Il primo premio italiano nel settore del Business Travel
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ANNO XXIII NUMERO 1 • FEB-MAR-APR 2022
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Sommario Febbraio-Marzo-Aprile
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RUBRICHE
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02 OSSERVATORIO BT
Riprendiamo quota di Paola Baldacci
NEWS 47 DAL MONDO
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA 06 ABU DHABI
Là dove la cultura luccica
17 BIZAWAY
La TMC che diventa sistema operativo per il business travel
35 EASYJET
L’impegno della sostenibilità
10 PROFESSIONE TRAVEL MANAGER
Chiara Bertolini. Impianti come viaggi: sicuri, prima di tutto di Andrea Barbieri Carones
14 MISSIONMICE
Event manager. Come si cambia, per ricominciare di Simona Parini
19 DOSSIER TRAVEL MANAGER
Insights da conservare di Dario Bongiovanni
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30 DESTINAZIONI
L’emirato differente di Paola Baldacci
36 BIGLIETTI AEREI
Le nuove tariffe? Sono flessibili
La foto di copertina è per gentile concessione del media hub di DCT Abu Dhabi e rappresenta la Grande Moschea Sheikh Sultan Bin Zayed
di Arianna De Nittis 42 GLOBAL RISKS
La paura dei fermi produttivi di Paola Baldacci
44 ITALIAN MISSION AWARDS 2022
Here we are again! di Elisabetta Francioli
46 CAMERA CON VISTA
Radisson Collection Berlino. Riflessi d’acqua a cura della redazione
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Analisi Osservatorio Business Travel
Riprendiamo quota
Niente illusioni: la ripresa è lontana, ma il 2021 risveglia la spesa dei viaggi d’affari e quest’anno veleggiamo verso i 10,8 miliardi. Intanto l’approccio al travel management cambia completamente di Paola Baldacci
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Quante trasferte Dopo un crollo di circa il 60% nel 2020, lo scorso anno il mercato dei viaggi d’affari ha segnato una leggera ripresa nel numero totale di viaggi effettuati: 15.298, +12% rispetto ai 13.610 del 2020.
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el 2021, il business travel in Italia riprende quota a 8,8 miliardi di euro dai 7,6 del 2020. Il numero di viaggi per lavoro risale la china, a 15mila trasferte. Le aziende integrano nel processo autorizzativo nuovi requisiti: risk e travel manager lavorano sempre di più affiancati, con le HR e il procurement. Il budget di spesa dei viaggi d’affari rimane in capo ai trasporti, per la fetta maggiore di 4,5 miliardi di euro. Ma attenzione: il +9% dei prezzi del carburante incide sull’incremento. Possiamo parlare di ripresa del business travel? No. Dobbiamo aspettare il 2025, come si è detto dall’inizio dell’emergenza sanitaria, nel 2020. Per le mutazioni, invece, è interessante vedere come cambiano gli approcci delle imprese. La presentazione dei dati dell’Osservatorio 2022 sul business travel si è tenuta in presenza al campus Bovisa del Politecnico milanese e conte-
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stualmente in diretta streaming. A illustrare i risultati, il professor Andrea Guizzardi, autore dello stesso e docente all’Università di Bologna, insieme alla co-direttrice dello studio Eleonora Lorenzini. Infatti, dal 2019 l’ateneo emiliano si è unito al Politecnico per studiare insieme le evoluzioni dell’industria dei viaggi, includendo quelli d’affari. Guizzardi: «Nel 2021 abbiamo assistito a un mercato povero di quantità e di qualità perché non ci sono stati viaggi internazionali. Come sempre, i trasporti generano le principali variazioni di budget, con una domanda molto superiore all’offerta e tariffe poco concorrenziali. Qualcosa è cambiato: vediamo che il settore dell’industria realizza performance peggiori rispetto a quella dei servizi (in termini di trasferte, ndr), contrariamente alle dinamiche del Pil con cui il business travel si allinea da sempre».
Viaggi d’affari nel 2021: quali? Tra le rilevanze, l’attività commerciale (per il 13%) è in testa delle esigenze di intervento “tecnico” (10%) come motivazione di viaggio, mentre le riunioni aziendali vanno al 18% di share e il Mice al 10%. Tra i mezzi di trasporto, bene il treno al 14% al pari dell’aereo per numero di missioni. Sulle previsioni per il 2022, il professor Guizzardi afferma che «si riduce l’incertezza sugli effetti dell’emergenza sanitaria: i travel manager sono più razionali nell’analisi». Ma aspetteremo fino al 2025 per tornare ai 20 miliardi di euro di valore del BT in Italia. Quest’anno si prevede che risaliremo a 10,8 miliardi. «I professionisti vedono il loro lavoro più complesso. Prima organizzavano trasferte, dopo il Covid-19 controlleranno il viaggio: duty of care, costi, documentazione, revisione». Continua: «Questo è un campanello
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Analisi Osservatorio Business Travel
importante di cambiamento: il mercato non raggiungerà i livelli di prima in breve tempo, ma i TM devono produrre ora servizi a ben più alto valore aggiunto. Ciò determinerà un mercato completamente nuovo». Travel policy tra sicurezza e sostenibilità La ricerca rileva che solo il 10% delle aziende non ha ancora una travel policy. Rispetto a questo strumento organizzativo, il Coronavirus ha agito da potente stimolatore. Il 25% delle imprese partecipanti al sondaggio si rivolge a una Tmc per la gestione del travel management. Anche in questo caso, una quota potenzialmente espandibile. «Aumenta la necessità di gestire le attività di viaggio dei dipendenti – spiega Eleonora Lorenzini –, così come il ricorso a figure di safety e security esterne all’azienda. L’attenzione alla sostenibilità si rafforza anche ne business travel, ma solo il 9% ha adottato una travel policy sostenibile. Mentre un altro 9% ha stabilito un budget vero e proprio per compensare le emissioni di CO2». La professoressa sottolinea che c’è un problema di omogeneità di rilevazione del dato di anidride carbonica, secondo il quale i forni-
tori danno il valore di emissioni prodotte dall’acquisto di un biglietto aereo o di una prenotazione alberghiera. Perciò non si ricava una informazione utilizzabile. Gli stakeholder Intanto, tutti i player della filiera viaggiano verso la sostenibilità. Per Emanuela Mercuri, marketing manager di Europcar Mobility Group Italy, i noleggi legati ai viaggi d’affari crescono del 24% nel 2021 e la loro durata del 6% perché l’auto
viene scelta sempre di più come mezzo di trasporto per tutta la trasferta e non più solo a destinazione. Argomenta: «La sostenibilità è uno dei pilastri del piano strategico del gruppo. L’obiettivo è avere il 20% della flotta composto da veicoli green (meno di 50 grammi di CO2/km) entro la fine del 2024». Ancora dall’Osservatorio: nel 2021, le aziende si sono dotate definitivamente di sistemi di tracciamento (il 39% delle imprese lo ha fatto), nonché di piattaforme di informa-
Terziario batte industria I viaggi del terziario (11 milioni di trasferte nel 2021) crescono del 14%, quasi il doppio rispetto a quelli dell’industria (circa 4 milioni di trasferte, +8%). La dinamica è inattesa perché contraria a quella del PIL nazionale.
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Analisi Osservatorio Business Travel
demico non è servito ad acquisire una maggiore automazione delle procedure.
Chi è BDO Bdo è una società con l’85% del personale viaggiante e opera nella revisione e nella consulenza. Effettua circa 4.300 prenotazioni di servizi di viaggio in un anno, l’80% attraverso una Tmc (oggi Bizaway) e il 20% su siti web B2C, da parte dei dipendenti in maniera autonoma.
zione sulla destinazione e sui rischi legati al viaggio (38%). Rilevante il fatto che oggi si integrino i parametri di sicurezza minimi da osservare nell’iter di autorizzazione della trasferta, quindi prima di organizzarla. Per Lucio Mattielli, managing director di Sicuritalia Security Solution, i cambiamenti sui concetti di sicurezza saranno permanenti. Osserva: «Oggi nella travel policy si scrive anche di green pass e, per quanto ci riguarda, è aumentata del 40% la richiesta di integrazione delle piattaforme di gestione della security aziendale con i sistemi di management dei viaggi». Tra i clienti di Sicuritalia, la figura del travel security manager si è diffusa di pari passo. Il primo driver di crescita è stata la complessità normativa di questo periodo. A tal proposito, la società comasca ha svolto un test: tra uno specialista di security e uno senza un background di sicurezza, per organizzare una trasferta di lavoro. La differenza si è tradotta in un gap di 5 volte nel tempo impiegato per la realizzazione. Digitalizzazione e travel management A che punto è la digitalizzazione nel travel management? Poco è
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cambiato: si concentra nelle fasi centrali del percorso di gestione, quindi per pagamenti, rendicontazione e registrazione in contabilità delle spese di viaggio. Per le prenotazioni, il 23% degli intervistati utilizza un self booking tool oppure siti web B2C, il 13% ricorre solo ad un online booking tool mentre il 12% si affida al mix di soluzioni, telefono e mail compresi. Da notare che un buon 39% ancora utilizza nettamente mail e telefono. Infine, il 65% si rivolge a un’agenzia di viaggi e il 61% a strumenti digitali. Manca l’integrazione tra i sistemi Se è vero che la pandemia ha accelerato la digitalizzazione delle aziende italiane, sul fronte dell’integrazione dei sistemi (pagamenti con altre tecnologie utilizzate nel processo, ndr) per la gestione del business travel siamo ancora arenati. Solo il 39% integra alcuni software, il 35% nessuno e non lo prevede nemmeno, infine il 15% afferma di attuare una integrazione completa. Da una parte il risparmio torna a essere il driver principale nella selezione dei fornitori, insieme a soddisfazione dei dipendenti e trasparenza dei prezzi, ma il momento pan-
Il caso della società di consulenza BDO La bassa integrazione dei sistemi di pagamento con altre tecnologie utilizzate nel processo di travel management è tra le cause della perdita di significativi savings. Lo dimostra il caso della società di consulenza Bdo che adottando i servizi di Bizaway, travel tech italiana specializzata in servizi per business travel, ha raggiunto un risparmio di 165mila euro in un anno. Pari al 26% della spesa per i viaggi d’affari nel 2019. L’adozione della piattaforma digitale ha risolto le dispersioni di tempo, le prenotazioni sono state semplificate, la rendicontazione è diventata automatica, così come la riconciliazione dei tagliandi delle note spese. Inoltre, la piattaforma Bizaway provvede anche alla negoziazione delle tariffe con i fornitori (approfondisci a pagina 17). Risparmiando tempo per tutti questi processi, in estrema sintesi, si è ottenuto un vantaggio anche nel costo orario del personale, ma non solo. Tradotto in cifre: 47mila euro di costi di prenotazione risparmiati (81% di tempo risparmiato da 40 minuti a 7,5 per ogni booking); 2mila euro per le negoziazioni delle tariffe alberghiere; 6mila di euro nella riconciliazione delle spese di viaggio. Il risparmio complessivo è stato di 55mila euro sui costi di processo. Ai quali si devono aggiungere: il saving sulle tariffe alberghiere, stimato del 25% su una ipotesi di valore di spesa alberghiera pari al 2019. Infine, lo stesso vantaggio si è avuto su tutti gli altri servizi (aerei, altro), nonché sulle commissioni di agenzia (–15%). Alla fine il beneficio complessivo è del 34% dei costi di processo, del 51% di tariffe hotel, del 15% delle management fee, per ottenere un risparmio pari al 26% della spesa di viaggi nel 2019, come detto. l
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Abu Dhabi
Là dove la cultura luccica Nell’emirato che ha scelto di distinguersi per luoghi d’attrazione che parlano di dialogo tra Oriente e modernità, idee di eventi aziendali tra musei e oasi. Per ogni ispirazione c’è un’isola a cura della redazione
Stadi del futuro L’Etihad Arena a Yas Island è una location di intrattenimento indoor che ospita concerti ed eventi sportivi. Può ospitare da 200 a 18.000 persone ed è utilizzata anche per eventi aziendali. Ha ospitato i campionati mondiali di nuoto in vasca corta (25 m) nel 2021
Con meno di tre milioni di abitanti di cui 2,3 milioni di espatriati, Abu Dhabi è a pieno titolo una destinazione d’affari. In tutti gli Emirati Arabi Uniti, si contano circa 600 imprese italiane presenti e gli scambi commerciali fiorenti vedono nella gioielleria e nei macchinari industriali i primi settori del nostro export. Gli UAE sono ambìti per la posizione geografica strategica, per le
politiche di attrazione degli investimenti, perché offrono posti di lavoro ben remunerati a management qualificato e parallelamente hanno un costo di manodopera conveniente, che proviene perlopiù dal subcontinente indiano. A tutto ciò si possono aggiungere una fiscalità e altre normative favorevoli, nonché costi dell’energia limitati. In questo contesto, l’impegno assunto ormai dieci anni fa nella diversificazione dell’economia, ed espresso attraverso la transizione dal commercio petrolifero allo sviluppo di infrastrutture di accoglienza e trasporto, che trovano proprio nel turismo una fonte di nuovi introiti, comincia a poggiare su numerosi progetti attivi. Di essi, l’attrazione di viaggiatori d’affari, che scelgano Abu Dhabi per una convention aziendale oppure un evento corporate, rappresenta un esempio concreto. Da qualche anno, infatti, la mission del Dipartimento di cultura e turismo in seno al Governo è anche focalizzata al Mice, con una serie di iniziative dirette proprio al mercato italiano del Travel.
