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Mission 2/2026

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MissionForum 2026

Aviazione

Il futuro del trasporto aereo è già qui

Mice

Gen Z negli eventi

Destinazioni Franciacorta e Osaka

Strutture

Tivoli President Milano Hotel

RUBRICHE

45 REGOLE & UTILITÀ PER CHI VIAGGIA PER LAVORO a cura della redazione

47 DAL MONDO di Alberto de Antoni

48 VIAGGI DI CARTA di Alberto de Antoni INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

11ZUCCHETTI

Come le piattaforme “intelligenti” trasformano la mobilità aziendale

23 FRIGERIO VIAGGI

Business travel e sostenibilità: da obbligo a competenza misurabile

Foto e immagini: Uffici Stampa, Pixabay

02EDITORIALE

Avanti con attenzione di O.M. Fumagalli

04TREND

2026: il viaggio d’affari entra nell’era dell’incertezza di Arianna Festa

08PROFESSIONE

EVENTMANAGER

Gestire gli eventi oggi di Andrea Barbieri Carones

12TRASPORTI

Il futuro del trasporto aereo? È già qui di Andrea Barbieri Carones

16EVENTI

Speciale MissionForum 2026 di Arianna Festa

20FOCUS

Il Full Content èmorto, viva il Full Content di Alfredo Pezzani

24 SERVIZI BT

Corporate Lodging Forum HRS: BT intrasformazione di O.M. Fumagalli

27MICE

Un patrimonio che continua a viaggiare di Luca Barenghi

28MICE

Come progettare eventi aziendali perla Generazione Z di Simona Parini

32MICE

4 grandi cambiamenti di Annamaria Gigante

33HOTELLERIE

Modernità e tradizione ad Amsterdam di Andrea Barbieri Carones

34HOTELLERIE

Eventi e business nel barocco tedesco di Andrea Barbieri Carones

36DESTINAZIONI

Osaka, la nuova capitale del BT asiatico di Arianna Festa

40DESTINAZIONI Franciacorta e Lago d’Iseo di Arianna Festa

43 CAMERA CON VISTA Tivoli President MilanoHotel a cura della redazione

44 CAMERA CON VISTA Gruppo CHC: l’ospitalità tra identità italiana e respiro internazionale di Arianna Festa

Avanti, con attenzione

Il business travel continua a crescere nonostante i tempi che viviamo, ma con meno entusiasmo e più attenzione, ovviamente, rispetto a momenti sereni e prevedibili. Secondo le ultime analisi, la spesa globale annua per i viaggi d’affari sfonda i 1600 miliardi di dollari, con una crescita rallentata per via delle tensioni geopolitiche, dell’inflazione e di incertezza economica diffusa in molte aree. L’Europa mantiene comunque una traiettoria positiva (GBTA stima 390 miliardi di spesa) con la nostra Italia, insieme a Germania, UK, Francia e Spagna, tra i mercati più rilevanti. Nel frattempo, il lavoro dei travel manager diventa più complesso, con le difficoltà operative del momento: aumento dei costi, problemi tecnologici nelle piattaforme di booking, integrazione ancora insufficiente tra travel e meeting management, gestione delle cancellazioni all’ordine del giorno e nuove richieste ESG. La grande maggioranza dei buyer oggi, non può che indicare il controllo dei costi come priorità. Eppure, è proprio nella difficoltà di certi limiti, che il travel management aziendale può mostrare una maturità non comune, apprezzabile per come può soddisfare i viaggiatori e non solo. In molti aspetti superiore al stesso turismo leisure, tanto mediatico

e talvolta idolatrato ma che spesso non “guarda in faccia a nessuno”. Nelle aziende, la sostenibilità non è solo comunicazione ma si misura, è nelle travel policy, nei processi di procurement e nei report. Il settore corporate sa che parlare di mobilità e benessere delle persone significa responsabilità, anche oltre il singolo momento. Nel leisure, invece, il dibattito resta spesso legato a slogan, mentre overtourism, consumo delle destinazioni e impatto ambientale crescono. Anche il MICE evolve rapidamente, le imprese tagliano dove serve ma non rinunciano agli incontri e agli investimenti in tecnologia. Secondo Cvent, il 91% dei travel manager europei oggi gestisce anche meeting ed eventi, segno di un’integrazione sempre più strategica. Il ruolo merita maggiore attenzione, come ci ricordano alcuni attori primari intervistati in questo numero di Mission. Dietro ogni trasferta ben gestita ci sono competenze, analisi, negoziazioni e capacità di adattamento. È il momento in cui la professione esce dal backstage. Anche per questo raccontiamo in queste pagine di dati, trend, persone e idee per migliorarsi. Come ascoltate a MissionForum, per esempio, senza dimenticare lo sguardo al futuro della Gen Z e al veloce presente, troppo ricco di disruption tecnologiche e non solo.

2026: il viaggio d’affari entra nell’era dell’incertezza 2026: il viaggio d’affari entra nell’era dell’incertezza

Il punto sulle ultime evoluzioni del settore a livello globale e locale

di Arianna Festa

Nel 2026 il business travel europeo e globale non rallenta, ma cambia natura.

Le aziende continuano a viaggiare, incontrare clienti, presidiare mercati e partecipare a fiere internazionali, ma lo fanno dentro uno scenario molto più fragile rispetto al passato: tensioni geopolitiche, rincari energetici, nuove regole europee, pressione ESG, cybersecurity e trasformazione digitale stanno ridefinendo l’intera mobilità corporate. Il quadro è netto: il viaggio d’affari non è più una semplice funzione operativa. È diventato un ecosistema strategico che intreccia crescita, sostenibilità, tecnologia AI-driven, sicurezza, benessere del dipendente e gestione permanente dell’incertezza.

Geopolitica: il nuovo centro del BT

Per anni la priorità dei travel manager è stata il controllo dei costi, unita in molti casi alla sostenibilità. Oggi la variabile dominante è la geopolitica. Secondo il Business

Travel Show Europe, il 46,5% dei professionisti del settore considera le tensioni internazionali la principale sfida del 2026. Guerre regionali, crisi energetiche, instabilità diplomatica e chiusure improvvise degli spazi aerei incidono direttamente sulla mobilità aziendale. Il Medio Oriente continua a rappre-

sentare il principale epicentro di pressione per il settore. Il conflitto nell’area ha già causato deviazioni delle rotte Europa-Asia, numerose cancellazioni, aumento dei costi del carburante, tempi di percorrenza più lunghi, riduzione della capacità disponibile e, ora, anche criticità legate all’approvvigionamento di car-

burante. Per i travel manager ciò significa dover aggiornare costantemente policy, protocolli di sicurezza e itinerari di viaggio.

L’Europa rallenta, l’Italiatiene

Dentro a questo contesto aumenta la prudenza. Secondo l’Osservatorio EY Future Travel Behaviours 2026 solo il 31% degli europei prevede viaggi di lavoro nel 2026. Francia e Germania mostrano il rallentamento più marcato, mentre il Regno Unito mantiene una domanda relativamente dinamica grazie alla centralità del mercato eventi e congressuale. L’Italia invece conferma una resilienza superiore rispetto ad altri grandi mercati europei con il 27% degli italiani che prevede da 1 a 4 trasferte lavorative. Anche la mobilità cambia forma: l’auto domina il podio (60%), confermando la tendenza dei viaggi di prossimità; a seguire il treno (55%) e infine l’aereo (50%). Il business travel italiano diventa sempre più multimodale, con una crescita evidente dell’alta velocità ferroviaria sulle tratte domestiche e regionali.

Asia-Pacifico: il nuovo laboratorio del BT globale Il corporate travel asiatico continuerà a crescere grazie alla ripresa degli investimenti, all’espansione delle multinazionali e alla crescente centralità economica dell’area. Ma la crescita sarà accompagnata da una trasformazione strutturale delle trasferte. Le aziende viaggeranno di più, ma resteranno meno tempo fuori sede. La trasferta tradizionale lascia spazio a business trip sempre più “chirurgici”: viaggi più brevi, più intensi e orientati al massimo ritorno operativo. Anche in Asia emerge dunque la logica del “less volume, more value”: meno dispersione, più efficienza. Cresceranno inoltre i cosiddetti “blended itineraries”, itinerari ibridi e multifunzionali che permetteranno di concen-

trare più obiettivi professionali nello stesso viaggio.

Giappone: AI, automazione e purpose-led travel

Il Giappone rappresenta uno dei mercati più avanzati sul fronte della digitalizzazione del business travel. Nel 2026 il corporate travel giapponese sarà guidato da automazione, iper-personalizzazione, intelligenza artificiale e ottimizzazione del ROI.

Ma soprattutto crescerà il cosiddetto “purpose-led travel”: viaggi meno frequenti ma con obiettivi molto più chiari e strategici. Anche il bleisure continuerà a rafforzarsi, insieme a una crescente attenzione per sostenibilità e contenimento dei costi. In un contesto geopolitico più instabile, travel manager e dipendenti cercheranno inoltre informazioni affidabili e supporto.

India: boom deltraveldomestico e sicurezza al centro

In India il 2026 segnerà una nuova fase di espansione del business travel interno, soprattutto in città emergenti. L’espansione regionale, il rafforzamento della connettività nazionale e la nascita di nuovi poli economici stanno ridisegnando la geografia corporate del Paese. Ma il

vero tema sarà il risk management. Dopo le forti disruption del 2025, le aziende indiane daranno sempre più peso a crisis management, traveller safety e capacità di risposta alle emergenze.

Cina: visti, protezione dati eglobalizzazione

In Cina il business travel sarà dominato da tre grandi temi: protezione dei dati, gestione dei visti ed espansione globale delle imprese cinesi. Crescerà la domanda di travel management company globali capaci di offrire: supporto internazionale, servizi localizzati, flessibilità operativa e assistenza consolare avanzata. In un mondo più frammentato e regolato, il tema visti tornerà infatti centrale per il business travel asiatico. Parallelamente le aziende cinesi richiederanno piattaforme integrate con gli ecosistemi digitali locali e con standard sempre più avanzati di protezione dati e cybersecurity.

America: AI,sicurezzaeflessibilità

Negli Stati Uniti e nel Nord America il settore continua a mostrare una crescita sostenuta, trainata dal ritorno degli eventi in presenza, dagli investimenti tecnologici e dalla ne-

cessità delle aziende di mantenere relazioni commerciali dirette. Il mercato globale del business travel punta a superare i 2.400 miliardi di dollari, con il Nord America che resta uno degli hub più strategici della mobilità corporate mondiale. Il tema dominante è l’intelligenza artificiale. Le aziende americane stanno accelerando sull’adozione di piattaforme AI-driven per:

• automatizzare prenotazioni;

• verificare policy;

• ottimizzare itinerari;

• monitorare spese;

• personalizzare l’esperienza del viaggiatore.

La volatilità geopolitica continua a influenzare soprattutto i viaggi

Novità BT 2026 da conoscere

• “12-hour micro-trip”. È la trasferta essenziale: viaggi rapidissimi, spesso in giornata, costruiti attorno a un solo obiettivo strategico.

• “Bleisure-biz”. Il bleisure evolve e diventa parte della cultura HR. Non si tratta più semplicemente di aggiungere qualche giorno di vacanza a una trasferta, ma di integrare benessere e produttività dentro lo stesso viaggio.

• “AI-butler travel”. L’intelligenza artificiale entra nella gestione operativa del viaggio. L’AI-butler è un assistente invisibile capace di prenotare, verificare policy, modificare itinerari, ottimizzare costi e gestire reportistica.

long-haul, con particolare attenzione ai temi della sicurezza del viaggiatore e della continuità operativa. Anche negli Stati Uniti cresce inoltre il peso della sostenibilità nelle travel policy aziendali, con:

• monitoraggio dell’impronta carbonica;

• maggiore flessibilità delle trasferte;

• riduzione dei voli non essenziali;

• attenzione al ROI ambientale. Intanto, anche i mercati domestici statunitensi iniziano a introdurre nuovi elementi di pressione economica per i visitatori internazionali, segnale di una crescente differenziazione tariffaria.

Viaggiare costa di più

Il nodo economico resta un elemento centrale. Secondo il Business Travel Show Europe, tra gli addetti ai lavori il 36,4% denuncia l’aumento delle tariffe aeree, alberghiere e dei trasporti; il 24,8% fatica a conciliare domanda di viaggio e budget; il 20,9% segnala forti pressioni sui programmi travel.

A pesare sono:

• rincari energetici;

• volatilità del carburante;

• crescita dei costi operativi;

• nuove tasse ambientali europee.

Frontiere digitali enuove regole europee

Il 2026 sarà anche l’anno della nuo-

va frontiera intelligente europea con l’introduzione dell’Entry/Exit System (EES) e dell’ETIAS (European Travel Information and Authorization System).L’EES, operativo da aprile 2026, registrerà biometricamente i cittadini extra-UE in ingresso nell’area Schengen. L’ETIAS, previsto entro fine anno, richiederà un’autorizzazione preventiva ai viaggiatori esenti da visto diretti in 30 Paesi europei.

Per il business travel significa:

• controlli più lunghi;

• maggiore complessità documentale;

• pianificazione anticipata;

• nuove responsabilità amministrative.

Sostenibilità e compliance nelle travel policy

Parallelamente, cresce il peso della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), che obbligherà le aziende europee a rendicontare in modo dettagliato anche le emissioni indirette legate ai viaggi di lavoro. Travel manager, sustainability team e finance dovranno lavorare insieme per:

• monitorare le emissioni Scope 3;

• raccogliere dati certificabili;

• integrare sistemi expense e reporting ESG;

• prepararsi a verifiche e audit. La sostenibilità esce così dalla dimensione reputazionale e diventa

una variabile finanziaria. Ed è anche per questo che sempre più aziende adottano policy “rail-first”, privilegiando il treno sui voli brevi.

Event-driven travel

Una delle trasformazioni più evidenti nella mobilità riguarda il peso crescente degli eventi. Il 39% degli europei sceglie una destinazione influenzato dalla presenza di un even-

to; in Italia il dato sale al 41% e in Spagna raggiunge il 47%.

La sostenibilità come KPI

Nel 2026 le travel policy più evolute integreranno KPI ambientali accanto a quelli economici. Le principali direttrici sono:

• sostituzione dei voli brevi con il treno;

• pianificazione anticipata;

• riduzione delle emissioni;

• monitoraggio ESG.

Flow-flex mobility e Incertezza intelligente

La mobilità aziendale diventa fluida e adattabile: cancellazioni, scioperi, crisi geopolitiche e cambi di agenda rendono impossibile pianificare rigidamente. Nasce così la flow-flex mobility: prenotazioni modificabili, policy elastiche e assistenza continua. Il business travel del 2026 quindi non è in crisi, sta però cambiando paradigma. È certo che le aziende continueranno a viaggiare, perché relazioni commerciali, partnership e presenza fisica restano decisive. l

Luca Corsi

Gestire gli eventi oggi Gestire gli eventi oggi

Intervista a Luca Corsi, event manager dell’anno 2025

Parliamo oggi di event management con uno dei professionisti più attivi sul fronte nazionale, di grande esperienza e pluripremiato, anche agli Italian Mission Awards 2025 (come Event Manager dell’Anno): Luca Corsi.

Ci riassume il suo profilo?

