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INFOPOINT TURISMOFVG di Tarvisio via Roma, 14 - 33018 Tarvisio (Ud) tel +39 0428 2135 / fax +39 0428 2972 info.tarvisio@turismo.fvg.it
Realizzato nell’ambito del progetto interregionale di sviluppo turistico L.135/01 “Alpi Estive”, col finanziamento del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, Presidenza del Consiglio.
SPILIMBERGO - PORDENONE
Trekking nel Tarvisiano
Torzolano
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Sentieri tematici per escursioni da sogno Essere circondati da corone di vette, addentrarsi in boschi in cui grandi alberi respirano assieme a voi,percorrere radure dove in passato si avventuravano furtivamente i contrabbandieri, lasciarsi ammaliare da panorami che sembrano aprirsi sull’infinito. Compagni di questo viaggio attraverso scenari magici dove la natura regna incontrastata e si esprime con gioielli di alto valore ambientale, saranno laghi incantati, borghi alpini costruiti in legno e in pietra, antiche pievi e grotte. Una natura strepitosa, quella del Friuli Venezia Giulia, che potete scoprire attraverso i percorsi trekking, segnalati CAI, che trovate illustrati in questa mappa, che in particolare è dedicata alla zona del Tarvisiano.
T = TURISTICO Itinerari su stradine, mulattiere o comodi sentieri, con percorsi ben evidenti e che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono in genere sotto i 2000 metri e costituiscono, di solito, l’accesso ad alpeggi o rifugi. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata.
1. Per le escursioni in montagna, scegliere gli itinerari in funzione delle proprie capacità fisiche e tecniche, documentandosi adeguatamente sulla zona da visitare. Se si cammina in gruppo prevedere tempi di percorrenza in relazione agli escursionisti più lenti e conservare l’energia per il ritorno. 2. Provvedere ad un equipaggiamento e ad un abbigliamento consono all’impegno e alla lunghezza dell’escursione e portare nello zaino l’occorrente per eventuali situazioni di emergenza assieme ad una minima dotazione di pronto soccorso. 3. Di preferenza non intraprendere da soli un’escursione e in ogni caso lasciare detto a qualcuno l’itinerario che si prevede di percorrere riavvisando del ritorno.
5. Nel dubbio tornare indietro. A volte è meglio rinunciare che rischiare l’insidia del maltempo o voler superare difficoltà di grado superiore alle proprie forze, capacità, attrezzature. Studiare preventivamente itinerari alternativi al rientro. 6. Riportare a valle i propri rifiuti. Rispettare la flora e la fauna. Evitare di uscire inutilmente dal sentiero e di fare scorciatoie. Rispettare le culture e le tradizioni locali, ricordandosi che si è ospiti delle genti di montagna. 7. In caso di necessità chiamare il Soccorso Alpino utilizzando il 118. Le cartine sono puramente indicative, hanno esclusivamente valenza grafica, si consiglia pertanto di dotarsi di una cartografia specifica ed aggiornata.
4. Informarsi sul meteo e osservare costantemente lo sviluppo del tempo.
E = ESCURSIONISTICO Itinerari che si svolgono quasi sempre su sentieri, oppure su tracce di passaggio su terreno vario di solito con segnalazioni. Si sviluppano a volte su terreni aperti, senza sentieri ma sempre con segnalazioni adeguate. Possono svolgersi su pendii ripidi e avere dei passaggi o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi o impegnativi, con la presenza di attrezzature che non necessitano di equipaggiamento specifico. Richiedono senso di orientamento, allenamento ed equipaggiamento adeguato. EE = PER ESCURSIONISTI ESPERTI Itinerari generalmente segnalati ma che implicano una capacità di muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreno impervio o infido (pendii ripidi e/o scivolosi di erba o misti di rocce ed erba, o di roccia e detriti). Terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc.). Tratti rocciosi con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minor impegno). Necessitano: esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguate. I tempi di percorrenza dei sentieri includono andata e ritorno. Nei percorsi che non si sviluppano ad anello, bisogna preventivamente pensare al ritorno al punto dove si sono lasciati i mezzi. (Fonte: Commissione per l’escursionismo del CAI)
Laghi di Fusine
Trekking, altopiano del Montasio
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Da Pian dei Spadovai al Rifugio Grego Sentiero della storia Tratto del Sentiero Pacifico Sentiero CAI 651 villaggio Bucintoro da cui si giunge alla cima dello Jôf di Miezegnot in circa 30 minuti. L’itinerario offre uno splendido panorama sulle pareti nord del Montasio e sui versanti ovest dello Jôf Fuart e Nabois, siamo infatti nel cuore delle Giulie.
INFORMAZIONI E DETTAGLI TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it › DISLIVELLO SALITA: 400 m › DIFFICOLTÀ: E › TEMPO PERCORSO: 4,30 ore
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Da Pontebba scendere fino a Pietratagliata via strada statale. Entrare nell’abitato di Pietratagliata e proseguire lungo la strada asfaltata, che dopo una serie di tornanti raggiunge Malga Poccet (1519 m). Da qui proseguire a piedi lungo la strada forestale, fino a raggiungere la Malga di San Leopoldo (1565 m) e Malga Bieliga, percorrendo sempre la strada forestale. Da Malga
Bieliga scendere in direzione Chiout fin al bivio con il sentiero CAI 601, con il quale, attraverso il monte Schenone (1950 m) si rientra a Malga Poccet. In questa valle trovate sentieri, trincee, caverne, ricoveri, gallerie, resti di funivie, tracce di piccoli cimiteri in quota: la zona, infatti, è ricca di strutture belliche risalenti al grande conflitto mondiale.
