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Mondo agricolo n.9

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SISMA, IMPEGNO DELL’ONLUS l IL CASTELLO INAGIBILE l STUDI DI AGRARIA IN FRANCIA l VERSO EIMA INTERNATIONAL l FIERE ZOOTECNICHE DI CREMONA l LATTE UE, QUESTIONE APERTA l PRIA SU GRUPPI AZIONE COSTIERA l E-LEARNING


L’EDITORIALE nnn

Il lavoro vero

I

n estate si è acceso ulteriormente il dibattito politico su occupazione e legalità, anche per l’approvazione al Senato del disegno di legge sui temi del caporalato, del lavoro nero e dello sfruttamento della manodopera, che ora sta proseguendo il suo iter alla Camera. Su questi problemi abbiamo dedicato pure l’apposita Academy del 14 luglio. Non ci siamo mai sottratti al confronto. Tanto è vero che, con i sindacati, abbiamo sottoscritto 4 avvisi comuni e contribuito alle politiche ed alle procedure per il controllo dell’immigrazione. Abbiamo firmato uno specifico “Protocollo sperimentale sul caporalato” e stiamo sostenendo la sua concreta attuazione nei territori individuati per la sperimentazione. Abbiamo introdotto un codice etico che impone alle nostre aziende il rispetto delle norme sul lavoro, pena l’esclusione dalla basa associativa. Non abbiamo mai cavalcato l’opportunità del voucher per smantellare il tradizionale sistema di occupazione. Nonostante ciò la discussione sul mercato del lavoro resta prigioniera di letture parziali e strumentali e da eccessi mediatici che distruggono solo la reputazione dei singoli e dell’intero settore. Ma non dovrebbero esserci dubbi che la realtà è fatta di oltre 1 milione di lavoratori, con una stabilità dei livelli occupazionali negli ultimi otto anni; di valore aggiunto ed export con valori positivi; più lavoro di qualità; più sicurezza e meno infortuni (-25% in cinque anni), più società agricole e nuove figure professionali; più welfare aziendale. Ci stiamo impegnando pure sul fronte dell’intermediazione legale dell’occupazione con un organismo apposito, come Agrijob e raccordandoci con le principali agenzie di somministrazione del lavoro. Siamo per la legalità e condividiamo i principi ispiratori del disegno di legge all’esame del Parlamento; ma non possiamo accettare misure che impattano sul sistema imprenditoriale agricolo senza incidere però sulle sacche di inefficienza dello Stato e della Pubblica Amministrazione (ovvero sull’assenza di validi servizi di intermediazione, sull’insufficienza della rete di trasporto pubblico nelle aree rurali, sull’immigrazione clandestina, sul sistema di vigilanza poco mirato, da cui il caporalato trae linfa vitale). Soprattutto non possiamo accettare che la fattispecie criminale dello sfruttamento dei lavoratori si configuri anche nell’ipotesi di manodopera assunta regolarmente (cioè non attraverso i caporali) e nei confronti della quale, occasionalmente, non sono state rispettate alcune disposizioni in materia di orario di lavoro, retribuzione e sicurezza. Una sottolineatura finale al legislatore: non si può concentrare l’attenzione punitiva solo sull’ultimo anello della catena, e cioè sulle aziende agricole, che sono le più esposte, essendo fortemente patrimonializzate. Occorre invece colpire i veri criminali, ossia coloro che organizzano l’attività di intermediazione illecita e se ne avvantaggiano economicamente. Mario Guidi

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SOMMARIO

L’EDITORIALE Il lavoro vero Mario Guidi ...............................

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L’altro è un bene per se stessi Gabriella Bechi .......................... 28 Direttore responsabile Gabriella Bechi Coordinatore responsabile Gaetano Menna Editrice Sepe Presidente Diana Theodoli Pallini Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II 101, 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it

PRIMO PIANO TERREMOTO «Fare luce sul futuro Gaetano Menna ..........................

6

Il maniero inagibile Elisabetta Tufarelli ...................... 10

FOCUS FIERE ZOOTECNICHE Poker d’assi Gaetano Menna ......................... 42 Studi israeliani su stress da caldo delle bovine Gaetano Menna ......................... 46

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Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n.33755000 Intestato a: Sepe - Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

Allevatori da tre generazioni Elisabetta Tufarelli ..................... 48 UNCAI NOTIZIE

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PRIMO PIANO MADE IN RETE Italia unita Gabriella Bechi .......................... 12 Il contratto di rete in agricoltura Maria Cristina D’Arienzo .............. 16

@Confagricoltura

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Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Rubriche Mappamondo Latte Ue . . . . . . . . . . . . . 40 Pria GAC . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52 Enapra E-Learning . . . . . . . . . . . . . . . . . 53

FOCUS IMPEGNO SOCIALE Progettualità vincente Anna Gagliardi .......................... 24 Cibo senza spreco Anna Gagliardi .......................... 26

Confagricoltura

ATTUALITÀ MECCANIZZAZIONE EIMA sempre più internazionale Gaetano Menna ......................... 37

Anga Inside-out . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56 Over65 Film . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58 Agriturismo S.Caterina . . . . . . . . . . . . 60 Buono a sapersi Mostra . . . . . . . . . . . . 64


APERTURA TERREMOTO

Nelle aree devastate dal sisma c’è la richiesta pressante di ricostruire e tornare alla normalità in tempi rapidi. Sollecitazione raccolta dal Capo dello Stato e dal Governo

di Gaetano Menna

U

na ragazza ha postato su Instagram la foto delle chiavi della casa di Amatrice. «Le chiavi – annota - di un’abitazione che non c’è più, la casa dei tuoi nonni, di tuo padre e dei tuoi zii. La casa in via della Madonnella n.1, il vicoletto profumato per le prelibatezze del forno, di Don il cagnolone e delle chiacchiere serali con Giovannina sulla panchina del forno o davanti il garage dell’artista Fontanella. La dimora dei pranzi della domenica con piatti di amatriciana o gnocchi ricci. La dimora delle rimpatriate quando tornavano gli zii. La casa delle mie vacanze estive con nonna Giovannina. La mia casa... Dio quanto mi manchi». Partiamo da un mazzo di chiavi per ricordare una catastrofe immensa, paesi sbriciolati (Amatrice, Accumoli,Arquata del Tronto) e un numero immenso di vittime (295 al momento in cui scriviamo). La notte del 24 agosto alle ore 3:36 si è avuta la prima scossa di magnitudo 6.0 con profondità 4 km, con

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Fare luce sul futuro epicentro nel reatino, a 2 km da Accumoli ed a 10 km da Amatrice. Un sisma terrificante e devastante che ha raso al suolo i due paesi, le loro frazioni. È rimasto in piedi, pericolante e vistosamente ferito, l’antico campanile della Torre Civica del XIII secolo, con l’orologio con le lancette ferme a segnare le 3:36. Un’immagine che ricorda quella del terremoto di L’Aquila, con il campanile della chiesa di Sant’Eusanio che si fermò anch’esso all’ora della prima scossa del sisma, e cioè alle 3:32. Migliaia le scosse che si sono susseguite nei giorni successivi e che hanno ulteriormente compromessa anche la

Torre Civica di Amatrice. Danni ingenti e tante vittime pure ad Arquata, enormi problemi anche in Umbria e Abruzzo. L’Italia del Centro è stata sconvolta, ha ferite profonde nel tessuto connettivo. Davanti ai nostri occhi due fotografie che ritraggono il corso principale di Amatrice prima e dopo il sisma. Nel primo scatto c’è il centro storico, elegante con le sue luci calde, le insegne; ritrae un luogo caldo e accogliente, che dà il senso dell’appartenenza ad una collettività vivace e fiera della sua cultura, delle sue tradizioni enogastronomiche, che sa attrarre in loco i turisti. Nel secondo stessa strada in un


Danni ingenti nelle campagne, con case rurali, capannoni, stalle e bestiame distrutti cumulo di macerie. La commozione del Presidente della Repubblica Mattarella e il suo abbraccio fraterno al sindaco di Amatrice Pirozzi, rappresentano la grande vicinanza del Paese ai suoi fratelli così duramente colpiti. Le parole del Capo dello Stato poi sono un monito, prontamente raccolto dal governo e dal commissario per la ricostruzione Vasco Errani: «Sarà subito necessa-

Le chiavi di una casa che non c’è più

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APERTURA TERREMOTO

rio un rapido sforzo corale per garantire la ricostruzione dei centri distrutti, la ripresa delle attività produttive e il recupero della normalità di vita». L’invito, pressante, superata l’emergenza è di fare in fretta, di ricostruire, di ridare vita e vitalità ad un territorio, che è memoria storica, che non può essere anch’essa annientata. Non piangiamo solo per i morti, per le case, per le attività produttive mancate; ci disperiamo pure per quello che uomini, edifici, lavori hanno significato in termini sociali e culturali. Per questo la popolazione ha preteso che la commemorazione funebre si tenesse ad Amatrice e non

Il presidente Mattarella abbraccia il sindaco Pirozzi

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LA ONLUS PER GLI AGRICOLTORI TERREMOTATI

Per alimentare il canale di solidarietà, Confagricoltura ha invitato gli associati, i dipendenti, coloro che usufruiscono dei servizi alla persona (CAF, Patronato e Mutua Fima) e tutti coloro che hanno a cuore l’attività agricola delle regioni martoriate a contribuire agli aiuti finanziari che si stanno studiando, facendo confluire le donazioni sul conto Onlus “Senior – l’Età della Saggezza”, Monte dei Paschi di Siena, Iban: IT79Q0103003241000063126678, ricordandosi di inserire la causale: “Aiuti pro terremotati Centro Italia 2016”. Le donazioni effettuate dalle persone giuridiche e/o fisiche potranno essere portate in deduzione/detrazione nella prossima dichiarazione dei redditi. I fondi raccolti saranno impiegati per venire incontro alle esigenze degli agricoltori delle aree colpite dal terremoto e sostenerli, «pianificando le azioni da intraprendere per aiutare, il più possibile, la ripresa delle normali attività».

La proposta di impegno solidale dell’Onlus “L’Età della saggezza”

a Rieti come si era pensato in un primo momento. Non si può assolutamente rinunciare al proprio “essere comunità”. Danni ingenti anche nelle campagne, con tantissime case rurali, stalle e capannoni distrutti e scoperchiati, con la morte di animali o comunque senza ricoveri; con l’impossibilità o la difficoltà a compiere attività fondamentali come la mungitura o a raccogliere, conservare e trasportare il latte per i problemi aziendali ma anche della viabilità. Per la ripresa nelle campagne si è avviata una strategia concertata Stato-Regioni. È scattata subito la macchina della solidarietà. Confagricoltura, nella fase di emergenza, ha subito messo in campo l’aiuto degli agricoltori per i soccorsi con trattori, ruspe e gli altri mezzi tecnici. Ora l’impegno per la ricostruzione. In queste ore tanti si stanno chiedendo cosa possono fare per dare un aiuto alle popolazioni colpite dal sisma. Tra i canali di solidarietà spicca quello della Onlus “Senior – l’Età della Saggezza” promossa dal Sindacato Pensionati di Confagricoltura che si sta impegnando a raccogliere risorse per iniziative concrete a favore degli agricoltori nnn terremotati.


APERTURA TERREMOTO

Il maniero inagibile

La testimonianza di Francesco Amici, proprietario di Castel di Luco nel Piceno. Gravi danni alla medievale struttura aziendale

di Elisabetta Tufarelli

“I

grida il suo allarme dal 2009, quando eravamo stati colpiti dal precedente sisma, ma siamo stati dimenticati dalla ricostruzione; adesso non vorremmo unire il danno alla beffa ed essere pure deportati”. E’ lapidario Francesco Amici che, con la sorella Laura, conduce l’azienda agricola e questo singolare castello del Piceno, che conservava quasi intatta la sua struttura medioevale, ad Acquasanta Terme, una quindicina di chilometri da Ascoli. Una stradina circondata dal verde introduce il visitatore a Castel di Luco, un borgo

medioevale immerso nella quiete dei boschi e nella semplicità della vita rurale.Attraverso una scala ricavata nella roccia il visitatore si lascia alle spalle la realtà del quotidiano per tuffarsi in un’atmosfera fiabesca. Ed interessanti sono gli itinerari fruibili dalle località costiere a quelle dell’entroterra, con la possibilità di poter conoscere paesaggi molto diversi nel raggio di pochi chilometri. “I nostri terreni di montagna – continua l’imprenditore di Confagricoltura – hanno paesaggi di straordinaria bellezza, ma sono anche

l terremoto ci ha g CROLLI NELL’AZIENDA ZOOTECNICA DI NORCIA messo in ginocchio, ma almeno ci Crollo dell’abitazione e della stalla a Norcia, ha lasciato la vita. nell’azienda di Valentina Fausti, associata ai Oggi sono venuti Giovani di Confagricoltura. in azienda i tecnici L’impresa chiude la filiera allevando, tradella protezione civile e, in un’ora sformando e vendendo il maiale brado di di sopralluogo, hanno dichiarato la Norcia, un’eccellenza umbra apprezzata annostra struttura storica totalmente che dal presidente Usa Obama. In azienda inagibile.Abbiamo perso casa, lavoro, passato e futuro, insomma non presente anche la ‘degusteria’ per la carne abbiamo più nulla. Castel di Luco fresca.

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«Questo meraviglioso territorio non può essere abbandonato. Ripartire subito è un dovere» estremamente fragili, perché, a partire dal Dopoguerra, sono vittime di un massiccio spopolamento. Da 10 mila abitanti attualmente non arriviamo a 3 mila. Non vorrei che ora questo meraviglioso territorio rischi di essere abbandonato”. L’azienda agricola, bosco e cinque ettari di orto, produce le verdure di stagione: zucchini, pomodori, melanzane, peperoni ecc. usate per preparare ricette della gastronomia locale servite nel ristorante del castello. Si aggiungono quattro particolarissime suite (ricavate un’antica casa del ‘400, abitazione degli artigiani servizio del signore del castello), con una splendida vista sull’aperta campagna. I fratelli Amici erano pronti a fare il salto di qualità:”Avevamo l’idea di creare un relais di prestigio eccezionale. Con i tecnici di Confagricoltura di Ascoli Piceno – sottolinea Francesco – avevamo deciso di diventare anche viticoltori. In progetto c’erano 5 ettari di Pecorino, un vitigno autoctono delle nostre zone e perfetto per essere coltivato a 1.200 metri. L’obiettivo era di diventare più competitivi e creare sviluppo e occupazione per il nostro splendido territorio. A Castel di Luco avevamo prenotazioni fino a fine ottobre, in tempo per fare le formiche aspettando il rigido inverno”. Sul loro sito si legge che l’attività ricettiva e quella di ristorazione sono sospese a seguito degli eventi sismici dei giorni scorsi. “Ringraziamo di cuore tutte le persone che ci hanno contattato e che ci sono vicine in questi giorni - conclude l’imprenditore -. Ora il mio sogno è poter iniziare a ricostruire il nostro futuro, quello che il sisma ci ha tolto. Le lesioni strutturali sono importanti; finora non abbiamo avuto crolli, ma le scosse continuano e occorre muoversi prima che diventi troppo tardi ed i danni aumentinnn no”.


PRIMO PIANO MADE IN RETE

Italia unita

“Made in rete” è l’associazione promossa da Confagri per diffondere la cultura dell’aggregazione e per creare nuove reti d’impresa

di Gabriella Bechi

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R

azionalizzare un sistema su cui Confagricoltura sta lavorando da anni e sul quale detiene la leadership nel comparto agroalimentare. E’ questo il motivo della nascita di “Made in Rete”, l’associazione di categoria costituita a Roma su iniziativa dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli, che riunisce le imprese agricole, alimentari, agroalimentari e agroindustriali che hanno già formato una “Rete” o che intendono formarla. “Confagricoltura lavora sullo strumento della “rete” dal 2012 – spiega il presidente della neo nata associa-

zione Marco Caprai –, quando avviò un progetto specifico su questa materia, a poco più di due anni di distanza dalla nascita del contratto di rete. Un istituto che fino al 2014 ha subito una continua evoluzione normativa, a cui abbiamo lavorato anche noi molto e su cui stiamo lavorando ancora sotto il profilo della semplificazione e della implementazione delle specificità del settore agricolo”. Il successo di questo moderno strumento di aggregazione è dimostrato dai numeri: 3.056 i contratti stipulati, 15.443 le imprese coinvolte in tutte le regioni d’Italia, con la maggiore concentrazione in Lombardia


Caprai: «Per crescere, ancor più l’agroalimentare deve fare network» agricola, che ha creduto da subito nelle grandi opportunità che lo strumento del contratto di rete offriva in termini di modernità e semplicità per superare la frammentazione del nostro sistema produttivo, ha fornito attività di assistenza e consulenza legale nella redazione e gestione dei contratti, ha creato una piattaforma informativa, formato 31 manager di rete, realizzato una comunità professionale, organizzato incontri formativi e informativi sul territorio e lavorato alla normativa agricola. Questa grande esperienza maturata sul campo ha fatto sì che oggi a Confagricoltura venga riconosciuta la leadership su questa materia nel settore agroalimentare anche da enti esterni, ministeri, università, istituti di ricerca, che sempre più spesso ne chiedono la consulenza. “Made in rete” è lo strumento per consolidare questa leadership. Un’associazione nata per favorire, promuovere e coordinare la colla-

Il presidente di “Made in rete” Marco Caprai

(2.647), Emilia Romagna (1.509), Toscana (1.544), Veneto (1.373), Lazio (1.342), Puglia (950).Tra i settori interessati, il 38% è rappresentato dai servizi, il 37% da industria/ artigianato, l’11% da agricoltura/ pesca, il 9% dal commercio, il 4% dal turismo, l’1% da altri comparti. Nell’agroalimentare sono stati stipulati ad oggi circa 450 contratti, che hanno coinvolto circa 2.000 imprese, di cui 1.450 del comparto agricolo. Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Toscana le regioni con il maggior numero di imprese. Oltre 70 i contratti seguiti direttamente da Confagricoltura. In questi anni l’Organizzazione SETTEMBRE 2016 | MONDO AGRICOLO | 13


PRIMO PIANO MADE IN RETE

borazione e la coope coopediffonrazione tra le imprese, per diffon dere la cultura dell’aggregazione e creare nuove reti d’impresa. Per questo la nuova associazione che, oltre alle imprese associa le sedi Confaprovinciali e regionali di Confa gricoltura e ministeri, università e enti di ricerca, non si limiterà a fornire consulenza contrattuale, ma accompagnerà le aziende nello sviluppo dei loro progetti. Assistendo gli associati nell’individuazione degli interessi da rappresentare nelle competenti sedi istituzionali, elaborando studi e ricerche, organizzando incontri, seminari, convegni e workshop, stipulando convenzioni con istituzioni pubbliche e private, realizzando corsi di formazione e favorendo l’internazionalizzazione, anche attraverso la partecipazione delle reti d’impresa alle missioni organizzate da Confagricoltura. “Siamo convinti – continua il presidente Caprai – che per crescere ed aumentare la propria competitività l’agroalimentare debba fare network, superando i confini tra i vari comparti, al fine di realizzare un sistema più moderno e innovativo. E il contratto di rete è lo strumento ideale per fare questo, perché consente di fare massa critica, avere più potere contrattuale, razionalizzare i costi, ottimizzare le risorse, condividere idee e know –how, raggiungere insomma obiettivi che difficilmente potrebbero essere conseguiti da soli”. Ai vantaggi che derivano da questo nuovo orizzonte imprenditoriale, si aggiungono quelli relativi alla forma 14 | MONDO AGRICOLO | SETTEMBRE 2016

Nell’agroalimentare stipulati 450 contratti di rete riguardanti 2 mila imprese giuridica della rete d’impresa.A fronte delle numerose difficoltà legate ad altre forme di aggregazione, la rete è un unicum nel panorama nazionale per flessibilità e semplicità: consente, infatti, di mantenere intat-

ta la propria individualità pur condivid’impresa, dendo risorse e progetti.“Fare rete insieme è la nostra forza”. Questo il messaggio con cui nel Confagricoltura ha annunciato in rete, nel 2012, l’inaugurazione della sua nuova piattaforma web. Concetto in cui ha creduto e continua a credere per un reale cambiamento del modo di fare sindacato e anche di fare impresa. nnn

SQUADRA DI 31 MANAGER DI RETE SUL TERRITORIO

Confagricoltura - attenta e sensibile ai processi di innovazione anche “di sistema” - è la prima associazione di categoria che ha formato “manager di rete”, precisi punti di riferimento e propulsione delle reti d’impresa. Attualmente si contano 31 “manager” sul territorio, che ora diventano la squadra operativa di “Made in rete”. Hanno la precisa funzione di promuovere e divulgare lo strumento della rete, fornire assistenza e consulenza contrattuale alle imprese ed accompagnarle nella fase di attuazione e gestione dei progetti. Operano in stretto contatto con la struttura centrale di Confagricoltura ed in raccordo tra di loro, come comunità professionale; sono impegnati nella progettazione di “modelli” che - nella specificità del settore agroalimentare e nella attuazione di strategie “comuni” mirate - soddisfino a pieno le esigenze delle imprese.


