STAFFETTA AGRINSIEME • BATTAGLIE ETICHETTE • FILIERA LAVORO • OLEOTURISMO • PRECISION FARMING • AQUAFARM DRONEITALY • ROBOT VIGNA • CILIEGIA GUINNESS • ATTIVITÀ PATRONATO • MASTER GESTIONE FAUNA • ANGA ROADSHOW
Fiorisce l’ingegno
Confagricoltura premia l’innovazione agricola
Anno LXXII - n. 4 - APRILE 2021 - TAR. R.o.c. - Poste Italiane spa - Periodico di Tecnica, Economia e Politica Agraria - 1 copia euro 3 Autorizz. Trib. di Roma n. 1662 del 22/06/1950 - Editrice Confagri Consult - 00186 Roma - Corso Vittorio Emanuele II, 101
La
collaborazione, il motore
per accelerare
l’innovazione
In Syngenta crediamo che la collaborazione sia lo strumento più potente per portare l’innovazione nelle mani di tutti. Siamo da sempre impegnati a costruire una fitta rete di accordi con tutti i partner della filiera agroalimentare per generare un impatto migliore sulla vita di milioni di agricoltori e per rendere l’agricoltura più resiliente, più sicura e più sostenibile. Perché noi sappiamo che solo uniti si va più lontano.
Syngenta è una delle principali realtà dell’agroindustria nel mondo. Presente in oltre 90 Paesi e con più di 28.000 dipendenti, lavora al fianco degli agricoltori per contribuire a nutrire il mondo in modo sicuro prendendosi cura del pianeta. La sua mission è essere il partner più collaborativo e affidabile in agricoltura.
www.syngenta.it
L’ E D I T O R I A L E nnn
Open innovation
I
ngegno, studio, applicazione, inventiva, creatività, coraggio, fiducia nel futuro: sono questi e tanti altri gli ingredienti delle storie d’impresa che leggerete nelle pagine di questo numero di Mondo Agricolo. Sono le aziende che hanno vinto l’edizione 2020 del Premio Nazionale per l’Innovazione in Agricoltura: nove, ma è solo un numero simbolico, perché sono certo che dietro a loro c’è un mondo silenzioso, che ancora non è emerso, ma che fa dell’agricoltura un settore trainante in termini di sviluppo tecnologico, sostenibilità ambientale, sociale e di crescita territoriale. Leggendo queste storie si capisce che non si può innovare da soli. Quando si pensa alla parola innovazione, la prima associazione che viene in mente è quella legata alle grandi invenzioni del passato, dalla lampadina alle prime macchine da scrivere, fino alle tecnologie più recenti, come smartphone, tablet e assistenti vocali. Se è vero che quella di prodotto è la forma di innovazione più visibile, è anche vero che nuovi prodotti e servizi non sono le uniche forme esistenti. E, soprattutto, si sbaglia se si pensa che siano solo frutto della creatività del singolo individuo. In realtà, anche dalle nostre storie emerge chiaramente che gli innovatori di successo si avvalgono di strategie ben delineate in cui alla fase inventiva segue quella della diffusione. Se in passato il processo innovativo era chiuso all’interno delle mura aziendali e gelosamente custodito da meccanismi di protezione, come brevetti e segreti industriali, oggi non c’è più spazio per l’inventore solitario. I più recenti modelli di innovazione, infatti, partono proprio dal presupposto secondo cui le conoscenze e le risorse necessarie alla realizzazione di innovazioni non possono, e non devono, rimanere all’interno della singola impresa. Quello che conta di più sono gli aspetti collaborativi, che consentono la creazione di relazioni con soggetti esterni e interni all’azienda, in un approccio di ‘open innovation’. Il nostro Premio, fortemente voluto da Confagricoltura nel 2019, ha questo obiettivo: diffondere, promuovere e condividere l’innovazione, in tutte le sue declinazioni, nella maniera più capillare possibile, proprio attraverso le storie d’impresa, che sono un esempio e uno stimolo per tutti. Massimiliano Giansanti APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 3
SOMMARIO
L’EDITORIALE Open innovation Massimiliano Giansanti................. 3
Occhio all’acquacoltura Elisabetta Tufarelli.....................
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Riqualificazione fluviale Elisabetta Tufarelli.....................
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Agricoltura rigenerativa Gaetano Menna.........................
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SPECIALE PRECISION FARMING Esperienza e avanguardia Gabriella Bechi.........................
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Macchine volanti G.M. .....................................
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Robot in vigna Ercole Zuccaro..........................
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Elevate performance Elisabetta Tufarelli.....................
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APERTURA AVVENIMENTI La staffetta Gaetano Menna .......................... 5 FOCUS PREMIO INNOVAZIONE Innovazione vincente Gabriella Bechi........................... 8
Direttore responsabile Gabriella Bechi Coordinatore responsabile Gaetano Menna Editrice Confagri Consult
Presidente Diana Theodoli Pallini Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II 101, 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it
Inventiva verde Gabriella Bechi......................... PRIMO PIANO INIZIATIVE Shopping war Gabriella Bechi.........................
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Abbonamento annuo
Filiera del lavoro Elisabetta Tufarelli.....................
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Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n. 33755000 Intestato a: Confagri Consult - Mondo Agricolo, Roma
La rete dei diritti Elisabetta Tufarelli.....................
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NOVITÀ IN CAMPO Pordenone agritech G.B.......................................
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Oleoturismo Gaetano Menna.........................
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Nuove energie Elisa Tomassi............................
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Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950 ROC 34051 del 24/03/2020 Pubblicità
Edagricole - New Business Media srl Piazza Galileo Galilei 6, 40123 Bologna Tel. +39 051.6575.822 Fax +39 051.6575.853 pubblicita.edagricole@newbusinessmedia.it Ufficio Traffico Tel. +39 051.6575.842 impianti.edagricole@newbusinessmedia.it Stampa e diffusione a cura di New Business Media srl Via Eritrea 21, 20157 Milano Stampa: Faenza Group - Faenza (RA)
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Rubriche EPS Diritto all’Ambiente. . . . . . . . . . . . 48 Organizzazione Vertice sul kiwi.. . . . . 50 Campi Rosa L’innovazione è donna.. . 52 Anga Resilienza e rilancio.. . . . . . . . . . . 53 Enapra Fondi interprofessionali. . . . 56 Over65 Influencer tra le lavatrici. . . . 58 Agriturismo Relax, sapori e natura.. . 60
AP ER T UR A AVV ENIMEN T I
La staffetta Massimiliano Giansanti nuovo coordinatore di Agrinsieme. Presentato accordo con Federalimentare
di Gaetano Menna
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AP ER T UR A AVV ENIMEN T I
P
assaggio del testimone ad Agrinsieme, il coordinamento tra Confagricoltura, Cia-Agricoltori italiani, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari. C’è stata la staffetta come coordinatore nazionale tra il presidente del Copagri Franco Verrascina ed il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, che è avvenuta in occasione della conferenza stampa a Palazzo della Valle con i leader delle Organizzazioni in presenza ed i giornalisti in collegamento online. Come è stato ricordato nell’incontro, Agrinsieme - nato all’inizio del 2013 - rappresenta oltre i 2/3 delle aziende agricole del Paese e il 60% del valore della produzione agricola e della superficie nazionale coltivata, con oltre 800mila persone occupate nelle imprese rappresentate, contribuendo in tal modo al 35% circa del fatturato agroalimentare italiano. “Lascio ha detto Verrascina introducendo i lavori - un coordinamento più unito e coeso, forte delle numerose iniziative messe in campo sul versante della Pac e in particolare delle infrastrutture, tema che ha rappresentato il trait d’union del mio mandato e che è stato al centro di tre partecipati incontri a Roma, Bologna e Matera. Ricordo con piacere, inoltre, i positivi risultati ottenuti sulle principali problematiche delle filiere, quali la Xylella e la cimice asiatica, ma anche gli interventi a favore del florovivaismo e delle cosiddette filiere minori”. Coesione, sintonia e voglia di operare assieme sono stati ribaditi anche dal presidente di Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino e dal presidente di Alleanza Cooperative Italiane - Settore Agroalimentare Giorgio Mercuri. “Agrinsieme crede fortemente nell’unità di pensiero e nell’interesse comune delle imprese - ha esordito Giansanti -. Un grande grazie lo rivolgo ai nostri agricoltori, perché il nostro non è solo un raggruppamento
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di associazioni, ma rappresentiamo prima di tutto gli agricoltori ed i cooperatori: questo è il valore più alto. Nessuno vuole anteporre l’interesse di Agrinsieme a quello dei produttori ed è questa la via che vogliamo perseguire”. “Gli anni a venire saranno ancora più complicati - ha proseguito -. Avremo la sfida del multilateralismo e del commercio internazionale; ci sarà poi la riforma della Pac e il tema del Green Deal, dello sviluppo sostenibile e dell’innovazione. Verrà definito il futuro della nostra agricoltura. Dovremo essere protagonisti di queste riforme decisive, altrimen-
L’obiettivo è costruire un grande progetto per l’agroalimentare ti non potremo dare un futuro luminoso al settore primario”. “Come Agrinsieme - ha avvalorato il neo-coordinatore - siamo tutti orgogliosi e contenti perché durante la pandemia non è mai mancato il cibo, l’Italia agricola ha risposto alla chiamata. Proprio per questo occorre essere protagonisti, dettando la linea e puntando ad una ripresa forte dell’agroindustria nazionale. Vogliamo rafforzare il settore, rilan-
ciando e dando priorità a quelle filiere più rappresentative, perciò daremo tutto il nostro contributo di idee sul Recovery Pan. Pochi progetti da finanziare, come ha detto bene il ministro Patuanelli, perché troppo spesso negli anni passati abbiamo arrancato volendo portate avanti un numero insostenibile di progetti”. L’Agricoltura è centrale sia nello sviluppo economico sia in quello sociale del Paese, c’è poi la funzione ambientale che svolgono i nostri agricoltori, tutti elementi che dobbiamo far conoscere e devono essere la chiave di volta”. Ad arricchire il percorso di Agrinsieme, l’accordo siglato
con Federalimentare, la Federazione italiana dell’industria alimentare; si sono impegnate a promuovere azioni che possano contribuire a migliorare l’attuazione del Recovery Plan attraverso una corretta relazione tra tutti i soggetti del settore. Con l’intesa sottoscritta, inoltre, ogni singolo soggetto si attiverà a mettere in atto iniziative per valorizzare la filiera agroalimentare, dal campo alla tavola, garantendo sicurezza, tracciabilità e qualità degli alimenti. Indispensabili, a riguardo, saranno la tecnologia e la ricerca applicate all’agricoltura e lo sviluppo di best practice di filiera che possano valoriz-
zare il Made in Italy sui mercati. “Come industria del food & beverage - ha affermato il presidente di Federalimentare Ivano Vacondio - siamo pronti a lavorare in cooperazione con Agrinsieme per affrontare le nuove sfide, tenendo sempre ben presente l’obiettivo: mantenere alta la qualità dei prodotti Made in Italy e difendere i pilastri della dieta mediterranea”. “Continueremo a lavorare nell’interesse delle imprese agricole - ha concluso Massimiliano Giansanti -. Vogliamo costruire un grande progetto dell’agroalimentare italiano sotto l’unica bandiera di Agrinsieme”. nnn APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 7
FOCUS
Innovazione 8 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2021
Seconda edizione del Premio di Confagri. Nuove tecniche produttive, agricoltura di precisione, attenzione per ambiente e benessere animale, avanzate tecniche di marketing
di Gabriella Bechi
I vincente
nnovare non significa solo adottare nuove tecnologie, ma costruire un nuovo sistema per la società, per il futuro. Con questa premessa nasceva nel 2019 il Premio nazionale per l’innovazione in agricoltura, fortemente voluto da Confagricoltura per diffondere presso l’opinione pubblica i risultati di un percorso intrapreso da tempo dagli imprenditori agricoli in tutte le fasi del processo produttivo (dal campo, alla commercializzazione, fino al packaging e alla comunicazione con il consumatore) ed incentivare i propri associati a proseguire con determinazione su questa strada. La cerimonia di premiazione, alla presenza dell’allora Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e di numerose personalità istituzionali e politiche, fu un momento solenne, che sancì l’importanza del
Stalle con pannelli solari dell’allevamento Piggly (società agricola Birla) a Pegognaga MN (ph Mattia Aquila) APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 9
FOCUS
Pisante, Carfagna, Giansanti e Cerofolini
Premio nell’ambito di un più ambizioso progetto di rinnovamento dell’intero Paese. Nonostante l’arrivo della pandemia e delle difficoltà ad essa collegate, Confagricoltura, nel 2020, ha deciso di indire la seconda edizione del Premio, perché gli agricoltori non si sono mai fermati, hanno continuato a lavorare e certamente non hanno interrotto i loro percorsi innovativi. Anzi, in molti casi, proprio la pandemia li ha costretti a cercare nuove soluzioni. Per questo la premiazione, avvenuta in maniera meno celebrativa, in parte in presenza e in parte in collegamento internet, è stata un momento ugualmente significativo. In sala Serpieri, nella sede di Confagricoltura, il presidente Massimiliano Giansanti e il presidente della giuria del premio Michele Pisante, moderati dai giornalisti Barbara Carfagna 10 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2021
e Massimo Cerofolini. In collegamento il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli e le nove aziende vincitrici. “L’agricoltura è stata il motore trainante dell’economia del nostre Paese - ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti -. Cento anni fa l’Italia si basava sull’agricoltura e ancora oggi, e la pandemia lo ha dimostrato, è così. Nel corso degli anni gli agricoltori hanno sempre innovato. Ne è una prova il successo del made in Italy nel mondo. Ora si tratta di rendere più moderno il processo produttivo - introducendo innovazioni tecnologiche e digitali - di prestare maggiore attenzione alle risorse naturali e di rispondere alle esigenze dei cittadini, che richie-
L’innovazione è un percorso intrapreso da tempo dagli imprenditori agricoli
dono sempre di più cibo sano e sicuro. In una parola si tratta di essere più competivi”. “Ridisegnare le aziende agricole dal punto di vista dell’innovazione significa in primo luogo ridisegnare la salute delle persone - ha affermato il ministro delle Politiche agricole Patuanelli -. La prossima sfida sarà quella tra cibo naturale e cibo sintetico. E l’innovazione dovrà lavorare per l’affermazione del primo. Contemporaneamente dovremo concentrarci sulla diffusione del digitale, per mettere tutte le aziende in condizione di utilizzare le moderne tecnologie e al tempo stesso per favorire il ritorno dei cittadini nelle aree interne e rurali del nostro Paese. C’è bisogno di ricerca, di formazione e di incentivi per avvicinare i giovani all’agricoltura. I premiati di oggi rappresentano l’apice di una piramide in costruzione. Ma il governo deve lavorare perché nessuno rimanga indietro”.
Agricoltori, nonostante le difficoltà, non hanno interrotto le vie innovative Un impegno per l’innovazione, quello del ministro Patuanelli, dimostrato anche nel precedente governo, nel suo incarico di ministro dello Sviluppo economico, con l’estensione al settore agricolo delle misure di Industria 4.0, che hanno dato nuovo slancio alla diffusione delle moderne tecnologie nelle aziende agricole. Un impegno che il presidente Giansanti ha voluto riconoscere al ministro con l’assegnazione di un Premio speciale. Quindi la premiazione dei nove vincitori, preceduta da un breve video aziendale, al termine della quale il presidente Giansanti ha commentato: “L’innovazione
non è futuro, bensì presente. E le aziende che oggi sono state premiate lo dimostrano. Nuove tecniche di produzione, agricoltura di precisione, droni e sensori, maggiore attenzione per l’ambiente e per il benessere animale, avanzate tecniche di marketing. La nuova sfida: un nuovo modello agricolo e alimentare che accompagni i cittadini verso uno stile di vita basato sul mangiare sano, ma anche sulla riscoperta delle campagne, con i loro borghi e le aziende agricole che, con i loro fabbricati, possono offrire alternative valide alle città, grazie anche alla diffu-
sione dello smart working. L’obiettivo di Confagricoltura, e di questo Premio, è trasferire le conoscenze ad un numero più alto possibile di imprenditori agricoli, attraverso la partnership con le migliori aziende presenti sul mercato in ambito tecnologico, telefonico, assicurativo; partendo dal banchmark e dalla raccolta dei dati, per arrivare alla creazione di un ‘Innovation Hub’ basato sulla informazione/formazione. Perché l’innovazione non deve investire solo le aziende, ma tutto il sistema socio economico e politico del Paese”. nnn
Il ministro Stefano Patuanelli
Tenuta Colle degli Angeli
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FOCUS
Inventiva verde Sei mesi di lavoro per la qualificata giuria presieduta da Michele Pisante. Trenta esperienze selezionate per giungere ai magnifici nove
di Gabriella Bechi
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L’
11 marzo è stata la giornata dell’assegnazione dei Premi per l’Innovazione di Confagricoltura. Ma come si è arrivati alla scelta delle nove aziende vincitrici? Dietro c’è un lungo lavoro, durato sei mesi, che ha visto impegnate la segreteria organizzativa, che ha istruito le domande presentate, e la giuria, composta da autorevoli rappresentanti del mondo accademico e della ricerca, alla quale è andato il compito di valutare le trenta esperienze selezionate e, quindi, di scegliere le nove più meritevoli. Ma come ha lavorato la giuria e su quali criteri di valutazione si è basata? Lo abbiamo chiesto al pre-
sidente, il prof. Michele Pisante. “A causa delle restrizioni imposte dalla pandemia abbiamo prima analizzato i progetti individualmente e poi abbiamo fatto due incontri collettivi. Il nostro compito era valutare le proposte con criteri oggettivi più restrittivi rispetto a quelli del bando. E ci siamo orientati su concretezza, utilità, capacità di trasferimento dell’innovazione. Devo dire che non stato facile scegliere, perché tutte le esperienze che sono arrivate erano meritevoli, ma, come in tutte le competizioni, qualcuno deve vincere”. Cosa spinge le aziende ad innovare? “Un insieme di elementi, che però si intrecciano gli uni con
Pisante: premiate concretezza, utilità, capacità di trasferimento gli altri, portando vantaggi reciproci: aumento della produttività, miglioramento della qualità, riduzione dei costi, risparmio energetico, benefici ambientali, miglioramento dell’organizzazione del lavoro.” Quali sono i tratti comuni che avete riscontrato nelle varie esperienze che avete valutato? “Certamente l’età e la presenza dei giovani in azienda, grazie al ricambio generazionale o all’affiancamento, che spesso hanno dato la spinta all’introduzione di nuove tecnologie, anche digitali e alla diversificazione. Che ha significato anche formazione e trasferimento di competenze, che hanno permesso di superare le resistenze e di infondere fiducia nel futuro”. Quali sono i comparti produttivi in cui sono maggiormente diffuse le innovazioni? “Quello vitivinicolo e quello zootecnico, spinti dalla necessità di immettere sul mercato prodotti sempre più competitivi da ogni punto di vista, che hanno alle spalle anche più ricerca e a disposizione più strumenti di tecnologia avanzata. Alcune filiere sono indietro, come quella olivicola o frutticola, che per innovare avrebbero bisogno delle nuove tecnologie genetiche, sulle quali la ricerca, in Italia e in Europa, purtroppo è bloccata”. Avete riscontrato delle differenze territoriali nella diffusione delle innovazioni? “Purtroppo si. C’è stata una scarsa partecipazione delle aziende del Sud d’Italia, anche se le esperienze che ci sono arrivate sono delle vere eccellenze. Questo dipende da una minore diffusione degli istituti di ricerca in certe aree, ma anche, credo, dalla lentezza dell’infor-
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GIURIA DI ALTO PROFILO - 1
Michele Pisante
Michele Pisante è professore ordinario di Agronomia e Coltivazioni erbacee presso l’Università degli Studi di Teramo dal 2005. Esperto senior ricerca e innovazione per lo sviluppo rurale e per la funzione di Competitività, Infrastrutture e Territori, INVITALIA-Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa (2020). Componente comitato scientifico Fondazione per il Clima e la Sostenibilità, Firenze (2019). Coordinatore comitato scientifico IBF SpA “Agricoltura di Precisione” (2018). Componente il consiglio di presidenza e il comitato tecnico scientifico del cluster nazionale Agrifood (2017-2020). Consigliere di Amministrazione del CREA (2017-2019). Autore di oltre duecento pubblicazioni edite su riviste scientifiche internazionali e libri, peer review. Matteo Caroli
Massimo Iannetta
Matteo Caroli è professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese internazionali alla facoltà di Economia dell’Università Luiss Guido Carli dal 2001. Direttore del Centro di ricerche sull’innovazione sociale, svolge attività professionale nell’area della gestione d’impresa, occupandosi in particolare di pianificazione, strategie competitive e internazionalizzazione; elaborazione del modello di business; determinazione del valore economico dell’impresa; politiche di corporate social responsability. È responsabile e coordinatore della divisione “Ricerca e consulenza” della Luiss Business School. Massimo Iannetta è dirigente di ricerca ENEA. Responsabile della divisione “Biotecnologie e Agroindustria” dal 2015. Componente del comitato tecnico scientifico (2021 - 2023) del cluster Agrifood nazionale (CLAN). Il suo principale campo di interesse è l’applicazione di nuove tecnologie per la valutazione e il monitoraggio delle risorse naturali in un’ottica di adattamento e mitigazione ai cambiamenti ambientali, la definizione di misure di sostenibilità dei modelli di produzione e consumo agroalimentari. È coinvolto in diversi programmi di ricerca nazionali, europei ed internazionali. Membro dell’Accademia dei Georgofili.
