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Mondo agricolo n.10

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IL PIANO FLOROVIVAISTICO 2014/16 • LE MOSSE DELLA GREEN ECONOMY • A BRUXELLES SU IMPRESA FAMILIARE • ANGA PUNTA SU E-COMMERCE • PROTESTA DIGITALE DI CONFAGRI DONNA • MIETITURA ALL’AVANGUARDIA • FOOD ECONOMY


MACHINE OF THE YEAR 2014


L’ E D I T O R I A L E

Facciamo i conti …

È

tempo di riforme, ma anche di bilanci per il Paese. Mentre ancora si discute in maniera piuttosto accesa di alcuni nodi del jobs act e sulle relative deleghe al governo, la Legge di Stabilità sta per iniziare l'iter parlamentare. Ne condividiamo la filosofia di fondo: puntare verso la crescita e verso un alleggerimento della pressione fiscale. E diversi sono gli aspetti che riteniamo positivi, come il sostegno all’imprenditoria giovanile in agricoltura ed il rafforzamento dei contratti di filiera e di distretto; ci sono tuttavia anche degli elementi di negatività, su cui sarà bene tenere alta l’attenzione, tra cui i mancati fondi per l’internazionalizzazione delle imprese e la promozione all’estero. Non si può dimenticare che l’agroalimentare è l’unico settore che in questi anni di crisi ha tenuto e che il suo export è una delle grandi opportunità che il nostro Paese ha per crescere, in una situazione di stagnazione dei consumi interni. In questo scenario, che vede protagoniste azioni con cui si sta mettendo mano a innovazioni così strutturali per il Paese, è importante aprire un dibattito anche sull’intero assetto del settore agricolo. Con un’avvertenza: in ogni caso non andranno toccati gli strumenti relativi alla sua produttività. Nel contratto di lavoro, firmato il 22 ottobre, c’è un impegno condiviso delle Organizzazioni datoriali e dei lavoratori a far sì che le aziende puntino e aumentino gli sforzi in questa direzione; in tal senso si attiveranno anche opportuni meccanismi di flessibilità. Sia questo un monito per la politica. Sarà bene che Governo e Parlamento, nel definire le politiche di crescita e di stabilità, non indeboliscano assolutamente il settore “primario” di nome e di fatto. Qui si inserisce il nostro impegno, con un modello di rappresentanza più efficace che, soprattutto, nei confronti di politica e Istituzioni, ci vede protagonisti con Agrinsieme e con proposte concrete e soluzioni ampiamente condivise, per fare delle nostre imprese le realtà fortemente competitive che desideriamo, trovando ed ampliando gli spazi per esprimere le enormi potenzialità del nostro settore. Vogliamo affermare un modello di agricoltura – del quale parleremo in occasione della prima Conferenza di Agrinsieme il prossimo 18 novembre - che veda protagoniste imprese innovative, internazionalizzate, connesse, efficienti. Questo il nostro contributo per un modello vincente, per l’agricoltura e per il Paese. Mario Guidi

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SO MMA R I O L’EDITORIALE Facciamo i conti… Mario Guidi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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SPECIALE EIMA Rassegna da guinness Claudio Pietraforte . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48

Direttore responsabile GABRIELLA BECHI Coordinatore di Redazione GAETANO MENNA Editrice Sepe Presidente DIANA THEODOLI PALLINI

PRIMO PIANO AGRINSIEME #campoliberodavvero G.B . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8

Direzione, Redazione e Amministrazione Corso Vittorio Emanuele II, 101 00186 Roma Tel. +39.06.6852329

SCENARI ECONOMIA VERDE Spazio energetico Donato Rotundo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12

mondo.agricolo@confagricoltura.it

Le mosse della green economy Donato Rotundo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16

Abbonamento annuo Testata associata all’USPI

CLAUDIO PIETRAFORTE

Stampa TIPOLITOGRAFIA EUROINTERSTAMPA

Confagricoltura

@Confagricoltura

4| MONDO AGRICOLO|OTTOBRE 2014

Telescopico modulare Barbara Mengozzi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56

ATTUALITÀ FITOPATOLOGIA La morte degli ulivi Gaetano Menna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 68

Pubblicità

Responsabile Pubblicità e Marketing

Il trattore giapponese alla conquista dell’Europa Barbara Mengozzi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54

Precision farming in rete M.M. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 62

Italia, Euro 30,00 Conto corr. postale n. 33755000 Intestato a: Sepe – Mondo Agricolo, Roma Autorizzazione Tribunale di Roma, n. 1662 del 22/06/1950

Via Monte Rosa, 19 20149 Milano Tel. +39.02.4694949 - 48018114 Fax +39.02.4693172 milano@opsai.com

Mietitura all’avanguardia Claudio Pietraforte . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50

Città intelligenti Emilio Thau . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18

Rubriche

Far “rifiorire” l’urbe Gabriella Bechi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22

Organizzazione Riforme . . . . . . . . . . 74

Mappamondo Land Grabbing . . . . . . 42

Anga Piano d’azione . . . . . . . . . . . . . 78

FOCUS MONDO La lattuga hi-tech Jordan Nash . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44 In campo Ladybird la “coccinella” ad energia pulita Jordan Nash . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46

Campi rosa Protesta . . . . . . . . . . . . . 82 Over60 Rete di fiducia . . . . . . . . . . . . . 84 Patronato Enapa . . . . . . . . . . . . . . . . . 88 Agriturist Ultimi dati . . . . . . . . . . . . . 90


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PRIMO PIANO AGRINSIEME

#campoliberodavvero Il 18 novembre, la 1° Conferenza di Agrinsieme. Dai falsi miti ai veri punti di forza: un nuovo modello per un agroalimentare competitivo

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L’

appuntamento è all’Auditorium della Conciliazione, a Roma dove, per la prima volta, oltre mille agricoltori, in rappresentanza del Coordinamento di Confagricoltura, Cia e Alleanza delle Cooperative, si troveranno per discutere del futuro dell’agroalimentare italiano insieme ad esponenti delle Istituzioni, politici, stakeholder della filiera. Sarà un momento di riflessione e confronto, volto ad individuare possibili linee di svi-

luppo per il settore, in un’ottica di sistema Paese e che possa avviare un ragionamento serio di politica economica su quelli che sono i veri punti di forza da cui ripartire. Base della riflessione i risultati di una ricerca commissionata da Agrinsieme a Nomisma, che analizza e approfondisce i cambiamenti di scenario, le problematiche del sistema agroalimentare e i necessari interventi per la sostenibilità e lo sviluppo delle imprese. L’unico settore che in questi anni di crisi ha tenuto è l’agroalimentare.


Guidi:«Occorre investire sull’agricoltura, lasciata per troppi anni nell’angolo» Al contrario del manifatturiero, del tessile o delle costruzioni, i cui valori aggiunti sono diminuiti di oltre il 15% dallo scoppio della crisi, agricoltura e industria alimentare hanno mantenuto positivo il trend, con valori compresi tra il +4% e +7%. Grazie a queste dinamiche oggi l’agroalimentare è uno degli assi portanti del tessuto socio-economico nazionale, rappresentandone il 9% del Pil e il 14% degli occupati. La recessione ha colpito senza dubbio anche i consumi alimentari e una stagione climatica tra le più atipiche degli ultimi anni sta mettendo a dura prova la tenuta della filiera, ma l’anti-ciclicità che connota l’agricoltura e l’appeal che i nostri prodotti alimentari hanno nel mondo (di questo ne sono pienamente consapevoli gli investitori stranieri che non perdono occasione per acquisire brand e imprese italiane) fanno dell’agroalimentare un asset strategico per il Paese. Tuttavia, affinché il sistema agroalimentare possa continuare a generare benessere per i nostri territori, occorre una maggiore

Da sinistra: Giampaolo Buonfiglio, Dino Scanavino, Mario Guidi, Giorgio Mercuri, Giovanni Luppi

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PRIMO PIANO AGRINSIEME

attenzione da parte delle Istituzioni e soprattutto politiche economiche in grado di incidere profondamente sui veri fattori di competitività delle nostre aziende, oggi alle prese con uno dei più difficili e complicati contesti di mercato degli ultimi cinquant’anni. Un comparto, sottolinea la ricerca di Nomisma, oggi posto di fronte a un contesto di mercato complesso, tra una riduzione dei consumi alimentari interni del 12% rispetto al 2007 (a valori costanti) e rilevanti potenzialità da cogliere sui mercati esteri (in continua espansione, al contrario di quanto avviene in Italia). In questo quadro l’export agroalimentare italiano, seppur in continua crescita (+85% nell’ultimo decennio) rappresenta ancora solo il 20% del fatturato totale dell’industria alimentare, contro il 27% della Francia e il 34% della Germania. Sottodimensione delle imprese, difficoltà logistiche, costi infrastrutturali più alti della media europea e un sovraccarico burocratico e di servizio non più in linea con le esigenza delle aziende agricole rappre-

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La sfida della globalizzazione non si vince con un modello di agricoltura conservativa sentano i principali freni allo sviluppo del sistema agroalimentare italiano.“La Conferenza analizzerà gli elementi di fragilità del nostro sistema agricolo, confrontandolo con quelli europei – dice il presidente di Confagricoltura e coordinatore di Agrinsieme Mario Guidi -. Noi cresciamo ma gli altri crescono di più. La sfida che abbiamo di fronte è quella della globalizzazione, che non si vince certo con un modello di agricoltura conservativa e ferma al passato, come quella del km0. Non occorrono falsi miti come gli aiuti, ma fatti concreti Dobbiamo uscire dai nostri confini e anche da quelli europei, che sono ormai diventati mercati domestici, sostanzialmente fermi. Dobbiamo internazionalizzarci. E per fare questo è necessario puntare su imprese che abbiano una valenza economica e su

politiche che abbiano come obiettivi il mercato, la crescita, l’occupazione e la sostenibilità”. “Pur in presenza di numerosi ostacoli economici, dal ‘credit crunch’ alla burocrazia elefantiaca, le imprese agricole dimostrano di essere attive e vitali, garantendo produttività e lavoro in assoluta controtendenza - spiega il presidente della Cia Dino Scanavino - . Ma è chiaro che bisogna fare un passo avanti: per questo chiediamo alle Istituzioni di investire sul serio sull’agricoltura, dopo averla lasciata per anni in un angolo”. “L’agroalimentare italiano ha bisogno di più aggregazione - conclude il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Giorgio Mercuri - perché l’elevata frammentazione del tessuto produttivo costituisce ancora oggi un serio ostacolo alla competitività del nostro sistema. Se facciamo un confronto con altri Paesi produttori europei, vediamo che il fatturato medio delle imprese agroalimentari italiane è meno della metà di quello tedesco e inferiore anche a quello di Francia e Spagna”. (G. B.)


SCENARI ECONOMIA VERDE

Spazio energetico

Confagricoltura presente a Ecomondo/Key Energy. In programma la tavola Rotonda «Expo 2015, tra produttività e sostenibilità: la visione italiana per nutrire il pianeta» di Donato Rotundo

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nche quest’anno Confagricoltura, in continuità con le precedenti edizioni, sarà presente alla manifestazione Ecomondo/Key Energy, che si terrà dal 5 all’8 novembre 2014, con uno stand istituzionale nei padiglioni dedicati all’energia (Pad. B5/D5 Stand 002). Molte sono le iniziative in programma promosse da Confagricoltura, che riguardano sia il tema dell’energia sia quello della sostenibilità più in generale. Si inizia il 5 novembre, ore 14.30, in Sala Mimosa 2 Pad.B6 dove si terrà il seminario “Le Reti di Impresa per Innovare e Competere”. L’incontro intende presentare il nuovo modello di fare impresa per coloro che vogliono continuare a competere ed innovare. In particolare, sarà il-

lustrata la normativa sui contratti di rete e le ultime novità introdotte dal DL competitività 91/2014, che interessano anche il settore agro energetico. L’obiettivo è far conoscere a tutti le opportunità che offre questo nuovo modello di aggregazione inter-imprenditoriale. Il contratto di rete è un istituto innovativo nel nostro sistema produttivo e realizza un modello di collaborazione tra imprese che consente, pur mantenendo la propria indipendenza, autonomia e specialità, di realizzare progetti ed obiettivi condivisi nell’ottica di incrementare la capacità innovativa e la competitività sul mercato. Il nuovo strumento contrattuale risponde sostanzialmente all’esigenza di favorire i processi di aggregazione e cooperazione fra le imprese. Esigenza che è stata già colta anche dal settore agroenergetico con la sottoscrizione di alcuni contratti di rete e lo sviluppo di diverse progettualità. Al seminario interverranno le aree competenti di Confagricoltura, nonché BNL per evidenziare il ruolo


degli Istituti bancari. Altro tema che si è deciso di affrontare nel corso dell’edizione di quest’anno di Key Energy/Ecomondo è il dibattito che si sta sviluppando sul tema della produttività e sostenibilità in preparazione di Expo 2015. In questo momento storico, che vede l’Italia organizzare un evento di importanza internazionale quale Expo 2015, il sistema Paese ha una grande opportunità ma anche l’esigenza di individuare una strategia comune per lo sviluppo dell’agricoltura. Il nostro settore oggi è chiamato ad affrontare due sfide fondamentali: da una parte contribuire all’aumento della produzione, dall'altra puntare con sempre più determinazione verso la sostenibilità economica, ambientale e sociale. Ed è su questi temi che occorre confrontarsi per guidare il sistema agri-

colo italiano verso un modello di sviluppo sostenibile che garantisca la crescita dell’economia senza compromettere quella delle generazioni future. Tale percorso non può che essere accompagnato da un forte impulso all’eco-innovazione, da una sempre maggiore attenzione alle potenzialità della bioeconomia, alla diffusione di una maggiore collaborazione tra le imprese, con la creazione di reti tematiche capaci di efficientare anche in chiave green i processi aziendali.Tenendo sempre presente che, in assenza di condizioni economiche che consentano il mantenimento dell’attività agricola, verrebbe meno quell’essenziale presenza di imprese sul territorio che garantiscono non solo la produzione di cibo, e più in

Stand istituzionale di Confagricoltura nel settore sull’energia generale di bioeconomia, ma anche la gestione del territorio stesso, la cura del paesaggio e in pratica quel beneficio immateriale alla collettività, non remunerato dal mercato, che comunemente viene definito come “multifunzionalità”. In tale ottica Confagricoltura ha organizzato la tavola rotonda dal titolo “Expo 2015 tra produttività e sostenibilità: la visione italiana per nutrire il pianeta“ che si terrà il 6 novembre alle ore 14,30 in Sala Neri, Hall Sud con la partecipazione di Barbara Degani, sottosegretario del ministero dell’Ambiente, Roberto Arditti, responsabile rela-

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SCENARI ECONOMIA VERDE

zioni istituzionali di Expo 2015, Maurizio Gardini, presidente di Conserve Italia, Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, Gaetano Pascale, presidente SlowFood Italia, e Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente. I lavori saranno introdotti da Caterina Batello della Fao e la tavola rotonda sarà moderata dal giornalista del TG5 Giuseppe De Filippi. Inoltre Confagricoltura, insieme alla Federazione nazionale florovivaistica e con il supporto dei vivaisti pistoiesi, sarà presente nello spazio dedicato dalla Fiera alla “Città sostenibile” con l’allestimento di un’area verde (Pad. B7 Stand CS38) che ha l’obiettivo di rappresentare il molte-

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presidente della Federazione nazionale florovivaistica, della ricerca e delle Istituzioni. Sarà infatti presente anche l’assessore all’Ambiente e alla sostenibilità del Comune di Rimini, Sara Visintin. plice valore che il verde urbano rap- Nell’ambito delle attività svolte nello presenta per le nostre città ed il con- stand istituzionale e nell’area verde tributo che il florovivaismo italiano di Città sostenibile vi sarà spazio anpuò fornire al suo sviluppo attraver- che per il progetto Ecocloud, la rete so la progettazione di giardini belli e delle buone pratiche sostenibili di di facile manutenzione. Temi che sa- Confagricoltura. In particolare alcuranno dibattuti in un seminario, che ne imprese della rete presenteranno si terrà il 7 novembre 2014, alle ore le loro esperienze sulla sostenibilità 16.45, presso l’Agorà di “Città soste- economica, ambientale e sociale, nibile” in cui si confronteranno in- nonché i loro prodotti, che potranno terlocutori autorevoli del mondo essere degustati presso lo stand di dell’impresa tra cui Francesco Mati, Confagricoltura.

Le esperienze virtuose delle aziende aderenti al progetto Ecocloud


SCENARI E C O N O MI A V E R DE

Le mosse della green economy A Rimini gli “Stati Generali”, momento di elaborazione strategica e programmatica che coinvolge i principali stakeholder di Donato Rotundo

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ome è ormai tradizione, nell’ambito della manifestazione di EcomondoKeyEnergy-Cooperambiente, a Rimini Fiera, si terrà la terza edizione degli “Stati Generali della Green Economy” promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy composto da una rappresentanza di 66 organizzazioni di imprese, in collaborazione

con i ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico. Il tema scelto quest’anno è “Lo sviluppo delle imprese della green economy per uscire dalla crisi italiana”, con l'obiettivo di individuare le politiche e le misure per sostenere lo sviluppo delle imprese della green economy. Agli Stati Generali sono previsti complessivamente oltre cento interventi, tra i quali quelli di rappresentanti istitu-


Le “cinture verdi” urbane non sono solo mercatini, km zero ed orti cittadini durre informazione e formazione per il management delle imprese della green economy e far crescere la capacità di fare squadra; arricchire e far conoscere le proposte per lo sviluppo delle imprese della green economy per uscire dalla crisi italiana.Tali obiettivi rappresentano la sintesi del lavoro svolto nell’ambito dei 10 gruppi di lavoro del Consiglio, che coinvolgono circa 400 esperti provenienti da tutta Italia, che ha portato alla redazione di sette documenti riguardanti alcuni argomenti specifici che saranno discussi nelle sessioni tematiche degli Stati Generali. La due giorni sarà aperta dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti con la sessione della mattina del 5 novembre dedicata ad "Un nuovo progetto

europeo di sviluppo per la green economy", con interventi di rappresentanti di istituzioni e organizzazioni europee. I risultati della discussione verranno presentati la mattina del 6 novembre in occasione della sessione conclusiva alla presenza del Ministro dello Sviluppo economico. Tra le sette sessioni di approfondimento e confronto tematico (v. riquadro) spicca quella su “agroalimentare di qualità ecologica delle cinture verdi urbane: verso Expo 2015”; purtroppo si concentra su aspetti molto limitati rispetto alle sfide lanciate da Expo 2015. Ad avviso di Confagricoltura il rischio è che, ancora una volta, l’agricoltura venga descritta solo attraverso modelli organizzativi ed economici (km zero, orti urbani, ecc,) che rappresentano solo parzialmente la realtà produttiva italiana che invece è sempre più proiettata verso l’innovazione, sia per gli aspetti produttivi, sia di sostenibilità.

SESSIONI TEMATICHE

• ECO-INNOVAZIONE E COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE ITALIANE per fornire un quadro generale e le possibili azioni per eco-innovare nel nostro Paese. • “CAPITALE NATURALE” con la definizione contabile del patrimonio delle risorse fisiche e biologiche disponibili. • ECONOMIA DEL RICICLO DEI RIFIUTI con l’illustrazione delle dimensioni economiche, delle problematiche e dei possibili sviluppi; • CLIMA ED ENERGIA con una serie di proposte operative in vista dei prossimi appuntamenti verso il nuovo accordo globale sul clima (Parigi 2015). zionali, imprese e organizzazioni di imprese, mondo della ricerca e associazioni. A supporto del lavoro che si svolgerà nel corso della due giorni, il Consiglio nazionale ha elaborato un documento generale contenente tre obiettivi dedicati al tema scelto quest’anno: condividere a far conoscere le caratteristiche, la consistenza e i potenziali di sviluppo delle imprese della green economy in Italia; pro-

• GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE IDRICHE con l’obiettivo prioritario di mettere in evidenzia l’esigenza di un piano nazionale. • DALLA CARBON FOOTPRINT ALL'ENVIRONMENTAL FOOTPRINT, un approfondimento sullo sviluppo sempre crescente del reporting ambientale, delle etichette ecologiche, dell’analisi del ciclo di vita e delle impronte ambientali; • AGROALIMENTARE DI QUALITÀ ECOLOGICA DELLE CINTURE VERDI URBANE: VERSO EXPO 2015.