PRIMO PIANO MADE IN RETE

Il contratto di rete in agricoltura Un aggiornamento sulle novità introdotte recentemente dal legislatore e volute fortemente da Confagricoltura di Maria Cristina D’Arienzo

L

a disciplina del “contratto di rete” - introdotta nel nostro ordinamento nel 2009 – è stata oggetto di numerosi interventi di riforma. Con il contratto di rete due o più imprese collaborano per la realizzazione di un programma di attività (cd.“programma di rete”)

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volto al perseguimento di obiettivi strategici di accrescimento della capacità innovativa. È soggetto a vincoli di forma e pubblicità presso il registro delle imprese. Oggi questi vincoli di forma, grazie all’intervento di Confagricoltura, sono alleggeriti mediante l’uso della firma digitale, da parte dei rappresentanti legali delle

imprese e l’assistenza e sottoscrizione digitale da parte di una o più organizzazioni professionali agricole (quindi si può stipulare o modificare un contratto senza l’intervento del notaio). Tra i successivi provvedimenti diretti a favorire una “spinta” alle


aggregazioni, appaiono degni di nota quelli legati alle dinamiche “lavoristiche”. L’assunzione congiunta, introdotta con il “Pacchetto occupazione” d.l. 76/2013 (conv. in l. 99/2013) è stata messa a punto per venire incontro alle esigenze delle imprese agricole. In concreto, con il contratto di rete si potranno assume-

re uno o più dipendenti per destinarli a svolgere attività, presso le rispettive aziende, ripartendone gli oneri tra i soggetti della rete stessa. La normativa previgente riconosceva la possibilità di assumere congiuntamente lo stesso lavoratore solo se almeno il 50% delle aziende apparteneva al settore agricolo. La nuova norma l. 154/2016 ( cd. “collegato agricolo) ha abbassato la soglia al 40%. E così, ad esempio, in presenza di un contratto di rete “misto” tra 5 imprese appartenenti a settori produttivi diversi è sufficiente che almeno 2 siano agricole. Significative modifiche sono state apportate all’istituto del

cole e medie imprese agricole la produzione derivante dall’esercizio in comune delle attività, secondo il programma di rete, «può essere divisa fra i contraenti in natura con l’attribuzione, a ciascuno, a titolo originario, della quota di prodotto convenuta nel contratto medesimo». Nel contratto di rete agricolo, dunque, tra gli obiettivi possono essere indicati tanto l’impegno delle parti contraenti alla realizzazione di una produzione agricola,

distacco del lavoratore, in virtù del quale un datore pone temporaneamente uno o più lavoratori a disposizione di un altro soggetto, per l’esecuzione di una determinata attività lavorativa. Gli imprenditori (datore distaccante e datore distaccatario) se sono uniti da un contratto di rete, non debbono più preoccuparsi di dimostrare la sussistenza di un interesse al distacco, in quanto la sussistenza dell’interesse è riconosciuta in via automatica dal legislatore. Il contratto di rete ha ricevuto alcune particolari specificazioni; innanzi tutto ad esso non si applica la disciplina sui contratti agrari. Sempre in tema di particolarità per le reti di imprese del settore primario si richiama il “contratto di rete agricolo”. L’art. 1 bis della l.116/2014 ha stabilito che per i contratti di rete costituiti da pic-

quanto l’esercizio in comune di detta attività. Conseguentemente, da un lato, la produzione sarà il risultato del contributo di ciascun impresa aderente alla rete, ovvero ottenuta dalla sommatoria di una varietà di competenze specifiche e fattori produttivi (attrezzature, strumenti, mezzi tecnici, know how); dall’altro, si realizzerà una forma organizzativa di impresa finalizzata alla crescita imprenditoriale delle imprese facenti parte della rete. In ultimo, preme osservare come, ancora una volta, l’azione di Confagricoltura, è confermata da una importante semplificazione: non è più previsto per le “reti contratto” l’obbligo di deposito del bilancio (l. 154/2016 “collegato agricolo”), che permane per le “reti soggetto”, ovvero per quelle che realizzano un “nuovo” soggetto che si distingue dai partecipanti (si pensi analogicamente alle società). nnn

Le reti di imprese arricchiscono e rinnovano i modelli di aggregazione delle PMI

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PRIMO PIANO MADE IN RETE

Network verde La rete dei vivaisti lombardi protagonista ad Expo dove ha allestito il green di numerosi padiglioni. Comprende 14 aziende con 200 vivai di Gabriella Bechi

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L

a carta vincente è stata Expo 2015. La partecipazione attiva ai lavori dell’Esposizione universale è stata infatti la motivazione principale che ha spinto 14 aziende florovivaistiche lombarde, che avevano da poco costituito la rete “Green Italia Network”, ad entrare nella fase operativa, proponendosi come interlocutori privilegiati a tutti coloro che nell’ambito della manifestazione avrebbero avuto necessità di allestire spazi a verde. E ad Expo “Green Italia Network” è stata protagonista, realizzando gli allestimenti dei padiglioni USA, Angola, Francia, Svizzera, Irlanda, le opere paesaggistiche Cascina Triulza, la Grande Mela, Eurochocolate e l’area verde “Baci Perugina”, dove i colori del famoso marchio sono stati proposti

L’area verde “Baci Perugina” a Expo 2015. .Fioriture e sentieri richiamavano i colori del marchio

tramite le fioriture e i sentieri che abbracciavano il padiglione. “Green Italia Network” è nata nel 2014 dall’unione in rete di 14 aziende florovivaistiche aderenti a Confagricoltura Lombardia, imprese solide e di qualità che insieme avevano un altissimo potenziale nell’offerta di un servizio completo per la realizzazione di lavori di costruzione e manutenzione di grandi opere verdi. Confagricoltura ha poi contribuito a perfezionare il contratto di rete secondo le specifiche esigenze e con obiettivi strategici comuni volti ad incentivare lo sviluppo economico ed accrescere il livel-


Tecnologie innovative per il verde pensile e per quello verticale rivate tutte insieme all’ultimo momento. Insieme avevamo tutto: le piante, le varietà, i tecnici e il personale per intervenire in maniera rapida e simultanea. I risultati sono andati al di là delle aspettative e questo ha rafforzato la nostra fiducia nello strumento della rete.” I partner della rete oggi si riuniscono tutte le settimane ed elaborano progetti e strategie sempre più ambiziosi. “Puntiamo molto in alto – spiega Mattavelli perché ora sappiamo che insieme possiamo partecipare a alle gare di grandi opere verdi in Italia, ma soprattutto guardiamo all’estero, dove ci sono grandissime opportunità che da soli non avremmo mai potuto cogliere. Abbiamo già fatti lavori in Georgia, nel Bahrein, nel Qatar e siamo stati in Russia, dove abbiamo avuto contatti molto interessanti che potrebbero dare ottimi frutti se non fosse per l’embargo che rende estremamente difficili le esportazioni di piante in questo Paese.” lo di competitività sul mercato Oggi “Green Italia Network” pronazionale ed internazionale. La pone tecnologie innovative per il rete dispone di più di 200 vivai in pieno campo e colture protette, diversificati per zona geografica e tipologia di produzione, che comprendono la più vasta scelta di specie botaniche tra alberi, arbusti e specie erbacee, perenni e annuali, piante da interno e bonsai, prodotti secondo processi che garantiscono la massima qualità e convenienza e un basso impatto ambientale. Dispone di 350 dipendenti. “Expo 2015 è stata il nostro banco di prova – dice il presidente della rete Massimo Mattavelli proprietario dell’azienda Edilgreen -. Eravamo consapevoli di saper fare tutti bene il proprio lavoro, ma che da Il verde verticale soli non avremmo avuto gli strudel padiglione Usa a Expo 2015 menti per far fronte alle richieste degli espositori, che sarebbero ar-

verde pensile e per il verde verticale, che consentono di mitigare l’impatto ambientale degli edifici industriali e civili, di ottimizzare il risparmio energetico, ridurre l’inquinamento atmosferico e valorizzare la componente ornamentale e architettonica delle strutture. E’ inoltre specializzata nella realizzazione di aree verdi dedicate al tempo libero, nelle tecniche di forestazione urbana e nella creazione di vaste aree a prato per lo sport, nel restauro e recupero di giardini storici. Offre un servizio di noleggio di piante ed accessori per l’allestimento di fiere, stand, sale congressi, spazi pubblici, cerimonie e feste private e quello di manutenzione del verde, con particolare attenzione alla sostenibilità economica e all’ impatto ambientale. La rete, infine, collabora con i leader di mercato per lo sviluppo di attrezzature innovative alimentate con energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Investe in ricerca e innovazione con l’obiettivo di valorizzare ancora di più quel Made in Italy florovivaistico riconosciuto e richiesto in tutto il mondo che, lavorando insieme, può dare grandi soddisfazioni imprenditoriali e portare benefici economici e ambientali al Paese. nnn

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PRIMO PIANO MADE IN RETE

Extravergine d’alta classe Alleanza tra le “Signore dell’Olio” per valorizzare l’EVO al femminile della Maremma. Si punta al mercato del lusso ed alla internazionalizzazione

di Gaetano Menna

T

re imprenditrici maremmane - testarde, dinamiche, figlie del mondo - sono le “Signore dell’Olio”. Così si chiama la rete di imprese tutta al femminile che hanno costituito a luglio scorso. Un progetto accarezzato da quattro anni che è giunto in porto dopo mille peripezie burocratiche. Anna Barberini (azienda La Forcola di Scarlino), Elena Neri (azienda Il Tesorino di Massa Marittima), Francesca Quiriconi (azienda Pra-

to al Pozzo di Cinigiano), sono produttrici di olio (ma non solo) che, per nascita o per scelta, hanno deciso di sviluppare una propria attività in Maremma, zona preservata, ricca di un potenziale di sviluppo straordinario, soprattutto in ambito agricolo e turistico. Le tre aziende hanno la particolarità di essere ubicate distanti tra loro e in territori dalle caratteristiche orografiche differenti, fornendo così uno sguardo completo sulla Maremma. Ognuna si è data un compito: Elena ha il ruolo di capofila della rete, quella che si occupa delle 20 | MONDO AGRICOLO | SETTEMBRE 2016


Tre “bottiglie di profumo”: il packaging collettivo esalta le diverse fragranze

pratiche burocratiche, della messa in pista della “macchina”; Anna si interessa di marketing e comunicazione e sta seguendo pure il packaging; Francesca si occupa del mercato estero, dove ha già agganci, per l’ampliamento del progetto. «Abbiamo unito idee, capacità e conoscenze per commercializzare insieme, sotto un unico logo, l’olio extravergine di oliva prodotto in proprio – ci dice Anna –. Non ci siamo limitate a mettere assieme le nostre tre bottiglie, ma abbiamo realizzato un packaging collettivo che racchiude tre

bottiglie dello stesso formato e etichetta . Un prodotto del tutto nuovo rispetto a quello delle rispettive aziende. Nella scatola ci saranno così tre bottiglie uguali che propongono l’EVO biologico (il mio), quello fruttato (di Elena), il gran cru (di Francesca). Sulle etichette retro invece la personalizzazione secondo le disposizioni di legge relative a produzione e imbottigliamento a cui ogni produttore è soggetto». Le tre produttrici sono d’accordo sugli obiettivi. I principali - più ovvi ed immediati - sono quelli dell’aumento del volume d’affari

(intraprendere un’attività di business in rete consente di allargare la propria base di mercato) e dell’incremento di fatturato. Quindi tutti gli altri correlati: allargamento della gamma di prodotti e servizi forniti; economie di scala; possibilità di accedere a nuove idee e nuove esperienze. «Tre oli dalle fragranze differenti tanto che le bottiglie ricordano quelle da profumo – ci spiega Francesca -. Puntiamo a mercati di riferimento di alta nicchia, quelli del lusso e della cucina gourmet. La partenza con la nuova campagna olivicola, puntando per ora sul mercato nazionale. In futuro ci proietteremo su quello internazionale». «Le donne imprenditrici – prosegue - si aiutano molto tra loro. Il nostro progetto è nato inizialmente dall’unione delle forze di Anna ed io per realizzare uno stand assieme ad una manifestazione fieristica. In quell’occasione ci presentammo come le “Signore dell’olio”; poi si è unita alla squadra Elena ed il progetto ha preso definitivamente il volo sulla strada della rete». «La rete d’imprese, per la sua flessibilità – conclude Elena - è lo strumento ideale per realizzare un progetto corale, senza mettere in discussione la propria storia professionale. Quello che è pesato molto, nella sua definizione, è stata la complessità dell’iter burocratico, ma soprattutto toccare con mano come non ci sia ancora la piena conoscenza dello strumento della rete da parte della PA; ciò ha reso estremamente gravoso il rapporto con lo Stato. La rete delle Signore dell’Olio è stata realizzata grazie alla nostra caparbietà ed all’aiuto prezioso di Confagricoltura di Grosseto e nazionale per il disbrigo delle pratiche». nnn SETTEMBRE 2016 | MONDO AGRICOLO | 21


PRIMO PIANO MADE IN RETE

Pianeta agrumi

In Calabria si punta a fare massa critica della produzione di arance, clementine e bergamotti di qualità

di Elisabetta Tufarelli

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a Piana di Sibari, la pianura più grande della Calabria, è conosciuta per le clementine, ma è un importante distretto agrumicolo. E’ partito da qui il progetto di rete d’imprese “Filiera agrumi”, che riunisce otto aziende associate a Confagricoltura, che poi si è allargato a livello

regionale. L’iniziativa, presentata con successo alla recente Fruit Logistica di Berlino, ha l’obiettivo di unirsi ‘per fare massa critica’, per promuovere le eccellenze del territorio e per contrastare la crisi che, da anni, colpisce il settore agrumicolo. Alla produzione, per iniziare, sono stati dedicati 310 ettari tra arance (100 ettari delle va-


Network di realtà imprenditoriali agricole ben radicate sul territorio in ricerca e l’accesso al credito. “Vogliamo privilegiare il coinvolgimento, adottando spontaneamente modelli organizzativi e processi decisionali più inclusivi e partecipativi. La nostra rete è anche luogo di scambio, di sviluppo e di confronto ed ha l’importante compito, tra gli altri, di rendere il singolo imprenditore meno isolato. Partendo da qui intendiamo rinnovare e rafforzare il ‘made in Calabria’ agrumicolo”. Questo network, infatti, coinvolge realtà imprenditoriali agricole ben radicate sul territorio e che coltivano sia con metodo biologico, sia tradizionale: Cooperativa Morgia srl, azienda agricola Martilotti Gabriella, società agricola Torre di Mezzo Milk production s.r.l., azienda agricola Elena Santilli, azienda agricola Tenuta Morano, agricola Raffaele Maiorano, vivai Milone ss. “Proveniamo tut-

ti da famiglie di imprenditori del settore da oltre 70 anni – ha sottolineato Martilotti -. Produciamo arance, clementine e bergamotto in maniera intensiva, da cui ricaviamo deliziosi e saporitissimi succhi con il 100% di frutta, che commercializziamo in diverse confezioni a partire dalla bottiglietta di vetro da 200 ml, e marmellate con 85% di frutta e 15% di zucchero di canna. Puntiamo prevalentemente sull’export e il nostro prodotto, lavorato in ambienti altamente igienici, gode di certificazioni HACCP, IFS e GLOBAL GAP. Il succo viene pastorizzato ad una temperatura compresa tra i 60 e i 65 gradi, per preservare intatte tutte le qualità organolettiche. La nuova rete apre agli agrumi calabresi nuove prospettive, risolvendo il problema della frammentazione della produzione, spalancando la porta all’internazionalizzazione e costruendo un’immagine unica di riferimento per i frutti prodotti su questo territorio, con le differenti varietà e caratteristiche e soprattutto con la loro straordinaria qualità. nnn

rietà Tarocco, Biondo e Navelina), clementine (200 ettari di Primizie, Tardive e Igp Clementine di Calabria) e i bergamotti (10 ettari) per un raccolto complessivo di circa 125 mila q.li di agrumi. “La nostra produzione – ha spiegato Gabriella Martillotti, presidente Agriturist Calabria e tra i promotori della neonata rete d’impresa – è stata organizzata in modo da coprire la domanda di mercato da ottobre a marzo. Sono convinta che la nostra forza sia questo territorio. E la messa in comune di competenze e la collaborazione tra aziende sarà una buona soluzione per aumentare anche la nostra competitività all’estero”. Il problema, in generale, delle imprese agricole italiane è quello di una dimensione troppo ridotta, che impedisce o limita l’internazionalizzazione, gli investimenti SETTEMBRE 2016 | MONDO AGRICOLO | 23


FOCUS IMPEGNO SOCIALE

Progettualità vincente Presentato alla stampa, a Rimini, il bando del concorso riservato a agricoltori e coop per premiare il miglior nuovo progetto di agricoltura sociale di Anna Gagliardi

C Fotograie di Giampaolo Atzeni

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inquantamila euro per il migliore progetto di agricoltura sociale: a tanto ammonta il premio istituito da Confagricoltura e dalla Onlus Senior - l’Età della Saggezza,con la collaborazione della Rete della Fattorie Sociali e Intesa San Paolo. Il bando è stato presentato ufficialmente al Meeting di Rimini dal presidente di Confagricoltura Mario Guidi e della Onlus Senior Rodolfo Garbellini, insieme al segretario Angelo Santori. Presenti anche il vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera Massimo Fiorio, il presidente della Rete delle Fattorie Sociali Marco Berardo di Stefano e Luca Siciliano della Direzione Marketing di Intesa San Paolo, che sostengono il progetto. Il concorso è riservato a imprenditori agricoli e cooperative sociali che esercitano attività agricola e ad altre forme di associazione di promozione sociale. Il bando è consultabile sul sito appositamente creato da Confagricoltura


I trenta progetti che avranno ottenuto il maggior numero di preferenze saranno esaminati da una commissione di esperti indipendenti e di comprovata esperienza,nominata da Confagricoltura e dalla Onlus Senior.

