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L’ E D I T O R I A L E
Verso il 2016
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l 2015 è stato un anno denso di fatti rilevanti, alcuni dei quali epocali. Innanzitutto è stato l’anno della nostra battaglia contro l’IMU, ribadendo le istanze degli agricoltori con manifestazioni in tutta Italia. Abbiamo raggiunto il traguardo; nella nuova legge di Stabilità infatti è prevista l’esenzione per i terreni agricoli. Il 2015 è stato anche l’anno della fine del regime delle quote latte, con tutte le conseguenze che ciò ha comportato. Proprio per il settore lattiero-caseario abbiamo manifestato a fianco dei nostri produttori, per un prezzo del latte all’origine che rendesse giustizia alla qualità dei nostri prodotti ed al lavoro allevatoriale. E’ stato un anno difficile, oltre che per il lattiero-caseario, per tanti comparti: ad esempio per i cereali con prezzi in progressiva discesa per la consistente offerta a livello mondiale; per l’olivicoltura, pesantemente danneggiata dalla diffusione della Xylella; per l’ortofrutta, su cui pesano ancora l’embargo russo (la cui estensione ai prodotti turchi rischia di provocare nel mercato europeo un’invasione di agrumi della mezzaluna) e i danni causati dalla cosiddetta “tristeza” degli agrumi; per le carni suine e bovine, già in difficoltà per il prolungato fermo dei prezzi a livelli non remunerativi e a cui certamente non ha giovato la strumentalizzazione dell’allarme dell’OMS. Ma il 2015 è stato anche l’anno di Expo, un successo importante di pubblico e di contenuti. Come Confagricoltura abbiamo promosso più di cento iniziative ed eventi durante Expo, portando all'attenzione della platea nazionale ed internazionale tutti gli aspetti ed i punti di forza dell’agricoltura e valorizzando i prodotti della nostra terra. Adesso è il momento di mettere a frutto la rete di conoscenze e relazioni avviate dal sistema Paese e dalla Confagricoltura, con e grazie all’Expo: un patrimonio cui attingere per internazionalizzare, innovare, aggregare, in Italia e all’estero. Guardiamo ad Expo quindi come punto di partenza, per pianificare il lavoro da fare nei prossimi mesi. Abbiamo prefigurato i possibili scenari futuri e sicuramente due elementi avranno un peso sempre più rilevante: l’innovazione tecnologica, con la rivoluzione che comporta e che ci mette a disposizione strumenti preziosi; le riforme istituzionali che ridefiniranno equilibri, ruoli e funzioni nell’assetto del Paese. Su questi temi ci siamo confrontati anche nell’ultimo Convegno Quadri, per essere pronti alle prossime sfide ed essere così a fianco delle nostre imprese in questo nuovo corso, attraverso due strumenti fondamentali: digitalizzazione e rete (sia come aggregazione di sistema, sia come aggregazione di imprese). Con questa prospettiva vi auguriamo un felice 2016 all’insegna della ripresa e del rinnovamento. Ci abbiamo creduto e continueremo a farlo, per il raggiungimento di obiettivi sempre più ambiziosi.
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SOMMARIO L’EDITORIALE Verso il 2016 Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . APERTURA CONVEGNO QUADRI Mosse strategiche Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Direttore responsabile GABRIELLA BECHI Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI
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ATTUALITÀ SVILUPPO Garantire il cibo di domani Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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Uso sicuro e sostenibile dei fitofarmaci Jean-Charles Bocquet . . . . . . . . . . . . . . . . 30
Cultura digitale Elisabetta Tufarelli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8 Riorganizzazione del territorio Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
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ATTUALITÀ IMPRESA L’aroma in vasetto Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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ATTUALITÀ MOTORI La potenza di Krishna Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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L’assemblea dell’orgoglio Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
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INCONTRI CITTÀ E CAMPAGNA Nuovi orizzonti Tecnologici Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
UNCAI NOTIZIE
Le news dei contoterzisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33
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Via Monte Rosa, 19 20149 Milano Tel. +39.02.4694949 - 48018114 Fax +39.02.4693172
Rubriche Mappamondo Italian sounding . . . . . 42
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Organizzazione Psr Abruzzo . . . . . . . 52 Responsabile Pubblicità e Marketing
Anga Ricambio generazionale . . . . . 54
CLAUDIO PIETRAFORTE
Campi rosa Due domande a… . . . . . . 56
Stampa TIPOLITOGRAFIA EUROINTERSTAMPA
Patronato Federpesca . . . . . . . . . . . . 58 Over 65 Censis . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60
Confagricoltura
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Aromi e sapori Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
Agriturismo La Campana (AP) . . . . . 62
APERTURA CONVEGNO QUADRI
Mosse strategiche Quattro anni intensi, la crisi economica, l’orgoglio di Expo, le riforme istituzionali le sfide del futuro. Il Convegno Quadri si interroga sul cambiamento di Gabriella Bechi
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l sipario del Convegno Quadri e Dirigenti 2015 si apre su Expo. Un filmato che, sotto il claim“Coltiviamo Capolavori”, ripercorre le tappe principali della presenza di Confagricoltura all’Esposizione Universale. Dai convegni all’Auditorium agli eventi alla Vigna di Leonardo, dalla presenza delle regioni nella caffetteria alla collaborazione con il Parco Tecnologico di Lodi, fino alle iniziative “Wheatfield” e “Mi Coltivo” che hanno permesso di portare l’agricoltura nel centro della città di Milano. “Un ricordo bellissimo, che porteremo nel cuore per sempre – ha detto il presidente Guidi – ma anche un motivo di
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orgoglio e un presupposto per riflettere sul contesto, sulle prossime sfide, sul significato della rappresentanza e sul ruolo della nostra Organizzazione alla luce dei cambiamenti in atto”. E’ questo il tema del Convegno Quadri di quest’anno, che ha visto la partecipazione di oltre 250 delegati, presidenti e direttori delle strutture provinciali e regionali di Confagricoltura, presidenti delle Federazioni nazionali, di categoria, di prodotto e degli Enti collegati. Attraverso un veloce, ma incisivo, filmato sono state ripercorse tutte le tappe che dal 2011 hanno portato ad un profondo e radicale rinnovamento dell’Organizzazione.
Guidi: «Expo è un ricordo bellissimo, ma anche un motivo di orgoglio» oggi) e la nostra Organizzazione sbarca sui social, twitter e facebook. Dicembre 2012: nasce Agrinsieme, parte Agrijob e la comunicazione si arricchisce di un nuovo strumento, la newsletter. Tra gennaio e marzo 2013 si dà avvio all’Agronetwork, un nuovo approccio sistemico che vede uniti il mondo dell’agricoltura, dell’industria, della distribuzione, dei servizi, della cooperazione e dei sindacati che, insieme, rappresentano il 15% del Pil.All’assemblea di giugno del 2013 i 17 progetti diventano 94 e al meeting di Rimini, in agosto, l’impegno di Confagricoltura sul tema della sostenibilità si concretizza con la nascita di Ecocloud. A settembre partono le reti d’impresa e nasce GAA 2.0. Mentre sia avvia la riorganizzazione aziendale del centro con il progetto Sottosopra, a novembre 2013 nasce Agricheck per favorire l’accesso al credito delle aziende e a marzo 2014 inizia la riorganizzazione di Agriturist e prende il via il progetto di efficentamento sul territorio. Siamo ad aprile 2014, inizia il secondo mandato del presidente Guidi. Parte un nuovo progetto per il controllo di gestione, Ecocloud si arricchisce del Manifesto sulla Sostenibilità e si costituisce
Pria (Progetti di ricerca e innovazione in agricoltura). Mentre inizia la battaglia sindacale contro l’Imu, prima dell’estate 2015 Agrinsieme si allarga e Copagri entra nel coordinamento. Contemporaneamente nasce Eban. Al termine di Expo, al via i progetti Cloud e Sindacato pensionati. Fino al nuovo corso annunciato al Convegno Quadri: Confagricoltura 3.0 Quindi le prossime sfide, che sono sostanzialmente due: l’innovazione tecnologica e la riforma istituzionale, che avranno un impatto diretto e potente sulla struttura e sulla costruzione geometrica dell’Organizzazione. “La rappresentanza è andata in crisi anche per l’avvento delle nuove tecnologie – ha detto il presidente Guidi – e lo andrà ancora di più se non ci si saprà adattare alla nuova rivoluzione digitale che coinvolge sia l’azione sindacale sia la funzione dei servizi alle imprese”. “Il nuovo scacchiere disegnato dalla riforma costituzionale e da quella istituzionale, dal nuovo assetto del Senato, alla revisione del titolo V della Costituzione alle modifiche che investono Regioni, Province e Comuni avranno un impatto diretto sulla nostra struttura e sul significato stesso della rappresentanza – ha continuato il presidente di Confagricoltura -. Dobbiamo prepararci a questo cambiamento per trasformare i rischi in opportunità per gli associati e per la nostra Organizzazione”.
A partire proprio dal Convegno Quadri dell’ottobre 2011 in cui furono poste le basi della riorganizzazione. Quindi la nascita della “rete”, nel dicembre dello stesso anno, che è diventata il simbolo di un nuovo rapporto con il territorio.A maggio del 2012, a Torrimpietra, vengono poste le basi del cambiamento attraverso cinque grandi innovazioni di: mentalità, sociale, associativa, sindacale, organizzativa. A luglio del 2012 prendono il via i 17 progetti strategici di Confagricoltura e contemporaneamente nascono il nuovo portale ed il Centro Studi. A novembre 2012 viene inaugurata l’area riservata (500 persone in rete all’inizio, 1600 DICEMBRE 2015| MONDO AGRICOLO |7
APERTURA CONVEGNO QUADRI
Cultura digitale La riforma delle Camere di Commercio è uno dei tasselli di cui tener conto. Ne ha parlato il presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello
di Elisabetta Tufarelli
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e per un recente studio di Nomisma l’agricoltura è sempre più 2.0, per i dirigenti di Confagricoltura il due è già superato e si è già arrivati a 3.0. I lavori del Convegno Quadri hanno mostrato, ancor più della ricerca, quanto le nuove tecnologie siano sempre più importanti e radicate nelle imprese agricole. Il giornalista Gerardo Greco, conduttore del talk show tv “Agorà” su Rai3, ha intervistato l’imprenditore, e pioniere in Confindustria della lotta antimafia, Ivan Lo Bello, presidente di Unioncamere, l’ente pubblico che raccoglie le Camere di Commercio di tut-
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ta Italia. Titolare di un’azienda di prodotti alimentari per l'infanzia, Lo Bello ha subito sottolineato come in tre anni, dal ’93 al ’95, il registro delle imprese sia stato completamente digitalizzato e portato via dai polverosi registri della cancelleria dei tribunali.“Oggi sono venti anni – ha spiegato – di uno stru¬mento che costituisce l’architrave su cui si fonda tutto il complesso delle funzioni di certezza e rispetto delle regole per il mercato. Un database completo e aggiornato di dati pubblici sull’economia reale italiana. Parliamo di una mole di informazioni impressionante su 10 milioni di persone, più di 6 milioni di imprese regi-
Mastrobuono: «Le nuove tecnologie influiscono sull’assetto organizzativo» aziende di cui dispone il Registro Imprese”. Sono ancora troppe le aziende italiane che non si rendono conto delle potenzialità del web. “Ma digitalizzarsi – ha concluso il presidente di Unioncamere - è essenziale e la Pubblica amministrazione ha un ruolo fondamentale sui territori per aiutare il diffondersi della cultura digitale”. È indubbio che le nuove tecnologie incidano anche sull’organizzazione di Confagricoltura, permettendo di produrre ed erogare servizi, comunicare e utilizzare i dati in modo certamente più mirato ed efficace. Il direttore generale Luigi Mastrobuono, dopo aver sottolineato la forte crescita e perma-
nenza degli utenti nel portale dell’Organizzazione, si è soffermato, in particolare, sull’utilizzo dell’area riservata, che “oltre ad essere sostanzialmente utile e utilizzata è molto ampia ed eterogenea con un gran numero di documenti – ha osservato –. Non c’è dubbio che, anche in questo caso, dobbiamo cogliere l’evoluzione rendendo le ricerche più facili; va anche resa più semplice e fruibile dai tablet e dagli smartphone”. Utilizzare al meglio le nuove tecnologie è la sfida che Confagricoltura ha raccolto e fatta sua. “Presto – ha annunciato Mastrobuono – realizzeremo un’apposita APP capace di comunicare efficacemente e più velocemente anche da mobile. Inoltre razionalizzeremo i contenuti realizzando un’area riservata ‘su misura’ per l’utente, che permetterà di mettere in primo piano i contenuti di suo interesse”.
Greco e Lo Bello
strate”. Dall’accorpamento delle Camere di Commercio al Big data per rendere più facile il dialogo tra imprese e Pubblica amministrazione, ai progetti per collegare meglio cittadini e imprese con la PA, all’incontro tra domanda e offerta di lavoro. “Favorire quest’incontro – sottolinea - e riempire il divario fra sistema scolasti¬co e quello lavorativo, sarà possi¬bile anche grazie alle informazioni sulle
Luigi Mastrobuono
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APERTURA CONVEGNO QUADRI
Riorganizzazione del territorio Occorre un nuovo assetto operativo attento alle riforme istituzionali ed ai bisogni delle imprese associate. L’intervento del sottosegretario Pizzetti
di Gaetano Menna
isogna partire dal locale. C’è una forte tendenza, sul piano istituzionale, a valorizzare il governo del territorio, come momento fondamentale e necessario sul quale costituire l’architettura costituzionale. Un’apposita sessione del Convegno Quadri confederale, non a caso, è stata dedicata alle riforme attinenti al Senato ed ai vari livelli istituzionali sul territorio (aree vaste, città metropolitane, deleghe ai comuni, unione e fusioni di comuni). Dal riassetto delle istituzioni vi sono ricadute inevitabili sull’Organizzazione, sul suo modus operandi, sulla sua struttura.
