Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio
Contributi di: Nicoletta Dentico, Tomaso Montanari
Eric Noffke, mons. Giovanni Ricchiuti
Kairos Palestina
Paginealtre... lungo i sentieri della differenza
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Contributi di: Nicoletta Dentico, Tomaso Montanari
Eric Noffke, mons. Giovanni Ricchiuti
Paginealtre... lungo i sentieri della differenza
Contributi di:
Nicoletta Dentico, Tomaso Montanari Eric Noffke, mons. Giovanni Ricchiuti
Il documento Kairos 2 “Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio”
Il documento Kairos Palestina 2.
lettura teologica evangelica di Eric Noffke
Kairos Palestina 2009 e 2025. Ecumenismo e Pace di mons. Giovanni Ricchiuti
Ci sono momenti della Storia dell’umanità che impongono a chi si occupa di cultura di farsi voce delle vittime e megafono di una speranza resiliente. Momenti in cui non tacere di fronte all’inganno, narrato magistralmente dai potenti, che la scelta della guerra sia la sola strada per riportare la pace tra i popoli. Momenti in cui gridare che il bene ci rende uomini e donne e il male ci rende bestie: un grido da non soffocare.
Questi ultimi anni, con un incalzare precipitoso, ci hanno consegnato la drammatica verità di quanto l’uomo possa essere interprete del male scegliendo di distruggere l’altro, il creato, ogni possibilità di vita calpestando il diritto internazionale e anche le Parole di libertà, giustizia, pace e fraternità del Vangelo.
Per noi delle edizioni la meridiana non tacere di fronte al genocidio di Gaza e all’incalzare delle guerre è un dovere morale che dà senso al nostro fare cultura.
Per questo abbiamo accolto l’invito di Kairos Italia a editare per intero il documento ecclesiale e teologico che Kairos Palestina ha indirizzato ai cristiani nel mondo il 14 novembre 2025, scegliendo – nell’edizione italiana – di accompagnarlo con contributi che possano aiutare i lettori a capire e a scegliere di farsi Parola di Verità. Questo del 2025 è il secondo documento di Kairos Palestina.
Del primo pochi hanno saputo e sanno ancora. Fu scritto e condiviso nel 2009 come appello. Eravamo in un tempo diverso da questo. Quel documento ha permesso la nascita di un processo che ha dato vita al “Global Kairos for Justice”, a cui aderiscono circa 150 paesi, tra cui anche l’Italia. Un processo che ha tenuto vivo il senso della fede nell’avanzare delle distruzioni nei territori occupati.
Già nel primo documento si chiedeva una Parola di Verità. In questo, la Parola di Verità ci viene chiesto di pronunciarla accanto ad un’altra “genocidio”.
Dire “la fede in tempo di genocidio”: una richiesta aperta e scomoda. Urgente. Perché il tempo della Salvezza, il Kairòs, irrompe nella Storia quando si sceglie con chiarezza se servire il Dio della guerra o quello della Pace. Se farsi strumento di salvezza o di morte per gli altri.
Noi sentiamo quanto sia importante aver chiaro dove siamo e dove siamo arrivati, consentendoci di diluire la forza profetica della Salvezza negoziandola o permettendo che fosse negoziata sui tavoli degli interessi militari ed economici di alcuni paesi con la complicità di altri. Siamo ritornati a un genocidio e alla guerra mondiale fatti a pezzi.
Fermarsi, riflettere, capire, scegliere come cristiani di farsi Salvezza, di accogliere e lanciare un grido profetico di perseveranza: abbiamo la pretesa che queste pagine aiutino a farlo.
Perché questo più di altri è il tempo per lavorare per il bene di questa terra e di tutta l’umanità sulla base della nostra comune umanità […] fino al giorno in cui tutti gli abitanti della terra in vera pace e riconciliazione, fondate sulla giustizia e sull’uguaglianza per tutta la creazione di Dio […], dove la misericordia e la verità si incontrano, e la giustizia e la pace si baciano (Sal 85,10).
Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio
Per chi crede non è Utopia. Ma è, come sosteneva il maestro e profeta don Tonino Bello, Eutopia, il luogo possibile di pace, fratellanza e nonviolenza realizzabile attraverso l’impegno concreto di tutti.
Buona lettura. Buona scelta e impegno di Kairòs.
Elvira Zaccagnino direttrice edizioni la meridiana
“Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio”1
Guardiamo al giorno in cui potremo vivere liberi nella nostra terra, insieme a tutti gli abitanti del mondo, in vera pace e riconciliazione, fondate sulla giustizia e l’uguaglianza per tutte le creature di Dio, dove “amore e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno” (Sal 85,10)
Introduzione 1.
Noi, l’Iniziativa Ecumenica Cristiano Palestinese, abbiamo pubblicato nel 2009 il Documento Kairos Palestina “Una parola di fede, speranza e amore dal cuore della sofferenza palestinese”. I capi delle Chiese di Gerusalemme hanno ascoltato questo grido, lo hanno accolto e hanno offerto il loro sostegno. Allo stesso modo il documento ha avuto ampia risonanza, sia a livello locale che internazionale. Allora come oggi, ci siamo riuniti – donne e uomini, cle-
1 Il documento è stato divulgato il 14 novembre 2025.
ro e laici – provenienti dalle diverse famiglie ecclesiali della Palestina. Dopo la preghiera e la riflessione sulla sofferenza del nostro popolo sotto occupazione, abbiamo lanciato quel grido di speranza in assenza di speranza, affermando la nostra fede in Dio e il nostro amore per la nostra patria, convinti che la nostra lotta riguardi in ultima analisi la vita e la dignità umana.
2. Viviamo oggi in un’epoca di genocidi, pulizie etniche e sfollamenti forzati che si consumano sotto gli occhi del mondo intero. Questo momento – un momento di verità – ci impone di assumere una posizione nuova, diversa da tutte quelle precedenti. È un momento decisivo. Oggi rinnoviamo la nostra posizione a favore della verità e il nostro impegno nei confronti dei principi fondamentali religiosi, teologici e morali. Guardiamo alla nostra realtà e assumiamo una posizione rinnovata, rispondendo alla voce dello Spirito Santo nel profondo del nostro cuore, ascoltando la chiamata della fede in questo tempo di genocidio. Rinnoviamo il nostro messaggio di fede, speranza e amore, offrendo una visione ispirata dalla fede per il tempo dopo il genocidio.
Parte I – La reaLtà: genocIdIo, coLonIzzazIone e PuLIzIa etnIca
1.1
Lanciamo questo grido dal cuore dell’aggressione a Gaza, una guerra che ha lasciato dietro di sé centinaia di migliaia di martiri e feriti e quasi due milioni di sfollati.
Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio
Molti sono stati sepolti sotto le macerie, bruciati vivi, torturati a morte nelle prigioni o sfollati con la forza più di una volta. Altri hanno sofferto la fame, presi di mira anche mentre correvano in cerca di cibo. Decine di migliaia di bambini sono stati uccisi nei modi più orribili. I settori sanitari, educativi, economici e ambientali di Gaza, anzi, ogni aspetto della vita, sono stati distrutti. Ci vorranno anni per riprendersi dalla devastazione e dalla catastrofe che si sono abbattute su di noi come popolo.
1.2
Le organizzazioni per i diritti umani, le istituzioni giuridiche e gli esperti internazionali sono stati inequivocabili: le dichiarazioni dei leader politici israeliani e le azioni di Israele nell’assalto a Gaza costituiscono un genocidio. Molti dei crimini di guerra e dei crimini contro l’umanità sono stati documentati e sono stati emessi mandati di arresto nei confronti dei leader politici israeliani sulla base delle sentenze della Corte internazionale di giustizia2.
