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MissionFleet 1 / 2019

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Anno XIV • febbraio-marzo 2019

www.missionline.it

Le auto vincitrici a MFA2018 Speciale Ibride Nodo fatturazione elettronica

LA MERCEDES CLASSE B INAUGURA LA NUOVA STAGIONE DEL MONOVOLUME


1 Sommario 1 19.qxp_Layout 1 14/02/19 16:47 Pagina 1

SOMMARIO

Febbraio - Marzo 2019 • numero 1

4

26

36

CRUSCOTTO

L’INTERVISTA

DIRECTOR’S CUT

Un 2018 in calo, stime negative per il 2019

Le preoccupazioni targate Faib

Cento vittorie per i cent’anni di Citroën

di Salvatore Saladino

di Alberto Vita

di Alberto Vita

10

28

39

SPECIALE MFA

SPECIALE INFRASTRUTTURE

STUDI

Tutti i modelli premiati di Alberto Vita

Infrastrutture e mobilità elettrica: a che punto siamo?

14

di Serena Piazzi

DURALEX

32

Addio alle carte carburanti, irrompe la fattura elettronica di Marco Persico

PROFESSIONE FLEET MANAGER – SPECIALE MFA

19

Obiettivo saving (e non solo) con la rivoluzione della car policy

SPECIALE IBRIDE L’ibrido si fa spazio anche nelle flotte (grazie al diesel?) di Maurizio Bertera

23 FOCUS ON La gestione delle flotte nel mondo agroalimentare

di Alberto Vita

34 MERCATO Il gruppo Mercedes entra nella fase 2.0 di Andrea Barbieri Carones

Più sicurezza e servizi... ma a che prezzo! di Alessandro Palumbo

43 L’ANALISI DI MISSIONFLEET Profondamente rinnovata a furor di popolo la Mercedes Classe B Audi Q3 e il Suv si fa berlina (e Station Wagon, e...) di Maurizio Bertera

News L’EDITORIALE NEWS

3 48

di Arianna De Nittis

FEBBRAIO-MARZO 2019 | 1


2 Editoriale 1 19.qxp_Layout 1 15/02/19 15:17 Pagina 2


2 Editoriale 1 19.qxp_Layout 1 15/02/19 15:17 Pagina 3

L’editoriale di Alberto Vita

GRAZIE!

B

uongiorno a tutti. Questo che avete tra le mani è l’ultimo numero da me diretto. Una lunga cavalcata durata quasi quattro anni che mi ha arricchito e che ha, lo dicono i numeri, fatto crescere anche la rivista, oltre al sito, MissiOnline, e al premio MFA, entrambi collegati al mondo MissionFleet. Un’avventura per la quale ringrazio gli editori, Marco Persico e Paola Mighetto, sempre presenti e attivi in ogni aspetto della costruzione del giornale, che mi hanno accordato la direzione quattro anni fa. Grazie! Un grazie anche a tutti i collaboratori che hanno saputo cogliere i miei desiderata e, in alcuni casi, colmato le mie lacune; a Elisabetta Francioli, esperta di web, eventi, redazione, vera colonna portante di questa azienda, insieme a Tiziana Gregori, il “nostro” bulldog pubblicitario, ma con un cuore grande e un’anima pura. Grazie! E, infine, naturalmente un grazie a tutti i lettori, qui, sul web o sui social, con i quali ho avuto tante interazioni, che hanno acuito sempre di più la mia curiosità. E che mi ha spinto a scrivere una rubrica, che ho intitolato Director’s Cut, ovvero la storia di un brand automobilistico, in questo numero dedicato, doverosamente, ai 100 anni di Citroën. Un secondo articolo che ho voluto scrivere su questo numero riguarda un’altra celebrazione, ovvero le auto da flotta che hanno trionfato alla terza edizione di MFA-MissionFleet Awards, l’unico premio sulle auto aziendali in Italia, che ha visto tra i Fleet Manager premiati Cristian Espertini di Basf Italia, intervistato da me in questo numero. Infine ho testimoniato il grande impegno di Leaseplan sul nostro paese con la cronaca della giornata che ha voluto organizzare per l’inaugurazione del suo primo Delivery Store a Milano. Investimenti milionari malgrado l’incertezza economica del nostro paese, testimoniata anche

dal Cruscotto di Salvatore Saladino, che testimonia di un 2018 con immatricolazioni in calo dopo anni di crescita. Segno negativo con cui si è aperto anche il 2019. Incertezza economica che preoccupa, così come le nuove procedure burocratiche sulla fatturazione elettronica, che rendono sempre più complessa la gestione delle flotte. E il lavoro dei benzinai, come ci ha sottolineato il presidente Fiab Martino Landi. Vendite che forse potranno avere una spinta dalle nuove ibride sempre più tecnologiche sul mercato, di cui ci ha parlato il nostro esperto Maurizio Bertera, che ha anche analizzato la nuova Mercedes Classe B e l’Audi Q3. Scossa elettrica che deve provenire anche dalle infrastrutture, come ha investigato la nostra Serena Piazzi. Perché il futuro è sempre più Elettrico, Condiviso e Autonomo anche per Mercedes, coma ha raccontato il neo Ad della branch italiana Radek Jelinek ad Andrea Barbieri Carones. Infine un’interessante analisi sull’aumento dei costi delle auto negli anni realizzato da Alessandro Palumbo e l’avvio di una rubrica core per la rivista, ovvero una profonda analisi delle flotte aziendali divise per settore merceologico, partendo da quello agroalimentare. Con un articolo realizzato da un’altra colonna di questa casa editrice, ovvero Arianna De Nittis, già direttrice di Mission. Insomma ecco quello che lascio al nuovo direttore Paola Baldacci (ebbene sì un’altra Paola e... un’altra donna) che vi presento qui virtualmente e a cui faccio il mio sincero in bocca al lupo per la sua direzione. Sarà una bella avventura... com’è stata la mia. E come lo sarà nel mio nuovo ruolo, visto che non vi liberete tanto facilmente di me. Minaccia o auspicio? Vedete voi, tanto il lettore ha (quasi) sempre ragione. Grazie! @chevida FEBBRAIO-MARZO 2019 | 3


3 Cruscotto 1 19.qxp_Layout 1 15/02/19 15:23 Pagina 4

MISSIONFLEET CRUSCOTTO

UN 2018 IN CALO, STIME NEGATIVE PER IL 2019 Il 2018 si chiude a meno 2,97% per le Passenger Car mentre il noleggio bissa il risultato del 2017, con ALD leader di mercato, mentre Arval e Volkswagen volano

A di Salvatore Saladino

lla chiusura del 2018 il mercato dell’auto ha confermato che i timori di uno stop al trend positivo degli ultimi anni erano reali: nonostante un dicembre in leggera crescita per le Passenger Car (a più 1,97%). Il dato finale di chiusura delle immatricolazioni è infatti di 1.912.451 unità, con una perdita rispetto al 2017 di 58.602 targhe (meno 2,97%). Il traguardo di 2 milioni di immatricolazioni, quindi, non solo non è stato raggiunto, ma si è addirittura allontanato rispetto all’anno precedente, visto anche un

gennaio a segno meno. Il mercato ha mostrato nel 2018 un andamento altalenante, che è andato peggiorando nell’ultima parte dell’anno (di forte impatto è stato soprattutto il “settembre nero”, con un calo del 25,3%). Avrebbe potuto persino essere peggiore se non ci fosse stata una “ripresina” delle vendite ai privati a novembre (più 5,24%) e dicembre (più 10,37%). Grazie al quasi inaspettato risveglio degli acquisti privati, la perdita di questo canale si è limitata al 2,05%, che significa un calo delle immatricolazioni di circa 23mila unità. All’appello mancano anche

quasi 5mila targhe dal canale acquisti aziendali diretti e, soprattutto, oltre 38mila autoimmatricolazioni degli OEM che nel 2018 hanno decisamente tirato il freno, mentre le autoimmatricolazioni dei dealer sono cresciute di circa 5mila unità. Praticamente stabili gli altri canali: sia il Noleggio a lungo termine sia il Breve.

PRIVATI SU, KM 0 GIÙ Che l’andamento delle cosiddette km zero, siano strettamente legate allo stato di salute del canale privati è dimostrato dal fatto che, quando gli acquisti

MERCATO ITALIA PC + LCV - DICEMBRE 2018 Dicembre 2018

Dicembre 2017

Diff. mese % YTD 2018

YTD 2017

Diff. YTD %

Market Share YTD 2018

Diff. MS 2018/2017

124.256

121.858

1,97%

1.971.053

-2,97%

91,74%

0,36%쑿

PC + LCV Totale Passenger Car

1.912.451

Totale LCV up to 3,5 t.

19.196

22.847

-15,98%

172.301

185.999

-7,36%

8,26%

-0,36%쑼

Mercato Italia PC + LCV

143.452

144.705

-0,87%

2.084.752

2.157.052

-3,35%

100,00%

-

78.899

71.489

10,37%

1.091.830

1.114.691

-2,05%

57,09%

0,54%쑿

Market Italia Passenger Car Privati Società in proprietà e leasing

7.514

7.934

-5,29%

96.490

101.253

-4,70%

5,05%

-0,09%씰

Noleggio Lungo Termine Top

7.045

7.293

-3,40%

165.447

162.265

1,96%

8,65%

0,42%

Noleggio Lungo Termine Captive

5.114

6.550

-21,92%

90.766

93.163

-2,57%

4,75%

0,02%

186

-72,58%

1.211

1.607

-24,64%

0,06%

-0,02% -0,02%

Noleggio Lungo Termine Medium 51 Noleggio Lungo Termine Altro

346

249

38,96%

2.608

3.047

-14,41%

0,14%

Totale NLT

12.556

14.278

-12,06%

260.032

260.082

-0,02%

13,60%

0,40%쑿

Noleggio Breve Termine Top

3.008

1.576

90,86%

102.760

122.514

-16,12%

5,37%

-0,84%

780

28,08%

23.049

16.242

41,91%

1,21%

0,38%

Noleggio Breve Termine Medium 999 Noleggio Breve Termine Dealer

3.208

2.104

52,47%

36.444

22.503

61,95%

1,91%

0,76%

Noleggio Breve Termine Altro

927

552

67,93%

11.205

9.802

14,31%

0,59%

0,09%

Totale NBT

8.142

5.012

62,45%

173.458

171.061

1,40%

9,07%

0,39%쑿

Concessionarie

16.264

19.057

-14,66%

231.769

226.441

2,35%

12,12%

0,63%

Case Auto

881

4.088

-78,45%

58.872

97.525

-39,63%

3,08%

-1,87%

Mercato Italia Passenger Cars

124.256

121.858

1,97%

1.912.451

1.971.053

-2,97%

100,00%

0,00%

4 | FEBBRAIO-MARZO 2019


3 Cruscotto 1 19.qxp_Layout 1 15/02/19 15:23 Pagina 5

MISSIONFLEET CRUSCOTTO

FORECAST MERCATO ITALIA PASSENGER CAR PER CANALE ■ Privati

■ Fleet

■ LTR

■ STR

■ Dealer/Manufact.

2.500.000

2.000.000

1.500.000

328.609

318.618

308.647

298.673

170.000

179.568

184.579

179.625

179.591

260.032

270.000

329.893

349.917

379.837

399.867

96.490

92.000

98.126

103.435

98.856

94.166

290.641

280.000

173.458

1.000.000

500.000

0

1.091.830

2018

1.108.000

2019

1.049.869

1.044.847

1.034.768

1.009.817

2020

2021

2022

2023

delle famiglie hanno dato timidi segnali di ripresa, il numero delle nuove targhe dei dealer hanno iniziato a calare. La ripresina dei privati, però, è stata sostenuta anche dalle campagne promozionali delle reti ufficiali che nell’ultima parte dell’anno sono state particolarmente pesanti, e favorite dalla necessità di smaltire le giacenze di prodotto Euro 6 di prima generazione. I problemi che hanno determinato il risultato finale negativo sono stati da una parte il ritardo con cui i costruttori hanno cominciato a provvedere alla sostituzione dei modelli con motorizzazioni omologate secondo le specifiche dei test di omologazione WLTP e rispondenti alle normative antinquinamento Euro6D-temp e successive, che ha portato a un allungamento dei tempi di consegna (e alla scomparsa di alcune motorizzazioni, soprattutto a gasolio), dall’altra la rinuncia all’acquisto di auto a gasolio, che solo in parte vengono sostituite dalle alimentazioni alternative. Il forecast di Dataforce per il

2019 prevede un livello di immatricolazioni di 1.890.000 unità (Passenger Car), ancora inferiore al risultato 2018, con qualche scostamento tra i canali rispetto allo scorso anno: in leggerissima crescita i privati (da 1.092.000 a 1.100.000), in aumento i Noleggi a lungo termine (più 10mila, a quota 270mila unità), quasi stabili quelli a breve (più 1.500 targhe), in leggera flessione le immatricolazioni dirette aziendali (da 96.500 a 95mila) e in forte calo le autoimmatricolazioni (da 290mila a 250mila).

DIESEL IN CADUTA Sebbene in Italia meno che nel resto d’Europa, le auto a gasolio non sono più in cima alla shopping list degli automobilisti: il trend era cominciato a inizio anno in Francia, Germania, Regno Unito e Spagna in maniera conclamata, poi si è esteso a macchia d’olio, raggiungendo l’Italia nel secondo semestre. A settembre il diesel ha perso oltre 40mila vendite, a ottobre quasi 30mila, a novembre altre 25mila

MERCATO ITALIA PC+LCV - DICEMBRE 2018 Forecast 2019 Passenger Car

MS%

Diff. % 2019/18

Privati

1.100.000

58,2%

0,7%

Flotte

95.000

5,0%

-1,5%

Noleggio Lungo Termine

270.000

14,3%

3,8%

Noleggio Breve Termine

175.000

9,3%

0,9%

Dealer & Case Auto

250.000

13,2%

-14,0%

1.890.000

100,00%

-1,2%

e a dicembre 16mila. Nel 2018 il passivo delle vendite di auto a gasolio ha sfiorato le 150mila unità. Mentre l’aumento delle immatricolazioni di vetture a benzina è stato contenuto in sole 52mila targhe in più, quelle delle ibride in circa 20mila e quelle dei veicoli alimentati a metano in poco più di 5.500 unità, che quasi compensano l’arretramento delle gpl (4.500 veicoli). Si aggiungono poi le 3mila auto elettriche vendute in più (in pratica sono più che raddoppiate). Le vendite aggiuntive di auto “ecologiche” (elettriche, ibride e a metano) sono quindi state finora meno di 30mila, ossia un quinto delle mancate vendite di diesel. Nell’ambito delle vendite aziendali e del Noleggio a lungo termine, il diesel continua a farla da padrone (e non potrebbe essere altrimenti, almeno per un altro ciclo di sostituzione, ossia per i prossimi 3-4 anni). Anche perché l’NLT è di fatto uno dei canali di smaltimento principali per gli OEM, come dimostrato dal fatto che quest’anno sono aumentate le vendite a stock da parte dei costruttori, con FEBBRAIO-MARZO 2019 | 5


3 Cruscotto 1 19.qxp_Layout 1 15/02/19 15:23 Pagina 6

MISSIONFLEET CRUSCOTTO

IL CALO DEL DIESEL NEI NUMERI NELLE NUOVE IMMATRICOLAZIONI

2018

2017

Alimentazione

2018

2017

Benzina Diesel GPL Metano Elettriche Ibrido: HEV+PHEV+MHEV

677.364 981.591 124.497 37.389 5.179 86.427

627.499 1.113.300 129.060 32.763 2.233 66.197

LE NUOVE IMMATRICOLAZIONI PER SEGMENTO

Dicembre 2018

Dicembre 2017

Segmento Veicolo

Dicembre 2018

Dicembre 2017

A B C D/E Altro LCV B-SUV C-SUV D/E-SUV

314.783 497.315 249.816 182.664 7.649 185.010 289.250 273.352 182.664

342.939 577.492 314.134 184.560 9.226 197.046 240.917 187.062 184.560

maggiori volumi tra i noleggiatori grazie a pacchetti con forti sconti.

