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MISSIONFLEET CRUSCOTTO
IMMATRICOLAZIONI E QUOTE 2019-2018 A CONFRONTO 2019 #
NLT - PC
1 Leasys 2 Arval 3 ALD Automotive 4 LeasePlan 5 Volkswagen Leasing 6 Alphabet 7 Car Server 8 ES Mobility 9 Athlon 10 Mercedes-Benz Charterway 11 Free2Move Lease 12 Sifà 13 Rent2Go 14 Program Autonoleggio 15 PAN 16 GFC NLT Altre TOTALE #
NLT - LCV
1 Arval 2 Leasys 3 LeasePlan 4 ALD Automotive 5 Sifà 6 Car Server 7 Volkswagen Leasing 8 ES Mobility 9 Athlon 10 Free2Move Lease 11 Program Autonoleggio 12 Alphabet 13 Mercedes-Benz Charterway 14 Rent2Go 15 PAN 16 GFC NLT Altre TOTALE
MARKET SHARE 2019
IMMATRICOLAZIONI 2018
MARKET SHARE 2018
69.738 50.809 37.905 33.067 30.786 11.686 8.069 7.358 7.143 6.513 5.237 4.880 1.819 857 215 151 5.067 281.301
24,8% 18,1% 13,5% 11,8% 10,9% 4,2% 2,9% 2,6% 2,5% 2,3% 1,9% 1,7% 0,6% 0,3% 0,1% 0,1% 1,8% 100,0%
52.568 46.544 55.529 33.642 22.084 10.347 9.595 4.680 7.199 7.304 2.773 1.989 166 489 425 135 2.616 258.084
20,4% 18,0% 21,5% 13,0% 8,6% 4,0% 3,7% 1,8% 2,8% 2,8% 1,1% 0,8% 0,1% 0,2% 0,2% 0,1% 1,0% 100,0%
REGISTRATIONS
MARKET SHARE
IMMATRICOLAZIONI 2018
MARKET SHARE 2018
10.336 9.495 4.123 4.051 2.736 2.408 1.720 1.387 902 698 392 373 280 255 89 0 2.246 41.491
24,9% 22,9% 9,9% 9,8% 6,6% 5,8% 4,1% 3,3% 2,2% 1,7% 0,9% 0,9% 0,7% 0,6% 0,2% 0,0% 5,4% 100,0%
10.210 8.012 4.958 7.509 2.382 3.042 1.433 1.203 1.171 369 351 331 136 26 97 0 692 41.922
24,4% 19,1% 11,8% 17,9% 5,7% 7,3% 3,4% 2,9% 2,8% 0,9% 0,8% 0,8% 0,3% 0,1% 0,2% 0,0% 1,7% 100,0%
mentre i generalisti hanno consuntivato 153.549 contratti, con una perdita del 6,85% (sono oltre 11.000 in meno, mentre l’incremento delle captive è di oltre 30.000). Eccellente anche 6 | FEBBRAIO-MARZO 2020
2018
IMMATRICOLAZIONI 2019
l’andamento degli operatori di lungo noleggio di medie dimensioni, una nicchia di mercato che è passata da circa 1.200 unità a oltre 3.000. Tra le captive, Leasys ha
riconquistato la leadership del mercato totale del noleggio: 79.233 immatricolazioni passenger cars + light commercial vehicles (60.597 nel 2018), con una quota di mercato
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO
cresciuta dal 20,2 al 24,5%. Arval ha raggiunto la seconda posizione, immatricolando 61.145 veicoli rispetto ai 56.754 dell’anno precedente, mantenendo inalterata la propria market share (18,9%). Molto male Ald Automotive, che non solo ha perso la testa della classifica, ma è scivolata sul gradino più basso del podio con 41.956 immatricolazioni PC+LCV (MS 13%) rispetto alle 63.039 del 2018, quando la quota di mercato detenuta era del 21%. Leaseplan, partita male nella prima parte dell’anno, ha poi recuperato negli ultimi mesi, chiudendo il 2019 sempre al quarto posto, con un volume di immatricolazioni di poco inferiore al 2018 (37.190 rispetto a 38.600, e una quota di mercato dell’11,5% anziché del 12,9%), avvicinandosi al risultato di Ald. Volkswagen Leasing è una delle conferme positive dello scorso anno: ha targato 32.507 veicoli (market share del 10,1%) contro i 23.517 dell’annata precedente; una conferma dell’ottima azione commerciale della captive del colosso di Wolfsburg.
VOLANO ES MOBILITY E SIFÀ Alphabet è salita di un gradino posizionandosi al sesto posto della graduatoria generale: 12.059 veicoli consegnati (oltre 1.300 in più), sorpassando Car Server, scesa da 12.636 a 10.477 unità. Un’altra captive ha chiuso il 2019 in gran spolvero: ES Mobility, la società di noleggio a lungo termine di RenaultNissan, che nel 2019 ha immatricolato 8.745 veicoli rispetto ai 5.883 del 2018. Il generalista Athlon, che appartiene al Gruppo Daimler, è passato da 8.370 a 8.045. Al
decimo posto Sifà: la società di noleggio emiliana è stata tra i pochi generalisti che hanno fatto segnare un’eccellente avanzata, con un volume distributivo di 7.616 consegne (oltre 3.200 in più). Nelle posizioni di rincalzo, Mercedes-Benz Charter Way, che non ha raggiunto il livello dell’annata precedente (6.793 rispetto a 7.440 del 2018), Free2Move Lease, la captive di Psa utilizzata per il NLT dai brand Citroen, DS, Opel e Peugeot, che ha quasi raddoppiato le immatricolazioni (da 3.142 a 5.935), Rent2Go (in crescita esponenziale), Program (+50%), PAN (in flessione) e Gfc (in moderata crescita).
ARVAL GUIDA GLI LCV Nella graduatoria dei veicoli commerciali leggeri, Arval ha mantenuto la prima posizione, con un leggero incremento delle immatricolazioni (10.336 rispetto a 10.210), Leasys ha conservato il secondo posto, con un incremento delle vendite significativo (da 8.012 a 9.495) e Leaseplan ha sopravanzato di poco Ald Automotive, strappandole il gradino più basso del podio (4.123 immatricolazioni per Leaseplan e 4.051 per la società controllata dal gruppo bancario francese
IL FORECAST DATAFORCE PER IL 2020 Forecast 2020 Passenger Car
MS%
Diff. % 2019/18
Privati
1.070.115
58,2%
-2,2%
Flotte
90.992
4,9%
-3,6%
Noleggio Lungo Termine
279.909
12,2%
-0,5%
Noleggio Breve Termine
159.344
8,7%
-10,3%
Dealer & Case Auto
238.607
13,0%
-12,1%
1.838.967
100%
-4,2%
Société Générale). Anche nei light commercial vehicles, Ald Automotive ha ridotto sensibilmente il numero dei contratti: nel 2018 erano stati 7.509. Molto bene Sifà anche negli LCV: ha conquistato il quinto posto con 2.736 unità (354 in più). Seguono Car Server, VW Leasing ed ES Mobility, questi ultimi due in crescita. Nella classifica delle sole vetture, le prime posizioni sono le stesse della graduatoria generale: Leasys, Arval, Ald Automotive, Leaseplan e Volkswagen Leasing. I primi 5 operatori del noleggio detengono una quota di mercato del 79%.
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MISSIONFLEET ANTEPRIME
NON È SOLO PREMIUM, È ASTON MARTIN Il primo Suv della casa di Gaydon fa subito sgranare gli occhi per gli interni immensi e quella griglia senza tempo
di Paola Baldacci
È
parte anteriore le luci di marcia diurna incorporano un condotto che incanala l’aria attraverso i passaruota anteriori e lungo i fianchi, contribuendo a ridurre portanza e resistenza, dunque raffreddando i freni.
CLASSE INGLESE È stata Aston Martin DBX ad inaugurare la nuova casa a Milano del brand inglese, che debutta con il primo Suv. Una risposta diretta alle flotte aziendali del segmento premium per un modello di lusso sì, ma dalle performance assicurate, per non tradire mai la genetica del marchio protagonista delle avventure di James Bond (a pagina 36 la storia di un legame duraturo). Infatti, l’estetica riprende la sportività della griglia DB (la prima auto sportiva del marchio nel 1948, ndr) e sulle fiancate si scolpisce in linee decise. Così come l’aerodinamicità è oggetto di un’attenzione particolare: nella
Dell’abitacolo colpisce subito l’ampiezza, la pelle di lavorazione “pieno fiore” crea il touch lussuoso, mentre il tetto panoramico in vetro a tutta lunghezza e un vetro della portiera senza telaio realizzano un ambiente straordinariamente luminoso. La consolle centrale flottante spicca con le sue strumentazioni: uno schermo da 10,25” e quello da 12,3” con Apple CarPlay di serie, un sistema di telecamere a 360 gradi e un’illuminazione ambiente con 64 diversi colori in due zone. Il bagagliaio offre 632 litri di spazio, perfetto per il set di valigie firmate Aston Martin. Il prezzo? A partire da 158.000 sterline nel Regno Unito, 193.500 euro in Germania e 189.900 dollari negli Stati Uniti. Le prime consegne sono previste a partire dal 2° trimestre 2020 e a febbraio gli ordini superavano i 1.800.
IL GRUPPO GINO È un Suv da 550 cv e 700 Nm di coppia, con un motore V8 biturbo da 4 litri già utilizzato nella DB11 e nella Vantage, che può contare sulla disattivazione 8 | FEBBRAIO-MARZO 2020
dei cilindri per migliorare il risparmio di carburante e spingere la DBX da 0 a circa 100 km/h in 4,5 secondi e fino a una velocità massima di circa 290 km/h. «Un gioiello poliedrico per le flotte – osserva Alessandro Gino, Ceo dell’omonimo gruppo che ha inaugurato Aston Martin Milano –. Abbiamo subito lavorato in sintonia per costruire questa nuova casa, che punterà anche sulla valorizzazione dell’usato per dare all’Italia quei numeri che Aston Martin
merita. Nell’ultimo quinquennio Milano è stata protagonista di una crescita due volte superiore a quella del resto del Paese. Siamo fortemente convinti che questa città possa offrire eccezionali opportunità di espansione in termini di posizionamento». Con 15 concessionarie, il Gruppo Gino nasce sessant’anni fa con Mercedes-Benz in Piemonte (a Cuneo) e ha ampliato la rete fino in Toscana, connotandosi come un dealer per cui la qualità non è un fattore secondario. Oggi impiega 360 addetti e fattura circa 250 milioni all’anno, con 10mila vetture commercializzate.
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MISSIONFLEET MISSIONFORUM 2020
DESIDERI DA FLEET MANAGER Adas, motorizzazioni e nuova fiscalità al centro del dibaito con i responsabili delle floe aziendali. Arai dall’elerica, provano l’ibrida, ma alla fine vanno sul sicuro e sposano il diesel
di Andrea Barbieri Carones
A Auto e noleggio: cosa desiderano le aziende e i loro fleet manager? Questa casa editrice, sempre molto attenta all’andamento del mercato, ha tenuto un convegno invitando a MissionForum gestori di flotte auto e interpellando i propri lettori su alcuni temi chiave. Da un sondaggio che ha indagato i
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desideri dei responsabili dei parchi auto aziendali è emerso che oltre l’80% dei rispondenti “probabilmente o sicuramente” introdurrà una vettura ibrida in flotta, nei prossimi 3 anni. E poiché erano possibili risposte multiple, una percentuale simile è risultata quella di coloro che doteranno l’azienda di vetture diesel. Appare chiaro che sostenibilità e contenimento dei costi rimarranno sullo stesso piano nel breve termine. Cosa ne pensano gli addetti ai lavori? «Investire sulle auto ibride o sulle ibride plug in è corretto nei termini in cui bisogna trovare il miglior compromesso fra le scelte del legislatore e quelle
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MISSIONFLEET MISSIONFORUM 2020
aziendali», ha detto Salvatore Saladino, country manager di Dataforce Italia. «È infatti dimostrato che l’ibrido “vero” possa rappresentare una importante forma di contenimento delle emissioni soprattutto in ambito urbano, così come il diesel è la migliore motorizzazione oggi esistente per le flotte aziendali. Ho invece più di qualche perplessità sul mild hybrid: non c’è alcun paese in Europa che consideri ibride queste auto, che non percorrono
nemmeno un metro in modalità elettrica. Analizzando i dati di CO2 omologati, le uniche vetture le cui emissioni sono sotto i 95 g/km (limite oltre il quale scattano le multe europee) sono le ibride plug in. Se invece vogliamo parlare di emissioni reali, i più efficaci sono i motori diesel Euro 6d temp e final. Il futuro? Tutte le case auto sosterranno elevati costi di investimento sulle auto elettriche, riversati sui consumatori».