Extraordinary Campaign Il convention bureau dell’emirato conferma anche nel 2022 una campagna di incentivazione per gli organizzatori di eventi, siano essi agenzie oppure le aziende attraverso il proprio travel/event manager. In cosa consiste? Ce lo spiega Gabriele Cavallotti, Mice manager in Italia di Abu Dhabi DCT (Department of culture and tourism): «Con un minimo di 50 partecipanti internazionali di un evento aziendale, che trascorra almeno 2 notti in Abu Dhabi, il contributo in termini economici è di 100 dirham». Questa “Extraordinary Campaign” riserva contributi maggiori a seconda del numero di ospiti, che va fino a 305 dirham per gruppi di oltre 500 persone. «L’unico must è che Il programma includa una riunione di mezza giornata per formazione, team building oppure una cena di gala», sottolinea Cavallotti.
Esperienze uniche Popolare per il suo Louvre Abu Dhabi e per l’autodromo di Formula 1 più costoso (800 mi6
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Gulf. Insieme all’esistente Louvre Abu Dhabi, questa struttura e il futuro Guggenheim Abu Dhabi, disegnato da Frank O. Gehri (previsto nel 2025), arricchiranno l’isola di Saadiyat, volutamente dedicata alle esperienze culturali. Così come Yas Island è tutta per il divertimento con il circuito di F1 (Yas Marina), i parchi Ferrari World, Warners Bros World e l’imminente Seaworld.
Il più grande acquario del mondo
lioni di euro) mai realizzato nella storia del Gran Premio più spettacolare in assoluto, la destinazione emiratina aggiorna frequentemente le esperienze culturali e sportive che ne raccontano l’unicità. L’anno prossimo inaugurerà lo Zayed National Museum, dedicato al padre fondatore degli Emirati Arabi Uniti – il lungimirante sceicco Zayed Bin Sultan Al Nahyan – ed evidenzierà la storia della regione e i suoi legami culturali con il resto del mondo. Lord Norman Foster, architetto vincitore del Pritzker architecture prize, è l’autore con il suo studio. Incredibile la forma con ali tra gli 83 e i 123 metri, con la funzione di torri solari termiche, che rappresentano la passione di Zayed per la falconeria, tradizione dell’Arabian
Aprirà quest’anno il più grande e vasto acquario di fauna marina del mondo, da 25 milioni di litri di acqua e oltre 68.000 animali marini, tra squali, mante e tartarughe. Offrirà un colpo d’occhio sulla vita in acqua come mai prima con un’impressionante finestra verticale alta 20 metri e affacciata su più livelli. Adiacente all’acquario e al parco a tema sorgerà il primo centro dedicato alla ricerca, al salvataggio, alla riabilitazione degli animali acquatici negli Emirati Arabi Uniti. Ma se la passione per la natura è un filo conduttore di un viaggio ad Abu Dhabi non si può completare l’esperienza di un evento aziendale senza una vista ad Al Ain. A un’ora e mezza in auto dalla città c’è questa oasi antica, Patrimonio Unesco. Un giardino di centinaia di migliaia di palme da datteri e altri alberi da frutto, con un “Eco centre” che spiega come funzionano i sistemi d’irrigazione in uno degli ecosistemi desertici più efficienti al mondo e quali misure sono state adottate per garantire che in futuro si possa continuare a impiegare gli storici metodi di coltivazione.
Falconeria È lo sport tradizionale degli Emirati, viene praticata da oltre 2.000 anni e i segreti di questa attività vengono tramandati di generazione in generazione. La falconeria richiede pazienza e cooperazione fra il falconiere e l’uccello. Trattando l’animale con gentilezza ed empatia, l’uomo riesce a guadagnarsi la sua fiducia e l’obbedienza
Louvre Abu Dhabi
Jogging sul circuito di F1
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Professione travel manager Giulia Bertolini
Impianti come viaggi: sicuri, prima di tutto
Giulia Bertolini è la travel manager di Cft, eccellenza italiana dei macchinari nel settore agroalimentare con quartier generale a Parma: 250 trasferte al mese e un ottimo strumento di travel & expense management di Andrea Barbieri Carones
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ungo l’autostrada MilanoBologna passa una bella fetta del traffico commerciale italiano, fatto da mezzi pesanti e leggeri, da Tir con rimorchio e da auto aziendali. Ed è qui, nella città “ducale” di Parma, che ha sede Cft, nata nel 1945 quando l’inchiostro della firma della resa della Germania non si era ancora asciugato. Oggi è un’azienda metalmeccanica che progetta e produce impianti e linee di produzione per i settori food, beverage, liquid food e non food. Insomma, le tecnologie dell’industria alimentare, che vede proprio nell’Emilia Romagna una delle eccellenze italiane. A marzo 2021, Cft è entrata a far parte del gruppo canadese Ats. Nel quartier generale di Parma sono impiegati circa 500 dipendenti. Invece, nel mondo sono mille tra Spagna, Francia, Germania, Ucraina, Stati Uniti, Brasile, Russia, Cina, India e Vietnam. Con
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queste premesse, il reparto dei viaggi aziendali non può che essere florido anche se durante il “lockdown” tutto è cambiato. Con computer e cellulare sempre a portata di mano è Giulia Bertolini ad occuparsene, in azienda dal 2008, quando arrivò per l’organizzazione delle fiere all’estero. «Poi sono passata al Service, in cui gestivo le trasferte dei tecnici, mantenendo anche i rapporti con le aziende clienti in tutto il mondo», spiega. Quali sono le funzioni del suo ufficio? «Nel 2019 si è imposta la necessità di creare un ufficio viaggi interno per fornire assistenza costante ai tanti dipendenti in trasferta e a tutti i reparti aziendali, dai tecnici di produzione ai ruoli dirigenziali. L’azienda mi ha chiesto di assumerne la gestione in qualità di travel manager, nonché di redigere la travel policy aziendale e migliorare la
compliance. Oltre a ciò, mi occupo di negoziare accordi quadro con i fornitori di servizi, come catene alberghiere, società di autonoleggio e compagnie aeree. Poi di verificare le possibili esposizioni al rischio in base alle destinazioni di viaggio, in collaborazione con una società specializzata in risk management. Ma anche informare e assistere i viaggiatori per evitare possibili criticità, mantenere i rapporti con i vari consolati e ambasciate nel mondo e gestire il protocollo vaccinale dei trasfertisti». Com’è composto il team Travel? «Con me lavorano due planner per la gestione della logistica di viaggio, dei visti e ora dei tamponi Covid. Io studio le regole di ingresso nei vari Paesi e predispongo la necessaria documentazione. Una travel account, infine, cura gli aspetti contabili legati alle trasferte: controlla le note spese, predispone anti-
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Professione travel manager Giulia Bertolini
Giulia Bertolini
cipi e rimborsi, verifica la corretta fatturazione dei servizi di viaggio». Come è cambiata l’attività di travel manager dal 2019 a oggi? «Il nostro ufficio Travel è nato negli ultimi mesi del 2019, quindi fin da subito l’attività di travel manager è stata condizionata dalla pandemia. Mi sono adeguata sin dall’inizio alla nuova realtà, che comporta un’attenzione sempre maggiore agli aspetti legati alla sicurezza e un costante aggiornamento rispetto
alle normative. Tutto ciò per essere in grado di assicurare ai colleghi di viaggiare con tutto il supporto necessario e un servizio di reperibilità 7 giorni su 7». Mediamente quanti viaggi o pra-
La campagna del pomodoro del 1945 Talvolta le migliori idee nascono nei garage. Non solo Steve Jobs con la Apple, ma anche Camillo Catelli, fondatore di Cft, mosse i primi passi in uno spazio dietro casa nel centro di Parma: la guerra era appena finita e la voglia di ricostruire era tanta. Così, da giovane imprenditore creò i primi modelli di macchine per la lavorazione del pomodoro, nel 1945. Tecnologie che nel giro di pochi anni diventeranno degli standard mondiali. Nel 1957 brevetta il primo evaporatore, strumento essenziale per i prodotti alimentari. Negli Anni Novanta si espande in Cina e nel Duemila comincia la strategia di acquisizioni, finché nel 2018 si quota in Borsa. Infine, l’anno scorso in primavera Ats Holdings Italy, società del gruppo canadese Ats Automation Tooling Systems, ha acquisito Cft e si è aperto un nuovo capitolo nella storia dell’azienda. Oggi l’impiantistica alimentare non può più prescindere da un elevato livello tecnologico che trova nell’automazione e nella robotica industriale i suoi elementi fondanti.
tiche gestiva prima del Covid-19 e quante nel 2021? «L’attività della nostra azienda si inserisce nell’elenco di quelle considerate “essenziali” durante la pandemia. Perciò abbiamo sempre continuato a viaggiare, anche nei momenti più difficili, seppure con tutte le difficoltà e i limiti. Prima dell’emergenza sanitaria gestivamo una media di 300 trasferte al mese, in Italia e nel mondo. Nel 2021 il numero non è calato di molto, anche in considerazione del fatto che
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Professione travel manager Giulia Bertolini
La CFT di Parma in una foto storica: l’azienda è stata fondata da Camillo Catelli, che in una piccola officina inizia a costruire i primi modelli di macchine per la lavorazione del pomodoro
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abbiamo nel frattempo acquisito nuove società ed è aumentato il numero dei dipendenti. Oggi gestiamo una media di 250 trasferte al mese». La tecnologia ha fatto passi da gigante anche nel settore dei viaggi. Quali sono le principali app e tool che utilizza? «Proprio in considerazione del fatto che la tecnologia si è evoluta negli ultimi anni in modo straordinario, ho seguito personalmente un importante progetto di implementazione del gestionale aziendale dedicato al travel & expense management. Questo per restare al passo con i tempi e migliorare il nostro vecchio sistema. Con l’obiettivo di velocizzare la procedura ed agevolare l’inserimento della trasferta, delle ore e della nota spese, abbiamo introdotto ZTravel Next (Zucchetti), nella versione App e Web. Un tool che utilizziamo quotidianamente è anche il Travel Tracker di International Sos che ci consente di monitorare le trasferte dei nostri colleghi
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ovunque nel mondo. I colleghi in viaggio utilizzano invece la loro Assistance App, che invia un pretrip advisory con informazioni dettagliate sul luogo di destinazione assegnato e li mantiene informati in tempo reale, segnalando la loro posizione e mettendosi in contatto con noi in ogni luogo e condizione». Quali sono le procedure aziendali per organizzare, approvare e gestire una trasferta? «L’ufficio Travel è l’unico ufficio all’interno dell’azienda preposto all’organizzazione delle trasferte. Viene coinvolto già nelle fasi embrionali del processo, per ottenere l’approvazione alla fattibilità del viaggio e dare avvio all’iter. Personalmente ho rapporti diretti con gli altri responsabili dei vari uffici per valutare insieme a loro la fattibilità della missione e la loro pericolosità. In via generale, la procedura aziendale prevede che ogni dipendente che deve recarsi in trasferta inserisca la richiesta nel portale web de-
dicato e ottenga la previa autorizzazione da parte del suo responsabile. Da qui prende avvio la gestione da parte del nostro ufficio. Al diretto interessato viene poi inviato il necessario per partire e lavorare in trasferta». Parlando di impatto ambientale, quali sono le linee guida di Cft? «L’azienda è impegnata a 360° per ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività. Le nostre tecnologie sono in continua evoluzione allo scopo di trovare sempre nuove soluzioni per riutilizzare l’energia prodotta e ridurre i consumi. Questi sforzi consentono ai nostri clienti di fare investimenti sostenibili, che si ripercuotono positivamente sui loro costi di produzione e sul loro mercato. In ultimo, ma non per importanza, abbiamo come obiettivo quello di comunicare ai nostri dipendenti la sostenibilità ambientale come valore aziendale, in modo che siano essi stessi tra i protagonisti del nostro “essere green”. Da questo punto di vista, abbiamo messo in pratica il Decreto del 12 maggio 2021, che chiede alle aziende con più di 100 dipendenti di nominare il mobility manager e di creare un piano di spostamento casa-lavoro». C’è una o più TMC con cui lavorate? «Da anni lavoriamo con BT Expert. Conoscono molto bene la nostra azienda e riescono ad offrirci un servizio personalizzato. Hanno un sistema di reportistica utile per tenere sotto controllo l’attività e le spese. Sono ancora convinta, nonostante il progresso tecnologico imperante, che nel nostro lavoro sia molto importante poter contare su persone professionalmente preparate, che conoscono la nostra realtà aziendale e possono offrirci un servizio personalizzato. Questo durante la pandemia ha fatto davvero la differenza, e in alcuni casi proprio grazie a questi collaboratori siamo riuscite ad affrontare e risolvere situazioni difficili e a far viaggiare i colleghi in paesi difficili». l
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Come si cambia, per ricominciare
Mutano logiche, tempistiche e necessità delle aziende: la parola agli event planner sui nuovi approcci nell’organizzazione di eventi di Simona Parini
Italy at Hand 2021 Si è svolto a Milano con 46 buyer provenienti da 18 differenti paesi europei, hanno incontrato 35 operatori Mice qualificati in 1156 appuntamenti business prefissati. Tre le location principali: Palazzo Serbelloni, lo Starhotels Rosa Grand e Villa Necchi Campiglio.
e aziende riprendono a organizzare eventi. Ma come e con quali differenze rispetto al pre-pandemia? «La differenza rispetto al passato riguarda sicuramente le numeriche, molto più contenute a causa della pandemia», risponde Silvia Turri, business travel & events manager di un’azienda
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Silvia Turri
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della moda. «Gli eventi che non abbiamo mai smesso di fare sono sicuramente gli shooting e i lanci prodotto oltre che eventi in store, tranne nei mesi di lockdown naturalmente. Oltre ai numeri, un’altra differenza riguarda le destinazioni: nel 2021 siamo stati quasi esclusivamente in Italia. Durante l’estate abbiamo ripreso gli shooting all’estero, in Europa ma anche in Sud America. Abbiamo iniziato il 2022 con delle “piccole” convention in sede, seguite in parte anche in streaming». Cambio di calendarizzazione Quando si tornerà agli eventi in presenza? Il cambio di calendarizzazione, con il posticipo in primavera/estate, è sicuramente un tratto comune della ripartenza, come conferma Elisabetta Gibertoni, global travel & events category manager di Livanova, società di dispositivi
medici: «Per il 2022 si prevede una ripresa ai livelli del 2019. In realtà, a seguito del trend positivo sui viaggi che abbiamo visto tra luglio e ottobre 2021, la pianificazione degli eventi era già iniziata per svolgerli a gennaio/febbraio 2022. In seguito all’andamento pandemico, però, siamo stati costretti a postici-
Elisabetta Gibertoni
FOTO ARTHOUSE STUDIO DA PEXELS
MissionMice Voce agli event manager
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MissionMice Voce agli event manager
ranno, anzi: il digitale permetterà di ampliare la risonanza dell’evento fisico, raggiungendo un’audience più vasta, ma soprattutto arricchendo con nuovi contenuti».
