno dei suoi punti forti, anche grazie alla tecnologia Cellto-Chassis che integra la batteria nella struttura. Il display centrale da 14,6” è rapido e
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intuitivo, con Apple CarPlay e Android Auto, mentre l’ergonomia di alcuni comandi e la visibilità del piccolo quadro strumenti da 8,8” sono migliorabili. La sorpresa arriva alla guida. La piattaforma, sviluppata anche con il contributo degli specialisti Stellantis e messa a punto a Balocco, offre trazione posteriore, distribuzione dei pesi quasi 50:50, sospensioni McPherson davanti e multilink dietro. Il risultato è una vettura precisa e naturale, piacevole anche sulle strade tortuose. Non è una sportiva, certo, ma una berlina equilibrata e facile da guidare. Il motore posteriore eroga 218 CV e 240 Nm, con 0-100 km/h in 6,7 secondi. Anche l’efficienza è interessante: nel test, svolto tra città, autostrada e colline con temperature elevate e climatizzatore acceso, i consumi
sono risultati mediamente del 15-20% superiori ai valori WLTP. Sono disponibili due batterie LFP: 56,2 kWh con autonomia WLTP fino a 401 km e 67,1 kWh fino a 482 km. La ricarica DC arriva a 168 kW, con il 30-80% in circa 17 minuti; in AC a 11 kW servono circa 3,5 ore. La dotazione è completa già sulla Life, con 21 ADAS, 7 airbag, telecamere e sensori. La Design aggiunge, tra l’altro, sedili anteriori riscaldati ed elettrici, volante riscaldato e impianto audio a 12 altoparlanti. Il listino parte da 26.900 euro, ma la promozione di lancio
porta la Life 56,2 kWh a 22.900 euro e la Long Range a 25.400 euro; la Design arriva a 27.400 euro. Un’auto che non rivoluziona il mercato, ma dimostra quanto rapidamente Leapmotor stia maturando. Semplice, tecnologica, piacevole da guidare e sufficientemente raffinata, può competere con rivali più costose e rappresenta una pedina interessante per Stellantis, anche in ottica flotte.
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MISSIONFLEET PRIMO TEST
NUOVA Q4 E-TRON Più tecnologia, fino a 592 km di range e bagagliaio da riferimento
ridisegnata, integra anche una doppia piastra wireless ventilata. Grazie alla piattaforma MEB, al passo di 2,76 metri e all’assenza del tunnel centrale, lo spazio è sorprendente in rapporto agli ingombri. Dietro l’abitabilità è da riferimento e il bagagliaio offre 515-1.487 litri sulla SUV e 527-1.460 litri sulla Sportback. Le versioni quattro possono trainare fino a 1.800 kg, 400 in più del modello uscente. La gamma propone tre motorizzazioni. La versione d’ingresso, a trazione posteriore, ha 204 CV, batteria da 63 kWh e fino a 450 km di autonomia. La performance Long Range, sempre posteriore, sale a 286 CV, 82 kWh e 592 km. Al vertice c’è la quattro performance, unica integrale, con 340 CV, 0-100 km/h in 5,4 secondi e fino a 554 km. L’autonomia cresce fino a 30 km rispetto al modello precedente. La ricarica DC arriva a 185 kW: Audi dichiara meno di 28 minuti dal 10 all’80% e fino a 185 km recuperati in 10 minuti. Debutta inoltre la ricarica
di Luca Barenghi
S
paziosa come una Q5 e con un bagagliaio degno di una Q6, ma senza crescere nelle dimensioni. È questa la sfida della nuova Audi Q4 e-tron, che a 5 anni dal debutto si rinnova con un restyling deciso, interni ripensati e una nuova gamma di motori. In attesa dell’A2 e-tron, al debutto nel 2027, è la porta d’ingresso alla gamma fullelectric Audi. Lunga 4,59 metri, la Q4 e-tron resta nel segmento C ed è disponibile sia SUV sia Sportback. Il design evolve con Singleframe ridisegnata, fari più affilati, passaruota pronunciati e nuovo estrattore sportivo. Nuovi anche i colori e i cerchi, da 19” a 21”. Il cambiamento più evidente è nell’abitacolo, dove debutta il nuovo “palcoscenico digitale”: di serie Audi Virtual Cockpit da 11,9” e touchscreen centrale da 12,8”, mentre a richiesta arrivano head-up display con realtà aumentata e display da 12” per il passeggero. La consolle centrale, completamente
