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La vita quotidiana degli ominidi heidelbergensis era caratterizzata da gesti semplici: procurarsi il cibo, prendersi cura dei piccoli e, ovviamente, giocare.

Un bambino di 600mila fa, e la sua vita, ricostruiti grazie a... un dentino!
Ogni volta che sorge il sole è un piccolo miracolo. Forse non ci hai mai pensato, perché dormi in una casa calda e al mattino apri gli occhi quando ti sveglia la mamma. Ma per me è tutto diverso. Sono nato nella terra che oggi chiamate Italia e vivo in Molise, vicino alla città di Isernia, soltanto… 600mila anni fa (quando ancora non erano stati “inventati” il Molise né Isernia). Qui ci sono dolci colline coperte di boschi e prati, molti laghi e un fiume, importantissimi
per avere l’acqua! La mia tribù e io non abbiamo capanne o tende, ma troviamo sempre qualche posticino comodo in cui dormire tutti vicini, al riparo dal vento, condividere il cibo e lavorare… a distanza da certi animali troppo curiosi. In estate è facile e si sta bene quasi sempre, d’inverno invece può fare un gran freddo. Durante il giorno, poi, di solito i grandi vanno a caccia mentre noi bambini giochiamo nei boschi. Basta non allontanarsi troppo: il pericolo è sempre in agguato!
Uno degli animali più temuti dai primi uomini di Isernia era senz’altro il grande orso (Ursus deningeri, a destra). Aveva circa le dimensioni di un orso bruno dei nostri tempi, però più massiccio. La forma delle zampe e quella dei denti fanno pensare che questo grosso animale fosse, in realtà, quasi vegetariano... Ma se infastidito doveva essere comunque un nemico temibile per un uomo. Al Museo nazionale di Isernia puoi ammirarne una ricostruzione davvero spaventosa!

