SCOPRIRE E CAPIRE IL MONDO
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20 MARZO 2026 APRILE 2026
Fabbriche
SPAZIALI Dai farmaci salvavita ai semiconduttori, fino ai data center: l’industria del futuro sarà in orbita, centinaia di km sopra le nostre teste, con satelliti automatici che creeranno prodotti impossibili da realizzare sulla Terra.
SOCIETÀ E SE AL POTERE CI FOSSERO LE DONNE?
GENETICA ALLA RICERCA DEL DNA DI LEONARDO
PREISTORIA L’OCEANO DEI GIGANTI MARINI
COMPORTAMENTO L’ARTE DI OSARE... AL MOMENTO GIUSTO
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Scoprire e capire il mondo PRISMA
6 Il signore della palude 8 La mutanda misura-peti 12 La cometa di Halley 14 Fisica delle gocce 16 Prisma sonoro 18 Il segreto di Stradivari 20 C’è odore di... mummia 22 L’arte più antica
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Tutti i numeri sui libri
dossier made in space 24 FABBRICHE SPAZIALI
In orbita si possono ottenere materiali ad alte prestazioni. Così si sta studiando il modo di produrli e portarli sulla Terra.
30 GRANDI OPERE NELLO SPAZIO
L’umanità si prepara a una nuova era: costruire strutture operative su larga scala oltre l’atmosfera.
36 L’IA VA IN ORBITA
I giganti del Web hanno in mente progetti ambiziosi per costruire enormi centri di calcolo nello spazio. Ecco perché.
40 INQUINAMENTO SPAZIALE
Già oggi lo spazio offre molti servizi insostituibili. Ma c’è un lato “oscuro” che dobbiamo imparare a gestire.
Osare, oltre La fortuna aiuta gli audaci, dicevano i Latini. Ma gli scienziati ci dicono che è molto più complicato di così. L’audacia non è un impulso: è un dialogo tra l’amigdala, che fiuta le opportunità, e la corteccia prefrontale, che le valuta (come spiega Raffaella Procenzano a pag. 84). Chi osa davvero non nega il rischio, lo calcola. Possiede quella che definiamo “intelligenza del rischio”: la capacità di agire nella zona grigia tra certezza e ignoto, cogliendo il momento giusto per il gesto di rottura. C’è però un confine netto che distingue l’audacia dalla temerarietà: lo scopo. Un’azione audace deve valere la pena non solo per chi rischia, ma per un obiettivo che vada oltre l’individuo. Leonardo da Vinci ne era l’incarnazione: immaginava macchine volanti, sperimentava tecniche pittoriche rivoluzionarie, progettava congegni che nessuno sapeva costruire. Trasgrediva le norme – come richiede la definizione di audacia – perché ciò che inseguiva valeva il rischio. A pag. 58, raccontiamo il progetto che, grazie all’analisi del Dna su quadri e manoscritti, tenta di restituirci il suo volto e i meccanismi del suo genio. Un’impresa che è, essa stessa, un atto di audacia. Questa stessa visione oggi si sposta verso l’alto. Due anni fa una capsula è atterrata con a bordo cristalli purissimi di ritonavir, un antivirale diventato impossibile da produrre sulla Terra. Erano stati sintetizzati in orbita. È il simbolo di una rivoluzione: l’orbita bassa si sta trasformando in una piattaforma dove la microgravità abilita ciò che la gravità impedisce. Cristalli più puri, semiconduttori dal valore di un milione di dollari al kg, tessuti biologici che crescono in modo più ordinato. E, in prospettiva, i data center per l’IA alimentati da un Sole che non tramonta mai. È, in una parola, audacia: calcolata, orientata a uno scopo, capace di vedere un’opportunità dove gli altri non guardano ancora. Gian Mattia Bazzoli (gianmattia.bazzoli@mondadori.it)
46 SE COMANDASSERO LE DONNE... società
Il mondo sarebbe (forse) più pacifico, con più apertura al dialogo, alla famiglia e al welfare.
52 DIMMI COME TI CHIAMI... comportamento
Il nome che ci hanno dato, ma anche il cognome, guidano ciò che gli altri pensano di noi.
58 IL VERO CODICE DA VINCI intervista
Perché un team internazionale sta cercando di identificare il genoma di Leonardo?
