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MissionFleet 5/2020

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Anno XV

novembre 2020


Anno XV • novembre 2020

www.missionline.it

Speciale infrastruttura EV

Il rombo silenzioso Prospettiva di filiera

Valutazioni sull’introduzione di EV in flotta Norme e tributi

Contratto di assegnazione dell’auto aziendale

NUOVA SEAT LEON SPORTSTOURER

DESIGN E TECNOLOGIA PER IL BUSINESS


1 Sommario 5 20.qxp_Layout 1 30/10/20 08:26 Pagina 1

SOMMARIO

Novembre 2020 • numero 5

4

34

44

CRUSCOTTO

MISSIONFLEET AWARDS

NORME E TRIBUTI

Elettriche e ibride, le uniche in ripresa

Premiamo la competenza

Contratto di assegnazione dell’auto aziendale

di Paola Lucchetta

di Salvatore Saladino

10 ORIZZONTE

a cura della redazione

36 DURA LEX

45

Arval - Il noleggio al 2025

Rimborso chilometrico e smart working

L’ANALISI DI MISSIONFLEET

di Paola Baldacci

a cura della redazione

SEAT LEON SPORTSTOURER SW con piglio di design

12

38

DONNE AL VOLANTE

ON THE BIG CHAIR

Mercedes - rivoluzione femminile

DS - Il gusto francese che piace

di Ilaria Salzano

di Paola Baldacci

16

40

PROVATO PER VOI

DIRECTOR’S CUT

Jeep - Dalla città al fuoristrada

Superba cinquantenne

RENAULT CAPTUR E-TECH PLUG IN HYBRID Suv e ibrido senza essere premium di Maurizio Bertera

News L’EDITORIALE NEWS

2 50

di Paola Baldacci

di Paola Baldacci

18 FOCUS FILIERA EV

43 PROVATO PER VOI

Questione di Mix

Bmw - L’accento sulla sportività

di Alessandro Palumbo

di Paola Baldacci

26

Informazione pubblicitaria Da Enel X la gamma Juice

15

SIFÀ - L’ecosistema della Circular mobility

17

SPECIALE INFRASTRUTTURA EV Rombo silenzioso di Andrea Barbieri Carones NOVEMBRE 2020 | 1


2 Editoriale 5 20.qxp_Layout 1 30/10/20 08:30 Pagina 2

L’editoriale di Paola Baldacci

CERCARE INSIEME LA SOLUZIONE

F

acciamo il punto sull’elettrico: dove va il mercato e quali valutazioni, in una prospettiva di filiera, devono affrontare i fleet manager interessati ad introdurre EV in flotta? Su MissionFleet 5 ce ne occupiamo in tre ampi servizi: in apertura con il “Cruscotto” a cura di Salvatore Saladino, country manager di Dataforce Italia, che in esclusiva per la testata ha realizzato uno specifico focus sullo stato dell’arte delle vendite di auto elettriche ed ibride. Poi prendiamo una Casa, un noleggiatore, la telematica, gli autoriparatori e una flotta aziendale elettrica: agitiamo (non shakeriamo) con competenza i loro dati per servirvi le risposte sul da farsi, sempre in relazione all’eventualità d’inserire veicoli a zero emissioni nel parco. Infine, contiamo l’infrastruttura: oltre 14mila colonnine in Italia oggi, con l’obiettivo delle 60mila. Inutile negarlo: le case auto puntano obbligatoriamente sulle emissioni zero e il viaggio lungo la rete di ricarica è appena cominciato. Con novembre, abbiamo pensato possa essere utile riflettere sull’elettrificazione visto che i provider di energia stanno procedendo a ritmo spedito e l’impegno dei costruttori è andato avanti, pur nell’annus horribilis che presto ci lasceremo alle spalle. Ecco la prova di Jeep Compass e Renegade 4xe: i Suv 4X4 sono diventati ibridi plug in senza tradire la trazione integrale.

2 | NOVEMBRE 2020

Il test drive nelle Langhe della nuova Bmw Serie 4 Coupé che con la tecnologia mild hybrid esalta il Dna sportivo in una emozionante M440i XDrive. Infine, l’analisi tecnica a cura di Maurizio Bertera su due modelli che hanno in comune l’attenzione – quasi obbligatoria – alla propulsione ibrida, ma con valutazioni differenti che si spiegano con le carriere differenti. Stiamo parlando di Leon Sportstourer e di Renault Captur. Ma non è tutto. Le rubriche completano un numero della nostra rivista dell’auto aziendale con il consueto taglio culturale dell’automotive al femminile e dell’heritage: Mercedes a pagina 12 e Range Rover a 40. Infine, i capitoli di “norme e tributi” per spiegarvi della nuova tassazione (dal 1° luglio), che dovete far partire in base alla data del contratto di assegnazione, e del calcolo del rimborso chilometrico in caso di smart working. I MissionFleet Awards? La giuria ha decretato i progetti vincitori, sia tra i fornitori sia tra i migliori modelli di auto da flotta, così come tra i fleet manager aziendali. Su tutti noi incombe l’ennesimo Dpcm a limitare eventi e meeting, ma vi promettiamo che celebreremo MFA 2020. Sapevate che competere significa “cercare insieme la soluzione” a livello agonistico? Ve lo sveliamo a pagina 34. @pla_baldax e @missionline


2 Editoriale 5 20.qxp_Layout 1 30/10/20 08:30 Pagina 3

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3 Cruscotto 5 2020.qxp_Layout 1 30/10/20 08:31 Pagina 4

MISSIONFLEET CRUSCOTTO

ELETTRICHE E IBRIDE, LE UNICHE IN RIPRESA Nel focus sulle auto a basse e a zero emissioni, con Dataforce Italia analizziamo i dati gennaio-agosto 2020 per scoprire l’andamento di Bev e Phev in Italia e in Europa

T di Salvatore Saladino*

ra incentivi statali, sostegni pubblici locali e blocchi del traffico nelle metropoli, l’auto elettrica inizia a farsi strada, anche se molti automobilisti che necessitano di un mezzo di trasporto più “utilizzabile” preferiscono puntare sulle ibride. Per il mondo delle flotte aziendali in particolare, l’auto elettrica cresce sì in termini di volumi, ma in maniera ben più lenta rispetto ad altri Paesi europei. Di contro, il 2020,

*Country manager Dataforce Italia 4 | NOVEMBRE 2020

annata disgraziata per il mercato dell’auto (e dell’economia in generale, causa pandemia Covid19) può essere definito l’anno della vera spinta dell’auto a impatto zero. Dataforce ha realizzato uno specifico focus sullo stato dell’arte delle vendite di auto elettriche (ed ibride) in esclusiva per MissionFleet. Vediamo quindi quali sono i principali trend, anche a confronto con altre realtà nazionali del continente europeo.

ELETTRICHE AL RADDOPPIO Partiamo dai numeri del mercato italiano: nei primi 8 mesi del 2020 le immatricolazioni di auto elettriche (Bev, battery electric vehicle) sono raddoppiate: 13.426 unità, tutte di tipo tradizionale, nessuna “extended range” (con motore a benzina con la funzione esclusiva di aumentare la capacità di ricarica delle batterie) e nessuna “fuel cell” (con le batterie alimentate a


3 Cruscotto 5 2020.qxp_Layout 1 30/10/20 08:31 Pagina 5

MISSIONFLEET CRUSCOTTO

TOP 5 ITALIA ELETTRICHE E PHEV TOP 5 ITALY

BEV

PHEV

YTD 2020 *

YTD 2019 *

Diff. YTD

Diff. YTD %

RENAULT ZOE

2.741

1.653

1.088

65,82%

SMART FORTWO

1.704

1.036

668

64,48%

VW UP

1.451

16

1.435

8968,75%

TESLA MODEL 3

1.341

1.166

175

15,01%

PEUGEOT 208

1.137

0

1.137

/0

FORD KUGA

1.132

0

1.132

/0

VOLVO XC40

781

0

781

/0

MINI COUNTRYMAN

762

1.092

-330

-30,22%

PORSCHE CAYENNE

598

1

597

59700,00%

AUDI A3, S3 Electric Total

556

0

556

/0

RENAULT ZOE

2.741

1.653

1.088

65,82%

SMART FORTWO

1.704

1.036

668

64,48%

VW UP

1.451

16

1.435

8968,75%

TESLA MODEL 3

1.341

1.166

175

15,01%

PEUGEOT 208

1.137

0

1.137

/0

* i dati Italia sono aggiornati ad agosto (sia 2020 che 2019)

idrogeno). Da gennaio ad agosto ne sono state targate 6.537 (+105%). Le auto elettriche quest’anno hanno raggiunto una market share dell’1,65%. Ancora più rapida la crescita delle ibride plug in, ossia le auto ibride più efficaci, le cui batterie di alimentazione possono essere ricaricate tramite l’allaccio alle rete, con colonnine specifiche o prese domestiche: +204%. Però si tratta di numeri di immatricolazioni più bassi rispetto alle elettriche: 9.652 unità, per la stragrande maggioranza ibride a benzina (9,225) e qualche diesel (497).

A questi plug in hybrid electric vehicle (da cui deriva la sigla Phev), vanno però aggiunte altre tipologie di auto ibride: le full hybrid (a benzina o diesel, ma senza ricarica “alla spina”), che quest’anno sono state rispettivamente 32.520 (-34,7%) e 54 (l’anno scorso soltanto una unità), poi le mild hybrid (anch’esse a benzina o diesel, in cui un micro-motore elettrico serve a migliorare la performance del motore termico, ma non “muove” autonomamente l’automobile), da gennaio ad agosto sono state rispettivamente 44.236 (+381%)

e 16.071 (+42,4%). Insomma, prese tutte assieme, le ibride quest’anno hanno conquistato 102.533 clienti italiani, ossia il 12,62% dell’intero mercato.

IN FLOTTA E nelle flotte? L’interesse per l’auto a basso o zero impatto ambientale è ancora più alto: i dati del noleggio a lungo termine, per esempio, vedono l’elettrico al 3,31%, esattamente il doppio del mercato totale, le ibride plug in al 2,86%, le full hybrid al 4,95% e le mild hybrid al 6,19%. In totale rappresentano il 14% delle

***NOTA ALLE TABELLE LE TABELLE SONO UNA ELABORAZIONE DATAFORCE ITALIA SU FONTI MINISTERO TRASPORTI E ACI/PRA

MARKET OVERVIEW ELETTRICHE E PHEV Agosto 2020

Agosto 2019

Diff. Mese

MS 2020

YTD 2020

YTD 2019

MS YTD 2020

BEV

1.874

531

1.343

2,11%

13.426

6.537

1,65%

PHEV

1.693

305

1.388

1,91%

9.652

3.176

1,19%

4,01%

23.078

9.713

2,84%

812.179

1.327.706

Electric Total

3.567

836

2.731

Total Market

88.844

88.809

35

NOVEMBRE 2020 | 5


3 Cruscotto 5 2020.qxp_Layout 1 30/10/20 08:31 Pagina 6

MISSIONFLEET CRUSCOTTO

MARKET SHARE n BEV n PHEV

42%

IN EUROPA

58%

GENNAIO-AGOSTO 2020

33% 67%

GENNAIO-AGOSTO 2019

immatricolazioni long rent. Considerando veramente ecologiche le Bev e le Phev (elettriche e ibride plug in), si osserva che le prime rappresentano il 58% delle immatricolazioni, le seconde il 42%. Però la crescita delle ibride è superiore: l’anno scorso erano al 33% della “torta” Bev +Phev. Se le elettriche pure non hanno emissioni allo scarico (l’inquinamento è prodotto nella fabbricazione dei veicoli, dal rotolamento degli pneumatici e dallo smaltimento a fine vita delle batterie e dell’auto stessa), è interessante notare che una 6 | NOVEMBRE 2020

percentuale cospicua delle Phev è nella classe di emissioni da 41 a 50 g/km (4.081 unità), seguita dalla classe 31-40 g/km (2.716), dalla 21-30 g/km (1.383), dalla oltre 70 g/km (781), dalla 51-60 g/km (362) e dalla 61-70 g/km (329 unità).

Nel resto d’Europa cosa succede al mercato delle elettriche e delle ibride? In linea generale, gli altri Paesi sono nettamente più avanti di noi nell’avanzata delle auto green. Tranne che in Spagna, dove le vendite di elettriche e ibride plug in rappresentano quote in crescita, ma ancora marginali: rispettivamente sono l’1,41% e l’1,66% (totale 3,06%). In Italia, invece, le elettriche pure sono al 2,11% e all’1,91% (totale 4,01%) le Phev. La nazione più virtuosa è l’Olanda, in cui la penetrazione di elettriche e ibride plug in raggiunge il 13,5%: 9,53% le prime, 3,98% le seconde. Segue la Francia (9,18% in totale, 6,15% più 3,04%). Un gradino sotto troviamo la Germania, con una quota green dell’8,68% (elettriche al 4,02%, Phev al 4,66%), poi il Regno Unito (7,99% la somma di elettriche, 4,72% e ibride plug in, 3,27%). Il Belgio ha sfiorato quota 7% (esattamente 6,82%, con le elettriche al 2,29% e le ibride “alla spina” al 4,53%). Il Paese dove se ne immatricolano di più? La Germania, che quest’anno ha registrato 37.259 auto elettriche e ibride plug in (rispettivamente 16.836 e 20.423).

AI PRIVATI E AL LUNGO TERMINE Ma chi sono in Italia i maggiori fruitori delle auto elettriche? A

giudicare dalle vendite complessive, i privati (5.877 unità quest’anno). Ma, considerando le quote di mercato degli altri canali, sono le flotte del noleggio a lungo termine quelle che apprezzano di più le auto a impatto zero: 4.211 nuove targhe da gennaio ad agosto. Decisamente meno interessati alle auto elettriche sono i noleggiatori a breve termine, che acquistano giusto gli esemplari per i noleggi downtown: 651 unità nel 2020. Nelle flotte di proprietà, quest’anno se ne sono immatricolate 1.238, ossia un po’ meno delle demo e delle km zero dei concessionari e delle case costruttrici (1.449 unità). Invece le Phev, cioè le ibride plug in? In questo campo i più forti acquirenti sono i noleggiatori a lungo termine: 3.650 unità su un totale di 9.652. Ai privati ne sono state intestate 2.712, 1.993 sono le auto-immatricolazioni, 886 alle flotte e 651 ai rent-a-car.

