ANGA SU PROSSIMO TRIENNIO l INIZIATIVE NEI PENITENZIARI l PISCICOLTORI E PESCATORI ASSIEME l SAVE BAG API E FILATELIA l AGRICOLTURA IN TV l SINERGIE CON CONTOTERZISTI l NAPOLI DEL GUSTO l ENAPRA SKILLS4AGRI
L’EDITORIALE nnn
Priorità ed emergenze diverse, comune l’impegno
I
l nuovo anno ci pone davanti side importanti: il rilancio dell’occupazione, la valorizzazione delle iliere, la crescita di competitività, e poi ancora una P“C più orientata al mercato, gli investimenti per l’internazionalizzazione, la stabilità politica: tuto questo è prioritario per il nostro setore nel appena iniziato. Se quelle appena citate rappresentano le principali priorità, sia della nostra personale agenda, sia del sistema Paese in generale e l’impegno su questi fronti deve restare costante , d’altro canto in questo momento c’è un’emergenza - che sta assumendo purtroppo trati sempre più drammatici – che richiede una corsia preferenziale di interventi, soccorsi e provvedimenti. Parliamo dell’eccezionale ondata di freddo al centro e al sud Italia. Le conseguenze più drammatiche riguardano le regioni già colpite dal terremoto ad agosto, ad otobre e purtroppo, di nuovo, il gennaio scorso. Siamo di fronte ad una situazione drammatica anche per tuti quegli allevatori che hanno il bestiame all’aperto o in struture ormai inagibili. Molti capi di bestiame stanno morendo e le scorte di foraggio si stanno esaurendo. Non è ancora possibile quantiicare danni e perdite, perché l’emergenza continua. Ma solo dopo il sisma del agosto erano stati quantiicati già danni per miliardi e milioni di euro, per i quali era stata chiesta a novembre l’ativazione del Fondo di Solidarietà europeo. Ora ciò che preme di più è l’assistenza agli abitanti di “bruzzo, Lazio, Marche ed Umbria. Occorrono interventi immediati e straordinari per non lasciare persone o animali all’aperto a temperature polari. E’ necessario superare i cavilli burocratici e snellire il più possibile le procedure, che inora hanno ostacolato non poco gli interventi, inanche la fornitura dei moduli abitativi per gli sfollati e delle tensostruture per il bestiame. Come Confagricoltura, insieme anche alle altre sigle di “grinsieme, oltre a diverse raccolte fondi e donazioni di cui siamo promotori - in primo luogo quello della Onlus del Sindacato Pensionati sempre in prima linea nelle iniziative di solidarietà abbiamo garantito, anche alla protezione civile, massima collaborazione. E i nostri agricoltori delle zone limitrofe a quelle colpite si sono ativati per dare sostegno, fornire ripari e mezzi. “bbiamo chiesto quindi lo stato di calamità naturale ed interventi tempestivi anche in prospetiva di una ripresa delle atività produtive, si spera non troppo lontana. Il premier Gentiloni ha chiesto a tuti - soccorritori, volontari, forze dell’ordine - di dare il massimo dell’impegno, senza risparmiarsi. Condividiamo pienamente questa richiesta e da parte nostra vi aderiamo totalmente. Perché non c’è investimento migliore in questo momento della solidarietà per i nostri colleghi e amici del centro Italia. Mario Guidi
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SOMMARIO L’EDITORIALE Priorità ed emergenze diverse, comune l’impegno Mario Guidi .... .... ... .... .... .... ... .... . 3
Il compleanno di Agrinsieme Gabriella Bechi ... .... .... ... .. ........ .. 27
APERTURA EUROPA Un Italiano a Strasburgo Gaetano Menna ... ... .... .... .... ... .... . 6 PRIMO PIANO IMPEGNO SOCIALE Un nuovo modello produttivo Elisabetta Tufarelli .. ... .... .... ... .... ... 8 Direttore responsabile Gabriella Bechi
FOCUS RISICOLTURA Stati generali del riso Anna Gagliardi .. .... .... ... .......... ... 40
Coordinatore responsabile Gaetano Menna
Ambasciatrice del made in Italy Alessandra Porro .. .... ... .... .. ....... .. 43
Editrice Sepe Presidente Diana Theodoli Pallini Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II 101, 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it Abbonamento annuo Testata associata all’USPI
Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n.33755000 Intestato a: Sepe - Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950
Seminiamo solidarietà Anna Gagliardi .... ... .... .... .... ... .... 14 Osservatorio sull’agrosociale Marco Berardo Di Stefano ... .... ... ... 17
ATTUALITÀ PRODOTTI Unione ittica Elisabetta Tufarelli .. .... ... ... ....... ... 46 ATTUALITÀ SOSTENIBILITÀ Cassetta postale per le api M.M. .... .... ... .... .... ... .... .. ....... .. 48 UNCAI NOTIZIE
Pubblicità
Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33 Edagricole - New Business Media srl Piazza Galileo Galilei 6, 40123 Bologna Tel. +39 051.6575.822 Fax +39 051.6575.853 pubblicita.edagricole@newbusinessmedia.it Uicio Traico Tel. +39 051.6575.842 impianti.edagricole@newbusinessmedia.it Stampa e difusione a cura di New Business Media srl Via Eritrea 21, 20157 Milano Stampa: Litorama spa - Milano
Rubriche Mappamondo Brexit . . . . . . . . . . . . . . . 38 Pria Cluster Agrifood . . . . . . . . . . . . . . 53
Un varco per il futuro Gabriella Bechi .... .... ... .... .... ... .... 20
@Confagricoltura
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Campi rosa Due domande a... . . . . . . 55 Organizzazione Bambù . . . . . . . . . . . . . 56
ATTUALITÀ RAPPRESENTANZA Efetto crescita Elisabetta Tufarelli .. ... .... .... ... .... .. 24 Confagricoltura
Enapra SKILLS4AGRI . . . . . . . . . . . . . . . 54
Over65 Soggiorno 2017 . . . . . . . . . . . . . 58 Agriturismo Cavazzone (NO) . . . . . . . 60
Confagricoltura Plus Un mondo di servizi esclusivi per le imprese di maggior rilievo
Nasce Confagricoltura Plus, la start up dedicata alle imprese di maggior rilievo. Consulenze, servizi specializzati e nuove opportunità di business per una cultura d’impresa sempre più qualificata e vicina alle esigenze delle grandi aziende. Da oggi fare impresa non è più un’impresa. www.confagricoltura.it
APERTURA EUROPA
Antonio Tajani, alla guida del Parlamento europeo, saprà cogestire temi scottanti, dalla Brexit alla globalizzazione vista da Donald Trump
Un italiano a Strasburgo
di Gaetano Menna
C
onfagricoltura ha espresso la propria soddisfazione per l’elezione di Antonio Tajani a presidente dell’Europarlamento, avvenuta nella serata del 17 gennaio 2017. Politico di lungo corso è a Strasburgo e Bruxelles dal 1994. Dal 2008 al 2010 ha ricoperto l’incarico di vicepresidente della Commissione europea, con delega ai trasporti; dal 2010 al 2014 è stato vicepresidente della Commissione europea, con delega all’industria e all’imprenditoria; dal 2014 a gennaio 2017 vicepresidente del Parlamento europeo. La sua elezione a presidente dell’assemblea parlamentare premia – come ha scritto “Il Sole 24 Ore”, «un abile tessitore di relazioni ed alleanze»;
Antonio Tajani
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e gratifica anche il nostro Paese che non esprimeva di fatto la presidenza dell’Europarlamento dall’introduzione del suffragio universale nel 1979 (ma va sottolineato - come ha fatto ad esempio il Corriere della Sera - che «la sua non è stata una candidatura di sistema-Paese ma frutto in primo luogo di un impegno personale»). Il Parlamento Europeo ha assunto, con il passare degli anni, un ruolo sempre più centrale nell’assetto istituzionale dell’Unione. Infatti il Trattato di Lisbona, con la codecisione, lo ha ormai pienamente integrato nel processo legislativo che riguarda anche i provvedimenti comunitari che interessano il settore agricolo. Il Centro studi sul federalismo (il think thank promosso dalla Compagnia di San Paolo e dalle Università
PRIMO PIANO IMPEGNO SOCIALE
Lo yogurt dei migranti Suleman Diara racconta l’esperienza di Barikamà, la cooperativa sociale di immigrati dal Mali premiata dalla Onlus del Sindacato Pensionati di Anna Gagliardi 10 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2017
B
arikamà nella lingua bambara del Mali significa “resistente”. Ed è di fatto una resistenza quella fatta da Suleman Diara, classe 1986, arrivato anni fa in Italia con un barcone partito dalla Libia alla ricerca di un lavoro e una vita migliore. Una volta qui, tuttavia, si trova di fronte a una realtà più dura e diversa da quella che appariva nelle immagini trasmesse
in Africa. Dorme in ricoveri di fortuna e ha un pasto quotidiano grazie alla Caritas, ma non si scoraggia e col tempo inizia a lavorare stagionalmente in campagna, sebbene le condizioni non siano affatto buone. Lavora nelle campagne di Rosarno, poi dalla Calabria si sposta a Roma, dove dorme per un po’ insieme agli altri africani nella stazione di Termini, lottando per avere un permesso di soggiorno per motivi umanita-
Yogurt ed ortaggi bio consegnati a domicilio rigorosamente in bici
Dal barcone alla coop: una storia esemplare di inclusione nella società
laborazione. In un’area di 140 ettari, tra campi di grano, vallate di foraggio, stalle, fienile e pollaio si trovano l’agriturismo, il ristorante, l’orto, l’allevamento di maiali e ovini allo stato brado e i laboratori di produzione artigianale lattiero-casearia, di insaccati, carni, conserve e pane. Dall’ottobre dello stesso anno Barikamà favorisce l’inclusione sociale e lavorativa anche di ragazzi italiani con problemi di autismo. Dai due fondatori, oggi Barikamà annovera sei soci africani e Mauro, italiano con un disagio di tipo autistico che si occupa della parte informatica e contabile. Il sito barikama.altervista.org e gli altri social sono perfettamente aggiornati e di facile lettura. Suleman è il legale rappresentante della cooperativa: ci ha raccontato in trasparenza la sua storia, che è appunto una storia di resistenza che ha portato col tempo ad avere delle soddisfazioni. “Lavoriamo settimanalmente oltre 200 litri di latte vaccino bio che compriamo da un’azienda di Amatrice per produrre lo yogurt – racconta Suleman –. Eravamo partiti con 15 litri. Il nostro lavoro è completamente artigianale e basato sui principi della sostenibilità, del
ri. Lo ottiene, ma è nella capitale senza lavoro, senza casa e senza la possibilità di aiutare i familiari rimasti in Africa. Suleman resiste, si dà da fare e con altri profughi fonda nel 2011 l’associazione di promozione sociale “Barikamà”, impegnata in un progetto di inserimento sociale attraverso la produzione e la vendita di yogurt e ortaggi. Nel 2014 Barikamà diventa una cooperativa sociale con sede operativa al Casale di Martignano, sull’omonimo lago vicino a Roma, dove si trovano il caseificio e l’orto di due ettari coltivato col metodo biologico. Con l’azienda agricola e agriturismo Casale di Martignano, dei fratelli Aurelio e Andrea Ferrazza, nasce immediata sintonia che si tramuta in una vera e propria colGENNAIO 2017 | MONDO AGRICOLO | 11
PRIMO PIANO IMPEGNO SOCIALE
rispetto dell’ambiente e ovviamente della qualità”. Lo yogurt e le verdure vengono venduti in parte in azienda, ma per lo più attraverso i gruppi di acquisto, i mercati romani di quartiere e le consegne a domicilio, effettuate tutte in bicicletta. I barattoli di vetro dello yogurt, inoltre, vengono recuperati, sterilizzati e riutilizzati. “Abbiamo imparato a parlare meglio l’Italiano, a leggerlo e scriverlo, abbiamo acquistato fiducia e siamo orgogliosi del nostro progetto con cui aiutiamo anche altri ragazzi in difficoltà”. Sul fronte comunicazione, Barikamà ha recentemente aperto un canale YouTube, oltre alla pagina Facebook con 3.500 like. Oggi Suleman e gli altri africani di Barikamà sono piccoli imprenditori perfettamente inseriti nel contesto sociale ed economico, al punto che hanno ottenuto dal Comune di Roma il permesso di gestire il chiosco del Parco Nemorense, che diventerà un punto ristoro, tavola fredda aperto tutti i giorni. Il recupero della struttura e del parco ha un alto valore sociale:
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Collaborazione tra migranti e disabili autistici per ridurre il disagio e l’isolamento
dopo una cattiva gestione era definitivamente destinato all’abbandono e al degrado. A fine gennaio Barikamà ha in programma una giornata di pulizia generale aperta a chi ha piacere di partecipare al recupero di quest’area verde; quindi, con la primavera, il chiosco bar entrerà a regime. “Il benessere e la motivazione dei partecipanti al progetto sono per noi di vitale importanza e alla base della buona riuscita delle attività – conclude Suleman -. Sappiamo quanto le differenze culturali possano inficiare a livello comunicativo, soprattutto se si ha a che fare con persone con disabilità, pertanto adoperiamo costantemente degli accorgimenti di monitoraggio per valutare l’efficacia delle nostre attività. Faremo anche presentazioni del progetto dal vivo, con racconti, foto, video, laboratori e assaggi sia nel nuovo chiosco al parco, sia al nnn Casale di Martignano”.
