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MFleet 6/2025

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Anno XX • numero 5 • dic 2025 - gen 2026

www.missionline.it

CRUSCOTTO

Le flotte aziendali mantengono a galla il mercato FOCUS

Sicurezza della flotta: tecnologia e dati al centro SPECIALE MFA

Vincitori, foto e interviste

Alfa Romeo Junior


20 anni di automotive aziendale

insieme


1 Sommario 6 25.qxp_Layout 1 15/12/25 16:00 Pagina 1

SOMMARIO

Dicembre 2025-Gennaio 2026 • numero 6

4

26

35

Le flotte aziendali mantengono a galla il mercato

I protagonisti silenziosi della sostenibilità

Ioniq 5 e i suoi perché

di Salvatore Saladino

di Luca Barenghi

10

28

Le auto elettriche? Non ancora

Le premiate ai MissionFleet Awards

CRUSCOTTO

PROFESSIONE FLEET MANAGER di Andrea Barbieri Carones

12

SOSTENIBILITÀ & GOMME

TEST DRIVE di Luigi Barni

36

PRIMO CONTATTO

SPECIALE CAR LIST

Omoda & Jaecoo “batte il 5”

di Luca Barenghi

di Luca Barenghi

38

TEST DRIVE

SPECIALE MFA

32

MissionFleet Awards 2025: i vincitori

PRIMO TEST Nuova 500 Hybrid

a cura della redazione

di Luca Barenghi

16

33

PRIMO CONTATTO

Le grandi cose della Grande Panda

Brands&Fleets, interviste

Evoluzione della specie

a cura della redazione

a cura della redazione

di Arianna Festa

20

34

Sicurezza della flotta: tecnologia e dati al centro

Compass, la terza generazione punta in alto

di Alessandro Palumbo

di Luca Barenghi

SPECIALE MFA

FOCUS

Phev integrale, con lusso british di Luigi Barni

39

FORSE NON TUTTI SANNO CHE…

40

EVENTI

PRIMO TEST

Efficienza e Sicurezza nella mobilità aziendale di Andrea Barbieri Carones

43

L’ANALISI DI MISSIONFLEET Alfa Romeo Junior Hybrid e Byd Seal 6 DM-i Touring di Maurizio Bertera

NEWS PROVATO PER VOI

Audi Q3 e-hybrid di Omar Fumagalli

24

L’EDITORIALE

2

NEWS

48

DICEMBRE 2025-GENNAIO 2026 | 1


2 Editoriale 6 25 (2).qxp_Layout 1 18/12/25 09:21 Pagina 2

L’editoriale di Omar M. Fumagalli

HABEMUS NOVUM DEAL?

I

l 2025 si chiude con le conferme del rinnovato approccio normativo al green-deal, reso più coerente alla realtà imponendo delle drastiche ma non assolute riduzioni, nelle emissioni del mondo auto. Tradotto: l’Europa non bandisce i motori a combustione sposando fedelmente l’elettrico, pur imponendo nel medio termine un duro, ancora, percorso di rincorsa tecnica e tecnologica. Fatto che, necessariamente, comporta sempre investimenti a monte e costi a valle; correzioni nelle forniture e nelle produzioni, per realizzare nuovi sistemi combinati e sfruttare fonti capaci di “fare bene” almeno all’ambiente. Tutto da valutare poi, nelle interpretazioni e nelle idee applicabili per affermarsi con dei successi in un automotive che, si spera, abbia toccato il fondo e possa rinsavirsi. Sterili critiche o peggio protagonismi a

parte, risolvibili in un istante, conoscendo cosa è e cosa fa realmente la politica, sarà alla fine una mossa pur tardiva e ancor poco chiara ma nel breve utile, per il Vecchio Continente. E per il mondo delle flotte che comunque non può, visto il tema tassazione e fleet-mandate, rasserenarsi. Concentrandosi su progetti e temi paralleli, al veder sfornare di nuove motorizzazioni Euro7 che spazieranno su vari fronti. Trovando giuste opzioni per tutti che richiedano, si spera, meno apprendimenti, meno ecosistemi e meno cure a tampone per imprevisti, rispetto a quanto è accaduto negli ultimi anni. Elettrico, sempre in primissimo piano, o combustibile ecologico parzialmente permesso che sia. In questo numero invernale di MF, in parte dedicato alla decima edizione di MFA con evidenza ai protagonisti, fornitori e appassionati manager, il nostro Cruscotto analizza il percorso in grande evoluzione del parco flotte nostrano, negli anni del Premio. Il Focus rimarca il peso della sicurezza, mentre interviste, prove e anteprime, coprono quanto di meglio o di più evidente si sia visto per le flotte negli ultimi mesi. E, dato il periodo, ovviamente: Buon Anno a Tutti. OMF19

2 | DICEMBRE 2025-GENNAIO 2026


2 Editoriale 6 25 (2).qxp_Layout 1 18/12/25 09:21 Pagina 3


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

LE FLOTTE AZIENDALI

MANTENGONO A GALLA IL MERCATO In 10 anni le True Fleets sono passate dal 17,6% al 28,5% del mercato, incrementando le immatricolazioni di quasi 120.000 unità. Sono state stravolte le scelte di alimentazione, di segmento e anche quelle delle marche e dei modelli preferiti. Ma la vecchia Fiat Panda resiste

di Salvatore Saladino*

Q

*Country Manager Dataforce Italia

uest’anno il mercato dell’auto viaggia di conserva: nei primi 9 mesi sono state immatricolate 1.176.000 vetture, 35.000 circa in meno rispetto al 2024. La flessione, contenuta, è attorno ai 3 punti percentuali. Ma questi numeri non esprimono la gravità della situazione: il comparto automotive è alle prese con una trasformazione epocale, connessa al Green Deal imposto dall’Unione Europea, che

4 | DICEMBRE 2025-GENNAIO 2026

obbliga le industrie del settore ad abbandonare nell’arco di qualche anno le motorizzazioni endotermiche per puntare sull’elettrico. Risultato: emissioni medie che non calano, autostrada in discesa per l’espansione dei marchi cinesi in Europa, crollo della produzione, perdita di posti di lavoro, per citarne solo alcuni. La situazione crea disorientamento nel consumatore, che mostra forti perplessità nel passare alle BEV,

nonostante i generosi incentivi messi in campo dai Governi nazionali, molti dei quali hanno già fatto retromarcia sugli ecobonus, ma che in Italia sono ancora in vigore, anzi sono stati appena rilanciati. Nella situazione di stallo, che determina volumi di vendita ancora molto inferiori all’epoca pre-Covid, l’unico canale della distribuzione che mostra segnali confortanti è il noleggio a lungo termine, che nei primi tre


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

trimestri è in attivo del 13% sull’anno scorso. Discreto anche l’andamento delle vendite dirette business, cioè gli acquisti aziendali in proprietà (+2%). Per un’analisi più efficace sul mercato, Dataforce ha realizzato uno studio specifico per Mission Fleet di confronto sui numeri delle immatricolazioni degli ultimi 10 anni, con particolare attenzione sulle True Fleets, ovvero le immatricolazioni alle flotte aziendali in proprietà, leasing e noleggio a lungo termine. L’analisi viene fatta per canale sul mercato nel suo complesso (grafico 1), per tipologie di alimentazione nel canale fleet e in quello del noleggio a lungo termine (grafico 2), per segmenti di mercato, sempre in ambito True Fleets (grafico 3) e spingendosi infine a verificare come è cambiato il panorama delle flotte aziendali nelle scelte di marca e modello (Tabb. 1 e 2).

10% IN MENO AI PRIVATI, 10% IN PIÙ ALLE FLOTTE Dieci anni fa il mercato dell’auto in Italia (Passenger Cars) valeva poco meno di 1,6 milioni di unità: un milione di immatricolazioni ai privati, 277.000 alle True Fleets, di cui 92.000 per le flotte in proprietà e 185.000 per il noleggio a lungo termine. Il resto del mercato era suddiviso tra noleggio a breve termine (126.000 targhe) e autoimmatricolazioni di Case e Concessionari (165.000). In termini di quote di mercato i privati valevano quasi il 64%, le True Fleets il 17,6%. Negli anni seguenti, il mercato italiano è cresciuto fino a sfiorare le 2 milioni di targhe (2017), si è consolidato attorno a 1,9 milioni nei due anni seguenti e poi, con la pandemia, è crollato a meno

GRAFICO 1. COME È CAMBIATO IL MERCATO NEGLI ULTIMI 10 ANNI: I PESI PERCENTUALI

di 1,4 milioni (2020), si è mantenuto molto basso per un altro biennio (tra 1,3 e 1,4 milioni), è risalito quasi a 1,6 milioni nel 2023 e l’anno scorso ha perso qualche migliaio di targhe. Quest’anno le immatricolazioni dovrebbero chiudere a fine dicembre attorno a 1,5 milioni. Un valore inferiore a quello di 10 anni fa. A livello di quote di mercato per canale, i privati sono scesi dal 63,9% del 2015 all’attuale 53,2% (il dato si riferisce ai primi 9 mesi di quest’anno). Mentre le True Fleets sono cresciute dal 17,6% di 10 anni fa al 28,5% di oggi. In pratica c’è stato un travaso di quote tra clienti privati e utenti aziendali: 10,7% di market share in meno per i privati, 10,9% in più per le True Fleets. Mentre le autoimmatricolazioni e i noleggi a breve termine, pur subendo forti oscillazioni, attualmente sono allo stesso livello del 2015. Chilometri zero e demo erano arrivate a una market share massima del 16,2% nel 2017 (nel 2025 sono al 10,5% come nel 2015), invece i rent a car hanno fatto registrare una punta massima del 9,3% nel 2019 e

una minima del 4,3% nel 2022, ritornando quest’anno al 7,8%, che è un dato molto simile all’8% di 10 anni fa. Insomma, il vero cambiamento significativo del mercato degli ultimi 10 anni è lo spostamento di un 10% circa di quote dai privati alle aziende. Il risultato è ancora più evidente in termini di volumi assoluti: il canale dei privati dal 2015 al 2024 ha perso quasi 100.000 targhe (passando da 1.005.000 a 917.000 unità), mentre le True Fleets sono cresciute da 277.000 a 395.000, conquistando, in un mercato di dimensioni molto simili, quasi 120.000 immatricolazioni aggiuntive.

BEV E PHEV DALLO “ZERO-VIRGOLA” AL 20% DEL MERCATO A livello di tipologie di alimentazione, in 10 anni il mercato delle flotte è cambiato completamente: nel 2015 il diesel era leader incontrastato con una quota di mercato del 77,2%. Il benzina superava appena il 17% (esattamente il 17,3%) e tutte le altre alimentazioni rosicchiavano quote marginali (3,2% il gas, 1,9% il full hybrid, 0,1% il plugDICEMBRE 2025-GENNAIO 2026 | 5


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

GRAFICO 2 EVOLUZIONE DELLE ALIMENTAZIONI TRUE FLEETS NEL DECENNIO

in hybrid e 0,3% l’elettrico puro). Oggi il panorama presenta una fotografia totalmente differente: il benzina (compreso il mild hybrid) è salito al 41,4%, il diesel è precipitato sotto al 30% (esattamente nel 2025 è al 29,6%), le ibride vere hanno superato il 20% (rispettivamente

le full hybrid al 9,2% e le plug-in hybrid al 10,9%). L’elettrico dal quasi inesistente 0,3% del 2015 è cresciuto al 7,2% di quest’anno. Infine il gas, ormai ridotto al solo gpl perché le auto a metano sono scomparse dalla scena, si è dimezzato nella quota, raggiungendo quest’anno l’1,7% di market share.

GRAFICO 3 COME CAMBIANO I SEGMENTI VEICOLO NEI CANALI TRUE FLEETS

6 | DICEMBRE 2025-GENNAIO 2026

Il cambiamento epocale si è innescato poco prima della pandemia, quando le Istituzioni europee hanno iniziato a delineare la strada da intraprendere. L’abbandono del diesel, favorito anche dallo scoppio del Dieselgate che ha demonizzato questa alimentazione, è stato dapprima lento, poi sempre più rapido: durante la pandemia la quota delle auto aziendali a gasolio è passata dal 59,7% del 2020 al 44,9% del 2021. La crescita in parallelo del benzina è stata una conseguenza del crollo del diesel come alternativa più semplice. Il suo ulteriore incremento è favorito dalla sempre più massiccia presenza di motorizzazioni mild hybrid. L’avanzata delle BEV è iniziata in epoca pandemica: dall’1,5% del 2019 al 4,8% del 2020, al 6,8% del 2021. Poi una battuta d’arresto nel 2022 (4,6%) e il ritorno alla crescita graduale fino all’attuale 7,2%. Per dare un’idea della crescita, dalle 929 auto elettriche immatricolate dalle flotte di proprietà o in NLT si è arrivati alle oltre 24.000 del 2025, quando mancano ancora tre mesi a fine anno. Anche per le PHEV lo sprint è iniziato durante la pandemia, e la sua accelerazione è stata ancora più violenta di quella dell’elettrico: dallo 0,8% di quota del 2019 al 4,1% del 2020, addirittura al 10,8% del 2021, per poi ridimensionarsi un po’ (mentre in parallelo cresceva il full hybrid) e infine raggiungere il 10,9% di quest’anno. La crescita delle HEV, cioè le ibride full, è stata più graduale nel decennio, con un unico vero ridimensionamento di una certa sostanza quest’anno, a fronte della formidabile avanzata delle


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

PHEV. Lo scenario che si sta delineando, è che le full hybrid siano la soluzione ibrida preferita dai clienti privati, mentre le plug-in hybrid, favorite anche da una fiscalità premiante nei nuovi sistemi di calcolo del fringe benefit, siano maggiormente scelte dall’utenza aziendale. Anche il gpl si sta rivelando una opzione più adatta ai privati, mentre nelle flotte la quota si è dimezzata.

