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Mondo Agricolo n.3

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DORFMANN SUI DIRITTI DI IMPIANTO • OCCHIO ALLA GENERAZIONE MASTERCHEF • ALLA SCOPERTA DEL MERCATO RUSSO • MAGIS, SOSTENIBILITÀ IN VITICOLTURA • ILTRATTORETRA I FILARI • ANB PUNTA SUL BIOGAS • OLIVI CULTURA • JAZZ& WINE


L’ E D I T O R I A L E

Tempo di (re)agire

È

realistico e doveroso credere che sia arrivato il momento di pensare alla Società, nella sua accezione più ampia, nelle figure delle gente comune, dei lavoratori e di chi, in particolare venendo più vicini al nostro mondo, fa e “coltiva” l’Impresa. Dal mondo agricolo sono emerse compatte richieste di maggiori certezze e stabilità, per il settore ma anche per il sistema delle imprese in generale. In questo i corpi intermedi possono e devono rivestire un ruolo centrale, determinante per la rappresentazione delle istanze di importanti componenti del tessuto sociale, economico, imprenditoriale di un paese che deve orientare la sua azione, come sottolineato a più riprese, alla crescita ed allo sviluppo. Le premesse, come sappiamo, non sono delle migliori. Un dato recentemente diffuso dall’Istat parla di un settore primario che, in termini di Pil, ha toccato il valore più basso degli ultimi nove anni, con una perdita di oltre 3 miliardi di euro rispetto al 2004. Il valore aggiunto in agricoltura nel 2012 ha registrato 4,4% a fronte di una perdita del Pil complessivo del 2,4%. Tuttavia sappiamo che l'agricoltura ha le potenzialità per migliorare e contribuire ad un miglioramento sistemico. Lo ha dimostrato, ad esempio, mantenendo l'occupazione e crescendo su fronti come quello dell'export. Ha bisogno, urgente, di essere adeguatamente sostenuta e messa nelle condizioni di esprimere il suo massimo potenziale, con misure che, in più sedi ed in più occasioni, abbiamo presentato. Proposte che dimostrano la possibilità, ma anche e soprattutto la volontà di reagire alla crisi, puntando a diffondere un clima di fiducia in un momento storico complesso come l’attuale. Le associazioni, le reti, i territori sono tra i riferimenti più importanti da cui ripartire, con un positivo spirito di condivisione e di fiducia nel futuro prossimo venturo. Una delle prossime occasioni, su cui punteremo per trasmettere i nostri messaggi, sarà il Vinitaly, al quale parteciperemo con una serie di eventi ed attività finalizzate a promuovere la nostra filosofia e le nostre imprese associate. Ciò tramite incontri con buyer internazionali, convegni con le Federazioni nazionali di Prodotto, le presentazioni dell’associazione Assofrantoi e dello studio realizzato insieme all’Università degli studi di Tor Vergata ed infine un incontro con i giovani dell’Anga, interessati più che mai dai discorsi riferiti allo sviluppo ed al futuro. È tempo, dunque, di (re)agire perché a questo futuro teniamo e di questo futuro dobbiamo necessariamente essere protagonisti. Mario Guidi

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SOMMARIO L’EDITORIALE Tempo di (re)agire Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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APERTURA ELEZIONI Il voto agricolo Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8

Parafrasando il titolo della canzone di Battisti , l’imprenditore Lucio Tasca d’Almerita guarda ad est

L’INTERVISTA ANDREA BARELLA «Gli agrofarmaci sempre più sicuri e sostenibili» Claudio Pietraforte. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20

Casa Confagricoltura a VeronaFiere Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24 Uniche e preziose Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34

Direttore responsabile GABRIELLA BECHI Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II, 101 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it

ZOOM VINITALY-SOL Obiettivi globali Barbara Mengozzi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16

Occhio alla Generazione Masterchef Antonio Paolini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38

Testata associata all’USPI

Nella vigna la sostenibilità è Magis Barbara Mengozzi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47

Abbonamento annuo Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n. 33755000 Intestato a: Sepe – Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

ATTUALITÀ INNOVAZIONE Dolce biogas Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58

Pubblicità

Rubriche Notiziario Energia Biologico .......56

Via Monte Rosa, 19 20149 Milano Tel. +39.02.4694949 - 48018114 Fax +39.02.4693172 milano@opsai.com Responsabile Pubblicità e Marketing CLAUDIO PIETRAFORTE

Stampa Tipolitografia EuroInterstampa

Extravergine bandiera del made in Italy Barbara Mengozzi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22

Organizzazione Sede Foggia .......61

Vigneto Europa: i paletti alla libertà Palma Esposito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27

Anga Evento al Vinitaly ............69

In Russia il vino non è macho Serge Drobot . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30

Campi rosa Expo 2015 ............65 Over 60 Facebook e nonni ..........66

Patronato Riforma pensioni ........73 Formazione Progetto tra i filari .....74 Campi sonori Wine & Jazz .........81

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APERTURA ELEZIONI

Il voto agricolo


Un’indagine demoscopica rileva che il “Movimento 5 Stelle” è ben radicato nel tessuto produttivo. Anche nelle campagne? di Gaetano Menna

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uando scriviamo ancora si naviga a vista; siamo in attesa del nuovo premier,del nuovo Governo, del nuovo Presidente della Repubblica, mentre il clima di recessione si acuisce. Il voto fa emergere uno scacchiere politico tripolare (con tre poli praticamente equivalenti e altre formazioni minoritarie) che manda in soffitta il bipolarismo e, nel gioco delle tre carte, rischia di non dare una soluzione di governabilità. Il Presidente Napolitano ha appena avviato le consultazioni ed i grillini, come suol dirsi, tengono banco. L’obiettivo dichiarato di Movimento 5 Stelle è di dare una spallata alla seconda repubblica e di proiettarsi decisamente nella terza, quella del radicale cambiamento, della “rivoluzione” culturale e sociale. Luca Comodo (il Sole 24 Ore, 10 marzo) sulla base dei dati Ipsos ha analizzato i flussi elettorali: «La delusione degli elettori si è tramutata in voto per Grillo».Tra i dati viene in evidenza che il 39% dei lavoratori autonomi ha votato il M5S, così come il 25 % di imprenditori e dirigenti (23% per il Pd, 17% per il Pdl). Anche Ilvo Diamanti (La Repubblica, 11 marzo) ha effettuato un’analisi sulla base dei dati di Osservatorio elettorale La Polis (Università di Urbino) e di Demos & Pi – sul voto 2013 inquadrato per categoria socio-profesMARZO 2013| MONDO AGRICOLO |9


APERTURA ELEZIONI

crazia opprimente che è sempre stata vista come uno dei mali principali che imbriglia le PMI anche agricole. «I tempi della politica non sono quelli delle aziende che hanno bisionale. Emerge che «i due principali sogno di scelte rapide». Lo ha detto partiti, Pdl e Pd, prevalgono, in parti- il presidente Guidi intervenendo, alcolare, tra le componenti "esterne" al l’indomani della consultazione eletmercato del lavoro. Il Pdl: fra le casa- torale, a Class-CNBC (canale Sky linghe (36%) – osserva Diamanti -. Il 507) per un commento sulle elePd: fra i pensionati (37%). Quelli che zioni. Alla giornalista che gli chiedeguardano la tivù. Il M5S, invece, ha as- va sulle richieste alla politica, Guidi sunto una struttura sociale interclassi- ha sottolineato la necessità di rista. Da partito di massa all'italiana. Co- prendere la «strada dello sviluppo me la Dc e il Pci della prima repubbli- che si è interrotta». D’altronde il vaca. Primo fra gli imprenditori e i lavo- lore aggiunto in agricoltura nel ratori autonomi, fra gli operai (40%), 2012 ha registrato -4,4%, il valore ma anche fra i disoccupati (43%). Fra i più basso degli ultimi nove anni, con "liberi professionisti" (31%) e fra gli una perdita di oltre 3 miliardi di euro studenti (29%) - dunque fra i giovani. rispetto al 2004. In più, ha un impianto territoriale "na- Ed a proposito delle strategie per la zionale". Distribuito in tutto il territo- crescita, il presidente ha evidenziato rio». Gli agricoltori possono aver vota- come i problemi delle imprese agricoto Grillo? Sembrerebbe di sì, analiz- le siano gli stessi delle aziende di altri zando i dati su lavoratori autonomi e settori: migliorare i processi di sempliPMI. Cosa potrebbe aver colpito l’elet- ficazione, concretizzare l’agenda digitorato agricolo del M5S? Senz’altro tale, favorire l’accesso al credito.Tra le l’impegno contro l’inadeguatezza del- tematiche più specificatamente agrila politica; ma anche contro la buro- cole c’è quella della salvaguardia del

Gli agricoltori vogliono stabilità e governabilità, per avviare le necessarie e attese riforme

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IL VOTO PER CATEGORIA SOCIO-PROFESSIONALE

(Da "La Repubblica" 11-3-2013)

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budget di bilancio ed agricolo a livello europeo. Nei giorni successivi il presidente confederale ha poi espresso la propria condivisione a quanto scritto da Pellegrino Capaldo (Il Sole 24 Ore dell’1 marzo): le imprese vanno messe al centro dell'attenzione per far ripartire il Paese. E all'agenzia di stampa Adnkronos Guidi ha spiegato: «Il tema è che non avendo risorse infinite, anzi le risorse proprio sono finite, occorre concentrarsi su strumenti che diano nuovo benessere e consumi.A questo proposito non si possono lasciare le imprese in seconda battuta altrimenti non si attiva quel meccanismo virtuoso che fa da volano finanziario» . «Anche se sembra più semplice ridurre la fiscalità ai cittadini, le imprese non vanno lasciate indietro – ha proseguito - Sono molto d'accordo sul fatto di puntare al reddito di impresa e non di imprenditore, perché abbiamo bisogno di investire, di reimpiegare gli utili, in sostanza di aumentare il livello di produttività». Tra le proposte di Confagricoltura c’è quella di prevedere, nel nuovo governo, il ministero delle Politiche agricole come un hub, un centro nevralgico per lo Sviluppo dell’agroalimentare. «Il “modello ministero”, come luogo in cui regolare la redistribuzione di risorse, non serve più – ha spiegato Guidi -.A partire dal nostro, occorrono dicasteri con una funzione diversa e nuova, che facciano da “snodo”».


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L’ I N T E R V I S TA A N D R E A B A R E L L A

«Gli agrofarmaci sempre più sicuri e sostenibili» Per il presidente Agrofarma, l’obiettivo è di far crescere l’intero settore nel pieno rispetto dei criteri di sicurezza e protezione della salute e dell’ambiente di Claudio Pietraforte

Andrea Barella

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residente qual è la vostra posizione sulla disciplina nazionale in merito all’utilizzo sostenibile degli agrofarmaci ed in particolare sul PAN che presto verrà pubblicato? La direttiva sull’uso sostenibile degli agrofarmaci (Dir. 2009/128/CE) rappresenta una grande opportunità di qualificazione e di crescita per l’agricoltura italiana, oltre che per l’intera filiera agricola. Agrofarma ha accolto

favorevolmente tale provvedimento volto ad innalzare il livello di sicurezza nell’utilizzo degli agrofarmaci ed incentivare lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile, ma riteniamo indispensabile, dato il complesso sistema normativo, che si eviti qualsiasi ripetizione o sovrapposizione con altre legislazioni in vigore. Stimolando le attività di ricerca e sviluppo, la nostra industria evidenzia una costante attenzione a tutto ciò che ruota attorno al concetto di sostenibilità,


Quali, in sintesi, ritenete passi avanti e quali, invece, suscitano le vostre perplessità? La Direttiva 2009/128/CE è volta ad armonizzare e normare, con l’introduzione di importanti novità, i diversi ambiti che sono collegati alla fase d’uso degli agrofarmaci quali la formazione, l’ispezione delle attrezzature, la difesa integrata delle colture, la tutela dell’ambiente acquatico e delle aree specifiche, la manipolazione e lo stoccaggio degli agrofarmaci nonché il trattamento degli imballaggi e delle rimanenze. A tal proposito basti pensare al nuovo sistema di formazione, che sarà in vigore dal 2015, che prevede una formazione costante ed obbligatoria per utilizzatori professionali, distributori e consulenti, a prescindere dalla classificazione tossicologica dei prodotti. Una misura che, a nostro avviso, risulta fondamentale per un uso efficace e responsabile degli agrofarmaci, nonché un requisito indispensabile per garantire l’applicazione delle buone pratiche agricole. Nel contempo non bisogna però dimenticare che l’attuazione della Direttiva cade in una fase oltremodo delicata per tutte le imprese operanti nel settore: volatilità delle quotazioni, aumento dei costi, effetti negativi sulla redditività delle imprese agricole, incertezza nel processo di revisione delle politiche agricole comunitarie. Risulta pertanto fondamentale che nella attuale fase di revisione del Piano di Azione Nazionale, il legislatore valuti e tenga conto, oltre che degli impatti ambientali e sociali, anche di quelli economici a livello nazionale, regionale e locale, e delle mi-

sure proposte, al fine di non ledere la competitività delle imprese agricole italiane rispetto a quelle europee. Quale sarà l’impatto sulla disponibilità degli agrofarmaci? Il settore agrofarmaceutico ha visto negli ultimi anni l’adozione di due importanti provvedimenti, il nuovo Regolamento relativo all’immissione in commercio degli agrofarmaci (Reg. CE 1107/2009) e la Direttiva sul loro uso sostenibile. La completa applicazione del Regolamento CE 1107/2009 che introduce i criteri di “cut-off” e il principio di comparative assessment/candidati alla sostituzione, ha portato e porterà ad una riduzione del numero di principi

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Le misure attuative che saranno definite nel Piano di Azione Nazionale dovranno soddisfare i tre criteri di sviluppo agricolo sostenibile: compatibilità ambientale, accettazione sociale e redditività economica

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puntando ad innovare, con l’obiettivo di far crescere l’intero settore nel pieno rispetto dei criteri di sicurezza e protezione della salute umana e dell’ambiente. Riteniamo pertanto fondamentale che le misure attuative che saranno definite nel Piano di Azione Nazionale siano ispirate e soddisfino i tre criteri di sviluppo agricolo sostenibile: compatibilità ambientale, accettazione sociale e redditività economica.

attivi e di meccanismi di azione disponibili per l’imprenditore agricolo con incremento della difficoltà di condurre una gestione fitosanitaria secondo le buone pratiche agricole ed incremento dei costi di gestione della coltura. Si deve pertanto evitare che le misure che saranno identificate nel Piano di Azione Nazionale si sostituiscano, anticipino o si sovrappongano, ai principi di autorizzazione nella fase di scelta delle molecole impiegabili. Quali sono adesso i prossimi passi? Il 15 gennaio 2013 si è conclusa la fase di consultazione pubblica del Piano di Azione Nazionale, durante la quale diversi stakeholder, tra cui Agrofarma, hanno inviato le proprie osservazioni e proposte di modifica

alla bozza del documento predisposto dai tre Ministeri competenti (ministero delle Politiche Agricole, ministero della Salute e ministero dell’Ambiente). Siamo in attesa di conoscere il documento “revisionato” che sarà sottoposto all’esame della Conferenza Stato-Regioni, per poi essere trasmesso, una volta approvato, alla Commissione europea. I dati Efsa sui residui testimoniano come oggi gli agrofarmaci siano sempre più sicuri e sostenibili, grazie anche alla ricerca. Cosa occorre fare per migliorare la percezione del consumatore oggi ancora troppo ostile verso questa categoria di innovazione? I dati citati mostrano gli enormi passi in avanti fatti negli ultimi anni dal nostro settore in termini di sicurezza e sostenibilità. A livello europeo, infatti, il rapporto Efsa del 2009 ha dato una risposta inequivocabile alle preoccupazioni sulla sicurezza alimentare mostrando come il 97,4% dei campioni analizzati è risultato ben al di sotto dei livelli minimi consentiti dalla legge. In Italia il settore si è dimostrato ancora più virtuoso: infatti, secondo l’ultimo Rapporto ufficiale fitofarmaci del ministero della Salute solo lo 0,4% di frutta e verdura presenta residui al di sopra dei limiti di legge, con addirittura il 64,2% che ne è del tutto privo, rispetto ad una media europea del 3,5%. Quest’ultimo dato è particolarmente significativo se ricordiamo che nel BelMARZO 2013 | MONDO AGRICOLO | 13


L’ I N T E R V I S TA A N D R E A B A R E L L A

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In un momento così delicato per l’economia del nostro Paese, riteniamo che l’agricoltura possa rappresentare un punto di svolta con notevoli occasioni di crescita, a patto che si presenti come un sistema forte ed integrato

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paese, dal 1993 a oggi, i residui irregolari sono passati dal 5,6% allo 0,4%. Il raggiungimento di tali risultati è stato possibile anche grazie all’impegno che la nostra industria dedica alle attività di ricerca: il settore degli agrofarmaci, infatti, investe in ricerca e sviluppo il 6% del fatturato complessivo, impegnando circa il 14% del totale degli addetti ai lavori. Le nostre aziende svolgono una continua attività di ricerca, collaborando con oltre 300 istituti in Italia; una vera e propria ricerca “made in Italy”, che produce ricchezza e conoscenza e che contribuisce a sostenere l’eccellenza della nostra agricoltura, riducendo, tra l’altro, la fuga di cervelli che affligge molti settori del mondo della ricerca. La nostra sfida, quindi, è oggi quella di migliorare la percezione che il consumatore ha nei confronti di questo settore attraverso un’opera di comunicazione e semplificazione degli argomenti trattati, affinché possa sentirsi quanto più consapevole possibile, superando una barriera comunicativa che per troppo tempo ha reso l’opinione pubblica non sufficientemente informata su tale argomento.

Anche il settore degli agrofarmaci, come altri in ambito agroalimentare, presenta un fenomeno di contraffazione dei prodotti. Come contrastare il fenomeno degli agrofarmaci “illegali”? Il settore degli agrofarmaci è soggetto, purtroppo, a fenomeni di contraffazione che mettono a rischio la sicurezza dei prodotti che arrivano sulle nostre tavole. Per contrastare la produzione e commercializzazione illegale di agrofarmaci, l’Associazione si impegna in prima linea e collabora attivamente con tutte le autorità preposte al controllo e alla tutela del settore.A questo scopo, nel 2005 Agrofarma ha avviato la campagna nazionale «Stop agli agrofarmaci illegali», in collaborazione con i

Nas, mettendo a disposizione il numero verde 800 91 30 83 utile a raccogliere le segnalazioni di tutti coloro che entrino in contatto con fenomeni legati alla contraffazione di agrofarmaci. In questo contesto, Agrofarma invita tutti gli operatori della filiera a seguire quattro buone regole di comportamento per contribuire alla lotta contro il commercio illegale di agrofarmaci: assicurarsi di acquistare agrofarmaci solo da operatori in possesso dei requisiti necessari per la vendita degli stessi, diffidare della vendita di prodotti a prezzi significativamente più bassi della media, segnalare tempestivamente alle autorità competenti coloro che propongono l’acquisto di agrofarmaci al di fuori dei canali certificati e ricordare che chi vende o compra agrofarmaci rubati, importati illegalmente o contraffatti, è perseguibile dalla legge. Nel suo convegno “Alimenta il Pil” il presidente di Confagricoltura Guidi ha evidenziato la necessità di una strategia come agronetwork (il sistema di imprese di tutti i settori che lavorano partendo dalla produzione agricola). Ha parlato di un settore agroalimentare che faccia network, che avvii contratti di rete, che trovi nella condivisione, e non nella divisione, le occasioni di crescita, come sistema integrato. Lei cosa ne pensa? Agrofarma sostiene sempre qualsiasi iniziativa che miri alla crescita e allo sviluppo del settore agroalimentare attraverso il pieno coinvolgimento di tutti i suoi protagonisti, fermamente convinta che solo attraverso un’attiva collaborazione e il dialogo costruttivo si possano raccogliere le sfide del futuro. A maggior ragione, in un momento così delicato per l’economia del nostro Paese, riteniamo che l’agricoltura, unico settore in controtendenza dal punto di vista occupazionale, possa rappresentare un punto di svolta con notevoli occasioni di crescita, a patto che si presenti come un sistema forte ed integrato attraverso la collaborazione e la condivisione di informazioni ed esperien ze tra tutti gli addetti ai lavori.


