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Madonna delle Lacrime di Treviglio

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LA MADONNA

DELLE LACRIME DI TREVIGLIO

copertina

UN FUMETTO DI GIUSEPPE POZZI E LORENZO MORABITO

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LA MADONNA DELLE LACRIME Testi GIUSEPPE POZZI Disegni LORENZO MORABITO Copertina e interni realizzati su carta ecologica riciclata. Nessuna parte di questo libro può essere può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione dei proprietari dei diritti e dell’autore. Tutti i diritti di copyright sono riservati. Ogni violazione sarà perseguita a termini di legge Finito di stampare presso Grafica Novarese Snc, San Pietro Mosezzo (NO): Febbraio 2022 In abbinamento gratuito al Giornale di Treviglio

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LA MADONNA

DELLE LACRIME DI TREVIGLIO

UN FUMETTO DI GIUSEPPE POZZI E LORENZO MORABITO

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PRESENTAZIONE

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uando ero piccolo anche io leggevo i fumetti, ogni tanto anche oggi! Di solito raccontano storie inventate, ma ogni tanto, quando ero ragazzo, usciva un numero speciale, un numero “da collezione”, dove erano disegnate storie vere, come la storia di Cristoforo Colombo o quella di Leonardo da Vinci. Quest’anno anche noi a Treviglio abbiamo un “numero da collezione”, un numero speciale; infatti, il fumetto de “Il Giornale di Treviglio” racconta una storia vera, accaduta 500 anni fa: il Miracolo della Madonna delle Lacrime. Cosa è un miracolo? È un fatto molto bello, che spesso capita quando meno te lo aspetti, che il più delle volte non sai spiegare, ma che porta qualcosa di positivo, di buono e di grande nella tua vita, che ti fa sentire speciale, come è stato per i trevigliesi nel 1522: erano riuniti a pregare perché il generale Lautrec voleva distruggere la città ed ecco, all’improvviso, il volto di Maria con Gesù Bambino che era dipinto sul muro della chiesa del Monastero di Sant’Agostino iniziò a piangere, e il terribile capitano si commosse al punto che, non solo non distrusse Treviglio, ma si tolse l’elmo e lo lasciò nella chiesa insieme alla sua spada. Oggi in Santuario possiamo vedere ancora l’elmo e la spada di Lauimpaginato.indd 4

U

n fumetto, un podcast e una mostra. Il libretto che avete in mano fa parte del progetto multimediale Il “Generale senza spada”, realizzato dal Giornale di Treviglio e dal gruppo editoriale Netweek quale nostro piccolo “contributo alla festa” per i Cinquecento anni del Miracolo della Madonna delle Lacrime. A qualcuno forse apparirà strano, dato che siamo da sempre il settimanale laico della città, ma proprio per questo abbiamo deciso che non potevamo non esserci. La storia del Miracolo non è cronaca, ma quasi: conserva, dopo mezzo millennio, un’attualità sconvolgente. È la storia del trionfo della fragilità e della debolezza contro l’arroganza del potere, prima di tutto. Da un altro punto di vista, è la vicenda di un uomo, il generale Lautrec, che ha il coraggio di cambiare idea. Di ammettere che la realtà è spesso così sconvolgen-

trec, e possiamo leggere la storia del Miracolo nei dipinti che si trovano sul soffitto, come un fumetto d’altri tempi, quando i nostri nonni guardavano le figure e si immaginavano di essere nella Treviglio del 1522. Anche noi possiamo immaginare di essere nella Treviglio del 1522 con il fumetto La Madonna delle Lacrime che ci riporta indietro nel tempo ma ci fa anche capire la grande fortuna che abbiamo nell’essere qui oggi, a celebrare questo importante anniversario, unico nella storia. Soprattutto ci fa capire la grande fortuna che abbiamo a vivere a Treviglio, dove è avvenuto il Miracolo; dove Maria, la mamma di Gesù, ha pianto per salvare i nostri antenati e dove possiamo andare in Santuario a salutare la “nostra” Madonna delle Lacrime, e magari accendere una candela per chiedere di essere noi dei “supereroi”, che portano il “miracolo” del bene e del bello nella vita delle persone che incontriamo ogni giorno. Un grazie speciale al “Giornale di Treviglio” per la bella idea e per l’ottima realizzazione. Buona lettura e buona festa a tutti. Don Norberto, parroco 04/02/2022 18:24:14

te e complicata da travolgere tutte le nostre piccole, coerenti, certezze. Se non bastasse, il Miracolo è poi senza dubbio uno dei pilastri dell’identità civica cittadina, un “luogo dell’anima” per migliaia di Trevigliesi. E infine è semplicemente una storia molto bella, come del resto tutte quelle che abbiamo riscoperto in questi mesi incontrando alcuni dei più brillanti esperti di storia e cultura locale sulla piazza. Il risultato lo giudicherete voi: sta in queste belle tavole di Lorenzo Morabito e Giuseppe Pozzi e nel podcast disponibile su primatreviglio.it e su Spotify, realizzato con i giornalisti del GdT Andrea Palamara e Stefano Rivoltella. Grazie, quindi. A loro, al nostro editore, e a tutti gli sponsor, per averci creduto. Davide D’Adda Direttore Giornale di Treviglio


