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Anno XIII • aprile-maggio 2018
Guerra al Diesel
I commenti nei corridoi del Salone di Ginevra e i futuri valori residui Flotte elettriche
Auto a emissioni zero. Sarà rivoluzione?
IL RITORNO DI MFA pag. 22
JEEP COMPASS, COMPATTO MA DI CARATTERE
1 Sommario 2 18.qxp_Layout 1 16/04/18 08:43 Pagina 1
SOMMARIO
Aprile-Maggio 2018 • numero 2
5
26
42
CRUSCOTTO
FLOTTE ELETTRICHE
MONDO RENAULT
Leasys riconquista la prima posizione dell’Nlt
Auto a emissioni zero. Sarà rivoluzione?
Business Booster Tour, un 2018 da record
di Salvatore Saladino
di Serena Piazzi
di Andrea Barbieri Carones
10
33
43
SPECIALE SALONE DI GINEVRA
FLOTTE ELETTRICHE – IL CASO TESLA
L’ANALISI DI MISSIONFLEET
La guerra al diesel tra gli stand della fiera
Tesla, scelta di cuore
Jeep Compass, compatto ma di carattere
di Alberto Vita
di Alberto Vita
14 GUERRA AL DIESEL Valori residui del diesel, eppur si muovono
36
PROFESSIONE FLEET MANAGER - SPECIALE MFA Antolini Vincitutto!
Gruppo Volkswagen, dal Maggiolino al Post-Dieselgate di Alberto Vita
39
SPECIALE MFA Il ritorno di MissionFleet Awards a cura della redazione
News L’EDITORIALE NEWS
3 48
DONNE AL VOLANTE Downsizing sì per le donne pilota, green nì di Monica Secondino
di Alberto Vita
22
di Maurizio Bertera
DIRECTOR’S CUT
di Alessandro Palumbo
18
Volvo XC40, l’auto dell’anno 2018 si presenta
40 DURALEX
Informazione pubblicitaria Grandland X, tutta la tecnologia che serve
24
La privacy e la gestione delle flotte di Nicola Spadafora e Lorenzo Maratea
APRILE-MAGGIO 2018 | 1
2 Editoriale 2 18.qxp_Layout 1 16/04/18 08:44 Pagina 3
L’editoriale di Alberto Vita
GUERRA AL DIESEL ED ELETTRIFICAZIONE DELLE FLOTTE. DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA?
I
venti di guerra non sono mai una buona notizia. Anche se parliamo di guerre commerciali o contro qualche tecnologia, come sta succedendo ora rispetto al diesel, diventato per molti il diavolo. “Diavolo” di cui abbiamo parlato con i vari manager delle Case costruttrici nei corridoi del Salone di Ginevra mentre il nostro analista Alessandro Palumbo ha cercato di capire se questa guerra al diesel stia colpendo o meno i valori residui delle auto aziendali. Valori residui importanti per i tanti gestori delle flotte, che, come si evince dall’articolo della nostra Serena Piazzi, stanno pensando a come affrontare il tema della loro elettrificazione. Che aziende come Bayer o CbG Acciai, da noi interpellati, hanno già intrapreso. Con Turconi di Bayer, driver di Tesla S, modello che, come l’X, noi di MissionFleet abbiamo potuto testare, che sottolinea come la voglia di elettrico certamente non è ancora per tutti, per problemi di percorrenza ma anche per i costi dei veicoli, ma è altrettanto vero che è sicuramente il futuro. Un futuro che potrà essere anche a breve, a due o tre anni, e perciò suggerisce contratti di Noleggio a lungo termine che, in questa fase storica, debbono necessariamente tornare ad accorciarsi. Diesel ed elettrico che sono anche due facce della stessa…casa, ovvero Volkswagen, a cui abbiamo dedicato la rubrica Director’s cut di
questo numero. Con la notizia dell’ultim’ora della sostituzione ai vertici di Herbert Diess al posto di Matthias Müller. E poi le rubriche Donne al Volante, alle quali incredibilmente piacciono piccoli, i veicoli naturalmente, Duralex, dove trattiamo il tema della privacy, o le analisi del nostro esperto Maurizio Bertera, che ha sezionato la Jeep Compass e la Volvo Xc40, auto dell’anno 2018. O, ancora, l’interessante report del Business Booster Tour di Renault, il giro d’Italia dei veicoli commerciali, anche accessoriati di tutto punto, della Casa della Losanga. Infine ecco il lancio della terza edizione di MFA MissionFleet Awards, del quale trattiamo con un articolo ad hoc oltreché con un approfondimento sul super-vincitore della seconda edizione tra le categorie Fleet manager, quel Michele Antolini alle prese con una flotta molto complessa come quella della multiutility della Lombardia del Sud LGH. Dove, e ci ritorniamo per l’ultima volta, tratta di valori residui e T.C.M, ma anche di riduzione di emissioni e di utilizzo di nuove propulsioni. Tra le quali, ad oggi, vi è anche il metano. Pronti, quindi, alla rivoluzione della mobilità che, lo diciamo ormai da tempo, sarà sostenibile, elettrica, ma non solo, condivisa e, forse, autonoma?
@chevida
APRILE-MAGGIO 2018 | 3
3 Cruscotto 2 18 (2).qxp_Layout 1 16/04/18 09:11 Pagina 5
MISSIONFLEET CRUSCOTTO
LEASYS RICONQUISTA LA PRIMA POSIZIONE NELL’NLT Un primo bimestre 2018 ancora di crescita in aesa di un marzo difficile, con il Noleggio a lungo termine che, comunque, continua a crescere. Oltre alle Fab4, boom di Volkswagen, Car Server, Alphabet, Athlon, Sifà e del gruppo Psa
N
differenziato. Come nello scorso anno, sono le forzature di mercato (cioè le km 0) a mantenere in attivo il comparto. A più 24%, pari a quasi 8mila unità per i concessionari e a più 5% (circa 700) per le Case. Se le auto-intestazioni vanno a gonfie vele, è ovvio che sia il canale dei privati a soffrire (anche a marzo, trascinando in negativo il primo trimestre): tra gennaio e febbraio il calo è stato del 9,5%, pari a oltre 20mila targhe in meno, a quota 194.212 unità. Il canale dei privati, che
storicamente rappresenta quello più importante del mercato Passenger Car, continua quindi a perdere quota, scendendo sotto al 54%, con una perdita di oltre 6 punti percentuali. Le vendite dirette alle aziende (acquisti per contanti, con finanziamento o leasing) sono in leggera ripresa a più del 6,78% nel bimestre sebbene il risultato di febbraio sia negativo. Il noleggio a lungo termine conferma la tendenza del 2017 di una crescita sostanziosa: nel primo bimestre l’incremento è
di Salvatore Saladino
el primo bimestre 2018 il mercato dell’auto (Passenger Car + Light Commercial Vehicle) ha raggiunto le 386.212 immatricolazioni a fronte delle 380.719 del 2017, con una crescita dell’1,44% (sono circa 5.500 veicoli in più). L’andamento dei due comparti è positivo di 1,15 punti tra le vetture e di 5,74% per gli autocarri. Continua dunque il trend positivo dell’automotive in Italia. Ma i canali di vendita mostrano un andamento
MERCATO ITALIA PC + LCV - FEBBRAIO 2018 Feb 2018
Feb 2017
Diff. mese % YTD 2018
YTD 2017
Diff. YTD %
Market Share YTD 2018
Diff. MS 2018/2017
181.819
184.223
-1,30%
356.096
1,15%
93,26%
-0,27%쑼
PC + LCV Totale Passenger Car
360.176
Totale LCV up to 3,5 t.
13.139
13.110
0,22%
26.036
24.623
5,74%
6,74%
Mercato Italia PC + LCV
194.958
197.333
-1,20%
386.212
380.719
1,44%
100,00%
-
Privati
92.154
105.819
-12,91%
194.212
214.593
-9,50%
53,92%
-6,34%쑼
Flotte in proprietà e leasing
7.770
8.083
-3,87%
16.408
15.366
6,78%
4,56%
Noleggio Lungo Termine Top
16.579
12.678
30,77%
31.240
25.307
23,44%
8,67%
1,57%
Noleggio Lungo Termine Captive
10.850
9.815
10,55%
20.217
19.257
4,99%
5,61%
0,21%
110
-26,36%
177
212
-16,51%
0,05%
-0,01%
0,27%쑿
Market Italia Passenger Car
Noleggio Lungo Termine Medium 81
0,24%쑿
Noleggio Lungo Termine Altro
211
114
85,09%
333
276
20,65%
0,09%
0,01%
Totale NLT
27.721
22.717
22,03%
51.967
45.052
15,35%
14,43%
1,78%쑿
Noleggio Breve Termine Top
19.814
19.952
-0,69%
33.153
30.892
7,32%
9,20%
0,53%
504
455,75%
3.156
589
435,82%
0,88%
0,71% 0,89%
Noleggio Breve Termine Medium 2.801 Noleggio Breve Termine Dealer
3.121
1.244
150,88%
5.465
2.228
145,29%
1,52%
Noleggio Breve Termine Altro
649
764
-15,05%
1.263
1.284
-1,64%
0,35%
-0,01%
Totale NBT
26.385
22.464
17,45%
43.037
34.993
22,99%
11,95%
2,12%쑿
Concessionarie
21.555
17.971
19,94%
40.081
32.320
24,01%
11,13%
2,05%쑿
Case Auto
6.234
7.169
-13,04%
14.471
13.772
5,08%
4,02%
0,15%쑿
Mercato Italia Passenger car
181.819
184.223
-1,30%
360.176
356.096
1,15%
100,00%
0,00%
APRILE-MAGGIO 2018 | 5
3 Cruscotto 2 18 (2).qxp_Layout 1 16/04/18 09:11 Pagina 6
MISSIONFLEET CRUSCOTTO
MERCATO ITALIA PC+LCV - FEBBRAIO 2018 Forecast 2018 Passenger Car
MS%
Diff. % 2018/17
Privati
1.050.000
52,9%
-5,8%쑼
Flotte
100.000
5%
-0,1%쑼
Noleggio Lungo Termine
FORECAST MERCATO ITALIA PASSENGER CAR PER CANALE ■ Private
15,4%
17,3%쑿
1.500.000
171.956 260.051 100.054
Noleggio Breve Termine
195.000
Dealer & Case Auto
335.000
16,9%
3,3%씰
1.985.000
100%
0,7%
9,8%
13,4%쑿
stato del 15,35%. In ottima forma anche il noleggio a breve termine con una percentuale di aumento ancora più significativa: più 22,99%. Nel comparto degli LCV la quota dei privati è sostanzialmente la stessa del 2017, con la medesima performance dell’NLT, mentre le vendite dirette alle aziende sono cresciute del 9,2%. A far mantenere a galla il comparto commerciali è stato, anche, il contributo del noleggio a breve termine. I RAC, infatti, hanno immatricolato il 31,63% in più del bimestre gennaio-febbraio 2017.
IL RITORNO IN VETTA DI LEASYS Novità sostanziali nella graduatoria degli operatori preferiti dai clienti nel comparto del noleggio a lungo termine: Leasys ha recuperato il primo posto perso nella seconda parte del 2017, quando ALD Automotive aveva effettuato il sorpasso. La società Top controllata dal gruppo bancario francese Société Générale, aveva mantenuto il primato fino 6 | APRILE-MAGGIO 2018
■ LTR
■ STR
■ Dealer/Manufact.
2.000.000 324.231
305.000
■ Fleet
2.500.000
1.000.000
500.000
0
1.114.239
2017
330.715 170.236 306.860 100.054
1.025.100
2018
337.330 168.534 337,546 100.054
943.092
2019
a gennaio, per poi cedere la posizione alla captive di FCA Bank. Questi i numeri del comparto: 58.561 contratti di NLT onorati con consegna tra gennaio e febbraio (con un incremento di quasi 8mila unità), di cui 15.624 targhe appannaggio di Leasys contro le 12.332 di ALD Automotive. Arval mantiene la terza piazza con 10.197 unità e al quarto LeasePlan con 7.633 immatricolazioni. In termini di market share, Leasys conquista una quota del 26,7% rispetto al 29,4% del 2017. ALD, invece, ha ottenuto una quota del 21,1%, salendo dal 19,9% del 2017, con un balzo in avanti del 22% nelle immatricolazioni, comunque non sufficiente per conquistare il primato provvisorio del 2018. Anche per Arval il nuovo anno è iniziato bene, con un incremento delle vendite dell’11,9% (mille unità in più), ma la sua market share è scesa dal 17,9 al 17,4%. LeasePlan registra un incremento ancora maggiore (più 19,2%), e conquista qualche decimale di quota di mercato (passando dal 12,6 al 13%).