NLT: A QUOTA 300MILA IMMATRICOLAZIONI Considerando anche i veicoli commerciali leggeri, il comparto del Noleggio a lungo termine ha superato (come lo scorso anno) le 300mila targhe. Ma dopo anni 6 | FEBBRAIO-MARZO 2019

di crescita a due cifre percentuali, è passato al segno meno, in particolare a settembre (meno 35,5%), ottobre (meno 19,8%), novembre (meno 14,8%) e dicembre (meno 8,3%): in quattro soli mesi il comparto ha bruciato praticamente tutto l’attivo conquistato nella prima parte di quest’anno, che fino ad agosto era di quasi 12 punti.

A fine anno l’incremento delle immatricolazioni è di soli 1,3 punti percentuali, ossia 3.870 contratti in più rispetto agli oltre 30mila che si erano consolidati qualche mese fa. Sicuramente il rallentamento del Noleggio a lungo termine è dovuto principalmente alle mancate consegne di veicoli aggiornati secondo le ultime specifiche di omologazione, ma anche al clima di incertezza che regna tra i Fleet manager sulla scelta della corretta alimentazione da scegliere. I recenti annunci di cancellazione della gratuità di accesso alla ZTL di Milano per le ibride, certamente contribuiscono a generare maggiore confusione, così come i blocchi del traffico che, in alcune metropoli, costringono alla sosta persino gli ultimi diesel.

TRA I TOP PLAYER, ARVAL È IN ATTIVO Nella classifica dei player preferiti dalle aziende, ALD Automotive ha chiuso l’annata al vertice, esattamente come nel 2017, ma proprio nell’ultima parte del 2018 è passata dal segno positivo a quello negativo: meno 1,1%. Nei 12 mesi ha targato 63.300 vetture e veicoli commerciali leggeri, con una flessione limitata a 711 unità. La quota di mercato è stata del 21,1% (era del 21,7 nel 2016). Leasys si è dovuta accontentare del secondo posto, facendo anch’essa registrare un decremento su base annua a partire da novembre (come ALD): meno 3,3%, un calo che corrisponde a 2.096 targhe in meno. Complessivamente la società di NLT controllata da FCA Bank ha immatricolato nel 2018 60.547 unità e raggiunto una quota di mercato del 20,2%


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

NLT DASHBOARD - DICEMBRE 2018 - VETTURE + VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI Noleggio Lungo Termine

Dicembre 2018

Dicembre 2017

Diff. mese %

YTD 2018

YTD 2017

Diff. YTD %

Società NLT Top

8.562

8.536

0,3%

194.231

190.553

1,9%

Società NLT Captive

5.908

7.399

-20,2%

101.066

99.887

1,2%

Società NLT Medium

173

295

-41,4%

1.692

2.158

-21,6%

Società NLT Altre

496

273

81,7%

3.469

3.990

-13,1%

Noleggio Lungo Termine

15.139

16.503

-8,3%

300.458

296.588

1,3%

Classifica Società NLT

YTD 2018

Quota di mercato

YTD 2017

Quota di mercato

Diff. YTD %

Diff. MS 2018/2017

ALD

63.300

21,1%

64.011

21,6%

-1,1%

-0,5%

LEASYS

60.547

20,2%

62.643

21,1%

-3,3%

-1,0%

ARVAL

56.626

18,8%

51.186

17,3%

10,6%

1,6%

LEASEPLAN

38.622

12,9%

40.927

13,8%

-5,6%

-0,9%

VOLKSWAGEN

23.628

7,9%

16.428

5,5%

43,8%

2,3%

CAR SERVER

12.590

4,2%

11.169

3,8%

12,7%

0,4%

ALPHABET

10.253

3,4%

9.839

3,3%

4,2%

0,1%

ATHLON

8.425

2,8%

8.085

2,7%

4,2%

0,1%

MERCEDES-BENZ

8.189

2,7%

11.124

3,8%

-26,4%

-1,0%

RENAULT/NISSAN

5.997

2,0%

6.769

2,3%

-11,4%

-0,3%

SIFA

4.414

1,5%

4.930

1,7%

-10,5%

-0,2%

PSA

2.705

0,9%

2.723

0,9%

-0,6%

-0,0%

PROGRAM

944

0,3%

1.201

0,4%

-21,4%

-0,1%

PAN

593

0,2%

666

0,2%

-11,0%

-0,0%

GFC

155

0,1%

288

0,1%

-46,1%

-0,0%

NLT Altre

3.469

1,2%

3.990

1,3%

-13,1%

-0,2%

NLT da riclassificare Noleggio Lungo Termine

0 300.458

0,0% 100%

609 296.588

0,2% 100%

1,3%

(era del 21,1% l’anno scorso). Arval, invece, è in controtendenza: in affanno nella prima parte dell’anno (mentre i concorrenti andavano a gonfie vele), quando addirittura era stata sorpassata da LeasePlan per la terza piazza, si è poi ripresa e negli ultimi mesi ha iniziato una vera e propria rincorsa, che l’hanno portata a raggiungere un incremento dei contratti del 10,6% (che corrispondono a 5.440 targhe in più). Proprio nel momento in cui gli avversari mostravano la corda. Arval è cresciuta di volumi anche grazie al raggiungimento della leadership nel settore degli LCV: nei 12 mesi nessun altro player ha fatto meglio di lei, che ha immatricolato 10.150 veicoli commerciali leggeri, contro i

8.007 di Leasys e i 7.620 di ALD, che era leader nel 2017. Una bella soddisfazione per la società di BNP Paribas, che l’anno precedente aveva dovuto accontentarsi del gradino più basso del podio.

LEASEPLAN RALLENTA LeasePlan, dopo una prima parte dell’anno “spumeggiante” (grazie anche ad alcune anticipazioni di ingenti quantitativi di immatricolazioni dovute ad acquisti a stock, da utilizzare soprattutto per la clientela privata) nel periodo gennaio-dicembre 2018 ha immatricolato complessivamente 38.622 veicoli (Passenger Car + Light Commercial Vehicle). Ma anch’essa da novembre è passata al segno meno: il passivo di fine

anno mostra un calo delle immatricolazioni di 2.305 unità, ovvero un regresso del 5,6%. Volkswagen si è rivelata la vera sorpresa del 2018, mantenendo un trend di crescita sempre più irresistibile di mese in mese: a fine dicembre il risultato è stato di più 43,8%, con un incremento delle immatricolazioni di ben 7.200 unità. A fine dicembre Alphabet ha perso la battaglia con Car Server per la sesta posizione, andata all’azienda di Reggio Emilia. Alphabet, noleggiatore generalista ma di proprietà di BMW, ha immatricolato nei 12 mesi, 10.253 veicoli (più 4,2%), Car Server 12.590 (più 12,7%). Nelle posizioni di rincalzo, Mercedes non è riuscita a mantenere il volume dei contratti del 2017, ed è rimasta FEBBRAIO-MARZO 2019 | 7


3 Cruscotto 1 19.qxp_Layout 1 15/02/19 15:23 Pagina 8

MISSIONFLEET CRUSCOTTO

CLASSIFICA SOCIETÀ NOLEGGIO A LUNGO TERMINE PER NUOVE IMMATRICOLAZIONI - 2017-2018 CLASSIFICA ITALIA 2018

CLASSIFICA ITALIA 2017 #

NLT - AUTO

IMMATRICOLAZIONI

QUOTA DI MERCATO

#

NLT - AUTO

IMMATRICOLAZIONI

QUOTA DI MERCATO

ALD

55.680

21,5%

1

ALD

54.783

21,5%

1

2

LEASYS

54.366

21,3%

2

LEASYS

52.540

20,3%

3

ARVAL

42.936

16,8%

3

ARVAL

46.476

18,0%

4

LEASEPLAN

35.471

13,9%

4

LEASEPLAN

33.808

13,1%

5

VOLKSWAGEN

15.667

6,1%

5

VOLKSWAGEN

22.186

8,6%

6

MERCEDES-BENZ

10.681

4,2%

6

ALPHABET

9.959

3,9%

7

ALPHABET

9.510

3,7%

7

CAR SERVER

9.504

3,7%

8

CAR SERVER

8.381

3,3%

8

MERCEDES-BENZ

7.995

3,1%

9

ATHLON

7.254

2,8%

9

ATHLON

7.210

2,8%

RENAULT/NISSAN

5.791

2,3%

10

RENAULT/NISSAN

4.813

1,9%

PSA

2.363

0,9%

10 11

SIFA

3.368

1,3%

11

12

PSA

2.502

1,0%

12

SIFA

2.070

0,8%

13

PROGRAM

732

0,3%

13

PROGRAM

571

0,2%

14

PAN

591

0,2%

14

PAN

490

0,2%

15

GFC

288

0,1%

15

GFC

155

0,1%

-

NLT Altre

2.956

1,2%

-

NLT Altre

2.795

1,1%

-

NLT da riclassificare 6

0,0%

-

NLT da riclassificare 0

0,0%

258.616

100,0%

NLT - AUTO + LCV

IMMATRICOLAZIONI

QUOTA DI MERCATO

1

ALD

63.300

21,1%

21,1%

2

LEASYS

60.547

20,2%

ARVAL

56.626

18,8%

TOTALE

255.283

100,0%

TOTALE

#

NLT - AUTO + LCV

IMMATRICOLAZIONI

QUOTA DI MERCATO

#

1

ALD

64.290

21,7%

2

LEASYS

62.700

3

ARVAL

51.196

17,3%

3

4

LEASEPLAN

40.947

13,8%

4

LEASEPLAN

38.622

12,9%

5

VOLKSWAGEN

16.520

5,6%

5

VOLKSWAGEN

23.628

7,9%

6

CAR SERVER

11.200

3,8%

6

CAR SERVER

12.590

4,2%

7

MERCEDES-BENZ

11.159

3,8%

7

ALPHABET

10.253

3,4%

8

ALPHABET

9.877

3,3%

8

ATHLON

8.425

2,8%

9

ATHLON

8.088

2,7%

9

MERCEDES-BENZ

8.189

2,7%

10

RENAULT/NISSAN

6.777

2,3%

10

RENAULT/NISSAN

5.997

2,0%

11

SIFA

4.955

1,7%

11

SIFA

4.414

1,5%

12

PSA

2.723

0,9%

12

PSA

2.705

0,9%

PROGRAM

944

0,3%

13

PROGRAM

1.204

0,4%

13

14

PAN

666

0,2%

14

PAN

593

0,2%

15

GFC

288

0,1%

15

GFC

155

0,1%

-

NLT Altre

3.990

1,3%

-

NLT Altre

3.469

1,2%

-

NLT da riclassificare 8

0,0%

-

NLT da riclassificare 0

100,0%

TOTALE

TOTALE

296.588

alle spalle della consociata Athlon: la captive di Stoccarda è scesa nei 12 mesi del 26,4%, immatricolando 8.189 veicoli contro gli 11.124 del 2017. L’ottava posizione, che occupava Mercedes fino a metà anno, è finita così nelle mani di Athlon, con 8.425 veicoli immatricolati, a più 4,2%. ES Mobility, la 8 | FEBBRAIO-MARZO 2019

captive di Renault-Nissan, ha totalizzato 5.997 nuove targhe (meno 11,4%). Sifà, la giovane società di noleggio, anch’essa con sede a Reggio Emilia, dopo i vistosi tassi incrementali degli anni scorsi, ha consolidato la sua posizione su volumi inferiori a quelli del 2017 (4.414 immatricolazioni nel 2018

0,0%

300.458

100,0%

contro le 4.930 del 2017). La società di renting del Gruppo PSA è rimasta alle spalle di Sifà, perché ha targato 2.705 veicoli, mantenendosi sui livelli dell’annata precedente. Tutti i “piccoli”, invece, hanno chiuso il 2018 in flessione: Program meno 21,4%, Pan meno 11%, GFC meno 46,1%.


Opel

GRANDLAND Sistema di trazione IntelliGrip • Cambio automatico AT8 Quickshift • Nuovi motori Euro 6.2 fino a 180 CV •

Il Grand SUV di Opel. Il business nella sua versione più confortevole. Consumi ciclo combinato (l/100 km): da 4,0 a 5,8. Emissioni CO2 (g/km): da 106 a 132. Valori determinati utilizzando la nuova procedura di prova WLTP, tradotti in NEDC per consentirne la comparabilità, secondo le normative Reg. (CE) n.715/2007, Reg. (UE) n.1153/2017 e Reg. (UE) n.1151/2017.

IL FUTURO APPARTIENE A TUTTI


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MISSIONFLEET SPECIALE MFA

TUTTI I MODELLI PREMIATI Tra le novità della terza edizione di MFA è piaciuta la nuova meccanica per premiare le auto da floa. Analizzate dalla nostra giuria ma, anche, araverso le vendite true fleet dell’ultimo anno. Perché il lavoro del Fleet manager non è solo una questione di Cuore...

di Alberto Vita

U Una delle novità del recente MFA-MissionFleet Awards, il primo e unico premio del settore delle flotte auto organizzato dalla nostra casa editrice Newsteca, è stata quella della nuova meccanica di premiazione delle auto da flotta, basata sulle vendite reali dei modelli candidati nelle true fleet, incociate con le car list dei Fleet Manager in giuria. Meccanica molto piaciuta sia alle Case costruttrici che alla nostra giuria che, ricordiamo, cambia ogni anno, andando a pescare tra i

10 | FEBBRAIO-MARZO 2019

maggiori professionisti del settore in aziende nazionali e multinazionali. Terza edizione del premio che, ormai diventato un Must del settore, anche quest’anno ha saputo mixare il business e il networking con momenti di divertimento, grazie anche allo spettacolo della violinista Luvienne. Alla serata, guidata mirabilmente dal presentatore e collega Roberto Rasia dal Polo, hanno partecipato 90 aziende per un totale di 146 partecipanti, che hanno visto la consegna di 16 premi, creati dall’artista internazionale Raffaella Valsecchi; “un evento ancora giovane, giunto però ormai al terzo anno e che vede una continua crescita di partecipanti. Un premio al quale io personalmente credo fortemente, perché noto un vivo

interesse nel mercato per far crescere insieme questa manifestazione, molto apprezzata sia dai Fleet Manager che dai Fornitori, che vedo così numerosi in sala” ha ricordato il direttore editoriale di Newsteca Paola Mighetto, annunciando anche la data della 4 a edizione di MFA, ovvero il 18 novembre 2019. Tra i 16 premi, sette sono stati appannaggio di modelli di auto scelti dalla giuria in altrettante categorie, per cui erano state compilate delle short list tra le auto da flotta più vendute nel 2018 secondo i dati di Dataforce. Qui di seguito le auto premiate per ogni categoria, con le vendite totali 2017 e 2018, quelle delle True Fleet e la loro percentuale sul totale, nonché le motivazioni che le hanno portate alla vittoria. Vediamole una per una.