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SCENARI ECONOMIA VERDE

Città Intelligenti A Lione si rivitalizza il distretto de “La Confluence” prima a destinazione industriale 18| MONDO AGRICOLO |OTTOBRE 2014


Metropoli efficienti, verdi, ecosostenibili, con energia pulita, connesse ad altissima velocità e con servizi condivisi. Obiettivo? Ridurre i costi, creare nuovi distretti produttivi, migliorare la qualità della vita

di Emilio Thau

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mart cities, città intelligenti. Cosa vuol dire? Verdi, con un sistema di trasporti e di illuminazione pubblica efficienti. Capaci di smaltire i rifiuti in modo ecosostenibile e dotarsi di servizi di car sharing e bike sharing, auto e bici in condivisione. Obiettivo? Ridurre i costi, creare nuovi distretti produttivi, migliorare la qualità della vita dei cittadini. Più grande è la città, maggiore è l’impegno necessario per raggiungere questi risultati. E maggiore anche il beneficio che potenzialmente se ne può ricavare. Oggi, il 54 per cento della popolazione mondiale vive in aree urbane, percentuale che dovrebbe aumentare al 66 per cento entro il 2050, secondo quanto afferma un nuovo rapporto dell’Onu. La popolazione mondiale raggiungerà i 7 miliardi nel 2015 e si attesterà a 9 miliardi nel 2050, un incremento dovuto soprattutto ai Paesi in via di sviluppo. Negli ultimi anni, centinaia di città hanno avviato imponenti processi di cambiamento: New York,Tokyo, PariOTTOBRE 2014| MONDO AGRICOLO |19


SCENARI ECONOMIA VERDE

La gestione delle aree urbane è la sfida del XXI secolo gi, Londra, Rio de Janeiro, solo per citarne alcune. E in Italia a che punto siamo? Malgrado la crisi, i progetti non mancano, anche se le risorse scarseggiano. Spicca Torino, che quest’anno ha redatto il terzo piano strategico metropolitano, che punta a trasformare entro il 2025 l’ex capitale dell’industria manifatturiera in polo di ricerca e dell’innovazione tecnologica. Per trasformare una metropoli in smart city, infatti, la chiave di volta è la tecnologia. Servono investimenti importanti: infrastrutture di rete, banda larga, alfabetizzazione informatica e cloud computing, la nuvola informatica che permette di archiviare enormi quantità di dati, rendendoli accessibili attraverso computer e altri apparati relativamente economici e leggeri, nonché a basso costo. L’altro termine da tener presente è Big Data: nel prossimo decennio la capacità di raccolta dati crescerà in maniera esponenziale, un flusso ininterrotto alimentato sia dai sensori sparsi nelle città sia dagli abitanti delle metropoli, che dialogheranno con le istituzioni attraverso

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Il progetto del “ponte giardino” sul Tamigi (v.riquadro)

GARDEN BRIDGE A LONDRA

Il designer inglese Thomas Heatherwick, in collaborazione con il gruppo Arup, dopo aver vinto un concorso indetto da Transport for London (TfL), ha progettato il piano per la realizzazione di un Garden Bridge, un ponte pedonale sul Tamigi ricoperto da un parco urbano che si estenderà dall’area della Temple Church a quella di South Bank, il cui completamento è previsto per il 2018. Una struttura per collegare due zone che aggiungerà una nota green alla città; sarà lunga 367 metri e composta da due colonne per sorreggere una passeggiata dalla quale sarà possibile ammirare sia il giardino che verrà creato sul ponte stesso, sia lo skyline di Londra ed il panorama. Il Garden Bridge oltre ad essere un nuovo polmone verde per migliorare la qualità dell’aria, servirà anche a migliorare i collegamenti e la mobilità dei cittadini, nonché la loro qualità della vita con un progetto da circa 150 milioni di sterline. 20| MONDO AGRICOLO |OTTOBRE 2014

device mobili sempre più diffusi. Resta da capire come tutelare la privacy dei cittadini, ma una cosa è certa: sarà un’occasione d’oro per le amministrazioni locali, che potranno acquisire informazioni in tempo reale e prendere decisioni tempestive, ad esempio, per gestire il traffico, garantire la sicurezza delle famiglie, reagire nel caso di catastrofi naturali. Tutti i big del settore hi-tech, in testa IBM e Cisco Systems, hanno fiutato l’affare e collaborano con le grandi città (Rio de Janeiro, Seattle, Miami e tante altre) per realizzare questa rivoluzione e aumentare i loro ricavi. Lo studio delle Nazioni Unite documenta che la grande crescita urbana


avrà luogo soprattutto in India, Cina e Nigeria. Nel 2050, ad esempio, l’India dovrebbe aggiungere 404 milioni di abitanti urbani, la Cina 292 milioni e la Nigeria 212 milioni. “Tra i fattori fondamentali che determineranno lo sviluppo globale ci sono le dinamiche demografiche. E la gestione delle aree urbane è diventata una delle più importanti sfide dello sviluppo del 21° secolo. Il nostro successo o il fallimento nella costruzione di città sostenibili sarà un fattore importante nel successo del programma di sviluppo delle Nazioni Unite post-2015", ha dichiarato Thomas Gass, l'assistente del Segretario Generale del Dipartimento per

In Italia i progetti ci sono, ma mancano le risorse per attuarli gli Affari economici e Sociali. Nel 1990, nel pianeta vi erano 10 megalopoli con 10 milioni di abitanti o più. Oggi sono 28, che ospitano 453 milioni di persone e, nel 2030, il mondo secondo le proiezioni conterà 41 mega-città con 10 milioni di abitanti o più. Tokyo si conferma la città più grande del mondo con 38 milioni di abitanti, seguita da Delhi con 25 milioni, Shanghai con 23 milioni. Proprio in India, il primo mini-

stro Narendra Modi ha lanciato un piano molto ambizioso: cento smart city da realizzare nei prossimi anni. Dotazione iniziale: oltre 900 milioni di euro, per attirare investimenti dall’estero e rilanciare l’economia. La città capofila del progetto è Gujarat International Finance Tec City (GIFT). Già in costruzione, verrà completata entro il 2020 e, secondo le intenzioni di chi l’ha progettata, dovrebbe diventare un centro finanziario internazionale. E in Europa? Londra punta su verde pubblico e archistar: tra i tanti progetti, uno dei più recenti e controversi è il Garden Bridge, un ponte a due campate sul Tamigi, ricoperto di siepi, arbusti e alberi alti fino a 15 metri, disegnato da Thomas Heatherwick, che dovrebbe essere ultimato nel 2018. Costo dell’opera: 175 milioni di sterline. Di recente, inoltre, sono state annunciate le cinque smart city del Vecchio Continente - Barcellona,Atene, Kirklees (Regno Unito), Stoccolma, Varsavia - vincitrici del 2014 Mayors Challenge, la sfida lanciata dalla organizzazione Bloomberg Philanthropies per incoraggiare le città a generare idee innovative per risolvere le grandi sfide urbane e migliorare la qualità della vita dei suoi residenti. Il Grand Prize quest'anno è andato a Barcellona, che ha ottenuto un finanziamento da cinque milioni di euro per un progetto che offre una soluzione smart per creare una rete di supporto sociale. Nella città spagnola più di un residente su cinque ha più di 65 anni: entro il 2040 questa percentuale salirà a uno su quattro. La città ha creato la "trust network", una "rete di fiducia" tra amici, parenti, assistenti sociali e volontari che sfrutta l'innovazione digitale per garantire sicurezza e qualità della vita ai residenti più anziani.Varsavia, invece, ha varato il progetto Virtual Warsaw per i non vedenti: verranno installate migliaia di postazioni virtuali in grado di comunicare con gli utenti attraverso le applicazioni mobili e servizi multimediali dedicati. OTTOBRE 2014| MONDO AGRICOLO |21


S C E N A R I E C O N O M I A VE RDE

Far “rifiorire” l’urbe

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«Se non si investe nel verde pubblico si danneggia la società». Lo rimarca Francesco Mati, presidente della Federazione Flororivaistica» di Gabriella Bechi

lità della vita dei cittadini al risparmio energetico, dalla minore manutenzione delle infrastrutture (l’asfalto per esempio non si riscalda e dura di più) alla rivalutazione degli immobili. Il verde accompagna i cittadini per 35 anni dei figli, con l’aiuto dei fratelli Ar- di vita, 1 o 2 generazioni. Pensi che in nolfo e Arnaldo, fu trasformata in una America quando piantano un albero azienda vivaistica - racconta France- lo accompagnano da una scritta che sco Mati -. Ma la vocazione della mia recita che ‘quando quella pianta avrà famiglia si indirizzò presto verso la ri- concluso il suo ciclo vitale avrà fatto cerca per le produzioni indirizzate al guadagnare 3.500 dollari’. Altro che verde pubblico, lanscape, giardini, spesa… parchi e sistemazioni a verde, mantenendo sempre alto il livello di qualità Perché allora in Italia non si invecon estro e creatività”. ste nel verde? E’ una questione di costi? Dottor Mati, perché conviene in- Assolutamente no. Pensi che, con il covestire nel verde pubblico? sto di un chilometro di asfalto, si fa il Per una serie di ragioni, che vanno dal verde pubblico di un’intera cittadina miglioramento della salute e della qua- di piccole dimensioni. E’ una questione di cultura e, mi perdoni, di ignoranza. L’Italia è un Paese verde. Basta uscire dalle città e in mezz’ora di solito si è in aperta campagna. Così negli anni ’80 si è affermata una corrente di pensiero tra le amministrazioni pubbliche che riteneva la gestione del verde pubblico troppo onerosa e “superflua” e che ha preferito o Mati investire altrove. Sono state sciolte le giardinerie, non

Con il costo di un Kmq di asfalto, si fa il verde di un’intera cittadina

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nvestire nel verde pubblico non è un costo, bensì un guadagno. Ne è convinto Francesco Mati, presidente della Federazione nazionale di prodotto Florovivaistica di Confagricoltura, titolare, insieme ai fratelli Andrea e Paolo, della Piante Mati, storica azienda (80 ettari) specializzata nel settore del vivaismo e, in particolare, nel verde pubblico, collocata nel distretto pistoiese; un’area particolarmente idonea al veloce sviluppo delle piante da esterni, protetta dai freddi venti provenienti da nord dall’Appennino. Ha fonte d'acqua in abbondanza ed è situata in una piana alluvionale il cui terreno è unico: sciolto ed argilloso al tempo stesso, perfetto per l'accrescimento delle radici.“L’azienda fu fondata da Casimiro Mati all’inizio del secolo scorso come stabilimento orticolo a conduzione familiare e successivamente, Fr anc esc grazie all’intuito ed alle capacità di Mario, il maggiore

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SCENARI ECONOMIA VERDE

Quale tipo di giardino proponete, per incentivare le Amministrazioni ad investire? La nostra proposta e’ il giardino “semplice”, di cui portiamo un piccolo esempio ad Ecomondo nello spazio allestito da Quali altri vantaggi porterebbe Confagricoltura. Un giardino che ha bisoLa stessa situazione si ritrova in investire nel verde urbano? gno di manutenzione minima, fatto di tutta Italia? Oltre alla salute e al benessere dei piante che, una volta attecchite, necessiNo, ci sono città più virtuose e altre cittadini e delle future generazioni, tano di poche cure. Si tratta di piante ormeno, ma in media l’Italia ha investito investire nel verde porterebbe in- namentali, più forti di altre,capaci di adatnel verde pubblico il 30% di quello dubbi vantaggi economici all’eco- tarsi ad ambienti urbani e a terreni poveche hanno fatto le altre nazioni euro- nomia del nostro Paese, permetten- ri di minerali,alcune derivate da una selepee, Francia, Germania, Svizzera e an- do di rilanciare un settore come zione di piante selvatiche. Coltivare albeche Turchia. Città come Marsiglia o quello del vivaismo, in cui l’Italia, fi- rature, arbusti, conifere e piante da esterLione piantano 100/150 alberi all’an- no a qualche anno fa era leader in ni significa conoscere bene le loro esino. In Italia, secondo l’ultimo rappor- Europa, insieme all’Olanda, e che genze in fatto di terreno, luce, acqua ed to Istat sul verde urbano, ogni abitan- ora ha perso competitività rispetto alimentazione. Questi fattori sono indite dispone in media di 30,3 mq di ver- a tutti i Paesi europei ed extraeure- spensabili per ottenere piante belle, sane de. Le disponibilità più contenute so- pei. Pensi che, nel solo distretto pi- e forti,ma è importante anche sapere dono al centro (23 mq per abitante), al stoiese, nel primo semestre di que- ve e come collocarle in modo che possaNord ovest (24,3) e nelle isole (26,7). st’anno, il settore ha perso il 15% no crescere senza perdere le loro caratteLa percentuale maggiore é nel Nord della produzione. ristiche. Dalla coltivazione alla progettaovest (45,4) e nel Mezzogiorno Investire nel verde pubblico in Ita- zione il passo è breve. Questo è il lavoro (37,1). Le città più virtuose Lodi, Ma- lia significherebbe dare reddito e che i nostri vivaisti mettono a disposiziotera e Sondrio, quelle meno Bari, Na- creare nuova occupazione per il ne delle amministrazioni comunali. poli e Messina. comparto. Per una città più sostenibile. sono stati assunti nuovi giardinieri e tutto è stato appaltato al ribasso. Il risultato è che lentamente abbiamo perso una grande quantità di opere a verde, viali, aiuole, giardini scolastici e così via.

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Lodi, Sondrio e Matera le città che investono maggiormente nel green


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SCENARI ECONOMIA VERDE

Una nuova cultura del green Il piano 2014/16 florovivaistico prevede anche misure dirette a promuovere una nuova cultura del verde urbano ed a stimolare la ripresa dei lavori pubblici di Marta Fiordalisi

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l nuovo piano di settore florovivaistico 2014/2016 - approvato il 5 agosto scorso - ha accolto la maggior parte delle proposte avanzate da Confagricoltura ed Agrinsieme. In evidenza, nell’ambito del piano florovivaistico, le misure per il verde urbano, fortemente volute da Confagricoltura: promuovere una nuova cultura del verde per la salute dei cittadini nei centri urbani e stimolare la ripresa dei lavori pubblici (“Patto di stabilità”), inserendo la separazione delle opere a verde dai “general contract” per ottimizzare gli investimenti nelle opere a verde; favorire investimenti per opere a verde, che prevedano adeguate compensazioni ambientali, al fine di ridurre gli impatti dovuti alle grandi opere, abbattendo l’inquinamento atmosferico e rispettando così i parametri previsti dal Trattato di Kyoto. Ed anco-

ra, considerare l’opera a verde nelle trasformazioni urbane come opera di urbanizzazione primaria, mantenendo inalterati i valori minimi previsti dagli standard presenti nelle leggi urbanistiche nazionali e regionali, al fine di migliorare la qualità della vita e garantire una elevata qualità progettuale del sistema vegetale nelle aree sottoposte a trasformazione; sviluppare un sistema di incentivi, in termini di agevolazioni fiscali per la creazione e manutenzione ordinaria e straordinaria delle aree a verde pubbliche e private, equiparando tali interventi alle opere e alle ristrutturazioni edili. Insomma si vuole far partire una normale attività di progettazione, realizzazione, manutenzio-


ne e rinnovamento del verde pubblico, come avviene in Europa, così da favorire il mercato interno per il settore vivaistico.Il piano, nell’insieme, individua le tematiche da affrontare, i punti di forza e di debolezza ed una serie di interventi e di linee d’azione finalizzate al potenziamento economico e produttivo di uno dei settori più dinamici della nostra economia agricola, al fine di esaltarne la competitività. L’obiettivo generale è di preservare, attraverso le necessarie azioni sinergiche con altre istituzioni pubbliche a livello centrale, regionale e territoriale, il patrimonio di capacità sia umane, sia tecniche e produttive, il cui impatto occupazionale è assai rilevante. In particolare, tra le strategie d’intervento figurano: l’aggiornamento normativo, la formazione professionale, la valorizzazione e la qualificazione delle produzioni, la ricerca e la sperimentazione, la comunicazione, la promozione, la logistica e la promozione di azioni di informazione a livello comunitario per evidenziare le problematiche del settore. Tra gli obiettivi del Piano di settore è prevista poi la prosecuzione dell’azione di sensibilizzazione dei servizi competenti della Direzione Generale Agricoltura della Commissione UE sulla necessità di una regolamentazione del settore, al fine di difendere e sostenere nel suo complesso il comparto florovivaistico nazionale e comunitario. Ora è necessario che le linee guida indicate nel Piano vengano tradotte dalle Regioni in azioni concrete sul territorio anche mediante l’attuazione dei Piani di Sviluppo rurale (PSR) 2014/2020. «Siamo sicuri – ha commentato il presidente della Federazione di Prodotto florovivaistica Francesco Mati - che le regioni mostreranno la giusta sensibilità nei confronti di questo settore, che vale in termini di produzione agricola 2,6 miliardi di euro e che garantisce occupazione a oltre 100 mila addetti, senza contare l’indotto a monte e a valle della fase primaria che, se adeguatamente supportato, potrebbe migliorare le sue performance sui mercati nazionali ed internazionali».

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SCENARI E C O N O M IA V E R D E

Il giardino semplice

Confagricoltura nella “Città sostenibile” di Ecomondo allestisce un garden urbano «bello e facile da curare» di Gloria Chiappini

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onfagricoltura insieme alla Federazione nazionale florovivaistica e con il supporto dei vivaisti pistoiesi, sarà presente quest’anno nella “Città Sostenibile” all’interno di Ecomondo, in uno spazio in cui verrà allestita un’area verde per rappresentare il grande valore che il verde urbano ha per le nostre città. Il progetto della Fiera, giunto alla sua settima edizione, quest’anno porta il titolo “La città delle reti intelligenti” e intende caratterizzasi come un laboratorio ideale di città che integra tecnologia e natura, reti e connessioni, dove è possibile confrontarsi con tutti i mo-

delli e tutti i fattori che interagiscono nella qualità della vita urbana. L’idea visiva di questo spazio è quella di mostrare un modello di città diffusa, che si connette al territorio, e integra tutto ciò che può migliorare la qualità della vita. Dal punto di vista scenografico le grandi forme funzionali prendono il sopravvento. Al centro, in corrispondenza degli ingressi, c’è il cuore pulsante di Città Sostenibile, ricreato da uno spaccato di porzione di città, con gli alti ed evocativi skyline cittadini, dove trovano spazio le grandi eccellenze nazionali ed


Il progetto del giardino di Confagricoltura a Ecomondo

internazionali attive sui temi di sostenibilità. Da questo cuore cittadino, in mezzo al quale si erge una grossa sfera terrestre, partono tutte le connessioni tecnologiche rappresentate da enormi tubi luminosi che percorrono l’intera città, andando idealmente in-

contro ai visitatori. I tubi passano dalle alte strutture in continua costruzione (e dove saranno presenti le pubbliche amministrazioni, piccole, medie e grandi imprese), raggiungono il parcheggio scambiatore, l’agorà (sede ideale per scambi di idee e connessioni con i mondi circostanti) e l’area ateneo, dove saranno presenti studenti delle università italiane che frequentano corsi sui temi ambientali. La proposta di Confagricoltura per questo spazio è un giardino, per ridare valore alla città.“Semplicemente un giardino, bello e sostenibile”, che è anche lo slogan scelto per presentarsi. Lo slogan gioca sulla “e” su cui si posa una foglia, che può essere letta con o senza l’accento, per trasferire visivamente due concetti: da una parte che il connubio tra bellezza e sostenibilità si può estrinsecare tramite un gesto semplice come l’allestimento di un giardino; dall’altra che la bellezza di un giardino può essere raggiunta con metodi sostenibili. Quindi, la ricetta presentata da Confagricoltura per la Città Sostenibile è quella di realizzare spazi di verde urbano orientati alla semplicità, capaci di coniugare le esigenze territoriali, ambientali e sociali. Un’area verde in cui l’idea di “sostenibilità” è alla base della scelta di ogni singola pianta e della sua collocazione. Si tratta, infatti, di

Lo slogan ideato gioca sul connubio tra bellezza e sostenibilità piante che, una volta attecchite, richiedono poca manutenzione, un ridotto utilizzo di acqua e che sono in grado di offrire non solo un valore estetico e di fruibilità, ma anche un aporto funzionale al miglioramento dell’ambiente e della qualità aria. A completamento del progetto, Confagricoltura ha voluto organizzare un momento di confronto sul ruolo ed il contributo che il settore florovivaistico può dare alle città, un settore che in Italia si distingue per una produzione di qualità, sostenibile, di respiro internazionale e che ha la necessità oggi di interrogarsi sul suo potenziale sviluppo e quindi sulle strategie pro duttive da adottare in futuro.

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SCENARI ECONOMIA VERDE

Fratello fungo A Rimini l’azienda “Fungar” porta avanti un progetto di integrazione sociale delle lavoratrici cinesi. Ce lo racconta Loredana Alberti di Gabriella Bechi

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uò sembrare strano, ma nella provincia di Rimini, famosa per la “dolce vita” vacanziera, si produce il 10% dei funghi coltivati in Italia. A contribuire a far nascere e sviluppare questa tradizione c’è la l’azienda Fungar, nata nel 1978, quasi per gioco, ad opera di un gruppo di imprenditori del settore alberghiero della zona, decisi a dedicarsi a questa attività nel periodo invernale quando il turismo cala sensibilmente. “Abbiamo costruito le prime serre e la fungaia – racconta una dai soci, Loredana Alberti – e abbiamo cominciato a coltivare genere Pleurotus. Nel 1980 la trasformazione aziendale con un turnover di soci e l’inizio della col-

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tivazione del Prataiolo.” Oggi l’azienda dispone di 10.000 metri quadrati di serre a tunnel e di una fungaia che sviluppa al suo interno 15.000 metri quadrati di letti di coltivazione, divisi in 27 stanze climatizzate, a temperatura costantemente controllata, e produce 3.000 tonnellate di funghi all’anno, che vengono venduti freschi, in tutta Italia, ai mercati generali, alla grande distribuzione, a grossisti e industrie conserviere o direttamente ai privati (in azienda c’è anche un’area riservata alla vendita diretta). Dal 2008 è una dei sette soci della OP “Funghi delle Terre di Romagna”, una delle poche specializzate in funghi presenti in Italia (ce ne sono solo altre due in Veneto, una in Lombardia e una nel Lazio). La coltivazione dei fun-

ghi ha una storia antica, che inizia prima all’aperto, poi nelle grotte e poi ancora in costruzioni apposite, ma è negli ultimi trent’anni che questa coltura si è arricchita di conoscenze tecniche tali da farla diventare un’attività agricola autonoma. In Italia oggi si producono 60.000 tonnellate di funghi all’anno per un valore di circa 150 milioni di euro. E la strada è tutta in salita. Perché nel nostro Paese si consumano ancora pochissimi funghi, circa 1 Kg all’anno pro capite, contro i 4 chili della Germania e i 3,5 chili della Francia, tanto per fare qualche esempio. Complice anche il “mito”, come lo definisce Loredana Alberti, dei funghi spontanei, del cui mercato non si conoscono numeri, né statistiche, soprattutto a causa delle importazioni


In Italia si consuma, all’anno, 1 kg di funghi a persona, 4 in Germania cereali sminuzzata, alla quale si aggiunge fieno trinciato e gesso agricolo, che viene fatta fermentare per 3 settimane e poi riscaldata per ottenere la pastorizzazione. A questo punto si provvede alla semina o inoculazione della pianta del fungo: il micelio. Occorrono circa sei settimane affinché la pianta cresca e faccia i frutti, i funghi appunto, che dal momento in cui nascono impiegano circa 5 giorni per crescere ed essere pronti per la raccolta, che viene fatta esclusivamente a mano, selezionando quelli maturi, che vengono poi disposti in appositi imballi, dai quali non devono essere più spostati. Ogni imballo è numerato con uno specifico codice che permette di identificare i fughi fino al consumatore finale. “Una coltivazione assolutamente naturale – spiega Loredana Alberti, che è titolare di Fungar insieme a Massimo Magnani e alla moglie Maddalena, con il loro giovane figlio Federico – fatta in un ambiente rispettoso del territorio. Le nostre serre sono circondate da campi di cemassicce dall’Est Europa. “I funghi selvatici – dice Loredana – godono dell’ enorme fascino esercitato dai porcini e dalla storia che li circonda, ma per quanto riguarda freschezza, gusto e sapore, quelli coltivati non hanno niente da invidiare a questi. Anzi, tra importazioni di qualità scadenti e scarsa attenzione ai sistemi di trasporto e conservazione, quelli spontanei sono spesso peggiori.” E a ben guardare la complessità di questa attività e la cura necessaria per svolgerla c’è da crederci. La prima fase consiste nella preparazione del terreno, che avviene utilizzando paglia di OTTOBRE 2014| MONDO AGRICOLO |31


SCENARI ECONOMIA VERDE

reali e da colline in cui recentemente abbiamo reimpiantato vigneti per la produzione di Sangiovese, Colli Di Rimini rosso e Pignoletto bianco, intervallati da oliveti per la produzione di olio extravergine Dop “Colline di Romagna”. In azienda è presente anche un laghetto, che funge da riserva d’acqua e ristoro per uccelli selvatici e la fauna locale, e un impianto fotovoltaico di cui utilizziamo interamente l’energia”. E’ per questa profonda attenzione per l’ambiente che Fungar fa parte di Ecocloud, la rete delle aziende sostenibili di Confagricoltura. Ma non solo. Fiore all’occhiello dell’impresa e vanto dei titolari è l’impegno per il sociale, che è scaturito in un interessantissimo progetto di inserimento dei lavoratori, in prevalenza donne cinesi, nella comunità riminese. “Dal 2000, in 32| MONDO AGRICOLO|OTTOBRE 2014

temente donne, molto abili in questo tipo di lavoro. Il progetto di inserimento nel tessuto sociale delle lavoratrici ha previsto, in primo luogo, corsi di lingua italiana e successivamente un’azione informativa ed edupratica – non abbiamo più trovato cativa per evitare la pratica diffusa di personale italiano e, dopo un periodo mandare in Cina i figli subito dopo lo in cui abbiamo utilizzato dei macedo- svezzamento, per farli rientrare solo ni, abbiamo assunto cinesi, prevalen- in età scolare. Oggi sono molte le famiglie che vivono unite, con figli che frequentano asili nidi e scuole materne, e l’inserimento nella nostra comunità è pressoché un dato di fatto. Tanto che stiamo assistendo al fenomeno opposto. Molti cinesi sono diventati piccoli commercianti e imprenditori e in azienda ritornano a lavorare gli italiani, ahimè spesso disoccupati”. Sostenibilità sociale, ambientale ed economica in Loredana Alberti perfetto connubio.