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Missione export

Obiettivi globali Delle 4.000 aziende espositrici italiane circa la metà è associata a Confagricoltura. La Grande Italia dei vigneti punta senza riserve sull’internazionalizzazione, dalla Cina, all’Australia, alla Russia


ZOOM VINITALY-SOL

La fiera diventa anche digitale. Debutterà a Verona l’innovativa piattaforma di promozione ed e-commerce messa a disposizione del sistema vino. Le imprese potranno entrare in contatto con nuovi consumatori e operatori stranieri al fine di moltiplicare le occasioni di export di Barbara Mengozzi

unterà senza riserve su mercati sempre più lontani la prossima edizione del Vinitaly – l’evento enologico mondiale di business, marketing e promozione in programma a Verona dal 7 al 10 aprile – e per cercare nuove chance di crescita all’estero aprirà alle tecnologie informatiche di ultima generazione. Giunta al traguardo dei quarantasette anni di attività, la grande kermesse vinicola scaligera si conferma nei numeri all’altezza dell’appuntamento precedente, con la prevista partecipazione nel quartiere fieristico veronese di oltre 4.200 espositori provenienti da più di venti nazioni a coprire una superficie superiore ai 95mila metri quadrati (in aumento rispetto al 2012). Cifre e profilo cosmopolita che giustificano l’aspettativa di uguagliare, come minimo, il risultato delle oltre 140mila presenze di operatori registrate l’anno scorso, per il 35% stranieri (in arrivo da 116 Paesi). Del resto, al cospetto di un mercato interno che perde colpi sotto la spinta

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del vistoso calo dei consumi (ma anche in Europa il trend, tra flessione in Francia, crollo in Spagna e prime battute d’arresto in Germania e Gran Bretagna, non è certo in ascesa), pare proprio che le future sorti del vino italiano siano affidate in massima parte ai cimenti sulle platee estere. Dove invece di vino se ne beve sempre più, a partire dagli Stati Uniti – accreditati da tutti gli analisti più recenti del titolo di mercato leader nel mondo per volume e valore (prezzo medio: 10 dollari a bottiglia) e divenuti ormai primo Paese importatore – che vantano una

tendenza dei consumi data in incremento del 12-13% da qui al 2016 con forte attenzione ai vini sparkling. Senza trascurare nuovi protagonisti dello scenario enologico globale come la Russia, l’Australia e, soprattutto, la Cina che vede aumentare i propri consumi di vino ad un ritmo del 5-6% annuo ed è salita oggi al rango di terzo mercato mondiale per i vini rossi. Ecco perché tra le sfide cruciali che il “made in Italy” deve vincere c’è la conquista della piazza cinese, nella quale, secondo i dati delle dogane locali, il Belpaese è al quinto posto tra i


Pistoni: «L’export è una strada obbligata per il vigneto Italia» adesso una fase di assestamento, è l’esportatore che ha fatto registrare il trend più positivo in questo Paese – commenta Pergiovanni Pistoni, presidente della Federazione nazionale vitivinicola di Confagricoltura –. Da parte nostra siamo continuamente al fianco delle aziende associate, anche perché accompagnare le imprese sui mercati più complicati è sempre stata la strategia di Confagricoltura, consapevole di poter fornire loro un supporto organizzativo e burocratico sostanzioso anche in contesti difficili». Tra le novità di spicco della prossima puntata della rassegna enoica organizzata da Veronafiere, espressamente rivolta a potenziare lo sviluppo di un settore che risulta uno dei più prestigiosi ambasciatori del made in Italy nel mondo, va sicuramente annoverato il debutto di VinitalyWineClub, definito l’estensione digitale della fiera fisica: una innovativa piattaforma di promozione e vendita on line messa a disposizione del sistema vino del Paese grazie alla quale le imprese vinicole potranno entrare in contatto con nuovi consumatori e operatori stranieri al fine di moltiplicare le occasioni di export. Anche perché, come detto, l’export resta la parola chiave e pratica-

Paesi esportatori e il vino tricolore rappresenta solo un 6% dell’import: quota che, a dispetto del sostenuto sviluppo del consumo nell’Impero Celeste e della continua contrazione dei vini francesi, non cresce come potrebbe. Di qui il particolare rilievo assegnato da Vinitaly 2013, appunto, alla Cina, che sarà tra l’altro al centro di un seminario volto a scandagliare la realtà di questo complesso mercato. Per la prima volta sarà presente a Verona una delegazione del ministero del Commercio estero cinese, oltre ad alcuni colossi del commercio on line

(si stimano circa 190 milioni di acquirenti cinesi sul web e sono in costante aumento). «Preso atto che in ambito cinese le nostre aziende vinicole fanno fatica ad imporsi e considerate le previsioni che parlano nei prossimi anni della Cina come mercato più importante al mondo, occorre assolutamente comprenderne a fondo i meccanismi e probabilmente riorganizzarsi per affrontarlo in maniera migliore, certo non presentandosi singolarmente come è avvenuto in passato sui mercati europei, magari prendendo spunti dalla Francia che, pur vivendo

Piergiovanni Pistoni presidente Federazione nazionale vitivinicola

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ZOOM VINITALY-SOL

mente una strada obbligata per il vigneto Italia che riesce a mantenere alto il fatturato proprio grazie alle consegne all’estero. Fatto sta che – in base ai dati Istat relativi ai primi undici mesi del 2012 elaborati da Federvini – se sul piano dei volumi esportati si assiste ad una flessione di oltre l’8% rispetto all’an-

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«La nostra strategia è accompagnare le imprese sui mercati più complessi» no precedente (intorno ai 21,5 milioni di ettolitri che ci lasciano comunque in testa alla classifica dei maggiori paesi esportatori), l’aspetto positivo sta nell’incremento del 7,5% in valore del nostro export vinicolo, per una nuova soglia record di circa 4,7 miliardi di euro di fatturato. Secondo le cifre fornite dall’ultimo rapporto Ismea, a trainare il giro d’affari delle nostre esportazioni sono, ovviamente, gli Stati Uniti dove il vino italiano è indiscusso leader (oltre 730 milioni di euro e + 7%), seguiti da

Germania (675 milioni di euro in rialzo del 5,2%) e Regno Unito (370 milioni di euro, + 2,6%). Crescita a pieni giri, inoltre, in Giappone (+35%), Francia (+15,2%) e Canada (+14,8%). «Sono dati che confermano la capacità delle aziende italiane di reggere anche nei momenti di crisi, a mio avviso anche grazie alla loro tipologia e al sistema piramidale delle Doc e delle Igt, ma soprattutto grazie all’aver saputo limare i prezzi, fortunatamente ora in ascesa, nei frangenti più negativi per riuscire a mantenere quote di mercato – osserva Pistoni –. Ne esce peraltro avvalorata la visione di Confagricoltura, che ha sempre voluto puntare largamente sulla internazionalizzazione delle imprese vitivinicole, e possiamo affermare con soddisfazione che gran parte delle aziende più importanti, con significativi risultati sui mercati al loro attivo, sono nostre associate».


ZOOM VINITALY-SOL

Extravergine bandiera del made in Italy In sei anni l’export in Cina si è sestuplicato. Donato Rossi: «Va valorizzata l’origine del prodotto sui mercati esteri e nazionale» di Barbara Mengozzi

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na formula completamente nuova caratterizza quest’anno il Sol, salone internazionale dell’olio extravergine di oliva di scena a Verona in contemporanea a Vinitaly, abbinato per la prima volta in un’unica fiera ad Agrifood Club, la rassegna dell’agroalimentare italiano di qualità, per mettere sotto i riflettori l’unicità della tradizione gastronomica italiana, a dispetto di un tessuto produttivo fortemente frammentato. Ed è proprio attraverso lo spirito di squadra che si cerca di incrementare ulteriormente la già accentuata propensione all’export del comparto. Per quanto riguarda in particolare l’olio d’oliva, l’export italiano nel 2012 ha fruttato 1,2 miliardi di euro, un bilancio sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente seppure in presenza di qualche segnale negativo, giunto nell’ultimo bimestre dell’anno per l’extravergine che, stando ai dati di Assitol, ha perso circa un quinto del valore delle esportazioni.

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«Le potenzialità restano elevate ma stanno cambiando un po’ gli scenari – commenta Donato Rossi, presidente della Federazione nazionale olivicoltura di Confagricoltura –. Gli Usa, pur continuando a rappresentare il più importante mercato a livello mondiale per quantitativi assorbiti, hanno rallentato gli acquisti di olio italiano, a causa probabilmente della congiuntura economica negativa, mentre sta crescendo fortemente l’interesse per il prodotto di qualità da parte dei consumatori cinesi, ancor più che di quelli giapponesi». Stando ai dati Ismea negli ultimi sei anni la Cina ha incrementato di circa sei volte le proprie importazioni di olio portandole da 8 mila a 46 mila tonnellate e le cifre fornite dal Coi indicano per la campagna 2011-12 un incremento di circa il 10% dell’export italiano che ha superato le 10


I numeri indicano che c’è spazio per un aumento dei consumi di olio di qualità in Russia

mila tonnellate. «Ci auguriamo che in un tempo relativamente breve la Cina possa mantenere le promesse attuali – prosegue Rossi –, pur nella consapevolezza di tutti gli adempimenti e le pratiche burocratiche necessarie per affermarsi in questo mercato tanto promettente quanto esigente, anche in termini di tracciabilità». I numeri indicano che c’è spazio per un aumento dei consumi dell’olio extra vergine di oliva di qualità anche in Russia, Paese al quale si rivolge quest’anno il progetto di internazionalizzazione realizzato da Confagricoltura al Vinitaly-Sol&Agrifood. Un progetto che ha tra i suoi obiettivi quelli di favorire una migliore conoscenza del prodotto, delle sue caratteristiche nutrizionali e di salubrità nonché del suo utilizzo in cucina: traguardi fondamentali dal momento che l’intro-

duzione dell’olio di oliva nel mercato russo deva fare i conti con abitudini alimentari diverse dalle nostre, oltre che con situazioni economiche e sociali problematiche. «Coglieremo senz’altro la preziosa opportunità che ci viene offerta – sottolinea il presidente della Federazione nazionale olivicoltura confederale – anche se in base alla mia esperienza ritengo che il mercato russo sia destinato a crescere nei prossimi anni in maniera meno significativa di quello cinese». Attualmente l’import di olio di oliva in Russia ammonta a 31 mila tonnellate annue, per un valore di 76 milioni di euro. Sta di fatto che l’olio italiano per imporsi non solo sui mercati esteri ma anche su

quello nazionale, dove nel 2012 sono stati venduti complessivamente circa 218 milioni di litri per un valore di 850 milioni di euro, necessita di un’efficace valorizzazione del prodotto effettivamente “made in Italy” la cui provenienza, per prima cosa, deve essere ben visibile al consumatore. «Si è cercato di fissare dei paletti a tutela dell’olio italiano di qualità con la legge Mongiello che, pur ponendosi delle finalità certamente condivisibili, ha finito con l’essere una normativa a dir poco azzardata, approvata a tempo di record senza darci neppure il tempo di fornire dei riscontri tecnici e per giunta in contrasto con quanto legiferato in ambito comunitario. A partire dalla “norma stralcio” che fissa un tenore massimo di alchilesteri ben inferiore a quello stabilito dalla normativa Ue, senza tener presente che il tenore di alchilesteri, valore peraltro soggetto a modifiche nel tempo, costituisce un parametro di qualità, e pertanto non permette di stabilire l’origine, cosa che può fare solo, e in maniera estremamente precisa, la risonanza magnetica nucleare».

Donato Rossi presidente della Federazione nazionale Olivicoltura di Confagricoltura

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Casa Confagricoltura a VeronaFiere

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Lo stand a Verona punto di riferimento per le tantissime imprese presenti. Molteplici iniziative ed il progetto di internazionalizzazione con Unicredit di Gaetano Menna

o stand n.20, al Padiglione C, è la “casa di Confagricoltura” in Fiera al Vinitaly -Sol & Agrifood 2013, un preciso punto di riferimento per le tantissime imprese dei settori vitivinicolo e olivicolo presenti a Verona. Una casa “attiva”, dinamica in cui si svolgono incontri di approfondimento e di affari, in cui sono presenti i prodotti delle aziende associate in esposizione e degustazione, e poi le pubblicazioni, in primis questo numero di “Mondo Agricolo” che avrà un’ampia diffusione nel corso della manifestazione. In evidenza le attività di internazionalizzazione, che Confagricoltura ha sempre considerato strategiche; il nuovo progetto è realizzato con Unicredit International ed è diretto ad approfondire il mercato della Russia. Si terranno quindi un ciclo di incontri B to B tra aziende associate e buyer russi appositamente invitati (dal 7-9 aprile presso lo spazio espositivo di Confagricoltura ed i vari stand delle imprese che hanno aderito all’iniziativa). UniCredit oltre tutto mette a disposizione delle imprese una vasta gamma di servizi bancari ed un’assistenza personalizzata ancor più necessari in un mercato com-

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plesso come quello della Federazione Russa. Va poi evidenziato che, in occasione della kermesse scaligera, si terranno a Veronafiere le riunioni delle Federazioni Nazionali della Vitivinicoltura presieduta da Piergiovanni Pistoni e dell’Olivicoltura guidata da Donato Rossi. Gli incontri si svolgeranno entrambi nella giornata dell’8 aprile (uno la mattina, l’altro nel pomeriggio) presso la Sala Bellini. Altro appuntamento importante (in calendario il pomeriggio del 9 aprile sempre presso lo stand) è quello con Assofrantoi in cui si approfondiranno l’impegno e le attività dell’associazione per il produttore ed il consumatore. Invece la mattina del 9 aprile verrà presentato lo studio -condotto del Centro di ricerca per la viticoltura di Conegliano (TV) assieme al Dipartimento di Scienze Alimentazione e Nutrizione Umana dell'Università di Roma “Tor Vergata” – su “Modelli viticoli e valore salutistico dell’uva e del vino”. La ricerca spiega come si siano individuati modelli di interventi nel vigneto, fino ad ora limitati ad esperienze sperimentali, che consentono di aggiungere al vino un nuovo valore qualitativo legato al potere salutistico di alcuni composti presenti naturalmente nell’uva e dei quali si vuole indurre una maggior sintesi naturale in vigneto. Non manca anche quest’anno l’evento dell’Anga (mercoledì 10 aprile alle ore 12) , dal titolo significativo: “Gio vani oggi, grandi domani”. MARZO 2013| MONDO AGRICOLO |25


Vinitaly/Sol 2013 Stand Confagricoltura Pad C - SOL - Stand 20 PROGETTO DI INTERNAZIONALIZZAZIONE Dal 7 al 9 aprile dalle ore 9.30 alle ore 18.00 presso lo stand di Confagricoltura e quelli delle Aziende associate. Confagricoltura organizza, con la collaborazione di Unicredit, un ciclo di incontri di affari programmati tra produttori italiani, importatori e buyer provenienti dalla Russia.

FEDERAZIONE NAZIONALE VITIVINICOLA Analisi della nuova proposta legislativa inerente la gestione del potenziale vitivinicolo. Lunedì 8 aprile 2013, ore 10.30 Veronafiere - Sala Bellini FEDERAZIONE NAZIONALE OLIVICOLA Analisi delle opportunità commerciali per l’olio extravergine di oliva. Lunedì 8 aprile 2013, ore 14.30 Veronafiere - Sala Bellini MODELLI VITICOLI E VALORE SALUTISTICO DELL’UVA E DEL VINO Studio condotto dal CRA vitivinicolo di Conegliano assieme alla Sezione di Nutrizione Umana dell’Università degli studi di Tor Vergata Roma. Martedì 9 Aprile 2013, ore 10.30 Stand Confagricoltura Pad C - SOL, Stand 20

PRESENTAZIONE ASSOFRANTOI L’impegno e le attività dell’associazione per il produttore ed il consumatore. La carta d’identità dell’olio. Martedì 9 Aprile 2013, ore 14.30 Stand Confagricoltura Pad C - SOL, Stand 20 GIOVANI OGGI GRANDI DOMANI Aperitivo promosso da ANGA - Giovani di Confagricoltura Mercoledì 10 Aprile 2013, ore 12.00 Stand Confagricoltura Pad C - SOL, Stand 20 Sponsor:


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Vigneto Europa: i paletti alla libertà A colloquio con l’europarlamentare Herbert Dorfmann, sulla nuova proposta legislativa sui diritti di impianto: «Sicuramente il Parlamento Ue dovrà lavorare molto affinché il nuovo sistema non si trasformi in una completa liberalizzazione» di Palma Esposito

norevole Dorfmann è un momento particolarmente delicato per la politica agricola europea. Da un lato i tagli alle risorse per il prossimo periodo di programmazione; dall’altro le esigenze delle imprese agricole europee sempre più deboli nella filiera ed esposte alla concorrenza internazionale. Prima di addentraci nella tematica vitivinicola, più in generale quali ritiene siano le riforme più urgenti da approvare, tra primo e secondo “pilastro” per rendere la Pac più incisiva e ridare smalto alle nostre imprese? Nonostante i tagli al bilancio comunitario, i finanziamenti destinati all´Italia per i prossimo quadro finanziario sembrano non aver subito delle grandi flessioni, almeno se paragonati agli altri Stati membri. Guardando positivamente la situazione attuale possiamo costatare come l´evoluzione dei

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prezzi agricoli abbia reso molto più competitiva la nostra agricoltura e al contempo abbia favorito i prodotti di qualità. Ecco quindi che l´export a livello europeo tiene il passo sui mercati mondiali. La nuova Pac dovrà continuare a sostenere la produzione europea e al contempo dovrà indirizzare la stessa verso dei criteri di sostenibilità e rispetto dell´ambiente. Questa é la sfida per la politica agricola comune post 2013. Il mantenimento del sistema dei diritti di impianto è una proposta forte della Comagri che ha prospettato una proroga del sistema fino al 2030. In più occasioni lei è stato in prima linea per la difesa della gestione del sistema a fronte di una proposta di liberalizzazione della Commissione. Potrebbe esporci nel dettaglio il suo punto di vista? Credo che prima di tutto dobbiamo fare un po´ di chiarezza. Non esiste una MARZO 2013| MONDO AGRICOLO |27


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«Il passaggio dalla compravendita dei diritti d´impianto ad un sistema di autorizzazione può giovare»

Herbert Dorfmann componente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo e relatore del progetto di modifica del Regolamento (CE) n. 1234/2007 sul regime di pagamento unico e il sostegno ai viticoltori

ne in “Trilogo” della proposta? L´idea di passare da un sistema di compravendita dei diritti d´impianto a un sistema di autorizzazione sembra giovare principalmente all´agricoltore. Credo quindi che per i produttori vitivinicoli siano i primi a poter beneficiare del nuovo regime. Sono quindi abbastanza ottimista sulla nuova proposta legislativa. Sicuramente il Parlamento dovrà lavorare molto affinché il nuovo sistema abbia un reale impatto sul mercato e non si trasformi in una completa liberalizzazione.

Alcuni Stati membri, come lei ben sa, si appellano alla regola del “de minimis” per escludere l’applicazione nel loro Paese delle norme di gestione del potenziale viticolo proposta da parte della Commissione (sia le future che quelle attuali). La per liberalizzare il settore. La Commis- regola fa riferimento a parametri sione europea ha messo in piedi un in vigore nel 2007 ma, oggi, non gruppo di lavoro che ha analizzato la più validi, almeno per alcuni Stati situazione contingente. Da questo la- come il Regno Unito. Ritiene utile voro nasce la proposta del Consiglio, chiedere a questo punto, in previche io accolgo positivamente nella mi- sione di una modifica al sistema, sura in cui saranno rispettati alcuni una cancellazione dell’esenzione punti importanti. Tra questi voglio prevista con il “de minimis”? elencare tre priorità: durata del nuovo Se vediamo oggi il numero di diritti sistema, entrata in vigore dello stesso d´impianto sul mercato che non sono e percentuale di nuove autorizzazioni utilizzati notiamo che questi possono avere un impatto sul mercato vitiviniimmesse annualmente sul mercato. colo molto più incisivo di tutti quelli Stati europei che hanno delle produIn questi giorni la Presidenza irlandese sta lavorando ad una proposta che tiene conto delle riflessioni del Gruppo di Alto Livello sui diritti di impianto. La proposta prevede la sostituzione dei diritti con un sistema di autorizzazioni gratuite e non trasferibili che dovrebbe partire dal 2016. Quali previsioni può farci dell’andamento della discussio-

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zioni molto ridotte. Credo quindi che l´applicazione del “de minimis” non sia un grande problema per il funzionamento del sistema di autorizzazioni così come proposto dal Consiglio. Mi sembra, infatti, poco utile che il nuovo sistema si applichi anche laddove non vi é una reale necessità di regolare la produzione. Naturalmente questa previsione normativa, se mantenuta, sarà applicata a tutta una serie di Stati membri che non supereranno nel tempo la produzione prevista dal legislatore. La Commissione e una parte del mondo industriale del settore vitivinicolo vorrebbero che il nuovo sistema, qualsiasi esso sia, non venisse applicato in maniera definitiva, ma venisse inteso come temporaneo, con l’auspicio nel lungo periodo di arrivare ad un sistema maggiormente “liberale”. Gli Stati membri principali produttori e le organizzazioni dei produttori e delle loro cooperative d’altra parte ritengono fortemente destabilizzante proporre un sistema nuovamente transitorio. Qual’è la sua opinione in merito? Riusciremo ad avere un sistema duraturo e permanente per il settore vitivinicolo? Sono convinto che il sistema attuale così come il sistema proposto dal Consiglio, non possano essere per definizione a durata illimitati nel tempo. Questo perché bisogna sempre essere orientati verso il mercato. Bisogna lavorare affinché anche nel futuro ci sia un sistema che trovi il proprio fondamento nelle esigenze contingenti del mercato vitivinicolo. D´altra parte però il nuovo meccanismo dovrà essere applicato per un periodo non inferiore ai dieci anni, perché anche chi produce deve poter avere un sistema normativo di rifermento chiaro sul quale basare il proprio operato.


