IL PUNTO SULLA BANDA LARGA IN ITALIA
Dicembre 2006
© Between - 2006
Il punto sulla banda larga in Italia Dicembre 2006
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INDICE PREMESSA ....................................................................................................... 8 1 LE INFRASTRUTTURE A BANDA LARGA .................................................... 8 1.1 IL BACKBONE ..................................................................................................................... 9 1.2 LE MAN .............................................................................................................................. 13 1.3 PROSPETTIVE .................................................................................................................. 16
2 I SERVIZI A BANDA LARGA ........................................................................ 17 2.1 LA COPERTURA ADSL .................................................................................................... 17 2.2 IL DIGITAL DIVIDE .......................................................................................................... 18 2.3 LA COMPETIZIONE TECNOLOGICA ............................................................................ 21 2.4 PROSPETTIVE .................................................................................................................. 22
3 I MODELLI LOCALI PER L’ELIMINAZIONE DEL DIGITAL DIVIDE ............ 26 3.1 GLI INVESTIMENTI PER L’INFRASTRUTTURAZIONE DEL TERRITORIO ............ 26 3.2 I MODELLI DI INTERVENTO .......................................................................................... 28 3.3 PROSPETTIVE ................................................................................................................... 29
4 IL MERCATO DELLA BANDA LARGA IN ITALIA ....................................... 30 4.1 IL SUCCESSO DELLA BANDA LARGA ......................................................................... 30 4.2 LA COMPETIZIONE .......................................................................................................... 33 4.3 IL CONFRONTO INTERNAZIONALE ............................................................................. 34 4.4 PROSPETTIVE ................................................................................................................... 35
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5 LA DOMANDA DI SERVIZI A BANDA LARGA DELLE FAMIGLIE ITALIANE 36 .................................................................................................................... 5.1 LA DOTAZIONE TECNOLOGICA ................................................................................... 36 5.2 LE FAMIGLIE ITALIANE E LA BANDA LARGA ......................................................... 38 5.3 CLUSTER ANALYSIS ....................................................................................................... 43 5.4 PROSPETTIVE .................................................................................................................. 45
6 LA DOMANDA DI SERVIZI A BANDA LARGA DELLE IMPRESE ITALIANE .................................................................................................... 48 6.1 LA DOTAZIONE E L’USO DELL’ICT NELLE IMPRESE ITALIANE .......................... 48 6.2 LE IMPRESE ITALIANE E LA BANDA LARGA ............................................................ 51 6.3 CLUSTER ANALYSIS ....................................................................................................... 56 6.4 PROSPETTIVE .................................................................................................................. 58
7 LA DOMANDA DI SERVIZI A BANDA LARGA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE .................................................................................. 61 7.1 LA BANDA LARGA NEI COMUNI ................................................................................. 62 7.2 LA BANDA LARGA NELLE SCUOLE ............................................................................ 65 7.3 LA BANDA LARGA NELLE STRUTTURE SANITARIE ............................................... 68 7.4 PROSPETTIVE ................................................................................................................... 72
GLOSSARIO .................................................................................................... 75
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L’ Osservatorio Banda Larga L’ Osservatorio sulla Banda Larga (cfr. www.osservatoriobandalarga.it) nasce a maggio 2002 su iniziativa di Between, azienda che offre servizi specialistici di consulenza strategica e tecnologica sull’ ICT, in sinergia con le attività del Comitato Esecutivo per la Larga Banda istituito dal Governo. L’ obiettivo dell’ Osservatorio è di realizzare un monitoraggio continuativo della disponibilità di infrastrutture e servizi a banda larga nelle varie zone del paese, dei processi di adozione dei servizi innovativi (nelle famiglie, nelle imprese e nella Pubblica Amministrazione) e dei modelli di sviluppo locali. Between ha riunito intorno al tavolo dell’ Osservatorio importanti esponenti dei settori pubblico e privato, in grado di contribuire attivamente allo sviluppo della banda larga. Gli attuali sponsor del progetto sono: Dipartimento per l’ Innovazione e le Tecnologie, Alcatel-Lucent, BT Italia, Cisco, Fastweb, Poste Italiane, Pride Group, Rai Way, Regione Basilicata, Regione Piemonte, Sielte, Siemens, Skylogic, Telecom Italia,Tiscali, Wind.
Basilicata
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Piemonte
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PREMESSA L’ Osservatorio sulla Banda Larga promosso da Between è oggi una piattaforma informativa di riferimento e un luogo di concertazione per i diversi attori impegnati nella realizzazione della Società dell’ Informazione: lo Stato, gli Enti Locali e le aziende dell’ ICT. I dati, le analisi e gli incontri dell’ Osservatorio sono diventati strumenti di fondamentale importanza per la definizione delle strategie e delle politiche relative alla banda larga, fattore abilitante indispensabile per l’ affermazione dell’ economia in rete e l’ inclusione digitale dei cittadini. L’ Osservatorio sulla Banda Larga rimane unico nel suo genere per l’ unitarietà di approccio nell’ analisi delle diverse componenti del problema, dagli aspetti regolamentari a quelli tecnologici, fino a quelli di mercato e di prospezione dell’ evoluzione delle esigenze della domanda (cittadini, imprese e istituzioni). Le attività di analisi e monitoraggio condotte nell’ ambito dell’ Osservatorio costituiscono una best practice a livello comunitario, per completezza e livello di coinvolgimento dei diversi stakeholder. I risultati ottenuti non devono, tuttavia, portare ad allentare la tensione sulla tematica della banda larga e questo per almeno quattro motivi:
L’ Italia ha avviato un processo di riduzione del divario rispetto ai paesi più avanzati, ma il recente successo del modello di sviluppo francese (il più dinamico mercato in Europa) ribadisce la necessità di un modello di concertazione che garantisca una crescente sinergia di intenti tra il piano nazionale e quelli locali;
La banda larga rappresenta un pilastro per lo sviluppo, non solo in termini infrastrutturali, ma anche dei servizi destinati a cittadini, imprese e istituzioni. Come dimostra l’ esperienza della Corea del Sud, l’ innesco di un processo virtuoso tra infrastrutturazione e sviluppo di contenuti e servizi è una condizione necessaria per l’ affermazione di nuovi mercati;
Le indagini effettuate dall’ Osservatorio mostrano uno zoccolo di resistenza all’ innovazione (in particolare legato alla limitata alfabetizzazione informatica) da parte di strati consistenti di popolazione, che dovranno essere coinvolti con proposte caratterizzate da value proposition adeguate. Diventa, quindi, sempre più importante cogliere le caratteristiche e esigenze dei diversi segmenti di domanda e monitorarne l’ evoluzione;
Anche se è vero che la copertura dei servizi ADSL ha avuto negli ultimi anni una forte accelerazione ed è prevista un’ ulteriore estensione della copertura per quanto riguarda i servizi di base, l’ evoluzione in atto verso le reti di telecomunicazione di nuova generazione nasconde il rischio di nuove, e più rilevanti, forme di divario digitale legate alla natura dei servizi che potranno effettivamente essere erogati nelle diverse zone del paese.
Il presente documento sintetizza le principali evidenze emerse nell’ ambito delle attività dell’ Osservatorio condotte nel 2006. Roma, dicembre 2006
1 LE INFRASTRUTTURE A BANDA LARGA L’ estensione delle reti in fibra ottica è aumentata del 20% in tre anni, ma la logica di realizzazione non prevede la diffusione capillare sul territorio.
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A dicembre 2005 risultavano complessivamente posati sul territorio nazionale oltre 7,7 milioni di km di fibra ottica. Nel periodo dicembre 2002 - dicembre 2005, l’ estensione delle infrastrutture in fibra ottica è aumentata di oltre 1,3 milioni di km, con un tasso di crescita medio annuo del 5%. Negli ultimi nove mesi, il processo di infrastrutturazione del territorio è proseguito nell’ ottica del completamento dei piani di sviluppo intrapresi nel 2005, senza mutamenti di rilievo in un trend di crescita oramai consolidato.
km fibra ottica (x000)
+8%
6.456
6.983
+6%
7.396
+9%
+5%
+7%
+6%
+3%
+8%
+4%
+6%
+11%
2002 Sud e Isole
2003 Centro
7.725
+3%
+6%
+7%
+4%
2004 Nord Est
2005 Nord Ovest
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 1: Reti in fibra ottica - Estensione nazionale Nel 2005, l’ aumento delle infrastrutture in fibra ottica è si è concentrato nel Sud e Isole e nel Nord Est. Nel primo caso, soprattutto per effetto della realizzazione di nuove infrastrutture in fibra ottica da parte degli operatori di telecomunicazioni. Nel secondo, principalmente per la realizzazione di progetti di infrastrutturazione promossi dagli Enti Locali. Lo sviluppo delle infrastrutture in fibra ottica è imputabile, tanto alle reti di backbone, quanto alle reti metropolitane (MAN – Metropolitan Area Network). In entrambi i casi si sono registrati aumenti dell’ estensione dei km di fibra ottica posati, sebbene i tassi di crescita più elevati abbiano riguardato le MAN. La tendenza alla maggior infrastrutturazione a livello di reti metropolitane risponde all’ esigenza di avvicinare quanto più possibile la fibra ottica all’ utenza finale, per poter offrire collegamenti sempre più performanti. L’ attuale processo di sviluppo delle MAN, tuttavia, è ancora guidato da una logica essenzialmente rivolta alla realizzazione di collegamenti per grandi clienti e per la connessione delle centrali telefoniche. Un processo, quindi, di infrastrutturazione selettiva, che non prevede la diffusione capillare della fibra ottica sul territorio e tenderà a raggiungere il proprio limite nel breve-medio periodo.
1.1
IL BACKBONE
Nell’ ultimo triennio, il backbone si è sviluppato ad un tasso medio annuale del 5%, ma prevalentemente per il potenziamento di direttrici già servite. Nel triennio 2002-2005, la fibra ottica di backbone è aumentata del 17% superando i 4,3 milioni di km. Il tasso di crescita rilevato nell’ anno 2005 è stato pari al 4%, un valore analogo a quello osservato nel 2004 e significativamente inferiore al 7% del 2003. Il trend di crescita delle infrastrutture di backbone sembra, dunque, essersi assestato su valori prossimi a quelli propri di un processo puramente incrementale.
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km fibra ottica (x000)
3.694
+7%
3.962
751
+4%
809
841 844
2002 Sud e Isole
+10% +2%
+4%
4.308
+4%
928 862
+6% +3%
980 891
+3%
+3%
+6%
1.191
4.140
+3%
+7% +12%
+4%
1.268
1.310
2003 Centro
2004 Nord Est
1.355 2005 Nord Ovest
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 2: Backbone - Estensione nazionale Considerando le diverse aree geografiche, si rileva come il Nord Est sia stato caratterizzato dai più elevati tassi di crescita in ciascuno degli anni considerati. Uno dei fattori più rilevanti, alla base dello sviluppo delle infrastrutture di backbone nel Nord Est, si può individuare nell’ avanzamento del progetto Lepida in Emilia Romagna. Così come, negli ultimi due anni, l’ aumento della fibra ottica di backbone nel Centro e nel Meridione è imputabile al completamento del cavo sottomarino Janna, che collega la Sardegna al Lazio ed alla Sicilia.
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Nei tre quarti delle regioni sono attivi più di 5 operatori con backbone, ma la disponibilità è spesso limitata al collegamento delle sole aree urbane. La disponibilità di infrastrutture di backbone mostra ancora notevoli differenze territoriali, che tendono a rispecchiare le differenti condizioni economiche ed orografiche che caratterizzano le varie regioni italiane. Estensione regionale (Km fibra ottica/Km2 superficie, base Italia = 100
Competizione regionale (Numero di operatori)
Fino a 80
Fino a 5 operatori
Da 80 a 120
Da 6 a 10 operatori
Oltre 120
Oltre 10 operatori
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 3: Backbone - Estensione e competizione regionale In termini di densità di fibra ottica per km 2 di superficie, le regioni in cui si rileva la maggiore estensione delle infrastrutture di backbone sono Liguria, Emilia Romagna, Lombardia, Lazio e Veneto. All’ estremo opposto si collocano, invece, Valle d’ Aosta, Molise, Sardegna, Basilicata e Trentino Alto Adige, che mostrano una densità di fibra ottica per km 2 significativamente inferiore alla media nazionale. Considerando il numero di operatori in possesso di infrastruttura in fibra ottica, il quadro non si modifica sostanzialmente, almeno per quanto riguarda le regioni che mostrano i livelli più elevati di competizione (Lombardia, Emilia Romagna e Veneto). Da notare, invece, la presenza di un numero significativo di operatori con infrastrutture di backbone lungo la dorsale adriatica, nonostante il ridotto livello di densità di fibra ottica che si rileva in tali regioni. Tale situazione è sostanzialmente effetto di un processo di infrastrutturazione che ha riguardato i maggiori centri costieri, senza estendersi alle zone più interne delle regioni in questione. Le condizioni più difficili dal punto di vista della competizione si rilevano nell’ Italia Insulare, in Basilicata, Calabria e Valle d’ Aosta, ossia proprio le regioni caratterizzate dall’ orografia più sfavorevole e dal minor potenziale di mercato.
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Lo sviluppo del backbone ha condotto ad una rapida diminuzione dei costi di trasporto, ma la competizione è concentrata sulle principali direttici. L’ effettivo sviluppo della concorrenza nelle diverse aree del territorio nazionale dipende, oltre che dal numero di operatori attivi, soprattutto dall’ estensione dei rispettivi network. La distribuzione territoriale delle infrastrutture di backbone mostra una forte concentrazione lungo le direttrici Torino-Venezia e Milano-Napoli. Sul resto del territorio nazionale, le tratte di backbone si diramano essenzialmente per collegare le principali città italiane. La figura seguente illustra i risultati dell’ analisi condotta dall’ Osservatorio Banda Larga su 160 direttrici fra capoluoghi di provincia, in cui risulta attivo almeno uno degli operatori censiti: 100% 89%
55%
59%
75%
67%
57 39
37
5 > 5
5
12
10
4
3
2
1
# operatori # Direttrici
% Km fibra cumulati
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 4: Backbone - Competizione sulle principali direttici Il grafico evidenzia che le 37 direttrici in cui risultano attivi più di 5 operatori cumulano da sole più della metà della fibra ottica posata sulle 160 tratte. Inoltre, considerando le direttrici con almeno tre operatori attivi, si sommano i tre quarti della fibra ottica posata sulle 160 direttrici in esame. L’ evidente fenomeno di concentrazione della fibra ottica, sebbene confermi l’ esistenza di un contesto altamente competitivo per un significativo sottoinsieme delle direttrici esaminate, evidenzia la focalizzazione dell’ offerta sulle aree a maggior potenziale economico.
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1.2
LE MAN
km fibra ottica (x000)
La fibra ottica nelle MAN ha superato i 3,4 milioni di km, ma è destinata essenzialmente a collegare le centrali telefoniche.
2.762
+9%
3.021
+8%
+10%
498
+11%
662
+10%
614 2002 Sud e Isole
545
+8%
+7% +9%
2003 Centro
+5%
+5%
3.417
+2%
+9%
732 677
3.256
583
+5% +3%
801 714
+11%
2004 Nord Est
612 828 791 2005 Nord Ovest
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 5: MAN - Estensione nazionale Nel periodo 2002-2005, la fibra ottica nelle reti MAN ha mostrato una crescita del 24%. La disponibilità di reti MAN si concentra nelle aree del Nord Ovest e del Centro. Nell’ ultimo anno, inoltre, appare particolarmente significativo aumento dell’ estensione delle MAN nel Mezzogiorno (+11%). Il principale fattore alla base di tale fenomeno può individuarsi nell’ infrastrutturazione di alcuni operatori alternativi, rivolta all’ estensione della copertura in unbundling del local loop nei principali centri del Mezzogiorno. Da fine 2002, il tasso medio annuo di crescita è stato circa del 7% e, nonostante appaia in lieve rallentamento nei primi nove mesi del 2006, sembra essere destinato a mantenersi su tali livelli ancora per qualche anno, per poi convergere su valori significativamente inferiori. Il trend di sviluppo delle reti MAN, infatti, rispecchia l’ esigenza degli operatori di disporre di reti in fibra ottica, per poter soddisfare la crescente domanda di servizi a banda larga. La domanda potenziale di tali servizi, essendo concentrata nei maggiori centri abitati, non giustifica una capillare infrastrutturazione in fibra ottica che, infatti, appare già oggi limitarsi nella maggior parte dei casi al solo collegamento delle centrali telefoniche.
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In oltre la metà delle regioni sono attivi più di 5 operatori con reti MAN, ma la disponibilità è generalmente limitata alle principali aree urbane. Lo sviluppo delle reti metropolitane appare fortemente squilibrato territorialmente, essendo strettamente legato alla presenza di aree metropolitane densamente popolate e sviluppate economicamente. Estensione regionale (Km fibra ottica/Km2 superficie, base Italia = 100
Competizione regionale (Numero di operatori)
Fino a 80
Fino a 5 operatori
Da 80 a 120
Da 6 a 10 operatori
Oltre 120
Oltre 10 operatori
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 6: MAN - Estensione e competizione regionale Le regioni che mostrano la maggiore estensione delle MAN sono Lombardia e Lazio che, per la presenza di Milano (una delle città più cablate d’ Europa) e Roma, risultano essere le regioni italiane con la più elevata densità di fibra ottica per km 2 di superficie. Anche Campania, Liguria ed Emilia Romagna, per l’ estesa infrastrutturazione dei rispettivi capoluoghi e delle aree metropolitane limitrofe, mostrano valori di densità di fibra ottica superiori alla media nazionale. All’ estremo opposto, invece, si collocano Molise, Basilicata e Sardegna che risultano essere le regioni caratterizzate dalla minor densità di fibra ottica MAN per km2. La presenza di operatori in possesso di MAN in fibra ottica, così come nel caso del backbone, si concentra nelle regioni a maggior potenziale economico (le grandi regioni del Nord e la Toscana). Un numero significativo di operatori MAN si rileva, inoltre, in Lazio, Puglia e Campania. Le regioni con il minor numero di operatori MAN sono, infine, Valle d’ Aosta, Basilicata e Molise, il cui territorio non è caratterizzato dalla diffusa presenza di aree ad elevata densità abitativa o ad accentuato sviluppo economico.
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La crescente estensione delle MAN renderà sempre più agevole l’ offerta di servizi innovativi, ma solo nelle aree a maggior potenziale economico. La figura seguente illustra i risultati dell’ analisi condotta dall’ Osservatorio Banda Larga sulla disponibilità di reti metropolitane in fibra ottica nei capoluoghi di provincia:
94%
74%
79%
18
99%
85% 28
24
17 10
6
> 5
100%
5
4
3
2
1
# operatori # Capoluoghi
% Km fibra cumulati
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 7: MAN - Competizione nei capoluoghi di provincia Il grafico evidenzia l’ elevato livello di concentrazione che caratterizza la diffusione delle reti metropolitane. Si consideri, infatti, che nei 18 capoluoghi di provincia in cui sono presenti più di cinque operatori con infrastrutture MAN si concentrano i tre quarti del totale della fibra ottica censita. Il livello di analisi regionale non è, quindi, sufficiente ad evidenziare l’ effettivo sviluppo della competizione nell’ offerta di infrastrutture MAN. Infatti, all’ interno di ciascuna regione si riscontrano situazioni fortemente differenziate, in cui sono solo le aree metropolitane a differenziarsi significativamente dal resto del territorio nazionale. In particolare, le città metropolitane di Milano e Roma si distinguono per un contesto competitivo caratterizzato da una pluralità di operatori in possesso di estese reti MAN. Oltre Milano e Roma, si possono citare le aree metropolitane di Torino e Bologna, che si caratterizzano per numero di operatori e estensione delle MAN significativamente superiore alla media nazionale.
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1.3
PROSPETTIVE
L’ ampliamento delle reti in fibra ottica è in graduale rallentamento, l’ inversione del trend in atto si avrà con i network di nuova generazione. L’ attuale contesto di mercato lascia intravedere, nei prossimi anni, un ulteriore sviluppo dell’ estensione delle MAN e, in misura minore, del backbone. Tuttavia, considerando l’ attuale formulazione dei piani di investimento dei principali operatori di telecomunicazione, si può stimare che l’ estensione della fibra ottica aumenterà ad un ritmo inferiore a quello che ha contraddistinto l’ ultimo triennio. Nei prossimi anni, il fattore più rilevate nel determinare le effettive linee di sviluppo del backbone risulterà l’ esigenza di raggiungere con collegamenti in fibra ottica le aree del Pese attualmente caratterizzate da situazioni di digital divide di lungo periodo. Uno stimolo fondamentale allo sviluppo delle reti di backbone potrà, inoltre, giungere dal crescente fabbisogno di banda per il trasporto del traffico generato dalla diffusione dei servizi innovativi a banda larga. Nel medio periodo, lo sviluppo delle MAN sarà invece guidato dalla realizzazione di progetti di cablaggio metropolitano in fibra ottica, che vedranno i principali operatori di telecomunicazione impegnati nel potenziamento delle reti, per poter offrire servizi sempre più performanti ai clienti finali. In tal senso, appare estremamente rilevante l’ implementazione della tecnologia VDSL nella rete di accesso, da parte di Telecom Italia e l’ aumento della copertura in unbundling del local loop, da parte degli operatori alternativi. Non secondario, infine, risulterà il ruolo svolto dai soggetti pubblici (quali Infratel a livello nazionale e Regioni, e Province, a livello locale) nel promuovere e favorire l’ infrastrutturazione in fibra ottica anche nelle aree a minor potenziale economico che, in una logica di libero mercato, non giustificherebbero i relativi investimenti.
