Anno XVII • febbraio-marzo 2022
www.missionline.it
Focus: usato a noleggio
Siamo in bolla Director’s CUT
I 150 anni di Pirelli Caro Carburante
Flotte di servizio in allarme
PEUGEOT 308 HYBRID
Per sempre, berlina
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SOMMARIO
Febbraio-Marzo 2022 • numero 1
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32
CRUSCOTTO Long rent: un’analisi per utilizzatore
TEST DRIVE KIA Un salto di qualità
di Salvatore Saladino
di Paola Baldacci
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PROFESSIONE FLEET MANAGER Safilo – È tempo di migrare
ON THE BIG CHAIR Volkswagen – Dritti al punto
di Andrea Barbieri Carones
di Paola Baldacci
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STATUS QUO L’infrastruttura c’è a cura della redazione
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DONNE AL VOLANTE Inclusività 4XE
TEST DRIVE BMW I4 L’elettrico oltre i 500 km di autonomia
di Ilaria Salzano
28
di Paola Baldacci
MEMBERSHIP LYNK & CO Questione di club
TEST DRIVE BMW SERIE 2 ACTIVE TOURER Grinta crossover e mild hybrid
di Paola Baldacci
di Paola Baldacci
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FOCUS USATO A NOLEGGIO Siamo in bolla
CARO CARBURANTE Flotte di servizio in allarme
di Alessandro Palumbo
di Matteo Gallucci
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L’ANALISI DI MISSIONFLEET PEUGEOT 308 HYBRID 180 E-EAT8 ALLURE PACK Per sempre, berlina OPEL ASTRA 1.6 HYBRID 180 CV AT8 BUSINESS ELEGANCE Che linea! di Maurizio Bertera
NEWS L’EDITORIALE NEWS
DIRECTOR’S CUT
Rotolando verso il futuro
A cura della redazione
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2 48
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA Paderno-Dugnano: uno sguardo alla nuova area di rifornimento multiservizi Q8 23 FEBBRAIO-MARZO 2022 | 1
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L’editoriale di Paola Baldacci
TEMI PRIMAVERILI
C
on la spesa del carburante che vola e le flotte di servizio costrette a ri-definire il budget di spesa di settimana in settimana, termina il primo trimestre dell’anno. Siamo a un quarto della (ri)salita, certi che servirà più d’una spinta per recuperare ancora un po’ del business perduto con la pandemia e i suoi derivati. Ve ne accenniamo a pagina 30 con un oulook di Matteo Gallucci, new entry in Newsteca cui diamo un caloroso benvenuto: la casa editrice di MissionFleet rinforza la redazione ed è un buon segnale che vogliamo condividere in questo anno di definitiva ripartenza, senza abbassare la guardia. Per l’automotive nelle flotte ci sono ancora molti nodi da sciogliere, a cominciare dall’infrastruttura di ricarica in autostrada, praticamente assente. Intanto, le autonomie delle auto elettriche superano i 500 km e i tempi di ricarica si riducono a 30 minuti, la quota di mercato di EV e Phev sale al 10% (dal 4% del 2021): facciamo il punto sulla rete di colonnine a pagina 14, con Motus-E. Invece, a pagina 16 vi presentiamo il progetto di Lynk & Co con un nuovo modo di “possedere” un’auto a zero
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emissioni, con la formula della membership. Continuando a sfogliare il magazine, incontrerete altri due argomenti “sugli scudi”: un focus sull’usato del noleggio che vi spiega quanto i valori residui stiano toccando vertici mai visti e di questo ringraziamo Autovista per avere condiviso le loro analisi. Poi un altro spot sul noleggio a lungo termine per utilizzatore: in questo caso è Dataforce a evidenziare quanto nel 2021 i vari player del NLT hanno ottenuto dal canale business, dai privati e dal rent-to-rent. Molto interessante! Non mancano le rubriche di “cultura” dell’automotive tra i 150 anni di Pirelli e storie di management al femminile con Antonella Bruno (Stellantis). Così come i casi di successo nel fleet management con Safilo Group e il suo responsabile della flotta, Roberto Lazzaroni, e i risultati del Gruppo Volkswagen che nel true fleet tocca il 9% di market share. Come sempre, concludono i test drive e le analisi: di BMW iX e i4, di Kia Sportage, di Peugeot 308 (anche cover story) e di Opel Astra. Buona primavera e tanti bei viaggi! @pla_baldax
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO
LONG RENT: UN’ANALISI PER UTILIZZATORE Il 2021 si è chiuso con 250.000 immatricolazioni di noleggio a lungo termine tra le passenger cars (+18% sul 2020) e oltre 45.000 light commercial vehicles. Il 72% dei clienti del NLT è business, il 18% privati, il resto è rent to rent
di Salvatore Saladino*
degli utilizzatori del Nlt. L’analisi per utilizzatore (rental to private, rental to fleet e rent to rent) è un contributo determinante che Dataforce fornisce al mercato per comprendere meglio le dinamiche commerciali del comparto.
GENERALISTI E CAPTIVE
N
el 2021, il noleggio a lungo termine ha sfiorato le 300.000 immatricolazioni complessive: 250.162 passenger cars (212.033 nel 2020) e 45.688 veicoli commerciali leggeri (37.986 nel 2020). Il Nlt appare dunque in ripresa, ma rimane lontano dalle performance del 2019, in cui il long rent raggiunse le 324.720 immatricolazioni (282.645 di passenger cars e 42.075 di Lcv). È ripresa vera, anzi “ripresina” soltanto per i veicoli commerciali.
*Country manager Dataforce Italia
MEGLIO DEL MERCATO TOTALE Il noleggio a lungo termine resta sempre il canale con il tasso di
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incremento migliore nel 2021: a fronte di un mercato che è cresciuto soltanto del 5,67%, il long rent segna un rimbalzo più che triplo in ambito passenger cars. È un dato confortante, soprattutto se commisurato al +11,76% delle vendite dirette business e, più ancora, a paragone dello striminzito +4,26% del canale privati, quello che avrebbe dovuto essere maggiormente favorito dagli incentivi statali. In realtà, come vedremo tra breve, lo stato di salute del noleggio non è così buono come appare: potrebbe essere definito “discreto”, anche alla luce del dato relativo all’interesse dei clienti privati che ormai rappresentano il 18%
Tornando ai numeri delle immatricolazioni, il +17,98% fatto segnare nel 2021 dal noleggio a lungo termine passenger cars nel suo complesso appare abbastanza similare per gli operatori generalisti Top (+19,33%) e per i player captive (+17,27%), mentre i noleggiatori di medio e piccolo calibro hanno confermato i volumi del 2020. Nell’ambito dei veicoli commerciali leggeri, il +20,28% finale distingue con maggiore evidenza gli operatori captive (+26,39%) rispetto ai generalisti Top (+17,66%).
I LEADER DI MERCATO DEL NLT NEL 2021 Se nel 2020 la battaglia per la conquista del primato nella classifica dei player leader nella distribuzione tra le passenger cars si era risolta sul fil di lana a vantaggio di Leasys, nel 2021 il
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO
MERCATO NOLEGGIO LUNGO TERMINE YTD 2021
YTD 2020
DIFF. YTD
DIFF. YTD %
MARKET SHARE YTD 2021
DIFF. MS YTD 2021/2020
VETTURE Leasys Arval Volkswagen Leasing LeasePlan ALD Automotive Alphabet UnipolRental Free2Move Lease Mercedes-Benz Lease Italia Sifà ES Mobility Noleggio Lungo Termine (Altro) Toyota Fleet Mobility Athlon Program Autonoleggio Rent2Go GFC PAN Rentals (Long Term)
56.823 51.570 29.524 28.236 25.445 12.817 10.040 9.589 6.958 5.731 4.199 2.675 2.609 2.020 955 632 172 167 250.162
45.577 44.912 28.150 22.033 22.223 10.504 6.584 7.670 5.961 6.187 4.860 2.727 1.330 1.408 657 862 218 170 212.033
11.246 6.658 1.374 6.203 3.222 2.313 3.456 1.919 997 -456 -661 -52 1.279 612 298 -230 -46 -3 38.129
24,67% 14,82% 4,88% 28,15% 14,50% 22,02% 52,49% 25,02% 16,73% -7,37% -13,60% -1,91% 96,17% 43,47% 45,36% -26,68% -21,10% -1,76% 17,98%
22,71% 20,61% 11,80% 11,29% 10,17% 5,12% 4,01% 3,83% 2,78% 2,29% 1,68% 1,07% 1,04% 0,81% 0,38% 0,25% 0,07% 0,07% 100,00%
1,22% -0,57% -1,47% 0,90% -0,31% 0,17% 0,91% 0,22% -0,03% -0,63% -0,61% -0,22% 0,42% 0,14% 0,07% -0,15% -0,03% -0,01% 0,00%
VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI Leasys Arval LeasePlan UnipolRental ALD Automotive Free2Move Lease Volkswagen Leasing ES Mobility Sifà Noleggio Lungo Termine (Altro) Athlon Alphabet Program Autonoleggio Toyota Fleet Mobility Mercedes-Benz Lease Italia Rent2Go PAN Rentals (Long Term)
10.415 8.537 7.891 4.126 3.213 2.445 1.804 1.715 1.627 1.250 927 507 399 304 279 135 114 45.688
8.116 8.363 5.485 2.899 2.451 1.627 1.756 1.371 2.153 1.079 871 579 326 149 401 293 67 37.986
2.299 174 2.406 1.227 762 818 48 344 -526 171 56 -72 73 155 -122 -158 47 7.702
28,33% 2,08% 43,87% 42,32% 31,09% 50,28% 2,73% 25,09% -24,43% 15,85% 6,43% -12,44% 22,39% 104,03% -30,42% -53,92% 70,15% 20,28%
22,80% 18,69% 17,27% 9,03% 7,03% 5,35% 3,95% 3,75% 3,56% 2,74% 2,03% 1,11% 0,87% 0,67% 0,61% 0,30% 0,25% 100,00%
1,43% -3,33% 2,83% 1,40% 0,58% 1,07% -0,67% 0,14% -2,11% -0,10% -0,26% -0,41% 0,02% 0,27% -0,44% -0,48% 0,07% 0,00%
Elaborazione Dataforce su fonte Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili del 03.01.2022
divario rispetto al secondo classificato, sempre Arval, è stato più netto: 56.823 nuove targhe per la captive controllata
da Fca Bank e 51.570 per la società di noleggio di proprietà del gruppo bancario Bnp Paribas. Per Leasys è un
incremento del 24,67%, per Arval del 14,82%, con una seconda parte dell’anno in forte recupero. Terza si conferma, FEBBRAIO-MARZO 2022 | 5
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO
NOLEGGIO LUNGO TERMINE - YTD 2021 TOP 5 MODELLI PER CANALE YTD 2021
YTD 2021
VETTURE 1 FIAT PANDA 14.141 2 FIAT 500 9.791 3 PEUGEOT 3008 8.878 4 JEEP RENEGADE 7.005 5 FIAT 500X 6.946 Tot. Vetture 250.162 VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI 1 FIAT DOBLO 7.196 2 FIAT DUCATO 5.769 3 FIAT FIORINO 3.128 4 FIAT PANDA 3.025 5 PEUGEOT BOXER 2.089 Tot. Veicoli Commerciali Leggeri 45.688
YTD 2020
DIFF. YTD
DIFF. YTD %
MARKET SHARE YTD 2021
DIFF. MS YTD 2021/2020
13.025 3.794 7.909 6.051 5.183 212.033
1.116 5.997 969 954 1.763 38.129
8,57% 158,07% 12,25% 15,77% 34,02% 17,98%
5,65% 3,91% 3,55% 2,80% 2,78% 100,00%
-0,49% 2,12% -0,18% -0,05% 0,33% 0,00%
5.289 4.469 2.422 1.605 1.189 37.986
1.907 1.300 706 1.420 900 7.702
36,06% 29,09% 29,15% 88,47% 75,69% 20,28%
15,75% 12,63% 6,85% 6,62% 4,57% 100,00%
1,83% 0,86% 0,47% 2,40% 1,44% 0,00%
Elaborazione Dataforce su fonte Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili del 03.01.2022
come nel 2020, Volkswagen Leasing, la captive della Casa tedesca (29.524 targhe, +4,88%). Quarta è Leaseplan, a
un’incollatura: 28.236 immatricolazioni (+28,15%). Nelle posizioni a seguire, Ald Automotive, azienda che fino a
IL MIX PER UTILIZZATORE FINALE Come accennato a inizio articolo, dal 2022 Dataforce è in grado di accendere i riflettori su chi siano gli effettivi utilizzatori del noleggio a lungo termine: è la prima volta che una società di business intelligence riesce a dare un tale livello di trasparenza sul mercato italiano dell’automobile. Per MissionFleet, Dataforce anticipa in questo numero i dati finali del 2021: il noleggio a lungo termine (passenger cars + light commercial vehicles) è stato utilizzato per il 72% da aziende, per il 18% da utenti privati. Mentre il restante 10% delle immatricolazioni di Nlt è ascrivibile a contratti di rent to rent con gli operatori del breve termine. Quali sono i player che orientano il loro mix di vendita verso la clientela privata? Free2Move Lease è la società maggiormente focalizzata sui privati: il 40,82% delle sue immatricolazioni. A seguire Mercedes-Benz Lease Italia (32,85%) e Toyota Fleet Mobility (23,11%). I player che orientano la loro strategia commerciale soprattutto sulle flotte aziendali? Davanti a tutti Program Autonoleggio, che riserva una quota dell’89,07% della sua flotta alla clientela business. A seguire UnipolRental (79,53%), Sifà (78,16%), ES Mobility (la captive di Renault-Nissan, 76,93%) e Toyota Fleet Mobility (72,57%). Invece, quali sono le società che realizzano importanti quote di rent to rent? Nel 2021 Leasys ha destinato una quota del 16,51% delle sue immatricolazioni a questo canale. Nelle posizioni seguenti Volkswagen Leasing (11,99%), Athlon (6,28%) e Alphabet (3,26%). A proposito di rent to rent: Dataforce è in grado di segnalare anche che la quasi totalità dei veicoli destinati al rent to rent sono stati immatricolati da Leasys (il 71,7%) e da Volkswagen Leasing (il 24,24%). Agli altri operatori che propongono questa formula l’anno scorso è rimasta una quota attorno al 4%. Molto concentrato anche il mercato dei noleggiatori che realizzano una parte consistente delle proprie immatricolazioni verso il canale dei privati: cinque player detengono assieme il 69% della clientela privata. Sono Arval (22,04%), Volkswagen Leasing (14,08%), Free2Move Lease (11,51%), Ald Automotive (10,89%) e Leasys (10,49%). Gli utilizzatori di flotta, invece, utilizzano per oltre il 70% i seguenti player: Arval (23,23%), Leasys (14,05%), Leaseplan (13,63%), Volkswagen Leasing (10,72%) e Ald Automotive (9,02%). Non è un caso che queste cinque aziende siano, con qualche posizione invertita, le top del mercato del noleggio a lungo termine. 6 | FEBBRAIO-MARZO 2022
un paio d’anni fa era addirittura market leader e oggi occupa una posizione un po’ più defilata, nonostante il recupero nel quarto trimestre: 25.445 nuove targhe nel 2021 (+14,5%). Notizie ormai ufficiali danno in fase di conclusione il matrimonio tra Ald e Leaseplan: la newco sarebbe oggi il secondo player del mercato, immediatamente dietro a Leasys, sommando i numeri ottenuti dai due gruppi nel 2021. Nelle posizioni successive appaiono Alphabet (+22,02%), poi UnipolRental (+52,49%), Free2Move Lease (+25,02%), Mercedes-Benz Lease Italia (+16,73%), ES Mobility (-13,6%), Sifà (-7,37%), Toyota Fleet Mobility (+96,17%), Athlon (+43,47%), Rent2Go (-26,68%), Program Autonoleggio (+45,36%), GFC (-21,1%) e Pan (-1,76%).
