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ANNO XXI NUMERO 6 • DIC 2020 - GEN 2021
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Sommario Dicembre-Gennaio
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RUBRICHE
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02 HOSPITALITY
Questo hotel è un ufficio di Paola Baldacci
NEWS 16 VOLI IN PILLOLE 30 MERCATO 33 MICE IN PILLOLE 39 DAL MONDO
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA 17 AMERICAN EXPRESS
American Express firma un accordo con itTaxi
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26 MISSIONMICE
La rivoluzione digitale degli eventi di Simona Parini
07 MISSIONFORUM 2021
Travel, fleet e event manager al centro a cura della redazione
08 TRAVEL MANAGEMENT COMPANY
Verso i modelli misti
32 IMA 2021
Apriamo le candidature di Paola Lucchetta
34 AD ALTA QUOTA
Corridoi nei cieli di Paola Baldacci
di Arianna De Nittis 38 INVESTIMENTI 18 INSIGHTS
Self booking tool, il risveglio
Le grandi catene credono nell’Italia a cura della redazione
di Dario Bongiovanni 23 PROFESSIONE TRAVEL MANAGER
Un pieno di energia (rinnovabile) di Anna Fraschini
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Questo hotel è un ufficio
Hospitality Trends
Esploriamo la nuova frontiera delle smart working room: così i principali attori dell’hôtellerie reinventano gli spazi. I borghi si trasformano in smart village. Cambia il modo di lavorare e di viaggiare
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ella corsa a reinventarsi di professioni e luoghi, l’hospitality ha proseguito una vocazione che le appartiene da sempre. Quella dell’accoglienza che cambia con i gusti e le necessità dei suoi ospiti. E in assenza di viaggiatori d’affari come d’abitudine, il 2020 di pandemia riporta in superficie l’abilità della conversione dell’hôtellerie. Tra smart working room e trasformazioni in “hotel sanitario”, nella seconda metà dell’anno più catene, di ogni segmento, hanno formulato una proposta su sollecitazione della domanda interna. Byhours, unica piattaforma online e app mobile su scala internazionale che permette di riservare microsoggiorni in oltre 3.000 hotel in pacchetti da 3, 6 e 12 ore, ha reso noti alcuni dati che avvalorano il trend. «L’Italia ha guidato il rilancio dalla primavera – spiega il fondatore Christian Rodriguez –, dopo il blocco del primo lockdown, a maggio nel nostro Paese le prenotazioni sono cresciute di oltre 12 volte, un boom cui ha fatto seguito a giugno un consolidamento grazie a un ulteriore +124%». Secondo Byhours, questa modalità ha convinto proprio i professionisti costretti al lavoro agile. I plus: zero distrazioni dell’ambiente domestico, massimo comfort, elevati standard di igiene, sicurezza e connessioni Internet di
di Paola Baldacci
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1,5 milioni di mq Sono gli spazi a uso ufficio rimasti sfitti nel primo semestre del 2020.
BYHours L’app ByHours conta oltre 123.000 utenti registrati, attivi nel prenotare in tutto il mondo in numerose catene alberghiere affermate come Hilton, Barceló, NH, Sheraton e W Hotel.
Christian Rodriguez, Byhours
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dei Bettoja Hotels, a Roma, battezza il servizio “business room” che prevede due ambienti separati. Da una parte la camera da letto con scrivania e i consueti comfort della catena e dall’altra un ambiente comunicante per lo smart working, di 50 metri quadrati. Il tavolo riunioni può accogliere 4 persone, è presente una tv a schermo piatto adatta per le presentazioni. La tariffa è di 145 euro, a camera e a notte.
Andrea Faini, World Capital. Sotto, una Smart Working Room dello Starhotels Helvetia & Bristol, a Firenze. Nella pagina a fianco, una Hybrid Room di Rocco Forte a Roma
Hotel sanitario
qualità, pagando solo per il tempo effettivamente necessario. Starhotels e Bettoja Dopo le primissime proposte da parte degli hotel economici (di cui vi abbiamo scritto su Mission 3/2020 a firma di Arianna De Nittis), il trend dell’hotel ad uso ufficio ha visto ampliare gli aderenti. La catena fiorentina Starhotels ha formulato l’offerta delle “Smart Working Room” a inizio novembre: le camere sono disponibili dalle 9
B&B Hotels ha trasformato la struttura di Firenze Novoli in “hotel sanitario”. Le 88 camere accolgono il personale medico e chi necessita di uno spazio adeguato a trascorrere i giorni di isolamento.
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alle 19 alla tariffa di 69 euro a persona negli Starhotels Premium situati nelle migliori destinazioni italiane tra cui Bologna, Genova, Milano, Roma, Saronno e Torino. Per gli Starhotels Collezione di Firenze, Milano, Roma, Siena, Trieste e Venezia la tariffa è di 89 euro. Le cancellazioni sono accettate senza penalità fino alle ore 16.00 del giorno precedente l’arrivo in hotel, salvo diversa indicazione al momento della prenotazione. Il Massimo d’Azeglio, struttura
Il Mice diventa ibrido NH Hotel Group ha reso disponibili gli spazi e le aree meeting dei propri alberghi per l’organizzazione di riunioni ed eventi virtuali. Grazie alla tecnologia e alle dotazioni che completano l’offerta Mice, la catena offre la possibilità di organizzare meeting ibridi che mettono in contatto persone da diversi luoghi del mondo e nel pieno rispetto di quelle che sono le attuali misure di sicurezza. «La tariffa per affittare spazi a questi fini si basa sul tipo di necessità del cliente e sulla base delle strutture tecnologiche richieste – spiega una nota –. Vengono create soluzioni tailor made in base alle diverse esigenze al fine di garantire il massimo della qualità audio/video». La formula “Bed & Bureau” Le società di consulenza e intermediazione immobiliare con particolare attenzione al retail e al real estate “turistico” sono attente all’evoluzione del fenomeno. Secondo una survey condotta da World Capital “su un campione significativo di aziende”, come asserisce, emerge che il co-working alberghiero si distingue come una diffusa forma di home office durante la pandemia. Nel 28,3% dei casi tale modalità viene vista come una combinazione tra aree comuni e uffici singoli. Il 63% degli intervistati sta considerando di utilizzare gli ormai numerosi spazi in condivisione nelle grandi città. «Al contrario, gli uffici di prossimità (nelle periferie) non sembrano rappresentare una solu-
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Hospitality Trends
zione funzionale», spiega il Ceo, Andrea Faini. In ufficio nel borgo Non è solamente l’hospitality in hotel a proporsi nell’home working. Sul Monte Amiata in Toscana nasce Santa Fiora Smart Village. Il Comune pagherà il 50% dell’affitto a chi deciderà di trasferirsi per lavorare da remoto. Fino al 31 dicembre si può partecipare al bando. C’è la banda ultralarga, gli ambienti sono loft, c’è un servizio di e-bike. Scrivendo a comune.santafiora@postacert.toscana.it ci si candida per un voucher di 200 euro al mese (massimo 6) a copertura delle spese per l’affitto dell’abitazione, fino ad un massimo del 50%. Il design fa la sua parte Architetta e giornalista sulle pagine del Sole-24 Ore, a Paola Pierotti abbiamo chiesto della re-interpretazione degli ambienti alberghieri. Spiega: «L’innovazione nel mondo dell’hôtellerie significa contaminazione di funzioni e sperimentazione nell’offerta di spazi e servizi, anche
Le Hybrid Rooms di Rocco Forte a Roma La trasformazione degli spazi in hotel coinvolge anche il Mice. L’hotel De La Ville, secondo indirizzo romano del gruppo Rocco Forte Hotels, ha presentato l’Hybrid Ivy room e l’Hybrid studio suite. Si tratta di due spazi per meeting ed eventi dotati di strumenti capaci di rispondere alle mutate esigenze del comparto, che come è noto è sempre più rivolto ai format ibridi e virtuali. Ecco un setup modulare, nella “Room”: uno stage per gli speaker, completo di backdrop personalizzabile o schermo Lcd, impianto audiovisivo d’eccellenza, telecamere di ripresa professionale. Abbinato all’assistenza tecnica di un digital event organizer. La “Suite” è uno spazio dedicato a eventi ibridi più raccolti e pensato principalmente per chi opera nella comunicazione e nelle PR. Un salotto elegante ed esclusivo in cui condurre interviste, presentazioni, talk show o videoconferenze in totale privacy, disponendo delle tecnologie di uno “studio televisivo”. grazie al plus del design e dell’architettura. Ieri il must era lo stop alla separazione netta tra le aree di accoglienza e quelle dedicate al food & beverage, oggi è l’inserimento anche di spazi per il co-working con servizi aperti ai non ospiti degli hotel». Partner della società Ppan che monitora l’attualità del settore del mondo del costruito, Pierotti propone una riflessione sui
casi italiani. Ad esempio, lo studio Marco Piva si sta occupando della riconversione del palazzo del Touring Club in corso Italia in hotel Radisson. «In questo caso si riducono al massimo i limiti per aprire l’edificio alla città, si punta su una ristorazione aperta e integrata con una libreria e una biblioteca sul viaggio». Insomma, funzioni ibride e contaminate. Per un target che in-
Il mercato immobiliare Secondo le rilevazioni di World Capital, a Milano, che è il “prime rent nazionale”, si pagano (in locazione) 585 euro al mq all’anno nelle zone centrali e tra i 150 e i 190 €/mq/anno in periferia. Roma, invece, registra il canone massimo in centro (415 €/mq/anno), cresciuto di circa il 12% negli ultimi due anni. Nelle zone centrali delle altre città italiane emergono i valori di Firenze (325 €/mq/anno) e Bologna (240 €/mq/anno).
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Hospitality Trends
Barbara Czyzewska, head of luxury marketing e brand management di Glion Institute . Sotto, una Smart Working Room al Rosa Grand Milano
PAOLA PIEROTTI: «IERI IL MUST ERA LO STOP ALLA SEPARAZIONE NETTA TRA LE AREE DI ACCOGLIENZA E QUELLE DEDICATE AL FOOD & BEVERAGE, OGGI È L’INSERIMENTO ANCHE DI SPAZI PER IL CO-WORKING CON SERVIZI APERTI AI NON OSPITI DEGLI HOTEL».
Si rinnova anche il bleisure Barbara Czyzewska: «Visto che uno degli impatti della pandemia è che i lavoratori mettono in dubbio la necessità di essere in ufficio, ci si aspetta che nei prossimi due anni aumenteranno le persone che prenoteranno soggiorni di piacere, garantendo la propria professionalità a distanza».
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teresserà i travel e gli event manager, quando le limitazioni alla mobilità si allenteranno. Più frequente sarà la relazione con l’arte, nell’intento di ricavare negli hotel degli spazi espositivi. «Sempre lo Studio Marco Piva a Milano sta realizzando il Gran Meliá in Piazza Cordusio spostando gli spazi comuni, reception inclusa – racconta Pierotti – dal piano terra all’ultimo piano, sotto la cupola del palazzo esistente». Infine, tra le esperienze più in-
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novative in scala internazionale, ecco i Members club, com’è Soho House a Londra, dedicato all’industria creativa. «Qui si paga una fee per un uso continuativo della struttura e dei suoi servizi», conclude. Le università che formano i manager e le leadership dell’ospitalità, come Glion Institute of Higher Education, ci ricordano che la storia ci ha già consegnato esempi di hotel-ufficio. Esattamente nell’immediato secondo Dopoguerra. Spiega Barbara Czyzewska, head of luxury marketing e brand management dell’accademia svizzera: «Con l’aumento degli investimenti americani in Europa grazie al Piano Marshall, si ampliò anche la richiesta di servizi da parte degli uomini d’affa-
ri in viaggio. La prima risposta a queste aspettative fu il tentativo di Hilton di combinare la camera da letto con lo spazio ufficio sostituendo il letto tradizionale con uno convertibile in divano durante il giorno. Questa soluzione, però, non si è rivelata molto popolare e la catena tornò a una disposizione classica delle camere». Tornando all’oggi, la docente specializzata nel lusso fa notare che il brand alberghiero CitizenM «è molto popolare tra i viaggiatori d’affari perché offre lounge e bar che possono essere utilizzati sia per socializzare che per concentrarsi su un progetto». Perciò visto che uno degli impatti della pandemia è che i lavoratori mettono in dubbio la necessità di essere in ufficio, «ci si aspetta che nei prossimi due anni aumenteranno le persone che prenoteranno soggiorni di piacere, garantendo la propria professionalità a distanza», dichiara Czyzewska. Insomma, il bleisure non tramonta e si rinnova anch’esso. «In un certo senso potrebbe essere visto come un modello bleisure inverso, in cui le persone svolgono mansioni lavorative durante le vacanze, piuttosto che dedicarsi al tempo libero durante i viaggi di lavoro». Il governo di Dubai ha colto questa tendenza offrendo ai professionisti stranieri un programma di lavoro virtuale di un anno. Vengono invitati a vivere nell’Emirato pur continuando a lavorare per la propria azienda. Si promuove questa opportunità facendo leva sullo stile di vita della destinazione, che può offrire una tecnologia all’avanguardia. l
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Travel, fleet e event manager al centro
Appuntamenti online MissionForum 2021
Il 3 marzo 2021 vi diamo appuntamento su Missionforum.it per svelare il fil rouge che in azienda unisce tre figure professionali in piena trasformazione. Accomunate dalla crescente necessità di garantire all’utente finale sicurezza (negli eventi, in auto e in viaggio), benessere e sostenibilità issionForum vira obbligatoriamente al digital, cavalcando l’accelerazione alle trasmissioni in streaming che gli eventi ibridi hanno brillantemente interpretato durante i lockdown. Cambia il linguaggio, il ritmo, qualcuno ha detto persino la sintassi della comunicazione, ma il contenuto resta “sovrano”, tanto per parafrasare Bill Gates, nell’ormai lontano 1996. Non possiamo incontrarci in presenza, allora vi diamo appuntamento online: il 3 marzo 2021. Normalmente ci saremmo visti in un bel salotto, perché le sale convegni le avevamo già lasciate con l’edizione 2020 dei nostri “talks”, andata in scena per fortuna “live” in una location informale e accogliente. Parlavamo di fleet management, nello specifico. Questa volta, invece, vogliamo coniugare tutte e tre le nostre specializzazioni, di cui leggete ogni giorno su Missionline.it e sulle due riviste Mission e MissionFleet. Per la prima volta uniamo le figure professionali che rappresentano le nostre audience con un filo di argomenti per tessere una trama su: • le professioni in evoluzione di travel, fleet e event manager; • sicurezza, benessere, digitalizzazione, sostenibilità.