LA MADONNA

DELLE LACRIME DI TREVIGLIO by poz e mor

buongiorno a tutti!

oggi vi faro’ da guida ad uno dei monumenti piu’ importanti di treviglio.

mia nipote luisa e i suoi amici vogliono visitare il

santuario della Madonna delle lacrime.

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OHHHH! WOW

Vi piace?

Bellissimo!

Che addobbi!

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Sembra che il santuario sia stato... vestito a festa. Come mai?

W ! O Eh si’… Abbiamo un importante anniversario da celebrare.

Che addobbi!

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E con la mamma sto preparando un quadretto da mettere nella mia cameretta e che porteremo qui perche’ venga benedetto.

Me l’ha detto anche la nonna.

Perche’?

E’ una delle tradizioni trevigliesi di questo periodo: la benedizione degli oggetti. Durante i prossimi giorni verremo qui a portare in Santuario un oggetto da far benedire. Cosi’, la Madonna ci proteggera’.

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L’offerta della cera e’ un altro momento importante di questa festa. Vedrete quante candele e quanti ceri!

Mia nonna, invece, ha comprato delle candele e ha detto che le porteremo a don Norberto.

Ma che festa e’?

E’ la festa del Miracolo. Il 28 febbraio ricorderemo il giorno in cui la nostra Madonna pianse, e salvo’ Treviglio dalla distruzione…

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Il miracolo?

Che miracolo?

Quand’e’ successo? tu c’eri?

dai... il... ma si, il... quale miracolo?

Daniele, non sono cosi’ vecchio!

non c’ero... E’ successo il 28 febbraio 1522.

No. mi sa che anche noi siamo un po’ troppo giovani ... Ce lo racconti?

e Sapete cosa accadde?

guardate qui a sinistra,

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Me l’ha detto la nonna!

Brava Luisa!

Allora brava anche la nonna.

Sono l’elmo e la spada del generale Lautrec!

Ma cosa c’entra col miracolo?

Ehhh!?

Immagino che a scuola abbiate studiato la “Prima guerra francospagnola” che duro’ dal 1521 al 1526...

guarda che non siamo universitari!

va bene, va bene.vi raccontero’ cosa avvenne 500 anni fa ...

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In quegli anni, treviglio era una citta’ di confine, sempre contesa tra la Serenissima Venezia e il Ducato di Milano… Erano tempi bui… scorribande di soldati, la peste e i briganti. non era per niente facile vivere a Treviglio e nella “Ghiara d’Adda”, che adesso noi chiamiamo Geradadda.

carlo v

Stava anche per scoppiare una sanguinosa guerra fra il Re di Francia Francesco I e l’Imperatore del Sacro Romano Impero, re di Spagna, Carlo V, che aveva appena conquistato Milano.

francesco i

I trevigliesi non sapevano cosa fare: stare con milano avrebbe fatto infuriare i francesi e la citta’ avrebbe subito ritorsioni.

si scelse di rimanere segretamente con gli storici alleati.

e a seguito di questa scelta accadde un incidente.

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Alcuni trevigliesi presero a male parole un drappello di soldati francesi, che cercavano riparo all’interno delle mura.

POW!

Un altro gruppo di francesi fu addirittura accolto… a colpi di archibugio.

i soldati raccontarono tutto al loro comandante, il generale Odet de FoixLautrec, luogotenente del re di Francia. La scintilla causo’ un incendio…

Pagheranno caro questo affronto. Metteremo a ferro e fuoco la citta’. I nemici del re di Francia devono essere puniti. Che sia un esempio anche per tutti gli altri.

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La notizia si sparse subito per le viuzze e le piazze di Treviglio lasciando tutti nello sconcerto.

In citta’ scoppio’ il panico.

Era il 27 febbraio… E da Cremona l’esercito francese entro’ in Ghiara d’Adda, accampandosi poco fuori Treviglio.

In molti ricordavano ancora l’8 maggio 1509.

le truppe venete pochi anni prima avevano saccheggiato e incendiato treviglio.

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I FRANCESI! SI SONO ACCAMPATI QUI VICINO!!