344.076 166.848 364.550 100.054
350.958 165.180 386.423 100.054
357.977 163.528 401.879 100.054
867.644
798.233
734.374
2020
2021
2022
Complessivamente le “fab4” del noleggio a lungo termine detengono una quota del 78,2% (lo scorso anno sfioravano l’80%). Nel restante quarto del mercato la battaglia è sempre più intensa: Volkswagen occupa saldamente la quinta piazza, grazie a una crescita di volumi importante: più 61,5%; Car Server (sesta assoluta), cresce del 27%, Alphabet fa segnare un più 38,8%, mentre Mercedes scivola del 16,5% perdendo qualche posizione, ma consolandosi con il brillante più 27,3% della controllata Athlon. Segue in classifica Sifà che conferma l’ottimo trend del 2017, piazzando un incremento del 30,6%. Andamento differenziato tra PSA e Renault: la prima cresce molto (più 152%), la seconda dimezza i volumi (meno 52%) Veniamo ora al forecast di Dataforce per il 2018, che prevede di sfiorare i 2 milioni di auto nuove (la previsione ipotizza 1.985.000), con una quota dei privati del 52% (attorno quindi a 1.050.000 unità), con un calo di oltre 5 punti di share; una quota delle
3 Cruscotto 2 18 (2).qxp_Layout 1 16/04/18 09:11 Pagina 7
MISSIONFLEET CRUSCOTTO
NLT DASHBOARD - FEBBRAIO 2018 - VETTURE + VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI Noleggio Lungo Termine
Febbraio 2018
Febbraio 2017
Diff. mese %
YTD 2018
YTD 2017
Diff. YTD %
Società NLT Top
18.901
15.109
25,1%
35.958
30.096
19,5%
Società NLT Captive
11.744
10.241
14,7%
21.978
20.012
9,8%
Società NLT Medium
105
167
-37,1%
224
331
-32,3%
Società NLT Altre
228
135
68,9%
401
335
19,7%
Noleggio Lungo Termine
30.978
25.652
20,8%
58.561
50.774
15,3%
Classifica Società NLT
YTD 2018
Diff. YTD
Diff. YTD %
Diff. MS 2018/2017
LEASYS
15.624
26,7%
29,4%
689
4,6%
-2,7%
ALD
12.332
21,1%
19,9%
2.228
22,0%
1,2%
ARVAL
10.197
17,4%
17,9%
1.086
11,9%
-0,5%
LEASEPLAN
7.633
13,0%
12,6%
1.230
19,2%
0,4%
VOLKSWAGEN
4.137
7,1%
5,0%
1.575
61,5%
2,0%
CAR SERVER
2.023
3,5%
3,1%
430
27,0%
0,3%
ALPHABET
1.842
3,1%
2,6%
515
38,8%
0,5%
MERCEDES-BENZ
1.271
2,2%
3,0%
-252
-16,5%
-0,8%
ATHLON
1.081
1,8%
1,7%
232
27,3%
0,2%
SIFA
849
1,4%
1,3%
199
30,6%
0,2%
PSA
595
1,0%
0,5%
359
152,1%
0,6%
RENAULT/NISSAN
351
0,6%
1,4%
-381
-52,0%
-0,8%
PAN
146
0,2%
0,1%
87
147,5%
0,1%
PROGRAM
69
0,1%
0,5%
-164
-70,4%
-0,3%
GFC
9
0,0%
0,1%
-30
-76,9%
-0,1%
NLT Altre
401
0,7%
0,7%
66
19,7%
0,0%
NLT da riclassificare Noleggio Lungo Termine
0 58.561
0,0% 100%
0,2% 100%
7.787
15,3%
flotte aziendali dirette del 5% (pari a circa 100mila targhe), una dei noleggi a lungo termine del 15,4% (pari a 305mila unità), una del noleggio a breve termine del 9,8% (vale a dire 195mila unità) e, infine, una quota delle auto-immatricolazioni pari a 335mila targhe (16,9%).
PANDA LA PIÙ VENDUTA, MA IN CALO La graduatoria dei modelli più venduti vede ai primi posti tra i privati Fiat Panda, Ford Fiesta, Dacia Duster, Renault Clio, Volkswagen Polo, Toyota Yaris, Citroën C3, Jeep Compass, Dacia Sandero e Volkswagen Golf. Quella delle immatricolazioni aziendali dirette piazza al comando un terzetto di veicoli commerciali (Iveco Daily, Fiat Ducato e
Doblò), seguito da Fiat Panda, Jeep, Volkswagen Tiguan e Ford Transit Custom. Nell’ambito del noleggio a lungo termine, la classifica è dominata dalla Fiat Panda, seguita dalla Ford Fiesta, dalla 500X, dalla Tipo e dalla 500 L. Da segnalare la nona posizione dell’Alfa Romeo Stelvio. Il rent-a-car vede ai vertici sempre la Fiat Panda, seguita da Citroën C3 e un altro terzetto di Fiat: 500L, 500 e Tipo. Le autoimmatricolazioni registrano nel 2018 una classifica inalterata per quasi tutto l’anno, per le quali tanti modelli FCA la fanno da padrone.
STELVIO LA D-SUV PIÙ VENDUTA Nel canale True Fleet, ovvero le flotte in proprietà, leasing e
noleggio a lungo termine, l’analisi delle graduatorie dei modelli più venduti vede primeggiare nel segmento A (citycar) la Fiat Panda, seguita dalla 500, Smart ForTwo e ForFour e Toyota Aygo. Il segmento B (le “piccole”) vede al comando la Ford Fiesta, seguita dalla Fiat 500L, Renault Clio, Lancia Ypsilon e Fiat Punto (che esce nella Top 10 del totale mercato ). Tra le BSuv è la Fiat 500X a primeggiare, seguita a grande distanza dalla Opel Mokka, Audi Q2, Mini Contryman e Renault Captur. Nel segmento C (le “compatte”), la Fiat Tipo è leader di mercato, seguita dalla Volkswagen Golf, Ford C-Max, Audi A3 e Ford Focus. Tra i Suv del segmento C, la classifica vede al comando la Nissan APRILE-MAGGIO 2018 | 7
3 Cruscotto 2 18 (2).qxp_Layout 1 16/04/18 09:11 Pagina 8
MISSIONFLEET CRUSCOTTO
CLASSIFICA SOCIETÀ NOLEGGIO A LUNGO TERMINE PER NUOVE IMMATRICOLAZIONI - 2017 -2018 (primo bim) CLASSIFICA ITALIA 2017 #
NLT - AUTO
CLASSIFICA ITALIA PRIMO BIMESTRE 2018 IMMATRICOLAZIONI
QUOTA DI MERCATO
#
NLT - AUTO
IMMATRICOLAZIONI
QUOTA DI MERCATO
27,3%
1
ALD
54.840
21,5%
1
LEASYS
14.159
2
LEASYS
54.353
21,3%
2
ALD
10.794
20,8%
3
ARVAL
42.939
16,8%
3
ARVAL
8.651
16,7%
4
LEASEPLAN
35.493
13,9%
4
LEASEPLAN
6.916
13,3%
5
VOLKSWAGEN
15.669
6,1%
5
VOLKSWAGEN
3.960
7,6%
6
MERCEDES-BENZ
10.678
4,2%
6
ALPHABET
1.782
3,4%
7
ALPHABET
9.569
3,7%
7
CAR SERVER
1.528
2,9%
8
CAR SERVER
8.416
3,3%
8
MERCEDES-BENZ
1.259
2,4%
9
ATHLON
7.234
2,8%
9
ATHLON
894
1,7%
10
RENAULT/NISSAN
5.807
2,3%
10
SIFA
629
1,2%
11
SIFA
3.337
1,3%
11
PSA
550
1,1%
12
PSA
2.502
1,0%
12
RENAULT/NISSAN
209
0,4%
13
PROGRAM
732
0,3%
13
PAN
129
0,2%
14
PAN
591
0,2%
14
PROGRAM
37
0,1%
15
GFC
288
0,1%
15
GFC
9
0,0%
- NLT Altre
2.954
1,2%
- NLT Altre
334
0,6%
TOTALE
255.403
100%
TOTALE
51.839
100%
#
#
NLT - AUTO + LCV
IMMATRICOLAZIONI
QUOTA DI MERCATO
NLT - AUTO + LCV
IMMATRICOLAZIONI
QUOTA DI MERCATO
1
ALD
64.473
21,7%
1
LEASYS
15.624
26,7%
2
LEASYS
62.686
21,1%
2
ALD
12.332
21,1%
3
ARVAL
51.197
17,3%
3
ARVAL
10.197
17,4%
4
LEASEPLAN
40.977
13,8%
4
LEASEPLAN
7.633
13,0%
5
VOLKSWAGEN
16.522
5,6%
5
VOLKSWAGEN
4.137
7,1%
6
CAR SERVER
11.283
3,8%
6
CAR SERVER
2.023
3,5%
7
MERCEDES-BENZ
11.156
3,8%
7
ALPHABET
1.842
3,1%
8
ALPHABET
9.941
3,4%
8
MERCEDES-BENZ
1.271
2,2%
ATHLON
8.066
2,7%
9
ATHLON
1.081
1,8%
10
9
RENAULT/NISSAN
6.798
2,3%
10
SIFA
849
1,4%
11
SIFA
4.738
1,6%
11
PSA
595
1,0%
12
PSA
2.723
0,9%
12
RENAULT/NISSAN
351
0,6%
13
PROGRAM
1.204
0,4%
13
PAN
146
0,2%
14
PAN
666
0,2%
14
PROGRAM
69
0,1%
15
GFC
288
0,1%
15
GFC
9
0,0%
- NLT Altre
3.984
1,3%
- NLT Altre
401
0,7%
TOTALE
296.701
100%
TOTALE
58.561
100%
Qashqai seguita dalla Compass; seguono la Peugeot 3008, la Jeep Renegade e la BMW X1. Nei segmenti D/E (“medie” e “grandi”) la Skoda Octavia ha superato la Volkswagen Passat e la BMW Serie 3. Nelle posizioni di rincalzo Audi A4 e Alfa Romeo Giulia. Tra i Suv più dimensionati (segmento D ed 8 | APRILE-MAGGIO 2018
E), al vertice troviamo l’Alfa Romeo Stelvio, seguita da Ford Kuga, Volkswagen Tiguan, Mercedes GLC e Audi Q5. Nel segmento dell e auto di lusso (F), sono al comando tre tedesche: Porsche Panamera, Mercedes Classe S e Audi A8. Maserati Quattroporte, BMW Serie 7 e Jaguar XJ occupano i successivi posti in classifica. Nel
medesimo segmento, ma nella graduatoria relativa ai Suv, ci sono soltanto tre modelli che si spartiscono il mercato: Land Rover Range Rover, Mercedes GLS e Cadillac Escalade. Tra i veicoli commerciali, le prime cinque posizioni sono appannaggio di modelli italiani: Fiat Doblò, Ducato, Iveco Daily, Fiat Fiorino e Talento.
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MISSIONFLEET SPECIALE SALONE DI GINEVRA
LA GUERRA AL DIESEL
TRA GLI STAND DELLA FIERA Toyota a parte, che ha rinunciato a venderle, nessuna Casa vuole meere in un angolo le motorizzazioni a gasolio, anche se tue (pure FCA!) si stanno arezzando per il futuro. Con ibridi-benzina ma anche con ibridi-diesel o concept ibridi-metano
di Alberto Vita
D Diesel sì o Diesel no. E se è No, quando questo avverrà? Noi di Missionfleet in occasione dell’88° Salone di Ginevra lo abbiamo chiesto alle principali Case costruttrici che, proprio alla kermesse sul Lago di Lemano, hanno portato, come
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di consueto, concept futuristici ma anche veicoli che devono andare subito sul mercato. Sono state infatti 89 le anteprime mondiali e 21 quelle europee qui svelate, novità che seguono all’annuncio della nuova fiera Shift Automobile, un evento biennale dedicato a high tech e auto realizzato in collaborazione con l’Ifa di Berlino, che terrà la sua prima edizione nel 2019 puntando a diventare l’equivalente europeo del Ces di Las Vegas. Un futuro che molti vedono elettrico e a guida autonoma, ma per il quale non tutti sono d’accordo sulla transizione in atto. A fronte di una Toyota che ha dato addio ai diesel per le Passenger Car (i maligni dicono perché i loro diesel non erano granché…), altri, vedi Mercedes, vogliono rilanciare questo tipo di alimentazione, su cui negli anni hanno investito pesantemente, abbinandoli a motori elettrici. Ibridi su cui tutti stanno puntando ma, a differenza della
Casa della Stella, con un prodotto sulla carta perfetto per le flotte aziendali, tutti si basano sulla benzina. Come Toyota, appunto, e per la grande novità di casa Volvo, ovvero la Polestar, che in Fiera ha presentato la coupé ibrida plugin Polestar 1 da 600 CV “che arriverà sul mercato sia in locazione che in vendita a fine anno con un anticipo di 2.500 euro”, come ha detto il numero uno della Casa Thomas Ingenlath. Ma, seppur si sia convertito anch’egli sulla “via di Detroit”
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MISSIONFLEET SPECIALE SALONE DI GINEVRA
all’elettrificazione, il Ceo di FCA Sergio Marchionne ha sottolineato come “ciò che vedete nei Saloni da alcuni anni è un impegno enorme per modificare i tipi di alimentazione. Eppure l’elettrico rappresenta una frazione ancora minimale del mercato: il futuro non è il presente, quindi dobbiamo fare attenzione. Ci vorrà tempo prima di vedere l’elettrico prendere quota” precisando però che “ridurremo certamente la dipendenza dal diesel. Ma ciò dipenderà sempre dal mercato”. Saloni che però “devono mostrare una visione, devono essere di prospetto” afferma Francesco Fontana Giusti, Image & Communication Director di Renault Italia, davanti al prototipo EZ-GO, un veicolo elettrico a guida autonoma per il trasporto di persone nelle aree urbane che troneggia al centro dello stand, attorno al quale però vi sono i tanti modelli di successo che sono sul mercato oggi. Naturalmente anche con motori a gasolio: “il diesel continuerà a esistere ancora per un po’. Per noi rimane un asset” e questa campagna di demonizzazione “è un po’ esagerata”, anche se l’importante è “continuare a innovare. Qui ad esempio portiamo il nuovo 1.3 Energy
TCe, un motore di nuova generazione sviluppato congiuntamente all’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi e al partner Daimler. Ma presto arriverà anche il nostro ibrido, con 12 modelli entro il 2022 più 8 full electric. Elettrico che, per noi è un cavallo di battaglia sin dal 2011” spiega Fontana Giusti, che sottolinea come sul diesel anche la Régie si stia interrogando sui valori residui, “che abbiamo deciso di non rivedere, grazie anche alla tutela che gli diamo con la nostra gamma business dedicata al target flotte”. Futuro che anche per i “cugini” di Nissan è adesso: “molti presentano concept elettrici e driveless, ma noi ci siamo già grazie alla Nissan Intelligent Mobility e alla Nuova Leaf, dove vi sono già i prodromi di guida autonoma e dove abbiamo lanciato la guida con soli due pedali” come hanno commentato l’Ad Bruno Mattucci e il Direttore della Comunicazione Luisa Di Vita di Nissan Italia, che aggiunge come Leaf è “un’auto completa di tutte le tecnologie per la sicurezza e il comfort di bordo, grazie al sistema ProPILOT, che piace, e molto, anche alle flotte”. Stessa posizione anche per l’altra francese PSA, “il diesel rimane una delle alimentazioni che servono a muovere le nostre vetture, anche se stiamo sviluppando tutte le tecnologie per non essere schiavi di nessuna propulsione con piattaforme che ci possono far passare alle nuove motorizzazioni senza problemi” ha detto il direttore della comunicazione del gruppo PSA Carlo Leoni, che precisa: “il mercato deve svilupparsi in maniera naturale. E oggi per farlo mancano le infrastrutture e una legislazione unica”.