a cura della redazione
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Pensateci un momento: il fil rouge sotteso è fin palpabile, fra questi argomenti. La sicurezza nel travel, nelle flotte aziendali e negli eventi è un tema centrale per i responsabili aziendali di viaggi d’affari, mobilità e Mice. Le esigenze di security per
Un programma intenso
i viaggiatori aumentano ogni giorno, così come sulle auto (Adas), mentre negli eventi dal punto di vista sanitario e dei protocolli. Il benessere in azienda è del viaggiatore, del driver, dello spettatore. È chiaro a tutti che si pone una nuova attenzione da parte delle risorse umane sui viaggiatori d’affari, sui dipendenti alla guida di un’auto aziendale, su chi organizza e partecipa a un evento. Ci chiederemo più spesso: sarà utile e appagante, oppure solo una perdita di tempo, energie e denaro? E ancora, digitale e sostenibile è il new normal della mobilità. Nei viaggi, negli eventi, nelle flotte auto: ecco perché nasce MissionForum del 3 marzo 2021 dall’unica casa editrice (noi, Newsteca) specializzata nella mobilità aziendale
a 360 gradi. La mezza giornata si articolerà in discussion panels, presentazioni in video e un marketplace online in cui potrete visitare gli espositori, parlare con loro. Tutto in live streaming sulla piattaforma Missionforum.it. Ad aprire una ricerca esclusiva commissionata al professor Giacomo di Foggia del Dipartimento di scienze economico-aziendali e Diritto per l’economia dell’Università di Milano-Bicocca. Tema: L’evoluzione del ruolo del travel manager, del fleet manager e dell’event manager. l
La mezza giornata di MissionForum 2021, in live streaming, si articolerà in discussion panels, presentazioni in video e un marketplace online in cui visitare gli espositori.
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Verso i modelli misti
Travel management company Remunerazione
La transaction fee e la management fee non tutelano piĂš le agenzie, soprattutto in tempi di Covid. E le Tmc mettono a punto nuove soluzioni ibride che includono una parte di compensi fissi e una variabile 8
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Travel management company Remunerazione
l Covid–19 ha messo il mercato dei viaggi di fronte a scenari e problemi del tutto nuovi, ma non solo. Ha anche reso più urgente la risoluzione di una questione che si trascina ormai da molti anni, nonostante le ripetute (e inascoltate) denunce di alcuni attori della filiera. Si tratta della remunerazione delle travel management company, che ormai incassano fee ridotte all’osso sia dai fornitori di servizi sia dalle aziende. Una situazione che con la pandemia è diventata ancora più critica.
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Ricavi sempre più difficili Se ne è parlato anche lo scorso novembre, durante un webinar di Gbta Italia. Nel suo intervento Davide Rosi, managing director di Bcd Travel Italy, ha sintetizzato il modello di pricing applicato alle agenzie di viaggio: una fetta dei loro ricavi deriva, oltre che dal cliente finale, dai fornitori, sotto forma di mark–up sulle quote nette, oppure commissioni e incentivazioni di vario tipo sul prezzo finale del servizio (ad esempio le overcommission sui biglietti aerei). Un sistema che però andrebbe cambiato perché non è più funzionale alle esigenze di tutti gli attori della filiera. Oggi infatti, ha spiegato Rosi, nel mix di ricavi delle Tmc i compensi versati dalle aziende pesano solo tra il 40 e il 60%. Nel 95% dei casi, inoltre, le agenzie stipulano con i clienti accordi di transaction fee, che prevedono il versamento di commissioni sulle singole transazioni. Si può dunque ben immaginare in quale difficoltà si trovino attualmente le Tmc, visto che le trasferte si sono drasticamente ridotte a causa della pandemia. Anche per quanto riguarda la quota di compensi versati dai supplier, si è assistito negli ultimi anni a una progressiva contrazione. Nel 2000 i ricavi da business ammontavano all’11% del totale ed erano ripartiti in un 5,60% di commissioni e un 5% di incentivi riconosciuti dai for-
«IL FUTURO VEDRÀ LA CRESCITA DI UN APPROCCIO MISTO, COMPOSTO DA UNA PARTE FISSA DI MANAGEMENT FEE, CHE GARANTIRÀ IL SERVIZIO DI INFORMAZIONI E ASSISTENZA, E UNA PARTE VARIABILE IN FUNZIONE DEL VOLUME O DEL NUMERO DI TRANSAZIONI» nitori, a cui si aggiungeva una piccola percentuale (lo 0,45%) provenienti dei sistemi di distribuzione (Gds). Nel 2019 (quindi ancora in uno scenario pre-Covid), l’incidenza di questi ricavi è crollata al 2,3%, di cui l’1,5% e lo 0,75% erano costituiti rispettivamente da incentivi versati dai fornitori e dai Gds, mentre le commissioni si sono, come è noto, praticamente azzerate (0,06%). E i compensi, ha detto Rosi, potrebbero diminuire ulteriormente, visto che i vettori puntano sulla nuova piattaforma Ndc per ridimensionare il ruolo dell’intermediazione.
E allora, che cosa si può fare per riconoscere alle agenzie la giusta remunerazione, soprattutto in un periodo drammatico come quello che la travel industry sta attraversando? Abbiamo pensato di dedicare a questo tema cruciale la nostra inchiesta annuale sulle travel management company italiane. Ed ecco che cosa ci hanno detto i principali player.
di Arianna De Nittis
Management fee Si tratta di un canone forfettario, di solito addebitato all’azienda su base mensile, corrispondente a tutti i servizi forniti dall’agenzia di viaggi.
Consulenti, non bigliettai Enrico Ruffilli, amministratore delegato di Uvet Gbt, conferma che «il mercato del business travel ha adottato negli ultimi anni un modello di remunerazione basato in ma-
FOTO DI OCTAVIAN DAN SU UNSPLASH
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Travel management company Remunerazione
Movida Viaggi Vacanze Proprietà: 2 soci N. dipendenti: 13 Fatturato 2019: volume d’affari di oltre 11 milioni di euro Principali novità di quest’anno: attività per informare i clienti, quali pillole video con i fornitori, webinar e tavole rotonde tra fornitori e clienti, un video informativo sulle modalità di accesso all’aeroporto di Venezia, promozione del prodotto di risk management, accordo con un’azienda sanitaria per avere priorità e costi agevolati nell’esecuzione dei tamponi
Transaction fee È una tassa predefinita associata a un singolo servizio offerto dall’agenzia (ad esempio le prenotazione di voli o alberghi e le riprenotazioni).
niera prominente sulla “transaction fee“, ossia la remunerazione di un singolo servizio reso al cliente per tipologia di vendita, differenziando i singoli prezzi per transazione secondo l’impegno che quel servizio specifico pesava sulla struttura dei costi “time consuming”. Con l’avvento della pandemia e con il crollo del mercato i ricavi da transaction fee si sono praticamente azzerati, mentre i costi diretti e indiretti sono rimasti invariati, mettendo in grave difficoltà la tenuta economica delle Tmc. Si tratta di un modello di pricing che non è più attuabile in linea generale, ma soprattutto nelle configurazioni di servizio di tipo ex-
Sopra Davide Mensali, Movida Viaggi. Qui a fianco, Enrico Ruffilli, Uvet Gbt
plant, dove le risorse dedicate al singolo cliente spendono una parte importante del loro tempo nel fornire ai passeggeri informazioni non remunerate». Ma come si spiega la prevalenza di questo tipo di accordi? «La transaction fee è legata al vecchio mestiere del “bigliettaio che emette”, rafforzato in Italia, purtroppo, dall’incapacità delle agenzie di viaggio, vent’anni fa, di spostare sui clienti il pagamento e la valorizzazione di un servizio che prima si auto–remunerava con le commissioni dei vettori aerei – dichiara Davide Rosi di Bcd Travel –. Di fatto, da lì non ci siamo più spostati, benché il servizio delle Tmc oggi sia completamente diverso e lontano da ciò che era. E la crisi pandemica ha dimostrato questa distorsione: si sono fermate completamente le transazioni, si sono interrotti quasi tutti i flussi di ricavo, ma noi non ci siamo mai fermati, anzi. Tutte le componenti per cui da anni ci battiamo perché ven-
ga riconosciuto il nostro ruolo di consulenti e partner sono state focali per fronteggiare l’emergenza». È d’accordo anche Loretta Bartolucci, commercial director di Cisalpina Tours: «Se, da una parte, abbiamo assistito a una forte diminuzione delle trasferte, dall’altra il lavoro della Tmc è aumentato in maniera esponenziale. I tempi di gestione di un singolo viaggio si sono decuplicati come le fonti da consultare. In tutto questo le Tmc devono continuare a garantire l’organizzazione, la gestione, la supervisione e consulenza dedicata con un’assistenza h24, ma è chiaro che la disponibilità h24, in una situazione dove i viaggi (e le nostre fee) si sono fortemente ridotte, non può essere data per scontata. È proprio in questo momento che dobbiamo porre le basi per una rivisitazione di tutta la filiera del business travel, dando vita a partnership più concrete in cui il valore aggiunto sia chiaro e remunerato».
Uvet Gbt Proprietà: Gruppo Uvet e American Express Global Business Travel N. dipendenti: 530 Fatturato 2019: 620 milioni di euro Principali novità di quest’anno: nel mese di dicembre sarà lanciata una versione evolutiva di Biz Travel Evolution, self booking tool del Gruppo Uvet. Oltre a offrire una nuova user experience, gestirà le trasferte in modalità “door to door”. Alla versione Desktop si aggiungerà quella Mobile con le stesse funzionalità 10
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Travel Specialist N. agenzie affiliate: Travel Specialist è la società che rappresenta in Italia le agenzie di viaggio italiane affiliate al network Lufthansa City Center. Conta 19 agenzie socie e 9 affiliate Fatturato complessivo 2019: 101, 4 milioni di euro
«Tutti gli accordi che stipuliamo sono di transaction fee, è raro che le aziende optino per i contratti di management fee – testimonia inoltre Andrea Cazzaro, marketing & operations director di Hirondelle Viaggi –. È un modello di pricing che in questo momento mette in difficoltà le Tmc, anche perché non siamo nella condizione di rinegoziare le fee con i nostri clienti. Oltretutto, c’è sempre il rischio che le imprese decidano di bypassare l’intermediazione, prenotando i propri servizi di viaggio online. Da poche settimane abbiamo cominciato a proporre ai nostri clienti l’Ndc di Iata, attraverso cui richiediamo ai clienti un compenso un po’ più elevato, anche in ragione dell’impegno necessario per la gestione tecnologica del protocollo». «Forse – sottolinea Davide Mensali, titolare di Movida Viaggi – è giunto il momento di fare un reset di tutto e ripartire riconoscendo con il giusto valore economico il servizio
di consulenza delle Tmc, che ora più che mai diventa indispensabile e prezioso. Siamo arrivati a livelli di transaction fee improponibili». Management fee: è la soluzione? Negli anni passati le Tmc hanno individuato negli accordi di management fee il modello di pricing in grado di valorizzare il loro ruolo di consulenti. Ma è così anche oggi? «Probabilmente il modello di management fee in modalità “canone” è la soluzione che meglio risponderebbe alle necessità del momento – afferma Sandro Palumbo, direttore commerciale business travel di Welcome Travel Group –. La difficoltà sta nel definirne il valore. L’incertezza dei prossimi mesi e la consapevolezza che il BT sarà uno degli ultimi servizi a ripartire rende impossibile portare al cliente un valore economico condivisibile. In ragione di ciò, potrebbe essere più semplice chiedere una rinegoziazione della fee per i prossimi mesi, adducendo a motivo tutte le operazioni extra ticketing che l’agenzia sta svolgendo e di cui l’azienda è al corrente. Il cambio di modello, a
mio parere, potrà avvenire, eventualmente, non prima del 2022. Welcome Travel sta registrando un’attenuazione delle necessità consulenziali rispetto a marzo e aprile e la nostra scelta, sui clienti diretti, è quella dell’attesa. Decideremo se muoverci commercialmente quando saranno più chiari gli indicatori di ripresa e, soprattutto, i contenuti commerciali di compagnie aeree, Gds e altre tipologie di fornitori». «Tra i modelli di remunerazione Gattinoni utilizza principalmente le transaction fee e le management fee, ma in un contesto così particolare come quello che stiamo vivendo nessuno dei due modelli ci sta tutelando – ci dice inoltre Eros Candilotti, direttore business travel di Gattinoni –. Da un lato, infatti, con le transaction fee se non ci sono transazioni non si percepisce nulla. Dall’altro, le aziende ci hanno chiesto di rivedere e, in alcuni casi, addirittura congelare i contratti di management fee».