LE REGIONI DI IMMATRICOLAZIONE Le zone in cui vengono immatricolate più auto green? Trentino a parte dove, per questioni fiscali sull’Ipt, sono intestate molte auto dei noleggiatori a lungo termine (il dato di 3.515 auto elettriche non deve impressionare), è la Lombardia la regione più virtuosa anche perché favorisce l’acquisto con un proprio sistema di incentivi aggiuntivo. Nella regione del governatore Fontana quest’anno sono entrate in circolazione 3.191 auto a impatto zero. L’Emilia Romagna (774) ha sopravanzato il Piemonte (554), ma sono entrambe dietro alla Toscana (930), regione in cui immatricola Arval. Al Sud e


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

MARKET SEGMENT DISTRIBUTION ITALY BEV

PHEV

YTD 2020

YTD 2019

Diff. YTD

Diff. YTD %

Private

5.877

2.639

3.238

122,70%

Fleet

1.238

1.135

103

9,07%

Manufacturer & Dealer

1.449

504

945

187,50%

Rentals (Long Term)

4.211

2.072

2.139

103,23%

Rentals (Short Term)

651

187

464

248,13%

BEV Total

13.426

6.537

6.889

105,38%

Private

2.712

929

1.783

191,93%

866

423

443

104,73%

Manufacturer & Dealer

1.993

635

1.358

213,86%

Rentals (Long Term)

3.650

1.110

2.540

228,83%

Rentals (Short Term)

431

79

352

445,57%

PHEV Total

9.652

3.176

6.476

203,90%

Private

8.589

3.568

5.021

140,72%

Fleet

2.104

1.558

546

35,04%

Manufacturer & Dealer

3.442

1.139

2.303

202,19%

Rentals (Long Term)

7.861

3.182

4.679

147,05%

Rentals (Short Term)

1.082

266

816

306,77%

Electric Total

23.078

9.713

13.365

137,60%

Fleet

Electric Total

nelle Isole? Le briciole: rispettivamente 540 e 403 unità. E nel Lazio? Quasi la metà della Lombardia: 1.752 unità. Per le ibride plug in, invece, la situazione è leggermente diversa: Trentino a parte (2.496), la Lombardia si piazza dietro alla Toscana (significa che i clienti di Arval sono grandi fruitori di Phev), che ne ha immatricolate 1.760 contro le 1.672 della Lombardia.

LA ZOE È LA PIÙ VENDUTA Il modello più richiesto sul mercato italiano è la Renault Zoe tra le elettriche, la Ford Kuga tra le ibride plug in. In Belgio rispettivamente la Tesla Model 3 e la BMW X5. In Francia la Zoe e la Peugeot 3008. In Germania sono la Volkswagen Golf E e la Passat GTE. In Olanda Kia Niro e

Volvo XC40, in Spagna Renault Zoe e Ford Kuga, esattamente come in Italia. Infine, il Regno Unito: Tesla Model 3 e BMW Serie 3. Paese che vai, auto green che trovi.

piccolo contributo delle importazioni parallele: 2.313 automobili (-16,29%) e 48 furgoni (+71,43%), per un dato complessivo di 173.324 unità (+9,31%).

IL MERCATO A SETTEMBRE

I CANALI

Ma diamo uno sguardo anche all'andamento in generale del nono mese dell'anno. Con una giornata lavorativa in più rispetto al settembre 2019 (22 contro 21), il mese dopo le ferie estive porta in dote un risultato molto buono grazie agli incentivi: le automobili nuove immatricolate sono state 155.995, cioè 13.517 in più del settembre precedente, con un incremento del 9,49%. I veicoli commerciali leggeri nuovi, invece, 14.968: cioè 1.680 aggiuntivi (+12,64%). Al totale passenger cars + Lcv ufficiali si deve aggiungere il

A livello di canali di distribuzione, gli incentivi hanno incrementato la domanda dei privati (+24,79% con 21.369 auto in più) mentre l’incremento dei noleggi è meno significativo (+3,72% per il lungo termine e +10,1% per il breve termine). In flessione, invece, le immatricolazioni aziendali dirette (-12,36%) e le autoimmatricolazioni di concessionari e Oem (-35,27% e -39,37% rispettivamente). Particolarmente evidente la diminuzione delle targhe delle km zero dei dealer: quasi 7.500 unità in meno. NOVEMBRE 2020 | 7


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

16.000 14.000

13.426

CO2 EMISSIONS YTD 2020

12.000 10.000

329

781

2.000

362

1.383

4.000

2.716

6.000

4.081

8.000

51-60 g/km

61-70 g/km

>70 g/km

0 0 g/km

1-10 g/km

11-20 g/km

21-30 g/km

31-40 g/km

n Electric Drive

YTD 2020 A tre quarti dell’anno, il cumulato di questo disastroso 2020 caratterizzato dalla pandemia Covid-19 recupera qualche punto sul passivo: con 968.429 nuove automobili entrate in circolazione la flessione scende al 34,13%, ma il calo delle vendite rimane sempre superiore al mezzo milione di unità. È evidente che questo passivo non potrà essere annullato entro la fine dell’anno: il sistema degli incentivi statali, che privilegia auto elettriche e ibride plug in non permette al comparto automotive di

8 | NOVEMBRE 2020

41-50 g/km

n Plug-In Hybrid Drive

recuperare terreno in maniera efficace. Nei veicoli commerciali leggeri il calo del mercato, pur pesante, è meno evidente: -23,84%. Questo dato rimane, come lo scorso mese, a oltre 30.000 mancate vendite.

CONSIDERAZIONI Le 15mila auto nuove in più immatricolate a settembre lasciano un po’ di amaro in bocca agli operatori: se i provvedimenti del Governo giallo-rosso avessero distribuito meglio e con maggiore lungimiranza i fondi resi disponibili, saremmo qui a parlare di vera ripresa. È vero che le vendite di auto elettriche e delle ibride sono più che triplicate a settembre, ma le prime hanno raggiunto una misera quota di mercato del 2,62% (poco più di 4.000 unità a settembre, 17.500 nei 9 mesi, con una market share 2020 dell’1,81%), le

seconde invece hanno conquistato il 22,37%, ma la quota annuale è del 14,19%. In numeri assoluti significano quasi 35.000 auto ibride a settembre e oltre 137.000 nel cumulato 2020, mentre diesel e benzina superano ancora le 700.000 unità e a settembre rappresentano ancora 2 vendite su 3.

MANCATO RIFINANZIAMENTO INCENTIVI Esauriti gli incentivi per l’acquisto dei veicoli più richiesti, il Governo non ha ritenuto di inserire il rifinanziamento degli stessi per lo svecchiamento del parco auto nel testo di conversione in legge del “Decreto Agosto” approvato dal Senato. Eppure le misure, che si erano complessivamente autofinanziate, hanno fruttato 58 milioni di euro in gettito Iva, per non dimenticare le tasse, come l’Ipt, correlate alle immatricolazioni. Una decisione che secondo tutti gli analisti va a vanificare il rilancio del settore nonché del Pil.


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MISSIONFLEET ORIZZONTE

IL NOLEGGIO AL 2025 Il piano strategico di Arval parla di sostenibilità e conneività per interceare i nuovi bisogni di mobilità aziendale. A cominciare dall’e-bike

di Paola Baldacci

A Arval Beyond entra nel vivo e proietta la società di autonoleggio in un più ampio raggio di azione. Quello della mobilità sostenibile rivolta non solamente alle imprese come offerta corporate per gli assegnatari di un’auto aziendale, ma a tutti i loro dipendenti, ai partner delle alleanze sempre più trasversali e B2C. Il piano quinquennale 2020-2025 della società francese di proprietà di Bnp Paribas coinvolge diversi reparti aziendali 10 | NOVEMBRE 2020

per attuare il cambio di business model. Senza dimenticare il core business del noleggio, naturalmente. «Noleggio vuol dire utilizzo e ci stiamo spostando da un tipo di mobilità ad un’altra: le auto non sono più sufficienti. Ecco perché cambiamo l’offerta, ampliandola», commenta il presidente Alain Van Groenendael. Le divisioni che attueranno l’ampliamento del raggio d’azione sono la rete dei punti di noleggio e assistenza, l’area mobility, quella della trasformazione energetica e quella delle partnership attiva su 30 Paesi. Tutte insieme queste business units contribuiranno a creare lo schema con target al 2025: • flotta di 500mila veicoli elettrificati nel mondo su due milioni;

• riduzione del 10% del tasso di incidenti; • 80% della flotta sarà connessa; • almeno un’alleanza in ogni Paese dove opera; • fra 5 anni, Arval sarà carbon neutral.

ALAIN VAN GROENENDAEL


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MISSIONFLEET ORIZZONTE

LA FLOTTA Negli ultimi 5 anni, la flotta di Arval è cresciuta mediamente del 7,4% e a settembre 2020 segna un incremento straordinario del 6,6%, nonostante la pandemia di Covid-19. L’obiettivo dei 500mila veicoli elettrificati entro il 2025 porterà al 30% di riduzione nelle emissioni di CO2 rispetto all’anno in corso, per diventare un’azienda a impatto zero sull’ecosistema. Queste ambizioni derivano da una profonda riflessione sui risultati, condotta l’anno scorso alla chiusura del precedente piano quinquennale. Spiega la società: «Le aspettative dei consumatori sono profondamente cambiate in termini di mobilità e impatto ambientale e siamo pronti a liberare tutto il nostro potenziale e cogliere le nuove opportunità offerte da queste trasformazioni. Negli ultimi mesi, l’impatto della crisi sanitaria ha rafforzato il nostro impegno».

ARVAL BEYOND: OLTRE IL NOLEGGIO AUTO Il piano strategico esprime l’input di Bnp Paribas i cui valori aziendali puntano a produrre un ritorno positivo sulla società. In tal senso, la sostenibilità ambientale è una opzione vincente. «Il progetto quinquennale ci porterà a proporre qualcosa di semplice al miglior prezzo e dal minor impatto ambientale possibile: in questo senso intende essere un game changer. Arval era un’azienda troppo car centric», sottolinea Van Groenendael. Di qui le azioni in quattro direttrici: mobilità a 360 gradi, facilitare l’accesso alle auto elettriche attraverso soluzioni di noleggio flessibili, espansione della connettività internet e delle collaborazioni come con la Cassa di risparmio di Barcellona (la Caixa). In ogni regione, Arval le declinerà al mercato. E per fare l’esempio dell’Italia, guidata da Stefan Majtan, il nuovo business model di mobilità sostenibile a 360° si traduce nell’introduzione di un nuovo servizio. «La nostra proposta si arricchisce del noleggio a lungo termine di biciclette elettriche, con un canone fisso mensile», annuncia il direttore. La bici

elettrica proposta è prodotta da Kalkhoff, scelto per un network di manutenzione capillare. Il noleggio per 12 mesi è proposto a 113 euro al mese, che diventano 87 euro per 24 mesi, con assicurazioni e copertura danni incluse.

PAGAMENTO DEI PARCHEGGI Ma la sostenibilità non viaggia senza la connettività: ecco perché un team di sviluppatori interno lavora sulla telematica ed è interamente dedicato all’esperienza di guida e di utilizzo del noleggio. Tra i diversi progetti allo studio, il primo che verrà lanciato sarà il pagamento del parcheggio automatico. Sono stati condotti alcuni test su clienti aziendali e il servizio varierà secondo il Paese. La geolocalizzazione permette di chiedere al driver se attivare il pagamento, dunque riceve la fattura a fine mese, insieme al canone. Stefan Majtan osserva: «La possibilità di avere auto connesse ci consegna informazioni per sviluppare nuovi servizi: ad esempio, Telepass Next acquisterà sempre più importanza, offriremo presto anche il parcheggio in strada attraverso questa soluzione». La

STEFAN MAJTAN

partnership con Telepass è uno dei casi di successo che Arval intende ampliare. Dal 1989 porta avanti una strategia di collaborazioni come con Caixa Bank in Spagna che beneficia di un’offerta dedicata per 150mila auto per i prossimi 5 anni. Se le partnership si sono sviluppate finora nella filiera automotive e con istituti di credito, il futuro vede altri stakeholder della mobilità all’orizzonte. Tra essi energy provider.

«Dalle nostre indagini sulle aziende-clienti emerge che il 41% utilizzerebbe la bici elettrica come mezzo abituale e in media percorrono circa 15 chilometri nel percorso casa-lavoro; tra le prime ragioni di apprezzamento il rispetto per l’ambiente e l’agilità nel traffico», Alessia Pedersini, marketing manager e responsabile della Csr di Arval Italia NOVEMBRE 2020 | 11


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MISSIONFLEET DONNE AL VOLANTE

RIVOLUZIONE FEMMINILE Mercedes reinterpreta le concessionarie e l’esperienza di vendita: a Bria Seeger il felice compito di guidare una nuova trasformazione epocale. Spronata dal digitale

di Ilaria Salzano

B Britta Seeger, una delle donne più potenti del mondo dell’auto – membro del consiglio direttivo di Daimler AG e responsabile della divisione vendite e marketing di Mercedes-Benz 12 | NOVEMBRE 2020

Cars –, ha dato il via ufficiale alla rivoluzione delle concessionarie. Il processo di vendita oggi prevede oltre alla digitalizzazione, la semplificazione e l’ottimizzazione dei tempi: filosofia che si accorda molto al multitasking femminile, da sempre amato e coltivato dal brand, se è vero che fu proprio una donna a far correre la prima auto (Mercedes) della storia. Abbiamo voluto capirne di più. «Comprare un’auto ora è immediato come acquistare un libro sul web, ma al contempo

rassicurante e confortevole come accomodarsi in un salotto», commenta Seeger al debutto ufficiale europeo della “Best Customer Experience 4.0”.

TUTTO ONLINE Parte un nuovo viaggio per la clientela della Stella. «È anche un addio alla vecchia concessionaria?», chiediamo. «Al momento per Cina e India sì. Il processo della rivoluzione delle vendite lì è già iniziato da un po’ e fila liscio», ci spiega. Entro il 2025, secondo la


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MISSIONFLEET DONNE AL VOLANTE

manager, il 25% degli acquisti Mercedes-Benz Cars in tutto il mondo sarà effettuato online. Per l’Europa, si parla di un vero e proprio passaggio epocale, dalla vendita all’assistenza completamente digitali, che passerà per la Mercedes Me ID. Cioè una carta d’identità che potrà fare chiunque (non solo i possessori di un veicolo) per fruire dei servizi offerti dal marchio.

BEST CUSTOMER EXPERIENCE 4.0 Mercedes, che già da anni non è più soltanto costruttore di auto, sarà in grado di aiutare con un’assistenza specifica la clientela tramite un’app scaricabile gratuitamente. Sia chi vorrà usare, ad esempio, il car sharing oppure chi vorrà specifiche soluzioni business, magari sviluppate insieme ad altri partner. «Per molti dei nostri clienti, il lusso significa semplicità e, a volte ancora più importante, risparmio di tempo. Vogliamo offrire, dunque, esperienze e ricordi duraturi indipendentemente dall’ora, dal luogo o dal canale che i clienti utilizzano – commenta Seeger –; oggi i nostri servizi connessi (Mercedes Me Connect) vengono utilizzati dal 90% della clientela, con oltre 3 milioni di utenti. Allo

stesso tempo, la rete dei nostri concessionari continuerà ad essere importante tanto quanto lo è oggi, trasformando i punti vendita in ‘point of experience’».