Flotte che, come detto, non potranno non guardare con grande interesse alla mossa Mercedes di puntare sull’Ibridodiesel e sul puro elettrico per il brand Smart: “continuiamo a credere nel diesel che proporremo insieme all’elettrico, su Classe S, C ed E, in arrivo già da questa estate” dice il communication e pr manager Vadim Odinzoff che aggiunge: “e con il marchio EQ che sbarca su Smart che diventerà full electric dall’anno prossimo, trasformando la city car tra le più costose sul mercato nell’elettrica meno costosa”. Ibrido, magari anche abbinato al diesel, che potrebbe tirar fuori dal cassetto anche Volkswagen, come sottolineato dai loro stessi rappresentanti allo stand ginevrino, pieno di concept elettrici. Anche se per il responsabile pr e press di Škoda Italia Giorgio Magnanini “al
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MISSIONFLEET SPECIALE SALONE DI GINEVRA
momento non c’è bisogno, visto che non vediamo flessioni nella nostra offerta di motorizzazione. In futuro, con questa pretestuosa guerra al diesel, si vedrà”. Škoda che ha presentato un curioso concept metanoelettrico, il Vision X che si candida a diventare il terzo Suv della Casa Boema, dopo il Kodiaq e il Karoq. Metano spinto, oltre che dal mondo FCA, anche dal gruppo tedesco, che ha posto come suo alfiere Seat, in attesa della prima sua auto elettrica prevista per il 2020, come detto anche dal presidente della Casa spagnola Luca de Meo: “stiamo guidando il progetto di sviluppo tecnico delle auto a metano all’interno del Gruppo Volkswagen. La Arona TGI, che lanceremo quest’anno, sarà l’unico crossover al mondo alimentato a metano”, aggiungendo come
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“presenteremo una nuova auto ogni sei mesi da qui al 2020”. Trasversali, come visto, a tutte le motorizzazioni: “sul diesel c’è veramente una esagerazione e lo stesso nostro presidente ha un po’ ributtato la palla nel campo dei media. Dal punto di vista tecnico noi siamo pronti con motori Euro 6 super efficienti, con propulsioni a metano che, già da oggi, sono un’ottima alternativa all’ibrido, per il quale abbiamo comunque la tecnologia, così come per l’elettrico” argomenta il Brand Manager Seat Italia Pierantonio Vianello. Strada, quella della non-demonizzazione del diesel, che sposa anche BMW: “noi crediamo che, anche con le nuove normative, possiamo rispettare le leggi e i nuovi limiti di emissione di CO2, lanciando una strategia legata alla elettrificazione della flotta, che baseremo sugli ibridi a benzina” spiega Alessandro Toffanin, Responsabile Comunicazione Product Communication Specialist di BMW Italia, che ha aggiunto come per Renault, l’eventuale problema dei valori residui delle motorizzazioni diesel possa venir lenito grazie a ricchi allestimenti business. Strategia che, come ha annunciato il Ceo del Costruttore bavarese, Harald Krüger, “ci farà passare dalle 100 mila auto elettrificate di oggi alle 500 mila di fine 2019”, lanciando “ben otto nuovi modelli nel corso dell’anno, la maggior offensiva della nostra storia”. Ibridizzazione che da anni viene cavalcata da Toyota e Lexus, con propulsioni ibrido-benzina sempre più perfomanti, con i quali la casa punta “decisamente alle flotte, un mercato in continua crescita a discapito di
quello dei privati” afferma il Director of Sales Operations della casa paladina dell’ibrido Christian Mohorovicich, attorniato allo stand ginevrino da novità futuristiche ma anche da realtà tecnologiche già in strada come la Mirai ad idrogeno. Mohorovicich che aggiunge come nel prossimo biennio le flotte peseranno “per il 30% del mercato, percentuale a cui noi pensiamo di avvicinarci molto, con il 28% delle nostre vendite totali”. Con Toyota che è già al 18% e Lexus al 34%: “con una crescita nell’ultimo triennio
del 59%, grazie appunto all’ibrido visto che le nostre vendite sono state per il 54% ibride (e solo il 6% diesel, ndr), che sale al 75% per le flotte”. Crescita che passa inevitabilmente attraverso dei “test drive per tutti i clienti e al passaggio dal Tco (Total Cost of Ownership, ndr) al Tcm (Total Cost of Mobility, ndr), per il quale bisogna anche prendere in considerazione la minor rumorosità, i parcheggi gratuiti, l’accesso in alcune zone, nessun blocco del traffico, etc dei modelli ibridi o elettrici”. Insomma dai corridoi del Salone è difficile rinunciare al diesel, anche se metano, ibrido e, in alcuni casi l’elettrico, sono già pronti per le nostre strade.
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MISSIONFLEET GUERRA AL DIESEL
VALORI RESIDUI DEL DIESEL,
EPPUR SI MUOVONO
I valori residui dell’alimentazione soo aacco non crollano ma, in alcuni paesi, il trend è già segnato; l’alimentazione a gasolio abbandona le auto piccole e la benzina conserva valori maggiori. Intanto irrompono le alimentazioni alternative
di Alessandro Palumbo
A Argomento scivoloso. È l’aggettivo adatto quando si scrive o si parla di valori residui. Sì perché nel noleggio a lungo termine errate previsioni possono comportare scarsa competitività dei canoni di locazione oppure perdite
future. L’argomento è ancora più “viscido” oggi quando ci si riferisce ai valori residui delle vetture diesel. È indubbiamente in corso una battaglia “mediatica” sul gasolio che potrebbe arrecare (ma non ce lo auguriamo assolutamente) all’industria e all’indotto nostrani ed europei danni seri. Ma restando in ambito flotte, l’argomento diesel ha molteplici risvolti: innanzitutto perché una perdita di appetibilità del diesel si rifletterebbe negativamente sui valori dell’usato di tale alimentazione generando una perdita economica importante
I VALORI RESIDUI DELLE AUTO DIESEL NEI 5 PRINCIPALI MERCATI UE Fonte: Autovista International
per i noleggiatori a lungo termine. Ricordiamo che questi ultimi vendono, a fine noleggio, mediamente ogni anno circa 160 mila vetture (157 mila nel 2016 e 165 mila nel 2017) di cui il 75% diesel. Lato cliente delle società di noleggio vale la pena ricordare che il diesel, in virtù dei bassi consumi in rapporto alle lunghe percorrenze (mediamente una vettura aziendale percorre 30 mila km all’anno), è l’alimentazione regina delle flotte. Nel 2017 le società di NLT hanno infatti immatricolato il 76% di vetture diesel sul totale. Ad oggi il diesel rimane quindi una sicurezza per le flotte, a meno che non si decida di incrementare in maniera importante il TCO.
IL TREND DEI VALORI RESIDUI DEL DIESEL I valori residui nei 5 mercati europei più importanti sono stati sostanzialmente stabili o in aumento negli ultimi 3 anni. Tuttavia i valori dell’usato delle auto a benzina stanno crescendo a un ritmo più veloce rispetto alle diesel. E lo si vede guardando il grafico qui a lato di Autovista International che evidenzia il divario in termini di punti percentuali tra i valori tra 14 | APRILE-MAGGIO 2018
5 Valori residui.qxp_Layout 1 16/04/18 08:56 Pagina 16
MISSIONFLEET GUERRA AL DIESEL
TREND DEI VALORI RESIDUI PREVISTI NEI PROSSIMI 12 MESI IN ITALIA Benzina impatto Valori Residui (in%)
Diesel impatto Valori Residui (in%)
Hybrid impatto Valori Residui (in%)
Hybrid Plug-In impatto Valori Residui (in%)
A
1.8
-1.0
n/a
n/a
B
2.0
-1.0
1.0
n/a
C
1.8
0
2.0
2.0
D
1.5
0.5
2.0
2.0
E
1.7
0.5
2.5
2.0
F
2.0
0.5
2.5
2.0
Segmento
Fonte: Autovista International
AUGUSTO BARBERA, GENERAL MANAGER MANHEIM ITALIA
diesel e benzina espressi in percentuale sul prezzo di listino dopo un ciclo di 36 mesi e 90mila chilometri (gennaio 2015-dicembre 2017). Ma le differenze tra i paesi europei sono notevoli. La situazione è eclatante nel Regno Unito dove a gennaio 2015 il divario era a favore del diesel di quasi 2 punti percentuali, mentre a dicembre 2017 i valori si sono completamente capovolti, con il diesel che subisce una differenza rispetto al benzina di circa 7 punti. I valori residui del diesel in Italia hanno retto bene. Il divario nel 2015 e 2016 era pari a meno di sei punti percentuali a
favore del diesel e nel 2017 si è attestato a 5,3 punti percentuali. Quindi fino ad oggi il problema dei valori residui del diesel non c’è stato. Lo afferma anche Augusto Barbera, General Manager di Manheim Italia, player di riferimento delle aste online e fisiche di auto usate: “dal punto di vista commerciale non vedo ancora segnali di problematiche sui valori residui del diesel. Tuttavia ritengo che, se le amministrazioni, intese come comuni, regioni e ministero, imponessero delle restrizioni alla circolazione a determinate categorie di vetture diesel, gli impatti sui valori dell’usato li vedremmo dal mese dopo”.
LE PREVISIONI SUI VALORI RESIDUI IN ITALIA Ma vediamo i forecast. Secondo le previsioni di Autovista International i valori residui guadagneranno circa l’1% sia nel 2018, sia nel 2019. In particolare, l’usato fresco si apprezzerà dello 0,7% e quello con 3 anni di anzianità dell’1%. Gli analisti di Autovista prevedono, inoltre, una riduzione del differenziale di valore residuo tra diesel e benzina, soprattutto a causa delle possibili normative più restrittive sulle emissioni e 16 | APRILE-MAGGIO 2018
sull’accesso in aree urbane. Anche i miglioramenti nella tecnologia dei motori a benzina, contribuendo a ridurre il consumo di carburante, renderanno le auto a benzina più attraenti. Si prevede che le auto ibride ed elettriche guadagneranno più valore delle auto a benzina e diesel negli anni a venire sia per la crescente offerta di prodotti, sia per i miglioramenti tecnologici.
I VALORI RESIDUI FUTURI IN ITALIA DALLA A ALLA F Si prevede che i veicoli a benzina dei segmenti A e B supereranno le prestazioni dei diesel a causa di normative più severe sulle emissioni, segmenti già dominati dai primi. Non ci sono veicoli ibridi nel segmento A e c’è solo Toyota Yaris nel segmento B, che sta già ottenendo valori residui positivi. I veicoli diesel continuano a dominare il segmento C, ma la loro ampia disponibilità e le possibili normative più severe sulle emissioni ne penalizzeranno i valori residui. Il chilometraggio medio per un veicolo del segmento C è stato ridotto di oltre il 30% negli ultimi anni e tale tendenza dovrebbe continuare. Di conseguenza, le auto a benzina stanno diventando molto più popolari in questo segmento rispetto a qualche anno fa, incrementandone così i valori residui. Il segmento D è tipicamente un segmento di flotta con un chilometraggio medio elevato. Clienti che percorrono molti chilometri continueranno a richiedere auto diesel perché il vantaggio del consumo di carburante è ancora un fattore
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MISSIONFLEET GUERRA AL DIESEL
importante. I valori residui delle auto a benzina del segmento D sorpasseranno i diesel, ma in misura minore rispetto ai segmenti più piccoli. I valori residui delle autovetture di lusso (segmenti E e F) hanno sofferto più di ogni altro segmento durante la crisi finanziaria e la tassa sul lusso introdotta nel 2011 ha aggravato il calo dei valori residui (soprattutto per la benzina). La ripresa economica aiuterà i valori residui di questi segmenti ad aumentare più del mercato. Si prevede una quota crescente di auto ibride nel segmento E mitigando la dominanza diesel, con effetti positivi sui valori residui. Secondo Stefano Ferruzzi Country Manager Autovista Italia “la volatilità dei valori residui è prevista aumentare, poiché gli effetti delle possibili restrizioni influenzeranno molto più rapidamente che in passato i trend dei VR, di conseguenza il mercato deve prepararsi ad agire con maggiore rapidità, cogliendo i segnali deboli di variazione negli andamenti, per fare ciò servono nuovi strumenti di analisi che si affianchino a quelli tradizionali relativi al concetto di valore residuo statico, come ad esempio l’analisi quotidiana delle variazioni dei prezzi in internet”.
I NOLEGGIATORI SONO IN FERMENTO I noleggiatori a lungo termine, seguono con particolare attenzione i trend e i cambiamenti in atto. Una eventuale caduta dei valori residui del diesel per loro sarebbe molto problematica, come già accennato sopra. Per esempio in LeasePlan hanno le idee chiare: “ci impegniamo ad
assumere un ruolo di guida nella transizione dal motore a combustione interna a propulsori alternativi, compresi i veicoli elettrici. Nel marzo dello scorso anno LeasePlan ha annunciato che si impegnerà a raggiungere emissioni zero della flotta totale entro il 2030. Prevediamo che il passaggio alla mobilità a emissioni zero costituisca una significativa fonte di crescita profittevole per il nostro business. Relativamente al diesel la flotta LeasePlan si rinnova ogni 3-4 anni, il che significa che l’azienda rimane esposta solo con i modelli diesel più recenti e puliti. Guardando al futuro, siamo pronti ad adattarci a qualsiasi nuova normativa destinata alle auto diesel più vecchie che potrebbero influire sulle vendite dei veicoli”.
LA PAROLA A CHI PAGA Non solo i noleggiatori, ma anche tra i clienti è in atto una riflessione sull’alimentazione delle vetture del proprio parco. È il caso di Italtel, la cui la flotta aziendale è composta da solo veicoli in noleggio a lungo termine di cui il 98% è diesel. Le recenti dichiarazioni da parte di alcune case e le sempre più frequenti restrizioni che riguardano i veicoli diesel in alcune grandi città hanno portato alla costituzione di un team di lavoro che dovrà ragionare sul futuro della flotta. Le prime considerazioni fatte riguardano le energie alternative che al momento non riescono ancora a essere recepite come sostituti reali e concreti al diesel. La scelta di veicoli diesel in car list è ancora premiante in ragione di un TCO inferiore rispetto ad equivalenti modelli a
benzina o ibridi. Mirko Bovo, Head of Facility Management & Logistics di Italtel S.p.A. sostiene che “siamo più che mai aperti alla possibilità di introdurre una serie di veicoli elettrici ibridi plug-in, di elettrici puri o di veicoli commerciali leggeri a metano. Le analisi di queste ultime categorie travalicano il semplice raffronto sugli economics espressi dal TCO, ma ragioniamo sulla opportunità di implementare queste tecnologie per favorire un bilancio positivo all’interno della nostra politica ambientale”.