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MISSIONFLEET SPECIALE MFA

MIGLIOR AUTO AZIENDALE TOP MANAGER:

ALFA ROMEO STELVIO

Naturalmente nella short list, che non era neanche tanto short, vi erano diversi modelli, sia Suv che berline o station wagon, molte delle quali di provenienza tedesca. La giuria, non in maniera unanime ma piuttosto convinta, ha però voluto premiare questa Suv Made in Italy che entusiasma alla guida, oltre alla struttura flotte messa in piedi dal brand di FCA, malgrado qualche dubbio sul sistema di entertainment. Ma, sarà anche per il sovranismo imperante, la Stelvio merita tutto questo premio, con la seguente motivazione: “Handling e un ottimo canone. Un binomio che è piaciuto molto alla nostra giuria, soprattutto visto che si parla di un Suv piuttosto muscoloso, che si è trovato a combattere contro una forte concorrenza. Ma i suoi atout, insieme a un po’ di sano Made in Italy, l’hanno fatto vincere in questa importante categoria”. 2018

2017

Differenza anno su anno

Vendite Totali 12,796 7,622 +67,88% Vendite True fleet 8,695 3,927 +121,42% Percentuale vendite flotte sul totale 2018 67,95%

MIGLIOR AUTO AZIENDALE PER MIDDLE MANAGEMENT:

VW PASSAT

Una sicurezza. Questa è la Passat per tante flotte. Premiata forse anche per gli ultimi anni d’oro nelle aziende tricolori. Perché, come si vede anche dai numeri, questa tipologia di auto continua a vendere ma con qualche scricchiolio. Assediata ormai da più parti dai Suv. “In questa categoria sono state tante le auto prese in considerazione dalla giuria, per flotte che stanno cambiando pelle, penalizzando sempre di più le Station Wagon rispetto ai Suv. Ma quest’auto mette sempre d’accordo tutti, un classico che continua a piacere ai driver (e ai Fleet Manager!)”. 2018

2017

Vendite Totali 6,516 8,553 Vendite True fleet 4,757 5,644 Percentuale vendite flotte sul totale 2018 73%

Differenza anno su anno

-23,82% -15,72%%

MIGLIOR AUTO AZIENDALE PER FORZA VENDITE:

PEUGEOT 3008

Un altro Suv che trionfa a MFA. Dopo aver vinto anche il premio come auto dell’anno 2017. Un segno dei tempi. E della scelta da parte di PSA di coniugare il design con le nuove tecnologie, per la sicurezza e l’infotainment. Dotandola di motori innovativi e piuttosto parchi. Pane per le flotte. “Basterebbe dire che è auto dell’anno 2017. Ma non è solo questo, visto che la 3008 è entrata con grande facilità nelle car list aziendali, dove ha trovato grande soddisfazione da parte dei driver, per la sua affidabilità, le tante dotazioni di sicurezza e per l’infotainment”. 2018

2017

Vendite Totali 21,502 16,718 Vendite True fleet 7,655 4,160 Percentuale vendite flotte sul totale 2018 31,25%

Differenza anno su anno

+46,56% +84,01%

FEBBRAIO-MARZO 2019 | 11


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MISSIONFLEET SPECIALE MFA

MIGLIOR AUTO AZIENDALE DI SERVIZIO – ENTRY LEVEL: FIAT PANDA Che dire. Datata, “povera” di stelle nei test di sicurezza Euro NCAP, ma che piace a tutte le età. E, viste le vendite, anche a tutte le latitudini. Nonostante un normale calo di mercato. Per la città rimane “la” city car che piace di più. Con la motivazione che è: “Una sempreverde. La più venduta. E’ un veicolo versatile e viene proposto con tante diverse motorizzazioni, adatte a tutte le flotte. Con, naturalmente, un buon rapporto qualità/prezzo”. 2018

2017

Vendite Totali 122,571 144,695 Vendite True fleet 16,878 22,060 Percentuale vendite flotte sul totale 2018 13,76%

Differenza anno su anno

-15,29% -23,49%

MIGLIOR VEICOLO COMMERCIALE: FIAT DOBLÒ Una qualità costruttiva cresciuta negli anni e una leadership indiscussa da tempo tra i Veicoli per il trasporto leggero sul nostro mercato. Per lavorare con più serenità e con un pizzico di comfort in più. “Poche discussioni sulla vittoria di questo veicolo leggero che è anche risultato il più venduto nelle true fleet. Ma che piace anche ai Fleet Manager e ai driver grazie alla buona qualità di costruzione e ai nuovi accessori tecnologici inclusi nelle recenti versioni”. 2018

2017

Vendite Totali 19,250 19,864 Vendite True fleet 12,528 11,807 Percentuale vendite flotte sul totale 2018 65,08%

12 | FEBBRAIO-MARZO 2019

Differenza anno su anno

-3,09% +6,11%


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MISSIONFLEET SPECIALE MFA

MIGLIOR AUTO AZIENDALE ELETTRIFICATA: TOYOTA C-HR Piace. E non solo alla gente che piace come diceva la pubblicità di un modello di un’altra Casa… Il piccolo crossover Toyota infatti conquista un po’ tutti, trovando veramente pochi detrattori. E la tecnologia ibrida della Casa giapponese fa il resto… “Nella categoria di auto ibride elettriche o elettrificate la nostra giuria ha voluto premiare una di quest’ultime, visto che sono sempre di più quelle indicate a sostituire i diesel in flotta per percorrenze non importanti. Ma anche l’occhio vuole la sua parte e, anche qui, l’avanzata dei suv o crossover non si smentisce. Ecco perché anche quest’anno vince…” 2018

2017

Vendite Totali 18,916 16,612 Vendite True fleet 4,126 2,070 Percentuale vendite flotte sul totale 2018 21,81%

Differenza anno su anno

+13,87% +99,32%

MIGLIOR AUTO AZIENDALE A GAS: ŠKODA OCTAVIA Oltre alle motorizzazioni ibride anche quelle a gas e a metano possono essere ottime soluzioni in questo momento di transizione nella mobilità aziendale (nonché, ovviamente, privata) con un colpo anche all’immagine green delle società. Ecco perché la giuria ha voluto premiare una Casa, Škoda, che nel metano ci crede da tempo, e su cui punta anche per il futuro. L’auto premiata a MFA non è più in produzione, ma è un’Octavia, modello che è di casa nelle flotte. Che, nella sua versione a metano, la 1.5 G-TEC, verrà riproposta, solo in versione Wagon, a partire dal primo trimestre di quest’anno. “In un momento di transizione nelle flotte, per alcuni è importante anche tener da conto le motorizzazioni a gas, e il metano in particolare. Che porta a premiare un’auto di una casa che nel metano ci crede e ci crederà anche in futuro, con modelli che stanno sempre di più scalando le gerarchie all’interno delle flotte, grazie alla loro ottima qualità costruttiva e agli allestimenti”. 2018

2017

Vendite Totali 2,295 3,177 Vendite True fleet 258 345 Percentuale vendite flotte sul totale 2018 11,24%

Differenza anno su anno

-38,4% -33,7%

*Dati disponibili solo per la motorizzazione a metano fornite dalla stessa Casa

FEBBRAIO-MARZO 2019 | 13


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MISSIONFLEET DURALEX

ADDIO ALLE CARTE CARBURANTI, IRROMPE LA FATTURA ELETTRONICA La faurazione eleronica irrompe anche nella gestione delle floe aziendali, soprauo per quanto riguarda i rifornimenti di carburante dei propri driver. Che incassano anche la scomparsa delle carte carburante

di Marco Persico

M Mal di testa per i Fleet Manager con l’addio alle carte carburanti e con l’avvento della fatturazione elettronica? O un aiuto, almeno quando tutto funzionerà, nella gestione e nella riconciliazione delle note spese? Vediamo come funziona l’articolo 19-bis1, D.P.R. 633/1972 che regola la limitazione all’esercizio della detrazione prevista per 14 | FEBBRAIO-MARZO 2019

l’acquisto o l’importazione dei veicoli a utilizzo promiscuo che si applica anche, ai sensi della lettera d), per: • l’acquisto di carburanti o lubrificanti; • le spese di custodia, manutenzione, riparazione e impiego; • le prestazioni di noleggio, locazione operativa e leasing; • i pedaggi stradali. Al fine di contrastare con maggiore efficacia l’evasione e le frodi nel settore della commercializzazione e distribuzione dei carburanti, il comma 923 dell’articolo unico della L. 205/2017 ha aggiunto alla lettera d dell’articolo 19-bis1 del decreto Iva il seguente

periodo: “L’avvenuta effettuazione dell’operazione deve essere provata dal pagamento mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto dall’articolo 7, comma 6, D.P.R. 605/1973, o da altro mezzo ritenuto parimenti idoneo individuato con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate”. Il nuovo obbligo è decorso a partire dal 1° luglio 2018. Ciò significa che dal 1° luglio 2018, ai fini della detrazione dell’Iva, i professionisti e le imprese devono pagare gli acquisti di benzina e gasolio, effettuati presso i distributori stradali, con mezzi che ne assicurino la tracciabilità. Secondo il provvedimento del 4 aprile 2018, si considerano idonei a provare l’avvenuta effettuazione delle operazioni i seguenti mezzi di pagamento: 1. gli assegni, bancari e postali, circolari e non, nonché i vaglia cambiari e postali; 2. quelli elettronici previsti all’articolo 5, D.Lgs. 82/2005, secondo le linee guida emanate dall’Agenzia per l’Italia Digitale con determinazione 22 gennaio 2014, n. 8/2014, punto 5, tra cui, a titolo meramente esemplificativo:


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MISSIONFLEET DURALEX

I SISTEMI DI PAGAMENTO CRESCONO. E SI SMATERIALIZZANO Naturalmente per facilitare la contabilizzazione delle note spese, e quindi la riconciliazione tra fatturazione elettronica e avvenuto pagamento, le aziende puntano sempre di più verso i pagamenti con carte di credito aziendali o con sistemi di pagamento digitali, ascrivibili ai grandi Big del web, quali Apple Pay, Google Pay, Amazon Pay, Paypal, o la cinese Alipay. Tra i circuiti focalizzati sul mondo corporate ecco American Express, con le sue classiche Carte Business, Oro e Platino, ma anche con la piattaforma di gestione di pagamenti e spese Cube, Diners, con le sue Corporate Card o il Conto Viaggi, nonché Air Plus, con la Virtual card AIDA e la nuova Pan-European Corporate Card, che si basa sul circuito Mastercard. Che, per suo conto, ha lanciato la Business Mastercard e Master In Control. Servizi simili proposti anche dalla “concorrente” Visa. Infine due realtà “italiane”, ovvero Soldo soluzione basata su conto spese multi-utente messa a disposizione delle imprese di qualsiasi dimensione, e il network di pagamento digitale Sastispay. Oltre alla novità Stripe appena sbarcata in Italia. Tra le nuove soluzioni che hanno sostituito le carte carburanti, la app Eni Station o RecardQ8, Uta Edenred, Essocard, mycardtamoil o altre soluzioni. Tra cui anche il bonifico istantaneo.

• • • •

addebito diretto; bonifico bancario o postale; bollettino postale; carte di debito, di credito, prepagate ovvero di altri strumenti di pagamento elettronico disponibili, che consentano anche l’addebito in conto corrente. Inoltre, sono considerati mezzi di pagamento validi: • le carte che vengono rilasciate agli operatori Iva dalla compagnia petrolifera a

16 | FEBBRAIO-MARZO 2019

seguito di specifici contratti di netting che consentono il pagamento in un momento diverso rispetto alla cessione; • le carte (ricaricabili o meno) e i buoni, che permettono alle imprese e ai professionisti di acquistare esclusivamente i carburanti e lubrificanti. Ai sensi del successivo comma 926, sempre con decorrenza 1° luglio 2018, doveva essere soppressa la scheda carburante.

Il Legislatore è però intervenuto con il D.L. 79/2018 facendo slittare l’abrogazione della scheda carburante al 1° gennaio 2019. In particolare dal 1° gennaio 2019, ai fini della detrazione dell’Iva relativa agli acquisti di carburante, è necessario: • oltre che effettuare il pagamento con mezzi tracciati; • entrare in possesso della fattura elettronica. Il distributore – o la società petrolifera – è, infatti, obbligato a certificare l’acquisito con l’emissione della fattura elettronica verso gli acquirenti soggetti passivi d’imposta. Due i problemi pratici: – garantire il rimborso al dipendente, se il documento fiscale non sarà allegato alla nota spese; – individuare ed eventualmente contabilizzare automaticamente la fattura legata alla trasferta, nel flusso di fatture in arrivo dal Sistema di Interscambio. Per quanto riguarda il primo tema, parrebbe che l’orientamento prevalente sia di garantire il rimborso immediato al dipendente solo nel caso in cui l’esercente abbia rilasciato un documento di cortesia, ossia una copia cartacea della fattura priva di valore fiscale. L’agenzia delle entrate con provvedimento del direttore Prot. n. 89757/2018 del 30.4.18 che prevede: “Comunque, il cedente/prestatore consegna direttamente al cliente consumatore finale una copia informatica o analogica della fattura elettronica, comunicando contestualmente che il documento è messo a sua disposizione dal SdI nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate”.


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MISSIONFLEET SPECIALE IBRIDO

L’IBRIDO SI FA SPAZIO

ANCHE NELLE FLOTTE (GRAZIE AL DIESEL?) La storia dell’ibrido parte dalla Toyota Prius, che tanto piace a Hollywood. E ora ecco arrivare l’ibrido-diesel. Sarà una nuova spinta per le floe che già stanno adoando le nuove tecnologie ibride a benzina?

di Maurizio Bertera

C Come sempre, per capire il presente e guardare al futuro bisogna conoscere la storia. E quella delle auto ibride è nata da un “brutto anatroccolo”: chiamavano così la Prius in Toyota, quando venne lanciata 18 | FEBBRAIO-MARZO 2019

ventidue anni fa in Giappone. Mai soprannome fu più profetico: quella che ancora una decina di anni fa era considerata non la macchina dei tassisti ma “da tassisti”, finì per dividere le strade di La La Land, film che vinse ben sei statuette su quattordici nomination all’Oscar 2017, con la Buick Riviera Convertible guidata da Ryan Gosling, mentre Emma Stone guida il modello Toyota che andò ben oltre il product placement. L’ibrida più venduta del mondo è infatti una delle auto preferite delle star

hollywoodiane: una vettura iconica, la prima non alimentata totalmente a gasolio o a benzina, lanciata nel 1997 con un’idea formidabile, un modello a propulsione ibrida per il mercato di massa, quindi ben lontana dall’essere il “gingillo” di moda. Al di là dell’innovazione tecnica, era un vero e proprio manifesto dell’auto su cinque punti: stile di vita sobrio, non sprecare energia, grande piacere di guida, libertà di movimento, consumi e inquinamento al minimo. Una felice intuizione della Casa giapponese fu quella di affidarsi


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MISSIONFLEET SPECIALE IBRIDO

al centro stile in California, Stato ipersensibile al rispetto dell’ambiente e con norme severe per le auto. Le regole “toste” e l’humus favorevole si rivelarono un mix vincente, nonostante il primo esemplare, per l’epoca, non si potesse considerare un capolavoro di design. Tanto per rendere l’idea, l’Auto dell’Anno 1997 fu la Renault Scenic (definita rivoluzionaria) davanti alla Ford Ka (quella genialmente tonda). Come si sorrise alla grande novità, quell’acronimo HSD, ossia Hybrid Sinergy Drive, che nascondeva il primo tentativo riuscito (per la cronaca, ci vollero quattro anni di lavoro) di ottimizzare la produzione e l’uso dell’energia tra i due motori, così da non far consumare troppo la benzina di un termico da 1,5 litri e ricaricare il pacco batterie, per viaggiare senza carburante e in totale silenzio. Anche questo, all’inizio era più sconcertante che sorprendente. Ora è normalità per milioni di guidatori che hanno imparato ad apprezzare l’ibrido, venti anni fa era follia pensare a un sistema così per equipaggiare migliaia e migliaia di vetture. In realtà, la diversità anche nel design si è rivelata all’inizio non un limite ma un elemento distintivo, che alla seconda generazione finì per convincere prima la critica (traguardo storico, l’Auto dell’Anno 2005) e il pubblico, convinto dall’efficienza e dalla sicurezza, non appena arrivarono le cinque stelle Euro NCAP. C’è un altro elemento ad aver reso grande Prius: l’aver costretto a rincorrere, sempre, chi voleva cimentarsi sullo stesso terreno, grazie a inedite tecnologie (in Toyota, ricordano con orgoglio i 530 brevetti legati alla Prius) poi copiate: il sistema

di assistenza al parcheggio e di controllo stabilità (sì, l’ESP) nel 2004, il ricircolo dei gas di scarico EGR e i pannelli solari sul tetto nel 2009 o ancora un’efficienza termica del 40% nel 2016 (la più alta al mondo, in quel momento). Del resto, chi conosce il latino, sa che Prius vuol dire “prima che”. Un’auto sempre in anticipo, che nel 2010 introdusse il concetto del plug-in. Vale la pena ricordare la diversità, sostanziale, tra la propulsione ibrida pura e quella plug-in. Un’auto della prima tipologia (detta anche HEV, cioè Hybrid Electric Vehicle) sfrutta la presenza di due motori: uno elettrico e uno a benzina, che lavorano insieme. Il primo lavora in partenza con l’energia accumulata nelle batterie e fornisce la spinta necessaria per arrivare a basse velocità. Dopodiché, superata una soglia fissa (tra 30 e 50 km/h solitamente) “entra” il motore a benzina, che dà una potenza maggiore. Da lì in poi i due propulsori sono in grado di

funzionare insieme, anche se il guidatore può decidere in qualsiasi momento di viaggiare in modalità esclusivamente elettrica ma solo per brevi tratti. Una vettura ibrida plug-in (PHEV, ossia Plug-in Hybrid Electric Vehicle) è un’evoluzione del concetto e toglie la preoccupazione di esaurire la carica elettrica quando si percorrono tragitti lunghi. La differenza rispetto a un’ibrida classica è che per ricaricarsi non ha bisogno di un motore a combustione interna ma può utilizzare una fonte di energia elettrica esterna, ad esempio una presa di corrente. In questo modo, l’autonomia elettrica aumenta considerevolmente e permette al guidatore di percorrere mediamente da 20 a 50 km in modalità completamente elettrica, abbattendo drasticamente emissioni e consumi. Una volta scaricate le batterie, si passa al funzionamento ibrido benzinaelettrico e si procede come su una vettura normale. In definitiva, si è trovato un