INFORMAZIONI E DETTAGLI TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it › DISLIVELLO SALITA: 500 m › DIFFICOLTÀ: E - EE › TEMPO PERCORSO: 6 ore
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Percorsi trekking - Tarvisiano
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Uffici Informazione - Tarvisio
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Da Pian dei Spadovai (1075 m), raggiungibile in auto da Dogna attraverso la strada provinciale, imboccare il sentiero CAI U. Pacifico 651 su strada forestale che costeggia il torrente Dogna, giungendo così alla Sella Somdogna (1397 m) da cui si arriva in breve al rifugio Grego. Dalla Sella si può raggiungere il Bivacco Battaglione Gemona nello storico
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SPILIMBERGO - PORDENONE
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Progettazione e realizzazione: Five Zone Udine _ Cartografia: Attilio De Rovere _ Stampa: Ellerani - San Vito al Tagliamento Testi a cura dell’Agenzia TurismoFVG _ Fotografie: Archivio Turismo FVG, Archivio Casa delle farfalle di Bordano, Archivio Parco Prealpi Giulie, C. Beltrame, M. Crivellari, C. Costerni, M. Di Lenardo, L. Gaudenzio, M. Milani, Pentaphoto, F. Pisani, C. Spaliviero, L. Stefanutti, M. Valdemarin, M. Verin.
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le sponde ammantate da un bosco di faggio e abete rosso. Il sentiero si stacca sulla destra e si innalza nel bosco sopra il lago Inferiore, passando ai piedi dell’enorme masso Pirona. Seguendo la traccia principale si cala poi lentamente nella boscaglia andando a raggiungere il lago Superiore in corrispondenza della bella radura che si trova sul suo margine settentrionale (m 929). Anche qui un buon sentiero prende a costeggiare il lago verso destra. E’ possibile rientrare tramite il medesi-
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I Laghi di Fusine, situati nella parte orientale del comprensorio Tarvisiano, sono splendidamente adagiati in una conca glaciale, al centro del grandioso anfiteatro calcareo creato dalla dorsale Picco di Mezzodì - Mangart - Ponza Grande. Lungo la strada che da Tarvisio sale ai Laghi, poco dopo le case di Scicchizza, si diparte sulla destra il Sentiero del Lago (m 857). La passeggiata intorno al primo specchio d’acqua inizia lungo un comodo camminamento e prosegue costeggiando
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Collinetta Piani di Luzza
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Rifugio Grego
Il sentiero del Re di Sassonia nel cuore delle Giulie
Chiusaforte Località Patoc
Sentiero dei rifugi Sentieri CAI 651-610-652-611
Sentiero della storia Sentieri CAI 625-629-650
Sentiero della storia Sentiero CAI 620-644
Il Rifugio Grego, recentemente ristrutturato, sorge in una radura in mezzo al bosco, poco ad est della Sella di Sompdogna, nei pressi del laghetto omonimo. La struttura, in legno e muratura, fu costruita nel 1927 e dedicata alla memoria di Attilio Grego, combattente della Grande Guerra. Nel 1966 il rifugio venne intitolato ai tre fratelli Grego, Attilio, Ferruccio e Remigio. Partendo dal rifugio (m 1395), seguire il sentiero CAI 651, che passa lungo il perimetro del laghetto Sompdogna, e proseguire verso valle per un breve tratto, fino a raggiungere il sent. CAI 610. Seguire il sentiero
CAI 610, che prende a sinistra, iniziando a salire con ripide svolte in un bosco di larici e abeti rossi. Quando la pendenza si fa meno accentuata e il sentiero passa in prossimità di costruzioni risalenti alla Grande Guerra, si giunge ad una valletta e poi ad una piccola sella. Da qui si devia a sinistra raggiungendo la cresta: con una serie di piccoli tornanti si perviene così alle trincee e alle costruzioni poste sul versante sud, e da qui in breve si arriva in cima allo Jôf di Sompdogna. Si scende poi al bivacco Stuparich (m1.758), con il sent. CAI 652. Raggiunto il bivacco, si segue il sent.
CAI 611, verso nord, che in breve riporta al Rifugio Grego. La vista si apre sulle pareti nord dello Jôf di Montasio e sui versanti ovest dello Jôf Fuârt e Nabois.
INFORMAZIONI E DETTAGLI TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it › DISLIVELLO SALITA: 580 m › DIFFICOLTÀ: E - EE › TEMPO PERCORSO: 5 ore
Da Cave del Predil si percorre la strada provinciale 76 fino all’imbocco con il sentiero CAI 625, che porta alla Capanna di Caccia del Re di Sassonia, già Rifugio Brunner ora ristrutturato. Proseguire attraverso il sentiero del Re di Sassonia (sentiero CAI 629), che porta direttamente al Rifugio Corsi (1874 m). Dal Rifugio Corsi si può rientrare sul sentiero CAI 629 sino ad imboccare il sentiero CAI 650 che riporta sulla provinciale alcune centinaia di metri più avanti del punto di partenza. Si può salire al Corsi in questo itinerario in 2.30 ore.
