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Mondo agricolo n.11

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ACCORDO CON REALE MUTUA • LE REGIONI SI RACCONTANO • LA CARTA DEL BIOLOGICO • LA VIA DEL TABACCO IN UMBRIA • MASTER IN AGRICOLTURA SOCIALE • FIERE ZOOTECNICHE A CREMONA • L’EXPO DI OLDANI


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L’ E D I T O R I A L E

Latte bollente

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li allevatori hanno il sacrosanto diritto a un prezzo remunerativo del latte che conferiscono. In un anno le loro remunerazioni sono diminuite del 15%. I prezzi bassi hanno trascinato in giù anche quelli delle cooperative che pure tentano di resistere con quotazioni ai produttori più alti. Le manifestazioni di protesta dei nostri allevatori a Pavia e Verona sono ancora in atto al momento in cui scrivo. Stiamo agendo in modo coordinato con Cia, Copagri, ma anche con Coldiretti. La coesione del mondo della rappresentanza e la presenza, tra i nostri manifestanti, del ministro Martina e dell’assessore della Lombardia Fava sono segnali che non devono sfuggire. È sotto gli occhi di tutti che il settore è stato lasciato senza regole e che di ciò la grande industria e la grande distribuzione organizzata hanno responsabilità precise. L'industria non può basare la propria competitività sul prezzo della materia prima, almeno non oltre la soglia di sopravvivenza delle aziende produttrici. La teoria del riferimento al prezzo tedesco non regge; così non si difende e rafforza una filiera made in Italy ed i suoi formaggi di qualità sui mercati internazionali; così non si rilanciano i consumi; così si distrugge e basta. Va condannata anche la GDO che impone marchi e politiche commerciali e promozionali a prezzi stracciati. Per quanto riguarda la politica, voglio ribadire che se, come previsto, si concretizzeranno le novità su Imu, Irap e l’adeguamento dell’aliquota di compensazione Iva dall’8,8% al 10%, il ministro ed il governo avranno fatto la loro parte. Certo il ministero è in ritardo con il piano di promozione del consumo di latte e deve accelerare. Sono contento che ora sia stato firmato, come richiesto, il decreto attuativo del Fondo Latte, con un intervento di 55 milioni di euro per sostenere la liquidità, la ristrutturazione dei debiti e gli investimenti degli allevamenti. Il Fondo però, non dimentichiamolo, è stato depotenziato e andrà comunque preservato dai tagli della Legge di Stabilità. Da ultimo sulle ritorsioni in atto. Sono 17 mila i quintali di latte che non vengono ritirati dalla grande industria che però fa entrare nei suoi stabilimenti sempre di più il latte tedesco. Ho subito chiesto la solidarietà delle cooperative per ritirare il latte degli allevatori che non possono conferirlo. Ma amareggia quella che è una vera e propria serrata. Lo dico, in primo luogo a Lactalis, che ha delle responsabilità socio-economiche, per non dire morali, come prima industria italiana di trasformazione. Mario Guidi

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SOMMARIO L’EDITORIALE Latte bollente Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Assicurazioni su misura Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20

3 L’Expo dei sapori Serena Scarpello . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26

Foto di copertina Roberto Ciani Bassetti Direttore responsabile GABRIELLA BECHI Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI

APERTURA IL DOPO EXPO Un ponte verso il futuro Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II, 101 00186 Roma Tel. +39.06.6852329

SPECIALE GIOVANI La cultura dell’innovazione Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38 Il sorriso che premia Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42

mondo.agricolo@confagricoltura.it

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Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n. 33755000 Intestato a: Sepe – Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

PRIMO PIANO EXPO 2015 La vacanza è servita Anna Gagliardi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10

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ATTUALITÀ FORMAZIONE Esperti di agricoltura sociale Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47 UNCAI NOTIZIE

Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33

Rubriche Via Monte Rosa, 19 20149 Milano Tel. +39.02.4694949 - 48018114 Fax +39.02.4693172

Organizzazione Carne . . . . . . . . . . . . 52 Anga Impegno UE . . . . . . . . . . . . . . . . 54

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4| MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2015

Le Regioni si raccontano Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14 La “Carta” del Bio Barbara Bertuzzi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18

Over65 Più over che bimbi . . . . . . . . 58 Vino Maeli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 62 Buono a sapersi Formae . . . . . . . . . 64 Campi sonori Casagrande . . . . . . . . . 66


APERTURA IL DOPO EXPO

Un ponte verso il futuro La “piazza di Expo Dubai 2020”

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Chiusa l’Esposizione Universale. Il Presidente della Repubblica Mattarella: «Non è un addio ma un passaggio. È l'inizio di un nuovo impegno civico»

di Gaetano Menna

ra dell'Expo sia davvero una festa e che la manifestazione abbia accumulato e reso disponibile una grande carica positiva. L'Esposizione ci lascia un’importante eredità, frutto del confronto che è riuscita a promuovere e delle speranze che ha messo in campo. La giornata di oggi, insomma, non è un addio ma un passaggio. È l'inizio di un nuovo impe-

Expo ha definito il cibo e l'alimentazione come lingua comune dei popoli

gno civico».«Il lascito di Expo sta nell'aver cercato di definire il cibo e l'alimentazione come lingua comune dei popoli. Lingua comune non vuol dire omologazione, al contrario. È espressione di dialogo e di valorizzazione delle biodiversità; manifesta conoscenza e rispetto delle culture e delle loro radici; è scoperta di valori e interessi convergenti in nome dell'uomo». E ancora: «Expo è abato 31 ottobre - con riuscita tenere insieme tradizioni e il discorso del Presiden- saperi antichi con l'innovazione, te della Repubblica Ser- con il progresso tecnico e scientifigio Mattarella e con la co, con la ricerca più avanzata. È riuconsegna ufficiale della scita a valorizzare un'agricoltura cabandiera del “Bureau pace, allo stesso tempo, di tutelare International des Expositions” (BIE) produzioni di nicchia, salute dei al presidente del Comitato Superio- consumatori e prospettiva globale». re di Preparazione Expo Dubai Mattarella, indubbiamente, ha il do2020, lo sceicco Hamdan bin no della sintesi ed ha espresso conMohammed Al Maktou – si è con- cetti puntuali, da sottoscrivere: Exclusa definitivamente l’entusia- po è stato un successo e ci lascia smante esperienza di Expo Milano un’eredità da preservare; il suo lasci2015. L’ Esposizione Universale è to non è un punto di arrivo ma di stata – come ha detto Mattarella - partenza; va valorizzato il ruolo del«un ponte verso il futuro. Un futuro l’agricoltura. che vogliamo migliore per l’uma- Proprio per queste considerazioni, nità e per la nostra madre terra». l’unico rammarico è che i temi agriCerto c’è stata una venatura di ma- coli siano rimasti un po’ ai margini linconia mentre la bandiera di BIE rispetto alla centralità del cibo e delveniva ammainata, ma è il momento la cultura della nutrizione. dell’orgoglio nazionale e della sod- «Al mondo Expo lascia un messagdisfazione perché gli oltre 21 milio- gio forte affidato alla Carta di Milani di visitatori sono un grandissimo, no, che indica un percorso di creindiscutibile successo. scita, di consapevolezza del ruolo «Sono convinto – ha dichiarato il Ca- che riveste l’agricoltura per nutrire po dello Stato - che l'atto di chiusu- il Pianeta, ma anche per una sua evo-

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APERTURA IL DOPO EXPO

Sergio Mattarella

luzione attenta all’ambiente e alla sostenibilità – ha commentato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi -. Però sarebbe stato meglio uscire da Expo, non soltanto con la

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Guidi: «Mettere a frutto la rete di relazioni avviate dal sistema Paese con Expo»

L’ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI ASTANA 2017

Appuntamento intermedio, tra Milano e Dubai, è quello di Expo Astana 2017, che avrà come tema “Future Energy”. Si tratta di un’Esposizione Internazionale che inizierà nella capitale del Kazakistan il 10 giugno 2017 e durerà tre mesi. A Expo 2017 ci saranno spazi dedicati all’energia per tutti, alla riduzione delle emissioni ed all’efficienza energetica. C’è differenza tra un’Esposizione Internazionale ed una Universale, come Expo Milano 2015: oltre alla durata ridotta e al limite di spazio edificabile, l’edizione internazionale permette di stabilire la destinazione del sito espositivo al termine dell'evento; in questo caso accoglierà un hub internazionale per l’energia del futuro. 8| MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2015

Carta di Milano ma anche con delle strategie concrete e ben definite su come nutrire il pianeta». «Adesso – ha poi proseguito Guidi - è il momento di mettere a frutto la rete di conoscenze e relazioni avviate dal sistema Paese, con e grazie all’Expo: un patrimonio a cui istituzioni e privati debbono poter attingere, una grande piattaforma che serva ad internazionalizzare, innovare, aggregare in Italia e all’estero». Una riflessione va fatta su “Expo anch’io”, ovvero sull’esperienza condotta da Confagricoltura a Expo e fuori Expo che è stata estremamente positiva. «Abbiamo promosso – ha ricordato il suo direttore generale Luigi Mastrobuono - cento e più iniziative ed eventi che hanno toccato tutti gli aspetti dell’agricoltura, dei suoi prodotti di eccellenza, delle filiere, del commercio internazionale, della sostenibilità». I sei mesi a Milano sono stati davvero intensi per Confagricoltura. L’immagine simbolo è stato il “cubo multimediale” all’ingresso di Palazzo Italia che ha ricordato che i prodotti agricoli sono “capolavori”, vere opere d’arte. “Nature vive”, per ricordare che il nostro è un settore che ha aziende vitali, innovative, creative. Per quanto riguarda gli eventi “fuori Expo” Confagricoltura ha eletto domicilio nella prestigiosa Casa degli Atellani con la Vigna di Leonardo riportata in vita. «Nel giardino, all’interno della dimora storica, tra le “geniali” barbatelle leonardesche, abbiamo raccontato l’agroalimentare e - ha annunciato Guidi - continueremo a farlo nei prossimi mesi» E così Confagricoltura, fino a primavera 2016, continuerà a programmare, presso la Vigna di Leonardo, iniziative, confronti, dibattiti, incontri d’affari con attenzione rinnovata su prodotti, mercati, reti, filiere, territori, cultura, sostenibilità e agricoltura sociale. Ci vengono in mente le parole di Mattarella: «Dare continuità a questo impegno ed a questo successo, non è soltanto un dovere morale. È un’impresa affascinante».


APERTURA IL DOPO EXPO

Dall’Expo al Giubileo Convegno di Confagri Roma all’Università Pontificia Lateranense sull’appuntamento dell’anno giubilare. Tener viva l’attenzione sui temi dell’agricoltura, del cibo e del suo valore

l Dopo Expo è il Giubileo. L’anno giubilare straordinario dedicato alla Misericordia (dall’8 dicembre al 26 novembre 2016) dovrà essere l’occasione anche per affrontare, in chiave etica e religiosa, le tematiche del rapporto inscindibile tra l’agricoltore e la terra, del nutrire il pianeta senza sprecare, del paradosso dell’abbondanza delineato da Papa Francesco». Lo ha posto in evidenza il presidente di Confagricoltura Roma Claudio Destro aprendo i lavori del convegno “Dall’Expo al

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con etica (Mons. Roberto De Odorico, segretario generale dell’Università Pontificia); necessità di filiere “colte” anziché corte (Andrea Segrè, presidente della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige); cibo e salute e allarmismi spesso infondati (Francesco Riva, chirurgo dell’ospedale Eastman di Roma); globalizzazione che si teme ma che è anche una grande occasione (Paolo De Castro, europarlamentare, in videoconferenza); opportunità del nuovo Piano di sviluppo rurale del Lazio che dovrà costruire il volto dell’aDestro: «Staffetta gricoltura di domani (Sonia Ricci, asExpo-Giubileo su tematiche sessore regionale all’Agricoltura). «È vearrivate al cuore della gente» ro che bisogna passare dalla logica dell’abbondanza a quella dell’abbastanza – ha sottolineato il vicepresidente nazioservato Destro -. Occorre mantenere al- nale Massimiliano Giansanti (interveta l’attenzione su questioni fondamen- nuto al convegno assieme al direttore tali, che stanno a cuore anche alla Chie- generale Luigi Mastrobuono) – ma è sa. Come l’impegno dell’agricoltore a anche vero che i bisogni di derrate aliprodurre di più, per sfamare il pianeta, mentari, di prodotti della terra, crescoma con meno chimica, meno impatto no sia per l’aumento della popolazione sull’ambiente, più attenzione alla qua- mondiale, sia per un miglioramento lità ed alla sostenibilità;come le iniquità delle condizioni economiche in molti sull’accesso al cibo con il fenomeno Paesi che stanno prendendo la via deldello spreco in una parte del mondo lo sviluppo. Gli agricoltori hanno il mentre nell’altra ancora c’è malnutri- compito di produrre di più, ma di farlo zione». Nell’incontro di Confagricoltu- in modo diverso; per questo sono fonra Roma, i relatori hanno approfondito damentali l’innovazione e la ricerca ap(G. M.) temi e bisogni: produrre e consumare plicata». Giubileo”, che si è tenuto all’Università Pontificia Lateranense. Non a caso il convegno si è svolto proprio nei giorni di chiusura dell’Esposizione Universale, a sottolineare la staffetta Expo-Giubileo su tematiche che finalmente sono arrivate al cuore della gente. «Deve proseguire l’attenzione anche mediatica sui temi del cibo e del suo valore, non solo economico ma anche morale, cogliendo l’occasione dell’atteso arrivo a Roma di milioni di pellegrini – ha os-

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PRIMO PIANO EXPO 2015

La vacanza è servita

Agriturist ha 50 anni ma non li sente. Al suo Forum in Expo si è parlato di piattaforme digitali e di un nuovo modello di servizio che rivoluziona il modo di gestire i rapporti con i clienti di Anna Gagliardi

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l dodicesimo Forum nazionale di Agriturist all’Expo di Milano ha coinciso con i primi cinquant’anni di vita dell’associazione. Un anniversario importante che ha spinto ad analizzare quanto è stato fatto fino ad oggi e a delineare la mission per i prossimi anni. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire al Forum un messaggio di apprezzamento per il lavoro svolto da Agriturist. Un percorso iniziato nel 1965, grazie anche all’intuizione del fondatore Velluti Zati, che vide nel binomio agricoltura e turismo una nuova strada da percorrere. La sua figura è stata ri-

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cordata dal presidente di Agriturist Cosimo Malacca con la consegna della targa del 50°anniversario al figlio Simone Velluti Zati. Oggi l’agriturismo ha tanti significati: “Non vendiamo letti, pasti o prodotti – evidenzia Malacca – ma condividiamo esperienze”. Questo il punto fermo della prospettiva da definire, tenendo conto di più fattori, positivi e negativi. La frammentazione legislativa concorre alla definizione di un panorama disomogeneo, che se da un lato è indice delle peculiarità dei luoghi, dall’altro frena la competitività del settore in ambito globale. Le specificità del paesaggio agricolo italiano


Melacca: «Non vendiamo letti, pasti e prodotti, ma condividiamo esperienze» sono anche il punto di forza del comparto: Mariangela Costantino, titolare dell’omonima azienda in Calabria, conferma che aprire all’ospitalità le ha permesso di aumentare le vendite dell’olio di oliva che produce e di aprirsi a nuovi mercati. Fabiola Sfodera, dell’Università La Sapienza di Roma, spiega che nel tempo è cambiato il concetto di turista: “Al giorno d’oggi le persone in viaggio cercano esperienze; in

Agriturismo Il Cavicchio (Bo)

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PRIMO PIANO EXPO 2015

Guidi: «Siamo e restiamo agricoltori, è questa la nostra peculiarità e la nostra forza» questo senso l’agriturismo ha un vantaggio ancora da sfruttare”. L’innovazione digitale ha favorito maggiore fruibilità dei servizi e la condivisione degli stessi: Cecilia d’Angelo, dirigente del CONI, cita esempi che confermano come sport e agricoltura insieme abbiano allargato la base dei praticanti attività fisica sfruttando al meglio le potenzialità di un territorio. Michelangelo Lurgi, presidente di Rete Destinazione Sud, racconta come si è sviluppata la rete che valorizza luoghi e contenuti del Mezzogiorno, agroalimentare in primis, rafforzando il concetto di brand territoriale. Giampiero Perri, direttore generale dell’APT Basilicata, guarda al futuro: “Matera sarà la capitale europea della cultura nel 2019 e l’agriturismo potrà giocare un ruolo di primo piano, potendo offrire quegli

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AGRITURISMO A PORTATA DI CLICK

Agriturismo a portata di click: il nuovo, grande portale di Agriturist (www.agriturist.it) è semplice da usare e intuitivo. Presentato al forum dal direttore Filomena Maio e dall’ingegnere informatico Patrizia Morano, il sito introduce ai migliori agriturismi italiani, per vivere un’esperienza indimenticabile e tagliata su misura per le proprie esigenze. Ville, casali, fattorie, masserie e antichi poderi, l’offerta è vastissima e permette di conoscere tutti gli scenari naturali e culturali che si desiderano. Ogni regione ha una ricchezza storica e artistica di importanza inestimabile. «L’Italia – come ha detto il presidente di Agriturist Melacca – è un paese da scoprire lentamente, magari gustando le ricette e i piatti tipici regionali». Non tutte le vacanze, però, sono uguali: il nuovo portale di Agriturist offre la possibilità di rendere unico e originale il proprio soggiorno scegliendo tra escursioni in montagna, passeggiati anche in bici e a cavallo, trattamenti di benessere o specialità enogastronomiche regionali da gustare, in coppia, con gli amici o in famiglia. Le aziende associate, nell’apposita area riservata, si potranno scambiare esperienze, fare rete e chiedere consulenze specifiche. (E.T.) 12| MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2015

Guidi e Melacca

elementi più affini proprio a chi ama la cultura”. “L’agriturismo non è solo produzione di beni e di servizi – precisa il direttore generale di Confagricoltura Luigi Mastrobuono – ma è produzione di relazioni. E proprio la sharing economy è la nuova frontiera del comparto, che deve accrescere l’offerta sulla spinta del mercato, in un’ottica di condivisione”. Gli scogli da affrontare però non sono pochi ed emergono dal dibattito sollecitato dal moderatore Beppe Rovera. Il più evidente è la concorrenza dei bed and breakfast, che riescono a intercettare quote di mercato senza l’impegno e gli obblighi di chi ha un agriturismo e,


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DALLE BUONE AZIONI ALLE DONAZIONI PER LE SCUOLE AGRARIE LIBANESI

Cinquemila volte grazie con “Grow the Future” necessariamente, un’azienda agricola. Lo hanno rimarcato imprenditori liguri, toscani, lombardi, a dimostrazione che mancano ancora norme che chiariscano meglio oneri e onori per le categorie. Pietro Schipani, della direzione generale dello Sviluppo Rurale del ministero delle Politiche agricole, richiama la legge quadro730/1985, che per prima riconobbe l’attività agrituristica come connessa a quella prevalente agricola, e il recente marchio nazionale dell’agriturismo italiano che identifica le strutture con servizi a norma e accertati. Oggi l’agriturismo italiano conta oltre 21.000 strutture che rispettano regolamenti regionali. Leggi che talvolta stridono da zona a zona, alimentando qualche confusione presso l’utenza, ma che si stanno orientando verso una sempre maggiore valorizzazione del lavoro agricolo e dell’origine territoriale dei prodotti. “L’agriturismo oggi è chiamato a dare al meglio i suoi frutti - conclude il presidente di Confagricoltura Mario Guidi - perché deve reinterpretarsi e decidere da che parte andare. Non abbiamo a proposito idee definitive, ma sicuramente non dobbiamo andare in competizione diretta con chi ha un albergo o un BB. Noi siamo e rimaniamo agricoltori, con il nostro regime fiscale e i nostri PSR. Non dobbiamo essere tutelati, ma fissare le tappe del percorso che agricoltura e agriturismo devono fare insieme, mantenendo le proprie peculiarità”.

