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FOCUS 377

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2085

SYDNEY (AUSTRALIA)

Nel novembre 1986, la regina Elisabetta II d’Inghilterra scrisse una lettera indirizzata al futuro sindaco della città di Sydney e a tutti i suoi concittadini, da aprire nel 2085. La missiva è custodita in una teca nel

Queen Victoria Building, storico edificio salvato dalla demolizione negli anni ’50.

3000

SINGAPORE (SINGAPORE)

Tra i Paesi che più si dilettano nella pratica di inviare messaggi ai posteri c’è Singapore. Il più ambizioso di questi è sepolto dal 1° aprile 1937, sotto alla prima pietra dell’edificio dell’ex Corte Suprema (che oggi ospita la National Gallery) e contiene messaggi diretti agli abitanti dell’anno 3000.

8113

ATLANTA (STATI UNITI)

Presso la Oglethorpe University di Atlanta è stata sigillata nel 1940 la Crypt of Civilization, che contiene artefatti circa l’evoluzione della civiltà dal 4241 a.C. (inizio del calendario egizio) al 1936, coprendo ben 6.177 anni di storia. Per questo, ne vanno attesi altrettanti (dal 1936 all’8113) prima dell’apertura.

2114

OSLO (NORVEGIA)

Future Library è un progetto culturale con sede a Oslo, ideato dall’artista scozzese Katie Paterson, che coinvolge e coinvolgerà cento scrittori tra il 2014 e il 2113. Prevede la realizzazione di una biblioteca di altrettanti volumi, uno per anno, che saranno pubblicati e resi disponibili solo nel 2114.

6939

NEW YORK (STATI UNITI)

Le Westinghouse Time Capsules sono due tubi metallici di 2,28 metri per 23 cm di diametro, sepolti a New York nel corso delle fiere mondiali del 1939 e del 1965. Contengono oggetti e informazioni sulla vita nel XX secolo, e sopra vi è inciso: “non aprire prima dell’anno 6939”.

500000

HORNSUND (NORVEGIA)

Nel 2017 lo scienziato polacco

Marek Lewandowski ha avviato un progetto ambizioso, seppellendo in un fiordo scandinavo un tubo d’acciaio contenente Dna umano e di ratto, un cellulare, un meteorite e 300 tardigradi vivi. Lo scopo: aiutare i futuri archeologi a “capire chi siamo”.

2957

BOSTON (STATI UNITI)

Nel 1957 due autorità del Mit di Boston seppellirono un cilindro metallico contenente cimeli dell’ateneo (immersi nel gas argon, utile a preservare libri e monete) e una piccola quantità di carbonio-14, per facilitare la datazione agli scienziati destinati ad aprirlo, dopo mille anni.

2968

AMARILLO (STATI UNITI)

Nel 1968, per celebrare il centenario della scoperta dell’elio, fu ultimato l’Helium Time Columns Monument. Composto da quattro tubi, ognuno contenente una capsula del tempo da aprire a 25, 50, 100 e 1.000 anni dall’inaugurazione. La prossima verrà schiusa nel 2068, l’ultima nel 2968.

Quale fu il primo virus scoperto

I

dalla scienza?

l virus del mosaico del tabacco, che provoca la formazione di macchie giallo-verdi sulle foglie di molte piante (non solo di tabacco). Il primo a descrivere la malattia fu, nel 1876, il biologo tedesco Adolf Mayer, che la attribuì inizialmente a un batterio o a un fungo, senza però riuscire a individuarli al microscopio ottico. Cellule. Nel 1892 il botanico russo Dmitrij Ivanovskij si accorse che la linfa delle piante malate rimaneva infettiva anche dopo essere passata attraverso un filtro antibatterico, ma fu il microbiologo olandese Martinus Beijerinck, nel 1898, a parlare per la prima volta di un “agente infettivo fluido” molto più piccolo di un batterio: Beijerinck iniziò a chiamarlo “virus” e capì che per replicarsi aveva bisogno della cellula ospite. Per riuscire a vedere, e non solo a immaginare, un virus si dovette però aspettare il 1931, con l’invenzione del microscopio elettronico. Anche in quell’occasione fu il virus del mosaico del tabacco il primo a essere osservato. Nel frattempo si era capito che i virus sono la causa di molte malattie, inclusa la febbre gialla, che dal 1898 al 1902 decimò le truppe Usa all’Avana, e che fu la prima infezione attribuita a questa classe di patogeni. E.I.

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