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UN GEMELLO PER LA TERRA
Le copie digitali simulano il funzionamento di ogni cosa adattandolo a qualunque scenario. Quella del Pianeta potrà mostrarne il futuro, indicando gli interventi più adatti per salvaguardare l’ambiente NUMERO DOPPIO CON
DOMANDE&RISPOSTE
BIO-EVOLUZIONE TUTTE LE STRAORDINARIE FUNZIONI DELLA LINGUA
MOBILITÀ I LIMITI DI VELOCITÀ VISTI DAL CRASH TEST
CLIMA COSA SUCCEDEREBBE SENZA LA PRIMAVERA
ANIMALI VOLETE IMPARARE A DORMIRE MENTRE SIETE SVEGLI? CHIEDETE AL TRICHECO
378 APRILE 2024
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Scoprire e capire il mondo PRISMA
8 Laggiù sulle montagne 10 Vita da cani 12 Facciamo spazio 15 I numeri dello yoga 22 Prisma sonoro 25 Migratori sotto pressione
25
Gli uccelli migratori sono in declino
16
Sbloccare il telefono con il respiro
dossier gemelli 26 MONDI PARALLELI
I gemelli della Terra serviranno a simularne il futuro e a prevenirne i rischi ambientali.
32 DOVE IL REALE PARLA DIGITALE Nei laboratori di Siemens abbiamo visto come si progettano i digital twins.
36
MILLE E UNA COPIA
Gli elicotteri virtuali di Leonardo e gli altri digital twins.
SPARISSE LA PRIMAVERA... LUNGA 48 SE CALURA E NUOVE COLTURE
38 GEMELLI DA LABORATORIO
Hanno lo stesso Dna e sono molto rari. Ma altrettanto preziosi per la scienza. Che li studia per capire quanto contano geni e ambiente nel renderci ciò che siamo.
43 VITE INTRECCIATE
I casi dei gemelli separati alla nascita sono molto interessanti da studiare. Ma i risultati su gusti, personalità e quoziente intellettivo sono più difficili da interpretare.
scenari
Animali e piante nelle nostre zone sono adattati alla rinascita dopo il gelo invernale. Ma cosa succederebbe se i cambiamenti attuali facessero sparire questa alternanza?
54 LE DUE FACCE DELL’AGGRESSIVITÀ evoluzione
MULTIMEDIA
Scopri video, audio, timelapse e tanti altri contenuti.
Secondo una teoria, da 300mila anni l’umanità uccide o isola gli individui troppo violenti. Ed è così che siamo diventati una specie sociale.
60 VELOCITTÀ scienza
Applicando i vari limiti consentiti sulle strade urbane, abbiamo chiesto agli esperti di calcolare danni, vittime e tempi di reazione.
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Domande Risposte
LA SCIENZA IN PILLOLE
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TECNOLOGIA CHE COS’È L’EFFETTO PROTEUS?
Quanti pensieri possiamo avere contemporaneamente?
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UNIVERSO SI PUÒ ASSISTERE ALL’ECLISSI DI UNA STELLA? CIBO QUALI SONO GLI INSETTI PIÙ MANGIATI AL MONDO?
TE LO DICE MASSIMO LA RUBRICA DI MASSIMO CANNOLETTA, IL CAMPIONE DEI QUIZ TV
DFGJYD ILSUDFKGYSD DSFGIU SDFGYHDS?
SALUTE PERCHÉ APPENA SVEGLI PESIAMO DI MENO? SCIENZA COSA SUCCEDE SE SI LANCIA UNA BISTECCA DA OLTRE 250 KM DI ALTEZZA?
Album
130 132 ECONOMIA 134 SALUTE 138 SOCIETÀ 140 ARTE E CULTURA 142 CIBO
LE DOMANDE DEI LETTORI
NATURA
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PERCHÉ ABBIAMO COSÌ PAURA DEI TOPI?
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114 118 TECNOLOGIA 120 SCIENZA 122 AMORE E SESSO 124 STORIA 128 TE LO DICE... ANIMALI
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STORIA QUALI SONO LE DIECI CITTÀ PIÙ ANTICHE AL MONDO SEMPRE ABITATE FINO A OGGI?
STORIA PERCHÉ LE CAMICIE PER UOMO E DONNA SI ABBOTTONANO DIFFERENTEMENTE?
INDICE PAGINE ANIMALI 114 • TECNOLOGIA 118 • SCIENZA 120 • AMORE E SESSO 122 • STORIA 124 • TE LO DICE MASSIMO 128 • NATURA 130 • ECONOMIA 132 • SALUTE 134 • SOCIETÀ 138 • ARTE E CULTURA 140 • CIBO 142 • UNIVERSO 144 • PSICHE 146 • SPORT 150
144 UNIVERSO 146 PSICHE 150 SPORT
82 QUI C’È QUALCOSA DI STRANO le scoperte del Webb
Una nuova ricerca dimostra che le galassie primordiali avevano forme molto diverse da quelle attuali: erano allungate, come banane.
84 DORMO E SON DESTO animali
In natura, tra predatori in agguato e necessità di cibo, non sempre ci si può abbandonare al sonno profondo. E allora ci si riposa volando, nuotando, ruminando...