bidirezionale: V2L per alimentare dispositivi esterni e, in futuro, V2H per usare l’auto come accumulo domestico. Durante il test in Val d’Ayas, la quattro performance ha convinto per la spinta immediata dei 340 CV e per la capacità della trazione integrale di scaricare efficacemente la potenza in uscita dalle curve. Più docile la Long Range, comunque brillante. L’assetto, disponibile comfort, sportivo (-15 mm) o adattivo, offre un buon equilibrio tra comfort e controllo. Ottimo lo sterzo, preciso e più diretto del passato; sulle versioni posteriori il raggio di sterzata è di poco superiore ai 10 metri. Il listino italiano parte da 43.350 euro per la SUV Custom Edition da 204 CV, mentre la Sportback da 52.900 euro. La Custom Edition offre già cerchi da 19”, sedili sportivi riscaldabili, clima bizona, telecamera posteriore, navigazione MMI Plus, ricarica wireless e sistemi di assistenza alla guida.
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17 Test Drive Ioniq.qxp_Layout 1 01/09/26 09:32 Pagina 38
MISSIONFLEET TEST DRIVE
IONIQ 6 MY26 N LINE La berlina elettrica Hyundai che convince flotte e driver
di Luigi Barni
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a Ioniq 6 è una delle berline elettriche più riuscite del mercato, anche se ancora poco diffusa in Italia. Il restyling 2026 affina un progetto già valido, intervenendo su design, qualità percepita, efficienza ed esperienza d’uso, senza stravolgerne l’impostazione. La versione provata, N Line AWD da 325 CV con batteria da 84 kWh, combina due motori elettrici, 605 Nm di coppia e trazione integrale. Le prestazioni
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sono elevate, ma il vero punto di forza è la fluidità con cui affronta ogni situazione: sorpassi, percorsi collinari e lunghi trasferimenti risultano sempre rapidi e rassicuranti. L’assetto offre un equilibrio riuscito tra comfort e precisione di guida, con un comportamento più vicino alle migliori berline europee, che a una tradizionale elettrica orientata solo all’efficienza. Anche il design continua a distinguersi. La silhouette aerodinamica lunga quasi cinque metri esce dagli schemi, mentre l’allestimento N Line aggiunge dettagli sportivi senza eccessi. Per flotte e driver contano soprattutto autonomia e tempi di ricarica. Nella prova sono stati raggiunti circa 500 km reali, con differenze contenute tra utilizzo urbano e autostradale grazie all’ottima aerodinamica e alla piattaforma E-GMP a 800 Volt, ulteriormente migliorata. Alle
colonnine HPC la vettura ha superato i 200 kW di potenza effettiva, riducendo sensibilmente le soste e rendendo i lunghi viaggi molto più semplici da pianificare. L’abitacolo privilegia ergonomia e praticità. Il doppio display da 12,3” è affiancato da numerosi comandi fisici, soluzione sempre apprezzata nella guida quotidiana. L’ecosistema digitale è completo, anche se meno evoluto sul fronte dell’intelligenza artificiale conversazionale rispetto ad alcuni concorrenti. Lo spazio interno risulta abbondante anche per i passeggeri posteriori se non superano certe misure, mentre il bagagliaio soddisfa senza difficoltà le esigenze di trasferte professionali e familiari. Dotazioni come sedili elettrici con memoria, ventilazione e riscaldamento, illuminazione personalizzabile e sistemi ADAS di ultima generazione, contribuiscono a un’esperienza contingente al mondo premium. Per le flotte aziendali, Ioniq 6 MY26 rappresenta una proposta concreta: costi di esercizio contenuti, rispetto al pacchetto prestazionale e di dotazioni, fiscalità favorevole grazie al fringe benefit Bev, autonomia adeguata anche per percorrenze elevate e ricariche rapide, che riducono i tempi di fermo. La versione 84 kWh a trazione posteriore resta inoltre la scelta più indicata per chi privilegia la massima efficienza.