Raffaele Maiorano
Raffaele M. Maiorano è delegato nazionale per gli Sdg’s e lo sviluppo sostenibile in Confagricoltura e chairman del GFAR, il Global forum on agricultural research and innovation alla FAO. Dal 2013 al 2019 è stato presidente dei Giovani di Confagricoltura-ANGA. Laureato in Economia alla Luiss con una tesi sulla Geopolitica dell’energia nelle Relazioni internazionali, è docente di Management dell’Agroalimentare all’Università di Camerino e supervisor del master in Agribusiness management della Rome Business School. È imprenditore agricolo e produce olio extra vergine di oliva biologico, Pecorino Crotonese Dop, agrumi, cereali ed ortaggi in Calabria e nelle Marche. È nel consiglio di amministrazione del Movimento del Turismo dell’olio. APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 13
FOCUS
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GIURIA DI ALTO PROFILO - 2
Giuseppe Pulina
Giuseppe Pulina è professore ordinario di Zootecnica Speciale presso il Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari. È docente di Etica e Sostenibilità degli allevamenti e di Igiene e Benessere degli allevamenti nel CdLM in Scienze delle Produzioni Zootecniche e di Filosofia ed Etica della ricerca nel corso di dottorato in Scienze Agrarie. È stato presidente dell’Associazione per la Scienza e le Produzioni Animali (ASPA), di cui é attualmente presidente emerito. È stato visiting professor presso le Università di Leeds (UK), Cornell (NY, USA) e Perth (Australia). È coordinatore del comitato di indirizzo Scientifico di ASALZOO e presidente dell’Associazione no-profit Carni Sostenibili. Filippo Schiavone
Stefano Vaccari
Colture fuori suolo di Planet Farm
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Filippo Schiavone, è componente della giunta nazionale di Confagricoltura con delega alla Ricerca, Università e Centro Studi. È presidente di Confagricoltura Foggia ed è stato vicepresidente nazionale di Giovani di Confagricoltura - Anga. È vicepresidente della Camera di Commercio di Foggia e consigliere regionale di Unioncamere Puglia. Consigliere di amministrazione di Mutua Fima. È laureato in giurisprudenza e conduce l’azienda storica di famiglia, dove produce grano, olio e zafferano, particolarmente attenta alle innovazioni. Vice presidente della OP cerealicola Co.Ce.Ca. Stefano Vaccari è direttore generale del CREA, Consiglio per la ricerca e l’economia in agricoltura. È stato direttore generale e di capo dipartimento al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, commissario straordinario dell’Ente Nazionale Risi e componente del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici. Vice capo dell’ufficio legislativo del MIPAAF, ha ricoperto molteplici incarichi di natura tecnica, economica e giuridica. È autore di numerose pubblicazioni e libri in materia di agricoltura e spesa pubblica; è stato docente in diverse Università e ha all’attivo collaborazioni scientifiche con numerose Istituzioni di ricerca.
Viticoltura e zootecnia si rivelano settori a tecnologia avanzata mazione e dalla scarsa diffusione dell’innovazione nell’apparato pubblico”. Di cosa hanno bisogno le aziende per innovare? “Del supporto delle Istituzioni. L’iniziativa di Confagricoltura è meritevole anche perché ha dato una grande lezione a chi ci governa: innovare si può, le aziende agricole sono pronte e molte hanno già intrapreso questa strada; ma hanno bisogno di riconoscimenti pubblici e di sostegni. Mi auguro che l’Italia sappia sfruttare le risorse messe a disposizione dall’Europa con il Recovery Fund per rafforzare la ricerca, soprattutto quella diffusa sul territorio, per formare ed informare e finalmente colmare il gap del nostro Paese in termini di innovazione.” Quale eredità lascia il Premio? Una grande eredità: le esperienze delle aziende, non solo di quelle che hanno vinto, ma di tutte, che vanno capitalizzate. Per questo proporrò al presidente Giansanti la creazione di un data base e di un benchmarking delle categorie per guidare il trasferimento dell’innovazione, affinché essa non rimanga relegata nei testi accademici, ma possa definirsi realmente applicata. nnn
Premio all’azienda marchigiana Agricolt Brandoni. In evidenza l’innovazione vivaistica
L’
azienda “Agricolt Brandoni” è un’importante realtà agricola di oltre 400 ettari nelle Marche - tra Osimo, Recanati e Castelfidardo - specializzata nella coltivazione di cereali e ortaggi e nell’attività di vivaismo, essenzialmente actinidia. L’innovazione è da sempre il core business dell’azienda che,
da anni, ha introdotto sistemi di agricoltura di precisione. Si è posta già in evidenza per l’avanzata serra fotovoltaica; quindi per il progetto di introdurre nelle campagne marchigiane un cereale antico, il grano Monococco (Triticum monococcum), in particolare la varietà Hammurabi; tale cereale è in grado di coniugare sostenibilità ambientale, redditività per le aziende agricole e creare una filiera completa, dal grano alla pasta ad alta digeribilità e valore nutrizionale. Il Premio per l’innovazione di Confagricoltura lo ha conquistato nel vivaismo, grazie ad una nuova tecnica di innesto, che è stata brevettata. L’innesto si pratica su materiale riprodotto per via meristematica, quindi in vitro. Consiste nel praticare un taglio sul porta innesti e sulla marza, per far poi combaciare i due bionti con l’applicazione di un tutore che mantiene unite le due parti della giovane neo piantina. La perfetta saldatura dei bionti consente di non avere spaccature o fessurazioni del fusto e, dunque, garantisce una maggiore protezione dagli agenti patogeni e un’alta resistenza meccanica, grazie all’assenza di callosità nel punto di micro in-
nesto. Con il risultato che non si supera mai la soglia di qualche punto percentuale di non attecchimento. La nuova tecnica permette anche di ridurre i tempi e la macchinosità dell’innesto, perché dopo tre/quattro mesi dalla costituzione delle piantine in laboratorio, la pianta micro innestata può essere posta a dimora, con un anticipo rispetto alle tecniche di innesto legnose e/o semi legnose di almeno otto mesi/un anno. Un’innovazione che può essere industrializzata, permettendo di lavorare in scala, e che può essere adottata ovunque. Da sottolineare anche l’importanza dell’innovazione sotto il profilo della bioeconomia circolare: la specificità delle piante riprodotte in vitro consente di riallevare la piantina da cui si ottiene il nesto; quindi da due piantine si ottengono una pianta innestata ed una autoradicata. Ampliamento ed efficientamento dell’attività vivaistica, miglioramento della qualità, aumento della redditività aziendale, le motivazioni della giuria. (G. B.) nnn
Famiglia Brandoni
Nuovi innesti APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 15
FOCUS
Semplicità funzionale
Nel mantovano è da oscar l’allevamento di suini Piggly della società Birla. Ventilazione naturale, energia solare, ampi spazi per i capi, niente antibiotici
L’
obiettivo di Sergio Visini, allevatore con il ‘pallino’ del benessere animale, titolare della società agricola Birla, era molto ambizioso: dare al settore dell’allevamento dei suini e al suo prodotto di eccellenza, il prosciutto, un’immagine completamente nuova. I modelli da cui prende ispirazione sono il vino, con la sua capacità di rinnovamento dopo lo scandalo del
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metanolo, e i grandi prodotti della salumeria spagnola. Così nel 2010, con due soci, il titolare di un importante prosciuttificio italiano e un industriale specializzato nella realizzazione di allevamenti, da avvio al suo sogno: creare un allevamento di suini “antibiotic free”. Il lavoro inizia con il reperimento di due nuovi siti, uno in provincia di Verona a 700 metri di altezza, per la scrofaia, e uno a Pegognana, in provincia di Mantova, per l’ingrasso. Perché, dice, il primo passo da fare è la scelta del territorio e del microclima. Quindi la costruzione degli edifici, progettati da un architetto, con spazi adeguati per gli animali, ampi volumi e strutture inventate dallo stesso Visini, come i tetti inclinati del 35% che permettono un’areazione naturale e quindi di non avere ventilatori, sopra i quali sono stati montati pannelli fotovoltaici. Un impianto a biogas per la produzione di energia termica e digestato, che riduce gli odori. Lo svezzamento dei piccoli dura 28 giorni e dopo non viene adottata nessuna terapia antibiotica preventiva. Il risultato è
Sergio Visini
animali sani, con un forte sistema immunitario, la cui sicurezza sanitaria viene continuamente garantita con controlli all’ingresso. Una ‘semplicità funzionale’ che è data dal benessere animale, dalla sostenibilità ambientale, oltre che, ovviamente, dalla sicurezza alimentare che è un pre requisito. Oggi Piggly, con i suoi 30.000 suini, è un allevamento “antibiotic free”, da cui provengono 30.000 prosciutti all’anno con il marchio “Principe di San Daniele”, ora tutti destinati ad una grossa catena di distribuzione americana, che privilegia prodotti ‘organic’, ma che stanno riscontrando interesse anche a livello nazionale. Benessere animale, bioeconomia circolare, sostenibilità, qualità della produzione e valorizzazione del made in Italy, le motivazioni della giuria. (G. B.) nnn
A Montefalco premiata azienda Caprai. Modello sperimentale di difesa sostenibile della vite, in risposta a condizioni meteo
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roteggere il vigneto dagli attacchi fungini, dalle gelate tardive primaverili e dalle ondate di caldo estivo. Questo l’obiettivo di “Agroclim Technology 2020”, l’innovazione che ha permesso alla società agricola Arnaldo Caprai - azienda leader nella produzione di Sagrantino Docg, a Montefalco, in provincia di Perugia, con 160 ettari di vigneti e un milione di bottiglie prodotte - in collaborazione con l’Università di Milano - di aggiudicarsi il Premio di Confagricoltura.
L’innovazione introdotta in azienda, protetta da brevetto, prevede tre sistemi differenti di contrasto. Il primo è mirato alla protezione della coltura dagli attacchi fungini, che possono causare importanti perdite della produzione, attraverso la progettazione e lo sviluppo di un atomizzatore a recupero di prodotto adatto ad interventi in vigneti collinari, capace di rilasciare una dose variabile di prodotto in relazione alla zona del campo in cui si trova ad operare. Il secondo intervento è mirato alla protezione del vigneto dalle gelate tardive primaverili attraverso l’installazione di due tecnologie: una pala eolica mobile ad accensione automatica capace di rimescolare le masse d’aria fredde al suolo con quelle calde sovrastanti e un generatore di nebbia artificiale capace di ridurre la perdita di calore del suolo evitando la formazione di brina sui germogli. Il terzo riguarda la protezione della produzione dalle ondate di caldo estivo associate a periodi di stress idrico
mediante un sistema irriguo ad ala gocciolante e distribuzione variabile in relazione alle aree di intervento. Le mappe di prescrizione per i trattamenti fitosanitari a rateo variabile, quelle di rischio gelata e quelle per la caratterizzazione pedologica dei suoli irrigui sono state realizzate tramite l’implementazione di una piattaforma digitale di gestione agronomica. L’azienda intende sviluppare il progetto su scala territoriale, attraverso attività di startup che sviluppino piattaforme condivise, per la crescita agricola di tutto il territorio del Sagrantino di Montefalco, in vista dell’impegno per la sostenibilità e per l’innovazione dei produttori. Miglioramento della qualità dl prodotto, difesa dai cambiamenti climatici, digitalizzazione degli interventi agronomici, riduzione dell’impatto ambientale, le motivazioni della giuria. (G. B.) nnn
Marco Caprai
Agroclim Technology APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 17
FOCUS
Rinnovamento genetico Il presidente di Civit Enrico Giovannini
Tra i magnifici nove il consorzio Civit di San Michele all’Adige. Nuovi genotipi di uve tolleranti alle malattie
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IVIT - Consorzio Innovazione Vite, nasce dalla fusione tra AVIT - Consorzio Vivaisti Viticoli Trentini e Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige - impegnata nella ricerca in agricoltura, in particolare in viticoltura e melicoltura. È stato premiato perché, in collaborazione con l’Università di Pecs (Ungheria) e l’Università di Pannonia (Ungheria) ha selezionato e iscritto al Registro nazionale delle varietà di vite sette nuovi genotipi: sei sono varietà da uva da vino tolleranti a Peronospora, Oidio e Botrite, mentre il settimo è una varietà da portainnesto: Termantis, incrocio Teroldego x Merzling, Nerman-
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tis; un altro incrocio Teroldego x Merzling, ‘fratello’ del Termantis; Charvir, vitigno adatto alla spumantizzazione; Valnosia, incrocio Nosiola x Bianca; Pinot Regina, incrocio Pinot Nero x varietà resistente ungherese; Palma, incrocio di due varietà ungheresi, uva a bacca bianca; Georgikon 28, un portainnesto di origine ungherese, tollerante allo stress da siccità e da calcare, interessante come risposta ai cambiamenti climatici. L’innovazione permette una riduzione dei trattamenti fitosanitari e degli interventi in campo, favorendo quindi un minor impatto ambientale dell’attività vitivinicola. Si tratta di un incrocio genetico varietale naturale, non ottenuto con le nuove biotecnologie (Tea), alle quali il consorzio guarda comunque con interesse, in attesa che vengano messe a disposizione dell’agricoltura italiana. Dopo l’iscrizione al Registro nazionale delle varietà vite, l’auto-
rizzazione alla coltivazione spetta ora alle Regioni e alle Province. È già arrivata quella della Provincia di Trento e si attende il completamento dell’iter da parte di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia, regioni che per motivi climatici sono particolarmente interessate. Miglioramento genetico, qualità del prodotto, riduzione fitofarmaci, sostenibilità ambientale, lotta ai cambiamenti climatici, le motivazioni della giuria. (G. B.) nnn Apparato radicale tollerante alla siccità
Nel bolognese vincente l’innovazione di prodotto della Tenuta Colle degli Angeli
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oberto Sasdelli e la moglie Marina sono titolari, a Casal Fiumanese, in provincia di Bologna, della “Tenuta Colle degli Angeli”, acquistata nel 2006 dopo aver fatto altre esperienze lavorative. Dieci ettari di vigne circondate da una cornice di rocce argillose, i Calanchi. Questi ultimi favoriscono un clima adatto per la viticoltura, oltre a creare, nella zona, uno scenario sorprendente e bellissimo. I vigneti sono coltivati con cura, applicando in campo la lotta integrata. Roberto è un Innovatore con la I maiuscola, perché non si è limitato solo ad introdurre nuove tecnologie, ma, grazie all’intuito della moglie, ha creato un prodotto nuovo. Accorgendosi dello scarso riconoscimento dei sottoprodotti nobili della vinificazione degli acini d’uva rossa e bianca, ovvero dei vinaccioli, (in azienda si coltivano, Trebbiano, Sangiovese, Albana, Pignoletto, Merlot e Malvasia da cui si ottengono ottimi vini destinati al canale Ho.Re. Ca. nazionale), ha provato ad utilizzare i semi, da cui in genere si ottiene l’olio, per produrre farina, con l’aiuto di esperti del settore. Così è stato il primo in Italia a Roberto e Marina Sasdelli
produrre e distribuire farina di semi di uva, una novità assoluta sul mercato. L’idea è venuta nel 2015 e l’esperimento è riuscito. Attraverso la criomacerazione, che utilizza l’azoto liquido, i semi, precedente separati dalle bucce ed essiccati, possono essere macinati mantenendo inalterate le loro proprietà. Il risultato è una farina integrale estremamente versatile, che può essere utilizzata per prodotti da forno dolci e salati, panettoni, colombe pasquali, ma anche pizze e pasta gluten free. La farina, commercializzata con il marchio “Farina di semi d’uva” e i prodotti con quello “Sentieri
della Vita”, vengono venduti anche in azienda o attraverso il sito web ed hanno incontrato molto interesse sul mercato. Con la farina si realizza anche un integratore alimentare ad alto contenuto di vitamine E e C, ricco di fibre ed omega 6, con molteplici effetti benefici per la salute. Bio-economia circolare, qualità del prodotto, sostenibilità e originalità, le motivazioni della giuria. (G. B.) nnn
Farina di semi d’uva APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 19
FOCUS
Aprire al futuro L’azienda Judeka dei fratelli Nicodemo è il simbolo della Sicilia vitivinicola che si rinnova in modo ecosostenibile
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udeka evoca una contrada siciliana in provincia di Caltanissetta particolarmente vocata per la viticoltura, dove la famiglia Nicodemo andava a comprare le uve per fare il vino in casa. La campagna e i suoi prodotti sono rimasti nel cuore di Cesare e Valentina che, entrambi laureati in Scienze Politiche, decidono nel 2007 di partecipare a dei bandi della Regione Sicilia e di diventare imprenditori agricoli: una sfida che ha permesso ai due fratelli di confrontarsi con il mondo vitivinicolo, affascinante, ma anche duro e complesso. Da subito hanno voluto distinguere l’azienda, nel comune di Caltagirone, in provincia di Catania, per un approccio totalmente improntato alla sostenibilità e alla 20 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2021
valorizzazione del territorio, con il claim “Noi lavoriamo per lasciare un futuro migliore alle nuove generazioni”. Quarantacinque gli ettari di terreno, Frappato e Cerasuolo di Vittoria le varietà di uva maggiormente coltivate, 16 le etichette, per un totale di 450 mila bottiglie, per il 50% destinate all’export. La cantina, circondata da ulivi secolari e alberi da frutto, utilizza energia solare ottenuta tramite pannelli fotovoltaici. Lampade a Led, circuiti luce con rilevamento presenza, sistema riscaldamento/ raffrescamento con tecnologia a pompa di calore aria/acqua, bottiglie in vetro leggero, tappi in sughero naturale, pavimentazione della strada interna realizzata in “Biostrasse”, un materiale ecosostenibile e permeabile che favorisce il mantenimento del microclima e consente al suolo la cattura di CO2. L’acqua impiegata per i lavori proviene da una falda acquifera che si trova a 70 metri di profondità che, in cantina, viene potabilizzata attraverso l’impianto ad osmosi inversa, un sistema ecologico che non impiega alcun tipo di additivo o di sostanza
chimica per purificare. Con la Facoltà di Agraria dell’Università di Catania, Judeka ha, inoltre, realizzato due laghetti artificiali di fitodepurazione: pesci, canniccioli, ninfee depurano le acque per poi farle defluire a valle. E poi c’è l’Orto, ricchissimo, con ben 4 tipologie di pomodori, ortaggi vari e tante spezie: timo, alloro, salvia… tutto in biologico, chiamati a “Passo 0”. Efficientamento dei processi produttivi, riduzione dei consumi, minore impatto ambientale, sostenibilità, le motivazioni della giuria. (G. B.) nnn
Valentina Nicodemo
Premio per l’innovazione di prodotto all’allevamento di Crema Madonna della Neve di Sassi e Chiodo. Le caciotte di latte 100x100 di Bruna, modellate in 3D
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azienda Madonna della Neve, a Sergnano, in provincia di Cremona, nasce dall’unione di due famiglie e di due saperi: i Sassi, allevatori storici, e i Chiodo, con una lunghissima tradizione nel settore lattiero caseario. Protagonista di questa fusione l’ultima
Benedetta e Giorgio Chiodo ritirano il premio in rappresentanza anche di Emiliano e Ivan Sassi
giovane generazione: Emiliano e Ivan Sassi e Benedetta e Giorgio Chiodo che, dopo gli studi universitari, nel 2017 decidono di partire con una nuova scommessa: allevare vacche di razza bruna e far conoscere alla clientela le peculiarità del loro latte, dalle elevate caratteristiche qualitative e nutrizionali, chiamato anche “oro bianco”, proponendo formaggi genuini di altissima qualità e ricercatezza. Partiti con 24 vacche e 9 quintali di latte al giorno, in soli tre anni, Madonna della Neve è oggi un’ azienda strutturata, con 180 capi in lattazione, alimentati con i foraggi prodotti in azienda su una superficie di 20 ettari, con una produzione media di 45 quintali di latte al giorno, tutti destinati alla trasformazione nel caseificio aziendale in formaggi freschi (primo sale, caciotte e ricotte) a marchio “100X100 Bruna”, insieme alla più pregiata linea “Sartoria del Gusto”, destinati ad un portafoglio clienti ampio e variegato, che va dal pic-
colo ambulante, alle gastronomie specializzate, sino ad arrivare alla grande distribuzione organizzata. Tale scelta produttiva ha richiesto una profonda ricerca in termini di apprezzamento da parte del consumatore, nonché scelte aziendali coraggiose e innovative, ma anche fantasiose, come le caciotte dalle forme più stravaganti: Uovo di Pasqua, Stella di Natale, Serbatoio di Harley Davidson, realizzati con l’uso di stampanti 3D, dopo numerosi tentativi di stampi in altri materiali. Prodotti subito apprezzati dal mercato e che “dopo il riconoscimento del Premio Innovazione di Confagricoltura vanno letteralmente a ruba”, dice Benedetta Chiodo. Nella Pasqua 2021 ha spopolato la caciotta a forma di uovo di Pasqua; denominata “Mu’ovo di Bruna”, affinata con erbe e fiori di montagna, fiordaliso, calendula, erba cipollina, timo, santoreggia, ortica. Profumo floreale e gusto genuino e unico, sono una vera sorpresa. Recupero di razze autoctone, ricerca, sostenibilità, qualità e valorizzazione del prodotto, sperimentazioni in termini di lavorazioni, packaging, forma, shelf life e promozione, le motivazioni della giuria. (G. B.) nnn
L’uovo di formaggio
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FOCUS
Benessere animale Davide Magni
A Mantova premio all’allevamento di Davide Magni. Tecno innovazioni avanzate per gestione di stalla, mungitura, alimentazione e comfort bovini
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avide Magni conduce insieme al fratello un allevamento di bovini da latte a Gabbiana, in provincia di Mantova (250 capi, di cui 120 in lattazione), di proprietà della famiglia da generazioni. Il latte viene conferito ad una cooperativa per la produzione di Grana Padano. Una vera e propria passione per questo lavoro e per suoi animali, che accudisce con cura e dedizione. Per Davide il benessere
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animale è la chiave del successo di un allevamento e su questa convinzione ruotano le scelte che hanno portato all’inizio del 2020 ad introdurre in azienda innovazioni tecnologiche avanzate nella gestione della mungitura, con l’acquisto di due robot, che hanno portato ad un incremento della produttività (35 qli/giorno) e ad un notevole aumento della qualità del latte. Ma non solo: il controllo da parte delle macchina di ogni parte dell’animale consente di intercettare precocemente eventuali malattie, riducendo l’utilizzo degli antibiotici. Contemporaneamente è stato introdotto in azienda un separatore dei liquami, che permette di utilizzare la parte solida in alternativa alla paglia come letto per le cuccette, con forti risparmi in termini di riduzione delle deie-