Subscription fee + management fee Tra i modelli di pricing misti che le Tmc stanno mettendo a punto compare, ad esempio, una subscrition fee quale copertura dei costi fissi sostenuti dall’agenzia per l’impiego di personale dedicato, a cui si aggiunge una transaction fee sulle transazioni.
Sopra Umberto Sassatelli, Travel Specialist Italy. Sotto, Simone Frigerio, Frigerio Viaggi
Frigerio Viaggi Proprietà: Frigerio Viaggi N. dipendenti: 80 Fatturato 2019: nd Principali novità di quest’anno: evoluzioni al self booking tool C.T.M.P. (Corporate Travel Management Portal), che diventerà sempre più tecnologico e digitale. Sul fronte eventi, nuovi format che consentono di superare i limiti della fisicità attraverso la tecnologia, enfatizzando però l’elemento umano (digital meeting e virtual event) 2020 dicembre - 2021 gennaio |
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Travel management company Remunerazione
Welcome Travel Network Proprietà: 50% Alpitour e 50% Costa Crociere N. dipendenti: 87 Business 2019: 220 milioni di euro per le sole prenotazioni Iata relative al business travel
Sandro Palumbo, Welcome Travel
Verso i modelli misti Ma allora quali potrebbero essere le soluzioni alternative? Secondo i nostri intervistati, in futuro prenderanno sempre più piede dei modelli di pricing misti tra transaction e management fee. «Molti nostri soci hanno in essere accordi a transaction fee e questo ovviamente incide pesantemente sulla remunerazione di questo periodo – dichiara ad esempio Umberto Sassatelli Sal-
vadori, vice presidente di Travel Specialist (realtà che rappresenta in Italia le agenzie di viaggio italiane affiliate al network Lufthansa City Center) e presidente di Viaggi Salvadori 1929 –. Fortunatamente però ci sono anche contratti di management fee, che sono stati in parte aggiornati di comune accordo con i clienti a causa del grosso calo dei volumi. Riteniamo che il futuro possa vedere la crescita di un approccio misto, composto da una parte fissa di management fee, che garantirà il servizio di informazioni e assistenza, e una parte variabile in funzione del volume o del numero di transazioni». «L’attuale situazione ha posto in
evidenza la fragilità del modello di transaction fee, che a mio avviso si dovrebbe evolvere verso un format misto con una parte variabile e una parte fissa, in modo che, se anche vengono meno i volumi, l’azienda debba comunque riconoscere una remunerazione alla Tmc. Esattamente come un contratto di somministrazione di servizio di software – dichiara Simone Frigerio, direttore commerciale del Gruppo Frigerio Viaggi –. Le aziende hanno ridotto i volumi a causa della pandemia e noi abbiamo chiesto a diversi clienti di integrare il calo di fatturato. Del resto ne va della sopravvivenza della categoria». «Nel prossimo futuro riteniamo ne-
Contact fee È il modello proposto dal gruppo Uvet Gbt in caso di richieste di servizi che coinvolgono gli operatori dell’agenzia, ma non producono nessuna transazione ed emissione di titoli di viaggio.
FOTO DI RAMIZ-DEDAKOVIC SU UNSPLASH
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Travel management company Remunerazione
Canone mensile
Hirondelle Viaggi Proprietà: Giuliano Cazzaro N. dipendenti: 21 Fatturato 2019: 9,5 milioni di euro Principali novità di quest’anno: implementazione di Ndc
cessario un cambiamento di remunerazione dalla trasaction fee pura a un modello misto, cioè una subscription fee quale copertura dei costi fissi sostenuti dall’agenzia per l’impiego di personale dedicato, a cui si aggiunge una transaction fee sulle transazioni – aggiunge Enrico Ruffilli –. Abbiamo inoltre valutato con Amex Gbt l’introduzione di una contact fee per tutte quelle richieste di servizi che coinvolgono i nostri operatori, ma non producono nessuna transazione ed emissione di titoli di viaggio. Restano invariati tutti i servizi ancillari che riteniamo debbano continuare a essere gestiti attraverso il meccanismo della transaction fee per dare al cliente la scelta di utilizzarli o meno». Non è dissimile la proposta di Cwt. «Abbiamo creato e sperimentato diversi nuovi modelli di pricing che
riteniamo siano vincenti sia per i nostri clienti che per noi – racconta infatti la senior director customer management, Alessandra Pisanu –. Il nostro approccio ibrido, basato su subscription fee e transaction fee, è stato finora accolto in maniera incoraggiante dai nostri clienti. Questo perché offre la possibilità di definire meglio il budget destinato al travel, riducendo le variazioni». Btm, infine, ha individuato una soluzione già in uso nel mercato anglosassone: «Un abbonamento-canone mensile per pacchetto di servizi di business travel, che sono inclusi nel prezzo indipendentemente dall’emissione di un titolo di viaggio – spiega la titolare, Susanna Peretti –. Il costo del canone sarà quantificato in base alle necessità del cliente: l’abbonamento “premium” comprenderà tutti i servizi e assistenza disponibili; quello “standard” includerà servizi base e assistenza; il “light”, infine, fornirà solo assistenza qualora l’azienda utilizzi un self booking tool. «Le aziende più strutturate ci hanno dichiarato di essere disposte a rivedere gli accordi e la struttura dei co-
sti pur di fornire ai viaggiatori un livello di sicurezza più elevato – dice inoltre Peretti –. Il modello dell’abbonamento può integrare tali costi nei budget. E le Tmc, dal canto loro, possono contare su entrate prevedibili». «Effettivamente – conclude Davide Rosi – cominciano a proliferare nel settore ipotesi di sistemi alternativi di remunerazione (canone, membership fee, subscription fee per traveler) che hanno ancora il limite di non poter lavorare su una visione chiara e strategica di cosa rimarrà dopo, ma intanto avviano ragionamenti che spostano il fulcro su ciò per cui è veramente rilevante rivolgersi alla Tmc per la gestione dei viaggi d’affari».
Si tratta di un abbonamento quantificato in base alle necessità del cliente: la versione “premium” comprende tutti i servizi e assistenza disponibili; la “standard” include servizi base e assistenza; la “light”, infine, fornisce solo assistenza qualora l’azienda utilizzi un self booking tool.
Aprire un dialogo con i fornitori E per quanto riguarda i fornitori? Le agenzie chiedono a gran voce Sopra Andrea Cazzaro, Hirondelle Viaggi. Qui a fianco, Eros Candilotti, Gruppo Gattinoni
Gattinoni Business Travel Proprietà: Gattinoni Travel Network N. dipendenti: 450 dipendenti nell’intero Gruppo Gattinoni, 120 nel business travel Fatturato 2019: 320 milioni il Gruppo Gattinoni, 129 milioni il segmento BT Principali novità di quest’anno: lancio di Fly Gattinoni, partnership con grandi aziende, sviluppi importanti dal punto di vista tecnologico (nuovo self boking tool e app dedicata al business travel) 2020 dicembre - 2021 gennaio |
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Travel management company Remunerazione
Quanto pagano oggi le aziende? Oggi, nel mix di ricavi delle Tmc, i compensi versati dalle aziende pesano tra il 40 e il 60%.
Cwt Proprietà: Cwt Fatturato 2019: volume totale delle transazioni 24,8 Usd Principali novità di quest’anno: lancio di una soluzione per la gestione del jet lag, prenotazione dei voli via web, nuove funzionalità di chat per i clienti, lancio del nuovo ECO framework, cambiamenti nella struttura operativa una ridefinizione dei rapporti per giungere «a un giusto riconoscimento dell’attività delle Tmc, del loro ruolo e del fatto che rimangono il principale canale di distribuzione. È importante che i fornitori non penalizzino le Tmc rispetto al web o ad altri canali, ma le sostengano ed incentivino adeguatamente fornendo strumenti e opportunità preferenziali» dichiara Davide Mensali. «Durante la pandemia abbiamo riscontrato una maggiore collaborazione da parte degli albergatori, al contrario delle compagnie aeree, le quali, a seguito delle numerose cancellazioni di voli che si sono verificate, ci hanno versato i rimborsi dei biglietti acquistati soltanto dopo 6-7 mesi – testimonia Andrea Cazzaro –. Auspico che in futuro si possano impostare rapporti più corretti, anche perché quando ci sarà la
Sopra Alessandra Pisanu, Cwt. Qui a fianco, Susanna Peretti, Btm
ripresa i vettori avranno bisogno anche delle Tmc». «Le Tmc si trovano a pagare pegno per le scelte dei vettori, anche quando, per le logiche volute e messe in atto dagli stessi, dovrebbero trovarsi con il coltello dalla parte del manico – afferma inoltre Davide Rosi –. Ci siamo battuti su questo (e ne abbiamo avuto ragione per vie legali) anche in tempi “non Covid-sospetti”. Il sistema delle commissioni e delle over e il triangolo della remunerazione fornitori-Tmc-aziende non funzionano da nessun lato e vanno ridefiniti. Riconoscendo la dignità e la centralità nella relazione di un player (la Tmc) che è visto troppo commodity e purtroppo, alla luce dei fatti, poco partner». «La contrazione del business porterà tutti i partner della filiera e le aziende clienti a trovare delle nuove modalità di collaborazione con un modello commerciale adeguato alla nuova situazione di mercato – concorda Loretta Bartolucci –. Le Tmc
sono state un partner indispensabile per i fornitori di servizi di viaggio dal momento che si sono accollate una serie di attività (come gestione rimborsi, rimpatri, assistenza h24, rendicontazione e quadratura contabile) che altrimenti non sarebbero stati gestibili da un’azienda. Inoltre, grazie alla fideiussione Iata, possono garantire reali certezze alle aziende in un settore come quello del trasporto aereo soggetto a importanti cambiamenti. Ci dovranno essere sostanziali modifiche sui termini di pagamento: pensiamo, ad esempio, all’imposizione di operatività cashless come modalità anti Covid e a tutti i pagamenti anticipati richiesti da sempre più fornitori, laddove le aziende (che acquistano
Btm Proprietà: Btm N. dipendenti: 18 Fatturato 2019: volumi 21 milioni di euro (+ 5% rispetto il 2018). Numero transazioni 58.432 (+11.5% sul 2018) Principali novità di quest’anno: i progetti che avevano già preso il via nei primi mesi del 2020 hanno subito una drastica interruzione durante il lockdown, per poi essere ripresi, nonostante le limitazioni dovute alla crisi sanitaria: distribuzione del self booking tool presso alcune aziende clienti, customizzazione del tool, attivazione di una app per i viaggiatori, implementazione di processi di “richiesta e autorizzazione trasferta” e amministrativi 14
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Travel management company Remunerazione
Bcd Travel (in Italia, Bcd Travel Italy) Proprietà: Bcd Group N. dipendenti: 14.900 (390 in Italia) Fatturato 2019: 27,5 miliardi a livello globale, 375 milioni di euro in Italia Principali novità di quest’anno: nuovi package di servizio per target group, rafforzamento multidevice delle piattaforme security, configurazioni di nuove modalità di servizio costruite con il cliente su esigenze specifiche grazie al credito offerto dalle Tmc) magari chiedono fideiussioni e/o dilazioni ancora più lunghe». «Apparentemente, questo potrebbe essere un momento storico in cui dare libero sfogo alla creatività – commenta invece Sandro Palumbo –. Soffermandosi sul tema con maggiore attenzione, però, ci si rende conto che esiste una sola strada. Quella delle retribuzioni garantite in termini di commissioni e over. Si sta muovendo qualcosa verso il market share ma, non offrendo il mercato indicatori neutri, risulta di difficile attuazione. La creatività, credo, troverà spazio solo dopo la ripresa. A quel punto, tutti vorranno vedere aumentare la propria fetta di mercato e, forse, molti saranno disposti a premiare chi effettuerà delle scelte. Dipenderà molto dallo sta-
to di salute in cui il settore si troverà quando tutto sarà ripartito». Alcuni dei nostri intervistati, infine, vedono già ora un miglioramento dei rapporti tra Tmc e supplier: «Stiamo notando un differente approccio da parte dei fornitori, che
«Premesso che nella situazione attuale Tmc e fornitori hanno già ratificato modifiche all’architettura contrattuale esistente, che nella maggior parte dei casi era legata a target di crescita rispetto al 2019, il
Davide Rosi, Bcd Travel
«NEL CONTESTO ATTUALE NÉ LE TRANSACTION FEE NÉ LE MANAGEMENT FEE TUTELANO LE TMC: NEL PRIMO CASO SE NON CI SONO TRANSAZIONI NON SI PERCEPISCE NULLA. NELL’ALTRO, SPESSO LE AZIENDE CHIEDONO DI RIVEDERE E, IN ALCUNI CASI, ADDIRITTURA CONGELARE I CONTRATTI» danno un maggior valore alla relazione con la Tmc, non basandosi solo ed esclusivamente sulla produzione di volumi», dichiara ad esempio Umberto Sassatelli Salvadori. Riprende il tema Enrico Ruffilli:
nostro punto di vista è che questa battaglia si può vincere solo uniti. Il rapporto che abbiamo sempre privilegiato è stato quello tra partner, nel quale entrambi si lavora insieme per portare a casa il risultato». l A sinistra, Loretta Bartolucci, Cisalpina Tours
Cisalpina Tours Proprietà: Cisalpina Tours fa parte del Gruppo Bluvacanze. È soggetto a direzione e coordinamento del Gruppo Internazionale Msc, Mediterranean Shipping Company Sa quale socio unico di maggioranza al 100% N. dipendenti: 4 Business Unit sul territorio nazionale: Rosta (TO), Milano, Roma e Padova, per oltre 500 dipendenti Fatturato 2019: circa 400 milioni di euro di travel value per il corporate travel Principali novità di quest’anno: Rilascio della nuova App MIA, premio IMA come Miglior self booking tool per MAP.WEB OneClick Travel
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News Voli in pillole
Notizie dal mondo del trasporto aereo Emirates
Assicurazione contro il Covid-19
La compagnia di Dubai metterà a disposizione dei propri passeggeri una copertura di viaggio più estesa di quella attuale, includendo anche le spese mediche da Coronavirus. Gratuita e sviluppata da American international group (Aig), la polizza si applicherà automaticamente a tutti i biglietti Emirates acquistati dal 1° dicembre e si estenderà ai voli in code share operati dalle aerolinee partner, a condizione che il numero del biglietto inizi con 176. Tra le numerose garanzie della copertura compaiono, ad esempio: le spese mediche fuori dal Paese e il consulto di emergenza fino a 550mila dollari; l’annullamento/interruzione del viaggio fino a 7.500 dollari se il viaggiatore o un parente non sono in grado di partire perché positivi al Covid-19 prima della data di imbarco; la copertura fino a 7.500 dollari se il viaggiatore è costretto ad abbandonare il viaggio a seguito di un mancato superamento del test per Covid-19 oppure uno screening medico in aeroporto. Segnaliamo che la compagnia ha ripreso a operare i collegamenti da Dubai a Bologna ogni mercoledì, venerdì e domenica.