In copertina: Immagine realizzata con l’intelligenza artificiale.
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D&R Speciale 116 ANIMALI 120 TECNOLOGIA 122 SCIENZA 124 AMORE E SESSO 126 STORIA 128 TE LO DICE...
130 NATURA 132 ECONOMIA 134 SALUTE 138 SOCIETÀ 140 ARTE E CULTURA 144 CIBO
62 ARTISTA O SCIENZIATO? intervista
Come si sarebbe definito Leonardo? Lo abbiamo chiesto all’esperto britannico Martin Kemp.
68 GLI OCEANI DEI GIGANTI paleontologia
MULTIMEDIA
Scopri video, audio, timelapse e tanti altri contenuti.
Rettili marini colossali, molluschi extra large, pesci temibili: la fauna sorprendente dei mari preistorici.
TRAPPOLA DEL GIOCO 74 NELLA D’AZZARDO società
Più della metà degli adolescenti gioca online e nei luoghi fisici. Per gli esperti, è già un’emergenza.
80 LA SCIENZA DEL CIOCCOLATO gusto
Dietro ogni uovo di Pasqua si nascondono fisica, chimica e una curva di temperature precisa.
84 BUTTIAMOCI
comportamento
L’audacia è il risultato di un mix di genetica, affermazione di sé e chiarezza di pensiero.
90 TIROIDE AVVELENATA inchiesta
Nelle aree costiere della Toscana, il tumore a questa ghiandola sembra essere più aggressivo: il problema sono (anche) i metalli pesanti. E non è l’unica zona d’Italia dove accade.
INQUADRA IL QR CODE
146 UNIVERSO 148 PSICHE 152 SPORT Pagine animate Animazioni, video, audio... Potete fruire di tanti contenuti aggiuntivi grazie ai QR Code, nelle pagine dove troverete l’icona Focus+. Basta inquadrare il QR Code con la fotocamera attiva (se si usa un iPhone o un iPad), oppure usando Google Lens o una qualsiasi app per la scansione di QR Code (se si ha uno smartphone o un tablet Android). Se invece siete al computer, andate alla pagina del nostro sito, all’indirizzo web segnalato.
96 IN FONDO AL MAR... tecnologia
A 2.150 metri nel Tirreno, correrà il cavo elettrico più profondo del mondo. Il Tyrrhenian Link è un’opera record da 970 km che migliorerà la rete italiana.
102 ARCHEO-TECNOLOGIE storia
Robot, laser, analisi di laboratorio e IA consentono risultati sempre più accurati e nuove scoperte.
108 MINIERE URBANE ecologia
Oro, rame, palladio, terre rare: nei rifiuti elettronici si nasconde un tesoro. Ecco come lo si estrae.
RUBRICHE
100 Tipi italiani 155 Iniziative 157 MyFocus 158 Cartellone 160 Giochi 4 | Focus
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I canti della cinciarella (e della cinciallegra)
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società
LA PORTA DI ACCESSO Per i più giovani la strada verso il gioco d’azzardo, e i relativi comportamenti problematici, passa dal Web e da alcuni tipi di videogame molto diffusi.
74 | Focus
I
l gioco d’azzardo travolge i più giovani ed è ormai un’emergenza globale, di cui però il mondo adulto ancora non si accorge. Forse perché giocare, in fondo, è ciò che si fa fin da bambini. E perché il confine fra i videogame (l’evoluzione “naturale” dei giocattoli) e il gioco d’azzardo è diventato invisibile, soprattutto online. Eppure, fra psicologi, psichiatri ed esperti di dipendenze, l’allarme sta montando e la massima che paragona l’azzardo al fumo di sigaretta – “gambling is the new tobacco” – sta diventando tristemente popolare. A febbraio oltre 300 esperti di 35 Paesi hanno pubblicato un appello sul Journal of Behavioral Addictions, riconoscendo il fenomeno come un «problema emergente di salute pubblica» e identificando 25 priorità che la ricerca dovrebbe darsi per contribuire ad arginarlo. Molte di queste riguardano proprio i giovani e gli adolescenti, «esposti a un rischio maggiore di sviluppare problemi legati al gioco d’azzardo (o gambling in gergo tecnico, ndr), probabilmente a causa della loro immaturità emotiva e cognitiva e della maggiore suscettibilità alle influenze dei coetanei e alla pubblicità», si legge nell’appello.