STEFANO FERRUZZI, COUNTRY MANAGER AUTOVISTA ITALIA
MIRKO BOVO, HEAD OF FACILITY MANAGEMENT & LOGISTICS DI ITALTEL
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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER - SPECIALE MFA
ANTOLINI VINCITUTTO!
PROGETTO VINCITORE MFA 2017
Alla seconda edizione di MFA il progeo di Michele Antolini, Fleet manger di LGH trionfa trasversalmente in tue le categoria con un super-premio. Voluto fermamente dalla giuria super partes composta da suoi colleghi e da alcuni fornitori
di Alberto Vita
N Nella scorsa edizione di MFAMissionFleet Awards, il primo e unico premio sulle flotte aziendali in Italia, la giuria del concorso aveva fermamente
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voluto stabilire un super premio come miglior progetto dell’anno a Michele Antolini, Fleet Manager di LGH, multiutility del Sud Lombardia. Una supercategoria trasversale a tutte quelle proposte per un progetto che ha pianificato, studiato, applicato e monitorato in profondità la flotta dell’azienda, sia questa in benefit che, soprattutto, strumentale, portando una indubbia efficienza nella gestione dei mezzi e dei fornitori. Antolini, che ha sottolineato di “esser alla guida di un team di ben 19 persone, con l’ausilio di ottimi consulenti esterni”. Diciannove persone di team che gestiscono 1370 veicoli, di cui la maggior
parte, 1126, strumentali, 180 di pool e 64 benefit car. Una complessità di flotta dovuta anche dal fatto che 1098 di questi veicoli sono di proprietà, 105 in leasing e 167 a Noleggio a lungo termine. Flotta che è stata sottoposta alle stringenti indicazioni di Antolini e dei sui 19 collaboratori che si possono riassumere in cinque piani di intervento; sulle tre tipologie di veicoli in azienda, ovvero i Mezzi Strumentali, le Auto in Fringe Benefit, principalmente indirizzate al management dell’azienda, e i mezzi per il Corporate car sharing, tipologie che devono sottostare al ferreo controllo del TCO e del TCM, nonché a una maggiore sostenibilità. “Soprattutto sui nostri mezzi strumentali, che è il grosso della nostra flotta, abbiamo applicato tutti i programmi studiati; dal rightsizing, dopo un’analisi dei bisogni della tipologia dei veicoli e una loro eventuale riduzione, la loro sostituzione con alimentazioni il più possibile green, ovvero ibridi e a metano, all’introduzione della telematica a bordo” commenta Antolini. Che, però, non interessa le auto in Fringe benefit. Telematica di bordo che analizza e ottimizza le percorrenze e controlla gli stili di guida, aiutando così le politiche di outsourcing aziendali, i processi di manutenzione e gestione della flotta e il Controllo
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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER - SPECIALE MFA
dei rifornimenti e degli impianti in house. Il tutto ha portato all’adozione di un “nuovo software di gestione e un nuovo cruscotto di controllo che fornisce una serie di KPI fondamentali per l’analisi del parco mezzi, ovvero lo stato della Flotta, l’attività giornaliera, le distanze coperte, il tempo di utilizzo giornaliero del veicolo, il consumo medio giornaliero, il carburante sprecato (veicolo fermo con motore acceso), lo stile di guida e le infrazioni al Regolamento aziendale. Inoltre LGH ha inserito il nuovo sistema hardware e software CheckME basato su Nfc , con una nuova policy di gestione” spiega il “super” manager secondo la giuria di Mfa, con un’integrazione massima tra l’hardware in utilizzo e l’App unica adottata dall’azienda. “Tutto ciò ha portato all’ottenimento delle certificazioni ISO 3001, 18000, 39001 e 15628 e alla partecipazione del Programma Workplace Health Promotion della Regione Lombardia” spiega Antolini. Certificazioni che interessano “tutta la flotta aziendale, che deve sottostare 20 | APRILE-MAGGIO 2018
anche all’ottimizzazione del TCO e TCM” aggiunge il manager della società lombarda. Che in tutto questo ha ovviamente anche rivisto la Car Policy delle auto assegnate, anche dal punto di vista della sostenibilità. Car Policy che ha visto Antolini agire su diverse leve per una miglior gestione e un importante saving, ovvero un “accordo preferenziale con un Costruttore per una cinquantina di veicoli, un’eventuale downsize su alcuni veicoli, una modifica delle regole per le franchigie sinistri e per il fine Rent, il divieto carburanti additivati e della modalità servito per i rifornimenti e l’utilizzo del Telepass solo per le giornate lavorative per la maggior parte dei manager. Innovazione che, visto la positiva accoglienza aziendale nonché il riconoscimento ricevuto con il premio MFA, LGH continua a perseguire, per ottimizzare la
manutenzione predittiva, azzerando o quasi i fermo macchina, i consumi energetici grazie allo Smart Metering e alla Smart energy, gestendo in maniera automatizzata il magazzino, con la massima tracciabilità dei componenti e dei materiali utilizzati e ai metodi di produzione adottati, l’adozione sempre più massiccia di Connected car per una guida più facile e confortevole per il driver ma anche per una miglior gestione da parte del Fleet manager anche da remoto. Una serie di investimenti per una miglior operatività e controllo che, ovviamente, hanno puntato anche a un saving per veicolo che in sette anni, dal 2009 quando è partito il tutto, “ci ha fatto risparmiare circa 600 euro per veicolo mediamente e oltre 2500 euro sempre a veicolo per il totale costi, tra cui un meno 7% nei consumi” afferma Antolini, che sottolinea anche un ‘risparmio’ di emissioni di CO2, “passate dai 218 grammi per chilometro nel 2011, a 181 grammi per chilometro nel 2016”. Insomma far sposare il saving con l’ecosostenibilità e, perché no, con la soddisfazione del driver sembra quasi impossibile. Sembra perché pare che Antolini, e il suo team, ci sia riuscito. Grazie all’utilizzo della tecnologia e dell’outsourcing. E di un forte commitment da parte di tutta l’azienda con un ufficio, quello del Fleet management, non sempre ritenuto importante in molte altre realtà.
IL GRUPPO LGH IN NUMERI Dipendenti: 1300 Ricavi 2016: 503 milioni di euro Ebitda: 84,8 milioni di euro Clienti: oltre 1 milioni in più di 250 comuni
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IL RITORNO DI MFA! La febbre dei premi di MFA-MissionFleet Awards, il primo e unico concorso che celebra l’intera filiera delle flotte aziendali in Italia, si alza sin dall’apertura delle candidature, recentemente avvenuta. Le sedici Categorie in lizza, molto simili rispetto allo scorso anno, ma non uguali, premieranno i Migliori progetti dei Fleet manager delle diverse aziende attive in Italia, i fornitori delle flotte nonché le company car. Sedici come i premi della prima edizione, che sono diventati diciotto lo scorso anno, grazie alla ferma convinzione della giuria super partes, composta da Fleet manager, giornalisti e da un pilota d’eccezione, con in aggiunta alcuni fornitori per i progetti aziendali, di voler dare dei riconoscimenti in più a player meritevoli come Michele Antolini, che ha vinto il
premio come miglior progetto tout court (leggilo su questo numero), o menzioni speciali al progetto transazionale di Hp o, ancora, a Seat Italia, super votata dai nostri lettori online. Giuria che stiamo componendo proprio ora. Volete essere di nostri? Allora mandate una mail a Francioli@newsteca.it, per un’esperienza che arricchirà la vostra professionalità e vi farà conoscere tanti dei player attivi nel settore delle flotte aziendali. In precedenza e durante la serata di gala che, ormai sta diventando una vera e propria consuetudine per tutto il settore che si ritrova da tre anni a questa parte all’Excelsior Gallia di Milano, per un momento dagli importanti contenuti sia professionali che spettacolari, che quest’anno si terrà il prossimo 26 novembre.
LE FASI DEL PREMIO
1
2
Fase candidature CHIUSURA FINE GIUGNO
3
Pubblicazione Short List e Votazioni online Fornitori LUGLIO
Riunione giurie e presentazione progetti fleet manager SETTEMBRE
4
MissionFleet Awards: Serata di gala e Premiazioni 26 NOVEMBRE 2018
LE CATEGORIE IN LIZZA FLEET MANAGER • Miglior gestione della auto in fringe benefit • Miglior gestione delle flotte strumentali • Miglior programma di corporate car sharing & pooling • Miglior gestione della flotta sostenibile • Miglior programma di welfare sui driver • Miglior programma di saving e ottimizzazione del T.C.M. FORNITORI FLOTTA AUTO • Miglior società di autonoleggio a lungo termine • Miglior software gestionale per la flotta
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• Miglior servizio di telematica per la flotta • Miglior servizio di manutenzione e/o riparazione veicoli (sostituzione cristalli, pneumatici, manutenzione veicolo etc…)
COMPANY CAR • Miglior company car per sales e agenti • Miglior company car per quadri e middle management • Miglior company car per direttori e dirigenti • Miglior veicolo ad alimentazione alternativa • Miglior veicolo di servizio
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GRANDLAND X, APRILE MAGGIO
TUTTA LA TECNOLOGIA CHE SERVE
Comodità, Sicurezza, Facilità di guida. Queste le parole d’ordine su cui si è progettato l’ultimo Suv di Casa Opel, il primo uscito dai designer di Russelheim dopo l’entrata nel mondo Psa. A cui strizza l’occhio con questo nuovo veicolo che riprende alcuni stilemi del successo della Peugeot 3008, ma con la consueta solidità tedesca. Una solidità per il Grandland X versione Ultimate, quello che abbiamo provato noi, con motorizzazione 1.6 a gasolio, che piacerà anche alle flotte, visto lo sdoganamento nelle car list di questa tipologia di auto, arricchita da tanta tecnologia. Ecco quindi la telecamera con visione a 360°, i fari full led con adaptive forward lighting, che aumentano la luminosità del 30% rispetto ai fanali tradizionali e che adattano il fascio di luce a secondo della strada percorsa, il sistema audio premium sound system Denon, l’Intelligrip, con il quale 24 | APRILE-MAGGIO 2018
selezionare tra cinque modalità di guida (Normal, Snow, Mud, Sand e senza controllo di trazione) adattando così la distribuzione della
coppia alle ruote anteriori e consentendo lo slittamento delle ruote se necessario. Infine di grande qualità il servizio di connettività e assistenza OnStar per avere un assistente personale 24 ore su 24, dalla prenotazione degli hotel alla diagnostica del veicolo e per la sicurezza dei viaggiatori, anche in caso di incidente, nonché per avere sempre a disposizione un hotspot Wi-Fi per tutti gli occupanti dell’auto. Tecnologie a cui si aggiunge la frenata automatica di emergenza con rilevamento pedoni, l’Automatic Cruise Control, il Sistema per la prevenzione dei colpi di sonno (Driver Drowsiness Alert) o l’Advanced Park Assist, quest’ultima appunto sull’allestimento Ultimate, che comprende anche il parabrezza ThermoTec riscaldabile, il sedile guidatore ergonomico con certificazione AGR, i sedili anteriori riscaldabili, così come il volante, e il
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GRANDLAND X ULTIMATE 1.6 120 CV
sistema di ricarica wireless per smartphone, facilmente integrabile al sistema di infotainment IntelliLink grazie ad AppleCarPlay e Android Auto, gestibile dal navigatore da 8” con schermo touchscreen. Dotazioni di sicurezza che hanno premiato il Grandland X con le cinque stelle Euro NCAP, sicurezza che piace certamente anche a Driver e ai Fleet manager. Ai quali piaceranno anche i bassi costi di utilizzo e di manutenzione. Il motore diesel 1.6 da 120 CV (per chi vuole più potenza in gamma vi è anche il 2.0 da 177 CV) con Start&Stop, naturalmente Euro 6, è abbinato a una trasmissione automatica dotata di tecnologia Quickshift, per una grande fluidità di cambiata anche in modalità manuale, e promette consumi che vanno dai 4,3 ai 4,6 litri di gasolio per 100 chilometri nel ciclo misto con emissioni di Co2 da 112 a 118 gr per km. Propulsore che spinge l’auto fino a 185 km/h, con un’accelerazione 0/100 in 11,8 secondi, con una coppia massima di 300 nm. L’auto che abbiamo provato noi era bicolore, molto di moda oggi soprattutto nel mondo Suv e Crossover nel quale il Grandland X si va a posizionare nell’affollato segmento C, con interni eleganti di misto tessuto/ecopelle Morrocana. Il design è piuttosto filante, con un bel
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
posteriore con scarichi integrati, che si distribuisce su 4,477 metri di lunghezza, per un passo di 2,675 metri e una larghezza di 1,595 metri. Interessante lo spazio del bagagliaio, che si apre in modalità hands free con il solo movimento del piede, per una capienza da 514 litri, che raggiunge facilmente i 1.652 litri abbattendo i sedili posteriori con il sistema FlexFold. Partendo da una buona tradizione della Casa nei valori residui, Astra e Insignia docet, la Grandland X per le flotte è possibile noleggiarla oltre
che con le principali società di Noleggio a Lungo termine anche con Opel Renting, l’Nlt offerto da Opel attraverso la sua rete di concessionarie, proposto in due versioni, Base e Ultra. Per la manutenzione il costruttore propone invece Opel Flexcare for Fleet, tre soluzioni per gestire nella massima tranquillità la propria flotta; si parte dalla Opel Flexcare Base per stendere la garanzia di 4 anni, la Silver, che prevede l’assistenza stradale e la manutenzione ordinaria, e la Gold, con la quale introduce la manutenzione straordinaria. Insomma Opel non ha lasciato nulla al caso per soddisfare le esigenze delle flotte, a cui propone ora anche una gamma completa nel mondo Suv, con Grandland X, Crossland X e Mokka X. Buon Suv allora!
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MISSIONFLEET FLOTTE ELETTRICHE
AUTO A EMISSIONI ZERO
SARÀ RIVOLUZIONE?