Vueling
Nuova policy sul bagaglio a bordo
Vueling adatta alla “nuova normalità” la sua policy sul bagaglio a bordo, introducendo un nuovo servizio “a la carte” con diverse opzioni studiate per rendere più agevoli e sicure le operazioni di imbarco e sbarco dai voli. Con la prima, tutti i passeggeri possono portare in cabina gratuitamente una borsa o zainetto della misura adatta a essere posizionato sotto il sedile. La compagnia ha ampliato le dimensioni consentite a 40x20x30 cm. I clienti che scelgono le tariffe Optima, Family e TimeFlex avranno inclusa la possibilità di portare una piccola valigia in cabina (del peso di 10 kg e delle misure 55x40x20 cm). Chi ha optato per la tariffa Basic e desidera avere a bordo la valigia, può noleggiare il servizio “Il mio bagaglio a mano in cabina”, compreso anche con l’acquisto del “Priority Boarding” o dei posti nelle prime file. Tutti i viaggiatori, indipendentemente dalla tariffa, potranno effettuare il check-in del bagaglio in stiva presso i banchi oppure online, senza costi aggiuntivi.
Lufthansa
Riprenotazioni gratuite fino a febbraio
Dalla fine di agosto tutte le tariffe dei vettori del gruppo Lufthansa (Lufthansa, Swiss, Austrian Airlines, Bruxelles Airlines ed Eurowings) possono essere riprenotate gratuitamente ogni volta che lo si desidera. E per venire incontro alle esigenze dei passeggeri e alla mutevolezza delle trasferte a causa della pandemia, questa opportunità, che in precedenza scadeva alla fine dell’anno, è stata estesa fino al 28 febbraio 2021. Lufthansa Group Airlines aveva già consentito ai suoi clienti di riprenotare i loro biglietti gratuitamente in primavera. L’abolizione dei costi di rebooking si applica per i viaggi in tutto il mondo e per le nuove prenotazioni di tutte le tariffe sulle rotte a corto, medio e lungo raggio. Ovviamente, qualora la classe di prenotazione originale non sia più disponibile nel momento di una nuova prenotazione in una data o destinazione diversa, il cliente potrebbe incorrere in costi aggiuntivi. 16
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Informazione pubblicitaria
American Express
American Express firma un accordo con itTaxi
American Express ha annunciato una nuova partnership con itTaxi, il servizio di prenotazione taxi incentrato sul digitale. American Express, che da sempre si impegna per fornire ai propri clienti prodotti e servizi altamente innovativi e flessibili, con l’app itTaxi offre un servizio di prenotazione taxi tramite smartphone attraverso una rete di 75 città italiane e 12.000 auto affiliate. Il servizio è basato sulla tecnologia BTA (Business Travel Account), la soluzione che consente la gestione efficace delle spese di trasferta dei dipendenti offrendo, allo stesso tempo, la semplicità di un conto con rendicontazione centralizzata e la massima sicurezza. Si tratta di un’innovativa piattaforma per un pagamento digitale sicuro e integrato che consente di semplificare le procedure amministrative per chi viaggia in taxi per lavoro. Grazie a questa nuova partnership, itTaxi sarà disponibile tramite l’American Express Business Travel Account, che permette alle azien-
de di snellire le procedure di riconciliazione e pagamento delle spese: infatti, è possibile consolidare tutte le spese su un unico estratto conto, chiaro e di facile lettura, accessibile online in ogni momento tramite il sistema di gestione. In questo modo, le spese di lavoro non sono più vincolate all’utilizzo della carta di credito e alla raccolta di ricevute cartacee da inserire nella nota spese. Tutto avviene in maniera digitale su un unico estratto conto. La partnership dimostra l’impegno di American Express nell’offrire soluzioni digitali all’avanguardia per supportare i propri clienti. «Siamo particolarmente orgogliosi della partnership siglata con itTaxi, azienda che, come noi, ha un forte focus sull’innovazione» ha dichiarato Lorenzo Olivieri, Head of Partnerships e Cobrand di American Express. «Nelle attuali circostanze, è importante per noi offrire servizi che semplificano la vita quotidiana di chi si sposta per lavoro, facilitando anche flessibilità ed efficienza nella gestione delle spese aziendali». American Express è il primo player a offrire una soluzione integrata di questo tipo per la gestione di una specifica commodity, per questo itTaxi AmexAccount rappresenta un’importante novità per il settore.
Per informazioni: www.americanexpress.com
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Insights Sistemi di prenotazione
Self booking tool, il risveglio
Durante la pandemia assistiamo alla “vendetta” della killer application: da strumento a lungo incompreso nel mercato italiano a tecnologia che ne governa la dinamicità continua. Mai più senza
di Dario Bongiovanni
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a sempre nel nostro settore si dibatte di self booking tool (Sbt), nel corso degli anni passato da potenziale “panacea di tutti i mali” delle aziende e del comparto a qualcosa che ha avuto, fondamentalmente, un basso livello di successo, per essere (quasi) inaspettatamente rivalutato nell’ambito delle aspettative di rilancio dell’atteso “periodo Covid”. Ricapitolando, il Sbt ha creato una forte aspettativa sul mercato, un al-
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trettanto importante interesse anche da parte di aziende al di fuori del travel, per poi disattendere i desideri più che altro nel modello di business italiano. Come di consueto nei nostri “Insights” su Mission, vediamo di dare un veloce “sguardo indietro”, per capire le logiche operative e temporali in cui i self booking tool nascono. Per farlo, dobbiamo necessariamente tornare agli anni ’90, molto densi di novità tecnologiche, ove in pochi lustri si
sono fatti passi avanti tra i più significativi in assoluto. Gli Anni ’90 negli U.S.A. Il “dove” è ovviamente l’America, culla della nascita e dello sviluppo tecnologico della travel industry. Lo scenario di riferimento è quello dei Gds e il periodo temporale, come detto, è l’inizio degli anni Novanta (quindi prima della “dot-com bubble”), caratterizzati dall’inizio del passaggio alla biglietteria elet-
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Insights Sistemi di prenotazione
tronica nei primi 5 anni. Quindi alla nascita del primo online booking tool. L’idea al limite del banale oggi, ma rivoluzionaria allora, era che chiunque potesse prenotare in autonomia. Quando è arrivata al mondo aziendale, si è articolata in 3 principali aree di influenza: • presidio dei processi; • rispetto automatico delle travel policy, che negli anni ’90 (guarda caso lo stesso periodo) hanno avuto il loro “periodo aureo”;
• risparmio sui costi diretti e di servizio. Quindi un potenziale “trinomio ideale” di successo, ma “aspettativa disattesa” per quanto riguarda il nostro Paese. Vediamo perché. In Italia non funziona Da troppo tempo il settore, sull’onda di sciagurate azioni di dumping sul costo del servizio (leggasi sconti altissimi e fee prossime allo zero), ha trasferito al mercato l’idea del
basso valore dello stesso relativo ai viaggi d’affari, secondo il ragionamento per cui “ciò che costa poco vale poco”. Oltretutto, nella fase iniziale dell’attivazione dei self booking tool, le agenzie di viaggio preferivano gestire direttamente il “timone” delle prenotazioni, piuttosto che farlo fare ai clienti. Gli stessi clienti hanno poi “cavalcato” alla grande la situazione da questi punti di vista: • economico: risultava difficile abbattere delle fee già di per sé bassissime solo per l’utilizzo di un tool da parte dei clienti; • dell’ownership e della responsabilità individuale: se agendo direttamente su un sistema il viaggiatore o la segretaria commettevano un errore, lo stesso non era imputabile a terzi. A ciò si deve aggiungere la bassa propensione da parte delle aziende a investire, ancorché con costi non equiparabili a un investimento
Perfetta integrazione Il livello tecnologico dei player in gioco fa sì che oggi il self booking (o in ogni caso la stragrande maggioranza degli applicativi) sia in grado di integrarsi non solo con la quasi totalità della filiera operativa, ma soprattutto con gli applicativi sviluppati per la gestione della trasferta e dei processi ad essa afferenti (richiesta, autorizzazione, nota spese).
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Insights Sistemi di prenotazione
Killer application La locuzione inglese killer application, utilizzata nel gergo dell’informatica, dell’elettronica, dei videogiochi e in altri settori, significa letteralmente “applicazione assassina”, ma viene intesa nel senso metaforico di decisiva e vincente. Si riferisce a un prodotto di successo costruito su una determinata tecnologia (quindi un’applicazione di quella tecnologia), grazie alla quale la tecnologia stessa penetra nel mercato, imponendosi rispetto alle concorrenti. Nel 1998, Bill Gates definì così Internet Explorer. aziendale il cui Roi è misurabile dopo 6-8 mesi. In più si aggiunga che le agenzie di viaggio hanno iniziato a sviluppare direttamente i propri applicativi di self booking, il cui utilizzo veniva (e viene) quasi “regalato” al cliente. Colpa delle agenzie di viaggio Le agenzie di viaggio, nel frattempo, sono risultate in grado di far rispettare le travel policy delle aziende a un costo non solo assolutamen20
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te irrisorio, ma chiaramente in grado di non garantire un logico ed equo profitto a se stesse. Tuttavia, questo aspetto invece che un “warning” non è mai stato preso seriamente in esame da parte delle imprese. Il combinato disposto di tali fattori, unito alla distonia data dal “modello italiano” di dare il self booking in utilizzo alle segretarie, invece che diffonderlo su tutti i viaggiatori, ha fatto sì che il successo degli applicativi sia stato molto basso nel nostro Paese. Sia come
diffusione vera e propria che come “redemption”. Cioè quanto li si utilizza rispetto al potenziale. Il ritorno della killer application Tuttavia la nostra “killer application” torna in auge. Perché il momento di stop dettato dal Covid-19, da cui tutti ci auguriamo di riuscire ad uscire il prima possibile, costringe tutta la filiera del viaggio di lavoro a rivedere i propri paradigmi di acquisto e di erogazione del servi-
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Insights Sistemi di prenotazione
L’ADOZIONE DEL SELF BOOKING TOOL CONSENTE ALL’AZIENDA DI ESSERE SEMPRE PIÙ AGGIORNATA RISPETTO A UN MERCATO CHE, ALL’ATTO DELLA SUA RIMESSA A REGIME, SI CARATTERIZZERÀ PER UNA DINAMICITÀ CONTINUA. in essere (che comunque già non è conosciuta e presidiata a fondo da parte delle aziende), particolarmente (ma non solo) per quanto attiene alle logiche dei servizi ancillari alla sola prenotazione di volo (o altro servizio). E ancora, le travel policy (ma di questo abbiamo già ampiamente dibattuto) dovranno necessariamente essere riviste alla luce del massimo livello di dinamicità ed elasticità. In ultimo, ma non per importanza, la stessa logica di saving, così come l’abbiamo intesa fino ad ora, dovrà essere se non abbandonata, quantomeno messa da parte per un periodo di media durata, al fine di ricostruire i modelli di consumo e di acquisto.
zio. Come abbiamo avuto modo di spiegare su queste colonne, cambia la disponibilità dei voli, sono minori le frequenze, pochi i posti: in conseguenza di ciò cambiano le logiche di approccio al viaggio. L’advance purchase, ad esempio, non è più di tipo tariffario, ma per avere un posto disponibile. Non è illogico presupporre un abbattimento del dumping tariffario da parte dei vettori. In forza di ciò non è altrettanto da escludersi una struttura di pricing più complicata di quella attualmente
I punti di forza si rafforzano In tale accezione i punti di forza del self booking vanno quasi naturalmente rafforzandosi, anzi, assumono un’accezione “operativa”, che è poi nel Dna della logica di base del tool, ancora più forte. Vediamo in quali termini. – Rispetto automatico della travel policy: come abbiamo detto una policy moderna (post Covid) deve essere caratterizzata da elasticità e dinamicità. Queste caratteristiche sono idealmente gestite con il massimo livello di efficienza da parte del self booking tool. Ribadiamo che, in ogni caso, se una travel policy non è facilmente gestibile attraverso un qualsiasi applicativo, per definizione necessita di un importante aggiornamento. – Presidio dei processi operativi: parlando di applicativi in grado di
recepire tutta l’offerta (sia operativa che tariffaria) del mercato con la sua rinnovata dinamicità (legata ad aperture/chiusure di voli, destinazioni, aeroporti, normative, quarantene), l’accedere in forma diretta a disponibilità e tariffe potrà veramente fare la differenza tra chi sarà in grado di cogliere le opportunità disponibili. – Uniformare le aziende e i sistemi di pagamento: avendo necessità di recuperare o rivedere la governance operativa di altre sedi dell’azienda, oppure di realtà situate in Paesi diversi, un’implementazione diffusa del self booking tool può costituire il primo e più naturale passaggio. Più semplice sia dell’uniformare i sistemi di pagamento (potrebbe non esserne possibile uno unico per tutti i Paesi) e sicuramente meno impattante e invasivo di uno endto-end, che oltretutto richiederebbe un effort del tutto maggiore. – Analisi dei comportamenti: la tracciabilità automatica e pressoché totale di tutto quello che avviene all’interno del tool consente ovviamente, oltre al presidio dei processi, anche quello dei comportamenti delle persone, e aiuta i travel manager a individuare eventuali ricorrenze di comportamento-approccio non in linea con logiche, filosofia e direttive aziendali. Gap analysis È però doveroso ricordare come l’implementare tali applicativi debba in ogni caso essere considerato come un processo vero e proprio,
Un progetto che richiede tempo Implementare un self booking tool deve essere considerato come un processo vero e proprio, che necessita di investimento, tempo e presidio (in special modo iniziale), al fine di cercare di accorciare quanto più possibile nel tempo la curva di esperienza aziendale, iniziando a trarne benefici di carattere strategicogestionale.