MUSEO STORICO - MILITARE Il Museo storico - militare delle Alpi Giulie a Cave del Predil con importanti reperti relativi alla prima guerra mondiale affianca il Museo dedicato alla miniera di Cave del Predil chiusa nel 1991 ma tutt’ora simbolo, di una realtà vitale a quel tempo per la comunità locale.
INFORMAZIONI E DETTAGLI TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it › DISLIVELLO SALITA: 850 m › DIFFICOLTÀ: E - EE › TEMPO PERCORSO: 6 ore per tutto il giro
Da Raccolana (380 m) parte il sentiero CAI 620 che costeggia il fiume Fella verso nord fino alla confluenza con il Rio Patoc che si risale fino alla località Patoc (750 m), da qui rientro a Raccolana con sentiero CAI 644. Il borgo di Patocco fa parte del comprensorio del comune di Chiusaforte ed è arroccato a quota 770 sulla destra
orografica della Val Raccolana. Chiusaforte è posta a valle di una strozzatura naturale creata dal Fella tra le Prealpi Carniche e le Prealpi Giulie. Fu proprio questa posizione strategica a conferire importanza al paese. Il Patriarca di Aquileia fece costruire una fortezza (“La Chiusa” da cui il nome Chiusaforte) nella quale s’imponeva il pagamento di un pedaggio a chi transitava.
INFORMAZIONI E DETTAGLI TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it › DISLIVELLO SALITA: 361 m › DIFFICOLTÀ: E › TEMPO PERCORSO: 4 ore
07 Jôf di Miezegnot Bivacco Gemona Sentiero della storia Sentiero CAI 609 Percorsa la tortuosa rotabile della Val Dogna, fino all’ampia Sella Somdogna (possibilità di parcheggio a m 1397) si imbocca la carrareccia sulla sinistra, che permette di raggiungere in breve la soprastante Casera Somdogna (m 1430). Poco oltre, il sentiero entra in un bosco di faggi e abeti sino a raggiungere la conca superiore prativa, che ospita un villaggio militare diroccato, risalente alla Prima Guerra Mondiale.
Una delle costruzioni del borgo militare è stata adibita a bivacco dagli Alpini Battaglione di Gemona (m 1890). Dal ricovero si sale il ripido sentiero lungo il crestone sud-ovest del Monte Jôf di Miezegnot (m 2087) e in breve si guadagna la panoramica vetta.
INFORMAZIONI E DETTAGLI TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it › DISLIVELLO SALITA: 690 m › DIFFICOLTÀ: E - EE › TEMPO PERCORSO: 2,30 ore
08 Rifugio Zacchi
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Altopiano del Montasio
Le malghe di Confin e Ungarina
Sentiero delle malghe Tratto del Sentiero Italia Sentieri CAI 625-624 Da Sella Nevea, in prossimità della Caserma della Guardia di Finanza, si sale verso Casera Cragnedul di Sopra (m 1515). Da qui si imbocca verso ovest il sentiero CAI 624 e con moderata discesa si segue la pista che aggira le propaggini sud del Modeòn del Buinz, fino ad incontrare il sent. CAI 623, che si sovrappone al sent. CAI 624 fino al rifugio. Alla curva di Casera Larice (m 1479) si imbocca una comoda pista di servizio che sale dolcemente e transita davanti alle casere Parte di Mezzo (m 1517). Si lascia le casere sulla destra e si prende la pista forestale che prosegue verso ovest, giungendo ad un
incrocio in cui ci si immette su strada asfaltata, che dopo circa 200 metri ci porta sull’Altipiano del Montasio. Da qui, là dove la strada è vietata al traffico normale (parcheggio m 1502), è possibile seguire la salita che porta al Rifugio di Brazzà (m 1660), splendido belvedere sulla Catena del Canin. Per il rientro è possibile ripercorrere l’itinerario a ritroso, oppure rientrare a Sella Nevea tramite la strada asfaltata che scende parallela al sentiero. PER I PIÙ ESPERTI Nell’anfiteatro che sovrasta il rifugio di Brazzà si aprono numerosi sentieri
INFORMAZIONI E DETTAGLI TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it › DISLIVELLO SALITA: 480 m › DIFFICOLTÀ: T › TEMPO PERCORSO: 5 ore
Sentiero dei rifugi Sentiero CAI 512 Il rifugio Luigi Zacchi (m 1380), completamente ricostruito e riaperto al pubblico nell’estate del 2008, si trova su un ripiano boscato, sul versante ovest della Ponza Grande. E’ una frequentata meta estiva ed invernale ed è il punto ideale di partenza per le escursioni nel gruppo del Mangart. Il rifugio è servito da una carrareccia interdetta al traffico ma è consigliabile raggiungerlo tramite il sentiero CAI 512 che parte dal Lago Superiore di Fusine. Dal parcheggio del
Lago (m 927), si prosegue su strada forestale lungo il torrente Vaisonz, fino ad una distesa prativa, dove la strada incontra il sentiero CAI 512. Imboccato il sentiero, salendo una serie di tornanti e, superati alcuni ruscelli, si giunge al rinnovato rifugio Zacchi, che offre una vista meravigliosa sul gruppo montuoso del Mangart. E’ possibile completare l’itinerario ritornando al parcheggio su strada forestale, sotto l’Alpe Tamer e passando per la Capanna Ghezzi.