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MISSIONFLEET PRIMO TEST
TOYOTA HILUX 2026 Il pick-up si evolve e guarda all’elettrico
Q di Luca Barenghi QR Code: online articolo full e video della prova
uasi sessant’anni di storia e oltre 27 milioni di esemplari venduti fanno dell’Hilux un riferimento tra i pick-up per robustezza e affidabilità. Con la nona generazione, Toyota mantiene questa impostazione introducendo però, per la prima volta, una variante completamente elettrica accanto alla versione diesel mild hybrid a 48 Volt. Disponibile nella sola configurazione Double Cab, l’Hilux misura 5,32 metri di lunghezza, 1,87 di altezza e 1,89 di larghezza. Il restyling aggiorna frontale, gruppi ottici e cerchi, mentre pedane laterali e soglia del cassone migliorano l’accessibilità, un aspetto rilevante nell’impiego professionale. Gli interni guadagnano comfort, con sedili anteriori più imbottiti, e tecnologia: infotainment da 9” o 12,3”, quadro digitale da 7” o 12,3” e una dotazione
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ergonomica pensata anche per il fuoristrada. Sul fronte powertrain, il 2.8 turbodiesel abbinato al sistema mild hybrid 48V sviluppa 208 CV. Le capacità operative restano quelle del modello precedente, con oltre 1.000 kg di portata utile e fino a 3.500 kg di capacità di traino. L’elettrificazione e la frenata rigenerativa consentono una riduzione dichiarata di consumi ed emissioni di circa il 5%, con consumi nell’ordine di 9,7-10,0 l/100 km. La novità più significativa è l’Hilux BEV, 100% elettrico: motore sincrono a magneti permanenti da 196 CV e batteria da 59,2 kWh integrata nel telaio, così da non penalizzare carico e abitabilità. L’autonomia WLTP è però di 257 km, valore che può ridursi sensibilmente in utilizzi gravosi e in off-road. Per il mondo flotte, quindi, l’elettrico appare soprattutto una soluzione per missioni prevedibili: aeroporti, parchi naturali,
aziende agricole e grandi complessi industriali sono gli scenari più coerenti con il profilo del veicolo. Su strada il nuovo servosterzo elettrico rende la guida più leggera e precisa; fuori dall’asfalto l’Hilux conferma invece le sue qualità, grazie anche al Multi-Terrain Select del MHEV, con modalità dedicate a sabbia, fango, neve e roccia. La BEV aggiunge la funzione Mogul per i passaggi più accidentati. Il diesel resta però percepibile acusticamente, mentre l’elettrica offre maggiore fluidità e silenziosità. Per le aziende, l’offerta di noleggio Kinto One prevede 499 euro/mese + IVA per il MHEV e 569 euro/mese + IVA per il BEV, su 48 mesi/60.000 km, con anticipo di 7.500 euro + IVA. Nel canone sono inclusi Kasko, RCA, servizi assicurativi F&I, assistenza stradale e manutenzione ordinaria e straordinaria.
