SPECIALE MACFRUT l FRUTTA E GDO l ANPA PER OVER 65 l FIIAF PER PMI l SPIGHE AI COMUNI l FORMAZIONE CONTINUA ENAPRA l INTERMEDIAZIONE UMANA l DECESPUGLIATORE CONNESSO l AGROFARMACI SOSTENIBILI l SDF A DRESDA l COOKING FOR ART
L’EDITORIALE nnn
Una storia all’italiana
Q
uesto numero del nostro magazine dedica ampi spazi all’“cademy ed al proicuo dialogo instaurato con istituzioni, sindacati dei lavoratori ed enti di controllo sui temi del lavoro. Racconta l’impegno sociale e solidale (dalle bandiere con le spighe verdi assegnate ai comuni virtuosi, all’accordo con la Rete delle fatorie sociali, al Meeting di Rimini ad agosto . Insomma racconta come sia forte l’esigenza che il nostro setore, come ho deto all’“cademy, «si riprenda la scena». Ed a proposito dell’esigenza di metere l’agricoltura al centro dell’atenzione credo sia importante sotolineare la questione del grano, una storia tuta all’italiana. In un quadro mondiale di estrema volatilità dei prezzi, con speculatori sempre in agguato, è bastato che in Puglia le rese del grano fossero superiori alla media con punte di q/ha per il tracollo. Certo si prevedevano listini al ribasso, ma non certo la débâcle quotazioni in calo di oltre il 0% . I problemi vengono da lontano. Le commodities sono state quasi del tuto rinnegate dall’agricoltura italiana, come se questi prodoti non fossero alla base della produzione nazionale. Questo ateggiamento lo scontiamo oggi. Ma non ci stiamo all’assioma che, dato che il mercato mondiale è volatile, il grano italiano debba essere penalizzato addiritura con ricavi al di soto del punto di pareggio del conto colturale. Certo ci sarebbe la valvola di sicurezza degli stoccaggi, che avrebbe dovuto frenare la caduta delle quotazioni. Ma anche qui assistiamo ad una storia tuta all’italiana di importanti struture che stanno svendendo il prodoto nazionale a qualsiasi prezzo pur di otenere immediati realizzi economici necessari alla loro sopravvivenza; ovviamente non facendo l’interesse degli agricoltori conferenti. Insomma, è paradossale che si siano avviati i saldi di stagione quando era fondamentale che la parte agricola adotasse una linea di fermezza. Con la Giunta ho avanzato richieste precise per contrastare la crisi del comparto che sono state portate all’atenzione del Tavolo della iliera cerealicola del 20 luglio. “lcune da atuare nell’immediato come, ad esempio, la deinizione di regole precise e compartecipate, sia dalla parte agricola sia dalla parte industriale, per gli accordi di iliera; la condivisione in tempo reale delle informazioni commerciali; l’istituzione di un eiciente ed innovativo meccanismo telematico che consenta di issare un prezzo nazionale giornaliero, sulla base dei contrati realmente siglati, in alternativa alle commissioni locali; accordi interprofessionali per una gestione più eiciente e organica dell’intera iliera. Da prevedere poi interventi più struturali, sulla logistica e sui sistemi di tracciabilità del prodoto che rendano merito alla qualità, senza tralasciare ricerca e sviluppo su cui è fondamentale investire. Si trata, nel complesso, di investimenti importanti che però dovranno andare a beneicio del prodoto nazionale e non certo di quello importato. Mario Guidi
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SOMMARIO
L’EDITORIALE Una storia all’italiana Mario Guidi ...............................
SPECIALE MACFRUT Morsi di benessere Gaetano Menna ......................... 40
3 Più quantità e continuità. Il ruolo dei marchi Gabriella Bechi .......................... 42
Direttore responsabile Gabriella Bechi Coordinatore responsabile Gaetano Menna Editrice Sepe Presidente Diana Theodoli Pallini Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II 101, 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it Abbonamento annuo Testata associata all’USPI
Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n.33755000 Intestato a: Sepe - Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950
PRIMO PIANO ACADEMY «Riprendiamoci la scena» Gabriella Bechi ...........................
6
Gioco di squadra Gaetano Menna ..........................
9
Lavoro e legalità Elisabetta Tufarelli ...................... 12
Un’Opera tutta italiana Gabriella Bechi .......................... 44
Future Farming Gaetano Menna ......................... 16
ATTUALITÀ RAPPRESENTANZA Giovani comunicatori crescono Alessandra Porro ....................... 48
FOCUS IMPEGNO SOCIALE Non camminerai mai solo Gaetano Menna ......................... 18
«L’impresa familiare si rinnova» Elisabetta Tufarelli ...................... 50 UNCAI NOTIZIE
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Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Edagricole - New Business Media srl Piazza Galileo Galilei 6, 40123 Bologna Tel. +39 051.6575.822 Fax +39 051.6575.853 pubblicita.edagricole@newbusinessmedia.it Uicio Traico Tel. +39 051.6575.842 impianti.edagricole@newbusinessmedia.it Stampa e difusione a cura di New Business Media srl Via Eritrea 21, 20157 Milano Stampa: Litorama spa - Milano
Confagricoltura
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33
Rubriche Campi rosa Assemblea . . . . . . . . . . . . . 51 Organizzazione #SoilDay . . . . . . . . . . . 52
Il cuore vincente Anna Gagliardi .......................... 20
Pria Programma Life . . . . . . . . . . . . . . . 54 Enapra Accordo Fiiaf . . . . . . . . . . . . . . . 55 Over65 Debutto Anpa . . . . . . . . . . . . . . . 56
ATTUALITÀ FOOD Agroalimentare d’autore Gabriella Bechi .......................... 30
Anga Fattore Futuro . . . . . . . . . . . . . . . . 57 Agriturismo La Tordela . . . . . . . . . . . . 60
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PRIMO PIANO ACADEMY
«Riprendiamoci la scena»
L’intervento del presidente Mario Guidi all’Academy: «Usciamo dal non dire. L’agricoltura dà lavoro e non è certo caporalato e voucher. È giunto il momento di ristabilire la verità dei fatti» di Gabriella Bechi
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O
tre 1 milione di lavoratori, con una stabilità dei livelli occupazionali negli ultimi otto anni di grave crisi economica e una sempre maggiore concentrazione nelle aziende più strutturate; 11 miliardi di euro all’anno di stipendi pagati ai dipendenti; valore aggiunto ed export con valori positivi; più lavoro di qualità; più sicurezza e meno infortuni (-25% in cinque anni); più società agricole e nuove figure professionali; più giovani e più welfare aziendale. E’ questa la fotografia del mercato del lavoro in agricoltura, un setto-
re vitale e innovativo, con grandi potenzialità di crescita, che offre occupazione sempre più stabile e di qualità e che merita massima considerazione all’interno del contesto economico e sociale del nostro Paese e pari dignità rispetto al mercato del lavoro degli altri settori produttivi. “E’ arrivato il momento di riprenderci la scena, raccontando, non nelle piazze ma nei luoghi pubblici, quello che realmente rappresentiamo”. Ha esordito così il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, aprendo l’Academy 2016, l’annuale momento di studio e proposta dell’Organizzazione, dedicato
Mario Guidi
quest’anno ai temi del lavoro. “Sui media e sui social, invece – ha continuato - l’agricoltura sembra solo caporalato e voucher, voucher e caporalato. Una criminalizzazione del settore indiscriminata e ingiusta, che getta discredito sulle centinaia di migliaia di imprese agricole che operano in modo trasparente e creano occupazione e ricchezza”. A tale proposto i dati che circolano di recente in merito al fenomeno del caporalato e dello sfruttamento del lavoro suscitano grande perplessità in Confagricoltura. Affermare che esso riguardi più di 400.000 lavoratori equiva-
le a sostenere che tutti i lavoratori agricoli del nostro Paese siano reclutati dai caporali e sottoposti a forme di sfruttamento. Infatti dai dati ufficiali ISTAT e INPS emerge chiaramente che gli occupati mediamente denunciati ogni mese in agricoltura sono circa 450.000. Allo stesso modo il tasso di irregolarità delle aziende agricole ispezionate - e dunque di quelle già scelte sulla base di indicatori di rischio dal ministero del Lavoro nel 2015 (54,24%) è inferiore alla media generale (60%) e vede il settore al quarto posto tra i quelli merceologici esaminati. “Con questo non vogliamo certamente sminuire la gravità del fenomeno – ha detto Guidi - ma vogliamo ricondurlo nelle giuste dimensioni, anche al fine di combatterlo più efficacemente”. “La lotta all’illegalità e all’irregolarità – ha continuato Guidi - non può essere condotta introducendo ulteriori adempimenti a carico dei datori di lavoro, ma piuttosto alleggerendo la pressione fiscale sul lavoro; migliorando la qualità dei controlli, utilizzando al meglio la mole di informazioni già nella disponibilità delle diverse amministrazioni. E attraverso una migliore attività di intelligence da parte degli Organi di vigilanza nella selezione delle aziende da ispezionare, cercando di concentrare l’attenzione su quelle che
I lavoratori agricoli sono giovani. Oltre la metà ha meno di 45 anni operano in modo completamente o parzialmente sommerso, a volte contigue alla criminalità organizzata, invece che sui soliti noti”. In tale ottica la Rete del lavoro agricolo di qualità deve essere ricondotta alla sua funzione originaria di promozione della regolarità sul lavoro. “Invece – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura - alcuni importanti operatori commerciali stanno considerando l’iscrizione come condizione indispensabile per la fornitura dei prodotti agricoli. La legge, inoltre, nega l’iscrizione anche in presenza di violazioni amministrative lievi e meramente formali che, in alcuni casi, nulla hanno a che vedere con la regolarità del lavoro. Senza trascurare che per entrare nella Rete occorre aspettare parecchi mesi a causa della inefficienza della pubblica amministrazione”. Per quanto riguarda il disegno di legge sul caporalato, Confagricoltura ne condivide l’intento, ma non convincono pienamente le misure che il Governo intende mettere in campo, che impattano decisamente sul sistema imprenditoriale agricolo e che non incidono in alcun modo su quelle sacche di inefficienza del-
Susanna Camusso e Luigi Mastrobuono
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PRIMO PIANO ACADEMY
lo Stato o della Pubblica Amministrazione, come l’assenza di validi servizi di intermediazione, insufficienza della rete di trasporto pubblico nelle aree rurali, immigrazione clandestina, sistema di vigilanza poco mirato, da cui il caporalato trae linfa vitale. Particolarmente preoccupante appare l’introduzione di un criterio induttivo di valutazione della congruità della manodopera occupata. “Una misura di dubbia legittimità costituzionale– ha spiegato Guidi - che rischia paradossalmente di penalizzare le aziende che ottimizzano i fattori della produzione, costringendole a L’ occupazione agricola ‘giustificarsi’ per la loro capacità di negli ultimi due anni razionalizzare l’utilizzo delle risorse ha ripreso a crescere umane”. Nel corso dell’incontro, a cui hanno partecipato i rappresentanti dei sindacati dei lavoratori, Guidi ha parlato di welfare affian- ha detto, soffermandosi anche sul cato e non contrapposto. “Bisogna ruolo della contrattazione collettiva uscire dalla logica degli estremi”, che, in agricoltura, si caratterizza per
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un marcato decentramento degli aspetti fondamentali del momento negoziale, quali la retribuzione e la classificazione dei dipendenti e che, per le sue caratteristiche, può svolgere un ruolo fondamentale come presidio della legalità nei diversi territori. Il sistema di Confagricoltura, con grande senso di responsabilità, ha avviato i negoziati per il rinnovo dei contratti collettivi provinciali di lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti, che interessano circa un milione di lavoratori con l’intento di arrivare ad una rapida definizione. “Con altrettanto senso di responsabilità – ha concluso il presidente Guidi - ci attendiamo che le organizzazioni sindacali dei lavoratori siano pronte ad un confronto sereno e privo di pregiudiziali ideologiche, con il comune obiettivo di addivenire a contratti che, nel rispetto delle regole generali che ci siamo dati, tengano conto della reale situazione del mercato del lavoro nnn locale”.
PRIMO PIANO ACADEMY
Luigi Bobba
Gioco di squadra I rappresentanti di istituzioni, enti di controllo, sindacati dei lavoratori, tutti d’accordo che non c’è solo caporalato. L’impegno corale a contrastare l’illegalità di Gaetano Menna
N
ell’Academy si sono susseguiti una serie di interventi di rappresentanti di istituzioni, organismi deputati ai controlli, rappresentanze sindacali per evidenziare i vari punti di vista e l’approccio al tema impresa e lavoro in agricoltura. In evidenza l’intervento del sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba che ha posto l’accento sul fatto che, nel settore agricolo, ci sono potenzialità per posti di lavoro stabili. «L’agricoltura – ha detto
Sottosegretario al Lavoro Bobba: «Mille giovani da impiegare nell’agricoltura sociale» - è un settore vitale e in crescita e, negli ultimi due anni, sono stati raggiunti importanti risultati per fatturato e valore aggiunto, oltre ad aver registrato un picco dell’occupazione nella fascia giovanile». Il sottosegretario ha quindi annunciato la pubblicazione a breve del bando per l’impiego di mille giovani nelle attività dell’agricol-
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PRIMO PIANO ACADEMY
Maurizio Sacconi
tura sociale. Sempre per quanto riguarda i giovani ha sottolineato la sperimentazione con le Regioni per la costruzione di un sistema formazione-lavoro e ha ribadito che «formazione e nuovo apprendistato possono essere opportunità anche per l’occupazione in agricoltura». Bobba ha poi ricordato il protocollo firmato per aiutare l’azione di contrasto al caporalato. «In Senato – ha aggiunto - è in discussione la legge sul caporalato, con importanti e rilevanti norme; ma ancor più importante è l’accordo sperimentale, perché con esso convergono le forze, dell’intero settore e di tutti i suoi elementi, verso questa battaglia.
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Sacconi: «Superare dualismo tra “iper regolazione” e iper sregolazione”» Serve severità nei controlli, ma bisogna evitare di spendere energie sulle evasioni di tipo formale». Per il presidente della Commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi «c’è un dualismo all’interno del mercato del lavoro tra “iper regolazione” e iper sregolazione” che non riusciamo a risolvere. Vi sono troppi adempimenti, un carico troppo forte sulle parti sociali; da ciò la necessità di politiche attive. Però, per governare il mercato del lavoro non c’è bisogno di ulteriori leggi ma di strumenti sussidiari».«La lotta all’intermediazione illegale deve tenere presente che, spesso, fornisce strumenti più utili di quelli messi a disposi-
zione legalmente; dobbiamo allora migliorare noi, mettendo a disposizione mezzi più efficaci – ha spiegato Sacconi -. Dobbiamo partire dagli attori sociali e usare strumenti sussidiari per risolvere il problema. L’eccessiva burocrazia non serve, serve invece il rapporto tra istituzioni e parti sociali». «Servono servizi complementari, come la formazione del lavoratore che è la grande sfida dei nostri tempi». Secondo il presidente della Commissione Agricoltura del Senato Roberto Formigoni, «c’è un forte e costante interesse del mondo politico sul tema del caporalato. Bisogna però stroncare i fenomeni di sfruttamento senza intaccare le positività di tante aziende datoriali agricole. Dobbiamo proporre delle risposte efficaci alle imprese. C’è necessità di semplificazione; la burocrazia è la più grave nemica dell’Italia, dei lavoratori e delle aziende». Il segretario generale Uila-Uil Stefano Mantegazza ha apprezzato «il rilievo dato dal presidente Mario Guidi alla tradizione delle buone relazioni sindacali.Auspichiamo che, proprio partendo da queste buone relazioni, si possa giungere presto al rinnovo dei contratti provinciali di lavoro, le cui trattative sono in corso». «Non c’è alcuna contrapposizione tra associazioni imprenditoriali e sindacati, come dimostrano i molti avvisi comuni firmati insieme, anzi abbiamo una battaglia da combattere fianco a fianco contro il lavoro nero – ha evidenziato -. L’obiettivo del disegno di legge sulla rete del lavoro agricolo di qualità prevede che organizzazioni gestiscano insieme domanda e offerta di lavoro: un grande sistema bilaterale che valorizzi la rappresentanza e le aziende per cercare di affrontare un problema che il paese finora non è riuscito a gestire in numeri e dimensioni». Secondo il segretario generale della Fai Cisl Luigi Sbarra «lavoro e impresa devono fronteggiare insieme la piaga del caporalato, la
sfida è comune». «Il caporalato si IN VIDEO LA VERITÀ DEI FATTI combatte con modelli partecipaNel video proiettato in apertura tivi – ha aggiunto –valorizzando dell’Academy (a cura di Adn-Krola contrattazione di secondo linos per Confagricoltura) si è apvello e la bilateralità provinciale, profondita la realtà delle aziende leve formidabili per governare il datoriali. In particolare ha colmercato del lavoro e l’incontro pito il cronista la dichiarazione tra domanda e offerta sui terridell’imprenditrice del settore avitori». Come intervenire? «Da una colo Gabriella Fantolino che, inparte – ha detto Sbarra – occorre tervistata assieme ad altri titolari aggiornare e rafforzare strumenti d’azienda, ha sottolineato come legislativi che diano efficacia all’aVEDI IL VIDEO «il valore della legalità sia pari al zione di controllo e repressione su “Mondo agricolo online” valore della qualità». Già, bisogna degli abusi; dall’altra bisogna valopartire da qui per comprendere rizzare il contributo delle parti sociali sui territori, attivando anche l’impegno dell’Organizzazione e delle sue aziende per rapporti di lavoro i terminali provinciali della rete trasparenti, legali, corretti. del lavoro agricolo e della cabina di regia». l’attività di vigilanza in materia di Il direttore dell’Agenzia unica Formigoni: «La burocrazia lavoro. Ha ribadito che «la collaper le ispezioni del Lavoro Paolo è la più grave nemica dell’Italia, Pennesi, ha presentato il nuovo borazione funzionale ed organizdei lavoratori e delle aziende» organismo che ha come obiettizativa tra ispettorato, Inps, Inail vo di semplificare e razionalizzare e ministero del Lavoro, oltre alla condivisione dei nuovi metodi di lavoro e alla razionalizzazione delle strutture, consente un’uniformità nell’attività ispettiva tale da rappresentare quel valore aggiunto che permette di migliorare il rapporto tra pubblica Amministrazione e aziende e di agevolare l’azione di contrasto all’illegalità». «Siamo ispettori ma anche portatori di idee e di contributi. L’esperienza sul campo si rivela utile per formulare proposte», ha dichiarato il presidente di ANIV (l’associazione degli ispettori del Lavoro) Giancarlo Sponchia. «Ogni anno vengono annullati 60 mila rapporti di lavoro fittizi. Le aziende irregolari sono soprattutto quelle non assistite dalle associazioni di categorie ma da “professionisti”. Ribadiamo la gran parte delle aziende datoriali è sana». Ad avviso di Sponchia per gli ispettori «non è più sufficiente incrociare i dati, ma serve un’attività di intelligence, perché con l’innovazione si può sopperire alle esigenze di manodopera, bisogna verificare sul campo la realtà dei fatti». Quindi l’invito nei controlli ispettivi, «a non soffermarsi sugli Roberto Formigoni errori formali, ma appuntare sulle nnn truffe».