Nella trappola del
GIOCO
D’AZZARDO Più della metà degli adolescenti gioca online e nei luoghi fisici. Un fenomeno poco noto, che per gli esperti è già un’emergenza. di Margherita Fronte Focus | 75
AFP/Getty Images
VISIBILITÀ A TUTTO CAMPO Le foto di queste pagine mostrano come, in Italia, il gioco d’azzardo sia accettato e diffuso. Qui a lato: il giocatore dell’Inter Lautaro Martínez esulta dopo un gol. Lo sponsor sulla maglia è un sito di scommesse sportive e casinò online. A destra: una tombola in famiglia. Sotto: una tabaccheria con le schede per giocare e l’avvertenza “nuoce alla salute”.
I comportamenti problematici sono più comuni fra chi spende soldi all’interno dei videogame
VIETATI AI MINORI? A fotografare quanto accade nel nostro Paese è uno studio pubblicato su Lancet Public Health, coordinato dalla Scuola di Sanità Pubblica dell’Università di Pavia, in collaborazione con l’Istituto Mario Negri di Milano e con il Cnr. La più ampia in-
IO PUNTO SU... Le scommesse sportive, specie quelle calcistiche, sono fra le modalità di gioco d’azzardo preferite dai giovanissimi.
dagine sul fenomeno condotta in Italia, basata su quasi 12.000 questionari distribuiti nelle scuole nell’ambito del progetto Espad, indica che il 58,8% dei 15-19enni ha giocato d’azzardo nel corso della vita, e il 53% lo ha fatto nell’ultimo anno. Fra questi ultimi, il 20,4% ha avuto comportamenti di gioco problematici, o potenzialmente problematici. Si tratta di valori sorprendentemente alti e superiori rispetto a quelli riportati da indagini precedenti. Ma sono numeri in linea con quelli di un altro studio, condotto nel Lazio e nel Piemonte su 1.874 studenti di età compresa fra i 12 e i 14 anni, pubblicato su Epidemiologia&Prevenzione lo scorso agosto: il 55,7% di loro aveva giocato d’azzardo almeno una volta nei 12 mesi precedenti all’indagine e il 16% lo aveva fatto regolarmente negli ultimi 30 giorni. Il 7,2% aveva avuto un comportamento a rischio e il 3,4% un comportamento problematico, «caratterizzato da difficoltà nel riuscire a smettere, dall’aver avuto litigi con amici o familiari per via del gioco e aver fatto assenze ingiustificate a scuola per giocare», spiega lo studio. «Questi dati mostrano che il gambling è molto diffuso nella fascia d’età che la legge dovrebbe tutelare, e rendono conto di quanto vediamo nella clinica», commenta Stefano Vicari, professore ordinario all’Università Cattolica e responsabile di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma; «assistiamo infatti a un grande aumento di richieste d’aiuto, legate alle dipendenze in generale e anche al gioco d’azzardo». Adobe Stock
Secondo l’ultimo sondaggio Espad (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs), riferito al 2024, nei Paesi dell’area europea il 23% dei 15-16enni aveva giocato d’azzardo nei 12 mesi precedenti all’indagine, nonostante i divieti in vigore per i minorenni. E in Italia la situazione è ancora peggiore.
