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MissionFleet 4/2020

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www.missionline.it

Anno XV • settembre 2020

Cruscotto Dataforce Italia

On the Big Chair

L’abbaglio degli incentivi

Toyota, ibrido ante litteram

Speciale carte carburante

Ai Raggi X

Una, nessuna, centomila

DS 3 Crossback E-Tense Volkswagen T-Roc 1.6 TDI SCR Business


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1 Sommario 4 20.qxp_Layout 1 28/08/20 09:28 Pagina 2

SOMMARIO

Settembre 2020 • numero 4

5

30

43

CRUSCOTTO

MISSIONFLEET AWARDS

L’abbaglio degli incentivi

Ecco i finalisti dell’edizione 2020

L’ANALISI DI MISSIONFLEET

di Salvatore Saladino

10 PROFESSIONE FLEET MANAGER

di Paola Lucchetta

DS 3 CROSSBACK E-TENSE Avanguardia elettrica

34

VOLKSWAGEN T-ROC 1.6 TDI SCR BUSINESS Per essere e non apparire

DIRECTOR’S CUT

di Maurizio Bertera

Supervisione globale

Rendere la vita semplice

di Anna Fraschini

di Paola Baldacci

13

38

SPECIALE CARTE CARBURANTE 2020

PROVATO PER VOI RENAULT

Una, nessuna, centomila

L’E-Tech hybrid che non ti aspetti

di Andrea Barbieri Carones

di Paola Baldacci

20 FOCUS TELEMATICA E MANUTENZIONE

40 ON THE BIG CHAIR

Obiettivo risparmio

Ibrido ante litteram

di Alessandro Palumbo

di Paola Baldacci

26 DONNE AL VOLANTE La fabbrica della parità di Ilaria Salzano

2 | SETTEMBRE 2020

News L’EDITORIALE NEWS

4 48

Informazione pubblicitaria Status quo del piano Italia di Enel X 37 Benvenuta UnipolRental! 39


1 Sommario 4 20.qxp_Layout 1 28/08/20 09:28 Pagina 3


2 Editoriale 4 20.qxp_Layout 1 28/08/20 09:29 Pagina 4

L’editoriale di Paola Baldacci

UNA STRADA TORTUOSA

U

na strada tortuosa in uno splendido autunno dai colori caldi in contrasto con la prima aria pungente – almeno nelle città settentrionali – è la nostra copertina di settembre. Non sarà una ripartenza facile, ma è quello che abbiamo. Nel prepararvi questo numero abbiamo pensato di “confortarci” con i dati, perlomeno la consapevolezza di come vanno le immatricolazioni ci aiuterà ad attutire il colpo. Quello psicologico. La mazzata pressoché nettamente fisica la incasseremo più o meno con stile: stiamo andando verso 1.225.000 passenger cars per fine 2020. Dunque ben al di sotto degli 1,4-1,5 milioni che sono considerati la “linea di galleggiamento” minima, ci dice Dataforce Italia nel Cruscotto da pagina 5. Tant’è, piuttosto rassegnati nel constatare che gli ecobonus non sono stati pensati per rilanciare seriamente il mercato dell’auto, preferiamo guardare agli aspetti positivi. A cominciare dal risparmio, la cosa migliore che sanno fare gli italiani, in fondo. Non ci riferiamo propriamente al credito, ma agli obiettivi dei fleet manager che la telematica assolve con sapienza: leggete il servizio di pagina 20 e scoprite i vantaggi di una manutenzione tempestiva. Sempre in fatto di gestione, MissionFleet di settembre si concentra

4 | SETTEMBRE 2020

anche sui servizi delle carte carburante, ormai sistemi di pagamento digitali iperprofilati: andate alla 13 per lo Speciale. Le rubriche fisse “Donne al volante” e il Director’s Cut ci portano un vento di cultura e di riflessione leggero ma incisivo: di Citroën Ilaria Salzano ripercorre le tappe al femminile, mentre di Skoda scopriamo una vocazione alla funzionalità rimasta intatta in 125 anni. Le pagine scorrono via con l’intervista alla fleet manager del mese, Eleonora Boccellato di Accenture. Nell’annunciarvi i finalisti di MissionFleet Awards 2020. Con le tre Renault provate al circuito di Arese nella nuova tecnologia ETech Hybrid. E ancora, nello svelarvi che Car Server diventa UnipolRental e d Enel X ha raggiunto oltre 9.800 punti di ricarica pubblici in Italia. Per concludere, l’attesissima analisi di Maurizio Bertera. Elettrica o tradizionale? Questo mese abbiamo voluto eliminare la via di mezzo, quell’ibrido che nel nostro Paese piace in misura maggiore che nel resto d’Europa. Buona lettura di DS3 Crossback E-Tense e Volkswagen T-Roc. Per limitare i danni consapevolmente, nell’attesa che dal 2021 inizi la vera ripresa, serve ogni tipologia di vetture. @pla_baldax e @missionline


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

L’ABBAGLIO DEGLI INCENTIVI See mesi di immatricolazioni sofferte, aspeando l’agosto dei bonus. Ma l’azione risolutoria sulle auto aziendali tarda. Intanto le floe si orientano all’ibrido plug-in

di Salvatore Saladino*

I

primi 7 mesi del 2020 si sono chiusi con un dato fortemente negativo per il mercato dell’auto, anche se in parziale recupero rispetto al periodo di lockdown. Se nella prima metà dell’anno il passivo delle immatricolazioni aveva superato il 50%, il dato di

fine luglio presenta una flessione del 41,65% rispetto al periodo gennaio-luglio 2019. Questo significa un mercato passenger cars di 722.963 nuove targhe, cioè oltre mezzo milione di auto in meno. Con tutti i canali distributivi in sofferenza: privati a -37,8% (267.000 targhe in

meno), il comparto delle vendite business a -36,37%%, il noleggio a lungo termine a -35,77% (mancano all’appello 65.000 consegne), con il breve termine e le auto-immatricolazioni abbondantemente sotto la soglia della metà (rispettivamente a -57,61% e a -53,53%).

*Country manager Dataforce Italia

SETTEMBRE 2020 | 5


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

MERCATO ITALIA - PASSENGER CARS Mercato Italia - CANALI Passenger Cars

YTD 2020 Gen-Lug

YTD 2019 Gen-Lug

Market Share YTD 2020

• Privati

439.212

706.112

60,75%

• Società in proprietà e leasing

36.074

56.693

4,99%

Noleggio Lungo Termine Top

63.183

98.206

8,74%

Noleggio Lungo Termine Captive

51.416

78.803

7,11%

Noleggio Lungo Termine Medium

1.217

1.845

0,17%

Noleggio Lungo Termine Altro

1.393

3.635

0,19%

• Totale NLT

117.209

182.489

16,21%

Noleggio Breve Termine Top

41.782

106.059

5,78%

Noleggio Breve Termine Medium

3.120

8.015

0,43%

Noleggio Breve Termine Dealer/OEM

11.406

22.706

1,58%

Noleggio Breve Termine Altro

5.760

9.644

0,80%

• Totale NBT

62.068

146.424

8,59%

Concessionarie

61.900

135.038

8,56%

Case Auto

6.500

12.158

0,90%

• Totale Concessionarie + Case Auto

68.400

147.196

9,46%

• Mercato Italia Passenger Cars

722.963

1.238.914

100,00%

***NOTA ALLE TABELLE Le tabeLLe Sono una eLaborazIone Dataforce ItaLIa Su fontI MInIStero traSportI e acI/pra

INCENTIVI CON L’ELASTICO Il settore automotive confida negli incentivi alla rottamazione che, dopo un lungo tira e molla, sono entrati in vigore il 1° agosto, anche se con una copertura finanziaria che garantisce fondi per l’erogazione di bonus per pochissimi giorni. Lo schema degli incentivi privilegia i veicoli elettrici e gli ibridi plug in, e in maniera meno sostanziosa in termini di contributi, le auto ad alimentazione tradizionale fino a 110 g/km di CO2. Nei primi giorni di agosto si è confermato quello che era scontato per gli addetti ai lavori: la corsa all’ottenimento dei bonus si è concentrata sulle vetture “tradizionali” e sulle mild hybrid, cioè le automobili di fascia più economica. Non contento, il Governo, sta ancora mettendo a punto la “manovrina” di

6 | SETTEMBRE 2020

incremento dei fondi a disposizione, dopo i miseri 50 milioni di euro stanziati inizialmente, ipotizzando correttivi che favoriranno ancora una volta le auto a minime o a zero emissioni, il cui potenziale di mercato, in assenza di clienti che possono permettersi di acquistarle e di infrastrutture di ricarica, è comunque residuale. E tale rimarrà. Ciò significa che i fondi messi a disposizione del mercato si esauriranno in poche settimane per le auto con emissioni di CO2 comprese tra i 91 e i 110 g/km (che nelle prime proiezioni di agosto rappresentano oltre l’80% delle nuove immatricolazioni), mentre rimarranno in larga parte inutilizzati i bonus per le auto delle fasce di emissioni inferiori. Come a dire: gli incentivi sono stati concessi “per dirlo, ma non per darli”. Da una parte il Governo li ha varati, con

scarsissima convinzione a livello politico (l’ha fatto perché non poteva esimersi), dall’altra spera fortemente di riprenderseli indietro per inutilizzo.

MANOVRA INUTILE PER IL MERCATO BUSINESS Gli incentivi sono stati pensati per “favorire” (le virgolette sono d’obbligo, visto quanto sopra) il mercato dei privati. Che non può che migliorare rispetto al nerissimo primo semestre. Ma non aiuterà se non marginalmente il comparto business a risollevarsi. Il comparto dell’auto aziendale avrebbe bisogno di una manovra di tutt’altro genere: un’azione risolutoria sulla fiscalità, con la detraibilità dell’iva al 100% e la deducibilità totale dei costi, come nei migliori esempi europei. Sembra che il Governo abbia allo studio qualcosa, ma i tempi potrebbero essere lunghi


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

VETTURE E VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI - TOT. MERCATO Vetture

YTD 2020 Gen-Lug

YTD 2019 Gen-Lug

Market Share YTD 2020

• Benzina

303.944

537.945

42,04%

• Diesel

256.863

521.483

35,53%

• Elettrico - Range Ext. - Fuel Cell

11.548

6.006

1,60%

Elettrico

11.548

5.997

1,60%

Range Extender

0

2

0,00%

Fuel Cell

0

7

0,00%

• Ibrido: HEV+PHEV+MHEV

87.485

67.031

12,10%

Ibrido Plug-In + Benzina

7.575

2.823

1,05%

360

48

0,05%

28.789

47.136

3,98%

51

0

0,01%

Mild-Hybrid Benzina

36.357

8.684

5,03%

Mild-Hybrid Diesel

14.353

8.340

1,99%

• Metano

17.244

20.801

2,39%

• GPL

45.879

85.648

6,35%

Altro

0

0

0,00%

722.963

1.238.914

100,00%

Ibrido Plug-In + Diesel Ibrido + Benzina Ibrido + Diesel

• Mercato Italia Vetture

e, visti gli attori, preparerei i pomodori in attesa che vadano in scena.

FORECAST 2020 Secondo l’edizione più aggiornata del forecast di Dataforce, il mercato dell’auto 2020 potrebbe chiudersi attorno a 1.225.000 immatricolazioni passenger cars. Dunque ben al di sotto degli 1,4-1,5 milioni che sono considerati la “linea di galleggiamento” minima. Questo perché, ovviamente, il provvedimento degli incentivi sembra studiato ad arte per essere scarsamente utilizzato. La suddivisione delle immatricolazioni per canale dovrebbe essere la seguente: 740.000 targhe ai privati, ovvero una quota di mercato del 60,4%, con una differenza in negativo rispetto al 2019 del 32,4%. Agli acquisti diretti delle aziende 65.000 unità, pari a una market

share del 5,3%, con una contrazione sul 2019 del 27,8%. La quota del comparto del noleggio a lungo termine dovrebbe essere del 16,3% del mercato, pari a circa 200.000 consegne, con un arretramento rispetto all’anno scorso del 29,3%. Per il noleggio a breve termine la contrazione peggiore: -55,7%, con un volume di immatricolazioni di 80.000 vetture, pari a una quota di mercato del 6,5%. Infine, le auto-immatricolazioni dei concessionari e dei costruttori, cioè le auto dimostrative e le km zero: 140.000 unità, ossia l’11,4% del mercato, con una flessione del 48,8%. Ovvero quasi la metà.

