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Transizione ecologica L’agricoltura al centro dello sviluppo sostenibile e innovativo del Paese Anno LXXII - n. 3 - MARZO 2021 - TAR. R.o.c. - Poste Italiane spa - Periodico di Tecnica, Economia e Politica Agraria - 1 copia euro 3 Autorizz. Trib. di Roma n. 1662 del 22/06/1950 - Editrice Confagri Consult - 00186 Roma - Corso Vittorio Emanuele II, 101
La
collaborazione, il motore
per accelerare
l’innovazione
In Syngenta crediamo che la collaborazione sia lo strumento più potente per portare l’innovazione nelle mani di tutti. Siamo da sempre impegnati a costruire una fitta rete di accordi con tutti i partner della filiera agroalimentare per generare un impatto migliore sulla vita di milioni di agricoltori e per rendere l’agricoltura più resiliente, più sicura e più sostenibile. Perché noi sappiamo che solo uniti si va più lontano.
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L’ E D I T O R I A L E nnn
La via della sostenibilità
C
on 750 mila imprese attive, che danno lavoro a circa 1 milione di addetti, e con un valore della produzione di 53 miliardi di euro, l’agricoltura è un settore portante della nostra economia. Ed è la base della filiera agroalimentare, l’industria principale del Paese, il cui fatturato costituisce circa il 15% del PIL. Nel 2020, durante l’emergenza provocata dalla pandemia, l’agricoltura ha svolto un ruolo fondamentale per la tenuta del Paese. Anche nei periodi di massimo rischio sanitario e di lockdown le imprese agricole non hanno mai interrotto le attività, hanno mantenuto la continuità produttiva e assicurato l’approvvigionamento del Paese, garantendo alti livelli di sicurezza per i lavoratori e per i consumatori. Con la sua crescita ha contribuito in modo significativo a mitigare la recessione ed ora si appresta a offrire un apporto determinante alla ripresa. E lo fa proprio grazie al suo approccio sostenibile, come dimostra il rapporto elaborato da Innovation Team per il nostro Progetto AGRIcoltura 100, realizzato in collaborazione con Reale Mutua, di cui si dà ampio riscontro sulle pagine di questo numero di Mondo Agricolo. Se è vero che il 48,1% delle imprese ha un livello di sostenibilità alto o medio-alto, che dalla maggior parte di esse è considerata una priorità aziendale e che c’è una convinzione diffusa che si imporrà come fattore di successo, dobbiamo allontanare una volta per tutte schemi ideologici e pregiudizi che pongono l’agricoltura sul banco degli imputati del dissesto idrogeologico e ambientale, delle emissioni, dei cambiamenti climatici. È ovvio che ci siano ancora ampi margini di miglioramento verso modelli di produzione e di consumo capaci di correggere gli squilibri sociali e ambientali ancora in essere. L’agricoltura è pronta a fare la propria parte e soprattutto lo sono gli agricoltori italiani, tra i più virtuosi in Europa, che da tempo hanno intrapreso la strada dell’innovazione tecnologica, digitale e genetica, con la convinzione che solo con il supporto della scienza e della ricerca, si possa intraprendere la via della sostenibilità. Che non ha niente a che vedere con l’immobilismo, o peggio con la decrescita, né tantomeno con lo sviluppo di nuovi modelli di business alimentari che non siano basati sul sistema primario. Un approccio scientifico, basato su dati reali e sulle potenzialità del sistema agroalimentare italiano: questo ci aspettiamo dal nuovo ministero della Transizione ecologica Massimiliano Giansanti MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 3
SOMMARIO L’EDITORIALE La via della sostenibilità Massimiliano Giansanti................. 3
NOVITÀ IN CAMPO Pesci senza rete Elisabetta Tufarelli.....................
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APERTURA FATTI Il decalogo della ripartenza Gabriella Bechi ........................... 6
Pomodoro preciso Gabriella Bechi.........................
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Il seme della collaborazione C.S. ......................................
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Nutrizione vegetale Gaetano Menna.........................
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SPECIALE COLTURE PROTETTE Disegnare il futuro Elisabetta Tufarelli.....................
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Dentro il tunnel Elisabetta Tufarelli.....................
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(Foto Croisy/Pixabay)
Direttore responsabile Gabriella Bechi Coordinatore responsabile Gaetano Menna Editrice Confagri Consult
Presidente Diana Theodoli Pallini
La pace commerciale G.B. ....... ................................. 8 FOCUS AGRI100 AGRIprogresso Gabriella Bechi.........................
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Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II 101, 00186 Roma Tel. +39.06.6852329 mondo.agricolo@confagricoltura.it Abbonamento annuo Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n. 33755000 Intestato a: Confagri Consult - Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950 ROC 34051 del 24/03/2020 Pubblicità
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Misuriamo la sostenibilità G.B. ....... ...............................
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PRIMO PIANO INIZIATIVE Confronto sul lavoro Elisabetta Tufarelli.....................
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La cultura della finanza Raffaele Cirone.........................
Rubriche Centro Studi Embargo Russia.. . . . . . 28
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ATTUALITÀ EUROPA Restart agrifood E.T. ......................................
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La salute del suolo Paola Castello...........................
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Digital Biofach F.B. ....... ...............................
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EPS Referendum sulla caccia?.. . . . . 48 Organizzazione Bosco sostenibile. . . 50 Campi Rosa Comunicare l’impresa. . . 52 Anga Next generation farming.. . . . . . . 53 Enapra Agricoltura 4.0. . . . . . . . . . . . . 56 Agriturismo Il sapore della luna. . . . 60
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APER T UR A FAT T I
Confagricoltura ha presentato al governo un documento di proposte per il rilancio dell’agrolimentare
Il decalogo della riparten
di Gabriella Bechi
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l governo Draghi si insediato, completando la squadra di governo con la nomina dei sottosegretari, e si appresta ora ad avviare le riforme programmatiche annunciate e a portare a termine quelli che sono i compiti più ardui: sconfiggere la pandemia con un’imponente campagna di vaccinazioni; ridefinire e presentare entro i tempi stabiliti il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Le riforme annunciate si basano sul presupposto che esse siano strutturali e vadano ad incidere in maniera sostanziale sul tessuto socio-economico, per avviare una profonda fase di rilancio. E di riforme strutturali ha bisogno anche il comparto agricolo, considerando il contributo che esso dà alla crescita del Paese, come dimostrato più volte nel corso della storia moderna, ed ora più che mai, in presenza della pandemia. L’Italia dispone di un avanzato sistema agroalimentare, che dà lavoro a più di tre milioni di persone (di cui un milione in agricoltura) e genera un giro annuale d’affari di 540 miliardi di euro. Abbiamo raggiunto quasi i 50 miliardi di euro di export, ma siamo ancora lontani dai livelli dell’O-
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landa e della Germania. Inoltre, l’agricoltura rappresenta 33 miliardi di valore aggiunto ed il 75% dei prodotti che consumiamo è fatto in Italia. L’obiettivo per i prossimi anni è quello di raggiungere l’autosufficienza alimentare per una completa sovranità, che permetterà all’Italia di competere con gli altri Paesi in termini di quote di mercato. Basterebbe un incremento del 25% della produzione per aumentare il valore della filiera di quasi 150 miliardi di euro. Con una nuova stagione di investimenti e di reale attenzione alle imprese che producono per il mercato ed aperte alle innovazioni possiamo tagliare traguardi ancora più avanzati, a vantaggio della crescita economica del Paese, della coesione sociale, della salvaguardia del patrimonio ambientale. Non si tratta di visioni utopiche, ma occorre definire una strategia chiara di riforme strutturali ben precise, con obiettivi di crescita comune. A tale proposito
Confagricoltura ha presentato al governo Draghi un documento di proposte per il rilancio dell’agrolimentare, articolato su dieci punti. 1. Ristrutturare le filiere per renderle più produttive e competitive, con elevati standard ambientali, di sicurezza e di qualità, favorendo l’aggregazione aziendale. 2. Mettere a disposizione delle imprese infrastrutture logistiche per ridurre i costi derivanti dal trasporto delle merci ed il conseguente carico ambientale. Ma anche un sistema di infrastrutture tecnologiche e digitali, mettendo al centro dello sviluppo la ricerca e l’innovazione, ma anche la formazione e la diffusione della conoscenza. 3. Riformare la pubblica amministrazione in modo da garantire sistemi di comunicazione ed interscambio snelli, che alleggeriscano gli oneri burocratici per le imprese. 4. Estendere e rafforzare la capacità multifunzionale dell’agricol-
Serve una nuova stagione di investimenti e di reale attenzione alle imprese
za
tura, rendendo il settore protagonista della transizione ecologica ed energetica. 5. In linea con le proposte della Commissione nell’ambito del Green Deal, ridurre nei prossimi anni l’utilizzo della chimica, senza dimenticare il ruolo che l’agricoltura
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svolge nella tutela dell’ambiente, destinando maggiore attenzione alle risorse boschive e forestali. 6. Far leva sulla consapevolezza dei consumatori, indirizzandoli verso scelte basate sulla qualità delle nostre produzioni alimentari e non definite da algoritmi, con-
trastando sistemi di etichettatura che penalizzano ingiustamente la dieta mediterranea. 7. In vista della definizione della prossima Politica Agricola Comune lavorare per assicurare all’agricoltura un budget adeguato, per evitare la perdita della competitività sui mercati a discapito di realtà produttive extraeuropee che non sono sottoposte a normative stringenti in termini di lavoro, sicurezza e salubrità alimentare. 8. Definire standard comuni a livello europeo sia nell’utilizzo di input, sia nei processi di trasformazione, che dovranno anche riguardare la remunerazione delle imprese e a cascata dei lavoratori, per evitare sperequazioni tra i Paesi. 9. Affermare le condizioni di reciprocità negli accordi bilaterali. Il modello produttivo europeo rispettoso del lavoro, dell’ambiente, delle risorse naturali e della biodiversità deve diventare un punto di riferimento a livello globale. 10. Rilanciare il sistema multilaterale per la gestione degli scambi commerciali, con una profonda riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio. nnn
GIURAMENTO SOTTOSEGRETARI MIPAAF
Mario Draghi e Francesco Battiston
Gian Marco Centinaio
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APER T UR A FAT T I
La pace commerciale
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L’Unione europea sospende i dazi per gli Stati Uniti
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l 5 marzo la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha annunciato la sospensione per quattro mesi dei dazi Stati Uniti - Europa relativi al contenzioso Airbus - Boeing. “Un atto di estrema importanza - ha commentato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti - che permette all’economia europea e anche al settore agroalimentare, di tirare un sospiro di sollievo in un momento particolarmente difficile come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia”. L’annuncio segue l’accordo del giorno precedente tra Usa e Regno Unito e lo ricalca nelle modalità. Gli Stati Uniti hanno, infatti, sospeso per quattro mesi, in attesa di trovare una soluzione definitiva, i dazi aggiuntivi sulle importazioni dal Regno Unito, tra cui il whisky scozzese e alcuni formaggi tipici, applicati nel quadro della controversia sugli aiuti pubblici ai gruppi Airbus e Boeing. Ciò a seguito del recesso, dal 1° gennaio scorso, a tutti gli effetti, del Regno Unito dalla UE, che ha permesso al governo di Londra di sospendere le
tariffe doganali sulle importazioni dagli Stati Uniti, in linea con l’autorizzazione accordata dal WTO. “Alla luce dell’intesa raggiunta tra Stati Uniti e Regno Unito - ha rimarcato Giansanti - abbiamo nuovamente sollecitato la Commissione europea a intensificare le iniziative per raggiungere un accordo che consenta di eliminare i dazi aggiuntivi USA sulle esportazioni di prodotti agroalimentari italiani ed europei e a porre fine ad una controversia che risale addirittura al 2004 e che coinvolge in modo assolutamente ingiustificato il settore agroalimentare”. Ricordiamo che il contenzioso Airbus-Boeing nasce quando alla Casa Bianca c’era Geoge W. Bush. Europei e americani si sono reciprocamente accusati di aver aiutato i propri colossi aeronautici con sussidi pubblici. Il WTO ha dato ragione - e quindi torto - a tutti e due. Il risultato è che sia Washington sia Bruxelles si sono sentiti legittimati a scatenare rappresaglie che hanno colpito sotto la forma di dazi un ventaglio di prodotti che vanno ben oltre l’aeronautica. I dazi aggiuntivi Usa sulle importazioni agroalimentari dalla UE,
Confagri sollecita accordo a difesa dell’agroalimentare europeo e italiano pari al 25%, sono in vigore dall’ottobre 2019, per un controvalore di poco inferiore a 7 miliardi di euro. Per quanto riguarda il Made in Italy, sono colpiti alcuni formaggi - tra cui Parmigiano Reggiano e Grana Padano - salumi, agrumi, succhi e liquori, per un controvalore di circa 500 milioni di euro. Gli Stati Uniti sono il primo mercato di sbocco fuori dalla UE per i prodotti agroalimentari italiani, con un fatturato annuale che sfiora 5 miliardi di euro. Oltre il 12% dell’export agroalimentare dell’Unione è destinato al mercato Usa, mentre le importazioni di settore incidono per l’8% sul totale dell’export di settore statunitense. Gli ultimi dati della Commissione UE indicano che l’interscambio commerciale bilaterale è sensibilmente diminuito, circa 1,2 miliardi di euro, da gennaio ad agosto dello scorso anno sullo stesso periodo del 2019. “Con l’elezione del presidente Biden - ha dichiarato il presidente di Confagricoltura - ci sono le condizioni per chiudere la controversia e iniziare un dialogo costruttivo sulle relazioni commerciali tra Unione europea e Stati Uniti d’America, superando definitivamente la stagione dei dazi e delle misure di ritorsione e rilanciando la gestione su base multilaterale degli scambi commerciali”. I quattro mesi di sospensione devono ora servire a trovare un accordo definitivo. E questo verrà cercato nella sede multilaterale della WTO, un organismo che era stato boicottato dalla presidenza Trump, con l’auspicio che si apra un nuovo capitolo all’insegna dell’armonia atlantica e del multilateralismo. (G. B.) nnn MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 9
FOCUS
AGRIcoltura100 lanciato da Confagri e Reale Mutua. Promuove il valore della sostenibilità e supporta l’impegno delle imprese agricole di Gabriella Bechi
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VEDI LO STREAMING
A
giugno dello scorso anno, appena fuori dalla prima ondata dell’epidemia Covid 19, Confagricoltura e Reale Mutua lanciavano AGRicoltura100, con l’obiettivo di promuovere il contributo dell’agricoltura alla crescita sostenibile e al rilancio del Paese; supportando al tempo stesso l’impegno delle imprese per essere più competitive e più capaci di rispondere alle attese dei consumatori, migliorare l’impatto sociale e ambientale, innovare i processi produttivi e realizzare iniziative più performanti. Non esiste un modello unico di sostenibilità: le aziende agricole sono molto differenti per comparti, dimensioni, specializzazioni, contesti locali e sfide da affrontare. AGRIcoltura100 tiene conto di tutto questo e, a tal fine, predispone un’indagine annuale per misurare il grado di sostenibilità delle imprese, in tutte le possibili declinazioni. Il 4 marzo sono state premiate, nel corso di un evento on line, le tre imprese agricole che meglio hanno saputo adottare soluzioni o promuovere iniziative finaliz10 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2021
AGRIpr
AGRIcoltura100 premia le imprese, valorizzando i miglioramenti introdotti
ogresso
zate a migliorare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica della propria attività e della comunità in cui operano; altre sei hanno ricevuto una menzione speciale. All’incontro, moderato dal vicedirettore di Radio24. Il Sole 24 Ore Sebastiano Barisoni, ha portato il suo saluto con un video messaggio, il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, che ha ricordato il ruolo essenziale svolto dall’agricoltura per la tenuta socio-economica del Paese durante la pandemia. “Dobbiamo dare per certo - ha detto - il percorso di sostenibilità che tutte le attività produttive devono intraprendere nei prossimi anni. Per questo il governo ha creato il nuovo ministero per la Transizione ecologica che dovrà guidare questa fase”. “Abbiamo davanti sfide importanti - ha proseguito - a cominciare dalla revisione della Pac, per la quale dobbiamo al più presto definire la strategia nazionale. Poi c’è il grande tema dell’innovazione, al cui sviluppo mi prendo il merito di aver contribuito nel precedente governo con le misure di agricoltura 4.0. Ma che significa anche tecnologie di frontiera, blockchain, sensoristica, agricoltura di precisione, che dovranno arrivare anche alla più piccola delle aziende agricole. Quindi la difesa del made in Italy dalle imitazioni e da sistemi di etichettatura fuorvianti come il Nutriscore. Sfide che vinceremo insieme, senza mai dimenticare che l’agroalimentare è il primo settore produttivo del nostro Paese”. Quindi Enea Dallaglio, amministratore delegato di Innovation Team ha illustrato brevemente il Rapporto ‘AGRIcoltura 100 2020’ (v.pag. 15, ndr). MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 11
FOCUS
“Nel corso degli anni è passato un messaggio non corretto sull’agricoltura e sul suo contributo all’economia e alla difesa dell’ambiente - ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti -. Noi agricoltori viviamo di fertilità dei terreni e di buone condizioni di produzione e siamo dunque i primi diretti interessati a dare un contributo alla sostenibilità”. Giansanti ha ricordato che ogni agricoltore ha tre parole d’ordine: innovazione, sostenibilità e competitività. La sintesi si traduce in progresso per l’impresa e per l’Italia tutta. Perché troppo spesso si dimentica che l’agroalimentare contribuisce per 540 miliardi di euro al Pil nazionale e che rappresenta lo scheletro che consente al Paese di mantenere il suo equilibrio. Un messaggio, questo, che deve essere trasferito al consumatore. “Dobbiamo far capire al consumatore che gli agricoltori fanno sostenibilità ambientale, sociale ed economica - ha proseguito -. Che son pronti ad affrontare, grazie anche al contributo fondamentale della scienza e della ricerca, le prossime sfide, che vanno dal produrre cibo per una popolazione mondiale in conti-
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Far emergere il valore del settore attraverso le esperienze delle imprese nuo aumento, alla sempre maggiore attenzione alla qualità, alla salute, allo sviluppo delle energie rinnovabili. Tenendo sempre la barra ferma sul nostro modello agricolo e sul valore della produzione primaria contro tentativi sempre più pressanti di fare attività di business sui processi alimentari, demonizzando i nostri prodotti a vantaggio di altri fatti in laboratorio e inducendo il consumatore a fare scelte sbagliate”. “Nella sostenibilità affondiamo le nostre radici - ha evidenziato il direttore generale di Reale Mutua Luca Filippone -. Siamo nati nel 1928 per assicurare contro i pericoli dell’epoca: gli incendi nelle città ed i rischi nelle campagne. Abbiamo dunque una tradizione storica che ci lega al mondo agricolo e anche a Confagricoltura. E poi siamo una mutua e il nostro obiettivo non è la massimizzazione del profitto, ma la sua restituzione alla comunità. Con il progetto AGRIcoltura 100
abbiamo voluto lanciare una sfida: dimostrare che l’agricoltura è già sostenibile, che lo sarà sempre di più e che questa è la direzione giusta verso cui andare. Le aziende che oggi premiamo dimostrano quanto questa sensibilità sia diffusa, quanto l’agricoltura sia in grado di innovare, di creare occupazione, di dare, dunque, una spinta importante alla ripresa del Paese”. Quindi la parola ad un agricoltore, Vittorio Amedeo Viora, vicepresidente dell’Accademia di Agricoltura di Torino e componente del board di Reale Mutua. “La sostenibilità deve essere un credo per un imprenditore agricolo - ha spiegato - ma non bisogna dimenticare che non vi può essere sostenibilità ambientale e sociale senza quella economica. L’Italia ha tutte le carte in regola per portare avanti un grande progetto basato sul made in Italy, sulle nostre numerosissime produzione a denominazione d’origine, sul patrimonio enogastronomico, sul paesaggio, sulla cultura, sul turismo. Un insieme di fattori che ruotano intorno all’agricoltura e che rendono unico il nostro Paese”. nnn
Dai dati acquisiti emerge che il 48% delle imprese ha elevati comportamenti virtuosi
