
Nel cammino dell’uomo il ruolo di cavalli, cani, gatti e tante altre bestie è stato determinante. Noi lo abbiamo ripercorso (anche dal loro punto di vista)

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Nel cammino dell’uomo il ruolo di cavalli, cani, gatti e tante altre bestie è stato determinante. Noi lo abbiamo ripercorso (anche dal loro punto di vista)

Gladiatori contro un leone.
Amati, temuti, sfruttati, mangiati... Quali che siano i rapporti e i sentimenti che legano gli umani agli animali, una cosa è certa: ci raccontano una storia antica quanto quella dell’uomo. Non c’è evento, scoperta, guerra o epidemia che si possa raccontare ignorando il ruolo svolto dagli altri abitanti del Pianeta. Un ruolo importante a cui rendiamo giustizia nel Primo piano di questo mese, affidato in buona parte alla voce narrante dei nostri compagni di viaggio. Dove saremmo arrivati senza la velocità dei cavalli o l’amicizia dei cani? Quanti danni in più avrebbero fatto i topi senza la solerte guardia svolta dai gatti? Qual era il senso delle mattanze di animali selvatici organizzate nelle arene romane? E quando gli umani, finalmente, hanno preso consapevolezza della crudeltà con cui trattavano le altre creature? A queste domande rispondono direttamente i protagonisti di questo numero. Perché solo loro possono raccontarci che cosa vuol dire entrare nella Storia dalla porta di servizio.
Emanuela Cruciano caporedattice

32
La mossa del cavallo
I cavalli hanno aiutato l’umanità per millenni, in guerra e nei trasporti.
38 Amico cane
Tra il cane e l’uomo c’è un feeling che dura da 15mila anni.
44
Una relazione complicata
Nella Storia il gatto ha passato diversi periodi: osannato o perseguitato.
46
Un leone in gabbia
Quando i leoni venivano usati per i giochi nel Colosseo, a Roma.
50 Vade retro topo
Il rapporto tra l’uomo e questo roditore è da sempre molto difficile.
54
Sulla loro pelle
La triste storia degli esperimenti sugli animali.
58 Boccone amaro
Animali come cibo: gli allevamenti di una volta e quelli di oggi.
62 E noi?
Anche scimmie, bisonti, yak, elefanti e api sono stati utili all’uomo.


In copertina: Bonaparte valica le Alpi, a cavallo.
14 ARCHITETTURA
La diva antonelliana
La Mole di Torino: da sinagoga a monumento, ora sede del Museo del Cinema.
20 POLITICA
L’arte di fare pace
Ambasciator non porta pena? Dipende. Ecco come e quando è nata l’antica arte della diplomazia.
26 GIALLO STORICO
Morte di un eroe Germanico, generale romano valoroso, amato dal popolo, morì a 34 anni. Febbre tifoide o veleno?
78 SCIENZA
Cè vita laggiù
Storia della Stazione zoologica di Napoli, nata 150 anni fa, che aprì la strada agli studi sulla biodiversità.
83 AMERICA
Gilded age
L’età d’oro degli Stati Uniti a fine ’800. Ecco i veri protagonisti raccontati dalla serie televisiva americana.
92 GUERRA
Come una tenaglia
La manovra di avvolgimento russa in Ucraina fu usata anche da Alessandro Magno e Annibale.

Sedici anni prima che Jack lo Squartatore insanguinasse Whitechapel, Mary Ann Cotton cominciò a uccidere nel Nordest dell’Inghilterra. Non si sa esattamente quante siano state le sue vittime (forse 21, nell’arco di venti anni): a fronte di quattro
imputazioni di omicidio volontario, fu giudicata colpevole solo per la prima, finendo condannata a morte per impiccagione. Si parla talvolta di lei come del primo serial killer della Storia, ma sicuramente è la prima serial killer donna. Alla sua vicenda