INFORMAZIONI E DETTAGLI
Dal Monte Lussari a Cima Cacciatore
Il sentiero Ta Lipa Pot nel Parco delle Prealpi Giulie
della chiesa di Sant’Antonio. Da qui il sentiero prende a calare decisamente compiendo una larga ansa, poi attraversa una bella dorsale erbosa, ed ecco che ci riporta esattamente al punto di partenza. SENTIERO SEGNALATO CAI Da Borgo Pragiel (m 250) il sent. CAI 705 sale a Borgo Mestrui (m 395) e prosegue in leggera salita, fino ad incontrare sulla destra il sentiero CAI 705 (m 885). Giunge poi allo Stavolo dal Zuet (m 1025) e prosegue a mezza costa fino alla Casera Ungarina (m 1296), da cui su strada forestale prosegue in breve sino a Malga Confin.
Il monte Lussari è un gioiello d’incomparabile bellezza: da qui si può ammirare uno stupendo panorama su cime svettanti e maestose. Il santuario posto in cima al monte da secoli è meta di pellegrinaggi delle popolazioni di ceppo slavo, italiano e tedesco. Da Camporosso è possibile salire al Monte Lussari (m.1760) con la telecabina (consigliabile informarsi sulle date di apertura). Dal borgo del Monte Santo di Lussari (m 1780), si imbocca la strada in discesa verso Sella Lussari (sent. CAI 617). Giunti alla sella si imbocca il sent. CAI 613, proseguendo in direzione sud e, superata la cappella votiva, si segue una buona traccia
di sentiero. Utilizzando l’ultimo tratto attrezzato con funi metalliche, si raggiunge la Cima del Cacciatore (m 2071), dalla quale spesso è possibile ammirare branchi di stambecchi. Raggiunta la cima, si rientra al borgo seguendo l’itinerario a ritroso. VARIANTE Il santuario del Monte Lussari è raggiungibile anche a piedi dalla val Saisera, attraverso la strada forestale che parte in corrispondenza dell’agriturismo Prati Oitzinger. Oppure da Camporosso in corrispondenza del ristorante Alte Hütte, attraverso il suggestivo “Sentiero del Pellegrino” (sentiero CAI
Sentiero delle civiltà e dei borghi 613), che costeggia il rio Lussari e che, oltrepassata malga Lussari, si collega al sentiero CAI 617 fino al monte Santo di Lussari in 2.45 ore (dislivello in salita circa 1000 mt.)
INFORMAZIONI E DETTAGLI
Il percorso circolare permanente “Ta Lipa Pot” (in italiano “la bella strada”) con punto di partenza e arrivo nella frazione di Stolvizza, rappresenta un’occasione per entrare in contatto con l’ambiente, la cultura e la storia della Val Resia, costeggiando il torrente omonimo. Si tratta di un itine-
rario naturalistico che si snoda lungo i sentieri intorno al paese e che richiede circa 4 ore per essere percorso. Le strade toccano luoghi ricchi di storia e di cultura montana per poi attraversare spazi di rara bellezza e ricchezza di tradizioni. Al ritorno a Stolvizza, il turista attento alla cultura del luogo potrà
› DISLIVELLO SALITA: 310 m › DIFFICOLTÀ: E - EE › TEMPO PERCORSO: 2,30 ore
INFORMAZIONI E DETTAGLI
INFORMAZIONI E DETTAGLI
› DISLIVELLO SALITA: 100 m › DIFFICOLTÀ: T/E › TEMPO PERCORSO: 4 ore
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Attraverso le Alpi Giulie Occidentali
Una cima di confine Gartnerkofel Pramollo
Una cima facile nella Valcanale: l’Osternig
chiede qualche attenzione nella salita, permette di raggiungere il crinale. Un traverso, che passa vicino a resti di postazioni risalenti alla Grande Guerra, ci fa raggiungere la cime del Jôf di Miezegnot.
INFORMAZIONI E DETTAGLI TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it › DISLIVELLO SALITA: 1.260 m › DIFFICOLTÀ: E-EE › TEMPO PERCORSO: 4 ore
Da Sella Nevea si sale al Rifugio Gilberti (m 1850) in telecabina, o in alternativa si può percorrere il nuovo sentiero (CAI 635), che sale dalla partenza della nuova telecabina sulla destra, e, procedendo a tornanti, supera diversi salti di roccia in mezzo a boschi di abeti e larici, esce dal bosco sotto le pareti del Bila Pec, passa a fianco della Grotta delle Gocce (vecchio ricovero Di Brazzà), procede fino a scavalcare il “dente”, e raggiunge una bellissima conca carsica. In breve conduce al rifugio, dal quale partono splendidi sentieri panoramici. Per il rientro è possibile utilizzare la telecabina, oppure suggeriamo di seguire il sent. CAI 632, che dal Gilber-
ti sale a Sella Bila Pec. Si tratta di un sentiero in quota che prosegue in piano su mulattiera militare e, passando sotto il ghiacciaio del Canin, conduce al bivacco Marussich (m 2043). Da qui si può rientrare attraverso il sentiero CAI 645 che, lungo il“Sentiero Sereno” (per esperti) rientraa Sella Nevea in circa 1 ora e 30 minuti. Da casera Goriuda, che si incontra scendendo lungo il sentiero CAI 645, in breve tempo si può raggiungere la caverna di uscita del Fontanon di Goriuda, all’interno della quale, accompagnati da una guida, è possibile fare interessanti escursioni: in totale sicurezza ci si addentra alla scoperta delle meraviglie scolpite dall’acqua nella roccia.