Iris Pavese
pare tutti gli appuntamenti in presenza da aprile in poi; siamo fiduciosi che da quel momento si possa riprende con una sostanziosa organizzazione». La conferma della primavera inoltrata come stagione di ripartenza definitiva del Mice arriva anche da Turri: «Prevediamo di organizzare per marzo/aprile e maggio, e stiamo ipotizzando anche un evento di una certa portata verso l’autunno, forse in una città europea, per presentare le nuove collezioni. Tuttavia, dipende da come si evolverà la situazione pandemica». Gli obiettivi del digitale L’eredità maggiore portata dallo stop forzato è, senza dubbio, la crescita della tecnologia digitale. Per mesi, il digitale e l’ibrido sono stati l’unica via per svolgere gli eventi. Le tecnologie perdureranno? Abbiamo già avuto modo di ragionare su questo fattore e sicuramente sì, il digitale rimarrà, con precisi obiettivi e ambiti di applicazione. «Stiamo organizzando un evento internazionale in presenza per 2.500 persone all’inizio di giugno. Ci saranno poi i meeting commerciali in digitale con i nostri distributori, così come le hair collection e le tecniche di taglio-colore verranno ancora veicolati digitalmente», afferma Iris Pavese, international software divi-
sion - events manager di Davines, gruppo di cosmetica professionale. «Gli eventi digitali non scompari-
I plus dell’ibrido Ma anche se il digitale ha elementi decisamente positivi, nulla potrà sostituire l’evento in presenza. Ecco, dunque, la terza via e, cioè, quella dell’ibrido. Un’opzione che piace a Turri: «Prevediamo che gli eventi futuri saranno ibridi, cercando però di dare la possibilità al maggior numero di persone possibile di partecipare in presenza, questo soprattutto per la tipologia di prodotto che proponiamo. La forza vendite, i proprietari dei nostri negozi in franchising hanno l’esigenza di toccare con mano i nostri capi e i tessuti,
IAPCO a Roma A febbraio, l’hotel Rome Cavalieri Waldorf Astoria ha ospitato l’Assemblea Generale di Iapco, l’associazione internazionale dei planner di congressi. Hanno partecipato 150 delegati. L’inaugurazione si è tenuta al Roma Convention Center La Nuvola.
Ambasciatori per promuovere l’Italia del Mice Gli stranieri stanno tornando a organizzare eventi e congressi in Italia? E come ci stiamo muovendo per stimolare la domanda? Ci risponde Carlotta Ferrari, presidente di Convention Bureau Italia. Anche alla luce delle impressioni raccolte durante Italy at Hand, qual è il sentiment degli stranieri nei confronti dell’Italia quale destinazione per eventi e congressi? «Credo che il vero dato interessante di Italy at Hand non risieda tanto nella presenza fisica dei buyer internazionali in un momento in cui il travel sentiment non era dei migliori, bensì nelle richieste reali che i supplier stanno ricevendo dai buyer post-evento. È un ottimo segnale che da parte dei mercati internazionali non vi sia semplicemente la volontà di restare aggiornati sulla destinazione Italia, ma un interesse concreto che si finalizza in opportunità di business di cui il Mice italiano oggi ha bisogno come non mai». Quali sono le strategie che l’Italia sta mettendo in campo per aumentare la propria attrattività? «Sappiamo bene come una delle conseguenze del Covid-19 sia stata quella di rivoluzionare il concetto tradizionale di destination marketing e Italian Knowledge Leaders ne è il corollario. Il progetto, iniziato nel 2021 insieme a Enit, metterà al centro delle strategie di promozione gli “ambasciatori” della conoscenza italiana nel mondo – il nostro punto di riferimento per l’acquisizione dei grandi congressi internazionali –, mettendo a loro disposizione il supporto strutturato e il know-how delle destinazioni e delle istituzioni, con il duplice scopo di rafforzare la reputazione della nostra comunità scientifica all’estero e, contestualmente, di portare in Italia sempre più congressi associativi internazionali». 2022 febbraio-marzo-aprile |
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MissionMice Voce agli event manager
MPI, la convention
Tempi più brevi La programmazione sempre più last minute, le incognite su eventuali nuove varianti di Covid-19 e la calendarizzazione concentrata in alcuni mesi hanno cambiato la modalità di pianificare. Ma in quali ambiti principalmente? Sicuramente nei rapporti con le location, come conferma Gibertoni: «I tempi di organizzazione e decisione si sono accorciati, per cui alle location si chiede maggiore flessibilità e l’inserimento di una cancellation policy flessibile. Cioè tendenzialmente di potere annullare sotto data (una
sistemi di sicurezza e safety a disposizione». Infine, a cambiare, almeno nel breve periodo, sarà probabilmente la numerica dei partecipanti, come afferma Turri: «Credo che in generale ci sarà molta più cautela nel pianificare gli eventi, sicuramente nel 2022, ma probabilmente anche nei primi mesi del 2023. Ritengo che ci sarà una selezione più accurata dei partecipanti, dovuta anche a un maggior contenimento dei costi, dal momento che per alcuni sarà mantenuta la possibilità di partecipare in streaming. Si tratta, però, di una situa-
di vivere almeno in parte l’emozione live o, nel caso della formazione, di poterla ricevere direttamente dalle risorse preposte, anziché dai colleghi partecipanti».
settimana prima) senza penali. Oppure di potere posticipare e non perdere eventuali caparre versate. Inoltre, l’event planner deve assicurarsi che le location abbiamo tutti i
zione destinata a tornare alla gestione pre-pandemia nel giro di qualche anno, considerando il revenue più alto generato dalla partecipazione live». l
FOTO DI DARIA SHEVTSOVA DA PEXELS
La 31ma convention di MPI Italia sceglie il barocco della Puglia: 8-10 luglio la meeting industry si riunisce a Lecce al Best Western Plus Leone di Messapia hotel & conference.
così come di vedere di persona la vestibilità. Questo riguarda sia gli eventi di presentazione della collezione sia i corsi di formazione. Il fatto di potersi collegare anche da remoto è positivo ed è una svolta importante rispetto al passato, in quanto consente a un maggior numero di persone di partecipare. Nel caso della presentazione della collezione, ad esempio, come anche per la formazione, il collegamento da remoto darà la possibilità a quella fetta importante di assistenti alla vendita, che in passato rimaneva a casa senza aver accesso all’evento,
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Informazione pubblicitaria
BizAway
La TMC che diventa sistema operativo per il business travel La gestione dei viaggi d’affari si apre a nuovi orizzonti digitali. Se la pandemia ha accelerato la digitalizzazione per tutte le economie e, soprattutto, le modalità di lavoro, nel Travel questa vastissima trasformazione si sta traducendo nell’adozione di processi di organizzazione delle trasferte aziendali più efficienti perché supportati da applicazioni tecnologiche integrate come mai era accaduto prima. Sia chiaro, che le travel management company abbiano sempre dotato di strumenti di controllo e di booking le aziende clienti non è una novità. Ma che oggi lo facciano misurando il risparmio in termini economici è un KPI piuttosto convincente.
BizAway e il risparmio per le aziende Tra i finalisti di Italian Mission Awards anche quest’anno c’è BizAway, che ama definirsi una travel tech company, cioè una società tecnologica che eroga servizi alle imprese per far viaggiare i propri dipendenti. Di fatto è una TMC con tanto di licenza Iata e nel mondo delle aziende innovative è diventata una scaleup, cioè una startup che ha raggiunto un livello di maturità superiore. Prenotando hotel e appartamenti, treni, voli e mobilità, con BizAway una nota società di consulenza in Italia ha risparmiato in un anno 165mila euro. Sulla scorta di questa buona reputazione, nel 2021 sono 250 le Pmi e imprese che sono entrate nel portafoglio clienti.
Per esprimere i valori di sostenibilità ambientale e sociale, BizAway è certificata B-Corp, unica tra le TMC internazionali. Era già una società benefit. Diverse le azioni che offre alle aziende sia per compensare le emissioni di CO2 sia per realizzare una travel policy green. Senza dimenticare il senso di responsabilità verso le comunità locali dove vivono i 90 dipendenti basati a Spilimbergo (PN) e a Milano, a Barcellona e a Vigo, in Spagna.
Come funziona?
Risparmiare 165mila euro in un anno
Ciò che piace di BizAway è il tris di efficienza tecnologica, assistenza al viaggiatore e contenimento dell’impatto ambientale. E il risparmio medio del 25% rispetto a una TMC tradizionale non guasta. Ma come funziona BizAway? La piattaforma adotta un modello “multifornitore”: si integra tecnologicamente con i player di cui vende i servizi e tra le connessioni più significative per il business travel ci sono Trenitalia, Riskline per i servizi di informazione e risk management, Europ Assistance per l’erogazione di polizze e assistenza specifiche per i viaggi d’affari. Ma i servizi si ampliano ad altre utilities come l’acquisto di software in cloud oppure provider di API per vendere voli online. «Continuiamo ad arricchire la piattaforma per diventare il sistema operativo del business travel», dicono da BizAway.
Come dicevamo, tra i clienti di BizAway c’è la società di consulenza Bdo che ha raggiunto un risparmio di 165mila euro in un anno, grazie agli acquisti attraverso la piattaforma. Dopo l’intervento si sono risolte tutte le dispersioni di tempo. La prenotazione è stata semplificata. La rendicontazione è stata automatizzata, così come la riconciliazione dei tagliandi delle note spese. Inoltre, la piattaforma Bizaway ha provveduto anche alla negoziazione delle tariffe con i fornitori. Il risparmio è stato pari al 26% della spesa per i viaggi d’affari nel 2019.
Una B-Corp
Su Bizaway.com è possibile prenotare una sessione di approfondimento gratuita
Per informazioni: Bizaway.com
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Dossier Travel management
FOTO DI MARTA DZEDYSHKO DA PEXELS
Insights da conservare
osa ci ha insegnato la pandemia? Anzitutto a misurare i viaggi inutili, quindi ad approcciare meglio le gare per scegliere una nuova TMC e ad analizzare nuovi fattori di complessità che fanno emergere le inefficienze dei viaggi di lavoro poco redditizi. Questi preziosi insegnamenti sono stati oggetto degli articoli di approfondimento degli Insights a cura di Dario Bongiovanni nel 2021, che in questa raccolta riprendiamo in modo che possiate conservarli. Infatti, sono staccabili.
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Il sommario
Come misurare i viaggi inutili Travel policy sempre più complicate, ma analizzare l’effetto Covid-19 sulle trasferte di lavoro ci aiuterà a gestirle sotto la lente della loro effettiva utilità
Testi di Dario Bongiovanni Elaborazione di Paola Baldacci
Gare/Parte prima: scegliere una nuova TMC Come predisporre un bando per la migliore scelta possibile del fornitore? Metodi, contenuti e logiche di un’operazione ad alta complessità Gare/Parte seconda: quante agenzie di viaggi coinvolgere? Impostare il modello di valutazione, includere o no il fornitore attuale, richiedere la quotazione. Come impostare il capitolato perfetto Processi di autorizzazione delle trasferte Il travel manager affianca il risk & security manager: una nuova complessità operativa mette in rilievo le inefficienze dei viaggi di lavoro poco redditizi. Staniamole 2022 febbraio-marzo-aprile |
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Dossier Travel management
Come misurare i viaggi inutili l contesto sanitario degli ultimi due anni ci dice che la possibilità di viaggiare a “corridoi” tra Paesi e passaporti vaccinali rappresenta una nuova modalità, dunque da una valutazione (elastica) di Stati ed aree a rischio si è inevitabilmente passati ad una di “mondo a rischio”. Se, in periodo pre-pandemico, abbiamo più volte posto l’accento sulla necessità delle aziende di abbracciare approcci di flessibilità, legati alle opportunità che forniva il mercato, riteniamo che in fase di ripresa delle trasferte la flessibilità sia ancora più necessaria
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(seppure diversa). Soprattutto in funzione di esigenze di security, che assumono un ruolo determinante, e di normative in continuo cambiamento, con differenze sostanziali tra le nazioni.
non sono state cambiate. Nella peggiore sono state ulteriormente complicate, specialmente per quanto riguarda l’escalation autorizzativa. Di fatto allungandone i tempi, a discapito della rapidità d’azione.