Massima compliance alla travel policy La travel policy post Covid deve essere caratterizzata da elasticità e dinamicità, caratteristiche che sono idealmente gestite con il massimo livello di efficienza da un self booking tool.
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Insights Sistemi di prenotazione
non si potrà (né si dovrà!) mai prescindere dall’agenzia di viaggio. Non è da escludersi che la pandemia lasci strascichi anche pesanti sugli operatori, con chiusure e/o ridimensionamenti. È un dovere dell’azienda entrare nei dettagli dell’operatore sotto contratto, per capire in che modo sarà in grado di continuare ad erogare il servizio. In ogni caso, l’agenzia sarà comunque la “longa manus” dell’azienda nel caso in cui per motivazioni varie il tool non possa essere utilizzato. Questo vale soprattutto per le situazioni in cui esperienza e skill operativi dei tariffisti (per particolari condizioni di mercato o di condizioni tariffarie) siano in grado di fare la differenza.
Nuove logiche La logica di saving, così come l’abbiamo intesa fino ad ora, dovrà essere se non abbandonata, quantomeno messa da parte per un periodo di media durata, al fine di ricostruire i modelli di consumo e di acquisto.
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che necessita di investimento, tempo e presidio (in special modo iniziale), al fine di cercare di accorciare quanto più possibile nel tempo la curva di esperienza aziendale, iniziando a trarne benefici di carattere strategico-gestionale. L’implementazione di un processo non può pertanto prescindere da un’approfondita gap analysis, che ne evidenzi punti di forza e debolezza, al fine da affrontarli nel modo più redditizio ed improntato alla redditività. Nella gap analysis non possono mancare alcuni aspetti fondamentali che corrono il rischio di vanificare l’intero processo: • analisi di tutte le funzionalità del tool, con un particolare riferimento alla parte di profilazione/amministrazione (non deve richiedere un effort eccessivo da parte dell’azienda), ma soprattutto alla parte di gestione dell’offline, in
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modo da non perdere le opportunità connesse al mercato e al sistema tariffario; • un’approfondita analisi degli itinerari, finalizzata a comprendere quali possano essere gestiti attraverso il tool. Ricordiamo, a tale proposito come, nonostante il livello operativo abbia fatto passi da gigante negli ultimi anni, a nostro modesto avviso il self booking tool (in senso lato, con un numero di eccezioni veramente molto limitato) non sia ancora in grado di gestire tutto il traffico generato da un’azienda: itinerari particolarmente complessi che richiedono la professionalità di un “tariffista” esperto devono ancora essere gestiti offline. E nemmeno operazioni su biglietteria già emessa, quali ad esempio cancellazioni e riavviamenti; • un’agenzia di viaggio all’altezza:
L’oggi La nuova condizione di mercato che affronteremo pone diversi punti a favore dell’implementazione di un tool che consenta ai dipendenti di un’azienda di effettuare in autonomia (o nel modo quanto più autonomo possibile) la prenotazione dei propri servizi di viaggio e trasferta. Il livello tecnologico dei player in gioco fa sì che il self booking (o in ogni caso la stragrande maggioranza degli applicativi) sia oggi in grado di integrarsi non solo con la quasi totalità della filiera operativa, ma soprattutto con gli applicativi sviluppati per la gestione della trasferta e dei processi ad essa afferenti (richiesta, autorizzazione, nota spese). Una vera killer application dunque? Potenzialmente sì, sicuramente non la “panacea globale”, ma di sicuro un rinnovato modello operativo (soprattutto gestionale) in grado di permettere a chi lo utilizza di potersi effettivamente concentrare sulle proprie attività “core”, che non sono la prenotazione di una trasferta. E all’azienda di essere sempre più aggiornata rispetto a un mercato che, all’atto della sua rimessa a regime, si caratterizzerà per una dinamicità continua. l
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Professione travel manager William Gandolfi, AB Holding
Un pieno di energia (rinnovabile)
Continua il nostro viaggio alla scoperta delle eccellenze italiane attraverso le interviste ai loro travel manager: oggi conosciamo AB Holding e il nostro futuro nel Green Deal europeo i sono realtà imprenditoriali che nascono come un’avventura, crescono grazie alla lungimiranza di chi ne è alla guida e riescono a consolidarsi nel tempo in uno scenario di ampio respiro internazionale. Sono il fiore all’occhiello dell’economia italiana e dimostrano, giorno dopo giorno, di saper cogliere la sfida del mercato diventandone protagonisti. E questa è la storia di AB Holding, fondata nel 1981 da Angelo Baronchelli, oggi presidente del Gruppo. Intorno agli anni Novanta, intuendo le enormi potenzialità del settore legato al risparmio energetico, il giovane imprenditore dà avvio alla produzione dei primi moduli containerizzati di cogenerazione a gas naturale e biogas. È un passo importante, che imprime un impulso esponenziale alla crescita dell’impresa bresciana. Per far fronte alle richieste vengono acquisite nuove strutture produttive e logistiche, fa-
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cendo diventare AB un punto di riferimento internazionale nel mondo della cogenerazione. In uno scenario così dinamico, il lavoro del travel manager è a dir poco stimolante. Lo conferma William Gandolfi, entrato nel Gruppo nel 2009 e responsabile dell’ufficio viaggi a livello globale. Il suo compito è quello di coordinare il lavoro dei medesimi dipartimenti dislocati nelle varie filiali, monitorando l’operato del team: una squadra di sette persone ben affiatate, molto diversificata in fatto di età e nazionalità e con diverse competenze. Un’armoniosa poliedricità che aiuta ad avere “diversi” punti di vista. Il budget da lui gestito ammonta attualmente a 2,5 milioni di euro. Il trend dei viaggi è in costante incremento e va di pari passo con lo sviluppo aziendale: cresce il numero dei dipendenti e l’attività sui mercati esteri si amplia anno dopo anno, dando un continuo impulso alla necessità di spostarsi.
Le mete principali sono il Nord e Sud America, a cui si affianca il Messico per quanto riguarda i viaggi intercontinentali. In Europa le destinazioni raggiunte con maggior frequenza sono Germania, Polonia, Francia, Inghilterra, Romania, Grecia e Serbia. In AB è previsto un tool per la gestione dei viaggi? «Devo dire che attualmente segue un iter ancora un po’ macchinoso. Il viaggiatore inserisce la richiesta in un’app dedicata, che è stata creata qualche anno fa direttamente da noi. La richiesta viene quindi sottoposta ai vari responsabili per l’autorizzazione e viene poi passata all’ufficio viaggi che la prende in carico e la gestisce in tutti i suoi aspetti. Nell’immediato futuro abbiamo in programma di trovare una soluzione che ci permetta di semplificare e allo stesso tempo automatizzare e personalizzare il più possibile le varie fasi. Vorremmo intro-
di Anna Fraschini
2,5 milioni di euro È il budget annuale di AB Holding per le spese di viaggio.
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Professione travel manager William Gandolfi, AB Holding
Collaborazioni di AB Holding Tra i casi di cui si è occupata AB c’è la cogenerazione per il programma di efficienza e sostenibilità del secondo più grande stabilimento Coca-Cola nel mondo. Tra le collaborazioni (tutte sul sito Gruppoab.com nella sezione Corporate / Media / case history) ci sono aziende italiane primarie nei settori dell’alimentare come Ferrero, Inalca, Amadori, la pasta Rummo. Così come nel pharma con Pfizer oppure nel tessile con Benetton.
«ABBIAMO UN OCCHIO DI RIGUARDO PER DUE TEMATICHE DI GRANDE ATTUALITÀ, COME LA SICUREZZA DEI NOSTRI COLLABORATORI E L’IMPATTO DELLE TRASFERTE SULL’AMBIENTE». durre un ciclo di autorizzazioni su più livelli che consenta il diretto accesso alla fase di prenotazione da parte dei viaggiatori, per finire con la rendicontazione delle spese di viaggio. Avvieremo, spero in tempi brevi, un progetto che coinvolgerà i diversi dipartimenti per individuare la soluzione ideale per l’azienda e per i nostri viaggiatori». Come vengono gestite le spese? «Anche se al momento non è stata introdotta una modalità univoca per il pagamento delle spese di trasferta, l’intento è quello di veicolarle interamente (ad esclusione delle spese per ristoranti) su una carta di credito riservata al pagamento centralizzato. In questo modo abbiamo
La sede dell’azienda a Orzinuovi, in provincia di Brescia
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la possibilità di monitorare su un unico documento i costi di viaggio, automatizzando i processi di rendicontazione». Il gruppo AB si avvale di una travel policy? «Abbiamo una travel policy globale che definisce i principi e le norme generali da applicare per tutte le trasferte di lavoro. Fornisce una direttiva univoca e chiara per l’organizzazione e la gestione delle missioni ed identifica degli standard di trattamento coerenti con le esigenze aziendali di razionalizzazione e ottimizzazione dei costi». Quali sono i compiti della vostra agenzia? «Premetto che nel 2019 abbiamo
iniziato a collaborare con una nuova agenzia, Uvet Gbt, che è stata scelta tramite una gara indetta tra alcune delle principali Tmc. Dopo aver fatto compilare un form ai vari responsabili di agenzia, abbiamo ristretto la scelta e identificato quelle realtà con determinate caratteristiche e specialmente con determinati plus, fino ad arrivare alla decisione finale. Abbiamo quindi iniziato il nostro cammino insieme a Uvet Gbt, con la sottoscrizione di un contratto basato su transaction fee. Stiamo già traendo i primi benefici reciproci che ci aspettiamo di vedere in crescita nei prossimi mesi». Avete accordi diretti con i fornitori di servizi, come vettori e alberghi? «Sì, e questo è stato uno dei punti che ci ha spinto lo scorso anno a cambiare Tmc. La negoziazione di solito viene fatta direttamente tra noi e il fornitore (questo non vuole dire che l’agenzia non possa essere coinvolta), mentre la Tmc fa da “collante” e soprattutto svolge un
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Professione travel manager William Gandolfi, AB Holding
William Gandolfi, travel manager di AB Holding
Chi è AB Holding
vero e proprio ruolo di consulenza basato su analisi dei dati, tendenze del mercato e supporti in chiave di marketing strategico». Quali sono gli obiettivi travel a breve termine? «Come anticipato, siamo orientati a digitalizzare il più possibile l’intero processo di gestione dei viaggi aumentandone l’efficienza, creando valore per l’azienda e riducendo gli sprechi. Allo stesso tempo puntiamo ad accrescere la soddisfazione del viaggiatore nei confronti della sua travel experience. A questo proposito, abbiamo un occhio di riguardo per due tematiche di grande attualità, come la sicurezza dei nostri collaboratori e l’impatto delle trasferte sull’ambiente». l
Il Gruppo AB conta oltre 1.000 dipendenti ed è presente con filiali dirette in 21 Paesi del mondo tra Europa, Russia, Nord e Sud America. L’headquarter è un polo industriale a Orzinuovi (BS) dislocato su circa 34.000 mq di edifici. Recentemente AB ha confermato ulteriormente la leadership nel settore della cogenerazione con lo sviluppo dei sistemi per la rimozione dei silossani e il trattamento del biogas da discarica. È impegnata anche nei biocombustibili grazie alla messa a punto di sistemi per la purificazione e la liquefazione del biometano. A fine ottobre scorso ha siglato un accordo con l’azienda olandese Stirling Cryogenics per realizzare un liquefattore progettato come unità singola che consente di trasformare il biogas in bioLNG carbon neutral contribuendo efficacemente allo sforzo di transizione energetica e decarbonizzazione, in linea con le politiche europee del Green Deal. L’utilizzo e la richiesta di biometano – un combustibile naturale e rinnovabile derivato dal processo di purificazione (upgrading) del biogas – e di conseguenza di Lng (liquefied natural gas) e delle tecnologie ad essi legate, sono in forte crescita sia sul mercato nazionale che a livello internazionale.
Cogenerazione, ecco cos’è «Creare soluzioni di efficienza energetica e di energia distribuita affidabili, sostenibili e in linea con le esigenze di ogni azienda. Questo è il nostro lavoro, questa è la nostra etica», dice il pay off di AB Holding. Cos’è la cogenerazione? Ci viene in aiuto Wikipedia: è il processo della produzione contemporanea di energia meccanica (solitamente trasformata in energia elettrica) e di calore, utilizzabile per riscaldamento di edifici e/o per processi produttiviindustriali.