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2 I SERVIZI A BANDA LARGA 2.1
LA COPERTURA ADSL
A settembre 2006, la copertura ADSL ha raggiunto l’ 88% della popolazione, ma circa 6 milioni di cittadini sono a rischio di digital divide. In Italia l’ infrastruttura per l’ accesso a bada larga ha avuto nell’ ultimo periodo uno sviluppo significativo, sia in termini qualitativi, sia quantitativi. A settembre 2006, l’ accesso ad Internet a banda larga è disponibile per l’ 88% della popolazione, rispetto a poco più del 40% del Dicembre 2001.
Fino al 5% Dal 6% al 50% Dal 51% al 75% Dal 76% al 85% Dal 86% al 95% Oltre il 95%
Copertura BB In area In area (% pop) Urbana ** Suburbana **
88%
98%
84%
In area Rurale**
46%
Copertura Broadband * (% popolazione)
Comuni (#)
Popolazione (%)
Fino al 5%
3.845
12%
Dal 6% al 50%
73
1%
Dal 51% al 75%
233
3%
Dal 76% al 85%
186
4%
Dal 86% al 95%
306
10%
Oltre il 95%
3.458
71%
8.101
100%
TOTALE
* Superiore a 128 Kbps ** Urbana: (> 500 ab./kmq); Suburbana(100500 ab./kmq) Rurale(<100 ab./kmq)
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 8: Copertura ADSL Il digital divide infrastrutturale, tocca la maggior parte delle regioni, a prescindere dal loro potenziale economico. In particolare, le zone con i livelli più elevati di copertura ADSL corrispondono alle aree metropolitane e alle zone del territorio morfologicamente più agevoli da infrastrutturare (pianure e zone ad alta densità di popolazione). La Puglia, la Lombardia, il Lazio e la Liguria sono le regioni che presentano i più elevati livelli di copertura ADSL, con valori superiori al 90% della popolazione. All’ estremo opposto, si collocano Molise, Valle d’ Aosta e Basilicata, in cui più di un abitante su quattro non è raggiunto dalla copertura ADSL. A settembre 2006, quindi, il 12% della popolazione (circa 6 milioni di cittadini) italiana risiede in zone di digital divide infrastrutturale, ovvero in aree dove i collegamenti a banda larga possono essere realizzati solo attraverso costosi collegamenti dedicati o soluzioni satellitari e non con la tecnologia che oggi è considerata di riferimento per la banda larga, cioè l’ ADSL.
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2.2
IL DIGITAL DIVIDE
Il 9% della popolazione italiana è in digital divide di lungo periodo. Per comprendere la possibile evoluzione temporale del fenomeno e la reale complessità degli interventi necessari all’ eliminazione del digital divide infrastrutturale, è fondamentale valutare lo stato delle reti di telecomunicazione che servono le zone attualmente non raggiunte dalla copertura ADSL. In particolare, condizione abilitante per l’ offerta e la diffusione dei servizi con velocità di accesso elevate è costituita dalla connessione in fibra ottica della centrale telefonica alla rete di trasporto. Inoltre, condizione tecnica necessaria per la fornitura di servizi a banda larga attraverso la rete fissa è rappresentata dalla presenza di apparati DSLAM nelle centrali telefoniche. Sulla base di queste due dimensioni di intervento (presenza del DSLAM e collegamento in fibra ottica) è possibile differenziare il territorio non solo in funzione della mancanza di copertura ADSL, ma anche rispetto alla complessità ed onerosità degli interventi necessari. Senza DSLAM, senza fibra Senza DSLAM, con fibra Con DSLAM
Vincoli strutturali
Centrali (%)
Senza DSLAM, senza fibra
40%
3.494
9%
DD lungo
Senza DSLAM, con fibra
15%
1.149
3%
DD Medio
Con DSLAM
46%
3.458**
88%
Coperto
100%
8.101
100%
TOTALE
Comuni * (#)
Popolazione (%)
* Situazione prevalente ** Copertura broadband oltre il 95%
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 9: Digital divide di medio e lungo periodo Utilizzando le due variabili descritte in precedenza (presenza del DSLAM e collegamento in fibra ottica) è possibile differenziare il territorio nazionale non solo in funzione della mancanza di copertura ADSL, ma soprattutto in relazione alla complessità e onerosità degli interventi necessari per la risoluzione del problema del digital divide infrastrutturale. Risulta, quindi, possibile suddividere il territorio nazionale in tre zone:
Aree in digital divide di lungo periodo: servite da centrali telefoniche prive di DSLAM e di collegamenti in fibra ottica. L’ abilitazione dei servizi ADSL di tali centrali richiede interventi costosi, lunghi e complessi come la posa di nuove infrastrutture in fibra ottica;
Aree in digital divide di medio periodo: servite da centrali telefoniche prive di DSLAM, ma dotate di collegamenti in fibra ottica. Telecom Italia sta gradualmente attrezzando questo tipo di centrali, sebbene vi sia però un certo numero di centrali (ormai, si è prossimi al raggiungimento di tale limite) di piccole dimensioni che, nonostante l’ esistenza del collegamento in fibra ottica, non sono comunque in grado di generare ricavi tali da giustificare l’ installazione di un DSLAM. Tali aree sono comunque considerate in una situazione di digital divide di medio periodo, in quanto potrebbero essere abilitate in tempi brevi e con minori risorse, una volta che si sia deciso di intervenire in tal senso;
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Aree in copertura ADSL; servite da centrali telefoniche attrezzate con DSLAM. In tali centrali sono disponibili servizi a banda larga nell’ intera gamma di velocità attualmente commercializzate sul mercato.
A settembre 2006, il 9% della popolazione italiana risiede in zone caratterizzate da situazioni di digital divide di lungo periodo, mentre il 3% si trova in aree di digital divide di medio periodo. Per il 9% della popolazione italiana, quindi, l’ accessibilità ai servizi a banda larga non solo risulta essere un problema attuale, ma rischia di continuare ad esserlo anche in futuro. Il digital divide è un problema che riguarda tutte le regioni italiane, anche se con situazioni fortemente differenziate. Nonostante l’ elevato livello di copertura nazionale, sono ancora molte le regioni in cui la disponibilità di servizi a banda larga risulta inferiore alla media. Tra le regioni per cui il divario di copertura risulta più marcato vi sono sia regioni del Mezzogiorno, sia regioni del Centro Nord. Molise, Basilicata e Sardegna registrano i livelli di copertura inferiori, mentre Puglia e Lombardia mostrano quelli più elevati. Importante sottolineare inoltre come, soprattutto nel caso della Lombardia, ma anche per Lazio e Campania, all’ alto livello di copertura in termini di popolazione corrisponda un altrettanto elevato numero di comuni non coperti dall’ ADSL. Le regioni, infine, presentano una diversa incidenza dei tipi di digital divide, come mostra la figura seguente: Molise Basilicata Sardegna Abruzzo Valle d'A. Calabria Piemonte Umbria Veneto Friuli V.G. Trentino A.A. Marche Toscana Sicilia Campania Emilia R. Lazio Liguria Lombardia Puglia 0%
10%
20%
30%
Copertura ADSL
40%
50%
60%
DD Medio Periodo
70%
80%
DD Lungo Periodo
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)
90%
100%
Figura 10: Struttura regionale del digital divide Come si nota dalla figura precedente, il digital divide di medio periodo è in generale trascurabile al Nord, come ad esempio in Lombardia e Piemonte (dove il problema è quasi interamente dovuto alle centrali non collegate in fibra), mentre è rilevante in molte regioni del Centro-Sud come Sardegna e Basilicata, risultando addirittura preponderante in Calabria e Lazio.
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Un terzo dei cittadini in digital divide di lungo periodo si trovano in Lombardia, Piemonte e Veneto.
1.000
50%
800
40%
600
30%
400
20%
200
10%
0
te 'A. dia .A. eto .G. ria R. na ria he zio zo ise nia lia ata ria ilia na l g a c a z b ic b r u ia g c on d a A n V m alle ba ino Ve iuli Lig mil osc Um Mar L bru Mo mp Pu sili ala S rde e C a E T A Pi V Lom ent Fr Ba Sa C r T
Popolazione in DD di lungo periodo
Popolazione (%)
Popolazione (mgl)
Migliaia
A settembre 2006, circa 6 milioni di cittadini e 400.000 imprese si trovano in aree che scontano un problema di digital divide di lungo periodo.
0%
% popolazione in DD di lungo periodo
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 11: Digital divide di lungo periodo Se in termini di percentuale della popolazione le regioni più colpite dal digital divide di lungo periodo sono Molise, Basilicata e Valle d’ Aosta, in termini di numero di cittadini esclusi la maggiore incidenza del problema è riferibile a Piemonte, Veneto e Lombardia. Queste ultime, complessivamente, cumulano circa un terzo del totale dei cittadini in digital divide di lungo periodo. La reale entità del problema digital divide, infatti, può essere percepita soltanto tenendo presente come l’ Italia sia caratterizzata dalla presenza di molti comuni di dimensioni piccole o piccolissime, situati in zone la cui morfologia rende finanziariamente onerosa e tecnicamente complessa la realizzazione di infrastrutture che garantiscano la disponibilità di servizi a banda larga. Un aspetto ulteriore della gravità del problema del digital divide, quindi, è rappresentato dall’ elevato numero di comuni non coperti dall’ ADSL. Si tratta in particolare di piccoli comuni, generalmente con meno di 2.000 abitanti e situati in zone orograficamente svantaggiate del nostro Paese. A settembre 2006, i comuni in cui si registrava una copertura della popolazione inferiore al 5% della popolazione erano poco meno di 4.000. Tali comuni sono localizzati in tutte le regioni italiane, anche se da sole Lombardia e Piemonte sommano circa un terzo del totale.
Il punto sulla banda larga in Italia Dicembre 2006
20
2.3
LA COMPETIZIONE TECNOLOGICA
La copertura ADSL ha raggiunto l’ 88% della popolazione, ma solo la metà ha accesso a piattaforme multi-tecnologiche ed altissime velocità. Analizzando congiuntamente le tecnologie impiegate per offrire i servizi a banda larga e il livello concorrenziale, si possono identificare tre tipologie di territorio nelle quali si sviluppa il mercato. Da un lato, si collocano le aree metropolitane, dove sono disponibili l’ insieme delle tecnologie di accesso a banda larga ed il contesto di mercato si contraddistingue per l’ elevata competizione fra molteplici operatori infrastrutturati, intendendo per tali anche quelli che utilizzano l’ ULL (Unbundling del Local Loop). Dall’ altro, si posizionano le aree rurali più disagiate del Paese, dove l’ unica soluzione disponibile per l’ accesso ai servizi a banda larga è rappresentata dal satellite e, di conseguenza, il contesto di mercato è caratterizzato da un ridotto livello di competizione. Nel mezzo, si collocano quelle aree che, essendo raggiunte esclusivamente dalla copertura ADSL di Telecom Italia, sono caratterizzate da un contesto di mercato in cui la competizione fra operatori è basata sulla rivendita dei servizi acquistati all’ ingrosso. La figura seguente caratterizza il territorio nazionale in funzione delle tre aree di accessibilità/competizione appena descritte:
No broadband * Wholesale Infrastrutturale
Comuni (#)
Popolazione (%)
No broadband *
3.845
12%
Wholesale
3.729
41%
Infrastrutturale (ULL e FO)
527
46%
Penetrazione ULL <50%
13
<1%
Penetrazione ULL 5075%
56
3%
Penetrazione ULL 7695%
118
16%
Penetrazione ULL >95%
340
28%
8.101
100%
Competizione broadband
TOTALE * Fino a 5% di copertura broadband
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 12: Tre Italie della banda larga Il 46% della popolazione italiana risiede in zone ad elevata competizione (zone verdi), ove sia l’ operatore storico che gli operatori alternativi hanno realizzato i propri investimenti infrastrutturali, posando fibra ottica e installando propri apparati per realizzare la rete di accesso, eventualmente attraverso il ricorso all’ unbundling del local loop (ULL, l’ affitto del doppino di Telecom Italia). In questo contesto, il meccanismo del libero mercato esplica appieno le proprie potenzialità, generando un contesto competitivo caratterizzato dai massimi livelli di innovazione tecnologica e di prodotto e, quindi, dalla più ampia accessibilità all’ intera gamma dei servizi a banda larga. Il 41% della popolazione, invece, risiede in zone in cui la copertura ADSL è garantita esclusivamente dalla rete di accesso in rame di Telecom Italia (aree in giallo, in figura) e dagli investimenti infrastrutturali realizzati dall’ operatore storico.
Il punto sulla banda larga in Italia Dicembre 2006
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Infine, il 12% della popolazione italiana risiede in zone dove il satellite rappresenta l’ unica tecnologia disponibile per l’ accesso ai servizi a banda larga (aree in rosso, in figura). In tali aree, i livelli di accessibilità ai servizi a banda larga sono condizionati dagli attuali livelli prestazionali garantiti dalle tecnologie satellitari e dalle relative modalità di fruizione (mediante l’ installazione di una parabola).
2.4
PROSPETTIVE
L’ importanza della banda larga come fattore di sviluppo economico e coesione sociale richiede l’ eliminazione del digital divide in un’ ottica “f uture proof”. I livelli di copertura dei servizi ADSL (88% della popolazione, a settembre 2006) avvicinano progressivamente la soglia del digital divide infrastrutturale di lungo periodo (attorno 9%), vale a dire il livello di copertura al di là del quale le logiche di mercato non giustificano nuovi investimenti infrastrutturali da parte degli operatori di telecomunicazione. Le aree in digital divide coincidono spesso con le zone più disagiate del Paese, caratterizzate da bassa densità di popolazione e ridotte potenzialità economiche, che rendono difficile un’ adeguata remunerazione degli investimenti privati. Di conseguenza, al fine di garantire la massima disponibilità dei servizi a banda larga sul territorio, diventa fondamentale un’ azione concertata tra tutti i soggetti interessati (pubblici e privati) nel quadro di nuove e innovative modalità di partnership pubblico private. Non bisogna, inoltre, trascurare il rischio che, con l’ evoluzione dei servizi in rete (e il loro crescente fabbisogno di banda), si vengano a creare nuove forme di divario infrastrutturale, tra le aree dove l’ evoluzione tecnologica della rete consente di abilitare tutti i servizi e quelle dove tali servizi possono essere erogati solo parzialmente. Velocità (Mbps) Servizi
Tecnologia
Real Time
VDSL2
2006E
2008E
NGN
50
HDTV VoD
ADSL2+ 20
IPTV ADSL Full
6
eCommerce ADSL Lite
1
Musica Foto
Videocom VoIP 0%
10%
30%
56%
70%
90%
94%
98%
100%
Popolazione coperta (%)
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 13: Verso nuove forme di digital divide
In un contesto di crescente sensibilità al problema del digital divide emergono, quindi, tre snodi chiave, che richiederanno una forte concertazione tra i diversi attori interessati all’ annullamento del digital divide infrastrutturale:
Innanzitutto, l’ utilizzo di risorse pubbliche impone un’ attenta valutazione dei possibili modelli di intervento e, in particolare, del ruolo che può svolgere il settore pubblico sia
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sul mercato all’ ingrosso (infrastrutture passive e o attive) sia su quello al dettaglio (per la clientela residenziale, affari e istituzionale);
Inoltre, lo sviluppo di nuove tecnologie wireless consente di ipotizzare diverse soluzioni per risolvere il problema, ma occorre prestare la massima attenzione agli effettivi livelli prestazionali garantiti da tali tecnologie e alle differenti condizioni abilitanti (non ultima la presenza di un quadro regolamentare coerente in materia di frequenze e autorizzazioni);
Infine, e forse più importante, l’ obiettivo di annullamento del digital divide infrastrutturale richiede di introdurre una dimensione dinamica e strettamente legata all’ accessibilità ad una gamma sempre più ampia di servizi multimediali e interattivi. In altri termini, lo sviluppo delle infrastrutture abilitanti deve essere “ future proof” , ossia deve tener conto della prevedibile evoluzione dei servizi e non limitarsi alla semplice connettività Internet.
Eliminare il digital divide. Quale ruolo per le tecnologie wireless? Negli ultimi anni, le tecnologie wireless sono state oggetto di particolare attenzione, soprattutto per i bassi investimenti e i ridotti tempi di installazione delle reti. A tale interesse ha fatto seguito un’ intensa attività progettuale, sia pubblica, sia privata, volta alla realizzazione di reti di accesso basate su tali tecnologie, specialmente per rispondere all’ esigenza di collegare a banda larga le aree non ancora servite dai servizi xDSL. Tali reti sono, nella maggior parte dei casi, ancora in fase di realizzazione o sperimentazione e, quindi, non si può ancora valutare l’ effettiva capacità operativa e gestionale garantita da tali infrastrutture in condizioni di utilizzo “ normali” (ossia, con un numero ampio di utenti potenzialmente connessi e su un arco temporale significativo).
Fonte: Siemens AG (2005) Figura 14: Tecnologie wireless e servizi abilitati Vale la pena, comunque, di enfatizzare come le soluzioni wired offrano garanzie di prestazioni ed affidabilità che, allo stato attuale della tecnologia, risultano ancora superiori a quelle offerte dalle soluzioni wireless. In quanto a prestazioni, infatti, la disponibilità di banda nelle reti wireless è più limitata e, quindi, l’ effettiva capacità operativa di tali infrastrutture diminuisce sensibilmente all’ aumentare del numero di utenti connessi. In quanto ad affidabilità, la comunicazione radio è soggetta a più interferenze e disturbi di quella wired e, quindi, le prestazioni diminuiscono sensibilmente al peggiorare delle condizioni ambientali. Inoltre, nel caso di tecnologie che operano su bande pubbliche, la disponibilità e le prestazioni possono
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degradarsi rapidamente per il sopravvenire di eventi al di fuori del controllo del gestore di rete, come ad esempio per interferenze causate da altri apparati operanti sulle stesse frequenze. In relazione ai costi di implementazione, invece, bisogna evidenziare che nella valutazione dei costi operativi delle reti wireless è opportuno includere non solo i costi relativi all’ implementazione della rete, ma anche quelli relativi alla loro gestione operativa, alla realizzazione e gestione delle funzionalità di autorizzazione e autenticazione degli utenti, alle attività amministrative e di fatturazione, di assistenza clienti, di controllo della qualità, ecc. Tali componenti di costo, possono giungere a rappresentare anche una parte preponderante dei costi complessivi e risultare determinanti nella scelta della soluzione tecnologica più adatta. L’ investimento, quindi, è certamente uno dei parametri più significativi nel confronto tra soluzioni tecniche omogenee. In presenza di soluzioni tecnologiche molto differenti, come nel caso delle infrastrutture wired e wireless, assumono tuttavia rilievo il periodo di vita utile degli apparati, l’ incidenza dei costi di gestione e le differenze nei livelli di servizio erogabili La considerazione di tali parametri, soprattutto se effettuata in un’ ottica di medio-lungo periodo, può modificare le condizioni di sostenibilità economica degli investimenti, rendendo preferibili quelle soluzioni che, pur comportando gli investimenti più elevati, minimizzano comunque i costi complessivi nell’ orizzonte temporale rilevante. Considerando l’ attuale stadio di maturità delle tecnologie attualmente commercializzate (Wi-Fi ed HIPERLAN), le tecnologie wireless possono rivestire un ruolo distinto e potenzialmente complementare rispetto a quello svolto dalle soluzioni wired. Per i ridotti costi di implementazione, le tecnologie disponibili commercialmente trovano oggi il loro impiego ideale quando si tratta di fornire copertura ad aree circoscritte (ad es. una piazza o un locale) ed offrire servizi ad un numero limitato di utenti nomadici. I limiti prestazionali e di affidabilità rendono, inoltre, conveniente il ricorso a soluzioni wireless nei casi in cui non esista alcun modo economicamente sostenibile per realizzare il servizio con infrastrutture wired (ad esempio, dove il numero di utenti potenziali è talmente ridotto da non giustificare, neanche nel lungo periodo, l’ investimento in infrastrutture wired). Il quadro tecnologico di riferimento potrebbe mutare con l’ introduzione sul mercato delle soluzioni basate su tecnologia WiMAX. Questa tecnologia infatti è, in linea di principio, in grado di fornire accessi a larga banda ad un numero elevato di utenti. Tuttavia, il WiMAX è una tecnologia relativamente nuova ed attualmente l’ utilizzo è limitato a terminazioni fisse, anche se è prevista, per la fine del 2006, la comparsa dei primi apparati in grado di supportare la variante mobile. La sperimentazione, condotta in Italia dalla Fondazione Ugo Bordoni tra il 2005 ed il 2006, ha messo in luce che il comportamento della tecnologia in condizioni di OLOS e NLOS alle frequenze definite (3.5 GHz) è accettabile solo su distanze relativamente brevi (alcuni km in OLOS e alcune centinaia di metri in NLOS).