«Nasco come architetto, ma da oltre trent’anni lavoro nella comunicazione corporate, con focus su eventi aziendali, live communication, sponsorizzazioni, PR e comunicazione interna. Ho progettato e coor-

dinato convention, incentive, eventi istituzionali e progetti di brand experience, cercando sempre di trasformare l’evento da semplice appuntamento organizzativo a leva strategica di relazione, reputazione e business. Nel tempo ho diretto house organ aziendali, guidato team multidisciplinari e seguito progetti premiati con diversi riconoscimenti MICE. Mi considero un professionista che lavora all’incrocio tra strategia, narrazione ed esperienza». Per la sua esperienza, un’azienda

medio-grande quanti eventi organizza in media?

«Una media realistica può essere intorno ai 20 eventi annui, considerando un perimetro ampio: non solo grandi convention, ma anche meeting interni, viaggi incentive, eventi formativi, lanci di prodotto, riunioni commerciali e momenti di celebrazione o engagement aziendale. Il numero varia molto in base al settore, alla struttura della rete e alla cultura interna dell’azienda, ma è una stima plausibile».

Esiste una forma di travel policy anche per gli eventi?

«Sì, ma non in senso stretto come nel business travel. Sono mondi diversi. La travel policy disciplina gli spostamenti individuali di lavoro, mentre gli eventi rispondono a logiche di comunicazione, motivazione, formazione e engagement. Esiste semmai una policy logistica, cioè un insieme di linee guida che in parte si avvicinano alla travel policy: per esempio chi viaggia in economy e chi in business, chi dorme in singola o doppia, chi parte la sera prima o la mattina stessa, o eventuali trattamenti differenziati per livelli aziendali. Ma sono regole flessibili, perché tutto dipende dall’obiettivo dell’evento. Un incentive di alta gratificazione può prevedere 5 stelle lusso, ristoranti stellati e servizi premium per tutti; un team building può invece orientarsi su soluzioni più essenziali, come un agriturismo, ma non si tratta di policy rigida: è una scelta di contenuto coerente con il messaggio. Quindi una cornice logistica esiste, ma negli eventi la policy deve sempre adattarsi a target, budget e finalità strategica». Eventi aziendali e viaggi premio: secondo quale logica si scelgono destinazioni e partecipanti?

«Dipende dall’obiettivo. Per convention, congressi o lanci prodotto, la destinazione si sceglie prima di tutto in base al “contenitore”: spazi adeguati, capacità ricettiva, logistica efficiente, collegamenti e servizi coerenti con il livello dell’evento.

Può essere una grande città o una destinazione leisure, mare o montagna, ma la domanda chiave è: questa location mi permette di realizzare bene l’evento?

Per gli incentive la logica cambia: conta la componente esperienziale e motivazionale. Si scelgono mete capaci di generare desiderio, come capitali europee, città iconiche, destinazioni esotiche o luoghi evocativi. L’incentive deve essere percepito come premio, quindi la destinazione è parte del riconoscimento.

Nei meeting il perimetro è ancora più ampio: se i numeri sono contenuti, può andare bene quasi tutto, da Capri a una masseria in Puglia, da una città d’arte a una località balneare o meno nota ma affascinante. Oggi molti meeting sono anche “bleisure”: lavoro e momenti esperienziali, con cene o attività sul territorio.

Quanto ai partecipanti, non esiste una regola fissa: dipende dal target e dagli obiettivi. Un evento può coinvolgere poche persone o migliaia, essere rivolto a dipendenti, rete vendita, clienti o partner. Può servire a premiare risultati, formare, lanciare prodotti o rafforzare il senso di appartenenza. Prima si definisce perché si fa l’evento, poi dove e con chi».

Quali tecnologie si utilizzano nella gestione degli eventi?

«La tecnologia è ormai presente in tutte le fasi. Ci sono piattaforme di iscrizione, portali logistici, database partecipanti, sistemi di accredito, app evento, mailing, chat operative, strumenti di project management e tutto l’ecosistema Office.

L’intelligenza artificiale può supportare tre momenti: preparazione, gestione operativa anche in tempo reale e analisi post-evento. In particolare nell’analisi dei KPI, del gra-

dimento e dei feedback, fino a fornire insight per progettare eventi successivi.

Detto questo, la tecnologia resta uno strumento: può semplificare e rendere misurabile il lavoro, ma non sostituisce la regia dell’event manager. L’evento funziona se c’è una strategia chiara, non solo una buona piattaforma».

Quanto pesa oggi il costo della sostenibilità, e come sono calcolate le emissioni?

«Non entro nella parte tecnica di certificazione delle emissioni, che è

Luca Corsi
Luca Corsi

un ambito specialistico. Però la sostenibilità deve essere considerata fin dal capitolato dell’evento. Se entra nel brief iniziale, può orientare la scelta di destinazione, venue, trasporti, catering, materiali e fornitori.

Non è necessariamente un costo maggiore: spesso aiuta a ridurre sprechi e diventa valore aggiunto per azienda, partecipanti e comunicazione. Se invece arriva alla fine, diventa quasi sempre un extra più costoso e meno efficace. Il costo dipende da dimensioni, nu-

mero partecipanti, distanze, livello ESG e certificazioni richieste. Ci sono anche costi organizzativi spesso sottovalutati, come raccolta dati, coordinamento fornitori e report finale, oltre a eventuali audit e compensazioni.

Il tema centrale resta la mobilità: un

evento apparentemente sostenibile ma difficile da raggiungere può risultare meno green di uno meno certificato ma ben collegato». Avete particolari tool o servizi per garantire la sicurezza dei collaboratori in viaggio?

«Sì, nelle aziende strutturate la sicurezza non è mai improvvisata. Il primo presidio è il coinvolgimento dell’RSPP fin dalla progettazione. Il tema riguarda non solo la sicurezza fisica dei partecipanti, ma anche la verifica dei fornitori: certificazioni, assicurazioni, regolarità del personale, rispetto delle norme sul lavoro, idoneità dei trasporti e conformità delle location.

Negli eventi complessi si aggiungono piani di emergenza, vie di evacuazione, presidi antincendio, primo soccorso e, se necessario, assistenza sanitaria in base ai numeri e alla tipologia dell’evento. È un lavoro condiviso tra event manager, RSPP, agenzie, location e fornitori logistici.

Io stesso ho avuto formazione come addetto antincendio e primo soccorso, perché chi organizza eventi deve conoscere le basi della sicurezza. Più che un singolo tool, serve un sistema di controllo integrato». l

Come le piattaforme “intelligenti” trasformano la mobilità aziendale

Nel mondo della mobilità aziendale, il 2026 segna un punto di svolta. Non si tratta più semplicemente di spostare persone da un punto A fino a un punto B, ma di costruire un ecosistema integrato in cui reti, dati e servizi dialoghino in modo fluido. È il paradigma della “piattaforma intelligente”, destinato a ridefinire profondamente i processi legati a trasferte, flotte e spostamenti casa-lavoro.

La vera criticità oggi non è la disponibilità di informazioni, bensì la loro frammentazione tra fornitori, piattaforme e sistemi aziendali diversi. È evidente come il valore non risieda tanto nel dato in sé, quanto nella capacità di trasformarlo in decisioni corrette, utilizzando tecnologie corrette. Ed è proprio qui che le piattaforme intelligenti fanno la differenza: rendono il dato accessibile, leggibile e immediatamente applicabile. La sfida, quindi, è “mettere a sistema” questi flussi per passare da un modello reattivo a uno predittivo , che al suo interno contenga anche tutte le dimensioni necessarie a favorire una transizione verso una mobilità più sostenibile.

Intelligenza Artificiale, tecnologia e fiducia digitale

L’Intelligenza Artificiale gioca un ruolo decisivo. Non è più una prospettiva futura, ma una leva

operativa già disponibile: attraverso algoritmi di dynamic routing e analisi dei consumi, è possibile, ad esempio, ottimizzare percorsi e utilizzo dei mezzi, riducendo incertezza e inefficienze. Le piattaforme devono essere percepite non solo come strumenti di controllo, ma come soluzioni in grado di generare valore sociale ed economico nei processi. La costruzione di una fiducia digitale passa proprio dalla capacità di dimostrare concretamente i benefici per lavoratori e aziende, a partire dalla trasparenza e dalla governance dei dati.

Verso la “mainstream adoption”

Il settore si avvia verso una fase di adozione diffusa e in questo scenario sarà la praticità d’uso a determinare il successo delle soluzioni di mobilità: le aziende che sapranno integrare dati, semplificare processi e costruire fiducia attorno alla tecnologia saranno quelle in grado di guidare questa trasformazione con piattaforme digitali integrate di gestione della mobilità aziendale, soluzioni che permettano non solo di ottimizzare processi e sostenibilità, ma anche di offrire un’esperienza fluida e orientata alle persone. La mobilità del futuro non sarà solamente più sostenibile o più digitale, ma più semplice da vivere

Per informazioni: www.zucchetti.it

Il futuro del trasporto aereo? È già qui Il futuro del trasporto aereo? È già qui

Il settore sta cambiando alla velocità della luce. Compagnie, gestori aeroportuali e stakeholder sono già al lavoro per cambiare e migliorare i viaggi

di Andrea Barbieri Carones

Intelligenza artificiale, biocarburanti, incertezze geopolitiche, guerre, congestioni aeroportuali, code e nuove tecnologie. E soprattutto tanta intelligenza artificiale. Il trasporto aereo sta vivendo un boom in tutto il mondo nonostante le crisi politiche. Del resto basta guardare le nuove rotte inaugurate

dalle compagnie aeree oppure dare un’occhiata ai dati sul traffico aeroportuale che – non solo in Italia – è in costante aumento. Secondo i dati di Assoporti, nel 2025 attraverso gli aeroporti italiani sono transitati 230 milioni di passeggeri, +5% rispetto all’anno precedente e +37 milioni rispetto ai 193 del 2019.

Dalla primavera scorsa, però, il settore ha vissuto (e vive) dei momenti di difficoltà a causa dell’aumento del prezzo del carburante in seguito a “spinose frizioni” geopolitiche in corso nel Golfo Persico, che hanno portato a un’interruzione di parte del trasporto di petrolio. Per questo, le compagnie europee si sono rivolte a fornitori alternativi di carburante visto che il trasporto di greggio per aerei – più o meno raffinato – a causa della guerra con l’Iran sta rapidamente diventando un grave problema logistico per l’Europa. E il futuro del trasporto aereo inizia qui.

Il futuro a seguito della crisi internazionale

«Il conflitto nel Golfo ha introdotto una significativa incertezza sulle prospettive della domanda a breve e medio termine. Di conseguenza, stiamo adeguando la frequenza dei

nostri aggiornamenti». Così recita una nota di Bain & Company, società di consulenza aziendale.

Nel suo studio “Air Travel Forecast to 2040”, spiega innanzitutto che da sempre la domanda di trasporto aereo si trova ad affrontare rischi improvvisi e simultanei, dati da situazioni geopolitiche, sanitarie o ambientali imprevedibili. In questa prima metà del 2026, i costi sono aumentati bruscamente.

La ricerca mostra che la ripresa sarà molto graduale, con il pieno ripristino delle attività aeroportuali entro l’inizio del 2027 cui farà seguito un progressivo indebolimento dell’economia nel 2028. Tuttavia, se il conflitto dovesse protrarsi, la piena operatività del trasporto aereo potrebbe slittare anche a fine 2027, con effetti fino al 2029 e conseguente aumento strutturale dei prezzi nel medio termine, con una normalizzazione nell’arco di 30 mesi. In entrambi gli scenari, la domanda globale nel 2030 rimane al di sotto dei livelli pre-conflitto. Secondo le previsioni di base stabili-

te prima del conflitto, il traffico passeggeri-chilometro globale avrebbe raggiunto il 138% dei livelli 2019 entro il 2030. Gli scenari rivisti ora variano dal 129% (impatto prolungato) al 132% (ripresa graduale), con un divario di 6-9 punti rispetto allo scenario di base entro la fine del decennio.

«Bisogna ricordare anche che i corridoi Europa-Asia sono soggetti a una maggiore incertezza derivante dal conflitto, le compagnie aeree sono e saranno costrette a deviare le rotte per aggirare i pericoli, aumentando le spese carburante».

Visione d’insieme perridurre i rischi

Guardando al futuro, una visione d’insieme è certamente quella di APG Italy, sede italiana di un network presente in oltre 170 Paesi dove è più di un semplice Global Sales Agent: dà infatti un approccio globale per la distribuzione del prodotto aereo, tramite rappresentanza ma anche con soluzioni di interline e-ticketing e molto altro.

«Notiamo che non esiste un approccio definito e uniforme rispetto all’evoluzione sociale, geopolitica e tecnologica» spiega Umberto Vero-

nelli, managing director di APG Italy. «Le compagnie aeree si trovano ad operare in un contesto imprevedibile. Questo rende difficile e poco realistico adottare strategie standardizzate di lungo periodo. Per questo, ogni vettore reagisce in modo diverso, principalmente in funzione del proprio mercato di riferimento, della propria struttura e delle aree geografiche in cui opera. La tendenza comune è quella di prendere direzioni diverse a seconda della visione e delle necessità di ognuna». «Le compagnie stanno progressivamente delegando a partner esterni quei servizi che possono essere esternalizzati, trasformando il più possibile i propri costi fissi in costi variabili». Lo spiega Matteo Pomi-

ni, anch’egli managing director di APG Italy e da oltre 30 anni nel settore. «Questo approccio consente di ridurre i rischi, aumentare la flessibilità operativa e adattarsi più rapidamente ai cambiamenti del mercato. Il ruolo del GSA e la disponibilità di nuovi sistemi di distribuzionetra cui la nostra piattaforma NDC APG Direct Connect – già oggi sono riconosciuti dalle compagnie aeree proprio perché in grado di offrire supporto commerciale flessibile». E lo sarà sempre più.

Tecnologia in aeroporto

Il futuro del trasporto aereo passa anche dagli aeroporti. Questi stanno evolvendo da un ambiente in cui gli esseri umani eseguono processi con

l’ausilio della tecnologia a uno in cui sistemi intelligenti gestiscono autonomamente le funzioni principali con la supervisione umana. Insomma: la tecnologia decide, l’uomo controlla. L’aeroporto del futuro sarà ancor più intelligente per diventare un sistema dove la AI gestirà tutte le operazioni e il transito dei passeggeri.

Anche in questo modello, i sistemi decidono e agiscono quando possibile, mentre gli esseri umani intervengono solo quando necessario. Ci saranno sempre più colonnine self-service per il check-in dove la consegna bagagli sarà effettuata con semplici “agenti artificiali intelligenti” che guidano i passeggeri come un operatore umano. In caso di ritardi dei voli, poi, tali agenti interverranno ad assegnare i gate, a dislocare il personale addetto all’aeromobile e a indirizzare al meglio i bagagli in modo che il ritardo abbia il minor impatto possibile.

In tema di controlli di sicurezza, un po’ della tecnologia del futuro è già qui, coi passeggeri del domani che si imbarcheranno senza fermarsi (o quasi) ai controlli di sicurezza dove l’identità si baserà sull’identificazione biometrica.

Esistono già numerosi esempi di come la tecnologia possa rendere più agevole il viaggio aereo: a Giacarta ci sono due corridoi biometrici basati sulla AI in grado di confermare in tempo reale l’identità dei passeggeri, senza richiedere loro di fermarsi e mostrare manualmente i documenti.