PREVISIONI 2022 Il forecast di Dataforce per quest’anno ipotizza una crescita del long rent nettamente inferiore rispetto a quella fatta
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO
NLT PER ALIMENTAZIONE YTD 2021
YTD 2020
DIFF. YTD
DIFF. YTD %
MARKET SHARE YTD 2021
DIFF. MS YTD 2021/2020
VETTURE Benzina Diesel Elettrico Plug-In Hybrid Hybrid Mild-Hybrid Metano GPL NLT Totale
37.626 92.204 17.566 29.762 14.427 53.119 2.806 2.652 250.162
37.642 118.851 10.971 9.759 9.923 18.533 2.986 3.368 212.033
-16 -26.647 6.595 20.003 4.504 34.586 -180 -716 38.129
-0,04% -22,42% 60,11% 204,97% 45,39% 186,62% -6,03% -21,26% 17,98%
15,04% 36,86% 7,02% 11,90% 5,77% 21,23% 1,12% 1,06% 100,00%
-2,71% -19,20% 1,85% 7,29% 1,09% 12,49% -0,29% -0,53% 0,00%
VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI Benzina Diesel Elettrico Plug-In Hybrid Hybrid Mild-Hybrid Metano GPL NLT Totale
750 36.574 2.451 184 518 3.555 1.292 364 45.688
1.295 33.276 551 5 23 998 1.680 158 37.986
-545 3.298 1.900 179 495 2.557 -388 206 7.702
-42,08% 9,91% 344,83% 3580,00% 2152,17% 256,21% -23,10% 130,38% 20,28%
1,64% 80,05% 5,36% 0,40% 1,13% 7,78% 2,83% 0,80% 100,00%
-1,77% -7,55% 3,91% 0,39% 1,07% 5,15% -1,59% 0,38% 0,00%
Elaborazione Dataforce su fonte Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili del 03.01.2022
registrare nel 2021: 5,9% in ambito passenger cars. L’incremento dovrebbe essere quindi di circa 15.000 immatricolazioni, raggiungendo quota 265.000, ossia ancora molto distante dall’era pre-Covid (282.000 nuove targhe nel 2019). Nel comparto Lcv, il noleggio a lungo termine dovrebbe raggiungere nel 2022 le 47.000 nuove immatricolazioni, in attivo del 2,9% sul 2021, meglio del 2020 (circa 38.000 immatricolazioni) e persino del 2019 (42.000 nuove targhe).
PERCHÉ CRESCEREMO POCO Le motivazioni di una così modesta crescita prevista per quest’anno sono molteplici. Innanzitutto l’incertezza della
situazione economica dovuta alla lentissima fase di uscita dalla pandemia; poi il disorientamento dei consumatori, privati e business, dovuto all’atteggiamento ondivago del Governo che, nel momento in cui questo articolo viene chiuso in redazione, non ha ancora annunciato in quali termini verranno rilanciati gli incentivi. L’incertezza sulle scelte di alimentazione che aziende e privati devono compiere sulle auto che intendono noleggiare è un’altra incognita che genera un punto di domanda sulla ripresa del mercato: il vertiginoso aumento dei costi dei carburanti registrato negli ultimi mesi sta facendo riflettere i responsabili acquisti e i fleet manager. Soprattutto quelli che sarebbero
orientati verso l’ibrido a benzina (che, nonostante i progressi tecnologici dei nuovi modelli, continua ad assicurare basse autonomie di percorrenza in elettrico) in sostituzione del parco diesel in dismissione. Anche la crisi dei microchip continuerà a rallentare le consegne di auto nuove, con conseguenze particolarmente negative sul noleggio a lungo termine che è un settore del mercato dove la personalizzazione dell’auto riveste grande importanza soprattutto tra gli user chooser, che hanno l’auto aziendale assegnata come parte della retribuzione.
REVISIONE DELLE STIME Se da un lato un forecast così FEBBRAIO-MARZO 2022 | 7
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MISSIONFLEET CRUSCOTTO
NOLEGGIO A LUNGO TERMINE PER UTILIZZATORE Quota sul totale
Quota sul mix di vendita di ciascun noleggiatore RENTAL TO PRIVATE
PC+LCV 2001
RENTAL TO PRIVATE
Arval
22,04%
Free2Move Lease
40,82%
Volkswagen Leasing
14,08%
Mercedes-Benz Lease Italia 2,85%
Free2Move Lease
11,51%
Toyota Fleet Mobility
23,11%
ALD Automotive
10,89%
Rentals (Importer)
20,88%
Leasys
10,49%
Volkswagen Leasing
19,18%
PC+LCV 2001
RENTAL TO FLEET
PC+LCV 2001
RENTAL TO FLEET
Arval
23,23%
Program Autonoleggio
89,07%
Leasys
14,05%
UnipolRental
79,53%
LeasePlan
13,63%
Sifà
78,16%
Volkswagen Leasing
10,72%
ES Mobility
76,93%
ALD Automotive
9,02%
Toyota Fleet Mobility
72,57%
PC+LCV 2001
RENT TO RENT
PC+LCV 2001
RENT TO RENT
Leasys
71,70%
Leasys
16,51%
Volkswagen Leasing
24,24%
Volkswagen Leasing
11,99%
Athlon
6,28%
Alphabet
3,26%
PC+LCV 2001
Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Mobilità Sostenibili
“conservativo” ha una spiegazione nella riallocazione delle quote del rent to rent alle società di noleggio a breve termine, d’altra parte contiamo di rivedere al rialzo tali stime in quanto Leasys Rent, per una precisa scelta strategica che la vedrà focalizzarsi sulle “subscriptions” per abbandonare via via il business del noleggio a breve, è da quest’anno visibile separatamente da Leasys, ma verrà classificata come Long Term Captive, proprio per la natura plurimensile dell’auto in abbonamento.
LA TRANSIZIONE ECOLOGICA Sul versante delle alimentazioni, il noleggio a lungo termine è una sorta di “trend setter” del mercato. L’abbandono del diesel ha assunto proporzioni ancora 8 | FEBBRAIO-MARZO 2022
più rilevanti rispetto all’anno precedente: se nel 2020 le auto a gasolio rappresentavano ancora oltre la metà delle immatricolazioni del Nlt, nel 2021 la quota è scesa di circa 20 punti percentuali a un quasi “fisiologico” 36,86%. Stabili le immatricolazioni di auto a benzina: poco più di 37.000 unità (-0,04%). In forte crescita le ibride, che hanno sfiorato il 39% di market share (quasi 21 punti in più dell’anno precedente). Però oltre la metà delle ibride acquisite dal Nlt appartengono alla categoria delle mild che, a partire dal 2022, Dataforce assegnerà più correttamente alle rispettive categorie benzina e diesel, mantenendo nettamente separate le ibride “vere” (full e plug in). In forte ascesa anche le auto elettriche, che in un anno
sono passate da meno di 11.000 targhe a oltre 17.500. La market share è del 7%, a fronte di una quota delle elettriche nel mercato totale del 4,6%. Metano e Gpl rimangono confinati ai margini del mercato delle flotte di noleggio: è una conseguenza (anche) del fortissimo aumento dei costi alla pompa che, per il metano, addirittura sono raddoppiati in pochi mesi. Sembra dunque definitivamente tramontata l’ipotesi del gas come alternativa di flotta all’ibrido.
I MODELLI PIÙ NOLEGGIATI La graduatoria dei 5 modelli preferiti dai clienti di noleggio a lungo termine nel 2021 è un “monologo” del Gruppo Stellantis, sia tra le passenger cars sia tra i light commercial vehicles. Tra le auto, leader rimane l’intramontabile Fiat Panda, addirittura in crescita rispetto al 2020 (+8,57%). A seguire la Fiat 500, che l’anno scorso l’azienda torinese ne ha fatto uno dei suoi modelli di punta per il Nlt, grazie soprattutto alla versione elettrica: le immatricolazioni sono quasi triplicate. A un’incollatura si è piazzata la Peugeot 3008, da sempre considerata un modello ideale per le flotte aziendali. Al quarto posto la Jeep Renegade, anch’essa in recupero grazie alla versione ibrida plug in (+15,77%) e infine la Fiat 500X (+34,02%). Nell’ambito dei veicoli commerciali, la classifica dei 5 modelli più noleggiati del 2021 ha visto primeggiare il Fiat Doblò (+36,06%), seguito dal Ducato (+29,09%), dal Fiorino (+29,15%), dalla Fiat Panda autocarro (+88,47%) e dal Peugeot Boxer (+75,69%).