E chi punta molto sulle auto ibride è Ford, che sta investendo molto in tecnologia per la nuova Kuga plug in, economica in fatto di consumi e di emissioni: «La nuova Kuga – ha detto Fabrizio Quinti, fleet sales director di Ford Italia – è omologata con emissioni ufficiali di 26 grammi di CO2 al chilometro. Quello delle emissioni è un tema molto attuale, che vede però azioni non sinergiche e non coordinate tra loro. Per questo bisogna rinnovare il parco auto
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circolante in Italia. E un incentivo in tal senso aiuterebbe molto e porterebbe a risultati positivi nel giro di pochi anni».
FABRIZIO QUINTI
LA SFIDA DELLA SOSTENIBILITÀ L’indagine presentata durante MissionForum ha mostrato anche che la sostenibilità è il principale driver nella scelta di una nuova auto in flotta. Seguita dalle prestazioni in termini di autonomia di marcia e di economicità. Il punto dolente sono le infrastrutture di ricarica: una volta che saranno presenti su larga scala, molti fleet manager potrebbero rivolgersi alle vetture elettriche o ibride plug in. «Parte delle auto elettriche e plug in vengono immatricolate per l’attività di sharing dagli stessi costruttori, quindi non vendute
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sul mercato», spiega Ludovico Maggiore, Fellow del Cami dell’Università Cà Foscari di Venezia e founder di Mobility Up, impresa nata da un gruppo
di persone con know how nei servizi automotive e che affianca le aziende nel realizzare “la mobilità di domani”. «L’Italia è al 10° posto in termini di auto per abitante, dopo Stati uniti, Australia e Nuova Zelanda e piccolissimi stati europei. Quando India e Cina, che sono al 158° e al 111° posto di tale classifica, raggiungeranno i nostri livelli di motorizzazione, l’attuale modello di mobilità di massa non sarà più sostenibile, soprattutto nelle grandi città», aggiunge Maggiore.
IL FULL ELECTRIC SPAVENTA ANCORA «Purtroppo i costi dell’introduzione di auto elettriche e ibride non sono compatibili con molte aziende – ha aggiunto Aldo Paolo Iacono,
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MISSIONFLEET MISSIONFORUM 2020
direttore fleet and mobility di Edenred – soprattutto per quanto riguarda le colonnine di ricarica. Ma anche per l’acquisto o il noleggio. Dai nostri contatti con le imprese, vediamo che la percentuale di penetrazione di auto dove convivono 2 motori (termico e a batteria) è appena del 3% contro una media italiana del 5%. Le auto full electric spaventano ancora un po’, anche se attirano per il fatto di avere libero accesso nelle Ztl e nelle “righe blu” e perché permettono forti risparmi. Viene accolto meglio il full hybrid rispetto all’ibrido plug in, visto che quest’ultimo riporta un po’ alle tematiche negative dell’elettrico».
LA PAROLA ALLE IMPRESE La ricerca resa nota a MissionForum ha mostrato che nei prossimi 3 anni solo il 4,3% dei rispondenti (351) ha detto di non volere nuove auto diesel. A questi si aggiunge un altro 5% che dice “Probabilmente non ne prenderemo”. Segno che i motori alimentati a gasolio hanno ancora il loro appeal. «La nostra flotta è composta da 300 mezzi», argomenta Laura
Campodonico travel and fleet services di Erg. «Di questi 80 sono in fringe benefit. Come Erg Italia puntiamo a un total cost of ownership fondato sulla competitività dei canoni in relazione alla qualità del servizio. Il nostro futuro elettrico? Il grande passo lo abbiamo compiuto 10 anni fa, passando da raffinatore di petrolio a fornitore di energia elettrica focalizzato su fonti rinnovabili. Sì, stiamo introducendo in flotta delle vetture emissioni zero. Siamo fortunati perché non dobbiamo richiedere la colonnina di ricarica visto che l’energia la produciamo in proprio. Per le auto in fringe benefit abbiamo 2 colonnine con 4 attacchi. Ma bastano perché abbiamo un numero basso di auto zero emission. Se in flotta avessimo migliaia di auto aziendali non sarebbe così facile creare una rete di ricarica per tutti». «Il desiderio dei driver sarebbe quello di aver un’auto elettrica da 700 km di autonomia e che si ricaricasse in 10 minuti. Ma non esiste», aggiunge Antonio Ceschia, responsabile dei servizi generali di Intesa Sanpaolo. «Dobbiamo imparare
FISCO E ADAS: QUALI RESPONSABILITÀ? Oltre alle motorizzazioni, alle alimentazioni e alle strategie future, per i fleet manager uno dei temi dell’anno è la questione fiscale, toccata dall’intervento di Maurizio Petrotta, senior consultant InterTaxCons. «Secondo la legge attualmente in vigore, un’azienda oggi può detrarre fino al 70% dei costi di un’auto aziendale entro il limite di 18.075,99 euro in caso di acquisto o leasing finanziario e di 3.615 euro in caso di noleggio. Questo nel caso la vettura sia in uso a un dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta. Nel caso di auto aziendale a disposizione, l’impresa può detrare solo fino al 20% dei costi, sempre con gli stessi limiti. Per quanto concerne l’ammontare del fringe benefit da assoggettare a tassazione per l’utilizzo dell’auto aziendale da parte di un dipendente, dal 1° luglio 2020 sarà valutato il livello ufficiale delle emissioni di CO2: più emissioni, più tasse».
a parlare alle persone non tecniche spiegando loro come stanno le cose sulle diverse motorizzazioni. Oggi avere un’auto elettrica in sharing aziendale significa averla sempre scarica. Infatti, non possiamo pensare di avere una colonnina per ogni mezzo».
QUANDO UNA FLOTTA ELETTRICA? Il sondaggio presentato da MissionFleet indica che il 43,44% dei lettori ha risposto che acquisterà un’auto con motore termico fino a quando le infrastrutture di ricarica non saranno più capillari. Qual è la prima difficoltà per chi desidera compiere il passaggio dai motori termici a quelli elettrici? Così Christian Cortesi, fleet manager Shima Seiki Italia: «Ritengo che sarebbe importante avere formule di flessibilità da parte dei noleggiatori. Mi spiego: di solito ogni nostra auto percorre 80 km al giorno. E l’auto elettrica
LAURA CAMPODONICO, ALDO PAOLO IACONO, ANTONIO CESCHIA
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MISSIONFLEET MISSIONFORUM 2020
ANTONIO ALBANESE
andrebbe benissimo. Ci sono però dei frangenti in cui la necessità è di percorrere anche 300 km, con conseguente impossibilità di fare affidamento su un veicolo a emissioni zero. Per noi sarebbe auspicabile poter associare a un unico contratto anche un’auto termica, da utilizzare quando serve». La società giapponese di hardware e software di maglieria ha una flotta di circa 40 auto di cui 12 ibride e 28 diesel. Sta procedendo a una graduale sostituzione di queste ultime a favore di vetture al 100% elettriche, con un piano che sarà portato a termine nel giro di 2 anni.
DURA LEX, I CAPITOLI DI RIFERIMENTO Il professor Albanese riassume sulla letteratura di Legge: la norma che nel nostro ordinamento disciplina la responsabilità per i danni da circolazione di veicoli è l’art.
2054 c.c., che individua come soggetti potenzialmente responsabili il conducente e il proprietario. Nel caso di guida autonoma o di Adas bisognerebbe considerare anche l’art. 2051 c.c. (responsabilità per danni da cose in custodia). Con riguardo ai danni determinati da difetti
GUIDA AUTONOMA: IL “CUSTODE” PAGA A MissionForum non poteva mancare un’attenta analisi sul tema delle auto a guida autonoma, con particolare attenzione al fattore della responsabilità civile per gli Adas, i sistemi di assistenza alla guida. Per capire quelle che sono le istanze in fatto di giurisprudenza e di coperture assicurative, il moderatore Maurizio Bertera – giornalista del Corriere e della Gazzetta – ha intervistato Antonio Albanese, direttore del dipartimento di Scienze giuridiche e professore ordinario di Diritto Civile presso la Facoltà di giurisprudenza dell’Università Cattolica di Milano. «La guida autonoma inizia ad avere rilevanza tra assicurazioni e giudici, visto che ci si inizia a domandare di chi sia la responsabilità in caso di sinistro. La tendenza in atto va verso una riduzione della responsabilità del conducente e, di conseguenza, un aumento di quella del costruttore». Anche se parlare di conducente non è perfettamente corretto, vista la natura delle auto stesse (autonome), ci si riferisce al proprietario della vettura. «Il Codice civile contiene norme che potrebbero disciplinare le auto a guida autonoma. Occorrerebbero solo aggiustamenti a livello Ue», continua Antonio Albanese. «Una fattispecie che potrebbe concretizzarsi nell’ambito della guida autonoma è la responsabilità da danni in custodia. L’articolo 2051 del Codice Civile dice che risponde chiunque abbia in custodia un oggetto, come sarebbe un’auto a guida autonoma. Pertanto il fleet manager potrebbe avere la responsabilità dei danni provocati da un’auto a guida autonoma, dato che l’ha in custodia. Allentare la responsabilità del produttore aumenterebbe la propensione della casa auto a investire in sicurezza e in tecnologia. Ritengo infine che dovrebbe costituirsi un gruppo di studio europeo per cercare di capire quale sia la legislazione giusta da applicare». 14 | FEBBRAIO-MARZO 2020
dell’autoveicolo può inoltre configurarsi una responsabilità del produttore, disciplinata agli artt. 114 ss. del D.lgs. 2005/206 (Codice del consumo), che riporta le norme introdotte nel nostro ordinamento con il D.p.r. 1988/224 in attuazione di una direttiva CEE del 1985. La derivazione europea di questa disciplina determina una sostanziale uniformità dei diversi ordinamenti dei paesi dell’Unione. Questa disciplina è plausibilmente destinata ad avere sempre maggiore applicazione nel caso di veicoli ad elevata automazione, a differenza di quanto oggi avviene per i veicoli tradizionali, nei quali la guida umana ha una incidenza prevalente rispetto al sistema automatizzato. La normativa europea è tendenzialmente più favorevole al danneggiato rispetto a quella che trova applicazione negli Stati Uniti dove si tende a proteggere maggiormente i produttori, in quanto la soluzione delle controversie nei diversi Stati si basa spesso su ragioni di efficienza economica.