SHOWROOM COME SALOTTI I cambiamenti per gli showroom saranno sostanziali: rimarranno fondamentali ma cambierà la loro funzione. Saranno veri e propri salotti esperienziali, dove avere un contatto con i prodotti. Semplificazione, quindi, e ottimizzazione, con un progresso del commercio al

dettaglio, grazie a nuovi format sempre più interattivi per le aree degli ospiti: indispensabili, per coinvolgere la clientela di sempre, ma anche un nuovo possibile pubblico.

LA MIGLIORE ESPERIENZA PER DIVERSI TARGET Per la casa tedesca è una strada cavalcata da tempo, quella di aprirsi a nuovi target come i giovani e le donne. Negli Stati Uniti la “quota rosa” della CLA oscilla fra il 35 e il 40%, in Cina è la Classe A ad aver colpito nel

VENDITE DIGITALI NEL MONDO In termini di digitalizzazione, la Cina sta definendo nuovi standard in tutto il mondo. Qui l’offerta di Mercedes è ormai su diversi canali. Attraverso il sito web ufficiale, WeChat di Mercedesme e infine l’app, i clienti cinesi possono ordinare l’auto e configurarla, oppure i pezzi di ricambio. Durante il lockdown hanno potuto ordinare il veicolo desiderato completamente senza contatto. A giugno la quota di clienti che ha firmato ordini online è stata dell’85%. Nel 2015 è stato aperto il marketplace Tmall Flagship Store attraverso il quale si prenotano test drive dei nuovi modelli e i servizi vengono presentati direttamente ai 300mila followers. Nel 2021, anche l’Austria passerà alla vendita diretta di nuovi veicoli. Nella visione della Casa, il nuovo modello offre importanti opportunità per i partner commerciali, di rimanere una parte significativa della catena del valore in un mondo sempre più digitale, e allo stesso tempo connettere perfettamente tutte le forme di vendita per il cliente. Le concessionarie potranno concentrarsi ancora di più sul loro prospect e sull’offerta di consulenza e valorizzazione del brand. Riassume Seeger: «Siamo molto ben posizionati con le nostre iniziative digitali. Un’interazione continua e integrata dei canali online e offline sarà cruciale per la customer satisfaction in futuro. I clienti si muoveranno continuamente tra i punti di contatto fisici e non. Per questo motivo, continueremo a investire nella trasformazione digitale nonostante tutte le sfide attuali». NOVEMBRE 2020 | 13


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MISSIONFLEET DONNE AL VOLANTE

SOTTO UNA BUONA STELLA La storia di Mercedes Benz si lega a doppio filo, fin dalle origini, all’universo in rosa. Abbiamo già avuto modo di scriverlo su queste colonne: fu Bertha Benz, moglie di Karl Benz, a mettere in moto la prima carrozza a motore (la PatentMotorwagen) correndo diversi chilometri fuori città e avviando così la storia del brand. Una storia curiosa, considerato che era il 1888 e l’episodio avvenne di nascosto dal marito. Un’anticipazione del successo del marchio: la Stella, nata fra mani femminili, è cresciuta nel successo senza tralasciarne mai le opinioni.

segno con la maggioranza di acquirenti femminili e guidatori sotto i 40 anni. Obiettivi coltivati con gli anni, per cui è nato anche il progetto “She’s Mercedes”, che ora accoglie online l’universo femminile di oltre 60 paesi. «La digitalizzazione sta cambiando il nostro modo di vivere e di fare

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affari. I clienti di tutto il mondo si aspettano di interagire sul web con i loro marchi ovunque e in qualsiasi momento. La pandemia scaturita dal Covid-19 ha solo accelerato questo processo». La “Best Customer

Experience 4.0” è il risultato di un lavoro che oggi è in grado di coinvolgere una clientela più ampia. Il brand ci ha lavora instancabilmente dal 2013, investendo 3 milioni di euro all’anno.


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ENEL X

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

DA ENEL X LA GAMMA JUICE nostre auto elettriche scambieranno energia con la rete. Quindi abbiamo una infrastruttura di ricarica bidirezionale (V2G), in grado di caricare e scaricare un EV. PER I FLEET MANAGER Passiamo alle applicazioni per il fleet manager: JuiceNet Manager è l’applicazione web che supporta la gestione dei punti di ricarica, le ricariche pubbliche e private e la flotta aziendale di veicoli elettrici. Via via si possono aggiungere nuovi utenti. La pagina dedicata ai Driver consente di gestire tutti quelli attivati

La famiglia Juice di Enel X si evolve per dare una ulteriore spinta alla diffusione della mobilità elettrica. La generazione 3.0 della gamma Juice soddisfa le esigenze di ricarica con i relativi servizi sia nell’ambito domestico, che in ambito aziendale. Per quanto riguarda infrastrutture e strumenti per ricaricare i veicoli a zero emissioni, i prodotti della business line di Enel dedicata alle energie alternative sono 5. Ad essi si aggiungono due servizi, vediamoli. GLI STRUMENTI PER RICARICARE A cominciare da JuiceBox che meglio si adatta a contesti di utilizzo residenziali e commerciali. Disponibile in differenti potenze, sia per la ricarica in monofase fino a 7.4 kW, 32A sia per la ricarica in trifase fino a 22 kW, 32A, in corrente alternata, soddisfano le esigenze di gestione dell’intera fase di ricarica.

Comprese le sessioni da remoto. Per rifornire due EV contemporaneamente c’è l’infrastruttura JuicePole: fino a 22 kW in CA per ogni presa. È compatibile con tutti i veicoli elettrici disponibili in Europa e con connettori di Tipo 2 o Tipo 3A si adatta facilmente per essere utilizzata in un’area pubblica o privata con accesso pubblico, aperta a ogni tipo di clientela. Resiste alle intemperie ed è a tenuta di polvere. Invece, la JuicePump è per potenze elevate, fino a 50 kW in corrente continua, a standard multiplo Chademo e CCS. È considerata la soluzione perfetta per gli edifici commerciali, le installazioni su strada e qualsiasi luogo che richieda la ricarica rapida dentro o fuori la città. Infine, la Juice2Grid per guardare al futuro imminente e al vehicle-to-grid, cioè per quando le

e in corso di attivazione, incluse le funzionalità di assegnazione dei ruoli e dei relativi livelli di autorizzazione all’accesso. È possibile filtrare i dati per sede, centro di costo, nome e cognome e ruolo del dipendente. Per concludere un’offerta unica sul mercato per completezza, ecco JuiceNet Set&Charge. Si tratta del servizio che Enel X offre a chi vuole offrire la possibilità di ricaricare i veicoli elettrici presso la propria area dedicata al parcheggio e ai soli conducenti autorizzati dall’azienda che sarà sempre proprietaria della infrastruttura di ricarica. Il servizio offerto non dipende dal fornitore di energia elettrica e se non espressamente richiesto dal cliente, non necessita di una connessione dedicata. Per suggerire l’opzione migliore, Enel X analizza il consumo energetico attuale e suggerisce il numero ottimale di infrastrutture di ricarica. Poi procede all’installazione. NOVEMBRE 2020 | 15


7 Provato per voi Jeep.qxp_Layout 1 30/10/20 08:35 Pagina 16

MISSIONFLEET PROVATO PER VOI

DALLA CITTÀ AL FUORISTRADA Jeep Compass e Renegade 4xe: i Suv 4X4 sono diventati ibridi plug in senza tradire la trazione integrale

50 g/km nella modalità ibrida. In modalità full electric l’autonomia è mediamente di 50 chilometri.

di Paola Baldacci

J Jeep Renegade e Compass 4Xe hanno inaugurato un percorso «che porterà all’elettrificazione dell’intera gamma Jeep entro il 2022, in un equilibrio perfetto tra ecologia, efficienza e piacere di guida», così Antonella Bruno, da giugno alla guida del marchio in Emea. È un momento clou per il brand-icona d’America e sempre di più italiano, facendo di Melfi uno stabilimento di eccellenza dove sono state introdotte nell’ultimo anno le tecnologie e le competenze necessarie per produrre le auto ibride, che abbiamo provato dal circuito di Balocco fino nel Biellese.

FASE CLOU PER IL BRAND Bruno è a capo del marchio nella fase della più grande trasformazione. Quella dell’elettrificazione sì, ma con un significato che per Jeep significa emissioni zero in modalità elettrica dell’ibrido plug in «e permette anche sicurezza del 4X4 su ogni terreno, che 16 | NOVEMBRE 2020

L’E-SAVE IN SERENITÀ

interviene quando serve», spiega la manager. Per questo binomio è nato un nome dedicato: 4Xe appunto (si legge “quattro per e”, ndr), che a partire da Renegade e Compass caratterizzerà tutte le Jeep ibride plug in. «Sarà il simbolo di un modello di elettrificazione pensato per dare efficienza al cliente, perché sono le Jeep con i consumi più bassi di sempre», aggiunge la manager. Prestazioni e sicurezza in ogni condizione atmosferica sono le garanzie di Jeep da sempre e oggi lo rimangono nelle versioni che in elettrico viaggiano a 130 km/h in silenzio e a zero emissioni. Rimanendo auto a trazione integrale, nate per andare oltre ogni aspettativa, dalla città al fuoristrada. Non dimentichiamo che le Suv Jeep Renegade e Compass 4xe nascono in Lucania, ma vengono testate nella Lapponia svedese per 3.800 chilometri. Dettagli: le emissioni di CO2 sono inferiori a

Durante la guida è il driver a comandare se andare con il motore completamente elettrico, ibrido oppure inserire funzionalità di recupero dell’energia. Le tre opzioni permettono di personalizzare dal quadro comandi nel tunnel centrale prima della leva del cambio. In un itinerario misto, è consigliabile mantenere l’eSave che preserva la carica della batteria o di ricaricarla attraverso il motore a combustione interna. In pratica, se dobbiamo terminare il viaggio in una città che ammette solo auto a zero emissioni in alcune aree, possiamo impostare di conservare il livello di autonomia di quel momento. Ma niente paura: un algoritmo modula sempre la ripartizione dell’impegno tra i motori elettrici ed endotermico. Se le prestazioni richieste superano quelle disponibili in modalità elettrica, ci pensa l’auto a funzionare correttamente. Attivando l’e-Coasting si guida come con un freno a motore al rilascio dell’acceleratore, recuperando anche in questo caso energia ma in misura maggiore. Perciò una quantità di elettricità più elevata va al pacco batteria.


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SIFÀ

INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

L’ECOSISTEMA COLLABORATIVO DELLA CIRCULAR MOBILITY

La responsabilità sociale d’impresa è un valore più che un progetto per SIFÀ, Società Italiana Flotte Aziendali. L’azienda guidata da Paolo Ghinolfi integra nel proprio business obiettivi e azioni di tipo ambientale e sociale, che si traducono in iniziative concrete per il risparmio energetico e la riduzione degli impatti sull’ecosistema. In un ambito come quello della mobilità, al centro della transizione energetica e quindi dei consumi, la cornice dentro la quale si collocano tutte le iniziative di mobilità sostenibile e di Corporate Social Responsibility di SIFÀ prende infatti il nome di “Circular Mobility”. In questo peculiare frangente che richiama l’economia circolare, la mobilità si lega alla sostenibilità. Ma non semplicemente adottando veicoli elettrici oppure elettrificati nella flotta di auto a noleggio. Il disegno è più ampio e comprensivo, con l’obiettivo di mettere a sistema i protagonisti della filiera dell’auto per costruire una mobilità sempre più

“virtuosa” e attenta alla salvaguardia delle risorse ambientali. In occasione della messa online della piattaforma web (circularmobility.it) che d’ora in avanti farà da aggregatore di tutte le idee e iniziative dedicate, l’AD Paolo Ghinolfi spiega: «Circular Mobility è un progetto a cui io e i miei collaboratori stiamo dedicando molto tempo e risorse e al quale teniamo moltissimo. Vogliamo andare oltre il concetto di mobilità, estenderlo, per ridefinire le regole della mobilità di domani. Bisognerà sviluppare un ecosistema collaborativo in cui aziende leader del settore pubblico e privato e startup innovative lavorino fianco a fianco». CIRCULARMOBILITY.IT Il nuovo paradigma “Circular Mobility” nasce anche per “fare cultura” verso tematiche ambientali e di salvaguardia del nostro pianeta, favorendo l’adozione di pratiche più responsabili a più livelli: da parte delle aziende, delle istituzioni e dei

singoli cittadini. Come in un “contenitore circolare” degli spazi urbani ed extra urbani che cambiano, le forze partecipative sono: le materie prime (l’alimentazione dei veicoli), la produzione (le case auto), la distribuzione (concessionari e noleggiatori), l’utilizzo e la gestione (noleggio, mobilità condivisa), lo smaltimento e il riutilizzo ovvero quell’usato che il NLT ha riscoperto come risorsa durante il lockdown (SIFÀ ha lanciato di recente il nuovo prodotto Noleggio Veicoli usati di prima scelta, destinato sia a un target corporate sia ai privati: https://www.sifa.it/offerte-usato). PER UNA NUOVA MOBILITÀ Circular Mobility definisce un nuovo modo di fare business in ottica di Mobility as a service. Per tradurlo nel noleggio a lungo termine, core business di SIFÀ, si tratta di implementare soluzioni innovative e personalizzate partendo dall’analisi delle nuove abitudini connesse ai trasporti. Sino a fornire, alla luce di questa disamina, risposte e soluzioni adeguate alle nuove esigenze di mobilità dei clienti.

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MISSIONFLEET FOCUS FILIERA EV

QUESTIONE DI MIX Prendiamo una Casa, un noleggiatore, la telematica, gli autoriparatori e una floa aziendale elerica: agitiamo (non shakeriamo) con competenza i loro dati per servirvi le risposte sul da farsi

di Alessandro Palumbo

L Le vetture elettriche all’interno del parco circolante in noleggio a lungo termine a giugno del 2020 erano oltre 11.000 e in sei mesi sono cresciute dell’84% (oltre 5.000 unità in più). Ormai il “fenomeno elettrico” nelle flotte non può più essere considerato una moda. Lo sanno

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le Case, i noleggiatori, i driver e tutti gli stakeholder che sono di supporto nella gestione delle company car EV. In questo servizio analizziamo il quadro dando voce ad alcuni operatori che fanno parte della filiera – dalla casa auto al rivenditore dell’usato – e ad un’azienda con una flotta a zero emissioni. Alcune case, prima fra tutte Renault, hanno puntato sull’elettrico fin da subito. «La nostra azienda crede da sempre nello sviluppo dell’elettrico sul mercato fleet, grazie anche al potenziamento delle batterie e al conseguente aumento dell’autonomia – sostiene

Fabrizio Piastra, Fleet division director di Renault Italia – Zoe ad esempio ha raggiunto un 25% di autonomia in più rispetto al modello precedente».