zioni e dell’utilizzo di carburante per lo smaltimento dei liquami e dello stoccaggio della paglia. Apportando anche benefici ambientali e sanitari per gli animali, che usufruiscono anche di ventilazione e doccette rinfrescanti per il controllo della temperatura in stalla. Miglioramento del benessere animale, lotta ai cambiamenti climatici, bioeconomia circolare, sostenibilità, efficientamento dei processi produttivi, digitale, qualità del prodotto, le motivazioni della giuria. (G. B.) nnn
sima e avanzatissima tecnologia idroponica a livello europeo per coltivare fuori suolo insalate ed Vince start up erbe aromatiche. I vantaggi sono Planet Farm subito evidenti: risparmio del 90% di acqua, totale assenza di di Travaglini pesticidi e diserbanti, lunga shelf e Benatoff. life del prodotto, che può essere fornito fresco 365 giorni all’anno Vicino Milano e che, soprattutto, mantiene intatcolture te le sue proprietà organolettiche e che non ha bisogno di essere fuori suolo lavato. Senza contare il risparmio all’avanguardia di emissioni di CO2, dal momento che le vertical farms possono sorgere nei pressi delle città. Il nuovo stabilimento si estende su oltre 9.000 metri quadri ed è in grado di sfornare, a regime, 70.000 conlanet Farm nasce nel 2014 fezioni al giorno che, dalla metà per volontà di Luca Tra- del prossimo maggio, saranno vaglini che, dopo i gravi commercializzate con il marchio problemi di salute che lo avevano costretto ad interrompere l’attività di famiglia, impegnata nella costruzione di stabilimenti automatizzati nel mondo dei salumi, aveva cominciato a studiare con passione gli albori delle vertical farms in Giappone. Con il sostegno della famiglia, insieme al socio Daniele Benatoff, avvia a Cavenago, alle porte di Milano, una start up (la prima in Italia nel settore agricolo) che mette a punto una nuovis-
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“Planet Farm”, attraverso la GDO del Nord Italia. Contemporaneamente sarà avviata una massiccia campagna di comunicazione tesa ad informare i clienti sulle qualità e sui benefici ambientali del prodotto, attraverso il nuovo sito, social, ma anche packaging sostenibile, nuove tecnologie di blockchain per la tracciabilità. Con sette anni di ricerca alle spalle, un team di 45 persone, 50% uomini e 50% donne, tutti giovani (con 30 figli) e con la voglia di guardare al futuro, l’azienda ha in programma l’apertura di 3 stabilimenti in Italia e altri all’estero. Qualità del prodotto, cambiamenti climatici, bioeconomia circolare, efficientamento dei processi produttivi, digitale, le motivazioni della giuria. (G. B.) nnn
Fattoria verticale
Luca Travaglini e Daniele Benatoff
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PRIMO PI ANO INIZI AT I V E
Shopping war
Continua la battaglia contro Nutriscore e semafori. Il sistema migliore di etichettatura è quello italiano della batteria di Gabriella Bechi
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uella ontro il Nutriscore non è solo una battaglia su sistemi di etichettatura e modelli di certificazione degli alimenti, ma una battaglia per il futuro dell’agricoltura”. Lo ha ribadito con forza il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti intervenendo all’evento pubblico “Nutrinform Battery: la proposta italiana per l’Europa”, organizzato da Europeisti MAIE Centro Democratico. “Dobbiamo difendere con forza il nostro modello alimentare - ha detto Giansanti - basato sull’agricoltura, sui territori, sulla biodiversità, sulla storia e sulle tradizioni enogastronomiche, contro ogni tentativo di omologazione e standardizzazione dei cibi, ba-
sato, invece, sul modello industriale. Sistemi di etichettatura come il Nutriscore vanno proprio in questa direzione. Dare delle pagelle ai cibi, senza fornire le necessarie informazioni sulle quantità consigliate in una dieta equilibrata, finirà necessariamente per avvantaggiare i grandi gruppi industriali; e anche i cibi sintetici, a scapito delle produzioni naturali, tipiche del nostro Paese, come olio, formaggi, salumi, miele. Inoltre, questo tipo di sistema classifica negativamente anche molti prodotti ad indicazione di origine protetta, già dotati di una certificazione europea. Il sistema Nutrinform Battery proposto dall’Italia, sviluppato da qualificati istituti di ricerca nazionali (CREA ed ISS) con la collaborazione di tutta la filiera
da, Belgio, Lussemburgo sono a favore del Nutriscore. Mentre il nostro sistema Nutrinform ha trovato il sostegno di sette Paesi della Ue. In Scandinavia è in vigore il Green Hole, un’etichetta che identifica solo i prodotti più sani. “Il 2022 non è così lontano - ha concluso Giansanti - e dobbiamo cercare di coinvolgere il maggior numero possibile di
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stakeholder a livello europeo (associazioni di categoria, ambientaliste, di consumatori, istituti di ricerca, rappresentanti della politica e delle Istituzioni) per arrivare ad un sistema di etichettatura trasparente, etico e corretto. È una battaglia culturale, ma anche economica. Ne va di mezzo il futuro dell’alimentazione e quello dell’agricoltura”. nnn
SISTEMI DI ETICHETTATURA FRONT OF PACKAGE (FOP)
“Nutrinform Battery” (Italia) - Il sistema nutrizionale Nutrinform Battery si basa sull’indicazione delle porzioni effettive e non sui 100 grammi o 100 millilitri. Tale scelta consente di esprimere le informazioni nutrizionali per l’energia e alcuni specifici nutrienti sul campo visivo principale delle confezioni, per porzione, e permette di rappresentare graficamente la percentuale assunta di energia e dei singoli nutrienti rispetto alla porzione di consumo consigliata dell’alimento. Il livello di riempimento della batteria corrisponde, infatti, alla percentuale di quello specifico nutriente che la porzione consigliata dell’alimento apporta alla dieta del consumatore, che dovrà quindi stare attento a non “riempire” più del necessario la batteria corrispondente ai singoli nutrienti, tenendo conto degli altri alimenti, e quindi nutrienti e calorie, consumati nell’arco della giornata.
agroalimentare e con i consumatori, si basa sul ‘peso’ di ogni singolo nutriente rispetto al fabbisogno giornaliero e permette, quindi, di informare i consumatori e di fare scelte consapevoli e non condizionate: non un giudizio sintetico del singolo alimento basato su una somma algebrica di nutrienti negativi e positivi, ma un vero e proprio metodo di educazione alimentare. E qual è il miglior metodo se non quello fondato sulla dieta mediterranea, riconosciuta dall’Unesco, ed apprezzata e diffusa in tutto il mondo? La Commissione europea, in linea con la strategia Farm to Fork, ha chiesto di arrivare ad un unico sistema di etichettatura nutrizionale Front of Package-FOP entro la fine del 2022. Francia, Germania, Olan-
“Traffic light” (Regno Unito) - Tradotto in italiano come etichetta “a semaforo”, è un sistema volontario che classifica i cibi come più o meno “sani” in base all’apporto di sale, zucchero, grassi e acidi saturi rispetto ai consumi giornalieri massimi raccomandati, utilizzando tre differenti colori (rosso, giallo, verde) che indicano il grado di “salubrità” dell’alimento secondo una scala di valori prestabilita. Pur essendo teoricamente “volontario”, questo tipo di etichetta è raccomandato dal governo britannico e quindi il 98% della grande distribuzione del Paese lo chiede ai suoi fornitori. Finisce per discriminare, a mezzo di bollini rossi, molti prodotti stranieri, tra i quali diverse eccellenze della dieta mediterranea. “Nutriscore” (Francia) - Il sistema valuta gli alimenti con un punteggio nutrizionale. In base al calcolo, l’alimento viene classificato su una scala nutrizionale di 5 colori e altrettante lettere. Il calcolo viene effettuato ponderando quattro fattori negativi che suggeriscono un consumo limitato: densità energetica (apporto calorico in kcal per 100 g di alimento), contenuto di grassi saturi, di zuccheri semplici e di sale e tre fattori positivi: contenuto di vitamine e proteine, tenore in fibre, presenza di frutta, verdura o frutta in guscio. In base al rapporto tra variabili negative e positive ogni alimento ottiene un punteggio (non indicato in etichetta), che lo posiziona in uno dei cinque colori della scala cromatica (verde scuro, verde chiaro, giallo-arancio, arancione e rosso). In etichetta poi compare il simbolo grafico “Nutriscore” con evidenziato il colore e la lettera alfabetica corrispondente (A, B, C, D, E). “Green Keyhole” (Paesi scandinavi) - Si tratta di un etichetta alimentare (rappresentata dal buco di una serratura) che identifica solo i prodotti più sani, ovvero quelli che contengono meno zuccheri e sale, meno grassi, più fibre e cereali integrali, all’interno di un gruppo di prodotti. APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 25
PRIMO PI ANO INIZI AT I V E
Webinar di Confagri, Umana e Agronetwork sul tema occupazione alla vigilia della grande stagione di raccolta
Filiera del
di Elisabetta Tufarelli
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lla vigilia delle grande stagione di raccolta il contratto collettivo nazionale è, e rimane, la stella polare del lavoro in agricoltura. Tocca alla politica individuare le forme più snelle e percorribili per dare risposte certe alle imprese e agli addetti. Questo il punto di partenza del webinar organizzato con Umana e Agronetwork, dal titolo ‘Le esternalizzazioni in agricoltura-Appalto di servizi labour intensive e somministrazione”. Il presidente di Agronetwork, Luisa Todini, introducendo i lavori, si è soffermata su questa iniziativa, “che nasce - ha detto - per immaginare una filiera del lavoro capace di superare alcuni limiti oggettivi attraverso l’impegno di tutti, imprenditori, sindacati e governo”. Roberto Caponi, Direttore Area Sindacale di Confagricoltura, nella sua relazione, ha messo in evidenza i problemi delle aziende, in bilico tra la necessità di continuare a svolgere la propria attività e le difficoltà di reperire manodopera professionalizzata capace di adeguati livelli di produttività. “Se è forte la spinta a forme di esternalizzazione - ha sottolineato - lo è altrettanto la preoccupazione delle imprese di incorre26 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2021
re in possibili violazioni di una normativa, quella sugli appalti di servizi, che presenta ampie zone grigie e solleva forti dubbi interpretativi che possono portare all’applicazione di sanzioni”. Confagricoltura ha rafforzato l’accordo con Umana, l’agenzia italiana per il lavoro con 140 filiali operative sul territorio, per la gestione di AgriJob, il portale confederale, riconosciuto dal ministero del Lavoro. Maria Raffaella Caprioglio, presidente di Umana, ha rimarcato i buoni risultati dell’accordo. “La somministrazione - ha spiegato - è uno strumento per risolvere i principali bisogni delle imprese del settore agricolo. Umana sarà un efficace partner per le aziende
di Confagricoltura, caratterizzate dai cicli stagionali e dai picchi di produzione, anche per la manodopera specializzata, per la quale sviluppiamo gratuitamente percorsi formativi utili alle imprese e ai lavoratori”. Il confronto sulle esternalizzazioni è proseguito con gli interventi dei segretari generali dei sindacati. Per Onofrio Rota, Fai Cisl: “Siamo - ha detto - un punto di riferimento per il territorio, sul quale possiamo monitorare la situazione, fare analisi dei fabbisogni anche formativi e dare risposte agli imprenditori”. “Il fenomeno delle esternalizzazioni ha osservato Giovanni Mininni, Flai Cgil - avanza sempre di più nel settore agricolo. A Confagri-
Confagricoltura rafforza AgriJob con l’accordo definito con Umana
lavoro
coltura chiediamo che a livello territoriale ci si possa confrontare”. “Parlare di questo tema è coraggioso - ha rimarcato Stefano Mantegazza Uila Uil - ne do merito a Confagricoltura. Sono le cooperative di lavoro la vera piaga dentro la quale si nascondono forme di violazione: quelle buone durano negli anni, quelle che non rispettano i diritti dei lavoratori scompaiono in tempo per evitare le sanzioni fiscali, ad esempio, per mancato pagamento dei contributi”. “I centri per l’impiego - ha confermato la sottosegretaria al ministero del Lavoro e Politiche sociali, Tiziana Nisini - nonostante le importanti risorse stanziate non sono riusciti a portare un risultato
raggiano le imprese, come l’elevata pressione fiscale e contributiva sul lavoro, la complessità degli adempimenti, gli incentivi per l’assunzione effettivamente fruibili. Il presidente Massimiliano Giansanti, concludendo i lavori, ha messo in evidenza il contributo del settore agroalimentare al Pil: 540 miliardi annui. “Parliamo del primo comparto nazionale - ha ribadito -. Il nostro compito è migliorare i settori della produzione, preservando la natura. Crediamo nel valore etico dell’attività agricola e nel rispetto dei lavoratori. Confagricoltura ha voglia di un futuro certo per se’ e i suoi collaboratori: lavoriamo fianco a fianco e le sfide saranno vinte solo se avremo un personale altamente formato e qualificato. Con i sindacati dobbiamo impegnarci a rafforzare il contratto collettivo nazionale, ma anche la somministrazione del lavoro va considerata importante, perché riduce i soggetti collaterali, le cooperative senza terra che non fanno bene a nessuno”. nnn sufficiente tra domanda e offerta di lavoro. Un obiettivo di questo ministero sarà quello di far funzionare queste politiche attive e avvicinare il mondo dei giovani a quello dell’agricoltura”. Servono, per Confagricoltura, politiche che favoriscano un’occupazione più stabile e di qualità anche nel settore agricolo, rimuovendo gli ostacoli che sco-
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PRIMO PI ANO INIZI AT I V E
Vent’anni della legge 152/2001 sull’attività di patronato di Elisabetta Tufarelli
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on la legge 152/ 2001 è stata ridefinita la norma per le attività dei patronati al servizio dei cittadini, un esercito che conta 15.496 operatrici e operatori attivi in 6.979 sedi sul territorio. In occasione dei vent’anni dal provvedimento che ha rivisto il ruolo dei patronati, in una nota congiunta questi enti hanno voluto sottolineare la necessità di “riflettere sul compito di facilitatori per l’accesso al welfare che sostengono queste strutture”. Nell’anno della pandemia la presenza capillare dei patronati sul territorio si è rivelata tanto essenziale, quanto preziosa per milioni di cittadini che hanno potuto usufruire, a portata di mano, di un’assistenza professionale per centinaia di servizi come, ad esempio, i sussidi per la disoccupazione, i bonus Covid, gli assegni familiari, le pratiche per la pensione, solo per citarne alcuni. Nel 2020 questi hanno gestito milioni di
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La rete dei pratiche, consentendo così alle persone di avere risposte alle loro esigenze. Un lavoro vitale, soprattutto in un anno così difficile per tantissime persone: lo hanno dimostrato le milioni di pratiche, molte delle quali necessarie per far accedere i cittadini a misure di contrasto alla povertà e alle conseguenze sociali generate dal Covid. Il patronato di Confagricoltura, l’Enapa, è presente su tutto il territorio nazionale per supportare agricoltori, coltivatori diretti e tutti i cittadini, assistendoli gratuitamente e prestando efficaci e professionali servizi di consulenza e orientamento in ambito previdenziale, sanitario, sociale e fiscale. “Durante quest’ultimo anno e mezzo se-
gnato dall’emergenza - spiega il coordinatore nazionale del Patronato Enapa, Roberto Caponi - sono aumentate in maniera esponenziale le richieste di consulenze da parte dei cittadini, a dimostrazione della crescita quotidiana della fiducia di agricoltori e cittadini nel nostro operato. Abbiamo continuato ad essere sempre a fianco degli utenti, malgrado i nostri operatori abbiano lavorato in smart working o in condizioni difficili, riuscendo sempre a garantire un servizio di qualità. Per quanto riguarda le prestazioni previste dalla normativa Covid, ricordo che i nostri uffici sono a disposizione per informazioni e per fare richieste”. Istituito da Confagricoltura nel
Patronato Enapa da 30 anni al servizio della collettività
diritti
tori e i numerosi professionisti per la consulenza legale, medico legale. In quest’anno di emergenza più che mai l’Enapa e i patronati italiani sono riusciti a rispondere in pieno al proprio ruolo, che la Costituzione definisce di interesse pubblico per i cittadini. “Ma in vent’anni - ha messo in evidenza Arellio Donato Fusco, presidente del patronato di Confagricoltura - esigenze e condizioni sociali sono cambiati moltissimo. Il nostro impegno è cresciuto e siamo riusciti a tenere il passo, malgrado questi tempi difficili, che ci hanno richiesto sforzi e impegno sempre maggiori. Per questo nella ricorrenza del ventennale della legge di riforma dei patronati, chiediamo alle Istituzioni di sostenere questa indispensabile rete di assistenza sociale che ogni giorno tutela i diritti di milioni di persone, per costruire insieme un futuro di equità sociale per l’Italia”. nnn
1992, il patronato Enapa è pre- stare assistenza qualificata alle sente con i propri uffici in tut- singole persone e ai nuclei fate le province italiane per pre- miliari attraverso i 430 opera-
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CILIEGIA DA GUINNESS
La ciliegia della varietà Sweet Stephany - proveniente dal ceraseto sperimentale dell’azienda di Salvi Vivai a Runco di Portomaggiore (Ferrara), associata a Confagricoltura - si è guadagnata un posto all’interno dei “Guinness World Records”, con il titolo di ciliegia più pesante al mondo; infatti ha fatto registrare un peso di 26,45 grammi, battendo così il record precedente di 23,93 grammi. Il programma - da cui sono nate le Sweet - è partito più di trenta anni fa all’Università di Bologna: un lungo processo di incroci e selezioni realizzato con metodi tradizionali. “È una grande soddisfazione l’ottenimento di questo risultato, perché conferma quanto sia stato importante il lavoro realizzato in questo lungo periodo”, ha spiegato Stefano Tartarini, professore al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna e neo-responsabile del progetto Sweet. “La sperimentazione su una nuova varietà di piante comporta moltissimi investimenti - ha detto Silvia Salvi, amministratore di Salvi Vivai -. Devono essere infatti studiati gli effetti che ogni tipo di trattamento determina sul prodotto. La quantità di acqua, di elementi nutritivi da apportare e i trattamenti agronomici devono essere tarati ogni anno per ottenere un miglioramento continuo. Sapere che stiamo producendo una ciliegia da Guinness è un ulteriore coronamento del nostro lavoro di equipe”. APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 29
NOV I TÀ IN C AMP O
A giugno NovelFarm, mostra-convegno in versione digitale su nuove tecniche di coltivazione, fuori suolo e vertical farming
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Pordenone agritech
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onfagricoltura ha sempre prestato grande attenzione al tema dell’innovazione, che ritiene il cardine dello sviluppo del settore agricolo. E guarda con estremo interesse ad iniziative come quella della Fiera di Pordenone che, da due anni, dedica a questi temi una manifestazione mirata e strutturata come NovelFarm”. Lo detto il vicepresidente di Confagricoltura Giordano Emo Capodilista, intervenendo alla preview dell’appuntamento fieristico, che si svolgerà quest’anno il 9 e 10 giugno. “La scienza e le nuove tecnologie - ha spiegato Emo Capodilista ci consentiranno di vincere le prossime sfide: produrre di più, meglio, con una maggiore attenzione all’ambiente e alle risorse naturali. È quello che ci chiede l’Europa con il Green New Deal e le sue strategie, Farm to Fork e Biodiversity. Gli agricoltori si sono già incamminati con decisione su questa strada, come dimostrano le tante esperienze evidenziate dal Premio Naziona-
le per l’Innovazione che Confagricoltura ha istituito lo scorso anno”. NovelFarm si concentrerà in particolare sull’agricoltura agritech, indoor, fuori suolo e sui suoi sviluppi in termini di investimenti, ricerca e tecnologie. “Stiamo guardando con grande interesse alla tecnica di coltivazione fuori suolo - ha detto il vicepresidente di Confagricoltura - che consente di ridurre perdite di nutrienti, risparmiare acqua, massimizzare l’utilizzo di prodotti chimici ed ottenere maggiori rese. Non solo. Ci sono grandi vantaggi anche in termini logistici, di organizzazione del lavoro, di riqualificazione dei centri urbani”. “Quello che serve ora - ha concluso Emo Capodilista - è che questa tecnica di coltivazione venga considerata agricola a tutti gli effetti, in particolare dal punto di vista fiscale, e che vengano sciolti alcuni nodi, come quello della certificazione biologica, attualmente non concessa, perché si possa dare avvio con determinazione al suo sviluppo su larga scala”. (G. B.) nnn
Attivo il “Movimento Turismo dell’Olio”, per rilanciare il settore. Il modello vino insegna di Gaetano Menna
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nato il Movimento Turismo dell’Olio (MTO), con l’obiettivo di promuovere, attraverso il turismo, l’olivicoltura italiana, valorizzandone i territori e la straordinaria cultura. È stato istituito dal Movimento Turismo del Vino e dalle regioni capofila: Puglia, Umbria, Abruzzo, Calabria e Lombardia, per mettere a sistema questa importante ricchezza del made in Italy. Quella del consorzio dedicato all’oleoturismo è un progetto entusiasmante - a cui
Raffaele M. Maiorano
Oleoturismo Confagricoltura sta partecipando attivamente - che si aveva in cantiere da diversi anni e che potrà andare a coinvolgere e valorizzare i tanti aspetti del turismo enogastronomico. “L’olio extravergine è fondamentale per lo sviluppo economico dei nostri territori - ci sottolinea Raffaele M. Maiorano, consigliere MTO e responsabile SDG di Confagricoltura -. Il nostro impegno è diretto a far conoscere e promuovere il potenziale della nostra produzione e la cultura dell’olio, contribuendo allo sviluppo sostenibile della filiera”. Agricoltura sostenibile, produzione sana e naturale e salvaguardia del territorio sono i valori ispiratori. Il consorzio vuole, da una parte, far conoscere più da vicino l’attività e i prodotti delle aziende aderenti; dall’altra, offrire un esempio di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni, della salvaguardia ambientale e dell’agricoltura di qualità. Il nuovo consorzio opererà in sinergia con il Movimento Turismo del Vino, da cui trae ispirazione.