Policy più complicate Purtroppo i segnali che ci vengono dal mondo industriale vanno nella direzione opposta. Le travel policy, tendenzialmente complicate nel nostro paese e le cui fondamenta troppo spesso affondano nel terreno delle prassi di “grade” e “status” delle persone, nella migliore delle ipotesi
Gare impossibili Le (poche) gare lanciate durante la pandemia, salvo eccezioni, sono state orientate al costo del servizio (fee per intenderci) in modo ancora più ossessivo, ed alcuni bandi pubblici sono andati nella direzione di definire a priori ed unilateralmente i guadagni delle agenzie di viaggio,
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Dossier Travel management
in alcuni casi addirittura quantificandoli in zero. Invece, i travel manager hanno avuto in regalo il tempo. Mai come in questo periodo è stato possibile studiare i propri i modelli di consumo, quelli comportamentali dei viaggiatori, le performance di acquisto dei fornitori, le logiche di presidio dei processi ed i modelli gestionali. In quale altro periodo avremmo potuto mettere a confronto i trend tariffari offerti dai vettori e regole e limitazioni che ad essi sottendono? Ebbene, oggi potremmo avere contezza di: • quale peso specifico ha avuto il
FOTO DI GUSTAVO FRING DA PEXELS
così detto “effetto-Covid19” sulla nostra azienda? • quanti dei viaggi precedentemente effettuati erano strettamente necessari e quanti, viceversa, superflui? Proviamo ad ipotizzare dei modelli di calcolo che ci possano supportare nell’esercizio. Come impostare l’analisi O&D In compiti di questo tipo è fondamentale potersi relazionare con un quadro storico esaustivo da cui trarre il punto di partenza del ragionamento. Supponiamo dunque di avere il consistente modello “storico” da cui attingere le principali destinazioni. Una suddivisione per ”cabin class” di riferimento è sempre suggeribile. Prima di tutto ragioniamo su parametri di “o&d (origin and destination)”, ovvero normalizziamo gli itinerari raggruppandoli per origine (città o paese a seconda del livello di globalizzazione dell’azienda) e destinazione (sempre città e paese). Il raggruppamento per “o&d” anziché per itinerario ha lo scopo di ampliare il panel di analisi: a New York da Milano, ci si può ad esempio andare con voli diretti o con più combinazioni di scali, oppure partendo/arrivando da/in più aeroporti cittadini. Raggruppare tutto questo traffico sotto l’o&d Milano/New York consente di prendere in esame l’intero volume di trasferte generato tra le 2 città. L’effetto Covid-19 A questo punto, nell’ottica di poter definire una sorta di “effetto-Covid”, se la nostra azienda ha viaggiato, seppur a ritmi ridotti, andiamo ad identificare gli “o&d” comuni alle aree temporali prese in esame. Possiamo identificare come “effetto-Covid” la riduzione percentuale degli “o&d” comuni a 2 esercizi. Ora, per rendere l’analisi più coerente sia con le logiche dell’approccio numerico, che con
quelle di modello di consumo aziendale, sarebbe opportuna una suddivisione in cluster ABC degli “o&d”. Un livello di approfondimento quantomeno sufficiente dei dati a nostra disposizione dovrebbe altresì poterci consentire di spacchettare questo risultato in sub-cluster quali ad esempio i viaggi di sola andata e quelli di andata/ritorno. Se poi il livello di granularità dei dati a nostra disposizione ci consente di identificare motivazioni di trasferta, potremo entrare nel livello di ulteriore approfondimento di effettuare dei raggruppamenti per “reason code”. Identificando così ricorrenze di persone, tempi, durata, tipologia di tariffe richieste/applicate che possano aiutarci effettivamente a comprendere l’assoluta necessità di una trasferta o meno. Evidenziare i warning Infine, dovendo ragionare in logica analitica, quindi evidenziare delle “soglie di warning”, ci sentiamo di affermare che se il numero di trasferte ritenute “ovviabili” dovesse superare il 20/25% (quantomeno del cluster A), probabilmente la necessità di un correttivo o di un ripensamento delle logiche di viaggio dell’azienda sarebbe auspicabile. D’altro canto, lo stop da pandemia ci ha dimostrato quante cose sono gestibili senza grosse problematiche attraverso le videoconferenze. Questo non vuole significare che al momento in cui sarà nuovamente possibile viaggiare come nel 2019 non le si farà più, ma che si avrà una diversa consapevolezza della gestione delle trasferte. Che saranno in ogni caso più complicate (con un maggiore effort organizzativo) e, almeno nell’immediato, onerose in termini di costo diretto. Ecco perché maggiore importanza assumono il presidio, l’allocazione e la conoscenza dei costi sull’intera filiera (definizione del “total travel cost” di trasferta) e la successiva definizione del suo ritorno sull’investimento (Roi). l 2022 febbraio-marzo-aprile |
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Gare per scegliere una nuova TMC l “lancio” di una gara è il terminale di un processo che attraversa quasi tutta l’azienda, ma soprattutto deve permettere di poter effettuare la migliore delle scelte possibili, per individuare il miglior fornitore potenziale. Quest’ultimo deve poter dare il massimo risalto alle proprie competenze, oltre che valorizzare il valore aggiunto in grado di apportare. Perciò intercettare il meno caro non è la risposta giusta. Anzi, scegliere di default quello che applica il costo di servizio (fee) minore potrebbe voler dire necessariamente impattare in problematiche di servizio ed “opacità” che sicuramente avranno una ricaduta peggiore a carico dell’azienda. Infatti, è indubbio che con livelli di fee molto basse il conto economico dell’agenzia non regge e, di conseguenza, le revenue vanno cercate altrove.
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Una distinzione netta Le tipologie di gara sono due: quelle solo ed unicamente orientate alla componente economica e quelle che vogliono esplorare un processo che metta in relazione cliente e fornitore: aziende ciascuna con proprie dignità, caratteristiche e peculiarità. Purtroppo, ciò che caratterizza la prima categoria è il fatto di essere scritta da chi poco conosce il nostro settore. Annoveriamo in questo contesto sia gare pubbliche che private, ma dobbiamo constatare come la maggior parte siano pubbliche. Qui l’amministrazione che la indice definisce a priori il massimo livello di “guadagno, definito come costo di servizio” dell’agenzia. Su quello lancia l’asta al ribasso: in tali gare la componente economica della valutazione vale fino all’80% del totale. Traduzione: chi non applica il costo di servizio vince. In alcuni casi, l’amministrazione non accetta l’applicazione di alcun costo di servizio da parte dei partecipanti, dando per assodato (anche scrivendolo apertamente) che l’agenzia è remunerata dalle com22
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missioni erogate dai fornitori primari. Come sappiamo, una condizione ormai superata. Il contesto Per quali attività si apre la gara? Tra accorpamenti, acquisizioni e fusioni tra aziende, è fondamentale definire se il perimetro è dato da tutte le società o solo una parte e per quali Paesi. È anche importante definire se si intende il turnover dei viaggi complessivo o solo una parte. Infatti, è ancora molto diffusa la tendenza a prenotare in proprio alcuni servizi di trasferta, con un apparente obiettivo di risparmio. In definitiva, è necessario chiarire preventivamente se si apre “il bando” su: • un sistema di viaggi e trasferte • un valore economico • un modello operativo • il “nome” dell’azienda • risorse (eventualmente) da riallocare Oppure tutti i punti sopra espressi. Gli aspetti del travel management Quali aspetti del travel management vengono messi in gara? È purtroppo comune che, unitamente all’agenzia di viaggio, vengano inseriti nello stesso contesto il self booking tool, i sistemi di pagamento e magari an-
che lo strumento per le note spese. Se da un lato è pur vero che tutte queste features fanno parte della gestione delle trasferte, è altrettanto vero che stanno sotto la responsabilità di reparti aziendali diversi, quindi con logiche di governance molto lontane le une dalle altre. Queste gare presentano un fattore di rischio molto elevato per le azien-
• si è da troppo tempo con lo stesso fornitore o nuove regole di
Cambiare agenzia, perché?
governance aziendale prevedono che sia necessario effettuare un’esplorazione di mercato • si è scontenti dell’attuale fornitore o si vuole cambiare modello operativo • l’attuale agenzia non ha tenuto il passo di crescita dell’azienda • è più facile cambiare partner che abitudini • il board vuole un altro fornitore • l’hanno detto gli auditor Non solo ciascuno dei casi sopra esposti presenta punti di forza e di debolezza, ma per quasi tutti si può potenzialmente porre la domanda se sia strettamente necessario procedere oppure se può essere sufficiente una estensiva revisione contrattuale con il fornitore al momento sotto contratto.
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Dossier Travel management
ALEXANDER SUHORUCOV SU PEXELS
de. È fondamentale, in tale situazione, ricordarsi che: • più cambiamenti aggravano ed aumentano la componente di rischio • persone ed organizzazioni hanno limiti fisici rispetto a più cambiamenti in contemporanea Per questo motivo, una gara seria e moderna deve prevedere (già nella fase di valutazione) l’individuazione di potenziali fornitori in grado di poter realizzare programmi di change management a supporto dell’implementazione. Online oppure offline Prima di entrare in un livello di dettaglio maggiormente orientato all’operatività, non è banale definire con quale strumento gestire la gara. Due i cluster metodologici: • (semi) tradizionale: apertura delle buste relative alle varie offerte, in modalità cartacea o in modalità elettronica con l’invio dei documenti da parte dei partecipanti via e-mail. Si preveda una discreta mole di lavoro da parte dell’azienda
• totalmente automatizzato, ovvero attraverso dei portali dedicati, ma creati per tipologie di gara orientate all’acquisto di beni e materiali secondo modelli di aste al ribasso, e quindi ben diverse dal business travel. Molto spesso in tali situazioni che gestisce la gara è una società terza, che costituisce un costo per l’azienda, e in alcuni casi, anche per l’agenzia assegnataria. Infatti, quest’ultima paga una commissione sul volume messo in gara, spesso erroneamente identificato come fatturato, e idealmente lo ribalta in modo palese e/o occulto sull’azienda stessa Logiche operative Entrando nelle logiche operative, è fondamentale che le aziende espongano il loro modello di consumo con il massimo di dettaglio possibile. Ciò al fine di permettere ai partecipanti di comprendere al meglio il turnover generato dall’azienda e di posizionarsi con le proposte di servizio e pricing. Non farlo porrebbe i partecipanti su po-
sizioni di incertezza, che si rifletteranno necessariamente sull’offerta, che sarà non solo più conservativa, ma sicuramente meno precisa. Nel caso poi di più Paesi, non si può prescindere da un’attività di data consolidation: lanciare una gara senza preventivare tale attività mette a rischio la totalità del progetto. È necessario tenere conto del fatto che questa attività di data consolidation potrebbe collidere con le logiche temporali aziendali per la realizzazione della gara. Soprattutto nel caso di aziende a basso livello di strutturazione o che mai hanno posto in essere questa pratica in passato. Dal punto di vista della documentazione di gara, si suggerisce di predisporre un documento riepilogativo con tante informazioni. Non aver timore di cadere nella ridondanza: più informazioni vengono fornite, tanto più non ci saranno giustificazioni per i partecipanti per eventuali errori di posizionamento dell’offerta. Il modello Unitamente al modello di consumo, l’azienda deve mappare internamente il modello operativo e farlo conoscere ai partecipanti e potenziali fornitori. Intendiamo: esplicitare il modo in cui viene erogato il servizio, con punti di forza e punti di debolezza (swot analysis). Su tale importante argomento, è fondamentale un approccio per punti strategici: • il modello operativo deve essere replicato dal nuovo fornitore e se il modello non si può in alcun modo cambiare diventa fondamentale chiedersi: perché si sta approcciando un processo di gara? • il modello operativo può | deve essere cambiato a seguito della gara rispetto all’as-is operativo e gestionale? • riteniamo sia sempre utile chiedere, in sede di gara, di proporre un modello di ottimizzazione dell’asis ed un modello alternativo con evidenza delle migliorie. l 2022 febbraio-marzo-aprile |
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Dossier Travel management
Quante agenzie di viaggi mettere in gara? l capitolato di gara deve essere considerato come il «biglietto da visita» che qualifica l’azienda, gli scopi, le logiche di gara, gli approcci e la conoscenza della materia presso i partecipanti. Tra i quali c’è il potenziale nuovo fornitore. I punti che, a nostro avviso, non dovrebbero mancare in una riFOTO DA PEXELS DI YAN KRUKOV
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chiesta opportunamente strutturata sono: • linee guida generali: che cosa ci si propone lanciando la gara tra ottimizzazione dello spending, miglioramento dei processi operativi, presenza in nuovi mercati • metodologia: in che modo verranno valutate le offerte dei parte-
cipanti tra aspetti qualitativi e di servizio, gestionali ed economici • modello di consumo • vari servizi oggetto di valutazione: biglietteria, hotellerìe, integrazioni tecnologiche, reporting • timing dedicato alla gara: il tempo concesso ai potenziali fornitori per produrre offerte e rispo-
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Dossier Travel management
ste deve essere coerente e soprattutto non troppo ridotto. Concedere ai partecipanti un timing ristretto sarebbe altresì irrispettoso del lavoro delle agenzie di viaggio, oltre che generare continue richieste di deroga temporale. Se da un lato le tempistiche relative alle fasi di gara devono essere
chiare e definite nelle loro lineeguida generali, dall’altro devono rispettare l’oggetto della gara, il livello di complessità generale e di profondità-coerenza delle risposte attese. I punti del documento Il documento di gara deve avere la
