
BOILER A SABBIA
L’elettricità però non è tutto. L’energia assume tante forme e quella elettrica non è l’unica utile all’uomo. Ci sono varie industrie, come quelle di processo (per esempio quelle alimentari tipo i caseifici o quelle chimiche, metallurgiche o ancora di produzione di carta e cellulosa) che hanno bisogno di calore anziché elettricità. E se fino a ieri per ottenerlo si bruciava gas naturale, oggi esistono soluzioni alternative più sostenibili che prevedono l’accumulo di calore generato da resistenze elettriche in masse solide ad alta temperatura, per poi riutilizzarlo per produrre vapore di processo, come è il caso del sistema chiamato MGTES realizzato dal Gruppo Magaldi, che
accumula il calore generato da elettricità ricavata da impianti rinnovabili in un letto di sabbia. «Il funzionamento è simile a quello di un boiler, solo che la resistenza elettrica non scalda acqua come nelle nostre case, ma sabbia», spiega Rossi. «Il letto di sabbia, a forma di parallelepipedo, viene fluidizzato con aria fino a raggiungere un regime bollente che gli permette di assorbire o rilasciare calore molto velocemente. Nella fase di carica il letto viene riscaldato fino a oltre 600 gradi tramite resistenze elettriche alimentate con energia rinnovabile. In fase di scarica il calore del letto viene trasferito all’acqua convogliata in tubi scambiatori immersi nel letto stesso. Quest’ultima arrivando a ebollizione genera vapore utilizzabile nei processi industriali». La prima applicazione di questa energia termica verde sarà a inizio 2025 per un’industria alimentare e prevede la costruzione di un impianto fotovoltaico da 2,5 MW e di un impianto MGTES da 80 tonnellate all’ora di vapore, con capacità di accumulo pari a circa 9 MWh termici e con un risparmio di CO2 di oltre 500 tonnellate l’anno.
DALLA RETE ALLE CASE
«Attraverso questi progetti, frutto di un percorso di innovazione con obiettivi di breve, medio e lungo periodo, puntiamo a cogliere le opportunità derivanti dalle nuove tecnologie», continua Rossi. «Questo percorso richiederà una forte evoluzione anche sulle reti di distribuzione per connettere sempre più impianti di generazione rinnovabile, gestire al meglio i flussi di energia e garantire efficienza e affidabilità. La digitalizzazione capillare delle nostre reti sarà un fattore determinante. Per questo stiamo potenziando l’intelligenza su tutti i nodi di rete. Per esempio, le nuove cassette stradali (da cui partono i collegamenti per i clienti finali, ndr): più robuste e meno soggette a manomissioni, sono più facili da monitorare e permettono la raccolta di una serie di dati con cui migliorare la gestione della rete e risolvere in tempi più rapidi i guasti e le emergenze, in molti casi senza la necessità che una squadra di tecnici sia costretta a raggiungere fisicamente la cassetta stessa».

CICLO CONTINUO Un’illustrazione di un impianto solare nello spazio: può funzionare 24 ore su 24.