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MISSIONFLEET DONNE AL VOLANTE
UN APPROCCIO DIFFERENTE Mondo scientifico e genere femminile sono apparentemente distanti. La conoscenza delle STEM (Science, Technology, Engineering, Maths) fin dall’infanzia, invece, potrebbe avvicinare concretamente le donne all’ambito scientifico per poi tradursi in opportunità professionale. L’iniziativa Bosch@Girls
P orientato ai settori umanistici ed economici. La conoscenza delle STEM (Science, Technology, Engineering, Maths) fin dall’infanzia, invece, potrebbe avvicinare più efficacemente le donne all’ambito scientifico per poi tradursi in opportunità professionali. Ecco allora una nuova iniziativa da parte del colosso: Girls@Bosch. Arriva direttamente nelle scuole con un obiettivo ben preciso: la rimozione dei preconce tti e dei pregiudizi nella società per cui sempre meno ragazze si approcciano alle STEM, quando invece potrebbero rivelarsi occasioni di stimolo, sfida
personale, occasione di crescita per le aziende. Non a caso una delle eccellenze sul campo di Bosch Italia, a Torino, è Chiara Romeo, classe ’84. È technical sales car multimedia, ingegnere meccanico, vanta una carriera fatta di tanta tenacia – che dice di portarsi dietro dagli anni del Politecnico – e grinta, sviluppata all’estero, specie in Francia, all’università. È nella sede Bosch di Belo Horizonte in Brasile, dopo il tirocinio in Italia, che ha giocato la sua sfida come acquisition manager. «Ogni popolazione ha una sua storia e una sua dinamica che trapela anche nella
di Ilaria Salzano
Potrebbe stridere il concetto di donne e diversità in un’epoca come questa. Ma non negli ambiti della scienza. Almeno secondo Bosch. L’azienda, infatti, considera le quote rosa delle vere e proprie risorse proprio per il loro diverso approccio nel mondo scientifico. «Secondo noi la diversità crea valore, non il contrario», commenta Fabio Giuliani, general manager di Bosch Group Italy. Da qui la volontà di “mettere al volante” sempre più manager femminili, ovviamente ingegneri, che conoscano a menadito il prodotto. «Gli ambiti della scienza sono molto maschili, e in tutto ciò perdiamo i contributi che le donne possono portare in questo ambiente: Bosch lavora sulla tecnica e solo specializzandosi su tutti i punti di vista è in grado di lavorare sulla specificità». Nell’alta specializzazione il 70% del genere femminile è
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MISSIONFLEET DONNE AL VOLANTE
apprendimento infinito. Ho capito soprattutto che non bisogna mai smettere di imparare. Piuttosto, fare i conti con il valore dell’attesa e riuscire ad essere sempre nel posto di comando per poter decidere quando virare». Sul discorso donne e diversità commenta: «Girls@Bosch sarà un processo lungo, ma indispensabile: le ragazze avranno meno freni nella scelta del loro percorso di studi. Più che essere perfette, dovrebbero puntare ad essere fantasticamente imperfette, solo così esprimeranno il loro personale valore».
Girls@Bosch CHIARA ROMEO
comunicazione quotidiana: l’ho appreso vivendo a stretto contatto con un’altra cultura, in azienda, al di là del mio ruolo che era di connessione con Fiat, uno dei nostri clienti principali». Chiara asserisce di aver imparato che il mondo dei
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numeri era solo una parte del lavoro. Inaspettatamente. Che solo riuscendo ad integrarsi con i brasiliani, capendo prima il loro passato, sintonizzandosi sulla stessa lunghezza d’onda, ha potuto dare un migliore contributo. «Sono stati anni di
Dai banchi di scuola alle professioni di domani: Bosch@Girls è l’iniziativa per orientare le bambine agli studi tecnologici e scientifici. Un progetto al femminile per promuovere la cultura STEM fra le nuove generazioni. Per l’edizione 2019 sono state protagoniste 12 fanciulle dell’Istituto comprensivo “San Giuseppe Calasanzio” di Milano, impegnate in un percorso formativo di 3 mesi con un laboratorio di robotica. Bosch TEC, la scuola di formazione del Gruppo in Italia, ha accompagnato le alunne alla scoperta delle materie scientifiche. In occasione delle celebrazioni per il 500° anniversario della morte di Leonardo Da Vinci, Bosch ha pensato di rivisitare il celebre dipinto “La dama con l’ermellino” in chiave tecnologica. Le bambine, infatti, dopo aver acquisito le competenze necessarie, hanno sovrapposto un ermellino e dei sensori di movimento sull’immagine vinciana (nella foto).
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Dalla generazione di dati all’ottimizzazione delle performance aziendali TomTom Telematics è ora Webfleet Solutions
VEHICLES (4/21) Region - All
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003 - Express 09:53, Feroe Islands 52, 1317 HR Amsterdam, NL
004 – Service
09:52, Dophinstrasse 305, 1978 DL Berlin, DE
005 – Express
29/02, 10:16, Guillaume Frederic 26, 2020 Paris, FR
006 – Transport
09:53, AP-7, Km 398 08088 Barcelona, ES
La nostra storia è iniziata 20 anni fa e ci ha visto crescere fino a diventare un leader globale nella telematica, aiutando oltre 50.000 aziende a gestire i propri veicoli e a massimizzare la produttività. Recentemente acquisiti da Bridgestone, adesso il nostro nome cambia da TomTom Telematics a Webfleet Solutions. Il nostro obiettivo resta lo stesso: innovare la gestione delle flotte e costruire il futuro delle soluzioni per la mobilità. Let’s drive business. Further.
webfleet.com
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MISSIONFLEET PROVATO PER VOI
LA LEGGEREZZA SOSTENIBILE
DELL’IBRIDO
Fiat 500 e Panda tagliano il nastro dell’elerificazione del brand dei primati: l’icona di casa FCA e l’inarrestabile a trazione integrale diventano mild hybrid a benzina. Intanto Mirafiori si trasforma in un polo in grado di produrre 15 MW di elericità
afferma Luca Napolitano, head of Fiat e Abarth brands Emea del Gruppo Fca.
SOTTO I 90 GRAMMI DI CO2
di Paola Baldacci
P Per le grandi sfide si va sul sicuro: Fiat 500 e Fiat Panda mild hybrid segnano l’avvio dell’elettrificazione del brand. Da una parte l’auto che ha segnato la motorizzazione di massa e dall’altra la pioniera della funzionalità che ha osato il
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4x4. Due vetture da primato. Panda in Europa è la più venduta nel segmento delle piccole vetture cittadine, con 185mila unità e il 25% di esse nel modello Cross, cioè a trazione integrale. Per la famiglia delle 500, invece, si parla di leadership del segmento A in ben 9 Paesi europei ed è anche l’auto del Gruppo Fca più commercializzata in assoluto. Entrambe ben piazzate nelle flotte aziendali. «Iniziamo oggi il percorso di elettrificazione perché il mercato è maturo e possiamo entrare con l’obiettivo di prenderci la leadership»,
Si sa, le auto ibride sono in crescita costante e nel 2019 hanno rappresentato il 6% del totale delle immatricolazioni, secondo Unrae. Ideale via di mezzo tra la tradizione del termico e il futuro sofferto dell’elettrico, il motore ibrido per Fiat si presenta con un badge pensato per ispirare l’anima green. Di verde si tratta, nella delicata sfumatura “rugiada” che va a colorare anche la livrea (in una edizione speciale) e l’H di “hybrid” sul portellone posteriore con due foglioline azzurre. Piacevoli vezzi a parte, l’ingegneria ha saputo portare i consumi giù del 30%. «Le nostre mild hybrid sono motorizzate con il nuovo 3 cilindri della famiglia Firefly, che eroga 70 Cv, abbinato al sistema elettrico Bsg (Belt integrated Starter Generator) da 3,6 kW – spiega l’ingegnera Maria Grazia Lisbona, head of powertrain engineering Emea di Fca –. Riduce in maniera significativa i consumi e quindi le emissioni di CO2. Inoltre, il baricentro più basso, di 45 millimetri, migliora
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MISSIONFLEET PROVATO PER VOI
il comportamento su strada. Quantifichiamo risparmi di carburante fino al 30% e siamo sotto ai 90 grammi di CO2 nel ciclo Nedc2». Un dettaglio: la Panda, a 5 porte, è l’unica ad essere disponibile in versione ibrida anche a metano, Gpl e a trazione integrale.
INTERNI SOSTENIBILI Anche gli interni parlano di attenzione all’ambiente: i sedili sono realizzati in plastica riciclata. E per il 10%, il filato con il quale sono rivestiti proviene da recuperi in mare. Fiat è la prima azienda nell’automotive a unirsi al progetto Seaqual insieme a Ikea, Epson, Carrefour Belgio e altre. L’iniziativa mira a diminuire l’inquinamento negli oceani, ma soprattutto a creare prodotti emozionali che generino impegno nei confronti dell’ambiente e fiducia nell’economia circolare.
COME FUNZIONA LA TECNOLOGIA MH A BENZINA DI FCA
spegne anche in marcia al di sotto dei 30 km/h, mettendo in folle il cambio (il quadro strumenti della vettura, che visualizza le informazioni del sistema ibrido, suggerisce quando farlo). Nella modalità “veleggiamento” (coasting) la batteria al litio alimenta tutti i servizi assicurando al guidatore il totale controllo della vettura. La trasmissione è manuale, a 6 marce, migliorata nella manovrabilità.
MIRAFIORI, IL FUTURO ELETTRICO Il prossimo, attesissimo, step? La 500 completamente elettrica di cui il comprensorio di Mirafiori ha avviato la costruzione della pre-serie. Cioè le auto destinate ai test di prodotto e processo, che sono già in circolazione in vista dell’inizio della produzione, nel mese di giugno. Nella fabbrica, Fca installerà sui tetti di diversi edifici e a copertura dei parcheggi i Solar Power Production Units con pannelli
fotovoltaici. La superficie coperta è di 150mila metri quadrati, in grado di produrre 15 MW di elettricità. Il che contribuirà alla riduzione delle emissioni per oltre 5.000 tonnellate di CO2 e fornirà energia sostenibile per la carica dei modelli elettrificati prodotti nel sito. Il piano prevede anche l’installazione di 850 colonnine di ricarica nell’intero polo di Torino. In particolare, 750 punti saranno destinati ai parcheggi dei dipendenti.
MARIA GRAZIA LISBONA, HEAD OF POWERTRAIN ENGINEERING EMEA DI FCA
Ricordate il celebre motore Fire prodotto in più di 30 milioni di unità? E’ da qui che il mild hybrid di Fiat prende spunto: la testata presenta 2 valvole per cilindro e un singolo albero a camme con variatore di fase continuo (la distribuzione è a catena). Pesa soltanto 77 chilogrammi e monta su di sé direttamente il sistema Bsg. Quest’ultimo recupera l’energia in fase di frenata e decelerazione, la immagazzina in una batteria al litio da 11 Ah di capacità e la ri-sfrutta per riavviare il motore termico dopo uno stop in marcia e per assisterlo in fase di accelerazione. Grazie a questa tecnologia, il motore termico si FEBBRAIO-MARZO 2020 | 19
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MISSIONFLEET SPECIALE RIPARAZIONI & CRISTALLI
RIPARAZIONI AUTO,
MERCATO DA 32 MILIARDI DI EURO L’ANNO La tecnologia degli Adas presente a contao con il parabrezza richiede manutenzioni sempre più accurate. E professionisti formati. Ecco come cambia il seore di 117mila imprese dell’assistenza. Focus sui cristalli
di Andrea Barbieri Carones
C Cresce in Italia la spesa per la manutenzione dell’auto. Soprattutto per quanto riguarda le riparazioni da danni ai cristalli o alla carrozzeria, spesso gioia e dolore dei driver che devono aprire il portafoglio per gli interventi di una delle oltre
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117mila imprese di assistenza in Italia. Nel 2018 i dati di Cerved – società di servizi di valutazione, gestione e recupero crediti, report e studi di settore per aziende e istituti finanziari – indicano che sono stati 32,1 i miliardi spesi, con una crescita del 3,7% rispetto all’anno precedente. Il dato risulta superiore rispetto all’incremento della rete di operatori per autoriparazione, che si attesta appena sopra alle 83 mila unità, fra cui 21.340 carrozzieri. L’andamento delle riparazioni di automobilisti italiani è piuttosto
altalenante in base alla stagione dell’anno con concentrazione nei mesi estivi, probabilmente quando l’auto si utilizza di più e su lunghi percorsi. Per il periodo 2020-2024, 4 officine su 5 prevedono che giro d’affari e prezzi rimangano stabili. «La rivoluzione tecnologica che sta investendo l’automotive – ha detto Paolo Vasone, coordinatore della sezione Aftermarket di Anfia – si riflette anche sulla filiera dell’autoriparazione, chiamata ad acquisire nuove competenze per intervenire su dispositivi elettronici e di assistenza alla
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MISSIONFLEET SPECIALE RIPARAZIONI & CRISTALLI
PAOLO VASONE
guida, su sensoristica, motori elettrici e ibridi». Continua: «La riparazione di questi nuovi prodotti diventa spesso complessa, richiedendo anche attrezzature sofisticate e costose. Un’evoluzione che implica, quindi, nuove esigenze formative, non solo tecniche, ma anche legate al rinnovamento di un modello di servizio anche ‘su misura’ con prolungamento degli orari e servizio a domicilio». La filiera dei produttori di ricambi rappresentata da Anfia mostra, nel primo semestre 2019, un fatturato in flessione dello 0,6% secondo i dati del Barometro Aftermarket.