PRIMO PIANO IMPEGNO SOCIALE
Seminiamo solidarietà
Oltre 3000 realtà impegnate per i migranti, i disabili, gli anziani, i più giovani, l’ambiente ed il recupero di cultivar dimenticate. Agroterapie, gestione degli orti, fattorie didattiche e tanto coinvolgimento di Anna Gagliardi
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C’
è un’Italia che non ha voce, ma ha forza, tenacia e cuore. Che non fa notizia se non quando i media cercano sipari buonisti. Lo spaccato che emerge dai 107 progetti presentati al bando “Coltiviamo agricoltura sociale” scopre un mondo di mille sfaccettature e un fil rouge: l’agricoltura. Dal Nord al Sud sono infatti le aziende agricole al centro dei progetti che coniugano solidarietà e impresa nell’ambito dei binari stabiliti dalla legge 141/2015 sull’agricoltura sociale. Molte realtà sono già rodate, interagiscono con il sistema e il territorio, altre si affacciano ora su questo panorama complesso che Confagricoltura ha saputo intercettare come ulteriore opportunità attivando tra l’altro, con gli altri partner, il bando di 50.000 euro per il migliore progetto
selezionato dal popolo del web nella prima fase e dalla giuria di esperti in quella finale.Le esperienze coinvolgono le cosiddette fasce deboli della società: dai portatori di handicap ai rifugiati, dai minori in comunità agli anziani, fino dai detenuti. Impossibile citare tutte le candidature, ma si possono consultare ancora sul sito www. coltiviamoagricolturasociale.it insieme alla classifica dei finalisti e al vincitore. Molti progetti hanno caratteristiche comuni, a dimostrazione che non esistono solidarietà e sostenibilità differenti secondo la latitudine, ma ognuno è diverso dall’altro perché fortemente legato al territorio, al contesto sociale e alle sue evoluzioni.In Puglia il progetto “PENSieri” di San Nazario, in provincia di Foggia, racconta quanto avviene in un parco di 90 ettari di ulivi secolari, dove la sede della Comunità alloggio dell’ASP Zaccagnino accoglie minori dai 15
I progetti di impegno sociale sono variegati, perché legati al territorio ed al contesto sociale vorare all’aperto, seguire i cicli biologici della natura e prendersi cura di sé e del miglioramento ambientale. A Latina l’impresa agricola Baggio con “Terracqua” vuole coinvolgere ragazzi disagiati in attività realizzabili all’interno di piccoli spazi aziendali in cui ospitare un impianto per allevare pesci e piante da frutto utilizzando l’acqua come mezzo di collegamento. Questo consentirebbe non solo di sviluppare tematiche legate alle produzioni agricole e zootecniche, ma anche di discutere temi relativi all’uso consapevole della risorsa. Si parla anche di lotta biologica con l’uso dei pesci quali mezzo per eliminare le larve, così come era stato fatto decenni fa nel territorio pontino e che oggi è stato riscoperto in numerose zone d’Italia.A Bologna, dopo
Laboratorio su anziani, demenza e alzheimer. Conduzioni agricole e immobiliari a Terranova dei Passerini (Lodi)
mesi ai 18 anni di età. Il progetto si basa sull’incontro generazionale tra agricoltori anziani in pensione del Gargano e gli ospiti della Comunità, sotto la guida dell’équipe multidisciplinare dell’associazione S.U.D. (Solo Uguali Diritti) e grazie alla collaborazione dell’azienda agricola Fratta. Gli ospiti della comunità sperimentano servizi socio-educativi innovativi avvicinandosi al mondo agricolo e curando l’orto di aiuto, l’uliveto e gli animali con percorsi strutturati terapeutico-educativi insieme agli agricoltori anziani che tornano ad avere un ruolo attivo insegnando un mestiere.Anche in Lombardia, a Lodi, il progetto “Le Cascine – lab Demenza e Alzheimer” si rivolge agli anziani, popolazione in aumento e spesso in stato di abbandono, ancor di più se con problemi di Alzheimer. A Livorno “Radici sociali negli orti del Forte” offre ai detenuti l’opportunità di laGENNAIO 2017 | MONDO AGRICOLO | 15
PRIMO PIANO IMPEGNO SOCIALE
Tartarughe in transizione: progetto per portatori di handicap che non si arrendono. Seacoop, a Toscanella di Dozza (Bologna)
l’esperienza degli “Orti Solidali Naturali” e del “Pollaio sociale”, si vuole ulteriormente sviluppare un luogo di agricoltura permanente all’interno di un centro occupazionale per disabili. Il progetto, denominato “Tartaruga…luogo in transizione” permetterebbe alle persone con handicap di deambulazione di muoversi in autonomia tra gli orti appositamente rialzati e di partecipare alle iniziative di formazione sulle coltivazioni biologiche e sinergiche, a quelle pedagogiche con l’ortoterapia e alle attività correlate all’agricoltura. Il tutto è nato dalla sinergia tra l’azienda agricola Dardi e la cooperativa sociale Seacoop. In Liguria, nell’immediato entroterra di La Spezia, il progetto “Campus Agrisociale Sant’Anna in life” della Cooperativa Sant’Anna rappresenta il tentativo di creare nuovi elementi di relazione, in grado di rige16 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2017
giovani disabili. L’obiettivo è di permettere alle persone diversamente abili, grazie al supporto di professionisti e al coinvolgimento di numerosi attori locali, di divenire essi stessi protagonisti delle azioni educative, presentando a bambini e ragazzi non disabili i prodotti della terra, le peculiarità del territorio ibleo, le tradizioni agricole e culinarie, promuovendo la sana alimentazione e la dieta mediterranea.Questi sono alcuni esempi di modelli di welfare che sviluppano il concetto di agricoltura multifunzionale toccando le corde di altre sensibilità e comparti. Una realtà in crescita, capace di generare profitto, oltre che benessere sociale. Secondo le stime della Rete delle FatSi coniugano impegno sociale, torie Sociali, con cui Confagricoltura welfare, attenzione alle fasce ha stretto un accordo che va oltre il deboli, multifunzionalità bando, sono almeno tremila le fattorie sociali sul territorio nazionale, che nerare una rete sociale esistente, ma coinvolgono circa trentamila personnn stanca e ripiegata su stessa dai pro- ne. blemi che sempre più spingono verso l’isolamento della persona, sia essa anziana, disabile o semplicemente a Le fasi della vita. bassa propensione relazionale.A RaProgetto “PENSieri”. gusa “Mediterranea…mente” è il proAzienda Agricola Fratta Vincenzo getto di realizzazione di una fattoria a San Nazario (Foggia) didattica gestita in prima persona da
PRIMO PIANO IMPEGNO SOCIALE
Osservatorio fondamentale per definire norme attuative e per armonica attività istituzionale bliche in materia di agricoltura sociale, con particolare riferimento a criteri omogenei per il riconoscimento delle imprese e per il monitoraggio e la valutazione delle attività di agricoltura sociale, alla semplificazione delle procedure amministrative, predisposizione di strumenti di assistenza tecnica,di formazione e di sostegno per le imprese, definizione di percorsi formativi riconosciuti, inquadramento di modelli efficaci, messa a punto di contratti tipo tra imprese e pubblica amministrazione. E ancora, monitoraggio ed elaborazione delle informazioni sulla presenza e sullo sviluppo delle attività di agricoltura sociale nel territorio nazionale, anche al fine di facilitare la diffusione delle buone pratiche; raccolta e valutazione coordinata delle ricerche concernenti l’efficacia delle pratiche di agricoltura sociale e loro inserimento nella rete dei servizi territoriali; proposta di iniziative finalizzate al coordinamento e alla migliore integrazione dell’agricoltura sociale nelle politiche di coesione e di sviluppo rurale; pro-
Marco Berardo Di Stefano
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mozione di azioni di comunicazione e di animazione territoriale finalizzate al supporto delle iniziative delle Regioni e degli enti locali.L’Osservatorio cura il coordinamento della sua attività con quella degli analoghi organismi istituiti presso le Regioni in materia di agricoltura sociale. È nominato con decreto del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali ed è composto da cinque rappresentanti delle amministrazioni dello Stato, designati rispettivamente dai ministri delle Politiche agricole alimentari e forestali, del Lavoro e delle Politiche sociali, dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, della Salute e della Giustizia; cinque rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano; due rappresentanti delle Organizzazioni professionali agricole
7 dicembre 2000, n. 383, designati dall’Osservatorio nazionale dell’associazionismo di cui all’articolo 11 della medesima legge n. 383; due rappresentanti delle Organizzazioni della cooperazione, designati dalle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo maggiormente rappresentative. L’insediamento dell’Osservatorio è molto atteso. Infatti, con la sua attività potrà svolgere un ruolo importante nello sviluppo dell’agricoltura sociale, in particolare per quanto riguarda: la stesura dei decreti attuativi; l’armonizzazione dell’attività istituzionale sul tema dell’agricoltura sociale, sia a livello nazionale, sia regionale; l’attività di monitoraggio sulle attività e gli effetti dell’agricoltura sociale sul sistema Paese; la creazione di un marchio nazionale dell’agricoltura sociale. Sarà, inoltre, uno stimolo importante a liberare le risorse che possono essere messe a disposizione su questo te ma. nnn
Un’unica risposta ai bisogni di disabili e profughi. Fattoria sociale La Mattonaia a Monteriggioni (Siena) Fattoria didattica e orto gestito da ragazzi rifugiati. Cooperativa agricola Riparo ad Anzio (Roma)
maggiormente rappresentative a livello nazionale, designati dalle Organizzazioni medesime; due rappresentanti delle reti nazionali di agricoltura sociale, designati dalle reti medesime; due rappresentanti delle organizzazioni del terzo settore maggiormente rappresentative a livello nazionale, designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e individuati nell’ambito degli operatori già attivi nel territorio nel settore dell’agricoltura sociale; due rappresentanti delle associazioni di promozione sociale con riferimenti statutari all’ambito agricolo iscritte nel registro nazionale previsto dalla legge GENNAIO 2017 | MONDO AGRICOLO | 19
La prima ad entrare nelle carceri è stata la Federazione Apicoltori. Ora previste tante iniziative
riale attraverso l’introduzione o il potenziamento delle filiere produttive con caratteristiche ecocompatibili; favorire la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti derivati dall’attività lavorativa dei detenuti; accedere alla disciplina ai fondi comunitari e nazionali. Per la realizzazione di queste iniziative Confagricoltura si impegna a mettere a disposizione la propria esperienza e professionalità, sviluppando percorsi che possono coinvolgere direttamente le aziende agricole interessate, anche attraverso la stipula di comodati d’uso gratui-
Coltivazione in serra presso il carcere di Quarto (Asti)
to; prestando, inoltre, assistenza nei campi legale, fiscale, previdenziale, tecnico-economico e fornendo la sua collaborazione attraverso il proprio ente di formazione Enapra. In seguito a questo accordo molte le iniziative che si sono sviluppate in ogni parte d’Italia. In Puglia, grazie al progetto di Confagricoltura Taranto e Casa circondariale Carmelo Magli, due ettari