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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER
È TEMPO DI MIGRARE Partita con l’ibrido due anni fa, la strategia green di Safilo è passata ai test dell'elerico. Intervista al fleet e mobility manager Roberto Lazzaroni
di Andrea Barbieri Carones
N Nel corso della scorsa estate, per la precisione il 5 luglio, in occasione dei MissionFleet Awards, Safilo Group vinceva il riconoscimento per la gestione sostenibile della flotta. La giuria super partes del Premio riconosceva nel progetto ritirato dal facility manager Roberto Lazzaroni «il valore di coerenza
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rispetto agli obiettivi aziendali e la capacità di trasmettere agli assegnatari dell’auto aziendale l’importanza di una scelta green». Un percorso partito da inizio 2020, quando il professionista ha assunto l’incarico di energy manager e quando Safilo Group ha ottenuto il certificato ISO 50001, che specifica i requisiti per creare, avviare, mantenere e migliorare un sistema di gestione dell’energia. Nelle sue competenze, inoltre, ci sono quelle di fleet e mobility manager. Roberto Lazzaroni è in Safilo dal 2005, com’è gestire la flotta aziendale oggi? «Per noi il tema della sostenibilità ha toccato per forza
di cose anche la flotta. Curiosamente, il momento in cui abbiamo sposato la tecnologia full hybrid di Toyota e Lexus è coinciso con la diffusione del Covid-19. Ossia nel febbraio 2020. Sono stati momenti difficili per tutti, ma ce l’abbiamo fatta, anche se ancora il Paese non ne è uscito. Oggi gestire una flotta auto è per certi versi più semplice rispetto al passato, anche perché la tecnologia è di aiuto». Come si compone il vostro parco? «Abbiamo 185 auto, di cui 105 full hybrid, 78 a gasolio e 2 elettriche. In questi mesi stiamo vivendo un ulteriore
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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER
cambiamento, visto che sono in arrivo le prime 25 ibride plug in. In tal modo, il 75% delle vetture del parco sarà elettrificato. Queste alimentazioni “alla spina”, unite al fatto che nel corso del 2022 introdurremo una terza vettura elettrica, fanno sorgere il tema delle colonnine di ricarica. Tema già in parte affrontato visto che i due nostri stabilimenti – a Padova e in provincia di Venezia – sono già dotati di infrastrutture per ricaricare i mezzi di servizio, che viaggiano
tra i nostri uffici in modalità a emissioni zero». Amplierete la rete di ricarica, quindi? «Sì, installeremo altre 5 colonnine. Il mondo elettrico puro per noi è ancora poco maturo a causa degli alti costi e della scarsa infrastruttura, oltre che per l’esorbitante aumento delle tariffe dell’energia elettrica. Tuttavia non lo abbiamo scartato del tutto. Anzi, ci stiamo preparando attraverso alcuni test per determinati profili aziendali. Il tema ambientale è
molto sentito in Safilo: a metà febbraio abbiamo approvato un progetto che prevede l’installazione, nella sede di Padova, di un impianto fotovoltaico che ci renderà più autonomi in tema energetico». Installerete wallbox al domicilio dei dipendenti? «Quest’ultimo punto è allo studio e non escludiamo si possa fare. Per ora preferiamo concentrarci sul progetto fotovoltaico, che richiede tempo e risorse. Intanto, per tornare alle auto plug in, volevo aggiungere che nei prossimi mesi ne dovremo testare alcune nuove, sempre del gruppo Toyota con il quale ci troviamo benissimo. Ciò che potrebbe frenare l’introduzione di nuove plug in è il fatto che la componente elettrica non venga ricaricata così spesso dai dipendenti. Pertanto il tema “green” sarebbe un po’ vanificato». Quale formula di possesso ha scelto Safilo in tema di auto aziendale? «Le nostre vetture sono tutte in leasing oppure a noleggio a lungo termine con Leaseplan, con cui collaboriamo da qualche anno. Vedremo cosa accadrà in termini di servizio e di prezzo dopo la fusione con Ald Automotive. Ricordo che solo 16 anni fa avevamo 3 o 4 fornitori FEBBRAIO-MARZO 2022 | 11
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MISSIONFLEET PROFESSIONE FLEET MANAGER
di noleggi. Poi, abbiamo deciso di razionalizzare e di fare una gara tra loro ed ha sempre vinto Leaseplan. Nel corso degli anni abbiamo sempre modificato la car list per abbassare il limite delle emissioni: 7 anni fa la media era di 160 g/km. Lo scorso anno di 113 mentre ora è di 105. Contiamo di scendere sotto quota 100 entro la fine del 2022». Come ha sviluppato il mobility management? «A ottobre 2021 abbiamo preparato il piano di
PUNTI LUCE Non solo impatto ambientale, ma anche impegno nel sociale: da sempre Safilo è attiva in progetti che migliorano la società. A fine 2021 è nata la collaborazione con Save the Children volta a contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica in Italia. Ecco che l’azienda sostiene la rete dei Punti Luce dove i minori di 16 anni accedono gratuitamente ogni giorno a opportunità di gioco, partecipando ad attività culturali, ricreative e sportive, che rappresentano occasioni di crescita e di confronto. Nel 2020, i 26 centri presenti in 20 città hanno raggiunto, con le loro attività in presenza oppure a distanza, oltre 11.000 ragazzi, offrendo loro l’opportunità concreta di vincere l’isolamento e continuare a sviluppare socialità e apprendimento. 12 | FEBBRAIO-MARZO 2022
spostamenti casa-lavoro. Lo abbiamo inviato al mobility manager d’area, che però non ci ha ancora risposto. Fino a un paio di anni fa, avevamo un servizio di car pooling aziendale, poi sospeso per le esigenze sanitarie legate al Covid-19. Attualmente offriamo l’abbonamento scontato per il trasporto pubblico locale e sconti sull’acquisto di biciclette a pedalata assistita. Se la situazione Covid migliora, dal 1° aprile metteremo in pratica uno smart working di 3 giorni alla
settimana, secondo uno schema già in vigore prima della pandemia seppur se su scala ridotta. Abbiamo prima chiesto ai dipendenti, che hanno aderito con entusiasmo. Occorrerà prenotare la propria scrivania tramite un’applicazione digitale, come se fosse un’auto in car sharing. Oggi, in media solo 1 dipendente su 3 è presente in azienda». In in che modo la tecnologia aiuta nella gestione della flotta? «Abbiamo 5 fasce di auto diverse, in base al livello e alle mansioni: in pool di servizio, sales per il commerciale, per i manager, i direttori e la categoria “Superdirector GLT”. Per quanto riguarda la tecnologia, utilizziamo il software del gruppo Zucchetti. L’unica cosa che non abbiamo – perché non ci interessa – è il sistema di rilevamento della posizione delle auto. Il software lo utilizziamo per le scadenze dei contratti, i rinnovi delle polizze, i consumi e la revisione. Non abbiamo necessità di ottimizzare i percorsi delle nostre 20-25 auto in forza alla rete commerciale».
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L’INFRASTRUTTURA C’È La rete di ricarica per i veicoli elerici cresce ad un buon ritmo, tranne che in autostrada. Per continuare lo sviluppo vanno sciolti i nodi sui bandi mentre in cià le amministrazioni devono uniformare i regolamenti
terza edizione del report di Motus-E, l’associazione che riunisce gli stakeholder della mobilità elettrica.
IN FASE DI STALLO
a cura della redazione
I In Italia, nel 2021, l’infrastruttura di ricarica pubblica per auto elettriche cresce del 35% a 26.024 punti. In tutto 6.700 unità aggiuntive. Stazioni e colonnine sono 13.233, in 10.503 location accessibili al pubblico. Insomma,
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il fattore cui si attribuiva il freno alla diffusione delle auto a zero emissioni sembra lasciare il podio all’innegabile prezzo proibitivo di una vettura a batteria. Nel dettaglio, i punti di ricarica standard, di tipo lenta da 3-7 kW (o “slow”) e rapida da 11-22 kW (o “quick”), rappresentano il 73,6% del totale. Invece, colonnine veloci o ultraveloci (con potenza superiore ai 50 kW), costituiscono appena il 6,1% del totale, al 31 dicembre 2021. Tuttavia, scontiamo ancora un ritardo ed è grave, sulla rete in autostrada. Vediamo insieme la
Abbiamo soltanto 1,2 punti di ricarica veloce o ultraveloce ogni 100 km di rete autostradale. «Nonostante le misure vagliate a livello nazionale per l’infrastrutturazione, ad oggi non ci risulta nessun bando pubblicato da parte dei concessionari autostradali per la realizzazione e gestione di una rete di ricarica per veicoli elettrici», spiega l’associazione. Nella Legge di Bilancio 2021 era scritto che i concessionari autostradali avrebbero dovuto installare colonnine di ricarica per veicoli elettrici di ultima generazione e ad alta potenza, lungo le tratte di loro competenza almeno ogni 50 chilometri. Tutto ciò è stato semplicemente disatteso. Siamo fermi alla consultazione sui termini dei bandi. Per i quali, gli esperti ritengono fondamentale che si separino completamente la concessione della distribuzione di carburanti e della ristorazione da quella per installazione e gestione delle infrastrutture di ricarica, così come è nella bozza in consultazione pubblica. Ciò per scegliere un operatore per il servizio di ricarica in autostrada
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MISSIONFLEET STATUS QUO
mediante procedure competitive, trasparenti e non discriminatorie. Come la Legge annuale per il mercato e la concorrenza vuole.
APPROCCIO UNIFICATO TRA I COMUNI D’ITALIA Intanto, nelle città aumentano le colonnine e nasce l’urgenza di uniformare. Ecco che Motus-E ha realizzato una bozza di regolamento semplice che possa aiutare i Comuni italiani nella stesura dei propri documenti, in applicazione della normativa attuale. A livello geografico, il 57% circa delle infrastrutture è distribuito nel Nord Italia, il 23% circa nel Centro, mentre solo il 20% nel Sud e nelle Isole. Il 34% è situato nei capoluoghi di provincia e il restante negli altri Comuni. La Lombardia, con 4.542 punti, rimane la regione più virtuosa e da sola possiede il 17% di tutti i punti di ricarica nazionale. «L’auspicio è che venga presto istituita una piattaforma unica nazionale (Pun) che convogli, all’interno di un unico database ufficiale e consultabile, tutte le informazioni relative alle infrastrutture pubbliche presenti a livello nazionale», concludono gli analisti.
CI SONO ABBASTANZA PUNTI DI RICARICA PUBBLICA? La risposta è sì. I veicoli elettrici immatricolati nel 2021 sono 136.7541, per un +128% rispetto all’anno 2020. La quota di mercato sale al 9,35% (+5% rispetto al market share del 2020). L’Italia ha più punti di ricarica per veicolo elettrico circolante del Regno Unito, della Francia, della Germania e della Norvegia. Dice Motus-E: «Siamo in ritardo sui veicoli,
non sulle infrastrutture di ricarica pubbliche». Tuttavia rischiamo di interrompere il trend di crescita, proprio quando è il momento di accelerare. Senza un piano strutturale di incentivi che supporti la transizione energetica del parco circolante automotive, nel 2022 la quota di mercato dei veicoli a zero emissioni precipiterà. Perderemmo competitività nei confronti di altri Paesi dove i vantaggi di guidare elettrico sono molto elevati.
LE PROPOSTE DI MOTUS-E Per continuare a far crescere la penetrazione dei veicoli a zero emissioni in Italia, sono tre i filoni da seguire, secondo la filiera della mobilità elettrica: proseguire l’ecobonus nel triennio 2022-24 con una progressiva rimodulazione degli incentivi nel tempo e intervenire sulle infrastrutture di ricarica private. Quindi portare avanti il credito di imposta del 50% per le utenze domestiche, le piccole imprese e le partite Iva, in più aggiungere una misura per lo sviluppo della ricarica all’interno dei condomini. Andrebbe,
inoltre, aggiunta l’inclusione delle spese per la ricarica nei sistemi di welfare aziendale, come oggi già avviene per le carte carburante. Oltre a prevedere una specifica tariffa elettrica dedicata alla mobilità privata, simile alla tariffa domestica. Infine, per la transizione delle imprese della filiera, servono iniziative a sostegno della riconversione industriale e dei lavoratori, indispensabili per non perdere competitività.
MANCANZA DI INCENTIVI A gennaio le immatricolazioni delle auto elettriche hanno continuato a crescere, ma scende la quota di mercato e la frenata potrebbe dipendere dalla mancanza di incentivi. Infatti, nell’ultimo trimestre del 2021 il market share aveva raggiunto il 12%, mentre nel primo mese dell’anno si attesta all’8,53% del totale immatricolato. In tutto sono state registrate 9.223 unità sia di Phev sia di Bev. La più venduta è la Dacia Spring, la Fiat 500e scende al secondo posto, seguono Renault Twingo, Smart fortwo e Renault Zoe. FEBBRAIO-MARZO 2022 | 15
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MISSIONFLEET MEMBERSHIP
QUESTIONE DI CLUB Lynk & Co compie cinque anni con 60mila associati: l’auto elerica è condivisa e digitale, ma soprauo crea una community di utilizzatori che s’incontra. Anche a Roma e a Milano
aperto nel 2017 e ha ricevuto immediatamente 6.000 ordini in soli 2 minuti e 17 secondi. In Europa, il brand ha scelto la formula della membership ed è arrivato nel 2020. Da allora, il 90% degli associati ha scelto di diventare socio mensile della community.
A BERLINO
di Paola Baldacci
I Il progetto di Lynk & Co miete successi in Europa: nel 2021, la casa automobilistica cinese che cavalca l’onda della mobilità condivisa, digitale e sostenibile ha accolto quasi 60.000 nuovi associati. L’obiettivo iniziale era di 9mila iscritti, dunque ampiamente superato. Cosa piace? Anzitutto il fatto che si sta creando una community di fruitori di servizi di car sharing a bordo del Suv elettrico 01, fortemente attratta dalla membership. Infatti, gli utilizzatori entrano a far parte
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del Lynk & Co Club. Nel 2021 sono stati ospitati 47 appuntamenti di intrattenimento come DJ set e cinema, quasi uno alla settimana. Seguendo tutte le norme di sicurezza sanitaria, ovviamente. Ora sono 7 le location esclusive: ad Amsterdam, Göteborg, Anversa, Berlino, Stoccolma, Amburgo e Monaco. In Italia apre a Roma in via del Corso 265-266 e poi arriverà a Milano.
5 ANNI La promessa principale di Lynk & Co, quando è stata lanciata a Berlino il 20 ottobre 2016, è sfidare e re-immaginare il modo in cui le auto vengono acquistate, possedute e utilizzate, offrendo un accesso semplice e senza problemi alla mobilità. Il tutto anche a un prezzo competitivo. Parte del Gruppo Geely, in Cina il primo negozio online è stato
“Connettersi con i clienti”, questa è la filosofia. Se la condivisione dell’auto è innegabilmente un trend di consumo, il passo verso la condivisione delle esperienze e degli stili di vita è breve. Ecco che a settembre 2021 ha aperto il più recente dei club, il primo permanente in Germania. Come una showroom è attrezzato per accogliere il Suv 01 e quanti vogliono provarlo. Inoltre, offre spazi per eventi, un bar, sale riunioni disponibili anche per co-working. Si trova nel centralissimo quartiere di Berlin Mitte ed è su due piani. Gli architetti hanno realizzato ambienti di design versatile come la funzione del luogo pretende: ci sono un anfiteatro blu cobalto, una Mirror Room, un bagno a scacchiera con tanto di pedine, tra gli elementi più curiosi. Ad Anversa, il Club si trova nel cuore del quartiere della moda, in una storica caserma dei pompieri e ha un giardino pensile con le altalene. Dai prodotti venduti agli arredi, i complementi vengono scelti con criteri ecologici ed etici.
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MISSIONFLEET FOCUS USATO A NOLEGGIO
SIAMO IN BOLLA I valori residui volano e il second hand dell’automotive vive un’epoca d’oro. I noleggiatori ne fanno tesoro: ri-noleggio e rivendita compensano lo shortage del nuovo
di Alessandro Palumbo
U Una vettura a fine contratto di noleggio può seguire due strade. La prima è quella della rivendita come usato, la seconda è quella del ri-noleggio ad un altro cliente. Nel corso del 2021 le società del lungo termine hanno ri-venduto quasi 166.000 vetture contro le oltre 169.000 del 2020, registrando una contrazione del 2%. Nuovo e usato sono strettamente
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correlati: nel noleggio, la vettura nuova diventa usata se ce n’è un’altra che prende il suo posto. Inoltre, nel 2021 i noleggiatori hanno subito la carenza di prodotto nuovo a causa della limitata disponibilità dei semiconduttori. I clienti hanno,
CARLO BASADONNA
quindi, prorogato i contratti in scadenza limitando l’afflusso di vetture usate. Vediamo come questi fattori hanno influito sul mercato del remarketing, bacino da sempre esplorato dai fleet manager.
