E CONFLITTO
occupati, né inseriti in un percorso di istruzione o formazione’, e il tasso di abbandono scolastico resta molto alto (pari al 12,7% tra i 18-24enni ).
IL CASO
IL CASO
Tra i 14-19enni, inoltre, la percentuale dei molto soddisfatti della propria vita (a cominciare dalle relazioni, amicali e familiari) è diminuita dal 56,9% del 2019 al 52,3% del 2021, mentre quella degli insoddisfatti è aumentata dal 3,2% al 6,2%.
Se i giovani sono soli, insoddisfatti e marginali
Se i giovani sono soli, insoddisfatti e marginali
Anche le attività di volontariato, rimaste stabili nel primo anno di pandemia, hanno subito un drastico calo nel 2021. Tra i 14-19enni, inoltre, la percentuale dei molto soddisfatti della propria vita (a cominciare dalle relazioni, amicali e familiari) è diminuita dal 56,9% del 2019 al 52,3% del 2021, mentre quella degli insoddisfatti è aumentata dal 3,2% al 6,2%.
occupati, né inseriti in un percorso di istruzione o formazione’, e il tasso di abbandono scolastico resta molto alto (pari al 12,7% tra i 18-24enni ).
LEZIONE
IN GRUPPO | IL DIBATTITO
L’esigenza di valutare le condizioni dei giovani I giovani sono al centro di molti studi di carattere sociologico da quando, intorno alla metà del Novecento, sono apparsi come un “soggetto sociale” connotato da specifiche esigenze e problematiche e anche da una propria cultura, diversa da quella delle precedenti generazioni. Dagli anni Novanta, molti di questi studi hanno messo in luce le crescenti difficoltà che i giovani incontrano nel crearsi un proprio percorso esistenziale, nonché i loro tentativi di adattarsi alla complessità sociale, accettando, per esempio, lavori mal retribuiti o lontani dalle loro aspirazioni e dalle loro competenze.
quanto riguarda l’Italia, un quadro allarrispetto alla condizione dei giovani è emerso dal “Rapporto BES” (Benessere equo e sopubblicato dall’ISTAT (Istituto Nazionale di Dai dati risulta che i giovani si sentono sempre sono meno attivi e coinvolti nella società. crescita tra i giovani dei cosiddetti NEET, Not in Education, Employment or Training, ‘né
di studio in apertura di unità per cominciare dalla realtà che ci circonda
IN GRUPPO | IL DIBATTITO
L’esigenza di valutare le condizioni dei giovani I giovani sono al centro di molti studi di carattere sociologico da quando, intorno alla metà del Novecento, sono apparsi come un “soggetto sociale” connotato da specifiche esigenze e problematiche e anche da una propria cultura, diversa da quella delle precedenti generazioni. Dagli anni Novanta, molti di questi studi hanno messo in luce le crescenti difficoltà che i giovani incontrano nel crearsi un proprio percorso esistenziale, nonché i loro tentativi di adattarsi alla complessità sociale, accettando, per esempio, lavori mal retribuiti o lontani dalle loro aspirazioni e dalle loro competenze. Queste difficoltà non sono venute meno nei decenni successivi, segnati dapprima dal lungo periodo di crisi economica, avviatosi nel 2007, e più recentemente dalla pandemia.
occupati, né inseriti in un percorso di istruzione o formazione’, e il tasso di abbandono scolastico resta molto alto (pari al 12,7% tra 18-24enni ). Anche le attività di volontariato, rimaste stabili nel primo anno di pandemia, hanno subito un drastico calo nel 2021. Tra i 14-19enni, inoltre, la percentuale dei molto soddisfatti della propria vita (a cominciare dalle relazioni, amicali e familiari) è diminuita dal 56,9% del 2019 al 52,3% del 2021, mentre quella degli insoddisfatti è aumentata dal 3,2% al 6,2%.
PERCORSO DI DIDATTICA DIGITALE INTEGRATA
LEZIONE
I giovani di oggi sono più precari e insicuri oppure sono più flessibili e dinamici?
IN GRUPPO | IL DIBATTITO
I giovani di oggi sono più precari e insicuri oppure sono più flessibili e dinamici?
I giovani di oggi sono più precari e insicuri oppure sono più flessibili e dinamici? Nel 2012 Yuri Kazepov, professore di Sociologia a Vienna e in passato a Urbino, ha fornito un’immagine più rassicurante dei giovani di oggi: pur “sfiduciati, incerti ed entrati in stato di precarietà esistenziale”, essi sarebbero però anche più flessibili, più dinamici e più aperti alla diversità rispetto al passato.
Nel 2012 Yuri Kazepov, professore di Sociologia a Vienna e in passato a Urbino, ha fornito un’immagine più rassicurante dei giovani di oggi: pur “sfiduciati, incerti ed entrati in stato di precarietà esistenziale”, essi sarebbero però anche più flessibili, più dinamici e più aperti alla diversità rispetto al passato.
Nel 2012 Yuri Kazepov, professore di Sociologia a Vienna e in passato a Urbino, ha fornito un’immagine più rassicurante dei giovani di oggi: pur “sfiduciati, incerti ed entrati in stato di precarietà esistenziale”, essi sarebbero però anche più flessibili, più dinamici e più aperti alla diversità rispetto al passato.