“Obiettivo finale di MTO - osserva sempre Maiorano - è strutturare momenti di visita emozionali per turisti ed appassionati, che sempre di più sono alla ricerca di esperienze uniche e autentiche, che abbinino alle visite anche occasioni di svago, didattica e attività a contatto con la natura”. “Il modello vino insegna e fa da guida - ci spiega -. Si sta lavorando per iniziative come strade dell’olio, oliveti e frantoi aperti, eventi di raccolta delle olive (come si fa per la vendemmia), carte degli olio nei ristoranti”. Si vuole raccontare al meglio uno dei prodotti più simbolici e salutari della produzione nostrana. Per farlo sarà necessario migliorare le strategie di comunicazione, attraverso, ad esempio, l’utilizzo dei social media e delle nuove modalità di promozione e di vendita online. Il patrimonio olivicolo tricolore conta più di 500 cultivar su di una superficie che supera 1.100.000 ettari ed ha un valore di produzione di oltre 1.700.000 euro. nnn APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 31
NOV I TÀ IN C AMP O do lo scambio efficace di nuove idee e informazioni tra ricerca, industria, comparti interessati e Progetti europei: comunità agricola. Gli obiettivi del progetto sono quelli di raccoConfagri aderisce gliere e presentare, all’interno di a AgroFossilFree, una piattaforma web, tutte quelle buone pratiche e soluzioni tecpartnership nologiche che possono favorire sulle rinnovabili la de-fossilizzazione dell’agricoltura europea, di valutare e trasferire in maniera semplice ed accessibile queste soluzioni tecdi Elisa Tomassi nologiche alle diverse aziende agricole tramite lo sviluppo di strumenti di Intelligenza Artificiale, di individuare gli strumenti finanziari per adottare queste soluzioni tecnologiche, di facilitare e rendere accessibile il flusso di informazioni agli agricoltori, di elaborare una roadmap di ricerca per le tecnologie de-fossilizzanti in agricoltura. onfagricoltura è stata Questo progetto fa parte di un’achiamata ad aderire a zione collaborativa di coordinauna partnership inter- mento e supporto (CSA) della nazionale, formata da quindici soggetti pubblici e privati di tutto rilievo, distribuiti in nove Paesi europei (IR, NL, DE, DK, PL, ES, IT, BE ed EL), che ha avviato, nell’ottobre scorso, il progetto Horizon 2020 dell’Unione Europea denominato AgroFossilFree e coordinato dal Centro per Ricerca e tecnologia - Hellas (CERTH). Si propone l’obiettivo di creare un frame work in base al quale gli stakeholder chiave possano cooperare per valutare e promuovere le “Tecnologie e strategie senza energia fossile” (FEFTS) attualmente disponibili nell’agricoltura dell’UE. Il progetto AgroFossilFree contribuirà alle strategie dell’UE di alto livello (ad esempio, il Green Deal e la strategia Farm to Fork) in quanto mira alla riduzione dell’uso di energia fossile in qualsiasi processo agricolo, con mantenimento di resa e qualità del prodotto finale. Contribuirà anche a chiudere il divario tra i FEFTS disponibili e le pratiche agricole quotidiane, promuoven-
C
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Riduzione dell’uso di energia fossile nei processi agricoli durata di tre anni, con uno stanziamento di 2 milioni di euro da parte dell’UE, all’interno del programma Horizon 2020. Durante questo triennio, la partnership valuterà l’attuale stato delle rinnovabili e il fabbisogno esistente, creerà una piattaforma AgEnergy ad hoc contenente tutti i FEFTS disponibili e un Toolkit di supporto alle aziende, in grado di proporre interventi e strumenti di finanziamento basandosi sugli input degli utenti. Sarà cura dei partner a più stretto contatto con gli agricoltori, come Confagricoltura in Italia, procedere alla stesura di raccomandazioni politiche da proporre e comunicati stampa da diffondere, per aumentare la sensibilizzazione sul tema delle
Nuove energie
rinnovabili e promuovere strategie, tecnologie e finanziamenti previsti per gli agricoltori dalla stessa Unione Europea. AgroFossilFree si basa su un “Multi Actor Approach”, poiché include nel consorzio non solo scienziati e ricercatori, ma anche fornitori di servizi di divulgazione, Organizzazioni di agricoltori e partner industriali dei nove Paesi (gli “hub” di innovazione). Questo tipo di approccio garantisce una buona descrizione del-
g
lo scenario attuale per ciascuna tipicità geografica e colturale, presentando l’adozione e l’applicabilità di un’ampia gamma di soluzioni FEFTS, a seconda delle esigenze deli utenti finali e delle innovazioni a cui questi possano aver accesso. Daniele Rossi, delegato Ricerca e innovazione di Confagricoltura, ribadisce che “la Confederazione è da tempo impegnata sulle energie rinnovabili e sulle politiche più efficaci per il si-
stema agroalimentare del Paese. Questo progetto, unito a quelli di ricerca ed innovazione (Emphasis, Noaw, Tomres, Innoseta) e a quelli di tipo formativo che abbiamo sviluppato con Enapra (Sagri, Planet, Fields) ha permesso di creare un sistema progettuale integrato (SPI), che dalle politiche passa alla ricerca, all’innovazione e al trasferimento tecnologico, fino alla formazione continua dei nostri imprenditori agricoli e collaboratori”. nnn
MANAGEMENT DELL’AGRIBUSINESS
Si intitola “Management dell’Agribusiness” - collana dell’Insor (Istituto nazionale di sociologia rurale) di Cibele Edizioni - il volume di Raffaele M. Maiorano che analizza l’evoluzione del sistema agroalimentare lungo tutta la filiera. È il frutto di un lungo lavoro di ricerca e stesura durante i due anni di insegnamento ad UNICAM - Università degli Studi di Camerino. La prefazione del volume è del presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. Ogni capitolo è stato scritto e completato con il contributo di esperti del settore: Roberto Reali per quello sulla storia dell’agroalimentare; Alessandra de Seneen per l’approfondimento sui business model; Federico Maccari per la parte di management, business planning e per la filiera del grano e della pasta; Camilla Carrega per il marketing; Diana Lenzi e Clemente Pellegrini per le filiere del vino e dell’olio; Claudia Di Canossa per l’agricoltura urbana ed il vertical farming; Andrea Camaiora per il capitolo sulla comunicazione della gestione di crisi. E poi si parla di sostenibilità, degli SDG’s, della PAC, delle certificazioni europee e delle Organizzazioni nazionali ed internazionali. Insomma, un manuale completo che potrà aiutare i professionisti della filiera agroalimentare a comprendere e ad affrontare meglio le sfide del settore. (G.M.)
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Ricerca di API su consumi attuali di pesce all’anteprima digital di Aquafarm
di Elisabetta Tufarelli
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Occhio all’acquacoltu
a pandemia non solo ha modificato radicalmente le nostre abitudini, ma anche l’approccio al cibo: ben il 48% dei consumatori italiani ha cambiato le proprie inclinazioni sul consumo di pesce in casa: l’82% preferisce acquistare quello allevato in Italia perché è più sicuro, più buono e più vicino. Questi, in sintesi, i dati emersi dalla ricerca commissionata al Crea Marketing Consulting dall’Associazione piscicoltori Italiani Aquafarm, la manifestazione di coltura nel Sud Europa e nel Me(API) di Confagricoltura in occa- Pordenone Fiere, punto di rife- diterraneo. Il digital preview - la sione dell’anteprima digitale di rimento per il settore dell’acqua- fiera in presenza è prevista per il prossimo febbraio 2022 - è stato focalizzato proprio sull’impatto della pandemia e del lockdown sull’acquacoltura. Solo due pesci ogni 10 sono “Made in italy” e il settore nazionale dell’acquacoltura potrebbe correre a gambe levate dando una forte spinta all’economia, grazie ai suoi 8 mila chilometri di coste, oltre ai numerosi fiumi, torrenti e laghi. “I vari blocchi che continuano hanno colpito duramente la produzione. Solo il canale Ho.Re.Ca - ha spiegato Pier Antonio Salvador, presidente Api - rappresenta un 25/30% degli sbocchi per il comparto ittico d’allevamento. Dobbiamo però registrare, pro-
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Salvador a anteprima digital di Aquafarm
ra AquaFarm pone in risalto perdite, ma pure capacità di reazione del comparto
prio in questo periodo di emergenza, che il pesce è uno tra i prodotti cresciuti di più nella spesa domestica degli italiani. Di conseguenza è aumentata anche l’attenzione alla provenienza”. AquaFarm ha messo in risalto le perdite, ma ha anche sottolineato la capacità di reazione del comparto e le prospettive future. Così se, da un lato, si è complicata la gestione degli allevamenti, perché sono lievitati i costi per mantenere il benessere e la salute degli animali e rispettare i ritmi biologici di crescita proprio quando sono calate le vendite, dall’altro è risultato evidente che il pesce di acquacoltura non ha più nulla da invidiare al prodotto pescato. Nel 2019 la piscicoltura nazionale ha pro-
dotto 61.800 tonnellate di pesce, comprese le produzioni di vallicoltura e delle acque salmastre delle aree costiere di transizione, con un incremento di oltre 2.000 tonnellate della produzione rispetto all’anno precedente. “Dobbiamo guardare avanti - ha rimarcato Salvador - per contribuire alla ripresa. Senza avere avere timore di fare le cose in modo diverso. Abbiamo l’occasione per mettere mano, finalmente, ai tanti nodi che hanno frenato, negli anni, quello che avrebbe dovuto essere un vigoroso sviluppo naturale dell’acquacoltura italiana”. Per il presidente della XIII Commissione Agricoltura della Camera, Filippo Gallinella “le risorse a disposizione del settore ci sono e se
ci sarà bisogno di altre lavoreremo per trovarle. Ma, soprattutto, dobbiamo pensare al futuro. Occorre aumentare la capacità produttiva, migliorare la logistica, ossia tutto quello che avviene a valle della produzione. Non sono problemi semplici, ma risolvibili con tecnologia, formazione e investimenti mirati. Comunicare che un prodotto è anche sostenibile, infine, sarà fondamentale per essere ancor più apprezzati sul mercato”. In aggiunta a questo, come ha osservato Riccardo Rigillo, direttore generale Pesca Marittima ed Acquacoltura (PEMAC) del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, c’è la continua attività di difesa del prodotto italiano con strumenti come l’etichettatura e la certificazione. Il digital preview di Aquafarm ha voluto guardare al futuro “E l’acquacoltura nazionale - ha concluso Salvador - offre una ricca varietà di specie allevate, ben 25, e un’ampia differenziazione delle tecnologie produttive utilizzate. Un settore che ha tutti i numeri per crescere e guadagnarsi la leadership europea”. nnn APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 35
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Progetto europeo Life Rewat del Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa per gestione sostenibile dell’acqua. A settembre la firma del “contratto di fiume Cornia” di Elisabetta Tufarelli
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l progetto Life Rewat ha l’obiettivo, nella pianura attraversata dal fiume Cornia, di salvaguardare, con una strategia partecipata, una risorsa preziosa: l’acqua. E lo farà entro il prossimo settembre, con la sottoscrizione del “contratto di fiume”. Si metterà così a sistema l’impegno condiviso dai diversi soggetti pubblici e privati interessati sulla gestione integrata delle
Riqualificazi risorse idriche, sulla riqualificazione ambientale e socio-economica e sullo sviluppo sostenibile della Val di Cornia. In quest’area, che interessa, in particolare, i comuni di Campiglia Marittima, Piombino e Suvereto l’attività agricola è un’importante fonte di reddito. Vi sono coltivati molti prodotti agroalimentari, dai vigneti alle colture ortive irrigate, classificate come
tradizionali toscane (ad esempio, lo spinacio della Val di Cornia, il carciofo violetto e il Melone della Val di Cornia). È un territorio con un’importante valenza dal punto di vista economico ed ambientale, che risponde ai fabbisogni idrici della popolazione, dell’agricoltura e dell’industria, ma che ha anche un valore storico e culturale. Partito nel 2015 dalla partnership del Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa con ASA SpA, la Regione Toscana e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il progetto europeo Life Rewat - finanziato anche dai tre Comuni interessati - è focalizzato proprio sulla gestione sostenibile dell’acqua e terminerà il prossimo settembre. “Siamo arrivati alla stretta finale - ci dice Alessandro Fabbrizzi, dirigente Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa e coordinatore del progetto -. Abbiamo messo in campo diversi interventi pilota diSistema di filtraggio
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Ricarica della falda, risparmio idrico e riduzione perdite
ione fluviale mostrativi sulle sperimentazioni che stiamo monitorando. Il problema principale riguarda la qualità delle acque. La falda è stata sovrasfruttata per anni causando un deterioramento qualitativo e quantitativo delle acque, provocando un deficit del bilancio idrico, causa a sua volta di fenomeni come la subsidenza e l’intrusione salina. Nonostante ultimamente sia stato recuperato il livello del fiume Cornia, la qualità delle acque sta peggiorando, poiché non si ferma l’inclusione salina”. Il comprensorio irriguo della Val di Cornia ha una superficie di circa 3.200 ettari e richiede prelievi idrici per oltre 10 milioni di mc/ anno. In particolare il Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa gestisce l’irrigazione collettiva di 5 distretti, con una superficie irrigata di 400 ettari e un volume d’acqua distribuito pari a circa 7-800.000 mc/anno. “Siamo soddisfatti - rimarca Giancarlo Vallesi, presidente del Con-
sorzio di Bonifica - di dare, con i nostri partner, un contributo innovativo alla gestione della risorsa idrica. Abbiamo dimostrato la fattibilità e la sostenibilità della riqualificazione fluviale, della ricarica della falda, del risparmio idrico in agricoltura e della riduzione delle perdite. È diventato fondamentale ora accrescere le azioni con il mondo agricolo”. Sono stati fin qui realizzati quattro incontri
itineranti nelle aziende agricole, che hanno coinvolto anche gli agricoltori vicini. “Abbiamo distribuito a tutti gli intervenuti - aggiunge Fabbrizzi mini stazioni meteo a tensiometri, in grado di misurare l’umidità del terreno”. Fondamentale l’apporto della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ha effettuato un’indagine conoscitiva sulle aziende agricole della Val di Cornia e l’analisi periodica dei pozzi. “Il nostro impegno - mette in evidenza Rudy Rossetto, ricercatore della Scuola Superiore Sant’Anna e responsabile tecnico-scientifico del progetto - è quello di riuscire ad arrivare a una gestione sostenibile e condivisa del fiume, lavorando sia sulle croniche mancanze di risorse idriche, sia sull’efficienza dei consumi di acqua per uso agricolo. Si rischia la salinizzazione delle aree costiere e occorre intervenire: l’acqua non è una risorsa infinita, è necessario aumentare il coinvolgimento del settore primario verso un uso sostenibile del bene idrico, evitando sprechi, creando turnazioni, orientandosi sull’agricoltura di precisione”. nnn
Impianto di riuso
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Syngenta al Forum di Bruxelles rilancia l’impegno per sostenibilità e cambiamenti climatici di Gaetano Menna
È
sbocciata la primavera: occasione per Syngenta per fare un approfondimento sulla sostenibilità. Il ‘Forum for the Future of agricolture’ di Bruxelles (FFA 2021) e l’evento del 9 di marzo “Sustainable solutions from Syngenta”, hanno permesso all’azienda, un dialogo aperto e costruttivo su agricoltura e ambiente, con i più importanti stakeholder. Nel corso del convegno l’azienda ha voluto evidenziare quanto la sostenibilità sia parte vitale nella nuova strategia di Syngenta, in prima linea nello sviluppo di tecnologie di prossima generazione e di soluzioni digitali e nella creazione di nuovi modelli di business, rispettosi dell’ambiente. Si è quindi ricordato come, attraverso il Good Growth Plan, Syngenta sia impegnata ad aiutare gli agricoltori a ripristinare la salute del suolo su milioni di ettari di terreno degradato. Costruire un sistema agricolo che funzioni per i consumatori, gli agricoltori e la natura, richiede di affrontare la triplice sfida di garantire la sicurezza alimentare, migliorare le condizioni di vita degli agricoltori e ridurre l’impatto ambientale del settore primario. Un triplice impegno che necessita - come ha posto in evidenza Alexandra Brand, regional director EAME (Europa, Medio Oriente e Africa)
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Agricoltura di Syngenta - un triplice livello di innovazione: nello sviluppo di soluzioni chimiche (nuovi principi attivi e nuovi formulati sempre più mirati ed efficaci a bassi dosaggi) e implementando le tecniche di agricoltura di precisione; nei biologicals, con investimenti sia nel settore degli agenti di biocontrollo, sia in quello dei biostimolanti (soprattutto nell’ottica di strategie di produzione integrate); nella creazione di competenze nei comparti della salute del suolo e della biodiversità, per assicurare vantaggi non solo ambientali, ma anche a favore della qualità dei raccolti e del reddito dei produttori. “Vogliamo aiutare gli agricoltori - ha aggiunto Petra Laux, Chief
Alexandra Brand
Erik Fyrwald
Mercato del carbonio per l’ambiente e per la redditività aziendale
rigenerativa
Petra Laux
Sustainability Officer di Syngenta - a produrre nel modo più efficiente possibile. E desideriamo fornire loro il nostro supporto in termini di tecnologie e know how per la tutela della biodiversità e di mitigazione dei cambiamenti climatici, attraverso pratiche virtuose di sequestro di carbonio nel suolo (carbon farming)”. Erik Fyrwald, CEO e Direttore esecutivo di Syngenta Group, nel suo intervento, tenutosi lo scorso 23 marzo durante il Forum for the Future of Agriculture, ha prestato grande attenzione proprio al tema del mercato del carbonio, che è fondamentale ed è anche una grande opportunità per le aziende agricole. “Andremo a verificare - ha detto Fyrwald - quali prati-
che utilizza l’agricoltore attraverso appositi strumenti digitali e quindi andremo a stimare quale sia la cattura del carbonio possibile, per determinare i crediti di carbonio che l’agricoltore otterrà e che, volendo, potrà cedere. Di essi c’è una grande richiesta da parte delle aziende, che necessitano di effettuare compensazioni. I governi devono mettere in atto gli opportuni incentivi affinché gli agricoltori possano operare in questa direzione, agendo in modo efficace nella lotta ai cambiamenti climatici”. “A mio avviso - ha quindi concluso il CEO di Syngenta - la strada da seguire non può che essere quella di avere suoli sani che conducano a piante, a persone e ad un pianeta sani; per raggiungere questo obiettivo è fondamentale utilizzare le migliori tecnologie di prodotto, i migliori semi e soluzioni per la protezione delle colture, i più efficienti e rinnovati fertilizzanti, assieme alle migliori pratiche agricole. E le pratiche agricole, per me, includono un’agricoltura a bassa o minima lavorazione, l’estrazione e, quindi, il rilascio del carbonio nel suolo. Ciò include anche l’utilizzo di colture di copertura, in modo da proteggere il suolo, ma anche più carbonio nel terreno, oltre a rendimenti più elevati. Per favorire la rigenerazione dei terreni, è necessario pianificare una rotazione delle colture in modo che ci siano diversi nutrienti che entrano nei terreni dalle diverse colture. Questa è per me l’agricoltura rigenerativa che può arricchire il suolo, fornire rese elevate e catturare il carbonio dall’atmosfera. Tutto questo, permetterà inoltre all’agricoltore di ottere anche rendimenti maggiori”. nnn APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 39
SPECI ALE PRECISION FARMING
In Umbria, Top Melon si affida a sistemi di Topcon per rilanciare la tecnologia in azienda di Gabriella Bechi
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na grande azienda, ben strutturata e con una lunga esperienza alle spalle ha scelto di puntare tutto sull’agricoltura di precisione con un investimento importante. Perché? Ne parliamo con Luigi Villani Delle Vergini, dottore agronomo nel coordinamento dell’ufficio tecnico e qualità di Top Melon. Da quando utilizzate i sistemi di guida GPS e quale è stato il vostro percorso? Quando sono arrivato in azienda, due anni e mezzo fa, già alcune macchine erano dotate di sistemi di guida satellitari e sono rimasto colpito dalla sensibilità sulla tematica mostrata dalla famiglia Spinetti, che ha creduto sin da subito nel potenziale dell’innovazione e delle nuove tecnologie ed aveva scelto da oramai 10 anni di utilizzarle nelle fasi di produzione e di lavorazione. Parliamo di trattrici allora all’avanguardia, oggi forse superate, che avevano pertanto bisogno di essere aggiornate per adeguarsi alle nuove tecniche di coltivazione ed agli attrezzi di nuova generazione. Da qui la decisione di rinnovare tutto il parco macchine con l’acquisto di 27 trattori, tutti dotati delle nuove tecnologie di posizionamento, guida ed inter-connettività. Un investimento importante, voluto dai due titolari Giorgio e Gianni, anche nell’ottica dell’inserimento in azienda della nuova generazione.