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PRIMO PIANO ACADEMY
Tavola rotonda con Tito Boeri, Susanna Camusso, Michel Martone e Mario Guidi di Elisabetta Tufarelli
Lavoro e legalità
L
avoro e legalità sono stati i temi forti anche al centro della tavola rotonda, moderata dalla giornalista di SkyTg24 Maria Latella, che ha coinvolto, assieme al presidente Mario Guidi, Susanna Camusso, segretario generale Cgil, Tito Boeri, presidente dell’Inps e Michel Martone, professore ordinario di Diritto del lavoro presso la Scuola nazionale dell’Amministrazione. “Recentemente – ha ricordato Mario Guidi - abbiamo firmato il ‘Protocollo sperimentale contro il caporalato e lo
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sfruttamento del lavoro agricolo’ e introdotto un codice etico che impone ai nostri associati il rispetto delle norme sul lavoro pena dell’esclusione dalla base associativa. E
non abbiamo mai cavalcato l’opportunità dei voucher per smantellare il tradizionale sistema di occupazione”. D’altronde il confronto di Confagricoltura con queste problematiche prosegue da più di un decennio ed ha portato alla sottoscrizione di ben quattro avvisi comuni con i sindacati e contribuito alle politiche e alle procedure per il controllo dell’immigrazione. Ma per Susanna Camusso, segretario generale Cgil, i voucher restano un problema spinoso e li bolla senza appello: “E’ un istituto nato male e incorreggibile. Il lavoro occasionale esiste, ma non è possibile che ci siano milioni di lavoratori impiegati in quel modo. Sfiderei chiunque a dire che ci sia possibilità di farsi una previdenza con 0,75 centesimi di euro di contributo Inail e di contributo previdenziale per ogni voucher utilizzato. Ci vorrebbero 150 anni di lavoro per ac-
cedere a una pensione minima”. Il presidente Inps Tito Boeri, dal canto suo, ricorda: “Sono stato fra i primi a denunciarne l’uso patologico. Se il proposito dei voucher era quello di far emergere il lavoro nero in agricoltura, io mi sarei aspettato che si sviluppassero lì. Invece il problema è che l’abuso dei voucher in Italia avviene in settori dove non c’era lavoro nero ed è diventato un modo per i datori di lavoro di risparmiare sul costo del lavoro, provocando dei problemi di lungo periodo nei lavoratori che ne usufruiscono, che non hanno tutela e non avranno coperture previdenziali adeguate in futuro”. Immediata la risposta del presidente di Confagricoltura: “Non è certo l’agricoltura il settore nel quale se ne è registrata un’esplosione, giacché i buoni lavoro utilizzati dagli agricoltori, nel 2015, hanno rappresentato meno del 2% della quota totale.Anzi,
I voucher? In agricoltura per retribuire pensionati, casalinghe e studenti proprio i voucher sono stati un notevole supporto nella lotta al lavoro nero. Quindi sarebbe opportuno ipotizzarne l’innalzamento del tetto massimo a 7mila euro, senza incorrere nel rischio di una destrutturazione del rapporto di lavoro”. A parere di Michel Martone è sempre necessario puntare sulle relazioni sindacali guardando al futuro: ”L’occupazione nel settore – ha detto – è comunque precaria, nonostante ciò l’agricoltura dimostra una vitalità positiva. Quasi un terzo della manodopera ha meno di 45 anni, occorre discutere delle problematiche e valutare i dati fronteggiando le questioni in modo nuovo. Va affrontato un cambiamen-
to culturale”. Susanna Camusso ha insistito:“C’è una strada che non mi convince mai: visto che l’illegalità dà fastidio e può creare problemi, allora abbassiamo l’asticella”. Per Boeri la stretta del Governo sui voucher è un passo importante:” Ora dobbiamo vedere quanto sarà efficace. La specificità del settore – ha detto - non significa eccezionalità. L’agricoltura è l’unico comparto dove non è vigente la Naspi”.La replica nelle conclusioni di Guidi:“Sono proprio le caratteristiche del lavoro in agricoltura a richiedere l’applicazione di regole ispirate ai criteri della flessibilità e della semplificazione amministrativa, soprattutto per i rapporti di lavoro stagionali e di breve durata, così come già avviene in altri Paesi europei. Il nostro, sono pienamente d’accordo, è un settore con la sua specificità e proprio per questo vanno salvaguardati gli Istituti agricoli”. nnn LUGLIO - AGOSTO 2016 | MONDO AGRICOLO | 13
PRIMO PIANO ACADEMY
Flessibilità trasparente Accordo di Confagri con l’agenzia per il lavoro “Umana” per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro di Gabriella Bechi
tuali esigenze delle aziende del settore attraverso servizi personalizzati costantemente arricchiti, aggiornati e affinati nell’utilizzo. L’accordo, firmato dal presidente di Confagricoltura Mario Guidi e Maria Raffaella Caprioglio, presidente di Umana, mira a diffondere in modo sistematico l’utilizzo degli strumenti della flessibilità legale nella gestione delle risorse umane delle imprese agricole. L’accordo, primo in Italia fra una Agenzia per il Lavoro e Confagricoltura, si inserisce
T
ra le iniziative intraprese da Confagricoltura per contrastare l’illegalità, spesso legata anche alla difficoltà di reperire manodopera, c’è la firma stipulata alla vigilia dell’Academy tra Confagricoltura e Umana, agenzia per il lavoro autorizzata dal ministero del Lavoro, operante a livello nazionale e che dal 1998 accompagna lo sviluppo della realtà imprenditoriale italiana e multinazionale. L’area specialistica Agricoltura e Agroalimentare è stata creata oltre dieci anni fa per soddisfare le pun-
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Maria Raffaella Caprioglio
nell’ambito di una partnership volta a favorire fra le aziende del settore la cultura della legalità, la correttezza dei rapporti, del trattamento economico, previdenziale e assistenziale e il rispetto delle persone e prevede formazione gratuita del personale somministrato, servizi personalizzati alle imprese agricole, workshop informativi, soluzioni mirate.“L’accordo, il primo in Italia tra Confagricoltura e un’Agenzia per il lavoro – ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi - è un servizio che abbiamo voluto mettere a disposizione delle imprese associate per poter gestire con la dovuta trasparenza e flessibilità le proprie esigenze occupazionali. Così come lo strumento di intermediazione sul lavoro (Agrijob), gestito direttamente dalla nostra Organizzazione e autorizzato dal ministero del Lavoro. Si tratta di iniziative finalizzate a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro in agricoltura e a ridurre il rischio che questi spazi possano essere occupati da soggetti non autorizzati”. “Il nostro obiettivo – ha spiegato Maria Raffaella Caprioglio, presidente di Umana - è diffondere la flessibilità quale strumento di legalità. Un approccio attraverso il quale tutti vincono: le imprese, che raggiungono i loro obiettivi attraverso una gestione snella, e le persone, che ricevono quelle garanzie oggi imprescindibili. Così come in molti altri settori, anche in quello agricolo la somministrazione ha generato un nuovo modo di guardare al lavoro. Lo dimostra la crescita del suo utilizzo in questi primi mesi dell’anno (+46%).” nnn
PRIMO PIANO ACADEMY
Future farming Convention a Dresda di SDF. Lo sguardo è rivolto al domani che è già presente con le nuove generazioni di trattori serie 6 e 7
di Gaetano Menna
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EUTZ-FAHR ha dato appuntamento in Germania, a Dresda, a mille concessionari ed oltre 110 giornalisti provenienti da 28 Paesi, per l’evento “Future farming 2016”. Significativo il sottotitolo: “Essere parte della prossima generazione”. Lo sguardo della multinazionale è rivolto al domani che è già presente con le nuove generazioni di trattori serie 6 e 7. SDF rappresenta una pluralità di marchi: il 63% dell’attività complessiva è assorbita da DEUTZ FAHR, il 18% da SAME, il 9% da SH (per il mercato cinese), il 7% da Lamborghini ed il 3% da Gregoire.
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Tra l’altro SDF è partner dell’iniziativa Confagricoltura Plus, con i servizi per le aziende agricole leader, di cui si è parlato a latere dell’Academy. Efficace e significativo il depliant con le parole chiave del gruppo che ruotano a quella principe: “Innovazione”. E come venga coniugato il termine “innovazione” lo si è compreso appieno nella convention tedesca. Due giorni intensi quelli a Dresda. Nel primo la conferenza stampa dell’amministratore delegato di SDF Lodovico Bussolati, del direttore commerciale per l’Europa Rainer Morgenstern e del responsabile ricerca e sviluppo Massimo Ribaldone; nel secondo lo spettacolare show in campo. Nel corso dell’incontro stampa è emerso come il mercato europeo dei trattori continui a registrare un calo delle vendite, passando da poco più di 169 DEUTZ-FAHR serie 7 7250 TTV
mila unità a dicembre 2013 a meno di 145 mila a marzo 2016 (-14,5%). In questo quadro l’impegno di un gruppo che prosegue la sua marcia controcorrente puntando su macchine versatili ed innovative e con una forte vocazione all’internazionalizzazione (con un rafforzamento del gruppo su mercati promettenti, in particolare Cina e Turchia). Presentata quindi la “DEUTZ-FAHR Arena”, attualmente in costruzione a Lauingen e che sarà completata ad inizio 2017. La struttura sarà dedicata a clienti e concessionari, i quali avranno a
disposizione uno showroom con esposizione dei prodotti, il museo, l’area ristorante, lo shop e il cinema, nonché spazi dedicati al training ed una vasta area esterna per le prove dinamiche. Si estenderà su 3.800 mq di superficie, proprio di fronte al nuovo stabilimento DEUTZ-FAHR. Sarà il punto di riferimento per chiunque voglia in futuro sperimentare al meglio l’eccellenza tecnologica “made in Germany” del marchio DEUTZ-FAHR. L’indomani il coinvolgente show in campo con la gamma completa: di trattori da 35 CV a 340 CV; di mietitrebbie da 250 CV a 395 CV; di caricatori telescopici; di attrezzature per la fienagione; di sistemi di precision farming. Gli addetti ai lavori hanno poi potuto guidare i nuovi trattori delle serie 6 e 7, toccando con mano come queste macchine si caratterizzino per il design moder-
SDF è partner dell’iniziativa Confagricoltura Plus, con servizi per aziende leader no e compatto, la grande attenzione al comfort, la silenziosità in cabina e l’utilizzo delle migliori tecnologie sotto ogni punto di vista. I trattori della nuova serie 6 vantano uno straordinario design frutto della stretta collaborazione con Italdesign Giugiaro; le linee definite e decise del cofano, l’inconfondibile cabina e l’ampio impiego di materiali di alta qualità danno come risultato un design accattivante e funzionale. Il cambio marcia montato offre un comfort senza paragoni: grazie alla gestione intelligente della trasmissione è il trattore ad adattarsi all’operatore e non il contrario. La nuova serie 7 è stata realizzata soprattutto
per contoterzisti e grandi imprenditori agricoli, ovvero realtà in cui è fondamentale poter gestire qualsiasi lavoro stagionale con i minori costi possibili. La cabina MaxiVision 2, ergonomica e facile da utilizzare, ha contribuito a definire nuovi standard in termini di ambiente e comfort operativo, offrendo ottima visibilità su tutti i lati. Tutte le nuove macchine in campo a Dresda sono state equipaggiate con i performanti pneumatici BKT della gamma Agrimax. «Questi trattori sono il frutto del grande lavoro fatto negli ultimi anni per completare e rinnovare la nostra gamma prodotto – ha detto Lodovico Bussolati – . Le nuove serie 6 e 7, unitamente alla serie 9 lanciata lo scorso anno, ai nuovi stabilimento produttivo e customer centre di Lauingen, sono pilastri fondamentali della strategia DEUTZ-FAHR». nnn LUGLIO - AGOSTO 2016 | MONDO AGRICOLO | 17
FOCUS IMPEGNO SOCIALE
Anche Confagricoltura al Meeting di Rimini il cui tema è “Tu sei un bene per me”. All’odio si risponde con l’amore di Gaetano Menna
S
ui social gli organizzatori del Meeting di Rimini hanno ricordato il dolore di Papa Francesco per il drammatico attentato terroristico di Nizza durante la festa nazionale del 14 luglio. Un’altra pagina di violenza cieca e senza pietà neanche per i bambini, che in molti figurano tra le vittime. All’odio per l’altro il Meeting per l’amicizia fra i popoli - giunto alla 37° edizione ed in programma a Rimini dal 19 al 25 agosto 2016 – vuole rispondere, ancora una volta, con l’amore. Il tema dell’edizione di quest’anno è infatti “Tu sei un bene per me”. Ed il faro è sempre Papa Francesco che ha indetto il Giubileo Straordinario della Misericordia. «Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di es-
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sere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato». L’uomo – si è sottolineato a Rimini alla vigilia della kermesse - ha bisogno dell’altro, per condividere desideri, progetti, fatiche, sacrifici, paure, dolori; per condividere il motivo per cui esiste. La comunità si forma e si crea esattamente per questo. Attraverso mostre, spettacoli, tavole
rotonde, testimonianze, il Meeting 2016, con i suoi vari linguaggi, racconterà storie di integrazione e di perdono, metterà a tema le grandi emergenze dell’oggi, farà parlare i protagonisti della cultura e dell’espressività, si confronterà con le sfide della tecnologia e dell’innovazione, proverà a guardare al lavoro e all’economia senza moralistiche demonizzazioni, farà incontrare spaccati di storia passata. «Vorremmo - hanno detto gli organizzatori - che anche il prossimo Meeting potesse fare esplodere la bellezza di una positività e di una speranza capaci di attrarre la libertà di ognuno e di far desiderare un cambiamento per sé e per il mondo». L’inaugurazione è prevista per il 19 agosto a cui interverrà il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella. Introdurranno il presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli Emilia Guarnieri e il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini.
Non camminerai mai solo
Tra le tante iniziative collaterali va segnalata una connessa all’agricoltura: il nordic walking tra le vigne (in programma il 24 agosto a Croce di Montecolombo tra i filari di un’azienda agricola), un’occasione per tutti per conoscere questa disciplina, immersi nel vigneto didattico. La camminata nordica ha la particolarità di unire l’escursione all’attività fisica e sportiva. Si pratica utilizzando bastoni appositamente studiati, simili a quelli utilizzati nello sci di fondo; rispetto alla normale camminata, richiede l’applicazione di una forza ai bastoni a ogni passo. Ciò implica l’uso dell’intero corpo (con maggiore intensità) e determina il coinvolgimento di gruppi muscolari del torace, dorsali, tricipiti, bicipiti, spalle, addominali e spinali, assente nella normale camminata. Confagricoltura ha sempre guardato con interesse e attenzione al Meeting. Sarà attivamente presente quest’anno, lanciando ufficialmente, proprio a Rimini, il concorso dell’onlus l’Età
Il presidente Guidi al convegno sulla lotta allo spreco di cibo della Saggezza che destinerà 50 mila euro al migliore innovativo progetto di agricoltura sociale (v. pag. 20, ndr). In evidenza il convegno del 25 agosto (presso sala Illumia B1 alle ore 11.15) che si intitola:“Cibo, un bene per tutti. Dalla lotta allo spreco alle nuove tecnologie”. Per Confagricoltura interverrà il presidente Mario Guidi. Parteciperanno al dibattito:il ministro per le Politiche Agricole, Maurizio Martina; il presidente di Federunacoma, Massimo Goldoni; la deputata PD, promotrice della legge contro gli sprechi alimentari e farmaceutici, Maria Chiara Gadda; il direttore Generale Nespresso Italiana, Fabio Degli Esposti; la presidente di Milan Center For Food Law and Policy, Livia Pomodoro. Introdurrà i lavori il direttore generale di Fondazione Banco
Alimentare Onlus, Marco Lucchini. Durante la settimana del Meeting vengono esposte mostre di carattere culturale, storico, scientifico, artistico,religioso, celebrativo. L’Organizzazione degli imprenditori agricoli, in particolare, ha dato il suo patrocinio all’esposizione “You’ll never walk alone. Non camminerai mai da solo”. Le quattro storie di questa mostra racconteranno di persone comuni: Luciano titolare di un mulino in Romagna; Patrizia, proprietaria di un salumificio in Veneto; Peppe, impiegato in regione Sicilia ed Elisa che prepara il pane con i carcerati di Opera, in provincia di Milano. Persone normali, che hanno “rischiato” nella quotidianità il giudizio che l’altro sia un bene per sé anche quando apparentemente si presenta come nemico o come ostacolo al nostro operare. Le loro storie documentano che il cuore dell’uomo ha bisogno di essere educato per poter affermare che sempre l’altro è un bene. nnn
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FOCUS IMPEGNO SOCIALE
Il cuore vincente L’Onlus “L’Età della Saggezza” premierà con 50 mila euro il miglior progetto innovativo di agricoltura sociale. L’iniziativa sarà presentata al Meeting di Rimini di Anna Gagliardi
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I
centivare i progetti di agricoltura sociale sviluppando un nuovo metodo di imprenditoria. E’ l’obiettivo dell’intervento di Confagricoltura per la promozione delle nuove forme dettagliate dalla Legge 141 del 18 agosto 2015 sull’agricoltura sociale. Alla convenzione con la Rete delle Fattorie Sociali firmata dalla Confederazione nei mesi scorsi, si aggiunge ora uno strumento premiante per quelle realtà che intendono attuare un progetto significativo in questo ambito. Si tratta del concorso “Coltiviamo Agricoltura Sociale”, istituito da Confagricoltura e l’ONLUS Senior - L’Età della Saggezza, riservato a
imprenditori agricoli singoli o associati, cooperative sociali che esercitino attività agricola e altre forme di associazione di promozione sociale. Il concorso sarà presentato ufficialmente ad agosto al “Meeting di Rimini per l’amicizia tra i popoli” e prevede l’assegnazione di 50.000 euro ad un solo progetto vincente. Una somma significativa che conferma l’impegno dei promotori, in collaborazione con Intesa San Paolo e la Rete delle Fattorie Sociali, nel valorizzare le iniziative di agricoltura sociale riconducibili alla solidarietà tra le generazioni, all’assistenza sociosanitaria dei gruppi svantaggiati, alla tutela dei diritti civili e all’inclusione sociale di chi
costruzione e sviluppo reti e partenariati tra i diversi attori territoriali, sperimentazione e modellizzazione di nuovi servizi socioeducativi o socioassistenziali. Molteplici gli ambiti, che spaziano dall’inserimento di persone con disabilità fino all’educazione ambientale e alimentare, ma anche la salvaguardia della biodiversità attraverso le fattorie sociali. Il progetto vincitore dovrà avere una durata massima di un anno e sarà scelto da una commissione di esperti tra le trenta iniziative più votate sulla piattaforma web che sarà attivata dopo la conferenza stampa al Meeting di Rimini. In pratica il click day per l’inserimento dei progetti di agricoltura sociale da parte dei soggetti concorrenti partirà dopo la presentazione ufficiale di Confagricoltura e l’ONLUS Senior - L’Età della Saggezza. Entro trenta giorni dalla pubblicazione online, le iniziative potranno essere elette dal pubblico attraverso il web, previa registrazione del votante sulla piattaforma. Le prime trenta passeranno al vaglio della commissione per la selezione definitiva. L’importo del premio sarà erogato al 40% all’avvio del progetto, mentre la restante parte sarà diluita sulla base dell’avanzamento dei lavori
e alla loro conclusione. Variegata la lista dei criteri di valutazione da parte dei commissari esperti, che esamineranno la specificità delle iniziative, la loro capacità di interagire con il territorio con modelli di welfare e di comunicazione efficaci e moderni. “L’agricoltura sociale può contribuire in modo efficace a innovare l’approccio e i paradigmi dell’intervento educativo e sociale nei confronti degli adolescenti, dei giovani, degli anziani e delle persone in difficoltà, sia in termini di prevenzione, sia di riduzione del disagio – ricorda il presidente di Confagricoltura Mario Guidi –. Attraverso una progettazione specifica e un’attenzione concentrata più sulla persona che sul prodotto, l’azienda che pratica agricoltura sociale si confronta con la dimensione etica d’impresa e si responsabilizza come risposta alle necessità della collettività di un territorio, senza perdere la propria identità imprenditoriale ed economica. L’istituzione del bando da 50.000 euro per un unico vincitore è un segnale tangibile del fatto che Confagricoltura creda e sostenga questo nuovo modello che riguarda in primo piano il settore primario e la sua utilità anche oltre gli stretti confini produttivi”. nnn
vive nelle zone rurali. Le proposte devono distinguersi per il carattere innovativo, per la capacità di rispondere a una criticità ben identificata del territorio, nonché per metodi di valutazione e di comunicazione appropriati. Beneficiari finali possono essere i minori e i giovani in situazione di disagio sociale, gli anziani, i disabili e gli immigrati che godono dello stato di rifugiato e richiedenti asilo. Sono tre le aree in cui si potranno sviluppare i progetti che concorrono al premio “Coltiviamo Agricoltura Sociale”: potenziamento o sviluppo di servizio socioeducativi e/o socioassistenziali già esistenti,
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FOCUS IMPEGNO SOCIALE
Incubatori di solidarietà
Convenzione di Confagri con Rete Fattorie Sociali per attivare iniziative di multifunzionalità sul territorio di Anna Gagliardi
Marco Berardo Di Stefano
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resce l’interesse verso le forme più ampie di agricoltura sociale. La legge 141/2015 ha aperto nuove prospettive per fare impresa nel settore primario e le misure messe a disposizione dai programmi di sviluppo rurale le supportano a vario titolo. L’agricoltura sociale rientra nel concetto di multifunzionalità dell’azienda agricola e ne rappresenta un esempio virtuoso, capace di coinvolgere agricoltori e operatori sociali per il bene di chi è svantaggiato: giovani, anziani, portatori di handicap o persone in fase di recupero da vari disagi. Le esperienze finora registrate su tutto il territorio nazionale contemplano molti casi di successo per le aziende e la società. Per incrementare le iniziative imprenditoria-
li in questo ambito, Confagricoltura ha stipulato una convenzione con la Rete delle Fattorie Sociali. L’intesa è stata firmata dai due presidenti: Mario Guidi per la Confederazione e Marco Berardo Di Stefano per la Rete. Le premesse che hanno portato all’accordo, oltre agli strumenti legislativi, sono molteplici: Confagricoltura, tra i suoi obiettivi, contempla la promozione e il coordinamento di ogni forma di attività e servizi di interesse per le aziende e le cooperative associate, comprese quelle che svolgono o intendono svolgere attività sociali connesse al settore primario. La Rete delle Fattorie Sociali, d’altro canto, tutela e valorizza la multifunzionalità agricola in ambito sociale, promuovendone le iniziative e condividendo le notizie di maggiore rilevanza sul tema. Questa comunanza di interessi viene rafforzata con la convenzione che coinvolge, su base volontaria, anche i