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ono 1.850 le imprese agricole di tutti i comparti produttivi e di tutte le regioni d’Italia che hanno partecipato nel 2020 alla prima edizione di AGRIcoltura100, il progetto avviato da Confagricoltura e Reale Mutua con l’obiettivo di rilevare la sostenibilità delle imprese agricole e monitorarne l’evoluzione nei prossimi anni. L’indagine e l’analisi sono state affidate a Innovation Team, società di ricerca del Gruppo Cerved. Sulla base dei dati raccolti è stato attribuito a ogni partecipante l’Indice AGRIcoltura100, che misura il livello di sostenibilità dell’impresa agricola. Le imprese con un livello di sostenibilità elevato, ovvero con un indice superiore a 30, sono il 17,8%. Nell’universo dell’agricoltura italiana corrispondono a 130.000 imprese sulle 715.000 censite da Unioncamere. Le aziende con un livello di sostenibilità medio-alto, con indice compreso tra 20 e 30, sono il 30,3%. Il gruppo più numeroso, pari al 34,8%, è costituito dalle imprese con un livello di sostenibilità medio (indice tra 10 e 20). Infine, quelle che muovono i primi passi nell’orientamento alla sostenibilità (indice infe-
Misuriamo la sostenibilità riore a 10) sono il 17%. Nell’insieme il 48,1% delle imprese ha un livello di sostenibilità alto o medio-alto. Non emergono grandi differenze tra le aree geografiche e le attività produttive. Certamente la dimensione aziendale è un fattore differenziante: l’80% delle imprese più grandi, con oltre 20 addetti, ha un livello alto e medio-alto di sostenibilità. Ma l’impegno per la sostenibilità caratterizza le imprese agricole di tutte le fasce dimensionali, ed anche tra le più piccole, con meno di 5 addetti, più di un terzo (34,2%) raggiunge il livello alto e medio-alto. Il modello di analisi di AGRIcoltura100 elabora i dati di 234 variabili e produce per ogni azienda 17 indici per altrettanti ambiti di sostenibilità, raggruppati in 4 aree: E (Environment) - Sostenibilità ambientale; S
(Social) - Sostenibilità sociale; G (Gestione) - Gestione dei rischi e delle relazioni; D (Development) - Qualità dello sviluppo. L’area della sostenibilità ambientale è quella in cui si registra il maggiore impegno delle imprese agricole. Quasi tutte (97,9%) attuano almeno una iniziativa finalizzata a migliorare l’efficienza nell’utilizzo delle risorse acqua, suolo, energia. Molto rilevante è l’uso di procedure e tecniche per garantire la qualità del prodotto e la salute alimentare (88,4% di imprese attive) e per la gestione del rischio idrogeologico (56,8%). Anche l’area della sostenibilità sociale vede un impegno significativo delle imprese agricole, soprattutto in due ambiti: la valorizzazione del capitale umano (67,5%) e la sicurezza del lavoro (66,6%). Nell’area della gestioMARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 13
FOCUS
Certificato AGRIcoltura100 per comunicare pubblicamente l’impegno nella sostenibilità ne dei rischi e delle relazioni l’ambito con il tasso di iniziativa più rilevante è quello della gestione dei rischi, con il 74,9% di imprese attive. Seguono i rapporti con la comunità locale (60,9%) e i rapporti di rete e di filiera (56,8%). Tre sono gli ambiti che caratterizzano il profilo economico e di business delle imprese agricole che definiscono la qualità dello sviluppo, l’area D (Development) nel modello AGRIcoltura100: qualità dell’occupazione (con riferimento al lavoro continuativo, femminile e giovanile); competitività (multifunzionalità, scala di attività, sistema distributivo); innovazione. Dallo studio emerge una forte correlazione tra il livello di qualità dello sviluppo delle imprese e quello di sostenibilità. Le imprese del livello alto di qualità 14 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2021
dello sviluppo sono l’8,7% del totale e il 32,2% del livello alto di sostenibilità. Quelle dei livelli alto e medio-alto di qualità dello sviluppo sono il 38,8% del totale e l’82,4% del livello alto di sostenibilità. Le imprese con un livello elevato di sostenibilità sono, quindi, anche più sostenibili sotto il profilo economico: hanno la migliore qualità dell’occupazio-
ne (più lavoro continuativo, più donne e più giovani), sono più competitive (multifunzionali e operanti su vasta scala anche su mercati internazionali), sono le più innovative. Investendo nella sostenibilità, le imprese agricole, dunque, non generano solamente un impatto positivo nell’ecosistema sociale e ambientale, ma irrobustiscono il proprio business e ne rafforzano la capacità competitiva. L’emergenza Covid-19 ha provocato conseguenze rilevanti nell’agricoltura come in tutti i settori produttivi del nostro Paese. Il 42% delle imprese agricole ha subito interruzioni almeno parziali del lavoro e tra queste l’11% ha dovuto sospendere una parte rilevante anche delle attività. Ma l’emergenza ha determinato impatti significativi anche nella cultura aziendale, dando un nuovo significato agli obiettivi e alle politiche di sostenibilità. Una buona metà delle imprese agricole dichiara che la sostenibilità è aumentata di importanza in tutte le aree: ambientale (52,4%), sociale (50,5%) e nella gestione del rischio e delle relazioni (48,7%). E per metà di queste, circa un quarto del totale, la sostenibilità si è imposta come una priorità aziendale. Ma, in generale, per tutte la sostenibilità si imporrà come fattore di successo. (G.B.) nnn
cietà agricola Barberani, a Orvieto, in provincia di Terni, dove si produce vino da quattro geneNel talk show razioni. Il rispetto per la terra è la filosofia che guida l’azienda, di AGRIcoltura 100 che si tramanda pratiche antiche premi e menzioni e tradizionali. Oggi la conducono i fratelli Niccolò e Bernardo, a nove imprese che hanno introdotto pratiche responsabilmente innovative rispettose dell’ambiente e del territorio, con un’atimpegnate tenzione particolare all’occupazione, dove viene privilegiata quella giovanile, che rappresenta il futuro del settore agricolo. di Gabriella Bechi Al secondo posto l’azienda agricola Iori, specializzata nella produzione di orticole ad Avezzano, in provincia de L’Aquila. Antonio Iori porta avanti con successo il re i vincitori del proget- progetto “Carote del Fucino Igp to AGRIcoltura100 edi- a impatto zero”, grazie alla lotta zione 2020 e sei le men- integrata, sistemi di irrigazione a zioni speciali assegnate. Imprese che, a vario titolo, hanno fatto della sostenibilità la ragione della propria filosofia di vita e del successo nell’attività aziendale. Prima classificata la so-
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risparmio, autosufficienza energetica, imballaggi biodegradabili. Ma l’azienda si distingue anche per l’impegno nel sociale: lavoro con detenuti, donazioni alla collettività attraverso la Chiesa e interventi nel Parco Nazionale d’Abruzzo. Terza classificata la società agricola di Alessio Cupidi e Roberta Leonardi, a Gallese, in provincia di Viterbo, specializzata nell’allevamento avicolo e nella produzione di uova (rappresentata da Claudia Cupidi). Dopo aver intrapreso il percorso della sostenibilità ambientale con la completa conversione a biologico e con l’autosufficienza energetica, l’azienda si è rivolta alla comunità, diventando fattoria didattica destinata alle scuole, dall’asilo fino all’Università, ma anche a famiglie e gruppi. Contemporaneamente è nata la fattoria sociale.
L’azienda modello
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FOCUS
La sostenibilità ha tanti volti: gestione ambiente, cura del suolo, qualità, lavoro, reti Sei le menzioni speciali per altrettante aziende che si si sono distinte in specifici ambiti di sostenibilità. Per l’attenzione all’impatto ambientale è stato selezionato Gerardo Diana, titolare della Tenuta Serravalle, a Mineo, in provincia di Catania, specializzata nella produzione di agrumi. Dalla minaccia della patologia della Tristeza è arrivato un nuovo stimolo per innovarsi e difendersi attraverso polizze assicurative mirate. Per la qualità del lavoro e occupazione dei giovani si è distinto Podere Francesco, a Mosciano Sant’Angelo, in provincia di Teramo, dove si producono frutta e agrumi, esportati per il 50 per cento nel Nord Europa. Manuel d’Elpidio, alla terza generazione, conduce l’azienda con lavoratori dipendenti che hanno una media di 30 anni. Per la gestione del suolo è stato scelto Riccardo Ferrero, titola16 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2021
re dell’azienda La Falchetta, a Druento, in provincia di Torino. Il naturale rispetto per il suolo agricolo, grazie alle minime la-
vorazioni e alle moderne tecniche di coltivazione, come la semina su sodo, insieme all’efficienza energetica, è diventa-
Barison, Filippone e Viora
to un esempio di sostenibilità. Per la qualità alimentare la menzione speciale è andata alla Sorrentino Vini, a Borgo-
trecase, in provincia di Napoli. Benny Sorrentino, alla 3° generazione, con i suoi due fratelli, ha l’obiettivo di trasmettere, at-
traverso la condivisione di tutte le fasi di produzione dei vini e l’ospitalità le caratteristiche del terroir del Vesuvio. Per i rapporti con reti, filiera e comunità locali è stata selezionata la società agricola Anidagri, di Borzonasca, in provincia di Genova, di Teresa Cuzzolin e Paolo Bendinelli, che hanno sfruttato loro esperienza nel campo della formazione per creare un’azienda agricola che recupera antiche varietà e tradizioni del territorio e che è anche fattoria didattica e agriturismo esperenziale. Per la valorizzazione delle produzioni si è distinta l’azienda floricola Prato del Vescovo, di Albenga, in provincia di Savona. Per Luca De Micheli, convinto assertore della circolarità e che utilizza gli scarti dei noccioli della frutta ed i gusci delle nocciole per riscaldare le serre, la sostenibilità, che nasce come atto d’amore per il territorio e la comunità, è diventata strumento di business. nnn MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 17
PRIMO PI ANO INIZI AT I V E
Giansanti all’incontro del ministro Orlando con le parti sociali. L’agricoltura non si è mai fermata. In evidenza costi, corridoi verdi, burocrazia
di Elisabetta Tufarelli
“O
ccorre puntare su misure strutturali, salvaguardando le specificità e le caratteristiche del lavoro agricolo. Serve ripensare con urgenza al sistema pubblico di collocamento attraverso il quale, attualmente, avviene solo il 2% delle assunzioni. Contemporaneamente, tutti i meccanismi individuati per incentivare le assunzioni, compresa la decontribuzione Sud, vanno resi universali e applicabili al nostro settore”. Lo ha rimarcato Massimiliano Giansanti, in occasione del primo incontro, in videoconferenza, con il ministro del Lavoro, Andrea Orlando delle parti sociali. Per Confagricoltura è prioritario anche intervenire urgentemente sul costo del lavoro, poiché quello italiano è tra i più cari dell’Unione europea; nonché sugli aspetti burocratici che, con una miriade di adempimenti, rendono difficile la gestione del rapporto di lavoro. “In parole povere - ha sottolineato Giansanti - chiediamo di mettere mano alla materia e semplificare la vita alle imprese e ai lavoratori”. Diverse, per Confagricoltura,
18 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2021
sono le questioni da affrontare nel settore agricolo sul fronte dell’occupazione per favorire una complessiva ripartenza del Paese. “Sono necessari - ha sottolineato il presidente - strumenti capaci di affiancare le imprese nella creazione di posti di lavoro”. Il settore primario occupa più di un milione di addetti (il 35% proveniente dall’estero) e Confagricoltura è la principale associazione datoriale, con 520.000 lavoratori assunti. “Lo scorso anno, proprio in questo periodo, la carenza di manodopera specializzata - ha messo in risalto Giansanti - ci ha spinto ad attivare in prima persona ‘corridoi verdi’ a spese delle imprese, organizzando voli speciali per portare in Italia i lavoratori comunitari ed extracomunitari necessari alle aziende. Per evitare che il problema si ripeta è necessario cominciare a pensare fin da ora a ‘nuovi cor-
ridoi verdi’, per non incorrere di nuovo nelle pesanti difficoltà che gli imprenditori agricoli hanno dovuto affrontare lo scorso anno, pur di scongiurare la perdita dei raccolti e delle produzioni”. Confagricoltura auspica che i piani di vaccinazione consentano di migliorare decisamente la situa-
Confronto sul lavoro
L’on. Andrea Orlando: giuramento al Quirinale
zione sanitaria nei prossimi mesi. “Tuttavia - ha insistito Giansanti - il lavoro di coordinamento in ambito europeo dovrà riguardare, in tempi brevi, proprio la mobilità della manodopera stagionale in agricoltura”. Evidentemente il problema non è circoscritto all’Italia, tant’è che solo qualche
giorno, dopo l’incontro con il ministro del Lavoro, anche il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha appoggiato le preoccupazioni di Confagricoltura in una lettera che ha inviato ai capi di Stato e di governo della UE. “Il flusso - ha scritto - di beni e servizi nel mercato unico e il
ruolo svolto dai corridoi verdi restano essenziali”. Tra le misure più urgenti, al ministro Orlando, Giansanti ha chiesto di sbloccare gli sgravi contributivi, che le imprese aspettano dallo scorso luglio. E sul capitolo salute, per dare ulteriore sicurezza sulla filiera del cibo: “È opportuno dare priorità alle vaccinazioni degli operatori agricoli, così come è necessario definire un protocollo per la sicurezza in agricoltura, già avviato con il precedente governo, ma mai varato definitivamente”. In generale Confagricoltura sollecita che il lavoro in agricoltura venga maggiormente valorizzato, dando l’attenzione che merita ad un comparto che garantisce cibo in quantità, qualità e salubrità. nnn MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 19
PRIMO PI ANO INIZI AT I V E
La cultura della finanza Seminario sul credito di Confagricoltura con i principali stakeholder di settore. Lasagna: servono incentivi per favorire lo sviluppo
di Raffaele Cirone
20 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2021
C
onoscenza, specializzazione, analisi, capacità di dialogo e prontezza nel dare risposte: sono queste le parole d’ordine emerse nel seminariowebinar sui temi del credito in agricoltura, organizzato da Confagricoltura insieme ai principali stakeholder del settore. “Sviluppare la cultura della finanza all’interno dell’Organizzazione, perché le strutture territoriali di Confagricoltura siano in grado di supportare le crescenti attese degli associati, mettendoli in condizione di cogliere le opportunità offerte dagli strumenti del sistema bancario nazionale”. È l’obiettivo illustrato dal direttore generale Francesco Postorino in apertura dei lavori, ai quali ha partecipato una nutrita platea (oltre 200 collegamenti) di dirigenti e rappresentanti territoriali dell’Organizzazione. Di livello gli intervenuti in rappresentanza del ministero dello
Sviluppo economico, del Mediocredito centrale, ma anche di tutto il circuito bancario nazionale (Unicredit, Credit Agricole, MPS Banca, ICCREA Banca SpA, CREDEM): tutti soggetti che hanno già attivato una capillare azione di sensibilizzazione delle proprie strutture territoriali e un’azione di costante interscambio con Confagricoltura. “L’ottima riuscita di questo evento - ha dichiarato Matteo Lasagna, vicepresidente di Confagricoltura con delega al credito - dimostra come lo strumento del credito in agricoltura sia stato fondamentale nel momento della pandemia, ma anche che dovrà continuare ad esserlo nella prospettiva di un’uscita dall’emergenza che stiamo ancora vivendo“. “La pandemia ha messo in difficoltà svariati ambiti del settore primario - ha sottolineato Lasagna - e gli strumenti messi in campo dal governo hanno mitigato solo in parte le necessità di un
Letta ospite della giunta
momento drammatico dal quale ora vogliamo e dobbiamo rialzarci per guardare al futuro”. Il seminario di Confagricoltura, primo di un ciclo di appuntamenti già programmati, mette in chiaro risalto come vi sia un crescente bisogno di incentivi improntati a favorire lo sviluppo di un settore, quello primario, che vuole e sa fare strategia, partendo dal dialogo con le banche, per avere strumenti concreti per progredire sui fronti dell’innovazione, dell’internazionalizzazione e della semplificazione burocratica. “Oltre le convenzioni classiche e già disponibili - ha concluso il vicepresidente di Confagricoltura - ci aspettiamo risposte effettive nell’interesse degli associati, che stanno trainando, in un momento di crisi diffusa, l’economia di questo Paese. Noi ci siamo, non siamo intimoriti dinnanzi alle sfide e migliorare l’accesso al credito per le imprese agricole è una priorità”.
“L’Europa quest’anno è chiamata a scelte cruciali, per le quali la posizione dell’Italia sarà determinante. Anche gli agricoltori e le organizzazioni, come Confagricoltura, avranno un ruolo decisivo”. L’ex presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta - attualmente alla guida della prestigiosa “Paris School of International Affairs” - è stato ospite della giunta esecutiva della Confederazione, a Palazzo della Valle, su invito del presidente Giansanti. Tema centrale dell’incontro l’Europa, alla luce non solo del bilancio dopo un anno di pandemia, ma soprattutto delle sfide a cui è chiamata nell’immediato futuro. Letta ha indicato sette nodi da sciogliere: Next Generation EU, sostenibilità, tecnologia, tassazione europea, rapporto con gli Stati Uniti, multilateralismo, questione sanitaria, “dopo i quali non saremo più gli stessi - ha affermato - in base proprio alle scelte che prenderemo”. “Noi europei eravamo il 20% dei tre miliardi di persone di 50 anni fa, ma saremo il 6% dei 10 miliardi di abitanti del Pianeta nel 2050: è evidente, quindi - ha precisato - che parlare di sostenibilità non è un discorso teorico, ma una questione di grande rilevanza politica e sociale”.
Il presidente Giansanti ha rimarcato come l’agricoltura abbia bisogno di un’Europa forte, con standard normativi omogenei e rapporti multilaterali con gli altri Paesi, in particolare oggi, in cui, appunto, gli equilibri mondiali si sono spostati a scapito della centralità del Vecchio Continente.“In questo nuovo scacchiere internazionale - ha concluso il presidente - è diventato centrale il ruolo del settore primario. Per questo, anche in vista della definizione del Recovery Plan, dobbiamo scegliere con coraggio quale agricoltura vogliamo, che cosa produrre e come, a vantaggio dell’ambiente e di tutti gli abitanti del pianeta”. (C. S.)
Giansanti e Letta MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 21
AT T U ALI TÀ EUROPA
Sandro Gambuzza al Glocal Economic Forum sulla ripartenza
”N
umerose sono le difficoltà create da questa lunghissima pandemia a settori chiave della nostra agricoltura, ma abbiamo una grande opportunità da cogliere: le importanti risorse del Next Generation EU”. Lo ha messo in evidenza il vicepresidente di Confagricoltura Sandro Gambuzza, intervenendo a “Restart agrifood”, il Forum dedicato all’Agroalimentare italiano. Cosa è accaduto durante la pandemia a questo comparto, reale ‘ambasciatore’ del made in Italy nel mondo? Quali scenari si possono prevedere per il 20212022? A rispondere a queste domande ed a fornire una panoramica sul sistema bancario, sull’export, sul digitale e sulla sostenibilità dell’agroalimentare sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, manager, consulenti, docenti, esperti e stakeholder del settore. L’incontro via web, in occasione del Glocal Economic Forum ESG89, ha approfondito temi e problematiche attuali e future, al fine di definire una road map condivisa per sostenere ancor di
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Restart agrifood più il ‘made in Italy’, restituendo slancio ad un settore fondamentale per la nostra economia. L’agricoltura rappresenta 33 miliardi di valore aggiunto ed il 75% dei prodotti che consumiamo è fatto in Italia. “Il nostro settore - ha rimarcato Gambuzza - non è un comparto a sé, ma è il traino per l’economia nazionale, europea e mondiale. Aver accesso alla tecnologia e contemporaneamente promuovere il Made in Italy ci permetterebbe di riconquistare fette di mercato, che rischiano di essere occupate da prodotti di provenienza terza, con standard a ridotti controlli. Per le nostre imprese l’export è essenziale”. Non c’è dubbio che occorrano riforme strutturali del comparto agricolo al passo con i tempi e che venga considerata l’importanza del settore nella crescita dell’economia del Paese. Innova-
g
zione, transizione digitale, sostegno alla filiera agroalimentare, transizione verde, ricerca e formazione, uniti a riforme strutturali e infrastrutturali dell’amministrazione per ridurre gli oneri burocratici a carico delle imprese, per Confagricoltura, sono i pilastri su cui costruire il futuro del settore primario italiano. “Il Piano nazionale di ripresa e resilienza - ha concluso il vicepresidente confederale - è una grande occasione che non possiamo perdere. Dovrà guardare con ambizione e visione ad un futuro capace di garantire sovranità e sicurezza alimentare, produzione di cibo con i più alti standard qualitativi, preservando le risorse naturali. Per il settore agroalimentare, attualmente, le risorse assegnate sono pari a meno dell’1% del contributo dell’intera filiera sul PIL e occorre riadattarle”.(E.T.) nnn
GAMBUZZA NEL CONSIGLIO DI PRESIDENZA CNEL
Il vicepresidente di Confagricoltura, Sandro Gambuzza, già membro dell’assemblea del CNEL, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, è entrato a far parte del consiglio di presidenza dello stesso. Siciliano, conduce un’azienda agricola ad indirizzo orticolo ed olivicolo in provincia di Ragusa. È presidente di SAC spa (aeroporto internazionale di Catania) e consigliere della Camera di Commercio del Sud Est della Sicilia. In Confagricoltura nazionale ha la delega al lavoro.