“Fungar” fa parte di Ecocloud, la rete delle aziende sostenibili


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Maremma sostenibile

A Grosseto Guido Pallini conduce l’azienda di famiglia “Diaccialone”, unendo economia e sostenibilità, ottimizzando le risorse ed eliminando gli sprechi di Elisabetta Tufarelli 34| MONDO AGRICOLO|OTTOBRE 2014

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arola d’ordine sostenibilità a tutto campo. Questo potrebbe essere lo slogan dell’azienda agricola “Diaccialone”, che Guido Pallini, 28 anni, conduce nella Maremma grossetana con piglio da economista, come se si trattasse di una ‘firm’ americana. Laureato in mercati finanziari e finanza d’impresa si è dimesso da un incarico londinese nella holding Nomura, la multinazionale giapponese di ser-

vizi finanziari, per tornare in campagna e prendere le redini dell’azienda agricola di famiglia. Una scelta determinata ed appassionata per portare avanti le tradizioni, innovandole. L’impresa ha un ‘parco’ di 650 bufale, 300 in lattazione, un caseificio, un impianto di biogas, due agriturismi che offrono una cinquantina di posti letto, colture seminative e boschi ad alto fusto, dove si fa attività forestale. “Ho trascorso un semestre a Londra


nel 2007 – racconta Guido –. Non avevo terminato ancora gli studi ed ho avuto l’opportunità di lavorare in una banca d’investimenti. Nello stesso periodo c’è stato il fallimento di Lehman Brothers e mi si è cominciato ad aprire uno scenario nuovo. Dopo la laurea sono partito, attraverso la Fao, per un’esperienza di volontariato nel sud della Colombia sull’adattamento colturale ai cambiamenti climatici. In seguito ho lavorato per un anno nella Investment bank di No-

vere e proprie divisioni che permettono l’ottimizzazione delle risorse e l’eliminazione degli sprechi. “Qui non si butta niente, ciò che andrebbe gettato viene riutilizzato. Un paio di anni fa – spiega – l’introduzione delmura. Esperienze importanti che mi l’impianto di biogas mi ha consentito hanno segnato ed arricchito molto e di assorbire i sottoprodotti del caseiche sono state fondamentali, seppur ficio e dell’azienda agricola permetper motivazioni diverse, per la mia at- tendomi di utilizzare il siero, il letame tività, soprattutto dal punto di vista e anche i resti e gli scarti dell’aliconcettuale e sostenibile”. Così, l'a- mentazione del bestiame. Oltre a zienda è stata concepita in ‘branch’, energia elettrica e termica, il proces-

Agricoltura “blu” per ridurre la lavorazione della terra e le emissioni

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SCENARI ECONOMIA VERDE

so di digestione anaerobica produce il digestato, un ottimo fertilizzante organico, con il giusto apporto di fosforo, potassio e azoto, che mi ha permesso di ridurre drasticamente l’uso dei fertilizzanti chimici. Spero prestissimo di riuscirlo ad utilizzare esclusivamente sui terreni e di poter sfruttare l'energia termica per le necessità delle stalle e del caseificio con il teleriscaldamento”. L’attenzione alla sostenibilità dell’azienda viene anche dalla semina su sodo.”Che non a caso viene chiamata ‘agricoltura blu’ – spiega il giovane imprenditore di Nel caseificio dal nome Confagricoltura – perché permette di ridurre drasticamente le lavoraziosolare si sperimenta ni del terreno, il consumo di gasolio, il caglio vegetale le emissioni e l’erosione del suolo”. Si fa anche attenzione al benessere degli animali. Le bufale hanno la possi- te, infatti, qui è veramente difficile bilità di muoversi su ampi spazi di trovare un filo d’ombra”. Ha allargaterra e non sul cemento. I capi più to la sua clientela da provinciale a regiovani, allevati allo stato semibrado, gionale. “Ma non mi fermo qui – ospossono galoppare liberamente sulle serva - perché vorrei anche esportacolline nell’azienda di Capalbio. La re. Seguendo l’impostazione che ho sostenibilità, in tempo di crisi e con dato all’azienda per ‘divisioni’, agli la disoccupazione, soprattutto quella giovanile ‘alle stelle’ , significa anche puntare sugli ‘under 30.“In questi due anni ho assunto tre ragazzi e tre ragazze dai 19 ai trenta anni, che vengono da più regioni– osserva– e rispetto le ‘quote rosa’, il 40% dei miei dipendenti è donna”. Ma Guido Pallini oltre che un imprenditore è un economista e stare sul mercato per ottenere dalla sua azienda e dal suo lavoro ‘sostenibilità economica’ è il suo obiettivo. Ha inaugurato il caseificio "Inno al Sole" un anno fa. “ Ho voluto conservare – chiarisce – il nome che ha scelto mio Guido Pallini nonno. Nelle belle giorna36| MONDO AGRICOLO|OTTOBRE 2014

ospiti dell’agriturismo offro degustazioni nel caseificio e visite guidate in azienda. Sono conosciuto, in zona, per la mia mozzarella, che ho prodotto per primo in Maremma, ma non intendo limitarmi a questo, il mio target è il mondo. Sto allargando costantemente la gamma dei formaggi, rendendola sempre più particolare. Così produco già diversi erborinati esclusivamente da latte di bufala e formaggi a crosta fiorita. Una rivisitazione personalizzata e gustosa dei ‘classici’ francesi e italiani”.Voglia di crescere, però, significa anche rivolgersi ai mercati emergenti, come quello dell’Halal, una ‘nicchia’ con numeri importanti: si stima che i potenziali clienti musulmani siano circa 4 milioni, più del triplo di quelli che si rivolgono al biologico. “Sempre rinforzando le diverse ‘divisioni’ aziendali – conclude - massimizzandone l’integrazione, ‘Inno al sole’ sta iniziando ad a sperimentare un caglio vegetale, che intende poi utilizzare per tutta la gamma dei freschi, per soddisfare non solo la clientela musulmana, ma anche quella vegetariana”.


N O T I Z I A R I O E N E R G I A E A M B I E N T E D I C O N F A G R I C O LT U R A R U B R I C A

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C U R A

D E L L ’ A R E A

TECNOLOGIE Farine proteiche dagli scarti agricoli In Italia c’è una tecnologia, denominata Hyst, in grado di valorizzare a fini alimentari ed energetici i residui di attività agricole, che interessa i Paesi africani. A sperimentarla un’associazione onlus, “Scienza per Amore”, che ha la titolarità del brevetto e un progetto internazionale, “Bits of Future: food for all”. Alla fine della lavorazione, sfruttando il differente comportamento delle molecole nel flusso d’aria, le frazioni commestibili vengono separate da quelle che non lo sono. Con questo sistema si possono ricavare farine per l’alimentazione (umana e animale), prodotti base per le energie rinnovabili e per la farmacopea. Nei primi giorni di ottobre il ministro dell’Agricoltura e della Sicurezza alimentare del Burkina Faso, Mahama Zoungrana, ha guidato una delegazione a Balerna (Svizzera) per verificare i primi test di lavorazione Hyst su biomasse locali. Nell'occasione il ministro ha dichiarato: “È un’invenzione estremamente importante per un Paese come il nostro: permette di recuperare i rifiuti che pongono problemi per l’ambiente, trasformarli in alimenti per l’uomo e per il bestiame, ma anche di poter utilizzare questi residui per produrre energia. Sarà possibile usare pure le piante acquatiche galleggianti “Ei42| MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2014

A M B I E N T E

chhornia crassipes”, che cominciano a essere un problema per i nostri corsi d’acqua”. (M. M.) LEGISLAZIONE Consumo di suolo: chiesta legge entro l’anno I ministri delle Politiche agricole, Maurizio Martina, e dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, hanno inviato una lettera al collega per i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, in merito alla legge di “Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato” all’esame della Camera. “Il disegno di legge in questione – si legge nella lettera congiunta – rappresenta un passaggio importan-

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te e molto atteso al fine di introdurre norme per contenere il consumo del suolo, valorizzare il suolo non edificato, promuovere l'attività agricola che sullo stesso si svolge o potrebbe svolgersi, nonché per perseguire gli obiettivi del prioritario riuso del suolo edificato e della rigenerazione urbana rispetto all'ulteriore consumo del suolo inedificato, al fine complessivo di impedire che lo stesso venga eccessivamente «eroso» e «consumato» dall'urbanizzazione”. In conclusione Martina e Galletti chiedono “di voler sollecitare alla presidenza della Camera la conclusione dell’esame del disegno di legge entro l’anno”."La questione del consumo di


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suolo e della preservazione delle aree agricole è sicuramente importante ed in questo senso salutiamo con favore la presa di posizione dei ministri Martina e Galletti, soprattutto in un'ottica di riduzione del rischio idrogeologico", ha detto ad Agra Press il presidente della Confagricoltura Mario Guidi. "Al contempo però - ha aggiunto Guidi - parlando di competitività, occorre che anche altri provvedimenti vengano presi, come ad esempio che si arrivi finalmente alla nuova definizione delle aree vulnerabili ai nitrati, licenziando il documento Ispra atteso da tempo". (G. M.) GREEN ENERGY Erba da sfalcio: una nuova opportunità per i produttori di biogas Trasformare gli scarti in materia prima per produrre energia pulita. Questo l’obiettivo del Progetto europeo “Gr3, Grass to green gas”, che coinvolge 11 Partners provenienti da 9 Regioni Europee: Fiandre (Belgio), Veneto (Italia), Saarland (Germania), Nordjylland, Midtjlland, Syddanmark Sjaelland e Hovedstaden (Danimarca). L’energia potenziale dell’erba proveniente dalla manutenzione di aree urbane, agricole e protette rimane ampiamente sottoutilizzata in

tutta Europa. Le barriere alla sua diffusione sono: un’insufficiente conoscenza ed espansione di tecnologie idonee per la falciatura, la conservazione e la digestione anaerobica di residui di erba,l’assenza o mancanza di cooperazione tra gli operatori della filiera e alcuni ostacoli di natura giuridica. Di conseguenza i residui erbacei provenienti da sfalci, nonostante le interessanti potenzialità, vengono impiegati solo marginalmente per alimentare impianti di digestione anaerobica e produzione di biogas. Il Progetto si propone di attivare la catena di approvvigionamento, anche in parziale sostituzione della quota rappresentata dalle colture tradizionali, con evidenti vantaggi sia sul fronte della sostenibilità ambientale, sia della riduzione dell’impatto della filiera del biogas sui mercati dei prodotti agricoli destinati all’alimentazione.Veneto Agricoltura ha calcolato che nei capoluoghi di provincia regionali e nelle zone turistiche costiere come il lago di Garda, la raccolta derivante dallo sfalcio potrebbe superare le 500 tonnellate l’anno di sostanza secca. Una quantità sufficiente a rendere conveniente l’impiego nella produzione di biogas. (M. M.)

Genova 1: l’arte dei rifiuti Scatta la rivoluzione della raccolta differenziata dell'organico a Genova: l'azienda municipalizzata per l'igiene urbana (Amiu) investe 220.000 euro in una nuova campagna di comunicazione per sensibilizzare i genovesi a separare l'umido. L'immagine di uno scarto di cucina, come una buccia di banana o una lisca di pesce, accompagnato dalla frase "Questo non è un rifiuto": sarà il leitmotiv dell'iniziativa presentata a Palazzo Tursi dal sindaco Marco Doria e dal presidente di Amiu Marco Castagna. Un richiamo al celebre quadro 'Questa non è una pipa' di Magritte perché i rifiuti devono essere considerati una risorsa. (C.C.) Genova 2: il riciclo delle scarpe da tennis La gomma delle scarpe sportive, riciclata, può diventare un tappeto per uno spazio giochi per bambini o un pavimento per un asilo. L'operazione di recupero la promuove Amiu, l'azienda del Comune di Genova per il ciclo dei rifiuti, grazie ad un accordo con ESO (Ecological Services Outsourcing). Il progetto è partito con una trentina di ESObox, contenitori in cartone riciclato, in punti di conferimento all'interno di supermercati, scuole, associazioni sportive e palestre di Genova, dove è possibile lasciare le proprie scarpe sportive che non vengono più utilizzate, anziché farle finire in discarica. Un tipo di riciclo che rappresenta un esempio di economia circolare che da tempo è il filo conduttore delle iniziative che Amiu promuove per la raccolta differenziata. (C.C.) Il 60% degli italiani spenderebbe 100 euro in efficienza per ridurre bollette Per risparmiare sulla bolletta, quasi sei italiani su dieci sono pronti a spendere fino a 100 euro l’anno per interventi di efficienza energetica e tre su dieci anche 500 euro. Tuttavia, quasi il 54% di loro ignora l’esistenza degli ecobonus del 50-65% per rendere più

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IL PROGETTO “ADOTTA IL VERDE PUBBLICO”

Syngenta con Milano per una città più sostenibile

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efficienti le proprie abitazioni. È quanto emerge dal sondaggio “Gli Italiani e l’efficienza” presentato a Verona a “Smart Energy Expo”, la manifestazione dedicata a soluzioni, prodotti e tecnologie per l’efficienza energetica. Dal sondaggio, commissionato da Veronafiere a un istituto di ricerca si scopre che il 70% degli intervistati dice di sapere che ci sono momenti in cui l’energia elettrica costa meno, ma poi il 34% ignora che il prezzo inferiore sia relativo ai fine settimana. A sorpresa, la categoria meno informata in materia di energia risulta quella dei giovani e degli studenti: oltre il 49% non sa che la luce si paga meno il fine settimana, uno su tre ignora l’esistenza del certificato di efficienza energetica per le case e il 36,6% non sa indicare quali siano gli elettrodomestici a maggior consumo energetico. Il sondaggio mette in luce la mancanza di informazione sui temi legati all’energia: infatti, meno di un intervistato su due (45,4%) distingue correttamente la differenza fra efficienza e risparmio. Inoltre, anche sulle figure professionali cui rivolgersi per interventi di efficienza energetica gli italiani non hanno molte certezze: solo un 25% pensa a esperti di efficienza, per il resto, i punti di riferimento restano internet, l’artigiano di fiducia, amici e parenti, i fornitori di luce e gas. Molto bassa (3,0%) anche la percentuale di quanti sanno cosa siano le ESCOEnergy Service Company, cioè società che effettuano interventi finalizzati a migliorare l'efficienza energetica dei clienti. (M. M.)

yngenta è da sempre impegnata nel promuovere un modello di agricoltura responsabile, l’approccio culturale volto a rendere l’agricoltura produttiva, rispettosa dell’ambiente e, allo stesso tempo, attenta alle esigenze dell’uomo e delle comunità. Per que- Area verde sto motivo ha incremen- Piazza Missori tato la propria attenzione verso una serie di progetti volti a tribuisce anche nell’implementafavorire anche il benessere delle zione di un piano di manutenzione comunità in cui opera. Dal 2011 dell’aiuola con interventi volti a Syngenta aderisce al progetto pro- mantenere il più a lungo possibile posto dal Comune di Milano chia- durante l’anno l’effetto decorativo mato “Cura e adotta il Verde pub- dell’area verde offrendo un gradeblico” attraverso la sponsorizza- vole impatto visivo a tutti i cittadini. zione dell’area verde di Piazza Area Piazza Missori: il progetto di Missori in pieno centro e della Syngenta rappresenta una vera e nuova area verde di fronte agli uffi- propria sperimentazione di alleci dell’azienda in via del Ghisallo, stimento di un’aiuola pubblica angolo via Gallarate. Con questa con specie e bacche arbustive iniziativa Syngenta ha voluto con- perenni e stagionali che, oltre ad tribuire a valorizzare le aree verdi aver riscosso notevole apprezzadella città arricchendone la biodi- mento nella sua concezione e reaversità. Syngenta, oltre al persona- lizzazione, ha permesso una gele tecnico qualificato che ha fornito stione più sostenibile dello spazio supporto e progettualità e la forni- verde. tura di specie di piante e fiori, con- Area via Gallarate: l’intervento di Syngenta consiste nella riqualificazione di un’area verde pubblica dismessa e degradata, che è stata trasformata in un’aiuola verde di gradevole impatto visivo per chi entra in città, contornata da un muretto di contenimento, che funge anche da seduta, all’interno del quale è stato collocato Area verde terriccio seminato a prato, via Gallarate piante e fiori Syngenta.


MAPPAMONDO di Jordan Nash

Gli sceicchi fanno shopping di terreni arabili Il fenomeno del “land grabbing”: in dieci anni 2 milioni di kmq sono stati venduti ai Paesi ricchi

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a terra scotta ancora. Il fenomeno del ‘land grabbing’ da parte dei paesi del Golfo non smette e cambia obiettivi. Di fronte alle difficoltà incontrate in Africa nei progetti di investimento agricolo, la strategia si sposta verso territori

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meno rischiosi, compresi gli Stati Uniti e l'Europa orientale. Per molti anni, gli stati petroliferi del Golfo Persico, che dipendono per oltre l'80% dalle importazioni per soddisfare le loro esigenze alimentari, hanno investito molto nell'acquisto di decine di migliaia di ettari di terreno coltivabile a buon mercato. Così il Sahel e il Corno d'Africa, tra cui Egitto, l'Etiopia, Marocco, Mali, Mauritania, Sud Sudan e Tanzania, hanno avuto il ‘privilegio’ di attirare questi investimenti. Tra il 2001 e il 2011, secondo il California Oakland Institute, oltre due milioni di chilometri quadrati (una superficie più grande del Messico) sono stati venduti ai Paesi ricchi. La Banca Mondiale ha identificato affari per più di 450mila chilometri quadrati, una superficie equivalente a quella della Svezia. Il 70% del totale, in Africa. D’altronde l’agricoltura è l'attività più frammentata del mondo, con grande capacità di generare economie di

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SPAGNA: LA RIPRESA PARTE DALL’AGROALIMENTARE

Re Filippo VI di Spagna ha riconosciuto il settore agroalimentare come "uno dei grandi motori della ripresa economica spagnola." Il re punta sulla necessità di far conoscere ad un numero sempre maggiore di consumatori l'eccellente qualità delle produzioni agricole spagnole. La corona apprezza il mondo rurale e gli uomini e le donne che ci lavorano e ne hanno cura. Il primo incontro del neo sovrano Felipe, accompagnato dalla regina Letizia, con il mondo agricolo è avvenuto in occasione dell’inaugurazione di una delle fiere più antiche della Spagna, quella internazionale zootecnica di Zafra, in Estremadura.

scala. Così ai Paesi ricchi di denaro e poveri di terra si aggiunge una nuova generazione di investitori istituzionali (come fondi di investimento, fondi pensione e anche università di élite come Harvard o Vanderbilt) che stanno utilizzando le campagne con lo stesso sforzo speculativo che avrebbero utilizzato per l'oro o per le valute. Secondo Oakland Institute, a questa gara per la terra partecipano

giganti come il fondo pensione Tiaa-Cref o Ubs Agroinvest. La Banca Mondiale stima che nel 2050 ci saranno 9 miliardi di persone da alimentare, il che significa che la produzione agricola del pianeta dovrà aumentare almeno del 50%. Invece i terreni scarseggiano. Per la Fao, negli ultimi 50 anni, la terra arabile pro capite si e' ridotta del 45% e continuerà a diminuire fino al 2050.


Annata record in Costa d’Avorio Le performance ivoriane sono frutto di politiche mirate a modernizzare l’agricoltura

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redditi degli agricoltori di Costa d’Avorio, tra il 2010 e il 2013, sono aumentati del 7,5%. Quest’anno sono stati segnalati raccolti da record per il cacao e gli anacardi, per i quali il Paese africano è, rispettivamente, il primo e il secondo produttore mondiale. L’agricoltura rappresenta il 22% del Pil della Costa d'Avorio, oltre il 50% dei proventi delle esportazioni e due terzi dell'occu-

pazione e della fonte di reddito della popolazione, secondo la Banca Mondiale. Per le autorità ivoriane queste ottime performance sono l'impatto diretto della politica che mira a modernizzare l'agricoltura nazionale, rendendola più competitiva. Per il cacao, oltre al clima favorevole, la distribuzione di semi di varietà“Mercedes”, con un rendimento doppio o triplo, sta cominciando a

dare i suoi frutti. Un raddoppio della produttività è anche "molto facile" da raggiungere nel settore anacardi, dove la Costa d’Avorio spera di superare entro 5 anni l’India.