Accompagnare le imprese che vogliono investire in attività nel sociale rispettivi livelli territoriali. Il documento si basa su alcuni punti: il primo è la collaborazione tra le parti a livello nazionale, regionale e provinciale per sostenere le iniziative di agricoltura sociale e per sviluppare percorsi condivisi di azione nei confronti di enti e organismi esterni. Confagricoltura si impegna a favorire la nascita e lo sviluppo di “incubatori di agricoltura sociale” presso le sedi territoriali per favorire la crescita di attività imprenditoriali sostenibili e innovative in questo ambito. Con la convenzione, la Rete delle Fattorie Sociali può avvalersi delle competenze di Confagricoltura e dei suoi entri collegati. Insieme, le due organizzazioni collaborano alla creazione di un sistema di accompagnamento alle imprese che
FORMAZIONE IN AGRICOLTURA SOCIALE
Nell’ambito delle strategie condivise rientra anche la formazione degli addetti: Enapra, per Confagricoltura, e la Rete, hanno progettato (in collaborazione anche con l’Associazione Oasi) dei corsi inanziati dal For.Agri, tra i quali igurano alcuni relativi all’agricoltura sociale. Enapra non solo ha progettato ma è il soggetto attuatore della formazione on the job in Agricoltura Sociale (il corso propedeutico per gli interventi assistiti con gli animali, corso di base per il coadiutore dell’asino ed il corso di base per il coadiutore del cavallo). Possono parteciparvi le imprese, gli enti, le associazioni, le fondazioni, le cooperative, i consorzi e ogni altro soggetto giuridico aderente al For.Agri con personale dipendente per il quale versano il contributo destinato ai fondi interprofessionali per la formazione continua. Il inanziamento è erogato mediante voucher concesso ai dipendenti delle imprese iscritte al For.Agri. vogliono ampliare l’attività in questo comparto avvalendosi di professionisti qualificati. La sinergia tra le parti comprende anche lo scambio di informazioni ed esperienze finalizzate a strategie condivise traducibili in azioni sindacali e politiche. Gli effetti dell’accordo si declinano
da oggi in un percorso di sostegno e valorizzazione delle forme di agricoltura sociale che si stanno delineando nei territori, lasciando a questi ultimi la libertà di definire i dettagli della collaborazione tra la Confagricoltura e la Rete delle Fattorie Sociali. nnn
FOCUS IMPEGNO SOCIALE
Comuni rurali da premiare
Fee e Confagri assegnano ai sindaci di 13 realtà locali attente alla sostenibilità le bandiere “Spighe verdi 2016” di Anna Gagliardi
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entinove anni dopo le Bandiere Blu nascono le Spighe Verdi. Se le prime sono destinate alle località turistiche balneari, le seconde sono indirizzate ai comuni rurali attenti alla sostenibilità, all’ambiente e a una migliore qualità della vita. Le Bandiere Blu nel corso del tempo si sono dimostrate un volano capace di generare molteplici benefici per il territorio in termini di turismo e conseguentemente anche economi-
ci. Sulla scia di tale successo, la FEE – Foundation for Environmental Education – e Confagricoltura hanno dato avvio alle Spighe Verdi, un programma di sviluppo rurale sostenibile che mira a incentivare politiche ambientali partecipative e lungimiranti, a difesa e per la valorizzazione del patrimonio rurale. Il partenariato trae origine dal fatto che agricoltura e sostenibilità sono due realtà indissolubili da cui si genera il futuro di un territorio. Le spiagge italiane Bandiera Blu oggi
I sindaci dei 13 comuni rurali premiati
sono quasi trecento e sono aumentate di numero assai velocemente per effetto di un meccanismo virtuoso che ha visto i comuni costieri impegnati in prima linea per ottenere il riconoscimento. Le Spighe Verdi prendono vita ufficialmente oggi con tredici comuni “apripista”. Il programma si basa su alcuni presupposti: che sia l’amministrazione co-
munale a presentare la candidatura e che ci sia la partecipazione della comunità e delle imprese locali alla sua realizzazione. Il comune che si candida volontariamente avvia un processo di condivisione con gli stakeholder e la cittadinanza per la definizione di un piano concordato, in cui le azioni già in essere vengono incanalate in un contesto più ampio. L’amministrazione comunale quindi compila un questionario predisposto dalla FEE che si snoda attraverso 67 indicatori suddivisi in alcune ma-
crosezioni tematiche. Comprendono ad esempio l’educazione allo sviluppo sostenibile, la partecipazione pubblica, la presenza di produzioni agricole tipiche, il corretto uso del suolo, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura, la qualità dell’offerta turistica, l’esistenza e la funzionalità degli impianti di depurazione, la protezione della biodiversità, l’efficienza energetica, l’assetto urbanistico e altro ancora. Per le buone pratiche in agricoltura si fa riferimento al Manifesto EcoCloud di Confagricoltu-
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FOCUS IMPEGNO SOCIALE
ra, al quale aderisce già una nutrita rappresentanza di aziende agricole green di tutta Italia. Una commissione nazionale di enti pubblici e privati valuta la candidatura in base alla rispondenza ai criteri di Spighe Verdi, rilasciando poi il marchio e predisponendo successivi controlli periodici per verificare la regolare persistenza dei requisiti. L’iter procedurale di FEE è certificato UNI-EN ISO 9001-2008 e vanta l’esperienza quasi trentennale delle Bandiere Blu in cinquanta Paesi del mondo. Nella prima campagna, le Spighe Verdi sono andate ai comuni di Castellina in Chianti, Massa Marittima e Castagneto Carducci per la Toscana; Agropoli, Positano e Pisciotta per la Campania; Serralunga di Crea per il Piemonte; Lavagna per la Liguria; Caorle per il Veneto, Matelica per le Marche, Montefalco per l’Umbria, Ostuni per la Puglia e Ragusa per la Sicilia. La cerimonia di consegna è avvenuta a Roma nella sede di Confagricoltura, alla presenza del ministro
da sinistra: Mazza, Galletti, Guidi, Fiorio e Benedetto
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IL BUON SAPORE DEI VINI DEI TERRITORI
In occasione della cerimonia di assegnazione delle Spighe Verdi sono stati degustati i prodotti e i vini delle aziende agricole dei territori premiati: Valentino Esposito; Laboratorio Artigianale Menaica di Maria Coppola; Viticoltori Polito; Gila Carni; Montioni; Romanelli Agricola; Marco Gatti; Villa Cerna; Arnaldo Caprai; Soc. Agr. San Fabiano Calcinaia; Azienda Agricola “Cennino”; Antonelli San Marco; Co. Agri Agricola Srl; La Dispensa di Campagna; Rocca delle Macie; Aenopolis; Borgo Paglianetto; Le Stroppigliose; Bisci; Cantina Colli di Crea;Tenuta Canale ; Da Foschetta e Caecus; Cantine Belisario; Az. agr. Cavalieri ; Az.Vitivinicola Collestefano; Vini Gagliardi; Cantine Colpaola; Filippo Maraviglia; Tenuta Alzatura; Az. Agr. Perticaia; Lamelia Vini; Azienda Agricola Adanti; Antonelli San Marco; Tenuta Bellafonte; Antica Masseria Brancati ; Azienda Il Fico; Caseiicio Polito.
dell’Ambiente Gian Luca Galletti, del presidente di FEE Italia Claudio Mazza, del vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati Massimo Fiorio e del presidente di Confagricoltura Mario Guidi. “Il 2016 è un debutto proiettato al futuro – ha affermato Mazza –. Siamo convinti che le politiche di gestione sostenibile dei territori debbano essere allargate alle varie
realtà. Le criticità ambientali vanno affrontate con un’ottica di sistema più ampia insieme a tutti i soggetti della comunità locale, per migliorare continuamente”. Guidi ha sottolineato l’importanza della tutela del territorio come valore concreto da difendere: “È la prima ricchezza degli agricoltori - ha detto - e si declina con non con le leggi, bensì con le azioni”. Il presidente di Confagricoltura ha poi lanciato la sfida ad avere al più presto almeno due comuni Spighe Verdi per ogni regione, obiettivo già raggiunto e superato nell’anno dell’esordio dalla Toscana e dalla Campania. La prossima campagna partirà a settembre.“Rispettare l’ambiente conviene economicamente e moralmente – ha concluso il ministro Galletti, ribadendo l’impegno preso dai 193 Paesi presenti alla Conferenza mondiale sul clima a Parigi, lo scorso anno Abbiamo individuato qual è la strada del futuro e da lì non torniamo più indietro, pertanto dobbiamo attrezzarci: basta consumo del suolo, sì alla rigenerannn zione”.
ATTUALITÀ COLTIVAZIONI
Le nuove side del bio Convegno di Confagri a Palazzo della Valle nell’ambito degli “Appuntamenti con la sostenibilità”
di Gaetano Menna
A
gricoltura biologica: le nuove sfide per un mercato che cresce”: questo il tema del convegno promosso da Confagricoltura a Roma, a Palazzo della Valle, nell’ambito degli “Appuntamenti con la sostenibilità”. «Il biologico – ha detto il presidente della Federazione nazionale di prodotto Bio di Confagricoltura, Paolo Parisini, introducendo i la-
vori - si è già liberato del termine “nicchia”, per diventare una produzione sostenibile. Non va trascurata la funzione dell’agricoltura bio di presidio del territorio; il potenziale è ancora inespresso e molti terreni, se non coltivati con questo tipo di metodo, rischiano di essere abbandonati del tutto». Per quanto riguarda il consumo di prodotti bio nel nostro Paese – come ha detto Fabio del Bravo di Ismea - è stimato un giro d’affari al
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ATTUALITÀ COLTIVAZIONI
Campo di pomodoro bio di Alce Nero
Guidi: «Biologico significa dinamismo, però le Regioni devono crederci di più»
consumo superiore ai 2,1 miliardi di euro nel solo canale domestico. Tutti i prodotti bio provenienti dai campi e dagli allevamenti trovano interesse sul mercato. I comparti più dinamici si rivelano i derivati dei cereali (+28%) e gli ortaggi freschi e trasformati (rispettivamente +14% e +21,8%). «I consumatori – ha sottolineato ancora Parisini - sono sempre più interessati ai prodotti di agricoltura biologica, ma alcune recenti ricerche hanno rilevato come si stiano orientando su un prodotto sostenibile, non solo bio. È chiaro che, pur rimanendo ancora la “regi-
na” delle produzioni sostenibili, l’agricoltura biologica dovrà affrontare in futuro un contesto più complesso e competitivo». Laura Viganò di Crea si è soffer-
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mata sulle criticità e sulle risposte che possono venire dai PSR. Nel convegno è emerso, in particolare, come le Regioni investano in modo disomogeneo sul biologico. Vi sono, infatti, regioni in cui la misura per il bio incide per circa il 20% dei budget dei PSR (come Calabria e Sicilia) ed altre in cui questa incidenza è estremamente limitata, come nel caso di Veneto, Campania, Lombardia e Piemonte che destinano al biologico risorse limitate. Nel corso dell’incontro sono state presentate due significative case history, riguardanti “Alce Nero” (raccontata da Massimo Monti) e “Caramadre” (raccontata da da Claudio Caramadre). Una grande azienda e una media, ma tutte e due che uniscono business e passione, con un’attenzione quasi maniacale per il consumatore. Alce Nero è una Spa le cui quote societarie sono detenute dagli agricoltori e trasformatori degli
alimenti biologici. Si caratterizza come un’impresa partecipata, con oltre mille agricoltori, apicoltori e trasformatori biologici impegnati dagli anni ‘70, in Italia e nel Mondo, nella coltivazione e trasformazione di prodotti bio. Uno dei suoi impegni prioritari è quello della tracciabilità, intesa «come strumento indispensabile per colmare la distanza tra produttori e consumatori, dando ai primi la possibilità di rendere pubblica la qualità del loro prodotto e ai secondi la certezza di tale qualità».L’azienda Caramadre, nell’agro romano, è interamente inserita nella Riserva Statale del Litorale, nelle vicinanze dell’Oasi naturale del WWF di Macchia Grande;
Campo di carote di Caramadre
Semplificazione , controlli e regime di importazioni rispettoso delle regole UE si estende su una superficie di 20 ettari divise in due località diverse (Maccarese e Torre in Pietra).A Maccarese, punto nevralgico aziendale, vengono selezionati, confezionati e smistati tutti i prodotti per la vendita all’ingrosso e al dettaglio,con la possibilità di acquistare direttamente sul posto o a domicilio. L’azienda produce tutti gli ortaggi tipici del luogo, riscoprendo pure varietà antiche ormai scomparse dai banchi della GDO. C’è stata quindi la tavola rotonda, moderata da Lorenzo Tosi di “Terra e Vita”; con gli europarlamentari Marco Zullo e Michela Giuffrida, i
rappresentanti del Mipaaf Emilio Gatto e della Regione Giorgio Poggioli, il presidente di Confagricoltura Mario Guidi. E ancora Fabio Sordi di Selex e Monica Guarino Amato dell’Università della Tuscia. In tale sede si è parlato anche della nuova normativa europea in gestazione. «Il confronto travagliato sul nuovo regolamento comunitario – ha osservato l’on Zullo (M5S) relatore ombra del provvedimento – sta mettendo in luce le differenti percezioni del bio in Europa, tra Paesi attenti a tutelare il consumatore e altri più vicini alla fase di produzione». «L’attenzione ad un bio che rispetta le regole e la certificazione sono – ha detto dal canto suo l’on. Giuffrida (PD) – i punti di forza che accomunano in Italia il biologico alle produzioni nnn Dop»
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ATTUALITÀ FOOD
A “Cooking for art” i capolavori delle aziende di Confagricoltura. L’obiettivo: valorizzare i prodotti agricoli e trasformati di Gabriella Bechi
Agroalimenta d’autore
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ome di consueto Confagricoltura ha partecipato a “Cooking for Art”, l’evento organizzato da Luigi Cremona e Witaly, che quest’anno si è svolto a Roma nella location del Villaggio “Birroforum”, giovane realtà dedicata alla birra artigianale e al buon cibo di strada, il 25, 26 e 27 giugno. La nostra Organizzazione era presente con un proprio spazio espositivo in cui erano ospitate le aziende associate: Azienda Agricola Sopranzi; Azienda vinicola Barone di Villagrande; Doro 83 ; Le Bontique ; OP Mediterraneo/La Fiammante; Pane e tempesta; rete di impresa “Green Farm” (Zootecnica La Villa, Azienda agricola Riccar-
Lo stand della Federazione Apicoltori Italiani
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do Federici, Azienda agrituristica il Timo, Agriturismo Le Acacie, Azienda agricola Fonte Nuova, Azienda agricola Cofini Francesco); Vivai Mari. Le imprese hanno proposto ai visitatori le eccellenze del made Italy agroalimentare, dagli oli ai vini, dal latte ai formaggi, dai legumi alle farine di cereali, dallo zafferano al miele, dal pane ai gelati. Ma anche piante aromatiche e officinali e agriturismi. Veri e propri “Capolavori” firmati dagli agricoltori che sempre più allargano la loro visione imprenditoriale dalla produzione alla trasformazione, in un’ottica di mercato di filiera sostenibile, aperta al mercato e ai soggetti che vi ope-
Guidi: «Saldare il rapporto con gli chef, ambasciatori del made in Italy nel mondo»
are
squadra, non solo con il mondo della trasformazione e della distribuzione, ma anche con quello della ristorazione, perché sono gli chef che, con la loro maestria, sono capaci di valorizzare i prodotti della terra, diventando i veri ambasciatori del Made in Italy nel mondo.” Cooking for Art va in questa direzione. Infatti, in questa edizione, sono stati assegnati i premi Miglior Chef Emergente e Miglior Pizza Chef Emergente del Centro e del Sud d’Italia. È stata questa la decima edizione del Premio. Dieci anni di successi di partecipazione e contenuti, che hanno visto crescere la ristorazione italiana e la rilevanza degli chef in quanto attori del settore agroalimentare; ma anche dei giovani che, per lo più sconosciuti all’atto della gara, hanno poi ottenuto importanti riconoscimenti sul campo negli anni successivi. In questa edizione venti giovanissimi chef provenienti da varie regioni si sono sfidati nelle due serate di sabato 25 e domenica 26 ottobre di fronte a giurie composte da noti chef, giornalisti ed esperti del settore. Lunedì 27 la finale ha decretato i vincitori: Isabella Benedetta Potì,
Lo spazio di Confagricoltura
rano. Come gli chef. Quest’anno era presente anche la FAI – Federazione apicoltori italiani, con un visitassimo stand in cui era possibile assaggiare decine di mieli diversi e dove si sono tenuti mini corsi di degustazione che hanno riscontrato un grande successo tra il pubblico presente. “Il nostro settore – ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – ha grandissime potenzialità, anche a livello internazionale. Ma questa sfida si vince solo facendo
I titolari dell’azienda “Doro 83”
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ATTUALITÀ FOOD
di Lecce per il Sud e Giuseppe Lo Iudice e Ciro Scamardella, di Roma, ex equo per Centro. Questi si misureranno con Marcello Tiboni e Francesco Brutto del Nord il 22-23-24 ottobre alle Officine Farneto nell’evento Cooking for Art di Roma nell’attesa competizione nazionale, che decreterà il miglior chef Emergente d’Italia 2016 a cui sarà nuovamente presente anche Confagricoltura. Tra una gara e l’altra il pubblico ha potuto assaggiare le ricette dei vari chef (che erano due, una a tema libero e l’altra a tema fisso) e i migliori prodotti del made in Italy presenti all’evento con un centinaio di aziende selezionate. Anche ConfagricoltuConfagri ha premiato ra ha voluto assegnare il suo premio. le migliori interpretazioni Lo hanno vinto:Alessandro Rossi deldei prodotti agricoli la Leggenda dei Frati; Giulia Carpino di Barone di Villagrande; Domenico Stile dell’ Enoteca La Torre; Alessandro Rapisarda del Cafè Opera; Davide Vincenzo Miracapillo di Umami. AcGuidara dell’Heolin Milazzo Hotel; canto agli chef si è svolta in parallelo la gara per il miglior pizzaiolo Emergente del 2016, che ha selezionato per la finale di ottobre Pier Luigi Madeo Davide Guidara di Firenze e Pierdaniele Seu di Roma, (Heolin Milazzo Hotel) per il centro, e Francesco Vitiello di
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Alessandro Rapisarda (Cafè Opera - Recanati)
Caserta e Angelo Rumolo di Castello Caggiano per il Sud. Novità assoluta di quest’anno è stato il premio “Le Migliori 100 Botteghe di Roma”. Dalla felice collaborazione con Agrodolce e Lorenza Fumelli è nata appunto l’idea di premiare le migliori botteghe della capitale, incentivando la piccola distribuzione di qualità e di spessore. Tramite un sondaggio popolare sono state selezionate le 100 migliori attività (panifici, pastifici, pasticcerie, salumerie, ecc.) e tra queste è stato premiato Bonci, con il suo panificio a pochi metri da San Pietro, meta di spicco del panorama gourmet della città. Altri tre premi, assegnati questa volta da una giuria di esperti della redazione di Agrodolce, hanno visto come vincitori per “Il miglior locale 2016”, Tè e Teiere di Alessandra Ceri; per “La migliore selezione di prodotti”: Severance Neosteria; per “Il miglior servizio 2016”, la Formaggeria di Francesco Loreti. Anche Confagricoltura ha voluto assegnare il suo premio per la migliore valorizzazione dei prodotti agricoli. nnn
L’APERTURA
Calo immatricolazioni e Contoterzisti Tra le tante incertezze che frenano l’acquisto di mezzi agricoli, i contoterzisti sono punto di riferimento sicuro per la sostenibilità in agricoltura
I
l costante calo delle immatricolazioni di trattrici (-4%) e mietitrebbiatrici (-9,6%) registrato anche nei primi cinque mesi del 2016 dal ministero dei Trasporti e da FederUnacoma pone i contoterzisti ancora di più al centro della filiera produttiva agricola. Il calo è il risultato dell’incertezza in cui si trova l’intero comparto agricolo; un’incertezza determinata dalla riduzione dei redditi delle aziende agricole e conto terzi e incrementata dall’inefficienza del nostro sistema. A livello globale, l’eccesso di produzione e il conseguente calo dei prezzi delle principali derrate ha messo da tempo in sofferenza l’intero comparto. In una situazione già grave, la proroga dei saldi del vecchio PSR, i ritardi in molte regioni italiane dei bandi del nuovo PSR, l’annuncio mai concretizzato di contributi Inps in giugno per l’acquisto di macchine agricole hanno inciso profondamente nella possibilità di programmare investimenti da parte degli imprenditori agricoli. Non possiamo, inoltre, trascurare che ormai da diversi mesi siamo in attesa del decreto ministeriale che deve definire le modalità con cui eseguire la revisione dei mezzi agricoli. In un contesto che rende ogni investimento un azzardo, la professionalità espressa dai contoterzisti e messa a disposizione delle aziende agricole e dell’agricoltura italiana diventa determinante. Troppa burocrazia e risposte delle istituzioni che tardano
spesso a concretizzarsi penalizzano gli imprenditori agricoli che faticano a investire in nuovi mezzi. Di fronte a questa situazione, i contoterzisti ricoprono un ruolo sempre più strategico, rendendo l’agricoltura sostenibile da un punto di vista economico e ambientale, attraverso mezzi tecnici aggiornati e sicuri e grazie ai costanti investimenti che permettono di offrire soluzioni e servizi innovativi e
UNCAI L’Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici ed Industriali rappresenta e tutela su tutto il territorio nazionale imprenditori che lavorano per conto terzi nel settore agricolo e industriale. Presidente: Aproniano Tassinari www.contoterzisti.it attenti alle esigenze dell’agricoltura stessa. Aproniano Tassinari
IMMATRICOLAZIONI GENNAIO – MAGGIO 2016 (dati Ministero dei trasporti) TRATTORI
MIETITREBBIA-
TRATTRICI CON
TRICI
PIANALE DI CARICO
RIMORCHI
2015
7728
85
320
3724
2016
7422
94
293
3600
Diferenza
-4%
-9,6%
9,2%
3,4%
SCHEDE CARBURANTE: NUOVE PROCEDURE IN LOMBARDIA - Cambiano in Lombardia le procedure di assegnazione del carburante agricolo. Dal 1 ottobre saranno di competenza della Regione e non più dei Centri di assistenza in agricoltura. Le pratiche dovranno infatti essere indirizzate in formato cartaceo agli uffici territoriali regionali dove ha sede l’impresa. “Dopo la sperimentazione digitale, la nuova procedura rappresenta un ritorno ai vecchi uffici Uma, il metodo più semplice per rendere trasparenti le assegnazioni di carburante. Con la gestione autonoma da parte dei CAA poteva accadere che fosse assegnato gasolio agevolato per le attività connesse, procedura non consentita dalla legge”, il commento di Fabrizio Canesi, direttore di Apima Cremona e di Apima Lodi. Dal momento che gli Utr saranno operativi a partire dal 1 ottobre, le aziende per il saldo del carburante agevolato del 2016 e i contoterzisti in caso di supplemento potranno rivolgersi ancora ai CAA. Solo a partire da gennaio 2017 sarà necessario recarsi presso gli Utr per rendicontare il 2016 e ricevere l’acconto del carburante 2017.
