Spagine n°0 - Scritture 02 Lecce, ottobre 2013 - anno I
scritture
mutata, vestita di bianco di Antonio Zoretti
spagine
Maria,
Periodico culturale dell’Associazione Fondo Verri
Un omaggio alla scrittura infinita di F.S. Dòdaro e A.Verri
Ad illustrare un’immagine di Anna Maria Ortese
Spagine n°0 - Scritture 02 Lecce, ottobre 2013 - anno I
scritture
E
ra come sabbia di una riva spianata da una spuma frizzante. Ella si forma, si onda e si smonta. I granelli leggiadri si disperdono, senza sbocco balzano all'indietro. Il suono tacito la isolava in oscurità oceaniche e in apparenza si prolun-
gava allegra. Mi piace così ricordarla... Maria. Oh Maria, se sapessi... Ti ricordi, una volta eri sola, lavoravi in quel B&B locale, ti svegliavi e preparavi il caffè e colazione nella stanza disfatta, senza fare toilette, e poi ti rovesciavi sulla tua poltrona soffocata di noia, sognavi qualcuno che t'adorasse, tu, sola al mondo. Vedevi andare su e giù coppie sempre uguali che non le distinguevi neanche più con gli occhiali. Una mattina t'alzasti sbiancata, ti guardasti attorno, ti occupasti finalmente della tua toilette, t'asciugasti, ti pettinasti senza farti male, t'allacciasti il corsetto, ti vestisti di chiaro e ti adagiasti nel profondo del letto e una volta lì invece di goderne sognasti finalmente d'esser sola. Sola, prender un treno, ritrovare gli amici, i caffè, osservare i passanti... Persa, persa. Se l'amore delude, annienta i corpi degli amanti, si mostra ancora più spietato nell'esercizio solitario dell'attesa, e per di più in un bar di un B&B locale. E sono rimasto là senza respiro quel mattino in cui non m'aspettavo certo quel tragico destino: pulita, lavata, sembrava
mi sale al cuore finta, sembrava proprio una santa dipinta! L'avean trovata nella sua stanza, priva di vita, non certo un po' stanca, aprendo la porta in un grigio mattino. Se n'era andata, in un silenzio perfetto, lasciando solo il suo corpo nel letto. Si sa, è ingiusto morire così giovani e per giunta in un B&B locale; ella aspirava solo a qualcos'altro... nel suo luogo natio divenuto ormai terreno d'approdo per consumi e mercanti e vacanzieri all'ombra del barocco. Una terra martoriata e amara dove non si sfugge alla piccola conquista, mercanteggiando placido in oblio, come i nostri padri, come i farmacisti, professori, notari, elettricisti. E Maria, che non voleva esser Maria la barista, esordire con quest'orrido evento per esaltare in lei la pietà filiale e far gridare l'ultimo grido al sangue di suo padre... Maria voleva solo scaldarsi il petto, riscaldare il piatto freddo che l'avea lasciato il padre, sfruttato e ammazzato il bravuomo, ma senza rancore né vendetta. Si ricordò di sua madre: prostituita, l'avean distrutto la donna questa visione. Questo non l'avea mai scordato ma il suo piccolo trono ancora non l'avea conquistato, e se ne andava a braccetto con questo bell'argomento: La mia vita, la mia vita... Che mostro istrione. Sì. Ella aspirava solo a un po' d'amore! Bene, una volta così, vestita di chiaro l'avvolgemmo nei bianchi lenzuoli e l'ultimo viaggio l'ha fatto da sola, né fiori, né genti, soltanto una barca in un mare in tem-
pesta. Ed io, non so perchè, a questo punto non metterò più piede in un B&B col caffè e colazione dove salgono su coppie senza stupore. «Il tempo guarirà tutto. Ma che succede se il tempo stesso è una malattia? come se qualche volta ci si dovesse chinare per vivere ancora. Vivere, basta uno sguardo. E' buffo, non sento niente. E' la fine e non sento niente. Devo disabituarmi ad avere cattiva coscienza quando non sento niente, come se il dolore non avesse un passato. Tutta la gente che ho conosciuto che resta e resterà nella mia memoria - finisce sempre quando sta per cominciare, era troppo bello per essere vero, finalmente fuori in città... chi sono io? chi sono diventata? la maggior parte del tempo sono troppo cosciente per essere triste. Ho aspettato una eternità che qualcuno mi dicesse una parola affettuosa; poi sono andata all'estero, qualcuno che dicesse "Oggi ti amo tanto", come sarebbe bello, devo solo alzare la testa e il mondo sempre davanti ai miei occhi mi sale nel cuore. Quando era bambina volevo vivere su un isola, una donna sola, potentemente sola. Si, è così... è tutto così vuoto, slegato, il vuoto, l'angoscia, l'angoscia, l'angoscia come un animaletto che si è perso nel bosco. Chi sei tu, non lo so più». É Marion ne "Il cielo sopra Berlino" di Wim Wenders Buona notte d'incanto a tutti!
spagine
Il mondo
di Antonio Zoretti
Ad illustrare un’immagine di Anna Maria Ortese