B Luciano Pizzetti
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«Lo Stato – ha introdotto il presidente Guidi - si rimodella per essere più vicino ai cittadini e più efficiente. Confagricoltura non può rimanere impermeabile alle riforme istituzionali in atto, a partire da quella del “Senato dei territori”». Momento centrale della sessione è stato l’intervista al sottosegretario del ministero delle Riforme costituzionali e dei Rapporti con il Parlamento Luciano Pizzetti, intervistato dal giornalista Gerardo Greco. «Il tramonto del bicameralismo paritario, responsabilizza l’organo legislativo, non prevedendosi più la “navetta” dei disegni di legge tra le due Camere – ha commentato l’ospite -. Resteranno i due organi, Camera e Senato, ma avranno composizione e funzioni differenti». Alla prima spetterà in via esclusiva l’attività di indirizzo politico. Il secondo invece diventerà organo ad elezione indiretta e sarà composto da 95 senatori eletti dai consigli regionali a cui si aggiungeranno gli ex Presidenti della Repubblica e cinque senatori che potranno essere nominati dal Presidente della Repubblica per sette anni. Una sottolineatura va fatta quindi sul ruolo di collegamento, di partecipazione attiva tra lo Stato e gli enti territoriali e l’Unione Europea, dando così maggiore forza al ruolo delle Regioni nel processo, sia di partecipa-
Le riforme istituzionali incidono sulla rappresentanza politica, sociale ed economica zione alle questioni europee, sia di integrazione europea. Di non minore rilievo è l’ulteriore compito istituzionale, affidato al Senato, di valutazione delle politiche pubbliche e dell’attività delle Pubbliche Amministrazioni. A ciò si aggiungono le disposizioni della “legge Delrio” che definisce l’architettura di un sistema di città metropolitane di nuova istituzione e di enti di area vasta, destinati a sostitui-
Telecom: accesso al web via satellite
re le province. L’altro pilastro di questo disegno riformatore è rappresentato dalle forme di aggregazione previste per i comuni, articolate in unioni, frutto di processi di fusione e di incorporazione. In estrema sintesi, pur essendo importanti le Regioni, si registra la riduzione del regionalismo e del federalismo a tutto vantaggio delle città metropolitane e delle aree vaste. In tale ottica si muove pure la riforma delle autonomie funzionali, come le Camere di Commercio (che passeranno da 110 a 60 in un percorso di aggregazione). Quella che si disegna non è più l’Italia dei 100 campanili, ma neppure quella delle 20 regioni. Da tutto ciò la riflessione sugli assetti organizzativi. Indubbiamente l’Organizzazione, proprio per la sua vocazione sindacale, non può perdere la sua vicinanza e quindi la sua prossimità al territorio, sul quale operano i suoi associati, per interpretare le loro esigenze ed aspettative. D’altro canto bisogna tener conto che i processi in atto portano ad un superamento del modello “provinciale” su cui Confagricoltura si è tarata, da sempre. DICEMBRE 2015| MONDO AGRICOLO |11
APERTURA CONVEGNO QUADRI
L’assemblea dell’orgoglio Mario Guidi
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Le conclusioni di Guidi: pensiamo ad un’Organizzazione, costantemente al fianco delle aziende, sempre più social, dinamica e innovativa
di Gabriella Bechi
i direttori ed i presidenti, per conoscere i soci, individuare aree di marketing associativo, valutare l’organizzazione di servizi alla persona. E della collaborazione fattiva di tutta la struttura al progetto “colud”, l’evoluzione della nostra piattaforma digitale. “Nel nostro sistema – ha detto Guidi – va scongiurato un digital divide interno, tra associazioni che innovano e
La banca dati unica è il fattore strategico per conoscere i soci
quelle che stanno ferme, tra imprese servite tecnologicamente e quelle che si limitano ad un rapporto burocratico. In questo potrà esserci molto utile l’accordo che abbiamo firmato con Telecom, per permettere a tutti di essere connessi in rete”. Stesso impatto dirompente sulla struttura avranno le riforme istituzionali e della Pubblica Amministrazione in cantiere, che incideranno sulla rape risposte arrivate dal Con- presentanza politica, sociale ed ecovegno Quadri sono positi- nomica degli interessi che sindacalve ed incoraggianti. Ma mente vengono tutelati dalla nostra presuppongono scelte so- Organizzazione. stanziali, volontà ed impe- Il ridisegno delle attribuzioni delle gno, partecipazione, ag- funzioni tra i vari livelli istituzionali sul territorio (aree vaste, città metropoligregazione. Le nuove tecnologie hanno una forza tane, deleghe ai Comuni, fusioni di di propagazione potentissima, capace Comuni) rende necessario valorizzare di modificare processi produttivi, di il presidio territoriale sindacale e di consumo e di relazione in modo mol- servizio, assicurando prossimità alle to efficace. Esse costringeranno ad un imprese attraverso la migliore orgaripensamento dei processi organizza- nizzazione delle nostre sedi provinciativi in termini di competenze, ruoli, li e le loro aggregazioni. Ma al tempo comunicazione, formazione, obiettivi. stesso impone un maggiore coordinaSi dovrà fare sindacato anche attraver- mento fra tutti i livelli di rappresenso le nuove tecnologie, seguendo le tanza, Unioni, Federazioni regionali, aziende che già le utilizzano nel loro Centro. sviluppo, offrendo servizi digitali a di- La riforma delle funzioni economicostanza, personalizzati. E aumentando amministrative sul territorio (Camere in generale la catena del valore con la di Commercio, Prefetture, uffici pubcombinazione e la lettura dei dati, ot- blici) rende necessario, infine, un raptimizzando il lavoro dei collaboratori, porto più strutturato con Agrinsieme mettendo a sistema i servizi sul terri- ed un maggiore confronto con le altre torio, creando nuovi flussi di comuni- rappresentanze del mondo produtticazione. Da qui l’importanza della vo. banca dati unica, fattore strategico per “Le realtà territoriali – ha detto il pre-
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APERTURA CONVEGNO QUADRI
sidente Guidi – devono mantenere il loro ruolo di “front office”, efficientando i servizi e mettendosi in rete, ma devono implementare la loro capacità di arrivare a formulare proposte regionali e nazionali, trovando un momento di sintesi e portando un’unica istanza”. Questi cambiamenti impongono un ragionamento anche sul ruolo dei corpi intermedi sempre più messi in discussione. Accompagnare i bisogni delle imprese è il presupposto ineludibile per mantenere il contatto con la realtà e quindi con gli associati. Ma la struttura organizzativa dovrà essere adeguata alle nuove esigenze. E ciò comporta una grande apertura e una grande disponibilità a ragionare, a confrontarsi ed a sostenere ed attuare, all’interno e all’esterno, le linee sindacali adottate. Introducendo eventualmente anche alcune modifiche statutarie, delegate alla prossima assemblea, come l’allargamento del perimetro associativo (in conseguenza nelle nuove integrazioni di filiera che si sono sviluppate negli ultimi anni), che potrebbe essere un’opportunità da approfondire, anche alla luce delle ripetute richieste di suppor14| MONDO AGRICOLO|DICEMBRE 2015
«Dare più servizi significa fare meglio l’attività sindacale» to organizzativo che provengono da mondi vicini. “Dobbiamo recuperare il senso del
noi e ricordarci chi siamo – ha detto nelle sue conclusioni il presidente Guidi - . Dobbiamo continuare a fare rappresentanza d’impresa come lo abbiamo sempre fatto, incidendo sui grandi temi che interessano le nostre aziende. Dobbiamo però farlo meglio, diventare più bravi, maturando processi decisionali, organizzandoli, velocizzandoli con l’aiuto delle nuove tecnologie, che avvicinano, non allontanano, e che permettono di risparmiare tempo e abbattere i costi”. “I servizi – ha spiegato Guidi – non sono in contrapposizione con il sindacato, che è prevaricante su tutto. Dare più servizi significa portare valore al sistema e fare meglio l’attività sindacale. Importante però è fare squadra pianificando gli interventi a livello provinciale, regionale e nazionale. Il nostro modo di vivere l’organizzazione, democratico e partecipato, è una garanzia. Ci espone a critiche, ma alimenta la discussione ed il confronto, permettendoci di mantenere la nostra identità ed il nostro orgoglio”. E questo Convegno Quadri probabilmente sarà ricordato come l’assemblea dell’orgoglio di Confagricoltura.
GLI IMPE IMPEGNI GNI N CONCRETI PER P IL FUTURO O DELL DELL’AGRICOLTURA L’A ’ GRICOLTTURA The Good Growth Plann - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura - è l’ambizioso l piano relativo all’impegno all’imppegno concreto che Syngenta intende assumere assumeere per contribuire alla sicurezza alimentare a dell’ambieente. The Good Growth Plan consiste consisste in tre sfide e sei nel rispetto dell’ambiente. impegni misurabili con cui cuui Syngenta vuole dimostrare che agricoltura e salvaguardia salvaguardia dell’ambiente dell’ambiente possono coesisteree e che l’aumento della produzione agricola agriccola può avvenire in modo sostenibile, sosteniibile, senza spreco di risorse. risorse. Il piano “The “Th G G h Plan Pl - Gli impegni iimpegnnii concretii per il futuro f ddell’agr ll’ ricoltura” nel contesto agricol lo italiano Goodd Growth dell’agricoltura” agricolo si basa su 3 element ti fondamentali declinati declinati in pro ogetti specifici: specifici: elementi progetti
t Promuovere Promuovere un’Agricoltura Intensiva Intensiva Sostenibile S t Salvaguardare Salvaguaardare la qualità delle prod produzioni duzioni t Promuo Promuovere vere le pec peculiarità uliarità delle filiere agroal agroalimentari imentari italiane Gestionee multifunzionale del territo territorio orio
Water W a Optimization Corn ater
Mira a dimostrare d come un’agricolturaa intensiva produttiva e un ambiente ricco e vivo in termini di biodiversitàà possano coesistere sfruttando sfruttanddo le aree marginali delle d aziende agricole come i bordi bordi campo.
è un u programma di coltivazione cre creato eato per ottimizzare le risorse idriche nella coltura del deel mais grazie alla com mbinazione di ricerca geneticaa tradizionale con combinazione pro ogrammi di semina e difesa fitosanitaria. fitosaanitaria. programmi
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INCONTRI CITTÀ E CAMPAGNA
Nuovi orizzonti tecnologici Le infrastrutture per la banda larga coprono solo l’87,5% del territorio rurale. Maiorano, Mastrobuono e Guidi al convegno CNR: «Troppe aree lasciate fuori da Internet» di Gabriella Bechi
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siste un digital divide in agricoltura. Ma esiste un digital divide anche nel nostro Paese, se è vero che gli italiani che accedono giornalmente ad internet sono il 58%, mentre la media UE è del 65% e in Paesi come Svezia, Olanda, Regno Unito sono oltre l’80% i cittadini connessi almeno una volta al giorno alla rete. Solo il 35% dei nostri connazionali, inoltre, utilizza internet per cercare informazioni su beni e servizi (il valore più basso in assoluto in Europa, dove la media è 64%, quasi
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il doppio). E solo il 22% utilizza internet per effettuare acquisti online (ancora una volta l’Italia è “fanalino di coda” con una media UE del 50%). Ma non solo. L’Italia è indietro rispetto alla media europea per la velocità delle connessioni. Abbiamo solo il 36,3% delle abitazioni coperte da NGA (Next Generation Access, cioè la cosiddetta banda “ultra larga”) contro una media europea del 68,1%. In ogni caso la velocità delle connessioni sottoscritte è mediamente più bassa della media europea. Abbiamo soprattutto connessioni tra 2 e 10 Mb-
Non si possono escludere le imprese agricole dalla rivoluzione digitale» to il direttore generale di Confagricoltura Luigi Mastrobuono, nel corso di un convegno organizzato dal CNR su Rete, innovazione in agricoltura, digital divide - se vogliamo davvero che la rivoluzione digitale arrivi nelle campagne, sia utilizzata dalle imprese e consenta di tradursi in crescita ed occupazione a vantaggio di tutti”. Sulla base dei dati del censimento Istat sono poco più di 60mila (il 4%) le aziende agricole che utilizzano abitualmente il computer e circa 20mila (il 2%) quelle che utilizzano abitualmente la rete internet. Bisogna però tener conto che si tratta sicuramente di dati da aggiornare (sono passati cinque anni dal censimento 2010) e anche da valutare bene: non sono infatti 1,6 milioni le imprese attive in agricoltura, ma circa la metà, se oggi sono meno di 730mila le imprese attive nel comparto agricolo iscritte nel registro delle imprese delle CCIAA. “Dagli imprenditori più giovani sta venendo una spinta forte al cambiamento – ha osservato il presidente dei Giovani di Confagricoltura Raffaele Maiorano -. Sono loro i veri protagonisti di
questa rivoluzione culturale che spesso trova resistenze “generazionali” proprio all’interno dell’azienda. Serve procedere secondo dinamiche differenti dal passato per frenare l’emorragia di aziende giovani dal mercato (-27,4% in cinque anni) e sostenere progetti innovativi specifici e concreti, anche attraverso start up innovative, che permettano di abbattere i costi delle innovazioni, anche attraverso la sharing economy, ma soprattutto avvicinando il mondo della ricerca a quello delle imprese. Va creato poi un ‘tavolo dell’innovazione’ per raccordare ricerca e politica con le esigenze delle imprese, oltre ad uno sportello ‘anti-divide’ per i giovani”. Non sono poche le applicazioni digitali che toccano direttamente i processi ed i prodotti della filiera agricola ed agroalimentare, abbassando i costi, riducendo l’utilizzo di alcuni mezzi tecnici e quindi anche l’impatto ambientale di taluni processi produttivi. Ma anche collegando adempimenti burocratici alla razionalizzazione di impiego dei fattori. Dalla robotizzazione nella gestione delle stalle, all’utilizzo dei prodotti chimici attraverso sensori, alla raccolta con macchinari in grado di “leggere” il grado di maturazione. Dalla ottimizzazione dello stoccaggio e del trasporto, alla creazione di piattaforme per la tracciabilità del
ps (Megabit per secondo): i tre quarti del totale. Mentre abbiamo solo il 4% delle connessioni con velocità superiori a 30 Mbps; l’Europa arriva al 26%. Il Belgio ha il 74% delle connessioni ultra veloci; la Romania il 60%. Ma oltre ad un “divide” Italia-UE esiste anche una situazione molto differenziata tra aree urbane e rurali. Secondo i dati più recenti, la rete infrastrutturale per la banda larga copre in Italia ormai il 95-100 per cento del territorio nazionale, ma per le aree rurali si arriva a malapena all’87,5% del territorio. “Bisogna colmare questo gap - ha detDICEMBRE 2015| MONDO AGRICOLO |17
INCONTRI CITTÀ E CAMPAGNA
prodotto, fino all’e-commerce. Tutto questo accrescendo il valore aggiunto della filiera. E’ stato calcolato, ad esempio, che i maggiori costi della sovrapposizione delle lavorazioni dovuti alle tecnologie tradizionali possono arrivare al 13-22% del totale. Come dire che su 12 milioni di ettari di SAU, si lavorano con tecnologie tradizionali tra 1,6 e 2,6 milioni di ettari in più rispetto alla superficie coltivata. Tale spreco si può ridurre almeno del 50% con tecnologie digitali. Parallelamente, è stato stimato che si può ottimizzare la distribuzione dei fertilizzanti, riducendola del 15%. Il tutto contenendo anche l’impatto sul suolo e sulla sua struttura e riducendo le emissioni di gas climalteranti. Ma non solo. Le innovazioni digitali possono permettere di aumentare il valore che viene riconosciuto alla fase agricola nella filiera spostando sui produttori primari parte del valore aggiunto che ordi-
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«Dalle imprese young sta venendo una forte spinta al cambiamento» nariamente è a vantaggio di altri operatori. E anche aumentando in assoluto il valore del bene venduto, incorporando in esso le informazioni, ad esempio, sulla tracciabilità e l’origine delle materie prime o altre indicazioni utili per i consumatore, che reputerà di riconoscere un premium price per questo prodotto a maggiore valore aggiunto. Ipotizzando che tutto questo sia in grado di valorizzare del 5-7 per cento i prodotti agroalimentari acquistati dai consumatori italiani, questo vorrebbe dire un aumento del giro di affari stimato, dovuto alla sola innovazione digitale di processo che oscilla tra i 10 ed i 15 miliardi di euro. “L’agricoltura 3.0, quella innovativa e
smart, attenta all’ambiente e intelligente è il nostro obiettivo prioritario ha concluso il presidente Mario Guidi. Per essere sempre più competitivi, produrre di più ma a minore impatto ambientale, per un filo diretto con i consumatori in Italia e all’estero (anche attraverso l’e-commerce), è fondamentale l’innovazione. Attraverso quella colturale, tecnologica, digitale, le reti associative e di interconnessione, si è avviato il processo di cambiamento che stiamo vivendo, ma che andrebbe accelerato considerevolmente e vissuto in profondità. Per fare questo occorre che ci sia uno sviluppo delle innovazioni che tenga conto dei fabbisogni delle imprese, che devono essere sempre coinvolte nella definizione delle linee guida di “chi pensa e produce” e serve anche che i risultati vengano distribuiti su vasta scala in maniera che tutti ne possano usufruire: operatori e loro clienti”.
INCONTRI CITTÀ E CAMPAGNA
La cultura del verde Il presidente della Federazione Florovivaismo Francesco Mati agli “Stati Generali del verde urbano”
di Elisabetta Tufarelli
er la prima volta si sono svolti a Roma gli Stati Generali del verde urbano per il futuro dell'ambiente. La scelta è stata quella di tenerli prima della Giornata Nazionale degli Alberi per avviare un dibattito costruttivo sul tema e trarre un bilancio della L. n. 10/2013 sulle “Norme di sviluppo degli spazi urbani”, per stimolare discussione sul ruolo del verde negli insediamenti urbani, condividere esperienze, competenze e linguaggi diversi per un obiettivo comune: promuovere una rinnovata cultura del verde. Organizzatore dell'iniziativa il Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, insieme con l'lSPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Confagricoltura è stata in prima linea collaborando all'organizzazione dell’evento sullo sviluppo sostenibile.
P Giardino verticale a Città del Messico
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“I Comuni devono investire di più nel verde urbano - ha sottolineato il presidente della Federazione Nazionale del Florovivaismo di Confagricoltura, Francesco Mati -. Il vivaismo ha un ruolo strategico nella città sostenibile, sempre più a misura d’uomo e di ambiente. Un chilometro di asfalto costa circa un milione di euro. Con la stessa cifra si riqualifica il verde pubblico di diversi quartieri di una grande città o di una grande zona industriale. Una riqualificazione del patrimonio verde e un incremento di quello nelle aree extra urbane porta ad una maggiore qualità dell’aria, ad una crescita della biodiversità ed ha un forte impatto sociale, sull’occupazione e sul risparmio nella spesa sanitaria”. Gli agricoltori hanno un ruolo fondamentale per la gestione del verde cittadino, ma anche per arginare l’espansione selvaggia dell’edilizia urbana nelle aree rurali limitrofe alla città, che finisce per sottrarre super-
ro incrementati dell’1% porterebbero a 63,6 milioni di m2 di verde pubblico in più a disposizione dei cittadini. Con una spesa pubblica di 1 euro/m2, inoltre, si investirebbero in verde pubblico 95,5 milioni di euro, ficie agricola. “Il verde pubblico ita- equivalenti al 2,3% dei 4,1 miliardi di liano – ha detto Mati - non gode at- euro di valore della produzione flotualmente di un buono stato di salu- rovivaistica nazionale. te. La sua cura, invece, rappresenta Non c’è dubbio che vada promossa un indice di civiltà”. Il valore econo- una rinnovata cultura del verde metmico ed occupazionale del settore, tendo in evidenza il suo ruolo per lo ha ricordato nell’occasione, si è atte- sviluppo sostenibile dell’ambiente, stato ad un saldo positivo pari a 180 dell’economia e della crescita.“Il nomilioni di euro, trainato principal- stro sentiment su questi temi è molto mente dal segmento piante, alberi e forte – ha concluso il direttore genearbusti, grazie all’attività di circa 21 rale di Confagricoltura Luigi Mastromila aziende ripartite tra 14 mila per buono -. Siamo convinti che agricolil segmento fiori e piante in vaso e 7 tura e ambiente siano i migliori promila per quello vivaistico, che occu- motori e messaggeri del ‘made in pano complessivamente oltre 100 Italy’ ed è con questo spirito che, ad mila addetti, rappresentando più del esempio, abbiamo voluto sostenere 10% degli occupati agricoli comples- concretamente, in occasione di Expo sivi. Attualmente, secondo i dati Istat, 2015, l’iniziativa “MiColtivo”, con cui ogni italiano ha a disposizione 106 si è seminato un campo di grano nel m2 di verde pubblico che se venisse- cuore di Milano”.