DOMANDA E OFFERTA NON IN EQUILIBRIO Secondo Carlo Basadonna, direttore Remarketing di Arval Italia «alla luce della forte domanda da parte degli operatori professionali e della contestuale riduzione dell’offerta di usato, abbiamo assistito ad un rialzo dei prezzi, che hanno raggiunto il picco più alto degli ultimi tempi, con valori difficilmente sostenibili nel lungo periodo». Il mercato
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MISSIONFLEET FOCUS USATO A NOLEGGIO
dell’usato, in definitiva, tira parecchio. Continua il manager: «Tuttavia, la domanda dei privati non necessariamente ha alimentato il trend in maniera continuativa, poiché ha optato di acquistare un veicolo usato soprattutto chi ne aveva una necessità indifferibile, nonostante la crescita dei prezzi. Non si segnalano invece variazioni di rilievo nel mix, vendendosi in questo momento davvero ogni veicolo a prescindere dalla tipologia di marca, modello, km, carrozzeria o stato d’uso».
STOCK DEL NOLEGGIO POCO APPETIBILE Gli operatori professionali dell’usato registrano un’offerta peggiorata nella qualità: «Le società di noleggio a lungo termine hanno fornito poco prodotto soprattutto nella seconda metà dell’anno. Prezzi alti e qualità non completamente soddisfacente per un cliente privato», dichiara Dalisa Iacovino, managing director di CarNext.com. Continua: «Le vetture sono risultate più “chilometrate” e danneggiate, sicuramente frutto delle estensioni massive dei contratti di noleggio per mancanza di nuovo prodotto. I consumatori non hanno
DALISA IACOVINO
Valore residuo Trade, auto in Italia
Trend VR del mercato residuo
assorbito completamente gli aumenti di prezzo; infatti, la domanda gradualmente si è abbassata. Lo stock attuale dei noleggiatori è poco appetibile, non solo per i clienti finali, ma anche per gli operatori b2b».
PREZZI IN CRESCITA DEL 15% Anche per Fabio Lucchetta, country manager di Adesa Italia, piattaforma di aste online di auto usate, la limitata disponibilità di vetture si riflette sulle strategie di vendita. «Riscontriamo più propensione a vendere ai privati, vista la mancanza di prodotto. I valori dell’usato sono cresciuti di circa il 15% con picchi del 20/25% a seconda della marca e del modello. I chilometri non sono cresciuti più di tanto anche perché se è vero che ci sono state le proroghe dei contratti, è altrettanto vero che le percorrenze medie sono
mediamente diminuite negli ultimi due anni».
TRATTATIVA DIGITALE PIÙ VELOCE Gli intermediari dell’usato, nel frattempo, ampliano l’offerta di servizi. Auto1.com, ad esempio, ha lanciato una nuova funzione che permette la trattativa online tra venditori e acquirenti direttamente sulla piattaforma. «La possibilità di fare una controfferta rende il processo di
FABIO LUCCHETTA
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negoziazione al 100% digitale più efficiente. Infatti, invece di iniziare nuovamente la procedura di vendita perché il venditore non è soddisfatto dell’offerta più alta, lo stesso può semplicemente chiedere al miglior offerente di aumentare la sua proposta», spiega Francesco Rocchi, director sales e remarketing dell’azienda.
nell’equilibrio tra domanda ed offerta, radicalmente mutato dalle conseguenze della pandemia sulla filiera. Tra i vari effetti, inoltre, anche l’accelerazione delle tempistiche di vendita di un’auto usata: in gennaio mediamente sono passati solo 51,5 giorni dal momento della pubblicazione online dell’annuncio; due giorni in meno rispetto all’anno scorso.
I VALORI RESIDUI Intanto, continua apparentemente inarrestabile la crescita del valore residuo dei veicoli. Analizziamo insieme ad Autovista Group: a gennaio 2022 una vettura usata di 36 mesi con circa 60.000 km di percorrenza viene acquistata dai professionisti del settore
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PREVISIONI 2022 FRANCESCO ROCCHI
mediamente al 49,7% del prezzo di listino, con un incremento del 13,5% rispetto ad un anno fa. Questo è il risultato di un profondo cambiamento
Non ci sono segnali di un’inversione di tendenza per i valori residui nel breve periodo, anche se gli analisti di Autovista si aspettano che la curva di crescita andrà progressivamente a stabilizzarsi nel corso del 2022. Alla fine dell’anno, infatti,
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MISSIONFLEET FOCUS USATO A NOLEGGIO
si prevede un leggero aumento, prossimo allo 0,7%. Infine, una sostanziale stabilità nel 2023, con un leggerissimo calo del 0,1% che segnerà l’inizio di una lenta discesa verso i valori precrisi a partire dal 2024.
MOTORIZZAZIONI Analizzando le diverse alimentazioni, è interessante osservare l’andamento dei BEV: in termini assoluti, Autovista ci indica che i valori residui (VR) sono diminuiti del 25,4% rispetto ad un anno fa. Invece, i volumi di vendita sono aumentati quasi del 150%. In aggiunta, ora un veicolo completamente elettrico si vende in 89 giorni: ancora molti rispetto ai motori a
combustione interna, ma sono scesi di ben 14 giorni. Nel frattempo, le motorizzazioni full hybrid vedono un forte aumento dei VR in gennaio, che crescono del 25% rispetto a dicembre 2021. È evidente come Toyota sia protagonista di questo segmento: ben 3 delle 5 le vetture vendute più velocemente appartengono al gruppo. I marchi premium sono invece protagonisti per l’ibrido plug in, che con 62.000 euro di prezzo di listino medio contro 31.000 dei full hybrid sono più orientati verso una clientela altospendente.
ha lanciato ultimamente Arval Re-Lease anche se solo per i privati.
IL 20% DI CANONE IN MENO Il “Come Nuovo” di Leasys è un prodotto di successo «con una popolarità consolidata a prescindere dalla fase attuale di crisi dei semiconduttori –
ROLANDO D’ARCO
USATO IN NOLEGGIO: NON È UNA MODA Il ri-noleggio di vetture usate non è un fenomeno passeggero. È ormai un prodotto consolidato presente nell’assortimento di alcuni operatori come Leasys e Ald Automotive da diversi anni. È stato proposto durante la pandemia da Sifà, mentre Arval
SCENARI FUTURI In uno scenario di remarketing di breve termine, potrebbe svilupparsi una bolla speculativa? Difficile prevederlo e lecito pensarlo: gli esperti di prezzi dell’automotive di Autovista ne hanno scritto sul loro blog, strumento ricco di spunti di riflessione che vi sconsigliamo di leggere al link web Autovista24.autovistagroup.com. I fattori che creano un contesto “sproporzionato” sono la carenza di auto nuove e l’aumento delle vendite delle vetture elettriche. Gli analisti prevedono che i volumi di auto usate giovani da ricollocare aumenteranno di oltre il 50% entro il 2030. Con l’aumento del leasing e degli acquisti da parte di privati, i periodi di possesso di un’auto diminuiranno ed incrementerà la quantità di “usato fresco” sul mercato, da quasi nuovo fino a 36 mesi. «Potrebbe benissimo formarsi una bolla da questo», spiega Sonja Nehls, principal analyst, Launch Intelligence di Autovista24. L’altro scenario chiama in causa le auto elettriche, il cui remarketing è ancora difficile da prevedere. Sappiamo che in Europa il mercato dell’usato Bev non è ancora completamente sviluppato. Il deprezzamento di un veicolo EV è di molto superiore a quelli a combustione interna. La ragione principale è l’alto ritmo degli sviluppi tecnologici, che rendono le batterie obsolete in pochi anni. Nell’ultimo biennio, l’autonomia media è aumentata di 100 km. Nel mercato delle auto usate, fino a quando la percorrenza (con una ricarica) non supererà in media i 500 km, la pressione sui prezzi (dell’usato Bev) rimarrà forte. Tuttavia, l’autonomia è solo un esempio, poiché gli aggiornamenti delle tecnologie di ricarica e l’introduzione di nuove funzionalità on demand sui nuovi modelli graveranno sull’acquisto di quelli vecchi. (P.B.) FEBBRAIO-MARZO 2022 | 21
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ANTONIO STANISCI
sostiene Rolando D’Arco, amministratore delegato e direttore generale della società di FCA Bank –. La pronta consegna, il piano di manutenzione garantito da Leasys e un canone di circa il 20% più vantaggioso rispetto alla vettura nuova lo rendono una scelta molto apprezzata sia dalla clientela consumer che professional». Per i fleet manager questo tipo di prodotto potrebbe costituire una valida soluzione se interessati a massimizzare l’efficienza dei costi di gestione delle flotte aziendali, coniugando convenienza economica a qualità. D’Arco osserva: «Per contro, il noleggio di vetture usate non può garantire uniformità della flotta, soprattutto per quelle di grandi dimensioni. Diversità di motorizzazione, alimentazione, configurazione ed anche disponibilità di modelli specifici possono rappresentare una limitazione, perché il gestore di flotte medio-grandi possa costruire la propria strategia interamente su veicoli usati. Dipende dunque dalla
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flessibilità della car policy aziendale e dalle politiche che si intende adottare». I risultati riscossi sul mercato italiano hanno spinto Leasys a lanciare “Come Nuovo” lo scorso anno anche in Olanda, Portogallo e Spagna e a febbraio del 2022 in Belgio, Francia e Regno Unito. Da luglio arriverà in Germania e in Polonia.
PAOLO GHINOLFI
UPGRADE NELLA CAR LIST In Ald Automotive, il noleggio dell’usato “Ald 2Life” è stato lanciato nel 2018. «Ha già 4 anni di vita – esordisce Antonio Stanisci, commercial & marketing director –, quindi abbiamo una certa esperienza sul prodotto che ci ha permesso di affinare i processi. Si tratta di un servizio articolato, basti pensare all’individuazione delle vetture giuste, lo spostamento delle stesse per il ripristino, il controllo e poi la messa in vendita. All’inizio Ald 2Life era pensato e destinato ai privati, ma nel corso degli anni c’è stata un’evoluzione del target, basti pensare che nel 2021 il 60% dei contratti è fatto da piccole e medie imprese». Certamente il suo successo si deve allo shortage dell’automotive. Stanisci: «Tuttavia per noi continuerà ad essere strategico anche nei prossimi anni, insieme all’offerta legata alla transizione ecologica». Peraltro, questo prodotto è assolutamente in linea con il trend di flessibilità richiesta dal cliente, consentendogli di accedere a soluzioni di mobilità ad un costo contenuto e con tempi di consegna inferiori al mese. I segmenti A e B sono i principali, ma anche le vetture medio-grandi mietono successo perché più accessibili del nuovo.
IL RI-NOLEGGIO È FLESSIBILE Sifà ha consolidato ulteriormente il ri-noleggio del proprio usato in pronta consegna che, già nel corso del 2020, si era presentato come un sostegno concreto per le aziende che dovevano gestire improvvisi picchi di lavoro. «I nostri clienti esprimono la necessità di avere veicoli di pronta disponibilità – spiega Paolo Ghinolfi, amministratore delegato dell’azienda – e sono disposti anche ad accettare marche diverse da quelle inizialmente ordinate, pur di avere mezzi pari al nuovo in tempi rapidi». Per rispondere a ogni tipo di esigenza di mobilità sono attive anche soluzioni personalizzate di noleggio dell’usato a medio termine. Ghinolfi: «Possono attestarsi al di sotto dei 12 mesi e sono richieste da corrieri e spedizionieri, così come dalle aziende farmaceutiche – precisa –; in un anno che si prospetta ancora critico, continueremo a investire sul noleggio dell’usato, rendendolo sempre più affidabile e di interesse per il mercato».
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Q8
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
PADERNO-DUGNANO:
UNO SGUARDO ALLA NUOVA AREA DI RIFORNIMENTO MULTISERVIZI Q8 Come saranno le stazioni di servizio del futuro? Quali esigenze di mobilità saranno in grado di soddisfare? Ecco come Q8 risponde in tema di spostamenti nell’auale contesto di transizione energetica
La mobilità dei nostri giorni è sempre più smart e ibrida. La percentuale di veicoli elettrici che si muovono quotidianamente è in rapida ascesa. Le esigenze di chi viaggia sono in costante evoluzione e la parola chiave per soddisfarle è “ottimizzazione”. Paderno-Dugnano, la nuova area di sosta Q8 inaugurata lo scorso settembre lungo la statale “Milano-Meda”, risponde ai bisogni di chi si sposta su strada con un’offerta di rifornimento e intrattenimento multiservizio. SCOPRIAMO PADERNO-DUGNANO PIÙ DA VICINO! Tra le novità che saltano subito all’occhio la prima riguarda lo stile architettonico, attrattivo per tutti gli automobilisti che percorrono l’autostrada, dal design iconico e un po’ fuori dal comune: la struttura realizzata con materiali ecocompatibili, si ispira infatti alle vele della “Dhow”, la tipica
imbarcazione del Kuwait, simbolo del marchio da 35 anni. Sugli 8.000mq di impianto i driver possono rifornirsi presso postazioni per il rifornimento “tradizionale” (benzina, gasolio, Gpl e, a breve, metano) e ricaricarsi in elettrico su 6 postazioni di ricarica di cui 2 ultrafast 300 kW, utilizzando sia i metodi di pagamento tradizionali che le opzioni di pagamento digitali attraverso i vari partner di Q8 in modalità Click&Fuel. Pagamenti attraverso App sono possibili anche con le carte carburante aziendali Q8, CartissimaQ8 e RecardQ8, che garantiscono da sempre una grande flessibilità e sicurezza per la mobilità delle flotte e del trasporto pesante. 60 stalli di parcheggio consentono ai clienti di sostare e usufruire degli spazi dedicati al Food & Beverage, e dare un’occhiata ad una delle altre novità che Q8 ha lanciato nel corso del 2021: il format di “phygital” shop Q8 “Svolta”, dove la gamma di prodotti disponibili spazia dalle
proposte per l’auto a quelle per la casa, la persona e i propri pet. Insomma, dove l’utile si unisce al dilettevole. Così concepita, Paderno-Dugnano è un esempio di come ingegneria, soluzioni innovative di efficientamento energetico, design ed estetica si integrano per valorizzare l’ambiente circostante ed il momento del rifornimento, rendendo questo sito nevralgico per la mobilità lombarda, uno spartiacque tra passato e futuro che apre la strada alla realizzazione di un network di stazioni pioniere in Italia e in Europa. L’integrazione tra il piano fisico e quello digitale dei servizi offerti apre a un nuovo modo di dialogare con il cliente, coinvolto a 360° nell’esperienza di sosta, che non si esaurisce solo con il rifornimento ma resta in contatto con i suoi utilizzatori anche dopo, grazie ai numerosi canali di comunicazione digitali. Se siete da quelle parti, svoltate nella direzione della stazione del futuro!