Sconigge l’oidio

Prove alla mano

CIDELY è il nuovo antioidico per uva da vino e da tavola che ha superato brillantemente tutte le prove in campo grazie alle sue caratteristiche vincenti:

¡¡ ¡¡ ¡¡

nuovo meccanismo d’azione protezione piÚ efficace del grappolo lunga persistenza di azione favorevole profilo eco-tossicologico ampia possibilità di export del vino nel mondo elevata facilità d’uso

Ă€ NOVIT

Syngenta è uno dei principali attori dell’agro-industria mondiale. Il gruppo impiega piÚ di 26.000 persone in oltre 90 paesi che operano con un unico proposito: sviluppare il potenziale delle piante al servizio della vita. (NYVMHYTHJV H\[VYPaaH[V KHS 4PUPZ[LYV KLSSH :HS\[L H IHZL KP *`Å\MLUHTPK U‡ KP YLNPZ[YHaPVUL 3LNNLYL H[[LU[HTLU[L SL PZ[Y\aPVUP Ž Marchio registrato di una società del Gruppo Syngenta.


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Nel cuore di Mosca agli occhi dei nostri produttori e in grado di fare da traino a tutto l’agroalimentare italiano di qualità. Ecco perché nell’ambito del Vinitaly 2013 Confagricoltura, sempre attenta a creare nuovi contatti per sostenere e potenziare la dimensione internazionale delle imprese, anche organizzando l’ormai usuale calendario di appuntamenti con gli acquirenti stranieri, ha scelto di promuovere incontri di affari tra un nutrito numero di aziende associate e buyer in arrivo dalla Federadi Stefania Capponi zione russa. Una platea di consumatori, quella dell’ex repubblica sovietica, che per lunga tradizione ha familiarità con il vino (attestato però ancora a livelli piuttosto bassi, intorno ai 7 litri pro capite), lo sta a poco a poco mettendo al pouno dei mercati del vino sto dei superalcolici (vodka in primis) più dinamici al mondo, e, soprattutto, apprezza molto il bere dicono gli analisti, dove made in Italy, corroborato da un’imconsumi e vendite negli magine di alto livello, simbolo di posultimi anni stanno cre- sibilità economica e buon gusto, in scendo a ritmi sostenuti, sintonia con la crescente diffusione in concomitanza con il costante au- della cucina italiana nel Paese e con il mento del tenore di vita della popola- forte appeal esercitato dall’italian styzione, e dove la propensione del pala- le in Russia. Non a caso l’affluenza di to va spiccatamente verso i vini dolci turisti russi in Italia si fa sempre più ine semidolci. Ma è anche un mercato si- tensa (è aumentata del 30% l’anno nonimo di burocrazia soffocante ed scorso). E in effetti è di primo piano il elevato tasso di corruzione.Tra luci ed ruolo attribuito al vino italiano dai daombre, insomma, la Russia si propone ti relativi al mercato russo, che nel come terra ricca di promesse per l’e- 2011 per il Belpaese – al secondo ponologia tricolore, una chance golosa sto tra gli esportatori dietro la Francia

La Federazione russa si propone come terra ricca di promesse per i produttori, in grado di fare da traino a tutto l’agroalimentare di qualità

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– ha significato oltre 150 milioni di euro di fatturato, in incremento del 60% rispetto alla media del triennio 20072009 (elaborazione Confagricoltura su dati Istat). Per il nostro export enologico in Russia, tuttavia, l’anno passato si è aperto all’insegna della flessione, legata essenzialmente al crollo dei volumi di vino sfuso inviati laggiù. Il vino in bottiglia, invece, ha messo a segno incrementi in quantità e in valore (sospinto da un prezzo medio in ascesa), mentre il segmento spumantistico ha conosciuto una contrazione del 30% in termini di volumi e di corrispettivi. Un bilancio in chiaroscuro per le nostre spedizioni vinicole verso il suolo russo, dunque, condizionato da vari fattori, a partire dalla locale impasse nel sistema di rilascio e


I produttori scommettono sulla fascia alta di mercato matura ma ancora ricettiva di rinnovo delle licenze di importazione che ha di fatto rallentato o bloccato le operazioni di export: problema che si auspica di veder superato con il definitivo ingresso della Russia, dopo diciotto anni di negoziati, nella World Trade Organization (Wto). Nel frattempo, comunque, la tendenza manifestata dal mercato russo è una sempre maggiore attenzione ai vini di pregio, tenendo conto che nella gamma alta il prestigio di cui godono i prodotti francesi è indiscutibile. Ed è proprio sulla fascia del

mercato di qualità, alquanto matura ma ancora ricettiva per nuove proposte, che stanno scommettendo i nostri produttori, avvantaggiati, va ribadito, dal volano offerto da una ristorazione italiana decisamente in auge a Mosca e a San Pietroburgo e dalla considerazione nutrita nei confronti dei vini dello Stivale da parte del consumatore russo intenditore, che è informato sulle principali tipologie ed etichette – tra i preferiti, i rossi toscani e piemontesi, ma anche il Veneto e le bollicine, dal Prosecco all’Asti – ed è disposto a provare nuove esperienze. Naturalmente in questo am-

bito è fondamentale la promozione, oggi (dopo la recente campagna anti-alcol che ha reso fuorilegge pubblicità e grandi fiere) sostanzialmente fatta di eventi e degustazioni come occasioni per acquisire visibilità e farsi conoscere. Ma è altrettanto importante, per le aziende che si affacciano su questo sterminato territorio, conoscere i meccanismi del business esistenti sul mercato russo, ricco ma per molti versi “blindato”, appesantito com’è da una legislazione rigida e molto complessa: difficoltà doganali, elevati dazi e accise, tante barriere e ostacoli burocratici, impossibilità di proporsi direttamente e obbligo ad interloquire con partner rappresentati da pochissimi importatori che là fanno da padrone. In Russia peraltro, come spiegato dall’esperto giornalista Dmitriy Fedotov in un’intervista rilasciata al “Gambero Rosso”, si sta lavorando a numerosi disegni di legge mirati ad una regolamentazione del settore e si spera nella messa a punto entro quest’anno di un assetto normativo tale da non risultare penalizzante per il comparto dei vini, specialmente per quelli di importazione.

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In Russia il vino non è macho I consumatori amano le bollicine ed i rossi che fanno tendenza. Si bevono sempre di più bianchi e rosè anche in inverno. La scelta è delle donne di Serge Drobot

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on si possono studiare i mercati solo con le statistiche alla mano. Bisogna comprenderne le dinamiche “dall’interno”, calandosi nelle varie realtà. Questo è ancor più necessario se si vuole approcciare il mercato russo. Storicamente il vino è sempre stato componente importante della cultura russa (al contrario dell'olio d'oliva) e lo è ancora di più oggi, soprattutto rispetto ai tempi della vecchia Unione Sovietica. Anche se i vini del Nuovo Mondo sono molto popolari, la preferenza dei consumatori locali va ancora e, comprensibilmente, verso i marchi del Vecchio Mondo, con

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quelli francesi in testa, seguiti a ruota da quelli italiani. In Russia ci sono, così come in Europa, tutti i vini del mondo; le bottiglie sono presenti nei supermercati, nelle enoteche e in tutti i ristoranti. Naturalmente scelta e qualità sono variabili. A seconda delle esigenze dei consumatori, nei supermarket c’è una ampia scelta, dal target più basso di qualità/prezzo, alle marche più prestigiose e costose. Nei ristoranti di alto livello, si può rimanere stupiti dalla ampia lista dei vini, tutti d’importazione; lo stesso vale per le enoteche. Altra consistente fetta del mercato è costituita dalla vendita diretta di vini da parte dei distributori ai consumatori (più “bene-


stanti”). L’attività è, ovviamente, limitata a Mosca ed a San Pietroburgo, dove opera la maggior parte dei distributori. Una riflessione va fatta sulle tipologie di vino. Storicamente, spumanti e champagne sono sempre stati i favoriti dai consumatori russi e si assiste ad una costante crescita della domanda sia in termini di volume, sia di qualità. Le bollicine sono la bevanda preferita in casa, durante le vacanze, i compleanni o in qualsiasi altra occasione celebrativa. Va considerato che spumanti e champagne non sono l'unica scelta nelle occasioni di festa. In casa, molto spesso, sono presenti tutte le varietà di bevande alcoliche. Non c’è dubbio però che le bollicine sono sempre richiestissime. Essendo i russi grandi bevitori si sarebbe orientati a pensare che ci sia una predilezione solo per i vini rossi, magari per quelli più corposi. Non sempre è così. I bianchi sono consumati in qualsiasi momento dell'anno ed in tutte le occasioni, anche negli inverni più rigidi, anche perché il consumatore russo è abituato a bere indipendentemente dal clima. Così accade per il vino rosé, che ha un mercato stagionale di modeste dimensioni, ma in crescita. È sempre più facile vedere una ragazza bere un calice di rosè, durante il pranzo, nel bel mezzo dell'inverno. Il consumo dei vini rossi ha avuto uno sviluppo diverso. La crescita è avvenuta principalmente in termini

di qualità e di stile. Nel corso n SERGE DROBOT degli ultimi 15 anni – grazie ai Serge Drobot, è nato viaggi in Europa che hanno connegli Stati Uniti e si ocsentito di assaggiare infinite vacupa di consulenza alle rietà di vini - i Russi hanno iniaziende per l’export viziato non solo a riconoscere i tivinicolo sui mercati di nomi delle marche, ma hanno Russia, Europa delanche maturato scelte, in base ai l’Est e Canapropri gusti, in termini di quada. lità e di stile. Sono finiti i giorni in cui i nuovi ricchi ordinavano esclusivamente i vini più costosi solo perché spendere dava prestigio. I consumatori che possono permettersi di andare nei ristoranti migliori ora si affidano ai sommelier per farsi consigliare etichette interes- Per comprendere questo mercato, santi, non solo ottimamente abbinate certamente non facile da conquistaalle pietanze, ma anche inusuali nella re, bisogna conoscere se stessi. I produttori italiani, lo hanno capito? Oppure guardano esclusivamente alle «I Russi, viaggiando statistiche, convinti che partecipare hanno formato il gusto. ad una fiera vitivinicola in Russia equivalga ad aver trovato una minieSono molto competenti» ra d'oro? Stanno producendo un vino standard ad un costo medio o un proloro eleganza, per gusto e "terroir". dotto che si distingue per stile o guQuando si tratta di vino, la Russia non sto, oppure per entrambi? è un paese "macho". Le donne sanno In aggiunta a quanto detto fin qui, va di più sul vino rispetto agli uomini. Ma anche considerato il fattore concorche si tratti di uomini o di donne, la ve- renza sia tra produttori, sia tra distrira questione è quella della competen- butori. I viticoltori stanno proponenza, ed i Russi l’hanno acquisita veloce- do un prodotto diverso e interessanmente. Ciò è dovuto al fatto che ama- te a un prezzo giusto, che può dare no viaggiare in Europa, ma ancora di un vantaggio contro i ‘competitor’ lopiù perché sono curiosi di conoscere cali e internazionali? Il loro vino può nuove culture e di godere a fondo le aiutare i futuri distributori nei condifferenti peculiarità. fronti della concorrenza? Ci sono molti viticoltori italiani che offrono etichette molto interessanti per la richiesta russa, in termini di stile, gusto e prezzo. Se questo risultato sia stato raggiunto per caso, non importa; ma il futuro è esclusivamente riservato a vini eleganti in termini di stile, qualità e prezzo. Il popolo russo impara velocemente e chiede un indiscusso livello di qualità e stile, ad un prezzo giusto. I produttori che si impegneranno in tal senso e lo considereranno fattore cruciale, potranno riuscire a comprendere questo mercato e, di conseguenza, aspet tarsi un buon futuro. MARZO 2013| MONDO AGRICOLO |33


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Uniche e preziose

Ron Van den Bosch disegna “abiti” per bottiglie di vino, in carbonio e pietre preziose

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Arriva il luxury food: bottiglie esclusive, ingioiellate e fashion per un ricchissimo segmento di mercato dell’olio e del vino di Gabriella Bechi

ottiglie come gioielli, impreziosite di gemme, vestite elegantemente come una bella donna. E’ l’ultima frontiera del lusso, che dopo aver toccato tutti i segmenti di mercato, dalla moda, al design, al turismo, arriva all’agroalimentare, a due prodotti top del made in Italy, vino e olio. Così una eccellente bottiglia di olio extravergine d’oliva o una di un grande vino d’annata non bastano più per chi vuole solo pezzi unici e rari, per fare un regalo, festeggiare una ricorrenza, per farsi notare e ricordare. E’ un piccolo, ma ricchissimo segmento di mercato che non conosce crisi, quello del lusso, e anche alcuni lungimiranti imprenditori agricoli vi guardano con crescente interesse. E’ il caso di Angelica Bianco, giovane produttrice di olio extravergine d’oliva in provincia di Chieti, che dopo gli studi in farmacia e un lavoro in Provincia, due anni fa ha trasformato la piccola produzione di olio dell’azienda di famiglia, Tenuta Giovanna, in una nicchia del lusso.

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chimica, di medicina e di arte il gioco è fatto: unire il prodotto principe delLa collezione di bottiglie la terra, l’olio extra vergine di oliva, preziose di vino, con le sue meravigliose proprietà, al tra le novità del Vinitaly 2013 fascino dell’oro, creando una fantastica alchimia. Insomma il cibo di lusso L’idea affonda le sue radici nel passa- incontra il materiale più prezioso, l’oto, nella storia dell’oro commestibile, ro. Così nasce “Xoro Xolio”, olio exche risale agli antichi egizi, che usava- travergine d’oliva della varietà Gentino pagliuzze e foglie d’oro per far le, dalle eccellenti qualità organolettibrillare le tavole più importanti, dif- che, nobilitato con infusione di pepifusa poi nel Medio Evo e nel Rinasci- te d’oro 23 Kt, confezionato in elemento. Per Angelica, appassionata di ganti e preziose bottiglie che utilizzano elementi Swaroski montati direttamente su vetro. Un lavoro artigianaUn goccio d’extravergine le tutto italiano, frutto della collabora“dorato” rende speciale piatti zione di un’imprenditrice agricola d’autore come gli scampi con un orafo di fama, maecon patate allo zafferano stri vetrai, e designer, che hanno trasformato un prodotto della terra in un oggetto del desiderio. Ora è possibile versare un goccio d’exravergine “dorato” sulle pietanze, per assaporare un gusto speciale e unico. Mille bottiglie numerate che, dopo essere state usate per trasformare una pietanza in “cibo degli dei”, diventano un oggetto da collezione, un candelabro o un soprammobile. MARZO 2013| MONDO AGRICOLO |35


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altro prende vita il progetto “Divini bottle design”, che sarà presentato per la prima volta quest’anno al Vinitaly. Una vera e propria collezione di “abiti” realizzati in carbonio e pietre preziose, con cui vestire la propria Il successo per Angelica è arrivato al- collabora con alcuni dei più famosi bottiglia, personalizzando il proprio trettanto velocemente di quanto sia grafici e packaging designer del mon- marchio, e una linea di accessori (dai riuscita a concretizzare la sua intui- do. Lo scorso anno l’incontro con tappi, alle “cravatte” da adattare ai colzione. Ron Van den Bosch orefice e desi- li delle bottiglie). Un’idea per un reIl suo “Xoro Xolio” ha già partecipato gner olandese, che si forma come in- galo unico, per stappare una bottiglia alle più importanti fiere internazio- gegnere per seguire poi la sua vera speciale in occasione di una ricornali del lusso ed è stato oggetto di in- passione che era quella di creare renza, una nascita o un matrimonumerevoli articoli sulle riviste più gioielli ed accessori. Pezzi unici ed nio.Dopo il Vinitaly la presentazione glamour d’Europa.Vanta molti clienti esclusivi realizzati in carbonio, mate- negli Stati Uniti, e a maggio negli Emiimportanti, anche in Italia, ma oggi il riale pregiato, resistente e leggero, rati Arabi, nel corso di una importansuo mercato è quello dei “nuovi ric- utilizzato nelle automobili di lusso o te fiera dedicata al Made in Italy.E gli chi”, Russia, Oriente e Paesi Arabi in sportive che compongono le colle- “abiti” della collezione “Divini bottle primis. E dopo l’olio, anche il vino si zioni Van den Bosch, famose in tutto design” hanno già un cliente: le bottiè fatto stregare dai gioielli. L’idea è ve- il mondo. L’amore per il design, per il glie di Prosecco delle Cantine Bortonuta a Lidia Botti, importatrice di vini vino italiano e per tutto ciò che può lotti, di Valdobiaddene, per le quali italiani in Olanda, fashion designer, essere fashion ed esclusivo coinvolge sono stati realizzati i primi quattro impiegata in una nota cartiera, dove entrambi e così tra un bicchiere e un prototipi. Extravergine a 23 kt della Tenuta Giovanna di Angela Bianco a Chieti

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L’extravergine è arricchito dall’oro che, con una speciale lavorazione, è commestibile


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Occhio alla Generazione Masterchef

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Quando il vino fa stile e tendenza. Check a tutto tondo sugli orientamenti. Vini acquistati a calice, bottiglie aperte al ristorante e portate a casa, acquisti presso la GDO: meno sacralità e più attenzione ai nuovi costumi di Antonio Paolini

ere come, bere quanto, bere dove, bere cosa. Se c’è un momento dell’anno in cui fare il punto sulle tendenze nel mondo vino, è ovviamente questo: il mese del Vinitaly, cioè del “gran raduno generale della festa nazionale” (come avrebbe cantato Bennato), e in cui più che fare i conti dell’anno passato si aprono, variamente speranzosi, scenari e previsional sul periodo futuro. Un quesito alla Sibilla delle mode e del mercato tanto più delicato visto il momento che si sta vivendo, e la congiuntura che non accenna ancora a schiarire i suoi orizzonti. Sia come sia, e punto per punto, ecco cosa sembra raccontare un check a tutto tondo sulle tendenze in rampa. E sul bere all’italiana nei prossimi mesi. Al calice. Il primo comandamento pare essere questo. Chi non stappa e non versa è perduto. Chi non ha in gamma vini “apribili” e sbicchierabili (che non significa affatto facilotti e banalotti, ma possibili, programmati per…) o non fa di tutto per rendere tali alcuni dei propri (inclusa una riforma adeguata e intelligente del sistema di distribuzione verso forme più flessibili e “on demand”, oltre che naturalmente delle scelte in cantina), idem. Crisi (e must di rendere modulabile e

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Ivan Iurato concorrente dell’edizione Masterchef 2013

pericolo noi e gli altri, ma non sindacate la nostra libertà e la nostra vita quando siamo a casa e a piedi, non è giusto: non siamo tossici, ma semplicemente italiani normali, con una storia alimentare e una tradizione di milgestibile secondo ”braccio” la spesa, lenni alle spalle): tutto congiura in pena la rinuncia totale); trionfo dell’a- questa direzione. peritivo mangiato in tutte le realtà ur- A casa. Potrei ricominciare la litania da bane grandi e medie; spauracchi pal- dove l’ho lasciata: soldi contati, costi loncino, patente e rieducazione (scu- da tagliare, paura vigili, meno voglia di sate, ma è così), tipo Guantanamo per apparire… Una somma che dà come chi sbaglia (io dico: puniteci anche se- totale il calo (doloroso, certo: ma preveramente se sgarriamo e mettiamo in vedibile date le circostanze, e speria-