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e 5.000 buone azioni promosse sul Web tramite il progetto “Grow The Future”, promosso da Syngenta, si sono tramutate in donazioni dedicate all’attività di educazione agricola in Libano della Fondazione AVSI. L’Onlus italiana ha previsto un intervento di educazione e formazione in sette scuole tecniche agricole in Libano. Circa 700 ragazzi tra i 15 ed i 25 anni – siriani, libanesi e iracheni – sono stati coinvolti in corsi in cui si alternano lezioni tecniche e pratiche e vengono sollecitati a prendere iniziativa e diventare gli attori protagonisti della propria crescita. Inoltre le scuole in questione sono state ristrutturate e riabilitate, dotate di serre, vivai e sistema idrico, rifornite dei materiali (terriccio, piante, attrezzi da lavoro) necessari per le attività pratiche di insegnamento. I frutti di questo metodo sono subito percepibili: in questi mesi circa 50 ragazzi tra quelli che hanno frequentato i corsi

hanno cominciato un periodo di tirocinio in 35 aziende agricole libanesi, realtà importanti del sistema agricolo del Paese, in cui possono mettere in pratica quello che hanno imparato e misurarsi con il mondo del lavoro. Questo risultato premia la scelta di Syngenta di trasferire, nell’anno di Expo 2015, il progetto “Grow the Future” dalle aule degli istituti tecnici agrari alla dimensione social del web e di facebook, promuovendo un progetto di edutainment dedicato alla tematica della riduzione dello spreco delle risorse naturali: More with Less. L’iniziativa traduce il concetto che sprecare meno significa fare di più per il Pianeta di domani in una web app che ha permesso agli utenti di mettere in pratica semplici azioni per evitare gli sprechi nei diversi contesti della quotidianità: a casa, al supermercato, nelle pratiche agricole ed al lavoro. Ogni “buona azione” adottata dall’utente ha contribuito a far scattare il contatore presente sul sito verso il traguardo finale dei 5.000 contributi.


PRIMO PIANO EXPO 2015

Le Regioni si raccontano Alla Casa degli Atellani, il ricco calendario di eventi di Calabria, Campania e Umbria

di Gabriella Bechi

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er tutta la durata di Expo, la Vigna di Leonardo, con il suo giardino e la Caffetteria, è stata la casa di tante regioni italiane, che hanno portato a Milano il meglio della loro offerta di prodotti, di specialità enogastronomiche e di tradizioni culturali. Nel mese di ottobre, in particolare, si sono alternate Calabria, Campania e Umbria, con un calendario ricco di eventi. Le eccellenze, spesso ancora poco conosciute, della Calabria settentrio-

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Successo dei prodotti calabresi in mostra e in vendita nella Caffetteria nale, mare, montagna, bellezze naturali, vestigia antiche, prodotti di qualità, con proposte enogastronomiche molto attraenti sono state presentate da quattro GAL (Gruppi d’Azione Locale) della provincia di Cosenza: GAL Alto Jonio Federico II, GAL Savuto, GAL Sila Greca, GAL Valle del Crati. Quattro territori conti-


La Tavernetta di Calopezzati. Nel corso dell’iniziativa è stato presentato il CodexPurpureusRossanensis, prezioso evangelario miniato datato tra il IV e il VI secolo, arrivato in Calabria dal Medio Oriente, di straordinario interesse religioso, artistico e storico. Si tratta di un manoscritto del Nuovo Testamento, in pergamena color porpora, comprendente quindici illustrazioni decorative che hanno per soggetto fatti, avvenimenti e parabole riguardanti la vita di Gesù. E’ il documento librario più prezioso che la Calabria possegga ed è conservato nel museo diocesano di Arte sacra di Rossano. Anche la Regione Campania, che è stata presente ad EXPO 2015 dal 16 al 22 ottobre con una serie di importati iniziative e con un proprio spazio istituzionale, ha scelto la vetrina della Casa degli Atellani per due serate speciali. La prima, dedicata alla eccellenze enogastronomiche, a cui è intervenuto anche il governatore Vincenzo De Luca, ha visto il coinvolgimento di una ventina di aziende agroalimentari campane che continuano ad investire ed a credere nel loro territorio e

Tra gli appuntamenti, la Cena di gala campana con il governatore De Luca che, attraverso i loro prodotti, dall’ortofrutta al vino, dall’olio alla pasta, dalle carni ai salumi, fino al pescato, hanno raccontato la loro storia. A conclusione della serata una cena a base di prodotti tipici preparata dallo chef Francesco Tammaro del ristorante San Pietro di Cetara. Il secondo evento promosso dalla Regione Campania ha visto protagonisti i vini del territorio, dal Sannio ai Campi Flegrei, dall’Irpinia alla provincia di Salerno, fino all’isola di Ischia (la cui Dop compie cinquant’anni), con la partecipazione dei Consorzi di Tutela della regione. Numerosi i produttori vitivinicoli presenti, che si sono confrontati in un dibattito moderato dal giornalista Antonio Paolini. E’ seguita una degustazione guidata dei vini, a cui ha par-

Caprai all’incontro umbro

Casa degli Atellani

gui, differenti e complementari, accomunati dal rispetto per la tradizione e dalla grande ospitalità. I prodotti tipici del territorio, il limone, i salumi di suino nero di Calabria, l’origano, il peperoncino dolce e piccante, le patate, le castagne, i fichi, l’olio extravergine di oliva Dop Bruzio, i vini Savuto Doc e Terre di Cosenza Dop, la liquirizia di Rossano e le Bacche di Goji, recentemente introdotte, che ben si adattano al microclima locale, sono stati i protagonisti di due riuscitissime serate, allietate dallo chef Pietro Boccuti del ristorante NOVEMBRE 2015| MONDO AGRICOLO |15


PRIMO PIANO EXPO 2015

tecipato anche una delegazione dell’Ais Campania, in abbinamento a piatti tipici della cucina tradizionale. L’olio nuovo Dop Umbria 2015 è stato il filo conduttore dell’iniziativa, promossa da Confagricoltura Umbria e Assoprol Umbria alla Vigna di Leonardo dal 20 al 31 ottobre. Amaro, piccante, fruttato e erbaceo, questo incredibile e speciale prodotto da sempre è stato scelto per esaltare la cucina regionale, nazionale ed internazionale. L’extravergine è sicuramente tra i prodotti più caratteristici dell’Umbria, dove l’olivo si coltiva sfidando le difficoltà poste dal clima e dal suolo. Dopo i disagi dello scorso anno, a causa di una stagione climatica particolarmente avversa, gli olivicoltori hanno prestato la giusta attenzione ai loro oliveti, accompagnati in questo

Ogni sera organizzati aperitivi umbri a base di prodotti tipici percorso dalla Confagricoltura, sempre più attenta a potenziare l’innovazione tecnologica. Il risultato è stato

Il presidente di Confagri Campania Pannullo con il presidente della Regione De Luca

16| MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2015

Statti all’incontro Calabria

che, dai 30 mila quintali di produzione a cui erano scesi, sono tornati ai 60/70 mila, grazie al sapere, all’ innovazione, alla ricerca ed al controllo del territorio. Per tutto il periodo programmato, nella caffetteria della Casa degli Atellani sono stati presenti prodotti esclusivamente umbri. Ogni sera, inoltre, dalle 18 alle 20,30, è stato proposto un aperitivo a base di Bruschetta con olio nuovo Dop Umbria, PinzimOlio, Paté di legumi di Colfiorito, Pecorino di Norcia con confetture di frutta e miele, Zuppe di legumi e cereali di Colfiorito, Salumi umbri e un calice di vino. Per rendere omaggio all’iniziativa sono stati presentati anche due bellissimi volumi fotografici dedicati alla descrizione degli scenari che questa terra sempre verde offre.“Umbria, i paesaggi del vino” a cura di Giovanni Picuti, giornalista, avvocato e fotografo folignate con una premessa di Riccardo Cotarella, uno degli enologi più conosciuti e stimati d’Italia. E “Immaginiamo. Viaggio ad occhi aperti, nella Valle Umbra e Sibillini” a cura di Stefano Pasquini, fotografo folignate, e del giornalista e scrittore Massimiliano Castellani. (G. B.)


GLI IMPE IMPEGNI GNI N CONCRETI PER P IL FUTURO O DELL DELL’AGRICOLTURA L’A ’ GRICOLTTURA The Good Growth Plann - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura - è l’ambizioso l piano relativo all’impegno all’imppegno concreto che Syngenta intende assumere assumeere per contribuire alla sicurezza alimentare a dell’ambieente. The Good Growth Plan consiste consisste in tre sfide e sei nel rispetto dell’ambiente. impegni misurabili con cui cuui Syngenta vuole dimostrare che agricoltura e salvaguardia salvaguardia dell’ambiente dell’ambiente possono coesisteree e che l’aumento della produzione agricola agriccola può avvenire in modo sostenibile, sosteniibile, senza spreco di risorse. risorse. Il piano “The “Th G G h Plan Pl - Gli impegni iimpegnnii concretii per il futuro f ddell’agr ll’ ricoltura” nel contesto agricol lo italiano Goodd Growth dell’agricoltura” agricolo si basa su 3 element ti fondamentali declinati declinati in pro ogetti specifici: specifici: elementi progetti

t Promuovere Promuovere un’Agricoltura Intensiva Intensiva Sostenibile S t Salvaguardare Salvaguaardare la qualità delle prod produzioni duzioni t Promuo Promuovere vere le pec peculiarità uliarità delle filiere agroal agroalimentari imentari italiane Gestionee multifunzionale del territo territorio orio

Water W a Optimization Corn ater

Mira a dimostrare d come un’agricolturaa intensiva produttiva e un ambiente ricco e vivo in termini di biodiversitàà possano coesistere sfruttando sfruttanddo le aree marginali delle d aziende agricole come i bordi bordi campo.

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PRIMO PIANO EXPO 2015

rizzare e rendere produttive aree marginali montane e pedemontane non adatte all’agricoltura intensiva e dove quest’ultima non potrebbe consentire alcuna redditività. In questo modo, oltre a lavorare per ottenere un prodotto di certificata qualità, si permette la sopravvivenza di un’economia produttiva in aree fragili, talora destinate allo spopolamento e soggette al rischio di dissesto idrogeologico”. Come ha sollecitato il viceministro Olivero “occorre investire in ricerca per concorrere al mantenimento della biodiversità e per preservare il maggior numero possibile di varietà; concentrare l’attenzione sui settori più innovativi, come l’agricoltura idroponica, l’acquacoltura e l’applicazione della biologia molecolare e su nuove tecnologie e macchinari atti a implementare e migliorare le produzioni bio”. Parisini ha inoltre rimarcato la necesNell’occasione è stata consegnata la sità di “investire risorse in innovazione “Carta del Bio”, siglata dalle principali e ricerca per formare gli agricoltori e associazioni italiane e internazionali, organizzare meglio la produzione delal viceministro alle Politiche Agricole le materie prime bio, che sono alla bacon delega al biologico Andrea Olive- se delle principali produzioni Dop e ro. «Un manifesto importante, che va Igp italiane, certi che l’obiettivo del nella direzione auspicata: produrre biologico non sia solo il binomio quapiù cibo senza aumentare l’impatto lità e produttività agricola per ettaro, ambientale e favorire la fertilità dei bensì la tutela delle biodiversità del suoli attraverso l’utilizzo dell’agricol- territorio”. tura di precisione e di metodi innovativi», ha osservato Paolo Parisini, presidente nazionale del Biologico di Conda sinistra: Il viceministro Olivero, fagricoltura, dopo aver firmato il doil presidente di FederBio cumento. Nel testo è altresì sottoliCarnemolla e il presidente di FNP neato come il biologico “sappia valoBio (Confagri) Parisini

La “Carta del Bio” Parisini: «Si va nella direzione di produrre di più senza aumentare l’impatto ambientale» di Barbara Bertuzzi

n ettaro su dieci è destinato alle coltivazioni biologiche, che danno lavoro a oltre 55mila operatori. L’Italia ha festeggiato le cifre di un comparto in netta crescita lo scorso 29 settembre alla Festa del Bio in Expo, organizzata all’interno del Parco della Biodiversità dal Mipaaf, BolognaFiere, Expo Milano 2015 e dal Forum Internazionale del Biologico. Una giornata dedicata all’agricoltura biologica e sostenibile, in linea con il tema fondante dell’Esposizione universale: "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita".

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PRIMO PIANO EXPO 2015

Assicurazioni su misura Con l’accordo siglato a Milano con Reale Mutua servizi direttamente nelle sedi territoriali di Confagricoltura di Gabriella Bechi

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viluppare una politica della prevenzione. È questo il motivo per cui Confagricoltura ha dato vita, al termine di un articolato progetto di analisi, alla società di brokeraggio GAA, a cui partecipano, oltre alla struttura nazionale, numerose realtà territoriali. E proprio attraverso GAA Confagricoltura ha siglato a Milano, alla Vigna di Leonardo, un importante accordo di partnership pluriennale con Reale Mutua, Capogruppo di Reale Group, finalizzato a offrire un concreto con-

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Voglino (GAA): «La componente assicurativa imprescindibile per le imprese agricole» tributo allo sviluppo delle politiche agricole in Italia e, in particolare, a favorire la solidità e la continuità del reddito delle imprese associate. La collaborazione consentirà la progettazione e la realizzazione di una serie di strumenti e prodotti in grado di supportare, in modo specifico, le esigenze delle aziende agricole nazionali


in materia di garanzie e servizi assicurativi, favorendo lo sviluppo di una sistematica politica di prevenzione e riduzione delle possibili fonti di rischio, che gli imprenditori del comparto corrono nello svolgimento delle loro attività. Reale Mutua, pertanto, coinvolgerà la propria rete di agenti e collaboratori per favorire la diffusione della cultura assicurativa presso tutte le sedi provinciali di Confagricoltura e per individuare le migliori soluzioni assicurative, anche a fronte del costante progresso del livello tecnologico che caratterizza le aziende agricole. «Dobbiamo diffondere sempre di più la cultura della previsione e dunque delle assicurazioni – ha detto il direttore generale di Confagricoltura Luigi Mastrobuono - . L’intervento ex post non basta più in un’attività come quella agricola sottoposta ad un’infinità di agenti esterni. Reale Mutua, fin dalla sua nascita, ha mostrato un’estrema attenzione per il comparto e con questo accordo intendiamo, insieme, imprimere un forte impulso al cambiamento già in atto all’interno dell’agricoltura italiana, in modo che la prevenzione e la gestione dei rischi entrino a far parte del patrimonio culturale sia delle imprese agricole nostre associate, sia delle nostre organizzazioni territoriali». «Il mondo agricolo continua a svolgere un ruolo di rilievo nell'economia italiana e, da sempre, rappresenta per Reale Mutua uno dei settori di maggiore focalizzazione della nostra attività - ha dichiarato Luca Filippone, direttore generale di Reale Mutua -. Confagricoltura è un’organizzazione prestigiosa che rappresenta l'impresa agricola italiana, con una capillare presenza sul territorio. Con la stipula di questo accordo intendiamo fornire a tutte le aziende ad

Mastrobuono e Filippone

convenzioni in grado di rendere più agevole e competitivo l’accesso alla nostra gamma prodotti di alto valore assicurativo». «I cambiamenti climatici, le oscillazioni dei prezzi, l’integrazione delle imprese agricole lungo la filiera essa associate una consulenza assicu- produttiva, l’internazionalizzazione, le rativa curata e personalizzata, oltre a esigenze creditizie e la crescente digiprogettare e a diffondere specifiche talizzazione rendono la componente assicurativa imprescindibile per le imprese agricole - ha spiegato l’amministratore delegato di GAA Alessandro Voglino –. E’ questo il concetto che deve essere trasferito alle nostre strutture territoriali». «Con questo accordo – ha aggiunto Mauro Gentini, responsabile Rischi Speciali di Reale Mutua – non intendiamo offrire solamente delle polizze, ma dei veri e propri servizi assicurativi. Su misura, perché ogni azienda ha le proprie, diverse esigenze. Innovativi, ovvero legati ai nuovi sviluppi del settore, dalla trasformazione dei prodotti, all’export, fino alle agroenergie. Direttamente presso le sedi di Confagricoltura, per Alessandro Voglino (AD della GAA) essere il più vicino possibile alle imprese».