COLONNINE AD ACCESSO PUBBLICO Ma la crescita dell’elettrico sul segmento corporate dipende moltissimo dal numero di colonnine di ricarica e da quelle ad alta velocità sulla rete autostradale. Rimandando al servizio di pagina 26 che fa il punto sull’infrastruttura, qui sottolineiamo che per il 73% si tratta di presidi pubblici ad accesso pubblico (su strada) e il


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MISSIONFLEET FOCUS FILIERA EV

PARCO CIRCOLANTE AUTO ELETTRICHE IN NOLEGGIO A LUNGO TERMINE 12.000 10.000

11.094

n Parco auto elettriche in NLT

8.000 6.043

6.000 4.000 2.000

3.083 1.702

0 2017

2018

2019

6 mesi 2020

Fonte: Unrae

27% su suolo privato a uso pubblico (supermercati o centri

commerciali). Si noti che dal settembre 2019 al febbraio 2020 sono stati installati 3.074 punti di ricarica in più (+29%), mentre le stazioni sono aumentate di 1.957 unità (+37%). Sempre secondo i dati di Motus-E è scarsa la presenza di ricariche ad alta potenza: quelle fast (tra 44 e 100 kW) sono al 3%, mentre le ultrafast (oltre i 100KW) sono pochissime, da 12 a 16 punti nel periodo considerato. È un

FABRIZIO PIASTRA

problema, inoltre, la sostanziale assenza di stazioni di ricarica lungo le arterie autostradali.

EV E IDENTIKIT DEL CLIENTE Il veicolo elettrico non è adatto a tutti gli “users”. Secondo Fabrizio Piastra di Renault è nelle medie e grandi aziende che si registra una sensibilità crescente verso le tematiche ambientali, con un conseguente e parziale inserimento nei parchi aziendali di EV, per un utilizzo cittadino e per spostamenti giornalieri limitati. Per non parlare poi dell’accesso ai centri storici che risulta facilitato per un veicolo a zero emissioni. Ci sono poi dei settori specifici dove la motorizzazione elettrica è entrata con forza come le società di car sharing. Continua il responsabile del mercato flotte di Renault Italia: «In questo settore attualmente abbiamo 1.200 Zoe circolanti in Italia, inoltre le società di vigilanza sono sempre più interessate alla versione Van di NOVEMBRE 2020 | 19


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MISSIONFLEET FOCUS FILIERA EV

IMMATRICOLAZIONI AUTO A NOLEGGIO (NLT+NST) PER ALIMENTAZIONE GEN-AGO 2020

VAR VS 2019

QUOTA 2020

DELTA QUOTA VS 2019

Diesel

102.317

-49%

52,8%

-6 pts

Benzina

57.624

-50%

29,7%

-4 pts

Ibride

22.574

57%

11,7%

+7 pts

Elettriche

4.873

124%

2,5%

+2 pts

Metano

3.328

17%

1,7%

+1 pts

Gpl

3.044

-56%

1,6%

0 pts

193.760

-44%

100%

Totale

Zoe, per non parlare delle utilities dove la presenza di un parco elettrico è divenuto ormai un must. A breve arriveranno la nuova Twingo electric e il primo modello 100% elettrico di Dacia». Nel segmento dei furgoni, oltre alle varie società energetiche, sono interessati gli operatori del trasporto merci per le consegne dell’ultimo miglio. Piastra: «A queste esigenze rispondiamo con un gamma completa che si compone di Kangoo Z.E., nelle due versioni con batteria in acquisto e noleggio, e di Master Z.E. con un carico utile fino a 1040 kg».

PERCORRENZA CHILOMETRICA E RICARICA La valutazione relativa all’introduzione di veicoli elettrici nelle flotte aziendali è un percorso che viene fatto insieme all’impresa e deve considerare una serie di aspetti. Chi meglio di un noleggiatore poteva aiutarci a individuarli? “In primo luogo la percorrenza

assegnatari di mezzi aziendali abbiano la possibilità di installare una wallbox presso la propria abitazione». Questi sono i capisaldi. Per i driver diventa necessario conoscere la localizzazione delle strutture che ospitano la ricarica, spiega Davide Damiani, PR and Sales promotion manager di Repower, ed è quindi fondamentale «che lo strumento sia dotato di connessione e che sia presente sulle app di localizzazione: grazie al telecontrollo della nostra colonnina “Bitta” e della wallbox “Palina”, Repower è in grado di intervenire tempestivamente con i propri tecnici specializzati, al sorgere di eventuali problematiche tecniche».

ANALISI COSTI/BENEFICI E RIMBORSO AL DRIVER STEFANO TOMATIS

media annua dei veicoli, considerando che gli attuali EV garantiscono autonomie medie tra i 200km e i 300km per ciclo di ricarica, inoltre la possibilità di installare presso la sede infrastrutture di ricarica, colonnine o wallbox - spiega Stefano Tomatis, Electric vehicles program manager di Arval Italia -. Occorre poi verificare la capillarità della rete di colonnine pubbliche nell’area geografica in cui circolano abitualmente i veicoli e quanti

Non dimentichiamo che la scelta di inserire veicoli elettrici in flotta passa da una preliminare analisi dei costi di implementazione. E dei risparmi generati dall’utilizzo, come ad esempio i costi del carburante, in ottica del mai perso di vista Total cost of

INFRASTRUTTURE DI RICARICA AD ACCESSO PUBBLICO (ESCLUSE LE RICARICHE PRIVATE) FEBBRAIO 2020

SETTEMBRE 2019

VAR VS 2019

13.721

10.647

+29%

7.203

5.246

Punti di ricarica

Infrastrutture di ricarica Fonte: Motus-E

20 | NOVEMBRE 2020

+37%

DAVIDE DAMIANI


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MISSIONFLEET FOCUS FILIERA EV

SIMONE COSTANTINI

ownership (Tco). Infine, il datore di lavoro dovrà pensare al rimborso del consumo della propria rete domestica al dipendente. «La soluzione

individuata è di stabilire in car policy una quota di rimborso per KW utilizzato (quantificato in euro 0,28/KW) – secondo Simone Costantini, Ceo di Fleet Support –. Quest’ultimo può essere calcolato installando un “contatore a defalco” prima della presa di corrente, a cui viene collegata l’auto in ricarica; in questo modo mediante la presentazione mensile del progressivo dello stesso si calcoleranno i kilowatt effettivamente utilizzati per la ricarica dell’auto».

SERVICE E ASSISTENZA SPECIALIZZATA Occorre anche considerare i costi della manutenzione, se sono minori, uguali o maggiori rispetto a quelli di un veicolo ad

MARCO MOSAICI

alimentazione termica. In più si aggiunge un tema sulla qualità della riparazione. «Non tutti i riparatori sono in grado di operare su un veicolo ad

MUSTANG MACH-E, LA PRIMA AUTO 100% EV DI FORD, VINCE IL GREEN PRIX 2020

NOVEMBRE 2020 | 21


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MISSIONFLEET FOCUS FILIERA EV

alimentazione elettrica – sostiene Marco Mosaici, direttore del network di Arval Italia – e proprio per questo stiamo investendo molto nella formazione dei riparatori della nostra rete, mettendo a loro disposizione un corso dedicato alla e-mobility e uno abilitante che dà diritto all’attestato di idoneità Pes-Pav». Cioè le figure professionali autorizzate a lavorare sotto alta tensione: Pes significa “persona esperta” mentre Pav vuol dire “persona avvertita”. 22 | NOVEMBRE 2020

SISTEMA GESTIONALE AD HOC È quasi superfluo dire che la gestione del parco debba essere garantita da applicativi e procedure interne ad hoc. Il software deve recepire e incrociare le informazioni provenienti dal veicolo stesso, dalle colonnine di ricarica e dalle scatole nere montate a bordo. Il tutto per garantire corretto utilizzo e fruizione. «Nei nostri gestionali abbiamo implementato una specifica funzione per il controllo e il

monitoraggio dei consumi elettrici rispetto ai chilometri percorsi. Essa prende in considerazione anche i fattori esterni che influenzano tale parametro: estate/inverno, gomme termiche sì/no, altimetrie del luogo di residenza – argomenta Simone Costantini –; offre la possibilità da parte del driver di fornire le letture mensili per la rendicontazione delle spese “domestiche” e creare delle note di accredito allo stesso, infine contempla la gestione dei contratti che


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MISSIONFLEET FOCUS FILIERA EV

possono essere sottoscritti con i fornitori di “carte carburanti” elettriche e l’upload delle loro fatture».

remoto, la gestione e valutazione dei sinistri attraverso i servizi di crash & claims, strumenti avanzati per il furto attraverso lo stolen vehicle recovery e modelli avanzati di driver analytics e reporting. A beneficio del driver, i servizi telematici e quelli di utilità come il wi-fi a bordo e il dispositivo di sanificazione PurePlace, combinando gli aspetti peculiari della propulsione elettrica con la copertura geografica dei punti di ricarica, consentono infine un’attenta gestione dell’autonomia e dei tempi di ricarica. Ciò evita potenziali inattività e riduce la preoccupazione per l’autonomia».

TELEMATICA E VEICOLI ELETTRICI

USATO DI VETTURE A BATTERIA

Veicoli elettrici e telematica sono un binomio perfetto. I servizi offerti offrono benefici sia per il gestore della flotta sia per il driver. Secondo Edwin Maria Colella, chief marketing officer di Octo Telematics «possono generare un risparmio del 15% sul total cost of ownership della flotta». Continua: «Per citarne alcuni, includono la soluzione più evoluta di diagnostica da

È ancora troppo presto per dare un giudizio sull’andamento dei valori residui e in generale sull’usato di vetture elettriche. I noleggiatori a lungo termine ne hanno vendute ancora poche: oltre 200 nel 2019 e più di 550 nei primi sette mesi del 2020. Tuttavia secondo Alberto Cassone, presidente di Hurry! «non avendo un motore termico, le elettriche invecchiano molto meglio delle altre». Su cosa occorre concentrarsi? «Sullo stato della batteria e da questo punto di vista affidarsi ai consigli di chi ha una reputazione consolidata è sicuramente una garanzia – osserva –. Si consideri anche che le vetture di seconda mano spesso hanno un chilometraggio ridotto perché se ne fa un uso soprattutto cittadino e non è raro trovare ex auto aziendali».

EDWIN MARIA COLELLA

ALBERTO CASSONE

CAR SHARING AZIENDALE Non è detto che il veicolo

MIRKO BOVO

elettrico debba essere dato in uso esclusivo al dipendente. Per esempio, in Lutech a breve implementeranno un progetto che prevede la costituzione di una piccola flotta dedicata al car sharing aziendale con l’utilizzo di vetture full electric. «Lo scopo è migliorare la connessione tra le diverse sedi dell’area milanese prima e romana poi, quindi di garantire anche un flusso verde ed ecologico verso le attività che si svolgono in centro città – spiega Mirko Bovo, head of procurement & facility management department –. Daremo anche la possibilità ai dipendenti di utilizzarle per gli spostamenti privati. Le sedi saranno dotate di colonnine di ricarica veloce per auto, biciclette e monopattini. Il progetto continuerà con l’inserimento di veicoli commerciali EV per permettere ai nostri tecnici impegnati nei vari interventi di muoversi velocemente in maniera economica ed ecologica». Lutech è leader nell’IT, nata nel 1994 come Lucchini Servizi, acquisita nel 1996 da un private equity statunitense e da allora molto cresciuta per acquisizioni. Punta al miliardo di fatturato. NOVEMBRE 2020 | 23


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10 Speciale ricarica.qxp_Layout 1 30/10/20 09:23 Pagina 26

MISSIONFLEET SPECIALE INFRASTRUTTURA EV

ROMBO SILENZIOSO Oltre 14mila colonnine in Italia oggi, con l’obieivo delle 60mila. Le case auto puntano seriamente sulle emissioni zero e il viaggio lungo la rete di ricarica è appena cominciato

di Andrea Barbieri Carones

A A Oslo sta per partire una sperimentazione su 25 taxi elettrici, che hanno a disposizione stalli riservati in cui caricare la batteria della propria Jaguar I-Pace in modalità wireless. Ossia senza fili. Questa potrebbe essere la modalità di ricarica del futuro, oggi affidata alle colonnine con cavo e presa 26 | NOVEMBRE 2020

di corrente che vanno diffondendosi in tutta Europa. Secondo l’Eafo, l’Osservatorio europeo sulla mobilità ecologica, sono circa 250.000. Di esse, poco più di 14.000 in Italia. In questo servizio facciamo il punto sull’infrastruttura EV del Belpaese.

LE VENDITE DI AUTO ELETTRICHE Prosegue lentamente l’ampliamento del parco auto elettrico italiano. Le vetture a emissioni zero sono comunque in crescita: se nel 2018 solo una nuova immatricolazione su 333 era relativa a un’automobile alimentata a batteria, nel 2019

tale rapporto è sceso a 1 su 166. Con buone prospettive di vedere un ulteriore sviluppo nel corso del 2020, anno in cui, per noti motivi, le vendite totali saranno notevolmente ridotte. Queste migliaia di auto elettriche hanno quindi sempre più bisogno di colonnine dove ricaricarsi, siano esse lungo le autostrade, sulle strade statali, su quelle urbane o in spazi aziendali riservati ai dipendenti. Molto si sta facendo (e investendo) in tal senso. Ma l’optimum per rendere possibile spostarsi in totale tranquillità per il Paese con un veicolo elettrico è lontano dalla realtà. Le utility dell’energia elettrica sono al lavoro per “elettrizzarlo”,


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spesso in collaborazione con aziende, Comuni e società autostradali.

riducendo da 18 a 1 le autorizzazioni richieste per l’installazione.

RAPPORTO AUTO EV-COLONNINE

EVWAY BY ROUTE 220

In rapporto alle auto “ricaricabili” in circolazione, l’Italia è dotata di molte colonnine. Le cifre dell’Eafo, mostrano infatti che ce n’è una ogni 5 vetture elettriche o ibride plug-in. In Francia e Germania sono rispettivamente 38.099 e 41.461, con una “densità” di 7 veicoli per luogo di ricarica. La Norvegia, paese leader europeo per vetture a batteria, ha un punto di ricarica ogni 24 elettriche. Nei prossimi mesi il Belpaese potrebbe diventare ancora più amico degli EV, visto che il Decreto Semplificazioni ha introdotto novità nel settore. Punto primo: i Comuni saranno tenuti a installare e gestire almeno 1 punto di ricarica ogni 1.000 abitanti. Secondo: la lunga percorrenza. Autostrade per l’Italia ha reso noto un progetto volto a installare 4-6 postazioni di ricarica ultraveloce in 67 aree di servizio. In pratica: una ogni 90 km. Il decreto ha anche semplificato la burocrazia,

«Stiamo sviluppando la rete con gli enti locali», spiega Franco Barbieri, fondatore di questa azienda nata nel 2014 per fornire servizi a chi guida elettrico. Tutto si basa su una piattaforma in grado di mappare tutte le stazioni di ricarica in Italia ed in Europa, con le informazioni utili come luogo, potenza, tipo di presa, modalità di accesso, eventuale necessità di tessera. «Nei prossimi 12 mesi installeremo circa 150 colonnine, in partnership con 3 aziende di distribuzione dell’energia: Enercom, in provincia di Cremona; Eum, nella Val Passiria in provincia di Bolzano e Lupatotina, nel Veronese. Una volta installati gli impianti, diamo ai clienti la flessibilità di scegliere come tariffare le utenze». Ad oggi, Evway è il principale provider delle flotte aziendali corporate, come quelle di Nestlè, Puma, Nokia, Roche, per accompagnare i loro progetti di “decarbonizzazizone” del parco veicoli. Nel 2019 è stata premiata ai MissionFleet

Awards come “Miglior soluzione per la flotta sostenibile”. In meno di un mese dalla richiesta, Evway può attrezzare un’area per i dipendenti e ridurre drasticamente spesa ed impatto ambientale. I costi? «Dipendono dalle condizioni. Siamo intorno ai 1.800 euro per punto di ricarica collegato a una piattaforma di gestione che permette monitoraggio e contabilizzazione».