90 IL MONDO DELLE PILLOLE SMART medicina
Da 20 anni fanno le endoscopie in modo non invasivo. Ora le “pillole intelligenti” dispensano farmaci e monitorano la salute del corpo.
104
Importanza e curiosità della nostra lingua
96 GUARDA CHE LUNA astronomia
Tecnica e pazienza: sono gli elementi necessari per catturare gli allineamenti del nostro satellite. Come in questa serie di scatti fotografici memorabili.
104 LA LINGUA DA IMPARARE biologia
64 TUTTI I NUMERI DELL’AGRICOLTURA cifrario economico
I dati per capire un comparto produttivo in difficoltà.
68 LA PAROLA INTERROTTA corpo umano
Com’è la vita di una persona che soffre di balbuzie? Che cosa passa nella sua mente quando deve parlare? Abbiamo chiesto a una ricercatrice (che ne soffre) di raccontarcelo in prima persona.
74 SCRIPTA VOLANT comportamento
L’antico proverbio latino diceva che le parole volano. Oggi col “dialetto digital” anche la scrittura rischia di perdersi. Un libro ce lo ricorda.
76 INTERCEPTOR scienza
Tutti gli strumenti che usiamo per ascoltare le invisibili onde gravitazionali che vengono dall’alba dell’universo.
4 | Focus
La vita nascosta di un organo essenziale per nutrirsi e per parlare, che in natura svolge molte altre funzioni: dalla regolazione della temperatura alla toilette.
RUBRICHE
7 L’oblò 109 Academy 110 Tipi italiani 156 Cartellone 160 Giochi
Ci trovi anche su:
dossier REPLICHE I gemelli digitali sono utilizzati in diversi campi dell’industria: simulano al computer oggetti e processi di produzione, riproducendone nei minimi dettagli le caratteristiche fisiche e il funzionamento.
DOVE IL REALE 32 | Focus
gemelli
D
al 12 al 20 di ottobre si svolgerà a Barcellona l’America’s Cup 2024 ma Luna Rossa, che si appresta a dare l’assalto al l’ambizioso trofeo, quelle regate le ha già fatte mi gliaia di volte, in un grande campo di gara digitale, dove l’acqua è di pixel ma venti e moto ondoso ri spondono ai reali principi della fluidodinamica. «I progettisti hanno realizzato un digital twin dell’imbarcazione per testare le varie configura zioni dello scafo, dei foil (i grandi bracci laterali, ndr), del timone e delle vele in differenti condizio ni di mare e di vento, e modificarne il design an cora prima di costruirla e metterla in acqua», spiega l’ingegnere Giuseppe Biffi, responsabile del “Digital Enterprise per industria discreta” di Siemens, l’azienda che ha fornito i software della piattaforma Xcelerator con cui decine di aziende ormai predicono in anticipo i futuri risultati di un’attività imprenditoriale. «Questo permette di risolvere un sacco di problemi risparmiando tem po e denaro e migliorando anticipatamente le prestazioni».
Nei laboratori di Siemens abbiamo visto come si progettano i digital twins. di Marco Consoli
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PARLA
TRIDIMENSIONALE Ma cos’è esattamente un digital twin o gemello digitale? È una simulazione realizzata al compu ter di un oggetto, sistema o processo reale, che ne riproduce nei minimi dettagli tutte le caratteristi che fisiche e di funzionamento. Se l’idea di simu lare risale agli albori dell’informatica, il concetto di digital twin è nato a partire dal 2002 e oggi ha raggiunto piena maturazione, grazie all’evoluzio ne tecnologica che permette di riprodurre vir tualmente qualsiasi cosa o fenomeno. «La prima differenza del digital twin con la simulazione è di carattere estetico, perché il primo ha qualità foto realistica, indistinguibile dal vero: le linee di as semblaggio di automobili create per alcune azien de sono realistiche al punto che vengono simulate anche le persone che camminano nell’impianto; tra l’altro dato che il gemello digitale è tridimen sionale, lo si può visualizzare anche muovendo si al suo interno, indossando un visore di realtà virtuale», spiega Biffi. «La seconda differenza è che il gemello digitale è una rappresentazione realistica anche dal punto di vista della fisica. Per questo, ad esempio, un macchinario virtuale può essere connesso a un Programmable Logic Con troller (Plc), il cervello che governa una fabbrica, e i due possono funzionare insieme, come fosse tutto reale. Così facendo ad esempio si può simu lare nel digital twin un incidente su una pressa idraulica, per verificare che il sistema di controllo reale risponda correttamente, interrompendone il funzionamento in modo da non provocare dan ni a cose o persone». La connessione tra reale e virtuale, che comunicano ormai attraverso sof tware, è quella che consente di realizzare gemelli digitali per moltissime applicazioni di carattere Focus | 33
dossier