ENNESIMA OCCASIONE MANCATA Come più volte sottolineato da Dataforce, l’estensione dei bonus all’acquisto con incentivi seri

fino a una fascia di emissioni di CO2 di 125 g/km sarebbe stata la soluzione più giusta per rilanciare il mercato dell’auto e, di conseguenza, una larga fetta dell’economia del Paese. Infatti, l’automotive rappresenta oltre il 10% del Pil nazionale. Inoltre, avrebbe rappresentato a una vera boccata d’ossigeno per un comparto che, tra produzione, distribuzione e indotto, dà lavoro a 2 milioni di persone. In questo caso le simulazioni del forecast di Dataforce avrebbero ipotizzato un mercato passenger cars di poco superiore a 1,6 milioni di immatricolazioni con un incremento di quasi 400.000 unità rispetto all’ipotesi più restrittiva attualmente in vigore. Se poi il Governo fosse stato così lungimirante da estendere gli incentivi fino a 160 g/km, il mercato vetture avrebbe potuto chiudere intorno a 1,8 milioni di SETTEMBRE 2020 | 7


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

VETTURE E VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI - ALIMENTAZIONE NLT YTD 2020 Gen-Lug

YTD 2019 Gen-Lug

Market Share YTD 2020

• Benzina

24.939

44.512

21,28%

• Diesel

68.874

120.603

58,76%

• Elettrico - Range Ext. - Fuel Cell

3.672

1.902

3,13%

Elettrico

3.672

1.902

3,13%

Range Extender

0

0

0,00%

Fuel Cell

0

0

0,00%

• Ibrido: HEV+PHEV+MHEV

15.931

9.866

13,59%

Ibrido Plug-In + Benzina

3.085

956

2,63%

Ibrido Plug-In + Diesel Ibrido + Benzina Ibrido + Diesel Mild-Hybrid Benzina

111

6

0,09%

5.609

7.038

4,79%

0

0

0,00%

2.853

254

2,43%

Mild-Hybrid Diesel

4.273

1.612

3,65%

• Metano

1.686

1.358

1,44%

• GPL

2.107

4.248

1,80%

Altro

0

0

0,00%

117.209

182.489

100,00%

• Mercato Italia Vetture

immatricolazioni, ossia di poco sotto al 2019. Riportando quindi il risultato a un livello ante-crisi già quest’anno, nonostante due mesi interi quasi a zero e la lenta ripartenza di maggio, giugno e luglio.

SCELTE ORIENTATE AL GREEN In esclusiva per MissionFleet, Dataforce ha realizzato un’analisi sulle immatricolazioni dei primi 7 mesi del 2020 suddivise per canale di distribuzione, per tipologia di alimentazione e per fascia di emissioni, clusterizzando le immatricolazioni passenger cars e light commercial vehicles nelle categorie da 0 a 20 g/km di CO2, da 21 a 60 g/km e da 61 a 110 g/km: queste sono le fasce di emissioni premiate con l’incentivo all’acquisto (più sostanzioso per le emissioni più basse e progressivamente ridotto 8 | SETTEMBRE 2020

per quelle più elevate), cui si aggiunge un ulteriore bonus in caso di rottamazione. L’ultima fascia, quella con emissioni superiori ai 110 grammi, è per le auto senza incentivo. L’obiettivo dell’analisi è monitorare le scelte degli utilizzatori di Nlt e confrontarle con gli acquirenti del totale del mercato. Questa analisi verrà aggiornata puntualmente nei prossimi numeri della rivista, per verificare come si modificheranno le scelte sulle tipologie di alimentazione e anche quanto incideranno gli incentivi sui risultati del mercato.

CANALI E ALIMENTAZIONI Da gennaio a luglio, il mercato nel suo complesso, ha ridotto gli acquisti di auto a benzina del 43,5% e di auto a gasolio del 50,74%. Le auto a metano

hanno perso il 17,1% delle vendite e quelle a Gpl il 47,43%. In crescita invece le auto elettriche e quelle ibride. Per le prime, l’incremento è del 92,97%: in pratica sono raddoppiate. Per le seconde, è del 30,51%. L’aumento delle vendite di ibride è differenziato a seconda della tipologia tecnologica: le plug in sono cresciute del 168,33%, le ibride “chiuse” sono scese del 38,92%, infine le mild hybrid sono aumentate del 318,67%. Nell’ambito del solo noleggio a lungo termine, la situazione è alquanto differente rispetto al mercato nel suo complesso, soprattutto per la crescita delle auto ibride e di quelle a metano. Se infatti i dati della flessione delle auto a benzina e diesel sono paragonabili a quelle di tutto il mercato (rispettivamente -43,97% e -42,89% per il Nlt e così pure l’incremento delle


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

auto elettriche (+93,06% nel Nlt), la crescita delle ibride è doppia rispetto a quella del totale del mercato: +61,47%. Con le mild hybrid che addirittura sono decuplicate, mentre le ibride plug in raddoppiate. Molto bene anche le auto a metano: se nel mercato nel suo complesso scendono di oltre 17 punti, nel long rent crescono del 24,15%. Analoga flessione, infine, per le auto a Gpl: -50,4% nel noleggio.

FLOTTE DI NLT VIRTUOSE Che succede se si spacchettano i dati di mercato per canale e per livello di emissioni di CO2? Al noleggio a lungo termine le auto elettriche (emissioni fino a 20 g/km) piacciono nella stessa misura di tutto il resto del mercato: +92,24% per il totale delle immatricolazioni, +93,06% per il Nlt. Mentre tra le flotte

che acquistano direttamente le proprie auto, l’auto elettrica non riscuote apprezzamento più di tanto: solamente +3,97%. Nella fascia delle ibride plug in (2160 g/km), il mercato nei primi 7 mesi di quest’anno ha fatto registrare un balzo in avanti del 214,63%. Per il Nlt il gradimento è stato ancora maggiore: +253,1%. Da notare che quasi un’auto ibrida plug in su 2 immatricolate è appannaggio del long rent. Con gli incentivi in vigore da agosto, questo risultato sarà destinato a crescere sensibilmente, pur non potendosi avvantaggiare – il noleggio – dell’ulteriore contributo per la rottamazione. In ambito flotte in acquisto diretto, l’incremento delle ibride plug in è stato del 107,37%. Esattamente la metà rispetto al mercato totale. Nella fascia di emissioni compresa tra i 61 e i 110 g/km,

quella che godrà di minor incentivo all’acquisto, ma la più importante in termini di volumi, la situazione del periodo gennaio-luglio è la seguente: il mercato è diminuito dell’11,47% (il rilancio sarà con gli incentivi, sperando che i fondi destinati ai bonus durino sufficientemente). Per gli acquisti business il calo è stato del 20,27%, per il noleggio a lungo termine del 13,86%. Un po’ maggiore rispetto al total market. Nella fascia superiore ai 110 g/km di CO2 (che nel caso di superamento del limite dei 160 g/km si traduce anche in una tassa una tantum all’atto dell’immatricolazione, detta “eco-malus”), la flessione del mercato è stata del 55,48%. Tra i noleggi a lungo termine è stata leggermente minore: -48,74%, e ancora inferiore nell’ambito delle aziende che comprano le auto: -42,44%. SETTEMBRE 2020 | 9


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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER

SUPERVISIONE GLOBALE

Spiccate doti gestionali multitasking: questo serve per gestire una floa di grandi numeri. Ecco l’esperienza di Eleonora Boccellato, fleet manager di Accenture

di Anna Fraschini

È È una flotta numericamente importante quella di Accenture, multinazionale attiva nel settore della consulenza direzionale e

10 | SETTEMBRE 2020

dei servizi tecnologici. E per essere gestita in modo performante richiede una figura professionale di consolidata esperienza. Ecco perché a coordinarla è Eleonora Boccellato, in azienda da oltre 20 anni. «In tutto questo tempo ho avuto la possibilità di spaziare in diversi ambiti: meetings & events, viaggi d’affari (soggiorni, treni, aerei), corporate housing e destination services. Da circa 5 anni sono la referente per il

piano auto aziendale e i servizi di ground transportation (GT) quali autonoleggio, car sharing limo e taxi. Il mio ambito di competenza è focalizzato non solo in Italia, dove si concentra la maggior parte delle attività, ma anche nei Paesi della nostra geografia central Europe & Greece (Ceg)». In Accenture, i servizi car fleet e GT sono collocati all’interno degli employee services (servizi generali). Il compito della fleet


4 Professione FleetManager.qxp_Layout 1 28/08/20 09:30 Pagina 11

MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER

Devo, inoltre, assicurare tutti i processi interni e le procedure, inclusi gli aspetti amministrativi e di policy compliance, con un focus sull’efficienza dell’operatività». Come viene gestita la flotta di Accenture? «Abbiamo stipulato contratti di noleggio pluriennali a lungo

manager, affiancata dal suo team, è quello di supervisionare e coordinare le attività quotidiane per garantire una fluida gestione del servizio. «Sono il single point of contact per tutte le funzioni coinvolte (dunque il procurement, l’ufficio legale, le risorse umane, finance e libro paga, ndr). I miei compiti includono la gestione dei contratti con i fornitori e la relativa negoziazione, con il monitoraggio delle performance (Kpi & customer satisfaction survey). E ancora, sono comprensivi del supporto per venture & acquisition e di tutte le attività di control & reporting.

termine, con modelli diversi in base all’inquadramento aziendale, per vetture concesse ad uso promiscuo in regime di fringe benefit. Ci avvaliamo di un accordo quadro e uno Sla (service level agreement) con 4 fornitori, ai quali è richiesta buona parte delle attività di gestione della flotta, con il

ELEONORA BOCCELLATO

TECHNOLOGY VISION BY ACCENTURE Lo studio di Accenture “Technology Vision 2020” giunge alla decima edizione e rivela le tendenze tecnologiche dei prossimi tre anni. L’ultima ricerca è particolarmente interessante perché arriva in un momento di obbligata trasformazione durante la crisi scaturita dalla pandemia. Tre gli elementi chiave che la multinazionale di consulenza strategica individua per superare il “Tech clash”, cioè lo scontro tecnologico tra persone e strumenti. «Per dare corpo alla promessa di un mondo reso migliore e più semplice dalla tecnologia, le aziende devono colmare il divario tra aspettative e realtà», dice Accenture. I cicli di cambiamento sono sempre più brevi e questo rappresenta una forte minaccia. La maggior parte dei dirigenti intervistati (75%) ritiene che il ritmo delle perturbazioni è molto aumentato negli ultimi tre anni. Il 93% afferma che l’esistenza stessa della loro impresa viene messa a rischio da modelli operativi che non riescono a tenere il passo con i tempi. «Per essere leader nel futuro occorre ridefinire il rapporto tra persone e tecnologia – si legge in Technology Vision 2020 –. I clienti hanno aspettative sempre maggiori, ma le aziende continuano a realizzare prodotti e servizi tech driven basandosi su strategie superate». SETTEMBRE 2020 | 11


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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER

LA PAROLA AL DRIVER Simone Grazzani è in Accenture dal 2016, con la qualifica di workplace lead Italia. Nella sua poliedrica funzione è responsabile per i servizi hard e soft delle sedi della multinazionale, oltre ad essere energy manager e responsabile del team che si occupa del tema ambientale. Gestisce uno staff di oltre 50 risorse presenti in tutta Italia, fornendo servizi a più di 16mila colleghi. Secondo quali criteri viene assegnata l’auto aziendale? «Accenture definisce un budget e in base ad esso posso scegliere la vettura spaziando in quasi tutti i brand automobilistici. È previsto un upgrading di classe dell’auto a fronte di un versamento aggiuntivo del dipendente, fino a un valore massimo predefinito in base al livello aziendale». Qual è la procedura per la gestione amministrativa della vettura a uso promiscuo? «Mensilmente, a cedolino, viene esposto il valore del fringe benefit relativo alla vettura assegnata. Tale importo è calcolato sulla base delle tabelle pubblicate sul sito Aci a gennaio di ogni anno». Può indicare i servizi offerti dalla società di noleggio a lungo termine? «Per il mio livello aziendale è previsto il cambio gomme illimitato, delivery & pick up, franchigie minime, auto sostitutiva di categoria, manutenzione ordinaria e straordinaria, assistenza ventiquattr’ore su ventiquattro, in ogni momento dell’anno». Qual è l’iter amministrativo per il disbrigo delle pratiche connesse alle flotte? «Per i sinistri è necessario inviare denuncia al fornitore, mentre per le multe c’è un portale con diverse opzioni per poterle processare correttamente. L’addebito arriva in busta paga». Viene fornita una carta carburante? «No, ma è previsto un rimborso spese in caso di trasferta con vettura aziendale». È disponibile un help desk per richieste e reclami? «Oltre a poter contattare il fornitore di noleggio, c’è un team Accenture dedicato al servizio al quale rivolgersi per qualsiasi informazione, reclamo o dubbio». Qual è la procedura per monitorare la soddisfazione del driver? «Su base annuale riceviamo una customer satisfaction survey per la valutazione del fornitore di noleggio, a seguito della quale vengono prese in esame azioni migliorative e addebitate eventuali penali previste dal contratto».

consulenza, alla manutenzione durante la vita contrattuale e fino alla chiusura del singolo contratto».