Mati: «La cura del verde pubblico è un indice di civiltà»
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Aromi e sapori I “capolavori” delle aziende di Confagricoltura tornano a Milano, dopo Expo, con Cooking for Art
di Gabriella Bechi
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iovane, determinata, molto creativa, Silvia Moro si è aggiudicata il premio speciale di Confagricoltura alla finale del Miglior Chef Emergente del Nord 2016, che si è svolta a Milano durante la manifestazione “Cooking for Art”, il tradizionale evento organizzato da Witaly e Luigi Cremona, che riunisce i migliori alberghi, i migliori chef e i migliori prodotti del nostro Paese sotto il denominatore comune dell’eccellenza, a cui Confagricoltura
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ha preso parte con un nutrito gruppo di aziende associate. Silvia, 27 anni, lavora a Montagnana, in provincia di Padova, nell’Hotel Ristorante di famiglia Aldo Moro, dove, con una laurea in Economia in tasca e dopo aver frequentato la scuola internazionale di cucina Alma, ha portato un nuovo impulso creativo, che ben si integra con la tradizione. Unica donna in gara, con i due suoi piatti, “Terra natia” e “La merenda: polenta, vino e soppressa” - espressioni gastronomiche del territorio in cui vive - è
stata scelta dalla giuria per aver meglio valorizzato i prodotti del’agricoltura. Per tre giorni, negli spazi delle “Officine” e della “Torneria” di Via Tortona 32, una delle location più fashion della città, le aziende di Confagricoltura (Agricola agricola Greco, Azienda agricola San Leonardo, Casale della Ioria, Elody, Giansanti Di Muzio, OP Confoliva, OP Mediterraneo - La Fiammante, Repoplant), riunite in una sorta di “vialetto verde” sotto il marchio coniato in occasione di Expo 2015 “Coltiviamo Capolavori”, hanno fatto assaggiare al pubblico - chef, albergatori e giornalisti ed operatori del settore - i loro prodotti. Oli, vini, pomodori e peperoni trasformati, parmigiano, erbe officinali, spezie, che sono stati abbinati ai piatti degli chef e dei pizzaioli in gara per le
La squadra nazionale Acrobati Pizzaioli
Il Premio Confagri per lo chef che meglio valorizza i prodotti del territorio
La chef Silvia Moro
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INCONTRI CITTÀ E CAMPAGNA
qualificazioni del Nord del Premio Chef e Pizza Chef Emergente, che ha visto sul podio dei vincitori Marcello Tiboni e Francesco Brutto per i ristoranti e Matteo Moretti e Hindrit Haraciu per le pizzerie. Il meglio della produzione agricola del nostro Paese, contraddistinta dalla filosofia dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli, che fa della qualità, della sostenibilità, della ricerca e dell’innovazione, ma anche della capacità di stare sul mercato, il punto di forza di un’agricoltura moderna e competitiva. L’appuntamento milanese fa parte degli eventi nel dopo Expo 2015,
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L’appuntamento milanese fa parte degli eventi di Confagri nel dopo Expo in cui Confagricoltura crede con particolare determinazione, convinta che non debba essere disperso il grande patrimonio che l’Esposizione ha lasciato, in termini di opportunità e di visibilità mondiali per il modello di agricoltura del nostro Paese. “Expo – ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – ci ha confermato le grandi potenzia-
lità del nostro agroalimentare ed aperto le porte all’internazionalizzazione. Una sfida che si vince solo facendo squadra all’interno della filiera, coinvolgendo il mondo della produzione, quello della trasformazione e quello della distribuzione. Ma anche quello rappresentato dagli chef e dagli esperti di gastronomia, perché sono questi che, con la loro maestria, sono capaci di valorizzare, esaltando gusti e sapori attraverso sapienti abbinamenti, i prodotti della terra, diventando i veri ambasciatori del made in Italy nel mondo”.
INCONTRI CITTÀ E CAMPAGNA
Il riso in apecar Chicchi in giro per Milano su un treruote personalizzato
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a preso il via da Corso Sempione a Milano il tour “#risodascoprire”, un viaggio attraverso il riso italiano e i suoi utilizzi, promosso dal ministero delle Politiche agricole e realizzato da ISMEA, in collaborazione con l’Ente Nazionale Risi. Un’apecar personalizzata ha sostato in varie piazze della città durante il mese di ottobre, diventando punto di ritrovo per appuntamenti e incontri gratuiti rivolti al pubblico, a cui hanno partecipato esperti del settore, critici e amanti della letteratura gastronomica, che hanno raccontato i mille usi del riso, le tipologie coltivate in Italia, la difesa del Made In Italy. Dalla storia
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del riso italiano quale importante patrimonio da difendere, a consigli pratici sulla tipologia di riso più adatta a ciascuna preparazione, dalle parole del riso alle ricette più imitate. Senza tralasciare le degustazioni di prelibati prodotti a base del pregiato cereale. Il riso Italiano è universalmente riconosciuto come alimento buono, sano, versatile, dalle grandi potenzialità. Ed è, soprattutto, una delle principali risorse agricole del nostro Paese. La sua coltivazione affonda le radici nella storia italiana e si riverbera nelle tradizioni, nelle ricette e nella cultura popolare. In Italia si coltivano oltre 140 varietà di riso. Su 220mila ettari, circa 2.000 sono destinati alla coltivazione di risi a
Va valorizzato il prodotto simbolo della campagna e della cucina lombarda denominazione protetta, quali Riso DOP di Baraggia Biellese e Vercellese, Riso IGP Vialone Nano Veronese e Riso IGP Delta del Po. La risicoltura nazionale vanta una filiera agroindustriale integrata ed efficiente, fiore all’occhiello della nostra economia. Con oltre 4 mila aziende agricole e 95 industrie di trasformazione, oggi l’Italia è leader in Europa, con un quantitativo che nel 2014 ha superato le 850 mila tonnellate per un controvalore di 1,1 miliardi di euro (dati Ismea). Un’eccellenza che va difesa dalle importazioni a dazio zero dei Paesi in via di sviluppo e supportata da un’attenta ricerca scientifica, volta al costante miglioramento qualitativo, nonché da un’ade-
guata promozione nell’ambito della GDO e da scelte di comunicazione mirate. La campagna voluta dal ministero nasce dall’esigenza di avvicinare il pubblico al riso di origine italiana, valorizzandone l’importanza culturale, il le-
game con il territorio, le innumerevoli varietà, la versatilità in cucina e le proprietà nutrizionali, al fine di accrescere la consapevolezza del consumatore su questa pregiata risorsa del Made in Italy e di rilanciarne il consumo. (G. B.)
A T T U A L I TÀ S V I L U P P O
Garantire il cibo di domani Il presidente dei Giovani di Confagri alla Conferenza di Fao e Wto su sicurezza alimentare e nutrizionale di Elisabetta Tufarelli
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l ruolo dei giovani, in particolare quello dei giovani agricoltori nell'importante processo per realizzare l’obiettivo della sicurezza alimentare e nutrizionale è stato riconosciuto e sottolineato in occasione della seconda edizione dell’evento: “Seeding nutrition harvesting health”, organizzato dalla Fao e dal Wto a Roma, al quale è intervenuto Raffaele Maiorano, presidente degli ‘under 40’ di Confagricoltura. Questa seconda Conferenza ha riassunto la malnutrizione in tre diverse categorie: la fame (che colpisce quasi 800 milioni di persone), la fame nascosta (la carenza di vitamine, minerali ecc.) e il
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sovrappeso, ponendo l’attenzione sulle nuove generazioni. Jomo Kwame Sundaram, vice direttore generale e coordinatore per lo sviluppo sociale ed economico della Fao, introducendo i lavori, si è soffermato specificamente sul ruolo degli agricoltori.”Sono loro, meglio di chiunque altro - ha detto - in grado di selezionare e produrre il cibo della migliore qualità, a seconda della stagione, del clima e dell'origine geografica dei prodotti. Per queste ragioni, se vogliamo davvero migliorare la salute pubblica globale, dobbiamo investire sugli agricoltori”. Una musica molto gradita a Raffaele Maiorano.“Il nostro è un compito fon-
Maiorano: «Agricoltori necessari per salute pubblica globale e cibo» to Maiorano – a garantire il cibo di domani. Ma esiste veramente una nuova generazione di agricoltori? Negli ultimi cinque anni, in Italia, le aziende ‘under 35’ sono diminuite del 27%. La soluzione per il futuro è garantire la sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle aziende che dovranno sempre più diventare imprese capaci di aggiungere innovazione e ricerca alla tradizione. Solo così si potrà vincere la sfida della nutrizione contando su nuove generazioni di imprenditori agricoli”. In pratica tutti sono stati
damentale. Siamo noi – ha rimarcato – che forniamo cibo al pianeta, ma se tutti conoscono i prodotti che coltiviamo, l’importanza degli agricoltori non solo è poco conosciuta, ma decisamente sottovalutata”. Ha ricordato che circa un terzo della superficie emersa mondiale (13,2 miliardi di ettari) è coltivata dagli imprenditori agricoli. Ci sono, infatti, 570 milioni di aziende agricole nel mondo che gestiscono 1,5 miliardi di ettari coltivati (colture annuali e legnose), più di 3,3 miliardi di ettari di prati e pascoli permanenti necessari per la produzione zootecnica.“Sono coloro che oggi sono giovani agricoltori – ha sottolinea-
concordi nell’affermare che solo un processo multilaterale che vede gli agricoltori al centro della discussione può raggiungere soluzioni di successo per una sana alimentazione globale. “La gioventù è il nostro futuro. Abbiamo bisogno di renderli consapevoli dei rischi collegati a una dieta inadeguata. Superare fame e malnutrizione - ha spiegato Marco Marzano de Marinis, segretario generale del WTO - non vuol dire solo maggiore disponibilità di cibo, ma significa anche prendere atto che, nelle sedi dei processi decisionali, l’importanza degli agricoltori non è ancora pienamente riconosciuta. Avere pochi agricoltori europei con meno di 35 anni costituisce una minaccia per un'alimentazione sana per le generazioni future”.
Raffaele Maiorano (foto di Silvano Lenci)
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A T T U A L I TÀ S V I L U P P O
Uso sicuro e sostenibile dei fitofarmaci Il progetto SUI di “European Crop Protection Association” (ECPA) per una attività produttiva rispettosa di acqua, salute e biodiversità di Jean-Charles Bocquet direttore generale di ECPA
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È
incoraggiante osservare come la questione della salvaguardia della salute degli agricoltori sia diventata sempre più centrale all'interno della comunità agricola. In questo senso, il dibattito si è andato concentrando sullo sviluppo di partenariati che promuovono le migliori pratiche nell’uso dei prodotti fitosanitari al fine di salvaguardare la salute degli operatori a gricoli. E proprio per promuovere un utilizzo corretto e sicuro di questi prodotti – in particolare nei climi più caldi come in Italia – che l’associazione europea dei produttori di prodotti
fitosanitari, la European Crop Protection Association (ECPA), ha istituito l’iniziativa per un uso sostenibile e sicuro (in inglese, Sustainable Use Initiative – SUI). SUI fa parte dell’iniziativa “Hungry for Change” di ECPA, che impegna L’ente a realizzare progetti che promuovano la produzione alimentare in maniera sostenibile, rispettando l’acqua, la salute e la biodiversità (info su www.hungry4change.eu). La SUI aumenta la consapevolezza degli agricoltori sulle buone pratiche nell’utilizzo di prodotti sanitari e ne promuove l’adozione attraverso la distribuzione di materiali specifici, co-
me video, manuali, poster didattici, «L’industria può contribuire nonché spot televisivi e radiofonici. Il progetto si è andato rafforzando ed è concretamente a migliorare ormai diffuso in 17 paesi, tra cui l’Itala salute e la sicurezza» lia. Forte di questo successo, l’ECPA prevede di estenderlo a tutti i 28 stati membri dell'UE. Mentre il principio di partenariato con attori locali rimane in tutta Europa lo stesso, la SUI si adatta alle esigenze delle colture locali, nonché alla legislazione nazionale. Com’è noto, l’Italia produce una percentuale significativa della frutta e verdura fresca europea, ma è anche una zona in cui le condizioni climatiche creano delle problematiche aggiuntive per gli agricoltori. In primo luogo, il clima mediterraneo più caldo favorisce una proliferazione di parassiti e malattie che gli Jean-Charles agricoltori devono affronBocquet tare con trattamenti efficaci per proteggere i loro
raccolti. In secondo luogo, chi lavora in climi caldi può spesso cedere alla tentazione di non indossare l'attrezzatura di protezione necessaria per gestire correttamente i prodotti fitosanitari in tutta sicurezza, come descritto nelle istruzioni riportate sull'etichetta. Per queste ragioni il progetto SUI acquista una valenza ancora maggiore in paesi come il nostro. La SUI ben si integra quindi nel quadro fornito dal Decreto Legislativo 14 agosto 2012, n. 150 che ha recepito la Direttiva 128/2009/CE sull’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari. In questo contesto, l’obiettivo rimane quello di creare un piano comune per l'utilizzo sostenibile di pesticidi e realizzare soluzioni che siano economicamente, ambientalmente e socialmente accettabili. Questo è anche il motivo per cui la SUI è pienamente in linea con i principi della gestione integrata di pesticidi. Le alleanze formate dal SUI servono ad integrare le competenze e coordinare gli approcci con una vasta gamma di parti interessate, a vantaggio di tutta la filiera alimentare. Un’ampia cooperazione è stata e continua ad essere la chiave per raggiungere il maggior numero di agricoltori. A conferma di ció, diverse autorità nazionali hanno adottato molti dei materiali didattici prodotti dalla SUI nei loro piani d'azione nazionali (PAN). I risultati sono sotto gli occhi di tutti: in alcuni paesi, le raccomandazioni fornite dal progetto sono state messe in pratica tre volte più spesso della media europea e hanno contribuito a migliorare notevolmente la protezione della salute umana e ambientale. La SUI è perciò un grande esempio di come l'industria possa contribuire concretamente e con successo a migliorare la salute e la sicurezza nell’ambito professionale. DICEMBRE 2015| MONDO AGRICOLO |31
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L’A P E R T U R A
Uncai alla sfida di AgriTechnica Bambagiotti, Contoterzisti Umbria e consigliere Uncai: “Dalla fiera di Hannover, l’invito a scommettere sul trattore del futuro e fare ancora più sistema con i contoterzisti europei”
gni due anni AgriTechnica rappresenta per gli agromeccanici un invito a scommettere sul trattore del futuro. Un mix di sofisticate soluzioni meccaniche ed elettroniche che i Contoterzisti Uncai non si sono voluti lasciar sfuggire, raggiungendo numerosi Hannover, attratti, come novelli Ulisse, dal canto delle sirene di alberi di trasmissione e pistoni super efficienti, rapporti tra peso a vuoto e carico utile da non credere, sensori, GPS e software intelligenti. "Soluzioni specifiche per ogni latitudine, esigenze di lavorazione e condizione dei terreni”, ha detto al
O
Da sinistra: Moscetti, Stortini, Salvi, Bambagiotti e Bacci
suo ritorno in Italia Sergio Bambagiotti, presidente dei Contoterzisti Umbria ad Hannover in rappresentanza di Uncai. “Per noi però era importante anche stringere rapporti ancora più stretti con i colleghi della Blu, l’associazione di contoterzisti tedesca, e convenzioni sia con i costruttori leader del mercato sia con aziende giovani. Di queste ultime abbiamo apprezzato la scelta di differenziarsi, realizzando macchinari per lavorazioni molto specifiche e di qualità, sempre più richieste ai contoterzisti, in particolare in aree collinari o montane, come può essere la raccolta delle piante officinali”. La fiera di Hannover ha ribadito, se ce ne fosse stato ancora bisogno, quanto l’elettronica incida sempre più nel lavoro degli operatori, chiamati a diventare anche artigiani digitali:“L’elettronica di
UNCAI L'Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici ed Industriali rappresenta e tutela su tutto il territorio nazionale imprenditori che lavorano per conto terzi nel settore agricolo e industriale. Presidente: Aproniano Tassinari Direttore: Francesco Torrisi www.contoterzisti.it
bordo è oggi una risorsa necessaria a rendere i processi di lavoro ancora più precisi, efficienti, rispettosi dell’ambiente e concorrenziali sul piano dei costi – conclude Bambagiotti –. Inoltre permette di soddisfare richieste crescenti dell’intera filiera, dal campo al consumatore, in termini di documentazione, assicurazione, qualità, rintracciabilità, logistica, gestione flotte e monitoraggio macchinari, per ridurre al minimo tempi di fermo macchina e costi di riparazione”. DICEMBRE 2015| MONDO AGRICOLO |I
NOTIZIE
Più latte se l’insilato si allunga Giuliano Oldani
Oldani, Uncai Lodi e Milano: “Negli Stati Uniti l’obiettivo è fare il taglio lungo da 24 a 30 mm installando sulla trincia un rompigranella specifico. Si può parlare di una nuova tecnica di insilato di mais”
U
n sistema di trinciatura che rompe perfettamente la granella e il tutolo di mais, consentendo una lunghezza teorica di taglio di 30 mm anziché 12-19, senza però ottenere il tipico insilato lungo, spugnoso e difficile da compattare in trincea del passato, quando si provava a superare i 15 mm. Il futuro arriva dallo Iowa (Usa) e il risultato è un prodotto che
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migliora la funzione ruminale, la salute e la produzione di latte delle vacche, con costi di alimentazione inferiori. Giuliano Oldani, contoterzista lodigiano e presidente di Apima Milano, Lodi, Como e Varese, è pronto ad investire nell’innovativo rompigranella, e lancia un appello agli allevatori affinché analizzino con attenzione questo nuovo sistema, perché “dopotutto le novità, come i carri Unifeed, sono sempre arrivate da Oltreoceano”.