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MISSIONFLEET DONNE AL VOLANTE
INCLUSIVITÀ 4XE
LA NUOVA JEEP GRAND CHEROKEE 4XE PLUG-IN HYBRID 2022
Nel 2021, una Jeep su quaro è stata alla spina: Antonella Bruno guida la trasformazione del brand che grazie all’elerificazione si apre ad un pubblico più ampio
di Ilaria Salzano
L’ L’anno zero per Jeep è arrivato quasi allo scoccare dell’80esimo anno di età. L’inizio di una nuova era, per i modelli, ha significato passare dal 4x4 al 4xe, tecnologia che ha aperto la strada alla trazione integrale elettrica e a motori green, per tagliare consumi ed emissioni. Un passaggio che ha permesso di scrollarsi di dosso le angherie lanciate nel tempo dagli antifuoristradisti, che consideravano generalmente i Suv come deturpatori dell’ambiente. Non solo. Il processo è stato coadiuvato dalla nomina di
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Antonella Bruno a capo di Jeep Europa. Arrivata da Lancia marchio che ha fatto dell’identificazione e della
fidelizzazione femminile il suo punto di forza, la manager ha preso in mano la sfida a 360 gradi dell’azienda, aperta più che mai a proporsi a guidatori con diverse esigenze. Risultato? Il 4xe oggi è un vero sub-brand in grado di mostrare come le peculiarità eco saranno in grado di non lasciare più indietro nessuno. L’ennesima “mission”, come ci racconta Bruno. Un’evoluzione completa, pensando ad esempio alla Wrangler. Come avete comunicato ai fuoristradisti “duri e puri” questa apertura all’ecologia? «Non è stato difficile. Il concetto di Jeep non è stato rivoluzionato: chi sale a bordo sente sempre la stessa libertà, o forse maggiore. Oggi la vettura consente di andare davvero ovunque. Il 4xe è il nuovo 4x4 ma per tutti: oltre ad avere più coppia disponibile, ora si ha
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MISSIONFLEET DONNE AL VOLANTE
anche la possibilità di procedere a zero emissioni; un plus per chi fa outdoor, ma anche per le aziende, ad esempio, sempre più sostenibili». A vedere dai numeri, il nuovo approccio è stato ben accettato... «Possiamo dire di sì. In questi ultimi anni ci siamo concentrati molto sull’elettrificazione: nel 2021 una Jeep su quattro in Italia è stata venduta alla spina. Abbiamo concluso l’esercizio come brand leader del mercato italiano nel segmento LEV, che comprende i modelli battery electric vehicle e plug in hybrid, con una quota dell’11,2%. A gennaio il marchio ha raggiunto un nuovo record nello stesso comparto, con uno share del 19%». Il mercato italiano vale circa il 50% dei vostri acquirenti europei. Ci sono differenze tra i guidatori rispetto agli altri paesi? «In tutti i mercati c’è una fascia sempre più interessata alla modernità e alla vita tecnologica, che continua a ricercare da noi l’unicità del brand e il nostro spirito d’avventura. In genere, chi ci sceglie oggi lo fa per il design senza tempo, l’immagine iconica. Nello specifico, posso dire che in Italia il nostro pubblico è un po’ più maschile rispetto al resto d’Europa, ma la formula con l’elettrificazione ha aggiunto anche chi non è appassionato di off-road e delle vetture apprezza la sicurezza e la libertà di accedere nei centri storici senza limitazioni, oltre, ovviamente, il divertimento». Parla della “community” dei Jeepers? «Sì. Jeep da sempre significa “Community”. Con il programma “Jeep Wave” lanciato lo scorso
anno, oltre ai 2 anni di manutenzione, gli acquirenti di 4xe entrano in un programma di soft benefit e partecipano al calendario di eventi locali ed europei: l’esperienza a contatto con il brand e la natura favorisce la crescita del gruppo e l’integrazione in diversi paesi, una ricchezza continua per il marchio». Per Jeep c’è sempre una mission da compiere. A cosa ci prepariamo ora? «Jeep oggi scommette sull’elettrificazione e lo fa con il consueto approccio inimitabile: abbiamo appena lanciato, in partnership con Leasys Rent, Plug & Drive, un nuovo programma di abbonamento
innovativo e unico nel suo genere per avvicinare tutti alla tecnologia 4xe, anche i clienti ancora indecisi. Non solo. Oltre alla nostra tecnologia plug in hybrid 4xe, il marchio ora offre ai clienti un’ulteriore possibilità di avvicinarsi alla gamma elettrificata, compiendo un altro passo: Compass e Renegade sono offerte anche in versione ibrida e-Hybrid. Modelli non alla spina, ma che garantiscono fino al 15% di consumo ed emissioni di CO2 in meno rispetto ai tradizionali benzina. Un processo pensato anche per chi non può ricaricare per tanti motivi... chiamatela “inclusività”, se volete».
IL MARCHIO JEEP CON LA SUA TECNOLOGIA 4XE PLUG-IN HYBRID SPONSORIZZA JUVENTUS WOMEN: LA FORMAZIONE BIANCONERA HA VINTO LA SUPERCOPPA ITALIANA
LEASYS RENT LANCIA PLUG & DRIVE, ABBONAMENTO PER RENEGADE E COMPASS 4XE PHEV
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MISSIONFLEET TEST DRIVE
GRINTA CROSSOVER E MILD HYBRID Ecco la nuova Bmw Serie 2 Active Tourer, che porta con sé l’elerificazione e arriva anche con due motorizzazioni plug in hybrid, ideali per le floe
mild hybrid sono stati completamente rinnovati.
MONOVOLUME COMPATTA
di Paola Baldacci
L La nuova Bmw Serie 2 Active Tourer porta con sé l’elettrificazione delle Top di gamma della Casa e diventa più aggressiva nel look. La monovolume che segnò l’adozione della trazione anteriore e il debutto del carattere “crossover”, con cui conquistò nuovi clienti con la prima generazione, oggi accentua la sportività nelle linee e passa a motorizzazioni congeniali alle flotte aziendali. Dall’estate, infatti, arrivano le plug in hybrid con la quinta generazione di batterie delle Bmw iX e Bmw i4. Intanto, sia i propulsori benzina e diesel sia i
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Anzitutto è bene notare che la nuova “monovolume compatta” di casa Bmw, ma non è facile darle un’identità perché le caratteristiche da crossover sono più accentuate oggi, parte da un prezzo di 34.600 euro con dotazioni di serie di rilievo. Ecco il volante sportivo in pelle, il climatizzatore bi-zona, l’assistenza al parcheggio, i fari full Led (anche posteriori), il cambio automatico su tutte le motorizzazioni e gli Adas cui una vettura da flotta non può più rinunciare. È l’unica nel segmento ad avere il Front collision warning di serie. Non mancano poi Cruise control, l’avvertimento di abbandono della corsia, lo Speed limit, l’indicatore di divieto di sorpasso. Molto utile la realtà aumentata nella navigazione, che mostra la direzione da prendere agli svincoli in tangenziale e in autostrada, sui cavalcavia e alle rotatorie.
I MOTORI Nell’attesa delle Phev che molto miglioreranno dal punto di vista delle emissioni di CO2, abbiamo guidato la 220i Active Tourer tre cilindri 1.5 litri a benzina, mild hybrid 48V da 170 CV. Giusto compromesso per le flotte aziendali in questo momento: un motore brillante con una
tecnologia di elettrificazione che permette il “recupero adattivo” dell’energia. Questo significa che la vettura decide come recuperare energia cinetica a seconda delle condizioni. Ad esempio, veleggia su una strada dritta dove non serve potenza. E ancora, quando deve rallentare per l’approssimarsi di un semaforo e anche quando la frenata assume una certa forza,
il motore utilizza quell’energia per ricaricare il motore elettrico a 48V. Per prendere queste decisioni, l’auto utilizza il Gps così come i radar e le telecamere per ottenere informazioni sulle opportunità di rallentare, dunque far tesoro dell’autonomia. Per ottenere queste funzionalità si deve scegliere le modalità di guida “Personal” o “Efficient”. C’è anche una terza opzione “Sport” con la quale il recupero adattivo non si rende disponibile. Le motorizzazioni mild hybrid sono due, sempre a trazione anteriore: 220i da 170 CV e 223i da 218 CV cui si aggiunge anche la versione a trazione integrale. Un dettaglio: il motore elettrico a 48V è integrato nella trasmissione.
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MISSIONFLEET CARO CARBURANTE
FLOTTE DI SERVIZIO IN ALLARME I chief financial officer devono rivedere i budget di spesa per i rifornimenti: i prezzi di benzina e diesel sono alle stelle e per i fleet manager scaa l’operazione risparmio PHOTO BY WASSIM CHOUAK SU UNSPLASH
di Matteo Gallucci
portato il gasolio prima a raggiungere e poi a superare il prezzo praticato al litro rispetto alla benzina. Inoltre, la Russia esportava molto gasolio, ma per via delle sanzioni nessuno rischia di acquistare petrolio o prodotti raffinati russi. Siamo davanti alla più semplice legge di mercato: meno offerta di gasolio sul mercato equivale all’innalzamento dei prezzi.
S Siamo di fronte ad un mese di marzo particolarmente negativo, dove in Italia il costo praticato per i carburanti continua a crescere. Un rally al rialzo che non sembra avere fine nonostante il prezzo del petrolio sia sceso sotto quota 100 dollari al barile sia per il Wti sia per il Brent. La guerra in Ucraina e le restrizioni economiche inflitte alla Russia hanno pesanti conseguenze sull’economia mondiale. Il blocco delle importazioni dalla Russia, in un panorama dove c’erano ancor prima della guerra delle concrete difficoltà a reperire il greggio da parte delle raffinerie, investe in pieno il settore della mobilità e delle flotte aziendali a maggior ragione. L’Europa dipende in gran parte dal gas russo e nonostante l’Italia importi petrolio anche da Algeria, Libia e Azerbaijan, il prezzo calmierato nelle stazioni di servizio è sempre più alto. Ecco che il “ticket” di rifornimento per i parchi auto di servizio svetta di alcune decine di migliaia di euro ogni settimana: una spesa non prevista che fleet manager e chief financial officer
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delle imprese devono mettere a budget, andando a risparmiare su altre voci.
PERCHÉ IL GASOLIO COSTA DI PIÙ? Facciamo, però, un salto indietro nel tempo per cercare di capire come mai il prezzo del gasolio abbia superato quello della benzina. Durante la pandemia il trasporto merci, che avviene su gomma con veicoli prevalentemente equipaggiati con motore Diesel, non si è mai fermato facendo crescere di molto la domanda di gasolio rispetto alla benzina. In più dal 2019, per decisione dell’Imo (Organizzazione marittima internazionale) è stato deciso che anche il trasporto marittimo di merci sarebbe dovuto avvenire con gasolio molto pulito e non più a olio combustibile. Una iniziativa virtuosa per favorire la sostenibilità ambientale che, con la ripresa di viaggi e trasporti dopo la riapertura, ha fatto sentire il suo forte rincaro. Queste situazioni, unite al conflitto russo-ucraino hanno
IL GIOCO DELLE ACCISE Al quadro si aggiunga che nel nostro Paese l’accisa è una quota fissa pari a 72 centesimi sulla benzina e 67 sul gasolio, a cui va aggiunta l’Iva al 22% sia sul prezzo sia sull’accisa. Nonostante sia maggiore la pressione fiscale sulla benzina, la domanda superiore di gasolio nel mercato libero ne fa aumentare il prezzo. Non è un segreto che le imposte sul carburante siano tante ed è bene ricordare che nel 1995 sono state inglobate in un’unica “tassa” senza più alcun riferimento alle motivazioni originali (si veda box). Una imposta che ha un valore di quasi 24 miliardi di euro (dato del 2021) sul bilancio dello Stato. Alla data in cui scriviamo, il prezzo servito per la benzina arriva a 2,207 euro/litro (+61 millesimi) e il gasolio a 2,163 euro/litro (+96 millesimi). Il GPL tocca quota 0,870 euro/litro (+5 millesimi), il metano 2,146 euro/kg (+122 millesimi) e il GNL arriva 2,110
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MISSIONFLEET CARO CARBURANTE
euro/kg (-16 millesimi). Lato self-service, i prezzi della benzina toccano i 2,117 euro/litro (+75 millesimi) mentre per il gasolio ci vogliono 2,067 euro/litro (+107 millesimi). La situazione peggiora quando si effettua rifornimento in autostrada dove la benzina ha un prezzo servito che arriva a costare 2,378 euro/litro, il gasolio 2,333 euro/litro, il GPL 0,977 euro/litro, il metano 2,421 euro/kg e il GNL 2,099 euro/kg. Fare carburante “fai da te” in autostrada costa 2,190 euro/litro per la benzina e 2,143 euro/litro per il gasolio. Intanto i fornitori tentano di calmierare: Eni, IP e Tamoil hanno ridotto di 5 centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Q8 ha ribassato di 5 centesimi/litro la benzina e di 7 cent/litro il gasolio. Tuttavia, rimangono prezzi superiori ai 2 euro al litro che costringono
Il valore dell’imposta indiretta sui carburanti è composta da 18 voci: 1) finanziamento della crisi di Suez (1956) – 0,00723 euro 2) ricostruzione post disastro del Vajont (1963) – 0,00516 3) ricostruzione post alluvione di Firenze (1966) – 0,00516 4) ricostruzione post terremoto del Belice (1968) – 0,00516 5) ricostruzione post terremoto del Friuli (1976) – 0,00511 6) ricostruzione post terremoto dell’Irpinia (1980) – 0,0387 7) finanziamento missione Onu in Libano (1982 - 1983) – 0,106 8) finanziamento missione Onu in Bosnia (1996) – 0,0114 9) rinnovo contratto autoferrotranvieri (2004) - 0,020 10) acquisto autobus ecologici (2005) – 0,005 11) ricostruzione post terremoto de L’Aquila (2009) – 0,0051 12) finanziamento alla cultura (2011) – 0,0071 13) finanziamento crisi migratoria libica (2011) - 0,040 14) ricostruzione per alluvione che ha colpito Toscana e Liguria (2011) – 0,0089 15) finanziamento decreto “Salva Italia” (2011) – 0,082 16) finanziamento per ricostruzione post terremoto dell’Emilia (2012) – 0,024 17) finanziamento del “Bonus gestori” (2014) – 0,005 18) finanziamento del “Decreto fare” (2014) – 0,0024
anche ad effettuare più transazioni. Infatti, usando la carta di credito c’è il limite imposto di 100 euro per il rifornimento alla pompa self. Così chi ha un serbatoio da oltre 50 litri non può fare subito il pieno. Insomma, dopo il danno,
anche la beffa. La richiesta al Governo è quella di ridurre almeno temporaneamente accise e Iva per sostenere i settori dell’autotrasporto, che sono fortemente dipendenti dal gasolio e fondamentali per l’economia italiana.