I veicoli elerici sono stati per anni solo un interessante argomento di conversazione. Ora però la situazione sta cambiando: mentre cresce la sensibilità alle tematiche ambientali, nascono nuove soluzioni per rendere l’adozione di queste auto più accessibile, anche per le floe aziendali
di Serena Piazzi
Q Quanti di voi gestiscono auto elettriche? Probabilmente pochi, anche se certamente ne avete sentito parlare. L’alimentazione elettrica catalizza infatti da tempo l’attenzione di molti addetti ai lavori ma anche di persone comuni più sensibili alle tematiche ambientali, che la considerano un’efficace
MARCO GIRELLI, SALES & MARKETING DIRECTOR DI ALPHABET IN ITALIA
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soluzione per arginare il grave problema dell’inquinamento che affligge le nostre città. Tuttavia, dal fatto che questa tipologia di auto non si sia ancora diffusa in modo massiccio si può facilmente dedurre la presenza di alcuni fattori che ne inibiscono l’utilizzo. In primis, il problema è certamente infrastrutturale, per mancanza di colonnine di ricarica. In secondo luogo, i costi ancora abbastanza elevati continuano a rappresentare un forte deterrente.
Fattori che, se hanno un’influenza importante sulle scelte del privato, impattano ancora di più sulle decisioni prese a livello aziendale, relativamente alle flotte. Sembra tuttavia che qualcosa si stia muovendo. Innanzitutto, come avevamo sottolineato anche noi durante il nostro convegno sulle Mobilità elettrica dello scorso gennaio (vedi lo scorso numero) pare che il problema dell’autonomia delle auto sia relativo: i veicoli elettrici in commercio possono
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MISSIONFLEET FLOTTE ELETTRICHE
infatti percorrere oltre 300 km, un numero più che sufficiente per molti degli utilizzi tipici di un’auto aziendale. Inoltre, tutte le case automobilistiche hanno un piano per incrementare lo sviluppo di modelli elettrici, che nel 2022 saranno oltre 150. Non solo. La proposta dei noleggiatori a lungo termine sempre più abbraccia anche l’elettrico e negli ultimi anni sono nate start up focalizzate proprio su questo business. “L’interesse della clientela verso soluzioni green è cresciuto sensibilmente negli ultimi anni. Le novità in materia di emissioni hanno sicuramente accelerato il processo di conversione all’auto elettrica. Per le flotte l’introduzione della procedura WLTP (Worldwide Harmonised Light Vehicle Test Procedure,
ndr) fornirà valori delle emissioni più realistici e di fronte a nuovi valori i Fleet Manager potrebbero dover rivedere la car policy aziendale, decidendo ad esempio di inserire nella propria flotta veicoli elettrici ibridi plug-in e veicoli elettrici” dichiara a MissionFleet Marco Girelli, Sales & Marketing Director di Alphabet in Italia, che cura questa tematica con il brand AlphaElectric: “Si tratta di una soluzione olistica su misura. Partendo da un’analisi del potenziale di elettrificazione individuiamo, in base alle esigenze di business, quali veicoli elettrici possono essere introdotti nella flotta, quali soluzioni di ricarica possono essere adottate e quali servizi di e-mobility possono supportare al
EMMANUEL LUFRAY, DIRETTORE BUSINESS ENGINEERING & ORGANIZATION DI ARVAL ITALIA
meglio i driver e i Fleet Manager in un cammino di ecosostenibilità”. Arval, come abbiamo raccontato anche noi, ha presentato lo scorso febbraio a Parigi il progetto Arval Electric Vehicle, frutto di una partnership internazionale con NewMotion,
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MISSIONFLEET FLOTTE ELETTRICHE
LOW BATTERY? RECHARGE! La mobilità elettrica rappresenta un’opportunità di business molto interessante per le aziende che operano nel settore dell’energia. Enegan, ad esempio, attraverso il progetto EVE, Electric Vehicle Energy e grazie a un accordo in esclusiva con Euroconsult, è in grado di fornire alle piccole e medie imprese sia veicoli elettrici che infrastrutture per la ricarica. “Vogliamo accompagnare i nostri clienti nella smart mobility e per farlo riconosciamo un ecobonus che va a ridurre la quota del noleggio. Abbiamo ragione di credere che la mobilità elettrica si svilupperà sempre di più, basti pensare che al Salone di Ginevra tutte le Case hanno presentato veicoli elettrici tra cui la top car Venere, realizzata dalla torinese Idea Institute per il Gruppo cinese Lvchi, per la quale EVE ha fornito tutti i sistemi di ricarica inseriti dentro la vettura” spiega Maurizio Castagna, Responsabile Ricerca e Sviluppo di Enegan. Anche Repower vede nelle aziende di medie dimensioni il proprio cliente tipo. La colonnina di ricarica Palina è collegata in rete e grazie al sistema di telegestione integrato è possibile connetterla in rete e creare un circuito di ricarica smart, con più di una Palina, monitorando il funzionamento di ciascuna, regolandone l’accensione e lo spegnimento e veicolando contenuti multimediali sul display. “Palina rappresenta un’ottima soluzione per le aziende, che optando per la mobilità elettrica possono abbattere i costi di gestione, ma bisogna ancora fare cultura su questo tema, facendo DAVIDE DAMIANI entrare i clienti nell’ottica di dedicarsi ad altro mentre ricaricano la propria vettura” argomenta Davide Damiani, responsabile relazioni esterne e rapporti istituzionali di Repower. E se la vera via a una diffusione più massiccia delle auto RICCARDO FORNARO elettriche fosse quella di optare per caricatori veloci, anche se più costosi? “Ci sono in realtà tre tipologie diverse di sistemi di ricarica” commenta Riccardo Fornaro, Responsabile soluzioni di energia sostenibile di A2A Energy Solutions; “lenta, quick e fast. La ricarica lenta viene effettuata in 6-8 ore, i sistemi quick ricaricano il veicolo dell’80% in circa un’ora, per la ricarica fast sono sufficienti 30 minuti ma il costo è superiore di 5-7 volte”. “A2A propone alle aziende soluzioni su misura. Effettuiamo un sopralluogo e sulla base delle esigenze specifiche possiamo occuparci direttamente dell’infrastrutturazione. Se i veicoli in flotta sono numerosi, ad esempio, proponiamo l’installazione di molti punti di ricarica lenta e di due o tre veloci” chiosa Fornaro, che ha attiva una collaborazione con ALD per l’Nlt.
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Renault e Nissan. L’offerta include l’installazione delle colonnine, soluzioni integrate di pagamento e servizi digitali. Sarà disponibile nel corso del 2018 a partire da Francia, Regno Unito, Belgio, Norvegia e Olanda, per poi estendersi ad altri 9 Paesi, tra cui anche l’Italia, nella seconda parte dell’anno; “dove stiamo lavorando con diversi partner per studiare soluzioni con l’obiettivo di supportare le aziende nella transizione delle loro flotte verso le alimentazioni elettriche. Stimiamo che, entro due anni, il 5% della nostra flotta potrà essere costituito da veicoli elettrici” afferma Emmanuel Lufray, Direttore Business Engineering & Organization di Arval Italia. In una analisi commissionata da LeasePlan Italia solo il 9,3% dei Fleet Manager ha dichiarato di avere in flotta almeno un veicolo elettrico ma la percentuale di gradimento di chi ha scelto l’elettrico raggiunge il 95% del totale. “LeasePlan vuole raggiungere un livello di emissioni zero della propria flotta totale entro il 2030. Tra gli elementi chiave di questa strategia la facilitazione dell’adozione di veicoli a basse emissioni attraverso proposte attraenti per i clienti messe a
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MISSIONFLEET FLOTTE ELETTRICHE
GIANNI CATALFAMO, AD DI ONEWEDGE
punto dall’Electric Vehicle Experience Centre di LeasePlan” commenta Alfonso Martinez, Amministratore Delegato LeasePlan Italia. Alcuni noleggiatori stanno anche stringendo delle partnership con società che si occupano di fornire alle aziende l’infrastruttura necessaria per provvedere alla ricarica dei veicoli (Vedi Box n. 1). Da qualche anno operano inoltre sul mercato delle aziende il cui business è proprio focalizzato sulla mobilità elettrica e che spesso agiscono da facilitatori per l’adozione di veicoli caratterizzati da questo tipo di alimentazione. È il caso ad esempio di OneWedge, che ha come obiettivo proprio creare le condizioni infrastrutturali per
MICHELA NEGRI, SALES AND MARKETING MANAGER DI ROUTE220
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permettere la realizzazione di progetti di mobilità ecosostenibile. “Le infrastrutture di ricarica presenti sul territorio italiano purtroppo sono ancora troppo scarse” dice a MissionFleet Gianni Catalfamo, Ad di OneWedge, che prosegue: “dopo aver effettuato uno studio approfondito dei percorsi compiuti dalle auto che si desidera elettrificare, noi provvediamo a installare a nostre spese le colonnine proprio nei punti in cui è più utile averle, ovvero presso il domicilio dei dipendenti assegnatari e sulle rotte più
frequentate dalle auto in flotta, proponendo ai clienti un semplice contratto di noleggio”. La start up è attiva da un anno e ha già incontrato circa 100 aziende. Tra le più interessate al servizio quelle del settore farmaceutico, che per la consegna di prodotti si avvalgono di piccoli furgoni che spesso, dovendo accedere ai centri storici, si trovano a dover far fronte a non poche difficoltà, che potrebbero essere ovviate proprio attraverso il ricorso a veicoli elettrici. Attualmente in Italia ci sono 3.700 punti di ricarica, 100mila in Europa, pubblici o privati ad accesso pubblico. A mapparli ci ha pensato Route220, nata nel 2014 con l’obiettivo di offrire un servizio proprio agli utilizzatori di auto elettriche. L’azienda è fornitrice di hardware, dal momento che è in grado di provvedere all’installazione di colonnine di ricarica “intelligenti” in grado di comunicare informazioni dettagliate, ma anche di un’apposita applicazione attraverso cui è possibile localizzare i punti di ricarica e di una piattaforma di gestione ad hoc.
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MISSIONFLEET FLOTTE ELETTRICHE
NON SOLO ELETTRICO Landi Renzo si occupa di progettare e produrre sistemi e componenti utili alla trasformazione delle auto alimentate in modo tradizionale (con benzina e/o diesel) in veicoli alimentati a metano, GPL o gas naturale. “Nell’ottica di trovare soluzioni in grado di ridurre le emissioni di CO2 e il particolato non consideriamo i motori elettrici un competitor” ci ha detto Cristiano Musi, Ad di Landi Renzo. Nel 2017 le auto a GPL vendute sono state 130mila, ovvero il 6,5% del parco auto immatricolate e quelle a metano 30mila (1,6%). “Nei primi mesi del 2018 abbiamo registrato una crescita importante delle auto alimentate a metano e dal confronto con gli altri Paesi europei l’Italia risulta più avanti sul fronte dell’adozione delle alimentazioni a metano e a GPL”. “I motori elettrici potrebbero diffondersi in modo importante per la mobilità urbana delle grandi città. CRISTIANO MUSI Prevediamo che questo tipo di alimentazione avrà uno sviluppo significativo tra una decina d’anni. L’alimentazione a metano, invece, è senza dubbio una soluzione vantaggiosa per i mezzi pesanti e per le passenger car, sia da un punto di vista di costi che di affidabilità. La crescita nei prossimi anni andrà di pari passo con lo sviluppo delle infrastrutture” sottolinea Musi. Strumenti preziosi per le imprese, che hanno l’opportunità di utilizzare la piattaforma anche per promuovere il loro impegno in ambito Corporate Social Responsability. “Sono convinta che le aziende abbiano un ruolo importante
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nella diffusione della mobilità elettrica. Credo che negli ultimi sei mesi qualcosa sia cambiato e lo dimostra il fatto che alcune imprese stanno facendo serie riflessioni sia riguardo alla flotta operativa che a quella di rappresentanza. Le aziende si muovono con cautela nel percorso verso l’elettrificazione della flotta, ma il vantaggio di contenere i costi per il carburante e di ovviare ai problemi tipici della consegna sull’ultimo miglio, guadagnandone anche in competitività, rappresentano dei buoni incentivi nell’optare per questa soluzione” afferma Michela Negri, sales and marketing manager di Route220. Non manca chi ha pensato di lanciare sul mercato un car sharing elettrico destinato alle aziende. Stiamo parlando di ReFeel eMobility, la cui mission è convertire i dipendenti aziendali alla mobilità elettrica. “Il nostro obiettivo è formare
JACOPO FERRO, BUSINESS DEVELOPER REFEEL
reti point to point, utili ad esempio alle aziende che hanno diverse sedi, dove è previsto che i dipendenti si spostino da una all’altra. Le vetture devono essere riportate alla stazione di partenza, in modo che le auto siano sempre disponibili in sede” spiega Jacopo Ferro, Business Developer ReFeel. “Ai clienti offriamo un servizio integrato verticalmente, che comprende: infrastruttura di ricarica, veicolo elettrico e applicazione. Inoltre, le auto possono essere destinate anche a un utilizzo privato, a tariffe agevolate. Non vogliamo sostituire in toto le attuali auto aziendali con veicoli elettrici, quanto integrare le flotte con un servizio di mobilità alternativo” aggiunge il manager. Anche Ferro è d’accordo nel ritenere che il mercato oggi sia più sensibile al tema. “Sicuramente siamo a un punto di svolta: l’interesse è alto anche se la diffusione di veicoli di questo tipo non è ancora molto elevata. Credo che manchi ancora una buona dose di cultura sull’argomento, ma siamo sulla buona strada”.