L’aeroporto di Miami sta mettendo a punto un programma che utilizza “dispositivi biometrici per il riconoscimento facciale” che verificano l’identità dei passeggeri statunitensi confrontando un’immagine in tempo reale con dati preesistenti.

L’aeroporto di Amsterdam Schiphol sta sviluppando un sistema in grado di gestire il movimento in pista di tutti i veicoli di servizio.

Boost è invece un programma di innovazione tra gli scali di Seul, Avi-

nor (Norvegia), Londra Heathrow, Amsterdam Schiphol e Bruxelles, volto a migliorare l’efficienza operativa della gestione dei bagagli e a ridurre il lavoro manuale pesante, riducendo i tempi di attesa dei passeggeri appena sbarcati.

In tema di sicurezza, la UE ha varato il programma SESAR-JU che mira a sviluppare servizi dati che contribuiranno a integrare completamente operazioni aeroportuali e trasporto aereo attraverso l’intelligenza artificiale. L’obiettivo è di implementare funzioni come le operazioni aeroportuali predittive che migliorino drasticamente la gestione dei passeggeri.

In tema di efficienza, anche ITA Airways sta introducendo un sistema di ottimizzazione delle rotte, basato sulla AI, che permetterà di ridurre il consumo di carburante. Tra il 2025 e il 2026, la risparmierà oltre 7.100 tonnellate di carburante e più di 22.100 tonnellate di CO2. Implementato su tutta la flotta ITA, il sistema calcola per ogni volo il profilo di salita più efficiente regolando – tra le altre cose – velocità, accelerazione e quota.

La first class del domani Poltrone, menu, più spazio e anche un bagno privato. Sono queste le frontiere della prima classe del domani, che già oggi stanno vedendo la luce e sono la conseguenza dell’aumento della competitività tra compagnie.

Presto, pochi fortunati passeggeri di prima classe su alcuni aerei Emirates non dovranno nemmeno più fare la fila per il bagno, che sarà in fondo al corridoio dotato di ogni comfort, tra profumi di lusso e spazzolini da denti. L’amministratore delegato della compagnia emiratina, Tim Clark, ha annunciato l’arrivo del bagno privato in volo durante un summit di settore a fine aprile. Come fare per averlo? Basta staccare un assegno da circa 15.000 euro e prenotare in questa classe. Altre compagnie stanno invece au-

Allarme EES

Le associazioni del trasporto aereo Assaeroporti, Aeroporti 2030, IATA, IBAR e AICALF, scrivono al Ministro dell’Interno Piantedosi per sollecitare un intervento urgente: la revisione del quadro normativo che disciplina l’Entry/Exit System (EES), il nuovo sistema comunitario per la registrazione dei passeggeri extra UE in area Schengen. Le associazioni, che rappresentano congiuntamente gestori aeroportuali e vettori, sollecitano per gli Stati membri la possibilità di sospendere, anche totalmente, l’utilizzo del sistema in presenza di livelli di congestione tali da compromettere la regolarità delle operazioni. La richiesta nasce dalle criticità già emerse. Nonostante la proficua collaborazione, per limitare le criticità operative negli scali nazionali, gli attuali meccanismi richiedono un adeguamento in termini di flessibilità, per garantire una gestione efficiente e fluida dei flussi di passeggeri. Negli aeroporti si registrano infatti tempi di attesa ai controlli di frontiera fino a tre ore, con pesanti ripercussioni su flussi e ordine pubblico che potrebbero aumentare durante i picchi estivi. Tra le principali criticità, il rallentamento – in alcuni casi il blocco – degli e-gates, situazione che rischia di compromettere l’efficienza degli aeroporti proprio nei momenti di maggior traffico.

mentando lo spazio a disposizione dei passeggeri di business e prima classe. Fra queste c’è United Airlines che ha presentato le sue nuove otto poltrone situate nelle prime file delle due cabine di business class dei Boeing 787-9, operative a inizio estate: maggiore spazio (fino a 25% in più) e più privacy grazie a posti sono in stile suite, con porte scorrevoli.

Alaska Airlines, che a inizio maggio ha inaugurato il volo tra Roma e Seattle, si appresta a introdurre un nuovo servizio di ristorazione – per i passeggeri che viaggiano in business – con servizio e qualità paragonabile a quella di un ristorante. Parallelamente, entro l’autunno di quest’anno, sarà estesa la connettività Starlink.

Anche Lufthansa sta introducendo i nuovi prodotti sui Boeing 747-8 e sugli Airbus A380-800, le cui cabine sono in graduale fase di ammodernamento.

Ammodernamento e ampliamento anche per All Nippon Airways, che sul suo Boeing 777-300ER sta introducendo una variante di prodotto introdotto alcuni anni fa chiamato

The Room . Questi posti sono progettati per funzionare come una stanza, con porte scorrevoli, ampio spazio e persino la possibilità di cenare con un accompagnatore.

Novità in serbo anche per i passeggeri Delta: dal 2027, a bordo degli A350-1000 debutterà la nuova generazione di Delta One Suite. In seguito, anche le cabine Delta One sugli A330-200/300 verranno dotate di nuove suite con porte scorrevoli per garantire totale privacy. Queste iniziative rientrano in uno dei più grandi investimenti di Delta per l’ammodernamento della flotta, con investimenti di oltre un miliardo di dollari. Tra le novità: un letto più lungo completamente reclinabile, nuove soluzioni per riporre gli oggetti, schermo da 24” HD, connettività Bluetooth e ricarica wireless. l

MissionForum 2026 a Milano il business travel incontra il Mice: strategie, sostenibilità e rischi globali MissionForum 2026 a Milano il business travel incontra il Mice: strategie, sostenibilità e rischi globali

Tra AI e tensioni geopolitiche, trasferte ed eventi cambiano paradigma. La sostenibilità diventa leva competitiva, mentre crescono rischi e complessità operativa

di Arianna Festa

Nella cornice di NH Collection CityLife si è svolta la diciassettesima edizione di MissionForum, appuntamento ideato da Newsteca che riunisce i protagonisti del business travel, degli eventi e – sullo sfondo – della mobilità aziendale. Una giornata articolata che ha confermato una traiettoria ormai chiara: travel e Mice sono sempre più centrali nelle strategie d’impresa, in un sistema integrato che mette insieme persone, tecnologia e territori.

Dalla mobilità al viaggio: integrazione e nuovi modelli I lavori della mattinata – tra seminari e open talk – hanno evidenzia-

to, pur con un focus anche sulla mobilità aziendale, una crescente convergenza con il business travel. L’adozione di strumenti digitali, l’uso dei dati e l’attenzione alla sicurezza stanno portando verso modelli più integrati, in cui le trasferte non sono più solo spostamenti, ma parte di un’esperienza complessiva.

Travel risk: quando lo scenario cambia in tempo reale

La gestione del rischio nel business travel si misura oggi con scenari concreti. La chiusura dello spazio aereo sopra il Medio Oriente – che ha imposto riorganizzazioni rapide degli itinerari e attivazioni di voli di

rimpatrio – rappresenta un esempio emblematico della volatilità del contesto internazionale.

Su questo si è soffermato Daniele Grassi, Branch Manager International SOS Italy, sottolineando come le aziende debbano dotarsi di strumenti e processi capaci di reagire in tempo reale. Le mappe del rischio sono in continua evoluzione e richiedono monitoraggio costante, aggiornamento delle policy e standard operativi sempre più strutturati. Il travel risk management si afferma così come funzione strategica, centrale per garantire sicurezza e continuità operativa.

Mice e destinazioni: il viaggio come leva di valore Il pomeriggio si è aperto spostando il focus sul Mice con l’intervento di Maria Paola De Rosa, Responsabile Vendite e Accordi Com -

merciali FS Treni Turistici Italiani. Il tema è quello della valorizzazione dell’heritage attraverso gli eventi: il viaggio diventa racconto, esperienza, connessione con il territorio.

Le aziende cercano sempre più format capaci di integrare contenuto e destinazione, trasformando gli eventi in strumenti di engagement e narrazione.

Breaking news

dalmondoTravel

Una breve parentesi dedicata al travel, a cura di chi scrive, Arianna Festa – giornalista di Mission – ha approfondito il contesto internazionale e il suo impatto sul settore dei viaggi, mettendo in evidenza le crescenti pressioni sui costi e le nuove complessità operative.

In particolare, i prezzi dei voli risultano in aumento del 10–15%, un trend che potrebbe proseguire anche nei prossimi anni. A questo si aggiunge il tema del carburante e delle forniture energetiche, che resta centrale e fortemente influenzato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Parallelamente emergono segnali contrastanti: da un lato una domanda turistica ancora solida, dall’altro un’evoluzione nei comportamenti

dei viaggiatori, sempre più prudenti e attenti a fattori come sicurezza, flessibilità e prezzo.

Sostenibilità:

il nodo tra costo e valore

A seguire, il panel sulla sostenibilità ha affrontato uno dei temi più

concreti per il settore. Negli ultimi anni la sostenibilità ambientale e sociale è passata da dimensione etico-reputazionale a leva strategica.

Ma quando si entra nelle decisioni operative emerge una domanda cruciale: quanto costa davvero la sostenibilità?

Integrare criteri ESG implica ridefinire equilibri economici, responsabilità e aspettative. La negoziazione diventa quindi centrale: ogni scelta

– dalla filiera dei fornitori alla progettazione degli eventi – comporta investimenti che devono essere valutati e condivisi.

Il confronto, al quale han preso parte Anna Maria Gigante - Event Manager Exprivia, Luca CorsiCorporate Communication Architect/PR e Live Communication Expert, Maria Guadalupe Lucasevich - HuTechTravel Events, ha messo in luce una tensione chiara:

da un lato i costi degli investimenti sostenibili, dall’altro il valore che questi generano nel tempo. Un valore che va oltre l’impatto ambientale, toccando reputazione, fiducia e vantaggio competitivo. In questo scenario, la sostenibilità si consolida come driver decisionale e non più come elemento accessorio.

Creatività Mice: dove nasce oggi l’idea

Il tema è stato ulteriormente sviluppato nel panel successivo, dedicato alla creatività nel Mice. Gli eventi nascono, prima di tutto, da un atto creativo: è questo il motore invisibile che da sempre muove il settore. Oggi, però, accanto all’intelligenza umana si afferma sempre più quella artificiale. Da un lato, amplia l’universo delle possibilità; dall’altro, impone nuove domande: dove si colloca oggi la creatività? Appartiene solo all’essere umano o può emergere anche dall’interazione con una macchina?

Se l’AI offre nuove possibilità in termini di efficienza e personalizzazione, secondo Davide Bertagnon – Founder e Ceo Dreel Holding –resta centrale il contributo umano.

Video sintesi della giornata a Milano
Video intervista
aValentina Ubaldi di Zucchetti

Il dibattito ha evidenziato come la sfida non sia sostituire la creatività umana, ma potenziarla. La tecnologia può diventare un acceleratore di idee, uno strumento capace di ampliare linguaggi e format, ma il valore resta nella visione, nella sensibilità e nella capacità di generare connessioni autentiche.

Gen Z e futuro della mobilità

La sessione conclusiva ha offerto uno sguardo prospettico, mettendo al centro l’impatto delle nuove generazioni. Laura Colm – Associate Professor of Practice of Marketing and Sales & Head of Core Team Mobius Lab SDA Bocconi –ha presentato uno studio sull’impatto delle nuove generazioni nei modelli di mobilità, mettendo in luce come aspettative, valori e compor-

tamenti della Gen Z stiano ridefinendo le strategie aziendali in termini di sostenibilità, flessibilità e servizi. Lo stimolo della novità per i manager presenti ha visto sfatati alcuni miti rendendo più concreto il possibile approccio alla nuova forza lavoro con necessità di abbattere inefficienze e inerzie per una mobilità sostanzialmente adattabile e non così difficile come alcuni invece presagiscono.

Verso un ecosistema integrato

MissionForum 2026 conferma così una direzione precisa: il business travel evolve verso un ecosistema integrato, in cui mobilità, eventi e gestione delle persone convergono. Sicurezza, sostenibilità e creatività emergono come i tre pilastri su cui

SPEAKER PARTNER

ESPOSITORI

costruire il futuro del settore. L’appuntamento è al 2027, con una sfida chiara: trasformare il viaggio d’affari in un’esperienza sempre più consapevole, connessa e strategica. l

Il Full Content è morto, viva il Full Content

La differenza non la farà chi vede una tariffa in più ma chi saprà spiegare, perché è quella giusta

Per anni il Full Content ha rappresentato per il Business Travel la promessa di accedere, tramite GDS, alla parte più ampia e comparabile dell’offerta aerea. Per le aziende significava controllo, governance e confrontabilità; per le TMC, lavorare dentro un ecosistema stabile e standardizzato. Oggi quel modello non esiste più nella stessa forma. Il contenuto non è diminuito: si è moltiplicato, frammentato e differenziato per canale, mercato, tecnologia, accordi commerciali e strategie distributive dei vettori. Il Full Content non è morto perché manca contenuto, ma perché non esiste più un contenuto unico.

Strumenti e visioni

Il GDS resta centrale, ma non può più essere considerato il solo luogo in cui vive il mercato. È uno dei contenuti disponibili dentro un ecosistema più ampio. Una TMC evoluta deve dialogare con GDS, contenuti NDC, connessioni dirette, aggregatori, consolidatori, piattaforme locali e vettori low cost o regionali spesso poco visibili nei sistemi europei. L’NDC ha accelerato questo scenario. Nato per rendere l’offerta più ricca e personalizzata, ha introdotto anche nuova complessità operativa. Il contenuto NDC cambia da vettore a vettore, da GDS a GDS e da canale a canale: alcune tariffe o servizi sono disponibili solo in de-

terminati ambienti, mentre assistenza, modifiche e servicing restano disomogenei.

Equivoci e instabilità

Per travel manager e procurement il punto non è più soltanto “dove costa meno”, ma “cosa sto realmente confrontando”. Il prezzo visibile non racconta flessibilità, condizioni di cambio, duty of care, compliance, reporting, integrazione con i sistemi aziendali, recupero IVA, qualità dell’assistenza o coerenza con gli accordi negoziali. Il prezzo più basso non coincide sempre con il costo più basso. Questo vale ancora di più in un mercato BT in crescita ma sempre più instabile. Le principali analisi prevedono aumento della spesa nel 2026, accompagnato però da maggiore pressione sui costi e complessità operativa. Crescita oggi significa soprattutto bisogno di governo. Il carburante è un esempio

evidente: secondo IATA può incidere fino al 25-30% dei costi operativi delle compagnie. Quando aumentano fuel, tensioni geopolitiche o riallocazioni di capacità, il prezzo dei biglietti cambia rapidamente.

Nuovi scenari e consulenza

TMC e agenti non possono fermare questi fenomeni, ma possono interpretare meglio il mercato, ampliare le opzioni disponibili e aiutare le aziende a distinguere tra costo inevitabile e costo evitabile. Qui torna centrale la consulenza. Il valore della TMC non è più soltanto emettere un biglietto, ma costruire le condizioni per decisioni migliori: capire quando usare GDS, NDC, consolidatori o canali locali; individuare rigidità operative nascoste dietro tariffe apparentemente convenienti; proteggere viaggiatore e azienda. Questo è particolarmente evidente sulle rotte intercontinentali e in molti mercati asiatici, africani o mediorientali, dove esistono vettori con forte presenza locale ma quasi invisibili nei principali sistemi distributivi europei.