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FATTORI DI RISCHIO E CAMPANELLI D’ALLARME
IL RUOLO DEI VIDEOGIOCHI All’origine del fenomeno ci sono numerosi fattori, sia sociali sia psicologici (vedi riquadro a destra); punti deboli che l’industria ha imparato a sfruttare, anche attraverso strumenti apparentemente innocui: i videogiochi. Non è un caso che molti studi epidemiologici analizzino contestualmente azzardo e videogame. E un’associazione molto chiara fra le due attività è emersa anche nell’indagine italiana di Lancet Public Health. Dai dati raccolti è infatti risultato che il 67,2% dei partecipanti aveva giocato ai videogame nell’ultimo anno, uno su tre spendendo soldi per ottenere oggetti, nuove caratteristiche, per passare di livello e così via. Sono soprattutto questi acquisti a preoccupare, perché, come spiega Giansanto Mosconi, ricercatore in igiene all’Università di Pavia e primo autore dello studio, «il gioco d’azzardo è particolarmente diffuso tra gli adolescenti che spendono denaro nei videogame online, specie nell’acquisto di loot box, forzieri virtuali che erogano ricompense casuali». Per cadere in trappola basta poco: 50
Proprio come per le droghe, certe caratteristiche personali e dell’ambiente in cui si vive possono aumentare il rischio di cadere nella trappola del gioco d’azzardo già da ragazzini. Spiega Stefano Vicari, neuropsichiatra dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma: «I comportamenti problematici sono più comuni fra i maschi con temperamenti caratterizzati dall’impulsività e dal cosiddetto sensation seeking, un tratto che spinge alla ricerca di esperienze nuove e intense. Al contrario, è meno a rischio chi ha sviluppato un buon controllo ed è capace di riflettere sulle proprie emozioni: entrambe queste caratteristiche sono più frequenti fra le ragazze». Anche l’ambiente domestico ha un ruolo, perché la normalizzazione del gioco d’azzardo inizia spesso in casa, quando si gioca “tutti insieme” – con genitori, fratelli, sorelle e magari anche i nonni – oppure se il comportamento è tollerato. Più in generale, «gli adolescenti con un buon livello di benessere psicologico, che hanno relazioni familiari e amicali positive e la possibilità di dedicarsi ad attività costruttive sono meno inclini all’azzardo e più protetti dalle sue conseguenze negative», spiega Giansanto Mosconi, ricercatore in igiene all’Università di Pavia. Alcuni studi includono fra i fattori protettivi anche la comprensione delle regole statistico matematiche che sono alla base dei giochi (chi le conosce sa che perdere è più probabile che vincere). Rispetto alla scuola, sono meno a rischio i ragazzi che la frequentano volentieri, mentre cali repentini del rendimento, uniti a un aumento della conflittualità con amici e genitori e a richieste di denaro sempre più pressanti, sono segnali da non sottovalutare.
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Mondadori Portfolio/Archivio Massimo Insabato/Massimo Insabato Adobe Stock
A CHE GIOCO GIOCHIAMO? Un ragazzo davanti allo schermo. Il confine fra certi videogame e l’azzardo è molto sfumato. Quasi impercettibile.
euro al mese spesi in acquisti interni al gioco, e soltanto 5 euro in loot box, sono sufficienti ad aumentare il rischio di incorrere in comportamenti d’azzardo problematici. «La nostra ipotesi è che i sistemi di monetizzazione dei videogiochi moderni siano progettati per fare leva sulle stesse vulnerabilità psicologiche sfruttate dal gambling, e che possano anche contribuire a una familiarizzazione con le sue dinamiche», prosegue Mosconi. «Per stabilire una relazione di causa-effetto fra le due attività occorrerebbero studi che seguono nel tempo i ragazzi, cosa che la nostra indagine non fa», aggiunge Silvano Gallus, anch’egli fra gli autori dell’articolo di Lancet Public Health, responsabile del Laboratorio di Ricerca sugli stili di vita dell’Istituto Mario Negri di Milano. «Certamente però ci sono zone grigie nel mondo dei videogame, in cui si insinuano le dinamiche del gioco d’azzardo». Peraltro, commenta il neuropsichiatra Stefano Vicari (che non è coinvolto nello studio), «il legame fra un certo tipo di videogiochi e l’azzardo è perfettamente plausibile dal punto di vista neurofisiologico. Infatti, l’attesa della ricompensa, insita nel meccanismo delle loot box, attiva il sistema della dopamina, che è quello della dipendenza». Non è un caso che le loot box siano già state messe al bando in alcuni Paesi. Non in Italia però.