Da sinistra: Santori, Garbellini, Fiorio, Guidi, Siciliano, Di Stefano

www.coltiviamoagricolturasociale.it e scade a mezzanotte del 15 ottobre 2016. COME PARTECIPARE Le aziende interessate devono proporsi inserendo online su tale sito il proprio progetto, nel format “criteri per la formulazione della proposta”, e inviare a mezzo raccomandata A/R la candidatura e la documentazione richiesta comprensiva di tutti gli allegati all’indirizzo: Confagricoltura Aspaglio, corso Vittorio Emanuele II n°101, 00186 Roma. Il progetto deve essere realizzato entro il 30 ottobre 2017: i dettagli saranno stabiliti dalla convenzione che sarà sottoscritta con il vincitore del premio entro trenta giorni dalla pubblicazione dei risultati, che avverrà entro il 31 dicembre 2016. La somma sarà erogata in tre tranche: il 40% alla firma della convenzione; un ulteriore 40% alla data della presentazione della rendicontazione delle spese effettuate con il primo acconto, e comunque entro quattro mesi dalla firma della convenzione; il restante 20% entro la scadenza stabilita, a fronte della rendicontazione delle spese effettuate con la seconda tranche del finanziamento. Il progetto deve essere esegui-

to direttamente dal soggetto proponente e assegnatario del premio. I documenti necessari per inserire la candidatura sono l’informativa sulla privacy con sottoscrizione al trattamento dei dati; la dichiarazione sostitutiva di atto notorio ex art.47 DPR 445/2000 attestante che le attività del progetto non hanno avuto finanziamenti da altre organizzazioni o enti; il curriculum e la visura camerale del richiedente ed eventuali partner (al massimo di tre mesi antecedenti l’apertura del bando). Non sono ammessi ritardi, né omissioni nella compilazione degli allegati. COME VOTARE I PROGETTI Una volta inseriti nella piattaforma, i progetti diventano votabili online a partire dal 15 ottobre, previa registrazione del votante, il quale potrà assegnare una sola preferenza. Ci sono trenta giorni di tempo per farlo; dopo non sarà più possibile.

Per info e candidature: www.coltiviamoagricolturasociale.it

I CRITERI DI SELEZIONE La griglia di valutazione si rifà ad una serie di criteri, quali la coerenza con il bando, la chiarezza e completezza della proposta, la rilevanza dei risultati per i beneficiari indicati, il contributo all’inclusione lavorativa e all’innovazione nel welfare, l’equilibrio di genere, la solidità del sistema di valutazione e del piano di comunicazione e altro ancora. Particolare attenzione, nella valutazione, sarà posta ai progetti più vicini alla solidarietà tra le generazioni, all’occupazione e all’assistenza socio sanitaria delle persone più deboli,con particolare riguardo all’inclusione sociale nelle zone rurali e alla tutela dei diritti civili. Verrà scelto un solo progetto, che sarà premiato entro la fine dell’anno. La presentazione del bando si è perfettamente inserita nel contesto del Meeting di Rimini, avente per tema ‘Tu sei un bene per me’,suscitando grande interesse.“Questo concorso - ha affermato l’onorevole Fiorio in conferenza stampa - è un’azione concreta che dà sostanza alla legge, la quale, a soltanto un anno di distanza dalla sua emanazione, segna un’attenzione sempre crescente”. Per Intesa San Paolo “la collaborazione con Confagricoltura ha portato sempre alla condivisione di impegni. – ha detto Siciliano – Oggi lavoriamo sui concetti di opportunità verso i più deboli e di potenzialità in nuovi ambiti.“I valori della responsabilità sociale e dei legami solidali - ha precisato il presidente di Confagricoltura Guidi - offrono oggi nuove opportunità, anche economiche, per le imprese agricole”. Valori sostenuti dalla Onlus Senior, ricordati dal presidente Garbellini nell’ambito delle iniziative di solidarietà già realizzate con la Comunità di Sant’Egidio, fino alle più recenti collaborazioni con il Policlinico Gemelli di Roma. nnn

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FOCUS IMPEGNO SOCIALE

Il presidente Guidi al convegno del Meeting sulla salvaguardia alimentare: «L’agricoltura ha sempre applicato i principi dell’economia circolare»

Cibo senza spreco

di Anna Gagliardi

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n Europa lo spreco alimentare è quantificato in 143 miliardi di Euro all’anno, pari a 173 kg di cibo per ogni cittadino della UE. Se n’è parlato al Meeting di Rimini, nel convegno “Cibo, un bene per tutti. Dalla lotta allo spreco alle nuove tecnologie”, insieme al direttore generale della Fondazione Banco Alimentare, Marco Lucchini e ad esponenti di rilievo del mondo imprenditoriale e politico, con la deputata Maria

Marco Lucchini

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Fotograie di Giampaolo Atzeni

Chiara Gadda (PD), prima firmataria della legge anti sprechi (la numero 202 del 19 agosto 2016, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 agosto). “L’agricoltura non spreca cibo – ha puntualizzato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi –. Il nostro settore applica da sempre i principi dell’economia circolare, ovvero quelli che ci insegna la natura: riutilizzare tutto ciò che è possibile”. Riguardo alla salvaguardia delle risorse naturali, anche le politiche europee si sono adeguate ai tempi e alle necessità, promuovendo la sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle pratiche agricole. “In questo caso la tecnologia può dare una grossa mano agli agricoltori, ma - avverte Guidi - dobbiamo

farne un uso intelligente, governando l’innovazione. La bioeconomia, l’agroenergia e l’agricoltura di precisione sono risposte chiare ai nuovi scenari del settore primario del terzo millennio, chiamato a sfamare una popolazione mondiale in continuo aumento, ma contemporaneamente a salvaguardare in nostro pianeta”. “Noi italiani siamo i secondi produttori al mondo di tecnologia agricola – ha affermato Massimo Goldoni, della Goldoni SpA - ma dobbiamo delineare strategie più ampie e non guardare soltanto all’immediato. Qualcosa si sta muovendo in questa direzione. Le emergenze ci impongono soluzioni efficaci, così come lo è stato in passato, nel secondo


“Non basta fare profitto, occorre generare valore sociale” – ha precisato ricollegandosi al tema della del Meeting di Rimini “Tu sei un bene per me”. Livia Pomodoro, giurista, già presidente del Tribunale di Milano, ha puntato l’attenzione sul concetto di dignità dell’essere umano, “dignità che è garantita se ci sono i diritti di sopravvivenza, a partire dal diritto al cibo, che non va sprecato e che deve essere accessibile a tutte le popolazioni della terra”. Un tema già ampiamente dibattuto all’Expo 2015 di Milano,“che ha avuto il pregio di parlare di queste cose a una vasta platea - ha precisato la giurista – e di ricordare che al mondo ci sono malati sia per eccesso, sia per mancanza di cibo”. “Contrastare lo spreco – ha sottolineato l’on. Gadda – aiuta tutti a vivere meglio. L’Italia, che prima di altri paesi in Europa aveva avviato questo percorso con la legge del Buon Samaritano nel 2003, ora si è dotata di una nuova legge moderna, che incentiva le tante esperienze e buone pratiche diffuse sul territorio nazionale”.“Per migliorare questi sforzi - ha concluso il presidente di Confagricoltura - ben venga la legge anti sprechi, ma auspichiamo anche un provvedimento che favorisca la diffusione di nuove macchinari e di tecnologie per la raccolta e la conservazione, dopoguerra, quando l’agricoltura ci con il caffè usato e recuperato, e che faciliti il riutilizzo dei prodotha salvato e il lavoro di fatica di mille raccolto in un anno 500 tonnellate ti agricoli non commercializzabili uomini è stato gradualmente sostitu- di alluminio dalle capsule restituite. per altri fini”. nnn ito da quello di un solo trattore”. Virtuosa l’esperienza della NespresIN VIGORE LA LEGGE #SPRECOZERO so, nata in Svizzera trent’anni fa e presente in Italia dal 1999: il diretIl 14 settembre è entrata in vigore la legge166/2016 tore generale Fabio Degli Esposti ha sulla donazione e sulla distribuzione di prodotti alisviscerato il connubio brand – sostementari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e nibilità, riportando l’impegno dell’aper la limitazione degli sprechi, di cui l’on. Gadda è stazienda nella lotta agli sprechi grazie ta relatrice alla Camera e prima proponente. Con essa al recupero delle capsule e del caffè si punta a incrementare il recupero e la donazione delad uso domestico. A queste buone le eccedenze, dando la priorità della loro destinaziopratiche si aggiungono investimenti ne agli indigenti. «Si tratta – ha detto il ministro per nei Paesi del Sud del mondo, dove le Politiche agricole Martina - di una delle più belle e si coltiva il caffè, finalizzati a miglio- L’On. Maria Chiara Gadda concrete eredità di Expo Milano 2015. Nel nostro Paerare le condizioni di vita di quelle se sprechiamo ancora troppo. Adesso abbiamo uno popolazioni. Nespresso ha recentemente donato 250 tonnellate di riso strumento in più per avvicinarci all’ obiettivo di recuperare 1 milione di tonnellate derivante da coltivazioni fertilizzate di cibo all’ anno, donandole attraverso il lavoro insostituibile degli enti caritativi». SETTEMBRE 2016 | MONDO AGRICOLO | 27


FOCUS IMPEGNO SOCIALE

L’altro è un bene per se stessi

Fotograie di Giampaolo Atzeni

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Confagri partner della mostra “You’ll never walk alone” al Meeting di Rimini. Storie di generosità e disponibilità verso il prossimo

di Gabriella Bechi

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onsiderare l’altro un bene anche nell’esperienza lavorativa. Era questo il tema della mostra “You ‘ll never walk alone” curata dalla Compagnia delle Opere Agroalimentare con il patrocinio del ministero delle Politiche agricole e realizzata in collaborazione con Confagricoltura, allestita nel padiglione A1 del Meeting di Rimini 2016. Quattro storie di persone comuni, Luciano, Patrizia, Peppe ed Elisa - raccontate attraverso pannelli descrittivi, foto e filmati - che hanno capito, rischiando anche di persona, che l’altro è sempre un bene per se stessi, anche quando apparentemente si presenta come pericolo o ostacolo al proprio modo di operare. Luciano difende il mulino dove lavora come affittuario in provincia di Ravenna da oltre quindici anni, quando gli anziani proprietari lo invitano ad andarsene, coinvolgendo ispettori del lavoro, vigili del fuoco e perfino i carabinieri. Scommette sul “cuore SETTEMBRE 2016 | MONDO AGRICOLO | 29


FOCUS IMPEGNO SOCIALE

Darsi ma anche ricevere. Nei momenti di difficoltà, si può accettare l’aiuto buono” dei proprietari e degli ispettori che si riveleranno poi indispensabili per la ricostruzione. Patrizia e suo marito Fiori, titolari del Salumificio dei Castelli in provincia di Vicenza, hanno subito, come tanti altri imprenditori, gli effetti della crisi economica, arrivando vicino al fallimento. Una situazione drammatica che vivevano in silenzio soffocati dalla vergogna. Fino a quando, proprio durante un Meeting di Rimini, hanno capito l’importanza di aprirsi agli altri, di raccontarsi, di accettare il loro aiuto. Peppe, dirigente all’assessorato all’Agricoltura della Regione Sicilia a Siracusa, pur avendo un posto

fisso, si muove come se l’azienda fosse sua, fermandosi oltre l’orario di lavoro,cambiando le ferree regole della burocrazia e offrendo al pubblico con cui è in contatto un

Il presidente Guidi visita la mostra

servizio attento e personalizzato. Inizialmente questo attira su di lui le “ire” dei colleghi, desiderosi soltanto di fare lo stretto necessario, ma presto il suo comportamento diventa contagioso. Elisa, giovane laureata in lettere, e Pierangelo, suo padre, ex dirigente in pensione, nel 2013 creano la cooperativa In_Opera, alle porte di Milano, dove sorge il più grande carcere italiano, con circa 1500 detenuti. All’interno del penitenziario hanno dato vita ad un panificio dove lavorano sei detenuti che fanno pane, pizze, focacce e dolci che vengono venduti sul mercato locale. Li chiamano “Quelli del pane buono”. Hanno rinunciato alla carriera e al tempo libero e anche al guadagno, ma i detenuti sono diventati per loro una ricchezza personale che va al di là di tutto questo. Una mostra che ha spiegato in modo semplice ed efficace come spesso l’influenza dell’altro nella propria sfera lavorativa, quando non sembra necessaria, è frequentemente neutralizzata o ridotta al minimo, poiché percepita come ostacolo o minaccia al raggiungimento dei propri obiettivi. Succede tra colleghi, imprenditori, liberi professionisti. Dimenticando che l’altro è sempre un bene per nnn se stessi. 30 | MONDO AGRICOLO | SETTEMBRE 2016


FOCUS IMPEGNO SOCIALE

Innovazione a tre ruote Social business di una start up ugandese che ha ideato un triciclo a biogas per il trasporto refrigerato di frutta e verdura. Così si riducono le massicce perdite di merci deperibili di Gaetano Menna

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e perdite di prodotti agri agripost-raccoli nella fase di post-rac colta sono un problema soprattutto per i Paesi in via di sviluppo, dove le infrastrutture sono meno moderne ed efficienti di quelle dei Paesi

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più progrediti. Una delle difficoltà che, ad esempio, riscontrano i piccoli coltivatori ugandesi è quello di dover trasportare i prodotti su strade rurali impervie che impediscono l’utilizzo dei camion come mezzi di trasporto per raggiungere i mercati locali (e comunque il costo per gli spostamenti con gli automezzi sono insostenibili). Per trasferire merci deperibili non refrigerate si utilizzano quindi biciclette manuali o, nella migliore delle

ipotesi, ciclomotori. Così però non si possono percorrere più di 30-60 km e, a causa del caldo e dei percorsi accidentati, una parte rilevante delle merci prodotte deperisce proprio durante il trasporto. Secondo la Fao il 45% di frutta e verdura prodotte nei Paesi in via di sviluppo vengono persi durante il periodo di post-raccolta. Un problema notevole che non favorisce la crescita ed il consolidamento dell’agricoltura locale. Molti sforzi produttivi vengono pertanto vanificati ed i margini di reddito si assottigliano ulteriormente per le piccole aziende agricole dei PVS. Una start up di Kampala, in Uganda, ha avviato ora il progetto del “fruitcycle”. Infatti ha progettato (e realizzato i primi prototipi) di un triciclo motorizzato, attrezzato per la frigoconservazione, per il trasporto di frutta e verdura fresca. Per refrigerare e come carburante si utilizza una fonte rinnovabile come il biogas che si ottiene in mini impianti aziendali alimentati da prodotti vegetali deperiti e dagli scarti aziendali e familiari. Con questo innovativo veicolo, un agricoltore può trasportare una quantità di 50-300 kg di prodotti e riesce a fare da 1 a 5 viaggi giornalieri per raggiungere mercati localizzati tra i 10-120 km di distanza dalle campagne. Permette altresì la vendita porta a porta, dal produttore al consumatore, eliminando i costi dell’intermediazione ed ampliando i guadagni aziendali. Insomma, quella del triciclo refrigerato a biogas, pensato ed ideato tenendo presenti le condizioni in cui operano i produttori in Uganda (ma anche in molte altre realtà in via di sviluppo) è un social business che merita attenzione e che va sostenuto. La start up ugandese cerca ora sponsor e sostegni per mettere in produzione il veicolo e per trasferire il know how ad altre realtà similari. Va sottolineato il carattere innovativo dell’operazione che nasce in un Paese che si sforza di progredire. Si opera con il giusto mix tra innovazione e tradizione che si adatta alle specificità locali ed è finalizzato a risolvere problemi insorche, fino ad oggi apparivano insor montabili. nnn


L’APERTURA

Macchine agricole: finanziamento INAIL solo per le aziende agricole “Vincoli europei” impediscono agli agromeccanici di accedere ai contributi per l’acquisto di macchine sicure ed eco-compatibili

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li incentivi per l’acquisto di macchinari agricoli stanziati dal ministero delle Politiche agricole e affidati all’INAIL sono finalmente operativi. Il bando “Isi agricoltura 2016” mette a disposizione 45 milioni di euro a fondo perduto per l’acquisto di macchine ed attrezzature di nuova generazione. Fa però sapere il ministero che, a causa di un discutibile vincolo europeo, il bando è riservato alle sole imprese agricole e non ai contoterzisti. Esso prevede l’erogazione di un importo pari al 40% del valore del mezzo acquistato (50% per le imprese gestite da giovani agricoltori) fino ad un massimo di 60 mila euro. UNCAI si augura che la politica di agevolare e incentivare l’acquisto di macchinari da parte delle piccole e micro imprese agricole (il bando è rivolto a loro) non metta in pericolo il sistema agricolo italiano. Per i piccoli agricoltori ammortizzare un macchinario è spesso un’impresa impossibile ed espone l’azienda al rischio di non riuscire a rientrare dal debito contratto con gli istituti bancari. Non crediamo che l’Europa punti di proposito il suo bazooka normativo contro l’agricol-