BUDGET AI LIMITI DELLA SOSTENIBILITÀ Molti meccanici lamentano tempi di intervento sempre più ridotti, budget al limite della sostenibilità e concorrenza sleale. Con ripercussioni (negative) sulla qualità del
lavoro del carrozziere e, più in generale, del professionista della riparazione auto. C‘è poi il fattore tecnologico a complicare le cose: i meccanici (o “meccatronici”) hanno sempre più bisogno dei dati dell’auto per effettuare le lavorazioni. Dati che sono controllati dai server dei costruttori. Per questo, un gruppo di operatori europei del post vendita ha lanciato un manifesto per l’accesso libero ai dati del veicolo. I meccatronici, intanto, attendono la possibilità di tracciare su cloud le auto e le sue componenti. Altro fattore: la rapida diffusione di auto ibride o elettriche, che richiede azioni di formazione da parte dei costruttori, i quali hanno già iniziato a operare in tal senso nei riguardi dei concessionari.
GLI ADAS RICHIEDONO COMPETENZE Se fino a qualche anno fa il parabrezza rotto richiedeva FEBBRAIO-MARZO 2020 | 21
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cristalli che in questo Speciale passiamo in rassegna: cinque le società che hanno voluto rispondere alle nostre domande.
VETROCAR, 150MILA INTERVENTI
semplicemente una riparazione o una sostituzione, oggi la tecnologia cambia le cose. Già, perché la conoscenza di chi lavora nelle officine deve per forza di cose aumentare al punto che il carrozziere di oggi assomiglia quasi a un tecnico aerospaziale della Nasa. A richiedere tali nuove competenze sono gli Adas, quei sistemi di assistenza alla guida che se da un lato rendono le auto più sicure, dall’altro sono una “croce” per chi deve sistemarli. Quando si sostituisce un parabrezza – su cui sono montate le telecamere collegate ai sistemi di assistenza alla guida – è necessario effettuare un intervento definito di ricalibratura per riportare le 22 | FEBBRAIO-MARZO 2020
telecamere stesse all’allineamento originario, così come prescritto dalla casa costruttrice. Ogni minima variazione di inclinazione del vetro rispetto all’assetto presostituzione, infatti, potrebbe alterare la visione da parte della telecamera e rendere i sistemi di assistenza alla guida non correttamente funzionanti, o peggio, potenzialmente dannosi per la sicurezza. Una telecamera non ritarata può vedere un ostacolo ad una distanza non reale e quindi indurre il veicolo ad una fermata di emergenza nel momento sbagliato o, per citare un altro caso, può non misurare correttamente la tenuta di corsia. Entriamo quindi nel vivo delle competenze dei riparatori di
Chi nel 2019 ha svolto oltre 150mila interventi di riparazione e manutenzione è Vetrocar, con sede principale a Verona e presente in tutte le regioni con oltre 270 punti tra centri e service point. La quota dei clienti appartenenti al settore noleggio è in costante crescita, così come gli interventi canalizzati dalle compagnie di assicurazione. La strategia di base è sempre quella di valutare preliminarmente la possibilità di riparare il danno sul parabrezza senza sostituirlo. Il “segreto” sta in un innovativo (e certificato) metodo di riparazione in grado di ripristinare l’integrità originaria del cristallo. Nel caso di sostituzione si utilizzano prodotti delle case automobilistiche. Vetrocar sta investendo in formazione tecnica per aggiornare i riparatori, che hanno la strumentazione per la ricalibratura dei sistemi Adas. L’azienda ha ottenuto il premio “MissionFleet Awards” (di questa casa editrice) quale miglior fornitore del servizio riparazione cristalli alle flotte. I servizi ai clienti aziendali? Intervento a domicilio, presa e riconsegna del mezzo, auto di cortesia e check up programmato.
CARGLASS: 172 CENTRI E 42 AFFILIATI Per la riparazione cristalli, sono 172 I centri diretti Carglass (+ 42 affiliati). Per la carrozzeria: 6 centri diretti e 230 affiliati. Anche in questo caso, ci sono
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MISSIONFLEET SPECIALE RIPARAZIONI & CRISTALLI
servizi ad hoc per le flotte auto aziendali come il controllo gratuito del parabrezza. Un tecnico e un funzionario commerciale Carglass si recano dal cliente a visionare il veicolo. Se possibile, la riparazione viene fatta in loco. Il servizio, disponibile anche il sabato, può essere prenotato tramite il portale dedicato carglass4partners. Per quanto riguarda gli Adas, nuova sfida dei riparatori di oggi e di domani, da 3 anni Carglass è attivo anche nel mercato della carrozzeria. Complessivamente registra una crescita del 174% tra il 2017 e il 2019 degli interventi di “ri-settaggio” delle telecamere collegate agli Adas in seguito a un intervento di sostituzione del parabrezza.
MYGLASS CERTIFICA LA RI-TARATURA Con oltre 175mila interventi all’anno, l’azienda con sede a Torino ha in Italia 209 punti di
riparazione cristalli. Per quanto riguarda la sostituzione del parabrezza, tutti gli utensili da taglio son in fase di eliminazione. La nuova tecnologia prevede infatti un sistema di carrucole e ventose che, poste all’interno dell’abitacolo, mediante un filo in fibra di vetro tagliano l’adesivo presente tra vetro e carrozzeria. Questo sistema evita
danni a carrozzeria e interni, oltre a garantire una maggiore sicurezza per l’operatore. Il 30% dei centri Myglass ha iniziato a utilizzare un sistema computerizzato che elimina ogni tipo di errore umano. Entro il 2020 tutte le ‘officine’ utilizzeranno questo sistema. Per i clienti aziendali? Servizio mobile (qualora l’intervento e le condizioni meteo lo
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consentano), presa e riconsegna del veicolo, vettura sostitutiva disponibile in 75 centri, calibrazione di tutti i sistemi Adas a seguito dell’intervento di sostituzione del parabrezza. Myglass non consente all’operatore dell’officina di eseguire il fine lavori se prima non viene allegato il certificato di taratura dei sistemi. Al momento i centri dotati di questa strumentazione sono 80, la loro distribuzione sul territorio consente la copertura del 100% degli interventi.
SPEED GLASS SENZA FRANCHIGIA Dalla sede centrale di Milano, Speed Glass opera attraverso una novantina di dislocazioni specializzate, concentrate nelle province di Milano, Roma, Bergamo, Firenze, Bologna, Padova, Torino e Trieste. Punti di forza: riparazione del parabrezza in 30 minuti e sostituzione dei vetri in 2 ore grazie all’utilizzo di collanti speciali a presa rapida. Alla fine
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di ogni intervento, Speed Glass rilascia una garanzia di 5 anni. Servizi per i clienti aziendali: «Sono principalmente legati alla gestione della Polizza Cristalli, dove nel 99% dei casi riusciamo a non far pagare la franchigia anche se presente in polizza» spiega Marco Innocenti, responsabile marketing. «Qualora invece i veicoli dell’azienda non fossero coperti sui cristalli, si può richiedere gratuitamente una convenzione purché in flotta ci siano oltre 10 veicoli». La convenzione permette di ottenere uno sconto fisso del 10%.
BALLSYSTEM E IL METODO BREVETTATO È stata la prima azienda in Italia ad aver perfezionato e innovato la tecnica della riparazione a freddo. Nel 1997, ha lanciato il sistema di ripristino della carrozzeria con un set di leve, punteruoli e “tirabolli” sviluppati e brevettati. Il metodo Ballsystem prevede l’eliminazione dei danni con
interventi mirati dall’interno dei pannelli della carrozzeria, senza l’uso di stucchi e senza verniciatura. «Questo tipo di riparazione, che è manuale, permette un considerevole risparmio di tempo e di costi, la riduzione del fermo tecnico del veicolo e il ripristino delle sue condizioni originali senza l’interruzione della garanzia di fabbrica», spiega il direttore generale Antonello Fiorenza. «È quindi un vantaggio sia per i carrozzieri sia per il cliente finale. Diventa ancora più efficace per grandi flotte e parchi auto». Basata vicino a Perugia, la società ha un’accademia di formazione tecnica che nel 2019 ha ricevuto l’accreditamento come struttura formativa regionale. Si tratta di un riconoscimento istituzionale rilasciato ai carrozzieri Ballsystem, che ha validità legale in tutta Europa. «Abbiamo strutturato un network di 440 professionisti formati e aggiornati in Accademia con cadenza semestrale».
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MISSIONFLEET ON THE BIG CHAIR
HORIZON AUTOMOTIVE, HUB PER LE FLOTTE Da un progeo di Luca Cantoni, Denicar e Autorigoldi uniscono le forze per offrire alle imprese servizi dedicati e un approccio che promee di essere differente
di Paola Baldacci LUCA CANTONI
U Un progetto ambizioso e molto concreto quello di Horizon Automotive che punta a rafforzare le vendite delle flotte auto aziendali dei concessionari. Di due grandi gruppi nella fattispecie: Denicar e Autorigoldi, entrambi storici e rappresentanti di case automobilistiche dai grandi numeri in Italia. Parliamo di Fca e Volkswagen. La società lombarda, di Trezzano sul Naviglio, è di fatto una startup (ha poche settimane di vita, ndr),
ma nasce già strutturata. Il deus ex machina è Luca Cantoni, per 10 anni in Fca fino a ricoprirne il ruolo di responsabile flotte per tutti i brand, nel mercato italiano. L’obiettivo posto è di triplicare il volume d’affari del comparto flotte in tre anni e su tre canali, considerando le vendite aggregate dei due dealer soci. I tre canali sono quello B2B, dunque le aziende tout-court che acquistano company cars, il noleggio a lungo termine (non solo), infine il digitale. Quest’ultimo merita un’attenzione particolare, poiché è lì che Horizon Automotive intende fare la differenza. «Questa parte deve essere ancora strutturata – anticipa il manager a MissionFleet –: è in costruzione un innovativo website che vuole offrire ai consumatori (privati, liberi professionisti e aziende) un approccio commerciale al noleggio a lungo termine trasparente e scalabile».
IL CENTRO DELLA MOBILITÀ ALLE PORTE DI MILANO Poi Horizon Automotive è anche un “hub di mobilità”, pronto a soddisfare le esigenze dei driver di Milano e della Lombardia. «Chi se non dealer molto evoluti possono accompagnare le 26 | FEBBRAIO-MARZO 2020
aziende nella trasformazione? Questo vorremo fare: stare molto vicini alle imprese, ad esempio nella migrazione all’elettrificazione. Fino a oggi i broker delle società di noleggio hanno proposto i vari brand, senza un approccio consulenziale completo. Nel nostro Horizon Automotive Mobility Hub, sia l’azienda sia il privato riceveranno una customer experience premium». Per intenderci: test drive e configurazione del prodotto in showroom. La parte di after sales è gestita attraverso una propria rete di officine e carrozzerie, con pacchetti costruiti su misura per ogni azienda. Infine, anche un call center dedicato alle flotte aziendali. L’hub si trova a Trezzano sul Naviglio e sta installando le colonnine per la ricarica elettrica ad alta potenza. Ha già 400 auto di proprietà disponibili per i contratti di noleggio a breve termine, nell’attesa che l’auto aziendale scelta sia pronta. Un ultimo dettaglio sulle “alleanze” con i noleggiatori di lungo termine e le Case. «Abbiamo due contratti forti: con Leasys e con Volkswagen Leasing, cui si affiancano gli accordi con tutti i player del mercato e con Fca Fleet & Business», conclude Cantoni.