Anche le attività di volontariato, rimaste stabili nel primo anno di pandemia, hanno subito un drastico calo nel 2021. Tra i 14-19enni, inoltre, la percentuale dei molto soddisfatti della propria vita (a cominciare dalle relazioni, amicali e familiari) è diminuita dal 56,9% del 2019 al 52,3% del 2021, mentre quella degli insoddisfatti è aumentata dal 3,2% al 6,2%.
Leggi Il Caso e inizia a riflettere sul problema della solitudine e del minor coinvolgimento dei giovani nella società. Leggi l’articolo proposto nell’attività.
LEZIONE Leggi Il Caso e inizia a riflettere sul problema della solitudine e del minor coinvolgimento dei giovani nella società. Leggi l’articolo proposto nell’attività. Leggi il paragrafo 4 del capitolo 2.
• Leggi il paragrafo 4 del capitolo 2.
• Divisi in piccoli gruppi leggete l’intervista di Elisabetta Bianchetti a Yuri Kazepov Chi sono i giovani d’oggi? Una generazione liquida con un’identità plurima http://q3.hubscuola.it/4rdm
IN GRUPPO | IL DIBATTITO
RIPASSO Inquadra il QR code e ripassa con la presentazione in PowerPoint. Ascolta l’audio della sintesi Ripassa con la mappa
• Leggi Il Caso sul problema e del minor dei giovani nella
• Leggi l’articolo nell’attività.
• Leggi il paragrafo
RIPASSO
• Inquadra il con la presentazione
RIPASSO
• All’interno del gruppo, confrontatevi sulle seguenti questioni.
• Divisi in piccoli gruppi leggete l’intervista di Elisabetta Bianchetti a Yuri Kazepov Chi sono i giovani d’oggi? Una generazione liquida con un’identità plurima http://q3.hubscuola.it/4rdm
VERIFICHE
I giovani di oggi sono più precari e insicuri oppure sono più flessibili e dinamici?
Fai le verifiche di fine capitolo. Fai il test interattivo a fine Unità.
• Ascolta l’audio
Che cos’è la gerontocrazia e per quale motivo può danneggiare la società?
• Divisi in piccoli gruppi leggete l’intervista di Elisabetta Bianchetti a Yuri Kazepov Chi sono i giovani d’oggi? Una generazione liquida con un’identità plurima http://q3.hubscuola.it/4rdm
I dati Per quanto riguarda l’Italia, un quadro allarmante rispetto alla condizione dei giovani è emerso nel 2022 dal “Rapporto BES” (Benessere equo e sostenibile), pubblicato dall’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica). Dai dati risulta che i giovani si sentono sempre più soli e sono meno attivi e coinvolti nella società. È netta la crescita tra i giovani dei cosiddetti NEET Not [engaged] in Education, Employment or Training, ‘né
• Inquadra il QR code e ripassa con la presentazione in PowerPoint.
Quali ostacoli impediscono una piena partecipazione dei giovani alla società?
Gli ostacoli che avete individuato, secondo voi, sono superabili? In quale modo?
Queste difficoltà non sono venute meno nei decenni successivi, segnati dapprima dal lungo periodo di crisi economica, avviatosi nel 2007, e più recentemente dalla pandemia.
APPROFONDIMENTI
• Ascolta l’audio della sintesi Ripassa con la mappa
• All’interno del gruppo, confrontatevi sulle seguenti questioni.
• Sotto la guida dell’insegnante, mettete a confronto il vostro lavoro con quello degli altri gruppi e avviate un dibattito sul tema.
• All’interno del gruppo, confrontatevi sulle seguenti questioni.
Che cos’è la gerontocrazia e per quale motivo può danneggiare la società?
Nel 2012 Yuri Kazepov, professore di Sociologia a Vienna e in passato a Urbino, ha fornito un’immagine più rassicurante dei giovani di oggi: pur “sfiduciati, incerti ed entrati in stato di precarietà esistenziale”, essi sarebbero però anche più flessibili, più dinamici e più aperti alla diversità rispetto al passato.
VERIFICHE
Leggi la scheda Collegamenti e svolgi l’attività. Confrontati con i compagni seguendo le indicazioni proposte nel percorso di Educazione civica
Che cos’è la gerontocrazia e per quale motivo può danneggiare la società?
Fai le verifiche di fine capitolo.
• Fai il test interattivo a fine Unità.
• Ripassa con
VERIFICHE
• Fai le verifiche
• Divisi in piccoli gruppi leggete l’intervista di Elisabetta Bianchetti a Yuri Kazepov Chi sono i giovani d’oggi? Una generazione liquida con un’identità plurima http://q3.hubscuola.it/4rdm
• Fai il test interattivo
Quali ostacoli impediscono una piena partecipazione dei giovani alla società?
Quali ostacoli impediscono una piena partecipazione dei giovani alla società?
I dati Per quanto riguarda l’Italia, un quadro allarmante rispetto alla condizione dei giovani è emerso nel 2022 dal “Rapporto BES” (Benessere equo e sostenibile), pubblicato dall’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica). Dai dati risulta che i giovani si sentono sempre più soli e sono meno attivi e coinvolti nella società. È netta la crescita tra i giovani dei cosiddetti NEET, Not [engaged] in Education, Employment or Training, ‘né
Gli ostacoli che avete individuato, secondo voi, sono superabili? In quale modo?