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MISSIONFLEET TEST DRIVE
KIA SPORTAGE, UN SALTO DI QUALITÀ Con 5 motorizzazioni tue da floa, il modello più importante del brand compie 30 anni e arriva alla 5a generazione con un raffinato look e un pregevole set di Adas
C come fu trent’anni fa, all’oggi di un modello con una griglia “muscolosa” che avvolge i gruppi ottici a Led a forma di boomerang, il passo è ardito. E piacerà.
ABITABILITÀ
di Paola Baldacci
I Il salto di qualità di Kia Sportage 2022 è tangibile da diversi punti di vista. Nel design è diventata raffinata, nella tecnologia si è evoluta per offrire una guida di una praticità degna di nota, infine nei consumi non si lascia scappare l’esigenza delle flotte di tenere d’occhio i valori di CO2, dunque tutta la gamma è elettrificata con mild, full e plug in hybrid. Senza dimenticare che nella seconda metà dell’anno arriverà un interessante GPL. L’abbiamo provata in un test drive tra Milano città e percorsi ad alta intensità di traffico, apprezzandone comodità e buona reattività del sistema ibrido. Al “primo contatto” con il nuovo crossover di casa Kia, non si può non notare il look sportivo che le è stato conferito. Dall’interpretazione in chiave Suv di una vettura di segmento
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Attenzione ai dettagli: gli specchietti retrovisori sono posizionati sotto la linea di cintura per dare una maggiore luminosità all’abitacolo ed annullare in toto l’angolo cieco. Un comfort di sicurezza utile in città. Che viene accentuato dalla telecamera laterale: quest’ultima mostra sul display del driver il lato posteriore dell’auto al momento della svolta a destra oppure a sinistra, in un riquadro rotondo e in tempo reale. Decisamente smart. Andiamo al posteriore: qui la firma luminosa richiama il design di EV6, mentre la linea di cintura cromata si raccorda allo spoiler posteriore per il tocco finale di new look. Kia Sportage è cresciuta di 3 cm a tutto vantaggio del bagagliaio e del divano. La capacità di carico è di quasi 600 litri e con i sedili abbassati di 1.780. Nel complesso, abitabilità molto migliorata. Lo spazio per le gambe dei passeggeri della seconda fila è di 996 mm (955 mm per il modello Phev) mentre nella parte posteriore, l’altezza della testa arriva a 998 mm.
GLI INTERNI All’interno, l’attenzione è tutta per il display curvo e touch screen da 12,3 pollici che dà l’idea di un’ampiezza e una profondità insolite. Sensazione rafforzata dalla consolle centrale razionale e ben organizzata. Dotata di un alloggiamento per ricaricare lo smartphone in tempi rapidi in quanto wireless da 15W. Anche il quadro strumenti del driver è da 12,3 pollici. Con questa configurazione, la plancia si distingue per avere tutto a portata di mano in estremo comfort.
INFOTAINMENT E SISTEMI DI ASSISTENZA Sulla nuova Sportage sale a bordo la tecnologia già introdotta con Kia Sorento e sulla già citata EV6, compresa la connettività con 7 anni di abbonamento inclusi. Per ricaricare l’auto in meno di due ore e favorire così il risparmio di carburante ed emissioni c’è in dotazione di serie l’on board charger da 7,2 kWh. Tra gli Adas inclusi e ai quali un driver di auto aziendale non può rinunciare c’è l’avvertimento della curva con riduzione della velocità che poi torna al settaggio precedente quando l’auto ritorna sui tratti rettilinei. Il set complessivo è decisamente completo, compresa l’assistenza al parcheggio anche con comando da remoto.
Per approfondire su Kia Sportage segui gli aggiornamenti su Missionline.it nel canale Fleet
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Semplice. Flessibile. Condivisibile. Ed ovviamente un’ottima vettura.
lynkco.com/business Lynk & Co 01 Plug-in Hybrid: Consumo di benzina in l/100km (ciclo misto WLTP): 1,2; emissioni di CO2 in g/km (ciclo misto WLTP): 27. Autonomia in modalità 100% elettrica (ciclo misto WLTP): 69km. I dati possono variare in funzione delle condizioni effettive di utilizzo e in base a diversi fattori.
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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT
ROTOLANDO VERSO IL FUTURO Pirelli compie 150 anni: storia di pneumatici che hanno araversato l’Italia in tue le sue trasformazioni industriali, ma soprauo hanno instaurato un dialogo con la società. Persino sulla sostenibilità
a cura della redazione
L La storia di Pirelli ci porta all’evidenza quanto importante sia per un’azienda parlare di cultura, di arte, di sostenibilità per spiegare i propri valori. Come può una multinazionale che produce gomma, il cui processo è fortemente stressante per l’ambiente e l’impatto del suo ciclo di vita è ancor più dannoso con il rilascio delle
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microplastiche, creare una immagine positiva su di sé e, ancor di più, sviluppare iniziative benefiche per la società, quindi per i milioni di clienti che utilizzano i suoi prodotti? I 150 anni di Pirelli ce lo hanno spiegato attraverso molte attività il cui denominatore comune è sempre la condivisione della conoscenza. Da un calendario che racconta la storia del costume attraverso lo sguardo dei fotografi più quotati del
momento allo spot pubblicitario che esprime uno degli slogan più longevi dell’advertising (The Power Is Noothng Without Control), l’intento rimane quello di lasciare un piccolo segno nella memoria, nella testa di chi legge o ascolta. Infine, di chi guida un veicolo a ruote.
PASSIONE PER LA RICERCA Nel gennaio del 1872, Giovanni Battista Pirelli ha 23 anni e con
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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT
24 soci punta sulla “gomma elastica” nell’industria. Siamo in piena Seconda Rivoluzione Industriale con l’introduzione dell’elettricità, dei prodotti chimici e del petrolio: la gomma serve anche ad isolare i cavi elettrici. Gli stessi che nel 1883 illuminano per la prima volta il Teatro alla Scala di Milano, grazie alla Pirelli. Gli pneumatici vengono dopo, con i primi prodotti per carrozze e velocipedi elaborati da nuovi metodi di preparazione della gomma naturale. Frutto di una ricerca instancabile che accompagna l’azienda italiana per un secolo e mezzo, fino ad arrivare all’oggi in cui la priorità di salvaguardare le risorse prende il sopravvento. Infatti, nel 2021 Pirelli è la prima al mondo a produrre una linea di pneumatici certificata Forest Stewardship Council (FSC) progettati per la nuova BMW X5 plug in hybrid. Il “P Zero” con il marchio di sostenibilità è realizzato con rayon e gomma naturale proveniente da piantagioni gestite in modo da preservare la diversità biologica, apportare benefici alla vita delle comunità locali e dei lavoratori, assicurando al contempo la sostenibilità economica.
BILANCI DI CULTURA «Anticipare il cambiamento è quello che Pirelli fa da 150 anni grazie alla solidità della sua cultura di impresa e al suo saper essere sempre protagonista del presente», ha detto il Ceo Marco Tronchetti Provera per le celebrazioni dell’anniversario, svolte al Piccolo Teatro di Milano. La parte interessante di questa innovazione continua è nel dialogo che l’azienda innesca con artisti, intellettuali e
COVER DELL’ANNUAL REPORT 2020
pensatori per mantenere sempre uno sguardo sulla società. Come lo fa? Attraverso gli stessi strumenti che tengono traccia della crescita (e dei fallimenti) aziendali: dal 2010, i Bilanci (Annual Report) vanno oltre i numeri e sono integrati da contributi di personalità della cultura internazionale. La prima “opera” chiamò gli studenti di fotografia del Naba di Milano a interpretare il tema della sostenibilità, ad esempio. Nell’anno della pandemia (2020), la relazione sull’esercizio economico-finanziario è stata arricchita da una riflessione sulla “Human Dimension” circa le priorità emerse durante il Covid-19, con l’importanza di
raggiungere un equilibrio psicofisico ottimale tra vita e lavoro. A sviluppare la tematica, l’editorialista del New Yorker Jia Tolentino e il professore di Oxford Luciano Floridi. La parte visual è invece firmata dall’illustratrice statunitense Johanna Goodman (foto sopra).
GUARDARE DENTRO, PER CAPIRE Il filo del racconto dei 150 anni di Pirelli sviluppato al Piccolo Teatro ha messo l’accento sulla passione per l’innovazione che ha sostenuto l’azienda, incarnata dai suoi ingegneri più geniali. Tra loro Luigi Emanueli, autore di tanti dei 6.700 brevetti depositati in un secolo e mezzo. FEBBRAIO-MARZO 2022 | 35
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MISSIONFLEET DIRECTOR’S CUT
ESTRAZIONE DEL CAUCCIÙ (GOMMA NATURALE)
«Guardare dentro per capire», era il suo mantra che guida ancora oggi il reparto Ricerca & Sviluppo con 2mila persone (di 30mila). In particolare, studiò il comportamento dei materiali isolanti e il fenomeno della dissipazione di energia.
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Brevettò il “cavo Emanueli” sperimentato nel 1924 nella centrale di Brugherio, capace di trasportare 132.000 Volt, la più alta tensione mai raggiunta prima di allora. Nel 1927 fu applicata per alimentare l’illuminazione di New York e
Chicago. Po vennero Parigi e altre ancora in tutto il mondo, quando la portata arrivò a 500mila Volt, negli Anni 50. Ma non di soli cavi (anche sottomarini per le telecomunicazioni) si occupò in Pirelli, dove fece una carriera ineccepibile: infatti, brevettò il famoso “Cinturato”, pneumatico rinforzato da materiali misti, tessili e metallici, presto adottato dalle principali Case per alimentare l’Italia della motorizzazione di massa. Oggi gli eredi dell’ingegnere Emanueli sono impegnati nella transizione all’auto elettrica, ed ecco Pirelli Elect per sostenere pesi, accelerazioni e consumi diversi rispetto alle vetture endotermiche. Infine, Cyber tyre con i sensori incorporati che parlano all’elettronica del veicolo e vengono trasmessi attraverso i sistemi di infotainment. Tutto torna: il dialogo tra uomo e macchina continua ed è sempre una ruota a facilitarlo.
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MISSIONFLEET ON THE BIG CHAIR
NUOVA VOLKSWAGEN T-ROC R DA 300 CV
DRITTI AL PUNTO Ridurre del 40% le emissioni per veicolo entro il 2030, soddisfare le richieste delle floe e non perdere di vista l’obieivo finale della Way to Zero. Intervista all’head of fleet sales di Volkswagen, Alberto Valentini
di Paola Baldacci
P Per il gruppo Volkswagen, il 2021 si è chiuso con soddisfazione nel mercato globale e in Italia l’esercizio ha confermato la leadership tra gli importatori. «Il brand VW ha registrato un market share del 9,2% nelle immatricolazioni del canale true fleet, che nel nostro gergo tecnico identifica le registrazioni “company net” più
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il noleggio a lungo termine», commenta l’heaf of fleet sales, Alberto Valentini. In definitiva e dato il contesto, un anno ottimale. Per diverse ragioni: «Il canale delle flotte ha guadagnato oltre 2 punti di quota sul mercato totale, mostrando un notevole fermento. I modelli più venduti sono stati Tiguan, Golf e T-Roc, in particolare quest’ultimo è stato interessato da una novità di prodotto, con l’introduzione a fine anno del nuovo modello». Invece, il successo di Tiguan si deve al suo posizionamento nel segmento più importante (C-Suv) «rappresentando una scelta che bilancia diverse esigenze: estetica, costi di gestione e
motorizzazioni»., conclude il manager.