La regolamentazione europea è orientata verso l’ assegnazione ai sistemi WiMAX fissi delle frequenze licenziate a 3,5 GHz. In Italia, tali frequenze sono al momento utilizzate dal Ministero della Difesa. Tenendo presente che è attualmente allo studio un’ ulteriore fase di sperimentazione, si può ragionevolmente supporre che i tempi di assegnazione delle frequenze per l’ utilizzo pubblico siano ancora relativamente lunghi (appare improbabile il lancio commerciale prima dell’ inizio del 2008). Considerando i tempi, i costi di implementazione e le probabili modalità di allocazione delle frequenze (concessione a titolo oneroso), così come le difficoltà emerse durante le sperimentazioni in condizioni di non perfetta visibilità, si può immaginare che, almeno fino al raggiungimento di una maggiore maturità tecnologica, l’ impiego di WiMAX possa meglio rispondere all’ esigenza di connettere selettivamente le sedi periferiche della clientela “ business” , piuttosto che di coprire estensivamente le aree rurali per offrire servizi agli utenti residenziali.
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Per quanto riguarda la variante mobile, anche se non sono state ancora definite delle frequenze operative, c’ e’ consenso sul fatto che la tecnologia richieda l’ utilizzo di bande con minore frequenza (2,5 GHz), attualmente non disponibili. L’ utilizzo diffuso di tale tecnologia, quindi, richiederà l’ intervento di enti regolatori che definiscano le norme di convivenza con i sistemi già autorizzati su frequenze vicine. Data la necessità di assegnazione delle frequenze e la limitata disponibilità di queste ultime, è prevedibile che tali tecnologie saranno utilizzate da operatori autorizzati.
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3 I MODELLI LOCALI PER L’ ELIMINAZIONE DEL DIGITAL DIVIDE 3.1
GLI
INVESTIMENTI
PER
L’ INFRASTRUTTURAZIONE
DEL
TERRITORIO 700 mln di Euro per progetti infrastrutturali locali. Il valore totale degli investimenti pubblici destinati alla realizzazione di infrastrutture di telecomunicazione rilevati dall’ Osservatorio nelle 19 Regioni e 2 Province Autonome 1, ammonta (giugno 2006) a circa 700 Mln Euro (per una settantina di progetti), con una grande variabilità regionale. I progetti censiti, infatti, variano da qualche milione fino anche a superare i 100 milioni di Euro. I progetti sono equamente suddivisi tra progetti già in corso di realizzazione (poco più del 50% del valore complessivo) e progetti ancora nella fase di avvio. Il valore dei progetti conclusi ammonta a circa il 2% del totale. Il valore assoluto dell’ investimento non è, tuttavia, sufficiente a rappresentare compiutamente il fenomeno, che dipende da diversi fattori (ad es. dimensione della regione, dimensione del digital divide, stato di avanzamento e tecnologia degli interventi). Tenendo conto anche della dimensione del problema affrontato (popolazione in digital divide), la variabilità regionale addirittura aumenta. In tal caso, si passa da un minimo di poche decine di Euro per abitante in digital divide a valori nell’ ordine delle centinaia di Euro. Investimenti pubblici per abitante in digital divide > 200 € 100200 € 40100 € < 40 €
Fonte: Osservatorio Banda Larga Between, 2006
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 15 – Investimenti pubblici per abitante in digital divide A livello nazionale, il valore dell’ investimento medio per abitante in digital divide è di circa 90 Euro. Tra le regioni che mostrano i valori più elevati, si collocano la Provincia Autonoma di Ai fini del censimento degli investimenti regionali per la realizzazione di infrastrutture a banda larga sono stati considerati, oltre agli interventi inseriti in Accordi di Programma Quadro per la Società dell’Informazione e per le Telecomunicazioni, gli interventi regionali pianificati a partire dal 2002. 1
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Trento, il Friuli Venezia Giulia, la Puglia e la Sicilia, mentre il Veneto, il Lazio e la Liguria mostrano i valori più bassi. Va sottolineato,infine, come le Regioni che hanno al momento previsto minori investimenti rapportati alla dimensione del digital divide siano proprio quelle che non hanno ancora messo a fuoco o reso pubblica una loro strategia di intervento. Il ruolo chiave delle Regioni. Dal punto di vista dell’ estensione territoriale, l’ 86% degli investimenti riguarda il territorio regionale, il 10% riguarda territori provinciali e solo il 4% complessivo è concentrato su specifici Comuni o Comunità Montane. Si conferma, quindi, la rilevanza dell’ iniziativa regionale in relazione al problema del digital divide.
Valore interventi: 700 Mln Euro Valore Interventi Pubblici: 674 Mln € Limitati a zone in Digital Divide 41%
Regionale 86%
Provinciale* 10% Comunità Montane 2%
Non esclusivamente Digital Divide 59%
Comunale/ Gruppi di comuni 2%
* Comprende anche le Province Autonome di Bolzano e Trento
Fonte: Osservatorio Banda Larga Between, 2006
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006)
Figura 16 – Estensione degli interventi pubblici Riguardo invece alla finalità degli interventi, poco più del 40% degli investimenti è limitato alle zone in digital divide, mentre maggior parte degli interventi mira essenzialmente a fornire tecnologie di accesso avanzate per l’ ammodernamento delle reti della PA, con un target di riferimento che rimane la sola Pubblica Amministrazione Locale. Tuttavia, negli ultimi anni è progressivamente aumentata la sensibilità al problema del digital divide infrastrutturale e si sono moltiplicati i piani di intervento focalizzati sulle aree più remote, con l’ obiettivo precipuo di consentire l’ accesso a banda larga al maggior numero possibile di cittadini mediante l’ utilizzo di diversi mix tecnologici (in particolare, wireless).
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3.2
I MODELLI DI INTERVENTO
Gli Enti locali mostrano una specifica sensibilità al tema del digital divide, sebbene con diversi modelli di intervento. In assenza di un modello di concertazione, condiviso fra tutti gli attori che partecipano al processo di infrastrutturazione del territorio nazionale, le Regioni hanno messo a punto piani di intervento disomogenei. Ciascun approccio, infatti, recepisce gli elementi e le esigenze peculiari al contesto territoriale (condizioni socio-economiche, visione del ruolo dell’ intervento pubblico, presenza di utilities infrastrutturate, ecc.).
SANITÁ/ ISTRUZIONE
IMPRESE
IMPATTO SUL TERRITORIO
Copertura
CITTADINI
Rete PA
Target
Sussidiarietà
Dirigista
Liberista
Societarizzazione
ENTI LOCALI
IMPATTO SUL MERCATO Scelte strategiche OUTSOURCING
INSOURCING
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 17 – I modelli di intervento territoriali In linea generale, è possibile individuare quattro modelli paradigmatici verso cui tendono le diverse tipologie di intervento. Come primo asse interpretativo si è fatto riferimento alla valutazione dell’ impatto dell’ intervento sulle dinamiche di mercato. In tal modo, si può tener conto della capacità dell’ intervento di abilitare lo sviluppo autonomo di un’ offerta di mercato (outsourcing), piuttosto che ricorrere all’ iniziativa pubblica in sostituzione di quella privata (insourcing). Il secondo asse interpretativo, invece, misura l’ estensione dell’ intervento in relazione all’ ampiezza del target dei potenziali beneficiari. In tal caso, i due estremi dell’ asse si individuano nella realizzazione di una rete a banda larga destinata agli Enti Locali e nella risoluzione del digital divide per cittadini e imprese. Combinando i due assi interpretativi si ottiene un continuum di alternative strategiche, in cui si passa da interventi totalmente pubblici e sostitutivi del mercato (“ Modelli Dirigista e Societarizzazione” : in cui si concentrano le risorse sulla realizzazione di una rete in fibra ottica capillare, gestita da una società in-house, da destinare al collegamento degli Enti Locali, oltre che in grado eventualmente di fungere da rete di backbone per gli operatori interessati ad offrire servizi a cittadini ed imprese) a modelli più orientati al mercato, che mirano direttamente ad incentivare l’ offerta di servizi agli utenti finali (“ Modelli Sussidiarietà e Liberista” : in cui si utilizzano le risorse per colmare il gap di redditività che dissuade il mercato dall’ attivare gli investimenti necessari alla copertura delle aree più disagiate).
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3.3
PROSPETTIVE
Dalle reti della PA ai progetti integrati per l’ infrastrutturazione del territorio. Nonostante il moltiplicarsi delle iniziative locali, ad oggi, nessun Presidente di Regione è in grado di dire esattamente a tutti i Sindaci i cui Comuni non sono raggiunti dalla banda larga quando e come il loro problema sarà risolto. Inoltre, ciascuna Regione sta mettendo a punto non un intervento, ma un mix di interventi sul territorio, non sempre in esecuzione di un progetto organico ed integrato. La scelta dei meccanismi operativi ed il peso relativo dei vari interventi risente spesso della situazione territoriale contingente, piuttosto che essere ispirata da una prospettiva di lungo periodo. Anche le Regioni che sono partite per prime si trovano ora nella condizione di dover integrare il proprio approccio con altri interventi, adattando il modello iniziale a quanto emerso in atri contesti. Fino ad ora è, infine, mancato un coordinamento tra le Regioni che mettesse a fattor comune almeno gli approcci al problema e le logiche di intervento, se non addirittura le soluzioni specifiche, consentendo in questo modo di allocare in modo più efficiente e efficace le risorse investite, cogliendo tutte le opportunità offerte dall’ evoluzione tecnologica e beneficiando delle curve di esperienza di chi ha sperimentato per primo le politiche di intervento. A fronte di questi approcci, spesso “ volontaristici” , la valenza sistemica della banda larga, il suo effetto moltiplicatore di sviluppo, l’ impatto diretto sulla competitività del Sistema-Paese, sui mercati della convergenza e sulla riduzione degli squilibri territoriali, richiedono però la definizione di un approccio condiviso da tutti gli attori, per la promozione dello sviluppo dei servizi a banda larga e l’ annullamento del digital divide.
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4 IL MERCATO DELLA BANDA LARGA IN ITALIA 4.1
IL SUCCESSO DELLA BANDA LARGA
Superati gli 8 milioni di accessi a settembre 2006. La banda larga rappresenta, in Italia, un caso di successo per la sua rapidità di diffusione. La crescita degli accessi a banda larga è stato il frutto di un insieme di fattori che hanno interagito positivamente. Da un lato, gli operatori di telecomunicazione e gli Internet Service Provider hanno sviluppato un’ offerta sempre più ricca ed innovativa, non solo in termini di prestazioni, ma anche di nuovi contenuti e modalità tariffarie. Dall’ altro, l’ aumento della copertura ADSL, passata da poco più del 40% della popolazione nel 2001 a circa l’ 88% del settembre 2006, ha creato le condizioni affinché le dinamiche di mercato potessero esplicare appieno i loro benefici effetti. La figura seguente evidenzia lo sviluppo del mercato della banda larga in Italia a partire dall’ anno 2001: TCMA 3Q053Q06
8,0
+38%
Milioni di accessi
6,8 4,7 2,5 1,1
20 01 20 02 1Q 03 2Q 03 3Q 03 4Q 03 1Q 04 2Q 04 3Q 04 4Q 04 1Q 05 2Q 05 3Q 05 4Q 05 1Q 06 2Q 06 3Q 06
0,3
Accessi
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 18: Accessi broadband in Italia Il numero di accessi è passato dai 300.000 del 2001 agli oltre 8 milioni di settembre 2006. La crescita nel terzo trimestre 2006 è risultata essere del 4%, rispetto al trimestre precedente scontando, come verificatosi anche negli anni precedenti, un accentuato fenomeno di stagionalità dovuto principalmente alla componente residenziale. Nell’ ultimo anno (set ’ 06 – set ’ 05), il tasso medio di crescita trimestrale è stato superiore al 8%. Considerando gli ultimi tre anni (set ’ 06 – set ’ 03), invece, la crescita media trimestrale del mercato della banda larga in Italia è risultata prossima al 13%. Un ulteriore indicatore dell’ eccezionalità dello sviluppo del mercato della banda larga in Italia è, inoltre, rappresentato dall’ aumento della penetrazione relativa, con il numero di accessi per 100 abitanti passato dallo 0,5% del 2001 a poco più del 13% del settembre 2006. L’ importanza del mercato della banda larga nel contesto economico del sistema paese Italia, infine, è confermata dal volume di affari che è oramai giunto a generare. La sola componente di accesso, nell’ anno 2005, ha prodotto un fatturato di circa 2 miliardi di Euro.
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30
E’ ancora prevalente la componente a consumo. Anche se la situazione è in progressiva evoluzione, gli accessi a banda larga in Italia sono ancora prevalentemente a consumo, come illustra la figura seguente: TCMA 3Q053Q06
8,0
+38%
Milioni di accessi
6,8 +25%
4,7 2,5
20 01 20 02 1Q 03 2Q 03 3Q 03 4Q 03 1Q 04 2Q 04 3Q 04 4Q 04 1Q 05 2Q 05 3Q 05 4Q 05 1Q 06 2Q 06 3Q 06
0,3
+70%
1,1
Flat
Consumo
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 19: Accessi broadband per modalità di tariffazione A settembre 2006, gli accessi a consumo rappresentano ancora oltre la metà del totale (54%), comunque in significativa diminuzione rispetto al dato di fine 2005 (superiore al 60%). Quanto avvenuto nei primi nove mesi del 2006, quindi, conferma l’ accelerazione del processo di migrazione degli utenti verso modalità tariffarie flat. Tuttavia, l’ introduzione delle tariffe a consumo ha fornito un contributo importante per l’ allargamento del bacino di utenza, stimolando la “ sperimentazione” della banda larga da parte di segmenti di clientela, che altrimenti avrebbero difficilmente utilizzato tali collegamenti. Il modello a consumo, del resto, caratterizza il mercato italiano rispetto a quanto accade negli altri Paesi europei, come è confermato anche nel caso della telefonia mobile (secondo i dati UE, in Italia a fine 2005 le SIM prepagate erano circa l’ 85%, contro il 35% in Francia ed il 50% in Germania). La diffusione degli accessi always on deve diventare uno dei principali obiettivi per favorire la definitiva affermazione del modello di economia in rete (la fruizione di una gamma sempre più ampia di servizi multimediali in rete).
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Con 6,2 milioni di accessi consumer, il mercato della la banda larga è oramai diventato un mercato di massa. L’ eccezionale sviluppo che il mercato della banda larga ha conosciuto negli ultimi anni, è imputabile principalmente al favore con cui le famiglie italiane hanno accolto la possibilità di disporre di connessioni ad Internet più veloci. La figura seguente illustra la composizione, al terzo trimestre 2006, del mercato della banda larga per tipologia di clientela: TCMA 3Q053Q06
8,0
Milioni di accessi
6,8
+38% +17%
4,7 +46%
2,5 1,1
20 01 20 02 1Q 03 2Q 03 3Q 03 4Q 03 1Q 04 2Q 04 3Q 04 4Q 04 1Q 05 2Q 05 3Q 05 4Q 05 1Q 06 2Q 06 3Q 06
0,3
Consumer
Business
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 20: Accessi broadband per tipologia di clientela Nei primi nove mesi del 2006, gli accessi consumer sono aumentati del 24%, confermando sostanzialmente il dato di crescita fatto rilevare nel medesimo periodo dell’ anno precedente (+27%). Gli accessi business, invece, hanno mostrato una crescita meno sostenuta, principalmente per aver raggiunto, con qualche anno di anticipo rispetto alla clientela consumer, un elevato tasso di penetrazione sulla base accessibile. Riguardo la velocità di accesso, i collegamenti sono ancora per la maggior parte a meno di 2 Mbps, ma grazie al rapido sviluppo della copertura ADSL2+ (con una velocità nominale attorno a 20Mbps) si assisterà rapidamente ad un incremento delle prestazioni disponibili. Di fatto, lo sviluppo della banda è chiaramente “ supply driven” , da un lato per via dell’ estensione della copertura delle tecnologie più avanzate e dall’ altro, aspetto strettamente correlato, per via della crescente integrazione dei servizi in una logica di multiple play.
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4.2
LA COMPETIZIONE
La quota di mercato di Telecom Italia è ancora elevata, ma i recenti investimenti sull’ ULL hanno prodotto un significativo miglioramento del framework competitivo. Uno degli elementi di preoccupazione più ricorrenti, in relazione allo sviluppo della banda larga in Italia, è rappresentato dal livello elevato della quota di mercato detenuta da Telecom Italia. Il grafico seguente illustra, attraverso la composizione del mix di tecnologie d’ accesso utilizzato, l’ evoluzione della quota di mercato di Telecom Italia nel periodo 2001 – 2006 (3Q): TCMA 3Q053Q06
8,0 6,8
+38% +88%
Milioni di accessi
+29%
4,7 +35%
2,5 1,1
20 01 20 02 1Q 03 2Q 03 3Q 03 4Q 03 1Q 04 2Q 04 3Q 04 4Q 04 1Q 05 2Q 05 3Q 05 4Q 05 1Q 06 2Q 06 3Q 06
0,3
TIDSL Retail
DSL Wholesale
ULLDSL
FO
SAT
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 21: Accessi broadband per tecnologia La quota di mercato di Telecom Italia è effettivamente elevata, attestandosi a circa i due terzi degli accessi. Tuttavia, in termini prospettici, si rileva il progressivo calo della quota di Telecom Italia, che risulta diminuita di circa 3 punti percentuali nel primi nove mesi del 2006. Altro elemento di particolare interesse si individua nell’ ormai avvenuto superamento del numero di accessi realizzati in ULL rispetto a quelli wholesale. Anche questo dato, suggerisce un accelerazione dello sviluppo della concorrenza nel mercato della banda larga nel corso del 2006. Se si esamina l’ evoluzione della copertura dell’ ULL negli ultimi anni, si osserva come alla base della più recente riduzione della quota di mercato di Telecom Italia vi sia innanzitutto un rinnovato impegno sull’ accesso disaggregato da parte degli OLO. Nel corso del 2005, infatti, la copertura ULL degli OLO è poco meno che raddoppiata, generando quel miglioramento del contesto competitivo, che caratterizza attualmente il mercato della banda larga. La crescita degli accessi a banda larga realizzati in ULL consentirà uno sviluppo sempre maggiore della competizione fra operatori infrastrutturati e favorirà, quindi, il processo di diffusione dell’ innovazione tecnologica.
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33
4.3
IL CONFRONTO INTERNAZIONALE
La diffusione della banda larga in Italia è inferiore alla media UE, ma se si considerano gli utenti potenziali l’ Italia si colloca ai primi posti del ranking. La figura seguente evidenzia lo sviluppo della banda larga nei principali Paesi industrializzati, alla fine del secondo trimestre 2006: 50%
50 Milioni accessi
40 30 20
40% 29%29% 27%26%26% 25%25% 23%22% 19%19%19%19% 18%18%18%17% 15% 14%13%13% 12%
30% 20%
15 9% 9%
10
8%
5%
3% 3% 3% 3%
10% 0%
D N en et m he a rla rk Ic nds el a Sw K n d itz ore er a l Fi and nl N and o Sw r wa y U ni C ed te a en d n a Ki d ng a U B do ni el m te gi d um St a Lu J tes xe a p m an bo Au urg s Fr tria Au anc s e G tra er lia m a Sp ny ai n N Po Ital C ew rtu y ze Z g ch ea al R la ep nd u Ir e blic H lan un d g Po ary Sl la ov ak T u n d R rk ep ey u M blic e G xico re ec e
Accessi/ 100 abitanti
60
Totale Accessi
Accessi/ 100 abitanti
Fonte: Elaborazioni Between su dati OECD (2Q 2006) Figura 22: Accessi broadband nel mondo L’ Italia è il settimo Paese nel mondo per numero di accessi a banda larga. Nell’ ambito dell’ UE, l’ Italia risulta essere al quarto posto immediatamente dopo Germania, UK e Francia. Tuttavia, nonostante l’ Italia in termini di accessi totali si collochi subito dopo i tre Paesi guida, se guardiamo alla penetrazione, l’ Italia si posiziona nel gruppo di mezzo, con tassi di penetrazione ogni 100 abitanti simili a quelli della Spagna e inferiori alla media dell’ Europa a 15 (13,2%, contro 16,5%). Il differenziale in termini di tasso di penetrazione viene comunemente utilizzato per supportare la tesi secondo cui lo sviluppo della banda larga in Italia segua un ritmo più lento, rispetto a quanto rilevato negli altri Paesi dell’ UE. Tuttavia, per poter collocare correttamente l’ Italia nel panorama europeo, occorre fare alcune puntualizzazioni. Il processo di adozione della banda larga, infatti, dipende da un insieme di fattori strutturali e di mercato, che non possono essere colti appieno tenendo conto del solo tasso di penetrazione sulla popolazione. Innanzitutto, secondo gli ultimi dati comparati internazionali (UE), la copertura della banda larga in Italia era all’ inizio del 2005 pari al 83%, contro l’ 89% della media UE15 e valori pari al 97% per il Regno Unito e il 91% per Francia e Germania, che, va ricordato, dispongono di estese reti di TV via cavo, assenti invece in Italia. Il divario maggiore era riferito alle aree rurali. Inoltre, al di là del livello di infrastrutturazione, il differenziale sopra citato non tiene conto di due fondamentali variabili strutturali che vanno tenute presenti nel confronto internazionale:
Densità telefonica: il numero di accessi telefonici per 100 abitanti è pari a 38 per l’ Italia, contro il 47 della Francia, il 43 della Germania e 56 del Regno Unito (ECTA, 1Q 2006); Alfabetizzazione telematica: secondo i dati Eurostat (2005) il 56% della popolazione italiana (16+ anni) non ha mai utilizzato un PC, contro il 34% della media UE25 e valori che sono inferiori al 20% per Germania e Regno Unito.
