BOWERMAN: CUCINA SENZA FRONTIERE • ECONOMIA CIRCOLARE • ERBALUCE, FILM ENOICO • LATTE DI CAMMELLA OLANDESE • ANGA UN ANNO DOPO • LA PROTESTA DEL RISO •L’ENAPA PER GLI IMMIGRATI • BUYER CANADESI A ROMA E MONTEFALCO
84 - 2 0 1 4 19
L’ E D I T O R I A L E
Il cammino della sostenibilità
«L
a presidenza italiana si impegnerà a promuovere uno sviluppo più sostenibile, innovativo ed ecocompatibile del settore agricolo, alimentare e della pesca nell'Unione europea, garantendo la coerenza con EXPO Milano 2015, dedicata al tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita»: questo è quanto recita il programma di presidenza italiana in Europa nel capitolo dedicato ad agricoltura, alimentare, ambiente e pesca. Ad agosto 2013, in occasione del meeting di Rimini, abbiamo presentato il progetto “EcoCloud – la rete delle idee sostenibili”. A distanza di un anno il riconoscimento dell'importanza di questo percorso trova conferma nel fatto che la sostenibilità è il fil rouge del programma di presidenza europeo per il nostro settore. Il nostro impegno su questo fronte continua, si amplia e si approfondisce. In questo ambito abbiamo stilato il Manifesto della sostenibilità, uno strumento di valorizzazione, scambio e perfezionamento continuo di buone pratiche aziendali altamente innovative, ma anche una preziosa indicazione dei criteri secondo i quali un'impresa si può considerare “sostenibile”. Su cosa sia realmente sostenibile oggi, infatti, spesso si generano degli equivoci, cavalcati poi per i più disparati interessi. Uno di questi, ad esempio, è che sostenibile sia sinonimo di “km 0” o di una produzione relegata ad una produttività dalle cifre irrisorie. Quando invece una reale sostenibilità si sposa perfettamente con produttività, ricerca, sviluppo ed internazionalizzazione. I requisiti perché un prodotto si possa considerare sostenibile sono dettati infatti dalla “sostenibilità” dei processi di produzione (dal consumo dell'acqua, all'emissione di CO2, solo per citarne alcuni). Una corretta informazione diventa quindi fondamentale. Servono interventi sistemici, complessivi e di cui produttori e consumatori possano conoscere e condividere le ragioni e la cultura che c'è a monte. Così come sono necessari incentivi alla ricerca perché le filiere siano realmente sostenibili, in ogni loro segmento. Questo è quanto stiamo realizzando con l'agronetwork e con specifici progetti strettamente connessi a quello “EcoCloud 2.0”, che riguardano particolari filiere (come quella della birra e quella del grano). Un messaggio corretto e trasparente deve arrivare, quindi, sia al nostro interno e nell'ambito dello scenario nazionale sia nei mercati esteri e all'EXPO, occasione straordinaria per promuovere il modello di agricoltura che vogliamo mostrare al mondo ed ai Paesi interessati al made in Italy. Le imprese EcoCloud testimoniano che sostenibilità e produttività possono crescere insieme, in un percorso innovativo e dinamico di cui il “Manifesto della sostenibilità” è solo il punto di partenza. Perché, mutuando le parole dell'ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, possiamo affermare che «la nostra sfida più grande in questo nuovo secolo è di adottare un'idea che sembra astratta: sviluppo sostenibile». Mario Guidi
LUGLIO-AGOSTO 2014| MONDO AGRICOLO | 3
SO MMA R I O L’EDITORIALE Il cammino della sostenibilità Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3
SCENARI SOSTENIBILITÀ Sociale: impegno verde Donato Rotundo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 ATTUALITÀ INTERNAZIONALIZZAZIONE Il vino italiano punta sul Canada Anna Gagliardi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34
Direttore responsabile GABRIELLA BECHI Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI
Con il territorio nel cuore Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38
Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II, 101 00186 Roma Tel. +39.06.6852329
ATTUALITÀ VIGNETO Meccanica tra i filari Claudio Pietraforte . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42
Nuvola 2.0 Luigi Tozzi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
mondo.agricolo@confagricoltura.it
Abbonamento annuo Testata associata all’USPI
Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n. 33755000 Intestato a: Sepe – Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950
Allevamento ad impatto zero Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
16
Matrimonio con la natura Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
Pubblicità
Via Monte Rosa, 19 20149 Milano Tel. +39.02.4694949 - 48018114 Fax +39.02.4693172 milano@opsai.com Responsabile Pubblicità e Marketing CLAUDIO PIETRAFORTE
Stampa TIPOLITOGRAFIA EUROINTERSTAMPA
Confagricoltura
Cucina senza frontiere Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
@Confagricoltura
4| MONDO AGRICOLO|LUGLIO-AGOSTO 2014
Nel regno del sapore bio Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24 L’ora d’ape Raffaele Cirone . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
Cieck, si gira Anna Gagliardi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44 Rubriche Mappamondo Latte cammella . . . . . 32 Organizzazione Piralide e Ogm . . . . 49 Anga Bilancio di un anno . . . . . . . . . . 52
Il laboratorio della responsabilità sociale Lucia Briamonte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28 Economia circolare Luigi Tozzi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30
Campi rosa Bandi . . . . . . . . . . . . . . . 54 Over60 Numeri . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56 Patronato Guida stranieri . . . . . . . . . 58 Agriturismo Marchio . . . . . . . . . . . . . 60
BTS
New Holland sceglie lubrificanti
T4
Modelli a 4 cilindri, da 85 a 115 CV. Classe peso: 3000 kg Pneumatici posteriori da 30” a 34“ Subito pronti a lavorare con voi.
T5
Modelli a 4 cilindri, da 95 a 115 CV. Classe peso: 4000 kg Pneumatici posteriori da 34” a 38“ L’emozione di possedere l’eccellenza.
T6
Modelli a 4 e 6 cilindri, da 120 a 175 CV. Classe peso: 5000 kg Pneumatici posteriori da 38“ Massima efficienza e completa versatilità.
Motori super efficienti, caricatore perfettamente integrato con comando a joystick, tettuccio vetrato, eccezionale manovrabilità. I trattori New Holland serie T4, T5 e T6 per allevamenti zootecnici sono la scelta più naturale per chi esige grande potenza, totale versatilità, eccezionale manovrabilità e vera facilità di impiego in campo, nelle movimentazioni, dentro le stalle e in ogni operazione zootecnica.
Per tutte le informazioni rivolgiti al tuo concessionario o al numero 00800 64 111 111
www.newholland.com
SCENARI SOSTENIBILITÀ
Sociale: impegno verde Confagricoltura sarà presente al Meeting dell’Amicizia dei Popoli - che si terrà a Rimini dal 24 al 31 agosto – con un proprio stand (Pad. A3 postazione 08) e con numerosi eventi
di Donato Rotundo
6| MONDO AGRICOLO|LUGLIO-AGOSTO 2014
I
l tema del 35° Meeting, “Verso le periferie del mondo e dell’esistenza. Il destino non ha lasciato solo l’uomo”, coglie le complessità del periodo storico che stiamo vivendo. La crisi economica che sta coinvolgendo diverse aree del pianeta fa emergere in modo sempre più evidente questioni di grande rilevanza che non riguardano solo gli aspetti prettamente economici, ma anche la stessa identità culturale dei Paesi occidentali più avanzati. Il futuro lavorativo incerto di milioni di giovani e meno giovani, la migrazione di interi popoli, sono solo esempi di questioni che ci ri-
guardano sempre più direttamente. Confagricoltura ha accolto con interesse il messaggio lanciato dal Meeting e, nell’ambito del progetto Ecocloud dedicato alle buone pratiche sostenibili sviluppate dalle imprese agricole associate, ha deciso di concentrare l’attenzione sul ruolo svolto dall’agricoltura nel sociale. Il seminario che si terrà il 27 agosto alle ore 15, in sala Tiglio (Pad. A6) avrà come oggetto difatti la “Sostenibilità sociale: per un’agricoltura responsabile, in grado di rispondere alle nuove esigenze dell’uomo e delle comunità”. Il ruolo multifunzionale dell’agricoltura sta facendo emergere nuove poten-
zialità, direttamente legate alla capacità di generare benefici per le fasce svantaggiate e vulnerabili della società, anche attraverso servizi innovativi, che spesso coprono la crisi dei sistemi tradizionali di assistenza sociale. La nuova programmazione 20142020 dedica ampi spazi a questi temi. A partire dal regolamento 1305/13 che tra i suoi obiettivi indica la realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e comunità rurali, compresi la creazione e il mantenimento di posti di lavoro. E nelle priorità la necessità di adoperarsi per l'inclusione sociale, la riduzione della povertà lo sviluppo economico nelle zone rurali. Come anche l’Accordo di partenariato che prevede diversi obiettivi legati ai temi sopra richiamati tra cui: promuovere l’occupazione; l’inclusione sociale e la lotta alla povertà; investire nelle competenze, nell’istruzione e nell’apprendimento permanente. Nell’ambito dell’inclusione sociale si pone l’accento proprio alle diverse forme di agricoltura sociale, con una strategia di intervento che dovrà coin-
responsabilità sociale di impresa nel settore agroalimentare; Marco Di Stefano, presidente Fattorie sociali, che entrerà nel merito dell’agricoltura sociale; quindi tre testimonianze di attività svolte dalle imprese agricole volgere in primo luogo quelle realtà (aziende agricole Borgoluce e Il Caaziendali produttive per il mercato, sale di Martignano) e dalla Federazioche operano in collaborazione con le ne apicoltori italiani nel sociale. Per istituzioni socio-sanitarie competenti chiudere con gli interventi degli onoper territorio. In secondo luogo, an- revoli Massimo Fiorio e Paolo Russo dranno coinvolte anche le strutture sul disegno di legge riguardante proterapeutiche riabilitative, socio-sanita- prio l’agricoltura sociale, in via di aprie e socio-assistenziali che utilizzano provazione dal Parlamento, e di Danil’attività agricola a fini di riabilitazio- lo Giovanni Festa del ministero del ne, terapia, cura e intervento sociale. Lavoro. L’intervento FEASR si concentrerà sul- Senza trascurare il ruolo primario delle aziende agricole, mentre gli altri l’agricoltura con la partecipazione di Fondi (in particolare il FESR) inter- Mario Guidi al convegno “La cultura verranno sulle seconde e/o sulle azio- alimentare italiana: una tradizione inni formative e di aggiornamento ne- novativa” che si terrà il 25 agosto cessarie agli operatori sui temi dell’a- 2014 11.15 - Sala Neri CONAI a cui gricoltura sociale e dell’inserimento parteciperanno Oscar Farinetti, fondalavorativo dei soggetti svantaggiati. tore della catena Eataly; Francesco Il seminario prevede l’intervento del Paolo Fulci, presidente di Ferrero Spa; presidente Guidi sul percorso intra- Maurizio Martina, ministro delle Politipreso da Confagricoltura sulla soste- che agricole, alimentari e forestali e nibilità; di Lucia Briamonte, ricerca- Bernhard Scholz, presidente della trice dell’INEA, che farà il punto sulla Compagnia delle Opere.
L’agricoltura può generare benefici per fasce sociali svantaggiate e vulnerabili
Costruire il Meeting
LUGLIO-AGOSTO 2014| MONDO AGRICOLO |7
SCENARI SOSTENIBILITÀ
Nuvola 2.0 La filosofia EcoCloud è di costruire uno schema aperto in cui inserire tutte le buone pratiche che raggiungono obiettivi economici, ambientali e sociali di Luigi Tozzi 8 | MONDO AGRICOLO |LUGLIO-AGOSTO 2014
U
n anno fa nasceva in Confagricoltura il progetto EcoCloud, la rete delle aziende agricole sostenibili. Alla base un dato di fatto incontrovertibile: la sostenibilità ambientale è divenuta negli anni un nuovo parametro di qualità delle produzioni agroalimentari. L’obiettivo, “censire” le aziende associate che già avevano intrapreso questa strada. All’appello hanno risposto in molti e ciò ha permesso a Confagricoltura di rac-
cogliere ben 170 esempi di buone pratiche ambientali (BPA). Un patrimonio di esperienze che si è deciso di condividere con tutte le imprese, i consumatori, i trasformatori, nel progetto EcoCloud. Le buone pratiche sono state catalogate secondo la loro valenza economica, ambientale e sociale e condivise in rete, in un area dedicata del portale di Confagricoltura. Ciò ha permesso di valorizzare e rendere pubblico un sistema virtuoso, dal punto di vista dell’innovazione,
della capacità di produrre reddito e di portare benefici ambientali per l’ecosistema, per l’uomo e il suo sociale, che fino a quel momento era rimasto confinato in ambito aziendale, trasformandolo in spunti di politiche ambientali e occasione di offerta di servizi avanzati per gli associati. In quest’ottica è iniziata la seconda fase del progetto: Ecocloud 2.0. Il mercato con cui si confrontano le nostre imprese è già saturato da numerosi schemi di qualità ambientale. Quasi ogni grande azienda, sia essa di trasformazione o di distribuzione,
della sostenibilità Ecocloud”, al quale liberamente le aziende possono aderire in un percorso virtuoso che negli anni le porterà ad essere aziende pienamente sostenibili. Il secondo passo sarà quello di redigere un ha il suo “marchio ambientale” o il “disciplinare delle buone pratiche suo schema da far applicare ai forni- Ecocloud”, certificabile solo se netori. Sarebbe stato inutile, dunque, cessario. La filosofia è quella di coproporre un nuovo marchio o una struire uno schema aperto nel quale nuova certificazione. Come valoriz- inserire le buone pratiche agricole zare allora la sostenibilità reale dalle EcoCloud, che raggiungono determinostre aziende? Il primo passo è sta- nati obiettivi ambientali (riduzione to quello di racchiudere le buone dell’uso dell’acqua, dei fitofarmaci, pratiche in principi a cui aderire. E’ biodiversità, sociale, innovazione, stato così redatto il “Manifesto
La sostenibilità è diventata, negli anni, un parametro fondamentale di qualità
LUGLIO-AGOSTO 2014| MONDO AGRICOLO |9
SCENARI SOSTENIBILITÀ
etc.) da proporre ai nostri acquirenti, cercando di trovare i punti d’equivalenza con i loro schemi, attraverso un’azione di benchmarking. In tal modo le imprese agricole Ecocloud potranno accedere ad un mercato pronto a riconoscere i loro impegni ambientali, senza dover attuare nuove pratiche ambientali, vedendosi riconosciute quelle già attuate. Un vantaggio per chi vende e per chi compra, ma anche un approccio che vede finalmente la filiera procedere in modo più armonico, valorizzando le esperienze e le virtuosità di ognuno, verso un fine comune: una filiera orientata in toto verso la sostenibilità, capace di trasformare ciò che potrebbe sembrare un obbligo in un vantag-
1 0 | MONDO AGRICOLO |LUGLIO-AGOSTO 2014
Adesione ad un percorso che porta ad essere pienamente virtuosi gio.Questa è la sostenibilità reale, diversa da quella creata dalla comunicazione, come il Km 0 che ha effetti molto limitati sull’ambiente, ma forte presa dal punto di vista dell’immagine. Un’agricoltura che quasi mai introduce miglioramenti strutturali ed innovativi nei processi produttivi e di gestione, tendendo semplicemente a mantenere lo status quo. Ammantare questo tipo di sostenibilità di un valore, da far pagare al consumatore, non ha alcun senso.
Meglio rafforzare e diffondere le buone pratiche agricole che tutte le aziende, indipendentemente dalla loro struttura e grandezza possono attuare, diffondendo una cultura della sostenibilità a 360°, ambientale, economica e sociale, che è l’unica che potrà in futuro consentire alla nostra agricoltura di portare avanti il suo scopo primario, che è quello di fornire alimenti di qualità, rispettando al tempo stesso l’ambiente e il territorio e garantendo occupazione e reddito. Le aziende che volessero aderire al progetto devono compilare la scheda presente nel sito di Confagricoltura, cliccando sul banner ecoCloud . In alternativa, possono scrivere a: aream biente@confagricoltura.it.
Il Manifesto EcoCloud È il decalogo di Confagricoltura sulla responsabilità ambientale, che racchiude i valori di riferimento delle imprese nel loro cammino per uno sviluppo sostenibile. Il Manifesto nasce dalla messa in rete di buone pratiche aziendali altamente innovative e diventerà nel tempo sinonimo di sostenibilità e garanzia di un’impresa che opera nel rispetto dell’ambiente e della comunità, con il fine di far riconoscere le imprese agricole Ecocloud come aziende sostenibili, da privilegiare per le forniture, senza bisogno di altre certificazioni o disciplinari.
LE AZIENDE CHE ADERISCONO AL MANIFESTO DELLA SOSTENIBILITÀ SI IMPEGNANO A RISPETTARE IL SEGUENTE DECALOGO 1 USO DELLE RISORSE NATURALI Ottimizzare l’uso delle risorse naturali, utilizzando in modo efficiente l’acqua, il suolo, l’aria e l’energia e gli altri input nei processi produttivi. 2 EFFICIENTAMENTO DELLA GESTIONE AGRONOMICA E ZOOTECNICA Rendere efficiente la gestione delle colture e degli allevamenti, garantendo miglioramenti rispetto agli standard minimi in termini di salvaguardia ambientale, sicurezza, salute e benessere animale, con particolare attenzione ai reflui aziendali e al riutilizzo degli scarti/resi di produzione, riducendo al minimo i rifiuti e garantendone il corretto smaltimento. 3 TUTELA DELL’ECOSISTEMA E DIFESA DELLA BIODIVERSITA’ Favorire la gestione ecocompatibile del sistema agricolo, la difesa e la valorizzazione delle biodiversità, per le produzioni agricole, vegetali e zootecniche, nonché per le produzioni agroalimentari trasformate. 4 SENSIBILIZZAZIONE E FORMAZIONE DEL CAPITALE UMANO Garantire un’informazione trasparente e il pieno coinvolgimento del personale, tesi alla consapevolezza e al perseguimento degli obiettivi aziendali. Favorire la predisposizione e l’attivazione di misure atte a garantire comportamenti e procedure coerenti con i principi del presente Manifesto.
6 SOSTENIBILITA’ DELLA CATENA DI FORNITURA Favorire comportamenti e relazioni responsabili tra i componenti della filiera, promuovendo una catena di fornitura che rispetti i valori di tipo etico, sociale, ambientale ed economico indicati nel Manifesto. 7 DIALOGO CON I CONSUMATORI Comunicare in modo trasparente, sensibilizzare il consumatore sul perseguimento degli obiettivi aziendali e incoraggiarlo ad acquisti responsabili anche in termini di sostenibilità. 8 COLLABORAZIONE CON LE ALTRE IMPRESE ADERENTI AL PROGETTO Confrontarsi con altre imprese associate e aderenti al Manifesto attraverso lo scambio delle proprie esperienze, per favorire la costruzione di reti per lo sviluppo o l’utilizzo di azioni a salvaguardia e tutela dell’ambiente, da applicare in azienda. 9 INTERAZIONE TRA AZIENDE E MONDO DELLA RICERCA Dialogare e collaborare con il mondo della ricerca e della sperimentazione per lo sviluppo, la diffusione e l’uso di azioni innovative a tutela dell’ecosistema da applicare nelle imprese agricole. 10 CONTROLLO DELL’APPLICAZIONE DEI PRINCIPI DEL MANIFESTO Verificare costantemente e puntualmente l’applicazione del Manifesto, per controllare l’efficienza e l’adeguatezza delle misure adottate.
5 VALORIZZAZIONE DELLE COMUNITA’ E DEI TERRITORI Recuperare, tutelare e rendere fruibile il patrimonio naturalistico, storico, artistico e culturale di una determinata area geografica, attraverso il coinvolgimento, il dialogo e la consultazione con le realtà locali.