Da luogo a capacità

Per questo il nuovo Full Content non sarà più un luogo, ma una ca-

pacità: cercare, collegare fonti diverse, confrontare contenuti non omogenei, integrare dati dentro policy aziendali e trasformare la frammentazione in una scelta leggibile. Anche gli strumenti tradizionali mostrano limiti sempre più evidenti. Non basta un booking tool collegato al GDS. Servono piattaforme capaci di interrogare contemporaneamente GDS, NDC, API, aggregatori, contenuti locali, dati storici, profili viaggiatore, processi autorizzativi e strumenti di controllo. Solo chi investirà seriamente in tecnologia potrà offrire un vantaggio competitivo reale.

Da accesso a governo È la direzione in cui noi (HuTechTravel, ndr) stiamo costruendo il nostro modello: non una tecnologia fine a sé stessa ma un’infrastruttura intelligente al servizio della consulenza, della scelta e della governance. Questo aspetto è decisivo per i direttori acquisti. Il travel procurement non riguarda più soltanto fee o sconti su una rotta. Significa governare una filiera in cui contenuto, pagamenti, dati, assistenza, rischio e compliance sono strettamente intrecciati. Una tariffa può sembrare conveniente fino al momento in cui deve essere cambiata; un canale può apparire efficiente finché non rompe il processo aziendale o lascia il viaggiatore fuori dal perimetro di sicurezza e reporting. Anche il mercato aereo si sta evolvendo verso logiche retail: bundle, ancillary, sedili, bagagli, priorità e prezzi dinamici stanno trasformando il biglietto in un prodotto molto più articolato. IATA definisce NDC come uno standard di Offer e Order Management capace di distribuire offerte rilevanti attraverso canali diversi. Nella pratica, però, restano implementazioni non omogenee, funzionalità incomplete e processi che richiedono competenze nuove.

Il peso della professionalità Ed è qui che la professionalità torna

decisiva. Cambiano strumenti e tecnologie, ma resta centrale la capacità di capire dove cercare la soluzione migliore per il cliente. La tecnologia da sola non basta: un motore di ricerca restituisce risultati, un algoritmo suggerisce combinazioni, ma serve ancora competenza per interpretare il contesto, il rischio operativo, la policy applicabile e il reale valore della scelta. Le TMC che evolveranno non saranno quelle che prometteranno genericamente “tutto il contenuto”, ma quelle capaci di spiegare quale contenuto stanno interrogando, con quali limiti, vantaggi e impatti sul processo aziendale. Non semplici distributori di inventory, ma interpreti di complessità. In questo senso il Full Content non è morto: è cambiato il modo di concepirlo. Non basterà più dichiarare accesso al contenuto; bisognerà di-

“Non è morto perché manca contenuto. Èmorto perché non esiste più ununico contenuto”

“Crescita,

inquesto momento, significa più bisogno digoverno”

mostrare capacità di orchestrare fonti diverse, renderle comparabili e inserirle in un processo governato. Il nuovo Full Content sarà meno statico e più intelligente, meno legato a un singolo canale e più vicino a un ecosistema fatto di GDS, NDC, API, aggregatori, dati, analytics, AI e competenza umana.

Non solo aerei La trasformazione non riguarda solo l’aereo. Gli hotel utilizzano già logiche di yield management avanzate e il rail ad alta velocità seguirà una traiettoria simile, con nuovi player, maggiore competizione e crescente integrazione tra treno, aereo, hotel e servizi ancillari. Questa

evoluzione è l’inizio di una nuova fase, del Business Travel, in cui il contenuto non dovrà solo essere trovato, ma interpretato, combinato, ottimizzato e governato in tempo reale. Solo chi investirà in tecnologia, integrazione e competenze potrà mantenere un ruolo rilevante.

Responsabilità e vitalità Soprattutto, il nuovo Full Content sarà fatto di responsabilità: verso il viaggiatore, che deve essere protetto; verso l’azienda, che deve governare dati, rischio e spesa; verso il procurement, che deve misurare valore e non solo prezzo. Il Full Content è morto se lo intendiamo come archivio unico, stabile e neutrale. Vive invece come capacità professionale di cercare, interpretare, integrare e governare il contenuto migliore per ogni esigenza. Nel BT del futuro la differenza non la farà chi vede una tariffa in più, ma chi saprà spiegare perché quella tariffa è davvero la scelta giusta. l

Business travel e sostenibilità: da obbligo a competenza misurabile

Nel business travel contemporaneo, sostenibilità, efficienza e controllo dei costi non sono più dimensioni separate, ma leve integrate di governance. Il viaggio d’affari non è solo una voce di spesa: è un processo organizzativo che può essere misurato, ottimizzato e reso coerente con gli obiettivi ESG aziendali. In questo scenario si inserisce FTA FriTravelApp, la tecnologia proprietaria di Frigerio Viaggi –che ha ampliato le soluzioni in ambito di Business Travel – progettata per offrire alle aziende strumenti concreti di gestione e monitoraggio delle trasferte. Dalla prenotazione di treni, voli, hotel e servizi accessori al report finale , è la soluzione digitale completa per aziende che vogliono gestire ogni fase delle trasferte in un unico sistema, riducendo costi, errori e tempi operativi. BT non è solo prenotazione, ma un sistema di soluzioni integrate che consentono di analizzare le emissioni generate dai viaggi, orientare le scelte verso soluzioni più sostenibili.

Grazie alla raccolta e all’elaborazione dei dati, le aziende possono integrare le informazioni legate alle trasferte nei propri bilanci ESG, trasformando un’attività tradizionalmente operativa in un asset strategico. Ma sostenibilità significa anche efficienza. Le soluzioni BT di Frigerio Viaggi consentono di presidiare il rispetto delle travel policy, supportando le aziende nel mantenimento degli equilibri economici. Allo stesso tempo, la gestione centralizzata delle prenotazioni semplifica i processi operativi, ri-

ducendo la frammentazione e migliorando la qualità del dato.

Un beneficio spesso sottovalutato riguarda l’area amministrativa: la concentrazione delle spese in un’unica rendicontazione consente di superare inefficienze legate alla gestione di micro-transazioni , con un impatto diretto sui costi interni di riconciliazione. Frigerio Viaggi è quindi in grado di fornire alle aziende con contratto BT, una reportistica quantitativa e qualitativa , una vera dashboard per orientarsi non solo sul progress di spesa, ma anche sulle scelte di viaggio dei team che operano in trasferta. Con le prossime evoluzioni del settore BT di Frigerio Viaggi, l’utente potrà selezionare le scelte di viaggio anche sulla base delle emissioni di CO2

Frigerio Viaggi affianca le aziende non solo con strumenti tecnologici, ma con un approccio consulenziale orientato alla consapevolezza : fornire dati significa abilitare decisioni. Non a caso, l’azienda è parte dell’Alleanza per l’Aria e il Clima promossa dal Comune di Milano Oggi più che mai, il business travel evolve da funzione operativa a leva strategica: un ambito in cui efficienza, sostenibilità e risparmio convergono, generando valore misurabile nel tempo.

Chiedi informazioni e una demo gratuita di FTA infobusinesstravel@frigerioviaggi.com www.frigerioilgruppo.com/business-travel/

Corporate Lodging Forum HRS: BT in trasformazione

Il business travel cambia, la sfida è governare un ecosistema complesso dove dati, tecnologia e integrazione diventano leve per generare valore. E l’AI si conferma abilitatore del cambiamento

di O.M. Fumagalli

Milano si conferma hub strategico per il business travel, ospitando la nona edizione del Corporate Lodging Forum di HRS, appuntamento che riunisce professionisti del travel, del procurement e della mobilità aziendale per un confronto sulle princi-

pali trasformazioni del settore. A guidare i lavori Luca De Angelis e Catello Di Napoli, con apertura affidata al nuovo Chief Revenue Officer Gabriele Indrieri. Un’introduzione che ha lasciato poi spazio a una lettura critica dello scenario globale, quanto mai rilevante nel

contesto attuale, con l’intervento del geopolitico Dario Fabbri

Geopolitica, l’incognita che pesa sui viaggi d’affari Il contesto internazionale, segnato da instabilità e tensioni crescenti, incide direttamente sulle strategie

di business travel. Come evidenziato da Fabbri, siamo in una fase di ridefinizione degli equilibri globali, in cui le dinamiche tra Stati Uniti, Cina ed Europa stanno modificando profondamente gli assetti economici. Per le aziende questo si traduce in una pressione crescente su costi, marginalità e modelli organizzativi. Un impatto concreto, percepito quotidianamente dai travel manager: maggiore volatilità delle tariffe, complessità nelle supply chain e necessità di adattare rapidamente le travel policy.

L’Italia cresce, ma resta il nodo della frammentazione In questo scenario, l’Italia continua a mostrare segnali positivi nel travel, con una crescita delle presenze. Il dato si accompagna tuttavia a una caratteristica strutturale del mercato: una forte frammentazione – circa quattro volte superiore rispetto agli Stati Uniti – che rappresenta al tempo stesso un’opportunità e una sfida per la gestione di programmi complessi. La Lombardia si conferma inoltre un riferimento strategico per il segmento MICE, grazie alla concentrazione di aziende, infrastrutture e domanda corporate, rafforzando ulteriormente il ruolo di Milano come polo attrattivo a livello internazionale.

Costi al centro: cambia l’agenda del travel management

Nel suo intervento, il CEO di HRS

Tobias Ragge ha delineato con chiarezza la nuova direzione del settore: il business travel è entrato in una fase in cui il controllo dei costi torna a essere la priorità assoluta. “Today it’s all about cost”, ha sottolineato, evidenziando il passaggio da un focus su sostenibilità e

duty of care a una rinnovata attenzione alla redditività e all’efficienza operativa. La risposta passa attraverso tecnologia e integrazione: automazione dei processi, utilizzo avanzato dell’intelligenza artificiale ed ecosistemi aperti basati su API. Con il 58% della spesa aziendale che avviene al di fuori dei canali gestiti, la riduzione della dispersione (leakage) diventa un obiettivo prioritario. In questo contesto, i GDS vengono messi in discussione per la difficoltà nel gestire in modo integrato tutte le componenti del viaggio, in particolare meeting e soggiorni estesi.

AI agentica, lasvoltaoperativa

La vera discontinuità è rappresentata dall’evoluzione dell’intelligenza artificiale: non più solo generativa, ma sempre più “agentica”, ovvero in grado di eseguire azioni e automatizzare processi complessi. Un passaggio chiave per il travel management, dove la velocità del cambiamento richiede strumenti capaci di gestire in modo intelligente e automatizzato la maggior parte della

Più valore al Travel Manager

INTERVISTA A

A margine della giornata milanese, Tobias Ragge ci ha condiviso la sua visione sulle principali sfide e opportunità del business travel «Il primo elemento è la pressione sui costi, accentuata dall’instabilità globale e dalle tensioni geopolitiche. Le aziende devono gestire in modo sempre più efficiente persone, destinazioni, risorse e programmi di viaggio. È un momento complesso, ma anche strategico: emerge con maggiore chiarezza il valore del travel manager, che non è più una figura operativa verticale, ma un attore rilevante per l’intera organizzazione. A questo si aggiungono i cambiamenti nei flussi economici globali –dalle politiche commerciali statunitensi alle dinamiche con la Cina – che spingono verso nuovi equilibri regionali e maggiore competizione, anche sul prezzo. In questo contesto, l’automazione diventa fondamentale per migliorare i servizi e ridurre il carico operativo. Il nostro Copilot utilizza l’intelligenza artificiale per individuare inefficienze nei processi e ottimizzare le negoziazioni, consentendo ai clienti di ottenere risultati migliori con minore sforzo». Sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale: «L’AI consente di analizzare in modo più accurato dati e previsioni, ma è fondamentale partire da una strategia chiara. L’intelligenza artificiale supporta l’esecuzione, migliorandone l’efficacia. I nostri strumenti offrono visibilità e supporto decisionale avanzato, anche attraverso AI agentica, capace di analizzare nel dettaglio comportamenti e preferenze individuali. Non lavoriamo su medie, ma su bisogni specifici: ogni viaggiatore è diverso. In prospettiva, interagiremo direttamente con dispositivi intelligenti che agiranno come agenti autonomi, in grado di proporre soluzioni personalizzate. Entro il prossimo decennio, fino all’80% delle attività operative potrebbe essere gestito da agenti AI».

Sulla sostenibilità: «Resta un elemento rilevante, ma oggi le priorità principali sono controllo dei costi e compliance. Dopo i recenti cambiamenti geopolitici ed economici, l’attenzione varia molto in base alle aree geografiche e ai contesti culturali. È diventato un tema più relativo, sempre più legato alle aspettative dei consumatori».

spesa. Il focus si sposta così oltre il booking, includendo pagamenti, gestione dei reclami, controllo della compliance e ottimizzazione continua dei costi, incluso l’ADR.

Dalla prenotazione al governo della spesa

Ampio spazio è stato dedicato a di-

mostrazioni pratiche e use case relativi a Copilot e Connect, le soluzioni sviluppate da HRS per integrare l’intelligenza artificiale nei processi di travel management. Strumenti che mostrano come l’AI possa tradursi in benefici tangibili: maggiore adozione dei programmi aziendali, riduzione delle leakage,

automazione operativa e risparmi misurabili. Il valore si sposta così dalla semplice prenotazione alla gestione end-to-end dell’intero ciclo di spesa.

Dati, integrazione e risparmi concreti

La seconda parte del forum ha offerto una panoramica concreta sull’implementazione di questi modelli. Tra i temi chiave, quello dei risparmi reali: non più solo negoziati, ma effettivamente realizzati grazie all’integrazione tra dati di procurement, booking, pagamenti ed expense. Un approccio che consente di identificare leakage, migliorare la compliance e trasformare le strategie in risultati misurabili, anche grazie al supporto dell’AI agentica. Particolare attenzione è stata dedicata a HRS Connect, progettato per riportare le prenotazioni all’interno dei programmi aziendali senza imporre vincoli, ma migliorando l’esperienza utente e adattando i risultati in tempo reale. Il sistema è in grado di intercettare le deviazioni e correggerle automaticamente tramite processi di rebooking compliant.

Le aziende: strategie che diventano execution

I casi aziendali hanno rafforzato la concretezza del dibattito. Ferrero ha presentato un percorso di trasformazione del programma alberghiero basato su tecnologia, governance ed execution; Iveco Group ha illustrato la costruzione di un ecosistema digitale integrato tra procurement, booking, pagamenti ed expense; Siemens ha posto l’attenzione sull’integrazione della sostenibilità nelle decisioni di travel procurement. A chiudere la giornata, il panel “Ecosistema in movimento” ha evidenziato un settore in rapida evoluzione verso modelli sempre più connessi, nei quali alleanze, tecnologie e nuove architetture digitali ridefiniscono il ruolo di aziende, fornitori e piattaforme. l

Fondazione FS: un patrimonio che continua a viaggiare

Dalla Stazione Centrale al DORS, il racconto del tour organizzato da Newsteca

Un viaggio esclusivo tra due punti all’apparenza ordinari della mappa di Milano, ma capaci di racchiudere quasi due secoli di storia ferroviaria italiana. È stato questo il cuore del tour organizzato da Newsteca, che ha portato venti partecipanti, tra cui fleet e mobility manager, alla scoperta di luoghi nascosti in piena vista: la Sala Reale della Stazione Centrale di Milano e il Deposito Officina Rotabili Storici di viale Monza. Un’occasione per osservare una Milano meno immediata, dove la bellezza si rivela negli spazi meno esposti. Parte di questo patrimonio è oggi valorizzato dalla Fondazione FS Italiane, attiva dal 2013 nella tutela, nel recupero e nella riattivazione della memoria ferroviaria nazionale.