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Quali sono i benefici ottenuti? Innanzitutto l’efficienza produttiva. Analizzare e lavorare un terreno con precisione centimetrica, come consentono i nuovi sistemi di guida, significa pianificare il numero esatto di piante per ettaro, non eccedere mai con le fertilizzazioni e i trattamenti fitosanitari sull’unità di superficie e non superare mai i bordi del campo o le soglie impostate. Ma anche evitare inutili passaggi in sovrapposizione degli attrezzi da lavoro in fase di affinamento e/o lavorazione. Questo si traduce in precisa pianificazione e corretta esecuzione, con conseguente risparmio economico, se si pensa all’accurato acquisto e utilizzo dei mezzi tecnici e della manodopera; a un risparmio energetico, se si pensa al consumo di gasolio. Non da meno a un beneficio generale in termini ambientali e per il consumatore finale, con un uso più attento di tutti i prodotti di origine chimica e non eventualmente utilizzati. Come la tecnologia può aiutare a migliorare il livello qualitativo del prodotto in campo? Le nuove tecnologie sono assolutamente in grado di migliora-
re la qualità in campo. Le piante, posizionate nella giusta quantità e con la distanza adeguata, si sviluppano in maniera omogenea, potendo tutte beneficiare della stessa quantità di spazio, luce e aria a disposizione per un ottimale ciclo vegetativo. Nel melone il grado zuccherino è un fattore fondamentale, su cui una distribuzione mirata e bilanciata dei prodotti può fare la differenza. Perché avete scelto Topcon Agricoltura per allestire il vostro parco macchine? In Topcon abbiamo trovato innanzitutto una grande qualità costruttiva: la strumentazione si presenta ben progettata e realizzata, adatta all’uso in condizioni non sempre facili, ed è una tecnologia già pronta ed aperta alle nuove tecnologie di controllo Isobus e Dosaggio Variabile, compatibile con tutte le marche di trattori ed attrezzi. Al contempo il sistema operativo risulta stabile, intuitivo e semplice da utilizzare. Poi c’è la grande competenza e disponibilità dei tecnici, sempre pronti ad intervenire, anche con modifiche e suggerimenti in corso d’opera.
Esperienza e
Di quali attrezzature Topcon disporrete a breve? Oltre alle guide automatiche, per le quali siamo già alla seconda generazione, abbiamo deciso di cambiare alcuni attrezzi, tra cui le irroratrici semoventi e gli spandiconcime con pesatura e chiusura dei settori, perfettamente gestibili dai sistemi Topcon. Tutta la nostra flotta, incluse le trattrici che non cambieremo, verranno costantemente monitorate dal sistema gestionale in ufficio, da cui invieremo gli ordini di lavoro e su cui riceveremo i rapporti delle operazioni svolte, tutto grazie al nuovo gestionale TAP (Topcon Agriculture Platform) collegato ad ogni macchina. Qual è l’approccio dei vostri operai rispetto alle nuove tecnologie? In genere positivo. Dopo qualche resistenza iniziale, si accorgono del notevole risparmio di tempo e delle minori possibilità di incorrere in errori. In azienda lavorano persone di tutte le età: giovani e 50/60enni. I primi sono più propensi a lasciarsi
aiutare dalle componenti tecnologiche, talvolta abusandone e dimenticando che la concentrazione durante i lavori è sempre necessaria. I più anziani hanno solitamente un approccio più diffidente, tendendo a fidarsi più di se stessi e della loro esperienza, sottovalutandone le potenzialità. Bisogna lavorare per arrivare ad un giusto compromesso, in grado di unire esperienza e innovazione. Questa a mio parere è la chiave di volta, e per fare questo diventa necessaria un’adeguata e continua attività di formazione aziendale, che contiamo di effettuare anche con il supporto di Confagricoltura Umbria. Oltre ricercare la massima qualità in campo, voi effettuate un’accurata selezione in fase di confezionamento. Come? Abbiamo in magazzino macchine calibratrici, dotate di strumentazione tecnologica in grado di pesare e selezionare per grado zuccherino ogni singolo frutto e di indirizzarlo su differenti linee di uscita a seconda del peso, ottenendo così frutti dello steso
Campi baulati con guida Rtk
avanguardia
Tutta la flotta verrà monitorata dal sistema gestionale in ufficio peso/calibro pronti a essere confezionati. Al momento lavoriamo in due stabilimenti, ognuno dotato di una propria macchina calibratrice. Questa tecnologia ci permette di garantire al mercato la qualità desiderata e di creare valore aggiunto da un prodotto che in alcuni periodi dell’anno rischia di essere considerato una commodity. Quali sono i prossimi passi che volete affrontare in termini di agricoltura di precisione? Sicuramente tenderemo a incrementare l’utilizzo delle mappe di prescrizione. Con i nuovi investimenti, tutta la flotta aziendale risulterà perennemente interconnessa; pertanto sarà possibile far viaggiare informazioni tra macchine e computer in ufficio, quindi tra noi tecnici e gli operatori. Le informazioni divengono così ordini di lavoro, sin da subito visualizzabili dalle macchine e interpretabili dagli operatori. Ogni operazione sarà visibile durante l’esecuzione e inoltre sarà registrata e archiviata, permettendoci di valutarla, anche a posteriori, per eventuali correzioni tecnico-agronomiche. Infine credo che l’agricoltura di precisione non sia solo un capriccio degli addetti ai lavori, ma che possa giocare con il tempo un ruolo importante anche nella tracciabilità del prodotto, e quindi nelle informazioni al consumatore, anche se ancora non può percepirne bene i vantaggi in termini ambientali e salutistici. Forse, oltre ai nostri dipendenti, bisognerebbe investire in operazioni di informazione anche per i cittadini. nnn APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 41
SPECI ALE PRECISION FARMING
Brand di successo Top Melon e La strada dei Sapori. Due marchi all’insegna della qualità italiana di Gabriella Bechi
A
gli inizi degli anni ’90 i fratelli Giorgio e Gianni Spinetti, spinti soprattutto dalla curiosità, danno vita, a Todi, ad una piccola realtà agricola per coltivare meloni. Un frutto generoso che dà presto i risultati sperati. Il clima tipico delle zone interne, con forti escursioni termiche, e il terreno ricco di torbe pregiate e con un’elevata capacità di ritenzione idrica, sono decisivi per ottenere ottime produzioni medio/tardive, con un livello qualitativo che ben presto sarebbe diventato il fiore all’occhiello dell’azienda. La passione per la terra della famiglia Spinetti e la dedizione al lavoro fanno il resto: il prodotto viene immediata42 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2021
mente apprezzato dal mercato e nel 1995 nasce Top Melon. Negli anni successivi l’azienda continua ad espandersi e oggi è una realtà agricola integrata, con oltre 300 ettari prodotti a meloni, che copre tutte le fasi della filiera, dalla semina alla messa a dimora delle piantine, all’innesto, fino alla raccolta dei frutti, alla loro lavorazione e confezionamento, fino alla distribuzione. Nel 2017 la famiglia Spinetti espande i propri orizzonti, aggiungendo nuovi prodotti alla sua offerta: angurie midi, zucchine e brassiche. Oggi l’azienda conta 150 dipendenti, commercializza 130.000 quintali di meloni, 4.000 quintali di angurie e oltre 11.000 quintali di zucchine e brassiche all’anno. Ma il prodotto
principe rimane il melone: retato, liscio, gialletto e, da poco, anche lo “charentais”, commercializzato direttamente con il marchio Top Melon. L’azienda Spinetti lavora molto con la Grande Distribuzione, anche attraverso linee di prodotti a marchio della GDO, sul mercato nazionale, ma anche in tutta Europa, superando i sempre più selettivi parametri qualitativi: la salubrità e la freschezza dei prodotti sono garantite dalla riduzione dell’utilizzo di elementi chimici, sostituiti, quasi in toto, da tecniche di coltivazione mirata, naturali e sostenibili, grazie all’introduzione in azienda di macchine ed attrezzature di precisione e da tecniche di fertirrigazione scrupolosamente controllata. I camion frigoriferi brandizzati Top Melon si incontrano sempre più spesso in autostrada. e le capacità di marketing ed imprenditoriali degli Spinetti sono apparse evidenti quando, sfruttando la grande opportunità di innovazione fornita dall’Agricoltura 4.0, Giorgio e Gianni hanno deciso di effettuare un grosso investimento, acquistando nel 2021, 27 nuovi trattori ed attrezzature provvisti di sistemi di precisione GPS, anche in considerazione dell’ingresso in azienda dei loro figli. Un passaggio generazionale importante, in cui la famiglia crede fermamente per il futuro dell’azienda. nnn
A luglio, a Bologna, Dronitaly, rassegna dedicata ai mezzi a pilotaggio remoto
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postata più volte la data, dovrebbe tenersi dal 6 all’8 luglio, a Bologna presso il quartiere fieristico, “Dronitaly”, l’attesa rassegna dedicata interamente alle macchine volanti. Una fiera dinamica, nata nel 2014, che ha seguito con attenzione gli sviluppi del settore, compresso tra innovazione e problematiche normative. In particolare i droni o APR (aeromobili a pilotaggio remoto) trovano un impiego fondamentale nell’agricoltura di precisione, in particolare nel rilievo di prossimità, raccogliendo con diversi tipi di sensori su di essi installati le informazioni georiferite poi utilizzate per l’elaborazione delle mappe di prescrizione. Non mancano difficoltà e divieti ancora da superare; e pure questo aspetto verrà approfondito a Dronitaly nel convegno in fiera, il 7 luglio, su “Droni e agricoltura - benefici ed ostacoli normativi”. Il Piano di Azione Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari regolamenta l’uso dei prodotti fitosanitari a tutela dell’uomo e dell’ambiente. Il PAN, in corso di revisione, ribadisce che l’utilizzo di droni per la distribuzione di prodotti fitosanitari, formalmente vietato, può essere consentito solo con possibili deroghe eccezionalmente rilasciate dalle Regioni o dalle Province autonome. La Comunità Europea però conferma la necessità di introdurre tecnologie idonee allo sviluppo dell’agricoltura di precisione e in tale ambito i
Macchine volanti mezzi a pilotaggio remoto assumono un ruolo sempre maggiore, consentendo interventi di precisione e limitando la dispersione del prodotto nell’ambiente. L’8 luglio, poi, si approfondirà l’impiego delle macchine volanti come strumento efficace e di rapido intervento per monitorare le condizioni dell’ambiente. I Piani di Monitoraggio Ambientale (PMA) mirano a verificare il rispetto delle condizioni e dei requisiti prescritti dalle autorità ambientali del luogo. I droni hanno ormai un ruolo fondamentale nel campo del monitoraggio ecologico, consentendo di valutare in maniera più rapida e precisa lo stato degli ecosistemi e la presenza di sostanze inquinanti. Con essi è possibile
controllare vasti territori e raggiungere punti solitamente inaccessibili all’essere umano. Non solo in volo: ora c’è anche il drone che nuota; infatti si parlerà anche del drone subacqueo Seasam di Bureau Veritas (BV), leader a livello mondiale nei servizi di ispezione marina, verifica di conformità e certificazioni. Mantenere l’integrità e la sicurezza di una nave è un compito enorme; le ispezioni subacquee a distanza possono migliorare la sicurezza, ridurre i rischi, il tempo e le spese per fornire risultati migliori. Tutto ciò a dimostrazione dell’importanza dei droni, che stanno facendo, dal punto di vista tecnologico, passi, anzi voli, da gigante. (G. M.) nnn APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 43
SPECI ALE PRECISION FARMING
Robot in vigna Confagri Piemonte collabora con Università Torino per progetto europeo Bacchus testando l’intelligenza artificiale tra i filari
di Ercole Zuccaro
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oltivare il vigneto richiede passione, competenza e soprattutto tanto impegno. Le ore di lavoro per condurre un ettaro di vigneto, a seconda dei sistemi di produzione più o meno meccanizzati, possono andare da meno di 100, nel migliore dei casi, fino a 500-600 per gli impianti tradizionali, quale per esempio il guyot modificato ad archetto, con un sesto di impianto di 2,50 metri tra le file e 80 centimetri sulla fila per un investimento di circa 5000 ceppi per ettaro. Le operazioni che si svolgono manualmente sono numerose e complesse: si parte con la pota-
tura e la stralciatura, si prosegue con l’archettatura con fissaggio a spago, oppure a gancio, la sistemazione delle piante, dei pali e dei fili, la spollonatura, il diradamento dei germogli, la gestione della chioma, la legatura dei tralci, fino ad arrivare al diradamento dei grappoli e alla vendemmia manuale. Si tratta di operazioni che comportano costi di manodopera importanti e soprattutto richiedono l’apporto di personale specializzato non sempre reperibile: soltanto per quanto riguarda la raccolta dell’uva, il costo incide dal 20 al 30% dei costi totali, mentre un altro 15% è imputabile alla potatura secca. Per questi motivi e anche per al-
Si punta alla raccolta intelligente, automatizzata e selettiva dei grappoli
leggerire la fatica degli operatori è sempre più importante sviluppare tecniche di lavorazione che riducano l’impiego di manodopera. Per ottenere questo risultato è indispensabile poter disporre di attrezzature e soprattutto di tecnologie avanzate, in continuo miglioramento, che permettano alle macchine di svolgere operazioni sempre più sofisticate con estrema precisione, per non compromettere la qualità di un prodotto molto pregiato. Per raggiungere questi obiettivi è necessario investire con convinzione nella ricerca. Confagricoltura Piemonte collabora con l’Università di Torino nella realizzazione del progetto Bacchus, che punta a sviluppare l’impiego della robotica nella produzione
agricola, anche per migliorare le condizioni di lavoro di agricoltori e operai agricoli. La soluzione è spingere verso l’agricoltura di precisione, estendendo l’impiego dell’intelligenza artificiale al maggior numero possibile di operazioni oggi svolte manualmente, dove è l’occhio umano a fare la differenza. La raccolta intelligente, automatizzata e selettiva, per esempio, può fornire un notevole miglioramento del raccolto prelevando solo il prodotto sano, uniformemente maturo e con un certo grado zuccherino. Tuttavia, per raggiungere questo tipo di automazione sono necessari progressi significativi per quanto riguarda le capacità cognitive e meccatroniche dei robot. Il sistema robotico mobile intelligente “Bacchus”, che l’Università di Torino - partner di un progetto europeo insieme ad altri importanti centri di ricerca coordinati dal Dipartimento di Ingegneria dell’Università greca di Salonicco sta sviluppando da un paio d’anni - si pone l’obiettivo di riprodurre le operazioni di raccolta a mano, operando in modo autonomo con la navigazione robotiz-
zata, con garanzia di qualità delle prestazioni, al fine di ispezionare le colture, raccogliere i dati attraverso un sistema di analisi della maturazione; eseguire operazioni di raccolta bi-manuale con la necessaria finezza, utilizzando una piattaforma robotica modulare; adattare la pinza-robot alla geometria delle diverse colture, con capacità cognitive avanzate e capacità decisionali. “Il sistema previsto - spiega il professor Remigio Berruto dell’Università di Torino - sarà dimostrato e valutato nell’ambiente di vigneto ispezionando diversi tipi di vite e vendemmiando grappoli d’uva di diverse varietà. Stiamo lavorando anche ad altre applicazioni per la difesa della pianta e l’ispezione del vigneto, con l’impiego di sensori e telecamera iperspettrale”. Per il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia “è indispensabile sviluppare progetti di ricerca come questi, che oggi possono sembrare avveniristici: in realtà con l’impiego dell’agricoltura di precisione e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale si fanno passi da gigante in tempi molto veloci, per cui queste macchine, opportunamente affinate, potrebbero essere disponibili nell’arco di pochi anni, anche su vasta scala, se gli utilizzatori dimostreranno di apprezzarle”. nnn
Prof. Remigio Berruto APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 45
SPECI ALE PRECISION FARMING
Elevate performance
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Nell’agro pontino l’impresa familiare di Pierpaolo Monetti coniuga sostenibilità e innovazione per la produzione orticola di Elisabetta Tufarelli
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an Felice Circeo (Latina), conosciuta anche come la riviera d’Ulisse, oggi è famosa soprattutto per le sue spiagge lunghissime con sabbia finissima e lo splendido mare, ma ha anche, dopo la bonifica delle pianure pontine, una fertile agricoltura. È qui, a meno di un chilometro dal mare, che incontriamo Pierpaolo Monetti, che ha un’impresa familiare di circa cinquanta ettari coltivati ad orticole in serra e a pieno campo. “Da quasi due anni - spiega - sono diventato totalmente biologico. La mia è stata una convinta scelta etica. Mio nonno era veneto e, come tante famiglie, è venuto qui dopo le bonifiche. Già mio padre aveva cominciato a produrre ortaggi e, mentre lo aiutavo con i numerosi trattamenti, ho iniziato a pensare a metodi alternativi. Finalmente, nel 2004, ho avviato la conversione dell’azienda ed ho iniziato a proiettarmi verso il bio, usando sempre meno fitofarmaci. Grazie ad un mio amico professore ho cominciato a lavorare con i microorganismi in modo più naturale possibile”. Attualmente Pierpaolo, che conduce la sua azienda insieme alla moglie Cristiana e al figlio ventenne Patrick, ha realizzato il suo sogno:
la sua realtà ha 30 ettari di serre e pratica bio e agricoltura di precisione. Ha quattro trattori con guida satellitare, che usa in serra e in campo, e che gli permettono di non accavallare le lavorazioni: più precisione, meno scarti e risparmio energetico. Ha anche un sistema di microirrigazione, che controlla l’umidità del terreno, collegato al computer in ufficio. “In questo modo ho un risparmio d’acqua superiore al 20%, che diventa, però, almeno del 60% se paragonato all’irrigazione a pioggia. L’acqua è una risorsa preziosa che va tutelata e riciclata”. Per l’imprenditore associato alle PMI di Confagricoltura l’attenzione all’ambiente, così come l’utilizzo consapevole delle risorse idriche, sono importanti. “Ci viene in aiuto l’innovazione. In serra, per la raccolta del prodotto, non utilizzo gasolio, ma due macchine elettriche e sto studiando, anche con la creazione di bacini, il modo migliore per recuperare acqua piovana e l’umidità delle serre al mattino e utilizzarle per l’irrigazione. Per noi che lavoriamo sulla costa c’è anche il pericolo di salinizzazione e se finisce l’acqua la mia azienda agricola non serve più a niente”. E innovatore Pierpaolo Monetti lo è. “In questo territorio - afferma - sono stato il primo a
Attivi quattro trattori con guida satellitare in serra e in campo decidere la coltivazione di baby leaf per la IV gamma, prendendo esempio da ciò che facevano a Bergamo”. L’imprenditore produce valeriana, spinacino, ravanello rosso molto apprezzato in nord Europa, oltre a cocomeri e carote a ciuffo. “Lavoro moltissimo con il mercato tedesco, per il quale produco “Pak Choi”, un tipo di cavolo di origine orientale, così come Mairubchendei, grandi rape bianche. Invece, esporto baby leaf in Gran Bretagna e nel Nord e Est Europa e fornisco le più importanti aziende italiane ed europee di IV gamma. Quando a fine marzo/aprile - precisa - il mercato tedesco si chiude continuo a produrre per i clienti italiani”. Il covid non ha fermato le sue produzioni e nemmeno la voglia di introdurre novità. “La IV gamma - conclude - non sta vivendo un periodo felice. Stavo riflettendo sul futuro e anche sul packaging e sul risparmio di materiali plastici. Certo tutto dipenderà dalle richieste del mercato, ma potrei ritornare a produrre prima gamma”. nnn
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EPS Ente Produttori Selvaggina di Landolfo di Napoli
PROPOSTE NORMATIVE PER MODIFICARE LA COSTITUZIONE
Diritto all’Ambiente Quando si parla di gestione della fauna selvatica deve intendersi anche quella non soggetta ad attività venatoria. Troppo spesso, infatti, ci si ferma a considerare solo le specie cacciabili e si ignorano le altre; il loro controllo e gestione ha uguale importanza sia in tema di sviluppo delle specie autoctone presenti sul territorio, sia di tutela delle attività produttive, in primis quelle agricole (che nella fauna selvatica spesso trovano un competitor nella gestione del territorio) e, per ultimo ma non ultimo, di tutela della popolazione. C’è pertanto l’urgenza di controllare le specie alloctone come le nutrie, a cui è imputabile la distruzione degli argini che tante inondazioni provocano. Per non parlare delle migliaia di parrocchetti verdi (originari dell’Amazzonia) che si aggirano, complice anche il clima sempre più tropicale, ad
esempio per Roma. Ciò mette in serio pericolo la gestione dei territori e la sopravvivenza delle specie autoctone. Ma un’attenzione particolare pensiamo vada ormai rivolta anche alla corretta gestione delle specie assoggettate dalla normativa a tutela integrale, la cui conseguente incontrollata diffusione sta procurando seri danni alle attività produttive, all’incolumità ed alla salute della popolazione. Il problema, sia chiaro, non si risolve facendo finta che non esiste, né tantomeno attraverso la cattura dei selvatici protetti e la loro delocalizzazione in aree meno popolate. A comprendere la gravità della situazione basterebbe aver presente i danni economici che tali soggetti arrecano e che i contributi - in forma di elargizioni tempisticamente incerte e quantitativamente parziali - non potranno mai ristorare.