Filippone (Reale Mutua): «Alle aziende una consulenza assicurativa personalizzata»

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PRIMO PIANO EXPO 2015

La via del tabacco in Umbria La pubblicazione di Unitab e JTI presentata alla “Vigna di Leonardo”, a Milano. Illustrati itinerari storico-culturali, naturalistici ed enogastronomici

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inquanta pagine di storia, cultura e tradizioni legate alla produzione del tabacco e al territorio in cui è stato coltivato per secoli e viene coltivato tutt'oggi, l'Alta Valle del Tevere. È questo il racconto de 'La via del tabacco in Umbria', una pubblicazione edita dall'Unione italiana tabacchicoltori (Unitab), con il supporto di JTI (Japan Tobacco International), presentata nello splendido scenario della ‘Vigna di Leonardo', a Milano, nell'ambito di Expo 2015. Un progetto editoriale, con testi di Rita Boini e Massimo Canalicchio in cui vengono illustrati itinerari storico-culturali, naturalistici

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ed enogastronomici, che si dipanano tra Umbertide, Montone, Pietralunga, Città di Castello, Monte Santa Maria Tiberina, San Giustino e Citerna. "Il tabacco - ha spiegato Oriano Gioglio, presidente di Unitab - è una produzione agricola che ha la stessa dignità delle altre e che, se utilizzato in modo corretto, rappresenta uno dei piaceri del vivere quotidiano. Il problema è, eventualmente, quello legato al suo abuso. Noi continuiamo a credere nella sua sostenibilità economica, anche legandola a contesti nuovi, come la promozione dei territori, dell'ambiente e dei paesaggi che ad essa sono correlati". All'evento milanese, moderato da Giuliano Giubilei, vicedirettore del Tg3, sono intervenuti, oltre a Gioglio e Canalicchio, anche PierCarlo Alessiani, presidente e amministratore delegato di JTI Italia; Walter Verini, coordinatore parlamentare delle aree tabacchicole della Camera dei deputati; Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria; Luca Bianchi, capo dipartimento del ministero delle Politiche agricole, ali-

Alessiani: «Il tabacco è una parte importante della storia del Paese» mentari e forestali; Luigi Mastrobuono, direttore generale di Confagricoltura, e, in video, Paolo De Castro, membro della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo. Presenti, insieme ad altri rappresentanti delle istituzioni, anche testimonial vip come le attrici Serena Autieri e Valentina Lodovini, Emanuele Filiberto di Savoia, il meteorologo Andrea Giuliacci, il presidente del Parma calcio Nevio Scala e l'ex giocatore dell'Ac Perugia calcio Emiliano Testini. “Quest'opera - ha affermato Canalicchio - vuole essere una rapida ed efficace guida e un racconto del territorio. Essa dimostra che il modello di ruralità fondato sul tabacco, appoggiandosi a un territorio ricco di eccellenze naturalistiche, ha portato con sé tutta una serie di tradizioni, ma anche progresso e benessere". Tracce di rilievo di questa storia emergono, per esempio, dalle opere di Burri e dagli ex seccatoi del tabacco sede della Fondazione Burri. Ma luoghi d'arte e di storia si ritrova-

PierCarlo Alessiani

no e sono segnalati in tutta l'area. “Con questa pubblicazione - ha commentato Alessiani - vogliamo difendere l'ambiente naturale dell'Umbria. Il tabacco è una parte molto importante della storia di questo Paese, essendo l'Italia il secondo produttore europeo, dopo la Bulgaria, e impiegando a oggi 260mila persone”. In Umbria, nell'Alta Valle del Tevere, vengono prodotte annualmente 15mila tonnellate di varietà Virginia Bright su una superficie di circa 6mila ettari. Vi sono inoltre 60 ettari di terreno che producono 130 tonnellate di varietà Kentuchy. Impiegati nel settore sono oltre 3mila lavoratori nella fase agricola e altrettanti nell'indotto. "Dietro ogni ettaro di terreno coltivato a tabacco - ha ricordato Gioglio - ci sono 12mila euro di investimenti. Se venisse meno questa produzione sarebbe una catastrofe economica per quest'area. Contiamo di allargare il progetto delle 'strade' anche alla Toscana, terra storicamente legata alla manifattura del sigaro". (G. B.) NOVEMBRE 2015| MONDO AGRICOLO |23


PRIMO PIANO EXPO 2015

foto di R. Ciani Bassetti

Una cascata di notizie L’oscar BIE al padiglione del Giappone per la sua armoniosa combinazione tra la rappresentazione della natura e l’innovazione tecnologica di Gaetano Menna

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ra gli “oscar” assegnati dal Bureau International des Expositions (BIE) ai migliori padiglioni di Expo 2015 va segnalato quello per il migliore allestimento nella categoria di strutture con superficie superiore ai 2 mila metri quadri , che è andato al Giappone per «l’armoniosa combinazione tra la rappresentazione della natura e l’innovazione tecnologica». Il padiglione nipponico è stato letteralmente preso d’assalto dai visitatori, con file di accesso di ore, smaltite dai nip-

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ponici, per quanto possibile, con grande efficienza ed organizzazione. Tema centrale quello della “diversità armoniosa” come «riconoscenza ed amore per la natura, con un occhio di riguardo alla filiera alimentare». In primo piano i processi di fermentazione e di essiccazione con cui i valori nutritivi degli alimenti diventano più alti ed i tempi di conservazione più lunghi. Si sottolineava come la cultura alimentare fosse un esempio concreto di nutrimento sano, sostenibile ed equilibrato, nonché un modello per alleviare i problemi mon-


diali relativi alla fame e all’ambiente. Questo messaggio veniva trasmesso ai visitatori del padiglione attraverso un’esperienza che partiva dal campo agricolo per arrivare alla tavola, ripercorrendo il viaggio del cibo. Il padiglione è stato costruito con 17mila pezzi di legno incastrati tra loro in modo da lasciar penetrare la luce solare. Si è voluto richiamare così anche il tema delle risorse forestali (rinnovabili). Si ricordava come, sin dai tempi più antichi, gli alberi e lo stile di vita dei giapponesi convivessero strettamente nei “satoyama”, tipiche strisce di terreno coltivato frapposte fra colline lussureggianti. Il padiglione, costruito su due piani, prevedeva al piano terra la zona espositiva, mentre al primo piano aveva ristoranti e zona eventi. All’ingresso c’era un “prologo introduttivo” che sottolineava la coesistenza tra uomo e natura, rappresentata con opere artistiche. Quindi si era introdotti nel primo ambiente, denominato “Armonia”, di grandissima suggestione. Combinando dispositivi video e specchi semi-riflettenti si creava un’esperienza sensoriale avvolgente che permetteva ai visitatori di immergersi nel paesaggio rurale giapponese nelle quattro stagioni. Un lungo corridoio, che ricordava il pavimento di pietra dei giardini giap-

Nel ristorante del futuro viene servito il pranzo virtuale ponesi, evocava la decantata ospitalità del Paese. Quindi si raggiungeva la “cascata della diversità” in cui scorreva una ricca varietà di contenuti connessi alle coltivazioni agricole ed alla tavola (circa un migliaio di approfondimenti). Toccando i contenuti che “galleggiavano” ai piedi della cascata potevano essere visualizzate

le informazioni fornite. Proseguendo il percorso si raggiungeva quindi la “vetrina” sulle conoscenze e sulle tecniche tradizionali della cucina giapponese proiettate al domani. Dal passato al laboratorio del futuro, dove veniva presentato lo sviluppo delle tecnologie del Paese del Sol Levante. Sul palco della “Terra del futuro” facevano la loro comparsa molti personaggi - le mascotte giapponesi di Expo Morizo e Kiccoro e poi la cicogna, il robot - che raccontavano l’impegno del Giappone nei confronti dei problemi che ci sono su scala globale relativi all’alimentazione (e sulla “Terra interattiva” venivano mostrati dati ed immagini). C’era anche un approfondimento in chiave cool, dedicato al design. Infine si entrava nel suggestivo “ristorante del futuro”. Si trattava di un mega-teatro a forma di ristorante dove i visitatori erano introdotti per definire e approfondire un “pranzo virtuale” con immagini di pietanze e alimenti che apparivano sul piano del tavolo, accompagnate da spiegazioni sulle loro caratteristiche. Infine, una sorta di musical dal vivo, cantato in italiano, permetteva di passare dallo stupore all’allegria. Uscendo c’era la possibilità di fermarsi al ristorante, quello vero, per gustare finalmente le prelibatezze decantate. NOVEMBRE 2015| MONDO AGRICOLO |25


PRIMO PIANO EXPO 2015

L’Expo dei sapori Davide Oldani, lo chef stellato ambasciatore della cucina italiana, ci parla dell’Esposizione Universale e di incontri, cibi, tradizioni e contaminazioni di Serena Scarpello

osa ho imparato da Expo? “Che il sorriso è la migliore arma per vincere”. Inizia così Davide Oldani, chef stellato con il suo ristorante “D’O” a Cornaredo, in provincia di Milano, inventore della cucina “pop”, che si basa sulla semplicità e sulle materie prime umili. Reduce del semestre Expo di cui è stato ambassador, ci racconta di averci messo piede per la prima volta molto tempo fa.

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Come sei arrivato in Expo? Il mio primissimo approccio a Expo è 26| MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2015

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avvenuto a malapena dopo una settimana che era stato annunciato che l’Expo 2015 si sarebbe svolta in Italia, quindi più di 5 anni fa.Visto che la città scelta era proprio la mia città, ho subito pensato che mi sarebbe piaciuto regalargli un piatto tradizionale ma cucinato in una nuova versione. L’idea di rinfrescare il vecchio risotto alla milanese è piaciuta e venne ufficialmente presentata in piazza Gae Aulenti il 1 maggio 2014 in occasione di un grande dinner. Dal giorno di countdown partecipammo poi all’asta per aggiudicarci un chiosco, che poi venne chiamato “Panettone, zafferano e riso”, che sono i tre in-


gredienti milanesi per eccellenza, declinati in 5 piatti salati e in 5 piatti dolci. Qual è il tuo bilancio personale di questa esperienza? Il bilancio personale è molto positivo. Innanzitutto da un punto di vista di visibilità. Inoltre Expo ha permesso a me e alla mia squadra di prendere molti contatti e aprire tante porte. Una di questa potrebbe essere quella di replicare l’idea di questo nuovo concept in città, portando la cucina del D’O in un chiosco nel centro di Milano. Ma è ancora tutto da vedere.

Oldani: «Due ore e mezza di fila per il risotto al mio “chiosco”, mai una lamentela»

che mi hanno molto colpito. Expo è stata anche un confronto importante sulla cultura, che per me si è tradotto nel vedere le persone sorridere e stare bene.

Expo ha vinto perché ha creato quel format di associare le persone e di fargli condividere un momento di felicità. Da noi per esempio c’erano due ore e mezza di fila per mangiare il riso al chiosco e non ho sentito nemmeno una lamentela. Addirittura un giorno ho visto due ragazzi italiani che si sono organizzati con la seggiolina per fare la fila fuori dal Padiglione del Giappone e che poi si sono recati al mio chiosco per farne un’altra: con un calma e una serenità

Ultima domanda: il menu del Presidente? Il Presidente Mattarella ha assaggiato la mia cucina al chiosco e dopo qualche giorno mi è ha chiesto di cucinare per la cena che ha seguito la cerimonia di chiusura. Posso dirti che ha mangiato prodotti italiani e prodotti reinterpretati da me, come per esempio il pesce, il branzino, la pasta di grano duro, un dolce tipico ma sempre rivisitato completamente a modo mio… ma il menù resta top secret!

A tuo parere il metodo Expo lo porteranno avanti in qualche modo concreto anche altri? Tanti prenderanno spunto, ne sono convinto, ma sarà difficile farlo da soli: Expo ha funzionato perché comunque c’era la spinta di tutta l’Italia, ed ora sta a noi essere bravi per portarlo avanti, ognuno nella propria realtà e quotidianità. Nel mio caso per esempio uno dei ragazzi che lavorava avide Oldani presso il chiosco ha già iniziato al D’O e gli altri verranno ripresi in qualche modo. Ognuno di loro ha fatto parte attiva di questo percorso, dopodiché ci sono state le prove, lo studio metodologico, abbiamo trovato un metodo di cottura del riso in un chiosco, che prima di oggi per me era impensabile. Il tema del cibo quanto è stato importante? Moltissimo. È poi diventato una festa, e un modo per condividere le idee con allegria. Tutelare il prodotto, tutelare la terra, mangiare sostenibile: sono questi alcuni dei messaggi che sono arrivati a tutti. Questa

foto di Giovanni Santarelli

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A T T U A L I TÀ F O O D

L’officina del gusto Per tre giorni nello spazio appositamente allestito con il nuovo logo arricchito dal pay off “Coltiviamo CaGrande successo polavori”, gli imprenditori di Confadelle aziende gricoltura hanno proposto a visitadi Confagricoltura tori ed operatori del settore i loro prodotti, dall’olio extra vergine d’oall’evento gastronomico liva ai vini, dagli ortaggi freschi ai “Cooking for Art”, trasformati, dai salumi ai formaggi, fino ai gelati artigianali e alle piantiche si è svolto a Roma ne aromatiche. Il meglio della produzione agricola del nostro Paese, dalle ricercate Denominazioni d’odi Gabriella Bechi rigine ai prodotti innovativi. Tutti contraddistinti dalla filosofia dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli, che fa della sostenibilità, della qualità, della ricerca e della capacità di stare sul mercato il puni è conclusa con un to di forza di un’agricoltura modergrandissimo successo di na e competitiva. pubblico la manifesta- Folta la presenza di grandi chef stelzione “Cooking for Art”, lati che si sono esibiti sul palco delorganizzata da Witaly e la manifestazione con straordinari Luigi Cremona, che si è show cooking in abbinamento ai svolta a Roma nell’originale spazio di prodotti e ai vini degli espositori Officine Farneto, a cui Confagricoltu- presenti e che hanno fatto assaggiara ha partecipato con un nutrito re al pubblico i loro piatti nella gruppo di aziende associate. Food Zone appositamente allestita.

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Due le sfide dell’edizione romana di Cooking for Art: “Chef emergente d’Italia 2015” e “Pizzaiolo d’Italia 2015”. A guadagnarsi l’ambito riconoscimento di miglior chef under 30 è stato Oliver Piras, del ristorante Aga di San Vito di Cadore, che ha superato nella finalissima Gianfranco Bruno de Le Masserie del Falco di Forenza e Nikita Sergeev de L'Arcade di Porto San Giorgio. Di fronte ad una imponente giuria (oltre 50 tra giornalisti e chef agli assaggi e un rappresentante della FIC dietro le quinte a controllare ogni mossa e


scarto superfluo), Oliver ha convinto con il suo Rigatone all'amaro di carciofi addolcito dalla stelvia, il Salmerino al triplo verde, il Maialino all'aglio bruciato e il gelato al pepe nero mele e levistico. Una finale emozionante che ha visto Gianfranco Bruno sfiorare la vittoria e guadagnarsi il premio speciale di Confagricoltura per la migliore valorizzazione dei prodotti del territorio, che è stato consegnato allo chef dal vicepresidente Massimiliano Giansanti. Elio Santosuosso de La Gatta Man-

Nell’ottica di una visione di un’agricoltura che vuole allargare i suoi orizzonti, Confagricoltura ha scelto la vetrina di Cooking for Art per presentare i suoi prodotti, oltre che al pubblico, agli chef e agli esperti giona di Roma si è aggiudicato in- di gastronomia, perché sono questi vece il titolo di miglior pizzaiolo che, con la loro maestria, sono caemergente d'Italia. Dopo una com- paci di valorizzare, esaltando gusti e battuta e avvincente sfida ha preval- sapori attraverso sapienti abbinaso su Luca Maggioni dell'enosteria menti, i “Capolavori” dell’agricoltuLipen di Canonica sul Lambro, Fa- ra italiana. bio Cozzolino di 50 Kalò di Napoli, Grande la soddisfazione delle azienPier Daniele Seu del Gazometro 38 de che hanno partecipato alla manidi Roma. festazione: Azienda agricola Maria

Premio al giovane chef Gianfranco Bruno per la valorizzazione prodotti

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A T T U A L I TÀ F O O D

Rita Sopranzi, Biolà, Casale della Ioria, Castello di Torre in Pietra, Gotto d’Oro, OP Mediterraneo/La Fiammante, Vivai Mari, che hanno avuto la possibilità di far conoscere i loro prodotti agli chef presenti e agli operatori del canale ho.re.ca aprendo nuovi contratti commerciali e al grande pubblico, che resta il consumatore finale. Dopo l’edizione romana, Confagricoltura sarà presente anche a Milano, dove la manifestazione si svolgerà negli spazi delle Officine della Torneria di via Tortona 32, una delle location più fashion della città, che vedrà in primo luogo la presentazione della nuova Guida Alberghi&Ristoranti d’Italia 2016 del Touring Club Italiano, con la premiazione delle strutture del Nord. Per tre giorni, da sabato 28 Novembre a lunedì 30 Novembre le migliori aziende vinicole e agroalimentari, con anche alcuni territori di sicuro riferimento gastronomico, presenteranno i loro prodotti, coinvolgendo i visitato30| MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2015

Show cooking uniti ai prodotti ed ai vini delle aziende agricole ri con le loro attrattive. Grande attesa per il “Premio Miglior Chef Emergente 2016”, che riparte proprio da Milano. Una sfida che vedrà

la partecipazione dei più promettenti chef under 30 delle regioni del Nord che si svolgerà nell’area “Officine”, mentre in parallelo nell’area “Torneria” si terranno le competizioni per il Premio Miglior Pizza Chef Emergente, che vedrà giovani pizzaioli del Nord d’Italia confrontarsi davanti ad una giuria di esperti giornalisti del settore. L’evento si concluderà con un momento dedicato al Bocuse d’Or, il più importante concorso di cucina al mondo, che vedrà impegnate oltre 40 nazioni. Verrà resa nota la lista dei concorrenti alla selezione Italiana, che si svolgerà nel Teatro Sociale di Alba il 31 gennaio 2015 e il primo febbraio 2016.