La Sala Reale

All’interno della Stazione Centrale, il Padiglione Reale rappresenta uno degli ambienti più esclusivi e meno noti. Progettato nel 1931, nacque come spazio di rappresentanza per la Casa Savoia, con accessi separati e percorsi riservati. La struttura si articola su due livelli: al piano terra la Sala delle Armi, mentre una scalinata monumentale conduce alla Sala Reale, affacciata sul binario

21. L’apparato decorativo riflette il gusto del primo Novecento: i bassorilievi di Ambrogio Bolgiani e le maioliche di Basilio Cascella contribuiscono a definire un ambiente di forte identità. Non manca una componente funzionale: un’uscita di sicurezza nascosta garantiva un deflusso rapido e discreto. Oggi il Padiglione è utilizzato per eventi, mantenendo intatto il suo valore storico.

Deposito Rotabili Storici di Milano Centrale

A breve distanza dalla stazione, il Deposito Officina Rotabili Storici (DORS) conserva e restituisce vita

al patrimonio ferroviario italiano. Qui la Fondazione FS, insieme a FS Treni Turistici Italiani, porta avanti attività di restauro su convogli storici destinati a nuovi utilizzi. Tra questi, le carrozze “Centoporte”, le Corbellini, le Gran Confort TEE e la Press & Conference di Italia ’90. Una volta recuperati, i treni vengono impiegati in progetti di turismo esperienziale e iniziative aziendali: itinerari su misura, eventi in movimento e soluzioni bleisure che integrano lavoro e tempo libero. Il treno diventa così uno spazio modulare, capace di trasformare lo spostamento in un’esperienza fuori dal comune. l

di Luca Barenghi

Come progettare eventi aziendali per la Generazione Z

Ridurre l’ansia, aumentare la connessione e valorizzare il tempo condiviso: questi gli elementi per una nuova generazione di partecipanti

Evento agenZyProiezione dedicata ai giovani di “Franco Battiato. Il lungo viaggio”. Da sinistra Alberto Ruzzini, Casta Diva PicturesFrancesca Garau, ScuolaZoo, Cecilia Nostro, ZeloLeonardo D’Onofrio, eGroup, Davide Reinecke, CertoFederica Pezzullo, Rai Fiction

La Gen Z sta entrando nel mondo del lavoro con un impatto che gli organizzatori di eventi aziendali non possono più ignorare. Secondo il Meetings Ma‐ximizer Report di Hilton, infatti, Gen Z e Millennials già lo scorso anno rappresentavano il 75% della forza lavoro globale, diventando di fatto il pubblico principale degli eventi aziendali. E focalizzandoci sulla Gen Z parliamo di un target

con nuove aspettative e un modo diverso rispetto al passato di vivere l’esperienza in presenza.

Bisogno di sicurezza (ediinformazioni)

Uno dei dati più significativi indica che solo il 44% dei professionisti con meno di cinque anni di esperienza si sente a proprio agio nel partecipare a un evento in presenza. E anche la piattaforma per eventi

basata sull’intelligenza artificiale Vendelux conferma il medesimo trend, sottolineando come molti giovani “non sappiano cosa aspettarsi quando partecipano per la prima volta a riunioni ed eventi aziendali” e vivano con forte incertezza aspetti che le generazioni precedenti davano per scontati. Questo rende la fase pre-evento strategica: la Gen Z ha bisogno di informazioni chiare, date in anticipo rispetto al-

l’evento e rassicuranti. Il report Hilton evidenzia che ricevere l’agenda con largo anticipo fa sentire più preparato il 71% dei partecipanti, il 59% apprezza avere un numero da contattare per domande logistiche e il 55% gradisce gruppi social o chat per rompere il ghiaccio prima dell’arrivo. Anche l’accoglienza è un altro passaggio cruciale. Il 61% dei giovani partecipanti si sente più a proprio agio se accolto da una persona dedicata che lo orienta e risponde alle prime domande. Per comprendere meglio il valore di questo aspetto Hilton sottolinea come, durante la propria Americas Leadership & Commercial Conference, un semplice first-timers meet-up abbia generato connessioni immediate e feedback estremamente positivi, dimostrando quanto la micro-socialità guidata sia fondamentale per chi affronta i primi eventi professionali.

Piccole ansie: come evitarle

Nonostante possa sembrare il contrario, la Gen Z affronta gli eventi aziendali con micro-ansie. Sempre secondo l’indagine scegliere il dress code appropriato, per esempio è fonte di incertezza per il 79% dei giovani partecipanti. Anche il cibo genera preoccupazioni: il 38% teme infatti incidenti di percorso come

macchie o piatti difficili da gestire, mentre il 30% teme di non gradire ciò che verrà servito. Come devono muoversi, quindi, gli organizzatori?

Hilton suggerisce di condividere in anticipo linee guida sull’abbigliamento e menu dettagliati, includendo opzioni non alcoliche e alternative per chi soffre di allergie.

Ridurre i tempi.

E aumentare le pause

Anche la struttura dell’evento va ripensata per il target della Gen Z. Il 68% dei giovani professionisti ritiene infatti che gli eventi siano troppo lunghi e il 78% dichiara di aver bisogno di momenti di pausa durante la giornata. La Gen Z, in particolare, vive male l’obbligo di essere “sempre accesa”. Per questo Hilton ha introdotto le silent spaces , cioè aree dedicate alla decompressione, al lavoro individuale o, più semplicemente, al recupero delle energie. Anche il networking rappresenta un’altra sfida. Il 47% dei giovani teme di inserirsi in conversazioni già avviate e il 54% apprezza strumenti che facilitano l’avvio di un dialogo. A questo proposito Vendelux sottolinea come attività strutturate possano ridurre la pressione sociale e aumentare la naturalezza delle interazioni. Anche la possibilità di partecipare con un “frollea -

gue”, un collega-amico, aumenta il senso di sicurezza. Non stupisce, che l’82% dei partecipanti preferisca essere accompagnato da qualcuno che conosce.

L’agenzia di eventi perla Gen Z

Un target specifico richiede un approccio dedicato, anche nel Mice. Ed è da questo presupposto che lo scorso anno è nata agenZy, agenzia specializzata in eventi per Gen Z. Come opera e cosa la distingue dalle agenzie tradizionali? Ne parliamo con Martina Monterisi , head of communication di agenZy. Come e perché è nata agenZy?

«agenZy nasce dalla sinergia tra Casta Diva Group ed eGroup con l’obiettivo di creare una realtà specializzata nella comunicazione e negli eventi rivolti alle nuove generazioni. Abbiamo unito l’esperienza di Casta Diva nella progettazione di contenuti, campagne ed eventi per

Martina Monterisi, head of communication diagenZy

La sostenibilità è un valore imprescindibile per i professionisti della Gen Z. Il 73% dei partecipanti, infatti, considera importante ridurre l’impatto ambientale dei propri viaggi ed eventi.

La Gen Z comprende le persone nate tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila, generalmente collocate tra il 1997 e il 2012 secondo le principali fonti internazionali. È considerata la prima generazione di nativi digitali, cresciuta con Internet, smartphone e social media come parte integrante della quotidianità.

Gen Z: partecipare agli eventi aziendali

èla prima motivazione dei viaggi di lavoro

L’era digitale non ha sostituito l’importanza degli incontri dal vivo. Al contrario, la possibilità di partecipare a eventi, costruire relazioni e vivere esperienze autentiche è un valore aggiunto irrinunciabile sul lavoro. Secondo i dati diffusi da Corporate Travel Management-Ctm gli eventi aziendali sono la motivazione che spinge i lavoratori Millennial e della Gen Z a viaggiare per lavoro. Il sondaggio globale ha evidenziato che il 44% considera conferenze, eventi e fiere come il motivo principale dei propri spostamenti professionali. Lo studio mostra anche differenze significative: i Gen Z danno maggiore importanza a incontri commerciali e formazione, posizionandoli in cima alle loro priorità. Però quando viene chiesto cosa amano di più del viaggiare per lavoro, Millennial e Gen Z offrono risposte simili. Le 4 motivazioni principali sono:

1. Scoprire nuove destinazioni (51%)

2. Collaborare con colleghi e partner (47%)

3. Uscire dalla routine quotidiana (46%)

4. Conoscere nuove persone (37%)

grandi aziende alla conoscenza diretta di eGroup del mondo dei nuovi media, delle community universitarie e del linguaggio proprio delle nuove generazioni. Abbiamo dato vita a questa nuova agenzia parten-

do da un dato evidente: la Gen Z non è più solo un target futuro ma è già un pubblico strategico e una componente sempre più presente nel mondo del lavoro. Le aziende, per ingaggiarla, devono dialogare

con questa generazione in modo autentico, partendo dai suoi codici culturali, dai suoi valori e dalle sue modalità di relazione. Abbiamo progettato agenZy perché fosse un ponte tra generazioni: una realtà capace di aiutare brand e aziende a costruire contenuti, campagne ed eventi che non parlino semplicemente “alla” Gen Z ma sappiano entrare davvero in relazione con essa e costruire un legame duraturo». Quali sono gli elementi distintivi di un evento pensato per il target Gen Z?

«Deve essere prima di tutto autentico, partecipativo e coerente con la visione che questa generazione ha del mondo: abbiamo di fronte un pubblico che riconosce immediatamente i linguaggi puramente promozionali, quindi non basta adottare un tono più informale o inserire elementi digitali, ma è necessario ripensare l’esperienza nel suo complesso. Negli eventi che progettiamo per questo target coinvolgiamo attivamente il pubblico, attraverso contenuti di valore, utili e soprattutto accessibili, l’integrazione tra esperienza fisica e digitale e una forte coerenza valoriale. Inoltre, l’evento deve avere ritmo e svilupparsi attraverso diversi touch point: promuoviamo format più brevi, momenti interattivi, contenuti visivi, occasioni di confronto e una narrazione capace di vivere anche sui canali digitali prima, durante e dopo». Quali sono invece i classici elementi di un evento che vanno eliminati o ripensati?

«Più che eliminare, occorre ripensare alcuni automatismi degli eventi corporate tradizionali. Il primo è l’eccesso di formalità: la Gen Z non rifiuta la professionalità, ma si sente a proprio agio in contesti più diretti e autentici. Ad esempio, i panel brevi e dinamici, momenti di networking più spontanei. L’evento non viene più vissuto come un appuntamento isolato: per questo target, l’esperienza inizia prima e dura anche dopo la conclusione dell’ap-

JENNIFER DELMARRE SU UNSPLASH

puntamento fisico con una serie di contenuti social da condividere e ricordare. Un evento efficace per la Gen Z non deve limitarsi a trasmettere un messaggio, ma creare una vera e propria relazione tra il brand e il pubblico, offrendo contenuti, occasioni di confronto e motivi reali per essere vissuto, condiviso e ricordato».

Ci può fare un esempio di evento progettato e realizzato appositamente per questo target?

«Un esempio calzante è la proiezione in anteprima del film Franco Battiato. Il lungo viaggio, il 23 febbraio, al Cinema Colosseo di Milano. Non abbiamo solo invitato la Gen Z a vedere il biopic, co prodotto da Rai Fiction e Casta Diva Pictures, ma abbiamo messo a confronto due mondi e due generazioni attraverso un talk che ha valorizzato il legame tra la figura del Maestro e le sensibilità tipiche dei nativi digitali. L’elemento distintivo per coinvolgere è stato, appunto, il dibattito post-proiezione, che ha toccato temi cari alla Gen Z, come la sfida di re-

stare autentici in un’epoca dominata dall’ansia da prestazione e dal “rumore” costante dei social media. Si è discusso di quanto sia rivolu -

zionario oggi saper ascoltare se stessi, accettare l’incertezza e il fallimento, e avere il coraggio di fermarsi quando il percorso non rispecchia più la propria identità. Il grande valore del dibattito è derivato anche dal coinvolgimento di figure chiave del mondo new media, che hanno garantito un tono di voce credibile e diretto. Al talk hanno preso parte Federica Pezzullo, produttrice di Rai Fiction; Leonardo D’Onofrio, Founder e AD di eGroup; Davide Reinecke, fondatore di Certo, agenzia creativa specializzata nella comunicazione nativa su Tik Tok; Cecilia Nostro, fondatrice di Zelo, agenzia esperta in studi generazionali; Francesca Garau, media relations specialistper ScuolaZoo, la più grande community online di studenti delle scuole superiori in Italia. In poco tempo abbiamo costruito un vero ponte emotivo, invitando i ragazzi a trovare la propria “frequenza” personale e a vivere l’anticonformismo di Battiato non come un ricordo lontano, ma come una guida pratica per affrontare le sfide quotidiane». l

La Gen Z cerca autenticità, emozione e apprendimento. Hilton racconta come le attività immersive (dalle lezioni di salsa alle degustazioni locali) hanno un impatto significativo sulla memorabilità e sulla coesione del gruppo.

BENJAMIN R. SU UNSPLASH
MIMI THIAN SU UNSPLASH

4 Grandi Cambiamenti

Prepararsi al futuro nel Settore degli Eventi

di Annamaria

Gigante

Il settore degli eventi sta vivendo una trasformazione senza precedenti. Instabilità geopolitica, ascesa dell’intelligenza artificiale e nuovi comportamenti digitali stanno ridefinendo le regole del gioco. Per gli organizzatori, comprendere questi cambiamenti è fondamentale per restare competitivi e attrarre partecipanti. Ecco 4 trend principali che, secondo Julius Solaris – nominato, nell’ ultimo decennio, la persona più influente nell’industria degli eventi – stanno plasmando il futuro degli eventi e le strategie pratiche per affrontarli con successo.

1. L’industria degli eventi in Medio Oriente: Qatar, UAE e Arabia Saudita Negli ultimi 30 anni, questi Paesi hanno investito massicciamente nel turismo e negli eventi internazionali, diventando hub strategici per fiere, conferenze e incontri B2B. Recenti tensioni geopolitiche hanno creato un momentaneo arresto, ma il mercato resta vivo e, al termine del conflitto offrirà ancora grandi opportunità.

2. L’attenzione breve dei partecipanti: come progettare eventi efficaci Negli ultimi anni, la durata dell’at-

tenzione del pubblico è drasticamente diminuita. Presentazioni di un’ora possono risultare pesanti, disimpegnando i partecipanti. Adottare strategie vincenti è la chiave del successo : sessioni brevi da 20-30 minuti, micro-eventi di 3-4 ore con contenuti mirati e partecipanti rilevanti, break e momenti di sorpresa per stimolare l’attenzione e la dopamina.

3. Branding chiaro estandmemorabili

Anche stand attrattivi e attrazioni immersive non bastano se il messaggio del brand non è immediato. I visitatori devono capire in pochi secondi cosa fa il brand, perché lo fa e come può farlo. Come fare la differenza? Comunicando chiaramente il valore del tuo brand, curando la posizione e il design dello stand, ma rendendo semplice il messaggio e usando esperienze immersive solo se supportano la comprensione del brand.