Confagricoltura LUGLIO-AGOSTO 2014| MONDO AGRICOLO |11
SCENARI SOSTENIBILITÀ
Cucina senza frontiere Ai fornelli la chef stellata Cristina Bowerman privilegia il “made in”. Il suo ristorante azzera le emissioni di CO2, per i trasporti delle materie prime, piantando alberi di Gaetano Menna
Cristina Bowerman
12| MONDO AGRICOLO|LUGLIO-AGOSTO 2014
I
l “Manifesto delle buone pratiche EcoCloud” è stato presentato ai mass media in una prestigiosa serata-evento a Roma, a Palazzo della Valle. «Il Manifesto - ha spiegato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi - diventa sinonimo di sostenibilità e garanzia per imprese che operano nel rispetto dell'ambiente e della comunità, con il fine di farle riconoscere e quindi privilegiarle per le forniture». Aderendo al progetto EcoCloud, gli imprenditori agricoli possono accrescere legittimazione e consenso a livello sociale, allargando la loro strategia di business. «I nostri associati – ha proseguito Guidi - sono già impegnati in un percorso di rinnovamento, che permette di conciliare sostenibilità e redditività, grazie ad una gestione aziendale lungimirante e innovativa. È arrivato il momento di unire e dare voce a queste realtà meritevoli, con l’obiettivo di garantire sempre maggior respiro a temi fondamentali per il presente ed il futuro, non solo dell'economia ma anche del-
L’ ape “Romeo” simbolo dello street food gourmet
acqua ed energia) e che, prossimamente, verrà codificato da specifici disciplinari. Ora si punta ad ampliare la platea dei soggetti e delle filiere interessate. Tra gli obiettivi anche un accordo con Cereal Docks e l'espansione sui fronti dell'ortofrutta (pomodoro da industria), della zootecnia (avicoltura) e della viticoltura. A Palazzo della Valle la chef stellata Cristina Bowerman ha proposto, in tema con la serata, la sua “cucina sostenibile”; da tempo il suo ristorante (Glass Hostaria, uno dei più apprezzati della Capitale) ha imboccato una strada ecocompatibile prevedendo di azzerare le emissioni di CO2 per i trasporti delle materie prime necessarie alla cucina, che provengono anche dall’estero, provvedendo alla piantumazione di alberi. La chef ha sottolineato come la sua non sia una cucina a “km zero” ma a “km centomila” e tenga conto delle peculiarità dei prodotti che non necessariamente sono quelli del proprio territorio. «Se cucino il baccalà – ha detto Bowerman - è giusto che venga dalla Norvegia, così come mi aspetto che uno chef norvegese utilizzi il vero made in Italy e non l’italian sounding». l'ambiente». Non a caso, tra gli invitati, oltre a direttori di testate e giornalisti c’erano il direttore delle Relazioni Esterne ed Affari Internaziona-
EcoCloud: intese con Barilla e Peroni per filiere ecocompatibili
da sinistra: Sannella (Peroni), Guidi e Ronc hi (Barilla)
li di Birra Peroni Federico Sannella, senior manager Europa per Grano Duro e Semola di Barilla Cesare Ronchi. Peroni e Barilla sono due gruppi industriali con cui esiste un consolidato rapporto di fornitura da parte delle imprese iscritte a Confagricoltura. Ora con loro è stata sviluppata una nuova e importante partnership, creando un punto d'incontro tra i fornitori della materia prima e le loro buone pratiche, con la domanda e le esigenze dei trasformatori. Un lavoro che punta, naturalmente, a ridurre l'impatto ambientale delle coltivazioni (a partire dal consumo di LUGLIO-AGOSTO 2014| MONDO AGRICOLO |13
SCENARI SOSTENIBILITÀ
Una rete d’amore All’esame del Parlamento la legge sull’agricoltura sociale. L’impegno nelle campagne per dare lavoro, favorire l’integrazione ed assistere le persone svantaggiate ed a rischio di marginalizzazione di Gaetano Menna 14| MONDO AGRICOLO|LUGLIO-AGOSTO 2014
L
a Camera ha approvato il testo unificato delle varie proposte di legge di iniziativa parlamentare in materia di agricoltura sociale, che ora passa alla valutazione del Senato. Nel corso dell’esame parlamentare sono state accolte molte proposte di modifica chieste dalla Rete delle Fattorie Sociali (e da Confagricoltura). Appare soddisfatto il presidente della Rete Marco Di Stefano (che è dirigente di Confagricoltura) anche se, al momento in cui scriviamo, non ha potuto ancora visionare il testo finale che
passa al Senato. L'agricoltura sociale comprende una pluralità di esperienze non riconducibili ad un modello unitario ma accomunate dalla caratteristica di integrare nell'attività agricola quelle di carattere sociosanitario, di formazione e di inserimento lavorativo, diretti a fasce di popolazione svantaggiate o a rischio di marginalizzazione (persone con disturbi fisici e psichici, ex carcerati, ex tossicodipendenti che vanno aiutati nell’inserimento in società). Il ddl in approvazione punta proprio a incentivare la sinergia tra settore primario e mondo sociale.
«Il traguardo della legge è atteso dalle aziende che si occupano di agricoltura sociale – ci dice Di Stefano – Le attività sociali sono nate spontaneamente, per volontà dei singoli e per solidarietà. Poi con la Rete delle Fattorie Sociali abbiamo cercato di dare organicità ed una casa comune». Quella delle Fattorie Sociali è una vera e propria rete d’impresa che unisce agricoltori, ma anche soggetti esterni, che si mettono assieme per concretizzare progetti (in questo caso di solidarietà). «È mancata però una legge nazionale di riferimento. Certo diverse regioni (Toscana, Marche, Abruzzo, Campania, Liguria, Veneto) hanno disciplinato la materia, ma la cosa ha complicato la situazione più che chiarirla, perché il quadro normativo regionale che è emerso è disomogeneo in ordine ai requisiti soggettivi ed oggettivi necessari per svolgere l'attività di agricoltura, dimostrando ancor più l’esigenza di intervenire con una legge nazionale che ora finalmente sta per giungere al traguardo» «In campagna – osserva Marco Di Ste-
I prodotti della fattoria sociale “Fabioland” di Acquaviva di Nerola (Roma)
Di Stefano:« L’agricoltura non produce solo cibo, ma anche numerosi altri beni e servizi» fano – si sono sempre effettuate pratiche di solidarietà e mutuo aiuto che oggi possono inquadrarsi come ulteriore declinazione del concetto di
multifunzionalità, capace di fornire risposte ad ulteriori bisogni della società, soprattutto in ragione dei cambiamenti che interessano il sistema del welfare». È importante che anche le attività sociali abbiano una componente economica e di remunerazione, nell’ottica di progredire e crescere. Non c’è niente di male, anzi è indispensabile, coniugare solidarietà e business. In tale ottica il presidente della Rete delle Fattorie Sociali fa una considerazione di carattere più ampio. «Va riconosciuta all'agricoltura la capacità di produrre non solo cibo, ma anche numerosi altri beni e servizi caratterizzati non da un valore di mercato, ma da un'utilità sociale, fornendo risposte a crescenti domande dei cittadini: dalla tutela dell'ambiente e del paesaggio al presidio e alla salvaguardia del territorio e delle aree rurali, dall'uso sostenibile delle risorse naturali alla sicurezza alimentare». In questo contesto si inseriscono anche i servizi nel sociale che possono espletare gli agricoltori con un con tributo determinante. LUGLIO-AGOSTO 2014| MONDO AGRICOLO |15
SCENARI SOSTENIBILITÀ
Allevamento ad impatto Zero
I fratelli Cecere impegnati in un progetto sostenibile economicamente e socialmente. Latte bufalino bio per la mozzarella anti-camorra
di Elisabetta Tufarelli
16| MONDO AGRICOLO |LUGLIO-AGOSTO 2014
“L
a mission è quella di creare una forte integrazione della nostra impresa con il territorio, coinvolgendo la società civile nella valorizzazione dell’agricoltura e nella diffusione del concetto di qualità in termini produttivi, ambientali, sociali ed economici”. Esordisce così, con fierezza, Alessandra Cecere, alla guida, con il fratello Nicola, dell’azienda agricola Ponteré, in piena Terra di Lavoro,
a cavallo tra il comune di Cancello Arnone e Mondragone. L’impresa alleva, a regime, 300 bufale su 64 ettari certificati bio e produce 1.500 quintali di latte biologico per la produzione di Mozzarella di Bufala Campana Dop. L’impresa fornisce il latte bio al caseificio della cooperativa sociale ‘Le terre di Don Peppe DianaLibera Terra’ di Castel Volturno, che opera sui terreni sequestrati al clan dei Casalesi. “Abbiamo trasformato la nostra azienda agricola e zootecnica in un progetto sostenibile economica-
mente e socialmente responsabile – spiega Alessandra -. Il nostro obiettivo è fare un business sano nel rispetto dell’ambiente, del territorio e della qualità, puntando alla riduzione dei costi ed alla massimizzazione della qualità. Le bufale vivono allo stato semibrado, sulla nostra terra tutta adibita al pascolo, che è naturale, non seminato, né coltivato”. Gli animali rientrano nelle stalle solo in serata, per essere pronti, nelle prime ore del mattino, alla mungitura del latte, che viene consegnato, entro due
Una ricchezza la biodiversità dei pascoli, con bufale allo stato semibrado ore, al caseificio per la produzione di Mozzarella di Bufala Campana, secondo il disciplinare della Dop. “La nostra ricchezza è la biodiversità dei pascoli e le bufale scelgono da sole quali erbe mangiare, in un ambiente incontaminato. Qui – sottolinea l’imprenditrice – cresce spontaneo il
trifoglio, una leguminosa ricca di proteine che è l’alimentazione preferita dalle bufale in lattazione. Addirittura, quando le leguminose sono terminate, si ammassano tutte insieme e ‘chiedono’ agli operai di spostarsi in un campo nuovo. Gli animali sono liberi di manifestare i loro comportamenti: da qui deriva il vero benessere, che non deve essere solamente fisico, ma anche e soprattutto psicologico. Nei pascoli le bufale si creano da sole delle piscine naturali, mantenendone una rigorosamente pulita in LUGLIO-AGOSTO 2014| MONDO AGRICOLO |17
SCENARI ZOOTECNIA
cui bevono, mentre le altre le usano per bagnarsi, rotolarsi ed immergersi nel fango che, seccandosi al sole, le proteggono dalle malattie”. A Ponteré, da sempre, si effettua una sola mungitura quotidiana e i capi sono alimentati all’80% con quello che viene prodotto in azienda. Il diktat che ha guidato tutte le scelte è il benessere, quello degli animali e quello ‘totale’: della terra, dei consumatori e degli stessi imprenditori.“Alle nostre bufale non c’è bisogno di tagliare le unghie perché pascolando si usurano da sole. Siamo convinti – continua l’imprenditrice di Confagricoltura – che gli animali che vivono meglio producano latte di migliore qualità e l’alimentazione del pascolo fa sì che il sapore non sia mai uguale, più naturale, artigianale e nutriente. Di conseguenza, anche la Mozzarella di Bufala campana Dop avrà un sapore più artigianale”. A Ponteré i piccoli, appena nati, sono allattati dalle loro mamme con il colostro, poi passano a bufale ‘nutrici’ e vengono cresciuti in piena libertà, senza mai essere rinchiusi in gabbie. “Anche la riproduzione – precisa Alessandra - è naturale, perché abbiamo scelto di non effettuare inseminazioni
18| MONDO AGRICOLO |LUGLIO-AGOSTO 2014
Si punta al benessere degli animali, della terra e dei consumatori artificiali e la rimonta viene esclusivamente fatta all’interno dell’azienda”. L’obiettivo è quello di diventare un’azienda agricola ad impatto ambientale Zero, attraverso la piena integrazione dell’impresa nella natura. L’azienda
Nicola ed Alessandra Cecere
crea e mette in pratica, in ogni fase, una stretta sinergia tra società civile e società rurale. È in quest’ottica che Ponteré è diventata fattoria didattica. In azienda vengono accolti bambini, scolaresche, liceali, universitari e turisti per cui vengono creati percorsi in lingua. A tutti si spiega come l’agricoltore sia impegnato su più fronti. Il cibo non è solo produzione, qualità, salute, gusto, contenimento dei prezzi dei prodotti alimentari, benessere animale, ma anche attenzione al territorio, all’ambiente all’intera collettività; ma allo stesso tempo viene spiegato ai più giovani, ma non solo, che il ruolo del consumatore è fondamentale nella scelta del cibo e di conseguenza nello sviluppo della propria terra. È il consumatore che sceglie, facendo la spesa, di premiare chi opera nel rispetto delle regole.“Ponteré – conclude Alessandra Cecere - è il nostro progetto per il futuro e per quello dei nostri figli. Ci impegniamo a diffondere messaggi giusti attraverso il concetto del lavoro, dell’onestà e della giustizia sociale, intesi come contributo ad un territorio diffi cile come il nostro”.
The Good Growth Plan
Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura. Come unico Gruppo mondiale interamente dedicato all’agricoltura siamo consapevoli che in futuro una delle maggiori sfide per il nostro pianeta sarà soddisfare in modo sostenibile il fabbisogno alimentare di una popolazione in rapida crescita a fronte di risorse naturali sempre più scarse. Nei prossimi cinquant’anni il mondo dovrà produrre una quantità di cibo superiore a quella prodotta negli ultimi diecimila anni, mentre l’erosione dei suoli causata dai cambiamenti climatici e dall’urbanizzazione ridurrà progressivamente i terreni coltivabili. In Syngenta crediamo sia assolutamente necessario promuovere un cambiamento radicale nella produzione agricola, indirizzandola sui binari di una intensificazione colturale sostenibile, mettendo al centro della nostra azione l’imperativo categorico del “produrre di più con meno risorse”. Da qui nasce The Good Growth Plan - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura - un programma lanciato globalmente da Syngenta il 19 settembre 2013 che rappresenta il nostro impegno per la sicurezza alimentare e la sostenibilità del pianeta. The Good Growth Plan consiste in un piano di azioni concrete e misurabili con cui Syngenta vuole dimostrare che agricoltura e salvaguardia dell’ambiente possono coesistere e che l’aumento della produzione agricola può avvenire in modo sostenibile, senza spreco di risorse.
The Good Growth Plan contribuisce a cambiare il modo di fare agricoltura e fissa 6 impegni da raggiungere entro il 2020:
1
Aumentare la produttività media delle colture del 20% senza utilizzare più risorse naturali e mezzi tecnici per l’agricoltura
2
Migliorare la fertilità di 10 milioni di ettari di terreno agricolo a rischio degrado
3
Arricchire la biodiversità di 5 milioni di ettari di terreno agricolo
4
Aumentare la produttività agricola del 50% di 20 milioni di piccoli produttori, in particolare nei paesi in via di sviluppo
5
Formare 20 milioni di agricoltori sulla sicurezza sul lavoro, in particolare nei paesi in via di sviluppo
6
Garantire condizioni di lavoro eque in tutta la nostra rete di fornitori.
Un pianeta. Sei impegni. Scopri di più su www.goodgrowthplan.com
Anche noi, come Syngenta in Italia, siamo chiamati a dare il nostro contributo al sistema agricolo nazionale valorizzando la tipicità delle nostre produzioni e ponendoci al fianco di tutti gli operatori che ogni giorno lavorano per esportare nel mondo la qualità dei prodotti agroalimentari “Made in Italy”. Per far ciò, includeremo questi impegni concreti nelle nostre attività che, a partire dal 1° gennaio 2014, saranno ancor più connesse ed integrate grazie alla fusione societaria dei due rami d’Azienda Syngenta Crop Protection S.p.A. e Syngenta Seeds S.p.A. in un unico soggetto che assumerà la denominazione di Syngenta Italia S.p.A. La nascita di Syngenta Italia S.p.A. è molto di più di un semplice cambiamento legale e societario. Questo nuovo assetto racchiude in sé lo spirito d’innovazione che da sempre caratterizza la nostra Azienda come leader nel settore dell’Agribusiness e, grazie all’unicità nell’agire scaturito da questa nuova struttura, faciliterà il lavoro che siamo chiamati a svolgere per tradurre The Good Growth Plan in realtà.
t Sementi t Agrofarmaci t Insetti ausiliari t Servizi ad alto valore aggiunto t Programmi di Agricoltura Responsabile
TM
SCENARI SOSTENIBILITÀ
Matrimonio con la natura
L’azienda di Aurelio e Andrea Ferrazza sul lago di Martignano una fucina di idee e attività. Filosofia imprenditoriale: rispetto dell’habitat e impegno nel sociale
di Gabriella Bechi
20| MONDO AGRICOLO |LUGLIO-AGOSTO 2014
I
l sociale, a Casale di Martignano, non è qualcosa di immediatamente visibile (così come non è evidenziato nel sito), ma assolutamente percepibile nell’atmosfera che si respira e nelle parole di Aurelio Ferrazza che, insieme al fratello Andrea, conduce un’azienda che ha fatto della sostenibilità la sua ragione di essere e il suo punto di forza. A soli 30 minuti da Roma, sul lago di Martignano, in mezzo al Parco Naturale che porta lo stesso nome - istituito
nel 1999, una tra le più giovani aree protette dalla Regione Lazio, che si estende per 16.682 ettari, a cavallo tra le provincie di Roma e Viterbo - Casale di Martignano è molto di più di un’azienda agricola. “La multifunzionalità – racconta Aurelio – è stata il nostro principio ispiratore, quando dopo la morte di papà abbiamo cominciato a gestire l’azienda. Essere all’interno di un parco, sulle rive di un lago, consentiva di poter spaziare e ampliare la nostra attività primaria, prevalentemente zootecnica
e cerealicola. Ma decidemmo subito che tutto quello che avremmo fatto si sarebbe basato sul rispetto dell’ambiente e dell’uomo. La sostenibilità è stata la nostra scelta”. Centoquaranta ettari a breve distanza dalla riva nord-orientale del lago Martignano, un tempo chiamato "Alsietinus" da Alsium, città dell'Etruria fondata da Halesus, il luogo conserva ancora oggi un fascino solenne e armonioso, grazie all’integrità dell’ambiente naturale e alle forme di vita favorite dalla natura vulcanica del terreno. Su
Fattoria didattica, corsi banchetti ed eventi tutti in stile country queste bellissime sponde l’uomo si è insediato fin dal Paleolitico inferiore e fino all'età Villanoviana. Il Casale è circondato da boschi e campi di grano, vallate di foraggio e ampi terrazzamenti brecciati, dove gli animali pascolano allo stato brado. Seicento pecore si nutrono solo
di erba medica, curata senza trattamenti e solo con semenza naturale, e 200 maiali. Un ettaro e mezzo di orto, estivo e invernale, certificato biologico; un piccolo frutteto, con grandi alberi di fichi, pesche, albicocche, susine, pere. Il caseificio aziendale, un salumificio, un punto di vendita, un bel ristorante; un agriturismo con cinque camere, arredate in legno naturale e ferro forgiato da artigiani della zona, ognuna con giardino; una spiaggia attrezzata e una quantità infinita di attività di ogni genere. “I prodotti che serviamo nel nostro ristorante La Locanda (fino a 180 coperti), aperto tutte le sere in estate e durante il week end tutto l’anno, provengono in massima parte dalla nostra azienda – spiega Aurelio - . Ci siamo avvalsi della consulenza di un noto esperto del mondo della ristorazione, Dario Laurenzi, per formare il nostro chef e creare menù su misura delle nostra produzioni: carni, salumi, formaggi e ortaggi, che naturalmente non consumiamo solo noi, anche se siamo il maggiore cliente”. Primo sale, cacioricotta di pecora, taleggio di pecora, formaggio speziato, ricotta fresca e al forno, stracchino di pecora, crema di Majio e il Caciofiore di Columella, che è presidio di Slow Food , tutti a “latte crudo” (il latte viene lavorato ad una temperatura che non supera i 40°), procedimento che permette al prodotto di mantenere tutte le sue proprietà, facendo assumere al formaggio sapori dalle sfumature sempre diverse a seconda dell’erba di cui si sono nutrite le pecore, che vengono venduti anche direttamente a privati o a gruppi di acquisto. Oltre ai formaggi, abbacchio romano Igp, arrosticini di pecora, salsicce, costine e braciole e coppa di maiale e lattonzolo. E salumi: corallina, cacciatorino, salamella piccante e salamella di fegato. La Locanda è ricavata all'interno della vecchia stalla. Al centro un grande camino ed intorno i tavoli in cotto fatti a mano.All’esterno un patio pergolato consente nella stagione calda pranzi con vista sul lago. La spiaggia privata è attrezzata per offrire diverse possibiLUGLIO-AGOSTO 2014| MONDO AGRICOLO |21
SCENARI ZOOTECNIA
lità di svago. Un grande prato, gli ombrai in legno ed incannucciate, i salici e i pioppi accolgono gli ospiti in un’atmosfera rilassante e in armonia con la natura, dove lettini e sdraio si confondono con essa. Un chiosco sulla spiaggia è a disposizione per la consumazione di panini, bevande e gelati e, nelle sere di sabato e domenica estivi, per degustare i prodotti del Casale di Martignano accompagnati da un buon bicchiere di vino. E da poco il venerdì e la domenica sera è in funzione anche l’Agripub, un tipico pub con prodotti rigorosamente naturali e dell’azienda. E poi corsi di vela, individuali e di gruppo, realizzati in collaborazione Asd Vela e una zona attrezzata per i nostri amici a quattro zampe, dove possono divertirsi senza disturbare né essere disturbati, dove è sempre presente un responsabile addestratore e dove vengono effettuati anche corsi specializzati in collaborazione con l’Associazione Cinofila Lago Incantato. E poi banchetti, matrimoni, eventi aziendali, tutti in perfetto stile agreste, fattorie didattiche e corsi ludicoformativi. Ma dietro a questa intensa, moderna e lungimirante attività, l’a-
22| MONDO AGRICOLO |LUGLIO-AGOSTO 2014
Ferrazza, che vivono anche un’esperienza personale in famiglia, e che a questo obiettivo lavorano da molti anni. Casale di Martignano fa parte della Rete delle Fattorie Sociali e ed è enzienda, che ha il suo punto di forza trata nel progetto sociale del Comunella clientela romana (ma non solo, ne di Roma per l’inserimento di miil Casale è anche l’ultima tappa della nori che non hanno terminato la manifestazione Orvieto-Roma dei scuola dell’obbligo e si sta preparancamminatori olandesi) c’è quella so- do per accogliere ragazzi disabili. ciale, che batte nel cuore dei fratelli “L’agricoltura, e soprattutto un’azienda come la mia, multifunzionale - dice Aurelio - è perfetta per accogliere questi ragazzi, che possono scegliere quale attività è a loro più congeniale, sia dal punto fisico, sia psichico. Abbiamo avuto risultati strepitosi da tutti i punti di vista, anche aziendali, perché l’inserimento di queste persone ha avuto effetti positivi e incentivanti anche sul nostro personale. Anche se non la pubblicizziamo, perché non vogliamo farne una bandiera, questa è la parte più importante del nostro lavoro. E’ la filosofia della nostra famiglia e su questo vogliamo continuare Aurelio Ferrazza ad investire e a costruire”.