Il vicepresidente Giansanti premia lo chef Bruno


A T T U A L I TÀ F O O D

Angelo Troiani con gli allievi

Laurea internazionale per lo chef All’Ateneo della Cucina di Roma è iniziato il primo corso triennale dell’European Bachelor of Science, riconosciuto nel mondo di Gabriella Bechi

o chef finalmente potrà frequentare anche in Italia un vero corso di laurea, un attestato che certifichi i suoi studi pratici e teorici per raggiungere la più qualificata formazione. Si tratta dell’European Bachelor of Science, il primo corso triennale di livello universitario esistente in Italia, iniziato il 29 Ottobre 2015, a Roma, a Coquis, l’Ateneo Italiano della Cucina guidato da Angelo

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Troiani, chef stellato e direttore didattico. Una grande e concreta novità di studio e di approfondimento per chi vuole trasformare la propria passione per la cucina in un’ opportunità di lavoro, sia in Italia sia all’estero. Al termine del corso, infatti, lo studente consegue un Bachelor Degree, un titolo di studio superiore, riconosciuto in tutto il mondo, equiparabile alla laurea triennale italiana. Una specializzazione in Scienza e arte culinaria, molto apprezzata nel settore della ristorazione internazionale, un biglietto da visita del Made in Italy per formare uno chef professionale. L’auspicio ora è che il Bachelor Degree, valido in tutto il mondo fuorché in Italia, possa superare questa impasse sulla base della normativa che prevede, per i detentori di titoli accademici stranieri, la possibilità di richiederne l’equivalenza con i corrispondenti titoli italiani. Il corso di laurea internazionale di Coquis, che vanta la collaborazione con alcune delle più importanti realtà del panorama italiano, dalla Fondazione Italiana Sommelier a Slow Food, combina la creatività

dell’arte culinaria con la preparazione tecnico- scientifica richiesta ad un esperto in Scienza del cibo, completando l’offerta formativa con uno stage di due mesi in prestigiosi ristoranti in Italia e all’estero. Apre le porte alla formazione di Executive chef, Consulente food, Cuoco proprietario e ristoratore, Controller del settore alimentazione, Esperto in ricerca e sviluppo di preparazioni food, Insegnante di cucina e Scienze gastronomiche in scuole private. Coquis, l’Ateneo Italiano della Cucina, offre, inoltre, corsi professionali di alta formazione e master da 1500 ore. Un percorso di qualità che garantisce l’accesso al mondo del lavoro, con dati che vanno dal 94% per chi esce da un corso da cuoco o pasticcere, a quasi il 100% per i pizzaioli.Tra le sue importanti partnership, quelle con l’Università di Tor Vergata, per il master di I livello in "Cultura dell'alimentazione e delle tradizioni enogastronomiche"; con la Business School de Il Sole24ore con cui porta avanti il master in “Management dell’enogastronomia”; con la LUISS Business School per il corso “Food & Beverage Menagement”.


L’A P E R T U R A

Frenano i trattori in tutta Europa Agricoltura e zootecnia di precisione: attraverso i Psr le risorse che consentiranno un primo passo concreto verso la “future farming”. Fondi insufficienti e da ottimizzare

ei primi otto mesi dell’anno, nei principali Paesi europei le vendite di trattrici segnano un calo del 7,6 per cento. Secondo l’associazione europea dei costruttori Cema le immatricolazioni si sono fermate a quota 109 mila (compresa la Turchia), rispetto alle 117 mila dello stesso periodo 2014: in Francia sono state 19 mila (-4,4%), in Germania 21.200(-8,7%), nel Regno Unito 8.700 (-16%). In passivo anche l’Italia, come accade regolarmente dal 2009. I dati elaborati da FederUnacoma registrano 14 mila macchine vendute fino ad agosto, per una flessione del 3%. In base al trend attuale, a fine anno il numero di trattrici immesse sul mercato italiano difficilmente supererà le 18 mila unità. Non muta lo scenario per le altre tipologie di macchine. Le trattrici con pianale di carico (motoagricole) segnano un -28,6% (513 mezzi venduti) e così i rimorchi (-3,8% per 7.159 mezzi). In controtendenza solo le mietitrebbiatrici (+9,7% a fronte di 318 macchine). “I dati fanno sembrare lontani miraggi le innovazioni in termini di meccanizzazione agricola di cui necessita l’agricoltura del nostro Paese – commenta il presidente di Uncai Aproniano Tassinari –. Il dato in controtendenza delle trebbiatrici fa però ritenere che siano in primo luogo i contoterzisti a tenere in piedi il sistema.

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Il costo delle trebbiatrici rende infatti tali macchinari caldamente sconsigliati alle aziende agricole mediopiccole; le pone quindi tra i servizi di qualità che, nella gran parte dei casi, conviene affidare agli agromeccanici”. Il governo ha annunciato lo stanziamento per il 2016 di 45 milioni di euro per l’acquisto di macchine agricole. “Potrebbe portare a un miglioramento del mercato, sempre che la misura sia aperta anche ai contoterzisti – aggiunge Tassinari –.Lo stanziamento però da solo non è in grado di dare concretamente il via alla“future farming”,incentrata su un modo di fare agricoltura più economico, produttivo e rispettoso dell’ambiente. Le macchine e le attrezzature agricole possono diventare dei risolutori di problemi in mano a operatori

professionisti; nei prossimi anni, poi, gli agricoltori sono chiamati a investire soprattutto nella zootecnia di precisione, sia per il benessere animale, sia per aumentare il reddito da stalla. D’altronde è nella stalla che gli allevatori si assicurano un futuro solido soprattutto avvalendosi delle più moderne tecnologie. Una cosa è certa: vanno ottimizzate le poche risorse del settore”.

RAVENNA Il 12 dicembre si svolgerà l’Assemblea annuale di APIMAI, il consorzio di agromeccanici di Ravenna. Secondo consuetudine, l’appuntamento sarà l’occasione per fare il punto di un anno di attività e permetterà di tracciare una linea di indirizzo per il futuro insieme con gli associati, i rappresentanti delle aziende agricole partner, delle istituzioni e del mondo accademico. Alle riflessioni sul futuro del contoterzismo, quest’anno si aggiunge un’importante ricorrenza. L’Associazione presieduta da Roberto Tamburini festeggia infatti nel 2015 i 70 anni di attività al servizio dell’agricoltura, rappresentando da sempre un sostegno concreto alle imprese conto terzi della provincia di Ravenna e un ponte con le aziende agricole.

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NOTIZIE

Una filiera coesa, risorsa per il contoterzismo Roberto Tamburini, presidente di Apimai Ravenna: “Senza agevolazioni dalle istituzioni, tocca alla filiera riconoscere il giusto reddito anche ai contoterzisti” gni anno, con una ventina di operai e 140 mezzi agricoli, lavora in Romagna circa 3000 ettari di terreni, garantendo alle aziende agricole sue clienti tutto quello che serve per svolgere qualsiasi lavorazione agricola.

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Nelle ultime settimane sembrano esserci segnali positivi in economia. La Banca d’Italia e la BCE hanno previsto una crescita vicina all’1% nel 2016. Anche l’agricoltura può dire di essersi lasciata la crisi alle spalle? Non credo, in agricoltura la crisi è un II| MONDO AGRICOLO |NOVEMBRE 2015

problema prima di tutto strutturale. L’agricoltore non può decidere quanto produrre e neppure il prezzo dei prodotti raccolti. La sua attività è strettamente legata al clima, mai in questi ultimi anni così sfavorevole. E lo abbiamo visto soprattutto nel 2014 e nel 2015. Se in passato un temporale portava 30 mm di acqua che potevano anche essere necessari, ora ne precipitano 150 con elevata intensità e ti allagano, determinando ingenti danni diretti ed indiretti. Per fare agricoltura oggi occorre avere spalle buone perché possono presentarsi eventi atmosferici calamitosi di notevole intensità, interessando

anche zone molto vaste. Per un contoterzista attivo in quell'area vuol dire azzerare in poche ore tutto il suo lavoro ed il guadagno. Ma in caso di calamità ed eventi eccezionali le istituzioni non stanziano degli aiuti economici? Per l’agricoltore sì, a volte. Il contoterzista viene invece lasciato solo. Siamo al punto che un’azienda conto terzi, per svolgere con regolarità le ordinarie operazioni colturali ed andare avanti, deve sperare che tutto vada benissimo. Anche perché i margini di guadagno si sono notevolmente ridotti in quanto le aziende


agricole richiedono a contoterzisti soprattutto lavori pesanti svolti con grandi macchinari ed elevate potenze e conseguente investimento, che consumano molto gasolio e hanno bisogno di un mantenimento costoso. Da imprenditore cosa si sente di suggerire ai contoterzisti, per tutelare la propria attività? Ci sono stati anni favorevoli alla crescita dell’attività conto terzi. Ora siamo in un periodo in cui il contoterzista deve essere molto oculato per non perdere ciò che ha raggiunto. Dalle nostre parti (ndr, in Romagna) i contoterzisti si sono attrezzati di tutte le macchine necessarie alle coltivazioni locali, ricercando l’innovazione, come l’agricoltura di precisione, nonché la ricerca dell’accorpamento poderale per l’ottimizzazione delle lavorazioni e dei cantieri. Quali altre indicazioni per un'impresa conto terzi che voglia uscire dalle secche? Tutti noi cerchiamo di allungare il più possibile il ciclo di vita delle macchine, curando in modo particolare la manutenzione. Questo è un modo per salvaguardare gli investimenti ed il patrimonio costituito dal parco macchine. Sottolineo che oggigiorno il contoterzismo sta lavorando con margini irrisori, facendo il bene a tutti,ma non a noi stessi, e non ricevendo aiuti, sovvenzioni, agevolazioni economiche da nessuno. Chi potrebbe avere un occhio di riguardo per gli agromeccanici, nel vuoto lasciato dalle istituzioni? In assenza di agevolazioni da parte delle istituzioni, tocca ai costruttori di macchine aiutare i contoterzisti. Tutta la categoria degli agromeccanici dovrebbe essere vista come un partner al quale offrire tutte le agevolazioni possibili al momento dell'acquisto e pacchetti compresivi di assistenza. Avere un costo macchina tutto compreso, anche di rotture e ricambi, permetterebbe all’impresa

ACCORDODICOLLABORAZIONE TRA UNCAI E DATACOL La manutenzione dei mezzi agricoli inizia dal motore. I problemi più gravi, infatti, riguardano sempre il cuore della macchina. “Per incentivare la manutenzione regolare di trattrici e operatrici, fondamentale per ridurne il costo orario e agevolarne l’ammortamento – illustra il presidente di Uncai Aproniano Tassinari – abbiamo deciso di siglare una convenzione con Datacol che prevede offerte sui prodotti Energy Project per la pulizia e la protezione dei motori”. Con sedi operative in Francia, Spagna, Croazia, Austria, Polonia, Datacol è un gruppo internazionale legato a doppia mandata con il mondo dell’Autotrazione pesante per via dei suoi prodotti professionali e sponsor della squadra di calcio Hellas Verona. La storia dell'azienda fondata da Renato Mascotto nasce, infatti, nel 1993 a San Bonifacio, nella provincia scaligera. "Mantenere l’impianto di alimentazione pulito – illustra il presidente di Datacol Renato Mascotto – significa più efficienza e durata, proprio come per l'uomo avere arterie e vene pulite. Le soluzioni Energy Project stanno riscuotendo già consensi nei settori della nautica e dell'automotive. Ma ovunque lavorano motorizzazioni importanti servono i nostri prodotti. Su queste basi nasce l’accordo con i Contoterzisti Uncai". Con pulitori specifici per motori Diesel e a benzina da diluire nel serbatoio o nelle cisterne di stoccaggio, la linea Energy Project permette di prevenire ed eliminare dai serbatoi grosse quantità di acqua, impurità, depositi di paraffina, alghe, morchie e lacche. Mentre nel sistema di iniezione sbloccano, disincrostano e lubrificano. La convenzione prevede sconti per i Contoterzisti Uncai anche sull’acquisto delle unità di pulizia. Uno strumento che permette un’accurata pulizia di tutto l’impianto, senza dover smontare il motore a diesel. conto terzi di definire il costo orario e un piano di ammortamento certo degli investimenti e costruire un solido progetto industriale. Senza forme di garanzia come questa, il rischio per il contoterzista è di non disporre della necessaria liquidità per riparare le macchine di grandi dimensioni in caso di guasti importanti.

agli istituti di credito, agli agricoltori, alle loro associazioni e a tutti i fornitori di prodotti ed attrezzature. Siamo un soggetto apolitico che deve saper dialogare in modo costruttivo con tutti, facendo però sempre presente che un contoterzismo in salute è un vantaggio per l’intero comparto agricolo. Per questo tutti, dagli agricoltori all’industria, dovrebbero imQuale strada deve seguire a suo pegnarsi a far capire alla politica che avviso l’Unione Contoterzisti? se gli agromeccanici sono lasciati soNon c'è una sola strada da seguire. li, tutta la filiera e l'indotto sono a riNoi abbiamo bisogno di coinvolgere schio. Dobbiamo far capire che siatutti gli attori diretti ed indiretti del mo una filiera coesa con un unico mondo agricolo e chiediamo la mas- obiettivo, salvare e dare la giusta marsima collaborazione; ci rivolgiamo in ginalità a tutti i soggetti che gravitano particolar modo al mondo industria- nel mondo agricolo, dal primo all'ul le, alle compagnie di assicurazioni, timo. NOVEMBRE 2015|MONDO AGRICOLO|III


NOTIZIE

Dalle foreste energia anche per i contoterzisti Un’economia locale differente che aiuta la comunità collinare e montana che la “coltiva”

di Corrado Vigo, agronomo

otto gli occhi di tutti, il dissesto idrogeologico è uno degli argomenti più attuali. Scaturisce da una mancata programmazione del territorio stesso, ma anche da un abbandono, da parte degli agricoltori, di tutti quei territori collinari, o peggio montani, divenuti sempre meno competitivi. Soprattutto il Meridione è in queste condizioni. È compito delle istituzioni riportare gli agricoltori a coltivare queste aree, ormai non più da reddito da produzioni “agricole alimentari”. Una via potrebbe essere incentivare la messa a coltura delle essenze forestali tali da produrre biomassa. Un esempio per tutti potrebbe essere quello di impiantare delle essenze forestali ripullulanti, e con piani di taglio programmati, così da creare una serie di benefici economici per agricoltori, contoterzisti e agronomi, ma soprattutto sociali e ambientali per il territorio che li circonda.

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IV| MONDO AGRICOLO |NOVEMBRE 2015

L'impianto di tutte quelle aree oggi abbandonate consentirebbe di riattivare i vivai forestali, di aumentare l'utilizzo di manodopera specializzata, riavviando il lavoro nei campi e di presidiare il territorio, di regimare le acque e di attenuare il dissesto idrogeologico. In sostanza, implementare produzioni le-

gnose da biomassa, oltre ad avere ricadute economiche positive, permetterebbe a tutta una comunità di segnare un punto a favore della sostenibilità ambientale e sociale. Il territorio si riapproprierebbe del suo aspetto “verde”, riducendo l'aumento della desertificazione nel Sud Italia.

UN’ECONOMIA DIFFUSA La realizzazione di nuovi impianti, la sistemazione dei terreni oggi non coltivati consentirebbero anche di mettere in moto una economia diffusa, quale quella non solo dei progettisti, ma anche di tutti quegli operatori che sono necessari alla riuscita dell'intrapresa, come contoterzisti, operai, rivenditori di prodotti per l'agricoltura. Tutto nel rispetto dell'ambiente, e guardando anche ai rigidi protocolli internazionali, che ci costringono a “fare i conti” con l'emissione di CO2 o con la realizzazione di impianti che consentano “il sequestro del carbonio”. Oltre a quello che può essere realizzato sulla parte meramente agricola, può anche attivarsi una economia vera e propria fondata sulla produzione ed utilizzazione della biomassa. Non solo per produrre energia elettrica, che incide positivamente solo su alcuni soggetti economici e che non porta un effetto immediato sulle economie locali, ma anche per realizzare, come avviene già in molti piccoli paesi del nord-est dell'Italia, piccole centrali di teleriscaldamento, così da fornire il calore necessario agli abitanti a costi contenuti, utilizzando gli scarti delle produzioni legnose del territorio. Del resto questa tipologia di investimenti non graverebbe sulle comunità locali, in considerazione del fatto che per l'efficientamento energetico delle città sono a disposizione fondi comunitari di rilevante entità. (C.V.)