industriale. «Anzitutto bisogna distinguere i digital twin in due tipi», dice Biffi. «La maggior parte delle aziende ci chiede di realizzarli per progettare, riprogettare o validare modifiche di impianti prima di attuarli dal vero. Il vantaggio è di fare valutazioni, evidenziare criticità ed errori, senza costruire nulla né consumare energia, come in un videogioco, effettuando collaudi senza mettere in pericolo macchinari o persone, in modo che quando si agirà nel reale si limiterà al minimo l’insorgere di problemi. Poi c’è un secondo tipo che è quello dei gemelli digitali che agiscono in parallelo a un macchinario dell’impianto, per confrontare un comportamento teorico con uno reale: perché ad esempio è essenziale conoscere in ogni momento una variabile fondamentale al processo che è difficilmente misurabile, come la temperatura in un forno, in cui è impossibile inserire sensori senza ridurne la funzionalità. In tal caso il forno digitale, gemello tarato su quello reale e collegato al medesimo Plc, funziona in parallelo, e serve a tenere sotto controllo la temperatura, che è vitale per la produzione». DAGLI EDIFICI AI PANNOLINI I gemelli digitali vengono usati nei campi più disparati (alcuni esempi a pag. 36), dalla costruzione di edifici alla realizzazione di ferrovie e altro ancora, ma è nell’industria che si riescono a risolvere problemi molto specifici in grado di ottimizzare i tempi, ridurre i costi, anticipare e risolvere problemi. «Un esempio è quello che stiamo realizzando con un’azienda che costruisce macchine per produrre pannolini», spiega Biffi. «Questi ultimi sono realizzati unendo vari tessuti non tessuti con le superfici assorbenti, gli elastici e poi gli adesivi: una volta che tutti questi elementi sono assemblati tra loro si procede a tagliare il pannolino. Il problema è che siccome viene fatto tutto attraverso l’utilizzo di rulli in cui si trovano i vari strati, 34 | Focus
Siemens (3)
PERSONALIZZATE I gemelli digitali delle linee di assemblaggio di alcune aziende automobilistiche sono così realistici da simulare persino le persone che si muovono all’interno di esse.
quando una bobina finisce, bisognerebbe fermare la produzione per sostituirla, provocando danni economici notevoli, visto che questi macchinari sono in grado di sfornare anche migliaia di pezzi al minuto. Per questo è stato realizzato un digital twin che riproduce esattamente il funzionamento dei rulli e, cosa ancora più importante, il tessuto con la sua tensione, che varia a seconda della velocità impiegata. In questo modo è stato possibile sperimentare un sistema che, quando si arriva vicini alla fine della bobina, rallenta leggermente l’assemblaggio, facendo accumulare una certa quantità di tessuto, in modo che si ricavi il tempo per permettere a un sistema automatico di sostituire la bobina, prima di riaccelerare l’impianto. Per fare tutto questo senza rotture del tessuto e senza spreco di soldi in innumerevoli prove dal vivo, era necessario misurare con precisione matematica attraverso il gemello digitale la tensione del tessuto in queste fasi delicate». In alcuni casi non si tratta di creare la copia digitale funzionante di un
SILICIO Il ricorso ai gemelli digitali nel design dei circuiti integrati consente di simulare l’hardware prima che sia realizzato e di testare il software prima che l’hardware sia operativo.
gemelli
20%
L’AUMENTO DELLA PRODUTTIVITÀ DI UNO STABILIMENTO NATIVO DIGITALE
macchinario, ma di un intero impianto o di una fabbrica. «Un esempio è quello della nostra colla borazione con Automha, una società bergamasca che si è specializzata nella r ealizzazione di magaz zini automatici», dice Biffi. L’azienda nata nel 1979 si è inventata degli enormi magazzini, lunghi fino a 150 metri e alti 50, in cui altre società possono stoccare le proprie merci, all’interno di pallet, e gestirne il posizionamento, la movimentazione e la spedizione in maniera totalmente automatizza ta: nel mondo ormai sono più di 300 realizzati per compagnie che producono e commercializzano, tra gli altri, farmaci, cibi (anche surgelati), e di re cente anche prodotti delle fattorie verticali. SOLUZIONI ALLA PROVA «La particolarità è che per creare questi magazzini per i loro clienti, devono adattarli su misura, nel senso che non ce n’è mai uno uguale all’altro. La possibilità di utilizzare un gemello digitale in fase di progettazione permette di effettuare le innu merevoli modifiche magari richieste dal cliente, provando varie soluzioni, prima di creare il ma gazzino fisico che per poter stivare i prodotti e poi smistarli capillarmente, deve essere