BE CHARGE Importanti e ambiziosi i piani di questo operatore infrastrutturale del gruppo Be Power: investimento di 150 milioni di NOVEMBRE 2020 | 27


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LA RETE IN ITALIA* • Punti di ricarica: 14.302 Un punto di ricarica o di rifornimento che garantisce, in Ue, un accesso non discriminatorio a tutti gli utenti. Può comprendere condizioni diverse di autenticazione, uso e pagamento. Il punto di ricarica consente il trasferimento di elettricità a un veicolo elettrico a diversa potenza (da 3,7kW a >150kW), anche se quest’ultima effettivamente immessa nel veicolo dipende dallo stesso. • Infrastrutture: 7.462 Stazione dedicata che può includere uno o più punti. Il 73% è ad accesso pubblico. Il 27% su suolo privato a uso pubblico, come in supermercati o centri commerciali. Rispetto al settembre 2019, sono aumentate di circa il 30%. Distribuzione Lombardia Toscana Emilia R. Piemonte Veneto Lazio Trentino A.A. Sicilia Puglia Liguria Sardegna Calabria Umbria Marche Abruzzo Campania Friuli V.G. Valle d’Aosta Molise Basilicata

1.231 765 730 697 679 639 431 340 322 229 215 199 198 167 167 149 117 76 56 55

(2.623) (1.426) (1.373) (1.395) (1.246) (1.229) (652) (650) (620) (428) (414) (399) (364) (316) (314) (285) (211) (142) (106) (109)

*Dati Forniti da Motus-E

euro – coperti per 25 milioni dalla Bei e per 8,2 milioni dal Fondo europeo per i trasporti – e 30 mila nuove colonnine. In tutta Italia. Di queste, quasi la metà saranno operative già dal 2023. Circa il 75% dei punti di ricarica sarà installato in area urbana. La parte restante sui principali corridoi di mobilità 28 | NOVEMBRE 2020

che attraversano la penisola. «È un riconoscimento di enorme prestigio per un’azienda italiana che contribuisce alla transizione energetica europea verso un modello più sostenibile», commenta il Ceo Paolo Martini. Be Charge riveste sia il ruolo di gestore e proprietario della rete sia quello di fornitore di servizi. Tutte le stazioni sono monitorate h24 da un help desk e accessibili tramite l’applicazione per dispositivi mobili Be Charge.

Sono di tipo Quick (fino a 22 kW) in corrente alternata, Fast (fino a 150 kW) o Hyper Charge (superiori a 150 kW) in corrente continua. A settembre, Be Charge e Evway hanno attivato l’interoperabilità tra le rispettive reti.

ENEL X La società del gruppo Enel ha avviato un piano per aumentare il numero delle infrastrutture con un investimento tra i 100 e i


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300 milioni di euro. L’obiettivo è di installare 28mila colonnine nella Penisola entro il 2022. Il programma, annunciato a novembre 2017, è in piena corsa. Ad oggi sono oltre 10.200 i punti pubblici. Di questi oltre 600 sono “fast”, in grado quindi di rifornire con una potenza fino a 50 kW. Grazie ad accordi, Enel X offre ai clienti della sua app JuicePass 52mila punti in Europa. Per la realizzazione del progetto, oltre alla pubblica amministrazione, con mille Comuni che hanno aderito alle

LA STAZIONE CON IL CENTRO COMMERCIALE INTORNO Fino a oggi, le colonnine di ricarica venivano aperte vicino ai centri commerciali. Nel Regno Unito, a circa 70 km a Nord Est di Londra, avviene il contrario: negozi, ristoranti e aree relax aprono attorno a 30 “distributori” di energia per EV. A novembre, infatti, aprirà la prima area dedicata alla ricarica, attorno alla quale saranno creati spazi per il tempo libero. Nei 30 sono comprese 6 “Tesla supercharger” e 12 impianti in grado di funzionare a 350 kWh, quindi di fornire 300 km di autonomia in appena 20 minuti. Accanto a ogni caricatore c’è un telefono dedicato alla richiesta di informazioni su come procedere. Risponde il personale dell’Automobile Club del Regno Unito. È prevista anche un’area dove noleggiare o acquistare un’auto elettrica. Gridserve, l’azienda che ha reso possibile il progetto, utilizza solo energia rinnovabile. Nei prossimi 5 anni, con un investimento oltre 1 miliardo di euro, ne sorgeranno un centinaio in tutto il Regno Unito.

sue proposte, sono stati coinvolti anche attori privati proponendo l’insediamento di infrastrutture ad uso pubblico presso i centri commerciali. Enel X ha anche siglato accordi con case auto come Mercedes, Fca o Psa group per “elettrizzare” i rispettivi stabilimenti. Ma non solo: insieme a Mercedes, Hyundai, Peugeot, Opel, DS e Volvo

vengono studiate soluzioni di ricarica che rispondano alle necessità dei clienti in diverse fasi: dall’acquisto della vettura elettrica e della infrastruttura di ricarica domestica, fino all’installazione di quest’ultima presso la propria abitazione o in azienda e all’utilizzo delle ricariche pubbliche. La sola Fca prevede di installare circa 700

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200 COLONNINE TRA ITALIA E AUSTRIA Si è appena concluso il progetto pilota EVA+, finanziato dalla Commissione europea. Grazie ad esso, lungo i corridoi autostradali tra Italia e Austria sono state installate 200 infrastrutture di ricarica (180 in Italia) che permettono di ricaricare mediamente in 30 minuti. EVA+ è frutto della collaborazione dell’utility austriaca Verbund con Nissan, Renault, Bmw, Volkswagen, Audi ed Enel.

strumenti di Enel X nei prossimi 2 anni presso le proprie sedi in Italia. Per quanto riguarda le flotte aziendali (e non solo), sono 2 le soluzioni di ricarica più il portale JuiceNet Manager, che monitora le operazioni attraverso report personalizzati.

PARTNERSHIP Enel X sta inoltre collaborando con il consorzio Ionity per

installare le prime infrastrutture ultrafast in Italia. Sono 20 siti che ospiteranno fino a 6 colonnine ciascuno, in grado di ricaricare in 10 minuti i veicoli elettrici idonei. Sono già attivi quello dell’outlet Valdichiana in provincia di Arezzo e al Comune di Carpi in provincia di Modena. Infine, a livello europeo intende raggiungere oltre 36mila punti pubblici entro il 2022.

IONITY È una joint venture fondata da Bmw, Daimler, Ford e dal Gruppo VW nata con lo scopo di creare un network europeo di colonnine di ricarica. A settembre 2019 sono entrate anche Hyundai e Kia. Alessandro De Guglielmo, country manager per l’Italia,

argomenta: «Ci sono 11 stazioni che portano la nostra “firma”. Ciascuna di esse ha in media 4 colonnine, che consentono una ricarica dell’80% delle principali batterie in circa 20-30 minuti. Altre 10 sono in preparazione: alcune apriranno entro fine 2020. Le altre a inizio 2021. L’obiettivo è di averne 60 per tutto il Paese». Fino a oggi, 3 di esse sono in autostrada (in Liguria e in Toscana) mentre un’altra è in costruzione. «Abbiamo accordi sia con i gestori autostradali che con quelli della stazione di servizio dove verranno installate. A Ceriale Ligure, ad esempio, con Autostrade per l’Italia, Eni e Autogrill». A causa degli altissimi costi di installazione e attivazione, non è conveniente per un’azienda pensare a una infrastruttura di ricarica Ionity

UN RIVOLUZIONARIO CONCEPT 100% ELETTRICO DOTATO DI UNA POTENTE BATTERIA MOBILE PER LA FORNITURA DI ALIMENTAZIONE NELLE OPERAZIONI DI SOCCORSO: È IL PROTOTIPO NISSAN BASATO SULLA LEAF E ADATTATO PER VIAGGIARE SU STRADE OSTRUITE DA MACERIE E DETRITI, E RAGGIUNGERE LE ZONE COLPITE DAI DISASTRI. UNA FONTE DI ENERGIA SEMPRE DISPONIBILE

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presso i propri uffici. In ogni caso, tra richiesta e attivazione passano almeno 10 mesi di tempo. Le tariffe? «Abbiamo reso possibile la ricarica con carta di credito, sicuramente cara visto che costa 79 cent kWh. Tramite accordi con le utility si spende invece circa 30 cent al kWh. In media al cliente servono 30-40 kWh».

A2A Anche per il Gruppo A2A, attivo in Lombardia, lo sviluppo della mobilità elettrica è un importante tassello strategico. Dal 2010, con il progetto Emoving, ha sviluppato una rete di oltre 660 punti di ricarica pubblici per veicoli elettrici a 2, 3 e 4 ruote a Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, Concesio (BS), Rovato (BS) e in Valtellina.

Tutti sono alimentati con energia verde al 100% rinnovabile. Lo sviluppo della rete si basa sulle sperimentazioni in corso a Milano, a Brescia e a Salò, dove A2A ha realizzato quattro EHub per la ricarica dei veicoli elettrici della propria flotta. Per usare le colonnine, è necessario sottoscrivere un abbonamento (ce ne sono di due tipi) dopo aver richiesto la E-moving card, uninominale e associata a un unico veicolo dalla targa. Non si può pertanto utilizzare per ricaricarne altri. L’offerta va alla PA così come alle flotte aziendali e del car sharing. Per i clienti business c’è il Wallbox Premium di ultima generazione: dotato di doppia presa, permette la ricarica di 2 veicoli elettrici in contemporanea con una potenza

modulabile tra 3,7 kW fino a 22 kW in corrente alternata.

DKV Non è un operatore dell’energia, ma un’azienda che emette carte carburante. Alcune di queste – come la Dkv card+ charge – permettono di ricaricare il proprio veicolo elettrico in oltre 9.350 punti in Italia e oltre 100.000 in tutta Europa. E tramite l’app gratuita eCharge+

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FINITA LA RICARICA, BISOGNA TOGLIERE L’AUTO L’utilizzo delle colonnine di ricarica aperte al pubblico è sottoposto alle norme del Codice della strada.Finita la ricarica, bisogna spostare l’auto. Pena una contravvenzione. La durata del rifornimento varia in base alla potenza messa a disposizione da chi ha realizzato l’impianto, dalla capacità della batteria e dal tipo di alimentatore di cui è dotato il veicolo. Con il Decreto Agosto, il governo ha stanziato 90 milioni di euro per l’installazione di colonnine di ricarica per auto elettriche. Ma solo per professionisti e imprese. Ora manca il decreto attuativo che renderà de facto disponibile la somma. Le colonnine sono: – A ricarica tradizionale, con potenza erogata inferiore a 22 kW, con tempi dalle 6 alle 8 ore – Veloce, con potenza compresa tra 22 e 50 kW e con tempi di 1 ora per l’80% della capacità – Ultra Veloce, con potenza superiore a 50 kW e in corrente continua, con tempi di 30 minuti per l’80% della capacità

si individuano gli impianti più vicini. La card permette anche di fare rifornimento senza contanti. Ma sul piatto c’è molto di più. «La rete di ricarica di veicoli elettrici per i nostri clienti è in continua espansione. Il team europeo lavora per incrementare il numero dei punti attraverso accordi di interoperabilità firmati con operatori italiani ed

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europei», spiega Marco Berardelli, managing director di Dkv Euro Service Italia. «Tali accordi sono siglati dalla società Charge4Europe, joint venture tra Dkv e innogy, che in meno di 2 anni ci ha consentito di raggiungere i 100.000 punti. Grazie alle collaborazioni con importanti partner diventeremo presto il network elettrico più

grande in Europa». Dkv sta lavorando per lanciare in Italia, nel 2021, il servizio di ricarica sul posto di lavoro e a casa. «Forniremo una soluzione completa: dalla fornitura dell’infrastruttura, alla pianificazione e istallazione, fino al servizio. Su misura per i veicoli elettrici di aziende e privati».

TERNA PER FCA CON ENGIE ITALIA Insieme a Fca ed Engie Eps, l’operatore che gestisce le reti per la trasmissione dell’energia elettrica ha presentato il progetto pilota vehicle-to-grid (V2G). Si tratta di un impianto V2G situato nel comprensorio di Mirafiori a Torino, che segna l’inizio della sperimentazione di ricariche bidirezionali. Si basa sulla nota tecnologia che consente ai veicoli di scambiare energia con la rete e rappresenta un’opportunità per ottimizzare i costi di esercizio delle vetture.


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Essa funziona in modo efficace quando auto e infrastruttura di ricarica parlano un linguaggio comune, oggetto della sperimentazione avviata con l’inaugurazione dell’impianto. Sono occorsi 4 mesi nonostante il lockdown e il progetto permette a Fca di trasformare quello che è tipicamente solo un costo (la sosta dei veicoli in attesa di essere consegnati alla rete di vendita) in un beneficio. In un futuro non troppo remoto, lo stesso concetto può essere sfruttato da chi gestisce una flotta di veicoli. La prima fase di costruzione del sito ha previsto l’installazione di 32 colonnine V2G in grado di connettere 64 veicoli. Entro fine 2021, il V2G sarà esteso per consentire l’interconnessione fino a 700 EV, risultando l’infrastruttura di questo tipo più grande al mondo. A copertura del parcheggio destinato alle vetture collegate al V2G, Engie Italia è partner nella realizzazione di una maxi-pensilina composta da

LEASYS IN AEROPORTO E IN STAZIONE Fca Bank e la sua controllata Leasys, in collaborazione con Metropark (gruppo FS), hanno installato 14 punti di ricarica presso la stazione ferroviaria di Torino Porta Susa. I clienti della società di noleggio auto a lungo e a breve termine possono parcheggiare e ricaricare tutti i giorni dalle 5 del mattino alle 24. Questa iniziativa è solo la prima di un progetto volto a elettrificare altre stazioni. Ulteriori 10 punti sono stati inaugurati all’aeroporto di Roma Fiumicino. L’obiettivo di Leasys è di raggiungere entro il 2021 una flotta composta per il 60% da veicoli elettrici o ibridi.

circa 12 mila pannelli fotovoltaici che andranno ad alimentare con energia elettrica “green” i locali di produzione e di logistica. Ciò permetterà di

produrre su base annua oltre 6.500 MWh di energia. Risparmiando all’ambiente oltre 2.100 tonnellate di CO2 ogni anno.