di terra incolti sono stati trasformati in un’azienda agricola modello, dove un gruppo di detenuti coltiva e raccoglie canapa industriale. Sempre all’interno della cinta dell’istituto di pena è nata poi un’altra azienda agricola dove si producono ortaggi e frutta biologica. In Piemonte, Confagricoltura Asti sta portando avanti, sotto l’egida di “Aspaglio”, il progetto “Asini si nasce… e io lo nakkui”, nel carcere di Quarto, che prevede corsi di formazione teoricopratico sull’agricoltura sociale e di interventi assistiti con animali riservati a detenuti. L’Asinergia, inoltre, fattoria sociale e didattica associata, con il progetto “Oltre il giardino”, gestisce l’orto, il frutteto di antiche cultivar e le arnie collocati all’interno del carcere, impiegando quattro lavoratori detenuti. E da quest’anno i prodotti ottenuti potranno essere venduti anche all’interno della struttura penitenziaria. Confagricoltura Cosenza ha aperto uno sportello di assistenza fiscale e patronato a titolo gratuito per i detenuti e i loro familiari nella casa circondariale “Sergio Cosmai”. Confagricoltura Salerno ha realizzato invece il progetto “Trapetum”, che mette in collegamento il carcere della città con l’attività produttiva agricola del territorio tramite strumenti concreti di intervento: la produzione di ceramiche, il laboratorio artigianale interno e l’attività agricola esterna per alcuni gruppi di detenuti, la commercializzazione dei prodotti realizzati a marchio. Nel Lazio, la “Fattoria solidale del Circeo”, socia di Confagricoltura Latina, sta portando avanti il progetto “Orto in Rems”, in collaborazione con la Residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria (REMS), struttura gestita dalla Asl in collaborazione con il ministero della Giustizia, che ospita persone con disabilità psichiche che abbiano commesso reati. Il progetto prevede una prima fase di formazione all’interno della struttura e una seconda, pratica, di acquisizione delle tecniche di coltivazione, in GENNAIO 2017 | MONDO AGRICOLO | 21
PRIMO PIANO IMPEGNO SOCIALE
Imparare il mestiere agricolo. L’agricoltura come occasione di reinserimento nella società azienda. Confagricoltura Frosinone svolge assistenza fiscale e di patronato per i detenuti del carcere cittadino. Confagricoltura Nuoro ha presentato un progetto, in attesa di approvazione da parte della Cassa Ammende, per la realizzazione di un vigneto su un terreno di 3 ettari di proprietà del carcere di Badu’ e Carros, adiacente alla struttura. Il vigneto dovrebbe essere impiantato e gestito fino alla fase dell’imbottigliamento da un’azienda vitivinicola associata, con il lavoro dei detenuti selezionati, adeguatamente formati attraverso corsi di gestione del vigneto. In Toscana Confagricoltura Livorno ha in corso un progetto con l’isola carceraria di Gorgona per la lavorazione dei terreni agricoli, con
Apiario Fai presso la casa circondariale di Alba (Cuneo)
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l’impiego dei detenuti. Due ettari di vigneti sono gestiti dall’azienda Frescobaldi. Oliveti, seminativi, allevamenti di ovini e caprini vengono invece coltivati con l’assistenza tecnica dell’Organizzazione di Livorno, che guarda con interesse ad eventuali forme di collaborazione anche con l’isola di Pianosa, di pertinenza del ministero della Giustizia (dove il carcere è chiuso, ma che potrebbe essere coltivata
Vittorio Frescobaldi. Il suo gruppo gestisce il vigneto dell’isola carceraria di Gorgona
per fornire foraggi agli allevamenti di Gorgona) e con il carcere di Porto Azzurro, che dispone di migliaia di oliveti e diversi ettari di antichi vigneti nnn di Aleatico.
Raffaele Maiorano, all’assemblea dei Giovani Agricoltori, fa il punto sull’impegno svolto e traccia le linee del prossimo triennio di Elisabetta Tufarelli
L’
assemblea di fine anno è stata l’occasione, per il presidente dei Giovani di Confagricoltura, di fare un bilancio del tempo fin qui trascorso e di tracciare le linee di sviluppo dell’Associazione per il prossimo triennio. ”Finora – ha osservato Raffaele Maiorano nella sua relazione - abbiamo lavorato in modo intenso per rinvigorire l’Anga e lo spirito di appartenenza dei tanti giovani già associati o potenziali soci, attraverso progetti mirati a livello nazionale e sul territorio. Abbiamo, proprio come si fa in agricoltura, prima seminato, concimato e diradato. Ora, dopo aver selezionato, stiamo per raccogliere”. Ha riepilogato la scelta del comitato di presidenza di continuare ad allargare le deleghe, ha fatto il punto sullo stato dell’arte e ha spiegato come verrà attuato il programma sui diversi settori, in linea e di supporto con i lavori svolti dai diversi comparti. “Il nostro obiettivo – ha detto - è ampliare la nostra base associativa, coinvolgendo sempre di più i giovani imprenditori, i neo presidenti, anche decidendo insieme le diverse attività da porre in essere”. Non poteva mancare, nell’ampia relazione, mettere in evidenza il tema della crescita e il risultato degli ultimi interregionali.“Abbiamo deciso di procedere per step e per gradi – ha ricordato –.Per centrare questo obiettivo ci siamo avvalsi della collaborazione professionale, in particolare negli incontri avviati al Centro e al Nord, di due facilitatori che han-
Con “#filiereintelligenti” le imprese puntano a partnership trasversali no aiutato ad individuare e costruire i progetti che sono stati poi portati in Comitato. Ma non solo. Il loro apporto ha contribuito a ‘mediare’ per ridurre i conflitti ed aumentare il coinvolgimento, l’impegno e la partecipazione, incoraggiando l’analisi e portando alla soluzione degli eventuali problemi”. L’intervento puntuale di Maiorano ha anche ricordato come il comitato
Giulia Alessandri, presidente Anga Parma
di presidenza abbia valutato positivamente tutti i progetti che, in qualche modo, possono essere considerati un risultato evolutivo delle ‘Filiere Intelligenti’ e a questo proposito ha anticipato che, nel maggio 2018, si ipotizza la conclusione del programma con un grande evento di chiusura.“Sono e siamo tutti convinti – ha precisato il presidente dei giovani di Confagricoltura GENNAIO 2017 | MONDO AGRICOLO | 25
ATTUALITà RAPPRESENTANZA
– che il primario non sia secondario a nessuno. Certamente, però, occorre lavorare per eliminare tutti quei passaggi che snaturano la nostra agricoltura, rendendola in qualche modo ‘dipendente’. Ci siamo impegnati per dialogare sullo stesso piano e in modo diretto con coloro che lavorano il prodotto, completando il processo, ma c’è ancora da proseguire su questa via”. Raffaele Maiorano ha sottolineato che si è partiti dall’assunto che nessun settore può rimanere isolato a discutere concetti e questioni che riguardino l’agricoltura del futuro. “Da qui – ha spiegato - siamo partiti per organizzare #filiereintelligenti, convinti che esclusivamente la partnership trasversale tra mondi imprenditoriali, della ricerca, della formazione e delle
Maria Concetta Raimondo, presidente Anga Molise
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Maiorano: «Il primario non è secondario. Serve agrindipendenza» Istituzioni permetterà di uscire dagli stretti confini delle discipline e delle singole specializzazioni per crescere tutti”. In un certo senso i giovani di Confagricoltura propongono una forma sviluppata del contratto di rete, allargando il coinvolgimento a soggetti molto diversi tra loro, con l’obiettivo di mettere la filiera al centro e l’intelligenza in ogni passaggio. Maiorano si è soffermato a lungo sul sistema di deleghe strutturato, che prevede riscontri puntuali e precisi, ma anche rapporti di filiera esterni che consentano di dialogare e avviare attività con i diversi attori”. Il presidente dei giovani ha proseguito la sua relazione approfondendo anche il legame tra l’associazione imprenditoriale, la crescita e le opportunità: “Ci troviamo come
imprenditori e come associazione ad operare in campi sempre più complessi e che mutano costantemente – ha concluso –. Ci tocca quindi trovare nuove soluzioni, che da un lato sostengano il nostro impegno nelle aziende e nell’associazione, dall’altro ci facciano crescere. Dobbiamo diventare protagonisti del territorio in cui operiamo, non soffermandoci solo sul binomio comando/controllo, non restare chiusi nelle nostre aziende, ma aprirci al nuovo. Occorre pretendere che la pubblica amministrazione lavori in modo diverso, ma non dobbiamo nemmeno piangerci addosso. Saremo anche noi a determinare il futuro del nostro settore e delle nostre imprese, attraverso innovazione e cambiamento, che definisco le nuove parole d’ordine. Va infine ricordato che la collaborazione è alla base di tutti i nuovi sviluppi e che è proprio la nostra associazione a dare opportunità di crescita personale, ma soprattutto imprennnn ditoriale”.
ATTUALITà RAPPRESENTANZA
da destra: Guidi, Mercuri, Scanavino e Verrascina
Il compleanno di Agrinsieme Quattro anni di sinergie tra Confagri, Cia, Copagri e Alleanza Cooperative. Giorgio Mercuri nuovo coordinatore di Gabriella Bechi
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l 9 gennaio 2017 Agrinsieme ha compiuto quattro anni. E il giorno del suo compleanno è stato l’occasione per riaffermare il ruolo di primo piano nel panorama della rappresentanza agricola del nostro Paese e dare avvio ad una nuova fase di consolidamento. Giorgio Mercuri, presidente di Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, è il nuovo coordinatore, che prende
il posto di Dino Scanavino, presidente della Cia, nel terzo passaggio di consegne dell’aggregazione economica tra Confagricoltura, Cia, Copagri e Alleanza Cooperative Agroalimentari. “Quello che abbiamo fatto in questi quattro anni è stato un lungo percorso di costruzione e di condivisione - ha
detto Scanavino - per arrivare, attraverso il dialogo e il confronto, stemperando le proprie individualità, ad un progetto comune. Un progetto utile al sistema, agli agricoltori e alle cooperative, e non a noi stessi”.“Siamo qui per rappresentare le nostre imprese e non le organizzazioni – ha detto Mercuri - convinti che piccoli e divisi si affrontino peggio i problemi. Noi di Agrinsieme siamo convinti che ci sia bisogno di far squadra con tutta la filiera: con il mondo industriale, anche attraverso un dialogo già aperto con Federalimentare, e con le organizzazioni di rappresentanza del mondo del lavoro, in un Paese che può supportare meglio la sana imprenditoria, se avrà la stabilità politica che auspichiamo”. “In quattro anni ci siamo confrontati con quattro governi - ha lamentato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi –. Ma sono stati anni importanti per Agrinsieme che oggi, superata la fase di rodaggio, mi sento di dire che ha raggiunto la sua maturità. Le istituzioni hanno apprezzato il nostro stare insieme e questo ha portato risultati concreti anche nel 2016, sia dal punto di vista fiscale, sia della semplificazione burocratica, e il 2017 sarà un anno importante per favorire la crescita delle imprese, che è il nostro obiettivo prioritario. Ci concentreremo sui grandi temi, sentendoci liberi di esprimerci singolarmente su alcune questioni. Quello che serve ora è un sistema-Paese che non sia percepito come un nemico. In una fase in cui tutta la rappresentanza è impegnata a ripensare la propria collocazione, Agrinsieme conferma e rafforza una comunanza di intenti e di lavoro tra soggetti che rappresentano l’intera filiera e che vogliono trovare nuovi modelli di sviluppo rispetto alle sfide del mercato: dalla produzione alla trasformazione, alla commercializzazione”. Il presidente di Fedagri Verrascina ha ricordato il ruolo importante che Agrinsieme ha avuto sul territorio, a livello regionale, nei rapporti con la pubblica amministrazione.“Un ruolo – ha detto – che va rafforzato perché la politica agricola non si decide solo a Roma e a Bruxelles, ma anche nelle singole Rennn gioni”. GENNAIO 2017 | MONDO AGRICOLO | 27
ATTUALITà RAPPRESENTANZA
Manifesto 2017 L’impegno di Agrinsieme sui grandi temi agricoli dell’anno appena iniziato
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l nuovo coordinatore Giorgio Mercuri, ha presentato alla stampa il “Manifesto 2017” di Agrinsieme sui temi di lavoro, Europa e Pac, export e import, semplificazione burocratica, competitività e sviluppo.