4. Dall’informazione all’apprendimento esperienziale

La crescita del lavoro remoto e la diffusione di contenuti digitali hanno reso l’apprendimento spesso

un’esperienza individuale. Gli eventi diventano quindi le principali opportunità per imparare insieme ad altri. keynote e panel da soli non sono sufficienti per coinvolgere un pubblico sempre più esigente. Oggi ciò che funziona davvero sono i workshop pratici e laboratori interattivi, demo dal vivo e sessioni di gruppo, tavole rotonde e corsi di certificazione per un apprendimento concreto.

Dunque, il mondo degli eventi cambia rapidamente, e solo chi saprà adattarsi potrà crescere. Gli organizzatori di eventi, devono lavorare a nuovi format: pensare a sessioni più brevi, momenti esperienziali e branding chiaro. Il futuro degli eventi non aspetta: è necessario sfruttare le opportunità ora! l

Modernità e tradizione ad Amsterdam

Arne Heuwekemeijer racconta i vantaggi strategici dell’Anantara Grand Hotel Krasnapolsky, nel cuore della capitale

Si trova in pieno centro ad Amsterdam, vicino a negozi, ristoranti e locali all’aperto dove trascorrere tempo libero dopo il lavoro. È l’Anantara Grand Hotel Krasnapolsky, struttura guidata da Arne Heuwekemeijer. Nato e cresciuto in città, dopo 19 anni di lavoro in hotel asiatici dal 2019 guida l’hotel che ha segnato l’arrivo nei Paesi Bassi per la catena del gruppo Minor.

Com’è e dove si trova la vostra struttura?

«Nella forma attuale, l’Hotel ha aperto nel 2022 dopo un’ampia ristrutturazione. Risalente al 1866, è stato ripensato per i viaggiatori moderni. Ha 402 camere in una delle posizioni più invidiabili, circondato da Palazzo Reale, Monumento Nazionale, Nieuwe Kerk del XV secolo e dal grande magazzino De Bijenkorf. Le vicine vie lo pongono al centro della vita culturale, commerciale e finanziaria. L’aeroporto di Schiphol dista circa 25 minuti». Quale è l’elemento distintivo?

«Direi il raro Wintergarden coperto

in vetro: cortile interno del XIX secolo che funge da oasi nel cuore della città. L’hotel ha poi 2.000 m2 di spazi flessibili per riunioni ed eventi, distribuiti su due piani, per 1.500 ospiti».

Cosa trova qui un viaggiatore d’affari?

«Un equilibrio naturale tra efficienza lavorativa e comfort: ci sono 15 sale riunioni con tecnologie all’avanguardia e un’ampia scelta di punti ristoro. Le camere sono progettate per le esigenze del viaggiatore d’affari: scrivania dedicata, Wi-Fi ad alta velocità e servizi h24. C’è poi una palestra sempre aperta e un team di concierge che organizza attività personalizzate, con interazioni via app o TV».

Quali sono i principali investimenti tecnologici fatti?

«La tecnologia gioca un ruolo centrale: abbiamo un sistema Chromecast e IPTV in camera: consente di accedere a contenuti in streaming, servizi e informazioni essenziali, come servizio in camera, aggiornamenti meteo, informazioni su voli,

eventi, trattamenti Anantara Spa e dettagli dei punti ristoro. L’app Stay costituisce la spina dorsale dell’esperienza: per ordinare pasti e servizi, acquistare articoli del brand, comunicare col personale, esplorare itinerari personalizzati e conoscere le iniziative di sostenibilità. Ogni camera è dotata di sistemi audio Bose e strumenti Dyson».

Utilizzate l’intelligenza artificiale?

«L’abbiamo introdotta in supporto al Servizio Clienti, per migliorare la velocità senza perdere il tocco umano dell’ospitalità di lusso. Un sistema di messaggistica assistito supporta il Servizio, aiutando a gestire le richieste. È continuamente perfezionato, per risposte sempre in linea con gli standard Anantara. Dall’implementazione, ha gestito con successo centinaia di interazioni risolvendo rapidamente le richieste e consentendo allo staff di concentrarsi su servizi più complessi e personalizzati». l

di Andrea Barbieri Carones

Eventi e business nelbarocco tedesco Eventi e business nelbarocco tedesco

Il Maritim Hotel Dresden si trova adiacente a un grande centro congressi e a pochi passi dall’architettura del ’600 e del ’700 di Dresda. Con 328 camere è guidato dall’austriaco Jörg Bacher

di Andrea

Barbieri

Carones

Il centro storico di Dresda si trova a 10-15 minuti a piedi: basta seguire il fiume Elba e ci si trova di fronte storici edifici d’architettura rinascimentale, barocca e ottocentesca, tutti allineati lungo il fiume in modo da disegnare nel cielo uno “skyline” inconfondibile.

E vicino a questo incanto, si trova il Maritim Hotel Dresden, un hotel guidato da Jörg Bacher, professionista austriaco che dal 2009 ha messo radici in questa che è stata soprannominata la Firenze dell’Elba. Con una lunga carriera alle spalle, Herr Bacher ha maturato una vasta esperienza nel settore alberghiero internazionale, lavorando in Austria, Svizzera, Portogallo e Inghilterra. Oggi, guida una squadra di circa 130 dipendenti, che rendono l’hotel un punto di riferimento anche per il turismo d’affari e congressuale. Quando ha aperto il Maritim Hotel Dresden? Quante camere ha? Quali sono le sue caratteristiche principali?

«Il Maritim Hotel Dresden ha aperto il 15 maggio 2006, in tempo per l’ottocentesimo anniversario della città. Si trova nell’ex Erlweinspeicher, un edificio storico adibito a magazzino risalente al 1913-1914,

accuratamente ristrutturato e trasformato in hotel. La struttura offre 328 tra camere e suite. Una delle sue caratteristiche distintive è la combinazione di architettura storica e design contemporaneo, tra cui un ampio atrio che si estende su tutti e dieci i piani che porta luce naturale all’interno dell’edificio. L’hotel è situato direttamente sulle rive del fiume Elba, vicino al centro storico barocco di Dresda, il che lo rende ideale sia per chi viaggia per affari che per piacere».

Cosa può trovare un viaggiatore d’affari in questo hotel? Quali sono i principali servizi offerti? «L’hotel è direttamente collegato al Centro Congressi Internazionale di Dresda (ICD), gestito anch’esso dal Gruppo Maritim. Questo permette agli ospiti di spostarsi agevolmente tra le camere e gli spazi per eventi. Quest’area offre spazi per grandi eventi con una capienza fino a

6.800 partecipanti. Oltre all’ampia sala principale e alle cinque sale adiacenti, che possono essere unite per ospitare oltre 4.000 persone, l’offerta comprende sale conferenze e seminari di varie dimensioni. Le 21 sale conferenze del Centro Congressi Internazionale di Dresda sono illuminate in modo ottimale dalla luce naturale e dotate delle più moderne tecnologie per eventi. È possibile ospitare eventi di ogni tipo, dalle piccole riunioni ai grandi congressi con diverse migliaia di partecipanti. All’interno dell’hotel,

gli ospiti hanno accesso ai servizi business standard, alle sale riunioni e a un ristorante recentemente rinnovato con un design moderno e un’ampia terrazza».

Quali sono i principali investimenti effettuati in tecnologia e in particolare con l’Intelligenza Artificiale?

«Negli ultimi anni, Maritim ha investito in modo significativo nella propria infrastruttura digitale. I nuovi sistemi includono un sistema di gestione immobiliare aggiornato, un software di contabilità moderno,

Il gruppo

Maritim Hotels è uno dei gruppi alberghieri a conduzione familiare più noti in Germania. L’azienda si concentra sull’offerta di alloggi confortevoli, un servizio affidabile e strutture ben attrezzate sia per viaggiatori d’affari che di piacere. Fin dall’inizio, Maritim ha posto una forte enfasi sul segmento meeting e congressi: il concetto di combinare sotto lo stesso tetto camere e spazi per eventi rimane un elemento centrale del suo modello di business. Nel corso degli anni, il gruppo ha sviluppato una particolare competenza nell’organizzazione di eventi, congressi e meeting su larga scala, collaborando con clienti del mondo degli affari, della politica e di altri settori. Molte delle sue strutture offrono ampie capacità congressuali e sono progettate per ospitare una vasta gamma di format di eventi. Diversi hotel Maritim sono direttamente collegati a centri congressi, tra cui quelli di Francoforte, Stoccarda, Brema, Ulm, Ingolstadt e Dresda, dove la società gestisce anche le relative sedi. Oggi, Maritim gestisce 24 hotel in Germania e 10 hotel in 7 destinazioni internazionali.

una soluzione di revenue management basata sui dati e una piattaforma dedicata per meeting ed eventi. Inoltre, è stato introdotto un ambiente IT basato sul cloud. Questi sviluppi consentono all’azienda di gestire i processi in modo più efficiente e di rispondere con maggiore flessibilità alle esigenze individuali dei clienti, grazie a un utilizzo più efficace dei dati nelle operazioni quotidiane». l

Osaka, la nuova capitale del business travel asiatico

Omakase, nightlife sofisticata, hotel di design e nuovi distretti urbani, per una delle mete asiatiche più desiderate

Ci sono città che impressionano per perfezione, altre per energia. Osaka oggi conquista proprio per questo: la sua capacità di essere sofisticata senza risultare distante, tecnologica ma ancora profondamente umana, contemporanea senza perdere la propria anima popolare.

Per anni oscurata dall’immagine monumentale di Tokyo e dalla spiritualità di Kyoto, Osaka sta vivendo una trasformazione radicale che

l’ha resa una delle destinazioni più interessanti del panorama business travel internazionale. Complice l’effetto Expo 2025, la città ha accelerato investimenti, hospitality, infrastrutture e progetti urbani, attirando una nuova generazione di traveller corporate, aziende, brand del lusso e viaggiatori bleisure.

Ma ridurre Osaka a una semplice nuova “meta asiatica” sarebbe limitante. Perché ciò che oggi rende la città così desiderabile è la sua iden-

tità ibrida: business hub internazionale, capitale gastronomica del Giappone, città d’acqua, laboratorio creativo e centro nevralgico di una nightlife sofisticata che negli ultimi anni ha conquistato anche il pubblico occidentale.

La città mercantile delGiappone

Osaka è storicamente la capitale commerciale del Paese. Mentre Tokyo rappresenta il potere politico e finanziario, Osaka conserva l’anima mercantile e imprenditoriale del Giappone. È una città diretta, pragmatica, meno rigida nei codici sociali e decisamente più conviviale. Questa mentalità si riflette anche nel business travel. Le relazioni professionali qui assumono spesso una dimensione più informale rispetto a Tokyo: le trattative si spostano facilmente dal meeting room al bancone di un ristorante, da una sala conferenze a un cocktail bar nascosto nei quartieri di Kitashinchi o Nakanoshima.

Negli ultimi anni molte aziende asiatiche ed europee hanno iniziato a scegliere Osaka per summit creative, incentive travel, board meeting, convention internazionali, eventi lifestyle, retreat executive e luxury bleisure. Il motivo è semplice: Osaka riesce a offrire standard infrastrutturali altissimi mantenendo però un’atmosfera più accessibile, meno formale e molto più esperienziale.

Expo 2025 e la nuova skylineurbana

L’eredità di Expo 2025 è visibile ovunque. La città sta ridefinendo il proprio skyline attraverso grandi progetti architettonici, nuove connessioni ferroviarie, rigenerazioni urbane e investimenti hospitality. Il simbolo più evidente di questa evoluzione è il nuovo distretto di Umekita , area completamente trasformata attorno alla stazione di Osaka. Qui convivono grattacieli corporate, hotel internazionali, spazi verdi, retail di lusso, rooftop, coworking, aree culturali e ristorazione premium.

La nuova Osaka appare verticale, luminosa, iper-connessa, ma mai impersonale. Ed è proprio questo equilibrio tra efficienza e identità a renderla oggi così competitiva nel panorama MICE asiatico.

Business travel e infrastrutture congressuali

Osaka è oggi una delle città più attrezzate del Giappone per eventi, congressi e fiere internazionali. La città dispone di infrastrutture tecnologicamente avanzate, collegamenti efficienti e un sistema hospitality capace di gestire eventi di grandi dimensioni.

Tra le venue principali spicca l’INTEX Osaka , il più grande centro espositivo del Giappone occidentale. Situato nell’area portuale di Suminoe, ospita fiere internazionali, convention corporate ed eventi tecnologici. La struttura dispone di sei padiglioni espositivi e una superficie complessiva superiore ai 70.000 metri quadrati.

Città dell’acqua

Uno degli aspetti meno raccontati di Osaka è il suo rapporto con l’acqua. Attraversata da fiumi e canali, la città possiede un’identità urbana molto diversa rispetto ad altre metropoli giapponesi. Per secoli Osaka è stata chiamata “la cucina della nazione” anche grazie alla sua rete fluviale, che permetteva il commercio di riso, pesce e merci provenienti da tutto il Paese. Ancora oggi l’acqua definisce il ritmo della città. I quartieri di Nakanoshima e Dotonbori offrono un paesaggio urbano scenografico fatto di ponti illuminati, riflessi neon, promenade contemporanee e rooftop affacciati sui canali. Negli ultimi anni molte esperienze corporate e bleisure si sono spostate proprio sull’acqua: crociere private; dinner cruise; cocktail event panoramici; eventi floating; river tour esclusivi. Una componente che contribuisce a differenziare Osaka dalle altre grandi città asiatiche.

Molto importante anche il Grand Cube Osaka (Osaka International Convention Center) , centro congressi contemporaneo situato a Nakanoshima. La struttura ospita congressi medici, summit internazionali e conferenze corporate con auditorium principali da oltre 2.700 posti e numerose sale modulari. Per gli eventi di fascia premium, molti hotel stanno diventando vere destinazioni Mice:

• Four Seasons Osaka;

• Conrad Osaka;

• InterContinental Osaka;

• W Osaka;

• Swissôtel Nankai.

Queste strutture offrono ballroom panoramiche, meeting room ad alta tecnologia, catering d’autore e servizi personalizzati per clientela executive internazionale. Un aspetto molto apprezzato dagli operatori è inoltre la compattezza della città: aeroporto, stazioni ferroviarie, hotel e venue risultano perfettamente collegati.

Arte contemporanea, design e cultura visiva

Negli ultimi anni Osaka ha iniziato a imporsi anche come una delle città creative più interessanti del Giappone. Meno patinata rispetto a Tokyo e meno istituzionale di Kyoto, la città possiede una scena artistica più sperimentale, spesso legata al-

L’isola culturale di Nakanoshima rappresenta il cuore di questa trasformazione. Qui si concentrano musei, fondazioni e spazi espositivi contemporanei frequentati non soltanto da turisti, ma anche da professionisti, creativi e pubblico internazionale legato al design e all’innovazione.