SIMONE GRAZZANI

supporto del nostro car plan team Accenture». Che cosa chiede alla società di noleggio sua partner? «Un elevato livello di servizio in tutte le fasi del noleggio: dal preventivo con supporto di

12 | SETTEMBRE 2020

Utilizzate applicativi e tecnologie a supporto della gestione della flotta? «Da quattro anni ci serviamo di un nostro applicativo, il myCarPlan, che ci consente di gestire con un unico strumento gli ordini, il control & reporting e gli analytics. Abbiamo snellito i processi, eliminando l’archivio cartaceo e riducendo i tempi di attesa per l’approvazione degli ordini. Vengono garantiti controlli di qualità, di policy e di Sla anche automatizzati. Ogni funzione ha la propria sezione personalizzata, fornitori inclusi. I dipendenti hanno accesso alle informazioni della propria auto in assegnazione o in ordine. La fruizione delle informazioni è quindi in tempo reale e qui si trovano pubblicati, oltre alla car policy in italiano e in inglese, tutti i contatti, i manuali operativi e i regolamenti. Inoltre le informazioni, aggiornamenti e suggerimenti relativi alle auto aziendali». Sono in atto progetti in un’ottica di flotta green? «Promuoviamo veicoli ibridi cercando di organizzare iniziative di supporto ad hoc per i nuovi ordini. Abbiamo inoltre ampliato l’offerta di auto completamente elettriche».


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UNA, NESSUNA, CENTOMILA Le fuel card affinano la profilazione: strumenti di pagamento sempre più digitali per driver e aziende con la priorità di controllare consumi e rendicontazione

È ormai consolidato che l’obbligo della fatturazione elettronica, entrata in vigore il 1° gennaio 2019, ha dato un forte impulso all’adozione delle carte carburante. Carte che permettono di fare rifornimento di benzina o gasolio in modo che il pagamento sia tracciabile ai fini fiscali. L’imposizione di legge ha portato molte società petrolifere, ma non solo, ad emetterle e ad offrire sconti e agevolazioni, arricchendole via

COMPENSAZIONE CO2 La Dkv card, per esempio, è una carta che consente di rifornirsi in oltre 9000 stazioni

multibrand in Italia e 200.000 punti d’accettazione, anch’essi di marchi diversi, in Europa. Vale per tutti i tipi di carburante. Ed è possibile richiedere la versione Dkv card climate, che comprende un programma certificato per la compensazione delle emissioni di CO2 prodotte. C’è poi la soluzione per le flotte di auto elettriche, che piacciono sempre di più alle aziende. In questo caso si tratta della Dkv card + Charge che ricarica gli EV in più di 35.000 colonnine. I rifornimenti di energia saranno fatturati in un unico documento, a prescindere dal gestore della stazione. Le carte carburante sono, al contrario di altre soluzioni “light”, pensate appositamente per aiutare i fleet manager a gestire la flotta, a semplificare le procedure e a

di Andrea Barbieri Carones

È

via di servizi apprezzati. I possessori, lavoratori autonomi o imprese, hanno acquisito notevoli vantaggi tra i quali la semplificazione della rendicontazione delle spese. Infatti, grazie alle carte carburante, gli addetti alla contabilità accedono a dati completi e analizzabili. In tempo reale. Inoltre, i fleet manager possono monitorare gli importi dei pagamenti e, in generale, rendere più veloci gli adempimenti fiscali. È evidente che siano particolarmente impegnativi quando si tratta di imprese con flotte più o meno numerose.

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MISSIONFLEET CARTE CARBURANTE

tenere tutto sotto controllo con il cruscotto interattivo. Funziona come una carta di credito, ma c’è la possibilità di impostare limiti di spesa in tempo reale, rendendole di fatto simili alle prepagate. Con la comodità della fatturazione posticipata. «Le nostre soluzioni sono molteplici: dal rifornimento carburanti, al pagamento dei pedaggi autostradali con unità a bordo veicolo, rimborso Iva e recupero delle accise estere», spiega

MARCO BERARDELLI, MANAGING DIRECTOR DKV EURO SERVICE ITALIA

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Marco Berardelli, managing director Dkv Euro Service Italia. Inoltre, permettono di ricevere assistenza stradale in caso di emergenza.

LE MULTICARD ENI Sul mercato sono presenti prodotti “monomarca” come le carte fuel di Eni. Strumento di pagamento dedicato ai clienti business che hanno necessità di acquistare carburante in Italia e in Europa. L’offerta si articola in 3 soluzioni: Multicard, per chi gestisce piccole, medie e grandi flotte; Truckpass24, dedicata ai professionisti del trasporto pesante e Multicard easy, pensata per professionisti e artigiani, più in generale per chi usa l’auto o il furgone per lavoro. Danno la possibilità di acquistare senza contanti carburanti (incluso metano gassoso e liquido Lng), lubrificanti, accessori, lavaggi e servizi di piazzale in Italia ed in altre 30 nazioni europee. La sicurezza di ogni transazione è garantita in tempo reale da un avanzato sistema autorizzativo.

Gli acquisti effettuati sono ricapitolati in un’unica fattura che semplifica la gestione contabile ed il recupero dell’Iva. Infine, consentono pagamenti dilazionati e propongono offerte commerciali personalizzate. «Nel sito Multicard.eni.com c’è un’area dedicata di gestione e controllo di tutti gli strumenti di pagamento», argomenta Paolo Ravera, responsabile business cards Eni refining & marketing. «Si può bloccare la carta in tempo reale e in autonomia. Da questo settembre, la nuova app Eni Station Business consentirà anche agli autisti abilitati, utilizzatori delle carte, di pagare gli acquisti con smartphone, di bloccarle, di visualizzare le transazioni e monitorare il plafond residuo associato a ciascuna di esse. Senza contare che si possono anche scaricare le fatture in formato Pdf per il controllo e l’archiviazione». Le fuel card Eni danno l’accesso a 6.000 stazioni di servizio di cui 1.500 fra Germania, Austria, Francia e Svizzera. In Europa, il network di accettazione è costituito da oltre 20.000 impianti attraverso le stazioni di servizio dei partner del consorzio Routex: BP, Omv e Circle K. Nel dettaglio, sono 4 servizi i-multicards dedicati ad aziende e fleet manager: • “Gestisco e Risparmio”, il sistema per la gestione della flotta e l’ottimizzazione dei consumi. • “Sicurezza attiva”, che controlla le transazioni e gli acquisti dei mezzi, grazie ad un accesso in tempo reale al sistema autorizzativo europeo Eni; • “Avvisi per te”, che avvisa il cliente in tempo reale al verificarsi di specifici utilizzi


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MISSIONFLEET CARTE CARBURANTE

delle carte, ritenuti rilevanti e significativi; • “File di fatturazione”, infine, contiene i dettagli degli acquisti fatturati.

PAOLO RAVERA, RESPONSABILE BUSINESS CARDS ENI REFINING & MARKETING

SCONTI, AGEVOLAZIONI E RECUPERO IVA Tamoil Italia emette essenzialmente 2 tipologie di carte di pagamento dei carburanti, pensate espressamente per aziende e per professionisti. Entrambe prevedono l’emissione di fattura elettronica valida ai fini fiscali per il recupero dell’Iva. Sono accettate sugli oltre 1.300 punti a marchio Tamoil. Sono pensate per massimizzare la convenienza dei clienti quando necessitano di un rifornimento sul territorio italiano. Ed è per questo che tutti gli sforzi sono concentrati sullo sviluppo dei rapporti commerciali. Sono gratuite e operanti all’interno di un circuito telematico. Possono essere utilizzate anche in

modalità self service. In particolare, la carta Mycard corporate, ottimizzata per il mercato italiano, permette la gestione di un plafond mensile totale per azienda, con limiti definibili anche sulla singola carta. Offre, inoltre, la dilazione di pagamento e prevede l’emissione di fattura elettronica riepilogativa ogni 15 giorni, con il dettaglio dei consumi.

Attraverso aree riservate del sito è possibile monitorare le transazioni e osservare le statistiche dei consumi, nonché i migliori prezzi sulla rete Tamoil. Grazie ad accordi commerciali con altre compagnie, la carta corporate è accettata anche in 300 distributori di altri marchi. La Mycard Tamoil ricaricabile, invece, offre una gestione più snella ed è richiedibile attraverso

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MISSIONFLEET CARTE CARBURANTE

IL CROLLO DEI CONSUMI DEI CARBURANTI Il prolungato lockdown ha pesato molto sui consumi di carburanti, che nei primi 5 mesi dell’anno si sono ridotti del 35,5%. Con giugno e la ripresa di molte attività si è visto un certo recupero, ma il segno resterà comunque ampiamente negativo. «Un duro colpo per il settore, investito da una doppia crisi – ossera il presidente di Unione Petrolifera, Claudio Spinaci –: a quella della domanda per l’emergenza sanitaria, si è aggiunto il crollo del prezzo del petrolio e ciò ha generato in pochi giorni un ammanco di cassa di oltre 4 miliardi di euro». Il 2020 dovrebbe chiudere con un calo della domanda del 15-16%, anche se il quadro è ancora molto incerto e sono tante le criticità da risolvere. «Volendo essere ottimisti, pensiamo che durante il 2021 una quota rilevante di queste perdite possano essere recuperate».

CLAUDIO SPINACI, PRESIDENTE DI UP

il portale web. Non ha limite minimo o massimo di consumo mensile ed è ricaricabile. Anche in questo caso, è possibile monitorare gli acquisti e osservare statistiche dei consumi e le tariffe.

EDENRED ACCELERA LA DIGITALIZZAZIONE

ALDO IACONO, DIRETTORE FLEET & MOBILITY DI EDENRED ITALIA

«La nostra card è commercializzata dal 2018 ed è valida in più di 8000 pompe di benzina multibrand in tutta Italia. Il target di clienti è medio-piccolo: dalle Pmi ai professionisti. La strategia attuata ci ha portato quasi 20mila clienti in meno di 2 anni, con circa 60mila utilizzatori», osserva Aldo Iacono, direttore Fleet & Mobility di Edenred Italia. Ecco Uta Edenred con la quale il dipendente usa la card negli impianti abilitati.

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Attraverso la piattaforma web, l’azienda-cliente monitora i movimenti e riceve la fattura elettronica di tutte le transazioni. L’emergenza Covid19 ha fatto sì che Edenred abbia accelerato la digitalizzazione del prodotto. «Abbiamo anticipato l’operatività della nostra app – aggiunge Iacono –: ora permette di trovare la pompa di benzina più vicina ed economica, dà informazioni sulle aree di servizio e, in tempo reale, mostra il credito disponibile sulla carta carburante». Edenred ha poi creato una sezione del

portale su misura per le aziende e ha ampliato le funzionalità. Gli utenti possono prefigurare i limiti di spesa in maniera dinamica o bloccarle in maniera virtuale, tramite un codice Pin.

DA Q8 UN ECOSISTEMA COMPLETO Nel mercato italiano dal 1984, Q8 è uno dei maggiori operatori del mercato petrolifero nazionale. Quanto messo in campo per aziende e partite Iva include pagamenti personalizzabili per gestire e rifornire i viaggi di qualsiasi attività. Dalle piccole alle grandi flotte, CartissimaQ8 e RecardQ8 sono accettate in tutte le stazioni di servizio Q8 e Q8easy (circa 2.800). La prima è alla base di un sistema interattivo di fleet management, di corporate car sharing che è integrabile in sistemi di App terze. Permette alle flotte di rifornirsi tramite smartphone interagendo direttamente con la stazione di servizio, grazie all’omonima App. «Oltre al digital payment abbiamo introdotto un’importante novità – spiega Fabio Curtacci, business director fleet Kuwait Petroleum Italia – permettendo ai clienti di non sostituire più la


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MISSIONFLEET CARTE CARBURANTE

FABIO CURTACCI, BUSINESS DIRECTOR FLEET KUWAIT PETROLEUM ITALIA

propria fuel card quando c’è un cambio di veicolo aziendale. Questo permetterà di eliminare i tempi di riemissione e di distribuzione delle carte carburante. Il cuore del sistema è CartissimaWeb, il portale interattivo per gestire CartissimaQ8. Consente di abilitare o inibire determinati punti vendita all’uso della fuel card, scegliere plafond personalizzati, ricevere alert in tempo reale, profilare le proprie carte per fasce orarie, giorni e prodotti al rifornimento».

CARTE ESSO PER 23MILA A metà 2019, Wex Europe

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Services ha lanciato la prepagata Esso Card Prepay, destinata a 90mila clienti, 23mila dei quali in Italia. «Combina i servizi delle carte tradizionali con quelli delle soluzioni prepagate. Il target? Pmi e professionisti oppure dipendenti di aziende più grandi», spiega Luca Menicocci, head of sales in Italia di Wex Europe Services. L’offerta alle aziende delle carte Esso si basa su 2 formule: la soluzione postpagata con linea di credito o fido e dilazione di pagamento e la nuova ricaricabile. In quest’ultimo caso, i fondi vengono immessi in anticipo rispetto alla spesa e sono

disponibili sul conto. Lo strumento è protetto da un codice Pin. I vantaggi? La fatturazione elettronica automatica e conforme, la reportistica con relativa rendicontazione e la gestione della nota spese. Senza contare che la fattura è sincronizzata con il portale dell’Agenzia delle entrate. L’attivazione viene gestita da Wex Europe Services con tre modalità: la Esso Card Prepay può essere ricaricata da una carta di credito o debito personale, tramite bonifico bancario o tramite addebito diretto sul conto corrente bancario aziendale del cliente. Sul sito web si possono individuare le stazioni di servizio (oltre 2.200 in tutta Italia) che accettano lo strumento di


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MISSIONFLEET CARTE CARBURANTE

pagamento e si possono programmare le soste di rifornimento durante il viaggio.