LUGLIO - AGOSTO 2016 | MONDO AGRICOLO | I
NO T I Z I E
Professore, perché l’Accademia dei Georgofili ha sostenuto e promosso la creazione un gruppo di lavoro su contoterzismo e agricoltura di precisione? Uno dei compiti istituzionali dell’Accademia è proporre agli organi di governo idee e progetti a favore dell’agricoltura. Il gruppo di lavoro che si è costituito ha questa finalità, nella consapevolezza che vi è necessità di avere un contoterzismo unito e ben organizzato, costituito da operatori che, oltre alle macchine, devono possedere una buona preparazione ottenuta attraverso una adeguata formazione. Il confronto tra i diversi soggetti del gruppo potrà fornire un contributo prezioso per le future strategie a favore del contoterzismo, dell’agricoltura di precisione e non solo.
Un serbatoio di idee per la competitività Presso l’Accademia dei Georgofili si è costituito il gruppo di studio”Contoterzismo e agricoltura di precisione” con rappresentanti delle istituzioni, degli agromeccanici e della ricerca
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l prossimo autunno, presso l’Accademia dei Georgofili a Firenze, si svolgerà una giornata di studio sul contoterzismo e l’agricoltura di precisione. La giornata nasce da un’iniziativa dell’Associazione di Imprese Meccanico-agricole-industriali di Ravenna (APIMAI) e di UNCAI per favorire il confronto e lo scambio di esperienze e progetti tra tutte le associazioni di contoterzisti. Per questo
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è stato costituito un gruppo di lavoro, un vero e proprio think tank composto da rappresentanti di istituzioni, organizzazioni del contoterzismo e mondo della ricerca che hanno affrontato sotto vari profili questa tematica.A coordinare il gruppo di lavoro è stato incaricato il professor Pietro Piccarolo, dell’Università di Torino e vicepresidente dell’Accademia dei Georgofili.
In che quadro opera il contoterzismo in Italia? In Italia la dimensione media aziendale è di circa 12 ettari e ben il 60% delle nostre imprese agricole ha una superficie inferiore ai 4 ettari. Per queste piccole aziende è difficile essere competitive, facendo fronte al continuo incremento dei costi di produzione e a prezzi di mercato delle proprie produzioni non sempre remunerativi. Da qui l’esigenza della esternalizzazione di alcune lavorazioni agricole per le quali si richiede l’impiego di macchine in grado di coniugare alta capacità operativa ed elevata qualità del lavoro. Oggi l’agricoltura per essere competitiva sul mercato globale e rispettosa dall’ambiente, come richiesto dalle politiche agricole comunitarie e nazionali, deve fare ricorso non solo a nuove tecniche di coltivazione e di allevamento, ma anche a macchine tecnologicamente evolute che, come tali, richiedono alti investimenti e capacità professionale. Molte delle nostre imprese agricole, vuoi per dimensione aziendale, vuoi per l’età avanzata del conduttore, mancano sia di una sufficiente capacità economica e sia della necessaria capacità imprenditoriale. Dal censimento dell’agricoltura risulta che circa un terzo delle imprese agricole nazionali, per una superficie che sfiora il 45% della SAU, fa ricorso al contoterzismo.
Di queste circa un terzo è cioè il 10% del totale nazionale, affida alle imprese agromeccaniche la completa gestione aziendale. Quello che più ha caratterizzato questi ultimi anni è proprio la continua crescita, non tanto del numero di imprese agricole, quanto del numero di lavorazioni richieste, sino ad arrivare alla completa gestione, dalle scelte colturali, alla commercializzazione del prodotto. Vi è poi il tema della multifunzionalità che richiede un parco macchine differenziato a cui l’impresa agromeccanica può rispondere meglio di altri prestatori.
ne dei dati rilevati attraverso specifici software portano a produrre “mappe di prescrizione” tramite le quali viene governata l’operazione che la macchina va a eseguire. Le applicazioni che vengono attuate con l’AP sono diverse. Tra queste la guida assistita e automatica che, oltre ad alleggerire il lavoro dell’operatore, consente di evitare le sovrapposizioni nelle passate riducendo non solo gli sprechi, ma anche i tempi di lavoro. Molto diffusa è la valutazione in termini quantitativi e qualitativi del prodotto al momento della raccolta. Ad esempio sono stati sviluppati sensori in grado di rilevare non solo la quantità ma anche il contenuto di umidità del cereale in fase di raccolta, creando così insieme alla mappa delle rese anche quella della qualità. Una delle applicazioni più diffuse è quella del cosiddetto “rateo variabile”, che significa applicare dosi di input, sia esso fertilizzante, antiparassitario, diserbante, ecc… al momento opportuno, solo quando serve, nella giusta dose e con grande precisione. È così possibile ridurre input e costi e nel contempo rispettare l’ambiente.
Cosa unisce agricoltura di preciPaolo Piccarolo sione e contoterzismo? Il contoterzismo professionale per essere tale deve basarsi su un parco alla sua origine è stato lo sviluppo dei macchine che abbia come punto di sistemi di navigazione satellitare, quaforza l’innovazione. È questa infatti la le il GPS. Per le applicazioni agricole condizione necessaria per praticare l’acquisizione diretta da satellite non l’agricoltura di precisione (AP), cioè è però sufficiente. Per questo viene la soluzione gestionale che consente praticata una correzione differenziadi praticare un’agricoltura sostenibile le della localizzazione che consente sotto l’aspetto ambientale ed econo- di ottenere, anche su mezzi in movimico. Fare AP significa infatti potere mento e a seconda della correzione considerare la variabilità spaziale e adottata, livelli di accuratezza sino a temporale del suolo e delle colture in pochi centimetri. Vi è poi da consiesso praticate attraverso la rilevazione derare l’innovazione nella rilevazione Cosa serve per avere più agricoldi parametri quali la composizione dei dati attraverso il telerilevamento tura di precisione in Italia? del suolo, l’umidità del terreno, lo sta- e i diversi tipi di sensori che vengo- Grazie alla flessibilità operativa delto vegetazionale della coltura, le rese, no montati anche sulle macchine e a le imprese agromeccaniche, ritengo la presenza ed il tipo di infestanti, la terra. L’elaborazione e l’interpretazio- che il servizio dovrebbe riguardapresenza di attacchi pare anche le imprese I COMPONENTI DEL GRUPPO DI LAVORO rassitari ecc… Per queagricole di dimensioni CONTOTERZISMO E AGRICOLTURA DI PRECISIONE sto, quando si parla di AP medio grandi, dotate di si intende un’ agricoltura Accademia dei Georgoili capacità economiche e Pietro Piccarolo cosiddetta a “sito specistrutturali di un certo rifico”, cioè basata su una lievo. Inoltre, per avere Salvatore Parlato forma di gestione agro- Crea un’agricoltura compeIda Marandola nomica nella quale le titiva, è importante che singole aree all’interno di Nomisma si crei una rete sempre Denis Pantini uno stesso appezzamenpiù stretta tra contoterto vengono considerate zisti e agricoltori, colMassimo Goldoni come unità separate, in Federunacoma legata ai costruttori di funzione delle specifiche macchine agricole e al condizioni del suolo e Enama mondo della distribuSandro Liberatori della coltura. zione. Dobbiamo cioè pensare a un sistema inConsorzio Unima-Confai Leonardo Bolis Quali sono i costi e i tegrato non solo agricobenefici dell’innovalo, ma a un sistema agroUncai Aproniano Tassinari zione in agricoltura? alimentare, mettendo in Molte sono le innovaziorete anche ciò che sta a ni di cui si giova l’AP.L’ele- Mipaaf monte e a valle dell’aGiuseppe Blasi mento che ha dato luogo nnn gricoltura.
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NO T I Z I E
Sergio Bambagiotti
Più gasolio agricolo per ambiente e terreni Bambagiotti: “Per le integrazioni e la rendicontazione predisporre documentazione autocertificativa e procedure informatiche più snelle”
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erreni compatti ed esigenze ambientali rendono necessarie extra lavorazioni e un extra di carburante agricolo agevolato. Dopo aver analizzato le nuove tabelle per la determinazione dei consumi di carburante agevolato in agricoltura, l’Associazione Contoterzisti Umbria - UNCAI ha inviato a Regione Umbria una lettera contenente alcune richieste di integrazione che considerano le caratteristiche dei terreni della regione ed esigenze ambientali. “L’iter sarà lungo – anticipa Sergio Bambagiotti, presidente dell’associazione umbra – perché occorre che si riunisca il tavolo tecnico na-
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zionale che ha stabilito i consumi medi di carburante per ciascuna lavorazione agricola nelle diverse colture, tuttavia abbiamo motivato ogni nostra richiesta, scattando una fotografia fedele di ciò che avviene in campo”. TERRENI COMPATTI In particolare in Umbria si chiede di inserire l’operazione di ripuntatura (30 litri di carburante per ettaro) in tutte le coltivazioni che richiedono erpicatura e zappatura. La ripuntatura è infatti resa necessaria dalla natura per lo più argillosa e franco-limosa dei terreni e dagli andamenti climatici sempre più estremi.
IL TABACCO NON E’ POMODORO La sezione 13 delle tabelle ettaro coltura mette insieme tabacco e pomodoro da industria, assegnando in molti casi lo stesso quantitativo di carburante per le diverse lavorazioni in campo. Eppure ci sono delle differenze non trascurabili.Ad esempio, per consentire il passaggio della trapiantatrice, il tabacco richiede un letto di semina ben affinato e quindi doppi passaggi per l’aratura/zappatura e l’erpicatura/affinatura. In questi casi i litri di carburante andrebbero quindi raddoppiati e portati a 140 e 50 l/ha. Le tabelle, inoltre, non considerano lo spargimento, ormai consolidato, di prodotti per l’anti germogliamento.Anche al momento della raccolta del tabacco e pomodoro da industria i consumi di carburante cambiano: la raccolta del tabacco beve120 l/ha, il pomodoro“solo”80 l/ha. L’AMBIENTE VUOLE LA SUA PARTE Altri rilievi fanno riferimento ai trasporti delle colture insilabili, allo spandimento dei reflui con interramento e all’erpicatura con erpice rotativo. Le assegnazioni di carburante per i lavori di rullatura sono invece sufficienti per la sola l’accensione del trattore e la prima movimentazione. Inoltre sarebbe da aggiungere la lavorazione con trincia a braccio telescopico per la pulizia dei margini dei campi. PROCEDURE PIU’ SNELLE “Oltre alle criticità rilevate sul campo – aggiunge Sergio Bambagiotti – abbiano chiesto alla Regione di concedere almeno il 40% del carburante in anticipo a inizio anno, così da non trovarci di fronte a necessità di gasolio urgenti e nell’impossibilità di chiudere la rendicontazione. Per velocizzare le richieste di integrazione di carburante, abbiamo poi proposto di predisporre documentazione auto-certificativa. Occorre anche snellire la procedura informatizzata della rendicontazione dei dati. Oggi richiede l’inserimento di dati superflui, come la data della lavorazione, già in fattura, e la tipologia delle macchine utilizzate, ininfluente per la richiesta di gasolio”. nnn
ATTUALITÀ SOSTENIBILITÀ
Obiettivo “silent city” Husqvarna mette in rete le attrezzature del verde gestendo via cloud il flusso di funzionamento, e la necessità di manutenzione. L’impegno per la silenziosità e l’abbattimento di emissioni
di Claudio Costantino
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rriva in Italia la nuova, avveniristica piattaforma creata dal gruppo svedese Husqvarna per il monitoraggio wireless delle attrezzature per la cura del verde. Si chiama “Fleet Service” ed è basata su prodotti e funzionalità in grado di comunicare ai tecnici, via cloud (attraverso specifici sensori applicati alle macchine).Il sistema fin dall’inizio fornisce indicazioni su come utilizzare in modo ottimale le attrezzature, aiutando gli operatori a perfezionare la loro tecnica. Il sistema di monitoraggio “Husqvarna Fleet Service” prevede la raccolta dei dati provenienti da un sensore con microprocessore applicato ad ogni apparecchiatura e da un sensore (identificato da un ID) associato ad ogni operatore; il primo si occupa di registrare i giri del motore, il tempo di lavoro, il consumo di benzina e di olio, il livello di vibrazioni e la rumorosità e gli eventuali guasti; il secondo registra i parametri fisici dell’operatore come la temperatura e le sollecitazioni alle
vibrazioni. Nel frattempo una“base station” nella rimessa degli attrezzi serve a scaricare, in modalità wireless, i dati registrati durante la giornata di lavoro; questi dati vengono quindi caricati in un portale online consentendo così ai manager ed ai titolari di azienda di accedervi tramite un computer e con un’applicazione mobile per avere subito chiaro il campo d’azione. Far sì che macchine ed operatori comunichino in tempo reale significa ottenere un feedback diretto, reale, misurabile e misurato; tale panoramica istantanea consente ai team leader di passare dal «come abbiamo fatto fino ad oggi» al «come lo stiamo facendo adesso» e quindi essere più flessibili nelle diret-
tive di organizzazione e di allocazione delle risorse in maniera tempestiva, anche e soprattutto in caso di situazioni inaspettate.Per la cura e la manutenzione del verde si utilizzano macchinari di ultima generazione (come motoseghe, decespugliatori, tosasiepi,soffiatori, rasaerba robotizzati) che, oltre che effettuare prestazioni operative ai più alti livelli, ambiscono a ridurre drasticamente sia l’impatto sugli operatori, sia sulla cittadinanza e sull’ambiente. Ciò grazie all’estrema silenziosità e all’abbattimento totale di emissioni,nel rispetto delle più severe norme di sicurezza. Municipalità ed operatori di vari paesi europei - tra cui Svezia, Belgio, Francia ed Olanda - hanno già adottato Husqvarna Fleet Service e sono così testimoni e promotori del progetto denominato “Silent City”; ora è la volta dell’Italia, che grazie alla partnership instaurata da Husqvarna con Amia Verona spa (la società del gruppo AGSM che gestisce i servizi di igiene urbana nel territorio scaligero),vede proprio la città di Verona confermarsi“Silent City” d’Italia. nnn
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ATTUALITÀ SOSTENIBILITÀ
Innovazione e sostenibilità, dalla ricerca al campo
Syngenta sviluppa progetti e strumenti dalla ricerca fino al campo, per anticipare le richieste degli agricoltori con le soluzioni più innovative per la protezione dei raccolti e le migliori varietà
di Luca Marzocchi
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n un’ottica di sviluppo sostenibile del sistema agricolo, è fondamentale per gli agricoltori poter beneficiare di tutti gli strumenti tecnici e dell’innovazione disponibile sul mercato. Ne parliamo con Mauro Coatti, Head of Specialty Crop & Head of Technical per Syngenta Italia. «L’innovazione e la scienza - esordisce Coatti - non si fermano per Syngenta nel momento in cui il prodotto viene immesso sul mercato. È fondamentale continuare a supportare gli agricoltori in campo attraverso soluzioni innovative e sostenibili». Ma come si realizza in campo tutto questo? «Syngenta Italia dispone sul territorio nazionale di una rete di 50 tecnici specializzati, che segue il prodotto dalle fasi immediatamente precedenti la re-
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gistrazione - con prove di campo nelle varie realtà colturali - per condividere il posizionamento tecnico del prodotto e della linea di protezione. La fase successiva alla registrazione è poi dedicata al nostro impegno di formazione ed informazione tecnica,alla gestione responsabile dei prodotti e all’applicazione di soluzioni sostenibili.Si tratta di proseguire in campo il percorso virtuoso che dalla nostra ricerca fornisce agli agricoltori le soluzioni più innovative per la protezione dei raccolti e le migliori varietà, nell’ottica costante del rispetto dell’operatore e dell’ambiente». Questo cosa significa per Syngenta? «Vuol dire continuare ad essere, in un contesto di costante mutamento, un riferimento per gli agricoltori; introducendo innovazioni tecnologiche e promuovendo una gestione responsabile dell’agrofarmaco. Per ogni fase
del ciclo di utilizzo sono state sviluppate attività con indicazioni su trasporto, stoccaggio, tecniche di applicazione, fino allo smaltimento delle confezioni vuote. L’obiettivo è di mettere a disposizione i migliori e indispensabili strumenti per la protezione delle colture, dell’operatore e dell’ambiente. Penso al “The Good Growth Plan - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura”, il piano lanciato nel 2013 a livello mondiale con cui Syngenta, insieme ai suoi partner, mira a contribuire alla sicurezza alimentare ed alla sostenibilità ambientale. Un esempio italiano di contributo all’incremento della biodiversità in ambito agricolo è “Operator Pollinator”, progetto multifunzionale di gestione del territorio che dimostra come un’agricoltura intensiva e produttiva possa convivere con un ambiente vivo e ricco. Questo ha portato ad un miglioramento complessivo della biodiversità su oltre 13.600 ettari di terreni agricoli in 14 regioni italiane. Abbiamo poi erogato training a 11.935 lavoratori agricoli in 228 corsi, per un impegno complessivo di 330 ore di formazione sulla sicurezza alimentare, la tutela del lavoratore e dell’ambiente». Quali altri strumenti sono disponibili per i produttori? «Abbiamo preparato le Linee Guida per un Utilizzo Sostenibile dei Prodotti Fitosanitari, strumento di riferimento e di formazione, in collaborazione con gruppi di ricerca ed istituzioni. Il supporto della nostra rete tecnica completa poi il servizio in cui il valore aggiunto del rapporto tra ricerca e sviluppo, gestione responsabile del prodotto e azienda agricola è dato dal continuo scambio di informazioni. Si va così a definire una sinergia che permette uno sviluppo di soluzioni che rispondono alle esigenze di un mondo agricolo che deve coniugare produzione e sostenibilità».
