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Mondo agricolo 6

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CONFAGRICOLTURA PLUS • MERCOLEDÌ RISO • EXPO PADIGLIONE ZERO • UNCAI AD EXPO • SUCCESSO DI FRUIT INNOVATION • IL SAPORE DEL FUTURO • SAME: MECCANIZZAZIONE 2.0 • COOKING FOR ART • ACCORDO CON CASCINA PULITA • FIMA DENTAL CARD


L’ E D I T O R I A L E

Il futuro è qui

P

uò apparire prematuro pensare all’eredità che l’Expo lascerà, ma lo è meno di quanto possa sembrare. Questa eredità infatti la si costruisce oggi e in questi mesi. Noi abbiamo gettato già le prime basi del “dopo Expo” e stiamo lavorando con una strategia di medio-lungo termine. Due appuntamenti da cui siamo reduci sono esemplificativi di questo nostro impegno orientato al futuro: l’incontro con le imprese di maggior rilievo, che si è svolto alla Vigna di Leonardo il 28 maggio, e la nostra Assemblea Generale all’Expo il giorno successivo. Il primo evento, durante il quale è stato presentato il progetto Confagricoltura Plus, dà la misura della nostra sempre maggiore attenzione verso le imprese associate, che tiene conto delle peculiarità di ciascuna e si traduce in servizi e supporto più mirati e orientati allo sviluppo e all’innovazione. L’assemblea del 29 ad Expo testimonia anche l’apertura di Confagricoltura a nuovi stakeholder, apertura che rafforza la nostra organizzazione, ma soprattutto le imprese, grazie alla creazione di una rete di relazioni e partnership sempre più articolate e proficue. Al centro di questa assemblea sono state proprio le imprese, che hanno raccontato attraverso la viva voce dei protagonisti la loro storia, l’entusiasmo grazie al quale si trovano soluzioni anche nelle situazioni più difficili, di come non sia sufficiente fare un buon prodotto, ma occorra capire i bisogni del consumatore, per dirla con le parole di Andrea Benetton. Si è parlato di come la diffusione di un prodotto e di un marchio sia un potente strumento di valorizzazione del territorio e di quanto sia necessario saper cambiare, sempre, puntando su ricerca ed innovazione; come nel caso di Planeta, che con la sua attività ha dato un contributo decisivo alla filiera vitivinicola siciliana. Esperienze diverse le une dalle altre, ma accomunate dalla passione per la terra, dal saper innovare e guardare al futuro con lungimiranza, insomma dalla capacità di "coltivare capolavori". Questa è l’eredità che stiamo costruendo, giorno dopo giorno, nei nostri ambiti consueti (l’allargamento di Agrinsieme con l’adesione di Copagri è anch’esso indice di quest’apertura), ma anche in quelli nuovi che l’Expo ci dà l’opportunità di sfruttare (come attestano le collaborazioni con Rai Com, con il Parco Tecnologico Padano, con Codice Atlantico, per citarne alcune), per ampliare la rete di interlocutori, anche con altri Paesi, e dare così un contributo determinante alla crescita dell’agroalimentare italiano. Sempre più internazionale ed innovativo. Mario Guidi

GIUGNO 2015| MONDO AGRICOLO | 3


SO MMA R I O L’EDITORIALE Il futuro è qui Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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ATTUALITÀ PRODOTTI Dalla semina alla vendita Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38

Le statuine degli imprenditori a Expo - Palazzo Italia (foto Ciani Bassetti)

Direttore responsabile GABRIELLA BECHI Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA

L’ortofrutta italiana fa squadra Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42

Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI

PRIMO PIANO EXPO Un’organizzazione contemporanea Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II, 101 00186 Roma Tel. +39.06.6852329

Servizi “plus” Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10

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mondo.agricolo@confagricoltura.it

Abbonamento annuo Testata associata all’USPI

Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n. 33755000 Intestato a: Sepe – Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

SDF aggredisce la crisi Claudio Pietraforte . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12 Il ruolo di PMI e pensionati attivi Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14 La porta d’ingresso sul mondo Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18

Pubblicità

Osservatorio Internet M.M. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44 ATTUALITÀ SCIENZA Kary Mullis sulle biotecnologie Barbara Bertuzzi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46 Tecnologia e sviluppo Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50

UNCAI NOTIZIE

Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33

Rubriche Via Monte Rosa, 19 20149 Milano Tel. +39.02.4694949 - 48018114 Fax +39.02.4693172

Mappamondo Carne GDO . . . . . . . . . 48 Organizzazione Design . . . . . . . . . . . 52

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Campi rosa Direttivo . . . . . . . . . . . . . 54

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Anga Occupazione . . . . . . . . . . . . . . . 55

CLAUDIO PIETRAFORTE

Over65 Salute . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58

Stampa TIPOLITOGRAFIA EUROINTERSTAMPA

Confagricoltura

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4| MONDO AGRICOLO|GIUGNO 2015

Qualità all’ombra del Vesuvio Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26

Agriturismo Bologna . . . . . . . . . . . . . 60 Vino Pinot Grigio Brut . . . . . . . . . . . . 62


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PRIMO PIANO EXPO 2015

Un’organizzazione contemporanea

Foto di Roberto Ciani Bassetti

6 | MONDO AGRICOLO|GIUGNO 2015


All’Auditorium di Palazzo Italia un’assemblea nuova che ha dato la parola alle imprese ed ha valorizzato il «saper fare»

di Gabriella Bechi

Q

uella che si è svolta ad Expo, nell’Auditorium di Palazzo Italia, il 29 maggio, è stata un’assemblea diversa dalle altre. Un’assemblea nuova e contemporanea, che rispecchia il nuovo corso intrapreso da Confagricoltura. Non le solite passerelle di politici e rappresentanti del governo (è passato solo il ministro Martina che si trovava ad Expo per un altro evento), non i soliti format predeterminati. Sul palco, insieme al presidente Guidi (che ha riservato la sua relazione alla parte privata dell’assemblea) quattro imprenditori a raccontare la loro storia, incalzati dalle battute e dalle frizzanti domande di Fede e Tinto, conduttori di Radio Rai Decantere, la presidente di Expo 2015 e commissario generale del Padiglione Italia Diana Bracco. Si parte da Expo, a cui si ispira anche il titolo dell’assemblea ‘Capolavori made in Italy per nutrire il pianeta’. “L’Esposizione Universale 2015 segnerà l’agricoltura italiana dei prossimi anni: per noi è un dovere esserci e dire la nostra”, dice il presidente Guidi, mentre iniziano a scorrere le imGIUGNO 2015| MONDO AGRICOLO |7


P R I M O P I A N O E X P O 2015

da sinistra: Benetton, Mogol, Tinto, Guidi, Bracco, Planeta e Fede

magini delle riprese che portano TinGuidi: «Rappresentiamo to alla scoperta di due padiglioni, che sono i più rappresentativi di un nuovo imprese innovative, capaci modello di agricoltura: il padiglione di creare “capolavori”» Zero e quello di Israele.(v. pag. 9, ndr). “Nel nostro saper fare c'è la possibilità di rilanciare l'intero sistema Paese. Expo è una grande ed importante opportunità per promuovere i temi agricoli ed agroalimentari – ha osservato Mario Guidi - per ampliare il nostro raggio d'azione su nuovi orizzonti e con nuovi interlocutori. Un'occasione unica per mostrare efficienza e tecnologia e, soprattutto, è un momento fondamentale, straordinario, per gli italiani, per gli agricoltori e anche per i rappresentanti delle imprese per valorizzare il made in Italy”. Guidi e Mastrobuono Soddisfatta la presidente 8 | MONDO AGRICOLO|GIUGNO 2015

Diana Bracco del successo dell’Esposizione che “a dispetto degli ‘exposcettici’, registra ogni giorno migliaia di presenze, si arricchisce sempre di nuovi contenuti e propone un calendario di manifestazioni ricchissimo. E’ un esempio del saper fare italiano”. Quindi spazio alle imprese, l’asse portante dell’Organizzazione, con le testimonianze di Andrea Benetton, Diego Planeta, Giulio Rapetti (in arte Mogol). Ognuno con una storia completamente diversa alle spalle, ma uniti dalla passione per la terra e dalla capacità di ‘coltivare capolavori’. Andrea Benetton, presidente di Cirio Agricola e advisor di Maccarese spa, alla guida di un colosso del settore lattiero caseario e non solo, è l’anima agricola di un grup-


po di dimensioni ben più vaste, che opera in settori diversi e che ha sempre puntato sull’identità italiana. “Qualità, tracciabilità, giusto prezzo – dice – hanno sempre guidato le nostre scelte. Ma è il mercato che detta le regole. Non basta saper fare un buon prodotto, bisogna capire cosa vuole il consumatore e saperlo collocare nella giusta fascia di acquisto”.“E soprattutto ci vuole entusiasmo, perché con l’entusiasmo si trova sempre una soluzione anche nelle situazioni più difficili”, aggiunge portando un simpatico esempio accaduto alla sua bambina. Diego Planeta è un produttore di vino siciliano con una lunga tradizione agricola che da 17 generazioni - dal 1500 - si tramanda tra Sambuca di Sicilia e Menfi. Oggi Planeta rappresenta, non uno, ma sei modi di esprimere il territorio in sei cornici diverse. Tante sono, infatti, le tenute nelle quali si produce vino, ciascuna con uno specifico progetto di ricerca e valorizzazione. A Diego va il merito di aver costruito il sistema vino in Sicilia, quando nel 1958 a Menfi decise di dare vita alla Cantina Settesoli, la realtà vinicola più importante della Sicilia, con 2.300 soci, di cui è stato presidente per 40 anni. “L’agricoltore ha una responsabilità anche nei confronti dell’ambiente e della comunità in cui opera – spiega -. Quando decisi di fondare la cantina, in cui adesso lavora a vario titolo il 70% delle famiglie che vivono a Menfi, fui spinto proprio da questo sentimento, che è lo stesso con cui ampliato l’attività della mia famiglia, dove adesso lavorano figli e nipoti. Anche se la terra è un bene statico, chi vi lavora deve sempre saper cambiare. Questo è il segreto del successo”. Mogol, autore e produttore discografico, noto al grande pubblico per il lungo e fortunato sodalizio artistico con Lucio Battisti - sebbene il suo contributo alla musica leggera italiana sia stato di respiro più largo - è da sempre innamorato della sua terra, l’Italia, e della campagna. Ha un’azienda agricola in Umbria, che

sponsabilità. Rappresentanti

della

Bracco: «A dispetto Confagricoltura di oggi. “Un’organizdegli “exposcettici”, l’Esposizione zazione contemporanea, che non rinuncia alle sue tradizioni e rappresenè un grandissimo successo»

ta imprese innovative, tecnologicamente avanzate, capaci di ‘creare caconduce con la stessa passione che polavori’ – conclude il presidente Mamette nei suoi testi. “L’agricoltura è il rio Guidi -. Per queste imprese, per la futuro del nostro Paese – dice – ed ha loro crescita c’è bisogno di un patto grandissime potenzialità di crescita, nuovo con la politica fondato sul rinon solo da punto di vista economico, spetto reciproco dei ruoli e sull’equima anche sociale. Si dovrebbe investi- librio, non sul collateralismo. Da qui re di più su questo aspetto offrendo, l’impegno sul consolidamento e sulla attraverso la formazione, nuove op- modernizzazione della nostra organizportunità ai giovani, ma anche alle ca- zazione, dei suoi servizi, a partire dalla tegoria sociali più in difficoltà, come digitalizzazione di un sistema che sia gli emigrati”. sempre più efficiente e competitivo. Imprenditori orgogliosi di essere agri- Basato, insomma, su un modo nuovo coltori, consapevoli della propria re- di intendere la rappresentanza”.

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MATTARELLA A EXPO: «AGRICOLTURA È INNOVAZIONE»

Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato all'Esposizione Universale Expo 2015, il 5 giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente promossa dalle Nazioni Unite. Nella prima tappa della sua visita, quella a Padiglione Italia, il Capo dello Stato ha firmato la Carta di Milano; poi ha visitato Cascina Triulza (il padiglione della società civile) e Padiglione Zero. Mattarella quindi è intervenuto alla cerimonia all'Expo Center. «L'agricoltura - ha detto il capo dello Stato - è stata considerata per anni come un settore vecchio e di retroguardia. Oggi contribuisce ai segnali di ripresa economica e i dati mostrano che sono in aumento anche i giovani che conducono le aziende agricole». «L'agricoltura – ha poi aggiunto - è, e deve essere ancora di più, il settore dell'innovazione e dell'eco-innovazione. La nostra qualità passa da lì. Il nostro bene comune ha un fondamento essenziale nella filiera agro-alimentare». (G. M.) GIUGNO 2015| MONDO AGRICOLO |9


PRIMO PIANO EXPO 2015

Servizi “plus” Settantacinque imprese di rilievo si sono date appuntamento a Milano alla Vigna di Leonardo

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L’

assemblea di Confagricoltura, che ha visto protagonisti gli imprenditori agricoli, è stata preceduta da un incontro con le aziende che partecipano al progetto “Confagricoltura Plus”. Settantacinque grandi imprese associate a Confagricoltura si sono date appuntamento il 28 maggio a Milano, alla Vigna di Leonardo, la prestigiosa location per gli eventi fuori Expo dell’Organizzazione. “Il percorso di riposizionamento che

Lasagna e Mastrobuono

GLI AGRICOLTORI CI METTONO LA FACCIA

A Expo, visitando Palazzo Italia, nella prima stanza colpisce l’installazione di sculture, che compongono una sorta di “tableau vivant”: racconta 22 storie del nostro “saper fare”; ovvero intuizioni felici, di uomini e donne caratterizzate da creatività, conoscenza della tradizione e capacità di innovare. Tra le sculture, quella di Marco Caprai, componente della giunta nazionale e presidente di Confagricoltura Umbria. Si tratta di una rappresentazione ultramoderna di professioni capaci di raffigurare le attività economiche più significative e distintive del territorio. Una caratteristica unisce queste storie: l’amore profondo, rispettoso e incondizionato, per la propria terra e per ciò che essa produce. Ventidue statuine con personaggi reali… è l’ “agricoltura vera” che costruisce il Paese. Anche New Holland (che ha un suo padiglione a Expo) punta sui volti degli agricoltori (tra cui quello di Claudio Destro, presidente di Confagricoltura Roma). Online si può esprimere il proprio ringraziamento agli agricoltori (premendo sul pulsante “thanks to heroes”). (G. M.) 10| MONDO AGRICOLO|GIUGNO 2015

abbiamo intrapreso – ha detto il direttore generale Luigi Mastrobuono – ci impone di essere sempre all’altezza delle nostre imprese, di tutte le imprese, ognuna con proprie esigenze. Quelle che vengono definite grandi imprese, ma che non necessariamente debbono essere grandi per dimensione, hanno necessità di servizi particolari legati alle strutture imprenditoriali ed all’ampiezza dei loro business. Confagricoltura Plus è il programma studiato in maniera specifica per queste importanti realtà, che prevede consulenze specialistiche in materia fiscale, previdenziale, di politiche europee e servizi dedicati per incontri di


business e di internazionalizzazione, a partire dalle occasioni offerte in questo periodo da Expo”. All’incontro hanno partecipato Nicola Caputo e Roberto Caponi, responsabili, rispettivamente, delle aree Fiscale e Previdenziale di Confagricoltura; Sergio Ricotta, presidente di Confagricoltura Lazio e presidente di Pria, la società nata dalla partnership tra Confagricoltura ed Euris, che fornisce servizi di consulenza al sistema agricolo ed agroalimentare nel campo della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, con particolare riferimento alla programmazione e alla progettazione di iniziative dell’Unione

Europea, nazionali e regionali. Molto interessante la testimonianza di Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo, che ha raccontato la sua esperienza, che ha portato alla creazione di un rapporto diretto con alcune importanti realtà imprenditoriali associate della provincia. Una sorta di piccolo Confagricoltura Plus, che dimostra la necessità, ai fini della riuscita del progetto, di una stretta collaborazione tra la struttura centrale e le realtà locali. “Il rilancio del sistema produttivo e della filiera agroalimentare passa attraverso un rapporto sempre più stretto e specializzato tra la rappresentanza e

le imprese - ha concluso il presidente Mario Guidi -. Serve un piano capace di integrare politiche sindacali mirate con assistenza tecnica specializzata, adeguata alla dinamicità che caratterizza le imprese, oggi più che mai. Proseguiamo sulla via di un rinnovamento che guarda, concretamente, alla digitalizzazione, alla rete, alla modernizzazione ed al costante perfezionamento dei servizi. Confagricoltura Plus, per noi e per i nostri associati cui è destinato, significa rendere effettivo tutto questo, a vantaggio di un’agricoltura sempre più innovativa e competitiva a livello globale”. (G. B.) GIUGNO 2015| MONDO AGRICOLO |11


PRIMO PIANO EXPO 2015

SDF aggredisce la crisi Francesco Carozza

Alla Vigna di Leonardo il vicepresidente di Same Francesco Carozza ha illustrato l’attività e presentato le novità di uno dei principali produttori mondiali di macchine agricole di Claudio Pietraforte

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ll’evento di “Confagricoltura Plus”, a Milano alla Vigna di Leonardo, che ha coinvolto le imprese di rilievo associate (v. pagina 10, ndr) è intervenuto anche il vicepresidente di Same Deutz-Fahr (SDF) Francesco Carozza che ha illustrato l’attività e presentato le novità di uno dei principali produttori mondiali di

12| MONDO AGRICOLO|GIUGNO 2015

trattori, macchine per la raccolta e motori diesel. Il gruppo distribuisce i propri prodotti con i marchi DeutzFahr, Same, Lamborghini Trattori, Hürlimann, Grégoire e Lamborghini Green Pro. Same Deutz Fahr è partner di Confagricoltura per “MiColtivo The Green Circle” (il progetto agricolo di land art in occasione di Expo 2015) ed ha pure messo a disposizione un trattore della Serie 7 per la lavorazione e la gestione del terreno ed un Same Solaris per le attività nell’orto urbano. Carozza ha quindi ricordato come il gruppo SDF abbia affrontato la crisi del mercato europeo dell’agromeccanica puntando sull’internazionalizzazione a livello commerciale ed industriale e sull’innovazione; il piano di investimento straordinario, partito nel 2010, sta iniziando a dare i suoi frutti. In Europa, quest’anno, il gruppo si presenta con la nuova gamma nata sulla piattaforma del 5C, con tutta la Serie 6 e tutta la Serie 7 stabilizzate, complete e in produzione, il che garantisce una completezza di gamma da 140 a 260 cavalli fino a oggi inedita per il gruppo. «La nostra offerta in gamma medio-alta - ha ricordato Carozza - è rinnovata e più completa». Le

novità di prodotto non finiscono qui. Nella seconda parte dell’anno sarà disponibile la Serie 9 e sulla Serie 6 è stato introdotto il cambio robotizzato, che fino a ora mancava. Seguiranno le novità, per la Serie 11, nel 2016. Per quanto riguarda l’internazionalizzazione, l’amministratore delegato di SDF Lodovico Bussolati – nell’ incontro con la stampa a Treviglio - ha evidenziato come l’anno scorso sia stato inaugurato un nuovo stabilimento in Cina e le quote di mercato siano aumentate, anche grazie all’ingresso dei nuovi modelli. Si può quindi dire che in Cina vi è un incremento costante del fatturato, che fa registrare per l’area geografica Asia-Oceania un importante salto avanti: da 82 milioni di Euro del 2013, ai 122 del 2014. L’altra area geografica su cui SDF sta facendo decisamente bene è la Turchia dove, con investimenti mirati, è stato possibile raddoppiare la quota, tanto che il peso sul fatturato turco passa da 19 milioni a 66 in soli due anni. «In conclusione - ha detto Bussolati - il 2014 è stato un esercizio importante per la nostra azienda. Siamo riusciti a mantenere fatturato e redditività sugli obiettivi prefissati».