LE NUOVE T-ROC E TIGUAN Dopo oltre un milione di esemplari venduti in quattro anni, di cui più di 110.000 in Italia, Volkswagen T-Roc arriva in concessionaria da 26.600 euro e promette di ripetere il gradimento del primo crossover compatto di VW. La gamma italiana porta con sé motori turbo (benzina e diesel) e tre allestimenti, compresa la sportiva R-Line con il volante rivestito in pelle e comandi touch. Target diverso per Tiguan, che da grande Suv va a catturare l’attenzione di un
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driver aziendale con esigenze di molto spazio per la famiglia: in questo caso ecco la Allspace che può essere equipaggiata con due sedili singoli supplementari, per arrivare a 7 posti oppure per un massimo di 1.920 litri di capacità di carico. Con questi “pezzi forti”, la Casa risponde alle necessità delle flotte aziendali di mantenere motorizzazioni tradizionali sulle lunghe percorrenze, senza dimenticare di far presente le proposte full electric, di cui, peraltro, ha raddoppiato le vendite globali nel corso del 2021. Infatti, ha commercializzato 452.900 vetture, raggiungendo la leadership europea per quelle plug in hybrid. Dunque, la quota di mercato dei veicoli al 100% elettrici ha toccato il 5% delle consegne totali. Un obiettivo che
ha concorso a soddisfare con ampio margine gli obiettivi europei sulla CO2. La flotta di auto nuove nell’Unione ha registrato una media di emissioni di 113 g/km, contro il target legale di 119. Nonostante si sia passati, nell’anno, ad un
ciclo di test più penalizzante come il Wltp.
LA FAMIGLIA ID. Volkswagen nell’elettrico ha un nome, o meglio due lettere: ID. Per quali aziende, questa famiglia di automobili rappresenta una risposta percorribile? Valentini: «Soprattutto per le società di grandi dimensioni che attuano
MODELLI AL 100% ELETTRICI PIÙ VENDUTI NEL 2021 • Volkswagen ID.4 per 119.600 unità • Volkswagen ID.3 per 75.500 unità • Audi e-tron (inclusa Sportback) con 49.200 unità • Škoda Enyaq iV (44.700) • Volkswagen e-up! (41.400) • Porsche Taycan (inclusa Turismo): 41.300 unità Il costruttore tedesco prevede che nel 2030 una su due auto vendute nel mondo sarà al 100% elettrica. Per la produzione diretta di batterie, inoltre, ha destinato due miliardi di euro nell’apertura della prima gigafactory. Nello stabilimento di Salzgitter, in Bassa Sassonia, sta concentrando le competenze necessarie, anche finanziarie. Il piano prevede di realizzare sei mega impianti in Europa, tra Spagna e ad Est. Tra i focus anche il riutilizzo delle celle dismesse e il riciclo delle preziose materie prime che contengono. La produzione dovrebbe cominciare dal 2025. Il piano quinquennale di VW si chiama “New Auto” e vale 52 miliardi. FEBBRAIO-MARZO 2022 | 39
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COLLABORAZIONE CON ENEL X Il Gruppo Volkswagen Italia ed Enel X hanno firmato un accordo per supportare la diffusione dell’elettrico tramite la creazione di una joint venture. Il piano prevede la realizzazione di oltre 3.000 punti di ricarica entro il 2025. Saranno compatibili con ogni tipo di auto e aperti a tutti i fornitori di servizi. I charging point operator (Cpo) avranno una capacità Hpc (high power charging) fino a 350 kW e saranno 700 le località italiane in cui si potrà rifornire la propria auto elettrica con un caricatore ultra fast. Lo si potrà fare a Roma, a Milano e a Torino: prima in tutti i capoluoghi di provincia e via via anche in altri Comuni in Italia.
politiche avanzate di impatto ambientale zero e tendono, di conseguenza, a dimostrarsi particolarmente attente e sensibili al tema dell’elettrificazione dei parchi aziendali. In questo senso, la famiglia ID sta ricevendo riscontri favorevoli, inoltre ci ha permesso di affiancare e supportare i nostri clienti nel processo di transizione verso la mobilità elettrica». Quest’anno debutta ID. 5 nel body style più in voga del momento, il Suv coupé. La produzione del sesto modello elettrico (520 km di autonomia) della famiglia è cominciata a Zwickau, storico impianto di VW riconvertito per la produzione di veicoli a zero emissioni, grazie a un investimento miliardario. Proprio perché proveniente da questa fabbrica, ID.5 verrà
consegnata ai clienti europei con un rapporto di CO2 neutro. Infatti, ricaricandola di energia alle stazioni Ionity il bilancio di emissioni è prossimo allo zero. Un passo necessario per raggiungere il traguardo della neutralità al carbonio entro il 2050 e la riduzione delle emissioni del 40% per singolo veicolo già nel 2030 (rispetto al 2018), come promesso dalla Casa di Wolfsburg. Nel frattempo, la realtà italiana delle flotte vede il diesel rappresentare ancora la quota più importante delle vendite «pur evidenziando una crescita importante sia delle vetture ibride plug in sia delle full electric», sottolinea il responsabile delle vendite Fleet.
I DEBUTTI DEL 2022 Se ID.5 è la novità dell’anno del segmento B Suv, che come sappiamo occupa un’importanza cruciale, altri due modelli le fanno compagnia in tema di debutti: Volkswagen Taigo e ID. Buzz. Del primo sono aperti gli ordini e si presenta come una T-Cross più sportiva, ma di dimensioni più vicine alla sorella maggiore T-Roc. Invece, Buzz è
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un van, passeggeri e cargo, elettrico. Lo stile del Bulli originario è ben riconoscibile, la trazione posteriore viene mantenuta e anche la sua proverbiale versatilità. ID. Buzz si rivolgerà all’uso professionale o del tempo libero con i suoi 5 posti, invece nella versione a 3 sedili diventa un furgone ideale per l’ultimo miglio nelle Ztl.
FORMAZIONE PER I DEALER SPECIALIZZATI Per supportare le vendite nel segmento, infine, la Casa ha un progetto dedicato ai concessionari della rete che presidiano le vendite di company cars (oggi 70). «Le persone rappresentano sempre la risorsa più importante – conclude Valentini –, per questo abbiamo personale dedicato e costantemente aggiornato attraverso percorsi di formazione. L’obiettivo della specializzazione (dei dealer, ndr) è fornire un supporto professionale ai nostri clienti aziendali, garantendo la cura per il dettaglio e l’attenzione tipiche del mondo retail».
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MISSIONFLEET TEST DRIVE
L’ELETTRICO OLTRE I 500 KM DI AUTONOMIA Il mondo M della sportività e delle performance incontra la guida silenziosa e potente in Bmw i4. A zero emissioni, con la quinta generazione di baerie
di Paola Baldacci
C Con la nuova Bmw i4 elettrica i fedelissimi della guida sportiva e della trazione posteriore avranno una doppia scelta. Da una parte la versione eDrive 40, “meno potente” da 340 CV, ma Doc per chi da sempre apprezza le vetture della Casa di Monaco per l’inconfondibile aderenza in curva della spinta posteriore.
Dall’altra una M50 a trazione integrale e due motori elettrici, così da raggiungere 544 CV e 400kW di potenza. L’innovazione della berlina full electric di Bmw, infatti, sta nell’avere unito i due mondi: quello della ricerca nell’elettrico che arriva oggi alla quinta generazione di batterie, come sul 42 | FEBBRAIO-MARZO 2022
Suv iX. E “il mondo M” che caratterizza i modelli sportivi, le cui tecnologie derivano dalla divisione corse del costruttore tedesco. Nelle due versioni di Bmw i4 appena arrivate sul mercato, l’elettrico è riuscito a trovare il punto d’incontro. Portando l’autonomia delle batterie a superare i 500 km per a dire la loro anche nelle flotte aziendali.
EVOLUZIONE TECNOLOGICA Con batterie ad alto voltaggio estremamente sottili (le celle sono alte 110 millimetri), la ricerca sull’elettrico di Bmw sviluppa per la prima volta un sistema di guida nativo EV. Come detto, abbiamo autonomie piuttosto elevate e, soprattutto, tempi di ricarica inferiori. Ecco che Bmw i4 Drive 40 percorre 590 km mentre Bmw i4 M50 fino a 521 km. Per ricaricarle, sono necessari 30 minuti in corrente continua ad impianti ad alta potenza, per ripristinare dal 10 all’80% di energia. Ma attenzione, molto fa la frenata adattiva. Infatti, sistemi di navigazione e sensori degli Adas permettono di recuperare fino a 195 kW. Inoltre, il 90% dei casi di riduzione della velocità si raggiunge senza l’intervento dei freni. Cosa significa? Che quando ci si avvicina a un
incrocio, il recupero aumenta perché l’auto decelera. E ancora, su strade senza traffico, in marcia omogenea, la vettura avanza per inerzia (con la funzione coasting) senza impegnare la potenza motrice. Inoltre, la frenata adattiva è soggetta ad alcune impostazioni predefinite: con la modalità di guida D si sceglie una forza di frenata (brake energy) più o meno intensa. Invece, selezionando la guida B è l’auto stessa ad attivare il recupero automatico dell’energia, realizzando il cosiddetto “one pedal driving” tipico della guida in elettrico.
IL CONSIGLIO Il consiglio per chi guiderà un’auto elettrica di questo livello tecnologico è di abituarsi a ricaricare a metà del viaggio. Bmw i4 può ripristinare tra i 140 e i 164 km di percorrenza fermandosi ad una stazione ad alta potenza per 10 minuti, partendo dal un livello del 10%. Questo perché la corrente continua viene immagazzinata fino a 205 kW. La dotazione di serie prevede una card di pagamento con tariffe fisse oppure flessibili e due caricatori: quello da 11 kW e un Mode 3 per le colonnine pubbliche. I prezzi? Bmw i4 eDrive 40 parte da 60.900 euro e la M50 da 73.000 euro.
Su Missionline.it trovi l’approfondimento con la gallery fotografica di BMW i4 elettrica
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C’è ancora spazio per le berline? A quanto pare sì, nonostante il fenomeno Suv non sembra accusare crisi, sia pure in un mercato in evidente difficoltà, non solo in Italia. Nel 2021, le berline hanno conquistato il 44,6 per cento del mercato nazionale, anche se va sottolineato che si tratta in gran parte dei modelli più piccoli dei segmenti A e B. Ma c’è la chiara sensazione che le Case credano a un ritorno delle berline medie, puntando su auto di grande personalità, a partire dal design. Perché bisogna andare oltre il concetto di auto familiare, entrato in crisi come si vede dal numero sempre più basso di wagon. Peugeot e Opel, due Case generaliste di esperienza e mai banali, hanno rivisto sensibilmente la 308 e l’Astra che sono ben lontane dalle antenate, ma diverse pure dalla generazione precedente. Stile muscolare, quasi da sportiva. Il meglio delle motorizzazioni di famiglia ma al tempo stesso un’attenzione importante al comfort e ovviamente alla sicurezza. Che poi è quanto chiede un guidatore da un’auto familiare: su questo ieri, oggi e domani i valori sono identici.
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L’ANALISI DI
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ulteriori sistemi di sicurezza come il cruise control adattivo con funzione di stop & go, la visione dell’angolo cieco e l’allerta della presenza del traffico in La terza generazione della Peugeot 308 è cresciuta in arrivo, i cerchi da 17” e il dimensioni rispetto al modello che ha sostituito (e che era caricatore senza fili. Tra i uno dei più compatti della categoria), ora misura in motori, la scelta è caduta lunghezza 437 centimetri, undici in più. I tratti distintivi sull’ibrido con 180 CV di sono i passaruota ben evidenti, la grande mascherina che si potenza e 250 Nm di coppia. prolunga verso il basso e i fari full Led da cui partono le Molto fluida nel lunghe e sottili luci diurne a forma di ‘zanna’. La parte comportamento stradale, la posteriore è più raccolta, con montanti del tetto molto 308 tocca i 225 km/h di massicci (cosa che limita un po’ la visuale di tre quarti), velocità massima e impiega lunotto piccolo e luci a led collegate da una fascia nera 7,6 secondi nel passaggio da lucida. Un grande inserto nel paraurti ospita invece le luci di 0 a 100 km/h. Consumi LA PREFERITA retromarcia e antinebbia, nonché le cornici cromate che bassissimi, a patto di tenere simulano due terminali di scarico. Una berlina quasi coupé, il più possibile carica la L’Allure Pack è di tendenza, e che offre la possibilità di scegliere tra motori batteria, ma vale per tutte le l’allestimento a metà della diesel, benzina e ibridi. Phev. Il costo è di 37.750 gamma, con una dotazione di Maurizio Bertera di livello che ben si presta al euro. business. L’Allure rispetto all’entry level aggiunge IN ARRIVO LA GAMMA automatico. La variante più elementi funzionali e di potente finisce per avere design quali il sistema La casa francese non ha La 308 è proposta con 225 CV, quella ‘normale’ anticollisione e i fari annunciato novità nella motorizzazioni a gasolio (il 180 CV, comunque adattivi, i sensori di gamma. Blue HDi da 131 CV), a sufficienti per muoversi benzina (Pure Tech Turbo bene, con una percorrenza a parcheggio anteriori, i fari a Led integrali anteriori, la I TEMPI da 101 e 131 CV) e plug in zero emissioni di 59 km. griglia con inserti cromati e DI CONSEGNA ibrida dove la base è La batteria (da 12,4 kWh) rappresentata dal 1.6 Pure richiede una ricarica di circa due prese USB sistemate nella parte posteriore A meno di promozioni Tech abbinato a un motore sette ore da una presa elettrico da 110 CV, domestica a 1,8 kW e meno dell’abitacolo. L’Allure Pack particolari, si parla di 120 fa un altro salto di qualità: giorni. incorporato nel cambio di due da un caricatore
Peugeot 308 Hybrid 180 e-EAT8 Allure Pack Per sempre, berlina
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(colonnina pubblica o wallbox) che riesca a fornire almeno 7,4 kW che è il massimo accettato dalla vettura, se dotata del sistema optional da 400 euro, mentre di serie non supera i 3,7 kW. La gamma si articola su cinque allestimenti ossia Active Pack, Allure, Allure Pack, GT e GT Pack. Il listino parte da un minimo di 24.350 euro e arriva ad un massimo di 43.450.