FOCUS MONDO

La lattuga hi-tech I colossi giapponesi dell’elettronica si convertono all’agricoltura asettica prodotta in laboratori “a prova di germe” di Jordan Nash

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li agricoltori hanno nuovi concorrenti: i colossi dell’elettronica. Incredibile ma vero, si moltiplicano le ‘firm’ che si convertono all’agricoltura. L’ex-stabilimento Toshiba è diventato una fattoria hi-tech dove si coltivano verdure ‘a prova di germe’ in ambiente sterile con tecnici in tuta bianca. E’ successo a sud di Tokyo, con la riconversione del vecchio impianto di Yokosuka, di quasi 2mila mq. La lattu-

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la. I lavoratori indossano camici e maschere per preservare l'ambiente sterile in cui si coltiva la lattuga. Invece di suolo, le piante maturano in acqua, che è a goccia, alimentata con fertilizzanti e sostanze nutritive. Questa lattuga così prodotta vanta meno di 100 mg di potassio per 100 g - ben quattro volte meno di quella standard – il che la rende appetibile per il crescente numero di anziani giapponesi con disturbi renali. Inoltre, il livello di azoto è di La coltivazione avviene circa 75 mg per 100 g, riducendo così in una vera e propria anche il sapore amaro, che talvolta potrebbe avere la lattuga convenzionale. “Clean Room Farm” Certo è un po’ più cara, perché una confezione costa 3 dollari contro 1 di condizionamento capace di mantene- quella convenzionale! Oltre Toshiba e re costante temperatura e umidità ai li- Fujitsu (che ha annunciato di voler rivelli desiderati. Il sistema remoto di convertire una fabbrica di dischetti, monitoraggio, poi, tiene sotto control- inutilizzata da venti anni, vicino Tokyo lo continuo la crescita delle singole in un’impresa produttrice di ortaggi) piantine, mentre i materiali per l’im- anche Panasonic Corp. inizierà a venballaggio passano attraverso un meto- dere serre controllate da programmi do di sterilizzazione. D’altronde se, informatici per far crescere spinaci e per i pc, il business è in crisi perché altri ortaggi, Sharp Corp, invece, dallo non darsi all’agricoltura? scorso anno sta sperimentando coltiIn Giappone Fujitsu ha già chiuso una vazioni di fragole in un sito coperto a delle tre linee di produzione di chip e Dubai, utilizzando le sue tecnologie di l’ha trasformata in un’azienda agrico- illuminazione e purificazione. ga, coltivata in ambiente asettico, ha il vantaggio di rimanere fresca a lungo sugli scaffali dei supermercati, con indubbio vantaggio anche per l'esportazione. Un’agricoltura, questa, fortemente improntata alla tecnologia. La coltivazione avviene in una vera e propria ‘Clean Room Farm’, dove la luce è artificiale e fluorescente (con lampade Toshiba off course), un sistema di


PORTIAMO NEL FUTURO LA FORZA DEL PASSATO

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Passione, esperienza, innovazione e tradizione: le solide qualità degli agricoltori italiani sono le stesse di Siapa, partner privilegiato dei Consorzi Agrari dal 1948 e sostegno essenziale per affrontare le nuove side del mercato globale. Oggi Siapa, dopo oltre 65 anni, continua ad essere un prezioso punto di riferimento per i Consorzi Agrari, con un supporto tecnico all’avanguardia, grazie all’ampiezza e alla speciicità del catalogo prodotti, per colture sempre più protette e produttive.

Alle radici del futuro


FOCUS MONDO

In campo Ladybird la “coccinella” ad energia pulita

Un nuovo robot australiano a basso impatto ambientale coadiuva e vigila sulle attività colturali di Jordan Nash

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iuscire a coniugare l’attività agricola moderna ed economicamente valida con la tutela dell’ecosistema è l’obiettivo di Confagricoltura. Gli agricoltori gestiscono quasi metà del territorio con le loro coltivazioni e quasi i tre quarti se si sommano le foreste, Sostenibilità, però, è anche lo studio di soluzioni innovative per semplificare il lavoro dell’uomo e rendere la vita sempre più “green”.Tra le novità ci sono le macchine alimentate ad energia pulita per rendere le coltivazioni sempre più eco-friendly. Dall’Australia arri-

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va una rivoluzionaria “coccinella” che con le sue bizzarre forma e colore si muove agilmente su prati e campi ed è uno dei robot più complessi mai inventati, soprattutto perché lavora con un bassissimo impatto ambientale, dal momento che l'energia necessaria a svolgere le mansioni la prende dal sole. Salah Sukkarieh, esperto di robotica dell'Università di Sidney è stato premiato dai membri per eccellenza dell'Associazione Orticola Australiana (Ausveg) come "Ricercatore dell'Anno" per aver messo a punto questo robot agricolo. Ladybird (coccinella) non è un automa qualsiasi: è fotovoltaico e con la sua ‘intelligenza’, seppur artificiale, è perfettamente in grado di controllare, in piena autonomia, le colture. Il prototipo, costato circa un milione di dollari australiani, è stato provato, con successo, presso l'azienda agricola di Ed Fagan, produttore di cipolle, barbabietole e spinaci, a Cowra, in Australia. "Ladybird – ha sottolineato l’inventore – è specialmente adatta all'agricoltura estensiva su grandi superfici ed è alimentata ad energia solare. Il dispositivo possiede una serie di sensori capaci di identificare il grado di sviluppo degli ortaggi e le specie infestanti, che siano vegetali o animali". Si potranno così controllare mosche bianche, acari, afidi a tutto van-

taggio della produttività. L’esperto di robotica è un profondo sostenitore dell'automazione dei processi nell'azienda agricola:“E’ un processo ineluttabile – ha sottolineato - ed è fondamentale per l'agricoltura futura, perché contribuisce al miglioramento della resa di ogni operazione. Ad occuparsi dei vari lavori ci saranno apparecchiature progettate appositamente per permettere di condurre molte delle operazioni agricole che oggi si effettuano manualmente”. Ladybird è in continuo perfezionamento evolutivo. E’ prevista la dota-


zione di un braccio meccanico prensile, situato sotto il veicolo, che mostra del potenziale per il rilevamento o campionatura in vista di una raccolta automatizzata. Potrà, inoltre, anche rimuovere le infestanti.A parere del docente a capo della ricerca, questa coccinella-robot percorrerà il prossimo step nel campo dei macchinari agricoli ad energia solare, perché riuscirà perfino a controllare qualità e stato di salute dei terreni. La coccinella fotovoltaica è stata progettata e costruita specificatamente per gli ortaggi ed è in grado di con-

I sensori del dispositivo identificano il grado di sviluppo degli ortaggi durre autonomamente operazioni di sorveglianza, mappatura, classificazione e localizzazione per tutta una serie di ortaggi diversi. Il robot ha dimostrato – in campo- di essere in grado di percorrere autonomamente in lungo e in largo le file e di passare anche da una fila a quella successiva; il tutto raccogliendo dati.“Tra i sensori ci sono la-

ser, videocamere e fotocamere iperspettrali - ha spiegato il professore – perché parte del nostro programma di ricerca è dedicato all'individuazione di nuovi modi per fornire informazioni di valore agli agricoltori riguardo lo stato delle loro colture." Il robot ad energia solare è stato caricato prima di essere attivato nell’azienda di Cowra e si è mantenuto completamente operativo per tre giorni consecutivi. Questa è la riprova, secondo gli esperti, che l'automazione in agricoltura può contribuire ad aumentare l'efficienza e la resa. OTTOBRE 2014| MONDO AGRICOLO |47


SPECIALE EIMA

La kermesse registra dati record per numero di espositori, spazi occupati, delegazioni estere e incontri d’affari. Goldoni, presidente FederUnacoma: « Siamo attenti all’ambiente ed alla sostenibilità»

di Claudio Pietraforte

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old out”: Eima International registra il tutto esaurito per quanto riguarda la superficie espositiva per la 41° edizione della rassegna mondiale della meccanizzazione agricola, organizzata dalla Federazione italiana dei costruttori FederUnacoma, che va “in scena” a Bologna dal 12 al 16 novembre 2014.A dispetto della crisi e delle vendite in calo dell’agromeccanica, sono 1.755 le industrie espositrici già inserite ed oltre 70, al momento in cui scriviamo, ancora in lista d’attesa. Sono 150 mila i metri quadrati netti già impegnati, dei quali 130 mila all’interno dei padiglioni coperti e climatizzati e 20 mila dedicati alle prove dinamiche in esterni. I numeri dicono che è una rassegna da guinness dei primati, in cui si superano i record già registrati nella precedente edizioni. Infatti, rispetto all’edizione 2012, aumenta del 10% la superficie espositiva coperta e del 7% quella complessiva.Tra i settori merceologici rappresentati si distin-

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Rassegna da guinness guono per incremento dimensionale quelli delle trattrici, della macchine per la lavorazione del terreno, della componentistica e del gardening; a quest’ultimo settore si aggiunge il comparto del florovivaismo che rappresenta una novità nell’ambito di Eima International. Cresce anche la caratura internazionale: ad oggi sono 570 le aziende espositrici estere presenti, provenienti da 44 Paesi, un numero destinato ad incrementarsi con

Appuntamento con i lettori al padiglione 3 6 , stand C2 di Mondo Agricolo e Opsai l’ingresso di quelle in lista d’attesa, ma comunque già superiore al dato record della scorsa edizione (558 espositori da 41 Paesi); mentre è in via di definizione il programma degli incontri “business to business” fra le indu-


Stati Uniti,Argentina, Brasile, Marocco, Iran, Indonesia. Per quanto riguarda gli sforzi dei costruttori e le novità agromeccaniche in fiera, vanno segnalati – come ha posto in evidenza il presidente di FederUnacoma Massimo Goldoni - «gli sforzi diretti a conciliare le esigenze produttive con la salvaguardia dell’ambiente; un obiettivo sul quale le industrie del settore stanno investendo ingenti risorse da almeno venti anni a questa parte. Dalle tecnologie per i trattamenti ecocompatibili ai sistemi per la lavorazione minima del terreno, dai motori a basso impatto ambientale agli impianti per l’ottimizzazione delle risorse idriche, fino alle applicazioni informatiche e satellitari per la mappatura del territorio e la gestione scientifica delle lavorazioni, non c’è ambito in cui l’industria della meccanica agricola non abbia progettato e sviluppato innovazioni importanti».

Massimo Goldoni

strie presenti e le numerose delegazioni estere ufficiali che giungeranno a Bologna dalle Americhe, dai Paesi Brics, da Paesi dell’Africa, del Medio e dell’Estremo Oriente, dall’Europa Orientale. Al di là delle delegazioni ufficiali, Eima International si distingue per la presenza di operatori economici stranieri che, nella scorsa edizione, hanno superato il numero di 32 mila, provenienti da 122 Paesi, sul totale di 196 mila. L’aspettativa degli organizza-

tori è di aggiungere un altro primato: quello di superare il numero complessivo di 200 mila persone, incrementando ulteriormente le presenze estere, grazie anche ad una campagna informativa che, quest’anno, ha puntato su Paesi ritenuti strategici e particolarmente promettenti per il mercato della meccanizzazione agricola. Il calendario delle conferenze di presentazione ha visto, fra l’altro, incontri in Spagna, OTTOBRE 2014| MONDO AGRICOLO |49


SPECIALE EIMA

Mietitura all’avanguardia

New Holland CR1 0 .9 0

Nonostante la crisi, le case costruttrici leader a livello mondiale stanno moltiplicando gli sforzi. Le novità dei principali marchi

di Claudio Pietraforte

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a tendenza purtroppo è di quelle che riuscire ad invertire appare sempre più complicato. Così anche Eima International 2014 è destinata a coincidere con un frangente di certo non positivo per il mercato nazionale delle macchine agricole, sebbene a compensare la crisi sul fronte interno ci sia ancora la crescita dell’export che continua a gratificare l’industria italiana della meccanizzazione per l’agricoltura. Fatto sta che i dati forniti da FederUnacoma per i primi nove mesi di quest’anno parlano di immatricolazioni ancora in calo nel nostro Paese, con flessioni che riguardano tutte le tipologie di macchine, comprese le mietitrebbie che fanno registrare un pesante passivo (-25,6%) rispetto allo stesso periodo del 2013. Un trend che, dopo le brillanti perfor-

mances degli anni passati, sta ora interessando anche i Grandi Paesi del Nordeuropa, a cominciare dalla Germania dove – in base ai dati diffusi dalla Vdma, l’associazione dei costruttori tedeschi di macchine agricole – alla fine dello scorso agosto risultavano vendute complessivamente 1865 mietitrebbie, in contrazione del 9% in con-

Sul mercato macchine di grande potenza addirittura da 6 5 2 cavalli fronto alla stagione precedente. Nonostante la difficile congiuntura, comunque, le case costruttrici leader a livello mondiale stanno moltiplicando gli sforzi per offrire agli utilizzatori finali macchine da raccolta polivalenti, dotate delle migliori tecnologie ca-


paci di garantire un altissimo standard di prestazioni e di comfort coniugato ad un sempre maggiore risparmio in termini di tempi e di costi di gestione. Emblematiche in tal senso le mietitrebbie di ultima generazione firmate New Holland e sfoggiate all’Eima International di quest’anno. In mostra sotto i riflettori della rassegna bolognese, dunque, l’ammiraglia della rinnovata gamma CR, la CR10.90 – la mietitrebbia più potente oggi sul mercato grazie ai suoi 652 cavalli di potenza – in grado di assicurare una produttività superiore anche del 15% rispetto a quella dei più avanzati modelli precedenti. Non a caso la gagliarda top di gamma delle mietitrebbie del marchio giallo-blu è recentemente entrata nel guinness dei primati riuscendo a raccogliere in otto ore (in un campo nella contea del Lincolnshire, nel Regno Unito) più di 797 tonnellate di grano, con un consumo di soli 1,12 litri di carburante per tonnellata raccolta. Determinanti per simili risultati, innanzitutto, il vigoroso motore Fpt Cursor 16 – un sei cilindri in linea da 15,9 litri (Diesel of the Year 2014), provvisto di sistema Common Rail e

del monitor touch screen a colori ultralargo IntelliView IV da 26,4 centimetri. Novità sostanziose anche per le mietitrebbie di gamma media di casa New Holland con le rinnovate CX5000 e CX6000 Elevation – quattro conforme agli standard Stage IV/Tier modelli base, due a 5 e due a 6 scuoti4 Final – e la incrementata capienza paglia – oggi incrementate nelle predei serbatoi della granella (14.500 li- stazioni e nella flessibilità di impiego. tri) abbinata ad una velocità di scarico Produttività, multifunzionalità, costi di pari a 142 litri al secondo. In grande ri- esercizio contenuti. Questi i criteri salto, poi, gli importanti contenuti tec- guida della progettazione della nuova nici di serie sulla CR10.90, dotata di gamma di mietitrebbie C7000 di tecnologia Twin Rotor: in primo luogo Deutz-Fahr, novità di spicco presental’ottimizzato Dynamic Feed Roll (Dfr), ta dalla casa costruttrice all’edizione l’efficiente sistema meccanico di ali- 2014 di Eima International. Una nuova mentazione dei rotori che svolge in sigla per nuovi modelli da piano – contemporanea anche una funzione C7205 e C7205 TS a 5 scuotipaglia e di protezione dai sassi, deviandoli sen- C7206 e C7206 TS a 6 scuotipaglia – za soste, in movimento. E poi le pluri- affiancati dalle versioni C7205 e premiate tecnologie Opti-Fan (che C7206 TSB per la collina, munite di sineutralizza gli effetti dei terreni in sa- stema Balance per la compensazione lita e in discesa sul cassone crivellan- automatica delle pendenze di tutta la te) e Opti-Clean, grazie alla quale è macchina (fino a 20% lateralmente e possibile migliorare le prestazioni di 6% in direzione di marcia).Ad azionarpulizia del prodotto. Al top della co- li sono motori Deutz TCD L6 emissiomodità e dell’ergonomia, infine, la nuova cabina Harvest Suite Ultra da 3,7 metri cubi, con superficie vetrata Deutz Fahr maggiorata (6,3 metri quadri), dotata serie C7000

Si punta sull’innovazione per ottimizzare capacità, prestazioni ed efficienza

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SPECIALE EIMA

nati Tier 4 interim, con potenza erogata di 230 cavalli (per la C7205), di 265 cavalli (C7205 TS e TSB) e di 307 cavalli (per la C7206) e con bassi consumi garantiti dalla tecnologia Scr con AdBlue e da una avanzata tecnica costruttiva della mietitrebbia caratterizzata dalla presa di potenza su entrambi i lati del motore. Nuova fin dalla carrozzeria curata da Giugiaro Design, la serie C7000 vanta numerose soluzioni tecniche innovative, in primis il rinnovato sistema trebbiante Maxi-Crop, con esclusivo controbattitore a sezioni variabili, in grado di ottimizzare, assieme ai lunghi scuotipaglia, le prestazioni in termini di capacità di separazione. Perfettamente in sintonia con lo stile delle ultime mietitrebbie realizzate da Deutz-Fahr, poi, la nuova cabina Commander Cab V, ad alta visibilità e particolarmente confortevole, con dotazioni studiate ex novo per offrire la massima ergonomia e una guida sicura in campo e su strada. Sempre all’avanguardia nelle tecnologie di raccolta e particolarmente attenta alle peculiarità del mercato europeo, Case IH porta alla ribalta della manifestazione bolognese la sua nuo-

Fendt serie X

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va serie 240 di mietitrebbie Axial Flow: tre modelli, 7240, 8240 e il top di gamma 9240, che segnano nuovi traguardi in termini di prestazioni, rendimento e affidabilità. Requisito chiave il possente motore Cursor Fpt Industrial nelle versioni Cursor 11 (per la 7240), Cursor 13 (per la 8240) e, per l’ammiraglia 9240, il super-efficiente Cursor 16 con una potenza che arriva ai 634 cavalli. E, per adattare la potenza del motore alle condizioni di raccolta del Vecchio Continente, la casa di St.Valentin ha specificatamente migliorato il rotore e il design dell’alimentatore delle sue nuove mietitrebbie della serie 240, dotate dell’ultima generazione di testate Case IH VariCut, disponibili con una larghezza massima di 12,5 metri e in un ampio assortimento che include testate con lama a posizione variabile, con lama flessibile Terra-flex, testate rigide per cereali e leguminose, oltre che da rac-

Le nuove mietitrebbie garantiscono alti standard di prestazioni e comfort

Laverda M410

colta per colture specializzate e per mais. Nella rivisitata cabina, inoltre, tutte le funzioni operative fondamentali sono gestibili con una sola mano tramite il Multifunction Propulsion Control Lever e i comandi sono ergonomicamente e logicamente raggruppati sulla consolle destra. Pronte per l’Europa anche le tre nuove mietitrebbie Axial Flow 140 del marchio rosso, forti di un motore ancora più potente (da 449 cavalli di potenza massima nel modello di punta, il 7140) e di un rotore ulteriormente sviluppato, dedicate alle esigenze delle aziende di medie dimensioni. Già note alla clientela internazionale, debuttano sul mercato italiano ad Eima 2014 le mietitrebbie ibride della serie X di Fendt (9490 X/AL, da 496 cavalli di potenza), tutte provviste di propulsori Euro IV/Tier 4 Final. Dalla prossima stagione, infatti, Agco commercia-


lizzerà le mietitrebbie della casa di Marktoberdorf anche nel nostro Paese, ponendo fine all’esclusiva territoriale fino ad oggi riconosciuta al marchio Laverda. Lo sguardo è puntato alle grandi aziende agricole e soprattutto a quelle imprese agromeccaniche che già scelgono i trattori Fendt grazie alla solida immagine che associa il marchio premium della corporation americana a macchine ai vertici della qualità e della avanzata tecnologia, di comprovata affidabilità. Anteprima bolognese, infine, per le mietitrebbie delle serie M 300 e M 400 di Laverda, reduci dal profondo restyling che le ha rinnovate sia nel design, elegante e pratico al tempo stesso, sia nella sostanza, grazie a nuove caratteristiche che elevano le prestazioni di raccolta assieme al livello di comfort e di controllo per l’operatore, a partire dall’adozione dei più recenti e potenti motori Agco Power

Gli acquirenti richiedono produttività, multifunzionalità, costi di esercizio contenuti

a sei cilindri, Common Rail ad alta pressione, emissionati Tier 4 Final con tecnologia Scr e Scr combinata al ricircolo interno dei gas di scarico. Da rimarcare inoltre, per la serie M 300 a 5 o 6 scuotipaglia, l’opzione di piattaforme di taglio Power Flow fino a 6,8 metri di larghezza e del sistema Laverda battitore/controbattitore con Multi Crop Separator per una efficace e delicata trebbiatura e separazione, ma anche la nuova cabina Proline, insonorizzata e con ampia superficie vetrata, che offre standard tecnologici ed ergonomici tipici di macchine di capacità superiore. Le mietitrebbie M 400 invece annoverano, oltre all’assale anteriore Level Concept (per un livellamento automatico laterale del 20%), il nuovo optional costituito dal sistema di sterzo automatico AutoGuide xls, in grado di garantire una precisione fino a 5 centimetri per un taglio completo a ogni giro del campo.Tutti i modelli a 6 scuotipaglia, poi, sono ora dotati di serie di un nuovo trinciapaglia a sei file, progettato per assicurare elevate performances di trinciatura e spargimento della paglia in ope razioni di aratura ridotta.