Emo Capodilista al seminario di Europarc Federation. Agricoltori protagonisti dell’attività dei parchi
”G
li agricoltori sono gli attori dei parchi e non semplici comparse. E in quanto tali devono essere coinvolti nella loro gestione”. Lo ha detto il vicepresidente di Confagricoltura Giordano Emo Capodilista intervenendo al seminario online “I parchi nella Pac”, organizzato da Europarc Federation. Emo Capodilista ha ricordato che - secondo i dati della Rete Rurale Nazionale 2018 che si riferiscono alle sole aree Natura 2000 - sono oltre 210mila le aziende che gestiscono 2,6 milioni di ettari di superficie agricola totale e 1,6 milioni di ettari di SAU: quasi il 15% delle aziende e della SAU nazionale. Non solo, oltre a questi ettari, che sono quelli inclusi nei fascicoli della PAC delle aziende agricole, si stima che ci sia un ulteriore milione di ettari a disposizione per una espansione del potenziale produttivo nelle aree
Natura 2000 e che non è incluso nei fascicoli delle aziende. “Queste considerazioni - ha spiegato il vicepresidente di Confagricoltura - sono essenziali rispetto al futuro della Politica Agricola Comune riformata che entrerà in vigore dal primo gennaio 2023. Perché la PAC è una politica agricola e quindi, benché sempre più influenzata dagli aspetti di politica ambientale e per la transizione ecologica e la lotta al cambiamento climatico, deve rimanere una politica economica di settore, con obiettivi legati al mercato, alla sicurezza degli approvvigionamenti, quindi alla produttività ed alla tutela del reddito degli agricoltori, che deve rimanere equo e stabile. Pertanto vedere nella PAC la sola possibile fonte di risorse e di misure per la tutela delle aree protette rischia di distorcere gli obiettivi e la visione stessa della politica comune più antica dell’Unione europea”. A tale riguardo Emo Capodilista ha evidenziato che lo sviluppo rurale ora destina il 35% dell’ammontare ad interventi agro-climatico-ambientali ad aree Natura 2000, alle foreste e a molte altre attività legate alla valorizzazione e al ripristino degli ecosistemi (nel periodo 2014/2020 7 miliardi di euro). Nella prossima programmazione tale ambizione sarà ancora più alta. Inoltre, ci sono altri gli strumenti, di politiche europee, ma anche nazionali, come i provvedimenti
I parchi nella Pac
Emo Capodilista
specifici per le ZEA (Zone Economiche Ambientali), che possono intervenire sugli assetti e sullo sviluppo delle aree protette a vario titolo. Un’agricoltura sostenibile nei parchi è di fondamentale importanza, poiché la connessione tra natura, paesaggio e attività agrosilvo pastorali, e le conseguenti produzioni locali di qualità, rappresenta uno degli elementi di attrattiva e valore del territorio, nelle aree protette e non solo. “Occorre dare - ha concluso il vicepresidente confederale - la possibilità all’attività agricola di svilupparsi e crescere anche all’interno delle aree vincolate, confermando il suo ruolo strategico dal punto di vista economico, ambientale e della gestione del territorio. Per questo è necessario un diretto coinvolgimento della parte agricola nei Piani di gestione dei siti, al fine di garantire il rispetto di quanto indicato dalle linee guida comunitarie, che evidenziano come l’obiettivo di conservazione ambientale debba conciliarsi con l’esercizio delle attività economiche nei siti che non sono oggetto di tutela assoluta, come i parchi. Nelle aree protette, in particolare, occorre individuare strumenti procedurali che permettano non solo il prosieguo dell’attività agricola, ma soprattutto lo sviluppo e la possibilità di diversificare il reddito tramite nuove attività fortemente integrate con il territorio e con la valorizzazione dei prodotti di qualità e delle risorse turistiche - ambientali, storiche, culturali locali. Le aree protette, quindi, con questo approccio, possono essere il laboratorio ideale per favorire e sperimentare forme di sviluppo rurale”. (G. B.) nnn MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 23
AT T U ALI TÀ EUROPA
La salute del
Partita nuova mission Horizon per terreni fertili, produttivi e vitali. Giansanti all’evento del MIUR
di Paola Castello
24 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2021
I
suoli hanno subito negli ultimi anni, in tutta Europa, un degrado crescente e devono essere intraprese immediatamente azioni decisive per invertire questa tendenza. È questo l’obiettivo della mission della Commissione europea “Soil Health and Food”, finanziata nell’ambito di Horizon Europe, nuovo programma Quadro di Ricerca e Innovazione UE, che è stata presentata nel corso dell’evento “Caring for soil is caring for life”, a cui è intervenuto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. Organizzato dal ministero dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con APRE (Agenzia
della Promozione della Ricerca Europea), Santa Chiara Lab-Università di Siena e Fondazione Re Soil, l’appuntamento, con oltre 1300 iscritti, ha visto la partecipazione di esperti, rappresentanti delle associazioni di categoria, enti e Istituzioni. Si è trattato di un primo incontro per sensibilizzare l’opinione pubblica sugli obiettivi e sugli sviluppi della missione e iniziare un confronto diretto tra i diretti interessati. In trent’anni, ha ricordato Angelo Riccaboni, rappresentante nazionale della mission “Soil health and Food”, l’Italia ha perso circa il 20% della superficie agricola a seguito dell’espansione delle città, del degrado delle aree periur-
In trent’anni perso il 20 per cento della SAU
suolo bane e dell’abbandono dei terreni marginali. Il valore della produzione agro-silvicola, ha poi spiegato Michele Munafò dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), per effetto del consumo di suolo, ha registrato una riduzione annua di 170 milioni di euro. Ma i suoli sono minacciati in tutta Europa, con il 60-70% risultati malsani a causa dell’urbanizzazione, dell’inquinamento e degli effetti dei cambiamenti climatici. Da qui l’esigenza (come ha sottolineato Massimo Iannetta, delegato nazionale del Cluster 6 Horizon Europe) di dedicare una delle cinque mission della Commissione europea al suolo; con
l’obiettivo - evidenziato da Catia Bastioli, membro del board “Soil Health and Food” - che entro il 2030 almeno il 75% dei suoli in ogni Stato membro della UE sia sano o mostri segni di un significativo miglioramento. Le mission - ha ricordato Marco Falzetti, direttore di APRE - nascono all’insegna dell’interdisciplinarietà e della divulgazione presso l’opinione pubblica di temi tecnico-scientifici che altrimenti rimarrebbero di dominio di una comunità ristretta. E questo vale anche per quella “Soil health and food”. Non è mancato, da parte di Luca Mercalli, presidente della Società Metereologica Italiana, un vero e
proprio appello per l’approvazione della legge contro il consumo di suolo. Sull’importanza della salubrità e della fertilità dei suoli per l’agricoltura si è soffermato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, rimarcando che gli agricoltori sono i primi diretti interessati a partecipare alla mission “Soil health and food”. “L’agricoltura - ha detto - ha davanti a sé due compiti fondamentali: continuare a produrre beni primari in quantità e qualità e favorire l’economia circolare e la bioeconomia attraverso la diversificazione e lo sviluppo di energie rinnovabili, come biogas, biometano, idrogeno, agrofotovoltaico. In questo percorso il suolo e la sua fertilità giocano un ruolo fondamentale. E per preservarlo e migliorarlo è necessario investire in innovazioni tecnologiche, digitali e genetiche, supportate dalla scienza e dalla ricerca. Superando la ormai vecchia contrapposizione tra agricoltura e ambiente”. All’incontro è intervenuta anche Cristina Messa, nuovo ministro dell’Università e della Ricerca, che ha assicurato il pieno sostegno alla mission, ritenendo questo strumento il più adatto per coinvolgere sui grandi temi della scienza e della ricerca un pubblico più vasto possibile, dalla politica, a tutti i settori produttivi, fino ai cittadini. nnn MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 25
AT T U ALI TÀ EUROPA
Per una nuova programmazione UE. Chiara Soldati all’incontro delle europarlamentari con cento imprenditrici Chiara Soldati
Women 2027
”N
el Recovery Fund occorre allocare risorse per investire su un nuovo concetto di agricoltura e sulla tutela del paesaggio come opportunità occupazionale per i giovani e per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile, i segmenti più colpiti dalla crisi pandemica” Lo ha detto Chiara Soldati, Ceo de La Scolca, storica associata di Confagricoltura, tra le 100 imprenditrici italiane invitate ad intervenire sui temi chiave per il prossimo futuro delle imprese al femminile, tra nuovo bilancio EU 2021-2027 e strumenti straordinari come Next Generation EU, in occasione dell’evento Women 2027. Organizzato da Donne Si Fa Storia e Unioncamere Lombardia, in collaborazione con Unioncamere di Veneto, Piemonte e nazionale, l’incontro, a causa della pandemia, si è tenuto on-line. Soldati - ha concluso - subito nel merito, mettendo in eviden-
26 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2021
za che la produzione alimentare non può essere più considerata l’unico obiettivo dell’agricoltura, che è invece un’attività cruciale per contribuire al miglioramento della qualità della vita sotto molteplici aspetti. “Sono tempi difficili - ha sottolineato - che richiedono la massima concentrazione sul proprio business, ma ritengo doveroso per il ruolo che ricopro e per la mia posizione privilegiata dare un contributo per sviluppare nuove idee e innovare le politiche europee per l’agricoltura che rappresentano ancora oggi il 70 % circa dell’intero budget annuale UE”. Erede di una tradizione enologica centenaria, l’imprenditrice vitivinicola di Alessandria mette in evidenza come l’attuale crisi economica derivata dalla pandemia metta a rischio anche la conservazione del paesaggio e la sua tutela. “Dobbiamo - ha proposto - inserirlo fra i beni pubblici essenziali generati dall’agricoltura. Non a caso la ‘Convezione europea del
paesaggio’ sottolinea come un territorio sia percepito dalle popolazioni come risultato di fattori naturali e umani e di un mix delle loro interrelazioni”. Per questo è sempre più importante coinvolgere nella gestione del paesaggio gli agricoltori. “È urgente che le linee guida europee 2021/2027 ed il Recovery Fund - ha rimarcato Chiara Soldati - riconoscano il mondo agricolo come soggetto attivo nel mantenimento delle risorse naturali, nella gestione e nella valorizzazione del paesaggio e del patrimonio culturale ed identitario dei territori rurali, come occasione per generare nuove opportunità occupazionali, in particolare per giovani e donne, tra i più colpiti dalla pandemia”. Ma, unitamente ai temi del Green New Deal, serve un supporto forte per la tutela delle Igp, Dop e di tutte le denominazioni specifiche del nostro Paese, il più ricco in Europa per numero e valori. A proposito del pericolo che in Europa si decida di etichettare vino e salumi come alimenti ‘dannosi’ per la salute: “È in gioco - ha concluso - l’economia e la cultura del nostro Paese e delle nostre denominazioni. L’attuale etichettatura, tra l’altro, fornisce già le informazioni corrette e permette al consumatore finale di poter scegliere in maniera consapevole”. (E. T.) nnn
Le aziende italiane all’importante fiera del biologico in Germania tenutasi online
R
iflettori puntati sul biologico e sulle 176 aziende italiane del comparto che hanno partecipato a “Biofach 2021 E-Special”. I trend emersi dalla fiera di Norimberga, in Germania - che quest’anno si è svolta in formato esclusivamente digitale a causa delle restrizioni legate alla pandemia da Covid-19 - rilevano che non si arresta la crescita bio, sia come superficie investite, sia come mercato e operatori. Biofach è una delle più importanti kermesse, a livello mondiale, dedicate all’agricoltura biologica. L’edizione digitale 2021 ha contato 775 sessioni suddivise tra congressi, presentazioni degli espositori e tavole rotonde, che hanno coinvolto 1.442 espositori di 82 paesi, Ha fornito una vasta gamma di highlights, per un totale di 13.800 partecipanti registrati da 136 paesi. Sono stati inviati
g
Digital Biofach più di 400 mila messaggi di chat e oltre 10 mila riunioni video si sono tenute mentre i partecipanti interagivano a un livello altamente professionale. Secondo i dati presentati da Fibl (Istituto di ricerca sull’agricoltura biologica) e Ifoam (Federazione delle associazioni del biologico a livello mondiale) nel 2019 si è registrato un ulteriore incremento dell’8% del mercato UE, per un valore delle vendite al dettaglio di oltre 41 miliardi di euro. Le superfici coltivate a bio nel 2019, sempre a livello Ue, sono aumentate di 0,8 milioni di ettari, pari a una crescita del
5,9% sull’anno precedente. L’Italia si conferma al terzo posto per investimenti nell’UE, dopo Spagna e Francia. Molto consistente nel 2019 anche la crescita dei produttori biologici, pari al 5% nell’Ue, con l’Italia che conferma il suo ruolo di leadership con oltre 70.561 produttori. Per quanto riguarda importatori e trasformatori, l’Italia guida ancora la classifica europea con 22mila operatori. La spesa pro capite dei consumatori bio è intanto raddoppiata nell’ultimo decennio. Nel 2019, ciascun consumatore Ue ha speso una media di 84 euro. (F. B.) nnn
L’AFRICA PUNTA SUL BIO
L’ente tedesco della cooperazione internazionale, a Biofach, ha presentato la vasta gamma di prodotti biologici dai paesi in via di sviluppo ed emergenti sotto il motto “Importazioni biologiche per lo sviluppo”. Presenti produttori biologici di Egitto, Etiopia, Burkina Faso, Ghana, Marocco, Togo e Tunisia con il loro ampio assortimento biologico di semi di sesamo, fagioli di soia, burro di karité, anacardi e arachidi, spezie ed erbe fresche ed essiccate, come citronella, finocchio, rosmarino, ibisco, curcuma e zenzero, frutta secca come mango e scorze di agrumi essiccate. I produttori del Ghana e dello Sri Lanka hanno presentato come specialità i fiori secchi di Butterfly Pea Flower, usato per fare il particolare tè blu. Datteri e sciroppo, pasta e polvere di datteri sono una specialità della Tunisia. MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 27
CENTRO STUDI
di Riccardo Calabrese
COMPROMESSO UN MERCATO PROMETTENTE CHE APPREZZAVA IL MADE IN ITALY
Effetti gravi dall’embargo russo
C
on decreto n. 778 del 7 agosto 2014, il governo della Federazione Russa ha stabilito il divieto di importazione, da Unione Europea, Usa, Canada, Norvegia ed Australia, in Russia, dei seguenti prodotti agroalimentari: carni bovine fresche, refrigerate o congelate; carni suine fresche refrigerate o congelate; carni e frattaglie di pollame fresche refrigerate o congelate; carne salata, seccata o affumicata; pesce vivo; pesce, crostacei, molluschi ed altri invertebrati acquatici; latte e prodotti lattiero-caseari (esclusi il latte ed i prodotti senza lattosio); ortaggi, radici e tuberi (esclusi patate da seme, cipolle da seme, mais ibrido e piselli per semina); frutta fresca e secca; salsicce, salami e prodotti simili, carne, frattaglie, sangue, preparazioni alimentari a base di tali prodotti; preparazioni alimentari, inclusi formaggi e caglio, a base di grassi vegetali e/o contenenti latte. Il provvedimento, assunto in risposta alle misure restrittive conseguenti alla “crisi Ucraina”, doveva inizialmente durare un anno. In seguito è stato prorogato ed è tuttora vigente. Le conseguenze economiche per l’Italia sono state molto pesanti poiché, nel periodo 2009-2013, il valore delle esportazioni di prodotti agricoli e alimentari verso la Russia era in rapida ascesa (+111%), passando dai 333 milioni di euro del 2009 (pari al 1,4% dell’export nazionale complessivo di settore) a 705 milioni di euro del 2013 (pari al 2,1%). Nel periodo successivo, vigente l’embargo, il valore delle esportazioni di
28 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2021
g
VALORE DELL’ESPORTAZIONI DELL’ITALIA, TOTALI E VERSO LA RUSSIA, DI PRODOTTI AGRICOLI E DELL’INDUSTRIA ALIMENTARE (milioni di euro)
Anno
Totale
Verso la Russia
Totale aziende agricole bio
Var. % totale su anno prec.
2009
24.645,3
333,4
-
1,4%
2010
27.792,4
482,4
+44,7%
1,7%
2011
30.219,5
580,4
+20,3%
1,9%
2012
31.908,1
618,8
+6,6%
1,9%
2013
33.494,4
705,2
+14,0%
2,1%
2014
34.331,1
615,4
-12,7%
1,8%
2015
36.894,2
381,2
-38,2%
1,0%
2016
38.428,6
420.8
+10,4%
1,1%
2017
41.277,1
522,4
+24,1%
1,3%
2018
42.350,3
559,6
+7,1%
1,3%
2019
45.333,5
591,2
+5,7%
1,3%
2020*
44.675,8
549,3
-7,1%
1,2%
*Stima Centro Studi Confagricoltura su dati Istat gennaio - settembre 2020 Fonte: elaborazione Centro Studi Confagricoltura su dati Istat
g
VARIAZIONE DEL VALORE DELLE ESPORTAZIONI DELL’ITALIA DI PRODOTTI AGRICOLI E DELL’INDUSTRIA ALIMENTARE OGGETTO DELL’EMBARGO DELLA RUSSIA (milioni di euro)
2013
2020*
Var. assoluta
Var. % 2020 / 2013
Frutta
61,5
0,0
-61,6
-100%
Preparazione di cereali
83,7
60,0
-23,7
-28%
Latte e derivati
44,8
2,8
-42,0
-94%
Carni
61,3
1,0
-60,3
-98%
Ortaggi
11,0
0,3
-10,7
-97%
262,3
64,2
-198,1
-76
Totale
*Stima Centro Studi Confagricoltura su dati Istat gennaio - settembre 2020 Fonte: elaborazione Centro Studi Confagricoltura su dati Istat
prodotti agricoli e alimentari verso la Russia si è ridotto fino a 381 milioni di euro (2015), per
poi tornare a crescere fino a 549 milioni di euro (2020). I settori produttivi più colpiti sono stati
quelli della frutta (-100%), delle carni (-98%) e degli ortaggi (-97%). Seguono il latte e derivati (-94%) e le preparazioni di cereali (-28%). Complessivamente l’esportazione di prodotti agricoli e dell’industria alimentare dell’Italia verso la
Russia si è ridotta, nel 2020 a confronto con il 2013, di oltre 156 milioni di euro, pari a -22%. Solo confrontando l’esportazione agricola e dell’industria alimentare dell’Italia verso la Russia del 2013 con quella degli anni se-
guenti in cui è vigente l’embargo, la perdita economica è di circa 1.296 milioni di euro. In realtà si tratta di una valutazione molto sottodimensionata, considerando che nel periodo 2009-2013 la crescita media annua dell’esportazioni agricola e dell’industria alimentare dell’Italia verso la Russia è stata di oltre il 20%. Tenendo invece conto anche della crescita delle esportazioni italiane di prodotti agricoli e dell’industria alimentare verso la Russia, nel periodo 2009-2013, e proiettandola nel periodo 2014-2020, si stima che il valore complessivo della perdita economica dell’Italia a causa dell’embargo russo sia stato di 3864 milioni di euro. Le regioni italiane maggiormente danneggiate dall’embargo russo, solo nel 2020 rispetto al 2013, sono state la Lombardia (-74 milioni di euro), l’Emilia Romagna (-46 milioni di euro) e il Veneto (-35 milioni di euro). Intanto gli agricoltori russi incentivati dal loro governo a tendere all’autosufficienza alimentare - perseguono l’aumento produttivo in termini quantitativi e qualitativi.
g
VALORE DELLE ESPORTAZIONI DI PRODOTTI AGRICOLI E DELL’INDUSTRIA ALIMENTARE DEI PRINCIPALI PAESI UE VERSO LA RUSSIA (milioni di euro, 2013 e 2020)
g
STIMA DEL VALORE COMPLESSIVO DELLA PERDITA ECONOMICA DELL’ITALIA DERIVANTE DALL’EMBARGO RUSSO DI PRODOTTI AGRICOLI E DELL’INDUSTRIA ALIMENTARE (milioni di euro)
MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 29
M APPAMONDO
di Jordan Nash
Australia cerca lavoratori
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a carenza di manodopera agricola si fa sentire in Australia. L’80% è costituita da turisti provenienti da tutto il mondo con il visto di un anno “vacanze lavoro” che, per chi è impiegato in agricoltura per almeno 88 giorni, è prolungato di un altro anno. La pandemia ha azzerato questi flussi, perché il Paese, per
il Covid, ha operato un blocco alle frontiere tra i più restrittivi al mondo, escludendo anche gran parte dei lavoratori stagionali delle isole del Pacifico. Per il ministro dell’Agricoltura David Littleproud: “Non è un problema nuovo. Sapevamo già che ci sarebbe mancata manodopera”. Il governo ha cercato di
correre ai ripari offrendo incentivi economici agli australiani per trasferirsi nelle zone rurali, ma i risultati sono stati scarsi. Il problema ora è tutto degli agricoltori: non hanno chi raccoglie nei campi e la situazione continua a peggiorare, perché non riescono nemmeno a pianificare le produzioni. Non si sa quando riapri-
ranno i confini e chi può pianta di meno generando preoccupazione nei consumatori, che temono rincari per i prodotti alimentari. La situazione è grave per l’economia agricola e rischia di compromettere anche l’export verso i Paesi asiatici: l’Australia è tra i maggiori esportatori mondiali di frutta, grano e cotone.