SPECIALE GIOVANI

La cultura dell’innovazione Il Convegno Quadri, a Palermo, con 120 delegati, ha tratteggiato l’identikit di una generazione agricola young, smart e innovativa. Chiesto da Maiorano un tavolo per lo sviluppo di Elisabetta Tufarelli 38| MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2015

giovani di Confagricoltura hanno scelto Palermo,‘faro sul Mediterraneo e l’Europa’, per tratteggiare, in occasione del XVI Convegno quadri dell’Associazione, il futuro del settore agricolo, che vogliono young, smart e innovativo. “L’agricoltura — ha sottolineato il presidente Raffaele Maiorano - ha bisogno di rinnovarsi e ammodernarsi. Per favorire la crescita imprenditoriale entrano in gioco la scienza, la ricerca, le startup innovative e tutti quei sogget-

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ti che possono aiutarci a finanziare le nostre imprese”. Che l’agricoltura, almeno come idea romantica, continui ad affascinare i giovani non c’è dubbio. Cosi come è certo che l’agroalimentare sia smart “Ma è sufficiente? Esiste davvero una nuova generazione di agricoltori? Ci sono start up agricole? Queste sono le domande a cui hanno risposto i 120 giovani agricoltori riuniti a Mondello (Palermo). D’altronde il titolo del convegno era chiarissimo: “Punta in alto. Punta sugli stru-


Raffaele Maiorano (foto Studio Camera)

menti giusti”. “Ad un anno da #filiereintelligenti, il percorso virtuoso che abbiamo avviato con il CNR, Federalimentare ed il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – ha spiegato Maiorano - siamo arrivati qui per definire le linee del modello economico dell'agroalimentare a cui si farà riferimento negli anni a venire”. E, a parere dell’Anga, l’alternativa agricola per tanti giovani c’è, nonostante le aziende condotte dagli “under 35” siano calate, secondo le proiezioni del

Maiorano: «Consapevoli che bisogna rinnovarsi attraverso partnership trasversali» centro studi di Confagricoltura del 7,54% nel 2015, rispetto al 2014. Un dato negativo? “Non direi — ha precisato Maiorano — perché a questa contrazione delle imprese individuali si affianca un aumento delle società agricole. E questo conferma che a resiste-

re sono solo le imprese strutturate, in grado di investire in innovazione. Sono queste le realtà dove può insediarsi un giovane e quelle dove l’occupazione tiene, anzi aumenta”. Per questo, nella due giorni palermitana, i giovani di Confagricoltura si sono impegnati ad analizzare i vari contesti nei quali l’impresa agricola si trova ad operare, per proporre un modello economico praticabile e innovativo per l’agroalimentare nazionale.A parere dei giovani di Confagricoltura la via NOVEMBRE 2015| MONDO AGRICOLO |39


SPECIALE GIOVANI

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SCENARIO, DRIVER E POSIZIONAMENTO

I lavori del Convegno Quadri sono iniziati con tre gruppi di lavoro a cui hanno partecipato i giovani associati. Il primo ha analizzato lo “scenario macroeconomico e gli strumenti a disposizione”, coordinato da Filippo Schiavone, Giovanni Selvaggi, Vincenzo Lenucci e Luca Scarani (Ismea). I “Driver di contesto: cultura dell’innovazione” è stato il tema affrontato dal secondo gruppo coordinato da Cristian Aldrovandi e Piergiovanni Ferrarese con Roberto Reali (Cnr), Valerio Raggi (Agronica),Paola Sidoti Luigi Mastrobuono (Bayer). Il terzo gruppo: “Posizionamento dell’Associazione nel contesto politicoeconomico” è stato coordinato da Francesca Picasso con Franco Postorino e Patrizia Marini (Renisa). A tirare le conclusioni dei gruppi di lavoro, in una visione d’assieme il direttore generale di Confagricoltura Luigi Mastrobuono.

obbligata per un’azienda che vuole avviare l’attività o consolidarla è quella di affidarsi a professionisti, in grado di orientarla verso gli strumenti giusti e di misurare il grado e l’efficacia degli investimenti.“E non resta che compiere – ha osservato Maiorano - questo passaggio necessario e obbligato dall’agricoltore all’imprenditore agricolo, che però deve avere la consapevolezza di sapersi innovare e rinnovare anche attraverso partnership trasversali”. Nella sua relazione il presidente dei giovani ha anche esaminato gli incentivi che esistono più sulla carta che in concreto.“Da qualche mese subentro e avvio dell’attività, che gestisce l’Ismea sono paralizzati e aspettiamo l’avvio dei Piani di sviluppo rurale”. Per il presidente dei giovani di Confagricoltura è necessario creare un tavolo sull’innovazione, capace di raccordare ricerca e politica con le esigenze delle imprese, oltre ad uno sportello specifico per i giovani. Moderati dal giornalista Federico Novella, sul palco sono intervenuti il viceministro delle Politiche agricole, Andrea Olivero: “Il 40| MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2015

ricambio generazionale serve in tutti i comparti produttivi, ancor più in agricoltura. Certamente - ha detto - costruire imprese ex novo è sempre più difficile, soprattutto se non si è supportati da un capitale adeguato. In agricoltura occorre crederci, non si possono avere risultati in breve tempo”. Per il viceministro sono necessari sburocratizzazione, diffusione della tecnologia, sviluppo del welfare rurale e riordino fondiario. Il sottosegretario delle Politiche, Giuseppe Castiglione e Il commissario straordinario Crea, Sal-

Da sinistra: Castiglione, Guidi, Olivero, Giansanti, Postorino, Consalvo, Pallini

Guidi: «Servono progetti di rinnovamento che possono venire dai Psr» vatore Parlato, sono intervenuti al dibattito tecnico. “Quando parliamo di ricerca ed innovazione – ha detto Castiglione - dobbiamo dire che probabilmente ci sono troppi enti ed aver messo insieme una struttura economica ed una di ricerca, con il Crea, è stato un passaggio fondamentale”. Il sottosegretario si è anche soffermato sulla frammentazione delle aziende:”E’ questo il rischio vero – ha concluso - perché per competere bisogna aggregare l’offerta”. Parlato ha fatto notare che le strutture “a livello territoriale “forse rallentano la selezione dell’innovazione e contribuiscono alla dispersione dei fondi”. Per il commissario c'è un “problema di coordinamento a livello di sistema Regioni”.Grande interesse per le relazioni di Yoram Kalpulnik, che ha presentato l’attività del Volcani center d’Israele e di Alberto Silvani, del Cnr, che ha invitato a lavorare sulla collaborazione tra ricerca ed impresa. Le giovani voci sono state quelle di Enrica Arena, fondatrice della start up Orange fiber e del presidente dei giovani di Federalimentare, Francesco Divella. In chiusura un insolito duetto tra il presidente di Confagricoltura Mario Guidi e Maiorano: “L’Anga va veloce – ha detto Guidi -. Credo molto nelle capacità dei giovani, soprattutto se sanno alzare lo sguardo, per capire se la direzione è giusta e se altri fanno quella strada, in modo da percorrerla insieme”. “Non voglio – ha concluso il presidente confederale - che il tema giovani sia semplicemente uno stereotipo, uno slogan. Servono progetti di rinnovamento che possono venire dai Psr, i quali devono essere moderni, facili, flessibili; non dirigisti e burocratici”.


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SPECIALE GIOVANI

Il sorriso che premia

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McDonald’s ha scelto venti giovani agricoltori come fornitori ufficiali per un triennio. Di loro ben otto sono soci dell’Anga

di Elisabetta Tufarelli Il gruppo dei “premiati”

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l nostro obiettivo è aiutare i giovani nello sviluppo delle loro aziende”.Lo ha detto il presidente Raffaele Maiorano in Expo, alla presentazione dei venti giovani vincitori del progetto “Fattore Futuro 2015”, realizzato da McDonald's con il patrocinio del ministero delle Politiche agricole. Otto dei giovani che si sono conquistati il contratto triennale per diventare fornitori dei 514 punti vendita italiani, sono soci dell'Anga. «Sono molto soddisfatto – ha sottolineato Maiorano -. Abbiamo creduto fin dall'inizio in questo progetto e abbiamo colto l'occasione che ci è stata offerta da McDonald's. Tra gli obiettivi dell'Anga c'è quello di accompagnare e aiutare giovani agricoltori e allevatori italiani nello sviluppo delle loro aziende”. Tra le 131 candidature raccolte in sei mesi, gli otto giovani di Confagricoltura che hanno ‘vinto’ una fornitura sono:Vincenzo Petitti di Rotello (CB), Roberto Favazza di Montagnana (PD), Claudio Scipioni di Avezzano (AQ), Mauro Moletta di Coccaglio (BS), Carlo Filippo Luppi di Finale Emilia (MO), Francesco Belluti di Finale Emilia (MO), Ida Adinolfi di Salerno, Giosuè Arcoria di Santa Maria di Licodia (CT). Claudio Scipioni collabora con l’Università dell’Aquila, i laboratori del Consorzio di Ricerche Applicate alla Biotecnologia e il Consorzio di Ricerca IT.QSA (Innovazione Tecnologica, Qualità e Sicurezza degli Alimenti)

per migliorare la qualità alimentare e contrastare la perdita di biodiversità e di suolo. Sta sperimentando tecniche particolari per la coltivazione di patate che non solo arricchiscono il terreno, ma permettono anche la coltivazione con riduzione di input chimici. Mauro Moletta alleva vacche da latte nella società agricola a conduzione familiare. L’azienda è focalizzata sulla biosicurezza, sul benessere animale, sulla qualità e sull’autosufficienza energetica, che viene raggiunta da un impianto fotovoltaico che copre circa il 50% del

vo. Oltre ad un sistema di autosufficienza energetica con il fotovoltaico, attraverso il geotermico, trasforma i residui vegetali in risorse. Carlo Filippo Luppi, cerealicoltore, in collaborazione con l’Università di Padova, sta sviluppando un progetto di riduzione dell’impatto ambientale attraverso l’utilizzo di batteri azoto fissatori, capaci di trasformare l'azoto, presente nell'atmosfera, in un gas inerte, l’ammonio, un elemento nutritivo che le piante utilizzano per la produzione di proteine, essenziali per la vita di tutti gli organismi. Francesco Belluti è convinto che le nuove tecnologie possano dare un Maiorano: «L’iniziativa contributo significativo allo sviluppo di McDonald’s rafforza della resa del suo grano, contenendo i costi di produzione. Ha in progetto di il nostro made in Italy» adoperare la localizzazione satellitare per implementare l’agricoltura di prefabbisogno.Vincenzo Petitti ha avviato cisione, ridurre l’utilizzo di fertilizzanti un progetto per un impianto che gene- e garantire risparmio energetico. ri calore per il riscaldamento brucian- Giosuè Arcoria conduce un’azienda in do pollina, così da trasformare un “ri- cui la tecnologia ha un ruolo chiave: fiuto” in una risorsa. Roberto Favazza l’irrigazione è automatizzata e la fertirutilizza un sistema di irrigazione a goc- rigazione è governata da un sistema di cia che consente di usare meno acqua software e hardware per calcolare e e in modo più efficace. Inoltre, questa fornire con esattezza le sostanze nutritecnica, poco diffusa nella coltivazione tive di cui necessitano il terreno e le delle patate, garantisce un risparmio piante, che ha permesso di ampliare la energetico del 50%, di acqua dal 30% al produzione e mettere a dimora nuove 50% e un aumento della qualità sia del varietà di arance resistenti ad alcuni viprodotto sia del lavoro.A vent’anni, Ida rus. “Ci sentiamo premiati anche come Adinolfi è la più giovane selezionata. Associazione – ha concluso Maiorano Produce insalate bio con la consapevo- per aver promosso con forza questa inilezza che, per innovare e crescere, ser- ziativa che rafforza il nostro made in va un modello di sostenibilità alternati- Italy». NOVEMBRE 2015| MONDO AGRICOLO |43


SPECIALE GIOVANI

La cantina bio high tech

di Gabriella Bechi

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Ad Arezzo, con Podere Pomaio, due giovani fratelli hanno dato vita al progetto #Think Green. Alta innovazione, attenzione al territorio e tutte le fasi produttive ripensate in chiave sostenibile

44| MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2015

igliorare il mondo con una bottiglia alla volta”. E questa la mission aziendale di Podere Pomaio, azienda giovane, smart e sostenibile a 360°. Titolari due giovani fratelli, Jacopo e Marco Rossi, che in pochi anni hanno trasformato un vecchio podere praticamente abbandonato in un esempio di impresa agricola fortemente innovativa e proiettata al futuro. Siamo a solo tre chilometri da Arezzo, su una collina incorniciata dalle suggestive Cime di Pratomagno, in mezzo a boschi secolari, a 500 metri di altezza. Un’oasi da cui la città così vicina improvvisamente sembra lontana, dove

le prospettive tornano quelle vere. Un tuffo nel passato, all’epoca degli Etruschi, che qui già facevano agricoltura, e al tempo stesso un salto nel domani. “Abbiamo una famiglia molto allargata e sparsa un po’ nel mondo – racconta Marco-. Così mio padre nel 1991 decise di acquistare questa azienda perché noi fratelli avessimo un luogo dove poterci ritrovare. Oggi ci lavoriamo direttamente solo io e Jacopo, ma tutti hanno dato il loro contributo e per tutti è un punto di riferimento”. Podere di Pomaio nasce subito “Green” ed è stata certificata biologica da Icea dal primo giorno di apertura nel 2001, data l’integrità del suolo e le caratteristiche uniche in cui si trova, senza aziende confinanti. “Volevamo


dare vita ad un’azienda a bassissimo impatto ambientale e così abbiamo dato il via al progetto #Think Green, che si basa su una visione smart e intuitiva del concetto di sostenibilità. Aggiungendo alle tre R sui cui si basa (Ridurre, Riusare, Riciclare) una quarta R: Ripensare. Così è stato tutto ripensato, dall’agricoltura agli edifici, dall’energia al packaging, passando per la comunicazione.” Nel 2004 vengono piantati i nuovi vigneti (Merlot e Sangiovese), curati direttamente da Jacopo, laureato in agraria e specializzato in viticoltura, che decide per un approccio il più possibile naturale, che va oltre la certificazione Bio. La legge, infatti, consente l’utilizzo di fino a 47 ingredienti in cantina e l’a-

esportati anche Belgio, Svizzera e Cina. La cantina bio high tech è una grotta moderna, dove le tradizioni del territorio e la fantasia creativa si sposano armoniosamente con una solida filosofia improntata alla sostenibilità. Progettata zienda ne usa solo 2: solforosa su livel- dall’architetto Marisa Lo Cigno e dal li più bassi possibile e lieviti fermenta- geometra Pier Ferruccio Rossi secontivi, che sono stati usati nelle prime do i principi della bioedilizia, è uno due annate e poi gradualmente abban- spazio interrato su tre lati e costruito donati con l’invecchiare della vigna. secondo il metodo etrusco delle mura Dal 2010 (anno della prima vinifica- ciclopiche (riutilizzando i massi riafzione) Podere di Pomaio produce fiorati dallo scavo), usando materiali 15.000 bottiglie di vino di cinque tipo- che non contaminano il vino (basalto, logie: RosAntico (Sangiovese Rosato massi ciclopici, malte pozzolane, pigToscana Igt), Podere di Pomaio (Chian- menti naturali). Il piano superiore, deti Docg), Pomaio (Rosso Toscana Igt), dicato alla comunicazione e alla deguPorsenna (Sangiovese Rosso Toscana stazione del vino, si apre con ampie veIgt), Clante (Merlot Rosso Toscana Igt), trate sui vigneti, mettendo in relazione

La mission aziendale: migliorare il mondo con una bottiglia alla volta

NOVEMBRE 2015| MONDO AGRICOLO |45


SPECIALE GIOVANI

La cantina costruita secondo il metodo etrusco delle mura ciclopiche

I fratelli Marco e Jacopo Rossi

diretta il visitatore con la collina. L'edificio utilizza la geotermia, che presto sarà integrata dal fotovoltaico, sia per il condizionamento degli ambienti di degustazione, sia per il controllo della temperatura dei tini durante la fermentazione. Per questi motivi è stata selezionata tra le 25 cantine di design più belle della Toscana nel progetto Toscana Wine Architecture per Expo 2015. Con la medesima visione è stato progettato anche lo spazio per la linea di imbottigliamento ed etichettatura, che chiude il ciclo insieme alla composizione vegetale degli scarti, e sono stati ristrutturati i tre casali aziendali, con appartamenti arredati con stile e attenzio46| MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2015

ne ai dettagli, adatti a soddisfare ogni esigenza, molto frequentati da clienti stranieri. Podere di Pomaio produce anche olio

La filosofia della bottiglia

extra vergine d’oliva e mantiene oltre il 40% della superficie aziendale a bosco, in maniera tale da supportare ulteriormente il virtuoso ciclo produttivo. Così viene mitigata la Carbon foot print fino al saldo negativo, traghettando gradualmente l’azienda verso il bilancio attivo per quanto riguarda l'immissione di ossigeno nell'ambiente. “Abbiamo l’obbligo non di conservare – dice Marco - ma di migliorare la collina che ci ospita.” L’impegno per l’ambiente non finisce qui. Bottiglie leggere (360g), etichetta solo frontale, capsula in Pet, tappi provenienti da foreste sostenibili, scheda tecnica con codice QR sulla bottiglia, abbattimento progressivo dell’utilizzo della carta a favore del digitale.“Dal sito - spiega Marco, esperto di branding nel mondo della moda e che ora segue il marketing aziendale -è possibile scaricare tutto il materiale informativo per tablet, smarphone e personal computer”. Podere di Pomaio ha recentemente vinto il premio "Terre Fiorenti - Un Futuro da Coltivare”, come azienda agricola toscana innovativa nell'ambito della filiera corta, ed è stato selezionata tra le 50 migliori buone pratiche delle regione per Expo 2015. Una filosofia “green” punto di forza e di orgoglio di Jacopo e Marco, dalla cura della vigna, alla produzione, fino alla commercializzazione della bottiglia che si traducono in “Rispetto per la collina, per i lavoratori, per il vino e per chi si prende il tempo per gustarlo”. Per questo, tra i progetti per il futuro dei fratelli Rossi c’è l’apertura di un wine bar giovane,“green” e smart come loro. Un format da esportare nel mondo.