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19 IP Zucchetti Fleet 4 26.qxp_Layout 1 01/09/26 09:33 Pagina 42
ZUCCHETTI
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
FLOTTE AZIENDALI: LA VERA SFIDA OGGI È IL CONTROLLO DEL TCO
Oggi la gestione delle flotte aziendali in Italia sta vivendo una trasformazione profonda. Per anni il dibattito si è concentrato soprattutto sulla scelta dei veicoli – diesel, ibrido o elettrico – ma il vero tema strategico per le imprese è diventato un altro: il controllo del costo totale della mobilità aziendale. I fleet manager parlano sempre meno di “canone mensile” e sempre più di Total Cost of Ownership (TCO). Secondo gli operatori del settore, molte aziende stanno scoprendo che i costi nascosti della flotta possono incidere fino al 40% in più rispetto alle previsioni iniziali.
un’auto dopo tre o quattro anni. Per questo motivo molte aziende stanno abbandonando l’acquisto diretto, preferendo formule di noleggio a lungo termine o full service leasing per trasferire parte del rischio economico agli operatori specializzati. Anche l’aumento delle assicurazioni e dei costi di manutenzione pesano sui bilanci. Le riparazioni delle vetture elettriche, in particolare, richiedono competenze specifiche e componenti più costosi: i tempi di fermo tecnico sono diventati un indicatore critico, perché un’auto inutilizzabile rappresenta una perdita di produttività, ritardi e costi indiretti.
L’INCOGNITA DEL VALORE RESIDUO E IL BOOM DEL NOLEGGIO Uno dei temi più discussi riguarda il valore residuo delle auto elettriche. I continui aggiornamenti tecnologici e la volatilità della domanda rendono difficile stimare il valore reale di
L’IMPATTO DEI FRINGE BENEFIT SULLE SCELTE DEI DIPENDENTI Negli ultimi anni, inoltre, le modifiche introdotte nella disciplina dei fringe benefit hanno contribuito a ridefinire i criteri di scelta dei dipendenti: l’auto aziendale viene infatti valutata
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sempre più in funzione del suo impatto sullo stipendio netto. Le vetture elettriche e plug-in, ad esempio, vengono oggi favorite da regimi fiscali più vantaggiosi e quindi scelte non solo per motivi ambientali, ma anche economici. DIGITALIZZAZIONE: PREVEDERE I COSTI CON IL FLEET MANAGEMENT INTEGRATO L’obiettivo dei fleet manager è quindi prevedere i costi prima che diventino un problema. Piattaforme integrate di fleet management come ZCarFleet Zucchetti permettono alle aziende di centralizzare dati, scadenze, manutenzioni, consumi, assegnazioni e reportistica in un unico ambiente digitale. Questo approccio aiuta a monitorare il costo reale dei veicoli, automatizzare le attività amministrative e avere una visione più precisa della redditività della flotta.
20 Analisi copertina 4 26.qxp_Layout 1 01/09/26 09:33 Pagina 43
In questo numero di MissionFleet, ci siamo divertiti a guidare due vetture che più diverse non potrebbero essere per tipologia, storia della Casa, tecnologia, stile e ovviamente prezzo. La Porsche Cayenne Coupé Electric ha un listino da 115mila euro, cifra che consente l’acquisto di cinque Dacia Duster e non nella versione base. Stiamo provocando ovviamente. Ma esiste un fil rouge tra i due modelli: la ricerca della miglior soluzione per i fedeli del brand, al di là di seguire il mercato in generale (di nicchia per Porsche, di massa per Dacia), con un giusto compromesso fra la tradizione e la novità. La Cayenne Coupé Eletric, nella non facile transizione alle batterie di un marchio ostinatamente termico, ha il merito di non scontentare i “porschisti” perché riesce nel miracolo di sembrare più una filante hatchback a ruote alte che un poderoso Suv. E le prestazioni non prestano il fianco ad alcuna critica da parte di chi ha in mente la cara vecchia 911 nelle sue mille varianti. La Duster rappresenta al meglio la filosofia di Dacia che dopo essersi costruita la fama di Casa low cost per antonomasia ha alzato l’asticella, giocando sempre sul rapporto qualità-prezzo ma raffinando lo spartito su ogni fronte: il design, le motorizzazioni, l’equipaggiamento. È il mercato che decide, non la teoria.
