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Mediaterraneo News 16-31 gennaio 2022

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Premio Giornalisti del Mediterraneo 2016 Anno 12 - N. 92 16-31 gennaio 2022 Distribuzione gratuita

MEDI@TERRANEO news - Periodico del Master di Giornalismo di Bari Ordine Giornalisti di Puglia - Università degli Studi ‘Aldo Moro’ di Bari Editore: Apfg - Bari Direttore Responsabile: Lino Patruno Registrazione Tribunale di Bari numero 20/07 del 12/04/2007

Redazione: Palazzo Chiaia-Napolitano via Crisanzio, 42 - Bari email: master@apfg.it

Notte brava dei vaccini Pengo a pagg. 2-3

Tutela della vita grazie Granello Luise a pagg. 4 e 5

Datemi lo stadio e vincerò tutto

Controcopertina

Nuovi inquilini dal Mar Rosso

Ventrella a pagg. 6 e 7

La mia serata è una serie tv Pasanisi a pagg. 8 e 9

Manfredonia ha l’imperatore Saponieri a pagg. 12 e 13

Manzari a pagg. 10 e 11

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Vaccinarsi di notte L’iniziativa per i ragazzi In 300 hanno risposto alla chiamata della Asl territoriale e dal Comune di Trani. La possibilità concessa a studenti dai 12 ai 19 anni

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HUB VACCINALE In basso, l’esterno della tribuna dello stadio Comunale che ospita il presidio Asl adibito alle vaccinazioni

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Come invogliare i ragazzi più giovani a sottoporsi ad una ulteriore dose di vaccino? A Trani sembrano aver trovato la formula giusta. Dalle 20 alle 24 di venerdì 14 gennaio la tribuna dello stadio Comunale è stata illuminata con fari colorati e dai colori vivaci, quasi fosse una discoteca esclusiva. Più di 300 adolescenti tranesi, tra i 12 e i 19 anni, previa prenotazione, hanno partecipato a questa sessione di vaccinazione straordinaria organizzata e gestita dal personale della Asl territoriale, coordinati dalla dott.ssa Pa-

trizia Albrizio, e dal comune tranese. All’esterno della struttura la fila è stata lunga ma ordinata, la Polizia Locale è rimasta solo a regolamentare il traffico lungo la strada interessata. All’interno dei locali della tribuna l’atmosfera era particolarmente briosa, quasi come quella dei corridoi scolastici durante l’intervallo. I ragazzi più grandi sono arrivati quasi tutti in comitiva; alcuni di loro ci confessano che dopo la vaccinazione avrebbero continuato la serata uscendo in città. I più


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Nuova ondata

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Omicron, Puglia in zona gialla Con l’aumento dei contagi a seguito del diffondersi della variante Omicron sono aumentati i ricoveri nelle strutture sanitarie pugliesi, sia nei reparti ordinari che in quelli di terapia intensiva. Ormai tutte le infezioni registrate sono causate dall’ultima variante, non c’è più traccia, tra i positivi, della variante Delta. A causa dell’aumento della pressione sul sistema sanitario pugliese, nonostante la campagna vaccinale proceda a ritmo spedito, da lunedì 24 gennaio la Puglia è in zona gialla. Nonostante il cambio di colore, non ci sono grossi cambiamenti e restrizioni nella mobilità. Bar, ristoranti, cinema e teatri continuano a rimanere aperti ma l’ingresso è consentito solo a chi è in regola con il ciclo vaccinale ed è quindi in possesso del Super Green Pass. L’unico cambiamento è l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto.

piccoli invece sono venuti accompagnati dai genitori. Per alcuni di loro era la prima dose: i loro sguardi lampeggiavano a destra e sinistra nella stanza di attesa. Si percepiva il loro imbarazzo. Dopo il riconoscimento e la verifica della prenotazione, i primi ragazzi hanno iniziato a sedersi di fronte ai vari stalli dove in attesa vi era un operatore della Asl. Al primo squillo, sugli schermi è comparso il primo numero e ad essere chiamata è stata una bambina di 12 anni. Per lei era la prima volta e ad ogni domanda ha risposto con un piccolo fremito di emozione. Si trovava lì perchè era stata convinta a vaccinarsi per stare più tranquilla e tornare a giocare con le amichette. Gli infermieri della Asl si sono avvicinati a lei, l’hanno tranquillizzata e nel frattempo preparavano il siero. Accanto a lei c’era la mamma e le è stato quasi istintivo cercare la sua mano non appena la siringa si è avvicinata; finita l’iniezione anche la paura è sembrata essere un lontano ricordo. Ci siamo spostati in un altro stallo. Ad occuparlo una ragazzina più grande, lei non ha avuto paura: è stata la sua terza dose. Le abbiamo chiesto come si sentisse dopo aver completato l’intero ciclo. ‘’Mi sento molto bene, senza dubbio più sicura - ci ha assicurato Gaia - penso sia la cosa migliore vaccinarsi’’. Finita la procedura, si è coperta il braccio, ci ha salutati e se è andataa. Ad attenderla altri suoi coetanei; insieme hanno

inforcato l’uscita e sono scomparsi una volta superato il cancello esterno. Anche tra i ragazzi ci sono, e quindi non solo tra gli adulti, quelli che ancora non sono pronti a fidarsi del vaccino. È il caso di un’altra ragazza che fino all’ultimo è stata restia a sottoporsi al terzo ed ultimo vaccino. Per ragazzi così giovani è difficile districarsi nella matassa di informazioni che la televisione e i social diffondono; per chi ancora non ha una coscienza critica ben sviluppata è difficile sviluppare una propria opinione senza lasciarsi condizionare. A convincerla ci ha pensato la dottoressa Patrizia Albrizio, dirigente medico della Asl Bat: ‘’Abbiamo parlato e discusso tanto, alla fine sono riuscita a farle capire l’importanza di quello che stiamo facendo’’. Abbiamo atteso qualche minuto affinchè la dottoressa potesse concederci qualche minuto e raccontarci come stesse procedendo ‘’Stare in mezzo ai ragazzi mi entusiasma – ha detto - li vedo molto partecipi dell’iniziativa: è bello quando ti fanno domande e quando mi chiedono chiarimenti, li accolgo volentieri’’. Non solo prime dosi, ma anche seconde e terze. La dottoressa ci ha spiegato che nessuno viene mandato indietro, inoltre ‘’se avessimo concesso altri slot – ha chiarito la dirigente Asl - sono convinta che li avremmo esauriti tutti’’.