GLI IMPE IMPEGNI GNI N CONCRETI PER P IL FUTURO O DELL DELL’AGRICOLTURA L’A ’ GRICOLTURA T The Good Growth Plann - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura - è l’ambizioso l piano relativo all’imp all’impegno pegno concreto che Syngenta intende assumere assumeere per contribuire alla sicurezza alimentare a dell’ambieente. The Good Growth Plan consiste consisste in tre sfide e sei nel rispetto dell’ambiente. impegni misurabili con cui cuui Syngenta vuole dimostrare che agricoltura e salvaguardia salvaguardia dell’ambiente dell’ambiente possono coesisteree e che l’aumento sostenibile, della produzione agricola agriccola può avvenire in modo sosteni ibile, senza spreco di risorse. risorse. Growth Plan - Gli iimpegni dell’agricoltura” agricolo Il piano “The “Th G Good dG h Pl impegnnii concretii per il futuro f ddell’agr ll’ ricoltura” nel contesto agricol lo italiano elementi progetti si basa su 3 element ti fondamentali declinati declinati in pro ogetti specifici: specifici:

t Promuo Promuovere vere un’Agricoltura Intensiv Intensivaa Sostenibile S t Salv Salvaguardare aguaardare la qualità delle prod produzioni duzioni t Promuo Promuovere vere le peculiarità peculiarità delle filiere agroal agroalimentari imentari italiane Gestionee multifunzionale del territo territorio orio

Water W a Optimization Corn ater

Mira a dimostrare d come un’agricolturaa intensiva produttiva e un ambiente ricco e vivo in termini di biodiversitàà possano coesistere sfruttando sfruttanddo le aree marginali delle d aziende agricole come i bordi bordi campo.

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P R I M O P I A N O E X P O 2015

Il ruolo di PMI e pensionati attivi

Vigna di Leonardo: video-proiezioni “Coltiviamo Capolavori” foto di Roberto Ciani Bassetti

14| MONDO AGRICOLO|GIUGNO 2015


Convegno a Milano di Federimpresa e Sindacato Pensionati. Vanno rilanciati contratti di rete e solidarietà intergenerazionale

di Gaetano Menna

L’

unione fa la forza. La Federazione nazionale impresa familiare coltivatrice ed il Sindacato nazionali pensionati di Confagricoltura hanno unito le energie per una presenza convegnistica significativa ad Expo. Oltre tutto affrontando un tema che è ancor più stimolante proprio perché affrontato dalle rispettive angolazioni: quello del ruolo delle imprese familiari oggi e, contestualmente, quello dei pensionati ”attivi”nelle famiglie e nelle aziende. L’appuntamento, con gli ospiti stranieri, presso l’auditorium di Palazzo Italia, è stato di spessore, con analisi approfondite. All’avvio dei lavori la proiezione di un video sull’azienda Ortosole della famiglia Tiozzo (v. pag. 24, ndr), valido esempio di azienda a conduzione familiare, che è cresciuta, ha investito in innovazione, assume dipendenti.Tutto il nucleo familiare è impegnato alacremente, dal patriarca Beniamino (pensionato attivo), all’ultima generazione quella di Alessandro (giovane attivo). I lavori sono stati moderati dal direttore dell’Area economica di Confagricoltura Vincenzo Lenucci. È intervenuto anche il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, che ha sottolineato: «Prima l’incontro con le grandi aziende (v. pag. 10, ndr), poi il successivo con quelle familiari; non c’è contraddizione perché rappresentiamo le imprese

mentalità imprenditoriale. L’occasione odierna è importante per ricordare l’impegno delle imprese familiari per ’Nutrire il Pianeta’, per sottolineare la loro presenza capillare sul territorio e per esaltare l’impegno concreto per la agricole a tutto tondo». Quindi si è sostenibilità. Assolvono a compiti fonchiesto: «Qual è lo spartiacque? La mia damentali per il sistema ambientale e azienda – che è gestita da mio padre, per il mantenimento dell’assetto idroda me e che si prepara all’ingresso di geologico». «Si stanno impegnando – mia figlia - non è forse anch’essa un’im- ha proseguito Poggioni – per l’innovapresa familiare?». «Abbiamo bisogno – zione e per lo sviluppo di nuove techa aggiunto - di aggiornare il concetto nologie in agricoltura. Grazie alla colladi impresa familiare. Questa mette in borazione con PRIA, società di Confapratica “innovazione” che poi, con il gricoltura, stiamo distribuendo, protempo, diventa “tradizione”; un’azien- prio in questo periodo, un questionada impegnata per il futuro». rio alle nostre imprese familiari assoIl presidente della Federazione dell’im- ciate. La nostra è una indagine conopresa familiare, Roberto Poggioni, che scitiva per capire come poter andare ha apprezzato e condiviso le parole di incontro alle sempre maggiori richieGuidi, ha dichiarato: «Le PMI sono la ste di sviluppo e innovazione che le le spina dorsale del Paese anche in agri- imprese ci chiedono. Contiamo di pocoltura. Le nostre PMI sono uniche, ter analizzare a breve tutti i questionahanno cuore (la famiglia) e testa, han- ri in modo che subito dopo il periodo no la forza del nucleo familiare e la estivo si possano intraprendere tutte

Poggioni: «Le PMI assolvono a compiti fondamentali per preservare l’ecosistema»

GIUGNO 2015| MONDO AGRICOLO |15


PRIMO PIANO EXPO 2015

quelle iniziative scaturite da questa indagine». Dal canto suo il segretario nazionale del Sindacato Pensionati di Confagricoltura, Angelo Santori, ha posto l’accento sul ruolo degli agricoltori con i capelli bianchi. «Mi richiamo alle figure di Beniamino Tiozzo e del padre del presidente Guidi, che sono esempi concreti di “pensionati attivi” - ha commentato -. Chi conosce il mondo agricolo sa bene che, in agricoltura, non si va mai in pensione. Non nel senso che non si percepisca una pensione (a dire il vero di solito molto esigua), ma perché si continua a lavorare nell’azienda familiare condotta per decenni e poi passata a figli e nipoti». «L’invecchiamento demografico – ha osservato Santori - troppo spesso viene percepito negativamente e le persone anziane sono descritte come se fossero un peso per la società e per il bilancio pubblico. Quest’immagine non rende giustizia all’elevato contributo che soprattutto gli agricoltori anziani continuano a dare. In questi anni di crisi la presenza dei pensionati “economicamente attivi” è stata un efficace ammortizzatore sociale; hanno un ruolo ed un peso

da sinistra: Sonnleitner con l’interprete, Poggioni, Guidi, Lenucci, Sedmak e Santori

16| MONDO AGRICOLO|GIUGNO 2015

seguito con grande attenzione e sostenuto le reti d’impresa”. La parola quindi al giornalista sloveno, diplomatico e presidente di AGE (la piattaforma europea per gli anziani), Marjan Sedmak, che ha sollecitato ponei bilanci familiari ed aziendali com- litiche europee per sostenere l’invecpletamente misconosciuto da econo- chiamento attivo e la solidarietà intermisti e statistiche ufficiali». generazionale nel mercato del lavoro. Nel corso dell’incontro si è approfon- D’accordo Santori che ha ricordato codito il ruolo delle imprese familiari e me «la solidarietà tra generazioni, in dei pensionati a livello europeo. L’ex agricoltura si è sviluppata più che nepresidente dell’Organizzazione degli gli altri settori. È da valorizzare ed inagricoltori tedeschi DBV e del Copa (il centivare il ruolo svolto dagli anziani coordinamento delle organizzazioni nelle realtà rurali a rischio di desertifiagricole europee), Gerd Sonnleitner, è cazione per il diradarsi delle attività intervenuto ai lavori convegnistici al- economiche ed il venir meno dei serl’Expo, nella veste di ambasciatore vizi sociali (uffici postali, scuole).Tanti speciale dell’Onu per l’impresa fami- piccoli borghi sono rimasti vitali grazie liare coltivatrice. La novità che ha ri- all’attività agricola ed agrituristica descontrato, in varie realtà estere, è quel- gli anziani. Ci vuole un cambiamento la dell’impresa agricola plurifamiliare, degli atteggiamenti. Vanno concretizcioè di giovani famiglie di agricoltori zate politiche inclusive e cooperazioche uniscono le forze. Ha commentato ne tra le generazioni». Poggioni:“Esperienza interessante che In serata – accolti dal vicepresidente tutto sommato riscontriamo anche in confederale Massimiliano Giansanti e Italia attraverso i contratti di rete che, dal direttore generale Luigi Mastroanzi, sono più duttili e permettono di buono - i componenti, dei consigli diunire le forze anche con imprese di al- rettivi delle due Organizzazioni alla Vitri settori produttivi. Abbiamo sempre gna di Leonardo.

Santori: «I pensionati attivi hanno un peso sconosciuto da economisti e statistiche»


PRIMO PIANO EXPO 2015

La porta d’ingresso sul mondo Il “Padiglione Zero” condensa la filosofia dell’Expo, attraverso un percorso incentrato su una coinvolgente narrazione teatrale

I Foto di Roberto Ciani Bassetti

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l Padiglione Zero, come il numero che lo rappresenta, è l’inizio di tutte le storie, quella che racconta il percorso dell’uomo sulla terra, in relazione al suo rapporto con l’alimentazione e dunque con la natura. Posto all’ingresso del sito espositivo, ha il compito di condensare la filosofia dell’Esposizione Universale attraverso un percorso incentrato su una narrazione teatrale di grande impatto scenografico. L’ideazione delle dodici sale/scenografie su cui è articolata è stata affidata a Davide Rampello. Michele De Lucchi ne ha curato, invece, il progetto architettonico, immaginando una struttura che riproducesse un pezzo della crosta terrestre. L’allestimento delle scenografie interne è stato ideato e curato da Giancarlo Basili, scenografo cinematografico che per la costruzione dei vari ambienti ha coinvolto maestranze artigianali provenienti da tutto il territorio nazionale. La prima


sala è quella della memoria: l’archivio del mondo, un’immensa biblioteca di ispirazione rinascimentale fatta interamente di cassetti, che contiene l’insieme delle conoscenze pregresse dell’uomo e costituisce il punto di inizio imprescindibile per qualsiasi progetto futuro. Il viaggio prosegue esplorando l’essenza della conoscenza: un muro di proiezione di circa 600 metri quadri ospita un film d’autore sulle quattro arti (caccia, pesca, agricoltura, allevamento) attraverso cui l’uomo ha conosciuto la natura mettendola al proprio servizio: una favola pastorale firmata dalla regia di Mario Martone. Si torna, quindi, alle origini attraverso la ricostruzione dell’elemento naturale di maggior portata simbolica: un imponente albero secolare sfonda il soffitto della caverna e mette in scena l’eterna vittoria del mondo vegetale su quello umano. A questo punto il percorso entra nel vivo della storia con l’addomesticazione vegetale e animale, una trasformazione epocale in cui risiede il seme della civiltà: l’uomo diventando stanziale scopre il concetto di casa e di comunità. Una grande tavola rappresenta il cibo, linguaggio di pace con cui dialogano tutti i popoli. Il racconto riparte dalla parola ingegno: l’uomo pone la propria intelligenza a servizio del paesaggio e sente la necessità di intervenire sull’ambiente, modificandolo. Comincia, così, a ideare e realizzare strumenti e

utensili.Una quantità di attrezzi legati al mondo dell’allevamento, dell’agricoltura, della caccia e della pesca popolano, sospesi, il soffitto della sala, affacciandosi su un campo arato. Il passaggio successivo è quello di cominciare a conservare, trasformare e trasportare gli alimenti: viene introdotta l’idea di provvista e, dunque, di economia. Una giara alta sei metri ‘racconta la nascita dell’arte conserviera nelle diverse popolazioni del mondo. Si arriva, così, nell’era moderna: la fine del XVIII secolo segna la grande rivoluzione industriale. Un modellino di 320 metri quadri illu-

stra il processo di radicale trasformazione del rapporto tra uomo e ambiente e il suo potere di mutare ciò che lo circonda. Il presente e le sue grandi contraddizioni sono sintetizzati nelle parole speculazione e catastrofe. Un’ enorme parete di monitor raffigurante le oscillazioni di prezzo e le quantità di cibo è la metafora visiva di una borsa virtuale. Nella sala successiva un ammasso di rifiuti di cibo riproduce il paradosso dello spreco alimentare, mentre guardando attraverso una fessura si viene avvolti da visioni distorte di catastrofi naturali o causate, più o meno direttamente, dal comportamento irresponsabile dell’uomo. La penultima tappa vuole lasciare un messaggio di armonia: dodici esempi virtuosi mostrano una coesistenza equilibrata possibile tra l’uomo e il proprio ambiente. L’ultima sala è dedicata al racconto delle Best Practices, selezionate nell’ambito del programma “Feeding Knowledge”: cinque storie, narrate mediante cortometraggi, di veri eroi moderni che grazie alle buone pratiche tutelano e preservano la preziosa biodiversità del nostro pianeta. (G. B.) GIUGNO 2015| MONDO AGRICOLO |19


PRIMO PIANO EXPO 2015

Barilla al “supermercato del futuro” di Coop ad Expo

Il sapore del futuro Presso il “Future Food District” di Expo, Barilla presenta la pasta ed il sugo al basilico tracciate sul Web

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n occasione di Expo 2015, Barilla ha presentato due prodotti in edizione limitata, la pasta nel formato Farfalle e il sugo al Basilico, per i quali l’utilizzo della tecnologia digitale ha reso possibile il tracciamento dell’intera filiera di produzione e di trasformazione. A tale scopo Barilla ha intrapreso un percorso di collaborazione con le aziende Cisco, Penelope e NTTDATA, da tempo impegnate nell’iniziativa “Safety For Food (S4F) che consente, mediante la piattaforma tecnologica ValueGo®, la tracciabilità e rintracciabilità delle produzioni agroalimentari, secondo regole e standard internazionali in materia di sicurezza, qualità degli alimenti e origine delle materie prime. I due prodotti Barilla sono in vendita

nel Supermercato del Futuro di Coop all’interno del Future Food District, l’area di Expo dedicata a esplorare il futuro del cibo in tutte le sue forme. Attraverso un QR code presente sulle confezioni, i consumatori possono accedere facilmente a un sito web che racconta“la storia”dello specifico lotto di produzione, attraverso un’analisi puntuale di tutte le principali fasi della filiera. Sarà possibile, per esempio, seguire il percorso della pasta iniziando dal campo di grano, per scoprire dove e come è stato seminato, coltivato e raccolto; entrare nel mulino, per apprendere i vari passaggi della trasformazione e dello stoccaggio della semola; percorrere tutte le fasi di produzione, dalla lavorazione delle materie prime alla fase di trasformazione, al


O confezionamento e all’etichettatura del prodotto finito. “Siamo davvero soddisfatti di sperimentare queste nuove tecnologie – ha dichiarato Giorgio Beltrami, Quality, Food Safety e Regulatory Global Director di Barilla G.e R. Fratelli - a supporto di una sempre più efficace gestione di tutti i processi, a garanzia della sicurezza alimentare e per un’informazione sempre più trasparente e puntuale alle persone relativa a tutti i dati generati nelle diverse fasi della filiera”. “Il nuovo sistema di tracciabilità fruibile su tablet e smartphone, semplicemente fotografando il QR Code, utilizzato da Barilla – ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi nel corso della presentazione del progetto - va incontro alla sentita esigenza dei consumatori, ma anche della filiera agroalimentare, di informazioni esaustive sui prodotti in vendita. Abbiamo sempre sostenuto che le informazioni sulla provenienza dei prodotti e dei loro ingredienti vanno comunicate al consumatore finale”. “La sicurezza alimentare (ovvero la tracciabilità e rintracciabilità in caso di necessità per bloccare i problemi sul nascere) deve coniugarsi all’informazione – ha proseguito il presidente Guidi - rispondendo alle richieste dei consumatori di sapere da dove vengono le materie prime del prodotto, quali sono le sue caratteristiche e la sua conformità ai criteri di sostenibilità ambientale. C’è tutta una mole di notizie utili che solo parzialmente possono essere divulgate in etichetta; da ciò la necessità di utilizzare le tecnologie e la rete web per un approccio innovativo e multimediale al ‘safety for food’”. Guidi ha quindi evidenziato come l’iniziativa di Barilla si inserisca in un quadro più composito in cui l’innovazione gioca un ruolo decisivo, dal campo alla tavola.“Stiamo lavorando – ha detto - per concretizzare un’agricoltura 3.0., basata sull’unione di tecnologie innovative con l’utilizzo razionale delle risorse. Con un’attenzione costante e continuativa alla sostenibilità, riducendo drasticamente l’impatto ambientale. (G. B.)