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SPECIALE EIMA

Il trattore giapponese alla conquista dell’Europa

Convention a Parigi dei distributori europei del marchio Kubota. I nuovi trattori strizzano l’occhio agli agricoltori del Vecchio Continente

di Barbara Mengozzi

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opo aver reso particolarmente dura la vita ai marchi ai vertici dell’industria motociclistica ed automobilistica, i giapponesi sono pronti a dare del filo da torcere anche ai costruttori di macchine agricole, trattori in primis. A lanciare la sfida è Kubota Corporation, oggi al primo posto in Giappone e numero tre mondiale in questo settore. Originariamente produttrice di trattrici, raccoglitrici ed attrezzature specifiche per la coltura del riso, la casa nip-

ponica, che ha ad Osaka il suo quartier generale ed ha realizzato lo scorso anno un fatturato di 14,6 miliardi di dollari, ha deciso di allargare gli orizzonti inserendo sempre più nel proprio business le macchine destinate alle colture di pieno campo e concentrando l’attenzione sui mercati del Vecchio Continente. Una strategia messa in atto per gradi, a cominciare dalla acquisizione nel maggio 2012 della norvegese Kverneland, azienda di primaria importanza nei segmenti della lavorazione del terreno, semina e fienagione, seguita dal-


ed un filtro diesel antiparticolato (Dpf). Le potenze dei 3 modelli sono di 130, 150 e 170 cavalli, con ulteriori cavalli supplementari forniti dal powerboost. Due opzioni per il cambio (powerche fa registrare su scala mondiale il shift a 4 rapporti in avanti e 4 in retropiù alto valore economico, superiore marcia su sei gamme di velocità, con ai 5 miliardi di euro complessivi, di cui superriduttore opzionale, e trasmissiopoco meno di 3 vengono realizzati in ne a variazione continua) e per l’imEuropa. pianto idraulico (a centro aperto, con «Il nostro obiettivo iniziale – ha di- pompa da 80 litri al minuto e a centro chiarato Masatoshi Kimata, presiden- chiuso load sensing, con pompa da te e amministratore delegato di Kubo- 110 litri). ta Corporation, nel corso della con- Alla convention di Parigi sono stati vention che a Parigi lo scorso 26 set- presentati anche i nuovi modelli 100 e tembre ha riunito per la prima volta 128 della serie GX e la nuova gamma tutti i distributori europei del marchio di attrezzature agricole Kverneland in nipponico – è di produrre 3.000 trat- livrea arancione che, lanciate a partire tori di questa nuova serie nel 2017, dal 2015 in Francia e Germania e succon un target inizialmente circoscrit- cessivamente negli altri Paesi euroto all’Europa occidentale, il Nord Ame- pei, permetteranno a Kubota di pro rica, l’Australia e il Giappone, per poi porsi come full-liner. allargare le vendite all’Europa dell’Est». E in effetti i nuovi trattori Kubota, strizzano l’occhio alla clientela europea mettendo insieme produttività, versatilità, comfort e facilità d’uso, con l’aggiunta determinante di un buon rapporto qualità/prezzo e di un piacevole design. I nuovi M7, che il pubblico italiano avrà modo di ammirare all’Eima International, sono mossi da un motore Kubota V6108, un 4 cilindri turbo intercooler da 6.124 centimetri cubi di cilindrata, La nostra Assistenza biologica, emissionato Stage garanzia per un’ottima resa del IV/Tier 4 Final grazie vostro impianto. all’abbinamento della tecnologia Scr (riduzione catalitica seEnviTec Biogas Service Italy s.r.l. lettiva) con un sisteTel. 045 8969813 – info@envitec-biogas.it ma di ricircolo dei www.envitec-biogas.it gas di scarico (Egr)

I trattori Kubota hanno un buon rapporto qualità/prezzo

la realizzazione a Bierne, nella regione francese del Nord-Pas de Calais, dello stabilimento Kubota Farm Machinery che sarà operativo alla fine di quest’anno. Il sito produttivo è esteso su 115mila metri quadrati e 37mila sono occupati dallo stabilimento che entro il 2017 dovrebbe impiegare 140 addetti. Da qui uscirà, a partire dall’aprile 2015, la nuovissima serie di trattori M7 (la denominazione sembra però ancora provvisoria e destinata a subire delle modifiche): tre modelli che vanno a collocarsi nella fascia di potenza tra i 120 e i 180 cavalli, quella

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SPECIALE EIMA

Telescopico modulare La due giorni di Merlo a Cuneo ha offerto alla stampa specializzata l’opportunità di vedere al lavoro l’ultima generazione di Turbofarmer versatili e componibili di Barbara Mengozzi

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a due giorni organizzata da Merlo a Cuneo lo scorso ottobre non solo ha offerto alla stampa specializzata l’opportunità di vedere al lavoro l’ultima generazione di telescopici Turbofarmer, ma ha consentito anche di entrare nel vivo dell’approccio modulare che il gruppo piemontese ha deciso di adottare due anni fa rivoluzionando di fatto il modo di progettare, produrre ed anche vendere i propri mezzi. Il telescopico, infatti, viene scomposto in singoli blocchi assimilabili a dei mattoncini che, una volta assemblati, permettono di ottenere una macchina completa. La tecnologia modulare, oltre a garantire un incremento della qualità del prodotto (i moduli, realizzati in linee produttive parallele, arrivano nella linea di montaggio finale già montati e collaudati al 100%) e del numero di versioni disponibili (i moduli possono essere combinati tra loro in modo differente), migliora gli aspetti logistici, i tempi di industrializzazione e l’efficienza del servizio ricambi sia in azienda sia presso i dealer. Per fare un esempio pratico, se nel Turbofarmer di prima generazione c’erano quasi 40 moduli “comandi” differenti, oggi ce n’è uno solo “modulare” che, all’oc-

correnza, può essere programmato digitalmente in base alla specifica configurazione fatta direttamente dal cliente. Passando ai principali contenuti tecnici della nuova gamma Turbofarmer, si tratta di tre modelli (TF 38.7, TF 38.10 e TF 42.7) e 20 versioni differenti, con bracci da 7 a 10 metri e portate da 3,8 a 4,2 tonnellate. Le motorizzazioni disponibili sono due, da 122 e da 156 cavalli, entrambe Deutz


ed emissionate Tier 4 interim, la prima dotata di Egr e Doc, la seconda con Doc e filtro Dpf. La trasmissione è idrostatica, com’è nella tradizione Merlo, a due velocità con Epd (Eco Power Drive) di serie, che svincola il regime motore dal pedale dell’acceleratore con una riduzione dei consumi del 18%, e, in opzione, Epd Plus, con funzione Speed Control per mantenere costante la velocità di avanzamento, e Epd Top che permette di ge-

I moduli possono essere combinati tra loro in modo differente stire il regime motore direttamente con il joystick. Con il cambio MCVTronic, presente su versioni specifiche della gamma e composto da due motori idrostatici che, in funzione della velocità di tra-

sferimento e della coppia richiesta, lavorano congiuntamente o separati, si ottengono accelerazioni fluide da 0 a 40 chilometri orari senza cambio marcia. I Turbofarmer II sono dotati inoltre di sistema Fan Drive che consente di cambiare il senso di rotazione della ventola, da aspirante in soffiante, per la pulizia dei radiatori. Nella nuova cabina, la più larga della categoria con i suoi 1.010 millimetri, sono stati ottimizzati il comfort acuOTTOBRE 2014| MONDO AGRICOLO |57


SPECIALE EIMA

stico e quello termico. In evidenza anche il nuovo display in stile automotive. Alla versione standard su silentblock si affianca quella sospesa (CS) idropneumatica attivabile dall’operatore. Diverse soluzioni tecnologiche sono disponibili per i circuiti idraulici: dalla più semplice (pompa a ingranaggi con distributore a centro aperto) applicata ai modelli entry-level, alle soluzioni più evolute (pompa a cilindrata variabile, distributore Load Sensing a centro chiuso e controllo Flow-sharing) applicate ai modelli con cabina sospesa. Sul fronte della sicurezza, oltre alla cabina conforme alla norma Fops di livello 2 e alla normativa Rops, è di serie su tutta la gamma il sistema Cdc che verifica costantemente la stabilità longitudinale della macchina prevenendo il ribaltamento. Merlo, che produce internamente i

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Nella nuova cabina sono ottimizzati il comfort acustico e quello termico bracci dei propri sollevatori telescopici, ha sviluppato tecnologie uniche che, grazie alla modularità, vengono ora condivise su più modelli. Tra queste il sistema brevettato TT (Tilting e Traslazione) per la correzione dell’inclinazione, in modo da compensare le pendenze del terreno, e lo spostamento laterale del braccio telescopico che può raggiungere i 530 millimetri. Di serie inoltre il dispositivo Tac-Lock per l’aggancio e lo sgancio rapido delle attrezzature, che sono più di 30, anch’esse progettate e prodotte internamente all’azienda. Anche tutta la parte elettrica/elettronica è stata rivista con l’obiettivo di in-

trodurre sui nuovi modelli uno schema elettrico di tipo can-bus che permette di semplificare notevolmente il layout e il montaggio della componentistica uniformando le soluzioni, con un ulteriore grande vantaggio nelle operazioni di manutenzione e diagnosi del mezzo. Per finire, sfruttando le potenzialità del nuovo sistema elettronico, si è cercato anche di implementare al 100% sulle nuove macchine modulari il dispositivo Merlo Mobility che permette di visualizzare in remoto le informazioni relative al telescopico su browser o tramite App da smartphone. Per ora viene fornito il posizionamento del mezzo e l’antifurto ma da fine anno saranno introdotte anche le funzioni di diagnostica in remoto, gestione della manutenzione e analisi delle condizioni in cui ha operato il mezzo.


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S P E C I A L E EIM A

La prima pietra di “Deutz-Fahr “ Deutz-Fahr Land” La cerimonia inaugurale a Lauingen

Avviata ufficialmente in Germania la costruzione della nuova area industriale. Un investimento di 75 milioni di euro

termini di impianti di verniciatura e collaudi idraulici, elettrici e elettronici. Il sito produttivo di Lauingen porterà così la propria capacità produttiva a 8.000 trattori/anno su un turno. A fine lavori, previsti entro il 2016, il sito produttivo di Lauingen occuperà un’area totale pari a 340.000 mq con una superficie coperta pari a 138.000 mq.

Bussolati: «L’ampliamento aziendale tappa decisiva per la crescita del marchio»

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Lauingen, in Baviera, avviata ufficialmente la costruzione della nuova area industriale completamente dedicata al mondo DeutzFahr, annunciata durante l’ultima fiera di Agritechnica. Per consentire la realizzazione di “Deutz-Fahr Land” è stata acquisita un’area complessiva di 125.000 mq adiacente all’attuale struttura. Su tale area nascerà il nuovo stabilimento produttivo con layout a “L” per una superficie coperta di 40.000 mq, orientato ai maggiori standard tecnologici in

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L’investimento complessivo, che ammonta a 75 milioni di euro, prevede la realizzazione di soluzioni specifiche per le attività test e training, nonché di un’area accoglienza e museo per offrire un’esperienza 100% Deutz-Fahr ai clienti e alla rete distributiva. Alla ceri-

monia erano presenti Lodovico Bussolati, amministratore delegato di Same Deutz-Fahr, Rainer Morgenstern, amministratore delegato Same Deutz-Fahr Germania e direttore commerciale Europa, le autorità di Lauingen e del distretto di Dillingen, Aldo e Francesco Carozza, vicepresidenti Same DeutzFahr, che hanno simbolicamente dato il via ai lavori a bordo di due trattori Serie 6 equipaggiati con pala anteriore.“L’avvio dei lavori di costruzione della nuova area industriale – afferma Lodovico Bussolati – rappresenta una tappa decisiva per la crescita del marchio e accompagna il completamento in corso della gamma prodotto nell’ambito dell’alta potenza grazie alle nuove serie di trattori fino a 440 cavalli. Anche per questi due importanti fattori, i prossimi due anni saranno fondamentali nella storia di questo marchio”. (C. P.)


SPECIALE EIMA

Precision farming in rete Workshop a Todi di Confagri Umbria sul progetto di agricoltura di precisione sostenuto dalla rete d’impresa“Innovazione” che unisce aziende agricole ed industrie agromeccaniche

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l satellite fornisce un contributo sempre più determinante alle pratiche agricole. Se ne è discusso in un workshop abbinato ad attività dimostrative, promosso a Todi, presso l’Istituto agrario, da Confagricoltura e Anga dell’Umbria. L’incontro è stato finalizzato ad illustrare i primi risultati del progetto “Rtk” sull’agricoltura di precisione, finanziato a valere sulla misura 124 del PSR e portato avanti da un partenariato che unisce aziende agricole e produttori di tecnologia promosso dal Cratia, ente di emanazione Confagricoltura Umbria. Queste le

imprese in rete coinvolte nel progetto “Rtk”: Luca Blasi, Arnaldo Caprai, Società agricola Mastri birrai umbri, Sodalizio San Martino, Giovagnoli Alviero, Fondazione per l'istruzione agraria e Cratia. I partner scientifici e tecnologici sono 3A-PTA Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria, Bibus Italia (che si occupa di equipaggiamenti tecnologici e applicazioni automotive legate ai sistemi di sicurezza), Geotop/Topcon (specializzata in topografia, Gps e fotogrammetria) ed il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Perugia. Ci si è avvalsi dell’impiego della rete regiona-


le di 12 stazioni permanenti Gps/Gnss per un controllo dinamico delle attività agronomiche, con la segnalazione in tempo reale di eventuali criticità. «A spingere gli agricoltori umbri verso l’agricoltura di precisione – ha evidenziato nell’incontro a Todi il segretario generale di Confagricoltura Alfredo Umbria Alfredo MonacelMonacelli li - sono i benefici di ordine economico, ma anche di sostenibilità, di ridotto impatto ambientale, minori consumi di carburante, maggiore sicurezza e meno stress per gli operatori, legati all’ottimale impiego dei mezzi di produzione». Il concetto di base è quello di conoscere nel dettaglio le aree coltivate e le loro reali esigenze in modo da essere in grado di distribuire le quantità ottimali dei vari mezzi di produzione

Agricoltura di precisione: risparmi e riduzione dell’ impatto ambientale (sementi, acqua, fertilizzanti, diserbanti, fitofarmaci, ecc.). Grazie al satellite ed al Gps si può georeferenziare (cioè collegare ad un preciso punto del

campo) i dati produttivi acquisiti. In tale ottica, in Umbria, si è proceduto a realizzare un accurato studio cartografico. Quindi si sono integrati i dati provenienti da rilievi satellitari GNSS con quelli eseguiti con il supporto della rete GPS-UMBRIA (della Regione Umbria e Università degli Studi di Perugia) e di altre reti (ad es. AGnet di Topcon), ottenendo così mappe multilivello; sulla base di esse si sono create dettagliate schede colturali, specifiche per ogni azienda. A Todi, in occasione dell’incontro convegnistico, le cui conclusioni sono state affidate all’assessore alle Politiche agricole e agroalimentari della Regione Umbria Fernanda Cecchini, sono state proposte dimostrazioni delle tecnologie applicate o applicabili al settore agricolo. (M. M.)

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A T T U A L I TÀ S E T T O R E L A T T I E R O C A S E A R I O

Boom dello yogurt a Pechino

Da una ricerca internazionale emerge la crescita vertiginosa dei consumi mondiali di yogurt soprattutto in Cina, Brasile e Turchia

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resce il consumo mondiale dello yogurt, un settore vitale che vale 62 miliardi di euro ma che si ipotizza diventeranno 75 nel giro di un quinquennio. Lo yogurt è uno dei prodotti più graditi e consumati perché viene percepito come naturale, sano, veloce alternativo al pasto o gustosa merenda; in linea con gli stili di vita attuali per coloro che sono attenti alla linea, al benessere fisico, alla salute. È quanto emerge da un’indagine di mercato condotta dalla società internazionale di ricerche DSM. Dallo studio emerge che i mercati più promettenti sono quelli di Turchia, Brasile e soprattutto Cina, dove i consumi sono cresciuti in pochi anni del 60-67%. Un dato confermato anche da un Rapporto del Dipartimento dell’Agricoltura degli Usa da cui emerge, tra l’altro, che in Cina lo yogurt rappresenta il 18% dei consumi di prodotti lattiero-caseari “li-

quidi”. Nei mercati “maturi” i consumi sono stabili (ad esempio il 60% dei francesi intervistati dichiara di non aver mutato il quantitativo consumato); emergono poi due tendenze interessanti: il 60% dei giovani ventenni ha incrementato i consumi, mentre solo il 45% degli ultracinquantenni lo consuma; per gli esperti quello degli “over 50” è un segmento di mercato tutto da sviluppare con claim salutistici mirati. Nei consumi variano le preferenze tra Paese e Paese; i cinesi preferiscono i probiotici. Gli americani invece gradiscono lo yogurt “greco” (ma la gran parte degli stabilimenti produttivi sono negli Usa) che subisce tre filtrazioni per rimuovere una quantità maggiore di siero ed avere una minore percentuale di lattosio. La valutazione dello yogurt come alimento nutraceutico è una delle molle che spinge maggiormente a consumarlo. In particolare il 53% dei fruitori apprezza i benefici per la salute gastrointestinale, il 51% gradisce i benefici per le ossa. L’utilizzo per la salute gastrointestinale è il motivo principale dei consumi in Cina (76% degli utilizzatori); il collegamento yogurt-osteoporosi è particolarmente importante per consumatori di Turchia (70%) e Francia (59%). Lo yogurt è nutriente, dà una sensazione di sazietà per la gran parte dei consumatori di Brasile (ben l’80%), Usa e Turchia (entrambi a quota 76%). Sono il 63% i consumatori di Turchia e Polonia che in tre anni hanno consumato più yogurt perché fonte di proteine, seguiti a ruota da quelli di Cina (61%) e Brasile (60%). Sotto la lente d’osservazione la Cina dove, nonostante il miglioramento dello stato nutrizionale della popolazione, la carenza di micronutrienti è ancora un problema di salute pubblica. Importante il dato che viene a galla che l’82% dei consumatori cinesi dichiara di “essere più consapevole della propria salute”; il 50% trova “che gli yogurt siano stati affinati”. Emerge pure che più della metà dei consumatori del Paese del dragone rosso è disposto “a pagare un extra per lo yogurt arricchito da vitamine e minerali”. (M. M.) OTTOBRE 2014| MONDO AGRICOLO |65


A T T U A L I TÀ S E T T O R E L A T T I E R O C A S E A R I O

Nuovi business in Croazia

CremonaFiere e Ice Zagabria, hanno organizzato un incontro su opportunità e sinergie che si prospettano

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lle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona gli operatori croati hanno presentato agli allevatori italiani le nuove opportunità che si prospettano. Oggi in Croazia sono attive 2.900 aziende agricole con un patrimonio bovino di 413 mila capi e suino di 1,1 milioni di capi. L’Italia rappresenta già il principale partner dal punto di vista dell’interscambio commerciale in ambito agricolo: le importazioni e

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le forniture dall’Italia in questo settore costituiscono – come emerge dai dati di Ice Zagabria - il 20% del totale e superano i 224 milioni di euro. Se si considera, inoltre, che, per il periodo 2014-2015, l’Unione europea ha stanziato 700 milioni di euro per lo sviluppo dell’agricoltura croata, è facile intuire come la Croazia possa rappresentare un’interessante strada per lo sviluppo di nuo-

n

vi business. Per questo CremonaFiere, in collaborazione con ICE Zagabria, ha organizzato una presentazione specifica.A illustrare il settore, le prospettive e le nuove opportunità, sono stati invitati Stjepan Kušec, presidente di SUS (Federazione delle Associazioni croate degli allevatori di suini); Goran Jančo, vicepresidente di SUS e presidente dell’Associazione di allevatori di suini della regione Osječko-Baranjska; Josip Crnčić, funzionario dell’Agenzia croata per l’Agricoltura e segretario della Federazione di allevatori croati di bovini di razza Simmental. SUS attualmente unisce 12 associazioni regionali di allevatori ubicate su tutto il territorio nazionale i cui membri (allevatori) sono esperti nel campo della selezione, dell’allevamento e dell’ingrasso. L’obiettivo principale della Federazione dei produttori è quello di promuovere l’allevamento e l’ingrasso di suini in Croazia e risolvere i problemi del mercato suinicolo nel Paese; per cui hanno proposto al ministero agricolo la redazione di una “Strategia della produzione suina nella Repubblica di Croazia”. (M. M.)

CNR RIMEDI CONTRO LA MOZZARELLA BLU

Un’importante scoperta è stata effettuata da un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Scienze delle Produzioni alimentari (Ispa) del CNR di Bari, i quali hanno dimostrato che l’ anomala colorazione “blu” della mozzarella è imputabile alla presenza dell’indigoidina, un pigmento prodotto dai ceppi batterici di “Pseudomonas fluorescens”.Ora i ricercatori hanno messo a punto un metodo innovativo che permette di inibire la sintesi di questa molecola.Lo studio,condotto in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta, è stato pubblicato sulla rivista americana “Food Microbiology”.


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A T T U A L I TÀ F I T O P A T O L O G I A

La morte degli ulivi

La Xylella Fastidiosa sta compromettendo il pluricentenario patrimonio olivicolo del Salento. Già pregiudicati 25-30 mila ettari di Gaetano Menna

68| MONDO AGRICOLO|OTTOBRE 2014

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aesaggi spettrali, piante rinsecchite con rami che sembrano braccia allargate in cerca di aiuto. Gli olivi del Salento stanno morendo, colpa di una fitopatologia, la Xylella Fastidiosa, che sta compromettendo il pluricentenario patrimonio olivicolo di questa terra, ma non solo. «Non è più un' emergenza ma un problema cronico, un cataclisma che va affrontato con impegno e incisività, venendo prontamente incontro alle esigenze ed al ristoro economico dei produttori danneggiati. Sono d’accordo con l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari della Puglia Nardoni quando dice che, sull’emergenza Xylella, occorre fare squadra». Donato Rossi, pugliese, presidente della Federazione nazionale olivicola di Confagricoltura ci esprime tutta la sua «enorme preoccupazione». Sino al ritrovamento della Xylella Fastidiosa nel Salento, la diffusione del batterio era confinata principalmente

nel continente americano (Stati Uniti, Messico, Costa Rica, Brasile,Venezuela, Argentina, Perù) ed anche, se in modo più limitato, in Asia (Taiwan). Il batterio viene trasmesso da insetti vettori che si nutrono succhiando la linfa dei vasi xilematici delle piante infette; con la linfa dei vasi legnosi gli insetti risucchiano anche i batteri che si fissano e si moltiplicano nel tratto iniziale del loro sistema digerente per


essere re-iniettati nelle piante durante le successive alimentazioni. La malattia è stata acclarata nel Salento un anno fa, con il senno di poi, è presente in loco da almeno un paio d’anni. In così poco tempo i danni sono stati enormi e si calcola che siano stati già compromessi 25-30 mila ettari di oliveti salentini. Nome strano “Xylella Fastidiosa”:qui non parliamo di “fastidio” ma di una

Rossi: «Un cataclisma che danneggia il patrimonio arboreo ma non olive e olio» calamità naturale («un cataclisma», ha detto per l’appunto Rossi). Una condanna senza appello. Dichiara l’assessore regionale Fabrizio Nardoni: «Non è possibile indulgere

soltanto sugli aspetti per così dire “romantici” che, pur significativi, rischiano di rallentare le procedure di contrasto alla diffusione della Xylella fastidiosa. È per tutti doloroso abbattere un ulivo! Con esso si recide uno spicchio dell’eredità culturale e spirituale della nostra terra. Ma se un’azione così drastica serve a salvaguardare migliaia di ulivi secolari, un paesaggio integro da secoli, un tradizione rurale OTTOBRE 2014| MONDO AGRICOLO |69