VACCINAZIONE Un infermiere mentre inocula una dose di vaccino. I “vaccinandi” sono tutti ragazzi in età scolare

Fabio Pengo 16-31 gennaio 2022

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Granello di Senape al centro della vita

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INIZIATIVE E CONTATTI Le attività: raccolta e distribuzione di alimenti e vestiti, vendita delle piantine solidali e sportello di ascolto

L’ Associazione è testimonianza di solidarietà oltre confini per le famiglie. Una rete di volontari ed esperti a disposizione della comunità di Ruvo

La solidarietà e porre l’altro al centro del proprio mondo: sono la base da cui nasce l’Associazione “Granello di Senape” di Ruvo di Puglia. Una piccola realtà costruita con sacrificio e tanta passione dai volontari giorno dopo giorno e che dal 2014, anno della sua fondazione, continua ininterrottamente ad aiutare la comunità ruvese e dei suoi dintorni. Partiti come un piccolo gruppo, oggi sono più di 80 i volontari della

Chi siamo

Le attività

rete dell’Associazione. Sono giovani, adulti, professionisti e no, che cercano in qualche modo di porgere la mano al prossimo. Tantissimi i progetti, dallo sportello d’ascolto guidato dai volontari appositamente formati, alla distribuzione di beni di prima necessità, al numero verde e alle tante iniziative con la promozione della vita al centro. “Granello di Senape” opera anche grazie ai social, per raggiungere i giovani,

Lo sportello

Un aiuto a 360° per le famiglie

“Un dono per te” grande successo

Volontari pronti per dare una mano

L’Associazione Granello di Senape nasce con l’obiettivo di supportare in primis le donne in condizioni di gravidanze difficili, in secondo luogo per aiutare la famiglia, la tutela della vita e dei bimbi in fasce. Grazie a numerose collaborazioni, il Cav supporta le famiglie anche dopo il periodo della gestazione, affiancandole in ogni loro fase grazie ad un aiuto continuo.

“Un dono per te” è una delle tante iniziative promosse da Granello di Senape, che ha riscosso grande successo. Domenica 14 novembre 2021, nella fascia oraria prestabilita, ore 10.00-13.00 e ore 17.0020.00 sono stati messi a disposizione, alimenti, pannolini, vestiti, scarpe, attrezzature per bambini da 0 a 10 anni per chi ne avesse bisogno. E’ stato un successo.

Gli associati e i numerosi volontari sono a disposizione per chi ne avesse bisogno allo sportello di Granello di Senape, in Via Alberto Mario, 40 (Ruvo Di Puglia) tutta la settimana dal lunedì al venerdì. Dalle ore 11.00-12.00 solo il martedì e il giovedì. Il lunedì, mercoledì e venerdì l’orario di supporto e accoglienza va dalle ore 19.00 alle 20.00.

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Origini del C.A.V

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Da piccola goccia a grande oceano Il C.A.V (centro aiuto alla vita) Granello di Senape, con sede a Ruvo di Puglia (BA) nasce il 9 Gennaio del 2014 dall'idea e volontà, di un ristretto gruppo di volontari e genitori, di creare una struttura autonoma senza scopo di lucro con cui esprimere l’ impegno nell'ambito sociale a favore di tutto ciò che ruota attorno all'universo “famiglia”. Fondata sulla base di uno Statuto approvato dalla prima assemblea straordinaria dei soci fondatori, si pone l’obiettivo di operare nell'ambito dell'assistenza sociale e socio-sanitaria, attraverso la formazione ed informazione nei due centri di interesse costituiti dalla “famiglia” e dalla “salute”. Granello di Senape, grazie ad una retecollaborativa, promuove iniziative, durature nel tempo e caratterizzate da particolare sensibilità sociale, che mirano a creare benefici direttamente ai soggetti svantaggiati e alle loro famiglie.

grazie ad un gruppo di volontari interamente dediti al settore editoria, con l’obiettivo di promuovere attività e progetti. Una realtà che va oltre oceano, grazie al supporto economico degli U.S.A, che hanno contribuito a far crescere Granello, con una campagna diraccolta fondi intitolata “Gofund.me”. Un vero successo, che ha permesso di finanziare l’Associazione, senza scopo di luco, fino superare l’obiettivo di 2mila euro. “Granello” non è solo questo, è anche crescita dei volontari, grazie ai corsi attivi di formazione e di aggiornamento, in presenza e online, è una rete di amici e di collaborazioni con enti e provati, ma soprattutto è aiuto. Alla domanda perché far parte del Cav, due volontari hanno risposto così: “Ne siamo innamorati perché rispecchia il nostro ideale riguardo la vita umana, dal suo concepimento fino alla fine.” Un passaparola ha attivato l’interesse di numerosi volontari che, dopo aver conosciuto il carisma travolgente, la passione e la tenacia del presidente dell’Associazione, Ignazio Floriano, ne sono rimasti affascinati e da quel momento qualcosa è nato in loro, qualcosa che li ha spinti ad entrare in un nuovo mondo fatto di solidarietà e di supporto, che li ha portati a diffondere il messaggio di “tutela della vita”. I volontari si occupano della persona a 360° e lo fanno non solo durante il periodo di gestazione, ma anche dopo la gravidanza, so-