TAB 1. LE MARCHE PREFERITE NELLE FLOTTE MARCA

GEN-SET 2025

DIFF. ‘25 VS ’15

MS 2025

DIFF. % MS VS 2015

VS RANK ANNO 2015

BMW

32.435

67,0%

9,7%

2,7%

4

VW

30.773

34,4%

9,2%

0,9%

0

Fiat

28.777

-45,6%

8,6%

-10,5%

-2

Audi

26.094

33,2%

7,8%

0,7%

0

Toyota

23.274

206,0%

6,9%

4,2%

9

Peugeot

20.666

21,3%

6,2%

0,0%

0

Mercedes

17.598

-10,9%

5,2%

-1,9%

-4

Ford

14.695

-11,8%

4,4%

-1,6%

-1

Renault

13.695

6,8%

4,1%

-0,5%

-1

Citroën

12.071

22,5%

3,6%

0,0%

-1

SUV DAL 26% AL 64%

Jeep

11.290

37,6%

3,4%

0,4%

1

Anche a livello di segmenti di carrozzeria il mercato delle flotte in 10 anni ha ridefinito i parametri. In linea generale è cresciuta la dimensione delle auto aziendali, determinando un passaggio verso i segmenti superiori oppure, a parità di segmento, all’adozione di una tipologia differente di carrozzeria: per esempio dalle berline, station wagon e monovolume a suv e crossover. Il segmento A, quello delle citycar, sopravvive in pratica soltanto grazie alla “vecchia” Fiat Panda, sempre sulla cresta dell’onda nell’ambito dei veicoli di mobilità minima prevalentemente urbana, soprattutto per il personale di assistenza tecnica. Ma la quota di mercato è scesa dal 14,3% del 2015 al 6,4% del 2025. Il segmento B, quello delle utilitarie, ha perso poco: dal 12,2% di 10 anni fa all’attuale 10,8% di market share, però la clientela aziendale è passata dalla Fiat Punto, scomparsa dalla scena ormai oltre 5 anni fa, a modelli di produzione estera. Ma la vera avanzata del segmento B, parallela alla scomparsa delle monovolume piccole, è la formidabile ascesa dei B-Suv, cresciuti dall’8,6% al 21,3% di quest’anno. In valori

Skoda

10.602

115,7%

3,2%

1,4%

5

Alfa Romeo

10.167

86,5%

3,0%

1,1%

2

Cupra

8.995

-

2,7%

-

-

Opel

8.905

-6,5%

2,7%

-0,8%

-5

Nissan

7.764

-0,7%

2,3%

-0,5%

-3

Kia

6.429

208,5%

1,9%

1,2%

7

Hyundai

5.904

137,2%

1,8%

0,9%

3

BYD

4.240

-

1,3%

-

-

Dacia

4.025

246,4%

1,2%

0,8%

6

Marca

335.483

20,9%

100,0%

0,0%

-

assoluti si tratta di un incremento delle immatricolazioni da 24.000 unità a 71.500 (nei soli primi 9 mesi 2025). Nel segmento C, quello delle compatte, la “resistenza” è affidata soprattutto alle familiari che offrono abbondante capacità di carico per l’utenza aziendale di rappresentanza commerciale, ma la quota è scesa dal 19% del 2015 all’attuale 9,6%. In parallelo, la crescita dei C-Suv è ancora più evidente rispetto a quella dei B-Suv: la quota di mercato è salita dal 7,9% al 26,4% di quest’anno (nel 2024 la market share era addirittura del 28%). Nel 2015 le flotte immatricolarono 22.000 C-Suv, nel 2024 sono diventati 110.000. Raddoppiata la quota di mercato anche dei D-Suv, dal 5,6% all’11,4%.

BMW LEADER DI MERCATO AL POSTO DI FIAT Se in 10 anni il mercato delle flotte aziendali ha cambiato radicalmente struttura sia in termini di alimentazioni sia nelle scelte di segmento e tipologia di carrozzeria, anche il panorama automobilistico è stato stravolto nelle decisioni su quali marche puntare. Nel 2025 il brand che ha immatricolato di più nelle True Fleets è BMW, una marca che 10 anni fa si collocava soltanto 4 posizioni più in basso. Fiat, che 10 anni fa targava in questo canale circa 53.000 automobili, quest’anno in 9 mesi ne ha immatricolate meno di 29.000, posizionata al terzo posto, cedendo la leadership a Monaco. Mentre BMW è passata da circa 20.000 unità a oltre 32.000. Una certa DICEMBRE 2025-GENNAIO 2026 | 7


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MISSIONFLEET CRUSCOTTO

TAB 2. MODELLI PREFERITI NELLE FLOTTE MARCA

GEN-SET 2025

DIFF. ‘25 VS ’15

MS 2025

DIFF. % MS VS 2015

VS RANK ANNO 2015

VW Tiguan

11.104

672,7%

3,3%

2,8%

55

BMW X1

9.561

800,3%

2,8%

2,5%

72

Citroën C3

8.123

463,3%

2,4%

1,9%

52

Renault Clio

7.621

86,7%

2,3%

0,8%

13

Jeep Avenger

7.275

-

2,2%

-

-

Peugeot 3008

6.702

355,9%

2,0%

1,5%

48

Opel Corsa

5.918

378,4%

1,8%

1,3%

58

Fiat 600

5.850

-

1,7%

-

-

Toyota Yaris Cross

5.815

-

1,7%

-

-

Toyota C-HR

5.686

-

1,7%

-

-

Peugeot 208

5.487

82,1%

1,6%

0,5%

13

Mercedes GLC

5.422

544,7%

1,6%

1,3%

71

VW T-Roc

5.218

-

1,6%

-

-

Alfa Romeo Tonale

5.145

-

1,5%

-

-

Ford Puma

5.018

-

1,5%

-

-

BMW X3

4.731

112,6%

1,4%

0,6%

24

Nissan Qashqai

4.714

-6,9%

1,4%

-0,4%

-6

VW Golf

4.691

-34,1%

1,4%

-1,2%

-15

Toyota Yaris

4.420

48,1%

1,3%

0,2%

6

Mercato Italia

335.483

20,9%

100,0%

0,0%

-

stabilità, invece, l’ha mantenuta Volkswagen: era seconda dietro Fiat nel 2015, è ancora seconda quest’anno, con una crescita in perfetta armonia con l’aumento dei volumi del mercato flotte dell’ultimo decennio. Anche

8 | DICEMBRE 2025-GENNAIO 2026

Audi, quarta dietro Fiat, è stata caratterizzata da una presenza pressoché costante sul mercato business, mantenendo la sua posizione nella Top20. Al quinto posto, invece, si posiziona nel 2025 Toyota, protagonista di una scalata eccezionale, avendo scavalcato ben 9 posizioni rispetto al 2015. In termini di volumi, quest’anno in 9 mesi ha già targato per le flotte tre volte i numeri del 2015: da 7.600 unità a circa 23.300. Stabile anche il sesto posto di Peugeot, mentre Mercedes ha perso rispetto al 2015 quattro posizioni, piazzandosi al settimo posto. Ford e Renault scendono entrambe di un gradino. Nelle posizioni di rincalzo, Skoda è avanzata parecchio: l’attuale dodicesimo posto significa ben 5 posizioni più avanti. Anche Alfa Romeo, subito dietro a Skoda, ha guadagnato due posizioni. Il

quattordicesimo posto di Cupra è ottimo, considerando che 10 anni fa questo brand non esisteva nemmeno. Kia ha scalato ben sette posizioni, mentre BYD è entrata da quest’anno in Top20 e continuerà a crescere.

DIETRO LA PANDA... LA RIVOLUZIONE La Panda è sempre la Panda: quest’anno, in 9 mesi, ha immatricolato nei canali True Fleets qualche centinaio di esemplari in più che in tutto il 2015. E quindi mantiene saldamente la leadership tra i modelli preferiti dalle flotte aziendali. Ma è il secondo posto di Volkswagen Tiguan a destare maggior sensazione: questo modello in alcuni mesi è risultato addirittura il più immatricolato in assoluto nel canale del noleggio a lungo termine. Nel 2015 le Tiguan di un paio di generazioni fa erano ben oltre 50 posizioni indietro. Anche BMW X1 ha compiuto una formidabile ascesa, piazzandosi nel 2025 al terzo posto e scalando oltre 70 posizioni. Identico discorso per il quarto posto di Citroën C3, che idealmente sta presidiando un segmento che un tempo era territorio di caccia di Fiat Punto. Nella Top20 sono ben sette i modelli che 10 anni fa non esistevano: Jeep Avenger (attualmente sesta), Fiat 600 (nona), Toyota Yaris Cross (decima), Toyota C-HR (undicesima), Volkswagen T-Roc (quattordicesima), Alfa Romeo Tonale (quindicesima), e Ford Puma (sedicesima). Insomma, in 10 anni il panorama automobilistico delle aziende è stato completamente rivoluzionato.


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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER

LE AUTO ELETTRICHE? NON ANCORA Davide Bertino “guida” una flotta di una sessantina di veicoli, tutti in noleggio a lungo termine: sì al full o al mild hybrid, ma ancora no alle Bev

C di Andrea Barbieri Carones

onsulenze in finanza agevolata, finanza strutturata, formazione, certificazione e internazionalizzazione. Dal quartier generale italiano di Torino – la sede centrale è invece a Londra – Credit Data Research Italia e i suoi 180 collaboratori sparsi in 12 uffici hanno come mission quella di aiutare le aziende ad andare lontano nella strategia di crescita. In questo contesto, il ruolo del fleet manager è fondamentale e Davide Bertino lo ricopre da tempo. Da quanti anni ricopre questo ruolo in CDR Italia? «Da più di nove anni, ossia dal 2016. Da quell’anno ricopro il

10 | DICEMBRE 2025-GENNAIO 2026

ruolo di referente Fleet & Facility in Credit Data Research

Italia. Per la parte fleet, gestisco car list, car policy e mobilità dei nostri collaboratori, assicurandomi che ogni scelta sia coerente con gli obiettivi aziendali e con le esigenze dei conducenti. In aggiunta, monitoro costi, performance e trend di mercato per introdurre soluzioni che migliorino la sicurezza, la sostenibilità e la qualità per il cliente interno. Parallelamente coordino anche le attività di facility management, supervisionando gli spazi, i fornitori e i servizi tecnici con l’obiettivo di offrire ambienti di lavoro moderni, sicuri e organizzati, capaci di supportare al meglio le attività quotidiane dell’azienda». Parlando della flotta aziendale: quante sono le vetture? Con quale forma vengono assegnate?


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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER

CERTIFICAZIONI AZIENDALI SECONDO CDR ITALIA Sostenibilità e responsabilità sociale sono tra gli obiettivi, del management di Credit Data Research Italia. Ossia elementi centrali nella strategia al cui centro ci sono le certificazioni aziendali, strumenti fondamentali per comunicare valore, costruire reputazione e persino favorire il reperimento di finanziamenti. Con vantaggi concreti, all’accesso di agevolazioni pubbliche, oltre che nell’ottenere punteggi più alti nei bandi di finanza agevolata. Tutto ciò senza contare il fatto che molte certificazioni danno diritto a sgravi, detrazioni o riduzioni della pressione fiscale. Su tutte, le certificazioni ISO14001 (che riguarda la gestione ambientale), la UNI/PdR 125 (in tema di parità di genere) e il Rating di Legalità. Tali certificazioni permettono a chi le riceve di dimostrare in modo oggettivo la conformità a standard riconosciuti nel mondo. E questo aumenta la fiducia dei clienti e dei partner visto che si tratta di verifiche effettuate da soggetti terzi.

«Gestisco un parco di circa 60 veicoli, tutti a noleggio a lungo termine e in fringe benefit. Per la nostra attività non sono necessari mezzi in pool». Con quali criteri vengono assegnate le vetture? Chi le sceglie? I dipendenti hanno possibilità di selezionarle in una “car list”? «Abbiamo tre fasce di assegnazione a seconda del ruolo all’interno dell’azienda: la fascia numero 1 è quella degli account e dei tecnici. Poi c’è la fascia numero 2, che corrisponde ai responsabili ufficio e agli area manager. Infine, la fascia numero 3, che è quella dei manager di settore o di divisione. La car list prevede da 3 a 4 modelli per fascia, con i driver che hanno possibilità di scelta a seconda del gruppo di riferimento. Possono aggiungere a richiesta optional, a loro carico diretto». I collaboratori quali motorizzazioni hanno attualmente a disposizione e per quale motivo le avete scelte? «Dal 2024 stiamo cercando di convertire la flotta da 100% diesel a una con motorizzazioni

più green. In particolare, per il biennio 2024-2025 ci siamo orientati su motorizzazioni Full o Mild Hybrid con motore termico a benzina». Pensando alla vostra flotta fra 3-4 anni, quale pensa che sarà la motorizzazione prevalente e perchè? «Nella maggior parte dei casi, presumo sceglieremo per le auto il full o plugin hybrid. Sicuramente la scelta sarà dettata in funzione delle evoluzioni che ci saranno in materia di fringe benefit e di praticità di utilizzo. Secondo me, i veicoli full electric difficilmente potranno prevalere nell’arco di soli 3 o 4 anni». Quindi, allo stato attuale, ritiene che non sia percorribile per i vostri collaboratori l’utilizzo di auto elettriche? «Ad oggi solo per una minoranza di driver, non oltre il 30% del totale. Per il futuro, auspico che questa percentuale possa aumentare». Quali strumenti tecnologici utilizzate per gestire la flotta? «Attualmente nessuno. Tuttavia, nel corso del 2026 ho in previsione di avvalermi di un software specifico per il

monitoraggio delle scadenze e per la reportistica di flotta. Con il trend previsto di aumento del parco circolante, diventa uno strumento indispensabile per svolgere al meglio l’attività».

ESG Credit Data Research Italia e i suoi 180 collaboratori danno anche consulenze nel campo ESG, acronimo che sta per Environmental, Social, Governance. Queste consulenze sono progettate per migliorare la sostenibilità aziendale e la competitività delle imprese, coprendo diverse aree chiave. Primo, conoscere il proprio grado di sostenibilità. Secondo, incrementare e comunicare il proprio grado di sostenibilità. Terzo, supportare la competitività nello sviluppo sostenibile. Queste consulenze sono mirate a integrare la sostenibilità nel core business delle aziende, aiutando la crescita sostenibile e il miglioramento continuo delle performance ambientali, sociali e di governance. DICEMBRE 2025-GENNAIO 2026 | 11


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MISSIONFLEET AWARDS 2025

I VINCITORI

I protagonisti della decima edizione di MFA, premio per il mondo delle auto aziendali che celebra il valore di fleet manager, aziende fornitrici e case auto

I a cura della redazione QR Code: online tutti i dettagli e la ricca photogallery dei MissionFleet Awards 2025

n un’Italia dell’auto dove la quota “true fleets”, ovvero le flotte aziendali, cresce e diventa sempre più centrale per il settore, si celebra un traguardo importante: la decima edizione dei MissionFleet Awards. Evento ideato da Newsteca per premiare manager e protagonisti, della mobilità aziendale nel Bel Paese. La serata di gala, tenuta all’Alcatraz di Milano, ha confermato il valore di questo evento. Presentato da Laura Padovani, ha contato centinaia di ospiti provenienti da tutta Italia e alcuni modelli di auto considerabili novità di grande rilievo sul mercato, in bella mostra. Come la Byd Seal 6 Touring, la Genesis GV60, la Lexus RZ550e e Omoda 9. Accompagnati dalle note della pianista Giulia Vazzoler (The Italian Piano Girl) sono stati assegnati in totale ventisei premi, assegnati a imprese e

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fleet manager che si sono distinti per elementi come innovazione, sostenibilità, gestione dei costi

ed efficacia nei vari aspetti del fleet management. I giurati, esperti del settore, hanno


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Tutti i vincitori di MFA 2025 Miglior Sistema Gestionale per la Flotta: ZCarFleet di Zucchetti

Miglior Quadriciclo Leggero: Fiat Topolino

Miglior Servizio di Telematica per la Flotta: MyGeotab

Miglior Flotta Strumentale: Nicola D’Onofrio di UPS Healthcare

Miglior Mobile App per Mobilità Dipendenti: TBusiness - Telepass Miglior Servizio O Tool di Supporto alla Manutenzione Veicoli: Portal Solution 360 - CSM360 Miglior Auto Strumentale: Toyota Aygo X Miglior Auto per Sales e Agenti: Jeep Avenger Miglior Auto per Middle Management: BMW X1 Miglior Auto per Dirigenti: Audi Q5 Miglior Veicolo di Servizio (LCV): Ford Transit Custom Miglior Auto da Flotta Elettrica (strumentale): Renault Scenic E-Tech electric Miglior Auto da Flotta Elettrica (in fringe benefit): Tesla Model Y Miglior Auto da Flotta Plugin: Volkswagen Tiguan

Miglior Novità 2025 Per Le Flotte: Kia EV3

Miglior Progetto di Supporto all’elettrificazione della Flotta: Massimiliano Piazza, di Baker Hughes Miglior Flotta Sostenibile: Roberto Lazzaroni di Safilo Miglior Progetto di Normazione della Flotta: Fabio Frigo di Europa Investimenti Miglior Gestione della Sicurezza nella Flotta: Luigi Torromino di BRT Mobility Manager dell’Anno: Federico di Paola Fleet e Mobility Manager di nginering Fleet Manager dell’anno: Massimiliano Piazza di Baker Hughes Menzione Speciale per Consulenza, Gestione Flotte e Mobility Management: Michelin Connected Fleet

Miglior Auto da Flotta Full Hybrid: Toyota Corolla Cross

Menzione Speciale per le Piattaforme di Remarketing: Auto1.com

Miglior Auto da Flotta Diesel: Škoda Octavia

Menzione Speciale per i Dealer B2B: Tomasi Auto

valutato con attenzione prodotti, progetti e servizi, che si sono rivelati decisivi per affrontare le

sfide della mobilità aziendale in auto, nel difficile contesto attuale. La serata, considerata “oscar delle flotte” in Italia, è stata animata oltre che dalla musica live e dai momenti di confronto professionale, anche da un quiz che ha messo simpaticamente alla prova i presenti sulla conoscenza del proprio settore. Il prossimo appuntamento è già fissato, per l’undicesima edizione, a novembre 2026.