CORRIDOI VERDI IN GERMANIA
AGRICOLTURA PRIORITÀ IN CINA
La ministra dell’agricoltura tedesca, Julia Kloeckner, ha tranquillizzato gli agricoltori sul reperimento della manodopera stagionale. Con il perdurare della pandemia si temeva che si ripresentassero le difficoltà di reperire operai. Kloeckner - come riporta Agra Press - ha precisato che i lavoratori stagionali saranno esentati dal divieto di circolazione per i viaggiatori provenienti dalle zone di maggiore diffusione delle varianti del virus e dalle restrizioni all’ingresso attualmente vigenti. È necessario, però, che si soddisfino le normali condizioni di ingresso e si presenti un test negativo al Coronavirus.
L’agricoltura continua ad essere una massima priorità politica per la Cina. Il piano 2021-2025 considera fondamentale la modernizzazione dell’agricoltura. Il documento elenca chiaramente gli obiettivi. Quest’anno, il Paese manterrà le sue aree seminate stabili, migliorando la qualità dei prodotti agricoli e la sicurezza alimentare e garantirà che la crescita dei redditi degli agricoltori superi quella dei residenti urbani. Entro il 2025 ci saranno progressi sostanziali per la modernizzazione dell’agricoltura. Saranno mantenuti 120 milioni di ettari di terra arabile, rafforzando i sostegni forniti dalla scienza e dalla tecnologia per far avanzare lo sviluppo verde del settore.
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A Lione niente carne
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l sindaco di Lione, Grégory Doucet, ha deciso di non far servire più carne nelle mense scolastiche per ragioni sanitarie legate al Covid. Questa disposizione ha generato manifestazioni di protesta per le strade, guidate dalla locale associazioni dei produttori FDSEA. “L’argomento del protocollo
sanitario - secondo gli allevatori - è un pretesto dietro il quale si nasconde la promessa elettorale di un menu vegetariano”. I genitori degli studenti secondo un’indagine - e la FDSEA del Rodano hanno presentato due ricorsi al tribunale amministrativo. La violenta polemica generata dalla presa di posizione del
sindaco continua a suscitare scalpore. Un macellaio, in segno di opposizione, offre una bistecca da 100 grammi a ogni bambino di età inferiore ai 14 anni accompagnato da un adulto nella sua bottega. Anche il sindaco del 2° distretto di Lione, Pierre Olivier, ha deciso di unirsi al dissenso. Il danno diretto per i pro-
duttori di carne, è forte: le mense scolastiche di Lione servono 29mila pasti al giorno di carne locale. Viene a mancare così, secondo l’Organizzazione agricola francese, un’importante fonte di reddito per gli agricoltori nell’attuale situazione economica in cui ristoranti e mense aziendali sono ancora chiusi.
IN FRANCIA SALTA IL SIMA
ALLEANZA TRA TURCHIA E NUOVA ZELANDA
In Francia il Salone dell’Agricoltura, quest’anno, con il perdurare della crisi sanitaria, non ha aperto i battenti. È la prima volta che viene chiusa questa kermesse dalla sua creazione, negli anni 1940, che attira 600 mila visitatori. “È un duro colpo per gli agricoltori - ha sottolineato Christiane Lambert, presidente della Fnsea - perché crea un fondamentale momento di contatto con i parigini, con i francesi e con i giornalisti, che vengono da noi per fare da collegamento tra gli agricoltori, tutti gli attori del mondo agricolo e la Francia. I francesi, con la pandemia, si sono resi conto dell’importanza degli agricoltori e il riconoscimento ci ha fatto molto bene”. Appuntamento rinviato a novembre 2022.
Un forum virtuale è stato incentrato sullo sviluppo del commercio agricolo tra Turchia e Nuova Zelanda, che attualmente, in totale, muove circa 200 milioni di dollari l’anno. La crescente domanda alimentare spinge la crescita degli scambi fra i due Paesi. L’ambasciatore neozelandese ad Ankara, Wendy Hinton, ha sottolineato come entrambi investano sullo sviluppo di pratiche sostenibili per aumentare la produzione. Per Fatma Omur Unsay, ambasciatore turco in Nuova Zelanda, è possibile collaborare per aumentare il commercio bilaterale. Attualmente la Turchia importa intestino di pecora, lana e pelle, mentre è principalmente la frutta secca a prendere la via neozelandese. MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 31
NOV I TÀ IN C AMP O
Salvador su acquacoltura in affanno. Pasqua blindata si riflette su vendite ed esportazioni
Pesci senza
di Elisabetta Tufarelli
”S
olo due pesci ogni dieci mangiati a casa o al ristorante sono italiani. Ne consumiamo più degli altri Paesi europei, ma non ne produciamo abbastanza. Avremmo tutte le carte in regola per essere leader in Europa, a patto che vengano finalmente razionalizzate e integrate in un unico quadro normativo nazionale le diverse norme che si applicano in acquacoltura, spesso disperse e in sovrapposizione”. Lo ricorda Pier Antonio Salvador, presidente dell’Api, l’associazione di Confagricoltura che riunisce oltre il 90 per cento delle imprese ittiche italiane dedite all’acquacoltura. Effettivamente l’Italia, forte della sua tradizione millenaria di allevamento di specie ittiche, che risale al tempo dei romani, dei suoi 8.000 chilometri di coste, dei tantissimi fiumi e torrenti e dei 1.500 laghi, dovrebbe vantare performance produttive migliori, con ampi margini di crescita. Tanto più che proprio il nostro Paese ha dato un notevole contribuito proprio allo sviluppo
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del settore attraverso i primi impianti pilota e la ricerca scientifica all’avanguardia. “Nel mondo - precisa Salvador - ben oltre il 55% del prodotti ittici proviene dall’allevamento. E il consumo del pesce ha un tasso di crescita importante. Con 60% degli stock ittici del Pianeta già sfruttati alla massima capacità sostenibile, l’acquacoltura rappresenta l’unica vera alternativa all’impoverimento dei nostri mari”. Ma a livello nazionale qualcosa non ha funzionato, nonostante gli 800 siti in cui sono allevate in mare, lagune e acqua dolce, ben 25 specie ittiche diverse, con la collaborazione di 15.000 addetti, per un totale di 180.000 tonnellate di prodotto e 500 milioni di euro di fatturato. Cosa ci ha frenato? “Senza dubbio - osserva il presidente API - è stata la burocrazia a impedire lo sviluppo del nostro settore. A livello mondiale l’acquacoltura cresce, ogni anno, di oltre il 15%, mentre
L’acquacoltura unica vera alternativa a impoverimento mari da noi si ferma o cala. Vanno assolutamente snellite le procedure, altrimenti non ne usciamo. Ci manca un referente unico. Poi, occorre risolvere le diseguaglianze sui canoni concessori per le aree demaniali marittime, così come serve anche definire le zone destinate all’allevamento e rendere più accessibili i fondi strutturali e per l’innovazione tecnologica alle micro e piccole imprese, predisponendo modalità di accesso semplificate”. La pandemia non ha risparmiato questo settore. “In un anno - spiega Salvador - abbiamo riportato oltre 100 milioni di euro di danni. La chiusure intermittente dell’Ho.Re.Ca ha inciso sul 35% della produzione. È vero che in questi lunghi mesi siamo
rete
Pier Antonio Salvador
riusciti a recuperare un 5-6% dalle vendite attraverso la GDO, ma la Pasqua blindata, con la chiusura dei ristoranti e il lockdown di Germania e Austria si rifletterà, inevitabilmente, su vendite ed esportazioni”. L’acquacoltura nazionale si distingue soprattutto per la diversificazione e la qualità dei pesci allevati. Dal mare ai fiumi, c’è sempre un forte legame tra i prodotti ed il territorio
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dove nascono. Una recente indagine ha mostrato come il rimanere forzatamente a casa abbia avuto risvolti positivi sui consumi domestici di pesce, facendo registrare una crescita dell’11% dallo scorso marzo. “Voglio rilanciare quella che ritengo una sacrosanta battaglia. Al supermercato viene indicata, per legge, la provenienza dei prodotti ittici, mentre al ristorante si sa tutto
IMPEGNO EUROPEO PER L’ACQUACOLTURA
Pier Antonio Salvador è stato rieletto vicepresidente del “Fish Party” di Copa Cogeca, il momento di rappresentanza dei pescicoltori europei. Salvador resta in carica per il triennio 2021-2024 ed affianca il presidente Bernhard Feneis (DBV, Germania). L’altra vicepresidenza va all’ungherese Béla Halasi-Kovács (NAIK). Un riconoscimento all’impegno personale, ma anche all’associazione che rappresenta. “Sono molto soddisfatto per la riconferma perché - ha detto - l’acquacoltura italiana è un comparto importante, con grandi prospettive di sviluppo, grazie all’abilità dei nostri imprenditori e alle caratteristiche del nostro territorio. Ringrazio Confagricoltura per il supporto”.
del vino e dell’olio, ma i consumatori non hanno modo di conoscere da dove provengono la spigola, l’orata o le vongole che hanno ordinato. Occorre anche far sapere che acquistare il pesce di acquacoltura rappresenta un atto di consumo responsabile, per gli aspetti economici e sociali, ma soprattutto per le ricadute ambientali”. Infatti l’attenzione alla salute e al benessere animale, alla sostenibilità ambientale e alla qualità e sicurezza del prodotto per il consumatore finale sono i pilastri fondamentali del sistema produttivo nazionale. “Senza dimenticare - conclude Salvador - che l’acquacoltura porta un beneficio reale alla conservazione delle risorse ambientali, alla protezione e al mantenimento degli habitat e della biodiversità, svolgendo il ruolo di sentinella rilevando variazioni, anche minime, della qualità dell’acqua”. nnn MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 33
NOV I TÀ IN C AMP O
Il futuro della ricerca Syngenta si allea con Insilico Medicine. Intelligenza artificiale per rendere sostenibile l’innovazione dei prodotti
di Claudio Costantini
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a scoperta di nuovi agrofarmaci, così come quella dei nuovi farmaci, è una delle aree più complesse della ricerca. Ci vogliono molti scienziati, altamente qualificati, per processi che richiedono anni di studio, investimenti cospicui e che hanno un margine di fallimento molto elevato. Ma si possono trovare più velocemente nuove molecole per principi attivi in agricoltura utilizzando la tecnologia di chimica generativa basata sull’intelligenza artificiale (AI). Ne è pienamente consapevole Syngenta Crop Protection, che ha avviato una collaborazione con Insilico Medicine - una delle più importanti aziende specializzate in intelligenza artificiale 2.0 e deep learning - che ha sede a Hong Kong ed ha uno straordinario track record e progressi significativi nella ricerca farmaceutica.
L’obiettivo di Syngenta, grazie alla collaborazione con Insilico Medicine, è di accelerare l’invenzione e lo sviluppo di nuove e più efficaci soluzioni in grado di proteggere le colture da malattie, infestanti e parassiti, tutelando allo stesso tempo gli ecosistemi. Questo consentirebbe, in maniera più rapida ed efficiente, di offrire agli agricoltori soluzioni sempre più innovative che li aiutino a migliorare sia la produttività, sia la sostenibilità. In questo modo, riusciranno a migliorare la produttività e soddisfare la domanda globale di cibo di qualità a prezzi accessibili. Insilico Medicine, inoltre, ha sviluppato una piattaforma di intelligenza artificiale in grado di analizzare rapidamente milioni di dati attinenti alle discipline biomolecolari sia per introdurre più velocemente molecole per principi attivi, ma an-
Le potenzialità dell’AI per prossima generazione di soluzioni sostenibili
che per progettare attivamente molecole che siano più sostenibili e rispettose dell’ambiente. Ha detto Camilla Corsi, Head Crop Protection Research di Syngenta: “La collaborazione con Insilico Medicine prevede che Syngenta possa trarre vantaggio dalle immense potenzialità dell’AI per sviluppare la prossima generazione di soluzioni sostenibili per la protezione delle colture, confermando l’impegno preso lo scorso anno di investire 2 miliardi di dollari per l’innovazione e la sostenibilità”. “Questo - ha proseguito - trasformerà ulteriormente l’agricoltura fornendo agli agricoltori di tutto il mondo gli strumenti necessari per produrre cibo sano, nutriente, a prezzi accessibili e coltivato in maniera da conciliare efficienza e sostenibilità ambientale”. “Siamo molto felici di colla-
borare con un’azienda come Syngenta che si dedica allo sviluppo di soluzioni sicure e sostenibili per gli agricoltori”, ha dichiarato dal canto suo Alex Zhavoronkov, fondatore e CEO di Insilico Medicine. “La nostra intelligenza artificiale è progettata da zero per sviluppare una chimica di precisione che protegga la salute umana, garantendo allo stesso tempo la sicurezza nel breve e nel lungo periodo. Questa competenza è estremamente preziosa per le scienze agronomiche e in particolare per quelle attività la cui priorità assoluta è la sicurezza dei loro prodotti. Syngenta è un’azienda all’avanguardia con molti scienziati di grande valore, e lavoreremo insieme per utilizzare l’intelligenza artificiale a vantaggio dell’agricoltura”. “La nostra reputazione di leader globale nell’innovazione si basa
Dall’alto Alex Zhavoronkov e Camilla Corsi
sulla collaborazione e sulla nostra capacità di comprendere le sfide che gli agricoltori devono affrontare”, ha infine posto in evidenza Camilla Corsi. “Lavorare insieme a Insilico Medicine, combinando le rispettive competenze, conoscenze e tecnologie, aiuterà a garantire che nuove e più efficaci soluzioni per la protezione delle colture siano a disposizione degli agricoltori ancora più velocemente”. nnn MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 35
NOV I TÀ IN C AMP O
Christian Bagioni orticoltore e contoterzista impiega sistema Topcon per precision farming
di Gabriella Bechi
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vvicinarsi all’agricoltura di precisione per chi, oltre a svolgere l’attività di agricoltore, è anche un contoterzista è una necessità. Ne parliamo con Christian Bagioni che a San Zaccaria, in provincia di Ravenna, abbina alla conduzione di 140 ettari di colture specializzate, tra cui pomodoro e fagiolino da industria e colture da seme (soprattutto ibridi di barbabietola da zucchero), l’attività di contoterzista, incentrata sul pomodoro. Come vi siete avvicinati all’agricoltura di precisione? Il nostro parco macchine è molto vasto e reperire manodopera specializzata, negli ultimi anni, è stato molto difficile. Quando ho capito che potevamo dotarlo di sistemi di agricoltura di precisione, per ridurre i tempi e migliorarne l’efficienza, mi sono informato e sono entrato in contatto con i tecnici Topcon Agricoltura, trovando dal primo incontro competenza, professionalità e una grande disponibilità. Siamo partiti nel 2018 con prudenza, perché non conoscevamo questa tecnologia, installando un sistema X25 con precisione RTK, per avere la mas36 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2021
Pomodoro sima precisione nelle operazioni di semina, trapianto e sarchiatura, da trasferire su diversi trattori, evitando inutili spese. Lo scorso anno, con l’acquisto della Guaresi, ci siamo ulteriormente ampliati, acquistando un sistema X35, con monitor molto grande e “full optional” che, oltre alla guida, gestisce anche il sistema di pesatura e mappatura delle produzioni sul pomodoro. Il sistema è collegato alla piattaforma TAP, un software cloud lanciato nel 2020, dotato di diverse funzionalità, che riceve in continuo i report sulle prestazioni della mia macchina, le pesature e le mappe di produzione per ogni cliente, oltre alla telemetria della macchina. Attraverso questo collegamento i tecnici Topcon Agricoltura possono accedere direttamente alle funzionalità del sistema, qualora ne avessimo bisogno…”. Quali difficoltà avete trovato all’inizio? Le difficoltà sono state minori del
previsto perché i sistemi sono molto intuitivi. Pensi che anche mio padre utilizza la guida satellitare…! Il primo ad imparare sono stato io, supportato dai tecnici di Topcon Agricoltura che, subito dopo l’istallazione, me ne hanno spiegato il funzionamento, che trasferito ai nostri due dipendenti, che lavorano con noi da tanti anni e che ora utilizzano con entusiasmo i nuovi sistemi di agricoltura di precisione in tutte le operazioni colturali, dalla semina o trapianto, fino alla raccolta, in maniera più semplice, più sicura, con meno fatica e meno stress. Pensi alla differenza tra seguire per tutto il giorno, con attenzione, la guida del veicolo, con il rischio di sbagliare, ed invece innestare il sistema da una parte del campo ed avere la certezza della precisione fino all’altra capezzagna… Quali benefici avete avuto? Oltre a quello di una migliore organizzazione del lavoro, c’è
preciso il risparmio di tempo in tutte le operazioni e, soprattutto, il minor utilizzo di sementi, fertilizzanti, concimi e prodotti chimici, che vengono utilizzati in base al reale fabbisogno e senza sprechi o sovrapposizioni, che si traduce in risparmio economico e minore impatto ambientale. Dal punto di vista assicurativo, infine, la raccolta di dati ci permette di avere il polso sulla reale situazione dei danni e di trattare meglio con i periti. La raccolta del pomodoro e le mappe di raccolta sulla Guaresi sono facili da gestire? Le mappe delle attività in campo iniziano fin dal momento della lavorazione del terreno, vengono aggiornate con il trapianto e durante le varie operazioni colturali fino alla raccolta, aggiornate in tempo reale sul software TAP installato nel computer aziendale in sede, rimangono salvate e sono consultabili in qualsiasi momento. Ci metto-
Il sistema Topcon svolge contemporaneamente le funzioni di guida, pesatura, raccolta di mappe di produzione ed invio dei dati al software aziendale
no in condizione di conoscere la superficie di terreno raccolta per ogni campo e ogni agricoltore, la produzione media e totale per campo e la posizione della macchina in qualsiasi momento. Il tutto reso possibile dal sistema di pesatura presente sulla macchina, collegato al GPS e connesso con l’ufficio. In azienda abbiamo il pieno controllo su tutto il cantiere di raccolta. Grazie ai dati in tempo reale che mi fornisce la macchina durante la fase di raccolta, i miei “capi-piazzale” e io riusciamo a gestire molto meglio l’arrivo dei camion per il trasporto del prodotto allo stabilimento di trasformazione. Quali sono i risultati dell’interpretazione delle mappe di produzione? Mettiamo le mappe di raccolta a disposizione dei nostri clienti: sono impattanti, colorate e quindi immediatamente comprensibili per tutti, evidenziando in qua-
li parti del campo c’è stata una maggiore o minore produzione, fornendo indicazioni precise per ogni metro quadro di campagna. Informano l’agricoltore di eventuali problemi nutrizionali o tecnici insorti durante la coltivazione, mettendolo in condizione di evitarli o compensarli nelle prossime annate. Partendo dalle mappe di produzione, è possibile creare delle “mappe di prescrizione” per la distribuzione mirata dei mezzi tecnici nelle annate successive. Quali sono i prossimi passi che volete affrontare? Al più presto ho intenzione di acquistare uno spandiconcime di precisone dotato di sistema di pesatura e chiusura dei settori collegato in Isobus ai sistemi Topcon Agricoltura, che sono già compatibili, per migliorare ulteriormente la distribuzione. Sto valutando anche una irroratrice per i trattamenti, sempre Isobus, e la possibilità di installare il sistema di guida automatica anche sui trattori per la preparazione del terreno. La strada dell’agricoltura di precisione per noi è appena iniziata. nnn MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 37
NOV I TÀ IN C AMP O
Tre generazioni Domenico, Christian e Andrea Bagioni
A Ravenna i Bagioni hanno fatto dell’evoluzione tecnologica il punto di forza
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n trent’anni la coltivazione del pomodoro ha subito un’evoluzione pazzesca. Dalle operazioni manuali, che impegnavano decine di persone, si è passati all’utilizzo delle macchine, che ha notevolmente incrementato la produzione e migliorato la qualità del lavoro. L’arrivo delle nuove tecnologie e del digitale (v. pag.36,ndr) rap-
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presenta una vera rivoluzione per questa coltura, dal trapianto, sempre più curato e preciso, alla sarchiatura automatica, che consente di sopperire alla mancanza di manodopera nella coltivazione biologica. A San Zaccaria, in provincia di Ravenna, una di quelle aree d’Italia in cui la specializzazione ha dovuto supplire alle piccole dimensioni dei “poderi” e l’industria di trasformazione e le società sementiere, che hanno sede nel Cesenate, avevano bisogno di entrare in contatto con l’esperienza e la passione degli agricoltori che vi lavoravano da sempre, è nata la società agricola Bagioni, creata da Domenico, ‘Mingo’ per gli amici, da sempre aperto al nuovo e che, nonostante i suoi 82 anni, continua a lavorare in azienda. Nel 2000 l’arrivo del figlio Christian, che, dopo aver lavorato per anni in altri settori, decide di continuare e rinnovare l’attività di famiglia. Anche il nipote Andrea ora è pronto ad