FEBBRAIO-MARZO 2019 | 19


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MISSIONFLEET SPECIALE IBRIDO

compromesso che offre il meglio di tutte le propulsioni. Non stupisce che pian piano, le versioni plug-in abbiano preso il sopravvento in un mercato che mostra chiari segni di crescita: il 2018 si è chiuso con 87.032 immatricolazioni (dati Unrae) che equivalgono a un 4,5% del totale. Tre considerazioni: 1) possono sembrare poche, ma in un solo anno ne sono state vendute 20mila in più, quindi la crescita è stata quasi del 30 per cento in un mercato deludente. 2) il risultato è ancora più sorprendente considerando la mancanza di modelli FCA che resta il primo gruppo in Italia: solo ora è partita la produzione della Jeep Renegade plug-in a Melfi 3) viste le premesse, a fine 2019, quota 100mila unità dovrebbe essere superata. Per la cronaca questa la classifica delle

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best-seller 2018: Yaris, Ch-R, Rav4 (sta per arrivare quello nuovo), Auris: quattro Toyota ai primi posti, tanto per gradire, invitando alla riflessione su quanto sia servita in questo fenomeno la Prius di cui si diceva all’inizio. Dietro ci sono Kia Niro, Suzuki Swift e Ignis (che adottano il mild hybrid), Lexus NX, Ford Mondeo e Hyundai Ioniq che ha la particolarità di essere il primo modello disponibile in tutte le propulsioni un tempo “alternative”: ibrida, ibrida plugin ed elettrica. Nella classifica delle più vendute, non deve stupire l’assenza dei modelli dei brand premium, come Audi che sta facendo un lavoro importante. Basti pensare alla Q7 e-tron quattro: una delle pochissime ibride plug-in che utilizza come

motore termico un diesel, il V6 di 3.000 cc TDI da 258 CV, ed è abbinato a un motore elettrico da 128 CV integrato nel cambio automatico Tiptronic a 8 marce con convertitore di coppia. Il sistema eroga, complessivamente, 373 CV e 700 Nm per prestazioni che prevedono un’accelerazione da 0 a 100 kmh in 6,2 secondi e una velocità di punta di 230 km/h. Un gioiello di tecnologia, che però costa almeno 86mila euro... Un po’ meno cara, 52mila euro, è per esempio la MercedesBenz C350e, disponibile come berlina e station wagon, con il 4 cilindri 2.000 cc turbo a iniezione diretta benzina da 211 CV insieme a un motore elettrico da 82 CV. Può percorrere fino a 31 km in elettrico e si dimostra brillante grazie ad una coppia di ben 600


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MISSIONFLEET SPECIALE IBRIDO

Nm che regala l’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,2 secondi e una velocità massima di 246 km/h. Il powertrain ibrido funziona in abbinamento con il cambio automatico 7G-Tronic Plus che propone, fra l’altro, la funzione “veleggio”: in fase di rilascio, spegne in automatico il motore termico consentendo in pratica di viaggiare in “folle”. BMW invece ha un modello compreso nella fascia degli ecoincentivi decisi dal Governo: 2500 euro con la rottamazione (e 1500 euro, senza) sono lo sconto per chi vuole la nuova Serie 2 Active Tourer nella versione XE che abbina la tecnologia eDrive alla trazione integrale. Nel caso della 225, il motore termico è un 3 cilindri di 1.500 cc turbo a iniezione diretta a benzina da 136 CV e 220 Nm di coppia, associato al cambio automatico Steptronic a 6 rapporti del tipo a convertitore di coppia, mentre l’unità elettrica dispone di 88 CV. In corrispondenza dell’assale posteriore, trovano posto anche le batterie al litio del sistema ibrido plug-in e il serbatoio del carburante. L’abbinamento del 1.500 cc turbo col propulsore elettrico consente una potenza complessiva di 224 CV e 385 Nm di coppia, oltre a consumi minimali, visto che la 225xe ha un’autonomia elettrica di 41 km con una velocità massima di 125 km/h in elettrico e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi. Dispone, inoltre, della trazione integrale che è a gestione elettronica. Il listino, senza ecoincentivo, parte da poco più di 38.100 euro. Nel 2019, ci sarà solo l’imbarazzo della scelta tra i modelli recenti e quelli in arrivo. Vedremo la già citata Jeep Renegade, Bmw 330e, Seat Tarraco, Peugeot

508 PHEV, DS 7, Toyota Rav4, Lexus UX e l’attesissima Range Rover Evoque con il sistema mild hybrid proposto come opzione su tutte le versioni e di serie per il diesel 240 CV o il benzina 300 CV. La Casa britannica è già presente sul mercato delle ibride con la Sport 400Pe che abbina il 4 cilindri 2.0 litri a benzina della serie Ingenium da 300 CV ad un motore elettrico da 104 CV. Si parla anche della prima Ferrari ibrida, forse a Ginevra, basata sul restyling della 488 GTB e che avrebbe come unità termica

il mitico V8 biturbo: la potenza derivante dall’abbinamento tra i due propulsori dovrebbe superare i 700 CV. È sempre Interessante capire quali siano i motivi che spingono a scegliere un veicolo green, ibrido in particolare. Lo ha fatto l’Osservatorio Mobilità Smart & Sostenibilità di Nomisma di cui abbiamo scritto nello scorso numero con una ricerca dagli spunti interessanti. Quasi 4 utenti su 10 ne acquista uno spinto da incentivi e agevolazioni messe in atto dalle amministrazioni locali; il 17%

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MISSIONFLEET SPECIALE IBRIDO

L’IBRIDO SECONDO LOCONZOLO Massimiliano Loconzolo è il Fleet & Used Senior Manager di Toyota-Lexus, casa che sull’ibrido non ha rivali sul mercato italiano. “Un numero sempre maggiore di aziende si rivolge a Toyota per il loro parco perché negli ultimi anni c’è stata un’evidente sensibilizzazione sull’aspetto ambientale e in più di un caso, bisogna rispettare un limite di emissioni stabilito dalla policy del gruppo. Quindi la nostra gamma full-hybrid si presta benissimo allo scopo, considerando che da analisi approfondite per il 50% del tempo queste vetture viaggiano in modalità elettrica. Dal 2020, Toyota offrirà anche una versione plug-in per ogni modello nuovo: plus che attualmente hanno solo i brand premium per evidenti ragioni”. Sull’usato, Toyota ha messo a punto una nuova strategia con un claim azzeccato quale “L’usato ancora nuovo domani” che sottolinea la “gioventù” dei modelli in concessionaria. “Mettiamo in vendita le unità utilizzare per il noleggio a breve termine, dai 6 ai 9 mesi che vengono sottoposte a una serie di accurati controlli. Questo le rende appetibili sia a clienti del marchio sia a chi non ha mai comprato Toyota perché sono certificate e consentono comunque un sacco di vantaggi, in particolare a chi si muove nelle città. Né va dimenticato che finalmente l’usato ibrido sul mercato italiano ha assunto un valore residuo più alto di una identica vettura a propulsione tradizionale” sottolinea Loconzolo. Chiudiamo con Lexus? “È stato il primo brand premium a puntare sul full hybrid sin dal debutto. Ora c’è un piano di sviluppo importante che avrà nel nuovo UX un’arma importante, basato su una propulsione dove il motore termico è un due litri benzina, perfetto per le flotte che non possono superare certi limiti di cilindrata. Lexus ha grande attenzione per la qualità: basti dire che J.D. Power, per il settimo anno consecutivo, gli ha assegnato il primo posto tra i luxury car brand”.

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ama la possibilità di accedere liberamente al centro città o alla ZTL; l’8% è convinto dai parcheggi gratis e il 7% dall’esenzione del pagamento della tassa di proprietà e ancora il 5% dagli incentivi per l’acquisto. Solo il 25% del campione di automobilisti che ha acquistato un’auto ibrida dichiara alla base della propria scelta la sensibilità all’ambiente e la volontà di ridurre l’inquinamento. Dato che conferma la particolarità del nostro Paese rispetto a quelli del Nord Europa. Gli aspetti da migliorare per l’espansione? Il 79% di chi utilizza questi mezzi riconosce nella necessità di installare una wall box l’aspetto meno positivo, mentre il 74% dichiara un fattore negativo il costo d’acquisto, anche se la ricerca è stata fatta prima dell’introduzione degli ecoincentivi, e la presenza non ancora adeguata di punti di ricarica. Più facile, per ora, affrontare il secondo aspetto.


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MISSIONFLEET FOCUS ON

LA GESTIONE DELLE FLOTTE NEL MONDO AGROALIMENTARE

Come avviene la gestione dei parchi auto nelle aziende che si occupano della produzione e distribuzione degli alimenti? Dal nostro sondaggio presso 12 imprese del comparto, le tendenze in tema di fornitori di Noleggio a lungo termine, car policy, dispositivi telematici, riduzione delle emissioni di CO2

Su questo numero vi proponiamo il primo di una serie di articoli dedicati alle caratteristiche delle flotte all’interno delle aziende, a seconda del settore merceologico di appartenenza. Ci sono delle differenze tra un comparto e l’altro? E in che modo le peculiarità di ciascun settore si ripercuotono sul modo di gestire il parco auto? Cominciamo la nostra indagine con 12 imprese agroalimentari: un piccolo campione, che pur non avendo una vera e propria valenza statistica può suggerirci alcuni spunti interessanti. I Fleet Manager intervistati, tutti lettori della nostra rivista, hanno risposto in forma anonima a un questionario online.

GESTIONE MULTIFORNITORE Dalle risposte, riassunte nella tabella di pagina 24, emerge che

TELEMATICA? SÌ, NEL FUTURO Lo scorso anno uno studio promosso dall’osservatorio Top Thousand ha rivelato che le aziende con flotte di piccole e medie dimensioni dimostrano una crescente propensione nei confronti dei dispositivi telematici: oltre il 60% li utilizza

e il 57% sta valutando di ampliare la propria dotazione di intelligence. Dati che testimoniano la crescente importanza assunta dalla smart mobility, ma che sono parzialmente smentiti dalle aziende coinvolte nella nostra indagine: ben 11 Fleet Manager su 12, infatti, dichiarano che la loro impresa non adotta questi strumenti, anche se un quarto degli intervistati esprime l’intenzione di introdurli in futuro. È maggiore, invece, l’utilizzo del Telepass (lo usano 7 aziende su 12) e delle carte carburante, adottate da quasi tutte le aziende agroalimentari del campione: merito, senz’altro, anche della recente entrata in vigore della nuova normativa che impone l’obbligo di documentare le spese di rifornimento con strumenti di pagamento tracciati, tra cui appunto le fuel card, ai fini del recupero dell’Iva (vedi pag. 14).

di Arianna De Nittis

S

le aziende agroalimentari gestiscono le proprie flotte in house, senza affidarsi a società di fleet management. Tutte ricorrono, invece, a società di Noleggio a lungo termine, anche se si registra ancora una presenza di veicoli di proprietà, dichiarati da un’azienda su tre. Forse quelli con caratteristiche speciali? In flotta, inoltre, non mancano i veicoli in pool, presenti in 11 parchi auto su 12. In tema di Nlt, le aziende sembrano privilegiare una gestione multi fornitore: stringono infatti accordi con due, tre e in alcuni casi quattro società di noleggio (le più gettonate sono Arval e ALD Automotive). Riguardo alla durata dei contratti, prevale la classica formula dei 48 mesi per 120mila chilometri. In alcuni casi, però, si stipulano diverse tipologie di accordi.

IDENTIKIT DELLA CAR POLICY L’ultima sezione del nostro questionario era composto da una serie di domande sulle caratteristiche della car policy, che in 10 aziende su 12 prevede una suddivisione in quattro FEBBRAIO-MARZO 2019 | 23


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MISSIONFLEET FOCUS ON

DURATA STANDARD DEI CONTRATTI DI NOLEGGIO

livelli. Appare ancora modesta, inoltre, la sensibilità verso la riduzione dell’impatto ambientale: solo 4 imprese confermano la scelta dei modelli in base a limiti di cilindrata e/o di emissione di CO2 (prevalentemente 120 g/km). In un caso, in particolare, un Fleet manager ha dichiarato che nella sua azienda c’è scarsa sensibilità nei confronti delle motorizzazioni ibride. Un altro responsabile del parco auto,

LE FLOTTE NEL SETTORE AGROALIMENTARE Di che divisione aziendale fa parte

N. auto in flotta

Azienda 1

Risorse Umane

900

Azienda 2

Acquisti

Azienda 3

N. veicoli a noleggio, proprietà o leasing

Presenza di auto in pool

Fleet management: in house o in outsourcing?

Nlt 887, proprietà 3

Sì

In house

2, ALD Automotive e Leaseplan

297

Tutti a noleggio

Sì

In house

2, ALD Automotive e Arval

Facility management

130

Tutti a noleggio

Sì

In house

3 fornitori

Azienda 4

Purchasing department

136

Tutti a noleggio

Sì

In House

2 fornitori

Azienda 5

Risorse umane

300

Tutti a noleggio

No

In house

1, Arval

Azienda 6

Acquisti

90

Tutti a noleggio

Sì

In house

3

Azienda 7

Facility management

300

Nlt 130, proprietà 170

Sì

In house

2, Leasys e Volkswagen Leasing

Azienda 8

Acquisti

84

Tutti a noleggio

Sì

In house

3, Arval, ALD Automotive e Leaseplan

Azienda 9

Facility management

1800

Nlt 100, proprietà 1700

Sì

In house

Tutti i principali player

Azienda 10

Procurement

280

Tutti a noleggio

Sì, 15

In house

2, ALD Automotive e Arval

Azienda 11

Servizi generali

284

Tutti a noleggio

Sì, 22

In house

1

Azienda 12

Nd

400

Nlt 180, proprietà 210

Sì, 50

In house

4

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Quali e quanti fornitori Nlt


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MISSIONFLEET FOCUS ON

inoltre, ha affermato di gestire una flotta totalmente composta da veicoli diesel, nonostante la recente “guerra” alle motorizzazioni a gasolio condotta dalle istituzioni. Riguardo agli optional obbligatori, infine, la maggior parte dei Fleet manager segnala la presenza a bordo di accessori legati alla sicurezza, dai fendinebbia al viva voce, dai regolatori di velocità, agli airbag laterali e frontali.