Il venerdì e la domenica sera in funzione anche l’Agripub con prodotti naturali
SCENARI B IO D IV E R S IT À
Nel regno del sapore bio Roberto Giadone racconta una storia di impresa familiare meridionale che è cresciuta ed ha puntato sull’export. Costituita “Natura Iblea” che è una società che ora ha un fatturato di 5 milioni di euro
di Elisabetta Tufarelli
24| MONDO AGRICOLO |LUGLIO-AGOSTO 2014
A
ndare nella parte sudorientale della Sicilia, gustare la piena natura Iblea, è scegliere di fare un viaggio all’interno del regno del sapore. Ad Ispica (Ragusa) un’impresa familiare di Confagricoltura è nata, cresciuta e si evolve. Sicuramente non rimane mai ferma; produce e commercializza primaticci biologici: pomodori, carote, zucchine, peperoni e finocchi.“Era l’anno 2000 quando, insieme a due imprenditori di settori diversi, ma con radici agricole comuni, abbiamo deciso di creare qualcosa di buono e di diverso ed è nata l’azienda bio Natura Iblea”. Lo spiega con semplicità Roberto Giadone, presidente e direttore commerciale dell’impresa, che aggiunge:“Da zero fatturato siamo arrivati ai cinque milioni di euro, una crescita lenta, ma costante perché non vogliamo fare nessun exploit”. Con gli anni questa attività si è sviluppata e specializzata fino a diventare una delle aziende con i più grossi volumi produttivi biologici del Sud Italia, che commercializza, attraverso la Gdo, in tutta Europa, ma non solo: “I nostri mercati di riferimento – rimarca - sono la Coop Svizzera, quella danese e norvegese e l’Edeka tedesca; ma lavoriamo costantemente con tutti i distributori specializzati nel biologico. Quest’anno siamo entrati in Russia, un mercato difficile,
che ci impegna molto, ma il nostro vanto è di essere presenti, con le carote e i pomodori perfino nei supermercati di Groenlandia e Islanda”. L’azienda siciliana punta molto sulla della carota novella biologica di Sicilia. “Per il pomodoro – mette in evidenza Roberto Giadone – da quando la Ue ha sottoscritto l’accordo con il Marocco è diventato più difficile competere. Il loro prodotto bio arriva a 22 centesimi, contro il nostro costo di produzione di 57 centesimi, che arriva oltre l’euro per il ciliegino”. I tratti peculiari dell’impresa familiare siciliana si sono perfettamente fusi con le caratteristiche di un’organizzazione moderna ed efficiente. Oggi Natura Iblea è un’azienda con elevati livelli di pro-
Lo slogan aziendale è: “Il bio fa bene alla natura, fa bene a te” fessionalità, che fornisce un prodotto bio di altissima qualità. Produce su 120 ettari tra serre e pieno campo, occupa 105 dipendenti e si avvale di una fitta rete di professionisti e collaboratori. Il fatturato dell’azienda arriva per il 75% dall’estero e solo per il rimanente dall’Italia “Come produttori biologici siamo impegnati – conclude l’imprenditore - per fornire ai nostri clienti un prodotto sicuro e fidato. Il nostro slogan è: ‘L’agricoltura biologica fa bene alla natura, fa bene a te’.Ab-
Roberto Giadone
biamo allargato questo concetto all’uso responsabile delle risorse energetiche e naturali, rendendo l'azienda completamente autonoma per l'enegia elettrica ed eliminando l’uso di energie non rinnovabili, che danneggiano sistematicamente il nostro ambiente”. A Natura Iblea funziona, da due anni, un impianto fotovoltaico da 200 Kwh installato sul tetto dello stabilimento di lavorazione e stoccaggio, integrato ed armonizzato con il paesaggio circostante. L’acqua di irrigazione proviene da pozzi interni all’azienda, azionati da energia pulita ed i concimi provengono da un nuovo sistema interno di compostaggio.A breve verrà installato anche un impianto di biogas. LUGLIO-AGOSTO 2014| MONDO AGRICOLO |25
SCENARI SOSTENIBILITÀ
L’ora d’ape Lezione n. 1: non aver paura dell’ape Foto: FAI/Stefano Dal Colle
La Fai da 15 anni insegna le tecniche dell’allevamento apistico ai detenuti. Un percorso formativo che, dal carcere, porta al reintegro sociale
cere porta verso il reintegro sociale. Quindici anni, ormai, di un’esperienza che nasce sull’Isola di Pianosa, nell’Arcipelago toscano degli anni in cui questa landa desolata ospitava un istituto penitenziario di massima sicurezza e una colonia agricola penale.Tra gli altri animali allevati anche alcuni alveari e detenuti che non disdegnavano di dedicarvisi per il piacere di ottenere un impareggiabile miele dal sapore vagadi Raffaele Cirone mente salmastro. presidente di Fai Nacque così, via via, l’idea che una colFederazione Apicoltori Italiani laborazione coordinata - tra la FAI-Federazione Apicoltori Italiani, il ministero allora detto di “Grazia e Giustizia” e il ministero dell’Agricoltura - potesse dar vita ad un’azione per la diffusione delle api e la produzione del miele su cco un’altra di quelle pic- tutto il territorio nazionale, ma dentro cole ma preziose perle di e non fuori le mura! cui è incastonata l’Italia: Idea che trovò un suo sviluppo prosono in pochi a saperlo, gettuale, con l’accesso a risorse comuma sono in tanti ad aver nitarie e nazionali per sostenere un’atrovato nell’ape e nell’ap- zione che oggi, da quel carcere isolato prendimento delle tecniche per il suo dell’epoca, si è ampliata in ben 39 Istiallevamento un percorso che dal car- tuti penitenziari ed altrettanti “teni-
E
26| MONDO AGRICOLO|LUGLIO-AGOSTO 2014
menti agricoli” che il ministero della Giustizia amministra su tutto il territorio nazionale. Sono circa 500 l’anno, ecco il dato che forse non fa rumore ma certo sorprende, i detenuti che chiedono di essere impegnati in un percorso formativo molto specialistico e lungo il quale si va dalla teoria alla pratica dell’allevamento delle api, sino ad ottenere un attestato di formazione che diventerà, a fine pena, il biglietto da visita per una nuova vita, per un posto migliore in cui collocarsi, sia in Italia, sia all’estero, visto che molta della popolazione reclusa negli Istituti di pena del nostro Paese è di origine extra-comunitaria. Un modo, certo singolare ma efficace, per riscattarsi socialmente, per offrire ai reclusi di una struttura di detenzione e pena l’opportunità di imparare una professione utile, appassionante e redditizia, che possa consentir loro di reinserirsi con soddisfazione e con un bagaglio professionale nella vita sociale. La nostra esperienza dimostra l’uti-
lità di questo percorso formativo, l’interesse che tale argomento suscita negli educatori, nel personale penitenziario, in quello amministrativo e tra i direttori e, infine,tra i detenuti e i loro familiari; tutti trovano sorprendente il beneficio offerto dall’ape: la gara della buona volontà allora va oltre la lezione sulla biologia dell’insetto. Si giunge ad installare alveari all’interno della cinta muraria, si allestiscono laboratori di estrazione e confezionamento del miele e degli altri prodotti dell’alveare, si organizzano mercatini di vendita di queste produzioni, si realizzano arnie in sinergia con i laboratori di falegnameria, si diventa operosi insomma e “l’ora d’ape” diventa un motivo di rinnovato entusiasmo, anche se il tuo tempo trascorre lento dietro uno spazio confinato le cui porte, però, questo
si adoperano per portare un loro contributo attivo nella società, e prima ancora come membri attivi di un’Organizzazione nazionale degli Apicoltori - raggiunta buona parte degli obiettivi previsti dal Progetto nazionale che coinvolge FAI, ministero Giustizia e ministero per le Politiche agricole: preservare la biodiversità, diffondere le api sul nostro territorio nazionale, migliorare le condizioni di produzione anche dentro le colonie agricole penali e avviare In 39 istituti di pena azioni di commercializzazione del mieoltre 500 detenuti le e degli altri prodotti delle api. Certi di aver così contribuito anche al miglioraai corsi della Fai mento della qualità della vita carceraria grazie ad un percorso formativo che è certo, si apriranno un giorno per far- apre nuove possibili attività per chi un ti tornare ad essere una persona libera, giorno, prendendo esempio dall’ape, probabilmente un apicoltore. tornerà a godere della propria piena li Riteniamo dunque - come cittadini che bertà. L’apiario all’interno dell’Istituto penitenziario Foto: FAI/Francesco Artese
SCENARI S O S T E N I BI L I T À
Il laboratorio della responsabilità sociale
L’attività d’impresa va valutata secondo la logica del triplice approccio: economico, ambientale e socio-istituzionale. Il ruolo dell’Inea, di interazione con le aziende
no le imprese ad integrare le problematiche relative a società,ambiente,etica, diritti umani e consumatori nel loro operare, con l’obiettivo di massimizzare la creazione di valore condiviso. Questo significa che l’attività d’impresa va valutata secondo la logica del triplice approccio: economico, ambientale e socio-istituzionale.Tale logica è alla base di un importante cambiamento nella cultura dell’impresa che si afferma sempre più come attore sociale e non solo come attore economico. In tale ottica, il mondo rurale e il sistema di Lucia Briamonte, Inea agroalimentare, manifestando una vocazione naturale e un elevato grado di sensibilità per le tematiche legate alla sicurezza alia Comunicazione della mentare, alla tutela dell’amCommissione 681/2011, biente e del territorio, alla dopo aver ricordato la sua qualità delle produzioni e allo sviluppo finalità di contribuire allo rurale, si presentano come un vivaio di sviluppo sostenibile e a opportunità e prospettive in cui operaun’economia sociale di re per uno sviluppo sostenibile dei termercato altamente competitiva soste- ritori. Le imprese agricole, infatti, oltre nendo la strategia europea 2020, defi- a soddisfare i bisogni primari dell’indinisce la RSI come la “responsabilità del- viduo, svolgono numerose funzioni: le imprese per il loro impatto sulla so- economico-produttiva, salvaguardia cietà” ampliandone il significato, l’ap- dell’ambiente, valorizzazione degli spaproccio e le strategie. Quindi si invita- zi rurali, valorizzazione delle tradizioni
L
28| MONDO AGRICOLO|LUGLIO-AGOSTO 2014
locali, mantenimento dei livelli di occupazione, presidio del territorio, rivestendo un ruolo centrale nella società. In tal senso,portano con se un bagaglio intrinseco di valori nei quali si riconoscono e che orientano le loro scelte, avviando azioni e pratiche di RSI in maniera naturale ma inconsapevole, limitandone così la giusta comunicazione ed i benefici derivanti. La sfida è guardare con occhi diversi quello che già esiste e valorizzare ciò che di buono già si fa e quello che il territorio già offre in termini di materie prime, bellezza naturalistica, imprese locali; una progressiva contaminazione tra saperi di impresa, mondo della ricerca, istituzioni e mondo operativo, può consentire di andare oltre le regole della conoscenza ordinaria e costruire un modo di pensare che trasformi i modelli esistenti in modelli responsabili e sostenibili. L’Inea (Istituto nazionale di economia agraria), spinta da questa convinzione, dal 2005, su richiesta del ministero per le Politiche agricole, porta avanti molti progetti di studio, di approfondimento, a carattere formativo e
O
Progressiva contaminazione tra saperi, ricerca, istituzioni ed aziende informativo, che hanno come oggetto la responsabilità sociale nel sistema agroalimentare, partecipando e organizzando numerosi seminari, convegni e attività scientifiche sul tema e instaurando proficui rapporti di collaborazione e coinvolgimento attivo con partner istituzionali regionali, nazionali, comunitari e internazionali afferenti al mondo accademico, associativo e imprenditoriale. Inoltre, per le competenze acquisite su queste tematiche è stata chiamata a partecipare a numerosi tavoli tecnici e istituzionali sul tema. L’attività svolta sulla RSI nel sistema agroalimentare ha portato all'individuazione e allo sviluppo di un insieme articolato di strumenti e strategie a favore delle istituzioni, degli operatori di settore e delle imprese: le linee guida per il sistema agroalimentare, i casi studio aziendali sulle esperienze di alcune imprese che hanno avviato un percorso di responsabilità sociale, alcuni approfondimenti tematici e un sito internet dedicato (www.inea.it /agres). Lavorando sempre più a contatto con le aziende, per creare e diffondere buone pratiche e sviluppare la consapevolezza di dover fare, interagendo con il territorio in un rapporto di stretta interdipendenza, l’Istituto sta portando avanti un filone di attività sulla responsabilità sociale d'impresa finalizzata all'approfondimento, alla promozione e all'applicazione della stessa nelle aziende italiane del sistema agroalimentare ed ha recentemente avviato il primo laboratorio di RSI nell’agroalimentare. TA SK FORCE Agres è la task force dell’Inea che si occupa di responsabilità sociale nel sistema agroalimentare, con gli obiettivi di monitorarne le principali tendenze evolutive e promuoverne la conoscenza; incoraggiare l’adozione di percorsi sostenibili a livello di impresa e di filiera.
S
S
E
R
V
A
T
O
R
I
O
RISPOSTA AI REQUISITI DI SOSTENIBILITÀ
La filiera di qualità del pomodoro da industria
N
el 2014, Syngenta ha lanciato il progetto di filiera per la produzione di pomodoro da industria con l’obiettivo di incrementare le rese quali-quantitative a fronte di un minore e più efficace utilizzo di risorse come suolo, acqua, agrofarmaci e nutrienti. Fornisce ai produttori, che aderiscono all’accordo, genetica, agrofarmaci innovativi abbinati ad un protocollo di protezione della coltura e di crop enhancement, oltre ad una serie di servizi ad alto valore aggiunto con l’obiettivo di creare una “filiera di qualità” del pomodoro da industria, insieme ad agricoltori e trasformatori in grado di qualificare la produzione nazionale. L’alto livello di qualità del prodotto all’inizio del processo di trasformazione è fondamentale; la qualità si crea in campo e la si mantiene lungo tutta la filiera, fino al consumatore finale. Questa è la visione condivisa che unisce i diversi partner nell’implementazione del progetto. Oltre alla qualità, il mercato richiede sempre di più il rispetto di requisiti di sostenibilità. Il protocollo di coltivazione del pomodoro da industria rientra in “The Good Growth Plan - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura”, il piano di Syngenta costituito da sei impegni da raggiungere entro il 2020, con il proposito di guidare il cambiamento della produttività agricola in modo sostenibile. L'obiettivo è l'incremento del 15% della quantità idonea alla trasformazione e, contemporaneamente, la riduzione del 20% dell'utilizzo di
agrofarmaci e del 15% di acqua. Per raggiungere questi ambiziosi obiettivi, Syngenta offre, nel suo protocollo, assistenza tecnica in campo durante tutte le fasi della produzione e formazione mediante i corsi certificati sull’uso sostenibile degli agrofarmaci. Non meno importante, il coinvolgimento nel progetto di due importanti partner che offrono tecnologie in grado di completare e rendere più efficace il protocollo di Syngenta: Netafim, società israeliana specializzata in soluzioni innovative per l’irrigazione e l’utilizzo ottimale dell’ acqua e Novamont, leader nella produzione di bioplastiche, per l’utilizzo di teli pacciamanti biodegradabili e compostabili per il controllo delle infestanti e la regimazione idrica. Poiché il mercato, la Grande Distribuzione Organizzata e, in generale, il consumatore moderno sono sempre più attenti alle tematiche ambientali e della biodiversità, Syngenta fornisce ai produttori della filiera anche il programma per la biodiversità Operation Pollinator®; è un progetto multifunzionale di gestione del territorio che dimostra come l’agricoltura intensiva e produttiva possa convivere con l’ambiente ricco e vivo, seminando le aree aziendali poco produttive o marginali, quali i bordi dei campi, con essenze ricche in nettare e polline che incrementino la popolazione degli insetti impollinatori. Biodiversità, Water Footprint e Carbon Footprint del protocollo, sono misurate da società di certificazione.
SCENARI SOSTENIBILITÀ
Economia circolare
Bisogna produrre considerando gli scarti non dei rifiuti ma dei sottoprodotti. La Commissione Ue affronta il problema dello spreco del cibo di Luigi Tozzi
N “
on abituiamoci al superfluo e allo spreco di cibo”, ha detto Papa Francesco. Partiamo da questa autorevole citazione per affrontare un tema ambientale di grande rilevanza: la produzione superflua e il conseguente spreco, che hanno anche una valenza sociale a cui tutto il sistema produttivo agroalimentare deve dare una risposta.
3 0 | MONDO AGRICOLO|LUGLIO-AGOSTO 2014
In generale l’agricoltura moderna ha una grande responsabilità nei confronti dell’uomo di oggi e di quello di domani: produrre in modo sostenibile ed economicamente vantaggioso alimen-
Il problema non è produrre meno ma distribuire meglio ti per tutti, conservando il più possibile le risorse impiegate. L’aumento costante della popolazione mondiale, la necessità che tutti giungano agli alti standard nutrizionali di qualità di proteine nobili e di acqua dei paesi ricchi, la riduzione delle terre coltivabili, la gestione di eventi atmosferici sfavorevoli sono fattori che appartengono alla storia dell’umanità. Ma oggi siamo di fronte ad una nuova sfida. Una parte della popolazione mondiale utilizza e spreca più cibo di quanto sia necessario, con ricadute sulla salute e sul sistema ambientale che non sono più tollerabili. E’ necessario
quindi passare ad un economia sociale, ovvero ad un’economia che si fonda su principi etici, dove ogni azienda ha la sua responsabilità, affinché il genere umano utilizzi il pianeta per un benessere diffuso. Tutto ruota intorno a due concetti: la “responsabilità sociale delle imprese” e l’ “economia circolare”. La prima impegna l’azienda ad avere un’etica su cui basare le sue scelte. La seconda indica una via produttiva che sappia riutilizzare lo scarto di una produzione. Questa responsabilità e questa circolarità non possono essere solo a carico di un anello della filiera, per non vanificare il beneficio ambientale e non addossare ad un unico soggetto tutti i costi che il cambiamento produttivo impone. La responsabilità deve essere condivisa. Come spesso accade, l’Europa ci sta invitando a cambiare rotta. La Commissione europea sta per pubblicare una Comunicazione sul “cibo sostenibile”, di cui conosciamo i passi fondamentali. Si considera spreco tutto ciò che è finalizzato al consumo umano, comprese le parti non edibili dei prodotti che non vengono riutilizzate per altri fini, da quelli mangimistici, a quelli energetici. Sembrerebbe un buon modo per “calcolare” l’efficienza dell’economia circolare, ma il problema è che l’agricoltura non può produrre senza parti edibili (mucche senza ossa o interiora, frumento senza stelo o glume), e in questo modo le rimarrebbe a carico uno spreco mai sanabile. Ci pare una visione troppo semplicistica, diciamo di “ragioneria contabile”. La soluzione non è produrre meno, ma distribuire meglio, non solo in termini quantitativi, ma anche nutrizionali. Perché, come ci ricorda il Santo Padre, non si produca il superfluo e non si butti via nulla del lavoro del l’uomo e della sua Terra.
EIMA INTERNATIONAL 2014 ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI MACCHINE PER L’AGRICOLTURA E IL GIARDINAGGIO
www.eima.it
Bologna 12-16 novembre 2014
FederUnacoma Surl - Italia - 00159 Roma - Via Venafro, 5 Tel. (+39) 06.432.981 - Fax (+39) 06.4076.370 federunacoma@federunacoma.it - www.federunacoma.it Organizzata dalla FederUnacoma surl con la collaborazione di BolognaFiere Spa
MAPPAMONDO di Jordan Nash
Piace il latte di cammella olandese L’ idea di Frank Smits ha avuto successo. Dai primi tre animali alla sessantina attuali. Ed il latte lo esporta anche in Medio Oriente
D
ov’è l’allevamento di cammelli più grande d’ Europa? In Olanda, nella regione di Brabante. È lì che lo spirito imprenditoriale e la tenacia hanno fatto miracoli. L’agricoltore Frank Smits ha letto in un
32| MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2014
rapporto della FAO che il latte di cammello contiene più ferro e tre volte più vitamina C rispetto al latte vaccino. Inoltre, è indicato per i diabetici. Detto fatto. Se le leggi dell’Ue vietano l'importazione di cammelli extracomunitari, ci sono le Isole Canarie che sono parte dell'Europa. L’inizio dell’attività è con
un maschio e due femmine. Le difficoltà sono molte, soprattutto per vendere i primi litri di ‘oro bianco’. Il latte di cammella non è tra i prodotti autorizzati? L’imprenditore insiste fino ad ottenere che il
n
DORATI VIGNETI DI BORGOGNA
I prezzi dei vigneti in Borgogna continuano a salire da ben 17 anni e questa corsa non dà cenno di arrestarsi. Questa regione francese produce 200 milioni di bottiglie l’anno (1,5 milioni di ettolitri) e rappresenta lo 0,3% della produzione mondiale di vino. Una bottiglia su due di Borgogna è esportata. Nel 2013 il costo medio delle terre nei grand cru - secondo un rapporto pubblicato dal Ministero dell’Agricoltura francese - è cresciuto del 5,3% arrivando, per la Borgogna, alla ragguardevole cifra di 4 milioni di euro per un ettaro. Nel 2012 ci volevano ‘solo’ 3,8 milioni di euro, mentre nel 1996 bastavano 1,2 milioni di euro per ettaro. La Borgogna ha una grande reputazione ed è tra i vini più ambiti e più costosi al mondo: 38 tra i primi 50 vini provengono da qui. Ma non solo. Le transazioni sui vigneti interessano solo il 2% delle superfici vendute sul mercato, ma rappresentano il 33% del valore. Meno della metà i prezzi della regione di Pauillac, a Bordeaux, e nella Côte des Blancs, Champagne. Ancora più a buon mercato la Côte d’Or (1,2 milioni di euro per un ettaro di Chardonnay e intorno al mezzo milione per uno di Pinot Noir). Ma non sarebbe un affare solo francese; Knight Frank, l’azienda che stila rapporti sul mondo del lusso nel “Global Vineyard Index”, fissava nel 6% la crescita dei prezzi, a livello mondiale, delle tenute vitivinicole, rispetto all’anno precedente.
kameel-melk venga inserito nella lista. Da allora in poi è tutto marketing sulle qualità ‘miracolose’ del latte. Ora ne produce oltre 300 mila litri, che vende a più di 6 euro al litro. Guadagna abbastanza
per andare ogni anno negli Emirati e in Somalia per rendersi conto di cosa fa la concorrenza ed ha anche annunciato che gli ordini dal Medio Oriente sono aumentati. Altro che vendere ghiaccio agli esquimesi!