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Syngenta presenta ad Expo i progetti per le nuove generazioni in agricoltura

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i è intitolato “New generations in agricolture” il convegno, svoltosi il 2 giugno al Padiglione Svizzero di Expo Milano 2015, per iniziativa di Syngenta ed incentrato sui risultati conseguiti dai progetti educativi e di formazione rivolti alle scuole primarie, agli istituti superiori e alle università. «Syngenta - ha spiegato Paolo di Lernia responsabile delle Relazioni esterne della società - persegue l’obiettivo di investire nell’educazione per affidare ai giovani un ruolo attivo nelle scelte che determineranno il futuro dell’agricoltura». Un impegno, quello di Syngenta, che spazia dalla pubblicazione di una collana di libri didattici sulla natura, destinata ai bambini della scuola primaria, alle borse di studio per corsi di laurea, passando per “Grow the future”, il progetto dedicato agli studenti degli istituti tecnici professionali che propone un vero e proprio percorso formativo nel comparto agricolo nazionale. Nel corso del convegno sono emerse le collaborazioni attivate con le scuole di Milano, in particolare con la Scuola Rinnovata Pizzigoni, e il Comune e il Politecnico di Milano nel progetto “Quarto Gardening”, che vede gli studenti dell’istituto Pareto impegnati nel

prendersi cura delle aree verdi del quartiere di Quarto Oggiaro, offrendo un importante contributo alla riqualificazione dell’area urbana. Per gli Istituti superiori, è stato presentato Grow the future che, rispetto alle edizioni precedenti, nell’anno di Expo, si è evoluto e ha debuttato nella dimensione social del web e di facebook per diventare una concreta declinazione del grande tema di Expo “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”; abbracciando la causa della riduzione dello spreco delle risorse naturali con “More with Less”, un’innovativa e coinvolgente iniziativa di sensibilizzazione studiata per stimolare l’adozione di comportamenti “virtuosi”. Infine, è stato presentato “Thought for Food”, progetto nato in sede internazionale e rivolto alle università, che ha come obiettivo mettere in contatto studenti e personalità eminenti di tutto il mondo, stimolando la generazione di idee innovative per contrastare la piaga della fame nel mondo.


PRIMO PIANO EXPO 2015

Le regioni si raccontano

Un viaggio attraverso l’Italia, per valorizzare storia, prodotti tipici, funzionalità del sistema logistico agroalimentare e tradizione gastronomica

di Gabriella Bechi

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a bandiera come simbolo di un viaggio culturale attraverso le regioni italiane, dalla loro storia, ai prodotti e ai piatti tipici, dalla sostenibilità ai giochi di luce. E’ stato questo il tema della prima serata nella splendida location di Palazzo degli Atellani di Milano, dove è stata ripiantata la Vigna di Leonardo, organizzata da Confagricoltura, Uir (Unione Interporti Riuniti) e ‘Welcome Italy’ (ideato e organizzato da Laura Rossi), in collaborazione con la Federazione Italiana Cuochi, nell’ambito delle iniziative di “Expo in Città”. In questa cornice così caratteristica si è partiti alla scoperta delle regioni italiane attraverso i piatti tipici, l'eccellenze delle infrastrutture, passando dal cibo all'agricoltura italiana a sostegno della qualità. Un vero viaggio sensoriale che ci ha portato dal caldo sole della Sicilia con i suoi cannoli, alle pianure Venete con "Risi e bisi", passando da una profumatissima millefoglie di ricotta e tartufo estivo dell'Umbria. Perché le regioni raccontano la

loro storia anche attraverso i prodotti che le caratterizzano, eccellenze tipiche, frutto del lavoro e dell’ingegno degli imprenditori agricoli, che insieme hanno reso famoso il Made in Italy nel mondo. Un Made in Italy che, in un mondo sempre più globalizzato, ha bisogno più che mai di una logistica efficiente e di un sistema sempre più funzionale di servizi connessi ai trasporti di prodotti agricoli ed alimentari. Ed è proprio in quest’ottica che Confagricol-


Foto di Roberto Ciani Bassetti

tura e Uir hanno firmato il protocollo d’intesa, che e’ stato presentato nel corso della serata, volto a realizzare iniziative comuni per valorizzare il sistema della logistica per la filiera agroalimentare. A parlare dell’importanza del saper mangiare è stata Sara Farnetti, specialista in medicina interna, nutrizione funzionale e metabolismo che ha raccontato come le diete dei vari guru, i cibi di tendenza abbiano confuso ed indotto ad errori banali: saltare i pasti,

Logistica efficiente per il Made in Italy del mondo globalizzato eliminare tutti gli zuccheri, abbondare con le proteine, evitare la pasta di sera, mangiare senza colpa i cracker ma non il cioccolato, pensare che il fruttosio sia meglio dello zucchero e che i prodotti light aiutino a dimagrire. Solo alcuni aspetti che sono parte di una

rivoluzione del concetto di dieta, basata sull’importanza degli effetti che il cibo ha su ciascun organo (fegato, reni, tiroide, pelle). Per essere in forma e stare bene è necessario proprio imparare a combinare gli alimenti, scegliendo quelli più adatti a sé, conoscere più a fondo l’effetto nell'organismo delle diverse tecniche di preparazione e di cottura. E, non ultimo, liberarsi dei luoghi comuni. Alla Federazione Italiana Cuochi, al suo presidente nazionale Rocco PozGIUGNO 2015| MONDO AGRICOLO |23


PRIMO PIANO EXPO 2015

zulo e al coordinatore dell’evento Alessandro Circiello, esperto di cucina basata sulla sana alimentazione e da anni impegnato in iniziative volte ad affermare il valore della salute a tavola, è spettato invece il compito di valorizzare le specialità regionali. Per l'occasione, e per la prima volta in assoluto, la Federazione Italiana Cuochi ha coinvolto gli chef di ogni regione per presentare i loro piatti più popolari abbinati con un vino locale Doc, dal "Riso carnaroli della piana" alla "Seuppa alla Valpellinenza", da "Le Virtù teramane" ai "Cjalson alle erbe spontanee", dalla "Pastiera" ai "Cavatelli freschi” al “Caciocavallo Podolico Lucano”, dalla Ribollita toscana agli arancini siciliani. La serata è stata allietata dai violini e dalle arpe della Scala e da una rappresentazione di Tango Argentino in onore della delegazione argentina

La Vigna di Leonardo

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presente. Matteo Gasparato (presidenteUir) L’evento è stata l’occasione per preeDaniela Vergara (Rai/Tg2) sentare la tappa nazionale del progetto Welcome Italy, nato in occasione dell’Esposizione Universale, che illuminerà Corso Magenta con i mille colori delle ventuno Regioni italiane. che vedrà coinvolti 144 Paesi del monDalle Regioni ai Paesi, l’evento prose- do, con l’accensione di altrettante guirà con una tappa internazionale, “bandiere”.


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PRIMO PIANO EXPO 2015

Qualità all’ombra del Vesuvio

I capolavori agricoli, rappresentati dalle aziende di Confagricoltura, presentati agli chef e posti in degustazione, a Napoli, nello storico Circolo Canottieri di Gabriella Bechi

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l panorama è mozzafiato. Il golfo di Napoli si apre davanti a noi raggiante in una fantastica giornata di sole. Sullo sfondo il Vesuvio in tutta la sua maestosità. La location è lo storico ed esclusivo Circolo Canottieri Napoli, dove è in corso Cooking for Art, organizzato da Witaly e Luigi Cremona, nell’ambito del Premio al miglior Chef e al miglior Pizza Chef emergenti del Centro e del Sud d’Italia. Un premio nato dieci anni fa (vinto dall’allora sconosciuto Vincenzo Candiano, oggi alla sua seconda stella Michelin) e che nel tempo si è evoluto fino a diventare uno degli eventi più

attesi e seguiti del mondo della ristorazione italiana, per capire il trend della nostra cucina contemporanea e quali saranno probabilmente i “Bottura” di domani. A fare da cornice alla manifestazione il top dei prodotti del Made in Italy agroalimentare. Spazio ideale, dunque, per presentare i Capolavori di Confagricoltura. Per tre giorni, le aziende di Confagricoltura (Agricola Giansanti, Azienda agricola Spagnoletti Zeuli, Gruppo Rago, Finagricola, La Fiammante - Op Mediterraneo, La Perla del Mediterraneo), hanno proposto a visitatori e operatori del settore le loro specia-


Consalvo: «Sostenibilità, qualità, ricerca, export, punti di forza dell’agricoltura competitiva» lità, dall’olio extra vergine d’oliva al vino, dagli ortaggi freschi, ai trasformati, ai formaggi. Il meglio della produzione agricola del nostro Paese, dalle ricercate denominazioni d’origine ai prodotti innovativi. “Quelli presentati – ha detto il vicepresidente di Confagricoltura Giandomenico Consalvo – sono veri e propri Capolavori firmati dagli agricoltori, tutti contraddistinti dalla filosofia della

Cremona e Consalvo

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nostra Organizzazione, che fa della sostenibilità, della qualità, della ricerca e della capacità di stare sul mercato il punto di forza di un’agricoltura moderna e competitiva”. Prodotti assaggiati e utilizzati dai giovani chef che, per tre giorni, hanno gareggiato per qualificarsi alla finale di Roma,che si svolgerà negli spazi di Offficine Farneto, il 3, 4 e 5 ottobre: per il Centro, ex-aequo, Mattia Lattanzio del ristorante Pipero al Rex di Roma e Nikita Sergeev di L’Arcade di Porto San Giorgio; per il Sud Gianfranco Prodotti agricoli di qualità Bruno, de Le Masserie del Falco di Foassaggiati e utilizzati renza, prima volta per uno chef della Basilicata. In giuria chef famosi come dai giovani chef in gara Gianfranco Vissani, Cristina Bowerman, Peppe Guida e Beppe Aversa, Peppino Tinari (tutti stelle Michelin) e Massimo Menta della Guida de L’Ew tra i giornalisti Gioacchino Bonsi- spresso e Teresa Cremona del Tougnore di Canale 5, Guido Barendson ring Club, che ha presentato il suo libro “Top Charme in Italia”. Parallelamente si è svolta la gara per il Miglior Pizzaiolo Emergente, perGianfranco Bruno vincitore ché anche la Pizza ormai fa parte deldel premio “Emergente Sud”

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Azienda agricola La Fiammante - OP Mediterraneo

l’alta cucina. Anche qui 3 vincitori che rivedremo alla finale di Roma: per il Centro, un ex-aequo di Pier Daniele Seu della pizzeria Gazometro 38 e Elio Santosuosso della Gatta Mangiona, ambedue di Roma; per il Sud, Fabio Cozzolino della pizzeria 50 Kalò di Napoli. A far parte della giuria anche qui il gotha dei pizzaioli d’Italia: Gino Sorbillo, Stefano Callegari, Ciro Salvo, Giancarlo Casa, Renato Bosco, Franco Pepe, Enzo Coccia (che ha anche presentato un suo libro), Guglielmo Vuolo. L’appuntamento fa parte delle iniziative di Confagricoltura per Expo 2015. E nell’ottica di una visione che vuole affermare il concetto di un’agricoltura che vuole uscire dall’ambito strettamente produttivo e fare conoscere i suoi “capolavori”, Confagricoltura ha scelto la vetrina di Cooking for Art Napoli per presentare i suoi prodotti oltre che al pubblico e agli esperti di gastronomia, agli chef. Perché sono questi che, con la loro maestria, sono capaci di valorizzare i prodotti della terra. Hanno portato e reso famosa la cucina italiana nel mondo e con essa l’eccellenza del nostro Made in Italy agroalimentare.


PRIMO PIANO EXPO 2015

Mercoledì riso

progetto che ha coinvolto 1895 studenti di 4 Continenti, 180 insegnanti, 103 classi, di 13 regioni e 32 province. ‘Mercoledì Riso’ è un progetto promosso da Acquerello il Riso e Slow Food, una vera e propria sfida culturale, con l’obiettivo di aiutare i bambini a mangiare meglio e con l’invito alle famiglie ed alle scuole di tutta Europa, di preparare un piatto a base di riso almeno un giorno alla settimana, il mercoledì, perché il riso fa bene ed un’alimentazione corretta dal punto di vista nutrizionale non ne e porte di Expo 2015 si può prescindere.Tra tutti i lavori preapriranno per la classe IV sentati, gli autori dei dieci migliori sodella scuola elementare no stati invitati alla Tenuta Torrone ‘Collodi’ di Treviso, una della Colombara di Livorno Ferraris classe davvero speciale, per partecipare alla giornata conclucomposta da bambini di siva. Piero e Maria Nava Rondolino, ti17 nazionalità diverse. Sono loro i vin- tolari di Acquerello, li hanno accolti, in citori della prima edizione di ‘Merco- compagnia di Carlo Petrini, presidenledì Riso’. Oltre 200 bambini, di dieci te di Slow Food, Padre Enzo Bianchi, classi della IV elementare provenien- Priore della Comunità monastica di ti da Francia, Romania, Spagna ed Ita- Bose,Valentina De Poli, direttore di Tolia, accompagnati dagli insegnanti, polino, Luca Mercalli, presidente delhanno vissuto l’epilogo festoso di un l’Associazione nazionale meteorologi,

I bambini ad Expo, grazie ad un prezioso alimento che deve essere nella dieta almeno un giorno a settimana

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La classe IV della scuola Collodi

Antonio Carluccio, ambasciatore della cucina italiana in Gran Bretagna e Stefano Maffeo dell’Associazione ‘Arc-enCiel’. Tutti sono stati protagonisti di una bellissima giornata di festa, con la giuria che ha assaggiato i piatti, preparati dai ragazzi in collaborazione con gli allievi dell’Istituto alberghiero di Trino Vercellese, nel rispetto delle ricette in concorso.“Non pensavo che i risultati potessero giungere a tale livello – ha detto Rondolino – abbiamo curato il nostro lavoro nei minimi dettagli e grazie alla collaborazione degli insegnanti oggi siamo qui a vivere un evento dallo straordinario valore culturale. I bambini si sono dimostrati veri protagonisti, pronti a sviluppare attenzione al cibo ed al riso in particolare”. ‘Mercoledì Riso’ avrà un seguito a fumetto: una storia sul riso su Topolino, che guarda caso è in edicola proprio il mercoledì. (G. B.) GIUGNO 2015| MONDO AGRICOLO |29


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Non rifiuti ma risorsa Firmato alla Vigna di Leonardo il protocollo d’intesa tra Confagri e Cascina Pulita. A Modena insieme per l’iniziativa “Let’s clean up Europe”

di Gloria Chiappini

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el corso dell’incontro con le imprese di Confagricoltura Plus è stato firmato il protocollo d’intesa tra Confagricoltura e Cascina Pulita, la più grande azienda italiana specializzata nei servizi di stoccaggio, raccolta e trattamento dei rifiuti prodotti dalle imprese agricole e dagli allevamenti. L’intesa nasce da una collaborazione, sviluppatasi a livello territoriale, con 35 Unioni provinciali e 6 Federazioni regionali, che coinvolge più di 10 mila imprese socie di Confagricoltura che utilizzano i servizi di Cascina Pulita. Obiettivo dell’accordo è sviluppare una fattiva collaborazione per individuare soluzioni tecniche ed operative volte a favorire l’innovazione, la competitività e la semplificazione nella gestione dei rifiuti. Per questo si sta già lavorando per sviluppare un siste-

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ma di qualificazione di un modello di gestione di impresa agricola ad “impatto zero” nella produzione dei rifiuti, anche in collegamento con il progetto EcoCloud, e per promuovere sistemi di archiviazione e consultazione informatici della documentazione amministrativa dei rifiuti, attraverso un portale dedicato. Un esempio concreto della collaborazione è stata la partecipazione di Confagricoltura Modena, Anga Modena, insieme a Confagricoltura regionale e nazionale, a “Let’s clean up Europe”, la campagna UE per contrastare l’abbandono dei rifiuti con eventi di pulizia del territorio realizzati in tutta Europa. Quest’anno l’iniziativa del sistema Confagricoltura ha puntato soprattutto sulle nuove generazioni, rivolgendosi agli studenti. “Già dallo scorso anno – ha detto Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura Modena - abbiamo iniziato un percorso

condiviso con Cascina Pulita. Nella scorsa edizione abbiamo ripulito un’azienda agricola alluvionata, quest’anno abbiamo pensato ad una giornata formativa, con una prima parte teorica e una seconda più pratica, scegliendo come sede un luogo di formazione degli agricoltori del futuro, l’Istituto Calvi. L’attenzione della giornata si è focalizzata sul tema dei rifiuti e della loro corretta gestione fino all’“economia circolare”, il nuovo approccio UE per ripensare il ruolo dei rifiuti. Oltre all’incontro nella scuola, una parte della giornata - in linea con gli obiettivi di “Let’s clean up” - è stata dedicata alla raccolta di rifiuti abbandonati (oltre 250 kg) in un’area adiacente all’Istituto Calvi. Con l’occasione Cascina Pulita, nel piazzale dell’azienda agricola dell’Istituto, ha installato un’isola ecologica con un set di contenitori per favorire la corretta gestione dei rifiuti speciali.