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MISSIONFLEET FLOTTE ELETTRICHE - IL CASO TESLA
TESLA, SCELTA DI CUORE Parlando di elerificazione delle floe non potevano non traare di Tesla, l’icona di questa tecnologia ad oggi. Provandone i modelli ma, anche, intervistando chi, come auto aziendali , le hanno scelte. Con la massima soddisfazione
P farmaceutica tedesca che ha introdotto le Tesla come un “primo segnale da parte della nostra azienda per la riduzione delle emissioni e per perseguire
quello che è il nostro obiettivo societario, ovvero Science for a better life” aggiunge il manager Bayer, sottolineando come delle 1100 auto in flotta, sono una ventina quelle per i senior manager, tra i quali possono appunto scegliere Tesla S, “e cinque, tra cui io, l’abbiamo fatto. Ora ci attendiamo, oltre naturalmente a una infrastruttura di ricarica degna di questo nome, veicoli elettrici meno costosi anche per il resto del parco, dalla stessa Tesla con la 3 ma anche dalle altre Case. Ci vorrà una decade per questa rivoluzione ma avverrà. E per il passaggio stiamo pensando a ridurre la durata dei contratti di noleggio; cosa succederà alle auto diesel tra tre/quattro anni infatti nessuno lo sa”. Turconi non tornerebbe indietro perché
di Alberto Vita
“Probabilmente non può essere ad oggi l’unica auto in famiglia ma io non tornerei mai indietro. Scesi due anni fa da una auto premium tedesca per salirci e ora, dopo 50 mila chilometri percorsi, ne sono ancora più convinto” ci ha detto a noi di MissionFleet Giuseppe Turconi, Responsabile della piattaforma Business Service di Bayer Italia e driver di una Tesla S. Casa
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MISSIONFLEET FLOTTE ELETTRICHE - IL CASO TESLA
TESLA PER LE AZIENDE Tesla è molto attenta alle aziende, soprattutto in questo momento in cui il diesel viene attaccato da più parti, e con Enterprise Sales, cura i rapporti con vuole introdurre i suoi modelli in flotta. E, oltre ai vantaggi per l’ambiente, i consumi, la manutenzione e tutto quanto visto sopra, Tesla ha anche lanciato per le aziende il programma Workplace Charging, grazie al quale le imprese possono richiedere l’installazione di un Wall Connector in un garage o nel parcheggio dell’azienda gratuitamente. Programma con un focus aziendale che si affianca a quello chiamato Destination Charging, che Tesla ha lanciato per ristoranti o alberghi che, anche in questo caso prevede l’installazione gratuita, purché i proprietari degli immobili coprano il costo dell’elettricità.
“è elegante, bella e facile da a guidare anche per i viaggi lunghi. E ha bisogno di pochissima manutenzione”, inoltre “il costo della ricarica e risibile, potendolo fare in azienda, con una tessera che ha un costo fisso mensile o gratuitamente (per tutte le auto immatricolate sino al 2017, ndr) nei supercharger Tesla” dice
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Paolo Pisati, Direttore produzione di CbG Acciai, azienda che da 90 anni produce lame di alta precisione dal miglior acciaio svedese, che conduce una Tesla X presa in leasing. E che lui un po’ di range anxiety ce l’ha, “soprattutto in montagna e in inverno” ed è completamente d’accordo con Turconi sulla doppia auto familiare: “usiamo sempre la X, ma ci sono casi in cui purtroppo dobbiamo…fare un salto indietro tecnologico e usare l’auto di mia moglie. E lo vedo soprattutto quando siamo in coda; l’Autopilot a me che faccio tantissimi chilometri ha cambiato la vita”. Noi le abbiamo provate entrambe; la X in versione sei posti e la S versione P100D, dove D ovviamente non sta per Diesel ma per Dual Motor, ovvero a trazione integrale, con il potente motore posteriore affiancato da un motore anteriore ad alta efficienza, in modo da raggiungere un’accelerazione da record da 0 a 100 km/h in soli 2,7 secondi. Noi non ci siamo
arrivati ma confessiamo di esserci andati vicino... provando la modalità di guida Ludicrous, nome inventato proprio da Tesla. Perché quando sali su una Tesla capisci subito che questa “è un’altra cosa”. Magari con finiture non perfette, con tutto non funzionante al 100%, ma guidare una Tesla è veramente fare un salto nel futuro. A partire naturalmente dalla propulsione interamente elettrica che, nella P100D, sprigiona una potenza di oltre 600 CV ma, soprattutto, una coppia incredibile di oltre 960 Nm. E, soprattutto, una autonomia che facilmente arriva a 300 chilometri all’ora, percorrenza adatta per tanti anche se, sappiamo non per tutti, con una spesa per la ricarica molto bassa. Spesa che diventa anche minima per la manutenzione, con gli aggiornamenti spediti via mail come fosse uno smartphone grazie alla connettività assicurata compresa nel prezzo del canone o dell’acquisto. Proprio la connettività è, insieme alla propulsione, un altro cuore dell’auto, che si esprime alla grande nel touchscreen da 17” che troneggia nel tunnel centrale, e con il quale si controlla tutta l’auto... e tutti i punti di ricarica in Europa, e non solo quelli marchiati Tesla. Alta tecnologia presente anche nell’AutoPilot, nelle luci a led, nel sistema di filtraggio dell’aria. Insomma per tutto quello che ti fa dire che la Tesla è, anche, un auto, ma è sinceramente anche molto altro. Anche per le flotte. In attesa della Model 3 prevista in arrivo per il prossimo anno che, questo modello sì, potrà veramente rivoluzionarie le flotte aziendali di coloro che non fanno 500 chilometri ogni giorno.
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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT
GRUPPO VOLKSWAGEN
DAL MAGGIOLINO AL POST-DIESELGATE Una Storia che inizia con il Maggiolino appena prima della II Guerra Mondiale, unica auto di successo per anni. Poi con Giugiaro, e con Golf e Passat, il trionfo sul mercato del brand tedesco. Capace di acquisire brand terzi e di superare (quasi) indenne anche il Dieselgate
di Alberto Vita
C Come molti sanno Volkswagen vuol dire vettura del popolo, marchio che ha fatto la Storia dell’automotive che, proprio da
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una stortura della Storia, ovvero dal Nazionalsocialismo, nacque nel 1936, per volere dello stesso Adolf Hitler, che voleva un’auto “popolare” per motorizzare la Germania. Perciò chiese all’ingegnere Ferdinand Porsche un modello in grado di trasportare cinque passeggeri a una velocità massima di 100 km/h, consumando non più di 7 litri di benzina per 100 chilometri, a un prezzo inferiore ai mille marchi (dieci volte lo
stipendio mensile di un operaio). Fu così che nacque il Maggiolino, o Typ 1, uno dei tre prototipi presentati da Porsche al Führer, che vide la luce al Salone di Berlino del 1939 e che diede il via alla fortunatissima Storia dell’”auto del popolo” dalla sua sede centrale di Wolfsburg, non molto lontano da Hannover. Fabbrica che, però, a causa dello scoppio della II Guerra Mondiale, si dovette convertire in uno stabilimento per realizzare le auto Kübelwagen (auto-tinozza), usate come mezzo di trasporto leggero dagli ufficiali della Wehrmacht e l’anfibia Schwimmwagen (l’auto che nuota). Il ritorno del Maggiolino, o Volkswagen 1200, avvenne quindi dopo la guerra, grazie a un maggiore dell’esercito britannico Ivan Hirst, in collaborazione con il figlio di Porsche, Ferdinand Anton, che riaprirono la fabbrica di Wolfsburg, distrutta dai bombardamenti alleati. Dal Käfer, o Maggiolino appunto, derivarono altri modelli di successo come il Typ 2, veicolo commerciale medio noto al pubblico come Transporter nella versione van, e il Microbus per il trasporto passeggeri,
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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT
nonché le vetture sportive Typ 83, meglio note come Karmann-Ghia Coupé e Cabriolet. Il successo del Maggiolino continua anche negli anni ‘60, quando Volkswagen lancia nuovi modelli sul mercato che, però, non incontrano i gusti del pubblico. Perciò lanciò un restyling del suo modello di punta che, ingrassato nelle forme, prese anche il nome di Maggiolone. Negli anni ’70 intervenne un italiano, il nostro Giorgetto Giugiaro, per proporre finalmente nuovi modelli di successo per la Casa di Wolfsburg, visto che disegnò la Passat, nel 1973, la Scirocco, nel 1974, e la Polo, nel 1975, ma soprattutto la Golf (anche questa del 1974), altro successo planetario, arrivando a venderne ad oggi con la settima Edizione, recentemente rinnovata, oltre 34 milioni di unità, prendendo finalmente il testimone dal Maggiolino, che venne assemblato in Europa fino al 1978, anno in cui la produzione fu confinata in America Latina. La nuova icona Volkswagen, la Golf, divenne quindi la base di
nuovi modelli come la Cabrio, realizzata dall’austriaca Karmann (1979) e la Jetta, la “famosa” Golf a tre volumi che non ha mai avuto un gran successo in Europa, tanto da cambiare poi il nome in Vento prima e Boro poi, ma che piacque negli States. Negli anni ’80 ecco le prime vittorie nel Motorsport, con una Iltis che vince la Parigi-Dakar, e le grandi conquiste commerciali con lo sbarco in Cina e nel 1985 l’arrivo ai vertici
delle immatricolazioni in Europa, che dura ancora oggi. Anche lo Scirocco cambia nome negli anni ’90, diventando Corrado, anni in cui si continua a puntare sui modelli di successo della Casa e quando arriva ai vertici Ferdinand Piëch (1993), nipote di Ferdinand Porsche. Negli anni ’90 lo “spazio” entra nella gamma Volkswagen, allungando con le versioni Variant, ovvero Station Wagon, la Golf (nel 1994) e Polo (nel 1997) e lanciando la MPV Sharan nel 1995, progettata in comune con il Galaxy della Ford. Nel ’98 ecco la citycar Lupo, gemella della Arosa della spagnola Seat, acquisita due anni prima dalla società di Wolfsburg, e il tentativo di rilanciare il Maggiolino con la New Beetle, un flop commerciale ma che piacque molto agli appassionati statunitensi. Anni ’90 che vedono anche la conquista di diversi brand stranieri, partendo nel ’91 da Skoda per poi arrivare nel ‘98 a ben quattro brand di lusso, ovvero Bentley, Bugatti, APRILE-MAGGIO 2018 | 37
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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT
Lamborghini e Rolls-Royce, quest’ultimo ceduto a BMW nel 2002. Un’iniezione di lusso che spinge a lanciare la prima ammiraglia della Casa nel 2002, la Phaeton, che condivide il pianale con l’Audi A8, e il suo primo Suv, il Touareg, realizzato anche questo su una base in comune con un’altra Audi, la Q7, su cui si basa anche la Porsche Cayenne, il più piccolo Tiguan (nel 2007) e la sette posti Touran, oltre alla Golf versione MPV, la Plus. Gli anni Duemila vedono anche il lancio dei propulsori turbodiesel TDI con tecnologia iniettore-pompa, il benzina FSI ad iniezione diretta e la tecnologia di motori a impatto ambientale ridotto
Bluemotion, sviluppata assieme a Mercedes-Benz, facendo inoltre diventare di serie per tutti i modelli ABS e doppio airbag e lanciando il cambio
automatico DSG. E grazie al Touareg tra il 2009 e il 2011 Volkswagen conquista tre edizioni consecutive della Dakar mentre la quinta generazione della Polo ottiene quattro Mondiali rally, infine nel 2012 rileva l’italiana Ducati. Nel 2002 inoltre Ferdinand Piëch lascia la presidenza nelle mani di Bernd Pischetsrieder, già presidente BMW, che viene sostituito da Martin Winterkorn nel 2007, che a sua volta lasciò la poltrona nel 2015 causa Dieselgate a Matthias Müller, che ha saputo rilanciare il brand tedesco con massicci investimenti e la promessa di una gamma futura sempre più elettrica ma che, notizia recentissima, lascerà in favore di Herbert Diess (vedi box).
OLTRE IL DIESELGATE Un fulmine a ciel sereno. O, almeno, così pare per le prime risultanze. Matthias Müller, colui che ha portato fuori dalle secche il Gruppo Volkswagen dopo il Dieselgate, raggiungendo risultati da record nel 2017 e lanciando il piano Together - Strategy 2025, con il quale la Casa punta a rivoluzionare l’intera azienda puntando sull’auto elettrica, sulla guida autonoma ma, anche, sulle auto low cost e sulla mobilità a 360 gradi, lascerà la sua carica all’attuale responsabile del marchio Herbert Diess. “Lanceremo ben 30 modelli a propulsione elettrica nei prossimi anni, arrivando a produrne 2/3 milioni entro il 2025” aveva sottolineato Müller. Obiettivi che, adesso, dovrà far suoi Diess. 38 | APRILE-MAGGIO 2018
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MISSIONFLEET DONNE AL VOLANTE
DOWNSIZING SÌ PER LE DONNE PILOTA, GREEN NÌ Sarà perché le floe aziendali in Italia sono ancora dominate dalle propulsioni a gasolio, ma le donne non sembrano più green dei colleghi maschi, a differenza dei quali, però, preferiscono le auto più compae. Anche se Suv
N
Manager, Cinzia Padula, ci spiega che la car list è tutta sul diesel perché, per la tipologia di utilizzo, anche le ibride sarebbero comunque usate al 90% a benzina. In Carrefour stanno comunque valutando la possibilità di inserire, in futuro, auto 100% elettriche. Si tratta delle stesse indicazioni che arrivano dalla ricerca Arval, dalla quale emerge che la propensione all’utilizzo di alimentazioni ecologiche (GPL, metano, ibrido, elettrico) delle donne assegnatarie di auto aziendali è uguale, nella maggior parte dei casi, a quella degli uomini. Sembrerebbe proprio che le donne non siano più green degli uomini e che l’aspetto principale legato alle motorizzazioni alternative sia legato più al fatto che le car list non includano ancora questa tipologia di vetture o comunque ce ne siano ancora troppo poche. Chissà che anche in questo caso non sia necessario l’arrivo di una Fabiola Tisbini che smuova le acque e allarghi gli orizzonti.