entrare in azienda, continuando la tradizione, con lo stesso entusiasmo e passione, e la preparazione tecnologica delle nuove generazioni. Il parco macchine a disposizione dell’azienda è veramente ampio, per soddisfare le esigenze di tutte le colture e fornire un servizio preciso e tempestivo ai clienti, con trattori di ogni tipo e potenza, principalmente Same Deutz-Fahr, per l’affidabilità e l’assistenza fornita dal rivenditore di zona e per la provenienza italiana; attrezzature per la lavorazione del terreno, la semina ed il trapianto del pomodoro e della barbabietola da seme, oltre a atomizzatori per il vigneto. Per la raccolta è in dotazione dal 2020 una vendemmiatrice trainata Gregoire, una nuova macchina per la raccolta del pomodoro Guaresi Super G 120-40 con selezionatrice ottica, completa di guida automatica e di sistema GPS per la pesatura e la mappatura della produzione. (G. B.). nnn
Confagricoltura e Assoverde realizzano il dossier dei manutentori del green
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onfagricoltura e Assoverde, supportati da un comitato tecnico e scientifico, hanno avviato un percorso di confronto e di collaborazione con i principali operatori del settore del verde, pubblici e privati, per la stesura di un “Libro Bianco”, come sfida e occasione “Per un Neorinascimento della cura e della gestione del verde”. Per inciso va ricordato che Assoverde raggruppa le aziende che operano nel settore della “cura e manutenzione del verde” e che ha come mission la salvaguardia ambientale, la ricostruzione degli eco-sistemi e la rigenerazione delle città. La pandemia ha messo in luce
il grande beneficio che il verde urbano può apportare alla vita quotidiana: parchi, giardini e, più in generale, piante e alberi negli spazi delle città contribuiscono significativamente alla sensazione di benessere derivante dalla loro fruizione o dalla loro semplice presenza. Di qui la necessità di un cambio di passo nelle metodiche di cura del verde, che spesso risultano obsolete o di scarsa qualità rispetto agli standard imposti dalle nuove conoscenze e sensibilità. Con l’aggravarsi delle problematiche ambientali, che molte ricerche internazionali considerano connesse con la salute e tra le cause principali di molte
malattie, questi temi sono ormai improrogabili e richiedono la collaborazione di tutti. Ai primi tavoli tecnici Confagricoltura e Assoverde hanno coinvolto referenti istituzionali, interlocutori politici, tecnici delle amministrazioni, Università, enti di ricerca, associazioni di categoria, imprenditori e professionisti. I prossimi appuntamenti, aperti a quanti vorranno aderire, scandiscono un percorso che vuole diventare permanente, per raccogliere, ogni anno, all’interno del Libro Bianco, soluzioni e proposte concrete per indirizzare l’azione istituzionale verso ulteriori energie, norme e regolamenti più adeguati e con idonee coperture economiche e finanziarie. Allegato al Libro Bianco è il “Quaderno Tecnico”, che illustra le soluzioni innovative provenienti dal mondo imprenditoriale. La difesa della biodiversità e un nuovo equilibrio tra l’uomo e la natura rimangono gli obiettivi di base di questo libro. Vari tavoli tecnici seguiranno a breve. I primi risultati saranno illustrati nella prossima edizione della fiera MyPlant&Garden, mentre la presentazione ufficiale è prevista in due giornate di convegno, in primavera. (C. C.) nnn
Libro bianco sul verde MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 39
NOV I TÀ IN C AMP O
Adesione formale di Agrinsieme e Assosementi al Convase. Impegno attivo a monte della produzione
della c
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onfagricoltura - assieme a Cia Agricoltori, Copagri, Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e Assosementi - ha formalmente aderito al Consorzio per la valorizzazione delle sementi Convase, che riunisce 23 aziende rappresentanti il 40% della produzione nazionale di sementi certificate di cereali a paglia, rafforzando così la sinergia tra il mondo sementiero e quello agroalimentare. L’intesa è stata annunciata durante l’incontro “Il settore sementiero e agricolo: sfide e opportunità nello scenario post-Covid”. Sono intervenuti: Massimiliano Giansanti (Confagricoltura), Eugenio Tassinari (Convase), Giuseppe Carli (Assosementi), Giorgio Mercuri (Alleanza delle Cooperative), Mauro Di Zio (Cia Agricoltori), Franco Verrascina (Copagri). L’adesione al Convase rafforza la collaborazione tra aziende agricole e sementiere, con l’obiettivo di valorizzare la qualità delle produzioni in un’ottica interprofessionale e di stimolare un dialogo costruttivo capace di anticipare le esigenze del settore e qualificare l’intera filiera.
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Da sinistra: Carli, Giansanti, Tassinari, Di Zio, Verrascina, Mercuri
Permette, inoltre, di dare gambe alla creazione del disciplinare ‘Seme di Qualità’ - presentato un anno fa ed elaborato dal Convase, con il supporto di Confagricoltura e delle altre associazioni - per dare agli agricoltori la possibilità di conoscere le informazioni sulla tracciabilità delle
sementi, offrendo garanzie sulla qualità del seme acquistato e indicazioni utili per il corretto impiego, con maggiori possibilità di ottenere produzioni elevate e di qualità. “Quello di oggi - ha osservato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti - è un
Seminatrice pneumatica di precisione Arbos MS 8100 Super-L
Il seme ollaborazione
momento di incontro importante, in cui le associazioni agricole e quelle sementiere raggiungono un accordo per dare un futuro di ricerca e di scienza, ma soprattutto di produzione all’agricoltura italiana. Credo che il compito di tutti noi rappresentanti di settore sia quello di garantire sempre di più il progresso dell’impresa agricola nazionale. Oggi produciamo il 75% di quello che mangiamo in Italia. L’obiettivo del 100% è vicino, ma per raggiungerlo abbiamo bisogno di implementare alcuni aspetti; uno di questi attiene proprio al tema della ricerca, ovviamente declinata per il comparto sementiero. Le sementi sono fondamentali per lo sviluppo delle coltivazioni
italiane. Il nostro Paese è leader a livello mondiale in produzioni importanti (pensiamo al grano duro). L’accordo va nella direzione di raggiungere sempre di più l’autosufficienza alimentare, per poter garantire ai nostri con-
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Valorizzare la qualità delle produzioni in ottica interprofessionale sumatori cibo al 100% italiano”. La valorizzazione delle produzioni non può prescindere dal sostegno all’innovazione, che può aiutare l’agricoltura a garantire rese stabili e produzioni più sostenibili. Il settore sementiero è un comparto altamente innovativo, in grado di investire sino al 20% dei suoi ricavi in attività di ricerca e sviluppo per immettere sul mercato varietà migliori. Ed è stato sottolineato che la filiera agroalimentare parte dal seme; non a caso gli agricoltori operano in stretto e costante contatto con i produttori di sementi, testando direttamente in campo i risultati del loro lavoro e indicando le richieste e le esigenze che arrivano dal mercato, con particolare riferimento alle problematiche agronomiche, fitosanitarie, di resa e di carattere qualitativo. Proprio per tali ragioni è fondamentale poter disporre di uno strumento in grado di assicurare la tracciabilità, la sicurezza e la sostenibilità del processo produttivo sin dall’inizio del ciclo, partendo dalla semente e puntando su iniziative quali il progetto ‘Seme di Qualità’. (C. S.) nnn
SETTORE DELLA MOLTIPLICAZIONE DELLE SEMENTI IN ITALIA
Coinvolti 15.000 agricoltori per le specie agrarie e 4.000 per le specie ortive a livello nazionale. La superficie di produzione delle sementi ufficialmente certificate nel 2019 si attesta a 202 mila ettari. È di 1 miliardo di euro circa il fatturato del settore sementiero, stimato all’ingrosso ed al netto dei trattamenti. MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 41
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Accordo tra Confagri e Cifo. Campi vetrina delle produzioni, formazione e tavoli di confronto
di Gaetano Menna
Nutrizione
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rosegue l’impegno di Confagricoltura per favorire innovazione e sostenibilità. In quest’ottica la firma dell’accordo di collaborazione con Cifo, solida realtà italiana specializzata nella produzione e commercializzazione, sia in Italia sia all’estero, di prodotti per la nutrizione vegetale e biostimolanti; tra l’altro ha aderito alla normativa internazionale UNI EN ISO14001 e la sua attività è certificata da Certiquality. L’esperienza di quasi 60 anni di attività, nonché l’appartenenza ad un grande Gruppo presente in 70 Paesi e con un fatturato di circa 130 milioni di euro, consente a Cifo di potere contare su una propria filiera e su un’ampia gamma di prodotti finiti innovativi e di elevata qualità. A Roma, a Palazzo della Valle, la firma dell’intesa da parte del presidente di Confagricol-
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tura, Massimiliano Giansanti, e del consigliere delegato di Cifo, Pierluigi Picciani. L’obiettivo è di migliorare la sostenibilità delle produzioni agricole nell’ottica del contenimento dei costi, del miglioramento della qualità, della riduzione dell’impatto ambientale. L’Organizzazione degli imprenditori agricoli e il gruppo agroindustriale hanno deciso di avviare una serie di iniziative finalizzate all’informazione e alla divulgazione. In particolare, con l’ac-
Giansanti e Picciani
cordo, hanno concordato di dar vita a “campi vetrina” su colture emergenti o di interesse nazionale. Si tratterà di campus in cui gli agricoltori associati a Confagricoltura potranno conoscere, provare e approfondire tecniche agronomiche innovative su tre livelli: per gli agricoltori, che potranno ottenere maggiore redditività; per il consumatore, che
Campus per conoscere e approfondire tecniche agronomiche innovative
vegetale potrà beneficiare di prodotti di migliore qualità e più salubri; per l’ambiente, visti gli impatti minimi dei formulati utilizzati. Iniziative che saranno supportate da programmi congiunti di formazione e tavoli di confronto tra tecnici e agricoltori. “Cifo - ha dichiarato Giansanti - è un partner di grande esperienza, che ha la stessa nostra visione e mission per il progresso dell’a-
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gricoltura. Insieme vogliamo lavorare per far sì che le imprese possano ottimizzare le produzioni agricole tramite le più recenti tecnologie e metodologie e che vengano realizzate filiere coese a monte e a valle del momento produttivo”. In quest’ottica è essenziale il contributo di ricerca e innovazione”. “Tra i nostri obiettivi è prioritario - ha osservato il presidente
di Confagricoltura Massimiliano Giansanti - il rafforzamento della competitività delle imprese agricole e delle filiere agroalimentari (che producono, commercializzano e vendono i loro prodotti), anche con un rinnovato impegno per l’ambiente, la sicurezza alimentare, la salute e il benessere, rispondendo ai precisi obiettivi che si è data l’ONU - nella direzione tracciata da Agenda 2030 - e l’Unione Europea con Green New Deal e la specifica strategia Farm To Fork”. “Siamo orgogliosi di essere partner di Confagricoltura in questo importante progetto - ha dichiarato dal canto suo il rappresentante di Cifo -. Da sempre, infatti, siamo impegnati nella ricerca di nuovi prodotti e di nuove soluzioni tecniche in grado di risolvere i problemi dei nostri clienti finali, gli agricoltori, e di soddisfare i requisiti di un mercato sempre più esigente. Siamo quindi ben lieti di poter condividere con gli associati di Confagricoltura le nostre conoscenze, frutto della nostra esperienza in laboratorio e su campo, per favorire un’agricoltura sempre più sostenibile e di eccellenza”. nnn
OTTENERE IL MEGLIO DALLE COLTIVAZIONI
Biostimolanti e prodotti nutritivi, se opportunamente impiegati, permettono di aumentare la crescita, la resa e la tolleranza delle colture agli stress abiotici, indotti cioè da carenza o eccesso di fattori di natura ambientale. Il loro impiego permette di migliorare lo sviluppo e la vitalità delle piante; concimare, prevenire e curare le carenze; migliorare la resistenza ed il recupero dagli stress; migliorare la qualità delle produzioni; incrementare le naturali difese delle piante; migliorare la produttività delle colture; ottimizzare le caratteristiche e la fertilità dei suoli; incrementare l’efficacia e la sicurezza dei trattamenti. È opportuno intervenire sin dalle fasi di pre-semina e semina con prodotti specifici, adatti ad entrare in contatto con i semi o con le nuove radichette, supportando le piante nella delicata fase di germinazione, garantendone un più rapido sviluppo e una crescita equilibrata. In molte colture - come il frumento, mais o la barbabietola - è pure importante favorire la vitalità delle foglie, rallentando i processi di senescenza e migliorando il loro stay green. MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 43
S P E C I A L E C O LT U R E P R O T E T T E
Disegnare il futuro
Castellanina a Ravenna: serre hi-tech su modello olandese per coltivazione fuori suolo del pomodoro di Elisabetta Tufarelli
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VEDI IL VIDEO AZIENDALE
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e aziende agricole che hanno scelto di scommettere sull’innovazione, utilizzando nuove tecnologie, sono fondamentali anche per affrontare aspetti come il cambiamento climatico e l’inquinamento ambientale. Tra le colture che rafforzano il concetto di agricoltura di precisione, garantendo qualità e salubrità dei prodotti e riducendo il ricorso ai fitofarmaci, ci sono le colture protette fuori suolo, un metodo svincolato dalla terra. A Ravenna visitiamo un’impresa che ha deciso di fare della coltivazione fuori suolo il suo futuro. Ad aprirci i cancelli della società agricola Castellanina, una s.r.l. con quattro ettari di serre in cui si producono pomodori per il mercato del fresco, il suo proprietario Lorenzo Ceroni. “Ho viaggiato molto per lavoro - racconta - occupandomi di finanza per società
multinazionali; poi ad un certo punto della vita ho avuto il desiderio di costruire una mia impresa. Sono stato architettonicamente affascinato e colpito dalle serre in provincia di Rotterdam. Così, senza riconoscere un pomodoro da un peperone, ho deciso di replicare questo modello qui a Ravenna, impiantandolo in una terra di proprietà della mia famiglia”. Detto fatto. Nel 2006 Lorenzo ha continuato a informarsi e nel 2007 ha aperto il cantiere. Oggi queste serre idroponiche su modello olandese sono fortemente high tech e totalmente eco sostenibili. L’azienda coltiva fuori suolo esclusivamente pomodori, commercializzati direttamente attraverso i canali della GDO. “Produco - spiega l‘imprenditore - pomodori ciliegini, datterini e tondi lisci, i cosiddetti ramati a grappolo. A parità di coltivazione, con il fuori suolo risparmio
il 70% di acqua. Le serre vengono riscaldate a metano e utilizzo l’anidride carbonica prodotta per nutrire le piante. Sono riuscito anche a combattere le varie patologie senza l’uso dei fitofarmaci, impiegando la lotta integrata. Utilizzo insetti utili (macrolocus), la confusione sessuale mediante ferormoni e le trappole cromatropiche, mentre l’impollinazione avviene attraverso i bombi”. I pomodori sono bellissimi e le piante sono gestite in modo scientifico. Tutto intorno ci sono un ordine ed una pulizia meticolosi. Anche se il prodotto è effettivamente bio e sostenibile, Lorenzo ci spiega che, attualmente, la normativa europea non consente alle colture fuori suolo di accedere alla cer tificazione biologica. Nelle coltivazioni professionali di pomodoro come questa nulla è lasciato al caso, ma si ricorre all’alta tecnologia. “Le serre sono completamente a ciclo chiuso - mette in evidenza Lorenzo Ceroni -. Le piantine di pomodoro innesta-
te, che mi arrivano dall’Olanda, vengono trapiantate su lastre di lana di roccia e alimentate con un sistema di fertirrigazione che, attraverso un impianto, ricicla e depura l’acqua, disinfettandola con lampade a 1200 lux. Anche l’energia termica è generata dalla cogenerazione ad olio di semi raffinato tracciato europeo”. Qui c’è il detto “la terra è bassa non funziona”. “Da noi - precisa Lorenzo - si lavora sempre in piedi. Le nostre piante radicano sulle lastre che sono appoggiate su canalette sospese lunghe 100 metri e a 80 centimetri da terra. Il ciclo produttivo aziendale va da metà marzo a fine novembre e le piante raggiungono la lunghezza di 18 metri e producono 39 grappoli ognuna, uno alla settimana. Perciò utilizziamo anche piattaforme che vanno su binari al cui interno scorre acqua calda: veri e propri termosifoni”. Soddisfatto? “Dalla mia attività moltissimo, faccio quello che mi piace con grande passione ed entusiasmo”. nnn MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 45
S P E C I A L E C O LT U R E P R O T E T T E
Non sono tempi facili ma impegno e qualità sono armi vincenti. A Chieti l’impresa familiare Frezza
di Elisabetta Tufarelli
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iamo in pieno territorio abruzzese, nell’entroterra di Chieti, a Miglianico, dove incontriamo Mario Frezza che, insieme alla madre Concetta e al padre Giuliano, conduce una piccola impresa associata alla FIIAF, l’associazione che riunisce le imprese agricole familiari di Confagricoltura. “Mi occupo praticamente da sempre dell’azienda della mia famiglia dove, in parte in pieno campo e in parte in serra, coltiviamo ortaggi”. Mario, che adesso ha trentanove anni, si è impegnato in agricoltura immediatamente dopo il diploma, insieme ai suoi, manda avanti direttamente i quasi quattro ettari in proprietà e comodato d’uso. “I nostri tunnel - spiega Mario - non sono riscaldati, ma ci permettono comunque di produrre fuori stagione, consentendoci di offrire prodotti più salutari con un miglior controllo dei fattori climatici e un minore impatto ambientale”. L’impresa familiare produce per la maggior parte ortaggi: pomodori, melanzane, peperoni, fagioli, fagiolini, zucchine e cetrioli. “Commercializziamo direttamente i nostri prodotti, rigorosamente a chilometro zero -
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Dentro
mette in evidenza - attraverso la vendita diretta tutti i giorni della settimana in un banco nel nostro paese, a Piazza Malta, il luogo storico dove comprare le verdure prodotte direttamente dagli agricoltori della zona. In più, da una quindicina d’anni, ogni domenica, andiamo anche al mercato di Guardiagrele, un grosso centro ai piedi della Maiella”. La pandemia vi ha creato problemi? “Dal punto di vista
strettamente commerciale no, perché i consumatori ora prestano maggiore attenzione agli acquisti, premiando la vendita dal produttore al consumatore. Economicamente non abbiamo riscontrato variazioni, ma abbiamo dovuto prestare molta attenzione ed applicare tutte le misure sanitarie necessarie. Ad esempio, al mercato, per evitare ogni tipo di assembramento, abbiamo creato percorsi differen-
Ortaggi prodotti in serra fredda e vendita diretta
il tunnel
serra è già tutto pronto, aspettiamo che le temperature si alzino un po’. Contiamo, fra qualche giorno, appena migliora il tempo, di iniziare con i trapianti di pomodoro. Siamo molto attenti in questa fase: le piantine sono estremamente delicate e non possiamo rischiare di essere troppo frettolosi compromettendo il nostro lavoro”. L’impresa familiare, pur non essendo bio, presta molta attenzione alla qualità e alla salubrità degli ortaggi che produce. “Tutta la nostra verdura - mette in evidenza Mario Frezza - può definirsi sostenibile. Intervengo molto poco e solo quando è strettamente necessario sulle colture”. Progetti futuri per la vostra impresa? “Tanti. Desidero - conclude l’associato Fiiaf - sviluppare sempre di più la nostra azienda familiare. È la mia vita: lavoro su questi campi da quasi venti anni con grande impegno e passione e intendo continuare a farlo”. nnn La famiglia Frezza
ziati davanti al nostro banco”. Per quanto riguarda la coltivazione a che punto siete? “In questo momento - chiarisce Mario - siamo in una fase non particolarmente attiva e posso dedicarmi di più alla famiglia: sono sposato da due anni con Sabrina e, quattro mesi fa, è nata nostra figlia Pernilla. Qui in campagna fa freddo, le temperature sono tuttora basse e c’è ancora troppa brina in campo. E anche se in MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 47
EPS Ente Produttori Selvaggina di Landolfo di Napoli
VIA ALL’ITER PER ABROGARE LEGGE DEL 1992