A T T UA L I TÀ F I T O P A T O L O G I A

investimenti compiuti, i «Crediamo nella ricerca mutui contratti che non si riuscirà, stante questa sied aspettiamo l’individuazione tuazione, ad onorare. Stiadi varietà olivicole tolleranti» mo ipotecando il futuro della nostra olivicoltura». «La prevenzione è indispen- promesse le piante e la produttività sabile, senza ombra di dub- ma non le olive ed il relativo olio che bio, ma – osserva Rossi - è e resta sempre di altissima qualità. Il non è certo sufficiente ad problema è che questo patogeno porarginare un’epidemia così ta ad un completo e rapido disseccadiffusa, così cruenta come mento della pianta, quindi distrugge il quella che si è riscontrata e patrimonio arboreo». radicata nel Salento. Credia- Guardiamo il paesaggio “spettrale” di mo fortemente nella ricerca questi ulivi - una volta simbolo di scientifica - conclude – ed un’attività produttiva rigogliosa e caaspettiamo i risultati per sa- ratteristica, di una cultura antica, di pere, ad esempio, se esisto- tradizioni passate ma vitali – e perceno delle varietà tolleranti, piamo la disperazione di un settore inattaccabili dagli insetti che ha bisogno di sostegno e di trovavettori e se è possibile fare re una via di uscita. Citando Giuseppe dei trattamenti endoterapi- Berto, verrebbe da dire che il “male ci, eseguiti con prodotti in oscuro” ha radici nella sofferenza. L’asgrado, una volta assorbiti, di sessore parlava dell’ “eroismo dell’abtraslocare all'interno della battimento” degli ulivi (non si possoDonato Rossi pianta e garantire una sorta no che estirpare piante del genere con la morte nel cuore); ma c’è anche di protezione interna». ricca di significati, di segni, di saperi, «A scanso di equivoci che troppo l’eroismo di chi, come i produttori saallora anche l’infelice sacrificio di una spesso si fanno - tiene a precisare in lentini, tutto questo lo sta vivendo sulpianta diventa eroico». conclusione Donato Rossi - sono com- la propria pelle a caro prezzo. Già non è più tempo di romanticismo, l’epidemia sta avanzando a macchia di n FONDAMENTALE LA PREVENZIONE MA NON BASTA leopardo senza rimedi efficaci per contrastarla. Cosa si può fare? Adottare misure «Questa infezione è treprecauzionali senz’altro e monitomenda – ci dice Pantaleo rare costantemente le piante. Tra le Greco, presidente di Aprol misure agronomiche è importante (l’organizzazione dei prola potatura per - mettono in evidenduttori olivicoli leccesi, za gli esperti - favorire un maggiore che conta più di 30 mila soarieggiamento della pianta, miglioci) - . Nei Paesi in cui è starare il suo stato vegetativo, manteta individuata la X. Fastidionere la sua produttività costante nel sa ha causato l’abbandono tempo ed ostacolare lo sviluppo di completo delle colture poavversità parassitarie. Non bisogna ste sotto attacco. Quella ridimenticare che l'olivo ha bisogno scontrata nel Salento è una di molta luce e non riesce a svilupsottospecie non presente parsi in modo ottimale quando la in Sudamerica che colpichioma è soggetta ad un eccessivo sce gli olivi». «I danni per le ombreggiamento. Attraverso le nostre aziende olivicole – spiega operazioni di potatura è possibile individuare ed eliminare parti di pianta disGreco – sono enormi e investono l’a- seccate o danneggiate da parassiti ed avversità climatiche compreso quelli assozienda, i suoi impianti e si ripercuo- ciabili alla X. Fastidiosa. Ad avviso dei tecnici è fondamentale, attivare un capiltono sulle strutture di trasformazio- lare controllo degli insetti vettori. Una cosa è certa: è inutile effettuare intervenne, sulle cooperative; danni per il ti fitosanitari specifici per curare le piante infette da X. Fastidiosa, in quanto non mancato reddito, ma anche per gli esistono prodotti chimici efficaci a debellarla. 70| MONDO AGRICOLO|OTTOBRE 2014


A T T U A L I TÀ F E D E R I M P R E S A

Congresso europeo sull’agricoltura familiare Guidi, Maiorano e Poggioni alla convention di Bruxelles con 650 delegati di 32 Paesi

I

l congresso degli agricoltori europei di Bruxelles, organizzato dal Copa e Cogeca, in occasione dell’anno europeo dell’impresa familiare ha dedicato un ampio focus all’esame di come la politica di sviluppo rurale dell'UE possa garantire all'agricoltura familiare e alle cooperative agricole in Europa la sostenibilità, la competitività e l'occupazione. All’evento hanno partecipato il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, quello dell’Anga Raffaele Maio-

72| MONDO AGRICOLO|OTTOBRE 2014

rano e Roberto Poggioni al vertice di Federimpresa. Le organizzazioni agricole dell'UE rappresentano oltre 26 milioni di agricoltori europei, le loro famiglie e 38 mila cooperative agricole, che producono cibo e servizi per oltre 500 milioni di consumatori, garantendo al contempo crescita e occupazione nelle zone rurali dell'UE. “l’Italia conta 1,6 milioni di aziende agricole – ha osservato Poggioni - e

n

molte di queste, quasi il 90%, secondo il Centro studi di Confagricoltura, sono a conduzione familiare. La nostra Federazione Nazionale dell’Impresa Familiare Coltivatrice, di fatto, già associa, rappresenta e tutela 151mila imprese in tutta Italia che garantiscono ogni anno occupazione per oltre due milioni di giornate di lavoro”. Anche l’Onu, nel designare il 2014 anno dell'agricoltura familiare, ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale sul suo contributo alla lotta contro la fame e la povertà, alla sicurezza alimentare, al miglioramento delle condizioni di vita e alla protezione dell’ambiente e della biodiversità. “Tuttavia – ha sottolineato il presidente delle imprese familiari di Confagricoltura – ci confrontiamo con sfide sempre più difficili e numerose, che sono state poste in evidenza nel congresso di Bruxelles ”. Obiettivo dell’incontro è stato quello di lanciare un dibattito sulla nuova Pac e di discutere in particolare la sua attuazione e i suoi possibili effetti positivi per le aziende a conduzione familiare e le cooperative agricole, lo sviluppo rurale, la crescita e l'occupazione. Il Congresso ha messo in evidenza l'importanza della ricerca e dell'innovazione e ha organizzato dibattiti fra esperti per offrire spunti su come potenziare la competitività, sulle risposte che può apportare la riforma e sul modo di assicurare la natura comune della PAC in futuro. All’evento hanno partecipato 650 persone, tra i delegati provenienti dai 28 Stati membri e dalle organizzazioni partner di Svizzera, Islanda, Norvegia e Turchia. (E. T.)

IMMIGRATI: INTEGRAZIONE LINGUISTICA

La competenza linguistica rappresenta un fattore cruciale dell’integrazione, soprattutto rispetto alla stabilizzazione dei processi migratori e alla presenza significativa di comunità migranti sul territorio nazionale. Sulla base di questa riflessione, il portale Integrazione Migranti ha realizzato una prima rassegna di corsi on line, siti web, social network, app, giochi e prove di test utili per l’apprendimento a distanza dell’italiano, realizzate da Università, enti di formazione, operatori del settore, esperti, ricercatori di area glottodidattica e docenti di italiano. Il patronato di Confagricoltura segnala che gli strumenti sono liberamente accessibili e di facile uso. Il focus è disponibile nella homepage del Portale www.integrazionemigranti.gov.it.


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

SIRACUSA: STAND A AGRIMONTANA

Agrimontana è l’evento più atteso della stagione autunnale di Palazzolo Acreide (Sr). Confagricoltura Siracusa, come ogni anno, partecipa al tradizionale appuntamento con i sapori iblei. In questa quattordicesima edizione, nel proprio stand, ha offerto in degustazione i prodotti tipici delle aziende associate, che hanno riscosso grande entusiasmo tra i numerosi visitatori della manifestazione.

SICILIA: NO A SOTTRARRE RISORSE AGRICOLE

La decisione della Regione di svuotare il fondo sul credito della Crias alle imprese agricole è scandalosa e controcorrente. Cia e Confagricoltura Sicilia hanno lanciato l’allarme e hanno mobilitano i propri associati contro la decisione di sottrarre risorse al mondo produttivo, soprattutto in questo periodo, con il crollo del credito nel settore primario e alla vigilia dei nuovi investimenti previsti nel Psr. 74| MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2014

di Elisabetta Tufarelli

LASAGNA ALL’ACADEMY LOMBARDIA

«Riforme istituzionali, occasione per modernizzare»

Dall’Academy di Confagricoltura Lombardia uno sguardo al mercato globale. Con l’ausilio di esponenti del mondo accademico e di esperti del settore, sono stati affrontati temi quali le riforme istituzionali, le politiche agricole nel contesto mondiale ed i processi di internazionalizzazione. “In questa edizione dell’Academy - ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Lombardia Matteo Lasagna - abbiamo voluto allargare gli orizzonti rispetto ai temi abitualmente trattati in simili occasioni, nella convinzione che un’Organizzazione di rappresentanza come la nostra debba avere una visione più ampia del contesto istituzionale ed economico in cui operano le aziende nostre associate”. Una ricca e approfondita discussione sulle riforme istituzionali in corso di definizione ed i loro possibili riflessi sul ruolo e sulla funzione dei corpi intermedi ha caratterizzato la prima giornata dell’incontro. “La prevista abolizione delle Province determina la necessità di una completa riorganizzazione dell’attività amministrativa inerente il settore agricolo - ha osservato Lasagna - con l’amministrazione regionale che torna a

svolgere un ruolo centrale, dovendo farsi carico di tutte le funzioni che sono attualmente delegate alle Province”. La seconda giornata dell’Academy è stata incentrata sull’analisi delle politiche agricole che vengono attuate in alcuni dei principali Paesi del mondo per produzione agricola. “In un contesto sempre più globalizzato – ha precisato Lasagna - è infatti indispensabile comprendere le dinamiche che regolamentano e sostengono l’attività agricola nei Paesi con cui dobbiamo competere sui mercati internazionali. Mercati che certamente comportano grosse difficoltà per le nostre aziende ed i nostri prodotti - barriere doganali, fenomeni di contraffazione e molti altri ancora – ma che rappresentano anche una straordinaria opportunità di crescita per il sistema agroalimentare italiano”. Per il presidente di Confagricoltura Lombardia è fondamentale che “la nostra Organizzazione sappia fornire un adeguato supporto alle aziende riguardo ai processi di internazionalizzazione e sono certo che le riflessioni sviluppate durante l’Academy potranno portare a risultati estremamente proficui”.


ORGANIZZAZIONE E TERRITORIO

BENEVENTO MISSIONE IN CINA

Il vino del Sannio torna ad essere protagonista in Cina, grazie a Confagricoltura Benevento. E lo fa attraverso il progetto Vi.sa.S. (Vetrina Internazionale delle Specialità Agroalimentari del Sannio), cofinanziato dalla Regione Campania e dall’Unione europea. Nell’iniziativa sono coinvolte tutte le produzioni di qualità locali: Aglianico del Taburno Docg, Falanghina del Sannio Dop, i prodotti a marchio Igp Benevento o Beneventano, i vini spumante di qualità brut e rosé e i passiti. Dal 3 all’8 novembre si terrà la sesta missione collettiva del Sannio in Cina. Destinazione del viaggio sarà Tianjin, città del nord della città, vicino Beijing dove il gruppo di aziende, guidato dalla Confagricoltura di Benevento, parteciperà ad una fiera di settore. Intanto nei giorni scorsi Henry Ho, presidente della Camera di Commercio di Hong Kong ha effettuato un wine tour nel Sannio (v. foto). 76| MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2014

CONFAGRICOLTURA TARANTO SI COSTITUISCE PARTE CIVILE

Caso Ilva: chiesti 10 milioni per danni

Caso Ilva, Confagricoltura Taranto si costituisce parte civile: 10milioni per i danni economici e d’immagine alle imprese agricole. E’ questa la richiesta presentata dall’organizzazione, che si è costituita parte civile, durante l’udienza preliminare del processo “Ambiente Svenduto”. L’organizzazione agricola – che rappresenta centinaia di aziende – presenta il suo conto, assieme ad altre più di mille costituzioni di parte civile per un ammontare totale di diverse decine di miliardi di euro di danni. Una vicenda complessa in cui Confagricoltura Taranto, rappresentata e difesa dall'avvocato Donato Salinari, punta ad ottenere un equo risarcimento per i danni causati dall’inquinamento ambientale e dagli effetti collaterali che questo ha provocato: «A causa dei comportamenti illeciti tenuti dagli imputati nel processo – è esplicitato nella costituzione di parte civile di Confagricoltura - si è verificato un danno di immagine ed economico dell’Unione Provinciale degli Agricoltori oltre che degli associati

della stessa Unione con evidente ed ingiusto profitto da parte dei soggetti imputati».Insomma, chi inquina e fa danni è giusto che paghi: è questa la “filosofia” di Luca Lazzàro, presidente dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli tarantini, sorretta da una evidente «responsabilità che emerge non da elementi astratti ma da elementi oggettivi di indagine». Parte da qui la scelta di Confagricoltura di “stare nel processo” perché l’Unione ed i suoi associati hanno subito un danno notevole all’immagine, al decoro, alla struttura organizzativa ed al loro patrimonio economico. “Per questi motivi – si legge negli atti - si costituisce parte civile al fine di tutelare gli interessi dell’impresa agricola in ogni sua forma, della proprietà e della conduzione agricola degli agricoltori associati alla Confagricoltura nazionale e della provincia di Taranto». Un primo passo lungo la strada che dovrà sancire verità processuali, responsabilità penali e dovuti risarcimenti.


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Piano d’azione per l’imprenditorialità giovanile in agricoltura IL 13 NOVEMBRE TAPPA ALL’EIMA DEL “ROAD SHOW” DELL’ANGA. LE INIZIATIVE “FOODMADEIN” E “#FILIEREINTELLIGENTI”

N

onostante l’agricoltura vanti l’8% delle vere nuove dovere di essere ottimisti, di guardare al futuro con fiducia. imprese giovanili, contro il 6% dell’industria, l’Italia Guai se non fosse così. Il rischio imprenditoriale è una delè uno dei Paesi UE con il più basso tasso di ricambio le componenti della nostra attività. Abbiamo il dovere di generazionale e con un livello di disoccupazione giovanile “rischiare” anche in tempi difficili. Dalla crisi si esce con che supera il 40%. Ovviamente, se in Italia ci sono 59.000 consapevolezza coraggio, determinazione”. Per crescere giovani aziende, pari solo al 7,2% del settore agricolo, si come imprese occorre posizionarsi sul mercato e discutepuò fare di più. Ne è convinta l’Associazione dei giovani di re con gli altri soggetti della filiera.Www.foodmadein.com Confagricoltura che ha avviato un piano d’azione totale è il primo portale e-commerce dedicato all’eccellenza per incrementare la crescita dell’imprenditorialità giovani- agroalimentare italiana (v. pag.80). E #filiereintelligenti è il progetto avviato insieme ai le in agricoltura fondato sulI L C O M M E N T O Giovani di Federalimentare l’informazione, sulla formae al Cnr, in partnership con zione e sull’elaborazione di Stiamo costruendo alacremente. il MIUR (ministero della proposte normative che Ci siamo rimboccati le maniche dell’Istruzione, dell’Univerpossano rendere più attratperché crediamo che la nostra sità e della Ricerca) - raptivo per i giovani il mondo associazione possa – e debba - dare agricolo. E’ in questo contepresentato da RENISA (Reun contributo per la ricostruzione sto che si inserisce l’iniziatite nazionale degli Istituti del Paese. Ovviamente partendo va del “Road Show dei GioAgrari) e RENAIA (Rete nada piccole cose concrete. Sono vani di Confagricoltura”, un zionale degli Istituti Alberconvinto che non è più possibile tour nazionale, regione per ghieri) - Unimed (Unione calare decisioni, ma anche politiche, esclusivamente regione, durante il quale Università del Mediterradall’alto. Le associazioni giovanili, proprio quelle dei corpi l’Anga presenterà a tutti i neo) e Italia Camp. Partenintermedi, hanno una grande opportunità da cogliere. Prima e durante Expo, ma soprattutto dopo. giovani che vorranno partedo da un percorso di avviciNoi giovani di Confagricoltura, insieme a quelli di cipare le tante attività delnamento a Expo 2015 i Federalimentare abbiamo deciso di attraversare gli stretti l’Associazione e il panorapartner si propongono di confini delle discipline e delle singole specializzazioni per ma delle opportunità a disviluppare un dialogo che approfondire e fare chiarezza sui nodi reali delle questioni sposizione degli under 40 prosegua durante il semecome Sostenibilità, Qualità, Tracciabilità, Innovazione e insediati o che intendono stre dell’Esposizione UniTipicità. Lo stiamo facendo insieme a numerosi partner a insediarsi in agricoltura.Apversale di Milano e vada olpartire dal Cnr e dall Miur. Il nostro obiettivo è ‘mettere la puntamento per il tour natre. Il primo incontro è a Filiera al centro e l’intelligenza ovunque’. zionale all’ Eima di Bologna Parma, sulle nuove frontieIl presidente dell’Anga il 13 novembre. “I giovani re del packaging, in occaRaffaele Maiorano imprenditori – ha osservato sione di Cibus il 28 di ottoRaffaele Maiorano - hanno il bre. Elisabetta Tufarelli

78 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2014


LOMBARDIA

L’ANGA ILLUSTRA L’INIZIATIVA E-COMMERCE

Sostenibilità ambientale e ricerca

Il distretto digitale dell’eccellenza agroalimentare

“Le nuove sfide per l’impresa agricola – Modelli, mercati, tecnologie e soluzioni per l’agricoltura in futuro” è l’incontro che è stato organizzato dall’Anga insieme a Confagricoltura Lombardia, CNR-IBAA, Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria del CNR, Agrofarma e Federchimica. Produrre di più e meglio, senza compromettere la biodiversità in un pianeta affollato e soggetto a notevoli cambiamenti climatici è una sfida che deve vedere la collaborazione e la coesistenza consapevole di tutti. L’obiettivo, attraverso gli interventi degli esperti e gli esempi di case history di successo, è stato di individuare i futuri scenari di sviluppo. Camillo Gianinazzi del Parco Tecnologico padano ha parlato dell’innovazione tecnologica contro le malattie; Dario Casati dell’Università Statale di Milano, della Politica Agricola Comune del mercato globale, Stefano Brenna di Ersaf si è soffermato sull’agricoltore ecologicamente intensivo. Le tre storie di successo imprenditoriale sono quelle di Raffaele Maiorano, Andrea Peri e Pietro Angeli, Stefano Lamberti, presidente dei Giovani di Confagricoltura Lombardia e Aldo Ceriotti del CNR, hanno concluso i lavori. 80 | MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2014

Un venerdì 17 con ‘un sapore tutto nuovo’. Questa potrebbe essere la sintesi della giornata tra consiglio Anga e incontro con i giornalisti per un aperitivo informale sull’Aventino. “Non per ritirarci sul colle romano, ma perché vogliamo aprirci al mondo con www.foodmadein.com”. Questo il benvenuto che ha dato Raffaele Maiorano ai media, presentando il primo distretto digitale dell’eccellenza agroalimentare italiana. I giovani di Confagricoltura hanno così deciso di superare gli intermediari e arrivare direttamente al cliente finale saltando i passaggi della filiera. E lo hanno fatto utilizzando l’e-commerce con molteplici vantaggi. I prezzi sono più bassi, i prodotti più freschi (verranno consegnati a domicilio da una società apposita). I consumatori potranno scegliere tra tutti i prodotti catalogati per categoria. Coinvolti anche Confagricoltura Donna e Agriturist. D’altronde si tratta di numeri importanti. L’export agroalimentare conta 33 miliardi di euro che possono crescere con le 264 indicazioni d’origine (Dop, Igp, Stg) e le 4698 le specialità alimentari regionali. Ma www.foodmadein.com è molto di più di un portale di vendita multilingue.

I prodotti sono anche raccontati attraverso le tradizioni e i territori del nostro splendido Paese e vengono ‘geotaggati’ per facilitarne la ricerca. L’iniziativa è nata per Expo 2015 dalla visione condivisa di una startup innovativa, 18.000 giovani imprenditori under 40 del sistema Confagricoltura e un migliaio di strutture di Agriturist. La promessa è di poter acquistare in tutta sicurezza prodotti 100% made in Italy e scoprire i più suggestivi itinerari enogastronomici tra i nostri piccoli tesori nascosti. Food Made In è la soluzione per l'export delle micro, piccole e medie imprese dell’agroalimentare italiano, per vendere online, senza intermediari, in tutto il mondo gli alimenti della dieta mediterranea e senza pensieri. Nessun costo per lo sviluppo di un e‐commerce e nessun costo per la gestione dei servizi collegati e soprattutto – con una piccola percentuale solo sugli affari effettivamente conclusi – sarà possibile eliminare tutti i fastidi delle vendite online: transazioni, spedizioni, sicurezza, customer service e marketing online. Gli agriturismi, in cambio di un gettone per i contatti generati, ottengono visibilità e richieste di prenotazioni.


A MILANO L’INCONTRO DEL “GEC” A CUI INTERVIENE ANGA

Congresso mondiale delle startup Il Global Entrepreneurship Congress (Gec) è un evento nato nel 2009, come spin-off della Kauffman Foundation, con l’obiettivo di riunire le migliori startup a livello mondiale. Lo scopo era, ed è tuttora, quello di creare nuove connessioni e occasioni di networking tra imprenditori, investitori, ricercatori, leader e policy maker. Lo scorso anno Raffaele Maiorano ha fatto parte della delegazione italiana, guidata da Alessandro Fusacchia del MIUR e Stefano Firpo del MISE, che si è recata al congresso internazionale di Mosca. Da allora - e in vista del prossimo congresso che si terrà a Milano, dal 16-19 Marzo 2015 - l’Anga ha stretto la collaborazione, creando un gruppo di

lavoro, in pieno appoggio agli obiettivi del Gec: promuovere la condivisione di esperienze e individuare proposte per aiutare la nascita di nuove idee e guidare la crescita economica. Negli ultimi cinque anni il Congresso ha contribuito all’espansione dell’ecosistema mondiale delle nuove imprese, connettendo im-

prenditori ed esperti di diversi settori, aiutandoli a far diventare l’innovazione realtà. I giovani di Confagricoltura sono convinti della necessità di rafforzare il sistema imprenditoriale grazie alla formazione di nuove aziende. “Crediamo profondamente nelle reti d’impresa – ha sottolineato il presidente dell’Anga – perché da soli si rischia di rimanere isolati. Far parte di questo network permetterà a noi imprenditori di consolidarci e collaborare a livello globale. Inoltre si riuscirà ad evidenziare agli stakeholders e alla società il ruolo chiave che esercitano gli imprenditori per la creazione di posti lavoro, per rafforzare il sistema economico e per sviluppare nuove idee”.