Ci sono meno soldi, c’è la crisi, che spingono a nuovi style non rinunciando al “buon vino”

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ai tempi (dallo sbicchieramento per lui vocazionale all’aperitivo, dalla voglia di tirarsi su il morale alla mediamente contenuta alcolicità) è lo spumante (chi non ama la parola è pregato di astenersi da sparatorie: l’italiano non è un’opinione, quelle sono libere, la lingua ha delle sue regolette). E i produttori lo sanno.Tanto che… si sta facendo spumante in un sacco di posti e di aziende dove non si faceva. Divertente, magari, perché porta novità (alcun felici, dalla Sicilia ad esempio) e opportune (ri)scoperte (e penso ad esempio alle ottime Marche, che hanno uva giusta, savoir faire già sperimentato e nuovi incomers calati argutamente da Franciacorta a portare ulteriore raffinato know how). Ma il rischio della banalizzazione, della rincorsa in basso di qualità e prezzi per via dell’inflazione del far le bolle per farle e metterle in gamma, vengano come vengano, c’è. E tocca starci attenti, consumatori e produttori bravi. Naturali sì, ma… Il trend tiene. E la nuova etichettatura finalmente messa in pista sul bio e il mistero fascinoso e intrigante (ma non per forza sempre glorioso) del biodinamico aiuta e aiuterà. Va bene, anzi benissimo, il nuovo mo provvisorio) dei consumi fuori caPrimo comandamento: senso diffuso di valore aggiunto eticosa. Nel settore dei ristoranti in primis, vini venduti a calice. ambientale. Che però non deve rie di tutta la catena collegata a seguire. guardare e appendersi solo a pratiche E allora, poiché non voglio rinunciare Chi non stappa è perduto più esoteriche che ecologiche, a volte, al buon vino, me lo porto e me lo benel campo e in cantina; ma a un bilanvo a casa, magari invitando amici a vedere insieme Masterchef (una volta su come coltivarlo, orientarlo, farlo cio complessivo delle buone pratiche aziendali, dal fronte chimica a quello era “Lascia o raddoppia”… can you re- crescere. member?). Una “nordizzazione” (è lo Meno alcol. E tre. Non mi ripeterò, energia. E bisogna per forza allargare il stile Scandinava) che implica anche non serve. Ma fitness, salute, polizia campo e lo sguardo oltre gli stretti un cambio del luogo d’acquisto. Il cir- stradale, gusti dei nuovi (e nuove) con- confini della vigna, per inquadrare nel ca 70% appannaggio odierno della sumatori/trici: tutto punta verso un discorso intere fette di territorio naGdo è eloquente. E gli amici produtto- modello non troppo “heavy”, quanto a zionale circostante. Si può non usare ri sono avvertiti. Chi anche da ciò te- gradazione. Tutto… tranne il clima. E nessun farmaco o concime strano, me solo peggioramenti, rifletta però tranne i ragazzini in cerca di sballo. Ma non filtrare, non far questo e non far su un fattore: il market, se giusto,“nor- quelli tanto non vanno a vino. È lo quello. Ma essere “bio” su un terrazzo malizza” e fidelizza l’acquisto di vino, shottino la loro botta del sabato sera. a Città del Messico o Pechino, le città più inquinate del mondo, è comunrendendolo meno sacrale, più indi- Più varie ed eventuali... pendente, per certi versi più facile Tante bolle. Chiaro che sia così. E non que utopia… O no? E questo dev’escoinvolgendo categorie un tempo ci si arrovelli troppo sull’ultimo calo sere il metro di giudizio e d’azione. Olescluse (donne single e non, giovani di consumo (il primo da un pezzo, do- tre al piccolo fatto di ricordarsi semcoppie, immigrati etc.). E può incorag- vuto al“poenitentiagite”e al momento pre che la deriva “naturale” post uva giare il mantenimento di quote (sem- davvero nero in generale. Oltre che a ed enzimi è l’aceto; non il vino. E che pre più a rischio anche da noi) di con- un certo riequilibrio tipo Borsa quan- se si interviene alla radice per corregsumi quotidiani. Tocca riflettere bene do sale troppo). Se c’è un vino adatto gerla, vergognarsene poi (e contrad40| MONDO AGRICOLO |MARZO 2013


dirsi) per tutto il resto del processo, oltre che piuttosto fesso è anche un po’ ridicolo. Chi cresce chi cala. Piccole denominazioni che guadagnano quote. Grandi che si allargano ancora. Non sono opinioni e neanche il portato di pur accorte campagne di comunicazione. I famosi “”controllori”, dalla trasversale Valoritalia a tutte gli altri, con le loro cifre su bottiglie, fascette, ettari e rivendicazioni danno ormai ogni anno un polso credibile del borsino delle Dop (per le Igp tut’altra storia, hic sunt ancora misteri & leones a profusione). E allora, ecco alcuni nomi in salita. Il Prosecco, manco a dirlo, e neanche sto lì a spiegare perché (occhio solo, amici coinvolti e amici fans, dalla doppia tentazione, del prezzo stracciato e del vino smutandato, e del morso della presunzione e dei prezzi folli: entrambe striscianti e in agguato). Il Lugana, consorzio “caso” esemplare per modalità di sinergie interne,

fessabili causa Equitalia) giocano a nascondino, loro si esibiscono. Fanno il pieno di etichette celebri, bevono grandi rossi (conoscono solo quelli, e costano di più) sul crudo di spigola, puntano alle bolle più esclusive, comdi fare squadra, di difesa dei prezzi. Il prano bottiglie vestite in modo speciaSoave, che tiene su posizioni di asso- le (a proposito: ne girano di splendiluto rispetto e cerca nuove glorie va- de). Noi, malgrado gloria e radici, ablorizzando la specificità del suo ter- biamo ancora non troppi assi da gioroir. Il Carignano del Sulcis, piccola care su quei tavoli. Il campo dei grandi gemma sarda. E il Montepulciano d’A- targati Italia andrebbe allargato. I nostri bruzzo, per qualità/valore, ma anche storici (anche quelli nati negli anni Otper orizzontalità della distribuzione, tanta ormai lo sono, e hanno fatto un reperibilità, volto nobile, ma amiche- percorso da fenomeni) fanno la loro vole e rassicurante. I numeri poi aiuta- parte: ma sono ancora troppo pochi. E no. Piccolo è bello, si sa: ma grande è occorre fare di più per aumentarne la tutt’altro che una bestemmia. Pensate platea. Occhio: senza scimmiottare solo all’export e al mezzo Eldorado- nessuno. Per capirci: se ci sono (e pare mezza Atlantide di tutti: la Cina. Come ci siano) degli oligarchi e le loro famisi fa ad andarci seriamente con un pu- glie che fanno il bagno nella Jacuzzi a gno di bottiglie? Champagne, un claim tipo: «Staminali Glam e nuovi ricchi. Ci siamo arrivati. e Prosecco, amici per la pelle» ci può Ci sono anche loro. E mentre i “vecchi” anche stare. Ma vi confesso che io, per ricchi o quelli seminuovi (ma incon- ora almeno, non lo vedo bene…

Piccole case crescono ma non si può andare in Cina con un pugno di bottiglie

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Paul Cézanne, I giocatori di carte (Parigi, Museo d'Orsay)

Quadro di vino Spirituale congiunzione tra arte e Bacco. La cultura enologica è stata affidata all’immortalità dalla pittura di Elisabetta Tufarelli

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l vino è fonte di ispirazione artistica. I pittori lo hanno sempre associato con il divino, con il sacro e con il profano. E’ proprio attraverso l’arte che si è, in qualche modo, potuta raccontare la storia sociale e culturale del nettare di Bacco. E’ a partire dall’Impero romano che si diffuse enormemente in occidente la cultura dal vino e, da allora, è stata sempre affidata all’immortalità della pittura. D’altronde se il buon vino rende migliore l’uomo, solo la gran-

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de pittura lo riesce a rendere eterno. La pittura e il vino, attraverso le epoche, hanno sempre trovato numerosi punti di contatto. Dipingere, così come bere un buon bicchiere di vino, è un’azione che coinvolge pienamente l’olfatto, il gusto il tatto e la vista. Né la pittura né il vino sono statici, anzi si tratta di una metamorfosi costante, di un continuo divenire e il viticoltore e l’enologo in cantina, proprio come il pittore, usano una tavolozza e i pennelli. Ed ecco che le


uve prodotte da un determinato vigneto, possono diventare vino appena bevibile, buono oppure ottimo, un capolavoro che riesce anche a dare forti emozioni a chi lo beve. Come la tela, anche l’annata, con le sue uve, va gestita con prudenza. E così pittoPhilippe Mercier, Il giovane re e viticoltore mescolano, bevitore (Parigi, Louvre) dosano e trasformano. Il vino, così come l’arte, non è statico, ma si trasforma e si evolve. Né la pittura, né il vino Non è certamente un caso che Diosono statici, rappresentano niso, nell’antichità, fu dio dell’ispirazione e protettore di tutte le arti. Da il continuo divenire Brueghel a Picasso, da Magritte a Caravaggio, da Renoir a Vermeer, da Tiziano a Chagall, da Velasquez a Ma- l’umanità. La pianta della vite ha net, da Leonardo da Vinci a Jean sempre accompagnato l’uomo nel Breughel, da Toulouse Lautrec, a Van suo cammino ed il vino è onnipreGogh, a Matisse; sono tanti i grandi sente nella storia della pittura. Moltisartisti che hanno dimostrato che la sime le varie rappresentazioni di Bacstoria del vino è la storia stessa del- co: Caravaggio (Galleria degli Uffizi),

Tiziano (Baccanali, museo del Prado), Guido Reni (Bacco che beve, Dresda), Velasquez (trionfo di Bacco, museo del Prado), Rubens (Bacco ubriaco, museo dell’Ermitage). E le scene sacre: l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci (santuario Santa Maria delle Grazie, Milano); le nozze di Cana del Veronese (Louvre), di Giotto (Cappella degli Scrovegni, Padova) e di Luca Giordano (Certosa di San Martino, Napoli); le nature morte di De Chirico; le vendemmie di Goya (Museo del Prado); di Boulanger (museo delle Belle Arti, Bordeaux) ed i bevitori di Philippe Mercier (Il giovane bevitore, museo del Louvre), di Vincent Van Gogh (il caffè di notte, Art Gallery New Haven), di Paul Cezanne (i giocatori di carte, museo d’Orsay) e di Jan Vermeer (la mezzana, Dresda).


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Olivi Cultura Spigolature letterarie alla scoperta di una pianta millenaria che è stata ed è musa ispiratrice. Da Omero a Neruda di Elisabetta Tufarelli

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l generale greco Tucidide scriveva: “I popoli del mediterraneo cominciarono ad uscire dalle barbarie quando impararono a coltivare l’olivo e la vite”. E l’olivo con il suo olio, così come la vite, sono sempre stati presenti nella vita degli uomini e sono strettamente connessi alla storia

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delle popolazioni che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Anche se ha origini preistoriche che risalgono al Paleolitico, è dei Romani il merito della diffusione della coltivazione di questa pianta nei Paesi conquistati dal-

l’impero. Per i Greci, ma non solo,l’olio d’oliva aveva quasi un carattere ‘sacro’. I vincitori dei giochi olimpici erano premiati con anfore piene d’olio e con corone d’olivo. Il poeta Omero cita più volte olivi e olio nell’Iliade e nell’Odissea. Come non ricordare la fiala di ‘oro liquido’ che Atena donò ad Ulisse per restituirgli forza, bellezza e vigore? Per il filosofo greco Democrito seguendo una dieta esclusivamente a base di olio d’oliva e miele, si sarebbe potuti arrivare ai cento anni. Plinio il Vecchio in ‘Naturalis historia’ aveva osservato che il miglior olio d’oliva del mediterraneo veniva prodotto in Italia. Anche Galeno, il famoso medico di Marco Aurelio, nel suo ricettario, metterà l’olio d’oliva al centro d’innumerevoli preparazioni. All’olio venivano riconosciute infinite proprietà terapeutiche. La Scuola medica salernitana, la prima dell’Occidente, ne ha codificato le proprietà: dalla cura delle cardiopatie, alla febbre; come ipotensivo, antidiabetico, emolliente e diuretico. Nella Bibbia gli olivi sono citati una settantina di volte e, in particolare nell’Esodo e nel Levitico, più volte l’olio d’oliva viene segnalato come unguento sacro. E il Messia è l’unto del Signore. Non si può dimenticare che il ramoscello d’olivo è simbolo di pace e di rinascita: Noè inviò una colomba che aveva nel becco un


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PROGETTO “TERGEO” CON UIV

Impegno per il vigneto “sostenibile”

a viticoltura è una L delle colture agrarie sulla quale è applicato

ramoscello d’olivo, per annunciare la fine del diluvio universale. Ma è nella poesia e nella lirica, soprattutto italiane e spagnole, che l’elogio dell’ulivo e dell’olio raggiunge l’apoteosi. Dante Alighieri, nella Divina Commedia cita, nel Purgatorio e nel Paradiso, l’albero d’olivo. Gabriele d’Annunzio, nella raccolta di liriche l’Alcyone, scriveva di: “Olio con sapiente arte spremuto… chiaro assai più del liquido di cristallo, fragrante quale oriental unguento, puro…”. Ugo Foscolo: “il mio olio e il mio vino è scarso”. Anche Giovanni Pascoli, nei primi Poemetti: "L'olio cantò, murmure sommesso; un

acre odore vaporò per tutto". Nemmeno Eugenio Montale si sottrae al fascino degli ulivi ‘disseminati come greggi’. Ma non ci si può limitare all’Italia: la poesia e la lirica spagnole sono ricche di citazioni e di elogi all’olio, ma anche a tutta la vita che vi si muove attorno. Fra gli altri: Miguel de Cervantes, Félix Lope de Vega e Tirso da Molina. Tra i più moderni non possiamo dimenticare Antonio Machado, Federico Garcia Lorca , Miguel Hernandez, lo scrittore ispanico peruviano Mario Vargas Llosa. Infine, il cileno Pablo Neruda ha scritto un’intera ode dedicata all’olio d’oliva.

maggiormente il concetto di sostenibilità, in quanto chiamata a soddisfare le sempre più esigenti richieste del consumatore moderno. Syngenta è da anni impegnata attivamente nella realizzazione di una viticoltura sostenibile attraverso i propri programmi di Agricoltura Responsabile™, un vero e proprio approccio culturale, che propone numerose iniziative e progetti di formazione, informazione e sensibilizzazione volti a coniugare sostenibilità economica, attenzione alla salute, alla sicurezza ambientale. In questo contesto rientra il progetto “Tergeo” che, in collaborazione con Unione italiana Vini e approvato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, ha lo scopo di aiutare le aziende del comparto vinicolo ed enologico a recuperare efficienza e competitività nel massi-

mo rispetto della sostenibilità ambientale, economica e sociale attraverso il trasferimento di Best Practice. Syngenta ha contribuito al progetto in particolare con i protocolli Qualità Sostenibile Syngenta (QSS) per la difesa del vigneto, volti a ottenere produzioni di qualità nelle giuste quantità, e con le proprie competenze relative alle Tecniche di Applicazione degli agrofarmaci, che mirano a massimizzare l’efficacia dei prodotti aumentando la sicurezza e minimizzando i possibili rischi di inquinamento ambientale. Inoltre, un ulteriore best practice, sono i corsi di formazione certificata sull’uso sostenibile degli agrofarmaci, che, validati a livello internazionale e anticipando quanto previsto dalla direttiva 128/2009/CE, hanno fornito a utilizzatori, distributori e tecnici una formazione obbligatoria sull’uso di questi prodotti in tutte le sue fasi di gestione.


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Nella vigna la sostenibilità è Magis La significativa esperienza di Cantine Settesoli che coniuga rispetto della tradizione territoriale e innovazione eno-tecnologica di Barbara Mengozzi

quasi quattro anni dal debutto, Magis, l’avanzato progetto promosso da Bayer Cropscience per la sostenibilità in vigneto e in cantina, è riuscito a mettere insieme mondo della ricerca, organizzazioni di filiera, industrie costruttrici di macchine ed attrezzature agricole e oltre un centinaio di aziende vitivinicole. Figura tra queste Cantine Settesoli, la più grande realtà vitivinicola siciliana con i suoi 2.000 soci e gli oltre 6.000 ettari di vigne – circa il 5% dell’intero vigneto dell’Isola – dislocate lungo il tratto di costa segnato dalle assolate colline tra i templi di Agrigento e di

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Selinunte. Un’azienda che, in considerazione del proprio percorso, può effettivamente dire di avere la sostenibilità nel proprio Dna: una sostenibilità concreta e declinata in tutte le sue valenze, non solo ambientale, ma anche sociale ed economica, alla quale l’adesione al progetto Magis, come viene evidenziato dal reportage che segue, ha aggiunto un ulteriore, significativo tassello. Modernità, efficienza, capacità di coniugare al meglio il rispetto della tradizione territoriale con l’innovazione eno-tecnologica. Sono i fattori cruciali del “miracolo” operato da Cantine Settesoli, riuscendo a coniugare numeri imponenti ed alta qualità, a diMARZO 2013| MONDO AGRICOLO |47


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Li Petri: «Rivoluzione in vigna con minori rese ma più alta qualità» mostrazione del fatto che una cantina sociale può comunque essere una realtà dinamica e competitiva, protagonista autorevole del panorama enoico nazionale ed internazionale. A questa mega-cooperativa siciliana, nata nel 1958 e cresciuta vertiginosamente nel tempo, va anche un altro merito: quello di aver fatto da volano per lo sviluppo del proprio territorio, convertito progressivamente in autentico distretto del vino. Fatto sta che oggi ben il 70% della popolazione residente nell’area di Menfi è coinvolto a vario titolo nell’attività dell’azienda, dal 2011 presieduta da Vito Varvaro dopo quarant’anni di guida affidata a un produttore illuminato come Diego Planeta, una delle figure più emblematiche del rinascimento enologico isolano, che a Settesoli ha dato l’impronta e ne ha tracciato il cammino verso tanti successi. Qui infatti già negli anni Settanta si era convinti del fatto che, per garantire ai produttori associati un futuro

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gradualmente portati ad assimilare anche il rivoluzionario concetto della minore resa in vigna a favore di una più elevata qualità, sinonimo, a sua volta, di maggiore remuneraziopiù solido e sicuro, il vino siciliano si ne. Un percorso virtuoso fatto di tandovesse vendere in bottiglia puntan- ti anni di lavoro, al quale sono stati afdo alla conquista di un pubblico d’ol- fiancati ingenti investimenti per il treconfine. Una visione densa di im- rinnovamento di impianti e attrezzaplicazioni. In primo luogo la neces- ture, così da abbinare uve pregiate e sità di uscire dal ristretto range delle moderne tecniche di vinificazione, e tipiche uve bianche di Trinacria (i per dar vita a marketing e comunicaclassici Catarratto, Inzolia e poco al- zione incisivi. Ecco, in sintesi, le taptro) per aprire le vigne all’ingresso – pe della metamorfosi di Cantine Sete alla sperimentazione – di nuove va- tesoli, oggi votata ad elevati traguardi rietà, comprese le internazionali più qualitativi in tutto il suo sterminato celebrate. vigneto – dove accanto ai vitigni auÈ iniziato così un processo di trasfor- toctoni (Grecanico e Nero d’Avola in mazione radicale nei vigneti dei soci, testa) si sono magnificamente acclimatati uve diverse quali Chardonnay, Viognier, Cabernet, Merlot, Syrah – e artefice di un’ampia gamma di bianchi e rossi made in Sicilia suddivisa tra i marchi Settesoli (destinato alla grande distribuzione e presente in metà dei supermercati italiani) e Inycon, oltre alla la linea top Mandrarossa per ristoranti, enoteche, wine bar. Un’azienda peraltro veramente export oriented, visto che il 60% del suo fatturato, pari a circa 55 milioni di euro, viene realizzato all’estero (in tutto il mondo), ed in continua evoluzione. Risultati fondati sul vero punto di forza di questa grande cooperativa, ovvero il controllo totale della filiera produttiva. «Una folta compagine sociale può significare, come nel nostro caso, un’enorme opportunità, perché tutti i nostri viticoltori remano nella stessa direzione, nel rispetto assoluto dei protocolli e Vigneto a Syrah che l'azienda Settesoli ha dedicato al Progetto Magis


delle direttive colturali fornite dall’azienda, nonché della programmazione delle varietà da impiantare. In tal modo riusciamo a produrre ciò che il mercato chiede ad un livello di qualità alto e costante», spiega Salvatore Li Petri, valente direttore generale delle Cantine Settesoli. Oggi come ieri, viene ribadito, l’azienda siciliana intende gestire la propria crescita in uno stile pienamente sostenibile: «e il grande concetto di sostenibilità che ogni giorno qui da noi si concretizza è una valorizzazione delle uve conferite dai soci al fine di mantenere un’economia basata sull’agricoltura in questo territorio ricco di requisiti naturalistici, culturali, gastronomici sui quali poter innestare importanti iniziative di carattere eno-turistico. Un territorio sul quale i nostri agricoltori possano continuare a vivere con le loro famiglie preservandolo e trasferendolo ai figli nelle migliori condizioni possibi-

applicazione un protocollo di sostenibilità consistente in una serie di pratiche colturali, dalla gestione della chioma ai diradamenti e alla potatura verde, mirate ad una migliore qualità, frutto di un corretto equilibrio vegeli». Netta e costante, poi, è l’attenzio- to-produttivo, e al più basso impiego ne prestata alle misure di tutela del- di fitofarmaci per combattere le mal’ambiente da un’azienda come Set- lattie fungine. tesoli dove la certificazione di trac- «Abbiamo tenuto d’occhio i risultati ciabilità esiste dal 2003, per l’intero nei vigneti a conduzione Magis – packaging, dalle etichette ai cartoni, commenta il direttore di Settesoli – e viene utilizzata carta prodotta senza a distanza di quattro anni posso dire fibra di legno e nel 2008 è stato rea- che il bilancio è nettamente positivo, lizzato il più grande impianto foto- in quanto i nostri soci hanno conferivoltaico impiegato nel settore vinico- to uve sane e di altissimo pregio rilo italiano. ducendo i costi grazie al minor nuPraticamente una logica conseguen- mero di trattamenti effettuati, con inza, in una simile ottica, la partecipa- teressanti risparmi anche in termini zione al progetto Magis, al quale Set- di spese correlate, vedi carburante e tesoli ha aderito sin dal principio de- manodopera». Un ulteriore e imporstinando alle prove in campo circa 5 tantissimo tassello dunque, il progetettari di vigneti di Syrah selezionati in to Magis, in una strategia aziendale varie aree del suo territorio e allevati che ha fatto della sostenibilità a 360 a cordone speronato: qui ha trovato gradi uno dei suoi pilastri.