UNCAI L’Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici ed Industriali rappresenta e tutela su tutto il territorio nazionale imprenditori che lavorano per conto terzi nel settore agricolo e industriale. Presidente: Aproniano Tassinari www.contoterzisti.it

tura italiana, i suoi prodotti e i suoi attori, ma che si faccia un uso poco consapevole e lungimirante dell’Europa. Intanto, oggi, in nome della sostenibilità ambientale e della sicurezza sul lavoro che può essere garantita solo dai mezzi agricoli innovativi, si mette a rischio la sostenibilità economica di tante piccole aziende agricole, illudendole di fare tutto da sole, senza il sostegno dei contoterzisti. ATTIVITA’ CONNESSE Serve più chiarezza: cosa si può legittimamente fare e cosa è da evitare, quali sono le opportunità, ma anche i limiti delle attività agricole connesse? L’obiettivo è il rispetto e la collaborazione fra aziende agricole e contoterzisti. Se da una parte la prestazione di servizi può talvolta rientrare nella sfera dell’agricoltura (art. 2135 Codice Civile), allo stesso tempo, i servizi per conto terzi resi

dalle aziende agricole in regime di connessione devono essere effettuati con mezzi e risorse prevalentemente usati nell’azienda agricola e deve esserci proporzione tra potenzialità delle macchine e l’azienda stessa. Inoltre, sotto il profilo fiscale, le prestazioni conto terzi svolte dagli agricoltori non rientrano nel reddito agrario e sono soggette al regime forfettario del 25%. Dal punto di vista della sicurezza, chi svolge attività connessa deve poi assicurare i macchinari per conto terzi e non conto proprio, sia per la circolazione, sia per i lavori svolti e deve aprire una specifica posizione Inail. Infine il gasolio conto terzi non può essere assegnato per le attività connesse. Il quadro normativo sembra dunque riconoscere e difendere la professionalità dei contoterzisti.Tuttavia, continuano a verificarsi casi di concorrenza sleale, forse per mancanza di controlli incrociati e sanzioni efficaci per chi fa rientrare nelle attività connesse prestazioni che in realtà non lo sono. Aproniano Tassinari

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NO T I Z I E

Sostenibilità nei vigneti Con i contoterzisti e le loro macchine si riduce drasticamente l’impiego di erbicidi. E la prossima sfida è portare il rateo variabile nelle terre del Prosecco

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ià da qualche anno Treviso è la capitale mondiale del recupero, inteso come impiego nel vigneto di macchine a recupero (o a tunnel) per la distribuzione di fitosanitari. Ora, dopo le prove in campo organizzate da Condifesa a Susegana, la terra del Prosecco si prepara a diventare la prima provincia italiana diserbante free. Per capire cosa è accaduto e cosa sta accadendo, dobbiamo partire dall’im-

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pegno per la sostenibilità ambientale di Condifesa, che a Treviso dispone di un ufficio tecnico che organizza “sfide in campo” tra costruttori di macchine agricole. Non semplici prove in campo, ma sfide perché c’è sempre un obiettivo dichiarato. Qualche anno fa la sfida è stata costruire macchine per trattamenti senza effetto deriva ed è stata vinta. A fine luglio invece era costruire macchine per il diserbo

meccanico tra i colli del Conegliano Valdobbiadene DOCG. Le prossime saranno portare tra i filari la precision farming a rateo variabile e la guida automatica con gps e rtk. ECOCOMPATIBILITÀ E VIGNETO Chi non vorrebbe vivere nel mondo di Heidi, tra praticelli e dossi?, si chiede Oddino Bin, dell’ufficio tecnico di Condifesa Treviso. Ma la realtà è ben


“Fino a sette anni fa le macchine atomizzatrici erano dotate di una grande ventola che disperdeva nell’ambiente fino all’80% del prodotto fitosanitario, mentre solo il 20% raggiungeva la vite per rimanerci. La situazione era indifendibile, così abbiamo sollecitato ditte, soprattutto venete ed emiliane, affinché si concentrassero nella progettazione di macchine a recupero dotate di pareti soffianti che, passando a cavallo del filare, spruzzano il prodotto in un ambiente chiuso senza dispersioni. Con macchine di questo tipo quasi si dimezza l’utilizzo di fitosanitari. L’iniziativa ha avuto successo e oggi in provincia di Treviso ci sono più di 200 macchine a recupero. In nessun altro posto al mondo ce ne sono così tante”. L’iniziativa è piaciuta, così Condifesa ha deciso di ripetere l’operazione. Stava montando la polemica sul glifosato per il diserbo, così è stato chiesto ai costruttori di concentrarsi sulle attrezzature per pulire l’erba senza impiego o con un ridottissimo impiego di erbicidi. Qualcosa di efficiente, efficace e sicuro che possa essere utilizzato anche in collina.“Le ditte hanno risposto in massa, portando alle prove in campo di fine luglio a Susegana più di 100 macchine sia per i trattamenti sia per la pulizia degli infestanti sopra il vigneto. Oggi possiamo dire che esistono tecnologie e macchine che permettono di eliminare completa-

mente il diserbo sottofila. Un risultato raggiunto anche grazie alla collaborazione dei contoterzisti”. CONTOTERZISTI E AMBIENTE “Il contoterzismo è pioniere della tecnologia in agricoltura, perché se non garantisce la macchina più innovativa all’agricoltore, questo si rivolge a un altro. E i contoterzisti sono i soli che possono giustificare la spesa di 30 o 50 mila euro per una macchina a recupero perché la fanno lavorare tutti i giorni. Occorre invece scoraggiare le piccole aziende viticole ad acquistare attrezzature agricole. Che senso ha per un agricoltore con due ettari di vigneto spendere una montagna di soldi per essere autosufficiente? Potrà permettersi al massimo barre per il diserbo obsolete, antieconomiche che espongono l’operatore alle sostanze chimiche. Non ha senso, soprattutto oggi che andiamo nella precision farming”. MINORE IMPATTO SULL’ AMBIENTE? Indubbiamente sì. Oggi disponiamo di macchine per il diserbo a vapore, spazzolatrici in grado di gestire anche la cotica erbosa dei vigneti in collina, dove si lascia l’inerbimento e attrezzature per la lavorazione della fila che riescono a togliere l’erba attorno al palo senza lasciare praticamente nulla. Macchine che rendono il diserbannnn te inutile.

diversa. Se si vuole veramente dare da mangiare a 7 miliardi di persone, se si vuole che un’azienda agricola prosegua la sua attività e faccia reddito, non è possibile coltivare un vigneto come se fosse un prato. “Nel nostro territorio se volessimo fare agricoltura biologica avremmo dei risultati molto scadenti, il clima non è adatto e la peronospora sempre in agguato. Così ci siamo chiesti se le macchine, l’informatica e l’elettronica possano ridurre l’impatto ambientale dell’agricoltura”. Senza la pretesa di avere vigneti puliti, possibili sono nelle fantasie di chi non è del settore. Condifesa ha così avviato un dialogo con i costruttori di macchine che fanno i trattamenti.

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NO T I Z I E

direttamente alla “Fase V” nel 2021. In questo modo le case costruttrici avranno più tempo per progettare soluzioni che consentano di installare i dispositivi antiparticolato senza allargare troppo i mezzi agricoli e rendere impossibile il passaggio tra i filari. “Questa soluzione consente di saltare un passaggio intermedio (Fase IV) che avrebbe costretto le industrie a riprogettare le macchine per un brevissimo lasso di tempo per poi modificarle nuovamente dopo il 2021 – spiega Manlio Martilli, presidente di Assotrattori – e rappresenta l’opzione più corretta per l’industria italiana, che ha proprio nei trattori stretti uno dei suoi prodotti d’eccellenza”. La riprogettazione in tempi brevissimi delle macchine avrebbe comportato un aumento dei costi fra il 20% e il 30%, una percentuale esorbitante che avrebbe messo fuori mercato le nuove macchine, con conseguenze disastrose per le industrie italiane, gli agricoltori e i contoterzisti. “L’approccio ragionevole della Commissione europea – sottolinea Elisabetta Gardini – consente all’industria, e in L’Europa riconosce la specificità dei mezzi per vigneto e frutteto: particolare alle piccole imprese che i costruttori avranno più tempo per dotarli di dispositivi sono la spina dorsale della nostra economia, di adattarsi al nuovo quadro antiparticolato senza aumentare i costi normativo senza vincoli impossibili da rispettare”. La regolamentazione ad hoc per i trattori stretti non ha Europa alla fine ha te- tempistica i trattori stretti potranno comunque impedito all’Europa di donuto conto dei trattori passare dall’attuale “Fase III b” di ridu- tarsi dei limiti di emissioni più severi stretti. Il nuovo Regola- zione programmata delle emissioni al mondo. nnn mento sulle emissioni delle macchine mobili non stradali fissa parametri severi REVISIONE MACCHINE: CI SIAMO (QUASI) per la tutela ambientale, prevedendo Il 30 giugno è entrata in vigore la norma che limiti di emissioni e tempi di adeguaprevede la revisione delle macchine agricole. mento serrati, ma riconosce la speciIl provvedimento ha fissato un calendario di ficità dei trattori per vigneto e frutterevisioni basato sulla vetustà delle macchine. Le to. Nella definizione della normativa prime sono quelle immatricolate prima del 1974 – nella quale ha avuto un ruolo di che entro il 2017 dovranno essere sottoposte primo piano l’onorevole Elisabetta a una serie di controlli che ne attestino l’idoneità alla circolazione stradale e la Gardini, membro della Commissio- rispondenza ai requisiti di sicurezza nei luoghi di lavoro. Non si conoscono però ne ENVI e relatrice in Parlamento ancora le modalità di revisione. Gli elementi della macchina che si andranno a per l’intera questione – è stata rico- controllare e le officine incaricate dovevano infatti essere specificate entro il 30 nosciuta la difficoltà ad applicare sui giugno da un decreto attuativo. Per ora il provvedimento è quindi inapplicabile, trattori specializzati i voluminosi di- anche se circola una bozza del decreto attuativo. In pratica sarebbe già pronto spositivi di post-trattamento dei gas nelle sue parti principali. A mancare sembra essere la condivisione di alcuni combusti, a meno di non stravolgere elementi marginali non riguardanti aspetti tecnici da parte dei due ministeri le dimensioni delle macchine e quin- coinvolti, Politiche agricole e Trasporti. di la loro funzionalità. In termini di

Un regolamento ad hoc per i trattori stretti

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ATTUALITÀ MECCANIZZAZIONE

EIMA sempre più internazionale Torna dal 9 al 13 novembre l’esposizione di macchine agricole promossa da FederUnacoma. Espositori da 40 Paesi e visitatori da tutto il mondo. Previsti, con l’Ice, servizi specifici per gli operatori esteri

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Eima - la rassegna delle macchine e delle attrezzature per l’agricoltura e per la cura del verde, che si svolge a Bologna dal 9 al 13 novembre prossimo – conferma la sua caratura internazionale. Le industrie espositrici (circa 1.900) rappresentano oltre 40 Paesi e operatori economici sono attesi da 140 Paesi, mentre è già confermata la partecipazione di 80 delegazioni estere ufficiali. L’Ufficio Internazionalizzazione di FederUnacoma – la federazione aderente a Confindustria che rappresenta le industrie costruttrici italiane e che è organizzatrice diretta della rassegna – ha elaborato, in collaborazione con l’ICE Agenzia, uno speciale programma per le delegazioni estere, formate da gruppi di operatori economici provenienti dall’area europea, dalle Americhe, dal continente africano, dall’area asiatica

nonché dall’Australia. Il programma, per i delegati ufficiali, prevede un fitto calendario di incontri con le industrie espositrici, organizzati in base all’interesse specifico degli operatori per le diverse tipologie di prodotto. Nell’edizione 2014 gli incontri d’affari programmati furono circa 3.000;quest’anno si attende un ulteriore, sensibile, incremento degli incontri “B2B” programmati.A questi contatti, che saranno pianificati con anticipo, si aggiunge l’enorme mole degli incontri d’affari realizzati dagli operatori esteri che verranno singolarmente (39 mila opera-

tori sui 236 mila visitatori complessivi nell’edizione 2014) con una propria agenda di incontri presso gli stand e con la volontà di vedere direttamente quanto la tecnologia può offrire per ogni tipo di lavorazione agricola (circa 50 mila i modelli in mostra all’interno dei 14 settori di specializzazione e dei quattro Saloni tematici di EIMA Componenti, EIMA Green, EIMA Energy ed EIMA M.i.A). Respiro internazionale avranno anche molti dei convegni previsti nell’ambito della manifestazione, che si aprirà con un meeting internazionale dal titolo “Meccanizzazione agricola: la nuova agenda europea”,organizzato da FederUnacoma in collaborazione con il comitato europeo dei costruttori CEMA e con l’associazione mondiale dei costruttori Agrievolution, che si svolgerà nella mattina di mercoledì 9 novembre e che vedrà la partecipazione di politici e rappresentanti delle istituzioni comunitarie. (G. M.) SETTEMBRE 2016 | MONDO AGRICOLO | 37


ATTUALITÀ MECCANIZZAZIONE

Potenza e leggerezza BKT ha creato pneumatici in grado di sopportare alti carichi e, allo stesso tempo, preservare le colture senza compattare il terreno

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KT, che è senza ombra di dubbio tra i maggiori player mondiali nel settore degli pneumatici OffHighwaye, dimostra di saper mantenere un trend costante di crescita. Il suo reparto di R&D è costantemente impegnato nello sviluppo di nuovi pneumatici che, grazie a investimenti importanti, vengono immessi sul mercato in tempi brevi a partire dalla progettazione. Questo consente a BKT di essere estremamente flessibile nel rispondere alle richieste di un mercato in continua evoluzione e particolarmente esigente. In tale ottica, pensando ai macchinari impegnati nelle operazioni di irrorazione, il costruttore di Mumbai ha creato pneumatici in grado di sopportare alti carichi e, allo stesso tempo, preservare le colture senza compattare il terreno. Inoltre, gli pneumatici devono garantire il massimo comfort per chi guida, durante i frequenti spostamenti su campo e su strada. La gamma BKT diventa così un’eccellente risposta, frutto del perfetto connubio di tecnologia e innovazione finalizzato ad assicurare le migliori prestazioni e redditività. Agrimax Spargo è lo pneumatico radiale progettato da BKT reinterpre-

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tando la tecnologia VF e sviluppato nei vigneti. Il primo della lista è Agrispecificamente per le applicazioni di max RT 945, dal battistrada stretto apirrorazione e le colture in filare, poi- positamente studiato per la protezioché può sostenere una maggiore ca- ne del suolo e la difesa del raccolto. La pacità di carico, mantenendo la stessa straordinaria capacità di auto-pulitura pressione di gonfiaggio che si utiliz- agevola gli spostamenti dal lavoro in zerebbe con una soluzione standard campo al fondo stradale, mantenendo di uguale misura, preservando così la una costante delicatezza nell’impatto produttività delle colture e riducendo con il suolo. Oltre ad essere perfetto la compattazione del suolo.Utilizzabile per le operazioni di irrorazione,questo in modo polivalente, sia su terreno sia pneumatico si distingue tra i prodotti su fondo stradale, assicura in entrambi “stretti” per la particolare propensione i casi il massimo comfort di guida e un alle colture in filare. Sono ben sette le ottimale livello di stabilità. Eccellenti misure sviluppate per questa gamma. doti di trazione e costante contatto Insomma si conferma l’obiettivo priocon il terreno completano Agrimax ritario di BKT: impegno nella ricerca e proSpargo, prodotto di eccellenza innovazione per fornire il pro dotto idoneo e risponden rispondendel marchio BKT. Le misure te alle diverse esigenze, attualmente disponibili sul per ottimizzare i costi mercato sono quattro:VF e le prestazioni, per 380/85 R 38,VF 380/90 favorire la produttiR 46 VF 380/105 R 50 e produtti VF 420/95 R 50. vità di una coltura e lo stato di salute Oltre ad Agrimax del terreno, oltre Spargo, BKT vanta al minor consuuna gamma completa mo di carburante di pneumatici stretti, della macchina ideali non solo per le e la conseguenmacchine irroratrici ma conseguen te riduzione dei anche per i veicoli che Agrimax Spargo tempi di fermo. operano nelle colture in filare o per la vendemmia ((G. M.)


MAPPAMONDO di Jordan Nash

Latte, la questione nella Ue è sempre aperta obbligatoria dell’origine dei prodotti lattiero caseari importati per implementare i consumi interni dei prodotti nazionali. In Germania - dopo le proteste in Sassonia perché i prezzi del latte praticati dal gruppo lattiero Dmk sarebbero i peggiori a livello nazionale ed europeo - c’è fermento per il possibile aumento dell’Iva (per la maggiore emissione di gas serra rispetto a quella di prodotti vegetali) su carne, salumi, latte e prodotti di origine animale che finora hanno goduto è fermento in di un’ aliquota ridotta. Europa sul latte. “L’Agriculture and HorticulMentre il ministro ture Development Board” dell’Agricoltura portoghe(AHDB) della Gran Bretase, per via della continua gna sottolinea il netto calo contrazione dei prezzi, del prezzo medio del latte chiede un ritorno alle quote che, a giugno, ha registrato produttive per salvare il un meno 14%, rispetto settore europeo, in Francia all’anno precedente e pochi giorni dopo l’anun terzo in meno rispetnuncio di un accordo tra to all’inizio del 2014. E’ Lactalis e le organizzazioni aumentato il numero delle di produttori, la questione vacche da latte macellate del prezzo rimane sempre e un’eventuale riduzione una preoccupazione. delle mandrie da latte A parere dell’ FNSEA-JA dell’Ue avrà un impatto suloccorre invertire la logica la produzione complessiva della fissazione delle quota- di manzo, perché le vacche zioni. La Lituania è pronta da latte costituiscono i a fare un passo avanti due terzi dell’allevamento partendo con l’etichettatura europeo.