Referendum sulla caccia? Con uno scarno comunicato apparso sulla Gazzetta Ufficiale n. 35/2021 la cancelleria della Corte suprema di Cassazione, in data 10 febbraio 2021, ha dato notizia di avere accolto a verbale e dato atto della dichiarazione resa da tredici rappresentanti di altrettante associazioni ambientalistiche di voler promuovere la raccolta di almeno cinquecentomila firme di elettori per ottenere la promulgazione di un referendum nazionale finalizzato all’abrogazione della legge 11 febbraio 1992 n. 157 inerente le “Norme per la protezione della selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”. Potrebbe sembrare anche un argomento di scarso se non marginale interesse per degli imprenditori agricoli. Per contro molti agricoltori potrebbero anche gioire in quanto l’impossibilità di esercitare - come si propongono di ottenere i promotori del referendum una qualsiasi attività venatoria priverebbe di significato anche la 48 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2021
disposizione normativa di cui all’art 842 cc: “Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno. Egli può sempre opporsi a chi non è munito della licenza rilasciata dall’autorità”. Si tratta di una norma unica in Europa e non solo, che permette ai cacciatori italiani di accedere sui terreni altrui senza la necessità di una preventiva autorizzazione da parte del proprietario o di chi esercita attività d’ impresa su tali territori. Nella realtà però, qualora il percorso appena avviato andasse in porto ed il referendum abrogativo si dovesse tenere e poi avere un esito favorevole, la situazione si rivelerebbe molto più complicata e preoccupante di quella che anche gli stessi promotori ritengono. L’abrogazione della 152/92 non solo impedirebbe di fatto ogni attività venatoria, ma creerebbe un preoccupante vuoto normativo. Le imprese agricole vedrebbero difatti nel volgere di poco tempo la loro attività produttiva condizionata e falcidiata dall’insostenibile ed incontrollata pressione esercitata da una fauna selvatica non più in alcun modo controllata e gestita. La popolazione - non solo quella delle aree rurali - vedrebbe crescere in modo esponenziale i rischi per la propria incolumità. L’aumentata e soprattutto eccessiva pressione faunistica - si veda cosa sta succedendo per
l’ormai cronica mancanza di una seria gestione degli ungulati che dimorano indisturbati anche nei territori urbani - farebbe difatti correre non pochi e seri pericoli. Per rendersi realmente conto di quale potrebbe essere di qui a breve la situazione basti pensare ai numerosi incidenti (in alcuni casi purtroppo anche mortali) già oggi causati dall’abnorme e mal gestita popolazione di cinghiali. Spesso in troppi spinti, da un ambientalismo non ragionato, si dimenticano e pongono in secondo piano quello che rappresenta l’elemento fondamentale di uno sviluppo armonico, ossia il coniugare la gestione della fauna e della biodiversità con la salvaguardia ed il mantenimento sul territorio di un’adeguata ed economica presenza di attività produttive. Occorre considerare che la
principale causa del depauperamento della fauna selvatica autoctona ed il progressivo impoverimento della biodiversità - a differenza di un credere comune che lo imputa all’eccessivo prelievo venatorio - deriva in gran parte dall’abbandono produttivo delle campagne. La perdita di numerosi elementi di biodiversità e la rarefazione di molte specie autoctone, con il contestuale incremento di altre, scaturisce dalla mutata destinazione dei terreni e dalla sempre più massiccia e vasta presenza di aree incolte ed abbandonate; in esse tali specie non solo non trovano più un sufficiente sostegno alimentare, ma sempre più di frequente entrano in conflitto alimentare e preda di invasive di specie nocive autoctone ed alloctone. Non si parla solo di lupi, ma anche di volpi e poi di corvi, cor-
nacchie, taccole, piccioni, storni, gabbiani, cormorani svassi, di cui è aumentata in modo esponenziale la pressione numerica, anche a seguito delle limitazioni imposte ad efficienti ed indispensabili azioni di gestione e contrasto. Spesso auspicando o imponendo azioni diffuse di tutela integrale, ci si dimentica come sia invece interesse comune adottare misure di gestione che garantiscano la continuità dell’attività produttiva agricola (senza di cui vengono meno indispensabili azioni di presidio e controllo del territorio) e che siano elemento di tutela di un patrimonio straordinario ed unico al mondo per valore storico, paesaggistico, culturale e ambientale. Lo svolgimento di un referendum cosi concepito appare quantomeno inopportuno, mentre sarebbe auspicabile che tutti
gli attori interessati (agricoltori, cacciatori, ambientalisti, rappresentanti della società civile) affrontassero con spirito costruttivo la revisione della legge 152/92, in modo da concordare e definire gli obiettivi ed i principi di una corretta gestione della fauna selvatica. Quel che occorre - come da tempo sostenuto dalle rappresentanze degli istituti privati di gestione e produzione di selvaggina - è abbandonare le false certezze che hanno guidato i diversi approcci, per giungere consapevoli che lo sviluppo e la salute della fauna selvatica non può che passare attraverso la realizzazione di una consapevole e corretta gestione delle popolazioni animali - ad una costruzione normativa che coniughi, come avviene nel resto del mondo, i diversificati interessi di tutti gli attori. MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 49
ORGANIZZ A ZIONE E TERRITORIO FROSINONE CONTENIMENTO CINGHIALI
Confagricoltura Frosinone segnala la necessità di ridurre il numero dei cinghiali che devastano i raccolti, mandando in fumo il duro e lungo lavoro degli agricoltori ciociari e i loro investimenti, mettendo a rischio la sicurezza delle persone con incidenti stradali. “La provincia è invasa - sottolinea il presidente Vincenzo del Greco Spezza -. Ben venga dunque un ridimensionamento controllato degli esemplari. Non deve essere però un via libera generalizzato. Vanno regolamentati gli ingressi dei cacciatori nei boschi di proprietà privata, perché molti agricoltori hanno espresso timore per la propria sicurezza. Lavorare con la presenza dei cacciatori è pericoloso”. Il presidente di Confagricoltura Frosinone lancia un appello: “I nostri uffici stanno già effettuando riunioni di zona con esperti legali per vagliare tutte le ipotesi e assistere gli agricoltori danneggiati, ai quali chiediamo di contattarci per avere il supporto necessario alla richiesta di ristori”. 50 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2021
di Alessandra Porro
CERTIFICAZIONE FORESTALE IN VENETO
Bosco sostenibile
Salgono a oltre 52 mila gli ettari in Veneto che possono fregiarsi del marchio di “Gestione forestale sostenibile”. Si tratta del marchio internazionale Pefc - Programme for endorsement of forest certification schemes assegnato ad enti e privati che garantiscono una buona gestione delle foreste, mantenendone la biodiversità e la capacità di rinnovamento senza comportare danni ad altri ecosistemi. New entry del progetto di certificazione, di cui è capofila Confagricoltura Belluno in collaborazione con Confagricoltura Veneto, sono in provincia di Belluno i Comuni di Calalzo, Lamon, Longarone e Seren del Grappa, che si aggiungono a 15 Regole (Comelico, Auronzo, Vigo) e ai Comuni di Mel e Trichiana, raggiungendo quota 23.237 ettari. Ma il progetto piace anche alla provincia vicentina, dove sono entrati i sette Comuni dell’Altopiano di Asiago, oltre a Caltrano, Calvene, Lugo e Valbrenta, per un totale di 27.399 ettari di bosco sostenibile. Nell’Alta Marca trevigiana
hanno aderito invece Miane, Pieve del Grappa e Valdobbiadene, per un totale di 1.180 ettari.Il certificato di sostenibilità è intestato a Confagricoltura Veneto, mentre Confagricoltura Belluno rappresenta il gestore e coordinatore del gruppo, denominato Veneto Foreste. La certificazione di “Gestione forestale sostenibile” garantisce al consumatore finale che i prodotti (il legno o un suo derivato, come la cellulosa, ma anche i prodotti forestali non legnosi, come funghi, tartufi, frutti di bosco, castagne) derivino da foreste gestite in maniera legale e sostenibile, quindi che non provengano da tagli illegali o da interventi irresponsabili, che possono portare all’impoverimento o alla distruzione delle risorse forestali. Il bosco copre circa il 25% della superficie regionale. La certificazione è un passo avanti importante per valorizzare i nostri boschi, che vantano legni molto pregiati e può servire, in un’ottica futura, a creare filiere che portino lavoro e occupazione.
CONFAGRI SIENA SU LAVORO AGILE
Smart working
Il Coronavirus e la pandemia hanno inciso profondamente sulla vita quotidiana, cambiando in modo repentino abitudini e stili di vita. A subirne maggiormente le conseguenze è stato il mondo del lavoro, che ha dovuto adattarsi nei tempi e negli spazi a una nuova routine. Di questo, tra vantaggi e criticità, si è parlato in occasione del convegno online “Smart working. Il lavoro agile nel settore privato: prospettive e opportunità oltre l’emergenza”, organizzato dall’Unione provinciale agricoltori di Siena, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali dell’Università di Siena. All’incontro hanno partecipato, in qualità di relatori, professori universitari, avvocati giuslavoristi, rappresentanti istituzionali, politici italiani ed europei. “Abbiamo organizzato questo incontro - ha detto il direttore dell’Unione agricoltori, Gianluca Cavicchioli - perché riteniamo importante analizzare le difficoltà emerse e alcuni aspetti
meritano un approfondimento. Serve ottimizzare questa risorsa e capire soprattutto come ottimizzarla”. “Il nostro settore è interessato allo smart working, perché esiste un’agricoltura moderna, multifunzionale, che sempre di più si avvicini come forma imprenditoriale agli altri settori produttivi”. Così Roberto Caponi, avvocato e responsabile dell’area sindacale e welfare di Confagricoltura nazionale, intervenuto al webmeeting. In merito alla disciplina del lavoro agile, Caponi ha voluto sottolineare che per la sua applicazione occorre evitare una iper regolamentazione legislativa. “Credo - ha aggiunto - che un ruolo importante possa essere svolto dalla contrattazione collettiva, per mantenere la flessibilità dello strumento e consentire comunque di renderlo utile. C’è la necessità, visto che sarà destinato a durare nel futuro, di capire come possa essere regolamentato ed i problemi operativi che esistono attualmente”.
CATANIA PIOGGIA DI LAPILLI
”La pioggia di lapilli e l’enorme quantità di cenere che si è riversata sulla provincia etnea ha provocato danni ingenti al settore agricolo. Sono migliaia le aziende agricole, agrumicole, orticole, florovivaistiche e vitivinicole che stanno subendo danni incalcolabili. Intere produzioni danneggiate in maniera irreversibile stanno mettendo in ginocchio le imprese, già duramente provate da un anno di pandemia e di contrazione economica”. Ad affermarlo è il presidente di Confagricoltura Catania, Giovanni Selvaggi. Le aree più colpite sono quelle della fascia pedemontana, ma anche Giarre, Acireale, Fiumefreddo, e ampie zone della piana di Catania. “Urge una ricognizione dei danni; chiediamo l’intervento dell’assessore all’Agricoltura della Regione Sicilia affinché la situazione sia dichiarata emergenza nazionale. Chiediamo al governo di disporre l’immediata sospensione di versamenti Inps, dei mutui agrari e cambiali per almeno un anno. Serve essere concreti: non vogliamo promesse, ma misure immediate, visto che ancora aspettiamo i soldi dell’alluvione del 2018. Invitiamo gli agricoltori a segnalare agli uffici di Confagricoltura Catania e provincia danni e disagi”. MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 51
CAMPI ROSA
di Elisabetta Tufarelli
PROGETTO FORMATIVO DI CONFAGRI DONNA
AUDIZIONI ALLA CAMERA
Comunicare l’impresa
Che l’agricoltura abbia riacquistato il suo ruolo primario non c’è dubbio, ma bisogna anche rendersi conto della necessità di promuovere e valorizzare l’imprenditoria femminile. Sono 200 mila le imprese agricole condotte da donne, che rappresentano quasi un terzo dell’intero settore. “Alcuni amici giornalisti, che non si occupano di agricoltura - ha sottolineato Alessandra Oddi Baglioni - sono stati coinvolti in un webinar formativo per spiegarci, ‘dall’altra parte della barricata’, come comunicare meglio il nostro mondo e le nostre realtà”. Così, dopo aver affrontato il tema della comunicazione in generale,
soffermandoci sulla sua evoluzione, dalla stampa ai social, le numerose partecipanti hanno approfondito come viene percepita l’agricoltura e quali aspetti comunicare dell’impresa agricola declinata al femminile. Melania Aloia ha approfondito la strategia digitale, Flavia Amabile ha sottolineato gli aspetti dell’attualità, con Vittorio Ferla sono stati affrontati gli argomenti e come presentarli, mentre Sergio Luciano ha fatto una panoramica economica mettendo in evidenza l’importanza della programmazione e dell’autocritica. Daniela Carlà fondatrice e coordinatrice di “Noi rete donne” ha chiuso il partecipatissimo webinar.
Promuovere e valorizzare l’imprenditoria femminile in agricoltura significa sostenere lo sviluppo del Paese dal punto di vista produttivo, ma anche sociale e umano, dal momento che ancora molto resta da fare per raggiungere la parità e l’uguaglianza di genere. Così Agrinsieme - il coordinamento che riunisce Confagricoltura, Cia-Agricoltori italiani, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari - intervenendo in audizione in Comagri Camera nell’ambito dell’esame del ddl su disciplina dell’agricoltura multifunzionale e promozione dell’imprenditoria e del lavoro femminile nel settore agricolo. Analogamente, Alessandra Oddi Baglioni (intervenendo per Confagricoltura Donna) si è soffermata sulla necessità di accelerare sull’istituzione del “Comitato Impresa Donna”, auspicando che le assicurazioni di Mario Draghi si concretizzino in provvedimenti specifici per investire sull’imprenditoria femminile.
CONCORSO “DONNE E SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA” in concomitanza del 7° Censimento generale dell’Agricoltura dell’Istat. L’obiettivo è mettere in evidenza i tanti talenti femminili che operano in un’ottica green e innovativa nel settore primario. Saranno selezionate storie e progetti di quelle agricoltrici che si distinguono per ridurre l’impatto della propria attività sull’ambiente, preservando l’ecosistema generale. Ci si potrà candidare, fino al prossimo 31 maggio, direttamente sul sito ufficiale del 7° Censimento generale dell’Agricoltura (7censimentoagricoltura.it) 52 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2021
PRIMA RIUNIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE
IL PUNTO
È stato un Consiglio nazionale - il primo dell’anno - molto partecipato quello che si è svolto l’8 marzo, in parte in presenza a Palazzo della Valle, in parte da remoto, per i Giovani di Confagricoltura - Anga. Dopo l’apertura dei lavori, in cui il presidente Francesco Mastrandrea ha illustrato la complessità della situazione politica che stiamo vivendo, si è fatto il punto su quanto è stato fatto negli ultimi mesi. L’impegno dell’Anga ha visto da settembre ad oggi, tra le altre cose, vari webinar formativi e informativi sui vari comparti produttivi, con i delegati Anga delle Federazioni nazionali di prodotto: le biotecnologie applicate ai vitigni per renderli più resistenti, l’utilizzo delle luci a led nelle serre per aumentare le rese delle piante, sono stati alcuni dei temi dei momenti di alta formazione organizzati con esperti di settore e docenti universitari, per approfondire le problematiche, ma anche le principali novità all’avanguardia per i vari comparti. Il Consiglio è stato anche il momento per delineare e condividere le prossime attività che vedranno i Giovani di Confagricoltura impegnati: una serie di webinar informativi di contrasto alle fake news; i lavori del tavolo interassociativo IMPatto Giovani, di cui l’Anga fa parte, con altre dodici associazioni di categoria giovanili, per la presentazione ai decisori politici di position paper che raccolgano le esigenze dei giovani imprenditori dei principali settori produttivi; tre convegni con l’ANPA, l’Associazione Nazionale dei Pensionati Agricoli sulla storia dell’agricoltura, dei consumi italiani e di Confagricoltura; un virtual Roadshow, con varie tappe “in tutta Italia” in collaborazione con varie sedi di Confagricoltura, per far conoscere Anga a nuovi potenziali associati; la prosecuzione del lavoro all’interno del Ceja; la costituzione di tre gruppi di lavoro, uno sul Credito, uno sull’Innovazione e uno sulla PAC, i cui lavori saranno la base di partenza per le attività del Convegno Quadri del 2022. Intanto è partita la nuova campagna di comunicazione “Next Generation Farming” (v. pag. 67, ndr), con l’invito a far parte della nuova generazione di giovani imprenditori agricoli.
Giovani di Confagricoltura
Next generation farming
a cura di Paola Castello
Istruzione, politica degli investimenti e ricerca, che oggi sono voci importanti nell’agenda del Premier Draghi, sono anche gli ambiti di cui ci occupiamo primariamente come Giovani di Confagricoltura - Anga, e oggetto di proposte che abbiamo fatto ai decisori politici. Attinente a questi ambiti, altro tema chiave per l’Anga è quello del ricambio generazionale, da cui oggi l’agricoltura non può più prescindere. L’accesso alla terra, gli investimenti in innovazione, la presenza sui mercati e soprattutto la formazione manageriale sono elementi che possono facilitare ed incentivare il ricambio generazionale nel nostro mondo. L’agricoltura italiana necessita di un futuro orientato alla produttività e alla competitività e il patto tra generazioni è il miglior ingrediente per realizzarlo: è bene dunque che anche questo sia nell’agenda dei decisori politici. Francesco Mastrandrea presidente nazionale Anga
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Giovani di Confagricoltura
WEBINAR ANGA SULLE COLTURE PROTETTE
Luce a led nelle serre I nuovi metodi di coltivazione, in particolare l’utilizzo delle luci a led nelle serre e all’interno delle colture protette, sono stati oggetto del webinar “Ortoflorovivaismo: l’evoluzione dei metodi di coltivazione e criticità di settore”, promosso dai Giovani di Confagricoltura - ANGA. Ad illustrare le novità nell’ambito delle coltivazioni in serra è stato il prof. Paolo Zanin dell’Università degli Studi di Padova. Perché usare la luce artificiale? Per stimolare nelle piante - ha spiegato Zanin - la funzione assimilativa, ovvero accelerarne la crescita; per incidere sulla funzione fotoperiodica, ovvero far giungere la fioritura in un determinato periodo; per agire sulla funzione della crescita e dello sviluppo e dei metaboliti secondari, come ad esempio gli aromi, nel caso di piante aromatiche, o i pigmenti, nel caso di piante da fiore. Innegabili i vantaggi di questa tipologia di lampade nelle serre, anche rispetto a quelle usate prima, ormai dismesse (a incandescenza, a fluorescenza, a ioduri metallici, ecc.): i led possono emettere la luce nella precisa lunghezza d’onda che stimola maggiormente certi processi di crescita nelle piante; hanno un basso consumo energetico e una lunga durata; non emettono calore; hanno flessibilità di installazione; non contengono materiali tossici. Il docente ha poi precisato che l’utilizzo non è ancora su larga scala, per via dei costi e perché gli effetti sulle piante devono essere ulteriormente studiati; certo è che l’utilizzo in serra di queste soluzioni si sta rivelando prezioso, sia per anticipare
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la crescita e ad esempio la fioritura, sia per aumentare in generale le rese delle piante. “Nuove frontiere, quindi, per un comparto che è sempre stato pioniere nell’innovazione - ha ricordato Claudio Previatello, rappresentante Anga della FNP Florovivaismo di Confagricoltura - e che deve essere messo nelle condizioni di continuare a innovare”. Il settore da sempre è il fiore all’occhiello della Liguria. Lo ha ricordato Riccardo Vignone, florovivaista di Albenga, che nell’azienda di famiglia, di 2500 metri quadri, coltiva piante aromatiche e piante da fiore, sia in serra che in campo. A ribadire che il florovivaismo è il pilastro dell’agricoltura ligure è stato anche Luca De Michelis, presidente di Confagricoltura Liguria, che ha sottolineato come il 95% della produzione florovivaistica ligure sia destinato all’export e come, a causa della pandemia, stia subendo delle contrazioni pesanti. Il webinar è stato l’occasione per avvicinare soci e addetti ai lavori alle novità di un comparto che - ha ricordato Previatello - rappresenta in Italia quasi 3 miliardi di euro di valore della produzione e 30 mila imprese.