AUTOSHOW PARTNER

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Andrea Cauchi e Valentina Ubaldi di Zucchetti

Enza Di Paola premia Fabio Maio di Geotab

Lorenzo Ferri premia Roberto Folco di Telepass

Paola Mighetto e Andrea Pellegrini di Car Service Management 360

Enza Di Paola premia Eduardo De Cillis di Toyota e Lexus

Lorenzo Ferri e Ferruccio Corso di Stellantis

Paola Mighetto e Davide Adami di Audi

Silvio Fornera premia Angelica Ferrigato di Ford

Paola Mighetto e Nicola D'Onofrio

Antonio Strano e Simone Faugno di Renault

Andrea Cauchi premia Davide Vismara di Volkswagen

Antonio Strano premia Davide Maggiore di Tesla

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Omar Fumagalli e Dario Pergolotti Antiochia di Toyota

Eleonora Fondrini premia Alberto Cestaro di Škoda

Silvio Fornera premia Matteo Pesce di Stellantis

Silvio Fornera premia Antonio Pittiglio di Kia

Francesco Calcara – President & Ceo Hyundai Italia – premia Massimiliano Piazza

Lorenzo Ferri consegna il premio a Roberto Lazzaroni

Antonio Strano premia Fabio Frigo

Dario Pergolotti Antiochia premia Luigi Torromino

Stefano Landoni di Omoda Jaecoo e Federico Antonio Di Paola

Eleonora Fondrini e Rodrigo Cardoso Lopes di Michelin

Silvio Fornera e Andrea Lovato di Auto1.com

Antonio Strano premia Angelo Leo di Tomasi Auto con Laura Spatola di Noleggiare

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BRANDS & FLEETS Le dichiarazioni di tre gruppi automobilistici presenti a MFA 2025: Hyundai, Omoda & Jaecoo, Toyota Lexus

a cura della redazione FRANCESCO CALCARA, PRESIDENTE E CEO DI HYUNDAI ITALIA Il gruppo Hyundai punta con forza sul mondo delle flotte in

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Italia, grazie a un nuovo approccio che passa, anche, dalla presenza a MFA 2025 del proprio staff e di una chicca, di nome Genesis. A chiarire il posizionamento e quanto di rilevante per i fleet manager, è direttamente Francesco Calcara, Presidente e CEO di Hyundai Italia. Siete riconosciuti globalmente come ottimi costruttori e avete una gamma estesa, con tutte le motorizzazioni: su quali leve intendete agire per comunicare con il mondo delle flotte? «La premessa è che Hyundai è giustamente presente a MFA, perché vuole entrare nel mercato B2B. È stata una precedente mancanza, non esserci, ma i nostri prodotti sono una

soluzione perfetta per le flotte. Citando anche solo i molti SUV (es. Tucson e Santa Fe) che spaziano su tutti i segmenti per


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coprire ogni esigenza aziendale. Con l’unicità delle otto motorizzazioni: dal diesel all’elettrico, passando anche per l’idrogeno». I modelli Hyundai sposano l’attuale contesto italiano, fatto di PMI oltre che grandi aziende? «Possiamo offrire ogni motorizzazione che vada incontro alle diverse esigenze, come per le plug-in o elettriche per fringe benefit, ma anche le molte full e mild hybrid. In termini di Adas e guida assistita, poi, Hyundai è spesso pioniere di alcune tecnologie. Come per la visione su strumento delle retrocamere laterali, attivata usando gli indicatori direzione. In termini di elementi importanti per le flotte, come appunto motorizzazioni, sicurezza e segmenti, abbiamo delle armi vincenti». Qui a MFA è esposta una vera chicca, con un brand dedicato a un nuovo livello di prodotto che il nostro mercato deve ancora conoscere: possiamo spiegare di cosa si tratta? «Genesis si affaccia sul mercato italiano, come brand di lusso del gruppo Hyundai. Ha caratteristiche superiori a vari marchi premium noti e inizialmente propone tre vetture: GV60 e GV70, Suv e G80, berlina. Sempre con motorizzazioni elettriche, al debutto del 2026. Poi oltre all’aumento di gamma ci saranno anche diversificazioni nelle motorizzazioni: avanguardia, ma anche concretezza». NICOLA MARSALA, DIRETTORE DEL BUSINESS PER I BRAND OMODA & JAECOO IN ITALIA Tra le case auto presenti in prima persona a MFA 2025, con

una vettura esposta per la prima volta alla serata di gala più importante nel mondo delle flotte in Italia, Omoda & Jaecoo. I cinesi in breve si stanno posizionando per emergere, nel mercato B2B, con i loro due brand e molti modelli capaci di intercettare i bisogni dei fleet manager. Prima volta a MFA: cosa portate in evidenza al nostro settore dietro a un nome che lontano da qui, vuole dire molto, ma alcuni driver devono ancora conoscere? Quali sono gli elementi rilevanti, per il fleet managment? «Parliamo di due brand del gruppo Chery, un’azienda globale che produce in Cina e non solo – spiega Nicola Marsala, direttore del business per i brand Omoda & Jaecoo in Italia –. Due brand dedicati all’export e che vanno sotto lo stesso ombrello, ma Omoda è più tecnologico e futurista, mentre Jaecoo si rivolge alla famiglia, o chi è più avventuroso e pratica fuoristrada leggero. Siamo in Italia da soli 16 mesi

con la missione di portare due gamme prodotto di anima diversa ma elementi comuni. A oggi esprimiamo già il 2% di mercato, grazie all’apprezzamento dei clienti, con la soddisfazione nell’essere a MFA e poter parlare con la clientela B2B, verso cui ci stiamo proponendo con nuove soluzioni». Siete stati capaci di evolvere il prodotto in tempo breve, avvicinandolo al target europeo: cosa possiamo spiegare in termini di vantaggi riscontrabili da chi usi vetture con la vostra tecnologia Super Hybrid? «In questo momento di confusione il Super Hybrid è la migliore opzione per le aziende che accedono al mondo elettrificato ma non sono pronte al puro elettrico. Le nostre vetture, come Omoda 9, hanno

QR Code: online i video integrali delle tre interviste

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tre motori elettrici ed un termico, 1.5 benzina ad altissimo rendimento. Quest’ultimo lavora per alimentare il primo elettrico, che ricarica costantemente una batteria capace di consentire almeno 120 km reali in EV. Mentre un classico modello plugin è di base termico, con l’elettrico a supporto, le nostre auto vanno di base in elettrico, con i due elettrici agli assali per la trazione, e sfruttano il termico per la ricarica. Sono oltretutto modelli di grande prestazione, divertenti da guidare e con 7 anni di garanzia. La complessità tecnologica diventa fruibile ed interessante per i costi, con affidabilità e assistenza diffusa. Per usi lavorativi, questi modelli percorrono circa 1.100 / 1300 km reali, con una autonomia complessiva capace di renderli, nel B2B, validi sostituti di quello che in passato era il diesel». DARIO PERGOLOTTI ANTIOCHIA, FLEET GENERAL MANAGER DI TOYOTA MOTOR ITALIA Dario Pergolotti Antiochia, Fleet General Manager di

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Toyota Motor Italia, è arrivato a MFA con la soddisfazione per gli ottimi risultati, di chi è tipicamente protagonista nel mondo delle flotte tricolori. Per via dell’ottimo posizionamento dei propri prodotti veicolistici, ma anche dei servizi che alimentano certi volumi e livelli di diffusione.

Si chiude un altro anno difficile per il settore, in Europa e in Italia, ma con il gruppo Toyota sempre sul fronte. Anche dei buoni risultati e della soddisfazione, parlando di mondo flotte: tracciamo un bilancio e diamo un’interpretazione. «Noi come gruppo abbiamo sempre fatto dell’innovazione il nostro cavallo di battaglia. Per cui la nostra strategia che prevede tutte le tecnologie sempre disponibili per i clienti, ci ha permesso di essere pronti in questo momento e raggiungere certi risultati. Un qualcosa che va anche nell’ottica di soddisfazione del cliente. Dando in ogni segmento la possibilità di scegliere la tecnologia più idonea per le proprie esigenze lavorative». Cosa rappresenta il modello Lexus elettrico di alta fascia che esponete a MFA (RZ550e) è un pensiero all’evoluzione del mercato o altro? «È qualcosa di tangibile e anche acquistabile. Volgiamo dare al mercato e ai clienti il massimo dell’innovazione anche per le Bev, con questa Lexus che include elementi come trazione Direct4, sterzo “by wire” e altro che fa percepire il livello di qualità e prestazione nella guida Lexus. Un piacere unico, figlio di anni di ricerca e capace di donare percezione sia di aggressività sia di controllo. L’assenza di piantone sterzo, senza dover mai incrociare le mani sul volante, è una novità assoluta per vetture di serie».


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MISSIONFLEET FOCUS

SICUREZZA DELLA FLOTTA:

TECNOLOGIA E DATI AL CENTRO Un pilastro essenziale che si evolve, ma non facilmente: tra rischi della strada e strumenti a tutela della persona

O di Alessandro Palumbo

ltre ai temi legati ai costi, alla sostenibilità e alla continuità operativa, la sicurezza rappresenta l’elemento centrale di qualunque politica di gestione del parco veicoli. Un tema che non riguarda solo i fleet manager, ma coinvolge direttamente datori di lavoro, responsabili del servizio di prevenzione e protezione, HR, mobility manager e conducenti. In Italia, ogni anno, una quota significativa degli incidenti stradali coinvolge veicoli utilizzati per motivi di lavoro: auto di servizio, veicoli commerciali, mezzi operativi. La sicurezza della flotta è, quindi, un pilastro essenziale del benessere aziendale, della tutela

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dei lavoratori e della protezione del business.

INCIDENTI IN ITINERE IN CRESCITA Secondo l’INAIL nei primi 10 mesi del 2025 le denunce in itinere (infortuni durante il tragitto casa-lavoro o in percorsi funzionali all’attività lavorativa) sono arrivati a 82.101, in aumento del +2,8% rispetto a 79.842 dello stesso periodo del 2024. Questo significa che nel 2025 la componente legata al tragitto casa–lavoro è in crescita più evidente rispetto al quadro complessivo, che invece aumenta solo marginalmente. I casi mortali in itinere sono 237, anch’essi in crescita: +3,9% rispetto a 228 nel gennaio -

ottobre 2024. È un segnale importante perché indica che l’aumento non riguarda solo eventi “lievi”, ma tocca anche la componente più grave. L’itinere rappresenta circa il 19% delle denunce totali del periodo (82.101 su 432.950) ma circa il 26,7% dei mortali (237 su 889). In pratica: pur essendo una quota minoritaria delle denunce, l’itinere ha un peso molto più alto sulla mortalità, coerente con un rischio mediamente più severo per gli eventi su strada.

MENO INCIDENTI, MA PIÙ GRAVI IN AUTOSTRADA Nel primo semestre del 2025, secondo i dati ACI e Istat, in Italia si è registrata una


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MISSIONFLEET FOCUS

diminuzione degli incidenti stradali con lesioni, dei feriti e, soprattutto, delle vittime. Tra gennaio e giugno si sono verificati 82.344 incidenti con feriti (-1,3% rispetto allo stesso periodo del 2024), che hanno coinvolto 111.090 persone (81,2%) e causato 1.310 decessi

(-6,8%). In media, ogni giorno si sono contati 455 incidenti, 614 feriti e oltre sette vittime: quasi 19 incidenti e 26 feriti ogni ora, con un decesso ogni tre ore e mezza. Rispetto al primo semestre 2024, i decessi aumentano sulle autostrade (+4,4%) ma diminuiscono sulle strade urbane (-8,4%) e extraurbane (-7,1%). La maggior parte degli incidenti avviene sulle strade urbane (73,3%), ma quasi metà delle vittime (49,1%) si registra su quelle extraurbane, dove gli impatti risultano mediamente più gravi.

DISTRAZIONE DA SMARTPHONE È stato dimostrato “smartphone alla mano” quanto il suo uso sia pericolosissimo alla guida. Il test sperimentale in pista realizzato da Generali jeniot e Automotive Safety Center Guida Sicura, svolto su un circuito che ha riprodotto le reali condizioni di traffico urbano a una velocità di

40-50 km/h, ha evidenziato che scrivendo un messaggio si percorrono circa 220 metri senza guardare la strada. E circa 173 metri senza controllo visivo per impostare il navigatore. Per non parlare delle telefonate, che procurano numerosi errori di guida per il carico cognitivo. Per misurare in modo oggettivo il livello di attenzione è stato elaborato un apposito Distraction Score, un indice che combina dati di tracciamento oculare e performance di guida restituendo un valore su una scala da 0 a 100. Generali jeniot ha sviluppato un simulatore di guida che permette di sperimentare in prima persona quanto sia rischioso distrarsi al volante, con l’obiettivo di trasformare i risultati dell’analisi in consapevolezza concreta. Lo studio sulla distrazione ha già posto le basi per lo sviluppo di nuove soluzioni digitali antidistraction dedicate ai clienti, pensate per prevenire i rischi e DICEMBRE 2025-GENNAIO 2026 | 21


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MISSIONFLEET FOCUS

rendere lo stile di guida più sicuro e consapevole.