LAVORO - Lo strumento dei voucher è di valido ausilio all’emersione del lavoro sommerso ed è di difficile strumentalizzazione: in questo senso il suo utilizzo va confermato. Ma, al di là dei voucher, l’impresa agricola ha altre esigenze, ben più serie, a partire da una flessibilità strutturata per tutte quelle tipologie di attività che non richiedono specializzazione, ma che sono indispensabili visto l’ineliminabile andamento ciclico delle produzioni agricole. In aggiunta vanno sviluppate misure che incrocino la domanda e l’offerta di lavoro, anche attraverso il ruolo della filiera cooperativa. Sulla questione del caporalato Agrinsieme ha appoggiato e continuerà a sostenere ogni iniziativa finalizzata a combattere lo sfruttamento della manodopera in agricoltura e, più in generale, qualsiasi fenomeno di lavoro irregolare che si traduca anche in concorrenza sleale verso quelle imprese che operano nella legalità. Purtroppo gli sforzi del Legislatore sono stati in parte vanificati dai nuovi articoli che regolamentano il reato di sfrut28 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2017
tamento. Questi “indici” presentano incertezze applicative che rischiano di paralizzare realtà produttive sane, anche in presenza di errori puramente formali o vizi di lieve entità. A questo proposito Agrinsieme si impegna a chiedere la revisione e la massima chiarezza della norma soprattutto nella fase applicativa. EUROPA - Agrinsieme proseguirà a lavorare per orientare la politica europea verso le esigenze dell’economia reale, del sistema delle imprese, dell’occupazione e di una nuova politica sociale. La Pac post 2020 non solo dovrà confermare un budget adeguato, ma dovrà essere caratterizzata da una forte discontinuità con il passato. Occorre una nuova valutazione dei pagamenti disaccoppiati che rischiano di sovracompensare gli agricoltori nelle fasi positive degli scambi e di non compensarli adeguatamente nei momenti di crisi. La nuova Pac dovrà favorire l’innovazione, l’aggregazione, il legame
ATTUALITà PRODOTTI
Napoli del gusto Corner di Confagri Campania al polo agroalimentare “Eccellenze campane” con prodotti di altissima qualità di Gabriella Bechi
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e “Eccellenze Campane” riunite in un unico polo agroalimentare, al centro di Napoli. È il progetto di Paolo Scudieri, patron del gruppo Adler, inaugurato nella città partenopea, a via Brin, nel gennaio del 2014, che oggi è diventato a pieno titolo un punto di riferimento per la città e per chi è impegnato nel comparto agroalimentare.Il progetto nasce con l’obiettivo di promuovere e valorizzare le eccellenze agroalimentari direttamente dal produttore al consumatore, nella logica della filiera corta, concentrando in un’unica struttura le migliori produzioni regionali. Ma è
anche un nuovo concept store che sarà esteso anche ad altre città e che consentirà di distribuire, attraverso una rete di hub, i prodotti d’eccellenza del made in Campania. Il format è quello del mercato cittadino, in grande auge in questo momento in tutto il mondo, che prende ispirazione dai mercati spagnoli (da quello di San Miguel a Madrid in particolare), ristrutturati da famosi architetti, dove accanto ai banchi per la vendita, trovano posto punti di ristoro monotematici di ogni genere. Come, in Italia, il mercato di San Lorenzo a Firenze, Eataly, il recentemente inaugurato Mercato Centrale della Stazione Termini a Roma.Nel moderno spazio cittadi-
Paolo Scudieri con il pizzaiolo Guglielmo Vuolo
no napoletano è presente anche Confagricoltura, con un proprio corner dove è possibile trovare il meglio delle aziende associate. L’operazione, frutto di accordo nazionale, intende portare a Napoli le eccellenze agroalimentari anche di altre regioni d’Italia, attraverso l’organizzazione di eventi dedicati a specifici prodotti,come quello sull’olio extravergine d’oliva in programmazione. La struttura ospita rinomate aree di vendita e degustazione: il panificio,
Alla cittadella del sapore oltre 1,5 milioni di visite nei primi due anni il birrificio di Maneba, il pastificio “E’ maccarune e’ Napule”, il caseificio, la macelleria, la braceria e la salumeria di Sabatino Cillo,la torrefazione di Kenon, la pizzeria di Guglielmo Vuolo, la friggitoria di Doctor’s Fried, la frutteria, la pasticceria, la cioccolateria e la gelateria Del Gallo, il ristorante di Vico Sorbo di Finestra Verde.A queste realtà si affianca una schiera di piccole aziende che offrono prodotti di altissima qualità: dalle alici di Cetara, alle noci di Sorren-
to. A due anni dalla sua apertura, “Eccellenze Campane” ha registrato oltre 1,5 milioni di visitatori e circa 665 mila specialità made in Campania prodotte, 100 mila pizze e 70 mila panuozzi sfornati, oltre 400 mila caffè e 95 mila sfogliatelle servite. Solo per fare qualche esempio. All’interno della struttura è possibile, oltre ad acquistare e degustare i prodotti della tradizione culinaria campana, partecipare a percorsi formativi, ospitati nell’Aula Magna (ribattezzata “Aula Magnà”), il luogo dedicato all’informazione, all’educazione, alla cultura, all’organizzazione di eventi e congressi. Qui vengono effettuati anche corsi di cucina, grazie all’ausilio di una struttura mobile, degustazioni, didattica per bambini, visite guidate durante le quali viene illustrata la lavorazione dei prodotti tipici, come la mozzarella, la pasta, la pizza, il panuozzo, il pane. È attivo anche il servizio d’asporto cittadino, grazie al quale è possibile ricevere i prodotti di “Eccellenze Campane” in qualsiasi luogo. La consegna è effettuata con macchine elettriche, sostenibili al 100%, per offrire sempre prodotti locali che creino valore per il territorio. Alla sede di via Brin, da settembre 2015, si è aggiunta “Eccellenze Campane Mare”, una struttura di circa 200 metri situata nel salotto di Napoli: il lungomare di via Partenope, con vista su Capri e Posillipo, il cui logo è caratterizzato da una stella marina,a ricordare le bellezze del nnn Golfo.
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ATTUALITà PRODOTTI
Oli in passerella Mercoledì 1 febbraio si aprono le iscrizioni al concorso “Domina International Olive Oil Contest”. In collaborazione con Confagricoltura
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l gruppo alberghiero Domina, in collaborazione con Confagricoltura, Unasco e OP Confoliva, organizza la seconda edizione di D-IOOC Domina International Olive Oil Contest, un concorso internazionale riservato ai produttori di olio extravergine di oliva che lo scorso anno, al suo esordio, ha destato l’interesse del mondo oleario internazionale, distinguendosi per l’eccellenza dell’organizzazione, la professionalità dei 16 giudici internazionali e per la qualità degli oli in con-
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corso. Trecentoventinove i campioni partecipanti, provenienti da 21 Paesi produttori (per la prima volta anche Siria e Cina) e, secondo la WREVOO (World Ranking Extra Virgin Olive Oil), primo concorso in Italia e tra i primi cinque al mondo.La premiazione si svolgerà a Palermo, nella splendida cornice del Domina Zagarella Sicily, dal 4 al 7 maggio 2017, nel corso di un evento che offrirà ai produttori l’occasione di promuovere le proprie eccellenze olearie e che darà agli appassionati del settore l’opportunità di vivere da vicino l’ambiente del concorso: un percorso ricco di momenti formativi e ludici, cene tematiche, degustazioni guidate, un seminario sulla promozione dell’olio di oliva. Una edizione fortemente orientata alle opportunità di business per le aziende produttrici. Sul sito Domina IOOC verranno inserite le schede, con le informazioni tecniche commerciali di tutti produttori che hanno ottenuto premi e medaglie, che saranno presentati anche sulle pagine DIOOC di Facebook, Twitter, Instagram e Pinterest. Inoltre, tutti gli oli che hanno partecipato al DIOOC saranno inseriti in un’applicazione per Smartphone (Mobile APP) che ha di fatto creato un luogo vir-
tuale, vivace e attivo, dove produttori e consumatori possano incontrarsi, comunicare, scambiarsi pareri, consigli, suggerimenti e anche acquistare i propri oli preferiti, dovunque si trovino nel mondo.Gli oli che partecipano al DIOOC verranno, infine, inseriti in una speciale guida dedicata ai buyers che verrà distribuita durante le manifestazioni nazionali e internazionali. A cominciare da Milano, dove a TuttoFood, la fiera internazionale B2B dedicata al food & beverage, dall’ 8 al 11 maggio, verrà presentata e consegnata ai buyers la DIOOC Buyers Guide. Nello stand DIOOC i produttori potranno anche incontrare importatori e i grossisti italiani ed esteri, buyer GD/GDO nazionali ed internazionali e delle piccole e medie catene di distribuzione, rappresentanti del settore Horeca. A ottobre 2017 prima tappa internazionale in Germania per la presentazione dei produttori che hanno partecipato al DIOOC.L’apertura ufficiale dell’iscrizione e dell’invio dei campioni Oevo al concorso è l’1 febbraio 2017. Le iscrizioni si chiuderanno il 15 aprile 2017.Tutte le informazioni sul concorso e sulle modalità di iscrizioni sul sito www.domina-iooc. com. (G. B.)
MAPPAMONDO
di Jordan Nash
Il peso della Brexit sull’agricoltura britannica Ue potrebbero venir meno i cosiddetti contingenti Londra si interroga tariffari su 86 prodotti sul futuro del settore agricoli, che oggi vedono primario senza aumentati i dazi all’importazione una volta superata sovvenzioni una certa quota. Inoltre, europee e con la la perdita di manodopera dall’Unione europea danpreoccupazione neggerebbe le opportunità del freno all’export di raccolto dei produttori ortofrutticoli e potrebbe determinare l’uscita dal sistema di aiuti che ogni anno porta ben 50 miliardi di euro agli agricoltori di Sua Maestà.Anche il “Financial Times” ha sottolineato come la he succederà nelle decisione di lasciare l’Ue campagne della Gran Bretagna senza abbia creato incertezza in molti settori economici, a l’appoggio dell’Europa? Il quotidiano “The Guardian” partire proprio dalle campagne. L’agricoltura in UK ha fatto un’analisi dell’impatto sull’agricoltura. Secon- rappresenta lo 0,7% del Pil do l’autore del pezzo, tutto e circa l’1% del totale degli occupati.Toccherà al settodipenderà dalla politica re affrontare diverse sfide. Il agricola nazionale che potrebbe cogliere l’occasione primario dipende fortemente dalle esportazioni di dare una svolta positiva alla gestione degli habitat. È verso l’UE: circa il 95% deproprio l’agricoltura nazio- gli ovini va verso l’Europa. Se verranno imposti dazi nale – quarto mercato per reciproci, il Regno Unito destinazione dei prodotti potrebbe dover far fronte agricoli italiani - ad essere il settore che più soffrirà la a tariffe doganali il 30% più Brexit: innanzitutto perché alte. Inoltre, l’agricoltura è fortemente dipendente dai in sede di negoziati con la
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ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO NUOVA ZELANDA-COREA
Dazio zero per due terzi dell’export neozelandese in Corea del Sud. Il ministro del Commercio della Nuova Zelanda, Todd McClay, ha sottolineato come, proprio grazie al New Zealand-Korea Free Trade Agreement, sempre più aziende neozelandesi riescano a competere con successo all’interno del mercato coreano. L’accordo, firmato nel marzo 2015 ed entrato in vigore il 20 dicembre 2015, ha permesso – dopo un anno – un aumento, in particolare nel settore alimentare e bevande, pari al 16%. La Corea è il sesto mercato di export della Nuova Zelanda, con un valore di 1.5 miliardi di dollari neozelandesi. sussidi: circa 3,5 miliardi di dollari l’anno provengono dalla Pac e rappresentano il 55% dei redditi degli agricoltori. Il settore utilizza molti stagionali migranti e la sterlina debole ha causato un improvviso calo del numero di lavoratori. Servirebbe un piano per
permettere a quelli extraUE di operare in GB. Infine, i nuovi accordi commerciali con gli Stati non-Ue potrebbero portare ad una maggiore competizione da parte di Paesi con standard alimentari, di benessere animale e di protezione ambientale più bassi.