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P E R A I U T A R E G LI A G R I C O L T O R I A C O M U N I C A R E IL V A L O R E D E I P R O D O T TI

Con “Coltura & Cultura” l’agricoltura italiana è a portata di click! ww.colturaecultura.it è il primo sito in Italia volto a far conoscere e valorizzare le grandi colture italiane: una grande iniziativa multimediale sostenuta da Bayer CropScience (con il patrocinio di ASA, UNAPROA e Accademia dei Georgofili) che vuole dare agli imprenditori agricoli un aiuto per comunicare il grande valore di ciò che producono. Colturaecultura.it coinvolge oltre e della divulgazione (che vuole co600 esperti che rappresentano le municare in modo sempre più fremigliori competenze delle Univer- sco e innovativo). sità, degli enti di ricerca, della filie- La grande novità del sito sono i vira e della comunicazione: il risulta- deo “La ricetta degli ingredienti – to è un grande patrimonio di sape- come nasce quello che mangiare, a disposizione di tutti coloro che mo”, una serie di brevi filmati sono curiosi nei confronti della semplici, divertenti ma allo stesso campagna e delle origini del cibo tempo educativi. I protagonisti? L’agronomo Duccio Caccioni ed che arriva sulle nostre tavole. Quindici libri digitali gratuitamente una coltura italiana, ogni volta diconsultabili e scaricabili, video e versa. Il portale vuole essere un ricuriosità, rendono Colturaecultura.it un sito web completo dedicato ai consumatori (che vogliono saperne di più su ciò che mangiano), ai professionisti (che desiderano approfondire aspetti più tecnici), agli operatori del settore (che vogliono far conoscere i propri prodotti) Guarda i video e iscriviti al sito e in generale al mondo della ricerca, della scuola

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conoscimento a tutti coloro che, con il loro lavoro, hanno contribuito e continueranno a contribuire all’agricoltura italiana “vera”, quella cioè che produce la gran parte del cibo che mangiamo e di cui l’Italia può essere orgogliosa: per la varietà che non ha eguali nel mondo e per la qualità e sicurezza delle sue produzioni. Coltura & Cultura, strumento molto apprezzato dai consumatori, con 200.000 visite al sito e 80.000 visualizzazioni dei video, vuole essere uno strumento che gli imprenditori agricoli possono sfruttare per promuovere tutto il valore dei loro prodotti. Come? Utilizzando i contenuti del portale ed i video. Accanto al sito Internet, l’intensa attività sui social network (Facebook, Twitter, You Tube Google+ e uTrend) con contenuti sempre nuovi e attrattivi per la community. Registrandosi al sito colturaecultura.it è possibile scaricare i capitoli dei volumi digitali di Coltura & Cultura e ricevere la newsletter per rimanere sempre aggiornati su nuovi video e contenuti pubblicati. Per maggiori informazioni: info@colturaecultu ra.it.


L’A P E R T U R A

Appuntamento ad Expo con UNCAI Assemblea nazionale dei Contoterzisti il 25 giugno presso il padiglione CNH Industrial di Expo Milano 2015

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arà a Expo l’assemblea annuale di Uncai. Il 25 giugno, ad ospitare l’Unione Nazionale dei Contoterzisti, sarà il padiglione CNH Industrial, Official Global Partner di Expo Milano 2015, che propone, in un percorso interattivo di 1600 mq, un’azienda agricola sostenibile con prodotti e tecnologie innovative capaci di conciliare l’efficienza della produttività con l’impiego razionale e responsabile delle risorse.“La nostra presenza ad Expo – sottolinea il presidente di Uncai Aproniano Tassinari – è il modo migliore per sottolineare come gli agromeccanici si sentano partecipi dei grandi temi dell'Esposizione, sia come tassello dell’importante patrimonio culturale rappresentato dai prodotti dell’agricoltura italiana,sia come coautori di un’agricoltura sempre più sostenibile e rispettosa del suolo”. L’incontro permetterà di approfondire le politiche regionali, nazionali e comunitarie da attuare per raggiungere una sempre maggiore collaborazione tra imprese agricole e contoterzisti al fine di portare in campo il meglio della moderna meccanizzazione agricola. Nel frattempo è iniziato anche il Fuori Expo Uncai, in collaborazione con Beta Italia Ricerca in Agricoltura, Fondazione Morando Bolognini, Cra Cerealicoltura di Lodi, Confagricoltura e Parco Tecnologico

Padano. A Sant’Angelo Lodigiano (mezz’ora in auto da Expo) è stata allestita l’area espositiva CROP FOR PLANET (www.cropforplanet.com) con prove in campo di macchinari e attrezzature innovativi che permettono di vedere come funziona l’agricoltura di precisione (sarchiatura, trebbiatura, diserbo, guida satellitare, droni in volo per la lotta integrata della piralide del mais, ecc). Le prossime date di CROP FOR PLANET in luglio (3,16 e 30),settembre (3,11 e 17) e ottobre (1,8 e 15).

UNCAI L'Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici ed Industriali rappresenta e tutela su tutto il territorio nazionale imprenditori che lavorano per conto terzi nel settore agricolo e industriale. Sede Corso Vittorio Emanuele II, 87 - 00186 Roma Tel. +39 06 6852557 - Email segreteria@contoterzisti.it www.contoterzisti.it Presidente: Aproniano Tassinari Direttore: Francesco Torrisi

ASSEMBLEA CONTOTERZISTI UMBRIA In soli dodici mesi di attività l’associazione Contoterzisti Umbria è arrivata a rappresentare la maggioranza degli agromeccanici della regione”. Nella sua relazione alla prima assemblea di Contoterzisti Umbria dello scorso 10 maggio, il presidente Sergio Bambagiotti ha passato in rassegna gli obiettivi della nuova organizzazione: la semplificazione della scheda carburante agricolo; un albo degli agromeccanici regionale; una RC auto identica per i mezzi agricoli delle imprese conto terzi e delle aziende agricole. Tra i partecipanti all'incontro Marco Caprai e Alfredo Monacelli, rispettivamente presidente e segretario generale di Confagricoltura Umbria, i vertici di Uncai, con il presidente Aproniano Tassinari, il vicepresidente Clevio Demicheli e il direttore Francesco Torrisi, e l'assessore regionale all'Agricoltura Fernanda Cecchini che ha dato la disponibilità a far partecipare i contoterzisti al "Tavolo verde" e a finanziare progetti che mettano in cooperazione imprese agricole e conto terzi. da sinistra: Caprai, Bambagiotti, Cecchini, Tassinari,Torrisi

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NOTIZIE

Contoterzisti per un miglior consumo del suolo

Luca Sani

Il presidente della commissione agricoltura della Camera Luca Sani: “Il ricorso agli agromeccanici rappresenta la via obbligata per un'agricoltura moderna e per un export vincente sui mercati internazionali”

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obiettivo è consegnare al Paese un sistema agricolo più innovativo e competitivo rispetto al passato, attraverso semplificazioni burocratiche, sgravi fiscali, spingendo sulla crescita dell’occupazione, sul ricambio generazionale, sul sostegno ai sistemi di impresa e sulla messa in sicurezza del suolo. “Siamo convinti che l'agricoltura possa essere oggi un volano per la ripresa economica del Paese e provvedimenti come Campolibero, Italiasicura o il decreto 51 per sostenere le filiere latte e olio e Xylella rappresentano azioni concrete nella direzione giusta”. Il presidente della commissione Agricoltura della Camera, Luca Sani, rileva come si stiano raccogliendo “i primi risultati di quanto seminato e come da un picco-

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lo seme stia nascendo una grande pianta: l’agricoltura ha aumentato del 7% il proprio valore aggiunto, soprattutto per l’andamento dell’export e la ripresa della domanda interna”.

zature necessarie per un’agricoltura innovativa, rispettosa del suolo e dell’ambiente. Il ricorso a contoterzisti rappresenta la via obbligata per un'agricoltura moderna.

Nel modello economico, sociale e produttivo sostenibile che avete in mente, che ruolo hanno i contoterzisti? La Carta di Milano, redatta in occasione di Expo, invita a riflettere su come tutelare il suolo e usare meno risorse per produrre di più e meglio. Il risultato della riflessione non può che essere un modello produttivo che riconosca nei contoterzisti delle risorse importanti per il settore, perché è impensabile che una stessa impresa agricola si possa dotare di tutte le attrez-

Sempre ad Expo è stato lanciato il marchio unico del made in Italy agroalimentare. A cosa serve? Non ce ne sono già abbastanza? Nonostante l’export agroalimentare italiano cresca di anno in anno, il proliferare di marchi può spianare la strada alla contraffazione. Da qui l’idea di garantire la qualità dei prodotti italiani con un unico marchio che è anche l’invito a unire le forze, agricoltori e contoterzisti, e fare sistema per entrare in modo più incisivo nei mercati internazionali, senza costringere nessu-


no a vendere o ad affittare terreni per diventare più grande e competitivo. L’impresa agricola italiana è molto frammentata e solo attraverso l'aggregazione e la condivisione delle pratiche produttive più innovative e i servizi qualificati dei contoterzisti si può vincere questa sfida. Così come il marchio unico evita il proliferare di marchi, si può anche dire che il contoterzista evita il proliferare delle macchine agricole? Non è solo una questione di economia di scala che l’impresa agromeccanica può fare. Occorre tener conto anche della sicurezza sul lavoro che mezzi agricoli troppo vetusti oppure operatori non qualificati non sono in grado di assicurare. Su questi aspetti la commissione agricoltura della Camera sta valutando una legge sulle attività agromeccaniche insieme a un albo nazionale dei contoterzisti. L’obiettivo è dotare il settore di strumenti adeguati per la prevenzione degli incidenti e il diffondersi di buone pratiche. Riconoscere operatori qualificati e imprese che investono molto sulla qualità dei macchinari e sull'innovazione rappresenta, infatti, una garanzia per la sicurezza sul lavoro in un settore, quello agricolo, che registra ancora un alto tasso di incidenti a volte gravi. Se l’innovazione è così importante, perché i contoterzisti hanno difficoltà ad accedere alle misure dei Psr rivolte ad attività non agricole? L’indirizzo che avevamo preso in commissione era di inserirli nei Psr. Poi sono subentrati degli ostacoli a livello di Conferenza Stato Regioni. Ma se la nuova frontiera è quella dell’agricoltura di precisione, è fondamentale, soprattutto in questi mesi di Expo, approfondire la questione di come nutrire il pianeta, riflettendo sul rapporto tra i contoterzisti e le pratiche produttive in grado di ridurre il consumo di suolo, energie o agro farmaci, anche a fronte di imprese agricole piccole e frammentate, non in grado di sostenere investimenti im portanti.

CONVENZIONE UNCAI-SYNECO Un’opportunità in più per i Contoterzisti Uncai di tutta Italia. L'associazione ha siglato una convenzione della durata di tre anni con Syneco, industria milanese che produce lubrificanti per motori, oli per circuiti idraulici, prodotti per l'industria, l'agricoltura e il movimento terra. L'accordo prevede analisi scontate su lubrificanti e combustibili, oltre all’assistenza e alla consulenza telefonica o presso le aziende degli imprenditori agromeccanici, sui prodotti. Soddisfatto dell’accordo il presidente Uncai Aproniano Tassinari: “La convenzione – ha detto - nasce nell'intento di rendere meno onerosa ai contoterzisti la manutenzione dei macchinari, proponendo una buona pratica per la sostenibilità economica delle imprese". Sulla stessa linea il presidente di Syneco Angiolino Galli: “I contoterzisti UNCAI - ha evidenziato - possono accedere a un servizio di analisi su campioni di lubrificanti e carburanti che permette di programmare un intervento di manutenzione evitando spiacevoli fermo macchina". Maggiori informazioni su contoterzisti.it.

SCRIVI A UNCAI - LETTERE@CONTOTERZISTI.IT

Buonasera. Un cliente vorrebbe “splittare” l’attività di lavorazione conto terzi in agricoltura (trebbia, pulizia boschi etc) rispetto all’attività agricola in senso stretto, prevalente. Il cliente è allo stato attuale iscritto alla gestione coltivatori diretti. L’idea sarebbe che il figlio, autonomamente, possa prendere la sua strada gestendo la parte delle lavorazioni non per il conto proprio, caricandosi dei cespiti strumentali e gestendo l’attività in modo autonomo rispetto alla coltivazione del fondo agricolo. L’attività conto terzi, che vi risulti, allo stato attuale, come viene inquadrata dall’Inps? Può essere industria? Oppure l’Inps, per ovvie ragioni, apre le braccia verso l’artigianato e o il commercio (servizi del terziario)? Inutile chiedere all’Inps, sappiamo perché! Ringrazio, buone cose. Dott. Mauro Chillè, Cagliari Gentile dottore, l’attività di contoterzismo in agricoltura è inquadrata come un’attività artigiana e non può essere diversamente in quanto trattasi di un’attività di servizi svolta per c/terzi. Pertanto in questo caso il figlio, intraprendendo tale attività in forma prevalente, deve essere cancellato dal settore agricolo qualora fosse inquadrato come coadiuvante del padre, per essere inquadrato nel settore artigiano. Conseguentemente dovrà poi aprire una posizione Inail per l’attività di c/terzi. Il codice di attività è 01.61.00. Fabrizio Canesi Direttore Apima Cremona

GIUGNO 2015|MONDO AGRICOLO|III


NOTIZIE

Contoterzismo e sicurezza del lavoro

Scrivi all’esperto Uncai in meccanizzazione agricola Silvio Balloni lettere@contoterzisti.it

di Silvio Balloni Dottore Agronomo, Dottore di Ricerca in Ingegneria Agraria

L’

ambiente di lavoro nel settore contoterzistico agricolo passa da areali di montagna, addirittura definiti eroici, a contesti ambientali pianeggianti dove le condizioni del terreno si trasformano rapidamente, da compatto a medio impasto a leggero, con

Silvio Balloni

IV| MONDO AGRICOLO |GIUGNO 2015

presenza di erba e fango e altri impedimenti che ostacolano la visione.Anche le interazioni acqua/terreno si modificano spostando l’areale di osservazione. Ciò comporta particolari attenzioni nella valutazione dei rischi connessi all’esecuzione delle operazioni meccanizzate. Concetto che ancor più vale nella necessità imprenditoriale dei contoterzisti di continua introduzione di nuove macchine motrici e operatrici. I principali rischi, ad eccezione delle mietitrebbiatrici e di altre macchine semoventi, sono legati alle operazioni colturali eseguite con macchine operatrici abbinate a trattrici agricole. A queste si aggiungono le attività connesse al rimessaggio e alla manutenzione delle macchine. Si hanno sia rischi di natura infortu-

nistica; sia rischi per la salute dei lavoratori di natura igienico ambientale dovuti a emissione di polveri, fumi e vapori, contatto con concimi e prodotti fitosanitari, rumore, vibrazioni, agenti biologici; sia rischi di tipo organizzativo (turni e orari di lavoro faticosi, eccessivo caldo o freddo), movimentazione manuale di carichi. L’impiego di trattrici che rispettino i requisiti di sicurezza (telaio antiribaltamento, sedile ergonomico, cintura di ritenuta del conducente, avvisatore acustico di retromarcia, ecc.), l’utilizzo di macchine operatrici a norma e prive di manomissioni, l’uso di alberi cardanici protetti, una manutenzione programmata, l’impiego di personale qualificato e addestrato, il rispetto delle procedure di sicurezza e del codice della strada sono requisiti che non devono mancare. A conferma di ciò l'accordo è stato introdotto l’obbligo di una specifica abilitazione (patentino) per gli utilizzatori dei mezzi meccanici, comprese le trattrici agricole e altre macchine impiegate nelle imprese contoterziste agricole (ad es. muletti e piattaforme aeree per la potatura di alberi), siano essi lavoratori autonomi o dipendenti. Il patentino riguarda le norme specifiche e i corretti comportamenti nella conduzione dei mezzi, e consiste in un corso di formazione di 8 ore, più 5 supplementari per l’abilitazione dei mezzi cingolati. I soggetti, che alla data del 12 marzo 2013, non possono comprovare un esperienza di almeno 2 anni, ma già incaricati all'uso delle attrezzature e i lavoratori incaricati per la prima volta alla giuda di trattori agricoli o macchine operatrici, dovranno acquisire il patentino entro il 31 dicembre 2015 e comunque prima di mettersi alla guida degli stessi. I conducenti che invece possono dimostrare a quella data un’esperienza documentata di due anni, maturata nell’arco dei dieci anni precedenti, possono autodichiarare la propria capacità all'utilizzo delle macchine, salvo effettuare l’aggiornamento entro il 12 marzo 2017.


AGRILEVANTE 2015 L'AGRICOLTURA MEDITERRANEA Bari IN UN UNICO EVENTO 15-18 MEDITERRANEAN AGRICULTURE IN A SINGLE EVENT Organizzata da Federunacoma Surl. Ăˆ un'iniziativa Fiera del Levante Organized by Federunacoma Surl. A Fiera del Levante Initiative

Regione Puglia

Provincia di Bari

Comune di Bari

CCIAA di Bari

Esposizione Internazionale delle Macchine, Impianti e Tecnologie per la Filiera Agricola.