ADOZIONE DI SOLUZIONI DI TELEMATICA

Gestione flotta e car policy Durata del contratto di noleggio

Adozione sistemi di telematica

Sistemi di tracciamento e pagamento per il rifornimento

N. livelli

Limiti cilindrata e/o emissione CO2

48 mesi per 120.000 km

No, ma ci sta pensando

Carte carburante

5

Sì

60 mesi per 150.000 km

No, ma ci sta pensando

Carte carburante

4 fasce

48 mesi per 120.000 km

No

Carte carburante

4

Emissioni medie per fascia 120 g/km Emissioni 130 g/km

48 mesi per 120.000 km

No

Reporting società di noleggio

5

36 mesi per 135.000 km

No, ma lo farà in futuro

Carte carburante

48 mesi per 120.000 km

No

24, 36 e 48 mesi per 180.000 km 48 mesi per 150.000 km

Presenza Telepass a bordo

Optional obbligatori

Legati a sicurezza e multimedia (Android & Apple car) Navigatore, vivavoce, fendinebbia

No

No

Legati alla sicurezza

Sì

No

FAP, climatizzatore, fendinebbia, ABS, EDB, ESP, Airbag frontali e laterali, vivavoce, bluetooth, regolatore di velocità

Solo su alcuni veicoli

5

No

Sì

Sì

Nessuno

Nd

Gomme termiche, navigatore, autoradio, sensori di parcheggio Navigatore, fendinebbia

No

Carte carburante

4

Sì

Legati a sicurezza e confort

Sì

No

Carte carburante

4

No

Navigatore, fendinebbia

No

48 mesi per 120.000 km

No

Carte carburante

2

No

Navigatore, cruise control, cambio automatico

Sì

60 mesi per 50.000 km

No

Carte carburante

4

2.000 CC e120 g/km

Bluetooth, navigatore, cruise control

No

Diversi contratti, max 60 mesi e max 180.000 km

Sì (scatole nere)

Carte carburante

4

120 g/km

Nd

Sì

36 mesi per 180.000 km

No

Carte carburante

5

3.000 cc

Lombare, clima, sensori. bluetooth

Sì

No

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MISSIONFLEET L’INTERVISTA

LE PREOCCUPAZIONI TARGATE FAIB Martino Landi, presidente della Federazione Autonoma Italiana Benzinai, si dice preoccupato per la mole di e-faure che i distributori devono emeere ogni giorno. Un aggravio di tempo, e di costi, che non serve a colpire il vero sommerso

di Alberto Vita

N Tra i più “colpiti” dalla fatturazione elettronica certamente i circa 21mila distributori italiani: “Siamo una categoria che non è, ad esempio, come gli idraulici e gli elettricisti che fanno pochi interventi al giorno. Noi ne facciamo centinaia, tra i 500 e i 700 di media che fanno circa 20 mila all’anno. Anche quando siamo chiusi con i self service” ci dice a noi di MissionFleet il Presidente Faib (Federazione Autonoma Italiana Benzinai) Martino Landi, che prosegue: “Oltre alla complessità dello strumento, la fatturazione elettronica comporta per noi

MARTINO LANDI, PRESIDENTE FAIB (FEDERAZIONE AUTONOMA ITALIANA BENZINAI)

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quindi un aggravio di tempo che si va ad aggiungere al consueto aggravio di costi. Anche perché all’indomani dell’approvazione del decreto i costi per i pagamenti elettronici sono praticamente raddoppiati”. Con le transazioni digitali presso i distributori che sono già oltre la media italiana, ovvero oltre il 30% ad oggi. “Inoltre, sembra un po’ una presa in giro anche il credito d’imposta sul 50% dei costi commissionali, perché anche questo viene tassato” commenta Landi che, però, non nasconde l’arretratezza della categoria che rappresenta: “non siamo certamente ipertecnologici e, malgrado le nostre comunicazioni, i nostri corsi e gli accordi che abbiamo fatto con le società che gestiscono le fatturazioni elettroniche, abbiamo un po’ sottovalutato il problema. Così, però, è successo a molti driver e alle loro aziende, che non si sono dotati delle app o dei sistemi che servono a questo scopo”. Quindi per Landi la “preoccupazione è forte, naturalmente soprattutto nei primi giorni, come per tutte le innovazioni. Un obbligo arrivato con uno scopo nobile, ovvero quello di combattere la grande evasione che c’è in Italia. Che noi stimiamo per il nostro settore del 15/20% del giro d’affari per accise e IVA. Che, però, vorrei sottolineare” precisa il presidente Faib, “che questo avviene

maggiormente con il traffico di carburanti di frodo, soprattutto dall’Est. Carburanti che, a volte, risultano essere anche di scarsa qualità, visto che possono venir tagliati con oli e materiali di scarto. Ricordiamo che su un litro di carburante Iva e accise contano per oltre il 60% del costo. Perciò subiamo anche da parte di tutti costoro una vera grande concorrenza sleale. Che si va ad aggiungere ai furti che, come denuncio da tempo, sono in continua crescita”. Perciò la Faib continua a chiedere un tavolo con il governo il prima possibile. “Ci siamo sempre opposti alla fatturazione elettronica non per partito preso ma perché, come visto, l’evasione è soprattutto altrove” commenta Landi. Infine il presidente della Federazione benzinai a una nostra precisa domanda sulla nuova rivoluzione della mobilità elettrica che potrebbe diventare una nuova opportunità di guadagno per i propri associati, risponde tranchant che “ad oggi sarebbero investimenti senza ritorno, il settore non è ancora maturo. Certamente dovremo cambiare per cogliere questa opportunità”. Come stanno già cambiando per le fatture elettroniche, che ogni giorno i quasi 21 mila benzinai d’Italia continuano ad emettere a decine ogni ora. Spesso al freddo, creando code di automobilisti. Ubi maior.


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MISSIONFLEET SPECIALE INFRASTRUTTURE

INFRASTRUTTURE E MOBILITÀ ELETTRICA:

A CHE PUNTO SIAMO? Da sempre la mancanza di infrastruure adeguate viene additata come uno dei principali ’ostacoli per la diffusione massiccia delle auto eleriche. MissionFleet ha intervistato alcuni operatori del seore per capire qual è lo stato dell’arte auale

di Serena Piazzi

N RICCARDO FORNARO, RESPONSABILE SOLUZIONI DI ENERGIA SOSTENIBILE DI A2A ENERGY SOLUTIONS 28 | FEBBRAIO-MARZO 2019

Non è un mistero che gli operatori del settore della mobilità stiano guardando con sempre maggiore interesse alle auto elettriche che, secondo molti, rappresentano il futuro

dell’automotive. Tuttavia, affinché la mobilità elettrica si affermi come fenomeno di massa, è necessario provvedere alla messa a punto di infrastrutture adeguate e su questo fronte vi sono indubbiamente ancora delle difficoltà. “Sul mercato si nota una maggiore attenzione a investire in strutture di ricarica” spiega a MissionFleet Riccardo Fornaro, Responsabile soluzioni di energia sostenibile di A2A Energy Solutions, società del


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MISSIONFLEET SPECIALE INFRASTRUTTURE

Gruppo A2A che si propone come fornitore di soluzioni energetiche per clienti business, condomini, pubblica amministrazione e cittadini, in termini di risparmio energetico, sostenibilità e comfort. “La percezione è che si tratti di un settore in rapida crescita e che da parte delle aziende ci sia l’intenzione di presidiarlo fin dall’inizio. In generale, si nota la tendenza a fornire non solo l’infrastruttura, ma anche i servizi ad essa collegati” precisa il manager. Dai dati resi noti dal Politecnico di Milano, nel 2017 le colonnine di ricarica pubblica erano pari a 2.800 e le auto elettriche a quota 2mila. “Negli ultimi due anni la crescita è stata importante, anche se in valore assoluto i numeri sono ancora bassi. Per i prossimi tre anni ci aspettiamo una ulteriore forte accelerazione, anche perché assistiamo a un miglioramento continuo sia sul fronte delle capacità di ricarica che su quello della capienza delle batterie” afferma Fornaro. Secondo Franco Barbieri, socio fondatore di Evway, “lo sviluppo delle infrastrutture per la mobilità elettrica sta avendo una progressione importante che permette l’adozione delle vetture elettriche senza la cosiddetta range anxiety”. “La crescita è del 100% ogni anno e sicuramente lo sviluppo delle auto ibride plug-in ha aiutato a creare una maggiore cultura in quest’ambito. In Italia tuttavia purtroppo manca una politica industriale e non c’è un progetto strutturato, dunque molto spesso sono le aziende a darsi degli obiettivi” fa notare Fabio Bocchiola, Ad di Repower Italia, società che fornisce energia elettrica, gas, servizi di efficienza energetica e

soluzioni per la mobilità elettrica alle piccole e medie imprese. Che prosegue: “Oltre alle colonnine di ricarica pubbliche, in Italia contiamo 800 strumenti privati ad accesso pubblico. In questo caso il servizio per il driver viene erogato in uno spazio privato ma aperto al pubblico, perché l’host decide di renderlo disponibile anche per i non clienti”. A2A Energy Solutions vanta una buona esperienza sul fronte della mobilità elettrica, poiché partecipa dal 2010 ai bandi di gara indetti dalle Amministrazioni Pubbliche ed è attiva nella messa a punto di sistemi di ricarica per le flotte. “Abbiamo recentemente vinto una gara indetta dal Comune di Bergamo per l’installazione di 64 punti di ricarica sul territorio pubblico e a Milano siamo i gestori delle 400 colonnine di ricarica posizionate nell’area del capoluogo lombardo”, afferma Fornaro. Sia le flotte che i privati approcciano l’elettrico con cautela. “Le aziende vogliono prima avere visibilità di altre imprese che si sono convertite alla mobilità elettrica, mentre tra i privati la sensibilità al tema

FRANCO BARBIERI, SOCIO FONDATORE DI EVWAY

è ancora ridotta: i costi elevati dei veicoli elettrici, il timore che l’autonomia del veicolo non sia sufficiente e la paura di non trovare colonnine di ricarica nel momento del bisogno sono ancora dei forti deterrenti all’acquisto di auto elettriche. Tuttavia, si tratta per lo più di un gap culturale, dal momento che i veicoli già oggi presenti sul mercato vantano un’autonomia più che sufficiente” spiega il manager. Tra le società che hanno già abbracciato con entusiasmo questa nuova modalità di spostamento c’è Unareti, società

FABIO BOCCHIOLA, AD DI REPOWER ITALIA

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MISSIONFLEET SPECIALE INFRASTRUTTURE

unica per i servizi a rete che gestisce in modo integrato la distribuzione di energia elettrica e gas. Unareti ha creato per la propria flotta l’hub di ricarica attualmente più grande d’Italia. “Per ogni azienda va costruito un piano ad hoc, tenendo conto delle esigenze specifiche. Ad esempio, bisogna considerare che esistono tre sistemi di ricarica: lenta, quick, fast. Le colonnine per la ricarica lenta (3,5 kw) sono adatte alle flotte aziendali ma anche alle abitazioni, e consentono di provvedere alla ricarica del veicolo in 7-8 ore; con quelle quick (22 kw) sono necessarie circa due ore per ricaricare l’80% della batteria, quelle fast (50 kw), utili nelle aree pubbliche, permettono di ricaricare l’80% in meno di un’ora. In genere, una buona strategia per un’azienda è prevedere più punti di ricarica lenta e qualcuno di ricarica veloce” dice Fornaro. Anche per Bocchiola il problema è in primis culturale. “Quello che

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ruota intorno alla mobilità elettrica è un vero e proprio ecosistema, costruito su tre pilastri fondamentali: cultura, digitalizzazione, fruibilità. La diffidenza spesso nasce dal fatto che non c’è abbastanza cultura sul tema e che non si conosce in modo approfondito la tecnologia. In questo senso gli operatori elettrici hanno la giusta autorevolezza per farsi promotori di una maggiore consapevolezza e conoscenza. Per questo motivo Repower pubblica la terza edizione del White Paper sulla mobilità elettrica, con informazioni utili per tutti coloro che vogliono avvicinarsi all’argomento”. “Per quanto riguarda la digitalizzazione bisogna considerare che il mercato della mobilità elettrica è ibrido e deconsolidato e richiede la messa a sistema di competenze diverse, comprese quelle di ICT. Un’auto elettrica infatti non può permettersi di essere offline. Inoltre, la fruibilità è fondamentale e per questo

motivo lo studio delle applicazioni reali, oltre alla semplificazione del processo di ricarica, è molto importante” aggiunge l’Ad. Repower è molto impegnata a far sì che la mobilità elettrica si diffonda sul territorio, come si evince dai progetti lanciati negli ultimi anni. È il caso ad esempio di Ricarica 101, che coinvolge un gruppo selezionato di eccellenze italiane (oltre 250, tra cui molti alberghi) dotate di colonnine di ricarica Repower. “Si tratta di soggetti che credono fortemente in questo business e hanno voluto investirvi risorse. Ricarica 101 è di fatto la prima rete di ricarica in Italia realizzata da privati” dice un soddisfatto Bocchiola. Recharge Around è invece un’app che consente al driver elettrico di individuare le colonnine di ricarica installate in Italia e di filtrarle a seconda del circuito di appartenenza, della disponibilità, della potenza e della compatibilità, impostando facilmente e velocemente il


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MISSIONFLEET SPECIALE INFRASTRUTTURE

percorso migliore per raggiungerle. “L’applicazione segnala anche gli strumenti di ricarica di altri operatori, a dimostrazione del fatto che il nostro approccio è aperto e punta non alla concorrenza, ma alla promozione in senso allargato della mobilità elettrica” sottolinea il manager. Per Barbieri “il tema importante della piena interoperabilità fra i diversi network resta ancora all’ordine del giorno. A questo proposito EnelX e evway hanno firmato, nel settembre 2018, un accordo per permettere l’accesso aperto alle rispettive reti, mentre, ad esempio, aree come Milano, il lago di Garda e alcune aree del centro Italia restano ancorate ad un loro modello di “silos”. Una completa adozione delle disposizioni della normativa europea di riferimento faciliterebbe ancor di più la soddisfazione e la più piena tranquillità dell’utente elettrico. Per questo motivo noi abbiamo introdotto, primi in Italia, il concetto di interoperabilità già dal 2015, quando altri operatori hanno invece iniziato ad operare con “silos” e sistemi chiusi monobrand e monocircuito. La nostra rete oggi conta oltre 200 punti aperti al pubblico sul suolo italiano: in questo siamo uno dei principali operatori”. Tornando a Repower, ultima novità è l’accordo con DCS (Digital Charge Souce), società partecipata da BMW che sviluppa una piattaforma utile a segnalare i punti di ricarica presenti sul territorio. Il servizio, che per BMW si chiama ChargeNow, ha debuttato il 3 dicembre in Italia, ed è rivolto per ora al driver straniero che si reca in Italia, ma verrà presto

esteso anche agli italiani. “Il software verrà impiegato anche da tutti i modelli elettrici Audi e Mercedes-Benz, quindi su tutte le auto di queste case automobilistiche sarà possibile essere informati in merito ai punti di ricarica presenti sul territorio direttamente attraverso il navigatore integrato nella vettura”, dice Bocchiola a MissionFleet. Evway, dopo aver passato la fase critica di sviluppo della startup, ha registrato negli ultimi due anni crescite pari al più 300% ed è ora impegnata su internazionalizzazione e consolidamento del posizionamento competitivo. Numerosi i partner presenti sulla piattaforma. “Grazie a un continuo lavoro di accordi abbiamo più di 110 partner europei collegati con la nostra piattaforma, che permette l’accesso e la ricarica in oltre 70mila punti in tutta Europa, di cui oltre 2mila in Italia. Intendiamo continuare a crescere in termini di livelli di

servizio ai nostri utenti. Per favorire l’esperienza positiva dell’utente elettrico, siamo partner di Jaguar Land Rover e di Quadro vehicles nello sviluppo di soluzioni esclusive per i loro clienti e utenti. Abbiamo inoltre avviato importanti relazioni bilaterali con EnelX, Ionity, BMW Digital Solution, Bosch, Renault e, prossimamente, stringeremo rapporti anche con Porsche” commenta Barbieri. In termini di investimenti, dal punto di vista strutturale evway sta investendo in alcune aree in cui il legame e la promozione del territorio sono rilevanti, lasciando ad altri operatori istituzionali lo sviluppo della rete in modo massivo. “I nostri investimenti principali sono invece sempre mirati a un miglioramento della piattaforma digitale evway, che si differenzia da tutte le altre per la capacità di dare visibilità e promozione agli stakeholder e valore al tempo della ricarica degli utenti”, conclude Barbieri. FEBBRAIO-MARZO 2019 | 31


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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER - SPECIALE MFA