Acceso il dibattito sul settore lattiero. Intanto aumentano le macellazioni e calano le vacche in produzione

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LA FAO IN AFRICA E MEDIO ORIENTE

Xylella fastidiosa: la Fao lancia, in Tunisia, un progetto per impedirne la diffusione nei Paesi dell’Africa del Nord e del Medio Oriente. Il piano prevede il rilevamento precoce del batterio, la diagnostica, la sorveglianza e la messa in atto rapida di misure fitosanitarie efficaci sulle piante da ulivo in Algeria, Egitto, Libano, Libia, Marocco, Palestina e Tunisia. Secondo i tecnici dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura occorre rafforzare le misure in campo fitosanitario applicate nell’intera regione e mettere in atto un piano di sorveglianza armonizzato in tutti i Paesi interessati, oltre a sensibilizzare sulla necessità di adottare opportune misure di prevenzione in tutta l’area interessata. SPAGNA: MULTATA GDO PER SOTTOCOSTO DELL’OLIO

La nota catena della GDO spagnola El Corte Ingles è stata multata per 3.005 euro per aver venduto olio d’oliva sotto costo. La denuncia è stata del sindacato agricolo Upa. Da anni le vendite in perdita sono terreno di scontro tra la grande distribuzione e gli agricoltori. Prima della comunità di Madrid, anche quella di Murcia aveva multato le catene di supermercati Lidl, Dia e Carrefour. Sempre per vendite ‘civetta’ legate all’olio

d’oliva. In particolare, le associazioni agricole hanno evidenziato offerte di olio a 2,19 euro al litro nei volantini pubblicitari dei supermercati, un prezzo che non copre nemmeno quello di produzione. La Gdo aveva sostenuto che si trattava di un errore di stampa. Soddisfatta per la multa, anche se ne sottolinea l’importo ridicolo, l’Upa ritiene sia diventato urgente e necessario cambiare la legge sul commercio.


L’istruzione agraria è il secondo sistema educativo francese Nelle scuole d’Oltralpe ci si muove all’insegna della concretezza con la formazione pienamente integrata con il mondo del lavoro

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on più di 465 mila scolari, studenti, apprendisti e tirocinanti in formazione, l’istruzione agraria è il secondo sistema educativo francese. Lo mette in evidenza un comunicato del ministero dell’Agricoltura d’Oltralpe. Nonostante la crisi agricola, segnala il ministero, questo insegnamento rimane interessante, perché i numeri sono in crescita dello 0,4% rispetto allo scorso anno. Questo successo, a

parere del dicastero francese, è legato alla concretezza di una formazione aperta alla società e al mondo per le sue buone prestazioni in termini di performance agli esami (85% in media) e

d’integrazione nel mondo del lavoro (un tasso di inserimento dell’83% a seguito di un diploma di maturità professionale o dell’89% dopo un brevetto superiore tecnico agricolo). «L’educazione agricola – recita la nota stampa - rimane mobilitata per vivere ogni giorno i valori della Repubblica e per promuovere lo sviluppo di agroecologia attraverso il piano d’azione Enseigner à produire autrement’».


FOCUS FIERE ZOOTECNICHE

Poker d’assi A Cremona quattro grandi appuntamenti in uno per approfondire l’eccellenza zootecnica italiana e internazionale di Gaetano Mennaa

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uattro grandi appuntamenti concomitanti sulla zootecnia italiana presso il quartiere fieristico di Cremona, da mercoledì 26 a sabato 29 Ottobre 2016: la 71° edizione della “Fiera internazionale del bovino da latte”; la 6° edizione di “Expocasearia”; la 20° edizione della” Rassegna suinicola”; la 4° edizione di “International Poultry Forum”. Le “Fiere Zootecniche Internazionali” comprendono bovini da latte, lattie-

ro-caseario, suini, avicoli. La concomitanza della kermesse storica con quelle più recenti, permettono un’analisi a 360 gradi sulla zootecnica italiana e internazionale. La Fiera del bovino è l’unica rassegna in Italia specializzata sulla zootecnia da latte e uno dei tre più importanti appuntamenti al mondo per il settore. Oltre all’esposizione dei migliori marchi internazionali di attrezzature e servizi per la zootecnia da latte e l’agricoltura, ospita ogni anno la “Mostra Nazionale di


Razza Frisona”. Expocasearia è indubbiamente un salone in continua crescita, grazie alle sempre maggiori opportunità offerte dalla trasformazione del latte in azienda; è focalizzato sulle attrezzature e sui sistemi di produzione e commercializzazione dei derivati del latte (dai formaggi ai gelati).Tra l’altro prevede l’area speciale “Milk Village”, lo strumento per potenziare la comunicazione della filiera lattiero-casearia. In evidenza il Salone della suinicoltura italiana ubicato proprio nella

zona con la più alta concentrazione di grandi allevamenti e di industrie per la trasformazione. Il Poultry Forum invece è un appuntamento dedicato all’avicoltura con i maggiori specialisti internazionali che si confrontano sulle novità tecniche, veterinarie e di mercato. Un evento che sta acquisendo un’importanza sempre maggiore all’interno delle Fiere Zootecniche, anche dal punto di vista espositivo. Tra gli appuntamenti di rilievo c’è il convegno sul TTIP, promosso da CremonaFiere in collaborazione con Libera Associazione Agricoltori di Cremona (giovedì 27 ottobre, ore 14.30, Sala Guarneri del Gesù). La trattativa in corso sulla liberalizzazione degli scambi commerciali tra Europa e Stati Uniti è in pieno sviluppo, ma per molti versi non è ancora del tutto chiara. Al momento si ritiene che il settore agroalimentare possa trarne un grande beneficio. Ma quali sono le opportunità per i produttori, i trasformatori e i distributori delle nostre eccellenze? Renato Mannheimer, con il suo Istituto di rilevazioni statistiche, ha elaborato una fotografia delle aspettative del mondo della zootecnica e dell’agro-industria italiana relativamente al TTIP e fornirà quindi il materiale per il dibattito. Giovedì 27 si terranno gli Stati generali della suinicoltura italiana (alle ore 10, presso il “Forum Italpig”) che discuteranno sulla “Carta di Cremona”; si tratta del documento promosso, da CremonaFiere, a salvaguardia della sicurezza alimentare dei cittadini, del benessere degli animali, dell’ambiente, e soprattutto a difesa del modello produttivo agricolo, zootecnico, e agroindustriale italiano. L’obiettivo è di arrivare a definire linee guida condivise da tutti i protagonisti della filiera, per dare un nuovo impulso al modello nazionale, e creare uno strumento di comunicazione efficace che faccia comprendere al consumatore il valore intrinseco delle produzioni italiane. L’attenzione di quest’anno a Cremona sarà focalizzata soprattutto sulla zootecnia di precisione a cui

CremonaFiere e Libera Associazione Agricoltori si interrogano su TTIP sarà dedicato il convegno inaugurale (mercoledi 26 ottobre, ore 10, Sala Guarneri del Gesù). La “Precision Livestock Farming” (PLF) è considerata una delle principali strategie che l’allevatore possa seguire per assicurare maggiore benessere ai propri animali e migliorare le prestazioni produttive, ambientali ed economiche della propria impresa. Alla PLF si associa e si integra l’automazione che permette di migliorare la qualità del lavoro e ridurne il costo. L’International Poultry Forum (mercoledi 26 ottobre, ore 10, Sala Stradivari) sarà incentrato sulle problematiche legate alla diffusione del “Mycoplasma Synoviae” negli allevamenti avicoli, focalizzando maggiormente gli aspetti preventivi della malattia. La patologia interessa diversi settori: polli riproduttori, polli da carne, polli rurali, galline ovaiole e tacchini. Il suo controllo permette di ottenere benefici in termini di maggior resa dei gruppi allevati, di minor presenza di malattie concomitanti, di abbattimento dei costi e di minor utilizzo di sostanze chemio-antibiotiche. CremonaFiere in collaborazione con AITA (Associazione Italiana Tecnologia Alimentare) approfondisce “Qualyservices: i nuovi sistemi di certificazione della qualità” (mercoledì 26, ore 14.30, Sala Monteverdi). In tale sede si approfondirà una certificazione che funziona come un “passaporto” negli scambi internazionali, esentando il titolare dal sottoporre a ulteriori test di conformità il proprio prodotto. In evidenza poi come oggi le imprese si stiano focalizzando a garantire al consumatore il rispetto per gli stili di vita adottati, per l’ambiente, con mobilitazione di investimenti e l’adozione di programmi di miglioramento e riduzione dei propri impatti, per il benessere animale e per i regimi dietetici particolari (vegetariano,“free from”, religioso). SETTEMBRE 2016 | MONDO AGRICOLO | 43


FOCUS FIERE ZOOTECNICHE

Al Bio Village (mercoledì 26, ore 14,30) l’attenzione sarà rivolta sulla produzione di latte biologico che rappresenta una nuova opportunità per gli allevatori di vacche da latte,

Antonio Piva

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Stati Generali Sunicoltura mettono a fuoco la “Carta di Cremona” grazie soprattutto ad un prezzo alla produzione particolarmente pre premiante. E’ necessario tuttavia affron affrontare il mercato con gli strumenti giusti e una preparazione adeguata, soprattutto per quanto riguarda la vendita dei prodotti. L’aggregazione tra i produttori rappresenta senz’al senz’altro uno dei temi cruciali per presen presentarsi con forza sul mercato e avere successo in que questo settore.Tra gli appun appuntamenti convegnistici di Expocasearia in evi evidenza il “meeting” sui minicaseifici. Queste

realtà sono oltre 3500 nel nostro Paese; si tratta di unità operative e commerciali che possono contare su una gamma di prodotti molto variegata e pertanto essere presenti in maniera massiccia con i loro prodotti nelle diete quotidiane. I minicaseifici s’inseriscono in quella fetta di mercato che va dalla vendita diretta a privati, alla distribuzione a negozi di prodotti tipici,“store” di prodotti di alta qualità, formaggerie e ristorazione. Siamo davanti a trasformazioni consolidate casearie dell’azienda agricola che non affrontano solo gli storici formaggi stagionati, ma che da tempo si sono inserite nei comparti dei formaggi freschi, erborinati, muffettati e poi in quelli dello yogurt, del latte alimentare, anche pastorizzato, nnn fino al gelato.


FOCUS FIERE ZOOTECNICHE

Partnership con Crea CremonaFiere rafforza la parte convegnistica con l’intesa con l’istituto di ricerca di Lodi

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remonaFiere è sempre più impegnata sul fronte dell’innovazione per arricchire la parte convegnistica delle Fiere Zootecniche Internazionali. In tale ottica,in vista dell’appuntamento di ottobre, ha sottoscritto un accordo di collaborazione con il Centro di Ricerca per le Produzioni Foraggere e Lattiero-casearie (CREA – FLC) che ha sede a Lodi. L’obiettivo è arricchire con i risultati di ricerche e innovazioni effettuate dai ricercatori e tecnici del CREA-FLC che parteciperanno attivamente ai diversi eventi e seminari in programma. Se da un lato la manifestazione zootecnica cremonese è indubbiamente leader a livello internazionale, riconosciuta dal mercato tra

le prime al mondo,il CREA costituisce per altro verso un’eccellenza assoluta nel campo della ricerca applicata, essendo il più importante ente italiano di ricerca nell’agroalimentare. Nato dall’aggregazione di tre ex Istituti di Ricerca e Sperimentazione Agraria del ministero delle Politiche agricole (l’Istituto Sperimentale per le Colture Foraggere ISCF e l’Istituto Sperimentale Lattiero-caseario ISLC entrambi di Lodi e la sezione di Cremona dell’Istituto Sperimentale per la Zootecnia dei bovini dal latte), il CREA-FLC si occupa della filiera lattiero-casearia, in particolare delle bovine da latte, con riferimento ai sistemi foraggero-

zootecnici, alle tecniche di allevamento ed ai loro effetti su fisiologia e benessere animali, all’incremento della qualità e sicurezza del latte e derivati, ai processi di trasformazione ed alla valorizzazione dei sottoprodotti e dei microrganismi dell’industria casearia. «Con la stipula di questo accordo, che ha una grande valenza strategica – ha sottolineato Antonio Piva, presidente di Cremona Fiere – si apre uno spazio molto vasto e di grande interesse per portare in fiera le innovazioni, le ricerche e tutti gli spunti di aggiornamento utili per i professionisti dell’allevamento e della filiera lattiero-casearia ». «Siamo lieti e orgogliosi della collaborazione stretta con CremonaFiere, gestore di una della maggiori manifestazioni fieristiche zootecniche a livello internazionale – ha aggiunto dal canto suo Andrea Galli, direttore di CREAFLC e firmatario dell’accordo –. L’intesa prevede un importante ruolo nella programmazione ed organizzazione di momenti divulgativi organizzati nell’ambito delle attività fieristiche in contesti quali la zootecnia di precisione, la zootecnia biologica e la sostenibilità ambientale, di particolare interesse per la zootecnia attuale e per quella futura». (G. M.)

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FOCUS FIERE ZOOTECNICHE

Studi israeliani su stress da caldo delle bovine

Il direttore del Volcani Center di Tel Aviv Abed Gera sarà a Cremona per fare il punto sulla ricerca

innovazione è fondamentale per lo sviluppo della zootecnia. Lo hanno sottolineato le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona con l’invito in fiera al direttore ad interim del Volcani Center (l’importante centro di ricerca israeliano) Abed Gera. Le Fiere Zootecniche Internazionali si confermano così come l’osservatorio privilegiato sule soluzioni più avanzate al

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servizio degli allevatori. Gera terrà a Cremona un workshop sabato 29 ottobre nell’ambito del Techno Village, la nuova area dedicata all’agricoltura di precisione e alle innovazioni e nuove soluzioni tecniche per l’agricoltura e l’allevamento. Il Volcani Center sarà inoltre premiato con la “Targa Beltrami”, il prestigioso riconoscimento dell’Ente Eredità Girolamo Beltrami e CremonaFiere, che sottolinea i migliori contributi allo sviluppo del settore primario a livello internazionale. Il Volcani Center, con sede a Tel-Aviv, è un’eccellenza composta dai sei diversi istituti che si occupano di ricerca sulle colture, sull’allevamento, sulla protezione delle colture, sul suolo, sulle risorse idriche e sull’ingegneria agricola. Importanti per lo sviluppo del settore zootecnico sono state, per esempio, le ricerche che il Volcani Center ha avviato sul DNA delle bovine già negli anni ‘60, quando questo genere di studi era davvero pionieristico.

Nel corso degli anni, il Volcani Center ha dato un formidabile impulso allo sviluppo dell’allevamento della bovina da latte, sia per quanto riguarda il miglioramento genetico, sia per la gestione della mandria, a iniziare dall’alimentazione e dall’impiantistica in allevamento. In particolare, il miglioramento dei caratteri per la tolleranza agli stress da caldo è stato al centro di studi e ricerche iniziati molti anni fa che hanno dato e continuano a dare risultati davvero straordinari, a partire dall’individuazione di soluzioni tecnologiche innovative. Già negli anni ’60 gli studi del Volcani Center sottolineavano che i marcatori del DNA avrebbero accelerato il progresso genetico e in virtù di queste evidenze scientifiche l’Istituto di ricerca israeliano ha studiato e applicato la selezione genomica riportandone le sfide e i risultati in numerose pubblicazioni sulle più importanti riviste scientifiche come il Journal of Dairy Science. Gli effetti dello stress da caldo sulle


bovine e soprattutto la possibilità di contenerli rappresentano uno dei temi più importanti al centro della ricerca scientifica del Volcani Center. Si tratta di studi proseguiti nel corso degli anni che hanno permesso di acquisire informazioni importanti sugli effetti dell’alimentazione e delle tecniche di raffreddamento sullo sviluppo e la differenziazione delle cellule mammarie di animali sottoposti a stress da caldo. Importante inoltre è stato il contributo che il Volcani Center ha dato al progresso e alla diffusione del robot di mungitura, un’attività che ha permesso ai suoi ricercatori di sviluppare in seguito una serie di soluzioni tecnologiche per il controllo dell’attività, della ruminazione e dello stato di salute degli animali. È evidente allora come il centro di ricerca israeliano sia oggi uno dei protagonisti della ricerca più avanzata nel settore della zootecnia di precisione, grazie alla quale è possibile monitorare in continuo i singoli animali e intervenire imme-

diatamente, sia per risolvere alcuni problemi sanitari, sia per effettuare operazioni come la fecondazione, interventi che richiedono una tempistica precisa. Così la robotica si inquadra nel più ampio filone della ricerca, caratteristica del Volcani, riguardante i sistemi di allevamento in una zootecnia

Abed Gera, direttore Volcani center

estremamente sviluppata e spesso condizionata da situazioni climatiche complesse, dove le soluzioni impiantistiche e le diete devono essere concepite per ridurre gli effetti dello stress da caldo. (G. M.)