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PREMIAMO LA COMPETENZA La giuria di MFA 2020 ha deliberato: i vincitori rappresentano la massima focalizzazione sull’obieivo, quello di migliorare il servizio della mobilità aziendale

di Paola Lucchetta

V Vince la competenza: è questa la sintesi delle assegnazioni di MissionFleet Awards 2020. In un anno così particolare, che ha visto alcuni fleet manager ritirarsi dal Premio per l’impossibilità di sviluppare il

MAIN PARTNER

SILVER PARTNER

PATROCINI

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progetto, arrivare a termine di un’attenta disamina delle candidature significa avere compiuto uno slalom tra svariate insidie. Ancora una volta constatiamo l’alto livello delle aziende che si sono presentate, dalla parte dei fornitori. E l’ammirevole caparbietà con la quale i reparti di fleet management in seno alle imprese si sono adoperati per portare avanti la trasformazione della flotta, senza mettere la marcia indietro alla sostenibilità. Ecco, se dobbiamo individuare una parola-chiave tra le candidature dei progetti per i parchi auto, quella più gettonata è stata proprio l’attenzione all’impatto ambientale. Tre di essi erano in lizza per questa categoria. Chi ha vinto? Un’azienda per la conversione totale della flotta al full hybrid, con una precisa scelta monomarca, in linea con le esigenze di economia della nuova direzione e l’attenzione a spingerne l’accettazione da parte dei beneficiari senza generare attriti. Naturalmente per scoprire chi è dovete essere alla serata di gala. Invece, per la riduzione del TCO abbiamo ricevuto due candidati. Ha vinto chi è stato più tranchant, per la forte razionalizzazione della car list seguendo criteri rigidi. Passando da una flotta aziendale di proprietà al noleggio a lungo termine con una proiezione di

savings interessante per la tipologia di parco adottato. Il cambio culturale è stato rilevante! E sulla sicurezza? Qui MFA 2020 premia chi ha adottato gli Adas su tutti i modelli e per tutte le categorie di assegnatari dell’auto aziendale. Inoltre, per i corsi di guida sicura implementati. Con un risultato eccellente: zero infortuni, già nel 2019.

FORNITORI DELLA FLOTTA AZIENDALE Che dire dei supplier? Software gestionali, telematica, riparazioni e servizi di car sharing e pooling, infine applicazioni digitali: qui più che mai, la giuria degli inflessibili fleet manager ha votato la competenza. Hanno scelto le soluzioni tecnologiche user friendly, perlopiù native per l’automotive, dunque scartando quelle che si sono adattate al fleet management. Infine, l’esperienza: tra i candidati, la preferenza è caduta su chi ha una ineccepibile struttura aziendale, in grado di rispondere tempestivamente e con professionalità. Tutto questo è stato e sarà MFA 2020: dei modelli delle auto vincitrici non vi anticipiamo alcunché. Vi diciamo che hanno vinto l’affidabilità e le promesse mantenute, chilometro dopo chilometro. Grazie di rimanere con noi.


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OPEL

GRANDLAND IBRIDO PLUG-IN LA POTENZA DI UN SUV 4X4. L’INTELLIGENZA DI UN IBRIDO.

PASSA DA BENZINA A ELETTRICO QUANDO VUOI.


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MISSIONFLEET DURA LEX

RIMBORSO CHILOMETRICO E SMART WORKING Il tragio cambia rispeo alla sede di lavoro? Aenzione al traamento fiscale

a cura della Redazione

I Il rimborso chilometrico in smart working: il tragitto cambia rispetto alla sede di lavoro? Per chi utilizza la propria vettura e la trasferta aziendale parte dall’abitazione anziché dall’ufficio, c’è da fare attenzione al trattamento fiscale. Sappiamo, infatti, che l’articolo 51, comma 5, del Tuir, dice che per le missioni fuori del territorio comunale, se opportunamente documentati i rimborsi chilometrici non concorrono a

formare il reddito da lavoro. Tuttavia, non potendo essere forfettari, vanno calcolati in base al tipo di veicolo e alla distanza percorsa secondo i valori delle Tabelle Aci. E fin qui, è argomento noto. Queste ultime, per la prima volta nel 2020, dal 1° luglio sono cambiate rispetto a quelle di inizio anno. Così come sono cambiati i valori della tassazione sull’auto aziendale prefissata in base ai valori di emissione. Il nuovo schema stabilito dalla Legge di bilancio premia le auto meno inquinanti. Ciò premesso, la risoluzione 92/E/2015 stabilisce che se il dipendente utilizza l’auto propria e la distanza tra il luogo dello smart working e quello della missione è maggiore rispetto al medesimo calcolato dalla sede dell’azienda, il rimborso chilometrico che risulta maggiorato nella sua parte di eccedenza costituisce reddito imponibile per il lavoratore. Al contrario, quando il tragitto è inferiore, il rimborso è esente da tassazione.

NEL TERRITORIO COMUNALE Inoltre, il comma 5 dell’articolo 51 del Tuir afferma che i percorsi 36 | NOVEMBRE 2020

all’interno del territorio comunale non sono mai esenti da tassazione. Così dice: «Sono imponibili le indennità o i rimborsi di spese per le trasferte nell’ambito del territorio comunale, tranne i rimborsi di spese di trasporto, comprovate da documenti provenienti dal vettore». In pratica, i rimborsi chilometrici per le trasferte all’interno del territorio comunale non rientrano tra le indennità esenti da tassazione al pari di quelle del normale tragitto casa-lavoro. Cosa succede per taxi e car sharing? Una risoluzione dell’Agenzia delle entrate, la 83/E/2016, stabilisce che non concorrono alla formazione del reddito anche per le trasferte all’interno del territorio comunale. Entrambi, ma anche i monopattini elettrici, si quantificano per l’effettivo utilizzo di durata e chilometri.

DIPENDENTI E COLLABORATORI Nello stabilire se la trasferta aziendale si svolge all’esterno del perimetro comunale, occorre differenziare tra dipendenti e collaboratori. I primi vedono riportato sul contratto l’indirizzo della sede di lavoro. Per i secondi, invece, si tiene conto del domicilio fiscale.


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MISSIONFLEET ON THE BIG CHAIR

IL GUSTO FRANCESE CHE PIACE Intervistiamo il direore del brand DS in Italia, Francesco Calcara: «Ai nostri dealer il mercato delle floe aziendali». Per i fleet manager i servizi del B2C con test drive in azienda

ma vogliamo sia la più alta, a pari segmento, degli altri», argomenta il direttore di DS in Italia. Continua: «Vorrei sottolineare che le nostre automobili hanno tanta tecnologia per sicurezza e comfort. Alla base rimane un occhio puntato al futuro della transizione energetica. Il cuore della strategia è l’elettrificazione. Nel 2025 non avremo modelli con sole motorizzazioni termiche. Produrremo solo auto ibride o full electric».

di Paola Baldacci

I Il marchio DS cresce in Italia e in otto mesi immatricola oltre 2.800 auto. Un risultato che rende orgoglioso Francesco Calcara, direttore del brand premium di Groupe Psa. Il marchio più giovane dell’auto e anche l’unico upscale in Francia è nato nel 2014 per esprimere il lusso alla francese, per non dire del tutto parigino, dalle personalizzazioni mai viste prima nel mondo delle quattro ruote e lavorazioni dei materiali che riprendono riprendono la tradizione dell’alta orologeria francese. «Amiamo definirci un lusso hi-tech: la tecnologia è un qualcosa che dobbiamo avere,

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ESCLUSIVITÀ Così DS Automobiles si fa strada nel mercato italiano, nel solco dell’esclusività. Posizionandosi gradualmente nelle flotte aziendali, sotto lo sguardo attento dei competitor che cominciano ad avvertire le insidie del marchio chic di Psa. E che è attualmente composta da due modelli. Dall’anno scorso, il Belpaese è secondo alla Francia per vendite, sviluppo della rete e customer satisfaction. Calcara: «Avevo davanti a me un brand da costruire e far crescere, nel 2017 quando sono arrivato. C’erano 4 showroom, mentre quest’anno chiuderemo a 50, come da programma, coinvolgendo i migliori imprenditori nel nostro territorio».

I DS STORE La rete dei concessionari è dedicata anche alle company

cars, i cui fleet manager accedono ai servizi come fosse un cliente privato. A cominciare dalla richiesta di un test drive “a domicilio”, con l’auto accompagnata da un DS valet. «Stiamo costruendo una rete completamente dedicata: i Ds Store si occupano di vendita e service; ai cinquanta se ne affiancheranno altri 20 entro 2021, per solo assistenza e manutenzione, al fine di dare quella capillarità molto utile al segmento b2b». La concentrazione dei punti vendita segue il mercato premium: più accentuata dalla Toscana al Nord Italia, con una presenza in ogni capoluogo di provincia.

FREE2MOVE PER IL NLT Per il noleggio a lungo termine risponde la società captive, Free 2 Move. Ds serve attraverso di essa direttamente le flotte di grandi aziende e dei noleggiatori, mentre le Pmi sono gestite dai dealer che prediligono le soluzioni di noleggio di Free 2 Move ma possono spaziare in altre formule, oltre che naturalmente con i finanziamenti di Banca Psa. Il noleggiatore del Gruppo Psa è nato due anni fa. Nel 2019 è il 6° in Europa. Per le auto ETense plug in hybrid offre la formula di cambio gratuito dopo un anno di noleggio se l’azienda constata che non è il modello più giusto per le sue


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MISSIONFLEET ON THE BIG CHAIR

esigenze. Vale per contratti di 36 mesi.

UN VALET A DISPOSIZIONE Only You è il nome della customer experience DS Automobiles che comprende DS Valet a disposizione delle flotte. Il servizio vale sia per un nuovo acquisto sia per le riparazioni, così come per i test drive richiesti dai fleet manager. Alle flotte, l’auto viene lasciata dalle 48 alle 72 ore. Quindi senza andare necessariamente in concessionaria a ritirarla. «Siamo un marchio giovane e snello, servizi come questo rappresentano un elemento distintivo apprezzato dal mercato», argomenta il direttore.

DS 9 SOLO IBRIDO PLUG IN Dal prossimo anno, due nuovi modelli affiancheranno gli attuali DS3 Crossback e DS 7 Crossback. Il primo è stato presentato virtualmente al 90° Salone di Ginevra, come noto mai disputato. E’ DS 9, berlina raffinata e tecnologica che verrà commercializzata in Italia solo nella versione E-Tense plug in hybrid e declinata con diverse potenze. Il marchio vuole distinguersi per le più basse

emissioni di CO2 del mercato automotive, ecco che in Europa nel primo semestre 2020 ha raggiunto un consumo medio di 79,9 grammi per km. «Siamo l’unico brand premium ad avere raggiunto questo obiettivo». In Italia, delle 2.200 auto immatricolate da gennaio a giugno 2020, oltre il 20% ha motorizzazioni E-Tense. L’avere puntato su tecnologie nuove è la mossa vincente, secondo il manager. Non per caso, DS è anche campione in carica della Formula E, sia della categoria costruttori sia di quella piloti.

DS 7 CROSSBACK PLUG IN HYBRID E-TENSE Nel mercato italiano la “regina” è Ds 7 Crossback. Un Suv di medie dimensioni di categoria C,

ma anche un po’ D. Da quest’anno si rende disponibile plug in hybrid con la tecnologia E-Tense. «Sicuramente l’arrivo di questo 4X4 da 300 CV con 2 motori elettrici e 58 km di autonomia apre alle flotte uno scenario di rilievo», aggiunge Calcara. Più avanti arriverà anche un’altra motorizzazione plug in hybrid 4X2 per ampliare il bacino delle flotte auto aziendali, con una potenza di 225 CV che la renderà più accessibile.

DS 3 CROSSBACK FULL ELECTRIC DS 3 Crossback è il Suv cittadino con ampi spazi di miglioramento per il mondo delle flotte. «Ha un allestimento business come tutte le nostre vetture dalla nascita. La chiave di volta è che rappresenta l’unico full electric sul mercato Suv B premium, percorre 320 km con una batteria da 50 kWh. Si ricarica in 30 minuti all’80%. In molte realtà aziendali può essere l’auto cittadina più corretta e performante che c’è». Sia DS 7 Crossback sia DS 3 Crossback montano motori Blue HDi 130 CV e rientrano negli standard dell’ecobonus 2020. Allo stesso modo i motori Pure Tech 100 CV e Blue HDi 100 CV della DS 3 Crossback. NOVEMBRE 2020 | 39


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SUPERBA CINQUANTENNE Range Rover compie il “golden jubilee”: ecco la sua storia araverso epoche sfidanti e il ritorno al nome in codice dei prototipi, in un MY21 che conferma il Suv più elegante di sempre

IL PROFESSOR GERRY MCGOVERN, CHIEF DESIGN OFFICER DI LAND ROVER CON SIMON CUNDEY, DIRETTORE DI HENRY POOLE & CO

di Paola Baldacci

I Il tocco di eleganza, e anche un filo di noblesse, per i 50 anni di Range Rover è racchiuso in 50 giacche. Che la sartoria artigiana inglese Henry Poole & Co ha confezionato su un tessuto disegnato su misura, prodotto in soli 120 metri, per festeggiare il mezzo secolo del Suv di lusso. I colori della stoffa hanno ripreso le tinte originali del primo veicolo dotato di un sistema 4 wheel drive (4WD)

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permanente. In uno stile inconfondibilmente britannico, i colori Tuscan blue, Bahama gold e Davos white hanno interpretato il classico pied de poule. E non è un caso che la fantasia optical più elegante che c’è nasca nelle campagne del Regno Unito, indossato dai pastori al pascolo: quel mix di ruvidezza e raffinatezza che gli amanti di Range Rover hanno sempre apprezzato. Ecco che le stesse tinte sono tornate ancora disponibili per l’edizione limitata Range Rover Fifty prodotta in soli 1.970 esemplari.