PROGETTO VINCITORE MFA 2018

OBIETTIVO SAVING (E NON SOLO) CON LA RIVOLUZIONE DELLA CAR POLICY Standardizzazione e maggior controllo, anche delle spese carburante, per un importante risparmio aziendale a Basf Italia. Che, però, in parte va reinvestito per gli stessi dipendenti-driver

di Alberto Vita

P Parte da “lontano”, ovvero dal 2014, il lavoro del team capitanato da Cristian Espertini in qualità di Fleet Manager di Basf Italia per arrivare a vincere il premio, uno dei più desiderati, come Miglior progetto di Saving e ottimizzazione del TCM della flotta di MFA- MissionFleet Awards, per i 400 veicoli che

32 | FEBBRAIO-MARZO 2019

gestisce. “Nel 2014 ordinammo su 97 rinnovi… 97 modelli differenti. Questo comportò una esplosione dei costi, da 2,8 milioni di euro a 3,25 milioni. E con percorrenze più elevate rispetto ai contratti standard di 48 mesi e 90mila chilometri, valori residui più bassi e scarsa attrattività” spiega Espertini che nel 2015 con il team di cui fa parte prende in mano la situazione, costruendo una nuova Car policy chiusa, gestita

dal suo ufficio e aggiornata ogni sei mesi. Importante l’analisi dei criteri di quotazione reali, che si basavano su contratti ancora di 48 mesi ma con 150 mila chilometri di percorrenza e una standardizzazione degli allestimenti, “con una buona dotazione minima però” sottolinea il manager, per un conseguente saving che nel triennio seguente arriva a ben 576mila euro. “Nel 2017 inoltre lanciammo anche una Car policy verde per chi percorre al massimo 30 mila chilometri all’anno, che ci permette anche un saving del TCO medio in tre delle nostre quattro fasce di auto” commenta Espertini. Nella prima fascia infatti, dove Basf Italia ha auto del tipo della Mercedes Glc 250 4 Matic e BMW Serie 5 530d xDrive, da un TCO medio di 1,108,06 euro, passa a 869,54 euro grazie all’introduzione delle corrispettive ibride, ovvero Mercedes Cl E350 e BMW serie 5 530e. Nella fascia B, l’introduzione di veicoli green come la Lexus NX, la Mercedes GLC 350 e la BMW 530e per le Mercedes Gl e GLC 220 e l’Alfa Romeo Giulia 2.2 in realtà non prevede alcun risparmio, anzi. Risparmi invece che si hanno sia nella Fascia C, anche qui appannaggio di modelli Made in Germany, con


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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER - SPECIALE MFA

l’introduzione della prima Audi, la A4, tra quelle a propulsione diesel. Lo stesso succede per la Fascia D che vede tra le ibride oltre all’Audi A3 e alla Volkswagen Passat a metano, anche la Toyota Auris, la Kia Niro e la Toyota C-HR ibride, contro le corrispettive a gasolio, tra cui anche una Skoda, la Superb, una Fiat, la Tipo 1.6, e una Opel, la Astra. E dopo aver rimodellato la Car list ottenendo una flotta più omogenea e costi certamente più contenuti, i team di Espertini è intervenuto anche sulla gestione dei rifornimenti, applicando nuove regole nell’utilizzo della Eni Multicard, il sistema di pagamento e tracciamento delle spese adottata da Basf Italia: “il rifornimento deve esser fatto solo in modalità self service, senza la possibilità di comprare carburanti speciali, chiedendo così una maggiore attenzione nel suo uso. In cambio però lasciamo l’uso libero anche nei fine settimana e durante le ferie” afferma il manager della multinazionale tedesca, che specifica che, grazie a queste nuove regole, “realizziamo un saving annuale che si attesta sul 5% del totale di questa voce di spesa, ovvero circa 60 mila euro ogni anno”. Insomma come

potete leggere la giuria della scorsa edizione di MFA MissionFleet Awards, il primo e unico premio del settore delle flotte auto aziendali organizzato dalla nostra Casa editrice, ha

voluto così premiare non un progetto chiuso, a sé stante, bensì un “lavoro” a più ampio respiro, che ha rivisto completamente il Fleet management in azienda, con importanti risultati di saving, in parte però ribaltati sui driver, con corsi di guida sicura, optional minimi e altri servizi.

BASF IN NUMERI Azienda: Basf SE Acronimo per Badische Anilin- und Soda Fabrik (ovvero Fabbrica di Anilina e Soda del Baden) Slogan: We create chemistry Sede: Ludwigshafen am Rhein, Germania Fondazione: 1865 Filiali: più di 200 Siti produttivi: 50 Dipendenti: 115.490 (62,1% in Europa) Fatturato 2017: 64.475 milioni di euro, di cui: • Europa 29,214 milioni di euro • Nord America: 15,357 milioni di euro • Asia pacifica: 14,343 milioni di euro • Sud America, Africa, MO: 5,561 milioni di euro Entrate per settore: • 32%: Materiali e soluzioni funzionali • 25% prodotti chimici e prodotti da perfomance (nutrizione e salute, prodotti care e da perfomance, etc) • 9% Agricolutura • 5% Oil & Gas • 4% altro BASF ITALIA SPA Sede: Cesano Maderno (MB) Presenza in Italia: dal 1946 Siti: 11 Siti produttivi: 8 Dipendenti: 1367 Fatturato 2017: 1,931 milioni di euro Numero di veicoli a livello nazionale: 400 FEBBRAIO-MARZO 2019 | 33


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MISSIONFLEET MERCATO

IL GRUPPO MERCEDES ENTRA NELLA FASE 2.0 Non più solo costruore auto ma anche provider di servizi legati alla mobilità. Tecnologia, auto eleriche e ibride-Diesel saranno protagoniste del futuro della Casa della stella. Un futuro che è già iniziato

di Andrea Barbieri Carones

già pronta per il car sharing privato: attraverso Mercedes me è infatti possibile condividere la nuova compatta con familiari o colleghi grazie all’app Car Sharing. Come per la condivisione delle Smart Car2Go, in Italia utilizzata da quasi 16mila aziende, gli utenti possono aprire l’auto col proprio smartphone e utilizzare la chiave che è già nell’abitacolo.

È È iniziata la fase 2.0 di Mercedes. La Casa di Stoccarda, che nel 2018 ha festeggiato 132 anni dalla realizzazione della prima motocicletta da parte del duo Daimler-Maybach, ha infatti lanciato una sorta di fase 2 nella sua strategia di sviluppo. Uno sviluppo che non si è mai interrotto e che è passato indenne attraverso due guerre mondiali e i cambiamenti radicali nella mobilità. Così oltre a rimanere uno dei più famosi 34 | FEBBRAIO-MARZO 2019

costruttori automobilistici al mondo, Mercedes diventa anche azienda che vende servizi legati alla mobilità, sempre con un occhio di riguardo all’innovazione e ai cambiamenti di stile, di abitudini e di mentalità degli utenti. “La strategia si identifica in 5 pilastri” spiega Radek Jelinek, fresco presidente e Ceo di Mercedes Italia. “Una strategia sui servizi alla mobilità che si fonda su 5 C, ovvero Core, Case, Culture, Company e Customer, in grado di attuare il più grande cambiamento nella storia del gruppo. Stiamo facendo enormi investimenti per assemblare le batterie del futuro, per creare nuove app e per diffondere la mobilità condivisa”. A proposito di mobilità condivisa, la nuova Classe A è

ADDIO SMART A BENZINA. BENVENUTA NUOVA CLASSE B E CLASSE A SEDAN Fra le auto simbolo del cambiamento ecologico di Mercedes c’è Smart, che da metà 2019 sarà prodotta esclusivamente con motore elettrico dopo 20 anni di produzione con propulsore termico. Nel solo 2018 in Italia sono state vendute circa 1400 unità a emissioni zero, “che sarebbero state molte di più se la produzione non fosse in ritardo” rimarca Radek Jelinek, che sottolinea come in futuro questo problema sarà risolto. Fra le novità 2019 anche una rinnovata Classe B (in vendita con 4 allestimenti) e la Classe A sedan, che sarà commercializzata in Usa, Europa e Cina, paese in cui avrà un


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MISSIONFLEET MERCATO

passo leggermente più lungo. In arrivo poi la 4a generazione della GLE. Importante: i motori Diesel resteranno sempre il core business aziendale, anche perché quello di nuova generazione è addirittura più ecologico di quanto richieda la normativa italiana ed europea. “Sono motori che consumano sempre di meno” sottolineano in azienda. Per questo motivo la casa tedesca lancerà la berlina C300 de, una ibrida-Diesel che rappresenterà una importante motorizzazione della casa della stella, che comunque entro il 2022 avrà in listino soltanto auto con una componente elettrica. Le emissioni zero, che si affiancheranno alle ibride e alle Diesel, avranno anche in Italia il brand EQ, per il quale la casa di Stoccarda a livello mondiale investirà 23 miliardi di euro nei prossimi 12 anni puntando molto sulla ricerca nel campo delle batterie di nuova generazione. Lo sviluppo delle auto elettriche passerà anche attraverso la crescita delle colonnine di ricarica: Mercedes e il partner Enel X puntano a incrementare la rete di ricarica, anche con l’installazione di punti di ricarica presso l’abitazione degli acquirenti.

LE 5 “C” DELLA STELLA Core: l’obiettivo è di proseguire il percorso di crescita a livello globale in tutti i campi di attività e nel segmento dei servizi con prodotti innovativi e gettare le basi per reagire in modo flessibile alle evoluzioni del mercato e ai desideri dei consumatori, attraverso una rete capillare e globale per lo sviluppo e la creazione di servizi

NASCE MERCEDES BENZ TRUCKS ITALIA Dal 1° gennaio scorso è nata ufficialmente la società indipendente Mercedes Benz Trucks Italia, nell’ambito di una nuova struttura societaria del gruppo tedesco che prevede 3 entità distinte: da un lato Mercedes-Benz AG per le divisioni Cars e Vans; dall’altro Daimler Truck AG per le divisioni Trucks e Buses e Daimler Mobility AG per Daimler Financial Services. La fase di implementazione “Project Future” della nuova struttura societaria è iniziata nel 2018 e dovrà essere sottoposta all’approvazione degli azionisti all’Assemblea generale annuale nel corso di quest’anno. In ambito europeo, alcuni paesi hanno avuto la possibilità, in accordo con Daimler, di attuare questo processo e la divisione Trucks di Mercedes-Benz Italia ha deciso di cogliere questa opportunità.

ed unità produttive in tutto il mondo, con un focus sulla Cina. Case: tutto parte da una mobilità sempre più connessa (Connected), autonoma (Autonomous), condivisa ed integrata attraverso servizi intelligenti (Share & Services) ed elettrica (Electric): grazie alla correlazione tra tutti i settori di innovazione racchiusi nell’acronimo CASE, Daimler vuole rinnovare la propria immagine, anche come provider di servizi per la mobilità. Culture: rispondere alla trasformazione del settore automobilistico adattando la cultura aziendale a nuove sfide puntando così su innovazione e reattività ai cambiamenti. Tra le nuove sfide c’è il lancio, a inizio 2019, di 2 veicoli commerciali elettrici: eVito ed eSprinter. Company: per reagire in maniera adeguata al forte dinamismo del business, dei mercati, della concorrenza e all’evoluzione tecnologica, è necessaria una struttura organizzativa che renda possibile

un funzionamento rapido e flessibile. Per questo, la strategia “Project Future” punta a trasformare le divisioni in unità giuridicamente indipendenti in modo da poter continuare nel processo di consolidamento della struttura divisionale di Daimler. Customer: tutto questo viene creato sempre mettendo il cliente al centro delle decisioni e della strategia. L’obiettivo è potenziare a livello globale il core business, affermarsi come leader nei nuovi settori del futuro, adattare la cultura aziendale ai nuovi cambiamenti sociali e professionali e rafforzare la struttura divisionale. FEBBRAIO-MARZO 2019 | 35


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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT

CENTO VITTORIE

PER I CENT’ANNI DI CITROËN Il marchio con il double chevron festeggia i cento anni dalla nascita con altreante viorie nei rally e con una continua offensiva di prodoo, che non dimentica il suo dna tecnologico e innovativo, con un ruolo ben preciso nel gruppo PSA

di Alberto Vita

C ANDRÉ CITROËN

Compie cento anni Citroën, la Casa automobilistica francese oggi nel grande gruppo franco(tedesco) PSA, nato dal genio di André Citroën proprio nel 1919, convertendo un business che fino ad allora aveva prodotto materiale meccanico e militare nella prima guerra mondiale. La società nasce infatti nel 1900 quando un giovane 36 | FEBBRAIO-MARZO 2019

André Citroën acquisì dal cognato, imprenditore in Polonia, la licenza di fabbricazione di particolari ingranaggi innovativi detti “a cuspide”, “a doppia elica” o “con dentatura a V”. Finiti gli studi al Politecnico, nel 1902 Citroën riesce a trovare i capitali necessari e un locale-officina datogli dall’amico Jacques Hinstin, per aprire una piccola azienda di produzione di questi ingranaggi. Azienda che nel 1905 viene registrata come Citroën, Hinstin & Co. Furono anni questi di grande fervore ingegneristico da parte di Citroën durante i quali, oltre agli ingranaggi a cuspide che diventeranno il simbolo della

futura Casa automobilistica, arrivarono brevetti innovativi come il riduttore di velocità o un timone per navi da guerra di nuova concezione. Nel 1907 i primi contatti con una Casa automobilistica, la parigina Mors, nota in quegli anni per le vittorie sportive ma anche in difficoltà economiche, che assunse il giovane ingegnere come suo direttore l’anno successivo, con idee produttive che rilanciarono l’azienda. Grazie anche a un suo viaggio a Detroit, patria della Ford e del taylorismo. La prima Guerra mondiale lo portò al fronte per un anno, per poi dedicarsi, nel 1915, alla costruzione di granate in una fabbrica ubicata nell’allora Quai de Javel, diventato oggi Quai André Citroën, al posto della quale, uno volta smantellata nel 1972, venne aperto un parco chiamato proprio con il nome Parc André Citroën. In questo modo Citroën, insieme al suo “futuro” rivale Louis Renault, costruttore del Carro armato Renault FT, fu uno degli artefici della vittoria francese. Fine della guerra che spinse a convertire la fabbrica di granate a sito di produzione di auto, con l’obiettivo ben preciso di realizzare vetture per tutti e


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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT

non solo per ricchi benestanti. Nel marzo 1919 presentò così la sua prima auto, la Type A, che si iniziò a vendere a luglio, con una produzione però che, per problemi finanziari, stentò a decollare. Almeno fino a quando venne avviata la collaborazione con Lucien Rosengart, fondatore della finanziaria SADIF. Che negli anni ’20 permise la nascita di una Rete di concessionari, che si trasformò presto in una rete di manutenzione molto efficiente, e una produzione giornaliera arrivata nel 1924 a ben trecento unità, grazie a 15mila operai assunti. La Type C fu il primo grande successo della Casa, che venne prodotta in oltre 50mila esemplari e che portò alla apertura del nuovo stabilimento di Levallois. A cui si aggiunsero quelli aperti all’estero di Bruxelles, Madrid e Ginevra, nel 1924, e le filiali di Danimarca, Olanda e Italia, a Milano, in via Gattamelata, acquisendo da Nicola Romeo (vi ricorda qualcosa accoppiato al nome Alfa?) il terreno adiacente all’allora nascente fabbrica del Biscione. Anni venti durante i quali, grazie

all’incontro con l’alsaziano Adolphe Kégresse che deteneva il brevetto di una trazione cingolata, Citroën lanciò i raid africani che ebbero un grandissimo successo, grazie ai semicingolati chiamati appunto Citroën Kégresse. Che poi allargò anche in Asia nei primi anni Trenta. Ma la Casa del double chevron non si dedicò sono alle, tante, innovazioni tecniche, perché si concentrò anche sul cliente, facendo nascere una società finanziaria per l’acquisto a rate delle vetture, la Sovac, e facendolo sognare con diverse campagne pubblicitarie creative, come quella famosa che portò un aereo a scrivere il nome del Costruttore nei cieli di Parigi o apporre una scritta luminosa sulla Torre Eiffel. E fu proprio Citroën una delle prime case a rivolgersi al mondo della pubblicità. L’attenzione ai clienti, o ai possibili futuri tali, lo portò anche a lanciare una linea di modellini di automobili Citroën, prodotte da una fabbrica a parte, la Migault, e automobili a pedali o addirittura con motori elettrici. Nel 1924 lanciò la prima

autovettura europea con carrozzeria interamente in acciaio, la B10, alla quale seguirono la AC4 e la AC6. Anni in cui scoppiò la concorrenza con Renault, proprio mentre scoppiava la crisi di Wall Street. Ma André Citroën rilanciò, con la versione sportiva di una delle sue nuove vetture, la 8CV, ribattezzata Petit Rosalie, che nel 1933 stabilì quasi 300 nuovi record, con la produzione di Veicoli commercial e della celebre Traction Avant, vettura rivoluzionaria a trazione anteriore e scocca portante, a cui lavorarono il designer Flaminio Bertoni ed il progettista André Lefèbre. Il suo lancio nel 1934 non risollevò però le sorti finanziarie della Casa, che fu messa in liquidazione giudiziaria e che fu salvata da Michelin, che acquisì, nel 1935, il pacchetto azionario di uno stanco e malato André, che morì proprio quell’anno. La nuova proprietà con la presidenza di Pierre Boulanger ripropose l’idea dell’auto “economica” con il FEBBRAIO-MARZO 2019 | 37