Info: tel (+39) 06 432.981 - fax (+39) 06 4076.370 agrilevante@federunacoma.it

International Exhibition of Machinery and Technologies for Agriculture.

www.agrilevante.eu

ottobre October


A T T U A L I TÀ P R O D O T T I

Dalla semina alla vendita All’evento ad Expo di Federimpresa e Sindacato Pensionati proiettato il video su Ortosole. Da azienda familiare a rete di imprese. E per il futuro si pensa alla “biodiversity farm” di Elisabetta Tufarelli 38| MONDO AGRICOLO|GIUGNO 2015

“L

a nostra famiglia oggi coltiva duecento ettari a pieno campo e dieci di serre tra Torrimpietra e Maccarese, quasi tutti all’interno del parco del litorale romano, dove produciamo un’ampia gamma di orticole, rispettando i massimi standard della sostenibilità”. Lo afferma con orgoglio Alessandro Tiozzo, 32 anni, agricoltore di quarta generazione attivamente impegnato nell’impresa familiare ”Ortosole”. La storia

agricola della famiglia Tiozzo inizia nel ’39, quando il bisnonno di Alessandro si trasferì, con i sette figli, da Chioggia a Maccarese. “In famiglia – racconta Alessandro - eravamo mezzadri e ci occupavamo ortaggi e vigna. La riforma fondiaria è stata la prima importante tappa per la nascita della nostra impresa. Con i primi quattro ettari finalmente di proprietà, grazie al ‘riscatto’, abbiamo cominciato a produrre frutta e ortaggi che vendevamo in proprio al mercato generale di Roma. Poi siamo cresciuti costantemente in risorse uma-


Impegno per la sostenibilità: dalle strisce fiorite lungo i campi, alla lotta biologica greco, padre di due figli, presidente Anga Lazio, Alessandro prima di impegnarsi in agricoltura è cresciuto a Trastevere, poi è scattato l’attaccamento alla terra.“Ho scelto di studiare alla Tuscia, per guadagnare l’esperienza necessaria a lavorare nell’azienda di famiglia – sottolinea –. E con l’Università continuiamo ad avere degli ottimi rapporti. Il nostro obiettivo è la sostenibilità e i nostri terreni sabbiosi, vantano un'ottima esposizione climatica e sono ideali per la coltivazione di ortaggi”. Ortosole oggi è una realtà importante che serve la GDO, senza dimenticare però la vendita diretta, effettuata in azienda. L’impresa familiare punta a portare dalla campagna, direttamente nelle case dei consumatori (anche attraverso la grande distribuzione) un prodotto sempre fresco, sano, saporito, rispettoso della terra e dell’ambiente. “Produciamo moltissime varietà di ortaggi – continua Tiozzo –

ma il nostro orgoglio sono i carciofi romaneschi Igp e le carote. Lavoriamo anche con i gruppi d’acquisto ed abbiamo creato una rete d’imprese tra sette aziende per promuovere il nostro territorio, perché siamo convinti che per far partire l’economia nazionale occorra prima fare ripartire quella locale”. ‘Ortosole’ vanta le più importanti certificazioni internazionali sulla sicurezza alimentare come l’International Food Standard e la Global Gap. “Controlliamo con cura –precisa - ogni processo lavorativo, dalla prima semina fino al confezionamento. E tutte le informazioni sono informatizzate. I nostri controlli meticolosi ci consentono di evitare contaminazioni accidentali e da ogni confezione è possibile risalire addirittura al metro quadro dove quel singolo prodotto è stato coltivato”. Sfide future? “Continuare sulla strada di una biodiversity farm, un progetto che ci vede protagonisti insieme Basf – spiega – rilanciando l’immagine di un’impresa che produce usando la lotta integrata e le ‘medicine’ buone, quelle che hanno il minor impatto ambientale”. E l’impegno per la sostenibilità ad ‘Ortosole’ viene seguito con cura e meticolosamente: dalle

ne e in superficie: da mezzadri a coltivatori diretti il passo è stato breve. Abbiamo apprezzato l’importanza della meccanizzazione, che iniziava a contraddistinguere le aziende zootecniche locali ed iniziammo ad applicarla, dove possibile, nell’azienda di 60 ettari che avevamo intanto acquistato a Fiumicino, poi nel 1988 da coltivatori diretti siamo diventati imprenditori agricoli e nasce ‘Ortosole’, una delle prime cooperative a conduzione familiare in Italia”. Figlio di un medico, agronomo, sposato con un’insegnante di latino e GIUGNO 2015| MONDO AGRICOLO |39


A T T U A L I TÀ P R O D O T T I

strisce fiorite lungo i campi che da febbraio a dicembre favoriscono gli insetti pronubi, alla lotta biologica utilizzando i rapporti antagonisti fra i parassiti. Ed è proprio grazie alla serietà dei processi produttivi che Ortosole collabora con il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) per la ricerca sulle innovazioni nella sanità alimentare e nell’impatto ambientale. Nella lavorazione l’azienda mantiene i principi di semplicità che si usano nella tradizione casalinga: il prodotto coltivato viene raccolto, pulito e confezionato senza alcun tipo di conservante chimico e poi trasportato utilizzando esclusivamente la frigo conDa Beniamino ad Alessandro: servazione per mantenere intatta la l’azienda progredisce con la freschezza della frutta e degli ortaggi. “Usiamo plastiche biodegradabili di collaborazione generazionale nuova generazione che, interrate, si dissolvono in sole sei settimane e, ben consci del valore dell’acqua, abbiamo iniziato a sperimentare polimeri che la rilasciano in maniera graduale”. Nell’impresa familiare associata a Confagricoltura i terreni sono irrigati con acqua sorgiva e vengono sfruttate al meglio le difese naturali dell'ambiente per ottenere frutta e verdura senza alcun tipo di residuo. Per Ortosole la sostenibilità è un impegno a tutto campo. “Siamo la prima azienda in tutto il Sud Europa – osserva con fierezza Tiozzo – ad avere Osmofilm, un innovativo sistema di lavaggio delle botti usate per i trattamenti e il recupero dell’acqua in modo da ridurre l’inquinamento puntiforme. Beniamino Ma siamo attivi anche per la ed Alessandro Tiozzo sostenibilità sociale. Collaboriamo con la LIPU in par40| MONDO AGRICOLO|GIUGNO 2015

ticolare per la Calandrella, l’uccello migratore di piccola taglia tra le specie da proteggere. Abbiamo scoperto che nidifica sotto i cespi alla fine della stagione delle insalate e lasciamo la cultura sul campo fino a fine giugno. Partecipiamo al progetto ‘fuori di gabbia’ facendo costruire delle apposite cassette per farle nidificare dai detenuti del carcere di Treviso”. Inoltre Ortosole coopera, oltre che con l’Università della Tuscia, anche con gli Istituti tecnici della zona offrendo stage in azienda. L’impresa familiare serve direttamente numerosi ristoranti a Londra. “Ci piacerebbe – conclude l’imprenditore – esportare di più. Abbiamo avuto richieste da Dubai, dal Qatar e dagli Emirati, ma per il prodotto extrafresco come il nostro, che pure è molto richiesto all’estero, ci sono difficoltà logistiche che vanno risolte perché non è possibile che gli ortaggi stazionino, anche se refrigerati, un giorno sul piazzale prima dell’imbarco”.


A T T U A L I TÀ P R O D O T T I

Bilancio positivo per la prima edizione di Fruit Innovation, la nuova rassegna che si tiene a Milano. In fiera anche lo stand di Confagricoltura

A

L’ortofrutta italiana fa squadra

poche centinaia di metri da Expo, a FieraMilano, dal 20 al 22 maggio ha aperto i battenti “Fruit Innovation”, la nuova fiera dedicata al comparto ortofrutticolo, nata con l’ambizione di diventare una grande vetrina internazionale, in grado di competere con Fruit Logistica a Berlino e Fruit Attraction a Madrid. Confagricoltura ha condiviso e sostenuto fin dall’inizio la realizzazione di questo appuntamento, che ha voluto coinvolgere tutta la filiera ed aprirsi al mondo, ed era presente in fiera con un proprio stand istituzionale. migliori del mondo – ha detto nel cor“L’agroalimentare italiano è uno dei so della conferenza inaugurale, Francesco Pugliese, presidente di Fruit Innovation – ma ha un problema: la divisione tra le componenti. Il futuro del settore è l’aggregazione ed è per questo che Fruit Innovation ha voluto nascere come fiera di filiera, con il sostegno del mondo della produzione e di quelli della trasformazione e della distribuzione. Non a caso la rassegna si tiene a poca distanza e nel mese di inaugurazione di Expo, valorizzando le logiche di crescita economica di un settore che è tra i più rappresentativi del nostro Paese in termini produttivi e di export”. “L’internazionalizzazione delle imprese è un’opportunità e una sfida Cilento che deve essere colta. Ma nel mondo e Pugliese non si può andare da soli - ha detto il

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componente della giunta nazionale di Confagricoltura Nicola Cilento -. Già oggi l’ortofrutta è la prima voce dell’export agroalimentare italiano, ma ci sono ancora molte opportunità. Mercati in crescita dove le nostre produzioni possono imporsi; come quello cinese, dove negli ultimi 78 anni si sono quintuplicate le importazioni di kiwi, o come quello brasiliano, dove l’import di pere è aumentato di quattro volte dal 2003”. “La sfida dell’export – ha commentato Francesco Pugliese – si vince con la qualità e con l’innovazione, che non significa inventare, bensì trovare elementi di miglioramento nell’ambito della propria attività. Anche per poter competere con Paesi che hanno costi energetici, di trasporto e di manodopera notevolmente inferiori


Cilento: «Internazionalizzazione sfida da cogliere. Ma nel mondo non si può andare da soli» che limitano l’accesso per ragioni spesso poco o nulla motivate e aggravate da procedure burocratiche onerose. Confagricoltura sta lavorando da anni con l’Amministrazione perché vengano smantellati questi ostacoli”. Il rappresentante di Confagricoltura ha quindi esortato Bruxelles ad impegnarsi sul fronte “della reciprocità di regole condivise per un commercio aperto, ma anche equo e senza discriminazioni. Mentre gli altri Paesi hanno elevato barriere sanitarie e fitosanitarie, l’Europa è in via di principio sempre aperta ai prodotti dei Paesi Terzi”. “Va introdotto anche il ‘principio di precauzione’ – ha sottolineato Nicola Cilento -. Non possiamo rischiare di importare parassiti (vedi batteriosi del kiwi, cinipide del castagno, tristeza degli agrumi, e da ultimo la Xylella, di olivi e altre specie arboree) con tutto ciò che ne consegue, ovvero problemi economici, danni ambientali, paesaggistici e di immagine complessiva dell’ortofrutta italiana. Tutto ciò mentre gli altri Paesi si comportano in maniera diametralmente opposta”. (G.B.) ai nostri”. A tale riguardo Confagricoltura ritiene che debba essere mantenuto e rafforzato il ruolo chiave delle organizzazioni dei produttori ortofrutticoli come espressione di un’‘agricoltura organizzata’, in grado di offrire le maggiori garanzie di evoluzione imprenditoriale ad un settore produttivo attivo ed orientato al mercato, finalizzato a recuperare valore aggiunto e ricchezza a beneficio dei soci. Cilento si è poi soffermato sul tema delle barriere che molti Paesi Terzi pongono alle nostre esportazioni: “Non è un problema solo di tariffe doganali elevate, che potrebbero essere anche negoziate in un quadro di smantellamento reciproco per creare aree di libero scambio con mutui vantaggi. Si tratta piuttosto di pratiche

PRINCIPALI MERCATI DI DESTINAZIONE ORTOFRUTTICOLO FRESCO E TRASFORMATO 2014 PAESE

EXPORT IN VALORE %

% SUL TOTALE

1.899.329.651

26%

Francia

795.386.616

11%

Regno Unito

695.563.000

9%

Austria

350.865.423

5%

Svizzera

288.539.125

4%

Stati Uniti

223.322.667

3%

Germania

Fonte: Centro Studi di Confagricoltura su dati ISTAT

GIUGNO 2015| MONDO AGRICOLO |43


A T T U A L I TÀ P R O D O T T I

Osservatorio Internet Nel settore agrolimentare solo il 5% delle aziende hanno un dominio “.it”

44| MONDO AGRICOLO|GIUGNO 2015

S

ono 62.061 le aziende italiane del settore agroalimentare che hanno un dominio “.it”. È il dato emerso dalla ricerca "FINe: the Food In the Net observatory" presentata a Expo nell'ambito delle iniziative di “Registro.it”, che è l'anagrafe dei domini italiani gestita dall'Istituto di Informatica e telematica del CNR di Pisa. «Il

settore agroalimentare - ha detto Domenico Laforenza, direttore di Registro.it - è uno degli ambiti che maggiormente identifica il nostro Paese nel mondo. Oggi il mondo passa da Internet ed è quindi necessario che le aziende marchino il loro “made in Italy” anche scegliendo il suffisso nazionale, il nostro country code che è “.IT”». La ricerca si è basata sul totale delle imprese italiane agroalimentari


in Italia che, secondo Infocamere, sono 1.203.465. L'indagine ha incrociato i dati del totale delle imprese italiane agroalimentari con le informazioni registrate nel database dei nomi a dominio. «Obiettivo principale della ricerca - ha detto Maurizio Martinelli di Registro.it, relatore della ricerca - è stato di analizzare e verificare la presenza del settore agroalimentare sulla rete, implementando un modello di studio e valutazione che possa essere utilizzato anche a livello internazionale e in altri settori (ad esempio il turismo)». Ne è emerso che 62.061 imprese italiane che fanno agroalimentare hanno almeno un dominio .it (5,16%), anche se il totale dei domini che teoricamente appartengono al settore agroalimentare sono 84.527. La ricerca ha poi analizzato, nel dettaglio,

Tra gli obiettivi futuri il monitoraggio permanente dell'agroalimentare in rete quattro settori specifici dell'agroalimentare: vino, olio, caseario e allevamenti. Ne è risultato che il settore "vino" è presente per il 14,68%; olio (5,78 %); caseario (3,45%); allevamenti (6,08 %) e “altro” pari al

70,02%. «Tra gli obiettivi futuri c’è - ha spiegato Martinelli - quello di realizzare un "Osservatorio Internet permanente dell'agro-alimentare in rete" che analizzi la diffusione su internet dei vari settori appartenenti all'agroalimentare e studi la sua diffusione e distribuzione a livello geografico con un focus su specifici settori». Certo sarebbe interessante conoscere anche il dato di quante aziende agroalimentari hanno un sito “.COM” che, per quelle, che spingono sull’acceleratore dell’internazionalizzazione è quasi naturale preferire. Vale la pena però fare la raccomandazione di registrare entrambi i suffissi (.COM e .IT), in modo da valorizzare sul Web anche l’italianità dell’offerta produttiva. (M. M.)


A T T U A L I TÀ S C I E N Z A

Kary Mullis sulle biotecnologie Il premio Nobel per la chimica è intervenuto ad un convegno a Bologna, per parlare di progresso di Barbara Bertuzzi

Da sinistra: Gallarati, Scotti, Mullis e Cantelli Forti

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L

a sua scoperta ha rivoluzionato il mondo della ricerca e della genetica aprendo scenari di sviluppo inimmaginabili con applicazioni in campo agricolo, farmaceutico e medico. L’invenzione della Pcr (Polymerase Chain Reaction), la reazione a catena della polimerasi, ha dato il via alla moltiplicazione del codice genetico in laboratorio. Come ci è arrivato, Kary Mullis lo ha spiegato lo scorso 26 maggio, a Bologna, al convegno “Come moltiplicare il codice della vita?”, evento conclusivo del

Mullis con gli studenti

Festival della Scienza Medica organizzato dalla Fondazione Carisbo in collaborazione con Genus Bononiae. Musei nella città. La lezione del premio Nobel per la Chimica nel 1993, preceduta dall’introduzione di Fabio Roversi Monaco, ha affascinato un po’ tutti nella gremita Aula Magna di Santa Lucia, in particolar modo i giovani studenti accorsi per conoscere questo illustre professore californiano, ex contestatore sessantottino, alquanto eccentrico e oltremodo geniale. Mullis è passato dalla superlativa illustrazione di particolari sequenze di acidi nucleici, molecole, alla contestualizzazione del momento clou che ha cambiato la storia, mostrando un’immagine


Gallarati Scotti: «La ricerca è una priorità per l’agricoltura di domani» davvero insolita: la sua casa nella Contea di Mendocino dove solitamente trascorreva i week end. “Un venerdì sera lungo il tragitto - ha raccontato – guidavo e pensavo ai miei esperimenti. Ebbene, d’un tratto, si è materializzata la soluzione al problema ed ho bruscamente frenato sulla statale 128 al miglio 46”. Da quel momento è iniziata una nuova era nel campo delle biotecnologie. “Si è sviluppata la biologia molecolare – ha osservato Michele Morgante, scienziato e ricercatore nel campo dei genomi vegetali. “Che ha aperto la strada a tante possibilità e agli Organismi Geneticamente Modificati. Oggi siamo in grado di governare i geni che cambiano le caratteristiche delle piante”. All’incontro, moderato da Giorgio Cantelli Forti, è intervenuto anche Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, componente della giunta nazionale di Confagricoltura.“Abbiamo bisogno – ha sottolineato - di innovare i prodotti ed i processi del nostro sistema agricolo. La ricerca è una delle priorità per l’agricoltura di domani, che dobbiamo valorizzare: ricercatori, Accademie, Università possono cooperare con gli imprenditori per raccogliere i loro fabbisogni e sviluppare innovazioni utili alla competitività. É questo il senso anche delle linee politiche di Europa 2020 per quella ‘Agricoltura 2020’ che vogliamo”. La scadenza del 2050 è vicina.“Per quella data, ci si aspetta un aumento del 60% del fabbisogno alimentare ma l’Italia rischia di rimanere ferma al palo. Dobbiamo essere capaci - ha concluso Gallarati Scotti Bonaldi - di sfruttare le rivoluzioni tecnologiche: le conoscenze hanno sempre aiutato l'agricoltura e il futuro sta nel combinare le nuove tecnologie con il rispetto della biodiversità”. GIUGNO 2015| MONDO AGRICOLO |47


MAPPAMON D O di Jordan Nash

Carne francese: GDO monopolizza Gli allevatori protestano per sperequazioni nella filiera