Le bistecche europee servite negli Stati Uniti Terminato l’embargo alla carne che persisteva dal 1998 per la Bse. Import senza diritti doganali per 64 mila tonnellate
I
l ritorno della carne europea negli Usa. Nei piatti degli americani arriveranno, per primi, il manzo Hereford irlandese e il bue Irish Angus. Lo aveva annunciato il segretario americano all'Agricoltura, Tom Vilsack, nella conferenza stampa in occasione del suo viaggio a Bruxelles, sottolineando che le autorizzazioni sanitarie Usa erano in corso. Già nello scorso dicembre, infatti, le autorità degli Stati Uniti avevano posto fine all’embargo sulla carne europea che fu istituito, nel 1998, per l’epidemia della mucca pazza. Le importazioni senza diritti doganali non potranno eccedere le 64.805 tonnellate (una quota
valida per l'intera Unione europea). Vilsak a proposito dei negoziati sul trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d’America (Transatlantic Trade and Investment Partnership TTIP) si è definito fiducioso, anche se ha precisato che non saranno facili da concludere. La lobby agricola, al Congresso Usa, è molto potente e se gli eletti (e gli elettori) saranno insoddisfatti sul progetto agricolo, sarà difficile che sia approvato il trattato transatlantico. La differenza tra i due blocchi è comunque ampia e la strada da percorrere è ancora lunga. Molte le questioni spinose che riguardano l’armonizza-
zione normativa per l’agricoltura e la sicurezza alimentare, ma anche servizi pubblici, salute,
n
standard sociali, finanza, proprietà intellettuale. Non sarà facile trovare la quadra di ‘coerenza normativa’, in tutti i settori dell’economia di mercato. L’American Farm Bureau Federation’s (AFBF) è una lobby particolarmente forte e il sistema americano si basa sulla protezione dei marchi. L'obiettivo è proteggere il valore di un prodotto, non di un mercato. I consumatori devono avere la libertà di scegliere tra la varietà di prodotti.
IN SPAGNA TURISMO TRA LE PECORE
La transumanza, in Spagna, diventa un prodotto turistico. Previsto infatti un pacchetto per vacanzieri che propone di accompagnare un migliaio di capi ovini, da Trujillo (Caceres) fino alla regione di Soria. Il pastore è uno degli antichi mestieri a rischio di scomparsa: i giovani non vogliono impegnarsi in questo lavoro e i vecchi stanno andando in pensione. Allora perché non farne un'attività alternativa e offrire ai turisti la possibilità di fare questa esperienza? La comunità Tierras Altas, nella regione di Soria, sostiene questa iniziativa per il quinto anno consecutivo. Ad organizzare l’offerta è la responsabile dell’agenzia Rurales Vacaciones, che si è detta molto soddisfatta della risposta da parte dei consumatori, tanto da moltiplicare l’offerta per il prossimo anno, utilizzando le antiche vie della transumanza, che attraversano tutta la penisola. LUGLIO-AGOSTO 2014| MONDO AGRICOLO |33
A T T U A L I TÀ I N T E R N A Z I O N A L I Z Z A Z I O N E
Il vino italiano punta sul Canada Seminario di approfondimento e incontri d'affari tra aziende enoiche di Confagricoltura e buyer canadesi di Anna Gagliardi
l’impegno della Confederazione per l’internazionalizzazione delle imprese. “Un lavoro - precisa il direttore generale Luigi Mastrobuono – che si articola e si amplifica in occasione di Expo 2015 con iniziative prima e durante l’Esposizione universale di Milano, tutte riconducibili al progetto di Confagricoltura ‘Expo… Anch’io’, con eventi, incontri B2B e appuntamenti di eccellenza enogastronomica. In questo filone si inserisce anche il road show per l’internazionalizza-
Dall’autunno fino al 2 0 1 5 focus sui mercati di Usa Russia e Sud Est Asiatico
Q
uaranta aziende vitivinicole italiane hanno incontrato una decina di buyer e agenti canadesi nella due-giorni organizzata da Confagricoltura l’8 e il 9 luglio a Palazzo della Valle. Si è trattato di uno degli appuntamenti dedicati all’export che si intensificheranno nei prossimi mesi, in linea con
34| MONDO AGRICOLO|LUGLIO-AGOSTO 2014
zione delle imprese organizzato dall’Ice e dal ministero dello Sviluppo economico, di cui Confagricoltura è stata partner, nel giugno scorso a Mantova”. Sul vino l’attenzione della Confederazione è decisamente elevata: al focus sul Canada seguiranno altri su Stati Uniti, Russia e Sud Est Asiatico, che si svilupperanno da quest’autunno fino al prossimo anno.
“Nel 2013 le esportazioni italiane di prodotti agroalimentari hanno raggiunto 33 miliardi di euro – ha ricordato il presidente Mario Guidi aprendo la seconda giornata del seminario – e il vino è stato il prodotto più esportato, con 5 miliardi di euro. Dati che spingono le nostre aziende a strutturarsi in fretta per raggiungere dimensioni internazionali”. “Il Cana-
da in particolare – ha detto il vicepresidente Giandomenico Consalvo nel saluto di apertura – è il quinto mercato dell’export vitivinicolo italiano. I consumi di vino registrano un andamento crescente e c’è un’attenzione particolare per la produzione della nostra Penisola”. I principali competitor dell’Italia in Canada sono Francia e Stati Uniti, i cui
vini occupano la prima e seconda posizione nelle vendite. Il quadro generale fornito dalla Camera di Commercio Italiana in Canada, illustrato da Ruggiera Sarcina, evidenzia che le vendite di vino rappresentano il 31% del valore delle vendite di bevande alcoliche e che i prodotti nella fascia di prezzo compresa tra i 10 e i 20 dollari sono in crescita a scapito di quelli del-
la fascia più bassa. Si consuma maggiormente vino rosso (54,5%), ma anche i bianchi sono apprezzati (33,5%), seguiti dagli spumanti (7%). I buyer presenti all’incontro di Roma con le quaranta aziende di Confagricoltura provenivano da Ontario, Québec, Nova Scotia e British Columbia: tutti si sono detti interessati a conoscere imprese di dimensioni medioLUGLIO-AGOSTO 2014| MONDO AGRICOLO |35
A T T U A L I TÀ I N T E R N A Z I O N A L I Z Z A Z I O N E
piccole, con produzioni autoctone e magari anche biologiche. Elementi che rappresentano il punto di forza dell’Italia enoica e che sono emersi in modo palese nella presentazione delle aziende e dei loro vini. Dal Piemonte al Veneto, dalla Lombardia alla Calabria, dalla Sardegna alle Marche: lo spaccato dell’imprenditoria enologica tricolore presente al seminario è risultato straordinariamente variegato e in molti casi già pronto ad affrontare nuovi mercati internazionali. Il percorso, tuttavia, è lungo e le aziende devono dimostrarsi agili ed affidabili per garantire continuità e qualità costante una volta entrate sulle piazze straniere. Come iniziare? Il primo passo è scegliere un agente di una regione specifica con cui instaurare un rapporto collaborativo e di grande fiducia. Quindi occorrono pazienza (il percor-
36| MONDO AGRICOLO|LUGLIO-AGOSTO 2014
MISE con Ice e Confindustria, Confagricoltura informa che sarà organizzata una missione commerciale esclusivamente dedicata al comparto alimentare, dal 23 al 27 marzo 2015, con tappe a Montreal, Vancouver e Toronto. Per preparare la missione saranno realizzati due seminari formativi e informativi per le aziende: l’11 settembre a Roma in Confindustria e il 16 settembre a Milano, in Assolombarda. A fine marzo 2015 Gli incontri avranno un taglio tecnico e vedranno il coinvolgimento di la missione a Montreal, esperti del food & wine canadesi che Vancouver e Toronto interverranno su potenzialità di mercato, tendenze di acquisto, strumenti so di avvicinamento ad un mercato finanziari a disposizione delle azienstraniero può durare oltre un anno), de italiane. obiettivi chiari e focalizzati. Tutte le informazioni sono reperibili Per dare continuità alle iniziative vol- sul portale di Confagricoltura, nella sete al mercato canadese, nell’ambito zione “Internazionalizzazione delle del “Progetto Canada” promosso dal imprese agricole”.
bkt-tires.com
PNEUMATICI AGRICOLTURA BKT. QUALITÀ SORPRENDENTE
Molto più di una risposta tecnologica alle esigenze specifiche dell’agricoltura moderna: un progetto innovativo che evolve le prestazioni in termini di efficienza operativa, sicurezza e comfort. La tecnologia IF firmata BKT traccia inediti standard di qualità per AgrimaxForce. Concepito per trattori di elevata potenza, consente grandi capacità di carico a basse pressioni di gonfiaggio che, unitamente alla superficie di impronta e alla distribuzione omogenea della pressione di contatto, garantiscono il massimo rispetto del terreno lavorato. Pneumatici Agricoltura BKT: risposte innovative, in una gamma tra le più complete e competitive sul mercato.
DISTRIBUITO IN ITALIA DA
Via Pisana, 541/G - 50018 Scandicci (FI) Tel: 055/73751 - Fax: 055/7375232 mail: agricoltura@univergomma.it - www.univergomma.it
S C E N A R I SO ST E N I BI L I T À
Con il territorio nel cuore I br ac c ialetti Cr uc iani con le bandiere di Italia e Canada
Visita dei buyer canadesi a Montefalco, terra del Sagrantino, ma anche dell’ambizioso progetto di sostenibilità che investe il comprensorio
di Gabriella Bechi
38| MONDO AGRICOLO|LUGLIO-AGOSTO 2014
U
na lettera partita da Montefalco nel 1452, firmata dal pittore Benozzo Gozzoli e indirizzata al Signore Brancacci Fiorentino di Firenze, ed ora conservata nel Museo di San Francesco a Montefalco, è il simbolo di quello che Marco Caprai definisce sostenibilità. Una lettera con cui l’artista rinunciava all'onore di un incarico a Firenze per completare l'opera iniziata a Montefalco. Un attestato d'amore per questo territorio, testimoniato dal rifiuto di un prestigioso ingaggio da parte di una delle famiglie più potenti dell'epoca. “Non si può fare sostenibilità senza il
coinvolgimento dell’intero territorio in cui si opera”, spiega Marco Caprai, produttore vitivinicolo, presidente degli agricoltori umbri e componente della giunta nazionale di Confagricoltura, da molto tempo impegnato con la sua azienda agricola (ma anche con
quella tessile della sua famiglia, il noto marchio Cruciani), in un progetto si sostenibilità ambientale e sociale. Nasce così l’idea, su iniziativa dell’Accademia di Montefalco per la storia, l’arte e la cultura locale e di Cruciani, in collaborazione con il Comune di Montefalco, del Consorzio Tutela Vini di Montefalco, della Strada del Sagrantino e del Museo di San Francesco di Montefalco, di recuperare la pergamena, che si trovava in mano ad una casa d’aste e restituirla alla città da cui era partita più di cinque secoli fa. E di ricostruire così un capitolo di storia fatto di arte, di lealtà e di amore per la propria terra. Per raggiungere questo obiettivo di “cuore” l’azienda Caprai/Cruciani nota tra l’altro per la sua linea di braccialetti, ormai al polso delle più famose star del mondo - ha creato un braccialetto in macramè ‘special edition’ dove grappoli d’uva Sagrantino si sposano ad un cuore rosso, che è stato venduto sia sul sito di Cruciani, sia sul territorio di Montefalco, presso tutti gli esercizi aderenti all’iniziativa. Il ricavato è andato all'Accademia della Cultura di Montefalco, che ha acquistato, per un valore di 25.000 euro, la lettera di Benozzo Gozzoli , restituendo, nell’aprile di quest’anno, alla città di Montefalco un vero pezzo di cultura. “Non possiamo solo prendere dal territorio – dice Marco Caprai – ma anche ridistribuire all’interno di esso, iniziando così a comprendere l’importanza che ricopre per ognuno di noi. ‘Montefalco nel Cuore’ è un progetto di territorio, per il territorio. Con l’idea che esso torni finalmente protagonista, ho deciso di coinvolgere le sue energie migliori dal momento che gli eventi straordinari a cui siamo di fronte non ci permettevano di contribuire economicamente al recupero di questo pezzo importante della nostra storia con i soli mezzi pubblici”. Inizia da questo racconto e
«La sostenibilità non si fa da soli, ma coinvolgendo tutte le realtà locali» dalla visita al bellissimo Museo di San Francesco la “trasferta”umbra degli agenti canadesi, che hanno partecipato all’iniziativa di internazionalizzazione organizzata da Confagricoltura. Scopo principale della visita la scoperta del celebre Sagrantino e dei luoghi dove viene prodotto, ma per i partecipanti la visita ha rappresenta-
I buyer con Mar c o Capr ai
La lettera di Benozzo Gozzoli
to molto di più della semplice conoscenza di un vino.Coinvolgendo diversi operatori della zona, produttori di vino, artigiani, ristoratori, operatori agrituristici, Marco Caprai ha comunicato il valore culturale di un prodotto enoico e dell’agricoltura che lo produce, facendo toccare con mano agli ospiti canadesi cosa significa essere parte di un progetto di sostenibilità. Concetto, tra l’altro, a cui gli operatori d’oltreoceano si sono mostrati particolarmente sensibili. Molto curate le degustazioni presso il Consorzio, con i vini e i produttori del celebre Sagrantino, affascinante la visita all’azienda Cruciani e alla sua preziosa raccolta di pizzi e merletti antichi, interessante il percorso tra i vigneti e la cantina di Marco Caprai. Ottimo il cibo, squisita l’ospitalità nello storico agriturismo Camiano Piccolo della famiglia Fabrizi. Un perfetto di mix di grandi professionalità che rimarrà nel Cuore degli agenti canadesi. LUGLIO-AGOSTO 2014| MONDO AGRICOLO |39
A T T U A L I TÀ E S T E R O
Terre d’Europa Si è svolta a Palazzo della Valle l’assemb lea d i ELO,l’associazione d ei proprietari fondiari europei. In primo piano riforma della Pac e sostenibilità. L’intervento del ministro Galletti
di Gabriella Bechi
S
i è svolta in Confagricoltura l’assemblea generale della ELO (European Landowners’ Organization) che riunisce le Associazioni dei proprietari fondiari dei 28 Paesi che fanno parte dell’Unione europea. L’Italia, paese ospitante - la ELO tiene la propria assemblea due volte l’anno nel Paese che sta per assumere la presidenza europea – è rappresentata dalla Proprietà Fondiaria, associazione aderente a Confagricoltura. Dopo i saluti e l’intervento del presi-
40| MONDO AGRICOLO|LUGLIO-AGOSTO 2014
dente di Confagricoltura Mario Guidi, hanno preso la parola il presidente di ELO, il francese Christoph Büren e il segretario generale, il belga Thierry De L’Escaille. Il dibattito, a cui è intervenuto anche il direttore generale delle politiche agricole della Ue del ministero delle Politiche agricole, Felice Assenza, si è incentrato principalmente sulla Pac, sulla sua applicazione nei diversi Paesi europei e sulle più strette implicazioni con le problematiche della proprietà fondiaria, che ha caratteristiche molto diverse nell’ambito dei diversi Paesi della Ue. “Troppo spesso – ha detto il presidente Guidi - in Italia si è evidenziato il contrasto tra i proprietari e i conduttori. Un concetto che va superato nell’ottica di creare alleanze, necessarie oggi per vincere le sfida della competitività della nostra agricoltura. Un’agricoltura che non può più essere quella di prossimità, che ha bisogno ancora di sussidi, ma quella che non accetta le barriere di frontiera e che si basa sulla sostenibilità. Abbiamo compromesso l’ecosistema e alterato l’equilibrio naturale del pianeta. Lo spazio rurale, nell’ottica di un riequilibrio, deve essere affidato agli agricoltori, che devono fare la propria parte”. E proprio sul tema della sostenibilità si incentrata la tavola rotonda seguita all’assemblea,“Innovazioni in agricoltura per una sicurezza alimentare sostenibile”, moderata da Giuseppe Visconti, membro italiano del board della ELO a cui sono intervenuti il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e la senatrice Maria Teresa Bertuzzi, componente della Commissione Affari giuridici e Diritti umani del Consiglio d’Europa. Tutti concordi con le parole del ministro Galletti:“Oggi il valore dell’ambiente è fondamentale. Non ci sarà mai più una buona agricoltura, ma neppure una buona industria senza il rispetto rigoroso dell’ambiente. Lo sviluppo sostenibile è un’esigenza di tutto il pianeta, tutti dobbiamo diventarne consapevoli. E deve cambiare
Innovazioni in agricoltura per una sicurezza alimentare sostenibile anche la cultura ambientale, che non può essere più la cultura del No, passando dal principio del divieto a quello della collaborazione”. Tra le priorità del semestre di presidenza Ue dell’Italia, il governo si pone di arrivare ad un documento comune dei ministri dell’Ambiente e del Lavoro, perché solo l’ambiente può dare concrete opportunità per combattere la disoccupazione, in particolare quella giovanile. Al presidente Guidi il compito di
n
chiudere la giornata, rispondendo a due domande. Cosa chiede all’Italia? E cosa chiede all’Europa? “Sembrerà una risposta strana – ha detto il presidente – ma all’Italia chiedo di realizzare il prima possibile la banda larga in tutto il Paese. Per essere competitivi e soprattutto attrattivi per i giovani che, sì è vero tornano all’agricoltura, ma per quello che vi ruota intorno, agroalimentare, marketing, alimentazione ecc. E all’Europa chiedo di essere più Europa e di impegnarsi di più per superare le barriere con i Paesi Terzi. Abbiamo messo insieme agricolture molto diverse tra loro, ma dobbiamo trovare il mondo di colmare queste differenze e di conta minarci in maniera positiva”.