stenendo le famiglie e inserendole in un percorso di sviluppo affiancati da una persona esperta, pronta a supportarli in qualsiasi momento. L’ Associazionenel tempo si è ingrandita, grazie alla rete sempre più ampia di volontari, che ha permesso di includere nuove attività, con un’attenzione rivolta anche alle adozioni. “Granello” offre tante opportunità d’aiuto, io faccio parte del settore adozioni, un mondo a mio parere meraviglioso, che dà tantissima gioia, sia per chi adotta, sia per i bambini. Il mio impegno parte da un’esperienza personale, so cosa significa e vorrei aiutare tante persone in difficoltà”, afferma un volontario. A rendere grande il C.A.V è la passione, l’amore, la voglia di esserci per l’altro e di accompagnarlo in ogni fase della vita. Numerose le persone che si sono affidate ai volontari e tantissime le nascite nel corso degli anni. Bambini che potevano non esserci, ora hanno una famiglia che li ama e una rete di volontari che li sostiene. A supportare l’Associazione, ci sono le iniziative dell’editoria e la vendita delle piantine, nei centri cittadini e all’esterno delle parrocchie di Ruvo e delle vicinanze, svolti in occasione della giornata mondiale della vita, il 6 febbraio, che anche quest’anno, come ogni anno si terrà. “Non c’è regalo più bello se non quello del dono della vita e preservarlo e aiutarlo a crescere è uno dei nostri obiettivi”. Rosanna Luise

IL LOGO Il marchio ufficiale dell’ Associazione. Presente sui social, locandine e come insegna della sede a Ruvo

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Mediterraneo e specie aliene: che accade nei nostri mari

IL RARO INCONTRO Un frame del video che ritrae il Tremoctopus violaceus, ripreso da R. Cofano sul litorale di Torre Canne, Brindisi

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Dal Tremoctopus avvistato nel Brindisino, ai cavallucci marini dell’inquinato Mar Piccolo di Taranto: il Mare Nostrum sta cambiando e non lo sappiamo

Ha fatto scalpore l’avvistamento del rarissimo Tremoctopus violaceus, il cefalopode metà polpo metà seppia, ripreso da alcuni cittadini sul litorale di Torre Canne, Brindisi. Per il Museo di Melbourne, "non esiste nessun altra creatura che abbia una tale differenza di dimensioni tra maschio e femmina". Con soli 2,4 cm di lunghezza, il maschio è sproporzionatamente più piccolo della femmina che può raggiungere i 2 m. Non è la prima volta che il Mediterraneo e la Puglia attirano tali specie. Basti pensare ai cavallucci marini che hanno ripopolato l’inquinato Mar Piccolo di Taranto o alla pulcinella di mare, uccello marino dell’Atlantico settentrionale, avvistato qualche anno fa sempre a Taranto. Non succedeva da fine 800. Il Mare Nostrum infatti, nonostante costituisca meno dell’1% dell’estensione totale delle acque marine del nostro pianeta, ospita circa il 7,5% delle specie animali mondiali (circa 17.000, una ricchezza specifica 10 volte superiore alla media). Ma oltre a quelle rare, ci sono anche specie aliene. Parliamo di tutti quegli organismi introdotti ad opera dell’uomo al di fuori della loro naturale area di distribuzione. Mediamente viene segnalata una nuova specie aliena ogni 9 giorni, ma è quasi impossibile fornire un numero esatto di quelle che attualmente stanno trovando un ambiente favorevole lungo le nostre coste. Inoltre, data la particolare morfologia del Mediterraneo e dei suoi collegamenti con i bacini adiacenti, l’incremento è stato nettamente superiore rispetto ad altri bacini come il Mar Nero, il Mar Baltico o l’Oceano Atlantico. Questa invasione porta l’involontaria firma

dell’essere umano. Una delle principali vie di introduzione sono i traffici marittimi, attraverso lo scarico delle acque di zavorra nel porto di arrivo o attraverso gli organismi incrostati alle chiglie. Altre forme di introduzione sono l’acquacoltura e le migrazioni di specie dal Mar Rosso attraverso il canale artificiale di Suez. Nei mari italiani ad oggi si contano circa 280 specie aliene. Queste possono essere invasive, in grado di colonizzare vaste aree in breve tempo e minacciare la biodiversità locale e le attività umane. Gli impatti riguardano interazioni con specie autoctone. Il principale flagello che sta affliggendo il Mare Nostrum è la Caulerpa Taxifolia. In origine questa alga cresceva nelle acque temperate della Guinea, dell’Australia, della Cina e del Giappone. Nel 1950 venne importata negli acquari di Stoccarda in Germania e per errore fu riversata insieme alle acque reflue dell’acquario in mare. La Caulerpa trovò subito nel Mare Nostrum un ambiente adatto per proliferare, attaccando piante ed alghe endemiche e rimpiazzandole. Prolifera sia in superficie che in profondità e resiste anche a cali repentini della temperatura. E’ altamente invasiva e cresce da 2 a 3 cm al giorno in condizioni ottimali. Risulta tossica per la maggior parte degli animali marini, di conseguenza non rientra nei circuiti alimentari degli erbivori. Data la sua tossicità impedisce la riproduzione di pesci ed invertebrati tra le sue praterie. Si è pensato a vari progetti per cercare di estirparla. Dalle iniezioni di solfato di rame, all’estirpazione delle talee: tutti questi metodi, tuttavia, sono impossibili da distribuire su larga scala. La buona notizia è che negli ultimi anni la sua diffusione nel nostro bacino è in calo. Se questo cancro del mare non verrà fermato, fra cinquant’anni i nostri fondali saranno interamente ricoperti da praterie tossiche. Un altro ospite alieno è il pesce scorpione (Pterois Volitans), diffuso dal mar Rosso, all’Oceano Pacifico, fino alla Polinesia. Da qualche anno è arrivato nel Mediterraneo con diverse segnalazioni sulle coste dalla Sicilia alla Puglia. La sua natura nomade e la sua alta adattabilità, porta i nuovi nati ad al-