In altri termini, se lo sviluppo del mercato broadband viene riportato alla base “ accessibile” (popolazione che ha utilizzato un PC) si scopre che l’ Italia si colloca ai primi posti del ranking europeo, in compagnia degli apparentemente irraggiungibili Paesi Scandinavi (il rapporto
Il punto sulla banda larga in Italia Dicembre 2006
34
accessi broadband per 100 utilizzatori PC è pari a 30 per l’ Italia contro 23 della media UE15). Allo stesso tempo, l’ incidenza degli accessi broadband sul totale degli accessi ad Internet domestici ha ormai raggiunto anche in Italia valori di tutto rispetto (>70%). I fattori indicati sono espressione di fenomeni effettivamente macroscopici, che non possono essere trascurati in un confronto internazionale. Sebbene ulteriori elementi possano essere introdotti per approfondire ulteriormente l’ analisi, in questa sede non resta che aggiungere qualche considerazione prospettica. Infatti, nonostante lo sviluppo del mercato della banda larga in Italia non sia poi così lento come si è soliti affermare nei contesti internazionali, il problema dei limiti strutturali al processo di adozione della banda larga rappresenta comunque un nodo cruciale da sciogliere. La sfida per il futuro diventa la capacità del Sistema-Paese di superare tali limiti, raggiungendo la più ampia diffusione dei servizi a banda larga.
4.4
PROSPETTIVE
Un futuro basato sulla convergenza multimediale e ICT. Nonostante il progressivo rallentamento della crescita, il mercato della banda larga continua a rappresentare il segmento più dinamico delle telecomunicazioni fisse. TCMA 20062010
Milioni di accessi
11,5 +28%
12,6
+10%
8,7
6,8
2005
2006
2008
2010
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 23: Scenario accessi broadband 2005-2010 Le previsioni per fine 2006 sono di un numero totale di accessi che supererà gli 8,7 milioni. Nei prossimi anni, il mercato della banda larga proseguirà nel suo percorso di sviluppo, mantenendo tassi di crescita che, sebbene inferiori a quelli che hanno caratterizzato il periodo 2001-2005, continueranno ad avere pochi uguali nel contesto economico italiano. La valenza strategica della banda larga non risiede tanto nei ricavi che genera la connettività a banda larga, ma, soprattutto, nel suo connotato di infrastruttura abilitante per l’ integrazione dei servizi e la distribuzione di una gamma sempre più ampia di servizi convergenti (di telecomunicazione, televisivi, informatici). Il confronto competitivo si sposterà, di conseguenza, sempre di più verso la capacità di packaging di diversi contenuti e servizi.
Il punto sulla banda larga in Italia Dicembre 2006
35
5 LA DOMANDA DI SERVIZI A BANDA LARGA DELLE FAMIGLIE ITALIANE 5.1
LA DOTAZIONE TECNOLOGICA
Sempre più numerose le famiglie multi-tecnologiche, ma la casa degli italiani resta “e ntertainment driven”. Un punto di passaggio obbligato per l’ utilizzo di nuovi servizi in rete da parte delle famiglie, è senza dubbio la disponibilità di apparati idonei alla loro fruizione. La crescente diffusione di apparati intelligenti (a contenuto informatico/elettronico offre nuove opportunità per l’ affermazione di servizi innovativi all’ interno dell’ ambiente domestico (si pensi non solo allo sviluppo di Internet, ma anche al Video on Demand, fino all’ interazione a distanza con i sistemi elettronici domestici). ∆ 06/04 3pp 13pp 3pp 20pp
3pp 8pp 2pp 3pp 1pp
22pp 6pp 18pp 5pp 5pp
13pp 1pp 12pp 5pp
81%
47%
Telecomunicazione
26%
Informatica
11%
6%
20% 20%
16%
Sk y o p ia Fo om t to to e C on cam the at so er re a le di d gi i v ta id le eo gi Vi oc de Le hi oc tto am re M er P3 a di gi ta le
5% 3%
26%
er m
9%
18% 17%
Entertainment
H
x
19%
PC PC p or ta til e W e P C bc am c on PC WI FI Vi p de al or m ar eg e is tra t A or D nt VD e en v na id p e o ar ab ol ic a
10%
Fa
ss er n ro et ad ba nd Se gr et er ia B
In t
or dl e
C
C
el lu
la re
16%
TT
27%
44%
D
38%
s ch
52%
TV a
% famiglie
68%
Elettronica di consumo
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 24: La piramide delle dotazioni tecnologiche Tuttavia, osservando la composizione delle dotazioni tecnologiche delle famiglie italiane emerge come le quattro tipologie di apparati e servizi che sono al centro della convergenza multimediale (telecomunicazioni, informatica, entertainment, elettronica di consumo) presentano livelli di diffusione sostanzialmente diversi. A giugno 2006, nelle famiglie italiane, il bene di largo consumo per eccellenza rimane il cellulare, che risulta presente in oltre l’ 80% dei casi (nella maggior parte delle famiglie sono 2 o più), mentre la diffusione del PC è ancora limitata a meno della metà delle famiglie italiane (47%), anche se si registra una crescita di oltre 3 punti percentuali rispetto a giugno 2004. Negli ultimi anni, l’ innovazione tecnologica nelle famiglie italiane è stata guidata soprattutto dalla diffusione di nuovi prodotti ICT e dallo sviluppo dei prodotti elettronici di intrattenimento. Dal lato degli apparati ICT, cellulari UMTS e banda larga hanno mostrato i tassi di crescita più elevati, superando ormai la soglia della diffusione di nicchia. La banda larga, in particolare, stupisce per la rapidità di diffusione (+ 20 punti percentuali rispetto a giugno 2004) e conferma, quindi, il
Il punto sulla banda larga in Italia Dicembre 2006
36
favore con cui è stata accolta dalle famiglie italiane. Per quanto riguarda l’ elettronica di consumo, gli apparati che hanno conosciuto la crescita più rilevante sono i DVD video, i decoder per il digitale terrestre, nonché le fotocamere e videocamere digitali, nonché, più recentemente, i lettori MP3. In soli due anni, cellulare UMTS e Decoder DTT hanno raggiunto una diffusione pari a poco meno della metà di quella del PC. Circa un terzo delle famiglie italiane rischia di rimanere esclusa dall’ economia in rete. In Italia, un fattore critico per l’ affermazione del modello di fruizione dei servizi innovativi in rete rimane legato al livello di alfabetizzazione informatica delle famiglie italiane, che risulta largamente inferiore a quanto riscontrabile nei principali Paesi europei.
70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0%
57% 39% 30%
2% 2003 Alfabetizzate
58%
59%
60%
43%
45%
35%
37%
3%
5%
2004 PC
38%
8%
2005 Internet
47%
2006 Acquisti online
Non alfabetizzate*
40%
* Nessun componente della famiglia sa utilizzare un PC Base: TOTALE famiglie
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 25: Dall’ alfabetizzazione informatica all’ economia in rete A metà 2006, nel 60% delle famiglie italiane vi è almeno un componente in grado di utilizzare un PC, ma in tre anni il livello di alfabetizzazione informatica è aumentato di soli tre punti percentuali e la presenza di PC non raggiunge ancora la metà delle famiglie italiane. Anche se il divario fra i due indicatori citati tenderà a ridursi nel tempo, per effetto del progressivo ricambio generazionale, resta comunque il problema di un modello di fruizione che rischia di escludere dall’ economia in rete circa un terzo delle famiglie italiane. La piena affermazione di un sistema di economia in rete, quindi, richiede di spostare l’ attenzione sui processi di acculturamento tecnologico e sull’ individuazione di piattaforme di fruizione alternative al PC.
Il punto sulla banda larga in Italia Dicembre 2006
37
5.2
LE FAMIGLIE ITALIANE E LA BANDA LARGA
A giugno 2006 le famiglie a banda larga hanno quasi raggiunto i 6 milioni, ma la metà degli accessi sono ancora a consumo. 22,2
22,2
Milioni di famiglie
22,2
2003
5%
5,9
4,1
2,4
1,1
2,5
4,1
5,4
5,6
22,2
2004
11%
BB
2005
19%
2006
27% BB/famiglie
NB
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 26: Le famiglie a banda larga La rapidità di diffusione della banda larga nelle famiglie italiane testimonia il favore con cui è stata accolta la possibilità di disporre di un accesso veloce ad Internet. A metà 2006, le famiglie a banda larga erano poco meno di 6 milioni (il 27% del totale). Oramai, rispetto agli 8,4 milioni di famiglie che dispongono di un accesso ad Internet da casa, l’ incidenza dei collegamenti a banda larga ha superato il 70%. La banda larga assume per le famiglie italiane sempre più i connotati di una dotazione di massa che abiliterà lo sviluppo di un’ ampia gamma di servizi in rete, nella logica del multiple play e, in particolare, dell’ integrazione fra telefonia, Internet e televisione. TIPOLOGIA FAMILIARE Profilo sociodemografico Tipologia familiare Monocomponente Coppia senza figli Coppia con un figlio Coppia con due figli Coppia con 3 o più figli Singolo genitore con figli
Famiglie TOTALE (x000) 22.200
ETA’ DEI FIGLI % Broadband
27%
6.000
11%
5.150
14%
3.950
39%
3.600
49%
1.250
49%
800
31%
TERRITORIO Profilo territoriale Area geografica Nord Ovest Nord Est Centro Sud e Isole
Profilo sociodemografico Età dei figli <12 anni 1214 anni 1519 anni 2024 anni >24 anni Senza figli
Famiglie TOTALE (x000) 22.200
% Broadband
27%
2.450
40%
1.300
47%
2.750
53%
2.850
51%
4.050
38%
11.150
12%
DOTAZIONE TECNOLOGICA
Famiglie TOTALE (x000) 22.200
% Broadband
27%
6.300
28%
4.300
27%
4.300
27%
7.300
25%
Dotazione tecnologica Cellulare Cordless PC portatile PC con WiFi PC palmari DVD Fotocamera digitale DTT
Famiglie TOTALE (x000) 17.900
% Broadband
31%
11.500
35%
4.100
59%
1.100
75%
700
75%
9.800
43%
5.700
54%
3.900
49%
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 27: Il profilo delle famiglie a banda larga
Il punto sulla banda larga in Italia Dicembre 2006
38
Dal punto di vista socio-demografico, appare sempre più rilevante il ruolo chiave svolto dai figli, che rappresentano la vera avanguardia per l’ introduzione dell’ innovazione tecnologica in famiglia. Infatti, i due terzi delle famiglie a banda larga hanno figli ed i livelli più alti di penetrazione sono legati alla presenza di adolescenti in famiglia. La diminuzione dei prezzi per gli accessi entry level e, soprattutto, la disponibilità di piani tariffari a consumo sta riducendo invece l’ importanza del fattore reddito nella curva di adozione della banda larga. Dall’ altra parte, l’ aumento della copertura ADSL sta sfumando le differenze territoriali e quelle legate alla dimensione del comune in cui risiedono le famiglie. Infine, anche se la situazione appare in progressiva evoluzione, risulta ancora elevata l’ incidenza della componente a consumo sul totale degli accessi delle famiglie italiane. A fine giugno 2006, infatti, poco più della metà delle famiglie a banda larga aveva optato per un accesso a consumo. Il dato appare in netto miglioramento rispetto a quanto rilevato a giugno 2005, quando gli accessi a consumo rappresentavano circa i due terzi del totale famiglie. Sebbene solo la banda larga always on abiliti effettivamente il nuovo modello di fruizione dei servizi multimediali, le offerte a consumo hanno rappresentato, e continueranno ad esserlo specie per gli utenti a minore capacità di spesa, un’ importante modalità per sperimentare i servizi (un invito alla prova) in vista del definitivo ingresso nel mondo dell’ economia in rete.
Il punto sulla banda larga in Italia Dicembre 2006
39
L’ utilizzo prevalente della rete rimane la comunicazione, ma attraverso la banda larga si amplia lo spettro delle funzionalità. Le famiglie a banda larga si contraddistinguono per la ricchezza delle dotazioni tecnologiche, con valori di diffusione anche doppi rispetto alla media nel caso delle dotazioni informatiche e degli apparati digitali. L’ utilizzo prevalente della rete rimane la comunicazione (email), seguita dalla fruizione di prodotti informativi e culturali (news e streaming), mentre l’ interazione con la PA e le attività transattive (eCommerce ed eBanking) mostrano ancora livelli di diffusione ridotti (meno di un terzo delle famiglie a banda larga dichiara di averne fatto uso negli ultimi tre mesi). La banda larga è comunque sempre di più condizione abilitante per l’ effettiva affermazione del modello di fruizione in rete dei servizi multimediali. Disporre di una connessione a banda larga, infatti, incentiva la fruizione on-line dei servizi e consente di sperimentare nuovi modelli di consumo. Le attività svolte in rete (ultimi tre mesi)
84%
75% 56%
18%
19%
19%
eBanking
eGovernment
Download software
eCommerce
Pioniere (BB dal 1H '03)
25%
22% 12%
21%
16%
16% 8%
7%
16% 9%
5% eLearning
16%
30%
Videocomunicazione
35%
VoIP
38%
30%
Download audio/video
Streaming
News
31%
39%
eHealth
48%
Gaming
43%
Chat
46%
% famiglie broadband
97%
New comer (BB dal 2H '05)
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 28: Generazioni broadband a confronto L’ allargamento della base clienti sta comunque portando ad una maggiore articolazione delle famiglie broadband, con profili di utilizzo dei servizi in rete che diventano sempre più eterogenei. Le famiglie che hanno adottato la banda larga fin dalla prima metà del 2003 (1,1 milioni) mostrano una maggior familiarità con le applicazioni on-line, soprattutto per le funzioni in rete più evolute (eBanking, news e streaming). Anche per quanto riguarda le aspettative, infine, si conferma il circolo virtuoso che si è instaurato fra banda larga e fruizione dei servizi on-line. Infatti, sono proprio le famiglie pioniere che prevedono di aumentare maggiormente le occasioni di utilizzo dei servizi più complessi (in particolare, per svolgere on-line transazioni finanziarie o per acquistare contenuti on demand). Si accentuano le differenze tra i profili di utilizzo narrowband e broadband. Il profilo di utilizzo della rete si modifica sostanzialmente in funzione della tipologia di connessione adottata, come mostra la figura seguente:
Il punto sulla banda larga in Italia Dicembre 2006
40
% famiglie Internet
Utilizzo settimanale
% famiglie Internet
Frequenza
Banda larga Giornaliera
Settimanale
Banda stretta Mensile
Raramente
Banda larga >20 ore 23 ore
1120 ore <2 ore
Banda stretta 410 ore
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 29: Intensità di utilizzo Internet Mentre il 50% delle famiglie broadband si collega tutti i giorni ad Internet, la frequenza è solo settimanale per quasi i due terzi delle famiglie narrowband. Allo stesso tempo, mentre poco meno la metà delle famiglie a banda larga si collega per più di 10 ore a settimana, nelle famiglie narrowband la durata settimanale del collegamento ad Internet è inferiore alle 2 ore in quasi il 60% dei casi. Le famiglie narrowband si contraddistinguono tipicamente per una minor presenza di figli adolescenti rispetto alle famiglie che hanno adottato la banda larga, così come risultano maggiormente localizzate nei centri minori, innanzitutto per la differente dinamica della copertura ADSL e, in secondo luogo, per la diversità della struttura reddituale e culturale. Le differenze fra famiglie broadband e narrowband non si limitano comunque al profilo di utilizzo di Internet ed alla struttura socio-demografica, ma si estendono anche all’ insieme delle dotazioni tecnologiche ed al complesso delle attività svolte in rete. Per quanto riguarda le dotazioni, il differenziale tra famiglie broadband e narrowband vede prevalere sistematicamente le prime, con valori che raggiungono il massimo per la dotazione informatica. Dal punto di delle attività svolte in rete, le differenze più marcate sono identificabili nel utilizzo più intenso da parte delle famiglie broadband delle funzionalità a maggior connotato tecnologico (videocomunicazione, download audio/video, streaming), che caratterizzano in particolare le fasce di utenti più giovani. Inoltre, le famiglie a banda larga mostrano una maggior familiarità con le attività di eCommerce, in cui l’ interattività include frequentemente anche le funzioni di pagamento on-line. In termini prospettici, le aspettative delle famiglie broadband si contraddistinguono per l’ interesse verso un utilizzo più esteso e intensivo delle funzionalità legate alla sfera della comunicazione e dell’ infotainment. Le famiglie narrowband mostrano anch’ esse un picco di interesse per le attività di infotainment, cui si aggiungono le funzionalità legate ai rapporti con la PA, conseguenza delle differenze nel profilo socio-demografico (minor presenza di giovani e reddito/cultura inferiori) dell’ utente medio a banda stretta. Solo un quarto delle famiglie narrowband, infine, esprime l’ esigenza di un aumento nella velocità della connessione a Internet, mentre in oltre la metà dei casi gli utenti a banda stretta ritengono che tale tipologia di collegamento sia adeguata a soddisfare le loro necessità attuali. Gli heavy user sono fortemente interessati alle transazioni in rete A giugno 2006, gli heavy user, ossia le famiglie a banda larga che trascorrono in rete più di 10 ore a settimana, risultano essere circa 1,3 milioni (il 22% del totale famiglie broadband). Gli heavy user sono tipicamente famiglie con capofamiglia giovane, ma non necessariamente caratterizzate da un livello socio culturale elevato. Geograficamente, gli heavy user risultano distribuiti in maniera sostanzialmente omogenea sul territorio nazionale, anche se generalmente localizzati nelle città di dimensioni medio grandi.
Il punto sulla banda larga in Italia Dicembre 2006
41
41% 31%
17%
14%
EHealth
1% Ordine
3%
12%
10%
2%
informazioni
Compilare moduli
Heavy User
2%
Pagamento
EGovernment
5% 3%
Procedura completa
Compilare moduli
4%
Prenotazioni
5%
9%
18%
8%
ECommerce
Pagamento
9%
Interazione specialisti
23%
Scaricare moduli
% famiglie broadband
37%
Non Heavy User
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 30: Livello di interattività Gli heavy user mostrano un’ accentuata fascinazione per l’ innovazione tecnologica, che si concretizza in una ricca dotazione ICT, rispetto all’ utente medio broadband. La familiarità con le tecnologie ICT, la disponibilità di connessioni a banda larga e l’ uso intensivo della rete per lo svolgimento di attività avanzate (in particolare, con valori più che doppi nella sfera dell’ infotainment) hanno consentito agli heavy user di sperimentare un livello di interattività nell’ uso della rete molto più elevato rispetto alla media delle famiglie broadband. Dalla figura precedente, si evince come gli heavy user presentino una spiccata propensione a svolgere processi completi attraverso la rete, giungendo fino a svolgere on-line anche le attività di pagamento. In prospettiva, gli heavy user mostrano un interesse elevato per l’ ulteriore estensione delle attività che già oggi li contraddistinguono. In particolare, i livelli di interesse maggiori si riscontrano per le attività di comunicazione interpersonale, il gaming on-line e l’ eCommerce.
Il punto sulla banda larga in Italia Dicembre 2006
42
Le famiglie in digital divide presentano profili di utilizzo della rete simili a quelli delle famiglie in copertura ADSL, ma cresce l’ insoddisfazione per la qualità della loro esperienza on-line. A giugno 2006, erano circa 2,9 milioni (il 13% del totale) le famiglie che risiedevano in aree di digital divide, ossia in zone non ancora coperte dalla tecnologia ADSL. Dal punto di vista territoriale, le famiglie in digital divide sono maggiormente concentrate nei centri minori e nelle aree più periferiche e montuose, dove si riscontrano i maggiori problemi di redditività e, quindi, di sostenibilità economica degli investimenti in infrastrutture a banda larga. Le famiglie in zone di digital divide si caratterizzano inoltre per un livello socio culturale e di reddito sensibilmente inferiore alla media.
Le attività svolte in rete (ultimi tre mesi)
91% 87%
64%
Famiglie Internet coperte ADSL
25%
24%
18% 17%
27% 25% eCommerce
11%
30%
eHealth
30%
33%
eGovernment
Gaming
13%
11%
27%
eBanking
18%
28%
Download software
7% Streaming
10%
33%
Download audio/video
34%
10%
Videocomunicazione
Chat
24%
11%
News
25%
41%
eLearning
62%
VoIP
% famiglie Internet
Sebbene la struttura socio-demografica delle famiglie in digital divide evidenzi un rilevante divario nel livello culturale e di reddito, la loro dotazione tecnologica non rispecchia l’ entità di tale divario, risultando solo di poco inferiore alla media nazionale. Le famiglie in digital divide, pur utilizzando Internet meno intensamente della media (per motivi innanzitutto prestazioni), mostrano comunque un profilo di utilizzo più elevato di quello che caratterizza le famiglie narrowband che risiedono in aree di copertura ADSL.
Famiglie Internet in Digital Divide
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 31: Funzionalità in rete e digital divide Dalla figura appare evidente come il profilo di utilizzo della rete non differenzi significativamente le famiglie in zone di digital divide da quelle che risiedono i aree raggiunte dall’ ADSL. Le famiglie in zone di digital divide, quindi, tenendo conto dell’ evidente condizione di svantaggio infrastrutturale che caratterizza le zone di residenza, mostrano una spiccata propensione all’ utilizzo delle nuove tecnologie e dei servizi on-line. Tuttavia, come è naturale aspettarsi, sono proprio le famiglie in digital divide a mostrare il più basso livello di soddisfazione per l’ esperienza on-line, evidenziando in particolare i limiti riscontrati relativamente alla velocità di connessione e, conseguentemente, alla ristrettezza della gamma dei servizi fruibili in rete. Proprio l’ insoddisfazione per la limitatezza dell’ attuale esperienza on-line condiziona negativamente le aspettative delle famiglie in digital divide.