CAMPI ROSA di Elisabetta Tufarelli

La protesta multimediale per ricordare il ruolo delle donne in agricoltura La Giornata mondiale della Donna Rurale si celebra per ricordare l'importanza delle donne, del loro impegno e del loro sapere per lo sviluppo dell'agricoltura. “Abbiamo scelto proprio questo giorno – ha spiegato Marina Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna- per incrociare simbolicamente le nostre braccia. Grazie anche all’impegno delle vicepresidenti e del Consiglio ci sono state migliaia di imprenditrici che hanno aderito entusiasticamente a questa idea. Da nord a sud un vero e proprio esercito femminile ha postato il proprio ritratto su Facebook. Un’iniziativa attraverso i social, corale e silenziosa, che ha gridato attenzione per il nostro settore e per le donne che ci lavorano. Servono più politiche di genere, ma anche minor burocrazia e maggiore accesso al credito”. In Italia, mediamente, un’azienda su tre è condotta al femminile. Le donne guidano moltissimi agriturismi e una fattoria didattica su due. Ma non solo. Fior fiore di aziende cerealicole, zootecniche, ortofrutticole, olivicole, vitivinicole e floricole con a capo donne imprenditrici determinate,

colte, creative e appassionate. Più di un quarto della popolazione mondiale è costituito dalle donne rurali e grazie al loro impegno l’agricoltura ha contribuito in modo significativo alla crescita economica, sociale e culturale delle aree rurali. Oltre 100 milioni di persone, secondo la Fao, potrebbero uscire dallo stato di povertà se le donne avessero le stesse opportunità di accesso alle risorse produttive degli uomini. La produttività delle aziende gestite da donne aumenterebbe del 30%. Il numero di persone affamate si ridurrebbe del 17 % e almeno 150 milioni di individui migliorerebbero le loro condizioni di vita. Sem-

MARATONA DELLE IMPRENDITRICI verso Expo 2 0 1 5 : tante le iniziative in itinere e le visite guidate ad aziende agricole condotte da donne che si distinguono per attività ed assetti innovativi e all’avanguardia. Con gli appuntamenti on the road si vogliono far conoscere le eccellenze imprenditoriali, non solo agli addetti ai lavori, ma anche al largo pubblico di Expo 2015. La tappa torinese della Maratona ha condotto nell’Antica Tenuta Cerello, che sorge, nelle campagne del Basso Canavese, a Chivasso (TO). L’azienda è un sapiente mix fra antico e moderno. I campi sono coltivati a grano, mais, soia, utilizzando i saperi antichi attraverso tecniche innovative. Boschi, prati e laghi sono curatissimi e costituiscono l’ambiente ideale per molte specie stanziali e migratorie. Mantenere le antiche strutture non è semplice, così gli ambienti vengono utilizzati per attività didattiche, culturali, sportive, convegni, mostre e per presentare i prodotti del territorio. 82| MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2014

bra impensabile che nel terzo millennio e non esclusivamente nei Paesi in via di sviluppo, ancora esistano problemi di empowerment femminile, di accesso alle risorse economiche, di diritto all’istruzione, di parità e di potere politico. Al seminario Inea “Singolare, femminile e rurale”, sempre in occasione della giornata mondiale della donna rurale, è emerso che nella disparità di genere il settore agricolo non fa eccezione. Eppure sarebbero proprio le aziende al femminile ad avere una tenuta superiore, poiché, in presenza di una generale i riduzione del numero delle imprese agricole italiane (-32%), quelle condotte da donne risultano diminuite di meno, di conseguenza la loro incidenza è leggermente aumentata rispetto al precedente censimento. “Occorre più che mai – ha concluso Di Muzio - pensare ed agire in modo nuovo. Noi lo facciamo da tempo. Ecco il motivo che ha spinto donne istruite, capaci di rappresentarsi a tutti i livelli, a sollevare la ‘questione femminile’ nelle campagne italiane: una necessità oltre che un’opportunità per l’intera società”.


Indagine Inea attraverso le testimonianze delle protagoniste Molte comunità rurali del mondo si basano sul lavoro delle donne per il sostentamento dei loro membri, dai bambini agli anziani. L’appuntamento all'Inea - intitolato “Singolare, femminile, rurale”- è stato un’opportunità di confronto tra le rappresentanti femminili delle organizzazioni professionali sul ruolo delle donne nel settore agricolo, a cui è intervenuta la presidente di Confagricoltura Donna Marina Di Muzio. Nell’occasione, la presentazione di un libro dedicato alla realtà femminile rurale italiana attraverso le testimonianze dirette delle protagoniste. Tra

queste quella dell’imprenditrice, Marinella Malgeri, di Reggio Calabria, associata a Confagricoltura Donna. Una storia esemplare di un’imprenditrice, determinata ed appassionata Marinella Malgeri che ha voluto proseguire caparbiamente la storia agricola familiare. E’ una produttrice ‘di nicchia’ di Citrus Bergamia Risso (il bergamotto), di cui la Calabria detiene il primato. Si è impegnata per

sviluppare – sul prodotto - un associazionismo efficace. Il Consorzio di Produttori “Unionberg Reggio Calabria” oggi aggrega l’80% dell’intera superficie coltivata e ha rafforzato la capacità contrattuale dei produttori e la qualità del prodotto. Ma Marinella non si è fermata qui, ha continuato ad andare avanti "inventandosi", tra le altre cose, due attività ricettive agricole.

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OVER 60

di Elisabetta Tufarelli

Barcellona premiata per la “rete di fiducia”

A Barcellona più di un residente su cinque supera i 65 anni e entro il 2040 questa percentuale salirà a uno su quattro. Allungandosi l’aspettativa di vita, la città spagnola, come molte altre, si trova ad affrontare i nuovi problemi legati alla salute dei cittadini, all’isolamento sociale, alla sicurezza, al degrado ed alla povertà. Per risolvere questi problemi, Barcellona ha creato “trust network”, una “rete di fiducia” tra amici, parenti, assistenti sociali e volontari che, sfruttando l’innovazione tecnologica digitale, riuscirà a garantire sicurezza e qualità della vita ai residenti più anziani. Con questo progetto innovativo e sociale la capitale della Catalogna si è aggiudicata il primo posto tra le città europee premiate come ‘Smart community’ 2014 e 5 milioni di dollari. L’idea vincente è stata quella di aver saputo far partire una rete di supporto sociale, materiale e umana, alla popolazione anziana. Le altre vincitrici sono Atene per aver sviluppato una piattaforma

tecnologica e sociale di Smart communities per singoli quartieri, dove provvedere all’innovazione/inclusione sociale, all’e-government integrata a pratiche di cittadinanza partecipata e alla rigenerazione urbana; Kirklees (GB) perchè ha dato vita a programmi di sharing economy e cooperazione tra cittadini e comunità sostenibili; Stoccolma che ha invece puntato sulla sostenibilità ambientale e le soluzioni di green economy per ridurre l’inquinamento e coinvolgere i cittadini nella tutela del loro ambiente e del patrimonio verde. Infine, Varsavia ha scommesso sulle smart community attraverso un piano cittadino per l’assistenza e l’inclusione sociale dei non vedenti, con il supporto di tecnologie mobili e servizi multimediali dedicati. Queste quattro città sono state premiate con 1 milione di dollari ciascuna. Il premio Mayors Challenge è stato creato da Bloomberg Philanthropies (BP) e destinato alle cinque città europee che in un contesto di crisi economica e difficoltà politiche di varia natura, sono riuscite a sviluppare e lanciare programmi di smart city e smart community per far fronte a sfide non più rimandabili in ambito di inclusione sociale, ambientale e di recupero urbano. “Ci dispiace che l’Italia – ha osservato il segretario nazionale degli over 60 di Confagricoltura, Angelo Santori – non sia riuscita a progettare e vincere un premio, per non aver saputo far partire una rete di supporto sociale, materiale e umano alla popolazione anziana”.

LA COMPAGNIA FRANCESE DORO lancia “Liberto 820”, uno smartphone pensato per gli utenti anziani che vogliono essere introdotti e sfruttare le possibilità della tecnologia. Leggero, basato su android, ha un design adattato con tasti grandi. Ma a dare un senso 'senior' allo smartphone sono le due principali funzioni di “My Doro Manager”: la prima è una guida passo passo alla scoperta delle funzioni del cellulare, l'altra la possibilità di invitare qualcuno alla gestione in remoto. Figli, nipoti o parenti possono accedere a distanza per dare supporto e sistemare alcune impostazioni. Il Liberto 820 arriverà in Italia entro la fine dell'anno al prezzo di 259 euro. 84| MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2014

PROGETTO DA 50 MILIONI Un progetto che rivoluziona l’approccio alle malattie. Per migliorare le condizioni di vita degli anziani si può partire direttamente dal riparare i danni delle malattie, in particolare la fragilità fisica. Da questa idea di Roberto B e r n a b e i , d i re t t o re Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, è par tito il progetto e u ro p e o S P R I N T T (Sarcopenia and Physical FRailty IN older people) coordinato dal ricercatore. ''L'idea è di studiare gli anziani non dal punto di vista delle malattie che hanno, che sono sempre molte, ma dai danni che provocano spiega Bernabei - valutando l'efficacia di alcuni interventi come l'esercizio fisico sulla fragilità. Ai soggetti studiati verrà inoltre fatto un prelievo di sangue a caccia dei possibili biomarcatori di questo problema''. Il progetto durerà 5 anni e coinvolgerà ottanta ricercatori da 11 nazioni, 1500 pazienti e avrà un finanziamento pubblicoprivato di 49 milioni di euro. L'elemento centrale di Sprintt è un trial clinico basato su un intervento multicomponente, esercizio fisico, adeguata nutrizione e ausili tecnologici, che saranno testati su 750 ultrasettantenni europei, che verranno confrontati nell'arco di due anni con altrettanti anziani a cui verranno dati solo consigli sugli stili di vita.


The Good Growth Plan

Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura. Come unico Gruppo mondiale interamente dedicato all’agricoltura siamo consapevoli che in futuro una delle maggiori sfide per il nostro pianeta sarà soddisfare in modo sostenibile il fabbisogno alimentare di una popolazione in rapida crescita a fronte di risorse naturali sempre più scarse. Nei prossimi cinquant’anni il mondo dovrà produrre una quantità di cibo superiore a quella prodotta negli ultimi diecimila anni, mentre l’erosione dei suoli causata dai cambiamenti climatici e dall’urbanizzazione ridurrà progressivamente i terreni coltivabili. In Syngenta crediamo sia assolutamente necessario promuovere un cambiamento radicale nella produzione agricola, indirizzandola sui binari di una intensificazione colturale sostenibile, mettendo al centro della nostra azione l’imperativo categorico del “produrre di più con meno risorse”. Da qui nasce The Good Growth Plan - Gli impegni concreti per il futuro dell’agricoltura - un programma lanciato globalmente da Syngenta il 19 settembre 2013 che rappresenta il nostro impegno per la sicurezza alimentare e la sostenibilità del pianeta. The Good Growth Plan consiste in un piano di azioni concrete e misurabili con cui Syngenta vuole dimostrare che agricoltura e salvaguardia dell’ambiente possono coesistere e che l’aumento della produzione agricola può avvenire in modo sostenibile, senza spreco di risorse.

The Good Growth Plan contribuisce a cambiare il modo di fare agricoltura e fissa 6 impegni da raggiungere entro il 2020:

1

Aumentare la produttività media delle colture del 20% senza utilizzare più risorse naturali e mezzi tecnici per l’agricoltura

2

Migliorare la fertilità di 10 milioni di ettari di terreno agricolo a rischio degrado

3

Arricchire la biodiversità di 5 milioni di ettari di terreno agricolo

4

Aumentare la produttività agricola del 50% di 20 milioni di piccoli produttori, in particolare nei paesi in via di sviluppo

5

Formare 20 milioni di agricoltori sulla sicurezza sul lavoro, in particolare nei paesi in via di sviluppo

6

Garantire condizioni di lavoro eque in tutta la nostra rete di fornitori.

Un pianeta. Sei impegni. Scopri di più su www.goodgrowthplan.com

Anche noi, come Syngenta in Italia, siamo chiamati a dare il nostro contributo al sistema agricolo nazionale valorizzando la tipicità delle nostre produzioni e ponendoci al fianco di tutti gli operatori che ogni giorno lavorano per esportare nel mondo la qualità dei prodotti agroalimentari “Made in Italy”. Per far ciò, includeremo questi impegni concreti nelle nostre attività che, a partire dal 1° gennaio 2014, saranno ancor più connesse ed integrate grazie alla fusione societaria dei due rami d’Azienda Syngenta Crop Protection S.p.A. e Syngenta Seeds S.p.A. in un unico soggetto che assumerà la denominazione di Syngenta Italia S.p.A. La nascita di Syngenta Italia S.p.A. è molto di più di un semplice cambiamento legale e societario. Questo nuovo assetto racchiude in sé lo spirito d’innovazione che da sempre caratterizza la nostra Azienda come leader nel settore dell’Agribusiness e, grazie all’unicità nell’agire scaturito da questa nuova struttura, faciliterà il lavoro che siamo chiamati a svolgere per tradurre The Good Growth Plan in realtà.

t Sementi t Agrofarmaci t Insetti ausiliari t Servizi ad alto valore aggiunto t Programmi di Agricoltura Responsabile

TM


OVER 60

di Elisabetta Tufarelli

A Padova le generazioni si incontrano per parlare di crescita e futuro “Le generazioni si incontrano: quando la crescita nasce dal confronto”. È stato questo il tema scelto per l’annuale convegno del Sindacato Pensionati di Confagricoltura del Veneto, che si è tenuto a Padova lo scorso 27 settembre. Un tema di grande attualità oggetto anche dell'omelia in occasione della festa dei nonni che aveva sottolineato come: «Il futuro di un popolo è nell'incontro tra giovani e anziani». Il convegno del Sindacato Pensionati di Confagricoltura Veneto ha voluto riunire intorno allo stesso tavolo, per la prima volta nella storia del sindacato regionale, tre generazioni di agricoltori: quelli in pensione, gli attivi e i giovani imprenditori rappresentati da alcuni esponenti dell’Anga del Veneto, partner eccezionale dell’iniziativa. Sono intervenuti al convegno oltre 300 tra pensionati, dirigenti e giovani agricoltori, accolti dal presidente di Confagricoltura Padova Giordano Emo Capodilista, dal presidente di Confagricoltura Veneto Lorenzo Nicoli, dal presidente regionale del Sindacato Pensionati, Lorenzo Massignan, dal presidente nazionale del Sindacato Pensionati Bruno Allegretti e dal segretario nazionale Angelo Santori, giunti a Padova per l’occasione. Dopo questa prima parte, durante la quale è intervenuto anche Rodolfo Garbellini, presidente della Onlus Senior – L’età della saggezza, si è passati al momento più intenso dei lavori, ovvero la tavola rotonda che ha messo a confronto i rappresentanti della Confagricoltura di ieri, di oggi e di domani. Il dibattito, accompagnato da 86| MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2014

foto e documenti storici, ha ripercorso alcune tappe fondamentali della storia della Confagricoltura, con l’importante contributo di chi quei momenti e quelle tappe le ha vissute e ha potuto raccontarle in prima persona. Dalla fondazione dell'associazione, alle lotte sindacali degli anni 70, di cui Sante Girotto e Lorenzo Massignan, allora membri dell’Anga sono stati protagonisti, fino ad arrivare ai giorni nostri, passando per i temi della meccanizzazione agricola, della Pac e del ruolo delle donne in agricoltura: questi solo alcuni dei punti toccati nell’ambito della tavola rotonda che ha coinvolto in maniera attiva, oltre ai relatori, anche il pubblico presente. Un’occasione unica e assolutamente da ripetere

MICROSOFT PER GLI ANZIANI Una piattaforma che segue i pazienti e comunica i risultati al medico. Fantascienza? No, la console per la salute degli anziani affetti da malattie croniche esiste ed è stata presentata alla European Telemedicine Conference. Il progetto spagnolo ha interessato i malati di Bpco, una patologia respiratoria, controllandoli da casa con il sensore Kinect di Microsoft, capace di seguire i movimenti dell'utente mentre fa i test, di verificare che siano eseguiti correttamente, e di comunicare i risultati al medico, suggerire gli esercizi fisici da fare, mettendo in contatto il malato con il medico in caso di problemi. Il programma è stato testato su 30 anziani nei Paesi Baschi. Tra i settori che possono ricevere un aiuto dalla telemedicina c'è anche l'ictus, come ha dimostrato un progetto dell'Università di Pittsburgh, in cui è stata creata una rete tra piccoli ospedali e un centro specializzato per far sì che fosse somministrato correttamente un farmaco salvavita. che ha dato modo al mondo dei senior la possibilità di ricordare e trasmettere ai giovani quell’entusiasmo, quella voglia di impegnarsi e quell’energia che da sempre hanno contraddistinto la nostra associazione, e ai giovani l’opportunità di presentare a chi li ha preceduti la loro visione dell'agricoltura del futuro, le loro istanze e, perché no, anche le loro rivendicazioni nei confronti del passato.

ALTRO CHE CERVELLI IN FUGA. A scappare dall'Italia ora sono soprattutto gli anziani. Ma se i giovani emigrano con la speranza di trovare un lavoro, gli Over 65 vanno in cerca di cure mediche low cost. Un anziano su cinque, infatti, per far quadrare i conti a fine mese si vede costretto a rinunciare ai farmaci che non sono rimborsati dal sistema sanitario nazionale, ma pure alle visite dentistiche e a quelle oculistiche. L’Istat sottolinea che la povertà sanitaria, ossia l'incapacità economica di curarsi, negli ultimi sette anni è più che raddoppiata. In Italia, ad esempio, gli interventi odontoiatrici costano, mediamente dai 6 agli 8 mila euro. Nei Paesi dell'Est, per le stesse cure si risparmia intorno al 50%, viaggio e alloggio compreso.


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PATRONATO

di Carlo Rosati

Il patronato degli agricoltori e dei cittadini L’Enapa rappresenta uno dei principali patronati d’Italia per quantità dell’attività svolta e opera in Italia dal 1992 per assistere, tutelare, offrire consulenza e promuovere gratuitamente i diritti riguardanti la contribuzione da lavoro, la salute, la cittadinanza, l’assistenza sociale ed economica, la previdenza pubblica e complementare.
 Ogni anno, centinaia di migliaia di persone si rivolgono con fiducia ai nostri uffici presenti su tutto il territorio nazionale, dove trovano la disponibilità, l’impegno e la competenza di operatrici e operatori qualificati. L’attività dei patronati, persone giuridiche di diritto privato che

svolgono servizio di pubblica utilità, è regolamentata dalla legge n. 152 del 31/03/2001.

PIÛ DI CENTO PRESTAZIONI PREVIDENZIALI E SOCIALI

PREVIDENZA E SOCIETÀ Pensioni da lavoro autonomo e dipendente Pensioni di invalidità Verifica contributi Previdenza complementare Indennità di disoccupazione ASpI e miniASpI e agricola Permessi maternità e paternità Congedi per assistenza ai disabili Servizi e trattamenti per la famiglia Prestazioni socio-assistenziali Assegno sociale SALUTE Tutela contro gli infortuni e le malattie professionali Sicurezza sul posto di lavoro Consulenza medico-legale e legale IMMIGRAZIONE Assistenza previdenziale ai cittadini italiani che hanno lavorato in altri paesi Assistenza agli immigrati

88|MONDO AGRICOLO| OTTOBRE 2014

La sede di Udine

Attualmente gli Istituti riconosciuti dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sono 29 e sono promossi da organizzazioni sindacali e da diverse realtà associative e professionali di rappresentanza sociale. Il ministero del Lavoro verifica e controlla annualmente la struttura dei Patronati in termini di attività raccolta e organizzazione delle sedi. La legge di riforma degli Istituti di patronato, n.152/2001, detta i “principi e le norme per la costituzione, il riconoscimento e la valorizzazione degli Istituti di patronato e di assistenza sociale quali persone giuridiche di diritto privato che svolgono un servizio di pubblica utilità … a favore dei lavoratori dipendenti e autonomi, dei pensionati, dei singoli cittadini italiani, stranieri e apolidi presenti nel territorio dello Stato e dei loro superstiti e aventi causa….”. Il decreto ministeriale n. 193/2008


detta i vincoli organizzativi e valutativi per il loro corretto funzionamento. IL FINANZIAMENTO Il finanziamento dell’attività e dell’organizzazione degli Istituti di patronato, regolato dall’articolo 13 della legge 152/2001, avviene attraverso un apposito capitolo del bilancio dello Stato, in seguito definito “Fondo patronati”, che viene gestito dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Tale fondo è alimentato da una quota parte dei contributi previdenziali che tutti i lavoratori versano alle casse previdenziali, per assicurare tutele fondamentali – previste dall’art. 38 della Costituzione – anche a chi non può permettersele. Il fondo copre circa 1/3 delle prestazioni che i patronati erogano; i restanti 2/3 vanno in compensazione e non prevedono un diretto riconoscimento economico del servizio reso. Un servizio globale, potremmo dire a

360°, dai forti effetti sociali che ridistribuisce assistenza ai cittadini che versano al fondo: quasi 22 milioni di soggetti, attraverso un prelievo previsto dalla legge dello 0,226% sul monte contributi lavoratori dipendenti. Ben 50 milioni di cittadini possono usufruire gratuitamente dell’assistenza, di cui più dell’80% sono italiani ed il resto immigrati (dati anno 2013). ATTIVITÀ Le attività del patronato hanno l’unico obiettivo di aiutare tutte le persone, senza alcuna distinzione, ad orientarsi nelle diverse normative e iter burocratici, facilitando il loro rapporto con la Pubblica amministrazione; agevolandole nella compilazione e presentazione delle

domande agli Enti previdenziali e assicurativi (in particolare INPS, INAI) e accompagnandole fino al riconoscimento dei diritti, anche con l’assistenza legale e medico-legale eventualmente necessaria. Sono oltre 100 le prestazioni previdenziali e sociali per le quali il Patronato assiste in modo assolutamente gratuito il cittadino, dalla presentazione della domanda fino al suo esito finale, che ha sovente una definizione positiva.


AGRITURISMO di Veronica Mazzanti

GLI ULTIMI DATI SULLE VACANZE IN CAMPAGNA

L’agriturismo ha ripreso a crescere “L’agricoltura fa bene al turismo. Questo il messaggio che accompagna il bilancio dell’estate 2014 degli agriturismi italiani”. Lo ha osservato Cosimo Melacca, presidente di Agriturist aprendo i lavori della riunione di Giunta dell’Associazione che rappresenta le strutture di Confagricoltura. Il dato delle presenze turistiche nelle campagne italiane, nonostante la crisi e l’estate anomala, ha sostanzialmente tenuto. La domanda è stata complessivamente stabile, con una crescita – su tutto il territorio nazionale – di quella estera tra l’8 e il 10% e un lieve calo (tra il 3 e il 5%) di quella interna. “La maggioranza dei 21.000 agriturismi italiani – ha spiegato Melacca – è riuscita a veicolare con successo l’attività agricola, che è comunque la caratteristica prevalente delle strutture, ‘offrendola’ al turista e facendola conoscere ed apprezzare. Certamente la crisi c’è e purtroppo morde forte, ma potremo uscirne solo con consapevolezza, coraggio e determinazione. Diffondere notizie allarmistiche, tra l’altro, è provato che sia contagioso. Se è negativo per un’ azienda che fa business, lo è ancor di più per un’associazione”. Per Melacca l’obiettivo di Agriturist è anche quello di promuovere l’agriturismo e le nostre strutture. I dati del settore dimostrano che, 90| MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2014

Masseria Pilano a Crispiano (TA)

nonostante la difficile congiuntura economica, l’agriturismo ha ampie opportunità di crescita. Secondo il rilevamento annuale dell’Istat pubblicato nei giorni scorsi – come sottolinea il Centro studi di Confagricoltura - l’agriturismo ha ripreso a crescere. Nel 2013, il numero di aziende agrituristiche è aumentato del 2,1% rispetto al 2012. Per l’Organizzazione, mentre arretrano sensibilmente attività come equitazione, trekking e escursionismo,crescono invece del 22,7% altri tipi di intrattenimento ricreativo e culturale, evidenziando come la vivacità e la crescente fantasia organizzativa

degli imprenditori vada incontro alle nuove curiosità ed esigenze del turista. A preferire le vacanze in campagna sono soprattutto le coppie, di tutte le età, e le famiglie con bambini piccoli, attirate dalla competitività dalle aziende agrituristiche, che non hanno aumentato i prezzi, e dalle attività culturali e ricreative offerte. “Nonostante molti italiani siano rimasti a casa per motivi di incertezze economiche e meteo – ha osservato il presidente Agriturist – molti hanno scelto comunque l’agriturismo perché, a prezzi contenuti, si mangia sano, si sta in relax e tranquillità, si vive il territorio dal punto di vista artistico, culturale ed ambientale”. Il centro studi osserva che la ripresa della crescita dell’offerta agrituristica, nel 2013, è stata probabil-


mente determinata dal completamento delle opere finanziate dai Programmi di Sviluppo Regionale, che hanno consentito l’avvio del 3 2 % di nuove attività rispetto all’anno precedente (e, in generale,agli ultimi dieci anni). La distribuzione delle aziende agrituristiche per zona altimetrica evidenzia un lento “ritiro”dalla montagna (-2,8% nel periodo 2005-2013), a vantaggio della collina (+1%)e soprattutto della pianura (+1,8%). Ciò non significa però – evidenzia - che gli agriturismi di montagna siano diminuiti (sono aumentati di 1.413 unità), ma che l’incidenza degli incrementi registrati di anno in anno è stata più elevata in collina e in pianura. Questo conferma che l’agrituri-

La Rimbecca A Castiglione d'Orcia (SI)

smo, generalmente considerato attività integrativa per le piccole aziende agricole marginali, sta gradualmente affermandosi come scelta imprenditoriale possibile per

ogni tipo di azienda e di localizzazione altimetrica. “I nostri ospiti – ha concluso Melacca - non vengono più solo per conoscere le tradizioni agricole, ma per vivere un’esperienza al 100%. L’agriturismo ha il merito di aver contribuito a promuovere l’attenzione sul settore agricolo e sul ‘made in Italy’. Le recenti vacanze estive hanno confermato che hanno sofferto meno la crisi quelle strutture agrituristiche che sono riuscite ad adottare strategie promozionali efficaci, anche avvalendosi di internet, e quelle con un alto grado di ritorni per il passaparola e per aver saputo fidelizzare i clienti, grazie dall’eccellente qualità dell’accoglienza, legata sempre all’attività agricola”.