T

ra il 1997 e il 2014, in Francia il prezzo della carne venduta ai consumatori è aumentato del 60%, mentre per gli allevatori le spese sono incrementate del 50%.Dal 2000 l’evoluzione,con alti e bassi,ha fatto sì che il prezzo ricevuto dagli agricoltori per i capi da macello sia aumentato, in media,solo del 10%. Queste le ragioni della protesta degli allevatori di carne bovina della Federazione regionale dei sindacati dei lavoratori agricoli (FRSEA) e dei Giovani agricoltori,che hanno bloccato alcuni macelli per chiedere

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prezzi migliori per gli animali da carne.JeanPierre Fleury,presidente della Fédération nationale bovine (FNB) della FNSEA, ha spiegato che un’azienda di bovini da carne ha un reddito medio di 12.000 euro all'anno,e che mancano 60 centesimi di euro al chilo di peso morto per bilanciare i costi. L’Osservatorio dei prezzi precisa che nel 2014 quanto pagato ai produttori è diminuito dal 6% all'8% ,mentre il prezzo di vendita al dettaglio è aumentato dell'1%.Per Fleury le quotazioni troppo basse ricadono sugli allevatori,il problema è che non funziona la legge della domanda e dell’offerta perché il sistema di distribuzione francese passa attraverso il raggruppamento di centrali d’acquisto dei più grandi marchi,che da otto sono passate a quattro e trattano il 90% della carne sul mercato della GDO.Il blocco della fornitura ha fatto sì che il ministero dell’Agricoltura francese convocasse la filiera, richiamando le parti alla responsabilità e a presentare proposte concrete.Ma il tempo stringe ed è prevedibile che la protesta prosegua.

n

ALLEANZA CINA-RUSSIA PER L’AGRICOLTURA

Mosca e Pechino hanno creato un fondo di investimento da 2 miliardi di dollari destinato all’agricoltura. L'accordo tra il Fondo russo di investimento diretto (RDIF), il Fondo d'investimento cinorusso e il governo popolare della provincia cinese di Heilongjiang (nord-est), è stato siglato a poche ore dall'incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e il capo di Stato russo Vladimir Putin ed è parte di una quarantina di documenti bilaterali siglati nel corso della visita. Al nuovo fondo, a cui prenderanno parte in particolare investitori cinesi con un'importante esperienza nel settore agricolo, servirà a rafforzare la cooperazione nell'ambito dell'utilizzo dei terreni, lo sdoganamento, la logistica, la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli. IN FRANCIA PIACE COMMERCIO EQUO SOLIDALE

Un terzo dei Francesi acquista prodotti del commercio equo e solidale. Per i francesi, secondo un recente studio commissionato dalla società Max Havelaar, il consumo responsabile passa da prodotti locali (91%), circuiti brevi (87%), made in France (80%) ed infine dal commercio equo e solidale (58%). Questi prodotti sono preferiti per contri-

buire a migliorare le condizioni dei piccoli produttori (76%), per fare un gesto di solidarietà (44%), per sostenere lo sviluppo sostenibile (37%) e per contribuire a fare evolvere le regole del commercio mondiale (31%). Principale freno all'acquisto, però, il prezzo, che rimane ancora elevato per la metà delle persone intervistate.


Dalla Germania gli abiti di latte Dalla caseina una fibra naturale per vestiario fresco ed ecologico

U

na startup tedesca ha ricavato dal latte scaduto una fibra naturale in grado di sostituire il cotone e i

materiali sintetici per l'abbigliamento. È il risultato raggiunto dalla microbiologa e sitilista Anke Domaske, che si è posta una doppia sfida: quella di riutilizzare gli scarti industriali del latte e quella di risolvere il problema delle allergie causate da materiali sintetici utilizzati nell’abbigliamento. Per la nuova linea

si utilizza il brand “Qmilch”. Mescolando la proteina con altri materiali organici, si produce una sorta di pasta che viene

poi riscaldata a 80° gradi. Il risultato è una fibra liscia, morbida, fresca, ecologica e salutare per la pelle, in quanto, oltre ad essere un migliore isolante termico rispetto alla lana, è molto traspirante. La formula, ovviamente segreta, ha ricevuto un GreenTec Award, che riconosce le migliori iniziative nelle tecnologie verdi.


A T T U A L I TÀ SERVIZI

Dental card Mutua Fima amplia l’assistenza sanitaria nel settore odontoiatrico

di Elisabetta Tufarelli

“T

utti vorrebbero avere e mantenere un bel sorriso e una bocca sana. Partendo da questo concetto e dal desiderio di aiutare i nostri associati a contenere le spese legate alle cure dentistiche abbiamo creato questa innovativa dental card”. Lo ha detto il presidente di Mutua Fima,Angelo Santori, nel presentare la neo nata assicurazione odontoiatrica studiata da ADE Group per Confagricoltura.“La nostra Fima dental card – continua - è una valida soluzione che offre, senza limiti di

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età, i principali servizi di prevenzione e permette ai nostri associati di affrontare al meglio le eventuali emergenze”. Al prezzo simbolico di 80 euro annuali per gli associati a Mutua Fima (100 per gli altri), si ha diritto oltre ad una seduta di igiene orale, a tutta una serie di prestazioni gratuite di prevenzione e diagnosi e ad una consistente agevolazione (50%) su oltre 90 trattamenti odontoiatrici. ADE Group, nata nel 1988, è oggi leader europeo nella gestione specializzata di servizi odontoiatrici e raggruppa oltre 10 milioni di persone assicurate con più di 60 società clienti.“Il nostro successo – ha spiegato Santori – è quello di riuscire ad offrire, a prezzi contenuti, sempre sevizi nuovi, utili ed efficaci”. Attraverso Fima dental card ci si prende cura della propria salute orale e si accede ad un network di centri convenzionati, diffusi su tutto il territorio nazionale, dove è possibile usufruire di prestazioni odontoiatriche gratuite e a tariffe agevolate e con prezzi bloccati per il 2015, evitando così spiacevoli sorprese.“Stiamo continuando a crescere – conclude Santori - e ad impegnarci in modo sempre più significativo, in linea con il no-

stro spirito mutualistico, grazie anche all’elevato livello di professionalità dei nostri collaboratori. Andremo avanti puntando a crescere sempre più studiando e promuovendo le migliori offerte, sempre nel rispetto dei principi di correttezza e affidabilità che ci contraddistinguono, privilegiando sempre l’efficienza e l’attenzione alle esigenze e alla soddisfazione dei nostri associati”. Per aderire a Fima dental card è molto semplice: è sufficiente compilare il modulo di adesione ed effettuare il bonifico di 80 euro se già soci o di 100 se nuovi associati all’Iban IT48Z0100503206000000001723 causale: Adesione servizio odontoiatrico ADE. Inviare copia del bonifico e il modulo di adesione via mail afima@confagricoltura.it oppure via fax al n. 06.6852409. Il servizio scatta dal mese successivo a quello di effettuazione del bonifico. Una volta associati si potrà scegliere un centro odontoiatrico fra quelli elencati nel network "Top" ADE e prenotare telefonicamente il proprio appuntamento con il medico prescelto. Ulteriori info: http://www.confagricoltura.it/ita/confagricoltura/dental card_57.php.


A T T U A L I TÀ S E R V I Z I

Impegno nel sociale

“S

enior - L’età della saggezza”, l’onlus del Sindacato Pensionati di Confagricoltura, è stata costituita nel 2007 e, in questi anni, ha devoluto in opere di beneficenza centinaia di migliaia di euro grazie al ricavato dalle scelte del 5 per mille.Tra le iniziative, la consegna, al Policlinico

Gemelli di Roma, di un assegno di 25 mila euro all’associazione non profit “Dona la Vita con il Cuore”, presieduta dal cardiochirurgo prof. Massimo Massetti, per contribuire al programma di medicina umanitaria che si occupa di patologie valvolari cardiache o difetti congeniti.“L’onlus – ha ricordato il suo presidente Rodolfo Garbellini – è stata

costituita per svolgere attività di assistenza sociale, socio-sanitaria e tutelare i diritti civili, in particolare delle persone anziane in condizioni di disagio economico, sociale e di salute”. La saggezza, da qui il nome, permette di valutare le varie opportunità scegliendo quelle più utili e volte al bene. Per contribuire alle iniziative benefiche di ‘Senior – L’Età della Saggezza’, senza alcun aggravio d’imposta, è possibile destinare con la dichiarazione dei redditi IRPEF (modd. 730 e Unico) il 5 per mille, inserendo il codice fiscale della onlus 97450610585. È anche possibile effettuare un versamento sul cc.p. 81743890 intestato a “Senior - L’Età della Saggezza”, mettendo nella causale: “Erogazione liberale attività onlus (Legge 80/2005)”; in questo modo si usufruirà della detrazione dall’Irpef del prossimo anno. (E. T.)


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

A REGGIO EMILIA L’ASSEMBLEA

di Elisabetta Tufarelli

CONFAGRI LOMBARDIA FA INCONTRARE DESIGN E CIBO

Disegnato dalla terra Il 26 giugno, presso l’Ente Fiera, si terrà l'assemblea annuale di Confagricoltura Reggio Emilia. L'assise richiamerà gli associati ed i responsabili delle altre associazioni provinciali e i rappresentanti delle Istituzioni locali; vedrà la presenza anche del neo presidente regionale Gianni Tosi. In primo piano il bilancio di fine mandato del presidente provinciale Lorenzo Melioli, che termina quest’anno il suo secondo mandato.

VENETO: MOSTRA FOTOGRAFICA

Raccontare con immagini; esplorare il territorio; evidenziare il ruolo dell’impresa agricola per la tutela del paesaggio: questo l’obiettivo della mostra fotografica “Reflective Landscape – Il paesaggio veneto e i suoi produttori”, organizzata a Venezia da Fondazione Marcianum e Istituto Iauv, in collaborazione con Confagricoltura Veneto. Aperta al pubblico fino al 21 Luglio presso il Chiostro del Palazzo del Seminario Patriarcale. 52| MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2015

Il design ha incontrato la tradizione agroalimentare. È accaduto con la mostra "Disegnato dalla Terra”, nata da una partnership tra Homi, il salone dedicato agli stili di vita di FieraMilano, e Confagricoltura che, attraverso i propri prodotti, vuole raccontare le proprie filiere e il cibo sotto forma di arte, in occasione di Expo. HOMI, il grande progetto di Fiera Milano nato dalla consolidata tradizione italiana del saper vivere, creato per raccontare le nuove intuizioni del design e della bellezza per la casa e la persona. La rassegna – che si è tenuta a Milano presso lo “Spazio TIM4Expo Triennale” – ha offerto una particolare e strategica chiave di lettura che ha connesso la produzione, il consumo e il piacere del buon cibo a tavola come fonte di una stessa ispirazione; il tutto attraverso suggestivi allestimenti e un’esposizione di oggetti e prodotti della tavola, della cucina e dei derivati della terra agricola italiana. Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Lombardia, ha spiegato il senso di questa originale iniziativa. “Per noi di Confagricoltura Lombardia – ha detto - questa mostra è stata l’occasione per presentarci in maniera differente da come di solito viene im-

maginato il mondo agricolo”. Attraverso le microinstallazioni curate dalla direzione artistica di HOMI i colori della terra e i sapori del cibo sono stati legati alle idee e ai prodotti del design.In particolare all’interno di “TIM4Expo” hanno trovato spazio i prodotti di cinque filiere agroalimentari selezionate da Confagricoltura Lombardia come rappresentative del territorio: riso, vino, latte, ortaggi freschi e suini. “L’agricoltura, il produttore, gli allevamenti: spesso chi pensa a queste realtà guardandole dall’esterno ha l’immagine di un mondo rurale chiuso in se stesso, addirittura isolato rispetto al resto del Paese - ha proseguito Lasagna -. Con questa mostra abbiamo voluto dimostrare che l’agricoltura è storia, arte, vita ed è un’attività in cui l’Italia primeggia a livello mondiale, esattamente come avviene nel design”. L’Expo in corso a Milano fa sì che il cibo e le produzioni agricole diventino occasione di incontro di una moltitudine di culture e di abitudini differenti. “Il cibo è vita, l’agricoltura è vita - ha concluso il presidente di Confagricoltura Lombardia - e quindi nutriamo il pianeta con gli alimenti, con l’arte e con il nostro essere meravigliosamente italiani”.


SOTTOSCRITTO PROTOCOLLO CON ISTITUZIONI LOCALI E GAL

A Bari per l’agricoltura sociale Confagricoltura Bari ha siglato, a Bisceglie, il protocollo con le Istituzioni locali per la creazione di una Rete di agricoltura sociale. Prevede lo sviluppo di progetti di agricoltura sociale, promossi dal GAL Ponte Lama. Casale Monte d’Alba, Oasi San Felice, Società Agricola Crosta, Terre Solidali e Xiao Yan sono le cinque realtà del territorio che potranno offrire opportunità di riabilitazione e inserimento sociale ai soggetti con disagi psico-fisici o a rischio di marginalizzazione. Soddisfatto Giaco-

mo Patruno, vicepresidente di Confagricoltura Bari: «L’impegno degli agricoltori nel sociale è fondamentale; si generano

DA 50 ANNI SCENDIAMO IN CAMPO CON TE

benefici inclusivi, si favoriscono percorsi terapeutici, riabilitativi e di cura; si sostiene l’inserimento sociale e lavorativo delle fasce di popolazione svantaggiate e a rischio di marginalizzazione; si promuove la coesione sociale, in modo sostanziale e continuativo». Tra le attività che offriranno le masserie sociali, mettendosi in rete, ci sono la pet therapy, l’ortoterapia, i laboratori didattico-creativi, i percorsi di educazione alimentare, i corsi di educazione ambientale e tante altre attività.

Fondata 50 anni fa da un gruppo di agricoltori, Netaim comprende perfettamente le side che i coltivatori devono affrontare ogni giorno. Assieme al nostro network di esperti locali assistiamo gli agricoltori passo passo, offrendo soluzioni irrigue afidabili, convenienti e facili da utilizzare. Sappiamo ciò che serve per soddisfare l’esigenza di rese più elevate e miglior qualità.


CAMPI ROSA di Elisabetta Tufarelli

Un’azienda su tre è condotta da una donna

Il direttivo di Confagricoltura Donna ha esaminato i dati sull’imprenditoria femminile soffermandosi, in particolare, su quelli dell’agricoltura. “Sono cifre positive quelle diffuse dall’Osservatorio Unioncamere – ha sottolineato la presidente Marina Di Muzio – che collimano con la crescita della nostra associazione sul territorio”. Le imprese femminili italiane, in generale, sfiorano 1,3 milioni. ”Soprattutto nel nostro settore – continua Di Muzio – la crescita è costante e un’azienda su tre è condotta da una donna. Incrociando i dati Unioncamere con quelli Enpaia (l’Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti

e per gli Impiegati in Agricoltura), si nota che le donne occupate nel settore come addette o impiegate sono ben rappresentate e sfiorano le quindicimila unità. Discorso diametralmente opposto quando invece si considerano i dirigenti: la rappresentanza femminile è molto esigua e non raggiunge l’8%”. Per Confagricoltura Donna è qui che è necessario agire, puntando sull’educazione, sull’innovazione e sullo sviluppo dell’imprenditoria agricola femminile e sulla comunicazione, sottolineando l’importante contributo delle donne nel successo del made in Italy nel mondo. A livello globale, secondo la Fao, il 70% del lavoro agricolo è realizzato dalle donne e molte analisi sottolineano che se queste avessero lo stesso accesso alle risorse degli uomini, la loro produzione aumenterebbe dal 20 al 30%. Il direttivo di Confagricoltura Donna, infine, si è soffermato sulla Carta di Milano, che riconosce l'importanza del ruolo dell'agricoltura a livello mondiale ed ha esaminato i prossimi impegni dentro e fuori Expo, a partire dall’assemblea che si terrà il prossimo 7 luglio.

A CASTELROTTO-BOLZANO all'evento ideato da Donne Imprenditrici Sudtirolesi è intervenuta anche Marina Di Muzio. La p resid ente, Hiltraud Erschb amer, ha sottolineato l’imp ortanza d i confrontarsi e tentare d i cond ivid ere p rogetti e collab orare su alcune tematiche. Ob iettivo comune a tutte le associazioni – erano p resenti tutte le rap p resentanze femminili agricole - è q uello d i sup p ortare l'imp rend itorialità agricola, d are voce alle d onne rurali e d are loro concrete p ossib ilità d i mettere in atto le loro iniziative, “facend o red d ito”. La p resid ente d i Confagricoltura Donna ha sottolineato che occorre ancora fare molto p er le d onne imp rend itrici, p er conciliare i vari e d ifferenti ruoli, d a q uello d i p rod uttrici d i cib o a q uello sociale. Le imp rend itrici si sono confrontare sulle d ifficoltà d i accesso al cred ito, d i formazione e informazione d egli organi d i rap p resentanza, d i Exp o, d ei camb iamenti climatici, d ell'imp ortanza d i trovare semp re p iù sp azio all'interno d ella società civile p er farsi conoscere ed essere rap p resentate.

THE ECONOMIST SULLE DISPARITÀ Il settimanale inglese the Economist ha affrontato recentemente la crescita inarrestabile delle donne: sempre più colte, più preparate, più studiose, più tenaci, ma soprattutto dotate di un’intelligenza multipla e plastica ed ha ironicamente ipotizzato che nel giro di non più di 1 0 anni molte professioni maschili, basate più sulla forza che sull’abilità, verranno spazzate via da una rivoluzione tecnologica di impatto pari a quella industriale. Eppure sono ancora gli uomini che detengono il potere: il 97% dei miliardari, nella statistica di Forbes sono maschi, così come il 95,2% degli amministratori delegati e il 92,8% dei Capi di Stato. Ma – sostiene il settimanale inglese - basta entrare in una scuola o in una università, per accorgersi di quanto le cose stiano cambiando. Le laureate sono sempre di più, hanno voti più alti e conquistano più borse di studio. Secondo the Economist anche se permane la disparità economica a parità di ruolo, i maschi sono destinati a rimanere indietro, perché incapaci di allinearsi al mondo che cambia.