LA SICUREZZA È UNA QUESTIONE DI VITA E DI DENARO Dal punto di vista normativo, il datore di lavoro è responsabile della sicurezza dei lavoratori anche quando sono alla guida di un veicolo aziendale. Questo significa che la gestione della flotta ricade pienamente all’interno degli obblighi del D.Lgs. 81/08, così come delle disposizioni del Codice della Strada e delle normative sulla manutenzione, assicurazione e revisione dei veicoli. A ciò si aggiunge un fattore economico tutt’altro che secondario: un incidente che coinvolge un veicolo aziendale ha un costo che può superare di gran lunga la semplice riparazione del mezzo. Tra giorni di fermo, assenza del lavoratore, aumento dei premi assicurativi, danni indiretti e perdita di produttività, l’impatto complessivo può mettere 22 | DICEMBRE 2025-GENNAIO 2026

seriamente in difficoltà l’organizzazione. Non sorprende, quindi, che sempre più aziende italiane investono in programmi strutturati di fleet safety, integrando tecnologia, formazione e procedure operative per ridurre i rischi e prevenire gli incidenti.

I FATTORI DI RISCHIO Se è vero che gli incidenti stradali non sono mai eliminabili al 100%, è altrettanto vero che la maggior parte può essere prevenuta individuando e correggendo i fattori di rischio più ricorrenti. • Comportamenti di guida non corretti. Eccesso di velocità, distrazione da smartphone, mancato rispetto delle distanze di sicurezza, stanchezza: elementi molto diffusi tra i conducenti professionali, spesso sottovalutati. • Manutenzione insufficiente o non programmata. Veicoli non controllati regolarmente possono trasformarsi in un pericolo concreto: pneumatici

usurati, freni non performanti, mancate revisioni e check periodici aumentano significativamente la probabilità di incidenti. • Stress lavorativo e gestione dei tempi. Le pressioni legate a consegne, appuntamenti e ritmi serrati sono fattori che incidono sul comportamento di guida e sull’attenzione. • Scarsa formazione. Molti conducenti che utilizzano l’auto per motivi di lavoro non ricevono una formazione specifica sulla guida sicura, né aggiornamenti periodici. • Rischi ambientali e condizioni stradali. In Italia, molti incidenti avvengono su strade urbane o extraurbane con condizioni critiche, specie in periodi invernali o su arterie particolarmente trafficate. Oggi esistono diversi strumenti, pratiche e tecnologie che permettono alle aziende italiane di aumentare in modo significativo la sicurezza del proprio parco auto.

PRIMA DI TUTTO REGOLE Policy interne chiare e condivise. Un documento aziendale che definisce comportamenti, responsabilità, utilizzo del mezzo, regole per smartphone, procedure in caso di incidente e sanzioni interne è fondamentale. Senza policy scritte, la gestione diventa arbitraria e difficile da far rispettare.

AUTO PIÙ SICURE E NUOVI TEST Più peso alla prevenzione. Euro NCAP introduce cambiamenti significativi nel proprio sistema di valutazione per rispecchiare meglio le condizioni di guida attuali e i rischi a cui sono esposti conducenti, passeggeri e


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MISSIONFLEET FOCUS

tutti gli altri utenti della strada. Questa revisione – la più profonda dal 2009 – entrerà in vigore nel 2026 e porterà a un aggiornamento delle procedure di test e dei criteri di punteggio. Il nuovo metodo si basa su quattro fasi fondamentali della sicurezza: guida sicura, prevenzione degli incidenti, protezione dagli incidenti e sicurezza postincidente. Ispirato ai principi della Matrice di Haddon, il sistema valuta le tecnologie di sicurezza per fase, mantenendo però la possibilità di premiare le soluzioni che intervengono su più momenti della catena del rischio.

VEICOLI CONTROLLATI La manutenzione preventiva, pianificata secondo chilometraggi e tempi, è una delle prime misure per garantire la sicurezza. Adottare check-list, sistemi digitali di segnalazione guasti, riduce il margine di errore umano.

SICUREZZA AD PERSONAM Oggi la telematica è uno dei pilastri della sicurezza in flotta: è possibile monitorare

comportamento di guida, stili rischiosi, eventi critici, frenate brusche, superamenti di velocità. Siamo arrivati al punto in cui le tecnologie di intelligenza artificiale elaborando i dati sullo stile di guida del singolo driver riescono a stimare e, quindi, anticipare la probabilità che un conducente possa essere coinvolto in un incidente. Tali sistemi generano una previsione in percentuale del rischio legato al singolo driver e quindi consentono interventi personalizzati.

LO SMARTPHONE DISTRAE MA SALVA ANCHE LA VITA Sicurezza non è solo prevenire un incidente, ma anche intervenire prontamente quando si verifica. In questo ambito, la soluzione OCTO di Crash Detection via Smartphone supporta il driver in maniera proattiva nel momento dell’incidente. Lo smartphone agisce come un sensore per la rilevazione di collisioni gravi in grado di attivare automaticamente una richiesta di assistenza, il tutto senza alcuna interazione con l’automobilista.

COACHING IMMEDIATO Sempre più aziende scelgono programmi annuali di formazione dei conducenti e corsi di guida sicura, spesso realizzati in collaborazione con scuole e centri specializzati. I corsi includono anche tecniche di guida difensiva, gestione delle emergenze, simulazioni di rischio e moduli dedicati alla riduzione delle distrazioni. Ma c’è anche altro. Una nuova analisi condotta da Geotab a livello paneuropeo rivela che i conducenti di veicoli commerciali hanno idee molto chiare sul futuro della tecnologia di bordo. Per quanto riguarda le dash-cam, infatti, l’87% preferirebbe sistemi in grado di offrire un coaching vocale immediato basato sull’intelligenza artificiale, anziché la semplice registrazione delle immagini interne da rivedere in un secondo momento. L’entusiasmo degli autisti italiani per queste soluzioni è ancora più evidente: il 94% – la percentuale più alta, superiore di ben 7 punti alla media europea – si dichiara favorevole all’adozione di tali strumenti, apprezzando la possibilità di ricevere indicazioni in tempo reale per migliorare il proprio stile di guida.

WEATHER INTELLIGENCE Le condizioni meteorologiche severe aumentano sostanzialmente i rischi per la sicurezza; con pioggia e gelo il rischio di incidenti aumenta del 60-70%. Sistemi di weather intelligence, danno la possibilità di monitorare le condizioni meteorologiche severe e inviare avvisi proattivi ai veicoli o ai driver nelle aree interessate. DICEMBRE 2025-GENNAIO 2026 | 23


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MISSIONFLEET PROVATO PER VOI

Q3 E-HYBRID: BEST IN CLASS La nuova generazione del modello Audi, con 272 CV e 119 km a 0 emissioni, è riferimento e anche vero must, in car list dove contano le Phev

U di O.M. Fumagalli

n nome una garanzia, quando si parla di Suv premium nel segmento C: è Audi Q3. E se a quel nome si accosta, parlando della terza generazione fresca di debutto, la sigla e-hybrid... Beh, le car list che prevedono spazio e preferenza per le plug-in non possono che averla, ai primissimi posti. Perché nuove doti e storiche preferenze alla mano, si parla di una vera best-in-class. Prodotta in Europa, tra Germania e Ungheria, la nuova Q3 siglata FJ “cresce” in tutto: ergonomia,

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sportività, dotazioni e ovviamente, prestazioni green. A proporla alle aziende, è Audi for Business. Con ogni consulenza, soluzione finanziaria, o assistenza post-vendita possibile: per accontentare le esigenze dei fleet manager.

MISURE, TECNICA E RICARICA Lunga 4,53 metri, con aerodinamica e insonorizzazione migliorate, esprime un design muscoloso e sportivo. Con una sottile e personale fanaleria Matrix led, oltre alla nuova illuminazione dei quattro anelli, in forte evidenza. In abitacolo, il rinnovamento offre a fianco del classico lusso razionale tedesco, fatto di ottimi materiali a vista, anche riciclati, migliorie ergonomiche e maggiori spazi. Non solo per via del selettore marcia a portata di mano destra, dietro al volante, contrapposto al rinnovato devio-luci sinistro.

A svettare, sono le tecnologie digitali, con il “palcoscenico” orizzontale: ovvero Virtual Cockpit 11,9” combinato a touch curvo 12,8” basato su Android Automotive, che permette in modo chiaro di gestire molte app, anche di terze parti. In supporto al driver aziendale, ci sono sia l’assistente vocale ChatGPT sia un head-up display. La ricarica wireless è da 15W, refrigerata, mentre il vano bagagli va da 375 o 462 litri, secondo la regolazione schienali scelta. E poi fino ai 1.293 litri, abbattendo i sedili frazionabili 40/20/40. Sotto al cofano, il rinnovato 1.5 TFSI Evo, un 4 cilindri turbo a ciclo Miller con pressione benzina di 350 bar e tanto di canali lubrificazione nei pistoni. Si sposa a un motore elettrico, PSM da 116 CV, integrato nel cambio S-tronic, generando 272 CV disponibili, con 400 Nm di coppia, per fare lo 0-100 in 6,8


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MISSIONFLEET PROVATO PER VOI

secondi. La batteria, ora da 25,7 kWh grazie a 96 celle ma di pari ingombro, alla precedente serie, permette autonomia elettrica fino a 119 km in Wltp. E si ricarica molto rapidamente: fino ai 50 kW DC, passando da 10% a 80% in mezzora, oppure in AC a 11 kW. Il tema della sostenibilità, vede la Casa agevolare le ricariche pubbliche con il network Audi charging, attivo in 29 Paesi europei: un contratto per oltre 900mila punti, 57mila in Italia, con tariffe agevolate. Lato aziendale, Moon Power, nuovo brand di Volkswagen Group Italia per il mondo Business, progetta, realizza e gestisce infrastrutture di ricarica evolute, con un approccio end-to-end che si adatta a ogni contesto aziendale.

DOTAZIONI E SICUREZZA Il primo allestimento Business, su listino da 49.800 euro, vede già dotazioni di pregio a vantaggio del valore residuo: estetica Advanced, portellone elettrico, clima ausiliario (da remoto), smartphone interface con app store e audio 260 Watt, ma soprattutto i servizi Audi connect, Navigazione & Infotainment Plus. Per le dovute tutele di chi viaggia, ci sono l’ausilio al parcheggio plus, l’assistenza al mantenimento corsia con emergency assist e la frenata automatica. Dove radar e camere tutelano da veicoli, pedoni e ciclisti. Il collision avoid assist, aiuta a evitare ostacoli individuando una traiettoria alternativa e integra l’assistente alla svolta.

DINAMICA E PRESTAZIONI Alla guida facilita chiunque, pur

QR Code: online articolo full, con fotogallery e video della prova

sapendo essere molto dinamica e sportiva. Non solo per la trazione anteriore ottimamente bilanciata negli anni, su questo pianale evoluto che contiene la massa ben sotto le 2 t. O per i sei rapporti, che scorrono fluidi o “tirati” a dovere secondo esigenza. La Q3 si distingue in precisione, apprezzabile anche spingendo verso il limite, se capiti: grazie a un assetto dedicato, con eventuali ammortizzatori adattivi a due stadi (reattivi al drive mode) e allo sterzo molto progressivo, diretto quando serve. Nell’efficienza utile alle aziende, poi, distanzia per non dire quasi “rompe”, con un passato fatto di altri riferimenti, che non calzavano a tutti i fleet manager. Questione di prestazioni assolute, qui molto superiori, grazie al powertrain e anche alla frenata rigenerativa derivata dalle ultime Bev Audi, ma soprattutto di gestibilità e di resa. La Q3 che guarda al 2026 e oltre, avvia e si usa in elettrico anche a -28°. Viaggiando davvero quanto basta per normali attività quotidiane in EV, anche con velocità autostradali (fino a 140 km/h). E se la percorrenza a 0 emissioni raddoppia, realmente prossima ai 100 km, i consumi e le emissioni crollano: percorrenze

a batteria carica nell’ordine dei 60 km/litro, secondo la severa norma Euro6eB. Alla nostra prova, è risultata evidente la gradevolezza di un modello che si fa piacere da fuori, senza sfarzo ma con tutto il valore del brand e godere in abitacolo: per comfort, interfaccia e prestazioni EV sensibili. Consumi e autonomia si sono mostrati coerenti al dichiarato, ricaricando a dovere. Con una guida sempre elettrificata anche se capiti di disobbedire ai consigli di navigazione, o di non sfruttare il possibile mantenimento batteria.

Scheda Tecnica Versione in prova: Q3 e-hybrid S-line edition • Carrozzeria: Suv - 5 Porte / 5 Posti • Misure: 4,53 x 1,86 x 1,60 m – Passo 268 cm • Vano bagagli: 375 - 1.293 l • Serbatoio: 45 litri • Massa: 1.900 kg • Trazione: anteriore • Alimentazione: plug-In hybrid (Phev) • Motore termico: 4 cil. 1.498 cc • Motore elettrico: sincrono a magneti permanenti • Potenza combinata: 272 CV - 400 Nm • Cambio: sequenziale, 6 velocità a doppia frizione • Batteria: Ioni di litio 25,7 kWh (19,7 netti) • Ricarica: fino a 50 kW DC / 11 kW AC • Accelerazione: 0-100 km/h in 6,8 s • Velocità max: 215 km/h • Range Ev: 106-119 km • Omologazione: Euro 6eB DICEMBRE 2025-GENNAIO 2026 | 25


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MISSIONFLEET SOSTENIBILITÀ E GOMME

I PROTAGONISTI SILENZIOSI DELLA SOSTENIBILITÀ SU STRADA Gestire gli pneumatici della propria flotta in modo intelligente significa ridurre sensibilmente costi ed emissioni

Q a cura della redazione

uando si parla di sostenibilità, l’attenzione si concentra spesso su motore, consumi e tailpipe emissions. Eppure, esiste un elemento decisivo: gli pneumatici. La loro scelta, usura e corretta manutenzione, incidono direttamente su sicurezza, consumi, emissioni e dispersione di microplastiche. Per responsabili CSR e fleet manager, una gestione più consapevole delle gomme rappresenta un’opportunità concreta, una leva per ridurre costi e impatto ambientale.

DURATA DEGLI PNEUMATICI Sulla durata degli pneumatici influiscono tipo di veicolo, stile di guida, condizioni climatiche e manutenzione. In generale, dopo circa cinque anni è consigliabile farli controllare, anche se il battistrada non appare consumato. Urti, sbalzi di temperatura e sollecitazioni, possono deteriorarne la struttura e comprometterne l’aderenza. Una manutenzione periodica, un bilanciamento corretto e un controllo regolare della pressione permettono di prolungarne la vita e di evitare

sostituzioni anticipate. Pneumatici sgonfi aumentano consumi e usura dei bordi, mentre quelli troppo gonfi si deteriorano a centro battistrada. Anche urti contro marciapiedi, buche e manovre brusche possono alterare la geometria delle ruote, causando un consumo irregolare. Inoltre, chi utilizza treni estivi e invernali dovrebbe conservare le gomme non in uso in un ambiente pulito, asciutto e temperato, lontano da luce solare diretta o calore. Temperature eccessive o umidità accelerano infatti l’invecchiamento della gomma.