A T T U A L I TÀ F O R M A Z I O N E

Esperti di agricoltura sociale Master presso la scuola IaD dell’Università Tor Vergata a Roma, in convenzione con Rete Fattorie Sociali e associazione Oasi

professor Andrea Volterrani, offre un contesto interdisciplinare per la specializzazione nel settore delle nuove forme di Welfare Mix e di Impresa Agricola a forte orientamento relazionale. I contenuti didattici promuovono l’acquisizione delle categorie d’analisi, degli strumenti tecnici e del-

La retta del corso può essere pagata con voucher formativi gratuiti di For.Agri la cultura dell’innovazione necessari per progettare e gestire attività di impresa sociale utilizzando il poell’anno accademico tenziale del comparto agroalimen2015/2016 è attivato, tare e dei settori ad esso collegati presso la Scuola IaD (ospitalità, turismo, ristorazione). (Scuola di Istruzione Il master è rivolto a imprenditori a Distanza) dell’Uni- agricoli, educatori, professionisti e versità di Roma Tor operatori sociali che intendono acVergata, il master universitario di quisire conoscenze e competenze primo livello in “Agricoltura socia- per essere riconosciuti come le” (Mas), in convenzione con la Re- esperti di Agricoltura Sociale, nonte delle Fattorie Sociali e l’Associa- ché a coloro che intendono prozione Oasi. Il master, coordinato da gettare percorsi imprenditoriali e

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reti di agricoltura sociale. In particolare, fornisce conoscenze e competenze, teoriche e pratiche, a carattere interdisciplinare, coerenti con le indicazioni della Legge n. 141/15 del 18 agosto 2015. L’attività didattica formativa erogata è di 400 ore, ripartite in otto mesi di didattica in modalità mista presenza/distanza e un periodo di tirocinio di tre mesi. Il numero massimo di partecipanti al corso è 40, quello minimo 15. I candidati ammessi dovranno immatricolarsi entro il 29 gennaio 2016. Le lezioni avranno inizio il 22 febbraio 2016.La domanda di ammissione va effettuata entro e non oltre il 31 dicembre 2015. Info su www.scuolaiad.it.I dipendenti a tempo indeterminato e determinato delle aziende (di qualsiasi settore) aderenti al fondo interprofessionale For.Agri possono richiedere gratuitamente il voucher formativo dedicato al master in agricoltura sociale che coprirà il costo della retta. L’iscrizione delle aziende al Fondo non comporta oneri aggiuntivi (www.foragri.com). (G. B.) NOVEMBRE 2015 | MONDO AGRICOLO|47


INCONTRI ZOOTECNIA

Leadership mondiale Successo delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona. Più di 60 mila i visitatori professionali. Centrato l’obiettivo internazionalizzazione

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e Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona (Bovino da latte, Rassegna Suinicola, Expocasearia, International Poultry Forum) ha riunito le filiere strategiche dell’allevamento in un unico grande appuntamento che ha messo in mostra il meglio del settore primario a livello internazionale. È stata un’unica grande kermesse che «ha confermato il ruolo di leadership a livello italiano e che si è convalidata come uno dei principali appuntamenti internazionali per la zootecnia e punto di riferimento privilegiato per confrontarsi sulle strategie necessarie a lasciarsi la crisi alle spalle». Lo ha sottolineato il presidente di CremonaFiere Antonio Piva a conclusione delle manifestazioni abbinate. Ne sono stati

L

testimonianza i 71 eventi tra workshop, convegni e seminari, che hanno visto un’ampia partecipazione da parte del pubblico. Le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona hanno confermato anche di essere un vero e proprio laboratorio di idee e soluzioni innovative. La novità di quest’anno, il Milk Village, ne è stata la testimonianza più evidente, si è trattato di uno spazio in cui si sono sviluppati temi e soluzioni di grande attualità per gli operatori professionali e dove le aziende hanno potuto presentare direttamente le loro novità. Ad inaugurare la fiera sono stati il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luciano Pizzetti, l'assessore regionale all'Agricoltura Gianni Fava, il presidente della Provincia Carlo Vezzini, il sindaco di Cremona Gianluca Galim-


berti. Nei giorni successivi è stato presente anche il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina Il presidente di CremonaFiere è stato particolarmente soddisfatto per i risultati raggiunti. Più di 60 mila i visitatori di quest’ultima edizione, tutti professionisti delle filiere della zootecnia da latte, della suinicoltura, della trasformazione e dell’avicoltura. Centrato l’oAntonio Piva biettivo internazionalizzazione a cui si teneva moltissimo. Si sono contate infatti 20 delePiva: «Far capire gazioni ufficiali di operatori esteri e ai consumatori che siamo molte voci internazionali negli appuntamenti scientifici; oltre naturalmente i più bravi produttori» alle migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo (+15% i visitatori nente della giunta nazionale di Constranieri). Tra gli appuntamenti di spessore l’ fagricoltura e commissario della LiEuropean Dairy Forum, organizzato bera Antonio Boselli, che si è sofferda Libera Associazione Agricoltori mato sulle principali tematiche d’atCremonesi, CremonaFiere e OP Mon- tualità, ricordando come il problema dolatte. Ad aprire i lavori il compo- dei produttori, oltre che economico,

sia anche di carattere sociale, viste le dichiarazioni dell’Oms sulle carni lavorate e rosse. Boselli ha auspicato che venga fatta «chiarezza ed una rapida retromarcia in materia, anche se il danno è già stato arrecato visto che, solo nell’arco dei primi giorni dopo le dichiarazioni dell’OMS, i consumi sono calati del 20%». «I settori agricolo e zootecnico sono in difficoltà e pagano una qualità e sicurezza alimentare che non viene riconosciuta come dovrebbe, ma non si può certo dire che gli operatori della filiera si siano arresi, anzi – ha concluso Antonio Piva -. A Cremona si è visto un settore che cerca in tutti i modi di far capire che le produzioni nazionali meritano fiducia e soprattutto di essere valorizzate al massimo con strategie di marketing ad hoc. Siamo i più bravi produttori al mondo, ma bisogna che tutti i consumatori lo comprendano». (M.M.)


INCONTRI ZOOTECNIA

Bellezza ragusana Una storia di impresa familiare di successo in un habitat stupendo. L’azienda Nicastro alleva vacche da carne e da latte, coltiva seminativi e foraggere e produce carrube, oltre a gestire l’agriturismo di Elisabetta Tufarelli 50| MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2015

“L

a campagna ragusana ha due simboli che la caratterizzano. Il primo sono gli alberi di carrubo, dalle folte chiome, che si dice siano stati portati in Sicilia dai fenici, l'altro sono i classici "muri a secco" in pietra, utilizzati per dividere pascoli ed appezzamenti. Ma la nostra è anche una zona storica vocata all’allevamento dei bovini, che danno latte e carne di qualità, tant’è che il 70% del latte prodotto in Sicilia viene da qui”. Lo osserva Ignazio Nicastro, associato a Federimpresa di Confagricoltura, accogliendoci

nella sua splendida realtà immersa nella bellezza della campagna ragusana, a pochi chilometri dal mare e dai monumenti barocchi di Scicli, Ragusa e Modica. Un’area, quella sud-orientale della Sicilia, ancora non conosciuta come meriterebbe, in cui si integrano perfettamente i colori con la luminosità e l’agricoltura con il barocco siciliano. L’impresa Nicastro è una bella realtà: oltre all’allevamento di bovini da latte e carne, 136 ettari a foraggere, pascolo, carrubeto e un agriturismo in un baglio ristrutturato. “La nostra è un’azienda – spiega che veniva condotta in mezzadria finché, negli anni ’70, mio padre e


mio zio decisero di occuparsene direttamente. Attualmente abbiamo 100 capi di Frisone, 50 in lattazione e una trentina di Limousine da carne”. Viene rigorosamente praticata la linea vacca-vitello, con la stabulazione libera e il pascolo, anche per le Limousine. In questa zona c’è la presenza di numerose cooperative e industrie, che lavorano o commercializzano i prodotti del latte: non va dimenticato che è qui che nasce il Ragusano Dop. “I nostri pascoli sono naturalmente molto ricchi – precisa l’imprenditore – con una grande varietà di mediche e graminacee spontanee”. Le frisone, in termini di produzione non temono rivali: sono delle vere e proprie «macchine da latte».“Nonostante questo, nutriamo

Ignazio Nicastro

timori per il futuro, soprattutto per il prezzo del latte che continua, in Sicilia, a mantenere costi di produzione alti, rispetto ai ricavi“. Accanto alla produzione di latte e carne l’agriturismo ‘Case di Cutalia’ integra l’azienda agricola. “Cutalia è il

nome di questa contrada – mette in evidenza Nicastro - che risale alla dominazione araba. Viene da Katalì, cioè il castello di Alì perché doveva esserci un torrione, che doveva appartenere, appunto, ad Alì”. L’ospitalità fornita nelle antiche case del tipico baglio in pietra, sapientemente ristrutturate, conservando dettagli che richiamano la vecchia struttura. L’impresa familiare associata a Confagricoltura è oggi gestita principalmente da Ignazio Nicastro, con la collaborazione del padre Giorgio e della zia. “Mia moglie – conclude fa l’avvocato e i miei tre bambini, che hanno dieci, otto e sette anni sono ancora troppo piccoli, ma spero che in futuro seguiranno le mie orme”.


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO PAVIA LA SCOMPARSA DI BENSI

Si è prematuramente spento, per l’aggravarsi di una malattia, Gianfranco Bensi, presidente di Confagricoltura Pavia. L’imprenditore conduceva un’azienda agricola che produce cereali (frumento) ed ortofrutta (pomodori e cipolle). Profondo cordoglio è pervenuto dal presidente nazionale Guidi, dal direttore generale Mastrobuono e da tutta la giunta esecutiva che hanno espresso la vicinanza alla famiglia Bensi ed all’Organizzazione territoriale di appartenenza. Confagricoltura ricorda Bensi come un innovatore, che ha sempre messo l’agricoltura e l’impresa agricola al centro dell’ azione sindacale. Aveva puntato ad essere vicino agli imprenditori agricoli con servizi (fiscali e assicurativi), seguiva attivamente il progetto di riconversione dell'ex zuccherificio di Casei Gerola. Prestava attenzione costante ai bisogni ed ai servizi da offrire alle aziende ed al contatto diretto. Per venire incontro agli associati e rendere più agevole raggiungere gli uffici di Confagricoltura Pavia aveva anche spostato la sede dell’organizzazione. 52| MONDO AGRICOLO | NOVEMBRE 2015

di Elisabetta Tufarelli

FEDERAZIONI ZOOTECNICHE SU RAPPORTO AIRC

I danni dell’allarmismo

Compatte le Federazioni di prodotto di Confagricoltura:”L’allarme lanciato sulle carni rosse non fa bene né ai consumatori né agli allevatori”. I rapporti monografici dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC), sostengono i presidenti delle Federazioni nazionali di prodotto: Giovanna Parmigiani (carne suina), Luigi Andretta (carne bovina), Valerio Piredda (ovicaprini) e Giuseppe Bicocchi (equini), si limitano ad identificare gli agenti di rischio, senza valutarli. I primi elementi anticipati non devono portare a conclusioni affrettate, tanto più che lo stesso direttore dell’Airc, Christopher Wild, ha rilevato il valore nutrizionale della carne rossa. Gli allarmismi, inoltre, creano danni economici al settore zootecnico nazionale e acuiscono le enormi difficoltà che già vivono le aziende del settore. “Migliorare l’alimentazione, arricchendola anche di carne, ci ha portato ad un’età media più elevata – commenta Giovanna Parmigiani -.Vanno evitati assiomi semplificatori che possono indurre a stili alimentari sbagliati. Tutti gli eccessi sono dannosi. Gli scarichi delle auto emettono polveri cancerogene, ma nessuno rinuncia all’automobile”. Sulla stessa linea Luigi Andretta: ”Non è la prima volta che viene correlato lo sviluppo di patologie con il consumo eccessivo di alimenti. Occorre il

buon senso di mangiare prodotti vari e di qualità. Ma conta anche come il cibo è stato prodotto. Numerosi studi dimostrano che le nostre carni hanno una composizione chimica dove il rapporto fra i grassi saturi e insaturi è migliore”. Giuseppe Bicocchi: “Gli eccessi sono sempre nocivi alla salute. Il sale, ad esempio, è un elemento vitale, ma usarne troppo fa male. La carne equina, in particolare, è consigliata per gli anemici perché contiene più ferro. Ha una percentuale di grasso trascurabile, contiene poco sale, è facilmente digeribile e poco calorica”. “La carne d'agnello – ha messo in evidenza Valerio Piredda - è paragonabile dal punto di vista nutrizionale alle comuni carni bianche, mentre quella di pecora non differisce troppo da quella bovina adulta o di vitello. E’ ben tollerata dall'organismo e contiene un’ elevata percentuale di proteine e aminoacidi indispensabili alla formazione, all'accrescimento e al mantenimento del nostro organismo”. Gli stessi esperti dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro invitano, però, a considerare che: “La carne rossa contiene anche proteine e micronutrienti importanti (come la vitamina B, il ferro e lo zinco). Inoltre, il contenuto di grassi dipende dalla specie dell’animale, dall’età, dal sesso, da come è stato allevato e nutrito”.


DIRETTIVO DI CONFAGRI BASILICATA CON ASSESSORE BRAIA

Rilanciare l’agricoltura lucana A Potenza, in occasione del Consiglio direttivo di Confagricoltura Basilicata, è intervenuto l'assessore regionale all'Agricoltura Luca Braia. «Burocrazia, infrastrutture, organizzazioni di prodotto, nuova programmazione comunitaria - ha rilevato il presidente lucano Lorenzo Rago sono le principali difficoltà con le quali quotidianamente si scontrano le nostre imprese ». Per i dirigenti dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli serve urgentemente un cambio di passo: “Occorre valorizzare ancora più tutte le produzioni e le tipicità dell'agricoltura regionale, dai cereali alla zootecnia, dall'ortofrutta all’ olivicoltura. La Basilicata deve essere

Braia e Rago

sempre più conosciuta per le eccellenze che produce la nostra terra”. La politica comunitaria, ha evidenziato il direttivo Confagricoltura Basilicata favorisce questo sviluppo. ”Per questo confidiamo nelle azioni della Regione - ha os-

servato il presidente Rago – che seguiremo e monitoreremo costantemente». "Le Associazioni di categoria devono essere sempre più luogo della partecipazione e della consulenza qualificata - ha messo in evidenza l’assessore, riprendendo le sollecitazioni di Confagricoltura - in modo che la performance possa rientrare nella logica della corresponsabilità. È necessario stimolare l'aggregazione degli operatori nel comparto agricolo, superando l'individualismo e l'improvvisazione. La sfida è collettiva e come tale va vissuta, in un tempo nuovo in cui essere efficienti ed efficaci nelle azioni è per tutti un obbligo irrinunciabile".


Nell’Unione europea i giovani agricoltori puntano in alto FONDAMENTALI LE POLITICHE UE.PER QUESTO SI È RAFFORZATA LA SQUADRA CHE SE NE OCCUPA. A PARTIRE DA ALICE CERUTTI AL CEJA

“L’

Alice Cerutti

agricoltura è importante nell’Unione Euro- che oggi più che mai vi è la necessità di formazione per i pea, ma una vera “casa comune” deve riuscire giovani imprenditori, creando e promuovendo possibilità a trasferire conoscenze e modelli vincenti, per effettuare scambi brevi o lunghi, a seconda delle poscercando di smussare ed eliminare le debolezze”. Questo, sibilità, per arricchire le proprie conoscenze, contribuenin sintesi, il pensiero dei giovani di Confagricoltura, che do anche ad un reale e concreto rilancio del settore. Granguardano molto all’Europa e lo fanno con una squadra de attenzione per il progetto degli scambi imprenditoriarafforzata. Alla vicepresidenza europea del Ceja è stata li portato avanti dai giovani di Confagricoltura, mentre particolare interesse hanno chiamata Alice Cerutti. I I L C O M M E N T O destato le case history di nuovi delegati Anga sono successo, che hanno dimoElio Perciaccante e Stefano La nostra attività europea deve essere strato l’importanza di queGaudino. Giovani motivati sempre più intensa: servono misure sta iniziativa. Tra le propoe preparati che riusciranno per ridurre i costi, aggregare le ste avanzate, la creazione di ad applicare l’accattivante produzioni e rendere sempre una banca dati europea per claim del Convegno quamigliore il posizionamento degli mettere in contatto le giodri: “Punta in alto. Punta suagricoltori sul mercato, ma serve vanili, optando per un unigli strumenti giusti”. Semsoprattutto accorciare le distanze co ente che possa gestire pre a Bruxelles Piergiovancon Bruxelles, incontrando più scambi e creare situazioni ni Ferrarese è stato ricevuspesso deputati e tecnici. di incontro. to, insieme al rappresenFondamentale è compiere un lavoro strategico sui diversi E’ un inizio certamente imtante Agia, in commissione comparti. L’Italia continua ad essere, tra i Paesi Ue, quello con portante che andrà proseAgricoltura. Due giorni per minore incidenza di conduttori di aziende agricole giovani: guito.“Occorrerà investire riassumere e presentare un poco più di 47.000 imprese agricole sono il futuro della nostra con forza sul ricambio geprogetto che aveva coinagricoltura. Non sono molte, ma il mercato, senza dubbio, é nerazionale, ma è più che volto tutti i 28 Paesi dell’Udelle imprese più strutturate e innovative. E’ necessario mai necessario – ha ossernione europea. Il programlavorare per crescere. In associazione abbiamo un bel gruppo e siamo convinti che la nostra task force, fatta di giovani capaci vato Raffaele Maiorano ma è iniziato un anno fa ed e determinati, pronti a mettersi in discussione riuscirà a dare promuovere tutte le opporha previsto incontri sul terquella spinta propulsiva collaborando allo sviluppo di tunità e gli strumenti per ritorio europeo ( in Italia si un’Europa che sia sempre più “casa comune”. permettere agli agricoltori è tenuto un tavolo di lavoro di guadagnare posizioni presso il ministero delle PoRaffaele Maiorano nella catena del valore dellitiche agricole). A BruxelPresidente Nazionale Anga l’agroalimentare”. les le conclusioni del proElisabetta Tufarelli getto in plenaria. E’ emerso

54 | MONDO AGRICOLO | NOVEMBRE 2015


PARTECIPATO CONVEGNO DI ANGA CREMONA ALLE FIERE ZOOTECNICHE

Massimizzare il reddito con piani agronomici Sala gremita alla fiera di Cremona per il convegno:”Massimizzare il reddito attraverso l’ottimizzazione dei piani agronomici”, organizzato dall’Anga. Presenti il vicepresidente nazionale Francesca Picasso, il componente di giunta Piergiovanni Ferrarese e il presidente regionale Stefano Lamberti. «Questo convegno si inserisce a pieno titolo nel percorso di efficienza che abbiamo avviato nei mesi scorsi e che proseguirà in futuro», ha spiegato la presidente di Anga Cremona, Alda Dalle Donne. Sul palco si sono alternati Giorgio Borreani (docente

do su metodi colturali dinamici. In linea Francesco Masoero che, insieme a Paolo Faverzani, ha illustrato i vantaggi di “MyFarm”, un sistema integrato che si concentra sulla formulazione della razione animale in raTarga Balestreri a Carlo Beretta gione del massimo profitto aziendale, puntando su una all'Università di Torino), Francesco Ma- corretta distribuzione dei foraggi che ottisoero, Paolo Faverzani e Antonio Gallo mizza i piani colturali, a loro volta studia(Cattolica di Piacenza). Per Borreani, tra ti in funzione delle stalle. Infine, Antonio le strade da percorrere, quella di valoriz- Gallo si è soffermato sulla qualità dei fozare gli elementi auto-prodotti (proteine, raggi conservati. Nell’occasione è stata asenergie, sistemi colturali), di ottimizzare segnata la “Targa Balestreri” al giovane l'efficienza dei sistemi produttivi, puntan- allevatore Carlo Beretta.