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L’ANALISI DI
IL VALORE RESIDUO Detto che è un modello che segue – migliorandola – la filosofia della 308 precedente, è facile pensare a un valore tra i migliori della sua categoria. La Casa ha una divisione specifica – Spoticar – che si occupa dell’usato, selezionato dopo un centinaio di controlli. Ci sono piani finanziari studiati ad hoc e varie promozioni, oltre a una garanzia di 48 mesi.
I COSTI DI GESTIONE Al di là della garanzia base di due anni, Peugeot punta a coprire l’assistenza (formula Peugeot Assistance, anche su 10 anni) e la manutenzione con tre contratti, ampliabili a loro volta con successive opzioni: Security, Efficiency e Dynamic.
LE FORMULE FINANZIARIE Sono due, messe a punto direttamente da Banca Psa.
Quella I-Move ha una durata tra due e tre anni, si basa su un anticipo e percorrenza chilometrica a scelta del cliente che alla fine ha le classiche tre scelte: tenere, restituire o sostituire la 308. Volendo c’è un’appendice I-Move leasing che nel canone comprende anche l’antifurto Cardelux e il pacchetto Unique, le garanzie Ecoservices Peugeot, l’assicurazione sul credito Perfetto/Perfetto Più. L’altra formula finanziaria è di tipo lineare, con durata da 12 a 84 mesi e un anticipo da fissare. Non mancano servizi assicurativi per la persona e il mezzo.
IL NOLEGGIO Quello a lungo termine di Peugeot è storicamente gestito da Free 2 Move Lease ed è basato su una proposta di Connect Fleet o di Fleet Sharing. Prevede un pacchetto di servizi “all inclusive” su un canone fisso mensile, eliminando il rischio di dover sostenere spese non programmate e
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fornendo polizze d’assicurazione e per la protezione dell’auto. Più recente è la formula Flex & Free, che offre l’opportunità di scegliere in base alle proprie esigenze e di modificare l’offerta se qualcosa dovesse cambiare.
sin troppo piccolo e va tenuto in basso affinché la corona non copra parte del cruscotto. E ovviamente la batteria toglie un po’ di spazio al bagagliaio, la cui capacità si ferma a 361 litri.
I PREGI E I DIFETTI
Un insieme piacevole e un abitacolo tra i migliori in circolazione. Peugeot viaggia sul sicuro quando l’obiettivo è trovare il comfort e la sicurezza. Ma per noi, la 308 è piacevole anche esternamente: ha una personalità decisa, con uno stile muscoloso e al contempo elegante. A proposito di immagine, il modello ha segnato il ritorno al logo storico della Casa, ossia la testa di Leone, raffinata e aggressiva al tempo stesso. Ma attenzione: dietro lo stemma con il logo, al centro del frontale, c’è il radar per il corretto funzionamento dei sistemi Adas. Ecco come coniugare bene stile, tecnologia e immagine.
In pole position mettiamo l’assistenza alla guida: il pacchetto Adas della Casa è ai vertici. Citiamo la frenata automatica d’emergenza, il mantenimento in corsia e l’anti-colpo di sonno. Tenuta di strada e maneggevolezza sono da sportiva, come non manca affatto lo sprint, praticamente non avvertito in abitacolo grazie all’insonorizzazione di ottimo livello. Il comfort è quello noto di casa Peugeot, con attenzione anche ai particolari, e una precisa disposizione degli elementi come il touch screen da 10 pollici dove i comandi sono un po’ laboriosi e rischiano di distrarre dalla guida. E già che ci siamo, il volante è
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L’ANALISI DI
Opel Astra 1.6 Hybrid 180 CV AT8 Business Elegance Che linea! Le aspettative di Opel sulla nuova Astra non potrebbero essere più alte: quello della compatta è infatti un nome storico per il costruttore tedesco che ne ha svelato la sesta generazione lo scorso luglio, a 30 anni esatti dal debutto del primo modello. La sfida per la nuova berlina cinque porte (ma sarà disponibile anche Sports Tourer, la configurazione station wagon) è provare a contrastare lo strapotere di Suv e crossover e consolidare le vendite di un brand che si sta conquistando il suo posto al sole nell’orbita Stellantis. E per farlo, oggi come nel 1991, la strada scelta è quella della discontinuità: l’Astra cambia in tutto, dalla piattaforma – l’ultima evoluzione della Emp-2, condivisa con Peugeot e DS 4 – ai propulsori, che per la prima volta sposano l’elettrificazione. La vettura continua a essere offerta con motori a benzina e diesel, a cui si aggiunge un sistema ibrido plug in. La rivoluzione parte dall’aspetto: mentre la precedente serie era caratterizzata da una linea molto sobria, la nuova mostra maggiore personalità e risulta subito riconoscibile. Merito del nuovo linguaggio stilistico, ispirato dall’Opel Vizor, il frontale con la mascherina in nero lucido e i gruppi ottici con firma luminosa a L rovesciata.
MISSIONFLEET
gruppo Psa, formato dal 1.6 turbo-benzina da 180 CV e da un motore elettrico, integrato nel cambio doppia frizione a otto rapporti EAT8. L’allestimento base si chiama Edition e ha già di serie i cerchi in lega (da 16”), il mantenimento in corsia, la frenata automatica di emergenza fino a 85 km/h, i fari full Led, il “clima” manuale, l’anti-colpo di sonno e i quattro alzacristalli elettrici. A salire ci sono le versioni Elegance, Business Elegance, GS Line e Ultimate. Ai due estremi del listino ci sono la 1.2 turbo Edition a 24.500 euro e la 1.6 Hybrid 180 CV AT8 Business Ultimate, a 42.300 euro.
LA PREFERITA
di Maurizio Bertera
Considerando molti aspetti, a partire dal prezzo (35.250 euro, al netto di incentivi), 110 e 131 CV; sul secondo il ha senso fare più di un LA GAMMA pensiero sulla versione plug 1.5 turbo da 131 CV mentre in da 180 CV, con la novità è rappresentata La gamma offre motori dal powertrain già impiegato l’eccellente cambio benzina, diesel e ibridi. Sul automatico a otto rapporti e primo fronte c’è il 1.2 litri da su molti modelli dell’ex 46 | FEBBRAIO-MARZO 2022
una coppia da 250 Nm. Le prestazioni dichiarate dalla Casa sono di 225 km/h come spunto massimo e 7,6 secondi nel passaggio da 0 a 100 km/h. La batteria da 12,4 kWh permette alla nuova Astra di percorrere circa 50 km in modalità zero emissioni. Come sul resto della gamma, è l’abitacolo a convincere: anche qui si è consumata una piccola rivoluzione perché la plancia ora è dominata da un elemento rettangolare che comprende il quadro strumenti e lo schermo dell’infotainment, entrambi da 10”. Il primo mostra le info in modo piuttosto chiaro. Il secondo ha connettività Android e Apple wireless (di serie su tutti gli allestimenti) e vanta comandi vocali naturali, navigatore TomTom e hotspot wi-fi. Sotto il touchscreen, due file di comodissimi tasti fisici. L’allestimento Business Elegance è il più adatto alla luce del valido equipaggiamento e costa 38.800 euro.
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L’ANALISI DI
IN ARRIVO Non sono previste, a breve, altre versioni sul mercato. Ma è sicura nel 2023 una variante elettrica.
I TEMPI DI CONSEGNA La rete Opel dovrebbe essere in grado di rispondere all’ordine nel giro di 120 giorni.
IL VALORE RESIDUO I modelli Opel hanno valori medi per la categoria di appartenenza. Sul tema è disponibile il portale Spoticar che permette la ricerca e l’acquisto dei vari modelli, protetti da una garanzia di 12 o 24 mesi con chilometraggio illimitato oltre che sottoposti a un centinaio di controlli qualitativi. Inoltre, sono proposti finanziamenti ed estensioni di garanzia.
I COSTI DI GESTIONE La garanzia base prevede
due anni, poi si può pensare alla FlexCare che arriva sino a quattro o cinque anni dall’immatricolazione, con percorrenza chilometrica diversa. Tre i pacchetti: Base da 325 euro, Silver da 550 euro (con in più assistenza stradale e manutenzione ordinaria) e Gold (rispetto alla Silver, c’è in più la manutenzione straordinaria) da 850 euro.
LE FORMULE FINANZIARIE Per i clienti Business, oltre a Scelta Opel, ci sono il classico Leasing e il noleggio. Anche in questo caso – come per i privati – c’è la possibilità di avere servizi assicurativi per la persona e il veicolo. Da non dimenticare in particolare l’assicurazione FlexProtecti on che assiste in caso di incidente e garantisce una riparazione presso un centro assistenza Opel.
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IL NOLEGGIO Il nuovo ‘lungo termine’ di Opel è Free 2 Move, studiato per guidare senza problemi. A fronte di un canone fisso mensile, provvede all’assistenza stradale come alla manutenzione ordinaria e straordinaria. Sono inclusi nel canone la copertura RCA, l’assicurazione furto e incendio, la garanzia kasko e il bollo. Il canone fisso mensile è determinato dal veicolo scelto, dalla durata del contratto, dal chilometraggio e dai servizi richiesti.
I PREGI E I DIFETTI Il pubblico è stato colpito immediatamente dal design, che tra l’altro rende più dal vivo che in foto. C’è personalità e scelte azzeccate. Il posto guida è molto curato, come il sistema multimediale, efficiente e con un effetto scenografico che ha il suo peso. La nuova Astra – al di là delle motorizzazioni
scelte – non delude per la dinamica di guida e per l’insonorizzazione, anche ad alta velocità. Tra gli aspetti migliorabili ci sono la visibilità al posteriore e la scarsa comodità di un terzo passeggero sul divano.
IMMAGINE Oltre che una vettura, con idee interessanti, Astra è un manifesto della ‘nuova’ Opel che dopo aver ripreso energia, grazie alla cura Psa, è entrata in Stellantis con l’ambizione di ritrovare gli antichi fasti, puntando su peculiarità storiche: la sostanza, il comfort e le doti stradali. Tutte a buoni livelli, considerando il target di una clientela, generalista e con budget normali. Ora il salto di qualità, affidato in primis a un design che la rende differente dalle concorrenti, numerose ed agguerrite. Per chi cerca la distinzione stilistica e un equipaggiamento corretto, senza potersi permettere una premium, Astra è una valida scelta. FEBBRAIO-MARZO 2022 | 47
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MERCATO
NOLEGGIO A BREVE TERMINE: TROPPO POCHE AUTO IN FLOTTA La crisi dei chip sta mettendo in forte difficoltà il settore dell’auto. Infatti, le consegne di nuovo prodotto hanno importanti ritardi che possono superare anche l’anno di attesa. Ma lo shortage (carenza, ndr) dei semiconduttori non è da imputare alle case costruttrici bensì alla mancanza di materie prime per la produzione delle centraline. Un inevitabile effetto domino che sta investendo anche il settore dell’auto a noleggio tanto da portare Aniasa, l’associazione dell’autonoleggio e del car sharing, a lanciare un preoccupante grido di allarme. Ovviamente i ritardi di consegna delle auto nuove non riguardano solo il mercato dei privati, ma impattano anche sulle flotte aziendali. Secondo Aniasa, le Case hanno consegnato troppo poche vetture e l’avvicinarsi della stagione turistica, unita alla crescente richiesta dei noleggiatori, farà emergere questa criticità già con il weekend pasquale. Le situazioni più difficili potrebbero sorgere durante il periodo estivo soprattutto nelle isole italiane di maggior affluenza, come Sardegna e Sicilia, quando la maggior parte degli utenti si sposteranno in aereo verso queste destinazioni. La medesima criticità si presentata nell’estate 2021.
SECONDA EDIZIONE DEL MOTOR SHOW LOMBARDO La seconda edizione di Milano Monza Motor Show si terrà dal 16 al 19 giugno nel capoluogo lombardo. Durante il Mimo 2022 sono attesi oltre mezzo milione di visitatori che potranno ammirare più di 50 brand di auto e moto. Inoltre, parteciperanno attivamente ad alcuni eventi all’aperto, test drive su strada e in pista all’autodromo di Monza. La novità è l’introduzione del Mimo Pass: un biglietto elettronico nominale che permetterà, agli utenti registrati online sul sito ufficiale MilanoMonza.com, di accedere a tutte le aree (tra cui paddock e tribune dell’autodromo) e alle attività in programma. Grazie ad esso, le case automobilistiche che esporranno potranno formulare una serie di offerte commerciali mirate ai clienti per promuovere la vendita diretta, soprattutto di modelli elettrificati.
IN RICARICA CON LA STELLA Arriva ad aprile la nuova Mercedes wallbox, che sfrutta una potenza di ricarica fino a 22 kW e la connessione a internet. Inoltre, è dotata di un sistema integrato che la protegge dagli sbalzi di corrente ed è in grado di ricevere aggiornamenti software da remoto. Il design riprende la calandra dell’ammiraglia a zero emissioni Mercedes-EQS con la trama tridimensionale a stelle a tre punte su fondo nero lucido. Costa 990 euro a cui si deve aggiungere il costo dell’installazione. Viene fornita con un cavo di ricarica lungo sei metri dotato di presa tipo 2.
Registrazione Tribunale di Milano n° 219 del 28/03/2006 Direttore responsabile Paola Baldacci Collaboratori Andrea Barbieri Carones, Maurizio Bertera, Matteo Gallucci, Alessandro Palumbo, Salvatore Saladino, Ilaria Salzano Impaginazione Gianluca Ubezzi Stampa Faenza Printing Industries, Faenza (RA) Distribuzione in Italia Faenza Printing Industries, Faenza (RA)
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