delle sigarette elettroniche, che sono un ponte verso quelle tradizionali». Ma somiglianze ancora più inquietanti si intravedono nelle dinamiche economiche e politiche che governano i due settori. «In entrambi gli interessi delle aziende intersecano quelli degli Stati, che ricevono i soldi della tassazione. L’Italia incassa dal gioco d’azzardo 11,6 miliardi di euro all’anno, e dal tabacco circa 15» continua Gallus. «Questo significa che, sebbene tutti riconoscano che queste attività siano dannose per la salute, non c’è una reale volontà di arginarle. Riguardo al gambling, poi, è pa-
I divieti per i minorenni sono facilmente aggirati su Internet, ma anche nei luoghi fisici
SCOMMESSE E SIGARETTE «Vedo dei parallelismi incredibili fra l’industria del tabacco e quella del gioco d’azzardo», sottolinea Silvano Gallus, il cui principale ambito di ricerca è proprio quello delle sigarette, della loro diffusione e del relativo impatto sulla salute. «Il fenomeno delle loot box, per esempio, è del tutto simile a quello 78 | Focus
lese che le leggi che lo vietano ai minorenni vengano facilmente aggirate. Accade soprattutto sulle piattaforme online, ma il nostro studio ha analizzato tutti i tipi di gioco, ed è risultato che anche nei luoghi fisici i divieti non sono sempre osservati. Poco efficaci sono poi i limiti alle pubblicità imposti dal “decreto dignità” del 2018: il gioco d’azzardo infatti continua a essere visibile nelle sponsorizzazioni sportive, anche televisive, all’interno di siti internet, e negli spot delle lotterie nazionali o dei gratta e vinci. Più in generale, l’ambiente culturale in cui viviamo ha normalizzato il gioco d’azzardo. Basti pensare alla tombola natalizia in famiglia o al programma Affari tuoi, il gioco “dei pacchi” in onda ogni giorno su Rai 1 in prima serata: è una trasmissione di grandissimo successo che si basa sul mec-
PUOI VINCERE ANCHE TU! Stefano de Martino, conduttore di Affari tuoi, con il pacco più ambito della trasmissione, basata su scommesse e remunerazioni. Sotto: una tabaccheria festeggia la vendita del biglietto vincente della lotteria. In basso: una loot box, forziere dal contenuto ignoto che si compra nei videogiochi. Alcuni Paesi le hanno messe al bando perché accusate di favorire il gambling.
CONTROMISURE URGENTI È proprio su questa normalizzazione che, secondo gli esperti, si dovrebbe intervenire per arginare il fenomeno. Ma aggiungere “gioca responsabilmente” al termine degli spot pubblicitari, non è la strada giusta. «Credo si debba superare la retorica del “gioco responsabile”, che tende a trasferire l’intero peso della prevenzione sul singolo, trasformando una fragilità in una colpa», dice Mosconi. «Occorre invece rafforzare i controlli sull’accesso dei minori al gioco d’azzardo e ridurne la visibilità commerciale, anche prevedendo divieti di pubblicità non aggirabili. Per quanto riguarda i videogame, non si tratta di demonizzare uno strumento che può avere anche un valore ricreativo e sociale. Occorre però intervenire in particolare sui sistemi di monetizzazione basati su meccanismi casuali che, oltre alla loro criticità intrinseca, hanno il potenziale di favorire la familiarizzazione con le dinamiche del gioco d’azzardo: tali meccanismi dovrebbero quantomeno essere vietati nei prodotti destinati ai minori. Una risposta normativa univoca a livello dell’Unione Europea renderebbe questo intervento più efficace, spingendo l’industria ad adattarsi e a sviluppare ambienti più sicuri per gli utenti».
AFP/Getty Images
canismo di scommessa e remunerazione tipico del gambling». «In Italia il gioco d’azzardo è facilmente accessibile e culturalmente accettato», conferma Mosconi. «Anche laddove esistono divieti formali, assistiamo spesso a forme di presenza indiretta – per esempio nel mondo sportivo o digitale – che di fatto ne mantengono alta la visibilità. Quando un comportamento è costantemente esposto nello spazio pubblico, tende a essere percepito come ordinario e innocuo».
tecnologia
IN FONDO AL MAR...