FOCUS FIERE ZOOTECNICHE

Allevatori da tre generazioni L’allevamento di frisone ad Arborea (OR) dei fratelli Giorgio ed Enrico Sequi è la storia di una impresa familiare di successo che si è consolidata nel tempo

di Elisabetta Tufarelli

riginariamente la piana dove oggi sorge Arborea, in provincia di Oristano, era un territorio paludoso e malarico e, dopo la bonifica, si è trasformato da area difficile ed inospitale nel centro economico e produttivo più im-

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portante della Sardegna. E’ qui che incontriamo l’agrotecnico Giorgio Sequi, che conduce l’impresa familiare di vacche da latte “Azienda agricola fratelli Sequi Giogonì”. “La nostra azienda – racconta con orgoglio - nasce insieme alla bonifica degli anni ’30. Siamo alla terza generazione di allevatori con mio padre prima, i miei quattro fratelli poi e miei due figli adesso. Anche se principalmente mi occupo io dell’azienda con l’aiuto di un fratello che cura la parte veterinaria”. L’impresa familiare associata a Confagricoltura si estende per un centinaio di ettari e conta tre corpi aziendali.“Fino agli anni ’60 allevavamo Brune Alpine poi – spiega Giorgio – abbiamo iniziato con le Frisone, prima olandesi e poi canadesi, fino ad arrivare agli attuali 500 capi di Frisone italiane”. L’azienda, negli anni, si è evoluta, sviluppata e ha raggiunto risultati importanti. “Produciamo una media di 110 quintali di latte a capo tutto di alta

qualità. La coltivazione dei campi – mette in evidenza - consente quasi completamente l’autosufficienza alimentare per le vacche. Infatti abbiamo ottanta ettari seminati a mais ed il resto è dedicato ai foraggi ed insilati. Acquistiamo per le nostre vacche esclusivamente un nucleo integrato, soia e un po’ di mais”. In azienda c’è grande attenzione al benessere animale. “I nostri capi – chiarisce - pur a stabulazione libera, sono allevati in stalla, ma liberi di muoversi all’interno dei paddock”. La stalla a stabulazione libera, a parere dell’imprenditore, presenta numerosi vantaggi, tra cui quello di permettere agli animali di muoversi liberamente sia facendo una ginnastica funzionale, sia scegliendo cuccette ed aree di differenti condizioni microclimatiche. Ma non solo:“C’è maggiore facilità per i parti e la qualità del latte è senz’altro migliore dal punto di vista igienico-sanitario e tecnologico. Infine – continua Giorgio Sequi – non è


da sottovalutare nemmeno il minor costo aziendale ottenuto semplificando la struttura, il migliore controllo dei capi e l’impatto ambientale più contenuto ”. L’impresa familiare si avvale di quattro unità lavorative fisse e utilizza contoterzisti per le operazioni in campo, conferisce il latte prodotto alla cooperativa ‘Tre A’ (Assegnatari Associati Arborea), di cui è socia da sempre.“Nonostante la situazione per il latte continui ad essere veramente critica – conclude l’imprenditore familiare – abbiamo pensato al ricambio generazionale per aggiornare la nostra azienda. Riteniamo si debbano ottimizzare ancora i costi automatizzando sempre più i processi. Mio figlio Giancarlo, che studia agraria e mia figlia Valentina, che cura il lavoro in ufficio, come noi, hanno la passione, che al di là dei guadagni è la caratteristica essenziale per continuare ad impegnarsi nel nostro lavoro, sfruttando le opportunità e migliorando”. nnn

Giorgio Sequi con i figli Giancarlo e Valentina


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

UMBRIA, TERREMOTATI NEGLI AGRITURISMI

Confagricoltura Umbria ha siglato, con la Regione, un accordo per dare ospitalità negli agriturismi alle popolazioni colpite dal sisma. “Le nostre strutture ricettive sono pronte – ha segnalato il segretario regionale, Alfredo Monacelli – per ofrire soluzioni alternative alla permanenza in tenda, in vista dell’arrivo dell’inverno ed in attesa della veriica di agibilità delle abitazioni o dell’arrivo dei moduli abitativi”. La convenzione ha una durata di sei mesi e può essere prorogata su richiesta della Regione.

LOMBARDIA, VIMERCATI A AGRITURIST

L’assemblea di Agriturist Lombardia ha confermato, per il triennio 20162019, presidente Gianluigi Vimercati, bresciano. Lo aiancano due vicepresidenti: Renata Barili di Cremona e Giovanni Ruggeri di Bergamo. “La multifunzionalità – ha detto Vimercati - è un’opportunità economica molto importante. L’imprenditore agricolo è incentivato a diversiicare la propria attività verso la produzione di beni e servizi che, con l’agricoltura, condividono il contesto della ruralità”.

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di Elisabetta Tufarelli

DANNI PER MILIONI DI EURO NELLE CAMPAGNE

Vento forte e nubifragi problemi nel modenese

Migliaia di aziende coinvolte e danni per milioni di euro a Modena e provincia.“Dopo terremoto, alluvione, trombe d’aria, non abbiamo più parole – ha osservato Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura Modena - per descrivere lo stato d’animo degli agricoltori e dei cittadini modenesi. I danni sono solo l’aspetto tangibile, quello che non si può toccare né misurare è la paura. Prima le calamità erano episodi isolati, ora invece sono all’ordine del giorno e stiamo assistendo ad eventi atmosferici sempre più devastanti, mai visti nelle nostre zone”. Troppo presto per dare numeri o fare bilanci, ma la vastità dell’area colpita (quasi l’intero territorio modenese, da Mirandola a Vignola) e la violenza dell’evento calamitoso di settembre fanno temere il peggio. Oltre alle coltivazioni frutticole e viticole, grossi danni si sono veriicati anche alle strutture e agli ediici. “Girando tra le aziende agricole è possibile vedere piante sradicate e frutta caduta, tetti divelti

e macchinari inutilizzabili. Abbiamo iniziato – ha continuato - la conta dei danni, che temiamo molto alta. Molte aziende sono assicurate, ma potrebbe non bastare: è necessario rivedere il PAI (Piano assicurativo individuale) perché è troppo complesso e non garantisce la copertura totale dei danni, e servono altre forme di aiuto per non far perdere ai nostri agricoltori la voglia di continuare a fare impresa”. Vittorio Siena, responsabile dell’uicio assicurazioni di Confagricoltura Modena, conferma che ”le raiche di vento hanno compromesso tutte le produzioni, dalla frutta ai seminativi. Buona parte della frutta è caduta, e anche quella rimasta sugli alberi è danneggiata. Stiamo rilevando molti danni anche alle strutture. Diverse aziende sono assicurate, ma l’assicurazione è come un ombrello, qualcosa si bagna comunque. Speriamo che questo evento non abbia delle conseguenze e che le aziende non siano costrette a delocalizzare. Per questo serve il sostegno delle istituzioni”.


CONFAGRI TARANTO SU ABIGEATO E DANNEGGIAMENTI

Riunione in Prefettura sulla sicurezza

Più denunce, più controlli, una maggiore prevenzione concordata attraverso un tavolo tecnico e l’impegno a rivedersi per mantenere alta l’attenzione. Questa la strategia disegnata dal prefetto di Taranto, Umberto Guidato, per stoppare l’escalation di atti criminali ai danni delle aziende agricole della provincia. Troppi furti, tendoni tagliati, vigne danneggiate: così dell’emergenza nel settore si è discusso in una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, tenutasi su richiesta di Confagricoltura Taranto. Alla riunione, convocata dal prefetto Umberto Guidato, hanno partecipato i vertici delle forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Corpo Forestale dello Stato), le organizzazioni di categoria e i sindaci di diversi Comuni. L’esame della situazione sarà periodico, ma un ruolo decisivo dovrà avere quello delle vittime: le denunce sono necessarie. «Le nostre aziende agricole stanno subendo un vero e proprio attacco, ma ora siamo certi che le forze dell’ordine daranno una risposta

forte e congiunta in termini di repressione e, soprattutto, di prevenzione e sorveglianza delle campagne». Lo ha detto il presidente di Confagricoltura, Luca Lazzàro che ritiene giusto riproporre il “modello Grottaglie”, che ha già funzionato: «La forte presenza dello Stato è stata una risposta importante e risolutiva, bloccando il fenomeno alla radice». Episodi, minacce, richieste estorsive, timori e possibili contromosse sono stati analizzati e discussi nei diversi interventi durante il comitato per l’ordine pubblico. «Lo Stato – continua Lazzaro - siamo tutti noi insieme. Per questo la comunità deve far sentire la propria vicinanza al nostro settore. Sappiamo che i mezzi sono limitati, ma credo si possa coinvolgere anche le forze armate, attrezzate per intervenire nelle campagne. Le stazioni dei carabinieri chiudono di sera e certi fenomeni accadono di notte: serve perciò una presenza notturna eicace. E non devono essere gli agricoltori a fare sicurezza da sé, girando tra i vigneti, perché non è certo questo il loro lavoro”.

TOSCANA, PRODUZIONE MIELE IN CALO

Per il miele, secondo le stime di Confagricoltura Toscana, la produzione è calata, rispetto allo scorso anno, del 50% con danni ingenti per i produttori. Gianluca Ghini, dell’Associazione Apicoltori toscani di Confagricoltura conferma il trend negativo: “Stiamo esaurendo le scorte e già oggi, ad Arezzo, il primo polo produttivo della Toscana (30% della produzione regionale) trovare il miele d’acacia è diventata una missione impossibile”. In Toscana sono presenti 92 mila alveari e il 20% degli apicoltori è professionista.

RAGUSA, AEROPONICA IN TUNISIA

In Tunisia, presso il Centro di Ricerca sull’orticoltura CTPTA di Manouba, è stato realizzato l’evento inale del “Progetto Agriponic”. Alla presentazione dei risultati erano presenti i rappresentanti di Confagricoltura Ragusa e degli altri stakeholder che hanno collaborato nell’attuazione e nella buona riuscita delle varie fasi ed attività del progetto (Comune di Ragusa, URAP e CRDA Manouba, Svi.Med.). Inaugurata pure la serra pilota per le coltivazioni fuori suolo di ortaggi, aromatiche e oicinali.

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INNOVAZIONE

STRATEGIE PARTECIPATIVE NEI TERRITORI COSTIERI

Per lo sviluppo sostenibile di pesca e acquacoltura ire il Piano di Azione, tra: sviluppo e innovazione delle iliere e dei sistemi produttivi locali (agro-alimentari, artigianali e manifatturieri, produzioni ittiche); sviluppo della iliera dell’energia rinnovabile (produzione e risparmio energia); turismo sostenibile; cura e tutela del paesaggio, dell’uso del suolo e della biodiversità (animale e vegetale); valorizzazione e gestione 2007-2013, sia partenariati di nuova costituzione già costituiti o costituendi. delle risorse ambientali e naturali; Il Piano di Azione deve essere deinito valorizzazione di beni culturali e patrimonio artistico legato al territorio; adottando un approccio «dal basso», attivando partenariati locali composti accesso ai servizi pubblici essenziali; da rappresentanti dei settori pubblico, inclusione sociale di speciici gruppi svantaggiati e/o marginali; legalità e privato e della società civile e dovrebpromozione sociale nelle aree ad alta be rilettere correttamente la società esclusione sociale; riqualiicazione locale. Gli operatori locali devono assumere il ruolo di protagonisti nella urbana con la creazione di servizi e spazi inclusivi per la comunità; reti selezione degli ambiti di intervento e nella deinizione e attuazione delle ini- e comunità intelligenti; diversiicaziative multisettoriali volte a risponde- zione economica e sociale connessa re agli speciici problemi della propria ai mutamenti nel settore della pesca. L’attività di cooperazione sostenuta dal comunità. Il partenariato locale può FEAMP prevede inoltre la realizzazioselezionare un massimo di tre ambiti ne di reti tra FLAG a livello nazionale e di intervento intorno ai quali costrutransnazionale per l’implementazione di progetti comuni, a livello di bacino, L’approccio leader dei territori costieri soprattutto Adriatico e Mediterraneo. L’azione di promozione e tutela del Da oltre 20 anni, in pressoché tutte le zone rurali europee, l’approccio territorio consente all’agricoltura di asLEADER – “Links between actions for the development of the rural sumere un ruolo di protagonista anche economy” – mobilita le comunità locali, fatte di istituzioni, imprese, rapnei GAC, dallo sviluppo delle iliere presentanze economiche e sociali e cittadini nel cooperare in “laboratori produttive locali alla cura, tutela e vaterritoriali” per trovare soluzioni comuni, innovative e durevoli ai prolorizzazione del paesaggio, stimolando, blemi di comunità a rischio di povertà e spopolamento: l’occupazione, la attraverso l’azione delle associazioni di competitività delle imprese, la valorizzazione del patrimonio ambientale e la mitigazione dei cambiamenti climatici, la valorizzazione del patrimo- categoria, nuove forme di cooperazione e sinergia con le risorse del FEASR nio culturale e la promozione del benessere sociale. Già dalla programmazione 2007-2013 l’approcper lo sviluppo rurale gestite dai GAL cio LEADER – oggi CLLD “Community Led Local Development” – nato nel ’91 come approccio (misura 19 del PSR). allo sviluppo rurale, è stato trasferito anche ai territori costieri. Ruggero Targhetta L’ approccio Leader per promuovere lo sviluppo locale partecipativo dei territori costieri ha permesso di attivare in Italia ben 43 Gruppi di Azione Costiera (GAC) che si sono avvalsi delle risorse del Fondo europeo per la pesca (FEP). Oggi, le amministrazioni regionali, individuate nel Programma Operativo Nazionale 20142020 del Fondo Europeo per gli Afari Marittimi e per la Pesca (FEAMP) come organismi intermedi delegati dal Mipaaf per l’attuazione del programma operativo, hanno avviato le procedure per selezionare, entro il 29 ottobre 2016, i Gruppi di Azione Locali della pesca (FLAG - “Fisheries Local Action Group”) che, attraverso i propri Piani di Azione realizzeranno strategie integrate di “sviluppo locale di tipo partecipativo” nelle zone di pesca italiane. Possono presentare la propria candidatura sia i 43 partenariati già costituiti e che hanno attuato strategie di sviluppo locale nell’ambito dell’Asse IV del Programma Operativo FEP

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FORMAZIONE

PARTNERSHIP CON UNIVERSITÀ TELEMATICA S. RAFFAELE DI ROMA

Enapra amplia l’offerta formativa e-learning A luglio è strato siglato l’accordo tra l’Ente di formazione di Confagricoltura e l’Università telematica San Rafaele di Roma allo scopo di avviare iniziative congiunte nel campo della formazione e della ricerca su temi di interesse comune. Brondelli di Brondello “Sono sempre più richiee Sergio Pasquantonio ste igure professionali con maggiori competenze, capacità e attitudini speciiche – ha dichiarato Luca “La qualità e la professionalità delle Brondelli di Brondello, presidente di risorse e l’acquisizione di nuovi skills Enapra –. Non c’è dubbio che la for- – ha rimarcato Sergio Pasquantonio, mazione dei dipendenti aumenti il presidente dell’Università Telemavalore dell’impresa, migliori l’imma- tica San Rafaele - sono diventati gine aziendale, sviluppi la motivazio- indispensabili per essere competitivi ne del personale. In questo contesto sui mercati. Questa partnership con si inserisce l’accordo con l’Università Enapra riuscirà a valorizzare le noTelematica di San Rafaele proprio stre rispettive esperienze e aumentaper estendere l’oferta di nuove opre l’attuale oferta di acquisizione di portunità e conoscenze”. competenze delle imprese associate a

Partenza positiva per i corsi del “Catalogo” Nel mese di luglio si sono svolti altri tre corsi inanziati dal For.Agri attraverso lo strumento del voucher. “Il vino biologico e biodinamico: le certiicazioni ambientali” è il corso scelto dalle aziende vitivinicole marchigiane. I promotori dell’iniziativa sono stati Confagricoltura Marche e L’istituto Marchigiano per la Tutela dei Vini. “Il Fattore di Campagna” è in corso di svolgimento presso la sede di Tecnovite a Pontassieve (FI) ed ha avuto come destinatari i giovani dipendenti di aziende agricole delle provincie di Firenze e Siena. A Montegrosso di Andria (BT) Confagricoltura Bari ha promosso il corso “Tenuta dei Registri dematerializzati di carico e scarico nel settore vitivinicolo”, che ha visto la partecipazione di dipendenti di alcune fra le più importanti aziende vitivinicole della zona di Castel del Monte. A settembre, invece, a Ragusa, due nuovi corsi per formare i dipendenti di aziende ortofrutticole della provincia sugli argomenti legati alla lotta biologica e integrata.

VENTIQUATTRO CORSI AMMESSI DAL FOR.AGRI Pubblicata la graduatoria dei piani formativi ammessi a contributo a valere sull’avviso For.Agri 1/2016. Nel complesso Enapra nazionale e gli Enti regionali associati hanno ottenuto l’ammissione al finanziamento del Fondo di ventiquattro piani. L’erogazione dei corsi è prevista a partire dal mese di ottobre prossimo.

Confagricoltura”. Enapra intende, inoltre, ampliare e migliorare la sua oferta didattica erogata in modalità e-learning attraverso l’utilizzo di internet e delle nuove tecnologie digitali. La modalità d’insegnamento a distanza è uno strumento che innova profondamente il concetto di formazione. Spesso, per mancanza di tempo, si rinuncia alla formazione a discapito della competitività imprenditoriale. A queste difficoltà Enapra risponde puntando sull’innovazione dei suoi servizi, sviluppando una formazione blended fatta di un mix di formazione tradizionale in presenza e formazione a distanza. Antonella Torzillo SETTEMBRE 2016 | MONDO AGRICOLO | 53


C A M PI R OS A

di Elisabetta Tufarelli

DUE DOMANDE A…. CINZIA CECI

«Il segreto è l’attento mix tra innovazione e tradizione» per concentrarmi sugli uliveti. Il mio olio Dop è rigorosamente bio e prodotto tra Andria e Barletta, area estremamente vocata. Oggi ho anche una importante responsabilità sindacale, che porterò avanti con l’obiettivo di promuovere l’impegno imprenditoriale femminile in agricoltura. Cinzia Ceci

Progetti futuri? Certamente continuare a raccogliere i Abbiamo incontrato l’imprenditrice frutti del mio lavoro in Confagricoltura olivicola Cinzia Ceci, presidente di Con- e come imprenditrice. Sono, in qualche fagricoltura Donna Puglia, una delle modo, paralleli. Si fondano su conoscenregioni in cui cresce di più il numero za e promozione dell’impegno femmidelle imprese e quelle al femminile nile nell’impresa agricola l’uno e sulla rappresentano più di un terzo dell’intero promozione delle caratteristiche e del comparto. prodotto l’altro. In un certo senso sono entrambi prodotti ancora di nicchia e di Come ha iniziato? qualità. Il mio segreto è l’ attento mix tra “Sono dieci anni che mi occupo innovazione e tradizione. La raccolta è dell’azienda, ma siamo agricoltori da meccanica, ma viene abbinata al lavoro generazioni. Da quando ho preso le degli operai, che con le verghe muovono redini dell’impresa ho puntato tutto i rami senza danneggiare le piante. Il sull’olio extravergine biologico e sulla mio olio mantiene tutte le sue proprietà sua commercializzazione. Ritengo che organolettiche grazie anche alla spreoggi sia essenziale accorciare la filiera mitura, rigorosamente a freddo, che gli così ho trasformato le produzioni. conferisce il particolare sapore fruttato, Niente più vigne e mandorleti ed ho rendendolo adatto all’abbinamento con eliminato quasi completamente il grano, qualsiasi piatto. BUONE NOTIZIE sulla presenza femminile in agricoltura in Afghanistan, dove si stanno sviluppando alcune comunità agricole gestite e coordinate da gruppi di donne che in pochi anni sono riuscite a introdurre nel territorio nuovi prodotti. Contrariamente alla visione ‘tradizionale’, in questi luoghi i mariti tendono a camminare un paio di passi indietro alle loro mogli, che sono riconosciute come una vera e propria autorità nella gestione dei campi. Anche in Cisgiordania la produzione di miele è diventata una risorsa economica fondamentale: AFP rivela che 103 donne gestiscono 64 piccole imprese agricole in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. In Serbia, lo stimolo all’empowerment femminile ha dato i suoi frutti: il 66% delle imprenditrici decide di avviare un’attività non per necessità, ma per sfide imprenditoriali o per affinità personali. 54 | MONDO AGRICOLO | SETTEMBRE 2016

COPA SUL RUOLO DELLA DONNA La Commissione femminile del Copa, alla quale partecipa la presidente di Confagricoltura Donna, ha sottolineato il cambiamento del ruolo femminile nella società di tutti i Paesi dell’Unione europea rilevando, in generale, le differenze di retribuzione a parità di ruolo e il divario di genere a livello delle pensioni che, considerato anche il maggior ricorso al part-time, ammonta al 41,1%. Anche nel settore agricolo va rimarcato il ruolo socio-economico positivo delle donne. Le statistiche rivelano che le agricoltrici lavorano principalmente in aziende a conduzione familiare o come impiegate in settori intensivi che richiedono una manodopera significativa come quelli lattiero-caseario e ortofrutticolo. La commissione femminile del Copa, dopo aver considerato il miglioramento dei sistemi di sicurezza sociale, la comprensione della situazione delle donne attraverso dati più precisi, il sostegno della formazione e nell’accesso ai servizi, ha chiesto alla Commissione e alle autorità nazionali di utilizzare le misure di sviluppo rurale per incoraggiare l’imprenditorialità femminile, anche attraverso le reti d’impresa. “E’ la presenza femminile – ha commentato la presidente di Confagricoltura Donna, Gabriella Poli - a garantire il presidio sul territorio. Abbiamo messo in evidenza più volte l’importanza, per riuscire a promuovere iniziative mirate alle reali esigenze, di poter disporre di banche dati aggiornate. In ogni impresa familiare, poi, c’è almeno una donna che ha diritto a misure adeguate di protezione sociale, alla qualità e all’ accessibilità delle infrastrutture, e dei servizi nelle zone rurali”.