consegnato con assoluta puntualità. In questo senso il van taggio enorme sta nel risparmio dei tempi di con segna che nel caso bergamasco è stato del 35 per cento rispetto a prima dell’introduzione di questi strumenti», prosegue Biffi. La complessità della progettazione raggiunge poi livelli elevatissimi se si deve creare da zero un’intera fabbrica. «Per rispondere alla crisi dei semiconduttori (iniziata nel 2020 a Taiwan, e la cui carenza ha avuto un impatto sul mercato del l’elettronica di consumo, ndr), Siemens ha deciso di realizzare da zero una fabbrica in Cina, par tendo dalle opere edili per arrivare poi alle linee produttive. In quel frangente abbiamo deciso di costruirla due volte: la prima mettendo a punto
un gemello digitale dettagliatissimo, in modo da validare non solo il fabbricato ma anche tutti gli impianti, e la seconda replicandolo nella realtà, dopo aver risolto ogni possibile errore». Non solo il progetto è stato realizzato in tempi record, ma ha permesso di affrontare anche un’altra emergenza totalmente imprevedibile, quella del Covid, che impediva di viaggiare e riunire fisicamente troppe persone nel sito di costruzione. «I gemelli digita li», conclude Biffi, «sono serviti in pandemia an che a molte aziende, che non potendo chiudere gli impianti, ma dovendo diminuire drasticamente la presenza di impiegati e operai, hanno riprogettato i flussi produttivi in modo da ridurre al minimo la presenza umana, consentendo anche al personale di collegarsi agli impianti da remoto proprio gra zie ai gemelli digitali». Come detto, i gemelli digitali si stanno afferman do in moltissimi settori sia nell’industria discreta (che produce oggetti, macchinari etc) sia in quella di processo (che fornisce le materie prime). Nel settore farmaceutico, per esempio, vengono im piegati per ottimizzare la messa in servizio e la produttività degli impianti di produzione dei vac cini. In campo petrolifero, Siemens ha realizzato i digital twins di diverse piattaforme petrolifere che permettono di formare il personale, di risolvere specifici guasti e di fare manutenzione senza per forza andare in mezzo al mare. Infine anche l’in dustria del cemento utilizza i gemelli digitali per aumentare efficienza e produttività degli impian ti. In particolare sono impiegati per segnalare eventuali anomalie o mancanze di efficienza.
PROGETTAZIONE La prima fabbrica nativa digitale costruita da Siemens a Nanchino (Cina). Prima ancora di iniziare i lavori, le prestazioni dello stabilimento sono state simulate con un gemello digitale, evitando errori di pianificazione.
I gemelli digitali sono impiegati per ottimizzare i tempi, ridurre i costi e anticipare e risolvere problemi Focus | 35
scienza
VeloCITTÀ Applicando i vari limiti consentiti sulle strade urbane, abbiamo chiesto agli esperti di calcolare danni, vittime e tempi di reazione. di Simone Valtieri
AIUTO! In città, gli imprevisti sono sempre in agguato. E a 50 km/h lo spazio di frenata è di circa 30 m. A 30 km/h, si riduce della metà (15 m).
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I
l 6 ottobre 2021, il parlamento europeo ha approvato una risoluzione in cui si invitavano gli Stati membri a limitare a 30 km/h la velocità dei veicoli nelle aree più densamente popolate dei centri urbani. In Italia, però, alcuni comuni avevano precorso i tempi. Nel 1998, a fare da apripista era stata Cesena, seguita da Olbia, Reggio Emilia, Vicenza, Verona, Firenze, Genova, Caserta, Bergamo, Arezzo e Cuneo. L’ultima a balzare all’onore delle cronache è stata Bologna, la prima grande città italiana che ha imposto il limite dei 30 km/h su una vasta area urbana. D’altra parte, i dati diffusi dall’Istat nel 2023 parlano chiaro: quasi 3/4 degli incidenti avvengono in città (73,4%) contro il 21,5% della viabilità extra-urbana e il 5,1% delle autostrade. E se le leggi della strada possono essere discutibili, quelle della fisica non lasciano spazio a dubbi: più la velocità di un mezzo è elevata, più cresce la probabilità di incidenti, e quindi di potenziali vittime. «Sbattere la testa a 13 km/h contro una superficie rigida può già essere mortale», spiega il professor Marco Anghileri, responsabile del laboratorio di crash test del Politecnico di Milano. «Questo significa che per un pedone l’impatto contro le parti più rigide di un’auto, cioè i montanti laterali del parabrezza o le zone attorno ai fari, rischia di essere fatale anche a 30 km/h». Ecco dunque più esattamente che cosa accade in caso di incidente a 30, 50 o 70 km/h, e quali sono le conseguenze del circolare in città con questi limiti.