5.3
CLUSTER ANALYSIS
Le famiglie italiane sempre più affascinate dalle nuove tecnologie, anche se per un terzo del totale il cambiamento resta una sfida troppo complessa.
Il punto sulla banda larga in Italia Dicembre 2006
43
Le analisi condotte dall’ Osservatorio Banda Larga consentono di identificare sei gruppi omogenei (cluster), che riassumono l’ atteggiamento complessivo delle famiglie italiane nei confronti delle tecnologie ICT e dei servizi interattivi in rete abilitati dalla banda larga. Monitorando, inoltre, l’ evoluzione nel tempo dei cluster individuati è possibile comprendere la direzione verso cui sta evolvendo il rapporto fra le famiglie ed il nuovo modello di consumo su cui si fonda l’ economia in rete. RAZIONALITA’
Tecno essenziali
Escluse
3,4
(15%)
Nord ovest 8,7 Nord est Single adulto(38%) 30.000 100.000 abitanti Centro Licenza elementare Famiglia adulta senza figli Fino a 10.000 abitanti Reddito basso Media inferiore
DIFFIDENZA
Reddito medio
Sud e Isole
Laurea
Oltre 250.000 abitanti
1,4 Pioniere
(6%)Reddito alto 100.000 250.000 abitanti
2,0 Imitatrici
(9%) Famiglia adulta con figli Media superiore
Famiglia giovane senza figli
ATTRAZIONE
10.000 30.000 abitanti
Restie
4,2
Single giovane
(19%)
2,8 Interessate
(12%)
Evoluzione 20052006
ISTINTIVITA’
Famiglia giovane con figli
Milioni di Famiglie (distribuzione %)
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 32: La mappa del broadband nelle famiglie Da un alto, si collocano le famiglie Pioniere (6% del totale) che abitano in grandi centri urbani, sono costituite prevalentemente da famiglie numerose, possiedono un’ ottima istruzione ed un reddito elevato. Le famiglie pioniere si caratterizzano per una dotazione posizionata sulla frontiera tecnologica e mostrano un forte interesse per i servizi che consentono di svolgere transazioni on-line. All’ interno di queste famiglie sono presenti uno o più early adopters, che attivano logiche di tipo pull nei confronti dell’ innovazione tecnologica e per i quali la tecnologia non rappresenta solo uno strumento, ma spesso diventa un piacere in sé. Le famiglie pioniere sono all’ avanguardia per quanto concerne l’ utilizzo della banda larga e mostrano un’ elevata propensione a sperimentare modalità sempre più complesse di fruizione on-line dei servizi utilizzati. All’ estremo opposto, invece, si posiziona il cluster delle Escluse, che sono famiglie anziane, poco istruite con bassi livelli di reddito e composte in prevalenza da pensionati. Le famiglie escluse possiedono una scarsa dotazione tecnologica, in particolare nel campo dell’ informatica e manifestano un basso interesse per i servizi a banda larga. Le famiglie escluse scontano, oltre al minor livello di reddito e scolarità, anche un senso generalizzato di inadeguatezza generazionale, proprio per la prevalenza delle famiglie più anziane. L’ approccio di queste famiglie verso il cambiamento tecnologico è caratterizzato da un atteggiamento di estrema diffidenza, che le porta a considerare l’ innovazione come una mera fonte di complessità non giustificata da un reale miglioramento della qualità della vita. Gli altri cluster che caratterizzano le famiglie italiane si collocano in una posizione intermedia fra i due estremi citati, differenziandosi per la prevalenza di un atteggiamento verso le nuove tecnologie governato da processi emozionali/edonistici, piuttosto che basati su criteri di convenienza/razionalità.
Il punto sulla banda larga in Italia Dicembre 2006
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Il confronto con quanto rilevato a metà 2005, evidenzia un accentuarsi dell’ aspetto emozionale legato alla sperimentazione dei nuovi servizi in rete, soprattutto per l’ ingresso in rete delle famiglie che hanno adottato più di recente la banda larga. Dall’ altro lato, si rafforza l’ atteggiamento di diffidenza che caratterizza le famiglie Escluse, che rappresenteranno sempre più una fascia di emarginazione sociale nel contesto di un’ economia pienamente integrata in rete.
5.4
PROSPETTIVE
Alfabetizzazione informatica o nuove piattaforme? Il processo di sviluppo della banda larga sta seguendo una traiettoria basata sulla disponibilità e, soprattutto, sulla capacità di utilizzare gli strumenti informatici per accedere ad Internet e utilizzare i servizi on-line.
7,5
Nuove Alfabetizzate
Senza PC
13,4
3,0
7,4
Narrowband
2,5
1,4 Saturazione (base PC)
Senza Internet
1,9
Famiglie Alfabetizzate IT
Milioni famiglie
Nuove Piattaforme
Broadband
5,9
Giugno 2006
2010
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 33: La banda larga nelle famiglie all’ orizzonte 2010 Come sopra ricordato, la prevalenza della piattaforma informatica pone un limite implicito alle prospettive di sviluppo della banda larga in Italia. All’ orizzonte 2010, pur volendo ipotizzare una completa saturazione della base accessibile delle famiglie alfabetizzate non si andrebbe oltre ad un tasso di penetrazione della banda larga intorno ai due terzi del totale. Per circa 7,5 milioni di famiglie italiane, quindi, si prospetta il rischio concreto dell’ insorgere di nuove e sempre più gravi forme di esclusione sociale. Si consideri, infatti, che proprio le famiglie escluse dalla traiettoria informatica presentano le condizioni economiche, culturali e demografiche più svantaggiate. Lo sviluppo di nuovi servizi on-line continuerà ad essere legato alla sfera dell’ entertainment. La disponibilità di un’ ampia gamma di servizi on-line rappresenta un driver fondamentale per lo sviluppo della banda larga. D’ altro canto, solo disponendo di una connessione a banda larga si possono sperimentare i reali benefici del nuovo modello di consumo implicito nell’ economia in rete. Sviluppo dei servizi on-line e diffusione della banda larga, quindi, rappresentano due leve
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45
che, pur restando concettualmente distinte, possono agire sinergicamente per il conseguimento del medesimo obiettivo. Proprio al fine di comprendere le determinanti della diffusione della banda larga nelle famiglie italiane è importante approfondire la tematica relativa alle prospettive di evoluzione delle attività in rete. Finora le funzionalità più utilizzate dalle famiglie broadband hanno riguardato principalmente la sfera della comunicazione e dell’ entertainment. Molto + Abbastanza
22%
25%
25%
33%
39%
20%
26%
42%
36%
35%
39%
37%
27%
24%
19%
% famiglie broadband
70%
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Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 34: L’ evoluzione delle attività in rete A giugno 2006, le famiglie a banda larga confermano di essere fortemente interessate ad utilizzare in maniera più intensiva le funzionalità legate all’ entertainment (Video on Demand e Download audio/video). Alle funzionalità citate, si aggiunge un forte interesse per lo sviluppo delle attività on-line connesse allo svolgimento di transazioni e alla gestione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Nel prossimo futuro, quindi, il superamento della diffidenza delle famiglie verso le transazioni in rete e l’ ampliamento dei servizi offerti on-line dalla Pubblica Amministrazione costituiranno due volani ulteriori con cui favorire il processo di adozione della banda larga presso le famiglie italiane.
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Gli snodi chiave per lo sviluppo Per superare gli attuali limiti del processo di diffusione della banda larga nelle famiglie italiane è necessario porre in essere un insieme di interventi che, oltre a favorire l’ aumento nel tasso di alfabetizzazione informatica, stimolino anche la diffusione di nuovi servizi on-line fruibili anche attraverso piattaforme alternative, quali cellulari e TV, caratterizzate da un utilizzo più intuitivo. Nell’ attuale contesto di sviluppo del mercato della banda larga, si possono identificare alcuni snodi chiave sui quali occorre concentrare l’ attenzione:
INFORMAZIONE E ACCULTURAMENTO. Il progressivo coinvolgimento di parti sempre più ampie della popolazione e la comunicazione dei reali benefici apportati alla vita quotidiana dalle nuove tecnologie sono fattori critici per favorire la diffusione e l’ utilizzo intensivo di servizi sempre più innovativi;
FIDUCIA. Il superamento della diffidenza verso le transazioni in rete richiede interventi di sistema, che garantiscano l’ affidabilità di tutte le componenti della catena del valore (dalla produzione alla distribuzione) e non solo della singola transazione on-line;
NUOVE GENERAZIONI. Gli innovatori per eccellenza nelle famiglie sono i figli ed è su di loro che bisogna far leva per diffondere l’ innovazione tecnologica nelle case italiane e favorire la partecipazione attiva delle famiglie all’ economia digitale;
PIATTAFORME. L’ utilizzo di piattaforme alternative al PC, che siano caratterizzate dalla semplicità d’ uso e facciano già parte della vita quotidiana delle famiglie italiane, rappresenta il fattore chiave per la definitiva affermazione della cultura digitale. Lo sviluppo delle tecnologie a banda larga diventa, quindi, un’ opportunità per realizzare l’ integrazione degli apparati “ intelligenti” all’ interno dell’ ambiente domestico. Il passaggio alla televisione digitale rappresenta, in tale ottica, un’ occasione da cogliere per innescare un processo di ammodernamento complessivo della casa, che passi attraverso l’ elettrodomestico principe in tutte le abitazioni;
CONTENUTI. La richiesta di maggiore velocità di accesso crea le basi per una rapida diffusione dei servizi di connettività a banda larga, ma l’ ulteriore evoluzione della dotazione ICT delle famiglie non può prescindere dalla disponibilità di un numero sempre più ampio di contenuti e servizi, che sfruttino a pieno le potenzialità della banda larga. Su questo tema appare necessaria la creazione di sinergie sempre più efficaci tra operatori di rete e produttori/assemblatori di contenuti, conservando però la massima attenzione alla salvaguardia della semplicità d’ uso.
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6 LA DOMANDA DI SERVIZI A BANDA LARGA
DELLE
IMPRESE ITALIANE 6.1
LA DOTAZIONE E L’ USO DELL’ ICT NELLE IMPRESE ITALIANE
È oramai universalmente riconosciuto che il livello di informatizzazione e, più in generale, della dotazione ICT ha un impatto significativo sulle performance aziendali, in particolare in termini di efficienza organizzativa e produttività. Appare evidente quindi come un’ accelerazione del processo di diffusione dell’ ICT, anche presso le imprese minori (che rappresentano la spina dosale del sistema produttivo italiano), possa effettivamente generare un effetto moltiplicativo sull’ intero sistema produttivo, aumentandone significativamente le performance e la competitività internazionale. Molto diffuse le dotazioni ICT di base, mentre resta ancora basso l'utilizzo di applicativi o di forme di integrazione in rete più avanzate. Negli ultimi anni, il principale fattore di cambiamento per le imprese italiane, specie quelle minori, non è stato rappresentato tanto dall’ informatizzazione, quanto dall’ adozione delle tecnologie legate al protocollo IP (dall’ accesso a Internet alla realizzazione di reti Intranet, fino alla creazione di sistemi interdipendenti nell’ ambito di reti Extranet). 20pp
3pp
9pp
17%
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Telecomunicazione
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% imprese
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18pp
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14pp
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* Gestionale specializzato, spesso sviluppato da software house nazionali
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 35: Le dotazioni ICT PC e Internet vengono ormai utilizzati dalla quasi totalità (>90%) delle imprese. Inoltre, oltre il 60% delle aziende dispongono di reti locali, siti, banda larga e cellulari aziendali. L'utilizzo di applicativi o di forme di integrazione in rete più avanzate, invece, riguarda ancora meno di un terzo delle imprese. Rispetto al 2005, il sito web (+5 punti percentuali), il cellulare aziendale (+4 punti percentuali) e le reti LAN (+4 punti percentuali) hanno mostrato gli incrementi più significativi. Nell’ ultimo triennio, invece, la banda larga (+ 31 punti percentuali) ed il sito (+ 24 punti percentuali) hanno mostrato i tassi di crescita più elevati, confermando l’ avvenuto ingresso nell’ economia in rete della parte più innovativa e dinamica del sistema produttivo italiano.
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Tuttavia, il trend generale conferma un rallentamento nell’ adozione delle dotazione di base ICT, sintomo dell’ avvicinamento ai valori soglia del processo di diffusione. Negli ultimi anni, le dotazioni che fanno riferimento all’ ambito della sicurezza informatica hanno mostrato tassi di crescita estremamente elevati. I sistemi antivirus sono utilizzati ormai dalla totalità delle imprese informatizzate (>90%). Inoltre, più dei tre quarti delle aziende aggiornano regolarmente i sistemi di sicurezza, mentre oltre il 50% effettua il back-up, almeno parziale, dei dati aziendali e protegge il proprio sistema informatico con sistemi firewall. Infine, poco più di un quarto delle imprese ha riscontrato problemi di sicurezza (virus, frodi, furto dati, ecc.), non intercettati dai sistemi di sicurezza presenti nelle aziende. Mentre appare oramai evidente come l’ informatizzazione di base abbia raggiunto la quasi totalità delle aziende, le imprese più piccole manifestano ancora una certa difficoltà nell’ integrazione dei processi, con tassi di penetrazione delle soluzioni ICT più innovative che tendono a rimanere piuttosto bassi (in particolare, per quanto riguarda i software gestionali evoluti). Dal punto di vista settoriale, invece, la dotazione ICT rimane decisamente più arretrata per le imprese del settore del commercio al dettaglio e, soprattutto, dei servizi più tradizionali (alberghi e ristoranti). L’ analisi territoriale evidenzia che i livelli più elevati delle dotazioni ICT si riscontrano nelle regioni del Nord, dove si concentrano le imprese più dinamiche. Mentre le regioni pel Centro Italia presentano solo lievi differenze rispetto a quelle del Nord, rimane invece significativo il divario tecnologico che caratterizza ancora le imprese del Mezzogiorno. Si sviluppa l’ utilizzo della rete per le funzionalità di base, ma le applicazioni complesse presentano una diffusione ancora marginale. Sebbene i tassi di adozione di Internet tendano a risultare piuttosto elevati, il vero elemento di criticità risiede nelle modalità più avanzate di utilizzo delle tecnologie IP o, meglio, nell’ estensione delle nuove tecnologie di rete all’ insieme dei processi aziendali interni ed esterni. D’ altra parte, l’ ingresso nell’ economia in rete da parte del sistema produttivo nazionale richiede necessariamente un salto culturale, che porti ad introdurre le tecnologie di rete nell’ insieme dei flussi informativi, comunicativi e transattivi delle imprese. Valore degli acquisti >25% 11%
64%
15% 33%
Base: Imprese con 3+ addetti e usano eProcurement
5%
3% on e zi ic a
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Base: Imprese con 3+ addetti e Internet.
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74%
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% imprese Internet
625% 15%
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 36: L’ utilizzo dei servizi on-line L’ utilizzo delle funzionalità on-line si concentra principalmente nell’ interazione con la Pubblica Amministrazione e con il settore finanziario. Entrambe superano la soglia del 50%, ma nel caso dell’ interazione con la PA il rapporto si limita spesso alla raccolta di informazioni e modulistica.
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Su livelli di diffusione decisamente inferiori si colloca l’ utilizzo di servizi on-line nei processi di interazione con i fornitori (eProcurement) e l’ accesso remoto dei dipendenti ai sistemi informativi aziendali, entrambi utilizzati da meno di un quarto delle imprese. In particolare, la diffidenza che ancora ostacola il processo di “ virtualizzazione” dei rapporti con i fornitori è confermata dal fatto che, per i tre quarti delle imprese che fanno acquisti on-line, il peso degli acquisti in rete non supera il 5% del totale degli acquisti di beni e servizi. Inoltre, solo la metà delle imprese che utilizzano l’ eProcurement svolge on-line l’ intera procedura, effettuando in rete anche il pagamento. Le differenze tra le classi dimensionali sono rilevanti per l'insieme delle applicazioni prese in esame, a parziale eccezione delle più semplici forme di interazione con la PA. Micro (3-9 addetti) e piccole (10-49 addetti) imprese presentano un profilo analogo, mentre al di sopra di tale soglia l'adozione delle diverse applicazioni cresce in modo sostanzialmente lineare con la dimensione. Dall’ analisi settoriale, invece, emerge come il settore chimico/farmaceutico sembri essere quello maggiormente capace di interagire in rete e trarre, quindi, i maggiori benefici dall’ utilizzo dei servizi on-line. Le imprese del settore chimico/farmaceutico, infatti, mostrano i tassi di diffusione più elevati nell’ utilizzo dei servizi di eBanking, di videocomunicazione e di interazione con la Pubblica Amministrazione (in particolare, per le attività più complesse come il monitoraggio dei procedimenti ed i pagamenti on-line). L’ analisi territoriale conferma l’ esistenza del significativo ritardo accumulato da parte delle imprese del Mezzogiorno, divario che si amplia al crescere della complessità delle funzionalità considerate. Anche le imprese del Centro Italia appaiono in ritardo, ma il divario è limitato all’ utilizzo delle sole funzionalità più complesse. Le imprese del Nord-Ovest (dove si concentrano tuttora le imprese maggiori), invece, appaiono generalmente all’ avanguardia nell’ utilizzo dei servizi on-line.
Le imprese italiane usano la rete per farsi conoscere, sono ancora poche quelle che la utilizzano per vendere i propri prodotti. Se si analizzano le caratteristiche organizzative delle imprese italiane risulta chiaro come l’ ingresso nell’ economia in rete da parte del sistema produttivo nazionale difficilmente passerà attraverso la creazione di reti interne (ad esempio, tra sedi della stessa azienda o tra società appartenenti a gruppi), ma richiederà necessariamente un salto culturale che porti ad introdurre le tecnologie di rete nell’ insieme dei flussi informativi, comunicativi e transattivi. Tuttavia, l’ utilizzo di Internet da parte delle aziende italiane appare ancora oggi legato ad una generica ricerca di informazioni e di visibilità sulla rete, piuttosto che rivolto a sfruttare la disponibilità di un nuovo canale commerciale “ immateriale” (le reti di telecomunicazione), che consentirebbe di ampliare il mercato territoriale di riferimento, creando nuove opportunità di sviluppo.
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Valore delle vendite >25% 13%
% imprese con sito
96%
15% 36%
64% 31%
Informazioni sull'azienda
<1% 31%
625% 20%
Portafoglio prodotti
Servizi post vendita
Base: Imprese con 3+ addetti e soluzioni di eCommerce
19%
17%
Sezioni del sito riservate
eCommerce
6% Pagamento Integrato
Base: Imprese con 3+ addetti e sito.
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 37: L’ offerta di servizi on-line I due terzi delle imprese si sono dotate di un sito web, ponendosi quindi nella condizione di attivare un nuovo canale commerciali. I siti delle imprese italiane restano però prevalentemente informativi, essenzialmente destinati a qualificare l’ azienda agli occhi dell’ utenza potenziale. La quasi totalità delle imprese con sito, infatti, fornisce informazioni sull’ azienda, mentre solo i due terzi utilizzano la rete per presentare il catalogo dei propri prodotti. Meno di un quinto delle imprese con sito consente di acquistare i propri prodotti in rete, confermando che le potenzialità della rete come nuovo canale di vendita sono ancora tutte da esplorare. Considerando le sole aziende che hanno attivato funzionalità di eCommerce, si rafforza la convinzione che la rete non sia ancora vissuta come un’ opportunità per lo sviluppo del fatturato. Solo per poco più del 10% delle imprese che fanno eCommerce, infatti, l’ incidenza delle vendite on-line sul fatturato assume valori significativi (>25%). Per la componente informativa, data l’ elevata diffusione raggiunta, si riscontra una sostanzialmente omogeneità in relazione alla dimensione aziendale. La variabile dimensionale induce differenze molto più rilevanti nell’ offerta dei servizi a contenuto maggiormente interattivo, in particolar modo quelle di tipo transattivo. Solo il 6% delle micro imprese (3-9 addetti), infatti, consente il pagamento on-line, contro il 19% delle grandi (oltre 250 addetti). I settori più innovativi dal punto dell’ offerta di servizi on-line risultano essere quello finanziario e quello turistico, che prima degli altri hanno compreso le potenzialità della rete come luogo di interazione privilegiata con il cliente. L'offerta delle funzionalità on-line più avanzate rispecchia la distribuzione territoriale delle aziende maggiori, confermando lo stretto legame con la variabile dimensionale. Rispetto al dato medio nazionale, tuttavia, si evidenzia una significativa propensione all’ offerta di servizi transattivi in rete da parte delle imprese del Nord Est.
6.2
LE IMPRESE ITALIANE E LA BANDA LARGA
80.000 nuove imprese a banda larga, ma troppo spesso senza garanzia di qualità del servizio.
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51
Migliaia di imprese
901
901
901
901 209
253 358 454 345
186 2003
21%
2004
Base: Imprese con 3+ addetti.