come i suoi errori non siano stati così irreparabili da relegarlo ai margini della politica, fatta eccezione per la sciagurata “campagna di Gallipoli” del 1915, dopo la quale egli perse in effetti l’incarico di primo lord dell’ammiragliato, e per la scelta, avvenuta nei panni di cancelliere, di restaurare il sistema “gold standard”, o a “cambio aureo” (nel 1925), che gli costò un lungo periodo di inoperosità. Come detto, Churchill seppe però sempre mostrare il carisma necessario a risalire la china, mostrando una conoscenza della politica che altri si sognavano, fino a condurre gli inglesi alla vittoria contro i nazisti nella Seconda guerra mondiale. In ultimo, c’è da considerare che altri leader politici del suo tempo commisero errori assai più gravi, e così la sua figura risaltò ancor di più, senza che dietro ci fosse alcuna eminenza grigia o alcun potere forte. Neanche la massoneria,
abbiamo dedicato una serie di podcast nella sezione “Crime” di Storia in Podcast. Nella grande audioteca di Focus le puntate a disposizione sono oltre 400: spaziano dalle biografie di personaggi famosi ai fatti delle più importanti Case reali d’Europa.
alla quale Churchill si iscrisse in giovane età (nel 1901) per allontanarsene quasi subito.
Ancora sulla Russia
In riferimento all’articolo “La Russia vince sempre?” pubblicato su Focus Storia n° 187, vorrei segnalare due elementi molto importanti che non sono stati citati nell’articolo. Innanzitutto, tra i conflitti perduti non viene menzionata la Prima guerra mondiale, i cui esiti catastrofici per i russi concorsero a scatenare la Rivoluzione d’ottobre. Inoltre, tra le vittorie è stata invece omessa la guerra civile siriana, in cui fu determinante l’intervento russo per ribaltare gli esiti di un conflitto eterodiretto da alcuni Paesi della Nato, tra cui gli Usa.
Simone Calligaris
Risponde Riccardo Michelucci, autore dell’articolo
Per analizzare un argomento così ampio e aperto a varie forme di interpretazione mi sono affidato all’aiuto di due storici, il russo Nikolaj Shefov e l’italiano Fabio Bettanin. Lo studio sistematico realizzato da Shefov arriva fino al 1940 e quindi cita il primo conflitto mondiale ma lo inserisce tra le guerre vinte dalla Russia, perché nessun nemico riuscì a mettere
Online. Per ascoltare tutte le puntate di Storia in Podcast, basta collegarsi al sito storiainpodcast.focus.it. Gli episodi di Storia in Podcast – disponibili anche sulle principali piattaforme online di podcast – sono a cura del giornalista Francesco De Leo.
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Focus Storia n° 187, pag. 25, abbiamo scritto erroneamente che Albrecht Dürer è scomparso nel 1578, invece che nel 1528.
piede sul suo territorio. Quanto al recente conflitto siriano, al quale Mosca ha preso parte solo dal 2015, la sua precisazione è senz’altro corretta. Tuttavia, con il professor Bettanin abbiamo fatto un ragionamento di carattere generale che, anche per motivi di spazio, non ha potuto citare tutti i conflitti nei quali la Russia è stata coinvolta.


Dopo la sfida
Il rientro dei leoni in un anfiteatro romano, dopo una condanna a morte ad bestias
Ma la maggior parte degli animali moriva nelle venationes

Venite con me, vi accompagno.
Mi chiamo Ferox e sono un leone berbero. Da circa un mese vivo rinchiuso in una gabbia a Roma, in attesa di combattere in un grande recinto di pietra che i Romani chiamano Amphitheatrum Flavium, dove animali e uomini si stanno massacrando oramai da più di cento giorni. Strano modo di celebrare il trionfo dell’imperatore Traiano su Decebalo, il re della Dacia, una terra situata sul confine nordorientale dell’impero, oltre il corso del fiume Danubio. Ho sentito dire ai guardiani che mi porteranno nell’arena domani, ma non so ancora chi sarà il mio avversario, se un altro leone oppure un gladiatore. Sinceramente, se potessi decidere il mio destino, preferirei affrontare colui che mi ha strappato alla mia terra per condurmi in questo luogo di sangue e morte, dove non si lotta per la sopravvivenza ma per il divertimento di chi guarda. Purtroppo so già come andrà a finire, perché quasi nessuno dei miei compagni di sventura ha fatto ritorno: se proprio dovrò morire mi piacerebbe farlo sfidando un venator (così si chiamano i gladiatori-cacciatori) e fargli passare le pene degli inferi prima di essere trafitto dalla sua lancia.
INGANNATO. La mia odissea è iniziata un mese fa in Nord Africa, dove vivevo beato, convinto che non sarebbe mai potuto succedere nulla di brutto a me che sono “il re degli animali”. Come ogni giorno, stavo perlustrando il territorio quando vidi un capretto tutto da solo legato a un palo. Non mi sembrava vero che una preda tanto appetibile stesse lì ad aspettarmi, quindi mi avvicinai per catturarla e non appena l’afferrai venni risucchiato dalla terra. Capii subito che i cacciatori mi avevano teso una trappola. È così che fanno quando vogliono catturare