APPROFONDIMENTI
Un dibattito in classe per riflettere e confrontarsi tutti insieme
• Sotto la guida dell’insegnante, mettete a confronto il vostro lavoro con quello degli altri gruppi e avviate un dibattito sul tema.
• Leggi la scheda Collegamenti e svolgi l’attività.
Gli ostacoli che avete individuato, secondo voi, sono superabili? In quale modo?
APPROFONDIMENTI
• All’interno del gruppo, confrontatevi sulle seguenti questioni.
Che cos’è la gerontocrazia e per quale motivo può danneggiare la società?
• Sotto la guida dell’insegnante, mettete a confronto il vostro lavoro con quello degli altri gruppi e avviate un dibattito sul tema.
• Confrontati con i compagni seguendo le indicazioni proposte nel percorso di Educazione civica
Integrazione carta/digitale
• Leggi la scheda e svolgi l’attività.
Quali ostacoli impediscono una piena partecipazione dei giovani alla società?
• Confrontati seguendo le nel percorso
Gli ostacoli che avete individuato, secondo voi, sono superabili? In quale modo?
175
Un percorso di Didattica Digitale
Integrata per studiare e ripassare
QR code per accedere alla presentazione multimediale dell’unità 175
• Sotto la guida dell’insegnante, mettete a confronto il vostro lavoro con quello degli altri gruppi e avviate un dibattito sul tema.
obbedienza
IL LINGUAGGIO E LE CULTURE 2
ANTROPOLOGIA PER IMMAGINI
La “resistenza” degli indios e il linguaggio del corpo
L’omicidio di George Floyd Avvenuta il 25 maggio 2020 a Minneapolis, l’uccisione di George Floyd diede il via a numerose proteste in molte città degli Stati Uniti, attirando su Black Lives Matter l’attenzione dei media internazionali. Il filmato dell’arresto in cui si vede un agente di polizia che preme il ginocchio sul collo di Floyd fino a farlo soffocare finì su Internet e diventò subito virale, mostrando al mondo intero l’ingiustificata violenza e l’abuso di potere nei confronti di una vittima inerme.
IN GRUPPO | APPROFONDISCI L’ARGOMENTO
Nato nel 2014, Black Lives Matter si è poi esteso in diverse parti del mondo trasformandosi in un movimento di lotta globale contro il razzismo e lo sfruttamento dei neri, fenomeni ancora diffusi in molti Paesi del mondo cosiddetto “avanzato”.
L’accusa rivolta a Floyd da un commerciante, all’origine dell’arresto, era quella di aver usato una banconota contraffatta da 20 dollari.
Una delle proposte del Black Lives Matter è quella di ridurre fondi alla polizia (“Defund the police”), sovrautilizzata e troppo militarizzata nel contrasto alla piccola criminalità, e di ricollocarli in programmi educativi e sociali a sostegno delle comunità afroamericane. Divisi in piccoli gruppi, rispondete per iscritto alle seguenti domande: – Quali sono i pro e i contro della proposta? – Potrebbe essere una misura efficace? Perché?
L’omicidio di George Floyd Avvenuta il 25 maggio 2020 a Minneapolis, l’uccisione di George Floyd diede il via a numerose proteste in molte città degli Stati Uniti, attirando su Black Lives Matter l’attenzione dei media internazionali. Il filmato dell’arresto, in cui si vede un agente di polizia che preme il ginocchio sul collo di Floyd fino a farlo soffocare, finì su Internet e diventò subito virale, mostrando al mondo intero l’ingiustificata violenza e l’abuso di potere nei confronti di una vittima inerme.
La rabbia corre sui social Grazie all’hashtag #BlackLivesMatter e all’utilizzo diffuso dei social media, il movimento ha raggiunto grande visibilità internazionale, raccogliendo anche l’appoggio di molti personaggi del mondo della musica e dello spettacolo, tra cui Beyoncé, Billie Eilish e Drake. Inoltre il brano Alright del rapper Kendrick Lamar, prodotto da Pharrell Williams, è spontaneamente diventato l’inno di molte proteste: il coro “We gon’ be alright” (andrà tutto bene) ha incanalato la rabbia dei manifestanti, trasformandola in un messaggio di unione e di speranza
• Sotto la guida dell’insegnante, mettete a confronto il vostro lavoro con quello degli altri gruppi.
IN GRUPPO | APPROFONDISCI L’ARGOMENTO
ANTROPOLOGIA PER IMMAGINI
La “resistenza” degli indios e il linguaggio del
IN GRUPPO | APPROFONDISCI L’ARGOMENTO
Una delle proposte del Black Lives Matter è quella di ridurre i fondi alla polizia (“Defund the police”), sovrautilizzata e troppo militarizzata nel contrasto alla piccola criminalità, e di ricollocarli in programmi educativi e sociali a sostegno delle comunità afroamericane.
L’accusa rivolta a Floyd da un commerciante, all’origine dell’arresto, era quella di aver usato una banconota contraffatta da 20 dollari.