NELLO IOWA (USA) CRESCE LA SUINICOLTURA
Iowa (Usa) l’inventario dei suini allevati raggiunge il livello record di 22,4 milioni. l’United States Department of Agriculture ha sottolineato che il numero di scrofe e maiali nelle fattorie Iowa ha raggiunto un nuovo livello da primato. I capi allevati sono in crescita dell’1 per cento rispetto al trimestre precedente e
del 7 per cento rispetto a un anno fa. Iowa è lo stato leader americano nella produzione suina, seguito dal North Carolina (9,3 milioni di capi) Minnesota (8,3 milioni), dall’Illinois (5,1 milioni). A livello nazionale l’Usda ha calcolato 71,5 milioni di capi, con una crescita annua che si attesta sul 4%.
FOCUS RISICOLTURA
Ambasciatrice del made in Italy
All’attrice Lucilla Giagnoni il premio “Donne&Riso” per l’impegno teatrale diretto a far conoscere il cereale ed il suo territorio di Alessandra Porro
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omeriggio vivace domenica 15 gennaio al Teatro Civico di Vercelli, dove si è tenuta la XII edizione del premio «Donne&Riso», promosso dall’omonima associazione, nata per omaggiare le donne che hanno contribuito a divulgare la conoscenza e il consumo del cereale in Italia e all’estero. Presieduta da Natalia Bobba, l’associazione conta 80 imprenditrici, non solo vercellesi, da 20 anni impe-
gnate nel portare avanti la loro “mission” di comunicare la coltura e la cultura del riso. Ma anche portavoci del ruolo della donna nelle campagne, e della sua capacità di armonizzare gli impegni lavorativi con quelli legati alla famiglia. L’iniziativa, sostenuta da Ente Risi, Fondazione Crt, Fondazione Crv, Fondazione Bpn, ha avuto il patrocinio di Confagricoltura Vercelli Biella e diversi sponsor. Dopo Rosanna Lambertucci, Elisa Isoardi, Sonia Peronaci e Katia Ricciarelli e Samantha Cristoforetti, quest’anno il premio è andato a Lucilla Giagnoni, attrice e autrice di testi teatrali radiotelevisivi e cinematografici, testimonial in molte occasioni del riso italiano. Ha interpretato, tra i suoi spettacoli in teatro “Terre d’acqua”, liberamente tratto dal romanzo”In risaia” di Maria Antonietta Torriani, più nota come Marchesa Colombi. Con i suoi monologhi, la Giagnoni ha intervallato gli interventi dei relatori in modo vivace ed intelligente durante tutta la serata. Il direttore di Ente Risi Roberto Magnaghi ha introdotto gli ospiti: Luca Brusotto, conservatore del Museo Leone; Paolo Salvadori di Wiesenhoff, contitolare e conduttore dell’azienda
Natalia Bobba e Lucilla Giagnoni
agricola Principato di Lucedio; Antonio Finassi, agronomo e ricercatore del CNR; Vittorio Viora, presidente dell’Anbi Piemonte; Pier Emilio Calliera, agricoltore e scrittore di Carisio. Nei loro interventi i relatori, ognuno per la propria parte, hanno ripercorso un momento importante della storia della risicoltura, riaffermando ancora una volta quanto siano di qualità le produzioni italiane e le nostre imprese, che riescono a coniugare l’innovazione con la tradizione. Piero Rondolino, patron del Riso Acquerello, in collegamento dalla Tenuta Colombara di Livorno Ferraris, ha narrato le storie delle ‘mondariso’, con la ricostruzione dei luoghi dove vivevano la stagione della ‘monda’. E poi filmati e materiale iconografico di estrema bellezza, con una risicoltura prima nel mondo per eccellenza delle proprie produzioni, ma sempre più minacciata dalla concorrenza dei risi importati a dazio zero da Paesi che beneficiano del reginnn me preferenziale. GENNAIO 2017 | MONDO AGRICOLO | 43
temperatura e l’umidità ci consentono di realizzare ottimi risultati. Noi siamo specializzati nella produzione di riso da seme, di cui coltiviamo 13 varietà”. L’imprenditore è convinto dell’importanza della tradizione, ma con lo sguardo proiettato al futuro, rimanendo comunque vigile e attento alle esigenze del mercato che cambia. “Sono soddisfatto e fiero della mia attività – precisa - in una regione, la mia Sardegna, che proprio grazie al clima particolarmente mite e ai lavori delle bonifiche ha creato il territorio ideale per la coltivazione di questo cereale”. I fratelli Meli hanno anche avuto un’esperienza d’internazionalizzazione, in Venezuela. “Avevamo preso un’azienda di 1.300 ettari e facevamo due raccolti l’anno che, con il mercato libero, venivano esportati in Colombia. Poi – racconta – le condizioni sono purtroppo cambiate e, quattro anni fa, abbiamo deciso di venderla per concentrarci qui a casa nostra”. Le risaie sarde sono in una zona umida fra le più grandi d’Europa e la risicoltura regionale ha tutte le possibilità di creare valore aggiunto per gli operatori. “Oltre alle caratteristiche qualitative e organolettiche del nostro riso, molto apprezzato per la germinabilità anche se siamo ancora lontani dal riuscirlo a trasformare in un concreto volano economico – aggiunge - ci sono buo-
Nell’isola si coltiva in una zona umida fra le più grandi d’Europa ne prospettive commerciali”. Giampiero (46 anni), Massimiliano (44) ed Alessandro (43) raccolgono dai 75 agli 80 quintali ad ettaro e, in totale, poco più di 32.000, che prendono tutti la strada delle risaie del nord Italia. “Lavoriamo costantemente – continua Meli - per migliorare varietà e selezione. Quest’anno, ad esempio, abbiamo scelto di puntare sul Selenio, il leader dei risi tondi e abbiamo visto giusto. Certamente tra le nostre sfide principali continua ad esserci quella di dare un prodotto sempre migliore, perché tutto viene dal seme, ma anche riuscire a ridurre le spese, che incidono sulla nostra attività. Stare sull’isola, infatti, ci comporta 3 euro di trasporto a quintale per il riso e, nello stesso modo, siamo penalizzati per l’acquisto dei concimi; per non parlare dei costi dell’acqua”. Oltre al lavoro familiare dei fratelli, in particolare durante l’estate l’azienda si avvale della collaborazione di una trentina di persone, soprattutto studenti che, in questo modo, ‘arrotondano’ o si pagano le spese dell’Uninnn versità. GENNAIO 2017 | MONDO AGRICOLO | 45
nenti essenziali della dieta mediterranea, universalmente conosciuta per i suoi benefici. L’acquacoltura fornisce già la metà di tutto il pesce consumato, con una produzione media annuale di 65.000 tonnellate, una produzione lorda vendibile di 340 milioni di euro distribuita tra circa un migliaio di siti produttivi. In Italia si allevano 30 specie di pesci, molluschi e crostacei, anche se si è concentrati, prevalentemente su cinque specie. Ma se la domanda continua a crescere, la risposta del mercato, almeno per ora, non riesce a soddisfarla. Da noi quasi l’80% dei prodotti ittici consumati viene importato dall’estero. E se il livello di pesca non può assolutamente crescere, occorre attrezzarsi per riuscire a far fronte all’aumento della richiesta e, per salvare il pesce sulle tavole italiane, l’unica risposta possibile è l’acquacoltura. “Siamo convinti - ha continuato Salvador – che solo attraverso il confronto tra noi operatori potremo avviare quelle sinergie necessarie, fra i nostri due settori complementari, per riuscire a valorizzare sempre di più la filiera ittica nazionale”. Così, tra i risultati più importanti emersi nei workshop fin qui realizzati, ci sono la necessità di condividere le
Salvador: «L’ ottanta per cento del pesce consumato in Italia viene importato dall’estero» buone prassi di lavoro anche con l’obiettivo di garantire la qualità del prodotto finale, oltre alla creazione di un marchio collettivo della Pesca e Acquacoltura Sostenibile ‘made in Italy’. Tra l’altro l’Italia è un Paese costiero per eccellenza e riuscire ad utilizzare al meglio questi territori e queste comunità, che sono un patrimonio di conoscenza insostituibile e prezioso, è un’opportunità che va assolutamente colta. In definitiva, per l’Associazione dei piscicoltori di Confagricoltura e per Federpesca di Confindustria si tratta di riuscire a trovare, attraverso questo progetto, punti d’incontro e sinergie capaci di mettere le basi per costruire e permettere lo sviluppo di partnership di lungo termine, a tutto vantaggio della finnn liera ittica nazionale.
Il presidente di Api Salvador ed il direttore di Federpesca Giannini
allevato ha acquisito, attraverso gli anni, una leadership mondiale in fatto di sicurezza, qualità e tracciabilità. Uno tra i nostri successi, ad esempio, è la storionicoltura nazionale: siamo i primi produttori di caviale da acquacoltura al mondo. E ci posizioniamo ai vertici europei anche per la qualità delle nostre produzioni, per la loro varietà e per le tecniche utilizzate”. D’altronde va messo in evidenza che è proprio il pesce ad essere una delle compoGENNAIO 2017 | MONDO AGRICOLO | 47
Cirone: «I temi dell’Europa, della sostenibilità, dell’ape, hanno un unico filo conduttore» ministero delle Politiche agricole). Dal testo si evince come Spinola, sia stato il primo naturalista a studiare e descrivere l’ape autoctona italiana, evidenziandone le specifiche caratteristiche cromatiche, morfologiche, comportamentali e genetiche.I temi dell’Europa, dell’ambiente, dello sviluppo sostenibile, della salvaguardia dell’ape trovano così un unico filo conduttore ed una valenza simbolica non indifferente. «In più occasioni abbiamo denunciato che l’“Apis Mellifera Ligustica” è a rischio di estinzione – ha commentato Cirone -. L’ape è il simbolo dell’ambiente pulito, della biodiversità, di un’Europa più green; credo che Spinola avrebbe apprezzato che, in suo nome, si valorizzi la crescita rispettosa dell’habitat e quindi la tutela della stessa ape». (M. M.)