m A te en bi 7 lontanarsi dalla zona di nascita, andando alla scoperta di nuovi habitat. Per tale motivo riesce a diffondersi facilmente. Senza nemici naturali e con un tasso di riproduzione estremamente elevato di 2 milioni di uova all’anno, ha rapidamente invaso i nostri mari. E’ velenoso. La sua tossina, contenuta nei suoi 16 aculei (13 sulla pinna dorsale e 3 sulla pinna anale) provoca eritemi, echimosi e cianosi della parte colpita. Gli aculei sono collegati ad una ghiandola velenifera che secerne veleno anche dopo la sua morte. Bisogna stare ben attenti a non pungersi. E’ anche molto apprezzato in cucina. Negli ultimi tempi sono anche aumentate le osservazioni del pesce coniglio scuro (Siganus Luridus), flagello della Posidonia, alga mediterranea, e di altre specie endemiche. Ad oggi è presente nelle acque dall’isola di Lampedusa, sino alle coste della Puglia. Originaria del Mar Rosso, questa specie è molto vorace. Alghe e piante marine vengono divorate da questi pesci lasciando i fondali spogli. Anch’essa è dotata di spine urticanti ma il suo veleno è senza gravi conseguenze. Non esiste un vero e proprio rimedio al suo diffondersi. Non viene mangiato e se pescato viene rilasciato perchè portatore della “ciguatera”, una partico-

lare intossicazione alimentare. Ma come arginare queste specie? Per gli esperti del progetto europeo ASAP (Alien Species Awareness Program), bisogna attuare politiche sull’inquinamento dei mari e l’aumento delle temperature, sensibilizzando la popolazione a tali problemi. Ridurre l’abbandono di rifiuti, come le reti da pesca fantasma, che soffocano e uccidono le specie che ci si intrappolano. Vietare l’entrata nei porti alle navi con lo scafo incrostato, una delle cause maggiori. In Australia e nuova Zelanda il divieto è già tassativo. Agire il prima possibile è l’unica strada per il bene e la salvaguardia del Mare Nostrum.

GLI INVASORI Dall’alto verso il basso: pesce coniglio scuro e pesce scorpione; l’alga tossica invasiva Caulerpa Taxifolia

Francesco Maria Ventrella 16-31 gennaio 2022


Vittime o complici di un gioco globale tv Tra gli effetti sociali della pandemia un’accelerazione digitale che ha visto crescere la fruizione delle serie televisive rispetto ai film in sala

8 SERIE TELEVISIVE In alto Succession, miglior serie tv agli ultimi Golden Globes. In basso Laura Palmer dei Segreti di Twin Peaks

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Due anni di pandemia hanno portato dei cambiamenti radicali nella società. Uno degli effetti più visibili è stata l’accelerazione digitale, in quanto è stato l’unico mezzo che ha potuto permettere di continuare a comunicare, lavorare e intrattenere. Servizi come lo smart working, l’e-commerce, la didattica a distanza e la fruizione dell’audiovisivo in streaming hanno cambiato le nostre abitudini per sempre. Tra oscillazioni di varianti varie nella quattro stagioni dell’anno, tra chiusure e norme antiCovid19, con Green e Super Green Pass è difficile pensare ad un ritorno alla serenità del passato. Primo perché la pandemia non è finita e tornare indietro per il momento è impossibile. Secondo perché accanto a sale cinematografiche resilienti abbiamo assistito ad un dilagare di video streaming a livello globale, che hanno maggiormente abituato lo spettatore a restare in casa sul divano. Uno studio della Digital Tv Research ha analizzato come piattaforme quali Netflix, Prime Video di Amazon, DAZN nella sola Europa occidentale hanno raddoppiato i loro utenti. A questi vanno aggiunti anche, nel caso dell’Italia anche i servizi streaming di Rai e Mediaset, La7, le tre emittenti generaliste e la tv satellitare Sky. Lo spettatore davanti alle loro offerte sempre più ricche di serie tv ha optato ad una fruizione verso questo prodotto audiovisivo

rispetto a quello cinematografico più limitato. In vari settori della società si creano spesso fazioni per dividere o esaltare una parte rispetto all’altra. Che sia questo un atteggiamento atavico dell’essere umano non è una novità e nello stesso tempo neanche suscita più interesse trovare una risposta. Magari risulta più minaccioso avere oggi un sistema che sta portando sempre più verso un pensiero unico e conformista. E se nel mondo dell’audiovisivo per anni si sono distinti i due mondi film e serie tv. Dopo il 2005 le serie tv sono cambiate sia per qualità sia per fruizione ed il divario si è assottigliato. Non occorre più per il pubblico aspettare il giorno di programmazione imposto, ma si possono vedere gli episodi in qualsiasi momento consecutivamente e senza sosta, il “Binge watching”, l'atto di guardare programmi televisivi per un periodo di tempo superiore al consueto è la norma. Il tutto va visto dove si vuole, sia sul cellulare, sul tablet, sullo schermo televisivo e in qualsiasi luogo. In una società in cui l’essere interattivi sembra essere un grande bisogno perché legittima un’esistenza, essere sempre più attivi, gratifica e crea assuefazione. Così eccoli tutti coinvolti in un grande gioco planetario lo “Squid Game”, la serie sudcoreana, l’evento del 2021. Nessuno di Netflix si sarebbe mai aspettato che nei primi 28


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La storia

Com’è cambiata la serialità

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Dagli sceneggiati all’ Anton Giulio Majano alle prime serie tv anni Sessanta e Settanta, in cui arriva una serialità più vicina allo spettatore e meno teatrale. Esempi come Perry Mason, Colombo, La famiglia Bradford, Star Trek o Starsky e Hutch. Per poi arrivare ai mitici anni Ottanta, sognanti e lussuosi in cui tutto era possibile. Famiglie potenti, ricchezza, fama, lieti fine. Dallas, Dynasty, Miami vice, i Jefferson, i Robinson facevano ormai parte integrande della famiglia, in cui tutti avevano un ruolo ben definito e tutto era progettazione e speranza. Qualcosa però inizia a cambiare nei nichilisti anni Novanta, in cui hanno sviluppano una vera e propria identità che poi esploderà negli anni Duemila. Beverly Hills,ER-Medici in prima linea,che ha lanciato attori come George Clooney. Ma soprattutto tutti si chedevano: “Chi ha ucciso Laura Palmer”, con I segreti di Twin Peaks.