«Uve sane riducendo i costi per il minor numero di trattamenti effettuati»


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Il trattore tra i filari parla italiano

Same Frutteto²

Le macchine per lavorare nei vigneti e frutteti sono compatte, potenti, versatili ed efficienti. Una tecnologia vanto del made in Italy così come le colture a cui si riferiscono di Stefania Capponi

ur potendo contare sul provvidenziale paracadute offerto da un export in trend positivo, la meccanizzazione agricola nazionale ha archiviato il 2012 come uno degli anni più bui della sua storia recente, quello che ha visto le

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immatricolazioni di trattori scendere sotto la soglia psicologica delle 20 mila unità, in crollo di oltre il 17% rispetto al già sfavorevole 2011. A risentire pesantemente della attuale crisi sono stati anche i trattori specialistici, che trovano in Italia il primo mercato a livello europeo: non a caso da noi negli ultimi anni questa tipologia di macchine da vigneto e frutteto (compresi gli isodiametrici) ha rappresentato stabilmente circa un quarto delle vendite totali di trattori, in linea con il ruolo di primo piano rivestito dalle colture specializzate nell’ambito della nostra economia agricola. Ma, se i dati di mercato riferiti alla Francia rivelano che nel 2012 i trattori vigneto/frutteto immatricolati dai cugini d’Oltralpe sono cresciuti di quasi il 4% in confronto al 2011, in casa nostra l’anno scorso gli specializzati hanno fatto registrare una delle peggiori performance tra le varie

tipologie di trattori, calando addirittura di qualche punto percentuale in più rispetto all’andamento generale del settore trattoristico. Quello dei trattori speciali destinati a lavorare all’interno di un vigneto o di un frutteto resta comunque nel contesto nazionale un segmento di mercato di grande rilevanza e saldamente in mano al made in Italy (lo analizzeremo in due servizi, sul prossimo numero 4, ndr). La parte del leone la ricoprono infatti i marchi nostrani, vedi in particolare Landini, Same, Goldoni e, soprattutto, il campione di vendite New Holland che vanta in questa categoria “il più amato dagli italiani”: si tratta del polivalente T4050F, il trattore da frutteto primo classificato – con 308 unità immatricolate nel nostro Paese – nella “top ten” 2012 degli specializzati più richiesti. Per garantire superiori livelli di rendimento ed efficienza operativa agli


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Carraro Agricube

azionati da motori tre cilindri della serie S8000 Fpt Industrial per far fronte alle applicazioni più intensive, con generosa offerta idraulica per le applicazioni speciali e il vantaggio di una notevole maneggevolezza assicurata dalle dimensioni ridotte (1.350 mm di larghezza e peso di 2.200 kg) e da un raggio di sterzata di soli 3,4 metri. Versatilità ed efficienza contraddistinguono anche la gamma degli specialistici firmata da un altro italico marchio abituato ai vertici del mercato come Same, oggi forte della nuova famiglia Frutteto3 S e V, migliorata sia nell’estetica sia nei contenuti e composta da cinque modelli che montano motori Sdf emissionati Tier 3 a tre e quattro cilindri turbo intercooler con potenze da 82 a 106 cavalli, tutti compatibili con l’utilizzo al 100% di carburante biodiesel. Progettati e sviluppati per poter gestire con i migliori risultati e in modo 52| MONDO AGRICOLO |MARZO 2013

successivamente ampliata e aggiornata, che ha segnato il ritorno in scena dello storico marchio “Carraro 3 Cavallini”. Offerta nelle versioni Frutteto, Vigneto Largo,Vigneto, Light utility e nella recente Frutteto Basso (dediprofessionale la produttività di frutteti cata a chi opera in vigneti a tendone, e vigneti, i nuovi trattori specializzati serre, noccioleti, oliveti, aranceti e aldi Same sono dotati di cambio Power- beri bassi in genere), con quattro moshift a tre stadi (con tre rapporti sotto torizzazioni da 70 a 100 cavalli, questa carico) con overspeed e, in virtù delle serie di trattori risulta particolarmenloro dimensioni contenute, consento- te eclettica grazie alle tre diverse larno il passaggio negli spazi più stretti, ghezze degli assali, alla disponibilità mentre il passo ridotto e il maggiore di versione con cabina o con piatangolo di sterzata (di 60° per le ver- taforma con telaio anteriore o postesioni a quattro ruote motrici e di 70° riore abbattibile, alla possibilità di per quelle a due ruote motrici) garan- scelta fra due e quattro ruote motrici, tiscono una grande manovrabilità nel- all’ampia gamma di trasmissioni e al le capezzagne più limitate. Superspe- mix di opzioni. Tra le ultime innovacializzata, in grado di esprimersi al zioni introdotte da Carraro in questo meglio tra i filari di vigneti e frutteti, ambito e presentata al concorso Noproposta da Carraro spa Agritalia Di- vità Tecniche Eima 2012, il prototipo vision. Si sta parlando della gamma Agricube con cabina dotata di nuovi Agricube, lanciata all’Eima 2010 e filtri ai carboni attivi Livello 4.

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MAPPAMONDO di Elisabetta Tufarelli

Il vino più glamour dell’anno n

Brad Pitt e Angelina Jolie produttori nella loro tenuta in Provenza. Il vino vip sarà prodotto in 150 mila bottiglie

on solo Hollywood: il mondo del vino ha da sempre attirato i vip di tutto il mondo. Ora si cimenta in questa nuova attività la coppia più glamour del cinema, Brad Pitt e Angelina Jolie, che sono diventati anche produttori di vino nella loro tenuta provenzale, acquistata alcuni anni fa. Intorno al castello di Miraval, sono 500 gli ettari, di cui 40 coltivati a vigneto."Miraval Cotes de Provence", questo il nome del nuovo vino rosé, prodotto in collaborazione con Marc Perrin, proveniente da una famiglia con una lunga tradizione enologica in Francia, produttrice, tra l’altro, del rinomato Châteauneuf-du-Pape. La bottiglia è di un design vintage, mentre il gusto è rigorosamente top

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secret, anche se il "Los Angeles Times" anticipa che avrà “un intenso profumo floreale, con aromi di giglio selvatico e note di fragola e lampone". Essere belli, ricchi e famosi è un plus importante: 6.000 bottiglie già esaurite in prevendita e stessa previsione per le altre 150.000 in arrivo; in progetto anche una linea completa di vini rossi e bianchi, tutti da agricoltura biologica. Così dopo tanti vip, tra cui l’attrice Drew Barrymore, che ha acquistato dei vigneti nel Triveneto e produce un Pinot Grigio che ha preso il suo nome, anche i ‘Brangelina’ si sono dati alla viticoltura. Pare che Brad Pitt si sia talmente appassionato al mondo del vino da aver voluto addirittura prendere il diploma di sommelier.

IN TANZANIA CRESCE LA VITE

Le terre che circondano Dodoma, la capitale, sono il centro vitivinicolo della Tanzania. Piantate nel XX secolo dai missionari italiani che avevano portato vitigni di Teroldego e di Marzemino, le vigne del paese, che prima producevano vino solo per la chiesa, stanno crescendo molto. E’ possibile produrre del buon vino in piena savana, tra acacie e baobab? Finora, dalle guide turistiche, nel migliore dei casi la produzione era definita ‘ di qualità non eccelsa’, ma le cose stanno cambiando rapidamente. Il merito, ancora una volta, è di un italiano che, arrivato con una organizzazione umanitaria, ha ripreso la coltivazione della vite costruendo una cantina sociale (Cetawico). D’altronde quest’area sembra offrire le condizioni ideali per la coltivazione della vite. Acqua e sole ci sono in abbondanza, il clima è gradevole e la terra è buona. Così, oltre ai vecchi vitigni, ora si coltivano anche Aglianico, Shyraz, Chardonnay. La Tanzania adesso è pronta a diventare il secondo produttore vitivinicolo del continente, dopo il Sud Africa, ed ha cominciato ad esportare in Europa e negli Stati Uniti. VALORIZZARE I SOTTOPRODOTTI

E’ appena iniziato Valuxtract, il progetto di ricerca europeo che coinvolge diversi partner, tra cui il ISVV Bordeaux, sulle tematiche della ricerca. L’obiettivo è di sviluppare e valutare tecnologie innovative per migliorare e valorizzare i sottoprodotti vinicoli, trovare nuovi composti e valutarne l’impatto sociale ed economico. Verranno analizzati tutti gli scarti ottenuti dalla lavorazione delle uve in vino. Ci sono già numerosi sottoprodotti, compreso il

recupero di vinaccia, semi d'uva e delle fecce di lievito. Il progetto cercherà di scoprirne di nuovi. Il programma si propone anche di trovare i metodi più rispettosi dell'ambiente per l'estrazione di questi composti. Si sperimenterà la sostituzione di solventi, ad esempio, con l'uso di campi elettrici pulsati. L'obiettivo è anche quello di riuscire ad estrarre alcune molecole in modo più accurato e selettivo. I primi risultati sono attesi nei prossimi due anni.


La Cina acquista cantine australiane o shopping cinese di imprese vitivinicole continua. Ora il dragone rosso guarda all’Australia. Recenti gli acquisti degli imprenditori cinesi in Barossa, ma non solo. La compagnia cinese Pegasus ha pagato 10 milioni di dollari per ‘Fengrove Wines’ in western Australia e 6 milioni per ‘Stonehaven Winery’ nella regione di Padthaway, nel sud del Paese. Helen Xu, tra i proprietari di Shangai Salian industrial & trade,

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ha preferito investire in Yarra Valley (Victoria), acquistando 80 ettari di vigneto. L’industria vitivinicola australiana

sconta il surplus di uve, unito alla forza del dollaro e all’aumentata competizione degli altri Paesi del nuovo mondo, in particolare Sud Africa e Cile. La Cina, dal canto suo, ha 6 tra le 25 più grandi città del mondo, inclusa Shangai, con 23 milioni di abitanti. Tra i cinque maggiori consumatori di vino a livello mondiale ha ancora ampi margini di crescita, con un consumo pro capite annuo di un litro, contro i sette litri

negli Usa e i più di 40 in Francia e in Italia. I consumatori cinesi (di fascia alta) tendono a voler servire sulle loro tavole, per impressionare favorevol-mente i loro ospiti, i vini più cari, a partire da quelli di Bordeaux. Ora è la volta dell’Australia. D’altronde, gli imprenditori cinesi si sono resi conto delle possibilità di sviluppo di questo mercato:“Un posto ragionevolmente libero e aperto dove poter investire”.


N O T I Z I A R I O E N E R G I A E A M B I E N T E D I C O N F A G R I C O LT U R A R U B R I C A

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C U R A

AGRICOLTURA BIOLOGICA La superficie globale triplicata in 10 anni Secondo uno studio Worldwatch Institute, nel decennio 1999-2009, la superficie globale coltivata con il metodo biologico è più che triplicata raggiungendo 37 milioni di ettari. Sono le Isole del Pacifico, l’Australia e la Nuova Zelanda a totalizzare la più grande estensione coltivata (12,1 milioni di ettari), seguite dall'Europa (10 milioni di ettari) e dall’America Latina (8,4 milioni ha); però l’estensione a bio è cresciuta di più in Europa, con un aumento del 9% tra il 2009 e il 2010. Al contrario, il Nord America ha solo 2,6 milioni di ettari, l'Asia 2,8 milioni di ettari e in Africa si conta poco più di un milione di ettari. L'India è al primo posto per numero di agricoltori biologici certificati: ben 400.551, nel 2010. In termini di vendite a livello nazionale - e non di produzione - gli Stati Uniti, sono uno dei Paesi che vantano la crescita più dinamica delle vendite (11,5% nel 2011), con 31,5 miliardi dollari. Nel frat56 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2013

D E L L’ A R E A

tempo, si registra un "lieve declino" delle superfici ad agricoltura biologica in Cina (1,4 milioni di ha) e in India (0,8 milioni di ettari), anche se il volume delle esportazioni indiane di prodotti biologici è aumentato del 20% e il 13% del volume esportato è relativo all’ Asia. Infine, sempre nel 2010, erano 84 i paesi ad aver adottato norme sull’agricoltura biologica. (E.T.)

TERRITORIO Linee Guida per la valutazione dissesto idrogeologico L’Ispra ha presentato le “Linee Guida per la valutazione del dissesto idrogeologico e la sua mitigazione attraverso misure e interventi in campo agricolo e forestale”, frutto di un’iniziativa congiunta,

A M B I E N T E

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T E R R I T O R I O

promossa dai ministeri delle Politiche agricole e dell'Ambiente, finalizzata alla definizione di misure ed interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico in aree agricole e forestali. Le Linee Guida propongono indirizzi e metodologie che, sulla base dell’integrazione di banche dati territoriali dei comparti ambiente e agricoltura, consentono l’individuazione, su tutto il territorio nazionale, delle aree prioritarie di intervento e delle misure di mitigazione più idonee. Gli interventi proposti hanno l’obiettivo di contrastare il degrado dei suoli e l’abbandono delle aree rurali e montane e di contenere i fenomeni di dissesto, quali erosione e frane superficiali, e i costi ad essi associati. Tali mi-

sure apportano ulteriori benefici, in termini di sviluppo socio-economico e turistico locale anche legati alle produzioni di qualità e alla produzione energetica rinnovabile da biomassa, di tutela dei paesaggi agricoli tradizionali, di mantenimento dei servizi ecosistemici come la conservazione della biodiversità, la protezione delle acque dall’inquinamento e l’incremento della capacità di assorbimento della CO2. Il volume evidenzia come le frane in Italia siano oltre 486.000 e coinvolgono un’area di circa 20.700 km2, pari al 6,9% del territorio nazionale. Le tipologie di movimento più frequenti sono gli scivolamenti rotazionali/traslativi con circa il 32,5%, i colamenti lenti con il 15,3%,


i colamenti rapidi con il 14,6% e i movimenti di tipo complesso con l’11,3%. I comuni italiani interessati da frane sono 5.708, pari al 70,5% del totale: 2.940 sono stati classificati con livello di attenzione molto elevato. Per quanto riguarda il fenomeno dell’erosione idrica del suolo, cioè l’asportazione della sua parte superficiale, maggiormente ricca di sostanza organica, per mezzo dell’azione battente della pioggia e delle acque di ruscellamento superficiale, riveste una notevole rilevanza ambientale ed economica il documento riporta che circa il 30% dei suoli italiani presenta una perdita di suolo superiore a 10 tonnellate ad ettaro l’anno, valore ai limiti o maggiore della soglia di tollerabilità. Il tasso di erosione tollerabile è il tasso di erosione, espresso in t/ha/anno, che consente di mantenere un sostenibile livello produttivo e protettivo dei suoli. Deve quindi essere generalmente inferiore alla velocità di formazione del suolo (pedogenesi) ed è pertanto variabile in funzione delle caratteristiche dei suoli e della variabilità dei fattori pedogenetici. Il Soil Conservation Service dell’United States Department of Agriculture (USDA) fissa il valore di 11,2 t/ha/anno per il limite in cui l’erosione è ritenuta tollerabile per suoli profondi e a substrato rinnovabile. L’Ocse indica come tollerabile una perdita di suolo inferiore a 6 t/ha/anno. (A. P.)

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A T T U A L I TÀ I N N O V A Z I O N E

Mario Guidi presidente di Anb, a Pozzonovo ha inaugurato il primo impianto a biogas

Dolce biogas Il direttore generale di Anb Michele Distefano spiega il nuovo progetto per la conversione energetica delle polpe surpressate delle bietole di Gabriella Bechi 58 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2013

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irettore, alla fine dello scorso anno è stato inaugurato a Pozzonovo, in provincia di Padova, il primo impianto a biogas partecipato da Anb. La costruzione di un progetto biogas è la nuova sfida dell’associazione? E’ una delle strade intraprese per dare continuità al settore bieticolo sac-

carifero italiano, dopo la disastrosa riforma dell’Ocm zucchero del 2006 e la successiva cessazione delle misure di sostengo al settore concesse sino al 2010. Quindici zuccherifici su 19 sono stati chiusi e la coltivazione delle bietole è passata da 250.000 ettari a 60.000. Questo ha costretto l’associazione a rivedere i suoi obiettivi e le conseguenti linee strategiche operative, conti-


nuando a svolgere un ruolo da protagonista nel comparto agricolo sul territorio nazionale e rimanendo un punto di riferimento per i propri associati. Quali strategie avete adottato per portare avanti questo progetto certamente lungimirante? I dirigenti dell’associazione, in questi anni, hanno voluto mettere a disposizione degli agricoltori il patrimonio di competenze, di affidabilità e di risorse economiche che Anb ha accumulato in quasi cento anni di vita. La conclusione di questo percorso si è avuta nel marzo del 2011 quando l’assemblea di Anb ha approvato il Piano industriale. Tale disegno si muove lungo tre principali linee di intervento: rafforzamento del ruolo sindacale dell’Associazione, attività di commercializzazione dei prodotti agricoli e di mezzi tecnici, realizzazione del progetto di valorizzazione energetica delle polpe attraverso impianti a biogas.