1.3
I sionisti non vogliono che restiamo sulla nostra terra. Il loro piano per noi è lo sfollamento, la morte o la sottomissione. La guerra genocida contro Gaza è la continuazione del progetto sionista di impadronirsi di tutta la Palestina, svuotata del suo popolo palestinese. La pulizia etnica e la negazione del diritto al ritorno a coloro che sono stati sfollati con la forza sono politiche in atto a Gerusalemme, in Cisgiordania, a Gaza e nei territori occupati dal 1948. La Nakba del nostro popolo è la nostra realtà quotidiana. Questo genocidio è stato perpetrato da Israele dopo
2 Cfr. bit.ly/47ea4hw.
decenni di apartheid3 , colonialismo da parte dei coloni, repressione politica deliberata di uccidere ogni possibilità di soluzione politica, compresa la soluzione dei due Stati. Oggi viene smascherato il vero volto dell’ideologia sionista: un sistema che per decenni ha consolidato un regime di apartheid organizzato e sofisticato, supportato da tecnologie avanzate che esercitano un controllo totale su ogni aspetto della vita palestinese, frammentando il territorio, dividendo il suo popolo e trasformando l’esistenza palestinese in un inferno insopportabile. La cosiddetta “Legge sullo Stato-Nazione” promulgata da Israele nel 2018 incarna il razzismo sionista e l’arrogante supremazia ebraica in Palestina, rendendo l’apartheid una realtà vissuta. La decisione di Israele di annettere la Cisgiordania ha ulteriormente messo a nudo le vere intenzioni di questo progetto coloniale.
1.4
Mentre i popoli del mondo ci hanno dimostrato solidarietà, la guerra genocida ha messo a nudo l’ipocrisia del mondo occidentale, i suoi valori vuoti e le sue vane promesse di impegno a favore dei diritti umani e del diritto internazionale. In realtà il mondo occidentale ci ha sacrificati, rivelando il razzismo e il doppio standard di valutazione nei confronti del nostro popolo. Naturalmente distinguiamo tra gli artefici di queste politiche distruttive e i numerosi leader, organizzazioni e movimenti popolari che hanno dimostrato sincera solidarietà ai palestinesi di Gaza, chiedendo la fine dell’ingiustizia, dello spargimento di sangue e il pieno riconoscimento dei nostri diritti legittimi.
3 Cfr. bit.ly/4d4crXU.
di Nicoletta Dentico9
Noi siamo afflitti in ogni maniera, ma non ridotti agli estremi; perplessi, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; abbattuti, ma non distrutti
2Cor 4,8-9
Ascoltate questa parola, che il Signore ha detto riguardo a voi, figli d’Israele, e riguardo a tutta la stirpe che ho fatto salire dall’Egitto:
“Soltanto voi ho scelto tra tutte le stirpi della terra; perciò io vi farò scontare tutte le vostre colpe”
Am 3,1-2
Denominare l’ingiustizia per come si squaderna davanti agli occhi del mondo, con aspirazione di parresia cristiana. Sperimentare una coraggiosa riflessione a partire dalle vite invisibili dei palestinesi, spogliate di voce ma depositarie
9 Giornalista ed esperta di cooperazione internazionale.
di una memoria dell’identità che potremmo definire archeologica. Dalla prospettiva degli oppressi: oppressi speciali, come direbbe Edward Said, incastonati dalla storia nel ruolo di vittime delle vittime. Dalla tragica terra di Palestina le comunità cristiane, alle prese con l’impegnativa riflessione che ha generato un nuovo documento Kairos (2025), tracciano quello che potrei definire un profilo della grazia. Sì, della grazia. Perché non esiste altra parola per decifrare l’umano quando alla violenza indiscriminata resiste con la nonviolenza, quando alla negazione di ogni diritto oppone non il risentimento, non l’odio, ma un’ostinata richiesta di ragione nella verità della storia. Confidando nel diritto e nella speranza, ancora, nonostante tutto. Spes contra spem.
Coraggio e grazia, dunque
Il coraggio di una parola rinnovata (rispetto al primo testo del 2009), politica e teologica, decisamente incarnata e libera da ogni tentazione di accondiscendenza. Non è più tempo di logiche dissimulative, di messaggi nascosti. Le comunità cristiane di Palestina non hanno quasi più nulla da perdere ormai – lo sanno fin troppo bene – e pochi sono gli alleati della loro buona battaglia; eppure, accolgono la sfida di trasformare questa oggettiva debolezza in forza di azione rivolta al mondo dalla terra dell’Incarnazione del Verbo.