giorni di programmazione, la serie sarebbe stata vista da un totale di oltre un miliardo e mezzo di ore, costando solo poco più di 20 milioni di dollari come produzione. Ormai anche i grandi registi, attori e attrici scelgono di lavorare per le serie tv perché i costi sono molto più bassi, quindi più facile sarà la realizzazione e la diffusione che sicuramente raggiungerà più pubblico e dunque più visibilità. La serialità poi, aggrega, rassicura, ti rimanda alla speranza di un sequel continuo, ossessivo e compulsivo, che ti da la percezione di esistere e controllare, soprattutto in un momento in cui a dominare è un invisibile virus. Mentre la giornalista e critica letteraria statunitense Parul Sehgal sul New Yorker, già per anni caporedattrice del New York Times, si chiede se il trauma psicologico per un personaggio in una serie tv o film sia diventato l’unico presupposto che lo rende esistente, tanto da rischiare di diventare un cliché che appiattisce trame e crea stereotipi. In queste piattaforme si cercano nuove serie che possono ripetere la fortuna della serie sudcoreana del momento. La fortunata serie ha visto il suo cast candidato anche ai prestigiosi Screen Actors Guild award 2022, i premi assegnati dal sindacato degli attori, molto più affidabili dei Golden Globe in materia di previsioni per gli Oscar. Serie come Succession, Omicidio a Easttown, Ted Lasso,

Hacks, Dopesick sono sicuramente molto più raffinati di tanti film al momento in sala. Anche perché se non hai la fortuna di vivere in grandi città, come Roma e Milano, sarà molto difficile riuscire a vedere film andati a festival come Cannes, Berlino, Sundance, per problemi di distribuzione e spesso questi film sono difficili da recuperare anche su streaming. Se infondo la formula per un ottimo prodotto audiovisivo resta sempre la stessa. Un’ottima sceneggiatura e una forte alchimia artistica e tecnica, ciò che va cambiato è la distribuzione. Anche in passato la tv è stata una forte scossa per il cinema di autore che si stava ad un certo punto eclissando per poi tornare più forte di prima. Negli anni 90 fu la serie “I segreti di Twin Peaks” del visionario maestro della psiche David Lynch ha cambiare il linguaggio, portando nel seriale l’inquietudine, l’inconscio. A distanza di decenni si può dire oggi che molte serie sono state da lei contaminate che a loro volta hanno segnato passaggi importanti come Lost, I Soprano, True Detective, Black Mirror, Fargo, American Horror Story. L’offerta è diversificata e non puoi non trovare la tua serie, si va da Mad Men al Trono di Spada, da The Crown alla Casa di Carta e Breaking Bad. Eppure l’emozione di quel fascio luminoso che ti sfiora in una sala buia non avrà mai rivali. Antonietta Pasanisi

9 SQUID GAME Un personaggio della serie tv cult degli ultimi mesi, che ha appassionato gli spettatori di tutto il mondo

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Stadi di proprietà pochi soldi troppa burocrazia Sono pochissimi rispetto all’estero gli impianti delle società calcistiche italiane Un business che riguarda solo cinque squadre 10 ALLIANZ STADIUM Noto anche come Juventus Stadium è un impianto situato in prossimità dell'area Continassa

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Uno dei campionati di calcio più seguiti e invidiati al mondo è quello italiano. Il suo livello, però non è in linea con quello degli stadi e delle strutture, che per una grande percentuale appartengono ai Comuni delle città dove si gioca. Sono pochissimi quelli di proprietà delle società calcistiche. Numeri in totale contrasto con quanto accade nelle altre realtà europee, dove più della metà degli stadi è di proprietà dei club. Con investimenti di milioni di euro per società straniere che hanno puntato a un modello di business legato allo stadio, che offra tutti i confort per non limitare lo spettatore ad andarci solo per vedere le partite. Quello registrato in Italia è proprio un grave ritardo rispetto agli impianti europei, per non parlare di quelli oltreoceano. Uno sviluppo che deve ancora avvenire da noi: per difficoltà burocratiche ma anche per gli ampi investimenti che solo pochi club, attraverso i loro sponsor, possono fare. Il 70% degli stadi in Serie A è di proprietà comunale, il 10% (quindi solo l’Olimpico di Roma) è di proprietà del Coni, e il restante 20% – i 4 stadi rimasti – sono di proprietà dei club. In Europa, invece, le percentuali sono diverse: in Spagna meno del 50% degli stadi è di proprietà dei club. Vanta templi come il Camp Nou di Barcellona, il magnifico Santiago Bernabeu e il Wanda Metropolitano. La Germania, definita la patria degli impianti di nuova generazione, conta ben 11 nuovi impianti

dal 2000 ad oggi, il 61% degli stadi sono di proprietà. Uno dei più affascinati è il Westfalen Stadium di Dortmund, casa del Borussia. In Inghilterra 16 impianti sono di proprietà su 20, i più nuovi sono l’Emirates Stadium e il Tottenham Hotspurs. In Italia sono solo 5 le squadre a poter vantare uno stadio di proprietà: l’Atalanta, il Frosinone, la Juventus, l’Udinese e la Reggiana. Uno su tutti, l’Allianz Arena o Juventus Stadium, denominato lo “Stadium of the future”, stadio del futuro. Costruito e inaugurato ben 11 anni fa, con un investimento di 155 milioni di euro, in Italia è lo stadio d’eccellenza con una capienza di 41.507 spettatori. All’interno della struttura, tante le attrazioni per gli spettatori: il museo dei cimeli storici della società bianconera, il ristorante, un centro commerciale e aree dedicate ai bambini. Lo stadio accorpa anche l’area medica, la J-Medical, per le visite mediche dei giocatori. Una vera e propria attrazione e modello di business che richiama intere famiglie, con vari margini di target. È decisamente l’élite degli stadi, per comodità, visibilità e grande fascino. A Reggio Emilia, invece, la Mapei, per far fronte alla acquisizione e alla ristrutturazione dello stadio “Città del Tricolore”, ha investito 3,75 milioni, spesi tra il 2010 e il 2012 dopo il fallimento della Reggiana. Lo stadio, con manto sintetico, spogliatoi e panchine nuove, può accogliere 23.717 spettatori. A