Una delle proposte del Black Lives Matter è quella di ridurre i fondi alla polizia (“Defund the police”), sovrautilizzata e troppo militarizzata nel contrasto alla piccola criminalità, e di ricollocarli in programmi educativi e sociali a sostegno delle comunità afroamericane.
• Divisi in piccoli gruppi, rispondete per iscritto alle seguenti domande:
– Quali sono i pro e i contro della proposta?
– Potrebbe essere una misura efficace? Perché?
• Sotto la guida dell’insegnante, mettete a confronto il vostro lavoro con quello degli altri gruppi.
La colonizzazione e il genocidio geni del Brasile, comunemente chiamati “ abitano le terre dell’odierno Brasile da millenni e comprendono un grande numero di etnie diver se. In seguito all’arrivo degli europei e alla nizzazione 1530, gli Indios subirono un scala e persero la quasi totalità delle loro terre.
LE DOMANDE DEL PRESENTE
• Divisi in piccoli gruppi, rispondete per iscritto alle seguenti domande:
– Quali sono i pro e i contro della proposta?
La sofferenza degli indigeni Célia Xakriabá 31 anni, è un’educatrice e un’attivista nota per le sue battaglie in difesa dei diritti delle popolazioni indigene del Brasile Nella foto la vediamo in primo piano, durante una conferenza stampa a Parigi del novembre 2019. Si trovava nel mezzo di un tour europeo organizzato per gettare luce sul dramma vissuto dal suo popolo e spingere politici dell’Unione Europea a esercitare pressioni sul governo brasiliano al fine di porre fine alla deforestazione dell’Amazzonia Non solo le sue parole, ma anche il suo corpo e i suoi occhi ci stanno comunicando qualcosa: segni sul suo volto, quei meravigliosi colori, quei meravigliosi ornamenti di piume, che per gli Indios costituiscono un vero e proprio linguaggio attraverso cui si esprime una visione del mondo, rischiano di scomparire per sempre. Intere popolazioni e intere culture rischiano l’estinzione, schiacciate sotto il peso dello sviluppo econo-

La deforestazione dell’Amazzonia nuova, enorme minaccia pesa sulla testa delle po polazioni indigene sopravvissute a secoli di sopru si e discriminazioni: la va amazzonica del pianeta, portata avanti con grande intensità per alimentare il commercio del legno e liberare terreno per l’agricoltura della soia e l’allevamento intensivo dei bovini. Oltre a danneggiare la salute dell’ecosistema globale la deforestazione sta mettendo a dura prova la sopravvivenza stessa degli Indios
– Potrebbe essere una misura efficace? Perché?
• Sotto la guida dell’insegnante, mettete a confronto il vostro lavoro con quello degli altri gruppi.
Rubriche calare la teoria nella realtà
Rubriche sempre attivate, con esercizi laboratoriali e cooperativi
Le domande del presente: un’attività cooperativa per affrontare grandi temi della contemporaneità, confrontando le proprie analisi con quelle dell’esperto
Scegli una delle seguenti risposte alla domanda posta sopra, poi confrontala con quelle dei compagni.
A Lo
LA PAROLA ALLA CLASSE
risultato di sviluppare produzione e di mi e convergenti questo ha prodotto la crescita dell’economia duzione della ricchezza progressivamente che abitano il pianeta, modi di vivere “locali”.
Lo sviluppo economico, industriale e tecnolo gico nel corso degli ultimi decenni ha toccato, seppur in misura diversa, praticamente ogni an golo del pianeta. Per fare solo un esempio, nel più povero e degradato slum di Nairobi o di una qualsiasi altra metropoli africana non è difficile procurarsi un cellulare con pochi spiccioli. L’uni ficazione dei mercati e la diffusione delle tec nologie digitali di comunicazione a livello mon diale hanno, infatti, prodotto un’accelerazione nei processi di “globalizzazione” ( p. 75), con
La sofferenza degli indigeni Célia Xakriabá, 31 anni, è un’educatrice e un’attivista nota per le sue battaglie in difesa dei diritti delle popolazioni indigene del Brasile. Nella foto la vediamo in primo piano, durante una conferenza stampa a Parigi del novembre 2019. Si trovava nel mezzo di un tour europeo organizzato per gettare luce sul dramma vissuto dal suo popolo e spingere i politici dell’Unione Europea a esercitare pressioni sul governo brasiliano al fine di porre fine alla deforestazione dell’Amazzonia Non solo le sue parole, ma anche il suo corpo e i suoi occhi ci stanno comunicando qualcosa: i segni sul suo volto, quei meravigliosi colori, quei meravigliosi ornamenti di piume, che per gli Incostituiscono un vero e proprio linguaggio attraverso cui si esprime una visione del mondo, rischiano di scomparire per sempre. Intere popolazioni e intere culture rischiano l’estinzione, schiacciate sotto il peso dello sviluppo econo -
Scegli una delle seguenti risposte alla domanda posta sopra, poi confrontala con quelle dei compagni.
A Lo sviluppo economico è un bene perché offre maggiore benessere e maggiori opportunità a tutti.
va amazzonica del pianeta, per alimentare terreno intensivo dell’ecosistema mettendo degli
B Lo sviluppo economico e tecnologico su scala mondiale è un bene perché ha unito tutto il pianeta in un unico sistema globale e ha moltiplicato le possibilità di contatto tra le diverse culture.