In cosa consiste il nuovo sistema di trinciatura? Rispetto ai tradizionali 12-19 mm, il nuovo processo di trinciatura permette di raggiungere una lunghezza di taglio del mais da 24 a 30 mm teorici. Occorre però installare sulla trincia semovente un nuovo rompi granella, in grado di resistere alle sollecitazioni di un’operazione meccanica resa ancora più intensa.
Quali sono i vantaggi di un insilato lungo? Studi dell’Università del Wisconsin e della Cornell University di New York hanno evidenziato tre vantaggi dell’insilato tagliato lungo con il nuovo sistema: granella e tutolo più frantumati, più fibra digeribile (NDF) e più peFiber. Questi aspetti, favorendo la funzione ruminale dell’animale, consentirebbero di aumentare la quota di trinciato rispetto ad altri mangimi come paglia e fieno, con costi di alimentazione ridotti. Inoltre, incrementerebbero la produzione di latte e la salute degli animali. Come con qualsiasi cosa, molti fattori possono influenzare la produzione di latte, tra cui la qualità dei mangimi, le condizioni ambientali e le pratiche di gestione. Tuttavia, gli studi universitari americani e le evidenze sul campo sono molto incoraggianti ed evidenziano prestazioni migliori quando nelle diete l’insilato convenzionale è stato sostituito con quello lungo. Già in passato si è provato a tagliare lungo, il risultato non era però incoraggiante. Cosa è cambiato? La nuova tecnologia permette di tagliare lungo senza più ottenere pezzi simili a "mozziconi di sigaretta spugnosi" che non si compattavano facilmente in trincea. Il nuovo sistema taglia la pianta anche in lunghezza, in stringhe e corde. In questo modo l’insilato si presenta in strisce che si compattano meglio, un po' come l’erba pressata e fasciata. Inoltre, grazie alla maggiore superficie di contatto tra le cellule,viene favorita l'attività microbica e la fermentazione in trincea. Una maggiore compattezza in trincea permette anche una raccolta tardiva? Sì, è un ulteriore vantaggio. Il nuovo sistema di trinciatura permetterebbe di posticipare il raccolto favorendo un maggiore accumulo di amido nella pianta. Prima il taglio lungo era
A C Q U I S T O FITOFARMACI: PER UNA SOLUZIONE CONDIVISA D a n o v e m b re p e r g l i operatori professionali, ovvero gli agricoltori e i contoterzisti, è obbligatorio avere l’autorizzazione all’acquisto e all’utilizzo (il cosiddetto patentino) dei prodotti fitosanitari, indipendentemente dal profilo tossicologico. Diverse piccole e medie aziende agricole non hanno ancora il patentino, in questi casi “noi contoterzisti dobbiamo anticipare l’acquisto dei fitofarmaci”, spiega il vicepresidente dei Contoterzisti Uncai Clevio Demicheli. “La nostra richiesta è di procedere in tutte le regioni come avviene in Emilia Romagna, dove gli agricoltori senza patentino possono delegare gli agromeccanici a ritirare i fitofarmaci già acquistati e pagati dai primi".
STENTA A DECOLLARE L’ALBO DEI CONTOTERZISTI “Sono passati più di sei mesi da quando è stato istituito, eppure fino ad ora si sono registrate all’Albo dei contoterzisti lombardi solo ditte di Cremona, Lodi e Milano, una sola del mantovano e nessuna dalle altre province”, così Fabrizio Canesi, direttore di Apima Cremona. Per Uncai l'albo è uno strumento qualificante per la categoria e per l’intera filiera, certificando quelle aziende che operano tenendo conto di sicurezza, ambiente e terreni. Una conferma dell'importanza dell'albo anche dall'assessore all'agricoltura lombardo, Gianni Fava: "In futuro, potremmo prevedere bandi che richiedano tra i requisiti l’iscrizione all’Albo professionale dei contoterzisti e pensare a meccanismi di protezione della categoria. Nel frattempo, tuttavia, è necessario che le iscrizioni aumentino ". possibile solo col mais verde perché altrimenti era difficile la compattazione, per le ragioni che abbiamo detto sopra. Un rompigranella tradizionale può essere regolato sui 26 mm di lunghezza? No. Per ottenere la lunghezza di taglio desiderata e rompere in modo adeguato il tutolo e la granella di mais senza demolire la trincia, occorre un rompi granella specifico che tagli longitudinalmente la pianta. Su questa nuova attrezzatura i Contoterzisti Uncai sono pronti a investire. Ribadiamo che i normali macchinari se vengono calibrati sui 22-26 mm non resistono alle sollecitazioni meccaniche e si rompono.
C’è convenienza economica per gli allevatori chiedere ai contoterzisti lo sforzo di investire nel nuovo macchinario? In media il rompigranella per insilato lungo richiede il 5% di potenza in più rispetto a uno tradizionale. Di poco superiori sono anche i tempi necessari per la trinciatura. Tuttavia le migliori prestazioni delle vacche e i costi di alimentazione ridotti indicano che si tratta di un investimento in grado di portare vantaggi economici all'azienda agricola. I costi più elevati per l'operatore possono essere coperti dal valore economico maggiore dell’insilato. DICEMBRE 2015|MONDO AGRICOLO|III
NOTIZIE
Contoterzisti: pronti per la revisione Sempre numerose le email di contoterzisti e agricoltori che chiedono chiarimenti sulla revisione dei mezzi agricoli. Uncai risponde su meccanizzazione agricola, sicurezza, carburante agricolo, tariffe di lavorazione, norme, codice della strada all’indirizzo lettere@contoterzisti.it di Silvio Balloni Dottore Agronomo, di Ricerca in Ingegneria Agraria ed Esperto di Meccanizzazione Agricola
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l 2016 segna l’inizio di una nuova era per la meccanizzazione agricola italiana. Dal 31 dicembre diventerà obbligatorio sottoporre trattrici semoventi e rimorchi in circolazione alla revisione generale periodica“in ragione del relativo stato di vetustà”. Ciò significa che l’obbligo di revisione, il cui fine è garantire adeguati livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro e nella circolazione stradale, non scatterà contemporaneamente per tutte le macchine agricole,ma avranno priorità quelle più vecchie e, presumibilmente, meno sicure (vedi tabella).La revisione avrà una periodicità di cinque anni per garantire e in caso di mancata revisione si applicherà l’art. 111 comma 6 del Nuovo Codice della Strada (D.Lgs. 285 del 92) che prevede, oltre a una sanzione amministrativa, il ritiro della carta di circolazione o del certificato di idoneità tecnica. In sintesi,saranno oggetto di verifica gli organi di frenatura, di indirizzo, gli aspetti della visibilità, delle luci e del circuito elettrico, come anche il gruppo di locomozione e sostegno, oltre che il telaio, la cabina e ovviamente gli equipaggiamenti di sicurezza. Inoltre il legislatore ha tenuto conto dell’ambiente, verificando le emissioni sonore e dei fumi. Il proprietario di una macchina che
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non supera la revisione avrà un mese di tempo per mettersi in regola (la macchina può nel frattempo continuare a circolare). Se le irregolarità e i difetti riscontrati risultassero tali da compromettere sensibilmente la sicurezza,il veicolo verrà sospeso dalla circolazione stradale e dovrà essere condotto in officina per la sua messa in sicurezza (sulla carta di circolazione verrà apposto un timbro che ne autorizzerà la circolazione solo lo stesso giorno della revisione). Per le macchine agricole immatricolate prima del 1° gennaio 2009 saranno previste delle procedure semplificate per l’aggiornamento dei documenti di circolazione. Il decreto prevede anche la
possibilità di effettuare la revisione mediante unità mobili. Il settore del contoterzismo agricolo si farà trovare pronto alle prossime scadenze, anche le più prossime. Infatti, l’imprenditore contoterzista è consapevole che le macchine e le attrezzature di cui si avvale sono beni strumentali che necessitano della massima cura e attenzione. Del resto la perfetta funzionalità dei dispositivi e componenti delle macchine agricole sono la base per la buona riuscita delle operazioni di campo e per poter offrire un opportuno servizio alla committenza. Questo nel rispetto della sicurezza degli operatori, del cantiere di lavoro e dell’ambiente.
EPOCA DI PRIMA IMMATRICOLAZIONE
SCADENZA REVISIONE
entro il 31 dicembre 1973
31 dicembre 2017
dal 1 gennaio 1974 al 31 dicembre 1990
31 dicembre 2018
dal 1 gennaio 1991 al 31 dicembre 2010
31 dicembre 2020
dal 1 gennaio 2011 al 31 dicembre 2015
31 dicembre 2021
Dopo il 1° gennaio 2016
Revisione al 5° anno entro la fine del mese di prima immatricolazione
OFFICINE AUTORIZZATE, SARÀ IL CAOS? Urgente aumentare il numero di officine autorizzate alla revisione dei macchinari per i trattamenti fitosanitari. È il richiamo di Apima Cremona all'assessore all’agricoltura di Regione Lombardia Ganni Fava, che propone l'implementazione di specifici corsi “anche organizzati dagli stessi contoterzisti Uncai”. Entro il 26 novembre 2016, infatti, anche le aziende agricole saranno tenute al controllo funzionale delle attrezzature per l'applicazione di prodotti fitosanitari presso centri prova autorizzati dalle Regioni e il rischio di caos è concreto, visto il ridotto numero di officine.
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RICERCA E INVESTIMENTI TECNOLOGICI PER AGROFARMACI SEMPRE PIÙ INNOVATIVI
Impegno di Bayer per le linee di difesa 2016 on una storia di oltre 150 (dalle tre foglie questo Bayer mette in campo anni - particolarmente alla levata della un’ampia linea di fungicidi, insetcoltura) e Pro- ticidi ed erbicidi tra cui l’antiperoimportante in periodi di tursaro, il fungici- nosporico Erresei R6 Albis, l’anbolenze dell'industria – Bayer è l’azienda da semda sistemico tioidico Luna Experience, l’antipre focalizzata sull’innovaper la prote- botritico Teldor Plus e il diserzione continua per contrizione del fru- bante non selettivo e antispollomento e del- nante Basta. Per la difesa della buire alla crescita sostenil’orzo dalla fu- frutta Movento è il primo insetticibile dell’agricoltura e dei sariosi della da dotato di doppia sistemia (versuoi protagonisti. Accanto spiga e dalle so il basso e verso l’alto) per una all’offerta completa di principali malattie fo- più efficace e prolungata proteprodotti agrofarmaci chimici e biologici, rafforzata que- gliari, con il maggiore conteni- zione di tutti gli organi della pianst’anno da 3 specialità per l’orti- mento delle micotossine. Per il ta dai più classici fitofagi della coltura, una forza di tecnici affida- mais, tra gli erbicidi Bayer ci sono frutta alle emergenti problematibili presidia il territorio italiano Adengo, che per l’ampio spettro che delle cocciniglie; Luna Expeper promuovere il corretto impie- d’azione e la possibilità di inter- rience è il moderno fungicida che go delle nostre soluzioni attuali e venire in pre-emergenza e post- esercita un’ottima e contemporaorientare lo sviluppo di quelle fu- emergenza precoce, è una vali- nea efficacia su ticchiolatura, oiture, comprendendo le necessità dissima soluzione sostenibile in dio e maculatura bruna delle podegli imprenditori agricoli italiani grado di gestire la prevalenza macee ed un’ottima e contemposempre più vincolati dalle strin- delle infestanti senza stressare la ranea efficacia contro monilia ed genti richieste dei consumatori, in coltura, e Laudis, l’erbicida di po- oidio delle drupacee; controlla Italia e nei paesi importatori delle st emergenza selettivo ed efficace inoltre i marciumi in post-raccolta. nostre eccellenze agroalimentari. anche in caso di piogge cadute Per l’orticoltura, Bayer quest’anno Grazie alle soluzioni di difesa di dopo due ore dal trattamento. Per arricchisce la sua offerta di proBayer è possibile produrre mate- produrre vini di qualità è fonda- dotti chimici e biologici con 3 rie prime di alta qualità, sicure e mentale partire da uve sane e per nuove specialità: Velum Prime per il controllo consane, per offrire ai consumatemporaneo di nematori italiani ed esteri alimenti VELUM PRIME, NUOVO NEMATOCIDA/FUNGICIDA freschi e trasformati che raptodi galligeni e oidio, Velum Primeè l’innovativo nematocida di Bayer Consento, contro peropresentano il fiore all’ocappartenente ad un nuovo gruppo chimico con nospora e alternaria, e chiello del nostro “made in un esclusivo meccanismo d’azione. Applicabile Contans , prodotto bioItaly”. A cominciare dai cein fertirrigazione su solanacee e cucurbitacee in logico efficace su reali. Grazie alla propria riserra, esplica un controllo elevato e duraturo verso i nematodi galligeni (Meloidogyne spp) e gra sclerotinia. cerca, Bayer offre ai cerealizie alla sua sistemia - dalla radice alla parte aerea coltori italiani una gamma pianta - e alle sue proprietà fungicide, permette un controllo delcompleta di erbicidi e fungi- della l’oidio sulla parte aerea. cidi ad altissima efficacia, tra • Attività nematocida e antioidica elevata e consistente. cui Atlantis WG, il graminici- • Di facile impiego grazie alla possibilità di applicarlo tramite irrigazione da di riferimento per il diser- a goccia durante le prime fasi del ciclo colturale. bo di post emergenza del • Dosi di applicazione molto basse rispetto agli altri nematocidi (2 applia 0,375 - 0,625 l/ha). frumento, utilizzabile in un cazioni www.cropscience.bayer.it • Profilo di sicurezza favorevole e unico tra i nematocidi chimici. ampio intervallo di tempo
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L’aroma in vasetto Nell’agro salernitano l’azienda de Bartolomeis ha avviato la produzione di “Pizzico”, erbe aromatiche coltivate e trasformate con metodologia innovativa di Gabriella Bechi
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lody è il brand della azienda agricola Caselle, che opera dai primi anni del Novecento nella Piana del Sele, nell’agro salernitano, che nasce dalla lunga tradizione della famiglia de Bartolomeis, maturata con passione e competenza. Dalle imponenti originarie coltivazioni ortofrutticole, premiate dal ministro Medici nel ’55, l’azienda è stata tra le primissime a specializzarsi nelle moderne produzioni definite di IV gamma: frutta, verdura
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e, in generale, ortaggi freschi, ad elevato contenuto di servizio, confezionati e pronti per il consumo destinati principalmente alla GDO. Ma con l’arrivo in azienda di Piero, figlio di Ernesto de Bartolomeis, qualcosa comincia a cambiare. “Abbiamo iniziato ad alternare nel periodo invernale – racconta – le tradizionali insalatine, rucole e spinaci baby con il basilico. E presto siamo diventati fornitori importanti di industrie come Barilla, Star e anche di aziende liguri carenti di prodotto nei mesi più freddi. Dal basilico al-
erbe aromatiche fresche quelle trasformate e confezionate. Così nasce “Pizzico”, frutto della ricerca e dell’esperienza di Elody fresco. le altre erbe aromatiche il passo è Un semidry di erbe arostato breve. Ci siamo accorti che matiche coltivate e traesisteva un interessante potenziale sformate con una metodoin questo mercato e piano piano logia del tutto innovativa, abbiamo sostituito le insalate con dal basilico al coriandolo, le erbe aromatiche, che inizialmen- dalla salvia al timo, dall’ate commercializzavamo fresche, de- neto al rosmarino (e prestinandole principalmente alla sto maggiorana, menta, grande distribuzione, mantenendo prezzemolo e origano). solo la produzione dello spinacino Equivalente per aroma e baby”. gusto al fresco, grazie alMa non finisce qui. L’azienda si da l’alta umidità residua,“Pizuna nuova mission: affermarsi nel zico” è un eccellente somercato delle erbe aromatiche in stituto del secco e del surogni loro possibile declinazione, gelato nella preparazione considerando come valori primari di piatti mediterranei. Il l’impegno per la promozione di processo di lavorazione inizia con una sana alimentazione e il rispetto la selezione delle migliori sementi, della natura. L’avviamento di uno la loro semina in serra e l’innovatistabilimento di trasformazione, so- va modalità di coltivazione di giostenuto interamente dalla propria vani germogli teneri per esaltare, il produzione agricola, ha dato inizio più possibile, le loro qualità orgaad un nuovo progetto industriale, nolettiche. La conservazione del che ha permesso di affiancare alle prodotto e la sua stabilità nel tem-
La filiera produttiva è completamente interna all’azienda agricola
Gerardo de Bartolomeis
po è garantita da un pH acido e dalla bassa attività dell’acqua. La filiera produttiva, completamente interna all’azienda agricola, per-
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mette a “Pizzico” di essere uno dei pochissimi prodotti, nel mondo delle erbe aromatiche, con una tracciabilità chiara e soprattutto tutta italiana. Le coltivazioni (12 ettari di serre) adiacenti lo stabilimento di lavorazione garantiscono, infatti, un rigidissimo controllo su ogni fase della produzione. Investire per un’agricoltura sostenibile, rispettosa dell’ambiente e della salute dei consumatori è sempre stato l’obiettivo primario della famiglia de Bartolemeis. Le fasi di semina, di trattamenti e di raccolta sono quotidianamente monitorati da un agronomo che assicura la conformità della produzione ai disciplinari di coltivazione aziendali e verifica il rispetto delle normative in materia dei prodotti fitosanitari, seguendo il protocollo delle produzioni a lotta integrata. Dalla solarizzazione, che consiste nel sottoporre il terreno all’azione benefi-
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“Pizzico”, in cucina, è un eccellente sostituto del secco e del surgelato ca della radiazione solare nella stagione calda, alla preparazione dei terreni, fino alla semina, che viene realizzata con macchinari efficienti e moderni. Nel pieno rispetto dell’ambiente anche il sistema di irrigazione a gocce e/o nebulizzato che permette un notevole risparmio di acqua. La fase di raccolta avviene a mano o con l’ausilio di macchinari che permettono la massima integrità dei prodotti, che vengono subito stabilizzati nelle celle frigorifere per mantenere la loro integrità. Il personale addetto alla produzione è continuamente aggiornato attraverso corsi di formazione tenuti da professionisti interni e consulenti esterni.