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Bergamo, la famiglia Percassi ha acquistato il vecchio “Atleti Azzurri d’Italia” nel 2015 per poi rinnovarlo con 35 milioni, lavori conclusi nel 2019, e cambiare il suo nome in “Gewiss Arena”. Ha una capienza di 21.300 spettatori. Un altro stadio all’avanguardia, e confortevole come pochi, è quello di Udine: la “Dacia Arena”, costruita in 3 anni, con una spesa complessiva di 25 milioni di euro finanziati dalla famiglia Pozzo. Inaugurato nel 2016, dopo uno conflitto che ha visto il sindaco di Udine contrariato riguardo la scelta di intitolarlo come lo sponsor, ha capienza di 25.132 spettatori. A Frosinone ci sono voluti 40 anni per costruire il “Benito Stipre”: i lavori sono iniziati nel 1974. Lo stadio è fra gli impianti più belli, ha capienza di 16.125 spettatori, e ha avuto un costo di 20 milioni di euro. A favorire la realizzazione di nuove strutture gestite direttamente dalle società, ( o la privatizzazione degli impianti sportivi esistenti),c’è un disegno di legge che dà il via alla corsa ai nuovi stadi. Il ddl, intitolato “per favorire la costruzione e la ristrutturazione di impianti sportivi e stadi anche a sostegno della candidatura dell’Italia a manifestazioni sportive di rilievo europeo o internazionale”, è stato approvato all’unanimità a inizio ottobre dalla commissione Cultura del Senato. È proprio alla ristrutturazione degli impianti si stanno preparando grandi club come Roma, Fiorentina, Bologna e Cagliari, che sembrano essere le

società più avanti verso stadi moderni e polifunzionali, rigorosamente di proprietà e volti a proiettare i club nel nuovo modello di business. Milan e Inter, invece, restano al soglio della decisione del Comune di Milano riguardo il futuro di San Siro: del nuovo stadio si parla da anni ma non c’è nulla di concreto. Intanto nel 2026 scatteranno i settant’anni dalla costrizione di San Siro. Questo vuol dire che la struttura diventerà, per legge, un bene culturale. Più cultura che sport.

11 SAN SIRO Considerato uno degli stadi più belli d’Italia, è di proprietà del Comune di Milano ed è nominato “il tempio del calcio“

Giancarla Manzari

In Puglia, a Bari

Il “San Nicola” rimesso a nuovo Lo stadio San Nicola di Bari è stato progettato da Renzo Piano nel 1990, ed è soprannominato da lui stesso “l’astronave”, per via della sua conformazione architettonica. Inaugurato nel 1990, è stato realizzato in occasione della 14ª Coppa del Mondo di calcio. La sua capienza è di ben 58.270 spettatori. Quest’anno sarà riqualificato grazie ad oltre 11 milioni di euro stanziati dalla Giunta comunale. Ad annunciarlo, è stato l'assessore allo Sport, Pietro Petruzzelli, che con un post social ha voluto fare il punto della situazione. «Tutti i seggiolini diventeranno biancorossi, anche quelli delle Curve e della parte inferiore della Tribuna ovest. Verranno ripristinati i 26 petali di copertura degli spalti spazzati dal vento o logorati dall'uso in questi anni - ha aggiunto Petruzzelli -. In questi giorni abbiamo concluso le gare d'appalto e ora stiamo verificando la documentazione amministrativa delle imprese che si sono aggiudicati i lavori». 16-31 gennaio 2022


Calcio a cinque Il Manfredonia, alla sua prima storica stagione in Serie A, in Puglia a fine 2021 ha ingaggiato il fenomeno italiano di è arrivato origini brasiliane classe 1981 un imperatore

LA SQUADRA Il Manfredonia contro la L84. Foto di Lucia Melcarne (profilo Facebook del Vitulano Drugstore c5 Manfredonia)

L’imperatore. È questo il soprannome che Adriano Foglia, grazie alle sue magie e ai suoi trionfi, si è guadagnato nella sua lunga carriera nel futsal, calcio a 5. Miglior giocatore di movimento ai Futsal Awards (l’equivalente del Pallone d’oro) nel 2003, tre volte capocannoniere della Serie A, un Europeo, un campionato brasiliano e due italiani, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane, una Uefa Futsal Cup, una Coppa Libertadores e una Coppa Intercontinentale. A dicembre il fuoriclasse, dopo l’ultima esperienza a Napoli, è sbarcato in Puglia,

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La storia

Il futsal e le sue origini sudamericane Il futsal, l’altro nome con cui è conosciuta questa disciplina, è uno sport di squadra derivato dal calcio. Nasce nel 1930 in Uruguay, grazie a una intuizione di Juan Carlos Ceriani, professore di educazione fisica della YMCA (Young Men’s Christian Association) di Montevideo. Alla base, vi è la necessità di far giocare i ragazzi a pallone sia in una piccola palestra sia all’aperto, sui campi da basket e di hockey su pista. Senza distaccarsi dal calcio, poiché sono gli anni in cui la nazionale uruguaiana vince due Olimpiadi e la prima edizione dei Mondiali. Questo sport si diffonderà presto in tutta l’America Latina e, soprattutto, in Brasile, per poi salpare, molti anni più tardi, alla volta dell’Europa. Si gioca in 5 (un portiere e 4 giocatori di movimento), in due tempi da 20 minuti ciascuno separati da un intervallo. Le regole sono simili a quelle del calcio, tuttavia non c’è il fuorigioco, le rimesse laterali si battono coi piedi e le sostituzioni sono illimitate. (E.S.) 16-31 gennaio 2022

per aiutare il Manfredonia a raggiungere la salvezza, portando un alto carico di esperienza e aumentando il tasso tecnico della squadra biancoceleste. Si è ambientato subito, realizzando già il suo primo gol con la nuova maglia, dopo pochissime apparizioni. È stato facile dire sì quando una società ambiziosa come il Manfredonia ti ha cercato? “È stato molto facile, anche perché alcuni giocatori mi hanno parlato davvero bene della società. Anche il presidente del Napoli mi ha consigliato di accettare la proposta. È un’esperienza nuova per me, perché non ho mai giocato in una squadra che deve salvarsi. Devo metterci tanto impegno e tanta voglia. Sono sicuro che ci toglieremo molte soddisfazioni, tutti insieme, perché il Manfredonia se lo merita. Speriamo di salvarci, perché qui sto molto bene e voglio rimanerci ancora a lungo”. Contro il Polistena è arrivato anche il primo gol in Puglia. Un’avventura iniziata nel migliore dei modi. Che sensazioni hai provato? Ti sei ambientato velocemente? “La mia prima partita, contro la Sandro Abate, non è stata buona, per me e per tutta la squadra. Io, tra l’altro, avevo fatto un solo allenamento con i miei nuovi compagni. Ma contro la L84, al mio esordio casalingo, è arrivata una grandissima vittoria, la prima tra le mura amiche per la squadra.