NARRA LA LEGGENDA Il Monte Canin è abitato da esseri misteriosi di diversa natura. Nelle notti del periodo natalizio salgono dalle sue caverne degli spettri pallidi e, nelle notti argentee di plenilunio danzano, sulle creste, le fate. Nel grande foro del Prestreljenik pare si trovi una finestra da cui sbircerebbe il diavolo. Spesso dalle rocce si alza un orrido gigante che con una risata stridula, beffeggia i dolori e le preoccupazioni degli uomini.
Con partenza dal Passo Pramollo (1530 m) su strada forestale sino a Malga Auernig e attraverso il sentiero naturalistico che corre lungo il confine, si sale al Gartnerkofel (2195 m), giungendo così in territorio austriaco. Attraverso il sentiero austriaco 412 si ridiscende fino al Gartnersattel (1863 m) e da qui si prende una strada forestale che riporta a Pramollo.
17 Sentiero delle Farfalle
Sentiero naturalistico Tratto del Sentiero Italia Sentieri CAI 481-507
Sentiero naturalistico WULFENIA CARINTHIACA La Wulfenia carinthiaca è una pianta erbacea perenne che cresce spontaneamente nelle zone umide alpine aperte al delimitare di pascoli e boschi tra i 1200 e i 2000 metri di altitudine. Il suo areale è molto limitato al Passo Pramollo, dal M. Cerchio al Gartnerkofel e ai Balcani. La Wulfenia carinthiaca è una pianta che appartiene alla flora preglaciale, il suo ristrettissimo
areale unito alla velocissima fioritura ne fanno una rarità botanica in via di estinzione da tutelare severamente. Il fusto sostiene una corolla nuda di foglie larghe e frastagliate. I fiori hanno una vistosa colorazione azzurra nei toni del blù-violaceo. Mettevi alla ricerca della Wulfenia, il rarissimo fiore della Carinzia che sboccia nel mese di giugno.
Da Ugovizza risalire la strada carrozzabile verso Nord che porta dapprima all’Osteria Al Camoscio e quindi all’area parcheggio (1200 m). Continuare per pista forestale fino a raggiungere il nuovo Rifugio Nordio-Deffar posto al bivio tra la Sella di Lom (Dolinca) e Sella Bistrizza (Feistritzer Sattel). Seguiamo il sentiero CAI 507 che risale il vallone boscoso dell’Osternig fino ad uscire sui pascoli di sella Bistrizza (m 1720, posto di ristoro) e il sentiero CAI 481, lungo il versante Sud, che percorre la parte superiore della montagna per giungere in vetta. Più in alto il sentiero acquista le caratteristiche di mulattiera, compie un ampio tornante e raggiunge i prati sommitali. Giunti ad un bivio, è consigliabile proseguire
diritti in direzione della cima orientale (Kreuzgipfel)- 2035 m, croce-e poi guadagnare la vetta principale del monte Osternig (2050 m, libro di vetta) lungo la panoramica cresta di confine. Notevolissimo il panorama dovuto alla posizione isolata del monte. Resti di fortificazioni militari italiane del Fronte Littorio poco sotto la cima. Ridiscendere di nuovo alla sella Bistrizza e proseguire verso sud lungo la comoda mulattiera che traversa le pendici orientali del monte Gozman a ridosso del confine italo-austriaco. Dopo aver superato la chiesetta austriaca di Madonna della Neve (m 1750) il sentiero cala a tornanti nel rado bosco di conifere guadagnando in breve il dolce avvallamento di sella Pleccia (m 1616).
Sentiero naturalistico Sentiero CAI 838 Continuando a destra su sentiero CAI 507 che segue il vallone del Rio Pleccia, attraverso un bosco di conifere intervallato da zone di pascolo, si giunge infine alla carrareccia che risale il fondovalle Da qui in breve si ritorna al parcheggio di partenza.
INFORMAZIONI E DETTAGLI TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it › DISLIVELLO SALITA: 900 m › DIFFICOLTÀ: E › TEMPO PERCORSO: 5 ore
INFORMAZIONI E DETTAGLI TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it
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Il comune di Bordano ha ampliato da qualche anno la sua offerta di turismo naturalistico di qualità con la realizzazione del Sentiero Entomologico, un percorso guidato alla scoperta della piccola fauna del Paese delle Farfalle. Il tracciato si svolge alle pendici del monte San Simeone, che riassume quasi completamente la realtà ambientale delle Prealpi Carniche. Dieci cartelli, disposti lungo il percorso, guidano il visitatore alla conoscenza della fauna che vola in questi ambienti. Il percorso ha inizio nell’abitato di Bordano (m 236) con un primo cartello che illustra le peculiari caratteristiche del monte San Simeone guidandoci poi verso le case più a monte. Esaurita la strada asfaltata si entra in una fitta boscaglia, oltre la quale una comoda mulattiera si raccorda in breve con la strada asfalta-
ta che sale verso il monte San Simeone (m 410). Proseguendo a sinistra in leggera discesa, si giunge così al bivio con la strada che sale verso il monte Festa. Qui si imbocca la rotabile lungo le pendici occidentali del San Simeone. In corrispondenza del quinto cartello si abbandona la strada per invertire decisamente direzione, iniziando a scendere lungo un sentierino che si inoltra nuovamente nella boscaglia, offrendo qualche scorcio sul sottostante lago dei Tre Comuni. Seguendo il tracciato ci si immette nel sent. CAI 838 che scende dolcemente in direzione dell’abitato di Interneppo. Seguendo le indicazioni si prosegue verso Bordano e, dopo un’altra breve digressione su carrareccia, si rientra al punto di partenza.