caratteristica fondamentale di essere strutturato. I capitoli devono essere chiari e di immediata comprensione oltre che rappresentare l’approccio aziendale al travel management. Le domande si classificano in 2 categorizzazioni: • domande chiuse, dove sono accettate solo le risposte Sì-No. In questo caso si suggerisce di assegnare un punteggio al No ed uno al Sì • domande aperte, che presumono una riposta discorsiva da parte del partecipante. Meglio assegnare un punteggio valutativo in un numero pari di valori, ad esempio: “pessimo”, “sufficiente”, “buono” ed “eccellente” Richiesta di quotazione L’oggettività deve essere un caposaldo da perseguire da parte delle aziende, ma per porla in essere, i partecipanti devono essere nella condizione di quotare tutti nello stesso modo. Ci sono alcune regole di base dalle quali non è consigliabile prescindere: • definire la logica generale ed il modello di pricing per i quali si richiede la quotazione. Lasciare solo ed unicamente la possibilità ai partecipanti di quotare in forma libera metterebbe l’azienda nella condizione di non poter oggettivamente valutare in parallelo le offerte • definire quanti più items possibili da quotare, secondo una suddivisione tra: – costi “diretti” dei servizi (ad esempio, le biglietterie) – altri costi per i quali si richiedono le quotazioni: tecnologia, integrazioni, personale dedicato, account manager Quanto più i partecipanti saranno messi in grado di comprendere in dettaglio le richieste dell’azienda, tanto più riusciranno a proporre soluzioni in linea con bisogni ed aspettative, di conseguenza a prezzarle coerentemente. È sempre suggeribile richiedere ai partecipan2022 febbraio-marzo-aprile |
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KAROLINA GRABOWSKA DA PEXELS
Dossier Travel management
ti quotazioni aggiuntive fatte con modelli alternativi a quello posto in essere. Ad esempio, un canone nel caso in cui la quotazione base, obbligatoria, sia stata fatta su un modello di ticketing fee. La metodologia potrebbe, in questo caso, prevedere un documento aggiuntivo a modello libero. Inoltre, è suggeribile predisporre un documento dedicato alla quotazione, in funzione della estrema complessità dell’argomento. I player Riteniamo che 7-8 partecipanti sia il panel corretto di Tmc da invitare e l’attuale fornitore dovrebbe essere presente per almeno 2 motivazioni: per cortesia istituzionale e per calcolare il valore della conoscenza del cliente durante il processo d valutazione. I fattori di interesse Si devono anzitutto definire i fatto26
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ri di maggiore interesse per l’azienda, dunque quanto pesino gli economics rispetto alle altre aree della gara. In linea di principio generale, se la componente economica della gara supera il 35%-40% del totale, possiamo considerare il bando come del tutto orientato al costo del servizio e in tale accezione il rischio di dumping da parte dei partecipanti è tendenzialmente elevato. È sempre consigliabile inserire un punteggio massimo teorico raggiungibile da un potenziale fornitore che prenda il massimo dei punteggi in tutte le domande. Tale prassi consentirà all’azienda di calcolare il gap tra il primo partecipante ed il massimo teorico, al fine di individuare aree di miglioramento da perseguire nella quotidianità lavorativa (o prima ancora, nel prosieguo della trattativa). A tale valutazione scientifica va poi aggiunta una parte legata all’empatia dei partecipanti, che deve tenere in
conto sia quelli in grado di presentarsi in modo brillante e strutturato, viceversa quelli che pur avendo tutti i numeri per poter essere considerati fornitori papabili non si relazionano in modo ottimale. Nelle gare pubbliche vengono quasi sempre resi noti i pesi di riferimento delle aree (solitamente 2: economics e servizio) unitamente alle formule di calcolo che le varie commissioni utilizzeranno per le valutazioni. Tale prassi non è tendenzialmente presente nelle gare private. Fase finale Dopo la short list dei primi 2 o 3 classificati si passerà al secondo round, in cui si faranno degli approfondimenti su alcuni argomenti di interesse specifici, ad esempio KPI o modelli di servizio. Infine, un “best and final” sugli economics concluderà il processo e definirà l’assegnazione. l
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Dossier Travel management
Processi di autorizzazione delle trasferte è un nuovo approccio al risk & security management: la gestione del rischio esce dall’ottica canonica delle imprese, in particolar modo di grandissime dimensioni, che hanno da sempre tale figura molto orientata alla sicurezza “fisica” dei viaggiatori. Ad esempio, per le trasferte di lavoro in aree del mondo politicamente e socialmente instabili. Ebbene, oggi il ruolo si estende all’area di influenza del travel manager. Quest’ultimo ha conosciuto un importante aumento della complessità delle attività di pre-trip.
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Ovvero di tutto quanto avviene prima dell’effettuazione vera e propria del viaggio. Possiamo dividere questa complessità in due aree: 1. una maggiormente “core”, cioè la complessità operativa, in particolar modo legata sia alla risalita dei valori medi di acquisto dei biglietti aerei sia alla minor disponibilità di posti sugli aeromobili 2. un’altra di tipo “sanitario”, legata ai requisiti di viaggio: Green Pass, tampone, obbligo di assicurazione Covid, limitazioni nei transiti, quarantena Il primo fattore operativo, maggior-
mente vicino alle attuali competenze del travel manager, ha un effetto strategico e legato alle procedure: tante aziende sono andate in controtendenza con le logiche di mercato, aumentando i livelli autorizzativi sia in numerosità sia rispetto al “grade” aziendale delle risorse che autorizzano. Tale mal practice tipicamente “nostrana”, si traduce, per il solo fatto di essere attuata, in un aggravio di costi indiretti. Infatti, rallenta il processo di prenotazione, con conseguente rischio di non trovare disponibilità, ed impegna nell’autorizzazione risorse interne il
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Dossier Travel management
cui costo orario non è sicuramente commisurato all’attività. Un “banale” esercizio di analisi costi-benefici sarebbe sufficiente a supportare tale affermazione. Risparmiare sui volumi: anacronistico Rileviamo anche che le aziende mantengono vive le priorità di saving basate sui volumi che generavano in periodo pre-pandemico. Pur mantenendo un occhio il più attento possibile sullo spending da trasferte, le imprese dovrebbero mettere in cantiere una sorta di “semestre/an-
no bianco” dal punto di vista dei risparmi. Oggi è tassativamente necessario ricreare dei modelli di consumo adeguati ai paradigmi di mercato che non sono più quelli del 2019. Inoltre, chiediamoci: le trattative sono etiche, con fornitori che hanno azzerato traffico e lavoro? Quali sono le conseguenze sociali ed occupazionali? L’emergenza sanitaria perdura Il secondo fattore di complessità operativa nel processo autorizzativo della trasferta, ovvero quello “sanitario”, prevede un livello di conoscenza molto approfondito ed estremamente aggiornato delle procedure che ciascun Paese ha introdotto per gli ingressi internazionali. Due le strade per poterla presidiare: 1. occuparsene in prima persona con strumenti idonei ed il Web non è uno di questi; 2. appoggiarsi a chi fa di questo mestiere il proprio core business o a chi la pone molto vicina alle proprie attività core. Ovviamente la deriva naturale di tale ragionamento è l’agenzia di viaggio, da un lato poiché già tra i fornitori dell’azienda e dall’atro perché dovrebbe essere in grado di fornire tutte ile informazioni garantendo il massimo dell’aggiornamento. Il condizionale è d’obbligo non tanto nei confronti della Tmc quanto dell’azienda: sarà stata in grado di selezionare la migliore travel management company per le proprie esigenze? Infine, è indubbio tenere conto del fatto che l’agenzia debba essere remunerata per questa attività.
FOTO SU PEXEL DI ANDREA PIACQUADIO
Nuove voci di costo Si tenga conto che il presidio
della componente economica della trasferta può avere punti di contatto tra il “fattore operativo” e il “fattore sanitario”. Ad esempio, la necessità che proprie risorse debbano assolvere delle quarantene si traduce in un aumento delle spese alberghiere da trattare e tracciare opportunamente oltre che allocare nel modo corretto. Stanare i viaggi inutili Altro importante punto di contatto e riflessione tra “fattore operativo” e “fattore sanitario” è insito nell’approccio al new normal dei viaggi. Come dicevamo nell’incipit di questo dossier, dobbiamo definire se la missione è strettamente necessaria o viceversa se si può considerare come non utile, infine persino inutile. Una valutazione che andava fatta anche prima della pandemia, in realtà. Ma oggi discernere l’effetto Covid dall’effetto smart working rappresenta sia un effettivo supporto nella definizione dei budget di viaggio sia nella presa di coscienza di viaggi inutili fatti in passato. Quindi sarà di ulteriore beneficio al traguardo finale del fatidico “total travel cost” delle trasferte lavorative. THE END In definitiva se, da un lato, la pandemia ha tolto ai travel manager un certo tipo di quotidianità lavorativa prettamente operativa, dall’altro ha permesso la possibilità di “guardarsi dentro”. Da una parte per comprendere i nuovi paradigmi su cui andrà a muoversi il mercato e dall’altro per identificare un certo tipo di inefficienze nascoste. Così da affinare metodologie e strumenti per ridurle. Chi è riuscito in questa valutazione ha sicuramente maturato un vantaggio competitivo non banale per affrontare la prossima ripartenza. Chi viceversa non ha utilizzato il periodo pandemico per cogliere questi spunti continuerà a subire il mercato, senza coglierne le opportunità. l 2022 febbraio-marzo-aprile |
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Destinazioni Abu Dhabi
L’emirato differente
L’inaspettato ad Abu Dhabi, l’arcipelago arabo dalle mille sorprese che ha scelto di stupire con la cultura, la natura e l’ospitalità trasversale. Ecco l’accordo tra il Dipartimento del turismo e Airbnb di Paola Baldacci
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Le immagini sono di DCT Abu Dhabi
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n continua trasformazione e diversa per la scelta di essere l’emirato “culturale”: così Abu Dhabi si sta ritagliando un ruolo di guida nella regione impegnata a costruire l’economia post oil. Dopo avere celebrato il giubileo d’oro della fondazione degli Emirati Arabi Uniti, il Paese è proiettato ai prossimi cinquant’anni di investimenti nei settori dell’accoglienza e continua a differenziarsi nell’offerta turistica. Con la realizzazione del Louvre AD ha dato il primo segnale, che si rafforza: la collaborazione con il famoso museo di Parigi è stata estesa fino
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al 2047, per un contributo di altri 165 milioni di euro (oltre al miliardo del 2007, ndr) in cambio dell’utilizzo del brand e il prestito delle opere d’arte, che potremo vedere nella magnifica struttura disegnata da Jean Nouvel. È proprio questo il capolavoro che celebra la connotazione di meta culturale scelta da Abu Dhabi. Per ora è il primo tassello sull’isola di Saadiyat (dal 2017), ma intorno al primo museo universale del mondo arabo nascerà un distretto d’arte e di conoscenza firmato dalle star dell’architettura di tutti i tempi. Il design fungerà da collante dei progetti
in divenire: dal museo nazionale Zayed di Foster & Partners al Guggenheim AD di Frank O. Gehry. Immaginate cosa sarà quest’isola con i nuovi profili architettonici che si stagliano fra acqua e cielo d’Arabia, in uno stupefacente dialogo tra forme e paesaggio cangiante con la luce del giorno e della notte. Da Leonardo a David Guetta Il Louvre Abu Dhabi è già qui: un “Moma” bianco abbagliante con una cupola che sembra galleggiare sull’acqua e protegge tutte le sue “case” sottostanti (i padiglioni del
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Destinazioni Abu Dhabi
Zaya Nurai per eventi di lusso Il fatto di essere in un arcipelago è abbastanza peculiare negli Emirati Arabi Uniti, ma dopotutto siamo in un golfo dell’Oceano Indiano e non dovremmo dimenticarcene. Delle duecento isole una in particolare spicca per lusso delle strutture e raf-
finatezza: a Zaya Nurai (nella foto a sinistra) si arriva con 15 minuti di barca (o elicottero) e non è raro incontrarci coppie nel giorno del matrimonio o teste coronate europee in buen retiro. L’isola ospita un resort con 52 ville private, cinque rinomati ristoranti (accessibili anche a clienti esterni) e poche altre dimore in af-
Hospitality luxury, ma non solo L’offerta alberghiera di Abu Dhabi spazia dalle grandi catene agli host di Airbnb con cui il Dipartimento della cultura e del turismo locale ha firmato un accordo per regolamentare le opzioni di alloggio presenti nell’emirato. Da una parte l’iniziativa vuole invitare i proprietari di case a registrarsi sulla piattaforma di licenze online e dall’altra intende anche promuovere il settore delle “case vacanza” nella capitale degli Emirati Arabi Uniti. Un primo tentativo di apertura verso modalità di alloggio che in tutto il mondo stanno formando community di frequentatori affezionati. Sul consolidato fronte del lusso, invece, la struttura principale, anche visitabile come un monumento (senza pagare il biglietto, ma in dress code formale), è l’Emirates Palace, dove si trovano anche le residenze delle sette famiglie a capo degli UAE (Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al-Khaima, Sharja e Umm al-Qaywayn). Le label più prestigiose delle catene alberghiere internazionali ci sono tutte: Mandarin Oriental, Rotana, Fours Seasons per citarne solo alcune. A Yas Island, l’isola dedicata al divertimento con i parchi di intrattenimento come Ferrari World e il circuito del Gran Premio di Formula 1, l’hotel più iconico è il W Abu Dhabi: 499 camere e suite con finestre a tutta altezza guardano Yas Marina Circuit. Il rooftop è fulcro della nightlife anche quando gli echi del GP sono terminati. Per chi non può stare lontano dall’arenile, l’InterContinental Abu Dhabi è una certezza. L’hotel ha un porto turistico privato con diversi ristoranti e lo stabilimento attrezzato con centro benessere e piscina a sfioro. museo), come una medina araba. Tra i capolavori in prestito c’è stata l’enigmatica Belle Ferronière di Leonardo da Vinci mentre il Capodanno scorso il museo ha ospitato il più popolare DJ del momento, David Guetta: ecco, passare dal genio del Rinascimento italiano alla musica dance suonata in un “Dome” completamente vuoto e trasmesso in streaming esprime perfettamente la capacità di una struttura così iconica di stare bene con tutto. Vi colpirà il gioco dei raggi del sole che filtrano dalle maglie della copertura geometrica formata da 7.850 stelle d’acciaio e l’acqua che lambisce i parallelepipedi, per non dimenticare mai che Abu Dhabi è sempre un’isola. Anzi tante: ben 200.