di Mauretania. Nulla in confronto ai 600 esemplari dei giochi offerti da Gneo Pompeo Magno nel 55 a.C., per l’apertura del suo teatro. Anche il famoso Giulio Cesare fece sterminare tantissimi miei simili per festeggiare un suo trionfo militare nel 46 a.C.: ben 400 in un solo giorno. Mi dicono che tra le tante fiere che partecipano a questi giochi sanguinari ci sono anche coccodrilli, rinoceronti, orsi, tori, cinghiali e persino innocui erbivori come cervi, daini e capre selvatiche. I Romani non risparmiano nemmeno gli elefanti, le creature meno aggressive che conosca, perché la loro gigantesca mole suscita grande meraviglia.
IL RE DEGLI ANIMALI. Tra tanti animali, sembra che i leoni siano le vittime preferite delle venationes, tanto che gli esemplari nordafricani, la mia specie, iniziano a scarseggiare. Ma perché proprio noi? Forse perché agli occhi dell’uomo appariamo sia come emblema della forza della natura, una metafora del nemico che minaccia e divora. Sottomettere un leone, per gli uomini simboleggia la vittoria della civiltà sulla natura selvaggia. Sarà per questo che divinità ed eroi della mitologia sono spesso rappresentati nell’atto di domare un felino... I Romani sono però passati dalla teoria alla pratica, dandoci la caccia per mostrare il loro dominio sul mondo.
Anche nell’antica Mesopotamia, millenni fa, i re organizzavano cacce al leone in spazi simili ad arene, per esempio ai tempi dell’Impero assiro. Ci uccidevano come oggi a Roma, è vero, ma non si trattava di uno spettacolo per intrattenere le persone. Anzi, era una pratica sacra, perché noi leoni eravamo considerati i più nobili e regali tra tutti gli animali... Non a caso, molte civiltà ci hanno adorati come spiriti tutelari: gli Egizi, per esempio, veneravano Sekhmet, divinità guerriera
con la testa di leonessa che proteggeva i faraoni, e mettevano grandi sfingi dal corpo leonino a guardia di centri abitati, templi e palazzi reali. E che dire di Micene, la città greca il cui ingresso principale è sorvegliato da due grandi leoni di pietra, simbolo della sua potenza? Invece guardate come siamo ridotti adesso, costretti a farci massacrare per lo spasso degli umani.
NELL’ARENA. Ho trascorso tutta la notte ricordando il passato, ma ora basta. È mattina e i guardiani mi hanno già portato nell’anfiteatro: sembra di stare sottoterra. Qui è tutto buio, odo gli strilli delle persone ma non vedo nessuno. Cos’è questo rumore di carrucole? La mia gabbia si sta alzando, sopra di me vedo aprirsi una botola da cui entra luce accecante e il chiasso umano si fa sempre più forte. Ecco, finalmente qualcuno ha aperto la grata e d’improvviso mi trovo nel mezzo dell’arena.
È più grande di quanto immaginassi. Bel posto dove morire, ma ciò che mi consola davvero è vedere un venator davanti ai miei occhi, come speravo. Preparati umano, sarà la battaglia più spaventosa della tua vita! •

Spietati Gladiatiori e leoni in una venatio A sinistra, il ritorno dalla caccia al leone, rilievo assiro da Ninive. In alto, Ercole e il leone di Nemea.
Nel2012, la University of North Texas ha calcolato che il numero totale di animali uccisi durante l’età imperiale ammonterebbe a circa (stima per difetto) 2,5 milioni! Ma chi furono gli imperatori più sanguinari?
Numeri da capogiro. Augusto si vantava di aver ucciso la bellezza di 3.500 animali in 26 venationes, pari a una media di 135 per ogni spettacolo. In occasione dei giochi offerti da Tito nell’80 d.C. per l’inaugurazione del Colosseo perirono circa 9mila fiere, 5mila delle quali in una singola giornata. Per il suo trionfo sui Germani e sui Blemmi, l’imperatore Probo (276-282 d.C.) indisse colossali spettacoli di caccia con oltre 3.500 animali di specie diverse, soprattutto erbivori e felini. Il primato spetterebbe però a Traiano, che per la sua vittoria nella campagna dacica (101-106 d.C.) diede al Colosseo quattro mesi di festeggiamenti, portando all’abbattimento di 11mila animali. Veri e propri eccidi.