FAVOLOSI SETTANTA Già, erano gli Anni Settanta quando inizia la produzione del primo modello a tre porte Range Rover. Anni incredibilmente

creativi. Nel 1969 erano cominciati i test del concept Velar, insieme alla missione dell’Apollo 11 sulla Luna e al debutto della rete di computer Arpanet, il predecessore di internet. 26 prototipi in tutto per dare vita a una famiglia che continua ad appassionare con design sofisticati e capacità all terrain ineguagliate. Per 11 anni – fino al 1981 – Range Rover rimarrà nella versione delle origini, per presentarsi a 4 porte e catturare un pubblico più ampio. La seconda e terza generazione – 1994 e 2001 – insisteranno sull’eleganza. I fari rotondi lasciano il posto a quelli rettangolari, mentre per la carrozzeria monoscocca del nuovo millennio i designer si rifanno addirittura alla nautica. E scelgono i motoscafi Riva dalla linea assottigliata come ispirazione, per realizzare linee più smussate. Siamo ai preamboli per il lancio della prima versione Sport di Range Rover, che arriva nel 2005 e spinge Land Rover a prestazioni più performanti. Per mantenere la promessa del Suv più veloce, più agguerrito su tutti i terreni e sempre ricercato nelle forme. Con Range Rover Sport arriva un motore a benzina 4.2 Supercharged, sospensioni pneumatiche a interconnessione incrociata con la selezione dell’altezza dell’auto. Da questo momento, il 4x4 sarà universale: sia su strada che in fuoristrada.


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Ecco perché viene considerato il papà degli sport utility vehicles di oggi, comodi e lussuosi.

PASSAGGI DI MANO È bene notare che in tanti anni in cui la Casa passa di mano tra i costruttori, il carattere della nostra 4x4 non si compromette. Né al passaggio dalla proprietà inglese al gruppo Bmw, quando vengono chiamati alla consulenza anche i carrozzieri italiani Bertone e di Italdesign (Giorgetto Giugiaro e Aldo Mantovani). Tantomeno tra la casa bavarese e l’americana Ford, che pur imprime motorizzazioni potenti per spingerla ai 225 km/h. Poi con il gruppo indiano Tata, la trasformazione. Con Range Rover Evoque si introduce un

design completamente nuovo, più audace, che lancia il concetto di cross-coupé. Testimonial e designer persino Victoria Beckham, ex Spice Girl(s) e moglie del calciatore David, chiamata a realizzare una versione speciale della Evoque. Avrà una variante convertible con la capote che si ripiega a ventaglio. Conquistando il titolo di primo Suv premium compatto decappottabile al mondo, nonché il più potente 4x4 all terrain. Nel 2012, con la quarta generazione arriva la carrozzeria interamente in alluminio (molto leggera quindi) e una tecnologia di guida che seleziona automaticamente le impostazioni migliori, a seconda delle condizioni del terreno. Il brand si allinea ai marchi

Premium e ormai è un’auto di rappresentanza. Nel 2015 la SVAutobiography raggiunge il top di gamma con le finiture in alluminio spazzolato e sedili

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RANGE ROVER VELAR MY21

Executive che richiamano il mondo business sin dalla definizione. Di questo passo scivoliamo fino ai giorni nostri, in trepida attesa della quinta generazione che il Coronavirus ha frenato. Almeno nel naming torniamo alle origini: a quel “Velar” che significava il nome in codice dei prototipi di Range Rover (velar vuol dire “velare, nascondere”).

ED È ANCORA VELAR Il reveal della nuova Velar prende corpo già nel 2017. La new entry della famiglia (il model year 2021) è annunciata in Italia per gli inizi dell’anno prossimo, anche ibrida: mild

hybrid e plug in hybrid. «Posizionato fra la Evoque e la Range Rover Sport, il nuovo Suv Velar offre il perfetto equilibrio fra design e tecnologia e con la propulsione elettrica», fanno sapere da Jlr. Sono trascorsi 50 anni dal lancio della pioniera e oggi ogni membro della famiglia è elettrificato. Ma lasciamo un attimo da parte design e caratteristiche tecniche del motore, per concentrarci sull’attenzione al benessere dei driver. Sapevate che la riduzione dell’esposizione al rumore a bassa frequenza può aiutare a prevenire l’affaticamento del conducente nei viaggi più lunghi?

TRIBUTO AL SILENZIO IL PROGRAMMA REBORN Desiderate un modello originale del 1970? C’è un team dedicato che se ne occupa. Il programma Range Rover Reborn permette di acquistare un’auto da collezione nei colori autentici, inclusi il Bahama gold e il Tuscan blue. Ognuno di essi è restaurato con le specifiche originali di fabbrica, impiegando solo ricambi Land Rover Classic per proteggerne l’autenticità. I prezzi per un restauro completo partono da 145.000 sterline. 42 | NOVEMBRE 2020

Su Range Rover Velar, come su alcune Jaguar, c’è una tecnologia in grado di ridurre di 10 dB i picchi di rumore indesiderati e di 3-4 dB i livelli complessivi di rumorosità. L’Active road noise cancellation rende la cabina silenziosa e funziona come le cuffie high-end, monitorando costantemente le vibrazioni

trasmesse dalla strada e generando l’onda sonora in controfase, necessaria per eliminare il rumore che entra. «L’effetto non è percepibile, ma l’atmosfera è completamente tranquilla», dicono gli ingegneri. Il sistema è in grado di regolare il livello e la posizione dei suoni in base al numero dei passeggeri e alla loro posizione nell’abitacolo, indicata dai sensori delle cinture. Infine, i filtri dell’aria riducono le sostanze nocive come i particolati, i pollini e persino gli odori. Che abbinati alla ionizzazione rendono l’abitacolo quanto di più puro esista nell’automotive e senz’altro più dell’esterno: filtra particolati ultrafini, inferiori alle PM2.5.


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MISSIONFLEET PROVATO PER VOI

L’ACCENTO SULLA SPORTIVITÀ La nuova Bmw Serie 4 Coupé si presenta più aggressiva e mild hybrid alla seconda generazione, in aesa della quaro porte vi raccontiamo di una guida emozionante nelle Langhe

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Driving assistant professional con funzioni evolute. Tra esse quella in grado di guidare la nuova Bmw Serie 4 Coupé sul lato più appropriato della sua corsia quando si è in coda in autostrada. Veniamo all’utilissimo Head-up display: dà una grande sensazione di sicurezza, permettendo di non distogliere mai gli occhi dalla strada. Ora visualizza le informazioni relative alla guida su un’area di proiezione ingrandita del 70%. Inoltre, l’equipaggiamento di serie per la M440i xDrive Coupé è caratterizzato da cerchi in lega M da 18 pollici. Il consumo combinato dichiarato di carburante è di 7,1-6,8 litri per 100 km e delle emissioni di CO2 di 163-155 g/km. Costa 76mila euro. Per le flotte, Bmw Bank ha introdotto un nuovo leasing operativo Why-Buy Evo. Ha un unico canone onnicomprensivo determinato in funzione del pacchetto di servizi scelti.

di Paola Baldacci

La nuova Bmw Serie 4 Coupé arriva per marcare il segno della sportività della Casa e cambiare drasticamente dalla versione precedente del 2013. La svolta della seconda generazione è sia estetica sia sotto il cofano. Da una parte Bmw torna al passato: alla calandra con il doppio rene grande orientato in verticale e senza listelli, mentre il design delle fiancate e della parte posteriore ricalca l’aggressività sportiva sempre con eleganza, con linee molto scolpite e gruppi ottici affusolati (fari full Led di serie, ndr). Dall’altra abbiamo un motore 3 litri a 6 cilindri da 374 CV con 700 Nm di coppia e la batteria a 48 Volt della tecnologia mild hybrid, che aggiunge istantaneamente 11 CV di potenza, per sorpassare e accelerare più in fretta. Ed è qui che originano le belle emozioni di guida provate con soddisfazione tra le nobili vigne del Barolo. Per le riprese senza esitazioni, molto lineari e quel sound che fa subito venire il sorriso. Sempre pensando al nostro pubblico: quello delle flotte aziendali. A loro diciamo

che attendere la Gran Coupé a 4 porte varrà la pena, anch’essa con il nuovo frontale che caratterizzerà tutte le versioni di “The 4” come viene chiamata la Serie 4. Dettaglio: tutte le diesel sono proposte con il mild hybrid mentre a benzina solamente la top di gamma, M440i XDrive, oggetto del nostro test drive nelle Langhe. Il direttore comunicazione prodotto di Bmw Italia, Alessandro Toffanin, spiega: «Serie 4 rappresenta il cuore del Dna del marchio e la versione Gran Coupé si sposa con il mercato delle flotte in quanto unisce i mondi della berlina con il suo comfort e quello della sportività delle coupé. Delle 800mila auto Bmw Serie 4 della versione precedente vendute complessivamente, la metà appartiene proprio al modello a quattro porte». Ed ecco che la nuova Bmw Serie 4 Coupé porta già con sé diversi plus che le auto aziendali oggi pretendono, soprattutto da un marchio premium. Il sistema di navigazione di serie, per cominciare, con l’aggiornamento da remoto del software che importa servizi aggiuntivi e i miglioramenti. Adas per l’assistenza alla guida di livello 2. Di serie c’è: l’avvertimento di collisione anteriore con intervento frenante, il Lane departure warning che include il ritorno di corsia (con assistenza allo sterzo) e il sistema Speed limit info. Tra gli optional il

Su www.missionline.it l’articolo più approfondito del test drive della nuova Bmw Serie 4 Coupé NOVEMBRE 2020 | 43


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MISSIONFLEET NORME E TRIBUTI

CONTRATTO DI ASSEGNAZIONE DELL’AUTO AZIENDALE Quando far partire la nuova tassazione? Una risoluzione dell'Agenzia delle Entrate fa chiarezza

a cura della Redazione

I Il contratto di assegnazione dell’auto aziendale determina la data della nuova tassazione sull’auto aziendale in regime di fringe benefit. Lo chiarisce l’Agenzia delle entrate dopo l’interpello di Fleet Support, chiarendo uno degli aspetti poco chiari della normativa. Infatti, non era chiaro se la nuova tassazione doveva partire dall’ordine del veicolo in assegnazione al dipendente oppure dalla stipula del contratto quadro. Ebbene, la risoluzione dell’Agenzia risponde che vale la data di sottoscrizione da parte di datore di lavoro e lavoratore dell’atto di assegnazione del mezzo. I più ricorderanno che la normativa suddivide molto genericamente tra veicoli immatricolati dal 1° luglio 2020 e contratti stipulati dal 1° luglio 2020. Destando perplessità. Spiega Simone Costantini, AD di Fleet Support: «Come noto, i “contratti” specialmente per le grandi aziende sono rappresentati da “contratti

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quadro” che magari sono stati firmati anche 5/10 anni fa; allo stesso modo le schede di ordine dei veicoli inviate ai noleggiatori, che potrebbero avere data di 6/9 mesi precedenti l’arrivo del mezzo». Ecco perché la società specialista di soluzioni per il fleet management ha sottoposto l’interrogazione al’AdE, che poi lo ha preso d’esempio per pubblicare la risposta valida per tutti. L’ipotesi sottoposta da FS poneva di ricercare, come momento “certo” per dar vita alla nuova tassazione, la “lettera di assegnazione” di veicolo aziendale, in quanto atto bilaterale che sancisce effettivamente l’inizio del godimento del bene da parte del lavoratore. «L’AdE ha accolto questa nostra proposta come valida e ne ha fatto il corpo della risoluzione», dice Costantini.

FRINGE BENEFIT E TASSAZIONE DAL 1° LUGLIO La risoluzione dell’Agenzia stabilisce che: – per tutti i veicoli immatricolati dall’1.07.2020 con lettera di assegnazione successiva rientrano nella nuova normativa; – per tutti i veicoli immatricolati prima ed attualmente in uso ai dipendenti vale la vecchia normativa.

Sottolinea il manager: «Rimane un punto lacunoso per quanto attiene la tassazione relativa a nuove assegnazioni su veicoli immatricolati prima del 01.07.2020 in quanto l’AdE ha esposto un principio non chiaro per il quale siamo in attesa di ricevere indicazioni più chiare

da uno studio di consulenza amministrativa». Conclusione: tutti i veicoli immatricolati dopo il 1° luglio ed assegnati dopo tale data rientrano nella nuova tassazione. Per i mezzi concessi in uso promiscuo con contratti stipulati entro il 30 giugno 2020, è lo stesso legislatore che dispone l’applicazione della vecchia norma che, conseguentemente, continuerà “a vivere” per tutta la durata del contratto. L’ultima ipotesi è quella di assegnazione di veicoli immatricolati prima del 1° luglio. «In questo caso il fringe benefit dovrà essere fiscalmente valorizzato per la sola parte riferibile all’uso privato del mezzo concesso», conclude l’AD di Fleet Support.


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La freschezza e la storia: la Captur e la Leon. La crossover compatta e la station wagon sportiva. Questo mese, il nostro ‘occhio’ è caduto su due modelli che hanno in comune l’attenzione – quasi obbligatoria – alla propulsione ibrida, ma con valutazioni differenti che si spiegano con le carriere differenti. Renault ha voluto che la sua Captur – modello lanciato nel 2013 – assumesse nella seconda generazione una visione anche plug-in, come si conviene sempre più frequentemente alle Suv. Invece Seat ha voluto che per la quarta generazione di Leon – modello apparso nel 1999, fondamentale per le sorti della Casa – non si abbandonassero gli amati propulsori a benzina e diesel. Ma a fianco ha pensato ad alternative importanti come il TGI a metano, il mild-hybrid (che abbiamo guidato) e prossimamente pure il plug-in hybrid. Si chiama lottare a tutto campo, pensando a limitare i danni in un 2020 che lascerà i segni e a crescere il più rapidamente possibile nel 2021.


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L’ANALISI DI

Seat Leon Sportstourer SW con piglio di design Tre serie di successo in un ventennio sono il biglietto da visita di un modello ormai maturo come la Seat Leon. Le sinergie all’interno del gruppo VW hanno permesso di sfruttare per la quarta generazione molte delle soluzioni appena introdotte dall’ottava serie della Golf inclusi i powertrain ibridi, ma la nuova Leon trova nel design il suo elemento distintivo, coerente con la più recente immagine del marchio spagnolo, ma allo stesso tempo innovativo grazie a vari dettagli che ritroveremo sui modelli del futuro. Né va dimenticato che la Leon è cresciuta in maniera significativa con 86 mm in più di lunghezza (437 cm per la cinque porte) grazie anche ai 50 mm extra del passo, pur risultando più bassa (–3 mm) e più stretta (–17 mm) della serie precedente. La SportsTourer arriva a 464 cm (+ 92 mm) ed è l’oggetto della nostra analisi. di Maurizio Bertera

LA GAMMA

cambio DSG, con prezzi da 28.550 a 31.550 euro. Infine, Ben articolata. Sul fronte c’è la mild-hybrid 1.5 eTSI, benzina ci sono l’1.0 TSI da proposta a 30.050 euro in 90 Cv e il 1.5 TSI da 130 e entrambi gli allestimenti. 150 Cv con prezzi da 22.950 Quest’ultimi sono a 27.750 euro. L’unico diesel denominati Style, Business, è la certezza assoluta della Xcellence ed FR e offrono famiglia VW, ossia il 2.0 TDI fin dal livello di ingresso un da 150 Cv abbinato al valido equipaggiamento, 46 | NOVEMBRE 2020

MISSIONFLEET

lasciando alla FR il compito di presidiare la nicchia dei clienti più sportivi.