Nelle città che hanno attuato la zona 30 i sondaggi indicano che la maggior parte dei cittadini non tornerebbe indietro
T
ra i maggiori vantaggi di vivere in una città con il limite a 30km/h c’è la riduzione degli incidenti e, di conseguenza, dei tassi di mortalità, come attestato dai dati raccolti nelle realtà europee in cui già vige questo limite (v. tabella in alto a destra). Il motivo è che, avanzando a tale velocità, si dimezzano i tempi di frenata rispetto ai 50 km/h. «Se procediamo a 30 km/h vuol dire che stiamo percorrendo 8,33 metri al secondo», prosegue l’esperto. «Ma, in caso di pericolo, esiste un tempo detto “psicotecnico” di circa 1,2 secondi, che intercorre tra quando ce ne rendiamo conto e quando l’auto inizia a rallentare. Significa che ai 4,4 metri che una vettura media impiega a frenare su un terreno asciutto (v. tabella sotto) vanno aggiunti circa 10 metri». Il totale fa 14,4 metri, rispetto ai 29 che servirebbero per arrestarsi viaggiando a 50 km/h. I benefici della cosiddetta “zona 30” non finiscono qui: in Spagna – dove dal maggio 2021 i limiti urbani sono stati abbassati in tutto il Paese a 20 km/h nelle strade a senso unico, a 30 km/h in quelle a una corsia per senso di marcia e a 50 km/h in quelle a due carreggiate per direzione – si è per esempio registrato un calo dell’inquinamento acustico compreso tra l’8% e il 33%. E in Svizzera, dove molte città adottano da tempo il limite dei 30 km/h, le emissioni sonore sono diminuite di 3 decibel. In entrambi i Paesi ci sono state ricadute benefiche sugli abitanti, che hanno constatato meno disturbi del sonno e livelli di stress più bassi. Sempre in Svizzera, uno studio dell’ente Svi, che monitora il traffico locale, afferma che passando da 50 a 30 km/h non solo i tempi di percorrenza restano pressoché invariati, ma se ne ricava anche un minore inquinamento dell’aria e un decremento del traffico. «Però le auto a 30 km/h hanno un’efficienza pessima, per cui il consumo di carburante sarebbe superiore e, di conseguenza, anche l’inquinamento», sottolinea Anghileri. Infatti i motivi di questo miglioramento sono riconducibili a un altro fattore: in tutte le città che hanno attuato la zona 30, sono aumentati a dismisura i ciclisti (dal +100% di Lilla al +550% di Bilbao) e i cittadini si sono affidati più volentieri ai mezzi pubblici. Di conseguenza, le auto in circolazione sono diminuite anche del 20%.
M
antenere l’attuale limite urbano previsto dal nostro codice della strada offre qualche vantaggio per lo scorrimento delle auto e per l’inquinamento nelle vie a doppia corsia di circolazione per senso di marcia. Lo studio svizzero già citato indica che la velocità media ideale per la circolazione è compresa tra i 30 e i 35 km/h. «In effetti, è corretto mettere un limite più basso in alcune vie della città, ma non su tutte in maniera indiscriminata», sostiene Anghileri. «Tra i tanti incidenti analizzati nell’area di Milano per Aifvs Aps (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada), quasi tutti erano legati a comportamenti scorretti di autista, pedone o ciclista. In quelli riconducibili all’alta velocità, invece, i conducenti andavano ben oltre il termine imposto». Se un automobilista va a 100 km/h in città, insomma, il problema non è il limite. A ogni modo, a 50 km/h lo spazio effettivo di frenata in auto è di circa 29 metri (includendo il tempo di reazione), ma se l’asfalto è bagnato si arriva a quasi 35 metri, tanto quanto lo spazio occupato da cinque auto in coda. A 30 km/h, invece, ci vogliono circa 14 metri su terreno asciutto e 16 su bagnato.
QUANTO CI VUOLE A FERMARE UN VEICOLO A 30, 50 E 70 KM/H
Auto su asciutto
Auto su bagnato
Camion su asciutto
velocità (km/h)
velocità (m/s)
tempo psicotecnico
spazio percorso prima di iniziare a frenare
coefficiente di attrito per frenata
spazio di frenata
distanza coperta da quando si percepisce il pericolo
30 km/h
8,33 m/s
1,2 s
10,00 m
0,8
4,42 m
14,4 m
50 km/h
13,89 m/s
1,2 s
16,67 m
0,8
12,29 m
29,0 m
70 km/h
19,44 m/s
1,2 s
23,33 m
0,8
24,09 m
47,4 m
30 km/h
8,33 m/s
1,2 s
10,00 m
0,55
6,44 m
16,4 m
50 km/h
13,89 m/s
1,2 s
16,67 m
0,55
17,88 m
34,5 m
70 km/h
19,44 m/s
1,2 s
23,33 m
0,55
35,04 m
58,4 m
30 km/h
8,33 m/s
1,2 s
10,00 m
0,6
5,90 m
15,9 m
50 km/h
13,89 m/s
1,2 s
16,67 m
0,6
16,39 m
33,1 m
70 km/h
19,44 m/s
1,2 s
23,33 m
0,6
32,12 m
55,5 m
Fonte: Marco Anghileri, Politecnico di Milano.
62 | Focus
RIDUZIONE DI INCIDENTI E MORTALITÀ NELLE CITTÀ EUROPEE CHE HANNO ADOTTATO LA “ZONA 30”
A
lzare i limiti a 70 km/h sarebbe invece folle. «Tamponamenti e incidenti aumenterebbero a dismisura, visto che lo spazio di frenata passerebbe a 47,4 m», dice Anghileri. L’unico vantaggio si avrebbe nella riduzione dei tempi di percorrenza notturna, con strada libera. Inoltre, stando ai dati del ministero degli Interni spagnolo, il tasso di mortalità in caso di impatto a 70 km/h sarebbe superiore al 90%. A confermarlo sono vari studi riportati dall’International Transport Forum, organizzazione che si occupa della sicurezza dei trasporti, che indicano come, oltre tale limite, ogni incremento della velocità media dell’1% corrisponda a un aumento del 4% degli incidenti mortali.