W Abu Dhabi, l’hotel sul circuito del GP di F1
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Destinazioni Abu Dhabi
L’eccellenza italiana L’arte islamica è per definizione “decorativa”: per il divieto religioso di raffigurare figure umane oppure animali, gli arabeschi sono sempre intrecci di fiori e foglie oppure motivi geometrici e la combinazione di essi, oppure di motivi calligrafici. Nelle moschee del mondo arabo questa cultura incontra la massima espressione e nella Grande Moschea dello Sceicco Zayed tocca l’apice della contemporaneità. Vedrete i fiori dai colori più belli sul marmo più candido che si possa immaginare: costruito dall’italiana Salini Impregilo (in 11 anni), questo luogo di culto aperto a tutte le religioni è grande il doppio della Basilica di San Pietro a Roma. Ma l’Italia è in più d’un dettaglio del capolavoro: i mosaici che compongono gli elementi floreali sono della milanese Fantini (con sede anche ad Abu Dhabi). Pensate, il cortile Sahan di 17.000 mq è la più grande opera in marmo mai eseguita al mondo, ad intarsio floreale di marmo tagliato a getto d’acqua.
La Grande Moschea
fitto per eventi e soggiorni upscaled. Il colore del mare qui è decisamente turchese, di quella tonalità che ricorMandrie di orice d’Arabia
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da certi atolli corallini. Sulla spiaggia sono allestite Spa informali per massaggi e nelle ville le piscine a sfioro confondono l’orizzonte dei living arredati dalle migliori firme italiane. Ma non ci sono solo piaceri per adulti: i bambini adoreranno il
cinema all’aperto, le zipline, il parco giochi in legno e quello acquatico con tanto di surf. Durante un evento, tutto lo staff attende gli ospiti allineato in una rigorosa fila e la sensazione di essere accolti in un luogo così esclusivo è indubbiamente par-
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Destinazioni Abu Dhabi
te di quell’eccezionalità che il Mice può e sa creare, trasformando un happening aziendale in un appuntamento unico e per un buon lasso di tempo indimenticabile. Antiche gazzelle Dal contatto con il mare e il relax più vacanziero a un’isola che rac-
conta la fauna del deserto: a 250 km a Sud Ovest da AD c’è Sir Bani Yas Island oltre la metà della quale è occupata dall’Arabian Wildlife Park, una delle più grandi riserve naturali della regione. A bordo del “jeep safari” si viaggia a 50 km orari per non incorrere in incontri fatali con le oltre 30 specie
Volare ad Abu Dhabi La compagnia di bandiera è Etihad Airways che vola da Roma e da Milano su Abu Dhabi. Fino al 31 maggio, i servizi sono di lunedì, mercoledì, giovedì e sabato da Fiumicino. Invece da Malpensa di lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato fino al 31 luglio. Dal 1° agosto quest’ultimo collegamento diventa giornaliero, mentre da Roma passa al daily dal 1° giugno. Il vettore ha una partnership con ITA Airways per gli avvicinamenti da tutta Italia. Per i gruppi Mice valgono speciali condizioni: i cambi nome sono free fino a 7 giorni prima della partenza anche a biglietto emesso, ad esempio. I cambi data, invece, sono senza penale per 4 volte sia per l’intero gruppo sia per un solo passeggero. I requisiti per attivare una tariffa di gruppo prevedono 10 passeggeri in classe economica oppure 6 in business class. 34
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di animali. Tra loro l’orice d’Arabia, elegante antilope che ha sconfitto l’estinzione e oggi se la vede con ghepardi e iene in libertà, sotto le cure dell’agenzia statale che tutela la conservazione dell’ambiente. Sull’isola si può soggiornare ed anche in questo caso è un’esperienza di lusso, nei tre resort del marchio Anantara. Volendo, invece, non allontanarsi dalla capitale, una valida alternativa di escursione naturalistica è rappresentata dal Parco di mangrovie, un’area umida insolita per la Penisola Araba. Tipica delle acque salmastre delle aree costiere tropicali e sub-tropicali, la mangrovia locale agisce contro l’azione dei forti venti proteggendo la regione dalle maree e purificando le acque circostanti. Questi alberi sono anche molto efficaci contro il diossido di carbonio presente nell’atmosfera, poiché riescono a intrappolarlo nel sottosuolo per millenni. La visita in kayak è consigliata e si avvistano fenicotteri, tartarughe, mammiferi marini come il dugongo e i delfini. Sua Maestà l’Empty Quarter Ma un viaggio ad Abu Dhabi non può prescindere dal Rub’ Al-Khali, il deserto di sabbia più grande del mondo che l’italiano Max Calderan è stato il primo ad attraversare, a piedi in 18 giorni. I beduini lo chiamano il Quarto Vuoto, cioè una lingua di sabbia così imponente da essere alla pari di terra, cielo e mare. Noi umani che andiamo di fretta veniamo per provare l’ebbrezza (e la nausea) delle dune cavalcate con i fuoristrada 4x4 e molti cavalli sotto il cofano, gli atleti come l’esploratore di Portogruaro per solcare l’ultima zona inesplorata della Terra, sfidando venti che tagliano la faccia e la sabbia bollente che stordisce. “Un viaggio all’inferno”, ha detto Calderan, nella consapevolezza che il cambiamento climatico porterà il 25% del nostro pianeta alla desertificazione entro il 2050. l
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easyJet
L’impegno della sostenibilità Ridurre le emissioni di CO2, supportare lo sviluppo di tecnologie carbon-free e andare oltre, continuando a limitare l’utilizzo della plastica e introducendo alternative con un minor impatto ambientale: la strategia di sostenibilità per easyJet si racchiude in questi tre pilastri. easyJet è stata la prima grande compagnia al mondo a compensare tutte le emissioni di CO2 prodotte dal carburante impiegato sui suoi voli, senza costi aggiuntivi per i suoi passeggeri. Negli ultimi 20 anni ha ridotto di un terzo l’anidride carbonica rilasciata, misurando per passeggero e per chilometro. Spiega Lorenzo Lagorio, country manager di easyJet Italia: «Dal 2019, easyJet ha fatto viaggiare milioni di clienti compensando oltre 6 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, supportando progetti di riforestazione e di produzione di energie rinnovabili certificati in base ai più alti standard di settore, come Gold Standard e VCS. Certamente la compensazione rappresenta solo una misura transitoria in attesa dello sviluppo di tecnologie a zero emissioni ma crediamo che, a oggi, sia la migliore soluzione per ridurre il nostro impatto ambientale». Nel novembre 2021, l’aerolinea ha aderito a Race to Zero, iniziativa delle Nazioni Unite, attraverso la quale si impegna a raggiungere lo zero delle emissioni nette di carbonio entro il 2050.
Il supporto ai travel manager Visto che la sostenibilità rappresenta oggi un fattore di selezione determinante dei propri fornitori, come possono essere aiutati i travel manager a compiere scelte di viaggio consapevoli per quanto riguarda l’impatto ambientale? Lagorio: «Ai clienti business rendiamo disponibile un CO2 reporting, con l’obiettivo di aiutarli a quantificare le emissioni di CO2 prodotte e i risparmi generati dalla loro compensazione, di cui easyJet si fa interamente carico senza costi aggiuntivi. Contiamo, nei mesi a venire, di estendere questo strumento a sempre più aziende clienti».
Oltre il carbonio Ma l’impegno va molto oltre la compensazione delle emissioni di anidride carbonica: easyJet lavora con i suoi partner, tra cui Airbus e Wright Electric, per supportare lo sviluppo degli aerei a idrogeno e a propulsione elettrica. Un obiettivo che ci si aspetta si raggiunga entro la fine del decennio 2030. «Siamo consapevoli del fatto che volare a zero emissioni sia un goal di lungo termine, ed é per questo che investiamo sin da oggi per accelerare lo sviluppo delle tecnologie a zero emissioni. Nel frattempo, continuiamo con i nostri sforzi per la riduzione delle emissioni di CO2, oltre a considerare iniziative, come l’impiego dei SAF (Sustainable Aviation Fuel), per diminuire il nostro impatto sul clima». La compagnia europea ha rimosso oltre 36 milioni di articoli di plastica monouso utilizzati sui voli. Le nuove divise dell’equipaggio sono realizzate con bottiglie di plastica riciclate, evitando che oltre 2,7 milioni di bottiglie finiscano negli oceani o in discarica nei prossimi cinque anni. 2022 febbraio-marzo-aprile |
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Ad alta quota Biglietti aerei
Le nuove tariffe? Sono flessibili
Durante l’emergenza sanitaria, le compagnie aeree hanno modificato le antiche politiche commerciali, eliminando le limitazioni sui cambi di prenotazione. Nel ritorno alla normalità, vediamo a che punto siamo di Arianna De Nittis
In Italia Nel 2021, nel nostro Paese sono stati effettuati 0,6 milioni di voli in meno rispetto al 2020 (fonte: Eurocontrol).
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i ricordate quando i consulenti aziendali (e anche alcuni articoli della nostra rivista) suggerivano l’advance booking dei biglietti aerei come approccio fondamentale per ridurre le spese di viaggio? Studi autorevoli dimostravano che pianificare la trasferta in anticipo consentiva di usufruire di tariffe decisamente più convenienti rispetto a quelle acquistate poco prima della partenza. E le travel policy più “illuminate” imponevano ai dipendenti la prenotazione con almeno 10-15 giorni di anticipo. Che dire poi delle tariffe scontate? Una volta erano accompagnate da una serie di limitazioni, dal periodo di applicabilità alla durata, fino al minimum stay (un minimo di giorni obbligatorio prima del rientro) o al divieto di stop over. E spesso e volentieri non consentivano rimborsi o cambi di prenotazione, oppure li
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permettevano previo pagamento di un sovrapprezzo decisamente oneroso. È tutto diverso Da allora sembra passato un secolo. Tra contagi, normative anti CovidRoberta Sarain
19 e variazioni dei protocolli di sicurezza, oggi le prenotazioni sotto data, i cambi e le cancellazioni sono diventati la normalità, soprattutto per chi viaggia per lavoro. Un cambiamento di scenario a cui le compagnie aeree hanno risposto modificando radicalmente i propri schemi tariffari. «Data la continua evoluzione della pandemia, i piani di viaggio sono spesso soggetti a cambiamenti – ci conferma Roberta Sarain, manager corporate sales and operations Italy di Singapore Airlines –. In tempi di incertezza è richiesta una maggiore flessibilità nell’eventualità di cancellazione dei voli, chiusura delle frontiere internazionali, o qualora il cliente risulti positivo al Covid-19 e non sia in grado di viaggiare. Singapore Airlines ha risposto alle richieste della clientela business annullando le spese per i cambi di prenotazione e offrendo condizioni tariffarie flessi-
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Ad alta quota Biglietti aerei
Frederic Schenk
bili per posticipare il viaggio quando è necessario». «La flessibilità non è mai stata così importante, ed è lo strumento che ci permette di garantire ai clienti più scelta e controllo sulla gestione dei loro piani di viaggio – aggiunge Frederic Schenk, regional sales manager Sud Europa di Delta –. Da parte nostra, vogliamo che i nostri clienti si sentano sicuri quando prenotano, con la garanzia di poter facilmente apportare modifiche al loro piano di viaggio in qualsiasi momento pri-
ma della partenza, e che il valore del loro il biglietto non andrà perso». «Abbiamo introdotto nuove opzioni tariffarie in tutte le classi di viaggio per offrire ai passeggeri una maggiore scelta e una minore rigidità nelle condizioni – argomenta Mate Hoffmann, area manager Southern Europe di Qatar Airways –. L’aspetto tariffario è stato valorizzato dall’introduzione, quindi, di policy commerciali flessibili, volte ad assistere i clienti corporate in tutte le fasi della loro trasferta internazionale». Modifiche senza penale Nei mesi passati, per incentivare le prenotazioni nonostante la pandemia, molte compagnie hanno permesso di cambiare in qualsiasi momento la data dell’imbarco o la destinazione, indipendentemente dal tipo di tariffa applicata, o anche di ottenere il pieno rimborso in caso di mancata partenza. Ma con l’introduzione dell’orario estivo, nell’ottica di tornare gradualmente alla normalità, sono state reintrodotte alcune limitazioni, pur mantenendo regole molto flessibili. È il caso, ad esempio, di Easyjet, low cost che
ormai da anni propone servizi e tariffe per la clientela business. Mentre è scaduta il 31 marzo scorso l’iniziativa “Freedom to change”, che consentiva di modificare la propria prenotazione senza penali fino a due ore prima della partenza, rimarrà invece in vigore fino a dicembre 2022 la “Travel Restriction Protection”: qualora subentrino degli impedimenti al viaggio (ad esempio una nuova normativa che vieta l’ingresso nel Paese di arrivo, o una quarantena), i clienti potranno ottenere un rimborso, un voucher o avranno la possibilità di reindirizzare gratuitamente il loro volo su un’altra destinazione del network, anche se il loro volo non è stato cancellato. «E con il maggior numero di voli ora disponibili in tutta la nostra rete europea, i clienti hanno più scelta se hanno bisogno di apportare modifiche al loro viaggio», ha commentato in una nota della compagnia Sophie Dekkers, chief commercial officer del vettore. Anche Air France-Klm ha eliminato la possibilità (in vigore fino al 28 febbraio) di richiedere in qualsiasi momento il rimborso del volo, ma offre ancora ai suoi pas-
Rincari Secondo la Commissione Europea, nel corso del 2022 le tariffe aeree potrebbero aumentare di circa l’8%, non solo per recuperare le perdite, ma anche a causa dell’adozione progressiva di carburanti ecologici imposta da Bruxelles.