Raffaele Cirone allo “sportello” ilatelico di Poste italiane a Palazzo Della Valle
a 210 anni dalla sua scoperta dell’ape italiana (avvenuta nel 1806). Un annullo che prevede, nel timbro postale, proprio l’ape stilizzata.A Roma, a Palazzo Della Valle c’è stato, per una mattinata, il servizio per gli annulli filatelici di Poste Italiane. Per la Fai è stata realizzata una cartolina filatelica sulla quale è stato apposto il francobollo e su cui, a Palazzo Della Valle, si è proceduto all’annullo speciale per le celebrazioni nazionali dedicate a Spinola. Presente in loco, con il presidente della Fai Raffaele Cirone, anche la studiosa Livia Bianchini che ha curato, per conto dell’associazione degli apicoltori, la traduzione e l’interpretazione degli scritti di Spinola (effettuati nell’ambito del Progetto “FAI-Ligustica - Azione ApisCampus 2016”, condotto con il sostegno del GENNAIO 2017 | MONDO AGRICOLO | 49
ATTUALITà SOSTENIBILITÀ
L’Italia che non sciupa Il Politecnico di Torino ha progettato la vaschetta per portarsi a casa il cibo non consumato al ristorante. Riscontri positivi anche in Abruzzo
di Serena Scarpello
Il ristoratore Giovanni Marrone
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gni anno, nel mondo, 1,3 miliardi di tonnellate di cibo ancora buono vengono buttate via. Solo nel nostro Paese sono prodotti 5,6 milioni di tonnellate di cibo in eccedenza, gran parte delle quali finisce nel cassonetto e solo con gli sprechi italiani si potrebbero sfamare più di 44 milioni di persone, in pratica l’intera popolazione del Kenya. Immaginate cosa si potrebbe fare a livello mondiale.Tutto ciò non ha solo un incalcolabile costo sociale, ma anche pesanti conseguenze economiche e ambientali. La FAO stima in 1.000 miliardi di euro la perdita economica annua legata allo spreco alimentare nel mondo, mentre secondo gli studi la quantità di CO2 equivalente arriva a 13 milioni di tonnellate l’anno (numeri che basterebbero a fornire energia all’intero territorio italiano per più di 3 anni).Ridurre gli sprechi alimentari nel settore della ristorazione, permettendo ai clienti l’asporto dei propri avanzi in modo agevole e funzionale per un successivo consumo a casa propria, è l’obiettivo di Cuki Save Bag, una vaschetta antispreco destinata ai ristoratori che vogliono promuovere una nuova cultura del consumo responsabile. La vaschetta, progettata dagli studenti del Politecnico di Torino e realizzata con materiali
riciclabili, è stata presentata a Milano da Eataly, che ha deciso di adottare le Save Bag in tutti i suoi store italiani. “La Save Bag non è soltanto un oggetto che serve a portare a casa il cibo avanzato nel piatto, ma un’idea geniale destinata a fa riflettere” ,ha spiegato il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti; è convinto che “da questo gesto possono nascere molti altri comportamenti virtuosi” in quanto “per cambiare le cose spesso non servono tanto le regole quanto la coscienza civica”. Le vaschette saranno esposte nei ristoranti Eataly e distribuite gratis ai clienti che ne faranno richiesta, in modo da rompere il muro di imbarazzo e consolidare l’abitudine di richiedere l’avanzo dei pasti. Una bella iniziativa per cominciare il nuovo anno con i buoni propositi: da Nord a Sud sono moltissime le realtà che vi hanno aderito con convinzione. Nove solo in Abruzzo, tra le quali “Taverna 58”, da oltre 30
ATTUALITà SOSTENIBILITÀ
Le contraddizioni del pianeta
A Roma la mostra fotografica di Syngenta su “scarsità e rifiuti”. Scatti d’autore che diventano denuncia
il primo premio nella categoria professionisti, assegnato al documentarista Mustafah Abdulaziz (statunitense con base a Berlino) per la serie “Water”. E ancora la foto del tedesco Benedikt Partenheimer, vincitrice nella categoria amatoriale: uno scatto panoramico dello skyline della città cinese Shijiazhuang, appena visibile poiché scompare nell’inquinamento. Scarsità di Gaetano Menna e rifiuti questo il tema affrontato dalla mostra (spreco delle risorse planetarie, con tutto ciò che comporterà sulla disponibilità futura di acqua e di cibo). Voluto il contrasto tra le immagini e la location, che è il tempio della approdata a Roma - dopo valorizzazione delle eccellenze agroaessere stata proposta a limentari made in Italy e della cultura Milano (a Expo 2015) enogastronomica. Non a caso il sottoed a Cremona (Museo Civico Ala Ponzone) - la mostra “Scarcity-Waste Syngenta Photography Award”, esposizione itinerante che racconta la drammatica realtà di scarsità e spreco di risorse naturali. Lo fa attraverso le immagini premiate al prestigioso concorso internazionale di fotografia promosso dalla multinazionale, esposta al pubblico fino al 9 febbraio,presso Eataly. In visione una selezione dei migliori scatti tra quelli presentati da oltre 2.000 fotografi professionisti e amatoriali di tutto il mondo, tra cui
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titolo della mostra è: «Le contraddizioni di un pianeta malato di spreco»; ci sono due mondi paralleli quello della “scarsità”, e quello dell’“abbondanza”. Va dato il merito a Syngenta (ma anche a Eataly come realtà ospitante) di essere attenta ai temi dell’ambiente e di sensibilizzare su di essi l’opinione pubblica; ricordando che, entro il 2050, la domanda di cibo sarà destinata a raddoppiare. E quindi le contraddizioni: ogni anno circa 1/3 dell’intera produzione alimentare viene sprecato e ogni secondo si perdono superfici coltivabili delle dimensioni di un campo di calcio a causa dell’erosione del suolo e dell’urbanizzazione. «La presenza della mostra a Eataly testimonia l’attenzione e la vicinanza della nostra azienda, interamente dedicata all’agricoltura, alla tematica della disponibilità di cibo di qualità e in abbondanza per le generazioni a venire – ha osservato l’amministratore delegato di Syngenta Italia, Luigi Radaelli -. Si tratta di un argomento che interroga e smuove le coscienze». Quella proposta è una mostra suggestiva, onirica, drammatica. Con il messaggio artistico che diventa denuncia, come nello scatto di Abdulaziz, sulle pakistane che raccolgono l’acqua. Ritrae donne drappeggiate di rosa e turchese che sembrano svolgere un girotondo o una danza riturale ma che, in realtà, sono impegnate nello sforzo immane di estrarre acqua da un pozzo semiarido. E ancora, nelle altre immagini presentate, fiumi prosciugati, discariche, persone che tra i rifiuti sono costrette a vivere e che dai rifiuti traggono sonnn stentamento.
FORMAZIONE
PROGETTO “SKILLS4AGRI” DI ENAPRA E INTESA SANPAOLO
Valorizzare l’abilità dei dipendenti “Siamo molto soddisfatti. Nel 2016 abbiamo intrapreso un ambizioso progetto di sostegno al settore agricolo e agroalimentare che ruota attorno alla formazione continua delle risorse che vi operano. E ora, con il lancio di Skills4Agri a Novara, segniamo un nuovo traguardo di questo percorso che ci porterà a qualiicare ulteriormente il personale delle nostre sedi territoriali ed i dipendenti delle aziende associate” . Lo ha dichiarato il presidente di Enapra Luca Brondelli di Brondello alla presentazione del progetto. “Skills4Agri” è un’iniziativa di formazione continua co-progettata da Enapra e Intesa Sanpaolo Formazione per i dipendenti delle imprese associate a Confagricoltura, nonché di Federazioni e Unioni dell’Organizzazione con l’obiettivo di sostenere la crescita e lo sviluppo del settore agricolo e agroalimentare attraverso l’innovazione. Si vuole fornire ai partecipanti una visione di insieme degli strumenti e delle opportunità di miglioramento dei processi, dei prodotti e di ricerca di mercati nuovi. L’intera oferta formativa proposta da Enapra e Intesa San Paolo Formazione è contenuta e dettagliata in un apposito “Catalogo Skills4Agri” (in via di completamento) ed è fruibile anche con il inanziamento del For.Agri attraverso lo strumento del voucher formativo. Le aree principali a cui aferiscono i percorsi ideati sono essenzialmente quattro: credito in agricoltura, innovazione, aggregazione e internazionalizzazione. A tenere a battesimo il nuovo progetto la Confagricoltura di Novara che ha promosso il catalogo Skills4Agri presso le imprese associate e ha individuato nel tema del credito in agricoltura la priorità formativa. Il percorso di formazione scelto in Piemonte si compone 54 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2017
di due corsi di una giornata ciascuno: “Le modalità di accesso al credito in agricoltura” e “Gli strumenti di credito per l’agricoltura”. Il primo appuntamento in aula si è svolto il 12 gennaio ed ha coinvolto impiegati, quadri e dirigenti del settore agricolo e agroalimentare interessati ad approfondire le loro conoscenze in materia di risorse pubbliche (PSR regionali, inanziamenti europei e fondi di garanzia a supporto) e private (inanziamenti bancari) e di modalità e strumenti di accesso (metodi, criteri e strumenti di valutazione adottati dal sistema bancario). Dopo gli intervanti
Luca Brondelli Di Brondello
introduttivi - della presidente Paola Battioli e del direttore provinciale Roberto Sonzini, del presidente di Enapra Brondelli e del direttore For. Agri Roberto Bianchi – si è entrati nel vivo delle tematiche speciiche del corso, che sono state trattate da relatori di consolidata esperienza. Fabio Tracagni, responsabile Settore Credito e Assicurazioni di Confagricoltura, ha illustrato la metodologia di analisi creditizia ed ha presentato il progetto internal corporate “Agricheck”; Francesco Morabito - dell’Area Organizzazione di Confagricoltura – ha approfondito le ragioni di un sistema di valutazione speciico per le aziende agricole; inine Emanuele Oberto Tarena – dell’Uicio Settori Aziende Retail Intesa Sanpaolo ha chiuso gli interventi con una relazione sul rating delle imprese agricole, la valutazione dei fabbisogni inanziari del credito e il programma “Sviluppo Filiere”. Nel successivo appuntamento del 19 gennaio sono stati afrontati principalmente due temi: l’accesso e la corretta gestione dei contributi pubblici in agricoltura con un focus sul PSR e sui inanziamenti pubblici. Antonella Torzillo
CAMPI ROSA
di Elisabetta Tufarelli
DUE DOMANDE A… DIANA BARTOLI
«Credo in una cooperazione efficiente e oculata» Un record storico per l’imprenditoria femminile, come è arrivata in qui? Un po’ come iniziano tutti gli agricoltori. Mi sono prima impegnata a farmi le ossa nell’impresa di famiglia. La nostra azienda non è grande e coltiviamo pere, vite e seminativi. Poi sono entrata come socia in cooperativa undici anni fa e da quattro sono nel consiglio di amministrazione. Gli altri soci mi hanno ritenuto aidabile ed indipendente e mi hanno votato. Tutto qui.
Diana Bartoli
Incontriamo Diana Bartoli, dirigente di Confagricoltura Donna Emilia Romagna. È la prima imprenditrice agricola modenese a guidare una cooperativa ortofrutticola, “Italfrutta” a San Felice Sul Panaro.
Side future? La prima è senz’altro quella di condurre bene la cooperativa, perché il settore ortofrutticolo ha passato molti anni diicili. Dal punto di vista interno l’obiettivo è quello di migliorare l’eicienza e contenere i costi. Intendiamo anche raforzare la collaborazione con le altre cooperative, siamo appena entrati in “Opera”. Crediamo molto nell’aggregazione di prodotto, molto importante per il nostro territorio.
RECORD NEGATIVI, ma anche eccellenze. L’Italia è divenuta nel 2016 la nazione europea con il maggior numero di donne che svolgono attività indipendenti - 1,7 milioni tra imprenditrici e libere professioniste - distanziando di 200mila unità il Regno Unito e di oltre 400mila unità la Germania. La conferma di questa ottima performance dell’imprenditoria femminile, nei confronti con due delle potenze economiche europee, viene dall’Osservatorio dell’Imprenditoria femminile di Unioncamere-InfoCamere, che sottolinea come, nel nostro Paese, un’impresa su cinque sia guidata da una donna. La gestione aziendale presenta però diversi tipi di problemi, a partire da quello del credito.
INCUBATORE VIRTUALE Per incentivare i contatti nel mondo dell’imprenditoria femminile all’interno dei Paesi dell’Ue, la Commissione europea ha avviato la piattaforma interattiva “WEgate”, un incubatore virtuale per ofrire informazioni sull’avvio di un’impresa, sui inanziamenti, sul marketing. I servizi messi a disposizione degli utenti vanno dallo scambio delle informazioni al supporto vero e proprio, dal networking alle fonti di inanziamento. L’obiettivo di “WEgate” è quello di diminuire il divario tra uomini e donne del business. “Senza dubbio – osserva la presidente di Confagricoltura Donna, Gabriella Poli - occorre ancora impegnarsi su questa strada. Nonostante negli ultimi anni il gap di genere si sia notevolmente ridotto, rimane ancora importante”. Registrandosi sulla piattaforma è possibile ricevere notizie su diritti e opportunità per: fare business in qualsiasi Paese dell’Ue; far crescere il giro di afari dopo che un’impresa è stata avviata, acquisire informazioni sulle opportunità di inanziamento; su quelle di networking e sugli strumenti di apprendimento per sviluppare ulteriormente le conoscenze.