Occorre che la visione del problema e, conseguentemente, la Alla presentazione del “Master in amministrazione e gestione della fauna selvatica” normativa attuativa, siano al dell’Università Ca’ Foscari di Venezia è intervenuto anche il presidente di Confagricol- passo con le mutate esigenze tura Massimiliano Giansanti. Il master ha l’obiettivo di formare tecnici per realizzare dei tempi. Il processo di adeguamento delle disposizioni una gestione sostenibile della fauna selvatica ed è caratterizzato di legge alle nuove da una forte interdisciplinarietà; per gestire il delicato rapporto tra ambiente e fauna servono, infatti, conoscenze in materia di biologia e zoologia, ma anche competenze per calcolare gli impatti economici e sociali. È essenziale, inoltre, ,sapersi orientare nel mondo giuridico, all’interno del quale tali scelte si collocano. Il master è l’occasione per costruire una visione qualificata, equilibrata e condivisa delle esigenze ambientali, in un’ottica di sostenibilità anche economica e sociale delle produzioni, proteggendo le indispensabili funzioni dell’agricoltura e riuscendo così a proporre soluzioni efficaci.
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MASTER IN GESTIONE FAUNA SELVATICA
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esigenze del territorio dovrebbe considerare l’insieme delle situazioni territoriali in tutte le sue variegate sfaccettature. In questo quadro un ruolo importante già da tempo - anche se in modo non riconosciuto - svolgono e sempre più saranno chiamate a svolgere, se supportati da una intelligente struttura normativa, gli istituti pubblici e privati di gestione della fauna (parchi, oasi, aree di protezione, aziende faunistico venatorie, aiende di produzione di selvaggina). La loro presenza sul territorio deve appresentare - come insegna-
no le esperienze dei Paesi ben più lungimiranti nella gestione della fauna - una reale e valida alternativa per combattere l’incuria e l’abbandono dei territori rurali. In tale quadro si inseriscono le ultime iniziative parlamentari inerenti l’ipotesi dell’inserimento della tutela dell’ambiente nella Costituzione; si prevede infatti la modifica dell’articolo 9 della Costituzione aggiungendo un ulteriore comma “per la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi, nell’interesse delle future generazioni, nonché la protezione della bio-
diversità e degli animali”. C’è però il timore che dietro al “diritto all’ambiente”, cosi come viene inteso, si possa celare la volontà di introdurre un irrigidimento di quegli elementi di tutela integrale che tanti danni hanno provocato e continuano ad arrecare al corretto sviluppo sociale ed economico dei territori e della nostra società. Non si può, quindi, che ribadire di considerare in primis le esigenze, anche economiche, dei territori e delle attività che vi insistono, con risposte normative concrete e non procrastinabili. APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 49
ORGANIZZ A ZIONE E TERRITORIO VENETO GIUSTINIANI SU FOTOVOLTAICO
“Confagricoltura Veneto appoggia la Regione e l’assessore Cristiano Corazzari sull’iter che ha portato al via libera della Conferenza dei servizi all’impianto fotovoltaico di Loreo, in provincia di Rovigo”. Così Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto, sulla vicenda legata all’impianto polesano. “Non comprendiamo la bocciatura da parte di altre Organizzazioni agricole - rimarca - dal momento che l’impianto è stato richiesto molto tempo fa, che una parte di quella superficie è già a indirizzo artigianale e industriale e che oggi la Regione sta lavorando a una normativa, il progetto di legge 41, volto a preservare il suolo agricolo. Ricordiamo che questo, come altri, è un progetto importante per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, che sono un elemento fondamentale nel Recovery Fund. Le risorse messe a disposizione degli Stati europei mirano non solo a raggiungere l’obiettivo di emissioni zero nel 2050, ma anche ad un’indipendenza produttiva sul fronte della green economy”. 50 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2021
di Alessandra Porro
CONFAGRI LATINA CON ASSESSORE REGIONALE ONORATI
Vertice sul Kiwi
Moria del kiwi e riorganizzazione dell’ADA di Latina - l’Area decentrata dell’Agricoltura della Regione Lazio nel capoluogo pontino - per dare risposte rapide e concrete alle imprese del settore. Questi gli argomenti affrontati nel corso di un incontro richiesto da Confagricoltura Latina, a cui hanno partecipato il presidente Luigi Niccolini ed il direttore Mauro D’Arcangeli, con l’assessore regionale all’Agricoltura Enrica Onorati ed il direttore dell’assessorato Mauro Lasagna. Sulla moria del kiwi la Regione Lazio - anche su sollecitazione di Confagricoltura Latina - ha chiesto ed ottenuto un coordinamento nel Comitato Fitosanitario Nazionale del ministero delle Politiche agricole e, per quanto riguarda la ricerca scientifica finalizzata ad individuarne le cause, l’incarico è stato affidato all’Università della Tuscia, in collaborazione con il Crea, l’ordine degli agronomi e una serie di cooperative operanti nel settore. In tempi rapidi - questo quanto è emerso dall’incontro con l’assessore Onorati - la giunta regionale approverà una delibera
con le linee guida per redigere un bando, con l’obiettivo importante di dare ristoro agli impianti colpiti dalla moria. La Regione Lazio ha stanziato 4 milioni di euro in due anni per fare fronte a questa emergenza. “Il sostegno alle imprese colpite da questo fenomeno è fondamentale - spiega Luigi Niccolini - e i fondi messi a disposizione dalla Regione sono un segnale estremamente positivo; così come accogliamo con favore il previsto progetto di prevenzione e difesa del rischio attraverso l’attivazione della misura 17 del PSR”. “Le iniziative di cui parliamo - conclude - danno una spinta concreta per affrontare un flagello come quello della moria di kiwi, e ora l’auspicio è che le risorse disponibili siano anche concentrate sull’attività di ricerca, che rappresenta, come abbiamo sempre detto, l’unico vero modo per riuscire a sconfiggere questo fenomeno. Con l’impegno che riteniamo debba essere comune: la ricerca va portata avanti in modo unitario, senza dispersione di risorse, ma con obiettivi certi e, possibilmente, immediati”.
CONFAGRI BRESCIA PUNTA SU FORMAZIONE
Progetto FormArSì
Si chiama “FormArSì” il nuovo progetto formativo di Confagricoltura Brescia, che poggia su tre pilastri: un catalogo dei corsi organizzati dall’Associazione per le aziende lungo l’intero anno, un ufficio formazione dedicato nella sede di via Creta e la possibilità di restare informati con tutte le novità grazie, oltre al volume cartaceo con il programma delle attività formative, al sito internet e agli account social dell’Organizzazione. Il progetto conta già su un’offerta di un centinaio di proposte formative da aprile a fine anno, in aula oppure online, dedicate non solo alla formazione obbligatoria per gli addetti in agricoltura, ma anche al rafforzamento delle competenze imprenditoriali. “Nel 2021 Confagricoltura Brescia investirà sulla formazione - spiega il presidente Giovanni Garbelli - con questo catalogo annuale e con un ufficio formazione interno che supporta le aziende associate nella gestione dei dipendenti”. Grazie alla collaborazione con Enapra ed Eapral - gli enti di formazione
promossi dall’Associazione e riconosciuti rispettivamente a livello nazionale e regionale - la proposta formativa spazia essenzialmente in tre aree tematiche. La più corposa è la formazione dedicata alla sicurezza sul lavoro e alla prevenzione degli infortuni, sia per i dipendenti sia per gli imprenditori, uno dei temi più delicati e importanti per prevenire il rischio incidenti nelle aziende agricole, a partire dal corretto uso dei mezzi meccanici aziendali e dalla gestione delle emergenze (antincendio e primo soccorso). Molta attenzione è riservata anche ai temi della sostenibilità, con corsi dedicati al benessere animale e all’uso sostenibile dei fitofarmaci, e della sicurezza alimentare. Il catalogo “FormArSì” dedica ampio spazio alle iniziative sullo sviluppo dell’imprenditorialità, in particolare per gli agriturismi e le attività connesse. Il catalogo è disponibile nella sezione “Corsi” del sito brescia.confagricoltura.it e può essere richiesto a formazione@ confagricolturabrescia.it o allo 030-2436225.
RAGUSA TAVOLO SU TOMATO VIRUS
Il Tobrfv (Tomato Brown Rugose Fruit Virus) sta attaccando il comparto ortofrutticolo ibleo, in particolar modo le coltivazioni di pomodoro in ambiente protetto, dove è favorita la rapida diffusione. “Bene l’attivazione del tavolo tecnico da parte dell’assessorato alle Risorse agricole della Regione su un’emergenza che sta mettendo in serie difficoltà i nostri imprenditori”, ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè. Si sta valutando la possibilità di attivazione di un regime di aiuti, per operare il ristoro dei danni subiti dai produttori siciliani e l’imminente adozione di un decreto regionale per il contrasto al virus, al fine di assicurare alle categorie coinvolte maggiore chiarezza in ordine alle prescrizioni imposte dalla normativa comunitaria in vigore”. Chiediamo - ha detto Pizzé - che le procedure per l’individuazione delle misure di sostegno economico alle imprese colpite siano celeri e che le modalità di erogazione dei fondi siano snelle e tempestive”. APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 51
CAMPI ROSA
di Elisabetta Tufarelli
IMPRENDITRICE MIGLIACCIO PLURIPREMIATA
CORSI DI FORMAZIONE
L’innovazione è donna
La nostra imprenditrice Immacolata Migliaccio, ha vinto “Special innovation award for women farmers”, indetto da Copa-Cogeca e Corteva. L’agricoltura al femminile, pur rappresentando il 42% della forza lavoro agricola nell’Ue, in posizioni manageriali raggiunge solo il 30%. Immacolata, 41 anni e due figli, laureata in giurisprudenza, conduce, dal 2010, l’azienda biologica “Ortomami” a Nocelleto di Carinola, in provincia di Caserta. Nella sua azienda l’innovazione e la sostenibilità sono di casa. L’agricol-
tura 4.0, con l’impianto fotovoltaico impiantato sui tre ettari e mezzo di serre, e quella di precisione, con centraline e sensori di ultima generazione, si mixano perfettamente con il riciclo, l’energia verde, le produzioni bio, il recupero di varietà antiche, e l’agricoltura sociale. Le piante crescono con un sottofondo di musica classica che, come assicura l’imprenditrice, “da maggiore resistenza alle piante”. Il prestigioso riconoscimento europeo è nato, nel 2010, per premiare i migliori progetti innovativi delle aziende femminili dell’Ue, che contribuiscono in modo fondamentale a migliorare la sostenibilità del settore, pur restando competitivi. “L’agricoltura - ha sottolineato Alessandra Oddi Baglioni, alla guida di Confagricoltura Donna - ha bisogno imprenditrici come Immacolata, capaci di coniugare perfettamente la competitività con la sostenibilità”.
FEDERAZIONE NAZIONALE ALLEVAMENTI OVICAPRINI DI CONFAGRICOLTURA eletta presidente Angela Saba. L’imprenditrice grossetana trasforma direttamente in azienda il latte crudo delle sue pecore e capre in formaggi. Con un patrimonio di sei milioni di capi allevati, il settore è un’importante realtà. “Il mio impegno - ha sottolineato Angela Saba - è volto alla soluzione dei problemi, a partire dal prezzo del latte ovino”. 52 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2021
Si è concluso il primo ciclo dei corsi di formazione dedicati alle imprenditrici di Confagricoltura Donna. Sono state diverse centinaia quelle che hanno partecipato ai cinque webinar che hanno spaziato dalla comunicazione dell’impresa al femminile alla legge di Bilancio, dai social alla rappresentanza e tutela delle imprese agricole, organizzati dall’Enapra, l’ente di formazione di Confagricoltura. “Sono molto soddisfatta - ha affermato la presidente di Confagri Donna Alessandra Oddi Baglioni - del percorso che abbiamo intrapreso in stretta collaborazione con la nostra Federazione delle imprese familiari. Mi fa anche piacere sottolineare l’affluenza numerosa delle nostre associate, a testimonianza dell’interesse verso i temi affrontati, ma soprattutto della volontà delle nostre imprenditrici di acquisire nuove competenze per essere sempre più competitive”.
ROAD SHOW 2021
IL PUNTO
Ha preso il via ad aprile il Road Show dei Giovani di Confagricoltura – Anga, che è, a causa della pandemia, un tour virtuale su tutto il territorio nazionale per far conoscere l’Associazione e le sue attività. La serie di appuntamenti si svolge in collaborazione con i presidenti provinciali e regionali dell’Anga e con le sedi territoriali di Confagricoltura. Opportune occasioni di dibattito sulle tematiche di più viva attualità e appuntamenti importanti per rinsaldare il senso di appartenenza; ma anche, e soprattutto, momenti imprescindibili per far conoscere la realtà dell’Associazione giovanile di Confagricoltura a potenziali nuovi soci. Si intende fare proselitismo, si vuole far crescere e rafforzare l’Associazione ed il suo essere la “casa della rappresentanza” delle nuove leve dell’impresa agricola. Queste le tappe: Torino, Cuneo, la Liguria, il Friuli Venezia Giulia, Venezia, Rimini, Reggio Emilia, Siena, Macerata, Ancona, Ascoli, L’Aquila, l’Umbria, Taranto, Foggia, Caserta, Ragusa e Caltanissetta. Ricambio generazionale, innovazione, ricerca e sviluppo, comunicazione e contrasto alle fake news, sostegno alle politiche giovanili, ma anche convivialità e possibilità di confronto, condivisione del know how e contatti con il mondo della ricerca, con quello accademico e con imprenditori anche di altri settori produttivi; e poi il Next Generation Eu come opportunità per investire concretamente sul futuro del Sistema Paese: questi i temi principali che vengono affrontati dall’Anga nel confronto itinerante. Entrare a far parte dell’Associazione vuol dire, innanzitutto, guardare al futuro. E i Giovani di Confagricoltura chiedono di essere messi nelle condizioni di percorrere la strada del futuro, quella di un’agricoltura giovane e innovativa, sostenibile e dinamica, che utilizza saperi diversi per produrre meglio, di più e con un minor impatto ambientale. “L’emergenza si supera anche e soprattutto dando fiducia e opportunità alle giovani leve - osserva il presidente di Anga Francesco Mastrandrea -. Le imprese, per crescere, hanno bisogno di riposizionarsi sul mercato”. Ed è questo il messaggio affidato al Road Show.