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Ho giocato bene e ho aiutato i compagni, ma ho anche sbagliato una grande occasione. Poi con il Polistena è arrivato il primo gol. Peccato che il campionato si sia fermato, perché eravamo in un ottimo momento. Non erano mai arrivate due vittorie di fila in questa stagione. Adesso abbiamo ripreso ad allenarci, per arrivare a febbraio pronti a fare più punti possibili”. Il campionato è combattuto e la battaglia per la salvezza è apertissima, ma il Manfredonia si è rilanciato. Quanto credete in questo obiettivo? “Noi ci crediamo tantissimo. Sono arrivati altri due giocatori dal Brasile, con voglia ed esperienza. Ci stiamo allenando sempre e dobbiamo remare tutti quanti insieme. Sarà dura. Nella prima parte di campionato, ho visto che la squadra non riusciva a vincere nonostante buone prestazioni, in cui giocava anche meglio degli avversari. Adesso speriamo di salvarci, perché se lo meritano la società e i tifosi. Contiamo nel loro supporto quando si ricomincerà, perché sarà una guerra e vogliamo rimanere in Serie A”. A livello personale, invece, quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione? “Il mio obiettivo è sempre quello di fare bene e continuare con la voglia di un ragazzino. Vorrei che ci salvassimo, perché il prossimo potrebbe anche essere il mio ultimo anno in Serie A. Io, però, sto molto bene e non ho problemi fisici. Voglio aiutare la squadra, portare esperienza e fare anche qualche “golletto” (ride). Sono questi gli obiettivi che vorrei raggiungere a fine anno”. Con 66 gol, sei il secondo miglior marcatore della Nazionale Italiana. Che ricordi ti legano alla maglia azzurra? “Sì, ho fatto un po' della storia della Nazionale Italiana e sento un legame fortissimo. Essendo arrivato in Italia a 18 anni, a lei devo il prestigio e la fama internazionale, ma anche le mie esperienze con le migliori squadre brasiliane, perché, quando sono andato via dalla mia terra, nessuno mi conosceva e non avevo mai giocato una partita di Serie A, solo nelle giovanili. Perciò sono legatissimo alla Nazionale. Ho vinto anche un Europeo e ho raggiunto un secondo posto al Mondiale. Sono bei ricordi”. Torniamo indietro di 19 anni, quando, nel 2003, sei stato eletto miglior giocatore di movimento ai Futsal Awards. Che emozioni hai provato nell’essere votato come migliore al mondo? “È stato un grande orgoglio. Davvero impressionante perché, a quei tempi, c’erano giocatori di altissimo livello che hanno fatto la storia del futsal. Giocatori che non avrebbero mai dovuto smettere. Io, tra l’altro, avevo solo 22-23 anni. Tutt’oggi, quando vedo il mio nome in quella lista, mi vengono i brividi”. Quando e come è nata l’idea che saresti diventato un giocatore di calcio a 5? “Io giocavo sia a calcio 5, sia a 11. Sono nato

giocando a pallone, perché mio padre è stato un calciatore, anche se ha sempre giocato nei campionati statali, mai in quelli nazionali. Mi portava a vedere le partite e io conservo le foto di me, piccolino, con la sua squadra. Intorno ai 16 anni ho dovuto scegliere tra il calcio a 5 e quello a 11. Poiché ero di statura molto bassa, nel calcio a 11 giocavo poco, mentre in quello a 5 avevo sempre la palla tra i piedi. Quindi ho scelto il futsal”.

13 ADRIANO FOGLIA L’imperatore esulta per la vittoria. Foto di Lucia Melcarne (profilo Facebook Vitulano Drugstore c5 Manfredonia)

Emanuele Saponieri

Le sette sorelle

Le squadre pugliesi in Serie A Il Manfredonia è l’unica squadra a rappresentare la Puglia nella Serie A 2021/22. In precedenza, sono state soltanto sei le squadre che hanno partecipato alla massima divisione. Le prime furono il Taranto nel 1993/94 e il Bari nel 1995/96, ma entrambe chiusero le rispettive stagioni con una retrocessione. Nel 2006/07 è iniziata la scalata del Bisceglie, che ha partecipato a sei edizioni consecutive, raggiungendo come miglior risultato una semifinale play-off (quarto posto) nel 2009/10 e le semifinali di Coppa Italia nella stagione d’esordio. Nel 2010/11 sale in Serie A il Putignano, che vi rimane tre stagioni, agguantando per due volte l’ottava posizione (quarti di finale nei playoff) in campionato e i quarti di finale di Coppa Italia. Nel 2013/14 il Martina raggiunge lo stesso traguardo, ma a fine stagione la società viene sciolta. Nel 2017/18 è la volta del Cisternino, che chiude il campionato in decima posizione, ma non si iscrive l’anno seguente. (E.S) 16-31 gennaio 2022


Mattarella-bis per colpa dei partiti indecisi a tutto Sergio Mattarella rieletto presidente della Repubblica con 759 voti, all’ottavo scrutinio di sabato sera. Concede il bis chiesto dal pubblico al teatro La Scala il 7 dicembre scorso. Aveva dichiarato di non essere disponibile per un secondo mandato. Ha dovuto cedere all’incapacità dei partiti di convergere sul nome di un successore. Così, accantonate le prospettive personali, si è rimesso alla decisione del Parlamento per garantire la continuità politica in questo periodo di emergenza pandemica. «Queste condizioni impongono di non sottrarsi ai doveri cui si è chiamati - ha detto dopo la visita dei presidenti delle Camere, che gli hanno comunicato l’esito della votazione - e debbono prevalere su altre considerazioni». Intanto, le forze politiche escono con le ossa rotte dalla scelta del capo dello Stato. (29 gennaio)