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MISSIONFLEET DIGITAL TRANSFORMATION
LE APPLICAZIONI DIGITALI
SONO IL TOUCHPOINT
See aziende spiegano i vantaggi delle app realizzate per esigenze di interaività, connessione continua, servizi self care e risparmio di tempo dei driver. Per le società di noleggio, rispondono alla semplificazione dei processi e controllo in tempo reale dell’erogazione dei servizi
di Alessandro Palumbo
L Le app hanno completamente stravolto la relazione tra la società di noleggio e l’azienda cliente. L’aspetto centrale di questa rivoluzione risiede nel fatto che il driver è diventato, nella fase di erogazione del servizio, un interlocutore diretto
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(senza alcuna mediazione) della società di noleggio. Non solo. Il driver è sì il fruitore dei servizi delle società di noleggio, ma diventa anche l’attivatore e in alcuni casi persino l’erogatore. Il canale di comunicazione con il noleggiatore è, attraverso applicazioni sempre più facili da usare, perennemente aperto. La trasformazione digitale ha reso la relazione interattiva, facendo risparmiare tempo e snellendo molti processi. Vediamo le funzioni svolte dalle innovazioni tecnologiche delle principali società di noleggio a lungo termine.
GESTIONE SELF CARE Arval ha sviluppato alcune soluzioni digitali per andare incontro alle esigenze di fleet manager e driver. My Arval è l’applicativo web che permette ai fleet manager di controllare la flotta con pochi click e ai driver di gestire in autonomia la propria vettura. Per i dipendenti aziendali è stata anche sviluppata l’app My Arval Mobile, compatibile con tutti gli smartphone. Grazie a My Arval e My Arval Mobile, il driver può monitorare il proprio veicolo nella fase che va dall’ordine alla consegna dello
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MISSIONFLEET DIGITAL TRANSFORMATION
e diventano indispensabili nell’ottica di un progressivo allargamento al segmento B2C. Per questo, nei prossimi mesi verrà lanciata una versione completamente rivista degli applicativi per migliorare la user experience dei clienti».
EMMANUEL LUFRAY, DIRETTORE BUSINESS ENGINEERING & ORGANIZATION DI ARVAL ITALIA
SI GESTISCE E SI COMPRA IN DIGITALE
stesso, consultare le informazioni relative al veicolo e al contratto sottoscritto con il noleggiatore (durata, chilometraggio, servizi inclusi) e, soprattutto, gestire in modalità self care il mezzo. Ad esempio, per richiedere in autonomia un intervento di manutenzione (assistenza o cambio pneumatici), denunciare un furto o un sinistro. Secondo Emmanuel Lufray, direttore business engineering & organization di Arval Italia «gli strumenti sono in continua evoluzione per venire incontro ai bisogni delle giovani generazioni
«L’innovazione trova terreno fertile quando va davvero a intercettare un bisogno e si traduce in servizi di reale supporto al cliente», argomenta Giovanni Giulitti, general manager di Ald Automotive Italia. Con questo obiettivo, Ald fornisce uno strumento – la piattaforma online My Ald – utile a semplificare la gestione di flotte e veicoli personali. Dunque consultare contrattualistica, attuare la manutenzione, verificare i chilometri percorsi, anche per le formule pay per use come Ricaricar, e geolocalizzare i centri di assistenza. Tramite l’app i dipendenti delle aziende accedono al servizio Ald Car sharing e riservano una vettura dedicata della flotta. Differenziando tra utilizzo aziendale o privato. In questo modo riducono i costi di mobilità, semplificando la gestione operativa. E ancora, l’app Popmove, sviluppata in partnership con Hurry!, attraverso la quale è possibile condividere la propria auto a noleggio quando non la si usa, risparmiando sul canone. Un progetto con cui Ald vuole farsi promotrice di un reale cambio di mentalità nel campo della sharing mobility.
app già da diversi anni (dal 2016 nella release più ampia), registrando un costante e continuo incremento dei download. La media annuale supera i 15.000. Grazie ad essa, i conducenti dei veicoli a noleggio trovano online il modo più semplice per avere tutti i servizi a portata di mano. «L’innovazione tecnologica si adatta alle mutate esigenze di mobilità anche grazie allo sviluppo di nuovi prodotti. Il corporate car sharing diventerà un elemento sempre più presente nelle aziende di grandi dimensioni, ad iniziare dal target delle multinazionali che per prime hanno manifestato questa esigenza. Proprio per questo, dallo scorso anno
GIOVANNI GIULITTI, GENERAL MANAGER DI ALD AUTOMOTIVE ITALIA
APP PER DIVERSE ESIGENZE DI MOBILITÀ Leaseplan ha lanciato la sua FEBBRAIO-MARZO 2020 | 29
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MISSIONFLEET DIGITAL TRANSFORMATION
TOUCHPOINT INTEGRATO Leasys mette a disposizione un’unica app sia per la gestione dell’intero processo del rental che per l’accesso alle varie soluzioni offerte dall’azienda. Leasys App nasce nel 2013: un supporto concreto per la gestione ordinaria o straordinaria della ‘vita contrattuale’, uno strumento di semplificazione dei processi di contatto e assistenza al cliente. Negli anni l’applicazione è stata oggetto di numerosi aggiornamenti che hanno contribuito a trasformarla in uno dei principali touchpoint. Non più soltanto funzionalità di servizio, quindi, ma uno strumento di informazione a 360° sull’offerta di mobilità targata Leasys, che va dal noleggio a lungo e breve termine a soluzioni di car sharing P2P. «Lavoriamo constantemente per migliorare la customer experience dei nostri clienti al fine di agevolare la gestione dei processi in ottica end-to-end», dichiara Marco Barbieri, business process e data governance director di Leasys SpA. «Le potenzialità delle tecnologie sono infinite e, ci consentono non solo di semplificare i processi, ma di
A DESTRA, GIULIO FOLDES, STRATEGY & TRANSFORMATION DIRECTOR DI LEASEPLAN ITALIA
abbiamo sviluppato, in collaborazione con Targa Telematics, un’app dedicata: Leaseplan Corporate Car Sharing, che sta registrando un notevole interesse», afferma Giulio Foldes, strategy & transformation director di
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Leaseplan Italia. Leaseplan Corporate Car Sharing è semplicissima. In sinergia con il portale si eseguono tutte le operazioni necessarie alla mobilità, accedendo con le credenziali personali.
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MISSIONFLEET DIGITAL TRANSFORMATION
conoscere sempre meglio i nostri clienti e di costruire per loro un’offerta mirata».
IL DIGITALE ENTRA NELLA QUOTIDIANITÀ «Tramite la nostra applicazione gratuita Alphabet Mobility Services è possibile facilitare tutta una serie di operazioni che prima richiedevano tempo e attese, garantendo la massima soddisfazione e l’accesso immediato ad un mondo di funzionalità direttamente fruibili da smartphone e tablet», spiega il presidente e amministratore delegato di Alphabet Italia, Andrea Castronovo. Dunque, si visionano i dati contrattuali, il tagliando assicurativo ed eventuali contravvenzioni. Uno degli aspetti più apprezzati dai driver è l’interattività: i servizi sono disponibili 24/7 con attivazione del soccorso stradale in tempo reale e la possibilità di seguire l’avvicinamento del carro attrezzi su una cartina digitale, in caso di necessità. L’app permette di denunciare eventuali danni al veicolo, allegando foto, ottimizzando il proprio tempo e snellendo le procedure di intervento e risoluzione. È il digitale che entra nella quotidianità alleviando le
ansietà che rovinano la giornata dei dipendenti in viaggio. Così possono localizzare il centro d’assistenza convenzionato più vicino alla propria posizione, consultare in tempo reale l’agenda dell’officina e fissare un appuntamento, restando aggiornati sullo stato d’avanzamento dei lavori. «Guardando sempre avanti – conclude Castronovo – proponiamo un concetto di mobilità aziendale interamente nuovo, che mette al centro dell’attenzione il cliente attraverso un rapporto trasparente e diretto».
USER EXPERIENCE IL FATTORE CHIAVE Con la sua soluzione digitale MyAthlon, disponibile per Ios e Android, Athlon Italy mette a disposizione un’ampia panoramica di dati utili al driver ed al fleet manager. In MyAthlon è previsto un profilo personale nel quale sono disponibili dashboards per il controllo dell’intero stato di parco, vetture in consegna, scadenze, la media CO2 del parco circolante e sinistrosità della flotta. Il profilo del driver, oltre a contenere le informazioni contrattuali della vettura, è strutturato per fornire assistenza su strada h24. Le funzionalità spaziano dalla semplice ricerca del centro assistenza alla prenotazione degli appuntamenti, dalle notifiche di multe e sinistri alla chiamata diretta del customer service. Per non dimenticare le notifiche push per revisioni ed interventi. Insomma, anche in questo caso un’app completa che risponde alla necessità quotidiane, velocizzando la comunicazione con Athlon ed i suoi reparti di assistenza.
«Stiamo lavorando – sostiene Matthias Micke, Ceo di Athlon Italy – per aumentare servizi e nuove funzionalità al fine di migliorare l’usabilità complessiva da parte del driver e del fleet manager, sarà un processo continuo che accompagnerà i clienti verso una nuova esperienza e una migliore relazione con Athlon per tutto il 2020».
ANDREA CASTRONOVO, PRESIDENTE E AMMINISTRATORE DELEGATO DI ALPHABET ITALIA
AIUTO PRESENTE E COSTANTE Per supportare nel migliore dei modi i propri clienti, Sifà offre ai driver un’applicazione ideata per dispositivi mobili. Attraverso un’interfaccia intuitiva e un’esperienza di navigazione
MATTHIAS MICKE, CEO DI ATHLON ITALY. A SINISTRA, MARCO BARBIERI, BUSINESS PROCESS E DATA GOVERNANCE DIRECTOR DI LEASYS SpA
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MISSIONFLEET DIGITAL TRANSFORMATION
PAOLO GHINOLFI, SIFÀ
user friendly il fruitore del servizio può così avvalersi di numerose opportunità messe a disposizione dalla tecnologia. Ad esempio, la ricerca di officine, gommisti e carrozzerie più vicine
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oppure richiedere il soccorso stradale. Un aiuto giornaliero e costante, in grado di monitorare le percorrenze chilometriche, ricordare di eseguire i cambi gomme e gestire gli
appuntamenti con il network dei riparatori Sifà. Le potenzialità dell’applicazione non si limitano ai clienti già in possesso della targa: i driver possono entrare in contatto ancora prima della comunicazione della targa e, quindi, della consegna del veicolo, potendo già fruire di alcune funzionalità dell’app. Tra esse la “ricerca di riparatori” geolocalizzata e la visibilità dei tempi indicativi di consegna del veicolo. L’app Sifà garantisce, inoltre, la possibilità di accedere a una sezione “News” con notizie e contenuti di interesse per i driver sulle novità della società guidata da Paolo Ghinolfi, che ha chiuso il 2019 a 20mila auto in flotta e 110 milioni di fatturato.
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MISSIONFLEET SMART CITY & MOBILITY
BENVENUTI NELLE CITTÀ DEL FUTURO Al Ces di Las Vegas le case automobilistiche si sono cimentate nella progeazione di hub dove guida autonoma, sostenibilità e intelligenza artificiale migliorano la vita dell’umanità. I veicoli sono un tu’uno con gli ospiti e se ne prendono cura
di Paola Baldacci
C Con l’uomo al centro e la pressoché totale integrazione con l’auto, ma anche con la casa e gli oggetti connessi (a internet, nella speranza di un 5G che non ci costi un occhio, ndr) è la città
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del futuro progettata dalle case automobilistiche e presentata all’ultimo Ces 2020 di Las Vegas. Quella di Toyota aprirà all’inizio del 2021 e si trova alla base del monte Fuji in Giappone. Quella di Hyundai è per ora un’idea, una visione, come si suol dire. In comune hanno la bella promessa di migliorare la vita dell’umanità e la mobilità cui è “condannata” a sottostare, nella continua ricerca di benessere. Costellati di sigle di faticosa comprensione, i veicoli di cui ci serviremo sono
per buona parte volanti, come il futuro cinematografico (e distopico) già ipotizza da circa quarant’anni. Per fortuna, le visioni presentate all’evento di elettronica di consumo americano sono più ottimiste. Ecco un Pav – Personal Air Vehicle – di Hyundai e un Purpose Built Vehicle (Pbv) che si muovono in uno spazio circoscritto, pronto ad accoglierli. È lo Uam, Urban Air Mobility, che connette il trasporto aereo e quello di terra, mentre il Pbv mette in
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MISSIONFLEET SMART CITY & MOBILITY
collegamento le persone sulla strada. «Queste due soluzioni di smart mobility sono connesse all’hub e saranno installate nella città del futuro per creare un intero ecosistema di mobilità», spiega la casa coreana. Ma non si tratta solo di un sogno. Alla base c’è uno studio che si chiama “Human-Centered City Advisory Group” e mira a creare nuovi valori per le città di domani. Il punto-chiave è che la mobilità del futuro di Hyundai parte dal presupposto di essere strettamente collegata all’infrastruttura urbana. Dunque, nello “HumanCentered City Advisory Group” sono riuniti i migliori esperti mondiali in vari campi quali psicologia, archittettura, urban design, scienze politiche e trasporti. Tutti insieme conducono ricerche su come progettare le città concepite intorno all’uomo.