FEDERFONDIARIA
La Federazione Nazionale della Proprietà Fondiaria dal lontano 1946 rappresenta la proprietà rurale e, dal punto di vista sindacale, associa i proprietari che concedono la terra in affitto. I proprietari aderiscono all’Organizzazione attraverso le sedi provinciali presenti su tutto il territorio nazionale: sono persone fisiche e giuridiche, enti pubblici e privati. Questi soggetti sono rappresentati dalla Federazione, che li assiste e sottoscrive insieme a loro, attraverso le sedi provinciali, le convenzioni di affittanza agraria in deroga alla normativa vigente ai sensi dell’articolo 45 della legge n. 203/1982 (Norme sui contratti agrari). L’affitto in Italia rappresenta uno strumento essenziale per la competitività delle imprese agricole, la valorizzazione del patrimonio fondiario e lo sviluppo dell’intero mondo rurale. L’azione della Federazione nella tutela e valorizzazione della proprietà agricola si sviluppa anche a livello europeo: aderisce infatti alla ELO (European Landowners’ Organization) che è l’organizzazione europea, con sede a Bruxelles, della quale fanno parte le associazioni della Proprietà Fondiaria dei 28 Stati membri dell’Unione Europea. LUGLIO-AGOSTO 2014| MONDO AGRICOLO |4 1
A T T U A L I TÀ V I G N E T O
Meccanica tra i filari
Successo di Enovitis, organizzata da UIV e Veronafiere, con i macchinari non solo esposti, ma messi in prova nel vigneto di Claudio Pietraforte
B
ilancio decisamente positivo per la nona edizione di Enovitis in Campo 2014 che, assistita da favorevoli condizioni atmosferiche, ha richiamato a Cà Tron di Roncade (Treviso) il 19 e 20 giugno scorsi circa 4.500 visitatori provenuti da tutta Italia e dall’estero tra viticoltori, tecnici ed operatori del settore vitivinicolo. In promettente crescita rispetto al 2012 non
42| MONDO AGRICOLO|LUGLIO-AGOSTO 2014
solo il dato relativo all’affluenza, ma anche il numero degli espositori (143), disposti su una “strip” di oltre 1,2 chilometri. Un successo che va ricondotto in lar-
Zonin:prosecco esposto alle contraddizioni della globalizzazione ga parte alla formula del tutto originale della manifestazione: i macchinari non sono solo esposti, come in una classica fiera, ma messi in prova direttamente nei filari del vigneto. Più che giustificata, dunque, la soddisfazione degli organizzatori – Unione Italiana Vini e Veronafiere – la cui recente partnership ha debuttato proprio in questa occasione, primo appuntamento di un progetto che svilupperà sotto il brand Enovitis diverse iniziative a supporto della viticoltura italiana ed europea. Tra le novità di questa edizione il concorso Innovation Challenge che, con l’assegnazione dei New Technology Innovation Award, ha premiato cin-
que aziende (Agricolmeccanica, Bargam, Bcs, Martignani e Orteco) per l’innovazione tecnologica apportata tramite la loro macchina a tutto il comparto ed ha conferito un riconoscimento speciale, il Technological Innovation Award, all’azienda che tra tutte si è particolarmente distinta. A riceverlo è stata Spektra-Agri, in collaborazione con Fendt Agco Italiana, per il suo sistema di guida assistita AutoCombiGuide. Ha costituito invece una gradita conferma il contest “Vota il trattore” che ha offerto la possibilità ai visitatori di esprimere la loro preferenza tramite un software dedicato sia in segreteria sia nelle postazioni in filare. Il maggior numero di preferenze è andato al Fendt 211 P Vario che ha avuto la meglio su competitor di grande peso, vista la presenza alla rassegna di tutti i costruttori di trattori leader mondiali. Evento clou di un calendario pieno di appuntamenti importanti, il convegno “Prosecco Doc e Prosecco Superiore Docg: il territorio che diventa stile”, promosso dal Corriere Vinicolo, ha riunito intorno ad un tavolo di discussione istituzioni, organismi di tutela e produttori. «Abbiamo voluto dedicare al Prosecco il convegno della manifestazione per l’importanza del fenomeno, che può esporre però il prodotto alle contraddizioni della globalizzazione – ha affermato Domenico Zonin, presente nella doppia veste di presidente dell’Unione italiana vini e di produttore –. Riflettere con i produttori e le istituzioni come la Regione Veneto sui punti di forza, ma anche analizzare i possibili rischi, di questa bella storia italiana rappresenta un contributo di riflessione che riteniamo prezioso per tutto il mondo pro duttivo italiano».
Miracolo Vino Mario Guidi al Congresso Assoenologi ha ricordato come la filiera, sul Testo Unico, abbia individuato una strategia comune di Gabriella Bechi
M
eno burocrazia, più qualità e controlli “giusti”, ovvero più distribuiti lungo la filiera. Sono questi alcuni dei contenuti emersi nel corso del 69° Congresso di Assoenologi a San Patrignano, presieduto da Riccardo Cotarella, a cui ha partecipato anche il presidente confederale Mario Guidi. Il recente sequestro di 30mila bottiglie di false Doc e Docg in Toscana ha mostrato come il vino di qualità non possa ancora considerarsi immune dall’attacco dei falsificatori, proprio per il suo alto valore aggiunto. Luca Sani, presidente della Commissione Agricoltura alla Camera, ha confermato la massima attenzione nei confronti di fenomeni che incidono sull’immagine della qualità dei prodotti agroalimentari italiani sui mercati di tutto il mondo. Il Governo ha preannunciato un giro di vite contro i falsificatori, che non disinnesca, comunque, l’impegno in favore di una sburocratizzazione del vino. Il mini-
stro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha confermato, nel suo video intervento, un piano, con “#campolibero”, per affrontare alcuni nodi cruciali come quello della sicurezza e della riduzione dei costi dell’eccessiva burocrazia. Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha messo in evidenza, invece, il decisivo apporto che viene dalle cantine in favore dell’occupazione, del rilancio dell’economia e il contributo delle strutture tore di Agrinsieme (che riunisce anche Cia e Alleanza delle cooperative), ha definito un miracolo l’accordo che ha consentito ad una fetta consistente della filiera vino di superare gli interessi di parte e di assumersi la responcooperative. “Errare humanum est, sabilità di un atto come la proposta perseverare diabolicum. I Romani – ri- del Testo unico del vino.“Un’esperiencorda Cotarella - nella straordinaria ca- za che sarà estesa anche ad altri settopacità di sintesi, usavano la parola ri agroalimentari e che non consente “oportet”. Che significa “bisogna” ma alla politica di poter fare leva, una volanche “conviene”. E, nel nostro caso, ta tanto, sulle divisioni delle filiere bisogna (e conviene) fare sistema”. Il agricole”. I numeri della produzione e direttore generale di Assoenologi Giu- del consumo sono stati al centro del seppe Martelli ha ricordato che oggi talk show moderato da Bruno Vespa. Il un tecnico di cantina deve dedicare il consumo di vino in Italia è di 40 litri 25% del suo tempo a riempire carte. pro-capite (un terzo di quanto si beSani ha quindi confermato l’avvio del veva 40 anni fa) ed entro 10 anni depercorso legislativo di una legge sulla stinati probabilmente a scendere a 35 sburocratizzazione del settore vitivini- litri. Le aziende viticole italiane sono colo che ha avuto il suo punto d’ori- 700mila, con una superficie media atgine nella proposta di Testo unico pre- torno ad un ettaro, tra 20 anni, se non sentata nei mesi scorsi dalla quasi to- cambia il quadro tecnico e commertalità dei rappresentanti della filiera ciale, saranno probabilmente la metà. (Uiv, Federvini e Federdoc, oltre ad I numeri mostrano quali siano le sfide Agrinsieme e Assoenologi). Guidi, pre- vinte e i problemi ancora da superare sidente di Confagricoltura e coordina- da parte del vino italiano.
Cotarella: «I Romani dicevano “oportet”, “bisogna”. È necessario fare sistema»
LUGLIO-AGOSTO 2014| MONDO AGRICOLO|43
A T T U A L I TÀ V I G N E T O
Falconieri, fondatore dell’azienda leader nella produzione di Erbaluce, racconta se stesso nel corto “Ridente è la calma”, firmato da Del Buono
Cieck, si gira
di Anna Gagliardi
L
a vita di Remo Falconieri, viticoltore del Canavese, racchiude tanti pezzi di storia di questa porzione di territorio tra Torino e le Alpi. Figlio di contadini, oltre trent'anni passati all'Olivetti, torna all'agricoltura, a dire in vero mai abbandonata, e decide negli anni Ottanta di coltivare Erbaluce realizzando il suo sogno di produrre spumante. Lo fa e gli riesce anche be-
Laregista-produttrice Emanuela Piovano in elicottero, con l'enologo Donato Lanati
44| MONDO AGRICOLO|LUGLIO-AGOSTO 2014
ne, tanto da riuscire a raggiungere, nel 2006, il primo posto al concorso enologico “Nastro d'oro”, il cosiddetto premio Scacchi. Il suo "San Giorgio" 2002 metodo classico in quell'anno è incoronato migliore spumante d'Italia. Falconieri, fondatore della “Cieck”, azienda agricola leader nella produzione di Erbaluce di Caluso, racconta se stesso nel corto “Ridente è la calma”, firmato dal regista Giacomo del Buono e prodotto dalla Kitchenfilm, la casa cinemato-
grafica della regista Emanuela Piovano. Ciack anzi, Cieck si gira: nasce così il docu-film di 33 minuti, presentato in anteprima a Torino e realizzato in un momento particolare della storia aziendale: il trasloco dalla vecchia sede di Agliè all’attuale cantina di San Giorgio Canavese. Emerge un personaggio che, come il territorio canavesano, merita di essere conosciuto, ancorché restio a mettersi in mostra. Giacomo Del Buono, raccontando la genesi del lavoro, conferma: "Dovevamo metterci d'accordo per iniziare le riprese e gli ho chiesto a che ora potevamo vederci. La sua risposta è stata che lui era tutti i giorni in azienda
dalle 7 del mattino. Insomma, noi dovevamo adattarci alla sua vita quotidiana, che non cambiava se intanto si stava registrando un film". Remo Falconieri si racconta con la calma che ha ispirato anche il titolo del corto, dall'aria di Mozart. Un sorriso appena accennato, una fermezza e un impegno che non accennano a diminuire, nonostante gli anni. Nel film la figlia Lia riporta che con suo marito aveva provato ad alleviare la fatica del padre almeno per quello che riguardava l'orto, chiedendogli consigli e per fare loro una parte del suo lavoro. La risposta di Remo fu quasi stizzita, come se avessero volu-
sprecando la fortuna di poterlo fare. Il suo spirito innovativo emerge più volte nel corso della sua esperienza lavorativa: in Olivetti inventa la pallina scrivente, una rotella unica con i 96 caratteri per le macchine da scrivere. Il brevetto porta l'anno 1966 e il nome di Remo Falconieri. Quando va in pensione, alla fine degli anni Settanta (aveva iniziato giovanissimo a lavorare) decide di espiantare tutte le vigne a uva nera e di coltivare Erbaluce.Va in Francia, nella Champagne, ci sta qualche settimana per imparare la tecnica di vinificazione. Torna in Piemonte, apre l'azienda e inizia a produrre le prime duemila bottiglie, vendendo anche il vino sfuso, tradizione che continua ancora oggi, nella nuova cantina. Il suo spumante metodo classico è tra i più simili allo Champagne, se così si può dire: se fosse una donna sarebbe una signora di carattere più che una giovane signorina. La Cieck produce anche Erbaluce di Caluso fermo e passito: il suo "Alladium" riserva è tra i più premiati dalle guide del settore. Emanuela Piovano è torinese; produce e promuove il cinema indipendente internazionale con particolare attenzione ai giovani e alle donne. Affianca all’impegno cinematografico la passione per la vigna, alimentata proprio grazie alla conoscenza e alla Remo Falc onier i collaborazione della famiglia Falconieri. E' vulcanica, decisamente non sabauda come il Cieck; si divide tra la Figlio di contadini prima capitale d'Italia e Roma, dove si dedica al cinema. una vita all’Olivetti Recentemente, nel suo Canavese, è il ritorno alla terra diventata a tutti gli effetti anche produttrice di Erbaluce di Caluso, sigilto metterlo da parte perché ormai lando nelle bottiglie di “Orosia” il suo vecchio. "Mio padre si vede come tributo a Remo Falconieri e la sua un'entità infinita. È il suo modo di ve- amicizia con la figlia Lia. Orosia - la dere il futuro, anche a ottant'anni". prima vendemmia è il 2013 - è realizTutto ciò avviene senza alcuna pre- zato in bottiglie numericamente limisunzione: il Cieck fa semplicemente tate, firmate dall’enologo Donato Laparte di quegli uomini che non mol- nati e il suo laboratorio Enosis Meralano, che continuano, nonostante gli viglia. E' stato lo stesso Cieck a suganni, ad avere entusiasmo per la vita. gerirle di chiamare Lanati, dando vita Di quelli che non spengono il cervel- a un percorso appena agli esordi, ma lo, che continuano a "correre", non dalle premesse eccellenti. LUGLIO-AGOSTO 2014| MONDO AGRICOLO |45
A T T U A L I TÀ M O T O R I
Pneumatici: business e politiche sociali Non si arresta la crescita di Bkt che ha presentato, in Germania, le novità per il settore agricolo. Il modello della “fabbrica sociale”, campus residenziale per 500 famiglie di Barbara Mengozzi
C
rescita è stata la parola chiave che ha scandito le fasi dell’incontro con la stampa organizzato da Bkt lo scorso maggio in Germania, a Marienfeld, in occasione del salone Reifen di Essen, la grande rassegna internazionale dedicata al settore degli pneumatici. Un evento allestito dall’azienda indiana produttrice di pneumatici off-highway per festeggiare i dieci anni sul mercato del suo radiale Agrimax, ma anche per presentare le novità di prodotto nel segmento agricolo ed illustrare risultati e strategie di un gruppo dinamico ed in costante evoluzione. Lo testimonia il percorso compiuto da Bkt, fondata nel 1987, durante l’ultimo decennio: dal 2004 ad oggi, infatti, la
48| MONDO AGRICOLO|LUGLIO-AGOSTO 2014
compagnia di Mumbai ha visto salire da 1.550 a 7.000 i suoi addetti, passando da una produzione di 22,8 milioni di tonnellate a quella stimata per il 2014 nell’ordine dei 165 milioni di tonnellate, mentre le vendite totali sono balzate dagli 80 milioni di dollari di dieci anni fa ai 950 milioni di dollari previsti per l’anno in corso ed il numero di Paesi serviti, 30 nel 2004, è arrivato a 130 nei cinque continenti. Molto bene anche sul versante dell’esercizio finanziario terminato a fine marzo 2014, chiuso da Bkt con un fatturato di 780 milioni di dollari e con una quota del mercato mondiale di pneumatici del settore off-highway pari al 6%, assicurata da un’ampia gamma di prodotti – attualmente ben 2.300 – destinati ai diversi segmenti specialistici (macchine e attrezzature agricole, movimento terra, minerario, industriale, portuale,Atv e giardinaggio). Decisamente ambiziosi, poi, gli obiettivi dichiarati da Bkt, che mira a raggiungere la soglia dei 2 miliardi di dollari di fatturato entro il 2020. Di pari passo ha marciato la crescita strutturale, tanto che oggi il costruttore indiano,partito con il primo impianto produttivo di Aurangabad, può contare su stabilimenti in quel di Bhiwadi, Dombivali, Chopanki e su quello nuovissimo ed ultra-moderno di Bhuj (cuore della produzione degli Agrimax), che rappresenta anche un esempio di “fabbrica sociale”, visto che
ospita al suo interno una housing colony per i dipendenti e le loro famiglie, dove presto verranno costruiti un ospedale, una stazione dei vigili del fuoco, un grande centro sportivo e una scuola. Il tutto interamente progettato in un’ottica verde ed ecologica, in linea con una filosofia aziendale sensibile, oltre che ai principi del benessere e della qualità della vita, ai valori del rispetto e della tutela dell’ambiente (non a caso gran parte dell’energia necessaria per alimentare gli stabilimenti Bkt viene generata da fonti alternative rinnovabili). Tre, infine, le novità “made in India” riguardanti le famiglie di pneumatici agricoli: Agrimax Force nella misura IF 710/75 R 42,Agrimax Spargo nella misura VF 380/90 R 46 e FL630 Super nella misura 750/60 R 30.5. Accanto alle nuove misure,Bkt ha esposto a Essen in anteprima i nuovi pneumatici FL 635 (nato per essere utilizzato sulle rotopresse su campo asciutto) e Ridemax FL 698, che vanno ad arricchire la gam ma flotation.
A T T U A L I T À DA L L E I M P R E S E
S O
CIE T À L E A D E R N E L L E T E C N O L O GIE P E R Z O O T E C NIA , E N E R GIE E D A M BIE N T E
ROTA GUIDO: 50 anni di storia, tanti impegni per il futuro l t ra gua rdo più bello è quello che non hai ancora tagliato”, disse Henry Ford. È con queste parole, che i titolari della Rota Guido Alberto Rota, componente della giunta di Confindustria Piacenza, Francesca Rota ed Enrico Villa - hanno rivelato, in occasione dell’evento per il 50° anniversario, le loro intenzioni per il futuro. Anche tramite un libro realizzato per l’occasione intitolato: “Rota Guido 1964-2104, da più di 50 anni il meglio”. L’azienda, con piu di 50 anni di storia alle spalle, 141 dipendenti, 4 sedi in tutta Europa ed un fatturato in aumento di anno in anno, sabato 19 luglio 2014 ha scelto di condividere la propria storia e le proprie prospettive per il futuro in un evento che rimarrà nella memoria di tutti i presenti. L’evento, svoltosi nella cornice della sede storica di Fiorenzuola d’Arda, ha visto il taglio del nastro dei nuovi uffici e dell’area logistica, completamente rinnovata, insieme ad un percorso fotografico, dal 1964 ad oggi, con tutte le tappe più importanti della famiglia e dell’azienda stessa, sottolineando che quello che si stava celebrando sarebbe stato un altro punto di partenza, verso nuovi obiettivi.
“I
I prossimi progetti prevedono l’apertura di una nuova sede in Russia, al fine di poter rispondere ad un mercato in grossa crescita nel settore zootecnico, proseguendo collateralmente con la penetrazione in Cina, dove le esigenze dei prossimi anni saranno di aumentare la produzione interna di latte e la presenza di capi allevati sul territorio proprio per il graduale cambiamento nella tradizione alimentare di questa popolosa nazione. Ed è cosi che si apre la nuova era per
l’azienda leader nella zootecnia, nelle energie e nella tutela dell’ambiente. Tuttavia, conclude Alberto Rota “se si dovesse scegliere fra diventare una grande azienda perdendo di vista qualità e servizi che si sono riusciti a dare in questi anni, o rimanere una media impresa con la personalità, le competenze ed il rapporto stretto e diretto che si tende ad instaurare con i clienti, certamente non ci sarebbe un solo dipendente all’interno della Rota che sceglierebbe la prima opzione“.
A T T U A L I TÀ A G R O N E T W O R K
Passi da gigante per le reti In quattro anni sono circa 8000 le aziende in rete, 650 del settore agroalimentare
volte, per un totale di contratti che, al 1° giugno scorso, aveva toccato quota 1590. A livello regionale, la Lombardia è la prima regione italiana per numero di reti (1863), seguita da Emilia Romagna
di Maria Cristina D’Arienzo
I
l contratto di rete è un istituto innovativo nel nostro sistema produttivo e realizza un modello di collaborazione tra imprese che consente - pur mantenendo la propria indipendenza, autonomia e specialità - di realizzare progetti ed obiettivi condivisi nell’ottica di incrementare la capacità innovativa e la competitività sul mercato. Il contratto di rete è stipulato da più imprenditori con lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato. A tal fine gli imprenditori si impegnano a collaborare in forme e in ambiti predeterminati e attinenti all’esercizio delle proprie imprese sulla base di un programma comune, scambiandosi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ed esercitando in comune una o più attività che rientrino nell’oggetto della propria impresa. In base ai dati forniti da InfoCamere la società che gestisce il patrimonio informativo delle Camere di Commercio - possiamo dire che il network è ormai una certezza. A poco più di quattro anni dalla costituzione della prima rete, oggi sono 7.900 le imprese coin-
46| MONDO AGRICOLO|LUGLIO-AGOSTO 2014
Per le reti d’impresa forte attivismo in Sardegna, Lombardia e Toscana (1038), Toscana (796) Veneto (601) Abruzzo (558) Lazio (547). Per quanto concerne il settore agroalimentare i contratti di rete sono 180 e coinvolgono complessivamente 649 imprese. In particolare le aziende agricole coinvolte sono 357: se ne contaREGIONE SARDEGNA LOMBARDIA TOSCANA ABRUZZO EMILIA ROMAGNA CAMPANIA VENETO PUGLIA CALABRIA LAZIO UMBRIA MARCHE PIEMONTE LIGURIA SICILIA FRIULI VENEZIA GIULIA BASILICATA MOLISE TRENTINO ATO ADIGE VALLE D'AOSTA
TOTALE IMPRESE
AO1 AGRICOLE
100 74 65 56 48 46 46 41 35 30 27 24 20 14 10 9 7 5 4 0
67 42 49 10 8 17 25 36 9 16 13 12 12 12 4 4 3 1
no 336 tra quelle dedite a coltivazioni agricole e produzioni di prodotti animali, caccia e servizi connessi; 13 che si occupano di silvicoltura ed utilizzo di aree forestali; 8 della pesca e acquacoltura. Le aziende manifatturiere sono invece 292: 246 industrie alimentari, 46 industria delle bevande. Le aziende agricole e alimentari ricoprono il 9,5% della totalità delle imprese italiane in rete. Proseguendo con un’analisi regionale, nel dettaglio le reti di impresa agroalimentari costituitesi al Sud sono 67, mentre quelle appartenenti a regioni del Nord sono 49 ed infine al Centro si contano 30 contratti di rete. È da rilevare il forte attivismo della Sardegna con ben 100 imprese in rete, seguita dalla Lombardia e dalla Toscana.