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Traffico aereo
Mate Hoffmann
Secondo i dati di Eurocontrol, nel 2021 il traffico aereo europeo ha registrato un calo del 44% rispetto al 2019 (–4,9 milioni di voli). Rispetto al 2020, inoltre, sono stati compiuti 6,1 milioni di voli in meno. Le stime per il 2022, però, vedono finalmente una risalita al 70-90% dei livelli del 2019. seggeri la modifica gratuita della prenotazione (sia la data che la destinazione). Se i passeggeri non hanno ancora deciso su quali voli fare il cambio, possono optare per un voucher non rimborsabile, valido per un anno dalla data di emis-
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sione. Per i clienti che desiderano annullare il viaggio e preferiscono invece il rimborso, dal 1° marzo si applicano le condizioni del biglietto. Dunque, i clienti che hanno acquistato un biglietto non rimborsabile possono optare per un voucher
non rimborsabile da utilizzare per un viaggio futuro o per una nuova prenotazione. «Per quanto riguarda le tariffe – ci spiegano, inoltre, in Air France - Klm –, queste variano sempre in base al riempimento dei voli. Durante l’anno ci sono almeno otto periodi in cui proponiamo delle promozioni tariffarie». Flessibilità fino al 2023 Anche Delta ha modificato le sue politiche tariffarie. «Offriamo ai nostri clienti una grande flessibilità per pianificare – racconta Frederick Schenk –: a partire dal 12 gennaio di quest’anno, tutti i titolari di crediti di viaggio già accumulati hanno un anno in più per riprenotare e viaggiare. Possono, infatti, riprenotare il biglietto entro il 31 dicembre 2023 e volare per tutto il 2024. Questa opportunità è estesa anche ai clienti Delta con partenze imminenti nel 2022, o che acquistano un biglietto quest’anno». Insomma, una policy molto flessibile a cui si aggiunge lo sviluppo di strumenti tecnologici che permetto-
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Ad alta quota Biglietti aerei
Un 2022 in risalita Quest’anno le perdite dell’industria del trasporto aereo ammonteranno a 11,6 miliardi di dollari, con un significativo miglioramento rispetto ai 51,8 miliardi del 2021 (fonte: Iata)
no ai passeggeri di avere, sempre di più, il controllo della propria esperienza di viaggio. «Nell’ultimo anno abbiamo investito molto in prodotto e tecnologia. Un esempio è il miglioramento della nostra App FlyDelta, per la quale abbiamo registrato un numero record di download nel 2021: un successo legato al miglioramento degli aspetti self service dell’applicazione». Cambiano anche i programmi frequent flyer «Singapore Airlines ha lavorato per offrire la massima flessibilità per far fronte all’incertezza del Covid-19, offrendo la possibilità di modificare le date del viaggio, la destinazione o ottenere un rimborso in caso di necessità – prosegue Roberta Sarain –. Con la politica di cambio prenotazione gratuito attualmente in vigore, i nostri passeggeri possono apportare modifiche illimitate alle loro prenotazioni, senza spese aggiuntive sui biglietti che rientrano nei requi-
siti previsti. In caso di cancellazione del volo, chiusura delle frontiere internazionali, se il test Covid-19 risulta positivo, poi, è possibile richiedere il rimborso della parte non utilizzata del biglietto. Singapore Airlines continuerà a rivedere le sue politiche per cambi e cancellazioni, in risposta all’impatto globale dell’epidemia di Covid-19 sui viaggi aerei». Anche il programma aziendale del vettore asiatico si è evoluto durante la pandemia. «Il nostro nuovo HighFlyer è progettato per aziende di tutte le dimensioni e offre sconti sulle tariffe aeree e altri vantaggi pensati per i viaggiatori d’affari. Consente di gestire facilmente la prenotazione del viaggio e si adatta perfettamente alla flessibilità delle nostre politiche di cambio di prenotazione. Per agevolare i clienti che hanno sottoscritto il nostro programma aziendale, abbiamo congelato il livello degli sconti tariffari per andare incontro alle imprese
che non hanno potuto viaggiare durante l’emergenza sanitaria». «Inoltre – prosegue Roberta Sarain –, abbiamo esteso per il terzo anno consecutivo il membership status dei programmi frequent flyer, sospendendo la scadenza delle miglia per il 2022. Tutti gli status PPS Club e KrisFlyer Elite che sarebbero dovuti scadere tra marzo 2022 e febbraio 2023, verranno automaticamente prorogati per un altro anno. Un’iniziativa che abbiamo riproposto nuovamente, dopo il 2020 e 2021, per sostenere i membri dei programmi frequent flyer che non hanno potuto volare come in passato». Biglietti validi 2 o 3 anni «Dall’inizio della pandemia – racconta Mate Hoffmann a proposito di Qatar Airways – abbiamo messo a disposizione la nostra “Travel With Confidence” che durerà fino al 30 settembre 2022. La policy permette di estendere la validità del 2022 febbraio-marzo-aprile |
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Ad alta quota Biglietti aerei
18,5 miliardi di euro Le perdite nette delle compagnie aeree europee nel 2021 (dato Eurocontrol).
biglietto fino a 2 anni, apportare modifiche illimitate di date e routing o il rimborso completo senza penali». Una policy introdotta anche da Emirates, che ha esteso a 24
La campagna di Emirates per Expo Dubai: sulla cima del Burj Khalifa, una stunt woman vestita con la divisa della compagnia invita a visitare l'Esposizione Universale
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o 36 mesi (per le prenotazioni effettuate entro il 30 settembre 2020) la validità dei biglietti con viaggio previsto entro il 31 agosto 2022. Durante questo periodo, i passegge-
ri possono usufruire dei biglietti senza costi extra per qualsiasi volo verso la destinazione originale, purché nella stessa classe e cabina di viaggio. In alcuni casi è anche possibile scegliere una nuova destinazione, se nella stessa area geografica e viaggiando nella medesima classe di viaggio. Non sono previsti costi aggiuntivi se si effettua una nuova prenotazione entro la data di validità del biglietto. In più, nella policy del vettore è inclusa la possibilità di richiedere un rimborso totale anche se il volo non è stato cancellato, senza pagare alcun supplemento, o di usare un voucher di viaggio. United, infine, ha esteso al 31 dicembre 2022 l’utilizzo dei biglietti interamente inutilizzati, emessi dal 1° maggio 2019 al 31 dicembre 2021. La flessibilità tariffaria del vettore riguarda anche i biglietti in basic economy e sia il rimborso sia il cambio del biglietto. Nel primo caso, il titolo di viaggio viene rimborsato tramite i Gds o gli altri strumenti di prenotazione in uso nelle Tmc, oppure nelle agenzie di viaggio. l
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DEPARTURE SERVICES Check-out Chiusura utenze Restituzione deposito Cancellazione residenza DimissioniINPS
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Global Risks Assessment
La paura dei fermi produttivi
Le minacce per le trasferte di lavoro sono connesse alle attività aziendali primarie: cosa le fermerà? La parola agli analisti di rischi globali di Paola Baldacci
n tema di risk management, il 2022 vede al primo posto l’interruzione delle attività produttive prima di cataclismi, pandemie e guerre. Sebbene mentre vi scriviamo le tensioni tra Russia e Ucraina minaccino un coinvolgimento piuttosto allargato, che preoccupa non poco anche il business travel. Quest’ultimo sta assaporando la
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brezza della decisa ripresa dopo due anni sofferti e un conflitto è l’ultimo dei problemi che vorremmo avere. Confidando nella “diplomazia”, quali sono i rischi di viaggio nel 2022 secondo gli analisti? International Sos ne individua 5 primari, illustrati durante un webinar. C’è una buona notizia: il lavoro in presenza e il business travel sono desti-
TRE ELEMENTI DI PARTICOLARE COMPLESSITÀ IN AMBITO DI SALUTE E SICUREZZA STANNO AUMENTANDO IL CARICO DI LAVORO E I COSTI:
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nati a raggiungere una “nuova normalità” prima del 2023. Risk Outlook 2022 by International SOS Al primo posto, la multinazionale svizzera mette le cause che, di fatto, causeranno difficoltà alla continuità operativa: Covid-19, long Covid e salute mentale rimangono le criticità principali per lavoratori e produttività. Spiega la dottoressa Francesca Viliani, director public health di International Sos: «Per la prima volta nelle nostre ricerche, i problemi legati alla salute mentale entrano nei primi tre risultati. Il valore è aumentato di 4 volte. Nel 2022 questo fattore diventerà ancora più forte perché implica impatti sulla società e non solo sulla singola persona. Può generare estremismi e crimini violenti. Anche lavorare accanto a colleghi non vaccinati può creare stress e ansia nel clima lavorativo: una sfida emergente per i datori di lavoro».
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Global Risks Assessment
Facile intuire, che la criticità di salute mentale ha un impatto diretto sulla produttività. Tuttavia, le aziende sono più sensibili «a dare supporto ai lavoratori da questo punto di vista – continua Viliani-, adottando una strategia per migliorare il benessere dei dipendenti».
Allianz Barometer Risk 2022 Cosa temono di più le organizzazioni? Il barometro* dei rischi del gruppo assicurativo tedesco, specializzato anche nei viaggi d’affari attraverso una compagnia specifica, mette in evidenza il pensiero aziendale che influenzerà le trasferte di lavoro. La minaccia di attacchi ransomware, le violazioni di dati o le lunghe sospensioni dei sistemi IT preoccupano le aziende ancora di più dell’interruzione di attività. Inclusi i fermi della supply chain. Due fattori che hanno pesantemente dominato il risk management corporate negli ultimi due anni. In particolare, il 2021 ha visto livelli di interruzione delle produzioni senza precedenti, causati da vari fattori scatenanti, e quest’anno si prevede solo un graduale miglioramento. La capacità di reagire alle molteplici cause di interruzione di attività diventa un vantaggio competitivo. Ma attenzione, i due rischi sono connessi: è intuitivo comprendere che le violazioni informatiche e il blocco delle attività di produzione ed erogazione dei servizi siano collegati in un mondo digitalizzato. Anche secondo il sondaggio di Allianz Global Corporate & Specialty, la minaccia della business continuity è conseguente agli incidenti informatici, considerando la crescente digitalizzazione dei processi e lo smart working, che proseguirà nel 2022.
Altre criticità Tra gli altri problemi, il Risk Outlook 2022 cita l’infodemia: continuerà a dilagare l’informazione sbagliata e ciò causa grandi complessità alla forza lavoro con impatto sul duty of care delle aziende. Che si devono riorganizzare sulle misure di sicurezza e faticano ad accedere a notizie corrette. Inoltre, le attività colpite dalla pandemia raggiungeranno la normalità nel 2023. Non terminerà la malattia, ma le organizzazioni saranno in grado di gestire rischi e sicurezza in modo competitivo: manterranno la retention dei dipendenti e riprenderanno le attività più rapidamente. Infine, le aziende rischieranno, come sempre, di essere colte alla sprovvista dai problemi di sicurezza locali. Il cambiamento climatico inciderà ancora, tra eventi meteo estremi e tensioni socioeconomiche collegate.