di Monica Secondino
Nel numero precedente abbiamo scoperto che un terzo delle donne assegnatarie di auto aziendali sceglie modelli diversi rispetto agli uomini e, in particolare, preferiscono station wagon e compatte, secondo quanto riportato dal Corporate Vehicle Observatory di Arval Italia. Mentre a margine della tavola rotonda milanese di ForumAutomotive,“Donne al volante. Il tocco femminile alla guida di un’azienda automotive” abbiamo scoperto che, parlando con Fabiola Tisbini, direttore vendite Growing Industries IBM, le donne non amano i transatlantici, ovvero le berline o le Station Wagon lunghe, di rappresentanza: “quando ho dovuto scegliere l’auto, agli inizi del 2000, il parco auto per i dirigenti di livello più alto prevedeva solo due modelli di auto, molto lunghe e ingombranti. Nessuna delle due poteva andar bene per le mie esigenze”, quelle di una donna impegnata nel lavoro ma anche nella quotidianità cittadina. Dovette prendere una Alfa 166, un’auto lunga quasi cinque metri! Si rivolse
immediatamente al Fleet Manager per cercare di far inserire in lista delle auto più adatte alle esigenze femminili e adesso è riuscita nella sua missione: ha una 500, comoda e femminile. Una ragione, forse, anche per il successo delle Suv compatte nelle flotte aziendali. Per quanto riguarda l’alimentazione per la guida al femminile non sembra esserci alcun tocco più green rispetto ai colleghi maschi, ma questo è un dato un po’ deviato dalle car list che, ad oggi, sono dominate da questa motorizzazione: “La car list del Gruppo è blindata ed è praticamente tutta diesel. Quindi le donne e gli uomini hanno una scelta obbligata. Abbiamo 6 auto che sono full electric a Roma, Reggio Emilia e Firenze, per gli spostamenti cittadini e poi un’auto ibrida” ci ha detto Barbara Piombi, Fleet Manager del Gruppo Credito Emiliano che ha circa 350 auto. Stessa situazione anche in Carrefour dove la Fleet
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LA PRIVACY
E LA GESTIONE DELLE FLOTTE Il Garante per la protezione dei dati personali ha fornito alcune indicazioni preliminari per la correa applicazione delle nuove norme comunitarie sulla privacy. Nelle pieghe del parere, qualche spunto prezioso per la gestione delle floe
di Nicola Spadafora e Lorenzo Maratea, Studio Legale Tonucci & Partners
I I cultori del diritto comunitario insegnano che i regolamenti UE sono self-executing. Con tale parola si vuole indicare che i regolamenti emanati dall’Unione Europea si applicano a partire dalla promulgazione in Gazzetta Ufficiale UE, senza bisogno di atti da parte dei Legislatori nazionali. Quando si parla di Regolamento UE 2016/679 del 27 aprile 2016 una delle ragioni di preoccupazione per gli addetti ai lavori nel confronto con le
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nuove norme è, dunque, l’immediata applicabilità delle nuove regole. Vale, tuttavia, far notare che, come tutte le rivoluzioni, anche questa in materia di privacy prevede un lasso di tempo per la compiuta realizzazione di taluni aspetti e, correlata, un’area rimessa ai Legislatori nazionali per realizzare l’adattamento. Non è casuale che l’art. 13 della Legge 25 ottobre 2017 n. 163 contenga una delega al Governo per l’emanazione di uno o più decreti legislativi in modo da adeguare il quadro normativo nazionale al Regolamento UE. Con il parere n. 8080493 del 22 febbraio 2018 il Garante per la protezione dei dati personali, in esecuzione di quanto dettato dal comma 1021 dell’art. 1 della Legge 27 dicembre 2017 n. 205 ha, dunque, fornito alcune indicazioni preliminari per la
corretta applicazione delle norme comunitarie, curando in particolare il tema dell’utilizzo delle nuove tecnologie ai fini della realizzazione dei trattamenti. Uno, se non il principale, tema affrontato dal Garante per la protezione dei dati personali ha ad oggetto il rapporto fra l’interesse del titolare del trattamento e gli interessi, i diritti e le libertà dei cosiddetti interessati. Come noto, si indica come titolare il soggetto (normalmente persona giuridica) che promuove il trattamento, mentre l’interessato è colui che, per l’appunto, vede trattati i propri dati personali. Nel lessico di settore, l’interesse del titolare è indicato più precisamente come legittimo interesse ed è su questo tema che si è concentrata l’attenzione del
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Garante per la protezione dei dati personali. Come accennato sopra, il legittimo interesse “confina” con le posizioni degli interessati; i due fronti contrapposti vanno armonizzati. Come tutte le situazioni potenzialmente conflittuali, non è agevole trovare il punto di equilibrio perciò, il Garante per la protezione dei dati personali, parla esplicitamente, in linea con una consolidata tradizione giuridica, di “bilanciamento”. Quello che, però, va rimarcato è che protagonista assoluto di questa valutazione è lo stesso titolare del trattamento; scrive il Garante che “il Regolamento rimette al titolare del trattamento la valutazione in ordine alla sussistenza, nel caso concreto, di un interesse proprio o di terzi tale da legittimare il trattamento dei dati personali” Risulta, dunque, coerente a riguardo che nel Regolamento (UE) 2016/679 si parli (segnatamente all’art. 5 comma 2) di principio di “responsabilizzazione” alludendo alla necessità che gli aspetti privacy diventino sempre più oggetto di condotte virtuose ab origine da parte degli stessi autori del trattamento, piuttosto che oggetto di iniziative sanzionatorie e/o di forme invasive e dispendiose di controllo da parte delle pubbliche autorità. Fra i tanti punti toccati nel parere ve ne è uno che ha ad oggetto una sorta di check cui il titolare del trattamento è tenuto ai fini della valutazione di fondatezza del proprio legittimo interesse; una sorta di vademecum per un corretto esercizio della responsabilizzazione. Il trattamento non può riguardare alcune categorie di dati personali (fra queste i dati biometrici):
• va valutato se esista un presupposto diverso e più giuridicamente consistente rispetto al legittimo interesse del titolare (si pensi ad esempio ad un obbligo legale od un interesse pubblico); • vanno predisposte garanzie adeguate in favore degli interessati; • le finalità perseguite devono essere lecite, determinate e legittime; • deve essere garantita la qualità del dato (si consideri ad esempio la necessità di
senz’altro, da sottolineare che il Garante ha, nel parere in commento, inteso fare riferimento alla posizione assunta con il celebre provvedimento del 4 ottobre 2011, “Sistemi di localizzazione dei veicoli nell’ambito del rapporto di lavoro”. Al di fuori dei casi “irrilevanti” ai fini della normativa privacy (si pensi ai casi in cui le informazioni concernenti la gestione del parco automezzi siano trattate senza potere essere in alcun modo ricondotte ai
aggiornamento dei dati quando necessario); • deve essere osservato il requisito di “minimizzazione”; • deve essere garantita la sicurezza dei dati; • deve essere operata la “valutazione di impatto” di cui all’art. 35 del Regolamento.
lavoratori) vi è un’area di scontro: da una parte l’esigenza di monitoraggio del bene aziendale con annesso interesse alla tracciabilità degli spostamenti per esigenze logistiche, manutentive, di gestione del personale e dei costi da imputare alla clientela, dall’altra, la naturale refrattarietà del soggetto interessato al controllo a distanza. Le flotte sono uno fra i più significativi “campi di battaglia” del nuovo diritto privacy; alle imprese ed ai loro consulenti il compito fondamentale di responsabilizzarsi in vista della più corretta gestione dei dati personali.
LA PRIVACY NELLE FLOTTE AZIENDALI Come detto, dal parere del Garante per la protezione dei dati personali si può trarre qualche spunto prezioso per la gestione delle flotte aziendali. L’utilizzo di sistemi di localizzazione geografica sulle flotte è indicato come uno dei casi di bilanciamento ed è,
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BUSINESS BOOSTER TOUR, UN 2018 DA RECORD La casa francese è ripartita con l’evento itinerante che porta i propri veicoli commerciali in giro per i concessionari della Penisola. Molte le novità, a iniziare dal pick up Alaskan. Per proseguire con le auto eleriche allestite su misura
di Andrea Barbieri Carones
Cresce l’evento Renault Business Booster Tour e, nel contempo, crescono anche le vendite di veicoli commerciali della casa francese che, in questo segmento, ha chiuso il 2017 con un più 3,8% che ha permesso di raggiungere una quota di mercato del 12,1%. Sull’onda di questi risultati, è ripartita la quarta edizione del Renault Business Booster Tour, la “carovana” di veicoli commerciali allestiti su misura pronta a presentare, in 250 tappe in tutta Italia, soluzioni personalizzate per tutte le esigenze: saranno esposte infatti dalle vetture per il trasporto medicinali a quelle per il trasporto cavalli, passando per i camper e per i veicoli di emergenza come ambulanze o pick up Alaskan della Protezione Civile, l’auto “da lavoro” con una tonnellata di carico utile presentata nel 2016 sulle montagne andine della Colombia. Importanti i numeri del Business Booster Tour: 60 veicoli commerciali (10 in più dell’edizione 2017) e 14 carovane
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(4 in più dello scorso anno), in modo da permettere ai clienti di toccare con mano alcuni degli allestimenti proposti dalla casa francese, che oltre al già citato Alaskan mostra le auto a zero emissioni come il Kangoo Z.E. e la Zoe Van e i veicoli commerciali Dacia, presente con il Dokker Pick Up e la Sandero Van.
VEICOLI COMMERCIALI: IN ITALIA IL MERCATO È IN CALO Se nel 2017 in questo segmento Renault è tra i leader in Italia, i dati sono dell’Acea l’Associazione Europea dei Costruttori Auto, il mercato è calato del 3,4%. La casa francese, del resto, ha una offerta molto ampia: se la “gamma Renault” offre 4 modelli, con una volumetria da 1
fino a 22 m3, la gamma PRO+ dispone di oltre 500 versioni con 4 alimentazioni disponibili: benzina, Gpl, elettrica e diesel. Per tutti i gusti, insomma. Gusti che vengono “stuzzicati” dai veicoli commerciali a emissioni zero come il “piccolo” Twizy Cargo fino alle già citate Zoe Van e Kangoo Z.E. o al nuovo Master Z.E. 2018, che sarà commercializzato in primavera. La formula del Business Booster Tour è collaudata: come nel Giro d’Italia, anche Renault ha previsto tappe lungo la penisola, che prevedono la sosta della carovana presso il concessionario locale, che mostrerà i 63 veicoli per una o due settimane, per poi ripartire in gruppo verso la meta successiva fino alle fine dell’anno. Nel corso del 1° semestre 2018 verrà inoltre lanciato un nuovo servizio di Fleet management, che permetterà di monitorare e ottimizzare i costi di gestione delle flotte aziendali avvalendosi della tecnologia digitale. Tra le funzionalità, la rilevazione dei dati di utilizzo dei veicoli (distanza, velocità, consumi), lo scoring dello stile di guida e la geolocalizzazione.
RENAULT BUSINESS BOOSTER TOUR: NUMERI A CONFRONTO ANNO
2015
2016
2017
2018
Veicoli Carovane Tappe Lead
26 5 100 4.000
41 7 150 4.700
50 10 200 5.200
63 14 250 –
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Un Suv compatto, ma di gran carattere e pieno di tecnologia, per il brand più in “forma” del gruppo Fiat, ovvero Jeep, che rilancia la Compass, con un modello totalmente nuovo, che si comporta in maniera perfetta sia su strada che in offroad. Conservando quindi il Dna del marchio nordamericano. Un secondo Suv, e che Suv visto che ha vinto il premio di auto dell’anno 2018, è il protagonista della nostra seconda analisi. Si tratta della Volvo XC40, la “piccola” della Casa cino-svedese, con contenuti e tecnologie da grande, mutuati dalle sorelle maggiori XC90 e XC60.
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L’ANALISI DI
Jeep Compass, compatto ma di carattere Il nome non è nuovo, in casa Jeep. Ma per il resto, con il nuovo Suv Compass, si è decisamente voltato pagina. A vederla, la nuova generazione sembra il clone, un po’ più in piccolo, della sorella maggiore, Grand Cherokee: forme piene, solide, con la calandra a sette feritoie, diventata, ormai, un marchio di fabbrica. Però, qui, la taglia è compatta, più gestibile anche nell’uso cittadino: parliamo, infatti, di un corpo vettura che resta di un filo al di sotto dei 440 centimetri. Rialzata da terra più di altre concorrenti del segmento C (e con differenze apprezzabili tra le versioni a trazione anteriore, 4x4 e la più fuoristradistica Trailhawk), il Compass offre una versatilità notevole: si comporta bene dall’offroad all’autostrada. E ha buone doti dinamiche pure nei percorsi misti. di Maurizio Bertera
LA GAMMA Tredici le versioni a gasolio grazie all’incrocio dell’1.6 MJT (manuale a trazione anteriore) da 120 CV e dei due 2.0 MJT da 140 e 170 CV (a trazione integrale, con trasmissioni manuale a sei marce e automatica a nove) con gli allestimenti Longitude, Business, 44 | APRILE-MAGGIO 2018
Opening, Limited e Limited Winter. Il listino parte da 27.500 euro e si chiude a 39.750 euro. Per la benzina ecco la 1.4 MultiAir da 140 CV, a trazione anteriore e cambio manuale a sei marce negli allestimenti Sport, Longitude, Business e Limited, con prezzi a partire da 25 mila euro, per arrivare ai 36.500 per il 170
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CV a trazione integrale e cambio automatico in versione Limited.
LA PREFERITA La presenza di un allestimento Business non può che orientarci in quella direzione e tra i motori disponibili abbiamo scelto il 1.6 MJT, abbinato alla trazione anteriore. Parliamo del quattro cilindri che è un po’ il jolly del gruppo FCA, affidabile più per la coppia che per la potenza: vantaggio notevole per muoversi ai bassi regimi, con un mezzo non leggero. Il propulsore eroga 140 CV a 3.750 giri/min e ha una coppia di 350 Nm a 1.750 giri/min. Da qui 190 km/h di velocità massima. Il consumo dichiarato è di 5,2 litri ogni 100 km, con emissioni di Co2 a 138 g/km. Nei 34 mila euro di questo allestimento citiamo l’antifurto volumetrico, i fari bixeno automatici, il cruise control adattativo e il “clima” bizona. Tra i sistemi di ausilio alla guida
spiccano la frenata automatica d’emergenza e il sistema di mantenimento attivo di corsia.
IN ARRIVO La Casa non prevede allargamenti della gamma a breve, se non serie speciali.
I TEMPI DI CONSEGNA La produzione oltreoceano sicuramente non aiuta la rapidità: bisogna infatti attendere circa sei mesi. Attenzione comunque alle costanti promozioni, anche sul sito ufficiale della Casa
IL VALORE RESIDUO Il modello mantiene un valore di riferimento nella sua categoria. Al di là della disponibilità in concessionaria, valido il catalogo su www.jeepofficial.it dove si trova anche l’usato certificato Selected4U che valuta solo vetture che abbiano superato 160 controlli
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L’ANALISI DI
severissimi, con massimo sei anni di attività e meno di 130mila km. L’usato Selected4U è coperto da garanzia valida in tutta Europa fino a 36 mesi e permette di beneficiare dell’assistenza stradale, del veicolo sostitutivo e di assistenza al passeggero. Nell’outlet virtuale di Fiat (www.mirafiorioutlet.it) vi è il miglior usato aziendale certificato e un’ampia scelta di km 0, tutti a basso chilometraggio e con massimo tre anni dalla prima immatricolazione.