C Lo sviluppo economico e tecnologico su scala mondiale è un bene perché genera benessere e la scomparsa delle culture locali è solamente un inevitabile effetto collaterale minore.
D Lo sviluppo economico e tecnologico su scala mondiale è sicuramente un bene, ma occorre porre dei limiti: gli impatti negativi che il sistema capitalistico globale genera sul piano sociale, culturale e ambientale sono di tale portata che una riflessione seria sui “limiti dello sviluppo” non è più rimandabile.
NELLA REALTÀ
L’attivista Célia Xakriabá in uno scatto del 2019.
La colonizzazione geni del abitano comprendono se. In nizzazione 1530, scala e
La deforestazione nuova, polazioni si e discriminazioni:
L’attivista Célia Xakriabá in uno scatto del 2019.
Collana Corsi di Scienze umane
seppur in misura diversa, praticamente ogni angolo del pianeta. Per fare solo un esempio, nel più povero e degradato slum di Nairobi o di una qualsiasi altra metropoli africana non è difficile procurarsi un cellulare con pochi spiccioli. L’unificazione dei mercati e la diffusione delle tecnologie digitali di comunicazione a livello mondiale hanno, infatti, prodotto un’accelerazione nei processi di “globalizzazione” ( p. 75), con il
LA PAROLA ALLA CLASSE
Scegli una delle seguenti risposte alla domanda posta sopra, poi confrontala con quelle dei compagni.
A Lo sviluppo economico è un bene perché offre maggiore benessere e maggiori opportunità a tutti.
B Lo sviluppo economico e tecnologico su scala mondiale è un bene perché ha unito tutto il pianeta in un unico sistema globale e ha moltiplicato le possibilità di contatto tra le diverse culture.
I Percorsi interdisciplinari affrontano grandi temi di attualità trasversali a varie discipline, partendo dall’analisi di documenti, video, fotografie, opere d’arte, ecc.
C Lo sviluppo economico e tecnologico su scala mondiale è un bene perché genera benessere e la scomparsa delle culture locali è solamente un inevitabile effetto collaterale minore.
D Lo sviluppo economico e tecnologico su scala mondiale è sicuramente un bene, ma occorre porre dei limiti: gli impatti negativi che il sistema capitalistico globale genera sul piano sociale, culturale e ambientale sono di tale portata che una riflessione seria sui “limiti dello sviluppo” non è più rimandabile.
gas serra Gas presenti nell’atmosfera terrestre (anidride carbonica, metano, ozono ecc.) che, assorbendo e trattenendo il calore secondo il cosiddetto “effetto serra”, producono un aumento della temperatura sulla superficie terrestre. LESSICO
Lo scioglimento dei ghiacciai nella Baia di Disko, in Groenlandia, causato dal riscaldamento globale e dal cambiamento climatico. 0130.533_560_PERCORSI.indd
LA SFIDA ECOLOGICA
Che il pianeta Terra sia investito da ingenti cambiamenti climatici è oggi indubbio. Che questi cambiamenti climatici producano effetti considerevoli, talvolta anche con esiti devastanti, sull’ecosistema naturale, sulla vita degli esseri umani e degli esseri viventi in genere è anche indubbio. Che questi cambiamenti climatici siano, infine, la conseguenza diretta delle emissioni di gas serra, generate dalle attività umane, è ormai un fatto acclarato.

A raccogliere dati in merito a questa epocale trasformazione in atto, denominata comunemente crisi ambientale, e a misurarne gli effetti sull’ecosistema (scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello del mare, desertificazione ecc.) sono chiamate le scienze naturali. Ma trattandosi non di un fatto circoscritto, limitato nello spazio e nel tempo, ma di un cambiamento di natura planetaria che investe con prepotenza il modo di vivere (cioè di produrre, abitare, alimentarsi, muoversi ecc.) di 7 miliardi di persone, la crisi ambientale non può che essere oggetto anche delle scienze sociali. Gli studi e le ricerche, infatti, sono tantissimi: nelle pagine seguenti ci limitiamo a evidenziare soltanto alcuni percorsi.

mi e convergenti su scala globale. Se da un lato questo ha prodotto effetti positivi sul piano della crescita dell’economia mondiale e della produzione della ricchezza, dall’altro lato ha eroso progressivamente le differenze tra le culture che abitano il pianeta, cancellando tradizioni e modi di vivere “locali”. Dunque, la domanda da porsi è: lo sviluppo è sempre un bene o occorre porre dei freni?
LA PAROLA ALL’ESPERTO
Ora confronta la tua risposta e quelle della classe con la risposta dell’esperto.
Negli ultimi trent’anni l’idea dell’antropologia come “scienza delle società primitive” è totalmente svanita. La ragione è che le società che erano indicate come “primitive” non esistono più, oppure molti dei loro membri hanno cambiato radicalmente “stile di vita”.
Questi cambiamenti non sono stati, purtroppo, sempre per il meglio.
Per esempio, gli aborigeni australiani (circa 600mila persone) hanno abbandonato gli ambienti in cui avevano sviluppato le loro culture e vivono spesso nei quartieri più poveri delle città, dove disoccupazione, alcolismo e bassa aspettativa di vita sono problematiche che affliggono gran parte delle persone.