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ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO
PISTOIA, MATI SU CAPITALE DELLA CULTURA
“Il 2017 è la grande occasione per tutto il nostro settore di rilanciarsi e essere inalmente accolto per l’importante e fondamentale contributo che è in grado di dare a tutta l’economia toscana”. Lo ha detto Francesco Mati, presidente del Distretto Vivaistico Pistoiese e vicepresidente di Confagricoltura Pistoia, a proposito della scelta di Pistoia Capitale della Cultura 2017. Il Distretto sta organizzando una serie di iniziative legate alla ‘Cultura del verde’ per raccontare al meglio cosa avviene dietro la produzione delle piante. In questo ambito numerosi sono gli eventi inseriti all’interno del calendario uiciale del Comune di Pistoia.“Il vivaismo è fortemente legato alla città da secoli – spiega Mati – come ben espresso dall’Arazzo Milleiori esposto nell’ex Palazzo dei Vescovi e fra le principali attrazioni del 2017”. Ci sarà anche la nuova edizione della manifestazione di livello internazionale “Vestire il Paesaggio”, tre giorni di eventi e incontri dedicati al ‘verde’ con esperti del settore in arrivo da tutto il mondo.
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di Elisabetta Tufarelli
“I LUNEDÌ DELL’AGRICOLTURA” DI CONFAGRI FERRARA
Il bambù gigante è un eco-investimento
A Ferrara sono ripartiti “I lunedì dell’agricoltura”. “L’obiettivo di questi appuntamenti dedicati ad aggiornamento, innovazione e sperimentazione in agricoltura – ha precisato Pier Carlo Scaramagli, presidente di Confagricoltura Ferrara - è quello di fornire strumenti e conoscenze tecniche ed operative ai nostri associati. Per questo inviteremo importanti professionisti che illustreranno i vari temi, accanto alla testimonianze di imprenditori agricoli, che hanno sperimentato in campo le nuove tecniche di cui si parlerà nei diferenti incontri programmati”. Grande successo per la prima riunione “II bambù gigante, un eco-investimento”. Giovanni Bezze, del “Consorzio Bambù Italia”, dopo aver evidenziato le molteplici applicazioni di questa graminacea gigante, caratterizzata da buona redditività oltre che da un’importante valenza ecologica, ne ha prospettato anche le potenzialità alternative alle coltivazioni tradizionali. Con l’intento di analizzare questa coltura, che sembra essere un buon business e che sta prendendo piede in Italia, sono state presentate le molteplici applicazioni del bambù gigante, dalle costruzioni ai ilati
per l’abbigliamento, dall’oggettistica all’alimentazione. I germogli della pianta, infatti, sono un alimento ricco di minerali e vitamine apprezzato da sempre nella cucina orientale e che oggi sta consolidando la sua presenza anche in quella occidentale. Le foglie contengono potenti antiossidanti (i lavonoidi) e le canne si trasformano in fantasiosi arredi e stoviglie green; dalla cellulosa si ricava la carta e dalla ibra i ilati. Le piante di bambù gigante sono dotate di sostanze naturali antibatteriche e antimicotiche che bloccano lo sviluppo di dannosi parassiti e non richiedono l’utilizzo di pesticidi. Inoltre, i bambuseti rappresentano un’eccellente barriera di contrasto al dissesto idrogeologico a difesa del territorio. Bezze ha concluso ricordando le varie funzioni del Consorzio, nato nel 2014: dall’assistenza ai partners, alla promozione e alla realizzazione di accordi commerciali. E’ seguito l’intervento di Marco Mercatelli, imprenditore associato a Confagricoltura Ferrara con terreni situati nel Portuense, che è approdato alla coltivazione di bambù. Nel suo intervento ha efettuato un’analisi delle varie fasi operative utili alla creazione e manutenzione di questo tipo di piantagione. “Gli appuntamenti – ha precisato il presidente di Confagricoltura Ferrara – continueranno. Nel prossimo “Lunedì dell’Agricoltura”, che si terrà il 6 febbraio a Lagosanto, afronteremo l’argomento dell’ innovazione nel settore ortofrutticolo”.
CONFAGRI VERONA INCONTRA RAPPRESENTANTI CINESI
Vino e agroalimentare nella regione del Sichuan
Importante incontro, nella sede di Confagricoltura Verona, tra il presidente provinciale Paolo Ferrarese e il vice Pietro Spellini, con Xin Wang e Si Sun, rispettivamente presidente e segretario generale dell’associazione “Progetto Italia Cina”, con l’obiettivo di avviare una collaborazione nel food e nel vino. La Cina è il quarto buyer mondiale di vino, mentre l’Italia pur essendo il primo Paese produttore al mondo, è solo quinto nell’export in Cina, dopo Francia, Australia, Cile e Spagna. Il target del Dragone è importantissimo e non solo per il viticoltori: in totale, nel 2022, si stimano 226 milioni di cinesi, con una capacità di acquisto pari a 15.000 euro. Grandi prospettive di crescita, in particolare, si aprono anche per l’olio, le olive, i formaggi e l’ortofrutta. Inizia da Confagricoltura Verona verso Ziyang, la marcia di avvicinamento per far diventare l’Italian style protagonista sulle tavole del gigante asiatico. Le prospettive sono buone. Il consumo di olio di oliva è in aumento, in particolare nella fascia benestante dei consumatori. I principali canali di distribuzione sono i ristoranti, gli hotel di lusso e i grandi supermercati. Per quanto riguarda
i formaggi, nell’ultimo decennio è esploso il consumo di latte e yogurt e si prevede che nell’arco dei prossimi 5 anni le giovani generazioni con gli occhi a mandorla apprezzeranno sempre più i prodotti lattiero-caseari. Durante l’incontro è stato presentato il sistema economico di Ziyang, città di 5 milioni di abitanti che rappresenta il più grande e importante distretto della provincia del Sichuan nel settore dell’agroalimentare. L’associazione cinese ora punta ad aprire una collaborazione con aziende vitivinicole e agroalimentari della provincia di Verona per sviluppare brand e prodotti di eccellenza nella regione del Sichuan, ritenendo molto interessante il territorio scaligero. «Il progetto prevede l’istituzione di una fondazione con sede in provincia di Verona – ha spiegato il presidente Paolo Ferrarese - che si occuperà di agroalimentare. Noi abbiamo assicurato tutto l’appoggio necessario ainché le nostre aziende possano esser coinvolte nel progetto e trovare uno sbocco per l’export con la Cina. La regione del Sichuan è interessata a prodotti di gamma alta come vino, olio e riso Vialone nano, una varietà che ovviamente i cinesi non hanno. Ho già dato disponibilità a far incontrare i nostri imprenditori agricoli con Xin Wang e Si Sun per strutturare relazioni economiche incisive». Nel 2015 le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani in Cina, secondo i dati Istat, sono cresciute del 22 per cento, per un valore superiore ai 400 milioni di euro.
ROVIGO, CONVEGNO SU COLTIVAZIONE DEI PIOPPI
A Rovigo, nella sala Stucchi della fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo di Palazzo Cezza, in occasione del convegno: “Pioppicoltura in Italia: prospettive future”, si sono esaminate le prospettive della coltura arborea. “Negli ultimi 15 anni, in Veneto, le coltivazioni di pioppi si sono quasi dimezzate. In Veneto ci sono 3.000 ettari di pioppi, contro i 5.500 del 2000 e i 6.800 del 1980. La provincia di Rovigo è capoila con 700 ettari; 900 sono i coltivatori. Se il trend continuerà, sarà un danno non solo per i coltivatori, ma per tutta l’economia locale, perché molte fabbriche chiuderanno o delocalizzeranno le produzioni”. Lo ha precisato Gian Luigi Pippa, presidente della sezione regionale di colture legnose e pioppicoltura di Confagricoltura, lanciando l’allarme sul rischio crollo della coltura. Il convegno ha chiamato a raccolta tutti i massimi esperti in materia per fare il punto sulla situazione e trovare una strada per il reale rilancio del settore.
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O V ER 65
di Elisabetta Tufarelli
Senior di Confagricoltura alla scoperta di Firenze
Si terrà per la prima volta a Firenze il 38° Soggiorno dell’Associazione Nazionale Pensionati Agricoltori di Confagricoltura (Anpa). “Dal 1979, anno del primo nostro Soggiorno di Sorrento – sottolinea il segretario Angelo Santori – è passato moltissimo tempo, ma questa nostra formula, capace di unire l’incontro all’approfondimento turistico e culturale, il dialogo con gli amici agricoltori provenienti da tutta Italia è ancora valida. È anche l’occasione per approfondire temi economici, agricoli e pensionistici delle associazioni sindacali ed il rapporto con le Istituzioni. Nella società attuale, è necessario valorizzare l’anziano, che va indubbiamente considerato una risorsa. Il nostro
obiettivo è quello di assicurare ai pensionati un’esistenza libera e dignitosa”. L’appuntamento dell’Anpa, molto atteso e che si rinnova annualmente, radunerà quasi 1500 pensionati, divisi in tre turni di una settimana dal 20 febbraio al 15 marzo. L’hotel scelto è il Delta Florence di Calenzano, appena fuori dal casello autostradale dell’A1 Milano/Roma e a soli 15 km dal centro storico di Firenze. Il programma è ricchissimo e unisce momenti sindacali ad escursioni per visitare Firenze la bella, ma anche Siena, San Giminiano, Pisa, Lucca e l’azienda vitivinicola Piandaccoli di Lastra a Signa, che si caratterizza per aver riportato a nuova vita vitigni autoctoni della Toscana rinascimentale.
LO YOGA è adatto a chi sofre di artrosi o artrite perché combina l’esercizio fisico con tecniche di rilassamento e gestione dello stress. Lo sostiene uno studio americano dei ricercatori della Florida Atlantic University di Boca Raton (Usa). In particolare, secondo la ricerca, sarebbe in grado di produrre due diversi benefici: nel lungo periodo sarebbe capace di portare il livello del dolore al di sotto della soglia d’interferenza con la vita quotidiana, mentre nel breve termine riuscirebbe a diminuire sofferenza fisica e stanchezza. 58 | MONDO AGRICOLO | GENNAIO 2017
IL BILINGUISMO MODELLA IL CERVELLO Parlare almeno due lingue aiuta il cervello a mantenersi giovane. Queste le conclusioni tratte dai ricercatori dell’Institut universitaire de gériatrie di Montréal (Canada). Secondo gli esperti, il bilinguismo sarebbe in grado di modellare il cervello, facendo in modo che consumi solo le energie necessarie per eseguire un determinato compito, evitando lo spreco di risorse. Inoltre, eviterebbe il coinvolgimento delle regioni frontali del cervello più suscettibili all’invecchiamento. Secondo gli scienziati il cervello delle persone monolingue ha bisogno di attivare più regioni cerebrali per svolgere un determinato compito, mentre quello dei bilingue possiede connessioni funzionali più centralizzate e specializzate. Ecco perché, secondo lo studio, il cervello dei bilingui mostra meno segni di declino cognitivo o demenza.