CASA DELLE FARFALLE Di tutti i colori, forme e dimensioni, volano libere nella Casa delle farfalle di Bordano, vero e proprio museo vivente con specie provenienti dalle foreste di tutto il mondo. Aperta da marzo a ottobre. LAGO DEI TRE COMUNI Così chiamato perché sulle sue sponde sorgono i tre paesi di Cavazzo, Bordano e Trasaghis, il lago è il più grande del Friuli Venezia Giulia.
INFORMAZIONI E DETTAGLI TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it › DISLIVELLO SALITA: 300 m › DIFFICOLTÀ: T › TEMPO PERCORSO: 2,30 ore
INFORMAZIONI E DETTAGLI TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it
› DISLIVELLO SALITA: 880 m da Sella Nevea 190 m dal Gilberti › DIFFICOLTÀ: EE › TEMPO PERCORSO: 6 ore da Sella Nevea 4 ore dal Gilberti
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Parco Naturale delle Prealpi Giulie tel +39 0433 53534 info@parcoprealpigiulie.it www.parcoprealpigiulie.it
TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it
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Tratto del Sentiero Italia Sentiero delle leggende Sentieri CAI 635-632-645-645a
Sentiero religioso Sentieri CAI 606-607
visitare il Museo dell’Arrotino, o, scendendo a Prato di Resia, potrà recarsi al Centro visite del Parco delle Prealpi Giulie. Risalendo in auto potrà recarsi a borgo Lischiazze dove con una breve deviazione potrà ammirare le acque del Fontanone Barman nei pressi del paese. PARCO NATURALE REGIONALE DELLE PREALPI GIULIE Il parco istituito nel 1996 interessa i territori dei comuni di Chiusaforte, Lusevera, Moggio Udinese, Resia, Resiutta e Venzone, per una superficie complessiva di circa 100 km².
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› DISLIVELLO SALITA: 1060 m › DIFFICOLTÀ: E › TEMPO PERCORSO: 3,30 ore
Cappella Zita Jôf di Miezegnot
lungo il pendio cespuglioso fra numerosi resti di opere belliche, risalenti al periodo della Prima Guerra Mondiale. Dopo una breve salita a tornanti, il sentiero contorna la chiusa del vallone del Rio del Salto. Raggiunta la base degli sgretolati torrioni della cresta, si sale un canale erboso giungendo ad una selletta (m 1990). La si attraversa per affrontare il franoso versante sud. Si prosegue lungo il versante nord per risalire quindi un canale di detriti, fino ad arrivare alla Forcella del Jôf di Miezegnot; con un tratto a mezza costa si raggiunge la cresta sud-est (m 1968). Da qui un canale detritico su terreno assai friabile, che ri-
Oltrepassato Venzone in direzione nord, imboccare la rotabile che risale la val Venzonassa per qualche chilometro e parcheggiare l’auto in un piccolo spiazzo lungo la strada. Si prosegue a piedi lungo la rotabile, in leggera discesa e si oltrepassano il canalone ed una successiva galleria. Quindi la strada riprende quota fino ai ruderi di borgo Maieron e alle case di Prabunello (m 763). Si sale ancora raggiungendo un ulteriore bivio segnalato, dove si lascia la pista della val Venzonassa e si pren-
de a sinistra seguendo le indicazioni per malga Confin. Seguendo la strada cementata o le scorciatoie che tagliano i tornanti si esce dal bosco di faggio incontrando, a quota 1130 m circa, una traccia che si stacca sulla destra e conduce direttamente alla panoramica insellatura di malga Confin. Dalla malga si riprende lo sterrato di servizio in lieve discesa e in breve si raggiunge la piccola insellatura poco sotto la quale sorge casera Ungarina (m 1296), dove il panorama si apre anche verso Venzone e la valle del Tagliamento. Si scende seguendo il sent. CAI 705, che, dopo un breve tratto, rientra nel bosco. Inizia così il lungo aggiramento intorno al vallone del Gran Rio. Superati i resti dello stavolo Zuet, si raggiunge il bivio al quale si abbandona il sent. CAI 705, che scende verso Venzone. Si prende a sinistra in direzione
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Da Valbruna proseguire per circa un chilometro lungo la strada per la Val Saisera, fino al parcheggio (m 821) da cui ha inizio il sent. CAI 607. Il sentiero sale lungo la strada forestale con ampi tornanti nel bosco fino ad arrivare a quota 1200 m; qui si incrocia il sentiero che taglia i tornanti, sino ad arrivare al ricovero di Malga Rauna (m1492). Si prosegue verso est ancora per pochi minuti, fino a raggiungere la Cappella Zita (m 1515) eretta nel 1917 e facente parte di un cimitero oramai scomparso. Si continua per una pista erbosa, sino ad incontrare il sent. CAI 606, che sale da malga Strechizza. Il sentiero prosegue a sinistra, nella folta vegetazione seguendo la costa
Casera Ungarina è situata poco sotto una panoramica insellatura erbosa sul crinale che discende dallo Jôf di Ungarina in val Venzonassa. La casera è raggiungibile dalla rotabile della val Venzonassa attraverso il sentiero CAI 705 oppure tramite la pista che serve anche malga Confin.