DATI 1° SEMESTRE 2020

CONTROLLO TOTALE CON IP PLUS

•Il gasolio per autotrazione venduto sulla rete segna il –29%

Attivo dal 1933 e 1° operatore privato italiano del settore dei carburanti e della mobilità, IPGruppo Api ha una rete di circa 5.000 punti vendita. Nell’ambito delle carte petrolifere la IP Plus è la fuel card utilizata dalle imprese (anche dalle partite Iva) e richiedibile online. Primo vantaggio: la gestione semplice di controllo analisi dei consumi e la capillarità della rete accettante. Secondo: un portale disponibile 24 ore 7 giorni su 7, che consente agli utenti di monitorare e gestire le spese di mobilità del proprio business in

•La benzina venduta sulla rete perde il 30,4%

•Le immatricolazioni di autovetture nuove crollano del 46,1% •Le immatricolazioni diesel rappresentano il 34,7% del totale (era il 42,6% nel corrispondente periodo 2019), mentre quelle a benzina il 43,2% (dal 43,4%) •Con luglio e agosto, i consumi petroliferi italiani risalgono. UP conferma il progressivo recupero dei volumi, legato alla ripresa delle attività manifatturiere e alle vacanze di prossimità. Il calo dei primi otto mesi salirebbe quindi a circa 7,3 milioni di tonnellate (–18%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre su base annua la flessione dovrebbe attestarsi attorno alle 8,6 milioni di tonnellate –14%).

base alle proprie esigenze, con estratto conto dettagliato di ogni transazione. Il titolare della carta ha a disposizione vari codici Pin e un’area Security in

cui il fleet manager può cambiare i codici segreti delle proprie carte in qualsiasi momento, disporre di Pin temporanei o bloccare direttamente le carte. Con la IP Plus è possibile pagare pedaggi autostradali, parcheggi e lavaggi, acquistare lubrificanti e accessori. Rappresenta una soluzione al problema della rendicontazione delle spese di carburante e assolve all’onere della fatturazione elettronica. Altro vantaggio: permette un risparmio in termini di costo del carburante e di spese gestionali (si azzera l’anticipo di contanti). Come? Il titolare può effettuare rifornimenti di Optimo benzina o diesel, i nuovi prodotti speciali di IP venduti al prezzo di un prodotto normale. SETTEMBRE 2020 | 19


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MISSIONFLEET TELEMATICA E MANUTENZIONE

ObiettivO risparmiO Cresce la diffusione delle black box e gli operatori ampliano le funzionalità dei sistemi telematici. il fermo dei veicoli è letale e il 20% degli interventi da eseguire è segnalato in ritardo

di Alessandro Palumbo

L La penetrazione dei dispositivi telematici sulla flotta del noleggio a lungo termine è stata pari all’80% secondo Aniasa, nel 2019. In 5 anni le black box sono cresciute del 500%, passando da 118.000 unità nel 2014 alle 750.000 dell’anno scorso. Questi numeri testimoniano l’assoluta

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rilevanza dei benefici apportati dall’adozione dei sistemi di controllo dei veicoli che hanno molteplici funzionalità. In particolare, la manutenzione è in cima alle priorità dei fleet manager. È quanto emerge dal Barometro delle Flotte Aziendali 2019, l’indagine annuale dell’Arval Mobility Observatory, secondo cui le informazioni che i responsabili dei parchi auto aziendali richiedono maggiormente nella reportistica ai fornitori esterni sono lo stato della flotta e la manutenzione, una panoramica sulle percorrenze chilometriche e un monitoraggio dei costi

sostenuti per ogni veicolo. Nel 60% dei casi, gli intervistati sottolineano che i report devono contenere tutte e tre le opzioni per una gestione ottimale della flotta. Ecco che in questo servizio ci focalizziamo esclusivamente sulla parte relativa alla manutenzione nella telematica, a colloquio con sette operatori primari.

SISTEMA INTEGRATO Quando si parla di sistemi telematici ci si riferisce a più componenti che siano in grado di interagire e di dialogare tra loro. Prima di tutto, ci deve essere una black box installata


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MISSIONFLEET TELEMATICA E MANUTENZIONE

unit Smart Connect di Viasat – sono parti di un unico ecosistema integrato che permette di dialogare con i singoli mezzi in tempo reale e intervenire laddove ce ne sia bisogno. È indispensabile puntare sulla telematica per dare vita a una mobilità davvero nuova, fondata su un sistema connesso che permetta una completa e proficua interazione tra chi offre un servizio e chi ne fruisce».

BLACK BOX E CENTRALINE DEL VEICOLO

sul mezzo, utile a rilevare i dati dello stesso e di trasmetterli da remoto. In secondo luogo, deve esistere una piattaforma web dedicata al fleet manager dell’azienda per il monitoraggio dello stato dei veicoli. E, in terzo luogo, un’app dedicata al driver che può avere diverse funzioni e deve permettere allo stesso di essere informato e di agire in casi di necessità di intervento manutentivo. «I dispositivi telematici, l’attività di centrale operativa e la nuovissima piattaforma web Viasat Digital Connect e la Viasat appS per il driver – commenta Valerio Gridelli, AD della business

La correlazione tra telematica e manutenzione del veicolo può esistere, secondo Andrea Algeri, general manager di Telemobility presso Texa «se i dispositivi telematici sono abilitati ad interagire con tutte le centraline diagnostiche presenti sul veicolo –spiega - più banalmente, non si può prescindere da strumenti che siano in grado di interrogarle. Ma bisogna fare un ulteriore distinguo tra interrogazioni standard secondo i protocolli diagnostici Eobd (normativa correlata al controllo emissioni e, come tale, si leggono solo alcuni parametri) e quelle “in profondità” attraverso protocolli diagnostici proprietari, che è quello che facciamo in Telemobility».

ANDREA ALGERI

anche di prevenire i guai in una logica di manutenzione preventiva. Quando, ad esempio, il mezzo si avvicina a fasce chilometriche predefinite. «La soluzione Maintenance management di Targa Telematics analizza i dati delle vetture con la propria piattaforma digitale, tenendo conto dello storico, e consente di gestire tutte le fasi di manutenzione. I benefici sono evidenti – spiega Massimiliano Balbo di Vinadio, VP Sales large accounts –: i noleggiatori possono pianificare le attività di manutenzione, avvisare i driver della necessità di un intervento,

VALERIO GRIDELLI

MANUTENZIONE INTELLIGENTE Ognuno con le proprie caratteristiche, i sistemi dei diversi operatori della telematica analizzano lo stato dei veicoli e consentono di gestirne la manutenzione. Questo significa individuare i problemi dovuti a malfunzionamenti di vario tipo e di agire di conseguenza, ma SETTEMBRE 2020 | 21


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MISSIONFLEET TELEMATICA E MANUTENZIONE

MASSIMILIANO BALBO DI VINADIO. A DESTRA, EDWIN COLELLA. IN BASSO, FABIO SAIU

indirizzarlo presso le proprie officine autorizzate, a garanzia di un servizio ottimale al miglior prezzo, verificando che le tempistiche dei fermi siano congrue con le lavorazioni».

TELEMATICA. VANTAGGI DIRETTI E INDIRETTI «L’adozione della telematica a bordo è un importante passaggio verso l’auto connessa - sostiene Edwin Colella, chief marketing officer di Octo Telematics -,

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con una serie di benefici che si riflettono direttamente in varie aree, prima fra tutte proprio quella dei costi di manutenzione. Oltre ad intervenire in anticipo in caso di anomalie, si possono valutare percorrenze e consumi, identificando i mezzi più efficienti e quelli da revisionare. Oltre a questi vantaggi è possibile sommare numerosi benefici indiretti attraverso un cruscotto di controllo (dashboard) basato su indicatori di performance dei veicoli che vengono costantemente monitorati: ciò consente un più efficace controllo dei costi e una riduzione delle risorse finanziarie da investire nei mezzi, attraverso una vera a propria gestione integrata degli stessi».

RISPARMI MISURABILI Esistono tante casistiche di risparmi economici sulla manutenzione derivanti dall’adozione dei sistemi

telematici. Solo la riduzione dei fermi tecnici ha un valore enorme. «Secondo i nostri dati – segnala Balbo – il 20% degli interventi viene segnalato in ritardo: se si pensa ad una grande flotta di 100.000 mezzi e si suppone che il 50% necessiti un intervento con stop tecnico, la riduzione di un solo giorno porterebbe ad un risparmio di circa 1 milione di euro nel corso del ciclo di vita della flotta». I risparmi sono calcolabili direttamente anche su alcune parti della vettura. «I fleet manager di uno dei nostri più grandi clienti internazionali che opera nel settore della logistica con veicoli in oltre 100 Paesi – afferma Fabio Saiu, leasing and renting european director di Geotab – erano soliti cambiare le batterie delle flotte in media ogni 6/8 mesi,


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MISSIONFLEET TELEMATICA E MANUTENZIONE

indipendentemente dal livello di esaustività delle stesse. Ciò comportava ovviamente un dispendio economico non indifferente. Combinando l’analisi dei dati del voltaggio della batteria – a riposo e durante l’avviamento – con i dati della temperatura dell’olio del motore, Geotab ha creato e implementato una dashboard che permette al cliente di controllare l’andamento preciso della batteria e capire quando è necessario sostituirla, quindi di risparmiare decine di milioni di euro».

PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE Anche sulla prevenzione gli esempi sono tanti. Per esempio, «intervenire quando le centraline diagnostiche segnalano un’avaria al sistema frenante per usura delle pastiglie è ben diverso se si interviene quando si sono compromessi i dischi, inevitabile conseguenza

RIPARATORI CERTIFICATI Sono 200 i centri Arval che sono avviati alla certificazione di qualità con Rina, multinazionale di testing, ispezione, certificazione e consulenza ingegneristica. Il noleggiatore a lungo termine ha avviato il progetto di audit dei riparatori che fanno parte del suo network. In questa fase, il processo di certificazione svolto dal personale esperto di Rina si rivolge sugli Arval Premium Service selezionati tra 10mila complessivi. Rappresentano la punta di diamante della rete, in grado di garantire non solo i più elevati standard di assistenza, manutenzione e cura dell’auto, ma anche di svolgere il ruolo di veri e propri ambasciatori dei valori e dei prodotti Arval sul territorio, vestendo i colori dell’azienda ed esibendone il logo. La procedura prevede la definizione di uno standard disciplinare condiviso, quindi un riesame della pratica cui segue il riconoscimento che attesta l’esito positivo del controllo. Marco Mosaici, direttore del network di Arval Italia, commenta: «Volevamo che l’eccellenza che richiediamo ai nostri partner, frutto di un lavoro di qualificazione della nostra rete che portiamo avanti da anni, fosse confermata da un ente terzo e venisse certificata».

di non agire tempestivamente nella sostituzione delle pastiglie – sostiene Algeri –: in termini economici significa passare da un costo inferiore ai 100 euro a oltre 600, ai quali vanno aggiunte le spese accessorie quali fermo vettura, fornitura di

veicolo sostitutivo, disagi per il cliente. Su queste basi è facile il calcolo dei risparmi che si possono generare». «Lo stesso discorso vale quando il livello dell’olio è basso – aggiunge Saiu –: un intervento non tempestivo provoca danni anche alla testata

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MISSIONFLEET TELEMATICA E MANUTENZIONE

sicurezza come l’accensione della spia ABS o usura dei freni. Con un piano effettivo sulla manutenzione stimiamo che si possa raggiungere fino al 10% di riduzione sui costi di gestione del parco».

ENRICO DELLA TORRE. A DESTRA, ALBERTO DI MASE

TELEMATICA E GARANZIA

del motore, non solo in termini di fermo, ma anche economici». Masternaut dispone del modulo manutenzione in Connect ed Enrico Della Torre, marketing manager, evidenza come «migliorando la manutenzione di ogni veicolo utilizzato, i gestori di flotte riducono i costi, prolungano la durata e diminuiscono anche il consumo di carburante. Per fare un esempio, possono evitare guasti al motore in seguito ad avvisi quali la spia Mil (malfunction indicator lamp) o la pressione dell’olio bassa, oppure prevenire possibili situazioni di rischio

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I sistemi telematici posso generare risparmi permettendo verifiche da remoto, per rilevare se il danno segnalato esiste di fatto ed è coerente rispetto a quanto evidenziato dalle centraline del veicolo. Secondo Algeri «basta un click per verificare se quanto asserito dal carrozziere o dal meccanico si è effettivamente verificato». Disponiamo di dati interessanti al riguardo, che confermano una percentuale superiore al 15% gli interventi “millantati” e non rilevati dalle centraline».