IMPORTANZA E NUOVI TEST Prolungare la vita degli pneumatici ha vantaggi doppi. Sul piano ambientale, significa ridurre il numero di sostituzioni e quindi l’impatto derivante da produzione, trasporto e smaltimento. Dal punto di vista economico, usare gli pneumatici fino al limite legale – mantenendo comunque le condizioni di sicurezza – consente un risparmio diretto sul budget di gestione. Uno studio pubblicato su ScienceDirect ha dimostrato che gomme a bassa resistenza al rotolamento possono ridurre i consumi di carburante tra il 6,9% e l’8,4% nelle tipiche condizioni autostradali. Il 26 | DICEMBRE 2025-GENNAIO 2026


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MISSIONFLEET SOSTENIBILITÀ E GOMME

risultato? Meno spese di esercizio e minori emissioni di CO2, senza sacrificare comfort e prestazioni. Negli ultimi anni vari organismi indipendenti hanno aggiornato i protocolli di prova per valutare non solo la sicurezza, ma anche la sostenibilità degli pneumatici. Tra questi ADAC, che ha introdotto un metodo ispirato alla futura normativa Euro 7, la quale estenderà i criteri di omologazione alle emissioni generate da abrasione di gomme e freni. Si valutano non solo le prestazioni su bagnato o l’efficienza energetica, ma anche la durata media del battistrada e la quantità di particolato rilasciato nel ciclo di vita. Secondo questi test, gli pneumatici Michelin hanno registrato un’usura media di 52 mg/km/t per veicolo, distinguendosi per la migliore resistenza all’usura e per la ridotta dispersione di particelle. Un risultato che conferma l’efficacia dell’approccio orientato alla longevità e all’efficienza, dimostrando che far durare più a lungo le gomme non significa rinunciare alla sicurezza, ma scegliere una mobilità più intelligente e sostenibile.

APPROCCIO MICHELIN A chiarire le scelte su certi aspetti è Paolo Filippi, Responsabile Business Flotte di Michelin Italia. In che modo Michelin sta lavorando per ridurre l’impatto ambientale legato agli pneumatici? «Michelin lavora da anni per ridurre le emissioni. Risale al 1992 il primo pneumatico “Energy” che, grazie all’introduzione della silice, ha permesso di migliorare in maniera importante la

scorrevolezza, con un impatto diretto su consumi ed emissioni. In oltre 30 anni, questi valori sono costantemente migliorati, rendendo Michelin un riferimento in termini di efficienza energetica. Ma le emissioni di CO2 non sono le uniche su cui si lavora, con il Regolamento Euro 7 tra le novità più rilevanti spicca il nuovo test sull’abrasione pneumatici, che valuta la perdita di massa e quindi la quantità di particelle di usura rilasciate nell’ambiente (TRWP). Un parametro destinato a diventare centrale nella valutazione dell’impatto ambientale. Da oltre 20 anni Michelin innova per ridurre l’abrasione dovuta al contatto tra pneumatico e strada. Questo impegno ha portato allo sviluppo di innovazioni che hanno ridotto le emissioni generate dall’usura pneumatici del 5% tra il 2015 e il 2020. Questi progressi hanno già consentito di rilasciare 100.000 tonnellate in meno di particelle durante il periodo, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente». Per un fleet o mobility manager, quanto può incidere

la scelta di pneumatici più durevoli? «Per le flotte gestire gli pneumatici in modo intelligente non è più solo una questione di efficienza economica, ma anche di conformità normativa e responsabilità ambientale. La scelta di pneumatici a bassa abrasione, con un’eccellente durata chilometrica e prestazioni dal primo all’ultimo chilometro – unitamente a una corretta manutenzione – diventano strumenti fondamentali per: ridurre le emissioni non di scarico, oggi sotto la lente dell’Unione Europea; allungare la vita utile degli pneumatici, con un impatto diretto sui costi operativi; ottimizzare il consumo energetico, grazie a una minore resistenza al rotolamento, riducendo il consumo di carburante e, nel caso dei veicoli ibridi ed elettrici, aumentando l’autonomia della batteria. In questo scenario, le flotte che adottano pneumatici Michelin rispondono ai requisiti e si pongono un passo avanti. Anticipando le prescrizioni normative, trasformano la sostenibilità in un vantaggio competitivo». DICEMBRE 2025-GENNAIO 2026 | 27


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MISSIONFLEET SPECIALE CAR LIST

LE PREMIATE AI MISSIONFLEET AWARDS 2025 I modelli che meglio interpretano le esigenze di aziende, driver e fleet manager di Luca Barenghi

O

gni anno i MissionFleet Awards premiano le eccellenze del settore automotive dedicate alle flotte aziendali, valorizzando i modelli che meglio rispondono alle

esigenze di mobilità di aziende, driver e fleet manager. Ogni categoria rappresenta un diverso approccio alla mobilità aziendale, ecco le vetture premiate nell’edizione 2025.

MIGLIOR AUTO STRUMENTALE TOYOTA AYGO X Una delle poche, vere novità nel mondo delle city car. Dopo il restyling di metà carriera, la superutilitaria giapponese unisce stile da crossover e dimensioni cittadine, introducendo dal 2025 anche una versione Full-Hybrid: prima nel segmento A europeo. Motivazione di giuria: «Per la scelta di avere su una vettura piccola e funzionale, un elevato livello di accessori e affidabilità».

MIGLIOR AUTO PER SALES E AGENTI JEEP AVENGER La best seller di Jeep in Italia del 2024, offre un design moderno e una gamma motori completa: dal turbo-benzina al Full-Electric, passando per l’e-Hybrid e il Plug-in, adattandosi alle diverse esigenze di agenti e commerciali. Motivazione: «Per l’apprezzamento tra i driver in quanto spaziosità, forma e design, con allestimenti coerenti al target».

MIGLIOR AUTO PER MIDDLE MANAGEMENT BMW X1 Perfetta per ruoli che richiedono rappresentatività senza eccessi, grazie al design robusto, una tecnologia completa e alla ricca gamma motori (benzina, diesel, Plug-in e BEV), che permette di ottimizzare TCO e impatto ambientale. Motivazione: «Per come incontra il gusto dei driver dando garanzie di affidabilità e sicurezza, combinate all’immagine premium».

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MISSIONFLEET SPECIALE CAR LIST

MIGLIOR AUTO PER DIRIGENTI AUDI Q5 Destreggiandosi abilmente tra comfort, prestazioni, qualità percepita e tecnologia, l’Audi Q5 è un D-SUV perfetto per chi è abituato a passare tante ore a bordo di un’auto, grazie anche a motorizzazioni performanti ma silenziose. Motivazione: «Per come combina spazio ed eleganza, grazie anche alla versione Sportback, e per l’esperienza d’interfaccia utente molto evoluta».

MIGLIOR VEICOLO DI SERVIZIO (LCV) FORD TRANSIT CUSTOM Tra i più versatili LCV presenti sul mercato, con numerose configurazioni di passo, tetto e allestimento. Il Transit Custom offre capacità di carico da 5,8 a 6,8 m3 e un’elevata affidabilità, risultando un punto fermo per le flotte operative. Motivazione: «Per l’effetto novità, nell’Infotainment e nello stile, combinato alla validità del vano di carico».

MIGLIOR AUTO DA FLOTTA ELETTRICA (STRUMENTALE) RENAULT SCENIC E-TECH ELECTRIC Spazio e comfort da monovolume e un’autonomia fino a 625 km. La Scenic E-Tech Electric rappresenta un’ottima opzione nel mondo delle auto elettriche per il suo rapporto qualità/prezzo, grazie anche a un TCO interessante per l’uso intensivo. Motivazione: «Per la validità nei sistemi di ricarica, le dotazioni incluse e la gestione da Infotainment».

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MISSIONFLEET SPECIALE CAR LIST

MIGLIOR AUTO DA FLOTTA ELETTRICA (IN FRINGE BENEFIT) TESLA MODEL Y Autonomia tra le migliori del segmento, valore residuo elevato e un fortissimo appeal. Non è un caso che la Model Y sia tra le BEV più vendute in Italia. Un’auto in grado di rappresentare un benefit allettante per manager e dipendenti. Motivazione: «Per il rinnovamento, l’elevata efficienza energetica e l’intuitività di Infotainment ed esperienza guida».

MIGLIOR AUTO DA FLOTTA PLUG-IN VOLKSWAGEN TIGUAN EHYBRID La versione Phev della Tiguan combina comfort, spazio e grande versatilità con un’autonomia elettrica che può raggiungere i 120 km (Wltp). Perfetta per un utilizzo misto città-trasferte. Motivazione: «Per come la Casa ha saputo migliorare autonomia ed efficienza di un modello sempre tra i più apprezzati dai driver».

MIGLIOR AUTO DA FLOTTA FULL-HYBRID TOYOTA COROLLA CROSS Consumi ridotti, motore affidabile e costi di manutenzione minimi. La Corolla Cross è l’auto ideale per chi guida molto in città volendo sfruttare al massimo le potenzialità dell’elettrico senza l’ansia da ricarica. Motivazione: «Ideale come vettura familiare, per le dotazioni di sicurezza incluse e i bassi consumi».

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MISSIONFLEET SPECIALE CAR LIST

MIGLIOR AUTO DA FLOTTA DIESEL ŠKODA OCTAVIA Sui lunghi tragitti, dove il diesel è ancora imbattibile, l’Octavia rappresenta ancora il riferimento della sua categoria. Oltre a un motore estremamente efficiente, offre un bagagliaio enorme e un’incredibile abitabilità, perfetta per rappresentanti e tecnici. Motivazione: «Anche quest’anno una certezza per i driver che usano il diesel. Include validi optional per lunghi viaggi e vanta ottimi consumi».

MIGLIOR QUADRICICLO LEGGERO FIAT TOPOLINO Compatta, facile da parcheggiare e soprattutto economica. La Topolino permette l’accesso libero a ZTL e centri storici, risultando una scelta ideale per la micro-mobilità urbana. Motivazione: «Per il successo di mercato e il richiamo dell’iconico passato con tecnologia moderna».

MIGLIOR NOVITÀ 2025 PER LE FLOTTE KIA EV3 Un SUV compatto, elettrico e con autonomia molto elevata, fino a 605 km. La EV3 offre un ottimo equilibrio tra comfort, qualità e costi di esercizio, con un prezzo competitivo e un valore residuo previsto molto alto. Motivazione: «Per l’effetto novità che combina autonomia, velocità di ricarica e spaziosità con interni di alto livello».

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MISSIONFLEET PRIMO CONTATTO

NUOVA 500 HYBRID Lo stesso design della sorella elettrica, ma dotata di un piccolo motore 1.0 a benzina da 65 CV che batte sotto al cofano

di Luca Barenghi

Gli interni mantengono l’impostazione del modello BEV: volante soft-touch, touchscreen da 10,25”, più spazio nel tunnel centrale e una buona presenza di comandi fisici. Il risultato è un ambiente curato, pratico e con una personalità che continua a distinguerla dalle rivali.

MOTORI

I QR Code: online il video della prova

nserire un motore ibrido in una vettura nata per essere elettrica: è questa la sfida affrontata da Fiat con la nuova 500 Hybrid, risposta diretta ai risultati inferiori alle aspettative della 500 elettrica, lanciata nel 2020. Quest’ultima, prodotta a Mirafiori e presentata come simbolo della nuova strategia, non ha convinto il mercato, come sottolineato nei mesi scorsi anche da John Elkann: “I fatti dimostrano che non tutti la vogliono elettrica”. Con la 500 Hybrid, Fiat vuole rafforzare la propria presenza nel segmento

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delle urban cars accanto a Pandina e Grande Panda, rilanciando un modello definito orgogliosamente italiano e prodotto a Mirafiori. Là dove tutto iniziò nel 1957.

DESIGN E INTERNI A livello estetico, la Fiat 500 Hybrid riprende quasi del tutto il design della variante elettrica, aggiungendo solo una feritoia superiore per il raffreddamento del motore. Le dimensioni aumentano leggermente per accogliere il più voluminoso endotermico e il serbatoio da 37 litri: 3,63 m di lunghezza, 1,87 m di larghezza e 1,53 m di altezza. Restano tre le versioni disponibili: Hatchback, 3+1 con “magic door” e cabrio con tettuccio in tela, quest’ultima un unicum nel proprio segmento.

La novità principale è il motore “Firefly Mille”: un 1.0 mildhybrid da 65 CV abbinato a un cambio manuale a sei marce, soluzione poco comune tra le ibride ma scelta per mantenere un feeling di guida “endotermico”. Le prestazioni non brillano: 0-100 km/h in 16,2 secondi e velocità massima di 155 km/h, valori che la collocano tra le citycar più lente sul mercato. Fiat dichiara consumi medi di 5,2 l/100 km e 117 g/km di CO2. Lo sterzo morbido e preciso, unito alle dimensioni ridotte, la rende però molto agile in città.

VERSIONI Unica la motorizzazione ma quattro gli allestimenti: Pop, Icon, La Prima e la serie speciale Torino. Rimangono disponibili le tre varianti di carrozzeria: berlina, cabrio e, dal prossimo anno, la 3+1.

VERSIONE

MOTORE

Fiat 500 Hybrid Icon Fiat 500 Hybrid Torino Fiat 500 Hybrid Pop Fiat 500 Hybrid La Prima

Firefly 1.0 Hybrid 48kW da 65 CV Firefly 1.0 Hybrid 48kW da 65 CV Firefly 1.0 Hybrid 48kW da 65 CV Firefly 1.0 Hybrid 48kW da 65 CV

PREZZO

19.900 € 20.900 € 21.400 € 24.400 €


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MISSIONFLEET PRIMO CONTATTO

EVOLUZIONE DELLA SPECIE La nuova Nissan Leaf 2026 cambia parecchio, non solo per il design rinnovato: più autonomia e tecnologia intelligente

A

di Arianna Festa

quindici anni dal debutto, la Nissan Leaf torna in Europa in una veste completamente nuova. La terza generazione della pioniera dell’elettrico punta a ridefinire la mobilità a zero emissioni con un’autonomia fino a 622 km, un design aerodinamico ispirato agli anni ’90 e un pacchetto tecnologico avanzato che unisce intelligenza artificiale, connettività e comfort. Lanciata nel 2010 come prima elettrica di massa, la Leaf ha aperto la strada alla mobilità sostenibile e vinto il titolo di Auto dell’Anno 2011. Oggi la nuova versione ribadisce la leadership di Nissan e si inserisce nella strategia Ambition 2030, che mira alla neutralità carbonica entro il 2050. Progettata al Global Design Studio di Atsugi, la Leaf riprende elementi iconici di Nissan come la 300ZX, reinterpretati in chiave moderna. Linee pulite, superfici scolpite e un coefficiente aerodinamico di 0,25 Cd migliorano efficienza e autonomia. Il frontale con logo illuminato e i fanali 3D olografici, donano un aspetto futuristico, mentre gli interni combinano materiali premium, doppio display da 14,3”, illuminazione ambientale e tonalità retrò. Lo spostamento del climatizzatore sotto il cofano aumenta lo spazio per le gambe. Due le batterie disponibili: 52 kWh (fino a 440 km) e 75 kWh

(fino a 622 km WLTP). Con la ricarica rapida da 150 kW bastano 30 minuti per recuperare 420 km. Il sistema termico intelligente ottimizza la temperatura della batteria e il Route Planner Google, pianifica le soste in base alle colonnine. La funzione Vehicle-to-Load permette inoltre di alimentare dispositivi esterni fino a 3,6 kW. A livello dinamico, la piattaforma CMF-EV, condivisa con Ariya, offre stabilità e reattività grazie a sospensioni MacPherson e Multilink. Il motore da 218 CV e 355 Nm spinge da 0 a 100 km/h in 7,6 secondi. Tra gli ADAS spiccano ProPILOT Assist con Navi-link, E-Pedal Step, Around View Monitor 3D e telecamera trasparente anteriore. Con la suite Google integrata e NissanConnect Services, la Leaf offre un’esperienza connessa e intuitiva. Il sistema audio BOSE Personal Plus isola le notifiche del navigatore per il solo

conducente, migliorando il comfort. Prodotta a Sunderland, nel progetto EV36Zero alimentato da energia rinnovabile per il 20%, la nuova Leaf arriva in Europa nella primavera 2026. «È l’incarnazione del DNA Nissan: intelligente, elegante e moderna», afferma Clíodhna Lyons. Una terza generazione che la conferma riferimento dell’elettrico, unendo efficienza, piacere di guida e tecnologie connesse in un’unica visione di mobilità sostenibile.