Città con limite a 30 km/h (o 20 mph nel Regno Unito)
Periodo*
Riduzione incidenti
Riduzione mortalità
Danimarca (varie città)
2021-23
-77%
-88%
Bruxelles (Belgio)
2017-21
-28%
-50%
Graz (Austria)
1992-1994
-25%
-92%
Londra (Regno Unito)
2020-22
-40%
-70%
Helsinki (Finlandia)*
2018-19
nd
-100%
Lilla, Grenoble, Nantes (Francia)
2019-22
-50%
-70%
Oslo (Norvegia)*
2018-19
nd
-100%
Bilbao (Spagna)
2018-2020
-23%
-46%
Edimburgo (Regno Unito)
2018-2019
-40%
-33%
*Nel periodo di rilevamento non sono stati registrati decessi di pedoni o ciclisti in incidenti stradali. Fonte: International Transport Forum.
PROBABILITÀ DI MORTE A CAUSA DI UN IMPATTO, A VARIE VELOCITÀ Velocità
20 km/h
30 km/h
40 km/h
50 km/h
60 km/h
70 km/h
Probabilità di morte
-
15%
30%
70%
85%
>90%
Fonte: DGT 2021 (Dirección General de Tráfico – ministero degli Interni spagnolo).
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EFFETTI BENEFICI Una zona con limite a 30 km/h. I dati mostrano che la riduzione della velocità fa diminuire il numero di incidenti e la mortalità.
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Domande Risposte
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ANIMALI
DOVE VANNO GLI UCCELLI QUANDO PIOVE?
SE LA PIOGGIA NON È TROPPO FORTE SE LA CAVANO BENISSIMO ANCHE SOTTO LE NUVOLE. ALTRIMENTI... CERCANO RIPARO!
OMBRELLO Una cinciarella ha trovato rifugio sotto una foglia. Basterà?
A
lcuni amano bagnarsi, ma alla maggioranza non piace stare sotto la pioggia. Finché non c’è un temporale, comunque, gli uccelli riescono a cavarsela grazie a un liquido oleoso prodotto da ghiandole vicine alla coda, che spargono un po’ dappertutto con il becco, rendendo le penne impermeabili. In caso di acquazzone, le piume possono essere “appiattite” in maniera da diventare più resistenti all’ingresso dell’acqua; inoltre, molti stanno con il becco all’insù in modo che la pioggia scorra loro addosso e non impregni penne e piume. Protezione. Si tratta però di soluzioni di fortuna, perché in caso di pioggia torrenziale bagnarsi è inevitabile e significa prendere parecchio freddo: un rischio soprattutto per le specie di piccola taglia, che infatti tendono a cercare riparo fra gli arbusti o a mettersi gli uni vicini agli altri per proteggersi. La maggior parte degli uccelli può volare con la pioggia ma in caso di tempesta o vento forte perfino i gabbiani o gli uccelli marini migratori, i più abili volatori, preferiscono andare sulla terraferma o fare grandi deviazioni pur di evitare il meteo avverso. I più infaticabili si piazzano invece nell’occhio dei cicloni, così da non essere colpiti da detriti e poter volare in relativa calma. Elena Meli
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TECNOLOGIA
A che servono i pallini neri sul parabrezza? C
i sono sempre, tutti attorno al vetro, e sono realizzati in pittura ceramica per cui è impossibile grattarli via. Sono fondamentali per la sicurezza: il materiale dei pallini, che si allargano per riunirsi in una striscia nera continua al bordo, riesce infatti a far “aggrappare” meglio il sigillante che tiene assieme il vetro e la carrozzeria, proteggendolo anche dai raggi Uv che alla lunga potrebbero deteriorare la colla. Sicurezza. Inoltre, allontanandosi dal bordo nero i pallini sono man mano più piccoli e questo migliora la sicurezza di guida perché riduce una distorsione ottica che altrimenti si avrebbe e che è dovuta al modo con cui il parabrezza in fase industriale viene piegato, scaldandolo a 700 °C: l’assorbimento di questo calore è diverso nelle parti nere laterali e in quella trasparente del vetro e ciò provocherebbe indici di rifrazione irregolari sul parabrezza, al suo centro le linee rette risulterebbero arcuate. Non succede per merito dei pallini, perché grazie a loro il passaggio dal bordo nero alla parte trasparente è più graduale e il calore si dissipa meglio, senza alterare il vetro. In più, i pallini riducono anche un po’ l’abbagliamento quando il Sole è di fronte all’auto. E.M.
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SI PUÒ OTTENERE ENERGIA PULITA DA CERCHERÀ DI PROVARLO UN PROGETTO FISSATO PER IL 2028, IN ISLANDA.
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orse sì, e se avessimo successo l’energia ottenibile sarebbe quasi illimitata. I primi a perforare il fianco di un vulcano, dimostrando la fattibilità della rischiosa impresa, furono alcuni ricercatori islandesi che nel 2000 raggiunsero la camera magmatica del Krafla, nel Nord del Paese. Al tempo, però, la tecnologia impiegata non era ancora adeguata alla produzione di energia. ACQUA BOLLENTE. Oggi un gruppo di scienziati del Krafla Magma Testbed (Kmt) è convinto che il progetto sia fattibile, e per dimostrarlo avvierà
TERRA E FUOCO L’area magmatica del vulcano Krafla, in Islanda: qui si svolgeranno nuove perforazioni.