1. La prospettiva sociologica
Molti degli indios dell’Amazzonia vivono in villaggi di baracche ai margini di qualche strada asfaltata aperta nella foresta dai cercatori di gomma o dalle imprese di sfruttamento del legname.
1. Che cos’è la crisi ambientale?
Uno dei grandi temi del dibattito pubblico Oggi, rispetto solo a qualche decennio fa, è piuttosto consueto imbattersi in un dibattito pubblico, una conferenza, una trasmissione televisiva, un documentario, che abbiano come oggetto la “crisi ambientale”. Di crisi ambientale parliamo quando le temperature estive sembrano aver raggiunto livelli non più sostenibili, o davanti a eventi atmosferici che si presentano con una forza inaudita (siccità, inondazioni, uragani ecc.), oppure quando, di tanto in tanto, i “potenti della Terra” si riuniscono per cercare un accordo sull’abbattimento delle emissioni di gas serra, o ancora quando gli studenti che sostengono il movimento Fridays for Future scendono in piazza per protestare. Ma che cosa intendiamo esattamente con “crisi ambientale”?
Definire con precisione che cosa dobbiamo intendere con questa espressione è il primo, fondamentale, passo per comprendere la natura della trasformazione in atto e per produrre la necessaria consapevolezza riguardo alla necessità di sviluppare e mettere in pratica risposte collettive adeguate
Solo i pigmei delle foreste equatoriali africane e qualche gruppo di cacciatori-raccoglitori della Malesia riescono ancora a conservare aspetti relativamente integri della loro cultura originaria. Se vi sono ancora popoli che mantengono una certa continuità nelle loro forme di vita sociale e culturale e che non si sono lasciati travolgere dall’impatto con la “civiltà delle macchine”, si deve anche all’opera di molte associazioni che si adoperano da tempo per il riconoscimento dei loro diritti.
Le tre dimensioni della crisi ambientale Nel libro Sociologia dell’ambiente (2003), Luigi Pellizzoni e Giorgio Osti individuano le tre dimensioni fondamentali per poter inquadrare in maniera esaustiva la crisi ambientale in atto e le sue conseguenze sulla società
• Insostenibilità: gli attuali ritmi di attività umana non sono sostenibili perché, proiettati nel futuro, portano a uno sfruttamento delle risorse naturali tale da pregiudicare la capacità dell’ecosistema di rigenerarsi; dato che l’“impronta ecologica” della specie umana è superiore rispetto alle capacità e alle disponibilità proprie della natura, ciò significa che «l’umanità sta erodendo il proprio capitale naturale».
Ingiustizia sociale: la popolazione umana per vivere «impiega quote di capitale naturale incredibilmente differenziate a seconda del luogo di residenza». Per esempio, certe aree del pianeta sono state sottoposte a uno sfruttamento di risorse tale da produrre il tracollo del loro ecosistema; altre sono state sottoposte a massiccia deforestazione; alcune zone, solitamente abitate da popolazioni povere e socialmente discriminate, vengono stipate di rifiuti (anche di rifiuti industriali tossici, pericolosi o radioattivi) con conseguenze molto dannose per la salute. Ciò significa che la crisi climatica si manifesta anche come distribuzione ineguale delle risorse naturali e come squilibrio territoriale tra “paesi ricchi” e “paesi poveri”, per cui il benessere di certe aree viene ottenuto a spese del benessere di altre.
LESSICO
fra gli organismi e l’ambiente che li ospita.
ecologia Studio delle interrelazioni che intercorrono
PEDAGOGIA pER i MMAgini
Problemi delle città e delle aree rurali
Attività cooperative con compiti di realtà e ricerche da fare anche in digitale
IN GRUPPO | COMPITO DI REALTÀ
Progettare un intervento ambientale nel territorio
IL COMPITO
EDUCARE NELLA SOCIETÀ GLOBALE
PEDAGOGIA pER iMMAgini Problemi delle città e delle aree rurali
PEDAGOGIA pER i MMAgini
Sul nostro pianeta non esiste ormai nessun luogo che non sia toccato da problemi ecologici o ambientali. Le città, che occupano oggi il 3% del territorio terrestre, consumano dal 70 all’80% dell’energia e producono circa il 75% delle emissioni di sostanze nocive (gas serra, rifiuti ecc.) che si diffondono nell’ambiente (1). Nelle aree rurali l’agricoltura e gli allevamenti intensivi (2) occupano circa il 50% del suolo terrestre: quasi 50 milioni di chilometri quadrati, 40 dei quali sono usati per attività zootecniche e per la produzione di mangimi per animali. Oltre a rilasciare nell’ambiente molte scorie inquinanti (pesticidi, composti azotati ecc.), questo sistema di produzione alimentare è la maggiore minaccia alla biodiversità ed
Sul nostro pianeta non esiste ormai nessun luogo che non sia toccato da problemi ecologici o ambientali. Le città, che occupano oggi il 3% del territorio terrestre, consumano dal 70 all’80% dell’energia e producono circa il 75% delle emissioni di sostanze nocive (gas serra, rifiuti ecc.) che si diffondono nell’ambiente (1). Nelle aree rurali l’agricoltura e gli allevamenti intensivi (2) occupano circa il 50% del suolo terrestre: quasi 50 milioni di chilometri quadrati, 40 dei quali sono usati per attività zootecniche e per la produzione di mangimi per animali. Oltre a rilasciare nell’ambiente molte scorie inquinanti (pesticidi, composti azotati ecc.), questo sistema di produzione alimentare è la maggiore minaccia alla biodiversità ed
scomparsa dell’al’aumento della fame e deforestazione, le emissioni salto di specie di virus all’uomo (spillover). questi problemi è obiettivo essenziale per due dei traguardi delle Nazioni Unite agricoltura sostenibicreazione di città e co11), sfruttando l’incambiando radicalmente i consumi (4).