S
A 2.150 metri nel Tirreno, correrà il cavo elettrico più profondo del mondo. Il Tyrrhenian Link è un’opera record da 970 km che migliorerà la rete italiana. di Marco Consoli
otto i mari scorre l’energia. Cavi elettrici attraversano i fondali portando corrente da un luogo all’altro, e il più profondo di tutti si troverà nel Tirreno, a 2.150 metri sotto la superficie: un record mondiale appena stabilito dall’Italia e da Terna, il gestore della rete elettrica di trasmissione nazionale che con quest’opera supera il proprio precedente primato: 1.640 metri di profondità, stabilito con il Sa.Pe.I., il cavo tra Sardegna e Lazio. Il nuovo primato appartiene al Tyrrhenian Link – T-Link per gli addetti ai lavori –, l’elettrodotto sottomarino che collegherà per la prima volta la Sicilia alla Campania e alla Sardegna. L’opera prevede la posa di un doppio cavo sotto il mare di circa 970 km di lunghezza complessivi e 1.000 MW di potenza in corrente continua. È costituita da due tratte: il ramo est, tra Sicilia e Campania lungo circa 490 km, e il ramo ovest, tra Si-
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cilia e Sardegna, lungo 480 km. Ma al di là del record, il T-Link racconta qualcosa di più grande: il modo in cui sta cambiando il nostro modo di produrre e trasmettere energia. Quando la corrente viene generata da fonti rinnovabili come il vento o il sole, non è possibile regolarne la quantità a piacimento: a volte ce n’è troppa, a volte troppo poca. Serve quindi una rete di trasporto capace di spostare rapidamente l’energia dove manca, attingendo da dove ce n’è in eccesso. Ed è esattamente per questo che opere come il T-Link sono considerate strategiche: non solo collegano isole alla terraferma, ma svolgono un ruolo chiave nell’integrazione delle rinnovabili e nel rafforzamento della sicurezza e della resilienza del sistema elettrico. Per raggiungere tale record è stato necessario lavorare con i produttori dei cavi e affrontare la complessità della progettazione e della posa, che richiedono esperienza e tecnologie all’avanguardia. I cavi sottomarini sono sostanzialmente si-
Terna
INSTALLAZIONE La nave Leonardo da Vinci mentre posa un cavo sottomarino. È progettata per stenderlo a oltre 3.000 m di profondità.
mili a quelli terrestri e di solito hanno un diametro fra 11 e 13 centimetri: sono cavi unipolari (con un solo conduttore metallico) perché trasportano corrente continua, che su distanze molto lunghe minimizza le perdite rispetto all’utilizzo di corrente alternata, con al centro della sezione il conduttore che è in rame o, preferibilmente, il più leggero alluminio. Inoltre sono isolati con carta impregnata d’olio, un sistema collaudato e ancora molto efficace a grandi profondità. L’unica differenza è che questi cavi, rispetto ai terrestri, sono rivestiti da un doppio strato di acciaio che permette di resistere alle forze cui sono sottoposti per il peso e il tiraggio nel momento in cui vengono posizionati dalla superficie sul fondo marino. COME NASCE IL PERCORSO Il tracciato complessivo dell’opera non è una linea retta: è tortuosa, segue le coste. La prima cosa da fare nella progettazione
di un’opera simile è infatti quella di analizzare i fondali, anzitutto facendo uno studio a tavolino in base alle mappe esistenti che rivelano le varie profondità da attraversare (nel caso specifico la strada più breve avrebbe attraversato fondali di oltre 3.000 metri), ma anche la presenza di eventuali aree marine protette in cui non si potrebbe operare. In secondo luogo si utilizzano sottomarini a comando remoto (ROV) che vengono filoguidati dalla superficie, e hanno a bordo strumenti come sonar e scanner, oltre a telecamere, in grado di studiare la geofisica e la geotecnica del terreno, per valutare per esempio non solo quanto è compatto o penetrabile, eseguendo carotaggi dello stesso, ma anche se vi sono canyon, ostacoli e così via, senza dimenticare la verifica dell’eventuale presenza di specie protette da salvaguardare. In questo modo si ottiene una mappatura 3D attraverso cui si può definire in modo preciso dove potrà passare il cavo. Focus | 97
ANATOMIA DI UN CAVO Alluminio al centro, carta impregnata d’olio come isolante, doppia armatura d’acciaio all’esterno: in soli 13 cm di diametro c’è tutta la tecnologia per resistere a 2.150 metri di fondale.
Conduttore in alluminio Nastri di carta semiconduttori Isolamento in strati di carta impregnata di miscela ad alta viscosità Armatura a doppio strato di acciaio Guaina di polietilene
Diametro 11-13 cm
Terna
CONTROLLO Sotto costa la posa dei cavi è monitorata dai sommozzatori. A profondità maggiori si usano droni sottomarini dotati di sonar e telecamere.
