Le immagini in bianconero, suggestive e storiche, d’un fotografo eccelso, Walter Breveglieri, illustrano un libro che racconta una leggenda italiana. Ercole Baldini è stato infatti un campione straordinario che appartiene al nostro patrimonio sportivo di sempre, protagonista in quelle fascinose stagioni sul finire degli anni Cinquanta del secolo scorso di un’avventura di vita quasi del tutto inedita.
Tre annate da favola nel corso delle quali (dal ’56 al ’58) stava addirittura offuscando la fama dei leggendari personaggi del Novecento, Coppi e Bartali su tutti. L’oro olimpico a Melbourne, nella corsa su strada, staccando ogni avversario, come due anni dopo al Mondiale di Reims, autore d’una fuga di 250 chilometri, prima in quattro e poi da solo, contro i grandi stranieri dell’epoca. Il record dell’ora al Vigorelli di Milano quand’era ancora dilettante, facendo meglio del mitico Jacques Anquetil, che il primato l’aveva strappato proprio a Coppi. E un Mondiale in pista, ma soprattutto il Giro d’Italia, dominand