21 Analisi A Porsche.qxp_Layout 1 01/09/26 09:33 Pagina 44
L’ANALISI DI
Porsche Cayenne Coupé Electric
Esemplare di razza, evoluto
Con l’avvento della variante elettrica, la Cayenne ha introdotto uno stile più contemporaneo rispetto alle versioni termiche, con nuovi fari anteriori, mascherina pulita e prese d’aria spostate più in basso sul paraurti. La Coupé punta ancora di più all’efficienza aerodinamica, con una linea del tetto più bassa di 24 mm e un profilo filante. Anche i finestrini posteriori sono più sottili, mentre dietro si conferma la fascia di Led a tutta larghezza. L’effetto è quello di una vera Coupé a guida rialzata. Oltre all’estetica, c’è un vantaggio aerodinamico significativo: il Cx, già ottimo sulla Suv, qui scende a 0,23 con minori consumi e autonomie superiori. Invariate lunghezza, 4.985 mm, larghezza, 1.980 mm, e anche passo, 3.025 mm, mentre l’altezza scende a 1.650 mm. Il bagagliaio perde qualcosa rispetto alla Suv, a causa del tetto spiovente: 534 litri sulle versioni base e S, 500 sulla Turbo. Abbattendo il divano si ricavano 1.347 litri, 1.313 sulla Turbo, mentre sotto al cofano trova posto un vano da 90 litri. di Maurizio Bertera
GAMMA La base tecnica della Coupé è la stessa della Cayenne elettrica. Due motori sincroni a magneti permanenti muovono la vettura, dando vita a una 44 | SETTEMBRE-OTTOBRE 2026
trazione integrale permanente. Tre i livelli di potenza: base, 408 CV, 442 con Overboost e Launch Control, e 835 Nm di coppia; S, 544 CV, 666 con Overboost e Launch Control, e 1.080 Nm; Turbo, 857 CV,
MISSIONFLEET
1.156 con Overboost e Launch Control, e 1.500 Nm. La batteria è uguale per tutte, con capacità lorda di 113 kWh. Grazie all’architettura a 800V, la Cayenne Coupé ricarica fino a 390 kW, passando dal 10 all’80% in 16 minuti e recuperando in 10 minuti 318 km di autonomia. Tutte superano i 600 km: fino a 661 per la base, 669 per la S e 637 per la Turbo. Prezzi da 115.529 euro, 137.455 per la S e 175.183 per la Turbo.
EQUIPAGGIAMENTO Come detto, ci sono tre allestimenti: il prezzo base può salire, persino sulla Turbo, dove bisogna pagare optional a cui difficile dire no in questa fascia di mercato, come i sedili ventilati. In compenso, pacchetto ADAS e sistemi per la dinamica sono compresi. In abitacolo, realizzato con ottimi materiali e assemblaggi precisi, spicca il sistema d’Infotainment, riferimento
assoluto nella categoria. Fluido e nitido, offre tante funzioni ed è molto scenografico, tra display centrale curvo e schermo passeggero da 14,9”. Da qui si regolano anche media, navigazione e climatizzatore ma, obiettivamente, orientare il flusso d’aria soltanto via touch screen non è immediato. Lo schermo consente anche di guardare film e giocare ai videogiochi in movimento tramite store integrato e diventa invisibile a chi guida, per evitare distrazioni.
AGGIORNAMENTI & TEMPI DI CONSEGNA Non sono previste novità a breve termine. Porsche dichiara un tempo tra quattro e sei mesi.
MANUTENZIONE & VALORE RESIDUO I modelli Porsche rappresentano una sicurezza sul mercato dell’usato. Il programma Porsche Approved offre
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L’ANALISI DI
vetture sottoposte a 111 accurati controlli. La garanzia può arrivare sino a 15 anni e sono disponibili servizi assicurativi e di leasing. Oltre alla garanzia classica di 24 mesi, è possibile estendere la protezione con Porsche Approved e/o Porsche Assistance. Per le elettriche, la validità è di 8 anni fino a 160.000 km. Per le vetture nuove viene garantita anche la capacità residua della batteria HV: l’80% della capacità netta originale fino a 3 anni o 60.000 km, dopodiché almeno il 70% fino alla scadenza della garanzia.