VINO

AZIENDA VIGNALTA DEI COLLI EUGANEI

Feconda fusione di capacità imprenditoriali e appassionato slancio Qui fin dai tempi antichi viene colti- da cantina completamente scavavata la vite che, grazie alle ottime ta nella roccia nel borgo medioeprerogative dei variegati terreni ricvale di Arquà Petrarca, può conchi di sedimenti minerali, abbinata al tare su un preparato staff tecnimite clima, riesce a dare uve dalle co e vede ora al suo timone, indiscusse virtù e dal temperamento assieme al fondatore, altri due singolare. soci, Mario Guzzo e CristiaÈ stata però a lungo reputata area no Salvagnin. marginale per la viticoltura, mentre «Il nostro principale obiettivo oggi non pochi vini euganei si sono è trasmettere l’origine dei ritagliati un posto di primo piano nostri vini, l’importanza del nelle preferenze dei critici e dei connostro territorio – spiega Crisumatori in Italia e nel mondo. stiano Salvagnin –. Certo, A guidarli verso traguardi di eccelprodurre vino in una zona lenza ha contribuito in misura deter- poco conosciuta a livello minante Vignalta, azienda vitiviniinternazionale come la nostra cola creata nel 1 9 8 0 da Lucio vuol dire affrontare una strada semGomiero, architetto con la passione pre in salita, ma i bei risultati conseper il vino e per il suo territorio guiti sono di grande incoraggiamenveneto, che ha saputo dare il via alla to. Così da una filosofia in vigna rinascita qualitativa del comprensoincentrata sul massimo rispetto dei rio divenendo agli occhi di tutti sim- tempi e delle peculiarità delle viti, bolo della migliore enologia dei Colli coniugata in cantina a vinificazioni Euganei. “minimaliste” per preservare spiccata Si partì con l’impianto di tre ettari di mineralità e aromi dei vini, nascono vigne e fin dall’inizio l’atteggiamento autentici “cru” che hanno collezionafu decisamente pionieristico, all’inse- to negli anni una serie invidiabile di gna di scelte che all’epoca nella zona premi e riconoscimenti. Una gamma parevano quasi una provocazione: enologica di assoluto valore e perfetvigneti ad alta densità, massima prio- ta interprete dei Colli Euganei – che rità assegnata a territorio e identità, andando alla ricerca dei terreni ideali, in termini di esposizione e microclima, per le diverse varietà di uva. Nel frattempo Vignalta è cresciuta in tutti i sensi: ha raggiunto circa 55 ettari di vigne in produzione disloI tre soci cate su vari versanti collidell’azienda Vignalta nari, si è dotata di splendi92|MONDO AGRICOLO|OTTOBRE 2014

annovera dolci perle come lo strepitoso Moscato Fior d’Arancio Alpianae (medaglia d’oro al concorso Muscats du Monde 2014 di Frontignan, nel sud della Francia) – nella quale svetta il Colli Euganei Rosso Gemola, il vino simbolo di Vignalta, quello che ha regalato, e continua a regalare, all’azienda le massime gratificazioni (oramai da anni e anni habitué dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso, tanto per dirne una). A dargli i natali è il prezioso vigneto di Monte Gemola, culla di uve Merlot rese uniche dalla sua felice posizione e dal suo particolare suolo vulcanico con trachite e minerali in abbondanza. Ed è da simili uve Merlot, con piccolo apporto di Cabernet Franc, che viene ottenuto questo vino intenso, fine ed elegante, al quale l’azienda riserva cure minuziose, dalla vigna alla maturazione in tonneaux nuovi di rovere per 24 mesi fino all’affinamento in bottiglia per altri 12 mesi. Capace di sfoderare ad ogni annata alta classe e sfumature sempre diverse, il Gemola si presenta con un bel colore rosso rubino, sprigionando ampi e decisi profumi di frutti di bosco e marasca con sentori speziati e note erbacee e balsamiche. In bocca rivela corpo e grande equilibrio, è morbido con tannino vellutato e con finale leggermente sapido dalla lunga persistenza. Barbara Mengozzi


“LA MONTECCHIA” DELLA FAMIGLIA ALAJMO

Una passione che si tramanda da tre generazioni Fregiato di una stella gestione della sala con Michelin nel 2009, la MonMauro Meneghetti, somtecchia è considerato uno melier responsabile della dei migliori ristoranti del cantina, che ha creato una Veneto, in cui gustare i piatcarta dei vini unica nel suo ti della tradizione regionale, genere: 600 etichette, di cui riproposti e alleggeriti da il 70% al calice, con una Max Alajmo. Un nome speciale attenzione per i vini quello degli Alajmo, che ha dei Colli Euganei, che sono fatto la storia della grande selezionabili su iPad, per ristorazione italiana, a area di provenienza, vitigno Erminio Alajmo cominciare dal secondo o prezzo. Il menu contemmentre prepara dopoguerra con nonno Vitpla sia i piatti storici della la sua celebre tartare torio. Un complesso intrecfamiglia Alajmo, dai “must” cio di destini si ferma nella di mamma Rita, come la piccola località Sarmeola di zuppa padovana, a base di Rubano alle porte di Padova, dove dal chia, Rita Chimetto (la mamma) orzo e fagioli e riduzione di manzo, fortunato incontro tra le doti manage- supervisiona la pasticceria, Massimignocchi di rapa rossa con salsa al gorriali di Erminio Alajmo e le straordi- liano è lo chef, Raffaele il direttore di gonzola, la celebre (e inimitabile) Tarsala de Le Calandre, mentre Laura tare di Erminio; sia le creazioni che narie capacità culinarie di Rita Chipropone Max, insieme all'executive metto, nasce nel 1981 il celebre risto- accoglie i clienti del Calandrino (il bistrot informale acanto a Le Calanchef Simone Camellini, come la Lasarante Le Calandre (consacrato nel 2002 con 3 stelle Michelin). Intuitiva e dre). Una filosofia quella degli Alajmo gnetta di ragù di cinghiale e la Coscia che ruota intorno al concetto di diver- d'oca croccante (che cuoce 26 ore a coraggiosa è stata la scelta da parte di 67°) con purè di patate. Rita ed Erminio di inserire i figli, Raf- sificazione dell’offerta, per accontentare ogni tipo di clientela. Con questo E sempre per accontentare tutti, al faele, Laura e Massimiliano, ancora spirito venti anni fa è giovanissimi, nell’attività, ormai piano terra del ristoavviata con successo. In punta di piedi nato La Montecchia. rante da tre anni è TARTARE DI ERMINIO Situato nello spettaognuno ha scelto liberamente la straaperto l’ “ABC Moncolare scenario dei da che più lo coinvolgeva e lo affascitecchia” che, come Colli Euganei, regala nava. La scommessa si è rivelata nel dice il nome, propone ai commensali un'etempo vincente. Oggi la Famiglia una cucina più snella sperienza indimentiAlajmo è diventata un gruppo che e semplice: dalla cabile, fatta di pace, conta circa 100 addetti professionali, cotoletta, all’hamfamiliarità e genuicon 10 aree di attività, ognuna frutto burg, dalla tagliata ad nità. Ad accogliere gli di un progetto ben preciso che ruota una pizza ad alta Con il “Gemola Rosso” dell’azienda ospiti è papà Ermiattorno a un unico perno: la ricerca digeribilità. Vignalta Massimiliano Alajmo e Simone Camellini consigliano la nio, affabile padrone dell'eccellenza e di un autentico stile Tutto sempre all’inse“Tartare di Erminio”, preparata in sala di casa, in grado di italiano. Ogni membro della famiglia gna della massima dallo stesso patròn con 17 ingredienti far sentire tutti perha un ruolo ben definito nella gestioqualità dei prodotti diversi. Un must proposto ai clienti fettamente a proprio ne dell'azienda: Erminio Alajmo (il e del servizio. da oltre 30 anni. agio, che condivide la papà) dirige il ristorante La MontecGabriella Bechi OTTOBRE 2014| MONDO AGRICOLO |9 3


BUONO A SAPERSI...

“FOOD ECONOMY”: ATTESE, FALSI MITI, OPPORTUNITÀ

Una Repubblica democratica fondata sul cibo

Q

uali sono le ragioni per cui oggi il cibo è fotografato, idolatrato, esibito, narrato? E perché, se in Italia non ne aumenta il consumo, la sua presenza in tv, sui giornali, sul web è invece così eccessiva? Se lo chiede Antonio Belloni nel suo nuovo libro “Food Economy” (Marsilio, ottobre 2014, pp. 137, € 13). L’idea di scriverlo gli è venuto guardando in tv le puntate di “MasterChef ”, vedendo i cuochi gareggiare, i telespettatori tifare per i nuovi idoli. Il saggio non parla di cibo ma di come esso sia diventato un fenomeno sociale. Oggi il food è nutrizione, antropologia, comunicazione, marketing, pubblicità, semiologia, diritto, fisica, ecologia… è molto di più di un’esperienza sensoriale ed estetica, è lo strumento con cui rivendicare la propria identità individuale, territoriale e religiosa. Insomma, fa parte di un discorso politico ed ideologico, dà sfogo alla creatività e risponde a criteri estetici. «Sono arrivato a credere – annota l’autore – che si consumi molta più informazione sul cibo di quanto effettivamente si mangi». Ricorda pure lo slogan di un festival americano, “Mangia ciò che vedi sullo schermo”, che rimanda in qualche modo ad una pubblicità della Knorr del 1988 in cui un bambino si stupiva nel vedere per la prima volta nel piatto un pollo vero e non in sembianza di dado.

94| MONDO AGRICOLO | OTTOBRE 2014

“Food is message”, dunque: il cibo è sì il contenuto di tanta parte della comunicazione popolare ma, allo stesso tempo, la sua spettacolarizzazione finisce per indurre a credere che essere il “messaggio” significhi solo spettacolo ed assenza di informazione, ma non è certo così. Il libro poteva chiamarsi “Food Society” perché in qualche modo cibo e società si sostituiscono e si sovrappongono; l’autore però ha voluto cogliere la valenza economica e far emergere che non basta produrre, ma occorre “saper raccontare” (attraverso strategie di comunicazione, marketing, brand); e poi occorre “saper vendere” (occupan-

dosi di internazionalizzazione, ricerca di investitori, dell’innovazione delle tecnologie e dei processi produttivi). «Che sia cultura o storia, biologia o chimica, è il “sapere” l’elemento di maggior valore, ed è per questo che la Food Economy non è più soltanto cibo». Un testo ricco di considerazioni e di dati per una panoramica a 360 gradi sulla “Repubblica fondata sul cibo”. Parlando di filiere e network e della “disintermediazione” (anche grazie al web, all’ecommerce). Un’avvertenza: comprare solo la qualità materiale non basta più; la battaglia commerciale non è più tra i finti bisogni creati dalle multinazionali; i miti che hanno schiavizzato il consumatore sono molto meno efficaci. Soprattutto, nel food, vince chi produce innanzi tutto qualità, ma sa anche poi governarla con il proprio brand e lo usa per dare valore al prodotto attraverso il racconto, conservandone le caratteristiche più intangibili e veicolandole in maniera trasparente e credibile. Gaetano Menna


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Gli orti urbani del Parco della Musica

L’

Associazione no profit Valerio Daniel De Simoni (www.valeriodesimoni.org), con sedi in Sydney e in Roma, promuove l’ambientalismo, la solidarietà, l’aggregazione sociale, la convivenza tra culture e agisce attivamente a supporto di giovani cittadini stranieri in condizioni disagiate e privi di assistenza, coinvolgendoli attraverso workshop e attività culturali, sportive, didattiche, editoriali, creative e ricreative. L’Associazione è stata creata in memoria di Valerio Daniel De Simoni, nato a Sydney da genitori romani – sportivo e viaggiatore morto il 13 marzo 2011, all’età di 24 anni in Africa, mentre stava ultimando una spedizione attraverso tre continenti, con l’obiettivo di infrangere il primato mondiale di percorrenza su

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veicoli speciali (quad), per raccogliere fondi a favore di due villaggi africani e diffondere il messaggio ambientalista. Tra le iniziative in corso di svolgimento dell’associazione no profit la realizzazione di giardini e orti urbani. Una delle realizzazioni simbolicamente più significative è quella degli orti sulle terrazze dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, con frutti della terra che nascono, si nutrono e crescono rigogliosi grazie ad acqua, sole,musica e solidarietà. Ora l’associazione ha pubblicato il volume bilingue “Diari di viaggio Travel Journals” (Luca Sossella Editore, settembre 2014, pagg. 328, euro 18). Il libro raccoglie i diari su carta e digitali (facebook, email) di Valerio Daniel De Simoni. Quelle raccolte nel libro sono pagine di vita intensa. Valerio avvertiva il bisogno di conoscere, di confrontarsi con l’umanità. C’era un significato “spirituale” nel suo viaggio. Lui trovava il senso della vita (in generale e della sua in particolare) incontrando ad esempio i ragazzi di terre sconosciute, con cui giocare a pallone o chiacchierare. Tutto passava velocemente mentre il quad lo portava sempre più

avanti, eppure tutto aveva senso. Il suo lascito di idee, energie e futuro è oggi condiviso, tra l’Australia e l’Italia, da centinaia di aderenti. Nel libro di Valerio ci sono pagine indimenticabili che rivelano la sua anima, la sua sete di conoscenza; ma anche la sua profonda serenità interiore. Ecco, una cosa che colpisce leggendo i diari di Valerio è che si percepisce l’ansia di vivere, di non fermarsi, di viaggiare, di conoscere ma, al contempo, si coglie la sua gioia, la felicità interiore. Non a caso il libro si chiude con un’ultima citazione, quasi profetica ma illuminante annotata da Valerio. Sono alcuni versi di una poesia di Thích Nhất Hạnh, il monaco buddhista, poeta e attivista vietnamita per la pace, che ha scritto molti libri pubblicati anche in Italia (a partire da “La pace proibita del 1967 edito da Vallecchi all’ ultimo “Fare pace con se stessi” del 2011 di Terra Nuova Edizioni). Questi i versi annotati: «Svegliandomi, questa mattina, sorrido/ Ho davanti a me ventiquattr’ore nuove di zecca!/ Faccio voto di viverle in pieno ogni momento /e di guardare tutti gli esseri con gli occhi della compassione». C’è tutto Valerio in questi versi, la sua saggezza raggiunta su un veicolo speciale che abbraccia il mondo. (M. M.)


CAMPI SONORI

IL PROGETTO DELL’ENSEMBLE DI FRANCESCO GAZZARA

I Genesis, come non li avete mai ascoltati Il 4 novembre esce il doppio album (nelle versioni CD digipack e vinile gatefold per l’etichetta Irma Records) “Play me my song” di Francesco Gazzara o meglio “Gazzara plays Genesis” come si legge in copertina. Gazzara, virtuoso del pianoforte e delle tastiere “vintage”, rilegge con grande sentimento i brani dei Genesis da solo o con un ensemble di archi e flauto/sax/clarinetto. Tutto nasce dalla registrazione di esecuzioni con lo splendido pianoforte Bosendorfer Grand Coda presso la celebre Sala Assunta della Radio Vaticana. Poi si è proceduto alle sovraincisioni delle altre tastiere (hammond, mellotron, sintetizzatori) ed agli interventi di Fabrizio Paoletti al violino, Giorgia Pancaldi al

violoncello, Dario Cecchini ai fiati e Giulia Nuti alla viola (quest’ultima registrata a Firenze). Sull’asse Città del Vaticano-AnguillaraFirenze si realizza un progetto unico che ha il supporto di Stefano Corato (che ha curato la produzione), Mario Giammetti (massimo esperto dei Genesis in Italia) e Paolo Carnelli (che si è occupato della presenza web). Un progetto accarezzato da tempo, tanto che nel precedente disco “Piano Room” appariva già una splendida versione di “Watcher of the Skies”, che resta uno

dei fiori all’occhiello di questo disco. Il primo CD si avvia con una lirica “Horizons” con il solo pianoforte, poi le esecuzioni con l’ensemble, che avvolgono in atmosfere rock progressive e classicheggianti ma anche dalle venature jazzistiche. In evidenza l’irruenta “The Knife” eseguita tutta da solista, nell’intreccio di tastiere. Sembra incredibile, ma c’è ancora da meravigliarsi su brani che conosciamo a memoria; Gazzara e company hanno il merito di dare ad essi nuova vita(lità), con un profondo approccio emotivo.

A T T U A L I T À DA L L E I M P R E S E

L A

S O C I E T À È D I S T R I B U T O R E IT A LI A N O D I H U S Q V A R N A

Alberto Bonato nuovo AD di Fercad

lberto Bonato è il nuovo amministratore delegato di Fercad S.p.A., distributore esclusivo per l'Italia dei marchi svedesi Husqvarna e Jonsered nel settore delle attrezzature forestali e da giardinaggio. «E' un cambiamento importante che vuole rafforzare il percorso che abbiamo intrapreso negli ultimi anni per accelerare l' impatto sul modo di operare sul mercato», ha sottolineato il presidente della società Roberto Ferraretto. Si è già attivato un nuovo modello organizzativo che prevede il rafforzamento delle linee di business coniugate ad una snella ed efficace struttura di supporto. «L'obiettivo – ha aggiunto Ferraretto - è quello di rendere più fruibili tutte le opportunità che il mercato offre, impiegando il meglio di tutte le funzioni aziendali a supporto delle ven-

A

Ferraretto e Bonato

dite». Affidare ad Alberto Bonato il vertice operativo dell'azienda, dopo che per anni ne è stato la guida per le vendite ed il marketing, conferma tale intenzione. «Un mercato maturo e competitivo come il nostro ha la necessità di evolversi, per venire incontro alle esigenze di consumatori sempre più sofisticati - ha osservato Bonato -. Fercad

vuole essere il punto di riferimento in Italia non solo per la distribuzione degli eccellenti prodotti del gruppo Husqvarna, ma anche per la creazione di servizi a valore aggiunto per i rivenditori ed i clienti finali: formazione e comunicazione, servizi pre e post vendita. L'intera catena di distribuzione dovrà rivelarsi sempre più integrata per competere con successo».La società ha sede ad Altavilla Vicentina (VI), dove opera impiegando 55 addetti, nel 2013 ha fatturato 42 milioni di euro. Husqvarna Group è il più grande produttore al mondo di rasaerba, trattori da giardino, motoseghe e decespugliatori. Inoltre è leader europeo nel settore dei prodotti di irrigazione consumer e uno dei leader mondiali in attrezzature e utensili diamanta ti da taglio per l’edilizia.


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LEGGE LEGGENDARIA, END DARIA, ANCHE AN NCHE NEL PREZZO PREZZO Quale m Quale migliore igliore ooccasione ccaasione ddel el n nostro ostro 325° aanniversario nniversario pe perr p proporti roporti llaa m motosega otosegga Hus Husqvarna qvarna 135 aad du un np prezzo rezzzo eccezi eccezionale? onale? ,EGGERA ,EG GERA EFšCI EFšCIENTE ENTE FFACILE ACILE DDA A AAVVIARE VVIARE U UTILIZZARE TILIZZARE CO CCONSERVARE NSERVARE N NEL EL TTEMPO EMPO EE PE PER R LLA A PPRIMA RIMA VVOLTA OLTA FFACILE ACILE AANCHE NCHE DDA A AACQUISTARE CQUISTARE Quest’inverno Qu est’inverno vivi vivi il il mito mito Husqvarna Husqvarna da da vicino; vicino;; svolgere svolgere i lavori lavori quotidiani quotidiani per p r la pe la cura cura degli degli alberi alberi e preparare prepaarare la la catasta catasta dii legna d legna da da ardere, ardere, con con Husqvarna Husqvarna 135 si si rivelerà rivelerà davvero davv v ero tutta tutta un’altra un’altra storia, storia, animata animata dalla dalla tecnologia, tecnologia, il il design design e la la COMPETENZA INGEGNERISTICA CHE DA SECOLI CI CARATTERIZZANO CO MPETENZA INGEGNERISTICA CHE DA SECOLI CI CARATTERIZZANO

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2014 20 14

Succede in Svezia; Svezia; è il 1689.

Succede nel Mondo; Mond do; è il 2014.

In una cittadina della Sv Svezia eziia meridionale meridionale,, Huskvarna,, hanno inizio i 325 anni di Husqvarna Gr Group. oup. 325 anni scanditi dall’inno dall’innovazione vazione e daa un fforte orte spirito impr imprenditoriale, enditoriaale, che diedero diedero origine ad armi,, macchi macchine ine da cucire, cucir e, stufe, stuffe, motociclette, motociclette, attrezzature attrezzature per la cura del giar giardino dino e del bbosco,, con motoseghe bosco h ill illu illustri ustrii e sempr sempree piÚ iÚ perf performanti. formanti.i

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