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Come funziona un “terreno elettronico”? L’
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eSoil, o “terreno elettronico”, è un nuovo tipo di materiale costituito da un insieme di sostanze organiche e da un particolare polimero definito Pedot, caratterizzato da una conduttività elettrica e utilizzato anche nella realizzazione dei nostri display Oled. Creato da un team di ricercatori dell’Università di Linköping (Svezia), questo rivoluzionario “terreno” permetterebbe una particolare tipologia di “coltura idroponica” (cioè nell’acqua, dove sono disciolti nutrienti), permettendo alle piante di crescere tramite stimolazione elettrica, senza che vi sia bisogno di suolo. Più produttivo. In una serie di esperimenti, riassunti in uno studio pubblicato sulla rivista Plos One, i ricercatori svedesi hanno dimostrato che le piantine di orzo coltivate con l’eSoil crescono in media del 50% in più rispetto ai metodi tradizionali. Un risultato incoraggiante, che in prospettiva potrebbe rappresentare una soluzione per incrementare la produzione alimentare, soddisfacendo i bisogni della popolazione mondiale, costantemente in crescita. M.M.
Che cos’è l’effetto Proteus? I
UN VULCANO?
l termine, coniato nel 2007 dagli studiosi dell’Università di Stanford, si riferisce ai cambiamenti a breve termine che si verificano nel comportamento di una persona che incarna un avatar nella realtà virtuale. In altre parole, chi si cala nei panni di un personaggio virtuale, sperimentandone il modo di pensare e la prospettiva, può acquisire una nuova percezione di sé stesso che andrà poi a influenzare il suo modo di comportarsi nel mondo reale. E non è detto che questo sia sempre un male, anzi. Avatar migliorativo. Domna Banakou, docente della New York University ad Abu Dhabi, ha condotto un esperimento con i suoi studenti, facendo loro “incarnare” Albert Einstein in un mondo virtuale. Prima e dopo l’esperienza, le “cavie” sono state sottoposte a un test del Qi, che ha attestato un miglioramento dei risultati. La stessa docente ha così commentato l’esperimento: «Impersonare Einstein non ha fatto aumentare la loro intelligenza, ma ha incoraggiato coloro che nutrivano dubbi su sé stessi ad applicarsi di più». S.V.
una serie di nuove perforazioni. La prima è prevista per il 2026, con l’obiettivo primario di migliorare le nostre conoscenze sulla formazione della crosta continentale e sulla previsione delle eruzioni vulcaniche. La perforazione di un secondo pozzo inizierà invece nel 2028, quando si cercherà di utilizzare l’acqua ultracalda immagazzinata a pressioni elevatissime nella camera magmatica per azionare le turbine di un prototipo di centrale a energia vulcanica.
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Simone Valtieri
https://www.epo.org/
È
Che cos’è il Li-Fi?
il corrispondente ottico del Wi-Fi, la tecnologia che consente a Pc, smartphone, smart Tv ecc. di essere connessi tra loro tramite onde radio, senza fili, e di scambiare dati. Ma anziché via radio, con il Li-Fi i dati viaggiano attraverso la luce, emessa per esempio dai Led. Il termine Li-Fi è stato coniato l’ingegnere tedesco Harald Haas (nella foto), dell’Università di Strathclyde (Uk). Larghezza di banda. Incorporati in raggi luminosi, i dati viaggiano più velocemente, anche 100 volte più che con il Wi-Fi, perché la luce ha una larghezza di banda maggiore delle onde radio. Inoltre, poiché il segnale non subisce interferenze radio, può anche viaggiare in aree dove le interferenze pongono problemi di sicurezza, come gli ospedali o gli aerei, ma anche sott’acqua. Haas presentò questa tecnologia nel 2011 in una conferenza Ted (Tech nology Entertainment Design) in cui trasmise in streaming un video attraverso le onde luminose emesse da una lampada da tavolo. In Italia, il Li-Fi è stato sperimentato nel 2021 in una scuola di Roma. Nel 2023 è entrato nello standard internazionale di trasmissione delle reti locali senza fili (Wlan). B.M.
SALUTE
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È anomalo avere i seni asimmetrici? A
ssolutamente no, anzi. Lo abbiamo sentito dire molte volte, “avere i seni di dimensioni e forme leggermente diverse è normale e riguarda la maggior parte delle donne”. Tuttavia, oggi sappiamo che non si tratta solamente di un luogo comune: secondo uno studio del chirurgo Albert Losken, sul portale di scienze biomediche Pubmed, in condizioni di buona salute, l’asimmetria mammaria, entro certi limiti, è un fattore naturale e non è in nessun modo correlata all’età o all’etnìa, anche se appare più marcata nelle donne con seno prosperoso e alto indice di massa corporea. A sinistra. In termini di volume, la differenza tra un seno e l’altro di solito è visibile ma minima e pare che, nella maggior parte dei casi (62%, sulla base dello studio condotto su un campione di 87 donne), il sinistro risulti sempre maggiore. Per quanto riguarda la forma, invece, non vi sarebbero modelli di “disarmonia” prevedibili. F.C.