IL FATTORE UMANO È STRATEGICO Per ridurre i costi non solo è necessario agire su software e processi: responsabilizzare il driver con strumenti coercitivi o

premianti diventa fondamentale in questo ambito. Secondo Alberto Di Mase, country manager di Visirun «l’usura di un veicolo può anche essere aggravata dalla guida del conducente –argomenta –. Le tecnologie di gestione delle flotte tengono traccia del comportamento di guida a livello individuale, consentendo ai manager di utilizzare questi

dati per predisporre sessioni di coaching personalizzate per i diversi conducenti, proprio al fine di migliorare il loro stile di guida in un’ottica di riduzione dei costi e delle attività di manutenzione».


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MISSIONFLEET DONNE AL VOLANTE

LA FABBRICA DELLA PARITÀ Oltre un secolo fa, la storia di Citroën nasce grazie alla manodopera femminile. Oggi le responsabili sono donne che portano avanti una tradizione di benessere, che comincia sul luogo di lavoro e continua alla guida

di Ilaria Salzano

spirito innovatore con cui André Citroën creò la prima C4, l’audacia del design di Ami 6 e Ami 8, ma anche il comfort di GS e GSA, la modernità di BX e caratteristiche come l’abitabilità di Xsara e la tecnologia e il carattere dell’antecedente C4 Cactus. Vetture tutte in pensione, ma grandi interpreti degli usi e costumi dei decenni del Novecento, nonché testimoni dei successi riscossi grazie ad una Casa che da sempre tiene conto delle esigenze di uomini e donne indistintamente. Una storia che merita di essere raccontata.

L LAURENCE HANSEN DIRETTRICE DEL PRODOTTO E DELLA STRATEGIA CITROËN

Lo scorso anno Citroën ha festeggiato il centenario. Cento anni di estro e innovazione, guidati, fino a inizio 2020, dalla Ceo Linda Jackson: donna di ferro come poche, che ritroviamo spesso nel marchio del Doppio Chevron. Tra le manager più influenti, infatti, oltre a Audrey Amar, product brand manager – da venti anni in PSA –, abbiamo incontrato Laurence Hansen, dallo scorso anno salita a capo della strategia

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e del prodotto, nonché responsabile della decima generazione della berlina compatta del brand: la nuova C4. A lei, oggi, il merito di aver riunito nel nuovo modello tante peculiarità sviluppate negli anni dal marchio, riprendendo lo

DONNE E CITROËN: UNA RELAZIONE LONGEVA La fabbrica di Quai de Javel a Parigi nasce durante la prima grande guerra. In Francia si chiedeva un incredibile sforzo produttivo per la produzione di munizioni e granate. André Citroën, tornato dal fronte per mettere in piedi lo stabilimento, mostrò all’intera nazione come le donne non erano solo procreatici, ma ottime lavoratrici, in grado di sostituire gli uomini negli ambienti più disparati. Forza lavoro non ce n’era più, del resto. Sin da subito elogiò le loro capacità manuali, la sensibilità e la delicatezza nel trattare... gli esplosivi. Quando si rese conto di alcune difficoltà fisiche fornì loro mezzi ausiliari per alleviare lo


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MISSIONFLEET DONNE AL VOLANTE

convertita in un’azienda automobilistica, nel 1919. Con il ritorno degli uomini dal fronte, il numero delle donne in fabbrica non superava il 21% del totale: dov’era finita l’efficienza e la precisione dell’operato femminile? Solo a produzione del primo modello di auto (la Type A) avviata, ne tornò oltre il 50%.

PARITÀ DI GENERE E QUALITÀ DELLA VITA sforzo: introdusse carrelli a trazione elettrica e nastri trasportatori che portavano in giro i pezzi semilavorati. Non solo. Ma man mano che l’idea della manodopera femminile prendeva piede, e all’interno della fabbrica arrivavano sempre più persone, si svilupparono asili nido, uno studio di ginecologia e un programma di assistenza per le donne in dolce attesa e le neomamme. La fabbrica diede lezioni quotidiane sulla parità dei diritti. Arriviamo al dunque. Finì la guerra e la Javel venne

Morale della favola: nell’automotive, André Citroën iniziò ad essere chiamato “innovatore” solo molti anni dopo. Gli dobbiamo importanti novità nel settore che vanno dall’ingranaggio a cuspide alle sospensioni pneumatiche, ma quello che gli ha permesso di arrivare in netto anticipo sui tempi e farlo entrare nel mondo economico come pioniere è stato altro. Perlopiù la grande attenzione ai diritti e al benessere dei lavoratori e alla parità di genere: lo ricordiamo tra i primi a comprendere che la qualità del lavoro è collegata a doppio filo a quella della vita di

MADAME COTTON Tra le molte donne che hanno ricoperto ruoli di rilievo nella storia centenaria del marchio Citroën, un posto speciale spetta a Marlène Cotton, che diresse il servizio competizioni della Marca per un decennio, a partire dall’inizio degli anni ’70. Il rapporto tra il fondatore e le competizioni sportive ha conosciuto fasi alterne: inizialmente non prendeva in considerazione le gare automobilistiche in quanto le sue vetture erano “concepite per i padri di famiglia ed i commessi viaggiatori, per la loro solidità, stabilità e sicurezza”. Cambiò idea quando le sue C6 battezzate “Rosalie”, messe in pista dal marchio di lubrificanti Yacco, iniziarono a stracciare record mondiali di affidabilità, velocità e durata sull’anello del circuito di Montlhery, alcuni dei quali (la maggior parte) tutt’ora imbattuti.

chi opera. I prodotti – versatili e pensati per tutti, all’insegna dei principi democratici – raccolgono i frutti di questa visione. Così come chi continua a tramandare il suo know how: Linda Jackson – terza donna nella storia dell’auto ad aver assunto le redini di una grande Casa – ha guadagnato la stima delle giornaliste automotive dell’associazione Women’s World Car Of The Year che da 43 paesi del mondo ogni anno votano per riconoscere il Woman of Worth Award (WOW), ossia il premio alla donna di valore dell’anno. «Al di là della mia persona, credo che il riconoscimento vada al successo del rinnovamento della Citroën, che ho intrapreso negli ultimi cinque anni con le mie squadre, donne e uomini appassionati che ringrazio calorosamente. Questo premio è anche il loro», ha commentato alla consegna. Il Dna certamente non cambia. E il marchio intenderà mostrarlo anche quest’anno. Il testimone nel 2020 è tornato a un uomo: il cinquantunenne Vincent Cobée, da gennaio scorso AD della Casa. A Jackson viene affidato lo studio sulla differenziazione dei diversi marchi di PSA, cioè Peugeot, Citroën, DS, Opel e Vauxhall Motors. Compito perfetto per la sua abilità multitasking.

LINDA JACKSON

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ECCO I FINALISTI

DELL’EDIZIONE 2020 di Paola Lucchetta

n’opportunità per raccontarsi. Un modo per valorizzare il proprio lavoro. Uno spazio di confronto e condivisione. Queste le principali motivazioni che hanno spinto tanti fleet manager e fornitori della flotta aziendale a credere anche quest’anno in MissionFleet Awards, nonostante tutto. A dimostrazione che in questi mesi sono cambiati gli scenari e le priorità, ma non sono mutate le sfide e la proattività. Anche quest’anno ci aspettiamo progetti ambiziosi da parte dei fleet manager alle prese con sforzi continui tesi all’ottimizzazione di TCM e TCO, ottenibile anche attraverso progetti di car sharing e car pooling e grazie al ricorso sempre più significativo al digitale. Fleet manager che fanno tutto il possibile per avere una flotta più sicura, che sono coscienti dell’impatto ambientale e ambiscono ad una mobilità più sostenibile. L’altra conferma arriva dalla filiera dei fornitori della flotta aziendale che hanno candidato progetti premium, eccellenze nei vari ambiti, che denotano un’attenzione meticolosa volta a soddisfare le esigenze dei loro interlocutori. Le votazioni online si sono concluse e proprio in questi giorni la giuria si riunisce per decretare i vincitori che verranno rivelati durante la serata di gala del 23 novembre 2020 a Milano all’Excelsior Hotel Gallia.

U

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I FINALISTI FLEET MANAGER

I FINALISTI FORNITORI DELLA FLOTTA AZIENDALE

• Alessandro Benoldi - Cedacri • Domenico Cerroni - Enel • Igor Fiorin - Davide Campari Milano • Italo Demichelis - Saint-Gobain • Laura Campodonico - ERG • Mario Francesco Colombo - Rentokil Initial • Vincenzo Madonna - Valagro • Roberto Lazzaroni - Safilo • Vito Roberto Palmiotti - 3M

Miglior software gestionale per la flotta • Infinity ZCarFleet - Zucchetti • SupFleet - Fleet Support

MAIN PARTNER

SILVER PARTNER

PATROCINI

Miglior servizio di telematica per la flotta • Masternaut Connect - Masternaut • MyFleet - Air Miglior mobile app per i driver • Myfleet Support - Fleet Support • SmarterDriver - Masternaut Miglior servizio di manutenzione e riparazione veicoli e cristalli • Dottor Grandine • Repair Fleet Management - Fleet Support • VetroCar Miglior servizio Smart Mobility: car sharing e car pooling • Corrente - UnipolRental • Glide Mobility - RCI Mobility

• Serata di gala MissionFleet Awards • Lunedì 23 novembre 2020 • Excelsior Hotel Gallia - Milano • Tavolo per 10 partecipanti 3.200€ + IVA • Posto singolo 370€ + IVA • La quota include la partecipazione alla serata con aperitivo di networking [dalle 19 alle 20], cena di tre portate, champagne per il brindisi finale, premiazioni e intrattenimenti [dalle 20 alle 23].

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UNIPOLRENTAL

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

BENVENUTA UNIPOLRENTAL! Dal 1° agosto 2020 Car Server ha assunto il nome di UnipolRental: esattamente un anno dopo l’acquisizione, il Gruppo Unipol, primo gruppo assicurativo italiano, scende direttamente nell’arena del mercato del noleggio a lungo termine. «L’obiettivo che ci poniamo è quello di diventare i leader del settore NLT per il target retail e di continuare ad essere il punto di riferimento nel corporate anche per tutte quelle aziende già clienti UnipolSai», spiega Giovanni Orlandini, Direttore Generale UnipolRental. L’acquisizione di un importante player del mercato del noleggio a lungo termine è stata un tassello fondamentale nelle strategie del Gruppo Unipol, utile a rafforzare gli asset per l’esecuzione del piano strategico 2019-2021 nell’ecosistema della mobilità. In un’arena altamente competitiva come quella del mercato

NLT, la scelta di puntare su Car Server ha rappresentato la linea più coerente. Infatti, molto accomuna il gruppo assicurativo bolognese, che oggi può vantare oltre 16 milioni di 32 | SETTEMBRE 2020

clienti, e la società emiliana di noleggio, a partire da valori distintivi come la presenza territoriale e la vicinanza fisica al cliente, «fino ad arrivare al comune orgoglio di essere imprese italiane, elemento che ha contraddistinto le nostre realtà ben prima degli eventi drammatici che hanno colpito il nostro Paese in questo 2020», aggiunge Giovanni Orlandini. UnipolRental parte con oltre 50mila contratti in portafoglio. IL PIANO AL 2024 Il piano industriale di UnipolRental 2020-2024 mette al centro il cliente: al target corporate, le Aziende, già nel core business della Società, si aggiungono sia privati e famiglie, sia professionisti e piccoli operatori economici, importanti protagonisti del nostro tessuto economico e dei nostri territori. «Poter lavorare in sinergia con il Gruppo Unipol, sul loro portfolio clienti rappresenta la rampa di lancio per incrementare

notevolmente la nostra attuale quota di mercato», osserva il DG Giovanni Orlandini. Tra le reti che collaboreranno ci sono le 2.400 agenzie assicurative UnipolSai, di cui 1.500 ad oggi già abilitate a vendere i servizi di UnipolRental, presso le quali i clienti potranno recarsi per chiedere informazioni, preventivi e per firmare contratti di noleggio, così come i network di servizi, assistenza e telematica rappresentati dalle altre società facenti parte dell’ecosistema mobility del Gruppo Unipol: Auto Presto&Bene con le sue 4.000 carrozzerie, MyGlass con 200 centri cristalli, i 300 operatori per l’assistenza 24/7 di PAS e ALFAEVOLUTION TECHNOLOGY, società leader nel campo della telematica con oltre 4 milioni di black box installate. Continua Orlandini: «Subito dopo l’acquisizione la prima cosa che ho detto ai nostri dipendenti è stata che da quel momento ci saremmo trovati a giocare un campionato di altra categoria: più competitivi, più capillari, più esclusivi. Sono fermamente convinto che questo sia il progetto più interessante, avvincente e, ci auguriamo, vincente, che il settore abbia visto negli ultimi anni. Il Gruppo Unipol ha dimostrato piena fiducia nel Progetto mettendoci la faccia, o meglio il brand. Il cambio di denominazione da Car Server a UnipolRental dimostra che la sfida è cominciata».