Ma la mission continua e nei progetti di Piero, affiancato ora dal figlio Gerardo, c’è la produzione di aromatiche secche a ventilazione naturale, procedimento attualmente usato solo per l’origano che Elody sta studiando di applicare anche a tutte le altre specie. L’obiettivo è coprire l’intero mercato di questo settore. Un mercato importante, ma molto frammentato, caratterizzato da una qualità spesso scadente e da materia prima non italiana. E, a coronamento di questo progetto, l’avvio della ristrutturazione di alcuni edifici aziendali per la realizzazione di un agriturismo totalmente ispirato alle erbe aromatiche, dai colori, ai nomi, dalla preparazione dei piatti del ristorante, allo studio di questo mondo affascinante. Tutto questo a pochi chilometri dal mare e all’imbocco della Costiera Amalfitana.
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L’Osservatorio del vino italiano A disposizione delle aziende vitivinicole elementi conoscitivi e previsionali che servono a potenziare le strategie commerciali
ai più discordanze sui numeri del vino made in Italy e riflettori accesi sui luoghi reali di acquisto e consumo del canale Horeca, dagli hotel ai ristoranti, alle enoteche, ai catering. Nasce l'Osservatorio del Vino Italiano, un network di realtà pubbliche e private per la raccolta, l'analisi, il commento e la diffusione dei dati statistici del settore vitivinicolo. Il nuovo strumento di monitoraggio e promozione - di un settore che, a fine anno, ha a portata di mano l'obiettivo dei 5,5 miliardi di export - è
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un progetto promosso da Unione Italiana Vini (Uiv) con la partnership di Ismea, Sda-Bocconi Wine Management Lab e la collaborazione di Wine Monitor-Nomisma. L'Osservatorio dei vino Italiano è, di fatto, un centro studi per un comparto che finora ha sofferto di dati inorganici; grazie al contributo di enti di ricerca, istituzioni e università, mette a disposizione delle aziende precisi elementi conoscitivi e previsionali che servono a potenziare le strategie commerciali. Come ha detto il presidente Uiv Domenico Zonin, «migliorerà la competitività di imprese capaci di non annoiare mai il mercato mondiale grazie alla varietà di zone produttive, di dimensioni d'impresa e di prodotto. Una varietà che però ha bisogno di conoscere le tendenze per vincere le sfide di mercato e che supporterà il management delle nostre aziende vinicole che avranno il vantaggio di avere analisi di mercato aggiornate e affidabili». Al debutto, presso la sede del ministero delle Politiche agricole, ha incassato il plauso del Mipaaf «per la lungimiranza e il supporto alla promozione» garantito dal nuovo stru-
mento di monitoraggio statistico». «Mettere insieme attori privati e pubblici di assoluta eccellenza - ha detto il vice ministro alle Politiche Agricole Andrea Olivero, presente al taglio del nastro - può garantire al Sistema-Paese quelle informazioni necessarie per crescere sui mercati mondiali. Il settore, che ha fatto passi da gigante nell'internazionalizzazione, aveva bisogno di indicatori per far meglio il lavoro di imprenditore». Le prime attività di ricerca effettuate dall'Osservatorio, riportano che il 64% del consumo di vino è domestico, soprattutto durante i pasti (72%). Il dato sulle vendite di vino nel canale del "fuori-casa" (Horeca, che in Italia rappresenta il 38% delle vendite totali) risulta in crescita nel terzo trimestre 2015 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: +3,1% nei volumi e + 2,3% nei valori, contro una tendenza all'opposto negativa sul versante dei valori per il canale off-trade (e quindi GDO in primis, che rappresenta il 64% delle vendite totali) sempre riferita allo stesso intervallo temporale con -3,9% in volume ma +0,9% in valore. (M.M.) DICEMBRE 2015 | MONDO AGRICOLO|41
MAPPAMONDO di Jordan Nash
Gli Stati Uniti contro l’italian sounding Ice promuove “The extraordinary italian taste”. Il cibo tricolore è amato dai consumatori
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asta“parmesan”,alt al“boloni”,al “romano cheese”,al “cambonsola”e al “capicolla”.Stop alle brutte imitazioni di cibo italiano prodotte e vendute negli Stati Uniti. Nel centro di NewYork, all’Hearst Building, è
JOINT VENTURE ALGERINO-STATUNITENSE
Gli Stati Uniti scommettono sull’agricoltura e sull’allevamento algerini con un investimento di cento milioni di dollari. Verrà creata, a quanto annunciato dal presidente del consiglio per gli Affari algerino-statunitensi, Smain Chikhoune, una società mista specializzata nella produzione di latte, carni bovine e patate da semina, su una superficie di circa 6 mila ettari del distretto di Mostaganem, sulla costa nord-est, a Mascara, a circa 50 km a sud dell'area industriale di Orano. USA SU TRATTATO TRANSATLANTICO
Negli Stati Uniti il mondo agricolo è diviso sul Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti. La più grande organizzazione agricola generale del Paese, l'American Farm Bureau, lo ha sostenuto, così come la Beef Association della National Cattlemen e il Consiglio nazionale avicolo. La National Farmers' Union, che rappresenta 200.000 imprese familiari, allevatori, pescatori 42| MONDO AGRICOLO | DICEMBRE 2015
e consumatori, invece, è assolutamente contraria e invita il Congresso a bocciarlo quando l’anno prossimo sarà messo ai voti. Il timore della NFU è che gli altri Paesi firmatari manipolino o svalutino le proprie monete, rendendo i prodotti statunitensi più cari sui mercati esteri e che, allo stesso tempo, capitalizzino le riduzioni tariffarie offerte per vendere all’interno del Nord America.
partita la campagna "The extraordinary italian taste" per fermare le imitazioni di cibo italiano. L’iniziativa,nata dalla collaborazione dell’agenzia Ice con il canale televisivo Food Network e Hearst,il più grande editore di periodici nel mondo,ha l’obiettivo di favorire la commercializzazione del vero cibo made in Italy, mettendo un forte freno alle imitazioni.D’altronde per ogni euro prodotto dal nostro export agroalimentare,l’italian sounding ne incassa ben 8 e solo nei primi nove mesi del 2015 l’importazione di cibo italiano negli Usa è aumentata del 24%."I prodotti italiani – spiega Michael Clinton, presidente di Hearst Magazines – già rappresentano la prima
scelta per la maggior parte degli americani.Quello che facciamo è ricordare ancora una volta quali sono quelli veri e diffondere un nuovo livello di consapevolezza". Gli fa eco Maurizio Forte, direttore Ice NewYork: “Abbiamo una grandissima opportunità nel mercato statunitense,con prodotti italiani come l’olio d’oliva, il formaggio e la pasta,tutti al primo posto nei rispettivi settori. La cucina italiana ha da tempo elevato ai massimi livelli gli standard americani,una tendenza che è destinata a continuare.Il cibo e il vino sono dei formidabili ambasciatori per l’Italia.Per Vicki Wellington di Food Network Magazine si sta assistendo ad“un profondo cambiamento culturale”.
Il Marocco investe sull’agricoltura Avviato nel Paese un investimento da 7 miliardi di dollari per infrastrutture e telecomunicazioni
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l Marocco investe sull’agricoltura e punta sul Sud del Paese, in particolare sulla parte di territorio compreso tra le province di Laayoune, Dakhla e Guelmin, un triangolo che ha rappresentato la spina nel fianco del Marocco. Il progetto di re Mohammed VI arriva 40 anni dopo la Marcia verde, la mobilitazione che ha, di fatto, messo fine al colonialismo spagnolo. L'investimento complessivo è di 77 miliardi di dirham, quasi 7 miliardi di euro, e prevede 120 mila nuovi posti di lavoro. Per realizzare questo progetto a così ampio raggio, che
prevede lo sviluppo di numerosi settori produttivi ci vorranno da 5 a 10 anni. Oltre al governo centrale verranno coinvolti anche i privati e le amministrazioni locali. A partire dal 2016 sulle tre
regioni pioveranno miliardi di dirham.A beneficiarne saranno le infrastrutture e le telecomunicazioni (19 miliardi di dirham), lo sviluppo del settore dei fosfati (17 miliardi), ma anche l’agricoltura, la pesca e il turismo sostenibile. Nell'area di Boujdour verrà aperto un centro di produzione di eccellenza per la coltivazione e la conservazione di prodotti agricoli.A Dakhla verrà costruito un centro per la lavorazione del pesce, mentre nella zona costiera, proprio di fronte alle Canarie, sono previsti ben 84 progetti per il turismo ecologico.
PER I FRANCESI IL CIBO È SICURO
Il cibo desta meno sospetto nei francesi. A rivelarlo l'edizione 2015 del barometro Ansescredoc su: "La percezione di rischi per la salute", che mostra un calo di preoccupazione, rispetto a quattro anni fa, per le conseguenze dei differenti prodotti sulla salute. La percentuale di individui che ha fiducia nella sicurezza degli alimenti freschi è cresciuta dal 74% al 79%. E’ aumentata anche la fiducia
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dei francesi sul consumo dell'acqua del rubinetto (dal 66% al 69%) e quella nei farmaci, che è cresciuta dal 41% al 54%. Sono esclusivamente i cibi trasformati ad essere considerati meno sicuri rispetto al 2011 (35%, contro il 39%). Il sondaggio rivela anche che la conoscenza scientifica e la consulenza fornita dalle agenzie di salute e sicurezza sono ritenuti più affidabili rispetto a quattro anni fa.
RWANDA E UGANDA ASSIEME PER LE PATATE
Rwanda e Uganda, i due bellissimi Paesi del cuore verde dell'Africa, attraversati dall'Equatore, sono diventati partner per un sistema di produzione di patate da seme autoctone. Il progetto "Tuberi e radici africane: rafforzare i collegamenti tra piccoli produttori e acquirenti" è finanziato dall'Unione Europea attraverso la FAO. L’obiettivo è quello di migliorare le condizioni di vita dei piccoli produttori che fanno parte delle filiere pataticole in sette Paesi selezionati ACP (Africa, Caraibi e Pacifico), attraverso la promozione di collegamenti a mercati domestici e regionali. I Paesi che beneficiano dell’iniziativa da 5 milioni di euro sono Benin, Camerun, Costa d'Avorio, Ghana, Malawi, Uganda e Rwanda. DICEMBRE 2015| MONDO AGRICOLO |43
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La potenza di Krishna BKT, società leader nella produzione di pneumatici, ha inaugurato il nuovo stabilimento industriale indiano, alla presenza di 600 giornalisti e operatori commerciali di tutto il mondo
di Gaetano Menna
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è in BKT il fascino dell’India, la spiritualità, l’intensa devozione in Krishna che è presente pure nella denominazione aziendale “Balkrishna Industries Ltd” (Bal Krishna, in lingua hindi significa “Forza Krishna”). C’è il produrre con la saggezza del terzo occhio ma anche con spiccata imprenditorialità. In un mix affascinante di meditazione ed azione. Quello del gruppo indiano, insomma, è un brand dai forti e radicati valori e, nel contempo, espressione di elevata modernità. Indiscutibilmente tra i major player
C’
mondiali nel settore degli pneumatici off-highway, BKT conta 780 milioni di dollari di fatturato, più di 7 mila dipendenti e oltre 2.300 prodotti venduti in 130 Paesi in tutto il mondo. Con l’obiettivo di raggiungere 2 miliardi di dollari di fatturato entro il 2020. Lo ha sottolineato il presidente ed amministratore delegato Arvind Poddar nell’incontro stampa a Mumbai che ha concluso il “press trip” organizzato dalla multinazionale indiana per far visitare a 300 giornalisti di tutto il mondo (che si sono succeduti a altrettanti rivenditori e fornitori) il nuovo mega impianto produttivo realizzato nella parte ovest dell’India (a
L’inaugurazione ufficiale dell’impianto di Bhuj, in India
Bhuj nello stato di Gujarat), che è una vera e propria pietra miliare per BKT, per il suo elevato livello tecnico, qualitativo e strategico (il più vicino ad uno scalo portuale). Ci si è mossi all’insegna del claim “The game changer” (il cambio di gioco). E lo scacco che rappresenta il “Re” è il simbolo, il logo di questo nuovo, ambizioso, innovativo percorso imprenditoriale. Ma prima di raccontare l’ul-
Una“fabbrica sociale” che ospita al suo interno una vera e propria città tima azzeccata mossa sulla “scacchiera” vale la pena ricordare – come ha fatto Mr Poddar nell’incontro con i mass media - le tappe di crescita della multinazionale. Il fondatore fu, nel 1954, Mahabirprasad Poddar, oggi scomparso («era mio padre – ha commentato Mr Arvind – il presidente visionario»), produttore di gomme per bicicletta. «È stato alla fine degli anni ’80 – ha poi ricordato il Ceo - che il
nostro gruppo ha saggiato la sua prima evoluzione, avviando la produzione di pneumatici». Nel 1994 la nuova mossa di puntare sul settore del pneumatico off-highway e la forte spinta ad internazionalizzarsi. «In breve tempo l’azienda è diventata un punto di riferimento in questo settore, guadagnando autorità e leadership». Oggi, fuori dall’India, ha quattro teste di ponte nel mondo: BKT Europe ( che ha sede in Italia a Seregno), BKT Usa, BKT Tires Inc sempre negli Stati Uniti, BKT Canada. Undici anni fa l’ulteriore passo avanti con il lancio del radiale Agrimax, che incontrò subito il favore della clientela, tant’è vero che - come ha illustrato Dilip Vaidya, presidente e direttore Tecnologia di BKT - dalle 12 misure iniziali, si è giunti alle 155 attuali. La visita approfondita allo stabilimento di Bhuj - raggiunto con un volo interno da Mumbai - ha permesso ai giornalisti di toccare con mano il nuovo corso che ha avviato BKT, con un investimento di 500 milioni di dollari. Il complesso è sorto in una zona desertica in cui non c’era neppure l’acqua e la corrente elettrica (si sono realizzati una condotta idrica lunga 8 chilometri e 13 chilometri di linea elettrica). Al suo interno è in funzione pure una centrale termoelettrica che copre il fabbisogno di vapore acqueo e corrente elettrica di tutto il complesso; grandi vasche di raccolta assicurano una riserva idrica anche nei periodi di siccità. Nel 2017 sarà a pieno regime raggiungendo una produzione di 120/150 mila ton/anno (la capacità produttiva sarà di 325 tonn entro la fine del 2016). A raccontare con toni entusiastici la nuova avventura è stato il condirettore generale Rajiv Poddar (l’ultima generazione della famiglia di imprenditori): «Guardando alla storia di BKT, dai suoi inizi fino ad oggi, la nostra crescita progressiva è evidente. Rispetto al primo lotto di terreno di 6 ettari dove venne realizzato il primo impianto di produzione della società, oggi stiamo inaugurando ufficialmente un sito industriale di 126 ettari». Come tutti DICEMBRE 2015| MONDO AGRICOLO |45
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gli stabilimenti del gruppo, anche quello di Bhuj ha ottenuto la Certificazione di Qualità ISO 9001: 2000. Per quanto riguarda i parametri di produzione, controllo qualità, e normative in materia ambientale, BKT aderisce ai più rigorosi standard internazionali. Quello realizzato è il quinto impianto industriale della multinazionale dopo quelli esistenti a Aurangabad, Chopanki, Bhiwadi e Dombivali. Ha attualmente 2 mila operai (che raddoppieranno entro l’anno prossimo). Fra gli pneumatici attualmente in produzione nel nuovo stabilimento ci sono 22 misure della gomma piena Maglift e varie misure dello pneumatico Liftmax LM 81, entrambi per carrelli elevatori, la misura 280/75 R 22.5 dello Portmax PM 93 per gru a cavaliere e anche l’enorme pneumatico Earthmax SR 45 Plus per dumper. Lo stabilimento ha anche un centro di ricerca all’avanguardia e un circuito di prova studiato per verificare il comportamento degli pneumatici e il comfort di guida su diversi fondi stradali omo-
L’ingresso del nuovo stabilimento
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The game changer: questo lo slogan del nuovo percorso imprenditoriale genei o accidentati. Il complesso industriale è anche un brillante esempio di “fabbrica sociale” poiché ospita una vera e propria città (su più di 6 ettari) per i lavoratori e le loro famiglie, residenti all’interno della comunità, in cui sono stati costruiti un ospedale, una stazione dei vigili del fuoco (che han-
Rajiv Poddar alla cerimonia religiosa. Offerti alla divinità gli strumenti di lavoro
no fatto esercitazioni in campo per mostrare la loro capacità di fronteggiare eventuali emergenze), un grande centro sportivo e una scuola. Una conferma della perfetta coerenza dell’azienda a un’etica del lavoro e filosofia di vita, basate sul rispetto e la garanzia di benessere per le persone che vi lavorano e vi abitano. Non va dimenticato l’impegno nel sociale portato avanti dalla BKT Foundation (che si occupa di educazione ed assistenza sanitaria e opera in raccordo con Bill Clinton Foundation). «Nell’era della globalizzazione e del cambiamento, la continuità di valori in una impresa è un dono apprezzato da tutti gli stakeholders – ha concluso Arvind Poddar - . Spero che si percepisca, tra le righe, la nostra identità che è una miscela di passato e futuro, tradizione e innovazione, continuità ma anche capacità di effettuare un “cambio di gioco” (the game changer)».