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MISSIONFLEET PRIMO CONTATTO

COMPASS, LA TERZA GENERAZIONE PUNTA IN ALTO Grazie alla piattaforma STLA Medium, il C-SUV di casa Jeep debutta con dimensioni più generose e motori elettrificati

di Luca Barenghi

A QR Code: online il video della prova

quasi vent’anni dal debutto, la terza generazione della Jeep Compass arriva con un design completamente rinnovato e un’elettrificazione più profonda. Basata sulla piattaforma STLA Medium di Stellantis, introduce motorizzazioni Mild-Hybrid, Plug-in e Full-Electric, ampliando un’offerta oggi più allineata alle richieste del mercato europeo.

DESIGN Rispetto al modello precedente, la nuova Compass cresce in tutte le direzioni: il passo aumenta di 16 cm, mentre lunghezza e

larghezza raggiungono 4,55 m e 1,92 m. Proporzioni più robuste e squadrate, rese possibili dalla piattaforma che consente di evolvere il look senza rinunciare all’identità off-road del marchio. Il family feeling resta immediato: griglia a sette feritoie, fari LED Matrix, firma luminosa a “doppia C” al posteriore e protezioni in plastica su paraurti e minigonne. L’aerodinamica beneficia di soluzioni come l’Active Grille Shutter, canalizzazioni d’aria dedicate e un sottoscocca piatto, contribuendo a un CX sotto 0,30. A completare il tutto ci pensano i cerchi in lega da 18” a 20” e gancio traino posteriore.

INTERNI L’aumento delle dimensioni migliora l’abitabilità: i passeggeri posteriori

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guadagnano 20 mm per le gambe, lo spazio di stivaggio interno arriva a 34 litri e il bagagliaio cresce fino a 550 litri. La qualità percepita resta buona: nelle versioni top spiccano tessuti e tappetini in vinile lavabile, pensati per un uso outdoor. La plancia combina tecnologia e praticità, con tasti fisici per funzioni essenziali e rotore del cambio automatico. Il sistema infotainment include un quadro digitale da 10,25”, touchscreen centrale da 16”, head-up display e connettività wireless con Apple CarPlay e Android Auto.

MOTORI La Compass debutta con una gamma già orientata all’elettrificazione. Al lancio sono disponibili due versioni a trazione anteriore: l’e-hybrid 1.2 da 145 CV e la BEV da 210 CV, dotata di batteria da 74 kWh che offre fino a 500 km di autonomia. Nei prossimi mesi arriveranno una plug-in hybrid da 195 CV e due ulteriori varianti elettriche da 213 CV (FWD) e 375 CV (AWD). Queste ultime, abbinate alla batteria da 96 kWh, garantiranno un’autonomia dichiarata di 650 km in versione anteriore e 600 km con trazione integrale.

VERSIONE

MOTORE

AUTONOMIA

PREZZO

Altitude First Edition Altitude First Edition

e-hybrid 1.2 da 145 CV e-hybrid 1.2 da 145 CV Full-electric da 210 CV Full-electric da 210 CV

Fino a 970 km Fino a 970 km 500 km 500 km

< 40.000 € < 43.000 € 46.500 € 49.000 €


13 Test Drive Hyundai Ioniq.qxp_Layout 1 16/12/25 14:47 Pagina 35

MISSIONFLEET TEST DRIVE

IONIQ 5 E I SUOI PERCHÉ La Bev Hyundai in versione N-Line, mostra tutto il “buono e tipico” del brand per il segmento

N

di Luigi Barni

on è piccola, con 4,65 metri di lunghezza, ma la Ioniq 5 sembra più compatta di quanto è. Forme squadrate personali e illuminazione futurista satura di Led, insieme a tanti dettagli aerodinamici a contrasto e ai cerchi 20”, enfatizzano poco la lunghezza di una Bev che, grazie al passo di 3 metri, offre tanto spazio. Facendosi “guidare” molto più reattivamente di certi SUV con pari volumetria utile. In allestimento N-Line incuriosisce per la grinta, espressa a livello visivo, dinamico e anche sonoro, se gradito. Molte e buone le regolazioni dei sedili, come anche la relativa climatizzazione: non da tutti. Proprio il clima si comanda da una barra satura di tasti, che può piacere o meno, mentre il volante è molto sportiveggiante nel taglio e nello stile. Insieme al morbido avvolgimento di forme e materiali curati (misto pelleAlcantara su tutti) con buona ariosità e tanti vani intelligenti, specie anteriormente, emergono i due display 12,3”. L’Infotainment è ricco di ambienti e menù, lo strumento più intuitivo e diretto, con quanto serve volendo replicato dall’Head-Up. Non mancano ricarica wireless e connettori Usb, nemmeno prese per il V2L e un’intelligente “isola” di appoggio, che integra alcuni tasti utili (es. l’assistenza parcheggio). Nel bagagliaio, esteso in lunghezza, da 520 a

1.580 litri, a cui si sommano i 24 del frunk. Alla guida, buon comfort e valida sicurezza ma anche prestazione e reattività non comuni. Per via del setting N su pianale “skateboard” e dei due motori elettrici, con trazione integrale automatizzata e potenza 100+225 CV. Più che nello 0-100 in 5,3 secondi, coinvolge per la direzionalità estrema e per l’i-Pedal, utile in città. In viaggio conta su insonorizzazione e molte regolazioni, oltre che drivingmode (5, incluso quello Snow) con supporto della navigazione connessa, che integra segnalazioni dei punti ricarica con scelta del margine a destinazione. Gli Adas ci sono tutti, regolabili ed escludibili. Tra i più utili l’ACC e l’assistente al cambio di corsia, ma anche l’ottima assistenza con (forte) tutela in retromarcia. I consumi sono quasi inferiori al dichiarato (18,1 kWh/100 km in Wltp comb.) se si guida “a

modo” con poco carico. Altrimenti è godereccia senza mai mettere pressione ma più impegnativa, avendo comunque massa (che al volante non si sente) oltre le 2 t. Nel nostro caso, l’autonomia è rimasta sempre oltre i 450 km, anche 500 talvolta. Grazie alla batteria da 84 kWh 800 Volt ricaricabile a 11 kW AC o fino a 350 kW DC (valore ai vertici: 20 minuti un “pieno”) e a un utilizzo raramente autostradale, a velocità elevate. Su listino prezzi la gamma parte da 43.700 euro, con la fruibile Rwd 63 kWh.

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MISSIONFLEET PRIMO CONTATTO

OMODA & JAECOO “BATTE IL 5” Con la Omoda 5 SHS-H e la Jaecoo 5, il gruppo Chery si prepara ad assaltare uno dei segmenti più strategici del mercato

S di Luca Barenghi

in dal suo arrivo in Italia nel 2024, Omoda & Jaecoo si è presentata al mercato con un messaggio chiaro: “In Europe for Europe”. Una dichiarazione d’intenti ambiziosa, sostenuta da un’offerta costruita su due linee prodotto complementari: Omoda, pensata per una clientela urbana, e Jaecoo, orientata anche al fuoristrada leggero e ai weekend fuori città. Una strategia che prende forma attraverso una gamma in continua espansione e che recentemente si è arricchita con due modelli pensati per la crescita del marchio in Europa: la Omoda 5 SHS-H e la Jaecoo 5, disponibile sia in versione benzina sia 100% elettrica.

OMODA 5 SHS-H Con la Omoda 5 SHS-H, il brand entra nel competitivo segmento dei C-SUV FullHybrid, uno dei più rilevanti per volumi e domanda nel mercato europeo e particolarmente interessante per il canale B2B. L’introduzione del sistema Super Hybrid risponde infatti alla richiesta di soluzioni efficienti

nei consumi e vantaggiose dal punto di vista fiscale.

DESIGN Rispetto alle versioni già presenti in Europa (benzina e fullelectric), la Omoda 5 SHS-H introduce solo lievi novità estetiche. Le dimensioni restano immutate – 4,40 m di lunghezza, 1,83 m di larghezza e 1,59 m di altezza – mentre il frontale adotta la nuova Seamless Grille e fari LED Sharp Blade DRL dalla forma a falce. Conservati invece gli elementi distintivi del modello: luci posteriori tridimensionali, linea di cintura inclinata e cerchi da 17”.

INTERNI L’abitacolo conferma la buona qualità percepita della gamma Omoda, grazie ai materiali morbidi e alle finiture curate. Il doppio display da 12,3”,

MODELLO

MOTORE

PREZZO

Omoda 5 SHS-H “Pure” Omoda 5 SHS-H “Premium”

Full-Hybrid 1.5 TGDI da 224 CV + batteria da 1,8kWh Full-Hybrid 1.5 TGDI da 224 CV + batteria da 1,8kWh

28.500 € 31.500 €

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compatibile con Apple CarPlay e Android Auto wireless, domina la plancia, mentre l’attenzione all’insonorizzazione riduce la rumorosità interna a 63,4 dB. Il bagagliaio, da 442 a 1.142 litri, rappresenta l’unico limite rispetto alla media del segmento.

MOTORE Il nuovo Super Hybrid System combina un 1.5 TGDi a ciclo Miller con due motori elettrici per 224 CV complessivi. Le prestazioni – scatto 0-100 km/h in 7,9 secondi e 175 km/h di velocità massima – si uniscono a un’autonomia combinata di 980 km e a un comportamento di guida particolarmente comodo in città, dove lo sterzo leggero e la risposta brillante del sistema ibrido esprimono al meglio il carattere del modello.


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MISSIONFLEET PRIMO CONTATTO

JAECOO 5 (ICE E BEV) La nuova Jaecoo 5 riprende stile e proporzioni della sorella maggiore Jaecoo 7, adattandole al segmento C, molto rilevante per il mercato italiano. Una vettura dal design volutamente europeo, proposta sia con motore benzina che in versione full-electric.

DESIGN Pur nelle sue dimensioni compatte (4,38 m di lunghezza), la Jaecoo 5 offre un look deciso ma equilibrato, caratterizzato da superfici pulite, angoli smussati e un’impostazione squadrata che non risulta mai eccessiva. La calandra verticale distingue la versione benzina, mentre la BEV propone un frontale più essenziale con fascia nera continua e logo in grande evidenza. La linea di cintura, continua lungo tutto il perimetro, rafforza la sensazione di solidità visiva.

viaggia con animali domestici. Lo spazio interno beneficia del passo da 2,62 m, del tetto panoramico da 1,45 m2 e di oltre 35 vani portaoggetti. Il bagagliaio varia da 384 a 1.180 litri sulla versione a benzina, mentre la BEV aggiunge un frunk anteriore dedicato ai cavi di ricarica. L’infotainment ruota attorno a un display verticale da 13,2”, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto wireless.

MOTORE La gamma parte dalla versione ICE con motore 1.6 TGDi da 147 CV e cambio automatico 7DCT. La variante elettrica propone invece 211 CV (155 kW) abbinati a una batteria da 61 kWh. Nel 2026 arriverà anche la

versione Full-Hybrid, ampliando ulteriormente l’offerta di questo modello.

INTERNI L’abitacolo è rivestito in ecopelle certificata TÜV, resistente ai graffi e pensata anche per chi

QR Code: online articoli completi e video dei due modelli

MOTORE

POTENZA

ALLESTIMENTO

PREZZO

1.6 TGDI a benzina

147 CV (108 kW)

Pure Exclusive

27.500 € 30.500 €

MOTORE

POTENZA

ALLESTIMENTO

PREZZO

Full-electric con batteria da 60,9kWh

211 CV (155 kW)

Pure Exclusive

35.500 € 38.500 €

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15 Test Drive Evoque.qxp_Layout 1 16/12/25 14:49 Pagina 38

MISSIONFLEET TEST DRIVE

PHEV INTEGRALE CON LUSSO BRITISH Evoluzione plugin con 270 CV e trazione integrale, per la Evoque MY26, che si conferma in fascia premium offrendo 5 anni di garanzia

di Luigi Barni

S QR Code: online l’intervista al responsabile della Casa inglese per il B2B, Paolo Cartolano

in dal debutto, Evoque è un Suv che gode di apprezzamenti per l’immagine d’insieme, lussuosa, lo stile, pulito e compatto nei 4,37 metri d’ingombro, con proporzioni che non sentono troppo le mode. Ma anche per i materiali e una certa razionalità, rispetto a chi rincorre sfarzo, tecnologie, sportività o look futurista. Elementi che qui, non sono primi attori. Nella sua ultima versione plugin (P270e MY26) l’Evoque è papabile di flotta grazie alla spina e a un rendimento migliorato, dalla precedente

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serie. La combinata del 1.5 benzina a tre cilindri con un motore elettrico posteriore, offre non solo 270 CV e 540 Nm (superiori alle sorelle mildhybrid) ma anche un’autonomia a 0 emissioni di circa 40/50 km in uso reale (il dichiarato Wltp è 60 km). Strada percorsa in comfort e silenzio, quest’ultima, permessa da una batteria 15 kWh che accetta anche i 35 kW DC, volendo massimizzare le brevi soste per ricaricare (l’80% in mezzora). La trazione integrale, presente per via dell’elettrificazione e sempre sensibile, è rilevante in certe situazioni. Mentre lo 0-100 km/h avviene in 7,2 secondi e la velocità massima avvicina i 200 km/h. Ricordandosi di avere sempre una degna carica, è un Suv lieve da condurre e anche da rifornire: pur con massa di oltre 2 tonnellate, i consumi di benzina restano contenuti. Mentre a batteria scarica – situazione da non creare – solo in ambito extra-urbano si scende

ai 7 litri/100 km. Al driver e agli occupanti, in ogni caso, morbidezza di assetto e quindi grande comfort, a discapito della “fermezza” in caso di guida spericolata, pur tutelati da molti, validi, Adas. In abitacolo, la giusta morbidezza: nei materiali al tatto, con ottime finiture e valide regolazioni dei sedili, climatizzati. I vani sono ben rivestiti e fruibili, incluso un bagagliaio da minimo 472 litri, ben realizzato e solido. L’Infotainment su touch 11,4” e la strumentazione, si mostrano “garbati”: non troppo vivaci o mutevoli, nei colori, ma personalizzabili. Con alcune App di intrattenimento e condivisione, oltre che un’ottima visione a 360° per le manovre. Pur dando certe sensazioni di performance, anche sonore motoristiche (eccessive per certi gusti) è in caso di fondi difficili che permette di fare qualcosa “in più” di altri. Selezionando aiuti per la salita e la discesa, regolando la trazione e godendo di una degna altezza da terra: 21 cm. Il listino apre a 56mila euro (Diesel mild hybrid 165 CV) ma la plug-in P270e parte da 63mila, con allestimenti validi sin da quello iniziale. Tutte, hanno il cambio automatico e la trazione integrale ma, soprattutto, la garanzia estesa a 5 anni che supporta certi usi di flotta, come ricorda il responsabile della Casa Paolo Cartolano.


