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IT’S A MATTER
OF ENERGY ANNO 43 N° 2 EDITORIALE
Il luogo che educa di Letizia Paoli Bardazzi Tutta la nostra vita è una continua educazione. Educare non è un verbo riservato all’infanzia e all’adolescenza, ma accompagna il cammino esistenziale di chi ha una vera “passione per l’uomo”. L’educazione però ha bisogno di luoghi, come la casa in cui cresciamo o l’aula scolastica e universitaria in cui diventiamo adulti. Con un po’ più di fatica, possono essere anche luoghi virtuali che ci tengono in contatto, come abbiamo imparato durante i vari lockdown. Il Meeting è questo: un luogo che ci educa. Ogni anno è atteso, preparato e frequentato da migliaia di persone come quell’avvenimento culturale che coinvolge lo scopo, la ragione e il significato della vita di ognuno di noi. Non si tratta solo di intrattenimento, divertimento e scoperte per il ricco palinsesto di temi e proposte: il cuore della proposta del Meeting è quello di essere la modalità attraverso la quale la dignità profonda di un’esperienza umana, quella che nasce dal fatto cristiano, si esprime e si comunica. È particolarmente vero quest’anno, in occasione del centenario della nascita di Luigi Giussani e alla luce del titolo preso da un suo intervento: «Una passione per l’uomo». Ogni scoperta che faremo vivendo questa 43° edizione sarà un approfondirsi dell’origine di ogni atteggiamento di impegno culturale. La cultura è figlia dell’educazione e ha bisogno di luoghi, persone, percorsi per poter leggere la realtà e scoprirne la ricchezza e la trama di Colui a cui tutta la realtà rimanda. Rimini ogni anno offre la possibilità di allenare i sensi e renderli più capaci di cogliere gli indizi che la realtà ci mette a disposizione, usando il metodo che don Giussani ha trasmesso a varie generazioni di ragazze e ragazzi. (Continua a pagina 8)
Le testimonianze degli arcivescovi di Bangui, Gerusalemme e Mosca all’incontro inaugurale
Guerra e perdono
Immaginiamo un Paese africano dove per anni miliziani assoldati camuffati da combattenti per motivi religiosi ammazzano a saccheggiano. E tre leader religiosi, cattolico, protestante e islamico lavorano insieme per la pacificazione, disposti a morire insieme, da veri amici. Racconta tutto il cardinale Diodonné Nzapalainga di Banguii, Repubblica Centrafricana. Immaginiamo uno che si mette in testa di sdoganare la parola perdono, un tabù nel contesto degli annosi conflitti israelo-palestinesi. Ci prova giorno per giorno il patricarca latino di Gerusalemme. Pierbattista Pizzaballa. E addirittura a Gaza c’è chi vive la carità e la letizia, senza rancore: è la piccola comunità cattolica che costruisce fiducia e apertura all’altro soprattutto aiutando concretamente i più bisognosi. Immaginiamo cosa poter dire a un giovane ucraino (o russo) richiamato alle armi per sparare al nemico, inevitabilmente esposto alla possibilità di essere ammazzato o di ammazzare. Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca, confida un suo drammatico colloquio. L’incontro di questi tre “artigiani della pace” ha aperto questa edizione del Meeting. A pagina 3
Nel padiglione C5
I 40 anni delle Famiglie
Alla scoperta del Villaggio ragazzi
L’accoglienza raccontata dagli artisti
A pagina 7
A pagina 11
LE VIDEO INTERVISTE
A microfono aperto www.meetingrimini.org/media-room
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