A T T U A L I TÀ R A P P R E S E N T A N Z A
questo l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato tra Agrinsieme e l’Accademia dei Georgofili, la più antica istituzione accademica pubblica del settore. L’accordo, che avrà durata triennale, è stato firmato a Roma dal coordinatore nazionale di Agrinsieme Dino Scanavino e dal presidente dell’Accademia dei Georgofili Giampiero Maracchi. Presenti anche il presidente di Copagri Franco Verrascina e il direttore generale di Confagricoltura Luigi Mastrobuono. Le due associazioni si impegnano a realizzare iniziative comuni, nazionali e territoriali, così come seminari, gruppi di studio e pubblicazioni “intese a valorizzare il nostro patrimonio agro-culturale e le nuove acquisizioni tecnico-scientifiche che hanno riflessi sull’agricoltura e sul mondo rurale”, si legge nel testo del protocollo, attraverso “i riferimenti alle tradizioni dei diversi territori, alla loro difesa e miglioramento”. Con particolare attenzione all’aspetto della “formazione delle giovani generazioni”. “La firma di questo accordo è la naturale conclusione di un percorso comune: con l’Accademia dei Georgofili condividiamo l’obiettivo fondante di promuovere l’agricoltura come volano di crescita del Paese, dal punto di vista economico, ma anche ambientale, sociale e culturale - ha spiegato Scanavino - tramite politiche che garantiscano e accrescano allo stesso ttivare e promuovere tempo la redditività alle aziende agriprogrammi e azioni cole. congiunte per contri- Ora si apre la possibilità di approfonbuire al progresso del- dire tutti quei temi che ci vedono iml’agricoltura, della tu- pegnati ogni giorno, dalla tutela del tela ambientale, della paesaggio agrario e della biodiversità sicurezza e della qualità alimentare, agricola, alla salvaguardia dell’amdello sviluppo del mondo rurale. E’ biente, ma con l’indispensabile con-
Insieme per il progresso Protocollo d’intesa tra Agrinsieme e Accademia Nazionale dei Georgofili per l’agricoltura di domani 48| MONDO AGRICOLO|DICEMBRE 2015
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Agrinsieme e Accademia avviano iniziative comuni, nazionali e territoriali tributo scientifico e di ricerca dell’Accademia dei Georgofili”.Sulla stessa linea il presidente dello storico Istituto di Firenze: “E’ dal 1753 che l’Accademia dei Georgofili è impegnata a sviluppare e promuovere gli aspetti sempre nuovi del settore - ha detto Maracchi -. Quindi 260 anni di attività in cui abbiamo stimolato ricerca e innovazione sull’agricoltura, l’ambiente, la sicurezza alimentare, l’identità delle produzioni agricole tipiche, la formazione e l’informazione tecnico-scientifica, mettendo insieme accademici e agricoltori. E in questo momento storico, in cui stiamo attraversando una crisi globale con tanti cambiamenti in atto, prima di tutto quelli climatici, l’agricoltura può davvero fornire risposte e soluzioni
concrete. Che vanno studiate e promosse con gli interlocutori più importanti, che sono le associazioni di categoria come Agrinsieme”. (G. B.)
Da sinistra: Verrascina, Maracchi, Scanavino e Mastrobuono
LA VACCA É SACRA PER 1,241 MILIARDI DI INDIANI
comunica-re.it
Rispettala insieme a noi che ci impegniamo quotidianamente per il suo benessere e per il miglioramento continuo della nostra struttura produttiva. La nostra marcia in più è il knowhow, umano e tecnologico: l’investimento in una squadra di persone preparate che non hanno mai smesso di studiare e conoscere a fondo le esigenze dell’animale e dell’allevatore. Siamo specializzati nella realizzazione di prefabbricati in calcestruzzo per il settore agricolo, ecologico ed industriale. Ideiamo e sviluppiamo progetti personalizzati per l’allevamento di bovini e di suini, per lo stoccaggio di liquami, foraggi ed inerti e per la realizzazione di canali uso irriguo.
Via F. Cavallotti, 298 - 25018 Montichiari (Brescia) +39 030.963291 - info@gffattori.it - www.gffattori.it
INCONTRI FLOROVIVAISMO
I profumi del Natale Una storia di impresa familiare di successo. Quella dei fratelli Fiengo che, in provincia di Napoli, producono orchidee e stelle di Natale
di Elisabetta Tufarelli
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nzo Fiengo, insieme al fratello Filippo, conduce a Torre del Greco in provincia di Napoli, un’azienda florovivaistica specializzata in orchidee e stelle di Natale.Torre del Greco, è conosciuta nel mondo per la produzione e, soprattutto, per la lavorazione artigianale dei coralli, ma non tutti sanno che vanta una produzione floricola e florovivaistica di grande importanza. E’ tutta la Campania, in effetti, ad essere una realtà da primato per il florovivaismo. “Qui la produzione dei fiori – dice Enzo Fiengo - è un’eccellenza che va necessariamente difesa, tutelata e valorizzata. La filiera florovivaistica campana si è consolidata, nel tempo, come la principale realtà del Mezzo-
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giorno, con numeri che contano e tantissime aziende produttrici”. Una regione che ha raggiunto importanti risultati: è al primo posto per la produzione di fiori recisi (principalmente rose, garofani, gerbere e crisantemi) ed è seconda a livello nazionale per quella di piante da foglia. Nel Mezzogiorno ha il primato e per la produzione di piante da fiore, fronde e foglie. “Dopo la laurea in agraria a Portici, con mio fratello, abbiamo preso le redini dell’azienda di famiglia – ci racconta - e abbiamo cambiato indirizzo, passando dalla tradizionale coltivazione di fiori recisi, principalmente garofani, a quella di piante in vaso, in particolare le orchidee, ma anche Stelle di Natale, dipladenie, calle colorate e ro-
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IL PROGRAMMA “CURA E ADOTTA IL VERDE PUBBLICO”
Syngenta per la biodiversità in città I fratelli Enzo e Filippo Fiengo
selline in vaso”. L’azienda, associata a Federimpresa di Confagricoltura, si estende per 10.000 metri quadri di serre dove vengono, con il sistema dei bancali mobili, coltivate specialmente le orchidee e 2.000 a pieno campo per le roselline, che fino a dicembre devono stare fuori. La commercializzazione avviene per l’80% sui mercati di Ercolano e Castellammare, per il resto attraverso i grossisti. “Con i nostri prodotti, anche se non vendiamo al dettaglio, raggiungiamo tutt’Italia – spiega Enzo Fiengo -. Per le stelle di Natale continua ad essere più richiesta la rossa, mentre per le orchidee è il bianco ad essere il colore preferito, attualmente le più vendute sono le Phalaenopsis, che sostituiscono il fiore reciso in vaso”. La crisi ha colpito duro il comparto florovivaistico, principalmente quello dei fiori recisi, perché i consumatori si sono allontanati, in particolare, da questo prodotto rapidamente deperibile. “Negli ultimi quattro anni – conclude l’imprenditore familiare – abbiamo registrato una flessione nelle vendite soprattutto di orchidee, decisamente i fiori più belli e raffinati in assoluto, simbolo della perfezione e dell'armonia, in particolare sono diminuiti gli acquisti delle Cymbidium che hanno un valore decisamente più alto. Nell’ultimo anno siamo in risalita e l’ottimismo comincia a farsi strada perché finalmente le vendite stanno crescendo”.
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na componente importante del patrimonio naturale italiano è rappresentata dalle aree verdi presenti nelle città, come quelle di giardini pubblici, viali alberati e orti botanici, essenziali per la salute e la vivibilità dei cittadini. La gestione di queste aree, con un approccio sostenibile dal punto di vista economico e ambientale, rappresenta la miglior risposta alle esigenze della cittadinanza. L’attenzione per l’ambiente urbano è per Syngenta una parte integrante nella promozione dello sviluppo delle comunità in cui l’azienda opera e rimane una componente chiave per un’agricoltura responsabile. Puntare sulla biodiversità negli ambienti urbani consente di attuare una strategia di conservazione e valorizzazione, attraverso l’applicazione dei principi di so-
stenibilità che Syngenta promuove anche in abito agricolo e rurale. Per questo motivo, Syngenta già dal 2011 collabora con il Comune di Milano nel programma “Cura e Adotta il verde pubblico”, proponendo nel tempo una gestione innovativa degli spazi pubblici attraverso la messa a dimora di piante perenni, pluriennali e annuali. Questo approccio ha permesso di realizzare giardini curati che potessero rappresentare il ciclo naturale delle piante e garantire spazi colorati e in piena fioritura in ogni periodo dell’anno con un sensibile contenimento dei costi gestione. Grazie alla collaborazione tra azienda, abitanti e autorità sono nati importanti spazi verdi diretti a promuovere la biodiversità in città e a creare punti ricreativi a misura di cittadino.
ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO MODENA ALLARME CRIMINALITÀ
È allarme criminalità in agricoltura ed a preoccupare sono furti, abigeato e vandalismo. La presidente di Confagricoltura Modena, Eugenia Bergamaschi, ha chiesto maggiore tutela ed ha sottolineato l'importanza dell'azione di controllo svolta dalle forze dell'ordine. “Gli imprenditori agricoli sono esasperati. Manca la percezione di sicurezza in chi vive nelle campagne. Tra furti e atti vandalici - ha detto - negli ultimi sei mesi stiamo assistendo ad un crescendo a dir poco preoccupante. Non si tratta di ladri isolati e sprovveduti, ma di bande organizzate, che sanno perfettamente come agire, cosa rubare e dove piazzare il bottino”. I casi più clamorosi sono stati l’incendio del capannone nell’azienda agricola dei fratelli Chiletti di Albareto, il furto di 180 forme di Parmigiano Reggiano al caseificio Reggiani di Castelfranco Emilia e quello alla cantina Vezzelli di Modena. Per non parlare dei furti quotidiani di gasolio agricolo e attrezzature, spesso neppure denunciati dagli agricoltori. 52| MONDO AGRICOLO | DICEMBRE 2015
di Elisabetta Tufarelli
CONVEGNO DI CONFAGRICOLTURA L’AQUILA
Ad Avezzano ci si interroga sul Psr
Grande partecipazione all’assemblea annuale di Confagricoltura L’Aquila e al convegno “Psr 2014 – 2020: Sarà vera opportunità per le imprese agricole?”, programmato dall’Organizzazione degli imprenditori agricoli ad Avezzano. La mattinata è stata densa di appuntamenti e tappe importanti per gli agricoltori del Fucino che aspettano l’arrivo dei fondi comunitari per portare avanti progetti avviati e svilupparne dei nuovi. “Il Piano di sviluppo rurale – ha affermato Fabrizio Lobene, presidente di Confagricoltura L’Aquila deve essere un fattore di rilancio delle imprese agricole per sostenere gli investimenti finalizzati all’innovazione,alla sostenibilità ambientale, al rinnovamento tecnologico e all’incremento occupazionale. Nell’ambito del Comitato di Sorveglianza, vogliamo essere propositivi per rendere i bandi facilmente comprensibili con regole chiare, certe ed uniformi in campo regionale”. Per Massimiliano Giansanti, vicepresidente nazionale di Confagricoltura: “Se non si vogliono abbandonare i territori di montagna e di collina – ha detto – servono scelte strategiche e occorre immaginare interventi importanti per tutelare questo tipo di agricoltura. Spero che il prossimo Piano di sviluppo rurale per l’Abruzzo tenga presente
l’importanza del lavoro svolto dagli agricoltori anche dal punto di vista ambientale e di prevenzione e permetta di proseguire l’attività agricola nelle aree più difficili”. Risorse importanti sono destinate a finanziare gli insediamenti di giovani agricoltori. “Attraverso un piano di sviluppo aziendale i giovani devono dimostrare di credere ad un progetto imprenditoriale capace di sostenere investimenti e una vita duratura dell’impresa – ha sottolineato Claudio Scipioni, presidente dell’Anga -. Va premiata la progettualità indirizzata allo sviluppo sostenibile e ad iniziative di cooperazione, orientate ai mercati locali ed esteri”. All’evento sono intervenuti l’assessore regionale all’Agricoltura Dino Pepe e il presidente di Confagricoltura Abruzzo, Concezio Gasbarro. Nell’occasione è stato firmato tra Confagricoltura L’Aquila e l’ACIAM (l'Azienda consorziale di igiene ambientale marsicana) un accordo di programma per la gestione dei rifiuti speciali delle aziende agricole del Fucino e di tutto il territorio della provincia dell’Aquila. L’accordo, che entrerà in vigore a gennaio, semplificherà i pesanti adempimenti burocratici oggi a carico delle imprese, sia per il Sistri (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), sia per la gestione dei registri di carico e scarico.
IL “PMI DAY” DI CONFINDUSTRIA E CONFAGRICOLTURA DI TARANTO
Porte aperte delle aziende agli studenti Iniziativa congiunta promossa a Taranto dalla Piccola Industria di Confindustria e dalla Confagricoltura provinciale. Una bella giornata che ha coinvolto ottocento studenti delle scuole superiori di Taranto e provincia e 13 imprese del territorio. “Il Pmi Day 2015 è stato un esperimento pienamente riuscito. Agricoltura e piccola industria – ha spiegato Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Taranto hanno mostrato un nuovo modo di lavorare e crescere assieme, una necessità particolarmente avvertita in una realtà come la nostra, bisognosa di un rinnovato modello di sviluppo». L’entusiasmo degli studenti ha
Masseria Pilano
premiato la volontà di Confagricoltura, che ha messo in vetrina le sue realtà. «Masseria Pilano, l’agriturismo tra Crispiano e Martina Franca, lo scorso ottobre è stato selezionato dal Mipaaf tra i migliori cinque d’Italia per rappresentare il nostro Paese a Expo.
Abbiamo aperto a studenti e docenti le porte di Borgo Valle Rita a Ginosa, un’azienda agricola e resort -ha spiegato Lazzàro -di altissimo livello, così come il Consorzio Produttori Vini di Manduria, un luogo simbolo per una delle nostre produzioni d’eccellenza. Confagricoltura ha mostrato il meglio di ciò che l’impegno quotidiano e lo spirito imprenditoriale hanno saputo realizzare nel Tarantino». Storie di eccellenza che sono solo la punta avanzata delle migliaia di imprese agricole che nelle più recenti rilevazioni statistiche, hanno registrato un più 18% di valore aggiunto.