Inside-out Anga: costruire progetti per agire insieme NELLA RIUNIONE DI INTERCENTRO APPROFONDITA LA STRATEGIA SINDACALE. INDISPENSABILI PROGETTI MIRATI E GIOCO DI SQUADRA

“D

opo essere partiti con tante iniziative, in dell’attività dell’incontro, che si è svolto a Grosseto, nelquesto secondo mandato, dobbiamo riu- la Tenuta San Carlo, messa a disposizione, per l’occasioscire a consolidare i risultati raggiunti e lo ne, da Arianne Liotti. faremo, in modo pratico, dando seguito ai piani di attua- Il piano: “Inside-out Anga, costruire progetti per agire zione delle strategie previste per raggiungere gli obiet- insieme” ha permesso ricreare un nuovo spirito di gruptivi che ci siamo dati, assumendoci le singole deleghe”. po, fondamentale nel ricambio generazionale continuo Lo ha detto il presidente dei giovani di Confagricoltura, delle associazioni giovanili, attraverso attività mirate Raffaele Maiorano, pianificando le attività e il lavoro as- al team building e al riconoscimento del senso di apsociativo di questo triennio. partenenza all’Anga. “Siamo IL C O M M E N T O Insomma lavori in corso sì partiti da questo – ha spiee sempre, come si confà ad gato il vicepresidente Anga Sono molto soddisfatto che la un’associazione giovanile, centro, Diana Lenzi - pronostra Associazione sia entrata in ma in fase avanzata. prio per elaborare insieme pieno nella fase operativa e dinaCosì, ad esempio, i lavori del progetti concreti mirati ai mica puntando ai comparti proprimo Intercentro organizdiversi comparti produttivi, duttivi, il nostro ‘core business’. zato dal nuovo Comitato di che porteremo avanti inUn impegno certamente forte, presidenza – che hanno riusieme con lo scopo di dare dopo la pausa estiva, che ci ha nito numerosi ed entusiasti una nuova spinta alle attipermesso di riprendere con ener‘under 40’ – ha permesso di vità dell’Anga attraverso la gia il nostro lavoro. Il nostro obiet‘guardarsi dentro’ e all’inpartecipazione e il coinvoltivo è quello raccogliere le side del mercato, come imprese terno dell’Associazione per gimento in prima persona e come associazione, rafforzando la nostra coesione come elaborare progetti di crescidi tutti i giovani dirigenti”. gruppo di rappresentanza degli interessi degli imprenditori e ta comune. In modo pratiIn particolare, l’Intercentro del settore agricolo. Per fare, però, è necessario rafforzare il co ed essenziale si è partiti ha deciso di soffermarsi sui ‘senso del noi’, la nostra identità di appartenenza alla associadagli obiettivi (mini e macomparti vinicolo, olivicolo, zione, il rispetto reciproco e quello delle regole. In noi giovani cro), elaborando le attività cerealicolo, ortofrutticolo e di Confagricoltura non c’è posto e non è più tempo per ‘l’Io specifiche per raggiungerli, agrituristico. dominante’, ma per il lavoro corale. L’individualismo spinto ma anche fissando tempi e E’ stata anche fissata, sottonon ci serve più perché è diventato prioritario, per l’agricoltuscadenze, tappe intermedie lineando questa nuova opera e per il Paese, imparare a ragionare sul senso del noi, come di verifica e individuando ratività pratica, una sorta di associati e come cittadini. gli strumenti, le risorse e le “verifica di medio termine” Raffaele Maiorano competenze necessarie per per settembre dell’anno Presidente Nazionale Anga lo svolgimento dell’attività. prossimo. Questo, in breve, il sunto Elisabetta Tufarelli

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APERTE LE ISCRIZIONI PER STAGE IN USA E AUSTRALIA

ANGA

Esperienze lavorative all’estero

Servizio civile a fini sociali in agricoltura

I legami economici tra i diversi Paesi diventano sempre più stretti, il mondo diventa più piccolo e, di conseguenza, i mercati diventano sempre più grandi. I giovani di Confagricoltura, partendo da questo concetto, hanno studiato tirocini pratici retribuiti negli Usa e in Australia rivolti a giovani agricoltori, studenti di agraria, enologia e scienze forestali. In Australia sono aperte le iscrizioni per gli stage vitivinicoli, con partenze previste a gennaio. L’esperienza è riservata a chi ha meno di 30 anni, parla bene l’inglese e possiede un’esperienza pratica almeno di una vendemmia. Negli Stati Uniti l’oferta spazia in tutti i settori dell’agricoltura. Da luglio a dicembre è possibile lavorare nelle aziende vitivinicole. Nello stato di Washington, secondo produttore Usa, ma anche leader per la viticoltura sostenibile, vengono prodotte oltre 30 varietà di vini, tra cui Riesling, Chardonnay, Sauvignon e Pinot grigio. Il 99% della produzione di uva da vino viene ottenuta in zone semi desertiche, come la metà orientale dello Stato, dove si registrano, mediamente, due ore di sole di più della California. In Oregon la sostenibilità è uno stile di vita e, con cura per i dettagli e attenzione, si producono vini incredibili. In soli 40 anni lo stato è diventato produttore

Mille giovani si potranno impegnare nel servizio civile, con fini sociali in agricoltura. E’ un riconoscimento del valore economico e formativo, ma anche sociale e culturale del settore. “Un ulteriore importante tassello che, grazie all’impegno dei ministeri delle Politiche agricole e del Lavoro – ha sottolineato Raffaele Maiorano - contribuirà a restituire all’agricoltura l’importanza che merita”. Il servizio civile potrà, infatti, essere svolto nelle fattorie dove si svolgono attività a favore di persone con disagio, nella pet therapy, ma anche avviando iniziative per l’educazione al cibo e al consumo alimentare consapevole, per la biodiversità e nelle fattorie didattiche. Confagricoltura ha siglato un’intesa con la Rete delle Fattorie sociali proprio per aumentare le attività solidali sul territorio e in quest’ottica potranno trovare impiego nelle aziende agricole i volontari che prestano il servizio civile. Gli agricoltori gestiscono quasi metà del territorio, che diventano quasi tre quarti sommando le foreste e questa opportunità può essere l’occasione, a parere dei giovani di Confagricoltura, per trovare un inserimento lavorativo nel settore che, più di altri, ha bisogno di un ricambio generazionale.

di classe mondiale, con 15 regioni e più di 300 cantine che producono vino da 72 vitigni, tra cui alcuni dei Pinot nero, Merlot e Riesling migliori al mondo. La California vanta un clima meraviglioso tutto l’anno. La diversità dei terroir permette una gran quantità di varietà di uve da vino e si contano più di 427.000 acri a vigneto. La Central Valley, la più grande regione vitivinicola, si estende per 480 km dalla valle di Sacramento a sud di San Joaquin Valley e produce quasi il 75% di tutto il vino californiano. Inoltre, si può spaziare in tutti i settori: dai ranch in Iowa, Michigan, Illinois, North Dakota o Minnesota, all’itticoltura in Florida. Opportunità anche in vari tipi di allevamento, caseiici artigianali, campi da golf nel Paciic Northwest, gestione dei tappeti erbosi, ma anche garden center e frutticoltura. Particolarissimi, inine, sono i programmi con l’US Forest Service, che permettono, ad esempio, di partecipare a progetti di educazione ambientale nella catena delle Cascades del Nord (Washington), o di apprendere la gestione del suolo pubblico. Per partecipare è necessario avere almeno 20 anni, un anno di esperienza pratica nel settore richiesto, se si è laureati da meno di 12 mesi o di 2 anni se da più tempo, certiicata da 3 lettere di referenze.

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O VER 65

di Elisabetta Tufarelli

La casa di riposo diventa un asilo SERVIZIO CIVILE ANZIANI In Veneto raddoppiano i fondi regionali per il servizio civile anziani: l’assessore al Sociale Manuela Lanzarin ha comunicato ai 183 comuni che hanno presentato progetti per l’impiego di ultrasessantenni in servizi di partecipazione attiva alla vita sociale, civile e culturale della comunità, che tutte le iniziative saranno finanziate. I progetti coinvolgono pensionati a basso reddito, disponibili a servizi di accompagnamento, custodia, vigilanza. Nonni vigili, accompagnatori per malati e disabili, custodi di musei e di parchi pubblici, animatori e sostenitori di campagne pubbliche. In totale sono circa mille le persone coinvolte.

Due scene del ilm “Present perfect”

Il film documentario “Present perfect”, realizzato dalla cineasta Evan Briggs, esplora l’esperienza del passare degli anni in America, sia dal punto di vista della crescita (nei bambini), sia dell’invecchiamento (negli anziani). L’opera, in uscita in forma completa nel 2017, si sofferma anche sul legame intergenerazionale anziani – bambini. Un fattore “protettivo” per il benessere psichico di entrambi. Il docufilm è ambientato in una scuola materna alloggiata all’interno di una casa di riposo: la Providence Mount St. Vincent, di Seattle,che ospita circa 400 anziani - molti dei quali hanno circa 90 anni e costante bisogno di

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assistenza - e 125 bambini tra i tre e i cinque anni. Ogni giorno gli insegnanti organizzano i bimbi e li portano a visitare gli anziani. Le attività durano 20 minuti per i bambini più piccoli o 60 minuti per quelli più grandi. Anziani e bambini sono coinvolti in attività programmate comuni come la musica, la danza, l’arte, l’ascolto

e la narrazione, ma sono previsti momenti in cui viene incoraggiata e facilitata l’interazione libera e spontanea come avviene normalmente tra nonni e bambini. Infine tutti a pranzo assieme. Pian piano i bambini imparano a conoscere gli ospiti e ad accettare i loro acciacchi e a rispettare le persone fragili. Gli anziani, privati o indeboliti del loro ruolo sociale, trovano con i bambini un nuovo slancio verso la vita e tendono ad essere più ottimisti, a sorridere, a impegnarsi in una conversazione, mantenendo viva la memoria e i ricordi, a prendersi più cura di se stessi e a sentirsi ancora utili.


Negli Usa i senior sempre più social hanno esaminato i vantaggi dell’uso di strumenti come email, Facebook e Twitter, Skype e chat. Più del 95 per cento dei partecipanti è soddisfatto del rapporto con la tecnologia e il 72 per cento si è detto favorevole a imparare nuove tecnologie. Tra l’altro la diffusione del social networking nella popolazione senior si traduce in un vantaggio per la salute mentale e fisica: la solitudine diminuisce, aumenta la soddisfazione e l’autostima, si riducono i sintomi depressivi, con effetti benefici anche su patologie croniche come ipertensione e diabete. Anche il numero di italiani che si connette a Internet cresce ogni giorno e a far segnare i maggiori progressi sono gli over 55. Sempre più anziani usano social media, email, videochiamate e chat, a beneficio della loro salute fisica e mentale. Il digital divide, ovvero il gap generazionale nell’utilizzo delle tecnologie digitali, è un mito del passato, secondo uno studio pubblicato sulla rivista CyberPsychology, Behavior

e Social Networking. Dalla ricerca emerge che il social networking è un efficace antidoto contro la solitudine e i mali che ne derivano. Utilizzando i dati di un campione rappresentativo della popolazione statunitense costituito da 591 anziani (età media 68 anni), i ricercatori della Michigan State University

LA FAMIGLIA riduce il rischio di morte negli anziani. A suggerirlo è un nuovo studio condotto dalla University of Toronto, secondo cui gli adulti più anziani che hanno accanto una famiglia numerosa, correrebbero un minor rischio di morte. I ricercatori hanno anche scoperto che essere sposati, partecipare alle attività delle organizzazioni sociali ed essere emotivamente più vicini ai contatti sociali, sono fattori importanti per ridurre il rischio di mortalità in età avanzata. Per giungere a tale conclusione, gli esperti hanno esaminato i dati registrati fra il 2005 e il 2006 e fra il 2010 e il 2011 del National Social Life, Health, and Aging Project, dove ai partecipanti di età compresa fra i 57 e gli 85 anni è stato chiesto di elencare i nomi di cinque persone vicine emotivamente, specificando quale fosse il tipo di relazione con loro. I partecipanti che avevano riferito di sentirsi “molto vicini” ai membri della propria famiglia avrebbero corso un rischio di morte del 6% nei successivi 5 anni.

SI ALLUNGA LA VITA LAVORATIVA Giovani che faticano a trovare un impiego (anche se non come da noi) e anziani che rimangono più a lungo in attività. Questa la fotografia del Pew Research Center, che ritrae un’America nella quale gli over 65 al lavoro sono aumentati del 50% dal 2000 ad oggi (dal 12 al 18,8% dei cittadini). Negli ultimi 16 anni l’occupazione è cresciuta solo tra gli anziani: un terzo dei cittadini di 65-69 anni lavora, come anche un quinto di quelli tra i 70 e i 74 anni. Ma anche gli ultrasettantacinquenni che “tengono duro”, senza mollare il loro impiego sono saliti dal 5,4 all’8,4% dal 2000 a oggi. Risultato: i “senior” di 65-69 anni al lavoro sono più numerosi dei teenager che timbrano il cartellino.

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AGRITURISMO

di Anna Gagliardi

TENUTA SANTA CATERINA A GRAZZANO (AT)

Vacanza multisensoriale

G

razzano Badoglio è un piccolo comune in provincia di Asti, quasi al confine dell’Alessandrino. Le sue terre vitate sono patrimonio Unesco. E’ il profondo Monferrato, quello del marchese cavaliere Aleramo, delle abbazie e dei castelli; quello del tartufo bianco, del bue grasso e del vino rosso. Il comune di Grazzano deve il suo secondo nome al fatto che ha dato i natali al maresciallo d’Italia Pietro Badoglio,

che qui anche riposa. Arrivare a Grazzano è un’esperienza di per sé affascinante, che pochi altri territori possono vantare: le strade scivolano tra le colline che offrono uno spettacolo cromatico diverso in ogni stagione. In paese si attraversa la piazza con il muraglione dove si gioca ancora al tambass e dove la società sportiva locale ha iniziato a raggiungere lusinghieri risultati agonistici. In questo borgo, poco distante dal centro, si trova Tenuta Santa Caterina, relais e azienda vinicola di proprietà di Guido Carlo Alleva e della figlia Giulia. E’ lei ad accoglierci all’antico portone in legno, sulla strada alta di Grazzano. Già all’ingresso si percepisce la raffinatezza del luogo, il rispetto della storia e la promessa di benessere. La residenza così com’è oggi risale al Settecento, ma la sua storia è antica ed è legata anch’essa ad Aleramo e all’abbazia che il marchese fondò e affidò ai Benedettini negli ultimi anni del primo millennio proprio a Grazzano, dove volle essere poi essere sepolto. La parte opposta all’ingresso della Tenuta è un giardino che si affaccia e scende con sentieri fino alla vallata, di fronte ad alcuni vigneti dal singolare disegno geometrico. Ogni dettaglio, interno o esterno, è curato

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per rendere il soggiorno un’esperienza multisensoriale. In questo periodo, oltre a passeggiare in giardino o attraversare le colline vitate, in cantina si può ascoltare lo Chardonnay che fermenta nelle barriques producendo un mormorio e una sensazione benefica che va oltre i benefici della musica new age. Tenuta Santa Caterina si estende su 24 ettari vitati; produce da circa un decennio vini rossi fortemente legati al territorio (Barbera, Freisa, Grignolino), ma anche grandi bianchi che richiamano la Borgogna per longevità e complessità. E’ il caso di “Salidoro”, struggente Monferrato Bianco (Chardonnay e Sauvignon Blanc) e dell’ultima creatura “Silente delle Marne”, Chardonnay in purezza a tiratura limitata, fortemente voluto da Guido Carlo Alleva e interpretato

dall’enologo Mario Ronco. L’agriturismo è la sublimazione del lavoro agricolo aziendale. Le sei suites si chiamano come i vini della Tenuta e sono diverse una dall’altra. Alcune hanno anche una piccola SPA RELAIS DI TENUTA SANTA CATERINA