BB
620
548
38%
2005
61%
2006
NB
69% BB/Imprese
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 38: Le imprese a banda larga A giugno 2006, erano oltre 620.000 le imprese italiane dotate di una connessione a banda larga. Nell’ ultimo triennio, il numero di imprese a banda larga è più che triplicato, raggiungendo una penetrazione pari a circa il 70% del totale, contro valori che erano pari a circa il 20% nel 2003. Tuttavia, sono ancora 280.000 le imprese che non dispongono di una connessione a banda larga e, soprattutto, circa un quarto di queste sono prive di collegamento a Internet. Si tratta, in particolare, di imprese di piccola dimensione (meno di 10 addetti), appartenenti ai settori più tradizionali (commercio al dettaglio, alberghi e ristorazione) e localizzate in centri minori (popolazione inferiore ai 10.000 abitanti) di aree montuose o, comunque, rurali. Nella maggior parte di tali imprese, la diffusione della banda larga e, più in generale, lo sviluppo delle dotazioni ICT si scontra con un’ organizzazione della produzione basata ancora su modelli semiartigianali, in cui la percezione dei potenziali benefici dell’ innovazione tecnologica è fortemente ostacolata dalla pressoché totale assenza delle competenze necessarie.
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Anche per la banda larga, così come rilevato per le altre dotazioni ICT, si conferma l’ esistenza di uno stretto il legame tra tasso di diffusione e dimensione aziendale, con medie (50-249 addetti) e grandi (oltre 250 addetti) imprese prossime al raggiungimento della soglia massima di penetrazione. All’ estremo opposto, invece, si collocano le micro (3-9 addetti) imprese in cui la penetrazione della banda larga non supera i due terzi del totale. DIMENSIONE
SETTORE Profilo Generale
Profilo Generale Dimensione Impresa Micro Piccola Media Grande
Imprese TOTALE (*000)
% Broadband
901
69%
704
66%
174 20 3
77% 94% 98%
TERRITORIO
Settore Economico Industria tradizionale Industria chimica Industria metalmeccanica Costruzioni Commercio all'ingrosso Commercio al dettaglio Alberghi e ristoranti Utilities Intermediazione finanziaria Altri servizi
Profilo territoriale
901 112 25 119 139 73 168 86 40 17 121
% Broadband
69% 66% 75% 73% 72% 78% 50% 48% 87% 84% 91%
DOTAZIONE TECNOLOGICA Profilo tecnologico
Area geografica Nord Ovest Nord Est Centro Sud e Isole
Imprese TOTALE (*000)
Imprese TOTALE (*000)
901 285 226 186 203
% Broadband
69% 71% 70% 69% 65%
Cellulare PABX Banda larga Sito LAN Gestionale evoluto Intranet Outsourcing WLAN Open source Extranet WAN
Imprese TOTALE (*000)
637 632 620 596 557 241 232 154 115 98 58 46
% Broadband
74% 74% 100% 80% 81% 79% 92% 74% 88% 79% 82% 74%
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 39: Il profilo delle imprese a banda larga I settori di eccellenza nell’ innovazione ICT (utilities, intermediazione finanziaria ed altri servizi) si confermano all’ avanguardia anche per quanto riguarda l’ adozione della banda larga. Appaiono in evidente ritardo, invece, le imprese appartenenti ai settori del commercio al dettaglio e dei servizi più tradizionali (commercio al dettaglio, alberghi e ristoranti), in cui il tasso di penetrazione della banda larga non supera il 50% del totale. Dal punto di vista geografico, infine, si rileva un significativo divario fra il tasso di diffusione della banda larga nel Sud e Isole e nel resto del Paese. Sono, infatti, oltre 6 i punti percentuali che separano le imprese del Meridione da quelle del Nord-Ovest, area in cui si registrano i valori più elevati del tasso di penetrazione della banda larga (71% delle imprese). Tuttavia, questo effetto riflette più le differenze nella struttura dimensionale e settoriale fra le aree geografiche (maggior presenza nelle regioni del Sud e Isole di imprese di piccola dimensione appartenenti a settori tradizionali), che una reale minor propensione all’ adozione della banda larga delle imprese del Sud e Isole. L’ attuale livello di penetrazione della banda larga lascerebbe ancora spazio per un aumento significativo della diffusione della banda larga nelle imprese di dimensioni minori, appartenenti ai settori più tradizionali del sistema produttivo italiano. Tuttavia, proprio in tali contesti l’ innovazione ICT segue un processo di adozione più lento e complesso, condizionato dalla necessità di investimenti significativi e, soprattutto, di lungo periodo per lo sviluppo delle competenze informatiche richieste dall’ auspicato salto tecnologico.
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Le imprese sono soddisfatte della banda larga, ma non ne sfruttano ancora completamente le potenzialità. Oltre la metà delle imprese broadband utilizza un collegamento con velocità di picco (teorica) superiore al 2 Mbps. Dal punto di vista delle modalità tariffarie, invece, si osserva una assoluta prevalenza degli accessi flat (oltre il 90%), ma non necessariamente con bande garantite. La presenza di un numero ancora elevato (46%) di collegamenti caratterizzati da prestazioni entry level (di poco superiori a quelle di un buon accesso consumer) è senz’ altro uno dei vincoli più stringenti per una più ampia diffusione delle applicazioni on-line, in particolare per quanto riguarda le funzionalità più complesse. LA CONNESSIONE BB 98%
89%
89%
Molto + Abbastanza
87%
79%
74%
% imprese broadband
% imprese broadband
Molto + Abbastanza
L’IMPATTO DEL BB SULL’AZIENDA
Velocità
Molto
Sicurezza
Abbastanza
Poco
Costo colleg.
Per nulla
Qualità *
Molto
Costi aziendali
Abbastanza
Poco
Vendite
Per nulla
* Qualità dei servizi offerti ai clienti
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 40: La soddisfazione delle imprese a banda larga Le imprese a banda larga mostrano un livello di soddisfazione elevato per quanto riguarda le caratteristiche tecniche ed economiche della connessione. Tuttavia, la soddisfazione per la velocità della connessione dipende strettamente dall’ insieme dei servizi on-line effettivamente utilizzati attraverso la banda larga. Allo stato attuale, sebbene le imprese broadband mostrino un utilizzo più intensivo di tutti i servizi on-line, restano comunque poche le aziende che utilizzano le applicazioni più complesse, per le quali è effettivamente necessario disporre di collegamenti con prestazioni elevate. La valutazione della banda larga, anche in termini di impatto sui processi aziendali, resta comunque largamente positiva. Quasi il 90% delle imprese broadband ritiene, infatti, che l’ adozione della banda larga abbia avuto un impatto positivo sulla qualità dei servizi offerti ai clienti. Altrettanto numerose, sebbene con valori leggermente inferiori, ma pur sempre superiori ai tre quarti del totale, le imprese che valutano positivamente l’ impatto della banda larga sui costi e sulle vendite aziendali. Anche in tal caso, tuttavia, si rende necessario approfondire l’ aspetto legato ai servizi effettivamente utilizzati e offerti on-line. Al riguardo, l’ utilizzo ridotto delle applicazioni più avanzate e la visione prevalente della rete come mero strumento di informazione del cliente (meno del 20% delle imprese broadband con sito ha attivato funzionalità di eCommerce) confermano come le imprese a banda larga non abbiano ancora percepito le effettive potenzialità della banda larga come fattore di efficienza economica e di sviluppo dell’ attività aziendale. L’ elevato grado di soddisfazione, quindi, sembra esser dovuto più al basso livello delle aspettative, che ad una piena consapevolezza dell’ importanza dell’ innovazione tecnologica nei processi aziendali.
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% imprese Broadband *
L’ evoluzione delle imprese verso l’ economia in rete passa attraverso l’ interazione con il mondo esterno.
64%
34% 19%
Accesso a Internet
15%
12%
Collegamento con i Clienti
Collegamento con i Fornitori
7%
6%
3%
Collegamento con i Partner
Offerta servizi online
Collegamento tra sedi
Nessuno
Base: Imprese con 3+ addetti con Broadband.
* Risposte multiple
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 41: I driver per lo sviluppo della banda larga Il driver principale per lo sviluppo della banda larga resta il semplice accesso ad Internet. L’ utilizzo in rete dei servizi base, quindi, continuerà ad essere il fattore principale attraverso cui le imprese italiane sperimenteranno la transizione verso l’ economia in rete. Infatti, sono principalmente le imprese che hanno adottato più di recente la banda larga e che, quindi, devono ancora verificarne appieno l’ impatto sui processi aziendali, ad individuare l’ accesso a Internet come driver più importante per l’ ulteriore sviluppo della banda larga. Le imprese che hanno adottato la banda larga da più tempo, invece, avendone potuto sperimentare con maggior consapevolezza l’ impatto positivo sull’ efficienza della gestione aziendale, indicano il collegamento con i principali interlocutori aziendali (clienti, fornitori e partner) come il principale fattore per motivare l'ulteriore incremento delle prestazioni dei collegamenti. Le imprese che hanno adottato per prime la banda larga, infatti, si caratterizzano per l’ articolazione della struttura organizzativa (grandi imprese, multisede, appartenenti a gruppi, ecc.) e la complessità dell’ attività operativa (esportazioni, interazione continua con clienti e partner, ecc.) e sono, quindi, maggiormente propense ad utilizzare strumenti avanzati di collaborazione telematica con il mondo esterno. Per circa i due terzi delle imprese a banda larga, infine, l'esigenza di un ulteriore sviluppo prestazionale/funzionale non viene considerata ancora una priorità. Questo punto dell’ analisi non può non essere messo in relazione con il generalizzato livello di soddisfazione, che le imprese associano alle caratteristiche tecniche della connessione. Anche in questo contesto, quindi, si conferma l’ esistenza di una percezione ancora parziale e limitata dei potenziali benefici connessi all’ introduzione dell’ innovazione ICT nei processi aziendali. Una percezione che, in definitiva, ha un impatto negativo sulle aspettative associate nell’ innovazione ICT e, di conseguenza, riduce la propensione delle imprese a modificare più in profondità i propri modelli di produzione e vendita.
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6.3
CLUSTER ANALYSIS
L’ integrazione in rete e l’ aumento delle prestazioni sono i due fattori che caratterizzano la transizione delle imprese verso l’ economia in rete. Dato il livello oramai raggiunto nella diffusione della banda larga, la vera sfida non è tanto l’ ulteriore aumento del numero di soggetti dotati di collegamenti broadband, quanto l’ avvio di una nuova fase di sviluppo basata su una crescente permeabilità ed integrazione dei processi informatici. In questa ottica, sono due le principali direttrici di sviluppo che emergono dall’ analisi:
Da un lato, vi è una spinta ad un progressivo miglioramento del livello prestazionale del collegamento, con obiettivi che sono prevalentemente legati al recupero di efficienza su funzionalità di tipo comunicazionali;
Dall’ altro, cresce la consapevolezza delle opportunità, sia in termini di efficienza sia di efficacia, che possono derivare dalla maggiore integrazione dei processi aziendali attraverso l’ utilizzo di nuove soluzioni ICT.
Dall’ integrazione di queste due traiettorie si possono delineare quattro profili di crescita, che riassumono i diversi percorsi di sviluppo che stanno seguendo le aziende italiane.
Broadband (620.000 – 69%)
Integrazione telematica
INTEGRATE (174.000 – 28%)
INNOVATIVE (102.000 – 16%)
Attenzione all'integrazione applicativa
Elevato livello di interazione con l'ambiente esterno
Interessate prevalentemente allo sviluppo delle funzionalità
Interessate all'evoluzione delle prestazioni e dei servizi
TRADIZIONALI (228.000 – 37%) CONNESSE (116.000 – 19%) Utilizzo base dell'online Limitata attenzione agli aspetti prestazionali
Elevata sensibilità alle prestazioni del collegamento per lo sviluppo di attività semplici
Prestazioni del collegamento
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 42: La mappa della banda larga nelle imprese L’ avanguardia delle imprese a banda larga è costituita da un nucleo di poco più di 100.000 imprese (Innovative), che ricercano sia un progressivo miglioramento delle prestazioni del collegamento, sia una più articolata integrazione funzionale attraverso processi di informatizzazione avanzati. All’ estremo opposto vi è il gruppo più numeroso, circa 228.000 imprese (Tradizionali), che dimostrano una forte rigidità al cambiamento e all’ introduzione di processi innovativi, che modifichino un modello organizzativo consolidato. I rimanenti due quadranti si contraddistinguono da un lato per l’ orientamento prevalente verso l’ integrazione applicativa (Integrate) o verso gli aspetti prestazionali della connessione alla rete (Connesse).
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56
Le imprese innovative si caratterizzano per la complessità dell’ organizzazione aziendale e dei processi operativi. Si tratta, quindi, di grandi imprese, appartenenti ai settori produttivi più innovativi e maggiormente integrati con le altre componenti della catena del valore (si pensi alle banche ed alle assicurazioni, in cui l’ interazione telematica con soggetti esterni ed interni all’ impresa raggiunge i livelli di complessità maggiori). L’ appartenenza a gruppi di imprese, una struttura organizzativa territorialmente diffusa (multisede) ed un ambito di attività esteso anche a mercati esteri (esportazioni) caratterizza l’ impresa innovativa per eccellenza. La complessità che caratterizza il modello organizzativo delle imprese innovative si traduce in una dotazione tecnologica all’ avanguardia (in particolare, Intranet e sito) ed in un utilizzo intensivo della rete per lo svolgimento di funzioni aziendali complesse (eCommerce, servizi post vendita, videocomunicazione). A conferma della familiarità delle imprese innovative con i più avanzati servizi in rete, infine, si rilevano le percentuali più elevate di utilizzo dei servizi VoIP e della gestione in outsourcing dei principali applicativi aziendali. In netta antitesi, invece, le imprese tradizionali presentano un profilo ancora strettamente dipendente da un modello organizzativo tradizionale, in cui l’ integrazione in rete non è ancora vista come un driver per il raggiungimento di una maggior efficienza della gestione aziendale. Le imprese tradizionali sono, infatti, di piccole dimensioni ed appartengono ai settori più tradizionali del sistema produttivo italiano. Si tratta di imprese che non fanno parte di gruppi, in cui sia l’ articolazione territoriale, sia l’ estensione dell’ attività difficilmente superano l’ ambito locale. Le imprese tradizionali hanno una dotazione tecnologica di base e non utilizzano la rete per interagire con gli interlocutori aziendali. Per le imprese tradizionali, l’ innovazione ICT è un fattore di cambiamento vissuto con diffidenza e l’ impatto delle nuove tecnologie sulla gestione aziendale non è considerato ancora tale da giustificare gli investimenti per l’ adeguamento del modello produttivo.
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6.4
PROSPETTIVE
80.000 nuove imprese broadband nel 2007. Le previsioni per il 2007 sono di un ulteriore incremento della penetrazione della banda larga, che dovrebbe condurre ad avvicinare la soglia di penetrazione dell’ 80% (delle imprese con 3+ addetti). La maggior parte di queste nuove imprese broadband proverrà dal bacino di coloro che sono ancora a banda stretta (micro imprese del settore commercio e dei comparti più tradizionali). Su un orizzonte così breve come l’ anno gli spostamenti interni sono ovviamente relativamente limitati, ma è importante rilevare come circa il 10% delle imprese “ connesse” sono propense a spostarsi lungo un percorso che porta all’ introduzione di applicazioni sempre più integrate e un numero relativamente minore, ma sempre importante, di imprese che hanno privilegiato l’ integrazione informatica (Integrate) sente la necessità di migliorare il livello qualitativo dei collegamenti. Per quanto concerne le imprese tradizionali sono solamente il 5% quelle che prevedono di sviluppare una delle due traiettorie, a dimostrazione di una persistente rigidità al cambiamento. 901
+ 80.000 nuove imprese a banda larga nei prossimi 12 mesi +10
71
Migliaia di imprese
209
58 INNOVATIVE (102)
INTEGRATE (174) +2
228
+8
116
TRADIZIONALI (228) +13
102
143
274 +13
+5
CONNESSE (116)
+47
174 No Internet (71)
901
Narrowband (209)
+19
2006
126 173 127 2007
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 43: Lo sviluppo dei cluster
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58
La diffusione della banda larga abilita una maggiore integrazione tra informatica e telecomunicazioni. La diffusione raggiunta dalla banda larga può consentire di avviare una nuova fase di informatizzazione delle imprese italiane, basata su processi più articolati ed una maggiore interazione con l’ ecosistema che circonda le imprese (fornitori, partner, clienti). 50%
45%
39%
35%
34%
33%
25%
22%
21%
19%
17%
14%
14%
12%
11%
% imprese Broadband
Molto + Abbastanza
P P p ** t g ex to e nt ce ng za ta AS en VOI ine PEC ku kin ntr me mer mo an azion earni gra onl e an Bac nm r r e B m t Ce so re vegli e u c L a e i o n P v c e i z I n C o o r r e ne rez eG ces eoso comu eP zio Sicu Ac ica Vid ideo n V mu Molto Abbastanza Poco Per nulla Co Base: Imprese con 3+ addetti con Broadband.
* Introduzione/incremento dell’utilizzo **Posta Elettronica Certificata
Figura 44: Lo sviluppo dell’ attività in rete Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Sulla base delle dichiarazioni delle imprese interpellate, relative alle prospettive di evoluzione nell’ utilizzo delle diverse applicazioni in rete, si osserva come continui a prevalere l’ interesse per le funzionalità meno “ invasive” sui processi aziendali e più orientate a risolvere problemi specifici (eBanking, back-up, integrazione delle diverse forme di comunicazione). Su un livello di interesse intermedio si posizionano le forme di interazione con l’ ambiente esterno come quelle verso la PA o quelle più strategiche legate all’ innesco di processi commerciali in rete (acquisto/vendita). L’ interesse per l’ utilizzo di applicazioni in rete continua invece a suscitare l’ interesse da parte di un numero relativamente limitato di imprese, a dimostrazione della difficoltà di cambiare il paradigma consolidato di fruizione delle tecnologie IT. Soluzioni come quelle di videocomunicazione o l’ accesso remoto vengono invece considerate interessanti in specifici contesti (dove gli spostamenti possono essere difficoltosi o dove sono numerosi gli addetti con esigenze di mobilità). Si riscontra invece un interesse crescente per le soluzioni VoIP, sia nell’ ambito di processi di integrazione fonia-dati su reti interne (per le imprese multisede), sia delle soluzioni bundled fonia-Internet. Allo stesso tempo, il crescente interesse per soluzioni IP Centrex è frutto di una crescente pressione da parte dell’ offerta e della percezione di una soluzione relativamente facile da implementare e con potenziali effetti positivi sul cost of ownership delle tecnologie.
Gli snodi chiave per lo sviluppo.
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59
Per superare gli attuali limiti del processo di diffusione della banda larga nelle imprese italiane è necessario favorire l’ integrazione delle tecnologie ICT e dei servizi a banda larga nei processi aziendali. Lo sviluppo della competitività del sistema produttivo, ancora fortemente caratterizzato dal peso dei settori tradizionali del “ made in Italy” (agroalimentare, tessile, abbigliamento, meccanica, ecc.) e dalla frammentazione dei soggetti (con prevalenza di micro e piccole imprese), richiede un insieme di interventi finalizzati ad aumentare l’ integrazione in rete di tutte le componenti della catena del valore, favorendo la diffusione di una piena consapevolezza dei reali vantaggi, in termini di efficienza e produttività, insiti nel nuovo modello di gestione dell’ impresa “ digitale” . Si possono identificare, quindi, alcune tematiche chiave sulle quali occorre concentrare l’ attenzione:
INFORMAZIONE E CULTURA DIGITALE. La limitata conoscenza della banda larga, delle sue applicazioni e del ruolo che può avere nel determinare il successo competitivo delle aziende impone uno sforzo di “ sistema” , per rimuovere le barriere all’ adozione che dipendono dalla scarsa comprensione delle potenzialità insite nell’ innovazione digitale;
MICRO E PICCOLE IMPRESE. È indispensabile favorire la partecipazione delle imprese di minor dimensione al nuovo modello di produzione, favorendo la diffusione dell’ innovazione ICT anche nei contesti caratterizzati dai sistemi di produzione più tradizionali, ma che possono agevolmente inserirsi in sistemi a rete;
APPLICAZIONI. L’ ulteriore sviluppo della dotazione ICT delle imprese non può prescindere dall’ esistenza di un numero sempre più ampio di soluzioni, applicazioni e servizi, che sfruttino a pieno le potenzialità della banda larga. Su questo tema appare necessaria la creazione di sinergie tra operatori di rete e fornitori di soluzioni applicative innovative per le imprese. L’ offerta è, inoltre, chiamata a dare risposta alla crescente richiesta di personalizzazione e flessibilità, che contraddistingue la domanda delle imprese italiane;
SISTEMI A RETE. In un contesto economico relativamente polverizzato come quello italiano, bisogna necessariamente puntare su meccanismi di integrazione in rete che prescindano dalla dimensione aziendale. Attraverso la diffusione di strumenti/applicazioni innovative (sistemi di comunicazione avanzata, piattaforme di commercio elettronico), si possono innescare implicitamente processi virtuosi di aggregazione anche nei settori meno aperti al nuovo modello di interazione digitale.