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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT

RENDERE LA VITA SEMPLICE Il marchio Skoda compie 125 anni coerente con le sue origini: realizzare auto affidabili e convenienti, facili da usare. In una parola, si dice simply clever

di Paola Baldacci

R Rendere la vita più facile: è questo il significato dello slogan “Simply Clever” di Skoda che quest’anno compie 125 anni, classificandosi tra le cinque case automobilistiche ancora in attività più longeve al mondo. Una storia lunga, ma soprattutto coerente con lo spirito dei suoi fondatori, un meccanico e un libraio con il sogno di fare le cose bene per semplificare la quotidianità. Siamo in

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Repubblica Ceca nel 1895 e il libraio di umili origini, che il destino avrebbe voluto fabbro del paese, si lamenta con l’azienda di biciclette tedesca che gli ha venduto le due ruote.

Klement scrive una lettera criticando il prodotto e per tutta risposta riceve un insulto alla sua buona fede di denuncia dei difetti. Il customer care di fine Ottocento non fece tesoro delle sue indicazioni e ciò lo spinse a trasformare la fallimentare libreria – nonostante i venti favorevoli dei circoli letterari praghesi di quegli anni – in un negozio di ricambi per velocipedi. Irascibile e con talento per gli affari, si rivela presto il partner ideale del riflessivo meccanico Laurin. Insieme fondano la L&K che dapprima produce biciclette, poi moto e già nel 1905 la prima auto. In Boemia, a Mladà Boleslav, si trova ancora oggi la sede della casa che conosciamo come Skoda e anche nel passaggio di mani non ha cambiato i principi originari. Cioè creare automobili pratiche,

VOITURETTE A


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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT

di buon prezzo, semplici da usare. Simply clever, insomma.

DALLA VOITURETTE A AD OCTAVIA Voiturette A è il modello dell’esordio nell’automobilismo di L&K (1905): un’utilitaria con motore bicilindrico da 1.1 litri raffreddato ad acqua e con potenza da 7 Cv. La seguono la Typ B con motore 1.4 da 9 Cv e la Typ B2 con un motore da 2.3 litri e 10 Cv di potenza. La produzione ha successo e si amplia a veicoli commerciali e vetture sportive, per 10 anni gaudenti fino al 1925 quando avviene la fusione nel gruppo di ingegneria meccanica Skoda. Da qui comincia la storia moderna della casa boema che è un percorso di riconversione industriale post bellico, come altre nella vecchia Europa del primo quarto del ventesimo secolo. Le industrie metallurgiche Skoda dell’impero austro-ungarico devono innovarsi e guardare al mercato civile al posto di quello della guerra. Cosa di meglio che produrre automobili anziché autocarri militari? La neo costituita Repubblica Cecoslovacca era all’alba della sua prima motorizzazione e c’era solo un competitor nazionale. Skoda acquisisce L&K in un momento di crisi finanziaria di quest’ultima. Ma non saranno tutte rose e fiori: la storia della Casa segue quella di questa Mitteleuropa sempre divisa e territorio di contesa tra i blocchi contrapposti della guerra fredda. Finché la Germania spiana la strada per l’ingresso di Skoda nel Gruppo Volkswagen. Caduto il muro di Berlino e con la privatizzazione che prende il sopravvento nei governi dell’Est Europa, nel 1991 si formalizza

ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI La casa boema ha deciso di utilizzare in prevalenza fonti energetiche rinnovabili, che oggi valgono circa l’88% dei 47.000 MWh di elettricità necessari ogni anno per produrre. Il gas naturale è l’unico combustile fossile ancora utilizzato e sarà sostituito entro la fine del 2021 da bio-metano prodotto da impianti CO2 neutrali. «Le restanti emissioni saranno neutralizzate attraverso misure di compensazione e acquisto di certificati, grazie ai quali promuoviamo progetti di protezione del clima in India o delle foreste pluviali», spiega una nota. Nei dintorni dello stabilimento di Vrchlabí, che sarà il primo impianto produttivo a raggiungere la neutralità di CO2, sono stati piantati 40mila alberi. E ancora, a Mladá Boleslav, le biomasse sono sempre più utilizzate come fonte per la produzione di energia elettrica. A Pune (India) è stato commissionato il più grande impianto fotovoltaico del Paese.

un primo accordo commerciale mentre il pacchetto azionario completo passa di mano nel Duemila. La Octavia è il primo nuovo modello che nasce “sotto il cappello” VW riprendendo il nome di una berlina Skoda del 1959. Ed è ancora oggi un successo planetario con 7 milioni di esemplari prodotti, colei che più di ogni altra ha sostenuto la crescita del marchio della freccia alata.

LA NUOVA OCTAVIA La quarta e ultima generazione di Octavia celebra il 125esimo anno della Casa. Per lei un restyling nel segno della connettività e della sicurezza con il massimo dei voti Euro Ncap. Sia nella versione wagon sia nella berlina ha

raggiunto le cinque stelle: protegge l’88% dei punti di collisione per i bambini e il 92% degli occupanti adulti. A proteggerli provvedono fino a nove airbag, tra cui uno per le ginocchia del conducente cui si aggiungono i laterali posteriori. Dopo l’urto, il multi-collision brake mantiene frenato il veicolo, impedendogli di proseguire la corsa in modo incontrollato. Sulla nuova Octavia debuttano anche l’head-up display e i sedili ergonomici. Il comfort raggiunge i livelli premium con i cristalli laterali acustici anteriori che riducono ulteriormente i rumori nell’abitacolo, prodotti durante la marcia. Il tutto a prezzi per la berlina da 27.250 euro e la wagon da 28.300 euro. Senza lesinare

LA FIRMA DELL'INGRESSO NEL GRUPPO VW

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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT

CONCEPT DI SUV 100% ELETTRICO SKODA

sul design visto che ha vinto anche il prestigioso Red Dot Award, conquistando 40 esperti di stile dell’automotive. Sono piaciuti il frontale con le nuove proporzioni della calandra, mentre negli interni il grande display di controllo in posizione rialzata al centro della plancia e un inedito volante a due razze.

IL FUTURO ELETTRICO IV Il 2020 segna per Skoda anche l’inizio della graduale transizione verso la mobilita elettrica, con la commercializzazione dei primi modelli “iV”, il sub-brand che accoglie tutti i modelli elettrici o

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plug in hybrid. Una rete di concessionari dedicata – gli Skoda e-Specialist – si occupa della commercializzazione della city car Citigo-e iV e della Superb iV. Invece si chiama Enyaq il primo Suv a emissioni zero. Un altro passo verso un futuro di sostenibilità che già si esprime nella produzione. Skoda vuole essere una “green factory” e ricicla al 100% tutti gli scarti

produttivi generati durante la costruzione di un’auto. Per esempio, l’energia ricavata dagli inceneritori serve a produrre elettricità o calore. Numerose componenti in plastica di alta qualità sono ricavate dal riciclo di scarti. Entro la fine del decennio il consumo di energia degli impianti di produzione di veicoli e componentistica Skoda deve essere CO2 neutrale.

I PROGETTI IN INDIA A Pune, nello stabilimento di Aurangabad, si produce la Superb. Nel subcontinente, Skoda ha un progetto di lungo termine chiamato India 2.0. Comporta l’ammodernamento delle catene e la costruzione di nuove strutture in vista della nascita di un nuovo Suv compatto destinato al mercato locale. Durante lo scoppio della pandemia di Coronavirus, la Casa è stata di fondamentale aiuto per la popolazione. Ha supportato direttamente la costruzione di un centro specializzato da 1.100 posti letto per il trattamento dei pazienti nelle vicinanze di Pune. Ha distribuito 12mila visiere al personale medico di 4 città. Gli ingegneri hanno costruito maschere per l’ossigeno e sistemi per intubare i pazienti. Skoda India ha, inoltre, donato 35.000 confezioni di disinfettante agli ospedali e collabora con Annamitra Foundation impegnata nella distribuzione di pasti ai più bisognosi nel territorio di Aurangabad. Con il supporto dei sindacati, i dipendenti hanno scelto di donare un giorno di stipendio. La cifra raccolta serve a finanziare l’acquisto di 15 ventilatori, 15 monitor e 3.750 kit di dispositivi di protezione individuale destinati ai centri Covid delle province vicine alle fabbriche.


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ENEL X

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

STATUS QUO DEL PIANO ITALIA DI ENEL X Procede senza interruzioni il programma di Enel X volto a dotare l’Italia di una rete di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici capillare ed efficiente. A metà luglio sono 9.820* i punti di ricarica ad accesso pubblico installati. Le infrastrutture di Enel X sono compatibili con tutti gli standard di ricarica partendo dalle prese di Tipo 2 o 3a in corrente alternata, fino ai moderni connettori in corrente continua di tipo CCS 2 e Chademo, che offrono potenze di ricarica fino a 350 kW. I punti di ricarica tengono in considerazione le necessità di chi le utilizza. Per questo sono state individuate diverse soluzioni: nelle strade extraurbane vengono installate maggiormente IdR Fast, che consentono la ricarica del veicolo in circa 30 minuti e High Power Charger (HPC) che consentono di ricaricare ancor più velocemente; in ambito urbano, *I dati si riferiscono al 22/07

invece, le necessità cambiano e le infrastrutture permettono di ricaricare in un lasso di tempo superiore. Inoltre, grazie agli accordi di interoperabilità, la rete di Enel X è accessibile alla maggior parte dei Mobility Service Provider (i soggetti che vendono al cliente finale il servizio di ricarica) in Italia. UN UNICO NETWORK DI PUNTI DI RICARICA IN EUROPA JuicePass di Enel X è l’app attraverso la quale è possibile accedere ai servizi di ricarica per veicoli elettrici pubblici e privati di Enel X in modo pratico ed intuitivo, sia per i clienti consumer, sia per clienti business. Si tratta di un punto di accesso alle infrastrutture di ricarica della business line del Gruppo Enel. Al 22/7 sono oltre 37.500 i punti di ricarica pubblicamente accessibili attraverso JuicePass in Europa e in Italia, numero significativo raggiunto da Enel X facendo leva sui piani di infrastrutturazione pubblica in corso di realizzazione nei Paesi core di Enel (Italia, Spagna, Romania, Sud America) e grazie agli accordi di interoperabilità siglati con operatori nazionali ed esteri per garantire all’utente l’accesso a una rete di punti di ricarica sempre più capillare, senza la necessità di dover sottoscrivere differenti contratti per la fruizione dei servizi di ricarica. A conferma della strategia di espansione del network di punti di ricarica accessibili, Enel X ha acquisito una partecipazione del 12,5% in Hubject, la joint venture per la mobilità elettrica, che include aziende di punta nei settori della tecnologia, dell’automotive e delle utility. Hubject ha sviluppato una

piattaforma interoperabile che consente ai conducenti di veicoli elettrici (“EV”) di caricare le proprie auto attraverso una rete di oltre 200mila punti di ricarica pubblici in tutto il mondo senza dover stipulare ulteriori contratti oltre a quello con il proprio fornitore di servizi di emobility che utilizza i servizi di eRoaming di Hubject. AL FIANCO DEI COSTRUTTORI Ma un piano per la mobilità elettrica non può prescindere da accordi con le Case automotive e Car Rental che credono nella mobilità elettrica. Oggi Volvo, Mercedes, Hyundai, PSA, Honda ed FCA sono i costruttori che hanno avviato una partnership con Enel X, garantendo ai clienti pacchetti comprensivi di JuiceBox e servizi di ricarica a condizioni agevolate.

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MISSIONFLEET PROVATO PER VOI

L’E-TECH HYBRID CHE NON TI ASPETTI Dalla Formula 1 arriva l’ibrido innovativo di Renault su Mégane, Captur e Clio: l’autunno in concessionaria all’insegna del TCO

di Paola Baldacci

I Il primo test drive dopo il lockdown ci ha portati al circuito di Arese a conoscere la gamma E-Tech hybrid di Renault. È stata una bella scoperta che piacerà ai fleet manager perché la casa francese mette al primo posto i consumi con questa tecnologia. Pensate, le migliori conoscenze della Formula 1 sono state messe al servizio dell’ibrido. Le prime tre auto che la offrono sono Mégane, Captur e Clio. Preso in prestito dagli ingegneri del reparto corse, il sistema ha assolto all’esigenza di mantenere compattezza e modularità delle vetture. Ad esempio, non cambia mai il vano di carico e nemmeno l’abitabilità con i doppi motori elettrici affiancati al propulsore termico. Insomma, la gamma E-Tech hybrid Renault è la somma di 10 anni di know how nella mobilità elettrica e oltre 40 di successi in pista, massimizzando l’efficienza energetica. Si noti che l’architettura ibrida francese poggia su 150 brevetti. «Dal circuito alla strada, il passaggio è diventato reale – osserva Francesco Fontana Giusti,

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direttore della comunicazione di Renault Italia –: questa tecnologia rivoluzionaria permette l’avvio sistematico al 100% elettrico, una efficiente gestione del carburante, un’accelerazione degna di essere

riduce gli attriti e le perdite di energia. Il motore termico è aspirato 1.6 a 4 cilindri a benzina da 140 oppure 160 cv, sviluppato dall’alleanza con Nissan. Le batterie sono di due tipologie, realizzate da produttori diversi.

definita tale e la frenata rigenerativa, esattamente come in un veicolo elettrico puro, ricarica la batteria». Ecco la Renault Clio E-tech hybrid che promette il 40% di risparmio sui consumi in città. La Captur è anche plug in, dunque il primo B-Suv generalista ibrido con ricarica alla spina. Così come la Mégane che arriva in ottobre in concessionaria, ri-stilizzata e la proposta più indicata per le flotte aziendali, con un comfort indiscutibile.

