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Focus n. 380 (giugno 2024)

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Microiniezioni di

AIUTO FARMACOLOGICO

Esistono farmaci che rallentano di molto la caduta dei capelli rinforzando il cuoio capelluto (come minoxidil) o impedendo agli androgeni di danneggiare i follicoli (come finasteride).

cellule nel cuoio capelluto danno ottimi risultati, secondo una ricerca del Policlinico di Roma

Si può puntare sulla terapia a basso dosaggio ma con sistemi di veicolazione innovativi: i farmaci possono essere somministrati per via locale, usando un veicolo a base di alcol o liposomi che possano attraversare la barriera cutanea, o per via potenziata, usando metodi come la ionoforesi o il patting (microincisioni verticali) che aumentano la penetrazione dei principi attivi. Possono inoltre essere somministrati iniettandoli nel derma con aghi sottilissimi, oppure per via orale o sublinguale, per renderli rapidamente disponibili». L’efficacia è buona, nell’uomo soprattutto se si usano combinazioni di minoxidil e finasteride; in alcuni casi però non basta e allora si può provare con trattamenti di medicina rigenerativa come la mesoterapia (iniezioni intradermiche) con il plasma ricco di piastrine e con le cellule mesenchimali e staminali adipose. «Questi interventi mirano a potenziare gli stimoli positivi che l’ambiente circostante invia alla papilla dermica, la “regista” della crescita del follicolo pili-

fero: non possiamo spostare i capelli, ma se migliora il terreno dove sono alloggiati possono crescere di più e meglio», spiega Tesauro. «Il plasma ricco di piastrine si utilizza perché le piastrine sono un serbatoio di fattori di crescita, molecole che favoriscono la replicazione cellulare, la produzione di vasi sanguigni e soprattutto la formazione di nuova matrice extracellulare, che aiuta il cuoio capelluto a diventare un ambiente migliore per lo sviluppo dei capelli. In alternativa si può prelevare dal paziente del tessuto adiposo ed estrarne cellule mesenchimali e staminali, che poi vengono reiniettate per arricchire il “terreno” dove alloggia il follicolo pilifero».

A patto di identificare i pazienti per cui sono più appropriate, queste tecniche di medicina rigenerativa danno buoni risultati: una revisione delle ricerche sul plasma ricco di piastrine condotta da ricercatori dell’Università di Tor Vergata e del Policlinico Gemelli di Roma, per esempio, ha riferito che solo nel 17

UN PROBLEMA SECOLARE

Non solo zoccoli d’asino e aculei di porcospino: nell’antico Egitto la calvizie si combatteva anche con misture di grasso di ippopotamo, coccodrillo, gatto e serpente. Rimedi non molto migliori di quelli proposti da Ippocrate, il medico greco: soffrì lui per primo di alopecia e si sottopose a terapie a base di “pomate” contenenti oppio, rafano, escrementi di piccione e barbabietola. Ippocrate, notando che gli eunuchi non diventavano mai calvi, suggerì che la castrazione potesse prevenire la caduta dei capelli ma, sebbene poi perfino ricercatori statunitensi della Duke University gli

abbiano dato ragione, è difficile pensare a questo come a un rimedio percorribile. Le soluzioni fantasiose alla calvizie non sono mancate nemmeno nei secoli successivi: nell’800 per esempio andavano forte l’olio di serpente che curava di tutto, caduta dei capelli compresa, e il tè indiano da strofinare sullo scalpo. Nel XX secolo si è passati a rimedi più high-tech come Thermocap, una specie di cuffia calda inventata negli anni ’20 che prometteva la ricrescita dei bulbi piliferi dormienti portandola 15 minuti al giorno, e lo Xervac: introdotto sul mercato nel 1936, una sorta di

“aspirapolvere da cranio” che esercitava una suzione sul cuoio capelluto stimolando i follicoli. Almeno, questo diceva la pubblicità: nella realtà, fu un altro tentativo andato a vuoto. Un aggeggio promettente, invece, potrebbe essere ai giorni nostri il “cappello” che stimola i follicoli piliferi con piccole scariche elettriche, un metodo che molti studi hanno dimostrato essere efficace nel favorire ispessimento e crescita dei capelli: inventato da Xudong Wang dell’Università di Madison, in Wisconsin, il metodo ha funzionato sui topolini e sul papà di Wang.

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Focus n. 380 (giugno 2024) by Mondadori Digital - Issuu