“The Good Growth Plan”, contribuisce agli obiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite Syngenta ha sviluppato diversi progetti tra cui “Interra Farm Network”. «In accordo con la visione di lungo periodo del programma d’azione in materia di ambiente dell’UE, abbiamo sviluppato il progetto “Interra Farm Network” in cui si integrano le attività di un’azienda agricola produttiva con un ambiente sano, in cui le risorse naturali siano gestite in modo sostenibile e la biodiversità ripristinata e valorizzata.Il progetto ha lo scopo di sviluppare un network di aziende virtuose e innovative,di dimostrare come sia possibile adempiere ai dettami delle nuove normative e di formare, informare e coinvolgere agricoltori, tecnici e autorità locali e nazionali».
I progetti di Syngenta: Interra Farm. Attraverso un piano d’azione pluriennale è possibile sviluppare un’azienda in cui sono implementate tutte le buone pratiche agricole
un miglior posizionamento sul mercato. Formazione e informazione sono elementi fondamentali per diffondere la cultura dell’uso sostenibile degli agrofarmaci, in accordo con le direttive sancite dalla UE e dal PAN». nnn
Mauro Coatti Head of Specialty Crop & Head of Technical per Syngenta Italia
Le aziende agricole come rispondono a questo impegno di Syngenta e cosa chiedono? «Le risposte delle aziende sono buone e troviamo una grande attenzione per l’innovazione. Viene chiesto che questo impegno si traduca in valore e qualità, per consentire al produttore
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SPECIALE MACFRUT
Morsi di benessere
A metà settembre il salone dell’ortofrutta. L’obiettivo: rilanciare l’export, equilibrare i rapporti di filiera, favorire i consumi
di Gaetano Menna
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l Rimini Expo Centre dal 14 al 16 settembre torna Macfrut, che si conferma come punto di riferimento a livello nazionale e internazionale per il settore ortofrutticolo. Sempre attenta alle politiche di crescita comuni ed alla innovazione,la kermesse è rivolta a tutti gli operatori professionali specializzati nell’intero comparto dell’ortofrutta. La manifestazione, come consuetudine, offre un’offerta espositiva a 360° sull’intera filiera ortofrutticola con dibattiti, convegni, incontri tecnici e scientifici, eventi e visite tecniche guidate in grado di soddisfare tutte le esigenze. Per questa edizione focalizza l’attenzione in particolare, per quanto riguarda i Paesi protagonisti del comparto, sul Perù (a cui verranno dedicati area espositiva, focus di mercato, show cooking). Al fine di valutare le tendenze di mercato, si rivelerà interessante il forum sull’ortofrutta“nel supermercato del futuro” e sulle soluzioni innova-
tive che andranno adottate (v. pag. 42, ndr). Sarà anche l’occasione per riflettere sui rapporti del mondo produttivo con la GDO che non sempre sono facili. C’è il problema, tra l’altro, delle vendite sottocosto. Confagricoltura ha stilato un documento congiunto di tutte le proprie Federazioni di prodotto dell’ortofrutta (agrumicola, frutticola, orticola, frutta in guscio e pomodoro da industria) per approfondire alcuni temi importanti del comparto. In esso tra l’altro ha posto in risalto come si intenda intervenire sulle vendite sottocosto imposte dalla GDO.Ad avviso di Confagricoltura le vendite a prezzi stracciati (saldi di stagione) non portano benefici alle aziende che spesso sono costrette a subirle per rapporti non equilibrati di filiera. Da ciò l’avvio di una banca dati per avere dei riferimenti diretti ad individuare quando i prodotti siano acquistati sottocosto. Anche in quest’ottica, ma non solo, è importante l’interprofessione, che è uno strumento dall’elevato potenziale. Macfrut non è solo un
Fruit&Veg Fantasy Show è l’innovativo format per i temi salutistici appuntamento fieristico, ma un progetto di rilancio dei consumi al servizio della filiera ortofrutticola. Tra i suoi obiettivi c’è la promozione di un corretto stile di vita attraverso il consumo di frutta e verdura. Nasce così Fruit&Veg Fantasy Show, l’innovativo format ospitato per il secondo anno a Rimini Wellness, anteprima di quanto sarà proposto nella 33a edizione di Macfrut (14-16 settembre). Protagonisti sono otto grandi brand dell’ortofrutta italiana e un progetto europeo che propongono inedite ricette di benessere. Le ricette saranno preparate in presa diretta da una nota blogger, che racconterà in modo semplice e pratico peculiarità dei prodotti, abbinamenti, modi per cucinarli. Un ottimo biglietto da visita per promuovere il consumo di frutta
e verdura di qualità davanti a una platea di giovani, attenti cultori della forma fisica, alla ricerca di una alimentazione giusta e di notizie sui requisiti nutraceutici di questi prodotti. Chi non sarà presente in fiera potrà collegarsi in diretta stre-
aming sulla pagina facebook della manifestazione. Per l’occasione verrà lanciato anche uno speciale contest fotografico dedicato agli amanti di frutta e verdura con relativo hashtag #macfrutlovers. nnn
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SPECIALE MACFRUT
Più quantità e continuità. Il ruolo dei marchi Il direttore commerciale di Selex, Fabio Sordi, spiega le esigenze della moderna distribuzione di Gabriella Bechi
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l settore ortofrutticolo è quello che presenta maggiori criticità anche nel mondo della GDO. Ne abbiamo parlato con Fabio Sordi, direttore commerciale del gruppo commerciale Selex, che associa 15 imprese e 2.515 punti di vendita dislocati su tutto il territorio nazionale con insegne quali Familia,A&O e C+C e tanti altri brand molto forti a livello regionale. Nel 2015 il fatturato complessivo del gruppo è arrivato a 9,95 miliar-
di di euro,con un incremento del 5,6% rispetto al 2014. Per le nuove aperture (69 quelle previste entro la fine dell’anno) e la modernizzazione dei punti di vendita esistenti, che porterà all’assunzione di centinaia di nuovi collaboratori, sono stati stanziati 152 milioni di euro. Il gruppo di distingue per il suo impegno sul fronte del miglioramento continuo dell’offerta, in particolare nei reparti più strategici come il fresco e l’area salute e benessere.
Sono pochi i marchi: l’offerta generalizzata non aiuta i consumatori
NEL SUPERMERCATO DEL FUTURO
“L’ortofrutta nel supermercato del futuro, esperienze di successo”: questo il tema del Forum 2016 di Macfrut, che verrà afrontato a Rimini Expo Centre il 14 settembre 2016. Con l’aumento e la diversiicazione dell’oferta, il negozio diviene sempre più centrale nel coadiuvare il processo d’acquisto, valorizzando gli sforzi di tutta la iliera. Con queste premesse si punta l’attenzione sul reparto ortofrutta dei supermarket, declinato attraverso le migliori esperienze internazionali. Costituisce il punto di partenza per la valutazione delle “soluzioni innovative per il reparto ortofrutta della moderna distribuzione”, proposte all’ingresso della iera.
Dottor Sordi quali sono le maggiori problematicità del comparto ortofrutticolo? Le difficoltà maggiori derivano dalle caratteristiche intrinseche dei prodotti ortofrutticoli, strettamente legate alla stagionalità, al clima e alla logistica, che non consentono di programmare gli acquisti come normalmente avviene per gli altri prodotti.Poi c’è il problema dei marchi. Ce ne sono pochissimi e questo cambia i paradigmi di acquisto per noi, ma anche per i consumatori. tanza all’esposizione e all’estetica. In secondo luogo privilegia prodotti di Dove acquistate i prodotti orto- filiera garantita a lotta integrata rispetto a quelli biologici, verso i quali frutticoli freschi? Per quanto riguarda i prodotti a mar- mostra ancora una certa diffidenza ca del distributore (Natura Chiama legata agli scandali che periodicaSelex e Vale Natura in Tavola), pro- mente emergono nonostante i convengono direttamente dai produt- trolli. Infine, guarda all’italianità. tori che selezioniamo, evitando il passaggio attraverso i grossisti e Perciò il made in Italy non è l’unigarantendo così prodotti di filiera co elemento che fa la differenza? controllata a produzione integrata. L’italianità è un valore, ma non può Privilegiamo le Organizzazioni di sostituirsi alla qualità e alla standarproduttori, che sono in grado di ga- dizzazione. rantire quantità, qualità, tracciabilità E il marchio? e continuità. Sì, il marchio è un valore aggiunto, se non si tratta solamente di un bollino. Vi rifornite anche dall’estero? La maggior parte dei prodotti è di origine italiana e completiamo l’offerta con articoli di“contro stagione” provenienti dall’emisfero Sud o di inizio/fine stagione prevalentemente da Spagna e Olanda. Talvolta la qualità è inferiore alla nostra, ma la standardizzazione del prodotto è altissima, elemento molto apprezzato dai clienti.
Deve essere sostenuto e accompagnato da investimenti in ricerca, innovazione (anche varietale), in pubblicità e marketing. Allora il cliente è disposto anche a spendere un po’ di più. Investimenti che devono essere sostenuti da tutta la filiera con ricadute positive per tutti. Quali consigli si sentirebbe di dare ai nostri produttori? Perseguire un’aggregazione più convinta, investire in produttività e in ricerca, anche varietale. Lavorare insieme a noi per costruire un rapporto di filiera più stretto e più convinto, dal quale potremmo trarne tutti grandi vantaggi. nnn
Perché? In base a cosa sceglie il cliente? Da quello che risulta dalle ricerche di mercato che effettuiamo regolarmente, il cliente prima di tutto compra con gli occhi. E su questo i nostri produttori hanno ancora molto da imparare dagli stranieri e anche noi della grande distribuzione, che dovremmo dare più impor-
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SPECIALE MACFRUT
Un’Opera tutta italiana Unire le forze per crescere. Luca Granata racconta il primo anno del consorzio nato a maggio del 2015 di Gabriella Bechi
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on riesce a farsene una ragione Luca Granata - general manager del Consorzio Opera - del come mai l’agricoltura italiana, in cui il nostro Paese primeggia nel mondo, non riesca a generare reddito in modo sostenibile.Nei suoi quarant’anni di carriera nel settore ha speso molte energie per provare ad invertire questa rotta. “La struttura dell’agricoltura italiana è, in molti casi, rimasta ferma agli anni ’70 – racconta – quando l’offerta si confrontava con una domanda di dimensioni pressoché uguali. Nel frattempo la Distribuzione è cresciuta e si è organizzata, mentre la Produzione è rimasta spesso poco organizzata. Ci troviamo oggi di fronte a dei veri e propri pesi massimi, contro i quali i pesi
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piuma non possono gareggiare. Per non parlare di quello che avviene all’estero, dove operano gruppi di dimensioni multinazionali”. Il problema si
chiama individualismo, scarsa volontà di fare squadra,tendenza a considerare il vicino un concorrente invece che un potenziale alleato,preferire perdere
Granata: «Annualmente 1 miliardo di frutti raccolti uno a uno dai produttori del consorzio»
da soli invece di vincere insieme. “E’ una caratteristica tutta italiana, che si riscontra anche in altri settori – spiega – ma che in agricoltura è ancora più esasperata. I consumi calano, i costi di produzione aumentano, i redditi scendono, le aziende sono in crescente difficoltà. Quasi sempre crediamo che la colpa sia di qualcun altro, mai nostra. Invece la colpa è nostra.Siamo piccoli e ci ammazziamo di concorrenza interna e spesso nemmeno ci sfiora l’idea che se unissimo le nostre forze potremmo fare molto di più.” Con questa profonda convinzione Granata, dopo una lunga esperienza nel gruppo Melinda, da poco più di un anno è impegnato, insieme a molte altre persone, nello sviluppo del consorzio Opera, che funziona da unico ufficio commerciale per la produzione
di pere di tutte le aziende consorziate. Oggi sono 1000 gli agricoltori che partecipano al progetto, attraverso le loro 19 strutture di riferimento, ma Granata guarda avanti, a quegli altri 2000 che, in un territorio di poco più di 130 chilometri di diametro, dove si parla quasi lo stesso dialetto, in quella che lui chiama la fertile Pianura del Po, producono il 90% delle pere italiane (il 70% concentrato in Emilia Romagna). Frutto di cui l’Italia detiene la leadership di produzione mondiale, prima dell’Argentina e degli Stati Uniti,di altissimo livello qualitativo e con una grande capacità di penetrazione (è il quarto più consumato in Italia). Settemila e 500 ettari di frutteti situati nelle province di Modena, Mantova,Verona,Ferrara,Bologna,Forlì
e Ravenna, Rovigo, 1000 produttori, 19 fra le più importanti aziende coinvolte nella filiera della pera, oltre 200.000 tonnellate di pere all’anno, ovvero un miliardo di frutti “che - spiega Granata con un formidabile esempio – messe una sopra all’altra misurano 120 mila chilometri,ovvero tre volte la lunghezza dell’equatore”. Questa è Opera. Un frutto che è un’Opera, di nome e di fatto. Un’Opera interamente italiana, sempre rivolta al miglioramento della qualità dei frutti e di ogni fase del ciclo produttivo, fino alla conservazione, selezione, confezionamento e commercializzazione. Perché sono gli investimenti in ricerca - per esempio il miglioramento continuo delle tecniche di coltivazione e di stoccaggio e il loro monitoraggio costante - che garantiscono la qualità. Rigidi disciplinari di produzione, tracciabilità,investimenti in comunicazione, con l’obiettivo di far diventare Opera la pera italiana più nota e più richiesta in Italia ed all’estero. E poiché un’Opera che non porta benefici a chi le sta attorno, non è un’Opera riuscita, è necessario che la sua eccellenza si trasformi in vantaggi reali, prima di tutto per le persone che scelgono la sua bontà ogni giorno, poi per i suoi soci frutticoltori, per i suoi clienti e per tutta la società di cui fa parte.Attraverso uno spirito inclusivo, generoso e di ampie vedute, nato per unire e non dividere, che fa della cooperazione tra agricoltori una condizione imprescindibile per lo sviluppo nnn dell’agricoltura.