AO2 SILVICOLTURA
AO3 PESCA
C10 ALIMENTARI
C11 BEVANDE
6
24 30 12 36 32 26 17 4 24 12 8 8 3 2 4 2 1 4 4
3 2 1 8 6 3 4 1 2 2 6 3 4
3 2 2
1 1
3 3
2
ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO
di Elisabetta Tufarelli
GENETICA INSEGNA ALLE PIANTE A DIFENDERSI DAI PARASSITI
Piralide e Ogm: manifesto di 7 Federazioni
“Ogm significa anche meno chimica, non ne facciamo una battaglia ideologica”. Lo sottolinea il ‘manifesto’ firmato dai presidenti regionali di Confagricoltura Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Campania e Puglia, in vista della stagione del trattamento antipiralide del mais – sui 900 mila ettari investiti a tale coltivazione - per contrastare la diffusione del lepidottero. “Gli Ogm non sono contro la biodiversità – rilevano i sottoscrittori del manifesto – e possono favorire un’attività produttiva maidicola più rispettosa dell’ambiente. Altrimenti è inevitabile il trattamento chimico: le ferite provocate dalle larve dell'insetto sulla coltura causano perdite di produzione, ma soprattutto creano l'habitat ideale per lo sviluppo di funghi. Il risultato è che la granella rischia di essere contaminata da micotossine, altamente pericolose per l’uomo e per gli animali d'allevamento”. Il mais è un prodotto indispensabile che serve per l’alimentazione umana e animale; poiché non ne produciamo abbastanza, lo importiamo in parte dall’estero, dove si coltiva avvalendosi dell’ingegneria genetica che ‘inse-
gna’ alle piante a difendersi da sole dai parassiti. “Il problema della piralide interessa anche la Spagna – osservano i firmatari del ‘manifesto’ – dove è stato risolto consentendo le semine di mais Bt, la soluzione più semplice, più economica e più rispettosa dell'ambiente e della salute dei consumatori”. La cronaca di questi giorni porta notizie di sequestri di prodotti alimentari in cui si sono registrati livelli di tossine superiori al minimo consentito per legge. “Confagricoltura – si legge in una nota dell’Organizzazione - denuncia da anni il problema, invitando tutti gli attori della filiera del mais a mettere in atto ogni misura necessaria a ridurre la presenza di tali sostanze”. “Non vogliamo gli Ogm a tutti i costi – conclude Confagricoltura– vogliamo però che venga data fiducia alla scienza e alla ricerca nel valutare i pro e i contro dell’ingegneria genetica in maniera rigorosa, non emotiva. Soprattutto non facciamo degli Ogm una battaglia ideologica, perché ci sono problemi enormi, come quelli della piralide del mais e dell’uso di 100 mila litri di prodotti chimici, che vanno affrontati con risposte scientifiche”.
SALERNO AZIENDE IN BRASILE
Il Brasile quest’anno non è stato solo la sede della Coppa del Mondo di Calcio. Un gruppo di imprenditori agricoli associati a Confagricoltura Salerno ha attraversato l’oceano per andare a visitare l’Agrishow 2014 di Riberao Preto, la più grande fiera agricola di tutto il Sudamerica. Quattrocentoquarantamila metri quadri di esposizione, più di 800 marchi ed una media annuale di visitatori intorno alle duecentomila presenze e cento ettari di campi dimostrativi. Gli imprenditori hanno potuto “toccare con mano” una realtà agricola in fortissima espansione. Interessanti le tecnologie che, destinate a produzioni estensive, potrebbero essere di spunto per le meno abbondanti produzioni intensive della Piana del Sele. Importante anche l’incontro con il delegato dell’ICE presente in Fiera, grazie al quale potrebbero svilupparsi interessanti occasioni di scambio e vendita prodotti tra Italia e Brasile. A San Paolo il presidente della Camera di Commercio italiana in Brasile, Edoardo Pollastri, ha permesso di comprendere le dinamiche di un mercato fortemente interessato alle produzioni di qualità. LUGLIO-AGOSTO 2014 | MONDO AGRICOLO | 49
ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO TARANTO LAZZÀRO PRESIDENTE
Luca Lazzàro, è stato eletto presidente di Confagricoltura Taranto per il triennio 2014-2017. Lo affianca la vicepresidente Lucia Cavallo e la nuova giunta: Francesco Basile (presidente onorario), Gerardo Giovinazzi, Lello Tamburrino, Giovanni Cantore, Teodoro Ripa, Angelo De Filippis e Cosimo Cavallo. Laureato in Giurisprudenza e dottorato in Diritto tributario, impegnato nella conduzione di una storica azienda agricola nell'agro di Crispiano ad indirizzo prevalentemente olivicolo, a cui si aggiungono colture cerealicole ed ospitalità rurale, il trentaduenne neopresidente sostituisce Gerardo Giovinazzi. «Siamo pronti a dare battaglia sui danni ambientali provocati all'agricoltura dall'inquinamento industriale, in particolare dell'Ilva», ha detto Luca Lazzàro, che ha aggiunto: «Ci siamo costituiti parte civile nel Processo "ambiente svenduto", perché riteniamo di essere le prime vittime di questo sistema, che ha distrutto il territorio». Confagricoltura Taranto è la prima associazione datoriale della provincia: 618 ditte tariffate e 655mila nel 2013.Lazzàro intende proporre, una tassazione ed una contribuzione compatibile con le difficoltà competitive che i nostri prodotti riscontrano sul mercato, a causa della grave crisi ambientale che vive il territorio. 5 0 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2014
INVASIONE DI PRODOTTO ASIATICO SUI MERCATI EUROPEI
La battaglia del riso
Valanghe di riso asiatico invadono i mercati europei e Confagricoltura sollecita il Governo affinché ottenga dalla UE il ripristino del dazio sull'import di prodotto dalla Cambogia, applicando la clausola di salvaguardia ai sensi dell’art. 22 del Regolamento Ue n. 978/2012. I risicoltori hanno manifestato in tutto il Nord d’Italia contro questo lento "strangolamento" del settore, bloccando per una settimana l'attività di contrattazione delle principali borse merci nelle province risicole settentrionali. Le importazioni nell’Unione Europea di riso di origine cambogiana, che non è soggetto al dazio doganale di 175 euro/ton., sono aumentate nell’ultima campagna di commercializzazione di quasi 100 mila tonnellate, sfiorando le 200 mila in 12 mesi. In soli nove mesi dell’attuale campagna (settembre 2013 - maggio 2014) il quantitativo importato dalla Cambogia è più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con la prospettiva di toccare le 250 mila tonnellate entro il prossimo agosto. Se non si arresta l’importazione selvaggia di riso a dazio zero dalla Cambogia, la risicoltura italiana tornerà in meno di un anno ai livelli produttivi di venti anni fa, mettendo a rischio l’equilibrio idrogeologico di una
vasta zonacompresatrailPoed il Ticino. Lo sottolinea Confagricoltura ricordando che, a causa della concorrenza del riso cambogiano, i prezzi di mercato delle varietà italiane di riso Lungo B (indica) sono scesi dai 26 euro/qle dello scorso febbraio, agli attuali 22 euro, livello che ormai non copre neppure i costi di produzione. A poco serviranno gli aiuti della nuova Pac "verso il 2020", pesantemente ridimensionati dal prossimo anno, e nemmeno il pagamento specifico per il riso previsto a livello nazionale servirà più di tanto, scontando la scelta, miope, di non utilizzare tutti i fondi disponibili per questa misura di sostegno ai settori in crisi. In sostanza, grazie alle condizioni preferenziali che le derivano dal proprio status di Paese meno avanzato, la Cambogia sta esportando "a mani basse" sul mercato europeo, diventato il suo principale sbocco commerciale, sostituendo gli altri competitor asiatici che sono invece soggetti al dazio. Permanendo queste condizioni, la nuova campagna commerciale che si aprirà il prossimo 1° settembre registrerà un notevole appesantimento dell'offerta di risone e riso lungo B, con un aumento dell'invenduto di oltre 500.000 quintali rispetto all’anno scorso.
CONFRONTO CONFAGRICOLTURA ROMA, FILIERA E ISTITUZIONI
«L’agorà per gli agricoltori»
LAZIO AGRICOLTURA NEI PARCHI
Refrigeri, Ricotta e Simeone
Ricci, Giansanti e Marino
«Gli agricoltori romani vogliono l’agorà in cui incontrarsi, fare business, approfondire le tematiche settoriali, progettare il futuro. Nei tempi passati il luogo d’incontro era piazza della Rotonda nei pressi del Pantheon. Ecco, chiediamo il Pantheon del XXI secolo». Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Roma e vicepresidente nazionale Massimiliano Giansanti nel corso dell’Assemblea degli associati, presso l’azienda agricola e zootecnica “5 Stelle”, alla presenza, tra gli altri, degli assessori all’Agricoltura della Regione Ricci e all'Agroalimentare del Comune Marino. «Confagricoltura Roma ha in animo – ha ricordato Giansanti - un progetto di “Città dell’Agricoltura” dove vedere riunite, istituzioni, enti, associazioni settoriali, istituti di ricerca, che preveda pure spazi per incontri e affari». Nel corso dell’assemblea degli agricoltori romani si sono tenuti vari momenti di dibattito che hanno coinvolto l’intera filiera agroindustriale. Sono infatti intervenuti: il presidente della Centrale del latte di Roma Vanoli, l’amministratore delegato del CAR (Centro Agroalimentare di Roma)
Pallottini, il presidente della Borsa Merci di Roma Campana, il direttore della Saplo (Birra Peroni) Scappaticci, il presidente di Consmaremma Bravetti, il funzionario responsabile del settore cereali di Confagricoltura nazionale Salvi. «Roma agricola – ha osservato Giansanti - fornisce il latte alla Centrale del latte di Roma, l’orzo a Birra Peroni, produce ortofrutta, vino, olio, cereali; ha una zootecnia altrettanto vivace (allevamento di bovini ma anche ovicaprini e avicunicoli). Insomma è una grande realtà produttiva per la quale abbiamo studiato e concretizzato il marchio “Qualità romana”. Vogliamo proseguire sulla strada della valorizzazione e della crescita che non può fermarsi al bacino locale, per le dimensioni di molte nostre imprese che puntano necessariamente sull’internazionalizzazione e sul km centomila». «È il tempo delle scelte – ha quindi concluso - . Credo nella concertazione e nelle logiche di filiera. Il messaggio forte che affidiamo alle Amministrazioni di Regione e Comune è che abbiamo gettato il seme per una rinnovata alleanza tra gli attori della filiera; per costruire, tutti insieme, il futuro verde della Capitale».
Gli assessori regionali all'Agricoltura Ricci e all'Ambiente Refrigeri, il vicepresidente ed il direttore generale di Confagricoltura nazionale Giansanti e Mastrobuono sono intervenuti all'assemblea di Confagricoltura Lazio. «Il PSR 20142020 - ha detto Ricci - sarà su misura dei nostri territori. La semplificazione del sistema burocratico e l'offerta di maggiori opportunità ai giovani con gli aiuti alle start up d'impresa sono i primi obiettivi da raggiungere». Refrigeri ha spiegato che sui consorzi di bonifica il suo assessorato «sta lavorando intensamente ad una risoluzione dei crediti 2011 e 2012 e ad una completa riforma del sistema». Sui danni da fauna selvatica l'assessore ha garantito il superamento dell'attuale sistema di ristoro. «Gli agricoltori - ha fatto notare il presidente di Confagricoltura Lazio Ricotta - sono i primi tutori dell'ambiente; sollecitiamo che la normativa sulle aree naturali protette (LR 29/1997) venga rivista favorendo l'attività agricola nei parchi. Non è più ammissibile la camicia di forza ad attività produttive che non recano danni ma, al contrario, valorizzano il territorio». LUGLIO-AGOSTO 2014 | MONDO AGRICOLO | 51
Il bilancio di un anno di crescita L’ANGA HA LAVORATO SULL’IDENTITÀ VISIVA, SUL DIALOGO NUCLEO/TERRITORIO E SULLE SINERGIE CON I PROGETTI CONFEDERALI
A
distanza di un anno dall’elezione, Raffaele Maiora- l’immediatezza e della semplificazione. Sarà anche più fano e il suo Comitato di presidenza, in occasione cile lavorare in sinergia con la base associativa.”L’osmosi dell’ultima assemblea, hanno fatto un bilancio sul tra nucleo e territorio – precisa il presidente dei giovani programma che li aveva portati ai vertici dell’associazio- – è fondamentale. Vedersi a Roma nelle occasioni istitune dei giovani di Confagricoltura. La loro parola d’ordine, zionali è troppo poco. Vogliamo avvicinarci di più alle ‘condivisione’, nei programmi e nei passaggi, ha portato imprese, ascoltare le loro esigenze, stimolare la partecia dei risultati concreti e che sono sotto gli occhi di tutti. pazione e il contributo dei dirigenti dell'associazione a ”Il nostro obiettivo – ha detto Maiorano - è far emergere tutti i livelli”. La scelta di stare fermi a guardare il mondo che passa accanto non è di un’associazione a cui i gioI L C O M M E N T O questa squadra che, fin dal vani agricoltori vogliono suo insediamento, ha lavoappartenere. Per raggiunCredo profondamente che rato per cercare, provare, gere questo scopo, abbiaoccorra passare dall'azione sperimentare, per portare mo messo mano ad una serivendicativa all'azione proa casa Anga nuovi giovani, rie di riforme esterne ed inpositiva e consapevole. nuove forze e sempre nuoterne, basate su di un meSiamo un’associazione di vi stimoli alla crescita. Il todo di lavoro in rete, più giovani imprenditori e, must dei giovani di Confasnello, coinvolgente e recome tali, non possiamo gricoltura è quello di valosponsabilizzante”. permetterci di stare imrizzare l’agricoltura e il beIn pratica, in un anno, memobili in un mondo che si nessere sostenibile, sviluptodicamente e concretaallarga e si modifica a pando le potenzialità mente, l’Anga ha lavorato velocità vertiginosa. Sono convinto che le rivoluzioni (umane e managerial-sinsull’identità visiva, sull’imepocali vadano assecondate, facendo propri i segnali che dacali) con l’obiettivo di plementazione del dialogo condividiamo, riuscendo, però, a ‘marcare’ il territorio. aumentare la base associanucleo/territorio e sulla Faremo azione sindacale fuori dal nostro Palazzo, in un tiva, creando il desiderio di sempre maggiore sinergia tour nazionale, regione per regione. Con road show, ma non solo. Certamente stiamo intessendo e consolidando appartenere e partecipare. con i progetti di Confagrirelazioni nuove senza tralasciare di ‘fidelizzare’ i nostri Presupposti e mezzi operacoltura. Sul piano operatiinterlocutori storici ed istituzionali. E puntiamo su servizi tivi,messi già in cantiere, vo si è data una forte acceinnovativi. Il cambiamento è fondamentale per la crescita che si chiamano Yeah e lerata per l’implementaziodelle persone, così come delle nostre imprese. Cogliamolo Road Show e che ridisene di un software che per(o impariamo insieme a coglierlo.) gnano e attualizzano l’ormetterà di passare dalle Raffaele Maiorano ganizzazione, adattandola schede cartacee, finalmenPresidente Nazionale Anga alle esigenze ed ai tempi. te, ad un database elettroElisabetta Tufarelli nico a tutto vantaggio del52 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2014
DOCUMENTO ANGA MANTOVA SU RICAMBIO GENERAZIONALE
Troppe difficoltà bloccano l’insediamento giovanile
In agricoltura è evidente un paradosso economico: a fronte di tanti giovani che vorrebbero insediarsi e rimanere in agricoltura, esistono enormi difficoltà oggettive che limitano e, addirittura impediscono, accessi e permanenze. I giovani di Confagricoltura Mantova, dopo essersi confrontati al loro interno, sono stati stimolati dal Sindacato Impresa Familiare e supportati dal Consiglio Provinciale di Confagricoltura Mantova per preparare un documento di proposte in cui sottolineano come l'introduzione dell'IMU, oltre a rappresentare un importante aggravio fiscale, abbia automaticamente comportato anche un sensibile aumento dei canoni d'affitto. L’obiettivo, riducendo l'onere dell’imposta sia a quei giovani IAP o CD che direttamente conducono terreni di loro proprietà, sia a chi conduce terreni in affitto, è quello di favorire il ricambio generazionale e di incoraggiare permanenza e ingresso di nuove forze nel settore. E’ sempre più frequente, infatti, che i proprietari dei terreni oggetto di affitto, che talvolta hanno intrapreso differenti percorsi la-
vorativi, siano parenti del conduttore affittuario. L’Anga di Mantova propone tre soluzioni: la modifica dell’aliquota sui terreni di proprietà e condotti da giovani IAP o CD; facilitazioni per i possessori di terreni agricoli che vengono dati in affitto a giovani IAP o CD e l’agevolazione sui fabbricati abitativi che insistono su fondi dati in affitto a giovani IAP o CD. D’altronde, nonostante la voglia di insediarsi in agricoltura delle nuove generazioni, l’incidenza degli imprenditori agricoli “under 3 5 ” sul totale degli imprenditori del settore iscritti al Registro delle Imprese agricole è passata dal 7 ,5 7 % del 2 0 1 0 al 6 ,9 4 % del 2 0 1 3 (Analisi del Centro studi Confagricoltura su dati Unioncamere) e nello stesso intervallo di tempo le imprese condotte da giovani hanno registrato una flessione pressoché doppia (-1 6 ,2 8 %) delle altre. Anche se parte di questo fenomeno è dovuta al superamento dell’età da parte dei conduttori, a parere dei Giovani di Confagricoltura Mantova vanno fatti tutti gli sforzi per permettere ai giovani di insediarsi e rimanere in azienda.
REGGIO CALABRIA
Giuseppe Barbaro chiede IGP Olio di Calabria
“In Italia ha ottenuto l’IGP solo la denominazione ‘Olio Toscano’. Siamo certi però che anche le nostre coltivazioni e produzioni possano ottenere questo riconoscimento. L’IGP indubbiamente darebbe al nostro settore olivicolo opportunità più concrete, che garantendo il ricambio generazionale e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Crediamo nelle potenzialità della Calabria e continuiamo ad investire e scommettere sulla nostra terra”. Lo ha detto Giuseppe Barbaro, presidente dei Giovani di Confagricoltura Reggio Calabria, intervenendo all’assemblea pubblica organizzata dal Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, per la presentazione del Disciplinare Igp ‘Olio di Calabria’, alla presenza dei funzionari del Mipaaf. “Finalmente – ha continuato - è stata scritta una pagina importante per la nostra olivicoltura. Non dimentichiamo cheil3 3 %della produzione nazionale di olio d’oliva viene dalla regione e questo riconoscimento potrà dare il giusto futuro al nostro settore”. LUGLIO-AGOSTO 2014 | MONDO AGRICOLO |53
CAMPI ROSA di Elisabetta Tufarelli
Bandi al femminile in vista di Expo
I migliori progetti per le donne e delle donne saranno promossi e premiati da Wewomen forExpo. I due bandi hanno lo scopo di valorizzare l’impegno e la capacità progettuale delle donne, in vista della prossima esposizione universale a Milano. Ai nastri di partenza due concorsi, dal titolo Progetti delle donne e Progetti per le donne. Il primo è dedicato alle start up di imprese femminili ed è rivolto ad imprenditrici e aspiranti tali, che lavorino sul territorio italiano.In palio ci sono tre premi: da 40 mila, 30 mila e 10 mila euro. Quest’ultimo è il Premio Vivaio, dedicato agli under 3 5 . Progetti per le donne si rivolge, invece, a fondazioni, associazioni, ong, enti pubblici e privati, che abbiano contribuito, con i loro progetti, a cambiamenti positivi per le donne, nel mondo. “Noi donne – ha detto il vicepresidente nazionale Gabriella Poli, che è anche rappresentante Expo di Confagricoltura Donna - storicamente e culturalmente abbiamo un forte legame naturale con cibo e alimentazione, da sem-
pre ci occupiamo della cura delle persone e di dare nutrimento ed energia. In qualità poi di coltivatrici e produttrici di cibo noi donne dell’agricoltura abbiamo un duplice ruolo nel tema “Nutrire il Pianeta – Energia per la Vita” e non possiamo che essere le migliori ambasciatrici”. - Siamo propense a metterci in gioco e innovare, ma guardiamo anche con attenzione alle nuove prospettive della cosiddetta multifunzionalità come gli agriturismi e i servizi legati alla vendita". I concorsi si chiudono il 31 ottobre. Per partecipare è necessario registrarsi e inviare la propria candidatura al sito wepadiglioneitalia.ideatre60.it. Confagricoltura Donna ha avviato un rapporto di collaborazione e sinergia con We–Women for Expo per un progetto promosso da Expo 2015 in partnership con il ministero degli Affari esteri e la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori. All’incontro con la responsabile del progetto We, Federica Bologna è intervenuta Gabriella Poli.