CHE COSA SUCCEDE SE SMETTIAMO DI BERE ALCOLICI? LIMITANDO AL MINIMO IL CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE LA NOSTRA SALUTE NE RICAVA SUBITO MOLTI BENEFICI. ECCO I PIÙ IMPORTANTI.
U
n bicchiere di vino non ha mai fatto male a nessuno, ma i problemi fisici e psicologici causati dall’abuso di alcol sono numerosi. Se prolungato nel tempo, l’eccessivo consumo di bevande alcoliche, soprattutto cocktail e superalcolici, può infatti contribuire a gravi patologie. Ecco invece cosa accade al nostro corpo se smettiamo di bere alcolici. FEGATO “RIPULITO”. Uno degli organi a ricevere benefici immediati è il fegato: non dovendo più “faticare” elaborando l’alcol ingerito, potrà infatti migliorare le sue normali funzionalità, per esempio espel-
lendo in modo efficiente la bile e “ripulendosi” completamente già dopo 1-2 mesi da quando mettiamo giù il bicchiere. MENO PROBLEMI CARDIOVASCOLARI. Astenersi dal bere diminuisce notevolmente il rischio di malattie cardiache come infarti, ipertensione, ictus e trombosi. Il motivo? Tra le altre cose, l’alcol aumenta notevolmente i livelli di colesterolo nel sangue, circostanza spesso correlata a possibili complicazioni cardiovascolari. SI DORME MEGLIO. Sebbene bere possa far addormentare più velocemente, gli effetti complessivi dell’alcol sul sonno sono
negativi: stando ai dati forniti dalla Sleep Foundation statunitense, chi ne riduceva il consumo vedeva una diminuzione si gnificativa dei disturbi del sonno, tra cui insonnia e apnee notturne. PELLE PIÙ GIOVANE... Numerosi studi, tra cui uno pubblicato su The Journal of Clinical and Aestetic Dermatology, hanno dimostrato che per mantenere la pelle più giovane e sana bisogna limitare il consu mo di alcol o, meglio ancora, smettere definitivamente di bere. Nei bevitori si riscontra infatti comunemente un invec chiamento precoce della cute. ... E MENO ACNE. Una ricerca su BMC Public Health conferma che il consumo di al
a bilancia è più clemente appena ci alziamo rispetto a quando ci mettiamo a letto per diversi motivi legati al metabolismo. Mentre dormiamo, infatti, il nostro corpo continua a consumare energie tramite azioni fisiologiche come il respiro, o trasformando le molecole di glucosio acquisite con l’alimentazione in anidride carbonica e acqua. E poi vi sono i liquidi persi nel sonno, come saliva e sudore (equivalenti in media a 200 ml a notte), e il digiuno notturno: tutti fattori che contribuiscono a farci pesare meno. Bilancia. Le variazioni del peso non avvengono solo appena ci svegliamo: durante il giorno è normale oscillare anche di 2-3 kg per effetto di numerosi fattori, dall’attività sportiva allo stress, e naturalmente il consumo di cibo e bevande. Per evitare di essere ingannati dall’ago della bilancia, gli studiosi consigliano dunque di pesarsi sempre alla stessa ora, in modo da poter regolare al meglio la propria alimentazione. M.M.
col è associato a un significativo aumento del rischio di comparsa dell’acne, per via del suo effetto disidratante sulla pelle, che porta all’accumulo di cellule morte intor no ai pori e alla loro ostruzione. BILANCIA PIÙ LEGGERA. Oltre a fornire un alto contenuto di calorie, cocktail, vino, birra e superalcolici aumentano l’appeti to, rendendoci più propensi a ingrassare perché mangiamo quantità maggiori di cibo (spesso fuori pasto). Diminuire il loro consumo può dunque contribuire a perdere un po’ di pancia. UMORE MIGLIORE. Godersi un drink in compagnia può essere un ottimo aggre gante sociale, ma l’abitudine di bere da soli si può facilmente trasformare in un vizio pericoloso, rendendoci più irascibili e aumentando la propensione all’ansia. Al
contrario, smettere può aiutarci a raffor zare l’autostima e a farci concentrare su attività più produttive. SISTEMA IMMUNITARIO. Per il National Institute on Alcohol Abuse and Alcoho lism (Usa), quando beviamo alcolici il no stro sistema immunitario si indebolisce, esaurendo temporaneamente le vitamine e i minerali di cui il nostro organismo ha bisogno per stare meglio e rendendoci al contempo più vulnerabili a virus e batteri. DIGESTIONE PIÙ SEMPLICE. Tra gli effetti negativi dell’alcol spicca anche l’alterazio ne del microbioma intestinale, responsa bile di funzioni corporee chiave, prima tra tutte la digestione. La conseguenza può essere un mix di fastidiosi sintomi come mal di stomaco, gonfiore e dolore. Massimo Manzo
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Perché appena svegli L pesiamo di meno?