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60
7 LA DOMANDA DI SERVIZI A BANDA LARGA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE La banda larga è ampiamente diffusa nella PA, ma rimane il problema del digital divide per i comuni minori. A fine marzo 2006, il 75% delle amministrazioni pubbliche risulta avere un accesso a banda larga. Gli accessi della PA Centrale hanno superato quota 20.000, per una banda configurata che ha raggiunto i 60 Gbps, con un incremento di oltre il 30% rispetto a fine 2005. Per la fine del 2007, con l’ avvento del SPC (Sistema Pubblico di Connettività), si prevede che tale valore superi i 100 Gbps. Per quanto riguarda le caratteristiche dei singoli accessi, nel 68% dei casi si tratta di collegamenti inferiori a 2Mbps, nel 30% di collegamenti tra 2 e 10 Mbps e solo in meno del 2% di accessi con velocità superiore ai 10 Mbps. Per quanto riguarda invece la PA locale, i maggiori incrementi riguardano le strutture sanitarie, che nell’ 88% dei casi dispongono oggi di collegamenti in banda larga, in crescita di 14 punti percentuali rispetto all’ ultima rilevazione. % Soggetti
# BB 2006: 4.600 57%
47%
36%
1H '04
1H '05
1Q '06
Comuni
69%
1H '04
75%
1H '05 Scuole
83%
# BB 2006: 2.200 % Soggetti
% Soggetti
# BB 2006: 12.900
1Q '06
60%
1H '04
74%
1H '05 Strutture Sanitarie
88%
1Q '06
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 45 - Lo sviluppo della banda larga nella PAL Le scuole dispongono di collegamenti veloci nell’ 83% dei casi, a fronte del 75% rilevato a metà 2005. Restano più indietro i comuni, la cui percentuale di collegamenti a banda larga è pari al 57%. Da rilevare tuttavia che in questo caso si partiva da tassi di penetrazione molto più bassi (36% a metà 2004) e, quindi, i progressi registrati sono da ritenersi molto significativi.
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61
7.1
LA BANDA LARGA NEI COMUNI
4.600 comuni a banda larga, ma per gli altri non c’ è ancora la copertura ADSL. Si rileva un costante incremento dei collegamenti a banda larga negli ultimi 3 anni, infatti quasi 1.600 comuni sono migrati da una connessione a bassa velocità ad una broadband, raggiungendo quota 4.600 a metà 2006. Negli ultimi 12 mesi il numero di comuni narrowband che dichiarano di non prevedere di adottare collegamenti a banda larga nell’ anno successivo si è stabilizzato e si attesta intorno all’ 86%. Questo nonostante il fatto che oltre il 45% dei comuni narrowband riconosca come prioritari gli investimenti per l’ allargamento della banda disponibile.
Comuni
8.101
8.101
8.101 3.501
4.200
5.000
3.000
36%
2004
4.600
3.800
2005 BB
57%
47% 2006 NB
BB/COMUNI
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 46 – Lo sviluppo della banda larga nei comuni L’ apparente contraddizione si spiega osservando che la causa primaria della mancata adozione di collegamenti a maggiore velocità risiede (82% dei comuni narrowband) nell’ assenza di copertura, ossia in una causa strutturale non dipendente dalla volontà del comune. In tali casi, l’ unica possibilità per ottenere in tempi rapidi collegamenti veloci è molto spesso la tecnologia di accesso satellitare.
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Permane il ritardo dei piccoli comuni nell’ adozione delle tecnologie innovative. Di fatto, la quasi totalità dei comuni italiani dispone di un collegamento Internet e di dotazioni tecnologiche di base quali PC, reti locali e strumenti essenziali per la sicurezza (antivirus). Si registra, invece, un certo ritardo nell’ adozione di tecnologie più avanzate (solo il 31% una Intranet) e il 40% degli addetti non dispone ancora di e-mail. Sicurezza informatica
Dotazioni TLC
97%
93%
% Comuni (Base: 8.101)
100%
70%
68% 31%
Internet
LAN
Sito
Intranet 2004
17%
WLAN
2005/2004
10% Extranet
Antivirus
Firewall*
2006/2005
* Include firewall su singoli PC e centralizzato
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 47 - Dotazione tecnologica dei comuni Emerge, inoltre, una rilevante disomogeneità territoriale rispetto alla penetrazione delle dotazioni tecnologiche. Anche considerando le sole dotazioni di base, infatti, risulta evidente lo svantaggio dei piccoli comuni. Tale dato deve necessariamente essere letto in chiave critica, se si considera che i comuni con meno di 2.000 abitanti sono oltre 3.600 e rappresentano quindi poco meno della metà del totale. La maggior parte dei comuni ha informatizzato le funzioni di base, ma le applicazioni avanzate sono utilizzate solo in quelli di maggior dimensione. Alcune aree applicative registrano percentuali di adozione elevate, indipendenti dalla localizzazione geografica o dalla dimensione del comune. Si tratta, in particolare, delle applicazioni di base del protocollo informatico (79%) e dell’ anagrafe informatizzata (86%), il cui utilizzo è spinto anche dalla normativa in vigore e dall’ attuazione di progetti regionali o nazionali. Dinamiche differenti si rilevano per quanto riguarda l’ adozione di servizi più innovativi, quali la Posta Elettronica Certificata, l’ impiego della firma digitale e l’ evoluzione del protocollo informatico dal nucleo minimo verso la gestione e il workflow documentale. Queste applicazioni (in particolare, la Posta Elettronica Certificata) hanno conosciuto un forte incremento nel corso degli ultimi mesi, anche sulla spinta dell’ introduzione del Codice dell’ Amministrazione Digitale. Un discorso a parte è rappresentato dalla Carta d’ Identità Elettronica, la cui diffusione è favorita da politiche nazionali che individuano i Comuni in cui sperimentarne l’ introduzione.
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86% % Comuni (Base: 8.101)
79%
ag An
raf
40%
r nfo e i
t. ma
o Pr
fo in llo o toc
a rm
t.
C PE
23%
23%
22%
10%
le
CIE
. e i co n.. tal r af en me g u m o c rt cu do ca do low ma ne f e o t k i r st Sis Wo Ge
d ma Fir
ta igi
2004
2005/2004
8%
2006/2005
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 48 – Servizi telematici utilizzati Per le applicazioni più innovative, la percentuale di adozione è correlata alla dimensione del comune. I piccoli comuni, infatti, appaiono più in ritardo e meno propensi al cambiamento, disponendo di minori risorse tecnologiche, finanziarie e umane. Il ritardo accumulato dai piccoli comuni spiega, inoltre, l’ utilizzo meno intensivo dei servizi innovativi registrato nelle regioni del Nord-Ovest e del Mezzogiorno. In tali aree, infatti, si registra un’ elevata incidenza dei Comuni di minori, spesso localizzati in aree montane e, quindi, ulteriormente penalizzati sotto il profilo delle risorse economiche e della familiarità con l’ innovazione tecnologica. L’ offerta di servizi on-line ai cittadini è ancora limitata a funzionalità base.
% Comuni con sito (Base: 5.500)
A marzo 2006 oltre il 60% dei comuni disponeva di un proprio sito e risultava relativamente diffusa l’ offerta dei servizi on-line caratterizzati da un livello base di interattività, ossia di quelli che consentono al cittadino di ottenere informazioni di vario genere o di scaricare modulistica (necessaria ad esempio per produrre autocertificazioni o compilare richieste, iscrizioni, ecc.). Molto inferiore risulta invece la presenza dei servizi più complessi, con livelli di interattività superiori, servizi attraverso cui il cittadino può avviare on-line un procedimento, controllarne l’ avanzamento e, ancora più raramente, concluderlo interamente da remoto. Un significativo incremento nell’ offerta di tali funzionalità è atteso tra la fine del 2006 e la prima metà del 2007, per effetto dell’ entrata a regime dei progetti della prima fase del piano di eGovernment.
69% 46%
Download moduli
Ricerca Atti
44%
Spazi per segnalazioni
13%
10%
9%
Attivazione procedimenti
Forum
Controllo procedimenti
2004
2005/2004
5%
2%
Pagamenti
Iscrizione asili
2006/2005
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 49 – I servizi offerti on-line Resta, tuttavia, ancora da realizzare il pieno coinvolgimento dei comuni più piccoli, in netto ritardo rispetto a quelli più grandi. I piccoli comuni, infatti, non soltanto scontano la minore
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dotazione tecnologica di partenza, ma soprattutto l’ assenza di economie di scala nella gestione del servizio (più facile da raggiungere per i comuni maggiori, mentre lo è meno per i comuni minori che non si aggregano in centri servizi). Un contributo alla risoluzione di questo problema potrà venire da un’ accorta pianificazione della fase 2 dell’ eGovernment nazionale, attraverso cui si potrà favorire l’ aggregazione ottimale dei piccoli comuni in centri servizi. In questo contesto, l’ ulteriore estensione della banda larga e lo sviluppo delle prestazioni offre un’ importante opportunità per agevolare il processo di aggregazione delle risorse tecnologiche.
7.2
LA BANDA LARGA NELLE SCUOLE
L’ 83% delle scuole a banda larga, ma cresce il ritardo accumulato dagli istituti più piccoli e di grado inferiore. Le nuove tecnologie possono innovare profondamente le tecniche e le modalità di fruizione dei servizi nel campo della formazione. La banda larga, ad esempio, rende possibile la fruizione in rete di contenuti formativi, in modo completamente interattivo e multimediale (eLearning). Alcune applicazioni, infatti, come la fruizione di contenuti audio-video con qualità televisiva o addirittura l’ interazione dal vivo col docente, sono possibili solo con tecnologie di accesso a banda larga. A queste vanno aggiunti altri servizi in rete, quali ad esempio la scelta e la personalizzazione di contenuti formativi (percorsi, crediti e ambiti di approfondimento) o il collegamento con ambienti virtuali dedicati all’ addestramento e alla formazione. A marzo 2006, l’ 83% delle scuole dispone di una connessione a banda larga. L’ ampia diffusione della banda larga nelle scuole è stata favorita dagli acquisti di connessioni veloci effettuati negli anni scorsi dal MIUR (adesso Ministero della Pubblica Istruzione). L’ adozione della banda larga nelle scuole è positivamente correlata alla numerosità degli alunni ed al grado dell’ istituto, mentre non si riscontrano differenze significative sotto il profilo territoriale. In particolare, i livelli di diffusione minori si riscontrano nelle scuole piccole (meno di 150 alunni) e di grado inferiore (elementari). 15.500
4.000
3.400
11.000
11.600
Scuole
15.500
15.500 2.300
12.900
69% 2004
2005 BB
83%
75% 2006 NB
BB/SCUOLE
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 50 – Lo sviluppo della banda larga nelle scuole Dall’ analisi dei dati emerge, inoltre, che la banda larga funge da catalizzatore, sia per l’ utilizzo, sia per l’ offerta di servizi telematici. Coscienti di questo circolo virtuoso, i soggetti che non dispongono ancora di banda larga identificano come prioritari gli investimenti ICT finalizzati all’ aumento della banda. In termini prospettici, il 28% delle scuole narrowband prevede o, comunque, sta valutando la possibilità, di adottare la banda larga entro marzo 2007. L’ elevata percentuale di scuole
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narrowband, che non considerano la possibilità di passare alla banda larga, si spiega considerando che nel 49% dei casi il motivo della non adozione è strutturale e si identifica con l’ assenza di copertura. Aumenta l’ informatizzazione delle scuole, ma le nuove tecnologie svolgono ancora un ruolo secondario nell’ attività didattica. Elemento indispensabile, per favorire la transizione verso un modello di formazione che sfrutti appieno il potenziale delle nuove tecnologie ICT, risulta essere il raggiungimento del più ampio livello di diffusione delle dotazioni tecnologiche. La quasi totalità delle scuole risulta essere dotata degli strumenti ICT di base, quali PC, collegamento Internet, rete locale, antivirus (quest’ ultimo in significativo incremento, nell’ ultimo biennio). Estendendo, tuttavia, l’ analisi alle singole sedi si nota una diminuzione del livello di dotazione, particolarmente rilevante nel caso dei collegamenti a banda larga. Infatti, se in generale l’ 83% delle scuole dispone di collegamenti in banda larga, solo il 62% delle sedi li possiede. La diminuzione del dato di penetrazione è imputabile al fatto che le sedi secondarie sono generalmente situate in piccole frazioni, localizzate in aree scarsamente popolate o impervie e, quindi, spesso non raggiunte dalla copertura ADSL. Informatica
% Scuole (Base: 15.500)
98%
Sicurezza informatica 96%
88% 67%
66%
63% 25%
Internet
LAN
Sito
Intranet 2004
WLAN
2005/2004
14%
Extranet
Antivirus
Firewall *
2006/2005
* Include firewall su singoli PC e centralizzato
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 51 – La dotazione tecnologica delle scuole Soltanto i due terzi delle scuole dispongono di un sito web, sebbene tale dotazione sia un elemento essenziale per l’ erogazione di servizi on-line. Nell’ ultimo anno, la percentuale di scuole dotate di sito è aumentata di 4 punti percentuali, confermando come vi sia un numero ancora elevato di istituti che non considerano prioritaria l’ offerta di servizi on-line. A fronte di un’ elevata disponibilità di strumenti informatici nelle scuole, l’ utilizzo delle tecnologie ICT nella didattica risulta essere ancora parziale. Da un lato, infatti, il 98% delle scuole possiede PC per la didattica ed il rapporto tra PC e alunni è pari a 10 (in linea con i valori degli altri Paesi europei). Dall’ altro, vi sono 14 alunni per ciascun PC collegato a Internet e solo un terzo della aule risulta essere cablato. Inoltre, nonostante la quasi totalità delle scuole possegga PC destinati alla didattica, la maggior parte di questi sono ubicati nei laboratori multimediali, mentre risulta ancora marginale la presenza negli altri luoghi deputati all’ attività formativa, quali biblioteche, aule e sale docenti. In aggiunta, sebbene in rapida crescita (+19 punti percentuali, rispetto all’ anno precedente), appare ancora troppo ridotto il numero di docenti (38% del totale) con indirizzo e-mail fornito dalla scuola. Del tutto marginale, infine, la percentuale degli alunni (4%) cui la scuola fornisce un indirizzo di posta elettronica ufficiale.
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66
Le scuole sperimentano i nuovi servizi telematici, ma l’ utilizzo della rete non è ancora generalizzato. La disponibilità di nuovi strumenti informatici e l’ utilizzo dei servizi telematici in rete sta progressivamente modificando l’ organizzazione del lavoro ed i rapporti con fornitori ed utenti anche all’ interno del sistema scolastico. Il ricorso ai servizi telematici per lo svolgimento di attività, precedentemente svolte in maniera tradizionale non ha comunque ancora raggiunto livelli di diffusione pervasivi. Si rileva una graduale affermazione degli strumenti per la formazione a distanza, già utilizzati dal 48% delle scuole. Significativo anche l’ utilizzo della Posta Elettronica Certificata, anche sulla spinta della normativa introdotta con il Codice dell’ Amministrazione Digitale.
% Scuole con Internet (Base: 15.200)
Il 31% delle scuole utilizza la rete per effettuare acquisti on-line (eProcurement). Quest’ ultimo valore è ancor più significativo se comparato con quello rilevato per i Comuni (20%) e le strutture sanitarie (12%). La più ampia flessibilità organizzativa delle scuole può spiegare la maggior facilità con cui sono state introdotte nel sistema degli acquisti le funzionalità di eProcurement.
48% 34%
31% 6%
eLearning
PEC
eProcurement
VoIP
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 52 – Servizi telematici utilizzati Le scuole di grado superiore manifestano una maggiore propensione all’ utilizzo di servizi innovativi. In tali casi, infatti, si riscontrano i tassi di utilizzo più elevati in relazione all’ insieme dei servizi inclusi nella rilevazione. Una simile propensione caratterizza anche le scuole statali rispetto agli istituti non statali. Tuttavia, è opportuno sottolineare come il fenomeno possa in realtà essere stato accentuato dal fatto che le scuole non statali sono prevalentemente di grado minore, generalmente meno propense ad adottare le innovazioni tecnologiche. La disponibilità di connessioni a banda larga favorisce un maggior utilizzo dei servizi telematici. Infatti, le scuole che hanno adottato la banda larga da almeno tre anni mostrano un utilizzo più intensivo di tutti i servizi telematici presi in considerazione. Il differenziale più elevato si riscontra nelle funzionalità di eProcurement, a conferma del fatto che la banda larga, abilitando alla fruizione di una gamma più ampia di servizi in rete, favorisce anche la sperimentazione di nuovi canali distributivi e di pagamento. Molto diffusi i servizi informativi di base, ma resta ancora marginale l’ offerta on-line dei servizi più complessi. La disponibilità di un sito Internet offre alle scuole la possibilità di fornire un’ ampia gamma di servizi on-line, che però possono differenziarsi fortemente in relazione al livello di complessità dell’ interazione telematica con gli utenti.
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% Scuole con sito (Base: 10.400)
La quasi totalità delle scuole dotate di sito Internet (67% del totale) offre i servizi on-line di base, ossia quelli a contenuto prevalentemente informativo e di carattere generale. La percentuale diminuisce già al di sotto del 90% quando si considerano le scuole che rendono accessibile via web il piano dell’ offerta formativa (POF).
98%
87% 49%
Informazioni generali
2004
POF *
Modulistca
40%
Mat. didatt. prodotto da stud.
2005/2004
37%
Mat. didattico per stud.
35%
Comunicaz. docenti
22%
Strumenti di collaborazione
2006/2005
10% Iscrizioni
4% Pagamenti
* programma didattico
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 53 – Servizi offerti on-line Anche se in significativo aumento nell’ ultimo biennio, sono ancora poco diffusi i servizi che permettono un’ interazione più complessa con le comunità di interesse per le scuole (famiglie, alunni, docenti). Solo un terzo delle scuole offre servizi di comunicazione con i docenti, mentre poco più di un quinto fornisce strumenti per la collaborazione tra studenti e docenti. Ancora minore, inoltre, risulta la percentuale di scuole che consente di svolgere on-line operazioni più complesse, quali iscrizioni (10%) e pagamenti (2%). In sensibile crescita risulta essere, infine, la percentuale di scuole dotate di un sito web con sezioni ad accesso riservato, passate in due anni dal 14% al 34%. Tuttavia, si tratta ancora di una funzionalità riservata prevalentemente all’ organizzazione interna della scuola. Infatti, mentre i docenti sono abilitati all’ accesso nel 77% dei casi, per studenti e genitori le percentuali si attestano su valori prossimi al 20%. Le scuole, quindi, risultano ancora poco propense ad utilizzare tecnologie innovative per coinvolgere più intensamente nella vita scolastica gruppi di utenti esterni alla loro organizzazione. Le scuole che utilizzano connessioni a banda larga risultano maggiormente disposte a introdurre nella loro organizzazione l’ offerta di servizi on-line, soprattutto per quanto riguarda le funzionalità più complesse. Infatti, se si eccettuano i servizi on-line di base (informazioni e POF), negli altri casi la percentuale di scuole a banda larga che offrono servizi on-line risulta sistematicamente superiore a quella delle scuole narrowband. Inoltre, a conferma del ruolo di driver per l’ offerta di servizi telematici in rete, le percentuali più elevate di scuole che forniscono servizi on-line si riscontra negli istituti che hanno adottato la banda larga da più di tre anni.
7.3
LA BANDA LARGA NELLE STRUTTURE SANITARIE
La banda larga è ormai presente in quasi tutte le strutture sanitarie. Il collegamento in rete tra i numerosi e diversi soggetti del mondo sanitario (ASL, ospedali, case di cura, centri specialistici di ricerca, ecc.) è diventato un obiettivo sempre più stringente. La coordinazione amministrativa tra le strutture e l’ integrazione dei dati clinici del paziente, che tradizionalmente sono dispersi negli archivi delle varie strutture, rende più agevole il reperimento in caso di urgenza, approfondimento o verifica clinica, permettendo un più razionale uso delle risorse mediche ed un più efficace contenimento della spesa sanitaria.
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La banda larga è ormai presente nella grande maggioranza delle strutture sanitarie e la sua crescente importanza è confermata dall’ aumento del tasso di penetrazione, cresciuto in nove mesi di 14 punti percentuali (dal 74% di metà 2005 all’ 88% di marzo 2006).
Strutture sanitarie
2.500
2.500
2.500 250
530
750
2.200
1.900
1.500
60% 2004
2005 BB
88%
74% 2006 NB
BB/STRUTTURE SANITARIE
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 54 – Lo sviluppo della banda larga nelle strutture sanitarie Le strutture sanitarie che non hanno ancora la banda larga sono strutture di dimensioni ridotte ed, in maggioranza, case di cura private che, data la minore scala operativa, percepiscono meno la necessità di disporre di connessioni veloci per erogare servizi all’ utenza. La maggior propensione delle strutture pubbliche ad adottare la banda larga è una tendenza generalizzata, indipendentemente dalla dimensione operativa, anche se nell’ ultimo anno le differenze di penetrazione con il settore privato si sono notevolmente ridotte. Dal punto di vista territoriale, si rileva che le strutture sanitarie del Nord Est mostrano un tasso di penetrazione della banda larga significativamente superiore a quello rilevato nelle altre aree geografiche, sostanzialmente allineate su valori inferiori di 7-8 punti percentuali. Anche per le strutture sanitarie, così come riscontrato nelle analisi su comuni e scuole, emerge una significativa correlazione tra adozione della banda larga e diffusione dell’ innovazione tecnologica. Sebbene il dato debba essere correttamente interpretato alla luce della tipologia di soggetti che non dispongono ancora di banda larga, resta comunque vero che le strutture sanitarie a banda larga mostrano valori sistematicamente superiori, sia per livello di dotazioni ICT, sia per utilizzo ed offerta di servizi on-line. È inoltre in crescita la percezione che la banda larga abbia un impatto positivo sull’ attività delle strutture sanitarie ed è sempre più diffusa l’ opinione che disporre di connessioni a banda larga aiuti a migliorare la qualità delle prestazioni, l’ efficienza del servizio e l’ interazione tra le diverse strutture sanitarie. Gli ostacoli maggiori all’ adozione di una connessione a banda larga sono legati ai costi delle soluzioni tecnologiche e ai limiti di spesa imposti dai budget. Rispetto a comuni e scuole, le strutture sanitarie percepiscono come meno stringenti gli ostacoli legati alla scarsità di personale qualificato, alla complessità della tecnologia ed al mancato appoggio dei vertici. Nonostante l’ ampiezza delle dotazioni tecnologiche, la penetrazione delle tecnologie ICT nell’ attività sanitaria è ancora parziale. Le nuove tecnologie ICT permettono di concentrare le risorse specialistiche pur mantenendo decentrato l’ accesso ai servizi sanitari, grazie ad applicazioni come la telediagnosi e il teleconsulto e, in generale, la telematizzazione delle varie specialità cliniche (teleradiologia, telecardiologia, ecc.).