Il National Museum of Art Osaka, quasi interamente sotterraneo, è uno dei simboli dell’architettura contemporanea giapponese. La struttura, con la sua scenografica installazione metallica esterna che emerge dal terreno come una scultura futuristica, ospita mostre dedicate ad arte contemporanea giapponese e in-

ternazionale. Accanto al museo, il Nakanoshima Museum of Art racconta invece il dialogo tra arte, design, moda e cultura visiva del Giappone moderno, con esposizioni temporanee sempre più orientate verso un pubblico internazionale. Ma la vera forza culturale di Osaka è probabilmente la contaminazione continua tra alto e basso, tra arte istituzionale e cultura popolare. Qui il design vive nei dettagli quotidiani: nelle insegne luminose di Dotonbori; nei piccoli caffè minimalisti; nelle listening room; nelle librerie indipendenti; nelle gallerie nascoste tra i quartieri di Nakazakicho e Horie.

Il contrasto architettonico Pochissime città riescono a convivere con contrasti così forti, anche nell’architettura, senza perdere armonia. A Osaka il Giappone tradizionale dialoga continuamente con la modernità estrema, si trovano infatti templi nascosti tra i grattacieli, insegne neon accanto a case in legno, architettura brutalista, minimalismo giapponese, shopping futuristico, piccoli vicoli storici illuminati da lanterne.

Il Castello di Osaka rappresenta il cuore simbolico della città storica, mentre quartieri come Shinsekai conservano ancora l’estetica r é tro del Giappone del dopoguerra. Al contrario, aree come Umeda e Namba mostrano il volto iper-contemporaneo della città, con skyline verticali, digital signage, passerelle sopraelevate e architetture firmate da grandi nomi internazionali. Questo contrasto visivo rende Osaka straordinariamente fotogenica anche dal punto di vista editoriale: una città che funziona perfettamente su carta stampata grazie ai suoi continui cambi di atmosfera.

Omakase, takoyaki e ilnuovo lusso gastronomico

Negli ultimi anni Osaka è diventata una delle capitali mondiali dell’esperienza gastronomica contem-

l’architettura, al digitale e alla cultura urbana.

poranea. Il fenomeno omakase ha contribuito enormemente alla sua popolarità internazionale. Sempre più viaggiatori business cercano esperienze culinarie intime, esclusive e relazionali, e Osaka offre alcuni dei banconi più interessanti del Giappone.

Qui l’omakase non è semplice degustazione: è rituale, conversazione, precisione assoluta. In molti casi diventa il nuovo tavolo executive del business travel contemporaneo.

Ma la grande forza della città è la capacità di far convivere alta gastronomia e cultura popolare.

Perché Osaka è anche street food. Ed è impossibile raccontarla senza citare i suoi piatti iconici:

• takoyaki;

• okonomiyaki;

• kushikatsu;

• ramen regionali;

• izakaya tradizionali.

I takoyaki – palline di pastella ripiene di polpo, servite bollenti e ricoperte di salsa, alga e katsuobushi

– sono probabilmente il simbolo gastronomico più famoso della città.

A Dotonbori e Namba esistono piccoli locali storici che da decenni preparano versioni considerate autentiche istituzioni cittadine.

Questo mix tra lusso gastronomico e cucina popolare rappresenta uno dei grandi punti di forza di Osaka: il business traveller può passare da un omakase stellato a uno street food tour notturno senza percepire alcuna frattura culturale.

Nightlife sofisticata ecultura del cocktail

Negli ultimi anni Osaka ha sviluppato una delle scene nightlife più interessanti dell’Asia. Non si tratta soltanto di club e neon. La città ha costruito un ecosistema notturno sofisticato fatto di cocktail bar minimalisti, listening bar, jazz club, whisky lounge, rooftop panoramici e speakeasy nascosti.

Kitashinchi è oggi il quartiere più interessante per il pubblico business internazionale: elegante, discreto,

pieno di piccoli indirizzi spesso invisibili dalla strada. Molti deal si chiudono qui, davanti a un whisky giapponese o a un pairing cocktailomakase. Anche questo aspetto è centrale nella nuova idea di business travel: le relazioni professionali non si costruiscono più soltanto nelle sale meeting, ma attraverso esperienze condivise.

L’hospitality delnuovoGiappone

L’evoluzione dell’ospitalità di Osaka racconta perfettamente il cambiamento della città. Il Four Seasons Osaka rappresenta il volto più raffinato del lusso contemporaneo: wellness, dining, servizi executive e design minimalista. Il W Osaka porta invece un’estetica più fashion e internazionale, con interni scenografici firmati da Tadao Ando. Il Conrad Osaka continua a essere uno degli indirizzi preferiti dal segmento corporate premium grazie alle sue viste spettacolari e agli spazi meeting di alto livello. Accanto ai grandi gruppi internazionali. stanno però emergendo hotel lifestyle, ryokan urbani contemporanei e bouti-

que property che intercettano la domanda crescente di esperienze più autentiche e narrative.

Osaka e il futuro del bleisure Nel panorama globale post-pandemia il business travel sta cambiando profondamente. I viaggiatori cercano meno formalità e più qualità esperienziale. Osaka sembra aver compreso perfettamente questa evoluzione: qui il bleisure non appare costruito artificialmente, è spontaneo, naturale, organico. l

Franciacorta e Lago d’Iseo Franciacorta e Lago d’Iseo

Il nuovo lusso lento per retreat aziendali e bleisure d’autore

di Arianna Festa

Per anni il business travel è stato sinonimo di grandi città, aeroporti congestionati e hotel impersonali. Oggi invece le aziende stanno cercando qualcosa di completamente diverso: luoghi capaci di favorire relazioni autentiche, creativit à , benessere e tempo condiviso. È in questa trasformazione che il territorio della Franciacorta e del Lago d’Iseo si sta imponendo come una delle destinazioni più interessanti del nuovo bleisure italiano.

A poco più di un’ora da Milano, tra vigneti ordinati, colline e piccoli borghi sospesi nel tempo, sta prendendo forma un nuovo modello di hospitality: meno ostentato, pi ù

esperienziale. Qui il lusso contemporaneo non si misura nella spettacolarizzazione, ma nella qualità del tempo, nella relazione con il paesaggio e nella possibilità di rallentare davvero.Per questo sempre più aziende scelgono il territorio per retreat executive, workshop creativi, incentive, board meeting informali e momenti di team building.

Il nuovo lusso è la prossimità Nel travel contemporaneo il concetto di prossimità è diventato centrale. Le aziende vogliono ridurre trasferte complesse e tempi morti, privilegiando destinazioni facilmente raggiungibili ma capaci di offrire contenuto esperienziale elevato. La

Franciacorta e il Lago d’Iseo funzionano perfettamente in questa direzione. Gli aeroporti di Bergamo, Linate e Malpensa permettono collegamenti rapidi con tutta Europa, mentre il territorio mantiene una dimensione intima e rilassata.Qui il retreat aziendale cambia completamente linguaggio. Le giornate scorrono tra meeting immersi nei vigneti, degustazioni private, sailing experience, brainstorming all’aperto e cene che diventano esperienze narrative.

Franciacorta, dove il vino diventa esperienza culturale Negli ultimi anni Franciacorta si è trasformata in una delle wine desti-

nation più sofisticate d’Europa. Le cantine non sono più soltanto luoghi produttivi, ma veri spazi culturali dove vino, design, architettura e arte contemporanea dialogano continuamente.

Tra le realtà simbolo resta Càdel Bosco, probabilmente la cantina più iconica. Qui il percorso enologico si intreccia con un vero e proprio parco d’arte contemporanea diffuso tra vigneti, barricaie e architettura. All’ingresso della tenuta accoglie il celebre “Cancello Solare” di Arnaldo Pomodoro. All’interno e nel paesaggio circostante emergono opere di Igor Mitoraj, Mimmo Paladino, Cracking Art, Stefano Bombardieri e Rabarama.

Molto affascinante anche La Montina, che custodisce una collezione permanente dedicata a Remo Bian-

co. Le opere dell ’ artista milanese sono disseminate tra villa storica, corridoi, saloni e cantina, trasformando la visita in un percorso culturale oltre che enologico.

Lago d’Iseo, il lato più autentico del lusso italiano

A differenza del Lago di Como o del Garda, il Lago d’Iseo conserva ancora una dimensione più silenziosa e autentica.Qui il lusso non è ostentato. Negli ultimi mesi il lago è tornato sotto i riflettori internazionali anche grazie alla produzione Netflix “ Positano”, girata proprio tra Iseo e il territorio circostante, con protagonisti Matthew McConaughey e Zoe Saldaña. Una produzione che sta contribuendo ad aumentare ulteriormente l’appeal internazionale della zona.

Monte Isola, il luogo dove disconnettersi davvero

Il simbolo più poetico del lago resta Monte Isola, la più grande isola lacustre abitata d’Europa. Per molte aziende Monte Isola sta diventando la location ideale per leadership retreat, workshop creativi e giornate immersive lontane dalla pressione urbana. Anche il semplice tragitto

in barca contribuisce alla sensazione di “ disconnessione” che oggi molti format corporate cercano.

Gastronomia contemporanea tra lago e vigneti

Uno degli aspetti che sta cambiando maggiormente l ’identità del Lago d’Iseo è la nuova scena gastronomica. Accanto alle trattorie storiche e alla cucina di lago stanno emergendo indirizzi contemporanei capaci di dialogare con lifestyle, design e pubblico internazionale.

A Iseo uno dei nomi più interessanti

è Iz é Restaurant , all’ interno dell’ Araba Fenice Hotel. Il progetto unisce terrazza sull ’ acqua, design contemporaneo e una cucina elegante che intreccia lago, Mediterraneo e territorio bresciano. Più urban e internazionale è invece 18B Iseo, format contemporaneo che mescola sushi, hamburger gourmet, cocktail bar e atmosfera cosmopolita. Un indirizzo che racconta perfettamente come Iseo stia diventando sempre meno provinciale e sempre più aperta a linguaggi internazionali. Tra le tavole più eleganti del Sebino emerge anche Ristorante Zù, dove il pesce di lago viene reinterpretato in chiave contemporanea con gran-

de sensibilità estetica e una spettacolare vista sull’acqua.

In Franciacorta, invece, resta centrale l’esperienza gastronomica de L’Albereta, vero simbolo dell’ospitalità gourmet del territorio. Qui convivono diverse anime: il raffinato LeoneFelice, immerso nei vigneti e perfetto per cene executive e retreat esclusivi, la dimensione wellness e gastronomica costruita attorno al concetto di slow luxury e La Filiale, il progetto dedicato alla pizza d’autore firmato da Franco Pepe. Accanto a questi indirizzi convivono realtà molto diverse, ma fondamentali per raccontare il nuovo volto gastronomico della zona. Due Colombe continua a rappresentare uno dei riferimenti assoluti della cucina locale contemporanea, mentre Dina porta nel territorio una visione più creativa e radicale, capace di attrarre gourmet e pubblico internazionale. Più rilassato ma estremamente contemporaneo è invece Al Mal ò , elegante reinterpretazione della cucina lombarda attuale.

La nuova ospitalità del lago

Anche l’hospitality del territorio sta cambiando rapidamente.Accanto ai relais immersi nei vigneti stanno

emergendo strutture sempre più orientate verso wellness, retreat, design e slow luxury. Se l’Albereta continua a rappresentare il simbolo dell’ospitalità alto-spendente della Franciacorta, perfetta per executive retreat e soggiorni wellness, sul lago, invece, mantengono la loro centralità indirizzi come Araba Fenice Hotel, Hotel Rivalago e Iseolago Hotel Tra le novità più interessanti spicca inoltre Armonia, nato dalla riqualificazione dello storico ex Hotel Milano sul lungolago Marconi. Un progetto che racconta molto bene la

nuova direzione del territorio: design contemporaneo, estetica lifestyle e forte connessione con il lago.

Outdoor experience eattivitàimmersive

Uno degli elementi che rende la Franciacorta e il Lago d’Iseo particolarmente efficaci per retreat aziendali e bleisure è la varietà di attività esperienziali che il territorio riesce a offrire senza perdere coerenza con la propria identità lenta e raffinata. Le aziende possono alternare momenti di lavoro a sailing experience sul lago, tour privati in Riva, e-bike tra i vigneti, trekking panoramici, yoga retreat e degustazioni guidate.

Molto richieste anche le attività legate all’acqua, soprattutto durante la bella stagione: kayak, sup, aperitivi in barca, wakeboard e sunset cruise verso Monte Isola.

Per i gruppi più orientati al benessere stanno crescendo inoltre format che integrano spa experience, mindfulness retreat e attivit à outdoor immersive.La forza del territorio è proprio questa capacità di alternare produttività e leggerezza in modo naturale. Qui il team building non appare mai forzato o artificiale: nasce spontaneamente dal paesaggio, dalla convivialit à e dal ritmo più umano che lago e vigneti riescono a imporre. l

Tivoli President Milano Hotel Tivoli President Milano Hotel

Nel cuore vibrante di Milano, a pochi passi dal Duomo e dal Quadrilatero della Moda, il nuovo Tivoli President Milano Hotel accoglie i propri ospiti nei suoi ambienti completamente rinnovati, unendo eleganza senza tempo e un servizio curato in ogni dettaglio. Situato in Largo Augusto 10, l’hotel è il punto di partenza ideale per vivere la città tra arte, moda e gastronomia d’eccellenza.

Progettato tra il 1960 e il 1971 dagli architetti Figini e Pollini, il Tivoli President dispone di 239 camere , tra cui 60 suite e 6 esclusive Duomo Suites che offrono panorami spettacolari sulla cattedrale e sullo skyline milanese. Gli interni,

curati con particolare attenzione, fondono design contemporaneo e charme italiano, con palette eleganti, arredi raffinati e tecnologie di ultima generazione.

Gli ospiti possono vivere esperienze gourmet nel nuovo ristorante con vista sul Duomo , mentre il Lobby Bar è il luogo perfetto per cocktail d’autore o una pausa tranquilla dopo una giornata tra boutique e musei. Al mattino, una ricca colazione internazionale accoglie i viaggiatori con prodotti freschi, specialità locali e opzioni adatte a diverse esigenze alimentari.

Per incontri ed eventi, l’hotel offre due sale meeting di 40 m2 ciascuna, luminose e dotate di ampie vetrate affacciate su Largo Augusto, le

due sale possono essere unite per creare un unico ambiente di 80 m2. A completare l’offerta, una selezione di suite privatizzabili perfette per riunioni riservate, eventi o occasioni speciali, tra cui la Presidential Suite di 150 m2 collegata a un rooftop con vista Duomo e le esclusive Duomo Suites. Spazi versatili che combinano comfort contemporaneo e carattere architettonico, garantendo ambienti raffinati per ogni tipo di esigenza. Il Tivoli President Milano offre inoltre servizi dedicati al benessere come un fitness center Technogym aperto tutto il giorno e una nuova area wellness. Grazie alla posizione strategica, ai servizi di livello e alla capacità di coniugare modernità e autenticità milanese, il Tivoli President Milano Hotel è la scelta ideale tanto per viaggi d’affari quanto per soggiorni leisure, offrendo un’esperienza che racchiude l’essenza elegante e dinamica della città. l

a cura della redazione

Gruppo CHC: l’ospitalità tra identità italiana e respiro internazionale Gruppo CHC: l’ospitalità tra identità italiana e respiro internazionale

Nel panorama dell’hôtellerie italiana contemporanea, esistono realtà capaci di coniugare solidità gestionale, visione internazionale e forte radicamento nei territori. Tra queste si distingue il Gruppo CHC, realtà italiana in costante crescita che ha costruito nel tempo un modello di ospitalità urbana capace di parlare sia al viaggiatore business sia al turista leisure.