Hitachi è responsabile di quella da 1,2 kWh mentre LG di quella da 9,8 kWh.

L’IBRIDO INNOVATIVO Di fatto si tratta di una motorizzazione ibrida innovativa e non di un motore termico semplicemente elettrificato. Siamo in presenza di due motori elettrici – uno principale e uno ad alta tensione –, una trasmissione “multimode” che

TOTAL COST OF OWNERSHIP Un esempio pratico: su un itinerario urbano di 65 km, se il driver ricarica sia a casa sia al lavoro può guidare sempre in elettrico. Spiega Chris Brunetto, brand manager passenger cars di Renault Italia: «Il Tco è il primo dei nostri obiettivi sulle aziende: condurremo insieme a loro studi per dare i migliori consigli su come sfruttare al meglio la tecnologia E-Tech hybrid su Mégane, ad esempio. Attraverso strumenti specifici e test drive affronteremo l’argomento insieme ai fleet manager, per capire le diverse tipologie di risparmio che possono attuare».


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MISSIONFLEET ON THE BIG CHAIR

IBRIDO ANTE LITTERAM Toyota porta la quarta generazione tecnologica su Yaris e Lexus arriva per la prima volta elerica. La Casa completa la proposta alle floe con il terzo brand, dedicato agli LCV. Intervista a Massimiliano Loconzolo

«Lexus UX 300e è la prima vettura completamente elettrica di Lexus, completeremo così l’offerta nel segmento dei crossover proponendo un prodotto che mantiene la qualità, il design distintivo e le avanzate caratteristiche dinamiche tipiche del brand», sottolinea Massimiliano Loconzolo, fleet & used cars senior manager di Toyota Italia.

FOCUS SUGLI LCV

di Paola Baldacci

U Un anno di grande impegno questo anomalo 2020 per Toyota Italia, che nelle flotte continua la sua corsa con Corolla e CH-R mentre per Lexus arriva la UX 300e, prima elettrica del brand premium. Protagonista sul red carpet del Festival del Cinema di Venezia, il nuovo crossover urbano sarà introdotto in selezionati mercati europei entro la fine dell’anno. Rappresenta il più alto livello di ricerca del marchio e scrive una pagina nuova dei valori di artigianalità raffinata, ingegneria e innovazione senza uguali.

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Intanto, in Italia sono partiti due progetti molto importanti per il mercato delle company cars. Anzitutto il focus sugli Lcv, che oggi è una gamma completa tra Hilux Proace e Proace City (questi ultimi due sia nella versione Van che Verso), ricchi di Adas già dell’entry level. Poi l’avvio delle vendite del “piccolo genio” Yaris, alla quarta

generazione. «Con il lancio del nuovo furgone compatto andiamo a soddisfare il 70% di un mercato in espansione come quello dei light commercial vehicles», continua il manager. Con Proace City, Toyota punta al raddoppio nel mercato delle flotte e lancia il promesso terzo brand oltre che una rete di concessionari dedicati agli Lcv. E’ Toyota Professional a rappresentare l’asso nella manica della casa giapponese nei veicoli commerciali leggeri, che la crescita dell’e-commerce mette in evidenza, premiando le motorizzazioni ibride di cui la Casa è antesignana. I concessionari dedicati alla gamma Professional sono 36. Loconzolo argomenta: «La nostra proposizione per le flotte aziendali si amplia e lo fa differenziandosi attraverso i contenuti: vogliamo rafforzare le


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MISSIONFLEET ON THE BIG CHAIR

vendite con la rete dei dealer selezionati, per offrire non solo vendita, ma assistenza alle imprese. La promessa al cliente è basata su due pilastri fondamentali: mobilità, attraverso un programma di courtesy van e affidabilità attraverso i 10 anni di garanzia esclusiva sul mercato dei veicoli commerciali». La casa intende realizzare l’80% dei volumi con i dealer specializzati, che vengono affiancati da 8 venditori specialisti del mercato flotte.

correlato). La nuova Yaris veleggia in elettrico puro al massimo di velocità di 130 km/h. «I prezzi di listino rimangono pressoché invariati rispetto alla generazione precedente», fa sapere Toyota. In concessionaria l’appuntamento è per settembre, ma chi volesse vederla prima a grandezza naturale viene in soccorso la realtà aumentata: i driver possono visualizzare l’auto e configurarla negli showroom.

LA PICCOLA DI CASA

FLOTTE SEMPRE PIÙ IBRIDE

Dalla nuova Yaris le attese sono tante. Per un successo inequivocabile - oltre un milione le unità vendute dal 1999, volumi che rappresentano quasi la metà del totale vendite di Toyota in Italia – l’aspettativa è di replicare l’ottimo feedback di una city car (sotto i 4 metri) che riesce ancora una volta a migliorare la tecnologia full hybrid. Il nuovo modello, di cui sono partite le vendite a metà luglio, ha un nuovo motore Hybrid dynamic force da 1.5 litri, 3 cilindri, in grado di erogare 116 CV di potenza massima combinata grazie al sistema full hybrid electric di quarta generazione, completamente riprogettato in ogni sua componente e nuove batterie al litio. I consumi: da 2.8l/100km con emissioni da 64g/km di CO2 (nel ciclo Nedc

Tra i nuovi clienti di Toyota c’è De Matteis Agroalimentare che ha scelto la sostituzione dell’attuale parco optando per la tecnologia full hybrid electric di entrambi i marchi della Casa. Una scelta che segue la filosofia dell’azienda tra i principali produttori italiani di pasta di alta qualità di grano duro. In campo produttivo, il pastificio campano promuove un sistema in cui industria e agricoltura si integrano. Con grande attenzione allo sviluppo del territorio e alla salvaguardia dell’equilibrio tra uomo e natura. Ad esempio, riducendo le emissioni inquinanti connesse alla logistica. Oppure scegliendo di ridurre le importazioni di materia prima dall’estero, dunque creando una filiera del grano duro italiano tra le più importanti del nostro Paese. La

tecnologia full hybrid electric consente di ridurre consumi ed emissioni di gas come CO2, fino a circa il 30% in meno rispetto ai motori convenzionali. Ma anche di quelli come gli ossidi di azoto. In questo caso, le ibride Toyota e Lexus emettono oltre il 90% in meno rispetto ai limiti di legge. Tutto questo senza alcun cambiamento delle abitudini di guida e senza necessità di una presa di ricarica esterna.

L’IDROGENO SI AVVICINA «Voglio ricordare che il nostro percorso di elettrificazione riguarda anche l’idrogeno – conclude Loconzolo –, le nostre collaborazioni con Eni vanno avanti». L’anno scorso sono stati siglati due accordi tra Eni e Toyota per favorire la diffusione di veicoli a cella combustibile, che combinano idrogeno e ossigeno per produrre elettricità. I patti prevedono anche che la multinazionale energetica realizzi due nuove stazioni di servizio. La progettazione è già stata definita, mentre si attendono i permessi per la costruzione. I lavori dovrebbero terminare entro il 2021. Una sarà a San Donato Milanese e l’altra a Venezia. Nel primo caso l’idrogeno sarà prodotto utilizzando l’acqua come materia prima, mentre nel secondo verrà preso dalla bioraffineria Eni di Porto Marghera. SETTEMBRE 2020 | 41


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Elettrica o tradizionale? Questo mese abbiamo voluto eliminare la via di mezzo, quell’ibrido che nel nostro Paese piace in misura maggiore che nel resto d’Europa. Ma per limitare i danni – in attesa che nel 2021 inizi la vera ripresa – serve ogni tipologia di vetture. Da un lato, c’è un chiaro ‘invito’ da parte del Governo ad acquistare un’auto elettrica: di sicuro, a parte qualche problema di infrastrutture, è finito l’alibi dell’autonomia. Gli ultimi modelli usciti sul mercato come la DS3 Crossback E-Tense arrivano a percorrere senza problemi 400 km e a ricaricarsi in tempi limitati rispetto al passato. Dall’altro lato, pur in calo rispetto a ieri, bisogna continuare a guardare al diesel con indubbia attenzione. L’affidabilità dei motori consente un risparmio comunque interessante. E un esempio in questo senso arriva dalla Volkswagen T-Roc, non a caso subito protagonista sul mercato.


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L’ANALISI DI

DS 3 Crossback E-Tense Avanguardia elettrica La DS3 Crossback E-Tense è la versione elettrica della crossover francese. La carrozzeria non differisce da quella delle varianti con il motore termico: grande mascherina esagonale, fari lunghi e sottili, luci diurne verticali, maniglie nascoste nelle portiere (che fuoriescono avvicinandosi all’auto con la chiave in tasca). Invariati anche i sottili sfoghi d’aria laterali nel paraurti posteriore, che sono finti, ma contribuiscono a dare un aspetto ancora più grintoso. I sottili fanali orizzontali uniti da un elemento cromato, impreziosiscono la parte posteriore e accentuano visivamente la larghezza dell’auto. In conclusione, i soli dettagli che distinguono questa versione a batteria sono le finiture satinate e, ovviamente, il logo E-Tense. di Maurizio Bertera

LA GAMMA Sono quattro gli allestimenti per la E-Tense (So Chic, Business, Performance Line e Business+) in cui la DS3 Crossback E-Tense viene offerta. I prezzi sono rispettivamente di 39.650, 40.850, 40.850 e 43.150 euro. Non sono leggeri, tuttavia, fin dalla versione 44 | SETTEMBRE 2020

base la dotazione è completa, con i cerchi in lega di 17”, la chiave elettronica, il “clima” automatico, la frenata automatica d’emergenza, i sensori di parcheggio posteriori, il sistema di mantenimento in corsia e quello che riconosce i segnali stradali e li ripropone nel cruscotto. Tra

MISSIONFLEET

gli optional, ci sono l’headup display (400 euro), il parcheggio semiautomatico (Park Pilot, 500 euro), i fari a matrice di led (1.400 euro) e il pacchetto Drive Assist (da 600 euro), con il cruise control adattativo e altri sistemi di ausilio alla guida.

LA PREFERITA Business e Business+: ci sembra una scelta (quasi) obbligata. Il motore elettrico eroga 136 Cv, con una coppia di 260 Nm: da qui prestazioni all’altezza con uno spunto massimo autolimitato di 150 km/h e uno 0-100 km/h in 8,7 secondi. La Casa dichiara un’autonomia di 430 km, garantiti dalle batterie agli ioni di litio da 50 kWh, disposte sotto il panale. Per la ricarica da una colonnina rapida da 100 kW basta mezz’ora per rigenerare le pile all’80%, mentre da una wall box da 7,4 kW, ne servono sette e mezza per rigenerarle al 100%. La differenza tra i due allestimenti di 2.300 euro

risiede ovviamente in una dotazione superiore per la versione + con elementi di serie come il digital cockpit 7, la telecamera retromarcia con sensori di parcheggio anteriori, i DS Matrix LED Vision, il DS Drive Assist Level I, il wireless charging, lo specchietto retrovisore interno elettrocromatico.

IN ARRIVO La gamma della DS3 Crossback non prevede novità a breve termine.

I TEMPI DI CONSEGNA DS dichiara un tempo sui 90 giorni

IL VALORE RESIDUO Marchio giovane – la nuova era è iniziata solo nel 2014 – e modelli giovani: siamo quindi su valori nella media. La Casa ha un programma (Dscertified.dsautomobiles.i t) per l’usato con garanzia sino a 48 mesi e 120


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controlli. Sul sito, ci sono continue proposte.

I COSTI DI GESTIONE Al di là della garanzia base di due anni, è possibile chiedere uno dei contratti di estensione che aggiungono vari servizi: Extended Care, Complete Care Light, Complete Care, Top Care, Free Drive che prevede anche il veicolo sostitutivo in caso di manutenzione, il lavaggio completo della vettura e il DS Service Valet. Inoltre, per la manutenzione, DS ha messo a punto i ‘forfait’ che riguardano singoli elementi dell’auto.