LUCE A SPETTRO SOLARE
Il sistema di illuminazione a led rispetto al tradizionale sistema di illuminazione basato sulle lampade ai vapori di sodio ad alta pressione - si legge nella “Guida tecnica e pratica” di Flora Led (Niteko srl a Montemesola TA) - ha una maggiore efficienza (del 40-60%) nella conversione dell’energia elettrica in energia elettromagnetica biologicamente attiva (radiazione fotosintetica attiva o, in breve, PAR). Le lampade a led non emettono un calore tale da bruciare le piante e ciò dà la possibilità di localizzare il flusso luminoso direttamente sulla fitocenosi e ridurre l’illuminazione nelle aree di passaggio. In questo modo il volume maggiore di PAR viene indirizzato nell’area della fitocenosi nella misura del 30-40% in più rispetto ad una illuminazione uniforme dell’area produttiva. Lampade, come quelle di Flora Led, sono progettate per fornire una luce a spettro solare; le piante ricevono radiazioni dell’intero intervallo biologicamente attivo, 380-780 nm, che influisce positivamente sui loro processi metabolici, con un effetto benefico sugli stessi. L’azienda tarantina, che ha grande esperienza in materia, ha collaborato anche con le autorità scientifiche russe per sviluppare alcuni prototipi di fitotroni per la coltivazione della lattuga e del cavolo nei voli spaziali. 54 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2021
I VOLTI DEL RICAMBIO GENERAZIONALE
Il tema del ricambio generazionale è fortemente sentito dall’Anga, che è sempre stata attivamente impegnata per favorirlo. Da un lato l’avvicendamento tra generazioni, con la staffetta del testimone, dall’altro l’avviamento di nuove imprese young. Ne parliamo con Angela Di Carlo e Luigi Saviolo, presidenti rispettivamente di Anga Roma e Anga Piemonte. “I Giovani di Confagricoltura Piemonte - ci dice Saviolo - hanno intrapreso un dialogo con l’assessorato all’Agricoltura della Regione e con Ismea, per il superamento degli ostacoli che oggi frenano il passaggio del testimone in agricoltura”. “Non può che essere favorita la creazione di nuove imprese young - spiega Di Carlo -. Vanno premiati business plan affidabili, idee imprenditoriali solide, coraggiose e innovative e un impegno che alla fine porta pure benefici occupazionali e di sviluppo dei territori”. Il problema dell’accesso i due dirigenti anghini lo hanno vissuto sulla propria pelle. Angela ha 29 anni ed è titolare della Società Agricola Quattro A arl a Vallinfreda (Roma), un’azienda zootecnica con allevamento misto di ovini, bovini, asini e maiali. Un’impresa a gestione familiare, nata da zero, che - ci racconta - grazie al primo insediamento, ovvero alla misura 6.1 del PSR Lazio, ha ricevuto un finanziamento di 70 mila euro. Ciò ha consentito di avviare l’azienda e di poter realizzare una sala mungitura semiautomatica con 24 postazioni per ovini e due postazioni per gli asini. C’è in progetto, per il futuro, di produrre anche latte d’asina per la cosmesi e di diversificare la produzione. Così come un prossimo obiettivo è quello di realizzare un agriturismo. La sua è un’azienda ben strutturata, che non si è mai
Angela Di Carlo
Luigi Saviolo
Giovani di Confagricoltura
Avvicendamento e avviamento
fermata, neppure durante il lockdown, e che non sarebbe stato possibile avviare - pone in evidenza - senza la misura 6.1 del PSR. Tra gli ostacoli incontrati lungo il percorso sicuramente il principale è stato la burocrazia e i tempi lunghi di erogazione del contributo (dal 2016 al 2020 per completare il tutto). “Ad un giovane che oggi si accinge a fare lo stesso percorso - precisa Angela - direi che ci vogliono coraggio, entusiasmo, formazione ed anche il far parte di un’associazione come l’Anga, che è pure un incubatoio. È fondamentale il confronto, l’affiancamento con qualcuno che abbia già fatto quella esperienza; affiancamento e formazione sono due elementi imprescindibili, perché il ricambio generazionale possa concretizzarsi”. Luigi, anni 29, è titolare della Saviolo Società Semplice Agricola, produttrice di riso da seme. Conseguita la laurea in Economia e Finanza nel 2017, ha deci-
so di costituire una società semplice con il padre e di rilevare così l’azienda personale del padre che si trova nel comune di Salasco (Vercelli). È subentrato quindi nell’azienda di famiglia, inglobandola. “Senza il supporto di mio padre e il suo affiancamento, ma anche il suo farsi da parte ad un certo punto, per lasciarmi spazio, oggi non avrei le redini dell’impresa di famiglia”. Torna il tema dell’affiancamento - quindi - e del passaggio di consegne, che restano fondamentali per il ricambio generazionale. Si è trattato di un passaggio per il quale però Luigi non ha potuto usufruire di alcun finanziamento o incentivo, dal momento che il PSR della Regione Piemonte prevede che le aziende che superino un certo parametro, la cosiddetta “produzione standard”, non possano accedere ad alcun tipo di incentivo o finanziamento. “Una norma, questa - conclude - che penalizza la maggior parte delle aziende risicole piemontesi, che in genere sono realtà molto strutturate e con fatturati importanti, e che hanno questo parametro molto elevato. Come Anga e Confagricoltura siamo attivamente impegnati a sensibilizzare la Regione su questa tematica”. MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 55
FORMAZIONE
di Antonella Torzillo
ENAPRA ALLA PRESENTAZIONE DELLA RICERCA OSAF 2020
È tempo di agricoltura 4.0 Il Covid non frena l’introduzione delle tecnologie digitali nella filiera agro-alimentare italiana ed i progressi che tale approccio sta facendo registrare. Dopo una prima battuta di arresto nella prima parte del 2020, nei mesi successivi dell’anno gli investimenti in soluzioni 4.0 sono ripartiti agli stessi ritmi di crescita pre-pandemia, facendo registrare al mercato dell’Agricoltura 4.0 un fatturato che si attesta intorno ai 540 milioni di euro e ad un trend di circa il + 20% rispetto agli anni scorsi. Nell’agenda degli investimenti delle imprese agricole la spesa per l’agricoltura di precisione la fa da padrona. Anche le imprese della trasformazione alimentare sono aperte all’innovazione e alla sperimentazione di soluzioni 4.0, seppur ancora spesso legate a tecnologie di base; la tracciabilità alimentare è uno degli ambiti in cui le aziende ad oggi stanno maggiormente utilizzando il digitale e le dinamiche di adozione - in Italia e nel mondo - delle tecnologie
Blockchain & Distributed Ledger nel settore agrifood sono in crescita: l’agroalimentare si conferma anche quest’anno il terzo settore per numero di progetti pilota e operativi su un campione di circa un migliaio di progetti internazionali mappati. Dunque, in uno scenario assai complesso come quello dello scorso anno, segnato dalle molteplici difficoltà e incertezze dovute alla pandemia da Covid 19, il settore agro-alimentare italiano continua a mostrarsi aperto all’innovazione e consapevole dei benefici che il digitale può apportare, tanto nel settore agricolo quanto in quello della trasformazione alimentare. Questi, in estrema sintesi, i principali risultati della Ricerca 2020 condotta dall’Osservatorio Smart Agrifood School of Management del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Brescia, presentati lo scorso 5 marzo in un partecipato convegno finale svoltosi in diretta streaming. “Le evidenze emerse dalle attività di ricerca condotte
dall’OSAF - ha dichiarato Luca Brondelli di Brondello presidente dell’ente di formazione di Confagricoltura e componente della giunta nazionale - ci incoraggiano e ci motivano ad andare avanti sulla strada intrapresa. Enapra e Confagricoltura sono partner dell’Osservatorio sin dalla sua costituzione e con la collaborazione di tantissime imprese associate partecipiamo ogni anno al programma di ricerca realizzato dall’Osservatorio. Il contesto appare positivo, l’innovazione digitale continua a mettere radici nel settore primario a beneficio della competitività, dell’efficienza produttiva e della sostenibilità delle imprese che vi operano. E questo trend, nel 2021, è destinato a crescere. Eppure la strada da fare è ancora lunga. Le criticità non mancano, tra cui spicca in primis quella più strutturale delle competenze. Su questo punto come Enapra - ha proseguito Brondelli - stiamo facendo molto per realizzare una serie di iniziative formative volte alla divulgazio-
La parola del mese: Blockchain La blockchain consiste in una serie di registrazioni immutabili di dati in cui ogni blocco è fissato e vincolato al successivo, utilizzando principi crittografici (catena). Non ha un’autorità centrale ma è un sistema decentralizzato e trasparente, in cui tutte le informazioni sono accessibili a chiunque. L’agrolimentare si conferma il terzo settore per numero di progetti di blockchain a livello internazionale e le sue imprese la sperimentano per ragioni commerciali e di marketing (nel 61% dei casi), per migliorare l’efficienza della supply chain (gestione della distribuzione, 45%) e per una maggiore sostenibilità ambientale e sociale (24%). I produttori di materia prima sono coinvolti nell’81% dei progetti.
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FORMAZIONE
ne, informazione e formazione in materia di agricoltura 4.0 e destinate tanto alle imprese associate, quanto al sistema confederale, per una migliore ed efficace interazione tra le parti. L’obiettivo è quello di mettere in piedi un approccio sistemico all’innovazione digitale che tenga conto sia della qualificazione professionale per l’applicazione in campo delle moderne soluzioni tecnologiche sia, della qualificazione trasversale e manageriale orientata all’uso delle tecnologie per la gestione aziendale.” Un’esigenza quest’ultima a cui Enapra sta facendo fronte attraverso uno specifico percor-
g
so formativo denominato Innovation Broker e rivolto ai tecnici delle sedi territoriali, al fine di creare dei veri e propri facilitatori dell’innovazione; ruolo che diviene strategico a fronte della frammentazione delle imprese agricole in Italia che necessita di un approccio collettivo soprattutto in termini di soluzioni tecnologiche. Ai lavori del convegno per Confagricoltura ed Enapra ha partecipato Donato Rotundo, direttore area Sviluppo sostenibile e Innovazione. Digitalizzazione e sostenibilità, competitività e competenze sono state le parole chiave del suo intervento, nell’ambito del quale ha messo
in evidenza l’interessante dato che vede le Organizzazioni agricole come il principale canale di informazione e consulenza per le aziende sulle soluzioni digitali. Un risultato raggiunto da Confagricoltura con il suo impegno a tutto tondo sulla “Agenda Digitale”, sull’estensione dei benefici fiscali in materia di Agricoltura 4.0, sulla divulgazione delle best practice dell’innovazione digitale in agricoltura attraverso l’istituzione del Premio Innovazione e per il capillare lavoro che sta svolgendo - con il supporto di Enapra- nel campo della formazione a beneficio di conoscenze e competenze digitali.
CICLO DI WEBINAR DI ENAPRA
Proseguono le attività formative che Enapra riserva ai dirigenti delle associazioni aderenti a Confagricoltura. Grazie alla sinergia tra Fiiaf (impresa familiare), Confagricoltura Donna e Anga - Giovani di Confagricoltura, a partire dallo scorso mese di febbraio si sta svolgendo un ciclo di web talk, durante i quali direttori e funzionari confederali si alternano per aggiornare i dirigenti (e qualche volta gli associati) su temi di maggiore attualità sindacale o organizzativi interni all’associazione. Il primo appuntamento ha posto al centro della discussione la comunicazione e la sua necessaria innovazione alla luce della sempre più stretta interconnessione tra i vari canali: dalla stampa ai social. Il secondo appuntamento si è incentrato su un argomento tecnico di carattere squisitamente fiscale, con una presentazione delle principali novità agricole introdotte dalla Legge di Bilancio 2021 e un focus in materia di credito di imposta e superbonus 110%. Prossimi appuntamenti in calendario: un webinar in materia di rappresentanza degli interessi, relazioni istituzionali e azione di lobby e uno in materia tecnico-economico produttiva. MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 57
OVER 65
di Elisabetta Tufarelli
Influencer a novant’anni
NO ALLA DISCRIMINAZIONE
Bonnie Marcus
Licia Fertz
Rinascere a più di novant’anni si può. Lo dimostra l’influencer più anziana d’Italia, Licia Fertz, che ne ha ben 91. Un paio di anni fa per combattere la depressione, ha aperto un profilo Instagram. Oggi ha più di centomila follower su “buongiorno nonna”. Oggi Licia, per trent’anni infermiera, è diventata, grazie all’aiuto di suo nipote Emanuele, una vera e propria star del web. Ma non solo, anche opinionista Tv e scrittrice: il libro «Non c’è tempo per essere tristi», scritto con il nipote è stato pubblicato da De Agostini. E se all’inizio è stato un gioco, ha posato anche un po’ nuda “tanto al mare
- ha spiegato- sono più scoperta”, oppure con una vestaglia maculata, mentre impasta la pizza e in mille situazioni, perfettamente truccata, con cappelli originali e abiti coloratissimi. Oggi per Licia è diventato un vero e proprio ‘lavoro’, grazie all’esplosione di consensi e alla crescita esponenziale di seguaci, moltissimi ‘under 30’ italiani, ma anche di tutto il mondo, principalmente da Stati Uniti e Gran Bretagna. Con una media di 400 messaggi al giorno non c’è tempo per essere tristi, ma solo spazio per questa nuova vita che le ha restituito fama, interessi, entusiasmo e vitalità.
Discriminate perché anziane? Dillo a Bonnie. Quando le donne invecchiano, affrontano doppie discriminazioni sul lavoro: sessismo e età. Partendo da questo presupposto l’ultrasettantenne californiana Bonnie Marcus ha fondato la società “Bonnie Marcus Leadership” per insegnare proprio come far progredire la loro carriera. Anche in Europa, secondo le statistiche di Age Uk, l’invecchiamento è il tipo di discriminazione più comune e sono le donne a sopportarne il peso. L’età non ha senso dal punto di vista economico. Il network di servizi professionali PwC ha calcolato che includere gli anziani nella forza lavoro aiuta ad aumentare il PIL di un Paese.
PROGETTO DI TELEASSISTENZA di Regione Lazio e Cnr insieme, dedicato alle persone fragili. Secondo l’indagine effettuata da Italia Longeva, nel nostro Paese sono quasi 14 milioni gli over 65, di cui 5 milioni e mezzo affetti da almeno tre malattie croniche e 4 milioni con disabilità gravi. Questo progetto propone supporti modulabili domiciliari per il monitoraggio ambientale delle attività, e sorveglianza video con un sistema collegato ad una centrale di ascolto o al caregiver. L’obiettivo è la prevenzione di cadute, di patologie respiratorie, scompensi cardiaci, riducendo l’isolamento sociale della persona fragile. 58 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2021
L’acqua è salute
VERDURE E MEMORIA
Come mantenere il cervello attivo con l’avanzare dell’età? Secondo un nuovo studio condotto dall’Università di Edimburgo, occorre seguire la dieta mediterranea per prendersi cura della propria mente in età avanzata. Al primo posto fra gli alimenti che fanno bene al cervello e alla memoria, secondo questa nuova ricerca, le verdure a foglia verde. Lo studio, condotto su un campione di 500 persone over 70, si basava su test di memoria e pensiero. Chi aderiva più da vicino alla dieta mediterranea otteneva i punteggi più alti nei test specifici dedicati alla funzione cognitiva.
Poche, ma importanti, sono le regole che ci aiutano ad accompagnare un invecchiamento sereno. La prima regola è bere tanta acqua per preservare la funzionalità renale, ma non solo. Fare attenzione ad un’alimentazione equilibrata, suddividendola in quattro o cinque pasti, che apporti necessariamente sali minerali, proteine, vitamine, calcio e ferro. Per assorbire il ferro più facilmente è importante legarlo ad alimenti ricchi di vitamina C. Così come è raccomandato di preoccuparsi di fornire il giusto apporto di energia all’organismo introducen-
do, nelle giuste proporzioni e quantità, anche i carboidrati e gli zuccheri, necessari per il sistema nervoso. Infine, evitare la sedentarietà, che accelera i normali processo di invecchiamento e influenza negativamente l’aspetto psicologico, facendo diminuire l’appetito. Mantenere uno stile di vita sano diventa quindi importantissimo quando avvengono i cambiamenti e le trasformazioni dovuti all’età che avanza. Con il crescere degli anni si impiegano meno energie, diminuisce la massa magra e di riflesso cala il fabbisogno di calorie.
GLI INTEGRATORI ALIMENTARI COMPENSANO la mancanza di nutrienti che diminuiscono con l’avanzare dell’età. Va sottolineato che gli integratori alimentari non possiedono alcuna capacità curativa, ma possono aiutare a colmare carenze o mancanze, nell’organismo, di specifiche sostanze. Integrano la comune dieta e costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali; favoriscono così l’aumento delle difese immunitarie e migliorano le funzioni antiossidanti. Dovrà essere, però, sempre il medico curante a consigliare il tipo di integrazione tra vitamine, sali minerali e sostanze specifiche, necessaria all’organismo del proprio paziente. MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 59
AGRITURISMO
di Elisabetta Tufarelli
AGRITURISMO IL SAPORE DELLA LUNA A MONTEPRANDONE (AP)
Un tuffo in bottiglia
L’
agriturismo ‘Il Sapore della Luna’ è un luogo al tempo stesso magico ed armonioso che ci dà la sensazione di essere sospesi tra terra e mare. Ci troviamo immersi nella campagna marchigiana, ad una manciata di chilometri da San Benedetto del Tronto e a una decina di minuti dalle spiagge. Qui incontriamo Marco Gramenzi che, insieme alla nipote Claudia Giorgini, conduce questo albergo diffuso, situato in un borgo del 1600, circondato dalle colline ascolane e con vista sulla bellissima Riviera delle Palme. “Il sapore della luna - spiega Marco - è il mio sogno diventato realtà. Sono un dentista e avevo il forte desiderio di avvicinarmi alla natura facendo del buon vino. Nel 2001 ho acquistato questa azienda e ci ho messo dieci anni a ristrutturarla per farne un agriturismo.