È IMPORTANTE incentivare la presenza femminile nel settore primario. Abbiamo ottenuto significativi risultati in questi mesi. Su tutti, quello della ‘Maratona delle imprenditrici verso Expo 2015’, il percorso di avvicinamento alla grande kermesse milanese lanciato proprio da Confagricoltura Donna Lombardia ed ora divenuta un’iniziativa di respiro nazionale”. Lo ha messo in evidenza Gabriella Poli, presidente lombarda e vicepresidente nazionale di Confagricoltura Donna, in occasione all’assemblea regionale dell’associazione, che si è recentemente svolta nel l’Agriturismo Le Preseglie di Desenzano del Garda. “Intendiamo inoltre premere ulteriormente l’acceleratore sull’azione di proselitismo e dunque sulla campagna di tesseramento volta ad incrementare le adesioni alla nostra organizzazione”, ha aggiunto Poli. 54| MONDO AGRICOLO |LUGLIO-AGOSTO 2014
LE NUOVE SFIDE Le donne muovono l’economia e non lo fanno solo in tempo di crisi. Sono dinamiche, un requisito fondamentale per posizionarsi in modo competitivo sul mercato. Le nuove sfide devono spingerci ad immaginare sempre nuove idee sia per il personale al nostro fianco sia per i prodotti, alla luce dei continui cambiamenti dei consumi, ma dobbiamo anche essere meno individualiste e lavorare insieme per rafforzare sempre più la nostra associazione sul territorio. L’unione ci darà sempre più forza, per far riconoscere dalle Istituzioni quello che siamo e rappresentiamo: serve maggiore considerazione per le imprenditrici agricole. Non pecchiamo di presunzione; semplicemente chiediamo che venga dato valore al nostro lavoro. Non è un caso che molti mass media diano spazio a storie e successi al femminile, anche in mondi a connotazione fortemente “maschile”, come l’agricoltura. La capacità femminile di saper leggere i cambiamenti economici e sociali che caratterizzano il contesto rurale ha un valore, che va riconosciuto. Siamo capaci di adattare l’attività dell’impresa alle nuove necessità del territorio, contribuendo fortemente a sostenere un “nuovo” ruolo oltre e più avanti della semplice produzione. Le imprese femminili in agricoltura non sono solo agriturismi, fattorie sociali e didattiche, attività ricreative, accoglienza disabili, ma anche allevamenti, trasformazioni, viticoltura ecc. Siamo diverse, ma abbiamo c aratteristiche specifiche: siamo meno proiettate verso il rischio e più propense all'innovazione, allo sviluppo e alla ricerca. Facciamo tesoro di questo, valorizziamolo e portiamolo a casa Confagricoltura. Marina Di Muzio
A T T U A L I T À DA L L E I M P R E S E
DA L L E
E R B E L A S O L U Z I O N E A L B IL A N C I O E N E R G E TI C O N E G A TI V O N E L L A V A C C A I N L A T T A Z I O N E
VITASOL PHYTO: fitobenessere negli allevamenti e vacche da latte, a causa della selezione genetica a cui sono state sottoposte negli ultimi decenni, hanno subito dei cambiamenti ormonali che intervengono soprattutto nella prima fase di lattazione. Gli allevatori sono ben consci del problema , tanto è vero che questa fase viene ben identificata come “ transition cow”, per la quale è sempre più difficile trovare la giusta quadratura del cerchio. Un aiuto per ridurre i problemi viene però dalla natura, che ha messo a nostra disposizione erbe particolari in grado di sopperire alle dismetabolie derivanti da questo difficile periodo. Da queste erbeVitasol, azienda bresciana produttrice di mangimi complementari e premiscele per l’alimentazione zootecnica, ha tratto il meglio e realizzato una speciale linea PHYTO per ridurre i problemi dovuti al naturale deficit energetico, tipico delle bovine ad alta produzione. Sono prodotti completamente naturali che svolgono un’azione diretta nell’efficientamento della utilizzazione del glucosio. Il glucosio del sangue (gli-
vocato un cambiamento ormonale, privilegiando la secrezione del somatotropo a scapito dell’insulina, modificandone i rapporti reciproci: i soggetti sono diventati più insulinoresistenti soprattutto a livello dell’apparato mammario, per cui la mammella ha la priorità assoluta nella utilizzazione del glucosio , generando chetosi sempre più frequenti e problemi di fecemia) proviene dai carboidrati conte- condità sempre maggiori (NEBAL= Binuti negli alimenti nel periodo succes- lancio Energetico Negativo).I prodotti sivo al pasto oppure dal fegato (e in mi- della linea PHYTO diVitasol sono in granore misura dai reni) nel periodo fra un do di stimolare il metabolismo glicemipasto e l’altro. Durante il pasto, e im- co a livello cellulare aumentando l’effimediatamente dopo, il fegato non pro- cienza della utilizzazione del glucosio e duce più glucosio ma lo immagazzina quindi diminuendo il gap energetico per renderlo poi disponibile lontano dai che si crea inevitabilmente nelle prime pasti. Per utilizzare il glucosio quasi tut- fasi di lattazione. I componenti princite le cellule hanno bisogno di insulina, pali sono delle piante che agiscono nelun ormone prodotto dal pancreas. la direzione della miglior utilizzazione Quando il sistema funziona in maniera del glucosio a livello mitocondriale. Ficorretta, il pancreas produce esatta- tobenessere: * Andrographis Paniculamente la quantità di insulina necessaria, ta, aumenta l’utilizzazione del glucosio mentre il fegato “copre” gli eventuali in carenza di insulina. Helicteres Isora, deficit di glucosio nel sangue. Negli ul- possiede un’azione insulino sensibiliztimi anni la pressione genetica ha pro- zante e ipolipidemica. Achyrantes Aspera possiede una spiccata azione La nuova linea PHYTO antiossidante. Tinospora cordifolia, aumenta le riserve di glicogeno a livello PHYTONIC: va utilizzato durante il periodo di asciutta e nei primi 1 0 0 giorni di latepatico. Azadiracta indica, induce un sitazione quando la insufficiente utilizzazione del glucosio esplica i suoi effetti più gnificativo incremento nel livello di glinegativi (vacche e bufale in asciutta 7 0 g/capo/die; vacche e bufale nei primi 1 0 0 cogeno epatico.Piper longum favorigg di lattazione 100g/capo/die). sce una più efficiente captazione del PHYTO UNICOW: va utilizzato in lattazione quando la insufficiente utilizzazione glucosio da parte delle cellule. Sempre del glucosio esplica i suoi effetti più negativi (vacche da latte : 500-600g/capo/die; da una selezione di erbe ed estratti vebufale da latte: 400-500g/capo/die). getali ad azione antinfiammatoira e anPHYTOPREPART: va utilizzato durante il periodo di asciutta quando la insufficiente utilizzazione del glucosio può avere ripercussioni negative sul secondamento e tipiretica è stato infine realizzato un le conseguenti dismetabolie durante il periodo di lattazione (vacche in asciutta: mangime complementare che miglio250-300 g/capo/die). ra la sanità della bovina in allevamento, PHYTOSPIR 100: mangime complementare per ruminanti ricco di erbe ed estratti migliorandone le prestazioni produttive vegetali ad azione antinfiammatoria e antipiretica. e riproduttive.
L
OVER 60
di Elisabetta Tufarelli
La popolazione invecchia Ripercussioni sull’economia
Nel XX secolo la popolazione del pianeta è raddoppiata due volte. Non succederà di nuovo per la diminuzione dei tassi di natalità. In soli 25 anni raddoppierà, invece, il numero degli over 65. Entro il 2035 gli anziani saranno più di 1,1 miliardi, con punte più elevate nei paesi ricchi: il Giappone ne avrà 69 ogni 100 in età lavorativa e la Germania 66. Secondo the Economist, questa crescita dovrebbe rimodellare l'economia mondiale. Se gli anziani lavorano più a lungo risparmiano di più, mentre il rallentamento della crescita della popolazione significa che le imprese hanno meno incentivi ad investire. La demografia influenza l'economia nei cambiamenti della dimensione della forza lavoro, nelle variazioni del tasso di crescita della produttività e in quelle del modello di
risparmio - dice Angelo Santori, segretario generale degli Over60 di Confagricoltura −«la prima implicazione evidente è la diminuzione del numero dei lavoratori. Senza aumenti di produttività, l'invecchiamento della popolazione potrebbe tagliare i tassi di crescita in alcune parti del mondo». Per il Credit Suisse, la diminuzione della popolazione in età lavorativa, tra il 2000 e il 2013, ha trascinato verso il basso il PIL del Giappone dello 0,6%. La contrazione della forza lavoro in Germania potrebbe ridurre la crescita del PIL di quasi mezzo punto. In America il pensionamento dei baby-boomers, dovrebbe far diminuire il tasso di crescita potenziale dell'economia dello 0,7 %. La vera dimensione della forza lavoro, però, dipende più che dall’età, da chi lavora e quanto a lungo. Fattore importante è l'istruzione: i più istruiti sono propensi a lavorare più a lungo e studi recenti suggeriscono che i lavoratori anziani sono più produttivi. Come influisce l'invecchiamento sulla crescita? Un ampio gruppo di anziani ben istruiti farà guadagnare una quota maggiore del reddito complessivo. I governi di tutto il mondo ricco (Europa in particolare) ritardano le pensioni per tagliare i deficit di bilancio. Indipendentemente dal livello di abilità, quelli vicini
ANZIANI? SÌ, GRAZIE! I vecchi d’Italia sono allegri, vitali e in buona salute. E' proprio per questo che gli over6 0 rifuggono dall’essere chiamati anziani. Eppure la parola anziano non ha una connotazione negativa, perché individua semplicemente una persona che è nata prima. Il significato è certamente positivo perché ha più esperienza e trasmette rispetto. Ma quando si diventa anziani? Molti Paesi sviluppati hanno fissato, nel raggiungimento dei 6 5 anni, l’età per questa definizione, mentre l’età per quelli in via di sviluppo viene fissata in 6 0 + + . 5 6 | MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2014
I NUMERI DELL’ANEURISMA Trecentomila italiani colpiti, con 1.800 nuovi casi ogni anno. Sono i numeri dell'aneurisma all'aorta ascendente, dilatazione maligna dell''autostrada del sangue' che all'improvviso può rompersi. Una malattia subdola, perché avanza silenziosa. Se non viene curata in tempo, è mortale in 3 casi su 4. Per evitarlo, parte la prima campagna nazionale di screening sulle persone a rischio, promossa da Cardioteam Foundation Onlus. Tutti i cittadini tra 55 e 75 anni potranno sottoporsi a un ecocardiogramma gratuito, telefonando al numero verde 800775590 e prenotando il controllo senza il bisogno di un'impegnativa del medico.
alla pensione risparmieranno di più e ciò si rifletterà sulla spesa per le persone anziane. Le ultime previsioni della Commissione europea indicano che la spesa pensionistica complessiva dell'UE diminuirà del 0,1% tra il 2010 e il 2020, per poi aumentare dello 0 ,6 % nel decennio successivo. Il denaro risparmiato dovrebbe fornire opportunità di investimento produttivo, per aumentare la crescita di lungo periodo. Sarà un mondo in cui l'invecchiamento rafforza i cambiamenti nella distribuzione del reddito che la nuova tecnologia ha portato con sé: l'esperto anziano guadagna di più,mentre sarà particolarmente difficile per i giovani meno istruiti e disoccupati costruire le competenze per diventare lavoratori anziani produttivi.
L’Italia è l’unico paese al mondo con 1,5 milioni di badanti
L’Italia è l'unico Paese al mondo ad avere circa un milione e mezzo di assistenti familiari che lavorano in più di due milioni di famiglie. Lo afferma una ricerca condotta dal Censis e da Ismu. Ad accudire nonni e nonne italiane sono sempre più straniere: il 77,3 per cento viene dall’estero e nella maggioranza dei casi questo lavoro è svolto da donne tra i 36 e i 50 anni. E’ un modo di portare un'assistenza suppletiva agli anziani, che altrimenti potrebbero contare su un numero insufficiente di letti nelle Residenze
Sanitarie Assistenziali (solo 400mila letti in Italia che coprono circa il 3,5% degli over 65, mentre nessun Paese europeo si attesta sotto al 7%), o su prestazioni domiciliari ancora molto inferiori alla media europea (garantiscono servizi a meno del 2% degli ultrasessantacinquenni, mentre nessun Paese in Europa si attesta al di sotto dell'8%). Questo è quanto emerge dalla presentazione di Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva e Direttore del Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore - Policlinico A. Gemelli di Roma, in occasione di una giornata di confronto sull’assistenza familiare in Italia, che ha riunito esponenti politici, professionisti sanitari ed esponenti di associazioni. “Dal punto di vista del sistema è una sorta di servizio socio-sanitario parallelo, garantito da operatori della cui
IL PROBLEMA DELL’INSONNIA è molto diffuso soprattutto tra le persone meno giovani, con un impatto stimato del 2 3 -3 4 per cento sugli over 6 5 . Dalle tisane agli integratori, ai farmaci, molti sono i rimedi scelti per combatterla. Alcuni non sono efficaci, altri potrebbero non essere i migliori per il nostro organismo. Un recente studio della Louisiana State University ha dimostrato come le ciliegie ed il loro succo riescano a conciliare meglio il sonno. La ricerca ha interessato un campione di entrambi i sessi con un’età superiore ai 6 5 anni a cui è stato somministrato 2 volte al giorno un bicchiere si succo di ciliegia, senza aggiungere tisane o farmaci. I risultati positivi sono arrivati dopo 3 settimane di terapia. La quantità di sonno è aumentata di circa 60-80 minuti. Il succo di ciliegia è una fonte naturale di melatonina, un ormone che aiuta a regolare il ciclo sonno-veglia. Il succo di ciliegia ha contribuito ad aumentare la disponibilità di triptofano, un aminoacido essenziale e un precursore della serotonina che favorisce il buon sonno.
formazione nessuno sembra preoccuparsi abbastanza - ha detto -. Al contrario, l'Universita' Cattolica di Roma, attraverso il Centro di Ricerca, Promozione e Sviluppo dell'Assistenza Geriatrica, ha intrapreso da anni uno sforzo di professionalizzazione della figura di 'badante' nel cuore del Policlinico A. Gemelli”.
GIOCARE A BOCCE FA BENE Il gioco delle bocce spesso è deriso; un’ attività da vecchi, si dice. Sarà, ma non sottovalutiamolo, dal momento che fa bene al corpo e alla mente, mantiene attivi e aiuta a vincere la solitudine. Questa disciplina, negli ultimi anni, ha coinvolto sempre più appassionati, dai bambini fino alla Terza Età. Le qualità che si richiedono a un vero giocatore di bocce sono flessibilità, equilibrio, elasticità e concentrazione. E’ uno sport in grado di tenere in esercizio il corpo e dare benessere alla mente. Fare movimento senza forzare i muscoli, camminare, fare flessioni e allenare le articolazioni; le bocce - per i benefici fisici in grado di dare sono simili alla ginnastica dolce, donano elasticità alle ossa e migliora la circolazione. Le bocce richiedono concentrazione e conoscenza di se stessi, due attitudini che questo gioco aiuta a rafforzare. Sul campo, inoltre, c'è il confronto continuo con gli avversari e socializzare è naturale.
LUGLIO-AGOSTO 2014| MONDO AGRICOLO |57
PATRONATO di Carlo Rosati
Stranieri: la guida per partecipare ad “Expo” e soggiornare regolarmente in Italia In vista di Expo 2015, i ministeri del Lavoro, dell’Interno e degli Affari esteri, con il supporto tecnico di Italia Lavoro, hanno realizzato un vademecum sulle modalità di ingresso e di soggiorno in Italia dei partecipanti provenienti dai Paesi extra-Ue aderenti all’iniziativa. Lo scopo è quello di agevolare la realizzazione dell’evento, chiarendo chi sono i soggetti che possono entrare nel nostro Paese per visitare o partecipare direttamente all’Esposizione. Al contempo, viene anche chiarita la documentazione da consegnare agli uffici italiani ai fini del rilascio del visto di ingresso e del titolo di soggiorno. Nel vademecum viene inoltre illustrato
come accedere alla piattaforma che sarà presto online per la compilazione dei moduli predisposti per gli ingressi per motivi di lavoro. E sono contenuti infine i collegamenti ai siti ufficiali degli enti e delle istituzioni chiamate a cooperare per garantire il più agile ingresso e soggiorno in Italia ai visitatori ed al personale dell’Expo Milano 2015. Va evidenziato che il suddetto vademecum è anche disponibile in inglese e francese sul sito del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali dedicato all’immigrazione, che si può consultare online sul sito www.integrazionemigranti.gov.it.
ASSISTENZA A CITTADINI STRANIERI E DATORI DI LAVORO Il patronato Enapa è senz’altro, per gli stranieri, un punto di riferimento presso il quale ricevere le opportune informazioni sulla legislazione italiana sull'immigrazione sui diritti di cittadinanza e orientamento sull'accesso ai servizi previdenziali, sociali, nonché socio-sanitari nel territorio italiano. Le sedi territoriali del patronato Enapa forniscono pure assistenza per l’istruzione di tutte le pratiche per i permessi e le carte di soggiorno, i ricongiungimenti familiari. Enapa informa che i cittadini europei che intendono stabilirsi in Italia, dopo tre mesi dall’arrivo, devono iscriversi all’anagrafe del comune di residenza. L’obbligo di richiesta del permesso invece rimane valido per i cittadini extraeuropei, che devono regolarizzare la loro presenza entro otto giorni dall’arrivo in Italia.
GUIDA IMMIGRAZIONE ONLINE
58|MONDO AGRICOLO| LUGLIO-AGOSTO 2014
La Guida Immigrazione è consultabile online (www.integrazionemigranti.gov.it) in 10 diverse lingue. Promossa dal ministero del Lavoro è stata pensata sia per chi deve ancora arrivare in Italia, ed ha bisogno di capire come si possa entrare, sia per chi già vi si trova. Ma anche i datori di lavoro, italiani e stranieri, possono trovare qui indicazioni utili per accompagnare i loro lavoratori dipendenti nel percorso di integrazione; può aiutare a risolvere anche i problemi quotidiani: dal contratto di lavoro all’iscrizione dei figli a scuola, dal rilascio della patente all’apertura di un conto corrente in banca.
O
S
S
E
R
V
A
T
O
R
I
O
ISMEA: FORTI DIFFICOLTÀ PER I PRODUTTORI ITALIANI
Frutta estiva: a luglio ribassi del 40% circa due mesi dall’avA vio della campagna di commercializzazione di pesche e nettarine, la congiuntura sta evidenziando forti difficoltà per i produttori. Dall’analisi Ismea emerge che le quotazioni, alla prima fase di scambio, hanno accusato, in Italia e in altre piazze europee, diffusi cedimenti, conseguenti a fenomeni di sovrapposizione di offerta, anche con merce estera (soprattutto greca e spagnola), che hanno reso particolarmente difficile il collocamento sul mercato interno. Poi il clima fresco, in alcune settimane, non ha incoraggiato i consumi di frutta estiva; ripetute precipitazioni hanno invece inciso sul profilo qualitativo del prodotto e conservabilità. Il quadro commerciale che è andato delineandosi a luglio è apparso critico in tutte le piazze prese in esame, per un insieme di fattori. In primis un’offerta che in questa fase della campagna coinvolge areali produttivi sia del nord che del sud della penisola. Inoltre la qualità fitosanitaria del prodotto e la sua capacità di conservazione varia da zona a zona. Alcune aree del Paese sono state particolarmente colpite da un andamento
Pesche a polpa gialla: prezzi f.co azienda agricola (€/kg) *
* prezzo medio di tutti i calibri Fonte: ISMEA
Nettarina a polpa gialla: prezzi f.co azienda agricola (€/kg)*
* prezzo medio di tutti i calibri Fonte: ISMEA
climatico eccessivamente piovoso che ha penalizzato l’integrità del prodotto, sia in campo, sia nella fase di post raccolta, aumentando la percentuale di scarto presso i confezionatori e determinando un collocamento difficile. Quanto ai prezzi, in base alle rilevazioni Ismea, nella seconda settimana di luglio, le quotazioni all'origine delle pesche si sono attestate me-
diamente sui 43 centesimi al chilo, perdendo oltre il 34% rispetto allo stesso periodo del 2013 e più del 12% sul triennio 20112013. Ribassi che si stanno trasmettendo, seppure lentamente, anche alle successive fasi della distribuzione. Le elaborazioni dell’Istituto indicano, sempre in riferimento alle settimana dal 7 al 13 luglio, una flessione dei prezzi delle pe-
sche franco magazzino di confezionamento del 35% su base tendenziale e del 30% sui tre anni precedenti. All’ingrosso siamo invece nell’ordine di un meno 20% annuale nella media delle ultime otto settimane e del -15% rispetto agli ultimi tre anni, mentre al consumo i dati provenienti dalla rete di rilevazione Ismea presso la grande distribuzione organizzata rivelano riduzioni di circa il 10% (4,4% sulla media triennale). Peggiore il bilancio per le nettarine, con i prezzi all’origine scesi mediamente a 0,46 €/kg (franco azienda) e a 0,50 €/kg (franco magazzino di confezionamento), in calo fino al 40% rispetto ai livelli dello scorso anno. La flessione all’ingrosso e al consumo si è rivelata più blanda, rispettivamente del -12% e del 3% circa su base annua. Negli ultimi 15 anni il mercato italiano delle pesche e nettarine è stato più volte soggetto a crisi di mercato, sempre legate a un surplus di offerta rispetto alle capacità di assorbimento della domanda. Determinante la pressione delle merci di importazione, vendute solitamente a prezzi fortemente competitivi rispetto al prodotto nazionale.