Superare le difficoltà che ostacolano il ricambio generazionale PARTIRE DALLA SITUAZIONE REALE, CHE SI VIVE NELLE NOSTRE CAMPAGNE, PER PROPORRE UN NUOVO E ATTUALE MODELLO DI IMPRESA
l Convegno Quadri dell’Anga a Palermo, per pri- no precedente, sono diminuite, in generale, le iscriziomi, abbiamo denunciato che per i giovani che ni alle facoltà universitarie che fanno capo al pianeta vogliono impegnarsi in agricoltura la strada è agricoltura. Questo conferma l’Italia come un Paese eututta in salita. “Siamo abituati a pensare in positivo, a ropeo che ha grande difficoltà nell’effettuare il ricambio generazionale. prendere le sconfitte coChiudiamo tutto e andiame stimolo per crescere – I L C O M M E N T O mo a casa? “Assolutamenha osservato il presidente te no. Raffaele Maiorano –. Per A volte il sogno del ritorno alla terra L’Italia e l’agricoltura inquesto abbiamo scelto di si scontra con la realtà. Certamente il sieme – ha proseguito partire dalla situazione nostro settore, nell’immaginario Raffaele Maiorano - possoreale, che si vive nelle nocollettivo, ha un forte appeal romantico e qualche giovane che ha no fare il salto di qualità. È stre campagne, per prorinunciato ad altre professioni in per questo che a Palermo porre un nuovo modello diversi settori, per tornare i giovani sono stati invitadi imprenditore”. all’azienda agricola di famiglia, ti a puntare in alto e sugli I fatti sono questi: in Italia, modernizzandola e innovandola c’è strumenti giusti. Uno di dal 2010 al 2015, quasi un anche da noi . A partire da me. Ma “una rondine non fa questi potrebbe essere giovane su tre (il 27,4%) primavera”. Servono molte di queste rondini e soprattutto quello delle società agriha dovuto chiudere l’apercorsi e strumenti che le facciano volare sempre più lontano cole, che aumentano. “Il zienda e il boom dei gioin grandi stormi. Ciò non significa che lavorare in agricoltura, futuro – sottolinea il prevani che scelgono di toroltre che difficile, non sia bello e stimolante; ma è anche una sidente dei giovani di nare in campagna dopo sfida che occorre vincere. Lo si può fare uniti, nucleo e Confagricoltura - è delle esperienze in altri settori territorio, ribattendo e promuovendo in tutte le sedi il nostro imprese più strutturate e economici, in Italia e all’emodello economico lanciato a Palermo. innovative. È lì che si instero, non è così diffuso Raffaele Maiorano sedia un giovane e l’occucome a qualcuno fa piacePresidente Nazionale Anga pazione tiene ed aumenre lasciarci credere. ta”. Così come, rispetto all’anElisabetta Tufarelli
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INTESA CON GLI ISTITUTI AGRARI ADERENTI A “RENISA”
I giovani umbri puntano sulla formazione Oltre che da agricoltori ad imprenditori il passaggio può essere anche da studenti a imprenditori. Ne è convinto Guido Gatti, presidente dei giovani agricoltori umbri, che ha firmato un protocollo d'intesa con gli istituti agrari aderenti a Renisa (Rete nazionale istituti agrari). Secondo gli ‘unDa sinistra: Gatti, Milletti, der 40’ di Confagricoltura occorre Maiorano e Torricelli puntare su giovani, scuola, agricoltura, imprenditorialità. «Studenti e docenti - ha spiegato Gatti - beneficeranno rocca casalina di Deruta tra il presidendel nostro supporto. Vogliamo così ac- te di Anga Umbria e Marcello Rinaldi, corciare le distanze tra il mondo del la- coordinatore della Rete regionale umbra voro e quello dell'istruzione». Il proto- degli istituti agrari aderenti a Renisa. L’ocollo d’intesa è stato sottoscritto nella biettivo comune è quello di promuovere
e diffondere la cultura dell'auto-imprenditorialità in agricoltura. I firmatari dell’accordo intendono migliorare la formazione degli studenti degli istituti del settore agrario, offrendo momenti di alternanza studio-lavoro. I giovani di Confagricoltura Umbria, in particolare, si sono impegnati a fornire gratuitamente supporto alle attività didattiche e ai progetti realizzati dagli istituti agrari, a promuovere viaggi studio organizzati dall'associazione e tirocini professionali in aziende estere, e a farsi carico dell'assistenza e del supporto ai docenti dei cinque istituti umbri aderenti a Renisa.
CAMPI ROSA
di Elisabetta Tufarelli
DUE DOMANDE A... MARIA GRAZIA MACCHERANI
«Forte il desiderio d’innovazione»
Questo mese incontriamo Maria Grazia Maccherani, imprenditrice vivaista di “Idea verde”, un’azienda specializzata nella produzione di cipressi, lecci e garden center nella piana tra Perugia e San Martino in Campo.
DISCRIMINAZIONE DI GENERE. Una ricerca Onu mette in evidenza la discriminazione in ambito lavorativo tra uomini e donne. Le donne occupate a tempo pieno nella maggior parte dei Paesi hanno uno stipendio che non supera il 70%/90% di quello dei colleghi maschi. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla FAO il genere femminile è ormai fondamentale nella lotta alla fame nel mondo. Nonostante ciò, lavorano di più, fanno i lavori più duri, le loro aziende producono di più e contribuiscono con oltre il 60% alla produzione di cibo mondiale, pur non avendo le stesse possibilità di accesso alla terra, all’educazione, all’innovazione ed al credito degli uomini. L’Oma (Organizzazione mondiale degli agricoltori), dal canto suo si è impegnata a promuovere in tutto il mondo lo status delle donne in agricoltura nelle competenti sedi deliberative e decisionali. 56| MONDO AGRICOLO|DICEMBRE 2015
Come ha deciso di intraprendere questa professione? Ho perso mio padre che avevo solo 15 anni e, crescendo, insieme a mio marito, ho trasformato l’azienda tradizionale di famiglia dove si producevano cerali, vite, girasoli, semioleosi in un vivaio all’avanguardia. Non è certamente stata un’impresa facile perché ero combattuta tra il senso del dovere, così forte in tutte noi donne, che mi spingeva a mantenere la vocazione aziendale familiare e il desiderio d’innovare creando qualcosa di diverso. Infine ha prevalso il desiderio di fare qualcosa che sentissi più mio. Si sente realizzata? Certamente sì. L’impresa, oggi, tra coltivazioni in piena terra, serre fredde, serre calde, ombrai e piazzali per piante in vaso ha un suo carattere distintivo. Il ‘plant center’, poi, è una mia creatura. Offro agli appassionati di giardinaggio una scelta ampia e in grado di soddisfare tutti i gusti. Sono partita dalla qualità dei prodotti e del servizio attento ad ogni richiesta. La serra, rigorosamente di vetro, accoglie piante grasse rare o addirittura sconosciute di varie dimensioni. Offro piante da appartamento, ma anche agrumi allevati in forma libera, a cerchio e a spalliera in tutte le taglie. All’esterno è un tripudio tra arbusti ornamentali, rose, erbacee perenni ed aromatiche e tantissime piante fiorite che danno un tocco di colore ed allegria in ogni stagione. La crisi c’è stata e continua ad esserci anche se, dall’estate, ci sono segnali di ottimismo.
CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE Confagricoltura Donna continua ad essere attiva nella lotta contro la violenza. Dopo le iniziative di sensibilizzazione svolte nella “Giornata contro la violenza”, se ne è tornato a discutere nell’assemblea dell’Associazione del 30 novembre, che si è svolta a Roma. Secondo i dati Istat, pubblicati a giugno 2015, sono 6 milioni 788 mila le donne che hanno subìto una forma di violenza fisica o sessuale. “Un numero tremendo – ha posto in evidenza nel suo intervento la presidente Gabriella Poli – che vorremmo non sentire più. Come associazione, da anni, ci siamo mosse con l’iniziativa di portare i prodotti agricoli delle donne in piazza per sensibilizzare sull’importanza di combattere ogni forma di violenza. Sono convinta che solo attraverso la maggiore informazione si favorirà la presa di coscienza della gravità del fenomeno e la diffusione di un clima contrario ai maltrattamenti, all’aggressività e alla brutalità che continuano a colpire e a uccidere ancora troppe donne”.
PATRONATO
di Elisabetta Tufarelli
ENAPA APRE CINQUE NUOVI UFFICI TERRITORIALI
Alleanza con Federpesca
Il Patronato Enapa di Confagricoltura e la Federpesca (Federazione Nazionale delle Imprese della pesca), aderente a Confindustria, hanno stipulato un accordo - autorizzato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali - per prestare assistenza tecnica gratuita agli iscritti alla Federpesca, ai loro familiari ed ai coadiuvanti, per le diverse prestazioni socio-sanitarie. “Sono molto soddisfatto per l’alleanza raggiunta e sono certo di una proficua e ottima collaborazione. Stiamo perseguendo il nostro obiettivo di radicarci sempre più sul territorio e crescere - ha messo in evidenza il presidente di Enapa, Roberto Poggioni - anche al di fuori del mondo agricolo e rurale”. Il Patronato di Confagricoltura, oggi, conta più di 240 sedi operative sul territorio nazionale e, attraverso la 58|MONDO AGRICOLO| DICEMBRE 2015
Poggioni: «Il nostro obiettivo è radicarci sempre più sul territorio»
collaborazione con Federpesca, con le sue 3.000 le imprese e gli oltre 30.000 lavoratori dipendenti, crescerà ancora di più con i nuovi uffici di patronato a Molfetta (Bari), Giulianova (Teramo), San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), Castiglione della Pescaia (Grosseto) e Termoli (Campobasso). Il Patronato Enapa (Ente Nazionale Assistenza Patrocinio Agricoltori), istituito da Confagricoltura, presta dal 1992 assistenza gratuita agli agricoltori, ai coltivatori diretti e a tutti i cittadini in campo sociale, previdenziale e sanitario. Federpesca associa, rappresenta e tutela gli armatori della pesca italiana e le imprese della filiera ittica presso la pubblica Amministrazione, il Parlamento e l'Unione europea. “Confagricoltura è impegnata in prima linea nella tutela e nella rappresentanza degli interessi di parte, ma anche nella società civile - ha continuato Poggioni -. Il patronato si conferma uno strumento utilissimo
per la nostra Organizzazione, caratterizzata da un tessuto associativo composto, in modo rilevante, da imprese a conduzione familiare e, quindi, da lavoratori autonomi. Non va dimenticato che l’azienda agricola, oltre ad un'entità economica, rappresenta anche un bene per tutta la società e, attraverso i nostri sportelli sul territorio, esplichiamo anche un’ attività di sindacalizzazione". La collaborazione con Federpesca, inoltre, offrirà un nuovo servizio di consulenza dedicata in un settore particolarmente delicato come quello previdenziale e delle prestazioni socioassistenziali, continuamente soggetto ad interventi legislativi. “Desidero – conclude il presidente Enapa – riaffermare con forza il ruolo del nostro patronato, che ha raggiunto altissime percentuali di soddisfazione tra i nostri utenti. E’ grazie alla capacità dei nostri operatori, in grado di dare risposte integrate di
A Federimpresa servizi previdenziali e socio-assistenziali
informazione puntuale e tutela connesse al mondo del lavoro, ai temi della salute e al percorso di vita dopo la pensione, che abbiamo raggiunto e manterremo questi risultati”.
OVER 65
di Elisabetta Tufarelli
Gli anziani sono i veri ammortizzatori sociali
Sono gli anziani, a parere del Censis, a trainare in gran parte la ripresa e ad offrire un sostegno economico a figli e nipoti. Per la prima volta, la spesa per consumi delle coppie con un capofamiglia anziano (di 65 anni e oltre) è superiore di circa 1.200 euro l'anno a quella delle coppie con a capo un giovane di 18-34 anni. In pratica, su una platea di 13,2 milioni di individui con più di 65 anni, sono ben 7 milioni quelli che contribuiscono di tasca propria al benessere della famiglia, di figli o nipoti. Nella crisi, poi, considerando il periodo 2009-2014, gli anziani single hanno aumentato la spesa per
consumi del 4,7% in termini reali, mentre quella dei “millennials” single è risultata in calo del -12,4. Anche lo Svimez aveva recentemente sottolineato come il sistema di welfare non avesse seguito le trasformazioni del mercato del lavoro. In questo modo le persone più anziane si sono sostituite agli ammortizzatori sociali, per sostenere i figli, proprio a causa dei lavori precari, delle retribuzioni basse e delle spese obbligate al di sopra delle possibilità. Così 3,3 milioni di anziani spendono 2,7 miliardi di euro l'anno per attività formative proprie o di membri della famiglia, a cui si aggiungono altri 960 milioni di euro per attività sportive per sé o i propri familiari. Infine è il caso di dire che gli anziani non si fermano mai. Secondo il Censis ben 3,2 milioni lavorano ancora, regolarmente o saltuariamente, 225 mila sono in cerca di lavoro e 407 mila proveranno ad avviare un’attività autonoma. Sarà per questo che l'89% ritiene che nei prossimi dodici mesi i propri redditi, risparmi e consumi siano destinati a crescere o a rimanere stabili.
ANORESSIA in tarda età. Anoressia e bulimia, non sono solo malattie esclusive della gioventù, ma possono colpire anche gli anziani. Per la maggior parte si tratta di forme di cronicizzazione di disturbi alimentari pregressi e presenti già in giovinezza, ma in molti casi, nei soggetti soli, è più difficile riconoscere la presenza di un disturbo alimentare. Il problema che condurrebbe dal mangiar poco e male direttamente all’anoressia e alla bulimia e’ proprio la solitudine a cui spesso gli anziani sono costretti. A mangiar male sarebbero soprattutto gli anziani di sesso maschile, che tendono a rifugiarsi nelle scatolette. Il professor Gonidakis, del dipartimento di Psichiatria dell’Università di Atene, che ha studiato il tema, sottolinea che spesso la magrezza è imputata ad altre patologie e si rischia di non riconoscere una forma di anoressia. 60| MONDO AGRICOLO | DICEMBRE 2015
A PARMA SUL DOPO EXPO Il Sindacato Pensionati di Parma ha voluto dedicare l’ appuntamento convegnistico al “dopo Expo”. Titolo dell’incontro che si è tenuto al’abbazia “12 Monaci” a Fonte Vivo di Parma ” Agricoltura e cibo dopo Expo”. Approfonditi i temi dell’eredità dell’Esposizione Universale: non solo la kermesse, ma anche la Carta di Milano con un messaggio importante, che ha avuto vastissima eco. “Il cibo sta diventando il nuovo petrolio e la terra il nuovo oro del nostro mondo. Ad Expo sono stati firmati accordi per garantire a tutti i popoli cibo sicuro e sufficiente. Noi agricoltori i propositi di quei documenti li abbiamo nel nostro Dna, da sempre”. Lo ha detto Vittorio Brianti, presidente del Sindacato Pensionati di Parma, aprendo il lavori convegnistici. Sono intervenuti: il presidente di Confagricoltura Parma Monica Venturini, il direttore Eugenio Zedda, il presidente e il segretario nazionale degli ‘Over 65’ Bruno Allegretti e Angelo Santori, il presidente regionale Carlo Sivieri e Guglielmo Garagnani, coordinatore dell’iniziativa emilianoromagnola “Viaggio verso Expo”, che si è conclusa a Milano alla Vigna di Leonardo.
Allenare la memoria
Giocare online con sfide di ragionamento e di memoria avrebbe vantaggi significativi per la vita quotidiana degli anziani. Lo hanno sottolineato i ricercatori dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze del King College di Londra, che hanno dimostrato come i giochi online riescano migliorare la memoria, la capacità di ragionamento e perfino lo svolgimento delle attività quotidiane, come fare la spesa, cucinare e gestire le finanze personali. Attraverso il più ampio studio randomizzato, che ha preso in esame quasi 7.000 adulti Over 50, è stato valutato l’impatto dei processi telematici che coinvolgono il cervello sullo svolgimento delle attività quotidiane. I soggetti sono stati testati prima di iniziare
lo studio, dopo sei settimane, tre mesi e sei mesi. È stato dimostra-
to che giocare con gli esercizi di formazione del cervello cinque volte a settimana è stato più efficace nel determinare questi miglioramenti. Precedenti ricerche avevano sottolineato che chi si cimenta in attività stimolanti come cruciverba, puzzle e apprendimento di nuove competenze tenda ad avere tassi più bassi di demenza.