Giovani di Confagricoltura
Confronto itinerante su resilienza e rilancio
a cura di Paola Castello
Il nostro lavoro, nonostante i tempi incerti, ci ha messo in luce come parte integrante e fondamentale di una filiera che - come sottolineato dal presidente Giansanti in un lungo e recente articolo su il Sole 24 ore - ha un ampio margine di sviluppo sui mercati internazionali. Inoltre, la forte propensione all’innovazione, certificata in particolare tra le giovani aziende agricole, costituisce un ulteriore elemento di sviluppo per il futuro dell’agroalimentare italiano. La strada è positivamente segnata e la maggiore attenzione rivolta dall’attuale governo al tema “Giovani” nello sviluppo della strategia del PNRR è un elemento portante per crederci e per aver fiducia in tutti i sacrifici che i giovani agricoltori hanno fatto in questo ultimo anno così difficile. È tempo di rilanciare il settore primario. Ci siamo formati e abbiamo acquisito nuove competenze per conseguire quei primati ai quali solo il Made in Italy può ambire, ma soprattutto è tempo di applicare nuovi modelli produttivi per rispondere adeguatamente alla domanda di consumatori sempre più consapevoli ed esigenti. Avanti Anga! Francesco Mastrandrea presidente nazionale Anga
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Giovani di Confagricoltura
MERCATO SEME SOIA
Il 14 aprile Webinar di Anga, in collaborazione con Confagricoltura ed Areté, finalizzato ad agevolare la comprensione del mercato del seme di soia. Nei periodi di grande incertezza e volatilità - ha sottolineato il vicepresidente nazionale di Anga Francesco Longhi previsioni di prezzo e comprensione dei dati sono il miglior supporto alla definizione di strategie di acquisto, di vendita o di risk management vincenti”. Dagli interventi di Annachiara Saguatti e Filippo Roda di Areté è emerso come i prezzi del seme di soia, dalla seconda metà del 2020, siano entrati in un trend rialzista, con quotazioni nazionali e internazionali che hanno registrato aumenti superiori al 70%. A pesare è stata soprattutto la ripartenza della domanda cinese di soia USA. Tra settembre 2020 e aprile 2021, l’export di soia USA verso la Cina è stato superiore del 187% rispetto allo stesso periodo della scorsa campagna. Gli stock USA ne sono usciti particolarmente ridimensionati, con il dipartimento dell’Agricoltura americano che stima stock ai minimi dal 2013. Determinanti per l’evoluzione dei prezzi nella restante parte del 2021, saranno l’arrivo sul mercato delle nuove produzioni sud americane e, da settembre, il nuovo raccolto USA. Su entrambi i fronti permane però grande incertezza. L’offerta brasiliana, attesa a livelli record, potrebbe ritardare per problemi logistici. I primi dati sulle intenzioni di semina in USA sono risultati inferiori alle aspettative e non sarebbero sufficienti per vedere una ricostruzione solida degli stock nella prossima campagna. “Iniziative come quella odierna sono utili ai produttori per capire come i prezzi si originano e distinguere fra situazioni contingenti e trend stabili - ha detto la presidente della Federazione nazionale delle Proteoleaginose Deborah Piovan -. Il mercato della soia ha dimostrato di poter essere molto volatile, è necessario sorvegliare con attenzione affinché la domanda e l’offerta si possano incontrare sempre in un contesto equilibrato. Questo è tanto più vero per la soia italiana, che soddisfa un mercato di nicchia, quello ogm free”. “Solo un’attenta analisi dei fondamentali di mercato e del contesto macroeconomico - ha ribadito il responsabile nazionale Proteoleaginose di Anga Francesco Cavazza - consentirà una gestione ottimale del rischio per la massimizzazione dell’efficienza economica della coltura”.
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LE TRE FOGLIE DEL GAMBERO ROSSO ALL’AZIENDA PODERE DELL’ARCO
Olio da oscar
Giorgio Grani
È grande la soddisfazione della famiglia Grani (azienda agricola “Podere dell’Arco”) per il prestigioso riconoscimento conferito al suo olio extravergine d’oliva “Il Signorino Dop”, che ha ottenuto, per il secondo anno consecutivo, le tre foglie dal Gambero Rosso, (riconoscimento di cui vengono insigniti i migliori oli d’Italia). L’azienda agricola biologica, che conta mille piante di ulivo, si trova sulle colline che si affacciano sul centro storico di Viterbo ed è condotta dalla famiglia Grani con passione e dedizione da tre generazioni. A guidare l’azienda, da quattro anni a questa parte, è Giorgio Grani, 30 anni, presidente dei Giovani di Confagricoltura - Anga Viterbo. Podere dell’Arco è un’azienda a conduzione familiare; la passione per la terra e per gli animali è stata tramandata di generazione in generazione, dal fondatore Marcello al figlio Marco fino al nipote Giorgio. L’olio “Il Signorino Dop”, che si fregia delle tre foglie, rappresenta un’eccellenza del territorio della Tuscia, come dimostra anche l’ammissione del prodotto a varie competizioni internazionali.
AZIENDA AGRICOLA FRANCESCO CANETTI
L’agricoltura 4.0 non è l’agricoltura del futuro, ma già oggi è una realtà sempre più consolidata e tangibile. Coltivare secondo i dettami del precision farming è un must per moltissime aziende. Lo è anche per quella di Francesco Canetti, a Copparo in provincia di Ferrara, un’azienda biologica di 250 ettari che produce cereali, leguminose e bietole da zucchero. Titolare è il trentenne Francesco Canetti, da cui l’impresa prende il nome, che ha avviato la sua attività nel 2017, dandole fin dall’inizio un’impronta innovativa. Tutte le macchine sono dotate di sistemi satellitari che rilevano in tempo reale informazioni sul terreno e le inviano tramite cloud ai pc aziendali. Questo consente di avere delle mappe di prescrizione, ovvero degli strumenti che permettono di eseguire concimazioni a rateo variabile, cioè che consentono di ottimizzare la dose di concime, associando a ciascuna zona del campo la quantità più adatta. Attraverso queste rilevazioni, ci spiega Francesco, si riesce infatti a prevedere quanto concime servirà e di quale tipologia di nutrimento ha bisogno la singola parte di terreno presa in esame. Le lavorazioni vengono così fatte secondo le reali esigenze, usando i diversi prodotti solo dove e quando servono, con una considerevole riduzione dei costi e un minor impatto ambientale. L’azienda è inoltre dotata di robot (macchine con sensori ottici) per il diserbo, che riescono a estrapolare le malerbe, sostituendosi alla manodopera, che peraltro in questo periodo è difficile da reperire. Infine, su bietole e mais si utilizzano i droni per la lotta biologica con
Giovani di Confagricoltura
Agricoltura 4.0
Francesco Canetti
gli insetti “buoni”, che contrastano quelli alieni, evitando così, a monte, eventuali fitopatologie. Canetti ci dice inoltre che la sua azienda biologica non conosce cali produzione (come si penserebbe a proposito del biologico), ma ha livelli di produzione pari a quelli di un’azienda agricola tradizionale, con il vantaggio di un notevole risparmio sui prodotti per i vari trattamenti e di un minor impatto sull’ambiente. Questa realtà produttiva dimostra come la tecnologia, accompagnata dall’analisi dei dati e da un approccio innovativo, permetta una gestione dell’azienda più efficace ed efficiente.
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FORMAZIONE
di Antonella Torzillo
OPPORTUNITÀ DI FINANZIAMENTO PER LA FORMAZIONE
Fondi Interprofessionali Formazione in azienda per i dipendenti: esistono opportunità di finanziamento e quali sono? Per l’approfondimento di questo tema giova tornare indietro al 2000, anno in cui in Italia con l’art. 118 della legge 23 dicembre 2000 n. 388 (legge finanziaria 2001) furono istituiti i cosiddetti Fondi interprofessionali, ossia organismi di natura associativa, promossi da associazioni imprenditoriali e organizzazioni sindacali, a cui le aziende possono liberamente iscriversi richiedendo all’INPS che venga loro trasferito il versamento obbligatorio dello 0,30%, che ciascuna azienda versa per ogni dipendente. In cambio dell’adesione ad un Fondo, ogni azienda aderente può accedere agli strumenti di formazione finanziata messi a disposizione dal Fondo stesso per i propri dipendenti: operai, impiegati e dirigenti. Ad oggi esistono Fondi interprofessionali per i vari settori produttivi, le cui modalità
di adesione e l’offerta dei servizi per le aziende aderenti è uguale per tutti. COME ISCRIVERSI Per aderire ai Fondi è necessario scegliere nella “Denuncia Aziendale” del flusso UNIEMENS aggregato (ex DM10/2), all’interno dell’elemento “Fondo Interprof”, l’opzione “Adesione” inserendo il codice del Fondo e il numero dei dipendenti interessati all’obbligo contributivo; l’adesione è unica e non va rinnovata ogni anno e cosa importante da sottolineare - non comporta alcuna spesa aggiuntiva per l’azienda. Quanto ai servizi offerti sono principalmente due: i piani formativi aziendali finanziabili tramite avvisi o, per alcuni fondi, ricorrendo al conto formazione e/o conto individuale aziendale costituito dalle risorse accantonate e il voucher formativo individuale che può essere utilizzato per percorsi formativi collettivi o one-to-one. Il Fondo
di riferimento per il settore agricolo è il For.Agri costituito nel 2007 da Confagricoltura e dalle altre Organizzazione agricole e dai sindacati dei lavoratori, ai sensi dell’art. 118 della Legge n. 388/2000 (e successive modifiche e integrazioni) per operare a favore della formazione continua in agricoltura. SUPPORTO DI ENAPRA “Enapra è in grado di assicurare alle imprese agricole associate ogni forma di consulenza e assistenza per richiedere e beneficiare dei finanziamenti, per
La parola del mese: Voucher formativo Per voucher si intende un assegno formativo individuale concesso ai dipendenti delle imprese iscritte ad un Fondo interprofessionale. Tramite i voucher è possibile frequentare attività di formazione, qualificazione e aggiornamento su tematiche che attengono ai profili professionali dei dipendenti per cui le imprese hanno fatto richiesta. Il valore economico di ogni voucher varia in funzione della qualifica dei destinatari, delle attività da svolgere, delle loro caratteristiche e della loro durata. Nel caso di imprese aderenti al Foragri queste possono fruire dei voucher formativi per coprire i costi sia di corsi a Catalogo (in questo caso non vi è alcun anticipo di costi da parte dell’azienda), sia di corsi extra catalogo, cioè realizzati da soggetti diversi da quelli accreditati al Fondo (Università, Fondazioni, Enti pubblici). In quest’ultimo caso l’azienda anticipa il costo dell’iniziativa a cui parteciperà il dipendente e poi sarà rimborsata dal Fondo. Tutte le attività formative illustrate nel catalogo Enapra (di cui a breve sarà disponibile la nuova edizione) sono finanziabili attraverso lo strumento del voucher formativo.
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FORMAZIONE
COORDINAMENTO FORMATIVO
Benessere animale
la formazione dei dipendenti, messi a disposizione dal Fondo - ha dichiarato Luca Brondelli di Brondello presidente dell’ente di formazione di Confagricoltura e componente di giunta. Dal 2009 ad oggi avvalendoci degli strumenti della formazione finanziata del For.Agri abbiamo fatto tantissimo per la qualificazione e la valorizzazione professionale delle risorse umane impiegate nelle nostre aziende agricole e anche nelle nostre tante sedi territoriali di Confagricoltura. Attraverso gli Avvisi - in genere due ogni anno - abbiamo realizzato oltre 300 piani formativi di cui sono state destinatarie più di 1500 aziende agricole, accompagnando la crescita professionale di circa 20.000 dipendenti. Attività a cui va a sommarsi quella erogata attraverso i nostri corsi a catalogo fruibili tramite il voucher formativo che finora ha realizzato 100 corsi per 500 aziende e 1500 dipendenti. Gli strumenti di formazione continua e gratuita messi a disposizione dai Fondi Interprofessionali - ha proseguito Brondelli - sono assai utili e rappresentano una importante leva di sviluppo e di
crescita per le aziende aderenti che, però, necessitano di essere accompagnate non solo nell’analisi dei propri fabbisogni formativi e nella successiva ideazione e progettazione di percorsi in linea con gli obiettivi di sviluppo e di competitività prefissati, ma anche nella gestione dei vari adempimenti burocratici richiesti per la cessione dei finanziamenti”. Enapra, con oltre 60 anni di esperienza alle spalle nel campo della formazione finanziata e autofinanziata e in virtù di ente accreditato presso il Foragri sin dalla sua costituzione e di recente anche presso il Fondir (Fondo per la formazione continua dei Dirigenti), è il soggetto che, in autonomia o anche in sinergia con la rete degli enti di formazione istituiti a livello regionale, assicura in materia di formazione continua all’interno delle imprese agricole o delle sedi territoriali del sistema confederale, un affiancamento costante oltre che la massima efficacia e corretta operatività delle risorse finanziarie disponibili. Per approfondimenti consultare i “Cataloghi” su www.enapra.it o contattare gli Uffici: info@enapra.it
Enapra e gli enti di formazione regionale di Confagricoltura Agripiemonteform (Piemonte); Eapral (Lombardia); Erapra (Veneto); Erata (Toscana); Erapra (Marche e Calabria); Cratia (Umbria) hanno definito un coordinamento operativo in grado di supportare le strutture territoriali di Confagricoltura che intendano offrire ai propri associati i percorsi formativi obbligatori in materia di benessere animale. Tutti i corsi, possono essere erogati in FAD (formazione a distanza) utilizzando la piattaforma e-learning che gli enti regionali ed Enapra già utilizzano: al termine dei corsi (che prevedono un test di valutazione finale) i partecipanti riceveranno un attestato di frequenza valido ai fini di legge. I corsi attivi sono i seguenti: Benessere dei polli da carne; Benessere dei suini; Benessere dei bovini adulti da carne e da latte e dei vitelli; Benessere delle galline ovaiole. Per info sui costi e sulle modalità di partecipazione ci si può rivolgere agli enti di formazione regionali presso le sedi provinciali di Confagricoltura.
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OVER 65
di Elisabetta Tufarelli
Influencer tra le lavatrici
Proseguiamo a raccontare le storie di influencer con i capelli bianchi (v. numero di marzo, ndr), che non sono più fenomeni isolati, segno che i coetanei sempre più spesso navigano su Internet. Parliamo ora di una coppia di ottantenni diventata star di Instagram. Questa storia arriva direttamente da Taiwan, dove i due proprietari di una lavanderia, Chang Wan-ji e Hsu Hsiu, marito e moglie, rispettivamente di 83 e 84 anni sono diventati veri e propri fenomeni social. Proprietari di una lavanderia, con il lockdown conseguente alla pandemia avevano poco lavoro. Per tenerli occupati e farli divertire al nipote è venuta l’idea di recuperare i capi mai ritirati e pa-
gati dai clienti facendoli indossare dai due over 80, aggiungendo accessori, accompagnandoli con un cartello che spiegava da quanto tempo le giacche, i vestiti, le gonne e i pantaloni giacevano abbandonati in lavanderia. Le foto accanto a lavatrici e ferri da stiro sono poi state postate. È stato un trionfo! In poco più di un mese i follower hanno superato il mezzo milione. E l’iniziativa, partita da Taiwan e ripresa dalle principali testate del mondo, è servita a sensibilizzare l’opinione pubblica. È stata così riaffermata l’importanza di combattere, soprattutto in questa fase pandemica, l’isolamento degli anziani, che sono la memoria e la storia di ogni famiglia.
COMBATTERE LO STRESS
Come si combattono lo stress e la forte stanchezza da pandemia? È stato calcolato che sei persone su dieci stanno vivendo una sensazione di spossatezza a causa del prolungarsi della pandemia e, soprattutto nelle fasce più fragili, il rischio è quello di abbassare la guardia contro il virus. Gli esperti consigliano di parlare delle proprie paure, senza lasciarle dentro. È importante sforzarsi a mantenere i contatti per combattere l’isolamento, così come alimentarsi in modo sano e rilassarsi il più possibile ascoltando musica o facendo esercizi.
COVID E LIMITAZIONI mettono a dura prova a salute, mentale e fisica, degli anziani. Sempre più ‘soggetti fragili’ utilizzano saturimetri, smart watch e misuratori di pressione e ritmo cardiaco per monitorare la loro salute in una sorta di ‘ipocondria digitale’. L’utilità di questi strumenti è indubbia, ma l’uso compulsivo rischia di turbare il rapporto medico/paziente, creando da un lato, la percezione di essere malati, quindi provare ansia e abusare di farmaci autoprescritti, dall’altro la convinzione che attraverso questi strumenti si possa superare il medico e decidere di far da sé. 58 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2021
ODE AL CINQUE
Il numero cinque va ricordato ogni volta che si mangia frutta e verdura. Lo ha confermato una ricerca dell’Università di Harvard, negli Usa, che ha confrontato 27 studi che hanno coinvolto quasi due milioni di partecipanti provenienti da 29 Paesi. Secondo i ricercatori della prestigiosa Università americana è provata la correlazione fra il giusto consumo di ortofrutta e una maggiore aspettativa di vita. Per vivere di più, ricordano gli studiosi, non è tanto importante seguire una dieta in particolare, quanto inserire, ogni giorno nella propria dieta, 2 porzioni di frutta e 3 di verdura.
Cammina e il cuore ti ringrazierà
Una camminata al giorno leva il medico di torno perché riduce il rischio di colesterolo e di diabete, oltre ad aiutare a mantenere il proprio peso sotto controllo e migliorare la salute cardiovascolare. Ma per quanto tempo bisogna camminare? L’ideale, per gli over 65, sarebbe una passeggiata giornaliera di perlomeno mezz’ora, un ottimo risultato è una camminata di un’ora praticata, con costanza, tutti i giorni o almeno 3/4 volte a settimana. Molti hanno iniziato ad usare il contapassi, che aiuta a centrare questi obiettivi. Una ricerca effettuata dall’Università americana di San Diego, in California,
suggerisce che l’attività fisica di intensità leggera, inclusi lo shopping o una passeggiata informale, può aiutare a conservare la mobilità nelle donne anziane e apportare numerosi benefici. Secondo i dati cui si sono ispirati i ricercatori, una donna statunitense su quattro con più di 65 anni non è in grado di camminare per due isolati o di salire una rampa di scale. Lo studio ha rivelato anche che le donne che non avevano una disabilità motoria all’inizio dei test e che hanno svolto attività a intensità leggera avevano un rischio ridotto del 40% di subire una perdita di mobilità negli anni successivi.
IL PISOLINO MIGLIORA le capacità cognitive degli anziani. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “General Psychiatry”. Secondo i risultati della ricerca, che ha nesso sotto osservazione 2.214 persone in salute over 60, chi riposava il pomeriggio dimostrava una migliore fluidità del discorso, maggiore memoria e percezione dello spazio. In più, in alcuni casi, è stata osservata anche una migliore stabilità dell’umore. Attenzione però, secondo lo studio, i benefici si osservano solo se si fanno pisolini brevi, di al massimo 45 minuti, altrimenti si annullano. APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 59
AGRITURISMO
di Elisabetta Tufarelli
LA CERRA A TIVOLI (ROMA)
Relax, sapori e natura
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lle porte di Roma, immerso nel paesaggio dei Monti Tiburtini, l’agriturismo “La Cerra” offre ai propri ospiti relax, buona cucina, paesaggi unici e tante diverse attività tagliate su misura per il divertimento di adulti e bambini. “L’agriturismo - spiega Fabiola De Micheli - è nato nel 1998. Mio marito Paolo veniva dall’edilizia e io avevo 24 anni e tanto entusiasmo. Così abbiamo acquistato 30 ettari di terreno e siamo diventati agricoltori. Una parte delle strutture c’era, un’altra l’abbiamo ampliata. Ci siamo immersi in un mondo a noi totalmente sconosciuto e, poco a poco, siamo riusciti a dare vita
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a questa attività che ci da tanta soddisfazione”. Un posto bellissimo e unico che offre praticamente tutto. I cottage, ampi accoglienti e arredati con gusto, sono dotati ingresso indipendente, cosi da garantire indipendenza e privacy. La piscina è incorniciata dal verde e un centro equitazione offre agli ospiti corsi e passeggiate a cavallo. Ma non solo. La fattoria didattica accoglie famiglie e classi scolastiche, il ristorante propone piatti della cucina tradizionale: specialità di carne e salumi preparati con i maiali di cinta senese provenienti dall’allevamento aziendale, formaggi e torte artigianali; c’è anche un punto vendita dei prodotti
aziendali. “Iniziare l’allevamento dei maiali di cinta senese - sottolinea Fabiola - è stata una grande sfida, un impegno gravoso, che ora ci ha ripagato in pieno. È diventato il tratto distintivo della nostra azienda agricola e della cucina del ristorante, in cui serviamo buonissimi salumi e carni di alta qualità. Siamo molto attenti a tutta la nostra attività: il cibo che offriamo è di nostra produzione o frutto di meticolosa ricerca su quanto di meglio offre la produzione locale, perché crediamo nel legame con il territorio e puntiamo alla qualità”. L’agriturismo La Cerra ha anche un uliveto da cui si ricava un ottimo olio extravergine. Una vera oasi a contatto con la natura a pochi chilometri da Roma, dove
passare una vacanza all’insegna della serenità e della buona cucina. Per i più piccoli funziona un mini club con tanti giochi. È anche possibile organizzare escursioni attraverso sentieri naturalistici allestiti dal CAI e percorsi in mountain bike. Ogni dettaglio è curatissimo e la struttura ospita animali di piccola taglia e dispone di sale e ampi spazi all’aperto per matrimoni ed eventi. “La pandemia - rimarca l’imprenditrice - ci ha danneggiato moltissimo. Abbiamo letteralmente perso due anni, perché i due mesi di lavoro dell’estate scorsa certamente non sono riusciti a compensare i lunghi periodi di inattività. Fortunatamente non abbiamo debiti e riusciamo ancora ad andare avanti.