FORMULE FINANZIARIE
mensili. La formula S offre un piano con maxi-rata finale, che riduce il costo mensile: durata da 36 a 48 mesi e possibilità di pacchetti assicurativi.
NOLEGGIO Porsche Drive a lungo termine propone i pacchetti Standard e Performance: entrambi consentono i vantaggi dell’auto senza gli obblighi di gestione. Nel canone sono inclusi bollo, assicurazione, manutenzione e assistenza dedicata.
AL VOLANTE
Abbiamo guidato la Turbo, quella che di “base” ha 857 CV e che in Launch Control arriva a 1.156 CV. Un razzo Il leasing Porsche, da 12 a 60 mesi, può prevedere rate su ruote che affascina con inferiori a un finanziamento lo 0-100 km/h in 2,5 secondi e una velocità massima di tradizionale perché calcolate sulla differenza tra 260 km/h. La trazione è integrale ma, quando non è valore iniziale e futuro. Il richiesta particolare finanziamento classico, anch’esso da 12 a 60 mesi e potenza, diventa solo posteriore. Le sospensioni a tasso fisso, consente di pneumatiche adattive personalizzare le rate
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rendono la Cayenne Coupé EV “piattissima” ma anche comoda, pure con i cerchi da 22”. L’altezza da terra può variare: alle alte velocità si abbassa per favorire l’aerodinamica, mentre con il pacchetto Off Road si passa da 19 a 24,5 cm di luce. La Turbo aggiunge l’Active Ride, che gestisce ogni ruota indipendentemente contrastando rollio e beccheggio. Con le ruote posteriori sterzanti, optional, la vettura diventa piacevolissima e riesce a far dimenticare ingombri e peso, superiore ai 2.600 kg. Merito anche di uno sterzo precisissimo e di un impianto frenante, disponibile carboceramico, che non fa percepire lo stacco della rigenerativa. Tre le modalità: normale per veleggiare, più intensa e Auto, che sfrutta radar e cartografia. Se dobbiamo trovare un difetto è nella visibilità posteriore: il lunotto è piccolo, così come lo specchio retrovisore, e con
passeggeri dietro si vede pochissimo. Altro aspetto positivo è l’insonorizzazione: si pensa di andare a 40 km/h e si è a 80, si crede di essere a 120 e invece si sta andando a 190 km/h. Non fatelo, scientificamente.
IL GIUDIZIO Spazio e comfort della Cayenne, linee da 911: la filosofia di Porsche è stata unire i pregi di due modelli entrati nella storia della Casa in una vettura filante, aerodinamica ed elegante. I punti forti sono l’elevato comfort, il lusso contemporaneo e una parte dinamica all’altezza della grande tradizione Porsche. E fa piacere ritrovarli su un “macchinone” a ruote alte nella nuova epoca elettrica, capace di performance superbe: sulle strade italiane è difficile sfruttare il Launch Control, ma quello della Turbo incolla al sedile con una violenza entusiasmante.