*La survey che coinvolge 2.650 esperti provenienti da 89 Paesi, tra amministratori delegati, risk manager, broker ed esperti assicurativi
favorire un processo decisionale rapido e corretto, prima di inviare un viaggiatore in missione. Osserva: «Le aziende ci chiedono informazioni attendibili e verificabili sempre di più: l’approccio di duty of care è cambiato, oggi molto più forte. Dai nostri sondaggi emergono elementi di particolare complessità per le imprese: il 65% stima che nel 2022 aumenterà il carico di lavoro per via di fattori legati al Coronavirus. Cresce-
Informazioni corrette per decidere Per Franco Fantozzi, senior security advisor di International Sos, il nodo critico è ottenere dati corretti per
IL LAVORO IN UFFICIO E I VIAGGI RAGGIUNGERANNO UN ‘NEW NORMAL’ PRIMA DEL 2023
Viaggi d’affari
d’affari “”
ranno i costi come è già accaduto nel 2021. Non in ultimo, il 76% degli intervistati afferma di avere aumentato lo sforzo fisico e mentale». Educare i dipendenti che viaggiano Se il panorama delle minacce sulle quali vanno educati i dipendenti si amplia, la travel policy va aggiornata urgentemente: questo è il consiglio degli analisti di risk management. «Non dobbiamo più pensare che la valutazione dei rischi avviene nell’ufficio del risk manager in solitudine ma deve essere un lavoro di squadra», sottolinea Fantozzi. Infatti, sta cambiando la composizione dei team di crisi in azienda, la collaborazione è più interattiva fra i dipartimenti. Il manager conclude: «In passato il duty of care era una porzione del loro tempo, oggi è prioritario. Ciò porta alla revisione delle procedure di autorizzazione alla trasferta: le imprese devono fare i conti con una mutata configurazione normativa». l
Smart working: quando finirà? Attualmente il 77% delle imprese ha adottato un approccio lavorativo ibrido: 2 giorni alla settimana da casa e 3 giorni in ufficio. Solo il 15% esercita esclusivamente nella sede aziendale. Con queste premesse la nuova normalità tra attività professionale e viaggi si raggiungerà prima del 2023 (survey di International Sos).
Franco Fantozzi, senior security advisor di International Sos
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Here we are again! Nona edizione del Premio che riconosce le eccellenze della business travel industry italiana: safety & security, sostenibilità e inclusione tra le nuove categorie. Il 16 maggio, a Milano di Elisabetta Francioli
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ato nel 2014 da un’intuizione di Paola Mighetto, direttrice editoriale di Newsteca, Italian Mission Awards non si è mai arreso. Con un pizzico di fortuna e studiando al meglio le date, l’organizzazione è riuscita a svolgere in piena sicurezza le edizioni 2020 e 2021, dopo qualche rinvio. Ed eccoci qui con i primi accenni d’estate a riunire la travel in-
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dustry italiana per assistere alle premiazioni della nona edizione. Quest’anno abbiamo posto l’accento sulla sicurezza con la nuova categoria “Migliori servizi a disposizione dei clienti in ambito safety and security”. Inoltre, alcune domande su questa tematica sono state aggiunte a quasi tutti gli altri questionari per consentire ai candidati di illustrare i servi-
zi introdotti con l’emergenza sanitaria. Infine, abbiamo aggiunto un riconoscimento dedicato a temi molto attuali come la sostenibilità e l’inclusione, rivolti alle migliori iniziative dei fornitori di servizi di viaggio, ma anche delle aziende clienti del business travel. In tutto, abbiamo ricevuto 83 candidature che vedranno l’assegnazione di 24 premi. Divertitevi! l
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Riflessi d’acqua a cura della redazione
on un acquario al centro della struttura, il Radisson Collection di Berlino è la stupefacente new entry del 2022 del gruppo. L’hotel è il primo del brand di lusso “Collection” ad aprire in Germania e si trova nel quartiere più centrale della città – Mitte –, attraversato dal fiume Sprea e sede dei più celebri palazzi storici e musei della capitale tedesca. La struttura rinasce a nuova vita dopo una ristrutturazione completa, durata un anno. Il precedente Radisson Blu è stato trasformato e tutte le 427 camere e suite sono state rinnovate, così come gli spazi comuni di reception, bar e ristoranti, nonché l’elegante lobby. La colazione viene servita al settimo piano, con una vista impareggiabile.
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Design elegante Il design degli interni è molto caldo, con i legni mescolati a sfumature di colori eleganti come il grigio e il prugna, tra opere d’arte come complementi e piacevoli decorazione. L’atmosfera è di un hotel d’affari con tocchi di classe e buon gusto per un effetto “lusso” senza eccessi. Alcune camere hanno il balcone privato e si affacciano sulla Sprea, con vista sulla cattedrale e sull’Humboldt Forum, oppure sul municipio e sulla famosa torre della televisione. Molto piacevole la luce dell’acqua che si riflette nella stanza, l’effetto d’atmosfera è assicurato. La super suite è la Nikolai: 101 metri quadrati con living che domina lo skyline, sala da pranzo e an-
Radisson Collection Berlin • Catena e categoria: Radisson Hotels Group - 5 stelle • Posizione: a 100 metri dalla cattedrale, 200 m dall’Humboldt Forum, 1,7 km dalla Porta • • •
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di Brandeburgo Sale meeting: 15 spazi per riunioni su 3 piani per 2.750 mq. Fino a 550 persone Mezzi pubblici: dalla fermata di Alexanderplatz Station si cammina per 10 minuti sulla Karl-Liebknecht-Strasse, la via dove si trova l’hotel Camere: 427 con coffee/tea station, wi-fi ad alta velocità gratuito, ampi spazi per lavorare e docce con massaggio, TV a schermo piatto LCD, cassaforte e minibar, aria condizionata. Possibilità di camere anallergiche Facilities: Spa e centro benessere, piscina, Atrium Bar e Balaustine Restaurant, animali domestici ammessi, parcheggio | 2022 febbraio-marzo-aprile
golo cottura, bagno con vasca idromassaggio.
L’acquario sospeso La chicca della struttura è l’AquaDom. Infatti, Il fulcro della hall è proprio il più grande acquario del mondo di forma cilindrica. Ha un diametro di 11 metri e contiene circa 1 milione di litri d’acqua. Ospita 1.600 pesci tropicali di 50 specie diverse. È visitabile, circondati dai pesci, a bordo di un ascensore trasparente. Proprio sotto di esso si trova l’Atrium Bar. I suoi menu food & drink si basano su ingredienti locali: birre e distillati di Berlino e dell’adiacente regione del Brandeburgo, provenienti esclusivamente da fornitori locali. Da marzo c’è anche il ristorante Balaustine. Spazi per il MICE Il Radisson Collection Hotel Berlin dispone di 2.750 metri quadrati di spazi per eventi. Le sale meeting sono 15, disposte su 3 piani. Complessivamente possono ospitare congressi e convention sino a 550 partecipanti. Con l’emergenza sanitaria, il programma di sicurezza e igiene è Radisson hotels safety protocol, certificato da SGS. l
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Surrealismo e magia - La modernità incantata È la prima mostra internazionale ad affrontare l’interesse dei surrealisti per la magia, l’esoterismo, la mitologia e l’occulto. Nella foto: olio su tela di Victor Brauner “Il surrealista”, 1947. Fino al 26 settembre 2022 alla Collezione Peggy Guggenheim a Venezia.
ROMA Canova. Eterna bellezza Antonio Canova (1757-1822) è un artista tra i più conosciuti al grande pubblico, che ha legato il suo nome al concetto di bellezza. A lui è dedicata la mostra romana formata da 170 opere sue e di artisti contemporanei. In due statue, Paolina Borgese e La Venere imperiale, unitamente a un gigantesco Marte pacificatore, allegoria dello stesso Napoleone, è possibile inquadrare il suo più alto intervento nella classicità imperiale e dell’epoca. Fino al 21 giugno - lunedì venerdì: 10-19 / sabato e domenica 10-22 - Museo di Roma. P.zza di s. Pantaleo 10 - Palazzo Braschi Museodiroma.it MONFALCONE Punto, linea e superficie. Kandinsky e le avanguardie Nel primo decennio del Novecento, un buon numero
di artisti abbandonarono la tradizionale metodologia iconografica per rimodulare in nuova forma i criteri espressivi dell’arte. Impossibile, forse, stabilire chi sia stato il grande precursore di tale tendenza, ma di certo una dei primi nomi è quello del russo Wassily Kandinsky (1866-1944). Come noto, è considerato unanimemente dalla critica il fondatore dell’astrattismo, creando un mondo simbolico immaginifico da premesse paesaggistiche. Ne fu filo conduttore l’uso del colore, sorto dopo un lungo periodo di studio anche etnografico e religioso, divenuto descrizione astratta e metafisica, di una trascendenza però che aveva il proprio punto di forza nell’arte stessa più che una qualsivoglia dottrina. La mostra si sviluppa nelle linee delle avanguardie europee e delle varie correnti: il Surrealismo del primo dopoguerra (Joan Mirò, Max Ernst), l’Astrazione del secondo dopoguerra (Ben Nicholson, Emilio Vedova) e il Minimalismo nella scultura (Luciano Minguzzi, Bruno De Toffoli). Fino al 2 maggio - lunedì mercoledì - giovedì: 15-19 / venerdì - sabato - domenica: 10-19 Galleria comunale d’arte contemporanea Galleriacomunaleartemonfalcone.it
avrebbe immaginato che la fotografia stessa potesse diventare un’arte. La statunitense Ruth Orkin (1921-1985) è proprio quella che può essere chiamata un’artista. Aspirante regista, ma impossibilita a svolgere la professione in quanto donna, deve però all’occhio cinematografico la sua capacità di descrizione della realtà. Le sue fotografie non sono infatti solo l’attimo del fotogramma, ma raccontano una storia sia si tratti dei
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ritratti dei divi hollywoodiani, cui deve la propria prima fortuna, sia che, come inviata in Italia negli Sessanta, seppe individuare, non senza ironia, il carattere degli italiani. Sua la fotografia della bella donna fiorentina che passeggia seguita con lo sguardo da un gruppo di uomini, diventata in seguito uno dei poster più venduti nella storia mondiale. Fino al 2 maggio - Museo Civico - Orario: tutta la settimana 10-19 Museibassano.it
BASSANO DEL GRAPPA Ruth Orkin. Leggenda della fotografia Quando l’arte incontrò la fotografia venne meno l’esigenza e la possibilità di rappresentare il vero nella sua precisa somiglianza; da qui l’astrattismo e il concettualismo. Ma mai 2022 febbraio-marzo-aprile |
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#Freestyle - L’arte dell’improvvisazione dagli oracoli allo streaming Capire le dinamiche dell’improvvisazione, in una fase storica in cui tutti ci troviamo costretti a modificare quotidianamente le abitudini, diviene fondamentale per poter reagire agli imprevisti e abituarci a ideare scenari innovativi, scalabili e sostenibili. Di Roberto Ottolino, Hoepli collana “Tracce”, 14,90 euro.
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Viaggi di carta I 10 disastri climatici che hanno cambiato il mondo L’emergenza climatica occupa sempre più spazio nei nostri mass media a tal punto che i catastrofisti preannunciano un futuro tetro per l’umanità. Mosso da questo timore, il giornalista scientifico finlandese Marcus Rosenlund ha rintracciato, nella pur breve storia dell’umanità se raffrontata a quella del pianeta e del mondo animale, tracce di cambiamenti climatici che in un modo – hanno condizionato il corso degli o nell’altro – calore o fr ffreddo e eventi. Alcuni, come il fenomeno El Niño che pare aver fatto collassare la civiltà maya nello Yucatan o la piccola era glaciale che dal Trecento all’Ottocento ha devastato l’agricoltura europea, sono molto probabilmente reali, sorretti come sono da molteplici prove. Altri, invece, suscitano perplessità dal momento che più del clima fu la scarsa preveggenza dell’uomo a creare la catastrofe umanitaria. Ad esempio, il fallimento delle invasioni della Russia da parte degli svedesi di Carlo XII, dei francesi di Napoleone e dei tedeschi di Hitler fu più dovuto all’arroganza degli invasori che ai rigori dell’inverno, dal momento che la stagione in Russia è sempre stata rigida. Ma a parte queste considerazioni, il vero tema non è forse il cambiamento climatico quanto l’alto numero degli uomini e la portata dei loro consumi nelle sedi produttive industriali e nelle sedi consumo di massa. [Marcus Rosenlund, Garzanti 2020 16,80 euro] Homo canis. Storia di un rapporto millenario La ricerca scientifica etologica e paleoantropologica continua aggiornare il già ricco dossier sulla storia del cane. Attualmente
Registrazione Tribunale di Milano n° 624 del 22/09/2000 Direttore Responsabile Paola Baldacci Collaboratori Andrea Barbieri Carones, Dario Bongiovanni, Alberto De Antoni, Arianna De Nittis, Elisabetta Francioli, Simona Parini Impaginazione Gianluca Ubezzi Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA) Distribuzione in Italia Faenza Printing Industries, Faenza (RA)
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quelli di razza nel mondo sono 400 milioni divisi in 400 tipi e questo libro è il loro racconto soprattutto nella loro interrelazione economica e sociale con l’uomo. [Laurent Testot, Odoya 202122 euro] Storia del bosco. Il paesaggio forestale italiano Che cos’è un bosco? A questa domanda risponde un intelligente e colto saggio che analizza la storia, la formazione e la composizione del bosco italiano. Nonostante quello che si possa pensare, il bosco è materia viva: nasce, muore, si evolve. Ben poco di quello italiano, forse il 10%, può vantare origini che risalgono ai primi secoli della nostra era. Molto è stato distrutto nei secoli, soprattutto per spazio al pascolo e nell’epoca industriale, per il fabbisogno energetico e costruttivo delle popolazioni. Negli ultimi decenni, però, in seguito all’abbandono della montagna e all’utilizzo del carbone e del petrolio, i boschi sono in netta espansione contribuendo a conferire a una terra già varia e ricca per differenze d’ogni genere un tratto in più. Nessuna pianta del globo terrestre è oggi esclusa, anche se, comprensibilmente, le piante tradizionali come il faggio, la quercia, il pioppo e l’olmo – tra le più comuni – rimangono le più diffuse. Tra tutte spicca il castagno, quell’albero che potrebbe essere anche chiamato la pianta del pane e che nei secoli con i suoi frutti ha dato di che vivere a migliaia di generazioni di poveri. [Mauro Agnoletto, Laterza 2018 - 22 euro]
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