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MISSIONFLEET FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

LE GRANDI COSE DELLA GRANDE PANDA Curiosità e dettagli che l’auto Fiat vincitrice del premio Auto Europa (UIGA) e finalista al Car Of The Year

L

• E poi viaggia, appunto: silenziosa come una vera ibrida fino a 30 km/h, ma anche “come un missile” a detta di chi era abituato alle potenze delle precedenti Panda, per via dei 110 CV e di un cambio più che onesto: capace di tirare a fondo i sei rapporti (0-100 km/h in 11 secondi e 160 km/h di punta) o di far sentire il grandepandista un passeggero aereo, di A320 per la sonorità di certe fasi a termico spento. • È simpatica e singolare per come cattura certi sguardi, specialmente nei colori vivaci e all’imbrunire, con quella fanaleria PXL che la distingue. Nel nostro caso si è presa complimenti persino da chi guida certi “cavallini” molto più bassi. • Ha una fin troppo forte intensità luminosa di schermi (regolabile) e spie sicurezza sopra il retrovisore, ma sono sensibilità serali, soggettive. • Nasconde bene oggetti dentro i

validi vani, staccando il resto del mondo per il Bambox, forse, solo forse, un po’ delicato a lungo andare. • È ben assemblata e gratificante, rispetto a ogni altra Panda. Priva di pecche a vista anche se purtroppo, filiera e linea di montaggio non sono 100% tricolori come fu, ma questi sono i tempi. E poi, a ribadire l’italianità di stile, logo o nomi Fiat e Panda sono presenti a 360°. Su fiancate, frontale e posteriore, cerchi, passaruota, barre, sedili, interno portiere. Oltre che zone classiche: se ne contano 19 solo esternamente, in versione La Prima. Non manca un italianissimo “ciao” scritto in alto, aprendo il bagagliaio. Internamente, sono quasi un’altra dozzina i richiami. • Ovviamente se si spinge, con carico, i consumi non sono da Pandina, anzi. Ma a “filo di gas” il dichiarato è avvicinabile, grazie ai 28 CV elettrici ben rigenerati.

a cura della redazione

a Grande Panda è stata pienamente descritta, ma è in parte ancora poco nota al grande pubblico che, gioco di parole, mai avrebbe immaginato di vedere una Panda tanto grande e varia, nelle versioni, nella tecnica sotto al cofano. Di lei conosciamo le motorizzazioni, con agli estremi Bev e termica pura manuale; allestimento Business; il fatto che non pochi fleet manager la vedano come strumentale seppure per molti driver italiani “così averne al giorno d’oggi” di auto messe come la Grande Panda, rispetto al circolante nostrano. Non a caso i giornalisti specializzati la hanno già eletta Auto Europa e messa in finale al Car Of The Year. Avendo provato in uso esteso La Prima Hybrid con il buon cambio automatico eDCT, affinato in Italia, si può elencare quanto di buono, curioso o deludente, la vettura che ha osato scardinare certi equilibri storici nel nome offre. • È davvero grande, messa in fianco ad altre Panda, per fortuna di chi la usa come unica auto: più pratica, spaziosa e comoda, grazie a un’altezza di 18 cm da terra graditissima, su certe strade. • È davvero Panda, per come la si guida in leggerezza ed eventualmente parcheggia (incastrandola nei 4 metri netti grazie a buon sterzo e avvisi, con camera posteriore); per come può mettere il buon umore o alleggerirlo, secondo i motivi di viaggio.

Online tutti gli articoli di prova, con foto, video e schede tecniche, della gamma Grande Panda

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MISSIONFLEET EVENTI

EFFICIENZA E SICUREZZA NELLA MOBILITÀ AZIENDALE, L’EVENTO A FIUMICINO Presso l’Innovation Hub dell’aeroporto di Roma Fiumicino, Newsteca ha organizzato un evento cui hanno partecipato fleet e mobility manager di Top Thousand e Top Hundred

qualità e rafforzare la sua leadership globale. Partner della giornata sono stati Adr Easy Parking, Fleet Support e Noleggiare.

I PARCHEGGI DI FIUMICINO

T di Andrea Barbieri Carones

ecnologia digitale e applicazioni dell’Intelligenza Artificiale a vantaggio dell’efficienza e della sicurezza nella mobilità aziendale, in particolare gli impatti nel Fleet e nel Travel management. Questo, con il patrocinio degli Osservatori Top Thousand e Top Hundred, l’evento a cui hanno partecipato manager di imprese e professionisti del settore, lo scorso ottobre. Moderato dal direttore delle riviste Mission Omar Fumagalli, l’incontro ha visto come relatori Antonio Fraccari, consigliere delegato di

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ADR Mobility, Simone Costantini, Ceo di Fleet Support, Silvio Fornera, fleet & mobility manager di Sammontana e Gian Luca Paolinelli, fleet manager di Autostrade per l’Italia Spa. A fare da stimolante cornice, l’Innovation Hub del Terminal 1 dell’aeroporto di Roma Fiumicino: un’area di 650 m2 dedicata allo sviluppo, alla collaborazione e alla ricerca di soluzioni innovative. Aeroporti di Roma è costantemente alla ricerca delle migliori startup internazionali per creare progetti che la aiutino a mantenere elevati standard di

A introdurre il workshop su efficienza e sicurezza nella mobilità, il “padrone di casa” Antonio Fraccari. Che ha raccontato come il servizio di parcheggio business dello scalo romano sia supportato dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale. E come tale tecnologia sia destinata a portare migliori servizi ai clienti. «Per la clientela aziendale abbiamo il portale 4corporate, che migliora la gestione delle soste. In futuro, aggiungeremo altri servizi come il rifornimento di carburante dell’auto parcheggiata». La peculiarità è che permette ad aziende e dipendenti di prenotare i parcheggi per i viaggi di lavoro. Abbiamo 90 posti coperti, con garanzia di assistenza nelle 24 ore ogni giorno della settimana. A questo si aggiunge un altro parcheggio dove ci sono 74 colonnine di ricarica da 22 kW con premi che danno diritto a soste gratuite e a sconti su bar e ristoranti dell’aeroporto». Altro elemento forte, del servizio, è la lettura targhe di


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MISSIONFLEET EVENTI

ultima generazione. «Abbiamo scoperto che, mentre il parco circolante italiano ha in media 12,8 anni di età, nei nostri parcheggi l’età media delle auto è di 2,8 anni. Se in Italia le auto elettriche sono circa l’1% del circolante, nei nostri parcheggi sono circa il 5,6%. Ciò ci ha spinto a installare le colonnine di ricarica. Grazie alla AI, stiamo poi migliorando la nostra App per la gestione dei taxi, in modo da ovviare alle code e alla carenza di auto pubbliche».

GESTIONE DELLE FLOTTE, COME INTERVIENE LA TECNOLOGIA Costituita nel 2001, Fleet Support è un “solution provider” del settore automotive italiano, con particolare penetrazione nel mondo del noleggio a lungo termine e delle flotte aziendali. «Ai fleet manager nostri clienti riusciamo a dare certezza sul chilometraggio effettuato dai dipendenti. Si tratta di una opportunità per i fleet manager ma anche un onere gestionale»

ha spiegato Simone Costantini. Gli strumenti che utilizza per dare ai fleet manager la certezza sul chilometraggio effettuato dai dipendenti con le loro auto sono essenzialmente due: il primo è l’applicazione di un sistema basato sulla AI quando non sono presenti rilevazioni “certe” mentre il secondo è con API strutturate direttamente con le case costruttrici. «Il primo sistema verifica tutte le rilevazioni ricevute nel tempo e in relazione alle percorrenze storiche di ogni driver. Questo sistema accetta o scarta quelle che non sono in linea con il chilometraggio rilevato. In assenza di tale valore va a rilevare la media mensile dei chilometri percorsi dai driver appartenenti alla stessa fascia di Car Policy, mentre in assenza di questo dato recupera il valore medio per l’azienda di appartenenza. Quello con le API interviene grazie alla telematica di bordo». La fornitura dei dati effettuata direttamente dalle case

GIAN LUCA PAOLINELLI, FLEET MANAGER DI AUTOSTRADE PER L’ITALIA SPA E SIMONE COSTANTINI, CEO FLEET SUPPORT

costruttrici garantisce che i flussi informativi che si ricevono siano esclusivamente relegati alle informazioni contrattualizzate e richieste in fornitura. «In questo modo – continua Simone Costantini – come “gestore” non potrò mai accedere a dati che l’azienda non ha deciso di ricevere. Ad oggi, ad esempio, gli unici dati che vengono prelevati sono quelli dei km forniti direttamente dall’auto senza necessità di conoscere la posizione del veicolo, indicazione dei rifornimenti effettuati ed eventuali spie di malfunzionamento. Ne deriva che la privacy dell’utilizzatore è garantita molto più di quando vengono installate scatole nere che per calcolare i km devono necessariamente tracciare la posizione del veicolo al fine di ricostruire i km percorsi». Gian Luca Paolinelli ha parlato invece di come Autostrade per l’Italia in quattro anni abbia fatto una piccola rivoluzione. «Abbiamo iniziato a inserire in azienda il noleggio auto a lungo termine. Oggi ci troviamo con un parco molto esteso, oltre 6.000 veicoli, strumentali o in fringe benefit, molti dei quali elettrificati. Con la nostra partnership con Free to X, abbiamo creato una rete di colonnine dislocate in tutta DICEMBRE 2025-GENNAIO 2026 | 41


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MISSIONFLEET EVENTI

A DESTRA, SILVIO FORNERA, FLEET & MOBILITY MANAGER DI SAMMONTANA

Italia, una ogni 42 km. Un grande investimento da diverse decine di milioni di euro che ci permette di essere pionieri».

EFFICIENZA E SICUREZZA NELLA MOBILITÀ, L’ESEMPIO SAMMONTANA Silvio Fornera ha sottolineato come l’interpretazione del dato proveniente dall’intelligenza artificiale debba sempre arrivare da un utente umano. «Spesso il mobility manager deve interfacciarsi con diversi uffici aziendali. Noi abbiamo una platea di circa 1.000 dipendenti tra Empoli, Vinci e la provincia di Verona. I nostri progetti di gestione della mobilità dei dipendenti vanno tarate in base alla sede dell’azienda e alle vie di comunicazione per raggiungere tali sedi. Per la gestione della mobilità dei nostri collaboratori da marzo 2024 abbiamo una App che ha “attecchito” molto soprattutto sulla parte più giovane della popolazione aziendale». Per Sammontana è importante avere accordi con aziende di noleggio, anche per creare un trasporto combinato auto-aereo che abbia il suo hub negli

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aeroporti. «Sto poi lavorando molto per creare delle navette aziendali. La tecnologia è importante per capire da dove partono e da dove arrivano i nostri collaboratori e quali siano i loro orari». Tutti i dipendenti Sammontana possono scaricare sul proprio smartphone tale App che permette di raggiungere il proprio posto di lavoro nel modo più sostenibile possibile ed allo stesso tempo di ricevere incentivi dedicati. «Ha principalmente due funzioni: Pooling e Activities – continua Fornera – la prima favorisce la condivisione del tragitto tra colleghi: in base al numero dei componenti dell’equipaggio e dei chilometri percorsi, il sistema calcola il risparmio ambientale e premia con l’assegnazione di punti,

accreditati sui singoli profili. La seconda monitora il tragitto e le modalità di spostamento utilizzate nel raggiungere la sede di lavoro, premiando i comportamenti più virtuosi. Attraverso questa App l’utente comunica le caratteristiche del proprio spostamento in base ai mezzi utilizzati. Attraverso il GPS del dispositivo mobile viene tracciato il percorso effettuato, nel rispetto della privacy dell’utente, mentre con la rilevazione di accelerazione, velocità media e tempo impiegato, sarà possibile certificare la dichiarazione del mezzo utilizzato». Sia nella Funzione Pooling che nella Funzione Activities è previsto un sistema di premialità basato sull’accumulo di punti, accreditati per ogni azione compiuta.

CON IL PATROCINIO DELL’OSSERVATORIO TOP THOUSAND E TOP HUNDRED

PARTNER DELLA GIORNATA


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Parlare di “fenomeno ibrido” è ormai scontato: il mercato è in mano alle vetture che abbinano un motore termico a un propulsore elettrico (e talvolta a due). Ma è più interessante osservare il mutamento di preferenze all’interno del pianeta ibrido. Guardiamo i dati delle immatricolazioni di ottobre, quindi a 5/6 di una stagione decisamente complicata che, teoricamente, potrebbe limitare i danni con le targhe delle elettriche incentivate. Se le full hybrid (12,9% sul totale) sono leggermente aumentate rispetto allo stesso periodo 2024, le mild hybrid e le plug-in hybrid hanno alzato l’asticella in modo sensibile in 12 mesi. Le prime sono arrivate al 31,8% (erano al 28,4%) mentre le seconde, grazie al cambio di passo delle normative, sono passate dal 3,3 al 6,1%. Non è un caso che le analisi di questo numero siano riservate a due rappresentanti di una filosofia diversa, ma sempre nell’ambito ibrido. La prima è la Junior Hybrid: per molti è la prima Alfa Romeo del nuovo corso, quello che punta a rilanciare il brand non solo in Italia. Di sicuro, segna la ritrovata vocazione del Biscione a creare auto “diverse” come lo è appunto Junior, che amplia la gamma a ruote alte del Biscione. L’altra è la Byd Seal 6 DM-i, disponibile con carrozzeria a tre volumi o station wagon: un modello che forte della tecnologia “super hybrid” – innovativa soluzione plug-in – è in grado di viaggiare per 1.350 km sfruttando ogni modalità.