AGRITURISMO di Veronica Mazzanti
CLASSIFICAZIONE, SI VA DA 1 A 5 GIRASOLI PER IL TOP
Un marchio registrato per le vacanze in campagna
«A
griturismo Italia» è il marchio registrato dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, che identificherà le aziende e le attività agrituristiche. Sarà concesso in licenza d’uso alle Regioni che, a loro volta, l’assegneranno alle aziende. Il Mipaaf ha registrato il dominio del portale ufficiale dell’agriturismo italiano: www.agriturismoitalia.gov.it, che sarà pronto prima di Expo 2015. “Attraverso una simbologia comune ed omogenea su tutto il territorio nazionale – ha osservato il presidente di Agriturist, Cosimo Melacca - sarà finalmente più facile per i nostri ospiti, incrociando la categoria con l’informazione sui servizi offerti ed i prezzi, scegliere l’agriturismo dove soggiornare”. Come precisato dallo stesso decreto ministeriale, infatti, il Repertorio (exOsservatorio) è stato istituito con la finalità di integrare tutti gli elenchi ufficiali delle Regioni e delle Province autonome e raccoglierà le informazioni riferite a tutte le aziende autorizzate a norma di legge
60| MONDO AGRICOLO |LUGLIO-AGOSTO 2014
nella foto: l’azienda ENSA a Tortona (Alessandria)
all’esercizio dell’attività agrituristica sul territorio nazionale. Il simbolo scelto è il girasole. Le categorie di riferimento previste sono 5 e i simboli assegnati indicheranno la classificazione che, per una facile leggibilità da parte del pubblico, è stata resa affine a quella degli alberghi e dei cam-
peggi. Cinque girasoli identificheranno il top dell’agriturismo. “Va certamente data la possibilità ai nostri ospiti di farsi un’idea di massima del livello di comfort e della varietà dei servizi offerti – rileva il presidente Agriturist – vanno tuttavia considerate le aspettative specifiche del settore, non sempre rilevabili in modo obiettivo, ma importanti per un efficace sistema di classificazione”. Si va dall’agriturismo che offre soltanto le attrezzature e i servizi minimi, a quello che cura armonicamente il comfort e la caratterizzazione agricola e naturalistica dell’accoglienza, mettendo a disposizione dell’ospite un complesso di attrezzature e servizi di livello elevato in un contesto paesaggistico-ambientale eccellente. “Valutiamo positivamente questo sistema – conclude Melacca - che sarà in grado di rappresentare l’offerta italiana, rispettando lo spirito e l’identità dei nostri agriturismi, valorizzando la caratterizzazione agricola dell’accoglienza, che rappresenta l’attesa più importante di chi sceglie l’agriturismo per le proprie vacanze”.
Massima resistenza negli impieghi più intensivi. LSB 1290, l’affidabilità prima di tutto.
VERUCCHI ACHILLE & C. Snc, contoterzista, Anzola dell’Emilia BO
“Il prodotto raccolto è destinato prevalentemente alle stalle. La qualità è dunque fondamentale” “Per mantenere inalterate le caratteristiche nutritive, il foraggio deve essere imballato a regola d’arte. Il rotore integrale e l’infaldatore professionale della LSB 1290 assicurano un trattamento delicato del prodotto e la produzione di balle omogenee. Indipendentemente dalle dimensioni dell’andana il risultato è impeccabile.”
0611-PROD-AXIS-210-297-IT
“Oltre 7000 balle all’anno senza mai fermarsi” “Il lavoro della big baler su paglia ed erba medica è continuo per tutta la durata della stagione di raccolta. Fermarsi anche un solo giorno sarebbe un grave danno. La LSB 1290 non teme nessuna sollecitazione ed è estremamente afidabile in ogni condizione di lavoro.”
www.kuhn.it
coltivazioni l allevamento l paesaggio
be strong, be KUHN
VINO
PREMIATO IL “DELLATERRA SYRAH” DELL’AZIENDA PATRÌ
Buone pratiche agricole e tanta passione È ormai un legame a doppio filo quello instauratosi tra la Sicilia e il Syrah, fascinoso vitigno dalle origini controverse che predilige luminosità e suoli particolari e riesce a dare il meglio di sé in condizioni limite per la sua sopravvivenza, come quelle in cui un monitorato stress idrico o la presenza di terreni magri, con poco scheletro, ne contenga gli eccessi di vigoria. Grazie a queste affinità di tipo pedo-climatico, nell’arco degli ultimi dieci anni il Syrah (vada per il genere maschile, anche se la scelta dei francesi di considerarlo femmina contribuisce ad accrescerne il potere seduttivo) è arrivato ad occupare nell’isola oltre 5.000 ettari e, stando alle elaborazioni del Corriere Vinicolo su dati Istat, costituisce oggi il 5% del vigneto siciliano. Una escalation non solo quantitativa ma anche qualitativa che, senza nulla togliere alla validità delle varietà autoctone, con le quali peraltro il Syrah si sposa molto bene, gli ha conferito da solista un posto d’onore nell’élite dei vini siciliani. Tra le interpretazioni “isolane” di più alto livello, capaci di trasmettere i profumi e il calore della terra da cui provengono e perfettamente in grado di competere sia con le veterane e blasonate versioni della Côte du Rhône sia con i rampanti e modaioli epigoni australiani, figura il Dellaterra Syrah dell’azienda Patrì: 200 ettari nella campagna a sud di Caltanissetta, tra Butera e Riesi, per un terzo coltivati a vigneto. Protagonisti di una svolta comune a molte realtà agricole dello Stivale, i titolari Rocco e Patrizia Patrì, insieme ai figli Giusep62|MONDO AGRICOLO|LUGLIO-AGOSTO 2014
pe, Elisa e Daniela, nel 2010 hanno deciso di passare dalla generica produzione di sfuso all’imbottigliamento di vini di qualità. Ma la cantina, dove, sotto la supervisione degli enologi Vincenzo Bambina e Nicola Centonze, si svolge un meticoloso controllo di tutte le fasi che giungono al prodotto finito attraverso gli accorgimenti più moderni per la vinificazione, rappresenta solo la tappa finale di un progetto armonico che parte dal vigneto, con la cura puntigliosa delle lavorazioni e la successiva scelta dei grappoli migliori, tenendo nella massima considerazione l’ambiente quale importante fattore produttivo.In quest’ottica, per tutelare efficacemente le risorse naturali e la biodiversità, l’azienda Patrì, oltre ad aver ha scelto il fotovoltaico per la produzione di energia da utilizzare in cantina e nell’estrazione di acqua dal sottosuolo, ha aderito al protocollo Global Gap (Good
Agricultural Practice), che definisce le buone pratiche agricole relative agli elementi essenziali per lo sviluppo della tecnica migliore applicabile ad aziende agricole, al fine di rispondere alle crescenti esigenze di sicurezza alimentare e di rispetto del territorio. E proprio a dimostrazione della possibilità di coniugare il razionale utilizzo delle risorse con la produzione di vini di pregio 2014 il Dellaterra Syrah 2011 si è aggiudicato la Gran Medaglia d’Oro al Concorso Enologico Internazionale Selezione del Sindaco 2014. Un prestigioso riconoscimento, che gode del patrocinio dall’Oiv, per un “fuoriclasse” solare ed avvolgente, di grande tipicità espressiva. Le uve provenienti da vigneti allevati a spalliera con una densità di 4.500 ceppi per ettaro, vengono sottoposte a macerazione prefermentativa a freddo e fermentazione sulle bucce per 12-15 giorni a temperatura controllata subendo ripetuti rimontaggi e délestage. A fermentazione malolattica svolta, il vino affina in acciaio e successivamente in bottiglia. Il risultato finale è un magnifico rosso dai profumi attraenti, in cui emergono delicate note speziate, e dal grande spessore gustativo, con una marcata vena di salinità portatrice di una piacevole lunghezza e freschezza. Con prodotti di questo calibro la “via siciliana” al Syrah può senz’altro dirsi felicemente tracciata. Barbara Mengozzi
“CAPITOLO PRIMO” DI DAMIANO FERRARO
Tecnica internazionale e cultura siciliana Capitolo Primo non è certo la prima pagina del libro che Damiano Ferraro potrebbe scrivere sulla sua esperienza di chef, ma la prima del suo impegno imprenditoriale nella grande ristorazione. Lasciato il piccolo paese di Montallegro, nel cuore della Sicilia, in provincia di Agrigento, subito dopo il diploma di scuola alberghiera, insieme alla giovane moglie Adriana, Damiano inizia la sua esperienza internazionale, che lo porta delle grandi brigate della Svizzera, al lusso dei Grand Hotels londinesi e ancora alla gerarchia e perfezione quasi maniacale nel regno della grande tradizione francese in Inghilterra, “Le Gavroche” dei Roux brothers, fino alla ricercatezza e alla semplicità di un grande maestro come Ezio Santin della Cassinetta di Lugagnano. Nel 2000 torna a Montallegro (“per far nascere mia figlia, non con l’idea di restare”, dice) ma non se ne va più. Compra un antico palazzetto nobiliare e investe, e non poco, in un piccolo Relais, Relais Briuccia, oggi elegante e confortevole rifugio sulla strada tra Sciacca ed Agrigento con sette suite sapientemente arredate, capace di offrire un’accoglienza unica e punto di partenza ideale per la scoperta di un territorio incontaminato caratterizzato dalla riserva naturale WWF di Torre Salsa e poco distante dal sito archeologico di Eraclea Minoa e dalla famosa Valle dei Templi. Il ristorante “Capitolo Primo”, trova posto nel vecchio cortile interno, trasformato in un giardino d’inverno impreziosito da un esemplare di bambù gigante e coperto da una cupola in vetro che lo rende utilizzabile anche nella stagione invernale. Arredamento elegante, servizio
impeccabile, ricca la cantina, svelata dal pavimento in cristallo, incastonata nella roccia viva, che raccoglie oltre trecento etichette, in prevalenza siciliane, ma anche Champagne e perle nazionali. Clientela prevalentemente internazionale, ma anche italiana e siciliana. “Ogni tanto - dice Damiano Ferraro - spinto dalle mie segrete ossessioni e dai miei stati d’animo, mi soffermo a territorio dove anche i semplici ingreripercorrere, forse anche con un po’ di dienti provocano emozioni e dove la nostalgia, gli anni di trepidazione, di cultura del mangiare bene è cresciuta grande sacrificio, di ambizione e nei secoli, sempre affinandosi e valoanche di delusioni, che hanno caratte- rizzandosi con l’apporto e con l’esperizzato il mio percorso professionale. rienza dei tanti popoli che in Sicilia Questi momenti di vita, passati in hanno esercitato il loro dominio”. Da stretto contatto con professionisti e questo approccio naturale con la cuciculture molto distanti tra loro, non mi na, quasi da artigiano dei fornelli, hanno fatto dimenticare nel mio nascono grandi piatti, sempre basati modo di fare cucina le influenze di su prodotti locali, rigorosamente stadialetto, ma mi hanno fatto capire che gionali, dal pesce, alle verdure, alle non si può fare a meno del rigore, né erbe spontanee, come il Polpo su tantomeno essere approssimativi.” patata aerografata all’olio di Nocellara Se oggi Ferraro può scrivere il suo del Belice e le olive schiacciate, gli vero “Capitolo primo” Gnocchetti di patate ed interpretare l’arte farciti di merluzzo FILETTO DI TONNO ROSATO della grande cucina salato al profumo di con la dovuta maetimo selvatico e crostria, lo deve princistacei, la Lampuga al palmente al periodo vapore di rosmarino formativo della giovie lenticchie di Pannezza, ma anche alle telleria, la Cupoletta sue origini siciliane. di spatola, l’Arancina E presto comincerà a con fonduta di pepescrivere anche il roni e scampi e tasca Con il Dellaterra Syirah 2011 dell’azienda secondo capitolo, un di pesce spada con Patrì, Damiano Ferraro propone Filetto altro piccolo Relais sul tuma di pecora, il di tonno rosato al battuto di pepe nero con emulsione di acciughe all’olio mare. Tecnica e cultuFlan di ricotta extravergine e pomodorini canditi. ra si fondono nella al miele con zuppetta Piatto delicato, ma strutturato, che sua cucina. “Ho la forspeziata all’arancio. ben si abbina con questo grande rosso. tuna di operare in un Gabriella Bechi LUGLIO-AGOSTO 2014| MONDO AGRICOLO |63
BUONO A SAPERSI...
CIBI AD ALTA QUALITÀ ED ALTA RAPIDITÀ
La cucina efficace antispreco
L
o spreco alimentare si combatte anche in cucina. Quante volte è capitato di rientrare tardi a casa la sera dal lavoro, trovare il frigorifero semivuoto o peggio di cose scadute o andate a male, e pensare tra sé e sé: “Ah ! che voglia avrei di un bel piatto di pasta proprio ora”. La mancanza di ingredienti, l'orario tardo, i tempi di preparazione e la poca voglia di sporcare e lavare piatti e pentole ci toglie questo piacere. La Cucina efficace nasce proprio per risolvere i problemi di tutti coloro che a causa dei ritmi di vita contemporanei vivono incessantemente questo problema. Mangiare qualcosa di pronto, subito, fatto da sé e di alta qualità, senza sprecare cibo. La soluzione trovata dal suo inventore, Paolo Barichella, è quella di spostare la produzione del lavoro nel tempo, per offrire la possibilità
64| MONDO AGRICOLO | LUGLIO-AGOSTO 2014
di consumare il risultato di quanto cucinato con passione precedentemente, quando si ha tempo a disposizione, attraverso modalità estremamente rapide e strumenti idonei. Il sistema si fonda su elementari ed utili principi di economia domestica e spiega come applicarli, basandosi sull'utilizzo di comuni, ma moderne, tecnologie che offrono la possibilità di produrre e conservare prodotti per consumarli in tempi differenti semplicemente componendoli o scaldandoli in modo decisamente rapido ed efficace. La Cucina Efficace è un metodo di lavoro creato da Paolo Barichella, food designer con grande esperienza, che ha applicato i principi del design dei servizi alla cucina. E ne ha combinate di tutti i colori, o meglio di tutte le forme! Ha perlificato il Bellini… meraviglioso prodigio dell’azoto liquido! Base di succo di pesca e Spumante Rotari. Ha moltiplicato i craker! Perchè il craker dev’essere diviso in due? Meglio in tre pezzi per tre morsi di fame! Ha inventato il Treker! Se la cucina non
può essere più quella della nonna, con i suoi tempi lunghi e i suoi sughi lenti, (purtroppo) abbiamo bisogno di velocizzare, di ottimizzare il tempo che abbiamo senza danneggiare il nostro appetito. E cosi che nasce la linea di prodotti sottovuoto della Cucina Efficace: scegli il formato di pasta, scegli il sugo preferito e in 2 minuti il piatto è pronto in tavola. Sempre per i tempi moderni, con la fretta di BipBip a dettar legge, nasce il Coffee Design Store, format, che consente di avere a disposizione macchina del caffè a cialde, frigorifero e forno a microonde per preparare i propri caffè speciali con tanto di dessert da golosi in poco tempo! (www.fooddesign.it). Gabriella Bechi
L’ARTISTA HA ESPOSTO A NEW YORK DOPO IL 1° PREMIO ALLA BIENNALE DELLA CREATIVITÀ
Ercole Gino Gelso, tra filosofia ed emozioni
E
rcole Gino Gelso è stato a lungo impegnato in Confagricoltura (vicedirettore a Bologna, poi direttore a Udine per 16 anni e quindi direttore di Federmarche) e acuto giornalista agricolo. In pensione ha potuto dedicarsi a tempo pieno al suo hobby principale - che ora è molto più di un divertimento - quello della pittura. Ha tenuto mostre in molte località italiane ed anche all’estero (tra cui Montecarlo, Barcellona, Malta). Recentemente si è posto in evidenza alla prima Biennale della Creatività di Verona dove si è classificato al primo posto; il premio è
stata la possibilità di esporre i suoi quadri a New York. E questa estate sono state molte le location dove ha esposto la sua produzione artistica. «La sua opera, specialmente la più recente – ha scritto il critico d’arte Pino Bonifazio - si muove tra due forme espressive diverse, apparentemente contrastanti, che sondano da un lato gli aspetti emozionali più sanguigni e sensoriali dell'uomo e dall'altro lato quelli propriamente
“Il bacio” – olio e smalti spray su tela (2013)
intellettuali del pensiero filosofico, accomunati da una tensione interiore vibrante e coinvolgente». «I soggetti - ha commentato sempre il critico - si muovono in uno spazio che contribuisce in modo efficace a stabilire una relazione con l'osservatore e a determinare il racconto pittorico, potenziato a forme e colori originali e creativi». (M. M.)
CAMPI SONORI di Gaetano Menna
DEBUTTANO I GENOVESI ACT TRA VECCHI E NUOVI SENTIERI
Benvenuti a Coverland I genovesi ACT propongono un doppio album, “TЯIO!” (proprio così con la “R” rovesciata), su etichetta FermentiVivi by Aereostella. Il trio è composto da Andrea Cervetto (chitarra, voce solista), Alex Polifrone (batteria), Max Zuccaro (basso). Il CD1 contiene dieci inediti composti da Cervetto, il CD2 è invece una raccolta di otto brani rock e blues di culto rivisitati (tra cui “Sunshine of your love” e “White Room” dei Cream, “Don't let me down” e “While my guitar gently weeps” dei Beatles, “Too much love will kill You” di Brian May). Il primo singolo proposto è “Fire & Desire” tratto dal CD1, mentre il singolo estratto dal
CD2 è la splendida “Don't let me down”. Consigliamo di partire dall’ascolto del secondo dischetto. Benvenuti a “Coverland” – come la band titola il CD2 – che è fare propria la lezione del passato. Gli ACT sono davvero superbi, hanno carisma, feeling, sono trascinanti. Ascoltare subito dopo le cover i brani originali del CD1 è una piacevole sorpresa, perché ci si accorge che il trio si muove con continuità tra vecchi e nuovi sentieri. Tra i brani spiccano, oltre al primo
singolo, “Kissed of good bye” (il cui testo è stato scritto dal mitico Bernardo Lanzetti) e la sanguigna, blueseggiante “You don’t make something” che, senza esagerazioni, da sola vale l’acquisto del disco. In evidenza l’attività dell’etichetta “FermentiVivi”, seguita con passione da Franz Di Cioccio (il front man e drummer di PFM) che è un’antenna sintonizzata sul magma incandescente, sull’underground, in senso di sotterraneo e misconosciuto, che merita una chance.
Il post rock che si ispira al cult movie “Shining” Il nome della band Wendy?! è stato ispirato dalla visione del film “Shining”. Il quartetto vuole indagare e raccontare il lato oscuro della mente e dell’animo umano, e cosa meglio del capolavoro di Kubrick in questo senso? Oggi pubblicano il loro secondo CD che si intitola “Notebook” (Tide Record). Il gruppo è costituto da Lorenzo Canevacci (voce e chitarra), Andrea Giuliano (basso), Alessandro Ressa (chitarra
ritmica e tastiere) e Luca Calabrò (batteria). Nel nuovo CD ci sono i riff per chi ama l’hard rock, l’energia e l’attitudine del punk, le atmosfere scure del post punk, il suono ruvido
dell'alternative rock, e soprattutto un modo di scrivere “canzoni” tipico dei ’70 e di certo rock classico. «Abbiamo deciso di chiamarlo “Notebook” perché il disco – spiega Canevacci - è quasi una raccolta di appunti, o di istantanee». Nell’illustrazione della cover si vede il quaderno su cui è annotato “everything will be done”; già, tutto sarà fatto, con un sound maturo che scorre fluente.
L’INCONTRO CON FABER,LE VISIONI NOTTURNE E DECADENTI
Canzone d’autore impastata di sofferenza e inquietudine Oliviero Malaspina è il cantautore che negli ultimi tempi di Fabrizio De André fu spesso al suo fianco, lavorando a progetti differenti ma soprattutto ad un disco mai uscito,“Notturni”; era il buio l'ultima visione di Faber, erano gli oscuri bagliori della decadenza del secolo morente ad affascinarlo. Malaspina ha tempi di gestazione molto lunghi per i suoi dischi solisti. I primi due risalgono a metà degli anni ’90, poi una lunga pausa decennale per poter ascoltare altri due suoi lavori. E, dopo quasi un altro decennio, arriva 66| MONDO AGRICOLO|LUGLIO-AGOSTO 2014
Rosa elettrica Il fiore non punge ma pungola
il suo quinto CD che si intitola semplicemente “Malaspina”, con in copertina la rosa con la spina di… corrente. Il nuovo disco esce per le etichette Hydra e Ululati. Riattacchiamo la spina per ascoltare 12 nuovi brani, poetici, vibranti, taglienti, impastati di sofferenza e inquietudine; canzone d’autore e rock si mescolano a spruzzate di elettronica. Con l'album esce pure il videoclip ufficiale del brano "Volevo essere la luna sui campi", dell'artista multimediale Umberto Baccolo.
Trebbiare Ronald inio
iare Trinc inio ld Rona
Hai già raccolto il tuo Ronaldinio?
KWS è lieta di presentarvi i mais del Team Ronaldinio, tutti precocissimi da raccogliere con un mese d’anticipo… lasciando libero il terreno per altre semine. Ehi, non ti far battere sul tempo dal tuo vicino: chiama i nostri tecnici e comincia il conto alla rovescia!
www.kws.it
Import Tolerance USA
Prolectus p Prolectus pr previene eviene e la botrite botrite e rriduce iduce e la laccasi.. La qualità del vino v dipende dalla qualità qualittà dell’uva. Con solo un tra attamento in pre-chiusura, pre-chiusurra, previene la botrite. trattamento prese enza di laccasi e non int terferisce sul lav dell’enologo. Riduce la presenza interferisce lavoro oro dell’enologo. Prolectus nuova esclusiva Prolectus è a base b di una nuo va molecola, mole ecola, esclusi va e innovativa, innova ativa, frutto dell’avanzata dell’avanzata ricerca Sumitomo Chemical. frutto Prolectus P rolectus ha ottenuto o tenuto l’Import ot l’Import Tolerance Toleran o nce per gli US USA. A.
www.sumitomo-chem.it ww ww.sumitomo-chem.it
Agrofarmaco autorizzato auto orizzato dal Ministero della salute. salute. Leggere L eggere attentamente attentam mente le istruzioni riportate riporrttate in etichetta. etich hetta.
s estosensocom.it
La scelta del professionista