CAMPI ROSA

di Elisabetta Tufarelli

DUE DOMANDE A... NICOLETTA MADRIGALI

«Imprenditrice per passione» Inauguriamo, con questo numero, una nuova rubrica e rivolgiamo due domande a Nicoletta Madrigali, titolare di una giovane realtà biologica sulle colline bolognesi, all'interno del Parco dei Gessi Bolognesi, dove produce vino, olive e frutta. Cosa significa essere imprenditrice? “Ho scelto l’azienda agricola per passione e tradizione: la mia è una famiglia di imprenditori e ho sempre amato la natura, il verde e la biodiversità, perciò uso solo concimi naturali e, per la cura del vigneto, solo rame e zolfo. I terreni sono inerbiti per evitare l’erosione del suolo collinare. La dimensione contenuta del vigneto, sei ettari, mi consente di riuscire a seguire direttamente, con passione ogni fase della lavorazione delle uve”.

AD EXPO UNA DELEGAZIONE di imprenditrici piemontesi guidata dalla presidente regionale Maria Teresa Melchior; insieme alla presidente nazionale Gabriella Poli, la delegazione ha compiuto una visita conclusiva all’Esposizione Universale. “Expo – ha evidenziato Poli – è stata una grande opportunità per le imprenditrici. Ha posto sotto i riflettori, in molteplici occasioni, il ruolo della donna nell’attività agricola, in tutto il mondo. Ruolo che è, dappertutto, incisivo e determinante”. 56| MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2015

È soddisfatta? “Molto. Mi piace stare a così stretto contatto con la natura: abbiamo ampie fasce di bosco dove si riproduce la fauna selvatica e siamo all’interno di un parco. Aver scelto di coltivare naturalmente, inoltre – racconta - significa recuperare gli antichi saperi legati alla lavorazione del vigneto, questo assieme alla scelta biologica dà ai nostri vini una enorme naturalità. Il nostro terreno ricco di gesso, sabbia e argilla favorisce la produzione di vini bianchi, come il nostro Pignoletto Docg Colli Bolognesi nelle sue tre tipologie: frizzante, fermo e spumante. Ma fa anche crescere buoni frutti, come le nostre ciliegie, che però non riusciamo a raccogliere, perché prima di noi ci pensano gli storni!”.

LA FATTORIA NEL CASTELLO Grande successo delle imprenditrici al Castello Sforzesco di Milano per ”La Fattoria nel Castello”, la mostra-mercato dei prodotti tipici lombardi, giunta alla XV edizione. Protagoniste, come sempre, le imprenditrici agricole di Confagricoltura che hanno presentato, insieme alle altre, le “eccellenze” dell’agricoltura lombarda. “L’evento -ha sottolineato la presidente Gabriella Poli ha promosso l’agricoltura a Milano ed ha permesso di acquistare i prodotti tipici delle nostre campagne, ma anche di soddisfare le proprie curiosità, parlando con chi il cibo lo crea. Un valore aggiunto importante”. Vi hanno partecipato più di 60 aziende, che hanno offerto tantissimi prodotti: dal miele, ai formaggi, dalle marmellate, ai salumi, dalla frutta al vino. Parte integrante del mercato delle imprenditrici sono stati gli eventi strettamente legati all’agricoltura e che hanno coinvolto grandi e piccini, con lo scopo di avvicinare città e campagna. La manifestazione faceva parte di Expo in Città e si è svolta con il patrocinio del Comune di Milano, di Expo, con la collaborazione della direzione generale Agricoltura di Regione Lombardia e con il sostegno del Consorzio di tutela Grana Padano


OVER 65

di Elisabetta Tufarelli

Più over 60 che bimbi

"Nel 2020 più ultrasessantenni che bimbi sotto i 5 anni". Lo ha rivelato il primo Report globale su 'Invecchiamento e salute' dell’ OMS (l’Organizzazione mondiale della sanità). L'Italia è prima per longevità in Europa e seconda al mondo dopo il Giappone. Accessibilità universale delle cure, buon sistema sanitario, stile di vita: sono le architravi del record italiano, con il 21,4% di over65 e il 6,4% di over80. Seguono Germania e Portogallo. Ma entro 20 anni anche

Cile, Cina, Iran e Russia avranno una proporzione simile di popolazione anziana. "Un bambino nato in Brasile o in Myanmar (ex Birmania) nel 2015 può aspettarsi un vita più lunga di 20 anni rispetto a chi è nato nel 1965, solo 50 anni fa", segnala il Report. Esiste un modo di vedere gli anziani - fragili e dipendenti - che va destrutturato, dice l’ Oms, valorizzando il loro contributo. Per migliorare il pianeta che invecchia si può fare molto e l'Oms segnala tre condizioni socio-politiche. Per prima cosa rendere i luoghi in cui viviamo molto più piacevoli e fruibili per le persone anziane. Secondo punto: allineare i sistemi sanitari alle esigenze degli anziani, con un passaggio deciso al tema della cronicità. Infine il tema dei costi e dei sistemi di assistenza a lungo termine, evitando l'uso improprio dei servizi sanitari e garantendo diritti e dignità agli anziani.

LA CAFFEINA E LA TEINA non farebbero male alle ossa, anzi darebbero dei benefici. Già un gruppo di ricercatori cinesi era giunto alla conclusione che non c'è alcuna associazione tra il consumo di caffè e il rischio di frattura all'anca, una delle possibili conseguenze dell'osteoporosi. Per gli studiosi anche il tè, potrebbe aiutare a proteggere la salute delle ossa. Infatti chi ne beve da 1 a 4 tazze al giorno, a loro avviso, correrebbe un rischio di fratture all'anca ridotto del 28% rispetto a quello corso da chi non ne beve affatto. Ora un’altra ricerca giunge alla conclusione che l’abitudine di bere due o più tazze al giorno di tè nero ridurrebbe il rischio di frattura negli anziani. Lo rivela la ricerca australiana “Calcium Intake Fracture Outcome Study”, che è stata condotta su oltre mille donne con un’età media di 75 anni. I risultati di dieci anni di osservazione, presentati al meeting annuale della American Society for Bone and Mineral Research, dimostrano che chi beve tre tazze di tè nero al giorno presenta un rischio ridotto del 34% di fratture gravi collegabili all’osteoporosi e un rischio di frattura dell’anca ridotto del 42%. Sarebbero gli antiossidanti del tè nero (flavonoidi) ad esercitare questa azione positiva su massa e forza delle ossa. 58| MONDO AGRICOLO | NOVEMBRE 2015

L’ONLUS AD AGRIGENTO Confagricoltura Agrigento, con il 5xmille raccolto a favore della Onlus “Senior – L’età della Saggezza” , ha destinato il 40% della cifra ricavata all’acquisto di attrezzi per il laboratorio di psico-motricità per bambini disabili dell’Associazione Amici di Agrigento. All’inaugurazione hanno partecipato Angela Zicari, presidente dell’Associazione Amici di Agrigento, Rosario Marchese Ragona e Alessandro Vita, rispettivamente presidente e direttore di Confagricoltura Agrigento, Gerlando Riolo, assessore alla Solidarietà del Comune di Agrigento. Angelo Santori - segretario nazionale Onlus Senior - si è congratulato per l’impegno profuso dagli uffici e per il valore sociale dell’iniziativa. LA NOMINA DI ZAMPEDRI Antonio Zampedri, presidente del Sindacato Provinciale Pensionati di Brescia e Consigliere nazionale dei Pensionati di Confagricoltura, è stato eletto presidente regionale del Sindacato Regionale Pensionati lombardo. Zampedri succede a Bruno Allegretti, presidente di Mantova e presidente al secondo mandato del Sindacato nazionale.


A lezione di alimentazione Sono arrivati in 300 ad Alessandria, da ogni parte del Piemonte, in pullman e in auto, per andare a lezione di alimentazione al seminario regionale organizzato dal Sindacato Pensionati di Confagricoltura: “Il cibo del futuro. Il futuro del cibo”. L’ abuso di alcol è il principale fattore di rischio. Una persona su 4 é sedentaria, una 3 Maria Daville su in sovrappeso. Il dossier ha analizzato gli stili di vita del nordest. Elisabetta Borgini, mediterza età non è tutta rosa e fiori, perciò co chirurgo e dietologa, ha indicato abbiamo scelto la sana alimentazione, come alimentarsi correttamente. “La un tema ‘positivo’, che coinvolge tutti”,

ha rilevato la presidente del Sindacato dei Pensionati provinciale, Maria Daville. “Progettiamo soggiorni in località amene, ad esempio Sorrento il prossimo marzo. Organizziamo - ha messo in evidenza il segretario nazionale, Angelo Santori convegni di specifico interesse, come quello sulla sicurezza. Diamo assistenza attraverso i nostri CAAF. Abbiamo la Onlus ‘L’età della saggezza’, per donare il 5x1000 attraverso la denuncia dei redditi annuale”.


AGRITURISMO di Anna Gagliardi

LA MASSERIA LA CHIUSA A SAN GIUSEPPE JATO (PA)

Ospitali per natura Ci sono dei luoghi in cui si è fatta la storia. In una porzione di Sicilia Occidentale, a San Giuseppe Jato, La Masseria La Chiusa ha scritto la storia dell’agricoltura: da quando è nata, sei secoli fa, infatti, l’azienda non ha mai interrotto l’attività agricola, diventando sempre più un punto di riferimento per l’intero territorio e addirittura, per qualche tempo, una comunità completamente autonoma

Emanuele Savona

grazie alle coltivazioni e all’allevamento. Nel 2009 la Masseria La Chiusa inaugura l’agriturismo, che oggi conta 40 posti letto. A dirigere il tutto è Emanuele Savona, 34 anni, laureato in economia, che con il calore tipico dei siciliani ci racconta che cos’è l’azienda: un universo complesso, in armonia con la natura. Complesso perché sono ben 110 i prodotti coltivati sui 150 ettari di superficie, con tutto ciò che questo comporta; in armonia con il contesto perché viene realizzato tenendo conto delle peculiarità dell'ambiente e dell’architettura. Oliveti, vigneti, frutteti, orticole, cereali, tutto è coltivato secondo il metodo biologico certificato. Si producono tra l’altro olio extravergine, formaggi, ma anche vino: Nero d’Avola in versione rosso (barricato e non), rosé, e vinificato in bianco: “E’ una novità ed è unica – racconta Emanuele –. Si chiama Aenigma Bianco, è un IGP Terre Siciliane bio”. Nell’ambito cerealicolo, oltre alle colture tradizionali si sono recuperate antiche varietà di grano, quale il Timilia. L’azienda provvede anche alla produzione di farina, grazie alla presenza di un mulino. Molteplici le

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leguminose, e pure in questo comparto sono state riportate in luce rare varietà, come i ceci neri e le cicerchie. La digressione su alcuni prodotti della Masseria è indispensabile per comprendere con quale cura e fantasia vengano proposti i menu dell’agriturismo, basati quasi esclusivamente sui prodotti dell’azienda. Qui siamo ben oltre il principio della prevalenza. L’abolizione dei conservanti e del glutammato e la scelta di sole carni provenienti da allevamenti all’aperto garantiscono ulteriormente l’ecosostenibilità dei piatti. Ci sono poi soluzioni per celiaci o per vegani (alla Masseria si produce anche il Seitan),

molto variegate, e per bambini, per i quali le materie prime sono tutte biologiche. “Si è data importanza all’aspetto conviviale e all’alta qualità dei prodotti, perché crediamo nella condivisione del cibo come valore” – precisa Emanuele. Gli ospiti soggiornano nelle camere doppie o triple, alle quali si accede tramite una particolarissima scala scavata nella roccia, e negli appartamenti (se scelgono la formula residence) che trovano spazio nel corpo centrale oppure in uno separato, immerso nella vegetazione. Tutte le sistemazioni sono arredate in stile ottocentesco siciliano; alcune sono

provviste anche di idromassaggio. Emanuele è affiancato da alcuni componenti della famiglia, ciascuno con un ruolo preciso per il funzionamento perfetto dell’azienda, che svolge anche attività didattica. Gli ospiti dell’agriturismo sono per lo più stranieri del Nord Europa, affascinati dalla Sicilia e dalla posizione della Masseria La Chiusa, a pochi chilometri da Palermo e Monreale e ideale punto di partenza per gli oltre venti sentieri della Valle dello Jato. Qui è presente un parco archeologico risalente all’epoca fenicia. Dell’insediamento si possono ancora ammirare l’agorà, la casa a peristilio e il teatro con i suoi 4.000 posti a sedere e le colonne che reggevano la struttura. I percorsi naturalistici sono stati tracciati dal WWF e sono meta degli appassionati di trekking o semplici amanti della natura. Chi rimane alla Masseria La Chiusa può gustarsi il relax nel verde o a bordo piscina. Per il prossimo anno la famiglia Savona conta di arricchire l’ospitalità portando a termine il progetto di un’agriSPA: “Oltre a tutto quello che una beauty farm contempla, con bagno turco, sauna, docce emozionali, percorso Kneipp, - dice Emanuele - prevediamo anche massaggi con i prodotti naturali, derivanti dalle colture dell’azienda, e cure polifenoliche, come il celebre bagno nelle vinacce. Il nostro motto è ‘Ospitali per natura’, a indicare l’approccio verso l’ospite e l'importanza dell'elemento Natura, che vuol dire rispetto della terra, del paesaggio, dell’uomo”. Dal 1400. NOVEMBRE 2015| MONDO AGRICOLO |61


VINO di Gabriella Bechi

“FIOR D’ARANCIO” DELL’AZIENDA MAELI

Il moscato delle Terre del Pirio La marna e il limo (ma e li) presenti tutto per l’uva da tavola. Un vitinel terreno di origine vulcanica, ricgno che ha una storia lunghissico di trachite, calcare e argilla, danno ma, su cui ancora non ci sono il nome all’azienda Maeli. Un’idea di notizie sicure. Ma che, a parere Elisa Dilavanzo che ha scelto di prodell’imprenditrice, ha ancora durre qui, nelle Terre del Pirio, sul diversi volti da rivelare, peculiaversante più a nord dei Colli Eugarità di profumi, sapori e aromi nei, i suoi vini. Trentotto anni,vincicosì diversi tra di loro a secontrice di numerosi concorsi di bellezda del tipo di versione in cui si za, nel 2008 ha lasciato il mondo del- presenta, da vino fermo a la moda e un contratto con la Rai per spumante dolce, da venseguire la passione per il vino. E demmia tardiva a passito. dopo aver girato a lungo è rimasta I vigneti aziendali hanno affascinata da questo Parco, che si un'età compresa tra i 10 e i erge come per miracolo nel cuore del 28 anni e sono stati piantati Veneto, e da questa collina a 230 tenendo conto dell'esposimetri sul livello del mare, per la sua zione e della natura dei terricchezza di flora e fauna, per il suo reni, in modo da poter essepanorama a 180 gradi su Venezia da re fedeli interpreti delle un lato e sulle Dolomiti dall’altro, ma caratteristiche del territosoprattutto per le caratteristiche uni- rio. Dalle potature alla vendemmia che del terreno, una marna che arriva tutto è fatto a mano e questo permette anche a 11 metri di profondità. di scegliere le uve migliori e più sane, La varietà dei terreni, la pendenza in modo da limitare moltissimo qualdelle colline, le differenti esposizioni siasi intervento in cantina. dei vigneti, la peculiarità dei microSui vigneti i trattamenti non sono mai climi, le escursioni termiche di queaggressivi, come dimostrano le api che sto versante e la vegetazione di lecci, liberamente volano tra le uve, segno corbezzoli, alberi da frutto e ulivi, tangibile di un ecosistema in equilil’hanno spinta a lavorare su un vitibrio. Il risultato sono vini aromatici, di gno che fosse degno ambasciatore di incredibile struttura, longevità e minequesto prestigioso territorio: il ralità. Il Fior d'Arancio è la prova più Moscato Giallo. Da qui nasce Maeli, una realtà giovane, che ha trovato nuova linfa dal sostegno dei fratelli Gianluca e Desiderio Bisol, che hanno incoraggiato la ricerca. Nato forse in Siria o Mesopotamia e giunto in Italia grazie ai greci prima e ai romani poi, il Moscato era conosciuto Elisa Dilavanzo anche dalle corti veneziane, dove era apprezzato soprat62|MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2015

eclatante. Spumante Docg, 100% Moscato Giallo, giallo dorato, è percorso da striature verdoline e reso brillante da bollicine eleganti, fini e persistenti. L’aroma intenso si sprigiona attraverso note floreali di magnolia, gelsomino, rosa bianca e acacia, e quelle fruttate di limone, mandarino e pesca bianca. In bocca è cremoso, morbido, ben equilibrato da piacevoli freschezza e sapidità. Perfetto come vino da aperitivo in abbinamento ad appetizers o a fine pasto con dessert,crostate di frutta e piccola pasticceria. Completano la gamma dei vini, Bianco Infinito (Igt Veneto 40% Chardonnay e 60% Moscato Giallo), Rosso Infinito (Igt Veneto 40% Cabernet Sauvignon, 33% Merlot, 22% Carmenere, 5% Barbera), D+ (Rosso Colli Euganei Doc), RosèVento (Spumante Metodo Classico Docg 100% Pinot Nero). I riconoscimenti per Elisa non hanno tardato ad arrivare. Quest’anno il Maeli Fior d’Arancio ha vinto l’ambita medaglia d’oro allo Champagne&Sparkling Wine World Championships, la più importante manifestazione spumantistica a livello internazionale. E tra i progetti futuri c’è una sfida: elevare il Moscato nella versione Spumante Metodo Classico, per dimostrare che quest'uva è in grado di conservare la sua aromaticità e la sua identità anche attraverso un procedimento di affinamento lungo e complesso.