I COSTI DI GESTIONE
l’estensione di garanzia ci sono Maximum Care, Powertrain Care e la già citata Top Care. mentre per la manutenzione complementare sono previsti i programmi Oil Care, Essential Care e Essential Care Plus.
LE FORMULE FINANZIARIE FCA Bank, sul modello delle altre Case, propone tre formule esclusive per Jeep: Be-Lease (con la polizza RCA compresa nel canone), Free (si paga la metà del prezzo di acquisto, per due anni nessuna rata e poi le tre classiche opzioni alla scadenza del contratto) ed Excellence, ad alto tasso di personalizzazione.
Due gli anni di garanzia per il nuovo Compass. Nel sito ufficiale www.jeepofficial.it/mopar/garanzia c’è la possibilità di crearsi piani personalizzati. I due piani IL NOLEGGIO base sono Top Care (estensione di garanzia, Oltre al fatto che il Compass manutenzione programmata è disponibile presso i e assistenza stradale) ed maggiori operatori del Easy Care che si occupa settore, il lungo termine solo della manutenzione del aziendale è curato da tagliando programmato a un Leasys, che gestisce prezzo fisso. Per l’acquisto e la gestione delle
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vetture, scegliendo fra un’ampia gamma di servizi. Le due formule per il lungo termine sono Jeep Lease e Jeep Rent. Ricordiamo inoltre che la divisione FCA Fleet & Business propone costantemente numerose offerte, con un canone fisso mensile di noleggio, e volendo con tutti i servizi di assistenza e assicurativi: un esempio è la Compass Unlimited a 469 euro al mese (senza Iva) per 12 mesi rinnovabile sino a 36 con zero anticipo, bollo e RCA auto inclusi e 20 GB al mese con la rete mobile TIM.
I PREGI E I DIFETTI L’abitabilità è sicuramente uno dei punti di forza: lo spazio per le persone è parecchio, dietro anche gli spilungoni hanno agio per le gambe. E si viaggia bene perché l’assorbimento delle asperità del fondo è perfetta e l’insonorizzazione curata. Bene anche l’Uconnect di quarta generazione che convince per velocità, semplicità di uso,
completezza di funzioni e grafica. Non ci siamo invece per il baule con una capienza piuttosto limitata in rapporto alle dimensioni.
IMMAGINE Bisogna ammettere che una delle scommesse vinte da Sergio Marchionne è stata quella di aver “europeizzato” Jeep più di quanto si potesse prevedere, sino a decidere di utilizzare il sito di Pomigliano per questo brand (il che comporterà l’addio alla produzione in Italia di Panda). In ogni caso, Compass sta svolgendo bene il ruolo di sorella maggiore del Renegade, magari con meno appeal ma tanta sostanza, premiata dal mercato. A proposito di immagine, all’ultimo Salone di Ginevra si è vista la serie speciale Night Eagle ispirata a quella vista in Brasile, con carrozzeria nera, i cerchi di 18” (ad effetto lucido) e gli interni. Ideale per chi vuole farsi notare. APRILE-MAGGIO 2018 | 45
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L’ANALISI DI
Volvo XC40, auto dell’anno 2018 si presenta Prima è stata la XC90, grande e lussuosa. Poi è stato il turno della XC60. Più compatta, ma con gli stessi contenuti della sorella più grande. Adesso è arrivata finalmente la nuova Volvo XC40, con la quale al Salone di Ginevra ha vinto il premio Auto dell’Anno. È un’auto di personalità: regala una forte impressione di robustezza, con i fari anteriori full led tagliati a metà dalle luci diurne, mentre di lato spiccano le grandi ruote (da 17” a 21”). L’abitacolo è particolarmente spazioso: adatto anche per cinque adulti, che trovano posto su sedili comodissimi. La plancia è lineare, elegante e tecnologica, con il cruscotto digitale configurabile e la consolle dominata dal display tattile a sviluppo verticale di 9”, dal quale si controllano sia l’impianto multimediale sia il climatizzatore. di Maurizio Bertera
LA GAMMA Le XC40 avranno solo motori turbo a iniezione diretta. I primi ad arrivare sono stati i più potenti: i quattro cilindri 2.0 a benzina (247 CV) e diesel (che di turbo ne ha due, ed eroga 190 CV). Tra poco vedremo anche le versioni a benzina 2.0 con 190 CV e 1.5 (a tre 46 | APRILE-MAGGIO 2018
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manuale). Parliamo di allestimenti base: a prezzi crescenti ci sono Business, Momentum, Inscription, RDesign. La versione più costosa è la T5 AWD Geartronic R-Design a 47.420 euro.
LA PREFERITA
Tutte le motorizzazioni sono abbinabili all’allestimento Business: per il popolare D3 si pagano 34.450 con una buona dotazione di serie, soprattutto sul fronte sicurezza (l’airbag per le ginocchia del guidatore, l’avviso anti-colpo di sonno, il sistema che mantiene in corsia, la ripetizione dei segnali nel cruscotto, la cilindri) con 156 CV, nonché frenata automatica d’emergenza) ma anche i le diesel 2.0 da 150 CV. I prezzi sono noti per l’intera fari full led, i cerchi in lega gamma che comprende ben di 17”, l’impianto multimediale con display di 47 versioni, 20 a benzina e 9”, l’hot spot wi-fi e la 27 a gasolio: si parte da connessione internet. Il due 31.200 euro per le benzina (T3 1.5, con cambio manuale litri quattro cilindri sovralimentato eroga 150 e trazione anteriore) e da CV a 3.750 g/m mentre la 33.350 euro per quelle a coppia massima di 320 Nm gasolio (D3 a trazione si ottiene già a 1.750 g/m. I anteriore e cambio
200 km/h rappresentano la velocità massima. Buoni i consumi: la Casa dichiara 5 litri di gasolio ogni 100 km nel ciclo misto.
IN ARRIVO La gamma è completa, a parte la versione ibrida che dovrebbe arrivare il prossimo anno.
I TEMPI DI CONSEGNA Volvo, in questa fase di lancio, dichiara un tempo non inferiore a 180 giorni.
IL VALORE RESIDUO Tradizionalmente i modelli Volvo sono una “sicurezza” sul mercato dell’usato. La Casa ha un programma, Volvo Selekt, che si occupa dell’usato che deve sottostare a precisi parametri: età inferiore ai 5 anni, percorrenza massima 150mila km, documentazione obbligatoria completa degli interventi di manutenzione
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L’ANALISI DI
effettuati dalle officine di riparazione Volvo. Ogni auto è coperta dalla garanzia di sostituzione entro 30 giorni (o massimo 1500 km) e successivamente per un anno come fosse nuova.
I COSTI DI GESTIONE Al di là della garanzia base di due anni, Volvo offre due contratti di manutenzione: Standard e Plus. La storica attenzione per il cliente viene sottolineata dal Service 2.0, basato su sei aspetti importanti: una persona di supporto sempre disponibile, verifica computerizzata dei sistemi di sicurezza e aggiornamento del software ad ogni tagliando, soluzioni di mobilità alternativa, possibilità di lavaggio auto, listino prezzi fissato per manutenzione e riparazione.
LE FORMULE FINANZIARIE Sono quattro, messe a punto direttamente da Volvo Car Credit con formule simili o
uguali a quelle di altre Case: Classic, Freeplan, Next by Volvo, Car Lease. L’ultimo offre la possibilità di scegliere tra diverse quote di anticipo e di riscatto finale, usufruendo dei vantaggi fiscali ed è quindi particolarmente adatto per aziende e professionisti.
IL NOLEGGIO Quello a lungo termine è il Rent, disponibile ora anche per privati, che prevede un canone fisso e tutti i servizi già inclusi. Sta piacendo molto Care by Volvo: il nuovo servizio di mobilità completa per clienti privati e liberi professionisti a cui ci si abbona via web per una durata di 24 mesi. Il servizio comprende l’uso dell’auto con il completo sgravio di ogni spesa ulteriore, salvo quella per il carburante. È inoltre previsto l’accesso ad alcune facilitazioni come quella di poter disporre, per 14 giorni nell’arco del periodo, di un’altra Volvo di dimensioni diverse, in un luogo a scelta del cliente.
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L’abbonato, se lo desidera, può permettere l’accesso all’auto a familiari e amici a distanza via app su smartphone. Il costo dell’abbonamento in fase di lancio è stato fissato a 699 euro al mese per 24 mesi, al termine dei quali lo si potrà rinnovare con un’altra vettura.
I PREGI E I DIFETTI Sicuramente, l’estetica è azzeccata. La XC40 è un’auto molto rassicurante per chi conosce già Volvo, perché sia all’interno sia all’esterno ripropone linee e dettagli familiari, ma nel suo insieme è fresca e, nei desideri della Casa, s’indirizza a un pubblico più giovane per via delle colorazioni e delle dimensioni. Forse il lato posteriore non è all’altezza dell’anteriore ma è questione di gusti. Le motorizzazioni non hanno punti deboli, il comfort generale è all’altezza della tradizione di famiglia e sulla sicurezza il brand Volvo è
una... sicurezza. Un difettino è rappresentato dalla soglia di carico del bagagliaio, molto ampio peraltro. Il prezzo è adeguato all’offerta, anche se parecchi tra gli equipaggiamenti più interessanti sono a pagamento...
IMMAGINE I Suv di segmento C erano un territorio inesplorato per Volvo e per questo motivo la casa ha deciso di riproporre la sua formula vincente. La XC40 è davvero una sorta di XC90 in piccolo, completata dalla solita vagonata di tecnologia di primissimo livello, per quanto ci siano delle differenze sostanziali che aiutano ad aumentare la verve sportiva del modello. In più, è stata pensata per aprire nuove praterie alla Casa: basta pensare allo speciale servizio Care by Volvo che semplificando molto sarà una soluzione che aumenterà in modo significativo la clientela business. APRILE-MAGGIO 2018 | 47
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MERCATO
È allarme per i nuovi test Ue
L’eCall diventa obbligatorio Tutti i nuovi veicoli a motore omologati dallo scorso primo aprile (e non è un Pesce d’Aprile!) e che si guidano con una patente B in Europa devono essere equipaggiati con eCall, il sistema che, in caso di incidente, chiama i servizi di emergenza in maniera autonoma non appena viene attivato un airbag, anche se il conducente può utilizzare manualmente la funzione. Ad esempio se assiste a un incidente.
Il sistema invia un “data telegram” di 140 byte con l’ora della chiamata d’emergenza, il tipo di veicolo, il tipo di alimentazione e la sua posizione, appunto, la direzione di marcia, il modo in cui è stata attivata la chiamata d’emergenza e altre informazioni. Questa legge europea, approvata tre anni fa con la disposizione UE 2015/758, è stata voluta dalla Commissione per “salvare fino a 2 500 vite all’anno”, riducendo i tempi di risposta fino al 40% nelle aree urbane e fino al 50% in quelle rurali.
È allarme per i nuovi test Ue sulla produzione. BMW, Renault ma anche il Gruppo Volkswagen, e chissà quali altre Case, hanno acceso una luce rossa di emergenza per la produzione delle loro vetture nei prossimi mesi a causa delle nuove procedure dei test WLTP (Worldwide Harmonized Light Vehicles Test Procedure) voluti dalla Ue, che, inoltre potranno avere anche un importante impatto sui loro conti e sui loro obiettivi. Le nuove norme sull’omologazione dei veicoli entreranno in vigore il primo settembre 2018 riportando nuovi dati per il consumo di carburante e le loro emissioni (CO 2, Nox, particelle fini, ecc), rispetto al vecchio ciclo NEDC: “il motore è più sollecitato, il tempo di
funzionamento al minimo, ad esempio, è inferiore e viene sottoposto a un test su strada”, spiega Gaetan Monnier, esperto IFP Energies Nouvelles. Con costi maggiorati, che per BMW saranno di 150 milioni di euro, mentre per il numero uno di Daimler, Dieter Zetsche, “è una vera sfida reimmatricolare tutti i veicoli. Perché c’è un collo di bottiglia”. Con una transizione che “renderà l’obiettivo europeo più vincolante del 5%”, dicono dall’Acea, e “che aumenterà il costo dello sviluppo del motore”, dice Thierry Bolloré, Chief Operating Officer di Renault a cui lo stesso Carlos Ghosn aggiunge: “Abbiamo molte incertezze. Non sappiamo con quale rapidità verranno rilasciate le omologazioni. Non sappiamo se i clienti saranno disposti a pagare i nuovi prezzi, perché abbiamo bisogno di aggiungere tecnologie”.
Spedizione Posta Target - Magazine
Registrazione Tribunale di Milano n° 219 del 28/03/2006 Direttore responsabile Alberto Vita Collaboratori Andrea Barbieri Carones, Maurizio Bertera, Lorenzo Maratea, Alessandro Palumbo, Serena Piazzi, Salvatore Saladino, Monica Secondino, Nicola Spadafora Progetto grafico Arianna Pierri Stampa Pronto Stampa Srl, Verdellino di Zingonia (BG) Distribuzione in Italia Pronto Stampa Srl, Verdellino di Zingonia (BG)
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Tariffa abbonamento annuo: 30,00 euro Bonifico bancario per Banca Popolare di Sondrio, Agenzia n. 13 di Milano - c/c 000005445X70 CIN X - ABI 05696 CAB 0161 IBAN IT78X0569601612000005445X70 intestato a Newsteca Srl D.Lgs 196/03 del 30 giugno 2003 (tutela della privacy): titolare del trattamento dei dati personali utilizzati per l’invio della rivista è Newsteca Srl. Gli interessati potranno esercitare i diritti previsti dall’art. 7 del citato D.Lgs. telefonando al n. 02/20241122 Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati ad uso redazionale è il direttore responsabile a cui ci si può rivolgere per i diritti previsti dal D.Lgs 196/03 (tel. 02/20241122 - fax 02/20241096).
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