maggiori delle aree urbane, che provoca anche l’aumento delle malattie, soprattutto nei soggetti fragili come bambini e anziani. Milano è una delle città italiane in cui si superano più spesso livelli di
• Per approfondire i temi trattati nella scheda leggete gli articoli proposti http://q3.hubscuola.it/ekpy http://q3.hubscuola.it/hfu1 Poi elencate gli argomenti e i progetti che potrebbero riguardare
IN GRUPPO | COMPITO DI REALTÀ Progettare un intervento ambientale nel territorio
• Dividetevi in gruppi, ciascuno dei quali svolgerà una ricerca su uno cando se nel territorio esistono già progetti in atto. In caso contrario su un progetto simile in altre aree e sugli strumenti che servono
IN GRUPPO | COMPITO DI REALTÀ
IL COMPITO
Per approfondire temi trattati nella scheda leggete gli articoli proposti ai seguenti link:
Problemi delle città e delle aree rurali
è la causa di fenomeni come la scomparsa dell’agricoltura su piccola scala, l’aumento della fame e della malnutrizione, la deforestazione, le emissioni di gas serra nell’atmosfera, il salto di specie di virus e altri patogeni dagli animali all’uomo (spillover). Trovare una soluzione a questi problemi è considerato quindi un obiettivo essenziale per progettare il futuro, tanto che due dei traguardi proposti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ( p. 130) riguardano sia l’agricoltura sostenibile (obiettivi 2 e 12) sia la creazione di città e comunità sostenibili (obiettivo 11), sfruttando l’innovazione tecnologica e cambiando radicalmente l’urbanistica (3), la produzione e i consumi (4).
è la causa di fenomeni come la scomparsa dell’agricoltura su piccola scala, l’aumento della fame e della malnutrizione, la deforestazione, le emissioni di gas serra nell’atmosfera, il salto di specie di virus e altri patogeni dagli animali all’uomo (spillover). Trovare una soluzione a questi problemi è considerato quindi un obiettivo essenziale per progettare il futuro, tanto che due dei traguardi proposti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ( p. 130) riguardano sia l’agricoltura sostenibile (obiettivi 2 e 12) sia la creazione di città e comunità sostenibili (obiettivo 11), sfruttando l’innovazione tecnologica e cambiando radicalmente l’urbanistica (3), la produzione e i consumi (4).
Un allevamento intensivo di polli. In Italia, oltre il 90% dei polli viene allevato in queste strutture.
guardia, ma anche un laboratorio di pro getti per la sostenibilità. 2 L’impatto allevamenti intensivi ormai ben noto, ma la soluzione non può essere solo la conversione in allevamenti sostenibili. In Italia, per esempio, richiederebbe il passaggio da 13 galline per metro quadro a 230 per ettaro, e occu-
1 L’inquinamento dell’aria nelle città, soprattutto a causa degli scarichi di auto e riscaldamenti, è uno dei problemi maggiori delle aree urbane, che provoca anche l’aumento delle malattie, soprattutto nei soggetti fragili come bambini e anziani. Milano è una delle città italiane in cui si superano più spesso i livelli di
http://q3.hubscuola.it/ekpy http://q3.hubscuola.it/hfu1 Poi elencate gli argomenti e i progetti che potrebbero riguardare il vostro territorio. Dividetevi in gruppi, ciascuno dei quali svolgerà una ricerca su uno dei temi individuati, verificando se nel territorio esistono già progetti in atto. In caso contrario raccogliete informazioni su un progetto simile in altre aree e sugli strumenti che servono per realizzarlo.
IL COMPITO
• Documentatevi sulle possibili soluzioni e sulle iniziative che potreste vostra disposizione: per esempio, la produzione di materiale informativo nibili rivolto alle famiglie e alla scuola, attività pratiche come la insetti impollinatori o la raccolta di rifiuti abbandonati ecc.
Progettare un intervento ambientale nel territorio
• Esponete il vostro progetto in una presentazione multimediale, partendo e illustrando poi le soluzioni che avete elaborato.
• Documentatevi sulle possibili soluzioni e sulle iniziative che potreste realizzare con mezzi a vostra disposizione: per esempio, la produzione di materiale informativo sui consumi sostenibili rivolto alle famiglie e alla scuola, attività pratiche come la creazione di un ambiente per insetti impollinatori o la raccolta di rifiuti abbandonati ecc.