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Sentiero delle civiltà e dei borghi Tratto del Sentiero Italia Sentieri CAI 617-613
Sentiero delle malghe Sentieri CAI 705-705a attrezzati, strade militari e vie ferrate del CAI, che permettono di accedere a tutte le cime che costituiscono il gruppo dello Jôf di Montasio.
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› DISLIVELLO SALITA: 600 m › DIFFICOLTÀ: T/E › TEMPO PERCORSO: 5 ore
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Sentiero Rifugio Pellarini Da Grauzaria a Malga Cimadôrs Sentiero naturalistico Sentiero CAI 418 Da Grauzaria (quota 516) si sale in auto alla frazione di Monticello. Dal Borgo Badjùz (quota 838) a piedi si percorre la mulattiera che conduce al Borgo di Mezzo (quota 832); la fontana del caratteristico borgo è punto di riferimento per proseguire, seguendo sulla destra, lungo il sentiero in salita che s’inerpica sui versanti meridionali dell’acrocoro di Cimadôrs (segnavia CAI n° 418). Dapprima si attraversano boschi di pino nero con sottobosco di pero corvino ed erica carnicina poi, più in alto, il faggio prende il sopravvento.
La faggeta è l’ambiente caratteristico dell’altopiano di Cimadôrs ma non mancano interessanti ambienti di transizione tra ex pascolivi e aree rupestri colonizzate dalla mugheta. Attraversato il pianoro della ex malga Cimadôrs si arriva alla casera (quota 1359). Volendo, in meno di un’ora si può raggiungere la cima del monte Cimadôrs (quota 1639), e godere di ampi scorci panoramici sulle Alpi Giule, il gruppo del Sernio-Grauzaria e l’alta pianura friulana.
INFORMAZIONI E DETTAGLI TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it › DISLIVELLO SALITA: 1.123 m › DIFFICOLTÀ: T › TEMPO PERCORSO: 3 ore
Lago del Predil
Sentiero Rifugio Corsi
Sentiero delle acque
Sentiero dei rifugi
Il Lago del Predil è un bacino di origine glaciale, che si trova in comune di Tarvisio, nelle vicinanze dell’abitato di Cave del Predil e del Passo, da cui prende il nome. Sorge a 959 m di altitudine, ed è per dimensioni il secondo lago del Friuli Venezia Giulia, dopo quello di Cavazzo. La sua conca, che si apre a metà circa della valle del Rio del Lago, è dominata a sud dalla Cima del Lago (m 2125), e a nord-est dalle Cinque Punte (m 1909). E’ possibile raggiungere il lago in auto dall’abitatodi Cave del Predil, in direzione Sella Nevea. Posteggiata l’auto, si imbocca il sentiero che costeggia il bacino la-
custre, e che consente di passeggiare ammirando le meraviglie naturalistiche circostanti. Il sentiero che segue la costa verso est, allontanandosi dalla strada, scende rapidamente sul letto del Rio del Lago. Prosegue sviluppandosi a ridosso di boschi di conifere, con numerosi accessi a bellissime spiaggette erbose e offre una splendida vista sulla riva opposta e sulle cime delle Cinque Punte. La parte del sentiero che costeggia il versante occidentale è stretto tra la strada provinciale e le acque del lago: la passeggiata, che offre splendide vedute, è protetta da staccionate in legno.
MOSTRA DELL’ARTE MINERARIA E PARCO GEOMINERARIO A Cave del Predil, paese che deve la sua esistenza ad un giacimento di zinco e piombo, si può visitare il museo dell’arte mineraria e accedere, a bordo di un trenino e per alcuni tratti a piedi, alle gallerie della miniera, chiusa nel 1991, con l’accompagnamento di esperti.
L’imbocco del sentiero è situato dietro la recinzione della casermetta della Guardia di Finanza di Sella Nevea (1175 m). Si entra in un magnifico bosco di abeti, attraverso il quale si sale con moderata pendenza per una mulattiera e sentiero. Dopo circa 45 minuti si esce in terreno aperto poco prima delle Casere Cregnedul, che si lasciano sulla sinistra. Dalle Casere Cregnedul, volendo, per pista forestale si possono raggiungere le Malghe Pecol del Montasio pas-
Sentiero dei rifugi Sentiero CAI 615-617
Monte Canin Sentiero delle malghe Sentieri CAI 642-642a-634-657 sando attraverso la malga Larice e la malga Parte di mezzo. Dalle Casere Cregnedul si prosegue in salita verso est per giungere sul bordo di un crinale, dove sorgono alcuni ruderi italiani della grande guerra, al limite della vegetazione arborea (1610 m). Risalendo un ampio vallone erboso si raggiunge il Passo degli Scalini (2022 m) - resti trincee e postazioni italiane -, dove si apre il panorama stupendo del gruppo del Jôf Fuart (nord ovest) Mangart (est) e Canin (sud).