Via Marconi 23, Grazzano Badoglio (AT) Tel./fax: 0141 925472 relais@tenuta-santa-caterina.it www.tenuta-santa-caterina.it

ad uso privato. Il servizio prevede il pernottamento e la prima colazione servita nella sala con grandi vetrate che danno sul giardino, di fronte ai vigneti. Un’ampia terrazza permette la consumazione all’aperto. Il giardino non è un unico appezzamento; si tratta piuttosto di tavolozze di colori incorniciate qua e là dal verde ordinato del prato. La struttura architettonica è altrettanto distribuita in diversi moduli, fino al lungo porticato che culmina con un ampio affaccio sul Monferrato. Questo spazio ospita saltuariamente iniziative culturali, musicali e letterarie, trasformandosi in un esclusivo palcoscenico. Gli spazi chiusi comuni all’interno della tenuta costituiscono il cuore del relais: collegati tra loro, comprendono un piccolo salotto-biblioteca attiguo alla reception e una sala centrale con il tipico camino barocco. Il parquet antico del pavimento è stato recuperato ed è stato restaurato; il soffitto a volta decorato in gesso è espressione classica del “barocchetto piemontese” riscontrabile negli spazi di rappresentanza delle cascine della regione subalpina. Una singolare cantina attigua alla sala consente degustazioni all’interno del relais, oltre a quelle regolarmente realizzate nello spazio dedicato dell’azienda, ricavato dalle antiche stalle della tenuta. La cantina ipogea ospita le barriques e alcuni attrezzi testimonianti l’attività passata della struttura, riconducibile certamente al vino, ma molto probabilmente anche all’olio di qualche coltivazione di ulivo nella zona. Gli Alleva hanno anche recuperato l’infernot, dove una saggia illuminazione mette in luce le bottiglie più pregiate. La clientela dell’agriturismo è italiana e straniera, con predominanza di questi ultimi nel periodo autunnale, che meglio interpreta lo spirito e i sapori del Monferrato. E’ da sempre il vino, con la sua fama internazionale, a richiamare in queste terre i turisti d’Oltralpe, i quali, una volta scoperto questo angolo di Unesco, non lo abbandonano più e vogliono tornarci ogni anno. SETTEMBRE 2016 | MONDO AGRICOLO | 61


VINO

di Gabriella Bechi

MARCO FELLUGA E RUSSIZ SUPERIORE NEL COLLIO

Dal mare alla terra: una vocazione coltivata dall’800

U

na vera dinastia di viticoltori, iniziata oltre cent’anni fa - nella seconda parte dell’Ottocento, in Istria - quella dei Felluga, che hanno saputo valorizzare le potenzialità di alcune uve e del territorio del Collio, una delle primissime zone in Italia (la terza) ad ottenere il riconoscimento Doc nel 1964, particolarmente vocata alla coltivazione della vite. Erano gli anni Trenta, dopo la prima guerra mondiale, quando Giovanni Felluga decide di trasferirsi in Friuli e più precisamente nel Collio. Marco, il penultimo dei sette figli, continua l’attività di famiglia e fonda, nel 1956, l’omonima azienda. A lui, formatosi fin da giovane alla prestigiosa scuola di enologia di Conegliano, si deve il percorso dell’innovazione, della qualità e della ricerca, che hanno fatto di questa impresa enoica un punto di riferimento per tutto il territorio. Oggi, a proseguire su quella strada è il figlio Roberto, che rappresenta la quinta generazione e che conduce le due aziende: “Marco Felluga” a Gradisca d’Isonzo (Gorizia) e “Russiz Superiore” a Capriva del Friuli (Gorizia). Oltre 100 ettari di vigneti, tra proprietà e conduzione, oltre 700 mila bottiglie esportate in 45 Paesi del mondo, anche se il mercato nazionale, che assorbe il 50% della produzione, rimane per l’impresa il punto di riferimento. Frutto di un lungo lavoro di consolidamento dei rapporti, basato sulla qualità e sulla serietà, che ha portato l’azienda ad essere capillarmente presente sul

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canale ho.re.ca di tutta Italia. Terra speciale, dai rilievi appena abbozzati e segnata da morbide colline, il Collio gode di un clima particolarmente mite, grazie alla vicinanza del mare Adriatico ed alla protezione delle montagne, le Prealpi Giulie, con giorni caldi e notti fresche in primavera e con estati miti e delicate. Ogni collina ha il proprio microclima ed i terreni - caratterizzati dalla stratificazione di marna e arenaria che ha avuto origine circa 100 milioni di anni fa nell’era oceanica dal fenomeno dell’erosi - sono l’habitat ideale per i vigneti e la coltivazione delle uve. Questa grande tradizione vitivinicola ha fatto del Collio un’ambita e rinomata meta turistica internazionale basata su un’eccellente offerta enogastronomica. Ed anche l’azienda di Roberto Felluga vanta un elegante relais con sette camere, apprezzato non solo dai clienti, ma da tutti gli appassionati di questa splendida terra. L’Azienda Marco Felluga ha i suoi vigneti ubicati in quattro diverse zone del Collio: Farra d’Isonzo, San Floriano del Collio, Oslavia e Cormòns. Da queste

viti nasce la qualità dei suoi vini, sia bianchi che rossi. I vigneti dell’Azienda Russiz Superiore, invece, sono situati attorno alla cantina in un corpo unico. Dalle viti di Russiz Superiore, nel comune di Capriva del Friuli, nasce la raffinata eleganza e complessità dei suoi vini, prevalentemente bianchi - come vuole la tradizione vitivinicola friulana - ottimi per essere consumati giovani, ma che si adattano perfettamente anche a un lungo processo di invecchiamento, come ha dimostrato un consolidato progetto portato avanti da Roberto. Tra questi spicca il Sauvignon Russiz Superiore, proveniente da vigneti di oltre cinquanta anni, situati in una zona con forte escursione termica. Il vino ha un colore giallo paglierino con sfumature verdi. Al profumo denota fantastiche, intense ed eleganti note vegetali e floreali, quali la salvia, il peperone fresco, i fiori d’acacia ed il pompelmo. Al palato la freschezza e la sapidità si sposano splendidamente. Strutturato ed equilibrato, morbido con buon estratto, dal finale lungo. Si abbina molto bene al pesce, agli erborinati di media stagionatura ed ad ogni tipo di verdure e spezie. Accompagna perfettamente anche i piatti della cucina del Giappone, tant’è che è venduto e apprezzato anche in questo Paese.


“TAKI” AL QUARTIERE PRATI DI ROMA

Una cascata di sapori orientali

V

oluto da un gruppo di imprenditori, giapponesi e italiani innamorati del Giappone, Taki, a piazza Cavuor, nel quartiere Prati di Roma, è molto di più di un ristorante. Un microcosmo che riproduce con maestria e passione l’atmosfera di questa terra lontana. Dall’arredamento alla musica, dall’acqua alla luce, alle piante, dal cibo fino alle persone che lo animano. Taki in giapponese significa cascata. E una magnifica cascata a gradoni accoglie il cliente all’ingresso del locale, progettato e arredato da un pool di architetti giapponesi e italiani secondo le linee guida dell’estetica Zen. “Elegantemente semplice e semplicemente elegante”. Colori scuri, dal nero all’ ardesia; pietre, piante come mangrovie e ginger, tavoli piccoli ben illumianati singolarmente, mentre tutto intorno la luce è soffusa; intimi divanetti, insonorizzazione perfetta. Due grandi sale, una su due piani, per un totale di centodieci coperti. Bancone a vista per la preparazione del sushi. Personale per l’80% giapponese, a cominciare dagli chef. Ottima la qualità dei prodotti per la maggioranza provenienti direttamente dal Giappone. Materie prime fresche, come il pesce, acquistate in Italia. La proposta culinaria va ben oltre il solito sushi, ottimo nella versione roll, il Kaiseki, l’Oshizushi (ovvero sushi pressato usando una forma di legno detta oshibako), il Chirashi. Ma sushi e sashimi rappresentano solo il 20% dell’offerta; il resto sono piatti tipici della cucina di Tokyo e Kyoto. Come il Beef Shioyaki, specialità tradizionale di carne alla griglia

Kaiten, dove è possibile scegliere tra le pietanze che ruotano su un nastro girevole. Ottimo per mangiare in tempi brevi per svago o lavoro, prima di un cinema o dopo un evento teatrale. E a ottobre inaugura la prima sala da tè della Capitale ispirata all’antico rito nipponico. Serenità e sintonia, silenzio e quiete cotta al sale e servita con salsa ponzu a interiore, armonia e benessere per parte; il Kushikatsu, che consiste in uno una pausa o un incontro di lavoro, dalla spiedino di carne o di verdura o di pesce prima colazione al pranzo leggero, dal o di formaggio, passato nella pastella, break pomeridiano all’aperitivo. Tè verdi nel pane grattato e poi fritto; la Tempura giapponesi, a cominciare dal famoso Moriawase, frittura tipica giapponese di maccha, ma anche tè bianchi o rossi, che gamberoni e verdure miste. Per finire vengono personalizzati sul momento gelato prodotto artigianalmente ai gusti sotto la guida esperta di una maestra zenzero, sesamo, azuki, tè verde. Pardel tè, con rosa, zenzero, pesche limone, ticolare la possibilità di degustare piatti menta e frutti di stagione. Ma anche speciali provenienti dalle tradizioni più gustati con aggiunta di latte e sempre acantiche dei monaci buddisti. Certificompagnati da pasticceria mista giappocato JRO (garanzia di qualità non solo nese. Ma la sala è anche una caffetteria, sulle tecniche e le materie prime, ma dove viene servita la classica colazione anche sulle metodologie tradizionali di all’italiana, con caffè, cappuccino e dolci esecuzione). Grande creatività nell’im- classici, come la mimosa e il tiramisù o piattamento. Servizio impeccabile con snack salati, molto apprezzati anche dai l’aggiunta di una grandissima cortesia. giapponesi. Gelati artigianali al sesamo, Bella carta dei al tè verde, ai vini, che accomfagioli rossi o allo SUSHI MORIAWASE MATSU pagna naturalzenzero e soft mente quella dei cream. A pranzo tè e quella origimenù leggeri per nalissima dei sakè una colazione (circa 30), che veloce, improntavengono proposti ta alla salubrità e anche con uno all’equilibrio degli speciale menù in alimenti. E prima abbinamento ai di cena aperitivi Con il Souvignon dell’azienda Russiz piatti. Accanto al con cocktail Superiore gli chef di Taki consigliano il ristorante il nuovo internazionali o a Sushi Moriawase Matsu. base di sakè.

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BUONO A SAPERSI...

LE INSTALLAZIONI AMBIENTALI DI UGO RONDINONE

Calchi di ulivi pugliesi nei Mercati di Traiano

È

un artista svizzero, Ugo Rondinone, ma le sue radici sono italiane. A Roma ha ideato un percorso che si è sviluppato intorno a grandi installazioni ambientali concepite come due cicli, “Giorni d’oro + Notti d’argento”, che – da giugno a settembre – hanno trasformato gli spazi in luoghi fantastici, dove il visitatore ha potuto vivere le opere come un’esperienza visiva e concettuale. La mostra si è articolata in due degli spazi istituzionali più importanti della Capitale: il MACRO Testaccio, massimo esempio di

archeologia industriale, e i Mercati di Traiano, monumento simbolo dell’antichità imperiale. Al MACRO il ciclo “Giorni d’oro” con le opere dell’artista in un ambiente abbagliante, dominato da luci e colori, animato dalla grande installazione “Vocabulary of solitude”. Ma a colpire il cronista è stato soprattutto il ciclo “Notti d’argento” all’esedra dei Mercati Traianei, che ha previsto un gruppo di cinque calchi di ulivi millenari ancora presenti in Puglia e in Basilicata, in alluminio verniciato di bianco. L’idea dell’artista, che ha voluto rendere

Vocabulary of solitude”

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omaggio alla terra di origine della famiglia emigrata in Svizzera, è stata quella di riportare il monumento ad un’epoca ancestrale, in una sorta di foresta pietrificata simile a quelle dell’epoca preistorica. Una flora, al tempo stesso fossile e contemporanea, carica di una dimensione drammatica ed espressiva, quasi epica, sospesa tra naturale e artificiale, tra storia e preistoria. Ognuno di questi alberi, che sono stati concepiti come allegorie delle fasi lunari, portava il nome della luna piena di ciascun mese: così ecco “luna d’inverno”, “luna da fame”, “luna di vento”, “luna di primavera” e “luna di fiori”. Proprio quegli ulivi che sono diventati famosi,


un talento o un artificio. Piuttosto è un’immensa energia la cui origine è al di là della psiche umana e che spinge a dedicarsi a se stessi attraverso un nesso specifico con l’altro». E qui l’“altro” è la natura, inconsciamente vista come madre, in grado di ergersi e stagliarsi in ogni sua caratteristica. Dove le radici sono quelle indissolubili con il territorio, quello della memoria e della coscienza. Nato a Brunnen (Svizzera) nel 1964, Rondinone vive e lavora a New York. La sua opera ruota intorno a visioni legate alla fantasia e al desiderio, non prive di aspetti ludici, giocosi e surreali. Ha esposto nei principali musei di arte contemporanea del mondo, dal New Museum di New York al Louisiana di Copenaghen. Nel 2007 ha rappresentato la Svizzera alla Biennale di Venezia, e nel 2013 ha esposto l’installazione “Human Nature” al Rockfeller Center di New York. La precedente mostra pubblica a Roma risale al 2001, “Kiss Tomorrow Goodbye”, a Palazzo delle Esposizioni. Fra le mostre recenti “I love John giorno” al Palais de Tokyo, Parigi, 2015; “Artists and poets”, Vienner Secession, Vienna, 2015; “Breathe “Notti d’argento” walk die”, Rockbund Art Museum, Shanghai, 2014; “We run through purtroppo, più che per la loro d’arte, metallica, in questo caso era a desert on burning feet, all of us bellezza per l’incubo della Xylella: una replica di una vivente, renden- are glowing our faces look twisted”, qui le straordinarie piante sono do eterna la sua presenza. Art Institute di Chicago, 2013. state trasformate in opere d’arte, La firma di un noto artista interna- Le sue opere sono in prestigiose documenti preziosissimi di antiche zionale, la fama di un luogo muse- collezioni pubbliche e private, tra civiltà, di saperi e di sapori d’altri ale ricco di storia come quello dei le quali il MoMA di New York, L’ tempi. Una musealizzazione della Mercati di Traiano, la potenza di ICA di Boston, il San Francisco natura, quella provocata da Rondi- Roma e dei Fori Imperiali, hanno Museum of Modern Art, il Walker none, che è servita a far riscoprire permesso di amplificare il signiArt Center di Minneapolis ed il la qualità dell’architettura. ficato e il valore di un’operazione Dallas Museum of Art. L’esposiUn lavoro, quello dello svizzeche ha voluto ritrovare le radici zione, promossa da Roma Capitaro, che ha permesso di riflettere: dell’umanità, il rapporto dell’uomo le - Sovrintendenza Capitolina ai innanzitutto, sulla capacità degli con la produzione alimentare, la Beni Culturali, è stata organizzata artisti di percepire la fragilità della consapevolezza di quale senso ha con il supporto di Sadie Coles HQ natura, e di rendere pubbliche le la vita. Sono venute alla mente le (Londra), Gladstone Gallery (New personalissime riflessioni sulla parole di James Hillman, che da York-Bruxelles), Galerie Eva Predelicatezza della vita, umana e non. psicoanalista fu capace di scrivere senhuber (Zurigo) e Esther SchipQuindi, sulla forza della comunica- che «la creatività non è un dono o per (Berlino). zione legata alla creatività: l’opera una grazia speciale, una capacità, Gianfranco Ferroni SETTEMBRE 2016 | MONDO AGRICOLO | 65


CAMPI SONORI

di Gaetano Menna

TRE ANNI DI LAVORAZIONE PER IL SECONDO ALBUM

Le alchimie di Macroscream

R

itorna Macroscream, la band che si era fatta notare, nel 2012, con il debut album “Sisyphus”; grandi suggestioni sonore, impreziosite ancor più, nella grafica del booklet, da immagini che – per rimarcare il classicismo - si riferivano alla Sala Serpieri di Palazzo Della Valle di Confagricoltura. In questi anni il sestetto (Alessandro Patierno, Davide Cirone, Marco Pallotti, Tonino Politanò, Gianpaolo Saracino, Luca Marconi) è cresciuto anche come tenuta live ed ha lavorato con cura maniacale al nuovo CD che riporta in copertina solo il nome del gruppo (Altrock Fading 2016). Musicalmente gli artisti si muovono all’insegna dell’alchimia,

Alessandro Patierno con la sua guitar a doppio manico

NICO MARAJA CON GLI OCCHI AL CIELO

Astri d’autore

C

alarsi nel “pensiero morbido” (come titola il primo singolo e video) di Nico Maraja è un’esperienza unica. Colpisce per originalità e incanto questo cantautore lecchese (ma trapiantato a Roma) che vive con la testa nelle nuvole. Si intitola “Astroautore” (ByHeart 2016) il suo nuovo onirico disco con nove suggestivi brani tra stelle cadenti impaurite, una leopardiana luna tentatrice, teste bucate abitate da pesci e creature volanti.“Le stelle quando cadono hanno paura” è il primo brano della sequenza una ballata rock che parla di timori e fragilità – che introduce ad un album “visivo” e immaginifico, con l’artista che sembra divagare con lo sguardo all’ insù («Ti succede mai - canta - che sogni di tornare a portare i tuoi pensieri ad alta quota?»); in realtà, proprio mentre guarda al cielo, scava nel proprio e nel nostro Io. Fondamentale nella ricerca di Nico Maraja è la parte live. «Mi piace pensare – dice - di ricercare il concetto di una musica in 3D che coinvolga non solo le orecchie ma anche gli occhi e l’immaginazione».

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con le radici chiaramente nel rock progressivo, ma ricercando ibridazioni e sconfinamenti nel folk e nel jazz-rock. In modo originale ciascuno dei nuovi brani racconta, nei testi rigorosamente in inglese (di Patierno), i tratti distintivi di ogni componente dell’ensemble. Emergono così l’impenetrabilil’impenetrabili tà, l’inquietudine, la testardaggitestardaggi ne, l’andare controcorrente (e lo schierarsi, quindi, non dalla parte di Davide ma del gigante Golia). Grande energia, temperamento, creatività… sono questi gli ingredienti alchemici alla base di un CD che è davvero ad altissimo gradimento.

Omaggio al pensiero libero di Emer Ricco di citazioni letterarie la storia della band bresciana “Il Paradiso degli Orchi” (il cui nome è quello del titolo del romanzo del francese Daniel Pennac, che, a sua volta, si era rifatto “Al paradiso delle signore” di Émile Zola). Il nuovo di disco della band è il toccante e sug suggestivo “Il Corponauta” (AMS 2016) che prende il titolo e si ispira – nel titolo e nei brani - al libro più famo famoso di Flavio Emer. Musiche e parole che sono un omaggio allo scrittore scomparso un anno fa e che, nonostante la malattia (era afetto da distroia muscolare) trasformò la sua disabilità in comunicazione, raccontando «la storia di un pensiero che scende da un altro pianeta ed entra in un corpo disabile». L’album – prodotto da Fabio Zufanti (nome di spicco del nuovo prog italiano) - è un crossover di diverse inluenze (progressive, psichedelica, pop, indie, atmosfere cantautorali) per una band che si rivela eclettica ed originale. Tra i brani spicca “Addio al corpo” il cui testo è proprio di Emer: J’accuse all’ingiustizia del corpo-carcere.


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