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La rivoluzione digitale degli eventi Come cambia il business model delle agenzie per rispondere al bisogno di comunicazione delle aziende? La parola agli autori. Per scoprire che il virtuale è arrivato per rimanere di Simona Parini
Futuro ibrido Il domani degli eventi sarà sempre più ibrido, abbattendo i limiti tra fisico e digitale.
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a pandemia sta rivoluzionando la meeting and event industry che, però, non si arrende. Mai. Nel breve lasso temporale nel quale è stato possibile realizzare appuntamenti in presenza le agenzie hanno creato progetti ibridi. Poi, lo stop agli eventi live ha dato come unica chance quella digitale. Ed è stata una sorpresa. Perché sì, è vero che nel digital manca il contatto umano, è vero che non ci sono occasioni fisiche di networking, ma... il format riduce tempi e distanze, quindi i costi. C’è da scommettere che sia arrivato per rimanere.
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Agenzie che innovano Non perdere terreno e quote di mercato. È questo l’imperativo categorico delle agenzie che creano o rafforzano le business unit dedicate agli eventi digitali. Free Event ha creato una divisione per amplificare e approfondire le competenze già acquisite negli anni passati, come racconta il fondatore e Ceo dell’agenzia, Andrea Camporesi. «Al suo interno abbiamo professionisti molto versatili, la maggior parte dei quali arriva dal mondo della televisione, in grado di fondere al meglio live e digital communication: regi-
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sta, autore, art director, direttore della fotografia, direttore di produzione, account senior, video producer e responsabile dello streaming. Uno staff in costante crescita che ci sta dando grandi soddisfazioni». Anche Alphaomega affronta la rivoluzione digitale degli eventi mettendo in campo nuove risorse. Dice a Mission il direttore creativo Maurizio Thiebat: «Abbiamo investito fin dalle prime settimane del lockdown, soprattutto in ricerca e test per esplorare e sperimentare soluzioni che fossero efficaci, solide e nello stesso tempo flessibili, così da dare risposte di qualità a questo bisogno di eventi digitali. Inoltre, abbiamo sviluppato una nostra piattaforma proprietaria mettendo a sistema differenti tool di più provider tecnologici, continuando però a mettere in primo piano il valore e l’importanza del contenuto». Creare nuove divisioni interne non è l’unica via per affrontare la rivoluzione digitale. Per esempio, le agenzie Quindicizerotre ed Eure-
Il virtuale convince Secondo uno studio dell’agenzia PV Agency, il 51% delle aziende pensa agli eventi futuri esclusivamente in chiave digitale. Un 20% è indeciso, mentre quasi un’azienda su tre (29%) auspica il ritorno al fisico. Il 60% è disposto ad allocare il budget dal fisico al virtuale. Infine, c’è un ulteriore 30% ancora in fase di valutazione, mentre il 9% dichiara di essere stato visionario e di aver già destinato l’investimento a questa tipologia di eventi.
A sinistra, il team dell'agenzia Free Event. Nella pagina a fianco il fondatore e Ceo, Andrea Camporesi
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Sì agli eventi interattivi Da uno studio dello scorso maggio di Aim Group International emerge che le aziende sono favorevoli agli eventi digitali, purché siano interattivi, flessibili, 3D e in realtà aumentata (diversi dunque dalle usuali videochiamate o webinar). E in grado di mettere a disposizione i dati tracciati.
Sopra, Julius Solaris, editor in chief di “Event manager blog”. Qui sotto l'evento organizzato da Superhumans per Fincantieri
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kalab, pur mantenendo la propria mission sulla gestione dei rispettivi clienti, si sono strategicamente riunite in We Group proprio per sviluppare nuovo business. Come? Supportando i brand a convertire gli strumenti di marketing attraverso il digitale (leggete la notizia su un evento organizzato da We Group a pagina 33). Uno sguardo al futuro È la domanda che ci stiamo ponendo tutti: il passaggio al digitale sarà mantenuto anche quando si tornerà agli eventi in presenza? Il dibattito è aperto e prendono la parola Cristian Annoscia e Donato Della Guardia, head of live communication di Superhumans. «Il futuro degli eventi sarà sempre più ibrido, abbattendo i limiti tra fisico e digitale. Dovremo imparare a convivere con nuove norme di comportamento e con inediti paradigmi dettati dalla necessità di distanziamento sociale. L’obiettivo è fare in modo che l’assenza del piano fisico non tolga nulla al valore degli eventi digitali, per far vivere agli utenti il coinvolgimento emotivo di un incontro anche attraverso uno schermo. La chiave di volta è la digitalizzazione e in futuro, forse, non si guarderà indietro con troppa nostalgia. Il focus degli eventi dovrà dun-
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A colloquio con Julius Solaris Abbiamo virtualmente raggiunto Julius Solaris negli Stati Uniti per confrontarci sul futuro degli eventi digitali con una delle figure più influenti della meeting and event industry nonché editor in chief di “Event manager blog”. Qual è l’elemento fondamentale per creare il coinvolgimento dei partecipanti a un evento digitale? «Non c’è una formula magica per quanto riguarda l’engagement. È un mix di design adeguato (sessioni brevi e interessanti, formati nuovi) e tecnologia. La piattaforma deve poter sostenere gli sforzi del planner. Importante è anche il livello della produzione. Usare una Zoom call per un evento digitale non è abbastanza: una realizzazione in studio o con piattaforme di produzione più sofisticate rende l’evento simile a uno show televisivo. Ed è questo quello che vogliono i partecipanti». L’aspetto esperienziale di un evento in presenza è destinato a scomparire nel format digitale? «Non si possono paragonare le attivazioni che avvengono di persona alle potenzialità del virtuale. La realtà è che l’ambiente virtuale è, per ora, molto limitato. Non permette la creatività del live. Questo non significa che i partecipanti non abbiano bisogno di spazi bianchi di relax o di engagement diverso e sicuramente è possibile soddisfare questo bisogno nel virtuale con aperitivi, karaoke e quiz. Siamo ancora all’inizio dell’evoluzione delle piattaforme, quindi mi aspetto molto in questo senso». Qual è l’errore più grande che rischia di commettere l’agenzia/il Pco quando converte un evento che doveva avvenire in presenza? «Pensare all’evento virtuale come una trasposizione dell’evento digitale. Nessuno vuole stare in sessioni di ore e per giorni. I tempi si restringono, quindi la produzione cambia completamente». Questi nuovi format hanno bisogno di speaker nativi digitali? «No. Tutti i tipi di eventi hanno bisogno di ottimi speaker. Il mezzo non conta».
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MissionMice Incontri online
Zoom non basta Usare una Zoom call per un evento digitale non è abbastanza: una realizzazione in studio o con piattaforme di produzione più sofisticate rende l’evento simile a uno show televisivo. Ed è questo quello che vogliono i partecipanti.
que concentrarsi ancora di più sui contenuti, la qualità di questi ultimi sarà la chiave del successo». A propendere per il mix tra live e digital è anche Luca Pravadelli, head of GroupM Esp Italy: «Penso che il digital sia uno strumento che dovrà essere utilizzato in affiancamento agli strumenti più tradizionali. Gli
L’agenzia dei talenti Si definisce una “food talents factory”. Parliamo di Realize Networks, agenzia di management artistico, comunicazione ed eventi. E, ed è questa la sua peculiarità, agenzia di management nel mondo food. I suoi talent sono chef, influencer e food blogger tra i quali Chiara Maci, Bruno Barbieri e Marco Bianchi. E proprio per questa sua vocazione Realize Networks ha appena ricevuto il premio Best Practice Talent Scout alla quarta edizione dei Foodcommunity Awards con la motivazione “Gli chef negli anni sono diventati personaggi e brand. L’agenzia li ha aiutati nel successo e ne ha fatto un business che cresce a doppia cifra”. Qualche numero su Realize Netwoks? Dodici anni di attività e un 2019 da ricordare: un fatturato in continua crescita, un organico di 37 professionalità, con 14 nuovi assunti nell’anno, una media di 200 clienti attivi, nove dipartimenti, 20 talent in esclusiva. eventi, forse per definizione, non possono essere solo digitali. Indubbiamente il non dover presenziare a un evento comporta dei vantaggi, ad esempio non avere l’obbligo di viaggiare per prendervi parte, ma, senza dubbio, anche svantaggi, tra cui una limitata interazione con gli
A sinistra, Luca Pravadelli, head of GroupM Esp Italy
altri partecipanti. Come in tutte le cose bisogna trovare il giusto mix. Tuttavia, credo che il digital rimarrà un fattore dominante e dovremo essere bravi a utilizzarlo sfruttandone i vantaggi che abbiamo imparato a conoscere meglio in questo 2020». l 2020 dicembre - 2021 gennaio |
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News Mercato
Novità dal mondo del business travel Europe Assistance
Nuove garanzie in Business Pass
Le assicurazioni nel business travel affinano le garanzie: Business Pass di Europ Assistance ora include assistenza e rimborso delle spese mediche in caso di epidemie e pandemia, oltre alla copertura per i liberi professionisti con partita Iva e alla riduzione delle franchigie sugli infortuni dal 5% al 2,5%. Queste novità vanno a sommarsi alle tutele già presenti nel prodotto per i viaggi d’affari, tra cui: massimali personalizzabili da 50mila euro a illimitato, con coperture di malattie preesistenti e croniche; rimborso delle spese per la messa in sicurezza degli assicurati nelle situazioni di crisi, inclusi gli atti di terrorismo; garanzia di annullamento del viaggio per impossibilità a partire del dipendente; videoconsulti con i medici in collaborazione con MyClinic; informazioni di Gardaword travel security sul Paese di destinazione. Business Pass è disponibile in due versioni: Identity Solution, disponibile sia in formula annuale sia temporanea e rivolta alle aziende con personale viaggiante identificato nominativamente in anticipo; Flat Solution per i dipendenti da identificare nel periodo di copertura della polizza, con soggiorno massimo continuativo elevato a 180 giorni.
Amex Gbt
Contratto con Google
Google ha nominato American Express Gbt quale sua unica Tmc globale con un contratto a lungo termine. Un cliente importante, con circa 400 milioni di dollari di spesa aerea di viaggio. In precedenza l’azienda di Mountain View si affidava a Cwt, che gestiva il 50% del volume aereo, sia negli Usa sia nel mondo. Negli ultimi mesi Amex Gbt ha aggiunto al suo portafoglio clienti numerose grandi aziende statunitensi e globali. Tra le altre, la società di pagamenti digitali e trasferimenti di denaro via internet Paypal. E ancora, Palantir Technologies che si occupa di software e big data, con clienti tra servizi d’intelligence (la Cia, ndr) e governi. E infine Ely Lilly and company, azienda farmaceutica con sede a Indianapolis e presente anche in Italia (a Sesto Fiorentino). In una nota Amex Gbt dichiara: «Siamo lieti di avere l’opportunità di collaborare con Google. La nostra proposta di valore in Gbt è radicata nella fornitura di programmi di viaggi e riunioni sicuri e gestiti. Non vediamo l’ora di creare un’esperienza per i Googler che rifletta l’ambiente di innovazione, creatività e diversità in cui operano in tutto il mondo».
BizAway
Integrazione degli appartamenti nella piattaforma
La piattaforma per il business travel Bizaway amplia l’offerta degli appartamenti, rispondendo a un’esigenza molto sentita dai viaggiatori d’affari. Gli alloggi sono resi disponibili da Homelike, marketplace B2B attivo dal 2015 e che conta 70.000 appartamenti aziendali per soggiorni superiori a 30 notti in più di 450 città europee. In tal modo Bizaway espande i cinque verticali di cui si occupa e cioè voli, hotel, treni, noleggio auto e parcheggi. Le novità di Bizaway non finiscono qui: la società ha infatti rilevato il codice Iata di Adige Viaggi, agenzia aperta nel 1979 da Renato De Bernardo e che ha vissuto un momento di difficoltà eccezionale dovuto alla pandemia. L’operazione prevede anche l’ingresso nel team di Simone Oltremari, con il ruolo di head of operations. In oltre 10 anni in AV, il manager ha acquisito un profondo know how nei rapporti con le compagnie aeree e nella biglietteria. Con questa nuova figura, il team di Bizaway sale a 50 persone. Nel 2020 la società ha effettuato altre 6 nuove assunzioni. 30
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Apriamo le candidature Il 1° febbraio è la prima data d’inizio dell’iter per il premio IMA 2021, giunto alla sua ottava edizione. Luxury hotel e miglior duty of care del viaggiatore le novità sul fronte dei questionari di Paola Lucchetta
Continuate a seguirci! A breve sul sito di IMA saranno disponibili i nomi della nuova giuria di travel manager e i questionari di candidatura.
già tempo di richiamare la vostra attenzione sugli Italian Mission Awards 2021, l’ottava edizione. Quest’anno le fasi dell’evento seguiranno date diverse da quelle a cui siamo stati abituati negli anni passati. Visto che la cena di gala di IMA 2019 si è svolta lo scorso settembre, le candidature saranno lanciate il 1° febbraio e rimarranno aperte fino alla fine marzo 2021. Durante questo lasso di tempo, i giurati si riuniranno in videoconferenza «anche se speriamo fortemente che sia possibile vedersi at-
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Le fasi di IMA 2021 Candidature: 1 febbraio 2021 - 31 marzo 2021 Sul sito Italianmissionawards.it, nella sezione dedicata alle candidature, ci si registra e si compilano i questionari di candidatura. Short list a maggio 2021 La giuria vaglia le candidature e seleziona i finalisti. Maggio 2021: voto online I travel manager abbonati alla rivista Mission possono dare il proprio contributo all’assegnazione dei premi. 20 settembre 2021: serata di gala Durante la serata di gala si consegnano i riconoscimenti, sono invitati tutti i principali rappresentanti del business travel. Si svolge a Milano.
torno a un tavolo alla vecchia maniera», osserva la direttrice editoriale di Newsteca, Paola Mighetto.