Sul nostro pianeta non esiste ormai nessun luogo che non sia toccato da problemi ecologici o ambientali. Le città, che occupano oggi il 3% del territorio terrestre, consumano dal 70 all’80% dell’energia e producono circa il 75% delle emissioni (gas serra, rifiuti ecc.) che si diffondono nell’ambiente ( ). Nelle aree rurali allevamenti ) occupano circa il 50% del suolo terrestre: quasi 50 milioni di chilometri quadrati, 40 dei quali sono usati per attività zootecniche e per la produzione di mangimi per animali. Oltre a rilasciare nell’ambiente molte scorie inquinanti (pesticidi, composti azotati ecc.), questo sistema di produzione alimentare è la maggiore minaccia alla biodiversità ed
IN CLASSE
• Esponete il vostro progetto in una presentazione multimediale, partendo dai dati del problema e illustrando poi le soluzioni che avete elaborato.
IN CLASSE
Con la guida dell’insegnante, presentate vostri progetti e rispondete alle domande e ai dubbi dei compagni e delle compagne. Infine, votate il progetto più interessante e, dopo aver risolto eventuali carenze emerse nel dibattito, preparatelo per presentarlo all’approvazione del consiglio di classe.
• Con la guida dell’insegnante, presentate i vostri progetti e rispondete compagni e delle compagne. Infine, votate il progetto più interessante carenze emerse nel dibattito, preparatelo per presentarlo all’approvazione
• Per approfondire i temi trattati nella scheda leggete http://q3.hubscuola.it/ekpy http://q3.hubscuola.it/hfu1
sumo anche in previsione del continuo aumento della popolazione mondiale.
3 La città di copenhagen (Danimarca) è una delle più “verdi” del mondo ed entro il 2025 raggiungerà l’impatto zero
guardia, ma anche un laboratorio di progetti per la sostenibilità. 2 L’impatto negativo degli allevamenti intensivi è ormai ben noto, ma la soluzione non può essere solo la conversione in allevamenti sostenibili. In Italia, per esempio, richiederebbe il passaggio da 13 galline per metro quadro a 230 per ettaro, e occu-
Poi elencate gli argomenti e i progetti che potrebbero
del carbonio l’equilibrio tra emissioni ineliminabili e as sorbimento del carbonio dall’atmosfera, per esempio grazie alla presenza di aree verdi. Tra le innovazioni tecnologiche
sul
• Dividetevi in gruppi, ciascuno dei quali svolgerà una cando se nel territorio esistono già progetti in atto. su un progetto simile in altre aree e sugli strumenti
• Documentatevi sulle possibili soluzioni e sulle iniziative vostra disposizione: per esempio, la produzione di nibili rivolto alle famiglie e alla scuola, attività pratiche insetti impollinatori o la raccolta di rifiuti abbandonati
perebbe un territorio pari a Lombardia e Piemonte. Il vero obiettivo è cambiare il modello di alimentazione e di consumo, anche in previsione del continuo aumento della popolazione mondiale. 3 La città di copenhagen (Danimarca) è una delle più “verdi” del mondo ed entro il 2025 raggiungerà l’impatto zero
è la causa di fenomeni come la scomparsa dell’a gricoltura su piccola scala, l’aumento della fame della malnutrizione, la deforestazione, le emissioni di gas serra nell’atmosfera, il salto di specie di virus e altri patogeni dagli animali all’uomo ( soluzione a questi problemi considerato quindi un obiettivo essenziale per progettare il futuro, tanto che due dei traguardi delle Nazioni Unite p. 130) riguardano sia l’agricoltura sostenibi le (obiettivi 2 e 12) sia la creazione di città e co munità sostenibili (obiettivo 11), sfruttando l’in novazione tecnologica e cambiando radicalmente l’urbanistica (3), la produzione e i consumi (4).
dell’inquinamento.
del carbonio (carbon neutrality), ossia l’equilibrio tra emissioni ineliminabili e assorbimento del carbonio dall’atmosfera, per esempio grazie alla presenza di aree verdi. Tra le innovazioni tecnologiche e urbanistiche introdotte nella capitale danese copenHill: un termovalorizzatore a bassissime emissioni, nel 2017, che sul tetto ospita da trekking e la pista da sci lunga del Paese, e su una facciata da arrampicata
• Esponete il vostro progetto in una presentazione multimediale, e illustrando poi le soluzioni che avete elaborato.
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Pedagogia per immagini, un visuale dal passato al presente per riflettere sulla permanenza e l’importanza di
IN CLASSE
Leggere la realtà attraverso le immagini e il linguaggio visuale, molto più vicino agli studenti
• Con la guida dell’insegnante, presentate i vostri progetti compagni e delle compagne. Infine, votate il progetto carenze emerse nel dibattito, preparatelo per presentarlo
EducAzionE AMbiEnTAlE sosTEnibiliTà Ed EcopEdAgogiA
Veduta aerea degli spazi verdi ricavati sul tetto del Copenhill, l’avveniristico termovalorizzatore di Copenhagen.
TEMA 6
AMbiEnTAlE, sosTEnibili
Una veduta della città di Milano avvolta dallo smog. Un allevamento intensivo di polli. In Italia, oltre il 90% dei polli viene allevato in queste strutture.
Veduta aerea degli spazi verdi ricavati
tetto del Copenhill, l’avveniristico termovalorizzatore di Copenhagen.
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