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L’ANALISI DI
Dacia Duster Hybrid 155 CV Equilibrio crescente Tra le novità della gamma 2026 di Dacia Duster spicca la motorizzazione 1.8 full hybrid, che sostituisce la precedente 1.6 con la medesima tecnologia. In un’epoca di downsizing, dove le cilindrate si fanno più piccole e le auto tendono a perdere un cilindro piuttosto che guadagnarlo, il brand del Gruppo Renault va controcorrente, alla ricerca della massima efficienza possibile. Esteticamente e internamente resta la Duster che conosciamo da due anni: è sotto il cofano che cambia. Carrozzeria e interni non si differenziano dalle altre versioni, con un look accattivante fatto di linee tese e superfici sfaccettate. L’abitacolo è ben accessibile e sfrutta bene i 266 cm di passo su una lunghezza di 434 cm: plastiche economiche, ma stile contemporaneo che rende l’ambiente gradevole. Ben fatto il baule, che però perde 87 litri rispetto alla 1.2 Tce ibrida leggera per la batteria sotto il piano di carico. di Maurizio Bertera
GAMMA La novità è il 1.8 full hybrid che sostituisce l’unità 1.6 da 140 CV. Sul fronte endotermico resta un quattro cilindri in linea privo di turbina, da 109 CV e 172 Nm di coppia. Combinato 46 | SETTEMBRE-OTTOBRE 2026
con l’unità elettrica (motore da 50 CV più starter/generatore ad alta tensione), la potenza complessiva sale a 158 CV (+18 rispetto al 1.6), con il cambio Multimode (quattro marce per l’endotermico, due per l’elettrico) che
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gestisce una quindicina di combinazioni. L’auto resta a trazione anteriore, con avviamento sempre elettrico. Consumi ed emissioni di CO2 migliorano rispettivamente di 1,3 km/l e 8 g/km. L’unità è anche più brillante: 0-100 km/h da 10,1 a 9,4 secondi. Oltre alla full hybrid, Duster è proposta bifuel a benzina (Eco-G 120 CV), mild hybrid (Tce 140 CV MHEV) e bifuel a gasolio (G 150 CV automatico).
EQUIPAGGIAMENTO Per la Hybrid 155 CV ci cono tre allestimenti: Expression, Journey ed Extreme. La prima ha di serie telecamera per la retromarcia, tergicristalli automatici con sensore pioggia, cerchi in lega da 17”, sei punti YouClip, alzacristalli elettrici anteriori e posteriori, cruscotto digitale da 7” e infotainment da 10”. Extreme e Journey aggiungono finestrini posteriori oscurati, sedile
conducente con regolazione lombare, keyless, specchietti reclinabili elettronicamente e cerchi dedicati (18” per Journey). Si parte da 26.650 euro per la Expression fino a 28.200 euro per le altre due, che si differenziano più per lo stile: Journey più orientata al comfort di viaggio, Extreme all’avventura.
AGGIORNAMENTI & TEMPI DI CONSEGNA Non sono previste novità a breve termine. Dacia parla di due-quattro mesi per averla, ma non mancano auto in pronta consegna.
MANUTENZIONE & VALORE RESIDUO Oltre alla garanzia base di tre anni o 100mila km, Dacia offre contratti di estensione a cinque anni con durata e chilometraggio a scelta. Per la manutenzione tre soluzioni: Platinum Basic (manutenzione programmata e controllo), Platinum Advance (anche
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operazioni soggette a usura), Platinum Full (estensione garanzia più manutenzione e usura). Da segnalare il programma Dacia Zen, attivo dopo un intervento in Rete Dacia o con manutenzione regolare pregressa, valido fino a sette anni. Il brand affida il “sistema usato” a Renew, programma che assicura lo stesso livello di qualità, servizi e soddisfazione di un’auto nuova: 150 controlli, garanzia fino a 36 mesi, formule assicurative e finanziamenti ad hoc.
FORMULE FINANZIARIE Proposte da Mobilize Financial Services. Il Credito Classico prevede rate costanti e servizi personalizzabili; il finanziamento a valore futuro garantito permette di guidare sempre un’auto nuova, adattare la rata all’uso e integrare assicurazioni e servizi, con libertà a fine contratto di
cambiare, tenere o restituire l’auto. Il leasing è flessibile per convenienza fiscale, proprietà (riscatto finale possibile), durata (2460 mesi) e servizi aggiuntivi. Ampia anche la gamma di servizi assicurativi e promozioni a prezzi competitivi.
NOLEGGIO Dacia Lease, dai 2 ai 5 anni e senza anticipo, garantisce l’uso dell’auto senza oneri come assicurazione, manutenzione o soccorso stradale, inclusi nell’offerta base; il canone si calcola in base all’utilizzo reale.