Categorie • TRASPORTO AEREO • DESTINAZIONI BUSINESS • HOTEL • SOCIETÀ DI AUTONOLEGGIO • TRAVEL MANAGEMENT COMPANY • SITI DI PRENOTAZIONE • TRAVEL TECHNOLOGIES • RELOCATION • TRAVEL MANAGER 32
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Continuità e positività Newsteca sceglie, dunque, di portare avanti il premio in un momento complesso per il business travel e in generale per i viaggi «per dare un segnale di continuità, positività e ottimismo». Siamo convinti che si ricomincerà presto a viaggiare perché il viaggio e la scoperta sono insiti nella natura umana. E i viaggi d’affari, nello specifico, hanno maggiore efficacia e sono insostituibili per consolidare relazioni di fiducia forti. Vero è che gli eventi ibridi stanno offrendo buoni spunti di incontro e di interazione, ma l’attesa di ognuno di noi è di ritornare al confronto vis-a-vis. Nuove categorie di premi Nel carattere di testimone di tendenze che gli è proprio, il premio Ima 2021 quest’anno aggiunge due
categorie: quella del miglior luxury hotel che metterà a confronto non solo le strutture a vocazione business, ma anche quelle destinate al top management o ad eventi esclusivi. Inoltre, inviteremo i travel manager a candidarsi per il miglior progetto di attenzione al viaggiatore in fatto di rischio e duty of care. «In tempi di pandemia la sicurezza è diventata prioritaria per tutte le aziende e i travel manager, quindi, sono stati chiamati a ricoprire un ruolo più attivo nell’ambito del risk management – sottolinea Paola Mighetto –. Perciò introduciamo questo nuovo aspetto che metterà in evidenza l’innovazione dei programmi 2020, seppur ridotti nel numero di trasferte aziendali». Non potevamo ignorare l’importanza della sicurezza e dell’evoluzione del ruolo del travel manager in un anno come questo, caratterizzato da un’emergenza sanitaria che ci lascerà in eredità un mercato profondamente cambiato. Buon lavoro! l
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News Mice in pillole
Notizie dal mondo dei meeting e degli eventi Cvent
Ottimismo per il settore
Il Coronavirus cambierà in meglio il Mice? Lo ha chiesto il Ceo e fondatore di Cvent, Reggie Aggarwal, durante un webinar organizzato da Gbta. Cvent è una società leader nella tecnologia di gestione e marketing degli eventi e dell’hospitality. «Viste le ultime notizie sui progressi compiuti sul vaccino contro il Covid-19, il nostro settore è pronto per una vera, grande rinascita nei mesi e anni a venire». Cvent stessa sta iniziando a registrare prenotazioni per la fine del 2021, inclusa la propria convention con i clienti che è pianificata per il terzo trimestre dell’anno: al Ceasars forum di Las Vegas dall’1 al 4 agosto. «I programmi Mice saranno più efficaci perché oggi le aziende non hanno solo una freccia al loro arco (gli eventi di persona), ma tre, con l’aggiunta di funzionalità di riunioni virtuali e ibride che consentono di aumentare il pubblico, inaugurando un’età d’oro degli eventi». La tecnologia di videoconferenza esiste da 10-15 anni. Tuttavia, secondo Aggarwal, «la crescita che normalmente richiederebbe 5-7 anni si è verificata nei primi 30-60 giorni di questa pandemia e continuerà». A questo proposito, Cvent ha creato il nuovo Virtual Attendee Hub, soluzione per riunioni virtuali all in one.
We Group
Convention digitale per Stanhome
È firmata We Group (“factory” milanese degli eventi digitali nata dall’esperienza di Quindicizerotre ed Eurekalab) la convention digitale che ha coinvolto di 10mila venditori di Stanhome. Nell’arco di 90 minuti si sono susseguiti interventi live e pre-registrati incentrati sul concept dal titolo “Un nuovo inizio”. Il leitmotiv è stato declinato in vari momenti, tra i quali uno spazio dedicato alle offerte di Natale durante il quale il relatore, grazie all’animation graphic e a una colonna sonora immersiva, ha trasportato l’utente nell’atmosfera natalizia. I partecipanti sono stati coinvolti attraverso sondaggi interattivi e question & answer live con gli utenti collegati da casa. La direzione creativa dell’evento in streaming è stata affidata ad Alberto Rosati e Stefano Borsani di We Group. Come in ogni convention di venditori, non è mancato il momento dedicato agli awards. L’azienda ha infatti premiato le migliori risorse in base al fatturato per zona e categoria con una cerimonia in vero stile “Notte degli Oscar.
Destinazioni Mice a Malta
Lo scorso novembre, per promuovere Malta come meta per gli eventi, Malta tourism authority (Mta) e Conventions Malta (il suo braccio operativo Mice) hanno organizzato una sessione di yoga su Zoom. E hanno colto l’occasione per parlare della destinazione, visto che oggi l’unica “restrizione” per recarsi sulle isole dall’Italia è la richiesta di un tampone con esito negativo. Inoltre, la compagnia aerea Air Malta propone fino a marzo un programma di voli “Business Guaranteed” per i collegamenti da Milano, Roma e Catania. «Stiamo puntando molto sul benessere psicofisico nei temi di comunicazione della destinazione – ha detto Ester Tamasi, direttrice dell’ente di promozione ai viaggi verso Malta, Gozo e Comino –. Tra le esperienze proponiamo anche yoga in barca a vela, trekking in campagna, percorsi urbani in città in tutta tranquillità». Dal vivo, a Malta è possibile praticare lo yoga all’aperto anche in luoghi più urbani, come sui bastioni dell’antica fortificazione barocca o ai piedi di un monumento a Valletta, Mdina o Vittoriosa. Sottolinea infine la direttrice: «Le strutture alberghiere sono per la maggior parte operative e ne hanno approfittato per rinnovarsi». Ad esempio, il Park Hyatt hotel di St. Julian ha riaperto, completamente nuovo, ed è stato inaugurato il primo Mercure 4 stelle lusso. 2020 dicembre - 2021 gennaio |
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Corridoi nei cieli
Ad alta quota Voli Covid tested
Sono partite le sperimentazioni internazionali di voli riservati a passeggeri con esito negativo al tampone all’imbarco. Per il trasporto aereo e l’economia mondiale una questione di sopravvivenza nfine, i “corridoi di volo” con voli riservati esclusivamente a passeggeri Covid tested si sono realizzati. Acclamati da Iata sul finire dell’estate, si è arrivati ad una implementazione sulle rotte più redditizie, quelle transatlantiche, da metà novembre. L’iniziativa fa parte dello sforzo di aerolinee ed aeroporti per dimostrare scientificamente che i voli Covid free hanno il potere di riaprire i viaggi internazionali ed eliminare la necessità per i passeggeri di mettersi in quarantena all’arrivo.
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In Italia Nel trasporto aereo domestico, Alitalia con Aeroporti di Roma è stata pioniera, con una sperimentazione sui collegamenti Milano-Roma-
Milano già a metà settembre. Indicativi i risultati, utili a migliorare il servizio. Ad esempio, il totale dei clienti positivi individuati con i tamponi è di circa lo 0,7% dei passeggeri trasportati. E ancora l’85% dei clienti ha effettuato i prelievi direttamente in aeroporto. «La sperimentazione si conferma quindi come una importante forma di screening preventivo nel contenimento del contagio da Covid-19», spiega il vettore. Sul fronte intercontinentale, al momento in cui scriviamo non ci sono dati, ma è interessante spiegarvi le procedure. United, la prima United Airlines è stata la prima (il 16 novembre) a offrire i test gratuiti ai suoi passeggeri sui servizi da
New York (Newark) a Londra Heathrow. Gestiti da Premise Health, i tamponi vengono effettuati al Newark United Club nei pressi del Gate C93. Gli esami non sono condotti una tantum, ma in maniera sistematica sui passeggeri di ogni volo United 14, previsto alle 19.15 di lunedì, mercoledì e venerdì. Il risultato è pronto in circa 30 minuti. Un paio di giorni dopo anche American Airlines, British Airways e Oneworld hanno lanciato l’esperimento, con una procedura più articolata. I passeggeri possono accettare l’opzione su alcuni voli selezionati ed eseguire il tampone in tre fasi. Tre prelievi Il primo prelievo viene eseguito 72
di Paola Baldacci
Da Roma Il corridoio di volo fra l’Italia e gli Stati Uniti si è aperto grazie ad Aeroporti di Roma, Delta e Alitalia. I tamponi gratuiti e obbligatori all’imbarco esonereranno i passeggeri in arrivo nel Belpaese da New York e Atlanta dalla quarantena.
In apertura: l’opera “Physical distancing”, di Samuel Rodriguez, è stata realizzata in risposta all’appello globale delle Nazioni Unite (Onu) ai creativi per contribuire a fermare la diffusione del Covid-19. Qui a fianco, passeggera a bordo di un volo Delta
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Ad alta quota Voli Covid tested
è risvegliata. Infatti, all’inizio di ottobre United aveva introdotto la medesima prassi tra San Francisco e le Hawaii, con una fee per i clienti. In tal modo, i passeggeri negativi al Coronavirus evitano la quarantena una volta atterrati nell’arcipelago. Nei primi 10 giorni, dal 15 al 25 ottobre, i voli hanno registrato un aumento di quasi il 95% dei passeggeri rispetto al periodo delle due settimane precedenti. Ecco perché United ritiene che queste tendenze positive dimostrino una domanda forte e repressa di viaggi, nonché la piena disponibilità dei viaggiatori di accedere ai tamponi rapidi prima dell’imbarco.
A Londra con il tampone United Airlines è stata la prima (il 16 novembre) a offrire i test gratuiti ai suoi passeggeri sui servizi da New York (Newark) a Londra Heathrow.
Per evitare la quarantena Il corridoio di volo fra l’Italia e gli Stati Uniti si è aperto grazie ad Aeroporti di Roma, Delta e Alitalia. I tamponi gratuiti e obbligatori all’imbarco esonereranno i passeggeri
Un kit per fare il tampone a casa
Una possibilità su un milione È questa, secondo la Mayo Clinic, la possibilità di contrarre il Covid-19 in volo su un aereo pieno al 60% e con l’adozione di molteplici livelli di protezione, dai tamponi, alle mascherine, alla pulizia degli ambienti, al distanziamento. 36
ore prima della partenza dagli Stati Uniti. Si tratta di «un comodo test RT-Pcr effettuato a casa fornito da Lets Get Checked», spiegano i due vettori. I viaggiatori raccoglieranno autonomamente un campione nasale, sotto la supervisione di professionisti medici tramite una visita virtuale. Dopo l’atterraggio a Londra Heathrow, procederanno al secondo test in aeroporto. Stavolta si chiama Lamp, fornito da Collinson e prevede la raccolta di un campione nasale da parte di un medico. Infine, viene fornito un kit per il terzo esame da fare a casa. In questo caso per un campione di saliva, tre giorni dopo l’arrivo nel Regno Unito. Una task force composta da rappresentanti delle compagnie aeree
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associate in Oneworld ed esperti medici indipendenti sta supervisionando l’implementazione. I risultati saranno condivisi con i governi degli Stati Uniti e del Regno Unito e altre parti interessate, per dimostrare il ruolo essenziale che queste procedure possono svolgere per riavviare in sicurezza i viaggi. Gratuiti e a pagamento Se lo scopo è di ridestare la fiducia dei viaggiatori, è bene notare che non è una questione di prezzo. Infatti, mentre in Italia e nelle prime sperimentazioni intercontinentali i tamponi sono gratuiti (su base volontaria), in territorio americano l’esperienza insegna che anche quando a pagamento, la domanda si
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Ad alta quota Voli Covid tested
Una unica via: con test e senza quarantena Il trasporto aereo è uno dei principali motori dell’economia globale. In tempi normali, circa 88 milioni di posti di lavoro e 3,5 trilioni di dollari di Pil sono sostenuti dall’aviazione. Più della metà di questa occupazione e il valore economico è a rischio a causa del crollo della domanda globale di viaggi aerei. Almeno 46 milioni di posti di lavoro nel mondo sono in pericolo. «E la forza della ripresa economica dalla crisi scaturita dal Covid-19 sarà gravemente compromessa senza il supporto di una rete di trasporto aereo funzionante», fa sapere Iata dal suo 76esimo Annual General Meeting. L’appello dell’associazione delle aerolinee è stato ripetuto decine di volte quest’anno: la riapertura dei confini con test e senza quarantena è la via per instaurare una nuova fiducia nei viaggiatori. L’unica, attualmente. L’Icao, l’organizzazione dell’Onu che fissa i dettami sulla sicurezza nell’aviazione (e molto altro), ha pubblicato il “Manual on testing and cross border risk management measures” per fornire ai governi uno strumento di valutazione basato sul rischio dei programmi di test che allentano i requisiti di quarantena. in arrivo nel Belpaese dalla quarantena: per chi arriverà da New York con Alitalia e da Atlanta con
Delta. L’ordinanza che permette queste operazioni è firmata di concerto dai ministri della Salute, dei
Trasporti e degli Esteri. E varrà per altri corridoi di volo. Ad esempio dalla Germania, per gli aerei in arrivo da Monaco e Francoforte. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, invece, il via libera riguarda tre scali. Oltre a New York Jfk e l’Hartsfield Jackson di Atlanta, casa di Delta, anche il già citato New York Newark. Per Delta Air Lines l’avvio è il 19 dicembre su Roma Fiumicino. L’aerolinea si è avvalsa dei consulenti della Mayo Clinic, specialista di cure mediche complesse, per rivalutare i protocolli di sorveglianza sanitaria. Spiega il direttore, Henry Ting: «Sulla base dei modelli che abbiamo condotto, quando i protocolli di test si associano a molteplici livelli di protezione – incluso l’obbligo di indossare la mascherina, distanziamento sociale adeguato e pulizia degli ambienti – possiamo prevedere che il rischio di contrarre l’infezione da Coronavirus, su un volo pieno al 60%, dovrebbe essere circa di una possibilità su un milione». Attualmente Delta è l’unica compagnia aerea statunitense a bloccare il posto centrale per limitare il riempimento a bordo, fino al 30 marzo 2021. l
Rotte verso l’America Su queste tratte, le più redditizie per i vettori aerei, sono stati introdotti i “corridoi di volo” con passeggeri sottoposti a tampone.