Dal passo si scende brevemente, ma con cautela, attraversando il vallone (Lis Plagnis) che scende dalla Forcella Lavinal dell’Orso. Superato il bivio col sentiero 628 che proviene dalle malghe Grant Agar, passando sotto le rocce scure della Parete delle Gocce, costeggiando opere austriache di guerra e aggirato lo spigolo dell’ardito Ago di Villaco, si giunge in leggera discesa al Rifugio Guido Corsi di quota 1874
Da Stolvizza, in val Resia, si segue in auto la rotabile asfaltata che conduce alla frazione di Coritis. Poco prima del paese (m 610) si imbocca il sent. CAI 642, che salendo nel bosco raggiunge Berdo di Sotto (m 871). Proseguendo nel bosco di faggio a tratti ripido, e poi per prati d’alta quota, in circa 2 ore e 30 si raggiunge Casera Canin (m 1443). VARIANTE Partendo da Casera Canin è possibile affrontare la salita al Monte Canin. Si imbocca il sentiero CAI 642 che Porta a Coritis, si prosegue quindi sul sentiero CAI 652 che porta a Stavoli Rauni,
e si prosegue sul sentiero CAI 634 fino ai ruderi della Casera Grubia (m 1420), che sorgeva addossata ad un grande masso. Da Casera Grubia il nostro itinerario segue il sent. CAI 634, che riprende a salire in direzione della Sella Grubia, iniziando il tratto più faticoso dell’escursione. Con una serie di tornantini, ci si innalza a monte dei ruderi della casera, su terreno erboso misto a roccette. A circa un terzo della salita si incontra una estesa fascia rocciosa che costringe il sentiero a compiere una marcata ansa sulla sinistra. Infine, dopo una serie di svolte, il sentiero si riporta sulla sinistra e con penden-
za molto attenuata raggiunge la sella Grubia ed il vicino bivacco Marussich (m 2040). Magnifica la visuale che si apre improvvisamente sull’Altopiano del Canin e sulle Giulie Occidentali. Il rientro può avvenire seguendo a ritroso l’itinerario. In alternativa è possibile superare il bivio di Casera Grubia, senza riprendere il sent. CAI 642a, e mantenersi sul sent. CAI 634, per abbandonarlo poco più a valle, dove si imboccherà il sent. CAI 657. Si giungerà così sulla rotabile asfaltata, non lontano dalla frazione di Coritis e dal punto di partenza.
INFORMAZIONI E DETTAGLI
INFORMAZIONI E DETTAGLI
TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it › DISLIVELLO SALITA: 0 m › DIFFICOLTÀ: T › TEMPO PERCORSO: 2 ore
INFORMAZIONI E DETTAGLI TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it › DISLIVELLO SALITA: 950 m › DIFFICOLTÀ: E › TEMPO PERCORSO: 3 ore
Parco Naturale delle Prealpi Giulie tel +39 0433 53534 info@parcoprealpigiulie.it www.parcoprealpigiulie.it
TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it › DISLIVELLO SALITA: 1.500 m › DIFFICOLTÀ: E › TEMPO PERCORSO: 5 ore
Da Valbruna si sale verso la Val Saisera e dopo circa 3 km si imbocca a sinistra la carrozzabile che porta al Lussari. Dopo il ponte sul torrente Saisera, si segue la sponda verso sud e attraversato del Rio Klinken si raggiunge il sent. CAI 615. Dopo un breve tratto in falsopiano la strada sale dolcemente in un bosco di faggio e abeti. Circa a quota 1000 la strada prosegue costeggiando il Rio Zapraha. Giunti alla teleferica por-
tamateriali, la pista si restringe a mulattiera sassosa. Si prosegue a sinistra sotto un costone roccioso per iniziare una lunga diagonale a ridosso di pareti ricoperte di mughi e rododendri. Raggiunto il sent. CAI 617 e proseguendo a destra, si raggiunge l’ampio circo morenico sotto il rifugio Pellarini (1499 m), che si raggiunge poi in 15 minuti. Da qui si ammira il gruppo della Madre dei Camosci separato dal Grande Nabois.
INFORMAZIONI E DETTAGLI TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it › DISLIVELLO SALITA: 700 m › DIFFICOLTÀ: E › TEMPO PERCORSO: 3,30 ore
23 Anello del Monte Cuarnan Sentiero naturalistico Sentieri CAI 714-715-717 Da Gemona alta si segue la strada asfaltata che risale le pendici dei Monti Glemine e Cuarnan fino al parcheggio. Da qui si sale alla Malga Cuarnan (1075 m) o seguendo il sentiero che costeggia il piccolo impluvio, o percorrendo la pista forestale sulla destra. Dalla Malga si raggiunge la Sella Foredor lungo il sentiero attraverso i pascoli. Dalla Sella ha inizio il sentiero CAI 714 che risale il versante settentrionale, fino alla cima del Monte Cuarnan (1372 m) dove è si-
tuata la Cappella del Redentore, punto panoramico molto interessante. Seguendo per un tratto la cresta sommitale verso Ovest lungo il sentiero CAI 715, si raggiunge il Ricovero di M. Cuarnan (1366 m) e più in basso Ors di Cuarnan. Qui si abbandona il sentiero deviando verso Nord, si scende lungo il sentiero CAI 717 attraversando i pascoli e il bosco di faggio fino al bivio del sentiero che conduce alla pista forestale per Malga Cuarnan e quindi al parcheggio.
INFORMAZIONI E DETTAGLI TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 info.tarvisio@turismo.fvg.it › DISLIVELLO SALITA: 400 m › DIFFICOLTÀ: T › TEMPO PERCORSO: 3 ore