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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT

CITROËN DS Le Citroën premium dal 2014 si chiamano…DS. Nome nato da uno dei successi del brand del double chevron, il gruppo PSA lo sceglie come marchio per rappresentare i modelli top del gruppo. Con il quale sbarca anche nella neonata Formula E con un team gestito direttamente.

progetto TPV, interrotto con lo scoppio della II Guerra mondiale, durante la quale però, per non cadere in mano dei nazisti, venne sviluppato clandestinamente. Progetto che nel Dopoguerra diede alla luce nel ’48 la fortunatissima 2CV, prodotta per ben 42 anni in oltre 4 milioni di unità. Dopo la morte in un incidente stradale di Boulanger nel 1950, nel ‘55 fu annunciata l’alleanza tra Citroën e Panhard e lanciata la supertecnologica DS, che racchiudeva tante innovazioni, tra cui le sospensioni idropneumatiche. Le due case proposero due diversi modelli, tra cui l’ultimo dalla penna di Bertoni, la Ami8. Nel ’63 una nuova alleanza con la NSU per sviluppare il motore Wankel, e nel ’65 un primo avvicinamento, ma fallito, a Peugeot, e l’assorbimento definitivo della

38 | FEBBRAIO-MARZO 2019

Panhard. Anni in cui vide il lancio di modelli iconici come la Dyane 6, nel ’68, e la Meahri, nel ’69. Nel ’67, con l’obiettivo di entrare anche nel mondo delle vetture di lusso, il salvataggio di Maserati, con cui lanciò la SM, quasi in contemporanea con la seconda edizione della Quattroporte, ma anche con la ristrutturazione delle attività sotto una nuova holding, la Citroën SA, il 49% della quale venduta da Michelin a Fiat. Una collaborazione che venne osteggiata dal governo francese capitanato dal generale De Gaulle. Una situazione, insieme a errori di mercato, che portò la Casa sull’orlo della bancarotta nel 1974, e che spinse il governo francese ad unirla alla Peugeot e vendere la Maserati, nel 1975, a De Tomaso. Nel ’76 nacque il gruppo PSA Peugeot- Citroën con l’avvio di una massima integrazione dei componenti. Nel ’79, la seconda austerity costrinse il gruppo a disfarsi della Chrysler Europe acquisita da poco e malgrado ciò nacquero modelli come la Ax e Bx che piacquero al mercato. Negli anni ’90, dopo l’addio alla 2CV, costruita anche in versione autocarro, vide la Casa sbarcare

nelle categorie dei monovolumi con la Evasion e dei multispazio con la Berlingo. E proporre la innovativa ZX, con il retrotreno sterzante, con cui ebbe successo alla Parigi-Dakar, e la Saxo. Nel ’93 lo sbarco in Cina con il gruppo, grazie alla joint venture con Dongfeng. Negli anni duemila ecco la prima Station, la Xsara, e i motori turbodiesel commo rail, che spinsero al successo diversi modelli del gruppo, tra cui anche la C5. C che diventa la lettera per definire i nuovi modelli del brand, con i numeri più piccoli per le auto di segmento minore, e quelli più grandi a definire le auto di più grandi dimensioni, sino ad arrivare alla C6. Collaborazioni con il Sol Levante diedero vita a nuovi modelli condivisi, come la C2 con la Aygo della Toyota o la C-Crosser, il suo primo Suv, sviluppata con Mitsubishi. Con la quale porta aventi anche il progetto di una piccola vettura elettrica che diede vita alla C-zero, sorella delle Peugeot iOn e della Miev. Nel 2010 ecco far nascere una nuova serie di auto, le DS, brand che nel 2014 subì uno spin-off, per diventare il marchio premium del gruppo. Anno in cui iniziò l’epopea di Carlos Tavares che riportò in positivo i conti del marchio con il doppio chevron nel 2017, puntando forte su una reinterpretazione in chiave crossover di alcuni modelli della gamma, con il successo, inizialmente solo in Cina, del suv medio C5 Aircross. E siamo arrivato all’oggi, con lo stesso spirito di André Citroën, ovvero innovazione, auto per tutti e… raid rallystici, che celebrano i cento anni di vita con la centesima vittoria di Sébastien Ogier a Monte-Carlo. Auguri!


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MISSIONFLEET STUDI

PIÙ SICUREZZA E SERVIZI...

MA A CHE PREZZO!

Negli ultimi cinque anni i prezzi dei veicoli sono aumentati di oltre 2mila euro. Le norme sempre più stringenti e le richieste del mercato hanno spinto le Case a produrre auto più ricche di contenuti tecnologici e con un design più ricercato. Risultato, il prezzo aumenta

I

vendite di autovetture, fino ad arrivare al picco negativo di immatricolato pari a 1,3 milioni per un valore pari a 23,6 miliardi di euro. Dal 2014 in poi ricomincia il periodo florido, fino ad arrivare nel 2017 a 1,9 milioni di immatricolazioni e 39,9 miliardi di euro. In questo periodo, oltre alle immatricolazioni, sono aumentati i prezzi medi delle autovetture vendute (vedi grafico 1).

Prendendo come punto di partenza il 2013, si assiste ad un costante aumento dei prezzi medi netti delle autovetture. Il valore medio netto del mercato nel 2013 era pari a 18mila euro; nel 2017 ha superato i 20mila euro, ovvero 2mila euro in più in soli cinque anni (vedi grafico 2). Proviamo a dare delle spiegazioni. Prima di tutto c’è stato uno spostamento marcato e costante degli acquisti degli

di Alessandro Palumbo

I prezzi delle autovetture sono il risultato del rapporto tra due grandezze: le immatricolazioni, cioè gli acquisti delle vetture, e il valore complessivo generato da queste. La ricerca “Il mercato auto a valore” prodotta dal 2006 dal Centro Studi Fleet&Mobility analizza il mercato auto dal punto di vista dei volumi e dei valori e ci indica la spesa che gli italiani sostengono per l’acquisto delle vetture. Le grandezze rappresentate dalla ricerca si declinano oltre che per brand e modello, anche per alimentazione e segmento, e per tipologia di cliente (privato, società e noleggiatore). Il mercato delle auto raggiunge il suo picco storico nel 2007 con 44,9 miliardi di euro generati dalla vendita di oltre 2,5 milioni di autovetture. Nel 2008 è iniziata la crisi, che ha investito pesantemente le

FEBBRAIO-MARZO 2019 | 39


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MISSIONFLEET STUDI

Grafico 1. Il mercato auto a volume e a valore

italiani dalle vetture di segmento basso a quelle di segmento più elevato, che evidentemente hanno dei prezzi più alti.

Concretamente (vedi tabella A) dal 2013 al 2017 il segmento C è cresciuto, come quota a volume, di ben 5 punti percentuali.

Grafico 2. Prezzo medio netto auto immatricolate. €

40 | FEBBRAIO-MARZO 2019

Mentre nello stesso periodo il segmento B ha perso 3 punti, e quello delle utilitarie ha lasciato sul terreno 2 punti percentuali. Inoltre, fondamentale è stato l’exploit dei Suv che hanno un prezzo medio di gran lunga più elevato rispetto alla media di mercato. Questa tipologia di carrozzeria è passata dal 18% di quota a volume nel 2013, al 31% nel 2017. Contestualmente c’è stato un generalizzato aumento di listino di tutti i segmenti che ha portato nel 2017 il valore medio unitario lordo a quasi 24.400 euro, 2.700 euro in più del valore del 2013 (vedi Tabella B). Gli incrementi maggiori si sono registrati sui segmenti di più elevato valore (D/E/F), ma l’impatto più importante in valore assoluto sul totale, è stato quello del segmento C. Il prezzo medio a listino di questo segmento, che nel 2017 rappresentava il 30% del totale delle vendite, ha registrato un delta rispetto al 2013 di oltre 4mila euro. Ci sono altre spiegazioni che giustificano un aumento così importante dei prezzi delle auto. Un fattore è legato alle normative. L’introduzione dell’Euro 6 ha portato ad un innalzamento dei costi. Secondo Fabrizio Piastra, Fleet Manager di Renault “per fare un esempio, sui veicoli commerciali, in particolare sui grandi furgoni, il costo di adeguamento nel passaggio da E5 ad E6 è stato di circa 1.000/1.300 euro a veicolo, per i piccoli furgoni l’impatto è stato minore, comunque, in generale, il costo dell’adeguamento è stato abbastanza importante”. Un altro motivo è legato alla sicurezza: per avere veicoli più sicuri (sicurezza attiva e passiva), le case automobilistiche


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MISSIONFLEET STUDI

hanno investito danaro che in parte hanno riversato sul prezzo al cliente.

Da non trascurare, inoltre, la tendenza del mercato di avere delle motorizzazioni che siano

Tab. A. Quote di mercato a volume per segmento Segmento

Quota a volume 2013

Quota a volume 2017

sempre più performanti ma, allo stesso tempo, molto attente ai consumi. “Facciamo l’esempio del nostro Espace, dal modello vecchio al nuovo, siamo passati

Delta quota ’17 vs ’13

A

19%

17%

-2%

B

41%

38%

-3%

C

25%

30%

5%

D

13%

13%

0%

E+F

2%

2%

0%

Fonte: Centro Studi Fleet&Mobility

Tab. B. Valore medio unitario a listino per segmento Valore medio unitario a listino 2013

Valore medio unitario a listino 2017

Var val assoluto

A

13.483

14.373

889

B

16.775

17.052

277

C

24.864

29.074

4.210

D

35.567

40.616

5.049

E+F

66.290

73.772

7.482

TOTALE

21.684

24.394

2.710

Segmento

Fonte: Centro Studi Fleet&Mobility

FEBBRAIO-MARZO 2019 | 41


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MISSIONFLEET STUDI

Il mercato 2017 auto e fuoristrada – valori assoluti ToTAle

VAr %

PrIVATI

SocIeTÁ

NoleGGIo

Volume

1.989.666

7,6

1.121.723

434.821

433.122

Valore (€ x 000)

48.535.179

10,9

25.700.262

11.336.064

11.498.853

24.394

3,0

22.911

26.071

26.549

Sconto canale e km 0 (€ x 000)

8.664.842

16,0

3.818.727

2.124.683

2.721.431

Valore netto sconti (€ x 000)

39.870.337

9,8

21.881.535

9.211.380

8.777.422

20.039

2,1

19.507

21.184

20.265

Valore medio unitario a listino (€)

Valore medio unitario € netto sconti Fonte: Centro Studi Fleet&Mobility

da una motorizzazione 2000 ad una 1600, pur mantenendo una coppia molto importante e quindi una potenza elevata, abbiamo ridotto di quasi un terzo i consumi e anche le emissioni di CO2” spiega Piastra. Poi bisogna tener conto di quelle che sono le esigenze dei clienti di avere a bordo delle vetture sistemi di connettività e di navigazione che rendono la macchina più ricca e quindi più costosa. Ovviamente gli incrementi di prezzo non sono stati identici per tutti i marchi. “Per fare un esempio la curva dei prezzi del marchio Renault è in linea con quella del mercato (vedi grafico 1), mentre la crescita del prezzo medio del brand Dacia è stata più o meno di mille euro. Questo perché Dacia, rispetto a Renault, pur adeguandosi alle nuove esigenze

Top 15 brand per valore unitario medio in euro Valore unitario medio ’17

Valore unitario medio ’16

Mercedes Benz

44.700

42.085

BMW

43.973

43.989

Audi

39.046

39.173

Alfa Romeo

33.520

27.115

Jeep

30.785

32.525

Volkswagen

24.997

24.263

Nissan

24.931

23.911

Toyota

23.267

20.636

Peugeot

22.202

21.025

Ford

22.132

21.415

Renault

21.688

20.833

Opel

21.033

20.341

Hyundai

20.863

20.890

Citroën

18.450

19.049

Fiat

17.541

17.088

di sicurezza e di performance, è un marchio più essenziale, che non ha avuto gli stessi

arricchimenti di Renault, e quindi ha contenuto gli aumenti di prezzo” commenta Piastra.

MeToDoloGIA DellA rIcercA • le immatricolazioni includono vetture e fuoristrada • le immatricolazioni di ogni marca/modello/versione sono state associate al prezzo di listino IVA inclusa • per i valori di mercato netti sono stati sottratti gli sconti medi di ogni canale compresi gli sconti km 0 (canale Società e Noleggio). Fonti • Unrae e Case: immatricolazioni per segmento e per marca/modello • Quattroruote: prezzo di listino medio ponderato sui 12 mesi dell’anno – incluso • IVA e IPT base – escluso option, sconti e promozioni • Fleet&Mobility: sconto medio, offerte e promozioni, con elaborazioni su dati InterautoNews e degli operatori 42 | FEBBRAIO-MARZO 2019


15 Analisi copertina 1 2019.qxp_Layout 1 13/02/19 09:35 Pagina 43

Il Made in Germany continua a piacere alle flotte italiane, anche con modelli meno “classici” rispetto alla tradizione teutonica fatta soprattutto da berline e station wagon o da grandi Suv. Mercedes infatti rilancia la sua Classe B, reinventando l’idea di piccolo monovolume, che prende sempre più le linee di una coupé. Piena di tecnologie e di innovativi sistemi di intrattenimento, come il MBUX. Audi invece rilancia il suo Suv medio, il Q3, contaminandolo come se fosse una berlina o uno station wagon. Una scelta che sicuramente premierà nelle flotte, sempre alla ricerca di auto sicure, con un ottimo valore residuo, dopotutto è un’Audi, ma anche con un design accattivante che piacerà sicuramente ai driver. Così come le dotazioni tecnologiche. In attesa, per entrambi, dei modelli elettrificati.


16 ANALISI Mercedes.qxp_Layout 1 13/02/19 09:40 Pagina 44

L’ANALISI DI

Profondamente rinnovata a furor di popolo La Mercedes Classe B Senza dare troppo nell’occhio, la Mercedes-Benz Classe B è stata venduta in un milione e mezzo di esemplari, di cui 138mila circolanti in Italia: buona parte della clientela è quella femminile, spesso proveniente dalla Classe A delle prime due generazioni, le originali monovolume compatte. In tempi di “Suv-mania”, fa piacere vedere l’impegno di una Casa nel rinnovare un modello non banale, di indubbia nobiltà e di noto appeal. La terza generazione della Classe B, esposta all’ultimo Salone di Parigi, è realizzata sulla piattaforma MFA, quella di Classe A per intenderci, e dalla ‘sorellina’ ha preso evidentemente la grande mascherina anteriore e la linea a salire dei vetri laterali. Ma il tetto rialzato fa capire subito che l’abitacolo è più funzionale: il guidatore siede 9 cm più in alto rispetto alla berlina e questo migliora la sensazione di “dominare” la strada. di Maurizio Bertera

LA GAMMA La novità più importante della Classe B è sicuramente l’adozione del due litri diesel già montato su varie Mercedes-Benz delle categorie superiori. Qui è stato adattato per la 44 | FEBBRAIO-MARZO 2019

MISSIONFLEET

scarico, che comprende anche un doppio catalizzatore Scr, rispetta le norme Euro 6d-temp. La gamma annovera anche l’1,5 litri a gasolio da 116 CV della B180d e l’1.3 turbo benzina da 136 o 163 CV (B180 e B 200), tutti, per ora, solo con la doppia frizione a sette rapporti. Gli allestimenti sono Executive, Sport, Sport Plus e Premium con prezzi che partono da 27.140 euro.