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SPECIALE MACFRUT
Elisir di lunga vita
Quella dell’azienda di Gianfranco Corradi è la storia di un’impresa familiare di successo, del modenese, specializzata nella produzione di molte varietà di pere saporite e salutari
di Elisabetta Tufarelli
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avezzo è un comune della bassa pianura modenese, a pochi chilometri a nord del capoluogo ed è stato uno dei centri più colpiti dal terremoto dell’Emilia del 2012. È lì, nella sua azienda, che incontriamo Gianfranco Corradi, imprenditore familiare specializzato nella produzione di pere. “Ne produco, in 25 ettari, moltissime varietà. Non tutte le pere, però, sono uguali. Ognuna ha le sue peculiarità, ma tutte hanno caratteristiche tali da essere definite dai nutrizionisti un elisir di lunga vita, perché ricche di sostanze antiossidanti e per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, di principi nutritivi e di potassio. Malgrado ciò
viviamo una fase difficile”. Come sono i consumi? “Sostanzialmente stabili. Occorre tener presente che le pere sono un frutto per ‘benestanti’, nel senso che il prezzo di vendita si mantiene tra i 2 euro e i 4,50 al chilo, mentre al produttore vanno tra i 35 e i 90 centesimi al chilo. Le nostre varietà, poi, vantano qualità e salubrità. Dopo i trattamenti, vengono scrupolosamente rispettati i tempi di carenza e sono a residuo zero”. Gianfranco ci racconta che, dopo la morte del padre, conduce direttamente, insieme a tre operai a tempo indeterminato, la sua impresa. “In epoca di raccolta – spiega l’imprenditore associato alla Federazione italiana impresa agricola familiare di Confagricoltura - arrivo
Troppi i passaggi che il frutto compie prima di arrivare al consumatore anche ad impiegare 20 addetti. Nonostante Modena e l’Emilia Romagna siano uno storico ed importante areale vocato alla frutticoltura, tutto il comparto vive una fase molto problematica. A parte l’andamento climatico disastroso, con gli elevati sbalzi termici che hanno caratterizzato la fase successiva l’allegagione dei frutti e l’assenza di piogge dello scorso inverno, le vere questioni sono l’aggregazione e la commercializzazione”. In che senso? “Il nostro primo problema da produttori – continua Gianfranco - è la quantità di passaggi che il frutto compie prima di arrivare nelle mani del consumatore: direi almeno tre o quattro. Ma non solo. Occorre aggregarsi per riuscire ad incidere sui mercati dove arrivano pere un
po’ da tutto il mondo, in particolare dal Cile, dalla Spagna, dall’Olanda e dal Nord Africa e la GDO punta esclusivamente sul prezzo, tralasciando la qualità; per cui senza un sistema che funzioni siamo
destinati a restare al palo”. Secondo lei c’è soluzione? “Ritengo che, con il progetto Opera, si riuscirà finalmente a incidere sui mercati e a promuovere le nostre fantastiche pere”. nnn
ATTUALITÀ RAPPRESENTANZA
Giovani comunicatori crescono A Roma il contest di Agol dedicato alle giovani stelle del mondo della comunicazione. Tra i partner, Confagri con le sue aziende vitivinicole di Alessandra Porro
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ono stati alcuni tra i nomi più importanti del mondo delle istituzioni, dell’imprenditoria e della comunicazione ad animare la serata al Circolo del Tennis del Foro Italico, nella quale sono stati premiati i vincitori della seconda edizione del premio AGOL “Giovani Comunicatori”, iniziativa nata per offrire stage e borse di studio a laureandi e professionisti che operano nel mondo della comunicazione, alla quale hanno partecipato oltre 700 studenti che rincorrono il sogno di realizzarsi nel mondo della
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comunicazione. Ad affiancare Agol– Associazione Giovani Opinion Leader, network di giovani professionisti della comunicazione e del Public Affairs che organizza il premio, grandi aziende come Coca Cola eTIM,l’Agenzia nazionale per i giovani, Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italia, Manager Italia, con la media partnership di AGI e Radio 2.Confagricoltura,partner dell’evento, ha partecipato con otto aziende vitivinicole associate, che hanno offerto i loro vini per accompagnare
la cena per i 450 ospiti allestita nella splendida Sala del Circolo del Tennis: La Masera, Gotto d’Oro, Az. Biologica Ciucci,Tenute Sette Ponti, Castelli del Grevepesa; Principe Corsini; Statti, Feudo Maccari e Atlantis. Esempi di vini diversi, come diversi sono anche i paesaggi delle regioni che li rappresentano: Piemonte,Toscana, Lazio, Calabria, Sicilia e Sardegna. Altri importanti partner hanno supportato l’iniziativa: Acea, Lottomatica, Pirelli, Gruppo Industriale Maccaferri, Edison, Edelman, Poste Italiane, Samsung, Hardcandy fitness e diverse importanti università.La premiazione ha interessato cinque categorie: Advertising, Eventi, Digital PR, Comunicazione Istituzionale, Lobbying e corporate communication, in due fasce di partecipanti (“University”, dedicata ai laureandi e “Young” per i giovani professionisti under 35 del marketing e della comunicazione). I premi, che sono stati consegnati da manager delle imprese partner, permetteranno ai vincitori di essere chiamati a realizzare concretamente il loro piano nelle stesse aziende. Un’occasione importante per entrare nel mondo del lavoro confrontandosi con importanti protagonisti del settore. La serata ha visto anche un momento particolarmente significativo: la consegna di un premio speciale ad Ettore Bernabei - giornalista e produttore televisivo italiano, già direttore generale della RAI, figura chiave nel mondo della cultura e della televisione italiana - per celebrare la sua lunga, brillante carriera nel mondo della comunicazione. nnn
ATTUALITÀ RAPPRESENTANZA
«Valorizziamo il brand Agriturist» L’associazione agrituristica ha confermato Melacca alla presidenza. Definito il nuovo Consiglio di Elisabetta Tufarelli
“È
importante proseguire la valorizzazione delle risorse turistiche rurali e delle nostre peculiarità attraverso la partecipazione di Agriturist a fiere turistiche nazionali ed internazionali. Così come riteniamo fondamentale consolidare i rapporti istituzionali necessari a svolgere una sempre più intensa attività di rappresentanza, senza dimenticare l’aspetto commerciale della nostra attività. Abbiamo ancora ampio spazio per crescere e per essere protagonisti della domanda di vacanze, di turismo esperienziale e di tempo libero, puntando sul mercato internazionale sullo stretto collegamento con l’attività agricola, sull’ospitalità di eccellenza, sulla genuinità e sulla tipicità dei nostri prodotti e sulle tradizioni delle nostre campagne, proseguendo il percorso avviato per primi da Agriturist più di 50 anni fa”. Lo ha detto Cosimo Melacca riconfermato, per il prossimo triennio, alla guida di Agriturist da parte dei delegati regionali, in occasione dell’assemblea nazionale dell’associazione. Il nuovo
consiglio è composto da: Luisa Teresa Acquaderni (Emilia Romagna), Paola Sfondrini (Lombardia),Antonio Bonatti Nizzoli (Lombardia), Giulio Rocca (Veneto), Emanuele Savona (Sicilia), Monica Negri (Campania), Antonio Cataldi (Puglia), Saro Romeo (Sicilia) e Cristian Massara (Piemonte). “Tanto è stato fatto, si sta facendo e si dovrà fare per far crescere ancora la nostra associazione. I risultati fino ad oggi raggiunti – ha sottolineato Melacca - sono il frutto del lavoro di una squadra che crede fortemente nel valore dell’associazione. Ci siamo dotati di una banca dati completa ed aggiornata,
Cosimo Melacca
Auto d’epoca all’agriturismo Le Cascine di Lodi
abbiamo inaugurato il nuovo portale, introdotto la newsletterAgripost,avviato numerose attività di marketing per la valorizzazione del nostro brand ed è aumentata la presenza dell’associazione sui social.Tutto questo ci rende orgogliosi, ma al tempo stesso ancora più ambiziosi”. Melacca, 57 anni, sposato con due figli, conduce l’azienda agricola e agrituristica“La Ca’dell’Alpe” a Finale Ligure, in provincia di Savona e un’altra azienda agricola ad indirizzo prettamente olivicolo a San Vito dei Normanni in provincia di Brindisi. “Continueremo – ha concluso - ad impegnarci per valorizzare il brand Agriturist, rendendo più efficaci ed efficienti i servizi offerti ai soci, che saranno al centro delle nostre azioni e punteremo ad una presenza capillare sul territorio, per rispondere alle richieste di assistenza e di promozione delle imprese agricole che offrono ospitalità”. nnn
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ATTUALITÀ RAPPRESENTANZA
«L’impresa familiare si rinnova» L’assemblea della Federazione presieduta da Roberto Poggioni approva la nuova denominazione FIIAF di Elisabetta Tufarelli
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i rinnovano le PMI agricole di Confagricoltura diventando sempre più centrali nell’Organizzazione. “Da oggi – ha detto Roberto Poggioni, presidente della Federazione che riunisce le oltre 151.000 imprese familiari associate, aprendo i lavori dell’Assemblea - ci chiameremo Federazione italiana impresa agricola familiare (Fiiaf) e questo cambio di denominazione non è solo un fatto formale, ma anche sostanziale. Indica una visione dell’agricoltura imprenditoriale, al di là delle dimensioni aziendali e una strategia puntata alla crescita ed allo sviluppo dell’impresa e del comparto
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tutto”. D’altronde, come ha messo in evidenza il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, le aziende familiari sono anche una componente fondamentale dell’economia,per l’incidenza numerica e per il loro contributo al Pil e all’occupazione. “L’impresa familiare di Confagricoltura – ha proseguito Poggioni - cresce e si rinnova per essere perfettamente allineata a livello nazionale e sul territorio. L’innovazione sta diventando infatti uno dei fattori più importanti per assicurare un futuro alle imprese agricole,migliorando la loro competitività economica e garantendo nel contempo l’uso sostenibile delle risorse”. Il valore aggiunto del modello di agricoltura familiare è indiscusso ed è la base su cui l’agricoltura europea è nata ed ha potuto crescere.Le aziende agricole familiari contribuiscono a mantenere, con la flessibilità innata nel loro DNA, la vitalità e l’economia del mondo rurale Roberto Poggioni e contribuiran-
no a raggiungere obiettivi importanti come quello di garantire la sicurezza alimentare e promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Certamente il futuro è ricco di sfide ed opportunità,a cominciare dall’esigenza di ammodernamento e dalla necessità di coinvolgere le generazioni future, ma come ha ricordato il presidente Fiiaf le PMI agricole hanno fame di ricerca e di innovazione e voglia di crescere:”Più dell’ 80% delle aziende nostre associate – ha concluso - è interessato a svolgere attività di ricerca e innovazione e questa tendenza cresce sensibilmente con l’innalzarsi del titolo di studio dell’imprenditore. Abbiamo deciso di puntare sulla formazione, soprattutto dei più giovani attraverso un percorso mirato in collaborazione con Enapra, l’ente di formazione di Confagricoltura. Oggi l’88% delle nostre imprese utilizza la rete internet per le proprie attività e i sistemi informatici nella gestione aziendale“. nnn
CAMPI R O SA
di Elisabetta Tufarelli
ASSEMBLEA CONFAGRICOLTURA DONNA
Gabriella Poli: «La crescita dell’agricoltura è rosa» Il report Global Wealth 2016 di Boston Consulting Group conferma che la ricchezza femminile cresce in modo maggiore di quella maschile: +6,6% per le donne nel 2015 contro il +5,2% globale. Oggi le donne, nel mondo, controllano 39,6 mila miliardi di dollari, pari a circa il 30% della ricchezza mondiale complessiva. Bcg stima che la crescita ino al 2020 Gabriella Poli si attesterà al 7% annuo. “In Italia e in e Cinzia Ceci agricoltura – ha concluso la presidente di Confagricoltura Donna – abbia“La crescita dell’imprenditoria femmi- nia, heresa May prima ministra mo ancora molto da lavorare, perché nile può essere la chiave di volta per della Gran Bretagna e Hillary Clinton le imprenditrici possano esprimere uscire dalla crisi e aiutare l’agricoltura a probabilmente prossima presidente in pieno il loro talento. Serve l’imperiprendere la sua centralità nel Paese. Il Usa. Anche le imprese femminili gno delle Istituzioni perché possano nostro primo obiettivo è quello di pro- italiane mostrano grande vivacità, contare su strumenti di conciliazione, muovere e valorizzare la produzione superando 1 milione e 300mila, con supporto per l’accesso al credito, alle di cibo coniugata con qualità, salute, un tasso di crescita del+1,10%, quasi pari opportunità e soprattutto ad una sostenibilità, sicurezza e salvaguardia il doppio rispetto all’anno precedente. difusione della cultura di impresa”. dell’ambiente”. Lo ha detto Gabriella “Confagricoltura – ha messo in eviPoli, presidente di Confagricoltura denza il suo direttore generale, Luigi Donna, aprendo i lavori dell’assemblea Mastrobuono – ha scelto di investire PRIMA RIUNIONE IN PUGLIA dell’associazione che riunisce le imsullo sviluppo delle aziende femmini- Prima riunione per Confagricolprenditrici dell’Organizzazione. D’alli. Quasi un’impresa su tre è condotta tura Donna Puglia. Le numerose tronde, le tre più grandi potenze del da una donna e l’associazione conimprenditrici che hanno parmondo occidentale hanno o si appre- tinua a crescere sul territorio, come tecipato, sotto la presidenza di stano ad avere una donna al comando: dimostra, ad esempio, la nascita di Cinzia Ceci, si sono incontrate Angela Merkel cancelliera in Germa- Confagricoltura Donna in Puglia”. con l’obiettivo di far crescere la neo costituita associazione regionale delle imprenditrici agriALESSANDRA ODDI BAGLIONI è stata confermata, dall’assemblea, presidencole, mettendo le basi per far te di Confagricoltura Donna Umbria. radicare sempre più la rappreViene affiancata dalle vicepresidenti sentanza femminile in Puglia. Ilaria Bianchi e Francesca Cassano e dal “Da settembre - ha messo in consiglio composto da: Anna Ciri, Elena evidenza Cincia Ceci – intendiaMorini, Sabina Cantarelli, Anna Grazia mo programmare un corso per Boccali, Grazia Maccherani, Angela la compilazione del quaderno Spalazzi Caproni e Nicoletta Campanella. di campagna”. Nell’occasione, La presidente Oddi Baglioni, riepilogando il direttore di Confagricoltura Alessandra Oddi Baglioni l’attività svolta, si è soffermata sul proTaranto Carmine Palma è stato getto di collaborazione con il Dipartimen- nominato sindaco e Tiziana Di to di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università di Perugia, Pasquale segretario. dove è previsto una sorta di tirocinio nelle aziende delle socie. LUGLIO - AGOSTO 2016 | MONDO AGRICOLO | 51
ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO
SAVONA LUCA DE MICHELIS PRESIDENTE
Rinnovate le cariche sociali di Confagricoltura Savona per il triennio 2016/2019. E’ stato eletto presidente dall’assemblea, che si è svolta ad Albenga, Luca De Michelis, che ha sostituito Massimo Rebella. Lo afiancano i consiglieri: Davide Michelini, Lucio Fazio, Fabio Parolini, Massimo Rebella e Fabio Vignone, che insieme ai presidenti dei sindacati di categoria e delle sezioni economiche costituiscono il nuovo consiglio direttivo provinciale. Luca De Michelis, 49 anni, vice presidente della sezione lorovivaistica nazionale è presidente del distretto Florovivaistico della Liguria, dove produce in serre riscaldate e con una irrigazione con sistema lusso e rilusso, in monocoltura, le dipladenie, splendidi iori a campana che ioriscono ino all’autunno e non temono il vento. Il direttore di Confagricoltura Liguria, Andrea Sampietro, ha aggiornato gli associati sulla situazione del Piano di Sviluppo Rurale. (Antonio Michelucci)
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di Elisabetta Tufarelli
IL VICEPRESIDENTE VEGGIA AL #SOILDAY
Frenare il consumo del suolo agricolo
Consumo del suolo, una sida che non si deve perdere. Lo ha sottolineato il vicepresidente di Confagricoltura, Ezio Veggia, intervenendo a #SoilDay, la giornata interamente dedicata al suolo, dove è stata presentata l’edizione 2016 del “Rapporto sul consumo di suolo in Italia”, a cura di ISPRA e del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, con i nuovi dati sullo stato del territorio e sulle conseguenze che la continua cementiicazione comporta per il nostro Paese e per il benessere di chi ci vive. “A contribuire alla riduzione del suolo agricolo anche la contrazione e la perdita di competitività del settore. Se diminuiscono le imprese agricole, si riducono anche gli agricoltori, coloro che operano con e per il suolo, lo curano, tutelando le risorse dell’ecosistema, come la biodiversità, la regolazione delle acque e il funzionamento dei cicli biologici”. “Particolarmente colpiti – ha messo in evidenza Veggia - sono proprio i terreni migliori per l’agricoltura, come quelli fertili e adatti a coltivazioni
estensive nelle pianure e quelli di collina, destinati alle produzioni di qualità”. Nelle aree montane, poi, il problema diventa ancora più grave per il progressivo abbandono di aree sempre più ampie del territorio nazionale. Il mancato presidio antropico, determinando il degrado del territorio locale, incide purtroppo con fenomeni franosi e alluvionali anche sul resto del territorio. La terra è una risorsa sempre più scarsa. “Per questo – ha concluso il vicepresidente di Confagricoltura –va tutelata sul fronte ambientale, agricolo e idrogeologico. Ecco che l’agricoltura può essere strumento di regolazione del consumo di suolo, contribuendo ad una gestione del territorio che permetta un equilibrio e un dialogo tra città e campagna”. Era presente con uno stand l’azienda agrituristica Bel Poggio di Tivoli per sottolineare come anche l’agriturismo e le produzioni d’eccellenza tipiche (quasi 10 mila tra indicazioni d’origine e specialità tipiche) siano un vanto nazionale strettamente legato al territorio.
ASSEMBLEA DI CONFAGRICOLTURA PISA
Le aziende crescono con l’associazionismo Assemblea di Confagricoltura Pisa a Cenaia di Crespina, nella Cantina delle Colline Pisane. «Questa prestigiosa location – ha detto il presidente Alessandro Stassano – serve a sottolineare come il territorio si vada riorganizzando di pari passo con la deinizione di nuove strategie sempre più indirizzare verso l’associazionismo, la cooperazione, le reti di impresa settoriali ed intersettoriali ed il raforzamento dei contatti di iliera per incorporare quel valore aggiunto che resta fuori dalle aziende agricole». Per Stassano compito dell’Organizzazione è di uni-
conclusioni del direttore dell’Organizzativo Franco Postorino: «Solo dieci anni fa non avremmo immaginato tanti cambiamenti. Occorre adattarsi alle nuove side, incorporando quella parte di valore aggiunto connesso alla produzione e realizzando una Terreni, Postorino maggiore integrazione di iliera. e Stassano L’Organizzazione accompagnerà sempre più gli agricoltori nelle icare le strategie per dare possibilità di fasi successive alla produzione. Non crescita: ”Promuovendo iliere in rete bisogna aver paura delle innovazioni e integrate, dove le imprese agricole normative e tecnologiche, impiegando sono parte attiva delle scelte economi- gli strumenti e le opportunità a dispoche partecipando alle dinamiche pro- sizione. Confagricoltura a Roma e sul duttive e non limitandosi a subirle”. Le territorio è degli associati, utilizzatela».
INNOVAZIONE
I NUOVI BANDI SCADONO A SETTEMBRE
Il programma europeo per l’ambiente e l’azione per il clima Contribuire al passaggio verso un’economia efficiente in termini di risorse, alla riduzione delle emissioni, alla protezione e al miglioramento dell’ambiente, proteggere la biodiversità e proporre soluzioni al degrado degli ecosistemi, migliorare lo sviluppo, l’attuazione e l’applicazione della politica e della legislazione in tema di ambiente e clima dell’Unione Europea, sono solo alcuni degli obiettivi che si pone il Programma LIFE per il periodo di programmazione 2014-2020. Con un dotazione finanziaria complessiva di 3,4 miliardi di euro, il programma si articola in due sotto-programmi e finanzia interventi in sei settori di azione prioritari. Per il sottoprogramma ambiente: ambiente ed uso efficiente delle risorse; natura e biodiversità; governance ambientale e
informazione in materia ambientale. Per il sottoprogramma azione per il clima: mitigazione dei cambiamenti climatici; adattamento ai cambiamenti climatici; governance in materia climatica e informazione in materia di climatica. Il programma LIFE finanzia diverse tipologie di progetto: progetti tradizionali, ovvero progetti di buone pratiche, dimostrativi, pilota e di informazione, sensibilizzazione e divulgazione, integrati (finalizzati ad attuare su una vasta scala territoriale piani di azione o strategie ambientali o climatiche previsti dalla legislazione dell’Unione in materia ambientale o climatica). Vi sono
Il progetto Life-AgriCare Il progetto “Life-AgriCare: Introducing innovative precision farming techniques in AGRIculture to decrease CARbon Emissions” - inanziato nell’ambito del bando 2013 del precedente programma “LIFE+, Environment Policy and Governance” - mira a dimostrare che l’applicazione di moderne attrezzature meccaniche ed elettroniche (agricoltura di precisione) alle tecniche di agricoltura conservativa (semina su sodo e minima lavorazione) possono dare una risposta signiicativa in termini di riduzione dei gas serra e di protezione dei suoli per la conservazione o l’aumento della sostanza organica e per la prevenzione dai fenomeni di degrado. L’obiettivo viene perseguito tramite la sperimentazione presso l’azienda pilota e dimostrativa ValleVecchia (Caorle,VE) di Veneto Agricoltura. Tra le attività, il progetto prevede numerosi cicli di sperimentazione su mais, soia, colza, grano e la valutazione della riproducibilità su altri sistemi agricoli italiani ed europei. Le nuove tecnologie ottenute consentiranno di coniugare i beneici ambientali ed economici dell’agricoltura di precisione (razionale applicazione dei fattori produttivi ed eliminazione delle sovrapposizioni di distribuzione) a quelli della minima o non lavorazione. Capoila del progetto è Veneto Agricoltura, l’azienda della Regione Veneto. I partner di progetto sono: ENEA, l’azienda Maschio Gaspardo spa e l’Università degli studi di Padova, Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF). Il progetto, iniziato nel giugno 2014, si concluderà il 31 maggio 2017, è stato inanziato dall’Unione europea per con un contributo a fondo perduto pari a euro 971.480 a fronte di un budget totale di progetto di 2,5 Meuro. Sito del progetto: www.lifeagricare.eu/it/
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poi progetti preparatori che sono identificati dalla Commissione per rispondere alle esigenze connesse allo sviluppo e all’attuazione delle politiche e legislazioni dell’Unione in materia di ambiente e clima. Il tasso di cofinanziamento è del 60% e possono partecipare ai bandi gli enti pubblici, le imprese, le organizzazioni private commerciali e non commerciali con sede nei Paesi Membri dell’Unione europea. Eventuali organismi con sede al di fuori dell’UE possono partecipare a un progetto in qualità di beneficiari associati, a condizione che la loro presenza conferisca valore aggiunto al progetto e che la realizzazione di attività al di fuori del territorio UE sia funzionale al raggiungimento degli obiettivi del progetto nell’UE. Il sottoprogramma ambiente declina ognuno dei settori prioritari in specifiche priorità tematiche. Ad esempio, se alcune imprese agricole volessero proporre un progetto che ottimizzi l’utilizzo delle risorse energetiche o idriche nel corso dei loro processi di produzione, potrebbero riferirsi alle priorità tematiche relative all’efficienza nell’uso delle risorse, che prevedono tra le altre il sostegno a progetti che applicano “nuovi modelli aziendali instaurando pratiche di impiego efficiente delle risorse nelle PMI, con particolare attenzione all’impatto sull’ambiente, alla durabilità, al riutilizzo, alla riparazione e al riciclaggio dei loro prodotti e processi industriali – compresa la condivisione o la locazione dei prodotti al posto della vendita” (Multiannual Work Programme 2014-2017, pag. 10). Il 19 maggio 2016 sono stati pubblicati nuovi bandi, le cui scadenze sono comprese tra il 7 e il 15 settembre 2016.