LA POSA, METRO DOPO METRO Ma come si fa a produrre e posare 970 chilometri di cavo? Anzitutto sarebbe impossibile realizzarne uno così lungo, soprattutto per i limiti legati alla fase di isolamento del cavo stesso: le vasche dove i cavi vengono inseriti per impregnare la carta di olio, riescono a contenere non più di 50 chilometri alla volta, e questo quindi richiede la realizzazione di giunture tra i vari tronconi. Inoltre non ci sono navi abbastanza grandi da riuscire ad avvolgere in un mega-rocchetto tutto quel cavo, dato che le più avanzate riescono a trasportare al massimo 250 chilometri di cavo, fatto che su distanze così lunghe richiede l’operazione di giunzione tra vari spezzoni. Per posare il cavo con assoluta precisione è necessario non solo usare vascelli di classe 3, cioè in grado di stare perfettamente fermi in un punto anche nel malaugurato caso di guasti a bordo, ma anche di usare i ROV sottomarini filoguidati, che possono monitorare la posa, segnalando eventuali errori che richiedono un riavvolgimento a bordo e un ulteriore tentativo di srotolamento. Il cavo posato sul fondale deve essere inoltre protetto dalle attività in superficie che possono danneggiarlo (le più tipiche sono la pesca a strascico e l’ancoraggio di navi) e per questo i tecnici di Terna per il Tyrrhenian Link hanno previsto una 98 | Focus
soglia di sicurezza di 800 metri d’acqua che deve sovrastare il cavo stesso fino alla superficie: dove questo margine non c’è, perché il fondale è meno profondo, si procede all’interramento del cavo stesso, scavando nel suolo con due getti d’acqua ad alta pressione (e nei casi di materiale più duro con una ruota dentata) una piccola trincea profonda 80 centimetri, dove il cavo si posa grazie al proprio peso, per rimanere poi in breve tempo coperto nel fondale. Tale attività che ad alte profondità è più semplice da eseguire, diventa problematica in prossimità delle coste, dove l’habitat naturale e le attività umane possono essere compromesse: ecco perché in questo caso si procede con una tecnologia di trivellazione orizzontale in profondità che permette di non eseguire scavi a cielo aperto. IL MARE DA PROTEGGERE Un aspetto importante quando si eseguono queste opere è la necessità di salvaguardare l’ambiente: Terna, di concerto con le istituzioni competenti, effettua solitamente un monitoraggio dei parametri ambientali e geofisici dell’acqua, del fondale e delle specie che popolano un determinato tratto di mare, sia nella fase precedente alla realizzazione di un elettrodotto sottomarino, sia in quella di realizzazione e poi per i cinque
Torre Tuscia Magazzeno (Battipaglia)
Terra Mala (Cagliari)
Fiumetorto (Termini Imerese)
TRACCIATO Il Tyrrhenian Link collegherà Battipaglia, Termini Imerese e Cagliari con 970 km di cavo e una potenza di 1.000 MW.
Terna
Terna
SUL ROCCHETTO Una fase della posa presso la costa. A sinistra, il cavo è avvolto in bobine da 250 km: per coprire i 970 km del T-Link ne servono più tronconi, poi giuntati sul fondale.