DALL’ARCHISTAR DI CITY LIFE A MILANO Toyota Woven City misura 708.000mq ed è in via di realizzazione: un ecosistema completamente connesso e alimentato da celle a combustibile a idrogeno. Per la progettazione è stato incaricato l’architetto danese Bjarke Ingels che con il suo team ha progettato la Two World Trade Center (WTC 2) a New York e la Lego House in Danimarca, le sedi centrali Google a Mountain View in California e a Londra. Sua anche la cosiddetta “quarta torre” di City Life a Milano, cioè l’edificio che andrà a comporre il portale d’ingresso e il completamento del quartiere, insieme ai tre grattacieli già esistenti. Il masterplan della città targata Toyota prevede 3 differenti destinazioni d’uso per
le strade. Una per i veicoli più veloci e una per velocità inferiori come mobilità personale e pedoni. Infine per percorsi come passeggiate nei parchi, esclusivamente pedonali. Queste tre tipologie di strade si intrecciano a formare una griglia organica che aiuta ad accelerare la verifica dell’autonomia. Infatti, Akio Toyoda, presidente della Toyota Motor Corporation, spiega: «Costruire una città completa dalle fondamenta, anche su piccola scala come questa, è un’opportunità unica per sviluppare le tecnologie del
futuro». La città è progettata per essere completamente sostenibile, con edifici realizzati per lo più in legno per ridurre al minimo le emissioni di CO2. Sui tetti sono previsti pannelli fotovoltaici per catturare e trasformare l’energia solare, oltre a quella generata dalle celle a combustibile a idrogeno. I muri esterni saranno “tessuti” di vegetazione autoctona e idroponica (coltivata fuori dal suolo). Per spostare i residenti attraverso la città, solo veicoli completamente autonomi e a emissioni zero. Qui, gli e-Palete
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MISSIONFLEET SMART CITY & MOBILITY
autonomi prodotti dalla Casa saranno utilizzati per il trasporto e le consegne, così come negozi itineranti. Abiteranno in questo luogo protetto i dipendenti di Tmc con le famiglie e lo staff in pensione, i rivenditori, gli scienziati in visita e i partner. Per una popolazione stimata e iniziale di 2.000 persone.
INTEGRAZIONE UOMO-MACCHINA Nelle città del futuro presentate al Ces 2020 guideremo auto “empatiche”, gestibili con l’eye tracking nelle funzioni di intrattenimento e comunicazione. Almeno così ci ha mostrato Audi con la show car AI:ME che rappresenta il punto più alto dell’integrazione uomo-macchina. Definito il terzo luogo di vita, dopo la casa e l’ambiente di lavoro, il veicolo ha due piccole telecamere a infrarossi, una per il guidatore e l’altra del passeggero anteriore. Osservano i movimenti tanto degli occhi quanto dei muscoli orbicolari, riconoscendo l’esatta
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direzione dello sguardo. I passeggeri confermano gli input tramite campi sensibili al tocco, in corrispondenza dei listelli sotto i finestrini (remote touch). Tali comandi si trovano in posizione perfettamente ergonomica e sono integrati nelle superfici, così da risultare invisibili. Solo all’avvicinamento della mano, il sensore di prossimità attiva una specifica funzione d’illuminazione che identifica le superfici funzionali. Audi AI:ME include in sé le tre caratteristiche più spesso ascritte al futuro della mobilità: è elettrica, a guida autonoma e interamente connessa alla Rete. Sa quel che vuole il suo driver. Grazie all’intelligenza artificiale, la vettura ne conosce le abitudini e regola le funzioni di comfort e l’infotainment. Ma questo è già il presente per le Audi con i sistemi Mmi, la Multi Media Interface sviluppata ormai vent’anni fa. La navigazione con capacità di autoapprendimento memorizza le destinazioni preferite dal conducente, le
abbina alla data, all’ora e alle situazioni del traffico in tempo reale e, su tale base, propone soluzioni ottimali. Il passo in avanti ulteriore è Audi Intelligence Experience: un’integrazione tale per cui l’auto analizzerà il conducente persino nelle condizioni psicofisiche, rilevando lo stile di guida e alcune funzioni vitali come la temperatura corporea e il polso. Troppo stanchi? Meglio affidarsi al pilota automatico, quando la smart city lo consentirà.
E LA MUSICA CI AVVOLGERÀ Sembra proprio che l’auto diventerà una sorta di nido domestico: con un sofà per leggere mentre ci trasporta e un salotto dove ascoltare la musica o vedere le nostre serie TV preferite. Con Sennheiser, leader di tecnologie acustiche premium, e la società tecnologica Continental gli altoparlanti ci avvolgeranno. Ispirati dalla tecnologia dei classici strumenti a corda, che utilizzano la cassa in legno come camera di risonanza, appositi dispositivi inviano stimoli ai diversi rivestimenti del veicolo. Il risultato per i passeggeri è che si sentono come se fossero seduti in una sala da concerto circondati dalla musica. Il prodotto si chiama Ac2ated Sound ed esclude le consuete casse-amplificatori. Le superfici del veicolo vibrano come i diaframmi degli altoparlanti. Così l cruscotto, il rivestimento delle portiere e quello del montante superiore, infine del ripiano posteriore riproducendo diverse gamme di frequenza. La playlist? Forse sarà l’auto a proporla, sulla base dello stato d’animo “emanato”.
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MISSIONFLEET FLEET MANAGEMENT
DALLE FLOTTE
IL CAMBIO DI PASSO ELETTRICO Due parole chiave: autonomia e comportamento di guida. La telematica insegna e aiuta i driver ad assumere buone abitudini e i fleet manager a ragionare sulla trasformazione del parco. Riflessioni tra la pioniera Sibeg e l’alert di EV100
di Paola Baldacci 38 | FEBBRAIO-MARZO 2020
G Gestire una flotta di veicoli elettrici è una sfida che la più parte dei responsabili di parchi auto aziendali non sa come e se affrontare. Tranne uno: Vito Pellegrino, fleet manager di Sibeg, l’imbottigliatore ufficiale che si occupa della produzione e della commercializzazione delle bevande a marchio The CocaCola Company, nonché di tutte le attività di marketing e pubblicità, in Sicilia. Ha una flotta completamente elettrica dal 2015 e ha avviato l’elettrificazione dell’isola per portare avanti un progetto pionieristico. Quando cominciò, cinque anni fa, con 110 mezzi, c’erano soltanto tre punti di ricarica. Oggi sono 53 colonnine a ricarica lenta e 68 ad alta potenza, installate su tutto il territorio. Compresi i supermercati-clienti di Sibeg, accessibili anche ai consumatori. L’investimento è stato
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MISSIONFLEET FLEET MANAGEMENT
completamente a carico dell’azienda. È rientrato del capitale impegnato? «Con i risparmi di carburante, abbiamo calcolato un rientro in sette anni», spiega Pellegrino a MissionFleet. Poi c’è da considerare che 363 tonnellate all’anno di CO2 vengono risparmiate, cioè non immesse nell’ambiente. Il che equivale alla quantità assorbita da 27.225 alberi (in media) in un anno, l’equivalente di un bosco grande come 34 campi da calcio.
FLOTTA ELETTRICA, COSA DICONO I DRIVERS? E come l’hanno presa i drivers? «I sales executive guidano (Nissan Leaf ) per i 37mila punti vendita in Sicilia e non vogliono più tornare ai motori endotermici, hanno dai 22 ai 35 anni e le nostre auto, finito il ciclo di vita aziendale, alimentano il remarketing», argomenta il manager. Il futuro della flotta di Sibeg è di integrare modelli per più fasce di management, ora che le Case cominciano a proporne altri appetibili. «Devono investire sull’autonomia per almeno 300 km reali e realizzarle più alte, come i Suv compatti – suggerisce Pellegrino –, mentre alle imprese di energia dico che abbiamo bisogno di punti di ricarica ultra-rapida come le stazioni Supercharger di Tesla».
TECNOLOGIE DEDICATE AGLI EV La trasformazione delle flotte dovrà buona parte del suo successo alla telematica e con essa alla connettività a internet dei veicoli. I big del comparto hanno già il prodotto pronto: così Webfleet Solutions che nasce dall’acquisizione di
FCA HA PRESENTATO EASY WALLBOX, IL PRIMO SISTEMA DI RICARICA PER AUTO IBRIDE PLUG IN E COMPLETAMENTE ELETTRICHE CHE PUÒ ESSERE UTILIZZATO DA CHIUNQUE SENZA EFFETTUARE MODIFICHE ALL’IMPIANTO DOMESTICO
TomTom Telematics da parte di Bridgestone. Di fatto un player globale e ai vertici in Europa nella diagnostica per le flotte aziendali. Si pensi che il costruttore di pneumatici fornisce 1,2 milioni di veicoli nell’area Emea, tra prodotti di gestione dei parchi auto e servizi di mobilità in abbonamento. Spiega Paul Verheijen, product manager Fleet di Webfleet Solutions: «In realtà le soluzioni sul mercato per le flotte tradizionali contengono già tutti i dati di cui i fleet manager hanno bisogno, semplicemente occorre tenere in considerazione altri fattori». Secondo l’esperto, tutti i software esistenti assolvono al compito di analizzare il Tco e quest’ultimo, con una flotta elettrica, cambia secondo un diverso mix di dati. Per fare un esempio banale, la flotta elettrica costerà meno in “carburante”, ma di più in manutenzione. «Tutti i fleet manager vogliono essere più efficienti a fronte di meno risorse disponibili, quindi essere più produttivi e utilizzare gli strumenti per incrementare i livelli di servizio della propria flotta – continua Verheijen –. In
linea di massima, devono ottenere un ritorno dell’investimento per la tecnologia acquistata dai 3 ai 9 mesi. Ciò premesso, con una flotta elettrica devono sapere che osserveranno altri fattori». Quali? L’autonomia di percorrenza e il ciclo di vita complessivo delle batterie, ad esempio. E come la telematica viene in aiuto? Analizzando il comportamento di guida. «Partendo dall’analisi delle abitudini del driver al volante possiamo suggerire i comportamenti per un utilizzo su misura, così facendo
VITO PELLEGRINO, FLEET MANAGER DI SIBEG
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MISSIONFLEET FLEET MANAGEMENT
HELEN CLARKSON, CEO DI THE CLIMATE GROUP
EV100: LE CASE NON PRODUCONO ABBASTANZA
miglioriamo i consumi, quindi l’autonomia nel caso di un’auto elettrica, fra il 5 e il 15%». La grande expertise di Webfleet Solutions su 50mila clienti nel mondo porta ad esprimersi con cautela circa l’adozione massiccia di veicoli EV nei prossimi anni. «Dai nostri dati vediamo che i fleet manager ancora oggi decidono in base al numero di chilometri che devono percorrere, avremo bisogno di altri 2-4 anni per esprimere pienamente una
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EV100 è un progetto dell’associazione londinese The Climate Group che promuove la diffusione di flotte elettriche, attivo dal 2017. Riunisce 67 aziende lungimiranti e impegnate ad accelerare il passaggio ai veicoli elettrici (EV) e rendere il trasporto a zero emissioni la nuova normalità entro il 2030. Vi sono associati aeroporti, corrieri, Ikea, Leaseplan, il Lloyds Banking Group e altri colossi. In febbraio si è unita la multinazionale francese dell’elettromeccanica Schneider Electric , che ha 136 mila dipendenti e 14.000 auto aziendali. Considerato che gli aderenti a EV100 hanno già più di 80.000 veicoli elettrici e quasi 10.000 punti di ricarica, con due membri su cinque che li realizzano con elettricità rinnovabile al 100%, l’associazione ha lanciato l’allarme sulla carenza di offerta da parte delle Case. Di quanti EV avrebbero bisogno? Almeno 2,5 milioni nei prossimi 8 anni. Pronti a risparmiare 42 milioni di tonnellate di CO2 ed equivalenti alle emissioni annuali di 11 centrali a carbone. «Il lento lancio di veicoli elettrici dall’industria automobilistica è la barriera principale per cambiare l’intera flotta», dicono. «Per anni i produttori di automobili hanno sollevato la mancanza di domanda come un problema per muoversi più velocemente sui veicoli elettrici – argomenta Helen Clarkson, Ceo di The Climate Group –. Il nostro rapporto mostra che la domanda delle grandi imprese per veicoli elettrici è in aumento, ma non è ancora soddisfatta dai produttori. Se questi ultimi vogliono rimanere competitivi, devono passare a una marcia in più per produrre EV o rischiare di perdere i loro clienti più grandi». Il problema per la produzione è il reperimento dei componenti.
opinione sulle loro scelte di alimentazione. Vedremo una maggior enfasi sull’argomento
nel corso del 2020, ma non c’è un’immediata necessità di stravolgere la flotta».
