
GIALLI & MISTERI
Intrighi e sospetti dietro la morte di Filippo


A dieci anni dalla scomparsa della scienziata da Nobel, ripercorriamo l’avventura di una donna straordinaria e della sua famiglia altrettanto straordinaria
focusstoria.it
![]()

Intrighi e sospetti dietro la morte di Filippo


A dieci anni dalla scomparsa della scienziata da Nobel, ripercorriamo l’avventura di una donna straordinaria e della sua famiglia altrettanto straordinaria
focusstoria.it
Agli inizi del secolo scorso nascere donna ed ebrea in un’Italia sulla via del fascismo e dell’antisemitismo rappresentava come minimo un’ipoteca sul proprio futuro. Eppure Rita Levi-Montalcini (1909-2012) un futuro lo ebbe, e anche così straordinario da scrivere pagine indimenticabili della storia della scienza. È diventata infatti una delle più famose scienziate del XX secolo e l’unica donna italiana ad avere ricevuto il premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia (1986). Il suo segreto: crederci e non mollare mai. Non mollò in tempo di guerra e di leggi razziali che, impedendole di studiare e di vivere liberamente, la spinsero a rinchiudersi in una stanza e continuare da lì ricerche ed esperimenti. Né lo fece in seguito, e per tutta la vita, che dedicò totalmente alla scienza (“Non mi sono mai sposata perché non avevo tempo”, disse spiritosamente). Nelle pagine del nostro Primo piano ripercorriamo la vita di questa donna incredibile e della sua straordinaria famiglia, anche attraverso documenti e immagini esclusive che i suoi eredi, con grande fiducia, ci hanno messo a disposizione.
Emanuela Cruciano caporedattrice

Medaglia disegnata da Gino Levi-Montalcini per il compleanno della sorella (22 aprile 1972). Da notare il microscopio e il topino (simbolo dell’attività di ricercatrice) e la frase “infiniti auguri alla mia adorata sensibilissima fragilissima resistentissima”.
38 Ritratto di signora
A tu per tu con la scienziata italiana premiata dal Nobel, in un’intervista postuma fedele alle sue parole.
44
Mente da Nobel
Cronaca della scoperta che portò la grande ricercatrice nella Hall of Fame della scienza.
46
Una famiglia di talenti
La dinastia italiana cresciuta sotto il segno della cultura: ecco come la famiglia Levi-Montalcini fu protagonista del Novecento.
50
Una vita per l’arte
I fratelli di Rita: la gemella Paola, pioniera dell’Astrattismo, e Gino, depositario di molti talenti.
54
Italia matrigna
Nel 1938 furono varate le leggi razziali. E Rita dovette abbandonare le sue ricerche in università.


In copertina: il premio Nobel Rita Levi-Montalcini nel 2001.
14
GIALLI DELLA STORIA
Filippo deve morire
Il re macedone morì
assassinato. E il mandante?
18 AMERICA
Il viaggio di Ulysses
L’eroico Ulysses Grant, il generale della Guerra di secessione americana.
24 VITA QUOTIDIANA
Le prime case popolari
Entriamo nel quartiere
Fuggerei, ad Augusta.
28 STORIE DI GUERRA
La Russia vince sempre?
Vittorie (e sconfitte) sotto esame.
34 ATTUALITÀ
La Nato
I poteri dell’organizzazione che lega l’Europa agli Usa.
68 ESPLORAZIONI
Non uno di meno
Così Ernest Shackleton salvò tutti i suoi uomini.
72 COSTUME
Casta e pura
In nome della verginità, un valore molto discusso.
76
SCIENZA
I cercatori d’ossa
L’assurda sfida fra due paleontologi americani.
80 ATTUALITÁ
La parola al popolo
I referendum più incisivi sul corso della Storia.
86 MEDIOEVO
Federico Barbarossa
L’imperatore controverso entrato nel mito.
94 STORIE D’ITALIA
Il re del grano
L’ascesa del contadino Giuseppe Guazzone.

Storia in Podcast, la grande audioteca di Focus, con oltre 350 puntate a disposizione, ha superato i 2.500.000 ascolti.
In particolare, in questo periodo ci siamo occupati dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. In una prima puntata, lo
storico contemporaneo, Simone Attilio Bellezza ha illustrato il percorso storico che dal 1991, anno dello scioglimento dell’Unione Sovietica, ha progressivamente portato alla costruzione delle due identità nazionali che da più di un mese si
stanno scontrando, dopo l’attacco russo. In un’altra puntata il professore di Storia contemporanea Andrea Romano ha fatto un excursus storico per spiegare i legami culturali, etnici e linguistici che hanno segnato per secoli la storia dei due Paesi .