Cresce l’occupazione: maggiori opportunità di lavoro per i giovani

C

resce il lavoro in Italia, in particolare in agricoltura. strare l'incremento maggiore: +1,6% su base annua contro L’aumento occupazionale si registra prevalentemen- il -4,4% delle costruzioni, il + 0,1% dell'industria e il più te nelle imprese agricole di medie e grandi dimen- modesto +0,5% dei servizi. Ma non crescono solo gli ocsioni che operano nel Centro-Nord. L’incremento dell’oc- cupati, aumentano anche gli imprenditori dell’8,7%. E cupazione, nell’ultimo trimestre del 2014 rispetto allo molte aziende vorrebbero, utilizzando gli sgravi, assumere stesso periodo dell’anno precedente, è stato di più di 23 anche di più, se venisse aumentato il plafond riservato almila unità, una quota consistente dell’aumento comples- l’agricoltura. Ciò che vuol dire? Certamente maggiori opsivo del lavoro dipendente, portunità di lavoro per i I L C O M M E N T O che è stato di circa 150 migiovani. Le nuove assunziola unità. L’altra buona notini riguardano principalAnche sul fronte dell’occupazione zia è che l’agricoltura fa remente loro. Finalmente ci l’agricoltura si conferma un settore gistrare il più elevato incresi è resi conto che è l’agristrategico perché contribuisce in mento del Pil, con il valore coltura alla base del succesmodo fondamentale alla ripresa aggiunto che sale del 6% a so del food made in Italy? economica del nostro Paese. E’ livello congiunturale, spinForse si inizia a capire, covero che questa crescita è stata to dal boom nelle esportame Confagricoltura sostiecertamente spinta dal taglio dei zioni agroalimentari (+6,2) ne, che è necessaria una vicontributi sui nuovi contratti, ma è e dalla ripresa dei consumi sione moderna e integrata anche vero che rappresenta una vera boccata d’aria per alimentari delle famiglie, fra tutti i soggetti della filiecontribuire a risolvere il problema lavoro che riguarda tanti che per la prima volta da ra agroalimentare, perché giovani. Certamente l’aumento dell’occupazione è solo un sette anni tornano positivi solo effettuando scelte cosegnale o – vedendola da ottimisti – soltanto un primo e crescono dell`1,4%. Il fatraggiose e moderne l'agripasso finalmente sulla strada giusta. Vanno ancora to che, negli ultimi mesi, il coltura italiana può conticonsolidate le caratteristiche proprie del lavoro agricolo in numero degli occupati sia nuare a crescere e a creare ragione delle sue specificità, così come sono necessarie riforme strutturali ed è indispensabile spingere tornato a crescere (seconnuovi posti di lavoro? Non sull’innovazione tecnologica, sulla banda larga e intervenire do l'Istat, nella media del sono solo parole, ma ragiosul credito e sulla frammentazione del tessuto produttivo. 2014, l'occupazione è aunamenti fatti con grande Noi giovani di Confagricoltura continueremo a spingere mentata dello 0,4% dopo cognizione di causa: Confaperché si continui a percorrere la strada del progresso, due anni di calo), è certagricoltura, da sola, occupa l’unica che porti a risultati duraturi. mente un merito, in partiil 60% della forza lavoro in Raffaele Maiorano colare, del comparto agriagricoltura e più dell’80% Presidente Nazionale Anga colo che, a differenza degli con Agrinsieme. altri settori, ha fatto regiElisabetta Tufarelli GIUGNO 2015| MONDO AGRICOLO |55


FOGGIA

INIZIATIVE ANGA IN USA ED AUSTRALIA

Schiavone su sportello informativo

Stage professionali retribuiti all’estero

Dopo gli info point di Lucera e Bovino, è nato un nuovo «Sportello informativo per giovani e imprese» in provincia di Foggia. Frutto di una sinergia e di una collaborazione sempre più fattiva tra Comune e Gal, certamente avrà effetti positivi e darà opportunità, fornendo occasioni di sviluppo socio-economico al territorio. Lo ha sottolineato il vicepresidente nazionale Anga, Filippo Schiavone, che ha messo anche in evidenza l’importanza, per le imprese e gli aspiranti imprenditori, di poter disporre di uno strumento di informazione, di orientamento, di promozione e di assistenza. Sono intervenuti il sindaco di Casalnuovo e il presidente del Gal, che hanno spiegato l’importanza di questo nuovo sportello per la regione e per tutti i comuni del Subappennino nord. Hanno messo in risalto l’importanza degli investimenti, per favorire l'occupazione dei giovani e lo sviluppo delle imprese nei settori vocati del territorio Fabrizia Giordano di Confagricoltura, Antonella Ruscillo, della struttura tecnico-amministrativa del Gal e Daniele Borrelli, direttore generale del Gal. 56 | MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2015

I giovani di Confagricoltura, per fare esperienza, invitano ad andare per campi in Usa ed in Australia. Il pacchetto di scambi internazionali, nel corso degli anni si è andato perfezionando ed offre opportunità sempre più ‘tagliate su misura’ per offrire un’esperienza valida e formativa. Attraverso una rete internazionale di collegamenti con associazioni in particolare americane ed australiane, oggi l'Anga offre un ampio ventaglio di possibilità, compresa quella trascorrere, in piccoli gruppi, una vacanza agricola, migliorando il proprio inglese ed esplorando lo spettacolare Nord Ovest degli USA, dalle montagne all’Oceano. Per migliorare e praticare l’inglese i giovani di Confagricoltura, con i loro partner, hanno selezionato dei Community college, nello stato di Washington per programmi di 5 settimane con 20 ore di lezione. Il pacchetto completo – viaggio escluso – che comprende vitto, alloggio, materiale didattico e assicurazione sanitaria costa 2.500 dollari. L’offerta di stage professionali, retribuiti, è ampia e variegata: da vivai e garden center nell’Oregon a programmi d’itticoltura in Florida. Per gli studenti di viticoltura ed enologia con almeno un anno di esperienza, che non hanno superato i 35 anni e conoscono l’inglese, inoltre, c’è la possibilità di lavorare – retribuiti tra i 9 e i 16 dollari l’ora - tra agosto e dicembre, nelle regioni vitivinicole della West Coast; Washington, Oregon e California. C’è un programma di un anno dedicato alla produzione, trasformazione e managment degli allevamenti bovini che si svolge in Iowa, North Dakota, California e Minnesota. Molte le possibilità di stage anche per le grandi campagne di

raccolta (coast-to coast) e per l’ortofrutta. Un progetto speciale, che dura da 3 a 18 mesi, infine, è quello in collaborazione con l’Us Forest Sevice per il managment delle risorse naturali. Da settembre, infine, chi non ha 30 anni, conosce l’inglese ed ha almeno l’esperienza di una vendemmia, potrà iscriversi al programma vitivinicolo per partire a gennaio per l’Australia. Anche in questo caso il tirocinio è retribuito. Ci si immergerà in un mondo diverso, che permetterà di confrontare i diversi metodi di vinificazione e le differenti culture. D’altronde, da anni, il vino non è più appannaggio dei soli paesi europei: sono cresciuti produzioni e qualità di Cile, Argentina e USA. E l’Australia compete a livello internazionale con vini di elevata qualità. Rosso o bianco che sia il vino è comunque un prodotto “high Tech”: tutto acciaio inox e meccanizzazione. Per chi intende lavorare in agricoltura è diventato essenziale allargare i propri orizzonti. I giovani di Confagricoltura offrono l’opportunità di conoscere, confrontare metodi e culture per arricchire le proprie conosc e n z e : un p e rc orso obbligato per imprenditori che lavorano in un mondo sempre più globale. (E. T.)


ANGA LIGURIA PER GIORNATA NAZIONALE DEL SOLLIEVO

A Roma rose agli ammalati del Policlinico Gemelli E’ stata celebrata a Roma, al Policlinico universitario “Agostino Gemelli”, la XIV Giornata nazionale del Sollievo, promossa dal ministero della Salute, dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, dalla Fondazione Nazionale “Gigi Ghirotti”. Anche quest'anno i Giovani di Confagricoltura Liguria hanno voluto donare al Policlinico Gemelli di Roma, per l’occasione, 1700 rose rosse e bianche per portare ai malati e a chi soffre, attraverso un fiore, un po’ di sollievo. "Il nostro piccolo gesto – ha spiegato Roberto Fiumara, presidente di Anga Liguria - ha inteso portare un raggio di sole della Riviera Li-

gure a tutte quelle persone che sono ricoverate .Simbolicamente abbiamo voluto avvolgere con il profumo delle nostre rose la giornata del sollievo, abbrac-

ciando chi soffre". Le rose, da sempre "patrimonio" della Liguria, rappresentano, insieme a ranuncoli e anemoni, una delle coltivazioni floricole di spicco delle oltre 7.000 aziende florovivaistiche. Una produzione di altissima qualità che vede la regione primeggiare nella ricerca varietale di questo fiore, con la creazione di alcune delle più note varietà apprezzate e conosciute nel mondo. Questo connubio, che unisce da anni le rose donate dai Giovani di Confagricoltura Liguria e il Policlinico Gemelli, ribadisce anche il ruolo "sociale" del comparto primario, ricco da sempre di sensibilità e solidarietà.


OVER 65

di Elisabetta Tufarelli

Evitare la vita sedentaria Praticare attività fisica per gli anziani significa ridurre il rischio di mortalità e l’effetto è così potente da essere pari a quello dell’abbandono del fumo. Lo stabilisce uno studio norvegese secondo il quale le persone anziane impegnate per almeno tre ore a settimana in un’attività fisica, da moderata a intensa, vedono la propria aspettativa di vita aumentata di cinque anni rispetto a quella dei coetanei sedentari. La ricerca, durata 12 anni, è stata effettuata su 5738 norvegesi nati tra il 1923 e il 1932. I risultati sono stati ottenuti analizzando vari fattori, come la durata e l’intensità dell’esercizio svolto settimanalmente e la quantità di attività fisica praticata nel tempo libero. Nel complesso, praticare mezz’ora di attività fisica di qualsivoglia intensità per sei giorni a settimana significa ridurre del 40% la mortalità. Coloro che fanno almeno 3 ore di esercizio a settimana vivono circa 5 anni in più rispetto ai sedentari. In Italia, secondo i dati ISTAT, è completamente sedentario il 42% degli italiani, oltre 24 milioni di persone di età superiore a tre anni. Le abitudini al movimento degli over 65 sono ancora più scoraggianti: il 60,7% di essi non svolge alcuna attività, né fisica né sportiva (il 51,3% degli italiani e il 67,7% delle

italiane). Eppure, l’attività fisica è fondamentale nella prevenzione delle malattie cardio-respiratorie, metaboliche, muscoloscheletriche, tumorali e dei disturbi depressivi. Secondo i ricercatori dell’Oslo University Hospital e della Norwegian School of Sport Sciences, le strategie di sanità pubblica rivolte alla terza età dovrebbero includere un richiamo allo sforzo di aumentare l'attività fisica e i medici dovrebbero sottolineare il numero di patologie cardiovascolari e non che potrebbero essere evitate con l’attività fisica per incoraggiare gli anziani a muoversi di più.

SOTTRARRE GLI OVER65 dall'isolamento aiuta a prevenire l'Alzheimer e a togliere le ‘ragnatele dal cervello’. Lo sostiene una ricerca Usa effettuata su un gruppo di ultra 65enni sottratti al “peggior nemico della terza età”: l’isolamento. Facendo sinergia, scuola e sanità possono aiutare ad invecchiare meglio, oltretutto senza costi e con molti risparmi. L’esempio viene da Baltimora dove funziona, dal 1998, un programma sperimentale, basato sul volontariato, che invia i pensionati nelle scuole pubbliche allo scopo di affiancare gli insegnanti, aiutando i bimbi delle elementari a imparare a leggere nelle biblioteche scolastiche carenti di personale. Il programma, che si chiama Baltimore experience corps, è stato poi adottato dalla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health. Negli ultimi due anni una equipe di ricercatori, dopo aver studiato i partecipanti, è giunta alla conclusione che, aiutando gli altri, si è utili anche a se stessi e ai propri neuroni, ritardandone l'invecchiamento e, in alcuni casi, addirittura fermandolo o invertendolo in parte. 58| MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2015

SIVIERI PRESIDENTE “Per i prossimi tre anni sarò alla guida del Sindacato Pensionati di Confagricoltura Emilia Romagna: chiedo il supporto di voi tutti nel mio mandato. La vostra presenza così numerosa quest’oggi dimostra l’importanza di questo sindacato per la tutela dei diritti dei pensionati, in un momento in cui il peso del fisco sta portando ad un progressivo e inesorabile impoverimento di tutte le categorie, la nostra compresa”. Lo ha detto Carlo Sivieri, eletto presidente regionale, durante l’Assemblea all’agriturismo “Corte Scanarola” di Ro Ferrarese, a cui erano presenti circa 120 associati. Dopo aver ringraziato il personale di Confagricoltura Ferrara che collabora con il Sindacato ed in particolare i componenti del Consiglio Direttivo per il supporto e l’impegno profuso nella realizzazione delle numerose iniziative promosse durante l’anno, il presidente ha dato la parola al direttore di Confagricoltura Ferrara Paolo Cavalcoli, che ha fatto il punto sulla situazione agricola attuale.


Il Regno Unito corteggia gli anziani Durante la scorsa campagna per le elezioni nel Regno Unito, secondo gli analisti, il voto che è contato di più è stato quello degli anziani inglesi. E sono stati proprio loro a ricevere un occhio di riguardo. Perché in Inghilterra, come in tutta Europa, gli anziani sono tanti e in crescita; quasi tutti hanno una pensione, un po’ di capitale a disposizione e molto tempo libero. Insomma, sono un bacino elettorale fondamentale e i partiti lo sanno bene. Nel Regno Unito essere anziani ha i suoi svantaggi: dal giorno del sessantesimo compleanno si viene bombardati da pubblicità per testamento, funerale, case di riposo, assicurazione

per cane o gatto in caso di morte improvvisa (del proprietario) e così via. Ma anche i vantaggi e i benefici sono importanti. Tutte le medicine sono gratuite indipendentemente dal reddito. Gratuito è anche il free pass per il trasporto pubblico (specie a Londra, dove il risparmio è enorme). Quanto ai treni, che sono carissimi, con una carta annuale si può viaggiare a metà prezzo se si evitano le ore di punta. Sconti generosi anche nei cinema e nei teatri, non solo sul biglietto. Nel cinema d’essai di Cambridge è offerta perfino una tazza di tè o caffè con biscotti. Gli anziani possono frequentare i corsi della Open University

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ADVANCED TECHNOLOGY. www.merlo.com

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e dell’Università della Terza età, che poco hanno da invidiare ai campus rinomati, e hanno perfino riviste e pubblicazioni dedicate esclusivamente a loro.


AGRITURISMO di Gaetano Menna

IL CAVICCHIO A RASTIGNANO ( BO)

L’armonia della natura Un’oasi di pace: dal patio, seduti sulle panche di legno, possiamo ammirare glicine, azalee e bordature fiorite. Immersi nel verde, i nostri occhi spaziano lungo le colline e si perdono nei campi di grano in lontananza; si soffermano poi sui bellissimi vigneti e boschi che circondano la struttura. Ammirando il paesaggio agreste, di incredibile bellezza, ci rendiamo conto che qui tutto è quiete, “poesia naturale”. Tutto è armonia, come le note musicali che soffia la fisarmonica, imbracciata da Fede-

rico Fiocchi, il proprietario. L’agriturismo di charme “Il Cavicchio” a Rastignano di Pianoro (Bologna), è diventato il piccolo buen retiro di molti turisti, soprattutto stranieri, che qui trovano l’approdo giusto per visitare Bologna, che dista appena un quarto d’ora di macchina, ma non solo. In fondo, lo dice anche il nome, questa azienda è un confortevole elemento di giunzione, come quelli della falegnameria; un punto strategico per spaziare anche in molte città limitrofe. E poi questa strut-

tura è rinomata da appassionati del trekking e da cicloturisti (che hanno a disposizione bici, mountain bike e mappe per percorsi collaudati). All’interno, seduti sul divano, davanti al camino, si può leggere un buon libro. Tutta la “casa” (sì, vien voglia di definirla così) è piena di volumi nelle lingue italiana, spagnola, francese, inglese, tedesca. «Viaggiano le persone ed anche i libri, il bookcrossing da noi è nato spontaneamente - ci dice Fiocchi -. Magari un ospite che ha iniziato a leggere un romanzo se lo porta a casa; magari un altro lascia un testo che ha finito di leggere». 60| MONDO AGRICOLO | GIUGNO 2015


Accanto all’attività agrituristica, quella della coltivazione del vigneto e frutteto. Si producono pure fragole, more, orticole e piante officinali. Tutti i prodotti vengono utilizzati per realizzare vino (Sangiovese) e marmellate; bottiglie e confezioni sono venduti direttamente e online. La colazione è servita proprio con le marmellate aziendali. «Abbiamo una clientela fissa, ospiti che si riforniscono puntualmente per ricordare il gusto, la vacanza vissuti da noi». «Il nuovo progetto che ho in animo – aggiunge - è quello di realizzare, con il raccolto del lavandeto, del sapone». Il rispetto della tradizione e l’amore

Il buen retiro di molti turisti, soprattutto stranieri, che trovano l’approdo giusto per la semplicità si coniugano con la disponibilità dei servizi più moderni: dalla connessione wi-fi in tutte le camere, alla piscina con acqua salata. «Il nostro agriturismo è associato ad Agriturist ed è certificato da Legambiente, che ci hanno riconosciuto l’impegno rispetto all’ecosistema circostante – prosegue a dirci l’imprenditore -. L’energia utilizzata proviene solo da fonti alternative. Non solo. Il