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MY NAME IS MARTIN, ASTON MARTIN In arrivo nelle sale da aprile: il 25° capitolo della saga dell’agente segreto più sexy del cinema alla guida di 4 icone della casa inglese. Ciak per DB5, Dbs Superleggera, V8 Vantage e un flash di futuro con Valhalla
Aprile 2020: No Time To Die. Ormai tutti lo aspettano: James Bond is back. E Aston Martin con lui. A bordo di due grandi classici della casa di Gaydon, al volante dell’eterna DB5 e di una V8 Vantage che appare in una scena dall’indubbio effetto wow, con l’attore che la scopre sollevando un telo, quasi fosse un nuovo debutto in società. Nelle sale italiane dal 9 aprile, il film è stato presentato con un trailer mozzafiato all’NBA-All Star negli Stati Uniti e sarà il quinto (di 25) e ultimo capitolo del franchise di 007 interpretato da Daniel Craig. Infatti, l’attore dovrebbe congedarsi dopo quattordici anni dalla saga dell’agente segreto più popolare dei Servizi inglesi. Ma Aston Martin non sarà protagonista con soltanto due delle sue icone sportive: quest’anno fa poker. Dopo 51 anni da “Al servizio di Sua Maestà” (1969), anche la
di Paola Baldacci
A DBS torna in missione sul grande schermo nella versione DBS Superleggera, che l’anno scorso è stata prodotta in una edizione speciale OHMSS (On Her Majesty Secret Service) nel colore verde oliva, ispirata alla precedente. Infine, l’hypercar Aston Martin Valhalla ancora inedita, che non sarà effettivamente sulla strada fino a inizio-metà del 2022. La Casa l’ha definita espressione “del passato, del presente e del futuro” e ruberà la scena alle sorelle. Non è finita qui. I bene informati assicurano l’entrata in scena di una quinta macchina “non ufficiale”, un’acrobatica
DB5 creata appositamente per questo film e che vedrete in un inseguimento folle tra i Sassi di Matera. Dal 1995 il marchio inglese è stato presente in tutti i film di 007 e, in particolare, in quelli con Daniel Craig.
UNA RELAZIONE DI FIDUCIA Molto è stato già scritto sulla lunga relazione tra James Bond e Aston Martin. Da quando Sean Connery nel 1964 con “Goldfinger” fu al volante della DB5, il brand “Aston” è quello che tutti noi associamo alle avventure della più seducente spia maschile del cinema. Anche FEBBRAIO-MARZO 2020 | 41
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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT
se pare che la Jaguar E-Type era la scelta preferita per Goldfinger, ma rifiutò l’opportunità. Dopodiché la storia narra che l’allora capo degli effetti speciali, John Stears, persuase un David Brown inizialmente riluttante (proprietario di Aston e dal cui nome derivano le iniziali “DB”) al permesso di utilizzare il nuovo DB5. Così si sono potute scrivere alcune delle pagine più emozionanti dell’automotive protagonista dei capolavori della settima arte. Interrotte soltanto dai capitoli interpretati da Roger Moore, che fu l’unico a non guidare mai un’Aston Martin nei panni di JB.
UN POKER D’ASSI INEGUAGLIABILE Quattro automobili incredibili, che per qualsiasi altra eventuale puntata della serie 007 sarà difficile eguagliare. A cominciare dalla Valhalla realizzata in collaborazione con il team di F1
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della casa inglese, che corre con la scuderia Red Bull Racing. In “No Time To Die”, l’hypercar che prende il nome dalla mitologia ha un piccolo cameo, una veloce apparizione statica. Ma chi l’ha provata in pista a Silverstone assicura che il design e la velocità ne fanno più un bolide da Batman che da James Bond. Infatti, l’Aston diretta da Andy Palmer ha creato un’auto con il motore centrale per competere con Ferrari e Mclaren. Costerà un milione di sterline, verrà realizzata in 500 esemplari e sarà consegnata fra due anni e mezzo. Invece la DBS Superleggera è il modello di punta attuale della Casa e sarà disponibile durante l’uscita del film. Monta un motore V12 da 5,2 litri che eroga 725 cavalli e 900 Nm di coppia. Da 0 a 100 km/h in 3,4 secondi, neanche il
tempo di agitare un Cocktail Martini, per dire. Invece, con la V8 Vantage, già in “Zona Pericolo” del 1987, torna un altro pezzo di storia. Fu la prima supercar inglese, prodotta fino al 1989: un’auto possente e allo stesso tempo raffinata. La vedremo destreggiarsi tra Londra, la Scozia e la Norvegia. Infine, la mitica DB5 nel classico colore grigio metallizzato e dalle dotazioni portentose. «Dov’è la mia Bentley?», chiedeva James Bond a Mister Q in Goldfinger, che fu il terzo capitolo della saga, un successo planetario. «Temo sia un po’ superata», rispondeva l’ingegnere, mostrando la nuova auto aziendale, opportunamente modificata. Come detto, nell’attuale versione vedremo la DB5 nella cornice di Matera, guidata dal pilota acrobatico Mark Higgins, che lavora con Craig dai tempi di Quantum of Solace. Perfetta nella scena da copione action movie in cui viene ripresa in continue rotazioni su se stessa ed estrae le mitragliatrici dai fanali anteriori per sparare all’impazzata. Per queste riprese, la produzione ne ha richieste 8 e Aston Martin ha accettato la sfida, realizzandole su misura in sei mesi.
14 Analisi copertina 1 2020.qxp_Layout 1 03/03/20 17:24 Pagina 43
In Italia, il segmento B e C hanno rappresentato – secondi dati di Unrae – poco più di un quinto del mercato 2019. E il ‘peso’ dei Suv in questi due segmenti è notevole, tanto che si sta assistendo a una riparametrazione del primo: ci sono dei modelli che puntano all’estrema compattezza – sino a sfiorare il segmento A – e quelli, più numerosi, che puntano a dare battaglia al segmento C. In tutto questo movimento, è evidente che un’ulteriore arma sia rappresentata dalle propulsioni ibride ed elettriche. I primi mesi dell’anno hanno portato due novità, ben diverse tra loro per marchio e offerta, ma che hanno in comune il passaggio sostanziale alla frontiera dell’elettrificazione per Ford (grande casa generalista) e Volvo (da sempre nicchia, esclusiva). La Puma, con le sue motorizzazioni mild hybrid, e la XC40 Recharge full electric saranno protagoniste nei rispettivi mercati. Perché hanno personalità e una visione intelligente.
15 ANALISI A Volvo XC40.qxp_Layout 1 03/03/20 14:37 Pagina 44
L’ANALISI DI
Volvo XC40 Recharge Elettrica in sicurezza Volvo sulla sicurezza è sempre stata in pole position, dettando la linea. Sulla guida autonoma, senza fare eccessivo battage (anzi, mettendo in guardia sui rischi di una cattiva applicazione) è pronta. Invece, sull’elettrificazione ha dovuto inseguire non poche case concorrenti. Ma ora con la XC40 Recharge si è messa al passo e promette una strategia d’attacco imponente: come vari rivali annuncia l’elettrificazione totale della gamma – in cinque anni il 50% di ibride e il 50% di elettriche pure –, ma ha anche fissato un ulteriore obiettivo: impiegare materiali riciclati per almeno il 25% delle parti in plastica di tutte le nuove vetture, a partire dal 2025. di Maurizio Bertera
LA GAMMA Rispetto alle versioni con motore termico, la Recharge si differenzia unicamente per i paraurti specifici, la griglia sul frontale chiusa e la presa di ricarica che occupa lo spazio normalmente riservato al tappo del serbatoio. Le novità sono ‘sottopelle’, partendo dalla 44 | FEBBRAIO-MARZO 2020
compattezza dei motori e dalla batteria alloggiata nel pianale, che hanno liberato spazio per un vano di 31 litri sotto il cofano a compensare quello perso nel bagagliaio, inferiore per capacità di 47 litri rispetto alle XC40 ‘normali’. Costruita sulla piattaforma modulare CMA del Gruppo Geely, la XC40 Recharge ha un motore per ogni asse,
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per 408 Cv di potenza complessiva e una batteria da 78 kWh. Scelta che regala valide prestazioni e oltre 400 km di autonomia secondo il ciclo WLTP. I ‘rifornimenti’ si possono fare in corrente alternata (fino a 11 kW, per un pieno all’80% in 7 ore e mezza) oppure continua (fino a ben 150 kW: bastano solo 40 minuti).
LA PREFERITA La vettura – già prenotabile – è proposta nel solo allestimento R-Design, a 59.600 euro, con la dotazione top di gamma che include tra l’altro i sedili di pelle e tessuto, con supporto lombare elettrico, finiture esterne in nero lucido, gruppi ottici e fendinebbia a Led, i cerchi di lega da 19” e assetto sportivo Dynamic.
IN ARRIVO Più avanti, arriveranno delle versioni della Recharge a un prezzo inferiore, meno
potenti, con batteria di capacità ridotta e un solo motore elettrico.
I TEMPI DI CONSEGNA Presto per dirlo, visto che sarà già complicato averla in Italia entro fine 2020.
IL VALORE RESIDUO Tradizionalmente i modelli Volvo sono una ‘sicurezza’ sul mercato dell’usato. La Casa ha un programma – Volvo Selekt – che si occupa dell’usato che deve sottostare a precisi parametri: età inferiore ai 5 anni, percorrenza massima 150.000 km, documentazione obbligatoria completa degli interventi di manutenzione effettuati dalle officine di riparazione autorizzate Volvo. Ogni auto è coperta dalla garanzia di sostituzione entro 30 giorni (o massimo 1.500 km) e successivamente per un anno come fosse nuova. La
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L’ANALISI DI
batteria è garantita 8 anni o 160.000 km
I COSTI DI GESTIONE Al di là della garanzia base di due anni, Volvo offre due contratti di manutenzione: Standard e Plus. La storica attenzione per il cliente viene sottolineata dal Service 2.0, basato su sei aspetti importanti: una persona di supporto sempre disponibile, verifica computerizzata dei sistemi di sicurezza e aggiornamento del software ad ogni tagliando, soluzioni di mobilità alternativa, possibilità di lavaggio auto, listino prezzi fissato per manutenzione e riparazione.
LE FORMULE FINANZIARIE Sono quattro, messe a punto direttamente da Volvo Car Credit con formule simili o uguali a quelle di altre Case: Classic, Freeplan, Next by Volvo, Car Lease.
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L’ultima offre la possibilità di scegliere tra diverse quote di anticipo e di riscatto finale, usufruendo dei vantaggi fiscali ed è quindi particolarmente adatta per aziende e professionisti.