A proposito dell’articolo “Lo strano viaggio sul lago di Como”, pubblicato su Focus Storia n° 184, nel numero dedicato a Churchill, vorrei raccontare un aneddoto. Si tratta di quello che mio padre, Giovanni Bianchi, nome di battaglia Gim, all’epoca ufficiale partigiano con il grado di comandante di battaglione, raccontò a proposito della valigia di Mussolini al professor Marino Viganò in un’intervista del 1990.
«Uno degli ufficiali della Legione della guardia del duce, il capitano Camillo Pompeo (dato che loro avevano già sentore di come la guerra sarebbe finita e dato che io li avevo trattati umanamente) mi disse: “Io ho una valigia che mi ha dato in dotazione il Duce, da Salò – loro provenivano infatti da Salò, per ordine di Mussolini – Io la do a lei con un paio di stivali di cuoio”».
Quegli ufficiali della Guardia del duce avevano detto a mio padre che all’interno di quella valigia c’erano incartamenti
segreti appartenenti al duce. Così proseguiva mio padre:
«Io ritengo che quella valigia fosse la stessa che Churchill ha ritirato sull’Alto Lago di Como, perché il capitano Pompeo mi ha detto, dopo qualche giorno, che l’aveva data alla famiglia di un milite. Io penso che vi fosse il carteggio di Mussolini che Churchill, fingendo di dipingere il Lago di Como, ha ritirato al limitare del lago stesso vicino alla Valtellina» Francesco Bianchi
Focus Storia n° 185, pag. 7, abbiamo scritto erroneamente che Giordano Bruno fu incarcerato il 27 febbraio 1953, invece che il 27 febbraio 1593.
Focus Storia n° 185, pag 87, nella cartina abbiamo segnato erroneamente che la via Francigena passa
Online. Per ascoltare tutte le puntate di Storia in Podcast, basta collegarsi al sito storiainpodcast.focus.it. Gli episodi di Storia in Podcast – disponibili anche sulle principali piattaforme online di podcast – sono a cura del giornalista Francesco De Leo.
Vai su www.abbonamenti.it/ storiadigitale e scopri tutte le offerte, con sconti oltre al 50%. Potrai leggere la rivista sul tuo tablet, smartphone o PC, accedendo con le credenziali create in fase di acquisto.
Scarica gratis l’applicazione Focus Storia su AppStore o Google Play e porta Focus Storia sempre con te! Potrai sfogliare le copie incluse nel tuo abbonamento o acquistare direttamente le singole copie, anche di numeri arretrati.
da Grosseto, invece un percorso passa da Chiusi e uno da Siena.
Su Focus Storia n° 186, pag. 53, abbiamo scritto erroneamente che nella Divina Commedia Dante pone Ulisse nel Purgatorio invece che all’Inferno.
Ha compiuto 500 anni nel 2021, si chiama Fuggerei e sorge ad Augusta (Germania). Allora come oggi questo quartiere, finanziato dai ricchissimi banchieri Fugger, ospita solo i poveri operosi e devoti.
Suonano le 22 ad Augusta. Le porte della Fuggerei si chiudono e chi vuole rientrare a casa deve pagare 50 centesimi alla guardia all’ingresso, un euro se è passata la mezzanotte. Sembra assurdo dover pagare per tornare a casa, ma in realtà è davvero poca cosa: in questo quartiere l’affitto di un alloggio costa solo 88 centesimi all’anno. Perché non siamo in un posto qualunque, ma in uno dei più antichi complessi di edilizia popolare del mondo. E, cosa ancora più sorprendente, grosso modo funziona ancora come 500 anni fa, quando venne ideato e fatto costruire da un Paperone del tempo: il mercante e banchiere Jakob Fugger (1459-1525). All’epoca lo soprannominarono “il Ricco”, oggi avrebbe un posto nella top ten dei più danarosi del mondo, insieme a Elon Musk, Jeff Bezos, Bill Gates e Warren Buffett.
FIUTO PER GLI AFFARI. Nel ritratto che gli fece nel 1520 il grande pittore e incisore tedesco Albrecht Dürer (1471-1578), il magnate ha lo sguardo austero e un abbigliamento in apparenza sobrio, se non fosse per il copricapo intessuto d’oro e il cappotto guarnito di pelliccia, che ne mostrano lo status. Quando ideò la Fuggerei, Jakob era all’apice del successo ed eccelleva perfino nella sua stessa famiglia, i cui membri avevano tutti un gran fiuto per gli affari. Non ricoprì mai cariche politiche, ma godette di un prestigio e di un potere immensi: al punto da concedere prestiti astronomici a sovrani come gli Asburgo e persino al
papa. Jakob Fugger, del resto, rimase sempre fedele alla Chiesa cattolica e impermeabile alla Riforma di Lutero. «Era probabilmente il mercante più ricco d’Europa», spiega Mark Häberlein, docente di Storia moderna all’Università di Bamberga. «Come molti mercanti tardomedievali, era preoccupato per la propria salvezza eterna e voleva spianarsi la strada verso il Paradiso con opere di carità. La Fuggerei dimostra il desiderio di legittimare il suo grande patrimonio (in fin dei conti, stava investendo nel “bene comune”) e assicurare per sempre la propria reputazione, e quella della famiglia, agli occhi dei suoi contemporanei e della posterità».
MEGAPROGETTO.
cattolici dell’Europa medievale e moderna provarono a comprarsi la vita eterna con opere di bene. Ma pochi eguagliarono Jakob Fugger. A cominciare dalla superficie occupata dal suo quartiere residenziale: quasi 15.000 metri quadrati. «Le dimensioni della Fuggerei superavano di gran lunga quelle dei progetti abitativi contemporanei per le classi povere», fa notare Häberlein. La cinta muraria con quattro porte racchiudeva le case in un quadrato, con ampie strade ad angolo retto al posto delle tortuose viuzze tipiche del tempo. Il tutto a due passi dal centro cittadino. Niente casermoni di periferia: nella mente di Jakob l’idea di casa popolare si associava
a quella di estetica e funzionalità e si concretizzò in un progetto ambizioso non solo per dimensioni e costi, ma anche per concezione urbanistica. «A partire dal XIV secolo, in Italia, Olanda, Inghilterra e Germania del Nord c’erano stati progetti di edilizia popolare», prosegue lo storico. Uno dei quartieri nati prima della Fuggerei, e ancora oggi visitabile, è il Cortile delle beghine (Begijnhof) di