Cavicchio è stato costruito con materiali naturali, e anche per questo può vantare un ottimo isolamento termico. Le piante che cresciamo sono coltivate con i dettami dell’agricoltura biologica. Crediamo fortemente nella sostenibilità». Cinque le camere disponibili (ma sono in corso lavori di ampliamento che porteranno ad aggiungerne altre due), che sono distinguibili dal colore dell’armadio. Quelle a piano terra, con gli armadi avorio e rosa, sono anche accessibili da disabili (una delle due ha anche un angolo cottura ed un accesso diretto al giardino). Tre stanze sono al primo piano con gli armadi, giallo, azzurro e verde. In azienda non è previsto il servizio di ristorazione, comunque sono fruibili vari barbecue, per chi vuole cucinare alla brace. Federico è colto, plurilingue, ama la poesia e la musica. È sempre disponibile con gli ospiti a cui dispensa consigli, itinerari di viaggio, mappe escursionistiche; una guida preziosa per chi vuole ottimizzare le vacanze. La sua vita è stata movimentata. Da giovane aveva abbandonato la città per allevare capre. La voglia di vedere il mondo l’ aveva poi portato, dopo cinque anni, a lasciare l’agricoltura e ad occuparsi di vendite all’estero, girando moltissimo. Così aveva potuto soddisfare la sua voglia di mondo, per poi tornare, dodici anni fa, al settore primario, riconvertendo un antico manufatto e facendolo diventare una location di turismo di classe. «La mia è un’attività a tempo pieno ma due mesi all’anno, a cavallo tra fine e inizio anno, lo dedico alla mia sete di conoscenza e di viaggio. Da operatore mi trasformo in turista; ho così anche modo di aggiornarmi, di conoscere colleghi stranieri e nuove modalità. Un bagaglio di esperienze preziose per chi, come me, non vuole fermarsi». GIUGNO 2015| MONDO AGRICOLO |61


VINO

di Gabriella Bechi

“PINOT GRIGIO” METODO CLASSICO BRUT DI SANTA MARGHERITA

Un brindisi agli 80 anni di attività È una lunga galoppata, all’insegna della volontà di innovare, quella realizzata da Santa Margherita nei suoi “primi” 80 anni di vita. Dall’anno della sua fondazione, nel 1935, quando il conte Gaetano Marzotto acquisì dalla famiglia Stucky di Venezia una vasta tenuta agricola a Fossalta di Portogruaro: mille ettari di terreno confinanti con la laguna veneta, in larga parte abbandonato e certamente poco produttivo. La “costruzione” di quello che è oggi “Santa Margherita Gruppo Vinicolo” è iniziata nel secondo dopoguerra con la scelta di dedicarsi esclusivamente alla produzione di vini a denominazione d’origine e di sviluppare vini innovativi, più adatti al rapido mutamento dei gusti e delle abitudini alimentari degli Italiani, puntando su due regioni produttive ben precise: l’Alto Adige e l’area di Conegliano-Valdobbiadene. Al nucleo originario del Veneto Orientale si sono affiancate, nel tempo, l’Alto Adige (con l’acquisizione della Cantina Kettmeir a Caldaro); la Franciacorta (con Ca’ del Bosco); la Toscana (con Vistarenni e Lamole di Lamole nel Chianti Classico, e Sassoregale in Maremma); la Sicilia (con Terreliade); il Conegliano-Valdobbiadene (con la nuova tenuta di Refrontolo). Un gruppo che, nello scorso esercizio, ha registrato una crescita del 7,2%, passando da 17,3 a 18,5 milioni di euro, trainata dal brillante risultato delle esportazioni (+9%), che rappresentano il 62,3% del totale delle vendite. Un risultato frutto di un’atten62|MONDO AGRICOLO|GIUGNO 2015

ta e costante politica di investimenti volta a far crescere la componente agricola e ad ottimizzare le infrastrutture tecnologiche. L’innovazione in Santa Margherita è oggi legata anche alla sostenibilità delle sue lavorazioni e dei suoi vini: la cantina ha raggiunto la totale autosufficienza energetica, grazie alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (fotovoltaico e una centrale a biomasse) eliminando dall’atmosfera oltre 923 tonnellate di CO2 ogni anno. E, nella lotta ai gas serra, ha ottenuto la certificazione“carbonneutral” per un’aliquota significativa della propria produzione, compensando con progetti ed iniziative specifiche l’anidride carbonica emessa nella produzione di Pinot Grigio destinato al Canada: ben 2.500 tonnellate di CO2. Ha investito fortemente per l’azzeramento della chimica di sintesi nei vigneti; per eliminare ogni spreco d’acqua; per la riforestazione e per la tutela della biodiversità. E già oggi sono diversi i vini che potrebbero venir certificati “bio”. Sin dai primi anni ‘50, Santa Margherita è in prima fila nella spuman-

tizzazione del Prosecco e nel 1961 lancia la vinificazione “in bianco” del Pinot Grigio (un vino-icona che oggi rappresenta il volto stesso di Santa Margherita nel mondo e che sa distinguersi soprattutto nella versione Pinot Grigio Alto Adige “Impronta del Fondatore”), rivoluzionando completamente l’offerta di vino italiano di qualità, dando vita a due successi “globali”, tuttora in piena espansione, che hanno conquistato i principali mercati e hanno fatto scuola, aprendo le strade del mondo a moltissime altre realtà nazionali. Da qualche anno un’edizione speciale, intrigante per forma e sostanza, rende omaggio alle remote ma più che mai attuali intuizioni del fondatore, rinnovando il suo pionierismo su questo vitigno: il Pinot Grigio Metodo Classico Brut Alto Adige, la prima e unica versione di questa varietà elaborata con rifermentazione in bottiglia, il cui vino base è ottenuto da uve di vigneti di alta collina. Uno spumante in grado di combinare eleganza e complessità, piacevolezza immediata e profondità sensoriale. ll perlage intenso e finissimo introduce ad un naso ritmico e vibrante, un rincorrersi di fragranti profumi di frutta a polpa bianca ed erbe officinali resi luminosi da una sapidità sotterranea e una acidità fendente. Aperitivo per eccellenza, accompagna perfettamente antipasti e primi piatti a base di pesce e verdure.


ALLA CITTÀ DELL’ALTRA ECONOMIA A ROMA

Stazione di posta stellata Stazione di Posta è un posto unico a Roma. E forse unico al mondo. Collocato nell’ex mattatoio della Capitale, chiuso nel 1975 e rilevato dal Comune da un Consorzio di quattro cooperative, è il ristorante di quella che ora si chiama La Città dell’Altra Economia. In parte sede della Facoltà di Architettura di Roma Tre, in parte del Macro, il Museo di Arte Contemporanea, ospita un negozio bio, il Caffè Boario, una libreria/ ludoteca per bambini, botteghe dedicate al commercio solidale, grandi spazi aperti per famiglie, giochi per i più piccoli e ancora tanti edifici da ristrutturare. È stato proprio il fascino di questo luogo, decadente e modernissimo al tempo stesso, ad avere spinto Pino Cau nel 2012 a rilevare quella che allora era una trattoria bio. Un posto quasi sconosciuto alla maggior parte dei romani, dove non c’è transito e dove non arrivano i turisti, frequentato da una clientela giovane e da molti stranieri. Un posto dove si deve venire appositamente. I tipici sampietrini per terra, mattoni al soffitto, in quello che una volta era uno dei locali del mattatoio. Larghe vetrate che danno sul piazzale inondano di luce le due sale del ristorante. Informale e semplice, ma al tempo stesso elegante e curato. Un posto dove si sta bene, dove ci si sente in famiglia. Complici il servizio accurato, ma mai ricercato, i grandi divani della zona aperitivo, l’ampio bancone per una sosta veloce e un cocktail preparato da Luigi Di Cioccio, la cucina “di casa” dello chef Marco Martini. Ventinove anni , romano, si può dire che Marco Martini abbia vera-

mente bruciato tutte le tappe. Chef la stella Michelin. per passione, frequenta la scuola di Una stella ancora più meritata percucina di Antonello Colonna a ché la cucina di Marco è una cucina Labico e, dopo un anno, nel 2007, speciale, basata sui ricordi dei sapoquando Colonna apre a Roma ri dell’infanzia e della tradizione, “Open Colonna”, entra nella brigata che quasi miracolosamente si di cucina, prima sous chef e poi ricompongono in piatti assolutaexecutive chef per sei anni; quindi a mente innovativi. Come il “Tortello, Londra con Heinz Beck nel suo mortadella, pizza bianca e pistacristorante l’Apsleys, e sempre a Lon- chi”, che evoca il sapore della insudra da Tom Aikens. Dopo tre mesi, perabile pizza bianca e mortadella, tornato a Roma per le vacanze di ma che è un raviolo dalla pasta un Pasqua alla fine di marzo del 2013, po’ bruciata (la pizza), ripieno di Marco incontra mortadella e pistacPino Cau e a Londra chi, con salsa alla CAPESANTA , non ci torna più. Le pizza cosparsa di PROSCIUTTO E PISELLI soddisfazioni ed i gemme di sale. riconoscimenti non O il classico “Mare e tardano ad arrivare. Monti”, rigatoni al Nel 2013 conquista sugo di pesce, con il titolo di Miglior salame piccante e Chef Emergente nelmozzarella, o ancola gara organizzata ra l’ “Agnello, cagliaIn abbinamento con il Pinot Grigio da Luigi Cremona a ta, camomilla e Metodo Classico Brut Santa MarRoma, a Officine more”, cucinato con gherita lo chef Marco Martini consiglia Capesanta con prosciutto e Farneto. E nel 2014 gli ingredienti che piselli. arriva, inaspettata, l’agnello mangia. GIUGNO 2015| MONDO AGRICOLO |63


BUONO A SAPERSI...

DUE LIBRI DI MARRONE PER RAGIONARE SULLA CULTURA DEL GUSTO

Travolti dalla gastrocomunicazione

G

ianfranco Marrone, saggista e docente di Semiotica affronta il tema della gastronomia, o meglio della “Gastromania” e così intitola il suo volume edito da Bompiani (settembre 2014, 205 pp., 14 euro). La gastromania – sottolinea l’autore nell’agevole libro – non è soltanto una moda, che sarebbe presto fuori moda. No, la cosa è più profonda, c’è una mania, anzi una smania che è un fenomeno sociale più ampio e complesso su cui appunto vale la pena ragionare. Insomma mangiamo, beviamo, gustiamo e degustiamo ma soprattutto parliamo, descriviamo tutto ciò, giudichiamo, fotografiamo; in un vortice in cui l’esperienza del cibo ed il discorso su di esso si fanno un’unica cosa. Il libro in questione fa da preludio ad un altro scritto a più mani, ma coordinato sempre da Marrone, “Buono da pensare” (Carocci editore, dicembre 2014, 342 pp., 32 euro). I due testi, in qualche modo, si integrano e si completano. Quella che svolge Marrone è

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una riflessione ancor più utile in epoca di Expo, con il food sotto i riflettori mondiali. “Buono da pensare” – come dice il sottotitolo – è dedicato alla cultura e comunicazione del gusto in tutti i suoi molteplici contesti, dal ricettario alla televisione culinaria, dal cinema ai blog sul Web, dalle diete al design degli attrezzi di cucina, dalla pubblicità agli spazi della ristorazione. Insomma tocca in modo approfondito tutti gli aspetti della “gastrocomunicazione”. La ricetta, a dispetto della sua presunta povertà linguistica, ha la struttura argomentativa simile a quella di un vero e proprio racconto, e come tale viene analizzata. I ricettari assolvono a svariate forme di valorizzazione sociale della cucina: glorificano identità etniche, propongono modelli ludici, prescrivono prassi di riuso dei prodotti. Però la comunicazione per eccellenza del comparto alimentare è quella pubblicitaria, che è una sorta di discorso sociale che, valorizzando diversamente gli alimenti, ne rivela la loro natura ideale. Molto interessanti sono le pagine dedicate ad Internet ed ai blog culinari che assumono al loro interno una narrazione più ampia. È quella auto-

biografica, dove la gestione del codice gustativo e delle relative proposte culinarie, ha un ruolo al tempo stesso centrale e periferico. Centrale perché è sui valori gastronomici che si gioca la partita del blogger nel mondo dei media. Periferico perché si tratta comunque di uno strumento per una gestione politica dell’identità, individuale e di gruppo. Nel libro si pone pure l’accento su un fenomeno mediatico assai diffuso in tutto il mondo, che è quello delle trasmissioni televisive sulla cucina e sul cibo; ci si concentra su quattro noti programmi culinari – Cuochi e fiamme, Ale contro tutti, I menù di Benedetta, Masterchef – ricostruendone l’articolazione significativa e le forti differenze, a partire dal modo in cui gestiscono il tempo, lo spazio e i diversi personaggi. Appare chiaro – pone in risalto Marrone - come in televisione tutti cucinino e nessuno mangi: alle spettacolari sfide fra cuochi, più o meno esperti o dilettanti, non corrisponde un momento gustativo e degustativo. Al massimo si assaggia, si pilucca, si testa e si tasta, ma non ci si lascia mai andare al lento, reale assaporamento del cibo. L’autore cita Totò: «A proposito di politica… ci sarebbe qualche cosarellina da mangiare?». La battuta ci ritorna in mente, attraversando i vari padiglioni dell’Expo con i visitatori travolti da tecnologia, effetti scenici e roboanti, filmati tridimensionali, sulle tradizioni alimentari delle varie realtà. Sì tutto bello ma… un assaggino? Gaetano Menna


CAMPI SONORI di Gaetano Menna

SORPRENDENTE CONCEPT ALBUM DI “OLD ROCK CITY ORCHESTRA”

L’Io smarrito nel mondo a scacchi Il sito Internet (.COM) di “Old Rock City Orchestra” è costruito rigorosamente in inglese a sottolineare tangibilmente la dimensione di rock band internazionale. Il quartetto orvietano d’altronde si ricollega ai modelli d’oltreoceano e d’oltremanica a cavallo tra i ’60 ed i ’70. Dai Vanilla Fudge a Jimi Hendrix, dai Deep Purple agli Huriah Heep, ai Led Zeppelin. Hard rock, o meglio - come dice il nome - old rock, che appassiona ed elettrizza. La band è costituita da Cinzia Catalucci (voce e tastiere), Raffaele Spanetta (voce e chitarra), Giacomo Cocchiara (basso), Michele Capriolo (batteria e percussioni). Dopo l’esordio

discografico di tre anni f a e d i l ro d a g g i o internazionale (perché il progetto nasce per conquistare vaste platee) il quartetto torna con un secondo album che conquista già al primo ascolto. “Back to Earth” (M.P. Records) è ben confezionato e suonato, con citazioni di atmosfere e sonorità vintage ma di assoluta originalità. È un concept esoterico, surreale, onirico e psichedelico; racconta, in dieci brani, tra introspezione ed estroversione, il

“viaggio” alla (ri)scoperta del proprio Io originario e del Mondo-Natura (con un uomo senza tratti che intraprende un percorso nei meandri dell’universo a scacchi). “When you pick an apple from the tree” ha sonorità “dure” ma poi sorprende con le divagazioni classicheggianti del violino elettrico. “Melissa” – alla “Lemon song” dei Led Zeppelin per intenderci – è seducente. Parafrasando il titolo del brano d’apertura, questo CD è davvero una mela tentatrice. Da cogliere.

Saverio Pepe, canzone d’autore in jazz Saverio Pepe si presenta nell’immagine di copertina come una sorta di John Travolta della canzone d’autore in jazz. Poliedrico, istrionico ed ironico (lo si capisce già dal titolo del CD, “Canto male il jazz”), propone un disco travolgente, suonato da jazzisti stellari ed arrangiato da Valter Sivillotti (arrangiatore già per Elisa, Cristicchi, Mina, Antonella Ruggiero, Katia

Ricciarelli). L’artista materano canta talmente male il jazz che la prima edizione del CD viene allegata al numero di maggio del mensile cult “Musica Jazz”.

LE AVANGUARDIE OMAGGIANO LUCIANO CILIO

Approdi nella Napoli di frontiera Si intitola “Approdi” l’album sulle “avanguardie musicali a Napoli”, voluto dall’etichetta Konsequenz, che ha coinvolto molti musicisti impegnati in percorsi innovativi. Cos’è l’avanguardia? Indubbiamente la musica sperimentale di Cage, la classica contemporanea di Stockhausen e Berio, l’elettronica di Schulze, le sperimentazioni vocali di Stratos. Ma ci sono anche le ricerche sulla narrazione musicale, sul rapporto timbro/melodia di Luciano Cilio. L’artista napoletano è scomparso troppo presto (a 33 anni, nel 1983) ma ha lasciato un segno duraturo, un’eredità 66| MONDO AGRICOLO|GIUGNO 2015

«Pepe riesce a far combaciare con cura la lingua italiana con lo swing», annota il direttore di “Musica Jazz” Alceste Ayroldi. A giugno il cantautore ha quindi pubblicato l’edizione deluxe con tre brani in più. Si alternano nell’album atmosfere da fumoso jazz club, situazioni “latinsghembo-onirico” (la definizione è di Ayroldi), ballad intense. Canta male? Non credetegli!

Disancorare Per un suono diversificato

seducente che, tanti anni dopo, è ancora viva. “Approdi” è dedicato proprio all’indimenticabile musicista e si apre con una lirica declamata da Luca Buonaguidi, che trasuda amore per lui e la sua opera. La lezione di Cilio si ritrova nelle composizioni di De Simone, Mormile, Vignaturo, Amato, Viti, e di tanti altri della scena napoletana attuale. Le “musiche di frontiera” – come le definisce De Simone – non propongono una “omologazione” ma una “moltiplicazione di generi e tendenze”. E la compilation è un approdo nella diversificazione.


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