Il gruppo presidia alcune delle principali città italiane – da Milano a Torino, da Bologna a Genova, fino a Venezia, Firenze, Parma e Napoli – attraverso un portfolio di hotel quattro stelle che si inseriscono con naturalezza nel tessuto urbano delle destinazioni. Strutture pensate per offrire comfort contemporaneo, funzionalità e servizi dedicati al viaggiatore moderno, senza perdere il legame con l’identità dei luoghi che le ospitano. Uno degli elementi distintivi del modello CHC è la collaborazione con alcuni tra i più importanti brand internazionali dell’ospitalità. Il gruppo opera infatti in sinergia con network globali come IHG Hotels & Resorts, Best Western e Marriott International, unendo così la forza dei grandi circuiti alberghieri alla flessibilità di una gestione locale attenta alle esigenze del territorio e della clientela.

Il portfolio include strutture urbane e business hotel come Holiday Inn Milan Garibaldi Station, Holiday Inn Milan Nord Zara, Holiday Inn Turin Corso Francia, Holiday Inn Bologna Fiera, Holiday Inn Genoa City e Holiday Inn Naples, affiancati da hotel dal carattere più identitario come Hotel Indigo Turin.

A queste si aggiungono le strutture affiliate Best Western, tra cui il Best Western Plus CHC Florence, il Best

Western Premier CHC Airport di Genova e il BW Premier Collection CHC Continental di Venezia, affacciato sul Canal Grande.

Il percorso di crescita del gruppo prosegue anche attraverso nuove evoluzioni di brand. L’Hotel Villa Ducale di Parma e l’Hotel My One di Bologna entreranno infatti nel network Four Points Flex by Sheraton, marchio di Marriott pensato per una nuova generazione di viaggiatori urbani, rafforzando ulteriormente la presenza internazionale del gruppo.

Completa l’offerta il CHC Business Residence di Genova, soluzione ideale per soggiorni prolungati e clientela corporate.

Con una presenza capillare nelle principali destinazioni urbane del Paese e partnership consolidate con brand globali, il Gruppo CHC si conferma così come una delle realtà più dinamiche dell’ospitalità italiana: un sistema alberghiero capace di offrire standard internazionali senza rinunciare all’autenticità dell’esperienza locale. l

• Direttore Commerciale Fulvio Danesin

• mail f.danesin@gruppochc.it

• telefono +39 334 6757028

Addio agli scontrini POS: basta l’estratto conto Dal 2026 professionisti e imprese non devono più conservare necessariamente gli scontrini POS, per dimostrare una spesa pagata con carta. Lo prevede l’art. 8 del decreto legge 19/2026 (decreto PNRR), che riconosce pieno valore fiscale ai documenti bancari collegati ai pagamenti elettronici. In pratica, estratti conto, rendiconti digitali dell’home banking o comunicazioni inviate dalla banca potranno sostituire le ricevute stampate dai terminali. La norma si collega anche all’art. 119 del Testo Unico Bancario, che attribuisce validità giuridica alle comunicazioni periodiche degli istituti di credito. Per essere valido fiscalmente, il documento dovrà però contenere tre dati fondamentali: data del pagamento, importo della transazione e nome del

beneficiario. Se manca anche solo uno di questi elementi, l’estratto conto non potrà sostituire lo scontrino. La novità semplifica soprattutto

la vita di professionisti in trasferta e aziende con molte spese operative. Una cena di lavoro, un hotel o un taxi pagati con carta potranno

essere dedotti anche senza ricevuta cartacea, evitando problemi legati a scontrini smarriti o illeggibili. Resta invece invariato l’obbligo di conservare la documentazione per dieci anni. Attenzione però: salvare semplicemente un PDF sul computer non basta. Per la conservazione digitale servono sistemi certificati che garantiscano autenticità e integrità dei documenti nel tempo. Secondo il legislatore, il nuovo sistema renderà anche più semplici i controlli fiscali, perché i dati bancari sono tracciabili e più difficili da alterare rispetto ai vecchi scontrini cartacei.

Volo cancellato o ritardo grave? Quando si ha diritto al risarcimento Restare bloccati per ore in aeroporto non significa soltanto perdere tempo: in molti casi dà diritto a rimborsi e risarcimenti. La tutela

principale arriva dal Regolamento CE n. 261/2004, la norma europea che disciplina ritardi, cancellazioni e imbarchi negati sui voli in partenza dall’Unione Europea o operati da compagnie europee. Le regole cambiano in base alla durata del disservizio. Dopo due ore di ritardo, la compagnia deve garantire assistenza gratuita: pasti, bevande, comunicazioni e, se necessario, hotel e trasporto. Se invece il volo arriva con oltre tre ore di ritardo, oppure viene cancellato senza adeguato preavviso, il passeggero può ottenere una compensazione economica che varia da 250 a 600 euro a seconda della distanza del volo. Ma c’è di più. Sempre più sentenze italiane ed europee riconoscono anche il cosiddetto “danno alla libertà

di movimento”. In pratica, un blocco prolungato in aeroporto può essere considerato una limitazione concreta della libertà personale garantita dalla Costituzione. Se il ritardo provoca la perdita di un evento importante, di un appuntamento di lavoro o crea particolari disagi psicologici e fisici, il passeggero può chiedere un ulteriore risarcimento oltre alla compensazione standard. La compagnia aerea può evitare il pagamento solo in presenza di circostanze eccezionali, come maltempo grave o chiusura dello spazio aereo. Non valgono invece problemi organizzativi interni, guasti tecnici ordinari o overbooking. Per far valere i propri diritti è fondamentale conservare carta d’imbarco, ricevute e comunicazioni ricevute dalla

compagnia, quindi inviare un reclamo formale al vettore.

Aereo e treno insieme: come funziona la nuova mobilità integrata Prenotare un volo e proseguire direttamente in treno con un unico biglietto: è questa la logica della mobilità integrata, modello sempre più diffuso in Europa che punta a rendere i viaggi più semplici e sostenibili. Con i biglietti combinati aereo-treno il passeggero acquista un solo titolo di viaggio e, una volta atterrato, può continuare il percorso senza cercare nuovi trasporti o preoccuparsi delle coincidenze. In caso di ritardi, inoltre, è la compagnia aerea a gestire eventuali riprotezioni. Diverse compagnie stanno investendo in questo sistema. Air France integra già i collegamenti ferroviari

francesi e verso Bruxelles, Lufthansa collabora con la rete tedesca Deutsche Bahn, mentre Austrian Airlines collega i propri voli ai treni Railjet. Anche ITA Airways sta ampliando le soluzioni integrate con partner ferroviari europei. Oltre alla comodità, il tema centrale è quello ambientale. I treni producono molte meno emissioni rispetto ai voli a corto raggio e sostituire alcune tratte aeree con collegamenti ferroviari può ridurre drasticamente la CO2. Restano ancora alcuni limiti, come l’integrazione dei sistemi di prenotazione e la gestione dei bagagli, ma la direzione sembra chiara: in Europa il futuro del viaggio potrebbe passare sempre più da collegamenti intermodali capaci di unire aereo e ferrovia in un’unica esperienza.

OLIVETTI. L’arte di comunicare

Con oltre 130 artefatti grafici, la rassegna ripercorre la storia della comunicazione visiva dell’azienda fondata a Ivrea nel 1908. Fino al 27 settembre presso Palazzo Sturm. Bassano del Grappa.

VENEZIA

Alighiero Boetti

La definizione di Arte Povera sorse negli anni Sessanta in sinergia con le grandi tensioni sociali e culturali di una Nazione entrata nella modernità ovvero nell’impatto violento della industrializzazione e dell’urbanesimo. Non per nulla il centro del movimento è considerato Torino. Ma soprattutto in netta contrapposizione con la tradizionale estetica che concepiva le rappresentazioni iconografiche e scultoree realizzate e sorte per una committenza e un mercato elitario. Da ciò la spinta a impiegare materiali poveri, per lo più “industriali” (plastica, ferro, stracci, carta) a segno di una revisione dei canoni. Alighiero Boetti (19401994) è stato uno dei più noti e riconoscibili per l’uso dei colori e per la geometria o simmetria del disegno. Il filo conduttore della sua vita, oltre al netto linguaggio della realtà, è stata la ricerca di un’identità che avesse una centralità nell’esistenza

umana, sia che fosse spaziale, temporale o geografica. Da qui il fine della mostra, che si propone di rappresentare il tema del dualismo: ordinedisordine, la scissione dell’individuo, a cominciare da se stesso, fino, com’è prevedibile, arrivare all’instabilità del mondo. Le opere, da fine anni Sessanta ai primi anni Novanta, si concludono con la raffigurazione seriale su carta, quasi una premonizione della successiva scomparsa dell’autorialità dell’artista. Fino al 22 novembre. Orario: mercoledì-lunedì 10-18. Smac. San Marco Art Center. Piazza san Marco 105 https://smacvenice.org

MILANO

Andrea Branzi: Continuous present Il celebre architetto giapponese Toyoo Ito¯ , noto per l’estrema semplicità e dinamicità dei sui edifici pur monumentali, è il curatore, insieme alla Fondazione Cartier, della mostra dedicata a Andrea Branzi (1938-2023),

un poliedrico artista ritenuto uno dei fondatori del moderno design, in quella che è la prima retrospettiva. In 400 opere si è pensato di trovare delle linee ideali del suo percorso esistenziale prima che estetico con due ampie sezioni: la prima dedicata all’architettura, la seconda a quell’immenso patrimonio di disegni, progetti, idee di mondi immaginari e tentativi di stabilizzazione del reale molti dei quali inediti. Il colore degli oggetti di una civiltà del consumo, cui si contrappone il bianco anonimo degli spazi abitati, rappresenta uno dei percorsi mentali ravvisabili. L’altro segue le linee in movimento degli oggetti e delle realizzazioni architetto-niche care a Branzi e fonte continua di più generazioni di designer – ove per designer è anche da comprendere l’immenso mondo del marketing. Fino al 4 ottobre. Orario: martedì - domenica, 11-20. Triennale. VialeEmilio Alemagna 6 https://triennale.org

FIRENZE

Georg Baselitz. Avanti! Difficile per un artista tedesco nato nel 1938 non pensare alla catastrofe e alle macerie spirituali lasciate dalla Guerra. Non molto conosciuto in Italia è tuttavia considerato uno degli artisti più influenti del nostro tempo. Firenze dedica oggi una personale con 170 opere (stampe, dipinti, sculture). Il tema di base è la rottura di qualsiasi canone estetico tradizionale – celebri

i suoi ritratti a testa in giù –con lo scopo di distruggere il classicismo megalomane della Germania nazionalsocialista. La parola d’ordine è: rompere col passato in tutti i sensi. Col tempo Baselitz diventerà sempre più astratto, ma non di meno provocatorio per l’uso intenso del colore, comunque legato – per così dire – al soggetto della persona. In questa esposizione ampio spazio è dedicato all’incisione, una delle tecniche meno conosciute dell’artista. Fino al 13 settembre. Orario: lunedì-domenica, 11-20 / giovedì chiuso. Museo del Novecento. Piazza Santa Maria Novella 10 www.museonovecento.it

|

a cura
di Alberto De Antoni

Viaggi di carta

Monogamia. Storia di un’eccezione

Ci voleva un saggio accademico, anche piuttosto corposo, ma in fondo l’uomo lo ha sempre sospettato: il matrimonio monogamico non funziona, meglio la poligamia. Battute a parte, l’argomento è interessante dal momento che nel corso della storia plurimillenaria dell’uomo la monogamia si è imposta solo di recente. Perché? Alla domanda non esistono risposte sicure anche se affrontate con molta serietà: maggior numero di donne o simbolo di prestigio o necessità di forza lavoro? Da un punto di vista storico il matrimonio monogamico nasce in Grecia, quindi si lega a Roma per ovvie ragioni, poi si diffonde nel mondo certamente sulla spinta missionaria della Chiesa e ora, tranne qualche rara eccezione, è diventato il modello di base dell’unione familiare. Rimane comunque irrisolto l’interrogativo di fondo cui il saggio, notevole per analisi dei fatti, dei costumi e delle interpretazioni, cerca di dare risposta con una rigorosa analisi storica e comparativista.

Marzio Barbagli, Bologna: il Mulino 2026, 38 euro

La tirannia del cervello. Una nuova storia dell’evoluzione umana

Jean-Jacques Hublin è uno dei paleoantropologi più noti e questo testo è il risultato di anni di studi sull’evoluzione umana. Al tempo stesso si propone di spiegare il mistero che sottintende la vera natura dell’animale uomo, l’unico essere vivente a aver sviluppato capacità cognitive altamente complesse. È una storia dell’evoluzione tratteggiata attraverso l’organo più rappresentativo, il cervello. Nient’altro che questo ha costituito la spinta verso lo sviluppo dell’Homo sapiens. Piccola parte del corpo, ha da subito richiesto una grande energia di consumo e di conseguenza di organizzazione sociale

per il reperimento delle risorse. Il tema è giunto ai giorni nostri dove con lo sviluppo industriale e scientifico si ripropone, con maggior carattere emergenziale. Rimane comunque sullo sfondo, quando e perchè il cervello abbia incominciato a svilupparsi in alcuni primati e perchè questi abbiano incominciato a mangiare carne cotta per nutrirlo.

Jean-Jacques Hublin, Roma: Castelvecchi 2026, 20 euro

Molto dipendeva dal futuro. Diari 1922-1974

Se la leggerezza non si addice ai tempi in cui viviamo, è possibile che ciò che una volta era considerato leggerezza acquisisca oggi altro valore. Si sta parlando dei diari di Cecil Beaton (1904-1980) un grande fotografo del bianco e nero, specializzato nella ritrattistica: sue le note immagini delle personalità più importanti del secolo, quelle iconiche del Novecento, suoi i volti delle star delle patinate copertine di Vogue. Noti i primi piani di Marlyn Monroe, Marlene Dietrich, Grace Kelly e Maria Callas e dell’icastica figura della regina Elisabetta di cui fu fotografo ufficiale. Al Paul Getty Museum sono esposte 1.650 sue fotografie. Certamente fu un vero artista, capace di passare dai primi reportage nell’Asia alla Seconda Guerra Mondiale, dall’austera corte inglese sino al glamour di Hollywood. Personalità difficile da definire. Non sfugge, oggi e grazie ai diari, però una sottile perfidia che ha consentito a lui e quindi a noi di conoscere i lati meno visibili e molto umani di quelle persone conosciute come “I famosi”.

Spedizione Posta Target - Magazine

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Registrazione Tribunale di Milano n° 624 del 22/09/2000

Direttore Responsabile Omar Marco Fumagalli

Collaboratori

Andrea Barbieri Carones, Luca Barenghi, Luigi Barni, Alberto De Antoni, AriannaFesta, Annamaria Gigante, Simona Parini, Alfredo Pezzani

Impaginazione Gianluca Ubezzi

Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA)

Distribuzione in Italia

Faenza Printing Industries, Faenza (RA)

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Roma non smette mai di stupire. Ma ora lo fa in modo diverso. Benvenuti a nhow Roma, l’hotel nel cuore pulsante della capitale, dove scoprirai un mondo di contrasti: spazi creativi che ispirano, un’anima dinamica che si riflette in ogni dettaglio e un’offerta che mescola ospitalità, design, cultura e intrattenimento Sleep. Eat Feel Create Live nhow

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