AGRITURISMO
di Anna Gagliardi
AGRITURISMO CAVAZZONE A VIANO (REGGIO EMILIA)
Sapori e cultura
S
iamo in uno dei luoghi sacri della gastronomia italiana, in quella parte di Emilia Romagna che deve essere scoperta prima a tavola, poi attraverso la storia. Viano è a pochi chilometri da Reggio Emilia, a 35 km da Parma e altrettanti da Modena. Prosciutto, Parmigiano Reggiano e aceto balsamico si incontrano con il culatello, i tortellini, il Lambrusco. A poca distanza da Reggio ci sono poi il
Museo di Peppone e Don Camillo, a un trentina di chilometri quello della Ferrari a Maranello, oltre a chiese, palazzi, gallerie. E outlet. Di fronte a una scelta così ampia è indispensabile avere più giorni a disposizione per visitare il territorio cogliendone spirito e bellezza. Meta obbligata per iniziare proprio dalla campagna e i suoi sapori è l’agriturismo Cavazzone, celebre struttura con camere, ristorante e sala riunioni a Viano. Chiamarla struttura, a dire il vero, è assai riduttivo. Qui siamo in un borgo facente parte dell’azienda agricola della famiglia Sidoli, con storiche origini, 300 ettari di proprietà e 30 in aitto. Il bosco si estende per oltre metà supericie e nella restante parte si coltivano cereali biologici certiicati, frumento in particolare, ed erba medica. Un antico ienile del Cavazzone è oggi acetaia: l’aceto balsamico nasce e matura qui, in 300 botti di vari legni, da 15 a 50 litri, suddivise per batterie. Ogni legno conferisce al prodotto speciiche caratteristiche: il ciliegio la dolcezza, il castagno il colore bruno e la tannicità, il ginepro un aroma particolare, il gelso una concentrazione più veloce. L’acetaia del Cavazzone è meta di visite guidate
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di appassionati e non solo: l’azienda collabora con un’università del New Jersey e con l’USAC (University Studies Abroad Consortium), le quali portano ogni anno gruppi di studenti universitari internazionali in questo territorio a conoscere i segreti dell’agricoltura e delle eccellenze del Made in Italy. Umberto Sidoli si occupa dell’agriturismo, oltre che dell’Hotel Posta, l’albergo di famiglia con più di cinque secoli di storia, nel cuore del capoluogo. Cavazzone è il gioiello fuori città che permette a turisti e buongustai di vivere in prima persona le peculiarità del territorio. Il ristorante ospita un centinaio di persone; la cucina spazia dalle paste fresche fatte con la farina proveniente dalle coltivazioni aziendali e macinata in loco, ai secondi di
carne di maiale e di vitello, ed è impreziosita da gustosi antipasti con salumi e altre delizie locali. Imperdibili, tra i primi, i cappellacci di daino ai funghi con crema di Parmigiano Reggiano, i tortelli AGRITURISMO CAVAZZONE
Viano (RE) - via Cavazzone 4 info@cavazzone.it, tel. 0522 858100, tel. ristorante 0522 986054 www.cavazzone.it
di zucca o le tagliatelle al ragù di selvaggina, sempre con Parmigiano. Il menu prevede anche pasta senza glutine e varia secondo le stagioni. Su richiesta si organizzano corsi di cucina per gli ospiti dell’agriturismo, che soggiornano nelle otto stanze ricavate dalla ristrutturazione delle antiche abitazioni mezzadrili, rispettose dell’architettura di un tempo e dotate di moderni comfort. Dal Cavazzone la vista si estende sulla vallata, facendo meglio apprezzare luoghi e produzioni agricole. Ma è lo stesso borgo a far parlare di sé: a ine Ottocento il barone Raimondo Franchetti rimase afascinato da questa porzione di territorio e decise di boniicare e sistemare la zona facendo ediicare la grande corte con tutti i servizi, le scuderie, le case coloniche e addirittura l’asilo aziendale per i igli dei mezzadri. Fu il bisnonno degli attuali proprietari a costruirlo e, nel 1919, a comprare la parte centrale dagli eredi del barone, trasferendo qui il Belvedere, l’imponente gazebo in ferro e ghisa che il nobile aveva nel parco della sua villa. “Oggi – spiega Umberto Sidoli – il Belvedere è un po’ il simbolo di questa parte del territorio collinare reggiano e un gioiello di architettura salvato, grazie a quel trasferimento, da sicuro abbandono e conseguente distruzione”. La struttura è visitabile solo su appuntamento e per gruppi ristrettissimi, trattandosi di un’opera storica monumentale per dimensioni, ma delicata e preziosa. L’attenzione con cui la famiglia Sidoli si è dedicata nel tempo al recupero e alla valorizzazione del patrimonio agricolo ed edilizio è riscontrabile anche nell’allestimento del Museo del Cavazzone, ricco di antichi attrezzi e macchinari. Percorrendolo, si può scoprire come si produceva il burro, il Parmigiano-Reggiano (una volta esisteva anche il caseiicio), il vino, come si conservavano i cibi nella ghiacciaia e come, in generale, si svolgeva la vita quotidiana in quella campagna. GENNAIO 2017 | MONDO AGRICOLO | 61
“OSTERIA 140” A ROMA
Cucina con accento mediterraneo
S
iamo a due passi da Campo de’ Fiori, a Roma, in via dei Banchi Vecchi. Qui, dal maggio 2015, ha aperto l’Osteria 140, gestita da Daniele Mannis e Giancarlo Mura. Entrambi sardi, con un lungo passato nelle sale di famosi ristoranti in Italia e all’estero. Il locale è piccolo, ma grazioso, con un cortile interno protetto utilizzabile tutto l’anno. Quarantotto i coperti, in tavoli dalla piacevole mise en place. Entrando spicca subito il bel banco delle ostriche, con un’oferta notevole per gli standard della Capitale, completata dal caviale Calvisius. Sì, perché Osteria 140 lavora ben sette tipologie di ostriche che arrivano da Sardegna, Normandia, Irlanda e Bretagna, disponibili singolarmente o in diversi menù degustazione serviti con un calice di Prosecco Brut, cosa che le ha conferito il titolo di Oyster Club. Una dedizione per il crudo che non si esaurisce con il perlato mollusco. Un’intera pagina del menù (Nudo e Crudo) è, infatti, dedicata al non cotto. Scampi e gamberi rossi di Mazara del Vallo, Gamberi viola di Gallipoli, Cozze della Sardegna crude, ravioli di seppia, gamberi di Mazara del Vallo e frutto della passione, carpacci e tartare, e ricci di mare, per i quali Daniele ha una vera passione. «Se arrivano ricci in Italia, sono miei», aferma sicuro. Diritto di prelazione acquisito negli anni, per la quantità e l’attenzione nella scelta di questo prodotto. La cucina è aidata a Rafaele De Mase, giovane chef campano, sguardo entusiasta e sorriso che resta timido nonostante le espe-
mare con bottarga di muggine. Tra i secondi, Calamaro con purea di piselli e aria di lime, Coscio di abbacchio con spinaccio e carota alla birra e Anguilla alla brace, mela verde e mosto di ichi. L’anguilla arriva direttamente da Cabras e viene cotta nella tradizionale brace di pietra lavica. La pelle si brucia, si arriccia e diventa croccante, proteggendo la carne che, toccata dal fuoco, perde il suo grasso senza seccarsi. E, dulcis in fundo, Crostata con crema pasticciera e lamponi, Semifreddo al mango, cioccolato bianco e gelatina allo Champagne, Biscotteria di Sardegna di Ignazio Cabras. Pane e grissini fatti in casa. Il il-rouge è Daniele Mannis un equilibrio che non va a scapito e Giancarlo Mura dei singoli sapori, ma che li esalta singolarmente. Il servizio è un riuscito mix fra informalità e competenza, rienze con Heinz Beck al ristorante La Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri pronto a consigliare il cliente sia sulle preparazioni della cucina, sia sul vino e a La Posta Vecchia con Michelino Gioia. Materie prime eccellenti, forte da scegliere. accento mediterraneo, qualche piatto Quest’ultimo è raccontato da Giancarlo Mura in una carta ben fatta tipico della regione di provenienza sebbene non molto estesa, non banale dei proprietari, la Sardegna. Tra gli fotocopia di tante antipasti, Alici, altre, con diverse burrata, gazpaANGUILLA DI CABRAS etichette interescho, basilico e CON MOSTO DI FICHI E MELE santi di tutta Itascampi scottati su lia, tra cui molte ichi caramellati e sarde, e una acqua di pomobella selezione di doro. Tra i primi, Champagne per Spaghetti ai ricci accompagnare le di mare, Fusilli, ostriche. Ostescorfano, meria 140, via dei lanzana e aglio Con il “Karmis” della Cantina Contini, Banchi Vecchi 140 nero fermentato Daniele Mannis consiglia “Anguilla di Cabras arrostita con mosto di ichi e a Roma (www. e Fregola (tipica mele”. osteria140.it). pasta sarda) di GENNAIO 2017 | MONDO AGRICOLO | 63
BUONO A SAPERSI...
IL MONDO RURALE FA SOGNARE IN TV E AL CINEMA
Il farmer protagonista del reality
L’
agricoltura non è più quella di una volta… L’agricoltore è il più bel mestiere del mondo... Non sono assunti nostalgici né frasi autoreferenziali. Ma dimostrano, da un lato che il settore primario non è più considerato a parte del sistema economico, dall’altro che fa trendy ed audience. Tant’è che anche il cinema, la tv e perino le sit com e i reality cercano, a modo loro, di comunicare le campagne. Così la prima puntata della iction “Un passo dal cielo 2”, su Rai 1 è stata seguita da 7 milioni di spettatori, realizzando il miglior debutto di serie degli ultimi tempi. Le Guardie forestali, il fascino delle nostre montagne, gli splendidi scenari del Lago di Braies nel Parco Naturale delle Dolomiti, uniti ai valori civili e ambientali proposti, hanno fatto bingo! Le fattorie sono diventate anche oggetto di pubblicità, come nel caso dell’edizione 2017 del Festival nazionale che, all’insegna di tutti cantano Sanremo, ha ambientato uno spot – surreale, ma eicace – in una fattoria. Diversi animali: un
è molto semplice: i “contadini” e le “contadine” single della campagna italiana incontrano alcuni/e pretendenti di città desiderosi/e di cambiare stile di vita. La novità di quest’anno è che il casting è aperto anche a imprenditori agricoli italiani che vivono all’estero. Ma l’attenzione per l’agricoltura non è un fenomeno solo italiano. Basta ricordare “La famiglia Belier”, il delizioso ilm maiale, un cavallo, un cane, un’oca, una mucca e un asino, cantano “Non francese su una famiglia di agricoltori sordomuti, campione d’incassi in amarmi” di Aleandro Baldi e Francesca Alotta, la canzone che, eseguita Francia l’anno scorso, o “Le medicine dal duetto, vinse la categoria “Nuove de campagne” di quest’anno, una delicata storia sempre ambientata proposte” del Festival nell’edizione nelle campagne d’Oltralpe. Per non 1992. Riparte anche “il Contadino parlare del ilm “Sain Anour”, che ha cerca moglie”. La terza edizione di uno dei format di maggiore successo come sfondo il Salone dell’Agricoltura di Parigi, con Gérard Depardieu del nuovo millennio, prodotto da in prossima uscita nelle sale. E’ la 15 anni in 30 Paesi. Un programma storia un demotivato allevatore di che soprattutto in Francia, Germabestiame, che partecipa ogni anno al nia, Spagna e Stati Uniti, ha sempre raccolto ottimi risultati d’ascolto. Ma Salone. Quest’anno vuole inalmente non solo. Ad oggi rimane l’unico da- vincere la competizione grazie al toro ting show che dà origine a vere storie Nebuchadnezzar e convincere Bruno, il iglio, a prendere le redini dell’ad’amore: nel mondo si sono sposate 72 coppie e sono nati 135 bambini. Il zienda di famiglia. Ogni anno, Bruno meccanismo alla base del programma fa il giro degli stand dei produttori di vino, senza però mettere piede fuori dai padiglioni del Salone e senza Aperti i casting per il programma su Fox nemmeno terminare il percorso. Quest’anno, suo padre lo invita a farlo “Il contadino cerca moglie” è il reality show che va in onda su Fox Life, insieme: un vero tour attraverso la il canale visibile sulla piattaforma satellitare di Sky. È l’ adattamento campagna francese. Poi come dimenitaliano del format “Farmer wants a wife”, trasmesso per la prima volticare “Mondovino”, “Un’ottima annata in Italia il 6 ottobre 2015. La prima edizione è stata condotta da ta”, “Sideways”, “Il profumo del mosto Simona Ventura, la seconda è andata in onda dal 19 ottobre 2016, selvatico” o “Resistenza naturale”? presentata da Ilenia Lazzarin (volto conosciuto della soap opera “Un Non è certamente un elenco esaustiposto al sole”). Adesso sono in corso i casting per l’edizione 2017. Gli vo, ma sono ilm che ci descrivono interessati possono scrivere una mail a casting.contadino@fremantlel’agricoltura e i suoi mondi. media.it o chiamare i numeri telefonici 3461125151 o 3403211527). Elisabetta Tufarelli
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