Siamo aperti per pernottamenti, ma la nostra utenza è fatta da romani e turisti. Grazie ai motori di ricerca avevamo tantissimi ospiti stranieri: oltre che dall’Europa, anche dagli Usa, dall’Australia, dalla Russia e da Israele. Con il Covid ci siamo attrezzati per il delivery di piatti pronti, olio, salumi e ortaggi. LA CERRA L’impegno non è mai mancato e aspettiamo fiduciosi di ripartire”. Progetti futuri? “Continuare a fare crescere il nostro agriturismo apportando innovazioni capaci di accentuare la nostra unicità. Abbiamo una cornice naturale stupenda, un territorio ricco di uliveti, cipressi e querce e stiamo pensando Strada di San Gregorio da Sassola, Km 6.800 Tivoli (Roma) - conclude Fabiola de Micheli - di Tel: 0774411671 – Cell: 3498260639 arricchire la nostra offerta anche E-mail: info@agriturismolacerra.com con un centro benessere”. APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 61
VINO
di Gabriella Bechi
TALENTO PERI MB PAS DOSÉ
L’eccellenza della spumantistica
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metà strada tra la città di Brescia e il Lago di Garda sorge Castenedolo, una collina di origine morenica, formatasi nel periodo quaternario, dopo la glaciazione. Tra il 1600 e il 1800 la località veniva scelta come residenza estiva dalle famiglie più nobili della città, che vi costruivano palazzi e mettevano a reddito la campagna circostante creando preziosi vigneti e belle cantine. Uno di questi palazzi venne comprato nel 1946 da Graziella e Adriano Peri, nonni di Andrea, che decisero di non disperdere questa tradizione continuando a produrre vino con una logica di autoconsumo. Già dai primi anni i vini bianchi e rossi della famiglia Peri iniziarono a guadagnare consenso ed apprezzamenti ed anche il figlio Mario, in seguito sapientemente supportato dalla moglie Maria Bigogno, iniziò a dimostrare una certa passione verso la vigna e la cantina. Fino a quando, nel 1972 i
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due decisero di iniziare ad imbottigliare le selezioni del vino migliore, che fino a quel momento era commercializzato solo sfuso al dettaglio, facendo nascere alcune etichette ancora oggi prodotte con passione dalla famiglia Peri: il Gobbo ed il Rio Vallone. Otto anni più tardi, nel 1980, la scelta di testare la produzione di metodo classico (allora metodo champenoise) come da pochi anni veniva fatto anche nella vicina Franciacorta. Nel1980 si scelsero due tipologie: un brut ed un pas dosé, molto caro a Maria per il gusto deciso ed austero, ma decisamente troppo secco per il periodo storico. Per questo motivo dopo pochi anni si smise di produrre la tipologia del pas dosé tramutandola in un extra brut, un poco più morbido. Nel 2008 arriva in azienda Andrea, con alle spalle una laurea in Trade marketing, numerosi master e anni di specializzazione sulle dinamiche del mercato del vino e sull’internazionalizzazione, che dà un decisivo slancio alla crescita dell’azienda, che inizia ad internazionalizzarsi, facendo arrivare già dopo pochi anni i vini di Castenedolo in tre continenti.
Tre linee di prodotto e una quarta dedicata ai piaceri del fine pasto. Vini bianchi fragranti ed aromatici, vini rossi giovani e fruttati, vini rossi complessi e strutturati, spumanti Talento, vini passiti, grappa e brandy, tutti provenienti da vigneti in agricoltura biologica dal 2015, accomunati da progetti di sostenibilità (come “ETICO” di Amorim Cork, che mira a dare nuova vita al sughero utilizzato, non più in ambito alimentare, ma nel campo della bioedilizia e dell’isolamento acustico e termico) e dalla grande passione per il territorio, testimoniata da iniziative che abbracciano l’intera comunità, come il Museo del Vino e la Biblioteca. Tra gli spumanti spicca il “Peri MB”, la tipologia pas dosé, la cui produzione è stata ripresa nel 2012, contemporaneamente alla costruzione della nuova cantina, che porta le iniziali della mamma (Maria Bigogno), alla cui grande intuizione è stato dedicato. Da uve Chardonnay raccolte prematuramente, la fermentazione viene effettuata in botti di acciaio ad una temperatura tra i 18 e 22 gradi. La fase di spumatizzazione e di maturazione del vino già imbottigliato dura quattro anni. Colore giallo paglierino brillante, con perlage finissimo, persistente, quasi cremoso, al profumo è vivace, ricco e armonioso, con un gradevole sentore di lievito, con note di mandorla e frutta secca. Al gusto è secco, sapido e fresco. Perfetto con cruditè di mare e fritti in tempura. Da provare con la Mortadella di Bologna Igp.
RISTORANTE BADALUCCI A LUGANO (SVIZZERA)
Un assaggio di arte
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Lugano, nel Canton Ticino, principale centro urbano della Svizzera italiana che, per il suo mix di cultura, è molto vicina alla Lombardia, sorge il ristorante Badalucci - A Taste of Art, il luogo scelto dallo chef Marco Badalucci per aprire un posto tutto suo, che lo rappresentasse veramente. Classe 1977, proveniente dalla piccola isola Procida, in provincia di Napoli, svolge i suoi primi passi al ristorante Il Galeone, dove acquisisce l’amore e la passione per questo lavoro, che lo porteranno in molti ristoranti stellati tra cui Le Calandre di Padova (3 stelle Michelin) e il Gambero Rosso di Fulvio Pierangelini (2 stelle Michelin). La parola chiave del ristorante (segnalato per ‘Eccellenza e qualità’ dalla guida Michelin 2021) è ‘emozionare’. Le sale sono state progettate nei minimi dettagli per far sì che gli ospiti si sentano a proprio agio, in un ambiente sobrio e raffinato. Massima la cura per i dettagli: dai piccoli gesti, come la caraffatura dell’acqua in brocche di vetro soffiate artigianalmente in Italia, al servizio di piccoli snack di benvenuto, l’obiettivo è coccolare il cliente. I piatti seguono la stagionalità dei prodotti: il pesce, freschissimo, proveniente dal mercato di Milano, viene trattato con tecniche d’avanguardia per garantire la salubrità del prodotto, anche da mangiare crudo. Le carni arrivano per lo più dal mercato svizzero e un occhio di riguardo viene dato anche ai piatti vegeta-
riani e vegani, mai banali. Un intreccio tra i principi della cucina e l’evoluzione della tecnica. Un insieme di ricordi interpretati in chiave moderna, in cui l’animo antico emozionale traspare sempre e in cui si riscoprono le radici della propria terra. Guardare avanti è il futuro, ma il bagaglio culturale resta, quale fondamenta e forza inestinguibile. L’“essenza” sono crudi, lavorati con spezie e aromi: una combinazione in grado di dare vita a un’armonia per il palato, dove tutti i principi si intersecano, creando emozioni, come il Plateau di crudo con le sue salse; i Gamberi rossi impanati a crudo con sorbetto di mandorle e salsa al curry; la Tartare di manzo con gelato di ostriche e burrata. Quindi i “primordi e l’evoluzione”: i Conchiglioni Felicetti ripieni di ragù di capriolo con acciughe, cannella e MILLEFOGLIE DI SPIGOLA E FOIE GRAS
Con il “Peri MB pas dosé” dell’azienda Peri, lo chef Marco Badalucci consiglia Millefoglie di spigola e foie gras con insalatina di carciofi e gelée di aceto balsamico.
balsamella; i Ravioli di mortadella ticinese con crema di melanzane alla brace e scampi; i Tortelli di zucca allo zenzero con porcini e castagne. Segue “la pienezza e l’eleganza”: la Stratificazione di rombo e gamberi su crema di cipolle di Tropea all’anice stellato; il Maialino da latte cotto a bassa temperatura al profumo esotico con purée di patate all’olio siciliano; la Tagliata di cervo con crema di pistacchio, fragoline di bosco e pistacchi. Si finisce con le “coccole”, come la Rivisitazione buffa della cassata alla siciliana; il Babà scomposto al Rum con gelato al cioccolato o, in alternativa, la Selezione di formaggi. La cantina è in costante evoluzione. Lo chef, con il supporto dei suoi collaboratori, ha creato una carta vini di qualità dai prezzi per tutte le esigenze, che spazia da vini italiani, ticinesi e francesi, fino a qualche chicca proveniente dal mondo. E propone anche una selezione speciale, tra cui troviamo il Peri MB, che viene proposto personalizzato, con il logo del ristorante sull’etichetta. APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 63
BUONO A SAPERSI
di Anna Gagliardi
PRESENTATO A PALAZZO DELLA VALLE LIBRO SU GARDINI
Raul, il visionario
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a presentazione del libro di Mario Bonaccorso “L’uomo che inventò la bioeconomia - Raul Gardini e la nascita della chimica verde in Italia” (Edizioni Ambiente) Palazzo Della Valle è stata un’occasione di riflessione e approfondimento con ospiti di alto profilo e ha confermato la leadership intellettuale di Confagricoltura, in particolare su alcuni temi: la bioeconomia, appunto, ma anche il rapporto tra scienza e agricoltura, la sostenibilità, la relazione tra pubblico e privato, e, non ultimo, il coraggio di immaginare e costruire il futuro del settore. Il protagonista visionario è stato, l’8 aprile scorso, Raul Gardini, imprenditore e precursore incompreso del concetto di economia circolare, padre delle bioplastiche, lanciate da lui nel 1985, come ha ricordato Bonaccorso, intervistato dal giornalista Andrea Ducci. “Di fatto lui inventò la bioeconomia, - ha detto l’autore - senza magari usare questo termine, ma con una visione chiara di una produzione
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industriale sostenibile che cercò di declinare nell’attività d’impresa, avendo sempre presente che per competere occorre innovare”. Concetto che ispira la linea del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, e che sono nel DNA della stessa Confederazione, a cui si deve anche il merito di aver creato per prima la Federazione della bioeconomia. Attraverso l’avventura imprenditoriale di Raul Gardini è possibile leggere una fase storica dell’Italia, tutt’oggi in corso. Quella successiva al boom economico degli anni ’50 e oltre, che gli storici qualificano come recessione, e davanti alla quale il presidente del gruppo Ferruzzi non rinunciò a immaginare il futuro, proponendo la creazione di un polo della chimica italiana e grandi investimenti in ricerca e sviluppo di nuove tecnologie capaci di ridurre gli scarti. Una visione industriale che allora la politica e un pezzo di imprenditoria non colsero e in parte osteggiarono. Si è ricordato il progetto di Gardini pro
Giansanti, Ducci e Bonaccorso Giansanti
etanolo, intorno al quale esplosero tutte le contraddizioni interne al mondo economico e politico italiano. Anche se non vide la luce, quell’idea (all’epoca all’avanguardia) di produrre carburante con gli scarti e le eccedenze del mondo agricolo, è stata comunque uno dei temi su cui chimica e agricoltura hanno iniziato a confrontarsi, gettando le fondamenta per una collaborazione che non si è più fermata. “Erano anni in cui si parlava di riforma della PAC e si scontravano anche idee diverse di agricoltura - ha evidenziato Giansanti in risposta alla domanda sullo scetticismo dell’allora presidente confederale Stefano Wallner, che si scontrò con Gardini, associato di spicco di Confagricoltura, sul progetto etanolo - ma occorre precisare che anche Wallner si può considerare un visionario per tanti aspetti, e che ogni decisione va calata nel periodo storico in
LE LETTERE DAL FUTURO DEL SINDACO SALA
Il sindaco di Milano Beppe Sala ha scritto il libro illustrato per ragazzi, “Lettere dalle città del futuro” (DeAgostini). Raccoglie messaggi, sogni, aspirazioni, richieste dei giovanissimi che abitano già nel futuro, che pensano al futuro, che spingono i loro genitori ed i governanti a pensare al futuro. Le illustrazioni sono di Andrea Cavallini (alias drBestia). I contributi raccolti - di giovani visionari, fantasiosi e sensibili - hanno molto da insegnarci e da ammonirci. C’è Gabriella, che fa la terza media ed è stata eletta ‘sindaca del futuro’ di Roma, con un programma che prevede realizzazione di piste ciclabili dalla città alla campagna, piantumazione di alberi, eliminazione effettiva di barriere architettoniche. C’è Yvonne che ricorda quanto siano importanti gli alberi che producono ossigeno, puliscono l’aria, prevengono le frane. Sul sito della casa editrice i giovani lettori trovano poi mini-giochi, test e infografiche interattive per continuare a scoprire come stanno cambiando le città e come ciascuno può contribuire al cambiamento, già oggi. (G. M.) 64 | MONDO AGRICOLO | APRILE 2021
cui si opera”. “Oggi - ha precisato Giansanti - abbiamo voluto dare un segnale, perché la nostra Organizzazione sa che questo è uno stimolo a confrontarsi sulle idee. Wallner aveva validi motivi per sostenere le sue affermazioni; oggi non osteggerei il progetto di Gardini perché abbiamo gli strumenti e i mezzi per farlo. Bisogna tuttavia riconoscere a Confagricoltura di aver saputo accompagnare le quattro rivoluzioni: genetica, meccanica, chimica e ora quella digitale e tecnologica, per portare l’agricoltura ad essere più produttiva e ambientalmente ancora più sostenibile. Dobbiamo confrontarci con gli effetti del cambiamento climatico non solo difendendoci, ma proiettandoci verso una nuova alba, portando avanti i temi dell’ambiente, della terra e delle produzioni. Il futuro dell’agricoltura si decide proprio in questi anni”. Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison, che
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all’epoca fu chiamato da Gardini in Montedison per fondare il centro di ricerche sulle bioplastiche, ha sottolineato proprio l’approccio ambientalista del manager ravennate, ricordando, tra l’altro, un passaggio dell’intervento all’Università della Sorbona del 1987, in cui Gardini dichiarò di aspirare ad essere ricordato come colui che era riuscito a bonificare la chimica. Proprio come il padre, Ivan, celebrato per le bonifiche di vaste zone paludose della Penisola (in particolare quelle di Ravenna). Un visionario con i piedi ben piantati per terra, insomma, che all’epoca si scontrò con l’Italia in cui pubblico e privato erano in contrapposizione. “Oggi - ha aggiunto il professor Amedeo Lepore, dell’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ - non c’è più questo conflitto e Gardini avrebbe sicuramente trovato un modello di dialogo. Il Covid - ha aggiunto - ci pone davanti nuovi equilibri
per i quali l’Italia deve mettere in moto paradigmi diversi rispetto al passato, avviando un’innovazione di sistema”. “I tempi - ha aggiunto Fortis - sono maturi per una revisione storica della figura dell’imprenditore e del Gruppo Ferruzzi, che era una realtà del mondo, più che prettamente italiana: Gardini arrivava dal mondo ed era un convinto europeista”. La sua lezione conserva quindi tutto il suo valore in questo momento in cui il Paese si misura con la propria capacità di progettare e candidare proposte di rilancio post pandemia. Il Recovery Fund prevede che il 37% delle risorse sia destinato alla costruzione di un’economia europea sostenibile. “Riflettiamo sul nostro futuro - ha concluso Giansanti -. Solo con un patto con il legislatore possiamo lasciare un segno, perché ben vengano le persone che hanno una visione, ma per portarla avanti serve l’aiuto di tutti”.
PER NON DIMENTICARE FALCONE E BORSELLINO
Per la Giornata nazionale della legalità (23 maggio) Bellamoréa (il duo dei fratelli siciliani Bunetto) propone il videoclip del brano “Nun c’è chi diri”, omaggio canoro a tutti gli eroi vittime di mafie, in particolare ai due magistrati simbolo della lotta alla criminalità, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; sono l’emblema di chi si è sacrificato per la giustizia e ha lottato per i forti valori del vivere civile. Nel video anche il noto attore Tony Sperandeo con un’intensa interpretazione di versi inediti: “Lascia che faccia giorno, Sicilia, non disperare/ Lascia che faccia giorno, Sicilia, non ti nascondere/ di questi figli santi, tu hai l’onore di poterti vantare”. Il filmato si apre con le immagini della strage di Capaci e i cantanti interpretano il brano proprio davanti al monumento commemorativo posizionato dove avvenne l’attentato mortale a Falcone. La musica è suonata dalla grande orchestra diretta dal maestro Francesco Cultreri. “Nun c’è chi diri”, cantato in dialetto siciliano, è un brano intenso, maestoso e ispirato. Per non dimenticare. (G. M.) APRILE 2021 | MONDO AGRICOLO | 65
CAMPI SONORI
di Gaetano Menna
L’ATTORE-CROONER GREG
Swing senza tempo
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illo e Greg sono l’affiatata coppia della risata. Greg (Claudio Gregori all’anagrafe) ed il maestro Massimo Pirone sono l’altrettanto affiatata coppia dello swing. Greg - tolti gli abiti dell’attore comico e indossato lo smoking - con Pirone e The Fatbones (collaudato sestetto con corposa sezione tromboni) realizza l’album di atmosfera “A Swingin’ Affaire” (prodotto da Francesco Comunale per Highlights). Un disco godibilissimo che ci riporta alle grandi orchestre jazz degli anni 30-40 del Sound & smoking secolo scorso di Glenn Miller, Jim- Carrellata dei più noti my Dorsey, Gorni Kramer. Greg “standard” jazz
LA SERPE D’ORO
Boccaccio e Jannacci
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i intitola Il pane e la sassata (L’amore... è come l’ellera?), l’intenso e suggestivo nuovo disco del gruppo folk toscano “La Serpe d’Oro”. Il pane e la sassata è un’espressione piuttosto enigmatica che sta a significare ‘o bene bene, o male male’. E così, nel gioco degli opposti che si incontrano, scorrono canzoni attinte dal repertorio popolare toscano ad altre che sottolineano la dimensione autorale del gruppo: da “Amor la vaga luce” (testo tratto dal Decamerone di Boccaccio) a ‘Marassi Blues’ (‘Folsom Prison Blues’ di Johnny Cash, reinventata dalla Serpe); da ‘Sfiorisci bel fiore’ di Enzo Jannacci a ‘Giga di Arcidosso’ e ‘Taranteretike’, strumentali composti da Igor Vazzaz. Altrettanto significativo l’esperimento di ‘Sotto il ponte della Sieve’ (la registrazione originaria di 70 minuti è stata frazionata ed intervallata con gli altri brani), che finisce per essere la suite portante dell’intero album. La Toscana che ti aspetti ed il suo contrario, con “una commistione - come sottolinea Vazzaz - di suoni acustici ed elettrici, per sottrarsi a qualsiasi dimensione bucolica, illustrativa, cartolinesca”.
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con voce calda e suadente - da crooner del calibro di Frank Sinatra, Dean Martin, Nat King Cole propone il repertorio dei più noti “standard” jazz. La sezione fiati, le sonorità vintage dell’hammond e la voce coinvolgente di Greg, fanno diventare questo disco un viaggio al di fuori del tempo. C’è anche l’omaggio ai Beatles (con un’imperdibile versione swing di “Something”) e la particolarità che alcuni dei “classici” dello swing sono cantati in italiano (su liriche originali dello stesso Greg). L’impeccabile crooner romano ed i suoi compagni sono la premiata ditta dei “senza”: il loro è un disco senza additivi, senza stravolgimenti, senza stress. Le canzoni proposte sono impresse nella memoria, sono patrimonio dell’umanità.
Onde di emozioni Premiamo il tasto play e le onde marine e sonore ci avvolgono e coinvolgono. Sono quelle del particolare album “Piccole Onde” (Dodicilune) di Matteo Benedetti. Quattordici composizioni che pescano a piene mani da chôro, samba, jazz, fusion e musica classica e che trovano completa realizzazione nell’interazione tra il pianoforte del leader, il flauto traverso di Sarah Rulli e le percussioni di Davide Bernaro. Registrato live in studio, il CD è un affascinante progetto di jazz acustico, con i tre musicisti che alternano lavoro di sezione, a momenti solistici. C’è un trilogo continuo che restituisce all’ascoltatore ogni sfumatura delle composizioni, in un flusso esecutivo ricco di dinamiche e interplay. In evidenza l’affiatamento, la sinergia, l’intensità, la grande capacità interpretativa, l’effervescente inventiva espressi; il tutto esaltato da un repertorio trasversale, ma pienamente nelle corde dei tre artisti. All’ascolto scaturiscono davvero onde di emozioni.
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