OGNI DUE ORE CIRCA un anziano è vittima di un reato, nel nostro Paese. Da questo dato l’associazione provinciale pensionati di Confagricoltura Piacenza ha organizzato il convegno “Come fronteggiare la microcriminalità: la sicurezza degli anziani”. L’evento, che si è tenuto alla Rocca di Borgonovo Val Tidone, ha coinvolto il Maggiore dell’Arma dei Carabinieri Michele Mancini, che ha analizzato il fenomeno soffermandosi sulle strategie di prevenzione, informazioni e consigli utili per difendersi dai malintenzionati. Tra i numerosi intervenuti, il sindaco del Comune di Borgonovo Roberto Barbieri, Enrico Chiesa e Luigi Sidoli, presidente e direttore Confagricoltura Piacenza, Bruno Allegretti e Angelo Santori, presidente e segretario nazionale del sindacato nazionale Pensionati Confagricoltura, Giovanni Merli e Carlo Sivieri presidente degli Over 65 di Piacenza e presidente regionale, e Stefano Repetti presidente del Sindacato Impresa Familiare di Confagricoltura Piacenza. DICEMBRE 2015| MONDO AGRICOLO |61
AGRITURISMO di Anna Gagliardi
LA CAMPANA A MONTEFIORE DELL’ASO (AP)
Con i colori del cielo La più giovane è Camilla, ha 20 mesi; il più anziano è Edmondo, ha 91 anni. In mezzo c’è la tribù de La Campana, una trentina di persone che all’inizio degli anni Ottanta hanno lasciato la città per ripopolare il borgo sulle colline di Montefiore dell’Aso, nelle Marche. Non tutti quelli che si sono trasferiti qui sono rimasti; nel corso degli anni sono arrivate nuove persone e altre se ne sono andate, ma sta di fatto che oggi la
La “tribù” aziendale
62| MONDO AGRICOLO |DICEMBRE 2015
cooperativa agricola La Campana e relativo agriturismo vantano, con Camilla, la terza generazione. Una sorta di comunità, nel senso più moderno del termine, fondata con l’idea di abbandonare i grandi centri abitati, Milano soprattutto, e andare in campagna per dedicarsi all’agricoltura. La Campana nasce così, a una manciata di chilometri dalla Riviera delle Palme e a meno di un’ora dai Monti Sibillini. Il borgo deputato a ospitare la comunità comprendeva casolari colonici dell’Ottocento da ricostruire quasi in toto: ci sono voluti anni e sacrifici, ma
ora uno sguardo anche sommario attraverso il web dimostra che la sfida è stata vinta e i sacrifici sono stati ripagati. Merita quindi conoscere questa realtà da vicino. L’agriturismo dispone di 11 camere e oltre 30 posti letto, molto spazio privato a disposizione per gli ospiti, una vasca idromassaggio, una biblioteca, una sala con pianoforte, un parco giochi per bambini e un ristorante con la proposta di menu realizzati con i prodotti coltivati in azienda. “Non c’è un indirizzo agricolo predominante rispetto a un altro – spiega Elisa Nichetti –. Nei 50 ettari dell’azienda abbiamo frutteti, seminativi, vigneti, uliveti, orti, allevamenti, bosco. Seguiamo i principi dell’agricoltura a basso impatto ambientale e abbiamo
anche una centrale elettrica solare fotovoltaica che ci consente di coprire tutti i consumi”. Ma La Campana è celebre soprattutto per le piante tintorie da cui si estraggono i pigmenti per tingere i tessuti naturali. Il colore dell’azienda è il blu indaco estratto dalle foglie di Guado (Isatis tinctoria): non a caso il sottotitolo dell’agriturismo La Campana è “Con i colori del cielo”. Il maestro tintore è Alessandro Butta, che è diventato uno dei massimi esperti in materia. Come è stata avviata quest’attività? “Negli anni Novanta abbiamo partecipato al Progetto Cilestre della Regione Marche, la quale, su sollecitazione europea, aveva incentivato il recupero della coltivazione delle piante tintorie – spiega Elisa –. Alla fine del progetto La
Campana, avendone seguito tutti gli sviluppi, ha acquisito esperienza ed è diventata un punto di riferimento per il comparto. Ci siamo quindi specializzati nella coltivazione del Guado, un tempo molto diffusa nelle Marche, da cui si estrae l’indaco in polvere colorante”. Nel percorso la cooperativa è stata affiancata dalle Università di Pisa, Ancona, Camerino e dalla stessa Regione. “L’attività legata alle piante tintorie non è la principale voce del nostro fatturato, ma sicuramente quella che ci rende speciali” – aggiunge con orgoglio. Al punto che in azienda si organizzano corsi e dimostrazioni per hobbisti e gente interessata a questo sistema di colorazione tutto naturale, che recupera antiche tradizioni e si avvale anche di innovazioni tecnologi-
che che hanno migliorato o del tutto eliminato alcuni passaggi (operazione necessaria, dal momento che un tempo il bagno riducente della pianta avveniva nell’urina…). In sintesi il processo si svolge così: l’indaco non è direttamente presente nella foglia del guado, che invece ne contiene i precursori. La formazione del colore avviene durante il processo estrattivo, anche per effetto dei batteri della pianta e del suolo. “Noi – racconta Elisa - individuiamo il momento migliore per il raccolto, almeno due volte l’anno, quindi regoliamo temperature e tempi del bagno per ricavare il colore: quando esce questo risulta molto forte, addirittura ‘sfacciato’. L’ultima fase del ciclo produttivo è l’applicazione dell’indaco sul tessuto, lana soprattutto, ma anche seta, cotone, lino e canapa”. I clienti sono privati e alcune ditte. Nella grande famiglia della cooperativa La Campana ogni componente ha un ruolo: i lavori in campagna portano via la maggior parte del tempo, ma anche la parte amministrativa e burocratica ha assunto dimensioni importanti. Chi sono i clienti dell’agriturismo? “Italiani e stranieri si alternano tutto l’anno, principalmente nella bella stagione. Chi sceglie di venire qui lo fa innanzitutto per il fatto che siamo vicini al mare e anche alla montagna. Vicino a noi, inoltre c’è un’area archeologica di pregio a Monte Rinaldo, sebbene poco conosciuta. Diciamo che la zona offre valide soluzioni per tutti: sportivi, amanti del relax o turisti alla ricerca di cultura. E appassionati di arte tintoria, ovviamente!” DICEMBRE 2015| MONDO AGRICOLO |63
VINO di Gabriella Bechi
ETNA BIANCO SUPERIORE, BARONE DI VILLAGRANDE
Una passione antica che conquista È una storia antica quella dell’azienda Barone di Villagrande, indissolubilmente legata alla famiglia Nicolosi, di cui si leggono le origini fin dal XVIII secolo. Era il 29 giugno del 1726 quando l’Imperatore Carlo VI d’Asburgo (Re di Napoli dal 1714 al 1740), con un decreto di meritoispirato, concesse a Don Carmelo Nicolosi, il maggiore dei figli di Don Pietro, per l’amore e la dedizione riportata nella cura dei vigneti e nella produzione di vini di prestigio, il titolo di Barone di Villagrande. Sul versante est dell’Etna, in località Milo, a 700 metri sul livello del mare, con oltre dieci generazioni alle spalle, la famiglia Nicolosi Asmundo continua a produrre vini con passione, oggi sotto la guida esperta di Marco, laureato in viticoltura ed enologia a Milano e la moglie Barbara, che segue la parte commerciale. Grande attenzione per l’ambiente e per il territorio hanno accompagnato la storia di questa azienda, certificata biologica dal 1989. Ottantamila bottiglie di vino all’anno, destinate per il 60% all’export, prodotte con uve esclusivamente aziendali vinificate nella cantina costruita nel 1869, vicino alla quale sorge anche un piccolo e raffinato Wine Resort, con quattro camere, che ospita appassionati enoturisti proveniente da ogni parte del mondo. Sei le tipologie di vino prodotte: Etna Bianco 64|MONDO AGRICOLO|DICEMBRE 2015
Doc, Etna Rosso Doc, Etna Rosato Doc, Fiore Bianco Igt Sicilia, Sciara Rosso Igt Sicilia. La natura dei terreni dove sorge l’azienda è strettamente legata alla matrice vulcanica: sciolti e profondi, ricchi in microelementi (ferro e rame) e mediamente dotati di potassio, fosforo e magnesio. Il caratteristico clima di montagna, con temperature minime in inverno e anche nel periodo dell'inizio del germogliamento che non di rado scendono sotto lo zero, la particolare esposizione, la presenza di limitrofi boschi di querce e castagni, creano, oltre ad un paesaggio incantevole, un "unicum" per la produzione di vini ad elevata acidità, grande longevità e dalla spiccata personalità, che trovano la loro massima espressione nei bianchi. Come
l’Etna bianco Superiore, nato inconfutabilmente in questi luoghi. Da uve Carricante in purezza allevate con il sistema Guyot, Cordone Speronato e una densità di 50007000 ceppi per ettaro, l’Etna Bianco Superiore, dopo la criomacerazione e la fermentazione a temperatura controllata, viene imbottigliato dopo 6-7 mesi dalla vendemmia. Colore giallo tenue con riflessi verdi, profumo fine di mela e biancospino, sapore fresco, persistente, armonico. Perfetto sul pesce di mare sia crudo, sia alla brace, o anche su macco di fave con finocchio selvatico. Da trent’anni l’azienda si è arricchita con l’acquisto di due ettari sull’isola di Salina, nell'arcipelago delle Isole Eolie, dove i genitori di Marco erano soliti passare le vacanze estive e dove adesso si produce la rinomata Malvasia delle Lipari tipologia Passito. Impianti a spalliera con una densità di 7.300 piante per ettaro. Una piccola e funzionale cantina che si integra perfettamente con l’architettura ed il paesaggio eoliano, una terrazza di oltre 500 metri quadri dover far appassire l’uva sotto i raggi diretti del sole.
IN FUCINA A ROMA
ll ristorante che ama la pizza Definire “In Fucina” una semplice pizzeria è del tutto inappropriato. D’altra parte l’insegna “pizza e degustazione” avverte il cliente che siamo di fronte a qualcosa di diverso. Un’idea originale dello chef Edoardo Papa che nella sua testa ha sempre pensato che il disco di pasta, pur fondamentale e degno delle migliori cure, fosse un supporto, una base sulla quale poggiare ad arte degli insoliti mix di ingredienti, per dar vita a dei veri e propri piatti. Papa, proveniente da altri settori lavorativi, ma da sempre animato dalla passione per la cucina e per la pizza, nel 2009 decide di aprire nel quartiere Portuense di Roma una pizzeria a degustazione, l’unica della Capitale, con l’idea di trasmettere ai suoi commensali la passione, lo studio e la conoscenza che hanno accompagnato la sua vita e che concorrono oggi, insieme al ricordo dei sapori dell'infanzia, alla nascita di un piatto. Tre i fondamenti della sua cucina:gli ingredienti, che sono frutto della ricerca costante e continua, quasi maniacale, delle materie prime, che provengono, per la quasi totalità, da piccoli agricoltori e allevatori biologici.L'impasto delle pizze, fragrante, biscottato, talmente leggero che sembra una “nuvola”, preparato con farine “biologiche” semi integrali, molite a pietra da “mugnai” artigiani, con poco lievito lasciato lavorare 24 ore. Il servizio innovativo, che consente di far arrivare le pizze in tavola una alla volta, già tagliate a spicchi, così da
permettere a tutti i commensali di assaggiare, o meglio degustare, ogni singola portata. In Fucina le pizze sono le protagoniste assolute. A leggere l’elenco ci vuole mezza giornata. E “degustazione” è la parola chiave. Lo si capisce guardando il menu e i tanti ingredienti delle farciture: verdure di stagione, alici di Cetara, mozzarella e ricotta di bufala, lardo e salumi toscani, mortadella artigianale, pistacchi del Bronte, capperi di Salina, olive di Taggia, pesto alla menta, salmone selvaggio dell’Alaska, prosciutto cotto San Martino, Culatello di Parma gran riserva 24 mesi. Il servizio in sala, sotto la guida attenta della moglie Emanuela, è ben collaudato ed ha il giusto tono di familiarità in un ambiente molto curato anche se semplice. La carta dei vini non poteva non essere all’altezza dei piatti, con proposte attentamente selezionate tra grandi etichette italiane e francesi, con qualche escursione in Austria e Germania, e una ricca offerta di bollicine nazionali e Champagne. Divertente e competente quella delle birre artigianali,
alla spina e in bottiglia. Il menù è composto dai piatti che sono disponibili tutto l'anno sia di terra sia di mare, e soprattutto, da quelli stagionali, limitati nel tempo e occasionali, che rappresentano la parte più importante dell'intera proposta gastronomica. Come Mazzancolle di paranza con lardo del Nero dei Nebrodi e riduzione di Etna rosso, Calamaretti marinati in olio e limone con burrata artigianale pugliese e gocce di aceto balsamico, Guanciale artigianale cotto nel vino bianco, Conciato di San Vittore del Lazio e spinaci al vapore, Ciauscolo di Visso al naturale, crema di patate e stracchi nato di mucca bio, Salsiccia di cinta sense e broccoletti bio, con caciocavallo podolico stagionato. Quello che ci vuole per una serata gourmet e conviviale, da costruire con assaggi delle proposte in carta senza il terrore di… lievitare a fine pasto. PIZZA CON CALAMARI FRESCHI DI PARANZA
Con l’Etna bianco superiore dell’azienda Barone di Villagrande, Edoardo Papa propone la sua pizza con calamari freschi di paranza marinati in olio e limone con broccoletti bio, burrata artigianale e bottarga di Cabras.
DICEMBRE 2015| MONDO AGRICOLO |65
CAMPI SONORI di Gaetano Menna
“CONFINI ARMONICI” DEI LINGALAD
Quadri sonori di natura viva In c op e r t i n a i n pr i m o pi a n o u n microfono di legno; all'interno della cover e nel booklet appaiono altri scatti su ipotetici strumenti musicali "naturali". Le immagini fanno subito c ompre n d e re i l nu ovo c ors o d e i Lingalad, storica band bergamasca giunta al suo quinto album "Confini armonici" (Lizard Records). I Lingalad si erano posti in evidenza, all'esordio, con brani sulle avventure tolkiniane delle Terre di Mezzo. Ora propongono un coinvolgente folk-rock. Le immagini della cover e del booklet introducono a suoni e testi che si tuffano nel verde, carichi di suggestioni che vengono
dai respiri della natura. I l d i s c o s i i s pi r a a i romanzi del cantantescrittore e fondatore storico del Lingalad Giuseppe Festa - "Il passaggio dell’orso" (2013) e "L’ombra del gattopardo" (2014) che raccontano una natura da vivere e rispettare e sono ambientati in spazi "armonici" come il Parco Nazionale d'Abruzzo o la taiga finlandese. La stessa natura personificata, che permea le pagine dei romanzi, si ritrova nei
testi delle canzoni; altrettanto “elfiche” di quelle sulla Terra di Mezzo, seppure spogliate dalle componenti fantasy (si pensi, ad esempio, al brano “La terra di Aku”). Le composizioni sono quadri di natura viva e vitale con «il vento che consegna messaggi segreti» (“Sogni d’oblio”). Un album, di grande personalità (come tutti i dischi dei Lingalad), molto curato nel package, nelle sonorità, nella atmosfere.
Ovunque è la bellezza che non vedi Il sound di Uross - autore e musicista di Monopoli (BA), al secolo Giuseppe Giannuzzi - non può essere etichettato. Come annota il critico Donato Zoppo «è troppo autoriale per essere considerato rock, troppo elettrico e figlio della fragranza sonora anni '6 0 /'7 0 p er essere fru tto d i u n cantautore fatto e finito». La nobile arte popolare della rock song in un
CD che ha un titolo che è un progetto di vita: "Ovunque è la bellezza che non vedi ". Graffi d’autore, un sound elettrico, grandissima personalità. Uross procede per la sua
“HYPNOPHONIA” DI MARCHESI SCAMORZA
Emoziona l’unione tra psiche e suono Un nome originale per i ferraresi Marchesi Scamorza che propongono una musica che ha nobili natali ed affonda nell’humus fertile degli anni ’70. Il titolo, Hypnophonia (Maracash Records), vuole esprimere suggestivamente l’unione tra psiche e suono; i musicisti sono giunti al secondo album che davvero ipnotizza all’ascolto. Il quintetto è formato da Paolo Brini (basso), Enrico Cazzola (tastiere), Enrico Bernardini (voce), Lorenzo Romani (chitarra, mandolino e tastiere) e Alessandro Padovani (batteria). Il CD, registrato in analogico e prodotto con cura da Mike III, ha sonorità calde e potenti, pathos, dimensione aulica e sontuosa. Puro rock progressive di matrice italiana ed anglosassone. Sono 66| MONDO AGRICOLO|DICEMBRE 2015
strada. Dice il cantautore: «Ho cercato di raccontare quello che volevo e come lo volevo, disinteressandomi ancora di più dell'ascoltatore». L’artista si muove tra "Kanto e disinkanto" (come titola una delle sue canzoni) e tra brani originali, a sorpresa, propone una parti-colarissima versione di "Ciao amore Ciao" di Tenco, colpendo diritto al cuore dell’ascoltatore.
Pentagono lunare Paesaggio a geometria variabile
voluti gli echi e le citazioni d e i S e ve n t y, ch e fa n n o comprendere da dove il gruppo trae ispirazione. E così“Cemento armato” de Le Orme affiora a tratti nella suite “Il cammino delle luci erranti”; richiami alla PFM in “Le vie del sognatore”. Cinque brani visionari e immaginifici (di cui due lunghe suite), con testi in italiano. C’è anche l’omaggio letterario a Pirandello con la composizione “L’uomo col fiore in bocca”.
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