LA PREFERITA

inserti in carbon look. Presenti anche alcuni ADAS, tra cui il sistema di rilevamento automatico del limite di velocità, il lane assist con vibrazione del volante, il Brake Assist attivo, l’Attention Assist e il cruise control. I sistemi più sofisticati si trovano salendo di allestimento. In versione Executive, la Classe B 220d costa 40.380 euro.

IN ARRIVO

Entro fine anno potrebbero debuttare altri motori tra Logico indicare nelle versioni cui ovviamente una versione con la nuova motorizzazione ibrida. Magari anche Diesel. da 190 CV quelle più interessanti. I TEMPI Nell’allestimento Executive, DI CONSEGNA vi sono di serie il sistema di infotainment MBUX con Vanno da quattro a sei mesi, doppio display da 7” (quello a a meno di promozioni destra è anche touch) e il particolari. disposizione trasversale ed modulo LTE integrato per è abbinato a un nuovo IL VALORE RESIDUO cambio automatico a doppia godere dei servizi connessi frizione a otto marce. Il due Mercedes me. La vettura ha luci diurne a LED, Non è sicuramente il tempo litri è disponibile in due versioni: 150 CV sulla B200d alloggiamenti dei retrovisori delle monovolume ma la Classe B è capitolo a parte e e 190 CV sulla B220d. Grazie in tinta con la carrozzeria, cerchi da 16”, volante porta un blasone importante. al complesso sistema di sportivo, clima automatico e Aggiungiamo che Mercedesdepurazione dei gas di


16 ANALISI Mercedes.qxp_Layout 1 13/02/19 09:40 Pagina 45

L’ANALISI DI

Benz è storicamente attenta all’usato e vanta un programma specifico. Si chiama First Hand e prevede cento severi controlli con tagliando preconsegna obbligatorio. Valido inoltre il motore di ricerca all’interno del sito ufficiale: www.mercedes-benz.it.

meccanici ed elettrici che dovessero eventualmente presentarsi nel periodo di validità del contratto.

LE FORMULE FINANZIARIE

Due le soluzioni per l’acquisto: Classico (rate fisse mensili per tutta la durata contrattuale) e I COSTI DI GESTIONE Balloon (rate mensili più basse rispetto a quello del Classico e la maxi-rata Già dal sito ufficiale, la finale, eventualmente sezione Easy Finance rifinanziabile alla scadenza evidenzia come si punti a del contratto). Quanto al offrire soluzioni ideali per il leasing, personalizzabile su cliente, incrociando le più contratti della durata di 60 diverse esigenze. Per chi sceglie il leasing, c’è la mesi per le vetture nuove e formula Service Plus dove le 48 per quelle usate, alla fine spese vengono dilazionate. ci sono tre possibilità: Tre le soluzioni: Compact, restituzione dell’auto con il Comfort ed Excellent con possibile finanziamento di servizi e costi variabili. un’altra Mercedes-Benz; Interessante la formula prosecuzione dell’utilizzo ServicePlus Advance, del mezzo, senza diventarne attivabile entro 24 mesi dalla proprietari, con un piano data di immatricolazione, finanziario per versare che copre le riparazioni l’importo residuo; acquisto straordinarie nel terzo e del mezzo versando quarto anno di vita (senza l’importo del valore residuo. limite di chilometraggio) per Non manca la possibilità di i guasti ai componenti abbinare servizi assicurativi,

MISSIONFLEET

Feel Star (incendio e furto), Feel Care (tutela del finanziamento), Feel Life (a garanzia dell’acquisto) Feel New (per mantenere inalterato il valore della vettura nel tempo), e di assistenza.

IL NOLEGGIO Sta funzionando Dynamic Lease, il primo prodotto “pay per use” che unisce un canone fisso mensile e una componente di consumo per chilometri percorsi, verificabile grazie al sistema Connect Me, con l’opportunità di pagare la rata in base all’effettiva percorrenza e non avere una maxi rata finale. Con una durata di 36 mesi e nessun anticipo, comprende l’attivazione di servizi come RCA/incendio/furto e la tassa di proprietà, come naturalmente il già citato Connect Me. .

I PREGI E I DIFETTI Il design è azzeccato ma è normale per i modelli

recenti della Stella. In abitacolo si percepisce maggiormente il salto dalla seconda alla terza serie, vista la qualità di materiali e rivestimenti nonché il plus del MBUX. Con più spazio. I difetti? Forse i 190 CV (e 400 Nm di coppia massima) non sono sfruttati adeguatamente da una vettura che nasce in ogni caso per una vocazione “cruising”.

IMMAGINE Una curiosità: al momento d’impostare la terza generazione della Classe B, i tecnici della Mercedes hanno consultato i possessori della serie precedente e, a sorpresa, la richiesta più comune è stata quella di incrementare il dinamismo della vettura. Questa Classe B è più che mai una Mercedes–Benz con la giusta dose di aggressività (il Cx è da record per la categoria: 0,24) e la solita attenzione a ogni dettaglio; fuori e dentro l’abitacolo. FEBBRAIO-MARZO 2019 | 45


17 ANALISI Audi Q3.qxp_Layout 1 13/02/19 09:44 Pagina 46

L’ANALISI DI

Audi Q3 e il Suv si fa berlina (e Station Wagon, e...) Un grande bagagliaio, la panca posteriore scomponibile in due sezioni scorrevoli, 10 centimetri in più in lunghezza. La seconda generazione dell’Audi Q3 è un Suv progettato come se fosse una familiare ma che si presta benissimo a un utilizzo business. Ora che la Q2 è in gamma come modello piccolo e “modaiolo”, la Q3 si è permessa il salto di qualità ingolosendo i clienti delle berline, comprese quelle di famiglia. Con una lunghezza complessiva di 4,49 metri, una linea finalmente incisiva e un interno moderno e curato nei dettagli, è un’auto pensata e realizzata a regola d’arte. Rispetto a quella precedente, il salto si vede immediatamente: il frontale è scolpito da una mascherina ottagonale argentata a sbalzo, che ricorda quella della Q8, e da gruppi ottici a Led “a scalino” che rendono il “volto” più tridimensionale e meno semplice rispetto a quello della prima serie. Discorso analogo per il posteriore, dove le linee arrotondate lasciano spazio a quelle spezzate, senza però stravolgere l’effetto complessivo. di Maurizio Bertera

LA GAMMA L’Audi Q3 è disponibile con il benzina 1.5 Turbocharged Fuel Stratified Injection della 35 TFSI e con il Turbo diesel 2.0 della 35 TDI, che 46 | FEBBRAIO-MARZO 2019

MISSIONFLEET

le motorizzazioni, la trazione è anteriore e la potenza di 150 CV. Quattro i livelli di allestimento: Base, Business, Business Advanced e S-Line Edition. Per l’entry level 35 TFSI bisogna mettere in preventivo 34.200 euro che salgono a 37.500 per la 35 TDI. I top di gamma costano 43.200 euro (35 TFSI STronic S-Line Edition) e 44.300 euro (35 TDI S-Tronic S-Line Edition).

LA PREFERITA

Doppia scelta. Meglio Business o Business Advanced? Meglio il rampante TFSI o il caro vecchio affidabile TDI? Nel secondo caso, andiamo controcorrente e puntiamo sul gasolio. Mentre per risolvere il primo dubbio, puntiamo sul top di gamma: l’S-Line Edition, con ha l’eccellente cambio S-Tronic a doppia frizione a l’S-Tronic. L’equipaggiamento sette rapporti di serie su tutte le versioni. Cambio che comprende il volante multifunzione in pelle, il invece sulla 35 TFSI è “clima” bizona, il divano optional sugli allestimenti posteriore scorrevole, la meno ricchi. Per entrambe

frenata automatica d’emergenza con riconoscimento dei pedoni e dei ciclisti, il cruise control adattativo in grado di seguire il flusso del traffico (il traffic jam assist), il mantenimento attivo della corsia (in funzione dai 60 km/h), il sistema di parcheggio assistito e i sensori per l’angolo cieco. Il due litri quattro cilindri sovralimentato eroga 150 CV a 3.750 g/m mentre la coppia massima di 320 Nm si ottiene già a 1.750 g/m. Un modello che raggiunge i 200 chilometri all’ora di velocità massima con, però, buoni consumi: la Casa dichiara 6,4 litri ogni 100 chilometri in città, 5 litri per 100 km sulle strade veloci e 5,5 litri nel misto.

IN ARRIVO Già ordinabili, ma con tempi di attesa maggiori, il benzina 2.0 TFSI da 190 e 230 CV, anche a trazione integrale, oltre alla variante con le quattro ruote motrici della Q3 35 TDI.


17 ANALISI Audi Q3.qxp_Layout 1 13/02/19 09:44 Pagina 47

L’ANALISI DI

I TEMPI DI CONSEGNA Audi dichiara tempi di consegna sui 90 giorni.

IL VALORE RESIDUO I modelli Audi rappresentano una “sicurezza” sul mercato dell’usato ormai da anni. La Casa ha un programma specifico chiamato Prima Scelta: plus che offre vetture con meno di 60 mesi e 150mila chilometri sottoposte a 110 accurati controlli e una garanzia è di quattro anni.

I COSTI DI GESTIONE Al di là della garanzia è possibile chiedere un’estensione di tre, quattro o cinque anni dalla data di immatricolazione (rispettivamente fino a un massimo di 90mila, 120mila o 150mila chilometri di percorrenza totale) stipulando l’Audi Extended Warranty. Interessante l’Audi After Sales Warranty

che è un prodotto assicurativo, progettato in cooperazione fra Audi Financial Services e Audi Service Italia, che estende la copertura di garanzia alle vetture che non hanno acquistato l’estensione. Può essere attivata entro due anni e 50mila chilometri dall’immatricolazione. Sul fronte della manutenzione, Audi Premium Care e Audi Additional Care, sono le due formule prepagate che garantiscono tutta la qualità dei servizi Audi a un prezzo prefissato.

LE FORMULE FINANZIARIE

MISSIONFLEET

e conveniente. Grazie a questa speciale linea di finanziamento a tasso zero, si possono dilazionare le spese d’officina da 500 a 3mila euro, personalizzando la durata fino ad un massimo di 24 mesi.

IL NOLEGGIO Il cardine del Noleggio a lungo termine si chiama Solution, che naturalmente consente di avere tutti i vantaggi di possedere un’automobile personale senza dover sottostare agli obblighi di gestione. Tutto è incluso nel canone mensile (dal bollo all’assicurazione, dalla manutenzione all’assistenza).

Sono cinque, messe a punto da Volkswagen Financial Services: Valore Futuro I PREGI E I DIFETTI Garantito, Più Credito, Drive Time e Leasing Finanziario. A parte il feeling di guida, le Inoltre ecco la soluzione “cose belle” che si trovano Mekkano che è il nella Nuova Q3 sono comuni finanziamento agevolato che al DNA di tutti i modelli permette di affrontare le Audi: abitacolo spazioso e spese di manutenzione e ben modulabile, grande ripristino dell’auto oppure di baule, finiture di alto livello, acquistare accessori ampia disponibilità di originali in modo accessibile personalizzazioni. Sull’altro

fronte, e non è una novità, la dotazione di serie è adeguata ma risulta praticamente impossibile non fare alzare il prezzo della Q3, anche scegliendo allestimenti di buon livello. Altro neo: il tunnel risulta ingombrante per chi siede posteriormente nel posto centrale. Infine una lacuna, che facilmente verrà colmata negli anni a seguire, ovvero l’arrivo di modelli elettrificati.

IMMAGINE La Q3 è un’auto totalmente diversa rispetto a quella che venne lanciata nell’ormai 2011. Possiamo dire che in comune ci sono unicamente il nome e la capacità della Casa di Ingolstadt nel creare quell’empatia immediata tra ogni suo modello e un guidatore, soprattutto se neofita. Le dimensioni e i plus ne fanno ora uno di quei Suv medi “premium” che uniscono a un’affidabilità importante tanto spazio con il tocco in più della Casa dei quattro anelli. FEBBRAIO-MARZO 2019 | 47


18 News.qxp_Layout 1 13/02/19 09:46 Pagina 48

MISSIONFLEET

MERCATO

Continua la guerra al Diesel LA MAPPA EUROPEA DEGLI STOP AL DIESEL Da Carpardoo marchio di kfzteile24, uno dei maggiori distributori tedeschi di ricambi e accessori per auto, ecco la mappa europea interattiva delle zone soggette alle restrizioni per i diesel. La mappa si basa sulle varie normative locali ed è il Centro Europa, con Germania, Austria, Olanda e Francia, oltre al Regno Unito e all’Italia, in particolare il Nord, dove si trovano le zone con le maggiori restrizioni per i diesel. Vedi su www.missionline.it/mission-fleet-post/restrizioni-per-i-diesel/

SVEZIA STOP AI MOTORI A COMBUSTIONE ENTRO IL 2030 La Svezia è, secondo quanto dice l’esperta di trasporti di Greenpeace Marion Tiemann, il decimo paese al mondo ad avere definito una data per lo stop ai motori a combustione. L’annuncio lo ha fatto il premier Stefan Lofven durante la sua dichiarazione di governo al Parlamento, che punta a vietare del tutto la vendita di auto nuove con motori diesel o benzina entro il 2030. Data limite che, come pubblicato anche da noi nello scorso numero, AlixPartners ha definito per l’addio al diesel. Gli altri paesi che hanno deciso una data per la rivoluzione della mobilità sono ovviamente la Norvegia, che ha come obiettivo lo stop ai motori endotermici già per il 2025, grazie anche al fatto di aver raggiunto quasi il 50% di nuove immatricolazioni elettriche, e altri paesi del Centro-Nord Europa: come la Danimarca, l’Irlanda, i Paesi Bassi, il Regno Unito, l’Islanda e la Francia, che lavorano a scadenze simili, fra il 2030 e il 2040, così come le super inquinate India e Cina. La Svezia è inoltre appoggiata dai principali costruttori del paese, controllati da capitali cinesi, come Volvo e Nevs, acronimo di National Electric Vehicles Sweden, la società nata sulle ceneri della Saab, che sta producendo attualmente un modello puramente elettrico.

Spedizione Posta Target - Magazine

Registrazione Tribunale di Milano n° 219 del 28/03/2006 Direttore responsabile Alberto Vita Collaboratori Andrea Barbieri Carones, Maurizio Bertera, Arianna de Nittis, Alessandro Palumbo, Marco Persico, Serena Piazzi, Salvatore Saladino Progetto grafico Arianna Pierri Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA) Distribuzione in Italia Faenza Printing Industries, Faenza (RA)

48 | FEBBRAIO-MARZO 2019

Tariffa abbonamento annuo: 30,00 euro Bonifico bancario per Banca Popolare di Sondrio, Agenzia n. 13 di Milano - c/c 000005445X70 CIN X - ABI 05696 CAB 0161 IBAN IT78X0569601612000005445X70 intestato a Newsteca Srl D.Lgs 196/03 del 30 giugno 2003 (tutela della privacy): titolare del trattamento dei dati personali utilizzati per l’invio della rivista è Newsteca Srl. Gli interessati potranno esercitare i diritti previsti dall’art. 7 del citato D.Lgs. telefonando al n. 02/36599030 Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati ad uso redazionale è il direttore responsabile a cui ci si può rivolgere per i diritti previsti dal D.Lgs 196/03 (tel. 02/36599030).

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