Sotto i mari del Pianeta scorrono 1,2 milioni di km di cavi elettrici: tre volte la distanza Terra-Luna anni successivi. Nel caso del T-Link è stato rilevato che l’opera avrebbe impattato sulla Cymodocea nodosa e sulla Posidonia oceanica, due piante marine tipiche del Mediterraneo che svolgono un compito fondamentale nel prevenire l’erosione costiera e sono habitat di vari organismi vegetali e animali. Terna ha eseguito un vero e proprio trapianto di queste due specie trasferendo oltre 20mila talee su una superficie di oltre 1.200 metri quadrati in siti idoneamente individuati dagli scienziati per preservarne la conservazione nel tempo. SORVEGLIANZA E RIPARAZIONI Per monitorarne il funzionamento, interrompendo immediatamente il flusso di energia elettrica prima ancora che possano verificarsi dispersioni, ai cavi si accompagnano vari sensori, una rete di dispositivi connessi in grado di comunicare tra loro e con i centri di controllo a terra (la cosiddetta “Internet delle cose”), e fibra ottica, con cui ricavare a terra dati in tempo reale
e anticipare eventuali guasti. Nonostante le aree sottomarine interessate dal passaggio degli elettrodotti siano segnalate sulle mappe nautiche, per vietare l’ancoraggio di navi o attività di pesca che mettono a rischio l’integrità dei cavi, un incidente può sempre succedere. In tal caso è necessario procedere a una delicata operazione di riparazione, che prevede l’invio di una nave nel punto del guasto: quando l’imbarcazione si trova nella zona d’intervento un ROV subacqueo viene mandato a tagliare il cavo e riportare una cima in superficie. A questo punto viene bonificata la parte di cavo danneggiata, eliminando il tratto che non è più isolato dall’acqua, e si procede a realizzare una giunta con un nuovo spezzone di cavo portato a bordo. Successivamente l’operazione viene ripetuta anche sull’altra estremità. A quel punto, si uniscono definitivamente le due parti con la giunta che sostituisce il tratto danneggiato, non più sicuro, e infine si procede alla posa finale. Focus | 99
Domande Risposte
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INDICE PAGINE ANIMALI 116 • TECNOLOGIA 120 • SCIENZA 122 • AMORE E SESSO 124 • STORIA 126 • TE LO DICE MASSIMO 128 • NATURA 130 • ECONOMIA 132 • SALUTE 134 • SOCIETÀ 138 • ARTE E CULTURA 140 • CIBO 144 • UNIVERSO 146 • PSICHE 148 • SPORT 152
SOCIETÀ MOSSE Un piccolo scacchista. L’ideale è sentirsi liberi di coltivare più di un interesse.
I BAMBINI PRODIGIO DIVENTANO ADULTI DI SUCCESSO?
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SOLO A VOLTE. PARE INFATTI CHE, DA PICCOLI, SIA MEGLIO NON FISSARSI SU UN’UNICA PASSIONE.
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hi è già un genio o un campione da bambino, diventerà il prossimo Einstein o Maradona? Per rispondere lo psicologo David Feldon, della Utah State University, ha spulciato le carriere di 35.000 tra grandi atleti, scienziati, musicisti e scacchisti: «Il 90% di loro da bambini non erano eccezionali nel campo in cui hanno brillato da adulti, e avevano sperimentato molte attività diverse, prima di trovare quella di eccellen-
za», ha spiegato su Science. «In media solo il 10%, che sale al 18% per gli atleti, di chi ottiene grandi risultati da bambino, resta ai massimi livelli anche da adulto». ESPERIENZE. Le caratteristiche tipiche dei giovani “geni” o campioni, come la specializzazione precoce, i rapidi progressi e l’elevata quantità di pratica in un’unica disciplina, sono spesso rare o assenti nelle storie di chi eccelle da adulto. «Sembra che un’esperienza più varia e
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Dove non si possono I prendere multe per eccesso di velocità?
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meno ossessiva durante l’infanzia favorisca capacità di apprendimento più flessibili, che aiutano poi le persone a trovare l’attività in cui brillare da adulti. Inoltre, carichi di allenamento meno intensi riducono il rischio di burnout, infortuni e abbandono precoce», conclude Feldon. Spingere troppo i presunti “geni” o campioni giovanili, rischia insomma di farci perdere molti adulti di talento. Alex Saragosa
posti al mondo dove si può correre in auto senza limiti di velocità sono due. Il primo è l’isola di Man, nel mare d’Irlanda, dove solo nelle aree residenziali non si possono superare le 30 miglia all’ora (circa 50 km/h): sul resto delle strade si può sfrecciare anche a 160 km/h senza che la polizia intervenga. Questo, assieme alle strade tortuose e panoramiche, ha reso il luogo un paradiso dei motociclisti, che non a caso sciamano qua a fine maggio per le due settimane della Tourist Trophy, una gara considerata fra le più pericolose al mondo proprio per la velocità senza limiti. Anche nel resto dell’anno, però, il tasso di incidenti gravi è doppio rispetto alla vicina Inghilterra. Germania. Le uniche altre strade dove non prendere multe per eccesso di velocità sono alcuni tratti delle autostrade tedesche, che però sono sicurissime (il tasso di incidenti mortali è tre volte inferiore a quello dell’Italia) grazie ai guidatori tedeschi, che per ottenere la patente devono seguire lezioni di guida in autostrada e, inoltre, devono garantire una manutenzione impeccabile. E.M.