LA PREFERITA La variante mild-hybrid è interessante. Monta l’1.5 eTsi da 150 Cv, abbinato al cambio automatico Dsg. La tecnologia utilizza un alternatore-starter a 48 V e una batteria agli ioni di litio a 48 V: il sistema permette di procedere a motore spento in alcune situazioni di guida, come le partenze – nella cosiddetta funzione eco-coating – oltre a recuperare energia in frenata e supportare il motore con una leggera assistenza elettrica. Il risultato è una grande fluidità di marcia più che la prestazione pura, per quanto siano apprezzabili l’accelerazione in 8,4 secondi nello sprint 0-100 km/h e lo spunto massimo a 221 km/h. Quanto ai consumi, si attestano nel ciclo misto a 17,9 km/l (Wltp). La quarta generazione abbraccia il

digitale senza compromessi grazie al Digital cockpit, con il quadro strumenti da 10.25” affiancato dal display centrale da 10” per l’infotainment. Quest’ultimo include i comandi gestuali e vocali, attivabili con un amichevole “Hola, hola!” che garantiscono interazione precisa nonostante il numero di pulsanti fisici ridotto all’essenziale. L’ambiente è reso suggestivo dall’illuminazione a led, che avvolge il cruscotto estendendosi verso le portiere. Non si tratta di un mero elemento decorativo, perché agendo in sinergia con il Safe exit assist, segnala l’eventuale presenza di un veicolo ai passeggeri che si accingono ad aprire le portiere. Anche questo spiega molto del salto di qualità della Leon.

IN ARRIVO La gamma sarà ampliata con il motore a gasolio 2.0 TDI da 115 Cv, il propulsore 1.5 TGI a metano da 130 Cv


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L’ANALISI DI

anche nella declinazione DSG, l’unità 1.0 eTSI da 110 Cv di potenza con ‘mild hybrid’ e il DSG e la versione eHybrid con l’ibrido plug-in da 204 Cv di potenza complessiva.

I TEMPI DI CONSEGNA La Casa dichiara una novantina di giorni.

altri due o tre anni, con percorrenza chilometrica a scelta. La Casa ha inoltre messo a punto Seat Care, programma che semplifica i programmi di protezione e manutenzione delle vetture, molto ben articolato.

LE FORMULE FINANZIARIE

Sono quattro, curate da Volkswagen Financial IL VALORE RESIDUO Services: Valore Futuro Garantito, Più Credito, Come per tutte le altre Seat, Grade e Drive Time. Non l’usato è gestito dal servizio mancano due soluzioni di leasing finanziario. Ampia la DasWeltAuto con 102 lista dei servizi assicurativi controlli tecnici sul mezzo, finanziamenti agevolati, – realizzata in garanzia europea di 12 mesi collaborazione con varie e la formula ‘soddisfatti e compagnie – che si possono sostituiti’ entro trenta giorni sottoscrivere insieme a una o 1.500 km. Sino a fine 2020, delle varie formule di acquisto. Interessanti la il finanziamento sull’usato Personal Safe che integra la include anche un pacchetto RC Auto ed è pensata per gratuito Service & conducente, trasportato e Maintenance. pedone investito come la I COSTI DI GESTIONE Gap, utile nel caso della perdita totale del mezzo. Oltre ai due anni di garanzia E c’è anche un finanziamento a tasso zero base, c’è la possibilità di estensione della stessa per per affrontare le spese di

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manutenzione e ripristino dell’auto.

IL NOLEGGIO Seat for Business è la divisione del marchio a occuparsi del tema e a proporre offerte interessanti. Un semplice esempio per la vettura che abbiamo testato, in allestimento FR: ci vogliono 249 euro al mese per guidarla tre anni o 45mila km.

I PREGI E I DIFETTI Premessa: la differenza di prezzo fra SportsTourer e la corrispondente versione berlina è contenuta a sole 750 euro. Aspetto che rende il costo della famigliare allettante, considerata la dotazione di serie, a partire dal pacchetto completo di sistemi di ausilio alla guida. Le cose migliori: la capacità del bagagliaio (da 620 a 1.600 litri) tra i più validi del segmento, l’elevato piacere di guida con tutte le motorizzazioni,

l’equipaggiamento che ha preso tanti buoni elementi del gruppo Volkswagen. È migliorabile invece la climatizzazione mentre non c’è dubbio che l’eventuale quinto passeggero deve essere di taglia minuta.

IMMAGINE La quarta Leon è la conferma di una scalata inesorabile che ha portato Seat da marchio di secondo piano a brand dalla forte personalità, ben inserito in un gruppo che vi ha investito tempo e tanti soldi. L’aspetto più interessante che nella crescita della qualità generale (tangibile nei materiali, nello stile e nelle finiture), Seat non ha ceduto alla normalizzazione. Perché non si sono perse le tre storiche caratteristiche del DNA: funzionalità, sportività, freschezza. Inoltre, va sottolineato che le maggiori dimensioni esterne di SportsTourer non fanno rimpiangere il comportamento stradale (già soddisfacente) della berlina. NOVEMBRE 2020 | 47


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L’ANALISI DI

Renault Captur E-Tech Plug In Hybrid

Suv e ibrido senza essere premium Assemblata sulla piattaforma Cmf-B, la Renault Captur di seconda generazione è diventata più grande: 11 cm in più in lunghezza, per un totale di 423 cm, il passo ha guadagnato tre cm (263 in tutto). Anche la larghezza è aumentata, e quindi c’è più spazio nell’abitacolo a disposizione, merito anche del divano scorrevole di 16 cm: in particolare, per il baule, la Casa dichiara 536 litri in configurazione a cinque posti, 81 in più rispetto a prima. A livello estetico si riconosce il family feeling della Règie con i proiettori anteriori, simili a quelli della Clio, e i gruppi ottici posteriori, con linee di Led che impreziosiscono il finale della fiancata. Fra le caratteristiche di questa B-Suv restano l’andatura spiovente del padiglione, così come le protezioni in plastica nera attorno ai passaruota e nelle parti basse della fiancata. di Maurizio Bertera

LA GAMMA La novità è rappresentata dal debutto del sistema ibrido dove il noto benzina 4 cilindri di 1,6 litri da 91 Cv è accoppiato a due motori elettrici, di cui il primo da 49 Cv, con funzione di trazione vera e propria (E-Motor), l’altro da 25 Cv, nelle vesti di 48 | NOVEMBRE 2020

starter ad alta tensione per una potenza totale di sistema di 160 Cv. Fonte di energia dei due motori elettrici è la batteria agli ioni di litio LG Chem che possiede una capacità di 9,8 kWh, una tensione di 400 Volt, ed è calibrata per garantire un’autonomia in modalità 100% elettrica fino a 50 km

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nel ciclo misto, e fino a 65 km nel ciclo esclusivamente urbano (standard Wltp). In modalità full electric, la Captur E-Tech plug-in raggiunge la velocità massima di 135 km/h. Il consumo combinato è di 1,4 l/100 km, con emissioni CO 2 a quota 32 g/km. I tempi di ricarica completa sono di 3 ore da colonnina pubblica, Wallbox da 7,2 kW o da rete elettrica da 3,6 kW e di 5 ore circa da una comune presa domestica da 220 Volt e contatore da 2,2 kW.

LA PREFERITA Solo due gli allestimenti: Intens e Initiale Paris, con il secondo che ha qualche tocco chic e un equipaggiamento leggermente più ricco. I prezzi sono rispettivamente di 32.950 e 36.950 euro che scendono sensibilmente grazie agli incentivi statali e regionali, sino a toccare poco più di 26.000 euro. Poche le differenze che distinguono la nuova versione ibrida dalla Captur tradizionale: i badge

E-Tech Plug-in Hybrid sul portellone baule e il montante centrale, oltre allo sportello della presa di ricarica sul lato destro, cioè sul lato opposto a quello per il rifornimento di benzina. I contrassegni specifici sono presenti anche in abitacolo, tra cui il badge E-Tech sulla leva del cambio e il pulsante del sistema Multi-Sense, riconoscibile dal simbolo del fiorellino. Dedicata anche la grafica del quadro strumenti digitale da 10,2”, così come il display centrale verticale da 9,3” contiene sottomenu che consentono di monitorare il funzionamento, in particolare il tasso di consumi e i flussi di energia.

IN ARRIVO La Casa non prevede allargamenti della gamma entro l’anno.

I TEMPI DI CONSEGNA Si aggirano sui tre mesi, a meno di particolari promozioni.


L’ANALISI DI

IL VALORE RESIDUO La Captur battaglia in un segmento affollato, ma mantiene una buona quotazione sul mercato. La Casa francese ha il suo ‘sistema usato’ in Renault Selection: è un programma studiato per assicurare lo stesso livello di qualità, servizi e soddisfazione di quando si acquista un’auto nuova. I cardini sono rappresentati dai 54 controlli negli elementi importanti dell’auto, le estensioni di garanzia.

I COSTI DI GESTIONE Al di là della garanzia base di due anni, Renault offre contratti di estensione (Gold, sino a 5 anni) e manutenzione (Premium, nelle versioni Platinum Basic e Platinum Advance) per avere una copertura totale del veicolo. In più ci sono pacchetti di manutenzione a prezzi competitivi (sono visibili sul sito Renault.it). Ci sono anche proposte ‘bloccate’ –

a prezzo fisso – come quella di Motrio, messa a punto da Renault Retail Group.

LE FORMULE FINANZIARIE FinRenault ne offre tre, ben articolate. Quella Classica a sua volta ha tre formule: Start, Drive ed Enjoy che ha una grande flessibilità perché oltre ad un tasso promozionale consente di aggiungere un pack servizi a prezzo molto competitivo. Renault Way, invece, offre la possibilità di una rata comoda, non vincola e impegna la metà del tempo rispetto ad un finanziamento tradizionale, offrendo alla fine la classica scelta di tenere, cambiare o restituire l’auto. E infine c’è il normale leasing. Ampia la lista dei servizi assicurativi come non mancano promozioni del momento, a prezzi competitivi con servizi annessi.

IL NOLEGGIO Quello a lungo termine è gestito da Renault Lease

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(Renaultlease.it) e prevede un pacchetto di servizi “all inclusive” e un canone fisso mensile, eliminando il rischio di dover sostenere spese non programmate (per la manutenzione) e fornendo polizze d’assicurazione comprensive di RCA, furto, incendio e Kasko. I contratti Gold e Premium sono adattati alle esigenze delle flotte.

dato dal propulsore che sorprende per il funzionamento, molto più simile a quello di una full electric, che non ad un’ibrida.

IMMAGINE

Non si può certo dire che a Renault manchi la reattività in tempi di Suv-mania e di ibrido: la Casa della losanga ha ‘sfornato’ un modello perfettamente adatto ai tempi, che regala piacere di I PREGI E I DIFETTI guida – grazie a un Senza dubbio, uno dei punti comportamento stradale eccellente – e soprattutto di forza resta il comfort: l’affidabilità che è naturale l’abitacolo è spazioso, rifinito con cura, provvisto di per una Renault. È una buona scelta nel doppio vani portaoggetti e del divano scorrevole. Spiace la utilizzo, perché offre un mancanza del climatizzatore comfort più che soddisfacente e al tempo ‘bizona’ anche tra gli optional. Il baule non manca stesso è all’avanguardia tecnologica, pur non di capacità, ma ha la soglia appartenendo al segmento un po’ alta per la categoria premium. Infine, la seconda come la visibilità non è eccelsa per via dei montanti generazione mostra un look più maturo, ma non ha molto inclinati. La seconda generazione ha portato a un perso il filo con quella innalzamento del numero e precedente che aveva conquistato il pubblico per del livello degli Adas ma il vero plus, a nostro avviso, è la sua freschezza. NOVEMBRE 2020 | 49


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MERCATO

IL COST CAR INDEX 2020 DI LEASEPLAN Un’analisi di Leaseplan fa luce sul total cost of ownership di un veicolo premiando le auto elettriche. Lo studio, compiuto in 18 Paesi europei, riguarda tutte le voci di spesa di un’auto: dal carburante, al deprezzamento, dalle imposte fino all’assicurazione e alla manutenzione. Nella maggior parte dei Paesi, si nota che i veicoli elettrici di medie dimensioni sono competitivi rispetto a quelli alimentati a benzina e a gasolio. Il Car Cost Index 2020 spiega che il costo medio mensile per la guida di un veicolo presenta ampie variazioni in Europa. Si passa da 491 euro al mese in Ungheria a 926 in Svizzera. L’Ungheria è la nazione in cui si rivela più conveniente condurre un veicolo a benzina. Invece, la Grecia lo è per l’alimentazione diesel. Nella ricerca sul Tco presa in esame su un noleggiatore a lungo termine vengono valutati i primi 4 anni di proprietà e si presume un chilometraggio di 30.000 km all’anno. Per gli scopi prefissati da questo indice, il “costo competitivo” viene definito per i veicoli elettrici dal momento che non risultano più costosi del 5% rispetto agli omologhi con motore a combustione interna. In Italia per uno a benzina ci vogliono 807 euro al mese, 763 euro per un diesel e 742 per un EV. S’intende per auto dei segmenti B e C.

AUTO USATE DA NOLEGGIO CERTIFICATE Le auto usate da noleggio fanno breccia sul mercato automotive e Lojack arriva puntuale con la telematica per garantirne la qualità. Sulla piattaforma “Connect” della società del Gruppo Calamp, infatti, sbarca la nuova funzionalità che offre a fleet manager e società di autonoleggio una soluzione ai loro processi di remarketing. Secondo Aniasa, ogni anno sono oltre 180mila i veicoli usati da noleggio a lungo termine immessi sul mercato. Di questi, 16mila vengono venduti a privati e imprese. La restante parte a commercianti e rivenditori (ad eccezione di una piccola quota radiata per esportazione). Va da sé che siano i mezzi con meno chilometri e meglio manutenuti ad interessare la domanda. «Perciò poter garantire lo stato di salute del veicolo e condividere le informazioni sulla sua vita precedente con il potenziale acquirente, può costituire un’arma strategica a supporto del processo di vendita». Custode dei principali indicatori di un’auto aziendale, Lojack Connect tiene sotto controllo in tempo reale quanto accade. Quindi al momento della vendita può “certificarne lo stato di salute”. Banalmente, dai chilometri percorsi agli incidenti subiti, ed evidenziazione di eventuali crash, al rating sullo stato generale. Inoltre, i fleet manager possono attivare un meccanismo premiante nei confronti dei driver più virtuosi, che riconsegnano la vettura in ottimo stato.

Registrazione Tribunale di Milano n° 219 del 28/03/2006 Direttore responsabile Paola Baldacci Collaboratori Andrea Barbieri Carones, Maurizio Bertera, Paola Lucchetta, Alessandro Palumbo, Salvatore Saladino, Ilaria Salzano, Progetto grafico Arianna Pierri Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA) Distribuzione in Italia Faenza Printing Industries, Faenza (RA)

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