Il monastero di Sant’Agostino, il convento delle clarisse e diverse chiese furono presto riempiti. Altri fuggirono nei boschi che, allora, erano ancora folti attorno alla citta’…

Portiamo le donne e i bambini al sicuro.

AVE MARIA

AVE MARIA

AVE MARIA

AVE MARIA

AVE MARIA

A V E M A RI A

ave maria...

ave maria...

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I 4 consoli cittadini si recarono dal generale Lautrec, fuori da porta Filagno, per chiedere perdono e consegnare le chiavi della citta’

Sua eccellenza, la preghiamo di risparmiare la nostra citta’.

… Persino Bernabo’ Visconti, signore di Brignano, cerco’ di convincerlo. Non c’e’ perdono per chi oltraggia gli uomini del re di Francia!

Quella notte pochi dormirono: quasi tutti vegliarono in preghiera.

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All’alba del 28 febbraio 1522 i soldati francesi fecero ingresso nella citta’ deserta.

ENTRATE NELLE CASE E PORTATE TUTTI IN PIAZZA!!

FORZA!

AYEEE! P R E N DET E L I ! AAEAH!

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Ma poco dopo le 8...

MIRACOL! MIRACOL! LA MADONA LA PIANS!

donna, basta farneticare!! che stai blaterando??

FERMATE QUELLA DONNA!

E’COSI’!! E’COSI’!!! LA VERGINE PIANGE E SUDA!

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Un miracolo, signore! Venga a vedere: l’Immagine della Vergine piange e suda!

Al monastero di Sant’Agostino. La Madonna dipinta sul campanile…

Donna, portaci dov’e’ questo dipinto!

Dove?

E tu!!

il soldato corse come fosse inseguito dai lupi, sconvolto dalla possibilita’ di poter stare di fronte ad un miracolo!

il tragitto fu breve ma lo stupore grande.

corri a cercare il generale Lautrec e fallo venire al monastero.

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Che succede? Perche’ mi hai fatto venire qui di corsa?

AVE MARIA AVE MARIA Cos’e’ questo inganno?

AVE MARIA Generale... C’e’ un dipinto... Una Madonna… piange… e suda…

CHE DIAVOLO STAI DICENDO! SPOSTATI E FAMMI VEDERE.

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AVE MARIA A V E M A RI A

AVE MARIA

MARIA

E’ un miracolo, signore!

TACI!

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anche Il vicario Serbelloni venne a verificare che non fosse un trucco…

Il generale corse all’interno del campanile per verificare che non ci fosse nessuno...

Nessun inganno, mio generale.

Non capisco… Allora… E’ vero… E’ un miracolo…

la verita’ del prodigio lo fece decidere e si inginocchio’ di fronte all’affresco.

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Lautrec poso’ elmo e spada ai piedi della Madonna. le sue lacrime avevano vinto il ferro e l’acciao del suo rancore.

DIN!

DAN!

RADUNATE GLI UOMINI. LASCIAMO LA CITTA’!

Le campane delle chiese suonarono a festa e tutta la citta’ scese per le strade, esultante.

DON!

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Che storia! Mah... se il dipinto della Madonna era sul campanile di Sant’Agostino, adesso come fa ad essere qui?

Giusta osservazione, Daniele. Anche perche’ quel campanile non c’e’ piu’…

Il pezzo di muro con il dipinto della Madonna venne trasportato qui in solenne processione quasi 100 anni dopo.

all’evento presenzio’ persino il cardinale federigo borromeo!

Ed e’ sempre rimasta li’?

Si’, anche perche’ e’ molto delicata: c’era un muro molto fragile, fatto di sassi e di malta.

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E quand’e’ che mettono il velo alla Madonna?

e’ lei, la madonna, la protagonista della nostra festa.

In che senso?

Nonno, perche’ le mettono il velo?

E tu come fai a saperlo? Ah, gia’, te l’ha detto la nonna…

la Madonna delle lacrime e’ al centro dei momenti piu’ importanti della festa. A cominciare dalla sera del 27 febbraio, quando si ricordano le ore drammatiche passate dai trevigliesi dell’epoca, nel momento in cui si ritrovarono l’esercito francese alle porte.

Durante la Messa, il quadro della Madonna viene lentamente velato dall’alto verso il basso. Il velo rappresenta l’angoscia di quella notte, la paura per quanto stava per accadere.

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E poi?

La mattina dopo, come quel 28 febbraio 1522, ci si ritrova tutti qui e, allo scoccare delle 8, l’immagine viene scoperta e si canta il Te Deum per ringraziare dello scampato pericolo.

E in quel momento, come cinque secoli fa, tutte le campane di Treviglio suonano a festa.

DON!

DIN! N

DIN! DO !

DAN! FINE

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Questa pubblicazione è stata realizzata grazie al contributo di

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