LE FORMULE FINANZIARIE Si passa ovviamente per Banca PSA Italia. Per i privati ci sono le formule Simply Drive, Tu Zero, TuDay rateale mentre alle aziende è offerto inizialmente un classico Leasing: flessibilità nella durata del contratto, che

varia da 24 a 60 mesi; libertà di scelta se diventare proprietari del mezzo, a contratto concluso; possibilità di abbinare servizi assicurativi. In alternativa c’è Finanziamento Rateale che va da un minimo di 12 ad un massimo di 84 mesi e anche in questo caso offre vari servizi per la mobilità e la protezione a 360°. Interessante la recente formula StyleDrive Leasing (su 24, 36 e 48 mesi o chilometraggio annuo tra 10.000, 15.000, 20.000, 25.000 km) con un canone mensile all inclusive, comprensivo di tutti i servizi legati all’auto.

IL NOLEGGIO Il cardine del ‘lungo termine’ è Free2Move Lease, basato sulla certezza delle spese con un canone mensile all inclusive, calibrato sulle capacità di spesa desiderate e assistenza completa per tutta la durata del contratto. Molti i servizi di mobilità e

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protezione opzionabili come non mancano mai le occasioni del momento.

I PREGI E I DIFETTI La DS3 Crossback non difetta di personalità all’esterno e all’interno. Questa ricerca lucida di diversità – non aveva senso ispirarsi alle rivali delle case tedesche – porta anche qualche neo come la pinna laterale che dà un tocco di originalità alla fiancata, ma riduce le dimensioni del finestrino posteriore e toglie luce all’interno. Oppure la gestione dei comandi secondari riuniti nello schermo a sfioramento nella consolle e non immediati nell’utilizzo. Un altro pregio è rappresentato dall’abitabilità che è comoda sopra la media per quattro persone, considerando che la vettura è lunga poco più di 4 metri, lasciando 350 litri al baule. Al volante dà il meglio in città, dove si mostra estremamente maneggevole e poco affaticante: senza

riscontrare scosse e vibrazioni, ci si muove in silenzio nel traffico urbano, con una buona visibilità. La spinta è buona, pensando che il motore ha solo 136 Cv di potenza e la sicurezza assoluta.

IMMAGINE È la prima versione full electric della DS, un brand giovane e in evidente crescita dopo la separazione ‘formale’ da Citroën. Una Suv ‘massiccia’, in qualche soluzione un po’ barocca: ad esempio, nella plancia. Quindi certe linee e certe soluzioni non possono piacere a tutti, ma chi invece è persuaso dal look, compera un’automobile originale. Va sottolineato che a livello tecnologico, la DS3 Crossback E-Tense offre tutte le innovazioni di ultima generazione: dal DS Connect Nav, alla valida connettività DS Box dall’Head Up Display ai fari intelligenti DS Matrix Led Vision. Un veicolo all’avanguardia, insomma. SETTEMBRE 2020 | 45


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Volkswagen T-Roc 1.6 TDI SCR Business Per essere e non apparire Realizzata sul pianale Mqb, lo stesso della Golf, la nuova Suv di Volkswagen è disponibile, volendo, anche con la nota trazione integrale permanente 4Motion e una modalità di guida off-road, che le consente di affrontare percorsi un po’ più impegnativi di un semplice sterrato. Tre centimetri più corta della best seller di famiglia (e 8 cm più alta, per 157 totali), è un’auto spaziosa, che ospita comodamente sia chi siede davanti sia i passeggeri posteriori, in virtù della larghezza generosa. In più, il bagagliaio è insospettabilmente capiente (4451290 litri), ben sfruttabile e versatile, anche se il divano posteriore non è scorrevole. di Maurizio Bertera

LA GAMMA Si articola su cinque motori. Tre sono benzina TSI: il 1.0 da 116 Cv, il 1.5 da 150 Cv (cambio manuale a sei rapporti o automatico DSG) e 2.0 da 300 Cv - solo con il DSG e la 4Motion - per la variante R. Due i TDI: l’1.6 SCR da 116 Cv e il 2.0 TDI da 150 Cv (cambio manuale a sei rapporti o DSG, in tre versioni anche con la 46 | SETTEMBRE 2020

4Motion). Il listino parte da 24.600 euro e arriva a 36.500 euro. La prima selezione l’abbiamo fatta sulla motorizzazione: la 1.6 TDI, proposta solo a trazione anteriore, non ha sicuramente l’esuberanza della 2.0 TDI 4Motion DSG. Ma, a patto di tenere il propulsore un po’ su di giri (la coppia motrice di 250 Nm non è alta) sa comunque scattare con

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decisione e tocca i 187 km/h. Da tenere presente che si tratta di un’unità della serie Bluemotion Tech che unisce emissioni basse (113 g/km) a consumi interessanti: la Casa dichiara solo 4,4 litri ogni 100 km nel ciclo combinato. Inoltre, con meno di 30mila euro, nella configurazione da noi scelta, è una valida scelta sia in chiave aziendale sia per un privato.

LA PREFERITA Tra le versioni abbinate all’1.6 TDI abbiamo scelto quella Business che si trova fra la Style e la Advanced. Attenta al comfort, secondo la filosofia VW: sobrietà (ma volendo, si possono avere degli inserti colorati che vivacizzano l’ambiente), tutto al posto giusto, la cura del dettaglio e le lavorazioni precise. Con 530 euro si aggiunge il digital cockpit da 10,25” che per noi vale la spesa, in quanto si abbina bene al sistema multimediale – con schermo da 8” – che è reattivo e

raffinato nella grafica. Di serie ci sono Android Auto, Apple CarPlay e due prese Usb. Il prezzo di 29.200 euro ci sembra competitivo soprattutto sul fronte sicurezza, vista la ricca dotazione di Adas: unico optional (a 620 euro) è il Blind Spot, ossia l’assistente di uscita dal parcheggio e sistema di controllo dell’angolo cieco.

IN ARRIVO Si parla da tempo della GTE (ibrida plug in), equipaggiata con l’1.4 TSI da 150 Cv, abbinato al sequenziale DSG a sei rapporti, con l’aggiunta di un propulsore elettrico da 115 Cv.

I TEMPI DI CONSEGNA VW dichiara un tempo sui 60 giorni

IL VALORE RESIDUO I modelli VW rappresentano una ‘sicurezza’ sul mercato dell’usato. La Casa ha un


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che consente di avere di tutti i vantaggi di possedere un’automobile personale senza dover sottostare agli LE FORMULE obblighi di gestione. Tutto è FINANZIARIE incluso nel canone mensile (bollo, assicurazione, Sono messe a punto da manutenzione e assistenza) Volkswagen Financial e c’è anche un servizio di Services: Progetto Valore, Leasing Finanziario, Grade e assistenza dedicato. Innovativa la recente I COSTI DI GESTIONE Più Credito ovviamente diversi tra loro per anticipo, formula, per i privati, 2Share che è basata sulla numero di rate e Al di là della garanzia di 24 condivisione tra due articolazione. La finanziaria mesi, è possibile chiedere la persone su un arco del gruppo VW propone formula ExtraTime sino a un temporale di 2,3,4 anni e un anche un bel ventaglio di massimo di cinque anni o soluzioni assicurative legate canone mensile che include 150mila km. Volkswagen ha all’acquisto e alla protezione tutti i servizi. altresì creato i piani di del mezzo. Sempre attivo il manutenzione We Care – definiti come ‘pensati per tutti finanziamento agevolato I PREGI E I DIFETTI e progettati per ciascuno’ – Mekkano, a tasso zero, per con varie proposte. La Easy dilazionare spese d’officina Una volta tanto partiamo comprende due da 500 a 3.000 euro, dalle (poche) cose manutenzioni con cambio personalizzando la durata migliorabili. Lo stile, olio e relativo filtro, cambio fino ad un massimo di 24 pensando ad alcune rivali di filtro antipolline, e relativi mesi. Da tenere sempre categoria, non entusiasma, controlli previsti dal d’occhio le promozioni dei ma VW punta sempre sulla costruttore su durata di 48 singoli modelli in chiave classicità e sulla continuità mesi/60mila km e 24 business. del design, salvo poche mesi/30mila km. Essential e eccezioni. Come non ha Additional garantiscono la senso aspettarsi meraviglie IL NOLEGGIO manutenzione a costi certi e dall’1.6 litri: unico appunto bloccati, ma flessibile da muovere è Il cardine del ‘lungo secondo le necessità dettate termine’ si chiama Solution l’indisponibilità nel tempo dallo stato del (e la variante Fleet Solution) dell’eccellente DSG. Ben programma specifico – DasWeltAuto – che offre vetture sino a 7 anni di anzianità o 150.000 km sottoposte a 110 accurati controlli. La garanzia è di quattro anni e sono disponibili servizi assicurativi e di leasing per il cliente.

veicolo. Sette le fasce di validità.

superiori i pregi, a partire dal già citato bagagliaio con un vano ampio, pratico grazie al fondo posizionabile su due livelli. Poi tutti gli elementi della carrozzeria, interni ed esterni, sono montati con precisione. Quanto alla tenuta di strada, la T-Roc si guida facilmente e con soddisfazione: è davvero “incollata” all’asfalto.

IMMAGINE La T-Roc è una nuova certezza: segue quel copione VW fatto di grande affidabilità, pochissimi esercizi di stile e grande sostanza. Non sorprende che la Casa di Wolfsburg abbia incontrato in pochi mesi un successo di pubblico: nonostante sia stato il peggiore semestre di sempre, ne sono state vendute oltre 11mila in Italia. Quindi c’è tanta sostanza, in un involucro comunque piacevole. Se dovessimo definirla con una frase, diremmo ‘essere, non apparire’. SETTEMBRE 2020 | 47


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MERCATO

SVILUPPI DELL’INFRASTRUTTURA ELETTRICA Si moltiplicano i progetti nell’ambito dell’infrastruttura elettrica. Tra i più interessanti, annunciati a luglio, Palermo e Forlì si distinguono per iniziative “ad alta potenza”. A Palermo, Eni e Ionity – joint venture fra Bmw, Daimler, Ford e il Gruppo Volkswagen (con i marchi Porsche e Audi) – realizzano la prima stazione di ricarica ultra fast in Sicilia. Si trova nell’area di servizio Eni in via Ernesto Basile, in prossimità dell’uscita dell’autostrada A19. È composta da due colonnine Hpc da 350 kW, in grado di rifornire, con meno di 20 minuti di ricarica, le attuali auto elettriche e quelle di nuova generazione. A Forlì, ancora Ionity e Igd Siiq (società del settore immobiliare retail), hanno installato una delle più potenti infrastrutture Hpc disponibili con 4 colonnine da 350 kW. Si trova nella settima stazione di Ionity in Italia e la prima in uno dei centri commerciali di Igd Siiq, il Punta di Ferro. La società continuerà a posizionarne negli altri poli dello shopping, con l’obiettivo di avere 32 colonnine Enerhub in 18 di essi entro la fine dell’anno. Inoltre, a Parma il Comune con la collaborazione di Be Charge realizzerà una rete di ricarica per veicoli elettrici che prevede 50 stazioni per 100 punti, comprese 9 Fast Charge a 100 kW. Il piano di sviluppo di Be Charge prevede l’installazione di circa 30.000 punti di ricarica in Italia nei prossimi 3-5 anni. «Erogheranno energia al 100% proveniente da fonti rinnovabili, l’investimento complessivo è di 150 milioni di euro», sottolinea l’AD Paolo Martini. Ma non è tutto. All’aeroporto di Torino Caselle, Leasys ha installato 8 punti di ricarica da 22 kW nel suo store di noleggio, trasformandolo nel primo completamente elettrificato d’Italia. La società di Fca Bank intende raggiungere, entro il 2021, il 60% della propria flotta composto da veicoli ibridi o elettrici.

CONGIUNZIONI ASTRALI Stellantis è il nuovo corporate brand del gruppo che nasce dalla fusione tra Fca e Peugeot. Richiama la congiuntura “astrale” dei marchi riuniti sotto lo stesso cielo. I due colossi automobilistici si rifanno alla lingua latina nella scelta: significa “illuminato di stelle”. Il prossimo passo è la creazione di un logo, dunque l’identità visiva. Altri nomi e loghi dei singoli marchi delle due Case rimarranno invariati. “Stellantis” deriva dal verbo latino “stello” ed esprime il «nuovo e ambizioso allineamento di marchi automobilistici leggendari e forti culture aziendali che, unendosi, sono in procinto di creare uno dei nuovi leader nella prossima era della mobilità, preservando al contempo sia il valore eccezionale dell’insieme sia i valori delle singole parti costituenti», hanno spiegato i due gruppi nel luglio scorso. Il processo di identificazione del nuovo nome è opera di Publicis Groupe. La multinazionale francese pubblicitaria quotata sul mercato di Parigi è il terzo polo di comunicazione al mondo. la fusione paritetica di Fca e Peugeot porta alla nascita del 4° costruttore globale.

Registrazione Tribunale di Milano n° 219 del 28/03/2006 Direttore responsabile Paola Baldacci Collaboratori Andrea Barbieri Carones, Maurizio Bertera, Anna Fraschini, Paola Lucchetta, Salvatore Saladino, Ilaria Salzano, Alessandro Palumbo Progetto grafico Arianna Pierri Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA) Distribuzione in Italia Faenza Printing Industries, Faenza (RA)

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