L’abbonato, se lo desidera, può permettere l’accesso all’auto – anche a distanza –, a familiari e amici con una applicazione sullo smartphone.
IL NOLEGGIO
Sicuramente, l’estetica è azzeccata. La XC40 è un’auto molto rassicurante per chi conosce già le Volvo, perché sia all’interno sia all’esterno propone linee e dettagli familiari, ma nel suo insieme è ‘fresca’ e, nei desideri della Casa, s’indirizza a un pubblico più giovane per via delle colorazioni e delle dimensioni. Forse il lato posteriore non è all’altezza dell’anteriore ma è questione di gusti. Il difetto? È comune peraltro a tutte le vetture elettriche: il prezzo. In questo caso, ci vogliono quasi 60mila euro, quando l’identico modello con il motore a benzina più potente costa 10mila euro in meno e quello, nuovo, con l’ibrido 9mila in meno.
Quello a lungo termine è il Rent, disponibile ora anche per i privati, e che prevede un canone fisso e tutti i servizi già inclusi. Sta piacendo molto Care by Volvo: il nuovo servizio di mobilità completa per clienti privati e liberi professionisti a cui ci si abbona via web per una durata di 24 mesi. Il servizio comprende l’uso dell’auto con il completo sgravio di ogni spesa ulteriore, salvo quella per il carburante. È inoltre previsto l’accesso ad alcune facilitazioni come quella di poter disporre – per 14 giorni nell’arco del periodo – di un’altra Volvo di dimensioni diverse, in un luogo a scelta del cliente.
I PREGI E I DIFETTI
IMMAGINE I Suv di segmento C erano un territorio inesplorato per Volvo e per questo motivo la Casa ha deciso di riproporre la sua formula vincente, con successo visto il record storico sul mercato internazionale. Ora l’ulteriore salto di qualità, che non si limita solo alla propulsione elettrica. Ci piace segnalare il lavoro fatto sull’infotainment. È tutto nuovo: anziché essere basato su Windows (come per le ultime vetture Volvo), è stato adottato il sistema sviluppato insieme a Google sulla piattaforma Android Automotive OS che supporta servizi come Google Assistant, Google Maps e Google Play Store (anche senza telefono connesso, sfruttando la connettività integrata dell’auto) e che viene aggiornato over-theair. Per incentivare le vendite, Volvo rimborserà per il primo anno l’energia elettrica consumata. Lo farà attraverso l’app “One Year FEBBRAIO-MARZO 2020 | 45
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L’ANALISI DI
Nuova Ford Puma Passo lungo e optional da premium Torna un nome storico dell’Ovale blu, ma lo fa in veste completamente diversa. Rispetto alla piccola coupé di fine secolo, la nuova Puma è una B-Suv derivata dalla Fiesta, ma con un frontale ispirato alla media di famiglia Focus e inediti gruppi ottici a sviluppo verticale. Lunga 419 cm, 14 in più della Fiesta, è solo di poco più corta rispetto alle principali rivali, come la Volkswagen T-Roc (423 cm). Tecnici e designer di Ford hanno fatto il massimo per offrire più spazio possibile ai passeggeri, dagli sbalzi molto ridotti (soprattutto dietro) al passo allungato. E ci sono riusciti, vedendo anche il bagagliaio che ha una capacità di 456 litri, grazie a un vano ampio e ben sfruttabile, che offre anche una soluzione originale: un profondo pozzetto da 80 litri ricavato nel piano di carico, che facilita il trasporto anche di oggetti molto ingombranti, senza obbligare a reclinare gli schienali del divanetto. di Maurizio Bertera
LA GAMMA La Puma parte subito con due motorizzazioni mild hybrid a benzina, da 125 Cv e 155 Cv (la prima è disponibile anche non ibrida), mosse dall’eccellente propulsore a tre cilindri 1.0 turbo 46 | FEBBRAIO-MARZO 2020
EcoBoost. Il cambio è sempre manuale a sei rapporti. Tre gli allestimenti: Titanium, Titanium X e ST-Line X. Il 1.0 da 125 Cv a benzina costa rispettivamente 22.750, 24.750 e 25.750 euro mentre il 1.0 mild hybrid da 125 Cv ha prezzi
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rispettivamente di 23.250, 25.250 e 26.250 euro. Infine, il 1.0 mild hybrid da 155 Cv è venduto unicamente con l’ST-Line X a 27.500 euro.
LA PREFERITA Difficile non puntare sulla versione più potente e innovativa. Più delle prestazioni pure (205 km/h di velocità massima e 9 secondi nello 0-100 km/h), sono i consumi l’arma vincente della nuova Puma che sfiora i 18 km con un litro di benzina nel ciclo misto WLTP, grazie anche a una coppia che in modalità Sport con l’e-assist è di 240 Nm a 2.500 giri. L’equipaggiamento, considerando la spesa, è valido: cerchi in lega da 18”, frenata automatica d’emergenza, avviso invasione e assistenza mantenimento corsia, Sync 3 con navigatore su touch da 8” e FordPass Connect, ricarica wireless, sensori di parcheggio posteriori, climatizzatore automatico, vetri oscurati, interni in
tessuto con sedili Zip, impianto premium Bang&Olufsen, sedili in pelle parziale, avviamento senza chiave, cruscotto digitale, pedaliera in alluminio, sospensioni sportive e scarico cromato.
IN ARRIVO Nel secondo semestre arriverà la versione diesel con il 1.5 EcoBlue da 85 Cv, utilizzato anche sulla Fiesta.
I TEMPI DI CONSEGNA Le concessionarie Ford hanno sempre un buon stock e la Puma non fa eccezione. Per vetture con richieste particolari – tipo con il tettuccio apribile – si parla di 75-90 giorni di attesa.
IL VALORE RESIDUO È facile pensare a un buon valore, pur in un segmento competitivo, visto quanto succede per altri modelli Ford. Da ricordare che la
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L’ANALISI DI
Casa ha il programma specifico Ford Approved per tutte le vetture certificate con meno di 5 anni di vita, percorrenza massima fino a 120.000 km e finanziamenti personalizzati.
I COSTI DI GESTIONE Al di là della garanzia base di due anni, la Casa offre servizi specifici come il Ford Service Pack, con un periodo di validità stabilito al momento dell’acquisto. Da segnalare accanto all’offerta Ford Value Service 4+ dedicata ai possessori di veicoli con anzianità superiore ai quattro anni, i prezzi raccomandati Ford Service 0-3 per i tagliandi di manutenzione ordinaria da effettuarsi sui veicoli dell’Ovale Blu con anzianità inferiore ai tre anni.
LE FORMULE FINANZIARIE Ford Credit – la banca del mondo Ford – fornisce ai privati una serie di soluzioni
finanziarie e assicurative, queste ultime attraverso le migliori compagnie internazionali. Per l’acquisto ci sono la notissima Idea Ford (con le classiche tre opzioni su un periodo fissato di due-tre anni). Per esempio, per Puma Titanium da 125 Cv, la Casa propone un finanziamento di 36 mesi con anticipo zero e rata mensile di 295 euro, Taeg del 6,87%. La stessa rata è prevista anche se si sceglie la mild hybrid di pari potenza; aggiungendo 20 euro al mese si può avere l’allestimento ST-Line X, per la stessa motorizzazione. Poi ci sono il tradizionale Finanziamento Ford a rate mensili su un arco di 12-60 mesi; il Leasing su 24 o 48 mesi. Da non dimenticare che la Casa affida a Ford Business le promozioni pensate per i titolari di partite IVA e le aziende in genere.
IL NOLEGGIO Ford Business Partner è il
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‘Lungo Termine’ pensato per chi desidera un pacchetto di servizi modulabile e una gestione del veicolo a 360° su una durata tra 12 e 72 mesi. Si può ridurre il canone mensile, grazie alla valorizzazione dell’usato (in permuta) o, in alternativa, grazie a una quota di anticipo in contanti, definita in base alle esigenze del cliente.
I PREGI E I DIFETTI Detto che a parer nostro, è uno dei modelli migliori – per il design – dell’ultima generazione Ford, in concreto convincono il bagagliaio molto ampio per la categoria (in particolare grazie alla soluzione del Ford Megabox) e la parte motoristica: forse è un po’ rumoroso, ma il mild hybrid a benzina risulta molto brillante e regala piacevolezza di guida, unendosi all’ottimale tenuta di strada in ogni situazione. Valida la dotazione di serie, basta pensare al sedile
dotato di massaggio lombare (vera chicca in questo segmento). Migliorabili invece qualche comando nascosto dal volante e la visibilità del lunotto, piccolo e inclinato.
IMMAGINE Con la nuova generazione, la Puma ha sicuramente fatto un passo in avanti per confrontarsi con rivali ‘toste’ come quelle del segmento B-Suv. Forse non è da 10 in nessun elemento, ma nella media generale è da 8, quindi risponde perfettamente alle esigenze di quanti cercano un mezzo comodo, sicuro, pratico e a guida alta. Nello stesso tempo, la tipologia di propulsori – a partire dai mild hybrid – con prestazioni valide e consumi parsimoniosi, la rende adatta a chi fa del business e vuole un’arma in più per girare senza limitazioni. Ford è una Casa con le idee molto chiare – soprattutto nei listini – e i risultati si vedono, non solo in Europa. FEBBRAIO-MARZO 2020 | 47
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MERCATO
LA STAZIONE DI SERVIZIO DEL FUTURO Villoresi Est sull’A8 Milano-Laghi è la nuova area di servizio Q8, la più rappresentativa della rete. È parte del progetto Cre8 – Creating the Station of the Future per la promozione dei carburanti alternativi. «Il piano prevede la realizzazione di oltre 30 stazioni di servizio multi prodotto – spiega la società – e ha ottenuto il riconoscimento dell’Unione Europea grazie ai fondi del “Connecting Europe Facility” promosso dall’Inea (Innovation and networks executive agency) per le infrastrutture per il rifornimento del metano e dell’elettrico». La Villoresi Est comprende un’offerta multi prodotto tra Gpl, metano e ricarica elettrica. Inoltre, offre soluzioni innovative di efficientamento energetico, l’impiego di materiali riciclabili e l’utilizzo di energie rinnovabili. L’impianto si distingue per una pensilina di oltre 1400 mq, la più grande di tutta la rete Q8. Nonostante le sue dimensioni è stata installata in sole tre ore, grazie ad una particolare tecnica di costruzione e di montaggio.
NUOVI INCENTIVI ECOBONUS 2020 L’Ecobonus 2020 è stato approvato con alcune modifiche che se da un lato destinano più fondi per stimolare l’acquisto di auto “low emission”, dall’altro abbassano il livello di emissioni ammesso agli incentivi statali per auto ibride ed elettriche nel 2020. Il limite delle emissioni di anidride carbonica per ottenere il contributo scende da 70 a 60 grammi per chilometro. Inoltre, include anche i veicoli Euro 0 tra i veicoli che possono essere rottamati e permettono di ottenere un contributo più alto. Il contributo è concesso sotto forma di sconto sul prezzo, per l’acquisto di autovetture nuove a basse emissioni. Per ora tra i 1.500 e i 6.000 euro per chi acquisti, anche in locazione finanziaria, e immatricoli in Italia un mezzo nuovo. La vettura deve essere destinata al trasporto di persone, avere almeno 4 ruote e al massimo 8 posti oltre al conducente. Il prezzo da listino deve essere inferiore a 50.000 euro, Iva esclusa. Le risorse stanziate sono di 70 milioni per quest’anno e di altrettanti per il 2021. Le linee guida ministeriali per la classificazione dei veicoli ibridi prevedono tre fasce di emissioni di CO2: una inferiore a 60 g/km, una tra 60 e 95 g/km e la terza superiore a 95 g/km.
Registrazione Tribunale di Milano n° 219 del 28/03/2006 Direttore responsabile Paola Baldacci Collaboratori Andrea Barbieri Carones, Maurizio Bertera, Salvatore Saladino, Ilaria Salzano, Alessandro Palumbo Progetto grafico Arianna Pierri Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA) Distribuzione in Italia Faenza Printing Industries, Faenza (RA)
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