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Dall’estero

Terremoto e tsunami

Russia e Ucraina vicini e lontani

Erutta il vulcano alle isole Tonga Solo dopo una settimana i primi

Spirano venti di tensione nell’Est Europa. L’ammassamento di militari russi al confine della regione ucraina del Donbass mette sull’attenti tanto gli Stati Uniti quanto l’Unione europea. Parte delle truppe, arrivate per una tradizionale esercitazione, staziona ancora al confine. L’obiettivo di Kiev è placare il conflitto nel Donbass e riprendere rapporti sicuri con la Russia, scomodo vicino di casa. Pertanto è alla ricerca di supporto internazionale, in particolare dalla Nato e dall’Ue. Il presidente degli Stati Uniti, Biden, ha confermato il supporto all’omologo ucraino, Zelenskij. Dal canto suo, la Russia è infastidita dall’espansione della Nato fino in Ucraina. Putin, in una chiamata con il presidente francese, Macron, ha protestato contro il ‘no’ dell’Occidente di rifiutare le adesioni di ex repubbliche sovietiche alla Nato. Il ministro degli esteri russo, Lavrov, ha però assicurato: “Non vogliamo la guerra”. (18 gennaio)

Per giorni, l’arcipelago di Tonga è rimasto fuori dal mondo. La terribile eruzione del vulcano Hunga Tonga prima, e il forte tsunami dopo, hanno interrotto le comunicazioni col mondo esterno. Il manto di cenere sull’aeroporto ha impedito l’arrivo degli aiuti. Le immagini satellitari delle forze di difesa neozelandese hanno mostrato uno scenario drammatico: interi villaggi ed edifici sono stati spazzati via. L’esplosione del vulcano sottomarino è stata così forte che la sua onda d’urto ha viaggiato per tutto il globo, raggiungendo persino l’Italia, a circa 17.000 chilometri di distanza. Una settimana dopo, le operazioni di soccorso sono finalmente iniziate. Sull’isola principale di Tonga sono arrivati i militari australiani, ma ci vorranno molte settimane prima del ritorno ad una relativa normalità. (16 gennaio)

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Polemiche su posizioni anti aborto

dei diritti delle donne e delle persone Lgbt. Non sono mancate le polemiche, soprattutto per le sue posizioni antiaborto. “Le mie posizioni sull’aborto saranno quelle del Parlamento europeo che ora rappresento”, ha confermato la neopresidente. Malta è un unicum nell’Unione. Infatti a La Valletta è ancora legale la pratica dell’aborto. (18 gennaio)

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La nuova presidente del Parlamento europeo, dopo la morte di David Sassoli, è Roberta Metsola, eurodeputata maltese membro del Ppe (Partito popolare europeo). Eletta al primo turno sono stati 458 i voti a suo favore su 690 votanti. Per lei sono arrivati anche i voti da parte della Lega. Metsola è stata eletta nel giorno del suo compleanno ed è la più giovane presidente dell’Assemblea di Strasburgo. Sarà la terza donna a ricoprire contemporanemante i tre posti più importanti delle istituzioni europee dopo la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e la presidente della Banca centrale europea Cristine Lagarde. Nel suo discorso di insediamento, dopo un ricordo doveroso a Sassoli, ha toccato temi importanti passando dal Green Deal e al cambiamento climatico all’infodemia dovuta all’emergenza pandemica, passando poi alla difesa

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Una donna al Parlamento europeo eletta la maltese Roberta Metsola

PAGINA A CURA DI: Silvio Detoma Serena Nuzzaco Carmen Palma Emanuele Palumbo Luca Scattarella Cesare Zampa

Caso di Omicron in Cina

Olimpiadi Pechino 2022 stop vendita dei biglietti

15 Bloccata la vendita dei biglietti per le Olimpiadi invernali di Pechino. La Cina corre ai ripari e alza l’allerta sulle misure di contenimento della variante Omicron dopo il primo caso registrato. L’allarme è scattato dopo che una ragazza di 26 anni è risultata positiva a Omicron nonostante non fosse uscita dalla città nelle due settimane precedenti. La causa sarebbe da attribuire a

un pacco proveniente dal Canada su cui sarebbero state trovate tracce del virus. Alla competizione potranno assistere solo gruppi di persone selezionate. Per quanto riguarda atleti e accompagnatori che parteciperanno alle Olimpiadi, le regole restano invariate. Dovranno seguire le procedure che consentono l’accesso solo se vaccinati o dopo 21 giorni di quarantena. (18 gennaio)

Tennis e vaccini

No-vax Djokovic: il caso del campione serbo espulso dall’Australia Essere il numero uno al mondo del tennis mondiale ma essere escluso da uno dei tornei più prestigiosi della stagione. È il paradosso di Novak Djokovic, il tennista più forte ed influente al mondo (10 milioni di follower su Instagram), presentatosi a Melbourne per disputare gli Australian Open senza però essersi vaccinato. Dall’arrivo del serbo all’aeroporto della capitale australiana è scoppiata un’autentica battaglia legale. Nole è stato subito bloccato in aeroporto per irregolarità legate alla sua esenzione per il vaccino anti Covid e portato al Park Hotel, albergo in cui risiedono rifugiati politici e richiedenti asilo. Nei giorni seguenti i legali del serbo hanno impugnato la revoca del visto decisa dal Governo australiano. L’ultimo atto è spettato alla Corte Federale che il 16 gennaio ha respinto all'unanimità l'appello del tennista contro la cancellazione del visto sancendone l’espulsione dall’Australia e l’addio agli Australian Open. (16 gennaio) 16-31 gennaio 2022


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1-14 febbraio 2019


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Mediaterraneo News 16-31 gennaio 2022 by Medi@terraneo News - Issuu