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L’ interoperabilità delle applicazioni e dei referti medici necessita di sistemi informativi potenti e condivisi in rete, supportati da una banda molto ampia, data la mole e la complessità del tipo di dati da condividere.
% strutture sanitarie (Base: 2.500)
Informatica 98%
Sicurezza informatica 96%
86% 70%
82%
52%
Internet
LAN
Sito
Intranet 2004
22%
20%
WAN
WLAN
2005/2004
14%
Extranet Antivirus Firewall *
2006/2005
* Include firewall su singoli PC e centralizzato
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 55 – La dotazione tecnologica delle strutture sanitarie La quasi totalità delle strutture esaminate, infatti, dispone di collegamento Internet (98%, di cui il 90% in banda larga), ha realizzato una rete locale (86%) e possiede un sito web (70%). Le dotazioni tecnologiche afferenti all’ ambito dei collegamenti informatici mostrano una diffusione elevata, che raggiunge il suo massimo nel caso delle intranet (52%). Anche nel caso delle altre tipologie di collegamenti in rete (WAN, WLAN ed extranet), il livello di diffusione, sebbene si attesti su livelli marcatamente inferiori, conferma l’ importanza attribuita dalle strutture sanitarie allo scambio di flussi informatici con l’ esterno. Tuttavia, risultano ancora troppo poco numerose le strutture sanitarie che dispongono di reti Extranet (14%), necessarie ad esempio per l’ allargamento della collaborazione ai soggetti diffusi sul territorio (medici di base, farmacie). L’ elevato numero di strutture sanitarie dotate di applicazioni antivirus e firewall dimostra, infine, il rilievo che viene attribuito agli aspetti legati alla sicurezza informatica. Nell’ attività quotidiana delle singole strutture, tuttavia, l’ effettiva penetrazione delle tecnologie ICT è ancora parziale. I medici che utilizzano Internet sono solo il 47%, mentre sono ancora di meno (37%) quelli dotati di casella di posta elettronica individuale fornita dal sistema sanitario. La conferma che l’ informatizzazione non abbia ancora permeato diffusamente l’ attività sanitaria si ha considerando che i PC sono quasi sempre presenti in amministrazione (97% dei casi), mentre risultano molto meno diffusi presso i reparti (62%) ed i laboratori (59%). In forte crescita l’ utilizzo dei servizi on-line, ma la vera telemedicina resta ancora un’ applicazione tutta da sviluppare. L’ integrazione in rete agevola lo scambio di informazioni tra le diverse strutture sanitarie e permette, quindi, una più efficace e tempestiva interazione fra medici e pazienti. Infatti, oltre alle attività più semplici (prenotazioni e richieste di informazioni), già oggi possibili e, in molti casi, effettivamente disponibili, in prospettiva tenderanno sempre più a diffondersi modalità di fruizione dei servizi medici da casa. La disponibilità di connessioni a banda larga, indispensabili per l’ implementazione delle funzionalità interattive più complesse, metterà in condizione anche i territori decentrati di fornire ai propri cittadini l’ accesso a prestazioni specialistiche di alto livello, grazie alla fruizione in remoto dei servizi centralizzati negli ospedali specializzati delle grandi città. Tra i servizi di comunicazione telematica è notevole il progresso fatto registrare dalla Posta Elettronica Certificata (+20 punti percentuali, rispetto a giugno 2005), la cui diffusione è stata,
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anche in questo caso, favorita dall’ entrata in vigore del Codice dell’ Amministrazione Digitale. Sebbene non abbia ancora raggiunto ampi livelli di diffusione, risulta in significativa crescita (+6 punti percentuali, in nove mesi) l’ utilizzo dei servizi VoIP, a conferma della propensione delle strutture sanitarie alla sperimentazione delle soluzioni tecnologiche innovative.
% strutture con Internet (Base: 2.450)
comunicazione
41%
Telemedicina
36% 13%
PEC
VoIP
Teleassistenza
2004
8%
8%
6%
Teleradiologia
Telecardiologia
Teleconsulto
2005/2004
1% Teledidattica
2006/2005
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 56 – I servizi telematici utilizzati Per quanto riguarda l’ utilizzo delle funzionalità di telemedicina, appare necessario distinguere in funzione della complessità delle diverse applicazioni. Negli ultimi due anni, si è registrata la rilevante crescita nell’ utilizzo dei servizi più semplici di telemedicina, ossia la tele-assistenza (passata da pochi punti percentuali di giugno 2004 al 36% di marzo 2006). L’ utilizzo di applicazioni di telemedicina più complesse resta ancora un fenomeno del tutto marginale, limitato ad un numero ristretto di centri di eccellenza particolarmente attenti all’ innovazione tecnologica. Nella maggioranza delle strutture sanitarie, anche alla luce del tasso di penetrazione sostanzialmente stabile nel tempo, l’ utilizzo di applicazioni complesse di telemedicina sembra richiede un ulteriore sviluppo delle dotazioni tecnologiche e delle competenze necessarie al loro utilizzo. Tale ipotesi è avvalorata dal fatto che le strutture sanitarie che utilizzano la banda larga da almeno 3 anni mostrano un maggiore utilizzo dei servizi più avanzati di telemedicina, confermando che il processo di diffusione dell’ innovazione tecnologica ha tra i suoi fondamenti l’ adozione della banda larga. Coerentemente con l’ utilizzo prevalente di funzionalità di base, i dati trasferiti in rete con le applicazioni di telemedicina sono sostanzialmente di tipo testuale/numerico (80%), mentre lo scambio di immagini in movimento resta un caso raro, sebbene in significativa crescita proprio in virtù dell’ aumento nella diffusione della banda larga. L’ utilizzo dei servizi telematici si differenzia notevolmente in funzione della tipologia di struttura sanitaria. Le ASL si mostrano all’ avanguardia nell’ utilizzo delle applicazioni telematiche, seguite dagli ospedali e, molto più in ritardo, dalle case di cura private. Il primato delle ASL si spiega considerando che si tratta, generalmente, di strutture complesse, con una più articolata attività amministrativa e caratterizzate da un’ intensa attività di integrazione dell’ offerta sanitaria sul territorio. Le case di cura private, invece, sembrano rappresentare il punto debole nel processo di diffusione dei servizi on-line. Si presentano, infatti, come strutture “ chiuse” rispetto al resto del sistema sanitario, con il quale non sembrano integrarsi funzionalmente. Una qualche forma di apertura si registra solo nell’ interazione con i pazienti (il 30% utilizza la teleassistenza), probabilmente per la maggior attenzione di tali soggetti al tema della razionalizzazione dell’ attività operativa. In rete solo i servizi di base, mentre le funzionalità on-line più interattive sono ancora un’ eccezione.
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La diffusione di modalità di fruizione in rete e, quindi, da remoto, di alcuni servizi sanitari può comportare notevoli benefici per gli utenti. A tal riguardo, si rileva che il 70% delle strutture sanitarie si è dotata di un sito Internet.
% strutture con sito (Base: 1.750)
Per quanto riguarda l’ offerta di servizi on-line, la quasi totalità delle strutture sanitarie con sito web fornisce informazioni di carattere generale e poco meno di due terzi permette di accedere ad informazioni mediche. In circa la metà dei casi, invece, vengono resi disponibili gli indirizzi di posta elettronica dei reparti e la modulistica. La modulistica è fornita on-line soprattutto dalle strutture pubbliche, la cui attività è più strutturata sotto il profilo amministrativo rispetto alle strutture private, mentre i servizi transattivi risultano poco diffusi in entrambi i casi. 97% 61%
55%
50% 18%
Informazioni generali
Informazioni mediche
Indir. mail per reparto
2004
Modulistica
2005/2004
Prenotazioni
10% Forum e Chat
5% Pagamento online
2006/2005
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 57 – I servizi offerti on-line La diffusione di servizi on-line a basso contenuto di interattività (informazioni generali e mediche, modulistica) è oramai significativa, con percentuali che superano il 70% per ASL e Ospedali. Percentuali inferiori si rilevano per le case di cura private, che però scontano una maggior presenza di strutture di dimensione ridotta, presso le quali la penetrazione delle tecnologie ICT è minore. Molto più limitata, invece, è l’ offerta di servizi on-line ad alto livello di interattività. In particolare, solo presso il 18% delle strutture sanitarie è possibile prenotare via web le prestazioni specialistiche (valore che sale al 25%, se si considerano le sole ASL). Come rilevato anche nell’ utilizzo dei servizi telematici, si osserva una correlazione positiva fra l’ offerta di servizi online e l’ anzianità di adozione della banda larga. Il primato nell’ offerta di servizi on-line, infatti, viene rilevato nelle strutture che utilizzano la banda larga da almeno tre anni. Ancora parziale, infine, l’ integrazione di strutture esterne nella rete telematica sanitaria. Solo il 33% dei siti Internet, infatti, dispone di sezioni ad accesso riservato. In tali casi, i soggetti autorizzati sono prevalentemente medici, mentre restano generalmente esclusi gli altri attori della sanità (farmacie, medici di base, ambulatori) e i pazienti. Le strutture sanitarie, quindi, non sembrano ancora aver percepito appieno i benefici che possono derivare dall’ utilizzo delle applicazioni informatiche per interagire con gli altri soggetti del sistema sanitario.
7.4
PROSPETTIVE
L’ ulteriore sviluppo della banda larga dipenderà sempre più dalla copertura broadband dei piccoli comuni I livelli attuali di penetrazione della banda larga nella PA risentono della parziale copertura territoriale delle infrastrutture a banda larga. Il problema è particolarmente rilevante nel caso dei comuni, ma risulta importante anche nel caso delle scuole ed delle strutture sanitarie, anche se con un impatto relativo soprattutto alle sedi decentrate. Nel primo caso, si consideri che l’ 82%
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dei comuni narrowband individua nella mancanza di copertura l’ ostacolo principale al passaggio a connessioni a banda larga. Nel caso delle scuole e delle strutture sanitarie, invece, a fronte dei valori elevati di penetrazione registrati per le sedi principali, si riscontrano livelli molto più bassi se si considerano anche le sedi secondarie (il tasso di penetrazione è inferiore di oltre 20 punti percentuali nelle scuole e di quasi 30 nelle strutture sanitarie). I problemi che ancora esistono sul fronte della disponibilità territoriale dei servizi broadband influenzano negativamente le prospettive di adozione della banda larga nella PA Locale. % Soggetti
# BB 1Q ‘06: 4.600
36%
1H '04
57%
63%
1Q '06
Prev. 12 mesi
47%
1H '05
Comuni 83%
69%
75%
1H '04
1H '05
1Q '06
Scuole
87%
Prev. 12 mesi
# BB 1Q ‘06: 2.200 % Soggetti
% Soggetti
# BB 1Q ‘06: 12.900
60%
1H '04
74%
1H '05
88%
90%
1Q '06
Prev. 12 mesi
Strutture Sanitarie
Fonte: Osservatorio Banda Larga – Between (2006) Figura 58 – Prospettive di sviluppo A fine marzo 2006, la penetrazione della banda larga nei comuni aumenterà di circa sei punti percentuali, ma si avvicinerà sempre più agli attuali limiti della copertura territoriale dei servizi a banda larga. Nelle scuole e nelle strutture sanitarie, invece, gli aumenti saranno più contenuti (rispettivamente, più quattro e più due punti percentuali), soprattutto per effetto del livello già molto alto di adozione della banda larga nelle sedi principali. Nel caso delle scuole e delle strutture sanitarie, infatti, compatibilmente con la copertura dei servizi a banda larga, il processo di adozione riguarderà soprattutto l’ estensione dei servizi alle sedi secondarie. Gli ulteriori sviluppi nel processo di adozione della banda larga nella PA Locale appaiono, quindi, direttamente dipendenti dalle condizioni di accessibilità ai servizi broadband. L’ adozione della banda larga, poi, sarà il fulcro su cui sviluppare un modello più completo di interazione telematica con cittadini e imprese. Gli snodi chiave per lo sviluppo. Una pubblica amministrazione efficiente e trasparente rappresenta un fattore di innovazione e competitività per l’ intero Sistema Paese. Inoltre, l’ integrazione in rete rappresenta una condizione imprescindibile per garantire la più ampia accessibilità degli utenti ai servizi della Pubblica Amministrazione. In particolare, l’ attuazione del Sistema Pubblico di Connettività (SPC) rappresenta un momento chiave per l’ ammodernamento infrastrutturale della PA e, di conseguenza, dei rapporti fra amministrazioni, cittadini e imprese. Si possono identificare, quindi, alcune tematiche chiave sulle quali occorre concentrare l’ attenzione:
INTEROPERABILITÁ E COOPERAZIONE APPLICATIVA. Per incentivare la diffusione dell’ interazione in rete con la PA è necessario integrare le diverse amministrazioni in una piattaforma informatica comune, che possa fungere da interfaccia unica nei rapporti con cittadini e imprese. A tal fine sarà indispensabile incentivare e supportare le più ampie
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forme di cooperazione interapplicativa fra pubbliche amministrazioni, soprattutto valorizzando le esperienze acquisite con l’ affermazione del modello di integrazione di SPC;
SICUREZZA. Favorire l’ utilizzo di sistemi di comunicazione telematica che garantiscano la sicurezza e la tracciabilità dei flussi informativi, così da incentivare cittadini e imprese a far ricorso alla rete per interagire con la Pubblica Amministrazione. Il prossimo passo nella direzione di una Pubblica Amministrazione effettivamente on-line, infatti, non può prescindere dall’ affermazione di un modello di interazione telematica in cui lo svolgimento dell’ intera procedura in rete entri a far parte dei rapporti quotidiani con cittadini e imprese;
SERVIZI. L’ erogazione di servizi digitali da parte della Pubblica Amministrazione rappresenta un fattore in grado di promuovere l’ adozione dell’ innovazione ICT nell’ intero Sistema Paese. Attraverso lo sviluppo di applicazioni innovative e l’ offerta di servizi in rete la PA rappresenta il principale fornitore di contenuti digitali, l’ unico veramente in grado di innescare un circolo virtuoso, in cui la disponibilità di servizi faccia da stimolo alla sperimentazione dei nuovi modelli di consumo e produzione.
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GLOSSARIO ADSL ADSL 2+ Altri Serv ASP BB Centro Chi CIE Commercio Comunicazione integrata Consumo Copertura - Non coperto Copertura - Non coperto Copertura ADSL Costr CPE CUP DD Domotica Dett Dimensione comunale Disaster recovery DSL DSLAM eBanking eCommerce eGovernment
eHealth: eLearning eProcurement Extranet FO Famiglia alfabetizzata Famiglia Broadband (BB)
Asymmetric Digital Subscriber Line Versione avanzata dell'ADSL Altri servizi Application Service Provider Broadband (banda larga) Toscana, Umbria, Marche e Lazio Industria chimica Carta di Identità Elettronica Commercio al dettaglio e all'ingrosso Sistemi integrati di comunicazione fax, email e SMS Accessi Internet con costo dipendente dall'utilizzo, gratuito in caso di mancato utilizzo Famiglie non raggiunte dalla tecnologia ADSL Imprese non raggiunte dalla tecnologia ADSL Famiglie raggiunte dalla tecnologia ADSL e non dalla tecnologia ADSL2+ Costruzioni Customer Premise Equipment Centro Unico di Prenotazione Digital divide Sorveglianza della casa e controllo elettrodomestici da remoto (online) Commercio al dettaglio Comuni suddivisi per numero di abitanti Procedura di ripristino dei sistemi informatici in caso di attacco, guasto e/o catastrofe Digital Subscriber Line Digital Subscriber Line Access Multiplexer Visitare siti e/o Effettuare operazioni bancarie e/o finanziarie on-line Ricercare informazioni su beni e servizi o effettuare acquisti online (se riferito alle famiglie) o vendere ondine (se riferito alle imprese) Visitare siti della Pubblica Amministrazione o interagire online con la Pubblica Amministrazione, compreso l'eventuale pagamento (in questo caso si parla di eGovernment completo) Ricercare informazioni sanitarie online o interagire online con medici e/o strutture sanitarie Partecipare a corsi online per studio o formazione professionale Acquistare on-line (riferito ad imprese e Pubblica Amministrazione) Rete aziendale che usa il protocollo IP estesa all'esterno (fornitori, clienti, partner) Fibra Ottica Famiglia in cui almeno un componente sa utilizzare il computer Famiglia con accesso ad Internet in casa con velocità di almeno 256kbps
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Famiglia Narrowband (NB) Famiglia Famiglie New comer (BB) Famiglie Pioniere (BB) Famiglia - Monocomponente Famiglia – Monogenitore Famiglia – Altro Finanza Flat Gaming GB Gbps HDSL Heavy User Impresa Broadband (BB) Impresa Narrowband (NB) Internet TV IP IRU Ist Kbps LAN MAN Mbit/s Mbps MIUR Mld Mln Mobile Internet Mobile music Mobile TV MPI Multi-video NB NLOS Non Heavy User Nord Est Nord Ovest Nuovi Utenti OLOS
Famiglia con accesso ad Internet mediante linea telefonica tradizionale (PSTN) o digitale (ISDN) Insieme delle persone coabitanti legate da vincoli di matrimonio o parentela, affinità, adozione, tutela o affettivi. Famiglie che hanno adottato la banda larga a partire dal 2H05 Famiglie che hanno adottato la banda larga entro il 1H03 Famiglia formata da una persona singola Capofamiglia con uno o più figli Altre tipologie famigliari comprendenti famiglie non legate da vincoli di parentela o appartenenti a 3 e più generazioni Intermediazione finanziaria Accessi Internet con costo indipendente dall'utilizzo Giocare online o scaricare giochi Giga Byte (un miliardo di Byte) Giga bit per secondo High-speed Digital Subscriber Line Famiglie broadband con un utilizzo di Internet superiore alle 10 ore settimanali Impresa con accesso ad Internet in casa con velocità di almeno 256kbps Impresa con accesso ad Internet mediante linea telefonica tradizionale (PSTN) o digitale (ISDN) Navigare su Internet utilizzando la TV Internet Protocol Indefeasible Right of Use Istituto 1.024 bps Local Area Network Metropolitan Area Network Mega bit per secondo 1.024 Kbps Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Miliardi Milioni Accesso ad Internet ed alle email mediante un unico servizio da casa, dal cellulare e dal luoghi pubblici Ascoltare musica sul cellulare TV su cellulare (in DVB-H) Ministero della Pubblica Istruzione Video on demand multipli, su più televisori o in split screen su un unico televisore Narrowband (banda stretta) No Line Of Sight Famiglie broadband con un utilizzo di Internet inferiore alle 10 ore settimanali Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Emilia Romagna Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia e Liguria Famiglie narrowband o senza Internet che prevedono di adottare un collegamento broadband entro 12 mesi Obstructed Line Of Sight
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PA PC PDA PEC POF Reddito – Alto Reddito – Basso Reddito – Medio SA SAT Serv. SHDSL SME SP SPC Sud e Isole TC TCMA TDT Terminale unico ULL UMTS Urbanizzazione – Pianura Urbanizzazione – Suburbana Urbanizzazione – Urbana Var. VDSL Video on demand VoIP WAN Wi-Fi WiMAX WLAN xDSL
Pubblica Amministrazione Personal Computer Personal Digital Assistant Posta Elettronica Certificata Piano dell’ Offerta Formativa Oltre 30.000 Euro netti annuali complessivi della famiglia Fino a 10.000 Euro netti annuali complessivi della famiglia Fra 10.000 e 30.000 Euro netti annuali complessivi della famiglia Unbundling del local loop in Shared Access Accesso satellitare Servizi Single-pair High-speed Digital Subscriber Line Small Medium Enterprise Service Provider Sistema Pubblico di Connettività Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna Tasso di crescita Tasso di Crescita Medio Annuale Televisione Digitale Terrestre Terminale che funziona come un cordless in casa e come cellulare fuori casa Unbundling Local Loop (Full e Shared Access) Universal Mobile Telecommunication System Densità <100 abitanti per Km2 Densità 100-500 abitanti per Km2 Densità >500 abitanti per Km2 Variazione Very-high-speed Digital Subscriber Line Vedere contenuti audio video online determinando autonomamente il momento di inizio del contenuto Voice over IP Wide Area Network o Wireless Area Network Wireless Fidelity Worldwide Interoperability for Microwave Access Wireless LAN Qualsiasi delle tecnologie di Digital Subscriber Line (DSL): ADSL, HDSL, SHDSL, VDSL,...
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