LUCA TOMASICCHIO RICOMINCIA DA PADOVA

Tabula rasa e fusione di sapori Tola Rasa è una novità a Padova. Inaugurato a maggio 205 è un ristorante-enoteca-caffè in cui la cucina contemporanea incontra i piatti della tradizione. Lo chef Luca Tomasicchio, 39 anni, è colui che per primo ha fatto “tabula rasa” e che, dopo aver lasciato l’università per studiare in alcune delle cucine migliori del mondo, da Enzo de Prà agli Alajmo e da Cracco, per poi andare all'estero, in Giappone, in Inghilterra (da Blumenthal), in Lussemburgo (da Mosconi), in Francia (all'Hostellerie de Plaisance), è tornato alla sua terra di origine per realizzare finalmente il suo progetto. Che è anche sicuramente ambizioso: un'intera palazzina di fronte all'Hotel Milano, dove un tempo c’era una vecchia osteria, è stata completamente rifatta da sopra a sotto e offre ora varie alternative (e si sta pure completando il dehore sul retro). Al piano terra l’enoteca serve piatti più semplici, ideali per un aperitivo “sostenuto” tra amici o un pranzo veloce di lavoro, mentre al primo piano si trova il ristorante vero e proprio, con arredi più ricercati e una cucina completamente a vista, dove Luca può esprimersi con il suo stile e la non poca professionalità che ha acquisito con il suo girovagare. In sala, ad accogliere gli ospiti, Irina, sommelier, che propone una bella carta dei vini prevalentemente italiani, con preferenza

per le etichette autoctone, ed interessanti escursioni in Francia e Germania. La cucina contemporanea colora i piatti della tradizione e li veste con nuovi sapori per vivere un viaggio ancestrale che coinvolge cuore e palato. Il menù unisce piatti di carne e pesce, lasciando sfogo allo chef soprattutto sugli antipasti, fra i quali troviamo il polipo con crema di patate, un classico come il petto di gallina Padovana con peperonata e crema al verde di Montegalda, ma anche piatti creativi come “L’orto di Tola Rasa”. A fianco della pasta e fagioli e dei ravioli ricotta e spinaci, che ricordano gli “gnudi”, fra i primi, il risotto ai calamari e zabaione al nero e gli spaghetti con vongole, cozze e tartara di mazzancolle locali. Fra i secondi il pescato del giorno, una cotoletta di vitello servita con patate fritte e cedro candito, un agnello in tre cotture e il merluzzo con fave, polvere di caffè e salsa

allo yogurt. Fra i dolci una rivisitazione di un dolce della tradizione, il tiramisù, preparato con genovese all’olio extra vergine d’oliva, gelatina di amaretto e crema al mascarpone e poi crêpes alla nocciola con caramello salato e gelato alla vaniglia Tahiti. Luca Tomasicchio è stato il vincitore della prima prima edizione della Maeli Chef Cup, organizzata da Elisa Dilavanzo in collaborazione con Villa dei Vescovi, Bene del FAI, sabato 17 ottobre, a cui hanno partecipato 15 noti chef veneti che si sono sfidati nella stimolante creazione di un appetizer che andasse in abbinamento al Moscato Giallo Fior D'Arancio Docg Maeli. A lui sono andati i favori del pubblico, ma anche dell'attenta giuria di giornalisti ed esperti presieduta da Ettore Mocchetti, direttore de La Cucina Italiana. LECCA LECCA SALATO

Con il Fior d’Arancio Moscato Giallo 2014 di Maeli, Tomasicchio propone un originale appetizer: il Lecca Lecca salato. Fegatini di pollo, fegato grasso, mandorle caramellate e cioccolata bianca, rivestiti di carta al frutto della passione.

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BUONO A SAPERSI...

IN MOSTRA, A BERGAMO, FORME ARTISTICHE E FORME CASEARIE

Formaggi da contemplare

M

assimo Donà, filosofo e trombettista jazz, in più occasioni ha esplorato i sentieri delle contaminazioni, del mix (tra filosofia e vino, filosofia e magia...). Non è nuovo agli incontri, come musicista, tra jazz e vino (suo l’accattivante brano musicale “Bi sol mi fa re”, dedicato al vino dell’azienda Bisol). Adesso ha favorito l’incontro tra arte e formaggi, tra forme artistiche e forme casearie. Ha curato, infatti, la mostra “Formae bonum, pulchrum, verum”, che è stata visibile, per tutto il mese di ottobre, in parallelo alla fase finale di Expo 2015, presso l’ex monastero di Astino a Bergamo. Significativo il sottotitolo della rassegna - “Bergamo capitale europea dei formaggi” - a ricordare che la provincia orobica vanta il primato europeo per numero di formaggi Dop: Taleggio, Salva Cremasco, Quartirolo Lombardo, Grana Padano, Gorgonzola, Bitto, Provolone Valpadana e Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana. Ma la carrellata di prelibatezze casearie del territorio non si ferma qui: vanno aggiunti i Principi delle Orobie, cioè lo Strachi-

Massimo Donà

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tunt, formaggi di capra orobica, Stracchino all’antica, Branzi FTB, Bitto Storico ed Agrì di Valtorta. Nella mostra ”Formae” la grande tradizione casearia locale è stata “esposta” insieme ad alcune importanti espressioni dell’arte visiva contemporanea (scultura, pittura e fotografia). L’idea del curatore della mostra è stata quella di invitare lo spettatore a prendere coscienza del fatto che «non mangiamo mai solo con la bocca, ma anche con gli occhi, e che non ammiriamo la bellezza solo con gli occhi, ma anche con l’udito ed il tatto». Non solo degustare ma contemplare la “bellezza” del formaggio, senza fermarsi alla sua bontà; perché solo così esso potrà apparire realmente conforme al “divino” (il quale, per i medioevali, era “Bonum”, cioè buono…. ma anche “Pulchrum”, cioè bello, e da ultimo anche “Verum”, ossia vero). I formaggi, preziosissimi, sono stati collocati all’interno di teche, quasi si trattasse di vere e proprie sculture. A far da contrappunto a opere pittoriche e fotografiche. Non a caso il colore dominante dell’evento espositivo è stato il bianco: il bianco del latte, ma anche di tanta produzione artistica del Novecento. Il bianco – ha spiegato il filosofo - è un

timbro cromatico che ha sempre funzionato come straordinaria metafora del “principio incondizionato” che tutto comprende in sé e tutto rende possibile, nella sua sempre imprecisa differenziazione. La mostra è stata arricchita da quattro appuntamenti filosofici, poetici e musicali. Tra cui quello con il filosofo-matematico Giulio Giorello e il filosofo-fisico Luca Guzzardi che hanno riflettuto intorno al rapporto tra il colore bianco e la figura del fantasma, mostrando come proprio il bianco (che comprende in sé la totalità dei colori) sia forse il simbolo più appropriato per riuscire a fare i conti con il ruolo e la potenza della ‘fantasia’ nelle diverse forme del fare umano. Si è spaziato così tra letteratura fantastica, filosofia, scienza, arte visiva e cultura casearia. C’è stato pure il reading-concerto che ha visto in palcoscenico il trio di Massimo Donà, questa volta in veste di jazzista, assieme al noto narratore e moderno cantastorie David Riondino. Hanno condotto un’improvvisazione di suoni e parole sul tema "formaggi ed altri biancori". Un variegato percorso attraverso i molti volti del “bianco”; colore mistico per eccellenza, ma anche colore del formaggio. Rondino ha sottolineato come il bianco sia stato interpretato nella storia della cultura occidentale (nella letteratura, nell’arte visiva e nella filosofia). Ma ha parlato anche di formaggi, della loro antichissima storia e del ruolo tutt’altro che secondario rivestito da questo prezioso alimento, cantato e reso immortale già da Omero. Gaetano Menna


TIZIANA FOSCHI A ROMA, AL TEATRO DEI CONCIATORI

Il cibo protagonista a teatro

P

ensata nell’anno dell’Expo e della rinnovata attenzione per l’alimentazione, è andata in scena, al Teatro dei Conciatori di Roma, la rappresentazione “Cibami”; tre atti unici scritti da Stefano Benni e Cinzia Villari che ne è anche la regista. In scena Tiziana Foschi. La commedia ha avuto un grande successo di pubblico, testimoniato da una settimana di sould out (dal 3 all’8 novembre) e da una serata in più rispetto a quelle preventivate. Tiziana porta in scena tre donne particolari alle prese con il cibo. Con lei, in palcoscenico, per intermezzi musicali, il cantautore e chitarrista jazz romano, conduttore radiofonico e scrittore Pierluigi Siciliani (Piji in arte). “Cibami” è un’esortazione, una richiesta di avere e di essere nutrimento, non solo a tavola. Il cibo è raccontato con monologhi contrappuntati dalla musica; parole che hanno, a loro volta, sonorità e spesso sono in versi a rima baciata. Sono proposte, dalla protagonista, tre storie che raccontano - con e attraverso il cibo - l’amore, la fede, la seduzione e l’abbandono. Tiziana, sempre presente in scena - dove si cambia anche d’abito per passare velocemente da un personaggio all’altro, da una tavola alimentare all’altra - nel primo racconto è una suora di provincia che, in attesa di servire ad una prestigiosa tavolata di alti prelati, chiacchiera con il “Signore”. Esprime con candore la gioia di essere una “serva di Dio”. È così bello – dice - svegliarsi alle quattro del mattino e pelare patate… per il Signore! «Il cibo è una lunga storia d’amore», dice la protagonista del secondo racconto; è una donna che “cucina l’amore” ma dai fornelli

Tiziana Foschi

esce puzza d’abbandono, odore che penetra come il coltello nel cuore del suo amante. Nell’ultimo “atto” dal racconto della donna che pela patate emergono i due personaggi, della madre della narratrice Sofronia e di

Rasputin. Sono la cuoca vegana ed il cuciniere di cacciagione, che si muovono come in battaglia, a ritmo jazz, tra intense passioni culinarie e pulsioni sentimentali. Claudio Costantino

I tortellini di Fellini Un menu appositamente studiato per la Festa del Cinema di Roma è quello che Alberto Colacchio, chef patron dello storico ristorante di via Brunetti, a due passi da Piazza del Popolo, “Al 59”, ha preparato nello spazio “Roma Food Story” nel Villaggio del Cinema, dal 16 al 20 ottobre. Tra i piatti, oltre al supplì, alla passatina di ceci con baccalà, all’amatriciana, al polpettone di carni bianche e purea di patate, spiccano i “Tortellini del Maestro”, piatto in ricordo e in onore di Federico Fellini, assiduo frequentatore del locale.“Al 59″ è stato, infatti, al centro dello scenario della “Dolce Vita”, luogo d’ incontro per persone di spettacolo e cultura, ma soprattutto amanti della cucina. Seconda casa per Gassman e per Fellini, che era solito mangiare ogni giorno, allo stesso tavolo, e scaldarsi il cuore con il suo piatto preferito, ”Tortellini al whisky”. Tortellini in brodo, a cui, da grande appassionato di whisky, aggiungeva un bicchiere di J&B. Una “rivisitazione” dell’antica usanza romagnola di mettere un po’ di lambrusco o di sangiovese nel brodo, che serviva a sgrassarlo. Oggi “Al 59” si respira ancora quell’aria dove si mischiano arte, cinema e buona cucina: nella grande sala campeggia una suggestiva opera dell'artista Paola Romano che ha realizzato una luna del diametro di due metri per celebrare i film di Fellini la CineLuna. Gabriella Bechi

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CAMPI SONORI di Gaetano Menna

L’ALBUM SOLISTA DI FEDERICO CASAGRANDE

Una chitarra tra sogno e sperimentazione «Al volgere della sera/chiudi gli occhi in un sorriso/ unisci le mani e tra le dita scivoli/ domani/ ancora/ di nuovo/ sarà lo stesso/ e lo stesso sarà forse un po’ diverso». Con versi poetici che fanno comprendere la voglia di cambiamento - il booklet fotografico introduce all’ascolto del secondo CD solista di Federico Casagrande, “At the end of a day” (Cam Jazz). La prima novità del chitarrista trevigiano t r api a nt at o a Pa r i g i , è q u e l l a d i abbandonare i suoni elettrici. Il suo è u n s o u n d a c av a l l o t r a s o g n o e sperimentazione che, dal jazz elettrico di prima, viaggia verso il soul step. E

certe atmosfere hanno a che vedere con gli ascolti di “American Mystic” di John Shannon, “Pink Moon” di Nick Drake, “Overgrown” di James Blake. Indubbiamente, un disco di transizione, realizzato in quartetto con la chitarra acustica accompagnata da percussioni ed elettronica (Michele Rubbia), violoncello (Vincent Courtois), accordion (Vincent Peirani). Un album malinconico (e “Melancholia” si intitola uno dei brani), romantico (“Once upon

a time”, S o clear you speak” e, soprattutto, lo splendido “Maybe not this time”), crepuscolare (“It’s all so rarefied out there”, “All that’s left behind” e il particolare e affascinante “Can you see”, un po’ il manifesto del nuovo corso di Casagrande). Composizioni pensate per chitarra ma, indubbiamente, arricchite dalla proposta in ensemble, con violoncello, accordion e percussioni che impreziosiscono gli intarsi chitarristici.

Canzone tra Napoli e Torino, ricordando i Seventy Si intitola “Nato”, il brano sbocciato dalla collaborazione tra i napoletani Osanna ed i torinesi Arti & Mestieri, due dei gruppi più importanti del rock progressive degli anni ’70. La musica è del chitarrista degli Arti & Mestieri Gigi Venegoni, il testo del vocalist della band partenopea Lino Vairetti. Un brano lirico, intenso, che sa essere melodico e jazz rock. Suggestivo il testo, diremmo spirituale,

sul bisogno di cercare l’approdo ad un messaggio universale; con un verso significativo che dice: «Ti ritroverò in un karma o un miracolo». La collaborazione è nata in estate,

“DIVERGENT DIRECTIONS” DI FRANCO BAGGIANI

Improvvisazioni impetuose e divergenti Esce il 14° disco del camaleontico trombettista jazz Franco Baggiani (del suo precedente album, “Memories Of Always”, avevamo parlato nel numero 3/15, ndr). Pubblica ora “Divergent Directions” (Sound Records). È stato registrato live in studio il 13 aprile, in una sola seduta e senza interventi successivi. La copertina ci porta alla memoria il romanzo “Il nome della rosa” di Eco, con monaci incappucciati e misteri reconditi. Ma c’è tutt’altra atmosfera nel CD, suonato da un quintetto (con Baggiani ci sono Giacomo Downie, Michele Staino, Fabio Ferrini e Alberto Rosadini). Il suono si fa sconvolgente e coinvolgente, aspro e magmatico, scavando nel free jazz dei ’70 e della musica contemporanea del ‘900. «Sono 66| MONDO AGRICOLO|NOVEMBRE 2015

in occasione del tour giapponese delle due band. Il brano è stato pubblicato in un CD singolo per il mercato nipponico. Sul mercato italiano appare negli album delle rispettive band: gli Osanna lo propongono come bonus track della speciale versione in vinile del loro album “Palepolitana” (Afrakà); gli Arti& Mestieri in “Universi Paralleli” (Cramps/Sony).

Suoni “misteriosi” La grafica richiama “Il nome della rosa”

tornato - spiega - con un quintetto che rievoca i quar tetti di Or nette Coleman, il trio Air, gli Art Ensemble. Quando manca lo str umento armonico, come il pianoforte, automaticamente il sound assume colori particolari».Affiorano così tracce intense "nude e crude", della serie buona la prima. Brani lunghi e fitti in cui la scrittura ed il reticolo strumentale lasciano spazio ad improvvisazioni impetuose e “divergenti”.


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