FORMAZIONE
IL SISTEMA CONFEDERALE IMPEGNATO IN MODO OMOGENEO
Convenzione con Enapa e Fiiaf per la formazione continua Chi lo avrebbe mai detto? La Gran Bretagna ha detto si alla Brexit. Un’ipotesi del genere ino a pochi anni fa non era neanche pensabile. E’ la prova che viviamo in un tempo di cambiamenti profondi e continui che richiedono tanto alle imprese quanto alle associazioni che le rappresentano e una grande capacità di riorganizzazione e di riposizionamento. In questo scenario la formazione assume un ruolo chiave. Formazione come predisposizione al cambiamento: orientata allo sviluppo ed alla creazione di spazi in cui sviluppare progettualità, programmi, iniziative coerenti con la rapidità delle variabili esterne. “Il nuovo modello di formazione verso cui tendiamo – ha dichiarato il presidente Luca Brondelli di Brondello - deinisce il ruolo dell’Enapra come strumento di sostegno e attuazione dei reali fabbisogni formativi delle imprese agricole e agroalimentari da un lato, ma anche dell’intero sistema confederale”. Sul piano interno un primo risultato di questa nuova impostazione si è registrato con la recente sottoscrizione di due convenzioni: la prima con il Patronato ENAPA e la seconda con la Federazione dell’Impresa Familiare di Confagricoltura (FIIAF), rappresentati entrambi dal presidente Roberto Poggioni. Le due convenzioni riconoscono ad Enapra il ruolo di partner tecnico e di consulente per la formazione continua dei propri dipendenti nel caso del Patronato; dei Quadri e Dirigenti dell’associazione nel caso della FIIAF. Esse prevedono la costituzione di un comitato di coordinamento con il
Brondelli di Brondello a Mosca
compito di individuare gli obiettivi formativi, pianiicare e progettare le attività conseguenti e monitorare lo svolgimento delle stesse. “La prima attività formativa del Patronato in collaborazione con Enapra – interviene il presidente Roberto Poggioni – è stata sperimentata positivamente
lo scorso mese di marzo in occasione dell’incontro formativo di Sorrento, mentre per i dirigenti della FIIAF inizieremo la programmazione con un primo incontro operativo del comitato di coordinamento nei prossimi giorni”. Antonella Torzillo
Formazione su decreto legislativo n.231/2001 L’azione di Enapra per la formazione dei dipendenti del sistema confederale è a tutto tondo. E’ iniziato in questo mese di giugno - e proseguirà in più edizioni - il ciclo di sessioni formative sul modello di organizzazione, gestione e controllo adottato ai sensi del D.lgs. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. L’intero piano formativo, progettato e attuato da Enapra con il inanziamento del Fondo For. Agri, prevede due percorsi: uno di carattere generalista che coinvolgerà circa 95 dipendenti ed uno di carattere specialistico per circa 20 dipendenti preposti a mansioni cosiddette “a maggior rischio”. Hanno adottato il modello Confagricoltura Caaf pensionati s.r.l., CAA ed Enapra.
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O VER 65
di Elisabetta Tufarelli
Il debutto di Anpa
sionabile, né nelle aziende agricole, dove l’80% è ancora attivo e lavora con igli e nipoti, né nel Sindacato. Vogliamo continuare a rappresentare una parte attiva, forte e vitale all’interno di Confagricoltura e il cambiamento approvato oggi è un passaggio importante, che dimostra la vitalità della nostra Associazione, capace di recepire velocemente le trasformazioni in atto nel mondo economico, sociale, istituzionale, di aprire la rappresentanza a tutto il mondo produttivo ed ai cittadini”.
Santori e Guidi
Gli ‘over 65’ di Confagricoltura si rinnovano cambiando nome: diventano Associazione nazionale pensionati agricoltori (Anpa). Hanno anche corretto alcuni articoli del loro statuto con l’obiettivo di raforzare il legame con gli associati, di essere maggiormente attrattivi e di ampliare la rappresentanza. “Un appuntamento importante per la nostra Organizzazione - ha detto Bruno Allegretti, presidente dell’Anpa - perché festeggiamo quaranta anni di impegno per tutelare i diritti e soddisfare le richieste degli agricoltori in pensione. Continueremo a lavorare per proseguire le tante iniziative che il nostro Sindacato e
la nostra onlus ‘L’età della saggezza” hanno messo in campo per i nostri associati e nel sociale, a partire dal progetto ‘Il camion del cuore’ in collaborazione con il Policlinico Agostino Gemelli di Roma”. I lavori dell’assemblea generale dell’Organizzazione, che riunisce gli oltre 150.000 associati, sono proseguiti con l’intervento del presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, che ha sottolineato l’importanza dell’apporto degli agricoltori pensionati. “Il ruolo degli ‘agricoltori con i capelli bianchi’ non si esaurisce – ha messo in evidenza il segretario nazionale Angelo Santori - con il raggiungimento dell’età pen-
ATTENZIONE AL CALDO. Non bisogna fare imprudenze. I rischi legati alle alte temperature però sono elevati, soprattutto per gli anziani. Oltre a non uscire nelle ore più calde, occorre bere spesso. Gli anziani, infatti, sono più sensibili alla disidratazione perché, passando gli anni, si perde la capacità di conservare l’acqua e si è meno consapevoli della sensazione di sete, con maggiori difficoltà ad adattarsi alle variazioni delle temperature. Attenzione anche a preferire abiti di fibre naturali, di colori chiari e non troppo stretti. Per difendere gli occhi non dimenticare di usare occhiali da sole. 56 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO - AGOSTO 2016
IL DRAMMA DELLA POVERTÀ Non se ne parla abbastanza. La situazione degli anziani che vive sotto la soglia di povertà non può più essere ignorata. E non è più solo una ‘questione stagionale’, quando i giovani, d’estate, parcheggiavano i loro ‘vecchietti’ in qualche struttura sanitaria o li lasciavano a sbrigarsela da soli. Moltissimi anziani (l’80%) vivono con pensioni al di sotto dei mille euro e quasi la metà di questi addirittura con meno di 500 euro. “Una denuncia – ha osservato Angelo Santori – che abbiamo fatto e continueremo a fare, tanto più che, con la crisi, la situazione si è aggravata con i tagli alla sanità, che hanno ridotto la possibilità di accedere all’assistenza medica domiciliare. Occorre che le istituzioni smettano di ignorare il presente di chi ha avuto un passato e dare alla popolazione anziana l’attenzione che merita. L’Anpa darà sempre più voce e visibilità alle questioni della terza età”.
Presentato alla Camera il progetto “Fattore Futuro”, con McDonald MAIORANO HA ANNUNCIATO L’INIZIATIVA CON I GIOVANI DI ASSALZOO E FEDERALIMENTARE PER RILANCIARE LA FILIERA ZOOTECNICA
“U
n bravo imprenditore deve tener conto di Giosué Arcoria, di Santa Maria di Licodia (CT), produtcosa c’è a monte e a valle del proprio pro- tore di arance la cui azienda è stata da poco convertita cesso produttivo e utilizzarlo per sviluppa- alla produzione biologica.“Se, da un lato, l’agricoltura è re un sistema vincente. Bioeconomia e economia cir- centrale nell’economia, dall’altro il sistema della filiera colare sono categorie assimilabili all’agricoltura, che va ancora oliato, lavorando sulla gestione, sugli equilibri, le ha sempre praticate. Per questo stiamo progettando sulla collaborazione e sulla promozione”. con i giovani di Assalzoo e Federalimentare una filiera Ne è convinto il presidente dei giovani di Confagricolsperimentale: ci siamo resi conto che l’uno non può tura che punta con decisione sull’armonizzazione e vivere e crescere senza l’altro”. Lo ha sostenuto Raffa- sulla coesione della filiera:“I rapporti con l’industria, in ele Maiorano in occasione particolare quelle alimenIL C O M M E N T O dell’incontro informale tare e mangimistica, sono della Commissione Agricolimportanti e i giovani di Prima il road show, poi le iliere tura della Camera, dove è Confagricoltura hanno inintelligenti, l’epocale passaggio stato illustrato, dall’amminitenzione, in questa fase da agricoltore ad imprenditostratore delegato di McDodifficile e delicata per la re, Seed&chips, i Big data e il nald’s Italia, Roberto Masi, zootecnia in particolare, di progetto sperimentale di iliera il progetto”Fattore Futuro”, collaborare con i giovani con i giovani imprenditori di promosso dalla multinaimprenditori di Assalzoo, Federalimentare ed Assalzoo… zionale e patrocinato dal per implementare azioni Non sono solo attività che hanno ministero delle Politiche ed attività che aiutino la fiimpegnato e continueranno ad agricole e forestali, che si è liera zootecnica”. Anche la impegnare la nostra associazione concluso con la selezione forte presenza di associati nel prossimo periodo, ma importanti tasselli di un percorso di 20 imprenditori agricoli ‘under 40’ nel progetto di fondamentale che, da un lato mira a restituire all’agricoltura la “innovatori” con meno di Mac Donald’s, che permetsua centralità, dall’altro a promuovere associazione e sviluppo 40 anni. All’incontro sono terà di diventare fornitori dell’imprenditoria agricola giovanile. Certo i problemi ci sono intervenuti due degli imdella multinazionale per e non possiamo dimenticarli, né come sindacato smettere di prenditori vincitori assotre anni, non è certamensottolinearli: dalla zootecnia, al grano, ai premi pac, solo per ciati: Claudio Scipioni, di te un caso, ma un segno citarne alcuni. Ma occorre stringere i denti e andare a testa Avezzano (AQ), produttore tangibile del percorso inalta, seguendo una linea progettuale di sviluppo. Altrimenti di patate, che collabora con trapreso con decisione dai non ne usciamo. l’Università dell’Aquila e giovani di Confagricoltura alcuni consorzi locali nello per la tutela e la promozioRaffaele Maiorano sviluppo di un progetto per ne delle giovani imprese Presidente Nazionale Anga la riduzione dei fertilizzanti agricole. chimici nelle coltivazioni, e Elisabetta Tufarelli
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ABRUZZO
Troppe difficoltà per domande PSR
Tanti giovani abruzzesi rinunceranno a presentare domanda per accedere ai fondi previsti per gli ‘under 40’ dal Piano di sviluppo rurale. Eppure la regione è piena di aziende rette al 70% da ‘over 65’, che potrebbero passare di mano. Anche la proroga al 1° agosto per la presentazione della domanda servirà a poco. Lo ha osservato il direttore di Confagricoltura Abruzzo, Stefano Fabrizi, sottolineando, tra l’altro, la diicoltà a reperire la quota di risorse economiche inanziarie da mettere di tasca propria: non meno, a conti fatti, di 61 mila euro, per ottenere i 90 mila euro del Psr, di cui 50 mila euro quale premio a fondo perduto e 30 mila euro di contributo agli investimenti. “Confagricoltura – ha spiegato – nella sua sede regionale ha fornito consulenze a 360 giovani interessati a partecipare al bando. In pista, determinati ad andare avanti, oggi ne sono rimasti solo 30. Lo stesso sta avvenendo nelle sedi di Chieti, Teramo e Pescara. Visti i numerosi paletti, tanti sono i giovani che hanno deciso di rinunciare al Psr preferendo fare da soli, con i propri soldi e con i propri tempi”.
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PRESSO L’AZIENDA CHIALVAMENTA INCONTRO UNDER ED OVER
A Torino confronto intergenerazionale
L’azienda ChialvaMenta ha ospitato il primo incontro tra giovani e pensionati organizzato da Confagricoltura Torino. Per questo importante confronto generazionale è stata scelta un’eccellenza del territorio, simbolo al tempo stesso di tradizione e innovazione. Cinque generazioni di imprenditori che si sono dedicate alle erbe oicinali. I Chialva sono anche Maestri del Gusto della provincia di Torino e hanno ottenuto numerosi riconoscimenti per la loro attività. Un impegno che comprende anche dedizione per il territorio e la sua salvaguardia ambientale, paesaggistica e architettonica (hanno iniziato a ristrutturare Villa Giacosa, storico ediicio adiacente alla distilleria). Quale luogo migliore per favorire lo scambio tra anziani che hanno la terra, ma non nipoti a cui trasmettere i saperi, e giovani che non hanno famiglie con tradizioni agricole e hanno bisogno di imparare sul campo? Un tema in linea con la norma, fortemente voluta dagli ‘under 40’ di Confagricoltura, delle “società di aiancamento” prevista nel Collegato Agricolo. A fare gli onori di casa è stata Sara Chialva, quinta e ultima generazione dell’impresa, insieme al marito Stefano. Un saluto in apertura della giornata è stato portato da Franco Chialva, padre di Sara e consigliere dell’Unione Agricoltori di Torino, e dal direttore Ercole Zuccaro. Il folto gruppo
di pensionati, guidato dal presidente provinciale Ernesto Balma, ha ascoltato con attenzione la storia della coltivazione delle erbe oicinali nella zona e la nascita e lo sviluppo dell’azienda Chialva, arricchita dalle immagini d’epoca e altre inerenti le fasi di lavorazione e distillazione. Molto interessante la visita al Museo della Menta e alla distilleria. Il presidente dei giovani di Confagricoltura Torino, Alessandro Moschietto, ha presentato gli altri componenti del consiglio provinciale, i quali, a loro volta, hanno avuto modo di illustrare le rispettive attività: Davide Bardo (cerealicoltore), Luca Trombotto (viticoltore), Federico Guerra (apicoltore), Sebastiano Borra (maiscoltore e contoterzista), Fabrizio Appendino e Marco Oitana (cerealicoltori).Molto apprezzata la partecipazione all’evento della vicepresidente nazionale dei giovani, Alda Delle Donne, giunta apposta da Cremona e del presidente regionale Giovanni Chiò, risicoltore a Novara. “L’incontro - ha sottolineato Balma – è riuscito ad avvicinarci ai giovani. Senza passato non c’è futuro. Per questo dobbiamo cercare di sostenerli nelle loro scelte, guidandoli, se necessario, con la nostra esperienza”. Moschietto, soddisfatto di questo primo incontro, ha ringraziato tutti per la calorosa partecipazione e ha annunciato i prossimi impegni dell’associazione.
INCONTRO SU PSR E MECCANIZZAZIONE
Giovani pugliesi a “Enovitis in campo” I Giovani di Confagricoltura Puglia, in occasione di “Enovitis in campo”, la manifestazione dedicata alla promozione delle tecnologie per la viticoltura e l’olivicoltura, hanno colto l’occasione di incontrarsi per discutere di Psr e per vedere all’opera, in condizioni reali, le più moderne e innovative macchine e attrezzature per la gestione del suolo, della chioma e della protezione itosanitaria della vite e dell’olivo, nonché i più moderni e innovativi trattori, vendemmiatrici, attrezzature e prodotti. Nella sala conferenze dell’azienda vitivinicola Torrevento numerosi associati hanno esaminato tutte le possibilità di investimento per le giovani aziende agricole, esistenti e potenziali, attraverso i bandi emanati dalla Regione Puglia e da Ismea. “Sono stati
proprio i giovani agricoltori i propulsori dei risultati conseguiti dal Psr Puglia 2007/2013. Occasioni come questa – ha messo in evidenza Rocco Caliandro, presidente degli ‘under40’ di Confagricoltura Puglia - sono importanti per l’incontro e il confronto tra i giovani agricoltori che hanno passione ed interesse ad investire e crescere nel settore agricolo. La nostra regione ha un tasso di ricambio generazionale molto basso, specialmente se confrontato con Paesi come Germania e Francia, e speriamo vengano risolti concretamente i nodi dell’accesso al credito, fondamentale
per permettere alle giovani imprese di nascere e di crescere”. All’evento sono intervenuti anche il presidente di Confagricoltura Puglia, Donato Rossi, il direttore del dipartimento Agricoltura e responsabile dell’Autorità di gestione del Psr Puglia, Gianluca Nardone, il dirigente del Dipartimento Agricoltura Giuseppe D’Onghia, l’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Di Gioia.”Questa iniziativa – ha concluso Caliandro- è stata un’ occasione unica per conoscere le novità e nel dettaglio, tutte le misure con cui poter beneiciare dei fondi del Psr e di Ismea”.