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Oggi offriamo ospitalità, ristorazione e produciamo ottimi vini”. La ristrutturazione è stata meticolosa e ha rispettato tutte le caratteristiche architettoniche degli edifici, creando ambienti confortevoli e moderni, senza stravolgere le strutture originarie. Anche le venti camere dell’agriturismo, tutte arredare con gusto e in modo diverso, sono accoglienti. Un sistema di climatizzazione eco-friendly crea temperature ideali in estate e in inverno. A disposizione degli ospiti anche una splendida piscina a forma di bottiglia. L’ampia sala ristorante, caratterizzata dal soffitto con travi di legno, vanta una splendida vista sulle colline e sul mare Adriatico e offre i piatti della cucina marchigiana preparati seguendo le stagioni e la fantasia dello chef. “Prediligiamo genuinità e semplicità - rimarca Marco
Gramenzi -. le nostre produzioni sono rigorosamente biologiche. Nel nostro agriturismo lavoriamo tutto a mano, dalla coltivazione dei prodotti dell’orto, alla preparazione del pane e delle paste. Quel che non produciamo direttamente viene dalla collaborazione con aziende agricole vicine”. ‘Il Sapore della Luna’ è circondato da oliveti e vigneti e si respira un’atmosfera di calma e relax in piena armonia con la natura. I proprietari mettono il relax e la privacy degli ospiti ai primi posti, ma per chi desidera conoscere i tesori di queste bellissime terre, offrono anche un programma di escursioni. Il centro del subappennino marchigiano è ideale per la produzione di vino, grazie al clima mite, alla morfo-
logia collinare ed alla vicinanza con il mare. D’altronde le Marche per i vigneti erano celebrate già da Catone il Censore, sin dal secondo secolo a. C. “Siamo sempre molto attenti - sottolinea l’imprenditore agrituristico - a preservare l’identità del nostro territorio. La nostra azienda è prevalentemente vitivinicola e, dopo aver analizzato i terreni, abbiamo impiantato Pecorino, un vitigno antico, autoctono delle Marche, che ha come caratteristica gli acini piccoli e la buccia spessa da cui traiamo il nostro ‘Spiagge’. Gli altri vini sono “Gaglioffo”, l’Offida Rosso Docg e “Brutale”, il Marche Rosso IGT. Tutte le nostre uve sono selezionate e raccolte a mano, per il trasporto ci avvaliamo di piccoli contenitori in modo da
preservarne l’integrità e usiamo prevalentemente lieviti indigeni. Certamente con la pandemia molto è cambiato. Come vivete questa situazione? “In modo estremaVirtual tour dell’azienda IL SAPORE DELLA LUNA
Monteprandone (Ascoli Piceno) C.da Spiagge, 23 tel: 0735 62141 - cell: 3913576301 email: info@ilsaporedellaluna.it
mente pesante. Abbiamo deciso di rimanere aperti per la nostra clientela affezionata. Ma è tutto sulle nostre spalle e, anche se l’estate è andata molto meglio del previsto, non sono sufficienti due mesi per colmare tutto l’anno. Il punto è che siamo disorientati e non sappiamo come rispondere. Abbiamo vissuto il passaggio improvviso da zona gialla a rossa e abbiamo dovuto disdire le prenotazioni. Il fatto peggiore è che la situazione non è chiara e non sappiamo quello che avverrà. Invece il risvolto positivo è che la percezione del turismo è completamente cambiata: si cercano spazi, natura e aria aperta per ritrovare la normalità perduta. Quale posto migliore se non un agriturismo come il nostro?”. MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 61
VINO
di Gabriella Bechi
FIANO DI AVELLINO RISERVA CAMPORE DELL’AZIENDA TERREDORA DI PAOLO
Rinascimento vinicolo
F
ra le colline d’Irpinia, che circondano le Valli del Sabato e del Calore, sorge l’azienda Terredora Di Paolo che, con i suoi circa 200 ettari, è una tra le maggiori aziende viticole del Meridione d’Italia e considerata una protagonista indiscussa del rinascimento vitivinicolo della Campania. La sua storia inizia nel 1978, grazie a Walter Mastroberardino, tenace uomo del Sud che, dal secondo dopoguerra, aveva cominciato a portare in giro per le città italiane, Milano in testa, le bottiglie che produceva insieme ai fratelli nell’azienda che avevano ereditato. Nel 1994 si chiude il sodalizio familiare e, a sessant’anni, Walter intraprende un nuovo percorso con i figli Daniela, Lucio e Paolo, grazie al sostegno della moglie, Dora Di Paolo, alla quale dedica il nome dell’azienda. Oggi, dopo la prematura scomparsa di Lucio, guidano l’azienda Paolo e Daniela - e da poco anche
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la figlia di Paolo, Doriana - impegnati a portare avanti l’ambizioso progetto imprenditoriale della famiglia. Coniugando esperienza e tradizione, hanno introdotto nella coltivazione dei millenari vitigni autoctoni moderne innovazioni, conoscenze tecniche, promuovendo il ritorno della viticoltura campana alla sua più antica e qualificata tradizione e valorizzando quella terra, l’Irpinia, dove si producevano vini sin dall’epoca dei Greci e dei Romani e che all’epoca della filossera era stata il grande serbatoio di vini, bianchi e rossi, per tutta l’Europa, ma che nel dopoguerra era stata completamente abbandonata. Oggi rappresenta una delle aree più vocate per la produzione di vini di grande pregio, sintesi di vitigno, clima e intervento dell’uomo. Pur non lontana dalle bellezze del Golfo di Napoli, di Pompei, Sorrento e Amalfi, l’Irpinia è, infatti, una zona collinare, montuosa dell’entroterra, dal clima continentale. I terreni aziendali, argillosi-calcarei di origine vulcanica, hanno un’ottima esposizione e insolazione, clima caldo, asciutto e ventilato, caratterizzato da forti escursioni termiche e poche piogge ben distribuite nell’arco dell’anno. Aglianico, Fiano, Greco di Tufo, Falanghina, Coda di Volpe e Piedirosso le varietà di uve autoc-
tone coltivate. Diciotto le etichette (due Riserve, i Vini di Vigna Docg e Doc, gli Igt, tutti provenienti dai vigneti aziendali) a cui si aggiungono due Passiti e una grappa, per un totale di circa 1 milione di bottiglie, di cui il 35% destinato all’export (USA, Inghilterra, Scandinavia, Giappone, Hong Kong, Singapore, Corea del Nord, ma anche Brasile, Messico e Colombia). Completano l’offerta la linea a marchio Esselunga “Vigna del Vignale”, e la linea “Compagnia delle Vigne”, destinata alla GDO. Tra i vini abbiamo scelto il Fiano di Avellino Riserva Campore, tra cui spicca la vendemmia 2010, una grandissima annata. Cento per cento Fiano, prodotto su parcelle selezionate del vigneto di proprietà in Lapio. Alla vendemmia tardiva di uve selezionate, raccolte a fine ottobre, segue un’attenta vinificazione con fermentazione in barrique e un accorto affinamento “sur lie” per minimo 6 mesi e successivo affinamento in bottiglia per almeno 24 mesi. Colore giallo paglierino dai riflessi dorati, ha bouquet dagli ampi ed eleganti profumi di frutti tropicali, ananas e lime e note finissime di miele, con un retrogusto di mandorla amara e frutta matura. Di sapore morbido, complesso, ed elegante e di ricca struttura, evolve positivamente negli anni, come dimostra l’annata 2010, caratterizzata da una grande freschezza.
RISTORANTE PALAZZO PETRUCCI A NAPOLI
Finestra sul golfo
A
ffacciato sul Golfo di Napoli, nella splendida baia di Posilippo, sulla spiaggia della storica Villa Donn’Anna, sorge uno dei più rinomati ristoranti della città partenopea: Palazzo Petrucci. Porta il nome della prima sede, scelta nel 2007 da Edoardo Trotta, commercialista da sempre appassionato del mondo enogastronomico e Lino Scarallo, chef napoletano: le stalle dello storico Palazzo Petrucci, in Piazza San Domenico Maggiore, luogo storico, da sempre teatro di congiure, segreti e misteri. La stessa piazza oggi ospita la Pizzeria di Palazzo Petrucci, che completa l’offerta gatronomica. Una scommessa, un progetto ambizioso che, solo un anno dopo dall’apertura, nel dicembre 2008, corona il suo successo con il riconoscimento di una stella Michelin: Palazzo Petrucci è il primo ristorante stellato a Napoli e fa da apripista alla rinascita gastronomica della città. Il locale, progettato dall’architetto Alfredo Galdi nel 2015, è contraddistinto da uno stile semplice e raffinato, in linea con i piatti presentati e la filosofia del ristorante. Il nucleo centrale della struttura è costituito dalle installazioni simboliche che uniscono insieme il mare e la terra. Il mare viene rappresentato da una scenografia che interpreta in modo stilizzato e tridimensionale delle vele in legno, incorniciate come un quadro da lamiere d’acciaio, che ricordano le barche dei pescatori di Posillipo. La terra, invece, viene rappresentata dalla cantina, visibile
dalla sala attraverso una parete vetrata, anch’essa incorniciata come un opera d’arte da una lamiera d’acciaio. Nel suo interno l’albero della vite stilizzato, simbolo della fecondità della terra. La cucina è rigorosamente a vista, per trasmettere l’impegno e la passione raccontata in ogni piatto dallo chef Lino Scarallo. Quarantasette anni, dopo aver frequentato l’istituto alberghiero e maturato numerose esperienze in Italia e in Europa, Lino torna in Campania e per dieci anni si distingue al ristorante La Maschera di Avellino. Quindi l’incontro con Edoardo Trotta, che dà inizio ad un nuovo percorso di lavoro e di vita. Una cucina, la sua, che affonda saldamente le radici nella tradizione del territorio, ricco di prodotti e di ricette, che abilCANDELE SPEZZATE
Con il Fiano di Avellino riserva Campore 2010, Lino Scarallo propone Candele spezzate, con musetto di vitello, maionese di ostriche, pepe e lime.
mente alleggerisce, rendendole più contemporanee con abbinamenti originali e cotture più semplici. Con il rispetto maniacale per la stagionalità, come dimostra il cambio del menù quattro volte l’anno. Tra i piatti più amati dallo chef la Lasagnetta di mozzarella di bufala e crudo di gamberi; la Zuppa di patate, aringa affumicata, zenzero e alga croccante; i Paccheri all’impiedi, ripieni di ricotta e ragù napoletano; la Zuppa di pesce crudo e cotto; l’Agnello con albicocche passite, menta e pecorino; e per finire la Stratificazione di pastiera napoletana. La straordinaria carta dei vini, curata dal sommelier Sergio Martinelli, contempla 900 etichette, con uno sguardo ampio su tutto il panorama enologico mondiale e un’attenzione particolare dedicata alle eccellenze territoriali. Si distingue per una predilezione per le vecchie annate e le “verticali”, gelosamente conservate e proposte ai clienti con degustazioni in abbianamento ai piatti dello chef. Via Posillipo 16/c, Napoli. MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 63
BUONO A SAPERSI
PAROLE AI TEMPI DELLA PANDEMIA
Il dizionario della crisi
L
a pandemia ha il suo vocabolario. Il primo termine entrato in modo dirompente nei nostri discorsi e nelle nostre vite è lockdown, “serratura giù” che in italiano significa confinamento. Vite confinate, bandiere, patriottismo, canti sui balconi, ma anche una crisi economica che non ha avuto uguali. Tutto si è fermato, ma non l’agricoltura, che aveva il dovere di non far mancare il cibo nel momento più drammatico del Paese. Altro inglesismo entrato prepotentemente nel linguaggio e nelle vite è smart working. Durante la fase più acuta dell’emergenza il “lavoro agile” ha coinvolto il 97% delle grandi imprese, il 94% delle PA italiane e il 58% delle PMI; per un totale di 6,58 milioni di lavoratori agili, circa un terzo dei lavoratori dipendenti italiani, oltre dieci volte più dei 570mila censiti nel 2019. In pieno lockdown si parlava, si auspicava, si sollecitava la resilienza che, tecnicamente, è la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi. Tollerare
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l’urto della crisi per rigenerarsi, che è poi quello che fa la differenza tra resilienza e resistenza. Un termine ormai di uso comune è il tampone. “Lei è tamponato?”, la richiesta che ci viene fatta non ci meraviglia, anche se non siamo un’autovettura. Quando si è avviata la campagna vaccinale - raffigurata graficamente dalla primula - si è parlato, e sognato, la rinascita. Un nuovo Rinascimento, che dovrebbe proporre un rinnovato fervore, favorito dai fondi e dalla programmazione del Recovery Plan. La seconda ondata della pandemia, peggiore della prima a causa delle varianti, ha preoccupato e devastato un Paese provato, pur con la consapevolezza che non si può frenare un processo di crescita, di riscatto, di progresso, tracciato tra Bruxelles e Roma. Abbiamo aggiunto così un nuovo termine al dizionario della crisi: variante che è l’ostacolo che però non deve modificare il tracciato programmato. Abbiamo tremato per i DPCM ed aggiunto pure la scala cromatica delle libertà:
zone bianca, gialla, arancione, rossa, con le diverse gradazioni (giallo e arancione rafforzati). Con il governo Draghi, abbiamo aggiunto una nuova parola ai nostri discorsi: transizione. Il ministero per l’Ambiente è diventato ministero della Transizione ecologica. Altro cambiamento per il ministero delle Infrastrutture che è divenuto ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili. Non si tratta di cambiamenti formali, ma sostanziali, puntando a proteggere il futuro dell’ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, coniugando innovazione e sostenibilità. La transizione ecologica riguarda da vicino il settore agroalimentare, che può dare un solido contributo alla ricostruzione sociale ed economica che è al centro del programma del premier Draghi. Transizione è ‘guardare oltre’ (come titolava la copertina dello scorso numero di ‘Mondo Agricolo’). Osservare il futuro con occhi nuovi. Gaetano Menna
CANZONI D’AUTORE SUI DIRITTI UMANI
Voci per la libertà
T
utte le emozioni dell’ultima edizione di “Voci per la libertà - Una canzone per Amnesty” - lo storico festival della provincia di Rovigo che unisce musica e diritti umani sono ora racchiuse in un disco in vinile, realizzato con la casa discografica Ala Bianca. Il 33 giri raccoglie i brani dei protagonisti della 23° rassegna, dai nomi più affermati, ai finalisti del contest per emergenti. Sulla copertina campeggia lo slogan “Sui diritti non si torna indietro”, per ribadire l’importanza dell’impegno per il rispetto delle persone. “Una raccolta - ha detto Michele Lionello, direttore artistico della manifestazione - che lascia che siano bellezza ed emozione a lavorare, perché le violazioni dei diritti umani cessino una volta per tutte”. La tracklist parte dai due vincitori di “Voci per la Libertà” 2020: Niccolò Fabi con il brano “Io sono l’altro” (Premio Amnesty International Italia
g
nella sezione Big), e H.E.R. con “Il mondo non cambia mai” (vincitrice nella sezione emergenti). L’eclettica cantautrice ha offerto anche un’altra canzone, nata proprio per festeggiare la sua vittoria: “Il nostro mondo”. Il brano ha anticipato la raccolta, accompagnato dal video prodotto da Voci per la libertà e Joseba Publishing. Non mancano nel vinile poi le altre finaliste: Agnese Valle (con “La terra sbatte”), che ha vinto il premio della critica; Adriana (con “Bumaye”), premio del pubblico; Assia Fiorillo (con “Io sono te”), premio “Il migliore per noi”; Micaela Tempesta (che ha presentato “4M3N”). E poi gli ospiti: Marina Rei con “Donna che parla in fretta”, Margherita Vicario con “Mandela”, i Meganoidi con “Persone nuove”, The
Niccolò Fabi
Boylers con “This Is My Place”, i Grace N Kaos, con “Blu cobalto”. Il vinile è un importante sunto di una edizione del festival particolarmente significativa, dal momento che si è svolta con grande successo di pubblico nel pieno rispetto delle normative sulla pandemia, toccando fra luglio e settembre Adria, Rosolina Mare e Rovigo. Canzoni “impegnate”, come si diceva una volta, che lasciano il segno e fanno riflettere. (G. M.)
LA POESIA COME LINGUAGGIO MULTISENSORIALE
Riscoprire la poesia come genere letterario; ancor più rinnovarla in una logica orchestrata e multisensoriale. L’editore Squilibri è artefice dell’originale collana “Canzoniere”, di ‘poesia con musica’. Con essa esplora quanto si muove nel magma ribollente della creatività giovanile dei tempi attuali. Il nuovo volume pubblicato - “Dorso Mondo” - è emblematico dell’approccio a più arti. Nasce dalla collaborazione del poeta triestino, ma residente a Parigi, Gabriele Stera (classe 1994) con l’artista visiva Martina Stella (1992), la violinista e drammaturga Franziska Baur (1993) ed il musicista Jérémy Zaouati (1994). È un libro ‘plurale’, che fonde più linguaggi per esaltare ancor più la forza delle parole; un’opera vibrante, che si espande e cortocircuita: in due lingue, italiano e francese, in tre codici (ma forse di più), testo, voce ed immagini, in quattro protagonisti. Un libro da leggere con le orecchie, come tutti quelli del Canzoniere; perché - sottolinea il ‘manifesto’ che compare in apertura del volume - “la poesia nasce musica, non già accompagnata dalla musica”. MARZO 2021 | MONDO AGRICOLO | 65
CAMPI SONORI
di Gaetano Menna
RITORNO DI ASIA MINOR
Nuove librazioni
N
uovo fiore all’occhiello, per la label italiana AMS di Matthias Scheller, è “Points of Libration”, l’atteso album del ritorno in sala di incisione della band rock progressive franco-turca Asia Minor. L’ensemble fu fondato da Setrak Bakirel (voce e chitarra) ed Eril Tekeli (flauto e chitarra) - due musicisti turchi che studiavano a Parigi - e realizzò due soli album di culto, sul finire degli anni Settanta, che però hanno lasciato il segno per la commistione tra prog sinfonico alla Camel e sonoTurchia progressive rità etniche del loro Paese d’origi- Erik Tekeli, pifferaio della terra ne. Il titolo del nuovo disco - che di mezzo (foto di Danilo Sala)
IL DISCO DI PIERO BREGA
Miniatore in note
P
iero Brega, musicista e architetto, negli anni ’70 è stato tra i fondatori del Canzoniere del Lazio e del Circolo Gianni Bosio, occupandosi di musica popolare e della sua rivitalizzazione. Poi un’eclisse dalle scene musicali durata circa 25 anni, in cui si è impegnato a tempo pieno all’architettura, con progetti anche di grande prestigio come la direzione dei lavori della Moschea di Roma. Negli anni Duemila il ritorno come cantautore. Pubblica ora - a distanza di 12 anni dal precedente album, - “Mannaggia a me” (Squilibri), che ha la benedizione di Giovanna Marini; ed il booklet si apre proprio con il racconto dell’incontro con la madre del folk e le sue parole di incoraggiamento e apprezzamento. Canzoni quelle di Brega che sono racconti, con echi di De Gregori (‘Sono un vecchio marinaio senza mare’), rock (‘“Strada scura’), jazz (‘Tempo arido’), musica popolare (title track); rivelano un’artista maturato sia nella vena autorale, sia in quella musicale. Oggi il ‘vecchio marinaio senza mare’ come canta - “è un miniatore, la vita è sempre un po’ più in là”.
66 | MONDO AGRICOLO | MARZO 2021
riannoda i fili del passato - si richiama alla librazione, ovvero al fenomeno, dovuto al moto di rotazione e rivoluzione della luna che così, all’osservatore, non mostra esattamente lo stesso emisfero. Le tante facce della luna e del sound di questa band che riesce ad emozionare per le atmosfere venate di malinconia (“Melancholia’s Kingdom” è il titolo di uno dei brani più suggestivi), ma a tratti pure esplosive e rabbiose (“The twister”, nel tornado delle contestazioni, con in sottofondo le voci e gli slogan di una manifestazione di protesta in Italia). Non manca (“Radio Hatirasi”) il suggestivo incontro tra le caleidoscopiche sonorità immaginifiche e quelle della terra di mezzo tra Europa e Asia.
L’altro lato dello specchio Nel precedente “La fisica delle nuvole” - nel disegno del booklet di Paolo Bacilieri - Alice entra nello specchio; nel nuovo “La chiamata” (Snowdonia), Alice spunta fuori dall’altra parte dello specchio. Torna Deadburger Factory (il tastierista Vittorio Nistri ed il vocalist Simone Tilli, con il chitarrista Alessandro Casini ed il bassista Carlo Sciannameo). Il disco si avvia con l’omaggio a Onoda Hiroo (il militare giapponese che rifiutò la resa fino al 1974); la band - che unisce sperimentazione ed elettronica con l’immediatezza comunicativa e l’energia del rock - assolutamente non si arrende all’immobilismo. È factory aperta ed in movimento, che realizza l’album in una dozzina di città differenti e con una miriade di musicisti. Sound poliritmico: presenti tutti e tre i batteristi della discografia realizzata (Pino Gulli, Lorenzo Moretto, Silvio Brambilla) ed il percussionista sciamanico Alfio Antico. Davvero molto curato il cofanetto del CD, con contenitore in plexiglass, pocket book di 68 pagine, mini-poster.
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