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I NUMERI DEL GRUPPO ANB

ANB 3.000 soci 10.000 ettari di barbabietole SADA 35.000 ettari contrattati con oltre 50.000 tonnellate di prodotto di cui: 12.000 tonnellate di colza; 11.000 tonnellate di soia; 12.500 tonnellate di girasole; 16.000 tonnellate di cereali; 2.500 tonnellate filiera ip. AGRIBROKER EUROPA S.R.L. 50.000 tonnellate di cereali commercializzate. ANB BIOGAS SOC. COOP. AGR. S.P.A. 3.000 soci; 70.000 tonnellate di polpe conferite

Perché la scelta è caduta proprio sul biogas? Esperienze in altri Stati e nostre ri- delle passate campagne. cerche dimostrano che la polpa surCome si è articolato il progetto? pressata, sottoprodotto della lavorazioIl progetto ha previsto la realizzane della barbabietola da zucchero, è zione di sei impianti, tutti già in pieidonea alla digestione anaerobica. L’u- na produzione, per un investimento tilizzo delle polpe nell’alimentazione degli impianti a biogas genera benefici economici derivanti dalla vendita dell’energia elettrica, garantendo, attraverso una più alta remunerazione, il prezzo della bietola. Con questo progetto abbiamo permesso al settore bieticolo saccarifero di camminare con le proprie gambe, anche in un momento di forti difficoltà. Un solo dato: grazie alla conversione energetica delle polpe, per la campagna 2012, Anb ha assicurato un importo pari a 5,9 euro per tonnellata/bietola, contro 1,6 euro per tonnellata/bietola

complessivo di 30 milioni di euro, ciascuno della potenza di 1MW, in cui vengono trasformate mediamente 70.000 tonnellate di polpe, derivanti da circa 10.000 ettari di barbabietola associati ad Anb. Queste polpe rappresentano circa il 50% della “dieta” stabilimenti delle centrali. Le polpe vengono prodotte dalle bietole lavorate negli stabilimenti saccariferi di San Quirico, di Eridania Sadam e di Pontelongo e Minerbio, del Coprob. Per ridurre i costi della logistica, gli impianti sono stati ubicati in zone limitrofe: 3 in Veneto, 2 in Emilia Romagna, 1 in Lombardia. L’energia prodotta viene venduta al Gse con la tariffa onnicomprensiva in vigore fino MARZO 2013 | MONDO AGRICOLO | 59


A T T U A L I TÀ I N N O V A Z I O N E

Michele Distefano direttore generale di Anb

al 31/12/2012, e l’utile che si genera ritorna agli agricoltori soci, sotto forma appunto di maggiore remunerazione delle polpe. Da un punto di vista organizzativo, cosa ha comportato questo per l’Associazione? È stata costituta una società, la “Anb Holding spa”, al 100% di proprietà di Anb, che svolge funzioni di organizzazione dei servizi comuni e di reperimento delle fonti di finanziamento. La Holding partecipa, come socio finanziatore, alla società cooperativa Anb Biogas, alla quale aderiscono oltre 3.000 bieticoltori, destinatari degli utili del processo di conversione. Un’associazione di produttori, che utilizza le proprie risorse per costruire un’attività industriale, i cui proventi ritornano agli agricoltori. Un processo virtuoso che ha consentito di salvaguardare e ridare valore ad

«Questo progetto permette al settore bieticolo di camminare con le proprie gambe» un settore che non aveva più certezze nel futuro. E al tempo stesso di sviluppare un modello equilibrato per la produzione di energia da fonti rinnovabili rispettoso delle aziende agricole e del territorio. Quali sono i progetti per il futuro? Stiamo lavorando ad un progetto di sviluppo per la realizzazione di piccoli impianti a biogas che rispondano ai criteri del nuovo decreto di luglio scorso. Questo sempre in linea con la “mission” dell’Associazione: ampliare le attività per fornire agli agricoltori opportunità sostitutive alla coltivazione della barbabietola da zucchero.


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

di Elisabetta Tufarelli

LAZIO, RICOTTA PRESIDENTE

FOGGIA

La nuova casa degli agricoltori

Nuova sede per Confagricoltura Foggia, nel palazzo delle Energie. Ha tagliato il nastro il presidente Mario Guidi, alla presenza delle autorità locali, dei vertici delle principali associazioni di categoria, del direttore generale Luigi Mastrobuono, del componente di giunta Paolo Leccisi e del presidente dell’Anga Nicola Motolese. “Ecco la dimostrazione – ha affermato il presidente di Confagricoltura – di come si può reagire alla crisi. Siamo un Paese da troppo tempo in ansia: in crisi economica, politica e di rappresentanza e l’esito delle ultime elezioni non ci ha aiutato. Occorre un cambiamento di mentalità anche da parte delle organizzazioni di rappresentanza e Confagricoltura si sta muovendo in questa direzione. Bisogna essere più vicini agli associati e alle imprese. Ed avere una politica che cambi passo e ci permetta di stare a pieno titolo in una dimensione europea”. E, a proposito del quadro di incertezza che si è delineato con le ultime elezioni, Guidi ha aggiunto: “Auspichiamo la rapida composizione di un Governo che affronti le questioni economiche e sociali fondamentali per il nostro Paese. Serve un Governo che abbia la possibilità di fare le scelte coraggiose e completare il lavoro cominciato dal Governo Monti, ad esempio sul decreto legge sulla semplificazione. Chiediamo una politica che non ac-

campi, come in passato, la scusa della diversità di opinioni tra le organizzazioni agricole per non decidere o prendere provvedimenti penalizzanti per il mondo agricolo”. Secondo il direttore generale di Confagricoltura, Luigi Mastrobuono, in un quadro di incertezza politica ed economica, come quello che stiamo vivendo, fa piacere poter respirare il clima dell’intraprendere. “La rete delle associazioni è un punto da cui ripartire in questa fase delicata – ha aggiunto -. Bisogna avere la capacità di stare insieme, guardare al futuro e crescere, cercando uniti le strade per uscire dalla crisi. Le parole chiave devono essere sviluppo, mercato e alleanze, per avere un occhio unico di progettazione e prospettiva”. Il presidente di Confagricoltura Foggia, Onofrio Giuliano ha ringraziato il Comune di Foggia e l’Amgas: “Perché hanno reso possibile tutto ciò”. “Il mio grazie - ha aggiunto - va anche a tutta la struttura della nostra associazione, che ha sostenuto grossi sacrifici per realizzare questa svolta per noi epocale, dopo 40 anni, nella storica sede di corso Matteotti. L’auspicio è che, come la nostra associazione è riuscita ad inaugurare questa sede di primissimo ordine per le esigenze dei suoi associati, anche le imprese possano rinnovarsi e svilupparsi, per essere in grado di produrre e stare sul mercato sempre meglio”.

Sergio Ricotta è il nuovo presidente di Confagricoltura Lazio, vicepresidenti sono Michele Del Gallo e Alessio Trani. Per Ricotta il contemporaneo insediamento alla Regione di Nicola Zingaretti “E’ una coincidenza importante. Dopo la composizione della giunta – ha detto - incontreremo presidente e neo assessore: l’agricoltura laziale è in gravissima difficoltà, pur svolgendo un ruolo cardine nell’ambito della filiera”.

CAPRAI ELETTO IN UMBRIA

Insediati i vertici di Confagricoltura Umbria-Unione regionale agricoltori, nata dalla fusione di Perugia, Terni ed Orvieto. Marco Caprai è il presidente, Maria Grazia Maccherani, Rufo Ruffo e Flavio Zambelli, i vicepresidenti. L’integrazione permetterà una rappresentanza più diffusa, collegata alle specificità dei territori, la diffusione coordinata dei servizi e un rapporto più mirato con le Istituzioni. 61| MONDO AGRICOLO | MARZO 2013


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO MANGIARE CARNE È UN PIACERE

CONFAGRICOLTURA SALERNO

Psicosi verdure contaminate

“Il quadrilatero composto da Cuneo, Saluzzo, Savigliano e Fossano è il cuore della zootecnia piemontese, dove operano allevamenti all’avanguardia. La carne è un piacere quando arriva sulla nostra tavola, ma talvolta diventa un dispiacere per chi la produce, perché l’elevata qualità delle produzioni non è adeguatamente remunerata dal mercato”. Lo ha detto Oreste Massimino, presidente di Confagricoltura Cuneo al convegno “I piaceri della carne”. L’incontro è stato l’occasione per approfondire i vari temi che ruotano intorno al settore. Tra i numerosi ospiti Andrea Poli, direttore scientifico del Nutrition Foundation of Italy, che ha fatto chiarezza sulle proprietà nutrizionali della carne, sgombrando il campo da alcuni luoghi comuni ‘dannosi’ per l’economia del comparto. A seguire sono intervenuti Fabrizio Guidetti, presidente di Unipeg, Aldo Muraro, presidente di Unaitalia, e Giovanna Parmigiani, presidente nazionale della Sezione Suinicola di Confagricoltura, che hanno fatto il punto sullo stato economico in cui versano gli allevamenti italiani di bovini, polli, galline e suini. 62| MONDO AGRICOLO | MARZO 2013

“E' assolutamente auspicabile un intervento di controllo straordinario delle ASL sulla vicenda degli ortaggi infettati dal topicida”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Salerno Rosario Rago, invitando tutti a scongiurare il diffondersi di dannose psicosi, in seguito al sequestro di una partita di insalata in Germania. "Inutili allarmismi, che fanno solo male al nostro comparto vanno assolutamente evitati – ha sottolineato Rosario Rago -. Ancora ricordiamo i danni causati dalla psicosi generata nel 2011, sempre dalla Germania, sui cetrioli infettati dall'Escherichia Coli, infezione che poi si è scoperto provenire da tutt'altra fonte. Nella nostra provincia ci sono ancora molte imprese agricole che piangono i danni di quello sciagurato evento”. Per il presidente di Confagricoltura Salerno: “Sarà bene approfondire le indagini sanitarie prima di mettere alla gogna mediatica le aziende della nostra provincia e danneggiare in modo irreparabile tutto il settore che, va messo in evidenza, anche in questo lunga fase di profonda crisi eco-

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nomica continua a reggere e a dare lavoro”.A parere di Rago è importante anche mettere in evidenza che le verdure non confezionate stazionano in varie piattaforme logistiche, disseminate sul territorio nazionale ed all'estero, prima di giungere alla destinazione finale. Sono quindi possibili le contaminazioni 'in itinere'. “Le aziende della nostra provincia sono serie e professionali e sottostanno tutte ai severi controlli sanitari e di qualità per vendere alla grande distribuzione – spiega il presidente della Confagricoltura provinciale - . Ancor di più questo vale per la IV gamma che viene sottoposta a rigorosissimi protocolli di controllo imposti dalla grande distribuzione lungo tutta la filiera, dal campo allo scaffale”. Infatti i prodotti di IV gamma partono confezionati e pronti all'uso sin dall'azienda agricola e così arrivano alla grande distribuzione italiana ed europea, in tempi velocissimi. “Per tutte queste ragioni – conclude Rago – mi sento di tranquillizzare, i consumatori, invitandoli a consumare ortaggi e verdure senza alcun timore."

PREMIATO RAGO A FRUIT LOGISTICA

Riconoscimento per Domenico Rago a Fruit Logistica a Berlino. A consegnare l’attestato Daniela Nugnes, consigliere per l’Agricoltura della Regione Campania. L’Azienda agricola “I Pini” ha conseguito con Certiquality la certificazione secondo gli Standard “IFS International Food Standard” e “BRC Global Standard for Food Safely”


LA FEDERAZIONE REGIONALE IN COLLABORAZIONE CON L’UNIVERSITÀ DI SAVONA

Liguria protagonista del progetto "Agriturist 2.0" Confagricoltura Liguria ed i suoi agriturismi saranno protagonisti del progetto "Agriturist 2.0 , in collaborazione con l’Università di Savona. "La nostra associazione vuole aiutare sempre più le aziende agrituristiche ad orientarsi nella galassia del web, in maniera incisiva e attenta ai mutamenti, che contraddistinge il mondo della 'global comunication'. Marketing 2.0 o Social Network - non devono apparire più come parole dal significato oscuro".Per questo motivo nasce la campagna "Agriturist 2.0". Lo ha detto Cosimo Melacca, presidente di Agriturist Liguria, presentando l’iniziativa. "Non abbiamo la pretesa - mette in evidenza Andrea Sampietro, direttore di Confagricoltura Liguria - di creare dei web designer o degli esperti in SEO. Sappiamo bene che chi vive e lavora in agriturismo, è prima di tutto un agricoltore, con i tempi e le necessità di un agricoltore. Sta a noi trova-

re il modo di aiutare la sua attività ricettiva ad essere 'on line'. "Questo progetto - precisa Gianni Vercelli, professore associato del Dibris, dipartimento di informatica, bioingegneria, robotica e ingegneria dei sistemi - che vedrà tre giornate di approfondimento in programma il 12, il 19 ed il 26 marzo al Campus Universitario di Savona, vuole offrire agli studenti dell'Ateneo una concreta possibilità di interazione con un settore produttivo, quello dell'agriturismo, dove il marketing 2.0 rappresenta uno strumento fondamentale nello sviluppo e nella penetrazione dei mercati". Nella ‘tre giorni’ si parlerà di social network e gestione di spazi web, di posizionamento sui motori di ricerca e di campagne "pay per click", arrivando a

creare i presupposti per tirocini formativi degli studenti nelle aziende agrituristiche coinvolte nel progetto. "In occasione del convegno conclusivo, - conclude Vercelli - verrà siglato anche un accordo quadro tra l'Ateneo, Confagricoltura ed Agriturist Liguria, indirizzato a rendere permanenti le esperienze di interscambio tra il Campus e le aziende, favorire tirocini e tesi di laurea strutturati specificatamente alla ricerca di nuovi strumenti utili alla 'global comunication' degli agriturismi liguri associati a Confagricoltura".


CAMPI ROSA di Elisabetta Tufarelli

Maratona delle imprenditrici verso Expo 2015

Confagricoltura Donna Lombardia ha illustrato il programma di attività 2013 nel Consiglio Direttivo che si è tenuto a Cremona presso la Libera Associazione Agricoltori Cremonesi. La presidente Gabriella Poli ha messo in evidenza che tutte le attività hanno l’obiettivo di valorizzare la figura femminile all’interno dell’impresa agricola. “Le aziende condotte da donne, in Lombardia e a livello nazionale – ha detto - sono in netta crescita, e la nostra associazione rappresenta l’imprenditrice e si fa interprete delle sue esigenze”. La principale iniziativa del 2013 è senz’altro la ripresa della “Maratona delle Imprenditrici verso Expo 2015”, il circuito di visite presso le aziende agricole “rosa” nelle varie province lombarde che si distinguono per prodotti e processi innovativi. In pro-

gramma anche un corso di formazione sulla “Programmazione Neuro-linguistica per il Business”, ambito strategico in cui imparare a destreggiarsi con i propri collaboratori e con gli interlocutori esterni. Confagricoltura Donna continuerà anche quest’anno a promuovere l’agricoltura e i suoi prodotti, le tipicità lombarde, valorizzandone la qualità e la genuinità. “Non ci limiteremo solo ad informare le imprenditrici su fiere e mercati dove vendere e promuovere i loro prodotti - ha spiegato Gabriella Poli –abbiamo in progetto di impegnarci direttamente nella realizzazione di mostremercato e di appuntamenti ad hoc”. In calendario “La Fattoria nel Castello” a Milano e a S. Colombano al Lambro (MI) nel mese di ottobre e la partecipazione a “Il BonTà”, il Salone delle eccellenze enogastronomiche” a Cremona in novembre. “In occasione de ‘Il BonTà’ – ha chiarito abbiamo previsto uno spazio espositivo della nostra associazione femminile nello stand della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, con vetrina di prodotti tipici delle proprie socie e materiale informativopromozionale; in programma poi una tavola rotonda sul tema dell’alimentazione”.

SI È TENUTO il 21 febbraio il Consiglio Direttivo dell’Associazione Nazionale Confagricoltura Donna. Molti i progetti e le attività territoriali in cantiere. Il presidente Marina Di Muzio, i vicepresidenti Gabriella Poli e Paola Granata ed il consigliere Mariateresa Melchior hanno partecipato al corso per i dirigenti senior di Confagricoltura, organizzato dall’Enapra, l’ente di formazione di Confagricoltura. Durante il percorso formativo è stata compiuta un’analisi dello scenario agricolo, è stata l’occasione per approfondire la conoscenza sull’Organizzazione, sulle tecniche di negoziazione sindacale e sulla comunicazione. Il presidente di Confagricoltura Donna, Marina Di Muzio ha partecipato, per la prima volta, alla riunione del Comitato Direttivo di Confagricoltura.

AD ALESSANDRIA CORSO SUL VINO Si è concluso il corso sul vino “Conoscenze e tecniche di degustazione” organizzato da Confagricoltura Donna Alessandria, iniziato il 15 gennaio. Confagricoltura Donna da anni si fa promotrice, tra le altre sue attività, di corsi base sui vini per fare meglio conoscere questo frutto della terra, affascinante e coinvolgente, vanto della nostra agricoltura. “Tante sono state le domande di iscrizione e purtroppo non abbiamo potuto accoglierle tutte – ha detto la presidente Maria Teresa Bausone al termine dell’ultimo appuntamento -. Questo interesse di persone, anche provenienti da ambiti diversi dall’agricoltura, ci invita a focalizzare l’attenzione su argomenti che sono alla base del nostro vivere quotidiano: la terra e il cibo. Le partecipanti hanno vissuto con interesse ed entusiasmo questa realtà, tanto da desiderare di associarsi a Confagricoltura Donna”. I corsi sui vini, che si sono svolti negli anni su tutto il territorio della nostra provincia, si sono alternati con molti incontri mirati a chiarire i rapporti tra alimentazione e salute ed a promuovere i prodotti della nostra terra. Le imprenditrici agricole di Alessandria hanno ringraziato Riccardo Canepari che, con grande professionalità, ha saputo far conoscere le caratteristiche e le qualità dei vini presentati, e alle aziende vitivinicole che, con la loro collaborazione e con l’omaggio dei loro prodotti, hanno contribuito alla riuscita del corso.

MARZO 2013| MONDO AGRICOLO |65


OVER 60

di Elisabetta Tufarelli

Facebook fa bene ai nonni Facebook fa bene ai nonni e mantiene il cervello in forma. Uno studio dell'Università dell'Arizona dimostra che gli anziani che utilizzano i social network si sentono più inseriti nella società hanno una migliore qualità della vita, maggiori abilità cognitive, e godono degli effetti positivi di percepire la presenza di una rete sociale di sostegno, combattendo così anche la solitudine. Gli anziani che usano Facebook raggiungono risultati migliori nei test cognitivi, rispetto a quelli che hanno semplicemente navigato in internet o che non hanno mai usato tali strumenti. La ricerca, ancora in corso, ha somministrato una serie di test ad un gruppo di quarantadue adulti anziani dai 68 ai 91 anni che non avevano mai usato Facebook. Dopo otto settimane i risultati non si sono fatti attendere. I benefici, che valgono sia per le nonne sia per i nonni, sono notevoli, e le performance cognitive migliorano del 25%. I partecipanti, dopo aver appreso le caratte-

ristiche e le modalità d'utilizzo del social network, sono stati istruiti a fare "amici", a partire da quelli nel loro gruppo di formazione e invitati a postare qualcosa sul social almeno una volta al giorno. La ricerca sostiene che Facebook per gli anziani potrebbe essere una potenziale alternativa ai giochi online commercializzati per contribuire a rafforzare l'acutezza mentale. Sarebbe la natura stessa del social network, con le sue caratteristiche di ‘mutevolezza’ e aggiornamento costante, ad aumentare l’acume.

UN VERO E PROPRIO grido d’allarme dagli anziani e dai pensionati:“Sopportiamo carichi insostenibili per il risanamento del Paese”. Ne è convinto il Cupla (il Coordinamento Unitario Pensionati Lavoratori Autonomi) che raggruppa i sindacati dei pensionati dell’agricoltura, del commercio e dell’artigianato, che associano nel complesso 2,5 milioni di iscritti, in rappresentanza di più di 5 milioni di pensionati autonomi. Il presidente del Coordinamento è Bruno Allegretti, presidente Bruno Allegretti del Sindacato Pensionati di Confagricoltura. I temi che preoccupano gli over 60 sono purtroppo sempre gli stessi: potere d`acquisto, sanità, Imu… “Quello che abbiamo chiesto e insisteremo a chiedere – dice Allegretti - è la salvaguardia del potere d'acquisto delle pensioni, misure per introdurre più equità superando le discriminazioni tra lavoro dipendente e autonomo, ad esempio sugli assegni familiari. I pensionati e gli anziani pagano, per il risanamento, un prezzo che evidenzia forti sperequazioni e carichi assai distanti dalla effettiva capacità contributiva della popolazione. E’ necessario dunque, secondo il Cupla, intervenire con misure realmente orientate alla equità ed alla salvaguardia delle categorie meno abbienti e svantaggiate. 66| MONDO AGRICOLO | MARZO 2013

GRANDE SUCCESSO della 34° edizione del Soggiorno dei Pensionati di Confagricoltura presso l’hotel Commodore a Montegrotto Terme (Padova), che si è tenuto in due turni: dal 15 al 23 febbraio e dal 26 febbraio al 6 marzo, in modo da consentire agli agricoltori con i capelli bianchi di votare. E’ stata un’occasione importante per visitare un territorio vocato all’agricoltura ma anche al turismo; con molte escursioni che hanno entusiasmato gli ospiti. Davvero confortevole l’albergo; situato in una verde cornice ai piedi dei Colli Euganei, si è rilevato un luogo ideale per trascorrere una vacanza all'insegna del relax e del benessere. Ma non sono mancate, nel corso del “Soggiorno”, le riflessioni sulla situazione socio-economica del Paese e del settore (anche con il presidente di Confagricoltura Guidi che non è mancato all’appuntamento). “I nostri anziani – ha sottolineato il vicepresidente vicario del Sindacato Pensionati Angelo Santori – hanno espresso le loro preoccupazioni per la recessione in atto che mette a repentaglio le aziende. Le nuove generazioni rischiano di veder vanificati anni di lavoro ed i sacrifici dei loro genitori e dei loro nonni.