AGRITURISMO
di Anna Gagliardi
AGRITURISMO LA TORDELA NEL BERGAMASCO
L’anima rock della torricella
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no spirito rock anima la scelta dei nomi per i puledri Halinger dell’azienda agrituristica La Tordela. Siamo nel Bergamasco, a Torre de’ Roveri, dove gli ospiti sono per lo più professionisti e lavoratori che gravitano sul capoluogo, insieme agli stranieri che cercano un’oasi di pace a pochi minuti dalla città. La Tordela, che vuol dire la torricella e dà il nome a una delle quattro frazioni del comune, è una struttura architettonica completamente circondata da 25 ettari di vigneti. A questi si aggiunge l’allevamento di cavalli Halinger e di cinghiali. Numeri piccoli, che permettono una gestione ottimale, con cura e attenzioni per ogni esemplare. Troviamo così “Viva Las Vegas”, cavallo che porta il nome di una canzone di Bruce Springsteen,
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l’ispiratore dei battesimi equini in azienda. La fan del Boss è Francesca Bernardi, che si occupa dell’attività agrituristica e di quella di fattoria didattica legata all’impresa agricola. Il padre Marco, titolare dell’azienda, si dedica al lavoro agricolo, in vigneto innanzitutto. Ricopre anche da tre anni il ruolo di presidente dei Vignaioli Bergamaschi, l’associazione che cura gli aspetti commerciali e quelli legati all’export per una trentina di soci vitivinicoltori. La Tordela produce vini tipici derivanti da vitigni autoctoni e internazionali: Valcalepio Bianco (Pinot Grigio, Pinot Bianco e Chardonnay), Valcalepio Rosso (Merlot e Cabernet Sauvignon), Valcalepio Moscato Passito, Carbernet e Merlot della Bergamasca, per proseguire ino all’Amethystos,
uno spumante delicato da uve Moscato di Scanzo, e all’Incrocio Manzoni (Pinot Bianco e Riesling Renano). In tutto 12mila bottiglie, a cui si aggiungono 2500 quintali di uve all’anno che vengono raccolte e destinate alla Cantina Sociale Bergamasca di San Paolo D’Argon. Una scelta voluta da Marco Bernardi di dedicare soltanto una piccola parte dell’intera vendemmia alla produzione in bottiglia con il marchio aziendale, conferendo la quasi totalità delle uve alla cooperativa del territorio. L’attività agrituristica de La Tordela è fortemente legata alle peculiarità dell’impresa: Francesca si prende cura dei cavalli e organizza le “Settimane Verdi” e gli “Agricompleanni” per un pubblico non solo di bambini che cercano la libertà all’aperto, ma anche di chi vuol vivere un’esperienza in campagna a pochi passi dal caos cittadino. La ristorazione avviene solo su
prenotazione per un minimo di quindici commensali e un massimo di trenta: questo per garantire alta qualità del servizio e spazi adeguati. Il pernottamento è possibile tutto l’anno in quattro camere e in un piccolo alloggio ideale per una famiglia. Nel corpo centrale de La Tordela le stanze sono arredate con mobili d’epoca, letti ottocenteschi in ferro e soitto a cassettoni. Stampe antiche riportano gli ospiti in un’altra epoca e rimarcano le origini della casa. La famiglia Bernardi conserva ancora un documento relativo alla Tordela, da cui risulta che già ai tempi della Serenissima la struttura aziendale era praticamente identica a quella attuale. Il cabreo con la mappa disegnata a mano è esposto in bella vista e risale al 1790. All’esterno, le vigne incorniciano la casa in un’ampia distesa di ilari che vengono vendemmiati per il 70% con un sistema mec-
canizzato (gli unici in provincia di Bergamo). Una lunga galleria di tralci di vite che si abbracciano e formano un singolare tunnel vegetale accoglie gli ospiti che arrivano ino all’ediicio, a evidenziare il legame con la vigna e i suoi frutti. Dal 2000, anno dell’apertura dell’agriturismo, ad oggi, il numero dei pernottamenti si è stabilizzato in un disegno pluristagionale che garantisce lusso costante tutto LA TORDELA
Via Torricella 1, Torre de’ Roveri (Bergamo) tel. 035.580172 mail info@latordela.it www.latordela.it
l’anno. La fattoria didattica è entrata nel circuito regionale della Lombardia qualche tempo dopo: anche in questo caso le attività sono aumentate parallelamente alla capacità di accoglienza e alle oferte messe in atto. Per i bambini non mancano le attrazioni: dagli animali alle carrozze dei secoli scorsi, senza tralasciare la meridiana per imparare a leggere l’ora senza l’orologio. Nei mesi di giugno e luglio l’attenzione è dedicata alle “Settimane Verdi” speciiche per i più piccoli (dai 6 ai 10 anni), che possono entrare in stretto contatto con tutte le persone che popolano l’azienda, titolari e collaboratori, cercando di carpirne i segreti vivendo a stretto contatto con loro, giocando, partecipando ai laboratori creativi e scoprendo vigneti e frutteti. Un’esperienza vera, che non necessita di artiizi per garantire emozioni a chi la campagna, diversamente, la conoscerebbe solo sui libri. LUGLIO - AGOSTO 2016 | MONDO AGRICOLO | 61
VINO
di Anna Gagliardi
CHARDONNAY DI CASTELLO DI GABIANO
Meditazione in cima al maniero
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o Chardonnay “Castello” 2013 del Castello di Gabiano (AL), che si è da poco aggiudicato i cinque grappoli di Bibenda, è uno di quei vini che richiama molto i grandi bianchi d’Oltralpe: ha una spiccata mineralità e complessità, qualche nota sapida che lo impreziosisce e lo connota geograicamente. Nasce a 300 metri di altitudine nel comune di Gabiano, in provincia di Alessandria, al conine con il Vercellese. Viene vendemmiato a piena maturazione delle uve, che hanno una resa di appena 40 quintali per ettaro. La fermentazione avviene in barrique e l’ainamento sulle fecce con frequenti batonnage dura circa nove mesi. Prima della vendita si aina ulteriormente in bottiglia per un anno. “Castello” è un vino destinato a durare nel tempo; si abbina a piatti di pesce o carni bianche, ma regge anche i formaggi o primi piatti strutturati. C’è chi lo ama da solo, come vino da meditazione. L’annata 2013 è stata prodotta in poco più di 7.700 bottiglie. L’azienda Castello di Gabiano, di proprietà dei marchesi Cattaneo Adorno Giustiniani, produce circa 120mila bottiglie all’anno e ha sede nel castello che si erge sulla punta del comune di Gabiano. La struttura è circondata da 22 ettari di vigneti facenti parte dei 260 totali della realtà aziendale. Alcune vigne hanno una storia di oltre cent’anni,
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ma la vitivinicoltura ad opera dei marchesi risale ad almeno quattro secoli fa. In base a quanto viene riportato su antichi registri comunali, la produzione di vino in questo luogo è confermata dalla compravendita di vigne e uva addirittura prima dell’anno 1000. Le cantine dei marchesi sono del 1200 e da sempre sono state destinate alla maturazione dei vini: nella barricaia trova dimora ancora oggi una collezione con preziose bottiglie del passato. Castello di Gabiano vanta anche una medaglia d’oro all’Esposizione Mondiale di Parigi del 1900. Il maniero è tra i più antichi e vasti del Monferrato, comprende anche un parco che è un labirinto naturale inserito tra i giardini storici del Piemonte, un ristorante e alcune suite afacciate sulle colline, predilette dagli ospiti alla ricerca di un pernottamento esclusivo. Giacomo Cattaneo Adorno e la moglie Emanuela sono fortemente impegnati nel salvaguardare e valorizzare il patrimonio vitivinicolo del casato, che
comprende, oltre allo Chardonnay, Grignolino del Monferrato Casalese, Barbera d’Asti (anche superiore), Monferrato Bianco e Rosso, Malvasia di Casorzo e due piccole esclusive denominazioni: Gabiano e Rubino di Cantavenna. Il Gabiano è una delle più piccole doc d’Italia, su un’estensione di tre ettari: il vino è per il 95% Barbera, il resto Freisa, proveniente dal raccolto delle migliori annate. Il Rubino di Cantavenna è la seconda piccola Doc legata al territorio, composta da Barbera, Grignolino e Freisa. L’enologo dei marchesi, Mario Ronco, conferma che tutti i vini di Gabiano hanno una fortissima identità territoriale. La posizione rispetto ai venti che arrivano dalle Alpi fa sì che ci sia una grande escursione termica tra il giorno e la notte, fattore che favorisce vini con un bouquet più intenso e complesso. La coltivazione del suolo e i trattamenti itosanitari vengono inoltre programmati nel pieno rispetto dell’ambiente. Castello di Gabiano ha una forte vocazione internazionale: una grande percentuale della produzione viene venduta in vari Paesi del mondo. Ma anche l’ospitalità nel maniero è particolarmente amata dagli stranieri, afascinati dalla possibilità di pernottare in un castello vero in mezzo alle vigne del Monferrato.
“THE COOK” A ARENZANO (GE)
Cucina creativa verso ponente
A
renzano è una piccola località ligure che ha il privilegio di essere il primo comune dopo Genova verso Ponente, ovvero la prima spiaggia per chi proviene da Nord e vuole evitare il capoluogo. Arrivando dall’autostrada, all’inizio del paese, di fronte al mare, si trova il Grand Hotel Arenzano, struttura risalente al 1915, a pochi passi dal parco comunale di Villa Negrotto Cambiaso. Al piano terra dell’albergo, con ingresso indipendente, da pochi mesi è aperto il ristorante “he Cook”, meta obbligatoria per chi vuole assaggiare il meglio della cucina legata al territorio e interpretata con estro da Ivano Ricchebono. È lui lo chef stellato Michelin che, dopo molte esperienze in giro per l’Italia, la partecipazione issa alla trasmissione tv della Rai “La prova del cuoco” dal 2010 e un ristorante aperto nel 2004 a Genova Nervi insieme alla moglie Elisa Arduini, rende questo luogo ancora più richiesto. Ivano ed Elisa sono un esempio di legame solido che professionalmente raggiunge livelli di sintonia tali da far sentire l’ospite non solo a proprio agio, bensì in una sorta di gioiosa atmosfera che inizia con il benvenuto e culmina a tavola con le proposte del menu. La carta spazia dal pesce alla carne, dai primi alle verdure, sempre con lievità e maestria: dal pesce crudo all’insalata di stoccaisso con olive taggiasche e capperi, dalla scottata di moscardini alle ostriche
di pomodoro al Cappon magro, che nulla ha a che fare con il cappone: consiste infatti in un piatto tipico della tradizione ligure a base di pesce e verdure. Genovese, classe 1972, Ricchebono si diploma all’alberghiero del capoluogo ligure, fa la gavetta in diversi ristoranti genovesi, si sposta a Forte dei Marmi notato dal celebre chef Stefano Giorgi e dopo cinque stagioni torna in Liguria. Entra nel circuito del colosso alberghiero francese Accor, dove ha modo di carpire i segreti di grandi chef con selvatiche gratinate con cipollotto di cui è a stretto contatto. Non disdecampo, senza disdegnare la tartare gna la pasticceria e si documenta, di Fassona. I primi comprendono studiando e applicandosi in prima il più ampio spettro di possibilità e persona anche in questo campo. si completano con l’ultima novità: Sei anni dopo l’apertura del suo i bottoni all’extravergine di oliva ristorante a Genova Nervi ottiene il taggiasco, servito con una leggera crema di acciuga salata, tartufo nero primo grande traguardo: la stella Mie caviale di Chardonnay. Si tratta di chelin. Curiosità ed estro creativo lo inissimi tortelli ripieni di olio di oli- spingono a diverse esperienze, comva che in bocca sprigionano sapore e presa quella di docente alla Scuola morbidezza, senza mai essere inva- interazionale di Cucina Italiana denti al palato, grazie all’abbinamen- ALMA, creata e diretta da Gualtiero Marchesi. to con sapori Ora al Grand di contrasto. I BOTTONI ALL’EXTRAVERGINE Hotel la rafsecondi sono inatezza del nuovamente luogo è il giusto una varietà connubio con fantasiosa di le sue creaziocarne e pesce: ni, in continua dalla padellaevoluzione.“he ta di aragosta Cook” – Grand alla tempura Con lo Chardonnay 2013 della Tenuta Hotel Arenzadi mare, dalla Castello di Gabiano, Ivano Ricchebono consiglia Bottoni all’ e xtravergine di no, Lungomare coppa di maiaolive taggiasche, crema di acciuga salata, Stati Uniti 2, lino da latte con tartufo nero e caviale di Chardonnay. Arenzano (GE). mandorle e salsa LUGLIO - AGOSTO 2016 | MONDO AGRICOLO | 63
BUONO A SAPERSI...
IL FASCINO DELLA TOSCANA DI RUFFINO
Il gusto di stare insieme
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recentottantaquattro pagine, 130 ricette e 300 fotograie per raccontare la storia e il legame con il proprio territorio, la Toscana, che da sempre distingue l’azienda vitivinicola Ruino. “La Toscana di Ruino”, edito dal Cucchiaio d’Argento, non è un libro di cucina e neppure di ricette. E’ una iaba che racconta di persone che amano stare insieme con gusto e che accompagna il lettore in un viaggio di immagini e parole nella storia e nella cultura enogastronomica della Toscana. I ventidue capitoli del libro si dipanano in quattro sessioni. La casa, regno di mamme e nonne attente e premurose a preparare con mestolo e grembiule il saporito “desinare”, il pantagruelico pranzo della domenica, i piatti a base di “pane sciocco” e di riciclo, perché “non si butta via niente”. La vita all’aperto con gli amici e fra gli afetti semplici, durante una merenda o una girata in campagna, o una
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tipizzata in bellezza e storia dai modelli architettonici e sociali, così lontani e così vicini, della villa padronale e della fattoria, dove si esalta l’arguzia contadina che dagli scarti, dall’orto e dall’aia inventa piatti gorgoglianti e li celebra con tavolate festose e allegre. “La Toscana di Ruino” è stato progettato e scritto da Francesco Sorelli, insieme a Sandra Pilacchi, che ha realizzato i piatti e scattato le fotograie. Tommaso Pecchioli e Vincenzo Maccarrone di Oicina Graica hanno curato la direzione graica. Francesco Sorelli La Toscana di Rufino Per l’occasione il Cucchiaio 2016, 377 pp., 29 euro d’Argento con la irma di Stefano Cafarri ha reinterpretato alcune delle ricette toscane più popolari giornata al mare, o in un pic-nic fra i profumi del giaggiolo. La città, con la nella sessione del libro chiamata “La tradizione popolare del “lampredot- Toscana del Cucchiaio”. to” e del cibo di strada, dei mercati Ruino è una importante casa e delle botteghe, che si abbraccia vinicola italiana fondata a Pontascon il soisticato lascito di Caterina sieve, nei pressi di Firenze, nel 1877, de’ Medici e della rainata Firenze composta da un cuore produttivo a rinascimentale. Inine, la campagna, Pontassieve e da varie tenute in Toscana, situate al centro delle principali denominazioni. Ruino annovera fra i suoi vini sia etichette storiche e prestigiose che hanno fatto la storia dell’enologia italiana, come la Riserva Ducale e il Chianti, sia vini tradizionali o dal timbro più moderno (dal Brunello di Montalcino al Modus) che vengono apprezzati e degustati in numerosi Paesi del mondo. Ruino oggi è una realtà profondamente radicata nel suo storico territorio, la Toscana, e al contempo aperta alle complesse side del mercato globale: presenti in quasi 90 paesi, i vini Ruino costituiscono un segno forte di italianità e buon gusto. Gabriella Bechi
TASCABILE RACCONTA LA “DISTRIBUZIONE ALTERNATIVA”
Nuove tendenze nei campi
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n docente universitario, un agrumicoltore ed il presidente di una start up innovativa hanno realizzato un approfondimento a tutto campo sul direct food. “Direct food. Agricoltori e consumatori alla riconquista del mercato” è il titolo di una “saggina” – come si chiama la collana - edita da Donzelli (2016, 193 pp., 19 euro), a cura di Flaminia Ventura, Antonio Schiavelli e Pierluigi Milone. Un tascabile che parte dal rinnovato interesse per il cibo dopo Expo, che torna ad essere un atto di socializzazione, facilitato dalle diversiicate formule di distribuzione diretta che
stanno sperimentando gli agricoltori; formule che hanno come fattore comune un uso intelligente e personalizzato delle nuove tecnologie, della logistica e della comunicazione. Si va dal mercato urbano alla consegna a domicilio dei prodotti agricoli; si va dal punto vendita, che è anche centro di degustazione e restaurazione, all’agricatering per eventi e pranzi di lavoro organizzati dallo stesso agricoltore e che si basano sui suoi prodotti. Il libro documenta, in modo accurato, le nuove tendenze nel settore della distribuzione alternativa e si soferma, in particolare, su alcune esperienze
preziose per comprendere come si stia ridisegnando il modo di fare agricoltura, con l’operatore che è sempre più impegnato ad acquisire valore aggiunto a valle del processo produttivo vero e proprio. Emerge la visione lungimirante dei protagonisti del direct food «che hanno la capacità cognitiva di vedere se stessi e la loro attività in un contesto più grande. Che lavorano per il futuro così come per il presente, per il benessere degli altri così come per il proprio, per la sostenibilità oltre che per il proitto». (G. M.)
CAMPI SONORI
di Gaetano Menna
PREMIO CITTÀ DI LOANO AL CD “OTTO BAFFI” DI FILIPPO GAMBETTA
L’organetto che invita alla danza L’album “Otto bai” di Filippo Gambetta (un’accurata autoproduzione) ha vinto il Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiano, uno degli appuntamenti più importanti e prestigiosi per la cultura popolare; il premio viene assegnato annualmente da una giuria di oltre 60 giornalisti (tra cui il curatore di questa rubrica) alla migliore produzione discograica “folk” dell’anno precedente. L’artista genovese, virtuoso dell’organetto diatonico, ha ritirato il premio il 20 luglio nel corso della XII edizione del festival che ha animato la cittadina ligure. Il CD - con la divertente cover dei bai/bassi dell’accordion
– propone composizioni originali per l’organetto diatonico a otto bassi dedicate alle musiche tradizionali da danza. Ci ricorda come l’organetto sia spesso utilizzato per il ballo. Nell’album, trascinante, godibile, intenso, si passa con disinvoltura dalla polka giocoliere al valzer, dal rimbalzello alla tarantella. E ancora propone la bourréè, la mazurka, lo scottish. L’organetto fa viaggiare da Genova alla Scozia, al Brasile, facendo comprendere che, sia la world music, sia la danza
popolare, abbiano i conini del mondo. Ritmi e danze che hanno uno stretto legame con le culture popolari, le tradizioni, i territori. Radici che si saldano alla terra ma anche rami che si librano nel cielo a captare echi lontani. Gambetta equilibrista sopra i respiri del mondo, coadiuvato da eccezionali compagni d’avventura, sa cogliere l’essenza delle civiltà. Un premio meritato ad un disco che esce con coraggio ed originalità dai percorsi discograici tradizionali.
Suonare l’innafiatoio tra le mucche Una premiere pensata in omaggio a “AgriTeatro - L’Altro Monferrato 2016”, il festival di musica, circo, teatro, laboratori, incontri, gare ed escursioni tutto dedicato alla bicicletta. Agli inizi di luglio è arrivato a Rocca Grimalda (AL), dal Belgio, Max Vandervorst. Realizza spettacoli di cui sono protagonisti gli strumenti che lui stesso crea, a par-
tire dagli oggetti più disparati e quotidiani. Un innaiatoio può diventare uno strumento a iato; addirittura i
pezzi di bicicletta (il manubriolauto suona con la sella, il cerchio della ruota emette melodie pizzicato da un archetto). Gli spettatori di Rocca Grimalda hanno assistito incuriositi ad un’inedita fusione fra due suoi diversi allestimenti: “Symphonie d’Objets Abandonnés” e “Concerto pour deux vélos”.
DOPPIO CD DAL VIVO DI BAROCK PROJECT
Il rock incontra il barocco Barock Project, già nel nome la filosofia della band con un progetto che unisce la musica classica al prog ed al jazz. È una band di talentuosi musicisti trentenni che sta riscuotendo importanti successi anche all’estero, che ha suonato nei grandi festival internazionali progressive ed ha inciso pure per il mercato giapponese. Il quintetto emiliano (ora quartetto dopo l’uscita del vocalist Luca Pancaldi, una delle colonne della band) ha già inciso quattro album da studio; pubblica ora un live, un doppio CD che si intitola semplicemente “Vivo” (Artalia 2016). Il fondatore 66 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO - AGOSTO 2016
Justitia Uguali pesi tra prog e classica
del gruppo è il tastierista Luca Zabbini, pianista e compositore. Con lui Eric Ombelli alla batteria,Marco Mazzuoccolo alla chitarra, Francesco Caliendo al basso.“Vivo”, all’ascolto, si rivela davvero effervescente e potente e dimostra come questa band sia “viva” e si galvanizzi al contatto del pubblico. Con questo doppio live ha davvero sintetizzato un decennio di impegno all’insegna del miglior symphorock però lasciando già intravedere i percorsi futuri con l’inedito (registrato in studio) “My Silent Sea”.