46 milioni Secondo la Iata, è questo il numero di posti di lavoro a rischio a causa della pandemia.
A sinistra, test all’aeroporto di Heathrow. Qui sotto, distribuzione di mascherine
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Le grandi catene credono nell’Italia Alberghi Investimenti
Tra le asset class più resilienti, l’immobiliare alberghiero tiene su il morale agli analisti. Da Meliá International a Six Senses, nelle capitali si confermano le aperture dell’hospitality del lusso vendite nell’immobiliare alberghiero non sarà presto replicato.
a cura della redazione
Palazzo Venezia, in Piazza Cordusio a Milano. Qui Meliá International aprirà nel 2023 un hotel al posto della ex sede di Generali Assicurazioni
Anche il low cost investe Valerio Duchini, amministratore delegato Italia della catena “no frills” B&B Hotels, ha dichiarato che nel 2021 è in programma l’apertura di 7 nuovi alberghi, di cui uno a Brescia. Pronta inoltre l’inaugurazione di una struttura a Cortina d’Ampezzo, dove la catena ha acquisito all’asta da Investindustrial l’ex albergo Tre Croci, nell’omonimo passo alpino. 38
econdo Colliers International, tra i primi tre brand immobiliari del mondo, il volume degli investimenti che avremo a fine anno sarà il più basso registrato dal 2014. Tuttavia, tra le “asset class” più resilienti c’è il real estate alberghiero, a prova del fatto che il comparto dell’ospitalità è sì tra i primi impattati dalla pandemia, ma allo stesso tempo interpreta velocemente i trend emergenti – ad esempio quello dello smart working, di cui vi raccontiamo in apertura di questo Mission 6/2020 –, perciò gli analisti si aspettano che le compravendite di immobili a uso hôtelier non perderanno affatto appeal nei confronti degli investitori. Proprio nel terzo trimestre 2020, di sei transazioni al di sopra di 100
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milioni di euro, la più significativa è quella dell’acquisto del portafoglio di The Dedica Anthology (gli ex alberghi Boscolo) da parte della parigina Covivio. Le otto strutture – da Milano a Venezia, passando per Budapest, Nizza e altre destinazioni di valore – sono passate di mano per 573 milioni di euro. Scrive Colliers nell’ultimo report del Q3/2020: «L’emergenza sanitaria ha provocato una crisi economica senza precedenti e una forte incertezza sul futuro, soprattutto nel breve-medio periodo. Nel suo complesso, però, il mercato immobiliare ha raggiunto dei volumi positivi, soprattutto rispetto a quanto successo in altre crisi precedenti, per esempio quella finanziaria del 2011». Anche se il boom del 2019 con 3,2 miliardi di euro di compra-
Meliá a Milano, Six Senses a Roma Intanto, le grandi catene dell’hôtellerie mandano segnali di vivacità, in prevalenza nelle grandi città come Milano e Roma. Meliá International aprirà nel 2023 il quarto hotel al posto della ex sede di Generali Assicurazioni, “Palazzo Venezia” in piazza Cordusio. «L’Italia è una delle principali destinazioni turistiche al mondo ed è un privilegio per noi offrire hotel iconici come il Gran Meliá a Milano, che porterà ancora più prestigio ai nostri marchi. Grazie al nostro impegno sulla qualità del nostro portafoglio, saremo nelle migliori condizioni possibili per affrontare la ripresa e accogliere ancora una volta la domanda per le mete più competitive del mondo», dichiara il vicepresidente e Ceo del gruppo spagnolo, Gabriel Escarrer. Nella capitale invece approda Six Senses. La catena thailandese del lusso interpreta due esperienze di ospitalità: a Palazzo Salviati Cesi Mellini realizza un hotel di charme, mentre in Umbria un country resort con campo da golf e Spa. «Ho studiato cultura e arte a Firenze e mi sento a casa in Italia. Questo (la dimora romana, ndr) è più di un edificio per me. È un progetto umano, motivo per cui stiamo collaborando con architetti e designer appassionati ed entusiasti come me», afferma Neil Jacobs, amministratore delegato di Six Senses, che fa capo a Intercontinental Group. l
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A Treviso Raso al suolo da un bombardamento nel 1944, il chiostro del complesso di Santa Margherita (divenuto sede del Museo Nazionale della Collezione Salce) è rinato a nuova vita. Merito di un sapiente lavoro di restauro. Info: www.collezionesalce.beniculturali.it
come Gauguin o Bacon, che hanno fatto proprie le ricerche di Van Gogh o a lui si sono ispirati. Fino all’11 aprile. Orari: dalle 10 alle 18, il
ROMA A Visual Protest Il nome e l’arte di Banksy sono ormai noti e soprattutto così riconoscibili che è superflua qualsiasi presentazione. La mostra presso il Chiostro del Bramante, che include oltre un centinaio di opere che spaziano dal lavoro su tela e su carta a quello su cemento e metallo, riassume i contenuti principali della sua estetica. Certamente la provocazione è il più visibile, sulla scia di illustri precedenti provocatori (ad esempio Duchamps); meno evidente è la sua concezione di arte totale che, uscendo dai consueti luoghi espositivi, al giorno d’oggi veri e propri centri di mercato, vuol riportare il discorso estetico al suo ruolo primitivo e aprire un dialogo con il pubblico. Fino all’11 aprile. Orari: dalle 10 alle 20, il venerdì e sabato dalle 10 alle 22, la domenica dalle 10 alle 21. Per informazioni: www.chiostrodelbramante.it PADOVA Van Gogh. I colori della vita Parlare di Van Gogh significa parlare dei colori della vita e
della loro corrispondenza con il divino che il pittore ricercò per tutta la vita. Questo il senso della mostra nel Centro Altinate San Gaetano, costruita su ben 82 quadri e disegni e contemporanea alla pubblicazione dell’intenso volume epistolare goghiano edito da Marco Goldin, curatore dell’esposizione. Le opere esposte provengono dai maggiori musei europei e comprendono pezzi celebri come l’Autoritratto con il
venerdì dalle 10 alle 19, il sabato dalle 9 alle 20, la domenica dalle 9 alle 19. Info: www.altinatesangaetano.it BERGAMO Ti Bergamo. Una comunità La città e la provincia più colpita dal Covid ha reagito, con quella generosità che tutta Italia le riconosce, con una mostra d’arte finalizzata alla raccolta di fondi per l’ospedale Papa Giovanni XXIII. Si tratta di un atto
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d’amore della gente di Bergamo nei confronti della città realizzato, oltre che dalla Gamec, Galleria d’arte moderna e contemporanea, anche dai giornali cittadini e da quegli autori, artisti o uomini di cultura, legati alla città. In particolare si è voluta lasciare ai singoli partecipanti libera iniziativa nella scelta dei soggetti, dei temi e del materiale audiovisivo (fotografie, video, dipinti, installazioni, ascolto di trasmissioni radio). Il nodo artistico ispiratore della mostra è un quadro capolavoro di Pellizza da Volpedo, Ricordo di un dolore, che rappresenta al meglio la sofferenza individuale e collettiva vissuta dalla città nei mesi passati. Fino al 14 febbraio. Orari: dalle 16 alle 19, il venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 19. Info: http://gamec.it
cappello di feltro, “Il seminatore”, “Il postino Roulin”, “Il signor Ginoux”, “L’Arlesiana”, quadri entrati nel patrimonio collettivo artistico dell’umanità. L’esposizione offre anche una breve sintesi di quegli autori, 2020 dicembre - 2021 gennaio |
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Arte diffusa La settima edizione di Flashback, evento torinese dedicato all’arte, cambia format e propone un’edizione diffusa: un network di gallerie proporranno un ricco calendario di eventi, nella propria sede e sul web. Fino al 7 marzo 2021. Info: www.flashback.to.it
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Viaggi di carta Io sono il potere Un saggio sconfortante dalla cui lettura si esce con un sguardo desolante sulla pubblica amministrazione italiana e sulla sua capacità di operare in tempi di crisi. Eppure è un testo che dovrebbe essere diffuso quanto più possibile per far conoscere i veri rapporti di potere all’interno dello Stato italiano moderno secondo due possibili chiavi di lettura: da un lato l’analisi strutturale della Costituzione – dal momento che la critica dell’apparato statale non è nuova alle vicende nazionali –; dall’altro la stessa storia d’Italia e l’antropologia dell’homo italicus. Ma al di là di queste considerazioni si impone la conoscenza di quegli uomini che gestiscono la cosa pubblica e che di fatto sono i veri privilegiati del sistema statale: sono gli alti dirigenti, la reale casta di potere, non eletta, nella maggior parte dei casi invisibile all’opinione pubblica e capace, a ragione della propria conoscenza analitica dei meandri burocratici e legislativi, di fare la fortuna o la rovina di un progetto legislativo, di un programma politico, il successo di un uomo pubblico. Anonimo, Io sono il potere. Confessioni di un capo di gabinetto, a cura di G. Salvaggiulo, Feltrinelli 2020, 18 euro Il leopardo di Kublai Khan Il grande convitato di pietra del dibattito politico internazionale moderno è la Cina, una civiltà antica, lontanissima e per noi impenetrabile. Che stia crescendo economicamente e che si stia espandendo nel mondo è innegabile: meno facile è comprendere se dietro tutto ciò si celi una logica imperiale o si tratti solo di una circostanza fortuita dovuta in parte alla natura stessa della globalizzazione e in parte all’esigenza di una popolazione di più di un miliardo di persone. Questo saggio propone un’interpretazione leggermente differente del carattere
Registrazione Tribunale di Milano n° 624 del 22/09/2000 Direttore Responsabile Paola Baldacci Collaboratori Dario Bongiovanni, Alberto De Antoni, Arianna De Nittis, Anna Fraschini, Paola Lucchetta, Simona Parini Impaginazione Gianluca Ubezzi Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA) Distribuzione in Italia Faenza Printing Industries, Faenza (RA)
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espansionistico della Cina. Solitamente, infatti, si ritiene che il passato della prima grande dinastia Han, e in misura minore quella successiva dei Ming, sia sempre stato il modello di riferimento di ogni impero cinese che è venuto dopo. La novità interpretativa, ativa invece, invece pone nel periodo della dominazione mongola e della dinastia da essa creata, resa nota dal suo più insigne rappresentante Kublai Khan, un punto di svolta nella storia cinese. Fu infatti in quel periodo che si realizzò una vera e propria unificazione burocratica dell’impero e che il mandato divino celeste acquisì il carattere imperiale già dell’impero mongolo, aprendo allora, forse, quell’espansione in atto sotto i nostri occhi. Timothy Brook, Il leopardo di Kublai Khan. Una storia mondiale della Cina, Einaudi 2020, 35 euro La lista degli stronzi Dobbiamo prendere atto di una condizione esistenziale molto umana: noi uomini siamo cattivi e siamo capaci di odiare fino a voler uccidere. Lo scozzese John Niven ha preso spunto da questo tratto morale per creare un utopico e sarcastico romanzo, di quel genere molto feroce che solo gli anglosassoni sanno creare, in cui un malato terminale ale vuole liberare il mondo da personalità per lui nefaste. Il romanzo, in verità più un pamphlet letterario, si svolge in un futuro mondiale dove la carica di presidente degli Stati Uniti è ricoperta da Ivanka Trump, ma guidata da dietro le quinte dall’anziano padre. Questo lo spunto, abbastanza scontato, però notevole la descrizione rabbiosa e al tempo stesso divertente di un mondo fuori controllo politico, senza alcuna guida etica e destinato, senza alcuna correzione di tutti i suoi abitanti, a diventare solo guidato dalla frustrazione, dalla rabbia e dalla violenza. John Niven, La lista degli stronzi, Einaudi 2020, 17,50 euro
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11 maggio 2021
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Il “new normal” legato all’emergenza Covid-19 impone di ripensare i modelli di trasferte aziendali usando i dati come asset strategico. Per una gestione efficace dei business travel saper analizzare i dati è di fondamentale importanza per comprendere: i nuovi trend di vendita-acquisto-presidio-gestione, per effettuare valutazioni di performance globali nella direzione di TTC e ROI e per avere chiare le ricadute derivanti dalle azioni dedotte dall’analisi dei dati stessi. Oltre a nozioni generali di reporting e macro-analisi, il corso prende in esame gli strumenti a disposizione dell’analisi dei dati contestualizzando i ruoli e le responsabilità degli attori coinvolti: azienda, agenzia(e) di viaggio e fornitori primari.
5 ottobre 2021
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