La grazia di una visione ispirata dalla fede “per il tempo dopo il genocidio”. Dalla Terra Santa imbrattata di barbarie, ammasso di dolore, “i figli e le figlie della prima Chiesa, discendenti degli apostoli e dei santi dei primi secoli cristiani” (cfr. § 2.10) interrogano l’interdipendenza nel momento della sua più attiva negazione e lanciano l’ap-
Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio
pello alla diaspora palestinese, alle nuove generazioni, alle donne e agli uomini di buona volontà che sostengono la causa del loro popolo. Da questo posizionamento di irrefutabile vulnerabilità la domanda alle Chiese di tutto il mondo è cogente, irriducibile, universale. Che senso ha la fede in un tempo in cui, per usare le parole di Dietrich Bonhoeffer, “la gran mascherata del male ha sconvolto e confuso tutti i concetti etici”10? Come reagisce la cristianità contemporanea di fronte al genocidio – “peccato strutturale contro Dio” (cfr. § 3.4) – che si consuma ancora sotto la parvenza mistificatrice di un “cessate il fuoco” nei luoghi in cui è nato e vissuto Gesù?
Il documento Kairos è inevitabilmente poliedrico. Un piccolo Apeirogon. Mette in fila le questioni con estrema lucidità. La realtà della distruzione di Gaza, una striscia di terra popolata da oltre 2 milioni di persone, la prigione più grande del pianeta sottoposta a una completa segregazione da sedici anni, è l’epilogo di un lungo processo di oppressione coloniale e sradicamento, di apartheid e supremazia etnica incarnata anche dal sionismo cristiano. Gaza, come la Cisgiordania, sono luoghi dove ogni aspetto di una vita degna, materiale e immateriale, è stata negato, trafugato, abbattuto, prosciugato. Il 7 ottobre 2023, un trauma che sembra aver paralizzato le coscienze, non è pertanto un’esplosione di odio imprevista, ma una scaturigine di violenza disperata che ha una lunga genealogia. “Una rottura che viene da lontano”, come ha detto il Segretario Generale dell’onu all’indomani della strage11. Si tratta di una tra-
10 Bonhoeffer D., Resistenza e resa. Lettere e scritti dal carcere, San Paolo, Milano 2015 [N.d.R.].
11 Si veda il discorso integrale del segretario António Guterres all’indirizzo: bit.ly/4t6kE2A [N.d.R.].
gedia metodicamente apparecchiata da chi vorrebbe oggi indossare i panni della vittima, perché – come scrive Roberta De Monticelli – la Palestina è “epitome del groviglio tragico di violenza e di ragioni che è la storia umana”12. Da due anni a questa parte, la ferocia pre-giuridica, svincolata messianicamente da ogni principio di limite e di distinzione, che si è riversata su Gaza segna una svolta. Non solo perché affondando il coltello sul diritto internazionale riporta l’umanità a una dimensione arcaica e tribale, ma anche perché la soglia di tolleranza si è estesa notevolmente in tutto l’Occidente e migliaia di persone, che continuano a essere uccise dai bombardamenti programmati dall’intelligenza artificiale, sono sacrificate – vite che non meritano lutto – in nome dei nostri valori. Le conseguenze di questo disfacimento sono indecifrabili.
12 de montIceLLI R., Umanità violata. La Palestina e l’inferno della ragione, Laterza, Roma-Bari 2024.
“Dalla terra dell’Incarnazione, della Croce e della Resurrezione, rinnoviamo la nostra parola di speranza nel Dio dei poveri, degli oppressi e degli emarginati. La guerra genocida ha cercato di privarci della nostra speranza e della nostra fede nella bontà di Dio e nella vita sulla nostra terra.
Eppure dichiariamo la nostra adesione alla fede in un Dio santo e giusto e al diritto che Dio ci ha dato di vivere con dignità sulla nostra terra e sulla terra dei nostri antenati.
Questa è la nostra speranza. Questa è la nostra perseveranza. Questa è la nostra resistenza.”
Euro 10,00 (I.i.)
ISBN 979-12-5626-093-5