CUD: COME COMPLICARE LA VITA AI PENSIONATI

Un esempio eclatante di come la politica sia scollegata dalla società reale viene da una delle disposizioni della Legge di Stabilità che prevede che, da quest’anno, l’ Inps e gli altri enti previdenziali non mandino più i moduli cartacei per la dichiarazione dei redditi, a meno che non ci sia una espressa richiesta dell’interessato. Il documento che attesta l’importo della pensione con le trattenute che verranno applicate durante l’anno (modello O-Bis-M) e il Cud nel quale viene segnalato quanto percepito nella pensione e le tasse trattenute come sostituto d’imposta, verranno messi a disposizione online. Il legislatore ed i burocrati non si sono però chiesti quanti pensionati hanno a casa un computer e quanti sanno destreggiarsi alla tastiera ed al mouse con abilità per poter scaricare il documento. Non hanno neppure pensato che esistono tanti pensionati over 80, con problemi di salute o limitati nella mobilità, oltre che scarsamente dotati di denaro per potersi permettere di chiedere aiuto. Oltre tutto - scorrendo le indicazioni fornite dall’ Inps – ci si rende conto che neppure è stato previsto un metodo semplice per poter accedere al Cud, complicando le operazioni per chi non è avvezzo, come molti anziani, ai dinamismi tecnologici. Molti pensionati già sono restii ad utilizzare questi sconosciuti mezzi per pratiche burocratiche, che hanno a che fare con la dichiarazione dei redditi; ora si fa di tutto per complicargli la vita. Infatti, per utilizzare la rete dell’Inps, è necessario l’inserimento del Pin, il proprio codice identificativo. Codice che si può ricavare dal sito Inps alla sezione “Servizi/Pin online”, oppure richiedere in una sede Inps, al contact center, digitando www.inps.it. Defaticante anche richiedere l’invio del Cud a casa come avveniva prima. Bisogna contattare un numero verde (800434320) oppure fare l’ennesima fila agli sportelli territoriali dell’Inps, o dell’ex Enpals o ex Inpdap: attenzione, però, solo fino a marzo, già da aprile lo sportello preferenziale dedicato al Cud dipenderà dalla sensibilità di ogni singolo ufficio. Per ritirare il documento al posto del genitore o parente infermo occorrono un documento valido, la delega, la fotocopia del documento di riconoscimento dell’interessato. Altra novità che lascia perplessi è quella che è possibile ottenere il modello CUD presso gli uffici postali appartenenti alla rete “Sportello Amico”, ma a pagamento (2,70 euro più Iva a modulo).Molti enti di assistenza, tra cui Enapa, si sono già mossi ed anche il Cupla (il coordinamento dei patronati) sta esaminando attentamente la faccenda.


A S S O C I A Z I O N E N A Z I O N A L E G I O V A N I A G R I C O LT O R I

Evento a Verona: “Giovani oggi grandi domani” UNA CARTA DEI VINI E DEGLI OLI TARGATA ANGA, CHE SIA STRUMENTO DI CONOSCENZA E DI VALORIZZAZIONE

“Q

uando le iniziative funzionano, fa piacere repli- te di associare perfettamente la presentazione ufficiale carle e svilupparle. Con ‘Giovani oggi, grandi con gli assaggi informali in questi due settori strettamendomani’ vogliamo ridare ai giovani imprendito- te legati. Nord, Centro e Sud dell’Italia esprimono tanti ri associati la possibilità di valorizzare in pieno qualità e va- modi diversi di fare olio e vino. Prodotti di carattere dirietà delle loro produzioni viticole e olivicole”. Lo ha detto verso, eccellenze accomunate dalla giovane età dei proil presidente dell’Anga, Nicola Motolese a proposito del- duttori, capaci di recuperare le tradizioni, esaltandole, di l’incontro ‘informale’ delle innovare e di trarre vantagI L C O M M E N T O aziende junior con i giornagio dalle tante peculiarità, listi e i buyer russi, organizdall’altezza al clima, dal ‘Giovani oggi, grandi domani’ zato al Vinitaly, mercoledì 10 suolo ai diversi territori è l’evento che facciamo al prossimo aprile, dalle ore 12.00 alle della penisola. Un'indagine Vinitaly per far conoscere ed apore 13.00 presso nello Censis per Confagricoltura prezzare le nostre produzioni. stand di Confagricoltura (n. sottolinea che proprio le Partendo proprio da queste eccel20 Padiglione C/SOL). aziende guidate da giovani lenze sparse su tutto il territorio Produzioni giovani, ma di sono quelle che riescono a vorremmo partire con un progetto più ambizioso. tutto rispetto. Sono duecollocarsi in nicchie di A cominciare da una ‘carta’ dei vini e degli oli targata centocinquantamila gli etmercato remunerative. E giovani di Confagricoltura. Offrendo così un assortitari, quasi quanto la superle imprese junior sono camento completo di etichette adatte a tutte le occasioni ficie della Valle D’Aosta, paci di rivolgersi al mercada proporre alla ristorazione in Italia e all’estero. coltivati a vigneto e oliveto con entusiasmo, ottimizQuando ci sono formule vincenti bisogna replicarle to, condotti dagli imprenzando gli investimenti, utie moltiplicarle. Fiera in campo, organizzata da trentasei ditori ‘under 40’ associati a lizzando le più moderne anni dall’Anga di Vercelli e Biella, è una di queste. Confagricoltura. Moltissistrategie e comunicandole Anche accrescere i contatti con la grande distribuzione mi, infatti, quelli che scelefficacemente. Lo spaccato è diventato un ‘must’. I prodotti agricoli, lo sappiamo bene, gono di impegnarsi nei setproduttivo, in occasione di non è sufficiente produrli, ma occorre anche venderli e tori olivicolo e vitivinicolo, ‘Giovani oggi, grandi dosaperlo fare. L’idea di creare dei ‘green corner’ (spazi che puntano su politiche mani’ permetterà una decommerciali) con il nostro marchio, all’interno della GDO, commerciali innovative e gustazione ad ampio ragpotrebbe andare in questa direzione. che riescono ad accorciare gio delle eccellenze vitiviNicola Motolese la filiera. La formula aperitinicole e olivicole delle imPresidente NazionaleAnga vo scelta dall’Anga permetprese dell’Anga. MARZO 2013 | MONDO AGRICOLO |69


PARIGI

TAGLIO DEL NASTRO CON IL PRESIDENTE GUIDI

Alla scoperta della viticoltura promessa

Trionfo per Fiera in Campo

‘Capitanati’ dal presidente di Anga Brescia, Andrea Peri e dal segretario di Mantova, Andrea Zampolli, venti giovani hanno visitato il Sima di Parigi, uno degli appuntamenti più importanti a livello europeo.“Questa fiera– ha osservato Andrea Peri dovrà rimanere un appuntamento fisso per noi giovani, perché rappresenta un momento di aggregazione e una valida occasione per capire scenari e tendenze. Una spinta a tenere gli occhi aperti, come ogni buon imprenditore deve sempre fare”. Interessante anche la visita nello Champagne alle cantine Moet&Chandon ad Epernay e Taittinger di Reims. “Abbiamo ricevuto un’accoglienza da manuale. Forte l’accento posto sul territorio e sulla storia dello Champagne, più che sul prodotto e sul metodo di produzione” – sottolinea Peri-. Una visita molto più “emozionale” che “tecnica”, una formula apprezzata e da replicare anche da noi. Impossibile poi non pensare degli spumanti “metodo classico” italiani, con ottimo livello qualitativo, ma ‘deboli’ sul piano internazionale per la frammentazione provinciale e regionale”. 70 | MONDO AGRICOLO |MARZO 2013

Un successo per la 36ma edizione di Fiera in Campo. Forti della storia, gli ‘anghini’ sono riusciti, valorizzando le esperienze delle passate edizioni, a cogliere nuove opportunità, declinando l’agricoltura in tutte le sue sfaccettature: gestione e ottimizzazione delle risorse disponibili, pianificazione, aspetti fiscali, normativi, rapporti con media e istituzioni, approccio commerciale e accoglienza ai visitatori. Lo hanno confermato gli oltre 15 mila intervenuti, attratti soprattutto dalle prove in campo dei mezzi agricoli all'opera su circa quaranta ettari di risaie, intorno al polo fieristico Vercelli Fiere di Caresanablot. Motori e cambi automatici a confronto nei test drive, trattori ed aratri al lavoro in prove in campo sempre più estese, un Centro Fiere sfruttato al top delle sue potenzialità, da una squadra di giovani agricoltori chel ’ ha messo in moto, portandolo al traguardo: “Una macchina complessa per una Fiera importante, non solo per le prove e per l'esposizione delle macchine e delle attrezzature agricole più innovative – sottolinea

Stand Anga Novara foto di gruppo con Guidi, Motolese e Ferraris

Alice Cerutti, presidente della sezione Anga Vercelli-Biella - ma anche per i vari momenti di approfondimento degli aspetti tecnici e commerciali della risicoltura”. Il presidente nazionale di Confagricoltura, Mario Guidi ha tagliato il nastro inaugurando la manifestazione. La grande sfida del settore, ha sottolineato il Guidi, è riuscire a coniugare la sostenibilità ambientale con quella economica. “Il nostro obiettivo - ha detto - è rispettare l'ecosistema e allo stesso tempo assicurare un elevato livello di produzione in termini di quantità e qualità, garantendo il reddito dell'agricoltore”. A parere del presidente di Confagricoltura, occorre anche contrastare efficacemente da parte dei produttori la polverizzazione dell'offerta per rispondere ai profondi cambiamenti del mercato del riso. Per il presidente dell'Anga, Nicola Motolese, il nuovo quadro politico scaturito dalle elezioni deve portare i giovani imprenditori ad essere ancora più propositivi. “Occorre diffondere la cultura di impresa - ha osservato - lavorare sulla diminuzione del costo del lavoro, molto al di sopra della media europea, sull'internazionalizzazione e sulla promozione delle reti di imprese costituite da giovani”.


INFOPOINT ANGA IMPERIA

A Lucinasco, vetrina multifunzionale

Inaugurata a Lucinasco, a pochi chilometri da Imperia, la prima vetrina multifunzionale dei giovani di Confagricoltura. L’obiettivo è far crescere ancora l'Anga, con un’ottica che guarda al futuro, dandole uno spirito di aggregazione economica ed una funzionalità

razionale al passo con i tempi. Un'atmosfera gioiosa, tra degustazioni, visite all'azienda, tradizione e bandiere sventolanti, alla presenza di tutte le "autorità" regionali del nostro sindacato e del settore agro floricolo, ha fatto da cornice questa idea innovativa che guarda al futuro, con un occhio che non dimentica il passato e le tradizioni agricole locali. Entusiasticamente presenti l'assessore regionale all'Agricoltura Giovanni Barbagallo, il consigliere Giancarlo Manti, il direttore di Confagricoltura Liguria Andrea Sampietro, Andrea Mansuino, presidente Confagricoltura Liguria, i vice presidenti di Confagricoltura Imperia Marco Da-

mele e Gian Guido Ghione, il presidente Anga Liguria, Roberto Fiumara. Da Cuneo sono arrivati Davide Cravero, Vincenzo Pecchenino e Alberto Giordano, tantissimi i soci. Un 'esposizione permanente unica del suo genere a livello nazionale con un mini museo dell'agricoltura, uno spazio degustazione e vendita, in primis olio e olive di Lucinasco, una rassegna dei prodotti "certificati" delle varie aziende associate Anga e un infopoint con tutte le informazioni sull’associazione. L’idea che Cristina Armato ha realizzato in uno dei borghi più caratteristici della Liguria è semplice: sottolineare l’interesse dei giovani per le tradizioni rurali e per l’innovazione, per arrivare al sindacato, punto fermo nel percorso di crescita del giovane imprenditore.


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di Veronica Mazzanti

Riforma pensioni: i chiarimenti Impegno Enapa nell’assistenza

A più di un anno dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni in materia di riforma delle pensioni, introdotte dall’art. 24, della L. 214/2011 (Manovra Monti-Fornero), l’Inps fornisce nuovi approfondimenti operativi con i messaggi 219, 1183 e 2013. In particolare, i messaggi contengono una serie di chiarimenti e di errata corrige – condivisi dal ministero del Lavoro con nota 5869 del 16 novembre 2012 – su argomenti molto specifici e complessi, ma pur sempre di rilievo e di interesse previdenziale per la l’attività di

assistenza e di consulenza esplicata dall’Enapa. Sono numerosi i chiarimenti forniti: dal Calcolo contributivo alla gestione Ago e lavoratori autonomi; dai supplementi di pensione gestione separata alla pensione supplementare; dalla pensione di inabilità a quella anticipata; dall’opzione con le regole del contributivo alla facoltà di computo; dalla cristallizzazione dei contributi alla deroga per i lavoratori dipendenti del settore privato; dall’opzione donna alla pensione in totalizzazione; dai lavoratori extracomunitari rimpatriati alle maggiorazioni contributive; dalla cessazione dell’attività commerciale al cumulo dei periodi assicurativi). Per informazioni rivolgersi al Patronato Enapa, o direttamente agli uffici presenti su tutto il territorio nazionale con proprie sedi regionali, zonali e recapiti di zona (www.enapa.it).

CON CIRCOLARE N.27 del 12 febbraio 2013, l’Inps ha reso note le nuove aliquote contributive per l’anno 2013 dei lavoratori tenuti al versamento della contribuzione dovuta alla cosiddetta “Gestione separata” (Cococo, Cocopro, e categorie particolari di liberi professionisti). La circolare sottolinea che, per effetto delle modifiche introdotte da alcune norme varate nell’anno 2012, per i pensionati e per i lavoratori già iscritti presso altre forme previdenziali obbligatorie, l’aliquota contributiva e di computo per l’anno 2013 è elevata dal 18 al 20%, mentre per le altre categorie di lavoratori rimane ferma al 27%. La contribuzione dovuta per queste ultime categorie di lavoratori è inoltre gravata di un’ulteriore quota pari allo 0,72%, finalizzata al finanziamento degli assegni per il nucleo familiare, e delle indennità per maternità, degenza ospedaliera, malattia e congedo parentale. La contribuzione è dovuta entro il limite di un massimale reddituale, che per l’anno 2013 è pari a euro 99.034,00.

PATRONATO

PENSIONE CON 15 ANNI DI CONTRIBUTI

E’ stato ripristinato il diritto di accesso alla pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi maturati prima della Riforma Amato del 1992, e per quei lavoratori ammessi alla prosecuzione volontaria entro il 26 dicembre 2012. Il via libera è arrivato dal ministero del Lavoro. A febbraio è stata diramata una circolare Inps sul mantenimento del diritto così come previsto da decreto legislativo 503/1992. La circolare riguarda circa 65 mila ex lavoratori - in particolare donne - la cui vita lavorativa è stata caratterizzata da discontinuità (ad esempio lavoratori addetti a servizi domestici e familiari, lavoratori agricoli e lavoratori dello spettacolo), che abbiano maturato diversi anni di contribuzione prima del dicembre 1992, per poi uscire dal mercato del lavoro con la prospettiva di poter fruire della pensione di vecchiaia una volta raggiunto il necessario requisito anagrafico. A seguito della Riforma delle pensioni del ministro Fornero, l’Inps, con circolare n.35/2012, aveva escluso la possibilità di conseguire la pensione di vecchiaia con una contribuzione inferiore a 20 anni, senza esentare chi aveva già acquisito il diritto prima della Riforma Amato del 1992. Il risultato è che per tutto il 2012 l’Ente aveva respinto le richieste di pensionamento che non avevano raggiunto la nuova soglia minima contribuzione. Naturalmente, per le categorie interessate, si applicano i nuovi requisiti anagrafici per il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia. Pertanto, dal 2013 per le donne del settore privato saranno necessari 62 anni e 3 tre mesi; per le lavoratrici autonome 63 anni e 9 mesi, per gli uomini dipendenti del settore privato, pubblico e autonomi, 66 anni e 3 mesi, così anche per le donne del settore pubblico. Gli uffici del Patronato Enapa forniranno, gratuitamente, tutte le informazioni e i chiarimenti necessari.

MARZO 2013 |MONDO AGRICOLO|73


FORMAZIONE di Roberto Bianchi

PROGETTO ENAPRA

Formazione tra i filari Tra i prodotti di maggiore prestigio dell'agroalimentare italiano, un posto di rilievo è certamente occupato dal vino, che porta il nostro Paese ai vertici delle classifiche mondiali per quanto riguarda la qualità del prodotto. Dietro tale successo ci sono spesso imprese che hanno saputo ben coniugare la tradizione storica con le giuste innovazioni organizzative e produttive, attraverso la realizzazione di progettualità aziendali finalizzate al cambiamento organizzativo e all’aggiornamento delle competenze professionali. In questo ambito Enapra, negli ultimi anni, ha collaborato con alcune tra le più importanti aziende del settore su tutto il territorio nazionale, contribuendo in diversa misura alla realizzazione di complessi piani formativi concepiti per innalzare la competitività e la produttività. A titolo di esempio possono essere citati il Gruppo Zonin che gestisce ben nove tenute vinicole e con cui abbiamo collaborato in più occasioni per formare l’intero staff addetto alla potatura; la Genagricola S.p.a. che vanta ben oltre 650 ettari a vigna e che ha focalizzato gli interventi formativi sulla gestione innovativa delle attività di cantina; Fazi Battaglia che ha formato tutto il personale dipendente sull’utilizzo di un nuovo Software per il controllo di gestione della produzione. 74| MONDO AGRICOLO | MARZO 2013

I questi ultimi mesi siamo stati coinvolti dall’Azienda Agricola “Casale del Giglio” di Aprilia nella realizzazione di un piano formativo che prevede non solo l’aggiornamento professionale dei tecnici attraverso l’applicazione di un modello gestionale innovativo, ma anche la conversione di alcune figure in nuove professionalità come quella del Wine Ambassador o dell’addetto aziendale all’accoglienza turistica. In Toscana abbiamo avuto occasione di collaborare con Tenimenti Ruffino che ha voluto valorizzare il turismo del vino attraverso la realizzazione di corsi di lingua inglese per il personale dipendente. Sempre in Toscana, a Montalcino, la Società Agricola Banfi, fondamentale punto di riferimento del settore a livello mondiale, ha coinvolto Enapra in un progetto che prevede la suddivisione dell’ intero intervento formativo in più parti:

la pianificazione e la gestione della tesoreria attraverso l’utilizzo di software di ultima generazione, l’aggiornamento sull’Iva attraverso la disamina dei diversi adempimenti e le procedure legate alla fatturazione, l’Haccp e l’autocontrollo igienico nella fase di lavorazione in cantina e l’Office Automation. Ultima, ma non meno importante, è la collaborazione che si sta svolgendo in questi giorni con Cantina Tollo in provincia di Chieti: Enapra ha progettato insieme alla direzione dell’azienda un intervento integrato che prevede la realizzazione di una serie di corsi, che vanno da quelli dedicati allo sviluppo delle competenze informatiche relative all’utilizzo del pacchetto Office a quelli inerenti le procedure di qualità certificate di livello avanzato relative al risk management, alla sicurezza alimentare e ai sistemi di comunicazione interna.


Una nuova dimensione nella distribuzione dei fertilizzanti AXIS 30.1: massima omogeneità e precisione nella CONCIMAZIONE.

Claudio MARTELLI, Azienda agricola IL RACCOLTO, S.Pietro in Casale (BO). Axis 30.1, insieme ad un altro spandiconcime Kuhn, copre le necessità di lavoro su una superficie di 3500 ettari coltivata a frumento, mais, sorgo ed erba medica.