AL VOLANTE Nel test drive ritroviamo le caratteristiche note del Suv best seller della Casa romena: design accattivante, dotazione di rispetto, costi di gestione vantaggiosi e ottimo rapporto qualità/prezzo. A ciò si aggiungono i pregi della motorizzazione: consumi convincenti, quasi
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20 km/l con buona parte del tragitto tra 110 e 130 km/h in autostrada, a fronte di qualche fruscio aerodinamico a tali velocità. In percorso urbano o extraurbano, dove si massimizza la marcia elettrica, la media può migliorare, pur trattandosi di un Suv che non ha nell’aerodinamica il suo punto forte. L’auto è sempre confortevole e, come atteso, più brillante di prima, con lo 0-100 km/h migliorato di 0,7 secondi. La Duster hybrid si conferma completa, al passo coi tempi, spaziosa al punto da poter essere la prima auto di famiglia, con comfort eccellente su ogni fondo. Unico neo: è un po’ rumorosa, con la “voce” del motore che entra in abitacolo quando il Multimode 4+2 innesta una marcia bassa.
alimentava il family feeling (chiave del grande successo) dall’altro allontanava una fascia di pubblico. Ora su Duster si avverte una raffinatezza costruttiva e una visione meno sobria, che porta il brand del Gruppo Renault a definirsi il n.1 del best value for money. Le armi vincenti restano il comfort e le prestazioni del motore full hybrid, eccellenti non solo sul fronte consumi.
IL GIUDIZIO Sono lontani i tempi in cui salire a bordo di una Dacia dava una sensazione di low cost, che se da un lato SETTEMBRE-OTTOBRE 2026 | 47
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NEWS
QUESTIONE DI FUEL Il diesel resta centrale per molte flotte, ma il quadro continua a cambiare. Sul fronte fiscale, il nuovo regime penalizza maggiormente le auto termiche e meno recenti, spingendo al rinnovo. Sul fronte della circolazione, alcuni blocchi previsti da ottobre in diversi territori della Pianura Padana sono oggetto di forti pressioni, con soluzioni alternative, come in Piemonte e Veneto. Intanto l’HVO guadagna spazio e potrebbe aiutare questa motorizzazione. BMW ed Eni collaborano per favorirne l’utilizzo: un carburante rinnovabile drop-in, per i veicoli compatibili, che può consentire rilevanti riduzioni delle emissioni lungo
il ciclo di vita. Similmente Toyota, BMW, Bosch e Repsol avviano un progetto pilota sui bio-carburanti. Ma resta il nodo: fiscalmente non si premia ancora il carburante utilizzato e, per un’azienda, manca quindi parte dell’appeal economico.
ARVAL-ATHLON: CLOSING COMPLETATO Arval ha ottenuto il via libera delle autorità regolamentari e completato l’acquisizione di Athlon, rilevata dal gruppo Mercedes-Benz. L’operazione, avviata nel 2025 e resa pubblica lo scorso dicembre, porta la società del gruppo BNP Paribas a una flotta complessiva di 2,3 milioni di veicoli in Europa (1,9 milioni di Arval + 400.000 di Athlon). Nel comunicato, Arval si definisce co-leader europeo del noleggio a lungo termine, avvicinandosi effettivamente ai numeri di un altro colosso come Ayvens, stimata su quota di portata similare, per veicoli. Sul fronte finanziario, l’operazione dovrebbe generare un ROIC del 18%, con un contributo positivo all’utile netto del gruppo BNP Paribas vicino ai 200 milioni di euro dopo tre anni.
Registrazione Tribunale di Milano n° 219 del 28/03/2006 Direttore responsabile Omar Marco Fumagalli Collaboratori Luca Barenghi, Luigi Barni, Maurizio Bertera, Andrea Barbieri Carones, Alessandro Palumbo, Salvatore Saladino, Ilaria Salzano Impaginazione Gianluca Ubezzi Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA) Distribuzione in Italia Faenza Printing Industries, Faenza (RA)
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