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L’ANALISI DI

Alfa Romeo Junior Hybrid Biscione vero, a portata di tutti Per molti è la prima Alfa Romeo del nuovo corso, che punta al rilancio. Di sicuro, segna la ritrovata vocazione Alfa di creare auto diverse come lo è appunto Junior, che amplia la gamma a ruote alte del brand. Un Suv per il competitivo segmento B, lungo 4,17 metri, costruito sulla piattaforma Stellantis CMP, che mostra un carattere vicino alle Alfa Romeo storiche. A partire da una linea affilata, con un frontale caratteristico in cui lo scudetto è stato reinterpretato: triangolare, è offerto con il logo intagliato all’interno oppure vintage, con griglia metallica e scritta Alfa Romeo nei caratteri impiegati fino agli anni ‘40. Le fiancate sono sinuose, con parafanghi bombati che possono contenere ruote fino a 20”, mentre la parte posteriore ospita sottili fanali ad arco e un lunotto fortemente inclinato. di Maurizio Bertera

GAMMA Piccola e ben articolata. Non poteva mancare, visti i tempi, la variante elettrica con 156 CV (411 km di autonomia e consumo di 15 kWh/100 km), proposta a 39.500 euro. Successivamente è stata lanciata anche la Veloce,

che ha 280 CV con prestazioni migliori ma anche consumi maggiori: costa 48.500 euro. Oltre le Bev, la variante mild hybrid: dentro il cofano il 1.2 da 136 CV già utilizzato su altri modelli del gruppo, con architettura a 48V che prevede una batteria agli ioni di litio e un piccolo

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MISSIONFLEET

motore elettrico da 21 kW integrato nel cambio a doppia frizione eDCT6 con sei rapporti. Per brevi tratti e in manovra, l’auto può procedere solo in modalità EV: non stupisce, viste le caratteristiche, che sia la variante più venduta in Italia.

LA PREFERITA Convince particolarmente la variante mild hybrid, disponibile in versione base a 30.750 euro. Con una potenza complessiva di 145 CV, ha buone prestazioni (0-100 km/h in 8,9 secondi, 200 km/h di punti) ma soprattutto consumi che fanno sorridere: 4,8 litri ogni 100 km nel ciclo misto. Per chi vuol salire di categoria, ecco la Q4 a trazione integrale dove il 1.2 turbo benzina è supportato da un elettrico anteriore da 29 CV – nel cambio – e un secondo elettrico posteriore di pari potenza. Il listino parte da 32.250 euro. L’abitacolo è comodo, con sedili avvolgenti e una plancia – lineare e

realizzata con materiali di qualità – dove spicca il caratteristico cruscotto a binocolo del Biscione, in cui è inserito un chiaro schermo configurabile di 10,25”. Stesse dimensioni per il display nella consolle, leggermente orientato verso il guidatore come da copione.

IN ARRIVO Non sono previste nuove varianti a breve termine.

TEMPI DI CONSEGNA La Casa dichiara un tempo sui 60-90 giorni, ma non mancano promozioni che danno modo di avere rapidamente l’auto. Mentre scriviamo, per esempio, ne è in corso una su 36 rate mensili da 145 euro con anticipo di 7.040 euro e rata finale residua di 28.155 euro

VALORE RESIDUO & COSTI DI GESTIONE La Junior è inizio carriera e quindi non esistono valori


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L’ANALISI DI

precisi. Ma è da pensare che al pari delle “sorelle” sarà una vettura ben rappresentata e valutata sul mercato. La Casa ha un programma specifico – Certified – che offre vetture usate con meno di 6 anni e 130mila km sottoposte a 120 accurati controlli e garantite sino a 24 mesi. Al di là della garanzia legale, è possibile chiedere un allungamento sino a 5 anni o 200mila km, con le proposte Mopar: Extended Care, con assistenza stradale o Complete Care, dove si aggiunge la manutenzione programmata. Resta valida la proposta Service Care normale o Plus (a sua volta con tre diversi prodotti) che assicura la corretta manutenzione per garantire prestazioni e affidabilità.

FORMULE FINANZIARIE & NOLEGGIO Le prime sono messe a punto da FCA-Bank. C’è il classico Finanziamento

Rateale che dilaziona il pagamento, decidendo l’anticipo, la durata e l’importo fisso della rata. Alfa Più, invece, è ideale per chi vuole guidare un’auto sempre nuova pagando solo per l’effettivo utilizzo. Con anticipo variabile, consente tre opzioni a termine: sostituire la vettura con una nuova; acquistarla pagando la rata residua o rifinanziandola; restituire. Infine il Leasing: è possibile programmare al meglio il pagamento dei canoni con scelta, al termine, di acquistare il mezzo pagando il riscatto concordato in attivazione. Tante le formule noleggio per aziende e professionisti, curate da Leasys. La prima è Be Free, volendo integrabile con la Be Free Plus: nessun anticipo, canone mensile fisso per 60 mesi e 75.000 km e i principali servizi assicurativi, di assistenza e infomobilità. E se si cambia idea, o mutano le esigenze, è possibile restituire l’auto a metà contratto senza

MISSIONFLEET

penale. La seconda è Noleggio Chiaro, che permette di conoscere subito il prezzo di acquisto a fine noleggio mentre Easy Way si basa sulla flessibilità e la possibilità di non dover anticipare un euro. E ancora c’è l’innovativo Miles, noleggio pay per use grazie al quale si pagano solo i km percorsi, i primi 1.000 già inclusi nel canone. Resta sempre aperta la possibilità di formule personalizzate, con durata tra 12 a 60 mesi.

Non è da applausi invece il cambio automatico e-DCT6, un po’ lento nelle scalate. E le finiture in qualche zona dell’interno sono migliorabili

IMMAGINE

È un’Alfa vera, questo basta e avanza ai fedelissimi. Andando oltre, è davvero piacevole da guidare, nasconde molto la “postura alta” avvicinandosi, nel comportamento, a una berlina, coadiuvata da uno sterzo preciso e pronto. PREGI E DIFETTI Sulle doti dinamiche non ci Oltre a un design azzeccato, sono dubbi, ma la Junior è anche arrivata al momento le qualità stradali sono al massimo livello e non hanno giusto, lo dimostrano i buoni niente da invidiare alle rivali risultati di vendita, anche in Europa. premium. La Junior risponde ai comandi in modo preciso e rapido. Anche ad alta velocità si può contare su una stabilità notevole che infonde sicurezza. Da lode l’impianto frenante, mentre la vettura assorbe le sconnessioni dell’asfalto con disinvoltura e isola bene dalla rumorosità esterna. DICEMBRE 2025-GENNAIO 2026 | 45


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L’ANALISI DI

Byd Seal 6 DM-i Touring Novità per il segmento Seal è la punta di diamante, di un marchio in Italia solo dallo scorso autunno: Byd, acronimo di Built Your Dreams, che evidentemente non nasconde l’obiettivo di realizzare i sogni degli automobilisti. Un brand giovane nato nel 2003, quando Byd Company si è ritrovata unica azienda al mondo a disporre delle tecnologie fondamentali, per realizzare veicoli “a nuova energia”: batterie, motori, sistemi elettronici di controllo e chip. Così ha deciso di aprire la divisione automotive, guardando inizialmente all’ibrido. La Seal 6 è un modello disponibile sia berlina sia station wagon che si caratterizza per una linea bassa e filante, molto “europea”. Il frontale si distingue per i gruppi ottici affilati e le prese d’aria inferiori che ospitano un sofisticato sistema d’illuminazione. Lateralmente, si nota la nervatura che corre sotto le maniglie delle portiere a filo e il profilo ad arco del tetto. Più semplice il posteriore: a dare movimento contribuisce la forma dei fanali raccordati da una striscia a led. Per il nostro test, abbiamo scelto la Touring.

Le dimensioni la collocano nel segmento mediogrande: è lunga 480 cm, larga 188 cm e alta 146 cm.

La prima è per la sola versione Boost, proposta a 39.400 euro, la seconda è venduta con allestimento Comfort Lite a 44.400 euro e Comfort a 45.400 euro. La berlina è disponibile nelle stesse versioni, con un risparmio di 1.500 euro. All’interno è curata, con due schermi: il cruscotto digitale 8,8” (molto semplice) mentre il display centrale “touch” 12,8” (15,6” nella versione più ricca) è molto reattivo e consente di gestire un sistema multimediale intuitivo. Non mancano opzioni per ricaricare dispositivi elettronici: quattro prese Usb (davanti e dietro) e due piastre wireless.

LA PREFERITA

di Maurizio Bertera

GAMMA

MISSIONFLEET

Elevato il passo che raggiunge 292 cm. Il plus è il powertrain ibrido plug-in da 183 CV oppure 212 CV, abbinato rispettivamente a una batteria da 10 e 19 kWh.

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Al di là della versione, a nostro avviso, è decisamente preferibile godere della variante ‘super hybrid’ con la batteria più potente che può essere ricaricata anche in corrente continua, passando dal 30

all’80% in 23 minuti. Il sistema si basa su un 1.5 benzina aspirato da 72 kW e due motori elettrici (145 kW) che portano la potenza complessiva a 156 kW: funziona per la maggior parte del tempo come se fosse puramente elettrico, con un’autonomia che raggiunge i 100 km e un consumo combinato di appena 1,5 litri ogni 100 km, davvero sorprendente. Il termico serve sia per alimentare la batteria, sia per muovere l’auto ma quasi non ci si accorge. La percorrenza dichiarata è di 1.350 km, con batteria al 100% e serbatoio pieno. L’equipaggiamento è in stile Byd: tutto quel che serve per viaggiare bene. Tra gli ADAS ci sono 7 airbag (incluso quello centrale anteriore), il cruise adattativo e il monitoraggio dell’angolo cieco.

IN ARRIVO Non sono previste novità a breve termine.


20 Analisi B BYD Seal.qxp_Layout 1 16/12/25 14:51 Pagina 47

L’ANALISI DI

TEMPI DI CONSEGNA Molto dipende ovviamente dalle spedizioni via nave dalla Cina, ma sul sito delle varie concessionarie italiane ci sono sempre modelli in pronta consegna e km zero.

VALORE RESIDUO & COSTI DI GESTIONE Come per tutte le vetture elettriche di nuova generazione, tanto più provenienti dalla Cina, è difficile fornire oggi valutazioni precise sul valore residuo: ancora troppo bassi i numeri sul mercato. Come detto, Byd si appoggia a varie concessionarie. La maggiore è Autotorino, che vanta 71 filiali nel nostro Paese e 59 anni di esperienza, seguendo il brand in Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna: negli show room è possibile chiedere un’estensione di garanzia che si aggiunge a quella base di 4 anni (o

120mila km) per la vettura e 8 anni (o 200mila km) per la batteria. Anche per l’assistenza interviene Autotorino con vari pacchetti, da stabilire nelle concessionarie.

FORMULE FINANZIARIE & NOLEGGIO I servizi sono erogati in convenzione con le società leader del mercato e studiati con un consulente delle concessionarie. Massima personalizzazione per rate e anticipo (volendo anche zero), varie opzioni per la maxi rata e la possibilità di integrare coperture assicurative, con pacchetti di estensione garanzia e/o manutenzione. A occuparsi del tema Noleggio poi sono le concessionarie, con proposte su misura. Abbiamo trovato canoni variabili in base a anticipo, durata e chilometraggio, con offerte che partono tra 400 e 500 euro al mese. Ma ripetiamo, la dinamicità

MISSIONFLEET

tipica dei brand cinesi, fa sì che le proposte cambino anche quotidianamente.

PREGI E DIFETTI I primi sono chiaramente superiori ai secondi: un modello con un prezzo competitivo che promette e non delude, a partire dall’autonomia che una volta tanto rispetta il dato dichiarato. Il comportamento stradale è eccellente, grazie alle sospensioni che filtrano bene le sconnessioni e insonorizzano in modo perfetto l’interno. Lo spazio in abitacolo è abbondante, cinque persone viaggiano comode. Il vano bagagli, accessibile da un portellone motorizzato, è ampio per una plug-in, con forma regolare: va da 500 a 1.535 litri. Al tempo stesso, la Seal 6 Touring resta una wagon ingombrante e con un lunotto piccolo. Per non combinare guai in manovra, bisogna per forza fare affidamento su sensori e retrocamera.

IMMAGINE Sembra passato un secolo dal Salone di Parigi 2022 che segnò il debutto, del brand cinese in Europa: c’erano Han (berlina di grandi dimensioni) Tang (Suv di lusso) e Atto 3 (Suv compatto). Poi si sono aggiunti Dolphin (berlina compatta), la Seal U (Suv di segmento D) e la Seal 6. Una vera offensiva, non facile ovviamente, ma su cui il primo giudizio potrà essere pronunciato tra un paio di anni. Di sicuro, Seal 6 DM-i alza l’asticella. Dinamica al punto giusto, come dimostra l’handling, e con un’arma potente in più quale il sistema plug-in. Nel complesso, c’è la sensazione di un salto di qualità nelle finiture e nei rivestimenti rispetto a quelle dei primi modelli: le carte in regola per diventare player anche sul mercato europeo ci sono tutte.

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NEWS

NUOVE REGOLE PATENTE, CON LA B FINO A 4,25 T Entro due anni, con patente B si potranno guidare furgoni fino a 4,25 tonnellate, se elettrici o alimentati a energia alternativa (es. idrogeno). È quanto emerge da modifiche sulle norme patente annunciate in Commissione Europea, in coerenza al target “Vision Zero”. Alcuni Stati hanno già introdotto la deroga (non l’Italia) e la novità si abbina alla già nota patente digitale con guida accompagnata a 17 anni (pat. B), 18 anni (C) e 21 anni (D) ma anche ad altro. Come il periodo di prova di almeno 2 anni per neopatentati e il divieto di guida in tutta la UE per chi commette infrazioni maggiori (es. causando morte o lesioni gravi, violando di oltre 50 km/h i limiti, guidando sotto effetto di alcol e droghe). In futuro, saranno anche introdotti test sugli ADAS negli esami di guida ed enfasi sulla sicurezza degli utenti deboli in strada per la teoria.

AUTOVELOX A RISCHIO Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha redatto una lista di autovelox autorizzati, dopo l’attivazione della piattaforma telematica di registrazione. Amministrazioni, enti e forze dell’ordine avrebbero dovuto inserire gli apparecchi e identificarli in tempo, visto che gli autovelox “rimasti fuori” non potrebbero rilevare infrazioni e le multe generate da tali apparecchi, sono contestabili. A oggi, secondo ASAPS, in Italia ci sono 3.625 apparati di controllo che, a detta del Codacons, solo nelle maggiori 20 città hanno generato incassi per 203 milioni nell’ultimo triennio. Resta anche il nodo dell’omologazione: la Cassazione nel 2024 ha stabilito che per essere valida una multa il dispositivo deve essere omologato, non solo approvato, ma il Ministero non ha ancora definito una procedura dedicata, indicando la distinzione come formale. Una posizione che, rispetto al verdetto della Suprema Corte, alimenta incertezze: si stima oltre il 60% di autovelox non omologati, molti senza un’approvazione prima del 2017, anno spartiacque nella normativa

Registrazione Tribunale di Milano n° 219 del 28/03/2006 Direttore responsabile Omar Marco Fumagalli Collaboratori Andrea Barbieri Carones, Luca Barenghi, Luigi Barni, Maurizio Bertera, Arianna Festa, Alessandro Palumbo, Salvatore Saladino Impaginazione Gianluca Ubezzi Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA) Distribuzione in Italia Faenza Printing Industries, Faenza (RA)

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Valori massimi WLTP riferiti alla gamma RZ Full Electric: consumo max di energia elettrica - ciclo combinato 181 Wh/km, emissioni CO2 0 g/km (WLTP - Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedure ai sensi del Regolamento UE 2017/1151).


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