“Abbiamo ridotto della metà i tempi di distribuzione dei concimi” “La semplicità d’uso riduce fortemente sia i tempi improduttivi, sia quelli per la distribuzione, evitando sovrapposizione e fallanze anche in prossimità dei bordi dell’appezzamento.

La

semplice

regolazione

del

computer Quantron E permette un controllo totale del

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lavoro in ogni istante”

“Grazie all’altissima precisione di distribuzione Axis dà un importante contributo all’omogeneità produttiva” “La precisione di Axis

si declina nell’omogeneità

distributiva, che viene mantenuta automaticamente anche variando la velocità di distribuzione e la granulometria del prodotto. La pesa assicura una perfetta gestione di tutti i tipi di fertilizzante ed il passaggio da un

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fertilizzante all’altro, situazione piuttosto comune in un’azienda di 3500 ettari.”

coltivazioni l allevamento l paesaggio

be strong, be KUHN


AGRITURISMO di Giorgio Lo Surdo

NON SI VALORIZZANO LE VOCAZIONI DEL TERRITORIO

Alla ricerca di una politica per il turismo all’estero scontando gli esiti di un referendum che ha frammentato le competenze in materia di turismo fra le venti Regioni… produce, insomma, risultati modesti. Lo studio governativo sullo “stato dell’arte” da cui è scaturito il Piano strategico per il rilancio del turismo (presentato in Consiglio dei Ministri dal ministro Gnudi lo scorso gennaio), ha addirittura giudicato l’ENIT, così come attualmente organizzato, un ente pressoché inutile, con professionalità

inadeguate. Inoltre l’Italia, pur avendo segmenti importanti dell’agricoltura che contribuiscono in misura molto significativa alla formazione dell’offerta turistica (si pensi, oltre che all’agriturismo, al turismo enogastronomico), e più volte avendo il Governo dichiarato l’intenzione di stabilire una sinergia organica fra agricoltura e turismo, non è riuscita mai a realizzare nulla in proposito. Ultima in ordine di tempo la convenzione stabilita, ad aprile 2011, dal ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano,

L’amministrazione pubblica dà, in molti Paesi, un supporto decisivo allo sviluppo del turismo, attraverso le agenzie ufficiali di rappresentanza all’estero (corrispondenti al nostro ENIT) e la promozione tramite internet. In Italia, dove pure disponiamo di risorse Sono davvero modesti i risultati della turistiche uniche al mondo, presenza pubblica sul web per il supporto pubblico allo promuovere il turismo. La “storia” del sviluppo del turismo sito ufficiale del turismo italiano, continua ad essere www.italia.it, gestito dall’Ufficio per decisamente carente, le Politiche del Turismo del nonostante i reiteranti Dipartimento per gli Affari Regionali “annunci” sull’importanza Turismo e Sport, è un esempio economica del settore “perfetto” dell’Italia di oggi: improvvisazione, incompetenza, risultati e la conseguente necessità scarsissimi, spese iperboliche e molti interrogativi sulla destinazione di supportarlo del denaro speso. Basti pensare che su www.italia.it, all’agriturismo è adeguatamente. L’ENIT dispone di poche dedicata una sola riga in una pagina il cui tema è “mangiare e bere”. risorse finanziarie, Analoga incompetenza ed improvvisazione si constata nella aveva una rete di siti internet promozione turistica online della maggior parte delle amministrazioni promozionali che è stata regionali. Così il turismo, “grande risorsa” dell’economia italiana, perde smantellata, cura sistematicamente quote di mercato. la promozione dell’Italia

www.cheamarezza.it

76| MONDO AGRICOLO | MARZO 2013


e dal ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, rimasta senza alcun seguito. Non è andato meglio il ricordato Piano Strategico per il rilancio del turismo, col quale si intende, entro il 2020, raddoppiare il Pil del turismo e creare 500 mila posti di lavoro: suggerisce di concentrare gli interventi su 40 poli di eccellenza, di attrarre grandi investimenti alberghieri dall’estero, di puntare su iniziative “in grande”, ignorando completamente il turismo diffuso, le piccole strutture ricettive, l’agriturismo, che pure rappresentano la parte principale del sistema turistico italiano. D’altra parte, gli stessi programmi dei partiti, così come li abbiamo letti nei loro siti internet ufficiali e ascoltati nei dibattiti, durante la recente campagna elettorale, dedicano al turismo spazi marginali; e tanto più marginali sono gli spazi dedicati al ruolo dell’agricoltura nel “produrre” risorse turistiche. La riflessione su questi temi richiede dunque più forti sollecitazioni anche da parte del mondo agricolo, per mettere in evidenza, non solo il contributo dell’agriturismo nel dare freschezza e originalità alla proposta turistica dell’Italia, ma anche il sostegno che l’agricoltura dà all’offerta enogastronomica, alla tutela del paesaggio, alla valorizzazione delle località rurali, alla conservazione degli spazi naturali ed in particolare delle aree protette. Insistendo in questa direzione, ci sono tutti i presupposti per prevedere che l’impostazione di una politica per il turismo degna di questo nome possa produrre effetti positivi molto importanti per sostenere la ripresa economica e l’occupazione, con benefici significativi anche per l’agricoltura.


VINO di Barbara Mengozzi

TASCA D’ALMERITA

Il vino della “Casa di Alì” Dal felice incontro qui realizzato tra schietta sicilianità e sagace apertura al nuovo e al moderno sono scaturiti risultati che hanno fatto grande l’enologia isolana in tutto il mondo. Dal 1830 – quando i conti Tasca acquistarono l’ex feudo di Regaleali, di origine araba (il nome proviene da Rahal Alì, Casa di Ali) nelle campagne di Sclafani a sud di Palermo – agli anni dell’impegno pioneristico nella valorizzazione dei vitigni autoctoni e poi nel collaudo delle uve “straniere”, fino ai giorni nostri contrassegnati da vivace spirito imprenditoriale, inalterabile successo di pubblico e vini pluridecorati dalla critica, quella dell’azienda Tasca d’Almerita è la storia di una grande famiglia innamorata della sua terra e decisa a testimoniarne il cospicuo potenziale enoico, in sapiente equilibrio tra tradizione e respiro internazionale, per proclamare con orgoglio la propria identità. Oggi assieme al padre Lucio ci sono Giuseppe e Alberto Tasca d’Almerita, l’ottava generazione di famiglia, alla guida di questa ottima realtà, da sempre totalmente vocata alla ricerca dell’eccellenza qualitativa e alla sperimentazione che significa, in sostanza, mettersi continuamente in discussione. Sono loro adesso a portare avanti tanti nuovi progetti con grinta, passione, rigore e duro lavoro, il che non esclude sano entusiasmo e divertimento. E curano a dovere, assistiti da un pool di manager agricoli ed enologi, vigne dislocate in cinque straordinari siti della Trinacria tra cui quello alle pendici dell’Etna coltivato a Nerello Mascalese e la tenuta di Capofaro sull’isola di Salina, dove la produzione 78| MONDO AGRICOLO | MARZO 2013

di una affascinante Malvasia delle Lipari si combina all’ospitalità esclusiva, ma calorosa, in uno dei resort più belli e lussuosi del Mediterraneo. Ma il cuore pulsante resta la magnifica verdeggiante Tenuta di Regaleali con le sue “benedette” colline che ospitano 400 ettari di impagabili vigneti nei quali le uve indigene, come Catarratto e Perricone, convivono con decine e decine di varietà provenienti da tutto il mondo, in linea con una congenita spinta all’innovazione e alla tutela della biodiversità e dell’ambiente, atteggiamento naturale per un’azienda che ha fatto della sostenibilità assoluta uno dei cardini della sua filosofia. Proprio a Regaleali hanno visto la luce fuoriclasse che hanno aperto la strada ad un nuovo modo di fare vino in Sicilia, vedi il Rosso del Conte nato a fine anni ’60, il primo Nero d’Avola concepito per essere un grande rosso, o i Cabernet Sauvignon e Chardonnay che continuano a portare l’animo siciliano nei cinque continenti. E ancora a Regalaeali sta prendendo forma il domani della storica cantina siciliana grazie a nuovi vini come il bianco Antisa, un puro e tipico Catarratto coltivato in alta collina, fermentato senza aggiunta di anidride solforosa

per andare incontro a chi non la “tollera”. Ma un posto speciale nell’ampia gamma aziendale spetta al vino per antonomasia della Tenuta, da ben 53 vendemmie il suo più eloquente ambasciatore nel mondo, molto popolare (persino nei cruciverba della Settimana Enigmistica si trova la sua definizione “ottimo vino siciliano”): il Regaleali Bianco, tris di autoctoni (Grecanico, Catarratto, Inzolia) con piccolo saldo di Chardonnay affinato in acciaio e pieno di personalità. Inconfondibile nella sua bottiglia renana (fregiata negli ultimi anni da un’etichetta originale e molto naive ripresa da quella delle origini), presenta un bel colore giallo brillante e seduce il naso con un bouquet fragrante ma vivido di frutta, mela, pera, pesca e agrumi. In bocca è morbido, ricco, intenso, piacevolmente fresco. Un classico made in Sicilia sempre, e a buon diritto, sulla breccia.


RAGUSA IBLA

La cucina barocca di Ciccio Sultano È grande il fascino di Ragusa Ibla, storico fulcro della città siciliana, dei suoi palazzi, delle sue chiese, del suo dedalo di viuzze convergenti nella piazza del Duomo, adorna di tutta la magnificenza del barocco isolano che stupisce al primo impatto e poi cattura sensi e mente con tanta bellezza e classe. Succede così anche con la cucina del ristorante Duomo. Una cucina territoriale di eccellenza, amalgama perfetto di sperimentazione e tradizione siciliana, che ha voluto svincolare l’immagine della Sicilia da vieti stereotipi, tipo pupi e carretti, e dimostrare che la cultura gastronomica regionale è molto più che cannoli e caponata. E una cucina intimamente barocca, intrigante ed esuberante al pari del suo artefice, Cic-

cio Sultano, chef ragusano geniale e preparato, un vero vulcano di idee e due meritatissime stelle Michelin. Per lui creare un piatto è come cimentarsi in una jam session improvvisando musica jazz: puoi farlo mille volte, dice Ciccio, ma ogni volta rispecchierà emozioni e umori di quel momento. Piatti, i suoi, complessi e ridondanti, basati sull’addizione anziché sulla sottrazione, giocati su inusuali combinazioni delle materie prime (rigorosamente genuine e di primissima qualità) e accostamenti di sapori imprevedibili, ma alla fine lineari per l’equilibrio di tutti i loro ingredienti. In abbinamento al Regaleali Bianco lo chef siciliano ha scelto un suo favoloso antipasto, la triglia rossa di scoglio “a pisci d’uovo”,

spennellata di seppia al carbone e crema di finocchietto selvatico, accostata alla tradizionale polpetta di finto pesce fatta con l’uovo (che lo surrogava sulle tavole più povere) e sormontata dalla propria lisca croccante, il tutto servito con zuppa di salmoriglio.


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CAMPI SONORI di Gaetano Menna

DEDICA FILOSOFICO-MUSICALE DI DONÀ

TASTING IN JAZZ

Bisol, prosecco con swing

Donnafugata per grande orchestra

L’omaggio all’eccezionale Prosecco di Valdobbiadene della casa vinicola Bisol è un delizioso brano - con un tema facile, ma efficace, e tanto swing - suonato dal trombettista-filosofo Massimo Donà e dal suo quintetto; si intitola “Bi sol mi fa re”, giocando con le note (“bi” è una nota del sistema musicale anglosassone) per dire “Bisol mi farei”. Il brano in questione apre il CD “Cose dell’altro mondo” (Caligola Records) ed è un caleidoscopio di sonorità, tra swing, blues e funky. In evidenza, nel disco, la title track, una lunga “suite filosofica” che si svolge tra carillion, divagazioni e le voci di pensatori come Emanuele Severino e Massimo Cacciari, Giulio Giorello e Carlo Sini, Enrico Ghezzi e Vincenzo Vitiello, per parlare di visibile ed invisibile, di religiosità ed anche di cinema (a cui recentemente Donà ha dedicato il libro “Abitare la soglia” edito da Mimesis); in essa

atmosfere cangianti caratterizzate di volta in volta dalla tromba, dal banjo blues, dalla corposa ritmica, dal sax di Michele Polga, dal clarinetto di Francesco Bearzatti e dalla chitarra elettrica di Giorgio Mantovan. Donà il mondo del vino lo conosce e lo approfondisce; Ha inciso, tra l’altro, un disco intitolato “Spritz” (frizzante come l’aperitivo a base di prosecco, popolare nel Triveneto) ed ha pubblicato un libro dedicato alla “Filosofia del vino”. Non si smentisce in questo album che ha al suo interno un corposo booklet- saggio intitolato “Bisol, un vino, una filosofia”. In esso divaga su Bacco citando Socrate, Kierkegaard, Leopardi e, per l’appunto, Bisol che – annota - «sulle colline dell’Alta Marca Trevigiana ha saputo rispettare antichi e immemoriali codici di un ethos forse addirittura pre-istorico, senza per ciò stesso rinunciare all’azzardo dell’invenzione, al rischio del nuovo».

Soavi e cristalline sorsate di armonia Mai denominazione è stata più indicata per esprimere la personalità di un vino e di un territorio: “Soave”, che è prodotto nella parte orientale dell’arco collinare della provincia di Verona. Per un vino così intenso ed amabile occorreva una colonna sonora particolare. Nasce così il disco “Soave: wine in Harmony” , suonato dal chitarrista Gabriele Posenato e promosso dal Consorzio di tutela della Docg. Sette brani originali per chitarra acustica che nascono all’insegna della soavità, è il caso di dire; sonorità cristalline, cascate di note e profonda armonia. Posenato agronomo e chitarrista, si dedica alla musica per passione e per finalità filantropiche (con altri produttori di Soave ha dato vita all’iniziativa benefica Wine & Guitar Clan”). All’insegna di vino e chitarra, un altro suo disco, non a caso, l’ha intitolato “Wine & Feeling”.

81| MONDO AGRICOLO | MARZO 2013

L’interazione con il nettare di Bacco investe tutti i sensi, udito compreso. Il portale web “Il suono del vino” (www.ilsuonodelvino.it) ricorda l’indagine condotta dal professor Adrian North, della Heriot-Watt University di Edinburgo, da cui emerge che l’ascolto di determinati brani musicali, in fase di degustazione, è in grado di esaltare il gusto del vino che stiamo bevendo. Lo sa bene Donnafugata che propone originali tasting in jazz delle proprie bottiglie. Ogni vino è accompagnato da un brano musicale le cui note ed il cui andamento ritmico si uniscono alle sensazioni della degustazione. «Un modo nuovo di vivere il vino di qualità, di scoprirne le mille note organolettiche, di racconto come universo sensoriale», dice Josè Rallo imprenditrice e vocalist. Nasce così il progetto “Music & Wine Live”. L’ultimo cofanetto (CD + DVD) vede all’opera la band storica con Josè Rallo alla voce, la cui formazione si amplia, grazie alla collaborazione con la fondazione The Brass Group ed i 15 fiati dell’Orchestra Jazz Siciliana. Emerge un sound dai colori accesi come quelli della cover. Eccezionali guest star sono Eliot Zigmund (batterista di Bill Evans e di Michel Petrucciani) e Bill Moring (contrabbassista di Count Basie e Woody Hermann). La raccolta fondi supporta iniziative di solidarietà. La Rallo ha una voce duttile e caliente, si padroneggia tra standard americani e brani latini. Non mancano gli omaggi a Bacco con “An older man is like an elegant wine" (la ballad di Lee Wing, sontuosa ed elegante, è la colonna sonora perfetta per il vino “Mille e una notte” della casa); c’è poi “Wine & Music blues”, brano originale del percussionista Vincenzo Favara e del trombettista Vito Giordano, un exploit della grande orchestra (da godere – è suggerito - con il rosso “Sherazade”). Non poteva mancare un riferimento all’isola, con “Sicily” il brano di Pino Daniele e Chick Corea.


CAMPI SONORI

ESSENTIAL DUO: ARPA E AMARONE

Suoni dalla Collina dei ciliegi Ci sono incontri magici come quello tra la prestigiosa azienda vinicola “La collina dei ciliegi” ad Erbin in Valpantena (Verona) e il talentuoso “Essential Duo” (ovvero la vocalist Tullia Barbera e l’arpista Raoul Moretti). La casa vinicola ha prodotto l’ album “La collina dei sogni”, disco davvero intenso per arpa e voce. Nascono così una serie di originalissime cover pop-rock, denudate, ridotte all’ “essenziale”, per l’appunto, che proprio per questo sanno ancor più emozionare. Ascoltate, ad esempio, “Us and them” dei Pink Floyd in questa rilettura da brividi. Ci sono anche quattro brani originali scritti dai due artisti con

la title track e “Momento perfetto” dedicati proprio all’azienda “Collina dei ciliegi” ed ai suoi vini. Quest’ultimo brano, di grande intensità, si chiede: «Che nome dare alle emozioni? Riflessi rubino dentro a un bicchiere. Prendere tra le mani tutte queste stelle, farne una collana, un istante di felicità. All’ombra della collina dei ciliegi un momento perfetto». La melodia della voce si fonde con l’armonia dell’arpa e le suggestioni di grandi vini come Corvina, Amarone, Valpolicella, Garganega, Lugana, con le bollicine del Brut. Sì, esiste davvero un luogo di “grandi sogni”, è la Collina dei Ciliegi.

JAZZ & WINE A CASTELLO BANFI

“Jazz & Wine in Montalcino” è una manifestazione tra le più longeve nel panorama musicale italiano, che nasce nel 1998 dalla collaborazione tra Castello Banfi, ed il Comune di Montalcino, con la direzione artistica di Giampiero Ruberi. Il concerto inaugurale del festival, come consuetudine, si tiene all’interno delle suggestive mura di Castello Banfi: un evento imperdibile in cui due piaceri così intimi ed intensi, la musica jazz ed il grande vino di qualità, celebrano con crescente successo il loro entusiasmante incontro a Montalcino, città simbolo del Brunello. Il connubio tra jazz e vino ha portato pure alla realizzazione del disco “A jazz Christmas celebration for Banfi” con un ensemble di musicisti internazionali guidati dal bassista Marco Marzola. Nove brani, tutti strumentali tranne il finale, affidato alla splendida voce di Akua Dixon, per comprendere l’atmosfera che si respira al festival jazz in nome del Brunello.

A T T U A L I T À DA L L E I M P R E S E

I PRODUTTORI POSSONO VENDERE O ACQUISTARE TRATTORI E MACCHINARI In programma asta Ritchie Bros. il 9 maggio l 7 Marzo Ritchie Bros. ha condotto una grande asta presso la sede di Caorso (PC), dove oltre 1270 macchinari industriali e agricoli sono stati venduti ad offerenti provenienti da tutto il mondo. La vasta selezione di macchinari includeva 26 trattori agricoli oltre a rasaerba, spargisale, spargiconcime, aratri, erpici, seminatrici e tanti altre attrezzature. Il metodo d’asta di Ritchie Bros. si sta ormai consolidando nel mercato italiano, dove aziende agricole, contoterzisti e operatori del settore agricolo riconoscono ormai nelle aste Ritchie Bros. un metodo sicuro per vendere e comprare macchinari a seconda delle esigenze.

I

Ritchie Bros., la casa d’aste di macchinari industriali e agricoli più grande al mondo, conduce ogni anno, centinaia di aste in tutto il mondo, raccogliendo centinaia di migliaia di persone che comprano e acquistano macchinari, trattori e tanti altri articoli. Le aste Ritchie Bros. sono aste senza riserva, ovvero non ci sono prezzi minimi di partenza o prezzi di riserva e tutti gli articoli vengono venduti ai mi-

gliori offerenti il giorno dell’asta. La prossima asta Ritchie Bros. di Caorso (PC) è in programma per il 9 Maggio dove sarà in vendita una vasta scelta di trattori agricoli e altri macchinari. Tra i trattori già consegnati che saranno in vendita il 9 Maggio sono presenti un Fendt 312LSA e un Fendt 939 Vario, entrambi del 2012, un John Deere 8220 del 2006 e due Case IH CVX-1195 del 2007. L’asta sarà aperta al pubblico e chiunque potrà partecipare. Per maggiori informazioni sulla vendita o l’acquisto di macchinari alle aste Ritchie Bros. è possibile contattare la sede di Caorso allo 0523.818801 oppure visitare il sito www.rbauction.it.


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